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Skopje, 12 anni a Boskoski

Il Tribunale penale conferma in pieno limpalcatura dellaccusa condannando lex ministro degli Interni a una dura pena carceraria per il reato di concorso in omicidio Ennesima batosta giudiziaria per lex ministro degli Interni macedone Ljube Boskovski, condannato venerd scorso dal Tribunale penale di Skopje a una pena detentiva di 12 anni da scontare in carcere per il reato di concorso in omicidio. Si allunga, dunque, il nutrito curriculum penale dellex politico il quale sta gi espiando dietro le sbarre una condanna a cinque anni comminata nel 2011 per aver finanziato con fondi illeciti la sua campagna elettorale e ha passato una lunga odissea giudiziaria allAja culminata con unassoluzione nonostante quattro anni trascorsi in prigione. Ma il verdetto di venerd, secondo il sito internet Balkan Insight, certamente il pi scottante di tutti: letto in unaula stracolma di persone dal giudice Ilija Trpkov, ha attirato una gragnuola di urla e fischi provenienti dai familiari dei condannati. Boskoski, infatti, non lunico a dover scontare la pena carceraria per aver coperto, da ministro degli Interni e quindi capo della polizia, il duplice omicidio avvenuto nel 2001 a Skopje del boss malavitoso Marijan Tusevski e del suo autista Kiril Janev: otto tra vecchi e attuali membri della polizia macedone avrebbero complottato insieme a Boskoski per cancellare le tracce dei veri killer, scortandoli fino al confine con la Serbia e facendogli raggiungere la citt di Kumanovo. in questo modo che i quattro autori diretti del duplice omicidio - i cittadini serbo-bosniaci Predrag Cubrilo, Milan Ilic, Milorad Kovacevic e Vuk Vukicevic - sarebbero riusciti a sfuggire alla giustizia macedone e tuttora rimangono latitanti: i quattro sono quindi stati condannati in contumacia allergastolo. In base alla ricostruzione dei fatti avanzata dallaccusa e totalmente confermata dai giudici, il duplice omicidio sarebbe stato commesso dagli uomini del potente boss Orce Korunovski per degli alterchi sulla propriet di alcuni locali notturni della capitale: lex ministro e i suoi uomini avrebbero progettato e organizzato lassassinio insieme a Korunovski e ai suoi sgherri. In ogni caso Boskoski non ha certo scelto la carta della diplomazia per reagire alla decisione del Tribunale: Quanto vi hanno pagato per

condannarmi? Siete tutti dei criminali. Mi avete condannato senza prove, ma vi sederete al mio posto un giorno, ha strepitato a squarciagola lex ministro.

Nuovo marchio per i vini macedoni


Letichetta Vardar Valley che da dicembre dovr essere apposta a tutte le bottiglie per evitare scontri legali con la Grecia intimorisce non poco i vignaioli macedoni I vignaioli e gli enologi macedoni temono fortemente che la nuova etichetta da apporre a tutte le bottiglie di vino che verrano prodotte nel Paese da dicembre in poi - per rispettare limpegno preso con lUnione Europea ed evitare una deriva legale con la Grecia - in realt potrebbe danneggiare le vendite allestero. "Abbiamo investito tempo, energie e soldi per consolidare il nostro marchio nel mondo e ora scopriamo che dovremo ripartire da zero per conquistare il mercato mondiale, ha sostenuto Georgi Bebedzakov, direttore responsabile della cantina Anevski, in unintervista concessa al quotidiano macedone Dnevnik. Anche Marija Velkovska, una delle enologhe pi stimate nel Paese, non assolutamente daccordo con la nuova strategia messa a punto la scorsa settimana: "Questi sono metodi mafiosi - ha accusato la Velkovska - perch si vuole fare del male al vino macedone. Tutto ci molto triste dato che il settore vinicolo questo uno dei pochi floridi della Macedonia. La nuova etichetta, Vini di Vardar Valley, prende il nome dal fiume pi grande della Macedonia, Vardar, ed stata promossa la scorsa settimana dallassociazione macedone di categoria che ha lavorato con le Nazioni Unite, la FAO e la Banca europea per la ricostruzione e di sviluppo. Due anni fa, la Grecia ha invitato Bruxelles a fermare le importazioni di vino macedone etichettato con il nome Macedonia, copyright registrato in esclusiva nel 1989 dal governo di Atene: del resto il nome appartiene alla Grecia e infatti nel nord del Paese sorge lomonima provincia.