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CAPITOLO 19: OPERE DI SOSTEGNO

CAPITOLO 19: OPERE DI SOSTEGNO


Supponiamo di conoscere le azioni che il terreno esercita sullopera ed in base a queste andiamo ad analizzare il comportamento delle varie tipologie di costruzioni.

Muri di sostegno
Esistono due categorie principali di muri di sostegno: 1. Muri a gravit . 2. Muri a mensola.

Muri a gravit
In questo caso leffetto stabilizzante, in modo particolare alla traslazione e al ribaltamento offerto dal peso proprio del muro.

Muri a mensola
In questo caso le analisi delle condizioni di stabilit del sistema strutturaterreno devono essere svolte facendo riferimento al volume definito dal piano verticale indicato in figura. Il peso proprio che induce un effetto stabilizzante per lopera dato da un contributo del terreno e da un contributo del muro. Un effetto positivo dovuto alla presenza dellala esterna che sposta il centro di rotazione verso valle aumentando i bracci delle forze verticali stabilizzanti. Unulteriore beneficio, per quanto riguarda il meccanismo di rottura della fondazione del muro, dato dal coinvolgimento di una porzione di terreno pi estesa di un muro a gravit dovuto alla maggiore ampiezza della base. La dimensione della porzione di soletta interna b (e quindi del blocco di terra) pu essere calcolata imponendo le equazioni di equilibrio allo scorrimento. Linconveniente di questa tipologia di muri che sono necessari dei grandi sbancamenti per poter realizzare lopera. Per questo motivo, per ridurre lentit dello sbancamento, si ricorre ad un dente, che accorcia si lala, ma aumenta la spinta sul muro.

Appunti di GEOTECNICA. Versione 1.3. A cura di GIUSEPPE DELLANA. Redatti con lausilio di StarOffice Writer 5.2. Linux 2.2.17. Mandrake 7.2.

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Le verifiche dei muri di sostegno


Le verifiche che devono essere eseguite su un muro di sostegno devono considerare tutti i possibili meccanismi di collasso:

In relazione alle condizioni geometriche o di spinta si possono avere uno dei due meccanismi di collasso.

Il raggiungimento del carico limite avviene in corrispondenza del piano di appoggio.

La rottura avviene lungo una superficie di scorrimento che coinvolge il muro e parte del terreno circostante. La superficie di scorrimento non passa per lo spigolo interno del muro, altrimenti si ricade nei casi precedenti.

Per la parte NORMATIVA si fa riferimento al DM 11/03/88 il quale per ogni costruzione richiede una relazione geotecnica A3: i risultati della relazione geotecnica devono essere allegati al progetto e se necessario deve essere richiesta anche una relazione geologica. Secondo la normativa deve essere garantito uno spostamento del muro allo scopo di poter considerare la spinta attiva che rappresenta quella minima possibile. Daltro canto per tale spostamento non deve essere troppo grande (n/1000 dellaltezza del muro) ma solo tale da poter garantire la spinta attiva. Il contributo di spinta offerto dalla parte anteriore del muro NON PU ESSERE TRASCURATO. Una errata interpretazione della normativa scambia la parola spinta con resistenza. Secondo quanto afferma la normativa al terzo capoverso del punto D.4.1.: ... Ai fini della verifica di cui al successivo punto D.4.2., non si tiene conto, nel calcolo, del contributo di resistenza del terreno antistante il muro; in casi particolari, da giustificare con considerazioni relative alle caratteristiche meccaniche dei terreni ed ai criteri costruttivi del muro, se ne pu tenere conto con dei valori non superiori al 50 per cento della resistenza passiva. .... La verifica al punto D.4.2. la verifica alla traslazione sul piano di posa. La resistenza del terreno di cui non si tiene conto la resistenza al taglio. La resistenza al taglio secondo il criterio di rottura di MohrCoulomb nulla quando sono nulli cI e I. Quando I uguale a zero il coefficiente di spinta a riposo k0=1, il coefficiente di spinta passiva kp=1 e il coefficiente di spinta attiva ka=1, cio k0=kp=ka=1 la spinta offerta dalla parte anteriore del muro pari a quella a riposo. Il terreno viene trattato come un liquido pesante cui compete la spinta idrostatica. Nei casi particolari considero che si realizzino spostamenti tali da attivare il 50% della resistenza passiva teorica che ad esso compete, utilizzer quindi kp / 2 e le motivazioni sono le seguenti: 1. per poter avere la spinta passiva sono necessari dei grandi spostamenti (molto superiori a quelli necessari per avere la spinta attiva). 2. Inoltre il terreno davanti alla fondazione oltre ad essere limitato nella fase di costruzione stato anche rimaneggiato, avr quindi cura che venga accuratamente costipato per potervi fare affidamento..

