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Considerazioni intorno ai numeri algebrici

Il Gloglottatore
12 maggio 2013

Indice
1 Cos un numero algebrico? 2 Cardinalit degli algebrici 3 Alcune osservazioni 5 7 11

O studianti studiate le matematiche e non edicate sanza fondamenti. Leonardo da Vinci

Introduzione
Perch parlare di numeri algebrici? Perch il Carnevale della Matematica n.61 ha come tema principale le costanti matematiche, tra le quali possiamo citare alcuni numeri algebrici quali 2, cos come possiamo citare tanti numeri trascendenti, gli acerrimi nemici degli algebrici, come e, e e . Ma questo non lunico motivo. I numeri algebrici, infatti, sono uno degli argomenti pi presenti della storia della matematica. Li troviamo nel noto problema della quadratura del cerchio, la cui soluzione stata data, dopo un millennio abbondante, solo nel 1882 da Ferdinand Lindemann dimopidi strando la trascendenza di pi. E li troviamo nel settimo problema di Hilbert e rimangono ancora delle brutta gatte da pelare. Molto modestamente noi tartteremo alcune propriet elementari e alcune osservazioni interessanti. Sperando di non avervi gi tediati, buona lettura!

Cos un numero algebrico?

Denizione 1. Un numero si dice algebrico se soluzione di unequazione polinomiale (o algebrica) non costante a coecienti interi. Ossia, dato un polinomio non costante:1 P (x) = an xn + an1 xn1 + ... + a1 x + a0 Quindi se esiste un xo tale che P (xo ) = 0, allora esso si dir algebrico. Se un numero non algebrico, allora detto trascendente.2 Per notazione, indicheremo linsieme dei numeri algebrici e dei trascendenti relativi al campo C rispettivamente con Alg (C) e Trasc (C)3 , cos come indicheremo con Z[x] linsieme di tutti polinomi a coecenti interi, e con Zn [x] linsieme di tutti i polinomi di grado n a coecenti interi. Dalla denizione data, possiamo gi determinare alcuni esempi di numeri algebrici. Infatti: Linsieme dei numeri razionali. Infatti ogni razionale soddisfa unequazione polinomiale a coecienti interi del tipo: P (x) = ax + a0 = 0 x = a0 con a = 0 a

Linsieme dei radicali (reali o complessi). Infatti essi soddisfano unequazione polinomiale a coecienti interi del tipo: P (x) = an xn + a0 = 0 x = n a0 con an = 0 an

Questi esempi rappresentano dei particolarissimi casi in cui lalgebricit facilmente dimostrabile. In generale, vericare se un certo numero algebrico o trascendente pu rivelarsi un compito molto arduo che mette in gioco tecniche e concetti non certo adatti a una dispensa di questo tipo. Tuttavia, questi esempi, pur nella loro semplicit, ci permettono di fare qualche osservazione aggiuntiva sulla denizione di numero algebrico e sulla sua natura:
1

Formalmente i = 0, ..., n ai Z j con 1 j n tale che aj = 0

Il termine dovuto a Eulero, il quale disse che essi trascendono il potere dei metodi algebrici. 3 Sebbene questa notazione non sia di uso comune, condiamo nel fatto che questo non crei scandalo al lettore

Osservazione 1. Ribadiamo che non si sta facendo alcuna limitazione sulla natura del numero algebrico, ossia, qualsiasi elemento di un insieme numerico (e quindi che soddis il Principio di Hankel4 ) se soluzione di unequazione polinomiale a coecienti interi allora algebrico. O pi esplicitamente, un numero algebrico pu essere anche complesso. Ad esempio i algebrico in quanto soluzione di P ( x) = x2 + 1 = 0 Osservazione 2. Dalla Denizione 1 sono stati esclusi i coecienti reali (o complessi) in quanto altrimenti ogni numero reale (o complesso) sarebbe stato algebrico. Infatti, dato un numero reale (o complesso) a, esso soddisferebbe un polinomio non costante del tipo P (x) = x a = 0 Inoltre, abbiamo preso in considerazione i coecienti interi anzich i razionali, in quanto, dato il polinomio a coecienti razionali, suciente moltiplicare entrambi i membri dellequazione polinomiale per il minimo comune multiplo di tutti i denominatori per ricondursi alla denizione data. Osservazione 3. Come conseguenza del Teorema fondamentale dellAlgebra C un campo algebricamente chiuso, ossia ogni equazione polinomiale non costante a coecienti complessi (di cui la nostra analisi un caso particolare) ammette almeno una soluzione complessa.Un corollario del Teorema di Runi ci garantisce che, se il grado del polinomio uguale a n allora il polinomio non costante ammette n radici. Per cui un numero algebrico non potr mai appartenere allinsieme dei quaternioni, degli ottetti o a qualsiasi altra estensione di C.

