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ANTROPOSOFIA

RIVISTA MENSILE DI SCIENZA DELLO SPIRITO


INDICE: R. STEIN, Parole di veit, pag. 161; R. STEINE,
Cielo e tera pasean, m le mie paole nn passeranno
(conferenza), pag. 162; A. STEFFEN, Aforismi, pag. 178; A.
PuscKIN, L ricordanza (poesia), pag. 180; R. 0PITZ, Consi
derazioni sul concetto scientifco-spirile di memoria, pagi-
na 181; G. 1TMAN, Aselmo d Canterbury, pag. 188.
ANNO XIV N. 6 GIGNO 1959
L'EDITRICE SCIEN11FICA. MILANO
.
..
AVVERTENZA
Lo scopo di questa rivista di far conoscere in Italia
ci che la scienza de1lo sprito, il cui centro di studi la
libera Universit_ di Dornach (Basilea), ha da dire intorno
all'uomo e alla sua evoluzione nel cosmo.
Come qualsiasi altra scienza, l'atroposofa usa u lin
guaggio tecnico, la cui chiave si trova nelle due opere fon
damentali di R. Steiner: Teosofa 0 (L'Editrice Scientifca) e
L scenza occulta (Laterza).
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scuno costa, per l'interno, L. 2000 (per l'estero L. 2500).
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troposofa un complesso di qltre tremila pagine di repertorio
sempre valido, fra cui pi di un centinaio di conferenze
inedite di Rudolf Steiner, molt dei suoi sagg critici, tutte
le sue Massime, gran parte delle Paole di vent ed il Ca
lendaio dell'anima. si possono acquistare a L. 3000 ciascuna.
L'annata 1946 esurita.
I versamenti si eseguono presso L'Edce Sdentfca,
Via Ariberto 20, Milano, tel. 850.274. Chi non abbia ancora
provveduto al rnnovamento del'assodazione, pregato di
farlo pe asicurasi il regolae invt della rvista.
RIVISTA MENSILE DI SCIENZA DELLO SPIRITO
ANNO XIV N. 6
Rudolf Stene
PAROLE DI VERITA
Nel cuore umano
le somme frze pulsan dela terra;
nell'intimo dell'uomo
vivon potenze della sfera .anmca;
all'umano anelare
sorridono le mete dello spirito.
Ma l'Io stesso dell'uomo
spirito nel cielo delo spirito.
E quelo che nel'uomo
chiama se stesso io,
rispecchia solo
dello stesso suo s la realt.
GIUGNO 1959
(ersione d SnV ScHAlZ CoLoRz.i)
Ruolf Stene
CIELO E TER PASSERANNO,
MA LE MIE PAOLE NN PASSERANNO
Confeenza tenut a Doach il- 3 gugno 1915 (*)
I quesito quale via abbia in genere da percorrere nd
l'universo l'uomo con la s evoluzione, connesso in so
stanza coi problemi di tutte le concezioni, siano esse orientte
secondo la scienza dello spito, o meno.
Chiunque sia animato da un certo senso di ricerca
interiore, anche se non ha ancora educato i proprio pen
siero al lume della scienza dello spirito, si proporr i proble
ma della mta ultima dell'evoluzione umana; e molto gli pre
mer di conoscere che cosa dovr accadere dell'uomo, giun
to ch'egli sar al termine di og evoluzione. Abbiamo detto
spesso che una tal domanda pu scaturire soltanto da un
pensiero non educato, e che, per un pensiero educato dalla
scienza dello spirito, quelo che conta imparare a cono
scere in modo giusto la via, qualsiasi punto dell'evoluzione
sia stato raggunto. Se infatt conosciamo quale sia la via
intrapresa dal'evoluzione umana, alora avremo gi ftto
un bel passo. Ogg cercheremo di considerare di nuovo, da
un determinato punto di vista, il problema di cui sopra, i
problema che concerne la direzione intrapresa dall'evoluzio
ne umana.
Vi gi noto che I' evoluzione umana giunta allo sta
dio dela nostra tera attuale, solo dopo aver attraversato
degli stadi preparatori; e che alo stadio terreno attuale
preceduto uno stadio lunare. Possiamo per dire che uno
stadio precedente si conserva, in cero modo, e continua ad
operare entro uno stadio successivo; possiamo dire che noi
siamo s uomini terrestri, ma che in un certo senso prtiamo
(8) Da uno stenogramma non riveduto dal conferenzier.
Ci'elo e tera passerano 163
in noi l'uomo lunare. vero che noi ci siamo evoluti dallo
stadio lunare; tuttavia l'uomo lunare i noi, ttto im
merso ento di noi, sta in cero modo involuto in noi. Csicch,
se noi disegnassimo un cerchio per indicare l'uomo terrestre,
potremmo dire: entro questo cerchio, ento questo uomo
terreste st l'uomo lunare. Possiamo dunque dire che por
riamo in noi l'uomo terrestre, ma che l'uomo terrestre rac
chiude in s l'uomo lunare.
.
Possiamo per facilmente procedere oltre e die che l'uo
mo lunare racchiude a sua volta l'uomo solare, e l'uomo so
lare l'uomo saturnio. Noi dUque portamo entro di noi
l'uomo solare e l'uomo saturnio. Non dovete per pensare
che .un tal disegno schematico, costitito di qutro cerchi
concentrci, possa rispecchiae senz'altro una parte della real
t. La realt non che l'uomo lunare sta immerso nell'uo
mo terrestre come se fosse racchuso .in u gscio; e se vo
lessimo rappresetarci la realt, per quanto riguarda l'uomo
terrestre e l'uomo lunare, potremmo per esempio rappresen
tarci qunto appartiene specifcamente alla terra come se
risiedesse principalmente nel tronco, negli art inferiori e
superiori, su fno alla regione del collo; e l'uomo lunare do
vremmo pensarlo immerso entro i capo che sta sopra a
resto del corpo. Dovremmo invece rappresentarci l'uomo so
lare in determinat organi -el capo oggi in via di decadi
mento, e l'uomo saturio in organi del capo quasi no n pi
percepibili.
Se ora consideriamo l'evoluzione della nostra terra, pos
siamo dire : il primo, i secondo, i terzo ed il .quarto periodo
della terra (che poi i periodo atlantico) sono g trascorsi;
oggi noi viviamo nel quinto periodo terrestre, nel periodo
postatlantco.
I te primi perodi dela terra furono in un certo senso
solo delle ripetizioni dell'antico Saturno, dell'antico Sole,
dell'antca Luna. C f poi un'epoca centale (un'epoca di
adatamento), la quale nella sua prima met rappresenta an
ch'essa una ripetzione, e nella sua seconda met una pre
parazione dell'avveire. Solo ora, nella quinta epoca posta
dantca, noi siamo i una situazione del tutto nuova rispetto
'164 Anroposof
all'evoluzione d Saturno, Sole e Lu. perci soltanto
dalla met circa dell'epoca atlantca (preparata per gi
dall'epoca lemurica) che h cominciato a sviupparsi nell'en
tit umana quello che possiamo chiamare l'uomo terrestre;
prima abbiamo ancora a che fare con ripetizioni e sviluppi,
via via sempre pi perfetti, dell'uomo saturnio, solare e
lunare.
Soltanto nell'epoca postatlantica duue l'uomo percorre
interamente la sua evoluzione d uomo terrestre; soltanto al
lora comincia per cosi dire la vera evoluzione attva dell'uo
mo terrestre. Ma anche i tre primi periodi di civilt dell'epo
ca postatlantica, l'indiano, i persiano, e l'egizio-caldaico, seb
bene rappresentino gi ampiamente nell'uomo delle nuve for
mazioni, portano tuttavia ancora i_ segni ddla ripetizione. Ri
solutivo veramente per l'uomo f solo il quarto periodo di ci
:ilt postatlantica, quello della civilt greco-latia; e nel
nosto attuae quinto periodo di civilt postatlantica, noi
viviamo un tempo particolarmente impanante e sigifcativoA
Vi gi noto che in questo quinto periodo postatlantico
gli uomini hanno gradualmente sostituito l'antica chiaroveg
genza, eredit lunare, con la percezione oggettiva delle cose,
la quale si poi trasformata nella trattazione scientifca che
ha condotto l'uomo ad una concezione materialistca; e sa
pete che noi abbiamo cercato di inserire la concezione scien
tifco-spirtuale entro questa concezione materialistica. Guar
date ora a tutto l'insieme di quanto siamo in grado d pen
sare, di conoscere intorno al mondo; considerate tutto quan
to l'uomo pu avere oggi di percezioni, di concetti, di idee.
Abbiamo ripetuto spesso1 com' che noi possediamo
efettivamente tutto ci; lo possediamo i quanto il nosto
cmimicospirituale si rispecchia nel fsico-corporeo; cosicch
l'uomo in grado di formarsi delle rappresentazioni durante
la sua vita di veglia, in quanto il suo animico-spiritale su
scita nela corporeit fsica determinati processi, e questi pro'
cessi fungono d schermo riflettente: questo schermo ri
fettente a costituire il contenuto della nostra coscienza. Da
quando si desta fo a quando si addormenta, l'uomo h nel
la sua coscienza terrestre u certo contenuto : rappresenta-
Ciel e tera paueranno 165
zioni, sensazioni, impulsi di volont; e l'uomo terrestre fsico
innanzituto lo stmento per tutto c, l strumento per
d contenuto dela coscienza umana durante la vit terrena.
Durate la vita terrena d veglia, noi facciamo dunque e-
.
sperienze col nostro uo

