Sei sulla pagina 1di 12
SOCIETÀ VITALE individuo e collettività numero 0 Maggio 2013
SOCIETÀ
VITALE
individuo e collettività
numero
0
Maggio
2013

www.societavitale.wordpress.com

A-PERIODICO DI INFORMAZIONE SULLE ATTIVITÀ COLLETTIVE NEL TERRITORIO DI SANTA MARINELLA

In questo numero:

pagina 2

Un luogo di dibattito trasversale per la sinistra di Santa Marinella. Uno spazio in cui i cittadini raccontano la città, in cui i giovani esprimono le loro opinioni e discu- tono i loro progetti.

> Editoriale

pagina 3

Le parole “esistenza libera e dignitosa” si riferiscono all’uomo considerato sia nella sua veste biologica che nella sua veste sociale: soltanto se questi due aspetti sono tenuti in considerazione e coniugati insieme e rispettati l’uomo può avere dignità ed essere veramente libero.

> I nostri diritti

> Reddito minimo garantito:

pagina 4

L’Italia aspetta da almeno vent'anni risposte e forme

di regolamentazione nuove, adatte a fornire tutela al cittadino nell’epoca della crisi e della “produzione flessibile”.

approvate la legge!

pagina 6

Faranno tutti a gara per risultare i salvatori della patria.

Un improvviso e straripante fiorire di ipotesi, molte delle quali strampalate, per portare a casa incolumi baracca e burattini. Tutto rigorosamente all’ultimo secondo, come se fino ad oggi fosse andato tutto bene e del destino dei lavoratori non fosse interessato a nessuno.

> Finale di partita

>

Serata calda ma da brividi

pagina 8

Comitato Cittadino 11 Agosto 2011

>

Adesso tocca a noi

pagina 9

Il Cantiere delle idee

> PUA: l’ennesima occasione persa pagina 10

Lo scopo del piano è di preservare e valorizzare le zone costiere e marine di pregio ambientale, paesaggistico o storico e di qualificare funzionalmente o riqualificare i luoghi idonei a offrire servizi ricreativi, sportivi, nautici.

> Virato seppia

pagina 12

SOCIETÀ VITALE

Cos'è, e perché

a cura dell’Associazione “La città vitale”

La frammentazione nella scena politica san-

tamarinellese, e soprattutto nella sinistra del paese, è sotto gli occhi di tutti. Le scelte elet- torali che sono state compiute hanno com- portato divisioni molto profonde, ciò è ancor più significativo perché, sino a pochi mesi fa,

era molto vicina la possibilità di una coali- zione unica, ampia e unitaria, delle forze di opposizione alla maggioranza uscente. Non

scoltata una ventata di novità sia sul piano lo- cale che su quello nazionale. Le energie messe

in campo, a testimonianza della necessità e del

desiderio di partecipare consapevolmente alle

scelte riguardanti il futuro del nostro territorio, rappresentano un patrimonio per la collettività. Questo patrimonio potenziale risulterà tanto più fruttuoso quanto più saremo capaci di col- tivarlo, sostenerlo, condividerlo.

entriamo qui nel merito delle decisioni prese, È le elezioni sono alle porte e ognuno
entriamo qui nel merito delle decisioni prese,
È
le elezioni sono alle porte e ognuno di noi
deciderà in coscienza per chi (e se) votare.
Ci
sarà modo in futuro di discuterne ancora,
di
rimarginare gli strappi, trovare nuovamente
un
terreno comune su cui lavorare insieme.
Di
un terreno comune ci sarà indubbiamente
bisogno, a partire dal giorno dopo le elezioni,
qualunque ne sia il risultato.
La città di Santa Marinella presenta un dualismo
2
sconcertante. Da un lato è chiaro a tutti che non
c’è una coscienza politica diffusa, non c’è una cul-
Numero 0
Maggio 2013
tura del fare comune, non c’è una consapevo-
lezza collettiva del fatto che è la politica che
deve stare al servizio dei cittadini e non vice-
versa. Fenomeni tristemente diffusi quali il voto
su
di scambio (ti voto perché mi fai lavorare), il fa-
e
vore usato come propaganda politica, il cliente-
lismo, confermano che molti cittadini di Santa
Il
Marinella sono, sempre di più, in una posizione
di bisogno che li rende fortemente ricattabili.
il
di

D'altro canto, c’è un considerevole e crescente numero di esempi di mobilitazioni individuali e collettive, che dimostrano una promettente vi- talità politica. Negli ultimi anni sono nati svariati comitati su tematiche specifiche (11 agosto, il comitato dei fossi, quello sul castello, l'acqua pubblica, ecc. ecc.); le assemblee su tematiche

territoriali (castello, piani integrati, fossi) hanno visto una partecipazione in molti casi persino insperata. L'associazionismo sembra essere un fenomeno in crescita. E sono nate nuove forze politiche (tra cui il Movimento Cinque Stelle)

a cui si stanno dedicando anche cittadini che si

affacciano per la prima volta all'attività politica

e che chiedono con voce in buona parte ina-

quindi oggettivamente necessario intrapren-

dere iniziative che siano concrete e aggreganti, mettendo insieme, anche nelle diversità, tutti coloro che perseguano il bene collettivo e non quello strettamente individuale, con un'atten- zione particolare ai giovani del nostro paese. Anche per stimolare la crescita di nuove con- sapevolezze politiche, sociali e culturali nella

popolazione di Santa Marinella, che portino l’in- dividuo a sentirsi parte integrante di una col- lettività, che possano aiutare nello sviluppo di un nuovo ceto politico, rappresentante delle esigenze dei cittadini e loro (nostra) diretta espressione. Per portare avanti nuove battaglie

temi specifici o per proporre momenti di

crescita e opportunità culturali, sociali, e anche economiche, in grado di dare risposte collettive

di lungo respiro alla crisi e al disagio.

