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Autorit dei Bacini Regionali Romagnoli

Piano Stralcio di Bacino per il Rischio Idrogeologico

Comitato Istituzionale
Prof. Marioluigi Bruschini Presidente Arch. Maria Luisa Bargossi Dott. Andrea Mengozzi

Segretario Generale
Dott. Stenio Naldi

Gruppo di Progetto
Arch. Erminio M. Ferrucci Dott. Domenico Donati Ing. Al erto Pistocchi Dott. #scar $ani Dott. %a riele Cassani !ag. Carla %ugnoni Seg. Susi %audenzi Dott. Claudio Cam"oresi Coordinamento al Progetto di Piano Coordinamento alle Analisi di Piano !es"onsa ile Progetto Rischio idraulico !es"onsa ile Progetto Rischio frane !es"onsa ile Rapporti con la pianificazione e norme !es"onsa ile funzione amministrati&a Su""orto funzione amministrati&a Su""orto informatico e cartografia

Consulenza
A!PA ' Agenzia !egionale "er la Pre&enzione e l(Am iente Elaborazioni idrauliche - Rete idrografica %ru""o di la&oro) Ing. Maurizio Morelli ' E*S s.r.l.+ Prof. Sandro Artina+ Ing. %aetano Santucci+ Ing. Luisa Del Pro"osto+ %eom. Carlo Maggetti Prof. Marco Franchini+ Ing. %iorgio %aleati Studio idrologico finalizzato alla valutazione delle portate massime Idrogrammi di piena di assegnato rischio in otto sezioni fluviali

Collaborazione
Ser&izio Difesa del Suolo della !egione Emilia !omagna Ser&izio Pianificazione ,erritoriale della Pro&incia di Forl-.Cesena Ser&izio /r anistica della Pro&incia di !a&enna Sistema Informati&o ,erritoriale della Pro&incia di !a&enna Ser&izio Pro&inciale Difesa del Suolo+ !isorse Idriche e Forestali Forl-.Cesena Ser&izio Pro&inciale Difesa del Suolo+ !isorse Idriche e Forestali !a&enna Ser&izio Sistemi Informati&i %eografici della !egione Emilia !omagna

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Elenco elaborati
!elazione generale !elazione tecnica ' !ischio idraulico !elazione tecnica ' !ischio di frana Perimetrazione delle aree a rischio di frana in scala 0)1222 e 0)02222 Schedatura delle aree a rischio di frana $onizzazione della "ericolosit3 idrogeologica in scala 0)41222 Normati&a

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INDICE Premessa TITOLO I IL TERRITORIO DELL !TORIT DEI " CINI REGION LI RO# GNOLI $% In&uadramento territoriale '% Caratteri generali del territorio 4.0 4.4 4.4.0 4.4.4 4.4.9 4.4.: 4.9 4.9.0 4.: 4.1 4.1.0 4.1.4 4.1.9 4.1.: 4.1.1 4.1.< 4.< 4.<.0 4.<.4 4.7 4.; 4.;.0 4.;.4 4.;.9 In8uadramento geografico e orografico Am iti territoriali omogenei $ona della "ianura $ona della costa $ona della collina e assa montagna $ona della montagna As"etti climatico.forestali Profilo "lu&iometrico e classificazione climatica %eologia morfologia Caratterizzazione dei singoli acini Fiume Lamone Fiumi /niti ,orrente Be&ano Fiume Sa&io Fiume !u icone Canale Candiano !eticolo idrografico generale Caratteri generali !eti di onifica Cenni storici sulle trasformazioni del territorio Il Canale Emiliano !omagnolo =/n fiume in salita> La storia Il C.E.!. oggi 6 01 6 07 6 07 6 05 "ag. 5

6 40 6 4: 6 4;

6 97 6 :0 6 :1

(% Le macroemergenze ambientali 9.0 Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

6 10 6 10
9

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9.4 La ?ena del %esso 9.9 Lo =S"ungone> del Pliocene romagnolo 9.: Marmitte dei giganti 9.1 S"iagge+ Dune e Pinete costiere 9.<. La Cassa di Colmata del Lamone 9.<.0 La ?alle Mandriole 9.<.4 Punte Al erete e il Bardello 9.7 La Bassa del Pirottolo 9.; Le Pialasse 9.5 L(#rtazzo e l(#rtazzino 9.5.0 Bocca del Be&ano 9.5.4 %li as"etti naturalistici 9.5.9 Il caso dell(#rtazzino 9.02 Le Saline di Cer&ia 9.02.0 La storia delle Saline 9.02.4 Le Saline oggi 9.00 La Centuriazione TITOLO II CONSIDER )IONI GENER

6 6 6 6 6

19 11 1< 17 15

6 <0 6 <4 6 <:

6 <7 6 74

LI S!LLO ST TO DELL #"IENTE

*% La situazione nazionale precedentemente allIstituzione delle utorit+ di "acino ,% Listituzione delle utorit+ di "acino TITOLO III L PROGR ## )IONE REGION LE E PRO-INCI LE .% Lo Schema previsionale e programmatico per i Bacini Regionali della Romagna @Assessorato Am iente della !egione Emilia !omagna+ otto re 0552A /% Gli inter0enti pre0isti dalla Relazione sulluso del suolo e sulle condizioni dellassetto idrogeologico del territorio @Assessorato Am iente della !egione Emilia !omagna+ giugno 0554A

6 71 6 ;7

6 50

6 59

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;. LAggiornamento degli schemi previsionali programmatici 89-99 per il triennio 9 -99! Autorit dei Bacini Regionali Romagnoli @!egione Emilia !omagna+ a"rile 055;A 1% Il Programma di atti0it+ del $112 dell utorit+ dei "acini Regionali Romagnoli $3% I Rapporti pro0inciali sullo stato dellambiente $111433 TITOLO IIL 5! DRO LEGISL TI-O DI RI6ERI#ENTO $$% La Legge n% $2( del $2 maggio $121 "orme per il riassetto organizzativo e #unzionale della di#esa del suolo $'% Le indicazioni del D%P%R% $2 luglio $11, $riteri per la redazione dei Piani di Bacino $(% I Piani Straordinari per il rischio idrogeologico @D.L. n. 0;2 del 00 giugno 055; con&ertito in Legge n. 4<7 del 9 agosto 055;+ cos- come ridefiniti dalla Legge n. 44< del 09 luglio 0555A 09.0 09.4 09.9 09.: Aree a rischio idraulico Aree a rischio di frana o &alanga Misure di sal&aguardia I Piani straordinari "er il rischio idrogeologico

6 57 6 029 6 027

6 007 6 005

6 0:0 6 0:4 6 0:1 6 0:7 6 0:;

$*% Il Piano Stralcio per il rischio idrogeologico @D.M. 0: fe raio 0557+ cos- come ridefinito dal D.P.C.M. 45 settem re 055;A $,% I Piani di %utela delle ac&ue introdotti dal Decreto Legislati0o n% $,' del $$ maggio $111 #odi7icato e integrato dal Decreto Legislati0o n% ',2 del $2 agosto '333 01.0 Contenuti dei Piani di ,utela delle ac8ue

6 010

6 019 6 011

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$.% La Legge $$ dicembre '3338 n% (., $onversione in legge! con modi#icazioni! del '()( *+(*,(+,,,! n( + 9! recante interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile TITOLO IPOTESI #ETODOLOGIC PER L COSTR!)IONE DEL PI NO DI " CINO $/% Ipotesi di programma di la0oro 07.0 Assetto della rete idrografica 07.4 ,utela della 8ualit3 dei cor"i idrici 07.9 Assetto idrogeologico 07.: Studi e ricerche finalizzati alla redazione del Piano 07.:.0 Monitoraggio dei &ersanti ad alto rischio 07.:.4 Erosione della costa 07.:.9 Su sidenza 07.:.: ,utela e gestione delle ac8ue sotterranee 07.:.1 Eutrofizzazione marina 07.:.< Climatologia legata all(assetto idrogeologico 07.:.7 Sedimentologia e tras"orto solido 07.:.; /tilizzazione delle ac8ue 07.:.5 In&arianza idraulica nelle trasformazioni ur anistiche 07.:.02 Permea ilit3 su"erficiale dei suoli 07.:.00 Sistema informati&o territoriale TITOLO -I IL PI NO STR LCIO PER IL RISC9IO IDROGEOLOGICO $2% Criteri metodologici e contenuti del Piano Stralcio 0;.0 Aree a rischio idraulico 0;.4 Aree a rischio di frana 0;.9 Misure di sal&aguardia 0;.: !i"erimetrazione delle aree da sotto"orre a ?incolo Idrogeologico 0;.:.0 Il ?incolo Idrogeologico in Emilia !omagna

6 015

6 0<9 6 0<1 6 0<< 6 0<5 6 070

6 059 6 05: 6 057 6 055 6 055

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0;.1

Piano di Bacino e P. ,. C. P.

6 427 6 400 6 400 6 404 6 40: 6 407

$1% Contenuti ed elementi costituti0i il Piano Stralcio Aree a rischio idraulico elementi conosciti&i e "ro"oste di "rogetto 05.4 Aree a rischio di frana elementi conosciti&i e "ro"oste di "rogetto 05.9 Aree da sotto"orre a ?incolo Idrogeologico elementi conosciti&i e "ro"oste di "rogetto "ibliogra7ia 05.0

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PRE#ESS

Per la "redis"osizione del 8uadro degli adem"imenti relati&i alla ela orazione del Piano Stralcio "er il !ischio Idrogeologico @aree a rischio idraulico ed aree a rischio di franaA+ da ela orarsi entro la scadenza "refissata del 92 a"rile 4220+ all(interno della "redis"osizione del "iB com"lessi&o Piano di Bacino di cui alla legge 0; maggio 05;5+ n.0;9+ e successi&e modifiche ed integrazioni+ C necessario fare fedele riferimento+ oltre che ai documenti "rogrammatici ela orati da 8uesta Autorit3+ alle 'irettive tecniche per lindividuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico di cui al Decreto del Ministero dei La&ori Pu lici del 0: fe raio 0557+ cos- come integrato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 45 settem re 055; Atto di indirizzo e coordinamento per lindividuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui allart( *! commi * e +! del 'ecreto )egge ** giugno *998! n( *8,( Il rischio idrogeologico &iene 8ui definito come =una grandezza che mette in relazione la "ericolosit3 intesa come caratteristica intrinseca di un territorio che lo rende &ulnera ile a fenomeni di dissesto @allu&ioni+ franeA e la "resenza sul territorio di insediamenti ur ani+ industriali+ infrastrutture+ eni storici+ artistici+ am ientali+ etc.> Solo la conoscenza del li&ello di rischio+ legato alla dimensione del fenomeno+ all(uso del territorio ed ai tem"i di ritorno dell(e&ento atteso "ermette di "rogrammare gli inter&enti strutturali e non strutturali+ allo sco"o di definire la im"osizione di idonei accorgimenti tecnici in fase di realizzazione di o"ere+ la "redis"osizione di "iani di emergenza+ delocalizzazione di insediamenti+ messa in sicurezza del territorio e norme di tutela e sal&aguardia delle aree critiche. Il rischio @!A 8uindi C il "rodotto della &ulnera ilit3 o "ericolosit3 @?A del territorio intesa come "ro a ilit3 che un certo fenomeno si &erifichi in un determinato inter&allo di tem"o all(interno di un am ito circoscritto ed indi&idua ile attra&erso studi e ricerche+ in relazione al &alore degli elementi es"osti a tale rischio @EAD essi sono l(insieme di grandezze

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economiche e sociali ra""resentate da) "o"olazione+ infrastrutture+ atti&it3 economiche+ eni culturali o am ientali ' ! E E F ?. La determinazione del li&ello di rischio idrogeologico "resu""one la conoscenza dei "arametri idrogeologici+ geomorfologici+ to"ografici ed ur anistici connessi e la esecuzione di studi ed ela orazioni grafiche che consentano la delimitazione ra"ida delle aree "er le 8uali il rischio a""are manifesto o latente+ da assoggettare ad immediate misure di sal&aguardia+ e che forniscano l(a""roccio metodologico "er "rocedere all(affinamento degli studi utile alla indi&iduazione di o"ere strutturali di messa in sicurezza del territorio+ nonchG alla definizione di o"ere non strutturali @normati&e e &incoliA utili a su""ortare le "re&isioni di nuo&i insediamenti a li&ello ur anistico. ree a risc:io di 7rana Ai sensi del citato decreto ministeriale+ alla delimitazione delle aree nelle 8uali si sono atti&ati o riatti&ati mo&imenti franosi do&r3 seguire uno studio di dettaglio dei fenomeni medesimi al fine di indi&iduare gli inter&enti strutturali e non strutturali a cui si face&a riferimento in "remessa. ,ale studio+ che do&r3 contenere una &alutazione sulla sta ilit3 dei &ersanti e fornire le "rinci"ali indicazioni sulla geometria ed il meccanismo dei mo&imenti franosi nonchG sui "rinci"ali elementi geomorfologici connessi con fenomeni di insta ilit3 in atto o "otenziali+ &err3 realizzato =mediante l(ac8uisizione di dati i liografici+ l(inter"retazione di foto aree ed il rile&amento diretto sul terreno.> Le aree a rischio di frana "ossono essere distinte come segue) 0. Aree nelle 8uali sono "resenti frane atti&e+ continue o stagionali ed aree nelle 8uali sono "resenti e&idenze morfologiche di mo&imenti inci"ientiD 4. Aree nelle 8uali sono "resenti frane 8uiescenti che si riatti&ano con tem"i "luriennali e nelle 8uali si osser&ano indizi geomorfologici di insta ilit3 dei &ersanti che indicano la "ossi ilit3 di frane di nuo&a formazioneD

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9. Aree nelle 8uali sono "resenti unicamente frane sta ilizzate non "iB riatti&a ili a meno di nuo&i inter&enti antro"ici e nelle 8uali+ se "ure in "resenza di condizioni geomorfologiche sfa&ore&oli+ non &i sia al momento indicazione di mo&imenti gra&itati&i. ree a risc:io idraulico Do&ranno essere eseguiti studi di carattere idrogeologico o analisi statistiche &olte ad indi&iduare i "re&edi ili &alori della "ortata al colmo di "iena con almeno 9 tem"i di ritorno) t0E92 anni+ t4E422 anni+ t9E122 anni che si assumono come corris"ondenti ad un(alta+ una moderata ed una assa "ro a ilit3 di inondazione. I risultati di tali studi e la conoscenza to"ografica a grande scala delle aree di esondazione e delle sezioni del corso d(ac8ua consentir3 la trasformazione delle "ortate di "iena di riferimento in li&elli idrici attesi e la delimitazione delle aree con di&erse "ro a ilit3 di inondazione. Le "redette ela orazioni "ermetteranno+ fra l(altro+ di meglio definire gli inter&enti strutturali e non strutturali da intra"rendere. Nelle zone ad alto rischio di esondazione @t0E92 anniA+ andr3 im"osto o confermato il &incolo di inedifica ilit3 o a&&iati inter&enti di "rotezione o di delocalizzazione degli insediamenti esistenti anche ai sensi dell(art. :+ comma 5+ della legge n. <77H5<. Per le zone a moderato rischio di esondazione @t4E422 anniA+ andr3 regolamentato l(uso del territorio che do&r3 tenere conto+ com"ati ilmente con la "resenza di centri a itati+ di sal&aguardare ed e&entualmente am"liare le aree di naturale es"ansione al fine) da un lato+ di mantenere e migliorare le condizioni di funzionalit3 idraulica del corso d(ac8ua in relazione alla ca"acit3 di in&aso+ e dall(altro+ di mantenere e migliorare le caratteristiche naturali e am ientali dei siti. In 8uesto senso e&entuali inter&enti "otranno essere autorizzati a condizione che gli stessi non com"ortino una riduzione o una "arzializzazione a""rezza ile della ca"acit3 di in&aso e di laminazione delle aree stesse. In relazione ai li&elli idrici attesi tale sco"o "otr3 essere raggiunto anche attra&erso l(adozione di accorgimenti tecnico costrutti&i.
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Nelle zone a assa "ro a ilit3 di esondazione @t9E122 anniA+ l(aumento del li&ello di sicurezza delle "o"olazioni &err3 affidato alla "redis"osizione di adeguati "iani di allertamento e di inter&enti atti a mitigare l(effetto delle inondazioni @"rotezione ci&ileA. Sintesi interpretati0a dei dati conosciti0i I risultati di tali indagini+ incrociati con la conoscenza dell(attuale uso del suolo e delle "re&isioni degli strumenti ur anistici &igenti+ "ermetteranno di regolamentare l(uso del territorio indi&iduando le aree "er le 8uali non C necessario "orre limitazioni alle scelte ur anistiche+ 8uelle in cui l(utilizzazione do&r3 essere condizionata a &incoli tecnico costrutti&i+ 8uelle idonee a nuo&i insediamenti od all(am"liamento di 8uelli esistenti+ 8uelle edificate nelle 8uali C necessario a&&iare inter&enti di riassetto territoriale di iniziati&a "u lica+ a tutela del "atrimonio insediati&o esistente+ 8uelle+ infine+ "er le 8uali a&&iare "rocedure di delocalizzazione. In definiti&a il Piano Stralcio sar3 utile alla indi&iduazione di o"ere strutturali di messa in sicurezza del territorio+ nonchG alla definizione di o"ere non strutturali @normati&e e &incoli+ "ratiche di gestione del territorio+ monitoraggioA utili a su""ortare le "re&isioni di nuo&i insediamenti a li&ello ur anistico. Riperimetrazione delle aree a 0incolo idrogeologico L(o""ortunit3 "er la ela orazione di 8uesto Piano stralcio ci C fornita dall(art. 012 della L. !. n. 9 del 40.:.55+ che recita) =il Piano di Bacino "ro&&ede al riordino del &incolo idrogeologico in relazione alla natura fisica e morfologica dei terreni sia indi&iduando le zone da sotto"orre a &incolo idrogeologico ai sensi del !.D.L. 92 dicem re 0549+ n. 94<7+ o&&ero le aree in cui i terreni+ "er effetto di utilizzazioni non idonee "ossono+ con danno "u lico+ "erdere sta ilit3 o tur are il regime delle ac8ue+ sia &erificando la sussistenza delle "redette condizioni "er le zone assoggettate a tale &incolo dalla "reesistente normati&a>.

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L(urgenza di "ro&&edere a tale zonizzazione C data dalla concomitanza con il riordino delle com"etenze in materia o"erata dalla medesima Legge !egionale+ oltre che dalla e&idente inadeguatezza ed o solescenza delle "erimetrazioni attualmente &igenti+ nonchG dalla immediata ricaduta a""licati&a di tale strumento normati&o nella gestione della difesa del territorio. La metodologia di la&oro discender3 direttamente dalle risultanze del Piano stralcio relati&o all(Assetto idrogeologico e si aser3 su dati am"iamente ac8uisiti sulla natura del territorio @carta della "ericolosit3 del dissesto+ dissesto osser&ato+ dissesto "otenziale+ etc.A+ ai 8uali andranno aggiunti elementi conosciti&i relati&i all(uso reale del suolo ed alla sua attuale destinazione @terreni =saldi>+ oschi adulti o di nuo&o im"ianto+ come "rescritto agli artt. 7+ ; e 5 del !.D.L. 94<7H49A. A 8uesti si aggiungeranno le aree &incolate ="er altri sco"i>+ come "re&isto dal medesimo !.D.L. all(art. 07 della Sezione II) =I oschi che "er la loro s"eciale u icazione difendono terreni o fa ricati dalla caduta delle &alanghe+ dal rotolamento di sassi+ dal sorrenamento e dalla furia dei &enti @ad esem"io le Pinete costiereA e 8uelli ritenuti utili "er le condizioni igieniche locali>. Il Piano sar3 redatto all(interno della Segreteria ,ecnico o"erati&a+ di concerto con gli uffici "ro&inciali e regionali com"etenti+ sentite le Comunit3 Montane.

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TITOLO I IL TERRITORIO DELL !TORIT DEI " CINI REGION LI RO# GNOLI

$% IN5!
DR #ENTO TERRITORI LE

La L.!. n.0: del 45H29H0559 istituisce l(IAutorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli6+ in attuazione della Legge 0;H21H05;5 n.0;9 recante norme "er il Iriassetto organizzati&o e funzionale della difesa del suolo al fine di "erseguire l(unitario go&erno dei Bacini Idrografici mediante azioni di indirizzo+ coordinamento e controllo delle atti&it3 conosciti&e+ "ianificatorie e di "rogrammazione inerenti la conser&azione del suolo+ il mantenimento dei cor"i idrici+ la tutela dei cor"i idrici+ la tutela degli ecosistemi forestali e "aesaggistici...6. Com"etono all(Autorit3 i seguenti acini) Lamone+ Fiumi /niti+ Canale Candiano+ Be&ano+ Sa&io e !u icone. Il territorio si colloca nella "orzione centrale dell(area romagnola che dallo s"artiac8ue a""enninico scende e occu"a il &ersante nord.est fino al mare Adriatico. Esso ha forma di 8uadrilatero leggermente tra"ezoidale e confina a nord. o&est con l(Autorit3 di Bacino del !eno+ a nord.est col mare Adriatico+ a sud.est con l(Autorit3 di Bacino del Marecchia e Conca fino al Monte Fumaiolo+ mentre il limite meridionale @escluso il tratto fra il Monte Fumaiolo e il Passo !otta dei Ca&alli+ che interfaccia l(Autorit3 di Bacino del ,e&ereA coincide "raticamente con la linea di cresta a""enninica "er una estensione di circa <; Jm. Presenta una su"erficie di 9.:05+4 Km8. la cui "erimetrazione di dettaglio "uL delinearsi a "artire dal crinale di Colla di Casaglia+ scendendo lungo lo s"artiac8ue fra il Senio ed il Lamone sino a toccare Faenza+ 8uindi
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continuando lungo l(argine sinistro del Lamone stesso+ e "roseguendo sino alla sua foce. Sul &ersante est la delimitazione @francamente cer&ellotica ed al8uanto discuti ile+ anche considerato che esclude un significati&o sotto acino del Sa&io che ricade nella !egione Marche ed C assegnato all(Autorit3 di Bacino del Marec&chia e ConcaA che si origina dal Monte Fumaiolo+ raggiunge Sarsina+ si mantiene sul confine col Montefeltro+ continua sulla Strada Pro&inciale n. 00 sino a Montal ano+ indi ricalca il !io Salto "ortandosi "oi sul confine comunale fra Bellaria e Sa&ignano+ che coincide anche col limite amministrati&o fra la "ro&incia di Forl- e 8uella di !imini. Chiude la "erimetrazione a nord.est la linea di costa fra la foce del !u icone e la foce del Lamone) com"rende 8uindi la "ressochG intera su"erficie della Pro&incia di Forl-.Cesena+ la "ianura ra&ennate fino al Lamone @i&i com"reso l(intero suo acino+ il cui alto corso ricade nella !egione ,oscanaA e alcuni lem i della Pro&incia di Firenze e di Arezzo+ de ordanti sullo s"artiac8ue a""enninico romagnolo. Prima di "rocedere ad una disamina delle metodologie di costruzione del Piano dei Bacini !egionali !omagnoli+ anche in riferimento ai documenti "rogrammatici ela orati dalla !egione Emilia !omagna e dall(Autorit3 dei Bacini+ "are o""ortuno un in8uadramento generale del territorio di "ertinenza dell(Autorit3+ che affronti anche le tematiche relati&e ad alcuni as"etti fondamentali 8uali) la geologiaD la morfologiaD le caratteristiche generali dei singoli acini+ la storia del territorio e la sua ur anizzazione.

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'% C
R TTERI GENER LI DEL TERRITORIO

'%$ In&uadramento geogra7ico e orogra7ico La sua ri"artizione altimetrica fornisce alla "ianura @fino a 022 m. s.l.m.A il :9+1M della su"erficie+ "ari a Km8. 0:;<+ alla collina @fra 022 e <22 m. s.l.m.A il :9+9M+ "ari a Km8. 0:75+ mentre la montagna costituisce il 09+4M+ "ari a Km8. :1:. Inoltre le aree collinari com"rese tra i 022 e 122 m. slm. ra""resentano il 99+1M del territorio mentre l(accli&it3 media della su"erficie del suolo afferente a tale fascia si aggira su &alori "ari a circa 92M. ?ale la "ena di sottolineare che+ comun8ue+ si hanno &alori "ressochG e8uili rati fra "ianura da un lato @:9+1M del territorioA e collina.montagna dall(altro @1<+1MA. L(indicazione delle fasce altimetriche assume "articolare im"ortanza "er le relazioni strettamente esistenti fra fattori climatici+ altimetria e "ossi ilit3 di uso del suolo) infatti il limite della &egetazione ar orea si "one a circa 0.:22 m.+ mentre a circa ;22 m. si "one il limite della coltura del castagno e a circa :22 m. 8uella della &iticoltura. Dei corsi d(ac8ua che com"etono alla Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli @e che sono) il Fiume Lamone+ il Fiume Montone+ il Fiume !a i+ i Fiumi Bidente.!onco+ il ,orrente Be&ano+ il ,orrente Pisciatello+ il Fiume Sa&io ed il Fiume !u iconeA solo 1 hanno origine nella cresta a""enninica) Lamone+ Montone+ !a i+ Bidente e Sa&ioD mentre il ,orrente Be&ano+ il ,orrente Pisciatello ed il Fiume !u icone traggono scaturigine da contrafforti collinari secondari che sono ris"etti&amente il colle di Bertinoro+ le colline di Strigara e le alture fra Sogliano e Montegelli.0 Il sistema orografico consiste sostanzialmente in una linea di cresta ad andamento NN.SE 8uasi diritta+ che tocca le massime altitudini al Monte Falco @0.<1; m.A+ Monte %a rendo @0.195 m.A+ Poggio Scali @0.142 m.A+ Monte Fumaiolo @0.:2; m.A+ Monte Nero @0.49: m.A+ Colla di Casaglia
0

Costituisce una condizione del tutto singolare il acino idraulico del Canale Candiano+ ricadente in Comune di !a&enna "er il 8uale sar3 fatta una "recisazione al Ca"itolo 4.1.< della "resente trattazione.

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@509 m.AD scende "oi attra&erso i contrafforti "rinci"ali e secondari tra i 8uali si sono adagiate le &allate+ sedi attuali dei corsi d(ac8ua formanti un sistema idrografico @da SN a NEA Isca&ato6 dai medesimi che+ direttamente o indirettamente+ sfociano al mare. Da Colla di Casaglia "rende origine il contrafforte che di&ide la &allata del Senio da 8uella del Lamone e che "ertanto se"ara il territorio della Autorit3 di Bacino del !eno da 8uella dei Bacini !omagnoliD scende dal &ersante toscano e continua con Poggio Ca&almagra @500 m.A+ Monte Carne&ale @;94 m.A e Monte %am eraldi @;9< m.AD "rosegue "oi a Monte Colom o+ ,orre di Calamello+ Monte di !ontana @:;4 m.A e Monte della Sie"e @411 m.A chiudendosi nella "rima collina faentina. Il contrafforte che di&ide la &allata del Lamone da 8uella del Montone "rende origine dal Monte Peschiena @0.05; m.A+ "assando "oi al Monte La&ane @0.4:0 m.A e Monte Bruno @0.2;5 m.AD scende a Monte Collina @57: m.A+ Monte Freddo @;51 m.A+ Monte Sacco @7:: m.A+ "oi Monte Casole @:9; m.A+ finendo nella "ianura fra Forl- e Faenza a Cerreto+ Si a e Monte"oggiolo @404 m.A. Fra le &allate del Montone e del !a i il contrafforte si stacca da Poggio degli #rticai @0.259 m.A+ scende a Pian Casciano @0.0:; m.A+ Monte %emelli @0.42; m.A+ Monte Serra @752 m.A+ Monte %irone @<17 m.A+ Monte Centoforche @<10 m.A+ Monte Colom o @704 m.A+ e Monte Mira ello @<94 m.AD declina su Monte Cadignana @9;7 m.A e Monte Birra @904 m.A e si smorza fra Massa e ?ecchiazzano nella "ianura forli&ese. Da Piancancelli @0.17< m.A e Pian delle Fontanelle @0.142 m.A si di"arte lo s"artiac8ue fra la &allata del !a i e 8uella del BidenteD continua con Monte %uffone @0.05; m.A+ Monte Altaccio @;49 m.A+ Monte %rosso @<55 m.A e Monte Bruchelle @110 m.A+ scende a Monte ?el e @:<5 m.A e Colle delle Caminate @9;2 m.A+ concludendosi fra i colli di Lardiano+ !a&aldino e Collina. La &allata del Bidente e 8uella del Sa&io si di"artono se"arandosi nei "ressi del Passo Mandrioli @0.079 m.AD il crinale segue fino a Poggiaccio @0.2<5 m.A+ Colle Carnaio @;55 m.A+ Monte Aiola @5:4 m.A e Monte di Faggia @;14 m.A. Continua a Monte Altello @<74 m.A+ Monte Mercurio @<54 m.A+
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!i&oschio e S. Matteo @:0; m.AD "oi Monte Ca&allo @:;2 m.A+ Collinello @90< m.A e Bracciano @090 m.A. Il 8uadro oro.idrografico si com"leta nelle colline intorno a Bertinoro+ o&e "rende origine un "iccolo acino s&ilu""ato "re&alentemente nella "ianura fra Forlim"o"oli e la costa+ ed il cui corso di maggiore s"essore C ra""resentato dal ,orrente Be&ano. Esso nasce nella conca di Bracciano mantenendosi confinato fra le terminazioni dei acini del Bidente.!onco a o&est+ e del Sa&io a est. Fra Sa&io e !u icone non esiste un &ero e "ro"rio contrafforte+ ens- una serie di 8uinte collinari che danno origine ad alcune "iccole ed a"erte &allate+ sedi di corsi d(ac8ua di re&e "ercorso ed a regime eminentemente torrentizio) Pisciatello+ !igossa e !u iconeD inoltre la "ianura fra Cesena e Cer&ia C "ercorsa da una rete scolante cosiddetta minore+ che si fa carico di drenare 8uell(area a difficile deflusso naturale+ e""ure intensamente ur anizzata. '%' mbiti territoriali omogenei I territori dei Comuni com"resi nell(area dei Bacini della !omagna "ossono+ schematicamente+ suddi&idersi in 8uattro am iti territoriali omogenei) 4.4.0 $ona della "ianura La zona della "ianura+ nel suo com"lesso+ costituisce l(area con maggiore densit3 insediati&a e di atti&it3 "rodutti&e ma+ conseguentemente+ con la "iB alta concentrazione di rifiuti e di scarichi) l(ele&ato im"iego di "rodotti chimici in agricoltura+ la "resenza di numerosi alle&amenti a&icoli e suinicoli+ gli scarichi ed i rifiuti industriali e ci&ili fanno s- che la maggior "arte del carico in8uinante com"lessi&o &enga "rodotto in 8uesta zona. A ciL si aggiunga una ele&ata domanda di risorsa idrica a fronte di una "otenzialit3 8uantitati&amente sem"re "iB scarsa e 8ualitati&amente sem"re "iB scadente. In 8uesti ultimi anni sono di&entate sem"re "iB "ressanti i

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"ro lemi di esondazioni legati "rinci"almente all(ur anizzazione ed alla im"ermea ilizzaizone conseguente del territorio. 4.4.4 $ona della costa Dal "unto di &ista am ientale 8uesta zona C caratterizzata dalla "resenza di aree di note&ole &alore "aesaggistico.naturalistico @"articolarmente nei comuni di Cer&ia e !a&ennaA+ 8uali le "inete+ le &alli e le saline+ s"esso tutta&ia in adiacenza o frammiste a fasce di ur anizzazione dai note&oli "ro lemi ur anistici od am ientali @cosa "articolarmente e&idente da Cer&ia &erso sud. Do&e una conur azione assai densa e disordinata si estende sino a CattolicaA. E( da segnalare come l(economia della fascia costiera+ asata fino ai "rimi decenni del 0522 sull(agricoltura e sulla "esca+ stia su endo+ oggi+ le negati&e conseguenze di uno s&ilu""o economico costruito sulla Imonocoltura6 turistica. Nel "eriodo esti&o si riscontra una ele&atissima domanda di risorsa idrica+ congiunta ad una conseguente concentrazione di scarichi ci&ili che costituiscono un fattore di ulteriore in8uinamento dei fiumi+ in tale "eriodo "articolarmente "o&eri di ac8ua. Il forte "relie&o di ac8ue sotterranee determina il "rogressi&o a assamento del li&ello di falda ed C una delle cause "rinci"ali del fenomeno dell(ingressione salina che costituisce+ unitamente all(erosione della costa ed alla su sidenza+ uno dei "ro lemi "iB gra&i che interessano il litorale alto adriatico. Inoltre la fascia costiera ra&ennate C caratterizzata da forte "resenza insediati&a industriale difficilmente com"ati ile @anche se s"esso coa itanteA con il turismo alneare e con la sem"re "iB "ressante richiesta di com"lessi residenziali e "er il tem"o li ero. 4.4.9 $ona della collina e assa montagna Il territorio+ interessato a "artire dal do"oguerra da fenomeni di a andono da "arte della "o"olazione+ C stato successi&amente ricon8uistato all(uso agricolo con meccanizzazioni s"inte da forte "resenza insediati&a.

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Il tessuto storico C 8uasi del tutto distrutto con gra&i effetti sull(assetto fisico @idrogeologico ed ecologicoA del territorio+ che "resenta &aste zone di dissesto o+ comun8ue+ "redis"oste al dissesto. ,ale situazione C aggra&ata dalla "resenza di corsi d(ac8ua a carattere torrentizio+ "er i 8uali s"esso manca un adeguato inter&ento di regimazione. A ciL si aggiunga un(alta concentrazione di alle&amenti a&icoli e suinicoli @il cui carico in8uinante si riscontra nell(a assamento della 8ualit3 delle ac8ue su"erficialiA e un(atti&it3 estratti&a di rilie&o+ &olta anche alla ricerca di materiali alternati&i alle sa ie ed alle ghiaie flu&iali+ la cui estrazione C "roi ita dal 05;9. All(interno della zona collinare C "resente un elemento ti"ico che caratterizza le formazioni argillose "lio."leistoceniche) il calanco+ definito come =un sistema di &allecole dis"oste a &entaglio+ "ri&e di &egetazione ed a morfologia mor ida e rotondeggiante>. Ne C esem"io l(area com"resa fra Brisighella+ Castrocaro e Bertinoro. 4.4.: $ona della montagna O caratterizzata dalla "resenza di aree a "ascolo e+ so"rattutto+ a osco+ com"rese 8uelle zone "articolarmente "rege&oli dal "unto di &ista "aesaggistico.am ientale+ costituite dalla foresta della Lama+ di Cam"igna+ dalla riser&a di Sasso Fratino+ etc. In 8ueste zone il degrado am ientale C limitato) il "rogressi&o calo della "o"olazione non ha determinato 8uegli effetti negati&i so"ra descritti "er le zone della collina e della assa montagna anche "erchG+ negli ultimi decenni+ C stata s&ilu""ata un(intensa atti&it3 di rim oschimento+ che ha a&uto "ositi&i effetti sulla difesa del suolo e la tutela am ientale. '%( spetti climatico47orestali

Prima di descri&ere le singole com"onenti del clima+ C o""ortuno un re&e a""roccio con gli as"etti dinamici del clima stesso+ con 8uei meccanismi cioC della circolazione atmosferica a grande scala+ in grado di di&ersificare le condizioni metereologiche a scala locale sul territorio nei &ari "eriodi
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dell(anno+ in ase so"rattutto allo scenario fisico.geografico che caratterizza l(area di indagine. Il clima C condizionato dalla sua "osizione geografica al centro della zona tem"erata settentrionale ed al margine meridionale della "ianura "adana tra il crinale a""enninico e l(Adriatico. !isente cos- delle caratteristiche climatiche della "ianura "adana+ che C es"osta ai &enti "ro&enienti dall(Adriatico. Puesto mare chiuso e "oco "rofondo ha una moderata influenza mitigatrice sul clima. Il crinale a""enninico e la successione dei contrafforti montani tra le &alli+ orientate da sud.o&est a nord.est+ influenzano note&olmente l(andamento dei &enti al suolo. Si distinguono+ "erciL+ gli as"etti dinamici del clima "iB direttamente associa ili all(area a""enninica+ da 8uelli che in&ece caratterizzano maggiormente l(area di "ianura. La dorsale a""enninica+ con assetto nord. o&est sud.est+ C costituita in "articolare da un com"lesso di sistemi collinari e &alli&i che si &anno gradualmente a&&icinando alla linea costiera "rocedendo &erso il settore "iB settentrionale del territorio. A tale allineamento orografico C anche legata una sensi ile di&ersificazione delle condizioni meteorologiche nell(area di "ianura antistante+ nella 8uale le influenze attri ui ili ai rilie&i a""enninici a""aiono "articolarmente e&identi nel cam"o termo."lu&iometrico. 4.9.0 Profilo "lu&iometrico e classificazione climatica Le serie storiche &entennali dei dati di "reci"itazione misurata nei "unti che costituiscono la rete "lu&iometrica dis"oni ile "er il territorio+ "ermettono di &alutare con sufficiente dettaglio 8uanto segue) aA &ariazione della 8uantit3 totale in funzione dell(altimetria e della struttura geomorfologica regionaleD b) Intensit3 e distri uzioneD4 cA !egimi "lu&iometrici.
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Per intensit3 &iene 8ui considerato un indice con&enzionale otteni ile attra&erso il ra""orto fra 8uantit3 e numero dei giorni "io&osi.

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Per 8uanto si riferisce al "unto aA+ i dati "ro"osti e&idenziano una tendenza all(incremento degli a""orti meteorici "rocedendo dalla costa+ e comun8ue dell(area di "ianura+ &erso il retroterra collinare e montano dell(A""ennino. Sulla ase di 8uesta tendenza territoriale+ si "ossono distinguere sostanzialmente 8uattro zone idrometriche) 0A zona di "ianura @8uota inferiore a 022 mA+ con &alore medio annuo com"reso tra <24.504 mmD 4A zona di assa collina @8uota inferiore a 922 mA+ con &alore medio annuo com"reso tra 50<.0.292 mmD 9A zona di media.alta collina @8uota inferiore a <22 mA+ con &alore medio annuo com"reso tra ;;1.0.0;; mmD :A zona di montagna @8uota su"eriore a <22 mA+ con &alore medio annuo com"reso tra 0.051.0.<04 mm. Nell(area di "ianura !a&enna risulta essere la localit3 meno "io&osa @<;4 mmHannoA+ mentre in montagna Colla di Casaglia il sito con maggiore dis"oni ilit3 di "reci"itazioni @0.<04 mmHannoA. Sui rilie&i a""enninici le "reci"itazioni "iB scarse sono in&ece attri ui ili alla localit3 di ,redozio+ a""artenente ad una zona di media collina @;;1 mmHannoA+ mentre le "iB a ondanti s"ettano a Cam"igna+ localit3 di media montagna+ do&e l(a""orto meteorico medio annuo si attesta sui 0.<22 mm annui. Le classificazioni climatiche "iB recenti messe a "unto dalla !egione Emilia !omagna @055:+ 055<A indicano che il territorio dell(Autorit3 dei Bacini !omagnoli ricade fra 8uelli a clima umido secondo ,hornthQaite+ e manifesta moderate deficienze idriche in estate+ un com"ortamento di efficienze termica "er le colture di ti"o mesotermico @a e&a"otras"irazione "otenziale secondo ,hornthQaite com"resa fra 704 e ;11 mm Hanno in "ianura+ e fra 172 e 704 mmHanno in montagna e collinaA+ a concentrazione esti&a fra 10+5 e 1<+9 M. Puesto e&idenzia "otenziale deficit "er le colture nei mesi caldi. Il clima "uL essere definito di ti"o su litoraneo nelle aree di "ianura+ e tem"erato da su continentale a freddo negli A""ennini+ dal ordo della "ianura al crinale. Nella classificazione "resentata non &iene "reso in conto il trend di e&oluzione oggi osser&ato+ che sem ra suggerire una ridistri uzione degli a""orti termici lungo l(anno e una conseguente omogeneizzazione climatica fra le stagioni @anche in termini di "reci"itazioni ed umidit3A. Si "uL anche su""orre+ enchG l(argomento sia
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oggetto di com"lessi e contro&ersi studi scientifici+ uno s"ostamento &erso ti"ologie di "reci"itazione a carattere re&e ed intenso. Per 8uanto riguarda la &egetazione+ la foresta che co"ri&a 8uasi "er intero il territorio romagnolo C oggi note&olmente ridotta ed im"o&erita sia dal "unto di &ista iologico che da 8uello strutturale. In "ianura+ scom"arsa oramai 8uasi totalmente la macchia mediterranea+ si "uL notare il 8uerceto caducifolio con la farnia+ il frassino ed il "io""oD ad essi si associa il car"ino ianco+ l(olmo ed il leccio mentre le zone umide sono caratterizzate unicamente dalla "resenza del "io""o ianco. La collina argillosa anno&era oschetti "re&alenti di ro inia o di am ienti degradati o&e ro&erelle e ces"uglieti di ginestre si alternano all(orniello ed al sanguinello. I terreni "iB sa iosi "resentano un ti"o di &egetazione che si collega sia ai oschi ti"ici della "ianura sia a 8uelli montaniD tro&iamo cos- il ro&ereto.cerreto ed il osco xerofilo di roverella. I oschi che crescono su terreni marnoso.arenacei sono costituiti da cedui 8uerceti mesofili e castagneti) tutti i oschi es"osti nei &ersanti freschi com"resi fra <22 e ;22 metri fanno "arte della fascia collinare su montana e sono considerati mesofili @"iante che "retendono una moderata ma costante dis"oni ilit3 idricaA. Essi "resentano un su strato ar oreo ricco di s"ecie che tendono a dominare l(una sull(altra a seconda delle caratteristiche stazionali. La "ianta "iB diffusa nei castagneti C+ oltre alle graminacee+ la felce. '%* Geologia e mor7ologia Le rocce affioranti @et3 massima 92.91 milioni di anniA+ si sono costituite nell(era ,erziaria e PuaternariaD sono tutte di origine sedimentaria e sono in massima "arte autoctone+ ossia formatesi nell(area o&e si tro&ano attualmente. Solo nei modesti affioramenti di rocce alloctone+ @&enute in "assato a so&ra""orsi ai terreni autoctoni in seguito a scorrimenti e franamenti sottomariniA figurano limitati e discontinui lem i di formazioni geologiche a""artenenti anche all(era Secondaria+ a&enti cioC oltre 72 milioni di anni. I

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"iB antichi affioramenti di rocce autoctone interessano strettamente il crinale a""enninico+ dal Monte Falco a Cima ,ermine o&e si "resentano tre formazioni dell(#ligocene . Miocene Inferiore) la Scaglia Toscana+ costituita da argilloscisti e marne grigie+ rosse e &erdastreD il Macigno del Chianti+ una arenaria 8uarzoso.felds"atica alternata a siltitiD il Macigno del Mugello+ formato da siltiti laminate e su ordinatamente da arenarie 8uarzoso.felds"atiche e da marne. Sono rocce formatesi in am iente marino e+ nel caso del Macigno+ con modalit3 simili a 8uelle che saranno descritte in seguito trattando della formazione marnoso.arenacea+ che C a""unto costituita da arenarie 8uarzoso.felds"atiche alternate a marne siltose. Secondo la ricostruzione dell(am iente "aleogeografico @com"iuta dal Prof. SignoriniA+ da 4< a 7 milioni di anni fa si era gi3 costituita in ,oscana una terra emersa+ la cui fascia costiera era nell(area attuale dei monti ad o&est del ,e&ere+ del Casentino e del Mugello. In corris"ondenza del nostro A""ennino esiste&a+ in&ece+ una "rofonda fossa allungata+ in cui si &eni&a de"ositando la formazione marnoso.arenacea che attualmente domina nell(alta collina e nella montagna fino alla linea ideale che unisce Brisighella+ Modigliana+ Do&adola e Mercato Saraceno. Nella zona di S. Sofia ed intorno a ?erghereto C "resente inoltre un "assaggio laterale tra 8uesta formazione e lo Schlier marchigianoD le Marne di erghereto del ,ortoniano+ costituite da marne grigie siltose+ tal&olta ricche in sa ia e con esili intercalazioni arenacee. La "otenza della formazione marnoso.arenacea romagnola nella sua estensione C su"eriore a cin8uemila metri+ ed il suo "iegamento @ossia il lento "rocesso di emersione dal mareA sem ra essere iniziato gi3 alla fine del ,ortoniano. In concomitanza con 8uesto fenomeno sono maturate le condizioni che hanno dato origine alla coltre gra&itati&a che si estende come una fascia dal Monte Fumaiolo &erso S. Sofia. Si tratta del "iB antico alloctono "resente nella zona. In esso figurano le cosiddette Iargille scagliose6 @un com"lesso caotico eterogeneo+ "re&alentemente argilloso+ con inglo ati frammenti litologici di &aria

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natura e con so&ra""osti e inclusi lem i+ anche di grandi dimensioni+ di &arie formazioni geologicheA. All(interno di esse si tro&ano) l(al erese @dell(Eocene inferioreA costituito da calcari marnosi e calcari ianchi e grigi con marnoscisti e argilloscistiD le arenarie+ calcari e recciole di Monte Senario @del PaleoceneA com"oste da arenarie 8uarzoso.felds"atiche grossolane+ calcareniti e argilloscistiD la formazione di Poggio Carnaio @dell(#ligocene su"erioreA) una alternanza di arenarie 8uarzoso.felds"atiche e marneD la formazione di S. Marino @del Miocene inferioreA) un calcare a riozoi massiccio eHo stratificato. A nord dell(allineamento Brisighella.Do&adola.Cusercoli.Mercato Saraceno affiorano le rocce autoctone del Messiniano. Si tratta+ in "articolare+ della struttura e&a"oritica Igessoso.solfifera6 @Messiniano medioA con gesso generalmente microcristallino in strati sottili+ intercalati da marne.argillose e sa iose+ con calcare solfifero e con marne tri"olaceeD della formazione di tetto e di 8uella a Icolom acci6 @li&elli di calcare e&a"oritico del Messiniano medio.su"erioreA. L(area interessata a""artene&a ad una costa ricca di lagune+ di "aludi+ di laghi salati+ con un mare "ressochG chiuso+ soggetto a forte e&a"orazione e 8uindi so&rasalatoD alla e&a"orazione delle ac8ue marine C do&uto il de"osito del gesso+ del calcare solfifero e del salgemma @8uest(ultimo "oco ra""resentato nei nostri territoriA. Inoltre grossi anchi di ghiaie e sa ie cementate do&ute a de"ositi deltizi o litoranei+ "ortati dai fiumi nel territorio allora emerso+ sono "resenti ed e&identi nella zona com"resa fra Preda""io Alta+ Cusercoli e ?oltre. La formazione gessoso solfifera C am"iamente ra""resentata nei dintorni di Brisighella+ o&e si manifesta come affioramento continuo che si s&ilu""a "er circa 41 chilometri fra il Lamone ed il Sillaro nella cosiddetta =?ena del gesso>D essa costituisce oltre che un e&idente contrafforte di am"io significato naturalistico ed am ientale anche un marcato limite con l(am ito collinare delle argille e dei calanchi che si s&ilu""a ti"icamente nella collina forli&ese.

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Nel territorio cesenate la formazione marnoso.arenacea Messiniana si "resenta in ti"ica facies molassica @sa ie di monteA+ che si "rotrae anche nel Pliocene con alternanze sa iose ed argillose. In&ece fra Brisighella+ Castrocaro+ Preda""io e Bertinoro+ il Pliocene si "resenta come una tran8uilla de"osizione di sedimenti marini di facies "rofonda @argille azzurre calanchi&eA+ ma successi&amente di "rofondit3 sem"re minore a causa dell(orogenesi della fine del Pliocene inferiore) la catena a""enninica emerge dalle ac8ue ed alla ase di 8uesta trasgressione si tro&a il calcare organogeno @cosiddetto =S"ungone>A del Pliocene medio+ che affiora in forma di anco dal ,orrente Marzeno a Castrocaro+ Meldola+ Bertinoro e Ca"ocolle. Al di so"ra di 8uesto calcare ri"rende la sedimentazione di rocce argillose @che &erso l(alto di&engono molto sa ioseA "rotrattasi fino al Pleistocene medio+ 8uando si C &erificata l(ultima emersione del territorio+ dalla 8uale deri&a la attuale morfologia che tutti conosciamo+ "ur coll(im"ronta dell(erosione idrica s&ilu""atasi durante l(ultima "arte dell(era Puaternaria. Le tracce della s"arizione del mare dalle nostre zone sono e&identi+ ad esem"io+ tra Forl- e Faenza+ in localit3 =Sa ioni> do&e la formazione detta delle =sa ie gialle> corris"onde all(ultima s"iaggia con le relati&e dune sa iose dell(antico mare "leistocenico. Le allu&ioni terrazzate si raccordano con i sedimenti della "ianura+ o&e una "rolungata sedimentazione allu&ionale e i de"ositi litoranei sa iosi del Pleistocene su"eriore.#locene hanno finito col conferire al territorio il suo as"etto attuale. Anche le ultime tracce delle "aludi costiere+ ancora rile&anti in et3 romana+ sono s"arite con le onifiche com"iute alla fine del RIR secolo. Do&e domina la formazione marnoso.arenacea+ l(andamento fre8uentemente su .orizzontale degli strati tende a determinare una morfologia caratterizzata da forme di ti"o "iramidale+ date da una successione di gradini+ in cui i "iB resistenti strati arenacei s"orgono ris"etto allo strato marnoso sottostante+ arretrato dall(erosione. L(e&oluzione del "endio "rocede mediante tanti "iccoli crolli+ indotti nell(arenaria dall(eccessi&o s&uotamento "rodottosi negli strati marnosi inferiori.
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Do&e affiorano le formazioni argillose o marnose la morfologia "resenta un andamento dolce. L(e&oluzione del rilie&o si s&ilu""a attra&erso una intensa erosione di su"erficie+ mediante smottamenti generalmente "oco "rofondi e con la formazione di calanchi. Puesti ultimi+ "resenti con grande fre8uenza nella collina "liocenica+ sono sistemi di &allecole relati&amente ri"ide e "rofonde+ dis"oste "er lo "iB a &entaglio o ad anfiteatro. Negli affioramenti argillosi del Miocene su"eriore sono in genere "resenti forme calancoidi meno ti"iche. La collina e la montagna molassica+ ti"ica del cesenate+ si differenzia da 8uella argillosa "er un rilie&o "iB accentuato+ in cui si notano incisioni "iB "rofonde da "arte dei torrentelli+ e "er "iB ri"ide "endici. Nell(e&oluzione del rilie&o+ ha scarsa im"ortanza il contri uto degli smottamenti+ mentre hanno grande efficacia l(erosione su"erficiale+ conseguenza del dis oscamento+ e l(incisione torrentizia. L(e&oluzione del rilie&o nelle Iargille scagliose 6 "orta a su"erfici disseminate di frammenti litologici+ in cui il mantello er oso C rotto ed a&&allato da tanti "iccoli stacchi "iB o meno arcuati+ con cui la "endice si raccorda+ mediante una successione di smottamenti+ a torrentelli tem"oranei. Nelle allu&ioni della "ianura+ che si estendono dal "iede della collina al mare+ si "ossono infine distinguere) gli antichi conoidi flu&iali+ su cui si C im"iantata la centuriazione romanaD la zona della onifica recente+ "rossima alla costaD la fascia litoranea do&e i materiali allu&ionali sono ela orati e distri uiti dall(azione del mare. Il territorio comun8ue mostra di non a&er ancora raggiunto lo stadio di maturit3 morfologica. '%, Caratterizzazione dei singoli bacini 4.1.0 Fiume Lamone Il Fiume Lamone+ il "rimo "er lunghezza dei fiumi romagnoli @57 Km.A ha origine dall(A""ennino ,oscano "resso Colla di Casaglia ed entra in

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Pro&incia di !a&enna a S. Martino in %attara @frazione del Comune di BrisighellaA. Il acino nasce dalla dorsale a""enninica+ fra le cime del Faggeta e di Poggio delle ,ra&iD si estende+ come d(altronde la maggior "arte dei acini del &ersante nord dell(A""ennino ,osco.Emiliano+ in forma al8uanto stretta e allungata. Fanno "arte del acino del Lamone i ,orrenti) Acerreta+ Marzeno+ ,ramazzo+ I ola+ affluenti del medio e asso corso. Fra i numerosi affluenti il "iB im"ortante C il ,orrente Marzeno+ che scorre in gran "arte nel territorio forli&ese e confluisce in destra del Lamone+ in "rossimit3 della citt3 di Faenza+ a monte della ?ia Emilia. A sud della ?ia Emilia il Lamone rice&e altri affluenti+ molti dei 8uali hanno carattere ti"icamente torrentizio+ e "er alcuni "eriodi dell(anno si "resentano 8uasi com"letamente in secca+ essendo costituiti essenzialmente da ac8ue "io&ane. A &alle della ?ia Emilia+ il Fiume Lamone rice&e lo Scolo Cerchia in destra e "rosegue fino al mare+ do&e sfocia in corris"ondenza di Marina !omea+ senza rice&ere nessun altro affluente. L(intero acino im rifero del Lamone com"rende la sua &allata e 8uelle del Marzeno e del ,ramazzo+ ed ha una su"erficie di 192 Km8. @101 alla chiusura del acino montanoA di cui <2 Km8. in territorio toscano+ in Pro&incia di Firenze. Nella "arte collinare . montana si ha+ scendendo da monte &erso la "ianura+ la se8uenza di formazioni rocciose 8ui descritta) alle 8uote "iB ele&ate si "resentano estese aree di affioramento della marnoso.arenacea+ costituita da alternanza di marne e di arenarie. Le caratteristiche litologiche+ stratigrafiche e tettoniche fanno s- che essa sia da considerarsi da mediamente a molto "ermea ile. Scendendo &erso le 8uote inferiori+ in "rossimit3 di Brisighella+ si tro&a la formazione gessoso.solfifera+ ra""resentata dalla cosiddetta ena del !esso+ "otente affioramento che si s&ilu""a in forma di fascia gessosa da Brisighella &erso o&est D l(altissima "ermea ilit3 che la caratterizza riduce "raticamente a zero il deflusso su"erficiale+ fa&orito dal carsismo ti"ico dei gessi.
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?erso &alle si hanno "oi estese zone interessate da strutture argillose.siltose Plioceniche e Pleistoceniche+ in molti casi associate a formazioni sa iose che offrono assi indici di "ermea ilit3 e un alto grado di erosione. Nella "arte nord.orientale del sotto acino del Marzeno affiora a tratti la formazione dello S"ungone @calcarenite organogena di origine litorale+ fortemente "orosaA. I territori di "ianura si s&ilu""ano+ fino alla foce+ secondo una en "recisa se8uenza+ corris"ondente alla logica della de"osizione dei materiali da "arte delle correnti flu&iali. Il Fiume Lamone+ nella zona di "ianura+ si "resenta arginato e "ensileD caratteristica C la ristrettezza dell(al&eo che determina rischi di esondazione e di rotture arginali nei "eriodi di maggiore "ortata. 4.1.4 Fiumi /niti Il acino dei Fiumi /niti C delimitato dallo s"artiac8ue a""enninico 8uasi interamente coincidente con il confine regionale+ dal acino del Fiume Lamone+ in sinistra idraulica+ mentre in destra C confinante con il acino del Fiume Sa&io. I Fiumi /niti costituiscono il "iB im"ortante sistema idrografico della !omagna con una estensione di circa 04:2 Km8.D esso C formato da due corsi d(ac8ua "rinci"ali+ !onco e Montone+ che confluiscono all(altezza della citt3 di !a&enna @e da cui deri&a l(attuale denominazione di Fiumi /nitiA nonchG dal Fiume !a i+ che di&iene affluente del Montone a""ena giunto in "ianura+ alle "orte della citt3 di Forl-. #riginariamente i Fiumi !onco e Montone sfocia&ano se"aratamente nel mare AdriaticoD in seguito+ "er moti&i di sicurezza idraulica dell(a itato di !a&enna+ do"o &ari tentati&i succedutisi nei tem"i+ nel R?III secolo furono regimati in un unico tratto terminale+ mentre il &ecchio corso fu trasformato in canale na&iga ile e successi&amente o literato.

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Il Fiume Montone nasce nei "ressi del Passo Muraglione @;9< m.+ s.l.m.A e do"o un "ercorso di circa 7<+1 Km. confluisce nel Bidente e insieme si "ortano al mare con un ulteriore "ercorso di circa 02 Km. /na &asta area di "ianura soggetta a onifica idraulica C attra&ersata dalla "arte terminale dei due fiumi che+ do"o l(ingresso nel territorio della Pro&incia di !a&enna+ scorrono "ensili. Il Fiume !a i nasce a Poggio degli #rticai nei "ressi del Monte Falco e si getta nel Fiume Montone nei "ressi di Forl-+ do"o un "ercorso di 8uasi 1< Km. Il Fiume Bidente.!onco C formato dall(unione di tre rami) Bidente di Corniolo @0:22 m.+ s.l.m.A+ Bidente di !idracoli @0422 m.+ s.l.m.A+ Bidente di Stra atenza @0422 m.+ s.l.m.AD i tre rami si uniscono nei "ressi di Isola. S&ilu""a una lunghezza di ;2 Km. circa. Nella "arte alta del acino+ segnatamente nel sotto acino del Bidente di !idracoli+ sorge una diga di s arramento @!idracoliA che forma un in&aso artificiale di circa 99 milioni di metri cu i. Le caratteristiche geologiche del territorio costituente il acino sono di&erse nei &ari tratti) "redominano nella "arte montana le formazioni marnoso.arenacee generalmente in strati su .orizzontali. Nella media e assa collina sono "re&alentemente "resenti formazioni marnose ed argillose con una morfologia ad andamento dolce con modeste "endenze su"erficiali. Successi&amente si notano allu&ioni terrazzate da""rima di collina e "oi di "edecollina. Nel acino sono "oche le sorgenti "erenni che alimentano i corsi d(ac8ua+ "er cui la "ortata C influenzata in misura note&ole dalle "reci"itazioni+ dun8ue con un andamento dei deflussi che segue 8uello degli afflussi meteorici. Il regime delle "iene C "ertanto determinato dall(andamento stagionale delle "reci"itazioni+ caratterizzato dal ti"ico clima su .litoraneo a""enninico+ che di solito tro&a la massima intensit3 durante la "rima&era e l(autunno @e la minima nel "eriodo esti&oA con "ortate di magra a&enti &alori modesti.

