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GIUGNO 2013

- VOLUME 4 NUMERO 06

Newsletter mensile di aggiornamento scientifico per i professionisti del Sistema Italiano delle Dipendenze

Diagnosi Clinica e Terapia

Campagne Informative

Strategie e Management

USA. I fattori che determinano lastinenza da cocaina

26 giugno: liberi da tutte le droghe

Dal Consiglio Europeo nuove strategie per combattere la dipendenza dal fumo

pazienti con una dipendenza da cocaina sono generalmente considerati difficili nella gestione del trattamento e sono molto spesso soggetti a ricadute. Tuttavia, vi sono pazienti... ...dettagli a pag. 6

nche questanno il Dipartimento Politiche Antidroga stato promotore di Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie la campagna di comunicazione a favore di comportamenti responsabili.

fine del 2012 Bruxelles si era formalmente impegnata verso un inasprimento delle politiche contro il tabacco, con la promessa di rendere la vita dei fumatori e delle aziende di settore sempre pi difficile. ...dettagli a pag. 21 ... dettagli a pag. 17

IN QUESTO NUMERO
Focus On _________________ pag. 2 Italia e Cina: al via la collaborazione sulle politiche antidroga Commissione Europea - Bando 2013 per progetti transnazionali su Prevenzione ed informazione in materia di droga Editoriale _________________ pag. 3
Il DPA punta su strategie condivise a livello internazionale e nazionale sottovalutare i danni alla salute Una revisione sistematica sullefficacia dei trattamenti per smettere di fumare Cannabis, alcol e sigarette: uno studio analizza i consumi nelle razze miste americane Lefficacia degli interventi SBIRT nei pazienti sieropositivi minoranze etniche Dipendenze e suicidi: dagli Stati Uniti un efficace programma di prevenzione Alcol e guida: un programma di prevenzione basato sulla conoscenza delle concentrazioni nel sangue

Strategie e Management ___ pag. 16


Alcol e droga: in Europa 7 giorni di controlli su strada Francia, il Governo punta il dito sullalcol Messico: nuovo progetto UNODC dedicato alla famiglia Dal Consiglio Europeo nuove strategie per combattere la dipendenza dal fumo

Farmacologia e Tossicologia _ pag. 10


Dipendenza: i meccanismi che influenzano la scelta e la ricerca delle sostanze Policonsumo di oppioidi e benzodiazepine in una revisione statunitense Contro la dipendenza da droghe stimolanti funziona la mirtazapina Alcol: i danni alle funzioni cognitive dellassunzione cronica e acuta

Aspetti Psico Socio Educativi _

Dipendenza da Internet, un fenomeno multidimensionale Fare finta di fumare aumenta il desiderio di nicotina Giovani e alcol: il consumo precoce avvicina alla dipendenza Vivere rischiando, cos il giocatore dazzardo mette in pericolo la sua vita

pag. 4

Tecniche Analitiche _______ pag. 18

Diagnosi Clinica e Terapia ____ pag. 6


Droghe e alcol accentuano la violenza domestica USA. I fattori che determinano lastinenza da cocaina Differenze nel consumo di alcol tra studenti, le donne rischiano di pi HIV e disturbi mentali. La ricerca del miglior trattamento Francia: guida sotto leffetto di droghe, non

Fumo e depressione: un legame rischioso per la salute Policonsumo e capacita decisionali: differenze cerebrali in chi fa uso di ecstasy Perdo o vinco? L elettrofisiologia del giocatore dazzardo Alcolismo, nuove terapie farmacologiche per il controllo dell astinenza

Neuroscienze _____________ pag. 12

Italia, tracciabilit dei reperti di cocaina con la risonanza magnetica Nuove sostanze psicoattive, uno studio svedese Messo a punto un metodo di stacking per la rilevazione simultanea di droghe nelle urine HIV, un metodo bioanalitico per studiare limmunosoppressione

Campagne Informative _____ pag. 20


PubLooShocker Blogging day Fai come me 26 giugno: liberi da tutte le droghe

Epidemiologia _____________ pag. 8

Prevenzione _____________ pag. 14 Una prevenzione a misura di adolescenti li tiene lontani dallalcol Fumo: necessari programmi di prevenzione e trattamento specifici per i ragazzi delle

Rapporti Epidemiologici____ pag. 22


Rapporto 2013 sullalcol in 35 paesi europei

Focus On

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Italia e Cina: al via la collaborazione sulle politiche antidroga


Redazione Drog@news

Nessun Paese da solo pu pensare di vincere contro la difficile battaglia delle droghe, ma solo insieme si potr raggiungere questo obiettivo. E quanto dichiarato dallambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, nel corso dellincontro odierno organizzato dal DPA, al quale hanno preso parte Giovanni Serpelloni capo del DPA, e lufficiale di collegamento della DCSA a Pechino. Durante la riunione lAmbasciatore Cinese ha chiesto di conoscere le strategie e gli interventi del Governo Italiano e le principali forme organizzative di coordinamento nazionale e internazionale. Il capo Dipartimento ha evidenziato come sia fondamentale affrontare e supportare sempre di pi il trattamento e la riabilitazione della tossicodipendenza, tenendo ben presenti sia il punto di vista sanitario ma anche sociale, oltre che quello socio-economico. Il grande vantaggio che tutti i Paesi possono trarne il recuperare veramente e non cronicizzare risorse umane, culturali e intellettuali delle persone vittime di questa malattia. Lobiettivo primario quello di organizzare i programmi di trattamento e riabilitazione basandosi su unaccurata conoscenza scientifica nel campo delle neuroscienze e delle scienze riabilitative e del comportamento, che dovrebbero essere sempre pi condivise a livello internazionale. Nel corso dellincontro Ding Wei ha evidenziato che anche in Cina riemerso ed in costante aumento il fenomeno droga che sta diventando una vera e propria malattia sociale mortale. Inoltre, lambasciatore nel riconoscere come il lavoro del DPA sia apprezzato in tutto il mondo grazie ai risultati raggiunti ed anche alle avanzate tecniche per calcolare i consumi di droga, si detto interessato e disponibile a sviluppare una piena collaborazione con lItalia, attraverso linvio di una delegazione governativa cinese di alto livello tecnico per poter predisporre e firmare un accordo di collaborazione con lItalia. Ding Wei ha sottolineato come si siano dimostrate importanti e lungimiranti le misure preventive adottate dal DPA nel campo della lotta alla droga proprio perch precoci e non attuate in et tardiva. segue a pag. 22...

Commissione Europea - Bando 2013 per progetti transnazionali su Prevenzione ed informazione in materia di droga
Redazione Droganews

i segnala la pubblicazione sul sito della Commissione Europea, del bando 2013 per ricerche transnazionali sul tema della prevenzione ed informazione in materia di droga, bando che dispone di uno stanziamento pari a circa 2,6 milioni di euro. Il bando volto a cofinanziare progetti che possono consistere in ricerche, studi, scambi di buone prassi; training, scambio di personale, conferenze, con una particolare attenzione ai nuovi tipi di dipendenza e alle nuove sostanze psicoattive. Le proposte devono focalizzarsi sulle seguenti priorit: sviluppo delle conoscenze, scambio di informazioni, individuazione e diffusione di buone prassi nellambito della riduzione della domanda di droghe; aumento della consapevolezza dei problemi sanitari e sociali causati dal consumo di droghe e promozione di un dialogo aperto con lobiettivo di favorire una migliore comprensione del fenomeno droga; supporto di misure volte a prevenire il consumo di droga e metodi di trattamento, tenendo conto delle pi recenti conoscenze scientifiche; progetti finalizzati al coinvolgimento della societ civile nellattuazione della strategia antidroga dellUnione Europea e di piani dazione in materia di droga; progetti finalizzati al monitoraggio, allattuazione e alla valutazione di specifiche azioni nellambito del Piano dazione 2009-2012. Il bando rivolto ad associazioni ed istituzioni no-profit pubbliche e private, che operano nel settore della prevenzione e dellinformazione sulluso di droga. Questi soggetti possono essere ONG, autorit regionali e locali, universit e centri di ricerca.

segue a pag. 22...

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Editoriale

Il DPA punta su strategie condivise a livello internazionale e nazionale


di Giovanni Serpelloni
l 26 giugno scorso, presso la sede delle Nazioni Unite a Vienna, stato presentato il Report mondiale 2013 sulla droga. In quella sede, alla presenza di Yuri Fedotov, direttore esecutivo dellUNODC, la delegazione italiana rappresentata dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, dal sottoscritto e da altri rappresentanti del DPA, ha ribadito limportanza di sviluppare sempre di pi le collaborazioni internazionali e le politiche di prevenzione a carattere intersettoriale per rendere veramente efficace la lotta alla droga. Yuri Fedotv ha ribadito inoltre la necessit di poter operare in sinergia con le politiche preventive strutturate e condivise dalle varie Nazioni. A margine della presentazione, si tenuto un importante incontro bilaterale con il direttore dellufficio esecutivo del Presidente Obama in materia di droghe , Gil Kerlikoswi, a cui abbiamo partecipato come DPA. Nel corso della sessione ci siamo confrontati sui rapporti e le linee comuni tra lItalia e la Casa Bianca in materia di droghe basati sulle evidenze scientifiche quali capisaldi della prevenzione. In particolare, in materia di riduzione della domanda di droga stata affrontata la tematica dellefficacia della prevenzione ambientale e degli interventi di comunit e lorientamento alle neuroscienze. Oltre a questo sono state poste le basi per la realizzazione di un importante accordo di collaborazione che vedr la sua definizione nellautunno del prossimo anno e che coinvolger non solo gli Stati Uniti, ma una vasta rappresentanza di Stati che opereranno solo ed esclusivamente sulla base di linee operative comuni gi preannunciate e discusse nel documento italiano sulla prevenzione condiviso con lUNODC. Ritengo quanto accaduto a Vienna, e in particolare questo incontro bilaterale con gli Stati Uniti, sia un chiaro segnale che le attivit mondiali in materia di contenimento del fenomeno droga debbono necessariamente abbandonare i principi ideologici per lasciare spazio alle evidenze scientifiche basate sul concetto che la dipendenza una malattia prevenibile, curabile e guaribile e come tale necessita di una adeguata informazione per prevenirla e curarla. Sono quindi sempre pi convinto che coltivare e implementare le collaborazioni internazionali sia la strada giusta per sconfiggere la circolazione della droga che purtroppo non conosce confini n riconosce le frontiere e le sovranit degli Stati. In tale contesto, desidero ricordare che in questi anni il DPA ha perseguito politiche internazionali coltivando importanti accordi e collaborazioni sia nellambito della prevenzione che della ricerca scientifica. Con la Casa Bianca nel 2011 stato siglato un accordo, ancora attivo, che prevede la condivisione e ladozione di strategie comuni a livello internazionale, ma anche lo sviluppo di collaborazioni scientifiche nellambito delle neuroscienze e degli studi di brain imaging sulla compromissione della funzionalit cerebrale e dello sviluppo della maturazione del cervello negli adolescenti. Questo accordo stato lungimirante precedendo di qualche anno anche la nuova impostazione del Governo Obama che ha lanciato, riconoscendolo come importante per levoluzione stessa del Paese, lo studio sul cervello e le sue funzioni.
segue a pag. 22...

