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ISSN 2038 5609 - "Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n 46) art.1 comma.

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RIVISTA DELLORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DI BOLOGNA
N. 12

Il Red Town Ofce di Enrico Taranta, Giorgio Radojkovic e Juriaan Calis Le sedi londinesi di Google progettate da Scott Brownrigg Interior Design NAU Architecture ha realizzato la Raiffeisen Bank di Zurigo

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Iscritta con lautorizzazione del Tribunale di Bologna al numero 7947 del 17 aprile 2009

Direttore Editoriale Alessandro Marata Direttore Responsabile Maurizio Costanzo Caporedattore Iole Costanzo Coordinamento di Redazione Cristiana Zappoli Art Director Laura Lebro Redazione Alessio Aymone, Emiliano Barbieri, Nullo Bellodi, Federica Benatti, Mercedes Caleffi, Giuliano Cirillo, Edmea Collina, Biagio Costanzo, Mattia Curcio, Silvia Di Persio, Antonio Gentili, Piergiorgio Giannelli, Andrea Giuliani, Giulia Manfredini, Stefano Pantaleoni, Luca Parmeggiani, Alberto Piancastelli, Duccio Pierazzi, Nilde Pratello, Claudia Rossi, Clorinda Tafuri, Luciano Tellarini, Carlo Vinciguerra, Gianfranco Virardi, Gabriele Zanarini Hanno collaborato Manuela Garbarino, Donatella Santoro Stampa Cantelli Rotoweb - Castel Maggiore (Bo) www.cantelli.net Finito di stampare in febbraio 2013

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La redazione di Design+ tiene a precisare che lallestimento della casa natale di Enzo Ferrari (foto di copertina del numero 10 di Design+) stato realizzato dallarchitetto Andrea Morgante

CONTENUTI

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Pensieri Globali
Telmo Pievani p.18 Professore di Filosofia delle Scienze Biologiche Marco Romano p.20 Professore di Estetica della citt a Venezia

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Segnali
Rem Koolhaas arriva a Venezia Larchitetto olandese il direttore della 14a Mostra Internazionale di Architettura Premio triplo per Kartell Lazienda italiana ha vinto tre 2012 Good Design Award nella categoria Furniture p.23

p.24

La versatilit del rame p.26 Sono stati proclamati i vincitori del concorso Il Rame e la Casa dellIstituto Italiano del Rame Meno CO2 alla Bicocca p.29 LUniversit di Milano - Bicocca ha un nuovo piano di riduzione delle emissioni di anidride carbonica Un fondo dedicato allarte p.30 BolognaFiere stanzia 100mila euro per comprare opere di giovani artisti in occasione di Arte Fiera

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Speciale uffici
Il luogo del lavoro tra comfort e funzionalit Lavoro = spazio + creativit Meno gerarchie e barriere p.35 p.36 p.38

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CONTENUTI

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Speciale uffici
Semplice, ludico, creativo Progetto di PS Arkitektur Giocare o forse lavorare? Progetto di Scott Brownrigg Interior Design Strategie di lavoro Progetto di Iosa Ghini Associati Estetica, tecnologia, ecologia Progetto di NAU Architecture Plasticit e dinamismo Progetto di Taranta Creations Acciaio e arabeschi Progetto di Studio Mytaki Architecture & Design Interpretare e progettare Ufficio in citt/ Citt in ufficio Lesperienza che d forma allufficio In ufficio come a casa p.40 p.46 p.52 p.58 p.64 p.68

p.72 p.74 p.76 p.78

91 95

Design
Giocare con le sedie p.91

Anteprima
Arte e design in mostra p.95

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EDITORIALE

Citt rinnovabili
Negli ultimi dieci anni in Italia sono stati utilizzati circa 40 ettari di suolo naturale al giorno. Diamo i numeri? Eccone alcuni. La quota di territorio con copertura articiale in Italia pari al 7,3 per cento del totale, contro il 4,3 della media dell'Unione Europea. Anche ragionando, correttamente, in termini di densit demograca, non si dovrebbe superare il 6,4 per cento. Se si considerano gli oltre 100 milioni di metri quadrati di supercie dismessa che oggi potenzialmente disponibile in Italia, il trend che negli ultimi dieci anni ha portato a costruire quasi 1.560.000 nuovi edici, comprendenti circa 1.670.000 nuove abitazioni, potrebbe essere sensibilmente rallentato. Anche perch negli stessi ultimi dieci anni, la popolazione italiana cresciuta del 4 per cento. Non per solamente una questione di quantit. Il problema purtroppo rilevante anche e soprattutto dal punto di vista sostanziale. Si devono considerare la bassa qualit degli interventi, il fenomeno dell'abusivismo edilizio, la crescita a macchia d'olio degli insediamenti urbani e sub-urbani, la fragilit idrogeologica del territorio, il pericolo sismico, i problemi legati alla mobilit e alle infrastrutture. A fronte di questi dati con sconcerto che si deve rilevare una grave emergenza abitativa per le fasce di utenti pi deboli, in continua crescita, che non sono in grado di accedere con dignit ad una abitazione anche minima. Nel frattempo la Germania, per fare un esempio, si data l'obiettivo di non superare i 30 ettari al giorno entro il 2020 e altri paesi hanno introdotto obblighi di priorit nel recupero dei cosiddetti browneld. Ecco dunque che i concetti di ciclo di vita e di rinnovabilit, che no ad ora sono stati riservati alle questioni energetiche e tecnologiche, si stanno travasando, con un notevole passaggio di scala, tanto scontato quanto tardivo, alle citt. E quindi, in modo analogo, si stanno faticosamente e lentamente, come prassi in Italia anche per le cose ovvie, elaborando quadri normativi di riferimento ed individuando forme di incentivazione al risparmio e, in questo caso, disincentivazione allo spreco. I dati precedentemente citati sono riportati nell'introduzione alla proposta di legge che pochi giorni prima del Natale scorso, con il numero 5658, stata presentata alla Camera dei Deputati, successivamente e in conseguenza ad una risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente e Territorio del Senato nel luglio dello scorso anno, avente come tema le problematiche connesse al consumo del suolo. Nella stessa risoluzione si fa anche esplicito riferimento al progetto RI.U.SO._Rigenerazione Urbana Sostenibile, che l'Associazione Nazionali Costruttori Edili, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianicatori Paesaggisti Conservatori e Legambiente, hanno, dalla primavera del 2012, elaborato, promosso e presentato nelle principali sedi istituzionali e culturali. Che le citt siano da riutilizzare certo e, a parole, abbastanza comprensibile e scontato. Nei fatti per vi da considerare, nel panorama attuale italiano, una serie di fatti negativi quali: una normativa aberrante sia dal punto di vista della enorme quantit di leggi e regolamenti, che spesso sono anche sbagliati e contraddittori (almeno fossero fatte bene!); una tempistica nei tempi di approvazione dei progetti tale da spegnere gli entusiasmi anche del pi ottimista degli operatori della liera edilizia; un discreto livello di corruzione; una ignoranza diffusa sulle questioni etiche e ambientali; una maleducazione, che arriva no alla criminalit, crescente, che rende ogni cosa pi difcile e meno appetibile; una classe di amministratori e politici molto al di sotto di quel livello minimo di qualit che ci si potrebbe e dovrebbe aspettare; una mediocre qualit e senso di responsabilit anche dei professionisti che hanno responsabilit nel progetto e nel governo del territorio. Mi sono dimenticato qualcosa? Se l'ambito di intervento quello che ho appena descritto, che comunque migliore della situazione reale, facile rendersi conto che, ad esempio, parlare di demolire, per sostituirli, gli edici che sono energivori, staticamente pericolosi, socialmente inaccettabili, rasenta l'utopia. Cosa deve prevedere un programma di promozione e incentivazione delle citt rinnovabili? In sintesi: rendere pi costoso l'utilizzo di suolo naturale e, per contro, favorire economicamente gli interventi sul patrimonio edilizio esistente; uniformare, per quanto possibile, gli ottomila diversi regolamenti edilizi presenti sul territorio nazionale; risolvere una volta per tutte la dannosissima questione dei tempi di approvazione delle pratiche edilizie e degli iter urbanistici, efcacissima arma di ricatto a disposizione di amministratori e politici; cancellare e riscrivere totalmente, non correggere o emendare, la legge sui lavori pubblici; utilizzare lo strumento del concorso sia, ovviamente, per opere pubbliche che incentivando i privati per quelle private; promuovere la cultura dello sviluppo sostenibile e dell'etica responsabile. Come risulta evidente ragionando sulle premesse e sugli obiettivi la strada da percorrere troppo lunga e ripida ed la rappresentazione precisa e nitida della mediocrit che contraddistingue l'Italia da molti anni a questa parte. Per fortuna, il progresso rende il mondo sempre pi piccolo e accessibile, sia dal punto di vista sico che virtuale. E la voglia di cercare altre vie in terre straniere, pi civili o, in alternativa, pi proliche, sempre pi nitida. In attesa di una rivoluzione che non pu avvenire se non, per noi, fuori tempo massimo.

Alessandro Marata

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La mancanza di lungimiranza un nostro limite evolutivo. Siamo abituati a considerare le esigenze prossime di sopravvivenza, non a guardare lontano
Il cambiamento che il nostro pianeta sta attuando un naturale processo o anche conseguenza di azioni errate da parte delluomo?

Telmo Pievani

PENSIERI.GLOBALI

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La biosfera nel corso della sua lunga storia ne ha viste di tutti i colori e la vita riuscita a riprendersi dopo immani catastro. Ci signica che la ne del mondo c gi stata, pi volte, e che ad ogni occasione il motore dellevoluzione ripartito, producendo nuova diversit di forme. Ci non signica per che dobbiamo stare tranquilli, perch in gioco ci sono lecondizioni di base per la nostra sopravvivenza. Ci che homo sapiens sta facendo alla biosfera unalterazione senza precedenti da parte di una sola specie vivente: deforestazione su larga scala, crescita popolazionale, specie invasive ovunque, inquinamento chimico e industriale dei suoli, dellaria e delle acque, sfruttamento eccessivo per caccia e pesca. Inoltre il riscaldamento climatico comincia a far sentire i suoi effetti sulla biodiversit. In questione non la capacit della vita di riprendersi, ma la possibilit che per la prima volta una specie, sedicente sapiens, possa non accorgersi che sta mettendo a repentaglio la sua sopravvivenza sul pianeta.
La sostenibilit pu essere una strada per giungere ad un maggiore rispetto del nostro pianeta?

Dipende da ci che intendiamo per sostenibilit. Homo sapiens, da quando nato in Africa 200mila anni fa, non mai stato molto sostenibile rispetto agli ecosistemi che incontrava. Migliaia di anni dopo, la domesticazione di piante e animali ha condotto a unalterazione profonda degli ecosistemi, ai quali abbiamo fatto produrre molto pi di ci che avrebbero fatto. Luomo deve capire che di questo passo le sue attivit di consumo saranno in rotta di collisione con i parametri di base della biosfera. Bisogna puntare tutto sulla ricerca e sullinnovazione. LItalia non lo sta facendo.
Il pianeta, le citt, luomo sono lineluttabile conseguenza di ci che stato il passato?

Direi che nulla nellevoluzione ineluttabile conseguenza del passato. La storia naturale e culturale umana piuttosto unesplorazione di possibilit, a volte promettenti a volte rischiose.
Quanto complicato comunicare che un approccio pi scientico e tecnico anche nella politica e nellamministrazione delle nostre citt sempre pi necessario?

difcile, ma indispensabile. Nei paesi pi avanzati il potere esecutivo sempre pi a stretto contatto con i rappresentanti della comunit scientica, perch le decisioni da prendere richiedono forti competenze scientiche, una buona informazione diffusa, un forte senso di partecipazione da parte della societ, nella sua pluralit di valori.
La bellezza pu essere considerata una piccola vittoria sullaccidentalit della vita?

Certamente. La bellezza di un paesaggio lungamente addomesticato dalla specie umana, o di una metropoli pulsante e piena di diversit, il frutto di generazioni di donne e di uomini che hanno regalato la loro inventiva e la loro saggezza alle generazioni successive.
La psicologia evoluzionistica pu aiutare a comprendere alcuni comportamenti umani come la tendenza a non considerare, nei progetti, le generazioni future?

Credo di s. Levoluzione ci insegna a cogliere i precursori naturali che ancora oggi rendono per noi pi intuitive alcune scelte, pi persuasivi certi modi di pensare, pi istintivi alcuni comportamenti anzich altri. Quei precursori naturali sono oggi immersi in nicchie ecologiche (culturali, tecnologiche, sociali, urbane) molto differenti da quelle originarie e possono quindi aver assunto funzioni nuove o non averne affatto. La mancanza di lungimiranza un nostro limite evolutivo, perch siamo abituati a considerare le esigenze prossime di sopravvivenza, non a guardare lontano verso generazioni che ancora non esistono. Ma proprio la cultura e lapprendimento sociale ci dicono che la mente umana capace di modicarsi con leducazione (soprattutto se precoce) e dunque dobbiamo lavorare afnch quei limiti evolutivi non ci rendano troppo miopi.

professore associato presso il Dipartimento di Biologia dellUniversit degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche. Dal 2001 al 2012 stato in servizio presso lUniversit degli studi di Milano Bicocca. Filosofo e storico della biologia ed esperto di teoria dellevoluzione, autore di numerose pubblicazioni. Fa parte del Comitato Etico e del Comitato Scientifico della Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze.

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Marco Romano

PENSIERI.GLOBALI

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Se non riusciamo a dare alle citt un valore simbolico ed estetico vivremo in un deserto del senso, privi della nostra forza e della nostra identit di cittadini
anche lei dellidea che oggi nuove strutture pubbliche come ospedali, supermercati o aeroporti non siano sempre realizzati con lintento di farli diventare anche simboli dorgoglio cittadino?

Allavvicinarsi del terzo anno che segu lanno Mille, si vedono ricostruire su quasi tutta la terra, ma sopratutto in Italia e in Gallia, gli edici delle chiese. Sebbene la maggior parte, molto ben costruite, non ne avessero alcun bisogno, un vero spirito di emulazione spingeva ogni comunit cristiana ad averne una pi sontuosa di quella dei vicini. Sembrava che il mondo stesso si scuotesse per spogliarsi delle sue vetust e per rivestirsi da ogni parte di un bianco mantello di chiese. Allora, quasi tutte le chiese delle sedi episcopali, quelle dei monasteri consacrati ad ogni genere di santi, e anche le piccole cappelle dei villaggi, furono ricostruite pi belle dai fedeli. La chiesa il primo dei temi collettivi con il quale le citt cominciano a confrontarsi tra loro. E il cronista Raoul Glaber, che scrive nel 1030 in un convento vicino a Digione, coglie subito quello che sar il carattere essenziale dei temi collettivi: far parte della sfera del dono, nel senso che non devono venire ascritti alla sfera del necessario perch, appunto, la ricostruzione delle chiese coinvolge edici che non avevano alcun bisogno di essere ricostruiti. Nella sfera del dono noi compiamo gesti che comportano un confronto con gli altri, ma questi gesti hanno valore soprattutto in quanto sono simboli del nostro affetto e ci aspettiamo che siano ricambiati non tanto con un dono del medesimo valore ma con la medesima intenzione simbolica. Dopo la chiesa e le mura anche una semplice staccionata verranno il castello, il palazzo municipale, la locanda, il teatro, il museo, la biblioteca, il giardino pubblico, lo stadio e molti altri che non voglio enumerare qui, ma che in qualche misura tutti conoscono perch - questa la loro seconda caratteristica - sono gli stessi in tutte le citt europee, dal villaggio alla capitale, ciascuno commisurato allimmagine che ogni civitas ha di s, e costruiti direttamente a spese pubbliche o anche da gruppi di cittadini che se ne fanno carico ma anchessi con lambizione di confrontarsi con le altre citt nella sfera simbolica. Perch un sentimento o un comportamento possa dar luogo a un manufatto nel quale i cittadini di tutte le citt europee riconoscano un appropriato tema collettivo occorre spesso pi di un secolo, e perch possa diventarlo occorre che tutte le citt possano averlo: dunque non possono essere temi collettivi i ponti (perch non tutte le citt hanno un ume, e per questo, quasi per nasconderli, no al tardi Cinquecento i ponti erano abitati come il ponte vecchio a Firenze); non possono esserlo le stazioni ferroviarie, non possono esserlo gli aeroporti, gli ipermercati o gli outlet. A loro volta gli ospedali e le scuole non sono unespressione della volont estetica della civitas perch, diversamente dai temi collettivi, nascono per rispondere a uno scopo preciso, al diritto di ogni cittadino allassistenza sanitaria (il medico condotto e lospedale) e allistruzione di base (il maestro e la scuola), quindi non possono avere quel carattere di spreco che caratterizza intrinsecamente ogni dono e dunque ogni tema collettivo. Per questo al centro dellaffresco del Buongoverno nel palazzo dei Priori a Siena c la scuola, ma in un edicio nudo che contrasta con la ricchezza dei palazzi.
Le periferie. Quali ragioni hanno fatto s che esse siano mancanti, in buona parte, di una propria identit nonch di dignit?

Sebastiano Serlio, alla met del Cinquecento, rilevava come le persone pi ragguardevoli di una citt abitassero in centro, vicino alle piazze e ai luoghi nobili, e i meno abbienti lontano, vicino alle porte. Da quasi mille anni la periferia comprende appunto quei quartieri lontani dal centro e privi dei temi collettivi di rilievo cittadino, condizione riscontrata dal prezzo delle case, a Milano nel XI secolo erano tre volte tanto in centro che vicino alle porte, pi o meno come oggi. Nel corso dei secoli stato fatto il possibile per attenuare con qualche accorgimento questa emarginazione simbolica, realizzando strade trionfali che solcassero la periferia - chi a Parigi abita nellavenue de la Grande Arme, allombra dellarco di Trionfo, non ha certo limpressione di essere in

Laureato in architettura, professore ordinario di Estetica della citt e direttore del Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (1978/1982). Direttore della rivista Urbanistica, organo ufficiale dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (1977/1986), anche direttore scientifico della Sezione Italiana alla XVII Triennale di Milano sul tema "Le citt del mondo: il futuro delle metropoli" (1988). Ha collaborato al quotidiano La Voce e scrive sul Corriere della Sera.

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periferia, come potremmo arguire guardando una pianta della citt - e provvedendo i quartieri periferici di conventi, di parrocchie, di palazzi municipali - a Parigi quelli degli arrondissement - e delle relative piazze con i mercati locali, ma piazze dove venivano anche effettuate manifestazioni cittadine che contribuivano ad attenuare leffetto periferia facendo sentire agli abitanti di far parte della comunit cittadina. Nel corso degli anni Venti del Novecento andato diffondendosi il principio che la citt fosse un organismo prima di tutto funzionale, e costituito da funzioni diverse - la residenza, il lavoro, il tempo libero - legate da sistemi di trasporto e da strade che non a caso chiamiamo proprio arterie - perch il principio che la citt sia un sistema di funzioni quello del corpo umano - un principio che cancellava lintera sfera simbolica sulla quale era stato costruito nei mille anni precedenti il tessuto della riconoscibilit delle citt. Il sentimento individuale della nostra identit di cittadini fondato sulla presenza dei temi collettivi, ma se cancelliamo i boulevard, le passeggiate, e gli altri temi che ci suggeriscono materialmente di far parte di quella specica citt, i nuovi quartieri potrebbero essere in qualsiasi citt e si perso il fondamento e il riconoscimento della dignit del cittadino.
La citt anche frutto di singole libert espressive, sensibilit, gusti e idee di bello?

