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Alexander V.

Shubin

Nestor Machno:
bandiera nera SullUcraina
guerriglia libertaria e rivoluzione contadina

( 1917- 1921)

eluthera

Titolo originale: Nestor Machno Traduzione dal russo di Sara Baglivi

2012 Alexander V. Shubin ed eluthera editrice

Si ringrazia Michail Tsovma per la sua preziosa consulenza e in particolare per lelaborazione della mappa e per la cronologia

Progetto grafico di Riccardo Falcinelli

il nostro sito www.eleuthera.it e-mail: eleuthera@eleuthera.it

A pagina 2 larea di azione della machnovscirur. in grigio scuro la regione machnovista, in grigio chiaro la zona di influenza machnovista

Indice

Premessa
CAPITOLO PRIMO

Nascita di un leader contadino


CAPITOLO SECONDO

La machnovscina
CAPITOLO TERZO

La sconftta dei Bianchi


CAPITOLO QUARTO

Lo scontro con lArmata rossa


CAPITOLO QUINTO

Lesilio Note Cronologia essenziale

Nota del traduttore


Per la grafia stata adottata la seguente trascrizione: g: sempre dura come gatto e: je e: jo j: i breve : c dolce come nellitaliano cime s: se come nellitaliano scena se: riunisce i due suoni precedenti z: come nel francese jour z: s sonora come nellitaliano sbaglio c: z sonora come in tazza che: c come nel toscano casa o nel tedesco nach y: approssimativamente una i preceduta da una breve u : lapostrofo indica una palatalizzazione della consonante precedente

Premessa

Le fo n ti Il movimento machnovista ucraino, poco studiato dalla storiografia mondiale, stato uno degli episodi pi importanti della rivoluzione e della guerra civile esplosa nel 1917 nellex impero russo. Negli anni tra il 1917 e il 1921, i contadini e gli operai che vivevano tra il Dnepr e il bacino del Don tentarono di costruire la propria vita a partire dai propri desideri, combattendo contro le forze controrivo luzionarie e i nazionalisti ucraini, e cercando al contempo di non sottomettersi al nuovo potere comunista. Non sorprende che lini ziale alleanza tattica con i comunisti si sia poi conclusa con uno scontro militare, durante il quale lesercito insurrezionale machno vista si batt impugnando la bandiera nera dellanarchia. Alla guida di questa armata contadina cera Nestor Ivanovic Machno, uno stratega geniale che fino al 1918 non aveva preso parte ad alcuna guerra, ma che in seguito si ritrov al posto giusto nel momento giusto. Nei brevi momenti di tregua, i machnovisti pro varono a costruire una nuova societ basata sullautogestione, e no 7

nostante questo movimento sia soprawissuto soltanto fino al 1921, ha rappresentato comunque uno degli esempi pi vividi del deside rio di liberazione sociale e politica che ha caratterizzato quellepoca. Tra le guerre contadine europee, questa certamente quella che ha accesso al maggior numero di fonti storiche, anche se queste fonti, peraltro altamente contraddittorie, fino a poco tempo fa erano per lo pi secretate, e quella minima parte che veniva resa pubblica lo era a discrezione dei pochi studiosi filo-bolscevichi au torizzati a visionarle. La maggior parte dei materiali di archivio ri guardanti la storia del movimento machnovista era infatti concen trata negli archivi di Stato russi e ucraini, anche se un certo numero di documenti interessanti sono ricomparsi allestero, ad esempio negli archivi dellistituto di storia sociale di Amsterdam1. Una parte dei documenti era stata daltronde riprodotta nelle testate pubbli cate dai machnovisti stessi2. Tra le fonti pi importanti per la sto ria del movimento machnovista ci sono ovviamente le memorie di Machno, in cui si ritrovano sia gli appunti fatti nel corso degli eventi, sia le riflessioni successive, spesso critiche e talvolta tese a giustificarsi. Questo spiega alcune contraddizioni e aiuta a conte stualizzare le idee espresse da Machno nelle memorie relative agli avvenimenti dellepoca, in particolare del biennio 1917-1918. Oltre a Machno, altri esponenti di spicco del movimento hanno scritto le loro memorie, come Aleksej Cubenko e Viktor Belas, poi riprese nei lavori di Vsevolod Volin (Eichenbaum) e di Ptr Arsinov (Marin)3. Ovviamente anche i bolscevichi hanno scritto molto sulla machnovscirufi. Quanto alle memorie dei comandanti machnovisti Cubenko e Belas, va tenuto presente che furono scritte sotto il controllo della GPU, la polizia politica sovietica, e lintenzione era di pubblicarle dopo unulteriore revisione da parte degli editori. In realt non fu rono mai pubblicate per motivi diversi: innanzi tutto perch Cu benko, che pure mostrava la chiara volont di fornire informazioni compromettenti per la machnovscina, lo aveva fatto in maniera poco efficace a causa dello scarso livello di alfabetizzazione; da parte

sua Belas si limit a un resoconto bellico nel quale descriveva in modo minuzioso le operazioni militari da lui dirette. In questo suo documento, lex comandante del quartier generale machnovista di fatto mantenne una linea ben chiara tesa in realt a ingannare i suoi censori: criticando aspramente Machno, Belas intendeva giustifi care il movimento (e se stesso al suo interno) in tutti i modi possi bili. Gli appunti di Belas relativi alle operazioni militari sono peral tro confermati anche dai documenti degli archivi di Stato militari; perci, con leccezione di alcuni frammenti in cui si pu leggere lintervento di un censore interno, o forse esterno, le memorie di Belas possono essere considerate sufficientemente obiettive. Un documento estremamente interessante il verbale di interro gatorio di Volin del 19205. Essendo prigioniero dei bolscevichi, li deologo del movimento non poteva ovviamente dire quello che pensava. Tuttavia, pur cercando di sfuggire alla fucilazione, appare evidente come Volin tentasse di dimostrare ai bolscevichi la corret tezza della politica di Machno. Avendo pi volte letto il documento, posso testimoniare che non in contraddizione con le altre fonti e quindi non stato compromesso dal desiderio di salvarsi la vita. Una fonte altrettanto importante per la ricostruzione del movi mento fino al 1920 il diario della moglie di Machno, Gaiina Kuzmenko, del quale verranno pubblicati alcuni stralci nel 1921 e il testo integrale nel I9606. Lautenticit del diario stata a lungo contestata perch, prima della pubblicazione dei frammenti, il dia rio era stato attribuito a Fedora Gaenko, unamica della Kuz menko7. In effetti, i frammenti del diario pubblicati nel 1921 erano compromettenti per il movimento e il suo leader, nonostante il fatto che la Kuzmenko fosse rimasta al suo fianco e avesse soste nuto la sua lotta contro i comunisti. Come nel caso delle memorie di Belas e di Gubenko, il diario ha un rilevante peso storico e pu essere usato come una fonte storica affidabile. Nel 1928 una casa editrice sovietica pubblic B atko Machno: memorie di una guardia bianca di N.V. Gerasimenko8, testo in cui il movimento machnovista era descritto come una banda di delin9

quenti. Un minimo confronto con i documenti di archivio dimo stra come Gerasimenko non conoscesse affatto il movimento machnovista e ne avesse scritto solo per sentito dire. Estremamente di parte sono anche le memorie dellex anarchico I. Teper9, costretto a mostrare la sua fedelt al bolscevismo facendo una feroce critica del machnovismo, con affermazioni che in molti casi hanno poco o niente a che vedere con gli eventi reali, com oggi facilmente ve rificabile confrontando le fonti archivistiche. Tuttavia, a differenza delle memorie di Gerasimenko, il lavoro di Teper una fonte storica valida poich molte osservazioni personali non sono det tate dallideologia dei vincitori. Anche le memorie redatte dai bolscevichi sono contraddittorie. Se in alcuni casi si riscontra una palese ostilit, unevidente defor mazione dei fatti10 o un interesse puramente militare (che peraltro rende giustizia allarte militare di Machno11), in altri rari casi tra spare una certa simpatia, ad esempio nelle memorie di Vladimir Antonov-Ovseenko e di Anton Skacko1^. M a a parte qualche ec cezione, la storiografia del movimento machnovista di parte bolsce vica gi negli anni Venti si basava essenzialmente sulla diffama zione, una modalit peraltro ampiamente diffusa che si sarebbe superata solo negli anni Ottanta con la comparsa dei samizdat. In particolare, nel libro di Michail Kubanin, Machnovscina13, che emerge in modo pi evidente la scarsa obiettivit della storio grafia sovietica. Questopera probabilmente la pi importante ri cerca sul movimento machnovista della scuola marxista-leninista. Una buona parte del materiale reperito da Kubanin negli archivi del movimento operaio certamente interessante e aiuta a risolvere alcuni enigmi del movimento, ma il suo lavoro profondamente condizionato dalla censura del regime, con travisamenti dei fatti e valutazioni ideologiche che verranno costantemente ripresi dai suc cessivi scritti filo-bolscevichi. Di grande interesse larticolo pubblicato nel 1923 da B. Kolesnikov14, in cui viene analizzato limpatto del machnovismo sul movimento operaio, anche se neppure questo studio riuscito a
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sfuggire ai condizionamenti imposti dallideologia dominante. Nel corso degli anni Venti e poi degli anni Trenta vengono pub blicati alcuni lavori flo-bolscevichi di qualit decisamente peggiore, che tuttavia costituiscono, dal punto di vista scientifico, nuove fonti di ricerca15. Molto tempo dopo, nel 1966, viene pubblicato un ar ticolo di Sergej Semanov, La machnovscina e il suo c r o l lo che san cisce in modo evidente la decadenza della storiografia filo-bolscevica sulla guerra civile, anche in confronto alle opere pubblicate negli anni Venti. In assenza di qualsiasi rinnovamento ideologico, questo approccio storiografico, pur impegnato nella ricerca di nuove fonti, non riesce a dare al lettore una visione imparziale del movimento17. Nello stesso spirito, le opere sulla storia dellanarchismo russo rea lizzate da S. Kanev18 sono datate e troppo imprecise, nonostante gli interessanti rimandi alle numerose fonti ufficiali sulla storia delle or ganizzazioni anarchiche in Russia e in Ucraina. Lultima pubblicazione filo-bolscevica sul movimento machnovista, e allo stesso tempo la pi emblematica, lopera di Valerj Volkovinskij Nestor Machno e la sua caduta19. La sottomissione in condizionata di Volkovinskij allideologia comunista ha piegato la realt storica creando una narrazione assolutamente inverosimile. Questopera di fatto un eccellente esempio dellapproccio che ha segnato il periodo di transizione denominato glasnost, nel quale il giornalismo di parte ha tentato di combinarsi con un impianto scientifico. E in effetti anche opere di questo genere riescono ad avere un valore scientifico grazie alle numerose fonti storiche pub blicate20, anche se le fonti citate e i relativi giudizi spesso non tro vano riscontro o sono talvolta in palese contraddizione con il con tenuto del documento originale. Gli anni Venti segnano anche linizio della tradizione apologe tica nella storiografia del movimento machnovista di parte anar chica. Questo avviene soprattutto con il libro di Arsinov Storia del movimento machnovista^1. Di fronte allondata di calunnie, gli anarchici si videro costretti ad accettare le regole del gioco politico e a contrapporre gli scritti assolutori a quelli accusatori. E que
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sto si poi riproposto negli anni Settanta-Ottanta, quando gli stu diosi anarchici, in una situazione di rinnovato scontro ideologico, hanno approfittato delle lacune della storiografia per mostrare solo i lati positivi del movimento machnovista. La necessit di unanalisi complessiva di quel movimento non si era ancora posta ai ricercatori anarchici, che in quegli anni hanno intrapreso unanalisi dellideo logia propria dei leader del movimento collocandola allinterno del lesperienza storica del Novecento. E anche lautore del presente libro ha reso omaggio a quella tradizione22. La maggior parte delle opere in lingua russa sul movimento ma chnovista pubblicate allepoca della glasnost, nonostante i tentativi di allontanarsi dalla visione strettamente marxista-leninista, sono rimaste sostanzialmente fedeli ai miti costruiti dalla precedente sto riografia filo-bolscevica. Questo periodo caratterizzato soprat tutto dal desiderio della cultura ufficiale di presentare la machnovscina come una rivolta insensata e spietata. Lo stesso Machno descritto come un uomo eccessivamente ingenuo da un punto di vista politico. La ragione di questa sorta di malinteso risiede sia nella cattiva comprensione degli eventi, sia nella scarsa conoscenza, da parte di alcuni autori come Vasilij Golovanov e Sergej Semanov, dellidea sociale proposta dallanarchismo2^. Questo rende diffi cile comprendere la condotta di Machno anche per i ricercatori pi seri come Vladimir Verstjuk, che in buona fede si concentra sugli aspetti militari del problema. Nello stesso periodo viene pub blicata anche una raccolta di documenti e di memorie, gi noti ma dispersi, su Machno e il movimento machnovista2^. Da parte sua, la storiografia non marxista ha continuato a essere attiva allestero nel tentativo di far conoscere ai lettori le vicende reali, anche se a volte lo ha fatto in modo molto superficiale. Non solo perch limpatto della tradizione apologetica sempre stato forte, ma anche perch gli autori stranieri hanno deviato facilmente dal tema principale, dedicando gran parte della narrazione agli av venimenti gi noti della Rivoluzione russa. D altronde, il loro la voro era certamente ostacolato dalla carenza di fonti. Nondimeno,
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autori come Alexander Skirda e Michael Mallett hanno portato avanti studi approfonditi sul movimento machnovista, anche se la trasformazione sociale non stata al centro delle loro a t t e n z i o n i 2 5 . Quando, alla fine degli anni Ottanta, le fonti prima secretate sono diventate accessibili anche agli studiosi non marxisti, il nuovo con testo li ha costretti a ritornare non solo sullanalisi del contenuto sociale del movimento ma anche su un esame pi approfondito degli eventi. In questopera, lautore spera di essere riuscito a por tare ancora pi avanti lo studio che ha intrapreso da tempo: una prima parte della ricerca stata infatti pubblicata nel 1993, seguita poi da una monografia pi completa apparsa nel 1998, Machno e il movimento machnovista, e dallopera Machno e la sua epoca nel 2005. In questo stesso periodo sono apparse in lingua russa diverse opere importanti su Machno26.

I luoghi
Larea che vide protagonista il movimento machnovista prin cipalmente la regione compresa tra il Mar dAzov a sud, la riva si nistra del Dnepr a ovest e il bacino carbonifero del Don a est. Ma i machnovisti agirono anche sulla riva destra del Dnepr, soprat tutto nella regione di Ekaterinoslav (ora Dnepropetrovsk), e a nord in quelle di Poltava e Cernigov [in ucraino Cernihiv - N .d.T.]. Il cuore della rivolta era la cittadina di Guljaj Pole nella provincia di Aleksandrovsk (lattuale Zaporozhye). La storia di questi luoghi legata a quella dei cosacchi e alla loro cultura rurale e nomade, anche se ai primi del Novecento nella provincia di Aleksandrovsk i cosacchi erano ormai solo un ricordo. La steppa si era popolata di gente nuova con stili di vita diversi. La regione adiacente al Mar dAzov parte di una steppa pi ampia che si estende fino al fiume Dnestr. Questo territorio alle poca vantava una vivace economia di mercato e una popolazione pi composita rispetto al nord dellUcraina. La storiografia marxi
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sta ha sostenuto che questa era la regione dei kulaki (una parte dei quali coloni di origine tedesca che i contadini locali consideravano ancora degli stranieri) e che le loro fattorie qui rappresentavano il 22% del numero totale di aziende agricole27. A prima vista una tale affermazione potrebbe apparire favorevole: il movimento dei kulaki (che non aveva ancora assunto una connotazione negativa) rimandava infatti allimmagine romantica del buon contadino che era riuscito a emanciparsi economicamente. M a questa cifra del 22% si ottiene solo se si considerano i kulaki con pi di 10 ettari di terreno28, cosa che anche nella storiografia marxista viene con siderata eccessiva29. Leconomia rurale in quelle zone era piutto sto rappresentata dai pomesiki, ovvero dai grandi proprietari ter rieri, e quando la riforma agraria del governo di Ptr Stolypin tent di abolire le tradizionali terre comuni, la maggiore resistenza la in contr proprio nel governatorato di Ekaterinoslav30. Dal punto di vista agricolo e industriale, larea di azione del fu turo movimento machnovista era una delle regioni pi sviluppate dellimpero russo, grazie alla vicinanza dei porti e a una rete ferro viaria che aveva favorito lo sviluppo del mercato del grano. Nel go vernatorato di Ekaterinoslav nel 1913 erano state prodotte 109.806 tonnellate di grano, di cui 52.757 pood (1 pood = 1 6 kg) esportati verso altre regioni31. I contadini della zona erano una figura economica molto attiva nel mercato del grano di Ekaterinoslav: tra il 1862 e il 1914 erano riusciti a comprare dai pomesiki quasi la met delle loro terre. Ma in seguito i pomesiki avevano aumentato a dismisura il prezzo della terra32 e, con laiuto dello Stato, avevano imposto il mantenimento dei contratti di locazione con gli agricoltori. Questo naturalmente provoc lostilit dei contadini verso qualsiasi forma di propriet privata, non solo quella dei pomesiki ma anche quella dei kulaki. Nello stesso periodo, alcune forme di mercato collettivo avevano facilitato lo sviluppo di cooperative agricole33. Lorientamento mercantile delle aziende collettive contribui allo sviluppo dellingegneria agraria e di altre forme di agro-industria.
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Nelle province di Ekaterinoslav e della Tauride si produceva il 24,4% delle macchine agricole del paese (a Mosca solo il 10%)3^. Una parte significativa dell'industria di Ekaterinoslav era dislocata su tutto il territorio: piccole citt e villaggi di grandi dimensioni erano diventati dei veri e propri complessi agro-industriali. A Guljaj Pole, futura capitale del movimento machnovista, cerano una fonderia e due mulini a vapore, e nel distretto cerano dodici fabbriche di piastrelle e m a t t o n i 3 5 . Tutto ci contribuiva non solo alla produzione ma anche al rafforzamento del legame tra conta dini e operai. Molti contadini andavano a cercare lavoro nelle vici nanze dei grandi centri industriali, sicuri che in caso di crisi sareb bero potuti rientrare nei villaggi di origine, e nei villaggi non cera carenza di prodotti industriali grazie alla vicinanza di numerose fabbriche. Erano le grandi citt a essere percepite dai contadini come un mondo estraneo e distante di cui non avvertivano alcun bisogno. Quanto al nazionalismo, mentre nel nord dellUcraina era solidamente radicato nelleconomia autocratica che caratteriz zava quellarea, nella regione del Mar dAzov stentava invece a tro vare una sua base sociale. in questo contesto che sarebbe nato uno dei pi grandi movi menti contadini della storia europea, che tuttavia sar strettamente legato al movimento operaio, tanto da avere nelle sue fila anche leader operai, tra i quali lo stesso Machno che in giovent aveva la vorato in una fonderia di ghisa.

La giovent d i Machno
Nestor Ivanovic Machno era convinto di essere nato il 27 otto bre 1889, ma in realt la sua data di nascita era stata falsificata dai genitori. Il registro delle nascite riporta infatti che il 26 ottobre 1888 Ivan Rodionovic Michno e la sua legittima moglie Evdokia Matveevna ebbero un figlio cui diedero il nome di Nestor. Il giorno successivo il bambino fu battezzato36.1 genitori falsificarono lanno
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di nascita del figlio affinch fosse richiamato dallesercito un anno pi tardi. Di fatto Nestor non andr mai come coscritto nelleser cito regio, ma linvenzione dei genitori gli salver comunque la vita quando anni dopo, grazie al fatto di risultare ancora minorenne, la pena di morte gli verr commutata nei lavori forzati. Il fatto che il suo cognome fosse diventato Machno fa riferi mento alla tradizione contadina di quelle zone di contrarre il co gnome completo in segno di rispetto: leffettivo cognome della fa miglia era infatti Michnenko, ma il padre veniva chiamato Michno e i figli Machno. Il padre di Nestor, un ex servo della gleba divenuto dapprima stalliere, poi bovaro del pomesiki Mabelskij e infine cocchiere del lindustriale Kerner, mor prematuramente nel 1890. Rima nemmo orfani in cinque fratelli, il pi piccolo dei quali ancora neonato, tutti a carico della nostra povera madre che non possedeva nulla, neanche una casa. Ricordo vagamente la mia prima infanzia, priva dei giochi e della gioia che sono tipici dei bambini, incupito dal bisogno e dalle privazioni che hanno segnato la nostra famiglia fino a quando non siamo cresciuti e abbiamo cominciato a guada gnare37 ricorda Machno nel 1921. I soldi guadagnati dai fratelli maggiori permisero a Machno di avere unistruzione primaria accettabile. A 8 anni mia madre mi mand nella seconda classe della scuola elementare di Guljaj Pole. Gli impegni scolastici non mi pesavano. Studiavo volentieri, linse gnante mi elogiava e mia madre era felice dei miei progressi. Ma questo avvenne solo allinizio dellanno scolastico. Quando soprag giunse linverno e il fiume gel, spinto dagli amici con cui giocavo, cominciai ad andare pi spesso al fiume che in classe. Ero cos fe lice di andare a pattinare insieme ad altre centinaia di monelli che per settimane non mi presentai a scuola. Mia madre era convinta che la mattina, con i miei libri, andassi a scuola e che di pomerig gio tornassi da 11. In realt ogni giorno andavo soltanto al fiume e, quando mi ero stancato di giocare e pattinare con gli amici, tor navo a casa. Questa mia diligente vita scolastica continu fino alla

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settimana di carnevale. In quella settimana, in un giorno per me memorabile, pattinando lungo il fiume con un mio amico caddi nellacqua ghiacciata e per poco non affogai. Ricordo ancora la gente che accorreva e mi tirava fuori dallacqua. Io, per paura di tornare a casa, mi rifugiai da uno zio materno, ma lungo la strada per arrivarci mi ricoprii di ghiaccio. Seriamente preoccupato per la mia salute, lo zio si precipit da mia madre per riferirle quanto era successo. Quando mia madre accorse spaventata, mi trov seduto sulla stufa in preda ai fumi dallalcol. Una volta capito cosa era ac caduto, mi stese sulla panca e cominci a curarmi con un grosso pezzo di corda intrecciata. Ricordo che per molto tempo non riu scii a star seduto correttamente al mio banco di scuola, ma da quel momento diventai uno studente davvero diligente. Cos, durante linverno studiavo e in estate portavo al pascolo pecore e vitelli per un ricco fattore. Durante la trebbiatura guidavo il carro dei buoi per i pomesiki, ricevendo 25 kopeke al giorno38. Viktor Belas, futuro compagno darmi di Machno, cos scrive nelle memorie redatte sotto il vigile sguardo della censura bolsce vica: Dopo essere cresciuto un po ed essersi rinvigorito, Machno entr come manovale nella fonderia dei Kerner. Anche qui non lo abbandonava mai il forte desiderio di essere al centro dellatten zione, cos cercava di farsi notare a tutti i costi. Avendo saputo che in fabbrica cera una compagnia teatrale amatoriale, il cui diret tore era Nazar Zujcenko, Machno chiese di poter entrare nella compagnia. Lepisodio confermato anche da Zujcenko: Una volta Nestor Machno venuto da me e mi ha chiesto di farlo di ventare un attore. Bene, perch starci a pensare troppo? Se vo gliamo far ridere il pubblico, facciamolo pure. Lui era come Polli cino, mi arrivava alla vita. Lo prendemmo39. in questo contesto che si forgia il carattere del futuro rivolu zionario. Le circostanze sono quelle ideali: linfanzia difficile, la vo lont di sfuggire alla miseria, il desiderio di rivalsa nei confronti di chi gli infliggeva quelle sofferenze, la tenacia necessaria per soprav vivere, e persino la bassa statura come stimolo allaffermazione di
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s. M a perch tra i milioni di coetanei che vivevano nelle stesse condizioni e nello stesso ambiente culturale, proprio lui diventato il leader di un movimento di massa? In effetti, fino al 1905 la vita di Machno era simile a quella di centinaia di migliaia di giovani delle classi inferiori che sognavano tutti di sfuggire alla dispera zione della vita quotidiana. M a il corso degli eventi successivi cambier la vita di ognuno di loro. Allo scoppio della Rivoluzione del 1905 gli operai della fonde ria di propriet della famiglia Kerner si misero in sciopero chie dendo migliori condizioni di lavoro, lannullamento delle multe e il pagamento degli straordinari. Fu quella la prima volta in cui Ma chno si ritrov catapultato in un contesto politico. Nel frattempo, il 5 marzo 1905 a Guljaj Pole cominci ad agire unorganizzazione terrorista dedita a rapine ed espropri: il Gruppo contadino anarco-comunista, detto anche Unione dei contadini liberi. Come si sarebbe scoperto in seguito, a capo del gruppo cera Anton VoFdemar, legato agli anarchici di Ekaterinoslav, e i fratelli Semenjuta, Aleksander e Prokopij. Per una tranquilla cittadina di provincia questo evento era scon volgente, ma per un giovane affamato di avventure come Nestor rappresentava invece la possibilit concreta di spezzare il circolo vizioso della vita quotidiana. E infatti scov i terroristi prima della polizia e li costrinse ad accettarlo nel gruppo. Il 14 ottobre prese parte alla sua prima rapina. Poco pi che ragazzino, Nestor era esaltato da questo suo nuovo ruolo: girava armato e combatteva per la libert togliendo ai ricchi e dando ai poveri (in verit i pro venti delle rapine erano usati dal gruppo per il proprio manteni mento e lacquisto di armi). Lesigenza di mostrare ai propri com paesani la sua nuova forza era incontenibile, cos alla fine del 1906 ricorse alla pistola in una banale lite di strada, per fortuna senza causare vittime. Fu comunque arrestato per il possesso dellarma, ma subito rilasciato grazie alla giovane et. Nel corso dellanno successivo il gruppo comp altre quattro ra pine, senza spargimento di sangue. I giovani componenti del 18

gruppo, indossando maschere nere o anche solo coprendosi il volto di fango, intimavano ai benestanti presi di mira di consegnare i soldi a favore degli affamati, oppure si presentavano semplicemente come anarchici. Il loro bottino quellanno ammont a circa 1.000 rubli40. Il 27 agosto 1907 Machno si ritrov in uno scontro a fuoco con le guardie. Riconosciuto da un testimone, fu poi arrestato, ma i suoi compagni non lo lasciarono nei guai: dietro loro pressione, il contadino che lo aveva identificato ritratt la sua testimonianza. Tuttavia la fortuna dur poco: il 15 febbraio 1908 fu nuovamente arrestato dopo una rapina alla fonderia Kerner. Un altro membro del gruppo, A. Tracenko, ammise di essere stato coinvolto nella sparatoria e fece anche il nome Machno. La corte marziale minac ci di condannarlo alla pena capitale, ma gli indizi non erano suf ficienti e oltretutto Machno godeva di una buona reputazione in fabbrica (pur partecipando alle imprese del gruppo, non aveva in fatti lasciato il suo posto di lavoro), tanto che la stessa direzione della fabbrica gli garant una cauzione di circa 2.000 rubli. Il 4 lu glio Machno usc di prigione e prefer riparare a Ekaterinoslav41. Nel frattempo, mentre era in prigione, il gruppo terrorista uccise un poliziotto e un impiegato durante lassalto a un ufficio postale avvenuto il 19 ottobre 1907. Fu questo il loro primo omicidio. Anton Voldemar e diversi altri membri del gruppo furono subito arrestati, ma poi rilasciati per mancanza di prove, anche se nel frat tempo uno di loro, Zujcenko, aveva raccontato a un compagno di cella, tale Brin, di aver preso parte allassalto. Non appena Zujcenko fu rilasciato, Brin rifer le sue parole alla polizia. Ricominciarono in terrogatori e arresti. Il 10 aprile 1908 and a segno una nuova ra pina, ma da quel momento in poi il gruppo collezion solo insuc cessi: il 13 maggio fall un attentato alla casa del mercante Sidler, nel corso del quale fu accidentalmente ferita la figlia, e il 9 luglio, du rante lattacco a una distilleria nel villaggio di Novoselosk, fu ucciso un impiegato. Entrambi gli omicidi commessi dalla banda furono dunque incidenti e non atti premeditati di terrorismo.
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interessante notare che gi dal 1907 la banda dei Robin Hood di Guljaj Pole era strettamente sorvegliata dalla polizia. I tu tori dellordine non avevano per fretta di fermare il gruppo ar mato, dandogli modo di impantanarsi sempre pi nellattivit cri minale per poi creare un caso di pi alto profilo. Come annota il ricercatore sovietico G. Novopolin, che ha studiato i materiali del caso: Il ruolo di Sherlock Holmes ricadde sul funzionario di poli zia Karacencev che abitava appunto a Guljaj Pole. Per scoprire chi facesse parte del gruppo, il detective di villaggio ricorse alla solita arma russa: la provocazione. Nel gruppo furono introdotti alcuni agenti di Karacencev che, dopo aver partecipato alle azioni, gli rac contavano nei dettagli il lavoro svolto42. La polizia identific cos quattordici membri del gruppo, che a sua volta identific e uccise uno di questi agenti provocatori, Kusnir. M a Karacencev aveva ormai informazioni sufficienti sul gruppo. D opo luccisione del poliziotto, il 28 luglio arrest alcuni membri del gruppo Chsiv, Levadnyj, Zujcenko e Altgauzen - e li costrinse a parlare. Quello stesso giorno, il nucleo del gruppo di Guljaj Pole fu circondato dalle forze di polizia, ma gli anarchici reagirono con grande deter minazione riuscendo a scappare. Dopodich il gruppo di fatto si sciolse e gran parte di coloro che ne avevano fatto parte fu succes sivamente catturata o uccisa. Il 26 agosto anche Machno venne nuovamente arrestato. Nono stante non fosse stato identificato, il suo nome era stato fatto dai membri arrestati il 28 luglio. Il 1 settembre fu intercettato un messaggio di Machno a Levadnyj in cui gli scriveva di assumersi la propria responsabilit, frase che Nestor chiar come la semplice richiesta di non addossargli false accuse. Limpianto accusatorio comunque non resse, anche perch coloro che avevano fatto il suo nome dichiararono di essere stati costretti a farlo a causa delle per cosse subite. In seguito a questa ritrattazione Chsiv fu condannato a morte e impiccato il 17 giugno 1909. Per evitare di fare la stessa fine, Zujcenko e Levadnyj riconfermarono a quel punto la loro precedente testimonianza, ma inutilmente perch Levadnyj verr

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ucciso poco dopo43. Lultima impresa del gruppo sar luccisione di Karacencev il 22 novembre 1909. Il 20 marzo 1910 il gruppo di detenuti anarchici, tra cui Machno, comparve al cospetto della corte marziale, cosa che non fa ceva ben sperare. Il governo di Stolypin aveva infatti deciso di ri spondere alle agitazioni rivoluzionarie con una repressione senza precedenti e con una ferocia che sconvolse gli stessi avversari dei ri voluzionari. Nessuno aveva mai esercitato una repressione tanto dura come Stolypin, nessuno si era preso tante libert come lui, nessuno aveva mai disprezzato la legge come lui, nessuno aveva an nientato gli oppositori come lui... e nondimeno tutti lo appog giavano a parole e nei fatti lamentava lo statista liberale Sergej Vitte. Comminava pene severissime per un nonnulla: per il furto in una bottega, per il borseggio di 6 rubli, per un semplice malin teso... per dirla in modo ancora pi chiaro, era un susseguirsi di omicidi di Stato perpetrati sotto letichetta di pena giudiziaria44. Aveva cos inizio in Russia la tristemente famosa ruota rossa della violenza. I tribunali militari non erano obbligati ad accertare chi precisamente avesse commesso un omicidio, ma si limitavano a stabilire le responsabilit collettive di un gruppo per poi emettere sentenze di morte altrettanto collettive. Due giorni dopo, il 22 marzo, Nestor Machno e i suoi compa gni furono condannati allimpiccagione in quanto membri di una banda criminale che aveva compiuto numerose rapine... e tentato altre azioni simili45. In realt, Machno non era stato coinvolto in nessun omicidio e, se non fossero state emanate le leggi speciali, avrebbe dovuto essere condannato ai lavori forzati. Ma nel paese era in corso una operazione anti-terrorismo, situazione in cui, come ben sappiamo, la vita umana vale poco. Nestor era dunque in attesa dellesecuzione. Era giovane, pieno di energia, e tuttavia lo attendeva la forca. In questa infausta situazione la falsificazione della sua data di nascita gioc un ruolo decisivo: Machno infatti ri sultava ancora minorenne e i giudici non potevano non tenerne conto, anche perch i suoi crimini non avevano causato la morte di

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nessuno. Fu cos che lo stesso Stolypin commut la pena di morte nei lavori forzati a vita. difficile immaginare quanto diversa sa rebbe stata la storia della Russia e dellUcraina se Nestor Machno fosse stato giustiziato nel 1910. Il 2 agosto 1911 Machno fu trasferito a Mosca nel carcere di Butyrki. Qui continu a ribellarsi, scontrandosi costantemente con le autorit carcerarie, e per questo venne spesso messo in cella di pu nizione. Il risultato fu di contrarre la tubercolosi, malattia che lo avrebbe condotto alla morte nel 1934. Ovviamente, nessun gio vane detenuto accetta lidea di restare seppellito in carcere per il resto della vita. Oltretutto, Nestor credeva nella rivoluzione, era convinto che questa avrebbe ben presto messo fine alla sua deten zione e che lui sarebbe tornato di nuovo a casa. In quei mesi scri veva spesso ai suoi parenti e alla sua fidanzata, Anna Vaseckaja: Ti ricordi quanto eravamo felici quando abbiamo ricevuto la lettera di Saw a in cui ci diceva che era stato catturato in Giappone? La sua lettera significava che era ancora vivo. Certo eravamo amareggiati, angustiati, ma allo stesso tempo felici perch era vivo e sperava di sopravvivere e tornare a casa. proprio per questo che aspetto da te e da Njusa una lettera che mi dimostri che state bene, che Voi, mamma, mantenete viva la speranza... di rivedermi tra voi, men tre Njusa mantiene viva la speranza di una giovent felice che asse condi il suo desiderio di rivedermi. Io al solo pensiero provo une mozione indescrivibile46. In questo caso i sogni diventeranno realt: i loro destini torneranno a unirsi nel 1917 e dalla loro unione nascer un bambino. Ma londa implacabile della guerra civile li travolger gi lanno successivo, e nel 1919 Machno si creer una nuova famiglia. In questi anni di detenzione, luniversit del carcere influen zer profondamente il destino di Machno, rafforzando il suo ideale anarchico grazie anche allincontro con personaggi come Arsinov, che ricorda cosi il suo allievo: Nonostante la vita in prigione fosse dura e priva di speranze, Machno cercava di sfruttare al mas simo la sua detenzione per istruirsi, e in questo mostr una perse
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veranza estrema. Studi grammatica russa, matematica, lettera tura, storia ed economia. La prigione, infatti, fu lunica scuola nella quale Machno apprese i fondamenti della politica, che gli sa ranno di grande aiuto nella sua futura attivit rivoluzionaria. La zione e le vicende esistenziali furono laltra scuola dove impar a comprendere le persone e gli avvenimenti sociali... In carcere non si distingueva dagli altri, viveva come tutti gli altri: aveva le ca tene, veniva rinchiuso nelle celle di punizione, era sottoposto a controlli. Lunica cosa per cui attirava lattenzione era lirrequie tezza. Aveva costantemente discussioni, liti, bombardava la pri gione con i suoi scritti. Aveva la passione di scrivere di argomenti politici e rivoluzionari. Inoltre, mentre era detenuto, amava scri vere poesie, e in questo campo aveva pi successo che nella prosa47. Alcune poesie di Machno vennero poi diffuse dagli in sorti machnovisti nel 1919-1920:
Insorgiamo, fratelli, accorriamo1 . Sventolando la bandiera nera, con il popolo insorgiamo. Libriamo con coraggio la nostra gioia nella lotta, per la fede nella Comune che costruiremo... L utorit delpotere e del capitale debelleremo a e tutto l oro esistente distruggeremo. . ,48

Come ci insegna la storia, non insolito che ardenti rivoluzio nari siano usciti dalle prigioni provati nel fisico e nel morale. Per Nestor Machno fu tutto lopposto.

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E O H i

> Nestor Machno, con 1 classico colbacco, a M arjupol' nel 1919. > Autunno 1918: 1 distaccamento di Fedosiy (Fedor) Schuss (seduto al centro del gruppo) durante la guerriglia partigiana contro le truppe di occupazione austro tedesche.

CAPITOLO PRIMO

Nascita di un leader contadino

La caduta dellimpero zarista, avvenuta nel febbraio del 1917, diede inizio alla grande Rivoluzione russa del 1917-1921, unepoca di conflitti e di cambiamenti sociali straordinari. Se da un lato avveni menti di quella portata determinano esplosioni di rabbia e violenza, dallaltro offrono a uomini capaci e determinati grandi opportu nit per emergere sul piano sociale. Machno, senza alcun dubbio, divenne un protagonista di primo piano della sua epoca. Il 2 marzo 1917 la rivoluzione liber Machno dal carcere. Essen do considerato un prigioniero politico, e non un criminale, acqui st la libert non appena lultimo autocrate fu destituito. La som mossa di febbraio aveva rovesciato il regime autocratico in un batter docchio. La vecchia macchina statale era stata subito sman tellata, ma la nuova forma sociale non era ancora stata creata ed era in cerca di una sua diversa configurazione. Machno era circondato da innumerevoli esempi da cui trarre ispirazione per realizzare la sua idea di anarchismo e aveva ormai conoscenze sufficienti per di stinguere la libert cos come la intende la teoria anarchica dal di sordine. Lanarchia stava per essere realizzata...
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Per la prima volta veniva data alla gente la possibilit di organiz zarsi la vita in base alle proprie scelte. A marzo Machno torn a Guljaj Pole. Proprio come i nuovi leader politici di Pietrogrado (lex San Pietroburgo che diventer ben presto Leningrado), anche lui aveva bisogno di creare una struttura organizzativa adeguata per costruire una nuova societ. Appena arrivato chiam a raccolta le sue vecchie conoscenze e form il Gruppo anarco-comunista di Guljaj Pole. I suoi successi nella lotta contro il precedente regime avevano reso Machno un uomo noto e autorevole, un punto di riferimento per la gente del posto. Oltretutto, nel portare avanti le iniziative che aveva in mente, Machno si appoggiava non soltanto ai ceti poveri, ma anche agli insegnanti, che nelle province pi remote dellex im pero erano personaggi influenti. Come tanti anarchici dellepoca, Machno e i suoi compagni si riconoscevano nelle idee di Ptr Kropotkin, pur se intese in maniera molto semplice. Dibattendo con i l suo gruppo su quali fossero le azioni che era necessario compiere, Machno dichiar che il loro obiettivo prioritario era labolizione delle istituzioni governative, la messa al bando della propriet pri vata della terra e delle fabbriche... e il rafforzamento del legame con i c o n t a d i n i 4 ^ . In effetti, ci che soprattutto distingueva gli anarco-comunisti di Guljaj Pole dagli altri anarchici era il loro pragmatismo contadino. Opponendosi al principio stesso di Stato, gli anarco-comunisti conducevano una strenua lotta contro ogni sua forma di potere. Quando a Guljaj Pole giunse il rappresentante dellUnione pro vinciale degli agricoltori, il socialista rivoluzionario (ed ex dete nuto) Krylov-Martinov, questi sostenne che bisognava creare unUnione dei contadini e sostenere la lotta dei socialisti rivoluzionari per la terra e per la libert allinterno dellAssemblea costituente. Il 28-29 marzo Machno fu eletto a capo del Comitato locale dellUnione: non cerano altri rivoluzionari di spicco in citt. LUnione dei contadini destitu lorgano esecutivo del Governo provvisorio, il Comitato pubblico, e confisc tutte le sue sezioni. Di fatto, il
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Soviet di Guljaj Pole (che fino ad agosto venne chiamato Unione dei contadini) divenne lautorit suprema della zona. Il sistema di autogoverno proposto dagli anarco-comunisti si reggeva su una vasta rete di organizzazioni di massa favorevoli alla politica di Machno sindacati, Consigli di fabbrica, Consigli dei braccianti... - e di raduni assembleari (i tradizionali schod) che erano una sorta di referendum permanente grazie al quale i leader anarchici mantenevano un rapporto diretto con la popolazione. I delegati eletti nel Soviet erano espressione di gruppi relativamente omogenei di popolazione, cosa che semplificava il rapporto con gli elettori50. Sui problemi della rappresentanza, Machno, che amava molto intervenire durante le riunioni, utilizzando sia il linguaggio popo lare, che ben conosceva, sia il linguaggio colto che aveva appreso in carcere, aveva fatto puntuali rimostranze al Congresso provinciale dei Soviet di Guljaj Pole, protestando contro il fatto che al Con gresso non erano presenti i delegati diretti dei contadini e degli operai51. Riunire nel Congresso provinciale i rappresentanti di tutti i Soviet locali lo avrebbe appesantito, rendendolo scarsamente operativo (facilitando cos il partito bolscevico nel suo tentativo di usurpare il potere dei Soviet), ma Machno riteneva che il C on gresso provinciale dovesse avere una quota minima di potere poli tico, che spettava invece alle autogestioni locali, e per questa ra gione la sua efficienza non era cos importante. La crescita dellinfluenza del Soviet di Guljaj Pole sul territorio circostante pose un nuovo impellente problema ai suoi leader: la distribuzione della terra. Sollecitati in tal senso anche dalle delega zioni dei villaggi vicini e lontani che avevano visitato Guljaj Pole a maggio, i machnovisti in netto contrasto con i movimenti con tadini delle epoche precedenti, che tradizionalmente bruciavano tutti i documenti relativi alla propriet della terra - decisero di partire dai documenti di propriet per rivedere la suddivisione delle terre. M a lintenzione dei contadini era di impadronirsi su bito delle terre dei pomesiki e dei kulaki, e dunque Machno pose
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questa questione nelle prime assemblee dei Soviet del distretto riu niti a Guljaj Pole. La proposta avanzata dagli anarco-comunisti di confluire tutti in comuni agricole non venne accettata, mentre venne accolta quella parte del programma agrario che prevedeva labolizione delle pro priet private dei pomesiki e dei kulaki, magnifiche tenute che essi non possono mantenere senza sfruttare il lavoro altrui52. Ai pome siki e ai kulaki fu dunque consentito di gestire solo quello che po tevano coltivare con il proprio lavoro. Non potendo al momento opporsi, una parte considerevole degli agricoltori pi agiati fu co stretta ad assecondare le richieste dei machnovisti. Non bisogna daltronde confondere il 1917 con il 1919.1 grandi proprietari ter rieri erano ancora ben armati e pronti non solo a difendersi dai contadini ma anche ad attaccarli. I machnovisti estesero dunque il loro controllo su una parte delle aziende agricole esistenti, ma con la parte rimanente non riuscirono a spuntarla e preferirono dunque negoziare. In quel momento non era il caso di innescare una feroce guerra intestina nel loro distretto. Dal mese di giugno i contadini smisero di pagare laffitto, vio lando cos le disposizioni dei funzionari governativi, ma ci nono stante le riforme agrarie intraprese fallirono. In primo luogo a causa dellaspro conflitto con lemissario del Governo provvisorio, B. Michno, e in secondo luogo a causa della concomitanza con la mieti tura. Infatti, per non compromettere la produzione agricola, i con tadini rinviarono alla primavera successiva lattuazione della grande riforma. Vista la situazione, ad agosto Machno decise la distru zione dei documenti fondiari, anche se non si cominci a distri buire la terra sempre per non interrompere il lavoro di mietitura. Al contempo, per, i Soviet dei contadini decisero di porre la terra sotto la propria giurisdizione, mettendo propri uomini a guardia degli animali e degli attrezzi fino a primavera affinch i pomesiki non potessero venderli. Il leader del partito socialista rivoluziona rio, Viktor Cernov, propose praticamente la stessa cosa, senza per avere la capacit di realizzare questa riforma, che il Soviet machno28