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Sul "iano dell(articolazione amministrati&a+ il acino C interamente com"reso nella !egione Emilia.!omagna+ ad eccezione di una "ressochG s"o"olata "orzione della estensione di circa 11 Km8. facente "arte della ,oscana+ in un tratto in cui il Comune di San %odenzo e minuscole "arti di Dicomano e Marradi @Pro&incia di FirenzeA tra&alicano la linea di s"artiac8ue. Sul "iano della suddi&isione "ro&inciale+ oltre al menzionato sconfinamento della Pro&incia di Firenze+ il acino include una limitata "orzione della Pro&incia di !a&enna @circa 0; Km8.A. Il restante 5:M resta com"reso nella Pro&incia di Forl-. Sono suoi affluenti "rinci"ali il Bidente delle Celle a S. Sofia+ il ,orrente Suasia e il !io ,orre a Ci&itella+ il ,orrente Para ed il ,orrente ?oltre a Meldola+ nonchG il !io Salso a Bertinoro. Com"lessi&amente il acino ha una su"erficie di 04:0 Km8. suddi&isa @"er facilit3 di studioA nei due sotto acini del !a i.Montone @190+7 Km8.A e del Bidente @<4<+4 Km8.A+ nonchG in una rete scolante minore @;9 Km8.A che si s&ilu""a sulla "arte di "ianura a nord della ?ia Emilia+ fino alla costa. Il sotto acino del !a i.Montone "resenta una rete di affluenti a astanza cos"icui tra cui degni di nota sono) !io Ac8uacheta+ !io S. Antonio+ !idaccio+ Casolani @"er il MontoneAD !io di Fiumicello+ ,orrente Fantella+ !io Borsano @"er il !a iA. Si stacca dal !a i+ nei "ressi di S. Lorenzo+ un canale artificiale @detto Canale di !a&aldinoA che attra&ersa la citt3 di Forl- tom inato e ritorna a cielo a"erto a nord della citt3+ o&e "rosegue fino ad immettersi nel fiume !onco a Coccolia. La rete scolante minore+ circa ;: Km8. di su"erficie @tutti fossi o scoli che &anno a confluire nel acino ra&ennate del Candiano e che sono com"resi fra il Fiume Montone+ la ferro&ia ed il Canale di !a&aldinoA si caratterizza "er la "resenza di un com"lesso idraulico tri utario dello Scolo Lama che si getta nel !onco nei "ressi di Longana+ intercettando lo Scolo ,ratturo che lo attra&ersa so"ra e che &a a confluire nel Canale Candiano.9
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Lo scolo ,ratturo ' tra il Canale di !a&aldino e lo scolo Lama ' C tri utario del Canale Candiano arri&andogli sotto il Fiume Montone @alla "eriferia sud di !a&ennaA. Lo scolo Lama C tri utario del !onco in regime di magraD 8uando 8uesto fiume C in "iena+ con un sistema di S."ass lo scolo &a a confluire nel

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4.1.9 ,orrente Be&ano L(intero acino+ costituito dal torrente Be&ano e dal Fosso %hiaia+ com"rende il territorio situato fra il Fiume Sa&io ad est+ il Fiume !onco a nord.o&est+ il crinale s"artiac8ue che da Bertinoro &a &erso San ?ittore di Cesena a sud+ e &erso Forlim"o"oli a nord. Il territorio C di com"lessi&i Km8. 942+:) "er circa il 92M in territorio della Pro&incia di Forl- e "er il restante 72M in territorio della Pro&incia di !a&ennaD C un acino 8uasi esclusi&amente di "ianura che attra&ersa un(area intensamente insediata dal "unto di &ista industriale e agricolo. Sia il ramo "rinci"ale @Be&anoA sia i suoi affluenti+ traggono origine dalle "endici delle colline sottostanti Bertinoro+ ad altezze attestate sui 012.072 m. e+ do"o un "ercorso di a""ena 4.9 Km.+ entrano in zona di "ianura. Sono fossi molto ri"idi nel tratto iniziale @da 012.072 m.+ s.l.m. a 92 m.+ s.l.m. in 4.9 Km.A con carattere fortemente torrentizio. Non hanno sorgenti "ro"rie+ "er cui &anno in secca molto ra"idamente nei "eriodi siccitosi. Sono tri utari del Be&ano) il Fosso ?edreto+ lo Scolo Ca&alli+ il Be&anello ed il Fosso Dismano @"ro&eniente dalla zona industriale di Pie&esestinaA. Circa il :2M del territorio di 8uesto acino C costituito da suoli allu&ionali a com"onente "re&alentemente argillo.limosa. 4.1.: Fiume Sa&io Il acino montano del Fiume Sa&io+ chiuso "raticamente in "rossimit3 dell(a itato di Cesena+ a &alle della Strada Statale n. 5 @?ia EmiliaA+ ha una su"erficie di circa <41 Km8. Dalla chiusura del acino montano il fiume scorre arginato "er un tratto di circa 92 Km.+ fino a 8uando C intersecato dalla Strada Statale n. 0< @AdriaticaA+ a &alle della 8uale sono e&identi fenomeni di meandrizzazione+ "arzialmente regimati e rettificati+ fino allo s occo in mare in "rossimit3 dell(a itato di Lido di Sa&io. La su"erficie com"lessi&a C di Km8. <:7.
,ratturo che+ "assando sotto il Montone+ si getta nel Candiano.

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Il Fiume Sa&io nasce col nome di Fiume %rosso in "rossimit3 di Monte Castel&ecchio @02<2 m.+ s.l.m.A e da una serie di ocche distri uite su di un(area com"resa fra Monte Coronaro e Monte Fumaiolo. Il "rimo affluente di un certo interesse C il ,orrente Para in localit3 PuartoD do"o Sarsina rice&e il ,orrente Fanante e+ oltre Mercato Saraceno+ rice&e il ,orrente BorelloD a monte di Cesena si inserisce il Cesuola+ in gran "arte tom inato e ridotto a collettore fognario. Il Fiume Sa&io ha un "ercorso tortuoso che si snoda "er <0 Km. nel tratto collinare+ mentre 91 Km. sono in 8uello "ianeggiante+ "er uona "arte arginato. Il ,orrente Borello nasce a Monte Aiola @5:4 m.+ s.l.m.A e+ do"o un "ercorso di 4< Km. confluisce nel Sa&io "resso l(a itato di Borello. /na "arte del acino del Fiume Sa&io ricade nel territorio della !egione Marche+ unitamente al sotto acino del ,orrente Fanante. L(idrografia su"erficiale C caratterizzata da intensi inter&enti di sistemazione e regimazione+ mentre la "rinci"ale infrastruttura idraulica "resente C la Diga di Puarto+ il cui in&aso C+ "eraltro+ "arzialmente interrato "er effetto del consistente a""orto solido+ caratteristica "eculiare del corso d(ac8ua. Infatti l(alta erodi ilit3 del acino tocca &alori di tras"orto solido di circa 9 KgHmc+ "ari all(as"orto di circa 4.122 tonnellate di solido "er Km8. Il fiume sta 8uindi ancora =la&orando> "er raggiungere il suo "rofilo di e8uili rio. Il acino confina a nord e o&est con i acini dei Fiumi Be&ano e !onco mentre a sud C delimitato dallo s"artiac8ue a""enninico che corre lungo il confine regionaleD ad est confina col acino del Fiume Marecchia+ nella "arte a monte+ e col acino del Fiume !u icone a &alle. Sul "iano dell(articolazione amministrati&a+ C in gran "arte com"reso nella !egione Emilia.!omagnaD fanno eccezione) una consistente "orzione del comune di S. Agata Feltria @circa 72MA+ la frazione Perticara del Comune di No&afeltria ed un ritaglio "ressochG s"o"olato del Comune di Casteldelci. Puesti territori a""artengono alla Pro&incia di Pesaro./r ino @!egione MarcheA che si estende nel com"lesso sul 04M circa del acino del Sa&io.
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L( ;;M del acino resta com"reso nella Pro&incia di Forl-.Cesena+ sal&o il tratto arginato terminale che ricade in Pro&incia di !a&enna+ do&e segna il confine tra i Comuni di Cer&ia e !a&enna stessa.: 4.1.1 Fiume !u icone Il acino del !u icone ha un(area a forma 8uasi ellittica "osta tra i acini del Sa&io e del Marecchia. La sua "arte "iB interna+ collinare+ raggiunge raramente altezze su"eriori ai :12 m. e ra""resenta circa i 4H9 dell(intero sistema. Esso trae origine+ ed C delimitato+ da uno sdo""iamento del contrafforte che si stacca dalla dorsale a""enninica+ all(altezza di Monte Nero @?ergheretoA. /n ramo del contrafforte+ dirigendosi &erso nord.o&est+ delimita il acino del Sa&io ris"etto a 8uello del !u icone. Il secondo ramo+ scendendo &erso est e "oi nord+ segna il confine tra i acini del Fiume !u icone e del Fiume /so. O caratterizzato da una fitta rete di torrenti dal corso re&e e dalla scarsa "ortata+ che scorrono nel fondo di "iccole &alli densamente "o"olate. I corsi d(ac8ua "rinci"ali sono) il Pisciatello @lungo 9: Km.A+ il !igossa @49 Km.A ed il !u icone @45 Km.A che+ unendosi a circa un chilometro dalla foce+ determinano un acino unico. Altri torrenti minori+ o fossi+ confluiscono su 8uesti tre+ com"letandone il 8uadro idrografico. Il
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?iene inserito+ dal "unto di &ista "ratico e di studio+ nel acino del Sa&io.Borello+ la "arte territoriale che si affaccia alla costa e che rimane com"resa tra Foce del Sa&io+ %atteo e Cesena+ identificata @ enchG non formalmenteA come Bacino del Porto Canale di Cesenatico) su"erficie totale circa 0;7 Km8. @<2M in Pro&incia di Forl-.Cesena e :2M in Pro&incia di !a&ennaA. Al sotto acino afferisce tutto il &asto sistema di reti scolanti ' "er un totale di Km. 07+1 ' che conducono le ac8ue al Porto Canale di Cesenatico sia direttamente+ sia indirettamente attra&erso idro&ore di solle&amento da terreni "iB assi intorno alle Saline di Cer&ia @!io Cu"aA nonchG intorno a Cesenatico e scolanti nel Mesolino+ ?enarella e ?enone. E( costituito da) 0. Canale di allacciamentoD C il ramo "iB im"ortante che raccoglie la maggior "arte del sistema idrico del asso Cesenate e+ attra&erso il Fossatone+ confluisce nel Porto Canale. Esso C collegato anche al canale ,agliata tramite uno scolmatore. In essi confluiscono lo scolo ?eneziano della zona di S. Martino in Fiume+ il !io %ranarolo @"ro&eniente dalla zona di Martorano e S. %iorgioA ed il !io della ?alle @"ro&eniente dalla Cala rinaA. 4. Mesola del MontalettoD @trae origine dalla zona est di CesenaA+ raccoglie le ac8ue di molti fossi fra S. Egidio+ %attolino+ ?illa Cala ra+ Montaletto e ?illalta. 9. Canale ?enaD raccoglie le ac8ue del asso Cesenate+ di Cesenatico e di ?illa Marina tramite un(idro&ora. Puando+ "er effetto di mareggiate o dell(ac8ua alta+ le fognature sono in&ase dall(ac8ua salata+ entra in crisi il de"uratore e le ac8ue di risulta &engono scaricate nel Canale ?ena ed utilizzate "er la fertilizzazioneD 8uelle del de"uratore di Cesena &engono in&ece scaricate nel !io %ranarolo.

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com"lesso si s&ilu""a su un(area di 052 Km8. a""artenenti tutti alla Pro&incia di Forl-.Cesena. 4.1.< Canale Candiano Il Canale Candiano C considerato un acino idrografico a se stante che si s&ilu""a "er una lunghezza di circa 00 Km a nord.est di !a&enna+ mantenendo il collegamento tra la citt3 e la Darsena S. ?itale @Km 9A e fra 8uesta ed il mare @Km ; circaA. Com"rende i territori della Piallassa Baiona a nord e della Piallassa Piom oni a sud) due zone fittamente canalizzate+ rice&enti ac8ue da numerosi acini scolanti agricoli ed ur anizzati e com"rendenti tra l(altro i reflui del de"uratore di !a&enna e di !ussi+ nonchG dello sta ilimento ANIC.ENIC*EM+ cui si aggiungono le ac8ue de"urate di Marina di !a&enna+ di Punta Marina e di Lido Adriano. I "rinci"ali canali di scolo sono) il Cer a+ la Canala+ il Cu"a+ il Drittolo+ il Fagiolo ed il Lama. Il Cu"a+ canale a scolo naturale+ C un collettore di ac8ue di drenaggio ed anche di reflui fognari+ "ro&iene dal territorio faentino e rice&e+ tramite il Pisinello+ i reflui del de"uratore del Comune di !ussi. Anche lo scolo Fagiolo+ affluente di sinistra del Canale Candiano+ C un collettore di ac8ue di drenaggio e di reflui fognari) rice&e gli scarichi da alcuni insediamenti "rodutti&i+ degli insediamenti ci&ili di una zona ur ana di !a&enna e lo scarico del de"uratore di 8uesta citt3. Lo scolo Lama si origina da altri scoli di cam"agna al limite del territorio "ro&inciale forli&ese+ all(altezza della frazione di %hi ullo. Il acino a raccia "ertanto una su"erficie di circa <1 Km8 ai 8uali &anno aggiunti circa 010 Km8 afferenti all(ulteriore territorio com"reso tra il Fiume Montone ed il Fiume !onco @a monte della loro confluenzaA e limitato a sud dal tratto del Canale Emiliano.!omagnolo che li interseca entram i e che si s&ilu""a in un com"lesso di fossi e canali minori 8uali Minarda+ Branzolino+ ?illafranca+ Fossatello+ etc. che+ confluendo nello scolo Lama+ &anno a reca"itare normalmente nel Fiume !onco @fra %hi ullo e LonganaAD ma che+ in occasione di "iogge consistenti e 8uando il !onco C in "iena+ &ersano le ac8ue nel Candiano attra&erso un sistema di
Relazione Generale 9<

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sfioro artificioso ma funzionale+ realizzando cos- una so&ra""osizione di afferenze nonchG l(a norme am"liamento della su"erficie di acino del Candiano medesimo. Esso attra&ersa un territorio "rettamente agricolo+ "rima di immettersi nel Canale Candiano. Lo scolo rice&e le ac8ue del canale Lama su"eriore 8uando il li&ello del Fiume !onco a Longana non consente l(immissione delle stesse in tale cor"o idrico. '%. Reticolo idrogra7ico generale 4.<.0 Caratteri generali Delle &enti &allate flu&iali dei corsi d(ac8ua solcanti da sud.o&est a nord. est il territorio romagnolo @direttamente o indirettamente reca"itanti in mareA+ la Pro&incia di Forl- ne include la maggior "arte. Le &alli dei singoli corsi sono delimitate dalle linee dei contrafforti descritte nel "aragrafo dell(orografia+ mentre gli al&ei sono tutti a "endenze "iuttosto forti nella "arte "iB alta+ "rettamente collinare e montanaD le "endenze si alternano fino ad incontrare la "ianura. Cos- come sono "ressochG "aralleli i contrafforti+ cos- sono "aralleli i corsi d(ac8ua fra loro nella discesa dall(A""ennino al mare. La larghezza delle ris"etti&e &alli non C significati&amente di&ersa e+ nella media+ sta fra <.7 e 01.0< chilometri. Lo schema generale della rete idrografica C ra""resentato nella cartina allegata+ sufficientemente dettagliata Essa mostra da solo il Fiume Lamone+ unitamente al Sa&io @nel suo alto corsoAD sono =decurtati> degli affluenti ris"etti&amente di sinistra "er il tratto faentino fino allo s occo in mare e del reticolo afferente al ,orrente Fanante in destra idrografica @nei "ressi di SarsinaA o&e il limite di acino C fatto coincidere con il confine amministrati&o del Montefeltro. In linea generale+ dun8ue+ si tratta di corsi d(ac8ua a carattere torrentizio con forti magre esti&e e "iene strari"anti nei "eriodi autunno.in&ernali. ,ale situazione di "ortate estreme C do&uta "rinci"almente al regime "lu&iometrico @deflussi legati agli afflussi meteoriciA ed alla "resenza di terrreni scarsamente "ermea ili @argille+ marne+ alternanze marnoso. arenaceeA.

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I terrazzi assi di fondo&alle hanno su ito in "eriodi recenti "rofonde modificazioni morfologiche ed am ientali "er o"era dell(uomo ed in "articolare in relazione alle atti&it3 estratti&e dei materiali allu&ionali @sa ia e ghiaiaA che hanno diffusamente interessato ed interessano+ oltre l(al&eo+ &asti terrazzi flu&iali. Le modificazioni recenti della morfologia degli al&ei flu&iali in Emilia !omagna sono state analizzate negli ultimi anni nell(am ito delle ricerche C.N.!.+ Progetto Finalizzato =Conser&azione del suolo> su .Progetto =Dinamica flu&iale> @M. Pellegrini+ S. Perego+ S. ,aglia&ini+ %. ,oniA. In "articolare C stata e&idenziata la stretta interconnessione fra l(estrazione di materiali in al&eo e modificazioni morfologiche del(al&eo stesso. Dagli anni (12+ infatti+ a seguito del re"entino s&ilu""o economico la costruzione di edifici e di infrastrutture richiese enormi 8uantitati&i di inerti che &ennero "rele&ati dagli al&ei flu&iali+ da""rima nelle &icinanze dei centri ur ani in ra"ido s&ilu""o e 8uindi in sezioni sem"re "iB a monte+ facendo con&ergere la morfologia flu&iale &erso una netta canalizzazione dell(al&eo+ sia in solchi &alli&i della media e assa montagna+ sia nell(alta "ianura. %li effetti "ro&ocati da 8uesta modificazione morfologica sono molte"lici) gli al&ei hanno cam iato fisionomia essendo in molti casi scom"arso 8uasi com"letamente il materasso ghiaioso e l(ac8ua scorre in un canale ristretto inciso in materiali argillosi. Nell(alta "ianura le sezioni+ un tem"o assai am"ie+ tendono a forme semicircolariD al di l3 di &ariazioni "aesaggistiche+ il nuo&o al&eo determina una &ariazione dei deflussi) diminuzione dei tem"i di corri&azione e formazione di "iene con altezze idrometriche tendenzialmente crescenti. Le fre8uenti inondazioni che si sono &erificate dal 05<< ad oggi+ so"rattutto all(altezza della ?ia Emilia+ con fre8uenza anomala ris"etto al "assato+ sono conseguenza delle mutate condizioni. Il fenomeno di a assamento degli al&ei ha "oi gra&i ri"ercussioni anche sulla idrogeologia sotterranea) molti terrazzi di fondo&alle+ costituenti un tem"o ac8uiferi ricchi di ac8ue+ una &olta rimasti "ensili+ anzichG essere alimentati dal fiume &engono drenati da 8uesto.

Relazione Generale

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In conclusione si "uL rile&are che lungo i nostri fiumi sono attualmente &isi ili almeno 8uattro ordini di terrazziD i "rimi+ "iB ele&ati+ sono &isi ili nelle "arti medie ed alte delle &allate+ gli altri+ ed in "articolare i terrazzi di 8uarto ordine+ si distinguono meglio do&e i fiumi incidono le &ecchie conoidi "rea""enniniche e sfociano nel "iano. 4.<.4 !eti di onifica O ormai am"iamente dimostrato che la nostra "ianura fu a andonata dal mare circa 912.9<2 mila anni fa+ trasformandosi in "aesaggio lagunare+ &alli&o+ con "antani ed ac8uitrini "aludosi fino agli al ori della storia. La &egetazione dominante in 8uesti siti ha cominciato a cam iare 8uando l(uomo C com"arso sulla scena+ modificando radicalmente il territorio s"into dalla necessit3 di risol&ere i "ro lemi igienico.idraulici dei terreni "aludosi+ onde diffondere l(esercizio agricolo e gli insediamenti umani @"eriodo "assato alla storia come =neolitizzazione>A+ che le "o"olazioni italiche hanno successi&amente definito = onifica>. Infatti i "rimi inter&enti nel nostro territorio risalgono all(et3 romana. =All(e"oca della colonizzazione romana+ gli al&ei dei fiumi a &alle della ?ia Emilia @se "ure al&ei "ote&ano chiamarsiA do&e&ano essere assai "oco definiti) le correnti dilaga&ano e si "erde&ano 8ua e l3 su &aste assure> @$angheri+ 0547A. Puesto fatto do&e&a a&er ostacolato la centuriazione + il dis oscamento e il dissodamento della "ianura+ che tutta&ia si s"inse fino a ridosso delle "aludi costiere che a&anza&ano dal asso corso del Sa&io al !u icone. Certamente =da 8uei tem"i datano i "rimi la&ori di arginatura "er ridurre i corsi in adatti confini ed im"edire i dilagamenti e le inondazioni. Manca "erL 8ualun8ue dato o memoria "er "oter dire 8ualche cosa di tali onifiche e "er "otersi "ronunciare sulle e"oche nelle 8uali a&&ennero le "rime note&oli de&iazioni artificiali del asso corso dei nostri fiumi>@$angheri+ 0547A. Non solo a &alle della ?ia Emilia+ ma anche nella fascia "edemontana si de&e essere s&ilu""ata in et3 romana una "rima o"era di sistemazione degli al&ei flu&iali "er "roteggere le citt3 dalle inondazioni e dalle di&agazioni
Relazione Generale 95

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dei corsi d(ac8ua. Bisogna "assare l(anno mille "er a&ere notizie riguardanti i letti flu&iali ed il loro inal&eamento+ come 8uelli com"iuti da Scar"etta #rdelaffi nel 02::+ che sistemL la confluenza del !a i nel Montone "oco a monte della citt3 di Forl-. Con la ri"resa della &ita cittadina ed il ritorno dell(agricoltura nelle zone della centuriazione romana do&ettero essere "rogressi&amente ri"resi i la&ori di sistemazione dei fiumi. Di 8uesti la&ori+ succedutisi in modo discontinuo nel tem"o+ si tro&ano &arie annotazioni e memorie nelle cronache locali. Nell(et3 moderna in&ece si hanno le "rime notizie dei la&ori riguardanti le "aludi costiere tra Sa&io e !u icone. La "alude C ancora menzionata come palus maior nell(anno 579 e successi&amente @%am i+ 05:5A. Progressi&amente si s&ilu""arono la&ori s"ecialmente in difesa delle saline cer&esi+ con de&iazioni e sistemazioni dei corsi d(ac8ua e la&ori di onifica. Ad esem"io nel 0:74 il Pisciatello &enne de&iato dalla zona delle salineD successi&amente al 0174 e e im"ulso un "iano sistematico di onifica e nel 07:7 fu rettilineato il Sa&io a &alle di Castiglione. Bisogna "erL giungere al RIR secolo "er &edere affrontato decisamente e risolto il "ro lema della zona "aludosa. All(atto dell(annessione della !omagna al !egno d(Italia+ "rendendo ad esem"io la Pro&incia di Forl-+ risulta&ano 4.502 ettari di "aludi+ di cui en 4.492 gi3 onificati @Pareto+ 0;<1A+ anche "er l(im"egno dei Consorzi idraulici di scolo costituitisi nel Forli&ese da "arte dello Stato Pontificio agli inizi del 0;22. Nel 0;<; i &ari ri&i del cesenate &engono raccolti in un unico ca&o+ che da Pisignano &a a Montaletto. Le onifiche &engono intra"rese mediante colmate e scoli+ cosil Pisciatello ha onificato la zona tra Due Bocche e Cesenatico @!osetti+ 0;5:A. #"ere di canalizzazione delle ac8ue ad uso industriale+ di origine a astanza antica+ sono segnalate da !osetti @0;5:A+ che menziona tra le "rinci"ali+ il canale di Schia&onia+ il canale di !a&aldino+ il canale Doria o del !onco+ il canale di Cesena. Nel 0;5:+ sem"re secondo !osetti+ nella Pro&incia di Forl- esiste&ano undici consorzi idraulici) associazioni tra "ri&ati+ costituitesi "er asciugare
Relazione Generale :2

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e onificare i territori della assa "ianura @Arla+ Ausa+ Cerchia+ Lama+ ?ia Cu"a+ Sa&io+ !igossa+ !io Salto+ Marecchia+ Ausa !iminese+ MeloA. La "rima s"esa effettuata dall(Amministrazione "ro&inciale di Forl- "er o"ere di difesa idraulica risulta nel ilancio del 0;<5+ o&e C "re&isto un contri uto di L. 4.222 "er il Consorzio argine sul Montone. Dun8ue la onifica o"erL+ sino alla "rima guerra mondiale so"rattutto nella assa "ianura con fini idraulici ed igienici "er il "rosciugamento dei terreni "aludosi e l(inal&eamento sta ile dei "rinci"ali corsi d(ac8ua. CiL non esclude che+ anche se "ur modesta+ &i fosse una certa atti&it3 di sistemazioni montaneD infatti in di&ersi acini della zona collinare si ritro&ano fre8uentemente o"ere idrauliche @ riglie+ difese di s"onda+ drenaggi+ etc.A che risalgono in genere ai secoli R?III e RIR. ?a detto che anche l(idrografia attuale della "ianura cesenate @sal&ata da 8uelli che oggi sono il Pisciatello+!igossa e !u iconeA C in "arte o"era dell(uomo e non C "ensa ile che al tem"o di Cesare 8uesti corsi d(ac8ua a&essero letti cos- &icini+ ma se"aratiD C in&ece o"ina ile+ osser&ando la morfologia locale+ che un torrentello addossato ai assi colli di sinistra @il rio ?isanoA+ allo sfocio in "ianura+ si dirigesse a nord &erso il Sa&ioD sare e il Pisciatello+ successi&amente sistemato a guisa di grande cur&a+ "rima a nord.est+ "oi a est+ infine a sud. %li altri corsi d(ac8ua @!igossa e !u iconeA de ono considerarsi ' al tem"o di Cesare ' come sem"lici di&agazioni "laniziarie di un solo largo al&eo do&e l(uomo C successi&amente inter&enuto a seguire la sistemazione che ha "ortato alla rete idrografica di onifica attuale. '%/ Cenni storici sulle tras7ormazioni del territorio Il territorio di com"etenza dell(Autorit3 dei Bacini !omagnoli ra""resenta la "arte meridionale della Pianura Padana che C &enuta affiorando+ nel corso dei millenni+ "er il riem"imento del "rimiti&o golfo marino o"erato dai fiumi+ i 8uali scarica&ano in esso il materiale di deiezione raccolto lungo il "ercorso montano+ cos- come attualmente "ortano i detriti fino all(Adriatico. Ancora oggi il corso del Po &ede il suo delta inoltrarsi nel mare in continuo e ra"ido accrescimento del suo corso+ tanto che+ dall(anno 0<22 in "oi+ si calcola che esso sia a&anzato con una media di settanta metri
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all(anno. %li studiosi hanno &alutato che+ negli ultimi &enti8uattro secoli+ il fiume ha guadagnato in lunghezza en sessanta8uattro chilometri e che da settecento anni a 8uesta "arte la "ianura "adana ha aumentato la sua su"erficie di circa trecento chilometri 8uadrati. Il Po C infatti uno dei corsi d(ac8ua che tras"ortano in maggior 8uantit3 materiale solido che+ rotolando dai monti+ si de"osita alla foce+ tanto da essere considerato+ "er 8uesta sua caratteristica+ uno dei Ifiumi la&oratori6 "iB atti&i del glo o. La sua &alle si differenzia nelle due "arti) 8uella a nord+ che guarda le Al"i+ C "iB estesa ed altaD 8uella a sud+ "iB stretta e assa+ C "osta ai "iedi degli A""ennini da cui scendono gli affluenti di destra+ ro&inosi+ tor idi+ ra"aci+ &aganti+ in am"i letti 8uasi sem"re asciutti nell(estate+ "erchG "ro&enienti da montagne senza ghiacciai ed alimenti soltanto dalle "iogge e dal ra"ido sciogliersi delle ne&i. Si calcola che la 8uantit3 di materiale che il solo Po tras"orta annualmente+ oscilli fra i dodici ed i 8uarantadue milioni di metri cu i+ aumentati di gran lunga da tutto 8uanto &iene tras"ortato a &alle dai fiumi a""enninici che im"aludandosi hanno largamente contri uito al ritirarsi del mare Adriatico &erso est+ oltre il cordone litoraneo delle isole che dalle lagune &enete+ giB fino a 8uelle di Comacchio+ giunge&a un tem"o a Cer&ia ed a Cesenatico+ do&e esistono ancora oggi localit3 so"raele&ate ris"etto al li&ello del mare e dell(ac8uitrino circostanti+ e "erciL denominate Iil montaletto6 Ila montaletta6 e simili. Anticamente uno dei racci del Po+ 8uello di Primaro+ forma&a lungo il litorale una grande laguna chiamata IPadusa6+ "osta internamente al cordone delle isole costiere che erano co"erte dalla grande Isel&a litana6+ i cui resti sono "ro a ilmente giunti fino a noi colle caratteristiche "inete artificiali di Cer&ia+ Classe e !a&enna. Si C &enuta cos- lentamente formando la regione emiliano'romagnola+ caratterizzata da tre zone di&erse) 8uella montana+ situata ad o&est+ costituita dalla "arte dell(A""ennino che &a dalla stretta di Stradella+ sul Po+ alla stretta di cattolica sull(Adriatico e com"rende il lato orientale e il com"lesso montuoso di recente indicato col nome di Ilinea gotica6D la cosdetta "ianura emiliana che dai contrafforti montuosi degrada dolcemente &erso il mare ed il Po+ di&enuta una delle "iB fertili e meglio colti&ate della "enisola+ mercG le "oderose o"ere di onifica che l(hanno redenta dalla "alude e dell(ac8uitrinoD la zona litoranea+ assa e sa iosa+ occu"ata oggi
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dalla &asta laguna di Comacchio+ nella sua "arte "iB settentrionale. La regione romagnola "ossiede una conformazione geologica che C strettamente legata alla catena a""enninica. La "arte "iana+ dun8ue non "resenta che l(immane la&oro di riem"imento di un antichissimo golfo Adriatico+ o"erato dai fiumi e dai torrenti lungo il corso di migliaia di secoli. O costituita da terreno tras"ortato dalle allu&ioni secolari che hanno "erciL a assate le "rimiti&e giogaie dell(A""ennino+ da do&e sono andati gradualmente scom"arendo i ghiacciai. Anche l(atti&it3 dei corsi d(ac8ua C andata diminuendo di im"etuosit3 mano mano che la grande conca adriatica C &enuta colmandosi+ dando forma alla "ianura inferiore del Po che gradualmente ha assunto l(as"etto attuale. E se l(A""ennino si C formato nel "eriodo terziario "er la sua "arte centrale assolutamente montuosa+ nella zona di collina e "ianura si tratta di de"ositi "ressochG 8uaternari. Se i fattori idrodinamici costituiscono le cause "rinci"ali delle continue &ariazioni dei corsi flu&iali &erificatesi nella assa Pianura "adana nelle e"oche "roto'storica+ romana e medioe&ale @"rima cioC che l(uomo inter&enisse drasticamente costringendoli entro o ligati "ercorsiA non de&ono essere infine sotto&alutati altri fattori che hanno+ in maniera "iB o meno determinante+ contri uito+ se non a &olte causato+ dissesti idrografici 8uali cicli "rolungati di "io&osit3 e+ "er le e"oche "iB recenti+ inter&enti do&uti all(o"era dell(uomo. /n &ero e "ro"rio s"rofondamento del suolo C stato "ro&ocato dalla cam"agna di estrazioni dell(ac8ua e dei gas naturali in essa disciolti a&&enuta nel decennio 0512'0572. In conseguenza di 8uesta atti&it3 estratti&a si C &erificato un a assamento anormale del suolo estremamente ra"ido e rile&ante+ con e"icentro il delta+ che ha raggiunto &alori di "unta di 9+1 metri in alcune zone nel "eriodo 0510'05<2 e 0572'05;2. Cos- l(uomo C inter&enuto "esantemente sul sistema idrografico naturale sca&ando canali e fossati+ erigendo argini e chiuse+ regolando i li&elli e le "ortate dei fiumi+ fino a giungere alla = onifica> dei terreni di assa giacitura+ come in &aste aree del litorale ra&ennate. Alla fine+ la rete idrografica naturale+ "rima ricca di corsi d(ac8ua e di acini di&ersi "er ti"ologia e forma+ si C 8uasi sem"re ridotta+ nel migliore dei casi+ a fiumi rigidamente ' e "ericolosamente... ' inal&eati+ e a =&alli> altrettanto rigidamente arginate+ 8uando in&ece non C addirittura scom"arsa+
Relazione Generale :9

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"rosciugata o tom ata+ consumata o e&a"orata nei com"lessi industriali+ agricoli e ci&ili. Ma so"rattutto la natura "arla dalle antiche ma""e) il tras"orto =solido>+ di inerti la"idei a""enninici+ il "rotendersi ad oriente delle "rimiti&e foci "adane+ il loro successi&o ri"iegarsi a settentrione+ la creazione di am"ie cus"idi allu&ionali+ di assi seni lagunari+ "rogressi&amente isolati dal attente marino+ e le numerose interazioni di 8uesto s"iccato idrodinamismo sul territorio circostante nel corso degli ultimi cin8ue secoli sono a astanza rintraccia ili in antichi documenti+ e noti agli studiosi locali. A""are comun8ue e&idente il ra""orto o meglio il contrasto tra l(e&oluzione naturale del territorio e gli inter&enti umani "er indirizzarlo in direzioni antro"ocentriche+ fra cui s"iccano 8uelle militari+ 8uelle economiche+ ed anche 8uelle igienico'sanitarie+ come la "roduzione e distri uzione di ac8ue "ota ili. Negli ultimi decenni "oi+ la crescita demografica+ lo s&ilu""o industriale e della agricoltura chemioassistita @concimi e fitofarmaciA hanno introdotto una ulteriore &aria ile+ 8uella dell(in8uinamento delle ac8ue+ normalmente inteso come eccessi&o carico di sostanze nutrienti @nitrati+ fosfati+ car onio organicoA eHo "resenza di elementi tossici @metalli "esantiA o com"osti chimici di sintesi+ alieni dal ciclo iologico+ o diretti contro lo stesso @ iocidiA. Nel caso dell(ac8ua+ ed in "articolare di 8uella "ota ile+ l(in8uinamento ha creato @e crea...A "ro lemi &eramente rile&anti+ sia 8uantitati&amente+ "er i crescenti consumi idrici e la conseguente necessit3 di rimuo&ere crescenti 8uantit3 di elementi nutrienti dalle ac8ue che interessino la "ota ilizzazioneA+ sia 8uantitati&amente+ "er la difficolt3 di neutralizzare o rimuo&ere elementi tossici e molecole &olutamente anti iologiche+ come 8uelle dei "esticidi. '%2 il Canale Emiliano Romagnolo 4.;.0 =/n fiume in salita>

Relazione Generale

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=L(ac8ua &a alla assa>+ recita un noto adagio "o"olare scherzosamente denominato+ dai tecnici+ =legge fondamentale dell(idraulica>. Portare l(ac8ua in salita C ' oggi ' comun8ue "ossi ile+ ma a "rezzo di non "oche com"licazioni) le o"ere "er il solle&amento meccanico @"om"aggioA+ i costi di im"ianto+ l(energia elettrica "er il funzionamento. Il Canale Emiliano !omagnolo "uL essere riguardato+ a tutti gli effetti+ come un fiume che &a in salita. Il Po+ da cui il C.E.!. si alimenta+ "resenta ' accanto al decisi&o "regio di a&ere ac8ua in tutti i giorni dell(anno ' il non lie&e difetto di tro&arsi nel com"lu&io+ ossia nel "unto "iB asso della "ianura) in estate+ il suo li&ello medio alla sezione di Bondeno+ do&e nasce il sistema+ C di "oco su"eriore ai : metri sul li&ello del mare. Per arri&are in !omagna+ l(ac8ua de&e salire di 8uota in ragione di 09'0: metri) l(altezza di un edificio di : "iani fuori terraT L(alimentazione "rinci"ale del sistema del Canale Emiliano !omagnolo &iene assicurata mediante deri&azione dalla s"onda destra del Po+ in localit3 Sal&atonica di Bondeno @FerraraA+ in "rossimit3 dell(o"era di scarico nel fiume dell(Attenuatore delle "iene del fiume !eno. Puest(ultimo o"era+ realizzata negli anni 0510'79 sul tracciato dell(eF Ca&o Na"oleonico @"rogetto conce"ito all(inizio del RIR secolo con l(am izioso intendimento di rista ilire organicamente la confluenza del !eno nel PoA+ s&olge oggi la du"lice funzione di scolmatore di "iena del !eno e di "rimo &ettore del sistema del Canale Emiliano !omagnolo+ grazie all(andamento orizzontale mantenuto dal fondo nel tratto di 0< chilometri com"reso tra il Po e l(a itato di S.Agostino @FerraraA+ nei "ressi del 8uale "artono i due adduttori del sistema C.E.!.. L(immissione nell(Attenuatore delle ac8ue deri&ato dal Po a&&iene mediante l(im"ianto di solle&amento del Palantone+ "rogettato "er la "ortata massima assentita @rectius) consentitaA di <; m9Hs+ ed attualmente dotato di una "ortata installata "ari a 1; m9Hs. Le ac8ue deri&ate dal Po defluiscono &erso sud lungo l(Attenuatore a 8uota 02+72 m. s.l.m.. A S. Agostino+ sulla s"onda occidentale dell(Attenuatore+ un im"ianto di solle&amento alimenta+ con una "ortata di 7 m9Hs+ il canale a ser&izio dei com"rensori dei Consorzi ?alli di ?ecchio !eno e !eno Palata. ,ale adduttore+ della lunghezza di 0<+1 Km.+ attra&ersa da""rima in direzione nord'sud l(alta "ianura ferrareseD nelle &icinanze di Cento+ un secondo
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im"ianto solle&a una "ortata di :+1 m 9Hs destinata ai territori olognesi in sinistra del !eno. Sem"re a S. Agostino ha inizio il canale "rinci"ale @C.E.!.A+ "re"osto ' con uno s&ilu""o com"lessi&o di 099 Km.+ dal Ca&o Na"oleonico alla costa adriatica ' all(a""ro&&igionamento idrico dei territori u icati in destra del fiume !eno. Il canale si stacca dalla s"onda orientale dell(Attenuatore con un(o"era di regolazione a gra&it3 dimensionata "er una "ortata iniziale di <2 m 9Hs. Do"o a&ere sotto"assato il !eno+ il canale "rosegue con andamento nord'sud sino in "rossimit3 dell(a itato di %alliera @BolognaA o&e+ a mezzo dell(im"ianto di "artizione e solle&amento della Cre&enzosa+ la "ortata &iene suddi&isa in due frazioni. L(una+ sino ad un massimo di 09 m 9Hs+ defluisce "er i canali !iolo e della Botte del Consorzio della Bonifica !enana e si immette nel !eno+ in localit3 Bastia+ attra&erso la chia&ica Beccara Nuo&aD la restante @:7 m9HsA+ "rosegue il suo corso lungo il Canale Emiliano !omagnolo. Le fluenze immesse nei canali !iolo e della Botte e+ successi&amente+ in !eno ser&ono+ con attingimenti dai medesimi canali e dal fiume+ i terreni a giacitura "iB assa dei Consorzi della Bonifica !enana+ della !omagna #ccidentale e della !omagna Centrale. La deri&azione dal !eno C resa "ossi ile da uno s arramento mo ile+ da tem"o costruito sul Fiume a ?olta Scirocco di Mandriole+ nei "ressi di S. Al erto @!a&ennaA+ a una distanza di 5 Km. dalla foce+ che consente di trattenere e deri&are "er gra&it3 le ac8ue addotte e le fluenze naturali+ di e&itare le risalite saline e+ 8uindi+ di effettuare i "relie&i in condizioni idonee. Immediatamente a monte dello s arramento sono u icate le o"ere di deri&azione che alimentano gli ac8uedotti ur ano ed industriale di !a&enna e lo sta ilimento "etrolchimico della societ3 Enichem @eF ANICA. La "ortata "rinci"ale+ "ari a :7 m9Hs+ "roseguendo il suo corso lungo il C.E.!. &iene solle&ata una "rima &olta alla 8uota 0:+72 m. s.l.m. a mezzo del gi3 ricordato im"ianto della Cre&enzosa e+ do"o un "ercorso di ; Km.+ da un secondo im"ianto "osto ad est di Pie&e di Cento+ che ne innalza ulteriormente la 8uota a 0;+;2 m. s.l.m.. Dall(im"ianto di Pie&e di Cento il canale "rinci"ale si s&ilu""a "er 52 Km.+ con deflusso a gra&it3 e con "ortata &ia &ia decrescente+ mantenendo un andamento Nord'#&est SHN "arallelo alla ?ia Emilia sino al F. Sa&io. Sulla s"onda sinistra del Sa&io @Mensa di !a&ennaA un ultimo im"ianto

Relazione Generale

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"ro&&ede al solle&amento finale @da 8uota 0:+42 a 0<+02 s.l.m.A della "ortata di 5 m9Hsec fino al Pisciatello ed alla s"onda destra del F. /so+ soglia del territorio riminese. 4.;.4 La storia L(idea che sta alla ase del canale emiliano romagnolo C molto antica e "uL essere ancor oggi sintetizzata con le "arole usate un secolo fa @1 marzo 0;59A dal "arlamentare cremonese %io&anni Cadolini+ ingegnere e commendatore del regno) =La deficienza dell(ac8ua nella catena dell(A""ennino tenne sem"re &i&a l(as"irazione di utilizzare+ "er l(irrigazione+ l(ac8ua del PoD as"irazione e&identemente contrastata dalle condizioni altimetriche del fiume e della "ianura>. Ma la "rima intuizione del Canale Emiliano !omagnolo risale addirittura al 0<42+ 8uando l(a ate !affaello ,irelli da !eggio "ro"one al serenissimo duca Cesare d(Este un ="rogetto d(estrarre ac8ua dal Po so"ra Piacenza "er irrigarne la "ro&incia e 8uelle di Parma+ !eggio+ Modena e Bologna>. ,ro""o ardua in ra""orto al necessario concorso dei cin8ue di&ersi stati all(e"oca interessati+ l(idea &iene ri"resa nel 0;02 dagli ingegneri go&ernati&i Parea e Bolognini+ nel contesto di unificazione territoriale scaturito con la costituzione del na"oleonico !egno d(Italia @marzo 0;21A. La re&e &ita di 8uest(ultimo+ e la nuo&a frammentazione dell(Emilia+ conseguemente alla restaurazione e al congresso di ?ienna+ non consentono all(iniziati&a di s&ilu""arsi. Non ha fortuna molto migliore il "rogetto del Ca&o Na"oleonico+ am izioso tentati&o di ri"ortare &erso il Po 8uel fiume !eno che da secoli inonda&a e im"aluda&a la assa emiliana+ alla ricerca di un u i consistam ris"etto al 8uale olognesi e ferraresi a&e&ano idee molto di&erse. Su ito do"o la definiti&a unificazione degli anni 0;15'<0+ nel 0;<9 &iene "resentato al %o&erno di ,orino il "rimo "rogetto organico sull(argomento+ redatto dall(ingegnere olognese anni ale certani in colla orazione con il collega e concittadino Cesare Perdisa+ su incarico di un comitato "resieduto dal de"utato a&&. Camillo Casarini "ure di Bologna) il "rogetto+ grandioso+ "re&ede la deri&azione di una "ortata di 422 metri cu i al secondo dalla s"onda destra del Po tra ?alenza e Bassignana @in "ro&incia di alessandriaA+ "er condurla sino al fiume Be&ano in territorio forli&ese+ attra&erso un "ercorso di 997 chilometri che domina 74<.222 ettari di territorio. La s"esa
Relazione Generale :7

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"re&enti&ata ammonta a 015 milioni di lire dell(e"oca. Le ragioni della "olitica @comandano i "iemontesi+ la ca"itole C a ,orino e in 8uegli stessi anni+ 0;<9'<<+ sta nascendo il canale Ca&ourA fanno =rimettere a miglior tem"o la 8uestione>+ come di"lomaticamente osser&a nella sua relazione del 02 dicem re 0;54 il ca&. Italo Maganzini. Puesti+ ingegnere ca"o del %enio ci&ile+ &iene incaricato di ri"rendere il "rogetto &enticin8ue anni "iB tardi @0;;5A dal %o&erno nazionale+ stimolato dai "arlamentari Fortis+ romagnolo+ e Codronchi+ olognese+ a =non lasciare cos- im"ro&&isamente in a andono> un(o"era =di tanta e incontrasta ile im"ortanza>. I numeri del nuo&o "rogetto+ che "one la "resa alla Becca in "ro&incia di Pa&ia e "orta l(ac8ua sino al Marecchia+ sono altrettanto im"onenti) "ortata iniziale 422 metri cu i al secondo+ lunghezza 922 chilometri+ territorio dominato 7:4.222 ettari+ costo 0;2 milioni di lire. Niente da fare+ la Commissione idraulica del Ministero di agricoltura+ industria e commercio occia @0;59A anche il nuo&o "rogetto+ sentenziando che =nelle condizioni economiche odierne+ la costruzione del gigantesco canale non offrire e i &antaggi che da o"era siffatta si do&re ero attendere>. Passano gli anni+ anzi i decenni+ finchC nel 0595 il ministro dell(agricoltura %iuse""e ,assinari ' artefice della legge sulla onifica integrale tuttora in &igore @!.D. 09 fe raio 0599+ n. 401A ' chiede a Mario %iandotti+ altro ingegnere del genio ci&ile e onificatore dei consorzi renana e "armigiana moglia+ di "rocedere a una nuo&a &erifica la "ossi ilit3 e con&enienza di deri&are ac8ua dal Po "er irrigare la "ianura emiliano'romagnola. La ris"osta C affermati&a. Detto fatto+ con decreto reale 4; settem re 0595+ n. ;4;; &iene istituito il Consorzio di onifica di secondo grado "er il Canale Emiliano !omagnolo+ del 8uale l(ing. %iandotti C nominato commissario go&ernati&o @i tem"i sono cam iati+ ed il "eso "olitico dell(Emilia e della !omagna C ora tutt(affatto rile&ante) ne C "ro&a la denominazione informale che designa il C.E.!.+ "er 8ualche anno+ come =canale Mussolini>A. Il "rimo "rogetto %iandotti @agosto 05:2A "arte da Boretto con una "ortata iniziale di 022 metri cu i al secondo+ "er agnare i territori di sei "ro&ince da !eggio sino al mare. Ancora una &olta+ "erL+ il sogno non si a&&era+ nonostante che l(idea del canale emiliano romagnolo raccolga la "rima a""ro&azione ufficiale @&oto 01 dicem re 05:0 del consiglio su"eriore dei la&ori "u liciA do"o tre secoli di tentati&i ... solamente nel do"oguerra+ il commissario dell(ente di
Relazione Generale :;

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secondo grado sforna a re&e distanza di tem"o @settem re 05:7A due "rogetti ormai consegnati alla storia+ l(uno "er =l(attenuazione delle "iene del !eno mediante la sistemazione del Ca&o Na"oleonico> @che rinasce a nuo&a &ita+ anche se con funzioni di solo scolmatore e non "iB di de&iatore "ermanente come nel 0;27A+ l(altro ="er l(irrigazione della "ianura emiliano romagnola a mezzo del Ca&o Na"oleonico sistematico>. Puest(ultimo ' "rogetto =%iandotti II>+ da cui la denominazione di =canale %iandotti> che tuttora resiste ' muo&e i "rimi "assi del suo lungo cammino nel 0511 e+ aggiornato nel 05<:+ C 8uel Canale Emiliano !omagnolo @"iB romagnolo e meno emiliano del suo "redecessore =%iandotti I>A "rossimo al com"imento+ nella nuo&a Pro&incia di !imini+ all(al a del terzo millennio. 4.;.9 Il C.E.!.+ oggi Il territorio dominato dal Canale Emiliano !omagnolo+ "er una su"erficie di 451.922 ha+ C com"reso nelle zone di "ianura delle Pro&ince di Bologna+ Ferrara+ !a&enna e Forl-. Esso confina a""rossimati&amente a nord con il Fiume !eno+ ad est tra la foce di 8uesto ed il comune di cattolica+ a sud con la &ia Emilia+ ad o&est con il Fiume Panaro. L(uso "lurimo delle ac8ue del Canale Emiliano !omagnolo+ ris"onde ad una &isione "articolarmente attuale della gestione della risorse idrica+ e altrettanto sentita dalla com"agine di enti e soggetti "arteci"anti al Canale Emiliano !omagnolo. La !omagna+ area storicamente "o&era di ac8ua+ ha affrontato le grandi trasformazioni sociali ed economiche degli ultimi 12 anni ricorrendo+ in cam"o idrico+ ad un utilizzo indiscriminato delle falde sotterranee+ delle sorgenti montane e dei fiumi a""enninico+ che ha "rodotto gra&i contraddizioni am ientali. La su sidenza e l(ingressione salina+ il crescente in8uinamento degli ac8uiferi sotterranei+ lo scadimento dei fiumi+ ridotti in estate a fogne a cielo a"erto+ l(eutrofizzazione delle ac8ue marine costiere+ il degrado 8ualitati&o dell(ac8ua "ota ile+ le crisi idriche "untualmente &erificatesi negli anni siccitosi hanno ra""resentano+ in tem"i e modi di&ersi+ altrettanti segnali d(allarme "er le "ros"etti&e della societ3 ci&ile+ delle atti&it3 "rodutti&e e degli e8uili ri am ientali. A "artire dagli anni ;2+ la realizzazione di due nuo&e infrastrutture ha a&&iato una s&olta &erso una
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soluzione organica e razionale del "ro lema della risorsa idrica in !omagna. L(Ac8uedotto di !omagna+ alimentato dall(in&aso di !idracoli+ ha ra""resentato la ris"osta+ im"erniata sull(uso delle dis"oni ilit3 locali "iB "regiate+ al "ro lema dell(a""ro&&igionamento "er il consumo umano. Il Canale Emiliano !omagnolo ha in&ece assicurato alla !omagna+ nel cam"o delle ac8ue grezze+ la ricchezza e la continuit3 del Po. L(am"ia "otenzialit3 dell(o"era @accresciuta dall(e&oluzione delle tecniche agronomiche e irrigueA e il miglioramento 8ualitati&o che si realizza lungo il "ercorso+ grazie al "otere autode"urante del sistema+ fanno del C.E.!.+ conce"ito in origine come sistema a "reminente ser&izio dell(agricoltura+ la soluzione ideale anche "er gli usi "rodutti&i eFtragricoli @industria+ ricreazione+ turismoA e "er gli usi ci&ili meno "regiati @"ulizia strade+ &erde "u licoA+ oltre che "er gli usi am ientali. Il sistema C.E.!. dis"one di due concessioni di deri&azione+ cos- articolate) dal fiume Po+ <; m9Hs nel "eriodo 0< maggio ' 01 settem re e 41 m 9Hs nel restante "eriodo iemale+ "er usi irrigui e di onifica @decreto interministriale 4< luglio 05<7AD dal fiume !eno+ 0+1 nel "eriodo a"rile'settem re+ "er usi irrigui e di onifica+ e 4 m9Hs nel "eriodo otto re'marzo+ "er usi industriali @decreto interministeriale 07 a"rile 0571A. BenchC conce"ito 12 anni fa @o 8uattrocento+ sia "ure con di&erso grado di a""rossimazioneA+ il canale emiliano romagnolo ris"onde ad una &isione molto attuale dei "ro lemi am ientali+ ris"etto ad un territorio caratterizzato da un(intensa atti&it3 agricola e da diffusi insediamenti ur ani ed industriali+ ma "o&ero di ac8ue su"erficiali. I corsi d(ac8ua a""enninici hanno infatti carattere torrentizio+ con forti magre esti&e+ mentre il massiccio sfruttamento delle ac8ue sotterranee ha determinato l(im"o&erimento delle falde di "ianura e la su sidenza. Il C.E.!. C in grado di assicurare la risorsa alternati&a+ di su"erficie+ necessarie "er sgra&are gli ac8uiferi dall(attuale condizione di s8uili rio+ sem"rechG la con&ersione dalla risorsa attuale alla risorsa alternati&a &enga sostenuta dalla !egione in cam"o legislati&o ed amministrati&o. (% LE #
CROE#ERGEN)E #"IENT LI

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(%$ Il Parco Nazionale delle 6oreste Casentinesi Il territorio ra&ennate e forli&ese cesenate C caratterizzato "er due terzi dall(am iente collinare e montano e "er la restante "arte da 8uello di "ianura. L(A""ennino romagnolo chiude ed a raccia in direzione sud.est il territorio "ro&inciale+ fino al com"lesso costituito dal Monte Fumaiolo. L(attuale conformazione dell(A""ennino deri&a dall(Era Puaternaria+ 8uando &ari fattori determinano il solle&amento della catena montana e ri"etute &ariazioni del li&ello del mare+ "ro&ocando cos- forme e rilie&i delle &alli. Esso C caratterizzato da una note&ole omogeneit3 do&uta+ ad esem"io+ dagli affioramenti delle formazioni marnoso.arenacee. L(assetto geologico ha fortemente condizionato la dinamica dei fiumi+ i cui "ercorsi hanno conferito all(am iente un(organizzazione ricorrente di forme e "aesaggi) Lamone+ ,ramazzo+ Marzeno+ Montone+ !a i+ Bidente+ Borello+ Sa&io e !u icone+ da o&est &erso est corrono al mare dando &ita alle ris"etti&e &allate. La "ianura allu&ionale si estende dal margine a""enninico &erso nord+ mentre il confine territoriale a nord.est C delimitato dalla "ianura costiera) la "rima C frutto di de"ositi e di sedimenti di origine flu&iale di "ro&enienza montanaD la seconda C formata da de"ositi sa iosi. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi+ Monte Falterona e Cam"igna C uno dei "iB im"ortanti Parchi+ non solo d(Italia ma d(Euro"a+ a racciando 9<.:22 ettari 8uasi e8uamente di&isi tra !omagna e ,oscana+ "er l(;2M rico"erti da im"onenti foreste. Il Parco Nazionale+ istituito nel 0559+ C il risultato di una storia millenaria di con&i&enza dell(uomo con uno straordinario scenario naturaleD esso com"rende una $ona di conservazione integrale @le riser&e di Sasso Fratino e di La PietraA+ una $ona di protezione generale che delimita le foreste demaniali regionali so"rattutto toscane+ il com"lesso de La ?erna+ le riser&e iogenetiche di Camaldoli+ Scodella+ Badia Prataglia+ Cam"igna+ ed una $ona di tutela e di valorizzazione" ,re sono anche le Pro&ince interessate) Arezzo+ Firenze e Forl-.Cesena. Per il nostro territorio i Comuni interessati sono 8uelli di Bagno di !omagna+ Portico S. Benedetto+ Premilcuore+ Santa Sofia e ,redozio. La sede del
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Parco C situata a Prato&ecchio @ArezzoAD la Comunit3 del Parco ha sede a Santa Sofia. E( interessante rile&are come siano solo 5< i residenti all(interno dei confini del Parco+ nel &ersante romagnolo+ testimoniando cos- il "re&alere dell(am iente naturale su 8uello antro"ico. La cima "iB alta del Parco Nazionale C il Monte Falco+ nel gru""o del Falterona+ con i suoi 0<1; m.+ s.l.m.D s"ettacolare+ in 8ueste antiche foreste+ C la ra""resentazione &i&ente+ stagione do"o stagione+ della flora) circa 0222 s"ecie+ di cui un centinaio a""artenenti a liste "rotette o rare. La &egetazione forestale C dominata dalla faggeta+ tra i 522 ed i 0122 m.+ con "resenza di a etine secolari. Al di sotto degli ;12 m. la &egetazione C caratterizzata da 8uerceti e da una ricca &ariet3 ar orea. Il Parco+ inoltre+ C ricchissimo di rare essenze floristiche. Altrettanto significati&a+ in tali luoghi o&e si C ri"rodotto da sem"re un grande e8uili rio naturale+ C la "resenza della fauna sel&atica) :4 s"ecie di mammiferi tra cui il lu"o+ ;: di uccelli+ 02 di rettili+ 09 di anfi i+ 0 di "esci. La "resenza del lu"o+ "redatore all(a"ice della catena alimentare+ C conferma del grande e8uili rio ecologico e della &alenza naturalistica del luogo. Il nucleo di lu"i+ che tra 8ueste foreste &i&ono e cacciano+ &iene considerato il "iB im"ortante ed il "iB &itale dell(A""ennino settentrionale. La ricchezza naturale della fauna sel&atica C &aria e di&ersificata. Cin8ue sono le s"ecie di grandi ungulati che a itano il Parco) cer&i+ ca"rioli @che dalle foreste casentinesi hanno "oi "o"olato la collina romagnolaA+ cinghiali+ mufloni e daini @8ueste ultime due s"ecie sono state introdotte da altri territoriA. Nel Parco &i&ono anche s"ecie di "iccoli mammiferi+ rettili ed anfi i rari @come la salamandrina dagli occhiali ed il geotritoneA ed assai ele&ato C il numero degli uccelli ti"ici dei oschi montani. Infatti sono "resenti le "o"olazioni alate dei ra"aci+ dall(a8uila reale al raro astore+ al falco "ellegrino al "ecchiaiolo+ ed altri ra"aci diurni e notturni. Poco do"o l(anno Mille fior-+ in 8ueste oscose solitudini+ una "resenza monastica e nel 0024 fu donato a S. !omualdo+ fondatore dei Camaldolesi+ un a""ezzamento di osco do&e nac8ue il "rimo nucleo dell(eremoD i monaci "resero a colti&are il osco+ ragion d(essere non solo di s"iritualit3+
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ma anche fonte economica "er l(A azia e gli a itanti. I monaci di Camaldoli custodi&ano la foresta che li "rotegge&a. Da tale reci"rocit3 nasce+ no&e secoli fa+ la storia e la ellezza della foresta+ in gran "arte =colti&ata> secolo do"o secolo. La foresta di Camaldoli+ ricom"resa nel acino del fiume Arno+ come la &ediamo oggi+ fu frutto di 8uella antica saggezza. I oschi di Cam"igna e di Badia Prataglia a""artennero ai Conti %uidi+ "oi furono confiscati dalla !e"u lica di Firenze che l- trasfer- all(#"era del DuomoD da 8uesti monti "arti&ano+ utilizzando la &ia ilit3 flu&iale+ i grandi tronchi d(al ero diretti &erso i la oratori degli artigiani toscani. Nel 0;:2 il com"lesso fu incamerato dalla Casa di Lorena e il %randuca Leo"oldo II affidL al =forestale> oemo Jarl Simon il com"ito di ri"ristinare gli assetti territoriali. Nel 050: le foreste furono ac8uisite dallo Stato) nac8uero cosle Foreste Demaniali Casentinesi+ nucleo attentamente conser&ato fino alla recente istituzione del Parco Nazionale. (%' La -ena del Gesso Le catene montuose costituite dal gesso sono rare in tutto il "ianeta+ "resenti come monti isolati solo in area mediterranea @Sicilia+ S"agna+ Ci"roA e nelle Montagne !occiose. I gessi romagnoli+ noti nella letteratura scientifica come ?ena del %esso+ costituiscono la catena montuosa di gesso "iB lunga ed im"onente esistente) essa si estende "er una lunghezza di circa 41 Km. ed ha relazioni sistematiche @di ti"o geologico+ idraulico e+ "iB in generale+ ecologicoA con un territorio &asto circa 7.122 ettari+ all(interno del 8uale essa si snoda con andamento tras&ersale ris"etto alle &alli di tre fiumi e di altrettanti torrenti. Alla grande scala+ gli as"etti di insieme che connotano la catena montuosa sono facilmente indi&idua ili dalla lettura di una sezione tras&ersale) "areti su .&erticali es"oste a sud+ "endio "iB dolce e migliore co"ertura &egetale a nord+ do&e la su"erficie del terreno C resa accidentata dalla "resenza delle "iB interessanti formazioni carsiche. Se si escludono i "endii aridi a sud+ la catena si "resenta all(osser&atore con "re&alenti su"erfici oscate e ces"ugliate ed C "ressochG "ri&a di aree colti&ateD C da segnalare+

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all(interno delle &allecole della ?ena la "resenza della felce chelantis persica+ raramente "resente in tutto il territorio euro"eo. De olmente antro"izzata+ mostra tal&olta un as"etto 8uasi desertico+ s"ecie se "erce"ita nella continuit3 "aesaggistica con le argille "leistoceniche che formano le aree calanchi&e a nord. ,otale C l(assenza di insediamenti umani nei tratti continui della ?enaD gli addensamenti a itati sono "resenti nei "unti di sfondamento della catena+ in corris"ondenza della confluenza tra il sistema del drenaggio su"erficiale @i fiumi+ i torrentiA ed il sistema di drenaggio sotterraneo @le risorgenti del sistema carsicoA. La ?ena del %esso+ "resente all(interno del territorio dell(Autorit3 dei Bacini !omagnoli unicamente nel Comune di BrisighellaD essa costituisce uno dei "ochi esem"i nell(intera Nazione e ra""resenta uno dei rarissimi casi in cui il gesso naturale si C solidificato sotto forma di grossi cristalli s"esso lim"idi+ di lucentezza madre"erlacea+ nelle ti"iche forme a ferro di lancia o a coda di rondine. La conser&azione dei sali e&a"oritici attra&erso lunghi tem"i geologici richiede condizioni "articolari+ come la se"oltura in terreni a grande "rofondit3 do&e non circoli ac8ua meteorica. ,ali situazioni si hanno ad esem"io nei grandi acini sedimentari raggiungi ili nel sottosuolo con gallerie e "ozzi+ generalmente "raticati solo "er l(estrazione dei sali "iB "regiati del gesso @i sali "otassici in %ermania ed in SiciliaA. I "rocessi geologici+ in "articolare 8uelli tettonici o di deformazione+ "ossono riesumare i sali se"olti+ es"onendoli all(atmosfera e formando dei rilie&i montuosi. In tal caso @e cos- C "er la ?ena del %essoA+ il salgemma si scioglie ra"idamente ma il solfato @il gessoA "uL resistere a lungo+ &enendo dissolto "rogressi&amente e seletti&amente+ "er lo "iB lungo fratture. ?iene "ertanto ad originarsi un fenomeno morfologico molto "articolare+ denominato =carsismo>+ che crea in su"erficie forme uniche e caratteristiche @doline+ "ozzi+ inghiottitoi+ &alli chiuseA ed in "rofondit3 ed in stretta associazione sistematica con 8ueste+ una com"lessa architettura di grotte e ca&erne sotterranee+ s"esso "ercorse da torrenti i"ogei che modellano costantemente il sottosuolo.

