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MINERALCORTICOIDI

ORMONI

L'aldosterone è il principale ormone mineralcorticoide. Il suo effetto più rilevante consiste nell'aumento del riassorbimento di Na + attraverso un'azione sui tubuli distali del rene e un concomitante incremento dell'escrezione di K + e H + . Un'eccessiva secrezione di mineralcorticoidi, per esempio nella sindrome di Conn, provoca una marcata ritenzione di Na + e di acqua, con un risultante aumento nel volume dei fluidi extracellulari, ipokaliemia, alcalosi e ipertensione. La diminuzione della secrezione di aldosterone, come nel caso della malattia di Addison, causa un aumento della perdita di Na + , che è leggermenete più pronunciata rispetto alla perdita di acqua. La pressione osmotica dei fluidi extracellulari viene quindi ridotta, con un conseguente spostamento dei fluidi nel compartimento intracellulare e una marcata diminuzione del volume dei fluidi nel compartimento extracellulare. Si verifica una diminuzione dell'escrezione di Na + che provoca iperkaliemia. Basse concentrazioni di sodio plasmatico o elevati livelli di potassio influiscono direttamente sulle cellule della zona glomerulosa del surrene, stimolando il rilascio di aldosterone. Una deplezione di sodio corporeo attiva anche il sistema renina-angiotensina. Uno degli effetti dell'angiotensina II consiste nell'aumentare la sintesi e il rilascio dell'aldosterone.

MINERALCORTICOIDI ORMONI L'aldosterone è il principale ormone mineralcorticoide. Il suo effetto più rilevante consiste nell'aumento del

MECCANISMO: l'aldosterone, come latri steroidi, si lega a recettori intracellulari specifici. Questi si trovano soltanto in pochi tessuti bersaglio come il rene e gli epiteli di trasporto del colon e della vescica. Le cellule contententi recettori per i mineralcorticoidi contengono anche l'enzima 11-β- idrossisteroide deidrogenasi, che trasforma i glucocorticoidi in metaboliti con bassa affinità per i recettori dei mineralcorticoidi; in tal modo queste cellule sono influenzata solo dai mineralcorticoidi. Questo enzima è inibito dal carbonoxolone (usato per trattare ulcera) e dalla liquirizia. L'interazione dell'aldosterone con il suo recettore inizia la trascrizione e la traduzione di proteine specifiche, determinando un aumento del numero di canali del sodio nella membrana apicale delle cellule e, di conseguenza, un aumento delle molecole di Na/K-ATPasi nella membrana basolaterale. Il conseguente aumento di secrezione di potassio nel tubulo è dovuto a un ingresso di potassio nella cellula attraverso l'azione della Na/K-ATPasi, accoppiato ad un aumento dell'uscita di potassio dai canali del potassio apicali. L'aldosterone ha anche un effetto rapido sul flusso di Na attraverso l'azione di scambiatori Na-H nella membrana apicale.

MINERALCORTICOIDI ORMONI L'aldosterone è il principale ormone mineralcorticoide. Il suo effetto più rilevante consiste nell'aumento del

L'aldosterone induce fibrosivascolare in sinergia con l'angiotensina II.

USO: I mineralcorticoidi sono usati prevalentemente nella terapia sostitutiva. Il farmaco più comunemente utilizzato è il fludrocortisone, che può essere somministrato per via orale. Lo spironolattone è un antagonista competitivo dell'aldosterone e previene gli effetti dei mineralcorticoidi di altri ormoni steroidei della corticale del surrene sul tubulo renale. Gli effetti indesiderati comprendono ginecomastia e impotenza, poichè lo spironolattone ha anche alcune azioni inibitorie sui recettori degli androgeni e del progesterone; inoltre, è usato insieme ad altri diuretici del trattamento dell'edema. L'esplerenone ha indicazioni e meccanismi di azione simili, ma effetti avversi minori.

