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Tesi di laurea: consigli pratici per la redazione

(ultimo aggiornamento: aprile 2008) Silvia Idrofano, Biblioteca di Farmacia Icilio Guareschi
silvia.idrofano@unito.it
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Obiettivi dellincontro: offrire metodologie e strumenti per affrontare il lavoro di tesi evitando il pi possibile passi falsi e perdite di tempo. Risolvere problemi pratici e dare indicazioni su dove trovare una risposta al singolo specifico problema Indice degli argomenti: Il pipistrello: linsetto flagello dei cieli, ovvero: come non fare la tua tesi di laurea! Prologo. Che cos la scientificit? Eco-consigli 1 Da che parte iniziare? Cominciamo a fare un elenco di quel che sappiamo Come formulare la propria ipotesi di ricerca? Eco-consigli 2 Bibliografia orientativa e bibliografia finale Dove trovo i riferimenti che mi servono per compilare la bibliografia orientativa? La schedatura delle fonti. Esempio di scheda delle fonti Gi, ma cosa devo citare? Esempi Che cos la bibliografia finale di una tesi di laurea e che cosa deve contenere? Come devo citare? Come devo citare? Lo stile delle citazioni: Chicago Style e Vancouver Style - Differenze generali - Esempi - Citare libri con un solo autore - Citare libri con pi autori - Citare i capitoli di un libro - Citare i periodici, i periodici elettronici - Citare le tesi di laurea - Citare atti di congresso e papers - Citare da Internet - Citare i brevetti - Citare le farmacopee Esempio di bibliografia suddivisa per argomenti Come non scrivere la bibliografia finale Oltre la bibliografia: il frontespizio della tesi - gli indici - introduzione e conclusioni - le note al testo - le immagini Bibliografia Webgrafia
Testi consigliati: DELLORSO, Francesco. Citazioni bibliografiche secondo il Chicago manual of style (e con appunti da Come si fa unna tesi di laurea di Umberto Eco). [Ultimo aggiornamento: 07/11/2007] - http://www.aib.it/aib/contr/dellorso1.htm GIOVAGNOLI, Max. Come si fa una tesi di laurea con il computer e internet. Milano, Tecniche Nuove, 2003 Il Pensiero Scientifico Editore - Editoria medica online - Online Medical Publishing. Scrivere in medicina. Think2it, 2003-2005. Disponibile allindirizzo: http://www.pensiero.it/strumenti/archivio.asp?ID_sezione=6 . [Comprende i capitoli: Linglese medico Come usare Power Point Questioni di editing Come illustrare un articolo scientifico] LESINA, Roberto. Il nuovo manuale di stile: guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea. Ed. 2.0. Bologna, Zanichelli, 1994. Capitoli 11-16 ZITO, Giuseppe. Come si scrive una tesi di laurea su Internet:una breve FAQ. Bari: INFN. Disponibile allindirizzo: http://www.ba.infn.it/~zito/corso/tesi.html (ultimo aggiornamento: 1/07/08; consultato: aprile 2008)

Il pipistrello: linsetto flagello dei cieli, ovvero: come non fare la tua tesi di laurea!
La scienza consiste nel porsi domande, nella maggior parte dei casi domande quantitative, precise, che permettono di ricavare distinzioni tra spiegazioni alternative degli eventi. Porre la domanda giusta nel modo giusto una capacit fondamentale dellanalisi scientifica.
C. Barnard, F. Gilbert, P. McGregor. Osservazioni, analisi, test, verifiche. Guida alle tesi sperimentali in scienze della vita. Bologna, Zanichelli, 1996. Prefazione

OK, lo stile importante, ma non tutto: sono necessari innanzitutto i contenuti che dovranno essere originali, verificabili, utili 3

La tua tesi dovr essere il frutto di un lavoro originale (ma non di fantasia come quello di Calvin ;-) protetto dalla legge italiana sul diritto dautore (Legge 633/1941 e successive modifiche). Proprio in quanto autore, devi essere consapevole che linserimento allinterno della tua tesi di parti copiate da altre tesi costituisce reato, in base allart. 1 della legge n. 475 del 19 aprile 1925 e che quindi in caso di eventuali plagi, lUniversit tenuta a denunciare il fatto alle autorit competenti e ad adottare i relativi provvedimenti disciplinari (perdita del titolo, espulsione dallUniversit ecc.) Insomma: il copia-incolla non conviene a nessuno. La redazione della tua tesi in fondo la prima occasione che ti viene offerta per entrare nel vivo dei meccanismi della ricerca. Gli stessi metodi potranno esserti utili anche nel mondo del lavoro. Quindi: prendila con un po di filosofia e buon lavoro!

Strisce tratte da: Bill Watterson. Calvin and Hobbes. Il progresso tecnologico fa boink, [Modena], Comix, 2000, p 25-26

Prologo. Che cos la scientificit?


Non lanciarti in imprese impossibili! Cerca di circoscrivere fin da subito il tema del tuo studio tentando di prevedere tutti i possibili argomenti che esso comprende Lo stato dellarte della scienza. Anche una tesi compilativa in cui siano riassunte e messe a confronto opinioni precedentemente espresse da altri sullo stesso argomento pu essere scientificamente valida, purch si riesca a dare al lavoro un taglio il pi possibile innovativo adatto a colmare un effettivo bisogno / vuoto informativo che riassumer nelle conclusioni Il tuo lavoro si Inserisce in una tradizione di studi, nella catena infinita della produzione intellettuale: tutto ci che affermi deve essere verificato e verificabile.

Una ricerca scientifica quando risponde ai seguenti requisiti: la ricerca verte su di un argomento riconoscibile e definito in modo tale che sia riconoscibile anche dagli altri. La ricerca deve dire su questo oggetto cose che non sono gi state dette oppure rivedere con unottica diversa le cose che sono gi state dette. La ricerca deve essere utile agli altri. La ricerca deve fornire gli elementi per la verifica e per la falsit delle ipotesi che presenta e pertanto deve fornire gli elementi per una sua continuazione pubblica.
(Umberto Eco. Come si fa una tesi di laurea: le materie umanistiche. Milano, Bompiani, c1977 (stampa 2006). 18ed. Tasca bili Bompiani, p. 37-43)

Ruolo primario della bibliografia!


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I diversi tipi di tesi


Tesi di tipo compilativo: Lavoro di ricerca che consiste in una verifica, unanalisi o semplicemente una
stima della situazione attuale o pregressa della tradizione degli studi condotti in ambito scientifico intorno a un determinato argomento. (Giovagnoli 2003, 11). Tra queste, anche le cosiddette tesine o tesi di sintesi dal carattere estremamente succinto. Tesi di tipo sperimentale: Lavoro di ricerca che, diversamente da quello compilativo, rivoluziona il modo di indagare in via accademica un dato argomento, nel suo metodo e/o nelle fonti utilizzate. [GIOVAGNOLI, p. 12]. Il loro contenuto quello vero e proprio della trattazione scientifica. In esse: 1) vengono formulate ipotesi e previsioni partendo da materiale originale preliminare; 2) vengono pianificati esperimenti e osservazioni per verificare le previsioni; 3) vengono analizzati i risultati delle verifiche per vedere se essi presentino aspetti interessanti; 4) vengono presentati i risultati e le conclusioni delle verifiche in modo che siano chiari e ricchi di informazione (Barnard et al.1996, 10) Tesi di ricerca: [Lavoro di ricerca che] prende in esame programmaticamente un argomento in via individuale e considera la tradizione di studi maturata intorno a esso semplicemente come il punto di partenza e lo strumento metodologico di base per la costruzione della propria analisi. (Giovagnoli 2003, 13) La distinzione tra i diversi tipi di tesi non deve essere considerata assoluta (es. in una tesi di ricerca potrebbe essere inclusa una sezione sperimentale o una sezione compilativa). Ci che conta che: [] lautore scelga fin dallinizio gli obiettivi del proprio lavoro e verifichi nel tempo lindirizzo che sta prendendo, facendo attenzione a non tradire le aspettative metodologiche concordate con il proprio tutor e non formulare premesse impossibili da mantenere sulla base degli strumenti prescelti in fase di impostazione della tesi (Giovagnoli 2003, 15)