vista invece realizz. E la riforma produsse subito dei risultati: i contadini lavorarono nelle terre degli ex proprietari terrieri non pi per paura o necessit ma con grande consapevolezza, mietendo il solito grande raccolto di quella provincia53. Il 25 settembre las semblea dei Soviet dei contadini riuniti a Guljaj Pole proclam la confisca delle terre e la loro devoluzione alla propriet collettiva. Machno aveva dunque risolto la questione della terra ancor prima che lAssemblea costituente emanasse un qualsiasi decreto. D altronde, la rivolta del generale Lavr Kornilov aveva minato lau torit del Governo provvisorio e i machnovisti, prendendo a prete sto questa incapacit del governo centrale di scongiurare lattacco dei controrivoluzionari, costituirono un proprio Comitato di difesa della rivoluzione allinterno del Soviet, armandosi con le armi con fiscate ai kulaki. Il Comitato, ovviamente, era guidato da Machno. Il nuovo organismo, che aveva il compito di organizzare la difesa del distretto di fronte a qualsiasi interferenza esterna, convoc il I Congresso dei Soviet della regione di Guljaj Pole, che cos divenne una sorta di capitale dei villaggi circostanti. Listituzione di un centro di potere indipendente fu accolta con ostilit dal rappresentante regionale del Governo provvisorio, Michno, che gi da tempo guardava con sospetto agli avvenimenti in corso a Guljaj Pole. Di fatto, gli anarco-comunisti avevano abo lito il Comitato pubblico, sottraendo il proprio territorio alla giu risdizione delle autorit locali. Michno minacci una spedizione ar mata nella zona. I machnovisti, ormai armati, si prepararono a respingere lattacco, ma contemporaneamente decisero di attac care il nemico alle spalle inviando un gruppo di propaganda nella provincia di Aleksandrovsk per lanciare una campagna contro M i chno. In effetti i lavoratori sostennero la protesta degli abitanti di Guljaj Pole, paralizzando il lavoro del commissario regionale54, che dovette rinunciare a qualsiasi attivit nellarea a influenza anar chica. La lotta contro il Governo provvisorio in quel periodo fu pi fortunata per Machno che per Lenin. Ma il risultato della lotta per il potere dipendeva tutto da Pietrogrado, la capitale russa.
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Nel mese di settembre Machno si rese conto di quanto potesse radicalizzarsi lespressione masse rivoluzionarie, anche rispetto alla sua concezione. A Guljaj Pole arriv infatti la nota anarchica Marusja Nikiforova. Allepoca trentaduenne, Maria Grigorevna Nikiforova era in realt molto pi famosa di Machno da quelle parti. Marusja (come la chiamavano i suoi compagni) era figlia di un ufficiale dellesercito, ma dopo aver rotto i rapporti con la famiglia aveva vissuto in povert ad Aleksandrovsk e si era avvicinata ai socialisti ri voluzionari prima e agli anarchici poi. Tra il 1905 e il 1907 Marusja aveva preso parte a espropriazioni, sabotaggi e attentati a danno dei funzionari locali. Nel 1908, arrestata e processata, per poco non fu condannata al patibolo. Si salv solo per la sua giovane et e per lindulgenza mostrata dai giudici nei confronti del sesso femminile, i quali commutarono la pena a venti anni di lavori forzati. I suoi esordi furono quindi molto simili a quelli di Machno. Nonostante la condanna, Maria Nikiforova riusc a evadere quasi subito e nel 1909 ripar negli Stati Uniti dove frequent i circoli anarchici dellemigrazione, in cui si discuteva animatamente di varie questioni teoriche. La teoria per appassionava poco Marusja, che infatti ritorn in Europa, dove si dice abbia preso parte al movi mento dei pistoleros in Spagna, per poi trasferirsi in Francia e riscuo tere un grande successo nei circoli bohmien. Quando in Russia scoppi la rivoluzione, Marusja, circondata da un alone di gloria e leggenda, torn immediatamente parteci pando ai tumulti di luglio a Pietrogrado, ma dopo la sconfitta si spost nei suoi luoghi di origine. Ad Aleksandrovsk e nella vicina Ekaterinoslav inizia a creare distaccamenti militari di operai anar chici, la Guardia nera. Ben presto, riesce a organizzare distacca menti simili a Odessa, Nikolaev, Cherson, Kamensk, Melitopol, Juzovka, Nikopol, Gorlovka.. .55. Se solo la met di queste infor mazioni fosse vera, potremmo dire che Marusja era davvero un personaggio molto influente. Comunque sia, i membri della sua Guardia nera organizzarono alcuni assalti contro fabbriche e unit militari, recuperando munizioni e finanziando le organizzazioni
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operaie, cosa che accrebbe enormemente la popolarit di Marusja. Machno, che adesso sedeva al tavolo dei negoziati con i bor ghesi (come lui stesso li chiamava) e non organizzava pi rapine, disapprovava i metodi della Nikiforova, che ad Aleksandrovsk ave vano provocato uno scontro allinterno dello stesso movimento machnovista a causa della partecipazione di alcuni suoi esponenti allattacco di ununit militare a Orechov. Lazione aveva avuto suc cesso e i rivoluzionari erano riusciti a disarmare i soldati del reggi mento di Preobranskij, ma avevano ucciso gli ufficiali e Machno era indignato per lincoscienza di Marusja. In quel periodo prefe riva gestire i conflitti in altro modo, cercando di evitare scontri ar mati. Marusja dovette lasciare Guljaj Pole e spostarsi ad Aleksan drovsk, dove per fu subito arrestata56. Minacciando scioperi e assalti, i machnovisti, insieme agli operai di Aleksandrovsk, riusci rono a farla rilasciare. E quando il Soviet locale fu rieletto, la mag gioranza and alle posizioni pi radicali, cosa che consentiva di av viare una nuova politica sociale. In quel periodo, la base sociale cui faceva riferimento Machno era composta non solo dai contadini ma anche da alcune organiz zazione operaie come lUnione dei metalmeccanici e dei falegnami, che esistevano gi prima della rivoluzione57. AllUnione avevano aderito tutti i lavoratori di Guljaj Pole e diverse attivit economiche dellarea circostante (incluso il mulino). A luglio il sindacato co minci a trasformarsi, secondo i principi anarchici, in unorganiz zazione di produzione e distribuzione. Il 17 luglio fu deciso di af fidare ai Consigli di fabbrica il compito di stilare una lista dei lavoratori iscritti al sindacato che richiedevano beni di prima neces sit, carburante, scarpe, e di indicare la somma di denaro che i sud detti operai potevano anticipare in attesa di ricevere le merci men zionate58. Il 4 ottobre Machno, che considerava lorganizzazione sindacale di vitale importanza per la risoluzione dei problemi so ciali, divenne il leader del sindacato59 e gi il 7 di quel mese iniziava la protesta nella fonderia Bogatyr dei Kerner. La direzione della fonderia aveva gi deciso di aumentare del 50% le retribuzioni per
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tutte le categorie di lavoratori, ma gli operai avevano insistito per aumenti scalari inversi alle diverse categorie, fra il 35% e il 70%, cosi da livellare le differenze salariali. Dopo i colloqui con i rappre sentanti sindacali, Kerner accett le loro condizioni60. Il sindacato machnovista acquist grande autorevolezza in tutto il territorio. Nel mese di ottobre, i lavoratori del mulino Trisenko, che non aderivano al sindacato, si rivolsero allorganizzazione chie dendo di costringere i proprietari del mulino ad aumentare i sa lari. In effetti Machno, che univa la dirigenza del sindacato alla guida del maggior gruppo politico locale (per giunta armato), aveva i suoi metodi per convincere i datori di lavoro a rispettare i diritti dei lavoratori, oltretutto in un contesto di inflazione crescente. Tut tavia non intendeva ricorrere a questi metodi in favore di lavoratori non iscritti al sindacato. In qualit di leader sindacale, fece prevalere gli interessi della sua organizzazione e respinse la richiesta dei lavo ratori del mulino Trisenko61. Questo episodio consolid lidea che, per godere della sua tutela, i lavoratori dovevano entrare nellorga nizzazione sindacale, il che spinse Machno a rendere obbligatoria ladesione allUnione e a convertire il sindacato in un organismo che, in materia di questioni sociali, poteva adottare provvedimenti amministrativi. Cosi, il 25 ottobre (giorno del colpo di Stato bolsce vico a Pietrogrado), in accordo con la decisione presa dagli operai il 5 ottobre, la direzione del sindacato stabili lobbligo dei proprietari dei suddetti mulini a eseguire il lavoro in tre turni di otto ore e a riassumere, tramite lUnione dei sindacati, i lavoratori licenziati. Agli operai non sindacalizzati fu imposto di iscriversi immediata mente nei ranghi dellUnione, onde evitare il rischio di perderne la tutela62. Questa riforma sindacale non solo elimin quasi del tutto la disoccupazione nellarea, stabilendo tra laltro lintroduzione ge neralizzata delle otto ore di lavoro al giorno, ma rafforz al con tempo la struttura organizzativa machnovista63. Nel dicembre 1917, resosi conto di aver assunto troppi impegni, Machno prefer cedere la presidenza del sindacato al suo vice, A. Misenko64, che di fatto rese questa organizzazione una delle pi in
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fluenti della zona. Nonostante il suo ruolo cruciale, le opinioni di Machno, che talvolta differivano anche in modo notevole dalle po sizioni degli altri leader sindacali, non prevalevano necessariamen te. Ad esempio, quando il 31 ottobre Machno propose di man dare una parte dei lavoratori in congedo temporaneo a causa della mancanza di lavoro, il Consiglio sindacale respinse la proposta, di chiarandosi invece favorevole a una riduzione della giornata lavo rativa e stabilendo di non prendere in considerazione nessuna mi sura come il licenziamento o il sussidio di disoccupazione fino alla fine della g u e r r a 6 5 . La situazione generale nel movimento operaio di Guljaj Pole era relativamente democratica. Alcuni lavoratori erano critici rispetto ai criteri di gestione dellUnione, in particolare riguardo alla ripar tizione delle spese (la maggioranza degli operai era daccordo con Machno), ma indubbiamente le decisioni pi importanti erano sottoposte al loro giudizio, anche nel caso in cui Machno e il Con siglio avessero gi espresso il proprio parere. Quando ad esempio fu discussa la proposta del Consiglio di fabbrica dei metalmeccanici di Aleksandrovsk di confluire in ununica struttura, Machno, che non voleva perdere lautonomia dellUnione, accett la decisione as sembleare: Pur disapprovando questa proposta, perch annulle rebbe lindipendenza del sindacato, lassemblea ritiene assolutamente necessario sostenerla nella riunione congiunta di tutti i lavoratori66. Viceversa, Machno, attenendosi alla sua concezione anarchica, di norma ignorava le delibere che arrivavano da organi superiori, come fece ad esempio il 10 ottobre quando, nel corso di una disputa con lamministrazione centrale, rifiut di sottostare alla decisione presa dalla corte arbitrale di Ekaterinoslav67. Dal punto di vista economico la situazione era per molto grave. In un momento in cui la borghesia portava i capitali fuori dal paese, in cui i conflitti tra proprietari e lavoratori paralizzavano la produzione, lautogestione operaia appariva come lunica possibi lit per stabilizzare un caos economico che era la naturale conse guenza del collasso dellintero sistema sociale e politico. E sembra
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vano esserci solo due modi per ritrovare lunit perduta: il ripri stino, con la violenza, del controllo statale sulla societ oppure le spansione infinita dei legami sociali diretti, senza la mediazione dello Stato. I machnovisti provarono a seguire la seconda strada a partire dai principi formulati dallanarco-sindacalismo. Con lo sgretolamento dei legami economici in tutto il paese, un compito importante del Soviet di Guljaj Pole fu di riorganizzare gli scambi commerciali con le citt, tanto pi che questa scelta era coerente con le teorie anarchiche sulla cooperazione tra operai e contadini per il superamento dello Stato e del capitale. I responsa bili che ebbero il difficile incarico di scambiare i prodotti essen ziali si rilevarono allaltezza del compito, riuscendo a soddisfare sia la richiesta di farina da parte dei lavoratori di citt, sia la richiesta di prodotti tessili e di altri manufatti da parte dei contadini. Si ar riv persino a inviare a Mosca un treno stracolmo di grano per gli operai delle fabbriche Prokovskij e Morozovskij, che per la gioia ge nerale torn indietro pieno di manufatti essenziali. M a lo scambio diretto non avvenne senza problemi. Lo stesso Machno ricostrui sce le disavventure capitate sulla via del ritorno: Lungo il percorso le unit doganali preposte alla distribuzione degli alimenti ferma rono il convoglio e lo deviarono ad Aleksandrovsk sulla base del fatto che, senza il consenso del governo centrale sovietico, non era possibile effettuare scambi di merci tra operai e contadini68. Indi gnati per laccaduto, i contadini e gli operai di Guljaj Pole invoca rono unimmediata incursione armata ad Aleksandrovsk, ma il Co mitato di difesa della rivoluzione prefer al momento spedire un telegramma di minacce, atto che si rivel peraltro sufficiente per ch il giorno successivo il convoglio arriv alla stazione di Gajcur, nei pressi di Guljaj Pole. La popolazione del posto decise quindi di continuare nello scambio diretto di prodotti. Nel novembre-dicembre del 1917, in molte citt della zona di influenza machnovista furono imposti cambiamenti strutturali noti come la marcia trionfale del potere sovietico. Il potere tuttavia non pass ancora direttamente nelle mani dei bolscevichi, bens in
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quelle dei Comitati rivoluzionari composti da bolscevichi e socia listi rivoluzionari. E dal momento che questi comitati erano a fa vore dei Soviet e non interferivano nelle vicende locali, i machnovisti reagirono positivamente ai cambiamenti e suggerirono addirittura di votare per i bolscevichi e per i socialisti rivoluzionari allAssemblea costituente69. In quel periodo, la maggior parte degli anarchici, che avevano avuto un ruolo importante negli avvenimenti di Pietrogrado della met del 191770, era alleata tanto dei bolscevichi quanto della si nistra in generale. Da parte loro, gli anarco-sindacalisti avevano acquisito una notevole influenza allinterno dei sindacati71. M a in definitiva lUnione di propaganda anarco-sindacalista, che pubbli cava Golos Truda (La voce del lavoro), la Federazione dei gruppi anarchici di Pietrogrado, che pubblicava Burevestnik (Albatros), e la Federazione degli anarco-comunisti di Mosca, che pubblicava Anarchja (Anarchia), erano gruppi piuttosto esigui, sebbene go dessero di uninfluenza significativa tra gli operai e i marinai e aves sero proprie formazioni armate. Non avendo una propria organizzazione di massa, gli anarchici provarono a smuovere i bolscevichi e a utilizzarli come una forza capace di distruggere lo Stato borghese, spianando cos la strada alla libera creazione sociale delle masse operaie riunite nei Soviet. Lapparente somiglianza delle parole dordine lanciate dagli anar chici e dai comunisti aveva di fatto illuso i primi su una possibile comunanza di intenti. Ricorda Volin: Quando leggevo gli scritti di Lenin, soprattutto quelli posteriori al 1914, notavo una conso nanza tra le sue idee e quelle degli anarchici, tranne che per la con cezione di Stato e di potere72. In quel periodo i bolscevichi sta vano distruggendo le vecchie strutture statali in vista di un radicale rinnovamento sociale, e gli anarchici erano disposti a sostenere la loro opera distruttiva. Nel numero di Golos Truda uscito alla vigilia della Rivoluzione dOttobre, redatto da Volin, si affermava che gli anarchici erano disposti a sostenere il rovesciamento del Governo provvisorio se per il potere dei Soviet si intende che
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tutte le attivit sociali e lavorative saranno nelle mani delle organiz zazioni operaie e contadine sostenute dalle masse in arm i..., se il potere dei Soviet non sar nei fatti il potere di un nuovo partito politico73. Al momento del colpo di Stato, ladempimento di que ste condizioni era ancora in programma e gli anarchici, armi alla mano, corsero in supporto dei bolscevichi e dei socialisti rivolu zionari. Persino gli anarchici consapevoli delle profonde differenze tra anarchismo e bolscevismo invitarono a partecipare al movi mento di massa contro il Governo provvisorio74. Ma gi a dicem bre i redattori di Golos Truda si resero conto che il nuovo re gime rappresentava per la causa della libert una minaccia ancora pi grave del precedente. E la rivista cominci a chiarire quale fosse il pericolo insito nella concezione di Soviet proposta dal partito bolscevico75. Nondimeno, gli anarchici continuarono a pensare che una restaurazione del passato fosse unopzione decisamente peggiore di una rivoluzione bolscevica, cosa che contribu allo scio glimento dellAssemblea costituente. Questo stato di cose prosegui fino allaprile del 1918, quando a Mosca i bolscevichi attaccarono per la prima volta gli anarchici. Nonostante gli avvenimenti moscoviti, Machno, scettico nei confronti degli anarchici attivi nei contesti urbani, non arriv an cora a considerare le azioni dei bolscevichi una prova evidente del loro essere controrivoluzionari. Anzi, a suo dire, in quei momenti particolarmente turbolenti lo stereotipo dellanarchia come caos, come libert individuale illimitata anche a scapito degli altri, attirava nelle fila anarchiche troppe persone che concepivano lanarchismo come pura disorganizzazione: Il 60-70% di quelli che oggi si defi niscono anarchici in realt mosso dal desiderio di impossessarsi delle ville dei ricchi o di oziare a carico dei contadini. La loro idea del tutto errata76. Linfluenza anarchica nelle campagne ucraine era invece note vole. Come afferma Anatolij Gorelik, che in quel periodo viaggiava tra i villaggi ucraini visitando centinaia di insediamenti: Durante lestate, in molti villaggi, dopo una lunga giornata di lavoro, si rima
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neva ore intere a leggere ad alta voce. Tanto nella regione di Kiev quanto in altre regioni ho visto circolare molta stampa anarchica... e girava cos tanto che alla fine le copie erano a malapena leggibili. Eppure i giovani contadini le leggevano fino allultima parola77. Allinizio della primavera si ripresent la necessit di una riforma agraria: bisognava fare la ripartizione prima dellinizio della semina. La riorganizzazione avvenne pacificamente, non solo perch i prin cipi erano gi stati stabiliti nellautunno precedente, ma anche per ch coloro che volevano questa riforma avevano dalla loro pi armi di coloro che vi si opponevano. Dopo aver ottenuto la terra, al cuni contadini non furono per in grado di sviluppare unecono mia indipendente, cosa che spinse gli anarco-comunisti a proporre la costituzione di pi solide comuni agricole. Pur avendo messo in comune la propriet, i membri avevano abitazioni separate, pote vano lavorare sia individualmente sia collettivamente, e se deside ravano cucinare solo per s erano liberi di farlo. Tutti i problemi principali che sorgevano allinterno della comune erano per di scussi nellassemblea generale. Nelle quattro comuni pi vicine a Guljaj Pole vivevano dalle 50 alle 200 persone, e lo stesso Machno lavorava due giorni a settimana in una di queste comuni. Non semplice valutare lefficacia delle trasformazioni messe in atto dai machnovisti dal momento che intervennero circostanze esterne che resero impossibile continuare lesperimento: a Pietrogrado i bolscevichi avevano preso il potere. Machno si immerse in questa nuova realt politica. Essendo stato in prima linea nella lotta per dare il potere ai Soviet, ancor prima della Rivoluzione dOttobre, ora non voleva perdere altro tempo. La questione cruciale era capire in quale sfera di influenza si trovasse la riva sinistra del Dnepr: se in quella del governo sovie tico, in quella dello Stato ucraino o in quella dei controrivoluzio nari Bianchi. Una delle prime mosse fu la riconciliazione tra il So viet di Ekaterinoslav e i Cavalieri georgiani, pronti a ribellarsi per contenere la sfera di influenza della Rada centrale ucraina. Ma per sino a Guljaj Pole era nata una forte organizzazione in sostegno
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dello Stato ucraino78. Senza perdere tempo, Machno riun i con tadini delle zone circostanti nel II Congresso dei Soviet, il quale adott una risoluzione esplicita come Morte alla Rada centrale79. I nazionalisti ucraini furono messi a tacere per un po. Tuttavia, su quella parte di Ucraina incombeva un pericolo an cora pi grave: dal fronte stavano rientrando le truppe cosacche. Se avesse attraversato il Don, lataman [capo cosacco N.d.T.] Aleksej Kaledin avrebbe potuto mettere in campo una forza sufficiente a lanciare unoffensiva contro i machnovisd. Machno allora con voc il III Congresso dei Soviet, che si affrett a costituire una for mazione armata per lottare contro i cosacchi: il battaglione libero guidato dai due fratelli Machno, Sawa come comandante militare e Nstor come responsabile politico. In realt, fu questa la prima oc casione in cui Machno pot mostrare le sue qualit militari. Il talento militare del futuro batko [piccolo padre, espressione di rispetto della tradizione ucraina - N.d.T.] non si era ancora ma nifestato quando i machnovisti occuparono laccesso al ponte Kickaskij oltre il Dnepr. Nella battaglia dell8 gennaio 1918, i ma chnovisti, alleati con bolscevichi e socialisti rivoluzionari, ferma rono e disarmarono i cosacchi80. Contemporaneamente, lArmata rossa, sotto il comando di Antonov-Ovseenko, pass alloffensiva. I Rossi erano numericamente superiori e i cosacchi combatterono malvolentieri contro di loro. A met febbraio Kaledin fu definitiva mente sconfitto. Poi arriv la pace di Brest-Litovsk, firmata dai bolscevichi il 3 marzo 1918, che apri le porte dellUcraina allesercito tedesco e au stroungarico (circa 200.000 unit). Nonostante la pace formale, bolscevichi e socialisti rivoluzionari di sinistra non avevano alcuna intenzione di cedere il paese senza lottare: lUcraina sovietica non era affatto in pace con la Germania, tanto che subito si fece strada lidea di una guerra partigiana tesa a sfiancare le truppe austro-tedesche. Tuttavia il piano falli. Dopo numerosi scontri, i distaccamenti dei Rossi dovettero retrocedere oltre il Dnepr, ma neppure qui le bande partigiane contadine riuscirono a resistere a lungo.
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Il rapporto di Machno con la pace di Brest-Litovsk fu piuttosto controverso. Nelle sue memorie scrive: Tanto la Rada centrale quanto i bolscevichi, alleati ora con i monarchici, hanno cosi pro clamato la morte della Rivoluzione... e dei lavoratori rivoluzio nari81. Nondimeno, al tempo della sua alleanza con i bolscevichi, Machno avrebbe respinto laccusa di una loro collusione con i te deschi82, accusa per ribadita durante il colloquio con i dirigenti bolscevichi nel giugno del 1918, di cui parleremo in seguito. Linvasione tedesca fece drasticamente aumentare i sostenitori della Rada centrale, che riponeva grandi aspettative nella presenza militare degli austro-tedeschi. Dopo il loro arrivo, il leader nazio nalista Semenjut cominci ad attaccare apertamente gli anarchici, anche con aggressioni fisiche. In risposta, il gruppo anarco-comunista a insaputa di Machno, come lui stesso afferma proclam il terrore rivoluzionario e uccise Semenjut. Guljaj Pole fu sul lorlo della guerra civile. Machno mise in campo tutta la sua auto revolezza per ottenere la revoca del terrore rivoluzionario e sotto scrivere un accordo con lopposizione, scongiurando una sanguinosa vendetta. Fu cosi istituita una commissione congiunta con i nazionalisti per prevenire ulteriori uccisioni83. Non fu facile convincere il gruppo anarco-comunista di Guljaj Pole a sospendere il ricorso al terrore rivoluzionario. La discus sione allinterno del gruppo si arrovent. Ricorda Machno: Lauda cia mostrata mi faceva adirare, ma la loro pratica autogestionaria mi rendeva felice e rafforzava la sensazione che il mio lavoro con i membri del gruppo non era stato vano84. In questo episodio Ma chno pu apparire come un maestro saggio nei confronti dei suoi fratelli anarchici, ma se lo fu davvero un punto controverso. Una cosa certa: Machno riusc a riportare il gruppo sotto il suo con trollo. Fu infatti deciso di non ricorrere al terrore rivoluzionario se non nel caso in cui i nazionalisti fossero a loro volta ricorsi alle armi. Il che non vuol dire che Machno fosse contrario al terrore rivolu zionario, ma semplicemente che giudicava gli atti terroristici in modo pragmatico. In quel momento li riteneva controproducenti.
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A Guljaj Pole i sostenitori del nazionalismo ucraino ricomin ciarono a diffondere i propri materiali di propaganda, in particolare volantini nei quali si invitava la popolazione ad accogliere con gioia gli austro-tedeschi perch avrebbero aiutato lUcraina a liberarsi dal giogo degli ebrei e dei katsapi [nome dispregiativo dato ai russi - N.d.T.]. Ma nel frattempo si sparse la voce che lesercito austro tedesco stava mettendo a ferro e fuoco tutte le citt e i villaggi in cui incontrava una qualche resistenza armata. Contemporaneamente, i nazionalisti si stavano organizzando per prendere il controllo di Guljaj Pole con un colpo di mano. La prima mossa fu di minac ciare gli ebrei di attuare un pogrom dopo larrivo delle truppe stra niere se questi non li avessero sostenuti. I vertici della comunit ebraica, non senza esitazione, decisero di aiutare i loro nemici giu rati al fine di evitare il massacro annunciato85. Tra gli ebrei possi denti si diffuse un sentimento disfattista afferma lo storico Moshe Goncarok, che ha studiato le relazioni tra ebraismo e anarchismo. La leadership benestante della comunit aveva bisogno dei mem bri meno agiati per formare la batteria ebraica che veniva richiesta. Ma le milizie ordinarie, di norma composte da giovani provenienti dalle famiglie pi povere, si erano categoricamente rifiutate di scen dere al fianco dei nazionalisti, ritenendo questo gesto una vigliac cata e un tradimento nei confronti degli anarchici e delle milizie contadine che avevano fornito loro le armi. La comunit, di fatto, si divise86. Nondimeno, alla fine prevalse la tesi sostenuta dalla leadership della comunit ebraica. Nel frattempo le truppe austro-tedesche, travolgendo le forma zioni armate dei socialisti rivoluzionari, dei bolscevichi e degli anar chici, raggiunsero il Dnepr. Come nel mese di gennaio, Machno la sci il comando militare al marinaio Polonskij, riservandosi la responsabilit politica. Pur cercando di non farsi condizionare del tutto, era chiaro che la rivoluzione sarebbe stata costretta a fare i conti con questo scenario di guerra. Machno decise di recarsi nel quartier generale dei Rossi per coordinare le azioni con gli altri distaccamenti. La batteria ebraica,
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sotto il comando di Taranovskij, si assunse il compito di proteggere Guljaj Pole durante la sua assenza, ma nella notte tra il 15 e il 16 aprile ne prese il controllo a nome dei nazionalisti ucraini, arre stando parte degli anarco-comunisti. Al contempo, un distacca mento di nazionalisti attacc e disarm il battaglione libero87. Gli eventi colsero di sorpresa Machno, che tuttavia evit di accu sare apertamente gli ebrei perch sapeva bene a cosa portava il solo citare una cospirazione ebraica: In altre zone dellUcraina avrebbe sicuramente causato pogrom e stragi di ebrei innocenti, per lo pi poveri; una moltitudine di perseguitati della storia russa e ucraina che fino a quel momento non aveva mai avuto pace88. Rientrato a Guljaj Pole e comprese le motivazioni della comunit ebraica, Machno si espresse contro uneventuale ritorsione, con vincendo contadini e operai che i lavoratori ebrei, anche quelli arruolati in questa batteria e direttamente coinvolti nellazione con trorivoluzionaria, ora condannano questo atto vile89. Non a caso nel 1919, allinterno delle forze machnoviste, si form una batte ria nazionale ebraica. Intanto, il 16 aprile una manifestazione a Guljaj Pole liber gli anarchici arrestati, ma ormai non era pi pos sibile organizzare una difesa militare: gli austro-tedeschi avevano ol trepassato il Dnepr e allimprovviso invasero Guljaj Pole, dove at tuarono, insieme ai nazionalisti, una dura repressione colpendo tutti gli anarchici che non erano riusciti a fuggire.

Il viaggio in Russia
Alla fine di aprile Machno convoc a Taganrog alcuni degli anarchici fuggiti da Guljaj Pole. Lassemblea decise di lanciare per il mese di luglio una guerra partigiana. Nel frattempo Machno in traprese un viaggio attraverso la Russia rivoluzionaria che sar fon damentale per la formazione di questo leader contadino, che di l a poco sarebbe stato alla testa di uno dei pi importanti movimenti protagonisti della guerra civile in atto.
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La prima tappa del viaggio port Machno a Caricyn, dove erano in corso avvenimenti cruciali. Fu infatti in questo contesto che si svolse la prima esperienza militare di Stalin. Incalzate dalle truppe austro-tedesche, numerose unit dellArmata rossa si erano ritirate dallUcraina attestandosi appunto a Caricyn. Qui erano state accor pate al X corpo darmata e poste sotto il comando di Vorosilov. Nel corso della ritirata, le unit erano state disaggregate e ricomposte con il preciso scopo di vanificare i legami personali che si erano sviluppati al loro interno. In particolare, quelli che volevano com battere solo con i comandanti che si erano scelti erano considerati inaffidabili in quanto non erano pronti a sottomettersi alla leader ship comunista. I reparti pi determinati a difendere la propria in dipendenza cominciarono a fronteggiare le unit filo-bolsceviche, e una volta giunti a Caricyn rivendicarono con forza la loro inten zione di andare al fronte solo al seguito dei propri comandanti e non di comandanti nominati dalla dirigenza bolscevica. Machno si rese conto che era in corso una vera e propria battaglia tra il re parto di Petrenko, un ufficiale del comando machnovista, e alcune unit del X corpo darmata. Petrenko respinse un primo attacco, ma subito dopo fu arrestato e fucilato. Il leggendario marinaio anar chico Anatolij Zelezniakov (Zelezniak) riusc per un soffio a scam pare alla stessa sorte. Infatti, non solo aveva promosso una campa gna per labolizione del Sovnarkom, il Soviet dei commissari del popolo, ovvero il governo bolscevico, ma aveva anche preteso che il rifornimento alle truppe fosse potenziato: due richieste per le quali venne bollato come criminale90. Riparato in Ucraina, Zelez niakov ben presto divenne uno dei leader dellattivit clandestina anti-tedesca a Odessa. Nonostante questa difficile situazione, M a chno invit comunque i suoi compagni a confluire nel X corpo darmata. E poi riprese il suo viaggio, perch per lui in quel mo mento la priorit era unaltra. Attraversando la regione del Volga Machno pot per la prima volta vedere da vicino il modo di operare del nuovo regime sovie tico, che gli suscit molte perplessit. Eppure, aveva appena esor
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tato i suoi a confluire nellArmata rossa in quanto simpatizzava con i bolscevichi, ancora convinto che il loro Stato rivoluzionario fosse una transizione verso una societ senza Stato, verso il comuniSmo libertario. Fino a quel momento era convinto che fosse sufficiente apportare alcune correzioni alla politica bolscevica: Bisogna sol tanto che il governo rivoluzionario diventi pi ragionevole e ri nunci a molte delle sue azioni, altrimenti la popolazione sar con tro la rivoluzione...91. In particolare, Machno riteneva che i bolscevichi trascurassero gli interessi dei contadini. Il malcontento verso la rivoluzione cresceva quanto pi ci si allontanava dalle citt: Senza una stretta collaborazione con i contadini, la citt, avida di potere e corrotta, non potr costruire con il solo proletariato ur bano una nuova societ libera92. A suo avviso, proprio la smania di potere delle citt aveva rafforzato la teoria della dittatura del proletariato. E Machno critic aspramente coloro che la sostene vano: evidente che ci troviamo di fronte a sbruffoni irresponsa bili, incapaci di rendersi conto che con lavvento di questa dittatura romperebbero lunit della loro stessa classe a vantaggio non della rivoluzione, ma dei suoi nemici93. Dopo i tentativi di resistenza culminati negli scontri di Caricyn, le unit che si erano ritirate dallUcraina furono disarmate e alcuni dei loro generali fucilati. Lo stesso Machno per poco non cadde in questa epurazione. D a Saratov, dove si trovava, dovette fuggire ad Astrakan per non cadere nelle mani della CEKA, la polizia politica bolscevica, dopo che alcuni anarchici erano stati protagonisti di uno scontro a fuoco. D altronde il suo obiettivo era Mosca, il centro del potere sovie tico, di quella rivoluzione di carta che emanava leggi e decreti, il centro da cui arrivavano i commissari politici che avevano stra volto il significato delle parole potere dei Soviet. E Mosca accolse Machno con i suoi comizi infiniti, con i dibattiti infuocati degli anarchici e dei socialisti rivoluzionari di sinistra (mancavano poche settimane alla loro insurrezione armata contro i bolscevichi), con le conferenze degli ideologi anarchici (Machno amava soprattutto il fi
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losofo Aleksej Borovoj), con la sua profusione di proclami e docu menti politici. Ma lo accolse anche con la scarsit di alloggi che af fliggeva la popolazione moscovita. Nonostante il mandato con il quale era arrivato, anche lassegnazione del suo alloggio si aren negli uffici amministrativi. Per vederci chiaro, Machno, in uno splendido giorno di giugno, decise di andare al Cremlino. Nelle strade di Mosca non si sparava ancora e quasi senza difficolt Ma chno entr nella cittadella del bolscevismo, tanto che nelle sue me morie ridicolizza laffermazione che era quasi impossibile arrivare a questa sorta di divinit terrene. Pochi mesi dopo, per, sarebbe stato inesorabilmente cos. A quel tempo, infatti, al Cremlino andava e veniva una moltitu dine di delegati di villaggio per risolvere gli innumerevoli problemi che gravavano sulle loro spalle: il regime dei Soviet, che allinizio aveva diffuso il potere in tutto il territorio, ora lo aveva nuova mente accentrato. Cos, Lenin doveva ora dirimere questioni come la suddivisione dei chiodi e della legna da ardere in una data pro vincia. E al Cremlino affluivano migliaia di persone. Lenin par lava con loro e, decenni pi tardi, i postulanti ancora ricordavano la grande attenzione che prestava ai loro problemi. A Lenin in realt non interessavano i chiodi ma la gente: una fonte di informa zione strategica sullaria che si respirava in Russia (nel senso pi ampio del termine: allora lUcraina era chiamata Russia del sud), sulle parole dordine che effettivamente circolavano. Machno, con il suo problema della carenza di alloggi, poteva apparire come uno dei tanti postulanti, ma in realt la questione degli alloggi fu imme diatamente dimenticata e la conversazione divenne una sorta di incontro al vertice: il governo rivoluzionario incontrava uno dei rappresentanti del popolo rivoluzionario. Come racconta Machno, il colloquio inizi con Jakov Sverdlov, presidente del Comitato centrale esecutivo dei Soviet russi, concen trandosi subito sui motivi che avevano portato alla sconfitta il po tere dei Soviet in Ucraina. Sverdlov sosteneva che la causa della controrivoluzione fosse da imputare ai contadini ucraini, Machno
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invece sosteneva che fosse da imputare alla contrapposizione che si era creata tra lArmata rossa e i contadini. A suo avviso, la tattica bellica della prima, con le sue rapide avanzate e le altrettanto rapide ritirate, non consentiva alcun tipo di contatto con la popolazione locale. Machno cercava inoltre di convincerlo che le ragioni per cui la popolazione era cos diffidente nei confronti dei bolscevichi andavano cercate nella stessa politica bolscevica, cui contrappose lattuazione di una politica anarco-comunista. E alle obiezioni di Sverdlov sulla validit di questa proposta, Machno rispose: La narchismo un ideale talmente realista da riuscire a comprendere non solo il presente ma anche gli eventi... verso i quali bisogna ri volgere le proprie azioni e i mezzi che necessario utilizzare94. A Sverdlov linterlocutore piacque e cos decise di portarlo da Lenin. Nella conversazione a tre, Machno si sforz di presentare la sua vi sione sul potere dei Soviet a partire dal punto di vista dei contadini: Per loro il potere dei Soviet... deve essere lespressione diretta della coscienza e della volont dei lavoratori stessi; i Soviet territoriali, ru rali o cittadini, devono semplicemente essere linsieme dei gruppi rivoluzionari che autogestiscono leconomia, il modo di vivere e la lotta contro la borghesia95. A Lenin fu subito chiaro che questa vi sione delle cose era anarchica e non manc di criticarla aspramente: La maggior parte degli anarchici pensa e scrive sul futuro senza comprendere il presente: questo divide noi comunisti da loro... nel presente essi sono inconsistenti, anzi patetici, proprio perch a causa del loro fanatismo inconsapevole non hanno un reale legame neppure con il futuro96. Questa affermazione fer profondamente Machno, che ribatt: Ma nei villaggi sono i vostri bolscevichi a es sere quasi del tutto assenti o, se ci sono, la loro influenza assolu tamente insignificante. E infatti quasi tutte le comuni agricole della regione sono state create su iniziativa degli anarco-comunisti. La descrizione di questa conversazione fatta da Machno nelle sue memorie abbastanza verosimile. Allinizio di quellincontro, il futuro implacabile nemico del bolscevismo replicava a Lenin con rispetto, era in parte autocritico e cercava di affrontare la discus
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sione da un punto di vista obiettivo. Ma dopo le parole offensive di Lenin suHanarchismo il suo stato danimo era cambiato: Nono stante il rispetto per Lenin che ho avuto durante quel colloquio, il mio brutto carattere, per cos dire, non mi ha permesso di intratte nermi oltre con lui97. Questi ricordi di Machno ci permettono di cogliere meglio le differenze fondamentali tra lui e il leader bolsce vico, e di capire su cosa si basasse la loro fragile alleanza. Infatti, pur utilizzando gli stessi termini comunismo, controrivoluzione, potere del capitale, masse - davano loro un significato comple tamente diverso. Da qui il senso di tradimento che determin la rottura, anche se di fatto avevano alcuni obiettivi in comune.

Guerra partigian a contro le truppe d i occupazione


Il 4 luglio 1918 Machno, con laiuto dei bolscevichi, torn nella sua terra natale. Nonostante la pace di Brest-Litovsk, i bolscevichi non resero facile la vita alle truppe dellAsse, unendosi con le altre forze in campo, anarchici e socialisti rivoluzionari di sinistra. E le truppe dellAsse ripagarono i bolscevichi con la stessa moneta, so stenendo lataman Ptr Krasnov. I focolai di rivolta dei contadini, che avevano subito le espropriazioni imposte dagli occupanti, so stenuti dai coloni tedeschi, furono repressi brutalmente. Tuttavia il malcontento aumentava, anche a causa del progressivo ritorno dei vecchi proprietari terrieri. I contadini erano sempre pi decisi a organizzare una resistenza armata contro gli austro-tedeschi, ma era prima necessario creare una forza partigiana in grado di agire in maniera efficace. Allinizio dellautunno Machno riusc a mettere insieme un gruppo armato, reso possibile, a quanto riferisce Cubenko, grazie ai proventi di una rapina in banca. Dopo questa azione, Machno prender definitivamente le distanze da questi me todi e soprattutto dal terrore individuale98. Il 22 settembre iniziarono le azioni militari e il gruppo fece una breve irruzione a Guljaj Pole per annunciare la propria costituzione
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agli abitanti. La prima vera battaglia avvenne il 30 settembre nel villaggio di Dibrivki (Bolsaja Michajlovka). Insieme al piccolo gruppo di Fedor Schuss, gi attivo in quei luoghi, Machno e alcune decine di partigiani occuparono il villaggio. Qui ci sar il primo cruciale banco di prova. I contadini infatti li accolsero amichevol mente e addirittura alcuni giovani decisero di unirsi al gruppo. Comera prevedibile, poco dopo sopraggiunsero gli austriaci che riconquistarono facilmente il villaggio. Nel breve lasso di tempo gli abitanti erano per rimasti delusi dai partigiani, soprattutto per ch alcuni capi-squadra erano ricorsi a esecuzioni sommarie. Dopo essersi ritirato nei boschi, Machno si rese conto che, se se ne fosse andato da qualche altra parte, la sua reputazione in quei luoghi sa rebbe stata compromessa per sempre. Nonostante la demoralizza zione del gruppo e la fuga dei nuovi arrivati, decise con Schuss di rimanere nascosti nei boschi. Nel villaggio cerano in quel momento un battaglione di au striaci e circa un centinaio di coloni tedeschi e di altri proprietari terrieri e kulaki. Che fare? Machno cap che cera una sola via duscita: attaccare. Senza una vittoria, sarebbe stato impossibile continuare una guerra di liberazione. Schuss, che gi aveva pi esperienza nella guerra partigiana, protest contro quella che con siderava una follia. Ma Machno aveva escogitato il primo di tanti stratagemmi militari. Con un piccolo gruppo riusc ad arrivare nel centro del villaggio, dove gli austriaci avevano le mitragliatrici. Al suo segnale, i partigiani cominciarono a sparare a bruciapelo sui nemici, mentre Schuss attaccava nella periferia del villaggio. Non riuscendo a capire cosa stesse succedendo, le forze nemiche si die dero alla fuga e Machno consegu la sua prima vittoria militare. La fama del nuovo gruppo si diffuse in tutta la provincia e fu al lora che a Machno venne attribuito lappellativo di batko. Presto passarono sotto il suo comando le truppe di Ptr Petrenko-Platonov (della zona di Grisno) e quelle di Vasilij Kurilenko (della zona di Berdjansk). La battaglia di Dibrivki tuttavia non fin l. Infatti port alla
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feroce ritorsione delle truppe di occupazione, che riconquistarono il villaggio con forze schiaccianti attuando poi una repressione che i partigiani non riuscirono a impedire. A queste spedizioni puni tive avevano partecipato anche alcuni coloni di origine tedesca che abitavano nei villaggi vicini. In risposta, i machnovisti saccheggia rono le loro fattorie e uccisero coloro che avevano preso parte alle spedizioni. Ricorda Cubenko: Fienili e cascine bruciavano con tale violenza che tutto era illuminato a giorno. I coloni tedeschi, per fermare coloro che appiccavano il fuoco, corsero fuori dalle case. E allora i nostri spararono a tutti gli uomini99. Come ri porta Machno, quando gli insorti appiccavano il fuoco alle fatto rie dei kulaki, urlavano alle vittime: Farete la fine che avete fatto fare ai contadini e alle contadine di Dibrivki e ai loro figli... Per generazioni li avete oppressi, uccisi, violentati. Ora brucerete come loro100. Le radici ideologiche del terrore machnovista risalivano alla co siddetta era Ravachol, di fine Ottocento, quando una parte degli anarchici ricorreva anche alla dinamite per distruggere lo Stato. Ma dopo Kropotkin, che pur non condannando il terrorismo, affer mava che lo si dovesse utilizzare solo in casi eccezionali101, Machno ritenne opportuno non abusare dei metodi terroristi. Di conse guenza, i partigiani machnovisti limitavano le condanne a morte a quanti violavano lordine di consegnare le armi o a quanti collaboravano con gli invasori. A questo scopo furono istituiti tribunali pubblici che giudicavano e comminavano le pene allinterno delle assemblee contadine. Ci furono ovviamente proteste contro queste forme di terrore, come quella dellanarco-comunista Aleksej Marcenko, che Machno liquid con un si metta il suo sentimentali smo in saccoccia102. Di regola, gli occupanti caduti prigionieri venivano rilasciati, mentre i civili di origine tedesca venivano a volte uccisi perch sospettati di essere spie103. In effetti, dopo i primi scontri, Machno aveva dato lordine di non toccare i coloni tedeschi che non avevano preso parte ad alcuna azione, ma quando venne saccheggiata e distrutta una tranquilla fattoria di kulaki, Ma48

chno diede disposizione di ripagare i coloni tedeschi con la stessa moneta104. Nel pianificare le sue azioni, Machno coinvolgeva sempre le tante milizie contadine esistenti, che intervenivano in caso di ope razioni di maggiore portata. Ed interessante rilevare come, nono stante fossero tutti informati in anticipo sui luoghi di incontro, lavversario non venne mai a sapere nulla al riguardo. Se talvolta le forze avversarie lo avevano portato vicino alla disfatta, grazie alla loro superiorit numerica, nel complesso le azioni di Machno eb bero un buon successo e fecero crescere la sua autorevolezza tra i contadini. Proprio questa autorevolezza e la capacit di resistere alle forze di occupazione permisero ai machnovisti di iniziare a co struire forme di governo autonomo, che per, data la situazione di guerra, si basavano necessariamente su un potere di tipo militare. Machno cominci quindi a trasformarsi in uno dei tanti capi militari di cui lepoca della guerra civile stata cos ricca. I capi militari sono per definizione autoritari. Nonostante gli slogan anar chici e gli obiettivi autogestionari perseguiti, il machnovismo sem brava dunque destinato a diventare un movimento autoritario. A tal proposito, la prima cosa da tener presente che il paese era ap pena uscito da un secolare regime autocratico, il quale aveva forte mente contribuito a rendere autoritaria lintera cultura politica. Il mondo agricolo aveva appena iniziato a scrollarsi di dosso quella macchina burocratica che tradizionalmente imponeva di affidarsi ai propri capi. E ora i capi erano Lenin nella capitale e i leader mi litari o i commissari politici nei territori periferici. Machno lo era di Guljaj Pole. La seconda cosa da tener presente che, dopo la caduta del regime oppressivo imposto dai proprietari terrieri, dai kulaki e dal predominio delle citt, le masse contadine e gli anarcocomunisti avevano in mente idee diverse sulla direzione che do veva prendere la trasformazione sociale in atto. I contadini, pur so stenendo la lotta degli anarchici contro i proprietari terrieri e in generale contro il potere, in realt non comprendevano appieno il significato di parole come anarchia o comuniSmo. Furono per
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lappunto questo livello relativamente basso di cultura politica e la prolungata situazione di guerra a permettere un eccesso di fiducia nei confronti di un leader fortunato e giusto. Cosi, nonostante il rifiuto anarchico dello Stato, a Guljaj Pole venne istituita una struttura di tipo statale guidata da Machno, e in dubbiamente il suo temperamento e la sua personalit contribui rono a questo slittamento dallautorevolezza allautoritarismo. Quando ad esempio Machno decise che non era pi necessario pre siedere alle sedute del Comitato militare rivoluzionario di Aleksandrovsk, prese questa decisione a nome del distaccamento senza neanche parlarne con i suoi soldati: Dopo aver redatto una comu nicazione ufficiale scritta a nome del mio distaccamento, mi recai al Comitato per depositare il documento con cui annunciavamo il nostro desiderio di ritirarci10^. Certamente, in un periodo nel quale dilagavano le dittature militari, un comportamento del genere non era poi cos inaccettabile, ma da un punto di vista anarchico costituiva un vero e proprio attentato al diritto collettivo di pren dere parte alle decisioni politiche. E infatti la reazione non si fece at tendere: in una riunione del gruppo anarco-comunista Machno fu aspramente criticato per lapproccio statalista. Di fatto, linsieme degli organismi regionali basati sullautogestione imped a Machno, e al culto della personalit che stava emergendo sotto forma di aperta arbitrariet nelle decisioni pubbliche, di espandersi in ma niera incontrollata. Nondimeno, nel 1918 Machno godeva di una vasta popolarit e il suo nome era diventato una garanzia per lanar chismo in generale, il che spingeva gli stessi anarco-comunisti a in coraggiare in parte questa grande popolarit. D altronde, Machno aveva dato ai contadini gli strumenti, anche ideali, per organizzare una nuova vita, per resistere a kulaki, coloni tedeschi e pomesiki. Non sorprende dunque che queste persone avessero trovato il gusto di vivere e lo volessero difendere con le armi in pugno. La guerra partigiana di Machno continu con successo varia bile. Molto dipendeva da chi coglieva laltro di sorpresa: i machnovisti annientarono un battaglione di austriaci alle porte di Staryj
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Kremencikij, e aTemirovka gli austriaci sconfissero i machnovisti ferendo Schuss e lo stesso Machno. Mentre giaceva ferito, schiac ciato a terra dal fuoco nemico, con i resti del suo distaccamento che venivano spazzati via, Machno pens, come avrebbe scritto nelle sue memorie, di essere spacciato. M a alla fine arrivarono i suoi compagni e salvarono batko. D altronde, in quel periodo una scon fitta isolata non sminuiva la sua popolarit; anzi, agli occhi dei con tadini appariva sempre pi invulnerabile. Le forze partigiane di Machno cominciarono a crescere lenta mente ma inesorabilmente. La prima fase fu soprattutto nomade, ovvero i combattenti si spostavano continuamente sul territorio, e solo nella successiva fase stanziale si stabilirono in unarea deter minata. Per Machno era ovviamente pi facile crescere nei luoghi in cui aveva condotto un lavoro politico sin dal 1917. A Guljaj Pole aveva i suoi appoggi e i suoi uomini, i quali alla chiamata di Machno si univano allazione per poi fare ritorno a casa. La suddi visione delle forze partigiane in piccoli gruppi (come faranno de cenni dopo anche i guerriglieri cinesi o cubani) permetteva di con trollare meglio il territorio e di essere pi agili nel fronteggiare forze nemiche ben superiori. In quel periodo, su tutto il territorio ucraino si erano sviluppati focolai di guerriglia contro gli invasori, e gli attacchi erano sempre diretti a obiettivi sensibili, tanto che ben presto gli occupanti non riuscirono pi a procurarsi il cibo ne cessario. Oltretutto, dovevano tener fermo in Ucraina un esercito di 200.000 uomini nonostante le truppe fossero molto pi neces sarie sul fronte occidentale. La situazione peggior fino a diven tare disperata. Infine, nel novembre 1918 in Germania scoppi la rivoluzione: il paese firm la resa, la guerra fini e ben presto co minci levacuazione delle truppe austro-tedesche dallUcraina. Il 13 novembre la Russia annull il trattato di pace di Brest-Litovsk. Di 1 a poco lArmata rossa avrebbe fatto il suo ingresso in Ucraina. 1

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> Ottobre 1920, il quartier generale machnovista: in alto da sinistra Vasilij Kurilenko (1891-1921), Viktor B elai (1893-1938), Ptr Petrenko-Platonov (1890-1921), Foma Ko2in (7-1921), Fedor Schuss (1893-1921); in basso da sinistra Aleksej Marcenko (?1921), Semen Karetnikov (1893-1920), Grigorij Vasilevskij (1889-1921), Melnik (gio vanissimo aiutante di Machno). > L'intero villaggio partecipa ai funerali di un gruppo di insorti machnovisti.

