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Università degli Studi di Brescia

Facoltà di Ingegneria
Corso di Laurea in Disegno Industriale

SLICE
Progetto di un sistema di salita domestica.

Chiara Leonardi
Designer

Studio Leonardi, via Ambaraga n.37


Brescia
Brescia, 15 Giugno 2009

Slice. Designed by
Progetto di un sistema di salita domestico Chiara Leonardi
2
Sommario

La scala.......................................................................................................5

1.
Esigenze, normative e sicurezza..............................................................6
1.1.
Esigenze................................................................................................6
1.2.
Normative e sicurezza...........................................................................6

2.
Il progetto....................................................................................................7
2.1.
Concept..................................................................................................7
2.2.
Scelta di progetto...................................................................................8
2.3.
Sviluppo e dimensionamento.................................................................8
2.4.
Ergonomia..............................................................................................9

3.
La tecnica..................................................................................................10
3.1.
Materiali................................................................................................10
3.2.
Processo produttivo.............................................................................16
3.3.
Filettature.............................................................................................16
3.4.
Montaggio............................................................................................16
3.5.
Modalità operative................................................................................16
3.6.
Applicazioni alternative........................................................................16

Conclusioni...............................................................................................17

Allegati......................................................................................................18

Bibliografia................................................................................................32

Sitografia...................................................................................................32

Slice. Designed by
Progetto di un sistema di salita domestico Chiara Leonardi
3
Indice delle tabelle...................................................................................33

Indice degli allegati..................................................................................33

Slice. Designed by
Progetto di un sistema di salita domestico Chiara Leonardi
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La scala
Introduzione

La scala è una struttura di collegamento verticale fra i diversi livelli


distribuiti nello spazio; è simbolo di tensioni ascensionali ed elemento di
continuità spaziale.

Le scale sono composte da una successione di piani orizzontali (pedate),


posti ad altezza via via crescente su cui la persona può salire scendere a
piedi raggiungendo diverse quote.

Le scale portatili sono particolari scale domestiche, facilmente trasportabili


ed istallabili a mano, senza l’ausilio di mezzi meccanici, che per la loro
efficacia vengono usate da un’ utenza differenziata in base ad età, statura,
corporatura, esigenze, agilità, che adopera la scala per assolvere differenti
mansioni.

Esistono svariate tipologie di scale domestiche sul mercato: dalle scale a


pioli più tradizionali, a quelle pieghevoli, telescopiche, richiudibili,
ultrasottili, a doppia salita, da parete, treppiedi, a fisarmonica, sospese,
estendibili, scorrevoli, applicabili al letto a castello ecc.
Il design si è mosso per dare innovative risposte alle esigenze d’uso, di
sicurezze e di carattere estetico.

Qui di seguito viene presentata la relazione tecnica del progetto


commissionato, corredato da una breve ricerca dello stato attuale dell’arte,
dei concepts di partenza e della successiva ingegnerizzazione, così che
ne si comprenda l’iter progettuale, gli usi e le potenzialità.
I riferimenti alle immagini, presenti nel testo, rimandano alle schede
illustrative a fine documento.

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1.
Esigenze, normative e sicurezza
1.1.
Esigenze
Le scale sono strutture funzionali dimensionate in base al movimento
umano dell’arrampicarsi o del salire su piani inclinati.
La larghezza della pedata, che corrisponde alla superficie calpestabile è
strettamente legata all’altezza dell’alzata, essendo ambedue
commensurate allo spostamento orizzontale e al dislivello che può essere
superato da una persona con un solo passo col minor sforzo possibile.
L'aumento della pedata corrisponde ad una riduzione dell'alzata e
viceversa.
Posta una lunghezza di circa 64 cm per un passo comodo in piano,
secondo la formula di Blondel, si deduce che:

2a + p = 62÷64 cm.

dove a è il valore dell'alzata e p il valore della pedata.