Direttore Responsabile
Giovanni SERPELLONI

Direzione del Progetto


Giovanni SERPELLONI Elisabetta SIMEONI Pietro CANUZZI Alessandra LIQUORI ONEIL

Comunicazione Istituzionale
Fiorella CALO

Coordinatori di Redazione
Eugenio Francesco VALENZI Roberta TITO

Comitato Scientifico
Giovanni ADDOLORATO Gian Maria BATTAGLIA Elisabetta BERTOL Corrado CELATA Luigi DONOFRIO Rachele DONINI Roberta FRIGHETTO Bruno GENETTI Teodora MACCHIA Roberto MOLLICA Felice NAVA Daniela ORLANDINI Fabrizio SCHIFANO Elisabetta SIMEONI Lorenzo SOMAINI Franco TAGLIARO Giada ZOCCATELLI

Staff di Redazione
Paolo BERRETTA Luciana CASTELLINI Arianna CIOFFI Carlo DE LUCA Placido M. SIGNORINO Lorenzo TOMASINI Luisa VECCHIOCATTIVI Giulia VINCIGUERRA Staff OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO

Staff Scientifico di Supporto


Diana CANDIO Claudia RIMONDO Catia SERI

Supporto allo Sviluppo Grafico


Riccardo DECONCILIIS

Sede della Redazione


Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri Via dei Laterani n.34 00184 Roma telefono +390667796350 email dipartimentoantidroga@governo.it

Registrazione al Tribunale Civile di Roma


Sezione per la Stampa e lInformazione n. 409/2009 del 01.12.2009 GIUGNO 2013 - VOLUME 4 NUMERO 06

Aspetti Psico Socio Educativi

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Dipendenza da Internet, un fenomeno multidimensionale


Pawlikowski M, Nader IW, Burger C, Stieger S, Brand M. Pathological Internet use It is a multidimensional and not a unidimensional construct. Addiction Research and Theory, Early Online: 110

a dipendenza da Internet rappresenta un problema sempre pi diffuso e dibattuto il concetto se luso patologico di Internet (dallinglese pathological Internet use o PIU) sia da considerarsi un unico fenomeno o debba essere differenziato in un uso patologico di specifiche attivit che accomunano luso di Internet, come il gioco on-line o la dipendenza da siti pornografici. Una ricerca dellUniversit viennese (Austria) si focalizzata su questi aspetti, per meglio comprendere gli elementi comuni e differenziali della dipendenza da Internet in relazione alle differenti e specifiche attivit in rete. Sono stati selezionati tre gruppi di soggetti in base diversi usi di Internet: un gruppo composto da 69 soggetti con uso patologico esclusivo dal gioco (IG) senza consultazione di siti pornografici, 134 soggetti che usano Internet esclusivamente per luso pornografico (IP) e 116 soggetti che usano Internet per entrambi gli scopi (IG + IP). I risultati della ricerca indicano che nei soggetti studiati, le variabili di vergogna sociale e il livello di qualit della vita sono predittivi di una tendenza verso un uso patologico del gioco, ma non per un uso patologico dei siti pornografici. La quantit di tempo speso on-line risultato invece predittivo per luso problematico di entrambi gli aspetti IG e IP. I ricercatori ritengono quindi che la dipendenza da gioco su Internet venga pi comunemente riscontrate in individui che tentano in tal modo di compensare deficit sociali (ad es. vergogna) e insoddisfazioni della vita reale, mentre la dipendenza da siti pornografici sia primariamente usata in termini di gratificazione sessuale. Questa ricerca mostra lesistenza di specifici aspetti predittivi di un eccessivo uso di Internet per alcune attivit ricercate su Internet (giochi o pornografia) oltre ad un uso pi generalizzato e multidimensionale. Questi risultati sottolineano quindi la necessit di promuovere ricerche future per lo studio dei vari aspetti che caratterizzano un uso patologico da Internet, senza considerarlo un semplice fenomeno unitario, ma che possono essere fattori predittivi di una dipendenza.

Fare finta di fumare aumenta il desiderio di nicotina


Garca-Rodrguez O, Weidberg S, Gutierrez-Maldonado J, Secades-Villa R. Smoking a virtual cigarette increases craving among smokers. Addictive behavior, 2013 in press

olti trattamenti di disintossicazione dal fumo di nicotina utilizzano tecniche di tipo immaginativo con lausilio di materiale multimediale (foto, video) come elementi che evocano il consumo della sostanza, il cui fine di consentire una esposizione graduale allo stimolo che porti allestinzione dei processi di ricerca della sostanza. Negli ultimi anni luso di tecniche di realt virtuale ha permesso un pi valido e completo metodo di investigazione della dipendenza da nicotina, arrivando a livelli di stimolazione pi efficaci. Diversi studi riportano infatti lefficacia delle tecniche di realt virtuale nellevocare il craving e aumentare la reattivit psicofisiologica dei tabagisti. La realt virtuale offre la possibilit di interazioni pi complesse con lambiente rispetto alle tecniche di esposizione passiva, con la simulazione di specifici comportamenti, rappresentando un utile strumento anche per la pratica clinica. Una ricerca spagnola ha voluto investigare per la prima volta, lapplicazione della tecnica di realt virtuale in un gruppo di 45 fumatori (maggiorenni, 10 o pi sigarette fumate al giorno) nellassunzione di nicotina, misurando il livello soggettivo di craving e la frequenza cardiaca in diversi contesti ambientali. I partecipanti venivano assegnati ad una delle tre condizioni sperimentali: 16 soggetti simulavano di fumare sigarette in un pub, 14 soggetti simulavano una partita freccette, 15 soggetti simulavano di essere solo allinterno di un pub. Le variabili dipendenti sono state misurate mediante questionari auto somministrati. I ricercatori hanno trovato che nei tabagisti simulare di fumare mediante realt virtuale aumenta dopo solo due minuti di esposizione i livelli di craving e la frequenza cardiaca. Anche la simulazione al fumo in un pub virtuale produce un rapido aumento di desiderio al fumo dopo pochi minuti di esposizione che tende per a stabilizzarsi nel tempo. Nella condizione neutra e nel gioco simulato delle freccette non si registrato invece nessun aumento del desiderio e della frequenza cardiaca. Il gioco rappresenta probabilmente una strategia distraente in grado di controllare il craving per il fumo. Questi risultati suggeriscono che la dipendenza da nicotina potrebbe essere associata ad una eccessiva attenzione verso gli stimoli collegati al fumo, una riduzione dellattenzione verso questi stimoli potrebbe rappresentare un importante fattore di aiuto alla cessazione duso e fornire risultati promettenti nei trattamenti antitabacco.
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Aspetti Psico Socio Educativi

Giovani e alcol: il consumo precoce avvicina alla dipendenza


Blomeyer D. , Friemel CM. , Buchmann AF. et al Impact of Pubertal Stage at First Drink on Adult Drinking Behavior. Alcohol Clin Exp Res, 2013

uso precoce di alcol rappresenta uno dei predittori pi forti per lo sviluppo di un disturbo futuro di dipendenza alcolica, specificatamente quando il consumo precoce avviene durante il periodo della pubert. Diverse ricerche in questo ambito hanno suggerito come il consumo di alcol durante ladolescenza possa avere una potenziale base biologica in riferimento allet del primo consumo di sostanza (dallinglese Age of First Drink effect o AFD). Tuttavia linfluenza della fase puberale allalcolismo, dalliniziazione di uso dellalcol fino allo sviluppo di una dipendenza alcolica negli anni a venire, non stata ancora del tutto bene esaminata. Sulla rivista alcoholism: clinical and experimental research stato recentemente pubblicato uno studio epidemiologico che ha reclutato 283 giovani adulti (131 maschi, 152 femmine) considerando come variabile let puberale in cui avvenuto il primo consumo di alcol (PSFD). Allet di 19, 22 e 23 anni, il comportamento assuntivo di alcol inteso come numero di bicchieri bevuti al giorno, il consumo totale di alcol assunto e il consumo eccessivo della sostanza sono stati investigati somministrando interviste e questionari specifici. Allo stesso tempo, uno studio sperimentale su cavie da laboratorio ha esaminato gli effetti dellesposizione alletanolo in et puberale o adulta (EtOH) in 20 ratti maschi. I risultati della ricerca dimostrano che let del primo consumo di alcol (PSFD) un importante variabile in grado di predire il comportamento assuntivo della sostanza nella prima et adulta, indicando che i ragazzi che consumano alcol durante la pubert mostrano un elevato e maggior consumo di etanolo rispetto ai ragazzi che ne hanno fatto uso dopo la pubert. Questi risultati sulluomo sono corroborati dalle ricerche in ambito animale, che dimostrano come i ratti con la possibilit di un libero accesso allalcol durante il periodo puberale consumano pi alcol anche in et adulta, rispetto agli animali di controllo che hanno consumato la sostanza solo in et adulta. I risultati dello studio sottolineano il ruolo significativo dellet di prima assunzione dellalcol, in particolare se questa viene durante la pubert, per favorire lo sviluppo di un uso abituale dellalcol in et adulta. La coincidenza dei risultati sia in ambito animale che umano, suggeriscono nuove implicazioni per la ricerca fornendo utili indicazioni per la prevenzione del comportamento assuntivo di alcol in giovane et.

Vivere rischiando, cos il giocatore dazzardo mette in pericolo la sua vita


Ligneul R., Sescousse G., Barbalat G. Et al Shifted risk preferences in pathological gambling. Psychological Medicine, 2013

ormai noto che la dipendenza da videogiochi si associa a specifici tratti di personalit (ad es. il livello di autostima) e allinadeguatezza del contesto sociale dappartenenza (ad es. relazioni sociali disfunzionali). Un gruppo di ricercatori delle Universit di Lussemburgo e Rotterdam hanno recentemente istituito una ricerca per meglio comprendere la relazione esistente tra la motivazione al gioco e le tendenze comportamentali alla dipendenza. Lo studio ha previsto il reclutamento di 90 ragazzi di et media pari a 22,83 anni e diagnosi di dipendenza da videogiochi per un totale di 25,32 ora a settimana di gioco e unesperienza di gioco pari a 10,71 anni. I ricercatori hanno voluto identificare le motivazioni implicite al gioco mediante la somministrazione di un compito di decisione lessicale. Le motivazioni esplicite sono state invece ricavate chiedendo a tutti i partecipanti di giudicare i differenti motivi che portano al gioco su

una scala a 7 punti (scala di Likert). Lanalisi dei dati ha permesso di individuare 3 principali motivi che spingono gli individui al gioco compulsivo: linterazione sociale, il risultato ottenuto e limmedesimazione. Tutte e 3 queste variabili sono risultate fortemente caratterizzanti i giocatori dipendenti. In particolare, limmedesimazione implicita ed esplicita assieme alle ore totali di gioco effettuate, sono risultati forti predittori di un comportamento di gioco dipendente. Gli autori della ricerca ritengono quindi che le motivazioni al gioco, tra queste in particolare limmedesimazione, siano da considerare possibili fattori di rischio per la tendenza a sviluppare una dipendenza da videogiochi, specialmente quando queste motivazioni diventano internalizzate e quindi automaticamente attivate nel momento in cui lindividuo si espone ad un gioco computerizzato.