o terrestre fsico; portiamo per i noi


anche l'uomo lunare. E l'uomo lunare i noi non i grado
di servirci direttamente da strumento per la nostra perce
zione. Nell'epoca lunare l'uomo lunare era intento a fr
marsi rappresentazioni a carattere di sogno.; ogg perci
esso non 'i grado di formare le noste chiare rappresenta
zioni di veglia. Pr tuttavia, questo uomo lunare in noi ;
e non che non faccia proprio nulla! Che cosa fa questo
uomo lunare? Esso f proprio quello che faceva anche du
rante l'epoca lunare: sogna. E poich quando siamo dest
noi di solito non percepiamo i sogni che vivono nel nostro
subcosciente, cos a tutta prima noi non ci accorgiamo della
cosa. Ma come voi ve ne andate per il mondo con I vostra
coscienza di veglia, cosl ve ne andate per il mondo anche
col contenuto di questo uomo lunare che sogna. E se anche
non sapete nulla di questo sognatore m voi, altri esseri ne
sanno qualcosa. Questi altri esseri sono gli esseri della ge
rarchia degli angeli; e quello che i sognatore sogna in voi,
nelle anime degli angeli diventa rappresentazione.
Durante l'epoca lunare, questo sognatore svilupp dun
que quella coscienza che era in genere possibile sulla Luna.
E qundo l'uomo terrestre ebbe origine, questo sognatore si
insinu in lui. Ma quanto esso sperimenta, gli angeli lo
sviluppano fno al livello di. rappresentazioni chiare e co
scienti, che diventano in loro immgnazioni. Gli an
g
eli tra
sformano ,i nostri sogni i immaginazioni. Il sognatore che
sogna in noi, diventa rppresentazione per gli esseri della
gerachia degli angeli; ed essi ne creano immaginazioni.
Cosicch possiamo dire: quello che l'uomo lunae sogna,
l'angelo lo i11 gna.
Ora, questo schema che corrisponde ad una realt, voi
lo potete facilmente ampliare. L'uomo solare che portiamo
i noi ha rappresentazioni ancor pi oscure, ha rappresenta
zioni simili a quelle delle piante. Noi dunque portiamo i
166 Antroposofa
noi non soltanto un sognatore, m anche ua specie di uo .
mo vegetale, che efetvamente dorme sempre come dormo
no le piante. E negli esseri dela gerarchia degli arcangeli
le sue oscure rappresentazioni di sonno diventano iim.
Cosicch possiamo dire: quelo che l'uomo solae sn
m doredo, pe l'acangelo i.ne.
E l'uomo saturnio vive i noi immerso in un sonno
ancor pi profondo di quello delle piante; egli dorme altret
tanto prfndamente quanto dormono i mneral. E questo
uomo saturo, con le sue rappresentazioni profoidissim
mete addormentate, ofre a sua volta agli esseri della ge.
rarchia dele areai, o spiriti della personalit, il materiale atto
a formare delle intuzion. Cosicch possiamo dire : quello
che l'uomo saturno v've nl suo profondissro sonno, in-.
tuzione pe lo sprto della pesonlit, o pnnc.
Potrete formarvi una giusta idea di tutto ci, pensando
che le immaginazioni, le ispirazioni e le intuizioni non sono
forme astratte come i nostri psieri, come le nostre rap
presentazioni e le nostre sensazioni. Le immaginazioni han
no gi in s qualcosa di reale, e le ispirazioni qualcosa di pi
reale ancora. Ch le ispirazioni non si fermano dentro u esse
re, ma risuonano fuori nel mondo e si trasformano in musica
delle sfere, creando entro i mondo. L intuizioni poi s'im
mergono sostanzialmente nel mondo, colmandolo tutto. Quel
lo che l'uomo saturnio nel suo sonno profndissimo, gli
spiriti della personalit lo efondono nel mondo in forma
di intizioni.
Cos ogg. Ma in futuro la terra si evolver ulterior
mente. E allora le intuizioni degli spiriti della p
e
rsonalit
diventeranno sempre pi dese, via via sempre piu dense.
Oggi esse sono ancora frmazioni straordinariamente tenui;
ma col trascorrere della quinta, sesta e settima epoca della
nostra tera, queste intizioni diventeranno sempre pi dense.
La terra passer, ma queste intuizioni sarano conservate
nelle anime degli spirti della personalit. Qando sar ve
nuto i tempo dell'icarnazione planetaria di Giove, gli spi
rt della personalit ascenderano a. grado di spiriti della
forma; e gli impulsi che essi avranno frmato durante l'e-
Cielo e tera paseranno 16
poca terreste, diventerano frme; e poich si tratta di
fre satrnie, diventeranno forme minerali. Cosicch pos- .
siamo dire: al tene dela nost ter a, su Giove, quest
intuizioni diventeanno impus cosnc dens, e pt tadi
forme.