Per evitare problemi di vertigine ed equilibrio, la scala deve trasmettere


idea di stabilità, di dinamismo, di efficacia e affidabilità, deve poter
sostenere un carico corrispondente al peso di una persona più un
eventuale carico trasportato senza che si verifichino spostamenti e
oscillazioni. Il suo uso deve essere intuitivo, il suo trasporto non deve
causare affaticamento. La scala deve poter essere confortevole ma
occupando minor ingombro possibile, deve poter permettere il
raggiungimento di spigoli, pareti o il centro di una stanza. Le sue
superficie devono essere lavabili ed antiscivolo. Il corrimano deve essere
posto ad una altezza compresa tra 0,90/1 m.

1.2.
Normative e sicurezza
Le scale portatili devono garantire stabilità durante l'impiego.
La normativa di riferimento che regola le scale portatili è contenuta negli
articoli 18, 20, e 21 del DPR 547/55 e nell’art. 8 del DPR 164/56.

La legge sulle barriere architettoniche prevede l’uso della formula di


Blondel. Altre norme di legge attualmente in vigore per quanto riguarda le
scale sono:
DPR 547/55 art. 18
DPR 547/55 art. 19
DPR 547/55 art. 20
DPR 547/55 art. 21

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2.
Il progetto
2.1.
Concept
Dovendo progettare una scaletta per interni comoda e versatile, ho
sviluppato diverse tipologie che potessero rispondere all’esigenze di un
contesto domestico.

Una prima tipologia, i cui schizzi sono mostrati in Allegati 1, 2 consiste


nella sovrapposizione di tre moduli cavi uguali tra loro a sezione
rettangolare. Esse sono fissate tra loro ma sono libere di scorrere una
sopra l’altra, scoprendo la pedata. I vani di ciascun componente possono
essere utilizzati per la sistemazione di oggetti, anche durante l’ utilizzo
della salita. Le unità sono in materiale polimerico. Una variante può essere
una doppia salita.

Un'altra tipologia di scaletta, evoluzione della più tradizionale scala a pioli,


ha come pedata non un piolo a sezione circolare ma una lastra di forma
rettangolare. I gradini sono fissati solo da un lato al sostegno verticale.
L’altro, quando la scala è chiusa, dà l’impressione di essere integrato ai
gradini mentre invece è libero di scorrere indietro, diventa uno dei due
bracci della scala che tocca terra e crea l’inclinazione per la salita (cfr.
Allegato 3).

Un’altra scala ancora è costituita da una struttura rigida e fissa alle cui
estremità sono presenti due piedistalli a forma semicircolare snodabili
secondo il lato retto, fissato alla struttura. A seconda di come si posi a
terra la scala, il piedistallo inferiore costituisce il pezzo portante. Le due
estremità sono intercambiabili, un blocco farà si che l’angolo voluto
rimanga anche durante l’applicazione del peso.
Quando la scala è chiusa i gradini si nascondono perché un tutt’uno con la
superficie; quando si apre la scala i gradini si piegano paralleli al
pavimento ritagliando nella silhouette la stessa forma delle due estremità
(cfr. Allegato 4).

Un altro concept vede tradotta la classica scala a pioli in una struttura


pieghevole attraverso due snodi; le strutture, che risultano quindi tre
possono essere ripiegate una sull’altra per minimizzare gli ingombri. La
scala aperta, a forma triangolare viene bloccata grazie all’arricciatura di
una delle strutture, che va ad incastrarsi su quella adiacente (cfr. Allegato
5).

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2.2.
Scelta di progetto
Tra le tante tipologie di scale L’idea definitiva è stata sviluppata sul
concetto di scala a chiocciola.