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Diagnosi, Clinica e Terapia

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Droghe e alcol accentuano la violenza domestica


Oberleitner L.M.S., Mandel D.L, Easton C.J., Treatment of co-occurring alcohol dependence and perpetration of intimate partner violence: The role of anger expression, Journal of Substance Abuse Treatment (2013)

a violenza domestica estremamente diffusa negli Stati Uniti. Infatti, in media, una donna su quattro vittima di abusi da parte del partner ed stato osservato che questa condizione spesso associata alluso di sostanze stupefacenti. Ciononostante, tale relazione non stata completamente chiarita dagli studiosi. Ricerche recenti hanno riscontrato che spesso la violenza domestica attribuibile, tra le altre cose, a stati di rabbia e che trattamenti atti a ridurre e dominare la rabbia portano anche ad una riduzione dei comportamenti violenti. Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori dellUniversit di Yale, ha come obiettivo principale proprio quello di esaminare il ruolo della rabbia associato al consumo di sostanze in 73 uomini alcoldipendenti in trattamento per smettere e che avevano subito un arresto per violenza domestica nel corso dellultimo anno. I pazienti presi in esame sono stati monitorati ogni mese

per complessivi 3 mesi. Dallanalisi emerso che i partecipanti con un livello pi alto di rabbia risultavano aver manifestato maggiori comportamenti violenti nel mese precedente lingresso in trattamento e risultavano aver subito maggiori arresti. I partecipanti con alti livelli di rabbia risultavano avere, inoltre, una maggiore percentuale di risultati positivi alletilometro e una maggiore frequenza del consumo di sostanza segnalata durante il periodo di trattamento e la pi alta frequenza di stati di violenza riportata al momento del rilascio. Tali risultati suggeriscono che gli stati di rabbia possono effettivamente essere accentuati dal consumo di alcol o sostanze stupefacenti e che, con tali pazienti, sarebbe utile, secondo gli studiosi, intervenire con lausilio di trattamenti farmacologici mirati, terapie a lungo termine o trattamenti intensivi che mirino a mantenere i risultati ottenuti il pi a lungo possibile.

USA. I fattori che determinano lastinenza da cocaina


McKay J.R., Van Horn D., Rennert L., Factors in sustained recovery from cocaine dependence, Journal of Substance Abuse Treatment, 2013, in press

pazienti con una dipendenza da cocaina sono generalmente considerati difficili nella gestione del trattamento e sono molto spesso soggetti a ricadute. Tuttavia, vi sono pazienti con una grave storia di dipendenza da cocaina alle spalle che riescono a raggiungere periodi stabili di astinenza che possono durare anche per lungo tempo. Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori americani, ha come obiettivo principale quello di identificare i fattori che sono determinanti nella fase transitoria tra il consumo di cocaina e lastinenza oltre i 24 mesi. I dati della valutazione sono stati ottenuti da 3 diversi studi sulla cura del paziente in programmi ambulatoriali intensivi. I partecipanti allo studio 1 (n=268) erano pazienti provenienti da terapie finanziate con fondi pubblici. Quelli dello studio 2 (n=177) e 3 (n=321) erano invece inseriti in programmi ambulatoriali intensivi. I ricercatori hanno osservato che i partecipanti allo studio 1 avevano completato il loro programma di trattamento, della durata di 4 settimane. Quelli degli studi 2 e 3 avevano, invece, completato rispettivamente 3 e 2 settimane di trattamento. I criteri per linclusione al trattamento riguardavano il basso livello di istruzione, una forte motivazione allastinenza e una minore depressione. Inoltre, sono stati inclusi allo studio coloro che sono
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risultati essere maggiormente propensi allauto-aiuto, al cambiamento e che sono risultati in grado di far fronte alle analisi di follow-up per dimostrare leffettiva astinenza da cocaina. Dallanalisi emerso che limpegno allastinenza e la motivazione personale sono dei fattori determinanti per il successo del trattamento e anche per la previsione del consumo di cocaina nei pazienti in terapia. Secondo i ricercatori comunque necessario il prolungamento, il pi a lungo possibile dei programmi ambulatoriali intensivi per una buona riuscita e per evitare il rischio di eventuali ricadute.
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Diagnosi, Clinica e Terapia

Differenze nel consumo di alcol tra studenti, le donne rischiano di pi


Hoeppner B.B., Paskausky A.L., Jackson K.M., Sex Differences in College Student Adherence to NIAAA Drinking Guidelines, Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 2013, in press

l superamento dei limiti raccomandati relativi al consumo di alcol mette gli individui a rischio di incorrere negli effetti dannosi causati da questa sostanza. Questo studio, in particolare, si concentrato sul consumo di alcol da parte di giovani studenti e sullimportanza, da parte dei college universitari, di educare e sviluppare programmi e regole che fissino un limite necessario per la salvaguardia degli studenti. LIstituto Nazionale sullAbuso di Alcol e lAlcolismo (NIAAA) ha stabilito delle linee guida che definiscono come consumo a basso rischio lassunzione di meno di 4 bicchieri al giorno e 14 bicchieri settimanali per gli uomini, mentre per le donne stato fissato un limite di meno di 3 bicchieri giornalieri e 7 drink settimanali. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori americano, ha usato un metodo che analizza giornalmente, nellarco di tutto lanno accademico, laderenza dei limiti quotidiani e settimanali descritti dalle linee guida NIAAA per testare le differenze in base al sesso e agli effetti in termini di tempo. Gli studenti universitari (N=992; 58% donne) hanno dichiarato, su una base bisettimanale, di aver consumato quotidianamente alcol durante il primo anno di college. Dai risultati emerso che le donne superavano frequentemente i limiti settimanali imposti del 15% rispetto agli uomini (12%), anche se, sia uomini che donne, superavano i limiti settimanali allo stesso modo. Dallanalisi dunque emerso che le studentesse universitarie hanno avuto una maggiore propensione a superare i limiti di assunzione di alcol settimanali rispetto agli uomini. Inoltre, le tendenze nel corso del tempo suggeriscono che gli studenti possano sviluppare degli episodi di consumo pesante di alcol. Sono quindi necessari ulteriori studi che si concentrino sulla prevenzione del consumo di alcol.

HIV e disturbi mentali. La ricerca del miglior trattamento


Kaaya S., Eustache E., Lapidos-Salaiz I., et al., Grand Challenges: Improving HIV Treatment Outcomes by Integrating Interventions for Co-Morbid Mental Illness, Plos Medicine, 2013

isturbi mentali, neurologici e consumo di sostanze stupefacenti, rappresentano problematiche che si verificano frequentemente in pazienti affetti da HIV e sono spesso associati ad esiti negativi, tra cui una ridotta aderenza al trattamento con farmaci antiretrovirali, nonch una forte diminuzione della qualit della vita. Una review di PubMed e PsychInfo ha rilevato, tra il 2001 e il 2012, una forte carenza di servizi per la salute mentale e una carenza di cure primarie per i pazienti affetti da HIV, in particolare in quei paesi a basso e medio reddito. Risultati disponibili suggeriscono, tuttavia, che esistono delle opportunit, in assistenza primaria durante la terapia contro lHIV, per integrare interventi atti al riconoscimento e al trattamento di disturbi causati dalla depressione e dal consumo di alcol, efficaci per prevenire disturbi neurocognitivi da HIV. E stato osservato infatti che la depressione due volte pi comune nelle persone affette da HIV, soprattutto quando questa sintomatica rispetto agli individui non infetti. I disturbi neurocognitivi causati dallHIV variano in prevalenza, nel mondo, dal 20% al 56% e, tali disturbi, si aggravano particolarmente nei pazienti anziani e in quelli con immunosoppressione avanzata. Nei paesi a basso reddito, invece, tali disordini sono aggravati dalla povert e dalle infezioni del sistema nervoso centrale. Secondo i ricercatori dunque importante ridisegnare i sistemi sanitari per lintegrazione della cura dei disturbi mentali, neurologici e consumo di sostanze stupefacenti e con quella di altre malattie croniche.

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Epidemiologia

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Francia: guida sotto leffetto di droghe, non sottovalutare i danni alla salute
Saysouda Mahindhorate T. et al., Police custody following driving under influence of cannabis: a prospective study, Forensic Science International (2013)

noto il profilo del guidatore in stato di ebbrezza e la correlazione tra abuso di alcolici e incidenti di auto, tuttavia non noto il profilo del guidatore sotto effetto di droghe nonostante diversi studi evidenzino la correlazione tra uso di droghe e incidenti stradali. Una ricerca francese ha cercato di colmare questa lacuna attraverso uno studio monocentrico sullarchivio di una unit di medicina legale universitaria contenente dati dei soggetti fermati dalla polizia negli anni 2001-2003 perch sospettati di guidare sotto leffetto di stupefacenti. Per la normativa francese, chi viene sospettato di guida sotto effetto di droga viene sottoposto al drug test sulle urine, sul sangue e a visita medica e controllo. I soggetti presenti negli archivi sono stati suddivisi in 4 gruppi: il primo gruppo (205 unit) riunisce i soggetti sospettati per guida sotto effetto di droghe e risultati positivi al drug test sulle urine e sul sangue, il secondo (116) soggetti sospettati ma positivi al drug test urine e negativi sul sangue o negativi ad ambo i test, il terzo ed il quarto

sono gruppi di controllo di cui il terzo (231 soggetti) fermati per guida sotto effetto di alcol e positivi allalcol test, il quarto (2427 unit) fermati dalla polizia per cause diverse. Con dettagliate analisi statistiche sono state valutate le differenze tra i gruppi: i gruppi 1 e 2 hanno analoghe caratteristiche: si tratta di giovani in apparente buono stato di salute, maschi, con et media pari a 26 anni; nel 1 gruppo il 98% sono positivi al drug test urine e sangue per cannabinoidi, l1% per cocaina e l1% per oppioidi, solo il 3% del gruppo segue terapie antidroga. Il terzo gruppo (positivi allalcol test) conta soggetti con et media pi elevata (35), in buona parte recidivi e in condizioni fisiche non ottimali. Dallo studio si deduce che nonostante i guidatori sotto effetto di stupefacenti fermati dalla polizia si presentino in apparente buono stato di salute questa condizione pu portar a sottovalutare la gravit della guida e non considerare gli effetti del maggior tasso di incidentalit ad essa correlati.

Una revisione sistematica sullefficacia dei trattamenti per smettere di fumare


Cahill K, Stevens S, Perera R, Lancaster T., Pharmacological interventions for smoking cessation: an overview and network metaanalysis . The Cochrane Database Syst Rev.2013

l fumo rimane la prima causa prevenibile di malattia e di morte prematura al mondo. In Europa e negli Stati Uniti sono stati autorizzati tre tipi di farmaci che possono aiutare, chi lo desidera, a smettere di fumare: i sostituti della nicotina (cerotti e chewing gum), il bupropione (un antidepressivo) e la vareniclina, un farmaco che agisce sui recettori cerebrali per la nicotina. In Russia e in altre zone dellest Europa, stata autorizzata anche la citisina, un alcaloide con caratteristiche simili alla vareniclina. Una recente revisione sistematica apparsa sulla The Cochrane Library, ha analizzato le 12 precedenti revisioni esistenti sullargomento, pubblicate tra il

2008 ed il 2012, per effettuare una panoramica sullefficacia dei suddetti farmaci. In totale gli autori hanno raccolto evidenze da 267 studi, che hanno coinvolto complessivamente 101.804 soggetti, comparando lutilit delle terapie farmacologiche per la disintossicazione dalla nicotina rispetto al placebo. Dai risultati emerso che tutte e tre le principali classi di farmaci autorizzati aumentano la probabilit di riuscita per chi ha intenzione di smettere di fumare. Con luso della vareniclina sono state ottenute le percentuali di successo pi alte, dalle due alle tre volte, rispetto al placebo. Anche i sostituti della nicotina ed il bupropione hanno superato il

placebo dell80% nei tentativi di disintossicazione. Infine, anche la citisina risultata essere un valido aiuto per chi vuole abbandonare il vizio del fumo e rappresenta una potenziale alternativa nei paesi dov stata autorizzata. Gli autori hanno anche valutato la sicurezza dei diversi farmaci che risultata essere alta per il bupropione, nella forma a lento rilascio, e per le terapie sostitutive alla nicotina. Gli studi per la vareniclina sono ancora in corso, anche se ad oggi non ha mostrato rischi evidenti per la salute, ma sono necessarie comunque ulteriori indagini.