Eco-consigli 1
Umberto Eco individua cinque tappe nellelaborazione di una tesi le quali corrispondono ciascuna ad un capitolo del suo best-seller Come si fa una tesi di laurea: 1. Scelta dellargomento [formulazione dellipotesi di ricerca] 2. Ricerca del materiale [individuazione delle fonti e ricerca bibliografica: bibliografia orientativa] 3. Piano di lavoro e schedatura [indice provvisorio come piano di lavoro; schedatura delle fonti 4. Stesura 5. Redazione definitiva [bibliografia finale, impaginazione, revisione generale dellelaborato nei contenuti e nella forma]

Da che parte iniziare? Cominciamo a fare un elenco di quel che sappiamo


Dato un tema (es. I dispositivi medici), il primo passo da compiere quello di delineare unipotesi di ricerca che andr discussa in un secondo tempo con il proprio tutor. Per fare questo, necessario cercare di prevedere tutti i possibili argomenti suggeriti dal tema (es. legislazione italiana ed europea riguardante i dispositivi medici; tipologia dei DM; i DM utilizzati in farmacia ospedaliera; i materiali e le tecniche utilizzati per la fabbricazione).

Lipotesi di ricerca permetter di valutare: la vastit del tema e degli argomenti correlati (ricordiamo il primo principio di scientificit secondo Eco: La ricerca verte su di un argomento riconoscibile e definito) e quindi la necessit o meno di concentrare la ricerca solo su alcuni aspetti piuttosto che su altri, selezionando le voci di maggior interesse la qualit e la quantit dei metodi e degli strumenti di ricerca da mettere in campo (es. metodi
statistici, sperimentali, uso di strumenti informatici come Access, Excel, IsisDraw)

la quantit, la qualit e leffettiva disponibilit delle fonti da utilizzare (es. Oltre ai dati bibliografici, quali altri dati potrebbero servirmi (dati chimico-fisici, statistici). Dove trover questi dati? Sar sufficiente la ricerca online o dovr utilizzare anche repertori cartacei? Procurarmi dati/documenti presso aziende, archivi, ospedali? ) il carattere pi o meno innovativo della trattazione (Quanto e che cosa gi stato scritto prima di me
sullargomento? Posso aggiungerevi qualche elemento utile?)

leffettiva opportunit e praticabilit di seguire unipotesi piuttosto di unaltra alla luce delle precedenti considerazioni, tenendo conto anche dei tempi previsti per la consegna del lavoro di tesi
(fase di verifica dellipotesi di ricerca)

Come formulare la propria ipotesi di ricerca?


1. Mettete ordine nelle vostre idee, chiarendo preliminarmente a voi stessi definizioni e concetti relativi ad un certo argomento attraverso la consultazione di opere generali di riferimento (enciclopedie, dizionari, trattati, repertori...). Questo servir anche in parte a chiarire i presupposti ed il contesto culturale in cui operate; 2. Individuate e selezionate frasi e parole chiave che serviranno ad interrogare banche dati e motori di ricerca; 3. costruite una mappa delle fonti dinformazione utili; 4. strutturate un indice provvisorio degli argomenti. Esempio Mi viene proposto il tema: Lutilizzo nellindustria dei liquori della Iris root from Italy
Soprattutto nel caso dei nomi botanici, devo innanzitutto scoprire che pianta si celi esattamente dietro questo nome (si tratta del nome scientifico o volgare? Cosa si intende con la dicitura from Italy?). E poi dovr riferirmi ai rizomi della pianta, visto che mi viene data lindicazione Iris root. Prima ancora delle banche dati, in biblioteca provo a consultare il Dictionnaire de botanique del Baillon, vol. 3; scopro cos che gli iris sono piante: trs ornementales, et lon cultive surtout chez nous celles de lEurope du Nord, de lAsie tempree, de lAsie septentrionale et de lAmrique du Nord. LIris de Florence (I. florentina L.), des rgions occidentales et australes de la Mer Noire, servait seul en principe prparer la poudre diris, fabriqu avec son rhizome. En Italie on y ajoute les rhizomes de lIris germanica L., de lIris pallida Lamk. Ecco spiegata la dicitura iris root from Italy! In altri testi di botanica trovo anche i termini Orris e Lirio utilizzati in atre lingue. Nel Thesaurus della banca dati CAB Direct della Facolt di Agraria scopro che il nome Iris germanica viene utilizzato per indicare lIris florentina (Iris germanica used for Iris florentina). Ora dispongo finalmente dei termini e delle informazioni di base necessari ad avviare la ricerca su banche dati e motori specializzati. Attraverso la lettura di abstract e articoli a pieno testo che individuo via via, selezioner inoltre una serie di chiavi di ricerca che mi aiuteranno a recuperare i documenti rilevanti (flavored alcoholic beverages, liquor, orris food uses, beverages, drink, essence d'iris, oil of orris root, irisoel ). Scoprir anche che dovr ampliare la tipologia delle fonti (non solo fonti primarie e secondarie di botanica, ma anche di agraria, chimica bromatologica, chimica estrattiva). Tutti questi passaggi mi conducono anche ad individuare i diversi argomenti correlati che mi servono per strutturare un indice provvisorio della mia tesi (scheda botanica della pianta, composizione chimica, suoi composti aromatici, metodi di estrazione, impiego nella 9 farmacopea popolare, nellindustria dei liquori ).

Eco-consigli 2
Una delle prime cose da fare per cominciare a lavorare su una tesi di laurea scrivere il titolo, la introduzione e lindice finale e cio esattamente le cose che ogni autore fa alla fine. Il consiglio sembra paradossale: cominciare dalla fine? Ma chi ha detto che lindice vada alla fine? In certi libri allinizio, in modo che possa farsi subito unidea di quello che trover leggendo. [] Cos per la vostra tesi. Proponetevi un piano di lavoro. Questo piano assumer la forma di indice provvisorio. Meglio se questo indice sar un sommario, dove per ogni capitolo tentate un breve riassunto. Procedendo in tal modo chiarirete anche a voi stessi quel che volete fare. In secondo luogo potrete proporre un progetto comprensibile al relatore. In terzo luogo vi accorgerete se avete gi le idee chiare. Ci sono dei progetti che sembrano chiarissimi sino a che li si pensa, ma quando si comincia a scrivere tutto si spappola tra le mani. Si possono avere idee chiare sul punto di partenza e sul punto di arrivo, ma accorgersi che non si sa proprio come si arriver da uno allaltro e cosa ci sar in mezzo. Una tesi come una partita a scacchi fatta di tante mosse, salvo che dallinizio dovreste essere in grado di predire le mosse che farete per dare scacco allavversario, altrimenti non ci arriverete mai. A essere pi precisi, il piano di lavoro comprende il titolo, lindice e lintroduzione. Un buon titolo gi un progetto. Non parlo del titolo che consegnerete in segreteria molti mesi prima e che quasi sempre cos generico che consente infinite variazioni; parlo del titolo segreto della vostra tesi, quello che di solito poi appare come sottotitolo. (Eco, 1977/2006, 120)

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Bibliografia orientativa e bibliografia finale