Un sostegno centrale è suddiviso in 6 unità; cinque gradini di altezza


proporzionale e progressiva, sono vincolati al sostegno centrale che funge
da perno ma liberi di poter girare attorno adesso. I gradini sono ottenuti
suddividendo una circonferenza in sei parti; la pianta di ogni gradino avrà
quindi l’aspetto di una “fetta di torta”. Presso il restringimento di diametro
di ogni unità del sostegno ciascun gradino si accoppia grazie ad un foro
ugualmente dimensionato.

Le estremità curve quindi a sezione maggiore si sviluppano


orizzontalmente fino a terra. Man mano che si procede dal basso all’alto,
ingombro di ciascun gradino aumenta lievemente rispetto al sottostante in
modo che una volta sovrapposti tutti i gradini, la scala riduca al massimo il
suo ingombro (cfr. Allegato 6).

2.3.
Sviluppo e dimensionamento
Nelle scale a chiocciola la forma triangolare del gradino implica una
pedata variabile dal centro della scala verso la circonferenza; per
calcolarla esattamente, essa va misurata lungo la linea di percorso,
variabile secondo il diametro della scala.

La prima cosa che si è stabilita è il diametro della scala di 1000 mm.


La linea di percorso va calcolata a circa 250 mm dal corrimano, il che con
un diametro iniziale della scala di 1000mm, ci porta ad un diametro della
linea di percorso di 500mm.
I 5 gradini avranno così pedata 300 ed alzata 170 mm.
Il sostegno centrale, che funge anche da corrimano è alto 850 mm (cfr.
Allegati 7, 8); esso è composto da un cilindro interno, su cui si inseriscono
i gradini e 5 unità cilindriche bordate in modo alternato. Il tutto viene stretto
da due tappi, inferiore e superiore leggermente più alto per far sì che
funga da correttivo ottico. Grazie ai due fori presenti sulla superficie dei
tappi è possibile stringere l’accoppiamento Sia i gradini che i cilindri sono
liberi di ruotare attorno al proprio asse.

Sono necessarie comunque una serie di nervature lungo la superficie


inferiore di ogni gradino così da incrementarne le prestazioni e diminuire i
fattori di rischio.

Lungo tutta la pedata e la parete curva che arriva fino a terra, la nervatura
disegna nel materiale un vano adatto ad accogliere estrusi di elastomero
antiscivolo.

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2.4.
Ergonomia
La pedata stata progettata secondo una popolazione di riferimento media,
essendo la scala ad uso domestico, essa deve poter essere utilizzata a
tutti, senza eccessivi sforzi o adattamenti nei confronti dell’oggetto. La
distanza dal sostegno consente una facile presa che aiuta la salita; è
semplice il montaggio e l’eventuale sostituzione di pezzi.
A seconda di come vengono ruotati gli scalini e delle loro varie altezze, la
composizione può diventare un piano d’appoggio, una scrivania o uno
sgabello.

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3.
La tecnica
3.1.
Materiali
Il sostegno centrale e le cinque unità cilindriche cave sono in acciaio
inossidabile a spessore 2mm.
L’acciaio inox AISI 304 (cfr. Tabella 3.1) presenta un’ottima resistenza alla
corrosione, all’ossidazione, è facilmente lavorabile.

I gradini sono in poliammide 66 (pa66) rinforzata al 30 % in fibre di vetro


(cfr. Tabella 3.2). Essa presenta, a differenza della poliammide non
caricata (cfr. Tabella 3.3) un’ottima resistenza all’usura, durezza e stabilità
dimensionale, basso coefficiente d’attrito, resiste bene alle sostanze
chimiche e agli agenti atmosferici; presenta rigidità e resistenza
meccanica più alte rispetto alla normale PA66 anche la massima
temperatura di utilizzo è maggiore.
Lo spessore è di 5 mm, le nervature, lunghe 20 mm, sono disegnate nello
stampo per rotazionale. Non è necessario però disegnare angoli di sformo
in quanto il ritiro del materiale in fase di solidificazione è giù sufficiente
all’estrazione del pezzo.