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Epidemiologia

Cannabis, alcol e sigarette: uno studio analizza i consumi nelle razze miste americane
Clark T.T., Doyle O., Clincy A., Age of first cigarette, alcohol, and marijuana use among U.S.biracial/ethnic youth: A population-based study, Addictive Behaviors, 2013

Lefficacia degli interventi SBIRT nei pazienti sieropositivi


Cropsey K.L., Hendricks P.S., Jardin B., et al., A Pilot Study of Screening, Brief Intervention, and Referral for Treatment (SBIRT) in Non-Treatment Seeking Smokers with HIV, Addictive Behaviors (2013)

a maggioranza delle evidenze empiriche relative allinizio del consumo di sostanze si riferiscono ai giovani di razza bianca, seguite da ricerche sulle altre minoranze etniche. Nonostante le documentate disparit etniche/razziali in merito al consumo di sostanze e ai relativi problemi, poco si sa circa la sostanza di iniziazione tra i 5,2 milioni di razze miste negli Stati Uniti. I giovani bi-razziali sono generalmente a maggior rischio di sviluppare problemi di salute e disturbi comportamentali, compreso lutilizzo di sostanze psicoattive. Generalmente, il consumo di sigarette, alcol e marijuana si verifica, infatti, durante ladolescenza. Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori americani, ha come obiettivo quello di confrontare let di inizio di uso di sostanze nei soggette appartenenti a razze miste attraverso lanalisi di 3 sostanze: sigarette, alcol e marijuana. Dallanalisi effettuata emerso che i giovani bianchi-asiatici bi-razziali iniziano a fumare marijuana e a bere alcolici in et molto precoce rispetto ai giovani di razza bianca. I risultati, secondo i ricercatori, evidenziano dunque la reale necessit di una maggiore attenzione al consumo di sostanze tra i giovani bi-razziali, nonch una maggiore attenzione al contesto ecologico in cui risiedono tali giovani. Secondo gli studiosi sarebbe inoltre importante sapere se let di inizio del consumo di un gruppo di razza mista sia pi vicino ad una etnia piuttosto che ad unaltra; questo infatti potrebbe aiutare gli operatori ad individuare le esperienze condivise come quelle relative allo sviluppo dellidentit etnica, caratteristica che comporterebbe linizio del consumo di sostanze stupefacenti.

egli Stati Uniti il 40-70% delle persone affette da HIV/AIDS sono fumatori correnti; una disparit sorprendente rispetto alla stima nazionale del 21% sulla popolazione generale. Il fumo, per le persone sieropositive, associato a numerosi esiti negativi per la salute tra cui infezioni batteriche, polmoniti, broncopneuopatia cronica ostruttiva, enfisema, cancro ai polmoni e un maggior rischio di mortalit per qualsiasi causa. Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori americano, ha come obiettivo quello di valutare laccettabilit, la fallibilit e gli effetti dello screening, dellintervento breve e del modello di invio al trattamento (SBIRT) su un campione di 40 soggetti sieropositivi e fumatori. I pazienti presi in esame sono stati randomizzati a prescindere dal loro status motivazionale in merito alla volont di smettere di fumare e sono stati sottoposti a 8 settimane di terapia sostitutiva della nicotina, combinate con una breve consulenza (n=23) o con cure tradizionali (n=17). I risultati hanno evidenziato che lintervento SBIRT sembra essere accettabile e fattibile dal momento che porta ad una media/ampia diminuzione del consumo di sigarette giornaliere, della dipendenza fisica da nicotina e della riduzione dei sintomi da astinenza. I risultati forniscono dunque un supporto preliminare per lintegrazione del modello SBIRT in cliniche specializzate nel trattamento dellHIV/AIDS al fine di esaminare e fornire un trattamento efficace per i fumatori, a prescindere dalla volont di smettere di fumare. Secondo i ricercatori comunque necessaria lindividuazione di interventi brevi ed efficaci che possano essere facilmente adottati nella pratica clinica e che, quindi, possano portare sempre pi ad un miglioramento complessivo del paziente.
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Farmacologia e Tossicologia

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Dipendenza: i meccanismi che influenzano la scelta e la ricerca delle sostanze


Tunstall B.J., Kearns D.N., Reinstatement in a cocaine versus food choice situation: reversal of preference between drug and non-drug rewards, Addiction Biology, early view, article first published on line on 3 April 2013

tudi recenti hanno mostrato che davanti alla scelta tra cocaina e cibo, i ratti scelgono quasi esclusivamente il secondo. Uno studio su modello animale, realizzato negli Stati Uniti, ha approfondito i potenziali cambiamenti nella preferenza per la cocaina o per il cibo che potrebbero verificarsi durante la privazione da entrambi e durante la reintegrazione dellaccesso alla cocaina o al cibo, in seguito alla privazione. Nel corso delle sessioni di auto-somministrazione, nelle quali cibo e cocaina erano disponibili contemporaneamente attraverso due leve distinte che gli animali dovevano premere, i ratti hanno mostrato una preferenza stabile per il primo, che veniva scelto nell83% dei casi. Dopo un periodo di estinzione dei comportamenti di ricerca di cibo o sostanza, i ratti sono stati sottoposti a situazioni che portavano a ricercare nuovamente cibo (scossa alla zampa) o cocaina (somministrazione della sostanza). Dai risultati emerso che nei ratti a cui veniva somministrata

una dose di cocaina si osservava una significativa ricerca della sostanza rispetto alla ricerca di cibo. I risultati, osservano gli autori dello studio, suggeriscono dunque che nonostante i ratti generalmente preferiscano il cibo alla cocaina, quando contemporaneamente disponibili, potrebbero sussistere delle condizioni in cui il comportamento di ricerca della cocaina superi quello del cibo. Situazioni rappresentate, ad esempio, da periodi in cui un tossicodipendente in astinenza attraverso una fase di forte motivazione alla ricerca della droga, affrontando un aumentato rischio di ricadere nella dipendenza. Lidentificazione di altre situazioni e di altri fattori ambientali che possono contribuire a far preferire la ricompensa rappresentata dalla droga piuttosto che quella indotta da altri fattori pu essere daiuto, concludono i ricercatori, nello spiegare la scelta maladattiva per la ricompensa rappresentata dalle droghe che caratterizza la dipendenza.

Policonsumo di oppioidi e benzodiazepine in una revisione statunitense


Jones J.D., Mogali S., Comer S.D., Polydrug abuse: A review of opioid and benzodiazepine combination use, Drug and Alcohol Dependence, 1 September 2012, vol. 125, n. 1, pp. 8-18

l trattamento della dipendenza da cocaina continua a costituire una sfida terapeutica, affrontata ancora con la sostituzione della dopamina che implica luso di un agonista dopaminergico che sopprima lastinenza e il desiderio. Sebbene sia stato a lungo sostenuto che questo sia un approccio terapeuticamente efficace, esistono poche evidenze cliniche e pre-cliniche che dimostrino lefficacia di questo trattamento nel prevenire le ricadute nella dipendenza. Un team di ricerca spagnolo ha condotto uno studio su un campione di ratti, utilizzando una procedura con la quale ha sostituito la cocaina con linibitore della captazione della dopamina, la molecola AHN-1055. I ratti sono stati resi dipendenti da cocaina attraverso lauto-somministrazione della sostanza. Dopo aver estinto la dipendenza, la reintegrazione del comportamento di ricerca della cocaina stata indotta attraverso una nuova esposizione alla droga. Dai risultati della sperimentazione, emerso che la somministrazione dellinibitore della ricaptazione della dopamina nei ratti non solo ha portato allestinzione

del comportamento di auto-somministrazione ma ha anche prevenuto la ricaduta nella ricerca della cocaina indotta da una nuova esposizione alla sostanza.Dunque, concludono gli autori, pur necessitando di ulteriori studi, i risultati indicano che una terapia con inibitori della ricaptazione della dopamina, utilizzando farmaci con un basso potenziale di abuso, potrebbe costituire un nuovo potenziale efficace trattamento terapeutico per la dipendenza da droghe stimolanti.

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Farmacologia e Tossicologia

Contro la dipendenza da droghe stimolanti funziona la mirtazapina


Graves S.M., Rafeyan R., Watts J., Napier T.C., Mitarzapine and mitarzapine-like compounds as possible pharmacotherapy for substance abuse disorders: evidence from the bench and the bedside, Pharmacology and Therapeutics, Available online 29 August 2012

a comprensione dei disturbi da uso di sostanze e i problemi associati allastinenza cresciuta negli ultimi anni. Cionondimeno, i pi efficaci trattamenti orientati alla prevenzione delle ricadute sono rimasti elusivi e, in particolare, non sono disponibili terapie farmacologiche approvate dalla Food and Drug Administratione statunitense per il trattamento della dipendenza da psicostimolanti. Le valutazioni cliniche e precliniche dellutilit dei classici antidepressivi, che bloccano la ricaptazione della dopamina, mostrano risultati poco chiari e spesso contraddittori. La mirtazapina lunico antidepressivo approvato dalla FDA che indirettamente aumenta la trasmissione delle monoamine, si presume attraverso lattivit antagonista su recettori multipli, inclusi quelli della norepinefrina e della serotonina. Storicamente, la mirtazapina stata anche considerata un antagonista della serotonina ma evidenze scientifiche recenti indicano che questo farmaco un agonista inverso di questo sottotipo di recettore. Suggerendo un promettente ruolo nella farmacoterapia della dipendenza da droghe con azione mista serotoninergica, la mirtazapina attenua i comportamenti indotti dagli psicostimolanti in diversi

modelli animali di abuso di sostanze e antagonizza le alterazioni elettrofisiologiche e biochimiche indotte dalla metamfetamine. Le scoperte precliniche sono state confermate da casi studio pubblicati in letteratura che documentano i buoni risultati della terapia con mirtazapina su pazienti con disturbi da uso di sostanze. Ad oggi, uno studio clinico su vasta scala che valuti lutilit della mirtazapina nella farmacoterapia dellabuso di sostanze deve ancora essere condotto. Tuttavia, come emerso da questa revisione che ha analizzato le evidenze cliniche e precliniche disponibili, la mirtazapina pu risultare utile nel trattamento della dipendenza da droghe stimolanti.