fascicoletto che state leggendo è un passo in

questa direzione. Le sue pagine, e le altre inizia- tive che riusciremo a intraprendere, si propon- gono come un luogo di dibattito trasversale per

centro sinistra (e per la sinistra) santamarinel-

lese. Uno spazio per l'analisi, per l'elaborazione

nuove idee e proposte, sia sul piano locale

che in un'ottica più ampia. Uno spazio in cui i cittadini raccontano la città,

in cui i giovani esprimono le loro opinioni e

discutono i loro progetti, in cui comitati e as- sociazioni possano trovare un megafono per comunicare. E mille altre cose. È un conteni- tore che abbiamo deciso di aprire pochi giorni prima delle elezioni per renderlo di- sponibile qualunque sia l'esito del voto, a tutti coloro che riconoscendovi una comunione di intenti, vogliano contribuire e partecipare.

ii nostrinostri dirittidiritti

SOCIETÀ VITALE

i i nostri nostri diritti diritti SOCIETÀ VITALE di Eliana Petrini L’uomo, negli ultimi secoli con

di Eliana Petrini

L’uomo, negli ultimi secoli con molte lotte, ha acquisito faticosamente diversi diritti, trasfor- mandosi così nel tempo da “suddito” a “cittadino”. Oggi alcuni di quei diritti vengono spesso elusi mentre ce ne sono ancora molti da conquistare,

di

carattere sociale ed etico-laico.

In

questa prima rubrica parleremo di un diritto fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione

e

anche da norme europee ed internazionali: il diritto ad una “esistenza dignitosa e libera”.

Cosa significa? Tutti esistiamo, respiriamo, mangiamo, dormiamo, ma tutto ciò fa parte del regno animale al quale anche l’uomo appartiene; solo che l’uomo supera il semplice regno animale non solo perché possiede la facoltà di ragionare ma soprattutto perché ha una forte inclina- zione alla socialità e si è dato regole e diritti. Ma siamo sicuri che i diritti già sanciti siano fruibili da tutti? Verrebbe quasi di rispondere di sì

e

L’articolo 1 della nostra Costituzione afferma che il nostro paese è una repubblica fondata sul

lavoro, e all’art. 36 della stessa Costituzione si dice: “ il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé

e

che non possa essere altrimenti; ma non è così.

alla famiglia una esistenza libera e dignitosa”.

Le parole “esistenza libera e dignitosa” si riferiscono all’uomo considerato sia nella sua veste

biologica che nella sua veste sociale: soltanto se questi due aspetti sono tenuti in considerazione

e

l'importanza fondamentale del diritto al lavoro. Essere libero dalla povertà o da un reddito insufficiente vuol dire non essere ricattabile da nessuno, non essere emarginato per l’appartenenza ad etnie diverse dalla nostra o per gli orientamenti sessuali, avere libertà di pensiero e di parola e, soprattutto, avere diritto alla verità. Ma ancora ampio è l’elenco dei diritti, per esempio legati all'ambiente, alla socialità, alla cultura. Purtroppo assistiamo invece al fatto che spesso le istituzioni, da quelle centrali a quelle comu- nali, si dimenticano o fingono di dimenticarsi di quanto è previsto nella Costituzione, mentre

coniugati insieme e rispettati l’uomo può avere dignità ed essere veramente libero. Da qui

proprio in quanto istituzioni sono loro che hanno il potere e gli strumenti per fa sì che l’uomo possa esercitare tutti i diritti di cui abbiamo parlato. Spesso assistiamo ad un esercizio dei poteri amministrativi deviato, al clientelismo, ai piccoli favori, ad una politica di scambio, allo sperpero dei soldi pubblici, all’approvazione di progetti che continuano ad autorizzare la cementificazione del territorio a danno della salute dei citta- dini e dell’ecosistema.

Il

diventare protagonisti della nostra vita e di quella della città per spingere la prossima ammini- strazione comunale, qualunque essa sia, di destra o di sinistra, ad ottemperare ai propri doveri con puntualità, trasparenza, verità, corretta e continua informazione e, in particolare, ascolto delle esigenze dei cittadini. Chiunque dovrà amministrare e prendere decisioni per questa città, ma anche chi sarà all’opposizione, dovrà tenere presente che sono stati i cittadini con il proprio voto (speriamo libero) a dare loro questo mandato.

tema trattato non può esaurirsi in queste poche righe. Questo vuol essere solo un invito a

Diversi Comitati già difendono i beni comuni. Se questi fossero insufficienti per affrontare anche

gli

tutti coloro che hanno perso il lavoro ed hanno difficoltà a trovarne un altro, formiamone altri. Perché solo partendo con l’esigere il rispetto nelle questioni locali e quotidiane potremo costruire quella base di consapevolezza e di unità che ci consentirà di combattere sul fronte più ampio dei diritti.

altri problemi che affliggono le persone, giovani, immigrati, anziani, disabili e in particolare

3 Numero 0 Maggio 2013
3
Numero 0
Maggio 2013
altri problemi che affliggono le persone, giovani, immigrati, anziani, disabili e in particolare 3 Numero 0

SOCIETÀ VITALE

Reddito minimo garantito:

approvate la legge!