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Come nei temi collettivi i cittadini esprimono le proprie intenzioni estetiche confrontandosi con le altre citt, cos i medesimi cittadini come individui confrontano il loro status e la loro propensione estetica nelle facciate delle case: come scriveva Filarete alla met del Quattrocento La testa delluomo, o vuoi dire la faccia, quella che ha in s la bellezza principale e per la quale si conosce ciascheduno.Tu non vedesti mai edicio o casa dabitazione che totalmente fusse luna come laltra, n in similitudine, n in forma n in bellezza: chi grande, chi piccolo, chi mezzano, chi bello e chi men bello, chi brutto e chi bruttissimo. Dio stesso che ha voluto ci: "Iddio, che luomo come che in forma fece a sua similitudine, cos e partecipasse in fare qualche cosa in sua similitudine mediante lintelletto gli concesse. E quando si crede di vedere case uguali, a guardar bene sono invece tra loro differenti: anche se si volesse fare molte case che si assomigliassero in una forma e in una similitudine, non mai farebbe che fosse luna come laltra. Cos la libert espressiva propria della sfera individuale incoraggiava Giovanni Rucellai a costruire un palazzo, disegnato da Leon Battista Alberti, completamente diverso da quelli gotici di allora, e non sono sicuro che oggi glielo avrebbero consentito, le soprintendenze e le commissioni edilizie. No. Per saperne qualcosa dovrebbero sistematicamente studiare sui miei libri lestetica della citt - questo anche il nome del mio sito - ma i loro docenti non li hanno letti e non sono in grado di insegnarne i principi.

Le nuove generazioni di architetti sono preparati per una completa e nuova lettura della citt che li induca ad intervenire in modo nuovo e soprattutto qualicato? Oggi, secondo lei, le nuove amministrazioni di piccole e grandi citt italiane come vivono e gestiscono la citt?

Nella sfera tecnica non saprei, nella sfera estetica mantenendo lo stile consolidato da ciascuna nei dieci secoli precedenti: se Milano non particolarmente nota per la sua bellezza perch i milanesi hanno trascurato questo versante estetico dellurbs e continueranno a trascurarlo oggi, costruendo incongrui grattacieli, mentre Parigi, che alla bellezza ha dedicato pi attenzione, ha connato i grattacieli nella Dfense, e Firenze non ne ha fatti del tutto e ha afdato la lottizzazione dei nuovi quartieri a Leon Krier, un architetto noto per le sue campagne estetiche.

Le citt fatta di case e di temi collettivi, ed da presumere che di case continueremo a costruirne. Perch, se la durata della vita continua a migliorare, ci saranno meno case lasciate libere dai nonni passati a miglior vita quando i nipoti cercheranno una casa per loro, e cos occorrer costruirne di nuove, anche perch oggi almeno l80% delle nuove coppie abita nello stesso comune di uno dei due coniugi e il 50% a meno di 500 metri. Senza contare un certo incremento di single che vogliono poi un alloggio come fossero una coppia. E un giorno o laltro anche gli immigrati e i loro gli otterranno la cittadinanza e cercheranno come tutti gli altri europei una casa. Sostenere che le case esistenti sono spesso vuote signica non sapere che la casa non un bisogno materiale elementare ma un desiderio uttuante nella sfera simbolica, e i cittadini cercano soprattutto una casa che corrisponda alla manifestazione del proprio status, non un semplice riparo. Cos continueremo a costruire, ma se non riusciamo progettare i nuovi quartieri con gli artici di un tempo avvolgendoli nella sfera simbolica dellurbs e della civitas, allora i nostri gli non sapranno pi a quali manifestazioni visibili ancorare la riconoscibilit del proprio essere cittadini e affronteremo, noi europei, i processi di globalizzazione senza sapere chi siamo. E la nostra forza di europei, quella che ci ha consentito di dominare materialmente e inuenzare spiritualmente il mondo, radicata nella consapevolezza di essere europei perch cittadini di una citt con quelle caratteristiche che tutti conoscevano, le sequenze dei temi collettivi lungo le strade e le piazze tematizzate che nessuna citt del mondo aveva mai avuto e che oggi pu soltanto imitare nelle forme ma non nello spirito andr perduta e vivremo in un deserto del senso, privi della nostra forza, della nostra identit, privi come Sansone delle nostre capigliature, una antica metafora per dire della nostra bellezza, della bellezza delle nostre citt.

L'Europa tra i continenti pi urbanizzati al mondo e non pi in una fase di crescita economica. Quanto lo sviluppo delle nostre citt potr determinare il futuro sviluppo economico e sociale dell'Unione europea?

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Architetto, urbanista e saggista olandese tra i pi noti sulla scena internazionale, Rem Koolhaas curer la 14. Mostra Internazionale di Architettura che si terr a Venezia nel 2014

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REM KOOLHAAS ARRIVA A VENEZIA


Il Cda della Biennale di Venezia ha nominato Rem Koolhaas direttore del Settore Architettura, con lo specico incarico di curare la 14.Mostra Internazionale di Architettura che si terr nel 2014. Il tema scelto dallarchitetto olandese Fundamentals. Sar una Biennale sull'architettura, - ha spiegato Koolhaas - non sugli architetti. Dopo diverse Biennali dedicate alla celebrazione del contemporaneo, Fundamentals si concentrer sulla storia, sugli inevitabili elementi di tutta l'architettura utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo e sull'evoluzione delle architetture nazionali negli ultimi 100 anni. Nel 1914 aveva senso parlare di architettura cinese, architettura svizzera, architettura indiana. Cent'anni dopo, sotto la pressione di guerre, regimi politici diversi, molteplici condizioni di sviluppo, movimenti architettonici nazionali e internazionali, traiettorie personali casuali e sviluppi tecnologici, le architetture che un tempo erano speciche e locali sono diventate intercambiabili e globali. Sembra che l'identit nazionale sia stata sacricata sull'altare della modernit. (di Cristiana Zappoli)

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PREMIO TRIPLO PER KARTELL


a Kartell si aggiudica ben tre 2012 Good Design, il prestigioso riconoscimento americano rilasciato dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design per la categoria Furniture. I tre prodotti vincitori sono: sedia Audrey, design Piero Lissoni, tavolo Invisible Table, design Tokujin Yoshioka, sedia Miss Less, design Philippe Starck. Fondato a Chicago nel 1950, il Good Design uno dei premi pi antichi e riconosciuti internazionalmente nel campo della design excellence. Questi importanti riconoscimenti si aggiungono al gi ricco palmares dellazienda, che pu contare su uninvidiabile serie di premi internazionali, raccolti nei suoi 64 anni di storia. Miss Less una seduta rigorosa, materica, che nasce come una scultura trasformata in un oggetto domestico di produzione industriale. La seduta ha la forza e la possanza di una forma primitiva, di un blocco di materia resa contemporanea dal lucido materiale plastico a stampaggio che la compone. Ideale sia per la casa che per il contract, Miss Less formata da una base monolitica squadrata e da un sottile poggia-schiena in policarbonato trasparente. Audrey, invece, leclettica seduta che unisce alluminio e plastica, una sedia versatile e contemporanea che, grazie alla linea semplice e pulita ottenuta attraverso un particolare processo di pressofusione in soli due pezzi, senza saldature, diventa multifunzionale e si adatta

PREMIAZIONI

Il 2013 non poteva iniziare in modo migliore per una delle aziende pi innovative nel settore dellarredamento. Kartell si infatti aggiudicata nella categoria Furniture tre 2012 Good Design Award, uno dei premi pi riconosciuti a livello internazionale
a tutti gli usi. Audrey, disponibile sia in versione sedia che poltroncina, ha seduta e schienale realizzati in materiale plastico declinato in vari colori, mentre la struttura in alluminio presenta tre versioni: alluminio verniciato, verniciato bianco e verniciato nero. Altro premiato lInvisible Table, che il primo tavolo trasparente monoblocco in materiale plastico di Kartell. Con la produzione di un pezzo unico di oltre 20 kg, Kartell si fa ancora una volta pionere nell'utilizzo dei materiali plastici a stampaggio industriale. Invisible Table unisce leggerezza e solidit, praticit e stile. Al tempo stesso una rafnata palette di colori dona a questo oggetto originalit e brio. (di Gianfranco Virardi)

Sedia Miss Less, design Philippe Starck


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Sedia Audrey, design Piero Lissoni

Tavolo Invisible Table, design Tokujin Yoshioka


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LA VERSATILIT DEL RAME


Sempre pi usato da giovani designer per le loro creazioni, il rame viene considerato un materiale dalle molteplici capacit espressive e funzionali. Per questo sono state molte le partecipazioni al concorso Il Rame e la Casa. Ecco i vincitori
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come bronzo e ottone, e accostato anche ad altri materiali, dando forma a nuove modalit di utilizzo e decoro. Il concorso si inserisce nel pi ampio panorama di attivit e iniziative che l'Istituto Italiano del Rame sviluppa da oltre trent'anni in qualit di associazione no prot per promuovere l'utilizzo del rame e delle sue leghe non solo nei pi tradizionali campi dell'industria, ma anche nel mondo del design. L'edizione 2012 anche la conferma del ruolo culturale di un concorso che intende celebrare e portare alla ribalta del design le propriet sia ornamentali che costruttive del metallo rosso, onnipresente anche se spesso invisibile agli occhi, perch in grado di calarsi in ogni ambito dellarchitettura e della progettazione dinterni. Grazie alla sua forte riconoscibilit e alla straordinaria versatilit, il rame offre molteplici possibilit di manifattura e applicazione: da complementi d'illuminazione a maniglie, carrelli e supporti per ospedali, decorazioni d'interni, ma anche interpareti, pavimenti e radiatori. Per la categoria professionisti, il primo premio stato assegnato al francese Francesco Morackini con il progetto Prohibition Kit. Il secondo premio andato invece a Stefania Ruggiero con Pix. Per la categoria studenti, ha ricevuto il primo premio il polacco Michal Jan Holcer con il progetto B-side. (di Gianfranco Virardi) l design del rame premia i suoi migliori interpreti, proclamando i vincitori della 4a edizione del concorso internazionale Il Rame e la Casa, promosso dall'Istituto Italiano del Rame (IIR) in collaborazione con European Copper Institute (ECI). Dopo il successo delle passate edizioni, si conferma il vasto richiamo di un'iniziativa ormai entrata nell'agenda dei principali appuntamenti internazionali del design e che continua ad attrarre un numero crescente di adesioni, pi che triplicate dal 2007 ad oggi. Gli oltre 250 progetti in concorso sono stati realizzati da architetti e designer professionisti, nonch allievi di scuole superiori di graca, arredamento, design e facolt di architettura di tutto il mondo, divisi in due distinte categorie. Tutti in gara per ideare uno o pi oggetti in rame e sue leghe per il design d'arredo, sperimentando le innite potenzialit espressive di questo materiale con nuove applicazioni estetiche e funzionali. I premi dell'edizione 2012 sono stati aggiudicati da una qualicata giuria, composta da riconosciuti professionisti del settore: Luisa Bocchietto, architetto e presidente dell'ADI, Odoardo Fioravanti, industrial designer e Marco Romanelli, architetto e critico del design. I progetti vincitori sono stati in grado di reinventare oggetti comuni attraverso l'uso del rame, utilizzato allo stato puro o nelle sue leghe,
1) Primo premio: Prohibition Kit di Francesco Morackini. Quattro oggetti quotidiani, una brocca, un fornelletto per fonduta, una pentola e una fruttiera, pensati ironicamente come apparecchio per la distillazione di alcoolici. 2) Secondo premio: Pix di Stefania Ruggiero. Il cardine di un portoncino trasformato in uno strumento musicale creando una piacevole melodia. 3) Primo premio, categoria studenti: B-side di Michal Jan Holcer. Rubinetto che funziona contemporaneamente come dispenser per il sapone

PREMIAZIONI

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SOSTENIBILIT.AMBIENTALE

MENO CO2 ALLA BICOCCA


Universit di Milano-Bicocca, tra le prime in Italia, ha avviato un piano di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato, nanziandolo con 90 mila euro, un progetto di carbon management di durata biennale che avr come obiettivo una riduzione signicativa delle emissioni di CO2, si stima tra il 10 e il 12%, prodotte dalle attivit del Campus. Dalla riduzione delle emissioni di carbonio sono attesi anche signicativi risparmi sui costi energetici dellAteneo. La valutazione dellimpronta di carbonio sar effettuata utilizzando le competenze scientiche e tecnologiche interne. Infatti, sar un team di ricercatori del Centro di Ricerca Universitario Polaris, del dipartimento di Scienze dellAmbiente e del Territorio e di Scienze della Terra, in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, a effettuare le rilevazioni e a sviluppare il piano di riduzione delle emissioni. Su tutto il Campus le azioni previste sono: monitoraggio e analisi dei consumi energetici di strutture, attivit e servizi offerti; monitoraggio del sistema di gestione dei riuti; monitoraggio del sistema di mobilit interna ed esterna allAteneo (mobilit di dipendenti e studenti per raggiungere le strutture universitarie); monitoraggio e analisi dei consumi della risorsa acqua. Il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale realizzer inoltre: questionari rivolti a dipendenti e studenti nalizzati alla raccolta di dati sui comportamenti legati ai consumi energetici allinterno degli edici; percorsi formativi e informativi rivolti a studenti, docenti, addetti,collaboratori per suggerire percorsi di sostenibilit basati sulla consapevolezza del peso del proprio agire quotidiano, con lobiettivo di indurre comportamenti virtuosi duraturi: dallo spegnimento dei pc e delle lampade a ne giornata alla corretta regolazione dei termostati negli ambienti di lavoro, dalla ri-

Il progetto biennale di carbon management avr come obiettivo una riduzione tra il 10 e il 12% delle emissioni di CO2 prodotte dalle attivit del Campus
duzione di stampe e fotocopie alluso pi corretto dei numerosi impianti e macchinari presenti nelle centinaia di laboratori didattici e di ricerca. Attraverso il carbon management - spiega la professoressa Marina Camatini, presidente del Centro di Ricerca Polaris - si possono identicare obiettivi di riduzione e monitorare i propri miglioramenti. La Carbon Footprint rappresenta la quantit di impatto delle attivit umane sull'effetto serra: questa quantit viene espressa in tonnellate di CO2. Il Centro di Ricerca Polaris calcola limpronta secondo liter scientico dettato dalla metodologia Life Cycle Assessment. Interventi non strutturali, ma legati a miglioramenti gestionali sottolinea inne il direttore amministrativo, Candeloro Bellantoni - mostrano come sia possibile ridurre le emissioni inquinanti e ottenere al tempo stesso un consistente risparmio economico, considerato che il costo dellenergia del solo edicio U7 di circa 600 mila euro allanno. (di Cristiana Zappoli)
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ARTE.MERCATO

UN FONDO DEDICATO ALLARTE


niniziativa del tutto nuova di Arte Fiera 2013 stata la costituzione e la promozione di un fondo di acquisizione di opere per il quale BolognaFiere ha deciso di stanziare un proprio primo fondo di investimento di 100mila euro. Il fondo Arte Fiera 2013 viene indirizzato a ricerche artistiche diverse da quelle gi premiate in seno alla Fiera o parallelamente ad essa e segue lindicazione di segnalare ricerche non ancora pienamente confermate e quindi ancora considerabili come giovani, indipendentemente dallet anagraca degli artisti che le hanno intraprese. Alcuni degli artisti segnalati oggi sono infatti gi noti nel sistema dellarte, altri stanno ottenendo oggi il riconoscimento che meritano. Gli artisti selezionati sono dunque: Flavio Favelli, molto apprezzato per la capacit di riutilizzare materiali di recupero in nuove imprevedibili sintesi plastiche (galleria SALES, Roma). Il duo artistico Gioberto Noro, autori di riprese fotograche di architetture di impeccabile limpidezza, giocate per su vedute ardite fra interni ed esterni (galleria Peola, Torino). Luigi Presicce, autore di un sontuoso polittico fotograco che richiama ad un tempo la pittura e scultura classiche insieme al cinema di Carmelo Bene (galleria Bianconi, Milano). Simone Pellegrini che con Teoria dei Rivelati prosegue nella sua ricerca di immagini misteriose e di sapore arcaico, un carattere sottolineato dalla pratica creativa, complessa e interamente manuale (galleria Cardelli e Fontana, Sarzana). Matteo Montani, autore

BolognaFiere stanzia 100mila euro per comprare opere di giovani artisti. La scelta stata fatta dai Direttori Artistici di ArteFiera, Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti
di grandi superci pittoriche che rivitalizzano le poetiche del colore su supporti costituiti da materiali inediti (Galleria Giacomo Guidi, Roma). Armando Lulaj, giovane artista albanese autore di opere di forte impatto emotivo e dedicate a tematiche sociali, che indaga con la pi ampia scelta di mezzi espressivi (Galleria Deanesi, Rovereto). Luca Pozzi, impegnato in una ricerca originale di confronto fra assiomi scientici e tradizione artistica che lo spinge a superare, nelle dimensioni e nella scelta dei materiali, i limiti dellopera tradizionale (Galleria Luger, Milano). Federico Solmi, con la sua gurazione aggressivamente ironica e la scelta di operare in modo sdrammatizzante con i mezzi tecnologici (Galleria Jerome Zodo, Milano). (di Cristiana Zappoli)

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SPECIALE UFFICI

IL LUOGO DEL LAVORO


Staticit, dinamismo, organizzazione verticale e orizzontale. Sono i termini attorno a cui ruota la ricerca e linnovazione degli uffici. I progettisti giocano un ruolo fondamentale. Mutuando dalla sociologia efficaci sistemi di interpretazione
dellambiente lavorativo. Ma lo spazio per il terziario logicamente ben diverso da quello industriale, manifatturiera, commerciale o artigianale. Lo spazio per il lavoro dufcio daltra fattura. assimilabile a quello residenziale. E come se ci non bastasse oggi anche il lavoro creativo, con lapproccio tecnologico, similare a quello dufcio. E se a tutto ci si aggiungono le recenti analisi sociologiche che hanno dimostrato quanto la staticit o comunque lesiguo dinamismo possa produrre una riduzione della produttivit e della creativit stessa, quasi scontato pensare a un radicale cambiamento dellaspetto stesso di ufcio. Ovviamente a seguire queste nuove intuizioni non sono in molti. Si parla ovviamente di datori di lavoro illuminati, o comunque al passo con le nuove ricerche. Ma sono ancora pochi. Sicuramente per una totale palingenesi dellidea di spazio adibito al lavoro ci vorr del tempo. Si tratta di un cambiamento profondo, radicale. Perch a morire dovr essere la difdenza, la radicata idea che la distrazione improduttiva, che il tempo denaro e che un ambiente impostato sull'esiguit dei dettagli sia quello pi consono ad un lavoro fondato sullefcienza. C chi ha cominciato a realizzare il cambiamento. E la ricerca esteticoorganizzativa su questo tema ha portato a risposte veramente innovative e interessanti. A cominciare da ora si avr modo di constatare quanto il mondo dei colletti bianchi, dell'ufcio e del telelavoro in particolare potr evolvere.