Alcol: i danni alle funzioni cognitive dellassunzione cronica e acuta


Garcia-Moreno L.M., Cimadevilla J.M., Acute and chronic ethanol intake: effects on spatial and non-spatial memory in rats, Alcohol, 2012, article in press, pp.1-6

l consumo prolungato di alcol pu portare a danni cognitivi e neurologici e produrre alterazioni morfologiche e neurochimiche del sistema nervoso centrale, collegate con disfunzioni cognitive tanto negli umani quanto negli animali utilizzati nei test di laboratorio. Cambiamenti che non coinvolgerebbero in modo uniforme tutto il cervello ma, in modo particolare, la neocorteccia e lippocampo che hanno un ruolo nei processi della memoria, e che risulterebbero fortemente danneggiati dallassunzione di alcol. Una ricerca condotta in Spagna, ha sottoposto un campione di ratti
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ad assunzione cronica o acuta di alcol, ed ha valutato i comportamenti conseguenti in un test sulla memoria, basato sullesplorazione spontanea degli spazi messi a disposizione. I ratti trattati con alcol in modo cronico avevano libero accesso a una soluzione acquosa a base di etanolo come unica fonte di liquidi, a partire dal ventunesimo giorno dopo la nascita e fino alla fine dellesperimento (90 giorni). Lesperimento di assunzione acuta vedeva invece la somministrazione di una dose di alcol una volta a settimana. I ratti sono stati quindi testati sulla memoria spaziale e

sul riconoscimento degli oggetti mostrando che tanto lassunzione cronica di alcol quanto quella acuta hanno influenzato le performance in entrambi i test. Inoltre, i ratti con assunzione cronica sono risultati pi alterati rispetto agli animali con assunzione acuta. Risultati che, concludono gli autori dello studio, sostengono lidea che la somministrazione sia acuta che cronica di alcol durante lo sviluppo postnatale causi vasti danni al cervello che si evidenziano in disturbi comportamentali e ritardi nellapprendimento.

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Neuroscienze

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Fumo e depressione: un legame rischioso per la salute


Odebrecht Vargas Nunes S, Odebrecht Vargas H, Prado E, et al The shared role of oxidative stress and inflammation in major depressive disorder and nicotine dependence. Neuroscience and Biobehavioral Reviews (2013)

na recentissima revisione della letteratura ad opera di ricercatori australiani e brasiliani ha posto lattenzione sul ruolo della condizione infiammatoria e dello stress ossidativo come possibile spiegazione della comorbilit tra disturbo depressivo e dipendenza da nicotina. I ricercatori hanno identificato i fattori che potrebbero essere responsabili dellassociazione tra fumo e depressione: laumento dei livelli sanguigni di citochine infiammatorie, laumento in fase acuta del livello di proteine, la diminuzione dei livelli di antiossidanti e laumento di stress ossidativo, potrebbero rappresentare alcuni dei potenziali meccanismi patofisiologici coinvolti nella neuroprogressione della dipendenza da nicotina in persone con disturbi dellumore. In particolare sembra che la concomitante presenza nellorganismo di stress ossidativo, infiammazione e dipendenza da nicotina possa aumentare il rischio di sviluppare una sindrome depressiva. Tale condizione potrebbe essere mediata dallaumentato livello di citochine infiammatorie, dallattivazione di particolari sistemi di neurotrasmettitori, da un mal funzionamento del sistema ipotalamico-ipofisisurrenale (HPA), dallaumentata produzione di stress ossidativo associato ad una diminuita produzione di antiossidanti con danni al DNA, dallattivazione microgliale, da disfunzioni mitocondriali e da modificazioni delle funzioni genetiche. Il disturbo depressivo e la dipendenza da nicotina sembrano entrambi collegati ad uno squilibrio tra i metaboliti neuroprotettivi e neurodegenerativi per unazione diretta ad opera di enzimi come la kinurenina che contribuiscono alla capacit neuro protettiva del sistema immunitario. I fumatori affetti da gravi disordini mentali presentano un alto rischio di morte prematura, in media 25 anni prima, rispetto la popolazione generale. La lotta contro il fumo quindi, nello specifico quando associata a depressione, dovr tener conto di trattamenti antiinfiammatori che promuovono nuove terapie antiossidanti che prestano attenzione anche alla qualit di vita e della dieta alimentare per promuovere la neurogenesi e la sopravvivenza neuronale.

Policonsumo e capacit decisionali: differenze cerebrali in chi fa uso di ecstasy


Koester P., Volz KG., Tittgemeyer M., Wagner D, et al Decision-making in Polydrug Amphetamine-type Stimulant Users: an fMRI Study. Neuropsychopharmacology, 2013

lcuni ricercatori del dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia dellUniversity Hospital di Cologne in collaborazione con il Werner Reichardt Centre for Integrative Neuroscience di Tubingen e il Max-Planck Institute di Cologne (Germania) hanno descritto lo stato di attivita neurale nei policonsumatori di sostanze stimolanti mediante luso di una tecnica funzionale di Risonanza Magnetica (fMRI). I ricercatori hanno riscontrato una scarsa capacita di saper prendere decisioni associata ad un alterato funzionamento cerebrale, in particolare nei consumatori di sostanze stimolanti come amfetamine ed ecstasy (MDMA). In questi soggetti, gli autori ritengono che i deficit decisionali possono dipendere da unaumentata attenzione verso stimoli immediatamente gratificanti e che non tiene conto delle conseguenze negative a lungo termine. Latteggiamento dei policonsumatori sembra quindi caratterizzato da un rigido schema comportamentale di tipo stimolo-risposta basato sulla ricerca immediata di una gratificazione. Nello studio sono stati considerati 3 gruppi suddivisi in base ad un alto (N=15) e basso (N=18) livello di esposizione a sostanze stimolanti e un gruppo di controllo (N=15). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a fMRI per quantificare lattivit neurale associata alla presa decisionale. Durante la scansione RM, i soggetti dovevano eseguire dei compiti basati su una scelta decisionale a basso o alto rischio di guadagno o perdita monetaria. I risultati della ricerca evidenziano che i gruppi non differiscono significativamente, a livello comportamentale, nella scelta decisionale. In tutti i soggetti lanticipazione alla vincita e quindi al guadagno, porta allattivazione della corteccia frontale e del nucleo striato. Al momento della vincita si attiva inoltre la corteccia fronto-parietale. I dati funzionali dimostrano tuttavia che a livello cerebrale, i soggetti forti consumatori di amfetamine e MDMA mostrano una maggiore attivazione neuronale in situazioni di alta probabilit di vincita. Il pattern di attivit neurale quindi sembra differire nei policonsumatori rispetto ai soggetti di controllo. Nei consumatori di sostanze stimolanti, la probabilita che si verifichi una vincita sembra quindi avere maggiore influenza sulla attivita neuronale rispetto alla vincita effettiva. Questo e un dato importante perche rappresenta un indice di una diversa organizzazione cerebrale nei policonsumatori, in grado di influenzare la capacita decisionale anche quando non sono presenti evidenti differenze sul piano della scelta comportamentale.
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Neuroscienze

Perdo o vinco? L elettrofisiologia del giocatore dazzardo


Kreussela L., Hewing J., Kretschmer N. et al How bad was it? Differences in the time course of sensitivity to the magnitude of loss in problem gamblers and controls. Behavioural Brain Research, 2013

questa la domanda che si sono posti alcuni ricercatori per quantificare, nei giocatori dazzardo, la percezione della perdita e capire quale substrato neuro fisiologico sottende al mantenimento della dipendenza dal gioco. Precedenti ricerche hanno mostrato che i giocatori patologici mostrano diverse distorsioni cognitive, riferite specialmente ad una sbagliata interpretazione dellaspettativa di perdita. In questo studio stata usata una versione modificata del gioco di blackjack per investigare la risposta elettrofisiologica mediante potenziali eventi relativi (ERPs) ad una situazione di perdita, in 20 giocatori dazzardo e 21 soggetti di controllo. Il segnale elettrofisiologico stato registrato in due intervalli di tempo, successivi ad una perdita al gioco. stato anche studiato il cambiamento comportamentale associato sia allaspettativa di perdita che alla perdita avvenuta. I dati dimostrano che tra i 270 e 320 ms dopo la perdita i soggetti di controllo, ma non i giocatori dazzardo, mostrano una diversa risposta ERP suggerendo che laspettativa di perdita valutata pi negativamente della perdita stessa. Tra i 430 e i 180 ms dopo la perdita, gli ERP di entrambi i gruppi mostrano una diversa risposta in funzione del tipo di perdita. Tutti i partecipanti diventano pi cauti nei comportamenti di gioco durante laspettativa di una imminente perdita. Esiste quindi una diversa elaborazione mentale nella percezione di una perdita nei giocatori dazzardo rispetto ai soggetti di controllo che potrebbe dipendere, nei giocatori patologici, da una eccessiva preoccupazione rispetto al guadagno piuttosto che alla perdita. Lo studio elettrofisiologico pu contribuire a capire meglio il comportamento di dipendenza dal gioco patologico e le distorsioni cognitive ad esso associate. In futuro potrebbe essere utile replicare questi risultati ampliando il numero del campione. Lapproccio con gli ERP presenta infatti molti vantaggi: permette di studiare in tempo reale le differenze funzionali di elaborazione (in millisecondi) dei processi mentali di gratificazione e rende quindi possibile identificare i rapidissimi processi mentali che avvengono durante la presa di decisione, sia nellaspettativa sia durante la perdita subita al gioco. Tali conoscenze possono rendere pi comprensibile e quindi pi curabile la dipendenza da gioco patologico.

Alcolismo, nuove terapie farmacologiche per il controllo dell astinenza


Lukas SE, Lowen SB, Lindsey KP et al. Extended-release naltrexone(XR-NTX) attenuates brain responses to alcohol cues in alcoholdependent volunteers: A bold FMRI study. Neuroimage, Sep.2013

l naltrexone (NTX) un farmaco che agisce selettivamente sui recettori mu oppioidi e viene utilizzato per il trattamento della dipendenza da oppiacei, ha una lunga durata dazione (24 ore) con pochi effetti collaterali ed impedisce che questi possano esplicare i loro effetti gratificanti. Inoltre il naltrexone riduce lassunzione compulsiva di alcol ma il suo effetto meno efficace per il mantenimento dellastinenza. I ricercatori del McLean Hospital di Belmont (USA) hanno cercato di capire se luso di naltrexone a rilascio prolungato (RX-NTX) fosse in grado di ridurre la reattivit a stimoli correlati al consumo di alcol e dunque essere efficace per il controllo dellastinenza. Sono stati reclutati 28 alcolisti in trattamento, sia maschi che femmine, tutti sottoposti ad una singola iniezione intramuscolo di naltrexone a rilascio prolungato o di un placebo, in una condizione sperimentale detta a doppio cieco. Scopo della ricerca stato sottoporre i partecipanti ad un compito di stimolazione visiva ed olfattiva utilizzando stimoli evocativi per il consumo di alcol, immediatamente dopo liniezione del farmaco e due settimane pi tardi, e sono stati sottoposti ad analisi con tecnica di Risonanza Magnetica funzionale (fMRI) ad alto campo magnetico. Lattivit cerebrale stata misurata anche prima della somministrazione del farmaco (condizione di baseline). Gli stimoli visivi ed olfattivi collegati al consumo di alcol hanno attivato nei pazienti alcolisti il giro cingolato, la corteccia orbitale, la corteccia olfattiva, il giro frontale medio e frontale inferiore. Lattivazione cerebrale delle medesime aree, dopo somministrazione di XRNTX risultata fortemente alterata nei pazienti trattati. Queste alterazioni sono associate allintegrazione degli aspetti emotivi, cognitivi, di gratificazione, punitivi, di apprendimento e memoria suggerendo che il farmaco in grado di attenuare la salienza agli stimoli collegati allalcol. Levidenza scientifica degli effetti del XR-NTX sul funzionamento cerebrale evidenzia che il farmaco somministrato a rilascio prolungato sarebbe in grado di mantenere lastinenza interrompendo i processi neurali associati al rischio di ricaduta.
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Prevenzione

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Una prevenzione a misura di adolescenti li tiene lontani dallalcol