PATOLOGIE SURRENE Iperaldosterismo primario (malattia di Conn): può essere causata da adenoma (tumore benigno), iperplasia (ingrossamento di entrambe le surreni). E' caratterizzato da: ipertensione arteriosa, disturbi del ritmo cardiaco, cefalea, affaticabilità muscolare, insuff. Cardiaca, renale o venosa, perdita renale di potassio.

Iperaldosterismo secondario: stenosi dell'arteria renale, scompenso cardiaco, cirrosi con ascite, gravidanza, ipertensione arteriosa e arteriosa maligna, tumori secernenti renina, sindrome nefrosica, sindrome di Barter (autoimmune, resistenza vascolare all'angiotensina II). Sindrome di Cushing: elevati livelli di cortisolo per cause ereditarie, farmaci, tumori dell'ipofisi con eccessiva secrezione di ACTH. Feocromocitoma: iperfunzione del midollo della surrene dovuto a tumore benigno che può causare ipertensione e iperglicemia. Il farmaco più utilizzato è la fenossibenzamina, un α-bloccante non selettivo a lunga durata di azione. Malattia di Addison: insufficienza surrenalica primaria. Malattia autoimmune nel 70% dei casi. Può avere natura tubercolare (20%) per localizzazione surrenalica del micobatterio.

TERAPIA IPERALDOSTERISMO Può essere sia medica che chirurgica a seconda dell'eziologia. La terapia chirurgica va eseguita nei casi di adenoma unilaterale o di carcinoma. Nelle forme di iperaldosteronismo idiopatico la terapia di elezione è quella medica con antagonisti recettoriali dei mineralcorticoidi (e.g. Spironolattone, Canrenone, Canreonato di potassio) e risparmiatori di potassio (e.g. Amiloride, Triamterene) a cui è possibile associare altri farmaci anti-ipertensivi in caso di non sufficiente controllo della pressione arteriosa.

TERAPIA IPOSURRENALISMO E ADDISON Vengono usati steroidi di sintesi, in quanto l'aldosterone è disponibile solo in forma iniettabile e ha un effetto rapido e transitorio. La terapia si articola in una

terapia di urgenza che serve a fronteggiare la "crisi addominale": si utilizza metilprednisolone- succinato per via ev meglio associata a iniezione im di desossicorticosterone acetato (DOCA) im ed iniezione ev o im di ACTH (tetracosactide)+ terapia infusionale. L'11-desossicorticosterone è un ormone prodotto dalla corteccia del surrene, è molto importante nel mantenimento dell'equilibrio idro-elettrolitico. Trattamento sostitutivo "perenne": tutti gli addisoniani richiedono la somministrazione di glico e mineralcorticoidi (cortisone acetato e desossicorticosterone). Il Fludrocortisone ha efficacia mineraloattiva equipotente a quella dell'aldosterone e può essere somministrato per os. Occorre fare il monitoraggio della terapia. La dose degli ormoni sostitutivi viene regolata principalmente in base a elementi clinici. L'efficacia della terapia sostitutiva in termini di effetto glucocorticoide viene valutata in base alla regressione dell'astenia, alla sensazione di benessere e alla ripresa di una normale attività. L'effetto mineralcorticoide viene valutato invece in base al controllo del peso corporeo, della pressione arteriosa.

ORMONE ADRENOCORTICOTROPO

• Iperaldosterismo secondario: stenosi dell'arteria renale, scompenso cardiaco, cirrosi con ascite, gravidanza, ipertensione arteriosa e arteriosa