Spazio - luogo del lavoro - ufcio. Un ambiente che gi nei primi decenni del secolo scorso ha subito una trasformazione. Quando ai curati o dignitosi ufci dei dirigenti si contrapponevano le ampie e anonime sale destinate alla crescente massa di colletti bianchi, gli impiegati. Da Frank Lloyd Wright a oggi si sempre pi certi che un luogo poco curato inuisce negativamente sulla produttivit, ma il dialogo tra dirigenti e impiegati a tuttoggi difcile. In un secolo di grandi trasformazioni, gli ambienti dedicati al lavoro di cambiamenti ne hanno affrontati pochi. Oggi nalmente qualcosa si muove. E progettisti, sociologi ed economisti nalmente stanno focalizzando il linteresse anche su questo aspetto: il comfort

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SPECIALE UFFICI

Lavoro = spazio + creativit


Massimo Iosa Ghini Laureatosi al Politecnico di Milano, nel 1985 partecipa alle avanguardie dellarchitettura e del design italiano. Fonda il movimento culturale Bolidismo ed entra a far parte del gruppo Memphis con Ettore Sottsass. Nel 1989, a Osaka, gli vengono consegnate le Chiavi della Citt. Dal 2008 Adjunct Professor al Politecnico di Hong Kong. I suoi progetti hanno ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Roscoe Award, il Good Design Award, il Red Dot Award, lIF Product Design Award e il premio IAI Awards
Domanda. Negli ultimi anni la progettazione di un ufcio sembra sia legata anche a quella di un ambiente dedicato all'incontro e alla dinamicit dei rapporti lavorativi, una condizione realmente procua? Risposta. Il luogo di lavoro deve essere funzionante. Nella progettazione lo si pensa come spazio in cui operare in modo efciente, pi che a casa. Un luogo in cui conta moltissimo il benessere, direi il piacere di lavorare. Per questo il piacere psicologico o meglio di percezione che inuenza laspetto psicologico va trattato in fase di progetto. Su tutto ci inuiscono naturalmente fattori di prossemica, di gestione posturale, di luce e illuminazione, di colori. D. Cosa ritiene sia importante oggi perch un ambiente lavorativo possa essere considerato accogliente? R. Accogliente uno spazio che migliora il tuo modo di operare, allevia la fatica, stimola la relazione, ti fa sentire appartenente. Accogliente uno spazio che ha a cuore la tua salute, concetto di percezione non immediata ma certamente ben leggibile nel tempo tramite uso di materiali a zero tossicit e battericidi. D. L'ufcio in un prossimo futuro sar eco-sostenibile? R. I parametri di progetto che utilizziamo hanno subto unevoluzione verso una maggiore sostenibilit. Poniamo la massima attenzione a materiali meno impattanti in termini di produzione di CO2 per le parti siche e per la nitura. Molta attenzione

allaspetto manutenzione con la scelta di superci autopulenti e a lentissima degradazione. scontato che i progetti di realizzazione di nuovi spazi di lavoro tengono conto degli aspetti legati al consumo di energia che in teoria tutti predicano, ma che richiede invece, per essere realmente realizzato in modo virtuoso, una progettazione estremamente accorta. Non basta luso di nuove tecnologie per la produzione di energia da utilizzo (colore ed elettricit), ma indispensabile la correlazione con gli aspetti di progettazione dellinvolucro edilizio, imponendo di utilizzare al massimo leffetto di architettura a consumo passiva o addirittura off grid. Per avere consumi inferiori necessario miscelare bene e armonicamente le componenti delledicio, compresa la corretta esposizione, con rapporti corretti tra masse passive e superci trasparenti cos come si utilizzano in concerto le tecnologie ormai mature della sostenibilit energetica, come il geotermico, il solare, il fotovoltaico. D. Che tipo di rapporto si crea tra larchitetto che propone un nuovo sistema di fruizione dello spazio ufcio e il committente-datore di lavoro? R. Si parte sempre dalla denizione di user, coloro che dopo vedranno questi spazi. Questo lo si denisce di concerto con lufcio personale che propone obiettivi legati al benessere e allefcienza. Spesso si ragiona su come organizzare la creativit e la propositivit delle persone. Il nuovo spesso nasce su nostra proposta ma prima di proporre abbiamo gi fatto un notevole lavoro di l-

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traggio. Per questo la novit risulta condivisa nel momento in cui la si ripropone. D. La nuova concezione di luogo per il lavoro deve sempre e comunque esprimere la tripla valenza spazio-tempo-efcienza? R. Sono elementi innegabilmente presenti ma fanno parte di una cultura tradizionale. I sistemi di lavoro del secolo scorso erano basati su una struttura a colonna portante gerarchica, in cui poche persone istruivano ordini per la maggior parte degli operatori: questo generava spazi in cui la dimensione imponeva linearit e omologazione. Non si pu dire che oggi siano spariti questi aspetti ma innegabile che ognuno di noi oggi nel proprio lavoro chiamato ad uno sforzo ulteriore, quello della creativit quotidiana. Abbiamo avuto un passaggio da una struttura del lavoro verticale, con impartizione di ordini dal vertice, a una struttura a rete in cui gli stimoli (il lavoro quindi) sono sempre di pi policentrici. Questo signica che mentre prima il lavoro era un compito da eseguire per i pi e deciso da pochi, oggi siamo sempre pi in una situazione in cui il lavoro viene autodeterminato in una scala di condivisioni e se vogliamo con delle veriche. Anche la leadership che aveva una funzione ipercreativa, determinativa e di emanazione delle direttrici, oggi incrementa il ruolo di ricettore di trainer, di propugnatore non solo delle proprie idee e metodi ma anche e soprattutto di quelli della sua rete allinterno di un pi vasto fenomeno partecipativo che, stante i nuovi mezzi di relazione (vedi internet, clouds e quanto altro), non si era mai vericato prima, tanto da sostanziare il passaggio dallio al noi allinterno del processo di lavoro. Lo spazio non pu che assecondare il processo in atto proponendo strutture sempre sensibili a questa

evoluzione, con soluzioni che deniamo uide. D. Quale ragione, secondo lei, trattiene ancora oggi molte aziende dalladottare una nuova logica dello spazio, soprattutto se questa diversa impostazione sembra possa portare ad una differente prestazione lavorativa? R. Come dicevo, credo che oggi le aziende (che ricordiamo sono organizzazioni di persone) non perseguano unicamente il profitto ma abbiano allargato il campo di azione, lobiettivo filosofico per definire un organismo con una missione migliorativa. Certo i fondi comuni, che sono quelli che finanziano le imprese, vogliono gli utili, ma io vedo anche uno scopo teso a migliorare i contesti in cui una azienda opera. Per questo il luogo di lavoro deve essere essenzialmente un cuore, da cui si dirama una filosofia positiva, in cui chi lavora si senta di dare (anche nella attuale durezza di situazione economica) il proprio contributo, e con orgoglio si senta di essere parte di un contesto di qualit. Negli ultimi anni si fatto strada prepotentemente questo concetto di capitale umano. Qualsiasi piccolo imprenditore o grande organizzazione sa oggi che il valore della sua organizzazione sta negli uomini e nelle donne che ne fanno parte. Riuscire a farli operare in serenit, lasciare spazio agli apporti, alla creativit, aggiornarli tramite le corporate university, farli partecipare generer linfe, credibilit e qualit che daranno vero corpo anche ai bilanci economici. Come ben documentato allultima Biennale di Venezia, dove sono stati esposti i migliori progetti per le aziende italiane tra cui i nostri, molti imprenditori stanno operando in questo senso perch ottimizzare e migliorare tramite accurati progetti ci di cui gi si dispone oggi una delle chiavi di uscita dalla crisi.

Foto a sinistra: uno degli uffici della Capital Group, una Societ Immobiliare di Mosca. Realizzati nel 2010, rispettivamente al 16 e al 17 piano di un edificio situato in centro citt, rappresentano i piani di maggior pregio della societ. Foto centrale e a destra: la nuova Sede SEAT Pagine Gialle di Torino, realizzata nel 2009

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SPECIALE UFFICI

Meno gerarchie e barriere


Mariantonietta Lisena Direttore Generale di IFMA (International Facility Management Association) Italia
Domanda. Ognuno di noi trascorre parecchio tempo nellambiente di lavoro: quindi necessario gi in fase di progettazione, creare un ambiente di lavoro ideale per dirigenti e dipendenti. daccordo? Risposta. (Mariantonietta Lisena). Sicuramente, ma credo che il concetto vada ampliato. Lambiente deve essere ideale non solo per i dipendenti, ma per chiunque si trovi a vivere, anche solo saltuariamente, lo spazio di lavoro dellazienda: consulenti, collaboratori, clienti, ecc. Credo sia anche giusto sottolineare che lambiente di lavoro ideale un concetto talmente ampio e complesso che va molto oltre quanto possibile realizzare o prevedere in fase di progettazione. Per realizzare un luogo di lavoro ideale necessario tenere conto di un gran numero di fattori e del modo in cui si inuenzano a vicenda: la losoa dellazienda, lo stile di lavoro che promuove al suo interno, le necessit di comunicazione di chi opera nel suo spazio, il messaggio che la stessa azienda vuole trasmettere sia ai suoi dipendenti che allesterno, ecc. Creare lambiente ideale signica trovare lequilibrio migliore tra tutti questi elementi e, come facile intuire, si tratta di unoperazione estremamente complessa e che non nemmeno possibile disegnare completamente a tavolino. E la complessit delloperazione non potr che aumentare nei prossimi anni: lo spazio di lavoro come lo abbiamo concepito no a ieri ormai sta scomparendo, le persone sono sempre pi abituate a lavorare in ogni luogo e a ridurre sempre pi lattivit svolta allinterno dellufcio. Questo al momento in Italia forse visibile solo in alcune multinazionali e in realt particolarmente avanzate, ma questo nuovo modo di concepire il lavoro e il suo spazio non potr che diffondersi e raggiungere presto sempre pi aziende del nostro Paese. (Alessandro Zollo). Inne la divisione tra dirigenti e dipendenti negli spazi di lavoro in via di superamento. Sempre pi spesso nelle nostre Best Companies notiamo luoghi di lavoro in cui non possi-

Alessandro Zollo Amministratore Delegato Great Place to Work Italia

bile riscontrare differenze tra una scrivania o laltra, un ufcio o laltro se non in termini funzionali. in via di estinzione la visibilit gerarchica e sempre di pi si assiste a una contaminazione tra la casa e lufcio. In casa spuntano stampanti, router, webcam; in ufcio cucine, palestre e sale relax. Il tutto porta ad una ridenizione non solo dello spazio di lavoro ma anche del tempo di lavoro. D. Il vostro istituto sostiene che lelemento chiave degli ambienti di lavoro eccellenti non costituito da un insieme di benet e programmi per i dipendenti, ma da relazioni di qualit basate su ducia, orgoglio e spirito di squadra. In che modo larchitettura del luogo di lavoro pu inuire su questi elementi? R. (Mariantonietta Lisena). Sedi aziendali belle e funzionali possono certamente inuire positivamente sulla percezione che il dipendente ha dellazienda e quindi su tutti gli elementi citati. Purtroppo questo inusso positivo pu poco di fronte ai danni che un ambiente di lavoro disfunzionale in altri aspetti chiave pu recare al morale del personale. Uno spazio sico ben progettato pu comunque facilitare alcuni elementi essenziali di un ambiente di lavoro eccellente, ad esempio prevedendo spazi di incontro ampi e ben posizionati e facilitando i ussi di comunicazione tra i dipendenti, elementi decisivi nel creare un forte spirito di squadra. (Alessandro Zollo). La base su cui si gestiscono le relazioni resta sempre la ducia. La vera sda delle aziende far percepire questo sentimento, gi di per s difcile da comunicare, anche attraverso il luogo sico di lavoro. Una delle nostre Best Companies, per esempio, ha progettato i suoi spazi di lavoro volendo trasmettere onest e trasparenza e tutte le pareti che dividono gli spazi di lavoro sono trasparenti. Dalla stanza del direttore generale alla produzione, tutti vedono tutto. Un bel messaggio. D. Quali presupposti bisogna sempre tenere presente nel progettare il luogo di lavoro ideale? R. (Mariantonietta Lisena). Come gi detto: la lo-

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soa dellazienda, lo stile di lavoro dellorganizzazione, le necessit di comunicazione di chi opera nello spazio di lavoro, responsabilizzare il personale facendolo operare per obiettivi invece che misurarne limpegno dalle ore trascorse in ufcio. Su questultimo elemento in particolare architetti e progettisti possono avere una grande inuenza, assicurando che gli spazi abbiano la corretta illuminazione, areazione e acustica. (Alessandro Zollo). Inne non dimenticherei un po di divertimento. Dalle nostre analisi emerge come una delle variabili maggiormente correlate al livello generale di soddisfazione dei collaboratori proprio la variabile fun. Progettare uno spazio in cui si possa lavorare divertendosi uno dei fattori che aumenta la soddisfazione dei collaboratori e quindi la produttivit dellazienda. D. Esistono linee guida per arredare un ufcio nella maniera migliore per chi poi dovr lavorarci? R. (Mariantonietta Lisena). Il primo passo da questo punto di vista pu sembrare scontato, ma spesso viene sottovalutato: parlare con chi dovr lavorare nellufcio, comprendere le sue esigenze e agire di conseguenza. Ancora oggi nellorganizzare lo spazio di lavoro, anche per quanto riguarda gli arredi, si segue un criterio gerarchico invece che funzionale. Concedere grandi ufci chiusi ai manager a prescindere da quali siano le loro reali esigenze un approccio ormai anacronistico che non porta nessun contributo alla produttivit dellazienda. Per il resto unindicazione fondamentale senzaltro quella di scegliere arredi standard e modulari che possano essere ricongurati in maniera semplice e veloce a seconda delle necessit dei singoli dipendenti e dellorganizzazione in generale. Arredi di questo tipo rendono molto semplice ridistribuire il personale nellambiente di lavoro senza bisogno di compiere grandi traslochi interni che costano tempo e soldi allazienda. D. Open space o stanze divise. Nella vostra esperienza cosa meglio per chi lavora e perch? R. (Mariantonietta Lisena). Anche in questo caso dipende da quali sono le reali esigenze dellazienda e di chi vi lavora, non esiste una risposta buona per

tutti. da notare come spesso nelle aziende sia ancora diffusa unidea dellopen space che ormai non esiste pi e questo a volte pu portare a scelte errate. Lopen space di oggi un luogo pi strutturato e con un miglior controllo su elementi quali la climatizzazione, lilluminazione, lareazione, ecc. (Alessandro Zollo). Pi che di open space parlerei di modular space. Le tendenze oggi vanno verso una maggior condivisione degli spazi in maniera funzionale alle attivit che dovranno essere svolte in tali luoghi. Ambienti che stimolino nuove idee, luoghi insonorizzati per teleconferenze internazionali, divani che stimolino qualche pensiero laterale. In realt, la scrivania dove si lavora non sempre il luogo dove si passa la maggior parte del tempo di lavoro. Intendiamoci, non tutti i luoghi di lavoro possono permettersi questa essibilit, luoghi di produzione in cui necessario mantenere una logica di processo produttivo necessariamente devono rispettare dettagli logistici e produttivi connaturati con lattivit svolta. Ma anche in luoghi di produzione si iniziano a vedere tendenze diverse, colori, schermi televisivi per la comunicazione aziendale ecc. D. Quanto contano colori e luci in un ufcio? R. (Mariantonietta Lisena). Sono diversi gli studi che mostrano quale impatto abbiano i diversi colori sullumore e sul livello di attenzione di chi vive quotidianamente lufcio. Anche questi sono elementi che necessario considerare quando si crea lo spazio di lavoro, avendo ben chiaro cosa si vuole ottenere di quella particolare area dellufcio: un ambiente pi rilassato? Un luogo dove la concentrazione sia massima? Uno spazio che abbia soprattutto un effetto positivo sullumore? Il peso dellilluminazione su umore, concentrazione e in denitiva sul benessere dei dipendenti ancora maggiore e quindi un aspetto che va trattato con molta attenzione. Si dice spesso che la luce naturale la scelta migliore, ma non elemento facile da gestire e controllare nello spazio di lavoro. Anche in questo caso perci bisogna avere ben chiaro in prima istanza quali siano le reali necessit dellazienda e di chi vive lufcio e su quello prendere ogni decisione riguardo allilluminazione.