Conrod P.J., Maeve OLeary-Barrett M., Newton N., Effectiveness of a Selective, Personality-Targeted Prevention Program for Adolescent Alcohol Use and MisuseA Cluster Randomized Controlled Trial, Jama Psychiatry, 2013;70(3):334-342

na ricerca realizzata in un campione di scuole britanniche ha voluto approfondire la validit del Teacher Delivered Personality Targeted Interventions for Substance Misuse Trial (Adventure Trial). Si tratta di un programma di prevenzione selettiva che prevede una specifica formazione del personale docente al fine di mettere gli insegnanti in condizioni di fornire interventi agli studenti con profili ad alto rischio, valutati in una scala di rischio da 1 a 4: sensibilit allansia, senso di sfiducia, impulsivit e ricerca di forti sensazioni. Inoltre, la ricerca ha voluto esaminare la moltitudine di effetti indiretti di questo programma sulla pi ampia popolazione di studenti a basso rischio che non sono stati selezionati per lintervento. Complessivamente, sono stati selezionati 1210 studenti ad alto rischio e 1433 a basso rischio di scuole secondarie londinesi. I partecipanti sono stati valutati per il consumo di alcol, per il binge drinking e per problemi legati al bere che si fossero manifestati prima dellinserimento nel campione e a intervalli di sei mesi per due anni. E emerso che il gruppo ad alto rischio ha beneficiato degli interventi previsti dal programma nel corso dei 24 mesi di follow up, riguardo alle quantit di alcol consumate, dellaumento di queste quantit e della frequenza del binge drinking. Alcuni effetti sono stati osservati anche nei ragazzi del gruppo a basso rischio, soprattutto per quanto riguarda i tassi di consumo e la crescita del binge drinking. Questi risultati, concludono gli autori dello studio, danno ulteriore sostegno allapproccio di prevenzione orientato alla personalit e alla sua efficacia quando questo viene utilizzato da personale docente idoneamente formato. Particolarmente innovativi sono i risultati di alcuni lievi effetti che possono emergere da questo programma di prevenzione selettiva.

Fumo: necessari programmi di prevenzione e trattamento specifici per i ragazzi delle minoranze etniche
Kong G., Singh N., Krishnan-Sarin S., A review of culturally targeted/tailored tobacco prevention and cessation interventions for minority adolescents, Nicotine & Tobacco research, Volume 14, Number 12, December 2012, pp.1394-1406

n controtendenza con la generale diminuzione del consumo di tabacco tra gli adolescenti, i tassi di iniziazione al fumo negli adolescenti appartenenti alle minoranze etniche sono rimasti costanti e hanno registrato un aumento negli ultimi anni. Elementi che sottolineano limportanza di sviluppare programmi di prevenzione e interventi costruiti culturalmente nella direzione dellabbandono del vizio. Una revisione della letteratura esistente in materia, realizzata negli Stati Uniti, ha analizzato tredici ricerche che prendevano a loro volta in considerazione altrettanti interventi orientati alla prevenzione e allinterruzione del vizio, sviluppati per una minoranza di adolescenti. Cinque di questi studi si focalizzavano sulla prevenzione, quattro sullinterruzione del consumo di tabacco e quattro su interventi combinati. La maggior parte dei programmi analizzati erano stati realizzati nelle scuole, mentre solo alcuni avevano coinvolto le comunit locali. Sebbene fossero state prese in considerazione diverse minoranze, la maggior parte degli studi avevano riguardato la minoranza ispanica. Il concetto teorico pi comune e maggiormente preso in considerazione stato il modello dellinfluenza sociale. Complessivamente, i risultati della revisione hanno indicato che gli interventi orientati allabbandono del consumo di tabacco non sembrano aver migliorato i tassi di interruzione mentre i programmi di prevenzione costruiti su un modello culturale hanno prodotto tassi diniziazione al fumo pi bassi tra gli adolescenti delle minoranze coinvolte rispetto ai gruppi di controllo. In conclusione, osservano gli autori, questa revisione suggerisce la necessit di sviluppare meglio gli interventi per ridurre luso di tabacco tra le minoranze di adolescenti e che per fare ci indispensabile approfondire la comprensione delle istanze culturali correlate tanto con lavvicinamento quanto con linterruzione del consumo di tabacco tra le minoranze.

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Prevenzione

Dipendenze e suicidi: dagli Stati Uniti un efficace programma di prevenzione


Voss W.D., Kaufman E., OConnor S.S., Comtois K.A., Conner K.R., Ries R.K., Preventing addiction related suicide: a pilot study, Journal of substance abuse treatment, Vol. 44, Issue 5, May 2013, pp. 565-569

e persone con dipendenza da alcol e droghe sono esposte a un rischio 5-10 volte pi alto di suicidarsi rispetto alla popolazione generale. Una relazione che ha pesanti risvolti sulle salute pubblica. Ad esempio, nel 2007 negli Stati Uniti 200mila adulti sono passati per i dipartimenti di emergenza in seguito a tentativi di suicidio correlati alluso di droghe, il 31% aveva una dipendenza da alcol e il 18% da droghe. Per rispondere alla necessit di migliorare le strategie di prevenzione del suicidio in questa fascia di popolazione, stato sviluppato il Preventing addiction related suicide (Pars), sul quale un team di studiosi statunitensi ha effettuato un test pilota. Lo studio, effettuato su 78 pazienti, ha dimostrato significativi cambiamenti, nella fase post trattamento, rispetto alla conoscenza e alle opinioni riguardo alle questioni relative la prevenzione del suicidio. Miglioramenti significativi che sono stati mantenuti al follow up dopo un mese, con cambiamenti in positivo nei comportamenti di ricerca di aiuto negli amici, nella famiglia e in se stessi.

I risultati, anche in base alle osservazioni da parte degli operatori, dimostrano dunque che il Pars un modulo adottabile che pu portare benefici tanto ai pazienti quanto alle agenzie che li assistono. In primo luogo perch stimola i comportamenti di ricerca di aiuto. In secondo luogo, concludono gli autori dello studio, perch associato con aumenti della conoscenza e delle opinioni riguardo al suicidio e alla relazione tra suicidio e dipendenza.

Alcol e guida: un programma di prevenzione basato sulla conoscenza delle concentrazioni nel sangue
Aston E.R., Liguori A., Self-estimation of blood alcohol concentration: a review, Addictive Behaviors, Volume 38, Issue 4, April 2013, Pages 1944-1951

bevitori tendono a sottostimare i tassi di assorbimento dellalcol nel sangue e, di contro, a sopravvalutare quelli di eliminazione dello stesso. Stime errate che vengono inoltre confuse a causa di uno scollamento tra la concentrazione di alcol nel sangue e la percezione del rischio. I produttori di alcolici in genere non forniscono dati a proposito del numero medio di bevande alcoliche che si dovrebbe consumare per raggiungere o superare il livello consentito per mettersi alla guida. Inoltre, mentre i bevitori conoscono i limiti consentiti per legge, non sono altrettanto preparati riguardo alla relazione tra le quantit di alcol consumate e la concentrazione di alcol nel sangue. Leducazione a proposito delle concentrazioni di alcol nel sangue e della loro relazione con le quantit di alcol consumate pu dunque risultare molto utile, soprattutto tra i bevitori con dipendenza perch, al contrario dei bevitori occasionali, hanno minori capacit di individuare il limite oltre il quale non devono andare per poter tornare a guidare, a causa dellelevata tolleranza alla sostanza.

Una revisione delle letteratura esistente sullargomento, effettuata da due studiosi americani, ha analizzato la storia delleducazione alla stima della concentrazione di alcol nel sangue, un procedimento che insegna ai bevitori a distinguere i diversi livelli di concentrazione di alcol nel sangue e ad evitare il consumo di quantit eccessive di alcol. Questo percorso formativo normalmente combina leducazione a proposito del metabolismo dellalcol con lattenzione ai segnali soggettivi interni, associati a specifiche concentrazioni. E emerso che i bevitori con dipendenza da alcol non ottengono buoni risultati nella stima delle concentrazioni, probabilmente a causa dellestrema tolleranza. Di contro, i bevitori moderati raggiungono con maggiore facilit questa abilit. Leducazione allindividuazione di queste concentrazioni importante perch riguarda labilit di percepire il danno che si pu provocare anche al di sotto dei limiti legali per guidare.

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Strategie e Management

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Alcol e droga: in Europa 7 giorni di controlli su strada


TISPOL - www.tispol.org

on lobiettivo di arrivare ad un milione di controlli, da luned 3 a domenica 9 giugno in quasi tutti i paesi del vecchio continente attivo il programma Alcool & Drugs. Si tratta di una settimana di accertamenti su strada (effettuati h24 dalle forze dellordine) per prevenire e contrastare la guida di veicoli a motore, in stato psicofisico alterato dalluso di sostanze dabuso. Questo progetto nasce su impulso del TISPOL, una rete di cooperazione tra le Polizie Stradali, nata nel 1996 sotto legida dellUnione Europea, alla quale aderiscono 29 Paesi tra cui tutti gli Stati Membri oltre alla Svizzera e alla Norvegia, con la Serbia come osservatore. La mission del network quella di sviluppare una

cooperazione operativa tra le polizie stradali europee al fine di ridurre sia il numero di incidenti stradali, che di decessi. Operazione che avviene attraverso azioni internazionali congiunte per laccertamento delle violazioni e le campagne di comunicazione tematiche inserite in specifiche aree strategiche. Dalle ultime rilevazioni pubblicate dal TISPOL emerge che le categorie pi alto fattore di rischio incidente sono: i ragazzi di et inferiore a 21 anni alla guida di un veicolo; i neopatentati, nei primi tre anni dal conseguimento della patente B; i conducenti che esercitano la professione del trasporto di persone (taxi, NCC, ecc.); i conducenti che si trovano alla guida di veicoli adibiti al trasporto

di persone, inclusi gli autoarticolati e autosnodati; i conducenti di autoveicoli che effettuano il traino di un rimorchio (esclusi i carrelli appendice) per un peso complessivo del convoglio sup. a 3,5 T.

Francia, il Governo punta il dito sullalcol


Le Parisien - www.leparisien.fr

ono oramai decenni che una percentuale assai rilevante del prodotto interno lordo (PIL) della Francia si incardina sul comparto vitivinicolo. Con delle ampie prospettive di crescita anche nel prossimo quinquennio, il paese si colloca fra i pi grandi produttori di vino al mondo. Questa condizione si realizza grazie ad una produzione che si aggira attorno ai 50 milioni di ettolitri ogni dodici mesi. A frenare per gli entusiasmi degli addetti al settore e lanciare un nuovo dibattito pubblico sul tema alcol arrivato un recente studio governativo (anticipato la scorsa settimana dallautorevole quotidiano Le Parisien) che ha fatto il punto circa le pesanti ripercussioni del fenomeno alcol a livello socio sanitario. Difatti, a seguito di una ricognizione presso i tribunali penali francesi emerso che pi del 25% delle condanne erano legate allo stato debbrezza. Nello specifico: sul quarto delle sentenze emesse dai giudici transalpini, il 40% erano relative a violenze coniugali, il 30% per reati a sfondo sessuale, mentre un bambino maltrattato su quattro risultava vittima di adulti che avevano alzato il gomito. Il documento non fa sconti a nessuno e descrive

gli alcolici in commercio (vino compreso) come un grave pericolo per la salute psicofisica di tutte le fasce della popolazione. Il comitato interministeriale estensore del documento a conclusione del lavoro svolto, suggerisce linnalzamento delle accise su alcol (ed anche tabacco) unificando le percentuali di prelievo fiscale, attualmente eterogenee (un ettolitro di vino, infatti, gravato solo da 3,55 euro contro 56 euro per i moscati e ben 600 euro per il whisky).