Le bande polimeriche sono in elastomero termoplastico vulcanizzato


antiscivolo (cfr. Tabella 3.4).

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Tabella 3.1.

proprietà valore
Proprietà fisiche
Modulo di elasticità alla flessione 196000 N/mm2
Carico di rottura alla trazione 515 N/mm2
Peso specifico 7,91 kg/dm3
massa volumica 0,0103mm/m/ °C
Coefficiente di dilatazione termica 0,12 kcal/kg
Calore specifico 13 kcal/m °C
Conducibilità Termica 1398°C
Temperatura di fusione

Proprietà meccaniche
Snervamento 0,2% min 190 N/mm2
Snervamento 1% min 225 N/mm2
Rottura da 500 a 700 N/mm2
Allungamento min 45 %
DurezzaHB max 215
Resilienza KV min 100 J

Acciaio inossidabile AISI 304

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Tabella 3.2

proprietà Metodo di prova valore


Proprietà fisiche
Densità ISO 1183 1,36 g/cm3
Ritiro allo stampaggio - sp. 2,0 mm (a 60
MPa di pressione in cavità)
Longitudinale al flusso ISO 294-4 0,45 - 0,6%
Trasversale al flusso ISO 294-4 1 - 1,25 %
Proprietà meccaniche
Resistenza all'urto IZOD Allungamento in ASTM D256-A 120 J/m
trazione (velocità 5 mm/min) ISO 527 (1)
a rottura, 23°C ISO 527 (1) 3.2 %
a rottura, 60°C 4%
Carico in trazione (velocità 5 mm/min) ISO 527 (1)
a rottura, 23°C ISO 527 (1) 175 MPa
a rottura, 60°C 135 MPa
Modulo di elasticità ISO 527 (1)
a trazione (velocità 1 mm/min),23°C ISO 527 (1) 9400 MPa
a trazione (velocità 1 mm/min),60°C 8500 MPa

Proprietà termiche
Coefficiente di dilatazione termica lineare da ASTM D 696 8μm/(m•ºC)
+30°C a +100°C (longitudinale al flusso)
VICAT - Punto di rammollimento a 49 N
(incremento termico 50°C/h) 255 °C
HDT - Temperatura d'inflessione sotto carico

C.U.T. - Temperatura di uso in continuo ISO 75 260 °C


(20.000h)
130 °C
Parametri di stampaggio
Essiccazione (almeno 3 ore) 90 - 100 °C
Temperatura cilindro 275 - 300°C
Temperatura stampo 80 - 100 °C
Velocità d'iniezione Media
Stampaggio con canali caldi possibile

Poliammide 66 caricata al 30%con fibre di vetro

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Tabella 3.3.

proprietà Metodo di prova valore


Proprietà fisiche
Densità ISO 1183 1,14 g/cm3
Ritiro allo stampaggio - sp. 2 mm (a 60 MPa
di pressione in cavità)
Longitudinale al flusso ISO 294-4 2 - 2,3 %
Trasversale al flusso ISO 294-4 2 - 2,3 %
Proprietà meccaniche
Resistenza all'urto IZOD ASTM D256-A 25 J/m
Allungamento in trazione (velocità 5
mm/min)
a rottura, 23°C ISO 527 (1) 5%
Carico in trazione (velocità 5 mm/min)
a rottura, 23°C ISO 527 (1) 95 MPa
Modulo di elasticità
a trazione (velocità 1 mm/min),23°C ISO 527 (1) 3600 MPa
Proprietà termiche
Coefficiente di dilatazione termica lineare da
+30°C a +100°C (longitudinale al flusso)
VICAT - Punto di rammollimento a 49 N ASTM D 696 80μm/(m•ºC)
(incremento termico 50°C/h)
HDT - Temperatura d'inflessione sotto carico 245 °C

C.U.T. - Temperatura di uso in continuo 230 °C


(20.000h)
ISO 75 90 °C

Poliammide 66 non caricata

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Tabella 3.4.

proprietà Metodo di prova valore


Proprietà fisiche
Gravità specifica ASTM 792 1.09 g/cc
Proprietà meccaniche
Durezza Shore D ASTM D2240 52.0
Allungamento a rottura ASTM D412 207 %
Modulo elastico ASTM D4065 0.319 GPa
Compressione 70.0 %

Alta comprimibilità in volume con espansione laterale minima.