Ma se su Giove diventeranno forme, costituranno an
che, in genere, la base minerale di Giove. Durante la se-
conda met dell'evoluzione terrestre, dunque, gli spiriti della
personalit lavorano continuamente sugli uomii saturii, e
conseguono impulsi che poi irraggiano nel mondo. Iraggia
no forme; ma queste forme sono Giove stesso; Giove non
sar altro che queste frme. Noi dunque portamo quest'uo
mo saturnio in noi; ma in quanto inserito nell'attivit degli
spiriti della personalit, quest'uomo saturnio il germe del
futuro Giove. Giove ricaver tutto quanto dovr servirgli per
la sua base minerale, dall'uomo satrio che portiamo in noi.
Potete cos farvi un'idea del compito che gli spiriti della
personalit hanno drante l'evoluzione terrestre. Ma se le
cose stanno cos, voi potete anche vedere che, in virt i
tutto quanto in tal modo noi elaboriamo, soltanto u Giove
minerale potrebbe formarsi. Questo Giove minerale si svi
lupper ad ogni modo; questo suo aspeto minerale non sar
in nessun modo trascurato: nella prospetiva dell'evoluzione
cosmica cosa sicra che u Gove minerale si svilupper.
Dovete per pensare che i tal modo Giove non avrebbe
ancora nulla di quanto corrisponde alle piante, agli animali
e agli uomin. In quanto uomini, neppure noi potrem
mo esistere su Giove; ch sar l'uomo saturo a trasfrmarsi
in Giove, quell'uomo saturnio nascosto in noi col suo pro
fndissimo sonno, quell'uomo satrnio che solo i grado
di sognare, nel sonno, quanto l'uomo si rppresenta nella
sua coscienza.
E nepure l'uomo solare, in tali condizioni, potrebbe
creare m noi qualcosa di reale. L'arcangelo potrebbe elabo
rare soltanto delle ispirazioni; e se tutto procedesse co11 e
l'ho descritto sin qui, allora solo un Giove minerale potrebbe
avere origine; e al di sopra di un tal Giove minerale flut
tuerebbero delle ispirazioni; delle ispirazioni dense, bens,
168' Anroposofa
che per si limitercbbero ad aleggire futtuando sopra Giove.
Qualcos'ato deve aggiungersi, afnch possa sorgere qual
cosa che corrisponda su Giove alla nostra vegetazione: dob
biamo daborare qualcosa che tascenda l'uomo terreste. E
questo qualcosa tale, che l'uomo terrestre, col suo corpo
fsico, mai e poi mai lo ptr spementare : questo qualcosa
quello che noi apprendiamo merc la scienz dello spiri
to. Io lo chiamer, per quanto singolare un tal nome possa
suonare, l'uom scen'fcos-ntuale: l'uomo scienti.co-spi
rituale che cerca di innalzarsi verso qualcosa che, a sua vol
ta, sta in alto, fuor della terra.
L'uomo solare i noi pu dunque veramente dare ini
zio i modo giusto a qualcosa di nuovo, in virt della
scienza dello spirito che noi accoglamo. P trasformae
i ispirazioni le sue oscure rappresentazioni, simili a quelle,
profondamente immerse nel sonno, del mondo vegetale;
queste ispirazioni diventerano sempre pi dense, col pro
gredire dell'evoluzione; e per opera loro le indistnte ar
monie delle sfere non solo aleggeanno spirando sopra Giove,
ma si trasfrmeranno in vegetazione, similmente a quanto
avvenuto sulla terra: le nostre piante infatti sono state create
dall'armonia dele sfere, e solo successivamente stata la
luce a farle _crescere dalla terra.
Cs possiamo dire: se sula terra i fturo dovesse af
fermarsi soltanto quell'evoluzione che risulta dalla terra stessa
e che non porta all'uomo scientco-spirituale, alora nell'u
niverso potrebbe apparire soltanto un Giove mierale. Ad
un sifatto Giove minerale tendono tutte le concezioni mate
ralistiche. Nel profndo delle loro anime i matealist odia
no efettivamente l'idea che Giove possa diventare anche
vegetale; nel profondo delle loro anime essi aspirano a che
Giove sia soltanto minerale .. E se oggi noi esaminiamo tutta
l'attivit della scienza materialistca, i suoi laboratori, i suoi
gabinetti, ecc., ci risuter che tutto questo lavoro tende alla
creazione di un Giove minerale. Senza la scienza dello spi
rito, questo pianeta diventerebbe una mort scoria, e non po
trebbe contenere neppure una vegetazione.
Quarto gli attuali esseri della gerarchia degli arcangeli
Cielo e tera pseanno 169
potranno efettuare perch Gove abbia una vegetazione, que
sto noi lo prepariamo ogg innalzandoci alla scienza dello
spirito. Cosicch possiamo dire: quello che l'uomo solae sp
rmenta dorendo, dive mtuo, al fne della nos'
ter a, a fonire gli impuli cosmic pe il mondo vigte '
Giove, taite gli acangeli.
In t modo noi cerchiamo di renderci coscienti del com
pito cosmico della scienza dello spirito : cerchiamo di ren
derci conto che, sviluppando gli impulsi della scienza ddlo
spirito, noi ofriamo veramente la possibilit agli esseri della
gerarchia degli arcangeli, di conferire a Gove u tappeto
vegetale. Quanto l'uomo solare sperimenta in noi in virt
delle rappresentazioni scientifco-spirituali, servir agli ar
gdi per far sviluppare su Giove una vegetazione di piante.
Verr poi nell'evoluzione della terra un tempo in cui
gli scienziati dello spirito dirano: la scienza dello spirito
proprio tutto, la scienza dello spiito Ja savezza ultima;
e tutti coloro che intraprendono nell'anima una via diversa
dalla scienza dello spirito, sono dei sognatori, dei fantastica
tori. Gli scienziati dello spirito parlerano di costoro come i
materialisti parlano di noi. Ma proprio come gli scienziati del
lo spirito di oggi si distingono dai materialisti, cos i avve
nire una piccola accolta di uomini si innalzer al 'di sopra
della scienza dello spirito e aspirer a qualcosa che in ave
nire sar altrettanto nuovo rispetto alla scienza dello spirto,
quanto lo la scienza dello spirito attuale rispetto alla mera
scienza .esteriore. E questo alcunch di nuovo avr sull'atti
vit dell'uomo pretese assai maggiori che non la scienza dello
spirto attuale che pur viene considerata gi tanto scomoda.
Si tratta di qualcosa che il sognatore nell'uomo, ossia l'uomo
lunare, sperimenter sognando, i modo straordinariamente
pi intenso di quanto l'uomo solare non possa ogg speri
ientare, nel suo sonno, in virt dele rappresentazioni scien
tifco-spirituali. E quelo che il sognatore in noi potr speri
mentare i un tempo avvenire, verr aferrato ed elaborto
dagli esser della gerarchia degli angeli; i quali, similmente
agli arcangeli, lo trasporeranno su Giove. Sulla base del
regno minerale e vegetale, gl angeli fonderanno su Giove
170. Antroposor
gu8CO8 cbc COttgOodc 8 tc@O 8om8c. LOCCbc gO8-
mO dtc1 le rappresentazioni di sogno dell'uomo lunae ( ov
veo il sogatore nel'uom) diventeanno su Giove imma
gnazioni com-nsae. Per 'amit 'degli angeli, v sa tlora
una base pe il regno anie.
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Ottc Qct OtZ8 QtOgt8. LOCChc gO8mO dtc' in virt del
conten.ftO animico di quegli uomini che saanno i pi altmen
te po g" all' fne della te', le rapretentazioni del' uo
mo terestre diventanno imptlsi pr l'evoluzione dell' ua-
ni su Giove.
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Cielo e ter a [nno 171
biamo dare inizio a qualcosa che non pu pi venir prodotto
dall'uomo terrestre, a qualcosa che sperimentabile solo al
di fuori dell'uomo terrestre. Se siamo i gado di dir que
sto, allora ci chiaro perch studiamo la scienz dello spi
rito. Alora sappiamo che l'impulso della scienza dello spi
rito h veramente un signifcato cosmico; e sentiamo quanto
brutalmente astratte siano le domande che i flosof si pongo
no: qual' la mta ultima dell'uomo? g suffciente che
dere quale sia la mta pi vicina!
Si potrebbe chiedere : quest scienza dello spirito che
diventa cosciente del suo compito entro il cosmo, non do
vrebbe allora commuovere anche il nostro cuore? Non do
vrebbe aferrare anche tutto l'animo nostro e il nostro sen
timento? S, noi dobbiamo non soltanto conoscere, ma anche
profondamente sentire che cosa portamo i noi come germe
per l'avvenire del cosmo! E allora potemo anche trasformare
in contenuto del sentimento e del cuore quanto di pura co
noscenza vi ve entro di noi.
Noi dobbiamo avere ben chiaro quanto sege: tutto
ci che costituisce il mondo fsico della nostra terra, perir;
ttto ci passer ad uno stadio non soltanto di sono, ma d
distruzione. E qualcosa di nuovo dovr sorgere. Da che cosa
dovr nascere questo alcunch d nuovo?
Dalle pietre della terra, dalle piante dela terra, dagli
animali della tera, dai corpi fsici umani della terra, nulla
nscer di nuovo: essi dovranno cadere tutti, come de gsci.
Ma dall'uomo saturnio che gli uomini portano in loro, na
scer i Giove minerale. Come della gallia che ci corre da
vanti nulla sopravviver nella gallina fglia se non il piccolo
germe contenuto nell'uovo, cos di tutta la nostra terra nulla
sopravviver sul futuro Giove, eccettuati i germi saturnii che
vivono nel corpo umano. Soltanto questi germi passeranno su
Gove dopo aver attraversato i -alaa; tutto i resto della
terra fsica cadr. (Non parlo .qui delle anime, ma della
terra fsica). E se qualcuno avesse l'idea che anche la terra
fsica si possa trasfrmare, questa sarebbe un'idea nebulosa;
perch tutto efettivamente si dissolve in polvere, eccettuati
quei semi saturnii che vengono accolti dalle areai, e dai quali
172
Anropo1ofa
hanno origine gli atomi, gli atomi mea di Giove. An
fa a Berlino, davanti ad una cerchia ristretta, ho gi accen
nato a qualcosa del genere; ho cercato di spiegare quanto
infantile sia rappresentarsi gli atomi della terra come se l
rappresentano i fsici. Dovremmo piuttosto rappresentarci
questi atomi terrestri come. la parte pi intima dell'uomo
lunare (intendo qui l'uomo dell'antica Luna), ma elaborata da
quelle entit che sull'antica Luna stavano al di sopra del
l'uomo ed hanno metamorfosato in atomi terrestri l'intima
essenza dell'uomo di alora. Oggi il risultato di tutto ci
contenuto dentro la terra stessa.
L'atomo dunque veramente .ualcosa rispetto a cui
l'atomo dei fsici solo una rappresentazione infantile. Qe
st'atomo terrestre infatti sorto in modo davvero complicato.
Dobbiamo pensare che Patomo terrestre h avuto origine