L'ACTH (corticotropina) è l'ormone adenoipofisario che controlla la sintesi e il rilascio dei glucocorticoidi da parte della corticale del surrene. E' un ormone polipeptidicio con 39 residui amminoacidici. Quando il cervello percepisce uno stress, l'ipotalamo rilascia la corticotropin-releasing factori (CRH) che innesca il rilascio di ACTH dalla ghiandola pituitaria. ACTH viaggia attraverso il flusso sanguigno stimolando la ghiandola surrenale a rilasciare cortisolo e adrenalina nel flusso sanguigno. Questi aiutano a provvederere all'energia, all'ossigeno, alla stimolazione del cuore, del cervello e di altri muscoli per supportare la risposta del corpo allo stress. Attualmente l'ACTH non è usato spesso in terapia, sia perchè la sua azione è poco prevedibile rispetto ai corticosteroidi, sia per il fatto che può provocare la formazione di anticorpi. La tetracosactide, un polipeptide sintetico, presenta gli stessi svantaggi, ma ora è ampiamente usato al suo posto per saggiare la funzionalità della corticale del surrene. La concentrazione di ACTH nel sangue viene ridotta dai glucocorticoidi, costituendo le basi per il cosiddetto test di soppressione del desametasone. L'ACTH e la tetracosactide esercitano due effetti sulla corticale del surrene:

Stimolazione della sintesi e del rilascio dei glucocorticoidi dal surrene,

azione trofica sulle cellule corticali del surrene e regolazione dei livelli di enzimi chiave steroidogenici nei mitocondri.

L'uso principale della tetrocosactide è nella diagnosi dell'ipofunzionalità della corticale del surrene. Il farmaco viene somministrato per via intramuscolare e la concentrazione di idrocortisone del plasma viene misurata mediante dosaggio radioimmunologico. E' stata usata come agente dopante per aumentare le prestazioni da parte dei ciclisti professionisti.

ANDROGENI

L'uso principale della tetrocosactide è nella diagnosi dell'ipofunzionalità della corticale del surrene. Il farmaco viene somministrato

Il testosterone è il principale ormone androgeno naturale e viene sintetizzato principalmente dalle cellule interstiziali dei testicoli e, in minor quantità, dall'ovaio e dal surrene. La produzione risente del controllo della corticotropina. Il colesterolo è la sostanza da cui ha inizio il processo biosintetico. FSH= ormone follicolo stimolante, agisce sui propri recettori e sulle cellule del Sertoli, regola la spermatogenesi insieme al testosterone. ICSH= ormone stimolante cellule interstiziali.

Gli effetti degli androgeni esogeni sono gli stessi del testosterone e dipendono dall'età e dal sesso del paziente. Se somministrati ai ragazzi durante la pubertà:

sviluppo dei caratteri sessuali secondari

maturazione organi sessuali

aumento forza muscolare

ispessimento cutaneo

l'altezza si sviluppa più gradualmente

crescita di peli sul viso, regioni pubiche e ascellari. Corde vocali ipertrofiche

sensazione di benessere e aumento della libido e del vigore fisico

gli effetti anabolici possono essere accompagnati da ritenzione idrica e salina

Se somministrati nel maschio in età prepubere, gli individui non raggiungono la loro massima altezza a causa della prematura chiusura delle epifisi delle ossa lunghe. La somministrazione di "doisi maschili" nella donna causa mascolinizzazione, ma dosi inferiori ristabiliscono la concentrazione plasmatica di testosterone ai livelli normali nelle donne che hanno subito ovariectomia, senza causare effetti collaterali.

Nella maggior parte delle cellule bersaglio il testosterone agisce mediante un metabolita attivo il diidrotestosterone a cui viene convertito localmente per opera di una 5α-reduttasi. Tuttavia è il testosterone stesso che provoca la virilizzazione del tratto genitale nell'embrione maschio e che regola la produzione di LH/ICSH nelle cellule dell'ipofisi anteriore. Entrambi modificano la trascrizione genica interagendo con recettori intracellulari.

L'uso principale della tetrocosactide è nella diagnosi dell'ipofunzionalità della corticale del surrene. Il farmaco viene somministrato

1. Testosterone propionato: essendo un estere viene somministrato con iniezioni deposito intramuscolari. Usato nella deficenza androgenica (50 mg 2-3 volte la settimana) e nella pubertà ritardata (50mg settimana).

  • 2. Nandrolone: è un doping antico.