CAPITOLO SECOND O

La machnovscina

La fine delloccupazione austro-tedesca scaten numerose rivolte contro le autorit nazionali ucraine che avevano collaborato con gli invasori. Nella zona a nord del Mar dAzov si formarono molti nuovi gruppi armati che sarebbero poi confluiti nelle forze di Ma chno. Il crollo del regime dellhetman Pavlo Skoropadskij aveva fatto s che la zona di Tavriya, dove oltre ai machnovisti agivano anche alcune formazioni tedesche legate ai pomesiki e ai kulaki, ri manesse senza un potere costituito. Machno decise di creare nella regione un fronte unico insurrezionale sotto il comando di un quartier generale machnovista, nel quale, oltre ai comandanti militari, entrarono il comunista Chersonkij, il socialista rivoluzionario di si nistra Mirgorodskij e lanarchico Gorev (il comando fu assunto in un primo momento da Machno e in seguito da Cubenko). Inizialmente le cose andarono bene per i machnovisti. Il 27 no vembre ripresero Guljaj Pole e abbastanza rapidamente scaccia rono dal proprio territorio le residue formazioni tedesche. Il quartier generale di Machno controllava adesso una vasta area dai confini indefiniti a ridosso del Mar dAzov: a sud cerano i Rossi,

con i quali avvenivano scontri occasionali, e a ovest cera larea di influenza del Direttorio ucraino, che a Kiev aveva sostituito il re gime di Skoropadskij. Il quartier generale machnovista non controllava per comple tamente i vari comandanti attivi nellarea e Machno si trov a dover reprimere le requisizioni non autorizzate e i saccheggi selvaggi, tanto da minacciare di fucilare i suoi stessi comandanti nel caso in cui fossero arrivate ancora accuse contro di loro: Di quel saccheg gio venni a sapere durante la mia partecipazione allassemblea con tadina del villaggio di Vasilevka. Nel corso della mia attivit rivo luzionaria non avevo mai provato un dolore cos grande come durante quellintervento. Il pensiero che nel distaccamento ci fos sero persone che commettevano di nascosto atti criminali inam missibili non mi dava pace. E il distaccamento non se ne and da quel villaggio finch le persone responsabili non furono identificate e, con grande dolore e qualche esitazione, fucilate nel villaggio stesso... Eravamo tutti in difficolt di fronte alla consapevolezza che nel distaccamento si erano infiltrati elementi che perseguivano il profitto personale ricorrendo ai saccheggi. Decidemmo allora di impegnarci a sradicare con forza quei comportamenti dalle fila degli insorti106. Bisogna riconoscere a Machno questa fermezza nella lotta ai saccheggi, ed indicativo che in unedizione del gior nale liberale Pridneprovskij kraj [Al confine con il Dnepr], in cui si menziona la cattura di un treno effettuata dai machnovisti in quei giorni, non vengono riferiti saccheggi di alcun tipo107. Que sto contribu a far diventare Machno un punto di riferimento per lamministrazione della vita pubblica in quellarea. Dato che i confini dellarea di influenza machnovista non erano ben definiti e la disposizione delle varie forze intorno a quellarea incerta, Machno agiva con cautela nei confronti del Direttorio ucraino. Temendo di doversi scontrare su due fronti, i machnovi sti consentirono lattraversamento del loro territorio alle reclute che si mobilitavano per arruolarsi nellesercito nazionale al co mando di Simon Petljura, alla condizione per di poter fare propa
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ganda tra gli hajdamak [soldati dellesercito nazionale ucraino N.d.T.], con cui peraltro condividevano la lotta contro lvill corpo darmata dei Bianchi di Dobrovolceskij di stanza a Ekaterinoslav. Ma non appena lvill corpo darmata fu costretto a lasciare Ekate rinoslav, i buoni rapporti tra i nazionalisti e le organizzazioni ope raie cittadine cessarono repentinamente. Come prima cosa, infatti, i petljuristi smembrarono il Soviet dei lavoratori e al contempo in tensificarono la pressione sul versante sinistro: a quel punto era chiaro che il Direttorio intendeva annettere il territorio machnovista in un unico Stato ucraino. Il conflitto era inevitabile. Il 26 dicembre il Comitato dei contadini della regione di Ekate rinoslav, a influenza machnovista, insorse contro il Direttorio. Contemporaneamente, Machno stava portando a termine le trat tative con i bolscevichi per unazione comune tesa a riprendersi Ekaterinoslav. Per decidere lassalto alla citt, Machno ritenne ne cessario convocare il Comitato del quartier generale, al quale fu chiesto se fosse pronto ad attaccare Ekaterinoslav durante la notte. A nche subito fu la risposta108, ricorda il capo di stato maggiore bolscevico E. Kuznecov. Secondo lo storico sovietico Kubanin, tutte le forze in campo erano agli ordini del comandante bolscevico G. Kolos, che aveva riunito nei pressi di Sinelnikovo circa 15.000 uomini109. Ma non solo Machno nei suoi scritti nega categorica mente la sua subordinazione a Kolos, ma ormai opinione condi visa che Kubanin abbia esagerato i numeri degli uomini disponibili di quasi cinque volte110. E che in realt avesse ragione Machno confermato anche da altre fonti bolsceviche: Bisogna ammettere che Machno fu nominato comandante di tutte le forze che avanza vano contro Ekaterinoslav, scrive D. Lebed 11 . La maggiore difficolt dellattacco a Ekaterinoslav consisteva nel fatto che le forze ribelli si trovavano sulla riva sinistra del Dnepr, mentre la citt era sulla riva destra. Ricorda Kuznecov: Il piano era di mandare avanti, lungo la parte pedonale del ponte, su entrambi i lati, cinque persone vestite con abiti da lavoro per collocare delle cariche esplosive, racchiuse in fagotti, destinate a neutralizzare le
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postazioni delle mitragliatrici. Subito dietro di loro, lungo i binari ferroviari, doveva passare una locomotiva e una carrozza con due lanciagranate nascosti allinterno112. Il 27 dicembre quel treno speciale arriv senza difficolt fin dentro la stazione di Ekaterinoslav e, quando i portelloni si aprirono, gli hajdamak si ritrovarono a sorpresa di fronte ai partigiani machnovisd. M a se leffetto sor presa fece cadere facilmente la zona intorno alla stazione nelle mani degli insorti, ai quali si unirono piccoli gruppi di bolscevichi e di socialisti rivoluzionari, questo non bast a conquistare tutta la citt. Cos il 27 e il 28 dicembre i machnovisti furono costretti a ingag giare combattimenti strada per strada. Proprio negli stessi due giorni, i bolscevichi investirono tutte le loro energie a formare il nuovo governo cittadino. Alla fine della battaglia, il Comitato provinciale del partito bolscevico... in un modo arbitrario che si pu solo definire impudente. .. ovvero ag girando con la forza il mio stato maggiore... nomin tra i suoi membri il comandante militare della citt, il commissario addetto alle poste e telegrafi, il commissario addetto alle ferrovie, il coman dante delle forze di polizia e tutti gli altri comandanti fondamen tali. Tutte queste persone nominate dal partito bolscevico... si in sediarono nel mio quartier generale che si trovava al secondo piano della stazione di Ekaterinoslav113. Ovviamente Machno non aveva alcuna intenzione di sottomettersi al nuovo governo. Anzi, gli insorti pretendevano con forza che fosse riconosciuto il loro ruolo. Alla fine fu creato un Comitato militare rivoluzionario nel quale agli insorti era garantito un terzo degli eletti, bench di fatto il loro peso percentuale fosse nettamente superiore. Nonostante i tentativi dei bolscevichi di nominare alla presi denza del Comitato militare rivoluzionario un proprio uomo, gli anarchici sostennero la candidatura di un compagno dei socialisti rivoluzionari di sinistra114, che di fatto divenne il presidente del Comitato. Poi ebbe inizio la lotta per accaparrarsi i vari posti di comando, che andarono soprattutto a bolscevichi e socialisti rivo luzionari di sinistra115. Lindifferenza degli anarchici verso questa
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corsa ai posti di comando facile da capire: essi in realt conside ravano il Comitato militare rivoluzionario un organismo tempora neo che al massimo doveva convocare il Congresso dei Soviet per trasferirgli il potere. Per Machno, solo questo Congresso poteva proteggere le conquiste fatte e formulare le direttive necessarie alla costruzione di una nuova realt sociale11(\ Il 29 dicembre la posizione dei petljuristi a Ekaterinoslav di venne disperata. Una batteria di hajdamak, sotto il comando di Martynenko, pass dalla parte di Machno, presto seguita da altre piccole unit di petljuristi. Infine, il 30 dicembre, i petljuristi ab bandonarono la citt. Dopo la vittoria si ripropose in modo dram matico il problema dei saccheggi. I bolscevichi li imputavano ai machnovisti, ma la versione di Machno era ben diversa: In realt ho fucilato tutti coloro che avevano commesso saccheggi o in gene rale atti di violenza. Tra coloro che sono stati fucilati a Ekaterinoslav perch colpevoli di saccheggio, cerano sicuramente, per la vergogna dei bolscevichi, quasi tutti gli individui frettolosamente arruolati nel reparto bolscevico di Kajdackij, che gli stessi bolscevichi ave vano arrestato per poi affermare che si trattava di machnovisti. Ma quando li si interrogati al quartier generale, in mia presenza, si accertato che tutti questi individui non sapevano quali strade erano controllate dai machnovisti, chi era il loro comandante, come si chiamava la compagnia ecc., mentre conoscevano bene i luoghi controllati dal reparto bolscevico di Kajdackij, chi era il coman dante, quando si erano arruolati e quando avevano ricevuto le armi117. evidente che tanto i machnovisti quanto i bolscevichi osteggiassero e punissero severamente i saccheggi. D altronde, nes suno degli studiosi sovietici nega che Machno fosse spietato con i saccheggiatori catturati e alcuni di loro ammettono che il reggi mento bolscevico di Pavlograd fosse notoriamente corrotto118, come lo erano molti distaccamenti di recente formazione. Il quartier generale machnovista, per attutire leffetto dei sac cheggi sullo stato danimo degli abitanti, distribu un proclama fir mato da Machno in cui si diceva: Con loccupazione della citt da
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parte delle forze partigiane rivoluzionarie, in molte parti aumen tato il numero dei saccheggi, delle rapine e delle violenze. possi bile che questi atti oltraggiosi siano avvenuti in situazioni sociali particolari, o magari siano stati perpetrati a scopo di provocazione da elementi controrivoluzionari. Comunque sia, queste azioni sono state commesse. E sono state commesse in nome dei partigiani machnovisti che combattono per lindipendenza e per la felicit di tutto il proletariato e dei contadini. Per evitare questa crudelt dila gante, compiuta da persone disoneste che disonorano tutti i rivolu zionari sinceri e che non si sentono appagati dalle gloriose conqui ste del popolo rivoluzionario, io, in nome di tutte le forze partigiane, dichiaro che i saccheggi, le rapine e le violenze non saranno tollerati in nessun caso e verranno immediatamente perseguiti119. Il pro clama minacciava dunque esecuzioni sommarie che vennero effet tivamente eseguite. Le dure misure adottate da Machno contro i saccheggi diedero i risultati sperati: anche i memorialisti ostili ai machnovisti riconoscono che in quelloccasione gli aggressori pur volendo saccheggiare la citt... non riuscirono nel loro intento120. Questo proclama di Machno utile anche a chiarire un altro aspetto, ovvero quale fosse secondo lui la fonte del proprio potere. E qui si capisce che fino a quel momento Machno era pronto a rendere conto delle sue azioni ai rivoluzionari che combattevano e non alla popolazione. In seguito, quando si saranno formate le strutture cittadine del movimento, lapproccio cambier. La battaglia di Ekaterinoslav non era per finita. Commettendo un errore che cost molto agli insorti, Machno posizion un re parto bolscevico sulla via di accesso alla citt. Questo reparto aveva accolto un gran numero di reclute, cosa che aveva aumentato no tevolmente la forza militare, ma al contempo avevano messo in minoranza la componente bolscevica. Molte di queste reclute erano in realt giovani petljuristi che, appena ne ebbero la possibilit, ri volsero le armi contro machnovisti e bolscevichi, cacciandoli con un solo attacco dalla citt121. Agli sprovveduti alleati non rimase altro da fare se non incolparsi a vicenda per la sconfitta.
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Questa prima esperienza di collaborazione militare con i comu nisti lasci a Machno unimpressione negativa. Nelle parole di Cubenko: Non mantengono le posizioni, ma si tengono ben stretto il potere e pensano che qualcun altro debba battersi per loro... Quando abbiamo combattuto per Ekaterinoslav con i comunisti, questi ultimi non si sono affatto preoccupati di prendere militar mente la citt, e invece hanno subito cercato di costituire un pro prio Comitato rivoluzionario122. Secondo la testimonianza di Kolos, Machno maled i bolscevichi e afferm che bisognava man dare al diavolo tutti i quartier generali bolscevichi, consideran doli gi come dei nemici nella lotta per linsurrezione123. Per Vasilij Golovanov, autore di un libro sulla machnovscina, in quel periodo Ekaterinoslav non era importante per i machnovisti. Machno stesso non nascondeva che lintera faccenda per lui rappre sentava soltanto unincursione puramente militare, unoperazione tattica utile a procurarsi armi. Non aveva alcuna intenzione di te nere la citt124. Tuttavia, se Machno davvero non aveva questa in tenzione (come in effetti disse a Belai dopo la sconfitta 125), forse se ne sarebbe dovuto andare prima dellarrivo delle forze petljuriste. Invece si comport diversamente, prendendo parte attiva alla for mazione del nuovo potere locale e alla riorganizzazione delle difese cittadine. Verosimilmente, Machno intravedeva in quel momento la possibilit di instaurare nuove relazioni con il mondo urbano, perch, come dimostreranno gli eventi del 1919, aveva capito che senza le citt la sua zona liberata non poteva resistere e che i con tadini senza gli operai non potevano creare una nuova societ. Pur retrocedendo al di l del Dnepr, Machno non consent ai petljuristi di avanzare nella sua zona: il confine occidentale della re gione machnovista fu cos stabilizzato. Dal 1919 il movimento ebbe dunque un territorio definito con uninfrastruttura socio-po litica indipendente e ramificata, al centro della quale cera unorga nizzazione para-militare di anarco-comunisti e il suo leader, Ma chno. Nel biennio 1917-1918, i machnovisti avevano maturato una ricca esperienza politica e militare, motivo per cui ora aspira
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vano a una partecipazione paritaria con gli altri movimenti radicali come i bolscevichi e i socialisti rivoluzionari di sinistra. Tuttavia, la prima esperienza importante di questa possibile collaborazione, av venuta a Ekaterinoslav, non aveva avuto successo.

Democrazia militare
Se nellopinione comune guerra e anarchia appaiono inscindi bili, per gli anarchici, al contrario, lanarchia la libert organizzata ed quindi difficile che possa realizzarsi in un contesto di guerra. I machnovisti provarono comunque a conciliare il loro ideale anar chico con la disciplina militare, e il risultato fu una sorta di demo crazia militare. Nel gennaio 1919 Machno adott alcuni provvedi menti tesi a trasformare il movimento nato da una rivolta contadina in unorganizzazione capace di esercitare il potere in un territorio definito. Questo fece entrare in conflitto Machno con alcuni dei suoi comandanti. Secondo le memorie di Cubenko, dopo una delle consuete incursioni nelle aziende agricole pi ric che, Machno invi a Schuss un benevolo ammonimento conte standogli luccisione di alcuni agricoltori benestanti. Schuss non vi prest la bench minima attenzione, affermando che erano bor ghesi e dunque andavano ammazzati. Machno tuttavia continu a insistere perch queste uccisioni e la pretesa di risarcimenti inso stenibili da parte dei coloni tedeschi, cessassero del tutto126. Il con flitto termin nel marzo successivo quando, in risposta a un altro massacro di coloni tedeschi compiuto da Schuss, Machno lo arre st, minacciando di fucilarlo se lo avesse rifatto. Schuss, che fino ad allora aveva mostrato una certa indipendenza da Machno, in quella nuova fase non pot pi opporsi a batko, il cui potere in quellarea non si basava pi sulla sola forza militare. Schuss diede la sua pa rola che avrebbe posto termine a tutte le uccisioni e giur fedelt a Machno ricorda Cubenko127. Anche in seguito Machno riuscir a mantenere una forte disciplina tra i propri comandanti.
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Machno per non era il classico ataman cosacco, bens una per sona mossa da ford motivazioni ideali, e dunque per prima cosa co stitu unorganizzazione politica di riferimento, lUnione degli anarchici, nata a partire dal gruppo anarco-comunista di Guljaj Pole. Molti comandanti machnovisti e altri anarchici giunti nella rea aderirono allUnione, che tuttavia non fu il nucleo del governo machnovista. Agendo in un territorio relativamente stabile, M a chno decise infatti di ripristinare il sistema dei Soviet. Per determinare i principi di base della nuova struttura di auto governo, il 23 gennaio fu convocato a BolSaja Michajlovka il I Congresso regionale dei Soviet (la numerazione dei congressi del 1919 non tiene conto di quelli tenuti nel 1917), al quale parteci parono 250 delegati in rappresentanza sia delle organizzazioni con tadine sia delle formazioni armate di autodifesa. Come nel 1917, i Congressi costituivano per il movimento machnovista lautorit suprema. Nel 1919 si tennero i Congressi dei soldati, degli insorti, degli operai e dei contadini dei Soviet (23 gennaio, 8-12 febbraio, 19-20 aprile), le cui decisioni entravano in vigore nelle varie zone dopo lapprovazione da parte dei Soviet di villaggio128. Le risolu zioni di questi Congressi, adottate dopo accese discussioni, erano in sintonia con il pensiero anarchico: Nella nostra lotta insurrezio nale abbiamo bisogno dellunit fraterna degli operai e dei conta dini, in difesa della terra, della giustizia e della libert. Il II Con gresso regionale degli insorti invita con forza i compagni contadini e operai a occupare i luoghi di lavoro senza aspettare ordini o de creti, e a costruire, contro i tiranni e gli oppressori di tutto il mondo, una nuova societ libera senza padroni e senza schiavi, senza ricchi e senza poveri129. Particolarmente dure anche le riso luzioni contro i burocrati parassiti, che venivano considerati i re sponsabili degli ordini coercitivi. Di fatto, questa tendenza anti-burocratica del movimento te neva a bada eventuali derive burocratiche al proprio interno. Il quartier generale di Machno, che si occupava anche del lavoro cul turale ed educativo, aveva lapparato operativo pi consistente, ma
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tutta lattivit cittadina (e formalmente anche quella militare) era sotto il controllo dellorgano esecutivo nominato nel II Congresso, quel Comitato militare rivoluzionario creato per scopi tanto mili tari quanto civili. Secondo Cubenko, il Comitato militare rivolu zionario doveva prima di tutto risolvere la questione del recluta mento in villaggi come Guljaj Pole o Michajlovka, in quanto molti erano partiti volontariamente per il fronte, ma altri erano rimasti a casa ad aspettare che qualcuno conquistasse la libert anche per loro. Il Comitato militare rivoluzionario cominci a prendere de cisioni che valevano sia per le formazioni armate sia per gli stessi contadini13. La composizione iniziale del Comitato prevedeva dieci rappre sentanti dei soldati e tre dei contadini, ma dato lo stretto rapporto che cera tra esercito e contadini la sproporzione non era rilevante. Quanto alle tendenze politiche presenti, vi erano sette anarchici, tre socialisti rivoluzionari, due bolscevichi e un indipendente131. Il primo presidente del Comitato militare rivoluzionario fu il maestro Cernoknizij, in seguito sostituito dal suo vice Kogan. A Machno fu assegnato lincarico di presidente onorario132. Il sistema socio-politico realizzato nella regione machnovista diede vita a uninfrastruttura socio-culturale eccezionale per quei tempi. Il bolscevico Antonov-Ovseenko, che visit larea nel 1919, rifer che Guljaj Pole uno dei migliori centri culturali della Nuova Russia, ci sono asili per bambini, tre scuole secondarie ecc. Grazie agli sforzi di Machno sono stati aperti dieci nuovi ospedali militari per la cura dei feriti e sono stati organizzati corsi per ripa rare e rendere pi sicure le proprie armi133. I bambini non solo imparavano a leggere e scrivere, ma iniziavano una sorta di adde stramento militare per lo pi sotto forma di giochi di guerra (a volte piuttosto brutali)134. Il lavoro di propaganda portato avanti dal Kultprosvet [commissione cultura e istruzione - N.d.T.] del Comi tato militare rivoluzionario, che si era rafforzato con larrivo da altre regioni di anarchici e socialisti rivoluzionari, si occupava di pro muovere listruzione tra la popolazione adulta13^. La libert di pro
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paganda da parte di tutti i partiti di sinistra era stata preservata, ma certamente, dal punto di vista ideologico, lanarchismo era predo minante. Che ruolo avevano gli anarchici aHintemo del movimento machnovista? I tentativi pi recenti di riabilitare Machno da parte del giornalismo politico o degli studi storici tendono spesso a separare lui e il suo movimento dallanarchismo. Cos, nei libri abbastanza accurati dal punto di vista militare di Verstjuk, lautore scrive: Il co mandante di brigata batko Machno non svolgeva un ruolo minore e le circostanze hanno fatto s che in quel momento diventasse un sostenitore del governo sovietico. Questa affermazione rimanda al lopuscolo scritto daTeper, ex machnovista ed ex anarchico, per de nigrare la machnovscina e lanarchismo, nel quale descrive in ma niera abbastanza precisa quali fossero a suo avviso le opinioni politiche di Machno in quel periodo: Machno era ostile al gruppo anarchico di Guljaj Pole per la sua cervellotica opposizione ai bolscevichi. Nel febbraio 1919, al tempo dellincontro con lemissario della segreteria Ja. Alog (Sukovolskij), Machno espresse chiaramente la sua distanza dalla Nabat [la confederazione delle organizzazioni anarchiche dUcraina], e dalla posizione che aveva assunto nei ri guardi del governo sovietico. Allepoca Machno aveva affermato: Sono prima un rivoluzionario e poi un anarchico, e aveva talvolta sostenuto che non si considerava pi un anarchico e che tutte le sue azioni erano volte al consolidamento del potere dei Soviet e alla sconfitta della controrivoluzione136. Linesperienza dellautore ri guardo allideologia anarchica ha portato in questo caso a una let tura acritica dello scritto di Teper, un testimone estremamente in giusto e di parte che nel 1924 ormai si limitava a eseguire gli ordini dei suoi nuovi padroni. Per verificare lattendibilit dei giudizi di Teper, Verstjuk avrebbe dovuto esaminare il suo scritto sulla cata strofe militare del giugno 1919, che ha ben poco a che fare con i fatti documentati137. In realt di Teper risultano affidabili soltanto alcune osservazioni sul rapporto di Machno con la Nabat. M a analizziamo nel dettaglio le dichiarazioni ambigue di Teper.

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In primo luogo, il sostegno al governo sovietico non significava affatto un rifiuto dellanarchismo. Come abbiamo gi visto, gli anarchici consideravano i Soviet le cellule della nuova societ, lin sieme dei Consigli di base grazie ai quali le masse si sarebbero au togestite. Machno dedic la sua vita allaffermazione dei Soviet. Viceversa, il rapporto con il potere centrale sovietico, cio con il go verno bolscevico, fu improntato alla diffidenza anche nei periodi migliori del loro rapporto, come si evince dai documenti dei con gressi machnovisti. In secondo luogo, dare la priorit agli obiettivi rivoluzionari non significava abbandonare lanarchismo come con cezione sociale e politica. Machno riteneva che, non essendo le masse pienamente consapevoli della necessit di lottare contro lop pressione dello Stato, il movimento anarchico doveva rimanere al loro fianco: Quando le masse cominciano a mostrare la propria fi ducia, non bisogna lasciarsi trasportare da questa fiducia, non biso gna perdere il contatto con le diverse correnti che contribuiscono allevolversi degli eventi cui la massa ha dato limpulso iniziale, anche se non sono anarchici ma semplicemente rivoluzionari. Tut tavia, non bisogna neppure lasciarsi sfuggire il momento in cui bi sogna prendere le distanze da queste correnti e portare dalla propria parte le masse dei lavoratori138. In terzo luogo, lo scetticismo di Machno nei confronti della Nabat aveva poco a che vedere con il suo atteggiamento nei confronti dellanarchismo in generale: la Nabat era solo uno dei tanti raggruppamenti anarchici la cui pre tesa di mettersi alla guida del movimento machnovista era eviden temente arbitraria. Come si visto, molti comandanti machnovisti erano membri dellUnione degli anarchici e alcune personalit di rilievo del mo vimento, come Vasilevskij, Veretelnikov, Marcenko, Gavrilenko, Kurilenko, Belas, Vdovicenko e altri, si dichiaravano anarchici. Ma necessario distinguere tra linfluenza esercitata dagli anarchici che erano parte integrante del movimento e il ruolo che intendevano giocare gli anarchici di provenienza cittadina accorsi nella regione machnovista. Tra questi ultimi ci furono per importanti eccezioni.
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Lesempio pi evidente era Arsinov, conosciuto da Machno in ga lera al tempo della condanna ai lavori forzati. Secondo la testimo nianza di Teper, Marin [Arsinov] era in assoluto lunico anarchico [tra quelli arrivati dallesterno - N.d.A.] che Machno rispettava sin ceramente e dal quale accettava incondizionatamente i consigli. Era lunica persona cui M achno... si fosse sottomesso, nel vero senso della parola139. Sono dunque le stesse parole di Teper a smentire il supposto allontanamento di Machno dallanarchismo. Secondo le affermazioni di Belas, anche il Comitato anarchico della regione di Guljaj Pole, costituito dai partigiani di Guljaj Pole, Dibrivki (probabilmente il distaccamento di Schuss) e Novospasovka, esercitava una grossa influenza su M achno140. E viceversa, dati gli attriti fra i comandanti delle tre formazioni principali, senza la figura di Machno e lidea sociale che rappresentava sarebbe stato quasi impossibile farli agire congiuntamente. Ma chi erano questi comandanti machnovisti che guidavano al lattacco gli insorti, tirandoli fuori da situazioni disperate e sal vando qualche volta lo stesso batko? La maggior parte di loro era pi giovane di Machno di qualche anno. Quasi tutti erano stati in precedenza braccianti oppure operai, avevano unistruzione prima ria spesso incompleta, e per molti di loro lunica accademia mili tare che avevano frequentato era stata la prima guerra mondiale, nel corso della quale alcuni avevano raggiunto il grado di sottuffi ciale. 1 comandanti pi influenti, che a volte sostituirono lo stesso Machno, erano Semen Karetnikov, Grigorij Vasilevskij, Aleksej Marcenko (comandante della cavalleria), Ptr Gavrilenko e Aleksander Kalasnikov, tutti membri del gruppo anarco-comunista di Guljaj Pole, cui avevano aderito gi nel 1907. Allo stesso gruppo aderivano anche altre persone dell 'entourage di Machno, come Aleksej Cubenko, Isidor Ljutyj e Ivan Lepetcenko (gli ultimi due erano le sue guardie del corpo, ma di fatto non esisteva una rigida separazione dei ruoli, cosa che spiega alcune discordanze nelle di chiarazioni di servizio dei machnovisti). Un altro gruppo di co mandanti proveniva dal villaggio cosacco di Novospasovka, dove si

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era formato il distaccamento di Kurilenko, che successivamente aveva aderito allesercito insurrezionale machnovista. Facevano parte di quel gruppo tre comandanti di alto livello, Viktor Belas, Vasilij Kurilenko e Trofim Vdovicenko, cosi come i comandanti di reggimento Luca Bondarec e Filip Goncarenko. Infine, alcuni comandanti, come Vladimir Tachtamyse e Maksim Kosyr, nel vor tice della guerra civile lasciarono le fila machnoviste e confluirono nellArmata rossa (Kosyr durante la Grande guerra patriottica di venne addirittura generale). Nelle formazioni machnoviste cerano anche molti anarchici non ucraini: il comandante del controspionaggio (in effetti dello spio naggio) Lev Zinkovskij (Zadov) era un operaio di Doneck; il re sponsabile del trasporto ferroviario delle truppe Michalev-Pavlenko era di Pietrogrado, il comandante del quartier generale Makeev era un operaio tessile di Ivanov, una cittadina della Russia centrale. In realt, PUnione degli anarchici era linsieme dei compagni pi vi cini a batko: Era lorganizzazione dei comandanti che si conside ravano anarchici. Anche gli anarchici del gruppo di Max Gernjak, Vengerov e Uralov, giunti in zona nel 1919, erano molto influenti. Inizialmente, Vengerov poteva discutere con Machno anche in pre senza degli altri comandanti e far prevalere la sua opinione su spe cifiche questioni141. Ma il disaccordo crescente con batko e le pretese degli alleati bolscevichi per contenere la presenza anarchica indebolirono linfluenza del gruppo di Vengerov su Machno142. Arsinov descrive cosi il rapporto iniziale tra anarchismo di citt e movimento machnovista: Per la maggior parte gli anarchici russi, che si erano formati sulle teorie dellanarchismo classico..., non sapendo bene che fare se ne rimasero in disparte, chiusi nei loro cir coli, cercando di capire quale fosse la natura di quel movimento e come potevano relazionarsi con esso. Rimasero cosi inattivi, quie tando la propria coscienza con lidea che il movimento fosse di un anarchismo impuro143. Abbiamo gi visto che in realt il ruolo degli anarchici nel biennio 1917-1918 era stato pi significativo di quello attribuitogli da Arsinov. Nel 1918 gli anarchici pubblica

vano 55 testate, tra giornali e riviste, di cui alcune vendevano de cine di migliaia di copie. E secondo le stesse stime bolsceviche, esi stevano 130 organizzazioni anarchiche presenti in varie aree geo grafiche, la pi estesa delle quali contava migliaia di aderenti144. Da parte loro, gli anarchici ucraini assunsero un atteggiamento quasi messianico nei confronti del movimento di massa, ad esempio espresso nella risoluzione del Congresso della Nabat di Elisavetgrad del 2-7 aprile 1919: La storia di oggi ci affida una grande respon sabilit: suggerire alle masse quale possa essere lo sbocco, aiutarle nella loro ricerca, fornire quella visione creativa che a loro manca 145. Lautore di questa risoluzione, Volin, era contrario alla costituzione di formazioni armate da parte degli anarchici, poich queste portano allautoritarismo, cio a un esito non anarchico146. Tuttavia riteneva che quando la massa comincia a muoversi da sola, noi possiamo aiutarla a trovare il suo vero cammino147. Per definire il rapporto con Machno, gli organi esecutivi della Nabat ucraina inviarono a Guljaj Pole, nel mese di giugno, uno dei leader della loro organizzazione, Josif Gutman (detto Jo sif Emigrant), che riport dal viaggio unimpressione piuttosto negativa. Ricorda Volin: In risposta alle mie domande, disse che dubitava dellintegrit personale di Machno, pur non avendo un motivo con creto per farlo. A suo parere, Machno non aveva un carattere forte e una personalit indipendente, anzi era facilmente influenzabile, anche da parte di alcune personalit negative presenti nella sua or ganizzazione e nel suo quartier generale... Non cera dunque niente di cui essere entusiasti; bisognava solo seguire il movimento che, al di l di Machno, poteva dare buoni risultati148. Lo scetticismo espresso da Josif nei confronti di Machno poteva nascere tanto da una reale dipendenza dal suo entourage militare, il cui anarchismo era alquanto primitivo, quanto dalla sua riluttanza ad accettare lin fluenza della Nabat e del suo anarchismo di citt. Quando Volin cercher di testare personalmente la debolezza di carattere di M a chno, scoprir che questultimo sapeva perfettamente resistere alle influenze altrui, soprattutto se contraddicevano il suo punto di vista.

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Dal colloquio tra Machno e Josif si evince per che il primo era fortemente interessato a far affluire nella sua zona anarchici in grado di svolgere un buon lavoro di propaganda da contrapporre alla propaganda bolscevica o sciovinista. E quando Josif gli rim prover il fatto che nel territorio da lui controllato persistesse lan tisemitismo in una parte della popolazione, Machno rispose: Per ch allora il tuo Volin se ne resta seduto da qualche parte invece di venire qui a lavorare? Io gli metto a disposizione tutti i mezzi pos sibili per fare propaganda... Fondamentalmente, io sono un sol dato e il mio impegno principale al fronte. Non ho tempo per fare propaganda149. In realt, Machno controllava attentamente che coloro che facevano propaganda anarchica agissero senza inter ferire con la sua politica di alleanza con i bolscevichi. Come prova il caso di Marusja Nikiforova, giunta nella regione per denunciare al Congresso i crimini bolscevichi. M a non si trattava dei cri mini effettivamente commessi del terrore rosso, quanto di una pro testa contro una condanna a sei mesi con la condizionale che le avevano inflitto. Quellattacco suscit lindignazione dellassem blea pi nei suoi confronti che nei confronti dei bolscevichi. Come ricorda Cubenko: Machno dichiar al Congresso che se i comu nisti lavevano giudicata colpevole voleva dire che se lera meritato. Il nostro compito quello di combattere e sconfiggere i Bianchi, non di giudicare chi innocente e chi colpevole15. Diverso sar quando a Guljaj Pole cominceranno a giungere notizie sul terrore comunista contro i contadini: da quel momento Machno diventer sempre pi critico verso il governo centrale sovietico. Nello stesso periodo, gli anarchici giunti da fuori abbandoneranno finalmente ogni pretesa di leadership sul movimento partecipando attivamente allopera comune. Lideologia espressa dal movimento machnovista era sicura mente influenzata dalle opinioni di Machno e di Arsinov. Il primo definiva la sua visione come anarco-comunismo di tendenza bakuninista-kropotkiniana151, una definizione alquanto controversa dovuta al fatto che Machno non conosceva abbastanza le opere di

Bakunin e Kropotkin per cogliere le differenze delle loro visioni. In realt aveva sviluppato una propria visione autonoma che pren deva dai due teorici solo ci che lo interessava. Proponendo, in tempi successivi, una bozza di organizzazione sociale, Machno scrive: Io immagino un sistema di liberi Soviet grazie al quale in tutto il paese ci saranno zone assolutamente indipendenti, auto gestite dai lavoratori152. Ricorda Cubenko che alla fine del 1918 giunse da Machno una delegazione di ferrovieri: Come prima cosa gli chiesero in che modo organizzarsi dal punto di vista governa tivo. Machno rispose che bisognava organizzare un Soviet indipen dente da chiunque, cio un Soviet libero che non dipendesse da alcun partito. Poi gli chiesero se potevano avere del denaro, dal momento che i lavoratori non ricevevano lo stipendio da tre setti mane. Senza aggiungere una parola, Machno ordin di dar loro 20.000 rubli e cos fu fatto153. Lepisodio dimostra che Machno, pur basando la ricostruzione della societ su principi estranei allidea di Stato, non negava la ne cessit di una politica sociale, di strutture operative che si assumes sero quelli che erano i compiti dello Stato sociale. Nel suo caso era lesercito insurrezionale machnovista ad assumersi questo ruolo. Machno si rendeva inoltre conto che i liberi Soviet non pote vano essere totalmente indipendenti luno dallaltro, ma che dove vano istituire un coordinamento stabile per risolvere le questioni comuni (ad esempio, la difesa dai nemici esterni o la distribuzione delle risorse economiche). Questo sistema socio-politico, senza Stato ma federato, avrebbe portato alla costituzione del Congresso dei Soviet. Ma chi poteva garantire che questo organo di coordina mento non si trasformasse in una nuova fonte di oppressione? I la voratori dovranno eleggere autonomamente i loro Soviet, e questi dovranno mettere in pratica la volont dei lavoratori stessi; dunque dovr trattarsi di Consigli esecutivi senza altro potere. Solo la co munit dei lavoratori avr pieno potere su se stessa, sulla sua li bert, sui suoi piani economici, su qualsiasi altro progetto... e sar guidata dagli organismi che lei stessa avr creato, i quali non
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avranno altro potere se non quello puramente e s e c u t iv o 's c r i vevano Machno e Arsinov nel marzo del 1919. A loro avviso, il potere doveva essere decentralizzato e diffuso su tutto il territorio e in tutti gli ambiti. Nel suo appello dell8 febbraio 1919, Machno ribadiva che bisognava costruire un sistema autentico dei Soviet, nel quale i Soviet eletti dai lavoratori siano al servizio del popolo, siano gli esecutori delle leggi e delle norme scritte dai lavoratori stessi155. A questo scopo veniva convocata una sorta di Assemblea costituente per dare ai Soviet uno statuto, delle linee guida che potessero definire le norme entro le quali lautogestione locale poteva agire. In Machno cera unevidente riluttanza, intenzionale, a regolamentare le caratteristiche della societ futura. A differenza di molte utopie sociali del passato, Machno riteneva che i Soviet dovevano stabilire autonomamente le forme concrete della propria esistenza. Ma i principi in base al quale farlo andavano invece de finiti in maniera sufficientemente chiara. In quel periodo, nella regione machnovista quasi non vi erano conflitti sociali. Le propriet terriere confiscate ai kulaki e ai pomesiki consentivano di mettere daccordo, in maniera relativamente indolore, gli interessi diversi: chiunque lo desiderasse poteva costi tuire nella propria zona una comune agricola (la pi grande delle quali, con 125 desjatine di terra [pari a circa 136 ettari - N.d.T.], si chiamava Rosa Luxemburg e aveva 285 membri)156, e chi in vece voleva lavorare singolarmente poteva farlo su appezzamenti di terra di dimensione sufficiente. Uno degli atti cruciali fu infatti lassegnazione delle terre a coloro che ne possedevano poche o non ne avevano affatto, cosa che attrasse verso la machnovscina sia i con tadini medi sia quelli pi poveri. La loro voce risuon nelle risolu zioni del II Congresso dei Soviet della regione di Guljaj Pole (feb braio 1919): D ora in avanti, e fino alla soluzione definitiva della questione delle terre, il Congresso richiede che i Comitati agrari in ventarino immediatamente le terre dei pomesiki, quelle comunita rie e tutte le altre e le distribuiscano tra i contadini senza terra e tra quelli che ne posseggono troppo poca157.

Nonostante il carattere contadino del movimento fosse preva lente, anche gli operai vi svolsero un ruolo importante. Basti dire che i maggiori leader del movimento - Arsinov, Veretelnikov, Belas e lo stesso Machno - erano stati essi stessi operai. Il 15 dicembre 1918 lassemblea generale dei lavoratori, sulla base alla relazione di Boris Veretelnikov, decise di istituire distaccamenti volontari di operai, riconoscendo a coloro che partivano per il fronte un sussi dio pari al salario di sei settimane158. Tuttavia, i leader del movi mento diventarono presto critici nei confronti degli operai. D u rante lassemblea in occasione della visita di Pavel Dybenko e Aleksandra Kollontaj, Machno lament che gli operai non erano disposti ad andare volontariamente nellesercito159. Il rapporto divenne ancora pi teso dopo gli scontri avvenuti nelle fabbriche dalle quali i machnovisti avevano prelevato i macchinari, prima dellaccerchiamento della citt da parte dei Bianchi, trasferendoli a Guljaj Pole160. Tuttavia, nel 1919 lobiettivo principale del movimento divent la sopravvivenza militare, e in quella situazione il sistema autogestionario diede risultati straordinari. Grazie alla mobilitazione vo lontaria, le truppe machnoviste quintuplicarono in pochi mesi ar rivando in maggio alle 55.000 unit, anche se 32.200 erano riservisti161 (per fare un confronto, la Repubblica sovietica dUcraina disponeva di 117.000 soldati armati e di 71.000 riservi sti)162. Nel mese di gennaio, mentre i Bianchi portavano avanti loffensiva in tutta la regione, Machno propose la coscrizione obbli gatoria. Ma in una riunione dei comandanti e del quartier generale machnovista, gli anarchici Cernjak, Vengerov e Uralov riuscirono a convincere la maggioranza che una coscrizione obbligatoria an dava contro i principi rivoluzionari16^. La questione del recluta mento divenne uno dei punti chiave del II Congresso e port alla costituzione di una brigata machnovista sotto un unico comando e suddivisa in reggimenti (alcuni dei quali chiamati battaglioni). Allinizio furono creati tre reggimenti (due di fanteria, agli ordini di Kalasnikov e Zubcenko, e uno di cavalleria, agli ordini di Cerny7i

som), ma come vedremo Machno ne avr a disposizione un nu mero maggiore. In accordo alle decisioni del III Congresso dei Soviet, ogni di stretto doveva predisporre, in base alla popolazione, un reggimento (tra le 80 e le 300 persone) che, dopo essersi armato, avrebbe eletto il proprio comandante e si sarebbe posizionato al fronte. Cos avrebbero combattuto fianco a fianco persone che si conoscevano da tempo e che avevano fiducia nel comandante scelto. I villaggi, oltretutto, li avrebbero riforniti volentieri dato che il reggimento era composto da contadini ben consapevoli che ritirarsi di 100 km significava mettere a repentaglio le proprie case. Tra le priorit del lesercito insurrezionale cera dunque quella di proteggere la po polazione e le strutture economiche e sociali dalle minacce tanto esterne quanto interne. Il banditismo era un fenomeno ricorrente e diffuso in questo periodo rivoluzionario. Come riferiva lo stesso comandante dellArmata rossa B. Aussem dopo loccupazione di Charkov: Nelle citt avvengono saccheggi e gozzoviglie che fiac cano lesercito164. E parlando del IX reggimento dellArmata rossa, Antonov-Ovseenko rincarava la dose: Alla fine di aprile, il reggi mento si trovava alla stazione di Teterev; i soldati dellArmata rossa commettevano impunemente atti di violenza: derubavano e pic chiavano i passeggeri, uccidevano gli ebrei165. Sono daltronde noti i numerosi pogrom in cui fu coinvolta lArmata rossa166, cosi com noto lantisemitismo che caratterizzava gran parte del movimento dei Bianchi. Secondo una testimonianza di Cubenko, lataman Andrej Skuro, cercando di attirare Machno dalla sua parte, gli aveva scritto: In fondo facciamo la stessa cosa: tu combatti i commissari e noi combattiamo i commissari, tu com batti gli ebrei e noi combattiamo gli ebrei, perci non ci sono mo tivi reali per essere nemici16?. Peraltro, sullantisemitismo e sui saccheggi dei Bianchi scrissero anche i loro sostenitori: Tratta vamo gli ebrei come loro trattavano i borghesi. Loro gridavano Morte ai borghesi e noi rispondevamo Morte agli ebrei 168. Di fatto, non si pu parlare dellesercito rivoluzionario senza
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parlare anche del banditismo diffuso tra i soldati, che in parte com prendeva una sfumatura antisemita. Questo fenomeno era ricon ducibile agli umori condivisi dai soldati nel biennio 1918-1919. Innanzi tutto avevano avuto un ampio mandato da parte dei par titi e dunque si sentivano autorizzati a ripristinare lordine. Que sta legittimazione si era poi incrociata con una discontinuit strut turale nei rifornimenti e nelle paghe che veniva percepita dalle truppe come una forma di ingratitudine da parte dei poteri co stituiti. Da qui i fenomeni di banditismo, che avevano fatto ri emergere un oscuro istinto antisemita. In questo scenario, larea di influenza machnovista era una zona relativamente tranquilla. Il reclutamento dei combattenti avveniva tra i contadini locali e questo conteneva lo sviluppo del banditi smo. Quanto allantisemitismo, nella zona del Mar dAzov era ge neralmente meno diffuso che nel resto dellUcraina, tanto che nelle truppe machnoviste era stato possibile includere anche una batteria nazionale ebraica. Alcune delle manifestazioni pi crudeli di questo antisemitismo furono duramente punite dagli stessi machnovisti, come il pogrom contro la comunit ebraica di Gorkij avvenuto nella notte tra l 11 e il 12 maggio unorgia di sangue fatta da persone impazzite che avevano perso la loro coscienza169 che port a unindagine approfondita e alluccisione dei colpevoli. Tuttavia, una guerra civile sempre brutale su tutti i fronti. Nel 1919 Machno e i suoi comandanti furono anche loro responsabili di uccisioni spietate, pur se non condotte nella maniera sistematica applicata dagli altri regimi170. Poco dopo tale pratica cess, con la notevole eccezione della soppressione dei prigionieri, peraltro co mune a tutti gli eserciti che si scontravano in quellarea: i Bianchi impiccavano i prigionieri machnovisti, i machnovisti uccidevano i Bianchi catturati. Lodio reciproco tra contadini e aristocratici, gi noto ai tempi di Pietro I, si era riversato nella guerra civile por tando a massacri che rispondevano ad ancestrali desideri di ven detta. E le nuove forze politiche in campo non furono in grado di superare questo conflitto secolare che si trovarono a ereditare. In
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tempi successivi, questo aspetto della rivoluzione avrebbe tormen tato Machno, che cos scriveva sulla brutalit della guerra civile: In questa lotta feroce, laspetto morale dellobiettivo che ci siamo prefissati verr inevitabilmente deformato, e sembrer mostruoso a tutti fino a quando la lotta che abbiamo pianificato non sar rico nosciuta dalla popolazione come qualcosa che la riguarda. Allora la popolazione la far sua e la salvaguarder direttamente171. In un contesto come questo, il movimento machnovista, su pro posta dellanarchico Cernjak, decise di costituire nei primi mesi del 1919 un servizio di controspionaggio (inizialmente chiamato gruppo di iniziativa) per combattere il nemico anche allinterno del territorio machnovista. Il servizio fu affidato a Jakov Glazgon, Chilja Cinciner, Lev Zadov (Zinkovskij) e suo fratello Danil. Tra i compiti del controspionaggio erano incluse anche le requisizioni necessarie alla brigata machnovista, dunque la confisca di denaro nelle banche e di prodotti di vario genere in depositi e magazzini. Queste requisizioni indignavano i cittadini. Secondo quanto rac conta Cubenko, a Berdjansk erano state messe in giro voci su saccheggi ai danni della popolazione fatti dai machnovisti. Ma da vanti a queste rimostranze Machno aveva al momento ribattuto: Vengono diffamati dalla borghesia perch lottano implacabil mente contro di essa172. Indubbiamente i metodi applicati terro rizzavano gli abitanti delle citt. D altra parte, queste ultime ave vano rapporti molto pi conflittuali con i machnovisti rispetto ai villaggi, arrivando anche allo scontro diretto.

Gli alleati
I rapporti con le autorit centrali sovietiche rappresentano il passaggio pi drammatico nella storia del movimento machnovi sta. La collaborazione tra le due forze non si basava solo sulla co mune lotta contro i Bianchi, ma anche sullaffinit di parole dor dine come senza pomesiki, senza capitalisti e su una visione del

futuro fondata sui Soviet. In realt le differenze erano ben evidenti, ma inizialmente entrambe le parti avevano sperato che lalleato ri conoscesse i propri errori. Mentre i leader bolscevichi avevano fondato il loro progetto su una complessa riorganizzazione istituzionale gestita dallalto e sul necessario processo di rieducazione per attuarla, Machno era pi vicino alla logica del processo rivoluzionario dal basso, alla fusione tra lavanguardia rivoluzionaria e le masse operaie e contadine, es senziale per la riuscita del processo di trasformazione: necessario che il governo rivoluzionario diventi pi ragionevole e rinunci a molte delle sue azioni, oppure la popolazione andr contro la rivo luzione. Se la popolazione, le forze lavoratrici, non troveranno to tale appagamento nelle conquiste della rivoluzione, si rifiuteranno di aiutarla volontariamente e concretamente (ad esempio fornendo il cibo) e la faranno fallire in modo molto pi efficace di quanto possano fare le milizie di Kaledin, di Kornilov e di altri controrivo luzionari173. Sfortunatamente, i bolscevichi non compresero il senso di questo appello e il governo sovietico dovette scontrarsi con le masse contadine, di cui la democrazia militare machnovista era invece unespressione diretta. Nella primavera del 1919 le differenze tra i due approcci diven nero sempre pi evidenti. Rifacendosi alla loro rigida ideologia clas sista, i bolscevichi bollavano come piccolo borghese qualunque opposizione sorgesse in campo rivoluzionario. Neanche il movi mento machnovista fece eccezione. M a laccusa di essere piccolo borghese era un giudizio utilizzato a livello teorico, perch sul campo contro i machnovisti si ricorse a unaccusa pi grave: quella di banditismo. Il 1 aprile 1919 (cio nel periodo pi caldo dei rapporti tra Machno e i Rossi), al Congresso degli agitprosvet [So viet per la propaganda] della regione di Ekaterinoslav laccusa venne formalizzata: La provincia di Aleksandrovsk considerata, allin terno della sua regione, una zona di frontiera proprio perch con fina con il territorio di Guljaj Pole, dove ha sede il quartier generale di batko Machno. Questa zona si definisce come uno Stato nello
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Stato. E nel suo famigerato quartier generale si sono concentrate tutte le forze dei socialisti rivoluzionari di sinistra e degli anarchici, noti banditi e criminali recidivi174. Pi tardi, ormai in esilio, Arsinov tenter di spiegare la psicolo gia comunista che stava dietro alle loro azioni: Il periodo della di struzione, del superamento del regime capitalista, si era concluso, ed era cominciato il periodo delledificazione del comunismo. Per tanto, ora la rivoluzione poteva passare solo attraverso gli organi dello Stato. Favorire la situazione precedente, quando i lavoratori comandavano nelle strade, nei mulini e nelle fabbriche, e i conta dini non riconoscevano il nuovo governo e organizzavano la propria vita in modo indipendente, secondo loro poteva solo portare a con seguenze nefaste, impedendo il ruolo dirigente del partito175. Per Arsinov, dietro legoismo del partito comunista si andava profi lando legoismo di classe di una nuova borghesia, che si concre tizzava nella forma partito. La critica ai partiti si ritrova anche nelle riflessioni di Machno: I partiti rivoluzionari, nonostante i loro sforzi, a volte rilevanti e degni di rispetto, non possono contenere nei limiti delle loro dottrine tutta la complessit e la profondit della vita dei lavoratori176. Questo naturalmente non significava che i partiti dovessero essere vietati (nel territorio machnovista erano attivi diversi partiti); piuttosto, si privilegiava un sistema apartitico in cui tutte le forze presenti avessero eguale opportunit di influenzare il sistema di governo e nessuna potesse accaparrarsi il potere in modo esclusivo. Nonostante le profonde differenze con i bolscevichi, i machnovisti furono costretti dalle circostanze ad allearsi con loro: lunico modo per ottenere armi e munizioni era infatti chiederli allArmata rossa. La quale si guard bene dal respingere la richiesta, dato che la sua intenzione era di penetrare in profondit nel territorio controllato dai machnovisti e trasformare le unit partigiane in truppe rosse. Le prime informazioni sui machnovisti furono rac colte dal locale controspionaggio dellArmata rossa: La relazione del consigliere di Sevastopol pi interessante... Machno agisce su