da
qualcosa che l'uomo ha sviluppato su Saturo e ha poi con
servato durte- le incarnazioni planetarie del Sole, della
Luna e della nostra terra; e che poi tutto ci dovr tra
sfrmarsi in atomi di Giove, per opera degli spiriti della
personalit, i quali saranno su Giove spiriti della forma. Cos
complicato il mondo!
.
Ho gi detto altre volte quale atteggiamento dobbiamo
avere rispetto a tutto ci. Ho detto: supponiamo che siano le
tre del pomeriggio. Alle tre del pomeriggio due uomini
:si trovano uno vicino all'alto. Noi arriviam e diciamo:
ecco, l'uomo sta qui con l'uomo B. Poi ce ne andiamo
e lo raccontiamo ad un '. altra persona. Supponiamo per
che l'uomo sia stato fermo qui dale nove della mattina
fo alle tre del pomeriggio, mentre l'uomo B sia venuto
qui circa a mezzogoro, poi_ sia andato via, e sia ritornato
ale tre del pomeriggio. I tal caso noi avremmo trovato
i medesimo risultato, ossia che quei due uomini si stanno
vicini. Ma l'uomo che qui gia da sei ore, ed stato i
piedi o seduto, si trover in altra condizione dall'uomo
che per sei ore ha passeggato su e gi. Quei due uo
mini, dentro, sono essenzialmente diversi, e questo qud
che importa; quei due uomini non hanno il medesimo va
lore, ma un valore diverso.
Cielo e tera paseanno 173
Ho fatto questo esempio per mostrarvi che quel che
conta non l'apparenza dei fat, ma i modo come i fatti
si sono attuati. Pe esempio, c fa ricerche sugli esseri vi
vent a microscopio, non investiga in verit il loro lat
interiore, ma soltato i fatt. esterni. Tale in sostanza il
contenuto di ogni scieza biologica : si constatno dei fatti
esteri, come per esempio lo il constatare che ale tre due
uomini si stano vicini. Qualcuno naturalmente potr obiet
tare che non ci si lmita a constatare un fatto, ma se ne
segue lo sviluppo. In realt per si seue soltanto lo sviluppo
del fatto sul piano fsico, i che signifca che si guarda pur
sempre solo al fatto.
Cs ha origine l'errore di far tutto un fascio di molt
fenomeni i quali hanno un signifcato assolutamente diverso
a seconda dei diversi regni della natra a cui si riferiscono;
per esempio i fenomeno della morte negli aimali diverso
che negli uomini e, a maggor ragione, divrso nelle pian
te. La morte non signifca aftto lo stesso fenomeno nel
regno animale e nel regno umano. Infatti, per quanto ri
guarda l'uomo, la morte si presenta in un esser che ha die
tro di s l'evoluzione terrestre, l'evoluzione lunare, !evolu
zione solare e l'evoluzione saturia. L'animale invece ha
deto di s una parte dell'evoluzione terrestre, l'evoluzione
lunare e l'evoluzione solare. Perci negli animali la morte
un fenomeno assolutamente divero che negli uomini. Se
si giudica tanto astattamente da considerare alla stessa stre
gua la morte dell'animale e la morte dell'uomo, allora si
pu anche chiamar morte l'evaporazione di ua gocca di
mercurio. E ho gi detto che a tempi nostri si usa gudi
care proprio cos. Taluni biologi che credono di essere molto
progediti, dicono : alcune piante hanno la facolt di divo
rare gli inseti; esse hanno dunque in s qualcoa di simile
all'anima animale o umana. Questa afermazione fata per
analoga estera. Ma altrettanto poca logica v in questa
afrmazione, quanto se si dicesse che anche una trappola
per topi ha un'anima.
Nela nostra cultura penetrata via via una tale straor
ainaria superfcialit'; e questa superfcialit d l'impressio-
174 Anroposofa
ne, i certo modo, d una logica terribilmente bella la. qua
le per deriva soltanto da un pensiero arimanico privo di
sostanza, da un pensiero morto. E ad un tal pensiero morto
.gli uomni perverrano sempre pi, se non si faranno fe.
condare dalla scienza dello spirito.
t
Tutte queste considerazioni hanno i sostanza lo scopo di
frci realmente comprendere l'importanza della scienza del
lo spirito per l'evoluzione dell'umanit. Noi dobbiamo im
parare a riconoscere a qual logica apparente, i realt priva
.di vita, i realt morta, l'attuale civilt arimanica ci ha
:portato; questa attuale civilt arianica non pu far a)tra
che, come il Mefstofele goethiano, porgere a Faust una. chia
ve. Ma noi dobbiamo suscitare i noi l'atteggiamento di
:Faust, rispetto a quello che gli spiriti arimanici chiamano
il nulla, dobbiamo suscitare i noi l'atteggiamento di Faust
-che dice: Spero nel Nulla tuo tovare il Tutto .
S, noi dobbiamo compenetrarci sempre pi di un

siltto atteggamento. Nqn obbjamo credere d! poter


tasferire entro una nuova civilt le abitudini di pensiero. di
una civilt vecchia. Certo non ne siamo consapevoli; tut
tavia, senza che ce ne rendiamo cno, Arimane pu sem
pre di nuovo diventare per noi un tentatore. L'importante
. che accogliamo in noi l'essenza profonda dell- scienza

.dello spirito, anche se questo scomodo. L cultura scien


tfco-spirituale esige veramente seriet, profnda seriet da
chi vi si deca. Perci tutte, veramente tutte le forze del
l'anima uana in evoluzione, devono essere da noi impe-
gnate negli impulsi della scienza dello spirto E quella che
ora io cercher di farvi, non altro, direi, che u' osser
vazione ben concreta, che un ben concreto monito.
In una delle mie utime conferenze ho parlato del pro
getto che abbiamo, fnita che sia la costruzione del nostro
edifcio (*), di_ esegire una grande statua, da collocarsi. a
levante, un gruppo che raffgurer al suo centro il rappre
sentante dell'umanit (se volete, potete anche chiamarlo
i Cristo), i alto Lucifero che precipita con le ali spezzate,
() Si parla qui dl primo Goetheanum, allora i costrzione.
Cielo tera paseranno
175
e in basso, in un antro, Arimae che si accascia sentendosi
vinto. Questa dunque la nostra idea. Ma the cosa poi que
a idea diventer, potremo veramente vederlo solo qu.ando
:avremo compiuto e. collocato al suo posto il gruppo. Ad
;ttuare una tale idea, infatti, non bastano solo le due pa
role che abbiamo detto, ma ogni tratto nei volt del Cristo,
di Lucifero e d Arimane. E se ora, con questa idea, qual
iuno cercasse di eseguire una composizione e lo facesse coi
.mezzi antichi, questa sarebbe assolutamente una cosa sba
.gliata, sarebbe la rappresentazione simbolica di un'idea. mes
:a al servizio di un'arte materialistita. Occorre invece che
.og. singola forma sia creata artisticamente e scaturisca dai
suoi elementi originari. Ma questO' lo si pu fare veramente,
:olo se si in grado di immergersi con tutta gravit negli
impulsi della scienza dello spirito. Per questo per non i
ieve aver fretta; non si pu continuare a lavorare coi metodi
artistii del passato.
dificile introdurre la scienza dello spirito in tutd i
diversi impulsi. dela civilt; ma da tutto quello che abbia
mQ detto risulta gi quanto questa cosa sia necessaria. Na
turalmente non la si potr attuare dall'oggi al domani, ma
solo gradatamente. Dobbiamo per crearne un inizio; e se
non fossimo consapevoli che con la costruzione del nostro
edifcio intendiamo solo creare un inizio, considereremmo la
cosa i modo assolutamente sbagliato. Occorrer tempo, mol
to tempo, per ottenere ci a cui aspiriamo.
Si tratta realmente di trasformare tuto il nostro atteg
gamento, rispetto a come si sarebbe potuto sviluppare per
,opera dell'uomo terrestre. Natralmente, sarebbe altrettanto
ingusto

