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Gazzetta del Sud Domenica 27 Ottobre 2013

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Cultura e Spettacoli

Lamore al tempo della crisi


Ritratto di una generazione insoddisfatta, amara e privata del futuro
Francesco Musolino Dopo il grande successo riscontrato con Acciaio, la scrittrice Silvia Avallone era certamente attesa al varco, tanto dai suoi lettori che dal mercato editoriale. LItalia che porta nelle pagine del suo secondo romanzo, Marina Bellezza (Rizzoli, pp. 528, euro 18,50) quella dei figli degli anni 90, una generazione cresciuta davanti alla tv con il mito del successo e della fama. Marina ha ventanni e una bellezza assoluta che la porter a lasciare la nata Valle Cervo in cerca di fortuna, mentre Andrea, come un salmone controcorrente, desidera tornare alla terra per fare il margaro, allevatore di bestiame. Marina e Andrea in una vicenda ispirata alla storia damore dei nonni dellautrice, ma declinata in chiave moderna si respingeranno e si attrarranno nel corso dellintera narrazione, sino a giungere ad un finale aperto. Sullo sfondo si muove una generazione di ragazzi insoddisfatti, privati del futuro, convinti che se la vita fosse giusta dovrebbe risarcirli. Marina Bellezza nasce nel 1990 e cresce davanti alla tv. Poi cosa accade? La tv le tiene compagnia durante la sua infanzia e la sua adolescenza, mentre la sua famiglia va in pezzi. Diventa per lei un punto di riferimento, una via di fuga possibile; nello

A colloquio con Silvia Avallone, tornata in libreria con Marina Bellezza dopo il successo di Acciaio

La provincia che io racconto non rifugio ma luogo di conquista


stesso tempo il mondo della televisione rappresenta la meta per il suo rancore e il sentimento di ingiustizia per il trattamento riservatole dalla famiglia. Proprio il presunto diritto ad una forma di risarcimento un punto focale del libro S, il suo grande errore. Anche quando la vita ti tradisce non affatto detto che ti debba risarcire. Ma lei ne convinta. Perch ha voluto che la bellezza fosse il tratto pi evidente della sua protagonista? Desideravo un personaggio femminile molto scomodo da

giudicare. Mi piaceva che, scrivendone, fosse capace sia di farmi arrabbiare sia di farmi provare tenerezza nei suoi confronti. Per trarre ispirazione ho iniziato a pensare alle grandi cantanti americane come Britney Spears e Rihanna; sono convinta che dietro queste vite ci siano traumi e ferite che fungono da benzina per ottenere un successo colossale. Cos, ho immaginato una Britney Spears di provincia con una carica da leonessa ma anche molto fragile. Il fatto di superare degli ostacoli, se non addirittura dei traumi, pu dare uno slancio permettendo di lanciare il cuore oltre lostacolo? Se penso a questo momento storico e alla difficolt che incontrano i miei coetanei nel mondo del lavoro, voglio sperare che il coraggio possa aiutarci a tirare fuori le nostre qualit, rendendoci non solo pi forti ma anche pi lungimiranti. Non avere la strada spianata davanti a s pu permetterci di trovare dei sentieri inaspettati da intraprendere. Storia damore al tempo della crisi: poteva essere

questo il sottotitolo del suo libro? S! Decisamente s. Andrea, proprio come un salmone controcorrente, sembra voler tornare alla terra, ad una vita molto slow Marina una rockstar arrabbiata nata in provincia, invece Andrea ispirato ai margari che facevano la transumanza del gregge, figure silenziose che mi hanno sempre affascinato. Ma per scrivere il libro sono andata a caccia di storie di miei coetanei, con una mentalit da anni 80 e con alle