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Strategie e Management

Messico: nuovo progetto UNODC dedicato alla famiglia


United Nations Office on Drugs and Crime - www.unodc.org

opinione ormai radicata tra gli studiosi e i decisori politici di tutto il mondo che la famiglia il pi importante elemento di protezione dei giovani contro abitudini sbagliate e gli stili di vita pericolosi. In moltissime pubblicazioni in tema di salute pubblica si legge che il dialogo e le sane relazioni interpersonali fra genitori e figli si rivelano esser fattori preventivi dallutilizzo di sostanze dabuso, comportamenti a rischio che non di rado sfociano in atteggiamenti criminogeni. Grazie proprio a questi presupposti in Messico lo United Nations Office on Drugs and Crime ha lanciato assieme alla Fondazione Televisa un progetto per supportare anche lambiente familiare nel difficile percorso della lotta alla droga. Mejor

en Familia, questo il nome del programma, uniniziativa che nasce con lobiettivo di fornire agli adulti tutta una serie di informazioni utili per prevenire e/o affrontare il problema fra le mura domestiche. Nello specifico per questa campagna sono stati predisposti una vasta gamma di materiali di comunicazione utili per una maggiore consapevolezza circa i rischi e le insidie a cui sono esposti sia i bambini che gli adolescenti messicani. Inoltre, lUNODC e la Fondazione Televisa hanno dato vita ad un network di esperti provenienti da organizzazioni pubbliche, settore privato e societ civile (come il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Dipendenze - CENADIC, Narcotici

Anonimi e lIstituto messicano per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze - SIP) con il compito di implementare i contenuti del progetto, sviluppando soprattutto nuovi strategie relazionali.

Dal Consiglio Europeo nuove strategie per combattere la dipendenza dal fumo
Portale della salute UE - http://ec.europa.eu/health-eu

fine del 2012 Bruxelles si era formalmente impegnata verso un inasprimento delle politiche contro il tabacco, con la promessa di rendere la vita dei fumatori e delle aziende di settore sempre pi difficile. A distanza di sei mesi giungono dal Consiglio dei Ministri della Salute EU nuove indicazioni circa le prossime azioni da adottare nel vecchio continente. La prima relativa alla percentuale di spazio da destinare a quelle cosiddette immagini forti. Foto assai scioccanti da stampare sui pacchetti di sigarette. Originariamente la Commissione aveva proposto che i ritratti dei danni provocati dal fumo sul corpo umano, fossero pari al 75% della confezione; ma a seguito di una lunga serie di negoziati con i produttori la

percentuale poi scesa al 65%. Una versione iconografia meno ampia del previsto, che per non mette in discussione limpatto che questo tipo di iniziativa desidera imprimere sulla coscienza dei fumatori europei. Durante la sua ultima riunione, la Commissione si espressa anche su altri due importanti temi in agenda: 1) le sigarette slim; 2) i livelli limite di additivi contenuti nel tabacco. Per il primo ha dato parere negativo relativamente al divieto di vendita, mentre per il secondo stata cassata la previsione di adozione automatica di livelli massimi. Semaforo rosso anche tutti quegli aromi (come ad esempio il mentolo, la cioccolata, la vaniglia, ecc.) che aumentano il livello di tossicit e la dipendenza. Infine, non verranno modificate le

informazioni tecniche relative alla composizione del tabacco ed stata confermata la possibilit per gli Stati membri di proibire il commercio a distanza.

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Tecniche Analitiche

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Italia, tracciabilit dei reperti di cocaina con la risonanza magnetica


Pagano B, Lauria I, De Tito S, Persico G, Chini MG, Malmendal M, Novellino E, Randazzo A. Use of NMR in profiling of cocaine seizures. Forensic Science International. Volume 231, Issues 13, 10 September 2013, Pages 120124

ubblicato sulla rivista Forensic Science International, un lavoro di ricercatori italiani che hanno utilizzato la Risonanza Magnetica Nucleare del protone (1HNMR) per determinare la composizione della cocaina sequestrata in Italia e tracciarne la potenziale provenienza. La cocaina una droga molto diffusa e la sua origine rappresenta un importante aspetto nelle indagini volte ad individuare le rotte del traffico. La cocaina un alcaloide e rappresenta il prodotto di purificazione della pasta di coca estratta dalle foglie della pianta. Oltre alla cocaina sono presenti anche piccole percentuali di altri composti, principalmente alcaloidi, quali costituenti minoritari, la cui distribuzione e quantit dipende dallambiente in cui la pianta stata coltivata, dalle procedure di estrazione e purificazione della droga. Pertanto la loro determinazione nei campioni di cocaina provenienti dal traffico della droga, rappresenta la storia di quella partita e pu essere considerata una sorta di sua impronta digitale. Il gruppo di ricerca guidato da Ettore Novellino e Antonio Randazzo, in collaborazione con Guido Persico della Polizia Scientifica di Napoli, ha esaminato con la risonanza, 54 campioni di cocaina sequestrati in diverse zone di Napoli dalle Forze di Polizia, nel 2006. Lidentificazione chimica e la quantificazione dei componenti minoritari attraverso lanalisi dei reperti con la risonanza, in combinazione con lanalisi multivariata, ha consentito di ottenere limpronta chimica dei campioni di cocaina e di collegarli tra loro. I risultati hanno evidenziato che partite di cocaina con una determinata impronta erano stati sequestrati nella stessa area. Sulla base di tali informazioni possibile cos aggiungere dati significativi per gli investigatori, nel processo verso lidentificazione delle rotte del traffico di questa droga.

Nuove sostanze psicoattive, uno studio svedese


Helander A, Beck O, Hgerkvist R, Hultn P. Identification of novel psychoactive drug use in Sweden based on laboratory analysis - initial experiences from the STRIDA project. Scand J Clin Lab Invest. 2013 May 22. [Epub ahead of print]

a diffusione delle nuove sostanze psicoattive, prevalentemente di natura sintetica e vendute in negozi specializzati come gli smart shop o attraverso Internet, un fenomeno che interessa diversi paesi nel mondo. In Svezia ricercatori del Karolinska Institutet, del laboratorio della Karolinska University e del centro di informazione antiveleni hanno attivato un progetto il cui obiettivo proprio quello di monitorare la frequenza e le tendenze di uso e diffusione di tali nuove droghe in Svezia, raccogliendo informazioni quali segni e sintomi clinici, tossicit e rischi correlati al consumo di queste sostanze. Per lo studio sono stati analizzati campioni di urina e/o sangue relativi a 103 casi che hanno visto il ricovero dei soggetti per sospetta intossicazione da sostanze psicoattive. I soggetti sono risultati essere prevalentemente giovani (il 78% aveva et inferiore ai 25 anni, e 81 erano maschi) e nell82% dei casi, dopo analisi in cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem (MS/ MS), sono state effettivamente riscontrate sostanze psicoattive nei loro campioni biologici. Tra le sostanze identificate, sono stati trovati cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici (butilone, MDPV, metilone) e triptamine (4-HO-MET), ma anche sostanze naturali con propriet allucinogeniche come la mitragina e la psilocina, nonch droghe convenzionali. Inoltre, nel 44% dei casi sono state identificate pi sostanze contemporaneamente, indicando comportamenti di poliassunzione tra i consumatori. I risultati, seppur iniziali, forniscono un quadro sulla presenza di una notevole variet di nuove sostanze psicoattive sul territorio svedese e della loro diffusione soprattutto tra giovani consumatori

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Tecniche Analitiche

Messo a punto un metodo di stacking per la rilevazione simultanea di droghe nelle urine
Ho YH, Wang CC, Hsiao YT, Ko WK, Wu SM. Analysis of ten abused drugs in urine by large volume sample stacking-sweeping capillary electrophoresis with an experimental design strategy. J Chromatogr A. 2013

esso a punto un metodo di stacking per la rilevazione simultanea di droghe e farmaci che pu svolgere un ruolo importante nella clinica o nelle indagini forensi. Lanalisi simultanea di pi sostanze psicoattive quali codeina, morfina, metanfetamina, ketamina, alprazolam, clonazepam, diazepam, flunitrazepam, nitrazepam e oxazepam, mediante elettroforesi capillare (CE), pu risultare complessa e soprattutto pu essere difficile rilevare in tempi ragionevolmente brevi il set di molecole, a causa delle caratteristiche chimiche simili. Lo studio pubblicato da ricercatori della Kaohsiung Medical University di Taiwan, ha utilizzato una tecnica statistica (Plackett-Burman Design (PBD) e CCD (central composite design)), un metodo di stacking (impilamento), che concentrerebbe le sostanze nel campione, utilizzando passaggi di estrazione, uso di soluzioni tampone. Il metodo stato applicato per trovare rapidamente le condizioni ottimali per lindividuazione rapida delle dieci sostanze. Questo processo ha consentito di analizzare contemporaneamente una serie di fattori per lottimizzazione del processo separativo, che altrimenti andavano studiati uno alla volta. Lapproccio stato utilizzato per ottimizzare un metodo in elettroforesi capillare (CE) ed ha consentito di aumentare di pi di 200 volte la sensibilit. Il metodo stato applicato per la rilevazione della presenza di metamfetamina nelle urine di soggetti consumatori (3600ng/mL), confermata anche da GC-MS.

HIV, un metodo bioanalitico per studiare limmunosoppressione


Huang Y, Louie A, Yang Q, Massenkoff N, Xu C, Hunt PW, Gee W. A simple LC-MS/MS method for determination of kynurenine and tryptophan concentrations in human plasma from HIV-infected patients. Bioanalysis. 2013 Jun;5(11):1397-407. doi: 10.4155/bio.13.74. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23742309

enzima denominato IDO (indoleamina-2,3-diossigenasi), catalizzando il metabolismo dellamminoacido triptofano (Trp) attraverso la via metabolica della chinurenina (Kyn), svolge ruoli importanti nella soppressione immunitaria e nel Sistema Nervoso Centrale. Tuttavia i meccanismi che portano allinibizione delle cellule T attraverso lattivazione dellenzima IDO e dunque al processo di soppressione immunitaria, come nel caso dellinfezione da HIV, non sono ancora ben chiari. Per studiare tali meccanismi indotti da IDO nellinfezione da HIV e linfluenza di co-infezioni, cos come leffetto dei trattamenti antiretrovirali sullattivit IDO, i ricercatori della University of California, San Francisco hanno messo a punto un metodo bioanalitico per la determinazione delle concentrazioni di Kyn e Trp: lenzima IDO infatti, converte Trp a Kyn, pertanto, misurando il rapporto Kyn/Trp nel plasma sanguigno possibile monitorare lattivit in vivo dellenzima. Lo studio pubblicato sulla rivista Bioanalysis, descrive un metodo in LC-MS/MS semplice, rapido e specifico per la determinazione accurata delle concentrazioni di Trp e Kyn nel plasma umano di pazienti affetti da HIV. I campioni di plasma (100 l) sono stati addizionati con standard interni deuterati dei due analiti endogeni e quindi precipitati con acido trifluoroacetico. Il surnatante stato direttamente analizzato mediante LC-MS/MS. Il test utilizzato stato validato per la precisione, accuratezza, effetto matrice, efficienza di estrazione e stabilit, rivelandosi come metodo semplice, preciso, riproducibile e validato per la misurazione di Kyn e Trp in campioni di plasma umano, parametri utili per futuri studi sul ruolo dellenzima IDO nel processo di immunosoppressione.