tutta la linea con i suoi soldati. Lesercito organizzato da lui ed composto da un gruppo di persone consapevoli e selezionate. un esercito assolutamente diverso che agisce grazie a volontari. Si av verte un odio fortissimo nei confronti dei petljuristi177. In quel periodo, i machnovisti controllavano larea che comprendeva Orechov, Pologi, Vskresensk e Lozovaja. Nel mese di gennaio lesercito insurrezionale, che aveva nel frat tempo assorbito diverse migliaia di insorti dellintera zona del Mar dAzov, doveva fare i conti con una grave carenza di munizioni e fu cili. Dopo alcuni giorni di combattimento contro i Bianchi, le mu nizioni erano quasi finite e gli insorti si erano dovuti arroccare a Guljaj Pole: non volevano lasciare al nemico la loro capitale178. Vista la difficile situazione militare, Machno invi Cubenko a trat tare con lArmata rossa: Allearci con lArmata rossa, che ha gi oc cupato Belgorod e continua loffensiva su tutto il fronte ucraino, potrebbe esserci di aiuto. Se riuscirai a incontrarti con loro, concludi unalleanza militare179. Cubenko concord lalleanza militare con i Rossi, tralasciando qualsiasi negoziato politico e limitandosi ad af fermare che noi tutti lottiamo per il potere dei Soviet180. Cos, nella zona di azione machnovista entr da nord la I divisione Zadneprovskaja sotto il comando di Pavel Dybenko. Dybenko era il tipico rivoluzionario che si dibatteva tra anarchi smo e bolscevismo: criticava con veemenza tutta anarchica lauto ritarismo bolscevico, ma alla fine della sua vita si defin un vecchio bolscevico. Come Machno, veniva dal basso, e gi in giovent, la vorando come scaricatore, era entrato in contatto con lattivit ri voluzionaria clandestina, molto probabilmente anarchica. Ma il circolo al quale Dybenko aveva aderito a Riga non ricorreva a me todi terroristi, per cui il giovane non fin in prigione. Poco dopo fu arruolato in Marina e l si leg ai bolscevichi. Dopo lo scoppio della rivoluzione, Dybenko venne eletto nel Soviet di Helsingfors e a maggio fu scelto per dirigere il Centrobalt, lorganizzazione dei marinai della flotta del Baltico, tra i quali erano fortemente diffuse le idee anarchiche ben pi di quelle bolsceviche.
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Questo incarico determin la carriera futura di Dybenko. Un bol scevico a capo del Centrobalt era un grande successo per Lenin, ma Dybenko concepiva la teoria bolscevica in modo molto personale, non troppo diverso da quello anarchico. Ad esempio, era profonda mente convinto che il governo dei Soviet fosse unistituzione de mocratica fondata sullautogestione. E i marinai lo seguirono. Per aver partecipato alla rivolta di luglio a Pietrogrado, Dybenko trascorse un mese nella prigione Kresty, da cui fu rilasciato grazie alla sua fama di rivoluzionario, ben presto rafforzata dalla sua par tecipazione agli scontri contro le truppe di occupazione avvenuti a Dago nellottobre successivo. A quel punto i bolscevichi avevano trovato il loro candidato al ministero della Marina, e Dybenko entr a far parte del Sovnarkom. Accanto al brillante rivoluziona rio vi era una donna non meno brillante, anche lei membro del Comitato centrale bolscevico: Aleksandra Kollontaj. Come aveva fatto un uomo cos importante a ritrovarsi poi in Ucraina a capo di una semplice divisione? La parabola discendente era iniziata nel febbraio 1918 quando le truppe austro-tedesche sta vano marciando su Pietrogrado. I marinai guidati da Dybenko fu rono sbaragliati e lui venne rimosso dallincarico. Nei mesi succes sivi tanto Dybenko quanto la Kollontaj continuarono a criticare apertamente la pace di Brest-Litovsk, tanto che lex commissario del popolo fu arrestato. Uscito grazie alla cauzione pagata dalla mo glie, Dybenko fugg a Samara, dove divenne il leader delle forze politiche pi radicali, dai socialisti rivoluzionari di sinistra agli anar chici. Per impedire la rivolta di Samara, i bolscevichi gli offrirono il loro perdono in cambio di un suo ritorno nei ranghi bolscevichi. Cosa che Dybenko fece, anche se fu costretto a ricominciare la sua carriera militare, questa volta non per mare ma su terraferma. Len trata dellArmata rossa in Ucraina gli offr uneccellente opportu nit: dapprima il comando di un battaglione, e poco dopo il co mando di una divisione. Dopo laccordo del 26 gennaio tra Cubenko e Dybenko, ai machnovisti arrivarono le munizioni, il che permise di scatenare lof
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fensiva gi dal 4 febbraio. Dopo aver preso Olegov e Pologi, il 17 febbraio i machnovisti occuparono Bamut. Lalleanza militare ap pena siglata includeva anche la consegna di diverse migliaia di fu cili italiani: questi fucili giocheranno un ruolo fatale nella storia del movimento. Oltre alle armi e alle munizioni, Machno ottenne anche 2 milioni di rubli per la paga degli insorti. I machnovisti, ora inquadrati nella III brigata, entrarono a far parte della I divisione Zadneprovskaja al comando di Dybenko. Com e ricorda Cubenko, Machno afferm che Dybenko era di gran lunga il migliore tra tutti i bolscevichi. D altronde, in quella fase i comandanti dellArmata rossa avevano avuto lordine di sta bilire buoni rapporti con i leader anarchici. Non sorprende dunque la reazione di Machno alle lamentele sugli anarchici avanzate da Dybenko durante il loro primo incontro, definiti dallo stesso batko dei ciarlatani politici che avevano fatto promesse ai bol scevichi e non le avevano mantenute, deteriorando cos i rapporti con i Rossi181. In realt, a quel tempo Machno era gi in rapporti conflittuali con la prima ondata di anarchici di provenienza citta dina giunti nella regione machnovista. Le recriminazioni dei comu nisti trovavano dunque un terreno gi fertile, trasformandosi in una ragione in pi per cacciare il gruppo di Vengerov182. Le armi fornite dai bolscevichi permettevano ora di armare anche i rinforzi contadini che aspettavano solo questo per entrare in azione. La III brigata cominci a crescere a passi da gigante, supe rando numericamente lintera divisione della li Armata ucraina. Ini zialmente il comando dellArmata rossa si mostr scettico nei con fronti della formazione machnovista: Sotto Berdjansk le cose vanno male. Machno piange e invoca aiuto183. Ma dopo un mese e mezzo e unavanzata di oltre 100 km, i machnovisti entrarono a Berdjansk. Il bastione occidentale dei Bianchi era stato neutraliz zato. Al contempo, altre formazioni machnoviste avevano percorso la stessa distanza verso il fronte orientale, entrando a Volnovacha. I machnovisti, che non stavano combattendo solo per occupare un angolo remoto della Russia dei Soviet, cominciarono a mostrare
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concretamente quale fosse la loro idea di rivoluzione: confiscarono un treno destinato ai Bianchi con 90.000 libbre di grano e lo man darono ai lavoratori affamati di Mosca e Pietrogrado con questa let tera di accompagnamento: I contadini rivoluzionari di Guljaj Pole, i contadini delle regioni circostanti, i comandanti e i contadini in sorti in nome di Machno, il Soviet di Guljaj Pole, il quartier gene rale machnovista decidono, avendo in loro possesso circa 90 vagoni di grano presi in battaglia ai Volontari [denikiani], di farne dono agli operai e ai contadini rivoluzionari di Mosca e Pietrogrado. I contadini insorti della regione e tutte le loro guide tendono frater namente la mano ai loro compagni rivoluzionari, ai Soviet dei com missari del popolo. Si prega di informare la popolazione184. Il se guito della lettera era una sorta di programma politico volto a descrivere brevemente il sistema politico machnovista, in particolare il processo decisionale orizzontale e le priorit sociali. Ed interes sante rilevare come i machnovisti non si rivolgessero al Sovnarkom (il Soviet dei commissari del popolo, ovvero il governo bolscevico) ma ai Sovnarkom (locali). La cooperazione economica (talvolta con fini di propaganda) continu anche in seguito. I machnovisti e le autorit bolsceviche cominciarono a organizzare lo scambio di prodotti con il bacino del D on185, cosa che permetteva al movimento machnovista non solo di risolvere concretamente i problemi economici, ma anche di estendere la propria rete di legami economici diretti. Questi eventi non furono per i soli a determinare i rapporti tra i due governi che si rifacevano ai Soviet. Le requisizioni delle scorte alimentari, la crescita di un apparato burocratico che assorbiva e sperperava gran parte del grano sottratto ai contadini, la messa al bando di un gran numero di partiti e organizzazioni, anche di quelli che si dichiara vano a favore dei Soviet, gli abusi commessi da parte della CEKA, tutto questo non veniva compreso dai contadini della regione del Mar dAzov. Lesercito insurrezionale machnovista, che appariva come uno Stato nello Stato, venne ben presto percepito come un corpo estra
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neo nellArmata rossa. Non a caso, nel mese di febbraio LevTrockij ordin che cambiasse a immagine e somiglianza delle fazione rossa. La reazione di Machno davanti a queste ingerenze fu tagliente: Lautocrate Trockij ha ordinato di disarmare lesercito dei contadini insorti, da loro stessi creato, perch capisce bene che se gli agricol tori hanno un proprio esercito per difendere i propri interessi, lui non potr mai costringere il popolo dei lavoratori ucraini a ballare al suono del suo flauto. Lesercito insurrezionale vuole evitare di spargere sangue fraterno scontrandosi con lArmata rossa, ma es sendo soggetto soltanto alla volont dei lavoratori difender i loro interessi e deporr le armi soltanto per ordine del Libero Soviet pa nucraino dei lavoratori, nel quale i lavoratori stessi esprimono la propria volont186. Saranno queste le linee guide seguite da Ma chno nei rapporti con i bolscevichi: criticare senza per arrivare allo scontro diretto con gli alleati; ricorrere a tutti i mezzi possibili per proteggere i contadini dal governo centrale; costituire un Congresso dei contadini, indipendente dal governo bolscevico, cui attribuire il potere supremo in Ucraina (i machnovisti non interferivano con gli affari della Russia). Poich i bolscevichi non avrebbero mai per messo la convocazione di quel Congresso, era necessario tenerlo in un luogo segreto187, che ovviamente era Guljaj Pole. Nel febbraio del 1919 la politica del partito bolscevico fu sotto posta a dura critica nel II Congresso dei Soviet di Guljaj Pole. Nel suo intervento del 14 febbraio Machno afferma: Se i compagni bolscevichi vengono dalla Grande Russia in Ucraina per aiutarci nella lotta alla controrivoluzione, noi diciamo loro: Benvenuti, cari amici!. Ma se vengono qui con lintenzione di monopolizzare lUcraina, noi diciamo loro: Gi le mani!. Noi siamo in grado di far insorgere i contadini per affrancarsi dalla schiavit, e saremo in grado di organizzare una nuova vita dove non ci saranno n pa droni n servi, n oppressori n oppressi188. Estendendo questo concetto, il delegato di Novopavlosk e futuro presidente del Com i tato militare rivoluzionario, lanarchico Cernoknizij, dichiara: Mentre il Governo provvisorio ucraino se ne stava a Mosca e a
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Kursk, i lavoratori da soli hanno liberato il proprio territorio dal ne mico. Noi, gli insorti senza partiti, ci siamo sollevati contro tutti i nostri oppressori. Non tollereremo una nuova schiavit a opera di nessun partito189. Dello stesso tenore la risoluzione finale del Con gresso: Alcuni commissari politici, non scelti da noi ma nominati dal governo, sorvegliano ogni passo dei Soviet locali e si scontrano senza piet con quei compagni operai e contadini che si adoperano per salvaguardare la libert del popolo contro i rappresentanti del governo locale. Nonostante si definiscano ancora contadini-ope rai, il governo russo e quello ucraino perseguono ciecamente gli in teressi del partito comunista bolscevico, spargendo un vile veleno sulle altre organizzazioni rivoluzionarie. Nascondendosi dietro lo slogan della dittatura del proletariato, hanno proclamato il mo nopolio della rivoluzione a favore del proprio partito e considerano tutti i dissidenti dei controrivoluzionari. Noi chiediamo ai compa gni operai e contadini di non affidare lemancipazione dei lavoratori a nessun partito e tanto meno a un governo centrale: lemancipa zione dei lavoratori deve essere opera dei lavoratori stessi190. Gi lappello di Machno dell8 febbraio, a quanto pare scritto dal Kultprosvet, conteneva attacchi ai comunisti in generale e a Trockij in particolare: Per i potenti commissari i lavoratori sono solo materiale umano, come ha detto Trockij al Congresso, sono solo carne da cannone che si pu scagliare contro qualcuno a pro prio piacimento. M a in nessun caso possono avere il diritto di creare il proprio futuro, le proprie regole, senza lautorizzazione del partito... Lesercito insurrezionale combatte per i veri Soviet e non per i cekisti o per i commissari191. Queste prese di posizione apertamente anti-bolsceviche e anti-partitiche non provocarono al momento alcuna reazione da parte dei dirigenti bolscevichi, che chiusero un occhio davanti a questa bravata democratica, soprat tutto perch la brigata stava avanzando rapidamente. Ma ad aprile, quando il fronte si stabilizz, i bolscevichi si dedicarono con ener gia a estirpare tutte le peculiarit della regione machnovista. Anche se fu subito chiaro che il compito non sarebbe stato facile192.

In alcuni reggimenti machnovisti erano stati piazzati fino a quat tro commissari politici comunisti, ovvero un commissario ogni dieci soldati circa193, che per non avevano alcun potere politico. Belas riporta questo botta e risposta tra Machno e il commissario bolscevico Petrov: Vi avevo avvisato, e a quanto pareva eravate daccordo. Avevate detto che avreste sciolto le vostre organizza zioni: la CEKA, le squadre addette alle requisizioni, i comitati di partito, lufficio di reclutamento. E ora eccole di nuovo! Crede temi, compagno Petrov, se non vi fermate, il peggio deve ancora ve nire. Lasciateci in pace, non toccate i contadini, non fate la guar dia ai lavoratori, e tutto andr bene. Lasciateci la libert di costruire in queste province lanarco-comunismo; fate tutti i vostri esperi menti al di fuori dei nostri confini, noi non vi attaccheremo, ma la sciateci in pace, non interferite nei nostri affari interni!. Compa gno Machno, noi abbiamo un accordo, rileggetelo e vedrete che abbiamo sottoscritto unalleanza militare. I territori occupati appar tengono a noi e a voi, a voi e a noi: senza il nostro aiuto, non li avreste presi. E se dunque cos, allora collaboriamo. Non colpa nostra se gli operai non vogliono vivere senza un potere e di propria iniziativa hanno costituito le proprie organizzazioni, la propria CEKA per difendersi dagli attacchi dei vostri partigiani. Io non concepisco lalleanza come la concepite voi. Insieme batteremo Denikin, ma abbiamo obiettivi diversi. Loro [i commissari] sono qui in qualit di vostri rappresentanti per coordinare le azioni comuni, e non in qualit di comandanti scelti dalle masse194. Ovviamente i machnovisti non erano cos ingenui da conside rare la CEKA un organo delle masse operaie, e gli eventi successivi non avrebbero fatto altro che aumentare le tensioni tra le due parti. Il tentativo di Dybenko di sciogliere una parte della formazione machnovista provoc una rivolta-lampo a Orechov: Si teme che linsurrezione possa investire lintera regione occupata da Machno e che Machno stesso possa essere coinvolto in questa vicenda, anche contro la sua volont195, telegraf il comandante Skacko, e lincidente fu rapidamente chiuso.
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A met marzo la brigata machnovista si spost nella zona di Marjupol, in mano ai Bianchi, dove si dot per la prima volta di artiglieria pesante ricevendo due obici dallArmata rossa. Il 22 marzo arriv a Marjupol anche Dybenko per dirigere lattacco in sieme a Machno. Dopo uniniziale resistenza dei Bianchi e di uno squadrone francese loro alleato, la citt venne conquistata, grazie anche alla resistenza interna messa in campo dagli operai arroccati nelle loro fabbriche. I machnovisti occuparono il porto della citt, dove trovarono le enormi riserve di carbone (3 milioni di tonnel late) che i francesi non avevano fatto in tempo a imbarcare. Una parte fu subito spedita a Guljaj Pole e unaltra venne destinata alla Federazione russa. Tuttavia, a causa dei conflitti tra machnovisti e bolscevichi, a maggio non si era ancora riusciti a spedire questa parte di carbone, che torn nelle mani dei Bianchi quando a giu gno ripresero Marjupol. In quel periodo le azioni contro i Bianchi procedevano con esiti variabili. Ma il problema principale era piuttosto la difficolt nel ri cevere le munizioni: lArmata rossa, nonostante laccordo, forniva sempre meno cartucce. Gli intensi combattimenti e i rifornimenti saltuari non potevano non fiaccare la brigata. Come chiarisce il co mandante della II Armata ucraina Skacko in un telegramma: Non ci sono pi i mezzi per contrastare il nemico, perch la III brigata machnovista, combattendo da pi di tre mesi, essendo stata rifor nita soltanto di uniformi inadeguate e trovandosi al fianco vicini inaffidabili come la IX divisione, assolutamente esausta e molto vi cina al collasso196. In quei giorni di aprile sembr davvero che la brigata machnovista fosse prossima alla disfatta. Oltretutto, termi nate le ultime cartucce dei fucili italiani ricevuti a febbraio, si sco pr che queste non erano cartucce standard facilmente sostituibili. Ma a questo punto, come il mitico Anteo, la brigata fu nutrita dalla sua stessa terra: i contadini del luogo rimpiazzarono i soldati stanchi e grazie a queste forze fresche fu possibile rilanciarsi in bat taglia contro i Bianchi. Alla fine Marjupol fu ripresa dai machno visti e il fronte si stabilizz. Nel dare una valutazione complessiva

delle capacit belliche machnoviste, Antonov-Ovseenko coglieva bene questo aspetto peculiare: Affermare che larea di Guljaj PoleBerdjansk fosse la pi debole non corretto. Al contrario, era que sto langolo pi vitale del fronte meridionale... E questo non gra zie a una migliore organizzazione o a un migliore addestramento militare, ma per il fatto che l le truppe difendevano direttamente i propri villaggi197. Il problema delle munizioni non era stato per risolto. A met maggio, il quartier generale machnovista ribadiva con forza che la mancata urgente consegna di munizioni ha costretto ad abbando nare molte posizioni e a sospendere lattacco... Noi abbiamo com piuto il nostro dovere, ma le autorit superiori posseggono la linfa vitale di un esercito: le munizioni198. Questa incapacit organiz zativa aveva alcune ragioni oggettive che rimandavano al centra lismo amministrativo e burocratico del comunismo di guerra. Per quanto riguardava le forniture di vettovaglie regnava una con fusione terribile, ricorda il comandante del fronte ucraino199. Come conferma anche il responsabile delle forniture per il fronte: Finora gli organi preposti al rifornimento dellUcraina e della Rus sia non hanno consegnato quasi nulla agli eserciti al fronte... Il re sponsabile degli approvvigionamenti deve passare attraverso un gran numero di comitati prima di arrivare alle commissioni, e se le commissioni non sono sottomesse al responsabile delle forniture, allora le sue richieste restano una voce che grida nel deserto200. E questo porter a quello che testimonia un rapporto del 1919 re datto dal commissario del popolo per gli affari militari in Ucraina: Il fallimento del lavoro del Narkomprod [commissione per lapprowigionamento] ha portato aH autorifornimento (ovvero allesproprio e al saccheggio)201. Dai momento che le stesse unit dellArmata rossa erano mal rifornite, non stupisce che agli insorti machnovisti arrivasse una quantit assolutamente esigua di rifornimenti, aggravata dal fatto che la brigata machnovista aveva le dimensioni di una divisione. Tra laltro, la riorganizzazione militare sul fronte meridionale (la di
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visione di Dybenko venne spostata in Crimea, spezzando il legame diretto con Machno) peggior la situazione. In risposta a questa mancanza cronica di rifornimenti, i machnovisti si impadronirono di alcuni convogli destinati ai soldati dellArmata rossa202, e da quel momento le controversie sui rifornimenti provocheranno un attrito costante tra Rossi e machnovisti. Al di l delle carenze logistiche, per i bolscevichi era comunque essenziale avere nelle proprie mani il monopolio dei rifornimenti. Ed indubbio che in questi ritardi e disservizi ci fossero anche ra gioni politico-militari. Come avrebbe messo in luce lo stesso C o mitato militare rivoluzionario della II Armata ucraina, secondo il quale alla brigata machnovista erano stati dati quei famosi fucili italiani perch in caso di necessit sarebbe stato facile lasciarli senza le munizioni speciali di cui avevano bisogno203.

La rottura
Questa prima alleanza tra il movimento machnovista e il go verno centrale sovietico attraversava un evidente periodo di crisi. Ma al di l dei difficili rapporti con Machno, il problema riman dava piuttosto a una crisi generale del comuniSmo di guerra in Ucraina. I contadini erano delusi: i comunisti si erano rifiutati di distribuire tra gli agricoltori le vaste terre disponibili, che erano state invece trasformate in aziende statali. E cosa ancora peggiore, dal 13 aprile 1919 erano state introdotte le requisizioni forzate. Tutto questo intensific gli antagonismi nazionali, che divennero il riflesso di quelli sociali. Oltretutto, la nuova burocrazia era per lo pi formata da funzionari, soprattutto russi ed ebrei, provenienti dalle citt. Gli ebrei erano particolarmente attivi, anche perch nel limpero russo erano stati lungamente esclusi dai posti pubblici: la rivoluzione aveva aperto loro possibilit di carriera prima inimma ginabili. Imbattendosi in un numero insolitamente elevato di ebrei nei posti di responsabilit del governo comunista, i contadini de
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cisero che il comuniSmo il regno degli ebrei, tanto che le ri volte scoppiate nella primavera del 1919 erano indirizzate non tanto contro il potere sovietico o i comunisti, ma contro gli ebrei. Cos nel mese di aprile si ribellarono sia lataman Zelenyj e i suoi nei pressi di Kiev, sia i marinai di Nikolaev. Proprio questultima ri volta diventer il modello per quella di Kronstadt del 1921. Gli insorti, che avevano eletto come capo della guarnigione il marinaio Proskurenko e come comandante il marinaio anarchico Evgrafov, pubblicarono un foglio, Svobodnoe slovo krasnogo morjaka (Il discorso libero del marinaio rosso), nel quale dichia rarono apertamente che il potere sovietico, in definitiva, non il potere degli operai e dei contadini... Se il potere sovietico fosse migliore, fosse reale, non ci sarebbero cos tanti nemici della Rus sia sovietica204. Viceversa, gli insorti reclamavano il vero potere ai Soviet, labolizione dei commissari, le elezioni generali nei So viet, le libert politiche compresa la libert di propaganda per tutti i partiti che si riconoscono nel potere dei Soviet, leliminazione della CEKA, la riduzione del numero di funzionari e la loro eleggi bilit, la modifica radicale delle politiche di razionamento205. Que ste richieste erano molto vicine alla teoria e alla pratica del movi mento machnovista. Malauguratamente, la rivolta di Nikolaev dur poco a causa dellinsurrezione scatenata dallataman Grigorev, che provoc una spaccatura tra gli insorti: alcuni si unirono a Grigorev, altri si schierarono contro e poi confluirono nelle fila machnoviste. Sempre ad aprile i machnovisti convocarono il III Congresso dei Soviet della regione di Guljaj Pole. Comera prevedibile, il plurali smo socialista prevalente nella zona si espresse duramente contro la politica del partito comunista sovietico: Il Congresso protesta con tro i metodi reazionari del governo bolscevico che ha sparato con tro i contadini, gli operai e gli insorti... Il Congresso reclama lat tuazione del libero principio di elettivit... Il Congresso reclama la sostituzione dellattuale politica di razionamento delle derrate ali mentari con un adeguato sistema di baratto... Il Congresso re87

clama piena libert di parola, di stampa, di riunione per tutte le correnti politiche di sinistra, cio per i partiti, per le organizzazioni rivoluzionarie e, in generale, per il popolo lavoratore206. La ri sposta di Dybenko non si fece attendere: Qualsiasi Congresso convocato in nome del Comitato militare rivoluzionario, sciolto per mio ordine, sar considerato deliberatamente controrivoluzio nario e i suoi organizzatori saranno sottoposti alle pi severe misure repressive, fino a essere messi fuorilegge207. Nonostante le mi nacce, il Congresso non solo proseguiva i propri lavori ma rispon deva sarcasticamente al proprio comandante di divisione: Voi, compagno Dybenko, a quanto pare siete ancora nuovo del posto e non conoscete abbastanza il movimento rivoluzionario in Ucraina. Allora vi daremo alcuni ragguagli sulla sua origine e forse, quando ne saprete di pi, potrete aggiustare il tiro208. E alludendo alla debolezza del partito comunista nella zona del Mar dAzov, i machnovisti aggiungevano: Se un giorno lidea bolscevica avr successo tra i lavoratori, allora il Comitato militare rivoluzionario, considerato dai bolscevichi unorganizzazione chiaramente contro rivoluzionaria, dovr essere sostituito da unaltra organizzazione bolscevica pi rivoluzionaria. Ma fino ad allora non ostacolateci, non cercate di scavarci la fossa209. I bolscevichi non erano affatto disposti ad accettare lindipen denza dei machnovisti. Il 25 aprile, sul giornale Izvestijach [No tizie] di Charkov, apparve larticolo Abbasso la machnovscina nel quale era scritto: Il movimento insurrezionale dei contadini ac cidentalmente caduto sotto la guida di Machno e del suo Comi tato militare rivoluzionario, nel quale hanno trovato rifugio anar chici avventuristi, quei socialisti rivoluzionari di sinistra che non sono passati ai Bianchi e altri ex rivoluzionari ormai corrotti. Ca duto sotto la guida di tali elementi, si privato delle forze pi signi ficative e i suoi successi non hanno potuto essere consolidati... bi sogna porre fine alle nefandezze che si verificano nel regno di Machno210. Questo articolo fece andare Machno su tutte le furie. Convinto che i bolscevichi stessero preparando un attacco contro i

machnovisti, il 29 aprile ordin di arrestare alcuni dei loro commis sari. Lasciamo che i bolscevichi trascorrano un po di tempo nelle nostre prigioni proprio come i nostri sono costretti a passare un po di tempo nei sotterranei della CEKA, scrive Belas21 *. Un certo numero di commissari fugg dalla regione, mentre quelli che erano riusciti a stabilire buoni rapporti con gli insorti furono lasciati in pace212.1 rapporti rimasero tesi fino a quando il comandante del fronte ucraino Antonov-Ovseenko non si rec nel covo dei ribelli, su invito di Machno, per trovare insieme una soluzione. Giunto a Guljaj Pole il 29 aprile, il comandante, con sua grande sorpresa, fu accolto con tutti gli onori e acclamato dalla truppa. Durante questa breve ispezione Antonov-Ovseenko scopr che Machno e il suo quartier generale vivono molto modestamente; qui non c traccia di banditismo213. Lincontro aiut a risolvere alcuni attriti. Persecuzione dei commissari politici? No, per niente! Per noi abbiamo bisogno di soldati e non di parolai chiar M a chno al comandante21,1*. Dopo il loro colloquio, Machno accett nuovamente i commissari, ma il comandante riconobbe che i no stri commissari politici nelle file machnoviste si sono mostrati de boli e vili215. Data la svolta positiva nei rapporti, Machno prefer prendere le distanze dalle risoluzioni pi drastiche del Congresso, come lelezione diretta dei comandanti pi alti in grado, particolar mente osteggiata dallArmata rossa, ma allo stesso tempo riusc a far passare lidea di un fronte rivoluzionario in cui coesistessero cor renti politiche diverse. Lidea di un fronte rivoluzionario unito fu riportata da Anto nov-Ovseenko a Rakovskij e Podvojskij216, ottenendo un successo straordinario negli anni successivi in quanto dava soluzione a uno dei problemi pi spinosi del processo rivoluzionario: quello del mo nopolio del potere. Lidea sar ampiamente ripresa (e reinterpretata) dalla politica del Komintern, in particolare nella forma del Fronte popolare promosso negli anni Trenta, che avr un impatto notevole anche sulla Rivoluzione spagnola del 1936-1939. Nel corso della trattativa Machno cerc anche di far rilasciare gli
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anarchici ucraini detenuti nelle prigioni della CEKA2 1 7 , ma la solu zione di quel problema fu rimandata. D a parte sua, Antonov-Ovseenko assicur la fornitura di farmaci, di un po di denaro e di un buon quantitativo di armi218. Il 1 maggio la brigata machnovista, ormai separata dalla divisione di Dybenko, fu accorpata alla VII di visione, che per non era una formazione regolamentare essendo costituita da due brigate machnoviste e da alcuni reggimenti di varia provenienza numericamente molto inferiori219. A sancire lal leanza, il 4-5 maggio un membro del Politbjuro, Lev Kamenev, and in visita nella regione machnovista. Dopo aver incontrato Machno, Kamenev dichiar pubblicamente che tutte le voci sui piani separatisti e anti-sovietici della brigata insurrezionale del compagno Machno sono infondate. Anche se in una lettera riser vata spedita a Lenin, Kamenev precisava: Credo che Machno non abbia ancora deciso se schierarsi con Grigorev, ma il terreno per unazione comune esiste22 . In effetti, ad alimentare la reciproca diffidenza contribu anche lataman Nikolaj A. Grigorev, che il 6 maggio si mise a capo di una rivolta nella parte sud-occidentale dellUcraina. Lataman, vicino a Petljura, aveva preso parte alla creazione dellesercito nazionale ucraino, servendo la Rada centrale e lhetman Skoropadskij, sotto il quale era divenuto colonnello. Ma loccupazione austro-tedesca dellUcraina era fortemente osteggiata da Grigorev, come dalla mag gior parte degli ucraini, che su suggerimento di Petljura si dimise dagli incarichi militari mettendosi a capo di uninsurrezione armata nella Chersonscina, dove combatt gli austro-tedeschi fino alla loro cacciata. Nel dicembre 1918 lataman controllava quasi tutta la re gione, tranne i porti ucraini occupati dalle forze dellIntesa, che i grigoreviani continuavano ad attaccare anche quando il Direttorio chiese il riconoscimento ai paesi dellIntesa. In quel periodo, men tre il Direttorio evolveva verso le posizioni pi moderate della socialdemocrazia, Grigorev si avvicinava ai socialisti rivoluzionari di sini stra ucraini, anche se il suo tratto principale rimaneva un nazionalismo anti-imperialista che ora diventava anti-Intesa.
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Dopo larrivo in Ucraina dellArmata rossa, nel 1919 Grigorev si espresse a favore del potere sovietico e la sua formazione entr nella I divisione Zadneprovskaja. La sua brigata crebbe velocemente e di venne popolare grazie a uno strano mix di idee sovietiche e naziona liste. In marzo Grigorev sconfisse sia le truppe francesi e greche del lIntesa, sia i Bianchi presenti nella zona, prendendo prima Cherson, poi Nikopol, e infine Odessa, dove si trasfer. Va detto che i soldati dellIntesa avevano combattuto molto malvolentieri questa guerra dopo la guerra, non solo perch a Parigi si stava trattando per il ra pido ritorno a casa di tutte le truppe, ma anche perch la vittoriosa avanzata dellesercito sovietico ne aveva sparso la fama in tutto il mondo. Entrato trionfalmente a Odessa, Grigorev mise le mani su riserve enormi, una parte delle quali venne distribuita tra i conta dini, decisione che aument ulteriormente la sua popolarit. Dato il positivo evolversi della situazione, il comando sovietico propose a Grigorev di pianificare linvasione della Romania. In quel momento lesercito rumeno aveva scarse capacit di combattimento, mentre le forze sovietiche sembravano in grado di invadere lintera Europa, al leandosi con lArmata rossa ungherese e muovendo da sud verso la Germania, lacerata dalla guerra civile: una grandiosa opportunit per la rivoluzione mondiale, affidata a un personaggio che sicura mente aveva manie di grandezza. Tuttavia i bolscevichi non si fidavano del tutto dei nazionalisti di Grigorev, anche perch nel loro quartier generale erano presenti i socialisti rivoluzionari di sinistra. I rapporti tra le due fazioni co minciarono a deteriorarsi e Grigorev divenne gradualmente ostile alla politica bolscevica, che secondo lui aveva portato allo stato di in digenza dei contadini e agli abusi dei commissari politici. Oltre tutto, il suo nazionalismo lo spingeva a credere che gli ebrei, infiltra tisi nella leadership bolscevica, fossero la causa di tutti i problemi. Le sue idee in merito erano una variante del fenomeno che Andrea Graziosi ha definito nazional-socialismo spontaneo221. Grigorev era dunque combattuto tra difendere lUcraina dai bolscevichi o di ventare il nuovo Napoleone lanciandosi allattacco dellEuropa.
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Il 7 maggio Grigorev ricevette lordine di attaccare lesercito ru meno, che aveva occupato la Bessarabia. M a gi dal 4 maggio i grigoreviani avevano dato inizio ai pogrom contro gli ebrei e alle uc cisioni dei commissari politici bolscevichi. Davanti alla pressante richiesta di fermare lo scempio, lataman si trov di fronte alla difficile scelta tra salvare lalleanza con i bolscevichi, contro i quali si era gi mosso una parte del suo esercito, oppure preservare lunit dellesercito e unirsi alle varie ribellioni anti-bolsceviche, verso le quali tuttavia non provava alcuna simpatia. Superata lesitazione, decise di schierarsi con i suoi soldati. L8 maggio fu formata lUniversale di Grigorev, che incitava alla rivolta e alla costruzione di una nuova repubblica sovietica in Ucraina a partire da una ri-ele zione di tutti i delegati dei Soviet sulla base della rappresentanza na zionale: l80% agli ucraini, il 5% agli ebrei e il 15% agli altri222. Questo in teoria, perch nella pratica i grigoreviani avevano gi uc ciso migliaia di ebrei e di russi. Per contrastare Grigorev, che aveva nel frattempo occupato Kremencug, Cerkasyi, Uman, Elisavetgrad, Ekaterinoslav, avvicinan dosi dunque alla regione machnovista, lArmata rossa dovette rapi damente riposizionare le sue forze sulla nuova linea del fronte. Anche i machnovisti furono coinvolti in questo riposizionamento, bench una parte degli insorti cominciasse a discutere se fosse o meno opportuno allearsi con lataman. Il 14-15 maggio i Rossi passarono al contrattacco da Kiev, Odessa e Poltava, sgominando le forze sparse di Grigorev, e gi nella seconda met di maggio furono riprese tutte le citt precedentemente occupate dai grigoreviani. Si pu concordare con V. Savcenko che Grigorev era un ufficiale incompetente, incapace di pianificare qualunque operazione mili tare o prevedere le conseguenze delle sue azioni, sempre accompa gnate da una cieca furia antisemita223. La reale minaccia della ri volta di Grigorev consisteva nel fatto che si erano unite a lui anche alcune unit ucraine dellArmata rossa. E ora i bolscevichi teme vano che anche i machnovisti potessero fare la stessa scelta. Il telegramma di Kamenev a Machno aveva un tono perentorio:
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Il traditore Grigorev ha abbandonato il fronte, e contravvenendo a un ordine militare ha volto le armi contro di noi. giunto il mo mento decisivo: o marciare con gli operai e i contadini di tutta la Russia, o unirsi al nemico. Non il momento di esitare. Segnalate immediatamente la posizione delle vostre truppe e lanciate un pro clama contro Grigorev dopo avermene spedita una copia a Charkov. Una mancata risposta sar considerata una dichiarazione di guerra. Credo nellonore dei rivoluzionari, nel vostro, in quello di Arsinov, di Veretelnikov e degli altri. Kamenev224. Ma il tenta tivo di Kamenev, che approfittando della grave situazione inten deva costringere Machno ad affidarsi incondizionatamente al go verno centrale, non ebbe successo. Batko rispose infatti in maniera piuttosto ambigua: Lonore e la dignit della causa rivoluzionaria ci impongono di rimanere fedeli alla rivoluzione e al popolo, e le lotte per la conquista del potere tra Grigorev e i bolscevichi non possono certo indurci a lasciare il fronte225. Secondo le memorie di Belai;, lopinione di Machno era che il governo bolscevico dellUcraina controlla i lavoratori. H a preso nelle proprie mani tutta la ricchezza del paese e lha trasformata in propriet dello Stato. I burocrati di partito, questa classe privile giata che ritorna come un cappio al collo, tormentano il popolo, umiliano i contadini, usurpano i diritti degli operai, non danno tregua agli insorti. Larroganza del comando bolscevico nei con fronti nostri e dei grigoreviani, la tirannia della CEKA contro le or ganizzazioni degli anarchici e dei socialisti rivoluzionari: tutto parla di un ritorno al dispotismo226. Se il tenore di questo discorso, che tentava unanalogia tra il movimento machnovista e quello di Grigorev, sembrava spingere verso una rottura con i Rossi, gli in contri con Antonov-Ovseenko e Kamenev avrebbero riportato le quilibrio verso una conferma di quella alleanza. Il 12 maggio venne convocata una riunione dei comandanti e dei leader politici del movimento machnovista per discutere il rap porto con Grigorev. Lassemblea decise di scagliarsi con le armi in pugno contro Grigorev e di mantenere rapporti amichevoli con
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i bolscevichi, ma contemporaneamente decise, in forma riservata, di avviare i negoziati con il governo sovietico (in conformit allac cordo tra Machno e Antonov-Ovseenko) per concedere lautono mia ai distretti di Marjupol, Berdjansk, Melitopol, Aleksandrovsk, Pavlograd e Bachmut, cio alla zona di influenza machnovista e ai territori immediatamente contigui227. Allo stesso tempo, per capire meglio la situazione, Machno invi nella zona in mano ai rivoltosi alcuni suoi emissari, che furono su bito arrestati come spie dai bolscevichi convinti che quello fosse il tentativo di stabilire unalleanza con Grigorev. Gli emissari fu rono rilasciati poco dopo, in tempo per vedere con i loro occhi i tragici risultati delle incursioni grigoreviane: le migliaia di vittime dei pogrom anti-ebraici. Machno lanci un appello agli stessi se guaci di Grigorev: Fratelli! Non date ascolto alle cupe parole che vi incitano ai pogrom! Non vedete il tentativo dellataman Gri gorev di spezzare il legame vivo e fraterno tra la rivoluzione ucraina e la rivoluzione russa?... Siamo certi che il sano istinto rivoluziona rio far capire [ai rivoltosi] che Grigorev li ha ingannati, e dunque lo abbandoneranno per tornare nuovamente sotto le insegne della rivoluzione228. Tuttavia Machno non sarebbe stato se stesso se non avesse preso la terza posizione: Va detto con forza che le cause che hanno portato al movimento di Grigorev non sono da ricercarsi soltanto in Grigorev stesso... Ogni resistenza, ogni protesta e ogni iniziativa indipendente sono state soffocate dai commissari straordinari... Questo ha creato risentimento tra le masse e un atteggiamento ostile nei confronti dellordine attuale. Grigorev ha approfittato di tutto questo per la sua avventura... Affermiamo che il vero respon sabile del movimento di Grigorev il partito comunista229. La stampa anarchica ucraina sar ancora pi categorica. Come scrive Jakov Alyj sul quotidiano Nabat: Non un segreto che tutte le attivit del partito bolscevico mirano unicamente a tenersi ben stretto tra le mani il potere e a non dare ad altre correnti la possibi lit di diffondere le proprie idee. Sono stati i commissari, con la
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loro incompetenza e il loro spirito autoritario, che hanno portato gli insorti a sollevarsi contro i bolscevichi230. Al di l della contrastata vicenda con Grigorev, la nuova ondata di tensioni tra machnovisti e dirigenza bolscevica riguarder il de stino della III brigata. La brigata machnovista era infatti cresciuta fino a raggiungere le dimensioni di una divisione, ponendo pro blemi concreti di approvvigionamento e coordinazione. Laccordo preliminare per trasformare la III brigata nella I divisione insurrezio nale fu raggiunto ancora una volta con Antonov-Ovseenko. Se condo Belas, le nostre forze hanno raggiunto i 50.000 soldati e la rea da noi controllata pi ampia di quella controllata dalla XIII o dalla V ili divisione... Per lorganico dellArmata rossa noi abbiamo diritto a una nostra Armata231. Tuttavia sulla I divisione insurre zionale, che di fatto costituiva da sola tutta la II Armata, si adden sarono subito nuove nubi. Allesterno della regione machnovista cominciarono a circolare sul suo conto le voci pi orribili, tanto che il commissario Petrov fu costretto a smentirle in un messaggio al commissario dellArmata ucraina: Vi hanno riportato delle voci assurde. Dicono che Kolosov e tutti i commissari politici che si trovano nelle unit militari di Machno sono stati fucilati. Trovo che sia un vostro dovere morale dichiarare, tramite un comunicato stampa, che questa una vera e propria provocazione palesemente inventata dai controrivoluzionari, i quali colgono loccasione del lavventura di Grigorev per far scontrare le forze sovietiche con Machno e le sue unit militari232. Anzi, Petrov cerc di convin cere la leadership bolscevica che la nuova divisione avrebbe conti nuato a servire lealmente il governo sovietico: Latmosfera ot tima, vi un grande afflusso di volontari nelle file dellesercito contadino. Ci sono imperfezioni, ma saranno gradualmente levi gate233. Nonostante questi sforzi, il 25 maggio lassemblea del Comitato degli operai e dei contadini per la difesa dellUcraina, presieduta da Rakovskij, mise allordine del giorno un punto pre ciso: Estirpare la machnovscina^^. Lostilit nei confronti del movimento machnovista ora non si
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basava pi su una supposta incapacit bellica: ormai era visto come un potenziale nemico. Giunto in Ucraina il 22 maggio, Trockij precis il suo pensiero in un telegramma: Per apportare un cam biamento radicale alla struttura e al comportamento delle truppe di Machno bisogna richiamare da Kozlov [il quartier generale del fronte meridionale - N.d.A.] un numero consistente di commissari politici e di comandanti. Se in due settimane non si riuscir a effet tuare questa modifica, allora la II Armata dovr annunciare la sua aperta opposizione a Machno. Aver lasciato espandere una brigata ribelle e indisciplinata in una divisione... un tradimento o una follia. Comunque sia, preparatevi a una nuova grigorevscina\235. Ed era appunto questa la paura principale: i bolscevichi ritenevano che la ribellione di Machno avrebbe inevitabilmente squassato il fronte, proprio comera successo con Grigorev sul fronte rumeno. Ma il controspionaggio bolscevico non aveva capito che il fronte si stava sfaldando per altri motivi e che agire contro Machno avrebbe semplicemente spalancato le porte dellUcraina ad Anton Denikin. Il 26 maggio alla II Armata arriv un minaccioso telegramma del comandante del fronte meridionale, Gittis, un funzionario pe dante con esperienza pre-rivoluzionaria: Il riconoscimento da parte dellalto comando militare della divisione formata in maniera assolutamente arbitraria considerato un passo indietro nella linea di condotta stabilita ed pertanto ritenuto inaccettabile236. Ma in quel momento la dura presa di posizione dellalto comando si scon trava con lenorme popolarit di Machno tra i contadini e tra gli stessi soldati dellArmata rossa237, come scriveva Valery Mezlauk al commissario del popolo N . Podvojskij. Nonostante le minacce, il quartier generale della divisione machnovista non solo respin geva le dimissioni avanzate da Machno nel tentativo di smussare la contrapposizione, ma premeva per rendere le forze machnoviste un esercito insurrezionale indipendente238. Per tutta risposta lalto comando del fronte meridionale emise un ordine di arresto per Machno. M a esattamente in quei giorni il fronte meridionale si frantumava sotto lattacco dei Bianchi.
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Per capire la condizione delle truppe che si trovavano a fronteg giare Denikin, significativa la comunicazione inviata da uno dei reggimenti della XIII divisione: Si porta a conoscenza del fatto che noi, soldati dellArmata rossa, dichiariamo di non essere pi in grado di resistere oltre, perch siamo affamati, scalzi, nudi, divorati dagli insetti... Vi chiediamo di prendere provvedimenti imme diati, e se non ci saranno cambiamenti, allora abbandoneremo con decisione arbitraria le posizioni che ci sono state assegnate e ci spo steremo nelle r e t r o v i e 2 3 9 . In questa situazione allo sbando, dal 19 maggio i Bianchi cominciarono ad avanzare e non ebbero diffi colt a sfondare in pi punti il fronte. Affamati, scalzi e mal equi paggiati, i soldati deirArmata rossa cominciarono effettivamente ad abbandonare le posizioni. Il 21 maggio Machno era ancora a Volnovacha240. In quel mo mento sotto il suo comando combattevano il V, VII, V ili e IX reggi mento, il I reggimento dassalto, il III reggimento della riserva, due reggimenti di Marjupol, un reggimento di cavalleria, tre batta glioni autonomi, un distaccamento, una divisione dartiglieria e due squadroni241. La cessazione immediata della querelle avrebbe potuto ancora salvare la situazione, almeno su questa parte del fronte. Il quartier generale machnovista invoc il ritorno allunit: Abbiamo assoluto bisogno di solidariet, di unit. Soltanto grazie allo sforzo e alla comprensione di tutti, soltanto grazie alla consa pevolezza della nostra lotta e degli interessi generali per i quali com battiamo, potremo salvare la rivoluzione... Compagni, lasciate per dere tutte le divergenze di partito, vi distruggeranno242. Il 31 maggio il Comitato militare rivoluzionario annunci la convocazione del IV Congresso regionale dei Soviet e invit le as semblee dei lavoratori a eleggere i propri delegati (1 delegato ogni 3.000 abitanti), con una quota uguale di rappresentanza per i con tadini e gli operai. I partiti politici e le formazioni militari potevano inviare un rappresentante per ogni unit. Lordine del giorno del Congresso di fatto riproponeva le questioni esaminate nei con gressi precedenti243.
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Questa convocazione scaten la reazione del governo bolsce vico, convinto che Machno volesse dichiarare in quelloccasione la costituzione di una repubblica indipendente244. Cos il 3 giugno Gittis ordin di estirpare la machnovscina e arrestare Machno24" , e il 4 giugno il Comitato esecutivo della Repubblica dUcraina di chiar che il Congresso convocato si pone direttamente contro il governo sovietico in Ucraina e contro lorganizzazione del fronte meridionale, in cui opera anche la brigata di Machno. Questo Congresso non pu avere altro risultato se non una nuova infame rivolta come quella di Grigorev e la resa del fronte ai Bianchi, da vanti ai quali la brigata di Machno non fa che retrocedere a causa della sua incapacit, dei suoi disegni criminali e della disposizione al tradimento dei suoi comandanti24^. In realt il comando militare bolscevico aveva sottovalutato la gravit della situazione, ritenendo lintervento dei Bianchi un epi sodio da affrontare senza troppi timori. Nonostante il cedimento del fronte, Trockij concentrava la sua attenzione su unanalisi della machnovscina: Gratta un machnovista e troverai un grigoreviano. Anzi, spesso non c neanche bisogno di grattare: il kulako rabbioso che abbaia contro i comunisti o il meschino speculatore saltan fuori apertamente24?. D a questa analisi di classe derivava lovvia conclu sione: Bisogna farla finita, e farla finita una volta per tutte, con la dissoluzione degli anarco-kulaki, in nome della vittoria248. Detto fatto, il 2 giugno Trockij diede lordine di annientare la machnov scina: Lobiettivo primario della II Armata ucraina distruggere lorganizzazione militare dei machnovisti, e questo compito dovr essere assolto entro e non oltre il 15 giugno. A tal fine, con laiuto del Comitato militare della II Armata ucraina, sar lanciata una vasta campagna contro la machnovscina. .. fino alla completa elimi nazione dell esercito di Machno24^. La decisione del presidente del Comitato sorprendente: nel momento in cui si stava prepa rando lattacco al nemico comune, la sua maggiore preoccupazione era distruggere la struttura militare dellalleato. Evidentemente i machnovisti gli apparivano pi pericolosi dei denikiani.