Gli steroidi anabolizzanti sono sostanze con azione simile a quella dell'ormone maschile testosterone. Le sostanze, come d'altra pate l'ormone, legandosi a specifici recettori cellulari inducono modificazioni tipiche legate alla differenziazione sessuale, principalmente un aumento della massa muscolare e della forza. Negli steroidi di sintesi viene ridotto l'effetto mascolinizzante mantenendo però l'effetto stimolante sul metabolismo proteico (deposizione di matrice muscolare). Le dosi dopanti (200-600 mg al giorno) sono 5-10 volte superiori a quelle consigliate per l'uso terapeutico. Si possono assumere per bocca o per iniezione ritardo.

• SNC: aumento della libido, del benessere generale e dell’aggressività •Ipotalamo/pituitaria: diminuzione dell’ormone che rilascia le gonadotropine (GnRH), dell’ormone luteinizzante (LH) e dell’ormone follicolo stimolante (FSH); aumento dell’ormone della crescita (GH) • Laringe: abbassamento della voce • Petto: aumento delle dimensioni •Fegato: diminuzione della globulina che lega l’ormone sessuale (SHBG), diminuzione delle lipoproteine ad alta densità (HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, la cui diminuzione è un fattore di rischio aterogenico: infarto miocardico, vasculopatie cerebrali e periferiche) • Rene: aumento dell’eritropoietina • Genitali: aumento dello sviluppo, della spermatogenesi e dell’erezione • Prostata: aumento delle dimensioni • Cute: aumento crescita dei peli e della produzione di sebo • Ossa: aumento della densità ossea) • Muscolo: aumento della massa magra e della forza • Tessuto adiposo: aumento della lipolisi e diminuzione del grasso addominale • Sangue: aumento dell’ematocrito.

EFFETTI DOPANTI ANABOLIZZANTI ANDROGENI effetti anabolizzanti riduzione dei tempi di recupero comportamento aggressivo maggiore competitività

EFFETTI COLLATERALI ANABOLIZZANTI Cardiovascolari: aumento volemia, ipertensione, cardiomiopatia, aumento trigliceridi e colesterolo, LDL, diminuzione HDL (aumento rischio cardiopatica coronarica), aumento aggregazione piastrinica

epatico-renali: ittero, carcinoma

sessuali: sterilità, diminuzione libido, ginecomastia, mascolinizzazione in donne)

tendinei: indebolimento, lesioni

metabolici: diminuita tolleranza al glucosio

psicologico- comportamentali: euforia, aggressività, depressione, dipendenza.

Caduta dei capelli, disturbi psichiatrici, untuosità della cute, acne, voce profonda, mammelle (ipertrofia nell'uomo, atrofia nella donna), ipertrofia clitoridea, disturbi biochimici, morte improvvisa cardiaca, tumori o infiammazione fegato, diminuita conta spermatica o scomparsa del ciclo.

  • 3. Terapia cancro alla mammella: 100mg 2-3 volte a settimana. Gli effetti collaterali sono: ritenzione

idrosalinica, virilismo, ipercalciemia, tossicità epatica. Nei bambini disturbi della crescita, nella donna acne e mascolinizzazione.

  • 4. Trattamento osteoporosi:il Nandrolone decaonato (Decadurabolin) è l'unico steroide anabolizzante

ancora usato per il trattamento dell'osteoporosi, in quanto presenta un minor effetto negatico sui lipidi plasmatici. Anche se non esistono dati prospettici, uno studio retrospettivo ha dimostrato un'incidenza di frattura significativamente ridotta nel gruppo di donne trattate con steroidi anabolizzanti rispetto al gruppo di controllo. Attualmente gli steroidi anabolizzanti vengono consigliati prevalentemente nelle pazienti più anziane nelle quali l'effetto sulla massa muscolare, sinergicamente a quello sulla massa ossea, può essere particolarmente utile.