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Da alcuni decenni la !egione Emilia !omagna+ di concerto con le Pro&incie di !a&enna e Bologna+ con le Comunit3 Montane ed i Comuni territorialmente interessati+ sta a""rontando studi e "rogetti finalizzati alla istituzione del Parco !egionale della ?ena del %esso. (%( Lo ;Spungone< del Pliocene romagnolo Lo =S"ungone> ra""resenta una facies detritico.organogena che affiora nell(A""ennino romagnolo fra Brisighella e Ca"ocolle e che si inserisce nel contesto argilloso della collina "liocenica forli&ese+ tro&ando la sua massima es"ressione "rinci"almente nella localit3 =Cozzi> e =Sina> del Comune di Castrocaro. L(andamento dello S"ungone C "re&alentemente nastriforme+ disomogeneo e di consistenza a &olte la"idea ed a &olte sa iosa e "ul&erulenta. %eneralmente l(as"etto C s"ugnoso+ da cui il termine locale =s"ungone> o =s"onga>. Dal "unto di &ista geologico si tratta di una calcarenite organogena+ residuo di una antica scogliera sottomarinaD si "resenta come un grossolano im"asto di gusci di conchiglie marine cementate da sa ia calcarea+ talora fria ile+ talora durissimo. !a""resenta 8uindi l(antica linea di s"iaggia di un am"io golfo di et3 "liocenica medio.inferiore. Le ac8ue ricche di ossigeno face&ano "ros"erare animali i cui gusci+ ri"resi dal moto ondoso+ &eni&ano sminuzzati e cementati unitamente all(im"asto sa ioso della zona di s"iaggia. I "rinci"ali rilie&i di 8uesta singolare formazione geologica formano oggi alcune emergenze morfologiche 8uali le ,orri di Ce"arano+ il Monte Castellaccio+ il Monte Cerreto+ i Cozzi+ Sina di Bagnolo+ !occa delle Camminate+ Monte Casale+ Monte dei Ca""uccini. Di tutte le suddette emergenze+ ormai fortemente antro"izzate o cancellate da insediamenti ed atti&it3 umane+ restano "eculiari "er la loro &alenza "aesaggistica e naturale solamente le localit3 Cozzi e Sina+ alle 8uali si aggiunge l(area com"resa tra il Monte Cerreto ed il torrente Samoggia @nei confini amministrati&i del Comune di CastrocaroA. La ricca &egetazione caratteristica conferisce un as"etto "ittoresco alla singolarit3 geologica e morfologica dello S"ungone. Prendendo ad esem"io la localit3 Cozzi a cui si giunge+ "ro&enendo da Forl-+ attra&erso la &ia Con&erselle+ a destra della cinta muraria di ,erra del
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Sole+ do"o circa tre chilometri+ si noter3 in &etta all(affioramento roccioso+ una enorme ancata di S"ungone nella 8uale la strada ha do&uto sca&arsi un &arco. A tutti &iene dato di osser&are la differente co"ertura &egetale tra 8uesta zone e le argille limitrofe) nella "rima la "re&alenza di un ti"o di roccia molto "oroso e "ermea ile d3 luogo ad un terreno sciolto e "rofondo+ ideale "er l(instaurarsi del oscoD nel caso delle colline argillose la struttura del suolo fine rende in&ece il terreno generalmente im"ermea ile cosi che l(ac8ua+ scorrendo in su"erficie+ oltre a non essere dis"oni ile alla &egetazione ar orea @che 8uindi C assenteA+ erode in modo e&idente le formazioni argillose generando le ti"iche formazioni dei calanchi. L(im"ortanza di 8uesto ioto"o non si limita all(as"etto "edologico @numerosi oschetti relitti sono u icati in 8uesta fasciaA+ ma le stesse ru"i generano microam ienti che+ se "ur di "iccola estensione+ sono sufficienti a fa&orire la dimora di una flora &aria e "reziosa. Lo stesso discorso &ale "er la fauna+ che tro&a nell(am iente ru"estre una im"ortante zona di rifugio. (%* #armitte dei giganti Nei "ressi di Sarsina C da citare il fosso Molinello+ degno di menzione "erchG nel suo asso corso+ dalla &ecchia strada di fondo&alle+ C "ossi ile osser&are alcune interessanti emergenze+ conosciute con il nome di =Marmitte dei giganti>. Come C noto+ in certi corsi d(ac8ua+ laddo&e si &erificano "articolari circostanze @caduta d(ac8ua in &allecole strette+ mo&imenti &orticosi delle ac8ue "er la stessa conformit3 delle s"onde e dell(al&eo+ etcA si formano dei &ortici che im"rimono ai ciottoli trascinati dalla corrente un moto rotatorio che sca&a conche e "ozzetti+ talora "rofondi+ in fondo ai 8uali si de"ositano i ciottoli di roccia dura che hanno "rodotto il fenomeno @che in !omagna non anno&era altri esem"i analoghiA. (%, Spiagge8 dune e pinete costiere

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La morfologia attuale del litorale ra&ennate si "resenta relati&amente omogenea e corris"onde ad un ti"o di s"iaggia definita =sottile> cioC lie&emente degradante &erso il mare a"erto. Infatti in mare l(iso ata @linea di uguale "rofondit3A dei .1 m. corre a circa 0 Km. al largo e 8uella dei .02 m. a <H7 Km. mentre nell(entroterra l(isoi"sa @linea di uguale altezza sul li&ello del mareA dei 1 m. corre a 01H92 Km. dalla costa. L(assenza di rilie&o+ o meglio la "resenza di un microrilie&o+ si esem"lifica nelle =secche> @o =scanni> sommersiA dei fondali e nelle dune dell(arenile+ forme la ili che migrano e si trasformano "er effetto del moto ondoso e del &ento. La dinamica del litorale C affiancata da una serie di "rocessi che si contrastano+ con alterno esito+ e che di seguito si ri"ortano in sintesi) il trasporto 7lu0iale di sedimenti a""enninici+ che "ro&oca l(a&anzamento della costa e delle foci in "articolareD la subsidenza @a assamento del suoloA e l(eustatismo @innalzamento del li&ello marinoA+ fenomeni antagonisti al "recedenteD il trasporto laterale+ ad o"era delle correnti marine+ che influenza so"rattutto la linea di costaD il trasporto eolico e 8uindi il modellamento "rodotto dall(azione dei &enti sulla sa ia. Il tras"orto flu&iale risulta "oco e mal studiato e la sua &aria ilit3 C tale da non consentire stime+ in carenza dei dati di "ortata e di tor idit3 dei fiumi dei nostri acini idriciD certo C che la massiccia estrazione di sa ie e ghiaie negli al&ei flu&iali lo ha drasticamente ridotto negli anni tra il 05<2 e il 0572. Si C infatti "assati da 12.222 tonnellate estratte nel 0517 in Pro&incia di !a&enna alle 95:.222 del 05<7 ed al milione del 0570+ con un totale di circa 1 milioni di tonnellate estratte tra il (17 ed il (70) ciL significa che alcuni milioni di tonnellate di materiali sedimentari sono &enute a mancare lungo la costa. La su sidenza C un fenomeno naturale+ attualmente aggra&ato dalla massiccia ed incontrollata estrazione di ac8ue e di gas metano dal sottosuolo+ s"ecialmente ra&ennateD ha "rodotto a assamenti del terreno &alutati in circa 0:2 cm. nella zona industriale del ca"oluogo+ dal 05:5 al 05;9.

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L(eustatismo "rocede regolarmente a circa .0 mm.Hanno su scala mediterranea e+ sommandosi a fenomeni isostatici @una s"ecie di su sidenza di origine geologicaA+ "otre e arri&are a .4 o .9 mm.Hanno. Il tras"orto laterale C lo s"ostamento di sedimenti "arallelamente alla costa ottenuto "er effetto delle correnti marineD fenomeno storicamente noto+ si &erifica con una deri&a litoranea netta da sud &erso nord+ come "ro&a la de&iazione &erso nord delle foci flu&iali @es. foce del !enoA. Con fre8uenza del 41M circa+ la costa C interessata "re&alentemente da &enti di "ro&enienza sud.est @detti del 4U 8uadranteA+ ed il moto ondoso risulta el correlato a 8uesta tendenza che+ tra l(altro+ sem ra 8uella in grado di "rodurre i maggiori effetti erosi&i. Il tras"orto eolico+ oltre ad influenzare il moto ondoso+ concorre alla formazione dei cordoni dunosi che+ da sem"re+ segnano @o meglio segna&anoA il limite della terra &erso il mare+ limite mo ile ed in continuo di&enire. Le dune di "iB antica formazione+ "otre ero essere consolidate dalla &egetazione s"ontanea o""ure da o"ere di rim oschimento+ come nel caso delle "inete costiere. %i3 sul finire del 0;22+ 8uando le onifiche cominciarono a rendere utilizza ile "er le colture il retroterra "iB &icino alla s"iaggia+ ci si a&&ide che la "resenza di al erature sulle dune costitui&ano un ottimo ri"aro "er le colture+ difese dalle "inete storiche contro la forza dei &enti marini+ salsedinosi ed a rasi&i+ "er causa delle sa ie da 8uesti tras"ortate. !isale ai "rimi decenni del 0522 l(o"era di riforestazione delle antiche "inete ra&ennati+ con lo sco"o di dotare l(intera costa di una fascia di osco "ressochG ininterrotta @con "re&alenza di "ino marittimo e domesticoAD l(o"era fu coronata da successo+ con un migliaio di ettari riforestati alla fine degli anni ,renta. Dal "unto di &ista morfologico le caratteristiche "eculiari di 8uesta "ineta costiera deri&ano dall(im"ianto originatosi sulle antiche dune delle foci "adane+ rimodellate in e"oche "iB recenti @"aleoduneA+ e che conser&ano il loro andamento a cordoni "aralleli al mare su gran "arte del osco. In seguito alcune centinaia di ettari sono andati distrutti dall(es"ansione
Relazione Generale 1;

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turistico residenziale+ mentre il "esante carico antro"ico ha indotto ulteriori alterazioni alla com"attezza della com"agine forestale+ s"esso gi3 inizialmente esigua. #ggi le "inete sono istituite come !iser&a Naturale dello Stato+ e "oste sotto le leggi di tutela "re&iste. E( e&idente che+ trattandosi di oschi di im"ianto artificiale+ in 8ueste "inete gli as"etti naturalistici assumono minore rile&anza ris"etto a 8uelli delle "inete =storiche> di S. ?itale e Classe+ incluse all(interno del "erimetro del Parco !egionale del Delta del Po. (%. La Cassa di Colmata del Lamone Puello che resta delle grandi "aludi del Lamone+ onificate "er colmata+ costituisce una testimonianza di am ienti un tem"o assai diffusi nel litorale e attualmente 8uasi scom"arsi con l(a&anzare dell(interramento delle &alli. I due tronconi residui sono com"resi fra lo Scolo !i&alone e il Canale Fossatone e di&isi dall(al&eo artificiale del Fiume LamoneD il "rimo @di 470 ha.A com"rende le ?alli Foschina+ Brandolina e Amadora+ e &iene comunemente denominato ?alle Mandriole o ?alle della CannaD il secondo @di 0;< ha.A C formato dalla ?alle $ora ini+ dalla Bassa della ?igna e dalla ?alle delle Punte+ ed C noto col nome di Punte Al erete. Le due aree sono nettamente differenti+ come C facile intuire dai loro nomi. La ?alle della Canna+ "erennemente e com"letamente allagata+ C una distesa di fitti cannetiD en "iB &ario+ in&ece+ il "aesaggio di Punte Al erete+ in cui alle zone sommerse si alternano staggi su cui alligna una delle rare "resenze @sicuramente la "iB "reziosaA delle antiche foreste umide "adane. 9.<.0 La ?alle Mandriole La ?alle Mandriole o ?alle della Canna+ il cui li&ello naturale sare e assai "iB asso di 8uello attuale+ &iene da circa 01 anni mantenuta com"letamente allagata "er ser&ire come in&aso dell(ac8uedotto di !a&enna+ rice&endo le ac8ue dal !eno attra&erso la chiusa di ?oltascirocco "resso MandrioleD tale situazione idrica ha note&olmente modificato sia
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l(as"etto che le caratteristiche &egetazionali di 8uesto s"ecchio "alustre+ al giorno d(oggi 8uasi totalmente rico"erto da foltissimi canneti di tife+ che stanno gradualmente sostituendo il canniccio. I =chiari>+ sgom ri del canneto e occu"ati da &egetazione natante+ sono "iuttosto rari e+ "er fa&orire la sosta degli uccelli migranti+ andre ero aumentati di numero ed estensione. Le canne sono raccolte dalla Coo"erati&a Braccianti Agricoli di S. Al erto che le utilizza "er la "roduzione di arelle e graticci+ mentre gli artigiani+ so"rattutto di ?illano&a di Bagnaca&allo+ utilizzano le foglie di tifa e dei grandi carici "er la confezione di stuoie e orse+ e "er l(im"agliatura dei fiaschi+ atti&it3 tradizionale del luogo che sta &elocemente scom"arendo. L(atti&azione di un circuito di ricam io idrico+ assieme alle "eriodiche o"ere di sfalcio e di as"ortazione delle er e e delle canne tagliate+ do&re e scongiurare il "ericolo di eutrofia che attualmente minaccia la ?alle Mandriole+ rendendola meno fa&ore&ole alla so"ra&&i&enza della fauna. Anche cos- la &alle os"ita numerosissime s"ecie di "esci+ anfi i e rettili @la rara testuggine d(ac8uaA+ nonchG di uccelli "alustri e legati ai canneti+ fra cui s"iccano "er la loro rarit3 il mignattino "iom ato @nidificanteA e il falco "escatore+ regolarmente "resente durante i ="assi>. 9.<.4 Punte Al erete ed il Bardello Punte Al erete C caratterizzata dalla ricchezza e dalla &ariet3 della &ita che lo circonda+ tangi ile nelle molte s"ecie di "iante "resenti+ nei rumori dell(a&ifauna. Il ioto"o di Punte Al erete ha inizio dal "iazzale ai margini della !omea+ su ito a nord del "onte sul Canale Fossatone. In esso si alternano &asti chiari "rendono il "osto della fitta &egetazione ar orea della zona meridionaleD il ritorno al Fossatone a&&iene attra&erso un arginello che corre "arallelo alla !omea. Punte al erete+ unitamente alla Sacca di Bellocchio+ C tra le zone umide indi&iduate dalla Con&enzione di !amsar del 4 fe raio 0570 @resa esecuti&a con D.P.!. 09.9.7<+ n.::;A.
Relazione Generale <2

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Esiste ancora+ nel litorale+ un "iccolo lem o di am iente di&enuto rarissimo in Italia) la "rateria umida+ "eriodicamente allagata a seconda degli e&enti stagionali. ,ali territori erano+ un tem"o+ fre8uenti in tutta la nostra fascia litoranea+ lungo le ri&e dei fiumi e nelle numerose assure interdunali delimitate dagli antichi cordoni deltizi. Puesto C il Bardello che era collegato alla Bassa del Pirottolo+ di cui costitui&a il naturale "roseguimento a nord+ al di fuori della Pineta di S. ?italeD attualmente ne C in&ece se"arato dall(al&eo artificiale del Lamone. Il ioto"o si estende su una su"erficie di un centinaio di ettari+ caratterizzati dalla ti"ica struttura ondulata a staggi e a asse che+ oltre a mo&imentare la monotonia del "aesaggio+ crea condizioni estremamente &aria ili e dun8ue microam ienti assai di&ersificati. Infatti la falda C "iuttosto su"erficiale e durante i "eriodi "io&osi si ha un aumento del li&ello delle ac8ue do&uto alla mancanza di rete scolanteD alcuni s"ecchi d(ac8ua di modesta "rofondit3 sono in&ece "erenni. #ltre la ti"ica &egetazione "alustre delle asse+ il Bardello os"ita @sugli staggiA sie"i di iancos"ini+ "rugnoli+ ro&i e filliree+ che costituiscono un rifugio "er numerose s"ecie dell(a&ifauna. I "eriodici inter&enti di taglio delle canne e di sfalcio delle er e "alustri non costituiscono un "ericolo "er l(integrit3 am ientale+ ma anzi contri uiscono a mantenere lo stato attuale+ rallentando l(azione di "rogressi&o interramento. (%/ La "assa del Pirottolo Di grande interesse "aesaggistico+ C un(am"ia e lunga de"ressione sinuosa che si estende nella Pineta di S. ?itale con direzione nord.sud. Si tratta dei resti di un antico territorio interdunale "ercorso da ac8ue dolci fino al definiti&o inal&eamento in mare del Lamone sulla cui storia si hanno notizie &aghe e contrastanti) sem ra che nell(antichit3 mettesse in comunicazione il Portus #ionis @nella zona della Pialassa del PontazzoA con il mare a"erto. La Bassa del Pirottolo ha origine dall(argine meridionale del Lamone+ il 8uale la se"ara dalle "raterie umide del Bardello+ che ne costitui&ano la

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naturale "rosecuzioneD il suo corso meandreggiante+ interamente situato all(interno della "ineta+ si snoda "er circa < Km. @con una larghezza minima attestata intorno ai 12 m. e massima di circa 422 m.A "er terminare in un(ansa di fronte alla Buca del Ca&edalone+ ai margini occidentali della Pialassa della Baiona. Attualmente le ac8ue della Bassa sono salmastre a causa delle ingressioni dalla Pialassa e+ nella tarda estate+ si "resentano decisamente salate ed interessate da un e&idente eutrofismo. O "resente un ele&ato grado di in8uinamento+ sia industriale che agricolo+ anch(esso deri&ato dalle ac8ue della PialassaD tutta&ia la messa in o"era del circuito di alimentazione idrica deri&ato dal Lamone+ che ser&e anche Punte Al erete+ do&re e scongiurare+ almeno "arzialmente+ 8uesti danni am ientali. Allo stato attuale il &alore naturalistico della Bassa del Pirottolo C "urtro""o modesto+ assai inferiore che in "assatoD C in&ece riconosciuto di note&ole interesse+ su scala nazionale+ il "regio "aesaggistico della Bassa) 8uesta lunga assura allagata+ circondata dalle alte sagome di "ini e da intricate macchie di ces"ugli+ crea scenari e 8uinte di rara ellezza+ in cui il osco si incontra con la "alude. (%2 Le Pialasse Le Pialasse sono le ultime &alli di ac8ua salmastra "resenti nel !a&ennateD si tratta di &asti acini+ "er lo "iB gra&emente snaturati da "esanti inter&enti di industrializzazione u icati ai loro margini+ e fortemente in8uinanti. Nonostante ciL conser&ano ancora un rile&ante interesse "aesaggistico ed un discreto &alore naturalistico. Le attuali Pialasse sono i residui della grande laguna all(interno della 8uale sorge&a nell(antichit3 la citt3 di !a&ennaD non sono in senso stretto nG &alli nG lagune+ "oichG su iscono il flusso della marea come le lagune e sono collegate da un canale al mare e di&ise da esso da una striscia di terra @tom oloA continua. Le Pialasse sono connesse al mare tramite una rete di canali "osti a &entaglio+ che con&ergono nel Canale della Baiona+ collegato al Canale Candiano. ,ali condotti sono stati cos- costruiti "er facilitare l(ingresso dell(onda di mareaD la funzione delle Pialasse consiste infatti nel creare+ con il flusso e il
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riflusso delle ac8ue di mare al loro interno+ delle correnti nella zona "ortuale che+ im"edendo ai detriti in sos"ensione di de"ositarsi+ li "ortano al di fuori della zona delimitata dai due moli foranei+ e&itando cosl(interramento del "orto. Anche la denominazione ricorda le loro funzioni) infatti C deri&azione com"osta da ="iVa> e =lassa>+ ossia ="rendi> e =lascia>+ in riferimento alla dinamica delle ac8ue marine. Prima del 05<2 @anno in cui fu direttamente inal&eato in mareA il Lamone+ do"o a&er dis"erso le sue ac8ue nella Cassa di Colmata+ le &ersa&a attra&erso il canale del ,aglio della Baiona nell(omonima Pialassa+ e di l- giunge&ano al mare. A "artire da tale data+ &enendo a mancare l(a""orto di ac8ua dolce e aumentando 8uello d(ac8ua salata @do&uto ai la&ori di am"liamento del "ortoA+ la &egetazione delle Pialasse mutL radicalmente) scom"ar&ero i fitti "o"olamenti di canniccio e a""ar&ero in&ece 8uelli delle s"ecie ti"icamente &alli&e e lagunari. O "re&ista+ in tem"i re&i+ l(immissione di ac8ue dolci deri&anti dal Lamone attra&erso il circuito di Punte Al erete+ allo sco"o di diluire l(in8uinamento che risale dal Canale Candiano tramite le maree e che "ro&oca gra&i fenomeni eutrofici+ culminanti s"esso negli im"onenti casi di "utrefazione dei densi ta""eti di lattuga di mare+ un(alga eccessi&amente a ondante a causa della situazione asfittica in cui si tro&ano uona "arte dei acini. La dis"oni ilit3 d(ac8ua dolce "otr3 anche essere utilizzata "er "ratiche ittiocolturali e di alle&amento dei molluschi+ atti&it3 attualmente rese im"ossi ili a causa della "essima 8ualit3 delle ac8ue. Le Pialasse+ di "ro"riet3 del Comune di !a&enna+ sono oggi ridotte a 8uattro) tre a nord del Canale Candiano e una "osta a sud di tale struttura "ortuale. La Pialassa della Baiona C la maggiore+ estendendosi fra il Lamone e lo Scolo FossatoneD la Pialassa della !isega si tro&a fra il Fossatone e lo Scolo ?ia Cer a+ mentre 8uella del Pontazzo occu"a la "arte meridionale del territorio. La loro su"erficie totale C di circa 0.422 ha.

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La Pialassa del Piom one+ a sud del Canale Candiano+ ha raggiunto un(area "oco "iB &asta di 922 ha. da 8uando uona "arte della sua su"erficie C stata colmata e in&asa da im"ianti industriali+ ed allo stato attuale C ridotta ad una struttura "ortuale "ri&a di interesse naturalistico. Le Pialasse settentrionali+ "er 8uanto com"romesse+ sono in&ece ancora recu"era ili. La "rinci"ale minaccia+ insieme al gi3 citato gra&e in8uinamento+ C data dalla su sidenza+ &ale a dire dal "rogressi&o a assamento del suolo che ha causato la scom"arsa dei numerosi dossi in cui nidifica&ano le s"ecie di a&ifauna "alustre. I margini delle Pialasse &erso il mare sono stati+ e sono+ oggetto di massicci inter&enti di edilizia turistica+ mentre una ulteriore minaccia deri&a dal "rogetto che i"otizza la costruzione di un canale na&iga ile di collegamento tra !a&enna e Porto %ari aldi+ "assando "ro"rio al centro delle PialasseD l(o"era+ che allo stato attuale si configura "er una assai limitata e discuti ile utilit3+ comun8ue a&re e do&uto "orsi con maggiore ris"etto nei confronti dei eni am ientali e naturalistici+ "ro"onendo un tracciato com"ati ile con la risorsa territoriale. (%1 LOrtazzo e lOrtazzino 9.5.0 Bocca del Be&ano L(area situata a sud della Bocca del Be&ano costituisce l(unica "arte del nostro litorale in cui sia ancora riconosci ile la originaria successione di am ienti+ dalla attigia fino alle zone "alustri d(ac8ua dolce. O un insieme integrato di straordinario &alore e+ in 8uanto unica testimonianza rimasta dell(antico as"etto della costa romagnola+ documenta l(immagine territoriale antecedente la distruzione delle dune+ "rima che le coste &enissero in&ase dagli insediamenti e dalle infrastrutture turistiche. La "arte a ridosso della linea di s"iaggia+ nota con il nome di Ortazzino+ com"rende anche le dune costiere con il loro corollario di de"ressioni interdunali inondate di ac8ua salmastra+ e le anse del Be&ano. L(Ortazzo C in&ece una &alle di ac8ua dolce+ arginata e ottenuta dalla ricon&ersione di &ecchie colti&azioni di riso. Nonostante l(origine
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semiartificiale del luogo+ la &ariet3 am ientale C note&ole e com"rende s"ecchi d(ac8ua+ "raterie incolte "iB o meno allagate e una fascia di "inete. La su"erficie della zona di &alore naturalistico C di circa :22 ha. e tale ricchezza e com"lessit3 am ientale+ racchiusa in un(area tanto ristretta+ C riscontra ile solamente nei "ressi della foce del !eno e nella contigua ,enuta #rsi.Mangelli+ "eraltro non a"erte al "u lico. 9.5.4 %li as"etti naturalistici La successione &egetazionale a "artire dal mare ha inizio con il cosiddetto deserto iologico della attigia+ cui seguono li&elli di salsedine minore ed un "rogressi&o a assamento della falda) 8ui cresce s"ontaneo il caKileto+ una comunit3 floristica formata da "oche s"ecie fra cui "re&ale la caKile assai adattate a 8uesto am iente estremo+ e caratterizzate dallo scarso s&ilu""o su"erficiale al 8uale si contra""one un am"io a""arato radicale. Segue &erso l(interno l(agro"ireto+ insediato sui "rimi rilie&i sa iosi formati e sta ilizzati dai ces"i di agro"iro @$grop%rum &unceumA cui si accom"agna il con&ol&olo delle sa ie+ dalla fioritura rosa+ e l(eringio delle sa ie+ ti"ica "ianta "ungente con i caratteristici frutti o&ali e minutamente uncinati. Sulle "arti ormai "iB rile&ate dai cordoni di dune tro&iamo una comunit3 caratterizzata dall(ammofila+ graminacea che con l(am"io sistema dei suoi rizomi striscianti contri uisce in modo determinante al consolidamento delle dune. Si succedono "oi "iccoli rilie&i e de"ressioni am"ie ma non "rofonde che+ nelle "osizioni "iB ele&ate+ sono caratterizzate dalla canna detta =di !a&enna>+ s"ecie fre8uente nei suoli sa iosi e umidi della regione orientale mediterraneaD le de"ressioni "iB accentuate sono occu"ate da er e igrofile come il giunco marittimo e lo schoenus nigricans" Sulle dune interne+ in&ece+ si insediano ar usti della macchia mediterranea come la fillirea+ il gine"ro+ l(oli&ello s"inoso e l(as"arago sel&atico. Su 8uesta fascia &egetazionale C stata artificialmente so&raim"osta una "ineta con densi im"ianti di "ino marittimo+ gradualmente sostituito &erso

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l(interno dal "ino domestico+ s"ecie meno resistente all(azione dei &enti marini. A com"letare la ricca dotazione "aesistica della zona &i sono gli s"ecchi d(ac8ua dolce e le "raterie umide dell(#rtazzo+ confinanti con la scura e densa massa forestale della Pineta di Classe. Infine+ nei "ressi della Bocca del Be&ano+ si tro&a un meandro a andonato d(ac8ua salmastra+ con fitti ta""eti di salicornia e raggru""amenti di giunchi. ,ale &ariet3 am ientale os"ita una fauna cos"icua+ solo "arzialmente studiata e che si sta nuo&amente ricostituendo do"o gli e&enti di distur o legati a un noto tentati&o di s"eculazione edilizia. ?a segnalata l(im"ortante "o"olazione di rettili+ che com"rende anche la sem"re "iB rara testuggine "alustre. Fra gli uccelli nidificanti C rile&ata la "resenza comune del fratino e+ inoltre+ sono stati indi&iduati alcuni ra"aci @come il falco "ecchiaiolo+ il lodolaio e l(assioloAD di grande interesse anche la nidificazione+ allo stato attuale "resunta e non ancora confermata+ dell(occhione. Numerosa la "o"olazione dell(a&ifauna di "asso+ "re&alentemente limicola+ ma sono segnalate anche s"ecie rare e significati&e come la eccaccia di mare+ la s"atola e la &ol"oca. 9.5.9 Il caso dell(#rtazzino Durante lo scorso &entennio l(#rtazzino C stato teatro di una delle "iB clamorose attaglie am ientalistiche del nostro Paese+ che e e inizio nel 05<0 8uando la coo"erati&a ILi ert3 e la&oro6 &endette all(Ente di Bonifica ,re ?enezie un "rimo lotto di terreno+ cui fece seguito una seconda cessione di 921 ha. da "arte del DemanioD il fatto che i terreni del Demanio marittimo siano costituzionalmente dichiarati inaliena ili non ra""resentL un ostacolo all(o"erazione. Nel 05<9 l(intera "ro"riet3 fu ac8uistata dalla Immo iliare Lido di Classe @societ3 di s"eculazione edilizia legata agli am ienti della finanza internazionaleA+ che gi3 allora sta&a rico"rendo di cemento la zona circostante la foce del Sa&io.

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Le &icende che seguirono furono alterne e tro""o articolate "er essere es"oste esaurientemente in 8uesta sede+ ma asti sa"ere che il "rogetto+ inserito all(e"oca all(interno del Piano !egolatore %enerale adottato dal Comune di !a&enna+ "re&ede&a la costruzione di edifici "er : milioni di metri cu i+ suddi&isi in 8uattro lotti che a&re ero com"letamente distrutto l(#rtazzinoD inoltre+ nell(ansa della foce del Be&ano+ era stata i"otizzata la costruzione di un "orto turistico+ mentre nelle "raterie dell(#rtazzo a&re e tro&ato "osto un cam"o da golf. Le o"erazioni furono a&&iate con la&ori di esca&azione e con la costruzione di due larghe infrastrutture "er le "re&iste lottizzazioni+ strade che dal ?iale dei Lom ardi di Lido di Classe si s"ingono &erso nord "er un chilometro e mezzo. Nel 0571 il caso fu rile&ato dalla stam"a locale e nazionale+ e le associazioni naturalistiche "romossero un a""ello "o"olare che "ortL alla raccolta di migliaia di firme. La &icenda e e fine con una #rdinanza del Pretore che dis"ose la sos"ensione a tem"o indeterminato dei la&ori ed il se8uestro del cantiere. A tutt(oggi+ con l(a""osizione del &incolo "aesaggistico e l(istituzione in oasi faunistica+ oltre che all(inserimento dell(area all(interno del Parco del Delta del Po+ il "ericolo di &edere distrutta l(ultima foce flu&iale intatta della !omagna+ con il suo insostitui ile corollario di am ienti rari+ C definiti&amente s&anito. In tem"o d(estate+ C segnalata una "resenza turistica rile&ante so"rattutto sul lato nord della Bocca del Be&ano+ do&e sorge ancora un insediamento com"osto da decine di costruzioni con ilancioni lungo il tratto terminale del Be&ano e del Fosso %hiaiaD tali insediamenti+ definiti I"osti "esca6+ di fatto ra""resentano un(ulteriore "ri&atizzazione di un "atrimonio am ientale in teoria tutelato a &antaggio dell(intera colletti&it3. (%$3 Le Saline di Cer0ia 9.02.0 La storia delle Saline L(utilizzazione del sale e la sco"erta dei metodi "er estrarlo hanno costituito uno dei "rimissimi elementi di ci&ilizzazioneD non a caso nell(antichit3 oltre che "er salare e conser&are ci i+ 8uesto "rodotto &eni&a usato come moneta+ ed anche nel linguaggio moderno C rimasto l(uso del termine =salario>.
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L(im"ortanza della cittadina di Cer&ia+ oggi legata so"rattutto ad atti&it3 turistiche e termali+ C sem"re stata indissolu ilmente legata alle sue Saline. O noto che fin dalla "reistoria le coste dell(alto Adriatico erano utilizzate "er la "roduzione del saleD si hanno notizie delle Saline di A8uileia+ %rado+ Chioggia+ ?enezia+ Cer&ia+ Comacchio @giunte fino ai giorni nostriA Cesenatico @interrate nel 0771A e !a&enna+ la cui atti&it3 fu fatta cessare dai &eneziani nel 0::0. La "rima datazione delle Saline di Cer&ia C fatta risalire al tem"o degli /m ri+ "o"olazioni seminomadi che+ durante la uona stagione+ scende&ano &erso il mare "er rifornirsi del sale de"ositato in modo s"ontaneo nelle assure argillose. Coloro in&ece che costruirono le "rime &asche "er migliorare la "roduzione naturale furono+ "resumi ilmente+ 8uei coloni greci che fondarono Ficocle+ scalo commerciale che do&ette "ro"rio al sale la sua fama e la sua notoriet3. Nei secoli l(im"ortanza di Cer&ia e delle sue Saline si accre e. Nel #ibro di Re Ruggero+ del 0019+ si legge che Cer&ia era una Icitt3 grande+ "o"olosa+ commerciante+ industriosa e florida6. Per secoli le Saline furono di "ro"riet3 del ?esco&o di Cer&ia+ come risulta dalle olle dei Pa"i /r ano III+ %regorio IR e Innocenzo I?+ nelle 8uali &iene concesso il dominio &esco&ile+ oltre che sulla "roduzione del sale+ anche sulle "inete+ le &alli e le terre la&orati&e che si estende&ano attorno alla citt3. Ma la ricchezza ha sem"re acceso l(interesse altrui+ ed i cer&esi tro&arono "ericolosi nemici "rima nei ra&ennati e "oi nei &eneziani che+ a "artire dalla fine del RIII secolo+ di fatto detennero il mono"olio salino nell(Adriatico. Fra alterne &icende+ infinite dis"ute e numerosi so"rusi do&uti ai dominatori esterni+ le Saline continuarono ininterrottamente la loro "roduzione fino all(unit3 d(Italia+ 8uando tutte le strutture salifere del nostro Paese "assarono in "ro"riet3 del Demanio dello Stato. O singolare la storia della nuo&a citt3 di Cer&ia+ in 8ualche modo ancora legata alle Saline. L(originario nucleo a itato+ che la leggenda &uole fondato dagli stessi Pelasgi che edificarono S"ina+ sorge&a a circa tre chilometri dall(attuale insediamento ur ano+ in mezzo alle Saline+

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occu"ando 8uella zona di una &entina di ettari a sud del Santuario della Madonna della Ne&e+ ancora oggi adi ita a colti&i. Nel 0<50 il conte Michelangelo Maffei+ che resse la tesoreria di !omagna dal 0<;9 al 0727 e che costru- nuo&e Saline+ credette con&eniente fare edificare due nuo&i magazzini "er il sale nei "ressi del "orto+ "er facilitare le s"edizioni che allora si face&ano solitamente "er &ia mareD accanto ai nuo&i magazzini fece erigere una torre+ denominata di =,orre di S. Michele>+ "er difendere il "rezioso "rodotto dai "irati che a itualmente effettua&ano scorrerie lungo la costa adriatica. La maggior sicurezza offerta dalla "resenza degli uomini d(arme "ro&ocL negli a itanti il desiderio di trasferire la loro citt3 nei "ressi di 8uei magazzini+ do&e allora &i erano solo alcune casu"ole di "escatori e 8ualche ca"anno "er ri"arare il estiame che &eni&a "ortato a "ascolare sui &icini staggi. /na ulteriore i"otesi storiografica indica una di&ersa causa "er lo s"ostamento dell(a itato antico+ che "otre e essere stato determinato dall(insalu rit3 del luogo+ che affligge&a la "o"olazione da una &ita stentata e molto re&e tanto che+ "iB &olte+ il go&erno do&ette inter&enire "er ri"o"olare la citt3+ come fece ad esem"io %aleotto Malatesta nel 095<+ a"rendola a tutti i anditi delle !omagne. Nel decennio 0<94.:4 la "o"olazione su - un consistente calo da 9.222 a 922 anime+ il che fece decidere Innocenzo RII @sollecitato da numerose "etizioni in tal sensoA allo s"ostamento della citt3. Nel Chirografo "a"ale+ datato 5 no&em re 0<57+ si legge) I... "ossa anco temersi+ che fra re&e tem"o oltre l(ulteriore dessolazione del luogo restino insieme diminuite se non affatto mancanti+ et a andonate l(istesse fa riche de sali di tanta utilit3 e+ conseguenza alla nostra Camera+ et alli sudditi del nostro stato Ecclesiastico @...A ordina che la &ecchia citt3 di Cer&ia &enga demolita e se ne costruisca una nuo&a in localt3 "iB salu re ...6D e ancora nello stesso documento si ordina di costruire I8uaranta casette a due "iani di 8uattro stanze l(una "er i salinari6. L(incarico della riedificazione fu affidato al Cardinale Lorenzo Corsini+ e fu eseguito secondo il "rogetto di Belardino Berti. La struttura
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dell(im"ianto ur ano C a tutt(oggi "erfettamente leggi ile) una sorta di 8uadrilatero rettangolare con due cor"i di fa rica all(esterno lungo la ?ia RR settem re e+ all(interno+ 8uattro isolati simmetrici e l(edificio del mercato. Lungo il "orto.canale si tro&ano ancora la ,orre di S. Michele e i magazzini del sale+ nei 8uali il "rodotto &eni&a con&ogliato+ fino all(inizio del nostro secolo+ "er &ia d(ac8ua con le ti"iche arche a fondo "iatto dette = urchielle>+ che segui&ano un "o( s"inte a remi e un "o( trainate con funi dalla ri&a il dedalo dei canali d(ac8ua salsa colleganti il mare alle Saline. 9.02.4 Le Saline oggi Al giorno d(oggi le Saline di Cer&ia+inserite all(interno de Parco !egionale del Delta del Po+ si estendono su una su"erficie di ;4; ha.D un canale circondariale di 0: Km. le a raccia+ e all(interno sono intersecate da una rete di canalizzazione che si s&ilu""a "er 8uasi 12 Km. Il numero delle &asche C stato soggetto a &ariazioni nel corso del tem"o) nel 0<55 se ne conta&ano 0;4 "aia+ alla fine del RIR secolo raggiunge&ano la soglia massima delle 422 "aia e nel 0515+ anno in cui furono radicalmente modernizzate+ furono ridotte a 0:: "aia. Attualmente i acini sono una decina+ tutta&ia di grande estensione. ,ale trasformazione+ a seguito dell(introduzione di sistemi di "roduzione e di raccolta meccanizzati+ ha consentito un note&ole aumento del "rodotto @circa <22.222 8.liHannoA+ anche se a sca"ito riconosciuto della sua 8ualit3 con il "re&edi ile danno am ientale delle Saline. Si C detto che+ ris"etto al "assato+ i metodi di la&orazione sono mutati. /n tem"o il sale di Cer&ia era ricercato "erchG di ottima 8ualit3D si "ro&&ede&a ad estrarlo dalle &asche di raccolta non a""ena si de"osita&a+ "reser&andolo cos- dalla mescolanza con i sali "iB amari. Attualmente lo si estrae una sola &olta+ alla fine della cam"agna salifera+ ammucchiandolo all(a"erto+ anzichG nei grandi magazzini della citt3D si C anche rinunziato a co"rirlo @in

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"assato si im"iega&ano le stuoie di canneA+ cosicchG rimane es"osto a tutti gli agenti atmosferici. L(ac8ua+ attinta dal mare mediante il cosiddetto =canale della foce>+ "assa in una serie di &asche do&e si li era+ "er decantazione+ dei materiali eterogenei "resenti in sos"ensioneD &iene fatta defluire "oi nella seconda serie di acini do&e si de"ositano i sali di ferro e il car onato di calcio+ 8uindi in altre &asche in cui "reci"ita il gesso. Infine+ l(ac8ua residua "assa nelle &asche di raccolta+ do&e a&&iene il de"osito del cloruro di sodio nella "ro"orzione del 51.57 "er mille. Il "eriodo di tem"o che occorre "er la "roduzione del sale C di circa tre mesi e corris"onde alla stagione esti&aD in otto re+ finita la cam"agna salifera+ si "ro&&ede al tras"orto con autocarri+ ser&iti da nastri tras"ortatori. Come C facilmente intui ile la flora delle Saline C assai "o&era e s"ecializzata a causa dei continui scon&olgimenti che su iscono le &asche "er esigenze di la&orazione+ e a causa dell(altissimo e &aria ile tenore salino. In settem re C assai s"ettacolare la fioritura del limonio+ che cresce a ondante sugli arginelli e nelle zone incolte "resso gli s"ecchi d(ac8uaD negli stessi am ienti si tro&a un(inula marcatamente alofila @ Inula crithmoidesA+ a foglie grasse e con fiori gialli. In alcune zone marginali alle &asche si tro&ano "raticelli di salicornia er acea+ mentre di grande interesse C la "resenza+ all(interno dei canali+ dell(er a =&escica>+ dai fiori giallo &i&o emergenti dall(ac8ua e con foglie sommerse di&ise in filamenti sottiliD inoltre si segnala l(apium graveolens+ un sedano sel&atico che cresce nei luoghi umidi e fortemente salati. Negli s"ecchi do&e l(ac8ua C a un li&ello a astanza ele&ato @e 8uindi meno salataA a onda un(alga chiamata localmente =il iso>D essa costituisce co"iosa "astura "er gli uccelli ac8uatici e conferisce all(ac8ua una "articolare colorazione &erde. Nelle ultime &asche+ do&e il li&ello idrico C "iB asso+ "er effetto dell(alta concentrazione di iodio l(ac8ua C in&ece rossiccia. !icchissima C l(a&ifauna+ che C stata oggetto di uno straordinario incremento a "artire dal 0575+ anno in cui C cessato l(esercizio &enatorio. Il
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"eriodo migliore "er le cam"agne di osser&azione naturalistica C com"reso tra marzo e settem re+ ma significati&i gru""i di s"ecie a&ifaunistiche sono "resenti anche negli in&erni "articolarmente freddi. Fra i nidificanti a ondano) ca&alieri d(Italia+ a&ocette+ fraticelli+ fratini e "ettegoleD C di grande &alore la segnalata nidificazione della rara "ernice di mare. Ben "iB numerose le s"ecie "resenti durante i "assi o s&ernanti+ s"esso con ranchi di migliaia di indi&idui) corrieri+ gam ecchi+ "iro."iro+ "ittime reali+ chiurli+ com attenti+ etc.+ e non mancano anche le "resenze occasionali di gru e cicogne ianche. (%$$ La Centuriazione Che il nostro territorio sia stato fondato dai !omani non C del tutto certoD e&identi "erL restano i segni del loro "assaggio nel riassetto del territorio+ "ro a ilmente ereditato da altre "o"olazioni @Etruschi+ /m ri+ %alli+ etc.A. ?estigia e testimonianze sono am"iamente documentate nella cosiddetta Centuriazione+ =8uel reticolo cioC in cui la sa"ienza "ratica dei !omani a&e&a regolarmente di&iso il territorio+ dandolo da colti&are ai coloni fin dal secolo II circa a. C.> /na scacchiera che ri"ete 8uadrati di 70: metri di lato+ "erfettamente allineati ed orientati con la ?ia Emilia @asse zero del reticoloA e fisicamente riconosci ili sul terreno da strade+ sentieri+ canali e corsi d(ac8uaD "unti nodali che non cadono casualmente+ ma sono la risultante di un attento rilie&o "lanoaltimetrico che i !omani sa"e&ano realizzare con uno strumento all(e"oca "articolarmente a&anzato+ &ale a dire la groma+ che consenti&a di tracciare linee dritte "er"endicolari tra loro. ?a detto che la "arcellizzazione "ote&a essere orientata secundum coelum+ ossia secondo il nord geografico @esem"io+ l(area "osta ad est del Sa&ioA+ o&&ero secundum naturam+ cioC assecondando l(orientamento di una &alle @come tutta la Centuriazione com"resa tra il Dismano e l(alta EmiliaA. L(a""ezzamento di terreno cos- delimitato+ il fundus+ misura&a esattamente duecento iugeri @circa 10 ettariA. Puesta organizzazione del territorio ra""resenta una delle costruzioni "iB im"ressionanti della tecnica romanaD

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essa non ra""resentL+ sor"rendentemente+ una aggressione traumatica dell(am iente+ ma un elemento di &alorizzazione e di s&ilu""o economico. %li assi centuriali+ detti limites+ costitui&ano un reticolo di strade &icinali affiancate s"esso da scoline o fossati che ser&i&ano a far defluire le ac8ue meteoriche+ di sgrondo o di affioramento &erso collettori "rinci"ali e &erso il fiume. Secondo gli schemi canonici solo un asse ogni cin8ue+ oltre naturalmente ai due "rinci"ali+ do&e&a ser&ire alla &ia ilit3 "u lica. Le o"ere di sistemazione del terreno com"rende&ano anche e&entuali infrastrutture come "onti o "asserelle "er l(attra&ersamento di fossati e torrenti. #ggi il territorio afferente la Centuriazione C ricom"reso nelle zone &incolate dal Piano Paesistico come zone di interesse archeologico+ non solo in relazione al &alore storico e documentario dei rin&enimenti+ ma anche in ra""orto al com"lesso di relazioni istituite nel corso della storia con l(am iente circostante @"aesaggio+ aree di "articolare interesse dal "unto di &ista naturalistico+ etc.A.

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TITOLO II CONSIDER )IONI GENER LI S!LLO ST TO DELL #"IENTE

*% L
SIT! )IONE N )ION LE PRECEDENTE#ENTE DELLE !TORIT= DI " CINO LLISTIT!)IONE

Le cause del degrado am ientale "ossono essere classificate in due grandi categorie) alla "rima &anno ascritte le modifiche 8ualitati&e delle risorse am ientaliD rientrano in 8uesta categoria tutti i ti"i di in8uinamento @aria+ ac8ua+ suolo+ mariA "ro&ocati da emissioni atmosferiche+ idriche o da rifiuti solidi. Nella seconda categoria de&ono essere com"rese le cause che degradano o consumano l(am iente e le risorse naturali+ in "articolare 8uelle territoriali+ e ne riducono le funzioni "ossi ili o le 8ualit3 esteticheD fanno "arte di 8uesta categoria le ur anizzazioni+ le grandi o"ere infrastrutturali+ i dis oscamenti+ l(aggressione alle aree di "articolare &alore naturalistico+ "aesaggistico o storico.artistico+ la distruzione della fauna e flora sel&atica+ le atti&it3 di ca&a e miniera. L(ordine di grandezza degli inter&enti ri"aratori necessari C stato s"esso sotto&alutato nel nostro "aese a ragione di una e&idente inattendi ilit3 delle condizioni dei ricettori e della difficolt3 di cogliere nel loro insieme le dimensioni reali dei consumi e del degrado delle risorse. Le stazioni di rile&amento degli in8uinamenti in atto "er i tre ricettori "rinci"ali del degrado @aria+ ac8ua e suoloA sono di solito finalizzate
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all(assol&imento dei com"iti "re&isti dalle di&erse leggi+ "er cui registrano la com"osizione delle emissioni atmosferiche e idriche "iuttosto che la 8ualit3 dei cor"i ricettori. Infatti+ 8uando esistono+ le reti di rile&amento sono finalizzate al solo controllo e non esiste nessun loro coordinamento che "ermetta una lettura a scala regionale o nazionale sullo stato dell(am iente. A""are 8uindi urgente la definizione di un sistema nazionale di com"arazione delle di&erse informazioni am ientali raccolte a li&ello locale. Dai "ochi dati aggregati dis"oni ili sem ra desumersi una certa tendenza al miglioramento della 8ualit3 dell(aria nei grandi centri ur ani+ do&uta essenzialmente alla riduzione del contenuto di zolfo nei com usti ili ed alla diminuzione delle atti&it3 industriali "iB in8uinanti nell(intorno delle metro"oli. Peggioramenti si rile&ano "erL nelle stazioni "oste nei "unti ne&ralgici del traffico ur ano do&e+ inoltre+ i li&elli di guardia &engono s"esso su"erati. Come gi3 accennato+ la riduzione dell(in8uinamento nelle grandi metro"oli "otre e essere l(effetto del decentramento territoriale+ a&&enuto negli anni (72+ di alcune atti&it3 "rodutti&eD tale &alutazione discende dalla analisi delle stime aggregate delle emissioni di in8uinanti in atmosfera che segnalano una riduzione solo "er gli ossidi di zolfo e un aumento "er tutti gli altri in8uinanti. Le informazioni sulla 8ualit3 delle ac8ue sono ancora meno sistematiche e non indicano nessun miglioramento+ nG "er le ac8ue su"erficiali @laghi e fiumiA+ sal&o in casi "untuali+ nG "er 8uelle sotterranee e "er 8uelle marine. Di con&erso+ le "oche rile&azioni a &asto raggio effettuate e&idenziano li&elli di in8uinamento allarmanti e non sos"ettati. Infatti le ac8ue sotterranee sono oggetto di "ericolosi fenomeni di accumulo di in8uinanti+ di origine agricola e industriale+ che "otranno essere smaltiti in tem"i molto lunghi+ "urchG si tro&ino efficaci forme di "re&enzione da "orre in essere senz(altro indugio. Lo stato delle ac8ue su"erficiali dolci e marine desta allarme "er la sua e&idente irriduci ilit3 del carico in8uinante con i metodi finora seguiti+ malgrado nel settore delle ac8ue si sia concentrata la maggioranza degli in&estimenti+ so"rattutto dei fondi FI# @Fondo In&estimenti e #ccu"azioneA. Puesta irriduci ilit3 ha cause in "arte contingenti @dal 92M al 12M dei de"uratori installati non funziona secondo "rogettoD molte grandi citt3 ne sono ancora del tutto s"ro&&iste+ le industrie in regola sono solo una "arte di 8uelle esistenti+ etc.A ma anche strutturali) gli
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in8uinamenti di origine agricola non "assano attra&erso i sistemi fognanti+ le ac8ue de"urate sono "ur sem"re s"orche e ri&ersate @con scarsa diluizioneA nei fiumi+ "roducendo uno scarso miglioramento del cor"o ricettore. Il sistema idrico+ in effetti+ C uno dei "iB im"ortanti rile&atori dello stato generale dell(am iente+ "erchG in tem"i "iB o meno lunghi C il destinatario di tutte le forme di in8uinamento. O 8uindi indis"ensa ile creare un sistema di monitoraggio in continuo della 8ualit3 delle ac8ue che consenta di tenere sotto controllo l(intero sistema. Il trattamento dei rifiuti solidi "resenta anch(esso as"etti di irriduci ilt3. La de"urazione di aria e ac8ua ha "rodotto fanghi difficilmente stocca iliD i cicli "rodutti&i e di consumo originano circa 12 milioni di tonnellate annue di rifiuti @di cui 01 sono di ti"o ur anoA che+ se raccolti in modo indifferenziato+ sono comun8ue fonte di in8uinamento e di "ericolo+ 8ualun8ue sia la forma di smaltimento. Il 12M dei Comuni italiani risulta dotato solo di una discarica sem"lice @cioC non controllataA e le forme di recu"eroHriciclaggio sono limitate a "oche aree ed a "oche sostanze @carta+ &etroA. Alcune regioni hanno adottato i "iani di smaltimento "re&isti dalla legislazione+ mentre 8uasi nulla si C atti&ato "er lo smaltimento dei rifiuti industriali+ che sono i 4H9 del totale e "otre ero fornire am"ie "ossi ilit3 di recu"ero. In 8uesti anni C es"losa la 8uestione delle discariche clandestine di rifiuti industriali+ s"esso localizzate intorno alle aree di antica industrializzazioneD esse costituiscono 8uasi la ma""a dei costi esterni rigettati sulla colletti&it3 e sul futuro negli anni dello s&ilu""o economico. I soli dati dis"oni ili relati&i al territorio ed alle risorse naturali riguardano i consumi di suoli) nell(arco di trent(anni il numero di stanze si C tri"licatoD 8uello delle strade e infrastrutture si C molti"licato "er di&erse &olteD le coste sono state com"romesse "er una estensione che su"era il 12M. Si C consumata una su"erficie agraria "ari a tre &olte la Liguria ed il degrado diffuso "rodotto dalle atti&it3 turistiche+ ha in&estito tutte le localit3 &ocate a tale funzione. ?a ricordato come la su"erficie co"erta da foreste e oschi cedui ra""resenti a""ena il 42M della su"erficie totale del Paese+ mentre gli incolti "rodutti&i e le su"erfici ur anizzate ra""resentano un altro 42MD il

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restante <2M C co"erto da terreni agricoli che sono essi stessi fonte di gra&i in8uinamenti. A 8uesti dati generali se ne aggiungono alcuni che interessano le aree ur ane) nell(area metro"olitana milanese si "re&ede che i suoli ur anizzati su"ereranno entro re&e tem"o il 12M del totaleD uno studio effettuato su un cam"ione di 002.222 ha. di su"erficie e 7+9 milioni di a itanti+ ha rile&ato "iB che un raddo""io delle su"erfici ur anizzate nel trentennio (10 . (;0+ con "unte del W922M in alcune aree metro"olitane. Se le "erdite sono rile&anti+ modesta C in&ece la crescita delle aree "rotette) in media solo il :M del territorio C co"erto da "archi e riser&e+ con "unte &erso l(alto del <H7M in Piemonte. Lo s&ilu""o residenziale che "ri&ilegia il modello di insediamento diffuso e la ti"ologia monofamiliare+ ha forse "ermesso al nostro Paese di e&itare la crescita a dismisura delle grandi aree metro"olitane+ ma com"orta una com"romissione "iB estesa+ anche se di minore intensit3. Le linee guida della "ianificazione territoriale+ a li&ello regionale e locale+ restano ancora oggi legate alla distri uzione funzionale delle atti&it3 sul territorio e non alla tutela ed al ris"armio delle risorse am ientali e territoriali. Le zone rurali di "ianura sono caratterizzate sem"re di "iB da "ratiche monocolturali che im"o&eriscono il territorio e lo coin&olgono in un in8uinamento di origine chimica @concimi+ diser anti+ "esticidiA e organica @alle&amenti "ri&i di terreni "er lo s"andimento dei li8uamiA. Nelle aree marginali all(atti&it3 agricola dominano in&ece i "ro lemi legati all(a andono delle terre colti&ate e alla scarsa manutenzione del osco. Siamo di fronte a fenomeni molto estesi sul territorio+ al lento degrado contro il 8uale la legge %alasso @:90H05;1A ha cercato di "ro"orsi come in&ersione di tendenza+ "ros"ettando una tutela del "aesaggio @ossia di 8uella com"lessa stratificazione sul suolo di secolari "ratiche colturali e insediati&eA che sa""ia ricercare nuo&e forme di com"ati ilit3 fra atti&it3 e am ienti naturali o antro"izzati. Dalla &alutazione delle tendenze so"ra descritte che ha "ermesso di mettere in e&idenza i "ro lemi "osti sul "iano degli in8uinamenti e 8uelli che riguardano gli usi del suolo e le risorse am ientali+ si delinea l(esigenza di non limitare gli inter&enti alle zone in cui si sono accumulati i guasti "rodotti nel "assato.
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E( necessario controllare ogni "rocesso diffusi&o in atto. #ccorre cercare di e&idenziare 8uali tendenze s"ontanee sem rano andare nella direzione di una minore com"romissione dell(am iente e meritino di essere incenti&ate e 8uali in&ece de ano essere considerate a forte im"atto am ientale e+ "ertanto+ de ano essere soggette a controllo. Pur tutta&ia esistono tendenze territoriali "ositi&e dal "unto di &ista della difesa dell(am iente) il decentramento delle atti&it3 "rodutti&e che alleggerisce le zone di maggiore com"romissioneD la tendenza alla diffusione s"aziale e tem"orale della domanda turisticaD la s"inta+ che "ro&iene dalla CEE e dai Mo&imenti am ientalistici+ allo s&ilu""o di tecnologie =dolci> da im"iegarsi in agricoltura. Al contrario+ tra le tendenze che aumentano il degrado e la com"romissione+ &i sono) la difficolt3 di controllare le emissioni in8uinanti nei sistemi a s&ilu""o diffuso+ la mancanza di controllo sugli "otenziamento di nuo&i "rodotti "ericolosi "er l(am iente+ la sostituzione dei microin8uinanti ai macroin8uinanti. /lteriori tendenze di s&ilu""o territoriale negati&o sono state indi&iduate nella diffusione delle a itazioni monofamiliariD nella ri"resa dei grandi in&estimenti infrastrutturaliD nella "ressione turistica sulle risorse migliori+ non ancora degradate) in generale C accresciuta la domanda di suoli nelle aree ancora "reser&ate e che do&re ero essere oggetto di attente ?alutazioni dell(Im"atto Am ientale+ mentre tale strumento @?IAA C+ "er ora+ del tutto inutilizzato. Per ciL che attiene le "olitiche am ientali+ nel nostro Paese non C mai stato ela orato uno s"ecifico documento di "iano relati&o all(am iente. I soli cenni che si "ossano re"erire sono contenuti nel IProgetto (;26 redatto dal Ministero dell(Am iente che+ oltre ad una analisi delle gerarchie ur ane con delle "ro"oste di rie8uili rio+ forni&a anche delle indicazioni relati&e al disin8uinamento+ alla difesa del suolo e alla conser&azione del "atrimonio storico.artistico. %li inter&enti "re&isti erano legati essenzialmente alla de"urazione. Da allora i tentati&i di "ianificazione che furono a&anzati si indirizzarono &erso strumenti di go&erno a re&e termine dello s&ilu""o economico+ non contenendo alcuna indicazione riguardante il territorio o l(am iente. La
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scarsa "rogrammazione della "olitica "er l(am iente C e&idenziata anche dall(andamento a ondate della s"esa "u lica "er il settore) l(unica "arte Iim"rescindi ile6 sem ra essere 8uella destinata alle Icalamit3 naturali6 che sono s"esso costi "ro&ocati dal degrado "assato mentre le altre &oci a""aiono residuali+ nel senso che la s"esa "er 8ueste &oci oscilla in modo in&ersamente "ro"orzionale a 8uella "er le calamit3. I finanziamenti dei di&ersi inter&enti hanno 8uindi un andamento discontinuo+ influenzato anche dalle di&erse Iemergenze6 &ia &ia es"lose+ e "ro&ocano s"esso l(interruzione dei la&ori o la sos"ensione dei "rogrammi. Manca+ in sostanza+ a li&ello nazionale+ un "rogetto com"lessi&o che sta ilisca 8uali inter&enti si ritengano "rioritari+ in 8uali settori+ 8uali de ano essere le 8uote di riduzione glo ale di in8uinanti+ con 8uali modalit3 e con 8uali stanziamentiD tali indicazioni do&re ero essere confrontate con i "iani regionali "er l(am iente+ che do&re ero essere finanziati solo se ritenuti conformi agli o ietti&i del "rogetto nazionale e do"o una &erifica dell(uso dei fondi rice&uti in "recedenza. Le !egioni sare ero cos- incitate a fare "iani realizza ili e coordinati agli o ietti&i nazionali+ nonchG a realizzarli effetti&amente e a dimostrarne l(efficacia nel "erseguire i fini che ci si era "refissati. Fino ad ora in&ece il com"ito di indirizzo e coordinamento s"ettante allo Stato C stato s&olto attra&erso la legislazione di settore e attra&erso l(uso di stanziamenti finalizzati ad alcune "olitiche+ di solito nell(am ito dei fondi FI#. O mancata l(atti&it3 di indirizzo "rogrammatico e la &erifica della corris"ondenza fra o ietti&i e realizzazioni+ e fra 8ueste e gli effetti rile&ati sull(am iente. #ccorre segnalare che+ a li&ello regionale+ C stato "osto in atto uno sforzo "rogrammatorio+ in "arte &anificato tutta&ia dall(assenza di dialogo con il li&ello nazionale+ mentre molto carente C stata la "redis"osizione di strumenti di &erifica dell(efficienza e dell(efficacia degli inter&enti @sia legislati&i+ sia finanziariA. Molte !egioni+ a cui con il D.P.!. <0<H0577 sono state affidate com"etenze in cam"o am ientale+ hanno fatto note&oli sforzi "er im"ostare la "ro"ria azione in un 8uadro "rogrammaticoD 8uasi tutte hanno a""ro&ato dei "iani

