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CAPITOLO I - Concetto di Proiezione Ortogonale

Il metodo di rappresentazione grafica degli oggetti prevalentemente impiegato nel disegno tecnico e progettuale quello delle proiezioni ortogonali. Le proiezioni ortogonali sono originate dallo scopo di proiettare su un piano (il foglio della rappresentazione) un oggetto posto nello spazio, che conservi le stesse caratteristiche geometriche e dimensionali delloggetto e che siano misurabili, riferendosi ad un rapporto predefinito fra le dimensioni delloggetto e della sua rappresentazione (scala grafica). Per ottenere ci i raggi di proiezione devono essere paralleli fra loro e perpendicolari al piano di proiezione. Le proiezioni ortogonali rappresentano, tuttavia, loggetto con immagini a due dimensioni e non permettono perci unimmediata visione dinsieme delloggetto, n consentono di percepire con facilit la sua complessiva forma tridimensionale. Se pensiamo ad un oggetto tridimensionale posto nello spazio possiamo rappresentare la sua forma su un piano di proiezione che potremmo di volta in volta spostare opportunamente allintorno delloggetto sempre con raggi proiettivi paralleli e perpendicolari al piano stesso. Si ottengono cos immagini bidimensionali delle facce esterne delloggetto rappresentato. Nelle proiezioni ortogonali la rappresentazione di un oggetto avviene generalmente con uninsieme di immagini proiettate su tre piani, ciascuno perpendicolare agli altri due. Il primo in posizione orizzontale (piano orizzontale PO), il secondo in posizione verticale (piano verticale PV) e il terzo pure in posizione verticale (piano laterale PL). SPECIAL_IMAGE-OEBPS/img/A1jUiodDHUFWAAAAAElFTkSuQmCC-REPLACE_ME A Gaspard Monge(1746-1818), ingegnere e matematico francese, spetta il merito di aver codificato le regole attraverso cui possibile la rappresentazione bidimensionale, in modo da risalire univocamente alloggetto rappresentato senza interpretazioni soggettive.

CAPITOLO II - Come nasce il disegno in P.O.


Consideriamo un oggetto comune, ad esempio un tavolo da cucina, e vediamo come si ricavano le sue proiezioni ortogonali. I quattro passaggi sono illustrati con le figure che seguono.

SPECIAL_IMAGE-OEBPS/img/rSl%2bqJJ57IcRK5HE0wwQQTTDDBBBNMcFvB9NXqBBNMM MEEE0wwwW0JVf8XeL0ybBE5ALkAAAAASUVORK5CYII%3d-REPLACE_ME Fig. 1 Fig. 2 Tre piani di proiezione (Fig. 1) Immaginiamo di essere in una stanza vuota, con le pareti e il pavimento perfettamente ortogonali (=perpendicolari). Sistemiamo il tavolo in un angolo, parallelo alle pareti. Abbiamo cos a disposizione tre piani di proiezione che chiameremo: Piano Verticale (abbreviato PV); Piano Laterale (abbreviato PL); Piano Orizzontale (abbreviato PO). Chiameremo invece Linea di Terra (LT) la linea che divide il pavimento dalle pareti. Tre viste (fig. 2) Immaginiamo adesso di girare intorno al tavolo e di fermarci in tre punti precisi. Ogni volta vedremo una sola parte del tavolo, che verr proiettata con rette ortogonali su un piano. Vista di fronte (prospetto). Nella prima posizione vediamo il lato principale del tavolo. Il suo profilo stato proiettato sul PV Vista di lato (fianco). Nella seconda posizione vediamo il lato pi corto del tavolo. Il suo profilo stato proiettato sul PL. Vista dall'alto (pianta). Nella terza posizione vediamo il piano del tavolo. Il suo profilo stato proiettato sul PO. SPECIAL_IMAGE-OEBPS/img/zCL%2bTGJEzCJEzCJEzCJEzCJPy7H370R3%2b03vSmN%2bU8D mHOJmESJmESJmESJmESJuFPZJisIZyESZiESZiESZiESfgTHar%2bf6XqjAJ6CUgPAAAAAElFTk SuQmCC-REPLACE_ME Fig. 3 Fig. 4 Ribaltamento di due piani (Fig. 3) Abbiamo tolto il tavolo e rimangono solo le tre proiezioni, ognuna su un piano diverso. Per portarle tutte sullo stesso piano serve un piccolo stratagemma: il ribaltamento di due piani per allinearli con il terzo. Le tre viste su un piano (Fig. 4) Ecco finalmente il disegno del tavolo sul foglio, con le forme come nella realt, anche se rimpicciolite. In particolare: il foglio stato diviso con due assi in quattro quadranti, tre dei quali hanno i nomi citati prima (PV, PL, PO); su ogni quadrante stata disegnata una vista: il prospetto sul PV, il fianco sul PL, la pianta sul PO.