Il compito fu affidato a Kliment Vorosilov, il nuovo comandante della II Armata ucraina (rinominata XIV Armata), dopo che il pre cedente comandante, Skacko, che si era offerto di normalizzare le relazioni con Machno, era stato rimosso dallincarico2^*. per il nuovo comandante, questo il momento migliore per asportare lascesso. Il nostro problema la mancanza di truppe regolari che possano occupare larea machnovista e annientare le bande. La completa mancanza di attrezzature, di armi e perfino di cibo rende impossibile mettere insieme i battaglioni necessari... C bisogno di almeno una divisione regolare per la ripulitura di tutto il bacino del Don2^1. In quel momento, i Bianchi stavano appunto dila gando in tutto il bacino del Don. Un attacco dei Bianchi alle postazioni machnoviste favor lat tuazione del piano di Trockij e Vorosilov. Come ha giustamente osservato Golovanov: Quando fu chiaro che il vero problema non era affatto la machnovscina... ma il fronte che stava crollando, cosa di cui avrebbero dovuto rispondere personalmente e con grande severit dato lo stato di guerra, cercarono non solo di costringere Machno a combattere, ma gli addossarono tutte le responsabilit affinch risultasse lui il colpevole2^2. Con le forze interamente schierate sul fronte, divent impossibile per i machnovisti resistere alle pressioni che i Rossi esercitavano alle spalle. Fu in quel conte sto che Machno annunci di volersi dimettere, non senza aver prima invitato i suoi soldati a combattere sotto il comando dellArmata rossa. Ma come abbiamo visto le dimissioni non furono accettate. Secondo quanto scrive nelle sue memorie Gaiina Kuzmenko, il 4 giugno Vorosilov incontr Machno per conferirgli lOrdine della Bandiera rossa2^3. Laffermazione abbastanza curiosa perch stride con la situazione in atto, eppure Machno e Vorosilov si in contrarono davvero agli inizi di giugno e questultimo, che gi pia nificava lannientamento della machnovscina, consegn a Machno quellonorificenza da poco istituita probabilmente per adularlo e soprattutto per rafforzare la sorveglianza.
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Il 6 giugno Machno invi un primo telegramma a Lenin, Trockij, Kamenev e Vorosilov in cui cercava di mettere in chiaro la sua posizione: A prescindere da qualsiasi ingiusta accusa mi venga mossa, in quanto rivoluzionario mio dovere, nei confronti della nostra causa comune, la Rivoluzione, invitarvi a mandare un buon capo militare che, istruito su tutte le peculiarit della situazione, possa assumere il comando della mia divisione. Penso di doverlo fare in quanto rivoluzionario... dal momento che mi si accusa di aver convocato un Congresso e di preparare unazione contro la Repubblica dei Soviet254. Il 9 giugno, nellassemblea che vedeva riuniti il quartier gene rale della divisione, il Comitato militare rivoluzionario e lUnione degli anarchici, vennero prese in considerazione tre opzioni: lasciare che Grigorev raggiungesse il Dnepr; unirsi ai Rossi ed entrare clan destinamente nel territorio occupato da Denikin; continuare a combattere contro i Bianchi ignorando le azioni dei bolscevichi: Lasciate che la CEKA spari: noi non lasceremo il fronte!2^ . M a chno opt per la seconda opzione. Lo stesso giorno invi un se condo telegramma, scritto da Arsinov, a Lenin, Trockij, Zinovev, Kamenev e Vorosilov, in cui definiva in modo ancora pi netto il suo rapporto con il regime comunista: Io considero un diritto in violabile degli operai e dei contadini - diritto conquistato con la Ri voluzione di convocare loro stessi i congressi in cui intendono discutere dei loro affari. Per questo, la proibizione da parte dellau torit centrale di convocare questi congressi, proclamati illegali (or dine n. 1.824), rappresentano una violazione diretta e arrogante dei diritti delle masse lavoratrici. Comprendo perfettamente latteg giamento delle autorit centrali a mio riguardo. So bene che queste autorit considerano il movimento insurrezionale come incompa tibile con la loro attivit statale. Esse inoltre credono che questo movimento sia strettamente legato alla mia persona e mi onorano di tutto il risentimento e di tutto lodio che provano per il movi mento insurrezionale nel suo insieme... Questo atteggiamento ostile delle autorit centrali nei confronti del movimento insurre
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zionale diventato ora aggressivo conduce inevitabilmente alla creazione di un fronte interno, che vedr su entrambi i lati le stesse masse lavoratrici che hanno fede nella Rivoluzione. Io considero questa eventualit un crimine immenso, imperdonabile, nei con fronti del popolo lavoratore, e credo sia mio dovere fare tutto quello che si pu per evitarlo... Il mezzo pi efficace per evitare che le autorit centrali commettano questo crimine che io lasci il mio incarico. Suppongo che cos facendo le autorit centrali cesseranno di sospettare di me e degli insorti... e finiranno per considerare linsurrezione ucraina come un fenomeno importante, come una manifestazione vivente della Rivoluzione sociale Nonostante questa presa di posizione, le dimissioni furono respinte dallassem blea, convinta che il conflitto avesse radici ben pi profonde del risentimento personale, comera evidente in tutta la politica bolsce vica nei confronti delle masse contadine. Questa lettera di Machno, in cui di fatto riconosce il fallimento della propria strategia politica in quel dato momento, una prova di saggezza politica. A differenza di molti capi militari anti-bolscevichi, Machno si rendeva conto che il partito comunista era in grado di mobilitare le masse radicali della Russia, e resistere a que sta forza per lui significava aiutare indirettamente i reazionari. Ci che Machno avrebbe voluto era di agire insieme ai bolscevichi fino alla vittoria sui Bianchi, mantenendo per lautonomia della pro pria regione, proteggendo i contadini dagli interventi inaccettabili della politica bolscevica e preservando uno sviluppo pluralista del processo rivoluzionario. Ma il partito comunista non aveva alcuna intenzione di accettare queste regole del gioco e anche di fronte alla minaccia militare dei Bianchi intendeva affossare lalleanza con un colpo devastante. Un colpo che sarebbe costato caro non solo ai machnovisti ma agli stessi bolscevichi. Nel frattempo i Bianchi erano entrati nellarea di Guljaj Pole. I combattimenti durarono dal 9 al 15 giugno Le linee difensive della cittadina, sotto il comando di Vereteinikov, furono ben presto tra volte anche per la mancanza di munizioni. Machno combatt iniIOI

zialmente fianco a fianco con le truppe dei Rossi, ma il 15 giugno, quando lordine di arresto nei suoi confronti diventava esecutivo, prefer dileguarsi. Bisogna tirarsi fuori dal fuoco incrociato, rica ricarsi e vendicarsi degli antichi rancori257 disse ai suoi coman danti. Le truppe rimasero per qualche tempo sotto il comando di Ozerov, capo di stato maggiore dellArmata rossa, ma anche que stultimo, informato sulle manovre anti-machnoviste, scrisse una lettera di dimissioni: Mi trovo costantemente preso tra le nostre forze e quelle degli insorti. La mia salute messa a dura prova. C o municatelo a Vorosilov affinch mandi un sostituto. Dal momento che sono invalido, essendo stato ferito cinquantatr volte, spero accetti le mie dimissioni cosi che io possa curarmi258. Jakov Ozerov aveva un passato di tutto rispetto. Nel 1907 si era unito a un gruppo dei massimalisti. Emigrato, era poi tornato in Russia nel 1917, aderendo ai socialisti rivoluzionari di sinistra. Per le sue competenze militari si distinse nelle battaglie contro i Bian chi tanto che i bolscevichi lo consideravano un loro uomo. Per questo lo mandarono da Machno. Ma poi scoprirono che Ozerov era pi vicino alle posizioni politiche machnoviste che non a quelle bolsceviche. Gli affidarono allora il comando delle formazioni ma chnoviste che combattevano contro i Bianchi, ma non appena la si tuazione si stabilizz fu arrestato dalla CEKA e fucilato. Per tutta lestate del 1919 i comunisti diedero la caccia ai co mandanti degli insorti. Invece di combattere i Bianchi sul territo rio ucraino, il nuovo potere bolscevico si dedic (come gi nelle state del 1918) a perseguire i criminali nel timore che potessero infettare la Russia con le loro teorie. E su questa priorit conven nero entrambi i clan in guerra tra loro allintemo dello stesso co mando rosso. In circostanze misteriose, e verosimilmente per mano loro, morirono comandanti leggendari come A. Zelezniakov, N. Scors, T. Cernjak, V. Bozenko. E Mironov fu invece arrestato e, data la catastrofica situazione militare, successivamente perdo nato (sar ucciso, insieme a un altro famoso comandante di caval leria, V. Dumenko, in unaltra fase della guerra civile). Nella notte
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del 16 giugno, sette membri del quartier generale machnovista (tra cui alcuni socialisti rivoluzionari di sinistra) furono arrestati e fuci lati dopo una sentenza del Tribunale rivoluzionario. Questa esecu zione rese definitivamente Machno un nemico dichiarato del par tito bolscevico.

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> Immagini della rivoluzione popolare in Russia e in Ucraina (fotogrammi del fil mato Nestor M achno e la rivoluzione anarchica in Ucraina di Hlne Chtelain).

CAPITOLO TERZO

La sconfitta dei Bianchi

Dopo la fucilazione di alcuni membri del suo quartier generale, Machno diede il via a quella che ora considerava una guerra di li berazione, iniziando una serie di attacchi contro le retrovie dei Rossi, cos da non interferire con le difese anti-Denikin. Il 21 giu gno, con un distaccamento di 900 uomini, si posizion sulla riva destra del Dnepr. I suoi piani strategici implicavano il controllo di un grande territorio nel quale attuare una politica economica pi coerente di quella adottata fino a quel momento. Un soldato dellArmata rossa la descrive cos: Cittadini, quando conquisteremo il bacino del Don, avremo le fabbriche e tutto ci di cui i contadini avranno bisogno... quando conquisteremo lAsia minore, avremo il cotone, quando conquisteremo Baka avremo il petrolio...259. Questi piani napoleonici non erano legati a progetti militari (Ma chno non intendeva affatto lasciare i luoghi nei quali era cresciuto), ma alla speranza di una rivoluzione mondiale grazie alla quale i la voratori avrebbero conquistato i propri paesi. Anche se non credeva pi nellalleanza con i bolscevichi, Ma chno era comunque convinto che il nostro nemico principale,
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compagni contadini, Denikin. I comunisti, dopo tutto, sono dei rivoluzionari. M a poi aveva aggiunto: Con loro possiamo fare i conti dopo260.

Il secondo fronte
Il movimento partigiano fu una costante spina nel fianco per i Bianchi, cosa che li costringeva a disperdere le proprie forze. Que sto assicurava la superiorit numerica alle truppe dei Rossi, che cos potevano battere pi agevolmente i Bianchi. Nellagosto del 1919 lArmata rossa entr a Tobol. M a lArmata rossa non disponeva di forze sufficienti per attaccare su tutti i fronti: a settembre Tuchacevskij fu sconfitto in Siberia e loffensiva contro le truppe guidate da Aleksander Kolcak entr in una fase di stallo. La situazione era an cora pi grave in Ucraina, squassata dallo scontro sul fronte in terno. Quando a giugno i Rossi colpirono le retrovie machnoviste, lo sfondamento del fronte effettuato da Denikin venne giudicato solo uno spiacevole diversivo. Ritirandosi oltre il Dnepr, la XIV Ar mata di Vorosilov pens di essere al sicuro. Tuttavia Vorosilov si ri vel un comandante incapace, lasciando che lattacco arrivasse fino a Ekaterinoslav. In realt, Denikin non stava progettando unope razione cos ardita come lattraversamento del Dnepr, ma Skuro di propria iniziativa261 il 16 giugno attravers il ponte e prese la citt. La XIV Armata fu a questo punto smembrata: una parte si ritir a Poltava prima e a Cernigov poi, laltra parte fu circondata nei dintorni di Cherson. Il 31 agosto i Bianchi entrarono a Kiev e si prepararono a lanciare unoffensiva contro la Russia centrale. In Ucraina, la mobilitazione voluta da Denikin aveva fatto pi che raddoppiare il suo esercito, passato da 64.000 a 150.000 soldati. E ora Denikin intendeva concentrarsi sullobiettivo principale: Mosca. Gi a Orel vinse alcune battaglie, ma una novit scompa gin i suoi piani: nelle retrovie di Denikin lesercito contadino machnovista aveva aperto il secondo fronte.
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Il 10 giugno Machno attacc, senza successo, Elisavetgrad. Il giorno successivo i machnovisti entrarono in contatto con ci che restava dei distaccamenti di Grigorev. Il primo incontro non lasci dubbi su quali fossero le sue priorit: Quando Grigorev chiese... se tra di noi cera qualche ebreo, qualcuno rispose che cera. Allora egli afferm: Lo uccideremo, ricorda Cubenko262. Pi cauta in vece la sua posizione verso i Bianchi. Se conveniva sulla necessit di combattere comunisti e petljuristi, lataman non aveva una posi zione netta su Denikin. Nondimeno, pur esplicitando con cautela il suo disaccordo, Machno afferm che bisognava unirsi a tutti i costi [con i grigoreviani]... e che cera sempre tempo per far fuori Grigorev. Era invece necessario riconquistare la sua gente: costoro erano vittime innocenti con le quali bisognava allearsi26^. Cos dicendo riusc a convincere il suo quartier generale: la necessit di avere pi gente a disposizione era chiara a tutti, e la prospettiva di una futura eliminazione di Grigorev tranquillizzava coloro che erano contrari a stringere un compromesso con lorganizzatore dei pogrom. Tuttavia questo equilibrio precario dur poco, perch fu subito chiaro che quella unione screditava i machnovisti. Gi il 17 luglio Cubenko attacc duramente Grigorev: Innanzi tutto gli rinfacciai di essersi schierato con la borghesia: quando aveva preso il fieno ai kulaki, lo aveva pagato, mentre quando laveva preso ai contadini poveri, e loro gli avevano chiesto di pagarlo perch erano disperati, lui li aveva scacciati... Poi gli ho rinfacciato di aver spa rato a un machnovista perch aveva aggredito e insultato un prete264. Ma laccusa pi grave mossa dai comandanti machnovi sti a Grigorev fu di essersi rifiutato di attaccare i Bianchi che ave vano preso Pletnyj Tas. Lataman prov a controbattere, ma quando si rese conto di quale piega stesse prendendo la discussione cerc di tirare fuori le armi. I machnovisti, che avevano tenuto le pistole a portata di mano, furono pi rapidi di lui e Grigorev venne ucciso. Quanto ai grigoreviani, come anticipato da Machno, questi furono inizialmente disarmati e, dopo un intenso lavoro di propaganda, inclusi nei distaccamenti machnovisti. Convinto di
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aver fatto quello che andava fatto, Machno invi un telegramma: A tutti, tutti, tutti. E per conoscenza a Mosca e al Cremlino. Ab biamo ucciso il noto ataman Grigorev. Firmato Machno265. Contemporaneamente allinvio del telegramma, Machno lanci anche un appello: Ci auguriamo che dopo quanto accaduto nes suno autorizzer pi pogrom contro gli ebrei... e che il popolo la voratore si muova contro coloro che impongono la dittatura... contro D enikin... contro i comunisti bolscevichi266. Il 5 agosto ribadisce e precisa questi concetti in un nuovo ordine: Ogni rivo luzionario insorto deve sempre ricordare che lopulenta classe bor ghese il suo principale nemico non solo a livello individuale ma anche a livello sociale, e questo indipendentemente dal fatto che essa abbia origini russe, ebree, ucraine ecc. Sono nemici del po polo lavoratore anche coloro che proteggono liniquo ordine bor ghese, cio i commissari sovietici e i loro sgherri che vanno nelle citt e nei villaggi a torturare i lavoratori che non vogliono sotto mettersi alla loro dittatura. Ogni insorto obbligato ad arrestare e consegnare al quartier generale, o in caso di resistenza a fucilare sul posto, chi commette tali spedizioni punitive, nonch i respon sabili di quelle commissioni straordinarie e di quegli organismi che stanno nuovamente opprimendo e rendendo schiavo il popolo la voratore. I colpevoli, non importa a quale nazionalit apparten gano, andranno incontro a una morte indegna per un rivoluziona rio, pagando per le violenze che hanno inflitto a lavoratori inermi267. Tuttavia, linclinazione dei grigoreviani ai pogrom sem brava immodificabile e presto Machno fu costretto ad allontanare quei soldati dalle sue fila. Era necessario trovare altri rinforzi. Nel frattempo i reparti machnovisti ancora integrati nellArmata rossa, ora denominati LVIII divisione, continuavano a retrocedere con tutta lArmata rossa. La decisione della leadership bolscevica di evacuare le truppe verso nord per quei reparti significava lasciare i luoghi dorigine e integrarsi irreversibilmente nellArmata rossa. Per sottrarsi a questa deriva, Machno, insieme ai suoi ex comandanti Kalasnikov, Dermendzi e Budanov, ordin di arrestare tutti i [com
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missari] politici e i comandanti inaffidabili, passando il comando a Kalasnikov che temporaneamente avrebbe preso il mio posto come responsabile militare [il comandante bolscevico Kocergin era stato arrestato dai machnovisti N.d.A.], mentre noi, dopo aver scelto comandanti affidabili, lanceremo una controffensiva contro gli schieramenti di Denikin, senza risparmiare in questa azione decisiva nessun nemico della rivoluzione, neanche quelli pi poveri268. Questa brusca riconversione dei reparti machnovisti inquadrati nellArmata rossa fu relativamente facile: le unit non avevano dimen ticato il loro comandante. Avendo ricompattato intorno a s il nu cleo militare, i machnovisti allimprovviso irruppero nel quartier generale della LVIII divisione, arrestarono i comandanti e i commis sari e dichiararono guerra sia a Denikin sia al governo sovietico2. Come ha giustamente osservato Golovanov: Gli storici sovietici non volevano assolutamente ammettere che la rivolta della LVIII di visione derivasse anche dal desiderio di combattere i Bianchi, di tor nare al fronte270. M a era esattamente questo che Machno diceva ai soldati: I vostri comandanti e commissari politici vi hanno ven duti a Denikin e lunico a potervi riportare sulla retta via sono io, Machno271. Nella rinata Armata machnovista confluirono quattro brigate di artiglieria, la cavalleria e un certo numero di blindati. In tutto gli in sorti erano ora circa 15.000272, quindi un numero decisamente in feriore rispetto a quello che Machno aveva lasciato nellArmata rossa. Il 1 settembre, in una riunione dei comandanti a Dobrovelickovke, Machno annunci la costituzione ufficiale dellEsercito rivoluzionario degli insorti ucraini. Fu eletto anche un nuovo C o mitato militare rivoluzionario, affidato a Lasenko27^. I machnovisti combatterono per quasi un mese nellarea di Elisavetgrad. Dopo essere stati cacciati da Pomosnyj e Voznesensk, i Rossi proposero a Machno di negoziare, ma la risposta li deluse: Voi avete ingannato lUcraina, e avete ucciso i miei compagni a Guljaj Pole. Coloro che sono rimasti ancora nelle vostre fila si uni ranno comunque a me, e dunque io mi comporter con voi, so109

pi.inulto con gli alti funzionari, esattamente come voi vi siete com portati con i miei compagni a Guljaj Pole. Solo dopo, se vorrete, po tremo parlare di eventuali azioni comuni274. Nonostante queste minacce, Machno non fucil i comandanti dei Rossi finiti tra le sue mani, ma si limit a umiliarli: Siete degli usurpatori, avete soffo cato i desideri del popolo... Voi fuggite da Denikin, io lo schiac cer275. In effetti, non solo centinaia di soldati dellArmata rossa, non volendo lasciare lUcraina, si unirono alle file di Machno, ma una parte degli stessi comandanti esitava. Come ricorda Iona Jakir, era difficile prevedere in che modo avrebbero reagito alcuni co mandanti se fosse arrivato lordine di spostarsi a nord276. Anzi, se condo quanto riferisce V. Zatonskij, quando venne chiesto ai co mandanti se erano pronti o no a combattere contro Machno, essi risposero: No, non combatteremo contro M achno... noi stessi vo gliamo unirci a Machno277. Quindi il compito principale del co mando bolscevico sul fronte meridionale divent quello di evitare qualsiasi contatto tra i propri soldati e i machnovisti. A quel punto, Machno e lArmata rossa si separarono definitivamente prendendo direzioni differenti: Machno and a ovest; i comunisti a nord. Alla fine di settembre la situazione dei machnovisti divenne cri tica. Le forze dei denikiani li respinsero attraverso tutto il territorio ucraino, confinandoli nella regione di Uman dove era consolidato il regime petljurista e dove la popolazione, che non conosceva i machnovisti, non era intenzionata a sostenerli. Date le circostanze, Machno decise di allearsi temporaneamente con i petljuristi, che stavano a loro volta combattendo contro Denikin. Laccordo sa rebbe durato molto poco, perch gi il 26-27 settembre i machno visti passarono alla controffensiva attaccando le truppe di Denikin che li inseguivano. Un attacco improvviso sferrato alle porte di Peregonovka che si rivel devastante per gli inseguitori: tre reggimenti nemici furono quasi completamente annientati278. Nessuno di noi si rendeva conto in quel momento che la Grande Russia aveva perso la guerra279, scrisse con filosofia un ufficiale dei Bianchi che aveva preso parte alloperazione. Lesercito insurrezionale machnoI IO

vista fece irruzione alle spalle dei denikiani e si mosse attraverso tutta lUcraina con tre colonne dirette verso larea di Guljaj Pole. Era quello il territorio liberato dove Machno voleva organizzare un nuovo modo di vivere. Il 5 ottobre, i machnovisti presero il ponte Kincaskij e attraver sarono il Dnepr, tornando nei propri territori. Il 6-7 ottobre con quistarono Melitopol, Berdjansk e Marjupol. A Berdjansk i Bian chi cercarono di fuggire via mare, ma i machnovisti li affondarono con lartiglieria. Lo stesso quartier generale di Denikin, che si tro vava a Taganrog, era adesso minacciato, rendendo molto pi im pervia lavanzata verso Mosca. Come ammette lo stesso Denikin, questa rivolta ha raggiunto dimensioni cosi ampie che ha scompa ginato le nostre retrovie, indebolendo il fronte nel momento pi delicato280. Le truppe di Skuro furono infatti ritirate dal fronte proprio per contenere lavanzata machnovista. Il 18 ottobre, il ge nerale Vladimir Maj-Maevskij, che si era fatto personalmente ca rico di risolvere la diffcile questione di Machno, riconquist Marjupol. Fu linizio di una lunga serie di battaglie. Questa incursione autunnale attraverso tutta lUcraina coincise con la pi grande ondata di terrore di classe da parte dei machno visti. Pomesiki, kulaki, funzionari di polizia, preti, autorit locali, ufficiali caddero tutti vittima del movimento machnovista in mar cia281, scrive con orgoglio Arsinov. Nel compiere queste azioni, i machnovisti davano spesso ascolto alle recriminazioni dei conta dini locali, che accusavano questo o quellesponente della classe dirigente. In un caso citato da Volin, i contadini avevano accusato un prete di aver provocato luccisione di alcuni compaesani e nes suno dei presenti volle intercedere a suo favore282. Ovunque grandi proprietari terrieri e kulaki furono uccisi in gran numero. Questo basterebbe a smentire la calunnia diffusa dai bolscevichi ri guardo al cosiddetto carattere kulako del movimento machnovi sta scrive Volin28^. Per gli ideologi del movimento il ricorso al ter rore di classe, che era stata una costante delle guerre contadine, faceva parte di una lotta coerente contro gli sfruttatori.
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Il potere dei Soviet nelle retrovie dei Bianchi


Dopo il primo vittorioso attacco dei machnovisti, i denikiani ricompattarono le fila, riconquistarono le citt costiere ed entra rono nuovamente a Guljaj Pole. Contro gli insorti furono schierati circa 60.000 soldati. Come racconta Dubego, capo di stato mag giore della IV divisione, loperazione contro Machno era estremamente difficile. La cavalleria machnovista era molto abile, spesso as saltava i nostri treni comparendo allimprovviso alle nostre spalle. Generalmente le truppe machnoviste si distinguevano da quelle bolsceviche per la loro capacit di lotta e di resistenza284.1 Bian chi si stavano preparando a cacciare i machnovisti da Aleksandrovsk quando Machno ide un diversivo di unaudacia incredi bile. A Ekaterinoslav il 25 ottobre era giorno di mercato285, ricorda uno dei membri del partito comunista di quella citt, e dalla steppa arrivavano in citt molte derrate alimentari, soprat tutto cavoli. A un certo punto, nella parte alta del bazar, si udi rono i colpi assordanti delle mitragliatrici: fu chiaro che al posto dei cavoli erano entrate in citt delle mitragliatrici e che i venditori di frutta e verdura altro non erano se non lavanguardia dellesercito machnovista che di l a poco sarebbe arrivato dalla steppa, da dove i denikiani non si aspettavano lattacco286. Secondo la testimo nianza di R. Kurgan, i machnovisti rimasero in citt otto giorni. Durante quella settimana la popolazione cerc di riprendersi dalla paura e dalla tensione in cui viveva a causa dei denikiani. In quel periodo nella citt non vi furono rapine o omicidi, anche se gli uf ficiali catturati vennero giustiziati287. L8 novembre i Bianchi lanciarono lassalto ad Aleksandrovsk. La battaglia infuriava, spostandosi lentamente dalla periferia verso il centro della citt, e lasciava sul terreno centinaia di persone uccise dalle truppe di Denikin. I machnovisti resistevano, ma Machno sapeva che se i Bianchi li avessero inchiodati in quella posizione si sarebbero trovati in trappola. Il loro forte era la guerra di movi mento, non di trincea. Cos gli insorti preferirono ritirarsi da Alek112

sandrovsk e dirigersi verso Ekaterinoslav. Che per nel frattempo era stata conquistata dalla I divisione del denikiano Slasev (compo sta da circa 7.000 soldati tra fanteria e cavalleria). Lesercito degli insorti (composto da circa 11.000 soldati) dovette quindi riconqui stare la citt, intrappolando al suo interno alcuni reparti dei Bian chi: chi non riusc ad attraversare il Dnepr a nuoto o a fuggire verso nord fu ucciso. Dall l 1 novembre Ekaterinoslav rimase per circa un mese (fino al 19 dicembre) nelle mani dei machnovisti. Il 17 no vembre la citt fu assaltata da un treno blindato dei Bianchi. Il 19 novembre Cubenko fece saltare in aria il famoso ponte sul Dnepr, teatro di tanti combattimenti. Alla fine di quellanno la zona dei combattimenti si era estesa fino a comprendere Ekaterinoslav, Aleksandrovsk, Pologi, Bolsoj Tokmak, Orechov, Guljaj Pole e Berdjansk288. In realt nessuno dei due eserciti disponeva di forze sufficienti per tenere un fronte cos ampio. Dopo il rientro nella regione di origine, lesercito insur rezionale machnovista cominci per a crescere nuovamente in maniera esponenziale grazie alla mobilitazione volontaria e allaf flusso di truppe che passavano dalla bandiera giallo-blu dei nazio nalisti ucraini alla bandiera nera dellanarchia. Secondo Belai, in quel periodo lesercito pass da 40.000 a 110.000 unit289 (anche se questultima cifra sembra una palese esagerazione) e venne suddiviso in quattro corpi darmata: quello del Don (guidato da Kalasnikov), quello del Mar dAzov (guidato da Vdovicenko), quello di Ekaterinoslav (guidato da Gavrilenko), quello di Crimea (guidato da Pavlovskij). La cavalleria costituiva un punto di forza dellesercito machnovista, che aveva inventato una nuova formidabile arma: 1.000 carri a trazione animale ma dotati di una mitragliatrice, i cosiddetti tacanky. Il quartier generale degli insorti in quel periodo si trasform in una struttura ramificata con molteplici reparti operativi e amministrativi gestiti da ispettori: Dolzenko lo era per la cavalleria, Morozov per lartiglieria, Danilov per le munizioni, Seregin per lapprovvigionamento alimentare, Gubenko, con il marinaio Dermendzi della famosa corazzata Po113

tmkin, per gli esplosivi. Il compito di rifornire un esercito di molte migliaia di persone non era semplice. Nel mese di novembre (con grande invidia dei bolscevichi) lesercito insurrezionale riusc a procurarsi 3,5 tonnellate di grano e farina che permisero alle truppe di avere cibo sufficiente. Le provviste erano state accumu late grazie a donazioni, a requisizioni nei confronti dei produttori pi ricchi, ad acquisti e a bottini di guerra290. Machno lottava sempre con forza contro i saccheggi. Il giovane comunista E. Orlov ricorda: No, non cerano saccheggi. Anzi, lordine era di sparare contro i saccheggiatori. Una volta sono uscito di casa e ho visto non lontano dal quartier generale di Machno due cadaveri e una folla di persone. Che succede? ho chiesto. Machno in persona ha sparato a dei saccheggiatori mi hanno risposto291. Nellarea liberata la colonna portante del movimento machnovista era e rimaneva la massa dei contadini riuniti nei Soviet autoge stiti. Bench ci fosse anche una presenza non marginale dei sociali sti rivoluzionari di sinistra, le simpatie politiche andavano soprattutto al machnovismo: Solo batko Machno e il suo esercito hanno saputo realizzare una societ equa e sconfiggere i nemici dei contadini; per questo tutti gli abitanti onesti del villaggi devono ar ruolarsi nellesercito insurrezionale machnovista, mandarvi i propri figli, aiutarlo offrendo cibo, cavalli e tutto ci che pu essere utile ai coraggiosi insorti292. Questa dichiarazione conferma il meccani smo della mobilitazione volontaria che stava alla base del recluta mento. Il 2 novembre 1919 lUnione dei cittadini del distretto di Nikolskij stabil, ad esempio, che lassemblea, tenuto conto delle azioni del movimento insurrezionale contro gli oppressori e volendo aiutare gli insorti a cacciare gli oppressori dallUcraina e restituire al popolo la terra, la libert e lordine, ha stabilito: 1. di lanciare una mobilitazione volontaria nel distretto di Nikolskij diretta a tutta la popolazione maschile di et compresa tra i 18 e i 25 anni, la quale sar destinata a entrare nelle file dellesercito insurrezionale, mentre la popolazione di et compresa tra i 25 e i 45 anni avr il compito di restare a casa e addestrare i volontari allautodifesa; 2. di istituire
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una commissione per dare ogni forma di sostegno a coloro che par tono verso il fronte...; 3. di inviare a Ekaterinoslav tre persone per acquisire dal quartier generale dellesercito insurrezionale le indica zioni e il personale in grado di occuparsi della formazione di un reggimento locale; 4. di richiedere al quartier generale le consegne e le armi necessarie allautodifesa2^ . Questo frammento mostra nel dettaglio le modalit di mobilitazione e di autodifesa attive nella regione machnovista, confermate anche dalla risoluzione sulla mobilitazione volontaria adottata dal Congresso dei lavoratori e degli insorti di Aleksandrovsk: Il Comitato, rifiutando in linea di principio lesercito regolare, basato sul principio della coscrizione obbligatoria... data la difficile situazione al fronte... decide di... condurre sul territorio liberato dallesercito insurrezionale una mo bilitazione volontaria ed egualitaria per i cittadini di et compresa tra i 19 e i 48 anni... La suddetta mobilitazione avverr su base ter ritoriale (nei villaggi, nelle cittadine, nei distretti) ed elegger i pro pri comandanti e i responsabili amministrativi e giudiziari dei pro pri reparti, a partire dai r e g g i m e n t i 2 9 4 . interessante notare che molti anarchici attivi nelle citt condan navano la mobilitazione volontaria in quanto la ritenevano un at tentato alla libert. Il nuovo organo della federazione degli anarcosindacalisti di Pietrogrado, Volnyj Golos Truda [La libera voce del lavoro], scriveva al proposito: Bisogna fare chiarezza: o la mo bilitazione volontaria, e quindi non ha nulla a che fare con la co scrizione obbligatoria, o forzata, e allora non ci si pu nascondere dietro la bandiera della libera scelta295. I machnovisti risolsero a modo loro la contraddizione fondando la scelta su un comporta mento morale indotto dalla comunit di appartenenza: visto che le circostanze esterne impongono di mobilitarsi, facciamolo in modo da difendere i nostri interessi. La mobilitazione volontaria non ri mandava dunque al diritto individuale, ma a una scelta consape vole della popolazione di auto-organizzare anche le forze armate. E infatti i soldati non solo eleggevano i propri delegati, ma attraverso loro nominavano anche i comandanti di pi alto livello296.
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La necessit di coordinare un processo di mobilitazione cos ar ticolato, insieme alla necessit di risolvere innumerevoli altre que stioni, richiedeva la creazione di organismi politici, di una struttura di governo. I machnovisti si trovarono di fronte a un bivio: in staurare una dittatura, scelta assai frequente in quel periodo, op pure affiancare agli organi politici cittadini un governo militare compatibile con la pratica autogestionaria delle masse contadine. La prima opzione era appoggiata dalla maggior parte dei coman danti anziani (alcuni dei quali provenienti dallUnione degli anar chici), che aveva anche proposto labolizione del Comitato militare rivoluzionario297. La seconda opzione era appoggiata da unaltra parte degli anarchici, capeggiati da Volin e Gutman, e dalle orga nizzazioni civili della regione. Tra il gruppo dei comandanti favo revoli alla prima opzione e il Comitato militare rivoluzionario non tardarono a nascere tensioni, anche perch il presidente del Comi tato, Volin, si scagli contro lantisemitismo dilagante, le gozzovi glie e lubriachezza degli ufficiali298. D a parte sua, Machno non aveva alcuna intenzione di allontanarsi dalla visione politica che gli era propria a favore di una tirannia dellala militare del movi mento, e per contrastare questa deriva lanci lidea di convocare un Congresso dei soldati, degli insorti, dei contadini, degli operai che avrebbe dovuto rafforzare il legame tra il movimento machnovista e la popolazione.

Il socialismo democratico machnovista


Dopo alcune tensioni tra il Kultprosvet del Comitato militare ri voluzionario e alcuni sindacati che contestavano i criteri di rappre sentanza, a loro avviso squilibrati, e la tempistica di convocazione, che scavalcava le procedure democratiche, un primo Congresso si tenne il 20 ottobre 1919 ad Aleksandrovsk. Secondo S. Novickij, membro del Comitato regionale del partito comunista ucraino, le elezioni che avevano portato a quel Congresso non erano state
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eque. Se nellarea a influenza bolscevica gli operai erano ampia mente rappresentati, in quella a influenza machnovista erano in vece penalizzati: Nelle campagne la scelta dei delegati al C on gresso avveniva sulla base di assemblee locali che eleggevano un proprio delegato per ogni piccolo villaggio. Inoltre, nei villaggi in cui esistevano Soviet contadini, anche questi eleggevano un rap presentante del Soviet. Viceversa, gli operai potevano mandare solo un rappresentante per sindacato299. Secondo i bolscevichi, que sta pratica inusuale falsava la reale composizione sociale della re gione machnovista, consentendo una rappresentanza contadina nettamente superiore a quella operaia. In effetti, il Congresso, cui partecipavano i distretti di Aleksandrovsk, Berdjansk, Marjupol, Melitopol e Orechov^00, era composto da 217 delegati dei conta dini, 37 degli operai, 17 delle formazioni militari e 17 del Com i tato militare rivoluzionario. Il Congresso di Aleksandrovsk, definito il primo Congresso senza partiti di tutto il mondo^01, doveva risolvere alcune que stioni urgenti, anche se i punti cardine del sistema socio-politico furono rimandati a un successivo grande congresso, la cui convo cazione venne affidata a una commissione appositamente costi tuita. Per riuscire a portare il Congresso sulle proprie posizioni, il Comitato militare rivoluzionario doveva lavorare duramente dato che il forum era multipartitico: oltre agli anarchici e alle indivi dualit che non aderivano ad alcun partito, prendevano parte attiva ai suoi lavori anche menscevichi, socialisti rivoluzionari di sinistra e comunisti. Al Congresso erano presenti anche persone di varia provenienza, tra cui il bolscevico Novickij302 e, allinsaputa dei congressisti, persino un infiltrato dei Bianchi, A. Orlov303. Per tenere il Congresso sotto il proprio controllo, il Comitato militare rivoluzionario occup il posto sul palco. Il presidente del Comitato, Volin, sugger di assegnare la presidenza del Congresso allattuale presidenza del Comitato militare rivoluzionario, che lo ha convocato per decidere sulle questioni urgenti in campo mili tare, oppure di eleggere tra i partecipanti al Congresso una presi
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denza diversa dal Comitato militare rivoluzionario, integrandolo con tre suoi delegati304. Naturalmente questa democrazia sotto tutela provoc la reazione dellopposizione: Voi dite che i Soviet possono organizzare lanarchia e che tutti noi possiamo vivere se condo i principi dettati da questi Soviet, ma voi stesso non seguite questa regola. Chi siete voi? Non siete il governo. Occupate il posto della presidenza, date e togliete la parola agli oratori, ordinate di ta cere...305. Il rappresentante dei socialisti accus gli anarchici di voler imporre la propria supremazia e di manipolare i delegati306. Molti anni dopo Volin spieg con queste parole la sua pratica politica e i suoi principi anti-autoritari: Prendendo liniziativa di convocare un Congresso dei lavoratori, i machnovisti si erano as sunti un compito molto delicato. Da una parte, intendevano dare un impulso cruciale allazione del popolo lavoratore, il che era in dispensabile oltre che meritorio. Dallaltra, dovevano evitare di im porsi al Congresso e al popolo, dovevano contrastare lemergere di una dittatura... Io dichiarai ai delegati che il mio ruolo si sarebbe limitato a una conduzione esclusivamente tecnica del Con gresso307. D altronde, lipotesi che a qualcuno potesse essere ne gato il diritto di parola era unillazione, poich le modalit con cui i machnovisti conducevano i congressi erano certamente democra tiche (al contrario dei socialisti rivoluzionari che reclamavano in vece una gestione pi aggressiva e autoritaria308). M a tutto questo dava comunque allopposizione molte opportunit per recriminare. La prima polemica riguard lordine del giorno: Il Comitato considera questo Congresso privo di autorit nel deliberare sulle questioni cruciali dello sviluppo sociale ed economico, che a suo avviso devono essere sottoposte a una discussione preliminare dal basso e dunque rimandate a un Congresso pi ampio e accurata mente preparato, che sar convocato dagli operai e dai contadini stessi. Alcuni ritengono invece che il presente Congresso debba de liberare anche su una serie di importanti questioni economiche con lintento di creare un organo governativo centrale (una testa) che riporti le decisioni del Comitato nella vita di tutti i giorni309.

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Come appare evidente, alcuni cercavano di creare un organo cit tadino di governo che minacciava di scalzare le posizioni del Comi tato militare rivoluzionario. La forza di inerzia del potere sembrava volesse travolgere anche gli anarchici, ma ci pens Machno a chia rire latteggiamento verso il governo: Noi siamo il comando mili tare, e il nostro scopo sconfiggere gli avversari. Se proprio non po tete fare a meno di un potere civile, fatevelo da soli310. Un altro motivo di scontro, presto risolto, fu la proposta avanzata da un delegato di mettere tra le priorit del Congresso una precisa definizione del termine borghesia, genericamente usato per indi care le forze ostili di destra (probabilmente lautore di questa pro posta temeva uninterpretazione troppo estensiva del termine). Ma questa richiesta fu accolta dai delegati come un tentativo di provo care il Congresso: Chi questo strano delegato? Chi lo ha man dato? Se dopo tutto quello che successo non sa ancora che cos la borghesia, hanno fatto proprio male a mandarlo qui!311. La maggioranza del Congresso era comunque schierata a favore dei machnovisti. Arsinov, esagerando, scriveva al riguardo: Il pri mo giorno, i rappresentanti dei partiti politici tentarono di intro durre nei lavori generali del Congresso uno spirito di discordia, ma furono subito condannati da tutto il Congresso312. Di fatto, lordine del giorno infine adottato rifletteva la posizione del Com i tato militare rivoluzionario, pur lasciando ampie opportunit ai rappresentanti dei partiti di esprimere le proprie opinioni sulle que stioni pi importanti313. Comera prevedibile, la discussione principale ruot attorno agli aspetti politici. La seduta venne aperta dallintervento di Volin, il quale, secondo Novickij, dichiar che i comunisti bolscevichi non potevano rimanere in Ucraina con i loro commissari, la loro CEKA e il loro governo, dicendosi pi che convinto che i contadini e gli operai ucraini sarebbero stati in grado di costruire da soli la propria esistenza, senza partiti politici e senza governi314. Al Congresso venne anche presentata una Dichiarazione del Comitato mili tare rivoluzionario, elaborata da Volin in preparazione del succes
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sivo Congresso, da convocare immediatamente, che nelle parole di Machno il frutto del lavoro del nostro gruppo anarco-comunista di Guljaj Pole315. In questo documento, la leadership del movimento annunciava che, dopo la vittoria della terza rivolu zione, avrebbe lasciato tutti i posti decisionali: N oi... ci disper deremo tra i milioni di insorti e procederemo di pari passo con loro nella costruzione di una nuova esistenza realmente libera316. La condizione di tutto questo era il trionfo dellanarchia, previsto nellimmediato futuro: Lo scontro decisivo tra lidea di libert propria dellorganizzazione anarchica e ... lidea che ne aveva il go verno politico era, a questo punto, inevitabile317. Dopo le dichiarazioni di principio, seguiva un programma det tagliato di cambiamenti da attuare subito. Nel settore agricolo, la necessit di arrivare a un rapido miglioramento della nostra econo mia agraria, disastrata e arretrata, impone di procedere a un nuovo rilevamento agrimensurale con criteri stabiliti in modo assolutamente libero dal movimento dei contadini31 . Questo compor tava la redistribuzione del surplus di terra alle comunit locali, la bolizione delle fattorie statali e labrogazione del decreto sulla nazionalizzazione delle terre: Tutta la terra tolta ai privati deve es sere messa non nelle mani dello Stato ma in quelle di coloro che la lavorano319. Saranno dunque i contadini a decidere come redistri buire la terra, insieme ai kulaki, ovviamente dopo che anche le loro terre in surplus fossero state messe nel mucchio. Un approccio analogo viene elaborato a proposito del lavoro: Tutti i macchinari, i materiali, le attrezzature, la produzione, i tra sporti e la vendita... devono essere di assoluta competenza e a di sposizione non dello Stato - il nuovo proprietario e sfruttatore che con il lavoro salariato opprime non meno dei singoli imprenditori ma delle unioni dei lavoratori liberi che in modo libero, dal basso, si federano tra di loro e con le organizzazioni contadine per mezzo dei Soviet economici320. Veniva cos prefigurata una rete di aziende autogestite tra loro coordinate che avrebbe dovuto portare velocemente alla ricomposizione della societ: Abbiamo bisogno
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dellunione di tutti i lavoratori, di ununica famiglia di operai e contadini321. Questi ideali erano non solo largamente condivisi, ma avevano anche una valenza pratica in quanto parte di un per corso concreto verso la libert e la giustizia intese in modo plurale. Nella Dichiarazione, i machnovisti non mancarono di sca gliarsi contro i metodi con cui il partito bolscevico realizzava i pro pri ideali. Se originariamente le proposte e le parole dordine del partito bolscevico coincidevano con i desideri istintivi delle masse lavoratrici, che le hanno sostenute nel momento decisivo... stato ben presto chiaro che questo partito e questo governo, come ogni partito e ogni governo, sono assolutamente incapaci di realizzare i grandi obiettivi della rivoluzione sociale, anzi hanno paralizzato la libera attivit creativa delle masse lavoratrici... Prendendo nelle proprie mani (formalmente in quelle dello Stato) tutta la vita eco nomica e sociale, creando inevitabilmente nuovi privilegi politici ed economici, questo partito e questo governo stanno uccidendo alla radice la rivoluzione sociale322. La proposta di consolidare i Soviet autogestiti come organi so vrani incontr la resistenza di alcune delegazioni sindacali e di sin goli agricoltori. Le obiezioni, pur nascendo talvolta a causa della scarsa comprensibilit di alcuni passaggi del programma machnovista, erano spesso figlie di una facile retorica: Come sar lanarchia? Se tra due villaggi croller un ponte, chi lo aggiuster? Se accadr che n il nostro villaggio n laltro vorranno ripararlo [una dichia razione strana, se si pensa che il problema delle riparazioni dei ponti veniva gi risolto dalle autogestioni locali - N.d.A.], allora non ci sar nessuno a farlo e quindi, una volta senza ponte, non potremo pi andare in citt323. Lipotesi che i lavoratori sarebbero rimasti senza ponte, non essendo in grado di mettersi daccordo su chi do vesse ripararlo, a quanto pare non ebbe effetto sul Congresso, e in fatti la maggior parte dei contadini e dei delegati degli insorti si pro nunci a favore dei Soviet liberi: In uno spirito di unificazione e collaborazione, tutte le organizzazioni industriali, commerciali, di distribuzione, di trasporto ecc. - formeranno dal basso verso lalto
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una confederazione di tutti gli organi operativi sotto forma di Soviet economici, i quali svolgeranno i compiti tecnici per regolare la vita socio-economica su larga scala324. Lunica alternativa al sistema dei Soviet fu la proposta di atti vare unAssemblea costituente avanzata dalla fazione menscevica della delegazione operaia. Di fatto era questa la parola dordine dei partiti socialisti moderati, ma una proposta simile era stata avanzata anche dal principale avversario dei machnovisti, il generale Denikin. Linattesa comparsa nel Congresso di quella che venne subito bollata come propaganda denikiana provoc una reazione molto vivace da parte di Machno. Dopo il suo attacco ai menscevichi, 18 dei 30 delegati operai lasciarono il Congresso, formalizzando una netta contrapposizione tra Machno e i lavoratori dellindustria pe sante, che erano per lo pi sotto linfluenza dei socialdemocratici. Dallottobre 1919, nei centri industriali latteggiamento verso i machnovisti cominci a cambiare. Come ricorda lattivista sinda cale Sap, una parte dei sindacati operai cercava di tenere ben sepa rati i sindacati dagli insorti325. D altronde per i menscevichi, da tempo in forte disaccordo, i machnovisti non sono un governo, ma una banda con la quale non possibile parlare; presto andranno via e dopo di loro non si sa cosa ci sar326. M a i machnovisti non andarono via, e anzi cominciarono a creare un governo locale rela tivamente democratico. Le questioni militari allordine del giorno del Congresso non sollevarono serie obiezioni da parte dei delegati. Tutti comprende vano la necessit di difendersi da Denikin, e la procedura abba stanza mite della mobilitazione volontaria e dei rifornimenti alle sercito non provoc diatribe. Nessuno si dichiar contrario al fatto che il mantenimento dellesercito... doveva basarsi su contributi volontari da parte degli agricoltori, sui bottini di guerra e sulle re quisizioni al ceto ricco327. Questioni di vario tipo vennero discusse in maniera pi inci siva, in specifico la prepotenza del controspionaggio machnovista: Noi non vogliamo intrometterci in questioni puramente militari,
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ma nostro dovere opporci ad abusi ed eccessi, se vero che acca dono, perch possono istigare la popolazione contro il nostro mo vimento. Fu cos istituita una commissione per il controllo dei servizi segreti, che tuttavia non ebbe un grande impatto328. Un altro problema, al di fuori dellordine del giorno, che aveva richiamato lattenzione dei delegati era lubriachezza. A questo pro posito i delegati sanzionarono il comportamento del comandante militare di Aleksandrovsk, Klein, che pur avendo emesso un bando contro labuso di alcolici, si era poi platealmente ubriacato , scusan dosi con queste parole: Compagni, ho torto, lo so. M a io sono un combattente, un soldato, non sono un burocrate! Non so per ch, malgrado le mie proteste, io sia stato messo al comando della citt. In qualit di comandante non ho altro da fare se non sedere dietro la scrivania e firmare documenti. Questo lavoro non fa per me. Io ho bisogno di agire, di stare allaria aperta, di andare al fronte, con i miei compagni. Io qui mi annoio a morte. Ecco per ch ieri sera mi sono ubriacato. Compagni, voglio riscattare il mio errore. Per farlo, bisogna che voi mi rimandiate al fronte. Soltanto l posso realmente apportare benefici329. Il Congresso adott la decisione di vietare luso di alcolici330, pur sapendo che difficil mente sarebbe stata messa in pratica. Il Congresso rielesse anche il Comitato militare rivoluzionario. Secondo il bolscevico Novickij, nuovo arrivato in questo organo in sieme ad altri comunisti, la maggior parte dei membri era subito passata sotto la sua influenza politica331, ma questa base comuni sta nel Comitato non appare affatto evidente, anzi fa supporre che Novickij abbia gonfiato i numeri della rappresentanza comu nista. Secondo Belas, il Comitato militare rivoluzionario era in fatti composto per il 42,5% da anarchici (85 persone, tra cui tutti i pi importanti comandanti militari), per il 10,5% da socialisti rivoluzionari di sinistra (21 persone tra comandanti e capi villag gio), per il 2% da bolscevichi (4 persone tra operai e soldati), per il 10% da operai senza partito (20 persone) e per il restante 35% da contadini senza partito, mentre menscevichi, populisti e naziona
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listi non facevano parte del Comitato militare rivoluzionario332. Dal momento che Machno non aveva tempo per occuparsi degli affari del Comitato militare rivoluzionario, fu Volin a presiedere questo governo cittadino333. M a i rapporti tra la base delleser cito machnovista e il nuovo Comitato rimasero tesi. Come ricorda Volin, il Comitato militare rivoluzionario e una fazione dei co mandanti erano ai ferri corti, e tra questi ceravamo anche M a chno e io334. Su un altro versante, si inaspriva anche il conflitto iniziato al Congresso con i sindacati menscevichi, intenzionati ad ampliare il fronte di opposizione. Il 1 novembre fu convocata una riunione dei Consigli di fabbrica di Aleksandrovsk che adott la seguente ri soluzione: Dopo aver preso atto degli attacchi del 30 ottobre con tro la classe operaia e i suoi rappresentanti, i delegati delle orga nizzazioni dei lavoratori richiamano lattenzione del Congresso sul fatto che questi attacchi sono diventati un fenomeno sistematico dopo loccupazione della citt da parte degli insorti, e ribadiscono con forza che non intendono riconoscere quelle organizzazioni dei lavoratori... che si sostengono con la forza bruta militare335. Lac cenno alla forza bruta militare faceva riferimento ai recenti arresti di alcuni esponenti sindacali. Con questa presa di posizione i men scevichi cercarono di delegittimare il Congresso di Aleksandrovsk ritirando il mandato delle organizzazioni operaie: I delegati degli operai possono rientrare nel Congresso soltanto se lassemblea ge nerale sconfesser pubblicamente la grave offesa subita... In as senza dei delegati operai, questo non sarebbe pi un Congresso di operai e contadini, ma soltanto di contadini, e quindi le sue riso luzioni non avrebbero alcuna rilevanza per gli operai di Aleksan drovsk336. Tuttavia al Congresso rimase quasi la met della dele gazione operaia, favorevole a Machno, che ultim tranquillamente i lavori il 2 novembre. Consapevole di questo supporto, Machno gi il 1 novembre contrattaccava, ma non con la forza bruta mili tare, bens ponendo la seguente domanda: ammissibile che gli operai della citt di Aleksandrovsk e del suo circondario, attraverso
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i propri delegati, menscevichi e socialisti rivoluzionari di destra, sostengano in questo Congresso lAssemblea costituente proposta da Denikin?. Per Machno si trattava di un tradimento dietro le quinte che richiamava alla memoria la primavera del 1919, quando Dybenko aveva definito controrivoluzionario il Con gresso machnovista. A differenza dei bolscevichi, Machno non minacci di uccidere nessuno, ma le nubi si stavano addensando. Appellandosi direttamente ai lavoratori, batko chiese: vero che questi dannati bor ghesi sono stati autorizzati da voi a invocare, in nome della vostra fazione proletaria nei Soviet liberi, il vecchio idolo delf Assemblea costituente?337. Spesso, durante la guerra civile, a questi epiteti seguivano arresti ed esecuzioni. Ma non accadde niente di tutto questo: i menscevichi continuarono il proprio lavoro allinterno del sistema multipartitico machnovista, presentando a una riu nione generale dei sindacati una risoluzione in cui si attestava che fare la rivoluzione socialista era ancora prematuro. In realt, questo conflitto era appunto il sintomo della non sem plice crescita di un sistema multipartitico allinterno della repub blica machnovista. Successivamente, la leadership machnovista divenne pi tollerante nei confronti dei partiti riformisti. Peraltro, queste tensioni testimoniano che gli operai non si trovavano af fatto nellorbita di influenza bolscevica, anzi spesso tiravano gi dalla tribuna i loro oratori338. I rapporti migliorarono dopo che Machno stanzi 1 milione di rubli per la cassa di mutuo soccorso operaio. D a quel momento i machnovisti cominciarono a essere percepiti come un governo dagli operai, ancora dentro la mentalit che un datore di lavoro o un governo dovesse pagare loro il salario e organizzare la produ zione: Alcuni Consigli di fabbrica cercavano di capire se nel quartier generale e nel Comitato militare rivoluzionario si sarebbe pa gato un salario ai lavoratori... ricorda ap339. In risposta a una domanda simile posta da un ferroviere, Machno chiar le linee guida: Per quanto riguarda il ripristino di un traffico ferroviario re
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golare nella regione da noi liberata, dato che ci atteniamo al prin cipio di una gestione diretta da parte delle organizzazioni dei con tadini e degli operai, saranno loro stessi a determinare il compenso per il proprio lavoro, applicando una tariffa adeguata a passeggeri e merci (esclusi i militari) e organizzando la cassa su principi soli dali ed equi, in stretto rapporto con le organizzazioni operaie, con le associazioni contadine e con gli insorti340. Cos Machno spin geva anche gli operai a passare a un regime compiutamente autogestionario e autosufficiente. E in base allo stesso principio, essi avevano il dovere di fornire allesercito una cifra commisurata di combattenti. Inizialmente i ferrovieri appoggiarono la nuova organizzazione del lavoro: Hanno creato un Comitato di ferrovieri, hanno posto le strade ferrate... sotto la propria competenza, hanno approntato un piano per la circolazione dei treni, il trasporto dei passeggeri, il sistema di pagamento ecc.341, scrive Arsinov. M a la riluttanza di Machno a impiegare denaro per la crescente mole di lavori militari necessari port i lavoratori dei trasporti e quelli metallurgici sul lorlo della rovina, tanto pi che la condizione delle strade, secondo Belas, era in uno stato deplorevole. I tentativi di costringere gli operai a riparare i ponti qualunque fosse la cifra fallirono342. La situazione degli operai era daltronde disastrosa. I viveri scar seggiavano. La maggior parte dei 2-3.000 operai della provincia ve niva sfamata grazie a piccoli orti e a un modesto commercio. Alcune aree della regione si erano cos trasformate in focolai di crimina lit343. Lassistenza ai disoccupati veniva assicurata grazie a due ca nali: tramite le organizzazioni sindacali per i lavoratori iscritti e tra mite una commissione speciale per tutti quelli non iscritti344. A favore di questa commissione il 29 novembre furono stanziati 5 mi lioni di rubli, mentre a favore dei sindacati ne vennero stanziati 10 milioni. Commentando queste risoluzioni, Belas nota che la gente cominciava a chiedersi: Ma sarebbe questa la famigerata banda machnovista che ruba, uccide, violenta?... Sarebbero questi i barbari della steppa che non hanno un angolo caldo nel loro cuore?345.
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Al contrario dei lavoratori attivi nei grandi impianti industriali, che non potevano aumentare la produzione a causa della mancanza di materie prime e della lontananza dai mercati (tagliati fuori, comerano, dalla linea del fronte), calzolai, conciatori, operai dellin dustria alimentare, lavoratori attivi nelle piccole imprese, ovvero tutti coloro che erano potuti rimanere in contatto diretto con i con sumatori locali, si integrarono rapidamente nel socialismo liberta rio proposto dai machnovisti. In questi settori la disoccupazione diminu (anzi, tra i conciatori scomparve del tutto)346 e venne estesa progressivamente la socializzazione della produzione; ad esempio, allinizio di dicembre lindustria alimentare era compietamente nelle mani degli operai347. Parallelamente, nella regione continu a esistere unindustria privata, e infatti a Guljaj Pole in talune fabbriche rimase in carica la precedente amministrazione aziendale, la quale intratteneva negoziati costanti con i sindacati348. Nonostante il fatto che gli operai avessero ricevuto delle armi per lautodifesa, i machnovisti ogni tanto requisivano dai magazzini tutto ci di cui avevano bisogno, ma in realt lo facevano insieme agli stessi operai, che pur lavorando in fabbrica erano ormai ridotti alla disperazione. Tuttavia, rispetto al generale collasso economico della Russia, la situazione della regione si distingueva positivamente grazie alleconomia rurale e allindustria leggera a questa collegata. Una tale prosperit relativa non manc di attirarsi le critiche degli ideologi machnovisti che propugnavano leguaglianza. Cos, in un articolo anonimo pubblicato su Povstanec (Linsorto) si poteva leggere: In verit, chi vive bene sono i calzolai, il caro vita non gli pesa affatto. Il minimo aumento dei costi sul mercato ri cade sul cliente349. Si imponeva dunque la necessit di regolare il mercato economico. Dato che i criteri di distribuzione da adottare in futuro non erano ancora stati stabiliti, nellimmediato bisognava vivere relazionandosi ancora con la merce-denaro. M a nelle citt in quel momento circolava la valuta emessa dal governo Karenskij (1917), quella emessa dal nuovo governo sovietico, le banconote cosacche di Denikin, di Petljura, di Skoropadskij ecc. D altronde,
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questa situazione non sembrava preoccupare pi di tanto gli econo misti machnovisti, anzi li entusiasmava. Put k svobode (Il cam mino verso la libert) ad esempio scriveva: Com possibile che la gente non riesca a risolvere il problema finanziario quando c una tale enorme disponibilit di banconote?350. In base a questa lo gica ingenua, i machnovisti decisero di mettere in circolazione altro denaro, cosa che probabilmente coincideva con i piani anarco-comunisti di Machno sullestinzione del denaro tramite la perdita del suo valore effettivo. Tuttavia il mercato non rimase paralizzato, tanto che a Ekaterinoslav fior un esuberante movimento cooperativo (anche se soltanto la cooperativa Cibo e cultura accettava ban conote sovietiche). Ancora fino al 10 novembre, il quartier generale machnovista e la commissione finanze del Comitato militare rivoluzionario ave vano a disposizione circa 9-10 miliardi di rubli in banconote di di verso taglio e circa 15 milioni di vecchi rubli aurei, compresa una parte in gioielli (cera una grande differenza di valore tra la carta moneta post-rivoluzionaria e i rubli aurei a causa dellalto tasso di inflazione presente durante la rivoluzione e la guerra civile)351. La politica sociale attuata dalla machnovscina fece s che il 1 dicembre nelle casse machnoviste fossero rimasti solo 5 miliardi di rubli in banconote e 2 milioni di vecchi rubli aurei352. A ogni nuovo arri vato veniva infatti assegnato un contributo sociale di 300 rubli353, tutto denaro sottratto alla borghesia. Un testimone ocu lare, M. Gutman, ricorda: Machno aveva imposto alla parte bene stante della popolazione un tributo pari a circa 25 milioni di rubli... e aveva requisito alle banche il denaro che i denikiani non avevano fatto in tempo a portarsi via. I tributi riscossi e i beni confiscati venivano poi fatti circolare: Machno non aveva abolito alcun tipo di banconota e accettava tanto quelle sovietiche quanto quelle del Don. Al contrario, il Comitato militare rivoluzionario aveva preferito trattenere per s la valuta del Don e distribuire tra la popolazione le banconote sovietiche354. Questa scelta si spiega facilmente: le armi e le munizioni erano acquistate con le banco