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di s&ilu""o ed alcune hanno "romosso schemi territoriali che contengono sem"re "arti dedicate alle "olitiche am ientali. Nel caso s"ecifico della Lom ardia+ sono stati ela orati "iani s"ecifici "er l(am ienteD altre !egioni hanno redatto "iani di settore @ac8ue+ rifiuti+ etc.A. Le es"erienze regionali sono molto di&ersificate+ e in generale+ emerge la scarsa ca"acit3 dei "iani ad orientare una concreta azione legislati&a e amministrati&a. Come si C gi3 detto+ in "arte ciL deri&a dall(assenza di un "iano nazionale+ "er cui non C "ossi ile "rocedere al finanziamento delle "olitiche regionali sulla ase di o ietti&i e criteri da esso deri&ati+ ma la stessa cosa C s"esso a&&enuta anche nei ra""orti fra !egioni ed enti locali) gli o ietti&i dei "iani erano cos- "oco identificati da lasciare s"azio a discrezionalit3 e decisione =tradizionali>. Le discre"anze maggiori fra affermazioni dei "iani e "ratica amministrati&a sono "ro"rio relati&e alle "olitiche "iB inno&ati&e che a&re ero richiesto un maggiore go&erno delle tendenze s"ontaneistiche delle Amministrazioni locali. /lteriori elementi "ositi&i tutta&ia emergono dall(es"erienza delle !egioni) esse hanno realizzato "arti consistenti dei "iani+ corretto gli errori delle "rime fasi+ a&&iato "rocessi conosciti&i delle "ro"rie realt3 am ientali e territoriali. Il "ro lema sem ra consistere nell(im"arare+ "er adattamenti successi&i+ ad aumentare l(efficacia dei "iani e la ca"acit3 di retroazione fra il "iano e l(es"erienza concreta. !is"etto al ra""orto fra "olitica am ientale e s"ecificit3 territoriali si "uL notare la sostanziale assenza di attenzione ai "articolari "ro lemi locali nella destinazione dei fondi distri uiti alle !egioni @assegnati in&ece secondo "arametri standardA. O solo nel caso dei fondi FI# che &i C stata una finalizzazione+ ma la conseguente &alutazione+ effettuata secondo le tecniche della analisi costiH enefici+ C stata limitata agli as"etti micro. economici e non alle esigenze com"lessi&e. L(inter&ento "u lico sull(am iente C rimasto+ a tutti i li&elli+ ancorato alle "olitiche di risanamento =a &alle>) de"urazione+ disin8uinamento+ discariche. Ad esso si aggiunge oggi l(o"era di onifica "er 8uelle aree in cui si sono+ nel "assato+ accumulati i guasti maggiori. Assai "oco C stato fatto "er riorientare le "olitiche am ientali &erso la "re&enzione e &erso il recu"eroHriciclaggio+ malgrado le "recise indicazioni della CEE
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@"rogrammi e diretti&eA. Le "oche eccezioni sono state le leggi riguardanti il ris"armio energetico+ la riduzione del tenore in zolfo dei com usti ili+ la limitazione del fosforo+ la iodegrada ilit3 dei detersi&i+ gli im allaggi non iodegrada ili. Anche l(introduzione di tecniche "er la &alutazione "re&enti&a degli effetti sull(am iente dei grandi "rogetti di in&estimento @?IAA+ "ur essendo "re&ista dalla a""osita diretti&a CEE+ C stata finora limitata a studi occasionali inerenti grandi infrastrutture. In oltre &ent(anni di e&oluzione delle "olitiche am ientali nei "aesi s&ilu""ati+ C ormai una ac8uisizione culturale il fatto che la tutela dell(am iente @intesa come "olitica di settoreA sia destinata ad incontrare limiti di s&ilu""o e che le atti&it3 di de"urazione e disin8uinamento "roducano tro""o s"esso un trasferimento degli in8uinanti da un ricettore all(altro. Secondo la CEE occorre 8uindi o"erare "er e&itare l(insorgere dei "ro lemi am ientali+ incidendo "rofondamente sull(industria+ l(agricoltura+ la "roduzione di energia ed i tras"orti. La 8uestione am ientale de&e di&entare una dimensione s"ecifica della "olitica e dell(economia a li&ello nazionale+ una sorta di grande filtro attra&erso cui &agliare tutte le scelte con riflessi sul territorio e sulle risorse. Malgrado 8uesta im"ostazione sia condi&isa dalle organizzazioni internazionali e dagli studiosi+ la realt3 delle "olitiche am ientali+ almeno in Italia+ C ancora tenacemente attestata unicamente sugli inter&enti di disin8uinamento. Puali "ossono essere le ragioniX In "rimo luogo la a""arente sem"licit3 delle tecniche di disin8uinamentoD non occorre fare altro che aggiungere una Icoda6 al "rocesso "rodutti&oD in secondo luogo in un sistema di mercato C relati&amente facile im"orre degli standard di 8ualit3 degli scarichi o la collocazione dei rifiuti in siti a""ositi @sal&o riuscire "oi a controllarliA. Se in&ece si &ogliono orientare "rocessi "rodutti&i e "rodotti+ si entra in un am ito in cui le im"rese non gradiscono interferenzeD in terzo luogo esistono dei ti"i di emissioni e rifiuti a""arentemente intratta ili a "riori) scarichi fognari+ rifiuti ur aniD da ultimo+ la Pu lica Amministrazione C organizzata in senso &erticale+ "er cui l(Am iente @Ministero o AssessoratiA C stato identificato come un

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settore+ res"onsa ile degli inter&enti di de"urazione e dei relati&i controlli e leggi. A ciL si unisce la s"inta dei "roduttori delle attrezzature "er il disin8uinamento+ che hanno tro&ato mercati meno am"i del "re&isto a causa della &astissima e&asione delle norme. Le tre =D> @de"urazione+ disin8uinamento+ discaricheA continuano 8uindi a dominare la "olitica "er l(am iente ed occorre segnalare come la recente onifica dei siti degradati a ia scatenato "ro"oste di inter&ento a ta""eto e la nascita di im"rese =s"ecializzate> in atti&it3 di cui non si conoscono ancora i contorni scientifici e tecnologici. Per ciL che riguarda gli elementi utili ad integrare "olitiche am ientali e "olitiche economiche e territoriali+ &a rile&ato come tale materia si "resenti ancora con modalit3 non definiti&eD in 8uesta sede si cercher3 di enucleare le linee di "olitica am ientale che sem rano di maggior interesse "er o"erare nel senso indicato in "recedenza. A) Ridurre i carichi in'uinanti globali. Le norme in &igore attualmente regolano la 8ualit3 delle emissioni @standard sugli scarichi idrici o in8uinamento dell(aria ai confini dello sta ilimento di "roduzioneA. Non C "resa in considerazione la 8ualit3 dei cor"i idrici o dell(aria nel suo com"lesso. Inoltre le norme su aria+ ac8ua+ rifiuti non sono integrate+ il che facilita la trasmissione degli in8uinanti. L(o ietti&o da "orsi C 8uindi la riduzione glo ale dei carichi in8uinanti su aria e ac8ua e la diminuzione nella "roduzione di rifiuti @ad esem"io di una certa "ercentuale annuaA fino a 8uando i flussi residui saranno "ari alla ca"acit3 naturale di smaltimento degli am ienti ricettoriD ciL com"orta anche la riduzione e la "rogressi&a eliminazione delle sostanze non riconosci ili dall(am iente. Per 8uanto concerne il "ro lema dell(aria+ occorre sta ilire dei limiti glo ali alle emissioni+ "erchG il ricettore C in definiti&a unicoD "er le ac8ue e i rifiuti solidi occorre determinare le s"ecifiche ca"acit3 di carico dei di&ersi am iti territoriali @ad esem"io+ i acini idrici "er le ac8ueA. B) Recupero(riciclo(risparmio. #ccorre il ricicloHrecu"ero dei rifiuti ed il ciclo chiuso "er le ac8ue nell(am ito dei "rocessi "rodutti&iD la riduzione delle 8uantit3 dei rifiuti ur ani attra&erso la raccolta differenziata e una diminuzione delle emissioni in atmosfera attra&erso recu"eri di calore e ris"armi di energia. Per
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orientare il mercato &erso "rocessi significati&i sono im"erati&e "olitiche di sostegno economico. Bisogna organizzare mercati "er le materie di recu"ero+ aumentare i costi dell(ac8ua "er fa&orirne il riutilizzo+ fissare delle norme che rendano "iB facile e meno costoso il riciclaggio+ fa&orire la ricerca delle tecnologie di recu"ero+ che non sem"re si sono ri&elate mature. C) Modifica dei processi di produzione o dei prodotti" O la "olitica "iB difficile da "erseguire ma anche 8uella che "uL dare migliori risultati sul "iano economico. %li strumenti "ossi ili sono) 0A il technolog% forcing+ cioC l(orientamento forzato delle tecnologie &erso "ratiche meno in8uinanti+ ottenuto attra&erso l(ele&azione degli standard o l(im"osizione di tasse e canoni adeguatiD 4A l(uso di incenti&i.disincenti&i. Ad esem"io) incenti&azioni sia "er coloro che riducono i "relie&i idrici e i consumi energetici+ sia "er la ricerca di "rodotti sostituti&i delle "lasticheD im"osizione del &ersamento di de"ositi sui contenitori in genere "er fa&orirne il recu"eroD incenti&i alle "ratiche agrarie meno in8uinanti+ etc. 9A l(a""licazione di &eri e "ro"ri di&ieti all(uso di alcuni "rocessi o "rodotti @ad esem"io+ di "rodotti chimici "er l(agricoltura+ di "lastiche non iodegrada ili "er gli im allaggi+ etc.A. D) #e politiche di risanamento del degrado ambientale" Di fronte alle condizioni di gra&issimo in8uinamento di molti cor"i idrici+ di falde e di &aste aree territoriali+ si "ro"one con sem"re maggiore insistenza una "olitica di risanamento+ onifica+ decontaminazione che+ "urtro""o+ non sem ra ancora chiaramente definita a li&ello scientifico. Le cause del degrado "ossono essere multi"le e "ertanto occorre o"erare sia in am ito di acino idrografico che "rodutti&o @area di "roduzione degli in8uinantiA e territoriale @area di stoccaggio dei rifiutiA. #ccorre a&&iare una &alutazione integrata dei flussi di in8uinanti attualmente "rodotti e della loro com"ati ilit3 con il territorio+ con il sistema idrico @su"erficiale e sotterraneoA e 8uello atmosferico+ al fine di indi&iduare i "rocessi o le atti&it3 non com"ati ili con la difesa dell(am iente e del territorio. Solo successi&amente sar3 "ossi ile "orre mano al recu"ero del degrado "ro&ocato+ "ro&&edendo alla onifica delle discariche inadeguate @di rifiuti o fanghiA e &erificando lo stato delle de"osizioni tossiche nei corsi d(ac8ua+ lo stato delle falde sotterranee+ della flora e della fauna "er "romuo&ere e
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"rogrammare gli inter&enti necessari. In molti casi la sola onifica "ossi ile "otre e essere la ricostruzione di un e8uili rio tra atti&it3 umane ed am iente. E) #a politica per le risorse naturali e territoriali. %li effetti dannosi sulle risorse territoriali "ossono "ro&enire sia da eccessi&e "ressioni d(uso+ sia da condizioni di a andono e s"o"olamento. Nel caso del territorio gli inter&enti a posteriori+ a degrado a&&enuto+ non sono sem"re "ossi ili o sono molto costosi. %li usi del suolo hanno 8uindi un carattere di forte irre&ersi ilit3+ il che do&re e s"ingere a ricercare forme di com"ati ilit3 "re&enti&a fra la tutela am ientale e 8uella "aesaggistica @che non sono la stessa cosaA concertando gli inter&enti che si "rogettano "er 8uel territorio. #ccorre 8uindi che le "olitiche territoriali a andonino la "ianificazione della distri uzione delle atti&it3 in ase a "arametri meramente economici o funzionalistici e assumano come orientamento nuo&i &alori) la sal&aguardia e il ris"armio delle risorse am ientali e la difesa atti&a del territorio. CiL com"orta anche la necessit3 di dis"orre di uoni sistemi informati&i territoriali e am ientali mediante i 8uali &alutare e formulare le scelte sulla ase di criteri inno&ati&i legati alla 8ualit3 delle risorse+ al loro stato di carico+ ai rischi "otenziali+ etc.+ gestendo i di&ersi strumenti della "olitica territoriale nell(am ito di una &isione unitaria. Le "olitiche territoriali sono rimaste finora costrette all(interno di grandi schemi teorici+ non riuscendo a influenzare in modo significati&o le dinamiche degli usi del suolo. La stessa "ianificazione ur anistica+ che "ure C stata messa in atto in modo molto esteso+ non C riuscita a im"rimere una s&olta &erso una maggiore 8ualit3 delle citt3 e dell(edificato+ non integrando i &alori am ientali. Le "rime es"erienze di "ianificazione "aesaggistica sem rano limitarsi a sem"lici censimenti dei &alori "aesistici delle !egioni+ senza che da 8uesti sia discesa una ca"acit3 forte+ in grado di fornire una incisi&a direzionalit3 delle modificazioni in atto sul territorio. /na "arziale eccezione C ra""resentata dalla "olitica dei "archi che+ do&e C stata "erseguita+ ha dato risultati largamente "ositi&i+ "roteggendo risorse "reziose+ consentendo la ricerca sugli ecosistemi e la tutela di 8uesti+ oltre che la atti&azione in inter&enti indirizzati alla difesa fisica del territorio.

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/na ulteriore riflessione annota come a causa delle difficolt3 incontrate dalle "olitiche di area &asta+ tro""e s"eranze &engono caricate sulla ?alutazione di Im"atto Am ientale che C so"rattutto uno strumento istruttorio della decisione in materia di usi del suolo e delle risorse naturali e+ come C noto+ ser&e a mettere in e&idenza le modificazioni "re&edi ili in un am iente a seguito della realizzazione di un "rogetto o di "iB alternati&e dello stesso. Il "rinci"ale effetto "ositi&o della ?IA C riscontra ile nella s"inta che essa im"rime nel migliorare la "rogettazione dal "unto di &ista della com"ati ilit3 con l(am iente+ consentendo di &erificare l(esattezza dell(ideazione "rogettuale. ,utta&ia C rile&a ile come da "iB "arti si tenda ad attri uire alla ?IA una sorta di ruolo "ianificatorio a priori che rischia di caricarla di attese s agliate. #ccorre 8uindi che la "ianificazione territoriale sia in grado di di&entare una sorta di griglia di lettura delle com"ati ilit3 am ientali a li&ello territoriale+ costruita con 8uelle &olont3 "olitiche che finora sono mancate+ affiancate da ra"idit3 decisionali e com"etenza "rofessionale. Il conflitto su usi alternati&i del suolo e delle risorse "rimarie @aria+ ac8ua+ foreste+ ecc.A C ormai diffusissimo) le esigenze delle localit3 montane si scontrano con 8uelle delle citt3 sugli usi dell(ac8ua o sull(uso dei corridoi &alli&i "er sco"i infrastrutturaliD gli interessi alla conser&azione della natura nelle aree "oco "o"olate si scontrano con 8uelli di "romozione dello s&ilu""o. Per 8uanto concerne la "olitica alternati&a al "uro disin8uinamento+ essa com"orta note&oli difficolt3 di realizzazioneD occorre 8uindi indi&iduare gli strumenti di "ianificazione e "rogrammazione adeguati e il li&ello di inter&ento "iB a""ro"riato. L(es"erienza ha e&idenziato come l(am ito del recu"ero H riciclo H risanamento H ris"armio sia+ unitamente alla difesa del territorio ed alla "re&enzione del dissesto idrogeologico+ da gestire a li&ello regionale+ anche se in 8ualche caso occorrono delle norme 8uadro nazionali. Si tratta d(altronde di "olitiche che sono s"esso contenute nei "iani regionali. Di con&erso la legislazione in materia di "rocessi "rodutti&i C ti"icamente di li&ello nazionale. O dun8ue necessario indi&iduare le atti&it3 ad ele&ato im"atto sull(am iente+ definendo le "riorit3 di inter&ento e chiamando gli o"eratori alle "ro"rie res"onsa ilit3 ci&ili e sociali+ estrinseca ili in una ri"rogettazione attenta agli effetti am ientali e territoriali. A iamo gi3 e&idenziato che il &ero nodo del "ro lema C la &erticalit3 delle decisioni
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nella "u lica amministrazione+ sia a li&ello locale che a li&ello nazionale. Buona "arte delle "olitiche citate non sono di com"etenza del Ministero "er l(Am iente o di suoi omologhi regionali+ ma di di&ersi Ministeri e settori dello Stato o delle !egioni. La "olitica am ientale de&e 8uindi im"arare ad essere anzitutto una griglia di lettura delle "olitiche settoriali.

,% LISTIT!)IONE DELLE
!TORIT= DI

"

CINO

Come C noto+ le $utorit) di *acino tro&ano il "ro"rio momento costituti&o a li&ello nazionale con la Legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9. La Legge+ all(art. 0+ comma 0U+ "recisa le finalit3 degli Enti cos- istituiti) =assicurare la difesa del suolo+ il risanamento delle ac8ue+ la fruizione e la gestione del "atrimonio idrico "er gli usi di razionale s&ilu""o economico e sociale+ la tutela degli as"etti am ientali ad essi connessi.> La Legge nazionale sostanzialmente esaurisce la definizione funzionale delle $utorit) in tale enunciazione che+ ancorchG estremamente sintetica+ sottolinea la &astit3 delle funzioni alle 8uali l(Ente C chiamato a dare "untuale ris"ostaD funzioni che &engono ulteriormente "recisate dalla L. !. 45 marzo 0559+ n. 0:+ Istituzione dell+$utorit) dei *acini Regionali che all(art. 0+ comma 4U+ recita) =l(Autorit3 dei Bacini !egionali o"era in conformit3 agli o ietti&i della Legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9+ ed in "articolare+ al fine di "erseguire l(unitario go&erno dei acini idrografici+ indirizza+ coordina e controlla le atti&it3 conosciti&e+ di "ianificazione+ di "rogrammazione+ a&enti "er finalit3) la conser&azione e difesa del suolo da tutti i fattori negati&i di natura fisica ed antro"icaD il mantenimento e la restituzione ai cor"i idrici delle caratteristiche 8ualitati&e richieste "er gli usi "rogrammati D la tutela delle risorse idriche e la loro razionale utilizzazioneD
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la tutela degli ecosistemi+ con "articolare riferimento alle zone di interesse naturale+ forestale e "aesaggistico+ ed alla "romozione di "archi flu&iali+ ai fini della &alorizzazione e del rie8uili rio am ientale. Nel "erseguimento delle "redette finalit3 l(Autorit3 dei Bacini !egionali o"era in colla orazione con gli Enti locali territoriali e gli altri Enti "u lici e di diritto "u lico o"eranti nel acino idrografico.> La citata L. !. 0:H59 definisce anche+ al comma 0U del medesimo articolo+ la dimensione territoriale all(interno della 8uale l( $utorit) del *acini Regionali Romagnoli o"era) =l(insieme dei acini regionali romagnoli Canale Candiano+ Lamone+ Fiumi /niti+ Montone e !onco+ Be&ano+ Sa&io e !u icone.> A""are e&idente che l(unitariet3 di go&erno del territorio+ cos- indi&iduato+ "assa necessariamente attra&erso un o"erare dell($utorit) che+ nella assoluta autonomia di funzione dei "ro"ri #rgani @"eraltro istituzionalmente riconosciutaA si raccordi in "rimo luogo con gli uffici com"etenti della !egione Emilia !omagna+ delle Pro&incie di Forl- Cesena e di !a&enna+ delle Comunit3 Montane e dei Comuni territorialmente interessati. #&&io a""are anche il costante e "ri&ilegiato ra""orto che do&r3 essere costruito con gli altri Enti che s&olgono funzioni analoghe nella gestione delle risorse del territorio+ 8uali i Ser&izi Pro&inciali !isorse Idriche e Forestali ed i Consorzi di Bonifica. Il 8uadro normati&o cos- "redis"osto+ tro&a ulteriori definizioni e s"ecificazioni "untuali in altri strumenti legislati&i) in "articolare+ il Decreto Legislati&o 04 luglio 0559+ n. 471+ Riordino in materia di concessione delle ac'ue pubbliche, al comma 4U dell(art. 4+ sta ilisce tra l(altro che le Amministrazioni dello Stato e le !egioni trasmettano i "ro&&edimenti relati&i all(uso delle ac8ue "u liche alla Autorit3 di Bacino com"etente "er territorio la 8uale+ entro 8uaranta giorni dalla ricezione =comunica il "ro"rio "arere all(ufficio istruttore in ordine alla com"ati ilit3 dell(autorizzazione con le "re&isioni del Piano di Bacino e anche in attesa dell(a""ro&azione dello stesso+ ai fini del controllo sull(e8uili rio del ilancio idrico o idrogeologico> @art. 9+ comma 0U+ che modifica l(art. 7 del ,esto /nico a""ro&ato con !egio Decreto 00.04.0599+ n. 0771A.

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Di rimarche&ole interesse a""aiono essere altres- le Leggi 1 gennaio 055:+ n. 9<+ -isposizioni in materia di risorse idriche + e n. 97+ .orme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre ac'ue pubblicheD la n. 9<+ in "articolare+ all(art. 9+ recita) =l(Autorit3 di Bacino com"etente definisce ed aggiorna "eriodicamente il ilancio idrico diretto ad assicurare l(e8uili rio fra le dis"oni ilit3 di risorse re"eri ili o atti&a ili nell(area di riferimento ed i fa isogni "er i di&ersi usi+ nel ris"etto dei criteri e degli o ietti&i di cui agli articoli 0 e 4. Per assicurare l(e8uili rio tra risorse e fa isogni+ l(Autorit3 di Bacino com"etente adotta+ nel 8uadro di com"etenza+ le misure "er la "ianificazione dell(economia idrica in funzione degli usi cui sono destinate le risorse. Nei acini idrografici caratterizzati da consistenti "relie&i o da trasferimenti+ sia a &alle che oltre la linea di dis"lu&io+ le deri&azioni sono regolate in modo da garantire il li&ello di deflusso necessario alla &ita negli al&ei sottesi+ e tale da non danneggiare gli e8uili ri degli ecosistemi interessati.> La medesima Legge+ all(art. 41+ comma 0U+ richiama es"ressamente le com"etenze dell(Ente in materia di disci"lina delle ac8ue nelle aree "rotette) =nell(am ito delle aree naturali "rotette nazionali e regionali+ l(ente gestore dell(area "rotetta+ sentita l(Autorit3 di Bacino+ definisce le ac8ue sorgi&e+ fluenti e sotterranee necessarie alla conser&azione degli ecosistemi+ che non "ossono essere ca"tate.> L(art. 90+ inoltre+ sottolinea la &alenza di coordinamento del Piano di Bacino+ laddo&e sta ilisce che) =I "iani+ gli studi e le ricerche realizzati dalle Amministrazioni dello Stato e da Enti Pu lici a&enti com"etenza nelle materie disci"linate dalla Legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9 e successi&e modificazioni+ sono comunicati alle Autorit3 di Bacino com"etenti "er territorio ai fini della "redis"osizione dei "iani ad esse affidati.> Infine il 8uadro normati&o tro&a ulteriore com"imento+ a li&ello regionale+ con le "re&isioni e "rescrizioni contenute nella L. !. 40 a"rile 0555+ n. 9+ Riforma del sistema regionale e locale+ e segnatamente al Ca"o III+ che disci"lina la "rotezione della natura e la tutela dell(am iente+ e al Ca"o I? do&e sono regolamentate le risorse idriche+ la difesa del suolo e le atti&it3 estratti&e.
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Si ritiene do&eroso+ a tale "ro"osito+ citare integralmente il 0U comma dell(art. 09;) =le funzioni di "rogrammazione e "ianificazione in materia di difesa del suolo e risorse idriche sono esercitate dalla !egione+ in concorso con altri Enti Locali+ attra&erso il sistema delle Autorit3 di Bacino idrografico+ istituite ai sensi della Legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9+ che costituiscono sede di coo"erazione istituzionale fra Stato+ !egioni ed Enti Locali.> Di grande rile&anza a""are anche l(es"licito riferimento alla regolamentazione delle atti&it3 riguardanti i corsi d(ac8ua artificiali =com"resi 8uelli gestiti dai Consorzi di Bonifica>+ la cui "resenza all(interno degli #rgani dell($utorit) C assicurata dal successi&o 9U comma del medesimo articolo 09;. Nondimeno+ determinanti sono le funzioni che la Legge !egionale ri adisce essere di com"etenza dell(Ente+ in materia di difesa del suolo) =il Piano di Bacino "ro&&ede al riordino del &incolo idrogeologico+ in relazione alla natura fisica e morfologica dei terreni sia indi&iduando le zone da sotto"orre a &incolo idrogeologico+ ai sensi dell(art. 0 del !.D. 92 dicem re 0549+ n. 94<7+ o&&ero le aree in cui i terreni+ "er effetto di utilizzazioni non idonee+ "ossono+ con danno "u lico+ "erdere sta ilit3 o tur are il regime delle ac8ue+ sia &erificando la sussistenza delle "redette condizioni "er le zone assoggettate a tale &incolo in ase alla "re&igente normati&a> @art. 012+ comma 0UA.

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TITOLO III L PROGR ## )IONE REGION LE E PRO-INCI LE

.% LO S$-./A PR.0ISI1"A). . PR1GRA//A%I$1 P.R I BA$I"I R.GI1"A)I '.))A R1/AG"A SSESSOR TO #"IENTE DELL REGIONE E#ILI RO# OTTO"RE $113

GN

La !egione Emilia !omagna+ nell(otto re 0552+ redige&a uno Schema programmatico finalizzato alla costituzione dell(Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ istituiti successi&amente con Legge !egionale. Il documento+ ancorchG necessariamente generico e di sintesi+ contene&a gi3 al suo interno una serie di elementi di riferimento dimostratisi "oi indis"ensa ili "er l(a&&io dell(atti&it3 dell(Ente. In "articolare lo schema indi&idua&a+ tra gli altri+ una serie di inter&enti considerati di assoluta "riorit3) l(identificazione certa sul territorio dei confini del demanio flu&ialeD la necessit3 di a&&iare lo studio degli am iti flu&iali con s"ecifico riferimento alle 8ualit3 am ientali @naturalit3+ rarit3+ di&ersit3+ etc.A del territorioD

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l(esigenza di una rinaturalizzazione diffusa+ da attuarsi attra&erso inter&enti di restauro e di ricostruzione am ientale+ l(eliminazione delle atti&it3 incom"ati ili con gli e8uili ri territoriali+ la ricostruzione degli am ienti umidi+ l(eliminazione delle discariche. Il documento regionale dell(otto re 0552 i"otizza&a altres- la costruzione+ a medio termine+ di un 8uadro conosciti&o integrato dell(am iente che definisse lo stato di fatto relati&o all(assetto del territorio+ agli insediamenti+ all(uso reale del suolo+ al dissesto ed al rischio idraulico+ alle condizioni 8ualitati&e e 8uantitati&e delle risorse idriche+ alle fonti in8uinanti+ alle infrastrutture di trattamento+ di riduzione e di eliminazione degli agenti in8uinanti. Nondimeno &eni&a elencato il materiale conosciti&o dis"oni ile e indi&iduati i filoni di ricerca da a""rofondire a com"letamento dei dati contenuti nel Sistema Informati&o !egionale+ secondo un ordine di "riorit3) 0. 4. 9. :. 1. <. 7. ;. 5. 02. 00. 04. 09. 0:. uso reale del suolo e forestazioneD "ianificazione territorialeD infrastrutture ac8uedottisticheD infrastrutture fognarie e de"urati&eD catasto o"ere idraulicheD catasto "relie&i e scarichiD climatologia ed idrologiaD monitoraggioD "edologia e cartografie deri&ateD geologiaD ac8ue sotterraneeD tras"orto solidoD "o"olazione ed atti&it3 "rodutti&eD rilie&i e studi naturalistici.

In ultimo+ lo schema "re&isionale regionale del 0552 indica&a con estrema "recisione le "riorit3 di inter&ento da "erseguirsi nel ris"etto dei criteri di =urgenza> cos- come definiti all(art. 90 della Legge 0;9H;5) 0. dissesto idrogeologicoD 4. dissesto della rete idrografica su"erficialeD
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9. :. 1. <.

atti&it3 estratti&eD su sidenza ed erosione delle costeD in8uinamento delle ac8ue e del suoloD razionalizzazione dell(uso delle risorse idriche.

GLI INTER-ENTI PRE-ISTI D LL S3)). $1"'I2I1"I '.))ASS.%%1 I'R1G.1)1GI$1 '.) %.RRI%1RI1 SSESSOR TO #"IENTE DELL REGIONE E#ILI RO# GN Giugno $11'

/% R.)A2I1". S3))3S1 '.) S31)1 .

Al documento "rogrammatico regionale del 0552+ segue un sommario esame delle esigenze di inter&ento nel settore del riassetto idraulico ed idrogeologico+ "u licato dall(Assessorato Am iente della !egione Emilia !omagna nel giugno 0554. Per la "arte es"ressamente riferita al territorio di "ertinenza dell(Autorit3 dei Bacini !egionali romagnoli emerge&a il seguente 8uadro) 6iume Lamone 4 Nell(area collinare sono da realizzare o"ere tese alla ricerca del "rofilo di e8uili rio dell(asta flu&iale+ "er e&itare erosioni di fondo e di s"onda con conseguente aumento della franosit3. Il maggior "ro lema del tratto di "ianura C costituito dalla necessit3 di adeguare la sezione di deflusso alla "ortata di "iena monosecolare in corris"ondenza dell(a itato di Faenza e+ "iB a &alle+ tra le localit3 di Ponte Al ergone e Ponte ?illano&a+ do&e si tro&ano arginature di note&oli dimensioni in condizioni "recarie. Canale Candiano 4 I "ro lemi cui far fronte riguardano essenzialmente l(esigenza inderoga ile ed urgente di "ro&&edere al dragaggio ed alla esca&azione di di&erse zone del "orto canale "er consentire la mo&imentazione delle na&i+ attualmente resa difficoltosa dai fondali non adeguati. ,ale inter&ento tutta&ia com"orta la necessit3 di indi&iduare
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soluzioni "er il de"osito dei fanghi esca&ati. !isulta altrettanto urgente "ro&&edere ad un adeguamento dei sistemi fognari di raccolta e trattamento delle ac8ue "ro&enienti dalle atti&it3 industriali e commerciali. Il Canale di ?ia Cu"a+ ca&o della onifica collegato al Candiano+ "resenta un tratto di accentuata "ensilit3 in "rossimit3 della "eriferia della citt3 di !a&ennaD in "assato C stato soggetto+ a causa della natura sa iosa dei rile&ati+ a fre8uenti infiltrazioni. Per scongiurare la "ossi ilit3 di tracimazioni e sifonamenti+ con "regiudizio di &aste aree agricole e della "eriferia ur ana+ si rende necessario il rialzo e rinforzo di entram e le arginature. 6iumi !niti 4 Per i sotto acini !onco+ Bidente e Montone sono stati "redis"osti due distinti studi generali sulle situazioni di dissesto "iB significati&eD tali "rogetti+ che non esauriscono la com"lessit3 delle situazioni "resenti+ ma si limitano all(analisi delle "riorit3 emergenti+ oltre ad inter&enti di sistemazione idraulica com"rendono anche o"ere sulle "endici e la&ori di consolidamento+ nell(ottica di un riassetto organico dei sotto acini. Montone) nel tratto di "ianura ricadente nei Comuni di !ussi e !a&enna gli inter&enti de&ono tendere a creare una sezione di deflusso che garantisca la smaltimento delle "iene con fre8uenza monosecolare. /lteriori o"ere di risagomatura dell(al&eo e "otenziamento delle arginature sono necessarie nel tratto "edemontano in Pro&incia di Forl-. Lungo il fondo&alle sono "re&isti inter&enti di consolidamento di a itati a rischio ai sensi della Legge ::1H052;) Preda""io Alta+ in Comune di Preda""io e Portico+ in Comune di Portico e S. Benedetto. !onco e Bidente) nel tratto di "ianura+ da Borgo Sisa alla confluenza con il Montone @nei Comuni di Forl- e !a&ennaA+ l(o ietti&o C 8uello di ottenere l(adeguamento delle sezioni di deflusso alla "iena monosecolare. Nel tronco mediano+ com"reso tra S. Sofia e Borgo Sisa+ oltre a di&erse esigenze di realizzazione di o"ere di "rotezione s"ondale+ sono "resenti situazioni di insta ilit3 dei &ersantiD in "articolare risultano "rioritarie le o"ere di consolidamento nell(a itato di Cusercoli. 6iume Sa0io 4 Anche "er il Sa&io il "ro lema maggiore C costituito dalla necessit3 di adeguare i tronchi arginati alla "ortata di "iena monosecolare+ com"resa la regimazione del tratto terminale e l(immissione al mare. La
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situazione del Fiume Sa&io si C aggra&ata "er l(insorgere di numerose frane arginali+ a seguito delle considere&oli "iene degli anni recenti. Nel acino montano si rendono necessari+ a seguito della realizzazione della Strada Statale E :1+ o"ere di consolidamento di alcuni a itati e la&ori di sta ilizzazione dell(al&eo. "e0ano e Rubicone 4 De&ono essere affrontati+ in di&erse localit3+ inter&enti di adeguamento delle sezioni alle "ortate monosecolari+ di "rotezione e difesa delle s"onde in corris"ondenza dei centri a itati e la ricostruzione di attra&ersamenti &iari che+ oggi inadeguati+ costituiscono "ericolose strozzature dell(al&eo nei momenti di "iena. Di7esa della costa 4 /n "ro lema "articolarmente rile&ante C costituito dalla difesa del litorale da attuarsi mediante la "rotezione della costa dai fenomeni di erosione e di ingressione marina+ attra&erso le ricostruzione dei cordoni di dune costiere e con altri inter&enti da "orre in o"era+ 8uali arriere soffolte+ ri"ascimenti+ etc.

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2% LAGGI1R"A/."%1 '.G)I S$-./I PR.0ISI1"A)I PR1GRA//A%I$I 89-99 P.R I) %RI.""I1 9 -99! A3%1RI%4 '.I BA$I"I R.GI1"A)I R1/AG"1)I SSESSOR TO #"IENTE DELL REGIONE E#ILI RO# GN PRILE $112

Lo Schema Previsionale Programmatico del 0552 fu redatto dalla !egione Emilia !omagna sulla scorta delle conoscenze del territorio ac8uisite nello s&olgimento dei com"iti di ufficio. Il Documento regionale dell(a"rile 055; lo definisce =l(unico documento che a ia raccolto in maniera sistematica le conoscenze e gli indirizzi "er il territorio dei Bacini !egionali della !omagna> in assenza del Piano di Bacino. Il Programma di $ttivit) ela orato dalla Segreteria ,ecnico . o"erati&a ed a""ro&ato successi&amente dagli #rgani istituzionali dell(Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ discender3 dalle indicazioni di 8uell(unico documento+ che si "retende&a ra""resentasse =un significati&o "asso &erso il Piano di Bacino.> L($ggiornamento regionale dell(a"rile 055;+ tra l(altro+ dichiara&a che ="er moti&i legati al rilie&o esclusi&amente regionale del Bacino non si C mai ritenuto necessario dotare l(Autorit3 dei Bacini di "articolari strumenti o"erati&i+ "ertanto la gran "arte delle atti&it3 conosciti&e C stata s&ilu""ata all(interno delle strutture regionali.> Sulla ase di tali atti&it3 fu ritenuto di aggiornare lo Schema Previsionale Programmatico =ed im"ostare le atti&it3 finalizzate alla redazione del Piano.Y

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,ralasciando di entrare nel dettaglio delle &alutazioni di =&ulnera ilit3>+ di =danno> e di =rischio> sulle 8uali si C asato il metodo di redazione del "rogramma triennale degli inter&enti strutturali+ "oggianti "re&alentemente sulle segnalazioni dei Ser&izi Pro&inciali Difesa del Suolo+ !isorse Idriche e Forestali+ &ale la "ena 8ui di richiamare l(assunto dell(esigenza di una =organica sistemazione> degli assetti territoriali di acino+ che a iano carattere di definiti&it3 e di coerenza+ con ca"acit3 di incidere sulle cause dei fenomeni di dissesti e di degradi e non solo sugli effetti @Legge 0;9H;5+ art. 90+ "unto 1A. Il Documento regionale 8uindi indi&idua&a il carattere degli inter&enti strutturali+ ritenuti "rioritari+ nell(am ito di due "rinci"ali categorie) il dissesto idrogeologicoD il dissesto della rete idrografica su"erficialeD definendo altres- il 8uadro degli inter&enti ed i relati&i costi. ,ra le azioni a carattere non strutturale &eni&a indicato il monitoraggio dei &ersanti ad alto rischio. Il "rogramma di attuazione 0557H0555+ orientato sostanzialmente sul dissesto idrogeologico e sulla difesa idraulica+ aggiorna il 8uadro delle &alutazioni e delle conoscenze relati&e alla situazione dei singoli acini+ che &iene di seguito integralmente ri"ortato) I6iume Lamone 4 La sistemazione idraulica del acino collinare a&&iene "er gradi+ mediante la ricerca del "rofilo di e8uili rio in tronchi flu&iali successi&i+ con "riorit3 "er 8uelli nei 8uali si &erificano dissesti s"ondali. La sicurezza idraulica sar3 ricercata con il consolidamento delle riglie esistenti @la "rinci"ale C 8uella di ErranoA e con la creazione di soglie di fondo o riglie di modesta altezza+ riglie che non do&ranno arrestare il tras"orto solido+ cos- da "oter fa&orire il ri"ascimento delle coste. 6iume #ontone 4 Dis"one "er l(asta di "ianura di un "rogetto generale d(adeguamento alla "ortata con tem"o di ritorno stimato centennale+ gi3 a""ro&ato e del 8uale C in corso d(esecuzione il terzo stralcio dei la&ori. Nel tratto "edemontano occorre "ro&&edere a la&ori di risagomatura dell(al&eo e "otenziamento delle difese s"ondali. Nel tratto montano+

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in&ece+ occorre "ro&&edere alla manutenzione delle o"ere esistenti+ in "articolare negli attra&ersamenti dei centri a itati. 6iume Ronco 4 Dis"one di un "rogetto generale di sistemazione idraulica dell(asta di "ianura+ con tem"o di ritorno stimato centennale+ gi3 a""ro&ato e del 8uale C in corso di esecuzione il secondo stralcio dei la&ori. Inoltre nel tratto collinare C necessario "ro&&edere alla sistemazione di "untuali fenomeni di erosione s"ondale. 6iumi !niti 4 Il "rogetto di sistemazione ed adeguamento al flusso della "ortata monosecolare ha tro&ato finanziamento fino al 72M dell(im"orto com"lessi&o "resunto+ con la Legge ;:1H;2 ed i "rinci"ali la&ori sono stati eseguiti negli anni com"resi fra il 0552 ed il 055<. !estano da attuare+ 8uali la&ori non "rioritari+ sgolenamenti interni e rafforzamenti del ciglio della cunetta di magra che non tro&ano "riorit3 relati&a nel "rossimo "iano triennale. Torrente "e0ano 4 E( il "rogetto "rioritario nel 8uale la costruzione di un modello matematico afflussi e deflussi "ermetter3 di stimare le "ortate massime a ricorrenza centennale entranti ed uscenti lungo il corso d(ac8ua. La taratura del modello e la conseguente indi&iduazione dei "arametri di sca rezza &err3 effettuata sulla ase dei dati raccolti nell(e&ento allu&ionale dell(otto re 055<. La "rogettazione "er l(adeguamento delle sezioni del deflusso e delle arginature+ delle o"ere com"lementari e "er la rinaturalizzazione del corso d(ac8ua C in corso. Il finanziamento dei la&ori C "re&isto con i fondi "ro&enienti dalla Protezione Ci&ile. 6iume Sa0io 4 Le sezioni di deflusso sono sottodimensionate di circa 42. 41M ris"etto alla "ortata monosecolare e la "rinci"ale "ro lematica in fase "rogettuale C costituita dalle golene interne+ so&rallu&ionate+ di "ro"riet3 "ri&ata+ che "urtro""o com"orteranno onerose es"ro"riazioni. La redazione del "rogetto generale di adeguamento comun8ue "otr3 a&&enire do"o i "rogrammati rilie&i to"ografici+ cos- da a&ere aggiornati sia il "rofilo altimetrico che le sezioni+ essendo state rile&ate "er l(ultima &olta nel 05<7 e 8uindi non "iB attuali. Nel tratto collinare e montano e lungo l(asta del Borello si rendono necessari la&ori di sta ilizzazione dell(al&eo+ allargamento e "ulizia in corris"ondenza dei centri a itati.

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Torrente Pisciatello 4 Il tratto terminale sino allo s occo nel !u icone C stato recentemente sistemato "er "iene cin8uantennaliD ulteriori allargamenti sono difficoltosi "er la "resenza di adiacenti infrastrutture. Nel tratto collinare occorrer3 indi&iduare adeguati s"azi golenali e comun8ue "ro&&edere alla manutenzione "eriodica ed alla sistemazione dalle erosioni. 6iume Rubicone 4 Non C "ro&&isto di "rogetto generale di adeguamento alla "ortata monosecolare+ "ertanto sono stati "rogrammati nel triennio rilie&i to"ografici com"leti. Nel tratto collinare C urgente una manutenzione con sfalci+ allargamenti e "rotezioni s"ondali. La rete di boni7ica 4 Le reti idrauliche dei canali di onifica dei acini regionali della !omagna C gestita dal Consorzio di Bonifica della !omagna #ccidentale+ dal Consorzio di Bonifica della !omagna Centrale e dal Consorzio di Bonifica Sa&io e !u icone. Il sistema scolante della "ianura romagnola soffre "er di&ersi moti&i) la su sidenzaD le grandi zone industriali e i 8uartieri residenziali che aumentano l(im"ermea ilizzazioneD le infrastrutture ed ur anizzazioni limitrofe ai corsi d(ac8ua che im"ediscono am"i risezionamentiD attra&ersamenti non adeguati. Il diffuso dissesto e l(inadeguatezza delle sezioni idrauliche eHo arginali dei canali di onifica C stata e&idenziata dagli e&enti allu&ionali dell(otto re e dicem re 055<+ che hanno dato luogo alla =dichiarazione> ed al =riconoscimento> dello stato di calamit3+ nonchG ai relati&i finanziamenti di eccezionale consistenza economica+ ottenuti tramite la Protezione Ci&ile. La &ualit+ biologica dei corpi idrici ed il de7lusso minimo 0itale 4 Si ritiene+ in &ia "rioritaria+ di "ro"orre un(indagine sulla 8ualit3 iologica delle ac8ue attra&erso l(analisi delle comunit3 macrozoo entoniche+ com"artimento di organismi di "rimaria im"ortanza "er gli ecosistemi flu&iali+ direttamente influenzati in 8ualit3+ densit3 e struttura da fattori fisici+ chimici e iologici interni od esterni all(ecosistema. La "ro"osta di studio tende ad ac8uisire informazioni su) caratteristiche morfometriche dell(al&eoD ti"ologia del su stratoD &elocit3 di correnteD 8ualit3 delle ri&e e dell(am ienteD 8ualit3 e co"ertura della &egetazione ri"ariaD relazioni trofico.funzionali delle comunit3 macrozoo entonicheD densit3 e iomassa delle comunit3 in alcune sezioni chia&e del reticolo idrografico. In "arallelo+ si "ro"one lo s&olgimento di un(indagine &egetazionale sulle fasce flu&iali+ attra&erso) fotointer"retazioneD &erifiche di cam"agnaD
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indi&iduazione descritti&a delle "rinci"ali associazioni &egetali connesse alle aste idrografiche di acino+ "er tratti significati&iD attri uzione di un indice @&alore &egetazionale in al&eoA restitui ile su cartografia+ con carta di sintesi a scala o""ortuna. Il Piano stralcio sullassetto idrogeologico 4 Il recente com"letamento della Carta In&entario dei dissesti in scala 0)02.222+ ormai dis"oni ile e digitalizzata "er tutta la !egione+ associato alla dis"oni ilit3 della Carta %eologica !egionale alla stessa scala+ offre la "ossi ilit3 su asi nuo&e ancor "iB di dettaglio il la&oro di stima e di classificazione degli elementi di rischio idrogeologico nei Bacini !egionali romagnoli. Analogamente a 8uanto studiato "er il Bacino del !eno+ 8uesta indagine "render3 le mosse dalla ri"artizione di tutto il territorio collinare e montano dei Bacini !egionali !omagnoli in /nit3 Idromorfologiche Elementari @celle idrografiche ed elementi idrograficiA intese come am ito strategico di riferimento sia "er il la&oro di analisi che "er 8uello di successi&a "ianificazione territoriale+ desunte dalle ra""resentazioni geometriche del sistema dei dis"lu&i e dei com"lu&i archi&iate nel Sistema Informati&o ,erritoriale !egionale. Dall(incrocio+ attra&erso successi&i "assaggi di analisi to"ologica di 8uesta ase di dati con la Carta In&entario del Dissesto+ che ri"orta+ tra l(altro+ la geometria dei "oligoni di frana e di calanco+ sar3 "ossi ile classificare ciascuna unit3 secondo il grado di dissesto osser&ato attri uendole un indice di dissesto "er frana. Gli inter0enti normati0i 4 %li inter&enti "rioritari sul "iano normati&o "er la riduzione del rischio+ s&ilu""ati sulle stesse materie dei Piani Stralcio ritenuti "rioritari+ saranno finalizzati a garantire) @"er il Piano di Sicurezza IdraulicaA il non aumento degli a""orti d(ac8ua do&uti a trasformazioni del territorioD il non aumento di &alore es"osto delle aree "assi ili di inondazioneD il mantenimento della dis"oni ilit3 di aree "er inter&enti strutturaliD il non "eggioramento delle "restazioni del reticolo idrograficoD @"er il Piano di Sicurezza IdrogeologicaA lo s&ilu""o delle azioni di manutenzione diffusa del territorio da "arte dei "ro"rietariD lo s&ilu""o di "ratiche agricole com"ati iliD il non incremento dei carichi sui &ersanti insta iliD il non aumento di &alore es"osto a rischio dalla insta ilit3 dei &ersantiD @"er la 8ualit3 degli am iti flu&ialiA lo s&ilu""o di indirizzi ed azioni tese a consentire il miglioramento diretto della 8ualit3 delle ac8ueD lo
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s&ilu""o di indirizzi ed azioni tese a consentire il miglioramento degli ha itat ri"arialiD lo s&ilu""o di indirizzi ed azioni tese all(ottimizzazione del regime idrico+ con "articolare riferimento riguardo agli utilizzi.6

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1% IL PROGR
DELL ## DI TTI-IT= DEL $112 !TORIT= DEI " CINI REGION LI RO# GNOLI

L(Autorit3 dei Bacini !omagnoli+ sulla ase dei documenti "rogrammatici regionali illustrati ai "recedenti ca"itoli+ a""ro&a&a un "rogramma di atti&it3 "er l(anno 055;. Il documento+ tuttora am"iamente di riferimento so"rattutto "er 8uanto riguarda l(ela orazione dei Piani di settore+ C 8ui integralmente ri"ortato. IData l(im"ortanza+ la com"lessit3 e la &astit3 delle materie che la L. 0;9H;5 affida alla regolazione delle Autorit3 di Bacino+ C e&idente che la com"osizione del Piano di Bacino+ "ur senza rinunciare al re8uisito dell(unitariet3 del documento nel suo com"lesso+ non "uL che a&&enire affrontando se"aratamente le grandi aree o settori omogenei di com"etenza che "ossono essere cos- riassunti) 0. assetto idrogeologicoD 4. assetto della rete idrograficaD 9. tutela della 8ualit3 dei cor"i idriciD :. razionalizzazione dell(uso delle risorse idricheD 1. regolamentazione dell(uso del territorio e delle risorse naturali. Del resto tale a""roccio articolato "er "iani di settore C contem"lato dalla L. :.04.0559+ n. :59 che "re&ede che =i "iani di acino idrografici "ossono essere redatti ed a""ro&ati anche "er sotto acini o "er stralci relati&i a settori funzionali che in ogni caso de&ono costituire fasi se8uenziali e interrelate>.

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Il Comitato Istituzionale di 8uesta Autorit3 di Bacino+ nella sua seduta del 42 maggio 0559+ ha indi&iduato 8uali tematiche da affrontare "rioritariamente nella "redis"osizione del "rogetto di Piano di Bacino i seguenti settori omogenei) 0A Assetto della rete idrografica su"erficiale+ "er la riduzione del rischio di esondazione+ in&itando a tale "ro"osito gli organi tecnici dell(Autorit3 all(ac8uisizione di tutte le informazioni attinenti la morfologia e l(idrologia dei corsi d(ac8ua necessarie alla conoscenza del funzionamento idraulico dei acini idrografici romagnoli+ sia tramite l(atti&azione di cam"agne di rile&amento ex novo che tramite la raccolta di dati d(archi&io detenuti dagli uffici com"etenti+ con "articolare riferimento alla rete di onifica di "ianura+ che ha mostrato localizzati segni di inadeguatezza nel "iB recente "assato. !ichiamando nel contem"o alla "redis"osizione degli adem"imenti richiesti dal Decreto del Ministro dei La&ori Pu lici 0: fe raio 0557 in merito alla "erimetrazione delle zone ad alto+ moderato e asso rischio di esondazione. 4A !isanamento e tutela dei cor"i idrici+ con "articolare riferimento alla determinazione del minimo deflusso costante &itale e del ilancio idrico "er le aste flu&iali di com"etenza. 9A Assetto idrogeologico+ "er la riduzione del rischio di dissesto in collina e montagna. Nella stessa occasione il Comitato Istituzionale a""ro&a&a l(aggiornamento dello Schema "re&isionale "rogrammatico "er il triennio 0557H55 com"rendente+ tra l(altro il "rogramma degli studi da effettuare "er la "redis"osizione del Piano di Bacino. Sulla scorta 8uindi di tali indicazioni e tenendo conto degli atti di "rogrammazione gi3 redatti da altre Autorit3 di Bacino e in "articolare da 8uella interregionale del !eno+ C stato tracciato un disegno delle atti&it3 da a&&iare nel corso del "resente anno che si intende "resentare all(esame del Comitato ,ecnico. ,ale "rogramma delinea tre "iani di settore) 0A Assetto della rete idrografica su"erficialeD 4A !isanamento e tutela dei cor"i idriciD 9A Assetto idrogeologico. Nell(am ito di 8uesti argomenti+ il "rocesso di ac8uisizione delle conoscenze+ la &alutazione dei fenomeni e delle loro tendenze "ortano a
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indi&iduare settori o aree in cui risulta o""ortuno non attendere i risultati dell(atti&it3 generale di "ianificazione+ ma occorre inter&enire ra"idamente antici"ando le risultanze del Piano con iniziati&e a stralcio della "ianificazione com"lessi&a. Nel territorio dei Bacini !egionali !omagnoli sono stati ritenuti merite&oli di inter&enti a stralcio le "ro lematiche attinenti) la difesa dalle esondazioni+ l(indi&iduazione delle aree di "ertinenza flu&iale+ il recu"ero della naturalit3 delle aste flu&iali con "articolare riferimento al monitoraggio dell(azione degli agenti in8uinanti sulla com"onente iotica+ la classificazione del territorio secondo il rischio idraulico+ il monitoraggio e il controllo dei &ersanti insta ili. Pueste &alutazioni hanno "ortato a indi&iduare cin8ue "iani stralcio che identificano i segmenti "rioritari+ nell(am ito dei "iani di settore+ in cui si collocano le iniziati&e concrete @"rogetti+ studi+ monitoraggi consulenzeA che l(Autorit3 intende "orre in cam"o. E( e&idente che una adeguata dotazione di "ersonale 8ualificato @finora insufficienteA e l(effetti&a dis"oni ilit3 dei fondi necessari costituiscono le condizioni indis"ensa ili "er affrontare le atti&it3 so"ra es"oste e+ "iB in generale+ "er determinare il consolidamento dell(Autorit3 nel ruolo che la normati&a le attri uisce6.

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$3%
PPORTI PRO-INCI LI S!LLO ST TO DELL #"IENTE $111433

IR

Nell(a"rile 0555 la Pro&incia di Forl-.Cesena "resenta&a il suo =!a""orto di "rogetto> sul ilancio am ientale del territorio "ro&inciale+ nel 8uale+ tra l(altro+ si rile&a&a come dal "unto di &ista della lotta al dissesto idrogeologico ed al rischio idraulico+ l(e&ento allu&ionale dell(otto re 055< a ia "osto in e&idenza la necessit3 di "redis"orre strategie articolate+ asate su inter&enti di "rima "riorit3 @risanamento e ri"ristino delle aree col"iteA e di azioni di medio'lungo "eriodo+ orientate alla rimozione delle cause di rischio. /n ruolo "articolarmente significati&o in tal senso C stato s&olto dai Consorzi di Bonifica @in "articolare i Consorzi Sa&io'!u icone e !omagna CentraleA e dal Ser&izio Pro&inciale Difesa del Suolo+ !isorse Idriche e Forestali. %li inter&enti urgenti realizzati a seguito dell(e&ento allu&ionale del 055<+ consistenti all(am"liamento di sezioni insufficienti "er s"ecifici tratti di alcuni fiumi e torrenti e nella rimozione di interrimenti ha com"ortato+ tra il 0557 e 055;+ una s"esa di 0.4;: milioni di lire @fonte) Ser&izio "ro&inciale difesa del suolo+ !egione Emilia !omagnaA. L(Amministrazione Pro&inciale di Forl-.Cesena+ "er contrastare i fenomeni di dissesto+ erosione ed im"o&erimento del suolo ha o"erato su &ari li&elli+ dando sostanza ad alcuni degli o ietti&i am ientali 8ualificanti+ contenuti nel P,I @055:A)

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fa&orendo l(adozione di metodi di la&orazione agricola del suolo alternati&i e inter&enendo dall(altra con o"ere di ri"ristino territoriale. In "articolare+ nel "rimo caso+ si C o"erato nel settore agricolo attra&erso lo stimolo di colti&azioni iologiche o a lotta integrata che nel 0557 rico"ri&ano ris"etti&amente 4.900 e 9.<94 ettari. Il "assaggio a 8ueste tecniche alternati&e C stato significati&o nel settore frutti&inicolo e orticolo e numerose sono le aziende attualmente in fase di con&ersione. Nel secondo caso+ si C ri&elato "articolarmente efficace il "rogramma di ri"ristino delle sie"i agricole che tra il 055: ed il 0557 C inter&enuto su "iB di :<.222 metri di sie"i sul territorio "ro&inciale @si &eda anche il ca"itolo sulla Biodi&ersit3AD "rocedendo alla realizzazione degli inter&enti di risanamento dei siti contaminati censiti+ in "articolare delle discariche di rifiuti e delle aree industriali dismesse delle citt3 di Cesena e Forl-D migliorando il li&ello di coordinamento fra i di&ersi li&elli della "ianificazione) il P,CP in corso di a""ro&azione infatti "re&ede la concertazione delle "olitiche localizzati&e fra i di&ersi comuni nonchG la minimizzazione delle nuo&e ur anizzazioni+ anche in funzione di contenere ulteriori e "reoccu"anti "rocessi di im"ermea ilizzazione delle su"erfici.