ESTROGENI

Sono sintetizzati dall'ovaio e dalla placentae, in minor misura, dai testicoli e della corteccia surrenalica. Il substrato iniziale è il colesterolo. I precursori immediati sono composti androgenici (l'androstenedione o il testosterone). Nell'uomo i principali estrogeni sono 3: estradiolo, l'estrone e l'estriolo. L'estradiolo è il più potente ed è il principale estrogeno secreto dalle ovaie. Gli estrogeni agiscono insieme al progesterone inducendo la sintesi dei recettori del progesterone nell'utero, nella vagina, nell'ipofisi anteriore e nell'ipotalamo. Il progesterone invece diminuisce l'espressione dei recettori degli estrogeni nell'apparato riproduttore. Anche la prolattina aumenta il numero di recettori a livello della ghiandola mammaria, ma non a livello uterino. Gli effetti degli estrogeni dipendono dallo stato di maturità sessuale:

Sono sintetizzati dall'ovaio e dalla placentae, in minor misura, dai testicoli e della corteccia surrenalica. Il

nell'ipogonadismo primario, stimolano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e accelerano la crescita negli adulti con amenorrea primaria, insieme a un progestinico, inducono un ciclo artificiale in donne sessualmente mature, associazione con progestinico, sono contraccettivi (es Etinilestradiolo+ Levonorgestrel/Gestodene/Norgestrel) durante o dopo la menopausa previene i sintomi menopausali e la perdita ossea. Esercitano numerosi effetti metabolici tra cui quelli di tipo mineralcorticoide (ritenzione idrica e salina) e lievi effetti anabolici. Inoltre aumentano la conc. Plasmatica delle lipoproteine ad alta densità con un effetto potenzialmente benefico, che può contribuire al rischio relativamente basso di malattia ateromatosa nelle donne in premenopausa. Aumentano la coagubilità del sangue e il rischio di tromboembolia, ma questo effetto è dose-dipendente. Gli estrogeni si legano ai recettori di 4 tipi nucleari, poi alcune azioni vascolari rapide sono mediate con l'interazione con recettori di membrana. Sia gli estrogeni naturali che quelli sintetici sono ben assorbiti efficacemente dal tratto GI; tuttavia dopo l'assorbimento i naturali sono rapidamente metabolizzati a livello epatico, mentre quelli di sintesi sono degradati più lentamente.

Sono sintetizzati dall'ovaio e dalla placentae, in minor misura, dai testicoli e della corteccia surrenalica. Il

ETINILESTRADIOLO E' usato nella terapia ormonale sostitutiva 10-20 μg/die. La sua azione biologica è espletata attraverso l'interazione con recettori nucleari e la modulazione dell'espressione genica, si concretizza nella riduzione dei sintomi post-climaterici quali: disturbi vasomotori, disturbi nervosi, associati ad una carenza estrogenica tipica della menopausa. I rischi della terapia ormonale sostitutiva sono: aumento del rischio di cancro alla mammella, malattie coronariche, infarto, embolo polmonare.

RALOXIFENE E' una molecola di sintesi in grado di interagire con il recettore per gli estrogeni.

Agonista a livello del tessuto osseo e del metabolismo lipidico

Antagonista a livello endometriale e mammario

Queste sostanze ad azione agonista-antagonista rispetto agli estrogeni vengono indicate come SERMs (selective estrogen receptor modulatros). Il Raloxifene esercita un effetto simile a quello estrogenico sul tessuto osseo, sull'apparato cardiovascolare e sul metabolismo lipidco. E' impiegato nella prevenzione della perdita ossea post-menopausale al riparo da rischi potenziali come l'aumentata incidenza di tumore endometriale e mammario. E' ben tollerato, l'effetto collaterale più serio è rappresentato dall'aumentata incidenza di trombosi venosi profonde; pertanto è utile sospendere il raloxifene se la paziente deve essere sottoposta a immobilizzazione per periodi superiori a 3 giorni. Un altro effetto collaterale è rappresentato dai crampi muscolari. E'

riscontrabile nelle donne in menopausa da pochi anni un aumento delle vampate di calore.