Il Principio di Hankel aerma che ogni estensione di N un insieme numerico se e solo se dotato di due operazioni, una additiva e una moltiplicativa, per le quali valgono le stesse propriet delle operazioni in N.

Cardinalit degli algebrici

Come suggerisce il titolo, possibile ricavare un risultato circa la cardinalit di Alg (C), ovvero che esso numerabile. Qui di seguito ricordiamo la seguente denizione: Denizione 2. Un insieme U si dice numerabile se esiste una biezione tra U eN In altre parole, un insieme numerabile se ha la stessa cardinalit di N, che si suole indicare con la lettera ebraica 0 . Sono numerabili gli insiemi N Z e Zn . Non sono, invece, insiemi numerabili R e C, la cui cardinalit si denisce del continuo e la si indica con 1 . Per notazione la cardinalit di un generico insieme U la indicheremo con |U |. Poich i numeri algebrici, per la denizione 1, sono soluzione di un polinomio a coecenti interi, allora per dimotrare la numerabilit di Alg (C) occorre prima di tutto dimostare la numerabilit di Z[x] e quindi che linsieme di tutte le possibili soluzioni numerabile. Di seguito proponiamo due dimostrazioni, del tutto equivalenti, sulla numerabilit di Z[x]: Proposizione 2.1. Linsieme Z[x] numerabile. Dimostrazione 1. 5 Procediamo per induzione sul grado dei polinomi, sfruttando il primo procedimento diagonale di Cantor:6 . i) Dato Z1 [x], un generico polinomio appartenente ad esso si scriver nella forma: a1 x + a0 con a1 = 0 lecito considerare il polinomio come coppia ordinata dei suoi coecienti (a1 , a0 ). Al variare dei coecienti, e quindi delle coppie ordinate, costruisco tutti i polinomi di grado 1. Per cui, linsieme Z1 [x] equipotente allinsieme (Z {0}) Z e quindi occorre dimostrare che questultimo insieme numerabile. Siccome linsieme Z numerabile allora si pu scrivere come: Z = {Z1 , Z2 , ..., Zn ....} Disponiamo gli elementi di Z {0} nella prima colonna della seguente tabella e gli elementi di Z nella prima riga. Nell i -esima riga e nella j -esima
In realt la prima dimostrazione presenta un salto logico che viene risolto dalla seconda, e viceversa. Si preferito tuttavia scrivere due dimostrazioni per evidenziare aspetti particolari, quali limpiego del primo procedimento diagonale di Cantor e la descrizione esplicita di una biiezione. 6 Si osservi che vogliamo dimostare la numerabilit di tutti gli Zn [x] con n N
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colonna scriviamo la coppia ordianata composta dalli -esimo elemento di Z e dal j -esimo elemento di Z {0}. Z1 0 (Z1 , 0) Z1 (Z1 , Z1 ) ... Zn (Z1 , Zn ) Z2 (Z2 , 0) (Z2 , Z1 ) (Z2 , Zn ) ... ... ... ... Zn (Zn , 0) (Zn , Z1 ) (Zn , Zn ) ... ... ... ...

Per cui possibile contare le coppie ordinate nel seguente modo: 1. Si parte dalla coppia ordinata (Z1 , 0) ; 2. Si scende di una riga e si sale in diagonale contando tutte le coppie ordinate no ad arrivare alla prima riga; 3. Si avanza di una colonna e si scende in diagonale contando tutte le coppie ordinate no ad arrivare alla prima colonna e cos via. Abbiamo trovato cos una biiezione tra (Z numerabile. {0}) Z ed N, e quindi Z1 [x]

ii) P(n)P(n+1) Ammettiamo per ipotesi induttiva che Zn [x] sia numerabile allora vogliamo dimostrare che Zn+1 [x] anchesso numerabile. Dato che per ipotesi induttiva Zn [x] numerabile, allora esso pu essere scritto come Zn [x] = {A0 , A1 , ..., An , ...} Dove gli Ai sono tutti i polinomi di grado n. Per cui, cos come abbiamo fatto nel passo i), consideriamo un polinomio non costante di grado n + 1, esso si scriver come: P (x) = an+1 xn+1 + an xn + ... + a1 x + a0 Esso lo posso considerare come una coppia ordinata (an+1 , an , ..., a0 ), e quindi, al variare dei coecienti trovo tutti i polinomi di grado n +1. Ci signica che Zn+1 [x] equipotente allinsieme (Z {0}) Zn+1 e quindi vogliamo dimostare che questultimo insieme numerabile. Perci, costruiamo una tabella, la cui prima riga caratterizzata dagli elementi di Zn+1 , che ricordiamo, sappiamo essere un insieme numerabile in

quanto in biiezione di Z {0}.7 Z1 0 (Z1 , 0) Z1 (Z1 , Z1 ) ... Zn (Z1 , Zn )

con Zn [x] , e la cui prima colonna individua gli elementi Z2 (Z2 , 0) (Z2 , Z1 ) (Z2 , Zn ) ... ... ... ... Zn (Zn , 0) (Zn , Z1 ) (Zn , Zn ) ... ... ... ...