A sinistra: tre immagini delledificio per uffici, New Idom Headquarters di Madrid, progettato dallo studio ACXT Architects. 15.300 mq di superficie progettati con tutte le accortezze possibili per creare un ambiente di lavoro fluido, quasi domestico e soprattutto sostenibile. Sotto: la sede della Unilever di Amburgo costruita, su progetto dello studio Behnisch Architekten, in un nuovo quartiere luogo il fiume, a solo un chilometro dal centro

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SEMPLICE LUDICO CREATIVO


ariosi e Ambienti ampi, diversi luminosi. Molto nsati i pe dai soliti luogh ono gli per il lavoro. S uffici Skype di i? Stoccolma. Uffic co si po Forse il termine ruppo il g adatta. Perch kitektur Skype e i PS Ar re da hanno scelto di it tiv spazio alla crea ne zio e alla socializza
di Iole Costanzo

SPECIALE UFFICI

Foto Jason Strong

SPECIALE UFFICI

COLORE, LUCE E UN'ACCURATA DISPOSIZIONE DEGLI AMBIENTI SONO STATI FONDAMENTALI PER TRASFORMARE UN ANONIMO SPAZIO IN UN UFFICIO ACCOGLIENTE

lla Mnchen Brewery di Stoccolma, lex fabbrica di birra, costruita nel 1846, dismessa nel 1971 e recentemente riattata come sala ristorante, bar, spazi per concerti, congressi ed esposizioni sono stati realizzati i nuovi ufci di Skype. 1680 metri quadri, dei 4mila complessivi, in cui sono stati organizzati sale audio e video, ufci e aree sociali per circa 100 dipendenti. A curare il tutto stato il gruppo PS Arkitektur. Pavimenti a rombo, scrivanie e postazioni di lavoro di diverse forme geometriche, tavoli scelti o progettati per il relax, e scrivanie per lavori in equipe progettati per dare l'idea della connessione. E con connessione si intende quella hardware, telefonica, internet, wireless, radiomobile e di rete. Pure su alcune pareti sono stati riprodotti, incollati come stickers, immagini di cavi e cufe, simboli oramai universalmente riconosciuti di collegamento con il mondo. Perch la connessione il tema base di Skype. Non poteva non essere cos. Chi usa Skype lo sa. E cos ci su cui fa perno il progetto di questa soluzione di interior design la comunicazione, sempre e comunque. Perch la comunicazione, non solo per Skype, ma anche per qualsiasi altro lavoro, pu essere fonte di arricchimento, approfondimento, scambio, trasversalit, contaminazione e novit. Le forme arrotondate richiamano il logo: la scritta azzurra Skype che sta su un campo bianco a forma di una nuvola tondenggiante. Forma che viene anche ripresa dallinsieme di alcune lampade sferiche sistemate tra loro vicine e che in prospettiva sembrano proprio riprodurre la nuvola del logo. Ovviamente lambiente, da ex fabbrica, si prestava a molte interpretazioni e lanonimit del luogo ha ovviamente favorito una progettazione libera da preconcetti, che ha sfruttato anche la doppia altezza per organizzare alcune postazioni su ballatoio, e ha destinato alle aree per la socializzazione gli spazi vicini alle

grandi nestre. Colore, luce, naturale e articiale, insonorizzazione, design e un'accurata disposizione degli ambienti sono stati fondamentali per trasformare un anonimo spazio, alienante nella sua stessa grandezza, in un ufcio accogliente, luminoso, aperto, anche se il colore che domina su tutto il bianco. Un campo bianco esalta gli altri colori scelti. Tinte forti ma calibrate tra loro. Non mancano gli azzurri, ovviamente sempre legati al logo stesso della ditta. Il verde, presente in una delle zone relax, associato ovviamente alla natura, alla vegetazione, ma sono presenti anche altri colori vivaci come l'arancio o il magenta e diverse altre sfumature. Skype, cos come altre nuove societ, lontane dagli stretti schemi mentali solitamente legati al massimo sfruttamento delle ore di lavoro, ha come obiettivo quello di creare un ambiente lavorativo diverso in cui lasciare gli impiegati liberi di produrre creativit, usando e vivendo lo spazio in diversi e inusuali modi. Ecco perch questo ufcio stato dotato di cabine per parlare, zone per rilassarsi e aree caff. Vi sono anche ambienti separati e organizzati come veri ufci, ma la distinzione tra le diverse funzioni soprattutto negli spazi comuni afdata, oltre che allarredo, anche al cambio di pavimentazione. Colorata anchessa, in molte situazioni in tinta con larredo o con le decorazioni murarie. Il materiale maggiormente usato la moquettes a tinta unica, sfumata, o con forme geometriche a pi colori. La sede Skype di Stoccolma un ufcio free per software freeware. S, perch Skype distribuito gratuitamente, e gratuitamente d la possibilit di usare il Voip, con cui possibile effettuare una conversazione telefonica attraverso connessione internet. Un mondo nuovo, in continuo cambiamento, veloce, e soprattutto pronto a comunicare verso ogni luogo del pianeta. Un mondo diverso che genera unidea nuova di lavoro.
A sinistra: una delle sale di lavoro collettivo. A destra: la scala di metallo conduce da uno degli spazi destinati alla socialit ad alcune postazioni di lavoro organizzate nei soppalchi. In questo ampio ambiente i corpi illuminanti sono stati appositamente posizionati per dare nel loro insieme lidea della nuvola di Skype

SCHEDA

Luogo Mnchen Brewery, Stoccolma, Svezia Superficie 1680 mq Completamento aprile 2011 Studio d'architettura PS Arkitektur

In alto: per limpianto dilluminazione sono state adottate alcune lampade della collezione Diesel with Foscarini. Negli ambienti di relazione sono state calibrate luci non invadenti, in quelli destinati al lavoro la scelta caduta su quelle pi luminose. Sopra: langolo della cucina per le pause pranzo
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In alto: una delle aree relax, con divani e pouf, entrambi sui toni della carta da zucchero. Sopra: i simboli della connessione, cuffie, jack e altri elementi, si piegano e si ripetono perdendo il loro stesso significato pratico e diventano elementi di decorazione per uno spazio destinato al lavoro d'equipe

Lavorare richiede un confronto con pochi altri, o forse anche con un solo altro membro, o ancora determina il bisogno di stare da soli a pensare. E cos gli spazi collettivi si diversificano passando da sedute comuni ad angoli immersi nella suggestione del verde dove si ha la possibilit di ritrovarsi

Nelle foto sopra: pavimenti rigorosamente geometrici, comode sedute di bianco assoluto e originali impianti dilluminazione color latte. Angoli, questi, certamente asettici che per assecondano il desiderio di chi continuamente esposto a intensi stimoli sollecitati da colori, suoni e parole
DESIGN + 45

GIOCARE O FORSE LAVORARE?

SPECIALE UFFICI

Nella grigia Londra multietnica, Google con le sue due sedi innovative spinge sempre pi il mondo del lavoro verso la leggerezza, lo scambio, la trasversalit. Per poter essere pi competitivi e al passo con i tempi. E per dare alle sue sedi questa immagine ne ha affidato il progetto allo studio Scott Brownrigg Interior Design di Iole Costanzo
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SCHEDA

Cliente Google Interior Designers Scott Brownrigg Interior Design Superficie 40.000 mq Tempi di realizzazione novembre 2010 - marzo 2011

DESIGN + 47

SPECIALE UFFICI
GLI SPAZI SONO A DISPOSIZIONE DEL PERSONALE E DEI VISITATORI. NON C SOLUZIONE DI CONTINUIT TRA CI CHE SPAZIO DI LAVORO E QUELLO PENSATO PER IL RELAX

Sotto: una delle due o del logo di Google stampato sulla parete dellatrio da cui possibile accedere allinterno della sala relax ispirata a Brighton. Allinterno tutto in tema con limmagine del mare. Sopra: la zona ristoro autogestita. A destra: scorci di alcuni dei dadi colorati corredati di attrezzi da palestra o aventi funzione di piccole spa

oogle uno dei motori di ricerca internazionali pi conosciuti. La nota scritta compare, quando si vuole avviare una ricerca, nella parte centrale dello schermo e presenta, dopo la prima G maiuscola, caratteri minuscoli dai vivaci colori: blu, rosso, giallo e verde. Ovviamente questa azienda ha molti ufci in diverse parti del mondo, e nella stessa Londra ne ha due. Il Google OfceVictoria curato dallo studio Scott Brownrigg Interior Design, molto vivace e luminoso. Per gli arredi interni, in particolar modo nellatrio, stata fatta la scelta di contrapporre al bianco delle pareti e del pavimento il logo a caratteri giganti serigrafato sul muro della reception insieme ad alcuni elementi di arredo dal design noto e realizzati per con gli stessi colori primari della scritta Google. La dimensione della scritta tale da far diventare le o centrali due portali daccesso che si aprono su una delle pi particolari e connotate sale create in questi 3mila mq: quella dal tema balneare legato a Brighton. Ma non tutto qui. Elementi iconici appartenenti al mondo del design, di Vitra e non solo, rieditati con i colori primari che rappresentano Google, insieme ad altri nettamente legati al tipico mondo della spiaggia, caratterizzano tutti gli altri ambienti. Mare e citt. Brighton e Londra. Relax ed efcienza. La vacanza e lo stressante e veloce mondo del lavoro. Ed cos che alla classica sedia sdraio da lido, o alle cabine rigate contenenti piccole ma esaustive sale riunioni, seguono giganteschi dadi colorati che ospitano cabine video; mentre originali vetture da autoscontro diventano sedute e tradizionali cabine telefoniche rosse acquisiscono funzione di piccoli pensatoi. Tutti gli spazi sono a disposizione del personale e dei visitatori. Non c soluzione di continuit tra ci che spazio di lavoro e quello che stato pensato per il relax e la pausa. la commistione di situazioni diverse che porta alla creativit. Oramai un assunto pi che assodato: colore, vivacit, apertura, trasparenza e relax, insieme creano lhumus giusto per arrivare alla contaminazione, alla trasversalit e alla uidit dell'informazione e della formazione, alla creolizzazione dellatto creativo. Quindi non basta il collegamento con il mondo esterno per creare nuovi e accattivanti prodotti o servizi. Nel mondo del lavoro sembra sia molto stimolante lo scambio, lo star bene, il sentirsi coccolati e appagati dal proprio datore di lavoro. Vuol dire forse far leva sul senso di gratitudine? Forse ma non solo. Sicuramente giusto dire che la qualit paga. E proprio per questa ragione Google ha arricchito questa sede con palestra, trattamenti termali e massaggi asiatici, ristorante sushi e altri piccoli servizi tutti gratuiti e a completa disposizione del personale. Forse il multi sfaccettato verbo inglese to play (giocare, suonare) assumer, nel prossimo futuro, un altro importante signicato? Lavorare!

Lambiente unico e molto ampio ed destinato a diverse funzioni. Sopra: parte dellatrio, con il pavimento e le pareti bianche, e gli arredi coloratissimi

Allinterno dei dadi colorati, tra loro vicini, possibile rilassarsi o usare lattrezzatura da palestra. Sotto: le cabine, ispirate sempre a Brighton, hanno funzione di sale riunioni

SPECIALE UFFICI

SCHEDA
Foto Santi Caleca

Cliente IBM Italia Studio Iosa Ghini Associati Anno di costruzione 2010

Sinuoso, patinato, essenziale. Accogliente, tecnologico e avveniristico. Tutti aggettivi che descrivono il Software Executive Briefing Center dellIBM di Roma progettato da Massimo Iosa Ghini. Unagor dove conoscere i nuovi prodotti scambiando idee sui possibili adattamenti
di Iole Costanzo

STRATEGIE DI LAVORO

A sinistra: una delle sale riunioni. Lessenza lignea presenta alcune striature che si richiamano a quelle serigrafate sul vetro, o presenti come pattern nelle moquettes. Sotto: tre immagini della zona relax. In basso: una delle salette di proiezione

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il Software Executive Brieng Center della IBM di Roma. E come lo stesso nome afferma lo spazio organizzato per i briengs della societ IBM. Quelli pensati per incontrare i clienti e avvicinarli ai nuovi prodotti attraverso allettanti presentazioni e dimostrazioni. I briengs, le cosiddette riunioni di lavoro, se gestiti bene, possono diventare unottima occasione per un ritorno dimmagine aziendale. Ed per fare questo che il gruppo IBM ha pensato di puntare su un

gli spigoli, non sono altro che lestensione di questo stesso concetto: dinamicit e movimento. Il centro, noto anche con lacronimo EBC, situato al quinto piano di un grande edicio, sede romana dellIBM, in via Sciangai, non lontano dallEur, dallaspetto ridondante in stile anni Ottanta, se cos si pu dire visto e considerato che parlare di stile nellarchitettura contemporanea pur sempre un errore. Il Software Executive Brieng Center non si trova in questo edicio per caso,

IN QUESTA SEDE IBM NON SI LAVORA IN SOLITUDINE AI TAVOLI, QUI SI VENDE UNIDEA, SI FIDELIZZANO CLIENTI, E SI CREANO LEGAMI

nuovo interior design e ne ha afdato il progetto allo studio italiano di Massimo Iosa Ghini. Il tema principale del progetto si basa sulla rielaborazione delle fasce orizzontali presenti nel logo IBM, qui rivisitate cos da suggerire l'idea di movimento e dinamicit. La sensazione che la nuova sistemazione d quella di un ufcio che si muove allunisono con chi ha deciso di conoscere i prodotti IBM. E le linee, presenti come venature nel legno, come segni sulla moquettes o come serigrae sul vetro, o ancora come elementi, fatti non solo di luce, che disegnano e scandiscono le pareti curvandone

l che ha luogo anche il laboratorio internazionale di sviluppo dellIBM Software Group. Una felice congiuntura che ne inuenza la crescita. E Iosa Ghini ha pensato ad una soluzione di interior design di stampo hi-tech, con abbondanza di tecnologia adoperata per ascoltare, discutere e illustrare come le nuove proposte IBM, anchesse appartenenti al mondo tecnologico, possano aiutare a risolvere le problematiche tecniche e di business. Unimpostazione, anche planimetrica oltre che di interior design, che allontana il cliente dal concetto di ricevere una tradizionale comunicazione

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SPECIALE UFFICI

e rafforza lidea di realizzare un confronto non gerarchico. Lufficio cos pensato diventa una nuova agor. Una nuova piazza di scambio, di idee, progetti, propositi e intenzioni tra cliente e azienda. A rafforzare lidea di soluzione ipertecnologica, anche se pur sempre accogliente, contribuisce lilluminazione artificiale realizzata in buona parte con le Ledstrip, strisce di LED molto versatili, che si adattano alle pi diverse forme. Sono presenti sia nei soffitti che nei pavimenti e producono una luce fred-

bide, sinuose, sia dal punto di vista della planimetria sia come arredi. Sono spazi avvolgenti destinati ad un lavoro che ha come scopo quello di essere a disposizione delle imprese e delle amministrazioni, pubbliche e private. In questa parte della sede IBM non si lavora in solitudine ai tavoli o in equipe davanti a un computer per ideare nuovi prodotti. Qui si vende unidea, un rapporto, si delizzano i clienti, si creano legami fatti di tecnologia, ducia e comfort. Ecco perch limmagine importante.

A destra: parte del corridoio centrale con le schermature di vetro rigato. Sotto: le pareti divisorie, con le maglie luminose, delle salette di proiezione. La comunicazione non si basa solo sulla tecnologia. In basso: ci che si vede dalle divisioni degli ambienti interni

da ma contemporaneamente morbida. La fluorescenza presente smorza i toni e rende tutto soft e comunque avveniristico. Nella zona relax limpianto si diversifica. Sopra i banconi sono state posizionate le Ledstrip, mentre per le aree adiacenti, organizzate con i tavoli, stata scelta unilluminazione che si allarga a macchia e ha uno spettro pi bianco e pi luminoso. Spazi eleganti nella loro essenzialit. E cos sono pure le salette per le proiezioni e quelle per le riunioni. Tutto nel Software Executive Brieng Center controllato, semplice ma ricercato e soprattutto calibrato. Le linee sono mor56 DESIGN +

Siamo nel campo del puro merchandising. E forse anche per questo che la scelta dellarchitetto per quanto riguarda la luce naturale, proveniente dalle nestre, stata quella di mascherarla con ltri di vario genere. La scelta giusticata dalla chiara intenzione di rendere tutto pi soft. Ma anche ovvio che con questo tipo di restyling importante che tutto, compreso il paesaggio che si pu scorgere allesterno, sia sotto controllo. la necessit che nulla rovini limpegno profuso. E ltrare parte del paesaggio che si scorge dalledicio una scelta pi che consona, nel rispetto del cliente e nella salvaguardia dellinterior design realizzato.

IL TEMA PRINCIPALE DEL PROGETTO SI BASA SULLA RIELABORAZIONE DELLE FASCE ORIZZONTALI PRESENTI NEL LOGO IBM

ESTETICA TECNOLOGIA ECOLOGIA

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Non sembra una banca ma lo . la Raiffeisen Bank di Zurigo. Spaziosa, luminosa, elegante ma essenziale. Aggettivi anomali per la descrizione di una sede bancaria. La necessit quella di far giungere un messaggio nuovo e comunque legato alle proprie radici storiche. NAU Architecture ha cos interpretato queste indicazioni di Mercedes Caleffi
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SCHEDA

Cliente Raiffeisen Schweiz, Niederlassung Zrich Studio darchitettura NAU Architecture, Drexler Guinand Jauslin Architekten Digital Production Rippmann Oesterle Knauss GmbH Illuminotecnica Sommerlatte & Sommerlatte Acustica Braune Roth AG Area 400m2 Conclusione lavori gennaio 2011

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uando si pensa a una banca, la pi scontata immagine che il proprio bagaglio culturale seleziona solitamente un ambiente neutro, dalle tinte grigie, un anonimo bancone la cui vera funzione sembra essere quella di far mantenere la distanza tra clienti e operatori, forse qualche sedia dallimbottitura colorata, e tante brochure dai colori sgargianti a cui oramai non si fa pi caso. A Zurigo la Raiffeisen Bank ha scelto invece unaltra strada: un open lounge, uno spazio aperto, una piazza salotto, un diverso spazio urbano da vivere come continuit del mondo esterno. Progettati dallo studio NAU Architecture in collaborazione con Drexler Guinand Jauslin, gli interni della banca Raiffeisen sintetizzano la storia di Hottingen, il quartiere di Zurigo in cui si trova, centro inglobato dalla citt solo un secolo fa. Le sue pareti sono, infatti, riproduzioni di ri-

tratti di importanti residenti del passato: immagini fresate, con una tecnica allavanguardia, sulla pietra acrilica Hi-macs. Questa liale il vanto della Raiffeisen Bank, il terzo gruppo bancario della Svizzera. situata nella Kreuzplatz, non lontano dal lago di Zurigo, ed il simbolo della nuova losoa adottata: abolire le tradizionali barriere tra clienti ed impiegati e creare una nuo-

A sinistra: la sala riunioni. Anche qui le nuance scelte sono chiare e morbide. Sopra: le postazioni dei singoli operatori. Non esiste alcun distacco dal cliente. Sotto: la hall centrale

LE PARETI SINUOSE CREANO UN CONTINUUM CHE UNISCE LE DIVERSE AREE, DALLA RECEPTION NELLA HALL FINO ALLE POSTAZIONI DI LAVORO DEGLI IMPIEGATI
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PIANTA DEL PIANO TERRA

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A sinistra in alto: il nastro traforato con i volti storici di personaggi del quartiere. Sotto: il banco delle informazioni messo a disposizione del pubblico. A sinistra: la sede vista dellesterno. Sopra: la hall

va idea di banca aperta, pensata come un vero e proprio luogo dincontro. I terminali sono nascosti nei diversi componenti darredo, il colore scelto il bianco, la luce ovunque ma senza essere diretta o aggressiva. Tutto ci rende questa sede di banca un ambiente invitante e aperto dove i clienti possono conoscere i nuovi prodotti e i nuovi servizi senza sentire alcun disagio o distanza. Questa banca non pi un ufcio, quasi una boutique, elegante ma non sfarzosa. Ha spazi uidi separati da questo nastro bianco fresato con i volti storici, a tutta altezza, che si piega morbidamente, con ampi raggi di curvatura, senza spigoli, e accompagna il cliente negli ufci privati. Le pareti sinuose creano un continuum che unisce le diverse aree, dalla reception nella hall no alle postazioni di lavoro degli impiegati, gestite con semplici tavoli totalmente mancanti di qualsiasi elemento di separazione. una disposizione pensata per poter assicurare differenti gradi di privacy e di organizzazione interna e per sfruttare maggiormente la luce naturale che ltra durante il giorno dalle pareti di vetro che se-