D(altro canto la Pro&incia di !a&enna+ nel "resentare il 0U !a""orto sullo stato dell(am iente nel dicem re dell(anno successi&o+ focalizza&a l(attenzione su di una serie di indicatori+ che di seguito si riassumono. Ac8ue sotterranee ' Pualit3 e "iezometria La rete regionale di controllo delle ac8ue sotterranee C stata formata nel 057< nell(am ito della "redis"osizione del =Progetto di Piano "er la sal&aguardia e l(utilizzo ottimale delle risorse idriche>. Da allora C iniziata la gestione della rete+ che+ attra&erso ricorrenti aggiornamenti+ continua tuttoraD su di essa i controlli &engono effettuati da A!PA. La "ro&incia di !a&enna storicamente dis"one di 027 stazioni di misura "rofonde codificate. /na "arte di 8ueste C stata dismessa "er ragioni &arie. Attualmente sono monitorate ;1 stazioni) :9 sono dedicate esclusi&amente alle misure di li&ello "iezometrico+ 42 alle analisi chimiche e 44 ad

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entram e. In altri termini+ :4 "ozzi forniscono informazioni sulla 8ualit3 delle ac8ue sotterranee e <1 ne indicano il li&ello "iezometrico. Le loro "rofondit3 &ariano da '5< a ':<2 metri s.l.m.. Il 8uadro delle informazioni tecnico'costrutti&e e to"ografiche dei "ozzi "rofondi non C com"leto+ e necessita di una re&isione in "arte gi3 a&&iata. ,ali conoscenze sono fondamentali "er inter"retare le s"ecificit3 del sistema ac8uifero "rofondo nelle sue com"onenti e "er trattare distintamente+ ogni 8ual &olta "ossi ile+ le singole falde confinate. La note&ole discontinuit3 degli strati in senso orizzontale+ con formazioni a lente e confluenze sia degli strati "ermea ili sia di 8uelli im"ermea ili+ rende "articolarmente com"lesso 8uesto com"ito. Anche la "resenza di "ozzi multifalda contri uisce a com"licare l(inter"retazione dei dati. In ogni caso+ dalle misure della conduci ilit3+ dell(ammoniaca o di 8uelle di ferro e manganese+ risulta e&idente la note&ole &aria ilit3 idrogeochimica+ e dun8ue idrogeologica+ del sistema ac8uifero della "ro&incia @conduci ilit3 da <22 ad oltre 4122 microSHcmA. Alcuni studi ne e&idenziano anche andamenti dinamici su scala locale fortemente di&ersificati. Il nuo&o testo unico sulle ac8ue @D.L.&o 00.1.55 n. 014A indi&idua+ "er 8uanto riguarda la classificazione di 8ualit3 delle ac8ue sotterranee+ sette "arametri macrodescrittori) conduci ilit3 elettrica+ cloruri+ manganese+ ferro+ nitrati+ solfati e ione ammonio. La norma indica anche altri 99 "arametri addizionali @inorganici ed organiciA determinanti la classificazione. Le classi &anno da 0 a : secondo un gradiente di im"atto antro"ico crescente. La classificazione dello Stato am ientale delle ac8ue "rofonde della "ro&incia di !a&enna C age&olata dalle caratteristiche chimiche delle stesse) esse ri"ortano ele&ate concentrazioni di ferro+ manganese+ cloruri+ solfati+ ammoniaca ed arsenico+ che ne limitano l(im"iego e che sono da riferire ad inclusioni e "rocessi iochimici del tutto naturali. Per 8uasi tutti i "ozzi si attri uisce 8uindi lo Stato am ientale =naturale "articolare> ai sensi del D.L.&o n. 014H55 @si &eda oltre "er la definizione degli =stati di 8ualit3 am ientale>A. In "articolare "er l(arsenico 8uattro "ozzi @!A9<22+ !A192:+ !A:022+ !A4922+ 8uasi tutti nel cer&eseA si collocano oltre il limite
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"re&isto dal testo unico @ZE 02 microgHlA e due risultano oder'line @!A2122 e !A0922A. Nel cer&ese sono "resenti addirittura concentrazioni medie di 020 ed ;7 microgHL. L(origine di 8uesto ione sem ra comun8ue indu iamente geologico'naturale+ come in molte altre ac8ue "rofonde della "ianura "adana+ e "ertanto la sua "resenza non modifica la classificazione chimica 2 e lo stato am ientale =Naturale Particolare>. /n "unto di sofferenza dell(ac8uifero si rin&iene in&ece a Castel Bolognese @"ozzo !A7722A "er note&ole contaminazione da nitrati+ che come C noto+ originano dalle atti&it3 umane e si infiltrano dalla su"erficie. Potr3 essere o""ortuno un a""rofondimento del fenomeno e+ indu iamente+ una ri&alutazione di tale falda anche dal "unto di &ista degli usi e degli inter&enti necessari. Ac8ue su"erficiali Lo stato ecologico dei cor"i idrici su"erficiali C l(es"ressione della 8ualit3+ della struttura e del funzionamento degli ecosistemi ac8uatici ad essi associati. Esso C indi&iduato dalla natura fisica e chimica delle ac8ue e dei sedimenti+ dalle caratteristiche del flusso e dallo Stato delle com"onenti iologiche dell(ecosistema. La classificazione dello Stato ecologico C stata effettuata incrociando il dato risultante dai macrodescrittori con il risultato dell(I.B.E. @indice iotico estesoA+ attri uendo alla sezione in esame o al tratto da essa ra""resentato il risultato "eggiore tra 8uelli deri&ati dalle &alutazioni relati&e ad I.B.E. e macrodescrittori. In "articolari+ l(A!PA ha &alutato) la 8ualit3 fisico ' chimica e micro iologica+ ela orando i &alori di sette "arametri macrodescrittori @indicatoriA) #4 @ossigeno discioltoA+ B#D1 @domanda iochimica di ossigenoA+ C#D @domanda chimica di ossigenoA+ N'N*:W @azoto ammoniacaleA+ N'N#9' @azoto nitricoA+ P ,otale @fosforo totaleA e Coliformi fecali rile&ati nelle stazioni a""artenenti alla rete di monitoraggio di 0U grado su cin8ue anni @0559' 0557A "er tutti i acini della "ro&incia. Dai sette "arametri+ attra&erso una a""osita griglia+ si rica&ano "unteggi che+ sommati+ forniscono un indice di 8ualit3 @li&elloAD

Relazione Generale

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la 8ualit3 iologica+ utilizzando i &alori rile&ati negli stessi anni dal ma""aggio dei corsi d(ac8ua+ condotto con il metodo I.B.E.+ che utilizza lo stato delle "o"olazioni dei macroin&erte rati come indicatore indiretto del grado d(in8uinamento. L(a""licazione di tale metodologia ai dati dis"oni ili nella zona della "ro&incia di !a&enna "resenta una note&ole limitazione+ legata al monitoraggio iologico che+ negli anni in esame+ s"esso non si so&ra""one "er tem"i e "er molte stazioni a 8uella delle analisi chimiche e micro iologiche. Infatti+ mentre la fre8uenza di cam"ionamento "er le analisi chimiche e micro iologiche C mensile+ le indagini I.B.E. sono state effettuate ad anni alterni e con fre8uenza semestrale @due cam"agne l(annoA+ allora ritenuta ottimale in assenza di normati&a @il D.Lgs. 014H55 oggi "re&ede una fre8uenza di cam"ionamento stagionale+ nella fase iniziale del monitoraggio+ semestrale una &olta raggiunto l(o ietti&o di 8ualit3 am ientaleA. Inoltre alcune stazioni+ "ur a""artenendo a acini flu&iali+ in realt3 corris"ondono a sotto acini salati o salmastri+ e "er 8uesti non C "ossi ile a""licare l(I.B.E.. Nella ,a ella che segue C mostrata la classificazione dei corsi d(ac8ua in ase allo stato ecologico) ogni classe nella "rima riga es"rime il giudizio di 8ualit3 ecologica+ che ra""resenta il grado "rogressi&o @da uno a cin8ueA di allontanamento del corso d(ac8ua dalla sua i"otetica condizione ottimale.
Tabella ' Stato ecologico dei corsi d(ac8ua Pualit3 ecologica Classe 0 I.B.E. [E 02 Punteggio secondo i :;2'1<2 macrodescrittori Colore caratteristico Azzurro nelle ma""e Classe 4 ;'5 4:2':71 ?erde Classe 9 <'7 042'491 %iallo Classe : :'1 <2'001 Arancione Classe 1 0+4+9 Z <2 !osso

Nel acino del !eno dal 0559 al 0557 "er l(asta "rinci"ale nella Pro&incia ri !a&enna esistono solamente le &alutazioni chimico'fisiche'
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micro iologiche) la classificazione secondo i macrodescrittori corris"ondere e 8uasi sem"re ad un li&ello secondo+ che sicuramente so&rastima la 8ualit3 ecologica+ ma com"ro&a comun8ue la ragione&ole idoneit3 delle ac8ue agli usi correnti. Sono state monitorate con entram i i metodi solo cin8ue stazioni+ tutte a""artenenti al corso del Senio. L(alto corso dal confine con la toscana mantiene negli anni una caratterizzazione ecologica descritta come Classe 4) si tratta di ac8ua sostanzialmente in uone condizioni sia negli as"etti strettamente analitici+ sia nelle caratteristiche delle comunit3 iologiche che &i si riscontrano. La morfologia naturale del letto age&ola il mantenimento di tali condizioni che+ ris"etto alla "rima classe teoricamente "ossi ile+ sono tur ate da modesti a""orti antro"ici. Le conseguenze di tali a""orti sono ragione&olmente en contenute grazie all(effetto di diluizione ed all(a""rezza ile ca"acit3 autode"urati&a del cor"o idrico+ sem"re molto en ossigenato. Su sidenza %i3 da molti anni il territorio ra&ennate C sotto"osto a controlli "eriodici "er la determinazione geometrica della su sidenza. ,ale fenomeno+ di "articolare gra&it3 negli anni (72+ ha mostrato interessanti e&oluzioni @&ariazioni nelle zone di massima su sidenza+ nelle &elocit3 di a assamento+ etc.A e&idenziate da numerose cam"agne di li&ellazione geometrica+ anche se s"azialmente non omogenee e tem"oralmente discontinue. Nel 05;4 fu istituita una rete s"ecifica "er il controllo della su sidenza nell(area+ costituita da una grande rete "ro&inciale e da una sottorete "er il centro storico di !a&enna. ,ale rete C stata rimisurata negli anni 05;<+ 0554 e da ultimo nell(estate 055;+ in attuazione di un accordo di colla orazione tra ENI ' Di&. A%IP e Comune di !a&enna. Le o"erazioni di misura di 8uest(ultima cam"agna sono state effettuate con l(uso essenzialmente di li&elli digitali+ il che ha "ermesso costi a astanza contenuti e "recisioni molto soddisfacenti.

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L(area ra&ennate+ e so"rattutto la sua fascia costiera+ ra""resenta certamente uno dei casi di maggiore rischio am ientale+ in relazione alla 8uota assai limitata di molte zone ed al forte fenomeno di su sidenza che "er decenni ha interessato tale area con forti discontinuit3 sia tem"orali che s"aziali dell(entit3 del fenomeno stesso. Da studi recenti si "uL stimare che in alcune zone del ra&ennate &i sia stato un a assamento del suolo che+ nell(arco degli ultimi 12 anni+ C dell(ordine di 72'52 cm. con "unte di oltre 0 m.+ e con &elocit3 di su sidenza di 9 e "iB cm. "er anno negli anni (<2 e (72+ con una forte attenuazione della su sidenza tra il 0554 e il 055; che da &alori di alcuni cm.Hanno+ raggiunge &alori massimi di 0 cm.Hanno lungo la costa. ,ale fenomeno+ do&uto come noto a cause naturali ma so"rattutto antro"iche+ se associato all(innalzamento del li&ello del mare do&uto all(aumento della tem"eratura media della terra e stima ile "er i "rossimi anni in 9': mm "er anno "uL "ortare all(accentuazione di s8uili ri am ientali come l(arretramento della linea di costa+ gli allagamenti fre8uenti di zone agricole+ la necessit3 di incremento delle "re&alenze degli im"ianti di "om"aggio delle reti fognarie e di onifica+ ecc.. O 8uindi di grande interesse "er la comunit3 scientifica e "er le autorit3 ci&ili "oter dis"orre di un controllo che 8uantifichi nel tem"o l(andamento del fenomeno della su sidenza+ sulla ase del 8uale im"ostare studi "re&isionali ed assumere decisioni sulle "olitiche am ientali da "erseguire. Per tali ragioni il comune di !a&enna ha materializzato nel 05;4 una grande rete di li&ellazione co"rente tutto il territorio comunale e 8uello di alcuni comuni limitrofi+ ancorata a "unti nei "ressi di Castrocaro e Brisighella che sem rano dare garanzie di sta ilit3. ,ale rete consta oggi di <:2 Km. di linee di li&ellazione con 79< ca"isaldi formanti :2 "oligoni chiusi indi"endenti. A 8uesta rete+ "er cos- dire generale+ C "oi collegata una "iccola rete di 097 ca"isaldi molto ra&&icinati+ co"rente il centro storico di !a&enna. ,ali reti sono state misurate negli anni 05;4+ 05;<+ 0554+ 055; e da tali misure si C grado di dare una uona descrizione del fenomeno della su sidenza nell(area. Al fine di una migliore organizzazione del la&oro ed in "re&isione di ulteriori misure si C "ro&&eduto ad una razionalizzazione
Relazione Generale 009

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nella nomenclatura dei ca"isaldi ed alla creazione di un data ase @"iB "recisamente) relazionaleA contenenti i dati testuali e geafici delle monografie nonchG i &alori di 8uota ottenuti nelle &arie cam"agne. Si C cos- atti&ato un archi&io funzionale+ aggiornato+ di facile accesso che mette a dis"osizione dei tecnici una grande 8uantit3 di dati indis"ensa ili "er la gestione del territorio ed in "articolare "er 8ualsiasi inter&ento sul territorio che non "ossa "rescindere da riferimenti altimetrici. Sulla ase delle misure ri"etute e delle "recisioni raggiunte+ si "uL affermare che il metodo della li&ellazione di "recisione ra""resenta ancora il mezzo "iB sem"lice ed efficace "er la determinazione dei mo&imenti &erticali del suolo+ so"rattutto 8uando essi siano di entit3 non molto ele&ata. L(utilizzo dei li&elli digitali si C ri&elato di grande utilit3 "ratica+ con una note&ole &elocizzazione del la&oro ed una grande affida ilit3 dei risultati. Pur in "resenza di un forte rallentamento del fenomeno+ si continua ad a&ere tutta&ia un trend di su sidenza "iuttosto ele&ato+ so"rattutto con ancora forti discontinuit3 s"aziali e "unte massime nella zona costiera+ che d(altra "arte costituisce l(area di maggiore rischio am ientale. Si ritiene dun8ue necessario che le cam"agne di li&ellazione "roseguano nel tem"o con una cadenza regolare. Accanto alla li&ellazione+ come C gi3 a&&enuto+ "otranno tro&are a""licazione tecniche s"aziali 8uali il %PS @gi3 in uso nell(area di !a&enna "er un numero limitato di "untiA. Il !a""orto "resentata dalla Pro&incia di !a&enna "one&a l(attenzione su una serie di =indicatori di !is"osta>) Piano degli emungimenti In ase alla Legge 02 dicem re 05;2+ n. ;:1 "er la "rotezione del territorio del comune di !a&enna dal fenomeno della su sidenza+ la !egione Emilia ' !omagna+ d(intesa con il Ministero dei La&ori "u lici+ ha "redis"osto+ con deli erazione consiliare 0<H9H05;9+ n. 0792+ il Piano "er il controllo degli emungimenti dal sottosuolo @Piano di&enuto esecuti&o con la "u licazione del D.P.C.M. n. 905 del 40 no&em re 05;9A nelle aree di 74 comuni delle "ro&ince di !a&enna+ Forl- e Bologna+ i cui territori sono

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assoggettati a tutela della "u della medesima legge.

lica amministrazione+ ai sensi dell(articolo :

I comuni della "ro&incia di !a&enna che ricadono nel regime di tutela sono) Conselice+ Alfonsine+ Fusignano+ Massa Lom arda+ Sant(Agata sul Santerno+ Lugo+ Bagnaca&allo+ !a&enna+ Bagnara di !omagna+ Cotignola+ !ussi+ Solarolo+ Castel Bolognese+ Faenza+ !iolo ,erme+ Cer&ia. Il Piano "er il controllo degli emungimenti "re&ede il diniego di nuo&e autorizzazioni alla ricerca ed alle estrazioni di ac8ue sotterranee "er usi eFtra'domestici nel territorio dei comuni assoggettati a tutela+ fatto sal&o il soddisfacimento dell(idroesigenza do&uta alle alimentazioni di ac8uedotti "u lici o al trasferimento di un insediamento "rodutti&o con contestuale chiusura dei "ozzi gi3 autorizzati. Piano difesa costa Il =Piano Progettuale "er la difesa della costa emiliano ' romagnola> @Bologna 05;0'05;9A C ancora oggi il Piano di riferimento "er la "ianificazione territoriale e "er la gestione della costa della Pro&incia di !a&enna @la Deli erazione regionale di a""ro&azione del Piano C del 05;:A. Il ="rogetto di "iano "er la difesa dal mare e la ri8ualificazione am ientale del litorale della regione Emilia ' !omagna> @Bologna 055<A+ aggiornamento del "recedente+ C attualmente in fase di consultazione da "arte degli Enti Locali. La filosofia di entram i i documenti consiste nello sta ilire una serie di azioni del Piano schematizza ili in) 0A azioni finalizzate alla rimozione delle cause di dissesto) aumentare il tras"orto di materiale solido al mare da "arte dei fiumi+ com attere il fenomeno della su sidenza+ migliorare la 8ualit3 e ridurre l(im"atto delle o"ere a mareD 4A azioni finalizzate alla difesa e ri8ualificazione delle s"iagge) difendere le aree critiche+ allargare le s"iagge. O im"ortante delineare una cronistoria sintetica della normati&a relati&a alla difesa della costa. Alcune indicazioni sulla difesa degli a itati risalgono ancora alla L. n. 1:4 del 0527. La storia moderna in materia inizia con l(Art. <5 del D.P.!. n. <0<H0577+ che sta ilisce la "ossi ilit3 di com"etenze
Relazione Generale 001

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regionali. La L. n. ;:1H05;2 @cosidetta legge s"eciale "er !a&enna+ contro la su sidenzaA ha "ermesso una serie di inter&enti @"eraltro non tutti in linea con la filosofia so"racitataA. La L. n. 0;9H05;5 @sulla difesa del suoloA indi&idua com"etenze da delegare alle !egioni @Art. 02A+ norma ancora non attuata. La L. n. 15H0557 ed il D.Lgs. n. 004H055; ri adiscono le com"etenze regionali+ rimandando "erL a norma futura l(attuazione. Infine+ la L.!. n. 9H0555 sta ilisce+ all(art. 0::+ che la regione eserciter3 le com"etenze trasmesse dallo Stato in accordo con gli enti locali+ una &olta che sia definita la norma "re&ista dalla L. n. 15H0557 e dal D.Lgs. n. 004H055;. L(im"ortante 8uestione della gestione del litorale &a considerata alla luce di altre norme della L. n. 0;9H05;5+ che "re&ede che siano le Autorit3 di Bacino a "rogrammare+ mediante i Piani di Bacino+ gli inter&enti sui acini idrografici e sul litorale) C infatti e&idente che inter&enti+ gestione e normati&a sull(uso del territorio de&ono tro&are organica ricom"osizione nell(am ito delle unit3 fisiografiche costituite dai acini idrografici e dalle sezioni di costa su cui i acini insistono ed hanno influenza. O comun8ue da garantire una &isione coerente del litorale regionale+ data la unitariet3 di tale sistema fisico. Il =Progetto di Piano> del 055<+ sulla ase delle conoscenze sul sistema costiero+ "ro"osta una serie di inter&enti da attuarsi in un "eriodo di dieci anni @,a . 07AD tali inter&enti sono da intendersi come i"otesi =minimale> e 8uali condizioni "er una difesa della costa sufficiente e integrata su tutto il sistema del litorale emiliano ' romagnolo. La realizzazione di tali inter&enti com"orta una s"esa "resunti&a dell(ordine di 0;.::7 milioni di lire @al 055<A "er il territorio della "ro&incia di !a&enna @C da s"ecificare che anche l(inter&ento relati&o al nord del litorale di Cesenatico a&re e influenze "ositi&e sulla "arte meridionale della costa del comune di Cer&iaA. Il Progetto di Piano "resenta inoltre un(altra i"otesi @"rogramma massimale di inter&entiA+ il cui o ietti&o C l(aumento della larghezza delle s"iagge ad un minimo di 022 m. "er 8uelle di uso turistico e di 12 m. "er le altre.

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TITOLO IIL 5! DRO LEGISL TI-O DI RI6ERI#ENTO

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GGIO $121 "1R/. P.R I) RIASS.%%1 1RGA"I22A%I01 . 53"2I1"A). '.))A 'I5.SA '.) S31)1

L LEGGE N% $2( DEL $2 #

Con l(entrata in &igore della legge 0;9H;5 &eni&a sancita la centralit3 del "ro lema della difesa del suolo+ della sal&aguardia e del risanamento delle ac8ue+ della fruizione "rogrammata della risorsa idrica "er gli usi razionali di s&ilu""o economico e sociale e la tutela degli as"etti am ientali connessi a dette "ro lematiche. Sulla ase delle indicazioni del relati&o D.P.C.M. 49 marzo 0552 sono stati redatti i "rimi schemi "re&isionali e "rogrammatici ed C stato im"ostato il sistema di segnalazioni degli inter&enti da finanziare sulla ase di una scheda descritti&a "er ciascuna delle categorie "re&iste.

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La &alutazione degli inter&enti C stata effettuata mediante un sistema a "unti che "ermette&a di stilare una graduatoria delle situazioni segnalate+ tenuto "resente che il "unto 1 D.P.C.M. 49H29H0552 chiede anche di "ri&ilegiare gli inter&enti com"ati ili con i "re&edi ili futuri assetti del acino da indi&iduarsi in sede di =organica sistemazione> e cioC che a iano il carattere di definiti&it3+ di coerenza con le finalit3 della legge e di ca"acit3 di incidere sulle cause dei fenomeni di dissesto e di degrado e non solamente sugli effetti. Allo sco"o di definire il 8uadro delle necessit3 di inter&enti l(Autorit3 dei Bacini !egionali romagnoli ha redatto una =Scheda di "rogetto> con cui rile&are+ ed ordinare "er "riorit3+ le situazioni di rischio su cui "ro"orre gli inter&enti da inserire nel "rogramma+ cos- come richiesto dal D.P.C.M. 49 marzo 0552. Al fine della "redis"osizione di "rogrammi di inter&ento in materia di difesa del suolo C sem"re stato necessario+ da "arte della !egione+ gestire una serie di segnalazioni di situazioni merite&oli di inter&ento+ "ro&enienti dai &ari ser&izi "ro&inciali di difesa del suolo @e da altri entiA+ con la necessit3 di organizzarle ed attri uire loro "riorit3 di finanziamento. Nel settore della difesa del suolo+ tutto 8uesto com"orta una &alutazione di rischio "iB o meno alto "er le di&erse situazioni+ s"esso "erL difficilmente confronta ili tra loro. Come gi3 ricordato+ lo stesso Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 49 marzo 0552+ Atto di indirizzo e coordinamento ai fini della ela orazione e della adozione degli schemi "re&isionali e "rogrammatici di cui all(art. 90 della legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9+ recante norme "er il riassetto organizzati&o e funzionale della difesa del suolo+ richiede al "unto 1 . "redis"osizione degli schemi "re&isionali e "rogrammatici . che l(indi&iduazione delle aree do&e risulta essere "iB urgente la necessit3 di inter&enire+ "ossano essere fatte sulla ase di integrazioni riguardo alla ="ro a ilit3> che un e&ento "rodutti&o di danno si &erifichi+ alla =&ulnera ilit3> del contesto territoriale ed am ientale su cui si a atte ed infine al =&alore> monetario o am ientale+ di eni che risultano es"osti anche in considerazione del loro "regio naturalistico eHo culturale escludendo da 8uest(ultima+ o&&iamente+ la &ita umana da sal&aguardare
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comun8ue. L(interazione di 8uesti fattori "orta alla &alutazione di =rischio>. Il rischio C 8uindi il risultato della somma @o "er meglio dire interazioneA di altri "arametri e cioC "ericolosit3+ &ulnera ilit3 ed es"osizione @dannoA che sono a""unto di non definita @o sicuraA caratterizzazione nel caso della "ericolosit3+ o soggetti a &alutazioni &aria ili anche in relazione a "arametri di ti"o socio.economico.

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$'% LE INDIC )IONI DEL D%P%R% $2 L!GLIO $11,1 $RI%.RI P.R )A R.'A2I1". '.) PIA"1 'I BA$I"1

/n "rezioso riferimento+ nella costruzione del Piano dei Bacini !omagnoli+ dalle indicazioni metodologiche definite dal D.P.!. 0; luglio 0551+ "u licato sulla %./. n. 7 del 02 gennaio 055<+ $pprovazione dell+atto di indirizzo e coordinamento concernente i criteri per la redazione del Piano di *acino. Il Decreto =ritenuta l(o""ortunit3 di fissare criteri e metodi al fine di indirizzare e coordinare l(atti&it3 di "ianificazione demandata ai com"etenti #rgani delle Autorit3 di Bacino di rilie&o nazionale+ interregionale e regionale "er conseguire+ "ur nella di&ersa caratterizzazione delle "ro lematiche di ciascun acino idrografico+ unitariet3 di im"ostazione+ omogeneit3 di contenuti e coerenza di indirizzo metodologico nella indi&iduazione degli s8uili ri territoriali e delle relati&e soluzioni di inter&ento>+ a""ro&a&a un atto di indirizzo e coordinamento concernente i criteri ed i contenuti del Piano di Bacino+ che &engono di seguito richiamati. IIl Piano di Bacino C un Piano territoriale di settore con criteri+ indirizzi+ "rescrizioni+ norme ed inter&enti finalizzati alla conser&azione e gestione delle risorse del acino idrografico. La redazione del Piano di Bacino si articola in tre fasi+ che &anno realizzate non necessariamente in se8uenza ma correlate in un "rocesso interatti&o fra di loro e "er le 8uali C necessario l(es"letamento delle atti&it3 che &engono 8ui di seguito richiamate. $% Stato delle conoscenze Puesta fase ha lo sco"o di raccogliere e riordinare le conoscenze esistenti sul acino+ al fine di renderle dis"oni ili+ oltre che all(Autorit3 di Bacino ed alla Direzione %enerale Difesa del Suolo+ a tutte le altre Amministrazioni+ agli Enti e alle "o"olazioni interessati. ,utte le informazioni saranno ri"ortate in o""ortune raccolte tematiche inserite in
1

Allegato al D.P.!. 0; luglio 0551+ "u licato sulla %./. n. 7 del 02 gennaio 055<+ $pprovazione dell+atto di indirizzo e coordinamento concernente i criteri per la redazione del Piano di *acino"

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un 8uadro organizzato delle conoscenze+ o&e saranno indicati i dati rile&ati e le &arie fonti di rile&amento. Le informazioni raccolte do&ranno anche essere ri"ortate su o""ortuna cartografia tematica. A tal fine si do&r3 scegliere un(adeguata ed unificata scala+ che "er le ra""resentazioni com"lessi&e+ relati&e a tutta l(area del acino+ do&r3 essere almeno 0)022.222 e+ "er i acini "iB "iccoli+ almeno 0)12.222. Scale maggiori saranno o""ortunamente scelte "er le ra""resentazioni di dettaglio+ mentre "er i acini di grande estensione e do&e scarseggiano le informazioni "otranno essere utili anche ra""resentazioni d(assieme in scale minori. #"erando con ela oratori elettronici "er la messa a "unto e la "resentazione+ anche grafica+ delle informazioni raccolte+ do&ranno essere s"ecificati il softQare e le conoscenze di ase utilizzati+ indicando inoltre le caratteristiche dello hardQare im"iegato. Per 8uanto attiene l(ac8uisizione e gestione dell(informazione raccolta+ sar3 definito un =8uadro organizzato delle conoscenze>+ secondo una strutturazione logica e funzionale nei confronti degli o ietti&i "osti dal "iano. ,ale strutturazione+ che sar3 normalizzata in modo da essere adottata da tutti gli studi di Piano di Bacino+ do&r3 comun8ue corris"ondere a re8uisiti di flessi ilit3 tali da consentire un trattamento dell(informazione secondo le esigenze dello s"ecifico contesto territoriale in esame che+ e&identemente+ condizionano i "rocessi di rile&amento ed ela orazione delle informazioni. Il 8uadro conosciti&o sar3 organizzato in modo informatico seguendo i seguenti criteri generali) schedatura gesti ile "er ela orazione matematica e statistica dei dati archi&iati in forma numericaD ra""resentazione cartografica &ettorialeD testi originali. Le s"ecifiche del sistema informatico di gestione relazionale del data ase saranno fornite dal Di"artimento dei Ser&izi ,ecnici Nazionali ed adottate dal coordinamento centrale istituito "resso la Direzione %enerale "er la Difesa del Suolo. Il data ase di ogni Autorit3 di Bacino do&r3 essere infatti com"ati ile e integra ile nel data ase della Direzione %enerale della

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Difesa del Suolo del Ministero dei La&ori Pu lici+ del S.I.N.A. del Ministero dell(Am iente e del sistema informati&o unico del Di"artimento dei Ser&izi ,ecnici Nazionali. A tal fine esso do&r3 "ossedere almeno le seguenti caratteristiche) "ossi ilit3 di aggiornamento della "resente &ersione del data ase senza mani"olazione dei cataloghi gi3 archi&iatiD facilit3 di gestione da "arte di "ersonale non necessariamente s"ecializzato in informaticaD facilit3 di inserimento di nuo&i datiD facilit3 di formazione di nuo&i @non "re&istiA cataloghiD gestione delle informazioni territoriali e loro restituzioni in forma cartograficaD "ossi ilit3 di "redis"orre il data ase secondo un di&erso criterio di archi&iazione. Sar3 descritto l(attuale stato di consistenza di ogni sistema di o"ere+ mostrando la sua e&oluzione nel tem"o ed indicandone le situazioni di dettaglio. In Carte tematiche di sintesi do&ranno essere mostrate le interconnessioni esistenti tra i singoli sistemi di o"ere insediate sul acino ed e&entualmente anche esterne ad esso. 0.0 Descrizione dell(am iente fisiografico. Puesta atti&it3 do&r3 consentire la definizione di tutti gli elementi di ase "er in8uadrare i "ro lemi da esaminare con il Piano di Bacino e si articoler3 innanzitutto su dati gi3 dis"oni ili ed ac8uisiti in a""licazione del D.P.!. 7 gennaio 0554+ tenendo "resente che ulteriori e "articolareggiate informazioni saranno raccolte+ analizzate ed utilizzate nei successi&i tem"i di "redis"osizione ed attuazione del Piano di Bacino. 0.0.0 Indi&iduazione del acino. Sar3 indi&iduato lo s"artiac8ue naturale. Do&e meno e&idente risulta lo s"artiac8ue+ si definiranno a""ro"riati contorni del acino sulla ase di documentate i"otesi+ tenendo "resenti anche la 2conformazione del acino sotterraneo e gli e&entuali inter&enti antro"ici modificanti la rete idrografica. Saranno "oste in e&idenza le e&entuali interazioni+ naturali e antro"iche+ con i acini idrografici limitrofi. Per i acini con foce a mare si identificheranno le zone litoranee nelle 8uali C sentito l(effetto degli a""orti
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idrici e sedimentari del fiume+ in termini di correnti litoranee "re&alenti+ di tras"orto solido costiero+ di assetto iologico+ di e&entuali in8uinamenti e di 8uanto altro "ossa interessare l(am iente marino. Per 8uesta atti&it3 conosciti&a C "erciL necessario attuare) la delimitazione del acino idrografico oggetto del Piano e la delimitazione della rete idrografica+ secondo le indicazioni fornite dal D.P.!. sulla delimitazione dei acini idrografici di rilie&o nazionale ed interregionaleD la delimitazione dei sotto acini fino al massimo ordine richiesto dalla natura e dall(im"ortanza dei "ro lemi da trattareD l(indi&iduazione dei acini sotterranei e delle loro interconnessioni+ se chiaramente accerta ili+ con acini idrografici limitrofi a 8uello in esameD la delimitazione delle unit3 fisiografiche costiere collegate al acino interessato+ indi&iduando+ se "ossi ile+ i meccanismi di massima che ne regolano la dinamica. Per tutte le atti&it3 "iB so"ra elencate+ 8ualora non fossero dis"oni ili informazioni ritenute essenziali+ si far3 es"licita menzione di tale carenza conosciti&a+ indicando nel contem"o gli studi integrati&i necessari+ con sufficiente grado di dettaglio+ che com"letano i "rogrammi di cui all(articolo 0 del D.P.!. 7 gennaio 0554. 0.0.4 Morfologia+ geologia+ "edologia+ idrogeologia+ uso del suolo. Le informazioni da organizzare riguardano) l(indi&iduazione delle grandi unit3 litomorfologicheD i loro caratteri altimetrici+ idrografici+ geomorfologici+ geologici+ geochimici+ giacimentologici+ idrogeologici e "edologiciD la co"ertura &egetaleD fenomeni di erosione e modificazione dei suoli+ anche in relazione all(uso antro"icoD natura+ le caratteristiche geochimiche+ la consistenza e la 8ualit3 delle ac8ue sotterranee+ la stratigrafia degli ac8uiferi e la loro "iezometriaD u icazione e la ti"ologia delle sorgenti e delle risorgi&eD

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caratteri morfologici dei corsi d(ac8ua e la natura del tras"orto solido in al&eoD le aree di alimentazione degli ac8uiferiD l(uso del suoloD le ca"acit3 d(uso del suolo @#and capabilit%AD le caratteristiche "edologiche+ in ra""orto alla idrologia su"erficiale e sotterranea+ alla ti"ologia taFonomica+ all(uso attuale del suolo+ alla sta ilit3 dei &ersantiD gli e&entuali giacimenti dei materiali solidi+ li8uidi e gassosi di "articolare interesse. 0.0.9 Climatologia ed idrologia. Sar3 e&idenziata la climatologia del acino+ anche raffrontandola con 8uella dei acini limitrofi e curando+ in "articolare) indi&iduazione dei regimi "lu&iometrici e delle zone "lu&iometriche omogeneeD indi&iduazione delle caratteristiche idrologiche in relazione all(uso del suoloD indi&iduazione dei regimi idrologici e delle relati&e zone idrologiche omogeneeD caratterizzazione degli e&enti estremi "lu&iometrici e idrologiciD la ni&ologia e la glaciologia+ con riferimento al regime dei ghiacciaiD il 8uadro geochimico delle ac8ue. Sar3 curata "articolarmente l(informazione relati&a ai corsi d(ac8ua del acino+ con riferimento alle misure di li&ello+ "ortata e tras"orto solido in sezioni caratteristiche. Saranno inoltre e&idenziate le modifiche "lanimetriche ed altimetriche degli al&ei+ come conseguenza dell(erosione e delle &arie forme di tras"orto solido. Per i fiumi sfocianti a mare saranno esaminate le interazioni fra ac8ua dolce ed ac8ua salata+ la &ariazione dei li&elli come conseguenza delle maree+ la risalita del cuneo salino+ il com"ortamento della arra di foce e di e&entuali rami deltizi.

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Per i acini che com"rendono ac8ue di transizione @lagune+ stagni costieriA+ saranno e&idenziate le interazioni di dette ac8ue con 8uelle flu&iali+ in termini di "ortate+ &ariazioni di li&ello+ di a""orto+ di materiale solido+ di caratteri chimici e di carichi in8uinanti. Per la raccolta di 8ueste informazioni si far3 riferimento ai dati correnti raccolti da tutti gli Enti interessati @Ser&izio Idrografico e Mareografico+ Aeronautica Militare+ Istituto Idrografico della Marina+ Enel+ Ministero "er il Coordinamento delle Politiche Agricole+ Alimentari e Forestali+ Consorzi+ /ffici !egionaliA+ nonchG da /ni&ersit3 ed Istituti di !icerca. Saranno inoltre indi&iduate le stazioni di rile&amento esistenti ed o"eranti+ unitamente all(Ente che le gestisce+ con l(indicazione della ris"etti&a area di co"ertura+ della strumentazione im"iegata+ dei "eriodi e delle modalit3 di funzionamento e della consistenza e 8ualit3 degli archi&i di dati. Si "ro&&eder3 infine ad una descrizione degli e&enti storici "iB significati&i in materia di inondazioni ed allagamenti &erificatesi nel acino. Nelle zone a "ericolo &alanghi&o sar3 redatta una Carta di "ro a ile localizzazione delle &alanghe) tale Carta segnaler3 anche le atti&it3 antro"iche e gli insediamenti a rischio ed i sistemi di o"ere di "rotezione+ sia nella zona di distacco delle &alanghe che nelle zone di scorrimento e di accumulo. 0.0.: Sedimentologia e tras"orto solido. Saranno raccolte tutte le informazioni atte a definire il ilancio sedimentologico a li&ello di acino o di sotto acino+ tenendo anche in de ito conto l(a""orto di sedimenti al mare. ,ale disamina sar3 effettuata in termini di) contri uti sedimentari 8uantitati&i e 8ualitati&i delle di&erse unit3 lito. morfo."edologiche caratteristiche delle &arie "arti del acinoD caratteri sedimentologici dei corsi d(ac8uaD tras"orto solido costiero e nella zona di mare esterna contigua al sistema di s"iaggeD "rinci"ali ti"i di gestione dei suoli che causano l(erosione ed il tras"orto solido. Dei laghi+ dei ser atoi e delle o"ere idrauliche si e&idenzieranno gli effetti dell(interrimento+ la 8ualit3 dei materiali di sedimentazione e la loro

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"ro&enienza+ nonchG gli as"etti limnologici delle ac8ue. Per le ac8ue costiere interessanti il acino saranno e&idenziati l(as"etto idrodinamico delle &ariazioni del li&ello marino e del moto ondoso in ac8ue asse+ delle correnti litoranee "redominanti+ le modalit3 di erosione delle s"iagge. 0.4 Normati&a e caratterizzazione delle ri"artizioni amministrati&e. I risultati e le conoscenze ac8uisite durante la fase conosciti&a saranno in8uadrati nell(esistente legislazione e 8uindi do&r3 "reliminarmente essere fissato l(as"etto amministrati&o entro cui sono da effettuarsi gli inter&enti sul acino+ tenendo "resente il riferimento normati&o deri&ato dalle leggi dello Stato e delle !egioni+ nonchG dalle connesse norme attuati&e. Saranno indi&iduati i soggetti giuridici ed amministrati&i che s&olgono atti&it3 di "ianificazione di interesse "er il acino o comun8ue territorialmente com"etenti+ con definizione della relati&a giurisdizione tecnica ed amministrati&a. Saranno identificati) gli e&entuali confini di Stato e la natura delle Autorit3 estere o"eranti nelle zone a""artenenti al acinoD i limiti di !egione+ Pro&incia e ComuneD i limiti giurisdizionali di Consorzi e di "articolari aggregazioniD gli Enti e gli organismi interessati alle finalit3 della legge n. 0;9H;5 "er il acino in esame o territorialmente com"etentiD le strutture amministrati&e che sono direttamente o indirettamente com"etenti pro tempore+ 8uali gli assessorati+ gli uffici s"eciali+ l(organizzazione tecnica di su""orto ai singoli uffici+ il "ersonale tecnico e le ris"etti&e 8ualificazioni+ le "rocedure amministrati&e e tecniche seguite "er l(es"letamento delle funzioni istituzionali dell(ufficioD i centri e gli organismi di ricerca che a iano o"erato od o"erino nel acinoD i mezzi tecnici dis"oni ili @strumentazione+ hardQare e softQare informatico+ mezzi di tras"orto+ etc.A "er i singoli ufficiD le atti&it3 di "u licizzazione e di editing dei singoli ufficiD le reti di monitoraggio+ con la descrizione del loro grado di interconnessioneD

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l(ammontare dei finanziamenti negli ultimi 02 anni "er inter&enti e manutenzione. Si "ro&&eder3 8uindi al censimento ed all(analisi degli strumenti di "ianificazione+ e&idenziandone l(im"atto sui "ro lemi e sugli as"etti s"ecifici del acino+ ed in "articolare sulla "ossi ilit3 di armonizzare e rendere com"ati ili fra loro i di&ersi "iani. Ai fini del coordinamento di cui al comma :U dell(art. 07 . Legge 0;9H05;5+ si "renderanno in considerazione+ in 8uanto costituenti lo scenario di riferimento) Pro&&edimenti della "rogrammazione comunitaria e nazionaleD Piani regionali di s&ilu""oD Piani territoriali regionali di coordinamento ed i Piani regionali "aesisticiD Piani territoriali "ro&inciali+ Piani com"rensoriali e Piani territoriali di area su .regionaleD Piani e Programmi regionali e "ro&inciali di settore+ i&i com"resi 8uelli riguardanti "orzioni su .regionali e su ."ro&inciali @ad esem"io+ il Piano regolatore degli ac8uedotti+ il Piano di risanamento delle ac8ue+ i Piani di infrastrutture a rete e "untuali+ i Piani di smaltimento dei rifiuti solidi ur ani e tossico.noci&i+ i Piani della onifica e degli insediamenti "rodutti&i+ etc.+ nonchG i Piani ed i Programmi di cui alla Legge ; giugno 0552 n.0:4AD Programmi di inter&enti ed i sistemi di "rogetti relati&i ai settori delle atti&it3 "rimarie+ secondarie e terziarie @ad esem"io+ i Programmi "er l(agricoltura+ "er la forestazione+ "er il controllo dell(in8uinamento atmosferico+ "er lo s&ilu""o turistico+ "er i tras"orti+ "er le idro&ie+ "er il settore energetico+ "er la "ortualit3+ "er i "archi e le riser&e+ etc.A. ,utte 8ueste informazioni saranno ri"ortate su a""ro"riata cartografia+ secondo le scale unificate "rescelte. Per la raccolta delle informazioni si "otr3 altres- far ca"o agli uffici dello Stato+ delle !egioni e delle Amministrazioni locali @Pro&incie+ Comunit3 Montane+ ComuniA+ ad /ni&ersit3 ed Istituti CN! nonchG ad altre fonti comun8ue dis"oni ili. Degli Enti a com"etenza nazionale saranno indi&iduati gli uffici "eriferici o le sezioni com"etenti "er il acino in esame.
Relazione Generale 047

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Saranno inoltre indi&iduati) tutte le leggi nazionali e le diretti&e della Comunit3 Euro"ea+ distinguendo tra 8uelle rece"ite e 8uelle in &ia di rece"imento+ e gli e&entuali accordi internazionaliD le leggi ed i regolamenti regionaliD le dis"osizioni "ro&inciali e le ordinanze locali "iB significati&eD im"oste+ canoni e contri uti "articolariD i criteri di tariffazione "er i &ari usi dell(ac8ua e "er i ser&izi di raccolta+ tras"orto e trattamento delle ac8ue reflueD gli strumenti di finanziamento ad o"era dello Stato+ della Comunit3 Euro"ea e delle !egioni distinguendo tra 8uelle rece"ite e 8uelle in &ia di rece"imento+ e gli e&entuali accordi internazionali. 0.9 Descrizione dell(am iente antro"ico @stato di fattoA. L(ela orazione del Piano di Bacino richiede la conoscenza dello stato di antro"izzazione del territorio e della dinamica insediati&a. O "ertanto necessario "rocedere all(identificazione dell(uso del territorio e delle atti&it3 economiche interessanti il Piano+ con "articolare riferimento a) trend demografico e socio.economicoD aree marginali+ incolte e soggette a desertificazioneD "archi e zone "rotetteD zone soggette a &incoli e ser&itB in ase a leggi s"eciali @&incolo monumentale+ "aesistico+ archeologico+ etc.AD miniere+ ca&e+ "erforazioni "rofonde ed atti&it3 estratti&e in al&eoD zone agricole+ con l(identificazione delle colture "re&alenti e dell(atti&it3 irrigua e relati&a struttura fondiaria+ oschi+ zone di rim oschimento e colture ar oree da legno+ "ascoli ed alle&amenti zootecnici intensi&iD zone adi ite alla "esca ed all(ac8uacolturaD zone ur ane+ con le tendenze es"ansi&eD zone industriali+ commerciali+ "rodutti&e in genereD discariche di rifiuti solidi ur ani+ industriali+ s"ecialiD zone turistiche+ ricreati&e e di "articolare interesse storico e "aesaggisticoD

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zone soggette a "articolari ser&itB di carattere idraulico+ "er il traffico e la difesa nazionaleD dighe ed o"ere di ritenutaD im"ianti idroelettriciD strade+ autostrade+ ferro&ie+ aero"orti e "orti di "articolare im"atto sulle condizioni am ientaliD infrastrutture a rete @ac8uedotti+ fognature+ im"ianti di de"urazione+ di onifica+ irrigazione+ etc.AD idro&ie. 0.: /tilizzo delle ac8ue. Con l(ausilio di adeguata ra""resentazione cartografica+ nelle "rescelte scale unificate+ saranno e&idenziati) gli usi "ota ili+ indicando i "unti e le modalit3 di "relie&o dai cor"i idrici su"erficiali e sotterranei+ le o"ere di in&aso+ adduzione+ solle&amento e "ota ilizzazioneD gli usi irrigui+ indicando i "unti e le modalit3 di "relie&o+ adduzione+ ri"artizione+ adac8uamento e restituzione delle "ortate di su"eroD gli usi secondari "er l(agricoltura+ la "astorizia e la zootecniaD gli usi industriali) nella segnalazione degli ac8uedotti industriali si e&idenzieranno i "unti e le modalit3 di "rele&amento+ le strutture di adduzione+ trattamento e restituzione dei refluiD gli usi idroelettrici+ con l(indicazione delle o"ere di s arramento+ scarico+ tras"orto e restituzione dell(ac8ua+ nonchG con l(u icazione e la ti"ologia delle centraliD gli usi termoelettrici+ con l(u icazione delle centrali+ il sistema di raffreddamento+ l(u icazione e la ti"ologia delle o"ere di "relie&o e di scarico+ le caratteristiche dei ser&izi idrici ausiliari. Per ciascuno dei "recedenti im"ieghi saranno ri"ortati) gli estremi dei "ro&&edimenti di concessioneD le "ortate minime e massime "rele&ateD i &olumi "rele&ati annualmente e 8uelli e&entualmente restituitiD i calendari di "relie&oD gli e&entuali canoni di concessione.

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Saranno ancora descritti gli utilizzi dell(ac8ua "er) la na&igazione interna+ indicando l(u icazione e la ti"ologia delle o"ere fisse @canali+ "orti+ sostegni+ concheA+ i tiranti minimi di na&igazione+ i criteri di esercizioD gli usi naturalistici ed am ientali @aree "rotette+ "archi+ zone di "esca+ di alneazione e di interesse "aesaggistico e monumentaleA. Si do&r3 inoltre effettuare una &alutazione dei fenomeni di a usi&ismo. Saranno infine da identificare tutte le forme di utilizzo di risorse non con&enzionali+ e&idenziandone le "otenzialit3 e gli as"etti tecnologici. /tilizzando le informazioni re"erite+ saranno redatte carte dell(uso attuale delle ac8ue in scala a""ro"riata+ ordinariamente 0)022.222 @0)12.222 "er i acini minoriA. 0.1 Censimento degli scarichi nei cor"i idrici. Saranno indi&iduati tutti gli scarichi significati&i concentrati "ro&enienti da utilizzazioni idriche di natura domestica+ ur ana+ industriale e zootecnica+ reca"itanti nei cor"i idrici su"erficiali e sotterranei+ "recisando) gli estremi dell(autorizzazioneD la data di costruzione e 8uella di inizio del funzionamento+ nonchG gli e&entuali "eriodi di interruzione e le relati&e causeD l(u icazione+ in ase alle coordinate geografiche ed alla 8uota sul li&ello del mareD le caratteristiche idrauliche @a "elo li ero+ in "ressione+ a getto li ero o sommersoAD le caratteristiche del cor"o idrico recettore e la sua "ossi ilit3 di rigurgitare lo scaricoD la "ortata minima+ media e massima dell(affluenteD il &olume annuo scaricatoD le modalit3 di funzionamento nel tem"oD le loro caratteristiche 8ualitati&e in ase ad un certo numero di "arametri significati&iD l(e&entuale esistenza di situazioni di contenzioso e di inter&ento delle autorit3 sanitaria e giudiziaria.

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L(u icazione dello scarico e le sue caratteristiche "rinci"ali saranno indicate nella cartografia tematica+ nelle scale unificate "rescelte e con o""ortuno sim olismo unificato. Per gli scarichi "ro&enienti dall(agricoltura e dalle altre atti&it3 che danno luogo ad immissioni diffuse nei cor"i idrici su"erficiali e sotterranei+ si indicheranno con o""ortuno sim olismo tutte le zone di influenza+ "recisando le modalit3 di scarico e la ti"ologia 8ualitati&a delle ac8ue s&ersate. Le informazioni raccolte saranno sintetizzate su cartografia tematica. 0.< Stato di 8ualit3 delle ac8ue. Lo stato di 8ualit3 delle ac8ue &err3 definito attra&erso idonei indicatori in grado di ra""resentare le di&erse condizioni di com"romissione dei cor"i idrici+ anche sotto l(as"etto dello stato trofico+ &erranno utilizzati tutti i dati resi dis"oni ili e deri&anti dalle indagini effettuate ai li&elli regionali+ "ro&inciali e locali+ relati&amente allo stato di 8ualit3 delle ac8ue su"erficiali+ sotterranee e costiere. ?err3 fatto s"ecifico riferimento alle stazioni di rile&amento della 8ualit3 delle ac8ue+ nonchG alle modalit3 di cam"ionamento e di analisi. Con i dati dis"oni ili sar3 inoltre e&idenziata l(e&oluzione tem"orale dello stato di 8ualit3 dei cor"i idrici+ in relazione alle caratteristiche naturali delle ac8ue ed alle atti&it3 antro"iche della zona+ indi&iduando tratti e zone omogenee con caratteristiche 8ualitati&e "articolari+ anche in &ista di azioni tendenti alla classificazione dei cor"i idrici stessi ed al recu"ero della 8ualit3. Per i laghi sar3 &erificato lo stato trofico delle ac8ue. I dati in 8uestione saranno oggetto di s"ecifiche ela orazioni e &erranno considerati gli as"etti fisici+ chimici e iologici della 8ualit3+ in relazione agli standard d(idoneit3 d(uso delle ac8ue. 0.7 Censimento delle o"ere di difesa del territorio. Saranno indi&iduati i sistemi di o"ere o le o"ere indi&iduali+ 8ualora esse siano di sufficiente consistenza+ "re"oste a)

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difesa idraulica @argini di "iena+ canali de&iatori o scolmatori+ acini o ser atoi di laminazione delle "iene+ casse di es"ansione+ etc.A indicandone le caratteristiche generali e le finalit3+ l(area o l(entit3 "rotettaD sistemazione delle aree in frana @o"ere di sostegno+ drenaggi+ etc.A indicando le caratteristiche del fenomeno franoso delle o"ereD inter&enti "er la "rotezione dall(erosione @sistemazioni idraulico. forestali+ sistemazioni flu&ialiA indicando i caratteri del fenomeno erosi&o e gli elementi generali del "iano di sistemazioneD "rotezione dalle &alanghe indicando i caratteri generali del "iano delle o"ere. #&e "ossi ile+ sar3 indicata la data o il "eriodo di costruzione delle o"ere. In aggiunta alle o"ere esistenti saranno censite anche le o"ere il cui "rogetto sia finanziato o sia in corso di finanziamento+ in tal caso saranno indicati gli estremi del "rogetto e della dis"osizione del finanziamento. Le informazioni raccolte saranno ri"ortate con o""ortuno sim olismo su Carta tematica+ sulla 8uale saranno e&idenziate+ indicando i singoli usi+ anche le o"ere idrauliche adi ite ad usi "lurimi. 0.; Stato di manutenzione e di efficienza delle o"ere. Per tutte le o"ere realizzate+ siano esse destinate al "relie&o+ tras"orto e distri uzione delle ac8ue da utilizzare+ o""ure al collettamento e smaltimento degli scarichi+ o""ure al controllo delle "iene e "re&enzione delle inondazioni+ o""ure ancora alla "re&enzione dell(in8uinamento delle ac8ue su"erficiali e sotterranee+ saranno indicati il grado di efficienza e lo stato di manutenzione+ in termini di inter&enti attuati o da attuare+ con l(indicazione dei relati&i costi e delle ris"etti&e com"etenze ad inter&enire. '% Indi0iduazione degli s&uilibri Con la dizione generale di s8uili rio si intende definire 8uelle situazioni+ manifeste o "re&edi ili+ nelle 8uali lo stato attuale del territorio "resenta condizioni di rischio eHo di degrado am ientale negati&e "er la &ita e lo s&ilu""o delle "o"olazioni interessate costituendo+ al tem"o stesso+ moti&o di inter&ento ad o"era della "re"osta autorit3. Sono "ertanto s8uili ri)

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le situazioni di rischio idraulico+ geologico ed am ientaleD le alterazioni nella 8ualit3 degli ecosistemi @flora+ faunaAD le insufficienze nella dis"oni ilit3 8uali.8uantitati&a delle risorseD il so&rasfruttamento delle risorse dis"oni iliD l(in8uinamento delle ac8ue e del suoloD la non ris"ondenza delle o"ere esistenti agli s"ecifici o ietti&i "osti da raggiungere.

In ciascuno dei di&ersi am iti disci"linari il riconoscimento degli s8uili ri "otr3 a&&enire con criteri differenti. Il riconoscimento degli s8uili ri di &aria natura interessanti il acino com"orta l(ac8uisizione delle relati&e conoscenze definite nella fase conosciti&a e costituisce il "asso "reliminare della "ianificazione) sulla ase delle risultanze di 8uesto riconoscimento saranno giustificati tutti gli inter&enti "re&isti nella fase "ro"ositi&a. Saranno di norma identificati due orizzonti di studio) attuale+ con il riconoscimento delle situazioni critiche in atto o di cui si "uL "re&edere il &erificarsi a re&e scadenzaD futuro+ a "roiezione di trent(anni ed attualmente fissati alla data con&enzionale del 4242. Di norma+ "otranno essere "re&isti "iB scenari alternati&i di s&ilu""o) 8uesti saranno mantenuti "er la loro &alutazione nel corso della fase "ro"ositi&a 8ualora ne sia &erificata la com"ati ilit3 con le risorse dis"oni ili nel acino. In occasione dell(aggiornamento del Piano di Bacino+ saranno "rodotte nuo&e &alutazioni aggiornate sia della situazione di s8uili rio attuale che di 8uella futura. Sulla scorta dei risultati e delle tendenze e&idenziati nella fase conosciti&a+ saranno formulati scenari alternati&i da &alutare in sede di "re&isione dell(assetto futuro. 4.0 !isorsa idrica. Per le &alutazioni riguardanti la risorsa idrica+ sulla ase dei dati raccolti nella fase conosciti&a si tender3 all(ottimizzazione delle &arie forme di
Relazione Generale 099

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utilizzo dell(ac8ua+ sia di "relie&o @"ota ile+ agricolo industriale+ "er la "roduzione di energiaA+ che in situ @na&igazione interna+ mantenimento di carattere naturalistico+ estetico e culturaleA. /na Carta tematica di sintesi indicher3 8uali siano le utenze che "er 8uantit3 eHo 8ualit3 dell(ac8ua deri&ata non risultino soddisfatteD saranno altres- segnalate le utenze che deri&ino ac8ua in 8uantit3 su"eriore a 8uanto giustifica ile "er l(es"letamento razionale degli usi considerati e con 8ualit3 strettamente necessaria "er 8uanto richiesto dagli usi medesimi. Saranno inoltre indicati gli ac8uiferi soggetti a so&rasfruttamento+ in relazione a "articolari usi di "relie&o+ e&idenziando gli effetti riscontrati o riscontra ili in conseguenza di tale so&rasfruttamento. In "articolare+ "er gli ac8uiferi costieri saranno e&idenziate le zone di intrusione e contaminazione salina. 4.4 !isorsa suolo. In relazione alle ca"acit3 naturali del suolo di costituire un su""orto alla &ita &egetale+ animale ed all(atti&it3 dell(uomo+ nonchG di "roteggere le falde dall(in8uinamento da "ercolazione+ sono s8uili ri tutte 8uelle forme+ influenzate o meno dall(inter&ento antro"ico+ o dal suo stato di a andono. Essi "eggiorano o comun8ue alterano le sue 8ualit3 so"rattutto in relazione alla fertilit3 e "rodutti&it3+ nonchG alla ca"acit3 di incidere sulla sta ilit3 dei &ersanti+ sulla regolazione dei deflussi e dell(erosione su"erficiale+ sulla ricarica delle falde e sui conseguenti e&entuali fenomeni di in8uinamento. ,ali situazioni di s8uili rio saranno e&idenziate su a""osita cartografia+ sottolineando gli effetti dei &ari inter&enti antro"ici ed indi&iduando "ossi ili forme di inter&ento di difesa e di ricostruzione. In 8uesto contesto saranno analizzate le risorse agricole "er ti"ologia ed im"ortanza economica. Per tali risorse+ com"resa 8uella zootecnica+ si do&ranno &alutare gli effetti diretti ed indiretti sull(in8uinamento. 4.9 !isorse dell(am iente ac8uatico. La situazione di s8uili rio in 8uesto settore riguarda "rinci"almente il mantenimento di condizioni di &ita ac8uatica+ sulla ase di esigenze

Relazione Generale

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8uantitati&e e 8ualitati&e di ac8ua nei cor"i idrici+ ritenute indis"ensa ili "er lo s&ilu""o della &ita stessa. Per le &alutazioni riguardanti la 8uantit3 e la 8ualit3 delle ac8ue su"erficiali saranno indi&iduati su una Carta tematica 8uei tronchi della rete drenante+ naturale ed artificiale+ nei 8uali sussiste l(incom"ati ilit3 con i "redetti &alori+ tenendo "resenti e&entuali limiti fissati dalla legge e dai "iani di risanamento delle ac8ue. Le medesime &alutazioni sono effettuate anche riguardo alle ac8ue costiere di interesse "er il acino. Per le &alutazioni riguardanti la 8ualit3 delle ac8ue sotterranee saranno delimitate su Carta tematica le zone di falda a differente grado di com"ati ilit3 con l(habitat delle zone interessate direttamente od indirettamente dalle falde stesse+ distinguendo+ o&e "ossi ile+ le di&erse situazioni "resentate dagli ac8uiferi multistrato. 4.: Atti&it3 estratti&e. Per le atti&it3 di colti&azione di miniere e ca&e+ distinte "er metodologia di estrazione e caratteristiche del materiale "rele&ato+ nonchG "er gli im"ianti di estrazione di sostanze li8uide o gassose+ sar3 indicato su a""osita cartografia il grado di com"ati ilit3 con le condizioni attuali o "re&edi ili dell(am iente in cui dette atti&it3 sono inserite. Per 8uanto riguarda l(estrazione di inerti dagli al&ei+ sar3 indicata la com"ati ilit3 dell(atti&it3 estratti&a con le condizioni di e8uili ri morfologico e am ientale degli al&ei. Saranno indi&iduate le situazioni in cui l(atti&it3 estratti&a interferisce con il deflusso delle ac8ue di falda e determina contaminazioni "ericolose "er lo stato di 8ualit3 delle ac8ue su"erficiali e sotterranee. Nel Piano saranno indi&iduate le ca&e di materiali la"idei e di inerti. In tutti i casi sar3 documentata e &alutata la com"ati ilit3 am ientale e la "ossi ilit3 di ricorrere ad usi alternati&i del territorio. Per 8uanto riguarda le risorse idriche sotterranee+ saranno "rese in considerazione 8uelle situazioni caratterizzate da de"au"eramento della 8ualit3 delle ac8ue+ da definire in ase ad a""ro"riate soglie di accetta ilit3 di "resta iliti indicatori+ tenendo "resente e&entuali limiti fissati dalle leggi &igenti. A tali considerazioni saranno associate le "roiezioni relati&e all(e&oluzione dei fenomeni e&idenziati.
Relazione Generale 091

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Saranno inoltre e&idenziate le situazioni di eccessi&o sfruttamento delle falde+ in relazione alle modalit3 di ricarica naturale. In tutti i casi saranno "ianificati i sistemi o"erati&i di monitoraggio delle fonti di in8uinamento "otenziale ed areale di di&erso grado di "ericolo+ sia "er gli in8uinamenti stessi che "er altri e&entuali rischi. La cartografia tematica sar3 o""ortunamente integrata da sistemi informati&i della &ulnera ilit3 ai di&ersi "ericoli e rischi idrogeologici. Saranno infine localizzati i fenomeni di su sidenza+ e&idenziando i legami con le atti&it3 antro"iche collegate direttamente ed indirettamente allo sfruttamento dei fluidi. 4.1 Atti&it3 insediati&e. Nel &alutare il grado di com"ati ilit3 am ientale delle atti&it3 di ti"o insediati&o nel acino+ si e&idenzieranno+ sia come situazione de facto che come situazione de iure "re&iste nella "ianificazione ur anistica+ le interrelazioni degli insediamenti esistenti e di "rogetto con le esigenze di conser&azione+ &alorizzazione o migliore utilizzo delle risorse fisiche "resenti nel acino. Saranno "erciL e&idenziate su Carta tematica le e&entuali incongruenze che esistono tra nuo&i insediamenti e &alore storico e naturalistico dei luoghi+ nonchG l(im"atto che i centri a itati e le relati&e infrastrutture esercitano sulle condizioni di assetto idraulico e di insta ilit3 del suolo. 4.< Situazioni a rischio idraulico+ geologico e sismico. Su tutto il territorio del acino saranno segnalate+ con Carta tematica+ le situazioni di degrado geologico e geomorfologico in atto+ distinguendole "er ti"ologia @frane+ erosioni di &ersioni+ etc.A ed+ o&e "ossi ile+ "er "ro a ilit3 di accadimento. %li e"isodi di maggiore im"ortanza saranno segnalati singolarmente+ negli altri casi sar3 delineata una zona omogenea su cui il dissesto "ossa ritenersi uniformemente diffuso. Sulla Carta tematica saranno indicate le atti&it3 antro"iche minacciate da e&enti geologici+ di&ersificandole "er ti"ologia @centri ur ani+ atti&it3 agricole+ linee di comunicazione+ insediamenti industriali+ etc.A e "er il grado di rischio a cui esse sono soggette. Lungo la rete idrografica saranno
Relazione Generale 09<

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indi&iduate le aree "assi ili di inondazione con di&ersa "ro a ilit3 @o tem"o di ritornoA) sulle Carte tematiche saranno e&idenziate anche le atti&it3 antro"iche e gli insediamenti a rischio. Lungo le coste saranno segnalate su Carta tematica le situazioni di dissesto+ distinguendole "er ti"ologia e classificandole "er gra&it3D saranno altresindi&iduate le atti&it3 antro"iche e gli insediamenti a rischio. Il territorio di "ertinenza del acino sar3 infine &alutato dal "unto di &ista del rischio sismico+ considerando 8uindi gli as"etti di "ericolosit3 sismica+ &ulnera ilit3 ed es"osizione+ "articolarmente finalizzati alle "ro lematiche di acino. 4.7 Caratterizzazione degli s8uili ri. Per 8uanto riguarda le ac8ue su"erficiali+ le &alutazioni riguardanti gli s8uili ri tra 8ualit3 della risorsa dis"oni ile e domanda d(uso della stessa+ sia ai fini del mantenimento della &ita ac8uatica che degli usi "ota ili+ agricoli ed industriali+ faranno riferimento a tronchi della rete drenante+ naturale e artificiale+ in cui le ac8ue defluenti a iano caratteristiche "ressochG uniformi. In relazione ai di&ersi usi sar3 segnalata con distinte modalit3 di ra""resentazione la differenza riscontrata tra gli indicatori della 8ualit3 delle ac8ue del cor"o idrico ed i &alori necessari "er l(uso in esame. Andr3 fatto es"licito riferimento alle normati&e &igenti e do&r3 essere fatta menzione alla dis"oni ilit3 dei dati che hanno consentito di emettere il giudizio. Per 8uanto riguarda le ac8ue sotterranee+ si identificheranno gli ac8uiferi+ o "arti di essi+ o&e la 8ualit3 delle ac8ue+ sia "er cause naturali che come conseguenza di atti&it3 antro"iche+ non C in grado di soddisfare le esigenze dell(utenza+ "rima fra tutte 8uella "ota ile. Ai fini del riconoscimento degli s8uili ri+ nei casi di insufficienza dell(informazione dis"oni ile+ "otranno essere condotte cam"agne di monitoraggio "er il rile&amento di indicatori fisici+ chimici e iologici in sezioni o luoghi ra""resentati&i. Per le ac8ue su"erficiali le misure saranno effettuate in condizioni idrologiche significati&e ra""resentati&e del ciclo
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stagionale ed in localizzazioni definite sulla ase delle risultanze delle indagini conosciti&e descritte nella fase conosciti&a. /na situazione ritenuta critica sar3 se"ara ile dalle altre 8uando essa sar3 riconosciuta indi"endente dalle altre+ sia dal "unto di &ista fisico+ sia "er le "ossi ili ricadute dal "unto di &ista economico e sociale. Alcune situazioni critiche "ossono interessare tutto il acino nel suo com"lesso. O anche "ossi ile che in una singola area si "resentino situazioni critiche di di&ersa ti"ologia) 8ueste saranno considerate tra loro indi"endenti 8uando ciL sia giustificato dal "unto di &ista fisico e delle modalit3 di inter&ento. Identificate e circoscritte le situazioni critiche+ 8ueste saranno elencate su una scheda di sintesi+ distinte "er ti"ologia e contrassegnate da un ordine di "riorit3. Le situazioni s8uili rate cos- identificate @o almeno 8uelle la cui soluzione sar3 indi&iduata nella fase "ro"ositi&aA saranno analizzate in maggior dettaglio+ indicando su una scheda sintetica le moti&azioni degli scom"ensi+ la &alutazione della gra&it3 degli s8uili ri+ l(elenco ragionato degli inter&enti @strutturali e non strutturaliA atti a risol&erle. Dell(efficacia di ciascuna delle soluzioni "ro"oste sar3 fornita una &alutazione 8ualitati&a. Pualora le soluzioni identificate interessino "iB aree in crisi+ ciL de&e essere segnalato nella scheda+ la 8uale do&r3 considerare tutte le aree di crisi interessate dalla soluzione "rogettuale "ro"osta. O consiglia ile che le schede siano corredate da una cartografia es"licati&a redatta in scala non inferiore ad 0)12.222. (% zioni propositi0e 9.0 # ietti&i. Il &alore+ le finalit3 ed i contenuti del Piano di Bacino sono 8uelli definiti dall(art. 9 e dall(art. 07+ comma 0U della Legge 0;9H;5. # ietti&i del Piano saranno "ertanto il conseguimento di azioni coordinate ri&olte alla conser&azione+ alla difesa e alla &alorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle ac8ue+ nonchG alla corretta gestione com"lessi&a di tutte le risorse esistenti nel acino. Il Piano si manifesta "ertanto come uno strumento dinamico+ in grado di "rogrammare le azioni da s&olgere+ tenendo in de ito conto l(effetto degli
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inter&enti realizzati e la reatti&it3 delle misure adottate+ non solo secondo l(as"etto fisico delle &arie com"onenti del acino+ ma anche nell(as"etto economico e sociale del territorio interessato.Le finalit3 generali elencate al citato art. 9 sono "erL definite in ra""orto ai caratteri fisici ed agli assetti antro"ici del acino considerato e 8uindi "recisate nel dettaglio tenendo conto delle situazioni e dei "ro lemi s"ecifici. 9.4 Ela orati di Piano. Il "iano+ sulla ase del 9U comma dell(art. 07 della Legge 0;9H05;5+ C com"osto dai seguenti ela orati o ligatori) la relazione tecnica in cui sono descritte le analisi sullo stato di fatto+ gli o ietti&i s"ecifici+ le i"otesi "rogettuali e l(articolazione delle fasi attuati&e+ com"rensi&e degli as"etti economici ed amministrati&iD gli ela orati di "rogetto con distinzione tra lo stato di fatto e 8uello di "rogettoD le norme di attuazione attra&erso cui sono indi&iduati i criteri+ le diretti&e+ le "rescrizioni d(uso+ finalizzate alla conser&azione+ alla difesa e alla &alorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle ac8ue. NonchG sono regolamentati gli as"etti o"erati&i del "iano ed i ra""orti con gli strumenti di "ianificazione ed i "rogetti di inter&ento. 9.4.0 I Piani di Bacino e gli altri strumenti di "ianificazione. Ai fini della "reminenza di cui all(art. 07 della Legge 0;9H;5+ negli ela orati di "iano saranno &alutati l(integra ilit3 ed il grado di coerenza del Piano di Bacino con i "rogrammi nazionali+ regionali e su .regionali di s&ilu""o economico e di ogni altro "iano o "rogramma a&ente incidenza sulla conser&azione e sull(uso del suolo nonchC sulla tutela delle ac8ue. A tal fine saranno s"ecificati modalit3 e strumenti "er garantire il concreto adeguamento ai Piani di Bacino+ o&e necessario+ dei "iani citati nell(art. 07+ comma :U+ della Legge 0;.1.05;5 n. 0;9+ considerandone gli effetti sul territorio e sull(am iente antro"ico+ nonchG le ri"ercussioni a carattere socio.economico. 9.9 Pro"oste di inter&ento e "riorit3. Puesta fase "re&ede la "rogettazione+ a li&ello di fatti ilit3+ di sistemi di o"ere di difesa del suolo+ forestali+ infrastrutturali @inter&enti strutturaliA+ e

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di "ro&&edimenti normati&i ed amministrati&i @inter&enti non strutturaliA+ necessari "er risol&ere le singole situazioni di s8uili rio indi&iduate nella "recedente fase. Ciascuna soluzione C "ro"osta+ nei limiti del "ossi ile+ identificando oltre al "rogetto com"lessi&o anche gli intermedi stralci realizzati&i+ al fine di consentire sia la &erifica della funzionalit3 delle o"ere che il loro graduale finanziamento. Ciascun "rogetto de&e "orre in luce le interconnessioni con i "rogetti riguardanti altre aree critiche e le sinergie che ulteriori "ro"oste "ossono realizzare "er la risoluzione di "iB situazioni di s8uili rio. Ciascun "rogetto di inter&ento strutturale C descritto almeno con gli ela orati di seguito elencati) un testo sintetico con la giustificazione del "rogetto alla luce di 8uanto chiarito nelle "recedenti fasi di studio del Piano di Bacino e la descrizione dei risultati che con esso si intendono raggiungereD una cartografia in scala non inferiore a 0)41.222+ con la localizzazione delle o"ere e degli inter&enti "ro"ostiD una serie di schede con l(indicazione delle caratteristiche delle o"ere e degli inter&entiD il grado di dettaglio nella descrizione delle o"ere de&e essere sufficiente "er una ragionata stima dei costiD una scheda con l(elenco delle o"ere e degli inter&enti e relati&a stima dei costi+ nonchG l(indicazione degli stralci realizzati&iD o&e "ossi ile+ una sintetica analisi costi. enefici dell(inter&ento "ro"osto. Nell(elencazione degli inter&enti strutturali sono considerati anche 8uelli ri&olti alla manutenzione ed al ri"ristino della funzionalit3 delle o"ere esistenti. Ciascun "rogetto di inter&ento non strutturale C descritto almeno con gli ela orati di seguito elencati) un testo sintetico con la giustificazione del "rogetto alla luce di 8uanto chiarito nelle "recedenti fasi di studio del Piano di Bacino e la descrizione dei risultati che con esso si intende raggiungere+ sotto l(as"etto tecnico+ am ientale+ economico e socialeD una descrizione dei "ro&&edimenti normati&i eHo amministrati&i "ro"osti "er la soluzione del "ro lemaD

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ozze dei testi delle dis"osizioni normati&e delle 8uali C "ro"osta l(adozioneD o&e "ossi ile+ una sintetica analisi costi. enefici dell(inter&ento "re&isto. Le "ro"oste di inter&ento fatte "er gli scenari futuri de ono essere com"ati ili con le "ro"oste di inter&ento "recedentemente formulate "er lo scenario attuale. Pualora siano indi&idua ili "iB "ro"oste "rogettuali @sia di ti"o strutturale che non strutturaleA "er la soluzione degli s8uili ri+ C consiglia ile che esse siano se"aratamente "resentate) la conclusi&a analisi costi. enefici sar3 utile al fine di &alutare l(efficacia e la funzionalit3 della soluzione "rescelta. Ai fini dell(indi&iduazione degli inter&enti+ della &alutazione del grado di "riorit3 e della scelta delle caratteristiche ti"ologiche+ si seguiranno i criteri e gli elementi indicati ai "aragrafi 1.4+ 1.9+ D.P.C.M. 49 marzo 0552. 9.: Formazione del catalogo nazionale. Presso la Direzione %enerale della Difesa del Suolo+ in ordine alla sua funzione di segreteria del Comitato Nazionale "er la Difesa del Suolo+ &err3 atti&ato un catalogo nazionale delle "ro"oste di inter&ento sui acini italiani. A tal fine le Autorit3 di Bacino do&ranno ela orare e "resentare alla Direzione %enerale della Difesa del Suolo una documentazione di sintesi che fornisca un 8uadro com"leto ed esauriente degli s8uili ri in atto nel acino e degli inter&enti "ro"osti. ,ale documentazione sar3 costituita da) una Carta tematica ri"ortante la localizzazione delle situazioni di s8uili rio e di rischioD una scheda di sintetica descrizione "er ciascuna di 8ueste situazioniD una Carta tematica ri"ortante la localizzazione delle soluzioni "rogettuali "ro"oste+ sia diffuse che "untualiD una scheda di sintetica descrizione "er ciascuna di 8ueste soluzioni.