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Campagne Informative

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PubLooShocker
Dipartimento Nazionale dei Trasporti - http://think.direct.gov.uk

a scorsa settimana in Gran Bretagna, il Dipartimento Nazionale dei Trasporti ha lanciato PubLooShocker uno spot tv inserito nellambito del progetto THINK. Questo importante programma governativo di sensibilizzazione dallalcol, da anni propone numerose attivit di comunicazione pubblica contro labuso di questa sostanza, soprattutto in ambito di sicurezza stradale. PubLooShocker stato realizzato da una delle pi note societ pubblicitarie al mondo e da subito ha spopolato su internet per via del contenuto, della semantica e del suo forte impatto espressivo. Difatti, sul web sono stati registrati migliaia

fra apprezzamenti e condivisioni a poche ore dalla sua pubblicazione. Primi fra tutti gli utenti di YouTube che ne hanno sancito il successo con pi di 5 milioni di visualizzazioni in meno di una settimana. Entrando nel merito del contenuto, nei quasi sessanta secondi di ripresa si vedono tre uomini in un bagno di un locale. I 3 si avvicinano ad uno specchio ed improvvisamente un manichino di una donna si schianta davanti a loro fra schizzi di sangue e vetri infranti (il fragore genera in chi sta guardando una vera palpitazione). Questa clip stata realizzata con quattro telecamere collocate in diverse posizioni; obiettivo del regista stato quello di dare agli spettatori lidea di

guardare una vera registrazione di un video di sorveglianza allinterno di un locale. Interessante lambientazione, appositamente costruita in modo che apparisse di fatto reale, simile a quelle utilizzate negli horror di qualche decennio fa.

Blogging day
Vita.it - www.vita.it

uesta stata la settimana del Blogging day un interessante progetto di comunicazione online contro la ludopatia in Italia. Nello specifico si trattato di un arco di tempo delimitato in cui sui social network (come Twitter, Facebook, Pinterest Instagram, ecc.) e sui blog si focalizzata lattenzione circa il problema del gioco dazzardo patologico (GAP). Lazione richiesta era quella postare, condividere e linkare il maggior numero di contenuti a favore di uno stile di vita consapevole, affinch si producesse sul web una liquid phase informativa. Questa campagna, che prende vita nellambito delliniziativa No-Slot, nata con lobiettivo di riunire i blogger e gli amministratori

di pagine social in un evento da dedicare alla lotta contro linvasione delle possibilit di gioco suo territori e sulla rete. E bene ricordare che il gambing, anche nel nostro paese, ha assunto dimensioni rilevanti, seppure non ancora ben definite, e una forte spinta commerciale facilmente percepibile dalle innumerevoli pubblicit che sempre pi sono presenti sui media. Questo fenomeno porta con s un rischio che, in particolare gruppi di persone ad alta vulnerabilit, pu sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale. Questa condizione ormai riconosciuta come un disturbo compulsivo complesso e cio una forma comportamentale patologica che pu comportare

gravi disagi per la persona, derivanti dallincontrollabilit del proprio comportamento di gioco, e contemporaneamente la possibilit di generare gravi problemi sociali e finanziari oltre che entrare in contatto con organizzazioni criminali del gioco illegale, anche e soprattutto con quelle dellusura.

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Campagne Informative

Fai come me
Fondazione Mondiale Piloti per la solidariet Onlus - www.nazionalepiloti.it

in onda in questi giorni sui maggiori network televisivi nazionali Fai come me. Corri in pista, non in strada un nuovo spot a favore della prudenza al volante. Una simpatica clip video che invita a riflettere circa una guida coscienziosa, lontana soprattutto dallalcol. Questa importante iniziativa a favore della sicurezza stradale vede come protagonisti gli amici della Nazionale piloti, che hanno prestato il loro volto e la loro voce per veicolare importanti messaggi di prevenzione. Testimonial deccezione Michael Schumacher, Ivan Capelli, Luca Filippi, Stefano Coletti, Emanuele Pirro e tanti altri personaggi noti del mondo delle quattro ruote. Si tratta di professionisti di indiscusso successo ed appeal (soprattutto verso i giovani) in grado di comunicare con empatia lenorme differenza fra la guida di tutti i giorni nella rete viaria del nostro paese ed il correre in pista. E bene ricordare che lalcol rappresenta in Italia il terzo fattore di rischio per la salute, dopo il tabacco e lipertensione, e pu essere alla base di gravi eventi traumatici come appunto gli incidenti stradali. Secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanit ogni anno, nel mondo, quasi un milione persone perdono la vita a causa di un sinistro alcol o droga correlato, e tra i 20 e i 50 milioni riportano ferite non letali (Report sullo stato globale della sicurezza stradale - giugno 2012). NellUnione Europea sono riconducibili sempre allalcol circa diecimila morti provocate da persone alla guida in stato di ebbrezza, con unalta percentuale di mortalit giovanile: i soggetti pi colpiti appartengono alla fascia di et compresa tra i 21 e i 34 anni.

26 giugno: liberi da tutte le droghe


DPA - Dipartimento Politiche Antidroga

nche questanno il Dipartimento Politiche Antidroga stato promotore di Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie la campagna di comunicazione a favore di comportamenti responsabili. Ledizione 2013 attivata gli scorsi 25 e 26 giugno ha visto la partecipazione di nuovi comuni italiani rispetto alledizione precedente; amministrazioni che hanno dimostrato una grande sensibilit su questa tematica. Questo progetto nasce con lobiettivo di creare una forte consapevolezza, soprattutto nei giovani, che rifiutare luso di droghe e quindi il loro acquisto, significa prima di tutto rispettare se stessi, ma anche la legalit, non partecipando con i propri soldi al flusso di finanziamenti illeciti alle mafie e al terrorismo. Inoltre sono proprio i ragazzi che devono credere nella possibilit di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo, prima di tutto, un comportamento individuale coerente con la legalit, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale e sociale. Il messaggio Liberi da tutte le droghe stato proiettato ad Ancona sulla Chiesa del SS. Sacramento, a Bari sulla Facciata ex Mercato del Pesce in Piazza Ferrarese, a Bologna in Piazza Maggiore, a Cagliari sulla Torre dellElefante, a Campobasso su Palazzo San Giorgio, a Catanzaro su Palazzo De Nobili, a Firenze sulla Torre di San Niccol, a Genova sul Torrione del Teatro Carlo Felice, a LAquila sul Duomo della Citt, a Lecce sul Sedile in Piazza S. Oronzo, a Milano sul Centro Sportivo Ripamonti, a Napoli sul Maschio Angioino, a Palermo su Palazzo delle Aquile, a Pavia su Palazzo Broletto, a Perugia su Palazzo dei Priori, a Potenza sul Teatro Stabile, a Roma sul Colosseo, a Torino sulla Mole Antonelliana, a Trieste sul Palazzo del Municipio, a Venezia sul Campanile di San Marco e infine a Verona su Palazzo Barbieri.

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Rapporti Epidemiologici

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Rapporto 2013 sullalcol in 35 paesi europei


WHO - Regional Office for Europe - www.euro.who.int

l report Status report on alcohol and health in 35 European countries 2013, pubblicato dallOms Europa, presenta i dati di 35 Paesi (27 Stati membri Ue, Croazia, Islanda, Montenegro, Serbia, Repubblica di Macedonia, Turchia, Norvegia e Svizzera), individualmente e in gruppi, distinguendo a seconda delle tradizioni nazionali e dei modelli di consumo. Il report diviso in tre parti, la prima riporta il consumo di alcol e i danni alcolcorrelati, La seconda dedicata alle politiche intraprese relative alle dieci aree individuate dallAction Plan europeo, la terza presenta le azioni principali che si sono compiute, tra il 2006 e il 2012, per Paese e per anno, in direzione dello sviluppo di politiche volte alla riduzione dei danni alcol-correlati. Nel 2012, lOms Europa ha raccolto informazioni sul consumo di alcol e sulle politiche di risposta nazionali per contribuire al Sistema informativo globale su alcol e salute (Global Information System for Alcohol and Health), tra i dati pi interessanti vi quello che gli abitanti della Regione europea dellOms hanno il primato del consumo di alcol pro capite a livello globale, nella UE, lalcol ritenuto responsabile di 120mila morti premature allanno. Molto interessante il trend degli ultimi 20 anni relativo al consumo di alcol pro capite diviso per macro aree geografiche, a fronte di una media leggermente in ribasso si registra un aumento sensibile nel centro est Europa e lieve nel Nord, una diminuzione moderata nel centro ovest e marcata al sud (area che comprende lItalia).
...segue da pag. 2 - Italia e Cina: al via la collaborazione sulle politiche antidroga

Sono estremamente contento - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, Capo del DPA - che il nostro Paese abbia iniziato la collaborazione con uno Stato cos importante quale la Cina, anche alla luce del grande apprezzamento che stato mostrato nei confronti delle strategie e attivit di prevenzione del DPA. La collaborazione riguarder ampi aspetti del problema, sia in ambito preventivo, della cura e della riabilitazione, ma anche del monitoraggio e lidentificazione delle nuove droghe che, spesso, trovano produzione anche in Cina oltre che in Italia. Ho trovato la delegazione cinese molto disponibile e interessata a formulare un accordo di collaborazione che ritengo sar, per limportanza che lo Stato Cinese ha nel panorama mondiale, un accordo fondamentale, che porter un ulteriore contributo a 360 gradi nella lotta alla droga internazionale, nel recupero delle persone tossicodipendenti e negli interventi di prevenzione.
...segue da pag. 2- Commissione Europea - Bando 2013 per progetti transnazionali su Prevenzione ed informazione in materia di droga

I progetti devono essere transnazionali ed interessare almeno due organizzazioni di diversi stati membri, oppure di uno stato UE e di un altro paese ammissibile. Il contributo UE pu co-finanziare fino all80% dei costi totali ammissibili di progetto. Non saranno presi tuttavia in considerazione progetti che richiedano sovvenzioni inferiori a 75.000 euro. Linvio delle proposte attraverso il sistema PRIAMOS alla voce JUST/2013/DPIP/AG, va effettuato entro le ore 12:00 (Central European Time) dell11 luglio 2013.
...segue da pag. 3 - Il DPA punta su strategie condivise a livello internazionale e nazionale

Le collaborazioni internazionali italiane nellambito della droga non si fermano solo agli Stati Uniti, ma sono state promosse, attivando anche quelle con la Federazione Russa, soprattutto le comunit terapeutiche e i sistemi di recupero. E stato inoltre attivato un percorso importante con la Cina, molto interessata ai modelli preventivi italiani, la quale intende sviluppare azioni di ricerca comune nelle neuroscienze, oltrech alle azioni di contrasto tramite la Direzione Centrale Servizi Antidroga (DCSA). Le collaborazioni internazionali del DPA si sono estese anche al Gruppo Poumpidou del Consiglio dEuropa che, ha permesso la realizzazione di un network con i Paesi Arabi del mediterraneo (Tunisia, Marocco, Algeria, Libia, Libano), con cui si sta costruendo una rete di monitoraggio e di sistemi informativi comuni, oltrech un percorso di formazione tecnico- scientifica presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. In conclusione ritengo completamente fuori luogo e irrazionale pensare che in una globalizzazione del mercato illegale delle droghe a cui si assiste ormai da anni, ci sia ancora qualche stato o Regione che pensa di poter affrontare il problema senza coordinarsi a livello nazionale e internazionale con le principali agenzie e indicazioni da loro provenienti. Rilanciare quindi ancora di pi le collaborazioni internazionali e il coordinamento nazionale e interregionale sar fondamentale per avere nel futuro sempre maggiori risultati nella lotta alla droga.

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