QUESTA FILIALE IL VANTO DELLA RAIFFEISEN BANK. SITUATA NELLA KREUZPLATZ, NON MOLTO LONTANO DAL LAGO DI ZURIGO

parano le aree di lavoro dal cortile. Per la realizzazione di queste particolari pareti, legame tra ci che storia e il presente, la traforatura stata realizzata secondo una nuova tecnica di lavorazione, il Cnc, basata sul controllo numerico del progetto in 3D, e resa possibile anche grazie alle propriet di questo nuovo materiale: la pietra acrilica Himacs, Solid Surface, che presenta la stessa resistenza della pietra e una lavorabilit simile al legno. La pietra acrilica un prodotto versatile, inerte non poroso, con un alto livello di durabilit che nel tempo mantiene il colore, in questo caso lAlpine White, anche se esposto a lungo ai raggi UV. I pannelli qui adottati sono dello spessore di 12mm e la supercie continua, uniforme e ha giunzioni del tutto invisibili. Inoltre, cosa che non guasta ai giorni nostri, questo prodotto ecologico. composto dallidrossido di alluminio, un sottoprodotto della produzione dellalluminio e pu essere lavorato senza scarti e smaltito con i riuti domestici o bruciato senza provocare gas tossici di combustione. Tecnologia, storia ed ecologia: sono questi i tre temi scelti per la Raiffeisen Bank. Tre punti importanti per il domani, per il futuro. Tre elementi legati tra loro da un quarto, altrettanto importante: la buona estetica. E se vero che la bellezza, e non lo sfarzo o il lusso, anche un canone di moralit e correttezza, allora forse in un futuro prossimo avremo banche che daranno valore anche alletica? Chiss...
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PLASTICIT E DINAMISMO

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A Shanghai in unex acciaieria riattata a spazio artistico ricco di gallerie darte e negozi, lo studio di architettura Taranta Creations ha scelto di mettere radici. Un ufficio pratico e allo stesso tempo sinuoso e avvolgente di Federica Montecchiari
ipensare gli interni di un edicio e cambiarne la destinazione duso una delle sde pi interessanti per progettisti e designer. Lo studio di architettura cinese Taranta Creations costituito da Enrico Taranta, Giorgio Radojkovic e Juriaan Calis ha realizzato un particolare ufcio per il proprio staff a Shanghai, chiamato Red Town Ofce. Il design e le forme scelte per questo ufcio rispecchiano il dinamismo e il continuo processo creativo tipico di questo studio di architettura, e in queste forme si esprime tale losoa progettuale. I 120 mq degli ufci del Taranta Creations sono situati in una ex-fabbrica,

la cui struttura in acciaio e la presenza invasiva di travi ed elementi trasversali creava diversi problemi nella disposizione e nella formazione di spazi accoglienti di lavoro. L'intervento si rivolto a fornire un ambiente adattabile in grado di supportare una serie di funzioni differenti. Lobiettivo era quello di ricreare uno spa-

Il plastico rende immediata la comprensione dello spazio. A destra: il piano di lavoro diventa anche il piano di calpestio. Le postazioni sono state ricavate allinterno dellintradosso del solaio

GLI AMBIENTI SONO STATI PROGETTATI E PENSATI IN COERENZA CON LINTENTO DI FAVORIRE UNA PERFETTA INTEGRAZIONE FRA I RUOLI
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SCHEDA

Studio Taranta Creations Team Enrico Taranta, Giorgio Radojkovic, Juriaan Calis Luogo Red Town Sculpture Park, Shanghai, Cina Superficie 120 mq Conclusione lavori 2010

SPECIALE UFFICI
A sinistra: la scala, cuore dellintero studio, rivestita da una forma avvolgente, rossa allinterno e bianca allesterno. A destra: la sezione longitudinale. Sotto: il piano terra. In basso: il piano superiore

L'INTERVENTO SI RIVOLTO A FORNIRE UN AMBIENTE ADATTABILE IN GRADO DI SUPPORTARE FUNZIONI DIFFERENTI

zio dallinterpretazione informale utile a favorire la contaminazione tra i diversi ruoli e competenze presenti allinterno di uno studio creativo. I progettisti hanno cos realizzato un ulteriore livello superiore, in modo da avere a disposizione il doppio della supercie da sfruttare. Il pavimento di questo piano stato pensato come una grande e contigua scrivania in cui sono state ritagliate e ricavate incassate quattro postazioni di lavoro individuali, ma che hanno in comune il piano di appoggio che funge anche da piano da calpestio. Al piano inferiore le singole postazioni di lavoro sono state dislocate lungo la nestra a nastro che costeggia il lato lungo dello studio. Una scala centrale, come se fosse una grande fessura ricreata nel vuoto, stata dipinta con un colore rosso brillante sulle parti interne e avvolta da una forma plastica di colore chiaro che occupa la parte centrale del piano inferiore, alle spalle delle postazioni lavoro. Essa il lo conduttore con il piano superiore. Il colore ros-

so brillante, utilizzato per caratterizzare i vari elementi allinterno dello spazio ed evidenziare una transizione tra i diversi piani, connota in particolar modo il corpo scala e, per continuit progettuale, anche altri elementi del secondo piano. Particolare anche lo studio per ottenere un contrasto tra i materiali usati. Il bianco stato scelto per rinire la struttura della fabbrica esistente, il legno chiaro naturale come rivestimento per i pavimenti o per i piani di appoggio, il verde acceso per sottolineare la diversa funzione di un piano dappoggio e il rosso brillante del corpo scala e degli interni per caratterizzare le postazioni di lavoro. Il contrasto visibile anche nelle forme e nelle superci. Allessenzialit tipica di un ambiente costruito con lintento di essere una fabbrica, si contrappone la morbidezza e la sensualit delle forme plastiche del corpo scala e delle postazioni lavoro. Un ambiente quindi progettato e pensato in coerenza con lintento di favorire lintegrazione fra i ruoli.

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SCHEDA

Cliente Patrocinato Provincial Luogo Plaza Mariana Pineda, Granada Superficie 160 mq Anno di costruzione 2010 Progettisti Estudio Mytaki, Architecture & Design

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ACCIAIO E ARABESCHI
Pareti dacciaio calandrato che legano lo spazio allarredo. cos che lo Studio Mytaki ha scelto di sviluppare lEnte per il Turismo di Granada.Un nastro retroilluminato avvolge le pareti lasciando trasparire i criptici e ornamentali arabeschi tipici della citt
di Federica Montecchiari

met del 2010 lEnte per il Turismo della citt di Granada ha deciso di rinnovare diversi ambienti di sua propriet e rappresentanza, tra i quali un Centro Ufcio Informazioni. Il progetto, localizzato su di unarea di 160 mq allinterno di un edicio che si affaccia su Piazza Mariana Pineda, ed stato afdato allo Studio Mytaki proveniente dalla stessa citt. Questo studio nato nel 2006 procede, nei propri lavori, con una losoa progettuale aperta, considerando la propria ricerca come momento di apprendimento e di arricchimento utile a sviluppare la propria attivit professio-

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nale, ricerca perseguita anche nel restyling di questo punto informazioni. Prima dellintervento, la met dello spazio era dedicato a una raccolta di documenti e reperti della memoria storica del Turismo di Granada e solo una minima parte destinata allaccoglienza dei clienti che necessitavano del servizio informazioni sulla citt. La luce naturale era poco sfruttata e faceva quasi da sfondo scuro allo spazio interno e i cortili del palazzo erano stati dimenticati, non sfruttati e accantonati come spazi ciechi. Lo Studio Mytaki ha proposto due miglioramenti fondamentali. Il primo riguarda un progetto di miglioramento studiato ad hoc per lilluminazione di questo spazio, mentre il secondo propone una serie di accorgimenti basati su un gioco di forme e di superci che hanno reso questo ufcio pi accogliente ai turisti, modicandone i rivestimenti no a renderli un continuum con larredo. Lintero spazio stato rivestito interamente da acciaio inossidabile, il che dimostra la particolarit tipica di questo materiale di essere versatile e resistente alla frequente usura. Sia il softto sia le pareti che i pavimenti sono stati in buona parte rivestiti dalla stessa nitura di acciaio che in alcune situazioni stato anche nemente accostato ai preesistenti rivestimenti in mattoni e marmo creando tra i materiali tradizionali e quelli caratterizzanti un'architettura contemporanea una completa sintonia capace di donare una dinamica immagine agli interni. Lilluminazione ltra dalla trama forata del motivo oreale riportato sullacciaio del rivestimento. Un motivo che non pu non ricondurre alla forte inuenza araba che, nel passato, ha dominato la citt di Granada. La luce articiale che ltra dai motivi oreali supportata anche dalle ampie vetrate che prospettano verso lesterno del punto infor-

GRAN PARTE DEGLI AMBIENTI STATA DESTINATA CON CURA ALLACCOGLIENZA DELLA CLIENTELA ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UN PERCORSO CHE HA INIZIO DALLINGRESSO
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Un unico ambiente. Soffitto, pareti, pavimento e complementi darredo sono tutti formati da una fascia di acciaio inossidabile, traforata e illuminata. I complessi caratteri calligrafici che formano un arabesco entrano nel linguaggio contemporaneo

mazioni e che permettono laccesso della luce naturale, oltre a creare continuit con le vetrate rivolte invece verso i patii interni. Queste stesse niture delle pareti e dei pavimenti sembrano quasi prendere forma nel momento in cui diventano arredi o piani di appoggio per le funzioni utili agli operatori e agli utenti. Lacciaio si distacca dai piani verticali e orizzontali e diventa una volta una seduta, oppure il banco reception. Gli arredi sono stati studiati n nei minimi particolari e personalizzati proprio per questo punto informazioni, la cui funzione rimane quella di essere uno dei nuclei rappresentativi della citt. Sono arredi che si adattano armoniosamente al motivo oreale riportato sulle pareti e sui pavimenti e ripropongono nelle linee le stesse forme sinuose alternandosi con elementi naturali di decoro quali pietre bianche raccolte allinterno di vuoti trasparenti e piante da esterno allinterno di vasi di acciaio. I materiali e la luce che su essi riette giocano anche con lalternarsi del loro aspetto opaco e lucido: lopaco tipico dei materiali tradizionali quali i mattoni in cotto, il legno scuro del parquet che rinisce la pavimentazione, gli arredi e il rivestimento in ceramica degli spazi di servizio. Lucido invece leffetto dellacciaio dei rivestimenti, degli arredi e delle vetrate. La riorganizzazione funzionale da parte dei progettisti ha tenuto, inoltre, conto dellattivit principale di questo spazio e quindi gran parte degli ambienti sono stati destinati allaccoglienza della clientela attraverso la creazione di un percorso che ha inizio dallingresso principale che si affaccia immediatamente nella sala della reception per i turisti. Di fronte a questo spazio c una parte destinata ai disabili pensata e progettata ad hoc negli arredi e negli spazi di manovra per chi ha difcolt motorie. Il percorso prosegue poi con una stanza destinata alla proiezione di video e lmati promozionali del territorio di Granada e, di fronte, si apre larea destinata ai servizi per i clienti. Lo spazio nisce, poi, con gli ufci degli operatori, un foyer e i servizi igienici.
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Interpretare e progettare
Alessandro Trivelli Si laurea al Politecnico di Milano in Architettura nel 1990. Dal 2000 professore a contratto alla Facolt di Ingegneria Edile Architettura del Politecnico di Milano. Partner e fondatore, nel 1997, di SdARCH Trivelli&Associati, svolge lattivit di progettazione e ricerca nel campo dellarchitettura ambientalmente sostenibile, dellarchitettura del paesaggio e della tecnologia a basso impatto ambientale. autore di articoli e saggi su diverse riviste di architettura
Affrontare largomento della progettazione dello spazio di lavoro di ufficio contemporaneo mi ha consentito di esplorare, pi che nello spazio residenziale, le diverse attivit che si svolgono al suo interno. Comunemente, siamo portati a ritenere che lo spazio di lavoro sia declinato in funzione della produzione del bene o del servizio a cui destinato il lavoro. Ci in parte vero, ma alcune delle attivit che si svolgono al suo interno non sono lattivit principale, sulla quale solitamente organizzata la progettazione dello spazio. Inoltre, nello spazio di gestione della produzione di servizi, le attivit specifiche sono supportate da diversi livelli di relazione e diversi livelli di comunicazione. Lattivit principale diventa caratterizzante dello spazio anche a livello rappresentativo ma lo spazio ufficio contemporaneo non si realizza pienamente solo mettendo in forma quellattivit. Lo space planning, non pu pi ottimizzare una sola attivit ma deve rendere possibili diversi livelli di comunicazione e relazione fra gli occupanti degli ambienti. Una caratteristica propria dello spazio ufcio che accoglie attivit che prevedono una forte staticit degli utenti, ovvero un loro basso dinamismo allinterno dello spazio. Questa condizione particolare porta gli utenti in ambienti senza effettiva e democratica possibilit di scelta della propria collocazione per lo svolgimento dei propri compiti. Ne deriva la constatazione che solo in questi ambienti di lavoro, anche svolgendo attivit simili a quelle residenziali, le condizioni fisiche del luogo si impongono sostanzialmente su un individuo statico e passivo rispetto al contesto. Le attivit dellindividuo che svolge mansioni di ufficio, office workers o white collar workers , sono influenzate dallo spazio in cui le esegue pi che in altri contesti spaziali. Se inoltre proviamo a leggere la composizione attuale dei lavoratori negli uffici di una societ internazionale, riscontreremo che normalmente lo scenario sociale, culturale, etnico, economico in cui si inseriscono fra i pi variegati e lo sar sempre di pi. Se ragioniamo sulla modalit di svolgimento di unattivit e di chi la svolge, non possiamo esimerci dal dover declinare la progettazione in funzione del luogo e delle consuetudini locali. La progettazione di un edicio per ufci deve quindi considerare lefcienza dello spazio e le variabili che inuenzano questa efcienza, che non sono solamente lottimizzazione del minimo spaziale per lo svolgimento di una attivit. Se consideriamo il prodotto immateriale dellattivit di ufficio come un prodotto industriale e ragioniamo come se lefficienza dello spazio si traducesse automaticamente nella corretta disposizione e dimensionamento degli spazi di esecuzione del processo, avremmo dotato in progetto di una sola qualit. Riuscire a prevedere le necessit dimensionali di unattivit non sempre

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possibile se non utilizzando valori standard o ripetizioni, questo approccio statico alla progettazione riduce sensibilmente lintroduzione dellinnovazione nella progettazione. Non possiamo ignorare, inoltre, che le differenti attivit di ufficio possono essere svolte diversamente grazie ad una forte relazione fra attivit specifica e ad una specifica modalit di svolgimento. La declinazione di ci non esclusivamente legata al tipo di prodotto, ma anche allidea propria dellorganizzazione dello spazio e delle relazioni che contiene. legata alla qualit di relazioni che vogliamo instaurare nel tempo del lavoro. Un diverso approccio progettuale che conseguentemente determina lintroduzione di nuove interpretazioni spaziali dellambiente di lavoro anche in relazione alla societ e al contesto in cui si colloca, pi vicino alla progettazione di ambienti essibili e sostenibili che allo space plannig tradizionale. Nel testo Progettare gli ufci si troveranno molti esempi recenti di costruzioni per luso ufcio, gran parte di queste realizzazioni sono state sviluppate con loperatore nale o con la propriet, non si troveranno quindi gli speculative building, nel capitolo relativo agli esempi progettuali queste tipologie non vengono trattate. Ritengo che progettare edici per ufci, lo spazio del lavoro immateriale, non signica solamente dare forma ad un programma funzionale ma anche creare il luogo dove molte persone trascorrono gran parte della loro vita attiva. Il testo individua una traccia da seguire nella progettazione degli edici per ufci in cui i riferimenti dimensionali consentono un approccio corretto ai ni della funzionalit specica

degli ambienti e delinea degli obiettivi di qualit per la composizione dellambiente ufcio. Lo spazio chiuso in cui si svolgono le attivit di lavoro e di supporto, oltre a contenere le relazioni fra le varie attivit dovrebbe anche avere una qualit ambientale misurabile, che in gran parte dovrebbe essere ottenuta pi con le caratteristiche delledicio siche stesso che con particolari soluzioni impiantistiche. La qualit visiva, la luce naturale, il comfort termico e risparmio energetico, la qualit dellaria non sono solo un aspetto tecnico, ma compongono sinergicamente la percezione dello spazio, la condizione di lavoro e deniscono il concept generale di progetto. Il capitolo dedicato ad una selezione di progetti realizzati di architettura contemporanea per ufci completa la descrizione dei possibili approcci progettuali al tema. Il testo propone, in modo sintetico, i riferimenti principali per lo sviluppo del programma di progetto in cui al centro dello stesso siano poste le attivit e la sostenibilit del luogo di lavoro. La descrizione a paragra delle attivit principali e di supporto suggerisce uno stimolo e una riessione per gli approfondimenti progettuali. Le 25 realizzazioni, prese dal contesto internazionale, rappresentano eccellenze contemporanee e descrivono ampliamente le diverse di tipologie di edici che possono ospitare lo spazio di lavoro. Il testo si propone di essere un supporto per la progettazione dello spazio ufci sia per lo sviluppo del programma di progetto sia per le suggestioni architettoniche ma anche uno stimolo per progettare la qualit dellambiente di lavoro contemporaneo.