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Le schede do&ranno contenere gli o""ortuni rin&ii alla documentazione di maggior dettaglio. Puesta documentazione sar3 "rodotta utilizzando "rocedure e strumenti informatici secondo gli standards che &erranno utilizzati dalla Direzione %enerale "er la Difesa del Suolo.6

$(% I PIA"I S%RA1R'I"ARI P.R I) RIS$-I1 I'R1G.1)1GI$1 D%L% N% $23 DEL $$ GI!GNO $112 CON-ERTITO IN LEGGE N% './ DEL ( GOSTO $1128 COS> CO#E RIDE6INITI D LL LEGGE N% ''. DEL $( L!GLIO $111

Il D. L. n. 0;2 del 00 giugno 055;+ con&ertito in Legge n. 4<7 del 9 agosto 055; "re&ede la indi&iduazione e "erimetrazione delle aree a rischio idrogeologico sta ilendo altres- una serie di criteri generali. Detti criteri sono stati successi&amente "recisati dall($tto di indirizzo e coordinamento contenuto nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri+ 45 settem re 055; ed ancora ridefiniti dalla Legge n. 44< del 09 luglio 0555. /no degli o ietti&i "rinci"ali che il Decreto si "refigge consiste nella "erimetrazione su tutto il territorio nazionale delle aree interessate da condizioni di rischio idrogeologico. Infatti 8uota "arte delle risorse indi&iduate all(art. ;+ comma 0U+ sono utilizza ili "er l(indi&iduazione delle aree a rischio+ e "er la definizione dei "rogrammi di inter&enti. La ricognizione esausti&a delle "ossi ili situazioni di "ericolosit3 di"endenti dalle condizioni idrogeologiche del territorio "uL essere realizzata attra&erso metodologie com"lesse+ ca"aci di calcolare la "ro a ilit3 di accadimenti in aree mai interessate in e"oca storica da tali fenomeni.
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,utta&ia+ i limiti tem"orali im"osti dalla norma "er realizzare la "erimetrazione delle aree a rischio consentono+ in generale+ di "oter assumere+ 8uale elemento essenziale "er la indi&iduazione del li&ello di "ericolosit3+ la localizzazione e la caratterizzazione di e&enti a&&enuti nel "assato riconosci ili o dei 8uali si ha al momento "resente cognizione. Nella es"ressione di maggior sem"licit3 tale analisi considera il "rodotto di tre fattori) "ericolosit3 o "ro a ilit3 di accadimento dell(e&ento calamitosoD &alore degli elementi a rischio @intesi come "ersone+ eni localizzati+ "atrimonio am ientaleAD &ulnera ilit3 degli elementi a rischio @che di"ende sia dalla loro ca"acit3 di so""ortare le sollecitazioni esercitate dall(e&ento+ sia dall(intensit3 dell(e&ento stessoA. Si do&r3 far riferimento a tale formula solo "er la indi&iduazione dei fattori che lo determinano+ senza tutta&ia "orsi come o ietti&o 8uello di giungere ad una &alutazione di ti"o strettamente 8uantitati&o. Per gli sco"i dell(atto d(indirizzo e coordinamento sono da considerarsi come elementi a rischio innanzitutto l(incolumit3 delle "ersone e inoltre+ con carattere di "riorit3+ almeno) gli agglomerati ur ani+ i&i com"rese le zone di es"ansione ur anisticaD le aree su cui insistono insediamenti "rodutti&i+ im"ianti tecnologici di rilie&o+ in "articolare 8uelli definiti a rischio ai sensi di leggeD le infrastrutture a rete e le &ie di comunicazione di rile&anza strategica+ anche a li&ello localeD il "atrimonio am ientale e i eni di interesse rile&anteD le aree sede di ser&izi "u lici e "ri&ati+ di im"ianti s"orti&i e ricreati&i+ strutture ricetti&e ed infrastrutture "rimarie. Le atti&it3 saranno articolate in tre fasi corris"ondenti a di&ersi li&elli di a""rofondimento) fase uno) indi&iduazione delle aree soggette a rischio idrogeologico+ attra&erso l(ac8uisizione delle informazioni dis"oni ili sullo stato di dissestoD

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fase due) "erimetrazione+ &alutazione dei li&elli di rischio e definizione delle conseguenti misure di sal&aguardiaD fase tre) "rogrammazione della mitigazione del rischio. Particolare im"ortanza &a data alla fase due "oichC consentir3 la "erimetrazione di aree sulla ase di una &alutazione s"editi&a del rischio sulle 8uali saranno a""licate le misure di sal&aguardia "re&iste dal Decreto.Legge n.0;2H055;. $(%$ ree a risc:io idraulico

Fase ricogniti&a. Nella "rima fase di indagine do&ranno essere indi&iduati+ in cartografia in scala o""ortunamente "rescelta in funzione delle dimensioni dell(area e comun8ue non inferiore a 0)022.222+ i tronchi di rete idrografica "er i 8uali do&r3 essere eseguita la "erimetrazione delle aree a rischio. Per ciascun tronco flu&iale o insieme di tronchi flu&iali omogenei do&r3 essere com"ilata una scheda che ri"orti sinteticamente) la ti"ologia del "unto di "ossi ile crisi+ le caratteristiche idrauliche degli e&enti temuti @colate detritiche+ "iene re"entine+ allu&ioni di conoide+ etc.+ nei acini montaniD "iene dei corsi d(ac8ua maggiori+ "iene con "ericolo di disal&eamento+ "iene con de"osito di materiale allu&ionale+ sostanze in8uinanti o altro+ etc.+ nei corsi d(ac8ua di fondo &alle o di "ianuraAD la descrizione sommaria del sito e la ti"ologia dei eni a rischioD la &alutazione dei fenomeni accaduti e del danno temuto in caso di calamit3D le informazioni dis"oni ili sugli e&enti calamitosi del "assatoD i dati idrogeologici e to"ografici e gli studi gi3 eseguiti che siano utilizza ili nelle successi&e fasi di a""rofondimento. Le Autorit3 di Bacino e le !egioni "otranno utilizzare+ a corredo delle informazioni dis"oni ili "resso le "ro"rie strutture tecniche+ re"eri ili in loco+ o raccolte con l(inter"retazione geomorfologica delle osser&azioni di cam"agna+ delle foto aeree+ etc.+ anche le informazioni archi&iate dal %ru""o Nazionale "er la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del
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Consiglio Nazionale delle !icerche @%NDCI.CN!A+ nell(am ito del "rogetto Aree ?ulnerate Italiane @A?IA+ i cui risultati sono "resentati sinteticamente in ra""orti regionali editi a cura del %NDCI.CN!. Fase di "erimetrazione. Le atti&it3 di seconda fase do&ranno condurre alla "erimetrazione delle aree a rischio idraulico con grado di definizione com"ati ile con la ra""resentazione su cartografia in scala non inferiore a 0)41.222. Dis"onendo di adeguati studi idraulici ed idrogeologici+ saranno identificate sulla cartografia aree+ caratterizzate da tre di&erse "ro a ilit3 di e&ento e+ conseguentemente+ da di&erse rile&anze di "iena) aree ad alta "ro a ilit3 di inondazione @indicati&amente con tem"o di ritorno I,r6 di 42.12 anniAD aree a moderata "ro a ilit3 di inondazione @indicati&amente con I,r6 di 022.422 anniAD aree a assa "ro a ilit3 di inondazione @indicati&amente con I,r6 di 922.122 anniA. Per ogni tronco flu&iale o insieme di tronchi flu&iali omogenei+ la ra""resentazione cartografica delle aree inonda ili do&r3 essere documentata con una sintetica scheda+ la 8uale do&r3 ri"ortare la descrizione della "rocedura adottata "er la loro indi&iduazione insieme con le informazioni indicate "recedentemente. In casi "articolari+ ad esem"io+ o&e l(esondazione del corso d(ac8ua "ossa essere "ro&ocata da fenomeni di rigurgito in conseguenza di "articolari criticit3+ occorre suffragare le stime con risultati di calcoli idraulici sem"lificati. La indi&iduazione delle aree a rischio idraulico ottenuta come risultato del calcolo idraulico sem"lificato do&r3 fare riferimento alla stima idrologica della "ortata di "iena "re&edi ile in 8uel tratto di corso d(ac8ua ed ai li&elli. I &alori delle "ortate di "iena con un assegnato tem"o di ritorno "ossono essere dedotti anche sulla scorta di &alutazioni idrologiche s"editi&e o di sem"lici ela orazioni statistiche su serie storiche di dati idrometrici. Il calcolo idraulico sar3 corredato+ o&e "ossi ile+ da un rilie&o

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to"ografico+ "ur s"editi&o+ del tronco flu&iale allo studio e delle sezioni critiche. Do&ranno essere inserite nell(area su cA le aree "rotette da argini+ ma al li&ello di "iena eccezionale+ o&&ero a assa "ro a ilit3 di inondazione+ definita "recedentementeD l(esclusione di aree rientranti in 8uesta categoria C ammessa solo se "uL ritenersi insormonta ile ris"etto a una "iena con ,r di 422 anni l(argine che le "rotegge. La "erimetrazione delle aree cosindi&iduate sar3 ri"ortata alla scala adeguata+ almeno 0)12.222+ 8ualora la loro estensione sia molto grande+ nell(am ito del Sistema cartografico di riferimento oggetto di s"ecifica intesa tra Stato e !egioni. In assenza di adeguati studi idraulici ed idrogeologici+ la indi&iduazione delle aree "otr3 essere condotta con metodi s"editi&i+ anche estra"olando da informazioni storiche o""ure con criteri geomorfologici e am ientali+ o&e non esistano studi di maggiore dettaglio. /tilizzando la cartografia in scala minima 0)41.222 e con l(ausilio delle foto aeree+ do&r3 essere indi&iduata la "resenza degli elementi indicati nelle "remesse+ i riferimenti agli insediamenti+ alle atti&it3 antro"iche e al "atrimonio am ientale+ che risultano &ulnera ili da e&enti idraulici. Mediante tali elementi si "otr3 costruire la Carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale. Sulla ase della so&ra""osizione delle forme rica&ate dalla Carta delle aree inonda ili e dagli elementi della Carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale+ risulta "ossi ile eseguire una "rima "erimetrazione delle aree a rischio e &alutare+ in tale am ito+ le zone con differenti li&elli di "ericolosit3+ al fine di sta ilire le misure "iB urgenti di "re&enzione+ mediante inter&enti+ eHo misure di sal&aguardia. Fase di "rogrammazione della mitigazione del rischio. Detta fase si sostanzia in analisi ed ela orazioni+ anche grafiche+ sufficienti ad indi&iduare le ti"ologie di inter&enti da realizzare "er la mitigazione o rimozione dello stato di rischio+ a consentire l(indi&iduazione+ la "rogrammazione e la "rogettazione "reliminare "er l(e&entuale finanziamento degli inter&enti strutturali e non strutturali di mitigazione del rischio idraulico o comun8ue "er l(a""osizione di &incoli definiti&i
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all(utilizzazione territoriale+ e a definire le e&entuali+ necessarie misure di delocalizzazione degli insediamenti. $(%' ree a risc:io di 7rana e 0alanga

Fase di indi&iduazione delle aree a rischio di frana e &alanga. Per l(atti&it3 da s&olgersi nell(am ito di detta fase occorre a&&alersi di un(analisi territoriale s&olta in scala adeguata+ almeno 0)41.222+ in ase ad elementi noti ed a dati gi3 dis"oni ili. I risultati saranno ri"ortati nel Sistema cartografico di riferimento+ oggetto di s"ecifica intesa tra lo Stato e le !egioni. Mediante tale atti&it3 conosciti&a+ &a realizzata una Carta dei fenomeni franosi e &alanghi&i+ utile "er la definizione delle zone a differente "ericolosit3 e+ 8uindi+ alla "erimetrazione s"editi&a delle aree a rischio. Puesto ela orato de&e "ossedere un li&ello minimo di informazioni+ 8ualitati&amente e 8uantitati&amente adeguato+ e comun8ue tali da consentire lo s&olgimento delle fasi successi&e. Le Autorit3 di Bacino e le !egioni "otranno utilizzare+ a corredo delle informazioni dis"oni ili "resso le "ro"rie strutture tecniche+ re"eri ili in loco o raccolte con l(inter"retazione geomorfologica delle osser&azioni di cam"agna+ delle foto aeree+ etc.+ anche le informazioni archi&iate dal %ru""o Nazionale "er la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del Consiglio Nazionale delle !icerche @%NDCI . CN!A+ nell(am ito del "rogetto Aree ?ulnerate Italiane @A?IA+ i cui risultati regionali sono editi a cura del %NDCI . CN!. Fase di "erimetrazione e &alutazione dei li&elli di rischio. Dalla fase di indi&iduazione delle aree "ericolose si "assa a 8uella della "erimetrazione delle aree a rischio attra&erso una &alutazione asata sull(esistenza di "ersone+ eni e atti&it3 umane e del "atrimonio am ientale. In sostanza 8uesta fase C finalizzata da un lato alla indi&iduazione delle aree "ericolose+ ai fini della "ianificazione territoriale+ d(altro lato alla s"ecifica &alutazione delle strutture ed atti&it3 a rischio in maniera da consentire di "redis"orre le "iB o""ortune e urgenti misure di "re&enzione @atti&it3 "ianificatoria+ &incolistica tem"oranea+ etc.A.

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/tilizzando la cartografia tecnica a scala minima 0)41.222 recante la "erimetrazione rica&ata dalla Carta dei fenomeni franosi e &alanghi&i+ con l(ausilio e&entuale delle foto aeree+ C "ossi ile indi&iduare la "resenza degli elementi+ gi3 indicati nelle "remesse+ che risultano &ulnera ili da e&enti di frana e &alanga. Mediante tali elementi si costituisce la Carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale di "articolare rilie&o. Sulla ase della so&ra""osizione della Carta dei fenomeni franosi e della Carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale C "ossi ile una "rima "erimetrazione delle aree a rischio+ secondo differenti li&elli+ al fine di sta ilire le misure di "re&enzione+ mediante inter&enti strutturali eHo &incolistici. Le di&erse situazioni sono aggregate in 8uattro classi di rischio a gra&it3 crescente @0EmoderatoHaD 4EmedioHaD 9Eele&atoHaD :Emolto ele&atoHaA+ alle 8uali sono attri uite le seguenti definizioni) moderato) "er il 8uale i danni sociali+ economici e al "atrimonio am ientale sono marginaliD medio) "er il 8uale sono "ossi ili danni minori agli edifici+ alle infrastrutture e al "atrimonio am ientale che non "regiudicano l(incolumit3 delle "ersone+ l(agi ilit3 degli edifici e la funzionalit3 delle atti&it3 economicheD ele&ato) "er il 8uale sono "ossi ili "ro lemi "er l(incolumit3 delle "ersone+ danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagi ilit3 degli stessi+ la interruzione di funzionalit3 delle atti&it3 socio.economiche e danni rile&anti al "atrimonio am ientaleD molto ele&ato) "er il 8uale sono "ossi ili la "erdita di &ite umane e lesioni gra&i alle "ersone+ danni gra&i agli edifici+ alle infrastrutture e al "atrimonio am ientale+ la distruzione di atti&it3 socio.economiche. Fase di "rogrammazione della mitigazione del rischio. Detta fase si sostanzia in analisi ed ela orazioni+ anche grafiche+ sufficienti ad indi&iduare le ti"ologie di inter&enti da realizzare "er la mitigazione o rimozione dello stato di "ericolosit3+ a consentire l(indi&iduazione+ la "rogrammazione e la "rogettazione "reliminare "er l(e&entuale finanziamento degli inter&enti strutturali e non strutturali di mitigazione del

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rischio di frana o &alanga o+ comun8ue+ "er l(a""osizione di &incoli definiti all(utilizzazione territoriale com"rese le indicazioni delle e&entuali necessarie delocalizzazioni di insediamenti. O "ro"ria di 8uesta fase l(indagine geologica e geotecnica "er l(ac8uisizione dei "arametri ed elementi di &alenza "rogettuale+ nonchC l(e&entuale monitoraggio. $(%( #isure di sal0aguardia Le aree a rischio idrogeologico indi&iduate e "erimetrate+ ai sensi dell(art. 0+ comma 0U del Decreto Legge n. 0;2H055;+ sono sotto"oste+ con "ro&&edimento delle !egioni o delle Autorit3 di Bacino+ a &incolo tem"oraneo costituente misure di sal&aguardia+ ai sensi dell(art. 07+ comma <U is+ della Legge n. 0;9H05;5. $(%* I Piani straordinari per il risc:io idrogeologico Le indicazioni "iB so"ra ri"ortate sono integrate dalla Legge n. 44< del 09 luglio 0555+ Conversione in #egge con modificazioni del -"#" /0 maggio /111, n" /02, recante norme urgenti in materia di Protezione Civile, contiene+ tra l(altro+ modifiche di sostanza del D.L. 0;2H055;+ con&ertito con modificazioni nella Legge n. 4<7 del 055;+ in materia di rischio idrogeologico. In "articolare+ il 0U comma di detto D.L. &iene modificato come segue) =Entro il termine "erentorio del 92 giugno 4220 le Autorit3 di Bacino di rilie&o nazionale+ interregionale e le !egioni+ "er i restanti acini+ adottano+ o&e non si sia gi3 "ro&&eduto+ Piani stralci di acino "er l(assetto idrogeologico redatti ai sensi del comma < ter dell(art. 07 della Legge 0;9H;5 e successi&e modificazioni+ che contengano in "articolare l(indi&iduazione delle aree a rischio idrogeologico e la "erimetrazione delle aree da sotto"orre a misure di sal&aguardia+ nonchG le misure medesime>. La misura non costituisce una sostanziale no&it3 in relazione ai "rogrammi di la&oro dell(Autorit3 dei Bacini !egionali+ in considerazione del fatto che
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tale incom enza era gi3 stata indi&iduata tra le "riorit3 di settore finalizzate alla costruzione del Piano dei Bacini. Per contro+ a""are 8ualitati&amente di&erso il ruolo che la nuo&a Legge affida alle indi&iduazioni e "erimetrazioni delle aree a rischio idraulico ed idrogeologico introdotte dal D.L. 0;2H5;+ laddo&e afferma che =entro il 90 otto re 0555 le Autorit3 di Bacino di rilie&o nazionale ed interregionale e le !egioni @leggi) le Autorit3 di Bacino !egionali+ n.d.a.A "er i restanti acini+ in deroga alle "rocedure della Legge 0;9H;5+ a""ro&ano Piani straordinari diretti a rimuo&ere le situazioni a rischio "iB alto+ redatti anche sulla ase delle "ro"oste delle !egioni e degli Enti locali. I Piani straordinari de&ono ricom"rendere "rioritariamente le aree a rischio idrogeologico "er le 8uali C stato dichiarato lo stato di emergenza ai sensi dell(art. 1 della Legge 441H54. I Piani straordinari contengono in "articolare l(indi&iduazione e la "erimetrazione delle aree a rischio idrogeologico molto ele&ato "er l(incolumit3 delle "ersone e "er la sicurezza delle infrastrutture e del "atrimonio am ientale e culturale.> La Legge 44<H55 "recisa infine che detti Piani straordinari+ successi&amente alla loro a""ro&azione+ "ossono essere integrati e modificati con le medesime modalit3+ in "articolare con riferimento agli inter&enti finalizzati alla messa in sicurezza delle aree interessate. CiL e8ui&ale a dire che detti Piani assumono rile&anza di &ero e "ro"rio elemento di "ianificazione+ con tutte le im"licazioni di com"lessit3 e di interrelazione che sono "ro"rie a tali strumentazioni+ e con la "ossi ilit3 di un costante e continuo "rocesso di integrazione e di &erifica. Inoltre la medesima Legge+ inserendo formalmente il Piano stralcio all(interno del "rocesso di costituzione del "iB com"lessi&o Piano di Bacino+ "ermette di utilizzare le risorse finanziarie discendenti dal D.L. 0;2H5; "er finalizzazioni am"ie e di maggiore "ortata tem"orale. Infatti &iene in ogni caso richiesta una immediata atti&azione delle Autorit3 di Bacino+ mettendo in cam"o risorse sia "er l(ac8uisizione di mezzi tecnici che di "ersonale a tem"o determinato+ al fine di raggiungere gli o ietti&i "refissati+ dis"onendo inoltre che tutti gli Enti di !icerca statali ed alle

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/ni&ersit3 de ano "orre a dis"osizione i dati in loro "ossesso+ da utilizzare a tal fine. Con D.P.C.M. del 04 gennaio 0555+ $pprovazione delle ripartizioni dei fondi 3"""4 #egge 0 agosto /115, n" 267+ "u licato nella %./. n. 19 del 1 marzo 0555+ C stata effettuata la ri"artizione dei fondi di cui so"ra sulla ase di 8uanto dis"osto dall(art. 90 della Legge n. 0;9 del 0; maggio 05;5+ indi&iduando le risorse da destinare ad ogni singola Autorit3 di Bacino "er 8uanto riguarda le atti&it3 di "erimetazione delle aree a rischio idrogeologico.

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$*% I) PIA"1 S%RA)$I1 P.R I) RIS$-I1 I'R1G.1)1GI$1 D%#% $* 6E""R IO $11/ COS> CO#E RIDE6INITO D L D%P%C%#% '1 SETTE#"RE $112

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 45 settem re 055;+ $tto di indirizzo e coordinamento per l+individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all+art" /, commi / e 2, del -ecreto #egge // giugno /115, n"/58+ alla luce degli ultimi e&enti calamitosi riguardanti l(assetto del territorio+ ridefinisce i contenuti del D.M. 0: fe raio 0557+ demandando alle Autorit3 di Bacino l(adozione di Piani Stralcio "er il rischio idrogeologico @intendendo con 8uesta dicitura sia il rischio idraulico che 8uello do&uto all(insta ilit3 dei &ersantiA+ che indi&iduino le aree critiche ed indichino le misure di sal&aguardia+ cos- come indicato dalla Legge n. 0;9 del 05;5. La "erimetrazione delle aree a rischio ed in "articolare di 8uelle do&e la maggiore &ulnera ilit3 del territorio si lega a maggiori "ericoli "er le
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"ersone+ le cose ed il "atrimonio am ientale sono 8uindi indi&iduate unitamente alle norme di sal&aguardia+ "er&enendo ad una articolazione "untuale dei li&elli di rischio e fornendo criteri ed indirizzi utili alla adozione di misure "re&enti&e strutturali e non strutturali in grado di mitigare gli effetti negati&i sul territorio ed i eni es"osti. L(art. 04 della legge : dicem re 0559+ n.:59+ ha integrato l(art. 07 della Legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9+ "re&edendo la "ossi ilit3 di redazione di "iani di settore funzionali interrelati ris"etto ai contenuti del Piano di Bacino+ che rimane lo strumento generale ed organico di "ianificazione e "rogrammazione delle azioni e delle norme d(uso finalizzate alla conser&azione+ alla difesa ed alla &alorizzazione del suolo sulla ase delle caratteristiche fisiche ed am ientali del territorio interessato. I contenuti del Piano Stralcio per il rischio idrogeologico+ i cui criteri metodologici sono es"licitati nel successi&o Ca"itolo 0<+ costituiscono 8uindi una antici"azione del Piano di Bacino+ la cui adozione C "rogrammata "er il 92 giugno del 4229.

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INTRODOTTI D

I PIA"I 'I %3%.)A '.)). A$63. L DECRETO LEGISL TI-O N% $,' DEL $$ #
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L(00 maggio 0555 il Ministero dell(Am iente+ di concerto con 8uello "er le "olitiche comunitarie &ara&a il Decreto Legislati&o n. 014+ -isposizioni sulla tutela delle ac'ue dall+in'uinamento e recepimento della direttiva 1/(27/(CEE concernente il trattamento delle ac'ue reflue urbane e della direttiva 1/(676(CEE sulla protezione delle ac'ue dall+in'uinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole" Il Decreto+ successi&amente integrato e modificato dal successi&o Decreto Legislati&o n. 41; del 0; agosto 4222+ "resenta+ tra le sue finalit3+ 8uello di ridurre l(in8uinamento e "rocedere al risanamento dei cor"i idrici+ "er conseguire il miglioramento dello stato delle ac8ue indi&iduando gli usi sosteni ili e dure&oli delle risorse idriche+ con "riorit3 di 8uelle "ota ili.
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Inoltre si intende conser&are la ca"acit3 naturale di autode"urazione dei cor"i idrici+ sostenendo comunit3 animali e &egetali am"ie e di&ersificate+ attra&erso l(indi&iduazione di misure "er la "re&enzione e la riduzione dell(in8uinamento nelle =zone &ulnera ili> e nelle =aree sensi ili>+ e con l(emanazione di norme tese alla conser&azione+ al ris"armio+ al riutilizzo ed al riciclaggio delle risorse idriche. E( intui ile il ruolo centrale che le Autorit3 di Bacino assumono nei confronti delle finalit3 del DecretoD esse &engono "eraltro es"ressamente chiamate in causa unitamente allo Stato+ alle !egioni+ alle Pro&incie ed alle Agenzie nazionali e regionali "er la "rotezione dell(am iente+ nel dis"osto di cui al 4U comma dell(art. 9. Nondimeno il medesimo articolo+ ai successi&i commi <U e 7U+ sta ilisce che i Consorzi di Bonifica+ anche attra&erso accordi di "rogramma con le com"etenti autorit3+ concorrono alle azioni di sal&aguardia am ientale e di risanamento delle ac8ue+ anche al fine della loro utilizzazione irrigua+ della rinaturalizzazione dei corsi d(ac8ua e della fitode"urazione e sta ilisce che le !egioni de ano assicurare la "iB am"ia di&ulgazione delle informazioni sullo stato della 8ualit3 delle ac8ue trasmettendo all(Agenzia Nazionale "er la "rotezione dell(am iente i dati conosciti&i e le informazioni utili all(attuazione del Decreto. La !egione ha anche il com"ito @art. <+ 9U commaA di ela orare Programmi atti a mantenere o adeguare il li&ello di 8ualit3 delle ac8ue agli standards "recedentemente assunti. Le Autorit3 di Bacino sono+ tra l(altro+ chiamate ad es"rimersi in merito alla indi&iduazione delle zone &ulnera ili da nitrati di origine agricola ed alla designazione delle aree sensi ili+ o di 8uei cor"i idrici gi3 ricom"resi all(interno di aree sensi ili che+ "er la loro natura ed il loro stato+ non sottostanno a "articolari norme di tutela. Per ciL che com"ete al territorio di "ertinenza dell(Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ il Decreto indi&idua gi3 una serie di aree dichiarate sensi ili @art. 0;+ 4U commaA+ e segnatamente) le -alli di Comacc:io8 interessanti 8uesta Autorit3 "er la "arte ricadente nel territorio del Comune di !a&ennaD la Pialassa "aionaD

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le aree costiere adriatic:eD i corsi dac&ua afferenti alle "recedenti+ limitatamente ad un tratto di 02 Km. dalla linea di costaD le zone umide indi&iduate dalla Con&enzione di !amsar del 4 fe raio 0570 @resa esecuti&a con D.P.!. 09.9.7<+ n.::;A. A "ro"osito di 8ueste ultime zone+ &ale la "ena di ricordare che all(interno del territorio dell(Autorit3+ in Comune di !a&enna+ sono "resenti due zone umide indi&iduate dalla Con&enzione di !amsar+ denominate Sacca di *ellocchio e Punte $lberete @D.M. 5.1.77A. Le Autorit3 di Bacino de ono inoltre definire l(e8uili rio del ilancio idrico trasmettendo i dati in "ossesso all(Agenzia Nazionale "er la "rotezione dell(am iente+ ed es"rimere il "ro"rio "arere sulle domande di deri&azione+ in ordine alla com"ati ilit3 delle utilizzazioni con le "re&isioni del Piano di tutela dei cor"i idrici @stralcio del Piano di BacinoA anche in attesa dell(a""ro&azione del medesimo 9U comma dell(art. 49+ ai fini del controllo sull(e8uili rio del ilancio idrico. Il Decreto+ infine+ al ,itolo I?+ Ca"o I+ fornisce indicazioni inderoga ili sull(ela orazione del gi3 citato Piano di tutela delle ac8ue+ che si configura come "iano stralcio del "iB com"lessi&o Piano di Bacino @art. ::+ 0U commaA. Il medesimo articolo sta ilisce che entro il 90 dicem re 4220 &engano definiti gli o ietti&i su scala di acino cui do&r3 attenersi il Piano+ nonchG le "riorit3 degli inter&enti "re&istiD il Piano do&r3 essere adottato entro il 90 dicem re del 4229 dalle !egioni+ "re&ia adozione di e&entuali misure di sal&aguardia. #ccorre "recisare che i termini so"ra ri"ortati &anno riferiti es"licitamente alle Autorit3 definite di rilie&o nazionale ed interregionale+ ma si ritiene "ossano essere assunti di riferimento in senso "iB generale. ?a altres- rimarcato che+ "er 8uanto riguarda l(Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ il Piano di tutela di cui so"ra C assimila ile al Piano

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stralcio di tutela dei cor"i idrici di cui al Programma di atti&it3 055; dell(Autorit3+ es"licitato al Ca". 02 della "resente relazione. Ad integrazione di 8uanto s"ecificato in detto Programma di atti&it3 055; in merito ai contenuti ed alle modalit3 di ela orazione del Piano stralcio+ si ri"orta in calce l(Allegato : del Decreto in 8uestione. $,%$ Contenuti dei Piani di Tutela delle ac&ue: IParte A . I Piani di tutela delle ac8ue de&ono contenere) 0. Descrizione generale delle caratteristiche del acino idrografico ai sensi dell(articolo :4 e dell(allegato 9. ,ale descrizione include) 0.0 Per le ac8ue su"erficiali ra""resentazione cartografica dell(u icazione e del "erimetro dei cor"i idrici con indicazione degli ecoti"i "resenti all(interno del acino idrografico e dei cor"i idrici di riferimento+ cos- come indicato all(allegato. 0.4 Per le ac8ue sotterranee) ra""resentazione cartografica della geometria e delle caratteristiche litostratigrafiche e idrogeologiche delle singole zoneD suddi&isione del territorio in zone ac8uifere omogenee. 4. Sintesi delle "ressioni e degli im"atti significati&i esercitati dall(atti&it3 antro"ica sullo stato delle ac8ue su"erficiali e sotterranee. ?anno "resi in considerazione) stima dell(in8uinamento in termini di carico @sia in tonnellate H anno che in tonnellate H meseA da fonte "untuale @sulla ase del catasto degli scarichiAD stima dell(im"atto da fonte diffusa+ in termine di carico+ con sintesi delle utilizzazioni del suoloD
:

Allegato n. : al Decreto Legislati&o 00.1.0555+ n.014.

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stima delle "ressioni sullo stato 8uantitati&o delle ac8ue+ deri&anti dalle concessioni e dalle estrazioni esistentiD analisi di altri im"atti deri&anti dall(atti&it3 umana sullo stato delle ac8ue. 9. Elenco e ra""resentazione cartografica delle aree indicate al ,itolo III+ Ca"o I+ in "articolare "er 8uanto riguarda le aree sensi ili e le zone &ulnera ili cos- come risultano dalla e&entuale reidentificazione fatta dalle !egioni. :.Ma""a delle reti di monitoraggio istituite ai sensi dell(articolo :9 e dell(allegato 0+ ed una ra""resentazione in formato cartografico dei risultati dei "rogrammi di monitoraggio effettuati in conformit3 a tali dis"osizioni "er lo stato delle) :.0 ac8ue su"erficiali @stato ecologico e chimicoAD :.4 ac8ue sotterranee @stato chimico e 8uantitati&oAD :.9 aree a s"ecifica tutela. 1. Elenco degli o ietti&i di 8ualit3 definiti a norma dell(articolo : "er le ac8ue su"erficiali+ le ac8ue sotterranee+ includendo in "articolare l(identificazione dei casi do&e si C ricorso alle dis"osizioni dell(articolo 1+ comma :U e 1U e le associate informazioni richieste in conformit3 al suddetto articolo. <. Sintesi del "rogramma o "rogrammi di misure adottati che de&e contenere) <.0 "rogrammi di misure "er il raggiungimento degli o ietti&i di 8ualit3 am ientale dei cor"i idrici di cui all(articolo 1D <.4 "rogrammi di tutela e miglioramento "re&isti ai fini del raggiungimento dei singoli o ietti&i di 8ualit3+ "er le ac8ue a s"ecifica destinazione di cui al ,itolo II+ Ca"o IID <.9 misure adottate ai sensi del ,itolo III+ Ca"o ID <.: misure adottate ai sensi del ,itolo III+ Ca"o II+ in "articolare) sintesi della "ianificazione del ilancio idrico di cui all(articolo 44D misure di ris"armio e riutilizzo di cui agli articoli 41 e 4<D <.1 misure adottate ai sensi del ,itolo III+ Ca"o III+ in "articolare) disci"lina degli scarichiD

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definizione delle misure "er la riduzione dell(in8uinamento degli scarichi da fonte "untualeD s"ecificazione dei casi "articolari in cui sono stati autorizzati scarichi ai sensi dell(articolo 92D <.< informazioni su misure su""lementari ritenute necessarie al fine di soddisfare gli o ietti&i am ientali definitiD <.7 informazioni delle misure intra"rese al fine di e&itare l(aumento dell(in8uinamento delle ac8ue marine in conformit3 alle con&enzioni internazionaliD <.; relazione sulle iniziati&e e misure "ratiche adottate "er l(a""licazione del "rinci"io del recu"ero dei costi dei ser&izi idrici ai sensi della Legge 1 gennaio 055: n. 9<+ e sintesi dei "iani finanziari "redis"osti ai sensi dell(articolo 00 della stessa LeggeD 7. Sintesi dei risultati dell(analisi economica+ delle misure definite "er la tutela dei cor"i idrici e "er il "erseguimento degli o ietti&i di 8ualit3+ anche allo sco"o di una &alutazione del ra""orto costiH enefici delle misure "re&iste e delle azioni relati&e all(estrazione e distri uzione delle ac8ue dolci+ della raccolta e de"urazione e riutilizzo delle ac8ue reflue. 7.0 Sintesi dell(analisi integrata dei di&ersi fattori che concorrono a determinare lo stato di 8ualit3 am ientale dei cor"i idrici+ al fine di coordinare le misure di cui al "unto <.9 e <.: "er assicurare il miglior ra""orto costiH enefici delle di&erse misureD in "articolare &anno "resi in considerazione 8uelli riguardanti la situazione 8uantitati&a del cor"o idrico in relazione alle concessioni in atto e la situazione 8ualitati&a in relazione al carico in8uinante che &iene immesso nel cor"o idrico. ;. !elazione sugli e&entuali ulteriori "rogrammi o "iani "iB dettagliati adottati "er determinati sotto acini. Parte B . Il "rimo aggiornamento del Piano di tutela delle ac8ue e tutti i successi&i aggiornamenti do&ranno+ inoltre+ includere) sintesi di e&entuali modifiche o aggiornamenti della "recedente &ersione del Piano di tutela delle ac8ue+ incluso una sintesi delle re&isioni da effettuare ai sensi dell(articolo 1+ comma 7U+ e degli articoli 0; e 05D &alutazione dei "rogressi effettuati &erso il raggiungimento degli o ietti&i am ientali+ con la ra""resentazione cartografica dei risultati del
Relazione Generale 015

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monitoraggio "er il "eriodo relati&o al "iano "recedente+ nonchG la moti&azione "er il mancato raggiungimento degli o ietti&i am ientaliD sintesi e illustrazione delle misure "re&iste nella "recedente &ersione del Piano di gestione dei acini idrografici non realizzateD sintesi di e&entuali misure su""lementari adottate successi&amente alla data di "u licazione della "recedente &ersione del Piano di tutela del acino idrografico.6

$.% La Legge $$ dicembre '3338 n% (., $onversione in legge! con modi#icazioni! del '()( *+(*,(+,,,! n( + 9 recante interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile

Il Decreto Legge 04 otto re 4222+ n. 475+ recante inter&enti urgenti "er le aree a rischio idrogeologico molto ele&ato ed in materia di "rotezione ci&ile+ nonchG a fa&ore delle zone della regione Cala ria danneggiate dalle calamit3 idrogeologiche di settem re ed otto re 4222+ &iene con&ertito in legge con le modificazioni l(00 dicem re 4222. ,ra gli elementi di no&it3 introdotti dalla Legge+ C da segnalare la ri&alutazione del ruolo del ?incolo Idrogeologico di cui al !.D. del 0549+ laddo&e si "re&ede che =nelle regioni danneggiate dalle calamit3 idrogeologiche di cui al decreto'legge 04 otto re 4222+ n. 475+ con&ertito+

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con modificazioni+ dalla "resente legge+ a decorrere dalla data di entrata in &igore della medesima legge+ chiun8ue &oglia o"erare tagli di osco+ anche ceduo+ in zone con &incolo idrogeologico ai sensi delle normati&e &igenti+ de&e inoltrare richiesta al Sindaco del comune su cui insiste l(area sotto"osta a taglio.> Particolarmente interessante C la correlazione+ finalmente es"licita anche a li&ello nazionale+ tra 8uesto strumento di tutela e l(atti&it3 delle Autorit3 di Bacino) =il sindaco+ do"o a&er ac8uisito il "arere della com"etente commissione del comune+ dell(Autorit3 di Bacino+ del Cor"o forestale dello Stato com"etente "er territorio+ della so&rintendenza com"etente in materia di eni am ientali+ nonchG della regione+ rilascia nulla osta allo s&olgimento dei tagli+ indicando le "rescrizioni di taglio.> L(articolo 0 della Legge+ =Inter&enti "er le aree a rischio idrogeologico e in materia di "rotezione ci&ile> sta ilisce inoltre che le misure di sal&aguardia "er le aree a rischio molto ele&ato+ sino all(a""ro&azione dei "iani stralcio "er l(assetto idrogeologico+ si a""licano) alle aree ricom"rese nel limite di 012 metri dalle ri"e o dalle o"ere di difesa idraulica dei laghi+ fiumi ed altri corsi d(ac8ua+ situati nei territori dei comuni "er i 8uali lo Stato di emergenza+ dichiarato ai sensi dell(articolo 1 della legge 4: fe raio 0554+ n. 441+ C stato determinato da fenomeni di inondazione+ nonchG dei comuni o delle localit3 indicate come ad alto rischio idrogeologico nei "iani straordinari di cui all(articolo 0+ comma 0' is+ del decreto'legge n. 0;2 del 055;+ indicati nelle ta elle a e + allegate al "resente decreto. Per i corsi d(ac8ua la cui larghezza+ fissata dai "aramenti interni degli argini o dalle ri"e naturali+ risulti inferiore a 012 metri+ le aree sono 8uelle com"rese nel limite "ari+ "er ciascun lato+ alla larghezzaD nelle aree con "ro a ilit3 di inondazione corris"ondente alla "iena con tem"o di ritorno massimo di 422 anni+ come definite nell(atto di indirizzo e coordinamento di cui al "resente comma e identificate con deli era dei comitati istituzionali delle autorit3 di Bacino di rilie&o nazionale e interregionale o dalle regioni "er i restanti acini idrografici+ e che non siano gi3 ricom"rese in acini "er i 8uali siano a""ro&ati "iani stralcio di tutela di fasce flu&iali o di riassetto idrogeologico o di

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sicurezza idraulica+ ai sensi dell(articolo 07+ comma <'ter+ della legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9+ e successi&e modificazioni. L(art. 0' is =Procedura "er l(adozione dei "rogetti di "iani stralcio>+ "er la sua rile&anza+ &iene integralmente ri"ortato)
0. I "rogetti di "iano stralcio "er la tutela dal rischio idrogeologico di cui all(articolo 0+ comma 0+ del decreto'legge n. 0;2 del 055;+ sono adottati entro il termine "erentorio del 92 a"rile 4220+ "er i acini di rilie&o nazionale con le modalit3 di cui all(articolo 0;+ comma 0+ della legge 0; maggio 05;5+ n. 0;9+ "er i restanti acini con le modalit3 di cui all(articolo 42 della medesima legge+ e successi&e modificazioni. 4. L(adozione dei "iani stralcio "er l(assetto idrogeologico C effettuata+ sulla ase degli atti e dei "areri dis"oni ili+ entro e non oltre sei mesi dalla data di adozione del relati&o "rogetto di "iano+ o&&ero entro e non oltre il termine "erentorio del 92 a"rile 4220 "er i "rogetti di "iano adottati antecedentemente alla data di entrata in &igore della legge di con&ersione del "resente decreto. 9. Ai fini dell(adozione ed attuazione dei "iani stralcio e della necessaria coerenza tra "ianificazione di Bacino e "ianificazione territoriale+ le regioni con&ocano una conferenza "rogrammatica+ articolata "er sezioni "ro&inciali+ o "er altro am ito territoriale deli erato dalle regioni stesse+ alle 8uali "arteci"ano le "ro&ince ed i comuni interessati+ unitamente alla regione e ad un ra""resentante dell(Autorit3 di Bacino. :. La conferenza di cui al comma 9 es"rime un "arere sul "rogetto di "iano con "articolare riferimento alla integrazione a scala "ro&inciale e comunale dei contenuti del "iano+ "re&edendo le necessarie "rescrizioni idrogeologiche ed ur anistiche. Il "arere tiene luogo di 8uello di cui all(articolo 0;+ comma 5+ della legge maggio 05;5+ n. 0;9+ sulla ase dell(unitariet3 della "ianificazione di Bacino+ tiene conto delle determinazione della conferenza+ in sede di adozione del "iano. 1. Le determinazioni assunte in sede di comitato istituzionale+ a seguito di esame nella conferenza "rogrammatica+ costituiscono &ariante agli strumenti ur anistici.

La Legge in 8uestione+ infine+ "re&ede che gli Enti "re"osti+ entro 042 giorni dalla data di entrata in &igore della Legge stessa+ "ro&&edano ad effettuare una atti&it3 straordinaria di sor&eglianza e ricognizione lungo i corsi d(ac8ua e le relati&e "ertinenze+ nonchG nelle aree demaniali+ attra&erso so"ralluoghi finalizzati a rile&are le situazioni che "ossono determinare maggiore "ericolo+ incom ente e "otenziale+ "er le "ersone e le cose ed a identificare gli inter&enti di manutenzione "iB urgenti.

Relazione Generale

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A tale atti&it3 "ro&&edono le !egioni+ d(intesa con le Pro&ince+ con la colla orazione degli uffici dei Pro&&editorati alle #"ere Pu liche+ del Cor"o Forestale dello Stato+ dei Comuni+ degli /ffici ,ecnici Erariali+ degli altri uffici regionali a&enti com"etenza nel settore idrogeologico+ delle Comunit3 Montane+ dei Consorzi di Bonifica e di Irrigazione+ delle strutture dei commissari straordinari "er gli inter&enti di sistemazione idrogeologica e "er l(emergenza rifiuti. Il coordinamento C s&olto dall(Autorit3 di Bacino com"etente+ che assicura anche il necessario raccordo con le iniziati&e in corso e con 8uelle "re&iste dagli strumenti di "ianificazione &igenti o adottati+ "ro&&ede a definire i com"iti e i settori di inter&ento delle singole strutture coin&olte+ sta ilisce la suddi&isione delle risorse. Sulla ase della documentazione ac8uisita le Autorit3 di Bacino &erificano che i "iani stralcio adottati o a""ro&ati contengono le misure idonee "er "re&enire e contrastare le situazioni di rischio e "ro&&edono+ se necessario+ a realizzare le o""ortune correzioni e integrazioni. Sulla ase della documentazione e delle conoscenze comun8ue dis"oni ili+ le Autorit3 di Bacino+ infine+ "redis"ongono e trasmettono al Sindaco di ciascuno dei Comuni com"resi nel territorio di com"etenza+ un documento di sintesi che descri&e la situazione del rischio idrogeologico che caratterizza il territorio comunale.

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TITOLO IPOTESI #ETODOLOGIC PER L COSTR!)IONE DEL PI NO DEI " CINI REGION LI RO# GNOLI

$/% Ipotesi di programma di la0oro

Il Piano di acino C lo strumento 9conoscitivo, normativo e tecnicooperativo: @ai sensi della L.0;9H;5A che detta gli indirizzi+ le regole+ i &incoli dell(uso delle risorse naturali nell(unit3 territoriale costituita dal acino idrografico. I contenuti del Piano sono+ come C facile com"rendere+ estremamente am"i e di&ersificati+ al "unto che le modifiche ed integrazioni successi&e alla L.0;9H;5 consentono di organizzare "er stralci uno strumento di "iano di "er sG com"lesso e in continua e&oluzione con il "rogredire delle conoscenze e l(e&ol&ersi dei fenomeni sul territorio.

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#ggetto degli Studi di settore che "rogressi&amente concorreranno alla costruzione del Piano di Bacino saranno 8uelle tematiche che "er emergenza+ urgenza e s"ecifica com"etenza attendono una ra"ida ed inderoga ile definizione. A tale "ro"osito &iene 8ui richiamato il documento Proposta di programma di attivit) /115 a suo tem"o a""ro&ato dagli #rgani Istituzionali dell(Autorit3 e ri"ortato al "recedente Ca". 5 @alla cui lettura si rimandaA+ che indi&idua 8uali "rioritarie le seguenti "ro lematiche) 0. assetto idrogeologicoD 4. assetto della rete idrograficaD 9. tutela della 8ualit3 dei cor"i idriciD :. razionalizzazione dell(utilizzo delle risorse idricheD 1. regolamentazione dell(uso del territorio e delle risorse naturali. ?olendo 8uindi formulare una i"otesi "er la costruzione del Piano dei Bacini !egionali !omagnoli+ a""are "rezioso il contri uto scientifico e metodologico che ci giunge da es"erienze gi3 maturate o in fase di maturazione+ non ultimi i risultati del Rapporto di Progetto sul *ilancio $mbientale "resentato "u licamente il 49 a"rile 0555 dalla Pro&incia di Forl-.Cesena. La costituzione di un sistema strutturato di conoscenze "er la redazione del Piano dei Bacini !egionali !omagnoli C o"erazione im"egnati&a+ anche in considerazione della &astit3 delle materie che la legislazione &igente affida a 8uesta Autorit3 che+ oltre al ruolo fondamentale di coordinamento+ razionalizza ed articola le funzioni connesse ad un uso concertato del territorio+ nel ris"etto e nella tutela delle risorse naturali+ am ientali+ "aesaggistiche+ iologiche e fisiche @nel senso "iB lato del termineA. L(azione che a""are "iB urgente C 8uella relati&a alla ac8uisizione di tutto il materiale documentario utile "er la realizzazione di un &ero e "ro"rio Sistema Informati&o ,erritoriale che raccolga e metta in rete tutto le conoscenze utili alla definizione delle linee di inter&ento del Piano e della sua attuazione. Puesta fase di raccolta dei dati "uL costituire l(occasione "er costruire un raccordo solido e continuati&o con tutti i soggetti "u lici che o"erano sul
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territorio) in "rimo luogo con la !egione+ attra&erso i Ser&izi Pro&inciali Difesa del Suolo+ !isorse Idriche e Forestali+ e con le Pro&incie di Forl-. Cesena e di !a&enna+ ma anche e so"rattutto con le Comunit3 Montane e con i Comuni+ "onendosi nei confronti di 8uesti ultimi come "unto di riferimento e di coordinamento accreditato "er la definizione dei Piani di tutela e di sal&aguardia del territorio e dei relati&i Programmi di inter&ento. Come antici"ato+ la costruzione del Piano dei *acini Regionali Romagnoli "otr3 "rocedere attra&erso l(ela orazione di una serie di studi di settore che affronteranno le singole tematiche emergentiD inoltre+ in considerazione del fatto che il territorio di com"etenza di 8uesta Autorit3 "uL essere disarticolato in unit3 di "aesaggio en definite @costa+ "ianura+ collina e montagnaA eHo in acini e sotto acini "erimetra ili nella "ro"ria indi&idualit3 fisico.territoriale+ sar3 "ossi ile "rocedere con la costruzione del Piano com"onendo singoli studi d(area omogenea che+ al "ro"rio interno+ affrontino tutte le tematiche le 8uali costituiranno il Piano dei Bacini !omagnoli. I la&ori "er i 8uali si sta "rocedendo a com"letare l(ela orazione in &ia "rioritaria ris"etto ad altre tematiche che concorrono alla formazione del Piano dei Bacini+ sono 8uelli indicati dai documenti "rogrammatici regionali e s"ecificati nel Documento a""ro&ato nel 055; dagli #rgani istituzionali dell(Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli richiamati al ,itolo III della !elazione. $/%$ ssetto delle rete idrogra7ica

# ietti&i generali) moderazione delle "iene+ difesa e regolazione dei corsi d(ac8ua con "articolare attenzione alla &alorizzazione della naturalit3 delle regioni flu&ialiD definizione dei &incoli e delle limitazioni d(uso del suolo in relazione al di&erso grado di rischioD

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definizione delle esigenze di manutenzione+ com"letamento e integrazione dei sistemi di difesa esistenti in relazione al grado di rischio com"ati ile e al loro li&ello di efficienza ed efficacia. Nell(am ito di 8uesto studio di settore sono stati indi&iduati due cam"i di indagine di sottosettore+ il "rimo riguardante la sicurezza idraulica ed il secondo inerente l(indi&iduazione delle aree di "ertinenza flu&iale. Sicurezza idraulica. Il la&oro "re&ede la di raccolta e l(esame di tutti gli atti di analisi e "ianificazione territoriale finora "rodotti sulla materia+ tutta&ia risulta gi3 e&idente che il "rimo elemento di conoscenza da conseguire o da aggiornare+ "ro"edeutico ad ogni &alutazione di carattere idraulico+ C 8uello relati&o alla configurazione della geometria degli al&ei. La "rima iniziati&a riguarda 8uindi l(affidamento e l(esecuzione di rilie&i "lano.altimetrici a mezzo di li&ellazioni di alta "recisione con la restituzione delle sezioni e dei "rofili di fondo "er tutte le aste flu&iali attra&erso lo s&olgimento delle seguenti atti&it3) 0. raccolta+ sistematizzazione ed integrazione+ a mezzo di "rocedure statistiche+ dei dati idrologici caratteristiciD 4. definizione+ sulla ase dei dati dis"oni ili+ delle "ortate e degli idrogrammi di "iena attra&erso relazioni idrauliche o modelli di trasformazione afflussi.deflussi e di trasferimento dell(onda di "ienaD 9. indi&iduazione delle criticit3D :. analisi delle o"zioni di inter&entoD 1. definizione degli inter&enti strutturali e non. Indi&iduazione delle aree di "ertinenza flu&iale. Il la&oro consiste in una "rima zonizzazione del territorio secondo il rischio di "iena attra&erso la "erimetrazione delle aree ad ele&ato+ moderato e asso rischio di esondazione+ come richiesto dal Decreto del Ministro dei La&ori Pu lici 0: fe raio 0557 e dal Decreto 0;2H5; e successi&e dis"osizioni monisteriali. $/%' Tutela della &ualit+ dei corpi idrici

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# ietti&i generali) monitoraggio+ controllo e tutela della 8ualit3 dei cor"i idrici in riferimento agli usi degli stessi @"ota ile+ &ita ac8uatica e naturalit3+ irriguo+ industriale+ alneareAD &alutazione del "atrimonio ecologico della regione flu&iale "er l(indi&iduazione di s"ecifici o ietti&i di sal&aguardia e di go&ernoD monitoraggio dell(azione degli agenti in8uinanti sulla com"onente ioticaD definizione del minimo deflusso &itale in sezioni caratteristiche dei singoli corsi d(ac8ua inteso come "ortata tale da assicurare accetta ili li&elli di ha itat "er la flora e "er la fauna flu&iale. Monitoraggio iologico dei cor"i idrici. La "ianificazione di acino+ s"ecie in territori fortemente antro"izzati come 8uello della !omagna+ de&e "orsi l(o ietti&o di sal&aguardare a meglio gli am ienti che ris"ondono ancora a certi re8uisiti di 8ualit3 am ientale e di restituire a fasce degradate+ ma "otenzialmente di interesse ecologico+ la funzione che sare e loro "ro"ria. Nella com"lessi&a snaturalizzazione del territorio+ "rotratta in modo intensi&o dal do"oguerra ad oggi+ gli am iti flu&iali assumono infatti una fortissima rile&anza come "otenziali riser&e di caratteri YnaturaliY+ di fruizione am ientale "er la colletti&it3+ di corridoi ecologici "er s"ecie &egetali e animali altro&e minacciate. %li Enti territoriali+ "er com"etenze deri&anti dalle di&erse normati&e &igenti+ sono ormai in "ossesso di un note&ole agaglio di conoscenze sulla 8ualit3 delle ac8ue su"erficiali dal "unto di &ista chimico e atteriologico. In genere non sono in&ece effettuati in modo standardizzato ed omogeneo studi "iB mirati alla 8ualit3 am ientale com"lessi&a. La 8ualit3 am ientale di un cor"o idrico C una "ro"riet3 com"lessa in cui interagiscono fattori iotici ed a iotici+ ed C in "articolare la com"onente Y&i&aY @organismi ac8uatici+ &egetazione e fauna ri"ariaA a s&olgere un ruolo fondamentale nel mantenimento di 8uesta 8ualit3. Per meglio in&estigare 8uesti as"etti C in atto una ricerca sulla 8ualit3 iologica delle ac8ue attra&erso un(indagine delle comunit3 macrozoo entoniche+ com"artimento di organismi di "rimaria im"ortanza

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"er gli ecosistemi flu&iali+ direttamente influenzato in 8ualit3+ densit3 e struttura da fattori fisici+ chimici e iologici interni od esterni all(ecosistema. Lo studio si "ro"one di confrontare la situazione odierna ris"etto a 8uella "assataD co"rire tratti non considerati nelle indagini "recedentiD ac8uisire informazioni su) caratteristiche morfometriche dell(al&eoD ti"ologia del su stratoD &elocit3 di correnteD 8ualit3 delle ri&e e dell(am iente in totoD &ariet3 e co"ertura della &egetazione ri"ariaD relazioni trofico.funzionali delle comunit3 macrozoo entonicheD densit3 e iomassa delle comunit3 in alcune sezioni chia&e del reticolo idrograficoD analizzare l(im"atto di inter&enti antro"ici. In "arallelo &iene s&olta un(indagine &egetazionale sulle fasce flu&iali+ attra&erso) fotointer"retazioneD &erifiche di cam"agna+ &aria ili anche in funzione degli aggiornamenti delle foto o di "articolari situazioniHo ietti&iD indi&iduazione descritti&a delle "rinci"ali associazioni &egetali connesse alle aste idrografiche del acino+ "er tratti significati&iD attri uzione di un indice @?alore ?egetazionale in Al&eo . ?.?.A.A+ restitui ile su cartografia 0)41.222+ con carta di sintesi a scala o""ortuna. Pualit3 e uso delle risorse idriche. La tematica afferente la 8ualit3 e uso delle risorse idriche &iene affrontata secondo la seguente articolazione di "ro lematiche) 0. Bilancio idrologico distri uito 4. ilancio idrico) fa isogni e fonti "er ti"ologia @agricolo+ "ota ile+ industriale+ idroelettricoA 9. modello geometrico e idraulico dell(ac8uifero a. re"erimento e archi&iazione delle stratigrafie di "ozzi e sondaggi+ fondazioni s"eciali ecc.+ con associate "ro"riet3 geomeccaniche

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:. 1. <. 7. ;.