Ogni tesi di laurea un work in progress suscettibile di continue modifiche e variazioni in corso dopera: la ricerca procede dal generale al particolare, in un movimento a cascata in cui scopro via via elementi utili a supportare la mia tesi o tali da indurmi a pormi nuove ed ulteriori domande e quindi ad escludere ipotesi precedenti. Proprio per la sua funzione di guida, la prima bibliografia di una tesi ha la forma di un elenco procedente in via alfabetica, oppure ordinato per argomenti (orientativo, appunto), costituito da tutti i testi, i materiali e le risorse (anche elettroniche) che lo studente ha utilizzato nel corso del proprio percorso di studi (triennale o quinquennale). La bibliografia orientativa deve inoltre contenere tutte le risorse riferibili in qualche modo al proprio tema di ricerca e quelle a carattere enciclopedico e manualistico di prima consultazione, nonch tutti i titoli eventualmente indicati dal tutor per indirizzare da subito la ricerca a un corretto approccio critico allargomento concordato. Linsieme di tutti questi materiali, non ancora definibili come fonti costituisce [] il primo strumento a disposizione del tesista per: 1. conoscere lo stato degli studi accademici e professionali sullargomento prescelto per la propria tesi; 2. avere un primo elenco di pubblicazioni da verificare (comprese le bibliografie di cui esse sono corredate, che informeranno a loro volta su altre reti di testi; 3. individuare la terminologia critica specifica e le regole metodologiche pi ortodosse, o al contrario sperimentali, per il tipo di indagine previsto. (Giovagnoli 2003, 26) Mentre la bibliografia orientativa ha una funzione orientativa di mappa dei saperi, la bibliografia finale conterr tutte le coordinate necessarie a dar modo agli studiosi di risalire alle fonti da me citate ed effettivamente consultate 11

Dove trovo i riferimenti che mi servono per compilare la bibliografia orientativa?


negli OPAC e nei METAOPAC nelle banche dati bibliografiche e fattuali a mia disposizione (reviews o revisioni sistematiche, cfr. lezione n. 1 prof.ssa Boschi) nelle bibliografie e nei repertori specializzati (Beilstein, Chemical Abstracts ) in Internet, utilizzando motori specializzati (Scirus ) o generalisti (con i dovuti accorgimenti) nei siti accademici ed istituzionali (es. se il mio tema la lebbra, andr a dare unocchiata prima di tutto al sito dellOrganizzazione Mondiale della Sanit http://www.who.int/topics/en/)

Consigliata la lettura di: Giovagnoli, Max. Come si fa una tesi di laurea con il computer e internet. Milano, Tecniche Nuove, 2003, cap. Fare ricerche con Google, p. 123-136) Zito, Giuseppe. Come si scrive una tesi di laurea su Internet:una breve FAQ. Bari: INFN. (ultimo aggiornamento: 1/07/08; consultato: aprile 2008)
(vedi anche slide dellincontro precedente)

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La schedatura delle fonti


Fin da subito possibile ottimizzare il proprio tempo risparmiando ansie e timori che caratterizzano la fase finale di revisione prima della consegna della tesi, anche perch una fonte che ho inizialmente sottovalutato per un certo aspetto, potrebbe in seguito rivelarsi utile per un altro e, se non avr inizialmente annotato il riferimento in modo corretto, avr sprecato del tempo prezioso! La schedatura delle fonti unoperazione utilissima, perch permette di conservare un certo ordine nel flusso delle informazioni raccolte e di facilitare quindi la costruzione del discorso. Ricorda inoltre che tutto quanto affermi nel corso della redazione della tua tesi deve poter essere verificato e verificabile ! Come vedremo in seguito, esistono numerosi stili di citazione bibliografica, ma lobiettivo comune a tutti : a) distinguere i libri dagli articoli o dai capitoli di altri libri; b) individuare senza equivoci sia il nome dellautore che il titolo; c) individuare il luogo di pubblicazione, editore, edizione; d) individuare eventualmente la consistenza ovvero la mole del libro. (Eco 1977/2006, 78). Tutti questi elementi essenziali citati da Eco potranno essere trascritti su un semplice taccuino o ancor meglio, soprattutto se sto utilizzando un notebook, memorizzati su un file di Microsoft Excel, Access, Word o in Google documenti , oppure ancora in un bibliography formatting software (BMS) (alcuni di questi programmi sono scaricabili gratuitamente dalla rete: http://bibliography-software.downloadsoftware4free.com/. Vedi anche linteressante wiki dedicato allargomento BMS: http://wiki.services.openoffice.org/wiki/Bibliographic_Software_and_Standards_Information) Nella schedatura annotate anche quali aspetti della singola fonte (argomento, dato numerico, immagine ) e quale parte della stessa (capitolo, paragrafo, pagina ) avrete trovato utili per il vostro lavoro. 13

Esempio di scheda delle fonti

Monografie

Periodici

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Gi, ma cosa devo citare?


La vostra tesi dovr essere il pi possibile il risultato di unelaborazione personale dei materiali e delle letture che avrete raccolto e analizzato; proprio per questo motivo le vostre affermazioni non dovranno parafrasare il contenuto di un articolo o di un libro, ma citare sempre, esplicitamente, le fonti da cui traete il dato o linformazione. Esistono fonti dirette e fonti indirette: Lopportunit di una citazione nel testo di unindagine scientifica pu derivare dallesigenza di esprimere o testimoniare il pensiero o linformazione di cui si sta parlando, oppure dalla necessit di contestualizzare un concetto attraverso lintervento di una terza voce pi autorevole o semplicemente antecedente la propria. Nel primo caso a essere citati saranno evidentemente le fonti e i materiali sui quali si concentrato direttamente lo studio [sono queste le fonti dirette, ossia le fonti primarie: brevetti, articoli, rapporti di ricerca, comunicazioni a congressi ...]; nel secondo, invece, tutti i testi e i dati rinvenuti sullargomento nel corso della ricerca [cio le fonti indirette, ossia le fonti secondarie: reviews, bibliografie tematiche ...] (Giovagnoli 2003, 78) Osserva alcuni esempi
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Gi, ma cosa devo citare? Esempi


Le fonti dirette di una tesi di laurea vanno citate nel corpo del testo ed espresse con precisione e puntualit ogni volta che non possono essere riassunte o date per scontate
(M. Giovagnoli 2003, 78)

Pagina tratta da: Minghetti, P.; Marchetti, M. Legislazione farmaceutica: esami di farmacia. 4. ed. Milano, Casa Editrice Ambrosiana, 2007, p. 333

Esempio di citazione diretta breve: se devo citare un brano breve e con continuit logica, proseguir il paragrafo inserendo la citazione in corsivo (anche senza laggiunta delle virgolette ) 16

Gi, ma cosa devo citare? Esempi


Esempio di citazione diretta lunga: mantenendo limpaginazione originale, rientrer la prima riga del paragrafo citato (a volte lintero paragrafo, le due opzioni sono possibili: dipende dalla quantit delle citazioni che necessario fare. Usare i tabulatori). Attenzione per: non infarcire mai il testo di citazioni non essenziali solo per aumentare la quantit di testo scritto. Citare solo i passaggi assolutamente necessari alla coerenza logica del discorso

Pagina tratta da: Riva, E. Luniverso delle piante medicinali: trattato storico, botanico e farmacologico di 400 piante di tutto il mondo. [Bassano], Ghedina & Tassotti, 1995 [ristampa 2001], p. 243

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Gi, ma cosa devo citare? Esempi


Esempio di citazione indiretta: in questo caso, a causa della sua brevit, inserita nel corpo del paragrafo; se si trattasse di una citazione pi lunga, dovrei comportarmi come nei casi delle citazioni dirette, cio rientrando il paragrafo a sinistra utilizzando i tabulatori
Pagina tratta da: Fumero, S. Ricerca e sviluppo nellindustria biotecnologica e farmaceutica: strategie, processi, organizzazione, pianificazione e altre considerazioni. Torino, Bollati Boringhieri, 2003, p. 57