Elastomero termoplastico vulcanizzato (TVP)

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Tabella 3.5.

proprietà Metodo di prova valore


Proprietà fisiche
Densità ISO 1183 1,09 g/cm3
Ritiro allo stampaggio - sp. 2 mm (a 60 MPa
di pressione in cavità)
Longitudinale al flusso ISO 294-4 0,4÷0,55%
Trasversale al flusso ISO 294-4 0,9÷1,15%
Proprietà meccaniche
Resistenza all'urto IZOD ASTM D256-A 50 J/m
Allungamento in trazione (velocità 5
mm/min)
a rottura, 23°C ISO 527 (1) 1,8 %
Carico in trazione (velocità 5 mm/min)
a rottura, 23°C ISO 527 (1) 120 MPa
Modulo di elasticità
a trazione (velocità 1 mm/min),23°C ISO 527 (1) 10000MPa

Compound dissipativo di fibre vetro su base Poliammide 66 (PA 66)

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3.2.
Processo produttivo
Tutti gli elementi che costituiscono il sostegno in acciaio sono realizzati
secondo imbutitura per pezzi assialsimmetrici.
Il disco primitivo, grazie all’azione di un punzone entro una matrice
appositamente programmata, si deforma plasticamente a freddo
assumendo la forma della matrice. Il pezzo così deformato subisce poi
un’operazione di tranciatura, che fora la parte sottostante, e di bordatura
interna. I due pezzi estremi non subiscono tranciatura.
I gradini vengono prodotti mediante stampaggio rotazionale.

3.3.
Filettature
La filettatura a passo lungo del corpo cilindrico nella sezione a Ø60 mm è
affidata ad un utensile al tornio con uno stelo in acciaio trattato.
Non è necessario alcun blocco che mantenga stretto l’avvitamento perché
non vi possibilità di alterarlo se non volontariamente.

3.4.
Montaggio
Il montaggio consiste nell’avvitamento dei cilindri di sostegno tra loro, a
gradino già posizionato. La rotazione del gradino durante l’uso non
pregiudica l’ affidabilità dell’avvitamento, che non viene allentato.

3.5.
Modalità operative
Per utilizzare la scala è sufficiente ruotare i gradini in modo che loro
altezza sia progressiva.
La scala è stata pensata per raggiungere diverse quote dal centro della
stanza, per elevarsi in altezza anche lungo le pareti o spigoli.

I gradini sono dotati di due inserti metallici, in basso, lungo le due


estremità della parete. A seconda del senso di salita deciso di volta in
volta, sarà sufficiente avvitare all’inserto filettato, la sua vite con testa
sferica. Essa vincolerà i movimento del gradino e ne determinerà
l’apertura massima.

Le quote massime raggiungibili sono progressivamente 170, 340, 510,


680, 850 mm.

3.6.
Applicazioni alternative
Considerando le normale quote cui sono poste le sedute per scrittoi e gli
stessi scrittoi, la scala diventa un’ oggetto polifunzionale.Infatti i gradini alti
340 o al massimo 510 mm possono essere fruttati come seduta, i più alti
come piccola scrivania, i restanti come base d’appoggio.

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Conclusioni
Il presente lavoro è stato frutto della messa in pratica dei concetti che
sono alla base dell’industrializzazione del prodotto, dell’indole dei materiali
e delle logiche della macchina, tipiche del design.