. costruzione di un modello geometrico tridimensionale del sottosuolo a "artire dalle conoscenze dis"oni ili @e in "articolare lo studio della !egione Emilia !omagna e di ENIA c. caratterizzazione geomeccanica degli strati+ con "articolare riferimento ai "arametri edometrici d. caratterizzazione "etrofisico.idraulica degli strati integrando "ro&e di la oratorio e "ro&e di "ortata in situ o&e esistenti e. ricostruzione dei li&elli "iezometrici f. stima e regionalizzazione degli emungimenti g. stima della ricarica e ilancio di massa dell(ac8uifero h. &erifica con modelli "re&isionali sem"lificati degli a assamenti della "iezometrica i. messa a "unto di un modello sem"lificato di "re&isione emungimento.a assamento &alutazione degli s8uili ri e identificazione delle strategie "er la tutela dell(ac8uifero e il rie8uili rio del ilancio idrico stima e cartografia dei carichi in8uinanti concentrati @scarichi ci&ili+ industriali+ di de"uratoriA stima e cartografia dei carichi diffusi a. fonti agricole e zootecniche . fonti ur ane e &ie di traffico @E:1+ autostrada+ Adriatica\A misure e rilie&i ai fini della definizione del MD? @Fiumi /niti+ !u icone+ Be&anoA identificazione di linee strategiche e "anificazione degli inter&enti di risanamento) a. localizzazione della de"urazione centralizzata . de"urazione diffusa+ strema uffers+ constructed Qetlands c. de"uratori "er "iccole e medie comunit3

$/%( ssetto idrogeologico # ietti&i generali) &alutazione di rischio in relazione ai fenomeni di insta ilit3 e di dissesto in atto o "otenziale e definizione dei li&elli di rischio com"ati ile con i di&ersi usi del suoloD

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definizione delle esigenze di manutenzione+ com"letamento ed integrazione dei sistemi di difesa esistenti in relazione al grado di rischio com"ati ile ed al loro li&ello di efficienza ed efficaciaD definizione di nuo&i sistemi di difesa ad integrazione di 8uelli esistenti con funzione di controllo sull(e&oluzione dei fenomeni di insta ilit3 e dissesto in relazione al li&ello di rischio com"ati ile da conseguireD emanazione di diretti&e ed indirizzi "er la regolazione delle atti&it3 antro"iche incidenti sulle condizioni di sta ilit3 idrogeologica e di norme di sal&aguardia immediatamente o"erati&e. Per la "redis"osizione del 8uadro degli adem"imenti relati&i alla ela orazione del Piano Stralcio "er il !ischio Idrogeologico @aree a rischio idraulico ed aree a rischio di franaA+ da ela orarsi entro la scadenza "refissata del 92 a"rile 4220+ all(interno della "redis"osizione del "iB com"lessi&o Piano di Bacino di cui alla legge 0; maggio 05;5+ n.0;9+ e successi&e modifiche ed integrazioni+ C necessario fare fedele riferimento+ come s"ecificato in "remessa della "resente !elazione+ oltre che ai documenti "rogrammatici ela orati da 8uesta Autorit3+ alle -irettive tecniche per l+individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico di cui al Decreto del Ministero dei La&ori Pu lici del 0: fe raio 0557+ cos- come integrato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 45 settem re 055; $tto di indirizzo e coordinamento per l+individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all+art" /, commi / e 2, del -ecreto #egge // giugno /115, n" /58" Il rischio idrogeologico &iene 8ui definito come =una grandezza che mette in relazione la "ericolosit3 intesa come caratteristica intrinseca di un territorio che lo rende &ulnera ile a fenomeni di dissesto @allu&ioni+ franeA e la "resenza sul territorio di insediamenti ur ani+ industriali+ infrastrutture+ eni storici+ artistici+ am ientali+ etc.> Solo la conoscenza del li&ello di rischio+ legato alla dimensione del fenomeno+ all(uso del territorio ed ai tem"i di ritorno dell(e&ento atteso "ermette di "rogrammare gli inter&enti strutturali e non strutturali+ allo sco"o di definire la im"osizione di idonei accorgimenti tecnici in fase di realizzazione di o"ere+ la "redis"osizione di "iani di emergenza+

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delocalizzazione di insediamenti+ messa in sicurezza del territorio e norme di tutela e sal&aguardia delle aree critiche. Il rischio @!A 8uindi C il "rodotto della &ulnera ilit3 o "ericolosit3 @?A del territorio intesa come "ro a ilit3 che un certo fenomeno si &erifichi in un determinato inter&allo di tem"o all(interno di un am ito circoscritto ed indi&idua ile attra&erso studi e ricerche+ in relazione al &alore degli elementi es"osti a tale rischio @EAD essi sono l(insieme di grandezze economiche e sociali ra""resentati da) "o"olazione+ infrastrutture+ atti&it3 economiche+ eni culturali o am ientali ' ! E E F ?. La determinazione del li&ello di rischio idrogeologico "resu""one la conoscenza dei "arametri idrogeologici+ geomorfologici+ to"ografici ed ur anistici connessi e la esecuzione di studi ed ela orazioni grafiche che consentano la delimitazione ra"ida delle aree "er le 8uali il rischio a""are manifesto o latente+ da assoggettare ad immediate misure di sal&aguardia+ e che forniscano l(a""roccio metodologico "er "rocedere all(affinamento degli studi utile alla indi&iduazione di o"ere strutturali di messa in sicurezza del territorio+ nonchG alla definizione di o"ere non strutturali @normati&e e &incoliA utili a su""ortare le "re&isioni di nuo&i insediamenti a li&ello ur anistico. $/%* Studi e ricerc:e 7inalizzati alla redazione del Piano di "acino Il Programma di Studi e ricerche C stato organizzato con lo sco"o di com"letare ed im"lementare i contenuti del Piano Stralcio "er il !ischio Idrogeologico "articolare "er i settori afferenti la difesa idraulica ed il dissesto idrogeologico+ la "rima fase di "rogetti gi3 indi&iduati all(interno delle linee di finanziamento discendenti dal =Programma degli inter&enti in materia di difesa del suolo 0557.0555>+ dai residui dell(analogo Programma 05;5.0550 e dal =Piano straordinario "er l(indi&iduazione e la "erimetrazione delle aree a rischio idraulico ed idrogeologico ai sensi del D.L. 0;2H055;>. Il Programma "re&ede anche una fase ritenuta necessaria "er costituire un Sistema Informati&o ,erritoriale che metta in rete tutte le conoscenze utili alla gestione del Piano dei Bacini. #gni singolo studio+ con esclusione di
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8uelli es"ressamente finalizzati alla raccolta di dati conosciti&i+ do&r3 essere ela orato secondo tre di&ersi gradi di a""rofondimento) 0. Fase ricogniti&a degli elementi conosciti&iD 4. Analisi delle criticit3 ed indi&iduazione degli s8uili riD 9. Indicazione di) Azioni "ro"ositi&e Soluzioni tecnico.o"erati&e Schemi normati&i @o&e necessariA. %li studi "rogrammati saranno determinanti "er il com"letamento dei settori di indagine e "rogetto costituenti il Piano di Bacino+ da adottarsi entro il 92 giugno del 4229. 07.:.0 Monitoraggio del &ersanti ad alto rischio Il territorio collinare "resenta condizioni di dissesto generalizzato che determinano ele&ati indici di "ericolosit3 da frane. Alcuni di 8uesti dissesto assumono dimensioni tali da richiedere+ "er gli inter&enti di sistemazione relati&i+ in&estimenti molto rile&anti+ s"esso non ra""ortati al &alore del territorio da tutelare o non effettua ili se non "er stralci successi&i+ con lunghi "eriodi "er la messa in sicurezza delle aree. Si "one allora l(esigenza di assicurare l(incolumit3 degli a itanti+ anche in assenza di inter&enti strutturali o in attesa di 8uesti. Per tale ragione a""are necessario "re&edere l(installazione di sistemi di monitoraggio su alcuni &ersanti+ finalizzati al controllo dell(e&oluzione del dissesto ed alla "rogettazione di e&entuali o"ere di consolidamento. Dalle informazioni rica&ate "otranno desumersi le dinamiche e&oluti&e "er adottare i "ro&&edimenti di sal&aguardia. 07.:.4 Erosione della costa Per 8uanto riguarda il "ro lema riguardante all(erosione costiera+ le &alutazioni es"resse dal Progetto di Piano per la difesa del mare e la ri'ualificazione ambientale del litorale della Regione Emilia Romagna + relati&amente agli effetti ottenuti con le o"ere di difesa realizzate nei decenni (72 e (;2 @ arriere emerse+ "ennelli+ etc.A sono sostanzialmente negati&e. Infatti+ oltre al mancato effetto di contenimento dell(erosione+ le o"ere realizzate hanno determinato anche condizioni di scarso ricam io ed
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ossigenazione delle ac8ue+ con conseguente "eggioramento della loro 8ualit3 in "rossimit3 della linea di ri&a+ innescando "ertur azioni del "rofilo di e8uili rio della s"iaggia sommersa. L(attuale scelta strategica "er la "rotezione del litorale C 8uella nota come =ri"ascimento "rotetto>. Esso consiste nell(a""orto alle s"iagge di materiali sa iosi "ro&enienti dai fondali marini+ ed C finalizzato al mantenimento ed alla crescita della linea di s"iaggia. L(atti&it3 di studio a&r3 come o ietti&o l(aggiornamento delle conoscenze sulla dinamica dei litorali direttamente collegate all(azione dei &ari fattori naturali ed antro"ici @moto ondoso+ tras"orto solido+ inter&enti di difesa+ azioni di rie8uili rio am ientale+ etc.A "er indi&iduare le "ossi ili linee di inter&ento lungo l(intero arco costiero. 07.:.9 Su sidenza La "ianura emiliano.romagnola C caratterizzata da un fenomeno di su sidenza naturale al 8uale si so&ra""one+ in di&erse aree+ un a assamento del suolo di origine antro"ica+ legato "rinci"almente ad eccessi&i emungimenti di ac8ue sotterranee e+ in misura minore e arealmente "iB limitata+ all(estrazione di gas da formazioni geologiche "rofonde. L(entit3 degli a assamenti do&uti a cause naturali "uL raggiungere "unte massime di 4.9 mm.Hanno rimanendo tutta&ia+ in genere+ molto al di sotto di tali &alori+ mentre la su sidenza antro"ica "resenta &elocit3 di a assamento del suolo molto "iB ele&ate dell(ordine dei cm. all(anno &ariando considere&olmente a seconda delle zone. Il fenomeno si C reso manifesto con danni al "atrimonio artistico. monumentale+ "erdita di efficienza delle infrastrutture idrauliche+ erosione accelerata della fascia di attigia e aumento della "ro"ensione all(esonda ilit3 sia dei territori costieri che interni. Lo studio in "rogramma si occu"er3 esclusi&amente della com"onente antro"ica o artificiale del fenomeno sottolineandone i casi "iB significati&i nell(am ito della "ianura emiliano.romagnola+ sulla ase delle attuali conoscenze+ ed e&idenziando successi&amente alcune iniziati&e in atto &olte al controllo del fenomeno stesso.
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Nonostante le di&erse iniziati&e intra"rese negli ultimi anni a iano influito "ositi&amente sulle risalita delle falde e+ 8uindi+ su un(attenuazione della su sidenza in alcuni territori+ "ermangono ancora aree che+ sulla ase degli ultimi rilie&i to"ografici @"rimi anni (52A+ a""aiono caratterizzate da una forte criticit3. /na di 8ueste C ra""resentata dalla fascia costiera o&e si C ancora lontani da a assamenti attri ui ili a su sidenza naturale rimanendo le &elocit3 com"rese tra 0 e 9 cm.Hanno. I mo&imenti &erticali del suolo in detta rea sono controllati "eriodicamente attra&erso reti di li&ellazione "rogettate ad hoD "ur tutta&ia esistono am"ie zone di "ianura "er le 8uali la mancanza di reti di monitoraggio s"ecifiche consente una conoscenza del fenomeno solo dedutti&a+ asata sulle &ariazioni dei li&elli di falda la cui osser&azione ha messo in luce de"ressioni dell(ordine di di&ersi metri negli ultimi &enti anni. A fronte dei "ro lemi sin 8ui emersi . "ermanere di aree su sidenti e misure dirette del fenomeno lacunose e o solete . sono state a&&iate iniziati&e &olte ad affrontare il "ro lema a li&elli di&ersi) monitoraggioD inter&enti di ri"ristinoD strategie "er una =sosteni ilit3 della su sidenza>. Nel 0551.57 l(Autorit3 di Bacino del !eno ha realizzato un "rogramma di rilie&i lungo le aste del !eno e dei suoi affluenti. Da tali rilie&i emergono situazioni critiche relati&amente agli effetti della su sidenza su alcuni tratti del !eno e del Samoggia. Nel 055; il comune di !a&enna ha eseguito il 8uinto rilie&o della "ro"ria rete. Nel 0557.5; A!PA+ al fine di definire un 8uadro aggiornato ed omogeneo delle conoscenze geometriche del fenomeno+ ha istituito una rete regionale di monitoraggio della su sidenza selezionando+ integrando e collegando il &asto "atrimonio di es"erienze gi3 "resenti sul territorio. #ltre agli inter&enti strutturali C stata 8uindi im"ostata un(iniziati&a "iB am"ia sul tema della sosteni ilit3 della su sidenza+ che si "one l(o ietti&o di riorientare i termini dello s&ilu""o socio.economico di 8uesto territorio che sta gi3 mostrando i segni di un e8uili rio sem"re "iB "recario.

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L(iniziati&a+ che ha "reso il nome =Sosteniamo il territorio> ed C orientata ai "rinci"i dello s&ilu""o sosteni ile+ si C "osta l(o ietti&o di ottimizzare le com"onenti del modello di s&ilu""o del territorio interessato dal fenomeno della su sidenza+ integrando lo s&ilu""o economico in modo e8uili rato con la com"onente am ientale e con la com"onente socio culturale. A tal fine+ "er controllare e "re&enire il fenomeno della su sidenza+ si ritiene necessario l(aggiornamento e la messa a sistema di tutti i dati esistenti e l(atti&azione di azioni concertate con tutti gli attori interessati sia sul fronte am ientale che sul fronte dello s&ilu""o socio.economico Il Progetto utilizza come dati di in"ut le ela orazioni s&olte "er il "iano stralcio =8ualit3 e uso dei cor"i idrici>+ "arte relati&a al ilancio di massa degli ac8uiferi. I suoi o ietti&i "ossono essere riassunti come di seguito) messa a "unto di un modello "re&isionale degli a assamenti del suolo a seguito dei di&ersi ti"i di emungimenti simulazione di "olitiche di gestione degli ac8uiferi e dei giacimenti di gas naturale ai fini della riduzione degli a assamenti Fasi del la&oro) 0. caratterizzazione geomeccanica degli strati del modello geometrico messo a "unto nell(am ito dello studio sulla 8ualit3 e l(uso delle ac8ue a. assegnazione di moduli edometrici e8ui&alenti . definizione dello s"essore di drenaggio medio e8ui&alente c. cartografia dei "arametri 4. so&ra""osizione cartografica delle "iezometrie e delle carte edometriche+ e calcolo delle &elocit3 di a assamento del suolo in relazione alla &elocit3 di a assamento dell(ac8uifero @modello disacco""iatoAD cali razione del modello con i rilie&i effettuati "er la su sidenza da altri enti regionali @A!PAA. 07.:.: ,utela e gestione delle ac8ue sotterranee Direttamente correlazionato al Progetto riguardante la su sidenza C 8uello relati&o alla costruzione di un modello di tutela e gestione delle ac8ue sotterranee. /tilizzando la &asta documentazione "rodotto sull(argomento+ ed in "articolare lo studio ela orato nel 05;; dalla !egione Emilia

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!omagna con il contri uto e la colla orazione dell(ENI.Agi" Riserve idriche sotterranee della Regione Emilia Romagna + occorrer3 "rocedere ad una sistematizzazione dei dati relati&i alla "iezometria ed alla 8ualit3 delle ac8ue sotterranee che+ integrati con 8uelli relati&i alla su sidenza @discendenti dalle risultanze del Progetto di cui al "unto "recedenteA+ forniscano un 8uadro aggiornato sulla sensi ilit3 del sistema delle ac8ue sotterranee+ tale da "oter giungere alla definizione di un Progetto di gestione delle risorse idriche sotterranee. #ccorrer3 8uindi "rocedere ad un aggiornamento ed un a""rofondimento del 8uadro conosciti&o del sistema ac8uifero+ attra&erso) la messa a sistema di una rete efficiente di monitoraggioD l(esecuzione di cam"agne "iezometricheD la realizzazione di "ro&e di "ortataD l(inter"retazione dei dati di "ermea ilit3+ idrologici+ chimici ed isoto"iciD la ela orazione di stime sui consumiD la a""licazione di modelli stocasticiD la costruzione di un modello matematicoD la "rogrammazione di "rogramma di utilizzo degli ac8uiferi. 07.:.1 Eutrofizzazione marina Di concerto con il Piano stralcio "er la tutela della 8ualit3 dei cor"i idrici+ ela orato secondo le indicazioni contenute nel Programma dell(Autorit3 055;+ integrato con le indicazioni contenute nell(Allegato : del Decreto Legislati&o 014H55+ si inserisce lo studio "er la lotta all(eutrofizzazione articolata secondo la "ro"osta di la&oro a&anzata dall(A!PA+ Agenzia !egionale Pre&enzione e Am iente+ che &iene di seguito ri"ortata. IDefinizione "reliminare dei contenuti del Piano "er la lotta all(eutrofizzazione) Stato delle conoscenze sull(analisi della "ressione nei acini. Analisi "reliminare sullo stato delle conoscenze generali della situazione del acino+ "er 8uanto riguarda le sorgenti e i meccanismi di diffusione dei nutrienti. !accolta dati necessari alla &alutazione dei carichi di nutrienti generati.

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Consistenti dei &ari com"arti ci&ile+ industriale+ agricolo e zootecnico+ in termini di a itanti e8ui&alenti e dei carichi unitari di nutrienti generati. Disaggregazione a li&ello comunale. Indi&iduazione dei carichi di nutrienti generati dai com"arti ci&ile+ industriale+ agro.zootecnico a li&ello di acino. Analisi statistica dei dati di 8ualit3 nelle stazioni di monitoraggio. Aggiornamento al 0557 della anca dati relati&a alle analisi di 8ualit3 delle ac8ue su"erficiali sulle stazioni di 0U grado. Ela orazioni statistiche nelle &arie stazioni e "er inter&alli tem"orali definiti. Definizione delle caratteristiche 8ualitati&e dei cor"i idrici secondo la classificazione "re&ista dalla nuo&a Legge 8uadro sulle ac8ue. ?alutazione dei carichi di nutrienti &eicolati dai corsi d(ac8ua. Carichi &eicolati a mare &alutati in ase all(andamento tem"orale caratteristico dei deflussi e alle connesse caratteristiche 8ualitati&e delle ac8ue. Indi&iduazione delle "rinci"ali criticit3. ?alutazione com"lessi&a dei 8uantitati&i di nutrienti "rodotti dai &ari fattori di generazione e di 8uanto &iene s&ersato nei cor"i idrici su"erficiali. Identificazione delle "rinci"ali criticit3. Analisi della dinamica del fenomeno a mare. Il "ro lema dell(eutrofizzazione nelle ac8ue costiere. Dinamica s"azio tem"orale dei fenomeni eutrofici. Effetti am ientali @anossie delle ac8ue di fondo+ morie e s"iaggiamenti di organismi entoniciA. Andamenti tem"orali delle "rinci"ali &aria ili trofiche+ es"ressione di "rodutti&it3 diretta e "otenziale. Andamenti tem"orali dei nitrati+ fosfati+ clorofilla =a> e ra""orto NHP. A""licazione dell(indice trofico @triFA nelle stazioni costiere di interesse. ,rend e&oluti&i. Confronto con altre situazioni ra""resentati&e di aree soggette ad a""orti antro"ici deri&ati da altri acini idrografici @!eno+ PoA. Il "ro lema delle mucillagini. S&ilu""o del fenomeno ed andamenti tem"orali. Sistema di riferimento "er la classificazione delle fasi di aggregazione del materiale gelatinoso. Andamento del fenomeno durante il 0557 e 055;. Macroalghe.
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E&oluzione del fenomeno eutrofico nella zona di interesse. Situazione ed andamenti relati&i al 0557 e 055;. Definizione degli o ietti&i di 8ualit3 nelle stazioni di chiusura dei corsi d(ac8ua interessati. Strategie e indirizzi di inter&ento. Articolazione delle strategie di inter&ento nei di&ersi com"arti "rodutti&i e "er settori di inter&ento. Collettamento e de"urazione "er il settore ci&ile ed am ientale. Codice di uona "ratica agricola e fertilizzazione dei terreni "er il settore agricolo. !iduzione e trattamento dei reflui "er la zootecnia.6 07.:.< Climatologia legata all(assetto idrogeologico Il "rogetto do&r3 e&idenziare la climatologia del acino+ anche raffrontandola con 8uella dei acini limitrofi e curando+ in "articolare) indi&iduazione dei regimi "lu&iometrici e delle zone "lu&iometriche omogeneeD indi&iduazione delle caratteristiche idrologiche in relazione all(uso del suoloD indi&iduazione dei regimi idrologici e delle relati&e zone idrologiche omogeneeD caratterizzazione degli e&enti estremi "lu&iometrici e idrologiciD la ni&ologia e la glaciologia+ con riferimento al regime dei ghiacciaiD il 8uadro geochimico delle ac8ue. Per la raccolta di 8ueste informazioni si far3 riferimento ai dati correnti raccolti da tutti gli Enti interessati @Ser&izio Idrografico e Mareografico+ Aeronautica Militare+ Istituto Idrografico della Marina+ Enel+ Ministero "er il Coordinamento delle Politiche Agricole+ Alimentari e Forestali+ Consorzi+ /ffici !egionaliA+ nonchG da /ni&ersit3 ed Istituti di !icerca. Saranno inoltre indi&iduate le stazioni di rile&amento esistenti ed o"eranti+ unitamente all(Ente che le gestisce+ con l(indicazione della ris"etti&a area di co"ertura+ della strumentazione im"iegata+ dei "eriodi e delle modalit3 di funzionamento e della consistenza e 8ualit3 degli archi&i di dati.

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07.:.7 Sedimentologia e tras"orto solido Il "rogetto do&r3 raccogliere tutte le informazioni atte a definire il ilancio sedimentologico a li&ello di acino o di sotto acino+ tenendo anche in de ito conto l(a""orto di sedimenti al mare. La disamina sar3 effettuata in termini di) contri uti sedimentari 8uantitati&i e 8ualitati&i delle di&erse unit3 lito.morfo."edologiche caratteristiche delle &arie "arti del acinoD caratteri sedimentologici dei corsi d(ac8uaD tras"orto solido costiero e nella zona di mare esterna contigua al sistema di s"iaggeD "rinci"ali ti"i di gestione dei suoli che causano l(erosione ed il tras"orto solido. Sar3 curata "articolarmente l(informazione relati&a ai corsi d(ac8ua del acino+ con riferimento alle misure di li&ello+ "ortata e tras"orto solido in sezioni caratteristiche. Dei laghi+ dei ser atoi e delle o"ere idrauliche si e&idenzieranno gli effetti dell(interrimento+ la 8ualit3 dei materiali di sedimentazione e la loro "ro&enienza+ nonchG gli as"etti limnologici delle ac8ue. Il Progetto "ersegue i seguenti o ietti&i) 0. caratterizzazione della dinamica dei sedimenti nei acini regionali romagnoli+ allo sco"o delle &alutazioni "er la difesa della costa e "er l(e8uili rio dinamico dei "rofili dei corsi d(ac8ua 4. identificazione delle aree soggette a "ro lemi di erosione e 8uantificazione delle "erdite di suolo agrario 9. criteri e "rogrammazione degli inter&enti di esca&azione in al&eo e del riassetto dei "rofili longitudinali :. messa a "unto di un modello di tras"orto solido costiero e &erifica di i"otesi "rogettuali "er la difesa del litorale le fasi del la&oro "re&iste sono 8uelle sotto s"ecificate) 0. "redis"osizione di sensori tur idimetrici in "rossimit3 della foce dei corsi d(ac8ua) Lamone+ Fiumi /niti+ Sa&io+ !u icone. 4. caratterizzazione+ cartografia e modellazione dei suoli) a""rofondimento della cartografia regionale in scala 0) 412.222 "er le aree di collina e montagna @con l(o ietti&o di "rodurre una carta della tessitura dei suoli confronta ile con 8uella di "ianura in scala 0) 12.222A.

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@la&oro da s&ilu""are con a""osita con&enzione con il Ser&izio Cartografico !egionale ' SuoliA 9. erosione su"erficiale dei suoli) a. messa a "unto del modello SEMMED @De ]ong+ 055:A "er la stima dell(erosione "untualeD . inter"retazione dei "attern di erosione osser&a ili dalle ortofotocarte e da o""ortuni so"ralluoghiD c. confronto dei risultati di modello con le osser&azioniD re"erimento di studi e ricerche contenenti indicazioni sulle "ortate solide da usi del suolo e condizioni climatiche confronta ili con 8uelle del territorio dell(Autorit3 @".es. Ist. di Ingegneria Agraria /ni&ersit3 di BolognaD E!S#.C!P?D I%ESHCN! FirenzeA. d. Progetto e messa in o"era di misuratori di tras"orto solido in alcune "arcelle s"erimentali ra""resentati&e degli sui del suolo nel territorio dell(Autorit3 :. dinamica degli al&ei) a. rilie&o s"erimentale e cartografia delle granulometrie dei sedimenti di fondo degli al&eiD . calcolo delle "ortate formati&e "er gli al&ei+ nelle condizioni attualiD c. identificazione dei tratti in erosione e dei tratti in sedimentazioneD d. ilancio delle correnti materiali e "rogetto di riassetto dinamico mediante modelli sem"lificati di "ortata solida. 1. modello idrodinamico del litorale @flusso e tras"orto solidoA a. raccolta delle informazioni mareografiche dalle stazioni di !imini e !a&enna . raccolta di dati mareografici dis"oni ili @JMNI etc.A c. messa a "unto di un modello idrodinamico delle correnti d. cali razione del modello "er il tras"orto solido con i dati "recedentemente re"eriti e. messa a "unto e simulazione delle i"otesi "rogettuali "iB significati&e "er la difesa dei litorali f. analisi multicriteriale e ranKing delle i"otesi. 07.:.; /tilizzazione delle ac8ue

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Con l(ausilio di adeguata ra""resentazione cartografica+ nelle "rescelte scale unificate+ saranno e&idenziati) gli usi "ota ili+ indicando i "unti e le modalit3 di "relie&o dai cor"i idrici su"erficiali e sotterranei+ le o"ere di in&aso+ adduzione+ solle&amento e "ota ilizzazioneD gli usi irrigui+ indicando i "unti e le modalit3 di "relie&o+ adduzione+ ri"artizione+ adac8uamento e restituzione delle "ortate di su"eroD gli usi secondari "er l(agricoltura+ la "astorizia e la zootecniaD gli usi industriali. Nella segnalazione degli ac8uedotti industriali si e&idenzieranno i "unti e le modalit3 di "rele&amento+ le strutture di adduzione+ trattamento e restituzione dei refluiD gli usi idroelettrici+ con l(indicazione delle o"ere di s arramento+ scarico+ tras"orto e restituzione dell(ac8ua+ nonchG l(u icazione e la ti"ologia delle centraliD gli usi termoelettrici+ con l(u icazione delle centrali+ il sistema di raffreddamento+ l(u icazione e la ti"ologia delle o"ere di "relie&o e di scarico+ le caratteristiche dei ser&izi idrici ausiliari. Per ciascuno dei "recedenti im"ieghi saranno ri"ortati) gli estremi dei "ro&&edimenti di concessioneD le "ortate minime e massime "rele&ateD i &olumi "rele&ati annualmente e 8uelli e&entualmente restituitiD i calendari di "relie&oD gli e&entuali canoni di concessione. Saranno ancora descritti gli utilizzi dell(ac8ua "er usi naturalistici ed am ientali @aree "rotette+ "archi+ zone di "esca+ di alneazione e di interesse "aesaggistico e monumentaleA. Si do&r3 inoltre effettuare una &alutazione dei fenomeni di a usi&ismo. Saranno infine da identificare tutte le forme di utilizzo di risorse non con&enzionali+ e&idenziandone le "otenzialit3 e gli as"etti tecnologici. 07.:.5 In&arianza idraulica nelle trasformazioni ur anistiche Mentre i metodi "er il dimensionamento di una rete di drenaggio di aree con caratteristiche assegnate sono noti+ "oco si "uL dire circa la &ariazione dei deflussi a seguito di una trasformazione dell(uso del suolo. Esistono metodi concettuali largamente im"iegati @ il metodo dell(in&aso ed il metodo cinematicoA che "ossono essere usati in termini com"arati&i+ ma che sono affetti da "esanti incertezze do&ute alla scelta @necessariamente fatta a uonsenso e 8uindi con margini note&oli di discrezionalit3A dei

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"arametri @coefficiente di afflusso+ tem"o di corri&azione e &olume d(in&asoA. L(o ietti&o dello studio C di "rodurre un criterio condi&isi ile e solidamente asato su dati s"erimentali ra""resentati&i dell(area dell(Autorit3 dei Bacini !egionali+ con il 8uale "rescri&ere &olumi minimi di in&aso "er la laminazione dei deflussi+ ai fini della garanzia di in&arianza idraulica delle trasformazioni di uso del suolo. O da sottolineare che un(ur anizzazione "ro&oca sem"re una riduzione della "ermea ilit3 dei suoli. Se anche in termini assoluti l(incremento di deflusso su"erficiale conseguente all(im"ermea ilizzazione C modesto+ si de&e tenere conto che siamo in una situazione limite "er criticit3 idraulica in molti acini del territorio+ e 8uindi che l(in&arianza idraulica delle trasformazioni C ormai criterio di sosteni ilit3 dello s&ilu""o cui non si "uL rinunciare. L(interesse delle scuole di ingegneria e della ricerca scientifica C stato finora ri&olto ai metodi di dimensionamento delle fognature+ mentre mancano rilie&i s"erimentali significati&i che "ermettano di fissare un &olume minimo da realizzare+ data la "ercentuale di area soggetta a im"ermea ilizzazione+ "er garantire che il coefficiente udometrico non &ari. Adottando il sem"lice modello concettuale dell(in&aso+ si rica&a una relazione molto sem"lice che fa di"endere il &olume richiesto dal &olume dis"oni ile in condizioni "recedenti la trasformazione e dal ra""orto fra i coefficienti di deflusso do"o e "rima della trasformazione+ come ri"ortato in a""endice. Il "ro lema C di determinare il "arametro che concettualmente ra""resenta il &olume di laminazione in condizioni naturali @che fra l(altro ha un significato modellistico di "arametro di taratura+ "iB che di &olume fisicoA. !ile&ando i deflussi e gli afflussi in alcune "articelle ra""resentati&e di suolo non =indistur ato> e trasformato a &ari usi+ si &uole mettere a "unto una &alutazione del "arametro =&olume dei "iccoli in&asi> @N2A che consente di "rescri&ere il &olume richiesto in funzione degli indici ur anistici di trasformazione. E( fin tro""o e&idente che l(im"iego "ratico del criterio "orter3 ad un &incolo "er tutti gli strumenti ur anistici comunali del territorio dell(Autorit3 dei Bacini !egionali+ e si s"era che il risultato di una conser&azione delle caratteristiche di trasformazione afflussi.deflussi alle condizioni attuali+ "ur
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gi3 critiche+ consenta di dare una ris"osta di lungo "eriodo al "ro lema idrogeologico del territorio+ in sinergia con i &incoli e gli inter&enti del "iano stralcio di assetto idrogeologico. Passi o"erati&i) scelta di un numero ridotto di "articelle o&e "osizionare le misure di "ioggia e di "ortata @le "articelle do&ranno essere scelte di "referenza in "rossimit3 di "lu&iometri esistenti+ e do&ranno essere uni&ocamente definite nei loro confini ai fini dei calcoli di ilancioAD le "articelle do&ranno essere ra""resentati&e almeno dei seguenti assetti del suolo) terreno incolto H iner ito terreno arato ur anizzazione a assa densit3 con giardini ur anizzazione a media densit3 H centri storici aree industriali "a&imentate e collocate in aree di "ianura+ maggiormente suscetti ili di trasformazioni ur anistiche future "osa dei misuratori di "ortata all(uscita delle "articelle effettuazione di "ro&e di infiltrazione su"erficiale in di&erse condizioni di im i izione dei suoli+ nella "arte "ermea ile di ciascuna "articella redazione dei ilanci di massa e messa a "unto del modello dell(in&aso in ciascuna area. 07.:.02 Permea ilit3 su"erficiale dei suoli Il "rogetto consiste nella &erifica in cam"o della cartografia della "ermea ilit3 su"erficiale dei suoli mediante "ro&e con "ermeametro %uel"h. Il sistema informati&o idrologico dell(Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli integra le conoscenze sulle &arie fasi del ciclo idrologico ai fini della redazione del ilancio idrico e del calcolo delle "ortate di "iena di "rogetto. In "articolare+ una funzione cui il sistema de&e assol&ere C 8uella di determinare+ "er ogni "unto del acino+ la "ortata di "rogetto di assegnato tem"o di ritorno+ ai fini del dimensionamento delle o"ere idrauliche "re&iste dalla "ianificazione o richieste da enti "ri&ati e "u lici

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@come laghetti collinari e relati&i sfioratori+ attra&ersamenti+ tom inature+ canali di drenaggioA. L(Autorit3 dei Bacini "redis"one una cartografia delle caratteristiche di "ermea ilit3 dei suoli+ a "artire dalle cartografie litologiche @"er la collina e montagnaA e "edologiche @"er la "ianuraA esistenti+ in forma cartacea o digitale. Il "rodotto risultante+ in formato elettronico+ costituisce una "rima guida "er la &alutazione del coefficiente di deflusso di "iena usando il en noto metodo del =numero di cur&a> del Soil Conser&ation Ser&ice @SCSA /SDA. Nella "roduzione della cartografia+ &erranno considerate tutte le conoscenze dis"oni ili da altri studi ed in "articolare 8uelle deri&anti dalla caratterizzazione dell(ac8uifero ra&ennate @Comune di !a&ennaA e dei suoli della collina cesenate @!egione Emilia !omagnaA. I suoli &engono classificati in 8uattro ti"ologie @A+B+C+DA in ase al grado di "ermea ilit3 e ca"acit3 di ritenzione idrica. La carta dei =ti"i idrologici di suolo> costituisce una "rima i"otesi di la&oro che richiede di essere adeguatamente &erificata. A tal fine si com"ieranno "ro&e di infiltrazione utilizzando un "ermeametro ti"o !uelph+ di cui si allegano le s"ecifiche tecniche+ "er ricostruire la cur&a di infiltrazione in condizioni.am iente di umidit3 dei suoli. Dalle cur&e di infiltrazione+ confrontate con le cur&e standardizzate dall(/SDA. SCS+ si &erificher3 la corris"ondenza o il grado di scostamento fra il giudizio idrologico dato del suolo e il com"ortamento effetti&o. Per loro natura+ le "ro&e di infiltrazione cos- condotte costituiranno un termine di confronto "er 8uanto concerne l(affida ilit3 della cartografia di "ermea ilit3 "rodotta+ e non hanno lo sco"o di estendere sistematicamente a tutto il territorio dell(Autorit3 i &alori di una grandezza s"azialmente distri uita. Nel caso si &erifichino consistenti scostamenti ris"etto alle "re&isioni della cartografia di la&oro "rodotta+ le "ro&e ser&iranno a ri&edere a classificazione della "ermea ilit3. Per garantire una maggiore "ortata e generalit3 ai dati "rodotti+ &erranno eseguite "ro&e granulometriche com"lete su un cam"ione di suolo ra""resentati&o in ogni "unto di "ro&a.
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Si C deciso di "rocedere ad una "rima rete di "ro&e che "re&ede in media 02 misure "er ogni acino @: "er il acino del !u iconeA+ come da cartografia allegata. In 8uesta "rima fase+ le "ro&e si consentrarenno sulle aree collinari e montane essendo la conoscenza delle aree di "ianura ad un li&ello di maggiore dettaglio. In un secondo tem"o+ a 8uesta "rima cam"agna di misure "otranno essere associate altre "ro&e di raffittimento 8ualora se ne ra&&isi la necessit3. Le "ro&e saranno cos- ri"artite) Bacino del Sa&io e Borello . 02 "ro&e Bacino del Montone e !a i . 02 "ro&e Bacino del Lamone e Marzeno . 02 "ro&e Bacino del Bidente.!onco . 02 "ro&e Bacino del Pisciatello e !u icone . : "ro&e I territori indagati saranno esclusi&amente 8uelli di collina e montagna+ "er i 8uali non sono dis"oni ili cartografie "edologiche di semidettaglio @scala 0) 12.222 o su"erioreA. 07.:.00 Sistema informati&o territoriale Puesta fase ha lo sco"o di raccogliere e riordinare le conoscenze esistenti sul acino+ al fine di renderle dis"oni ili+ oltre che all(Autorit3 di Bacino ed alla Direzione %enerale Difesa del Suolo+ a tutte le altre Amministrazioni+ agli Enti e alle "o"olazioni interessati. ,utte le informazioni saranno ri"ortate in o""ortune raccolte tematiche inserite in un 8uadro organizzato delle conoscenze+ o&e saranno indicati i dati rile&ati e le &arie fonti di rile&amento. Le informazioni raccolte do&ranno anche essere ri"ortate su o""ortuna cartografia tematica. A tal fine si do&r3 scegliere un(adeguata ed unificata scala+ che "er le ra""resentazioni com"lessi&e+ relati&e a tutta l(area del acino+ do&r3 essere almeno 0)022.222 e+ "er i acini "iB "iccoli+ almeno 0)12.222. Scale maggiori saranno o""ortunamente scelte "er le ra""resentazioni di dettaglio+ mentre "er i acini di grande estensione e do&e scarseggiano le informazioni "otranno essere utili anche ra""resentazioni d(assieme in
Relazione Generale 0;<

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scale minori. #"erando con ela oratori elettronici "er la messa a "unto e la "resentazione+ anche grafica+ delle informazioni raccolte+ do&ranno essere s"ecificati il softQare e le conoscenze di ase utilizzati+ indicando inoltre le caratteristiche dello hardQare im"iegato. Per 8uanto attiene l(ac8uisizione e gestione dell(informazione raccolta+ sar3 definito un =8uadro organizzato delle conoscenze>+ secondo una strutturazione logica e funzionale nei confronti degli o ietti&i "osti dal "iano. ,ale strutturazione+ che sar3 normalizzata in modo da essere adottata da tutti gli studi di Piano di Bacino+ do&r3 comun8ue corris"ondere a re8uisiti di flessi ilit3 tali da consentire un trattamento dell(informazione secondo le esigenze dello s"ecifico contesto territoriale in esame che+ e&identemente+ condizionano i "rocessi di rile&amento ed ela orazione delle informazioni. Il 8uadro conosciti&o sar3 organizzato in modo informatico seguendo i seguenti criteri generali) schedatura gesti ile "er ela orazione matematica e statistica dei dati archi&iati in forma numericaD ra""resentazione cartografica &ettorialeD testi originali. Le s"ecifiche del sistema informatico di gestione relazionale del data ase saranno fornite dal Di"artimento dei Ser&izi ,ecnici Nazionali ed adottate dal coordinamento centrale istituito "resso la Direzione %enerale "er la Difesa del Suolo. Il data ase di ogni Autorit3 di Bacino do&r3 essere infatti com"ati ile e integra ile nel data ase della Direzione %enerale della Difesa del Suolo del Ministero dei La&ori Pu lici+ del S.I.N.A. del Ministero dell(Am iente e del sistema informati&o unico del Di"artimento dei Ser&izi ,ecnici Nazionali. A tal fine esso do&r3 "ossedere almeno le seguenti caratteristiche) "ossi ilit3 di aggiornamento della "resente &ersione del data ase senza mani"olazione dei cataloghi gi3 archi&iatiD facilit3 di gestione da "arte di "ersonale non necessariamente s"ecializzato in informaticaD facilit3 di inserimento di nuo&i datiD facilit3 di formazione di nuo&i @non "re&istiA cataloghiD gestione delle informazioni territoriali e loro restituzioni in forma cartograficaD
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"ossi ilit3 di "redis"orre il data archi&iazione.

ase secondo un di&erso criterio di

aA DIFESA ID!A/LICA ED ID!#%E#L#%ICA Nella "rima fase di indagine do&ranno essere indi&iduati+ in cartografia in scala o""ortunamente "rescelta in funzione delle dimensioni dell(area e comun8ue non inferiore a 0)022.222+ i tronchi di rete idrografica "er i 8uali do&r3 essere eseguita la "erimetrazione delle aree a rischio idrogeologico. Per ciascun tronco flu&iale o insieme di tronchi flu&iali omogenei do&ranno essere ri"ortati) la ti"ologia del "unto di "ossi ile crisi+ le caratteristiche idrauliche degli e&enti temuti @colate detritiche+ "iene re"entine+ allu&ioni di conoide+ etc.+ nei acini montaniD "iene dei corsi d(ac8ua maggiori+ "iene con "ericolo di disal&eamento+ "iene con de"osito di materiale allu&ionale+ sostanze in8uinanti o altro+ etc.+ nei corsi d(ac8ua di fondo &alle o di "ianuraAD la descrizione sommaria del sito e la ti"ologia dei eni a rischioD la &alutazione dei fenomeni accaduti e del danno temuto in caso di calamit3D le informazioni dis"oni ili sugli e&enti calamitosi del "assatoD i dati idrogeologici e to"ografici e gli studi gi3 eseguiti che siano utilizza ili nelle successi&e fasi di a""rofondimento. Si "otranno utilizzare+ a corredo delle informazioni dis"oni ili+ re"eri ili in loco+ o raccolte con l(inter"retazione geomorfologica delle osser&azioni di cam"agna+ delle foto aeree+ etc.+ anche le informazioni archi&iate dal %ru""o Nazionale "er la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del Consiglio Nazionale delle !icerche @%NDCI.CN!A+ nell(am ito del "rogetto Aree ?ulnerate Italiane @A?IA+ i cui risultati sono "resentati sinteticamente in ra""orti regionali editi a cura del %NDCI.CN!. #ccorrer3 sistematizzare tutti i dati relati&i allo stato fisico del territorio) natura geologica dei suoliD geomorfologiaD litologiaD sta ilit3 dei &ersanti) aree calanchi&e+ frane atti&e di crollo+ frane atti&e di sci&olamento+ frane 8uiescenti+ aree ad insta ilit3 "otenziale+ coltri di de"ositi di &ersanteD rischio idrogeologico) aree interessate da e&enti allu&ionali+ aree esonda ili+ erosioni di s"onda+ celle idrauliche scolanti+ celle idrauliche
Relazione Generale 0;;

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non scolanti+ terrazzi flu&iali suddi&isi "er ordini+ conoidi di deiezione atti&i+ conoidi di deiezione non atti&i+ de"ositi allu&ionali+ o"ere di difesa atti&a+ su sidenza @cmHanno dal 0572A+ aree di alimentazione degli ac8uiferi+ u icazione ed uso delle sorgenti+ u icazione ed uso dei "ozzi. A CENSIMEN,# #PE!E DI DIFESA DEL ,E!!I,#!I# Saranno indi&iduati i sistemi di o"ere o le o"ere indi&iduali+ 8ualora esse siano di sufficiente consistenza+ "re"oste a) difesa idraulica @argini di "iena+ canali de&iatori o scolmatori+ acini o ser atoi di laminazione delle "iene+ casse di es"ansione+ etc.A indicandone le caratteristiche generali e le finalit3+ l(area o l(entit3 "rotettaD sistemazione delle aree in frana @o"ere di sostegno+ drenaggi+ etc.A indicando le caratteristiche del fenomeno franoso delle o"ereD inter&enti "er la "rotezione dall(erosione @sistemazioni idraulico.forestali+ sistemazioni flu&ialiA indicando i caratteri del fenomeno erosi&o e gli elementi generali del "iano di sistemazioneD "rotezione dalle &alanghe indicando i caratteri generali del "iano delle o"ere. #&e "ossi ile+ sar3 indicata la data o il "eriodo di costruzione delle o"ere. In aggiunta alle o"ere esistenti saranno censite anche le o"ere il cui "rogetto sia finanziato o sia in corso di finanziamento+ in tal caso saranno indicati gli estremi del "rogetto e della dis"osizione del finanziamento. Le informazioni raccolte saranno ri"ortate con o""ortuno sim olismo su Carta tematica+ sulla 8uale saranno e&idenziate+ indicando i singoli usi+ anche le o"ere idrauliche adi ite ad usi "lurimi. cA S,A,# DI MAN/,EN$I#NE E DI EFFICIEN$A DELLE #PE!E DI DIFESA E C#N,!#LL# DEL ,E!!I,#!I# Per tutte le o"ere realizzate+ siano esse destinate alla difesa del territorio+ al "relie&o+ tras"orto e distri uzione delle ac8ue da utilizzare+ o""ure al collettamento e smaltimento degli scarichi+ o""ure al controllo delle "iene e "re&enzione delle inondazioni+ o""ure ancora alla "re&enzione dell(in8uinamento delle ac8ue su"erficiali e sotterranee+ saranno indicati il grado di efficienza e lo stato di manutenzione+ in termini di inter&enti attuati o da attuare+ con l(indicazione dei relati&i costi e delle ris"etti&e com"etenze ad inter&enire. dA S,!/MEN,I #!DINA,I?I DEL ,E!!I,#!I# Si "ro&&eder3+ ai sensi delle indicazioni contenute nel D.P.!. 0; luglio 0551+ $pprovazione dell+atto di indirizzo e coordinamento concernente i
Relazione Generale 0;5

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criteri per la redazione del Piano di *acino+ al censimento ed all(analisi degli strumenti di "ianificazione+ e&idenziandone l(im"atto sui "ro lemi e sugli as"etti s"ecifici del acino+ ed in "articolare sulla "ossi ilit3 di armonizzare e rendere com"ati ili fra loro i di&ersi "iani. Ai fini del coordinamento di cui al comma :U dell(art. 07 . Legge 0;9H05;5+ si "renderanno in considerazione+ in 8uanto costituenti lo scenario di riferimento) Pro&&edimenti della "rogrammazione comunitaria e nazionaleD Piani regionali di s&ilu""oD Piani territoriali regionali di coordinamento ed i Piani regionali "aesisticiD Piani territoriali "ro&inciali+ Piani com"rensoriali e Piani territoriali di area su .regionaleD Piani e Programmi regionali e "ro&inciali di settore+ i&i com"resi 8uelli riguardanti "orzioni su .regionali e su ."ro&inciali @ad esem"io+ il Piano regolatore degli ac8uedotti+ il Piano di risanamento delle ac8ue+ i Piani di infrastrutture a rete e "untuali+ i Piani di smaltimento dei rifiuti solidi ur ani e tossico.noci&i+ i Piani della onifica e degli insediamenti "rodutti&i+ etc.+ nonchG i Piani ed i Programmi di cui alla Legge ; giugno 0552 n.0:4AD Programmi di inter&enti ed i sistemi di "rogetti relati&i ai settori delle atti&it3 "rimarie+ secondarie e terziarie @ad esem"io+ i Programmi "er l(agricoltura+ "er la forestazione+ "er il controllo dell(in8uinamento atmosferico+ "er lo s&ilu""o turistico+ "er i tras"orti+ "er le idro&ie+ "er il settore energetico+ "er la "ortualit3+ "er i "archi e le riser&e+ etc.A. ,utte 8ueste informazioni saranno ri"ortate su a""ro"riata cartografia+ secondo le scale unificate "rescelte. Per la raccolta delle informazioni si "otr3 altres- far ca"o agli uffici dello Stato+ delle !egioni e delle Amministrazioni locali @Pro&incie+ Comunit3 Montane+ ComuniA+ ad /ni&ersit3 ed Istituti CN! nonchG ad altre fonti comun8ue dis"oni ili. Saranno inoltre indi&iduati) tutte le leggi nazionali e le diretti&e della Comunit3 Euro"ea+ distinguendo tra 8uelle rece"ite e 8uelle in &ia di rece"imento+ e gli e&entuali accordi internazionaliD le leggi ed i regolamenti regionaliD le dis"osizioni "ro&inciali e le ordinanze locali "iB significati&eD im"oste+ canoni e contri uti "articolariD i criteri di tariffazione "er i &ari usi dell(ac8ua e "er i ser&izi di raccolta+ tras"orto e trattamento delle ac8ue reflueD
Relazione Generale 052

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gli strumenti di finanziamento ad o"era dello Stato+ della Comunit3 Euro"ea e delle !egioni distinguendo tra 8uelle rece"ite e 8uelle in &ia di rece"imento+ e gli e&entuali accordi internazionali. eA /S# DEL S/#L# Per le atti&it3 di colti&azione di ca&e+ distinte "er metodologia di estrazione e caratteristiche del materiale "rele&ato+ nonchG "er gli im"ianti di estrazione di sostanze li8uide o gassose+ sar3 indicato su a""osita cartografia il grado di com"ati ilit3 con le condizioni attuali o "re&edi ili dell(am iente in cui dette atti&it3 sono inserite. Per 8uanto riguarda l(estrazione di inerti dagli al&ei+ sar3 indicata la com"ati ilit3 dell(atti&it3 estratti&a con le condizioni di e8uili ri morfologico e am ientale degli al&ei. Saranno indi&iduate le situazioni in cui l(atti&it3 estratti&a interferisce con il deflusso delle ac8ue di falda e determina contaminazioni "ericolose "er lo stato di 8ualit3 delle ac8ue su"erficiali e sotterranee. Nel Piano saranno indi&iduate le ca&e di materiali la"idei e di inerti. In tutti i casi sar3 documentata e &alutata la com"ati ilit3 am ientale e la "ossi ilit3 di ricorrere ad usi alternati&i del territorio. Per 8uanto riguarda le risorse idriche sotterranee+ saranno "rese in considerazione 8uelle situazioni caratterizzate da de"au"eramento della 8ualit3 delle ac8ue+ da definire in ase ad a""ro"riate soglie di accetta ilit3 di "resta iliti indicatori+ tenendo "resente e&entuali limiti fissati dalle leggi &igenti. A tali considerazioni saranno associate le "roiezioni relati&e all(e&oluzione dei fenomeni e&idenziati. Saranno inoltre e&idenziate le situazioni di eccessi&o sfruttamento delle falde+ in relazione alle modalit3 di ricarica naturale. In tutti i casi saranno "ianificati i sistemi o"erati&i di monitoraggio delle fonti di in8uinamento "otenziale ed areale di di&erso grado di "ericolo+ sia "er gli in8uinamenti stessi che "er altri e&entuali rischi. La cartografia tematica sar3 o""ortunamente integrata da sistemi informati&i della &ulnera ilit3 ai di&ersi "ericoli e rischi idrogeologici. Saranno infine localizzati i fenomeni di su sidenza+ e&idenziando i legami con le atti&it3 antro"iche collegate direttamente ed indirettamente allo sfruttamento dei fluidi. Nel &alutare il grado di com"ati ilit3 am ientale delle atti&it3 di ti"o insediati&o nel acino+ si e&idenzieranno+ sia come situazione de facto che come situazione de iure "re&iste nella "ianificazione ur anistica+ le interrelazioni degli insediamenti esistenti e di "rogetto con le esigenze di
Relazione Generale 050

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conser&azione+ &alorizzazione o migliore utilizzo delle risorse fisiche "resenti nel acino. Saranno "erciL e&idenziate su Carta tematica le e&entuali incongruenze che esistono tra nuo&i insediamenti e &alore storico e naturalistico dei luoghi+ nonchG l(im"atto che i centri a itati e le relati&e infrastrutture esercitano sulle condizioni di assetto idraulico e di insta ilit3 del suolo. L(ela orazione del Piano di Bacino richiede inoltre la conoscenza dello stato di antro"izzazione del territorio e della dinamica insediati&a. O "ertanto necessario "rocedere all(identificazione dell(uso del territorio e delle atti&it3 economiche interessanti il Piano+ con riferimento a) trend demografico e socio.economicoD aree marginali+ incolte e soggette a desertificazioneD "archi e zone "rotetteD zone soggette a &incoli e ser&itB in ase a leggi s"eciali @&incolo monumentale+ "aesistico+ archeologico+ etc.AD miniere+ ca&e+ "erforazioni "rofonde ed atti&it3 estratti&e in al&eoD zone agricole+ con l(identificazione delle colture "re&alenti e dell(atti&it3 irrigua e relati&a struttura fondiaria+ oschi+ zone di rim oschimento e colture ar oree da legno+ "ascoli ed alle&amenti zootecnici intensi&iD zone adi ite alla "esca ed all(ac8uacolturaD zone ur ane+ con le tendenze es"ansi&eD zone industriali+ commerciali+ "rodutti&e in genereD discariche di rifiuti solidi ur ani+ industriali+ s"ecialiD zone turistiche+ ricreati&e e di "articolare interesse storico e "aesaggisticoD zone soggette a "articolari ser&itB di carattere idraulico+ "er il traffico e la difesa nazionaleD dighe ed o"ere di ritenutaD im"ianti idroelettriciD strade+ autostrade+ ferro&ie+ aero"orti e "orti di "articolare im"atto sulle condizioni am ientaliD infrastrutture a rete @ac8uedotti+ fognature+ im"ianti di de"urazione+ di onifica+ irrigazione+ etc.AD idro&ie. fA ID!#L#%IA La "ro"osta di studio C cos- articolata) confrontare la situazione odierna ris"etto a 8uella "assataD co"rire tratti non considerati nelle indagini "recedentiD ac8uisire informazioni su)
Relazione Generale 054

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caratteristiche morfometriche dell(al&eoD ti"ologia del su stratoD &elocit3 di correnteD 8ualit3 delle ri&e e dell(am iente in totoD &ariet3 e co"ertura della &egetazione ri"ariaD relazioni trofico.funzionali delle comunit3 macrozoo entonicheD densit3 e iomassa delle comunit3 in alcune sezioni chia&e del reticolo idrograficoD analizzare l(im"atto di inter&enti antro"ici. In "arallelo &err3 s&olta un(indagine &egetazionale sulle fasce flu&iali+ attra&erso) fotointer"retazioneD &erifiche di cam"agna+ &aria ili anche in funzione degli aggiornamenti delle foto o di "articolari situazioniHo ietti&iD indi&iduazione descritti&a delle "rinci"ali associazioni &egetali connesse alle aste idrografiche del acino+ "er tratti significati&iD attri uzione di un indice @?alore ?egetazionale in Al&eo . ?.?.A.A+ restitui ile su cartografia 0)41.222+ con carta di sintesi a scala o""ortuna. Descrizione generale delle caratteristiche del acino idrografico. ,ale descrizione include) Per le ac8ue su"erficiali) ra""resentazione cartografica dell(u icazione e del "erimetro dei cor"i idrici con indicazione degli ecoti"i "resenti all(interno del acino idrografico e dei cor"i idrici di riferimento+ cos- come indicato all(allegato. Per le ac8ue sotterranee) ra""resentazione cartografica della geometria e delle caratteristiche litostratigrafiche e idrogeologiche delle singole zoneD suddi&isione del territorio in zone ac8uifere omogenee. Sintesi delle "ressioni e degli im"atti significati&i esercitati dall(atti&it3 antro"ica sullo stato delle ac8ue su"erficiali e sotterranee. ?anno "resi in considerazione) stima dell(in8uinamento in termini di carico @sia in tonnellate H anno che in tonnellate H meseA da fonte "untuale @sulla ase del catasto degli scarichiAD stima dell(im"atto da fonte diffusa+ in termine di carico+ con sintesi delle utilizzazioni del suoloD stima delle "ressioni sullo stato 8uantitati&o delle ac8ue+ deri&anti dalle concessioni e dalle estrazioni esistentiD analisi di altri im"atti deri&anti dall(atti&it3 umana sullo stato delle ac8ue.
Relazione Generale 059

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Elenco e ra""resentazione cartografica delle aree sensi ili e le zone &ulnera ili cos- come risultano dalla e&entuale reidentificazione fatta dalle !egioni. Ma""a delle reti di monitoraggio istituite ed una ra""resentazione in formato cartografico dei risultati dei "rogrammi di monitoraggio effettuati in conformit3 a tali dis"osizioni "er lo stato delle) ac8ue su"erficiali @stato ecologico e chimicoAD ac8ue sotterranee @stato chimico e 8uantitati&oAD aree a s"ecifica tutela.