Progettare gli uffici Trivelli Alessandro Maggioli Editore Collana: Professione in tasca. Edizione 2012

A sinistra: lOrange Cube, progettato da Jakob+MacFarlane. Sotto: il nuovo Centro direzionale del Quartiere Espositivo di Milano progettato dai 5+1AA e da Jean-Baptiste Pietri, dalla superficie di 21mila mq e unaltezza fuori terra di 195 m, pari a 13 piani

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Ufcio in citt / Citt in ufcio


Alberto Bertagna Architetto, PhD, ricercatore in Urbanistica presso lUniversit degli Studi di Genova. Tra le sue pubblicazioni: La citt tragica. L(an)architettura come (de)costruzione (Diabasis, Reggio Emilia 2006); Il controllo dell'indeterminato. Potmkin villages e altri nonluoghi (Quodlibet, Macerata 2010); Paesaggi fatti ad arte (Quodlibet, Macerata 2010). Con Sara Marini ha pubblicato The Landscapes of Waste (Skira, Milano 2011) e In Teoria (Quodlibet, Macerata 2012). Con Sara Marini e Francesco Gastaldi ha curato Larchitettura degli spazi del lavoro. Nuovi compiti e nuovi luoghi del progetto (Quodlibet, Macerata 2012)
Un nuovo urgente tema si impone oggi al progetto: il lavoro assume, nel quadro articolato delle trasformazioni economiche e sociali in atto, una centralit rinnovata anche per le discipline che si occupano del disegno degli spazi che lo accolgono. Se la quotidianit lo eleva infatti ormai da tempo a soggetto centrale di discussione, nuova chimera inseguita o primo vettore per direzionare uno stallo economico oramai sempre pi preoccupante, certo anche dal fronte di chi si occupa delle trasformazioni siche del territorio e della citt la questione del lavoro , se non ancora affrontata, almeno avvertita come urgenza. Se il suo allontanarsi verso ambiti geograci maggiormente vantaggiosi (delocalizzazioni alla ricerca di un suo minor costo) o il suo venir meno (per i riessi incrociati della crisi globale) ha progressivamente lasciato sul campo una quantit notevole di manufatti vuoti e abbandonati, oggi sembra necessario, per il progetto, occuparsi non solo di trovare una soluzione per gli edici dismessi e disoccupati (non tanto immaginando per essi nuove destinazioni duso, quanto formulando idee di dis-impiego dellabbandono, di gestione di spazi non pi funzionali o utili) ma anche di un rinnovamento del modo del proprio proporsi. Ci che si sta ridisegnando una nuova dimensione del lavoro, e, prima ancora di progettare le forme per accoglierlo, necessario comprenderne le logiche. Il profondo mutamento dei modelli di produzione (di materiali, di oggetti, di servizi) e la condizione sempre pi incerta dei mercati, unita alla loro estensione sempre pi globale e inafferrabile, che hanno prodotto limpasse registrata da tutti i settori e gli attori del mondo delle costruzioni, devono essere visti come nuovi scenari di possibilit, con conseguenze dirette nei territori e nelle citt. Come un qualsiasi altro prodotto, anche il progetto, come il lavoro, deve sempre pi costruirsi un potenziale acquirente piuttosto che inseguirlo; deve tratteggiare prima di tutto quale sar lo spazio dove potr poi esplicitarsi in quanto costruttore di spazi; deve nalmente, e in buona sostanza, vericare e costruire le condizioni della propria necessit. Da un lato oggi assistiamo alla riorganizzazione della realt che abbiamo conosciuto e frequentato negli ultimi trentanni, con gli spazi del lavoro che tornano a strutturarsi come sistemi sici complessi, dotati di spazi di relazione con il pubblico e spazi di interazione tra i dipendenti; macchine composite e articolate, capaci di offrirsi con essibilit e attrattivit. Dallaltro lato la dismissione della produzione sica di materiali, oggetti e servizi si muove a vantaggio di una strutturazione di reti immateriali: il nuovo lavoro si costruisce su spazi precedentemente considerati marginali, e oggi visti invece come motori latenti di uno sviluppo alternativo, di una economia che si muove attorno ad una rinnovata qualit (dellambiente, delle culture, della partecipazione, delle azioni pubbliche, delle relazioni) e che chiede per s quelle stesse caratteristiche e peculiarit. Nel territorio il capannone mostra, assieme alle proprie, le crepe del modello economico e sociale che lo ha innalzato prima e sostenuto poi: la sua condizione di emarginazione conseguenza della sua dispersione e manifesto della insostenibilit di un individualismo sorpassato, di un modo di intendere la

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competizione che ha neutralizzato quanti non sono riusciti a ragionare oltre i propri conni per superarli. La mancanza di capacit, la limitatezza derivata dallinseguimento di una autosufcienza che ha avuto sponda o ragione in una guida dallalto mai davvero concretizzatasi (assenza manifestata, nel progetto di territorio, da una pianicazione incapace di costruire gerarchie, differenziazioni e specicit) oggi si palesa in modo drammatico, ma stimola nalmente la ricerca di un ritorno alla condivisione, del collettivo contro lindividuale. Nelle citt, le stesse spinte e gli stessi principi hanno cadenzato il disegno e loccupazione degli spazi e degli edici, e le stesse difcolt e prese di coscienza oggi smuovono una trasformazione delle localizzazioni e una ricerca di sinergia. In risposta alla disgregazione prende corpo una revisione del modello di territorio, di citt, di architettura: la comprensione contro lesclusione, la tolleranza contro la specializzazione sono i nuovi paradigmi sui quali si provano direzioni di movimento contro la paralisi. Nella nuova dimensione entro la quale si giocoforza costretti a muoversi, in cui fare urbanistica non signica pi banalmente trovare spazio a richieste di spazi, oggi il progetto a dover fare lavoro: oggi quel che manca non larchitettura, ma la ragione e il criterio per occuparla. Cosa signica tutto questo tradotto in questione urbana? Che lufcio non pi da intendersi come spazio di lavoro, come spazio occupato dove svolgere una mansione. Se essere in ufcio, equivale oggi, quasi tornando al senso etimologico del termine, ad essere al lavoro e non allo stare in un determinato luogo, il progetto di un ufcio devessere un progetto di lavoro. Sappiamo che sempre pi possibile lavorare a prescindere dal contesto entro il quale ci si trova, e sappiamo di trovarci di fronte ad un eccesso di spazi disponibili. A que-

sto punto si aprono nuovi scenari per immaginare non solo la realizzazione degli spazi del lavoro ma la loro collocazione allinterno di realt instabili come sono le citt di oggi, e anche la loro collocazione concettuale allinterno dei nuovi paradigmi che si impongono ormai sulla scena della contemporaneit. Spazi temporanei, spazi in attesa di destinazione, spazi dismessi, spazi privi di energia e qualit vanno immaginati come sedi ideali: in essi il lavoro pu trovare sede, un lavoro che non necessariamente produce oggetti quanto piuttosto promuove altro lavoro da fare, genera idee che si trasformeranno mano a mano in azioni da svolgere. Dobbiamo costruire insomma una nuova citt precaria per un lavoro precario? Forse se lutente delle nostre citt un lavoratore per ora solo potenziale, e domani probabilmente un lavoratore intermittente, e lo sar non solo no alla ne della crisi ma anche nel momento in cui magari si raggiunger appieno quella essibilit che ormai sembra condizione inevitabile, dobbiamo immaginare e predisporre anzitutto uno spazio, architettonico e urbano, in grado di ospitare e accogliere questo suo nuovo status. Dobbiamo insomma immaginare citt prima di tutto aperte a chi deve cambiare continuamente il contesto della propria quotidianit, allinseguimento di un lavoro che continua a muoversi trascinandolo con s. Dobbiamo immaginare che allinterno di micro-contesti all-inclusive (chi arriva in una nuova realt e magari vi si ferma poco tempo, ne esplora e ne vive necessariamente solo una piccola parte) ci siano spazi urbani e architettonici elastici, duttili e adattabili ma soprattutto comprensivi, in cui il tempo della giornata sia equipossibile, abbia cio offerte di intensit indifferentemente uguali a tutte le ore del giorno in ogni punto. Una citt arcipelago fatta di isole costantemente attive e reattive.

Larchitettura degli spazi del lavoro (A cura di Alberto Bertagna, Francesco Gastaldi, Sara Marini). Il libro affronta il tema degli spazi del lavoro non pi intesi come semplici edifici industriali ma come nuove realt dotate di laboratori, centri studi, spazi di relazione con il pubblico e con il paesaggio

A sinistra: la torre Unipol a Bologna, progettata da Open Project S.r.l. Alta 126 metri, con 33 piani ospiter gli uffici dell'omonimo gruppo finanziario. Sotto: i nuovi headquarters della Salewa, azienda specializzata in abbigliamento tecnico da montagna, progettati da Cino Zucchi Architetti e Park Associati a Bolzano

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SPECIALE UFFICI

L ESPERIENZA CHE D FORMA ALL UFFICIO


In 30 anni ha soddisfatto pi di mille clienti in Italia e allestero. ACF Trading offre forniture di arredamento per lufficio e progettazione dinterni, offrendo lavorazioni su misura, adattamenti di arredi di serie, realizzazione ex novo

Arredare un ufcio, esattamente come arredare una casa, non cosa semplice. Bisogna tenere conto, per prima cosa, delle diverse esigenze di chi ci lavora, cercando di organizzare gli spazi nel modo pi funzionale possibile. Senza dubbio, infatti, un luogo di lavoro ben organizzato consente di svolgere i propri compiti in maniera pi procua e quindi porta a una maggiore produttivit. ACF Trading un'azienda bolognese che si occupa principalmente di contract, forniture di arredamento per l'ufcio e progettazione di interni. Apre nel 1983, in centro a Bologna, nella sede di via Clavature in Palazzo Pepoli, dove lazienda rimane no al 1999, anno in cui si trasferisce negli spazi attuali di Palazzo Pezzoli, all'imbocco di S.Stefano, nel cuore della Bologna pi antica, dove si trovano lo showroom e la sede legale. Lazienda fornisce soluzioni chiavi in mano per le grandi e per le piccole e medie imprese, riuscendo a coprire tutta la richiesta di enti pubblici e clienti privati per materiali edili, pavimenti, controsoftti, cartongesso, impiantistica, illuminazione, niture per interni con materiali lapidei e ceramici, parquet per interni ed esterni, laminati, mosaici, resine, coloriture, no alla lavorazione del corian, alle pareti tecniche e all'arredamento. Grazie al nostro know how

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siamo in grado di gestire ogni richiesta del cliente, spiega lingegner Roberto Rubini, titolare di ACF Trading. Riusciamo a soddisfare ogni esigenza di lavorazione a misura, dall'adattamento di arredi di serie, alla realizzazione ex novo di progetti particolari di interior design e singoli pezzi di arredo realizzati su disegno in qualsiasi materiale. Ogni ordine sempre sostenuto da una precisa e attenta attivit di progettazione eseguita al CAD, dal concept, completo di immagini fotorealistiche, no al progetto esecutivo particolareggiato. Un settore molto importante per larredo ufcio e seguito da ACF Trading quello delle partizioni divisorie tecniche, semplici e attrezzate, in melamina, legno o vetro, a camera d'aria o monolastra a marchio Frezza. L'utilizzo di questi prodotti, unito alla fornitura di pavimenti sopraelevati, controsoftti e cartongesso, permette di dividere gli spazi di lavoro in modo funzionale e essibile, permettendo future modiche di layout e funzione. ACF Trading ha soddisfatto in questi anni oltre mille clienti in Italia e all'estero, racconta Rubini - e realizzato oltre 200 agenzie bancarie in tutto il territorio nazionale comprese le sedi direzionali. Tra i lavori pi importanti mi piace

ricordare il Consorzio Servizi Bancari CSE, Banca di Bologna, Federazione delle BCC, Manifatture Sigaro Toscano. Per quanto riguarda le agenzie di Banca di Bologna, ACF ha realizzato la sede in Piazza Maggiore, Piazza Galvani e via Murri, proprio questultima un importante lavoro chiavi in mano che ha riguardato la ristrutturazione globale con sostituzione delle strutture portanti del fabbricato. Ha inoltre seguito la realizzazione della sala stampa e delle sale di rappresentanza del Comune di Bologna, la sede della Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna e quella della Fondazione del Monte, lOratorio dei Celestini e limportante allestimento della Chiesa di S. Cristina. ACF Trading commercializza i maggiori marchi dell'arredamento italiano e internazionale, di cui molti in esclusiva per Bologna, tra i quali ICF, Herman Miller, Frezza, Dauphin, Desalto, Porro, Moroso, Cerruti-Baleri, Alias, Archiutti, Dieffebi, Fiam Italia, Emmegi, Danese, Rexite, Caimi, Cascando, Movi, Bralco, TMA, Meson's Cucine, Targetti, Penta. In questo modo possibile soddisfare l'intera richiesta della clientela, dall'ente pubblico alla grande industria privata, dall'ufcio direzionale a quello operativo, dallo studio professionale no all'home-ofce.

1. Banca di Bologna, Budrio (Bo); 2. Rendering studio professionale; 3. Hall CSE, Ozzano Emilia (Bo); 4. Federazione BCC, Bologna; 5. Federazione BCC, ufficio presidente; 6. Federazione BCC, sala riunioni

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IN UFFICIO COME A CASA

Libr bar, erie in Arre lampad legno, s di c aldi e. Il luo edie, po e se go d ltron duc enti i lavoro e in pe . Co l me diventa le, tavo una l casa sempre i in vetr o, pi di C risti acco frigo ana glie Zap poli nte.
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SPECIALE UFFICI

Libreria Sidney, Bizzotto Una libreria che nasce dall'accostamento tra natura e design, in cui la radica naturale di Sidney diventa il fondale sul quale si stagliano libri e oggetti, secondo le proprie esigenze. Le mensole in vetro sono disposte obliquamente, i supporti sembrano fluttuare sul legno accentuando l'idea di movimento che trasmette questa struttura. I tronchi dai quali sono ricavate le tavole di radica non provengono da disboscamenti, ma da abbattimenti dovuti a cause naturali, testimoniando un evidente impegno verso leconomia sostenibile.

Reaction, Infiniti Ergonomia e benessere psico-fisico sono i principi base di questa sedia, disegnata da Giancarlo Bisaglia per Infiniti, giovane brand della provincia di Treviso che propone complementi darredo. La sua forma morbida e spaziosa pensata proprio per regalare comfort e maneggevolezza a chi passa molto tempo seduto ad una scrivania. Ideale nellufficio come nello studio di casa, Reaction, unendo intelligenza e dinamismo, presenta un meccanismo sincronizzato girevole con alzata a gas. Il telaio in pressofusione di alluminio lucidato e pu essere disponibile con o senza braccioli. Il rivestimento in pelle primo fiore o in tessuto melange.

Arigat, Infiniti Linnovativo progetto di libreria modulare disegnato da Marcello Ziliani per Infiniti. A caratterizzarla un unico elemento quadrato di 65 cm di lato, monoblocco in nylon lucido, che pu comporsi assieme agli altri liberamente ruotato, cos da originare composizioni prive di alcuna traccia di ripetitivit formale. La particolare conformazione delle mensole, leggermente curvate a ricordare gli antichi ideogrammi giapponesi, permette loro di essere funzionali in qualsiasi posizione.
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SPECIALE UFFICI
Pandora showcase, Bizzotto Una vetrina che pu assumere forme differenti a seconda delle esigenze, i moduli costruiscono composizioni dal gusto raffinato per creare contenitori adatti ad ogni zona dellufficio: duttilit ed eleganza unite in una fusion made in Italy di classe. Giochi di pieni e vuoti e finiture laccate o a specchio si racchiudono tra linee definite che vanno a costruire ottagoni, il carattere distintivo di Pandora by Bizzotto.

LC2, Cassina Divano a due o tre posti con struttura in acciaio cromato lucido o verniciato nei colori basalto, grigio, azzurro verde, bordeaux e ocra lucidi o nero opaco. Cuscini indipendenti con imbottitura in poliuretano e ovatta di poliestere o in piuma doca. Rivestimento in pelle o tessuto. Dal 1964 Cassina detiene i diritti esclusivi mondiali per riprodurre gli arredi Le Corbusier, come questo divano.

Tee, Segis Un sistema tavoli by Bartoli Design con basi combinabili in molteplici configurazioni, abbinate a piani in diversi materiali, creano una gamma di scrivanie e grandi tavoli riunione, realizzabili anche su misura. Basi laccate nei colori bianco, rosso e grigio, piani in vetro trasparente, melaminico a forte spessore, legno laccato ad alta resistenza o in essenza.

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Nevada, Cattelan Italia Scrivania direzionale con base in cristalplant bianco opaco e cassettiera girevole in legno laccato bianco opaco. Disegnata da Pietro De Longhi e Alberto Danese, ha il piano in marmo. Cattelan Italia, fin dalla sua fondazione, nel 1979, ha prodotto mobili e complementi con una forte componente in marmo.

FAB10HR Happy Bar, Smeg Sviluppato da unintuizione che supera il tradizionale concetto di minifrigo, Happy Bar, dallinconfondibile stile 50s, presenta un allestimento interno innovativo studiato ad hoc per la conservazione di spumanti, aperitivi, drink e snack. Pi capiente di un frigobar e ben pi caratterizzante, si presta anche allutilizzo in contesti professionali, come sale riunioni e studi di professionisti, o spazi che richiedono la presenza di un prodotto dedicato a spuntini e bevande.

Panca Sidney, Bizzotto Materiali eterogenei sono accostati con grinta in questa seduta, dove il motivo della radica si unisce alla finitura argentea delle gambe e allaffascinante blu brillante degli schienali. Una panca esaltata dai profili frastagliati e nodosi del legno naturale che si presta a vivacizzare gli ambienti pi disparati.

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SPECIALE UFFICI
Elica, Martinelli Luce Lampada da tavolo con corpo in metallo e braccio in alluminio orientabile, verniciati in bianco. Laccensione comandata dalla rotazione del braccio elica, non ci sono quindi interruttori che alterino larmonia della sua forma, e utilizza sorgenti luminose a LED. Disegnata da Brian Sironi nel 2009, disponibile in due dimensioni. Ha vinto il Compasso dOro nel 2001 e, nello stesso anno, il Red Dot Design Award.

The Round Table, Adele-C Serie di tavoli adatti alle sale riunioni, con piano cristallo extrachiaro spessore 15mm e basi in massello di noce nazionale con dettagli laccati opaco in colore rosso o blu. Ron Gilard, il designer, si ispirato alla leggenda dei Cavalieri della tavola rotonda di Re Art, in quanto tutti coloro che si sedevano attorno ad essa erano uguali. River, Segis Imbottiti a moduli componibili, per composizioni lineari e curve ideali per spazi di attesa, di Bartoli Design. La continuit nella sezione sedileschienale e nell'accosto dei moduli crea un disegno morbido. Basi in alluminio, moduli imbottiti schiumati, rivestimento in tessuto o ecopelle.

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L I D E A
PRENDE

FORMA

OLVI S.p.A.
Via A. Spallicci, 2 - Imola (BO) Tel. 0542.643980 / Fax 0542.643987 www.olvi.it - info@olvi.it

CILENNI e LUCCARINI
Unazienda dalle consolidate tradizioni, nata da una lunga e solida esperienza nel settore della lavorazione del ferro battuto, che nel corso degli anni si guadagnata unimportante posizione di prestigio nel panorama nazionale. Lazienda progetta e realizza qualsiasi prodotto in ferro battuto e alluminio, rispettando tutti i criteri di sicurezza e di conformit di legge: cancelli di sicurezza, cancellate, balconi e barriere, scale per esterni, scale di emergenza, porte e finestre blindate, scuri e inferriate, verande e basculanti.

Via Nazionale, 55/13 - 40067 Rastignano-Pianoro (BO) Tel. Fax. 051.744545 www.cilenniluccarini.it - info@cilenniluccarini.it

PROFESSIONAL

Via San Carlo, 10/I 40023 Castel Guelfo (Bo) tel. e fax 0542.670216 333.2413153 - 334.9711047 www.ecoenergiaweb.it infocommerciale@ecoenergiaweb.it

Eco Energia srl, presente da anni sul mercato delle energie rinnovabili e specializzata nel settore del fotovoltaico, estende ora il campo anche al solare termico, Led, eolico e biomassa. Una visione pi ampia che nasce dalla consapevolezza che, per abbattere i costi delle bollette, necessario migliorare l'efcienza energetica integrando diverse fonti di energia. Il fotovoltaico continua ad essere conveniente, nonostante la diminuzione degli incentivi statali, per abbassare il consumo di energia elettrica, cos come il solare termico o la sostituzione delle lampadine con quelle a Led, che consente un risparmio no all'80%. Qualit, esperienza, innovazione, miglioramento continuo, sostenibilit ambientale, sono alcuni degli elementi vincenti che valorizzano Eco Energia.