La serie di rivendicazioni e di battaglie sul tema

del reddito garantito dura ormai da qualche

decennio nel nostro Paese. Nel corso degli anni si sono tenute assemblee, manifestazioni, cortei; gruppi di precari hanno preso parola

Fotografie e filmati documentano la piena riuscita dell'iniziativa: un numero significativo di parlamentari di tre importanti forze politiche (Sinistra ecologia e libertà, Partito democratico

e Movimento 5 Stelle) hanno acconsentito a

e si sono organizzati per narrare la loro incontrare la delegazione e quindi ad avviare
e si sono organizzati per narrare la loro
incontrare la delegazione e quindi ad avviare in
tempi brevi l'esame della proposta di legge di
iniziativa popolare.
I componenti della delegazione hanno poi
avuto un colloquio con la Presidente della
Camera Laura Boldrini, che ha manifestato la
propria simpatia alla proposta.
Calcolatrice alla mano, il 15 aprile si è deter-
minato un fatto storico per il nostro Paese,
cioè la materializzazione, almeno sulla carta,
di
una maggioranza parlamentare a favore del
4
condizione sociale; montagne di studi e di
pubblicazioni si sono accumulate per eviden-
ziare le carenze del nostro sistema di prote-
zione sociale.
Esperienze amministrative, soprattutto in
ambito regionale, hanno talvolta aperto delle
brecce, ma senza avere purtroppo la forza di
consolidare dei risultati definitivi. L’Italia, in
breve, aspetta da almeno vent'anni risposte e
forme di regolamentazione nuove, adatte a
fornire tutela al cittadino nell’epoca della crisi
e della così detta “produzione flessibile”.
reddito garantito e l'ingresso ufficiale del tema
nelle massime sedi istituzionali.
In questa lunga storia il 15 aprile 2013 sarà
Numero 0
Maggio 2013
forse ricordata come una giornata speciale.
Alcuni membri del BIN-Italia hanno infatti
partecipato alla folta delegazione riunita in
rappresentanza di oltre 170 tra associazioni,
comitati e partiti, che si è recata a Piazza
Montecitorio e che ha consegnato alla Presi-
denza della Camera le oltre 50.000 firme a
sostegno del disegno di legge di iniziativa
popolare per l'istituzione del reddito minimo
garantito.
La proposta è modellata su quanto previsto
nella legge nr. 4/2009 della Regione Lazio
che seppure solo in via sperimentale, ha
introdotto sul territorio di quella regione una
misura di reddito garantito dalle caratteristi-
che fortemente innovative, che molti osser-
vatori hanno salutato con entusiasmo come
possibile momento di svolta per le politiche
sociali del nostro Paese.
Sulla scia di quanto previsto in tale legge
regionale, e in accordo con le migliori prassi
Il
comitato promotore dell'iniziativa aveva
in
vigore nei Paesi europei, nel disegno di legge

lanciato un appello ai parlamentari affinché in occasione della consegna delle firme questi

venissero a incontrare coloro che avevano

ideato e animato la campagna di raccolta firme. Si chiedeva agli eletti di dare avvio a un percorso condiviso con le associazioni e con

la società civile attiva sul tema del reddito

garantito, affinché la proposta di legge fosse presto calendarizzata e discussa nelle sedi istituzionali.

di iniziativa popolare l’erogazione (consistente

in 600 euro mensili oltre integrazioni in beni

e servizi a carico delle Regioni) ha carattere individuale (e non familiare, come molte

prestazioni assistenziali del nostro welfare) ed

è destinata non soltanto ai soggetti irrevoca-

bilmente esclusi dal mercato del lavoro, bensì anche ai soggetti in cerca di prima occupa- zione o ai lavoratori precariamente occupati

o a basso reddito.

SOCIETÀ VITALE

La gestione della misura è demandata sul piano amministrativo ai centri per l’impiego, seguendo in ciò la “buona prassi” avviata dalla Regione Lazio nell’esperienza sopra menzionata.

I centri per l’impiego hanno infatti la dimensione territoriale ottimale e gli strumenti operativi adeguati per situare l'erogazione del beneficio

in una più vasta strategia d'intervento e per,

eventualmente, propiziare l'attivazione del

beneficiario con proposte acconcie di tipo lavorativo o formativo.

ficio nella ipotesi di non congruità della pro- posta di impiego eventualmente offerta, ove

la stessa non tenga conto del salario prece-

dentemente percepito dal soggetto interes- sato, della professionalità acquisita, della formazione ricevuta e del riconoscimento delle competenze formali e informali in suo possesso certificate dal Centro per l’impiego territorialmente competente attraverso l’erogazione di un bilancio di competenze. La logica del provvedimento è in definitiva quella di imporre un obbligo di qualità delle proposte di attivazione formulate dai centri per l'impiego.

Si

non sia rivolta in via esclusiva a soggetti irre-

stima inoltre che la misura qui in discussione

Completano il disegno di legge tre deleghe da affidare al Governo in tema di salario
Completano il disegno di legge tre deleghe da
affidare al Governo in tema di salario minimo
orario, di riordino della spesa assistenziale e
di riforma degli ammortizzatori sociali. Ci si
propone così di raggiungere una certa
coerenza tra i livelli di reddito nei vari
momenti della vita lavorativa della persona,
con una modulazione razionale delle forme di
5
protezione nei casi di disoccupazione di breve
o di lunga durata.
Numero 0
Maggio 2013
Questa in sintesi è la proposta che i cittadini
e
la società civile organizzata hanno lanciato
al
Parlamento, si apre ora una fase nuova, che

richiederà forme di mobilitazione e di inter- vento convenienti allo scopo finale della tra- sformazione della proposta in legge dello Stato. La parola passa adesso agli eletti: c'è da auspicare che il Parlamento sappia rivendicare una propria centralità anche nei confronti dell'agenda di Governo (che si preannuncia piuttosto tiepida su questa tema).

Occorre attivarsi affinché questa misura sia adottata con urgenza, affinché sia al più presto avviata la discussione del disegno di legge di iniziativa popolare e affinché si giunga final- mente anche in Italia all’introduzione di una misura di reddito minimo garantito.