spalle studi, che decidono di tornare alla terra, di recuperare anche il proprio territorio. Di storie simili ne ho scovate tante, da Nord a Sud. La provincia che porta in pagina sembra molto diversa da ci che siamo abituati a leggere. Come mai? Volevo che in questo libro ci fosse uno spirito da pionieri, che rivivesse il mito della frontiera da conquistare. Oggi mancano i far west ma abbiamo la nostra provincia, piena di tesori e di bellezze incolte, abbandonate, impoverite per decenni. Si tratta di un recupero essenziale, qualcosa di simile alla ricostruzione post-bellica per importanza. La mia provincia non rifugio ma luogo di conquista. Se la sentirebbe di lanciare un appello ai giovani italiani per indurli a non lasciare il Paese, a giocare qui la battaglia del proprio futuro? Sia chi rimane sia chi va allestero un piccolo eroe, in entrambi i casi serve davvero molto coraggio per affrontare le difficolt odierne. Io sono stata anche fortunata. Diciamo che sento un forte legame con la mia lingua, con il mio Paese

e mi fa rabbia che il nostro enorme potenziale, il patrimonio culturale e paesaggistico, il Made in Italy e le eccellenze siano sprecate, lasciate a se stesse se non addirittura osteggiate. Mi sento dire che dobbiamo ripartire da noi stessi, riprenderci le ricchezze del nostro Paese, farle rivivere. Vorrei ci fosse unalternativa. Invece, andar via spesso una necessit. Tornare a scrivere dopo il successo di Acciaio stata una liberazione o un esame da superare? Ho cercato di dimenticare completamente la pressione e quando ho cominciato a scrivere, per fortuna, accaduto. Mi piace alternare la fase della scrittura che consiste nello stare chiusi per uno, due anni senza fare nientaltro per poi condividere il libro per diversi mesi, viaggiando in giro per lItalia. Per lei cosa rappresenta latto della scrittura: pi simile ad una necessit fisica o ad una forma di piacere? Non mi hanno mai posto questa domanda, almeno in questi termini. Ho bisogno di vivere ma sento la necessit di raccontare il mondo, quello che mi sta a cuore, per salvaguardare certe province, certe storie. un bisogno di libert soprattutto: il mio tempo storico denso di difficolt e non posso cambiarlo ma scrivendo posso reagire, sovvertire tante cose che non mi piacciono. Almeno nella scrittura le cose possono andare come dovrebbero? S, scrivere significa dare ordine ad un caos spesso indecifrabile. Un modo per ridare importanza a ci che conta davvero. 3

Marcel Duchamp con la celebre Roue de bicyclette

Una mostra alla GNAM di Roma

Duchamp, che fu ammaliato dal Belpaese


Nicoletta Castagni Controversa e provocatoria, larte di Marcel Duchamp in mostra alla Galleria Nazionale dArte Moderna di Roma, che ripropone la raccolta dei celebri re-made, pervenuti nelle collezioni museali dalla donazione dello storico dellarte e gallerista Arturo Schwarz, avvenuta nel 1997. Tra i lavori esposti, Porte-bouteilles, Fresh Widow, Why Not Sneeze Rose Slavy, Fountain, Roue de bicyclette e anche la Boite en valise, la valigetta-museo di Louis Vuitton con le 70 riproduzioni delle sue opere, ideata in alcuni esemplari per regalarla agli amici. La mostra della Gnam, ha detto la soprintendente Maria Vittoria Clarelli, vuole ricordare i 50 anni dal viaggio in Italia di Duchamp e i 100 dalla creazione del primo ready-made, la celeberrima Ruota di bicicletta del 1913. Unoccasione imperdibile anche per riallestire un nucleo importantissimo della raccolta di Schwarz, che molto sollecit lartista francese per avviare una produzione italiana dei ready-made. Il gallerista fu infatti il primo ad esporre nel 1964 a Milano alcuni dei suoi lavori, mentre solo lanno successivo fu organizzata una rassegna romana, che con sorpresa di tutti volle presenziare. Duchamp era tra coloro che consideravano dannoso il Grand Tour artistico nel Belpaese ha detto la Clarelli Per le avanguardie i musei e quanto contenevano, cio le testimonianze del passato, erano da bruciare. Cos venne in diretto contatto con larte antica italiana solo alla fine della sua carriera e non allinizio. Liniziativa della Gnam, in particolare, vuole ricreare la suggestione della mostra che si svolse nella Capitale presso lo spazio Gavina di via Condotti, con lallestimento di Carlo Scarpa. Questa la mostra pi bella che abbia mai avuto, disse a Gavina un Duchamp davvero entusiasta per laccoglienza dei suoi lavori. Non ci sono foto di quella esposizione, se non dei personaggi, per cui, ha aggiunto la soprintendente della Gnam, la ricostruzione evocativa, non filologica. Ma tanto basta per rievocare la leggerezza, lironia di unartista tanto geniale quanto a lungo incompreso, eppure fondativo della produzione artistica del secondo '900. La selezione dei curatori Stefano Cecchetto, Giovanna Coltelli e Marcella Cossu (l'allestimento di Alessandro Maria Liguori) ha puntato a trasmettere la freschezza di questi suoi capolavori, a partire proprio dagli esordi pittorici, dalle serigrafie, dai disegni di cui ben presto lautore si stanc per orientarsi verso quegli oggetti comuni che la sua sensibilit riusc a trasformare in opere darte. Il percorso espositivo ha voluto comprendere anche gli artisti italiani che per primi vennero in contatto con lui, come Enrico Baj e Sergio Dangelo, protagonisti del Movimento Nucleare, e il pittore Gianfranco Baruchello, che diventer un suo caro amico. Furono loro, ancor prima della critica, che non lo amava, a far circolare la sua spiazzante modalit di fare arte. Ecco dunque i ritratti vicendevoli tra Duchamp e Baj, come del resto quelli fotografici con Man Ray, le molte opere di Baruchello per spiegarlo ai pubblici pi variegati. Una vera delizia la valigetta-museo di Vuitton, in camoscio, piena dei suoi lavori, unedizione pregiata acquistata da Palma Bucarelli alla Galleria LObelisco di Roma. 3