In qualsiasi tipo di citazione, diretta o indiretta, utilizzer le parentesi quadre quando necessario inserire una nota di commento al testo, inserendo alla fine del commento tra parentesi quadre la sigla N.d.r. (nota del redattore) [ _________, N.d.r.]. Per quanto riguarda lutilizzo generale delle abbreviazioni, consultate: Lesina, Roberto. Il nuovo manuale di stile. Ed. 2.0. Cap. 9.3, Abbreviazione di termini redazionali, p. 194. Quando invece si omettono alcune parti non essenziali della citazione, si evidenzia lomissione inserendo i punti di sospensione entro parentesi quadre [] 18

Che cos la bibliografia finale di una tesi di laurea e che cosa deve contenere?
Vero , [], che pochi dei materiali trovati inizialmente nel lavoro preparatorio di una tesi di laurea finiscono per essere citati come fonti nella bibliografia finale. Come qualsiasi indagine, infatti, anche quella relativa alla tesi di laurea segue una sorta di selezione naturale nel proprio patrimonio documentariale [] (Giovagnoli 2003, 27]

La bibliografia di una tesi di laurea obbligatoria, ha la forma di un indice articolato (in ordine alfabetico, per temi, per capitoli) al cui interno vanno inserite tutte le fonti e le risorse consultate di prima mano dal ricercatore e ritenute di qualche rilievo nella propria indagine [...] Vanno escluse dalla bibliografia, invece, tutte le fonti, anche consultate a prezzo di faticosi inseguimenti e ricerche in biblioteca, giudicate ininfluenti o utilizzati per mezzo di testimoni intermediari [es. non potr riportare nella bibliografia finale il riferimento ad unopera che ho trovato citata da un autore terzo, senza averla effettivamente letta e utilizzata per le mie ricerche] (Giovagnoli 2003, 72).

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Come devo citare?


Esistono standard internazionali per la citazione dei riferimenti bibliografici che li rendono universalmente decifrabili. La norma generale di riferimento in vigore riguardante i vari possibili casi di citazione la ISO 690, Bibliographical references. Content, form and structure. 2. ed. 1987 Per quanto riguarda in generale la citazione degli AUTORI (per ulteriori approfondimenti, cfr. Lesina, 274-277), ad esempio, la norma ISO 690 prevede che: nomi e cognomi degli autori vanno riportati nella forma e nella lingua in cui compaiono sugli scritti a cui ci si riferisce (eventualmente in forma traslitterata se i nomi sono scritti in alfabeti non latini). Generalmente i nomi degli autori di un libro vengono citati o/e in copertina o/e sul frontespizio o nel verso del frontespizio; i nomi di autori stranieri non vanno comunque tradotti; nelle bibliografie, la regola generale prevede di citare sempre prima il cognome e poi il nome o la sua iniziale, separati da una virgola: es. Lesina, Roberto. Nelle note a pi di pagina invece si usa spesso scrivere prima il nome e poi il cognome; quando siamo di fronte ad opere con due o tre autori nominati sul frontespizio, vengono citati tutti gli autori nellordine in cui compaiono. Se gli autori sono pi di tre, si indica solo il primo, sostituendo quelli che non vengono riportati con la dicitura in latino et al. (e altri); se il contenuto di unopera non concettualmente identificabile con un autore in particolare (es. libri o pubblicazioni in pi volumi come enciclopedie, dizionari, manuali... prodotte su iniziativa diretta di un editore e sviluppate con lintervento di collaboratori di vario genere), si cita per primo il titolo dellopera, seguito eventualmente dallindicazione di collaboratori primari: es. Enciclopedia della chimica Garzanti. 1. ed. Milano, Garzanti, 1998 20

Come devo citare?


pi in particolare: collaboratori intervenuti a vario titolo nella realizzazione di unopera (traduttori, illustratori, commentatori, curatori, compilatori o simili) possono venire indicati dopo il titolo se i loro nomi compaiono sul frontespizio. Se invece sul frontespizio non compaiono indicazioni di autore, il nome del curatore o figura analoga pu essere lunico citato, trascrivendolo sempre dopo il titolo; il curatore esclusivo di unopera (es. gli editors nei casi di collane monografiche) pu anche essere considerato come un normale autore anteponendo il nome al titolo e posponendo il ruolo svolto. Es. Hawthorne, John Nigel and Gordon Brian Ansell, editors. 1982. Phospholipids. Amsterdam, New York, Oxford: Elsevier biomedical press. (New comprehensive biochemistry; v. 4) autori collettivi: organizzazioni varie (enti pubblici, aziende, associazioni...) sono considerati autori quando sono i primi responsabili del contenuto di unopera. In questo caso si cita come primo elemento il nome dellorganizzazione, anzich il nome, di un eventuale compilatore materiale. Es.: British Pharmacopoeia Commission. 2005. British pharmacopoeia. London: Stationery Office I nomi delle organizzazioni sono riportati nella forma in cui compaiono sugli scritti, ma se non sono universalmente note o per distinguere due organizzazioni che portano lo stesso nome, possibile inserire tra parentesi il luogo in cui hanno sede. Es.: Trinity College (Cambridge) Trinity College (Dublin). Se un ente si articola in uffici, direzioni ecc. ed ha una struttura gerarchica, si cita prima lorganizzazione di grado superiore, poi la singola articolazione: Es.: inserire un esempio. Quando unorganizzazione, oltre che autore, anche editore della pubblicazione, il suo nome viene citato prima come autore, poi come editore. Es.: The University of Chicago Press. 1982. The Chicago manual style. 13. ed. riv. ed ampl. Chicago e Londra: The University of Chicago Press nel caso di scritti anonimi, nel riferimento si indica per primo il titolo dellopera; per, se il nome dellautore pu venire ricavato con certezza da parti interne (introduzione, prefazione ecc.) o esterne della pubblicazione (bibliografie nazionali), si pu inserire il cognome tra parentesi quadre. Es.: [Hadert, H.] Fachbcher fr den Farbenchemicher. In caso di attribuzione incerta di unopera si pu seguire lo stesso criterio inserendo per un punto interrogativo dopo il nome dellautore. Es.: [Hadert, H. ?] 21

Come devo citare? Lo stile delle citazioni: Chicago Style e Vancouver Style
Oltre a standard che prevedono uniformit di contenuto, forma e struttura, esistono anche numerosi stili di citazione e di bibliografia che dipendono dalle scelte redazionali delle diverse case editrici o della comunit scientifica in cui si opera (es. la comunit degli psicologi, la comunit degli economisti, dei fisici, dei medici ). Sar bene concordare fin dallinizio con il proprio relatore lo stile di citazione a cui attenersi. Una volta stabilito lo stile, sar indice di rigore scientifico mantenere lo stesso stile di citazione durante tutta la redazione della tesi.

Per quanto riguarda il settore delle scienze pure e le discipline biomediche, due sono gli stili pi diffusi a livello mondiale: il Chicago Style della University of Chicago Press; questo stile si suddivide in due
sottotipi, A e B (A per le scienze umanistiche e sociali; B per le discipline scientifiche). In queste slide ci riferiremo sempre al Chicago Style B. Ha unaltissima diffusione a livello mondiale;

il Vancouver Style, messo a punto nel 1978 nel corso di un incontro tra gli editori delle
pi prestigiose riviste biomediche interazionali. Si tratta di un insieme di norme destinate agli autori di articoli o scritti di carattere scientifico finalizzate alla redazione della bibliografia e dei relativi rimandi allinterno del testo. Nelle slide 22- 34 cercheremo di riassumerne le regole previste da entrambi e le differenze tra i due stili. Per maggiori informazioni, necessario riferirsi alla bibliografia e alla webgrafia riportate in fondo a questi appunti 22

Chicago Style e Vancouver Style: differenze generali


Chicago B
Sistema di riferimento bibliografico autoredata : nel corpo del testo viene citato, tra parentesi tonde, il nome dellautore con accanto la data della pubblicazione a cui si fa riferimento; nella bibliografia finale viene inserito lelenco completo dei riferimenti secondo il criterio alfabetico per autore

Vancouver
Sistema di riferimento bibliografico a numerazione progressiva: il rimando alla bibliografia nel corpo del testo viene affidato alla numerazione posta ad esponente, in questo modo32 oppure racchiusa tra parentesi (tonda o quadra). Es.: (32) [32] 32. La bibliografia finale viene riportata sotto forma di elenco che comprende la sequenza delle citazioni nellordine in cui si succedono nel corpo del testo, precedute ovviamente dal numero corrispondente.