Luca Santini (BIN-Italia)

trattabilmente esclusi dal mondo del lavoro.

La

condo criteri di speditezza, semplificazione, buon andamento; è stabilito che la domanda possa essere presentata anche on line e si postula la rapida capacità del sistema di registrare mutazioni della situazione di fatto

procedura amministrativa è strutturata se-

del beneficiario che possano comportare di volta in volta un diverso atteggiarsi del diritto

al reddito garantito.

La

di

punto particolarmente sensibile in qualsiasi legislazione in tema di reddito minimo. Una subordinazione troppo netta del beneficiario alle indicazioni e ai desiderata dell’ente ero-

previsione di obblighi più o meno stringenti

attivazione da parte del beneficiario è un

gatore della misura rischia infatti di porsi in frontale contrasto con gli obiettivi perseguiti dalla legge. Va scongiurata la formazione di un mercato del lavoro destinato a soggetti di serie B, indirizzati verso impieghi di scarsa qualità, dietro minaccia più o meno esplicita di essere privati di ogni residuo sostegno. Le esperienze

in Italia dei lavoratori socialmente utili negli

anni Novanta, così come quelle del così detto workfare in alcuni Paesi europei hanno dato pessima prova di sé e sono decisamente da non replicare. La proposta di legge fissa dunque un punto

di equilibrio tra contrapposte esigenze, stabi-

lendo che non opera la decadenza dal bene-

SOCIETÀ VITALE

“Finale di partita”

di Daniele Renda

Strana storia! Alla fine sempre la stessa! La sorte che riserviamo a quei volumetti, che fa tanto chic tenere nelle proprie librerie, anche se ingialliti dal tempo, anche se mangiati dalla polvere per il troppo

oblio. Fascicoletti, libri, riviste che è sempre bene che gli altri vedano in bella mostra nei nostri scaffali.

E che importa se non si siano mai letti o non si abbia la minima idea di che cosa parlino, l’importante

è che stiano lì, a testimonianza della nostra presunta cultura da sfoggiare a tutti i costi.

Bé, uno di questi libri è senza dubbio “La Costituzione della Repubblica Italiana”. Che figura se dovesse

mancare! Deve stare là! Rovinata, senza alcune pagine ma presente. Probabilmente, però, in qualche volume che si trova in qualche casa su qualche scaffale all’interno di qualche libreria di qualche persona, la pagina che manca è proprio quella che riguarda l’articolo 1 dei “Principi Fondamentali” e che recita all’incirca così:

Il chi Eh 6 Numero 0 Maggio 2013 un Ci in
Il
chi
Eh
6
Numero 0
Maggio 2013
un
Ci
in

posto ce l’ha e non lo vorrebbe perdere per niente al mondo.

“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

lavoro come principio fondamentale. Un concetto semplice ma di un’importanza devastante.

Soprattutto in questo periodo nel quale non solo non sembra più possibile offrire alcuna speranza a

è in disperata ricerca di un impiego ma non si riesce neanche a garantire chi quel maledettissimo

si, quella prima pagina deve proprio mancare dal volume della Costituzione di chi fino ad oggi ha

gestito alcune strutture, che negli ultimi anni hanno fornito uno straccio di dignitosissimo lavoro a diversi nostri cittadini. Probabilmente è per questo motivo, che quando si parla di alcune realtà, come la “Santa Marinella Servizi” o il “Centro Boggi” di Santa Severa, si fa veramente fatica a pensare al lavoro come un diritto inalienabile.

Misteri irrisolvibili di un’epoca sciagurata? O semplici casi di cattiva gestione? Frutti amari inevitabili di

periodo di crisi? O deriva ovvia di un costante susseguirsi di errori?

Sicuramente, con questo articolo, non vogliamo ne trovare un colpevole, ne spiegare le cause che hanno portato alla situazione attuale. Non abbiamo nessuna velleità da Sherlock Holmes o da Nero Wolf e neanche abbiamo la pretesa di capirci effettivamente qualcosa. I fatti, però, parlano di una municipalizzata che fa vivere i propri 43 dipendenti (e con loro tutte le loro famiglie) sul filo del rasoio.

raccontano di un centro, finanziato dalla Regione, nel quale ai precedenti lavoratori finiti in cassa

integrazione, a breve faranno seguito, con molta probabilità, altri nuovi 9 esuberi.

Trovare prospettive, risposte, soluzioni, pare assai arduo. Chi le dovrebbe dare, sembra ancora più

confusione di chi le aspetta. E chi vorrebbe solo la garanzia di un suo diritto, si ritrova a vivere

quotidianamente nel terrore di perderlo da un momento all’altro.

Da una parte assistiamo al delirante carosello di chi ci parla di “vendita ai privati”, piano da presentare

all’ “Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato” o addirittura ci paventa l’incubo di un’eventuale

chiusura, con la stessa tranquillità di chi va al mercato a comprare un chilo di broccoletti. Dall’altra c’è chi minaccia, con sconcertante disinvoltura, di dimezzare il numero dei dipendenti, da 34 a

17 superstiti, solo perché qualcuno avanza la richiesta di veder applicato ciò che il contratto prevede od addirittura si permette di suggerire ipotetiche soluzioni alle difficoltà economiche di gestione, che affliggono

il consorzio Unisam dal momento stesso in cui è subentrato alla Ri.Rei, in affitto di ramo d’azienda.

Ma i lavoratori della società o del consorzio si meritano tutto questo? Forse non hanno diritto a un po’ di rispetto, quanto meno?

E via con chi ci parla con toni trionfanti di un improvviso pareggio di bilancio, raggiunto chissà come, dato che le entrate e le uscite della “Santa Marinella Servizi” in teoria sono sempre le stesse.