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Verifica alla traslazione sul piano di posa


La verifica alla traslazione prevede di calcolare un coefficiente di sicurezza s il quale secondo la normativa deve risultare superiore al valore 1,3. Tale coefficiente di sicurezza pu essere calcolato come il rapporto tra la resistenza disponibile Tf e la resistenza al taglio T che effettivamente si realizza nel sistema.

s=

Tf T

1,3

Il valore di Tf pu essere calcolato a seconda dei casi in condizioni drenate oppure in condizioni non drenate. Tale valore rappresenta la massima resistenza che il terreno pu offrire al muro che si realizza in corrispondenza della condizione di rottura.

Figura 19.1 Condizioni non drenate

f = cu f = cIa
I a

T f = cu db= cu B
B I a

Condizioni drenate

u tan

Si fa riferimento ai parametri c Ia e Quindi:

perch si considera la rottura del contatto muroterreno.


I a

T f = cIa
B

u tan
I a

db

T f = N U tan

nellipotesi che c Ia =0.

Il valore T rappresenta la resistenza al taglio offerto dalla base del muro che effettivamente si realizza nella condizione considerata; per il suo calcolo sufficiente imporre un equilibrio delle forze orizzontali:

T =S a S v
Indico la spinta a valle del muro con Sv e non con Sp perch tutto da dimostrare che abbiamo spinta passiva a valle.

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Esempio 1: il muro a gravit


Muro di forma rettangolare. Per semplicit di calcolo vengono considerate le seguenti ipotesi:

u =0

I a

cIa =0

Per il calcolo del coefficiente di sicurezza devono essere valutati i valori di Tf e T:

T f = N tan s= Tf T =

=W tan
I

T =S a

W tan Sa

Si pu osservare che il coefficiente di sicurezza dipende dal peso del muro in modo lineare e quindi un termine a favore di sicurezza. In fase di progetto lultima equazione scritta pu essere impiegata per la determinazione del rapporto B / H tale per cui sia soddisfatta la sicurezza: Figura 19.2

W = BH m1 1 S a= H 2 K a 2
e quindi vale che:

s=
da cui otteniamo che:

BH m tan 1 H 2 ka 2

s k a B = H 2 m tan

Da questi risultati si pu osservare che realizzare un muro di sostegno a gravit di una certa altezza una cosa piuttosto gravosa in quanto sarebbero richiesti elevati valori per lo spessore B. In tal senso la verifica molto gravosa inoltre bisogna osservare che nella realt anzich langolo I deve essere adottato un valore Ia inferiore. A questa tipologia di muri esistono delle alternative che permettono di raggiungere altezze pi elevate con strutture pi snelle.

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Esempio 2: il muro a mensola

Facciamo un calcolo di progetto per questa opera di sostegno; le ipotesi che si fanno sono quelle di cI=u=0 e che il muro ed il terreno siano dello stesso peso specifico. In prima approssimazione (a favore di sicurezza) il peso del muro viene considerato su una superficie b H . Calcoliamo il coefficiente di sicurezza:

s=
Da cui segue che:

b H tan 1 H 2 ka 2

ka b = s H tan

Per valori di I=20 si ottiene per un rapporto b/H 0,9 che rappresenta un valore troppo elevato per poter realizzare lopera. Per I=30 si ottiene b/H 0,375 che rappresenta un valore accettabile. La verifica allo scorrimento risulta essere di difficile soddisfacimento e quindi sono necessari degli accorgimenti per aumentare il coefficiente di sicurezza s.

Con questo tipo di muro di sostegno abbiamo un effetto positivo ed un effetto negativo. Quello negativo che aumenta la spinta del muro, perch aumenta la superficie su cui calcolarla. Leffetto positivo invece che lo scivolamento avviene lungo un piano inclinato e il muro per scorrere deve anche salire e quindi il sistema pi stabile. Per calcolare il coefficiente di sicurezza imponiamo lequilibrio alla traslazione lungo le direzioni parallela e perpendicolare alla superficie di scorrimento.
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T = S a cos W sin N = S a sin W cos


La massima forza tangenziale che pu essere applicata data da:

T f = N tan s= Tf T =

Quindi possiamo calcolare il coefficiente di sicurezza:

S a sin W cos tan S a cos W sin

Questa la relazione da impiegare per garantire la stabilit a scorrimento dellopera di sostegno. Se il dente di tenuta non sufficiente, allora possibile stabilizzare il muro con dei pali (PARATIA).