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note del Don. Ma la popolazione alla fin fine non fu danneggiata da questa decisione: dopo un mese arrivarono i Rossi e le banco note sovietiche non andarono perdute. Il fatto che i machnovisti pagassero invece i lavori di riparazione delle armi con le banconote sovietiche355 non piaceva agli operai delfindustria. Ma arrivare a un compromesso non appariva affatto facile dato che era ovviamente lesercito machnovista a essere il loro cliente principale356. Nelloriginale complesso militare-in dustriale creato da Machno, gli operai metalmeccanici traevano il proprio sostentamento soprattutto dalla produzione e riparazione degli armamenti, e ogni loro rivendicazione non solo avrebbe fatto aumentare i costi per lesercito ma avrebbe anche fomentato il mal contento dei contadini che viceversa rifornivano gli insorti gratu itamente. Ritenendo che tutti dovessero stare sullo stesso piano, Machno si indign quando gli operai chiesero un prezzo giudi cato troppo alto per il prodotto fornito: Carogne, egoisti, estorsori che cercate di costruire con il sangue e leroismo dei miei sol dati il vostro b e n e s s e r e 3 5 7 . Anche Volin era incline a pensare che gli operai per una serie di condizioni... sono timorosi e poco ri voluzionari; il successo della terza rivoluzione dipende quindi prin cipalmente dai contadini358. Nelle intenzioni machnoviste Ekaterinoslav, una delle maggiori citt dellUcraina, doveva diventare la loro citt-vetrina. Dopo aver contribuito a liberarla, i machnovisti rilasciarono un comunicato in cui si affermava che la citt sar liberata da qualsiasi potere... e, sotto la protezione degli insorti, ribollir di nuova vita; sar neces sario costruire una libera associazione dei lavoratori associata ai contadini e agli insorti... non vi saranno pi omicidi, saccheggi, violenze o perquisizioni arbitrarie... la questione del nostro com portamento nelle zone occupate una questione di vita o di morte per il nostro movimento359. Linterrelazione tra Ekaterinoslav e il resto della regione machnovista doveva infatti servire da modello per lintero paese una volta terminata la guerra civile. M a quando gli insorti entrarono nella citt liberata, la vetrina
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era gi infranta, sia letteralmente che metaforicamente: lesercito di Denikin lasciava una citt completamente devastata. Nelle sue me morie, Z. Arbatov, giornalista anti-bolscevico e anti-machnovista, descrive efficacemente il passaggio dellesercito di Denikin in citt: Tutti i negozi pi riforniti erano stati saccheggiati, le loro serrande di ferro erano state divelte a picconate, le loro vetrine, infrante, ri coprivano i marciapiedi; per le strade vagavano cosacchi a piedi o a cavallo con sacchi pieni di ogni genere di merce... La controrivo luzione si era insediata con una prepotenza selvaggia e senza limiti, le carceri erano stracolme di prigionieri, mentre i cosacchi saccheg giavano liberamente tutta la citt360. Questa pesante eredit la sciata dai cosiddetti fautori dellordine e della propriet era aggra vata dal fatto che durante il mese in cui la citt fu nelle mani dei machnovisti rimase costantemente sulla linea del fronte, cosa che impediva alle sue industrie di continuare la produzione. Soltanto se si fosse riuscito a modificare radicalmente questa situazione, Ekaterinoslav sarebbe potuta diventare il centro del grandioso esperi mento sociale prefigurato dai machnovisti.

Le leggi marziali
Gli abitanti valutavano gli eserciti giunti in citt soprattutto in base al numero di saccheggi subiti. Sullo sfondo generale della guerra civile, i provvedimenti presi da Machno contro i saccheggi potevano essere considerati soddisfacenti. Secondo la testimonianza di Gutman, il saccheggio generalizzato attuato dalle truppe di De nikin non era stato invece commesso dai machnovisti. Le punizioni inflitte, insieme alla fucilazione di alcuni ladri presi in un bazar, ese guita da Machno stesso, avevano avuto un grande impatto sulla po polazione361. Va anche notato che, contrariamente alla pratica pre cedente, i machnovisti smisero di liberare dalle prigioni tutti i detenuti, limitandosi a rilasciare i soli prigionieri politici362. I machnovisti adottarono modalit diverse anche nella gestione
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dei rifornimenti. Ad esempio, quando il magazziniere Ja. Idaskin fece notare a Machno che se avesse confiscato il contenuto dei ma gazzini la popolazione ne avrebbe sofferto, i machnovisti non solo non lo toccarono con un dito ma addirittura gli regalarono un cap potto invernale per il suo coraggio363. Il ricorrente problema dei saccheggi non rimandava comunque a una mancanza di disciplina dei combattenti machnovisti, ma alle modalit operative di quellorganismo opaco aHinterno del movi mento machnovista, ovvero il servizio di controspionaggio: Sicu ramente ci sono stati molti saccheggi con il pretesto di cercare armi nascoste. Un certo tipo di saccheggio invece avvenuto con lauto rizzazione dello stesso Machno; questo riguardava gli alloggi degli ufficiali di Denikin: gli ufficiali che non avevano fatto in tempo ad andare via dalla citt e che si erano nascosti furono tutti uccisi e i loro alloggi completamente ripuliti364. Qui per necessaria una correzione: in realt Machno aveva dato lautorizzazione non ai sac cheggi ma alla rappresaglia contro gli ufficiali. Oltretutto, il controspionaggio elimin non solo gli ufficiali ma tutti coloro che avevano servito nei reparti speciali di Denikin (e daltronde Machno invo cava spesso lo sterminio dei borghesi)365. Nelle sue deposizioni davanti al Tribunale rivoluzionario della XIV Armata, il presidente del Comitato militare rivoluzionario, Volin, ammise che da me arrivavano frotte di persone che lamen tavano il fatto che io non interferissi in modo sistematico con le at tivit del servizio di controspionaggio... Ma la situazione militare e limpegno nel lavoro culturale ed educativo mi hanno impedito di approfondire lindagine sugli abusi commessi, stando ai denun cianti, dal servizio di controspionaggio366. Volin in realt faceva il modesto, anche per sottrarsi alle accuse che gli erano rivolte dal tribunale comunista367. Di fatto era costantemente in contatto con quel servizio, pur insistendo a dire che riguardo agli abusi perpetrati dai servizi segreti dellesercito machnovista e dal suo co mandante Zinkovskij, io non so nulla368. Ma il senso intrinseco di questa sua candida confessione lo si ritrova in unaltra sua af
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fermazione: Il controspionaggio per me era un orrore, e io ho fatto tutto il possibile per riparare ai suoi errori369. Una cosa certa: il servizio di controspionaggio era di fatto in controllato. Machno e il suo quartier generale erano alle prese con i problemi della difesa ed erano occupati sul fronte. Volin e il C o mitato militare rivoluzionario erano talmente immersi nei problemi sociali, educativi ed economici che sembrava non volessero quasi re lazionarsi con il servizio di controspionaggio. Machno stesso am metteva che questultimo aveva a disposizione poteri illimitati: Per svolgere il loro lavoro gli organi del servizio di controspionaggio erano autorizzati a perquisire qualsiasi casa ritenuta sospetta per qualsiasi motivo... erano anche autorizzati a compiere arresti so prattutto quando le persone sospette erano state segnalate dalla po polazione370. Com facile prevedere, questo aveva creato le con dizioni ideali per la denuncia, labuso e la tirannia. Per ovviare a questi problemi, il Congresso di Aleksandrovsk aveva istituito una commissione per chiarire e risolvere qualsiasi tipo di attrito e incomprensione tra gli insorti e gli organi del ser vizio di controspionaggio371, anche se era impossibile controllare effettivamente la sua attivit. Il riferimento agli organi del servizio di controspionaggio, al plurale, non era casuale. A quel tempo il servizio di controspionaggio era organizzato come una struttura indipendente (con a capo L. Golikov) che agiva principalmente a Ekaterinoslav. In seguito Machno ammise: Riguardo alle attivit degli organi di controspionaggio machnovisti, a volte furono com messi errori per i quali ho sofferto, di cui mi sono vergognato e per i quali mi sono scusato372. Ma il servizio di controspionaggio non temeva molto il malcontento del comandante o le proteste delle varie organizzazioni sociali: Dite ai vostri operai di restare nelle fabbriche e di non interferire con le nostre azioni! Se interfe riranno, li rimetteremo al loro posto! dichiar il comandante del servizio di controspionaggio durante un arresto, come ricorda un membro dell'Unione generale dei sindacati373. Nonostante larbitrariet e la mancanza di controllo, la pressione
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dellopinione pubblica e degli organi direttivi machnovisti non per mise alla macchina del terrore di espandersi cos comera successo nei territori occupati dai Rossi o dai Bianchi. Dopo aver riconqui stato Ekaterinoslav, i denikiani, come di consueto, si preoccupa rono di contabilizzare il numero delle persone sommariamente uc cise dagli avversari. Riuscirono a individuare una settantina di corpi374. Un simile spargimento di sangue non giustificabile, e tuttavia il fenomeno va inquadrato nel terrore che segna ogni guerra civile. Abbiamo gi citato le memorie di Arbatov sulloccupazione di Ekaterinoslav da parte dei Bianchi, ma lo stesso giornalista trascrive i suoi ricordi anche sul mese di terrore rosso attuato dal cekista Valjavka nel maggio 1919: Di notte Valjavka uccideva senza esita zione tutti coloro che venivano catturati dalla CEKA. Dopo aver rac colto 10-16 persone al centro di un cortile, Valjavka, insieme ad altri agenti, prendeva posizione e apriva il fuoco contro quelle per sone inermi. Quella notte di maggio le urla echeggiarono nella quiete circostante, e gli scatti dei revolver tacquero soltanto poco prima dellalba... i nomi delle centinaia di persone che il brutale Valjavka aveva mandato al creatore rimasero un terribile segreto375. I machnovisti era molto lontani da tutto questo. importante evidenziare anche unaltra circostanza, commenta Mallet: Tutte le riserve sul servizio di controspionaggio riguar dano le citt di Berdjansk, Aleksandrovsk, Ekaterinoslav e Nikopol. Nessuna di loro toccava le aree rurali. Spesso gli omicidi com messi dai machnovisti sono stati paragonati a quelli commessi dai cekisti o dalla polizia segreta di Denikin. Alcuni degli omicidi com messi dai machnovisti furono indubbiamente molto brutali, al pari degli omicidi commessi dai loro nemici, ma di certo non si pu dire che i primi agissero con la stessa metodica crudelt dei se condi376. Il numero totale di persone che collaborarono con i ser vizi segreti machnovisti fu di circa 5.000. Nelle parole di Belas, questa rete capillare e la capacit della leadership resero possibile il curioso fatto che i complotti politici contro linsurrezione fossero esposti alle masse prima che maturassero effettivamente. Certo
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Belas scriveva le sue memorie sotto il controllo della GPU e in alcuni casi era forzato ad aggiungere commenti sul controspionaggio del lesercito insurrezionale377, ma nondimeno significativo che nella regione machnovista non giunse a compimento n una rivolta n uninsurrezione, di cui invece abbonda la storia della guerra civile. Allo stesso tempo, il controspionaggio machnovista agiva anche contro quei comandanti che in modo del tutto arbitrario impone vano tributi alla borghesia per scopi personali. Proprio per que sto il 15 ottobre fu fucilato il comandante Bogdanov378. Inoltre, il servizio di controspionaggio aveva una sua rete clandestina di rico gnizione che si estendeva da Odessa a Novorossijska e che racco glieva informazioni sugli spostamenti delle truppe nemiche e su tutto ci che potesse essere utile per i comandi machnovisti379. Il ricorso alle attivit di controspionaggio un problema tipico di ogni tipo di guerra (e di dittatura): se si vogliono avere informa zioni complete e attendibili sui propri nemici (e sulle eventuali co spirazioni in atto), necessario avere forze speciali che agiscano sotto copertura. M a proprio perch sono segreti, questi servizi non solo agiscono in base ai propri interessi, ma sono di norma incon trollabili e operano spesso come agenti provocatori. Il movimento machnovista si trov ad affrontare questo problema durante il caso Polonskij, ovvero la fucilazione agli inizi di dicembre del 1919 di un gruppo di comunisti infiltrati. Per contestualizzare la vicenda occorre innanzi tutto chiarire le relazioni tra la leadership machnovista e tutti gli altri partiti, tenendo presente che i partiti di matrice socialista operavano legalmente. Il 4 novembre il Comitato militare rivoluzionario aveva sancito una relativa libert di stampa per lintera regione machnovista: Tutti i partiti politici socialisti, senza eccezioni, e tutte le loro orga nizzazioni e correnti hanno completa libert di diffondere le proprie posizioni, idee, dottrine e opinioni, sia in forma orale che scritta. Non sar tollerata alcuna restrizione di parola e di stampa e non dovr verificarsi alcuna persecuzione in questo senso. Il documento proseguiva con due importanti precisazioni: 1. Le informazioni di
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carattere militare possono essere pubblicate solo se apparse sul prin cipale organo dellesercito insurrezionale, Put k svobode, o se di ramate dallAgenzia rivoluzionaria dei telegrafi (RETAG). 2. Dando a tutti i partiti e a tutte le organizzazioni politiche la libert di far cir colare le proprie idee, il comando dellesercito insurrezionale rende altres noto che LA PREPARAZIONE, LORGANIZZAZIONE E LiMPOSIZIONE AL POPOLO DEI LAVORATORI O AI RIVOLUZIONARI INSORTI DI

non avendo nulla a che fare con la diffu sione delle proprie idee, non saranno consentite in nessun caso380. Effettivamente, nella stampa pubblicata a Ekaterinoslav si ritro vavano posizioni a favore o contro la presa del potere. C era il gior nale comunista Zvezda (Stella), che in genere criticava ogni passo compiuto dai machnovisti, Narodvlastjie (Potere al popolo), pubblicato dai socialisti rivoluzionari di destra, e Znamja Vasstanija (La bandiera della rivolta), pubblicato dai socialisti rivoluzio nari di sinistra. Anche gli anarchici erano presenti con il gi citato Put k svobode [in ucraino Sljach do voli N.d.T.] e con Povstanec, rispettivamente lorgano del quartier generale militare e lorgano del dipartimento per leducazione e la cultura del Com i tato militare rivoluzionario. Nelle varie citt venivano inoltre pub blicati i quotidiani Volnyj Berdjansk, Volnyj Aleksandrovsk, Volnoe Guljaj Pole ecc. [Volnyj significa libero N.d.T.]. In questo pluralismo di idee i bolscevichi non avevano molto seguito e i menscevichi rinforzarono la propria influenza tra i lavo ratori a scapito dei primi381. Ma le battute darresto alla loro stra tegia per imporre la dittatura del proletariato non scombussola vano pi di tanto i comunisti: il loro obiettivo principale in quel momento era rafforzare lesercito. Un ex membro del komsomol di Ekaterinoslav ricorda: Grazie ai machnovisti potevamo fare aper tamente la nostra attivit di propaganda... il nostro sindacato co minci a diffondere febbrilmente i propri volantini tra gli stessi machnovisti382. Se la libert di propaganda era un principio di feso con convinzione, questo non voleva dire che il contenuto dei documenti bolscevichi non infastidisse i machnovisti. Ad esempio,
UN DOMINIO POLITICO,

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quando il giornale Zvezda scriveva che il significato rivoluziona rio dellinsurrezione si esaurisce quando, al posto del governo dei Soviet degli operai e dei contadini, si designa... come governo un pugno di comandanti militari di un qualsivoglia quartier generale; o ancora quando scriveva, a firma di P. Gorenev, che abbiamo bi sogno di adottare un ordine rivoluzionario di ferro. Stabilire la massima disciplina rivoluzionaria. Porre fine allanarchia sconside rata e impotente, a quellinsensata mancanza di coordinamento dellazione il cui unico risultato pu essere soltanto un rafforza mento degli elementi controrivoluzionari... Lidea di anarchia, che salvaguarda i proprietari rurali da qualsiasi pressione da parte del proletariato urbano... una condizione ideale per i kulaki dei vil laggi e per i contadini arricchiti. Il sistema anarchico dellorganiz zazione industriale non poteva non trovare consensi tra i fautori dellarretratezza, incapace com di garantire la produzione anche solo a livello di villaggio383. Per Machno leggere affermazioni di questo tipo era altamente offensivo, tant che spesso avrebbe vo luto scatenare dure rappresaglie contro la stampa che le pubbli cava384. Ma sia la visione politica condivisa da tutto il movimento, sia le sue responsabilit personali in quanto comandante delleser cito insurrezionale, lo convinsero a non farle. Dunque nessuna te stata venne chiusa, sebbene le pubblicazioni giudicate diffamatorie fossero di fatto sequestrate. E se le pubblicazioni anarchiche pole mizzavano accesamente con Zvezda, i reparti machnovisti lascia vano che i comunisti distribuissero tranquillamente i propri mate riali di propaganda385. Ma ad attirare lattenzione del servizio di controspionaggio, che ovviamente non faceva soltanto abusi, fu unaltra attivit messa in campo dei bolscevichi, che non aveva niente a che vedere con la propaganda: questi ultimi avevano infatti costituito un Comitato rivoluzionario clandestino che raccoglieva informazioni di intelli gence sullesercito insurrezionale machnovista386. Alcune cellule comuniste clandestine erano state infiltrate tra le unit di fanteria e di artiglieria machnoviste387 in attesa che arrivasse il momento
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giusto. Ma il colpo grosso dei comunisti era stato di infiltrare, gi nellagosto precedente, un loro elemento dacciaio nei vertici del comando machnovista: il bolscevico Polonskij, che aveva portato con s anche tutto il suo entourage. Polonskij, che ovviamente non ostentava il suo stretto legame con i comunisti sebbene, come ri corda Orlov, fosse un loro comandante, aveva il compito preciso di introdursi nella fazione machnovista per smembrare lesercito di massa388. Tuttavia il servizio di controspionaggio machnovista non stava dormendo. Alla fine di novembre, Polonskij, la sua compagna, il suo vice Semencenko e lex presidente del Tribunale rivoluzionario Vajner partirono per Ekaterinoslav, dove si incontrarono con il Co mitato clandestino del partito per discutere un piano che prevedeva di assorbire i reparti machnovisti nellArmata rossa. Allincontro era presente anche un anonimo emissario del Comitato regionale del partito comunista ucraino389. Il giorno seguente allincontro Po lonskij fu arrestato insieme ai suoi compagni di viaggio, e forse su bito ucciso. Lindagine, che coinvolse diversi comandanti, port a una serie di accuse circostanziate. In primo luogo, i machnovisti provarono che Polonskij si era circondato di bolscevichi, cosa che era stata fatta in segreto contravvenendo agli accordi presi con gli in sorti390. In secondo luogo, sostennero che Polonskij si era circon dato di assassini comunisti che avevano massacrato una formazione machnovista nei mesi di maggio e giugno del 1919391. Qui il rife rimento a Vajner, lex presidente del Tribunale rivoluzionario, che peraltro non aveva una responsabilit diretta con quella specifica rappresaglia. Ma il punto pi rilevante dellaccusa furono i docu menti indirizzati al comando dellArmata rossa e sequestrati a Se mencenko392, in cui si affermava che i bolscevichi infiltrati nelle file machnoviste e il Comitato clandestino del partito erano pronti a sostenere lArmata rossa contro Machno. A smascherare Polon skij contribu infine la testimonianza di uno dei suoi comandanti, Ogarkin, lo stesso grazie al quale il controspionaggio machnovista era venuto a conoscenza dellattivit clandestina portata avanti dai
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comunisti393. Il controspionaggio cerc anche di dimostrare che tra i progetti dei bolscevichi infiltrati ci fosse anche quello di atten tare alla vita di Machno, avvelenandolo con la grappa a una festa in onore della moglie, ma laccusa non venne provata394. Temendo una possibile rivolta bolscevica allinterno delle pro prie unit, soprattutto da quando lArmata rossa si era nuovamente avvicinata alla regione machnovista, e pressati da un imminente attacco dei denikiani a Ekaterinoslav, venne deciso di passare per le armi gli imputati, che furono fucilati il 2 dicembre. In realt il C o mitato militare rivoluzionario aveva votato contro questa esecu zione. Quando alla riunione decisiva Golik, del controspionaggio, aveva affermato che era necessario uccidere tutti i comunisti arre stati, lobiezione del Comitato era stata: Se voi ora li fucilerete, anche il loro esercito dopo vi fuciler395. Contro lesecuzione si erano espressi tutti gli ideologi e i comandanti anarchici: Volin, Arsinov, Alyj, Cubenko e forse Belas. Ma la maggior parte dei co mandanti presenti alla riunione congiunta del Comitato militare rivoluzionario e del quartier generale dellesercito insurrezionale si espresse a favore della fucilazione, che venne eseguita39". Evidentemente, il tentativo di realizzare lanarchia, annun ciato da Volin al Congresso di Aleksandrovsk, non aveva avuto suc cesso. La regione machnovista era di fatto una zona costantemente sulla linea del fronte, che era stata di conseguenza interamente mi litarizzata. In tali circostanze, non poteva funzionare se non adot tando una qualche forma, pi o meno rigida, di regime militare. Nondimeno, i fatti dimostrano che nel contesto di una guerra ci vile i machnovisti riuscirono a costruire un regime relativamente democratico, anche se non esente da autoritarismo, atti repressivi e abusi. Chi in particolare alimentava nella machnovscina queste tendenze autoritarie era quella sorta di guardia pretoriana, forma tasi nel 1918 per motivi bellici, che aveva attirato elementi sociali interessati a fare la guerra e nientaltro che la guerra: un fenomeno universale che accompagna qualsiasi cataclisma bellico prolungato. Durante la guerra civile furono proprio questi elementi di prove138

nienza composita contadini che avevano perso il legame con la campagna e non potevano o non volevano tornarci397, membri della classe operaia o esponenti dellintelligencija a costituire il principale carburante dello scontro militare, per trasformarsi su bito dopo nel principale materiale di costruzione utilizzato per eri gere la successiva dittatura, ovvero il nuovo Stato sovietico. Bench la machnovscina non fosse del tutto immune a influenze di questo tipo, riusc tuttavia a sviluppare tendenze opposte che si rifacevano al multipartitismo, alla libert di parola e di informa zione, e soprattutto a un tessuto autogestionario di base che per quanto riguardava i contadini comportava lautodifesa armata. In tutta la regione machnovista ci fu inoltre, parallelamente, un in tenso lavoro culturale ed educativo portato avanti dagli anarchici e dai menscevichi, in particolare a favore dellalfabetizzazione398. Nelle citt i sindacati, che raggruppavano il 60-70% 399 degli ope rai, rimasero sempre attivi, negoziando le condizioni di lavoro e le retribuzioni con la nuova amministrazione delle imprese400. Gli anarchici aderenti alla Nabat ucraina cercarono di creare sindacati di industria e non di mestiere che avessero il controllo completo della produzione e dello scambio, ma gli operai preferirono le forme tradizionali di organizzazione alle quali erano pi avvezzi. Anche i tentativi di creare comuni urbane con funzioni simili a quelle dei sindacati si scontrarono con lopposizione degli operai, i cui rappresentanti (il pi delle volte menscevichi) spingevano in vece per tornare agli organi municipali tradizionali. Secondo le me morie di Belas, nelle citt furono comunque costituiti Consigli cittadini liberi che si autogovernavano sulla base di affinit perso nali e liberi accordi401. In sostanza, la machnovscina si presentava come una parte della rivoluzione mondiale. Attraverso i canali della Nabat, Machno aiut in modo significativo, grazie alla riserva doro dellesercito insurrezionale, le organizzazioni anarchiche russe, ucraine, polac che, georgiane, rumene, austriache, francesi, italiane e spagnole402, inviando fondi che, sebbene in alcuni casi finirono nelle mani di
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persone poco affidabili, nel complesso contribuirono alla crescita della stampa anarchica. Nacque proprio in questo contesto la leggenda sul tesoro na scosto di batko Machno. Infatti, secondo una testimonianza di Belas, i machnovisti avevano nascosto a Dibrivki un piccolo te soro, anche se in realt si trattava di un oggetto compatto che po teva essere trasportato da una sola persona. Nel 1924, dopo la fine della machnovscina, Machno mand Ivan Lepetcenko a recuperare il tesoro, ma questi non riusc a portare a termine limpresa per ch fu subito arrestato dalla GPU. Tuttavia il tesoro non cadde nelle mani dei servizi di sicurezza perch era gi stato recuperato da Pantalej Karetnikov, uno dei militanti che aveva partecipato alla fondazione di unorganizzazione anarchica segreta nella prima met degli anni Venti403. Cos il tesoro dei machnovisti fu comunque utilizzato per le esigenze organizzative degli anarchici, anche se era ben lontano dal poterne soddisfare gli effettivi bisogni. Ma intanto, in quellinverno del 1919, i machnovisti dovettero fronteggiare lattacco di una forza del tutto inattesa: unepidemia di tifo invest prima Ekaterinoslav e poi tutta la regione. Met delle sercito circa 35.000 soldati su 75.000404 - lo contrasse, e come ri fer Novickij linsieme degli insorti diventato un enorme convo glio di malati405. Come se ci non bastasse, a Ekaterinoslav si abbatt unorda di denikiani in ritirata da nord sotto la pressione dellArmata rossa. Il comandante bianco Slasev riusc infine a con centrare le forze rimaste per sferrare lattacco contro la citt tenuta dai machnovisti. A met dicembre nei dintorni di Ekaterinoslav scoppiarono feroci combattimenti. Arbatov racconta la ritirata dei machnovisti da Ekaterinoslav: Furono rimossi i cannoni e portati via al galoppo... lultimo ad andar via fu Machno, e dieci minuti dopo aver lasciato la citt, sulla stessa Zadovaja che aveva percorso trattenendo il suo cavallo imbizzarrito, comparvero i primi ufficiali di cavalleria, e con loro anche i gradi sulle spalline406.1 machno visti provarono a contrattaccare, ma le forze non erano sufficienti. Dopo aver appeso agli alberi gli insorti costretti a rimanere perch

ammalati di tifo, e dopo aver saccheggiato tutto il saccheggiabile, i soldati di Slasev abbandonarono la citt. Poco dopo a Ekaterinoslav faceva il suo ingresso lArmata rossa, ponendo cos fine allesistenza di una regione machnovista autonoma in cui era stato possibile spe rimentare, pur con i limiti imposti da una guerra civile, nuove forme sociali.

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> La stampa rivoluzionaria, spesso letta ad alta voce a un uditorio analfabeta, era un veicolo fondamentale di comunicazione e di emancipazione culturale. > Starobel'sk 1920: insorti machnovisti leggono il testo dell'alleanza politico-militare sottoscritta con i bolscevichi.

CAPITOLO QUARTO

Lo scontro con lArmata rossa

Nel mese di ottobre lArmata rossa aveva lanciato unoffensiva con tro Denikin. Lesercito dei Bianchi aveva iniziato la ritirata, e ormai senza speranza aveva cominciato a sparare i suoi ultimi proiettili anche contro le capanne dei contadini. A ragione M achno consi der che il crollo dei Bianchi era soprattutto merito del suo esercito insurrezionale: Gli ufficiali con le spalline dorate sono quasi en trati a Mosca, e se non ci fossero stati alle loro spalle gli insorti della Russia rivoluzionaria, gi da tempo si vedrebbe sventolare a Mosca la bandiera del potere autocratico407. Ma a questo propo sito non venne espressa alcuna gratitudine. Anzi, l11 dicembre 1919 il Com itato militare rivoluzionario della Repubblica eman un decreto per lanciare sul fronte meridionale la lotta contro i partigiani. Nel motivare questa dura presa di posizione al VII C on gresso dei Soviet, Trockij sostenne: Il ritm o straordinariamente rapido dei nostri fallimenti in Ucraina si chiarisce con il ritm o al trettanto rapido dei nostri successi: lestrema instabilit presente nel territorio ucraino..., se noi permettiamo ai partigiani ucraini di continuare a esistere nella speranza che da loro nasca il futuro eser
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cito ucraino, porter alla rovina per la seconda volta lUcraina sovie tica, e questa volta per lungo tempo. Il che valeva non solo per i partigiani ucraini ma anche per i partigiani del Caucaso settentrio nale o della Siberia. Ma in primo luogo valeva per i machnovisti, che dopo la sconfitta di Denikin erano diventati un pericolo mortale per lo Stato operaio-contadino408. N on poteva dunque esserci alcun senso di gratitudine nei confronti degli insorti machnovisti nonostante il loro fondamentale contributo a sconfiggere Denikin.

D i nuovo fuori legge


Allinizio del 1920 i Rossi vedevano ormai nei machnovisti un avversario militare. Anche quando questi ultimi intavolarono trat tative con lArmata rossa sulleventualit di confluire in un unico esercito, le trattative finirono con alcune esecuzioni. Il 29 dicembre la XLV divisione, al comando di Jakir, entr nel territorio machnovista. Nonostante il fatto che leffettiva forza militare in quel m o mento, piegata dal tifo, si fosse ridotta in maniera significativa, i co mandi dellArmata rossa continuavano a temere il potere di batko. Decisero dunque di dissimulare le loro vere intenzioni, occultando in particolare il fatto che i cekisti avevano gi fucilato alcuni co m andanti del quartier generale machnovista e spostando invece lattenzione sul caso Polonskij, per il quale chiesero un dibatti m ento davanti a un tribunale militare. M a questo andava bene anche a M achno. Il 5 dicembre il suo esercito entr ad Aleksandrovsk, dove erano gi presenti alcune truppe dellArmata rossa409. L ebbero inizio i colloqui tra il comandante di brigata Levinzon e Machno, ai quali partecipa anche Karetnikov. La cosa principale che, secondo Karetnikov, separa noi dai machnovisti e dai conta dini la politica agraria del governo sovietico e il fatto che a capo dellArmata rossa ci siano determinati capi, gli stessi ufficiali con tro i quali M achno, a parole sue, combatte non per la vita ma per la morte ricorda Levinzon. Noi non parleremo con voi di que

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stioni politiche, di questo discuteranno il nostro Comitato militare rivoluzionario con il vostro C om itato militare rivoluzionario. Dal punto di vista strategico, siamo invece pronti a prendere larea sta bilita dato che abbiamo un nemico comune410. Nel frattempo il comandante della XIV Armata, Uborevic, il 6 gennaio diede ordine a M achno di muoversi im m ediatam ente verso il fronte polacco lungo la linea Aleksandrja-Borispol-Brovary-Cernigov-Kovel. Lordine arrivava direttamente da Stalin 411. Lindicazione cos precisa delle localit in cui il movimento doveva posizionarsi non era casuale: i comandanti dellArmata rossa avreb bero cos saputo con esattezza dove localizzare e disarmare i resti del fragile esercito di Machno. Tuttavia i bolscevichi non erano affatto convinti che questa operazione fosse priva di rischi412, cos il 9 gennaio, senza attendere la risposta di M achno, il Comitato esecu tivo panucraino mise fuori legge il movimento machnovista, fa cendo seguire il 14 gennaio lordine di disarmo generale per le truppe degli insorti. Il 22 gennaio arriv la risposta interlocutoria di M achno alle richieste dei bolscevichi con cui annunciava la disponibilit ad andare di pari passo con lArmata rossa pur m antenendo la pro pria indipendenza413. In quegli stessi giorni, almeno due divisioni sovietiche avevano gi svolto operazioni militari contro i machnovisti, i quali, nonostante lepidemia, avevano com unque conser vato una notevole capacit offensiva. Un reggimento sovietico si era mosso da Ekaterinoslav in direzione di Melitopol e, dopo aver occupato la citt, in cui cerano in quel m om ento oltre 15.000 persone colpite dallepidemia, aveva cominciato a disarmare i machnovisti ammalati di tifo, m entre i nostri comandanti sono stati uccisi senza appurare se fossero malati o sani414. Come scrive Kurilenko, che nel luglio 1919 aveva com battuto con lArmata rossa, per poi tornare nelle file machnoviste: LArmata rossa, piuttosto che portare a termine il suo compito principale, ovvero sconfiggere D enikin ormai in ritirata, ora d la caccia solo agli insorti... Si creata una situazione in cui il terrore e la violenza contro i mach145

novisti e la popolazione non potranno far altro che aumentarne la resistenza415. Nonostante la palese rottura con i Rossi, i comandanti machnovisti continuarono a discutere su una possibile riunificazione. A fa vore si erano espressi Kurilenko, Dolzenko e soprattutto Mironov (il cui fratello era un comandante dellArmata rossa), il quale soste neva che bisogna preservare gli insorti per il futuro: torner il no stro momento! N on dobbiamo temere di confluire nei reparti so vietici, perch non sar un errore. Q uanto pi i nostri compagni combatteranno nelle fila dellArmata rossa, tanto pi saremo poi in grado di combattere dallinterno per realizzare la terza rivoluzione anarchica416. N on si esclude che nel delineare questa tattica, M i ronov contasse sul sostegno del fratello, un bolscevico non iscritto al partito che aveva al suo attivo im portanti successi militari e che gi nel 1919 si era ribellato ai vertici deHArmata rossa. Ivan Dolzenko, obiettando contro questa tattica di infiltrazione occulta, riteneva invece necessario entrare apertamente nei quadri del regime sovietico per svolgervi un lavoro costruttivo: Cercare di distruggere il potere sovietico significa prolungare la lotta interna tra gruppi di lavoratori nelle citt e nei villaggi... Minacciare con le armi ed entrare nellorganizzazione governativa al fine di farla saltare in aria dallinterno a me sembra una cosa vergognosa e igno bile. Bisogna riconciliarsi con loro una volta per tutte. O ra bisogna considerare come un dovere sacro quello di organizzare le comuni libere nel contesto sovietico. In questo campo abbiamo abbastanza esperienza e dobbiam o dimostrare alla popolazione contadina quanto sia cruciale organizzare la vita collettiva. Anche se queste com uni dovranno sopportare il peso delle imposte statali e do vranno obbedire al governo... dobbiamo diffondere il collettivi smo, la cui inviolabilit e preminenza sono state attestate dagli stessi bolscevichi. Noi dobbiamo lasciare le armi nel museo della ri voluzione e organizzare in tutti i modi possibili le comuni libere, lo ripeto, anche nel contesto sovietico417. Lidea che i bolscevichi avrebbero permesso ai machnovisti di

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organizzare comuni autonome non bolsceviche era di sicuro molto ingenua. Dolzenko si espose a critiche feroci e in seguito rivide ra dicalmente la propria posizione: Com possibile organizzare una com une quando non sei libero di esprimerti, quando i cecchini dei Rossi ti danno la caccia come a un coniglio... Che cosa si pu mai fare quando ci derubano della nostra vita, quando ci ucci dono? A mio avviso, i villaggi devono dedicarsi allautodifesa po litica ed economica. Bisogna organizzare la resistenza418. Questa posizione alla fine prevalse, anche se la maggior parte dei com an danti riafferm la necessit di unalleanza con i Rossi pur se a con dizioni pi favorevoli. Essi si rendevano conto che la vittoria sui bolscevichi era impossibile se non nasceva un movimento anti-autoritario in tutto il paese. Nel difficile contesto in cui si trovavano a operare, i machnovisti si trovarono di fronte al compito di m an tenere vivo il fuoco rivoluzionario: solo grazie a quello ce lavreb bero potuta fare. Da parte loro i bolscevichi contavano su un rapido successo dato lo stato d animo diffuso tra la popolazione, la quale aveva accolto lArmata rossa come un esercito di liberazione che era riuscito a cacciare i Bianchi, detestati a causa delle requisizioni forzate che avevano introdotto. Loppressione dei denikiani appariva dunque alla popolazione molto pi vessatoria di quella bolscevica: Lat mosfera in questa zona decisamente favorevole al regime sovie tico. M a ci sono anche i machnovisti. Linvio di commissari poli tici pu neutralizzarli e raggiungere cos i risultati sperati. Quello che i contadini chiedono un compenso equo per il grano espor tato, prima di tutto per acquistare il carbone loro necessario419. In realt quel compenso equo non fu mai ottenuto. Il governo bolsce vico si appropri di tutto il grano che gli serviva e rispose alle pro teste con la repressione. N on solo nella regione fu rafforzata la Commissione di emergenza, un sistema di controllo poliziesco, ma furono addirittura aboliti i Com itati dei contadini poveri, tanto che gi nella prima met di febbraio il clima m ut e ricomincia rono a circolare le critiche consuete: evidente il m alcontento
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verso le politiche alimentari: stato fissato un prezzo troppo basso per il grano ed stata riservata alle unit produttive una quantit troppo bassa420.