Via J. Barozzi, 41 41012 Carpi (Mo) tel. e fax 059.694840 www.stilarreda.com info@stilarreda.com

Da trentanni il nostro obiettivo realizzare con impegno i desideri di tutti i nostri clienti, creando arredamenti su misura per ogni ambiente sfruttando al massimo ogni tipo di spazio. Fabbrichiamo mobili per negozi, uffici, abitazioni private. Sempre su misura eseguiamo anche lavorazioni in cartongesso e corian per complementi darredo. Il nostro cliente ha la possibilit di scegliere forme, composizione dei mobili, materiali, colori e tipo di finiture come ad esempio laccatura, spazzolatura o tinta naturale, personalizzando cos al massimo il proprio arredamento. Limpegno, la seriet, la qualit, il rispetto per il cliente e la creativit sono i valori sui quali fondata la nostra azienda a conduzione familiare.

Via Boccacanale S. Stefano, 66 44121 Ferrara tel. e fax 0532.790625 cell. 337.591814 www.rescazzimpresa.it info@rescazzimpresa.it

Limpresa edile del Geometra Cesare Rescazzi viene fondata nel 1985. Con il passare del tempo acquisisce direttamente esperienza sul campo e si specializza nelle ristrutturazioni, nei restauri edilizi e in interventi speciali di consolidamento. Attualmente i settori specifici che impegnano lattivit dellimpresa e in cui maggiormente esprime competenza e professionalit sono: consolidamento strutturale per cedimenti di fondazioni con la tecnica dei pali presso infissi; sbarramento dallumidit di risalita con iniezioni; consolidamento di strutture murarie storiche con iniezioni; interventi speciali per strutture complete come sollevamento di corpi edilizi; interventi con applicazione di Fibre in Carbonio.

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EVOLUZIONE DELLO STILE E SAPIENZA ARTIGIANALE


Tradizione e innovazione. Design e funzionalit. Zuenelli da quasi 80 anni segue minuziosamente progetti darredamento. Personalizzare le scelte dei clienti il segno distintivo dellazienda storica bolognese

Il prossimo anno compir ottantanni, tutti dedicati ad arredare le nostre case con stile e professionalit. il Gruppo Zuenelli che, nel lontano 1934, anno della sua fondazione, ha inventato la cucina componibile di qualit: realizza cucine su misura, con soluzioni progettuali davanguardia, materiali e niture di elevatissimo pregio, totalmente personalizzabili. Da subito diventa sinonimo di qualit, prima nella produzione di cucine, e successivamente nellarredo di tutta la casa. A partire dagli anni Novanta, il gruppo si distingue per laccurata selezione di linee destinate allarredamento di alto livello. Lofferta delle migliori marche di arredo di design italiane, in mostra in tre showroom specializzati per complessivi 6mila mq, si aggiunge alla produzione artigianale dei propri laboratori di falegnameria che realizzano prodotti dalle linee inconfondibili e che strizzano locchio alle tendenze del mercato. Il Gruppo Zuenelli diventato un interlocutore privilegiato per privati, architetti e consulenti darredo, per abitazioni, ufci, aziende e contract. Profonda conoscenza del mercato,

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Zuenelli
In questa foto: Sistema giorno Crossing, Misuraemme. A sinistra: Libreria modulare Wavy, Alivar. Sotto: Divano Domino, Doimo Salotti

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ZUENELLI CASA via dellIndustria 1-3, Bargellino di Calderara di Reno. Showroom fornito di ogni articolo per tutti gli ambienti della vostra casa ZUENELLI CUCINE via Emilia 319, Idice di San Lazzaro. Showroom specializzato per la cucina ideale, per progettare e realizzare ambienti su misura di ogni fascia di prezzo

PUNTI VENDITA

ZUENELLI DESIGN via Stendhal 16, Bologna. Centro Cucine e showroom di arredi moderni e classici

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Zuenelli

In questa foto: Cucina RI-FLEX, Veneta Cucine. A sinistra: Camera da letto Ellelle, La Falegnami

ampiezza della gamma, competenza e le pi avanzate metodologie progettuali, costituiscono la migliore garanzia per un livello di prodotto e di servizio votato alleccellenza. Oltre trenta professionisti lavorano in azienda con passione e competenza: esperti progettisti garantiscono la consulenza e personale specializzato fornisce trasporto e montaggio e unimpareggiabile assistenza postvendita. Il nostro successo - spiega Giovanni Sist, Amministratore delegato Zuenelli - stato rinnovarsi costantemente negli anni e basare la vendita su un rapporto diretto con il pubblico, dando qualit e un servizio costante. I professionisti Zuenelli, architetti e consulenti darredo, sono al servizio del cliente per dare forma ai suoi progetti e per realizzarne dei nuovi, per studiare ambienti da

sogno, con lausilio di unampia variet di materiali: pavimenti, rivestimenti e tendaggi, da abbinare agli arredi. Il post vendita il nostro ore allocchiello, prosegue Sist. Riusciamo a dare assistenza ai nostri clienti nel tempo, e per offrire questo servizio abbiamo creato un ufcio attivo tutti i giorni. La nostra forza anche fare scelte meticolose con aziende che danno certicazioni e garanzie negli anni. Zuenelli offre ai clienti una grandissima area espositiva che raduna in un unico showroom le soluzioni pi diverse per ogni ambiente della casa. Cucine, soggiorni, salotti, camere, camerette e bagni per arredare ogni spazio secondo stili e possibilit diversi. Zuenelli Casa propone le migliori marche darredo e garantisce i migliori standard di qualit e di

servizio, per tutte le fasce di prezzo e per tutti i gusti. Non solo le principali proposte di design innovativo e di tendenza, dunque. Per chi alle ultime tendenze preferisce la tradizione, unintera area dello showroom dedicata a unesclusiva selezione di arredi di tipo classico. stato inoltre inaugurato, lottobre scorso, il nuovo centro specializzato Veneta Cucine Idice, con le collezioni di cucine 20122013. Allampia variet delle soluzioni esposte si aggiungono innite opportunit di personalizzazioni, in un contesto ideale per la progettazione della cucina su misura. Da sempre facciamo cucine al centimetro conclude lAmministratore delegato Sist - su misure del cliente con progettazione dei nostri designer, offrendo personalizzazioni e caratterizzazioni.

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Falegnameria e Restauro

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GIOCARE CON LE SEDIE


arte del riciclo. Un modo di dire utilizzato per sottolineare labilit di qualcuno nel riutilizzare oggetti vecchi, in disuso, che ad altri non servono pi, trovandogli una nuova destinazione duso. Ma succede che a volte, il riciclo, diventi veramente arte. il caso di Helmut Palla, classe 1958, artista - designer viennese, la cui caratteristica pi marcata, insieme alla creativit, la capacit di vedere nuove opportunit dietro a mobili e oggetti vecchi, a volte rovinati, spesso arrugginiti. Palla ha il dono di vedere gli oggetti, la loro storia, e di riuscire a immaginarne una nuova, diversa, che racconta cambiandoli, a volte dividendoli in mille pezzi e riassemblandoli, a volte trasformandoli semplicemente in qualcosa di altro rispetto a quello che erano. Helmut Palla crea mobili di vario genere ma la sua passione sono le sedie, perch, sostiene, sono i mobili che pi assomigliano agli esseri umani. Con un abile gioco di parole si denisce the Chairman of Turniture: chairman in inglese vuol dire presidente ma letteralmente sarebbe uomo - sedia; turniture una parola che non esiste nel vocabolario inglese e che viene dal verbo to turn, che signica girare, trasformare, sconvolgere. Un verbo fondamentale nel vocabolario di Helmut Palla che in questa denizione racchiude i due elementi principali del suo lavoro e della losoa che c alla base. Domanda. Helmut Palla, perch tanto affascinato dalle sedie? Risposta. La sedia un archetipo. il pi personale, il pi umano e il pi simile allessere umano fra tutti i mobili. Intendo dire che sono gli arredi che pi assomigliano allessere umano realmente, ovvero per la loro forma. Le

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Trasforma vecchie sedie in creazioni originali. Annulla la funzionalit e ne esalta il valore simbolico di oggetto darte. Con la sua verve creativa Helmut Palla accorcia le distanze tra design e arte di Cristiana Zappoli

considero quasi come parti accessorie del corpo. Come un pilastro, un ponteggio, uno scheletro della nostra mente. Come ombre ci accompagnano attraverso tutta la nostra vita. Giorno dopo giorno, pi o meno consapevolmente, passiamo da una sedia allaltra. Se luomo primitivo era un girovago, luomo civilizzato diventato un uomo che sta seduto. Nessun altro mobile cos ricco di variazioni. La sedia un argomento inesauribile, come luomo stesso e ha quasi la stessa et. un simbolo di potere, unicona della civilt, una rappresentazione delluomo.
Di fianco: primo piano del designer Helmut Palla. Sopra: Chairnobyl, 1999. A sinistra:Archi, 2006

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D. affascinato anche da altri tipi di sedute? R . S, assolutamente. Stare seduti vuol dire stare fermi. Ma noi, per nostra natura, siamo in movimento. Gi quando andavo a scuola avevo labitudine di stare in bilico su due gambe della sedia, a volte addirittura su una, ed unabitudine che non ho perso. Perci ho fatto molte sedie sulle quali possibile appoggiarsi o distendersi, oscillare o saltare, dondolare e rotolare. Ci sono sedie dotate di un meccanismo che permette di cambiare la posizione, sedie che si possono inclinare e sedie su cui ci si pu sedere in direzioni diverse. D. Lei si denisce the Chairman of Turniture. R . Fin dallinizio del mio lavoro sono stato interessato a un modo diverso di interpretare larte del vivere e lo spazio. Nel 1981 ho lavorato come fotografo pubblicitario in uno studio di 300mq che avevo aperto insieme a due amici e proprio nello stesso periodo mi sono trasferito da casa dei miei genitori, uno stabile anni Sessanta caratterizzato da camere piccole con mobili a incasso e softti bassi, nel centro di Vienna in un loft di 150mq. Senza riscaldamento n acqua calda ma con tanto spazio e tanta luce. Nel 1984 ho abbandonato lattivit di fotografo pubblicitario e ho aperto con mia moglie una galleria darte e design per esporre i miei primi lavori. Allora ho cominciato a realizzare mobili e oggetti utilizzando ruote in metallo arrugginito per fare dei tavoli e canne dorgano di legno per fare scaffali. Nel 1986 abbiamo chiuso la galleria e ho iniziato a concentrarmi seriamente sulla creazione dei miei mobili. Tutto quello spazio ha cambiato il mio punto di vista, il mio modo di interpretarelarte di vivere. Mentre cercavamo un luogo adatto da utilizzare come ofcina, abbiamo trovato uno stabile accogliente, completamente vuoto, con tre piani e un piccolo giardino. Cos ci siamo trasferiti di nuovo, e ancora oggi viviamo in quella casa: io lavoro al piano terra. Nel 1994 ho cominciato a disfare mobili per realizzare altri oggetti. La stessa cosa che facevo prima, ma al contrario. Il termine Chairman, una sedia animata, nata dal particolare interesse che avevo n da allora per le sedie. E ancora oggi il

mio lavoro consiste. come allora, nel trovare, tagliare, trasformare e combinare. Ma il trasformare diventato laspetto pi importante del mio lavoro. La nuova interpretazione, il prima e il dopo, il passaggio in unaltra sorprendente ma logica realt: questo quello che mi interessa. E, pigro come sono, cerco di cambiare il meno possibile, modicando tutto ci che si pu, come il passaggio dalla parola furniture (mobile) a turniture. D. Lei trasforma mobili e altri oggetti che trova in giro per il mondo in opere darte. Pensa di essere un artista o un designer? R . Nessuno dei due. O forse entrambi. Io sono uno che attraversa i conni. Dove si toccano arte e design, forma/funzione e contenuto/signicato c la maggiore li1) Rocking MutAnt, 2006 - 2) Triumvirat of the Seatyrs, 2008 - 3) Sitting Wheel, 2005 4) Discorded Rocker I, 2009 - 5) Chairman, 1994 - 6) Locus Imperator, 1999

bert di movimento. Il maggiore usso.Viaggio intorno al mondo per trovare i miei oggetti e le mie ispirazioni. Gli errori, le cose che ho guardato nel modo sbagliato o che ho frainteso, sono piene di possibilit sorprendenti, arricchiscono il mio mondo e lo rendono pi complesso. La maggior parte degli oggetti che realizzo sono pezzi unici, venduti in gallerie darte (soprattutto di arte applicata) o battuti allasta. Ma io sono anche un interior designer e in questo momento sto cercando qualcuno che possa produrre la mia Turning chair. D. Quando vede un oggetto da trasformare, riesce a immaginare immediatamente come diventer? R. A volte s. Quando ho sentito che i quadranti degli orologi pubblici di Vienna sarebbero stati sostituiti, mi sono subito mosso e sono riuscito ad accaparrarmene un po e ora fanno parte dei miei Timetables: grandi tavoli illuminati che mostrano lora esatta. Altre cose restano per molti anni nel mio magazzino di mobili usati e metallo arrugginito, una sorta di personale mercato delle pulci, aspettando il loro turno. D. Le sedie dovrebbero essere comode?

R. S certo, se sono destinate allo stare seduti o ad altri usi simili. Molti dei miei oggetti sono fatti per essere usati e sono molto funzionali. Altri, invece, sono oggetti puri che hanno perso la loro funzione. Molte volte sono una via di mezzo. D. Cosa cambiato nel suo lavoro da quando ha iniziato no ad oggi? R . Quando ho iniziato a realizzare i miei oggetti, nei primi anni Ottanta, senza una istruzione specica, loggetto trovato era la parte centrale del mio lavoro. Le mie possibilit, la mia conoscenza, i miei mezzi economici erano piuttosto ridotti. La forma era il fattore determinante. Oggi, alla base dei miei lavori c unidea molto pi forte rispetto ad allora, come per esempio nelle Cha - Cha - Chairs. In questa collezione la struttura in s poco importante, ci che fondamentale la trasformazione delloggeto in una sedia multidimensionale. D. Come sceglie i nomi delle sue opere? Sono molto particolari R . Oggetti e linguaggio: io gioco con entrambi. Provo ad applicare i miei accorgimenti stilistici e il mio metodo (frammentazione, riduzione, combinazione, densicazione-associativa) sia nei termini materiali che in quelli linguistici. Prendiamo per esempio la Chair?Group. A livello pratico, prendo le diverse parti di una sedia e le combino fra loro liberamente. Nel meta-livello del linguaggio, combino le lettere: i titoli sono anagrammi. Dalla parola chair viene Archi, da Stuehle, ovvero stools (sgabello), viene Luehste, che a sua volta contiene la parola lust (desiderio), e quando questi due sgabelli arrivano quasi a fare lamore, il cerchio si chiude e loggetto diventa nito e ha un senso. D. Qual la sedia a cui maggiormente affezionato? R . Quella che sto realizzando ora. D. Quale tipo di persona apprezza i suoi lavori? R. Una persona con senso dellumorismo. Chiunque abbia la mente aperta e chi curioso o interessato alla storia di un oggetto, ai segni del tempo che lo caratterizzano e al suo riadattamento. La trasformazione in fondo una storia. Ha sempre un prima e un dopo.

DESIGN + 93

AN

T E P R I M A

ARCHITETTURA ED ENERGIA
i di 80 disegni e progetti, tre fotografi e sette studi di architettura di fama internazionale per raccontare il rapporto tra architettura ed energia. La mostra si struttura in tre sezioni ognuna con una chiave di lettura diversa, in cui i materiali rispecchiano le epoche differenti a cui si riferiscono: disegni, progetti e video depoca per la sezione Storie, un percorso attraverso le esperienze progettuali legate ai temi dellenergia e della strada negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Le architetture realizzate dalle industrie dellenergia e del movimento (ENI, Autostrade, Autogrill, FIAT...) costituiscono uno straordinario episodio di innovazione, di sperimentazione tipologica e strutturale, di landscape design, che fanno capo al sistema autostradale, la grande opera pubblica che ha disegnato il volto dellItalia moderna. Questa sezione a cura di Margherita Guccione ed Esmeralda Valente, introduce il tema del rapporto tra cultura architettonica e industria, ripercorrendo lo sviluppo delle infrastrutture italiane a partire dal secondo dopoguerra, sottolineando il ruolo degli attori in questione come motori attivi di un paese in corsa verso la modernit. La fotografia come mezzo interpretativo del panorama contemporaneo per la sezione Fotogrammi, un

Dritto allenergia OBR, Paolo Brescia e Tommaso Principi

viaggio fotografico nellattuale paesaggio italiano delle architetture della strada, dellenergia, del rifornimento attraverso lobiettivo di Paolo Pellegrin, Alessandro Cimmino e Paola Di Bello. A conclusione della mostra i lavori prodotti entreranno a far parte delle Collezioni di Fotografia del MAXXI Architettura. Infine i prodotti digitali/multimediali come ponte verso il futuro nellultima sezione Visioni, che si propone di indagare gli indirizzi progettuali di domani alla luce dei nuovi scenari nel campo della produzione e dellerogazione dellenergia. Questa sezione a cura di Pippo Ciorra apre la mostra al futuro, partendo da una vasta ricerca nel mondo della progettazione, per comprendere il legame tra larchitettura, il movimento e le possibilit legate alla sostenibilit e allinnovazione energetica. Lo scopo quello di individuare nuove modalit progettuali e indagare come levoluzione dei punti di accesso allenergia possa trasformare il paesaggio.
Energy. Architettura del petrolio e del postpetrolio
MAXXI (dal 21 marzo al 29 settembre 2013)

Roma

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MOSTRE

I giocattoli malati di Giacon


Triennale Design Museum presenta una selezione di sculture in ceramica di Massimo Giacon, edite da Superego editions: una famiglia di colorati, mostruosi e grotteschi personaggi scaturiti dalla fantasia delleclettico e poliedrico fumettista, illustratore, designer, artista e musicista di origini padovane. Il progetto nasce da una mostra realizzata alla fine del 2006. Inizialmente i personaggi non erano pensati per essere delle ceramiche, ma semplici immagini bidimensionali che diventavano tridimensionali virtualmente, mediante un programma di modellazione 3D. Giacon vuole rappresentare un mondo di personaggi malati, dei Toys che vivono unesistenza infelice, deturpati da malattie, mutilati, umiliati da un mondo che non sa pi cosa farsene, corrotti dal pop, visto come unentit triturante e senza coscienza, ben distante dalla pop art di Warhol. Afferma Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum: Le mostre al
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Alcuni giocattoli malati di Massimo Giacon