dire: tutto quello .che l'uomo terrestre ha prodotto
sbagliato; non vogliamo sapere nullaf Ci sarebbe asso
lutamente ingusto, perch l'uomo terrestre porta in s l'uo
mo lunare, l'uomo solare e l'uomo saturio; e i nuovo uomo
scientfco-spiritale deve a sua volta portare i s l'uomo
terrestre. Noi dobbiamo portarla in noi, questa civilt' terre
:ste che si sviluppata sin qui. Non inutile, perci, ren
-erci tonto di tutto quanto ci possibile conoscere e sa
pere dela civilt terrestre attuale.
176 Antoposofa
D'altra pare per dobbiamo g un poco farci com
penetrare in ttta umilt (non con vat e superbia ma i
tuta umilt) da una specie di coscienza scientico-spirituale
Non sarebbe af tto bene che quelli che appartengono a
movimento . scientifco-spirituale continuassero a ripetere :.
quello che faccamo no, esterico! No facciamo quacosa
di assolutamete nuovo!
Non sarebbe bene, perch sarebbe suscitato soltanto da
la vanit, come dalla vanit molto vien suscitato di quanto
compare nel movimento scientco-spirituale. Quanto meno
si sentono dire tali cose, e tanto meglio_ . D'altro lato per,
quato pi si cerca di compenetare l'atteggiamento del'a
nima con la scienza dello spiit, e tato meglo .
Non pa quasi credibile quanto unilateralmente oggi ogni
parola ed ogni cosa vengno usate, e quanto si riesca. a parlare
senza curarsi di comprendere gli altri, di immergersi nel
pensiero degli altri. Tutto ci deve scomparire, se gli im
pulsi della scienza dello spirito hanno veramente da inse
diarsi ndle anime degli uomini. E molte cose che veramen
te dovrebbero essere scartate dalla scienza dello spirito, han
no raggiunto gi il colmo. I questo tempo doloroso si ve ..
dono gli uomini sfdarsi a parole, si vede n gruppo sputar
sentenze su di u altro gruppo. Ma lo scienziao delo pi
rito deve riuscire ad ottenere che tali setenze non siano
apprezzate pi d quanto non lo sarebbero i giudizi di due
persone che, disputando fra di loro, vadano dicendo a t
no : questa una casa. E poi : no, questa la mson/
Ho espresso la cosa i modo un poco rde, ma le d
scussioni che ogg si fanno con tta passionalit non hano
certo un maggior valore. P sembrar strano esprimere i
frma semplice e rude quacosa di complicato. Ma ogg
bene che ci fermiamo un poco a meditare, in questa forma
semplice, quale sia il senso dele grandi discussioni che ven
gono ftte. Allora, da questo paragne si pot g scorgere
che cosa stia, in realt, dieto a tutto ci.
E se guardiamo indieto a molto di quanto negli ultimi
tempi ci si presentato al'anima di verit spirituali, alora
sempre di nuovo potremo rinsaldaci nel nosto sentimento
-
_,.._
.., .
Cieo e tera passeanno 177
per gli impulsi scient.co-spiritali. Se pensiamo che quan
to di civilt spirituale stato prodotto dall'uomo terrestre
dovr frire la strutra interiore fondamentale di Giove,
che quanto noi andiamo elaborando di scienza dello spirito
frmer i grme vegetale futro di Giove, e che quanto in
avvenire si svilupper ancora frmer su Giove il gere
del regno animale, se prendiamo sul serio il ftto che nel
nostro uomo satnio risiede il germe per !;ivolucro fsico
di Giove, che nel nosto uomo solare risiede quanto dovr
trasfrmarsi nel tappeto vegetale di Giove, e che nel nostro
uomo lunare risiede .quanto s trafrmer nel regno ani
male di Giove, se pensiamo che tutto quanto fa parte della
terra passer, e che anche le stelle entreranno nel flrja,
se pensiamo a tutto ci, allora noi saremo discepoli d colui
che ha, detfo : e< Cielo e terra passeranno, ma le mie parole
non passeranno .
Un nuovo cielo ed una nuova terra sorgeranno infatti
i virt dell'uomo scientifco-spirituale, in virtu dell'uomo
magco. Tutto passer, ma le parole de Cristo forniranno il
germe per la frmazione cosmica di un nuovo mondo.
Perci la scienza dello spirito deve anche condurci a
comprendere paole come queste del Cristo :
Cielo e terra passeranno, ma le mie parole non pas
serano.
Ahe Stfen
AORISMI (*)
Se si vuol sapere qualcosa delle esperienze del sonno, ci
si deve innanzitutto occupare dell'addormentarsi e del ri
sveglio. La miglior cosa osservare questi moment al leto
. di un ammalato. Quali sono a riguado gli stat 4'aimo
,caratteristici ?
Il dispiacere con cui un malato si desta non forse un'e-
.. co del primo grido del neonato? .E il piacere con cui si ad
dormenta non presagsce forse i gubio del morente che e-
tra nella sfera delle entt

divine?
***
pi facile, morendo, deprre i carichi della vita a
tuale e liberarsene -al pi presto, che non, nascendo, dover
trascinare ancora quelli di una vita precedente, per con
duri alla mta.

Un sorriso nel sonno, dopo u grave

accesso d dolori,
una delle cose pi belle che si possano vedere stlla tera:
uno spiraglio di cielo.
***
Quando u uomo fsicamente ammaato, ma si man
tiene spiritualmente sano, irraggia una maggior forza di
garigione che se fosse fsicamente sano.
***
Provengono pi ipulsi di guarigone da u ospedale
in cui si sopportano tanto gavi e varie specie di dolore, che
non da un campo sportivo.
() Da Goetheanum, 2 aprile 157.
Afoi 179
***
Le potenze buone vogliono mantenere in vit gli uo
mini, afinch sia manifesto che l'amore, che santo. risana.
Rinunziare grazia. L mostra gi la perdita della vista,
la tenebra i cui gi comincia a prefgrarsi, nele sue linee
cosmiche, la percezione dell'io superiore: l'uomo universale.
Ogni uomo de:e illuminare la sua propria notte.
Se la nostra lettura ricolma di spirito, i morti l' accol
gono e la proseguono. entro le noste anime.
Mta della prossima epoca ua comunit spirituae.
Ne premessa il cogliere l'egoit eterna entro la coscienza
terrestre. Chi appartiene ad una sifatta. societ lascia libero
ogni uomo e si interessa di tutta l'umanit. L'incontro col
suo prossimo diventa per lui culto divino.
***
Le frze creative sono assai pi profonde che non la
memoria; e questa la ragione per cui i ricordi che noi
stessi annotiamo, non signifcano per noi altrettnto quanto
per i nostri lettori, i quali possono venirne stimolati.
Alessanro Pusck.n
LA RCORANZA'
Alor che pel mortale il suon diuro tace
e l'ombra della notte stende
sulle piazze deserte della citt la pace,
e il sonno, premio all'opre, scende,
nel silenzio fratanto si volgono lente ore
per me di veglia tormentosa :
ardono in me pi vivi i rimorsi del cuore
in quella pace inoperosa;
fervono i sogni; gav pensieri nella mente
oppressa col dolor fan lega;
la ricordanza innanzi a me tacitamente
i rotolo suo lungo spiega:
e mentre con disgsto leggo la vita mia
io temo e maledico, e amare
1agrime veso, e non riesco tuttavia
le righe tisti a cancellare.
(Versione da rso d R. KtPPBl)
Renat( Optz
CONSIDERAZIONI SUL CONCETTO
SCIENTIICO-SPIRITUALE DI MEMORIA (*)
L facolt dela memoria signifca per l'uomo tereno
il cardine della sua vita autocosciente. Essa pervade ogni at
vit animica umana. Ch si propone i problema della na
tura della memoria, sfora al tempo stesso anhe l'enigma
ddl'incanazione dell'io umano. Il punto di partenza per
una psicologia scientifco-spirituale la nozione fondamen
tale, dataci da Rudolf Steiner, che tutto quanto il corpo del
l'uomo compenetrato d'anima e di spirito. Perci, anche
nella formazione della memoria implicato l'intero coro
dell'uomo. L rappresentazione che la psicologia classica si
fa del sorgere della memoria in virt di una registrazione
( engramma) nel sistema nervoso centrale, deve essere scartata.
Il sistema nervoso serve all'uomo esclusivamente per render
si cosciente del mondo ambiente e della propria cor
poreit; non tutti i processi animici - dice Rudolf Steiner
- devono essere attribuiti a questo sistema. vero che an
che Rudolf Steiner usa, come vedremo, l'immagine dell'iscri
zione, dell'incisione delle esperenze mnemoniche nella sfera
dell'organico. Ma la tabua su cui gli elementi soprasensibili
annotano le esperienze dei sensi e poi nel processo mnemo
nico le decifrano, pur sempre il corpo intero.
Nella memoria sono implicati ugualmente tutti e quat
tro gli dementi costitutivi. E solo l'uomo che abbia attuato
un'armonica incarnazione di tutti i suoi elementi costitutivi.
possieder la memoria e potr usarla pienamente e libera
mente.
Qual pate centrale la memoria abbia per la formazione
della coscienza nell'uomo, appare evidente da un'osserva
zione fatta da Rudolf Steiner in un suo ciclo di conferenze
() fas Goetheanum, 23 marzo 195.
182 Antoposofa
teute a Dornach nl 1924 sul tema: Antoposofa. lv egl
invita gli ascoltatori a rendersi una volta conto d che
cosa essi sperimentino nella coscienza ordinara come loro
io: null'altro se non la somma dei loro ricordi.
Nella sa Teoofa Rudolf Steiner descrive partcola
reggiatame!te, dal punto d vista della scienza dello spirto,
il processo della memora. Diferenza essenziale, rispetto a
ttte le altre concezioni, che Rudolf Steiner non f risa
lire la frmazione della memoria ad u'immagine percet-