Vedi esempio alla slide n. 24

Vedi esempio alla slide n. 25

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Esempio di Chicago Style


tratto da: Goodman & Gilman: le basi farmacologiche della terapia. 11. ed. Edizione italiana a cura di Cesare R. Sirtori, Fabio Celotti, Giancarlo Folco, Guido Franceschini, Stefano Govoni, Angelo Sala. Milano [etc.] , McGraw-Hill, 2006, p. 719, 735

Bibliografia finale in ordine alfabetico per autore

Citazione nel corpo del testo

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Esempio di Vancouver Style


tratto da: British Journal of Clinical Pharmacology, 62(5), 2007, p. 610-16

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? ?
Nella redazione della bibliografia dovr sempre precisare se sto citando il il TUTTO o la PARTE: sto citando una pubblicazione nel suo complesso (TUTTO il volume, perch lho letto interamente e faccio riferimento alle tesi generali esposte dallautore) o faccio riferimento ad una PARTE specifica della pubblicazione (singolo capitolo di un libro, articolo scritto da uno o pi autori, singola voce allinterno di unenciclopedia, singola comunicazione contenuta negli atti di un congresso)?
Ricorda (slide 12): esistono numerosi stili di citazione bibliografica, ma lobiettivo comune a tutti : a) distinguere i libri dagli articoli o dai capitoli di altri libri; b) individuare senza equivoci sia il nome dellautore che il titolo; c) individuare il luogo di pubblicazione, editore, edizione; d) individuare eventualmente la consistenza ovvero la mole del libro. (Eco 1977/2006, 78). Cerchiamo di capire come fare utilizzando il Chicago Style o il Vancouver Style

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Chicago B
ALLINTERNO DEL TESTO NELLA BIBLIOGRAFIA FINALE

Vancouver
ALLINTERNO DEL TESTO NELLA BIBLIOGRAFIA FINALE

(Cognome data, pagina/e) Es. (Giovagnoli 2003)


Il riferimento al numero di/delle pagina/e, quando necessario, viene indicato senza che sia preceduto da abbreviazioni come p. , pp.; il numero semplicemente preceduto da una virgola. Appendici, sezioni e simili vanno indicate: Es. (Giovagnoli 2003, 78) (Foley 1955, app. A) Pi riferimenti dello/degli stesso/i autore/i pubblicati nello stesso anno richiedono unulteriore distinzione alfabetica, es.: (Knight e Belinsky 1987a, 1987b)

Cognome, Nome. Anno di pubblicazione. Titolo in corsivo. Edizione. Luogo di pubblicazione: Nome delleditore Es.: Giovagnoli, Max. 2003. Come si fa una tesi di laurea con il computere e internet. Milano: Tecniche Nuove
Nella maggior parte dei casi, nella bibliografia finale, viene citato: cognome, prima lettera puntata del nome (e non il nome per esteso), in questo modo: Giovagnoli, M. Esistono per in ambito scientifico molti casi di omonimie; per questo, per capire a quale autore ci si riferisce davvero, preferibile scrivere il nome per esteso; quindi, es.: Giovagnoli, Max. e non Giovagnoli, M. I nomi abbreviati degli autori ente collettivo andrebbero di preferenza citati per esteso nella bibliografia finale anzich solo con lacronimo: es. American Chemical Society, anzich ACS. Il titolo del libro viene scritto riportando in maiuscolo solo la prima lettera della prima parola Es. Statistical methods in biology e non Statistical Methods in Biology

Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1] o 1.

Cognome - spazio -Iniziale del nome (senza virgola tra cognome e nome). Titolo non in corsivo. Edizione. Luogo di pubblicazione: Nome delleditore; anno di pubblicazione Es. Carlson BM. Human embryology and developmental biology. 3rd ed. St. Louis: Mosby; 2004
Il titolo del libro viene scritto riportando in maiuscolo solo la prima lettera della prima parola e non con le iniziali maiuscole per ogni singola parola significativa, come nelluso anglosassone: Es. Statistical methods in biology e non Statistical Methods in Biology. Il/i numero di/delle pagina/e non preceduto da abbreviazioni come p. o pp., ma da due punti; non vengono ripetute le centinaia o le decine se queste non variano. Es.: Eisen HN. Immunology: an introduction to molecular and cellular principles of the immune response. 5th ed. New York: Harper and Row; 1974: 406-16

CITARE LIBRI CON UN SOLO AUTORE

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Libri con pi autori: (Cognome et al. data, pagina/e) Se vi sono fino a tre autori, si citano tutti e tre. Es.: (Smith, Wessen e Gunless 1988) Se gli autori sono pi di tre, mi limiter a citare: (Laumann et al. 1994, 262), dove et al. sta per et alii cio e altri.
In base a questo criterio per, se si presentasse il caso di due opere con lo stesso anno di pubblicazione, con pi di tre autori diversi di cui il primo comune, si rischierebbe una confusione di questo tipo: (Zipursky et al. 1959) Infatti, a quale opera mi riferisco di preciso se i possibili riferimenti sono: Zipursky, Hull, White e Israel 1959 e Zipursky, Smith, Jones e Brown 1959 ??? In questi casi: o si citano tutti i nomi anche se sono pi di tre o si fa seguire al cognome accompagnato da et al. un breve titolo: es. (Zipursky et al., Brief notes, 1959). Quando lopera non riporta il nome dellautore si usa il titolo o parte di esso, non si usano espressioni come: Anon., Anonimo, Autori vari, AA.VV.

Libri con pi autori: Cognome del 1 autore, Nome del 1 autore, Nome del 2 autore, Cognome del 2 autore, Nome del 3 autore, Cognome del 3 autore, Nome del 4 autore, Cognome del 4 autore ..., Anno di pubblicazione. Titolo in corsivo. Edizione. Luogo di pubblicazione: Nome delleditore Es.: Laumann, Edward O., John H. Gagnon, Robert T. Michael, and Stuart Michaels. 1994. The social organization of sexuality: Sexual practices in the United States. Chicago: University of Chicago Press
Riferimento al numero di/delle pagina/e (come sopra) Pi riferimenti dello/degli stesso/i autore/i pubblicati nello stesso anno (come sopra)

Libri con pi autori: Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1] o 1.

Libri con pi autori: Cognome - spazio - Iniziale del nome(senza virgola tra cognome e nome), Cognome - spazio -Iniziale del nome, Cognome - spazio -Iniziale del nome, Cognome - spazio -Iniziale del nome. Titolo non in corsivo. Edizione. Luogo di pubblicazione: Nome delleditore; Anno di pubblicazione Es.: Laumann E, Gagnon JH, Michael RT, Michaels S. The social organization of sexuality: Sexual practices in the United States. Chicago: University of Chicago Press; 1994

Il titolo del libro (come sopra) Il/i numero di/delle pagina/e (come sopra)

CITARE LIBRI CON PI AUTORI


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Sia nel Chicago Style sia nel Vancouver Style, quando non compare il nome dellautore, ma solo quello di curatori, compilatori o traduttori si pu scrivere come segue (dove eds sta per editors, ma potrebbe trattarsi di trad. ecc.): CS: Dausset, Jean and Julie Colombani, eds. 1973. Histocompatibility testing. Copenaghen: Munskgaard VS: Dausset J, Colombani J, eds. Histocompatibility testing. Copenaghen: Munskgaard; 1973

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Es. (Schleimer 1998, 638-60)

Schleimer, Roland. 1998. Glucocorticosteroids: their mechanism of action and use in allergic diseases. In: Allergy: principles and practice. 5th ed. edited by E. Middleton, E.F. Ellis and J.W. Yunginge, 638-60. St. Louis: Mosby Cito prima gli autori del capitolo, il capitolo e poi il titolo dellopera che lo contiene preceduto da In: Il titolo del capitolo posto tra virgolette alte; il titolo del libro scritto in corsivo

Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1] o 1.