A

meno che qualcuno non lo spieghi con le due circolari del Segretario Generale del Comune, con

le

quali si esortava i Responsabili dei Servizi dell’Ente, ad aumentare il costo dei canoni dovuti alla

SOCIETÀ VITALE

Società di ben il 47% negli ultimi due anni (stima fatta su alcune fatture a campione, che non sarà precisa al 100% ma ci va molto vicino). Eppure, nonostante questo mirabolante risultato, si è aspettato l’ultimissimo momento per presentare uno studio all’A.G.C.M., che possa consentire, nelle migliori delle ipotesi, di continuare a mantenere la “Santa Marinella Servizi” gestita dall’Ente Pubblico o male che vada, a venderla/svenderla ai privati. Abbiamo assistito e continuiamo ad assistere al grottesco gioco di chi fa orecchie da mercante a quelle voci, che suggeriscono di far subentrare od al limite affiancare al consorzio ormai in evidente affanno, nuove cooperative, ditte, società od altri consorzi del settore, che possano dare maggiori garanzie e nuova linfa alla guida del “Centro Boggi”. L’unico risultato è stato quello di far passare del tempo utilissimo e stressare la situazione sino ad un punto di non ritorno. Ed allora si spera di risolvere tutto, come al solito, in zona Cesarini, nei supplementari, nell’extra time. Forse per rendere tutto più emozionante! Vedrete, che, d’ora in poi, sarà un susseguirsi di personaggi più o meno credibili, che cercheranno, in

7 Numero 0 Maggio 2013 Konstantinos Kavafis (29 aprile 1863 - 29 aprile 1933) in
7
Numero 0
Maggio 2013
Konstantinos Kavafis
(29 aprile 1863 - 29 aprile 1933)
in una caricatura di
David Levine

tutti i modi, di accaparrarsi il merito, di aver portato la palla oltre la linea, per segnare “quella maledetta ultima meta”. Faranno tutti a gara per risultare i salvatori della patria. Un improvviso e straripante fiorire di ipotesi, molte delle quali strampalate, per portare a casa incolumi baracca e burattini. Tutto rigorosamente all’ultimo secondo, solo casualmente sotto elezioni, come se fino ad oggi fosse andato tutto bene e del destino di quei poveri cristi dei lavoratori non fosse interessato a nessuno. Ma ci si è mai chiesti, che cosa possa accadere, se non si riesce a portare quella benedetta palla oltre

la

rimane tra le mani? Si ha la minima idea di chi, alla fine della partita, possa rischiare di perdere tutto ma veramente tutto?

Ci

I gol all’ultimo minuto li lasciamo volentieri a qualcun altro. Magari a Totti o a Del Piero. Saremo pure noiosi ma a noi piace vivere tranquilli e non nella continua attesa dei barbari

linea? Si è mai pensato a quale possano essere le conseguenze, se quella stramaledettissima palla ci

scuserete ma una dieta tutta a base di adrenalina e suspence sinceramente non ci interessa.

base di adrenalina e suspence sinceramente non ci interessa. Aspettando i barbari (1908) di Konstantinos Kavafis

Aspettando i barbari (1908) di Konstantinos Kavafis

«

Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?

Stanno per arrivare i Barbari oggi. Perché un tale marasma al Senato? Perché i Senatori restano senza legiferare?

che i barbari arrivano oggi. Che leggi voterebbero i Senatori? Quando verranno, i Barbari faranno la legge.

Perché il nostro Imperatore, levatosi sin dall'aurora, siede su un baldacchino alle porte della città, solenne e con la corona in testa?

che i Barbari arrivano oggi. L'Imperatore si appresta a ricevere il loro capo. Egli ha perfino fatto preparare una pergamena che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.

Perché i nostri due consoli e i nostri pretori sfoggiano la loro rossa toga ricamata? Perché si adornano di braccialetti d'ametista e di anelli scintillanti di brillanti? Perché portano i loro bastoni preziosi e finemente cesellati?

È che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.

Perché i nostri abili retori non perorano con la loro consueta eloquenza?

È

È

È

che i Barbari arrivano oggi. Loro non apprezzano le belle frasi né i lunghi discorsi.

E

perché, all'improvviso, questa inquietudine e questo sconvolgimento? Come sono divenuti gravi i volti!

Perché le strade e le piazze si svuotano così in fretta e perché rientrano tutti a casa con un’aria così triste?

È che è scesa la notte e i Barbari non arrivano. E della gente è venuta dalle frontiere dicendo che non ci sono affatto Barbari

E ora, che sarà di noi senza Barbari? Loro erano comunque una soluzione. »

SOCIETÀ VITALE

11 Agosto 2011, serata calda ma da brividi

Mai si era vista l’aula consiliare così piena. All'ordine del giorno c’era da approvare il piano integrato Benigni e tanta gente del quartiere Alibrandi si è mobilitata. Sono un abitante del quartiere. Eravamo arrabbiati e ci sentivamo presi in giro e nel corso degli anni abbiamo avuto sempre promesse disattese.

Il verde pubblico, è vero, lo abbiamo sempre chiesto, ma non pensavamo che il costo da

pagare fosse così alto. Nel corso degli anni vari progetti si sono succeduti ed il terreno destinato a verde pubblico diminuiva sempre più mentre i metri cubi edificabili aumentavano. Quella sera è successo di tutto: urla, strilli, fischi del pubblico, lancio di monetine.

le 8 si ci trovare il nome giusto e Numero 0 Maggio 2013 e di
le
8
si
ci
trovare il nome giusto e
Numero 0
Maggio 2013
e
di

La legge dei numeri ha condannato il quartiere Alibrandi a maggioranza, è passata la delibera 31. Questo piano è il primo di 14 piani integrati disseminati in tutta Santa Marinella. Erano le quattro di mattina, sono tornato a casa abbattuto, ma dopo poche ore di sonno, verso

otto, sono passato davanti al baretto di quartiere, c'era un capannello di gente. Si parlava di

quello che era successo, la gente era abbattuta, ci guardavamo in faccia perplessi, non potevamo crederci. A volte alcune parole cambiano la storia, qualcuno ha detto. E allora, che facciamo? Stiamo zitti? Che possiamo fare?