Fermento rivoluzionario
In Ucraina, il ritorno al sistema delle requisizioni forzate e lin troduzione dei Com itati di gestione contribuirono a far aum en tare nuovamente il numero degli insorti. In nome dei Soviet liberi, i machnovisti lanciavano appassionati appelli a tutti i combattenti: Abbiamo lottato e continueremo a lottare per una libert che sia realmente illimitata. Se i tuoi commissari ti spingono contro di noi, non sparare, manda i tuoi delegati a vedere chi siam o... non dovete credere ai commissari. Noi lottiam o per una vita libera, senza commissari-dittatori, senza spie... abbassate i fucili e venite a stringervi con i machnovisti in un abbraccio fraterno421. E i combattenti lo facevano. D altronde, nei confronti della popola zione locale i Rossi ricorrevano a metodi violenti che richiamavano alla mente i com portamenti dei Bianchi. Inoltre, i contadini re clutati dallArm ata rossa non mostravano alcun entusiasmo nel com battere contro M achno: Nei reparti dei Rossi i soldati... hanno subito consegnato le armi, mentre i capi hanno combattuto fino alla fine, scriveva nel diario la moglie di M achno422. M a i comandanti avevano buone ragioni per combattere fino alla fine, perch a quel punto i machnovisti cominciarono a passare per le armi tutti coloro che avevano una qualche autorit: funzionari, agenti dei servizi, responsabili delle requisizioni, poliziotti, presi denti dei C om itati dei contadini poveri. N on appena i contadini tornarono a schierarsi con Machno, il suo reparto mobile acquis improvvisamente migliaia di nuovi ade renti, consentendogli di attaccare unit dei Rossi anche molto pi consistenti. Nel febbraio del 1920 circa tre divisioni (per un totale di 20.000 unit) tornarono nellesercito insurrezionale, e il 21 feb
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braio i machnovisti riconquistarono Guljaj Pole. Costretto a una breve incursione allesterno, il 1 marzo batko ritrov i Rossi a Guljaj Pole e li sconfisse nuovamente: I prigionieri furono liberati, ma con lavviso di non farsi trovare per la terza volta a Guljaj Pole, altrimenti sarebbero stati uccisi423. Indubbiam ente i machnovisti non furono sempre cos buoni. Anzi, da quel momento in avanti, il terrore dei Rossi e dei machno visti si intrecci in ununica spirale di vendetta: Sapevamo che si sarebbero vendicati sui dissidenti innocenti per il fatto che avevamo ucciso cinque comunisti; difatti hanno sparato al presidente, a uno degli anziani, a un impiegato e a tre partigiani424. E ancora: La cavalleria si dirigeva velocemente verso il villaggio, mentre la fante ria era rimasta indietro. Subito ci comunicarono che i nostri ave vano catturato una quarantina di persone. Abbiamo raggiunto il villaggio e sulla strada abbiamo visto un gruppo di persone, alcune sedute, altre in piedi, che venivano denudate. Intorno a loro cerano i nostri ragazzi, alcuni a cavallo, altri a piedi. Si trattava di prigio nieri. Li denudavano per poi ammazzarli425. interessante no tare la reazione della popolazione nei confronti di quelle esecuzioni, che riguardavano i membri di un reparto incaricato di fare spedi zioni punitive: Gli abitanti del villaggio stavano a guardare. Guar davano e godevano. Raccontavano come nei giorni precedenti quel reparto avesse spadroneggiato nel villaggio: vagavano ubriachi nelle strade, pretendevano che gli fossero serviti i piatti migliori, picchia vano gli abitanti con le fruste e impedivano loro di parlare426. Ma questa descrizione ci fa capire come anche tra i machnovisti linno cenza fosse ormai perduta. Nellesercito insurrezionale vigeva quel tanto di disciplina che consentiva di condurre com battim enti efficaci, ma pur sanzio nando azioni come la violenza non autorizzata sui prigionieri, la spoliazione dei cadaveri o labbandono temporaneo del fronte, que ste apparivano ineliminabili. Le sanzioni per queste infrazioni erano state decise dopo una discussione con i soldati stessi e varia vano in base alla colpa commessa, andando dalla confisca del ca

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vallo, con conseguente trasferimento in fanteria, allespulsione dal movimento machnovista, fino allesecuzione427. Oltretutto, spesso i machnovisti stemperavano la continua tensione con lalcol, Machno compreso. E se Arsinov scriveva favorevolmente di questa sua disponibilit a bere con i soldati, Gaiina Kuzmenko biasimava in vece queste gozzoviglie del marito428. Dopo la rivelazione del complotto per uccidere Machno, il prin cipale organo giudiziario dei machnovisti divenne lapposita com missione creata nel Com itato militare rivoluzionario composta da Karetnikov, Popov e Kuzmenko. La commissione prendeva le sue decisioni basandosi sulle testimonianze degli abitanti: Erano stati arrestati per una soffiata fatta da tre persone, ma gli altri li difesero cos strenuamente che li rilasciammo429. Se cera tempo, la proce dura del Com itato era pi lunga e articolata: I soldati dellArmata rossa catturati, e i loro comandanti, passavano tutti al vaglio della commissione, che lavorava a stretto contatto con il Kultprosvet, il quale interveniva nelle assemblee e faceva opera di propaganda. Q uanto agli altri funzionari sovietici, la commissione decideva in m odo autonom o cercando sempre di convincere gli imputati430. Di fatto, questi processi-assemblee nei quali si tentava di persua dere gli im putati erano una rarit, mentre i dibattim enti a partire dalle testimonianze della popolazione erano invece frequenti, tanto che lo riconosce anche un testimone di parte come Teper431. Per quanto concerne il trattam ento dei soldati dellArmata rossa presi prigionieri in combattimento, questi venivano spogliati dellarma m ento e dellequipaggiamento che potevano tornare utili alleser cito insurrezionale, in m odo da non essere pi operativi, e se chie devano di entrare nelle fila dellesercito insurrezionale erano ben accetti. M a va anche detto che in situazioni particolari alcuni pri gionieri erano stati uccisi per rappresaglia432 e che non sempre i machnovisti erano teneri con gli ex insorti passati ai bolscevichi dopo lamnistia promulgata da questi ultim i433. Seppur lontani dalle cifre del terrore rosso, i machnovisti erano responsabili di al cune decine di esecuzioni al mese. Lo stesso M achno ammetteva:

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S, abbiamo ucciso sia alcuni agenti delle squadre di requisizione forzata inviate dal governo, sia alcuni presidenti dei comitati locali addetti alle requisizioni, cos come abbiamo ucciso anche alcuni po liziotti. .. Dal momento che abbiamo combattuto il sistema di go verno bolscevico, abbiamo lottato anche contro i suoi rappresen tanti, contro chi li difendeva e contro tutta la loro difesa armata434. Di fatto, nella regione esisteva un doppio governo. Sia gli organi del governo bolscevico sia quelli del governo machnovista agivano clandestinamente. Le autorit locali bolsceviche riferivano: La si tuazione nella provincia di Aleksandrovsk sfavorevole. A causa della costante minaccia di Machno, in alcuni distretti i Com itati rivoluzionari stanno lavorando clandestinamente. Ci sono state ese cuzioni di commissari e di soldati delf Armata rossa, oltre al disarmo di alcune unit militari. Q ui lanarchismo ha una forte presa ed at tivo in tutti i distretti a esclusione di 3 (su un totale di 4 3 )... il nu mero dei batki e degli ataman in certi posti supera il numero dei di stretti, ma di fatto sono tutti guidati da Machno435. Nel novero degli agenti che lavoravano a favore del governo bol scevico M achno ora includeva anche i funzionari di quei Comitati dei contadini poveri che lui stesso aveva creato nel 1917. La ra gione di questo nuovo atteggiamento si spiega con le diverse fun zioni attribuite a quei comitati, che non solo avevano ora il com pito di segnalare alle squadre di requisizione forzata dove i contadini tenessero le proprie scorte di grano (ricevendo in cambio una parte del grano requisito), ma erano anche uno dei principali vettori del potere bolscevico nei villaggi. N on stupisce dunque che una struttura di questo tipo non risultasse affatto gradita a M a chno, il quale inviava messaggi molto chiari su come trattare i pre sidenti di questi comitati: Vi raccomando di eliminare immedia tamente i responsabili delle requisizioni nei villaggi perch in loro c del marcio436. E coloro che non davano seguito a questa rac comandazione erano a loro volta eliminati dai machnovisti. Non a caso, nella primavera del 1920, nel I Congresso panucraino dei comitati dei contadini poveri dei 165 distretti di Ekaterinoslav ne

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erano presenti solo 26437, e questi erano riusciti a confiscare ai contadini della regione di Ekaterinoslav solo 134 fucili contro i 1.918 fucili della regione di C harkov e i 27.050 fucili della re gione di Odessa438. Quella parte di contadini poveri che non si accodata al bolscevismo-leninismo deve essere spietata nei con fronti della fazione di poveri che si invece schierata con le squa dre addette alle requisizioni cos da far loro scontare i propri cri mini. Secondo M achno, il C om itato dei contadini poveri, in quanto organismo di classe dei lavoratori, dovrebbe non solo tenere salde le proprie file, ma anche far rispettare e difendere al proprio interno i principi vitali, in primo luogo il principio di libert e il di ritto a esprimersi di tutte le opinioni439. Presto la tolleranza dei machnovisti nei confronti della diversit di opinione fu sottoposta a un test inaspettato. I Bianchi proposero infatti a batko di stringere unalleanza. In quel periodo i coman danti dei Bianchi, arretrati in Crimea, cominciarono a capire che stavano lottando non solo contro la mitica anarchia ma anche contro una forza pi organizzata e ordinata messa in campo dai bolscevichi, la cui intenzione era di eliminare ogni libert di pen siero. Di conseguenza si convinsero che per fronteggiare questa forza formidabile era necessario unirsi con tutti i movimenti anti bolscevichi. Secondo quanto riferiva al colonnello Nog lemissario del generale Ptr Vrangel inviato in Crimea: Dopo i com batti menti nella zona meridionale, il nemico si ritirato dallistmo di Perekop arretrando verso nord... la spiegazione di tutto questo che in Ucraina, nelle retrovie dei Rossi, scoppiata una rivolta con tadina guidata da Machno. Ci sono molti distaccamenti partigiani che non danno tregua ai Rossi. Anche il generale Silling e il gene rale Slasov valutano molto favorevolmente questo fenomeno, ma non sapendo come lo vede Stavka non hanno ancora preso con tatto con gli insorti di M achno... Io ritengo che in questo m o m ento cos grave il nostro m otto debba essere chi contro i Rossi con noi440. In effetti i Bianchi fecero diversi tentativi per stabi lire un contatto con Machno. M a quando i messaggeri di Vrangel

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infine lo incontrarono, M achno ordin di ucciderli per evitare che le masse contadine potessero sospettare che vi fosse un qualunque accordo con i pomesiki. Pi successo ebbe un altro tentativo di stabilire unalleanza con Machno. Nellaprile del 1920 la confederazione anarchica Nabat arriv alla conclusione, durante un suo incontro, che era necessa rio forzare il movimento machnovista a mettere in pratica il suo ideale. Fu cos inviata una delegazione, composta da Baron, Suchobolskij e Teper, per proporre a M achno di interrompere que gli spostamenti senza senso e senza scopo da un posto allaltro e di stabilire invece, in maniera permanente, un territorio senza go verno441. Nonostante il tono perentorio della proposta, e la sua insipienza dal punto di vista militare, M achno accolse gentilmente la delegazione della Nabat, giunta in visita il 12 giugno. Lopportu nit di diffondere linfluenza del movimento machnovista anche in altre zone appoggiandosi alle cellule della Nabat, sparse in tutta lUcraina, era sicuramente allettante. Ma specularmente anche la Nabat era intenzionata a sottomettere alla propria influenza il mo vimento machnovista e, se necessario, a rimpiazzare lo stesso M a chno: Il problema pi difficile che i membri della Nabat avevano di fronte [sarebbe stato pi corretto scrivere che noi avevamo di fronte dal m om ento che lautore di queste righe, cio Teper, par tecipava attivamente alla cospirazione - N.d.A.] era la necessit di rafforzare e ampliare la capacit politica di molti comandanti in modo da aumentare la loro autorit sulla massa degli insorti e in debolire in maniera significativa il potere assoluto di Machno, o ad dirittura, nella migliore delle ipotesi, sostituirlo con qualcun altro442. Dopo il ferimento di M achno alla fine di agosto, Aron Baron prov a portare i comandanti sotto il controllo del Comitato militare rivoluzionario. M a apparve subito chiaro che gli orizzonti mentali dei com andanti machnovisti non erano cos ristretti come supponevano gli esponenti della Nabat; anzi, nelle discussioni po litiche, i machnovisti reggevano il confronto con i pi sofisticati anarchici arrivati dalle citt.
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Parlando a nom e dei machnovisd, Dolzenko descriveva cosi le radici sociali del bolscevismo: Lespansione delle attivit di go verno, secondo Marx, rafforza la struttura governativa proprio come lesercizio fisico rafforza il corpo di una persona. vero. M a lespansione delle funzioni statali, come ben sapete, aum enta la forza della burocrazia, del partito e degli organi am m inistrativi... che com pongono un insieme particolare... Lo Stato divenuto di fatto il proprietario dei mezzi di produzione e il custode del prole tariato industriale, che da noi di fatto non esiste. Si tratta di un gruppo minoritario in nome del quale vengono fatte le leggi e che, insieme al partito, diventato la forza speciale che determina lin tero proletariato443. Era a questo punto necessaria una terza ri voluzione per rovesciare la burocrazia statale. M a il concetto di terza rivoluzione imponeva di fare un passo indietro rispetto al lidea di fronte rivoluzionario, e per i bolscevichi smembrare il fronte rivoluzionario non poteva non mettere i machnovisd in rotta di collisione con quella parte di lavoratori che aveva seguito i bolscevichi. Bollati come controrivoluzionari, i machnovisti si ritrovarono di fronte alla necessit di modificare la propria strate gia. Se prim a avevano cercato di sconfiggere i Bianchi alleandosi con i Rossi, ora, nonostante la persistente minaccia dei Bianchi, decidevano di mettere in primo piano lobiettivo anti-bolscevico della terza rivoluzione. Valutando le prospettive di questa terza rivoluzione, Dolzenko non le riduceva ai successi dellesercito insurrezionale machnovista: Noi siamo il m otore della terza rivoluzione e abbiamo creato nuove parole dordine; noi siamo, tra le classi in lotta, il fermento rivoluzionario centrale che porta nel movimento milioni di conta dini oppressi... ma il nostro fermento rivoluzionario, pur avendo portato nel movimento le masse contadine, da solo non in grado di dare una direzione specifica a questo movimento. Siamo troppo pochi per poter procedere con il lavoro di creazione, ed daltra parte sciocco farlo adesso, quando ancora non finito il lavoro di distruzione. Stabilizzarsi in un dato territorio non sufficiente per
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distruggere il potere... solo il popolo pu dare avvio alla terza rivo luzione, non il nostro esercito444. C on queste parole i machnovisti cercavano di spiegare agli emissari della Nabat come loccupa zione stabile di un territorio non fosse un obiettivo prioritario (e di fatto il movimento aveva gi avuto unesperienza simile). Nelle cir costanze di guerra permanente nelle quali si trovavano a operare, la costruzione di una nuova societ appariva assolutamente impossi bile. Perch il movimento potesse essere vittorioso, era necessario che si diffondesse in tutto il paese, e in questo caso i machnovisti non intendevano una vittoria puramente militare, ma una vittoria capace di dar vita, anche nelle citt, a unorganizzazione sociale che sottraesse ai bolscevichi una parte del loro consenso: Conservando le unioni sindacali e le organizzazioni economiche, dobbiamo con durre una lotta instancabile per la felicit delle classi pi povere. La Rivoluzione dOttobre ha creato una vasta rete di organizzazioni si mili. Se riusciamo a sottrarle allinfluenza politica dei bolscevichi, allora diventeranno nostre, e socialiste445. Risultava cos evidente che gli ideologi machnovisti condividevano una visione non si li mitava ai metodi della lotta partigiana, ma che attribuiva al sinda calismo un ruolo cruciale nel portare a compimento la rivoluzione. E gli anarchici attivi nelle citt avevano in tutto questo un ruolo fondamentale: Noi andremo di villaggio in villaggio per risvegliare la coscienza dei contadini, mentre voi andrete nelle fabbriche per risvegliare la passione latente degli operai, ponendoli di fronte al lobiettivo principale: la socializzazione dei mezzi di produzione... Se non si riuscir a lavorare insieme in base a questo accordo, rom peremo definitivamente con voi e vi considereremo come un gruppo separato446. La strategia proposta contrastava per con i piani della Nabat, la cui influenza nelle citt non era sufficiente per creare un forte m o vimento sindacalista. Com e ricorda Belas: In un primo m om ento Baron avanz molte obiezioni, ma alla fine accett che le organiz zazioni anarchiche delle citt confluissero nei sindacati, al fine di spingerli a riconoscere il machnovismo come il principale fermento
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rivoluzionario presente nelle campagne447. Tuttavia gli emissari della Nabat, pur assumendosi la responsabilit di rafforzare il m o vimento nelle citt, continuarono a insistere sulla necessit di su bordinare il movimento machnovista allorganizzazione politica. M achno per non aveva alcuna intenzione di sottomettersi alla Nabat e la proposta venne respinta. Baron e gli altri emissari la sciarono la zona operativa e la Nabat per alcuni mesi prese le di stanze dal movimento machnovista.

L rganizzazione militare o
Nonostante la sua forte influenza, M achno non decideva tutto da solo. Prima delle operazioni militari non solo si consultava con i suoi pi stretti collaboratori, ma coinvolgeva nelle decisioni anche i soldati: Molti dei nostri ragazzi si espressero a favore dello scon tro [contro lArmata rossa], ma molti altri erano contrari. I nemici erano tanti e non era nelle nostre priorit o non lo era ancora dar battaglia ai Rossi, a meno che non ci fosse una necessit impel lente448. Queste riunioni erano tu ttaltro che demotivanti, anzi aumentavano la capacit di com battim ento dellesercito insurre zionale: i soldati comprendevano meglio il senso delloperazione e combattevano con maggiore determinazione449. Fu sempre M achno a volere un organo politico collegiale: il Co mitato militare rivoluzionario, o Com itato degli insorti rivoluzio nari d Ucraina, che comprendeva M achno, Belas, Kalasnikov, Kurilenko, Karetnikov e successivamente Arsinov e Popov. Allinterno del Comitato militare rivoluzionario furono creati tre dipartimenti: quello operativo (Machno, Belas e Kalasnikov), che gestiva le unit del quartier generale; quello organizzativo (Kurilenko e Karet nikov), che gestiva gli organismi amministrativi, e quello culturale ed educativo, guidato da Arsinov, cui faceva capo anche la commis sione che si occupava delle questioni giudiziarie (composta da Ka retnikov, Popov e Kuzmenko)450.

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Il movimento machnovista si basava su una rete di strutture mi litari periferiche pronte a sostenere in qualsiasi m omento i distacca menti mobili principali. Lo studioso di M achno N. Efimov scrive: Cerano su tutto il territorio contadini armati di fucili o di qual siasi altra arma. N on seguivano M achno nei suoi spostamenti, ma rimanevano in questo o in quel villaggio e costituivano cellule ca paci di difendere e sorvegliare la propria zona... se quindi in una data localit cera un sotto-organo del governo sovietico, o un fun zionario addetto alle requisizioni, o ununit di spionaggio che vo leva ottenere informazioni sui machnovisti, allora il com pito di queste cellule era di neutralizzarli e di segnalare ai distaccamenti principali la posizione delle unit dellArmata rossa presenti in zona. Quando il momento politico fu propizio a Machno, queste cellule si espansero aggregando volontari che vi restarono a lungo451. O l tretutto, lesercito insurrezionale machnovista si riforniva grazie a questa vasta rete periferica, concordando con i contadini tempi e luoghi per ricevere i rifornimenti. Ad esempio, se i machnovisti avevano bisogno di cavalli, li prendevano per lo pi nelle fattorie che ne avevano a disposizione pi di tre452. Inoltre, i contadini custodivano le munizioni dei machnovisti e curavano i loro feriti. La forza di questo sistema aveva per anche un rovescio della me daglia: lesercito di M achno era molto pi debole al di fuori del proprio territorio. Allesterno della regione machnovista, nella prima m et del 1920 in Ucraina erano ancora attive alcune formazioni armate anarchiche di piccole dimensioni. La CEKA faceva rientrare nellor bita dellanarchismo anche le formazioni di Koncjur (3.000 unit nella regione di Kiev), di Nesmejanov (200 unit sempre nella re gione di Kiev), di Skljar (800 unit nella regione di Cherson, stret tamente collegate a Machno), di Brov (300 unit nella regione di Pollava, inizialmente guidate da Cubenko), di Dvigun (200 unit sempre nella regione di Cherson). Nel mese di giugno le operazioni dellesercito insurrezionale contro le retrovie dei Rossi ebbero successo: alcuni reggimenti fu
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rono distrutti e la XIII divisione si ritrov in una condizione molto critica. I Rossi non riuscivano a contrastare militarmente questa offensiva, e lunica cosa che facevano era di far fuoco sulle assem blee machnoviste con lartiglieria. Ma quando le cose sembravano volgere a loro favore, le forze machnoviste dovettero lasciare allim provviso il proprio territorio: Vrangel aveva lanciato la sua offen siva di primavera. M achno si rese subito conto che, nonostante avesse facilmente sbaragliato le retrovie dei Rossi, le probabilit di successo contro lesercito dei Bianchi erano decisamente minori. Ben consapevoli della loro forza, i Bianchi diedero il via a repres sioni e razzie: Il nemico si appropria del bestiame e del grano. Re cluta con la forza tutti gli uomini fino allet di 41 anni. Sevizia e uccide i prigionieri453, riferiva il comandante della XLII divisione. Naturalm ente i machnovisti erano pi che determinati a contra stare questa presenza, ma i Bianchi agivano con la tattica del ba stone e della carota, ad esempio convalidando la confisca delle terre dei pomesiki a favore dei contadini. N on chiaro se Machno fosse a conoscenza di questa politica, ma il tentativo dei suoi ne mici giurati, i Bianchi, di flirtare con i contadini di sicuro non lo avrebbe reso felice. Il 27 giugno M achno comunic alle truppe la sua intenzione di arretrare: nellinteresse del nostro esercito ri tirarci per un certo periodo dallarea di presenza dei Bianchi e dei Rossi, portandoli cos a combattere tra di loro finch non avremo consolidato le nostre forze454. Mentre lArmata rossa contrastava efficacemente lavanzata delle truppe polacche dirette in Ucraina, e anzi si preparava a marciare su Varsavia, il Com itato centrale bolscevico assegnava a Feliks Derzinskij unimpresa non meno im portante: catturare Machno. Con questo obiettivo, in maggio Derzinskij istituiva in Ucraina i VOCHR, reparti speciali della CEKA assegnati alla sicurezza interna. In una lettera di giugno inviata alla moglie scrive: Non vorrei tor nare a Mosca prima di aver neutralizzato Machno. H o difficolt nellaffrontarlo perch opera con la cavalleria e io non ho la caval leria455. D unque Derzinskij chiese la cavalleria a Lenin, ottenen

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dola. A poco a poco il cerchio cominci a stringersi intorno a Machno, asserragliato a Guljaj Pole come se intendesse aspettare l i Rossi. Questi erano peraltro convinti che sarebbero venuti facil mente a conoscenza dei piani machnovisti con un semplice strata gemma: poich i contadini erano strettamente legati ai banditi, gli agenti del controspionaggio, fingendosi machnovisti, avrebbe saputo per tempo dove i machnovisti stessero preparando lattacco. M a poi divenne chiaro in che modo venivano fatte circolare le informazioni: La politica del quartier generale machnovista con sisteva nel preparare un attacco nella direzione opposta a quella annunciata456. Derzinskij elabor allora un piano pi agguerrito per dare la caccia a Machno: un primo gruppo avrebbe occupato la postazione di Grisino-Selidovo, un secondo gruppo avrebbe sfer rato lattacco a Guljaj Pole, spingendo la preda nella trappola. Ma i cacciatori avevano appena suonato il corno che la preda, alzata la coda, si diresse in una direzione sconosciuta, sfuggendo allaccer chiamento. Questo fu linizio dellimponente contrattacco di M a chno alle retrovie dellArmata rossa, di fronte al quale impallid anche il famoso raid del 1919 contro i cosacchi agli ordini del ge nerale bianco Mamontov: questa volta i machnovisti avanzarono com battendo per pi di 700 km. Alcuni distaccamenti (tra i 250 e i 1.000 soldati), sotto il co m ando di M achno, si diressero verso una zona dove il machnovismo non era presente e dove i Rossi si sentivano invece sicuri. Lungo la strada restituirono ai contadini le scorte di grano seque strate (una sorta di requisizione al contrario) e distrussero le infra strutture del comuniSmo di guerra. Tutto questo fece aumentare linfluenza di M achno anche al di fuori del territorio d origine. Dopo aver circondato Poltava da nord, Machno occup Zenkov e M irgorod, minacciando lallora capitale dellUcraina sovietica, Charkov. I Rossi dovettero in fretta e furia trasferire l una parte delle proprie forze. M a M achno, dopo aver scardinato le istitu zioni, distrutto i magazzini logistici e redistribuito le scorte seque strate alla popolazione, si ritir nella foresta. Il 28 agosto conqui
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sto Izjum, dove liber i prigionieri e fece saltare in aria il carcere. Poi spar di nuovo nei boschi vicino a Slavjansk. Proprio in quei frangenti M achno si fer gravemente fratturandosi una gamba. Questo non ferm lavanzata. Il 3 settembre i machnovisti presero Starobelsk, cosa che rappresent un grave colpo per i Rossi, che vi avevano immagazzinato grandi scorte di cibo e di armi. Tutto fin nelle mani di batko. E il suo esercito, cresciuto di 5-6.000 unit (non contando i distaccamenti rimasti a Guljaj Pole), continu a muoversi verso est, verso il Don. Tra il 10 e il 12 settembre scoppi una feroce battaglia alle porte di Millerovo, dove erano presenti unit dei VOCHR. Alla fine della giornata i machnovisti sconfissero i Rossi e irruppero a Millerovo, ma gi la m attina dopo lesercito partigiano riprese la sua strada verso est457. In questa corsa sfrenata i machnovisti entrarono in contatto anche con i cosacchi, ma i rapporti reciproci rimasero freddi. I cosacchi infatti guardavano con estrema diffidenza allesercito in surrezionale machnovista. Com e annotava la CEKA attiva nella re gione del Don: Non si rileva un afflusso di cosacchi nelle bande di Machno458. Raggiunta Morozov, i machnovisti si spinsero an cora oltre, verso Starobelsk. O rm ai erano molto vicini alle linee dei Rossi. M achno era ben conscio (e la cosa lo tormentava) che attaccare i Rossi era un aiuto indiretto ai Bianchi, che nel frattempo ave vano rimesso piede nel suo territorio, conquistando Guljaj Pole. Proprio questo fatto lo convinse che lunico m odo per liberare la sua capitale dalle truppe di Vrangel era di allearsi, ancora una volta, con i Rossi. D altronde, entram be le parti stavano sondando la possibilit di ripristinare un contatto diretto per trattare. Tanto i bolscevichi quanto i machnovisti avevano bisogno di una tregua nella feroce guerra scoppiata allinterno del fronte rivoluziona rio, anche se entrambe le parti non riponevano alcuna speranza nel fatto che lavversario, dopo tutte le sofferenze patite, potesse diventare pi ragionevole. In una riunione del Com itato militare rivoluzionario dedicata a

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una nuova possibile alleanza con i bolscevichi, la maggior parte degli anarchici che provenivano dalle citt si dichiar contraria, ma la maggior parte dei comandanti si dichiar invece favorevole a rin novare lalleanza, e fu questa opinione a p r e v a l e r e 4 5 9 . L a proposta avanzata dai machnovisti il 27 settembre fu immediatamente accet tata dal comando del fronte meridionale dellArmata rossa. Il 29 settembre fu ordinato a tutte le unit dei Rossi il cessate-il-fuoco.

L ltima alleanza u
Il I o ottobre M achno chiese a sua volta agli insorti ucraini di cessare i combattimenti contro i bolscevichi: Rimanendo spettatori apatici, gli insorti ucraini hanno favorito il successo di due storici nemici dellUcraina: un possidente polacco o in alternativa un nuovo potere regio guidato da un barone tedesco [Vrangel]460. Il 2 ottobre a Starobelsk fu siglato laccordo tra bolscevichi e machno visti, firmato da Frunze, Kun e Gucev per i Rossi e da Kurilenko e Popov per i machnovisti. In virt di questo accordo, non solo fu rono interrotte le operazioni militari, ma fu promulgata, per la sola Ucraina, unamnistia per machnovisti e anarchici. Questi otten nero anche il diritto di propagandare le proprie idee, senza per incitare al rovesciamento del governo sovietico, e di partecipare alle elezioni per la nom ina dei delegati al V Congresso dei Soviet previste in dicembre. Entrambe le parti, di comune accordo, non si scambiarono i disertori. Lesercito insurrezionale machnovista accett cos di sottom et tersi al comando operativo sovietico, a condizione per di conser vare al proprio interno le regole precedentem ente stabilite461. Anzi, i machnovisti avanzarono ulteriori proposte per stabilizzare la coesistenza con i bolscevichi: Dal m om ento che uno degli aspetti essenziali del movimento machnovista la lotta per lautogoverno locale delle masse lavoratrici, lesercito insurrezionale propone di aggiungere un quarto punto allaccordo politico, e cio listitu

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zione... in tutta larea in cui agisce lesercito insurrezionale di or gani politici ed economici basati sullautogoverno, sullautonomia e su legami federativi con gli organi statali della Repubblica sovie tica462. I bolscevichi promisero che avrebbero sottoscritto questo quarto punto, ma non apposero la firma con il pretesto che dove vano aspettare lautorizzazione da Mosca463. Proprio gli attriti su questo punto porteranno alla definitiva rottura tra machnovisti e bolscevichi464. M a al m om ento laccordo fu ratificato, il 16 otto bre, dal C om itato esecutivo centrale della Repubblica sovietica dUcraina465. Dal comando del fronte meridionale i machnovisti ottennero anche un contributo di 100 m ilioni di rubli466, una somma piuttosto modesta per quei tempi, che rappresentava pi un atto di buona volont che un aiuto concreto allalleato. Tuttavia, una parte consistente dei machnovisti si rifiut catego ricamente di sottoscrivere questa alleanza. Alcuni distaccamenti, per un totale di 8.000 insorti, non seguirono M achno in questa scelta (condivisa invece da 13.000 insorti)467. Qualche tempo dopo, Kamenev, Bondarenko, Parchomenko, Formin e altri fecero una dichiarazione pubblica, riportata da Belas, che si chiudeva con una facile profezia: Noi non vogliamo la pace con i bolscevichi, che sono abili ingannatori. Noi non vogliamo pi versare il nostro sangue com battendo contro Vrangel solo perch sappiamo che le nostre azioni verrebbero sfruttate dai bolscevichi. Noi non li con sideriamo dei rivoluzionari e intendiam o lottare contro di loro come contro tutti coloro che governano e che fanno le leggi. Vi auguriamo di riuscire a sconfiggere Vrangel, ma vi avvisiamo che se mettete la mano in bocca ai bolscevichi, ve la morderanno468. Nonostante il rifiuto di allearsi con i Rossi, anche i reparti che si erano dissociati cessarono dal 10 ottobre le operazioni militari. Per evitare di sottomettersi formalmente al comando dei Rossi, M a chno prefer essere nom inato presidente dellesercito insurrezio nale, il cui comandante divenne ora Karetnikov469. Il 16 ottobre M achno aveva gi riunito tutti i distaccamenti, che ora am m ontavano a 11.000 fanti, 3.500 cavalieri e 900 ta-

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canky. Il 18 ottobre i machnovisti sfondarono il fronte tenuto da Drozdov e il giorno dopo occuparono Aleksandrovsk: tutta la re gione, da Guljaj Pole a Pologi, sembrava essere tornata sotto il con trollo di Machno. A quel punto il comandante dellArm ata rossa Michail Frunze ordin a Karetnikov di dirigersi verso Perekop. M a i machnovisti, fiutando linganno, si rifiutarono di accettare un or dine che metteva cos a rischio il proprio esercito e chiesero che al lazione partecipassero anche le truppe dei Rossi. Frunze si vide co stretto a rivedere il suo ordine470. Il 28 ottobre machnovisti e Armata rossa lottarono fianco a fianco mettendo in campo ben 42 divisioni. I machnovisti occuparono Boi soj Tokmak e il 29 ottobre il grosso delle truppe dei Rossi sfond il fronte dei Bianchi a Kachovka, penetrando in profondit nei territori occupati da Vrangel. Nella regione machnovista, che in quel periodo comprendeva 32 distretti471, inizi quello che tutti speravano potesse essere un lungo periodo di pace. Nel frattempo, il 1 ottobre, il cekista V. Mancev aveva inol trato a Derzinskij questa richiesta: Ho promesso di liberare Volin e Cubenko. Se siete d accordo, vi chiedo di rilasciarli e di tenerli temporaneamente a Mosca. M a importante comunicare subito la loro liberazione472.1 due anarchici furono effettivamente liberati e appena fu loro possibile tornarono in Ucraina dove diedero ini zio a unintensa campagna di propaganda, partecipando alle ele zioni per lannunciato Congresso panucraino dei Soviet. La Nabat, superati gli attriti con il movimento machnovista, anzi rafforzata dallinfluenza politica e dalle risorse economiche di questultimo, si consolid dal punto di vista organizzativo, apr sedi in molte citt ucraine e inizi a diffondere i documenti machnovisti473. Il 1 di cembre fu convocato a C harkov il Congresso panucraino degli anarchici, autorizzato dalle autorit bolsceviche, al quale vennero invitati anche alcuni anarchici russi come E. Jarcuk, Grigorij Maksimov e vari altri474. In quel periodo a Charkov era presente una leadership machno vista molto attiva, composta inizialmente da Chochotva e Klejn,

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poi affiancati da esponenti di spicco del movimento come Budanov, Taratuta e Popov. In un telegramma inviato a Derzinskij il cekista Balickij scrive: Anche a Charkov hanno successo. Soltanto ieri sera [il telegramma del 22 novembre N.d.A.] si concluso lo sciopero nella fabbrica di locomotive organizzato dai machnovisti in seguito a una crisi acuta nella fornitura di vettovaglie475. chiaro che i bolscevichi non potevano tollerare a lungo lesistenza di una propaganda machnovista legale: i lavoratori sarebbero andati dalla parte degli anarchici. M a poich la forza militare di Machno era necessaria per sconfiggere Vrangel, la CEKA dovette attendere.

L utogestione a
Q uando nellarea di Guljaj Pole cessarono le ostilit, fu final mente possibile sperimentare quelle forme di autogoverno basate su Soviet autogestiti proposte dai machnovisti. Per gestire la tran sizione fu costituito un Soviet libero, che prese il nom e di Com i tato esecutivo, composto da una maggioranza di delegati anarchici, affiancati da 20 delegati dei socialisti rivoluzionari e 5 delegati dei comunisti476. Nel territorio machnovista giunse anche un centi naio di anarchici per svolgere un lavoro culturale ed educativo che era ritenuto essenziale477. Il segretario del Soviet fu dapprim a Popov e poi loperaio Ptr Rybin. Per tutto il mese di novembre gli abitanti del distretto di Guljaj Pole si riunirono pi volte in assemblea per definire le regole del nuovo Soviet libero, che furono stabilite il 25 di quel mese, ovvero esattamente alla vigilia dellattacco dei Rossi. I Soviet liberi erano concepiti come organi di autogoverno dei lavoratori, che avreb bero dovuto agire attenendosi strettamente alle indicazioni espresse dalla popolazione. Chiunque fosse iscritto a un partito non poteva essere eletto nei Soviet perch questi dovevano essere non multipartitici bens apartitici; il compito dei delegati, che dovevano essere rieletti ogni sei-dodici mesi, era infatti quello di esprimere la vo

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lont degli abitanti dei villaggi, e non la volont di qualsivoglia partito. Queste discussioni riprendevano alcune idee gi sviluppate nei documenti programmatici del movimento machnovista, con cretizzandone un certo numero. In una riunione di lavoratori di Guljaj Pole del 7 novembre veniva ad esempio affrontata la que stione della redistribuzione sociale: Le imprese produttrici devono devolvere una parte della produzione alle cooperative, che provve deranno a redistribuirla a tutti i soci della cooperativa478. Create in giugno dai sindacati479, le cooperative erano una sorta di cassa di m utuo soccorso il cui scopo era appunto di ripartire equamente le risorse tra i lavoratori. Tuttavia, questo non modificava del tutto i rapporti di mercato: i lavoratori percepivano un salario (non in natura) e i prezzi (scontati per i lavoratori locali, maggiorati per tutti gli altri) erano stabiliti dallUnione che riuniva i lavoratori del mulino (che peraltro lavoravano anche loro in autogestione)480. In sostanza, nella regione machnovista si cerc di mantenere un assetto sostanzialmente democratico della produzione. Il 28 ot tobre, in una riunione di operai e dipendenti della fonderia Bogatyr di Guljaj Pole, si doveva ad esempio decidere come procedere allacquisto delle materie prime necessarie a riprendere la produ zione. Lacquisto fu demandato al Consiglio di fabbrica, in collaborazione con il sindacato e con la stessa direzione della fabbrica. Il che dimostra come nella fabbrica ci fosse ancora un sistema misto di gestione aziendale e di autogestione che cercava una via d uscita alle dure condizioni determinate dalla guerra civile481. N on mancarono i dibattiti su come realizzare lanarchia nella regione machnovista. M a le opinioni espresse in merito, ad esempio in una riunione del 15 novembre a Guljaj Pole, erano im prontate a un grande scetticismo: I bolscevichi non ci permetteranno mai di autogestirci, non consentiranno mai che nei territori sottoposti al lautorit del loro Stato ci sia uno spazio occupato dallanarchia482. Non a caso lassemblea spost la discussione sui preparativi necessari per respingere una pi che probabile invasione bolscevica483. Per quanto riguarda la politica culturale, una grande rilevanza

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venne data allistruzione, tanto che a capo del dipartim ento cultu rale ed educativo del Soviet fu messo Arsinov dopo il suo rientro nella regione machnovista484. Per potervi accedere, furono stabiliti criteri precisi: potevano diventare membri di questo dipartimento tutti i compagni che condividono i principi del movimento machnovista espressi nella Dichiarazione del C om itato militare rivo luzionario del 20 ottobre 1919. La loro condotta, in base alla sum m enzionata Dichiarazione, deve conformarsi nel presente e nel futuro ai criteri stabiliti dal dipartimento485. Il quale diventava cos un organismo il cui compito prioritario era quello di costruire la societ anarchica, cambiando radicalmente la concezione del m ondo sin l prevalente e il livello culturale del popolo lavoratore. Con questo specifico obiettivo, gli anarchici andavano tra i conta dini e gli operai, per lo pi analfabeti, a leggere ad alta voce quegli scritti che ricostruivano la storia del movimento operaio (specialmente americano, cio socialista), tenendo vere e proprie lezioni sui compiti delle organizzazioni dei lavoratori. Le lezioni erano chiara mente im prontate a una visione anarco-sindacalista: Le Unioni dei lavoratori elimineranno gradualmente gli organi statali dalla produzione486. Questa posizione presupponeva labolizione dello Stato in ogni sua forma e il passaggio al socialismo, cosa che era coerente con la realt nella quale si trovava il movimento: un en clave anarchica in uno Stato autoritario. Nella regione machnovista furono anche aperte nuove scuole in cui si sperimentavano pratiche didattiche basate sugli insegnamenti dellanarchico catalano Francese Ferrer i Guardia, secondo il quale allievi e insegnanti dovevano partecipare insieme al processo di ap prendimento, non pi unidirezionale. Spesso a fare da insegnanti erano gli stessi contadini, anche se buona parte della didattica era svolta da quei letterati che si erano uniti agli insorti. I programmi scolastici consistevano principalmente in discipline umanistiche: economia politica, storia, teoria e pratica dellanarchismo e del so cialismo, storia della Rivoluzione francese (basata sullo studio di Kropotkin), nonch uno studio della stessa rivoluzione in atto. Al

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limpegno educativo veniva affiancata anche unattivit culturale, compreso un teatro che apr i battenti con uno spettacolo sulla vita dei machnovisti487. In quel mese di pace vennero discussi innumerevoli progetti so ciali che avrebbero potuto essere realizzati solo se la tregua con i bolscevichi fosse durata almeno tre-quattro mesi. Proprio per pas sare a una fase pi operativa era stato convocato per il 15 novem bre un Congresso regionale dei contadini, ma gi il 13 novembre il Congresso fu rinviato a causa dellinasprirsi della situazione488. Nonostante laccordo sul cessate-il-fuoco, i machnovisti avevano imparato a proprie spese quanto cauti dovevano essere nelle loro re lazioni con il partito comunista, e tuttavia non smisero mai di cri ticare i bolscevichi. Il 13 novembre il Com itato stabil che biso gnava reclamare con forza la fine di ogni repressione nei confronti di menscevichi e anarchici e pretendere la liberazione di tutti quelli ancora detenuti489. Nonostante i conflitti e i dissapori passati, i machnovisti presero le difese dei socialdemocratici, dimenticando per i socialisti rivoluzionari. Lesperimento sociale in atto nella regione machnovista era ne cessariamente condannato? N on bisogna dimenticare che in* quel m om ento vi era un dibattito febbrile in tutto il paese e addirittura nello stesso partito bolscevico, una parte del quale propendeva per una democratizzazione della vita sociale e politica. Le insurrezioni contadine avevano acquistato una grande forza. Il m alcontento degli operai di Pietroburgo e dei marinai di Kronstadt era ormai evidente. Vrangel non era stato sconfitto. Per i bolscevichi la situa zione era peggiorata, e in quellinizio degli anni Venti il modello machnovista, comparato al regime della NEP, era visto positivamente. Se lequilibrio delle forze fosse stato diverso, se la regione avesse retto fino alla met del 1921, se gli eventi militari e le lotte politiche si fossero sviluppati diversamente... M a furono gli stessi machnovisti ad accelerare il corso degli eventi, proprio perch rin correvano il sogno di sconfiggere i Bianchi e cos dimostrare ai Rossi la propria forza e la propria sincera fede rivoluzionaria.

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Il fior fiore delle truppe machnoviste era posizionato al fronte sotto il com ando di Karetnikov (M achno in quel periodo aveva anche una gamba rotta). Contem poraneam ente, lArmata rossa aveva avviato una mobilitazione straordinaria di fronte alla quale i contadini reagirono in maniera pi favorevole grazie allalleanza in atto tra Rossi e machnovisti. Le milizie contadine e i reparti mili tari partirono per dare lassalto a Perekop, mentre le truppe di Ka retnikov e quelle di Foma Kozin490 dovevano attraversare il lago Sivas (con lappoggio di due divisioni dellArmata rossa). Il rapporto tra machnovisti e soldati dellArmata rossa era ancora relativamente buono. Ricorda I. Misin: Durante le marce, la no stra brigata si ferm spesso, insieme ai machnovisti, in alcune loca lit abitate. Allepoca dellinsurrezione non cera alcun antagoni smo tra noi e i machnovisti. I machnovisti ci chiamavano cadetti riferendosi al nostro m odo di trascorre il tempo libero: Beh, ca detti, non vi annoiate a vivere cos? Non cantate canzoni, non be vete vodka... da noi tutto diverso!. Ma non cera antagonismo, neanche nel modo in cui gli insorti eseguivano gli ordini impartiti dallArmata rossa491. Ovviamente, non tutto scorreva cos liscio. I machnovisti pativano una costante penuria di vestiti e scarpe, e non m ancarono attacchi spontanei a piccoli distaccamenti dei Rossi al fine di procacciarsi un abbigliamento pi adeguato. Il co mandate machnovista Dermendzi scriveva in questo senso al quartier generale: Belas, necessario ordinare a tutti reggimenti che in nessun caso le unit vicine possono essere depredate. Ci sono stati furti, violenze e anche omicidi492. Il quartier generale machnovi sta adott misure severe. Da parte loro, i Rossi erano costantemente impegnati a cogliere loccasione giusta per mandare allo sbaraglio le truppe machnovi ste. Cos ordinarono a Karetnikov di attraversare il lago SivaS nella notte del 6 novembre, quando la fanteria dellArmata rossa non era ancora arrivata e le possibilit di successo erano piuttosto scarse. Ma Karetnikov prese tempo con pratiche dilatorie in attesa che i Rossi raggiungessero le loro posizioni e fornissero laiuto necessario

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alle forze dassalto machnoviste. A quanto pare, i machnovisti non si fidano affatto di m e...493 commentava il com andante del fronte. Le trattative si fecero via via pi aspre, anche perch i bolscevichi, ancora una volta, non avevano rispettato i patti riguardo alle forniture promesse ai machnovisti. Secondo il commissario A. Osinkin, Karetnikov ha affermato che non pu avanzare perch lesercito non ha ricevuto quella cosa. A giudicare dalle esperienze precedenti, per cosa si potevano intendere, ad esempio, le m uni zioni. Frunze tent di mettere Karetnikov alle strette: Ditemi, cosa succede nelle fila machnoviste a chi si rifiuta di eseguire lordine di un superiore?. E la risposta di Karetnikov non si fece attendere: Da noi non mai successo... perch le nostre truppe discutono la disciplina rivoluzionaria e tutti gli ordini con i capi delle unit494. Frunze si vide quindi costretto a discutere i suoi ordini con gli in sorti, e in quel lasso di tempo la divisione dei Rossi raggiunse final mente la sua posizione. N on essendoci pi ragione di indugiare, la cavalleria di Karetnikov cominci ad attraversare il lago. I Bianchi non avevano previsto quellattacco improvviso dalla parte del lago Sivas in quanto non ritenevano possibile che forze cos consistenti potessero attraversare quella palude ghiacciata. Dopo gli aspri com battimenti dell11 novembre sulla penisola di Litovskij, dove Rossi e machnovisti avevano concentrato una formidabile forza d at tacco, le forze di Vrangel crollarono. I machnovisti si spinsero a Juznyj, nei pressi di Perekop, e dopo aver spazzato via ci che rima neva dellesercito dei Bianchi si spostarono verso Evpatoria. Perch i Bianchi persero? Perch Kolcak, Denikin, Krasnov, Judenic, Vrangel e gli altri generali che controllavano gran parte del paese furono sconfitti? Dopo tutto, avevano dalla loro lappoggio dellIntesa, che aveva appena sconfitto la Germania, e la disciplina dei propri ufficiali, una disciplina gerarchica equivalente a quella dei bolscevichi. Talvolta le loro mobilitazioni avevano avuto suc cesso tanto da ottenere una superiorit numerica. M a per le masse della Russia (nel senso ampio dei territori dellex impero russo) i ge nerali rimasero una forza aliena, che oltretutto non offriva van

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taggi reali rispetto ai Rossi, essendo soltanto una variante dello stesso male. La loro lotta per la legalit (che non aveva impedito ai Bianchi di ricorrere alle esecuzioni sommarie, per non citare che uno dei tanti aspetti atroci della guerra civile) per i contadini si traduceva in un ritorno alle antiche umiliazioni e in una nuova spartizione delle terre, ancora una volta a loro sfavore. Sotto que sto aspetto, i Bianchi apparivano una forza peggiore dei Rossi. Anche il regime comunista, con la sua ideologia orientata alla massima centralizzazione delle risorse, aveva mostrato una grande capacit di mobilitazione. La consistenza numerica dei Rossi era certamente dovuta al talento organizzativo di Lenin e compagni. M a era soprattutto la spinta a costruire un futuro diverso che aveva attratto le persone pi intraprendenti di tutti i ceti sociali e in par ticolare delle classi inferiori: la rivoluzione bolscevica aveva offerto opportunit insperate a tutti coloro che non avevano nulla. Al contrario, i Bianchi si erano limitati a offrire la restituzione dei propri privilegi alla vecchia lite (se non proprio allaristocrazia, quanto meno ai vecchi proprietari). E lorigine di queste propriet era talmente discutibile che solo una m inoranza di cittadini po teva simpatizzare con la loro visione sociale. Viceversa, gli sconvolgimenti innescati dalla Rivoluzione dO ttobre avevano generato forti speranze in un rapido miglioramento della vita, prim a inconcepibile, correlato a uno straordinario au m ento della m obilit sociale. Gli slogan lanciati dai bolscevichi erano coerenti con lo stato d anim o delle masse rivoluzionarie, anche se i loro contenuti erano di fatto pi vicini alle visioni pro pugnate da socialisti rivoluzionari, menscevichi o anarchici. Tutta via i bolscevichi vennero percepiti come i pi risoluti sostenitori della trasformazione socialista, quelli capaci di agire pi in fretta, di distruggere radicalmente i vecchi rapporti capitalisti. In realt, i metodi utilizzati dai bolscevichi si rivelarono ben presto in contra sto con gli obiettivi dichiarati, tra cui la fine di ogni oppressione. Sotto il nuovo regime comunista, loppressione non solo soprav visse ma addirittura assunse modalit ancora pi dure e invasive

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che sotto lo zar o sotto i Bianchi. Nondim eno, le masse continua rono a credere che quelle fossero misure imposte dallo stato di guerra, ma che una volta scacciati gli invasori i bolscevichi avreb bero istituito la societ della fratellanza universale e della libert. Proprio questa aspettativa spiega perch la sconftta militare dei Bianchi non pose fine alla guerra civile. Dopo la vittoria sul campo, le masse radicalizzate dei lavoratori chiesero infatti al partito co munista di saldare il conto, ovvero di rendere effettive le pro messe fatte durante la lotta contro i Bianchi. E quando appar chiaro che questo non aveva alcuna intenzione di modificare la pro pria politica, esplose la terza rivoluzione, questa volta contro il comuniSmo di guerra. E in Ucraina il popolo si rivolse nuovamente a M achno per affrontare i bolscevichi.