TITOLO -I IL PI NO STR LCIO PER IL RISC9IO IDROGEOLOGICO

$2% CRITERI #ETODOLOGICI PER LEL


"OR )IONE DEL

PI

NO STR LCIO

Relazione Generale

05:

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/no degli o ietti&i "rinci"ali che il Piano si "refigge consiste nella "erimetrazione delle aree interessate da condizioni di rischio idrogeologico. Puota "arte delle risorse indi&iduate all(art.;+ comma 0+ del decreto.legge n.0;2H055; sono utilizza ili "er l(indi&iduazione e la "erimetrazione delle aree a rischio+ e "er la definizione dei "rogrammi di inter&enti. L(indi&iduazione esausti&a delle "ossi ili situazioni di "ericolosit3 di"endenti dalle condizioni idrogeologiche del territorio "uL essere realizzata attra&erso metodologie com"lesse+ ca"aci di calcolare la "ro a ilit3 di accadimento in aree mai interessate in e"oca storica da tali fenomeni. ,utta&ia+ i limiti tem"orali im"osti dalla norma "er realizzare la "erimetrazione delle aree a rischio consentono+ in generale+ di "oter assumere+ 8uale elemento essenziale "er la indi&iduazione del li&ello di "ericolosit3+ la localizzazione e la caratterizzazione di e&enti a&&enuti nel "assato riconosci ili o dei 8uali si ha al momento "resente cognizione. Nella es"ressione di maggior sem"licit3 tale analisi considera il "rodotto di tre fattori) "ericolosit3 o "ro a ilit3 di accadimento dell(e&ento calamitosoD &alore degli elementi a rischio @intesi come "ersone+ eni localizzati+ "atrimonio am ientaleAD &ulnera ilit3 degli elementi a rischio @che di"ende sia dalla loro ca"acit3 di so""ortare le sollecitazioni esercitate dall(e&ento+ sia dall(intensit3 dell(e&ento stessoA. Si do&r3 far riferimento a tale formula solo "er la indi&iduazione dei fattori che lo determinano+ senza tutta&ia "orsi come o ietti&o 8uello di giungere ad una &alutazione di ti"o strettamente 8uantitati&o. Sono da considerarsi come elementi a rischio innanzitutto l(incolumit3 delle "ersone e inoltre+ con carattere di "riorit3) gli agglomerati ur ani com"rese le zone di es"ansione ur anisticaD le aree su cui insistono insediamenti "rodutti&i+ im"ianti tecnologici di rilie&o+ in "articolare 8uelli definiti a rischio ai sensi di leggeD le infrastrutture a rete e le &ie di comunicazione di rile&anza strategica+ anche a li&ello localeD il "atrimonio am ientale e i eni di interesse rile&anteD le aree sede di ser&izi "u lici e "ri&ati+ di im"ianti s"orti&i e ricreati&i+ strutture ricetti&e ed infrastrutture "rimarie. Le atti&it3 saranno articolate in tre fasi corris"ondenti a di&ersi li&elli di a""rofondimento)
Relazione Generale 051

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Fase uno) indi&iduazione delle aree soggette a rischio idrogeologico+ attra&erso l(ac8uisizione delle informazioni sullo stato di dissestoD Fase due) "erimetrazione+ &alutazione dei li&elli di rischio e definizione delle conseguenti misure di sal&aguardiaD Fase tre) "rogrammazione della mitigazione del rischio. Particolare im"ortanza &a data alla fase due "oichC consentir3 la "erimetrazione di aree sulla ase di una &alutazione s"editi&a del rischio sulle 8uali saranno a""licate le misure di sal&aguardia "re&iste. $2%$ ree a risc:io idraulico Fase "rima . Fase di indi&iduazione delle aree a rischio idraulico. Nella "rima fase di indagine do&ranno essere indi&iduati+ in cartografia in scala o""ortunamente "rescelta in funzione delle dimensioni dell(area e comun8ue non inferiore a 0)022.222+ i tronchi di rete idrografica "er i 8uali do&r3 essere eseguita la "erimetrazione delle aree a rischio. Per ciascun tronco flu&iale o insieme di tronchi flu&iali omogenei do&r3 essere com"ilata una scheda che ri"orti sinteticamente) la ti"ologia del "unto di "ossi ile crisi+ le caratteristiche idrauliche degli e&enti temuti @colate detritiche+ "iene re"entine+ allu&ioni di conoide+ ecc. nei acini montaniD "iene dei corsi d(ac8ua maggiori+ "iene con "ericolo di dissal&eamento+ "iene con de"osito di materiale allu&ionale+ sostanze in8uinanti o altro+ ecc. nei corsi d(ac8ua di fondo &alle o di "ianuraAD la descrizione sommaria del sito e la ti"ologia dei eni a rischioD la &alutazione dei fenomeni accaduti e del danno temuto in caso di calamit3D le informazioni dis"oni ili sugli e&enti calamitosi del "assatoD i dati idrogeologici e to"ografici e gli studi gi3 eseguiti che siano utilizza ili nelle successi&e fasi di a""rofondimento. Le Autorit3 di Bacino e le !egioni "otranno utilizzare ^ a corredo delle informazioni dis"oni ili "resso le loro strutture tecniche+ re"eri ili in loco o raccolte con l(inter"retazione geomorfologica delle osser&azioni di cam"agna+ delle foto aeree ecc. ^ le informazioni archi&iate dal %ru""o nazionale "er la difesa delle catastrofi idrogeologiche del Consiglio nazionale delle ricerche @%NDCI.CN!A+ nell(am ito del "rogetto Aree
Relazione Generale 05<

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&ulnerate italiane @A?IA+ i cui risultati sono "resentati sinteticamente in ra""orti regionali editi a cura del %NDCI.CN!. Fase seconda . Fase di "erimetrazione e &alutazione dei li&elli di rischio. Le atti&it3 di seconda fase do&ranno condurre alla "erimetrazione delle aree a rischio idraulico con grado di definizione com"ati ile con la ra""resentazione su cartografia in scala non inferiore a 0)41.222. Dis"onendo di adeguati studi idraulici ed idrogeologici+ saranno identificate sulla cartografia aree+ caratterizzate da tre di&erse "ro a ilit3 di e&ento e+ conseguentemente+ da di&erse rile&anze di "iena) aree ad alta "ro a ilit3 di inondazione @ indicati&amente con tem"o di ritorno I,r6 di 42.12 anniAD aree a moderata "ro a ilit3 di inondazione @indicati&amente con I,r6 di 022.422 anniAD aree a assa "ro a ilit3 di inondazione @indicati&amente con I,r6 di 922. 122 anniA. Per ogni tronco flu&iale o insieme di tronchi flu&iali omogenei+ la ra""resentazione cartografica delle aree inonda ili do&r3 essere documentata con una sintetica scheda che do&r3 ri"ortare la descrizione della "rocedura adottata "er la loro indi&iduazione insieme con le informazioni indicate "recedentemente+ e&entualmente am"liate. In casi "articolari+ ad esem"io+ o&e l(esondazione del corso d(ac8ua "ossa essere "ro&ocata da fenomeni di rigurgito in conseguenza di "articolari criticit3+ occorre suffragare le stime con risultati di calcoli idraulici sem"lificati. La indi&iduazione delle aree a rischio idraulico ottenuta come risultato del calcolo idraulico sem"lificato do&r3 fare riferimento alla stima idrologica della "ortata di "iena "re&edi ile in 8uel tratto di corso d(ac8ua ed ai li&elli. I &alori delle "ortate di "iena con un assegnato tem"o di ritorno "ossono essere dedotti anche sulla scorta di &alutazioni idrologiche s"editi&e o di sem"lici ela orazioni statistiche su serie storiche di dati idrometrici. Il calcolo idraulico sar3 corredato+ o&e "ossi ile+ da un rilie&o to"ografico+ "ur s"editi&o+ del tronco flu&iale allo studio e delle sezioni critiche+ s"ecialmente nei casi in cui la riduzione di "er&iet3 dell(al&eo C do&uta a o"ere antro"iche.
Relazione Generale 057

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Do&ranno essere inserite nell(area su cA le aree "rotette da argini+ ma al li&ello di "iena eccezionale+ o&&ero a assa "ro a ilit3 di inondazione+ definita "recedentementeD l(esclusione di aree rientranti in 8uesta categoria C ammessa solo se "uL ritenersi insormonta ile ris"etto a una "iena con ,r di 422 anni l(argine che le "rotegge. La "erimetrazione delle aree cos- indi&iduate sar3 ri"ortata alla scala adeguata+ almeno 0)12.222+ 8ualora la loro estensione sia molto grande+ nell(am ito del Sistema cartografico di riferimento oggetto di s"ecifica intesa tra Stato e !egioni. In assenza di adeguati studi idraulici ed idrogeologici+ la indi&iduazione delle aree "otr3 essere condotta con metodi s"editi&i+ anche estra"olando da informazioni storiche o""ure con criteri geomorfologici e am ientali+ o&e non esistano studi di maggiore dettaglio. /tilizzando la cartografia in scala minima 0)41.222 e con l(ausilio delle foto aeree+ do&r3 essere indi&iduata la "resenza degli elementi indicati nelle "remesse @cfr. "unto 4.0A+ riferimenti agli insediamenti+ alle atti&it3 antro"iche e al "atrimonio am ientale+ che risultano &ulnera ili da e&enti idraulici. Mediante tali elementi si costruisce la carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale. Sulla ase della so&ra""osizione delle forme rica&ate dalla carta delle aree inonda ili e dagli elementi della carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale+ risulta "ossi ile eseguire una "rima "erimetrazione delle aree a rischio e &alutare+ in tale am ito+ le zone con differenti li&elli di rischio+ al fine di sta ilire le misure "iB urgenti di "re&enzione+ mediante inter&enti+ eHo misure di sal&aguardia. Fase terza . Fase di "rogrammazione della mitigazione del rischio. Detta fase si sostanzia in analisi ed ela orazioni+ anche grafiche+ sufficienti ad indi&iduare le ti"ologie di inter&enti da realizzare "er la mitigazione o rimozione dello stato di rischio+ a consentire l(indi&iduazione+ la "rogrammazione e la "rogettazione "reliminare "er il finanziamento degli inter&enti strutturali e non strutturali di mitigazione del rischio idraulico o comun8ue "er l(a""osizione di &incoli definiti&i all(utilizzazione
Relazione Generale 05;

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territoriale+ e a definire le e&entuali+ necessarie misure di delocalizzazione di insediamenti. $2%' ree a risc:io di 7rana Fase "rima . Fase di indi&iduazione delle aree a rischio di frana e &alanga. Per l(atti&it3 da s&olgersi nell(am ito di detta fase occorre a&&alersi di un(analisi territoriale s&olta in scala adeguata+ almeno 0)41.222+ in ase ad elementi noti e a dati gi3 dis"oni ili. I risultati saranno ri"ortati nel Sistema cartografico di riferimento oggetto di s"ecifica intesa tra lo Stato e !egioni. Mediante tale atti&it3 conosciti&a+ &a realizzata una carta dei fenomeni franosi e &alanghi&i+ utile "er la definizione delle zone a differente "ericolosit3 e+ 8uindi+ alla "erimetrazione s"editi&a delle aree a rischio. Puesto ela orato de&e "ossedere un li&ello minimo di informazioni+ 8ualitati&amente e 8uantitati&amente adeguato+ e comun8ue tale da consentire lo s&olgimento delle fasi successi&e. #&e si sia nella fase iniziale dell(atti&it3 conosciti&a si "uL utilizzare la metodologia "redis"osta dai Ser&izi tecnici nazionali a mezzo di una carta in&entario di cui all(allegato. I fenomeni di &alanga si intendono nel seguito inclusi nel termine mo&imenti franosi. Le Autorit3 di Bacino e le !egioni "otranno utilizzare ^ a corredo delle informazioni dis"oni ili "resso le loro strutture tecniche+ re"eri ili in loco o raccolte con l(inter"retazione geomorfologica delle osser&azioni di cam"agna+ delle foto aeree ecc. ^ le informazioni archi&iate dal %ru""o nazionale "er la difesa delle catastrofi idrogeologiche del Consiglio nazionale delle ricerche @%NDCI . CN!A+ nell(am ito del "rogetto Aree &ulnerate italiane @A?IA+ i cui risultati regionali editi a cura del %NDCI . CN!. Fase seconda . Fase di "erimetrazione e &alutazione dei li&elli di rischio. Dalla fase di indi&iduazione delle aree "ericolose si "assa a 8uella della "erimetrazione delle aree a rischio attra&erso una &alutazione asata sull(esistenza di "ersone+ eni e atti&it3 umane e del "atrimonio am ientale. Nella sostanza 8uesta fase C finalizzata da un lato alla indi&iduazione delle aree "ericolose+ ai fini della "ianificazione territorialeD d(altro lato alla s"ecifica &alutazione delle strutture ed atti&it3 a rischio in maniera da
Relazione Generale 055

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consentire di "redis"orre le "iB o""ortune e urgenti misure di "re&enzione @atti&it3 "ianificatoria+ &incolistica tem"oranea+ ecc.A. /tilizzando la cartografia tecnica a scala minima 0)41.222 recante la "erimetrazione rica&ata dalla carta dei fenomeni franosi e &alanghi&i+ con l(ausilio e&entuale delle foto aeree+ C "ossi ile indi&iduare la "resenza degli elementi+ gi3 indicati nelle "remesse+ che risultano &ulnera ili da e&enti di frana. Mediante tali elementi si costituisce la Carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale di "articolare rilie&o. Sulla ase della so&ra""osizione della carta dei fenomeni franosi e della carta degli insediamenti+ delle atti&it3 antro"iche e del "atrimonio am ientale C "ossi ile una "rima "erimetrazione delle aree a rischio+ secondo differenti li&elli+ al fine di sta ilire le misure di "re&enzione+ mediante inter&enti strutturali+ eHo &incolistici. Si definiscono 8uattro classi di rischio+ secondo la classificazione di seguito ri"ortate. Le di&erse situazioni sono aggregate in 8uattro classi di rischio a gra&it3 crescente @0EmoderatoHaD 4EmedioHaD 9Eele&atoHaD :Emolto ele&atoHaA+ alle 8uali sono attri uite le seguenti definizioni) Moderato !0) "er il 8uale i danni sociali+ economici e al "atrimonio am ientale sono marginaliD Medio !4) "er il 8uale sono "ossi ili danni minori agli edifici+ alle infrastrutture e al "atrimonio am ientale che non "regiudicano l(incolumit3 del "ersonale+ l(agi ilit3 degli edifici e la funzionalit3 delle atti&it3 economicheD Ele&ato !9) "er il 8uale sono "ossi ili "ro lemi "er l(incolumit3 delle "ersone+ danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagi ilit3 degli stessi+ la interruzione di funzionalit3 delle atti&it3 socio. economiche e danni rile&anti al "atrimonio am ientaleD Molto ele&ato !:) "er il 8uale sono "ossi ili la "erdita di &ite umane e lesioni gra&i alle "ersone+ danni gra&i agli edifici+ alle infrastrutture e al "atrimonio am ientale+ la distruzione di atti&it3 socio.economiche. ,ale fase si conclude con la definizione delle misure di sal&aguardia. Fase terza . Fase di "rogrammazione della mitigazione del rischio. Detta fase si sostanzia in analisi ed ela orazioni+ anche grafiche+ sufficienti ad indi&iduare le ti"ologie di inter&enti da realizzare "er la mitigazione o rimozione dello stato di "ericolosit3+ a consentire l(indi&iduazione+ la
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"rogrammazione e la "rogettazione "reliminare "er l(e&entuale finanziamento degli inter&enti strutturali e non strutturali di mitigazione del rischio di frana o &alanga+ o+ comun8ue+ "er l(a""osizione di &incoli definiti all(utilizzazione territoriale com"rese le indicazioni delle e&entuali+ necessarie delocalizzazioni di insediamenti. O "ro"ria di 8uesta fase l(indagine geologica e geotecnica "er l(ac8uisizione dei "arametri ed elementi di &alenza "rogettuale+ nonchC l(e&entuale monitoraggio. $2%( #isure di sal0aguardia Le aree a rischio idrogeologico indi&iduate e "erimetrate sono sotto"oste+ con "ro&&edimento delle !egioni o delle Autorit3 di Bacino+ a &incolo tem"oraneo costituente misure di sal&aguardia+ ai sensi dell(art.07+ comma <. is+ della legge n.0;9H05;5. $2%* Riperimetrazione delle aree da sottoporre -incolo Idrogeologico L(o""ortunit3 "er la ela orazione di 8uesto Piano stralcio ci C fornita dall(art. 012 della L. !. n. 9 del 40.:.55+ che recita) =il Piano di Bacino "ro&&ede al riordino del &incolo idrogeologico in relazione alla natura fisica e morfologica dei terreni sia indi&iduando le zone da sotto"orre a &incolo idrogeologico ai sensi del !.D.L. 92 dicem re 0549+ n. 94<7+ o&&ero le aree in cui i terreni+ "er effetto di utilizzazioni non idonee "ossono+ con danno "u lico+ "erdere sta ilit3 o tur are il regime delle ac8ue+ sia &erificando la sussistenza delle "redette condizioni "er le zone assoggettate a tale &incolo dalla "reesistente normati&a>. L(urgenza di "ro&&edere a tale zonizzazione C data dalla concomitanza con il riordino delle com"etenze in materia o"erata dalla medesima Legge !egionale+ oltre che dalla e&idente inadeguatezza ed o solescenza delle "erimetrazioni attualmente &igenti+ nonchG dalla immediata ricaduta a""licati&a di tale strumento normati&o nella gestione della difesa del territorio. La metodologia di la&oro discender3 direttamente dalle risultanze del Piano stralcio relati&o all(Assetto idrogeologico e si aser3 su dati am"iamente
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ac8uisiti sulla natura del territorio @carta della "ericolosit3 del dissesto+ dissesto osser&ato+ dissesto "otenziale+ etc.A+ ai 8uali andranno aggiunti elementi conosciti&i relati&i all(uso reale del suolo ed alla sua attuale destinazione @terreni =saldi>+ oschi adulti o di nuo&o im"ianto+ come "rescritto agli artt. 7+ ; e 5 del !.D.L. 94<7H49A. A 8uesti si aggiungeranno le aree &incolate ="er altri sco"i>+ come "re&isto dal medesimo !.D.L. all(art. 07 della Sezione II) =I oschi che "er la loro s"eciale u icazione difendono terreni o fa ricati dalla caduta delle &alanghe+ dal rotolamento di sassi+ dal sorrenamento e dalla furia dei &enti @ad esem"io le Pinete costiereA e 8uelli ritenuti utili "er le condizioni igieniche locali>. Il Piano sar3 redatto all(interno della Segreteria ,ecnico o"erati&a+ di concerto con gli uffici "ro&inciali e regionali com"etenti+ sentite le Comunit3 Montane. 0;.:.0 Il ?incolo Idrogeologico in Emilia !omagna< Nel fe raio 0551 l(#rdine dei %eologi dell(Emilia'!omagna "romosse+ unitamente alla !egione+ un Con&egno che a&e&a come tema l(a""licazione e gestione del &incolo idrogeologico nella nostra !egione. In a"ertura dei la&ori il !es"onsa ile del Ser&izio Difesa del Suolo+ Assessorato Programmazione+ Pianificazione e Am iente della !egione Emilia !omagna+ rimarca&a come la "ro lematica del &incolo idrogeologico fosse una "ro lematica di &ecchia data @ asti "ensare all(origine normati&a del tutto+ che risale a""unto ai "rimi anni ?entiA) =/na "ro lematica che &iene da lontano+ che ha dimostrato in tutto 8uesto "eriodo e con "articolare riferimento a 8uesti anni recenti+ la sua im"ortanza+ il suo significato+ il suo &alore+ anche se siamo arri&ati a un momento in cui occorre &eramente "orre mano in termini di no&it3 a 8uesto strumento normati&o. Del resto la L. 0;9H05;5 in materia di difesa del suolo fa un es"licito riferimento al &incolo idrogeologico e credo che 8uesta mattina a&remo modo di affrontare il "ro lema anche da 8uesto &ersante=. Nel suo inter&ento+ il dott. Car oni face&a es"licito riferimento al ruolo che erano
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Atti del Con&egno dell(#rdine dei %eologi dell(Emilia'!omagna+ Bologna+ Fe raio 0551.

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chiamate ad assol&ere le Autorit3 di Bacino+ gi3 in 8uesta materia chiamate in causa dalla legge 0;9H05;5. Di grande interessa a""are anche la "resentazione dell(indagine conosciti&a sull(a""licazione e gestione del &incolo idrogeologico in Emilia'!omagna es"erita dal dott. %ianfranco Bruzzi+ Presidente dell(#rdine !egionale dei %eologi+ della 8uale si ritiene o""ortuno ri"ro"orre 8ui alcuni stralci.
=L(art. 0 del D.L. 94<7 del dicem re 0549 che riguarda il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di oschi e di terreni montani recita) Sono sotto"osti a &incolo "er sco"i idrogeologici i terreni di 8ualsiasi natura e destinazione che "er effetto di forme di utilizzazione contrastanti con le norme+ ecc. "ossono+ con danno "u lico+ su ire denudazione "erdere sta ilit3+ tur are il regime delle ac8ue. Il senso di 8uesto articolo C chiaro ed C ancora oggi estremamente &alido. E&identemente le moti&azioni delle "rime "erimetrazioni del &incolo erano legate so"rattutto all(as"etto forestale. #ggi ciL non "uL "iB essere sufficiente+ "erchC esistono aree fortemente insta ili+ con degrado diffuso o in forte dissesto che+ come C noto+ non sono assolutamente "rotette da &incolo. Con la L. 0;9 sulla difesa del suolo+ le !egioni do&ranno "ro&&edere al riordino del &incolo idrogeologico+ cos- come dis"one l(art. 9 di 8uesta Legge. Le Pro&ince+ che hanno assunto il ruolo di Comitato Forestale+ hanno attualmente la com"etenza al rilascio delle autorizzazioni ad o"erare in zone sotto"oste a &incolo idrogeologico. Nelle zone "erimetrate e sotto"oste a &incolo idrogeologico &ale la normati&a della L.!. del 05:7+ la 8uale dis"one che tutti gli inter&enti com"ortanti sca&i o mo&imenti di terra+ trasformazione di oschi in altre 8ualit3 di coltura+ o di terreni saldi in terreni soggetti a "eriodica la&orazione+ de ono essere autorizzati dalle Pro&ince. Lo sco"o essenziale del &incolo &uole essere 8uello di "reser&are l(am iente fisico e "ertanto tutti gli inter&enti che riguardano un territorio soggetto a &incolo de&ono essere tali da non com"romettere 8uella che C la sta ilit3 dello stesso+ innescare "rocessi di erosione accellerata+ o di dissesto idrogeologico+ in modo da "rodurre danni. @...A Ecco "erchC a iamo sentito la necessit3 di ela orare 8uesto Manuale+ 8uesto standard minimale di documentazione tecnico'geologica da "rodurre a corredo delle domande di autorizzazione ad o"erare in aree sotto"oste a &incolo idrogeologico. Non si C inteso con 8uesto strumento entrare direttamente nei contenuti+ 8uanto nell(articolazione degli stessi. Si C definita+ in altre "arole+ una linea'guida "er "redis"orre la documentazione occorrente "er la richiesta di autorizzazione. Il documento+ che costituisce la seconda "arte del &olume+ oltre a "rendere in considerazione le "ro lematiche dei territori collinari e montani+ si occu"a anche degli as"etti e delle "ro lematiche delle zone costiere e di "ianura che riguardano il !a&ennate e il Ferrarese. @...A Nel dettaglio+ sono stati "resi in considerazione agli as"etti gestionali+ come &engono "rodotte le domande di autorizzazione+ come &engono esaminate+ se all(esame della documentazione "rodotta "arteci"a almeno un tecnico geologo+ se esistono "ro lematiche relati&e alla gestione+ se esistono documentazioni tecniche o dis"osizioni

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che consentano gi3 una traccia da seguire "er le domande di autorizzazione+ tramite il 8uestionario so"ra ri"ortato. I risultati dell(indagine sono estesi in forma analitica all(interno del &olume>.

La ricerca "resentata contene&a anche una sintesi sulla situazione delle "ro&ince della regione Emilia'!omagna in materia di difesa del suolo e "re&enzione del rischio+ che "uL essere cos- schematizzata) La classificazione del territorio in sismico @L. <:H7:A riguarda "re&alentemente la !omagna e alcune aree del crinale a""enninico. Do"o una "rima "erimetrazione successi&a al !.D.L. n. 94<749 ci sono state+ in 8ualche caso+ delle re&isioni+ ma solo due amministrazioni su undici hanno aggiornato il "erimetro delle zone &incolate do"o il D.P.!. n. <0<H77 @trasferimento alle regioni di tutta la materia del &incolo idrogeologicoA e L.!. n. :7H7; ' L.!. n. <H;: @trasferimento delle funzioni in materia di &incolo ai comitati com"rensoriali e+ successi&amente+ alle Pro&inceA. Cin8ue amministrazioni su undici hanno o a&e&ano intra"reso iniziati&e "er la re&isione della "erimetrazione delle aree &incolate+ e in tre casi si erano effettuati studi sul territorio. In genere+ non sono "er&enute "ro"oste di re&isione da altro ufficio territoriale regionale+ se non+ in rari casi+ dal CFS o dal ser&izio "ro&inciale difesa del suolo. Puasi all(unanimit3 si sente la necessit3 di ri&edere tale strumento di uso e tutela del territorio. In sette casi ci sono "ro&e documentate o studi sulla inadeguatezza delle "erimetrazioni cos- articolate. La 8uasi totalit3 dei comuni montani sono integralmente sotto"osti a regime di &incolo idrogeologico+ mentre 8uelli della fascia "edecollinare solo "arzialmente. Le "ratiche di autorizzazione in zone di &incolo idrogeologico+ in molti casi+ sono istruite da un geologo. ,utti ritengono o""ortuna 8uesta iniziati&a dell(#rdine dei %eologi. Sette Amministrazioni intendono suggerire "ro"rie iniziati&e.

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I la&ori del Con&egno furono anche orientati &erso la definizione di una metodologia standard di documentazione geologico'tecnica da "resentarsi "er le aree a &incolo idrogeologico nei territori collinari e montani) 7
=Le ti"ologie di tutela "ossono essere molte"lici e si sono &ia &ia affinate nel corso degli anni+ con il "rocedere dell(aggressione antro"ica e con una nuo&a "resa di coscienza culturale "rima ancora che "olitico'legislati&a. !icordo tra le altre le leggi sulla "rotezione della fauna+ della flora+ sui "archi naturali+ sulle ellezze am ientali+ sui Piani Paesistici e sui rin&enimenti geologici+ ecc.. Il &incolo idrogeologico concorre in modo determinante alla "rotezione della natura costituendo una forma "assi&a della difesa del suolo all(erosione accelerata e ai "rocessi di dissesto "otenzialmente innescate dall(azione dell(uomo. /na &olta "erimetrate le aree da sotto"orre a detto &incolo+ tutte le atti&it3 che com"ortano sca&i+ mo&imenti di terra+ cam i di coltura all(interno di esso+ nell(Emilia' !omagna+ de ono essere autorizzate dalle "ro&ince @oggi dai ComuniA che assumono in tale e&enienza le funzioni di Comitato Forestale @cos- come "re&isto dal !.D. 94<7A. E che cos(C una istruttoria di autorizzazione+ eF'art. 9: della Legge sul &incolo idrogeologico se non una "rocedura di im"atto am ientale a &olte di "ortata insignificante+ a &olte in&ece di carattere decisamente rile&ante. ,ale rile&anza C determinata non sem"re dalle dimensioni o dalla natura dell(o"era ma anche+ s"ecialmente+ dalle caratteristiche dei luoghi interessati+ e dagli effetti indotti sui terreni circostanti. @...A S"etta oggi alla com"etenza e alla sensi ilit3 del geologo indi&iduare le &arie situazioni e gli accorgimenti "er mantenere sia la sta ilit3 ed e&itare l(innesco di "rocessi erosi&i. #ccorre "ertanto che la relazione del geologo sia il "iB "ossi ile ra""resentati&a dello Stato di fatto+ "erchC C da una esausti&a ra""resentati&a dei luoghi+ in senso geologico'am ientale+ che si "uL o"erare la scelta "iB idonea "er realizzare l(o"era "ro"osta e "er s"ecificare le "iB a""ro"riate forme di sal&aguardia dello Stato dei luoghi. @...A Negli atti allegati a dis"osizione di 8uesto con&egno tro&ate una guida delle documentazioni da allegare alle indagini geologiche finalizzate ad inter&enti "re&isti in am iti sotto"osti a &incolo idrogeologico in territori collinari e montani che certamente non C esausti&a ma C ra""resentati&a di una ase di la&oro a dis"osizione sia dei geologi sia delle altre figure "rofessionali interessate. In esso sono trattate 02 ti"ologie di o"ere alle 8uali raffrontarsi anche "er 8ualsiasi altro inter&ento non es"ressamente "re&isto. @...A Sco"o del &incolo in zone di collina e montagna C 8uello di &ietare che le forme di uso dei terreni "er costruzioni edili e stradali ecc. o cam i di colture o altri usi+ "ossano innescare "rocessi erosi&i o mo&imenti gra&itati&i+ o comun8ue indurre forme di "ericolo "er la sta ilit3 dei suoli. Il territorio sotto"osto a &incolo idrogeologico in Emilia'!omagna in territorio collinare e montano C di Km8. ;1<9+ :1 che corris"onde a 9;+ 72 M dei Km8. 44.09;+1: di su"erficie regionale.
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Inter&ento del dott. %iuse""e Buongiorno.

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Di 8uesto territorio+ 8uello "articolarmente soggetto a dissesto C la fascia corris"ondente alle formazioni messiniano'"lioceniche e del com"lesso caotico della collina medio' alta+ che+ a&endo scarsa co"ertura oscosa ha s"esso aree escluse dal &incolo idrogeologico. Puesto C determinato dal fatto che il &incolo idrogeologico C comunemente anche definito =&incolo forestale> in 8uanto il Cor"o Forestale dello Stato @o l(allora Is"ettorato Di"artimentale delle ForesteA che ha curato la "erimetrazione delle aree di &incolo generalmente in tutto il territorio regionale ha inserito "rioritariamente le aree oscate che in 8uanto tali sono generalmente sta ili+ "er 8uesto moti&o am"ie fasce dissestate sono oggi escluse dal &incolo idrogeologico. @...A Per 8uanto riguarda la costruzione di edifici+ ho ritenuto di non dis"orre di una distinzione "articolareggiata e dettagliata dei "iB dis"arati casi di costruzioni+ in 8uanto l(elenco "ote&a essere lungo e non com"letamente esausti&o ricom"rendendo in essi dalla casetta d(a itazione all(al ergo+ alla stalla+ al ca"annone industriale+ fino alla aita di montagna. Esister3 comun8ue e &alidit3 "er 8ualsiasi ti"ologia di struttura una documentazione cartografica di ase) in8uadramento to"ografico in scala 0) 41.222 su ta&oletta I.%.M. con la "untuale indicazione dell(inter&entoD carta geologica redatta su estratto della ctr in scala 0)1.222 con la s"ecificazione se si tratta di rile&amento diretto o desunto dalla i liografia+ carta della sta ilit3 in scala 0)4.222 con distinzione di almeno : classi nei casi "iB com"lessi @da sta ile a frana atti&aAD relazione geologica. La cartografica di ase di norma do&re e essere redatta "er 8ualsiasi inter&ento che richiede la consulenza geologica. Non sem"re gli elementi "rima citati e in "articolare le relazioni geologiche sono com"lete+ e finalizzate agli as"etti "ro"ri del &incolo idrogeologico. La relazione C sem"re un "rodotto "ersonale e "ertanto risente delle di&erse es"erienze e ca"acit3 "ersonali o&&iamente+ 8uesto determina una note&ole differenziazione negli ela orati a su""orto delle domande ad o"erare in zona di &incolo. /na "erfetta documentazione di carattere geotecnico ad es. cos- come una esem"lare descrizione litologica e formazionale "ossono essere insufficienti a su""ortare una "ratica di &incolo idrogeologico. Puesto "erchC &a &alutato il sistema am iente o"era "rogettata in un am"io raggio e a""unto+ come ricorda&o "rima+ fornire una &alutazione d(im"atto am ientale "re&edendo gli effetti indotti sul territorio circostante C la cosa che ra""resenta il nocciolo del &incolo idrogeologico. #ccorre+ "ertanto+ e&idenziare lo Stato di alterazione+ fratturazione+ degrada ilit3 dei litoti"i "resenti+ i lineamenti geomorfologici della zona+ gli e&entuali "rocessi morfologici e i dissesti in atto o "otenziali+ e fornire lo schema della circolazione idrica su"erficiale e+ laddo&e dis"oni ile+ sotterranea. La ra""resentazione dello Stato di fatto si com"leter3 con idonea documentazione in merito all(uso reale del suolo di un congruo del realizzando edificio. Dimostrata la "ossi ilit3 di realizzare il "rogetto "ro"osto+ ritengo che s"etti al geologo suggerire e im"orre la realizzazione delle o"ere di sal&aguardia+ al fine di) assicurare la sta ilit3D

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limitare gli im"atti esercitati sia dalle costruzioni+ sia dalle infrastrutture ad essa connesse @&ia ilit3 d(accesso+ fognature+ allacci di ac8uedotto+ gas+ corrente elettrica e linea telefonicaA. Le o"ere di sal&aguardia generalmente consistono in) canalizzazioni su"erficiali e sotterranee+ anche al fine di allontanare le ac8ue di "ertinenza del fa ricato delle aree annesseD o"ere di contenimento dei terreniD o"ere antierosi&e del suolo @graticciate+ "iantumazioni+ iner imenti ra"idi+ ecc.AD inter&enti &olti ad e&itare erosioni del suolo nel "unto in cui le ac8ue meteoriche e ci&ili scaricano nel cor"o recettore. Per 8uanto concerne la trasformazione di oschi in altre 8ualit3 di coltura+ C il caso di sottolineare che l(art. 02 ' commi ;U+ 5U e 02U ' delle norme del P.,.P.!. &igente+ non consentono "iB la estir"azione delle co"erture oscose+ limitandone gli inter&enti ad atti&it3 com"ati ili con la conser&azione dello stesso+ sal&o "articolari atti&a ili ai fini dell(esercizio di atti&it3 estratti&a+ o""ure "er la realizzazione di strade forestali+ linee di ac8uedotto+ o altre infrastutture che non ne com"romettano l(integrit3. La trasformazione di terreni saldi+ @"ascoli+ incolti+ ecc.A in terreni soggetti a "eriodica la&orazione+ C &incolata a "recise caratteristiche geomorfologiche che consentano di &alutare sufficiente il grado di resistenza all(erosione su"erficiale gi3 in modo naturale+ anche senza l(esecuzione di o"ere "articolari. #ltre 8uindi alle caratteristiche di sta ilit3+ le condizioni idrogeologiche sono indis"ensa ili. Le atti&it3 estratti&e di ca&a e di miniera e le atti&it3 di onifica agricola @8ueste ultime nei modi e nelle forme consentite dalla &igente legislazione ur anistica regionaleA+ oltre alla redazione di tutti gli ela orati "re&isti dall(art. 09 della L.!. sulle atti&it3 estratti&e+ le relazioni geologiche andranno mirate "articolarmente alle situazioni di ri"ristino delle aree di ca&a+ fornendo le necessarie indicazioni "er la realizzazione delle o"ere di sal&aguardia idrogeologica. In 8uesto caso+ essendo aree gi3 ricom"rese in Piani /r anistici+ Piani delle Atti&it3 Estratti&e+ la &alutazione in ordine alla sta ilit3 dei siti do&re e gi3 essere stata effettuata in tale sede. La realizzazione di infrastrutture a rete 8uali) strade+ "iste di ser&izio forestale+ "iste da sci+ ac8uedotti e fognature. In 8uesto caso oltre alla Carta di in8uadramento to"ografico in scala 0)41.222+ Carta %eologica+ ecc. "articolare rile&anza assumono la carta di sta ilit3 @con almeno : classi di sta ilit3 nei casi "iB com"lessiA+ e la Carta geomorfologica e dell(uso reale del suolo da adottarsi lungo il tracciato "er un di almeno 422 m. da entram i i lati+ o&e saranno e&idenziate tutte le situazioni riscontrate e "re&isti gli atti tesi a mitigare gli im"atti sui territori attra&ersati @in funzione o&&iamente di ciL che si &iene ad intercettare) corsi d(ac8ua+ emergenze idriche+ docce to"ografiche o ristagni+ insta ilit3 locali+ ecc.A. O sem"re consiglia ile il suggerimento di o"ere di sal&aguardia anzi si "ro"one di ela orare+ a scala o""ortuna+ un(a""osita carta che contenga canalizzazioni su"erficiali e sotterranee+ o"ere di contenimento dei terreni+ o"ere antierosi&e del suolo+ e inter&enti &olti ad e&itare erosioni accelerate nei "unti di attra&ersamento dei corsi d(ac8ua. In

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8uesto caso assume "articolare im"ortanza il suggerimento di documentare con fotografie i "assaggi "iB significati&i. Per 8uanto riguarda i tracciati di ac8uedotti e fognature "enso che siano da limitare fortemente i tracciati tra&ersali ai &ersanti+ so"rattutto nei casi di attra&ersamento di masse insta ili o "otenzialmente tali+ anche "erchC le "erdite degli ac8uedotti "ossono innescare fenomeni franosi. Si ritiene di "rammatica la "ro"osta di o"ere di sal&aguardia idrogeologica com"rendenti drenaggi sotto'collonna o o"ere di allontamento di ac8ue di scarico. Per le o"ere di ur anizzazione a sco"i edilizi di 8ualsiasi genere+ si de&e fare riferimento a 8uanto detto "er strade+ ac8uedotti+ fognature+ costruzioni+ ecc.. Per 8uanto riguarda la costruzione e gestione di discariche+ si de&e fare riferimento alla realizzazione delle atti&it3 estratti&e in genereD com(C noto l(autorizzazione rilasciata dalle Pro&ince+ "re&io "arere della Conferenza "ro&inciale !ifiuti eF ' L.!. < dell(;< C com"rensi&a di 8uella sul &incolo idrogeologico. Per le o"ere di regimazione idraulica di corsi d(ac8ua montani+ sistemazione di &ersanti in dissesto atti&o "otenziale+ "er le 8uali+ oltre alla documentazione ricordata in "recedenza "er gli altri casi+ &algono le indicazioni di carattere generale seguenti) un &ersante caratterizzato da "otenziale insta ilit3 do&r3 essere glo almente esaminato al fine di i"otizzare le "iB "ro a ili forme e&oluti&eD di un corso d(ac8ua in fase erosi&a di fondo+ o s"ondale+ do&r3 essere studiato un sufficientemente tracciato+ sia a monte sia a &alle+ e non sem"licemente la "orzione in dissesto. Infine "er le dighe di s arramento di corsi naturali o &asche di accumulo con o senza arginature di &alle. I "rogetti+ in linea tecnica+ sono a""ro&ati dalla !egione "er un &olume di in&aso fino a 022.222 mc o 02 m. di altezza lineare di s arramento+ mentre rientrano nelle com"etenze statali se su"erano tali limiti. In entram i i casi sono comun8ue soggetti alla autorizzazione ai sensi del &incolo idrogeologico. Esistono+ "er tali o"ere+ di&erse dis"osizioni normati&e "er la "rogettazione e realizzazione di carattere statale e regionale. Si richiama "eraltro la necessit3 "er gli in&asi collinari s"ecialmente di ti"o agricolo di e&itare "ericolosi ammolimenti in litologie argillose che sono "redominanti sull(A""ennino settentrionale>.

$2%, Piano di "acino e P% T%C% P% 2

,ratto dalla !elazione di Paolo Stella !ichter Piano di bacino e piano territoriale di coordinamento provinciale al Con&egno =,utela dell(am iente e del territorio) le "ianificazioni>+ !a&enna 9': dicem re 0555.

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Per una &alutazione di sintesi dell(ideologia che is"irL la legge del 05;5+ che introdusse l(istituto del Piano di Bacino+ C sufficiente ricordarne i "rinci"i fondamentali+ che sono i seguenti) la difesa del suolo C com"ito dello Stato e soltanto "er le funzioni amministrati&e relati&e ai acini di rilie&o regionale C "re&ista la delega alle regioni @art. 0<+ comma 4AD le com"etenze sono concentrate nei Ministeri dei La&ori Pu lici e dell(am ienteD l(intero territorio nazionale C ri"artito in acini idrografici @art. 09+ comma 0A+ "er ognuno dei 8uali C "re&isto un Piano+ il 8uale 8uindi non ha confini legati agli am iti territoriali degli enti "reesistenti @siano essi !egioni+ Pro&ince o ComuniA+ ma C funzionale al dato geofisico del acino idrografico+ definito come Iil territoriale dal 8uale le ac8ue "lu&iali o di fusione delle ne&i e dei ghiacciai+ defluendo in su"erficie si raccolgono in un determinato corso d(ac8ua6 @art. 0+ comma 9A. L(indi&iduazione e la 8ualificazione dei singoli acini sono di com"etenza statale+ alle regioni essendo lasciati soltanto com"iti residuali. Comuni e Pro&ince "ossono solo "arteci"are all(esercizio delle funzioni regionali Inei modi e nelle forme sta ilite dalle regioni6 @art. 00+ comma 0A. Le dis"osizioni del "iano di Bacino &incolano tutte le "u liche amministrazioni+ creando un o ligo di adeguamento anche dei "iani ur anistici+ che+ se inadem"iuto+ &iene o"erato d(ufficio dalle regioni @art. 07+ commi :+ 1 e <A. In sintesi il "iano di acino C un "iano di formazione essenzialmente tecnica+ destinato a "re&alere su ogni altro "iano+ is"irato alla logica della gerarchia degli interessi. Solamente un anno do"o a&er com"iuto tale scelta cos- netta e radicale+ il legislatore+ nel dettare il nuo&o ordinamento delle autonomie locali+ ha attri uito alla Pro&incia Idifesa del suolo6+ tutela e &alorizzazione dell(am iente e "re&enzione delle calamit36+ nonchG Itutela e &alorizzazione delle risorse idriche6+ con le connesse atti&it3 di Iraccolta ed ela orazione dati6 @art. 0:+ legge n. 0:4 del 0552A. Nell(esercizio di tale funzione Ila Pro&incia "redis"one ed adotta il Piano ,erritoriale di Coordinamento che+ ferme restando le com"etenze dei Comuni ed in attuazione della legislati&a e dei "rogrammi regionali+ determina indirizzi generali di assetto del territorio e+ in "articolare+ indica6 oltre alle Idi&erse destinazioni del territorio in relazione alla "re&alente &ocazione delle sue "arti6 nonchG alla Ilocalizzazione di massima delle maggiori infrastutture e delle "rinci"ali linee di comunicazione6+ Ile linee di inter&ento "er la

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sistemazione idrica+ idrogeologica ed idraulico'forestale ed in genere "er il consolidamento del suolo e la regimazione delle ac8ue6 @art. 01+ comma 4A. La medesima legge+ senza menzionare in alcun modo i Piani di Bacino ma anzi+ come si C &isto+ mantenendo Iferme6 soltanto Ile com"etenze dei Comuni6+ sta ilisce che Igli Enti e le Amministrazioni "u liche+ nell(esercizio delle ris"etti&e com"etenze+ si conformano ai "iani ,erritoriali di Coordinamento delle Pro&ince6 @art. 01+ comma <A. Com(C e&idente+ ci tro&iamo in "resenza di una legge che ridisci"lina la materia+ is"irandosi a "rinci"i esattamente o""osti ris"etto alla legge "recedente) la difesa del suolo di&iene funzione "reminente della Pro&incia+ la "ianificazione C 8uindi essenzialmente es"ressione dell(autonomia. /n siffatto ri altamento di im"ostazione "one un gra&e "ro lema di ra""orto tra i Piani. PuL escludersi che la nuo&a legge regoli l(intera materia gi3 regolata dalla legge anteriore e 8uindi l(a ia a rogata+ "erchC essa ha ad oggetto il riordino dell(ordinamento delle autonomie locali e non della difesa del suolo. Non "uL in&ece negarsi una certa incom"ati ilit3 tra le nuo&e dis"osizioni e le "recedenti+ atta a causare 8uell(a rogazione che l(art. <:+ comma 4+ della legge n. 0:4 del 0552 si "reoccu"a di riaffermare sta ilendo che Icon effetto dall(entrata in &igore della "resente legge sono a rogate tutte le altre dis"osizioni con esse incom"ati ili6. #ra una incom"ati ilt3 C certamente ra&&isa ile tra la norma che sta ilisce che Ile dis"osizioni del Piano di Bacino a""ro&ato hanno carattere immediatamente &incolante "er le Amministrazioni ed Enti Pu lici6 e l(attri uzione alla Pro&incia del "otere di Ideterminare6 "ro"ri indirizzi di assetto del territorio+ Iferme restando @soltantoA le com"etenze dei comuni ed in attuazione della legislazione e dei "rogrammi regionali6. ,utta&ia un maggiore a""rofondimento del "ro lema non sem ra "iB o""ortuno con la legge 01 marzo 0557+ n. 15+ che nel "re&edere il conferimento di funzioni e com"iti alle !egioni ed Enti locali ha escluso Ii com"iti di rilie&o nazionale "er la difesa del suolo6 @art. 0+ comma :A+ e con il decreto legislati&o 90 marzo 055; n. 004+ che si C es"ressamente "ro"osto di risol&ere la 8uestione+ mettendo ordine nella ri"artizione delle com"etenze.

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In "articolare il legislatore+ do"o a&er correttamente "untualizzato che Ihanno rilie&o nazionale i com"iti relati&i alle linee fondamentali dell(assetto del territorio nazionale con riferimento @tra l(altroA alla difesa del suolo6 @art. 14+ comma 0A+ ha "oi introdotto una singolare disci"lina dei ra""orti tra I"ianificazione territoriale di coordinamento e "ianificazione di settore6 @art. 17A+ "er la 8uale al "iano "ro&inciale C attri uita "iena efficacia dis"ositi&a solo nel caso di adeguamento alla &olont3 di tutte Ile amministrazioni+ anche statali+ com"etenti6+ mentre in difetto Ii "iani di tutela di settore conser&ano il &alore e gli effetti ad essi assegnati dalla ris"etti&a normati&a nazionale e regionale6. La contraddittoriet3 tra la scelta legislati&a del 05;5 e 8uella dell(anno successi&o e le "er"lessit3 inter"retati&e non risolte dal decreto legislati&o del 055; fanno "ensare dun8ue ad un assetto normati&o non ancora com"iutamente raggiunto e consigliano 8uindi di "assare ad una trattazione di carattere "iB generale+ "er cercare di &edere in 8uale direzione si muo&e la riflessione scientifica e conseguentemente l(ordinamento. Naturalmente l(ur anistica+ intesa come materia attri uita dalla Costituzione alla com"etenza delle regioni+ non "uL da sola go&ernare tutti gli interessi "u lici radicati nel territorio. Ne consegue la inso""rimi ilit3 di un(ur anistica so&raregionale+ e dun8ue stataleD ma ciL non de&e dar luogo+ se non eccezionalmente ' e 8uindi "er am iti limitati o nei casi di urgenza o di sostituzione in a""licazione del "rinci"io di sussidiariet3 '+ ad inter&enti settoriali autonomi+ ad inter&enti cioC in un com"arto funzionale+ che si "resume dotato di "ro"ria razionalit3 tecnica+ s&incolato dal cam"o di interrelazioni a cui "arteci"a e dalle 8uali C condizionato. L(isolamento settoriale degli inter&enti sul territorio "uL "erL essere causa di ingenti s"rechi di risorse @so"rattutto am ientali+ ma anche economicheA ed ha s"esso im"edito di cogliere le o""ortunit3 "rogettuali connesse alla realizzazione di infrastrutture+ alle grandi trasformazioni della "roduzione e degli insediamenti. Ecco "erchG al termine Isettoriale6 C sem"re "iB fre8uentemente contra""osto+ nel di attito sulle "olitiche economiche e territoriali+ il termine Iintegrato6+ a significare l(esigenza di su"eramento della rigida se"arazione di com"etenze e della contra""osizione tra le di&erse autorit3 amministrati&e.?enendo do"o 8ueste considerazioni di carattere generale al caso s"ecifico dei Piani di Bacino+ una osser&azione si
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im"one) tutte le "er"lessit3 che solle&ano i "iani di settore tro&ano la loro massima es"ressione nei riguardi dei Piani di Bacino+ in 8uanto gli stessi si estendono+ "er dis"osizione di legge e senza limitazione alcuna+ all(intero territorio nazionale. Se un "iano di settore C "er sua natura un(eccezione alle regole dell(ur anistica+ eccezione giustificata dalla "reminenza di uno s"ecifico interesse insito in una certa area+ un "iano di settore destinato a creare una rete estesa all(intero territorio nazionale C certamente una contraddizione in termini. La soluzione "ratica che si im"one "uL 8uindi essere 8uella di ri"ortare nell(am ito del Piano ,erritoriale %enerale+ nella s"ecie Pro&inciale+ 8uell(interesse inerente alla difesa del suolo che a""unto C risultato a&ere carattere generale. CiL non significher3 affatto "ri&arlo del suo carattere "rioritario e differenziato+ essendo all(uo"o sufficiente "re&edere la necessaria "arteci"azione dell(Autorit3 "re"osta alla sua tutela al "rocedimento di formazione del "iano+ con il ruolo di titolare del "otere di rendere un "arere &incolante o addirittura di autorit3 concertata @il risultato C sostanzialmente lo stesso ed C 8uello di introdurre o ligatoriamente nel "iano 8uelle "rescrizioni che si ritengono indis"ensa ili "er assicurare la difesa del suoloA. In un ordinamento che &a ormai &erso una sostituzione generalizzata alla i"otesi di "rocedimenti concorrenti ed autonomi di forme di coordinamento infrastrutturale @attra&erso istituti 8uale la Conferenza di Ser&izi o l(Accordo di ProgrammaA il settore della "ianificazione non "uL essere im"rontato che ad un solo "rinci"io) 8uello della co'"ianificazione. Puesto concetto di =sussidiariet3> &iene+ a li&ello regionale+ introdotto dalla recentissima L.!. 4: marzo 4222+ n. 42+ -isciplina generale sulla tutela e l+uso del territorio+ do&e+ all(art. 40 "re&ede che il Piano ,erritoriale di Coordinamento Pro&inciale "ossa assumere+ ai sensi dell(art. 17 del D.Lgs. 90 marzo 055;+ n. 004+ il &alore e gli effetti dei "iani settoriali di tutela e uso del territorio di com"etenza di altre Amministrazioni+ 8ualora le sue "re&isioni fossero dis"oste d(intesa con dette Amministrazioni interessate. $1% CONTEN!TI ED ELE#ENTI COSTIT!TI-I IL PI NO STR LCIO

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ree a risc:io idraulico? elementi conosciti0i e proposte di progetto

%li elementi conosciti&i "er la ela orazione del Piano relati&amente allo studio idraulico ed alla definizione delle fasce di "ertinenza dei corsi d(ac8ua "ossono essere sintetizzati come segue) Lo stato dei corsi d(ac8ua naturali - conoscenze geometriche ed idrauliche - o"ere idrauliche - e"isodi allu&ionali - sca&i in al&eo e su sidenza Lo stato del reticolo di onifica - "lanimetria e sezioni - zone critiche Analisi e caratterizzazione idrologica del territorio - dati dis"oni ili - regionalizzazione delle "iogge e delle "ortate - &alutazione degli idrogrammi di "iena di "rogetto - regionalizzazione del ilancio idrologico di "iena e - calcolo delle "ortate di "rogetto regionalizzate - regionalizzazione delle "ortate e dei &olumi analisi idraulica+ tratti collinari e montani - sezioni con caratterizzazione geometrica e &alutazione idraulica dell(officiosit3 - "rofili - metodologia "er la definizione delle fasce di "ertinenza "er tem"i di ritorno di 92+ 422 e 122 anni analisi idraulica+ tratti di "ianura - &olumi a cam"agna dis"oni ili - "ro"agazione dell(idrogramma di "iena con il metodo MusKingum @CungeA - calcolo del so"ralzo del "elo li ero do&uto a singolarit3 idrauliche - calcolo dei &olumi di esondazione
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- metodologia "er la definizione delle fasce di "ertinenza "er tem"i di ritorno di 92+ 422 e 122 anni analisi idraulica+ collettori della onifica - calcolo delle "ortate con il metodo cinematica - &erifiche in moto uniforme - metodologia "er la definizione delle fasce di "ertinenza "er tem"i di ritorno di 92+ 422 e 122 anni &alutazione delle criticit3) inter&enti sulle sezioni - nuo&e arginature - risezionamenti - adeguamento di attra&ersamenti &alutazione delle criticit3) inter&enti strutturali com"lessi - aree di es"ansione - ser atoi di laminazione - di&ersi&i - drizzagli indi&iduazione degli stralci funzionali di inter&ento

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ree a risc:io di 7rana? elementi conosciti0i e proposte di progetto

%li elementi conosciti&i "er la ela orazione del Piano relati&amente allo studio del rischio idrogeologico "ossono essere sintetizzati come segue) %eologia del territorio - formazioni - assetto strutturale - litologia - caratteristiche litotecniche %eomorfologia - assetto del rilie&o - unit3 geomorfologiche

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- struttura del reticolo idrografico - discretizzazione del territorio in unit3 omogenee) /nit3 Idromorfologiche Elementari @/.I.E.A Analisi e caratterizzazione del dissesto del territorio - dati dis"oni ili - segnalazioni - in&entario del dissesto - rilie&i di cam"agna Censimento degli elementi es"osti a rischio - analisi P.!.%. - analisi cartografia tecnica - analisi ortofotocarte AIMA anno 055< - analisi Piano ,erritoriale di Coordinamento Pro&inciale - analisi dati forniti dalla So"ritendenza ai Beni Architettonici della !egione Emilia !omagna Definizione dei eni e attri uzione del &alore relati&o - centri a itati - nuclei - zone di es"ansione - cimiteri e monumenti - zone industriali e artigianali - infrastrutture di tras"orto e di ser&izio ?alutazione della "ericolosit3 "er dissesto di ogni /.I.E. ?alutazione del &alore degli elementi all(interno di ogni /.I.E. Incrocio tra la "ericolosit3 e il &alore degli elementi "er ogni /.I.E. e estra"olazione del "rimo li&ello di rischio "er ogni /.I.E. @!0+ !4+ !9+ !:A Analisi della &ulnera ilit3 delle /.I.E. con !9+ !: !idefinizione del rischio+ indi&iduazione delle zone da sotto"orre a &incolo e stima dei la&ori "er la mitigazione del rischio.

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ree da sottoporre a -incolo Idrogeologico? elementi conosciti0i e proposte di progetto

%li elementi conosciti&i "er la ela orazione del Piano relati&amente alla ri"erimetrazione delle aree da assogettare a &incolo idrogeologico "ossono essere sintetizzati come segue) natura geologica dei suoli geomorfologica litologia sta ilit3 dei &ersanti . aree calanchi&e . frane atti&e di crollo . frane atti&e di sci&olamento . frane 8uiescenti . aree ad insta ilit3 "otenziale . coltri di de"ositi di &ersante

seminati&o "rati "ascoli sistema forestale . formazioni oschi&e del "iano asale su montano . conifere adulte . rim oschimenti recenti . castagneti . faggeti . oschi misti go&ernati a ceduo . ar oricolture . ces"uglieti . formazioni igrofile !i"erimetrazione delle aree da sotto"orre a &incolo idrogeologico @!.D.L. 94<7H49 e !.D.L. 004<H4<A. Criteri "er la tutela generale del suolo e del suo razionale utilizzo.

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"I"LIOGR 6I

Aa. ?&. @05;;A Piano territoriale di risanamento e tutela delle ac'ue dei bacini idrografici della Provincia di Ravenna 3#" R" /"2"50, n" 14 + Assessorato ,erritorio e Am iente+ Pro&incia di !a&enna+ !a&enna. Aa. ?&. @0552A Schema previsionale programmatico per i *acini Regionali della Romagna+ Assessorato Am iente della !egione Emilia !omagna+ Bologna. Aa. ?&. @0554A Relazione sull+uso del suolo e sulle condizioni dell+assetto idrogeologico del territorio+ Assessorato Am iente della !egione Emilia !omagna+ Bologna. Aa. ?&. @0559A Piano Territoriale Paesistico Regionale+ @relazione e normeA Assessorato Programmazione Pianificazione e Am iente della !egione Emilia !omagna+ Bologna. Aa. ?&. @055:A #a ena del !esso+ Collana naturalistica dell(Assessorato Programmazione Pianificazione e Am iente della !egione Emilia !omagna+ Bologna. Aa. ?&. @055:A Schema di Progetto di Piano di *acino del ;iume Po + Autorit3 di Bacino del Fiume Po+ Parma. Aa. ?&. @055:A

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<ualit) delle ac'ue superficiali dei bacini idrografici della Provincia di Ravenna" Relazione sui dati /112-/11=" #" R" 1(50+ IPuaderni dell(Am iente6+ Settore Am iente e Suolo+ Pro&incia di !a&enna. Aa. ?&. @055<A #e spiagge, le dune, le pinete costiere+ IPuaderni dell(Am iente6+ Settore Am iente e Suolo+ Pro&incia di !a&enna. Aa. ?&. @0557A .orme di indirizzo per la salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e la costituzione di parchi fluviali e di aree protette + Autorit3 di Bacino del !eno+ Bologna. Aa. ?&. @055;A $ggiornamento degli schemi previsionali programmatici 51-11, $utorit) dei *acini Regionali Romagnoli+ Assessorato Programmazione Pianificazione e Am iente della !egione Emilia !omagna+ Bologna. Aa. ?&. @055;A Piano stralcio di sub-bacino dei torrenti Samoggia e #avino, Autorit3 di Bacino del !eno+ Bologna. Aa. ?&. @0555A <ualit) dei fiumi" /2 anni di monitoraggio + I!icerche e studi6+ Pro&incia di Forl-.Cesena+ Forl-. Aa. ?&. @0555A -efinizione preliminare dei contenuti del Piano stralcio per la lotta all+eutrofizzazione, Agenzia !egionale Pre&enzione Am iente+ !a&enna. Aa. ?&. @0555A *ilancio ambientale del territorio della Provincia di ;orl>-Cesena" Rapporto di progetto+ Pro&incia di Forl-.Cesena+ Forl-. Benedini M.+ %isotti %. @05;1A Il dissesto idrogeologico" Cause, effetti e interventi a difesa del suolo+ La Nuo&a Italia Scientifica+ !oma.

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Blasi C.+ Paolella A. @0554A Progettazione ambientale+ La Nuo&a Italia Scientifica+ !oma. Bresso M. @0550A #+ambiente, in) Fu3 %. @a cura diA+ I#rientamenti "er la "olitica del territorio6+ Societ3 editrice Il Mulino+ Bologna. Bruschi S. @05;;A alutazione dell+impatto ambientale, Edizioni delle Autonomie+ !oma. Cassani %. @055;A Proposta di Programma di attivit)+ Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ Forl-. Donati D. @0555A #a natura del territorio+ Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ Forl-. Ferrucci E. M. @05;;A Piano di alorizzazione $mbientale del territorio collinare e montano" Elementi conoscitivi per l+elaborazione del Piano+ Pro&incia di !a&enna. Ferrucci E. M.+ Donati D. @0555A Ipotesi di programma di lavoro per la costruzione del Piano di *acino @"rima stesuraA+ Autorit3 dei Bacini !egionali !omagnoli+ Forl-. Padula M.+ Crudele %. @05;;A #e foreste di Campigna-#ama nell+$ppennino tosco-romagnolo + Assessorato Programmazione Pianificazione e Am iente della !egione Emilia !omagna+ Bologna. !osini !.+ Ferrucci E. M.+ Ca"ra F. @05;:A Piano Territoriale per il Parco della ena del !esso + Comunit3 Montana dell(A""ennino Faentino+ Brisighella. ?enturi S.+ Ferrucci E. M. @05;:A Insediamenti storici e beni culturali+ Istituto Beni Culturali della !egione Emilia !omagna+ Bologna.
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