tiva conservata in qualche modo e poi riafrrata, ma parla
di una creazione ddl'anita assolutamente nuova che h
luogo nell'atto mnemonico. L'anima percepisce, e dala per
cezione fora la rappresetazione. Merc un siftto arrc-
chimento, i rapporto che l'anima ha col mondo si muta;
e questo mutamento l'anima lo imprime entro le fni strt
ture dela corporeit. La percezione svanisce; la rappresen
tazione. svanisce; ma quello che l'anima ha iscritto nel
corpo, come su di una tabta, permane. Col sorgere del ri
cordo l'anima percepisce di nuovo; non pi per il mondo
esterno mediante gli organi di senso. fsici, bens il mondo
intero

che essa stessa ha tamutato ed improntato in modo


ben preciso. Una sifatta percezione interiore accompa
gnata dal formarsi d una rappresentazione, altrettanto quan
to lo la percezione esteriore dei sensi. Nella vicenda sen
sibile, dunque, l'anima si volge veso l'esterno; nella me
moria, verso l'interno.
Da quanto troviamo esposto nella Teowfa sul'esplicazio
ne della memoria, possiamo desumere che in essa hanno
prte attiva tutti gli elementi costitutivi dell'uomo : la per
cezione che sta sotto il dominio dell'io, viene attenuata dal
l'attivit de coro astrale; la rappresentazione svanisce, ma
l'esperienza si sommerge nel corpo fsico per opera delle
forze dell'eterico. Qesta tabula per non una formazione
rgida, bens u mondo che, sotto la soglia della coscienza
diura, si sviluppa e si muta continuamente, secondo leggi
piene di saggezza. E l'esperienza che stata sommersa entro
un sifato mondo, partecipa alle metamorfosi di questo.
Essa vien percepita dall'anima che rammemora, com' e un
e onsdeazoni sula mora 183
acunch di mutato; e, in quanto ricordo divenuto coscien
te, porta ancora i s le tracce d quel mondo di saggezza.
Quanto di difettoso, .quanto di insufciente nell'attarsi della
memoria vien contrapposto, come un fattore negativo, all'in
fallibilit delle conquiste tecniche (apparecchi fotografci,
dischi fnografci, ecc.) deve essere considerato sotto un
aspetto nuovo. Ossia il dimentcare in se stesso una qua
lit positiva dell'anima, e non necessariamente un difetto.
D'atra parte una nuova psicologia dovr cercar di spiare,
proprio dal modo come i ricordi si efetuano, i messagg che
afiorano da una sfera vitle non accessibile alla nostra co
scienza.
Consideriamo i prmo luogo la parte che coro fsico
ed eterico, nel loro reciproco rapporto, rppresenano ne
processo mnemonico. Nella sua Sdenza occulta Rudolf Stei
ner ci dice che praticamente il corpo eterico ad accogliere
e conservare ttte le esperienze. Quando l'uomo attraversa
la porta della morte, il panorama della vita gli si presenta
cos come il corpo eterico lo ha conservato fn nei singoli
particolari. La possibilit che l 'uomo h di contemplare
un tal panorama, dovuta al ftto che il corpo eterico si
liberato bens dal corpo fsico, ma porta ancora i s la
sua fo idividuale. Dissolvendosi questa a poo a poco,
i quadro della vita perde di evidenza. Dissolvendosi, il cor
P eterico si estende nel cosmo.
L'unione col corpo fsico signifca dunque, per la
memoria totale, un ostacolo. Ma la funzione di ostacolo
appunto la parte essenziale che il corpo fsico ha nella
formazione della memoria. Come solo con la resistenza che
esercita, i terreno ci rende possibile il camminare, cos
l'o in grado di fare del ricordo una propriet sua, solo
con l'aiut_o de corpo fsico cht gli si contrappone come osta
colo. Nel suo saggio I fondamen pscologc dell'an'opo-
sofa e la SU' posizione rspetto al!a teoa dla co'oscenza
(*), Rudolf Steiner si esprime cos : Ma quando poi il
ricrdo si prsen
_
ta realmente, allora chi fa indagini spiri-
() Confronta : Antroposofa, ottobre e novembre 1957.
184 Antoposofa
tuali sente che la resistenza opposta dal corpo fsico, i
quale agsce come una superfcie specchiante, a sollevare
l'esperienza al mondo oggettvo della rappresentazione. I
tal modo, nel processo mnemonico egli sente dapprima un
divenire (osservabile oggettivamente) che si svolge entro il
corpo eterico, i quale dventa un suo ricordo solo in quan
to viene rispecchiato dal coro fsico. Il primo fatto del
processo mnemonico d perci soltanto esperienze sconnesse
del s. Ogi ricordo per diventa parte delle esperienze del
l'io, in quanto viene rispecchiato merc la sua immersione
nella vita del coro fsico .
Rudolf Steiner caratterizza sempre di nuovo le espe
rienze soprasensibili come non suscettbili di essere ricor-
. date,, i quanto si esplicano i uno stato extracorporeo. Su
scettbile di essere ricordata soltanto la via che conduce
a quelle esperienze cosicch . queste devono essere speri
mentate sempre a nuovo. E, naturalmente, i frutti dell'espe
rienza soprasensibile, assunta che abbiano la forma di idee,
possono sempre essere ricordati.
Il rapporto fra corpo fsico ed eterico che sta a base
della facolt mnemonica, posto in particolare rilievo anche
nella descrizione della costituzione dell'uomo atlantico. Nel
la sua Cronaca del/' Akasda, Rudolf Steiner ci destrive i
primi. inizi della memoria, la quale precedente alla fa
colt di parlare, di pensare, e di concepire concetti moral. -
L corporeit dell'uomo atlantico era tale, che il corpo eteri
co sovrastava di molto al suo corpo .sico. In virt di que
sta libert relatvamente grande del corpo eterico rispetto
al fsico, la facolt mnemonica era allora quasi illimitata,
ed esorbitava di molto la vita del singolo, abbracciando in
s anche le azioni e le esperienze degli antenati. Solo ga
datamente corpo fsico e corpo eterico vennero maggiormen
te a coincidere. In tal modo si destarono i primi inizi del .
pensiero logico, e al tempo stesso andarono perdute quelle
facolt che l'uomo atantico possedeva in virt delle sue
forze eteriche esorbitanti : ossia la facolt di rigenerazione,
che oggi noi possiamo ancora trovare in tal misura solo i
alcui animali ifriori, e le forze dilatate della memoria.
Consderazioni sull mora 185
Non possiamo perci defnire la memoria degli atantci
semplicemente come migliore, rispetto alla nostra memoria
attuale. Quella memoria non aveva, nella stessa misura d
oggi, l'ostacolo del corpo fsico, e appunto perci non po
teva riferirsi all'io, come centro dell'esperienza. La memoria
atlantica trasmetteva all'anima una partecipazione a dive
nie universale del mondo, ma non un'esperienza dell'io.
Quest'ultima comincia ad albeggiare soltanto quando corpo
fsico e corpo eterico entrano fra loro in pi intimo rappor
to : allora la memoria eterica si trasforma in memoria indi
viduale, e compare la facolt del pensiero logico.
Dalle descrizioni di Rudolf Steiner dobbiamo dedurre
che, essendo tutto il corpo umano pervaso di anima, l 'inte
ro organismo a partecipare alla formazione dei ricordi. Sem
bra per che, a tal riguardo, una parte peculiare spett
agli organi interni. Cos per eempio, in due conferenze te
nute dallo Steiner nel 1921, deto che la superfcie degli
organi interni rappresenta una specie di specchio per la
vita dell'anima, e che questo rispecchiamento a pro
durre i nostri ricordi, la nostra memoria, durante la vita.
Importante per di rendersi conto che questa superfcie
specchiante non deve essere ricercata anatomicamente. Si
tratta piuttosto di concepire l'idea di u luogo funzine.
E a quest'idea possiamo pervenie solo gradualmente, ac
quistando nozione dei particolari dell'indagine spirituale.
Tutte le esperienze accompagnate da forme concettuali
e da rappresentazioni coscienti, ossia suscettibili di essere
ricordate, possono venir riflesse da questa superfcie, e pre
sentarsi alla memoria. Ma una parte di esse a volta a volta
si dissolve e penetra nel dominio del ricambio di quegli'
organi (ci che per esempio, negli organi ghiandolari, porta
all' attivit secretiva). Questa regione degli organi, Rudolf
Steiner la descrive come ricolma di immagnazioni vivent
(dunque non coscienti), che operano stimolando o ostacolan
do 1a vita. Entro questa sfera penetrano anche le esperienze
del bambino al di sotto dei tre anni. Esse non sono ancora
attutite dall'attivit 'concettale e rappresentativa, ed opera
no perci profondamente nella sfera plasmatrice organica,
186 Antroposofa
costituendo la base sia per un'armonica vita del corpo e del
l'anima nell'uomo adulto, sia per svariate malattie nell'et
avanzata.
Questa sfera del funzionamento organico, del plasmasi.
ed operare degli organi in immagazioni vventi, viene
per cosi dire occultata dala superfcie degli organi, ossia
dalla zona che segna i confne della facolt memonica.
Nella chiaroveggenza un tal confne viene attraversato. Il
mondo delle immagnazioni si libera.
Nelle due conferenze d cui sopra, Rudolf Steiner de
signa questa superfcie specchiante come la membrana che
separa il corpo eterico dal'astrale. Dobbiamo dunque rap
presentarci una zona di confne che si genera sempre di
nuovo ad ogi istante, nel vivo gioco alterno degli elementi
costitutvi dell'uomo; una zona in cui la sfera funzionale
vegetatva del mondo
,
organico entra in contatto col mondo
icosciente, semicosciente della -sensazione e della percezio
ne dell'astrale; una zona i cui i due mondi si schiudono
e si influenzano a vicenda, o anche vicendevolmente si
precludono e si delimitano. Le percezioni sensoriali che
sotto i dominio dell'io e del corpo astale si sono atttite
e ridotte fno a diventare rappresentazioni e concett non ol
tepassano questo confe. Esse imprimono il loro segno e,
in quanto ti, svaniscono. Se poi il rcordo subentra, ci
signifca che l'anima ha sperimentato questo segno interio
re, analogamente a come sperimenta una percezione sensoriale