Ricordo con orgoglio quei momenti. Sono cominciati gli incontri e le discussioni in piazzetta. Non

parlava d'altro ed abbiamo sentito la solidarietà dei nostri concittadini e, nonostante qualcuno

abbia definito “quattro gatti”, abbiamo costituito un comitato cittadino, ma non riuscivamo a

lampo di genio, qualcuno ha detto: “Comitato Cittadino 11 Agosto 2011”.

Così le persone non contente delle decisioni prese dalla nostra amministrazione si sono unite

senza guardare le appartenenze politiche hanno deciso di non essere più spettatori passivi

ciò che avviene nella propria città, perché non è possibile che gli amministratori prendano

delle decisioni che cambiano così radicalmente il nostro paese senza condividerle con i cittadini. Allora si decide di costituire legalmente il comitato e si fa ricorso al TAR. Ma la cosa straordinaria ed inaspettata è che la nostra azione è stata supportata da oltre 700 firmatari appartenenti a tutta la cittadinanza. Ciò che contestiamo fortemente non è la realizzazione del piano integrato in sé, ma la meto-

dologia e i parametri utilizzati nella progettazione dello stesso, inoltre i criteri applicati a questo saranno gli stessi da applicare agli altri 14 che pendono come una spada sulla nostra città. Sottolineo il fatto che, comunque vada, la vera vittoria è il risveglio delle coscienze e penso che i politici (pagati da noi) dovrebbero rappresentarci per garantire gli interessi comuni. Da quando è nato il nostro comitato più volte abbiamo chiesto di essere ascoltati dagli ammi- nistratori e non siamo stati mai ricevuti e dopo tante pressioni fatte, anche attraverso i media, il Signor Sindaco ci ha convocato per organizzare un dibattito pubblico (da noi sempre sollecitato), “finalmente”, abbiamo pensato, ma la felicità è durata poco, perché, alla presenza di un assessore,

ci ha chiesto, per iscritto, quali domande gli avremmo posto. Da bravo politico ha trovato un

escamotage per tapparci la bocca e per non essere più attaccato. Ma noi non demordiamo, stiamo seguendo l'iter burocratico del piano e non molliamo. Sono passati due anni e le ruspe ad Alibrandi ancora non ci sono. Se non ci fossimo stati noi poveri “quattro gatti”, chissà.

Alfredo Bucci (Comitato Cittadino 11 Agosto 2011)

(

Adesso tocca a noi

)

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il comunicato di un gruppo di giovani di Santa Marinella impegnati nel percorso costitutivo di un laboratorio di professioni, per un lavoro qualificato e qualificante: Il cantiere delle Idee. È un manifesto dell’energia, dell’intelligenza, della voglia di fare, del desiderio di riscatto sociale. Questa è la loro ricchezza e ha il sapore di un futuro migliore.

SOCIETÀ VITALE

CHI SIAMO?
CHI SIAMO?

Siamo delle giovani teste pensanti di S. Marinella che si sentono escluse dalla loro città, tanto quanto basta per poter considerare l’ipotesi “emigrare” senza neanche troppo dispiacere. Esclusi da cosa? Esclusi dalla semplice considerazione che ci dovrebbe spettare da parte di chi ha ricoperto cariche importanti fino ad oggi, esclusi dal nostro paese a misura di anziano. Siamo studenti, siamo curiosi di novità, siamo capaci di proporre alternative ma siamo ancora inconsapevoli del potenziale che abbiamo e di quanto potrebbe far paura a chi difende la logica clientelare.

9 Numero 0 Maggio 2013
9
Numero 0
Maggio 2013

PERCHÉ?chi difende la logica clientelare. 9 Numero 0 Maggio 2013 Perchè sentiamo il bisogno di sporcarci

Perchè sentiamo il bisogno di sporcarci le mani per migliorare il luogo in cui viviamo, per poterne andare fieri. Perchè siamo stufi di non ricevere alcuno stimolo da S. Marinella, di non avere spazi dedicati all'incontro, alla cultura, al fermento delle idee. Perchè non è vero che “tanto è stato fatto”, ma sì, c'è molto, moltissimo da fare.

COSA E COME?
COSA E COME?

Vogliamo provare a ritagliare degli spazi in cui concittadini e coetanei possano rincontrarsi all'insegna della formazione di una coscienza attiva ed operante sul territorio. Creare prospettive future di crescita sia culturale che economica. Riuscire ad immaginare una città differente in cui esprimere le nostre aspettative. E poter fare tutto ciò, sradicando la mentalità del menefreghismo e della diffidenza. La forma in cui abbiamo deciso di operare è la cooperazione, affinchè ognuno di noi sia indispensabile e colonna portante del progetto. Vorremmo creare un gruppo coeso, eterogeneo nelle competenze e nelle idee, ma con lo sguardo rivolto verso lo stesso obiettivo.

E TU?idee, ma con lo sguardo rivolto verso lo stesso obiettivo. Per fare ciò però siamo ancora

Per fare ciò però siamo ancora pochi e alla ricerca di persone che si rispecchino in queste parole e siano pronte a mettersi in gioco.