Il progetto, ancora da revisionare definitivamente, è stato pensato per un’


eventuale immissione sul mercato.

In futuro saranno da redigere il manuale d’uso, le norme per la sicurezza


dell’utilizzatore, ed eventualmente certificazioni che ne attestino la qualità.

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Allegati

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18
Allegato 1.
Concept di scala composta da unità cave sovrapposte scorrevoli una
sull’altra

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19
Allegato 2.
Concept di scala composta da unità cave sovrapposte scorrevoli una
sull’altra, apribile “a libro” con cerniera

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20
Allegato 3.
Concept di scala portatile autoportante o per letto a castello

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21
Allegato 4.
Concept di scala per letto a castello

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22
Allegato 5.
Concept di scala ripiegabile

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23
Allegato 6.
Concept di Slice

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24
Allegato 7.
Evoluzione del concept di Slice

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25
Allegato 8.
Sviluppo e dimensionamento delle pedate e della alzate, individuazione
della linea di percorso

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26
Figura 9.
Sviluppo nervature del gradino

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27
Allegato 10.
Gradino e nervature

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28
Allegato 11.
Sistema blocco gradini

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29
Allegato 12.
Blocco gradini

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30
Allegato 13.
Rendering dell’autore

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31
Bibliografia

• Emilio Chirone e Stefano Tornincasa, Disegno tecnico Industrale I, Il


capitello, Dicembre 2007;
• Emilio Chirone e Stefano Tornincasa, Disegno tecnico Industrale II, Il
capitello, Dicembre 2007;
• Ashby Michael e Johnsn Kara, Materiali e design, CEA, Gennaio 2005.
• Ashby Michael, La scelta dei materiali nella progettazione industriale, CEA,
Gennaio 2007;
• Oehler Gerhard, Kaiser, Stampi per taglio, tranciatura ed imbutitura,
Tecniche Nuove, 1995.

Sitografia

• http://www.lati.com/http://www.omnsexus.com/;
• http://www.matlab.com/;
• http://www.atiplast.it/;
• http://www.radicigroup.com/plastics/it/;
• http:// www.webuser.unicas.it/
• http://www.alterini.it/aisi-304.html
• http://www.magisdesign.com/
• http://www.kartell.it/
• http://www.foppapedretti.it/
• http://www.scale.it/normativa.htm
• http://www.sicurezzaedile.it/Normativa_on_line.htm
• http://www.coemn.org/cpt/scale_portatili.doc
• http://www.protezionecivile.tn.it/scuola/files/2008/
• http://www.alfredoneri.com/progettazione%20scale.htm
• http://www.polimerica.it/

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32
Indice delle tabelle
Tabella 4.1. Acciaio inossidabile AISI 304 13
Tabella 4.2. Poliammide 66 caricata al 30%con fibre di vetro14
Tabella 4.3. Poliammide 66 15
Tabella 4.4. Elastomero termoplastico vulcanizzato (TVP) 16
Tabella 4.5. Compound dissipativo fibre vetro 17

Indice degli allegati


Allegato 1. Concept di scala composta da unità cave sovrapposte
scorrevoli una sull’altra 17
Allegato 2. Concept di scala composta da unità cave sovrapposte
scorrevoli una sull’altra, apribile “a libro” con cerniera 18
Allegato 3. Concept di scala portatile autoportante o per letto
a castello 19
Allegato 4. Concept di scala per letto a castello 20
Allegato 5. Concept di scala ripiegabile 21
Allegato 6. Concept di Slice 22
Allegato 7. Evoluzione del concept di Slice 23
Allegato 8. Sviluppo e dimensionamento delle pedate e alzate,
individuazione linea di percorso 24
Allegato 9. Sviluppo nervature del gradino 25
Allegato 10. Gradino e nervature 26
Allegato 11. Sistema blocco dei gradini 27
Allegato 12. Blocco dei gradini 28
Allegato 13. Rendering dell’ autore 29

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