Triennale Design Caf nascono con lo scopo di offrire sguardi inediti su progettisti, temi, materiali, tecniche e lavorazioni. Confrontandosi con il medium tradizionale della ceramica, Massimo Giacon trasferisce elementi visivi tipici dei suoi fumetti e delle sue illustrazioni dalla bidimensionalit alla tridimensionalit. Ne risultano opere allapparenza gioiose e ironiche, ma in realt profondamente meditative e tragiche. Una amara riflessione sulla perdita di innocenza di una societ ormai inesorabilmente corrotta e malata. Massimo Giacon spiega cos questa mostra: The Pop Will Eat Himself un errore. Nel senso che, per chi conosce abbastanza bene l'inglese, la frase corretta sarebbe: The Pop Will Eat Itself, e la traduzione suona cos: Il Pop Manger Se Stesso. Come mai questo errore? Se consideriamo il pop come un'entit astratta it la giusta definizione, ma se noi pensiamo al Pop come a una specie di divinit pagana moderna, him

diventa un suffisso pi calzante. Nel titolo nascosto spesso il senso dell'opera, e le mie ceramiche Superego raggruppate sotto questo titolo nascono da lontano. In realt all'inizio non dovevano nemmeno essere delle ceramiche, lo sono diventate per caso. All'inizio dovevano essere delle opere figurative aventi come soggetto dei giocattoli malati. Sono personaggi pop, e allo stesso tempo sono anti-pop, e forse era destino che uscissero dai disegni bidimensionali per diventare degli oggetti tangibili, come se non riuscissero a rimanere confinati in un ambiente cos angusto. Diventando oggetti perdono forse un po delle loro angosce, magari trovando dei collezionisti che li porteranno a casa e che li ameranno per quello che sono, nonostante quel che sono.
MILANO - The Pop Will Eat Himself. Five years of Superego ceramics for weirdos Triennale Design Museum (fino all1 aprile 13)

LAR Armchair, design Charles Eames, 1948

Straordinari oggetti quotidiani


Boby Trolley, design Joe Colombo, 1964
Il Design Museum di Londra possiede lunica collezione del Regno Unito interamente dedicata al design contemporaneo e allarchitettura. Questa nuova esposizione della collezione permanente, inaugurata il 30 gennaio, rivela leccezionalit degli oggetti che utilizziamo ogni giorno. Lapertura della collezione permanente del museo segna una tappa fondamentale nel cammino verso il futuro del Museo del Design nella sua nuova sede di Kensington, dove lintero piano superiore ospita la collezione del XX secolo. La mostra presenta sei storie chiave attraverso centinaia di articoli, offrendo unindagine diversa dellimpatto del design sulla nostra vita quotidiana. Racconta le sorprendenti origini di oggetti di design famosi ma anche poco conosciuti, con accanto immagini che li riguardano e documenti. Lidentit nazionale viene esplorata attraverso oggetti che descrivono il Regno Unito, come per esempio la cabina telefonica, la segnaletica stradale, la casella postale, il logo di Londra 2012 e leuro. La storia dello sviluppo del logo di Londra 2012 racconta come, per la prima volta, Olimpiadi e Paraolimpiadi hanno avuto lo stesso logo, creato per essere un disegno per tutti: la mostra rivela il processo di progettazione alla base di questo simbolo della Gran Bretagna come palcoscenico mondiale. Il predominio della plastica nella nostra vita viene analizzato attraverso esempi degli ultimi 75 anni, da articoli per la casa di piccole dimensioni fino ai primi mobili realizzati in plastica nel 1960. Gli esempi degli usi pi recenti della plastica includono designer di alto profilo come Issey Miyake che utilizza il PET riciclato dalle bottiglie di plastica per creare tessuti che utilizza nei suoi oggetti. Una sezione dedicata al Modernismo fornisce unistantanea di un periodo straordinario e dinamico del design in Gran Bretagna, mostrato attraverso mobili, oggetti, tessili e architetture che sono

Anglepoise Lamp, design George Carwardine, 1933

diventati icone. La sezione comprende opere di Marcel Breuer, Laszlo Moholy Nagy e Erno Goldfinger. presente una mostra dedicata alla moda dal 1970 al 1990 in cui sono esposti abiti per diverse occasioni provenienti dal guardaroba del collezionista di moda Jill Riblat: tracciano lo spostamento di stile attraverso la vita in societ e sono esempi di perfetto equilibrio tra forma e funzione. Il direttore del Design Museum, Deyan Sudjic, ha dichiarato che: Il design importante ad ogni livello. ci che migliora almeno un po la vita quotidiana; riguarda i grandi cambiamenti economici che il mondo attraversa. qualcosa che riguarda il designer e i produttori, ma anche gli utenti. lunico modo per dare un senso al mondo che ci circonda.
LONDRA Extraordinary stories about ordinary things Design Museum (fino al 4 gennaio 2015)

DESIGN + 97

Arte e scienza

MOSTRE

La mostra ideata e prodotta da Fondazione Marino Golinelli in partnership con La Triennale di Milano ed curata per la parte scientifica da Giovanni Carrada e per quella artistica da Cristiana Perrella. Lesposizione si articola in sette ambienti, dedicati ad altrettante forme di energia. Le opere di grandi artisti contemporanei dialogheranno con exhibit legati a temi dattualit, economia, scienze sociali, dando ampio spazio alle scoperte scientifiche sul funzionamento del cervello umano. Di ogni energia si vedr come e perch nasce, come se ne pu diventare consapevoli, che cosa potr portare di buono ma anche quali possono essere i suoi aspetti pi problematici.

Il cibo in mostra

Dopo progetti espositivi che hanno trattato l'arte attraverso la pittura e la scultura, la Galleria Regionale d'Arte Contemporanea Luigi Spazzapan intende raccontare il design, o meglio, uno specifico oggetto di design che ha fortemente inciso nel nostro territorio: la sedia. Il racconto affidato al suo protagonista, Werther Toffoloni, designer di MILANO Cormons che, attraverso lesemplare fusione Benzine. Le energie della tua mente tra ricerca estetica e progettazione, ha contribuito all'idea di design industriale Triennale (dal 19 febbraio al 24 marzo 2013) contemporaneo. La sua attivit professionale, svolta in collaborazione con Piero Palange fino al 1975, sviluppa una ricerca che lo vede intervenire su diversi In questi ultimi anni il cibo diventato un fronti collaborando con importanti industrie argomento di discussione anche per il sul piano della progettazione e su quello mondo del design, superando con lo slancio della consulenza generale. Nel corso della della curiosit, della forze delle idee e della sua lunga carriera si occupato di disegno creativit il recinto disciplinare che lo di mobili, ceramiche, oggetti in vetro, relegava ad argomento per buongustai. lampade e tessuti per importanti firme Il Mart porta questa confusione di materie italiane e internazionali, ma la sedia stata, nelle proprie sale con un progetto espositivo fin dai lontani anni Cinquanta, la sfida pi che rappresenta il tentativo, attraverso i importante. Attraverso lesposizione delle molti oggetti esposti, di stimolare nel sue opere - in molti casi corredate da visitatore una reazione estetica a pi livelli. disegni e appunti progettuali - realizzate in cinquantanni di attivit, si intende mettere in risalto leccellenza di una produzione in cui la conoscenza dei materiali e dei processi lavorativi si unisce alla cultura del progetto e alla creativit: una visione a tutto campo che coniuga arte e vita contemporanea e che segna linizio di un nuovo filone di attivit della Galleria Spazzapan dedicato allindustrial design, con particolare riferimento alla produzione delle aziende regionali.

Le sedie di Toffoloni

Gerhard Richter

ROVERETO
Progetto cibo. La forma del gusto Mart (dal 9 febbraio al 2 giugno 2013) 98 DESIGN +

GRADISCA DISONZO (GO)


Werther Toffoloni. Per sedersi Galleria Luigi Spazzapan (fino al 14 /04/ 2013)

TORINO Gerhard Richter - Edizioni 1965(fino al 21 aprile 2013)

Le edizioni 1965 - 2012 di Gerhard Richter (Dresda, 1932), uno dei pi importanti e acclamati artisti tedeschi del nostro tempo. L'artista noto soprattutto per i suoi dipinti, ormai presenti nelle collezioni museali di tutto il mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, sono le sue edizioni ad attirare sempre pi spesso l'interesse di collezionisti, curatori di musei e appassionati d'arte. Le edizioni sono opere d'arte originali realizzate non come pezzi unici, ma in un certo numero di copie. Nell'ambito delle edizioni, si trova una variet di media: stampe (in prevalenza litografie offset e serigrafie), fotografie, oggetti, dipinti su tela, su carta e su alluminio, libri e poster.
2012 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

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NAPOLI

AGENDA

Living in lift Castel dellOvo (dal 23 febbraio al 6 marzo 2013)

La mostra, presentata da Schindler Italia, si compone dei lavori di 32 artisti italiani e internazionali, a cui stato chiesto di proporre uninterpretazione personale dellascensore attraverso fotografie, video-arte e installazioni, con uno sguardo inedito su questi "luoghi non-luoghi", spesso percepiti come spazi anonimi e freddi e che, invece, nascondono sorprendenti potenzialit espressive. Attraverso lo sguardo creativo degli artisti, lascensore diventa "specchio" dell'anima di chi ci passa qualche momento della propria vita, riflettendone pensieri, emozioni, sogni e associazioni didee.

BOLOGNA Nino Migliori a Palazzo Fava. Antologica Palazzo Fava (fino al 28 aprile 2013)

Questa antologica, la pi ampia ed articolata degli ultimi decenni, offre un panorama dettagliato, esauriente, anche se non esaustivo, del percorso di oltre sessantanni di ricerca sulla fotografia, della fotografia, con la fotografia di Nino Migliori. Oggi Migliori, nato a Bologna nel 1926, considerato un vero architetto della visione. Ogni sua produzione frutto di un progetto preciso sul potere della visione, tema, questo, che ha caratterizzato tutta la sua produzione. Saranno in mostra oltre 300 opere a cui si aggiungono 9 installazioni che raccontano lopera dellautore. La mostra, in collaborazione con lArchivio Nino Migliori, a cura di Graziano Campanini ed accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.
RAVENNA Borderline. Artisti tra normalit e follia. MAR (fino al 16 giugno 2013)

Lobiettivo della mostra, curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo e da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, di superare i confini che fino ad oggi hanno racchiuso lArt Brut e larte dei folli in un recinto, isolandone gli esponenti da quelli che la critica (e il mercato) ha eletto artisti ufficiali. Gi nella cultura europea del XX secolo diversi protagonisti delle avanguardie e psichiatri innovatori guardarono sotto una luce nuova le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malati mentali. Le ricerche di quegli anni avevano avviato una revisione radicale di termini quali arte dei folli e arte psicopatologica, prendendo in esame queste produzioni sia come sorgenti stesse della creativit quanto come una modalit propria di essere nel mondo, da comprendere al di l del linguaggio formale.

AGENDA
FORL Novecento. Arte e vita in Italia fra le due guerre Musei San Domenico (fino al 16 giugno 2013)

La mostra intende approfondire un momento della cultura figurativa del secolo scorso, relativamente al clima di unepoca che ha lasciato una forte impronta, soprattutto dal punto di vista urbanistico e architettonico, sulla citt di Forl e altri centri della Romagna. Nel primo dopoguerra, da cui prende avvio la mostra per inoltrarsi fino allepilogo del secondo conflitto mondiale e del 1943, la cultura italiana si sent investita della missione di creare nuove espressioni artistiche per il Novecento. Lesposizione intende rievocare un clima che ha visto non solo architetti, pittori e scultori, ma anche designer, grafici, pubblicitari, ebanisti, orafi, creatori di moda cimentarsi in un grande progetto comune che rispondeva, attraverso una profonda revisione del ruolo dellartista, alle istanze del cosiddetto ritorno allordine.
SONDRIO I luoghi dellacqua Galleria Credito Valtellinese (fino al 30 marzo 2013)

In Valtellina il nuovo nellarchitettura lo hanno portato le centrali idroelettriche e le installazioni che intorno ad esse ruotano, ed su questa tesi che si incentra la mostra, prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, con la Fondazione AEM e a2a. Lesposizione rivolge il suo interesse alle decine di opere edilizie e infrastrutturali dedicate allutilizzo della risorsa idrica per la produzione di energia, iniziata agli albori del XX secolo. Centrali, cabine elettriche, invasi, bacini e dighe, canalizzazioni forzate, dissabbiatori, insediamenti abitativi e ripari tecnici, costituiscono il vero paesaggio artificiale a testimonianza del rinnovamento architettonico nella provincia di Sondrio e nelle valli limitrofe.
BOLOGNA Davvero! La Pompei di fine 800 nella pittura di Luigi Bazzani Fondazione del Monte (dal 29 marzo al 26 maggio 2013)

Ristrutturazioni interne ed esterne Rifacimento tetti e facciate Impianti cartongessi Pavimenti Impermeabilizzazioni Deumidificazioni
Siamo attivi sul territorio di Bologna e provincia nel settore delle ristrutturazioni e costruzioni dal 2001. Operiamo per committenti privati in particolare nei seguenti ambiti: Recupero e ristrutturazione edilizia con formula chiavi in mano e non, manutenzione programmata di immobili e nuova costruzione. Per poter rispondere anche alle esigenze di committenti pubblici, lazienda in possesso della Qualificazione alla ESECUZIONE di Lavori Pubblici (OG1 in classe III). Lazienda in possesso della Certificazione di Sistemi di Gestione per la Qualit (ISO 9001).

Un inedito progetto espositivo dedicato alla straordinaria figura dello scenografo e vedutista bolognese Luigi Bazzani, le cui opere sono conservate in molte prestigiose gallerie in Italia. Il progetto ripercorre, attraverso un ricco apparato iconografico composto dalle opere di Bazzani e da una serie di scatti che documentano l'attuale realt pompeiana, l'eccezionale produzione del pittore bolognese, soffermandosi in particolare sullo straordinario contributo che i suoi acquerelli, caratterizzati da una grande qualit artistica e da una prodigiosa abilit tecnica, rappresentano ancora oggi per lo studio di Pompei e della sua storia. L'esposizione intende, quindi, presentare l'immenso patrimonio costituito dalle opere di questo artista, composto da centinaia di acquerelli e disegni, in gran parte sconosciuti al pubblico e agli stessi archeologi.

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AGENDA

MILANO Renzo Bergamo. Atomo Luce Energia Castello Sforzesco (fino al 17 marzo 2013)

BOLOGNA Bas Jan Ader. Tra due mondi

Allinterno delle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco, la mostra raccoglie cinquantacinque opere pittoriche di Renzo Bergamo (1934 2004) a pi di trentanni dalla sua ultima esposizione nel capoluogo lombardo e prima del suo definitivo abbandono del circuito pubblico. Esplora lo straordinario eclettismo della prolifica produzione artistica di Bergamo, attraverso unaccurata selezione di opere, facenti parte di cinque dei sette periodi che scandirono la sua vita. Il segno, lenergia e la forte tensione caratterizzano tutti i suoi lavori, in una sintesi moderna che descrive una nuova mitologia.

Villa delle Rose (fino al 17 marzo 2013)

la prima retrospettiva dedicata a Bas Jan Ader in Italia, a cura di Javier Hontoria. La mostra costituisce una straordinaria opportunit per conoscere e approfondire l'opera di una tra le pi singolari personalit creative degli anni Sessanta e Settanta e di evidenziarne la forte influenza sugli artisti delle generazioni successive, grazie all'attualit della sua ricerca. Il titolo allude alla condizione di essere costantemente in transito che l'artista stesso speriment vivendo tra Europa e Stati Uniti, tra il Vecchio e il Nuovo mondo, tra la soggettivit romantica e la fredda oggettivit dellarte concettuale, tra l'estremo razionalismo di Mondrian e lassurdo vibrante della slapstick comedy.
BOLOGNA Nonostante tutto Galleria Oltre Dimore (fino al 16 marzo 2013)

La mostra mette in scena le opere di Maria Crispal, Silvia Giambrone, Chiara Mu, Francesca Romana Pinzari, Francesca Pizzo con lintento di sottolineare soprattutto uno stato di generosit irremunerabile, in un contesto di degrado che fino a qualche anno fa era impensabile. il lavoro corale di cinque giovani artiste italiane che hanno scelto di raccontare il loro stare ostinato nel mondo attraverso le tracce che vi lasciano, sapendo di donare anche quando il dono non stimato come tale. Una mostra al femminile, ma non sulla e della femminilit in alcun senso. Perch concepire e donare al mondo un gesto profondamente femminile, di cui tutti oggi abbiamo bisogno. Di cui importante anche solo ricordarne il valore fondativo.

AGENDA

PORDENONE - Armando Pizzinato (1910-2004). Nel segno delluomo - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato (fino al 9 giugno 2013)

A pi di centanni dalla nascita di Armando Pizzinato sembra giunto il momento di offrire una completa visione del suo lavoro artistico che, mettendo l'opera al centro dell'attenzione, sapr unire tutti i periodi dell'artista, superando vecchie polemiche e contrapposizioni, per riportarla allessenza che fa di lui uno dei protagonisti pi importanti ed interessanti dellintera seconda met del Novecento italiano. La mostra punta ad offrire un approfondimento nuovo su Pizzinato, superando vecchie polemiche e contrapposizioni, consapevoli che, oggi, nulla rimasto delle accese discussioni di un'epoca ormai lontana e definitivamente tramontata e che, almeno per quanto riguarda Pizzinato, pochi ricordano con precisione le sue parole, e i pi invece stancamente ripetono cose dette da altri molti anni prima.

PADOVA Pietro Bembo e linvenzione del Rinascimento Palazzo del Monte (fino al 19 maggio 2013)

A partire dai primissimi anni Trenta del Cinquecento, Bembo riun nella sua casa padovana (oggi sede del Museo della Terza Armata) dipinti di grandi maestri come Mantegna e Raffaello, sculture antiche di prima grandezza, gemme, bronzetti, manoscritti miniati, monete rare e medaglie. La ricchezza e variet degli oggetti d'arte, raccolti per gusto estetico ma anche come preziose testimonianze per lo studio del passato, rese agli occhi dell'Europa del tempo la casa di Bembo come "la casa delle Muse" o "Musaeum", precursore di quello che sar il moderno museo. Per una breve stagione, proprio grazie allinfluenza di Bembo e al suo gusto collezionistico, Padova divenne baricentro e crocevia della cultura artistica internazionale.
VENEZIA U.S.A - i: United States of Appropriated Images Workshop, Dorsoduro 2793/A (fino all8 marzo 2013)

Un viaggio attraverso gli scatti degli ultimi anni di Micol Sabbadini ambientati negli Stati Uniti, da sempre seconda casa dellartista. Sfocando lestetica presente, Micol Sabbadini mette a fuoco la sua estetica interiore, trasformandola in scenografia sempre in bilico tra decadenza e new pop, ricolorando dettagli, aggiungendone di nuovi e rimontando altri. Se quello che vedono tutti, non quello che vedo io. Nei suoi scatti ritroviamo una costante ricerca di nuove teatralit, miscelata con un filtro onirico allamore per i set, per la camera oscura e per gli allestimenti intorno alloggetto, oltre ad una buona dose di sapiente post produzione. In scena sempre pochi elementi, posizionati secondo una segreta e precisa geometria che conferisce ordine anche quando la foto non perfettamente a fuoco.