Chiunque desideri farlo può mettersi in contatto con noi attraverso la mail:

societavitale.sm@gmail.com

desideri farlo può mettersi in contatto con noi attraverso la mail: societavitale.sm@gmail.com Il cantiere delle idee

Il cantiere delle idee

SOCIETÀ VITALE

PUA:

l’ennesima occasione persa

di Manuela Comito

La giunta ha deliberato sul Pua, Piano di Utilizzo

degli Arenili, che andrà poi votato in consiglio comunale. Dalla lettura di questo documento è evidente come i nostri amministratori abbiano svilito il Piano, prezioso strumento per la piani- ficazione dello sviluppo delle risorse costiere, primarie per Santa Marinella, a mero adempi- mento amministrativo-burocratico.

garantire la salute e la godibilità degli spazi e delle strutture ecocompatibili “in armonia con il paesaggio circostante”? Vogliamo sorvolare, infine, sul requisito nor- mativo di subordinazione della concessione di nuove aree alla presenza di accessi pedonali, parcheggi e collegamenti? Se anche non volessimo farlo noi, sicuramente, su tutti questi obblighi, ha sorvolato l’Ammini- strazione.

Tale era l’interesse per la costa e tanto il desi- derio di valorizzarla che L’Amministrazione altro non ha fatto altro che andare a rispolve- rare un vecchio Pua dimenticato in un cassetto dalle, ugualmente colpevoli, amministrazioni precedenti. Non sappiamo se lo abbiano letto, ma certo non

sono presi il disturbo di compiere studi o di

verificare la regolarità delle concessioni esistenti. Non hanno vagliato nemmeno le concessioni di spazi di demanio per uso privato, forse indebiti privilegi del passato. Probabilmente perché l’ot- tica non è cambiata e nella mente degli ammini- stratori che si sono succeduti, vige ancora un criterio padronale di clientelismo e spartizione, aggravato da una cronica miopia amministrativa.

sarebbe proprio ora di guardare al futuro e

pianificare un fronte mare capace di attrarre

soddisfare esigenze e gusti diversi.

Sarebbe necessario avviare un percorso di bonifica del litorale intervenendo su manufatti fatiscenti, pattumiere improvvisate, spazi di abbandono. Superare finalmente l’incuria che svilisce il nostro patrimonio costiero e tra- durre un potenziale in realtà, rispondendo concretamente alle esigenze di un comparto importante per l’economia locale e per lo svi- luppo di nuovi posti di lavoro. Occorrerebbe, inoltre, elaborare una corretta distribuzione delle attività e tentare di ampliare la gamma dei

Nell’ottica del legislatore Lo scopo del piano è di preservare e valorizzare le zone costiere
Nell’ottica del legislatore
Lo scopo del piano è di preservare e valorizzare
le zone costiere e marine di pregio ambientale,
paesaggistico o storico e di qualificare funzio-
nalmente o riqualificare i luoghi idonei a offrire
servizi ricreativi, sportivi, nautici. Questo è
l’obiettivo fissato, nel rispetto dell’ambiente, del
diritto a fruire degli spazi e nel perseguimento
10
di uno sviluppo economico eco-compatibile.
si
Numero 0
Maggio 2013
Un vero e proprio progetto di pianificazione
che, partendo dall’oggettiva conoscenza del
territorio e della sua realtà sociale ed econo-
mica, miri al perseguimento della qualità
dell’ambiente e dei servizi offerti.
Le Direttive regionali disattese
Purtroppo, ciò che salta all’occhio nel piano della
nostra giunta è proprio l’assenza di un progetto.
L’Amministrazione ha risposto a questa
opportunità raschiando il fondo del barile
delle concessioni e ha presentato un elenco
Invece:
di spiagge e specchi d’acqua da assegnare,
e

nella consueta ottica di conservazione dei privilegi e lottizzazione.

Vogliamo sorvolare sul fatto che la redazione del Pua dovrebbe essere subordinata a uno studio socio-economico del territorio e alla valutazione delle concessioni esistenti in rapporto alla realtà locale e agli obiettivi di tutela e sviluppo? Vogliamo sorvolare sulla colpevole inadem- pienza riguardo alle prescrizioni generali, igie- nico-sanitarie e logistiche che, nella legge regionale, definiscono i criteri da adottare per

servizi offerti promuovendo, anche e oltre la stagione estiva, un’offerta turistica sostenibile per lo svolgimento di attività ricreative e spor- tive, complementari alla balneazione, sulle aree del demanio marittimo.

Non si tratta di voler fare sterile contrappo- sizione. Dobbiamo pretendere che l’Ammini- strazione gestisca il patrimonio costiero in un’ottica di sviluppo economico condiviso, di tutela e di qualità. Presentando un Pua come quello che è stato presentato, abbiamo perso l’ennesimo treno.

l’ennesimo favoritismo o iniziativa nata morta dell’Amministrazione. Per quanto riguarda la destinazione indicata per un noto, bellissimo tratto di sabbie nere, la- sciamo che ciascuno faccia le proprie conside- razioni. Ma dubitiamo che le scelte operate dall’Amministrazione siano le più idonee a va- lorizzare la spiaggia e la preziosa cornice, storica, archeologica e naturalistica che la incastona.

Perché nessuno ne parla?

Perché un’inadempienza così grave è passata sotto silenzio in campagna elettorale?