Per cui, seguendo il processo di numerazione fatto nel punto i), abbiamo costruito una corrispondenza biunivoca tra (Z {0}) Zn+1 ed N, e quindi, in ultima analisi, tra Zn+1 [x] ed N. Dimostrazione 2. Come abbiamo visto negli esempi precedenti |N|=|Z|=|Z n+1 |. Per cui se dimostro che |Zn [x]|=|Z n+1 | avr cos dimostrato che linsieme dei polinomi a coecienti interi numerabile. Quindi mostriamo una biezione esplicita tra Zn [x] e Zn+1 [x]: f : Zn [x] (Z
n

{0}) Zn

P (x) =
i=0

ai xi (an , an1 , ..., a0 )

Ossia ad ogni polinomio assoccio l n-upla delle sue componenti. Si deve dimostrare che la funzione esibita eettivamente biettiva. Lapplicazione suriettiva. Infatti, dato un generico elemento c Zn+1 [x] esso si scriver come: c = (cn , cn1 , ..., c0 ) con ci Z e cn = 0 . Per cui possiamo considerare il seguente polinomio: cn xn + ... + c1 + c0 . Quindi dato un elemento del codominio, esso ammette sempre almeno una controimmaggine in Zn [x]. Lapplicazione anche iniettiva. Consideriamo due polinomi P (x), Q(x) Zn [x]. Allora:
n n

P (x) = Q(x)
i= o
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pi x =
i=0

q i xi

(1)

per evitare uneccessiva notazione abbiamo usato le stesse lettere per gli elementi di Zn+1 e di Z sebbene essi siano insiemi diversi

Per cui, per le propriet della sommatoria e poich Zn [x] ha la struttura di anello 8 allora si ha che:
n

pi qi xi = 0 xi = 0 (pi qi ) = 0
i= o

Per la (1) xi = 0i = 0, ..., n per cui lequivalenza diventa:


n

pi qi xi = 0 (pi qi ) = 0 j con 0 j n t.c. pj = qj


i= o

Per cui (p0 , ..., pj , ..., pn ) = (qo , ..., qj , ...qn ). E quindi liniettivit resta dimostrata.

Dalla proposizione precedente, siamo perci pronti a dimostare il seguente teorema: Teorema 2.2. Linsieme Alg(C) numerabile. Dimostrazione. Dalla proposizione 2.0.1 si ha che Z[x] numerabile, e quindi esso si pu scrivere come: Z[x] = {P0 , P1 , ..., Pn , ...} Dove lindice del polinomio Pi non indica necessariamente il suo grado. LOsservazione 3 ci garantisce che un generico polinomio a coecenti interi di grado n ammetta n soluzioni, e quindi n numeri algebrici, e dato che lunione numerabile di insiemi numerabili anchesso numerabile9 allora anche Alg (C) numerabile.

Ricordiamo che un insieme A dotato di due operazioni, che per convenzione deniamo addizione e moltiplicazione tali che: A munito delloperazione di somma costituisce un gruppo, ossia vale la propriet assocciativa ed esiste lelemento neutro e linverso, mentre A munito del prodotto forma un monoide, ossia vale la propriet associativa ed esiste lelemento neutro. Inoltre le due operazioni sono distributive una verso laltra. 9 Essa discende come applicazione del primo procedimento diagonale di Cantor

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Alcune osservazioni

Prima di porre alcune osservazioni circa la cardinalit di Alg(C), deniamo loperazione di somma per i numeri cardinali. Dati due insiemi A e B , allora si ha che: |A B | = |A| + |B | e se A B |A| + |B | = |B | (2) (3)

Perci, dato che linsieme C, che sappiamo avere la cardinalit del continuo, pu essere scritto come C = Alg(C) Trasc(C) Allora per la (2) si ha che |C| = |Alg(C)| + |Trasc(C)| Siccome la cardinalit di Alg(C) 0 , mentre quella di C, sfruttando la (3), anch abbia valore la relazione precedente,la cardinalit di Trasc(C) devessere necessariamente quella del continuo.10 Va osservato inoltre, che siccome la cardinalit di C maggiore della cardinalit di |Alg(C)| allora la denizione data di trascendente non una mera speculazione, ma stata data in quanto esistono numeri complessi che non sono algebrici.11

Il primo a dimostrare la cardinalit di Trasc(C) stato Liouville, nel lontano luned del 13 Maggio 1844 sfruttando la frazioni continue. Lultima osservazione data estremamente importante in quanto garantisce la validit della denizione
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