Nel caso fosse presente un moto di filtrazione a monte del muro si deve porre lattenzione ad un fatto: il calcestruzzo poco permeabile, praticamente impermeabile rispetto al terreno, e lala interna sinsinua per una discreta profondit nel terrapieno. Prima di considerare il terreno sopra lala come parte integrante dellopera di sostegno e ritenere irrilevante il moto di filtrazione che vi si instaura, si dovrebbe analizzare con un reticolo di flusso se la presenza dellala modifica il regime di filtrazione e di quanto variano le pressioni efficaci. Sulla verticale si dovrebbe riscontrare una minima differenza di pressioni interstiziali, rispetto alla zona indisturbata, ed ancora minore dovrebbe risultare la differenza sulla superficie di scorrimento inclinata. bene comunque verificare questa fattispecie e giungere a queste conclusioni dopo una accurato controllo. Solamente dopo questattenta analisi ometter lo studio del moto di filtrazione a tergo del muro.

bene ricordarsi della presenza della falda sotto la fondazione del muro, o dellesistenza del moto di filtrazione sotto la fodazione, perch comportano una sottospinta che dovr essere computata nelle verifiche di stabilit.

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Verifica al ribaltamento
Questa verifica si basa sullassunzione che possa avvenire una rotazione attorno al bordo anteriore del muro. Per operare la verifica si deve confrontare il momento prodotto dalle forze stabilizzanti con quello prodotto dalle forze destabilizzanti.

R=

M STABILIZZANTE M RIBALTANTE

1,5

Che in questo caso diventa:

R=

W b 1,5 S ah

Leffetto stabilizzante dipende dal peso del muro e dalla sua lunghezza, mentre quella destabilizzante dipende dallaltezza del muro.

Se facciamo riferimento ad un muro a mensola considero unala interna che verifichi lo scorrimento. Se langolo di attrito I basso allora lala deve essere abbastanza estesa e quindi il braccio della forza peso stabilizzante alto, per cui la verifica a ribaltamento risulter facilmente soddisfatta. Se langolo I alto (resistenza del terreno elevata) allora lala risulter poco estesa e quindi la verifica a ribaltamento risulter meno facilmente verificata. In questo caso per soddisfare anche la verifica a ribaltamento potr essere applicata unala esterna allopera di sostegno la quale ha lo scopo di spostare verso lesterno il centro di rotazione. Tutto questo significa che nei muri di sostegno a mensola la dimensione dellala interna viene valutata in base alla verifica allo scorrimento, mentre la dimensione dellala esterna pu essere calcolata applicando il metodo di verifica al ribaltamento.

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Verifica al carico limite


Per fare questa verifica bisogna procedere come per le fondazioni superficiali tenendo per conto delleccentricit e dellinclinazione della forza agente. La verifica soddisfatta se risulta che:

q=

Q LIMITE Q

Il valore 2 del coefficiente di sicurezza dovuto a ragioni storiche. Per QLIMITE si intende il carico di collasso che pu essere applicato su una fondazione superficiale, mentre Q il carico di progetto che in questo caso risulta pari a Q=N. Queste verifiche per hanno il difetto di non tenere ben in conto del meccanismo di collasso; la verifica di scorrimento e di ribaltamento dovrebbero gi contenere questo tipo di prova. In questo caso il coefficiente di sicurezza risulta basso.

Figura 19.3

Storicamente questo tipo di verifica stato fatto considerando il terreno come una prosecuzione del muro. Il muro veniva suddiviso in conci e per ognuno di essi veniva fatta la verifica a ribaltamento a schiacciamento (verifica a pressoflessione). Il terreno sottostante per non pu essere considerato come un concio ulteriore in quanto i meccanismi di rottura sono diversi. Il problema potrebbe essere risolto considerando diversi meccanismi di rottura con superfici di scorrimento diverse.

Figura 19.4

Verifica a rottura globale

Questo tipo di verifica riguarda soprattutto il terreno ed il procedimento di calcolo simile a quello per la verifica della stabilit dei pendii. La verifica risulta importante nel momento in cui lopera realizzata su un terreno in pendenza.

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