Osteoporosi: malattia caratterizzata da ossa porose: La frattura delle vertebre o collo del femore avviene con facilità. Colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. Il Raloxifene aumenta in modo dose-dipendente l'attività degli osteoblasti e riduce l'attività degli osteoclasti. 1 compressa da 60 mg/die per un periodo di 3-5 anni.

PROGESTINICI

riscontrabile nelle donne in menopausa da pochi anni un aumento delle vampate di calore. Osteoporosi: malattia

Viene secreto dal corpo luteo nella seconda parte del ciclo mestruale e dalla placenta durante la gravidanza. Piccole quantità di progesterone sono secrete anche dai testicole e dalla corteccia del surrene. Ci sono due gruppi di preparazioni:

ormone natuarele e suoi derivati

derivati del testosterone (noretisterone, norgestrel, etinodiolo) che possono essere dati per via orale. Gli effetti indesiderati sono: deboli azioni di tipo androgenico, acne, ritenzione idrica, cambiamento di peso, depressione, alterazione libido, tensione mammaria, cicli irregolari con sanguinamento improvviso. Rischio di maggiore incidenza di tromboembolismo.

FARMACI ATTIVI SULL'UTERO

riscontrabile nelle donne in menopausa da pochi anni un aumento delle vampate di calore. Osteoporosi: malattia

OSSITOCINA Regola l'attività del miometrio. Il suo rilascio viene stimolato dalla dilatazione della cervice e dalla suzione del bambino. Stimola la contrazione dell'utero. Gli estrogeni inducono la sintesi dei recettori dell'ossitocina e, di conseguenza, l'utero al termine della gravidanza è estremamente sensibile a questo ormone. L'ossitocina somministrata per infusione endovenosa lenta al momento del parto causa contrazioni regolari e coordinate. Induce la contrazione delle cellule mioepiteliali della ghiandola mammaria, causando eiezione del latte da alveoli e dotti. Ha anche effetto vasodilatatorio. Un debole effetto antidiuretico può comportare ritenzione idrica, che può essere un problema in pazienti affetti da scompenso cardiaco o insufficienza renale o pre-eclampsia. Controllo del ciclo estrogenico, steroidogenesi ovaria e testicolare, eiaculazione maschile, osmolarità corporea, lipogenesi. Farmaci di elezione per l'induzione del travaglio del parto in 3 condizioni: inerzia uterina, parto precoce (eclampsia), aborto.

ERGOMETRINA Stimola la contrazione uterina e muscolatura liscia vascolare. Produce vasocostrizione dei vasi stimolando recettori alfra-adrenergici e serotonergici e inibendo la liberazione di fattori endoteliali vasodilatatori. Indicazioni terapeutiche: Uso clinico principale: induzione di contrazioni uterine rapide nel trattamentodelle emorragie o nella profilassi per prevenire l’emorragia postparto o postaborto. Nell'uteri contratto (stato che si riscontra normalmente dopo il parto) l'ergometrina ha scarsi effetti. Tuttavia, se l'utero è rilasciato in modo non appropriato, l'ergometrina stimola delle forti contrazioni, riducendo il sanguinamento dal letto placentare (superficie dal quale si è staccata la placenta).

PROSTAGLANDINE

L'endometrio

e

il

miometrio

possiedono

una

significativa

capacità

di

sintesi

delle

prostaglandine,

particolarmente durante la seconda fase, quella proliferativa, del ciclo mestruale. La PGF2a viene prodotta in quantità molto elevate e si ritiene sia implicata nella necrosi ischiemica dell'endometrio che precede la mestruazione. Vasocostrittrice e moderato effetto sulla contrazione uterina. La PGE2 e le prostacicline causano la contrazione dell'utero gravido e non; sono vasodilatatrici. La sensibilità della mucosa uterina alle prostaglandine aumenta durante la gestazione. Hanno anche un ruolo significativo nella dismenorrea e menorragia che vengono trattate con i FANS. Negli stadi precoci e intermedi della gravidanza le prostaglandine E ed F causano inesorabilmente aborto, a differenza dell'ossitocina che in genere non causa l'espulsione del contenuto uterino. In ostetricia sono il dinoprostone, il carboprost, il gemeprost, che hanno azione abortigena. Gli effetti indesiderati: dolore uterino, nausea, vomito.