esteriore, e l' ha di nuovo sollevato a rappresentazione e


concetto.
Con l'aiuto di alcuni concetti fondamentali della scien
za ddlo spirito e di alcune descrizioni dell'investigatore spi
rituale, abbiamo cercato di formarci rappresentazioni dife
renziate dei processi mnemonici. Se a tal riguardo noi spe
rimentiamo che il quadro dei ricordi dell'anima non rap
presenta i passato conservato, ma volta a volta una nuova
creazione del'io dell'uomo, al suo attuale grado d maturit
di vita, allora l'immagne complessiva che ci siamo ftti del- .
l'uomo, potr profondamente tasformarsi. I ricordi passano
e. come tali, non sono ricuperabili, in quanto si trasforma-
Considerazioni sula memor 187
no in facolt acqulSlte (come i leggere lo scrivere, ecc).
Un processo analogo ancor pi sottle conduce alle facolt
morali, la cui somma si pu designare, con una parola tit,
come esperienza della vita. Entrambe queste conquiste, at
traverso la sfera mnemonica, s'imprimono m entro il corpo
fsico e l'eterico.
Insieme all'uomo che in ta modo si matra e invecchia
fsicamente, anche i suoi ricordi subiscono una mirabile tra
sfrmazione. Nello sguardo retrospettivo della vecchiaia, le
immagini dell'infanzia acquistano qualcosa di universalmen
te valido. Insita alla memoria si manifesta una forza poetica
oggettiva. Con essa, ogni uomo porta nascosto nell' anima un
poeta. Aci . fatti della memoria, frse a tt prima scon
nessi, si confgurano in una successione di immagini in cui
poes e vet, le due parole goetiane, perdono ogni carat
tere di contrasto. L autobiografe dei grandi uomini ci per
mettono di spermente, nei suoi diversi aspetti, quest'atti
vit poetica oggettiva dd subcosciente. E in virt di una
tale misteriosa frza . mnemonica dell'anima, l'uomo puo
gungere fno a presagire, i un primo inizio, la confgu
razione del destino del suo io superore.
Geog Hamnn
ASELO DA CANTERBURY (*)
(Nel'85( anniversao dela mote, il 2 aple JJ(
Il pensiero .oso.co che ebbe inizio nell'evoluzione del
l'umanit con l'epoca di cultura greco-latina capace di pe
netrare fno all'idea d'un fondamento unitario dell'universo,
a non fno al'azione compiuta in liber e amore sul Gl
gota. Questa azione esso in grado solo di considerarla re
trospettivamente. Invece quel pensiero in grado d dotare
l'uomo di una tale esperienza della coscienza di s, que
s allora non era mai stata conseguita. Questo dono dovette
di necessit essere acquistato a prezzo di altre facolt a
miche, le .quali, in tempi pi antichi, rendevano possibie
I' sperienza percettiva diretta di un mondo spirituae con
una gerarchia di entit creatrici. Cn tale percezione era
data in modo immediato la conoscenza dell'origine spiri
tuale del mondo.
Quando si compi il mistero del Golgota, esistevano an
cora degli uomini capaci di ravvivare in s, mediante un'ac
curata disciplina, quelle antiche frze di percezione. Ma quelle
facolt si estinsero a partire dal II I o IV secolo dopo Cristo.
Sussisteva tuttavia la viva tradizione dele