Schleimer R. Glucocorticosteroids: their mechanism of action and use in allergic diseases. In: Middleton E, Ellis EF, Yunginger, JW, editors. Allergy: principles and practice. 5th ed. St. Louis: Mosby; 1998. p. 638-60 Cito prima gli autori del capitolo, il capitolo e poi il titolo dellopera che lo contiene preceduto da In: Niente uso di virgolette per il titolo del capitolo o del corsivo per il titolo del libro: tutto in tondo

CITARE I CAPITOLI DI UN LIBRO


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CITARE I PERIODICI

Con il termine periodico [...] si indica una pubblicazione che ha una periodicit regolare (settimanale, quindicinale, mensile, ecc.) e contiene di norma articoli che sono resoconti di ricerche originali. In genere, un periodico viene pubblicato sotto forma di fascicoli che vengono riuniti, nel corso dellanno solare, in uno o pi volumi. (Bellini e Roletto 2001, 9). Dei periodici, dovr citare le singole parti, cio i singoli articoli, anzich soltanto il/i volume/i che li comprende. Sempre pi diffusi sono i periodici elettronici (cfr. slide successiva)

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Articolo pubblicato su un periodico in carta con un solo autore: Es. (Seeber 2007, 2418)

Articolo pubblicato su un periodico in carta con un solo autore: Il titolo dellarticolo va citato in tondo, il nome del periodico che lo contiene in corsivo Es. Seeber, Franck. 2007. Patent searches as a complement to literature searches in the life sciences: a how-to tutorial. Nature protocols 2(10): 2418-28

Articolo pubblicato su un periodico in carta con un solo autore: Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1] o 1.

Articolo pubblicato su un periodico in carta con un solo autore: Il titolo dei periodici nel VS va scritto in tondo (non in corsivo) e va abbreviato secondo le regole della National Library of Medicine americana. Le abbreviazioni sono presenti in questo database: http://www.ncbi.nlm.nih.go v/sites/entrez?db=journals Es.: Seeber F. Patent searches as a complement to literature searches in the life sciences: a how-to tutorial. Nat Protoc 2007; 2(10): 2418-28 31

Per quanto riguarda: la forma dei nomi degli autori, la forma dei numeri delle pagine, e di pi riferimenti dello/degli stesso/i autore/i pubblicati nello stesso anno, vale quanto detto per la citazione dei libri

CITARE I PERIODICI ELETTRONICI


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Vedi anche la slide Citare internet

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Articolo con pi autori pubblicato su un periodico online: Es.: (Hlatky et al. 2002) I nomi dei diversi autori si citano nellordine descritto per i libri con pi autori e cio: Cognome del 1 autore, Nome del 1 autore, Nome del 2 autore, Cognome del 2 autore, Nome del 3 autore, Cognome del 3 autore, Nome del 4 autore, Cognome del 4 autore ..., Anno di pubblicazione. Titolo in corsivo. Edizione. Luogo di pubblicazione: Nome delleditore

Articolo con pi autori pubblicato su un periodico online: Es.: Hlatky, Mark A., DerekBoothroyd, Eric Vittinghoff, Penny Sharp, and Mary A. Whooley. 2002. Quality-of-life and depressive symptoms in postmenopausal women after receiving hormone therapy: Results from the Heart and Estrogen/Progestin Replacement Study (HERS) trial. Journal of the American Medical Association 287, no. 5 (February 6), http://jama.amaassn.org/issues/v287n5/rful l/joc10108.html#aainfo (consultato il 7 gennaio 2004).
Lo stile il medesimo che per gli articoli in carta, ma viene aggiunta la URL e la data di consultazione

Articolo con pi autori pubblicato su un periodico online:

Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1] o 1.

Articolo con pi autori pubblicato su un periodico online : Es.: Hlatky MA., Boothroyd D, Vittinghoff E, Sharp P, Whooley MA. Quality-of-life and depressive symptoms in postmenopausal women after receiving hormone therapy: Results from the Heart and Estrogen/Progestin Replacement Study (HERS) trial. JAMA [Internet]. 2002 [pubblicato il 6 febbraio 2002; consultato: gennaio 2003]; 287(5): [circa otto schermate]. Disponibile allindirizzo: http://jama.amaassn.org/issues/v287n5/rfull/jo c10108.html#aainfo (consultato il 7 gennaio 2004).
Lo stile il medesimo che per gli articoli in carta, ma viene aggiunta la dicitura [periodico pubblicato in Internet], il numero di pagine a video, la data di pubblicazione online, lultima data di consultazione e la URL 32

CITARE LE TESI DI LAUREA


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Es.: (Amundin 1991, 2229, 35)

Es.: Amundin, M. 1991. Click repetition rate patterns in communicative sounds from the harbour porpoise, Phocoena phocoena. PhD diss., Stockholm University

Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1] o 1.

Es.: Cairns RB. Infrared spectroscopic studies of solid oxygen [dissertation]. Berkeley (CA): University of California, 1965

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CITARE RIFERIMENTI TRATTI DAGLI ATTI DI CONGRESSI E PAPERS PRESENTATI IN OCCASIONE DI CONFERENZE E CONVEGNI (CONFERENCE PROCEEDINGS / CONFERENCE PAPER) Chicago B
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Contributi in atti di congressi: Es.: (Dupont 1974, 44)

Contributi in atti di congressi Es.: Dupont, Brian. 1974.Bone marrow transplantation in severe combined immunodeficiency with an unrelated MLC compatible donor. In: White H.J., Smith R., eds. Proceedings of the third annual meeting of the International Society for Experimental Hematology: 44-6

Contributi in atti di congressi

Contributi in atti di congressi Es.: Dupont B. Bone marrow transplantation in severe combined immunodeficiency with an unrelated MLC compatible donor. In: White HJ, Smith R, eds. Proceedings of the third annual meeting of the International Society for Experimental Hematology, 1974: 44-6

Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1]

Paper presentato ad un convegno: Es.: (Anderson 1986)

Paper presentato ad un convegno: Es.: Anderson, James C. 1986. Current status of chorion villus biopsy. Paper presented at the 4th Congress of the Australian Perinatal Society, Brisbane, Queensland

Paper presentato ad un convegno: Sistema a numerazione progressiva dei riferimenti con numero ad esponente o tra parentesi tonde o quadre: (1) [1]

Paper presentato ad un convegno: Es.: Anderson JC. Current status of chorion villus biopsy. Paper presented at the 4th Congress of the Australian Perinatal Society, Brisbane, Queensland, 1986.