SOCIETÀ VITALE

Ci dicono che questo PUA non è stato con- cepito direttamente dalle brillanti menti di
Ci dicono che questo PUA non è stato con-
cepito direttamente dalle brillanti menti di
quest’ultima amministrazione che l’ha, sempli-
cemente, riesumato.
Pare risalga ai tempi in cui, a decidere delle
sorti della nostra costa c’erano proprio loro,
alcuni dei candidati di questa tornata elettorale;
gli stessi che oggi dovrebbero esprimersi in
modo critico sul Piano.
Rimane solo da chiedersi:
c’è una volontà politica
diffusa che mira ad affos-
sare ogni opportunità di
valorizzazione del nostro
territorio? Sono, i nostri
politici, troppo distratti da
ambizioni personali o affari
per dedicare il loro prezioso
tempo allo sviluppo?
Oppure, più semplice-
mente, non sono all’altezza
del compito?
11
Numero 0
Maggio 2013

Cosa possiamo fare noi. Questa, purtroppo non incredibile, vicenda lascia l’amaro in bocca ma la questione è troppo importante per assistere passivamente. Se il prossimo consi- glio comunale dovesse approvare questo Pua, risulterà necessario elaborare un documento di obiezioni circostanziate, raccogliere sul ter- ritorio quante più firme possibile e portare la nostra opposizione direttamente alla Regione Lazio per impedire la legittimazione di questo insulso documento.

Alcuni esempi

Il piano è andato a strappare gli ultimi metri quadri disponibili in tratti di litorale già inten- samente sfruttati. Determina concessioni private nelle uniche aree dotate di facile accesso in tratti in cui il mare è difficilmente raggiungibile. Eppure la normativa impone la tutela dell’effet- tiva, razionale presenza di

spiagge libere. Un’ammini- strazione sana non può limitarsi al tentativo di

alzare quattrini a scapito dei diritti e del benessere dei propri cittadini. Le spiagge libere non possono essere conside- rate come un’occasione

di business mancato, se

curate e promosse, pos- sono rappresentare un arricchimento dell’offerta turistica senza privare i cittadini del proprio di- ritto di fruire liberamente

della spiaggia e del mare. Vicino all’area portuale (e la sicurezza della balneazione?) si prefigura la realizzazione di una piattaforma galleggiante. Non è chiaro

come si ipotizzi di rendere accessibile l’area, quali siano i materiali previsti o come s’intenda ancorarla al fondale. Dettagli.

Su questi dettagli poggia però la differenza tra

l’effettiva riqualificazione di questo tratto superstite dell’ambiente costiero originario e

però la differenza tra l’effettiva riqualificazione di questo tratto superstite dell’ambiente costiero originario e

www.societavitale.wordpress.com

A-periodico di informazione indipendente ai sensi dell’ articolo 2 della legge 47 del 8 febbraio 48. Santa Marinella, 23 maggio 2013. Stampato in proprio su carta ecologica.

virato seppia
virato seppia

Negli anni ’70 Santa Marinella riscoprì una vecchia passione per la pallacanestro. La squadra femminile in particolare arrivò a disputare campionati nazionali, seguita

dalla passione e dall’affetto di tutta la popolazione. La città non disponeva però di strutture sportive adeguate e per le partite casalinghe si doveva chiedere ospitalità

a Civitavecchia o alla palestra della locale scuola media.

L’Amministrazione Comunale si impegnò quindi per la costruzione di una palestra polivalente e naturalmente il dibattito su come e dove farla divenne uno dei principali argomenti della politica locale. Venne infine approvato un progetto che localizzava la nuova palestra in Via delle Colonie accanto al campo di calcio, furono stanziati i fondi necessari e predisposta la gara per l’assegnazione dell’appalto. Il costo complessivo dell’opera ammontava a 150 milioni di lire. Con grande trepidazione atleti e sostenitori attendevano di poter presto usufruire di questa nuova realtà.

La Ditta appaltatrice recintò l’area ed iniziò i lavori ma ben presto iniziarono i problemi.

Il capitolato d’appalto prevedeva una certa cifra per lo sbancamento dell’area sulla

quale edificare la palestra, considerando che il terreno fosse normalmente friabile come

le perizie geologiche documentavano.

La Ditta appaltatrice sosteneva invece che il terreno fosse particolarmente roccioso e

che quindi la cifra prevista fosse del tutto insufficiente. Questa iniziale controversia dette inizio ad un incredibile contenzioso che si amplificò e che si protrasse per anni ed anni concluso infine nelle aule di un tribunale.

Il Comune di Santa Marinella venne ritenuto responsabile nei confronti della Ditta

Appaltatrice della mancata realizzazione dei lavori e quindi del mancato guadagno che questa avrebbe realizzato e condannato a pagare la cifra di 450 milioni di lire. Avete capito bene, un’opera pubblica per la cui realizzazione si stanziarono 150 milioni costò alla comunità 450 milioni (seppure molti anni dopo quando la svalutazione di quei periodi incise notevolmente) ma della tanto agognata palestra restò solo un grande buco nel terreno e nulla più. Soltanto molti anni dopo quel buco nel terreno venne coperto da una nuova palestra realmente costruita ma la vicenda appena ricordata della palestra “fantasma” resta una delle più incredibili vicende della storia amministrativa di Santa Marinella.

Pico
Pico

Questo spazio, che nei prossimi numeri chiuderà il fascicolo segnalando appuntamenti ed eventi, è oggi dedicato a un invito. Un invito a condividere questo progetto incontrandoci, segnalando iniziative e incontri o inviando articoli e spunti di riflessione, anche critici. Perché il “noi” con il quale scriviamo possa crescere e arricchirsi del vostro contributo. L’indirizzo per contattarci è: societavitale.sm@gmail.com

Gli articoli contenuti in questa pubblicazione saranno disponibili on-line all’indirizzo:

www.societavitale.wordpress.com

Alla realizzazione di questo numero, hanno collaborato:

Mario Berlinguer

Manuela Comito

Eliana Petrini

Daniele Renda

Lorenzo Casella

Marina Fornaro

Emanuele Piendibene

Luca Santini

SOCIETÀ VITALE individuo e collettività
SOCIETÀ
VITALE
individuo e collettività