CAPITOLO III - Costruzione di un modello per la rappresentazione delle P.O.


Procurati un piccolo oggetto a forma di parallelepipedo (gomma da matita, scatola per saponetta, ecc.). Prendi un normale foglio da disegno e costruisci questo modello per il disegno in proiezioni ortogonali.

SPECIAL_IMAGE-OEBPS/img/wdJJQfP70S3xQAAAABJRU5ErkJggg%3d%3d-REPLACE_ME Fig. 5 Prepara i piani di proiezione Traccia sul foglio i due assi di mezzeria, che lo dividono in quattro parti. Indica i piani di proiezione con le sigle PV, PL, PO. Sul piano di ribaltamento non indicare nulla. Taglia con le forbici la linea orizzontale fino al centro; Piega il PO a 90 lungo la LT, poi piega il PL a 90. Ottieni cos tre piani perpendicolari, che fisserai con un pezzo di nastro adesivo. SPECIAL_IMAGE-OEBPS/img/Hp%2bPT8afy2O3%2bfzntZBJcZEsWAAAAAElFTkSuQmCC-REP LACE_ME Disegna le tre proiezioni Appoggia l'oggetto sul PO e traccia il contorno della base. Sposta l'oggetto sul PV e traccia il contorno del prospetto. Sposta l'oggetto sul PL e traccia il contorno del fianco. Ad ogni spostamento segna con una linea sottile le linee di proiezione, cio le tracce lasciate dai bordi dell'oggetto. SPECIAL_IMAGE-OEBPS/img/GH6Mwvm237bbdttt2227bbbtt9xfW9fOg227bbbttt%2b223bbbdtvuL 6xr7f8AP5d5QXBKMLoAAAAASUVORK5CYII%3d-REPLACE_ME Esegui il ribaltamento Ribalta il PL di 90, tenendo la punta della penna appoggiata sul foglio. Sul piano di ribaltamento ri-mangono le tracce circolari a forma di arco. Ribalta anche il PO di 90 e ottieni le tre viste su un unico piano. Queste sono in stretta relazione tra loro, perch sono collegate dalle linee di proiezione.

BIBBLIOGRAFIA
M. Bocconcino, A. Osello, C. Vernizzi: Disegno e Geometria, collana Il disegno e lIngegnere, Leprotto e Bella, Torino, 2006. G. Ceiner: Il disegno e lIngegnere, Leprotto e Bella, Torino, 1991. B. Aterini: Introduzione ai metodi di rappresentazione della geometria descrittiva, Alinea Editrice, Firenze, 1997. M. Docci, D. Maestri: Scienza del disegno, UTET Libreria, Torino, 2000. R. Migliari: Geometria dei modelli, Edizioni Kappa, Roma, 2003. A. Grosso, A. de Rosa, A. Giordano: La geometria dellimmagine Storia dei metodi di rappresentazione. UTET, Milano. G. Paci: Tecnologia e societ, Zanichelli. A. Chini, A. Conti: Disegno Informatica Tecnologia, Minerva Italica. G. Capp: Competenze tecnologiche, Societ Editrice Internazionale, Torino.