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Citare da Internet
Oltre che gli articoli pubblicati su periodici disponibili in Internet, potrebbe essere necessario citare un capitolo di un libro o una homepage. I riferimenti relativi al tipo di documento elettronico (libro, articolo ecc.) seguono le regole previste per i documenti in carta. Tuttavia, qualunque sia lo stile prescelto, per le risorse online bisogna tener conto di tre diverse date: 1. la data in cui un documento stato prodotto e pubblicato in linea; 2. la data in cui un documento stato riveduto e aggiornato, visto che le risorse internet non sono permanenti e sono passibili di continui aggiornamenti; 3. la data in cui un documento stato da noi consultato per lultima volta. La data del copyright deve essere citata solo se diversa dalla data di ultima revisione o di prima pubblicazione. Dal momento che spesso non viene riportata n la prima n la seconda data, importantissimo citare la data di nostra ultima consultazione. Esempio di citazione di un capitolo di un libro disponibile in Internet secondo il Vancouver Style: Cartabellotta A. La formazione residenziale degli operatori sanitari (Internet). In: Pressato L, Cartabellotta A, Bernini G et al. Leducazione continua in medicina. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore; 2003. (pubblicato marzo 2003; consultato: marzo 2003). Disponibile allindirizzo: http://www.pensiero.it/ecm Esempio di citazione di una homepage secondo il Vancouver Style: Pensiero.it (Internet). Roma: Il Pensiero Scientifico Editore; 1995-2003 (consultato il 20 marzo 2003). Disponibile allindirizzo: http://www.pensiero.it Esempio di citazione di un rapporto tecnico tratto dal sito dellEMEA: EMEA. European Public Assessment Report on Replagal. http://www.emea.eu.int/humandocs/Humans/EPAR/replagal/ replagal.htm2004 (last accessed: 24 February 2006). 35

Citare i brevetti
Rispetto ai brevetti, gli stili di citazione utilizzati dalle riviste biomediche risultano carenti. La struttura del brevetto infatti complessa e di non facile approccio, anche perch questo tipo di documenti utilizza una terminologia giuridica. Come se non bastasse, un singolo brevetto pu avere pi applicazioni industriali o pi numeri di registrazione a causa del complesso meccanismo delle cosiddette invenzioni di nuovo uso. Questo pu causare uninutile ridondanza del contenuto delle citazioni.

Che fare?
Due consigli:
1. verificare sempre i dati relativi al brevetto di interesse allinterno della banca dati SciFinder Scholar: una delle chiavi di ricerca possibili proprio quella per numero di brevetto. Potrete cos verificare quale sia il modo utilizzato dai documentalisti scientifici del Chemical Abstract Service per citarlo; 2. utilizzare lo stile generico previsto dal Council of Biology Editors, ossia:

Cognome, iniziale del nome dellinventore (seguito dai cognomi e dalle iniziali di altri inventori, se ne esistono). Nome di enti, societ legali, organizzazioni o persone registrate come titolari dellinvenzione o dellapplicazione. Titolo del dispositivo o processo brevettato. Codice del brevetto (numero assegnato alle applicazioni pubblicate). Anno/mese/giorno di rilascio del brevetto (o data in cui lapplicazione stata pubblicata). Es.: Berry, C. and Harwood, J. Univ. Cardiff (UK). Compounds and compositions for use in inhibiting endoparasitic fatty acid biosynthesis. WO0149278. 2001 July 12 36

Citare le farmacopee
Le farmacopee sono elaborate da staff di esperti riuniti in commissioni nazionali e sovranazionali le quali operano secondo obiettivi e metodi condivisi. Queste commissioni sono quindi uno di quegli autori collettivi menzionati nella slide n. 21. Andranno quindi citate come segue: Nome dellente autore. Titolo. Edizione. Volume (se si sta consultando un volume in pi tomi o eventuali volumi di supplemento). Luogo di edizione: Ente editore, anno d pubblicazione. Citare anche eventuali termini di validit legale (es. Legally valid from 1.4.2008 until 30.6.2008 ) Esempi: British Pharmacopoeia Commission. 2005. British pharmacopoeia. London: Stationery Office (esempio di citazione secondo il Chicago Style) Martindale: The complete drug reference. 32nd ed. London: Pharmaceutical Press; 1999 (esempio di citazione secondo il Vancouver Style) Paracetamol monograph. Martindale's: the extra pharmacopoeia. In: International Healthcare Series [Internet]. [cited 1998 Sept 3]; Englewood, Colo.: Micromedex [citazione della monografia sul patacetamolo contenuta nel compendio in formato elettronico Martindale's: the extra pharmacopoeia compreso nella banca dati Micromedex Healthcare aggiornata periodicamente; quindi necessario citare la data di ultima consultazione].
Per quanto riguarda le modalit di citazione dei documenti elettronici tratti da Micromedex Healthcare, importante aggregatore di pi banche dati di argomento tossicologico e farmacologico, cfr. in particolare: Citing Thomson Healthcare Materials. (data ultima consultazione: aprile 2008). Disponibile allindirizzo: http://www.micromedex.com/about_us/legal/cite/

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Esempio di bibliografia suddivisa per argomenti


Qualunque sia lo stile di citazione prescelto, in alcuni casi pu risultare opportuno applicare, come ulteriore criterio di ordinamento delle notizie bibliografiche, la suddivisione per argomenti. Dipende dal tipo di tesi che si sta affrontando. Ci si dovrebbe comunque sempre chiedere, prima di impostare la bibliografia finale, quale sia la struttura che ne rende la consultazione pi efficace
(Esempio tratto da: Stites DP, Terr AI, Parslow TG. Immunologia medica. Ed. it. a cura di Giovanni Danieli. Milano: Masson; 1999)

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Come non scrivere la bibliografia finale


Il nome della casa editrice precede il luogo di edizione, mentre la sequenza corretta dovrebbe essere: luogo di edizione, casa editrice, anno Il nome degli autori dovrebbe precedere i titoli dei libri e degli articoli tratti da periodici; inoltre il cognome dellautore deve precedere liniziale del nome

La struttura complessiva della bibliografia non segue alcun criterio logico (n numerico, n alfabetico, n cronologico, n tematico!)

I titoli dei libri sono scritti in stampatello maiuscolo mentre, pur tenendo conto dei vari stili di citazione, dovrebbero essere scritti in caratteri minuscoli, salvo la prima lettera del titolo (maiuscola); addirittura risultano fusi in una stessa citazione due titoli diversi!

Oltre la bibliografia: il frontespizio della tesi


Universit degli Sudi di Torino

Facolt di Farmacia Corso di Laurea in ______

TESI DI LAUREA

Titolo della tesi

Relatore: Prof. __________ Correlatore: Prof. / Dott. __________

Candidato/a: _______________

Anno Accademico 2007/2008 Sessione (invernale, estiva )

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Oltre la bibliografia: gli indici


Dove collocare lindice principale? Di preferenza allinizio, subito dopo il frontespizio: insieme allintroduzione, una delle principali chiavi daccesso al vostro elaborato e serve a farsi unidea sul lavoro svolto. Cosa deve contenere lindice principale? Lindice deve registrare tutti i capitoli, sottocapitoli, paragrafi del testo, con la stessa numerazione, con le stesse pagine e con le stesse parole. Sembra un consiglio ovvio, ma prima di consegnare la tesi controllate attentamente che questi requisiti siano soddisfatti. (Eco 1977/2006, 240) Lindice generale dovrebbe essere il pi possibile analitico ed articolato secondo una struttura gerarchica ad albero Se sono state utilizzate numerose immagini e vi motivo di consultarle separatamente rispetto al testo, sar opportuno inserire un elenco delle illustrazioni che riporter i titoli e i numeri di pagina delle illustrazioni contenute del testo. Questo elenco andr a sua volta citato nellindice principale.