Silvia Avallone

Esce postumo lultimo libro dellastrofisica, una riflessione su temi di grande attualit

Margherita Hack: lItalia dei s e dei no


Mauretta Capuano Non si mai arresa, nemmeno nel suo letto dospedale Margherita Hack, morta il 29 giugno scorso. Fino alla fine ha lavorato a un libro sullItalia che le aveva chiesto leditrice dellAltana ed ecco la pubblicazione postuma dellultimo scritto della Signora delle stelle: Italia s, Italia no (Edizioni DellAltana, pp. 121, euro 12). Uno sfogo, un atto daccusa, un impeto di speranza sul tema Italia s Italia no. Ha continuato a scrivere e, quando non era pi in grado di farlo, a dettare. Ha voluto che questo ultimo scritto fosse un programma per il futuro con i suoi espliciti vorrei e non vorrei. Ha voluto lasciare, forse non avendone nemmeno lintenzione, quasi un testamento pi pratico che spirituale spiega Donata Aphel dallOngaro, editrice dellAltana. Passando in rassegna i principali articoli della prima parte della Costituzione la Hack spiega che vorrebbe unItalia moderna che non tenesse in cos bassa considerazione la cultura. Vorrebbe soprattutto pi fervore. Proseguendo a capitoletti in questo percorso del vorrei e non vorrei vediamo lastrofisica intervenire contro tanti sprechi di denaro pubblico, tra i quali i costi per attrezzare il convegno del G8 alla Maddalena e poi decidere di trasferirlo invece allAquila, appena uscita da un devastante terremoto, e assegnare in pompa magna ai terremotati casette di compensato, tralasciando invece la ricostruzione, che ancora lontana. Lastrofisica non avrebbe voluto una giustizia ingiusta, e parlando delle carceri porta come esempio quello di Bollate, alla periferia di Milano, il nostro fiore allocchiello, nato nel 2000 con 1.200 detenuti che si possono muovere da una sezione allaltra, incontrarsi e discutere. E ancora Margherita Hack non avrebbe voluto i furbetti, un Sud abbandonato, la violenza sulle donne e i troppi ostacoli alla ricerca. Tra le cose che invece avrebbe tanto voluto ci sono i bambini come maestri e una nuova coscienza ecologica. Anche se alcuni situazioni sono state superate dagli eventi, quella che lultimo scritto della Signora delle Stelle mostra la ferrea determinazione a non mollare mai nel denunciare e proporre soluzioni. E anche se il libro parla pi dellItalia del no che dellItalia del s, la Hack alla fine mostra il suo grandissimo amore per il nostro Paese, che nonostante tutto, nonostante tutti i no, non tanto male. 3

Margherita Hack

Lartista con Fountain