esperienze d
quella veggenza. Un pensare esercitato nelle scuole foso.che
greche o presso i retori tent allora di fornire appoggio a
quelle tadizioni. Cos si form la prima generazione dei
grandi padri della Chiesa, Tertulliano, Origene, Gerolamo,
Agostino ed altri di guei prm secoli. Per quei maestri l'esi
stenza d'una gerarchia di entit inteligenti, nonch l'even
to terrestrecosmico del Golgota erano verit garantite dalla
tradizione.
Nei secoli seguenti scompaiono gl ultimi rest dell'an-
() Das Goetheanum, 19 aprile 1959.
Anelmo da Cantby 189
tica facolt chiaroveggente e precisamente nelle personalit d
maggor rlievo, che sono menzionate nella tradizione storica.
Ora non si sa pi quale grado di realt possa venire attri
buito al mondo spirituale. La confusione che ne consegue
si manifesta nella decadenza della Chiesa e della vita mo
nastica, nell'angoscia della fne del mondo per l'anno 1000,
e ancora nella lotta delle investiture, che doveva portare
alla decisione fnale circa la superorit del potere temporale
o di quello ecclesiastico (ma era, in ambo i casi pteei};
ma sopratutto si manifest nella disputa sul sacramento del
l'eucarista, scoppiata fra Berengario di Tours e Lanfranco.
Ed ecco che entra in scena una nuova generazione di
pensatori : gli scolastici. Costoro sperimentano il pensiero
come forza interiore, in tale iisura da attribuirgli la facolt
di giustfcare dinanzi alla propria autocoscienza le verit
rivelate.
Uno dei primi di questi scolastici Aselmo da. Can
terbur. Nacque ad Aosta, nel Piemonte, nell'ano 1033 e
pare fsse di stirpe lombardo-germanica. I nomi di suo padre
e di sua madre sono Gundulf ed Ermenberga. La madre
era una cristiana attiva. I pensieri d Anselmo sono rivolt
sin dalla prima giovinezza alla comprensione del divino. Ma
dopo la more della madre egli si d tumultuosamente alla
vita dei sensi. I rapporti col padre si fanno insostenibii. An
selmo abbandona clandestinamente la patria, percorre la
Borgogna e la Francia e infne diventa discepolo del famoso
Lanfranco, nel convento di Bee, in Normandia. All'et di
26 anni chiede di essere accolto in quel monastero.
Lo studio e la contemplazione sono i suoi ideali. Ma per
quanto egli vi si opponga, sempre di nuovo gli vengono af
fdati gravosi compiti esteriori. Quando Lanfranco diventa
abate d Can, i monaci all'unanimit eleggno Anselmo prio
re del convento di Bee. Egli svolge i suo uffcio p 15
anni con la massima coscienziosit; dopo la morte dell'abate
Eduino viene ancora una volta eletto all'unanimit core
suo successore; e quando Lanfranco, che dal 1070 era arci
vescovo di Canterbury, mor nel 103, ad Anselmo f afi
data la grave dignit' di arcivescovo primate di Canterbury.
190 Antroposoa
La lotta per le investiture; che aveva raggiunto i suo
culmine nel confitto tra l'imperatore Enrico IV e il papa
Gregorio VII, neppure con la morte. di Gregorio ebbe ter
mine : ch anzi aveva inasprito i tutta l'Europa cristiana
i problemi dela delimitaz9ne fra i poteri civile e religoso.
Anche i Inghilterra, sotto il successore di Gglielmo i
Conquistatore, Guglielmo Il Rufo, la lota fa lo scetto e
il pastorale aveva assunto forme sempre pi aspre. Anselmo
si era rivolto personamente a papa, per ti questioni, e si
era recato a Roma; poi, sembrando inopportuno il suo ri
toro a Canterbury, aveva trovato asilo per due a a Lio
ne; e solo dopo la morte di Guglielmo, dieto l'urgente e in
apparenza amichevole invito del nuovo re Enrico I, era nuo
vamente sbarcato a Dover, nel settembre del 1 100. Ma a
cora una volta proruppe la lotta per il giuramento di fedel
t, e questa volta f il re stesso a inviae a Roma i proprio
arcivescovo, per ulteriori trattatve. Senonch il nuovo papa
Pasquale II rimase inflessibile e Anselmo dovette ancora una
volta cerca rifugo a Lione, trattenendovisi olte un anno;
infne, dopo un esauriente colloquio personale fra il re e
l'arcivescovo, svoltosi nel 1 105 in Normandia, si giunse a
una conciliazione e Anselmo pot trascorrere gli ultmi
anni di vta a Canterbur, i serena ed itensa attivit. Ea
stato accolto al suo ritoro fra il giubilo della popolazione;
e spir la mattna del 21 aprile 1 10, nella settmana santa,
dopo aver compiuto il 75 anno di et.
Fra gli scritti di Anselmo, due acquistarono importan
za particolare. Il primo il Proslogu, nel quale si trova
la celebre prova dell'esistenza di Dio. Cn questa dimostra
zione di Dio (poich non richiede dimostrazione ci che si
sa per esprienza) viene, da un lato, ammessa la perdit
completa dell'antica percezione spirituale, e dall'alto rico
nosciut la forza del pensiero, capace di conferire all'uomo
l'autocoscienza. d'altra parte evidente che una tae mo
stazione, condotta con pensieri, pu senz'altro venie conf
tata con pensieri, se non si in gado di sperimentare diret
tamente le premesse della dimostrazione stessa.
Il fo del ragionamento di Anselmo il segente : Dio
Anselmo da Cantebuy 191
dev'essere pensato come l'essere pi perfetto. Se Dio esistes
se solo nella rappresentzione degli uomi ma non i real
t, non sarebbe l'essere pi perfetto, poich questo possiede
di necessit l'attributo dell'esistenza. Perci Dio esiste in
realt.
In ta modo Anselmo fa derivae l'esistenza d Dio dal
concetto dell 'ens p ecssmum. Ma poich anche atri suoi
contemporanei sentivano i s quella forza del pensiero (e,
fssero realisti o nominalisti, sperimentavano se stessi come
attivi nel pensare), non mancarono le contoprove. Cs il
monaco Gaunilone di Marmoutier compose la sua replica, dal
titolo Lber pro insi-ente, alla quale Anselmo replic a sua
volta con un lbe apologetcus ; e non poche furono anche
pi tardi le confutazioni, fnch da ultimo ant credette di
aver confutato defnitivamente questa prova ontologica del
l'esistenza di Dio.
L'alta importante opera di Anselmo reca il titolo Cu
deus hom? (Perch Dio si fece uomo ?). Questo scritto
condotto i forma di dialogo, come conforme ali' epoca del-
1 'anima razionale. Anselmo prende le mosse dal concetto della
soddisfazione. Per efetto del peccato originale, l'uomo dive
nuto doppiamente debitore : non solo deve dare soddisf
zione a Dio per la caduta nel peccato, cio restituire a Do
ci che per efetto di quello gli stato tolto; bens deve iol
tre fare ammenda per l'ofesa arrecata a Dio. Ma questo
l'uomo non pu farlo, poich la sua colpa in.hamente
gande. Ma neppure pu savarl o la misericordia di Do,
poich la giustizia d Dio deve chiedere soddisfazione. P
portare aiuto solo un essere divi1r, pr occorre che la sod
disfazione venga oferta dalla parte utm. Quindi i Reden
tore deve apparire i fgura umana, dalla strpe di Adamo, e
ofrie i olocausto la sua vita innocente. Qesto sacricio
infitamente grande; e per tale gandezza i Padre deve
dare u risarcimento, che per i Figlio non vuole per s,
bens lo dona all'umanit. Con ci raggunto l'accordo fa
la misericordia di Dio e la sua gustzia.
Che per Ges possa nascere senza peccato, questo
possibile solo grazie alla frza retroatva del Golgota.
. 192 Antroposofa
I pensiero di Anselmo continua ad occuparsi dei con
cetti del peccato originale e della redenzione, e pi tardi
ache dell'origine dell'anima. Ma questo pensiero, per qua
to possa valere per i singolo come sostegno della fede, pur
tuttavia non conduce a risultati c conoscenza, nel senso fo
sofco. D'altra parte, esso scioglie sempre pi l'uomo: dalle
sue forze originare, conferendogli 1 autocoscienza, e conau
ce da ultimo alla concezione scientfca del mondo e della
vita e con ci alla libert. Questa non sarebbe possibile, se
sopravvivessero le antiche forze dell'anima. E cos, per con
' quistare la libert, l'umanit deve pervenire al pensiero pu
ro, che si crede qualfcato solo ad aferrare la reat sensi-
bile. Per il pensiero europeo medievale Anselmo da Can
terbury si trova all'iizio di questa evoluzione.
Nella Fto.ofa della lber di Rudolf Steiner l'evento
del Golgota non menzionato : esso non pu trovar posto
in un libro di flosofa. Ma la Filosofa dela Hhet mostra
come, nell'et flosofca, i pensare possa essere preso a og
getto dell'osservazione, da parte dell'anima umana che
sperimenta se stessa. Con ci data la prima osservazione
dello spirito alla maniera nuova. Da questo punto, il pen
sare pu venire uteriormente rafrzato fno a divenire il
puro organo di percezione della realt spirituale.

A questo
modo l'evento del Golgota pu ridiventare esperienza spiri
tuale : esperienza spirituale dell'uomo libero. Qui si trova
l'origne della scienza dello spirito antroposofca.
SILVIA ScHAz CoLORNI, Dir. resp.
Direzione e amministraz. : .prss L'Editrice Scientifca, Via Aribero 2, Milano
Tel. 85.02.74
La propre letteraa rservai( agli autor
Trauioni atorizzat .
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Autorizzzione Reg. Ce. Tribunale Milano n. 07 - 27 dicembre 1955
BOLLETINO BIBLIOGRAFICO
Antroposofa lieta di comunicare a tutti i suoi lettori
che presso la biblioteca del Gruppo Antroposofco Leonardo
da Vinc d Milano sono reperibii i seguenti volumi :
RunoLF STElNE : La scienza occulta
Teosofa
L'inizzione
Il vangelo di Giovanni
Il vangelo di Luca
I vangelo di Matteo
Il r1angelo di Marco
l. flosofa di Tommaso d' Aqt1ino
I gradi dela conoscenza mpniore
I mistici
Cronaca ell' Aashn
I punti essenzali della questione sodale
L' evoluzione della flosofa
L opee scientifche di Goethe
La porta del'iniziazione
La prova tell'rmima
Il gurdiano della sogla
Il risveglio delle anime
Calendario dell'anima
ALBERT STEFFEN : Hiram e Salomone
M anes e la morte
La tragedia della pace
Problemi della trammaturr;ia
RilADO KDFFERLE : Poesie scelte
La festa della dea Nerto
Versioni goet!iane
Ifgenia in Tauride (versione potica da Goethe)
L'uomo (version potica da V. Ivanov)
EaNsT UEHt : L nascta dell'individualit dal mito
EMIL BocK : Cesari e apostoli
Esa1co ZAGWIJN : L'evoluzione spirtuale della musica
IRN CAT : 1 Barocco
O. A. INGLEZ DE SousA: L'uomo quale pu essee conoscuto
Gli interessati potranno rivolgersi alla bibliotecaria :
Carla Boss Rganti - Viale Regna Giovanna 35 - Milano.
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I lettori che desiderino notizie bibliografche parclar sugli aricoli pubbli
c:ti da Antroposofa sono pregti di rivolgrsi alta dirione della rivista.
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