Ottimi consigli per la redazione della tesi nel suo complesso e degli indici in particolare vengono forniti da M. Aleotti in: Come si fa una tesi di laurea con il computer e internet. Milano, Tecniche Nuove, 2003, p. 103-121, Comporre la tesi con Word

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Oltre la bibliografia: introduzione e conclusioni


Secondo gli Eco-consigli (cfr. slide 10) introduzione, indice, conclusioni vanno redatte gi nella fase di scelta dellargomento del proprio lavoro di tesi. Ovviamente, in seguito, si rende necessario riscrivere pi volte queste parti della tesi che mutano col maturare del progetto di ricerca e con lavanzare del lavoro di scrittura. Cosa deve contenere lintroduzione? Tutti gli elementi essenziali a descrivere e a far comprendere il proprio percorso di ricerca anche a chi non avr il tempo di leggere la tesi in tutte le sue parti. Dovr perci illustrare con chiarezza gli obiettivi e le ragioni che hanno guidato la ricerca, presentare gli strumenti e le metodologie utilizzate ed illustrare la struttura conferita alla tesi (capitoli, allegati, sistema di indici ecc.) Cosa devo scrivere nelle conclusioni? Insieme allintroduzione, costituiscono la parte della tesi che sicuramente viene letta da coloro che sono chiamati ad esprimere un parere sullelaborato senza avere il tempo di leggerlo interamente. Anche le conclusioni vanno quindi scritte con la massima cura e devono comprendere i seguenti punti: - sintesi di ci che si esposto e del suo significato - analisi comparativa e commento critico dei risultati presentati - spiegazione motivata delle parti omesse o non approfondite - indicazione dei possibili ulteriori sviluppi
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Oltre la bibliografia: le note al testo


... hanno lo scopo di riportare informazioni marginali che, se inserite direttamente nel testo, appesantirebbero inutilmente lo sviluppo della trattazione. Le note possono essere usate per riportare due tipi fondamentali di informazioni: chiarimenti o commenti (note di contenuto), e riferimenti bibliografici (note di riferimento). Per quanto riguarda la loro collocazione, le note possono essere espresse a pi di pagina oppure raccolte in un elenco finale. In ogni caso le note sono numerate in successione e vengono richiamate dai corrispondenti numeri di nota inseriti allinterno del testo. (Lesina 1994, 257) Giovagnoli (2003, 83-5) suggerisce che le note di contenuto (ulteriormente distinte in note di commento e in note di approfondimento) siano la cornice migliore tra tutte quelle disponibili per dare conto al lettore della verifica compiuta per tempo sulle proprie intuizioni, e del consenso degli studiosi chiamati in via Questa da me utilizzata preventiva ad avvalorarne i risultati. (ibid., p. 83) invece un esempio di nota di riferimento in forma di rimando che potrei tipicamente inserire a pi di pagina in un documento di Word; essa richiama uno scritto precedentemente citato in nota nello stesso capitolo (ibid.=ibidem=nello stesso punto).
Per approfondimenti e soluzioni a singole problematiche, cfr. Lesina, 2003, 195, 257-68 43

Oltre la bibliografia: le immagini


Quando inserire unimmagine? Limmagine ununit informativa indipendente dal testo, ma complementare ad esso: deve essere collegata al filo logico del discorso e sopperire ai limiti della descrizione testuale aggiungendo un di pi, senza per risultare superflua o ridondante Dove inserire unimmagine? Si distinguono in figure e tavole. Le figure sono inserite allinterno del
testo: occupano parte della pagina o anche lintera pagina. Normalmente vengono inserite alla fine di un paragrafo e disposte in posizione centrale rispetto alla larghezza della pagina rispettando i margini di impaginazione previsti per il testo (a proposito: ricordate di lasciare un margine sinistro sufficientemente ampio per la rilegatura, in modo che questa non interferisca con lo specchio della pagina). A volte possono anche interrompere una frase, per problemi di impaginazione, come in questo esempio: Le tavole sono invece inserite, per motivi di dimensione o tipologia dellimmagine, in una serie di pagine a parte: normalmente i fogli che le contengono non sono numerati n conteggiati tra le pagine che costituiscono la pubblicazione.

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Oltre la bibliografia: le immagini


Come identificare unimmagine? Le immagini vanno accompagnate da titolo e didascalia, generalmente poste sotto limmagine (ma anche a lato, per problemi di impaginazione) e contraddistinte da un numero (es. Figura 1, Figura 2 ). In un testo lungo e ricco di immagini consigliabile adottare una numerazione doppia in cui il primo numero corrisponde a quello del capitolo (es. Fig. 2.1, Fig. 2.2, Fig. 2.3 ) per non rischiare di dover rinumerare tutte le immagini in caso di modifica/eliminazione di una di esse, cosa che avverrebbe in caso di attribuzione di una serie numerica unica. Il titolo illustra il soggetto dellimmagine (es. Figure 1 - Algorithm used to assign the overall score for innovation) e la didascalia pu assumere la forma di un semplice sottotitolo o essere un vero e proprio testo esplicativo, comprensivo anche di simboli e avvertenze utili a decifrare limmagine. Es.:

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Oltre la bibliografia: le immagini


Tabelle e grafici. Le tabelle sono prospetti contenenti insiemi di dati strutturati. Anche se a volte non sono perfettamente distinguibili dalle immagini vere e proprie, devono riportare una numerazione diversa rispetto a quella delle immagini (es. Tabella 1, Tabella 2 ). Per i diagrammi e gli istogrammi importante ricordarsi di indicare i nomi o i simboli delle grandezze riportate, le scale e le unit di misura. Come citare le fonti delle immagini? Le fonti delle immagini andrebbero sempre o, comunque, il pi possibile citate per etica professionale, ma anche a scopo cautelativo. Unimmagine presuppone infatti un autore (colui che lha materialmente prodotta e a cui viene riconosciuto il diritto morale di autore) e un detentore dei diritti di riproduzione dellimmagine , cio del copyright (non sempre le due figure coincidono: il detentore pu essere un erede dellautore, una casa editrice ecc.). Limmagine non sempre coperta da copyright, ma quando lo , necessario richiedere autorizzazione esplicita e formale al detentore del diritto, anche quando essa sia stata rielaborata per mezzo di qualche software. Quindi: utilizzate immagini coperte da copyright solo se indispensabile; in caso affermativo, contattate direttamente il detentore dei diritti di riproduzione. Citate sempre e comunque la fonte Riferimenti utili: Barnard, Chris; Gilbert, Francis; McGregor, Peter. Osservazioni, analisi, test, verifiche. Guida alle tesi sperimentali in
scienze della vita. Bologna, Zanichelli, 1996, cap. 4, Presentazione delle informazioni Giovagnoli, Max, Come si fa una tesi di laurea con il computer e internet. Milano, Tecniche Nuove, 2003, p. 74-77, Associazione di dati e immagini al testo di una ricerca Lesina, Roberto. Il nuovo manuale di stile: guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea. Ed. 2.0. Bologna, Zanichelli, 1994, cap. 11 Illustrazioni e cap. 12 Tabelle, p. 230-48

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Bibliografia
BARNARD, Chris; GILBERT, Francis; McGREGOR, Peter. Osservazioni, analisi, test, verifiche. Guida alle tesi sperimentali in scienze della vita. Bologna, Zanichelli, 1996 [posseduto dalla biblioteca] BELLINI, Chiaretta ROLETTO, Ezio. Infochimica: dalla carta al web. Una guida alla letteratura chimica. Torino, Levrotto & Bella, 2001 [posseduto dalla biblioteca] ECO, Umberto. Come si fa una tesi di laurea: le materie umanistiche. Milano, Bompiani, c1977 (stampa 2006). 18ed. (Tasc abili Bompiani , 441) GIOVAGNOLI, Max. Come si fa una tesi di laurea con il computer e internet. Milano, Tecniche Nuove, 2003 [posseduto dalla biblioteca] LESINA, Roberto. Il nuovo manuale di stile: guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea. Ed. 2.0. Bologna, Zanichelli, 1994. 11-16 [posseduto dalla biblioteca] SANTORO, Marco - ORLANDI, Antonella. Avviamento alla bibliografia: materiali di studio e lavoro. Milano, Editrice Bibliografica, 2006. (Bibliografia e biblioteconomia , 77)

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Webgrafia
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SITI DI UNIVERSIT ITALIANE CONTENENTI CONSIGLI UTILI PER LA REDAZIONE DELLE TESI DI LAUREA

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