TOCOLITICI

Il parto prematuro ricorre nel 10% circa delle gravidanze ed è la maggior causa di mortalità e di morbosità perinatale (Mc Cormik, 1985) cause materne (infezioni sistemiche, vaginali, dell’apparato urinario, amniositi, malformazioni uterine, fibromi, etc) cause fetali (malformazioni congenite, etc). ß-simpaticomimetici (ritodrina, salbutamolo, terbutalina) AGONISTI dei recettori beta 2: rilasciamento della muscolatura uterina, bronchiolare e vascolare. Migliorano la prognosi perinatale solo se sono somministrati ev. prima della 33° settimana di gestazione.

Effetti collaterali potenzialmente molto seri per la madre

Cardiovascolari: aritmia, stimolazione cardiaca, ipotensione, vasodilatazione periferica, infarto miocardio acuto, edema polmonare, ritenzione di liquidi, cardiomiopatia, tachicardia Metabolici: iperglicemia, iperinsulinemia, ipoglicemia, intolleranza al glucosio, iperlattacidemia, ipocalcemia, ipopotassiemia, ipomagnesemia, acidosi euglicemica Neuromuscolari: stimolazione SNC, ischemia/vasospasmo, tremore Altri: anemia emolitica, agranulocitosi, ipoplasia midollare, elevazione transaminasi, vasculite cutanea, alterazioni della funzione tiroidea, eritema multiforme. Magnesio solfato Il magnesio solfato è molto usato negli USA. Meccanismo della sua azione tocolitica è sconosciuto, probabilmente compete con il calcio e garantisce in tal modo l’inibizione della contrattilità uterina. Effetti collaterali materni:

Alterata conduzione cardiaca, Arresto cardiaco, Difficoltà respiratoria, Disfagia, Debolezza muscolare, Ipocalcemia, Ipotermia, Ipercaliemia, Blocco neuromuscolare Ritenzione idrica, Edema polmonare,Depressione respiratoria,Alterazioni oftalmiche Diuresi osmotica, Arresto respiratorio. Il magnesio solfato possiede anche effetti negativi a livello fetale:

Depressione respiratoria, Rachitismo neonatale, Ipotonia, Ipermagnesemia etc Lavori recenti raccomandano il suo abbandono come tocolitico e consigliano di riservarne l’uso esclusivamente nell’ambito di studi clinici controllati (Barclay, 2002)

Calcio antagonisti Alcuni principi attivi facenti parte di questa categoria (in particolare la nifedipina) sono stati utilizzati nella terapia tocolitica per la loro capacità di ridurre la concentrazione di calcio all'interno della cellula, ostacolando di conseguenza la contrazione muscolare. Gli eventuali effetti collaterali sono quelli dei calcio antagonisti e sono stati osservati sia a carico della gestante (abbassamento della pressione arteriosa, cefalea, edema polmonare) che del feto (alterazioni della circolazione sanguigna, rallentamento della frequenza cardiaca, acidosi, morte improvvisa ).

Antagonisti dell’ossitocina: Atosiban

compete con l’ossitocina a livello dei recettori miometriali e probabilmente anche a livello dei recettori presenti a livello delle membrane amniocoriali. E' utilizzato nel tentativo di ritardare il parto pretermine, in epoca gestazionale compresa tra 24 e 33 settimane. L’inibizione della contrattilità uterina è dose dipendente. Significativa riduzione degli effetti collaterali materni nelle donne che assumono atosiban, rispetto ai tre tocolitici ß-agonisti (salbutamolo, ritodrina, terbutalina).