L ltima guerra di Machno u


La rapida vittoria su Vrangel apriva nuovi scenari al movimento machnovista. Grigorij Vasilenskij, uno dei comandanti, gi il 15 novembre aveva detto ad Arsinov: Fine dellaccordo! Vi garantisco che nel giro di una settimana i comunisti ci distruggeranno495. il 13 novembre il Soviet di Guljaj Pole aveva trasmesso ai com an danti del fronte meridionale linformazione che i vertici dellArmata rossa hanno com portamenti ostili verso il comando delle sercito insurrezionale a causa della simpatia mostrata dai soldati dellArmata rossa nei confronti degli insorti rivoluzionari e del loro desiderio di passare nei nostri ranghi. Il comando rosso non cer cher di risolvere le questioni pressanti in maniera pacifica, anzi far lopposto496. Puntualmente, il 17 novembre, ovvero il giorno dopo la vittoria sul fronte meridionale, arriv lordine di Frunze che dislocava lesercito m achnovista lontano dal suo territorio: Comunico allesercito degli insorti ucraini il passaggio del con trollo operativo al IV Com ando, in vista del trasferimento im m i nente nel Caucaso dellesercito insieme alla IX divisione di fante

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ria497. Tutto ci contraddiceva laccordo di Starobelsk, che esclu deva lallontanamento dai luoghi di origine. Il trasferimento dei machnovisti nel Caucaso avrebbe infatti significato la fine della loro esistenza in quanto forza politica indipendente e al tempo stesso avrebbe lasciato indifeso il distretto di Guljaj Pole di fronte alla macchina repressiva bolscevica. Eppure, nel quartier generale di M achno si discusse seriamente la possibilit di una campagna a so stegno di Kemal a Turcij498. In realt le intenzioni dellArmata rossa non lasciavano spazio a dubbi: lobiettivo era di prevenire una possibile incursione dei machnovisti una volta che fossero stati inviati in Crimea. Com e veniva precisato in un rapporto della CEKA, la Crimea isolata dalla terraferma da due divisioni di ca valleria. .. Balickij ha fatto rapporto a Derzinskij. Ieri in un incon tro stato deciso quanto segue: non far allontanare Karetnikov dalla Crimea, accerchiare con le unit affidabili (le brigate kirghise, i cadetti e altri) il distretto di Guljaj Pole, coordinarsi con Frunze o Mancev per organizzare lannientamento del gruppo499. Il 20 novembre M achno rifiut ufficialmente di spostarsi nel Caucaso e, quando gi le scaramucce tra machnovisti e Rossi si an davano intensificando, propose di incontrarsi per risolvere i conflitti tra le parti. Proprio allora il comando machnovista venne a sapere da un collaboratore della CEKA che nel giro di poco tempo avrebbe dovuto aspettarsi un attacco a Guljaj Pole500. Il 23 novembre i ma chnovisti arrestarono a Guljaj Pole nove agenti del servizio di con trospionaggio dei Rossi. Ricorda Belas: Da Charkov erano state inviate nel distretto di Guljaj Pole una quarantina di persone del gruppo di Martynov con una missione speciale: infiltrarsi nella machnovscina e, in caso di fallimento dellattacco militare, eliminare con metodi terroristici alcuni individui della sua leadership. M a a Charkov, allinterno del quel gruppo, era attivo un nostro gruppo di dieci persone guidato dallanarchica... Mirskij, la quale inviava rapporti segreti al quartier generale e lo aveva preavvertito del peri colo501. I machnovisti pretesero spiegazioni dal governo di Charkov, e la risposta delle autorit fu assolutamente conciliante:

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La cospirazione un semplice malinteso. Le autorit sovietiche costituiranno una commissione dinchiesta per chiarire laccaduto e invitano il quartier generale dellesercito insurrezionale machnovista a inviare due delegati per presenziare a questa commis sione502. La risposta fu inviata il 25 novembre, quando era ormai evidente che i machnovisti avevano smascherato il loro gruppo503. Il 29 novembre i machnovisti ebbero lopportunit di leggere la nuova edizione dellopuscolo in cui veniva presentata la politica bolscevica, che comprendeva anche il punto: sconfiggere i ban diti machnovisti504. Nello stesso giorno Frunze lanci il suo ulti matum: Il comando del fronte meridionale considera conclusa la missione dellesercito insurrezionale e ordina al Com itato militare rivoluzionario dellesercito insurrezionale di mettersi al lavoro per trasformare le unit partigiane degli insorti in unit militari inqua drate nellArmata rossa. Lordine era accompagnato da una lunga lista degli scontri avvenuti tra Rossi e machnovisti (ovviamente a discapito dei secondi) e di insulti oltraggiosi a M achno e alle sue unit: Machno e il suo quartier generale, dopo aver inviato una manciata di suoi seguaci contro Vrangel per pulirsi la coscienza, ha poi preferito sistemarsi comodamente con le sue bande nelle re trovie del fronte505. I machnovisti cercavano con ogni mezzo di ridurre al m inim o il num ero di incidenti. Ricorda Belas: Nel villaggio di M alotokmacka uno dei machnovisti disarm un comandante rosso per il solo fatto che gli era piaciuta la sua Mauser e il suo cavallo. Il co m andante del II reggimento Klerfman per questa ragione lo fucil sul posto, restituendo cavallo e arma alla vittima com unista... A Michajlovo-Lukasovo, il com andante machnovista C alyj... con vinse il II plotone di artiglieri dei Rossi a unirsi al suo distacca m en to ... Scoppi uno scandalo e il comandante machnovista fu ucciso per questo. Ci furono molti casi simili: non vale neanche la pena descriverli. I machnovisti colpevoli di incidenti furono uccisi fino allultimo giorno [25 novembre]506. E sempre Belas dichiara nel corso del suo interrogatorio, quando ormai prigioniero dei

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Rossi, che per quanto riguarda i casi di attacchi di massa, di rapine e anche di uccisioni di soldati dellArmata rossa, i colpevoli vanno ricercati esclusivamente tra i banditi locali o tra gli stessi contadini57. M a Frunze, senza procedere a unindagine seria, im put ai soli machnovisti tutti gli incidenti che si erano verificati nellarea. D altronde, aveva bisogno di uninappellabile motivazione per por tare a termine il com pito assegnatogli dalla leadership politica: il suo attacco alla capitale machnovista fu repentino. I rapporti con Guljaj Pole si erano incrinati gi da alcuni giorni. Il 20 novem bre unassemblea di soldati aveva respinto linvito dei com andanti dei Rossi a spostarsi nel Caucaso anche senza lordine di M achno. Il 25 novembre Karetnikov, convo cato al quartier generale dei Rossi, fu arrestato lungo il tragitto e poi ucciso. M a con le unit di Karetnikov le cose non furono al trettanto semplici. Il piano contro i machnovisti conteneva in fatti un errore di fondo: a sconfiggere gli insorti venivano m an date le stesse unit che avevano condiviso con i machnovisti la battaglia contro i Bianchi. Come abbiamo potuto com battere con i nostri fratelli in armi? com m entava a posteriori Golovanov^08. La vigilia del proditorio attacco dei Rossi la situazione a Guljaj Pole era orm ai m olto tesa. Il 26 novembre si era venuto a sapere dellarresto dei m em bri m achnovisti del governo di C harkov (che saranno fucilati nel 1921). Nella notte tra il 25 e il 26 novembre furono arrestati circa 350 anarchici tra cui Volin, Mracnyj e i maggiori responsabili degli scioperi di C harkov^09. Le pressanti telefonate per chiedere chiarimenti non portarono a niente: le autorit bolsceviche continuarono a sostenere che era solo un m alinteso. A quel pu n to M achno mise in allerta le truppe e quando in tarda serata i Rossi sferrarono lattacco non fu colto di sorpresa. M a il grosso delle forze degli insorti era an data al fronte contro Vrangel e a disposizione di M achno erano rimasti solo 1.000 cavalieri e 2.000 fanti. Guljaj Pole fu attaccata su tre lati da unit della XLII divisione e da due brigate di cavalleria. La brigata Bogucarskij avanz da sud,
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mentre la brigata internazionale attacc da nord. Ebbe inizio una battaglia talmente furiosa che a un certo punto gli stessi reparti dei Rossi si ritrovarono a spararsi per errore tra loro, cosa che permise ai machnovisti di rompere laccerchiamento e abbandonare Guljaj Pole da est. Il 7 dicembre M achno un le sue forze residue con il di staccamento di cavalleria guidato da M arcenko di ritorno dalla Crimea. Una cavalleria provata e quasi allo sbando, ricorda Arsinov^10. Bisognava ricominciare tutto da capo. Nel frattempo Frunze dispieg contro gli insorti buona parte della III Armata (comprese due unit di cavalleria), annientando quanti non riuscivano a raggiungere M achno^11. Nondim eno, il distaccamento machnovista si ingross strada facendo ricompat tando le unit partigiane disperse e integrando persino alcuni sol dati dellArmata rossa che appartenevano alle stesse unit sconftte dai machnovisti. Agli inizi di dicembre M achno aveva raccolto circa 2.500 insorti. Dopo diversi tentativi falliti, una massa enorme di truppe dellArmata rossa venne dispiegata fino al Mar d Azov per accerchiare Machno. Pur sapendo che le cose si stavano m et tendo male, M achno non si arrese e riusc nuovamente a beffare il com ando dei Rossi passandogli sotto il naso a Berdjansk. M a il cerchio torn a stringersi nella zona di Andreevka. Il 15 dicembre il comando rosso riferiva al Sovnarkom che avanzando da sud, da ovest e da nord verso Andreevka, le nostre unit, dopo aver dato battaglia, stanno occupando tutte le postazioni circostanti; i mach novisti, stretti da tutte le parti, si sono radunati nel centro del vil laggio e continuano a difendersi ostinatam ente^12. A questo punto sembrava proprio che lepopea machnovista fosse giunta alla fine. E tuttavia Frunze non aveva ancora capito quanto straordina rie fossero le peculiarit dellesercito insurrezionale machnovista. Scrive N. Efimov: Durante la lotta partigiana, i m achnovisti... forse anche grazie al loro ambiente sociale, avevano sviluppato ca ratteristiche proprie. In qualsiasi situazione si venisse a trovare, il machnovista manteneva una forte indipendenza. Anche durante gli attacchi della cavalleria, che erano la modalit preferita di com

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battimento, veniva lasciata a ogni soldato la massima autonomia. Aver sviluppato questa capacit nei singoli com battenti... aveva fatto s che gli insorti non perdessero mai la testa nei momenti di pericolo^13. Avendo chiaro quale fosse la manovra del nemico, Machno po sizion il suo esercito su tutti e quattro i lati, individuando al con tempo un punto preciso delle linee nemiche in cui colpire. Va ricor dato che lesercito insurrezionale machnovista era motorizzato, ovvero poteva spostarsi molto velocemente con i famosi tacanky, percorrendo fino a 80 verste al giorno [pari a circa 85 km. N.d.T.]. E proprio questo permise ai machnovisti, il 16 dicembre, di sfuggire alla trappola preparata da Frunze: Non appena co minciata la battaglia, piccoli gruppi di machnovisti hanno sfondato le nostre linee dirigendosi a nord-est... I machnovisti si avvicina vano nelloscurit e aprivano il fuoco indiscriminatamente, cosa che gettava nel panico le nostre unit, mettendole in fuga^14. Merito appunto dei tacanky, ma anche del fatto che la fanteria dellArmata rossa combatteva con una certa riluttanza contro i machnovisti. Nel frattempo le forze machnoviste erano cresciute di 10-15.000 unit. Era infatti passata dalla parte degli insorti tutta la cavalleria della II Armata, sotto il comando del bolscevico non iscritto al partito M i r o n o v 5 * 5 . La mancata vittoria spinse i bolscevichi ad au mentare il terrore. Il 2 dicembre nei distretti machnovisti fu ema nato lo stato di emergenza, che comportava tra laltro la condanna a morte per coloro che avessero dato rifgio ai machnovisti o che fossero usciti di casa dopo il coprifuoco, fissato alle dieci di sera. Inoltre, tutti i punti chiave della regione erano stati occupati da consistenti guarnigioni dei R o s s i 5 ' 6 , Il 5 dicembre fu dato ordine a tutte le truppe del fronte meridionale di effettuare rastrellamenti, di fucilare i contadini che non consegnavano le armi, di imporre un risarcimento ai villaggi dai quali erano partiti attacchi contro i Rossi'17. Lo sradicamento della machnovscina colp anche chi era gi passato nelle fila del partito comunista. Cos alla fine di di cembre la trojka rivoluzionaria arrest tutti i membri dei Comitati

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rivoluzionari di Pologi e una parte fu giustiziata per aver com bat tuto con M achno nel 1918 [cio nella guerra contro gli austro-tedeschi N.d.A.]518. Al di l della repressione autorizzata, i Rossi com mettevano spesso atti di banditismo, segnalati dalla stessa polizia: Con il pre sente rapporto vi informiamo che battaglioni isolati della brigata Boguarskij... commettono atti di banditismo, rapine, requisizioni non autorizzate di cavalli ai danni dei contadini^19. Per non esporli a inutili pericoli, M achno attravers il D nepr a dicembre. Il passaggio nel versante destro del fiume indebol molto i machnovi sti: qui non erano conosciuti, loro stessi non conoscevano il territo rio e la simpatia dei contadini andava ai petljuristi, con i quali erano in rapporti a dir poco gelidi. O ltretutto, tre divisioni di cavalleria dei Rossi stavano avanzando contro di loro. Presso il fiume Gornyj Tikic ebbe inizio la prim a sanguinosa battaglia. I machnovisti si mossero velocemente tanto da uccidere lo stesso comandante dei Rossi, ma alla lunga non riuscirono a resistere a forze nemiche su periori e in un territorio a loro sconosciuto. Dopo aver subito pe santi perdite, si diressero verso nord e allaltezza di Kanev riattraver sarono il Dnepr, lanciando un raid contro le province di Poltava, Cernigov e Belovodsk. A met febbraio M achno torn nei luoghi di origine della machnovscina, con lidea di diffondere a raggiera il movimento a par tire da quel nucleo, in modo da coinvolgere sempre pi territori e costituire in tutte le aree basi di appoggio. Era forse lunico m odo per rompere il cerchio creato dallArmata rossa intorno al suo eser cito, ancora cos mobile grazie ai tacanky. Nel mese di marzo, una colonna part in direzione del D on e dei distretti di Kuban, Voronez, Saratov, Charkov e Tambov. Anche nei dintorni del M ar dAzov lesercito si suddivise in piccoli gruppi in m odo che i contadini potessero pi facilmente rifornire gli insorti. C on un piccolo gruppo mobile di 200 soldati, M achno continu a girare tra i vari focolai di ribellione, riuscendo a sfuggire alle truppe dei Rossi che gli stavano dando la caccia.

In effetti, un crescente numero di contadini, che abitavano una zona pi ampia di quella originaria, si avvicin a batko in quel pe riodo e lo sostenne. Nelle indagini anonime effettuate dai bolscevichi per verificare lo stato danimo della popolazione, spesso i con tadini affermavano che il governo sovietico stato costruito sulloppressione dei lavoratori e dei contadini... indossa luniforme per derubare i contadini e cos via 20. E proprio questo amplia mento del movimento machnovista confuta le conclusioni di au tori come Kanev, convinti che a quel punto il machnovismo non avesse pi alcuna possibilit di vincere, anche se non si era ancora dato per vinto e aveva continuato ostinatamente a lottare. Quella era una guerra per amore della guerra^21. Al contrario, proprio in quel periodo fu il governo bolscevico a essere davvero in bilico.

La terza rivoluzione
La sconfitta dei Bianchi aveva condotto a una nuova fase della Rivoluzione russa. O ra non si temeva pi che il regime pre-rivoluzionario potesse essere restaurato. I contadini non temevano pi che i Bianchi potessero nuovamente privarli della terra. Gli operai rivoluzionari non temevano pi uneventuale repressione di massa da parte dei controrivoluzionari in caso di loro vittoria. La scom parsa di queste minacce rendeva privo di senso il comunismo di guerra, formulato in circostanze specifiche che imponevano la m o bilitazione di tutte le forze disponibili per assicurarsi la vittoria nella guerra civile. M a i bolscevichi non avevano alcuna intenzione di abbandonare il comunismo di guerra perch lo consideravano una strada diretta verso la nuova societ comunista. Il regime del co m unismo di guerra fu quindi m antenuto nella sua interezza. E le tensioni sociali esplosero. Gli anarchici e i socialisti rivoluzionari di sinistra speravano che questa situazione esplosiva avrebbe portato a una terza rivolu zione (dopo quelle del febbraio e dellottobre 1917), grazie alla

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quale il popolo avrebbe rovesciato la dittatura bolscevica. E di fatto, il biennio 1920-1921 fu segnato da una forte crisi sociale e politica che pose termine alla Rivoluzione russa. Ovunque il popolo chie deva non solo labrogazione di quel regime poi definito comuniSmo di guerra, ma anche la fine della dittatura del partito unico bolsce vico. Se per quanto riguarda il primo punto le richieste di porre fine alle requisizioni del surplus e di abolire i Comitati dei contadini poveri erano del tutto praticabili (come dimostrer limmediato fu turo), per quanto riguarda il secondo punto, ovvero la terza rivo luzione anti-bolscevica, la rivolta di Kronstadt del febbraio-marzo 1921 ne avrebbe segnato il culmine, portando la minaccia nel cuore stesso del potere sovietico. M a la rivolta di Kronstadt, com ben noto, fu brutalmente repressa. Rimase dunque solo il problema del comuniSmo di guerra, la cui persistenza rendeva per pi che pro babile una totale catastrofe del regime e delleconomia. Non a caso, nel gennaio-febbraio del 1921 Lenin m ut atteggia mento. In un plenum della CEKA discusse con i suoi colleghi due problemi cruciali: come alleviare le sofferenze dei contadini nelle province svantaggiate e come sradicare il b a n d i t i s m o ^ . [ n quelloccasione fu creata unapposita commissione e gi il 2 feb braio il Politbjuro decideva di alleviare in alcune province il sistema delle requisizioni forzate (soprattutto in quelle dove era scoppiata la carestia e dunque cera ben poco da requisire). In quel periodo, peraltro, le requisizioni da parte del governo sovietico in alcune zone erano gi state fermate dagli insorti. Sempre allinizio di feb braio, Lenin riassunse in un docum ento le tesi gi esposte: Soddi sfare il desiderio dei contadini senza partito di rimpiazzare le requi sizioni (nel senso della confisca del surplus) con una tassa sul g r a n o 5 2 3 . J contadini di fatto avevano costretto il governo sovie tico a fare delle concessioni. Dovendo scegliere tra la caduta del governo e una radicale revisione del comuniSmo di guerra, Lenin scelse di salvare il governo. Di nuovo, come gi nel 1917, in campo economico aveva dovuto cedere alle rivendicazioni portate avanti da socialisti rivoluzionari e anarchici. M a questo gli permetteva di

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conservare il potere. E da l sapeva che avrebbe potuto passare al contrattacco. Tuttavia, in quel frangente le cose stavano cambiando rapidamente e il movimento insurrezionale si stava diffondendo in tutta la Russia. Le concessioni dovevano essere fatte subito o po tevano arrivare troppo tardi. Cos, il X Congresso del partito comu nista sovietico decise di abolire il sistema delle requisizioni forzate, dando vita a una serie di misure note come nuova politica econo mica, la NEP. Il prim o strattone totalitario si era cos concluso. Pur di non perdere il potere, i bolscevichi avevano deciso di an dare verso un sistema autoritario che al m om ento venisse a patti con una certa autonom ia della societ. Le concessioni graduali ai contadini portarono a un deflusso delle masse rurali dal movimento insurrezionale anti-bolscevico. M a questo deflusso avvenne gradualmente. Nel paese cerano molte persone che non sapevano come tornare a una vita civile, oppure che non si fidavano del regime comunista. E questi erano pronti a combattere contro i bolscevichi fino alla fine. Il processo di attuazione della NEP si protrasse fino alla primavera-estate del 1921, ed appunto questo difficile passaggio che conferma come fino al 1921 sussistesse la reale possibilit di sconfiggere il regime bolscevico. La strategia militare ideata da M achno non era per facilmente attuabile. Avendo disperso il suo esercito per ampliare la zona ri belle, non era ovviamente in grado di concentrare grandi forze per sferrare un attacco decisivo. Anzi, il m inim o errore avrebbe po tuto portare alla sconfitta definitiva. M achno ricorda cos quella che sar la battaglia decisiva: Al grido di Vivere liberi o morire com battendo gli uomini si gettavano nella mischia contro qual siasi unit, sbaragliando il nemico e mettendolo in fuga. Nel corso del nostro folle contrattacco, fui colpito da un proiettile dei bolsce vichi che raggiunse, attraverso la gamba, lintestino cieco. Caddi di sella. Questo incidente fu la causa della nostra ritirata, soprattutto perch uno dei nostri, senza dubbio poco esperto, grid a tutto il fronte: Batko stato ucciso!^24.

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D opo questa sconfitta, i machnovisti per tutto il mese di aprile si limitarono a rinforzare le zone ribelli a nord e a est, senza per es sere in grado di lanciare un attacco su vasta scala. Secondo le me morie di Belas, fu in quel m om ento che M achno elabor la sua Dichiarazione machnovista, che si differenzia da quella prece dente in quanto pone lobiettivo intermedio di una dittatura del lavoro, nella forma di un governo dei Soviet e delle unioni sinda cali cui gli stessi anarchici avrebbero dovuto partecipare525. Q ue ste idee sono coerenti con quella Piattaforma organizzativa che M achno proporr negli anni dellesilio. Ma, come avverr anche nella seconda met degli anni Venti, queste nuove idee di M achno non furono condivise dalla maggior parte degli anarchici. Il Soviet e il quartier generale dellesercito criticarono infatti il progetto, ac cusando M achno di bonapartism o526. Nonostante il fatto che ad aprile nelle file machnoviste ci fossero circa 13.000 insorti527, a maggio, per sferrare lattacco decisivo a C harkov e cacciare i governanti del partito comunista-bolscevico528, non si riusc a concentrare pi di 2.000 combattenti. O l tretutto, i nuovi distaccamenti partigiani che operavano nelle re gioni di Poltava e Cernigov non erano strettam ente collegati a Machno, sebbene fossero insorti alle sue parole dordine, e soprat tutto non avevano ancora accettato la disciplina machnovista, mo strando infatti le tipiche derive delle bande armate contadine. Dei vecchi quadri machnovisti, molti dei quali sparsi sul territorio per creare nuove zone ribelli, rimaneva ben poco. Ovviamente non era semplice occupare Charkov con forze cos modeste, ma i machno visti erano convinti che in quel momento il loro attacco aveva una forte valenza etica, pi che militare, e poteva essere decisivo per le sorti stesse della rivoluzione. Nonostante alcuni successi parziali negli scontri con la cavalleria dei Rossi, Machno non riusc ad arrivare a Charkov. Il suo gruppo dassalto fu bloccato nella regione di Poltava. In quel m om ento di venne chiaro che la NEP aveva modificato la situazione e in modo duraturo. D a parte loro, i bolscevichi ricorsero senza remore alla

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tecnica di incendiare i raccolti dei villaggi che aiutavano i machno visti529 e di confiscare i cavalli ai contadini in m odo che gli insorti non potessero dare il cambio ai propri cavalli. Il movimento insur rezionale cominci a vacillare, e questo nonostante il fatto che nep pure la situazione dei bolscevichi potesse essere definita stabile: il 1 giugno si erano verificati gravi disordini tra gli operai, che ave vano messo in atto una loro piccola Kronstadt, e il 15 giugno lo stesso Frunze fu ferito dal fuoco machnovista. In questo nuovo con testo, ai comandi militari giunse lordine del governo bolscevico di non annientare i machnovisti alla luce del sole, ma di farlo in modo discreto seguendo passo passo i movimenti del nemico. Tuttavia gli insorti non si sentivano ancora animali in trappola. Il 26 giugno Machno, con circa 600 cavalieri, si mise in marcia verso la citt di Gadiac. Le forze dei Rossi in quella zona erano im ponenti (una divisione e due distaccamenti di cavalleria), ma sparse sul territorio. Frunze predispose un primo attacco lungo la ferrovia per Gadiac, preparando contem poraneam ente un agguato sulla sponda destra del fiume Psel, che i machnovisti avrebbero dovuto guadare. Ancora una volta M achno si mosse cos velocemente da sfuggire sia allattacco previsto sulla strada ferroviaria sia allagguato sul fiume, tanto che Frunze dovette riposizionare in tutta fretta le forze nellarea di Nedrigajlova. Il 28 giugno M achno giunse a Nedrigajlova e si vide costretto ad attaccare nonostante la posizione sfavorevole. Bench fossero circondati da tutti i lati, i machnovisti riuscirono a rompere laccerchiamento, grazie alla loro capacit di dividersi rapidamente in piccoli gruppi, e a dirigersi prima verso Sula poi di nuovo verso il fiume Psel. Ma linseguimento di Frunze, il cui compito era fermare Machno a qualsiasi costo, non avrebbe dato loro pi tregua. Il 3 luglio Machno, raccolti i resti del suo di staccamento nellarea di Filenkov, venne raggiunto e attaccato dalla cavalleria al comando di Fedcenko. I Rossi schiacciarono i machno visti verso la linea ferroviaria Poltava-Charkov: fu questa lultima opportunit per Frunze di catturare Machno. Com e racconta P. Sergeev, che prese parte alloperazione: Machno, rendendosi conto

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della gravit della situazione, lanci un piccolo gruppo di cavalieri con alcuni taanky allattacco della nostra cavalleria, ma fugg con le forze rimanenti verso nord-ovest, approfittando del terreno acci dentato. La brusca deviazione verso nord della brigata e la sua suc cessiva atomizzazione spinsero il distaccamento di Fedcenko verso la decisione sbagliata di spostarsi a nord. Nel frattempo, nella notte del 4 luglio M achno... gradualmente, a piccoli gruppi, attravers Kocubeevka diretto a sud530. Tuttavia la situazione era profondamente cambiata: Machno non aveva pi forze sufficienti per nuovi attacchi. N on solo i contadini erano stanchi della guerra, ma adesso cera la NEP. Invano M achno e gli altri insorti cercarono di convincerli che i comunisti non avreb bero cambiato la loro politica. La resistenza si era oggettivamente af fievolita e i soldati uccisi non venivano pi rimpiazzati. Grazie al lamnistia annunciata dai Rossi, circa 3.000 machnovisti deposero le armi. Il resto lo fece la siccit e i ripetuti saccheggi avvenuti du rante la guerra civile che avevano privato i contadini dellopportu nit di sostenere ulteriormente gli insorti: molto semplicemente mancava il cibo. Il movimento si andava sempre pi sgretolando. Nel mese di luglio si tenne lultima assemblea aperta del quartier generale machnovista, cui parteciparono pi di 1.000 soldati. M achno propose di ritirarsi nella Galizia polacca e farne la base per continuare da l la rivolta. Belas sugger di andare in Turchia per combattere al fianco di Mustafa Kemal Atatrk531. Lesercito in surrezionale si divideva definitivamente. Un gruppo numeroso, guidato da Kurilenko, Belas, Kozin, and verso sud, nel bacino del Don. L8 luglio Kurilenko fu ucciso durante unazione. Il 18 luglio il distaccamento di Belas sconfisse pesantemente il batta glione dei Rossi al comando di Kutejnikij e torn nei luoghi origi nari della machnovscina. M achno stesso combatt ancora nella re gione di Poltava. M a orm ai quello che era stato lesercito insurrezionale si era sbriciolato in piccoli gruppi. Belas e Cubenko furono ben presto catturati dai Rossi, anche se lultimo gruppo di insorti ag fino al 1922.

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M achno per non aveva alcuna intenzione di arrendersi. Con un piccolo distaccamento di alcune decine di persone combatte attraverso tutta lUcraina fino al confine con la Romania. N ono stante fosse ricercato da alcune divisioni di cavalleria dei Rossi, il 28 agosto 1921 attravers il D nestr entrando in Bessarabia. Finiva cos uno dei pi grandi movimenti contadini europei, che nelle poca tumultuosa della Rivoluzione russa aveva combattuto per una societ migliore sotto la bandiera nera dellanarchia.

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CAPITOLO QU IN TO

Lesilio

Una volta entrati in Romania, gli anarchici furono disarmati dalle autorit locali. M achno e sua moglie furono mandati a Bucarest. Q ui li raggiunse una richiesta di estradizione da parte del governo bolscevico, che li spinse a trasferirsi in Polonia nellaprile del 1922. Anche in questo paese la diplomazia sovietica present domanda di estradizione, descrivendolo come un bandito sanguinario. Da parte sua, M achno non nascondeva certo le sue idee e anzi faceva propa ganda contro il potere sovietico. Le autorit polacche decisero di internare il gruppo di anarchici russi in un campo profughi. Nel lu glio 1922, M achno chiese lautorizzazione a lasciare il paese per trasferirsi in Cecoslovacchia, un paese considerato pi democra tico, ma lautorizzazione gli fu negata. In quel momento i polacchi sospettavano che Machno stesse organizzando una rivolta nella Ga lizia orientale a favore della Repubblica sovietica d Ucraina. Il pro curatore del Tribunale distrettuale di Varsavia che si occupava del caso non era infatti addentro alle enormi differenze che dividevano i rivoluzionari russi e aveva interpretato erroneamente le dichiara zioni di Machno a sostegno dei Soviet, della rivoluzione, del comu

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nismo e dellautodeterminazione degli ucraini. Nel mese di agosto del 1923, Machno, la Kuzmenko e due dei loro pi stretti collabo ratori, I. Chmara e Ja. Dorosenko, furono arrestati e rinchiusi nel carcere di Varsavia. In tutto il mondo furono lanciate campagne per la loro liberazione, condotte per lo pi dalle grandi organizza zioni anarco-sindacaliste dellepoca. Il 27 novembre, per la seconda volta nella sua vita, Machno si ritrov davanti a un giudice. Era ac cusato di intrattenere rapporti clandestini con lemissario della Re pubblica socialista sovietica dUcraina a Varsavia al fine di preparare una rivolta nella Galizia orientale. Una volta chiarita lassurdit di questa accusa, il procuratore cerc allora di dimostrare che Machno non era un rifugiato politico ma un bandito. E cera il concreto pe ricolo che la Polonia potesse utilizzare i prigionieri come merce di scambio nel loro gioco diplomatico con i bolscevichi. Le dichiarazioni di Machno al processo, soprattutto il richiamo ai suoi attacchi alle retrovie dei Rossi grazie ai quali nel 1920 Var savia era stata risparmiata532, convinsero i giudici, che il 30 no vembre prosciolsero gli imputati. Machno si stabil a Tourun, ma dopo aver dichiarato apertamente la sua intenzione di continuare la lotta armata contro i bolscevichi, il governo polacco lo esili a Danzica nel gennaio del 1924, dove le autorit locali lo misero sotto stretta sorveglianza, rendendogli la vita difficile. A quel punto Machno si rese conto che nellimmediato non sarebbe stato possi bile sollevare una rivolta contro la Russia sovietica e, attraversando la Germania, raggiunse Parigi, dove avrebbe trascorso il resto dei suoi giorni. Gli ultimi anni di Machno non furono tempestosi come quelli precedenti, ma non furono neppure segnati da quella lenta estin zione che spesso caratterizza la vita degli esiliati. A Parigi, Machno fu infatti al centro di un intenso dibattito politico. Dopo la fine della rivoluzione, gli anarchici dellex impero russo, ora bolscevico, innescarono una riflessione a tutto campo su quella straordinaria esperienza di lotta rivoluzionaria e di creazione di una nuova so ciet. Lunicit di quella esperienza aveva scatenato nellanarchi
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smo mondiale dibattiti accesissimi, al limite delle controversie, che sarebbero proseguiti per tutti gli anni Venti e Trenta e che avreb bero visto la partecipazione attiva dei pi autorevoli teorici anar chici a livello internazionale, come Alexander Berkman, Errico Malatesta, Max Nettlau, Luigi Fabbri, Sebastin Faure, Rudolf Rocker e molti altri. Il contributo teorico e pratico degli anarchici russi fu dunque al centro dellevoluzione del pensiero anarchico tra le due rivoluzioni europee del Novecento: quella russa appena conclusa e quella spagnola del 1936-1939, in cui questultimo avrebbe avuto un ruolo significativo. Nonostante fossero stati costretti a rifugiarsi allestero, Machno, Arsinov e Volin non intendevano affatto cedere le armi, anzi erano pronti a nuove battaglie. Lungi dal sentirsi definitivamente scon fitti, erano solo in attesa di una nuova ondata rivoluzionaria. Nel frattempo, bisognava analizzare quello che era successo, trarne le debite conclusioni e prepararsi al futuro. Secondo quello che si au todefinir Gruppo degli anarchici russi allestero, gli anarchici, per coordinare al meglio il lavoro delle organizzazioni di massa filo anarchiche, dovevano creare ununica grande organizzazione. Ri guardo alla forma che questa organizzazione doveva assumere, gi nel 1923 erano venute alla luce notevoli differenze di opinioni. Volin riteneva ad esempio che una tale organizzazione doveva riu nire tutte le diverse correnti del movimento anarchico. La sua co stituzione doveva quindi essere preceduta da unampia discussione in grado di evidenziare le caratteristiche comuni a tutte le correnti, sulle quali poi fondare una sintesi della teoria anarchica. Arsinov invece respingeva questa idea di sintesi, proponendo di riunire in ununica organizzazione solo gli esponenti della corrente maggio ritaria dellanarchismo, ovvero quella che si definiva anarco-comunista e che riconosceva nel sindacalismo il proprio metodo di lotta. Tutte le altre correnti, minoritarie, dovevano continuare ad agire al di fuori dellorganizzazione unitaria. Queste due posizioni veni vano ampiamente discusse nella rivista Deio Truda (La questione del lavoro), pubblicata dal Gruppo degli anarchici russi allestero a
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partire dal 1925533. Per chiarire quale fosse il peso specifico delle due posizioni allinterno dellUnione generale degli anarchici (come decisero di chiamare la nuova organizzazione), Arsinov ela bor, insieme ai suoi sostenitori, un testo che gettava le basi del progetto passato alla storia con il nome di Piattaforma organizza tiva. Questo testo venne redatto senza la collaborazione di Volin e dei suoi sostenitori, che invece ritenevano prematuro un docu mento di questo tipo. Quando la Piattaforma venne pubblicata, Volin si indign. E non fu il solo: la mossa dei machnovisti de termin una frattura non solo allinterno del Gruppo degli anar chici russi allestero, ma allinterno di tutta la comunit anarchica internazionale.

La Piattaforma
Il testo pubblicato su Deio Truda tra il giugno e lottobre del 1923 proponeva un programma comunista libertario e forme ri gide di organizzazione del movimento anarchico. Esso proclamava: Delle due luna: o la rivoluzione sociale si concluder con la scon fitta dei lavoratori, e in questo caso sar necessario prepararsi nuo vamente alla battaglia, a un nuovo attacco al sistema capitalistico, oppure porter alla vittoria dei lavoratori, e in tal caso, autoge stendo le terre, la produzione e tutte le strutture sociali, si dar ini zio alla costruzione di una societ libera. Questo sar linizio della costruzione di una societ anarchica che, una volta iniziata, prose guir senza interruzioni, rafforzandosi e migliorandosi534. Tutta via, lesperienza appena conclusa della guerra civile portava Machno e Arsinov a disegnare una societ organizzata dal basso ma piuttosto rigida: Nella nuova gestione della produzione, le fun zioni organizzative verranno affidate ad autorit specifiche espresse dalle masse lavoratrici: i Soviet operai, i Consigli di fabbrica.. .535. La Piattaforma si dissociava dalla teoria della transizione, e ' tuttavia proponeva un progetto sociale transitorio, non compiuta
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mente anarco-comunista, nel quale la solidariet fraterna avrebbe tenuto assieme minoranze e maggioranze legandole strettamente alle autorit espresse dalle forme di autogoverno. Cos era stata la machnovscina e cos sarebbero state lAragona e la Catalogna libe rate al tempo della guerra civile in Spagna. Machno e Arsinov non consideravano questo sistema una forma di Stato, proprio come Lenin non considerava uno Stato, o non completamente, il governo dei Soviet: Lo Stato dovr scompa rire una volta per tutte dalla societ futura. Dovr essere distrutto dai lavoratori nel giorno stesso della loro vittoria e non dovr ri comparire in alcuna forma. Esso sar sostituito da un sistema di or ganizzazioni autogestite di produzione e di consumo confederate tra loro536. ancora: Questi organismi, collegati tra loro allinterno delle citt, delle regioni e poi di tutto il paese, creeranno or ganismi locali, regionali e infine generali (confederati) di gestione della produzione537. La proposta prefigurava un sistema unico di pianificazione: In ogni singola officina vi potr essere un unico piano di produzione, definito dalle organizzazioni produttive degli operai e dei contadini sulla base delle esigenze di tutta la societ, e i prodotti di questa officina saranno di propriet di tutta la so ciet538. Ma chi elaborava questo piano? E in che cosa si distin gueva questa proposta dallidea marxista di gestione della societ come di ununica fabbrica? In effetti, questo sistema di regolamentazione economica ha molto in comune con la concezione sia comunista sia socialdemo cratica di regolamentazione statale delleconomia: in assenza di un mercato, soltanto gli organi centrali dello Stato hanno il diritto di decidere le misure economiche generali. Nondimeno, il progetto dei piattaformisti si distingueva dalla concezione statalista per lo stinata fiducia riposta nel ruolo cruciale di organismi come la con federazione territoriale delle imprese autogestite. Questo avvalo rava la speranza, espressa dagli autori della Piattaforma, che le scelte saranno fatte dalle masse e saranno sotto il loro continuo controllo... esse saranno costantemente informate, realizzando cos
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una piena autogestione539. Il concetto stesso di pianificazione esposto da Machno e Arsinov venne per respinto da Volin: La domanda fondamentale sullorganizzazione della nuova produ zione : sar centralizzata e pianificata, come immaginano i bolscevichi, o al contrario sar decentralizzata e federalista?540. A breve, gli eventi della storia si sarebbero di fatto rivelati pi aperti di tutti loro: durante la Rivoluzione spagnola saranno infatti realizzati esperimenti misti che includeranno lautogestione, la decentraliz zazione, la pianificazione, lo scambio, il baratto e persino i rap porti di mercato tanto osteggiati dagli anarco-comunisti. Un secondo problema posto con forza, e ben esemplificato dal lesperienza russa, era lautodifesa. Per quanto successo potessero avere i lavoratori nei momenti iniziali della rivoluzione, la classe dominante conserver a lungo una grande capacit di resistenza e per molti anni sar in grado di sferrare attacchi contro la rivolu zione cercando di riconquistare il potere e i privilegi che le sono stati sottratti541. Questo pronostico (che si avverer puntualmente anche nella Rivoluzione spagnola degli anni Trenta) non lascia dubbi: i lavoratori devono obbligatoriamente adottare una strate gia militare di autodifesa. Nel contesto di una guerra civile, per contrapporsi alle forze militari schierate a difesa dello Stato sar inevitabile costituire un esercito rivoluzionario. I lavoratori do vranno creare opportuni organismi di difesa della rivoluzione, in modo da opporre alloffensiva reazionaria una forza militare allal tezza del compito. Nei primi giorni della rivoluzione queste forze saranno costituite da tutti gli operai e i contadini armati. Ma que ste formazioni armate spontanee saranno valide solo nei primi giorni, quando la guerra civile non avr ancora raggiunto il suo culmine e le due parti in lotta non saranno ancora riuscite a creare strutture militari regolarmente costituite542. Nel 1936 gli eventi seguirono in Spagna un corso simile. Nonostante i successi iniziali, repubblicani e anarchici tardarono a costruire una struttura militare adeguata, perdendo cosi liniziativa nello scontro armato. A tal ri guardo i piattaformisti avvisavano: In una rivoluzione sociale il
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momento pi critico non il momento del crollo del Potere, ma il momento immediatamente successivo, il momento in cui quanti sono stati spodestati attaccheranno i lavoratori e questi ultimi do vranno difendere le conquiste appena realizzate543. appunto questo il motivo, secondo i piattaformisti, per cui le forze rivoluzio narie devono creare un proprio esercito: Poich rifiutiamo i me todi statalisti e autoritari di governo, rifiutiamo di conseguenza anche unorganizzazione statalista e autoritaria delle formazioni ar mate costituite dai lavoratori, ovvero il principio di un esercito ba sato sul servizio militare obbligatorio. Conformemente alle posi zioni fondamentali dellanarchismo, alla base delle formazioni armate dei lavoratori deve essere posto il principio della scelta vo lontaria. I distaccamenti militari delle forze rivoluzionarie attive durante la Rivoluzione russa, costituite da partigiani contadini e operai, possono essere citati come esempi di tali formazioni544. Tuttavia, nessuno pu garantire che lesercito volontario non si trasformi in uno strumento dittatoriale, in una casta militare indipendente con interessi suoi contrapposti a quelli della societ. Una possibile garanzia potrebbe essere un esercito decentralizzato, ma decine di esempi storici dimostrano che i gruppi partigiani, sotto la spinta delle necessit militari, tendono a confluire in un esercito unico a gestione verticale. I piattaformisti non erano infatti sosteni tori della guerriglia partigiana: Non bisogna intendere la scelta vo lontaria e lazione partigiana nel senso ristretto del termine, cio come nuclei di operai e contadini in lotta contro un nemico locale e non coordinati da un piano generale... la guerra civile non pu essere condotta con successo dai lavoratori se non applicando i due fondamentali principi di ogni azione militare: lunit del piano ope rativo e lunit del comando... le formazioni rivoluzionarie armate dovranno fondersi inevitabilmente in una sola armata rivoluziona ria, con un comando comune e un piano operativo comune545. Curiosamente, nella seconda met del Novecento un piano stra tegico simile a questo fu adottato in Cina e a Cuba da formazioni armate comuniste. La vittoria di queste forze autoritarie comport
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linstaurazione di regimi dittatoriali, cosa che daltronde non stupi sce dato che Mao Tse-Dong, Fidel Castro e Che Guevara non erano anarchici ed erano estranei allidea di autogestione. Tuttavia, per impadronirsi del potere, adottarono una tattica simile a quella dei machnovisti, e questo dimostra indirettamente la concretezza della strategia militare di Machno. Sicuramente Mao, Fidel e Che Gue vara non la conoscevano direttamente, ma non dimentichiamo che i consiglieri militari sovietici, consultati da Mao, avevano studiato attentamente lesperienza machnovista e che a sua volta Che Gue vara aveva studiato la teoria militare leggendo M ao546. Per evitare la degenerazione dellesercito, i piattaformisti soste nevano che larmata rivoluzionaria, strutturata in conformit ai principi anarchici, non dovr essere considerata come un fine in se stessa. Essa non sar che la conseguenza della strategia militare della rivoluzione, una modalit strategica alla quale i lavoratori saranno costretti dal processo stesso della guerra civile547. Gli autori del documento non prendevano neppure in considerazione il rischio che lallontanamento da quei principi potesse portare lintera ri voluzione alla degenerazione e al collasso. D altronde, a prevenirlo, ci sarebbero stati il carattere di classe dellesercito (affermazione peraltro condivisa con i bolscevichi) e la completa subordinazione dellesercito rivoluzionario alle masse operaie e contadine, i cui rap presentanti.. . verranno posti dalle masse stesse nei ruoli dirigenziali che determinano la vita economica e sociale del paese548. In altre parole, lesercito rivoluzionario sar subordinato al potere delle au torit civili, cio a un governo (cui rimanda lespressione ruoli di rigenziali). Secondo la Piattaforma, anche la leadership militare doveva essere centralizzata: Lorgano di difesa della rivoluzione dovr combattere la controrivoluzione sia sui fronti militari pro priamente detti, sia su quelli del fronte civile interno... (complotti della borghesia, ribellioni ecc.)549. Si ipotizza cio un accorpa mento delle attivit militari e delle attivit di controspionaggio, pur lasciandole formalmente subordinate alle organizzazioni dei lavoratori. Indubbiamente, lesperienza della guerra civile in Rus
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sia aveva convinto i piattaformisti della necessit di creare una struttura simile. ovvio che queste deviazioni sostanziali dai principi anarchici (anche se dettate dallesperienza pratica) non potevano non provo care aspre critiche da parte anarchica. Maria Korn, molto vicino a Kropotkin, si chiedeva polemicamente cosa fossero queste autorit civili proposte dai piattaformisti: evidente che organismi di que sto tipo, che di fatto amministrano tutta la vita sociale e che hanno nelle proprie mani lesercito, altro non sono che il potere statale... Se questa una forma transitoria, allora perch negare lidea di un periodo transitorio? E se questa la forma finale, allora perch que sta sarebbe una Piattaforma a n a r c h i c a ? 5 5 0 . Le critiche della Korn costrinsero gli autori della Piattaforma a fare alcune prudenti con cessioni a coloro che li criticavano. In primo luogo, i piattaformisti presero le distanze dallidea di decisioni maggioritarie vincolanti, ovvero dallidea che le decisioni devono essere obbligatorie per tutti, approvate e sancite da tutti551, cosa che di fatto annullava li dea stessa di minoranza. In secondo luogo, i piattaformisti riconob bero che il loro piano era solo una fase iniziale di avvicinamento al lanarchia, cosa che non permetteva di garantire il rispetto di tutti i principi anarchici552. Quello che Arsinov, Machno e gli altri piattaformisti stavano cercando di fare era in realt di combinare, in base alla propria esperienza nella guerra civile in Russia, la pratica rivoluzionaria concreta con la visione sociale dellanarchismo. Il risultato fu un modello di transizione che non era del tutto Stato ma che non era neppure del tutto anarchia. Di fatto, i piattaformisti avevano ma turato lentamente una forte convinzione che non avevano per esplicitato pubblicamente, ovvero che le circostanze di una rivolu zione sociale e di una guerra civile precludevano la formazione im mediata di unorganizzazione anarchica della societ. Il 20 marzo 1927 si tenne a Parigi un incontro anarchico inter nazionale cui parteciparono russi, francesi, italiani, spagnoli, sve desi e persino alcuni emigrati cinesi. Lincontro era finalizzato alla
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discussione della Piattaforma e alleventuale costituzione dellUnione generale degli anarchici. Il francese Letengre coordinava lin contro. Gli interventi venivano tradotti in francese e spagnolo. Machno intervenne con un appassionato discorso sulla necessit di ununit ideologica e tattica del movimento anarchico. Nellinter vento successivo litaliano Luigi Fabbri non contest lidea di unit, ma prese le distanze dalla Piattaforma, la cui terminologia lo col piva in particolare per la rigida analisi di classe. Lo svedese Ranko, parlando a nome della Sveriges Arbetares Centralorganisation (SAC), pur esprimendosi a favore dellunit del movimento, preci sava che allinterno della SAC non cera una posizione univoca ri guardo la Piattaforma e dunque suggeriva di nominare una com missione che portasse a un Congresso costitutivo dellUnione meglio preparato. N. Verin si espresse invece in maniera pi critica: La proposta della Piattaforma pu essere perfetta per i russi, ma solo per loro. Bisogna tenere conto delle differenze esistenti nei vari paesi e sviluppare una nuova piattaforma a carattere pi inter n a z io n a le "^ Ma risult ben presto chiaro che anche tra i russi vi erano fermi oppositori della Piattaforma. Nondimeno, la maggior parte degli interventi si espresse a favore della Piattaforma e nono stante le obiezioni di una minoranza la riunione ne approv i prin cipi fondamentali: lanarco-comunismo, la lotta di classe, la prio rit del sindacalismo. Su proposta di Odeon fu dunque creata una commissione per preparare il successivo Congresso composta da Machno, Ranko e Wu Janga554 (mentre rimasero fuori tutti quelli contrari alla Piattaforma). I piattaformisti avevano ottenuto una vittoria importante: la loro idea era stata accetta dalla maggioranza dei presenti. Ora il piattaformismo poteva diffondersi tra i francesi e gli spagnoli, e cera la possibilit di ottenere lappoggio dellin fluente movimento svedese. M a fu una vittoria transitoria: di 1 a 1 poco i principali teorici anarchici si sarebbero tutti schierati contro la Piattaforma. Il pragmatismo di guerra di Machno e Arsinov attir critiche taglienti da parte di molti ambienti anarchici. Nel mese di agosto
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del 1927, un gruppo di emigrati russi, tra cui Volin, pubblic una dura critica della Piattaforma (probabilmente scritta dallo stesso Volin), cui si aggiunse poco tempo dopo quella dellanarco-sindacalista Grigorij Maksimov. La reazione dei piattaformisti fu altret tanto dura: per loro il documento di Volin e del suo gruppo era un programma senza programma degli anarco-caotici. In particolare accusavano Volin di ingenuit perch, pur ritenendo che la societ anarchica nasca nel crogiuolo di una rivoluzione violenta, non sa peva poi dare risposte valide sullorganizzazione della difesa e del lattacco e sulle modalit con cui organizzare la produzione e lo scambio in una situazione di guerra civile. Nel corso del dibattito, che si protrasse fino al 1931, le diffe renze radicali tra la corrente autoritaria (i piattaformisti) e quella anti-autoritaria (i voliniani) dellemigrazione anarchica russa si ap profondirono ulteriormente, a cominciare dal concetto stesso di rivoluzione: per i piattaformisti la rivoluzione era un lento pro cesso organizzato, mentre per i voliniani era una forza sociale in controllabile. Ma la polemica intorno alla Piattaforma coinvolse anche gli anarchici europei e americani, sebbene lepicentro della controversia fu certamente la Francia. Come riportano le informa tive della polizia parigina, i machnoviani avevano scatenato grandi polemiche anche tra gli anarchici francesi555. Da queste polemiche non furono immuni neppure gli anarchici spagnoli, al cuni dei quali sostenevano Faure (vicino alle posizioni di Volin), mentre altri si ritrovavano su posizioni pi filo-sindacaliste55 . La successiva puntuale critica della Piattaforma da parte dei pi importanti teorici dellanarchismo internazionale e russo, tra cui Berkman, Korn, Maksimov, Nettlau, Malatesta, Fabbri, Grave ecc., determin la sconfitta del piattaformismo. Questa reazione com patta convinse Arsinov che era inutile continuare il confronto con gli anarchici contemporanei, e da 1 inizi una sua deriva che lo 1 port nellottobre del 1931 a scrivere Anarchismo e dittatura del proletariato, testo nel quale sosteneva le tesi gi esposte da Lenin in Stato e rivoluzione. Nonostante il fatto che Arsinov nel suo scritto
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si considerasse ancora un rivoluzionario anarchico, il suo appello a combattere al fianco della dittatura bolscevica segnava la sua rot tura pubblica con lanarchismo. In risposta, la redazione di Deio Truda, nella quale era entrato anche Machno, dichiar: Non pos siamo in nessun modo convenire con le conclusioni premature e incerte di Arsinov. Abbiamo sempre ripudiato il concetto di ditta tura del proletariato e ancora oggi lo ripudiamo in toto557. Il pas saggio del suo maggiore esponente su posizioni favorevoli a una qualsivoglia dittatura sanc la sconfitta definitiva del piattaformismo. Nel 1933 Arsinov decise di tornare in Unione Sovietica. Come rifer il suo amico N . Cerbadziev: Prima di andarsene aveva fatto intendere che partiva per svolgere un lavoro clandestino55 , e la NKVD conferma indirettamente questa versione dal momento che Arsinov fu ucciso soltanto nel 1937-1938, anche se questo esito avrebbe potuto concretizzarsi ben prima. A Machno, pass mai per la testa lidea di tornare in patria? De scrivendo il rapporto di batko con i generali rossi, lanarchica russa Ida Mett afferma: Machno ne parlava con grande rispetto professio nale, e sono convinta che nella sua mente di tanto in tanto si affac ciasse il pensiero che anche lui avrebbe potuto diventare un generale deHArmata rossa. Eppure non ne ha mai parlato. Al contrario, mi disse che se avesse potuto tornare in Russia, prima avrebbe studiato seriamente larte della guerra. Questa ammissione poteva essere con siderata un sogno espresso ad alta voce. Sono sicura che se fosse tor nato in Russia nel giro di due giorni avrebbe litigato con i vertici di comando, dal momento che sempre stato un uomo onesto e non avrebbe potuto venire a patti con lingiustizia sociale559. Ma se batko avesse davvero voluto che la sua vita andasse diversamente, al lora nel 1919 avrebbe dovuto prendere le distanze dallanarchismo e legare il suo destino ai bolscevichi. Cosi facendo, sarebbe forse vis suto tre anni di pi, fino al 1937 (ma non oltre), e tuttavia la sua sa rebbe sicuramente stata una vita meno dignitosa. Questi anni dellesilio li ricostruisce ancora Ida Mett: Penso che la sua caratteristica fondamentale fosse il fatto di essere rimasto
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un contadino ucraino... nel profondo dellanima era un conta dino parsimonioso che conosceva perfettamente la vita di villaggio e le difficolt dei suoi abitanti... Ricordo che una volta Nstor mi ha raccontato un suo sogno. Era lautunno del 1927. Passeggia vamo nel bosco di Vincennes... quando cre questo sogno-rac conto. Il giovane Michnenko (il vero cognome di Machno) ri torna nel villaggio natale di Guljaj Pole, comincia a lavorare, conduce una vita tranquilla, sposa una giovane contadina. Ha un buon cavallo e una buona sella. Di sera torna al villaggio con la moglie, dopo una giornata proficua al mercato dove vendono la frutta coltivata da loro. In citt hanno comprato tanti regali... Ma chno era talmente immerso nel racconto che aveva dimenticato di essere a Parigi, di non avere n una casa, n una giovane moglie. In quel periodo lui e sua moglie vivevano separati, ma continuavano a lasciarsi e a rimettersi insieme, cercando ogni volta di iniziare una nuova vita560. Questa idilliaca vita di campagna era verosimil mente il sogno consolatorio di molti di coloro che avevano vissuto una vita impetuosa e dura. Ma la vita reale dei contadini non era af fatto cosi leggiadra, anzi le difficolt erano spesso superiori alle gioie. E non a caso, quando la storia gliene aveva dato la possibilit, il contadino Machno aveva subito colto lopportunit di cambiare vita. Questo sogno-racconto sembra dunque pi un sentimentali smo passeggero, al crepuscolo della vita, che un desiderio concreto. E infatti Machno non era cambiato: il giorno successivo aveva di nuovo discusso bruscamente con gli avversari sul modo migliore di agire nelle rivoluzioni a venire, ed era tornato a scrivere il suo libro di memorie per raccontare lesperienza fatta alla futura generazione di rivoluzionari. Lincessante attivit di Machno cominci a preoccupare le auto rit francesi, che nel 1927 presero in considerazione anche una sua eventuale espulsione dalla Francia561. M a dal 1929 Machno inizier a partecipare sempre pi raramente alle attivit pubbliche. Per quanto riguarda Machno, malato, sembra un cadavere am bulante e si fa vedere in giro solo per ricevere assistenza dal Com i
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tato di aiuto alle vittime politiche562, riferisce un informatore della polizia. Il successivo tradimento di Arsinov fu un altro duro colpo per Machno: i rapporti personali con il suo maestro fu rono recisi e il piattaformismo, che Machno aveva sostenuto per di versi anni, ne era uscito screditato. Aveva perso anche questa bat taglia, e tuttavia quegli anni non erano stati vani, perch il dibattito innescato aveva comunque permesso alle teorie anarchiche di fare un passo in avanti. Nondimeno, Machno continuava a godere di un grande presti gio personale negli ambienti anarchici. La sua lettera agli anarcosindacalisti spagnoli Eusebio C. Carb e ngel Pestaa divenne una sorta di testamento politico. Seguendo da vicino le vicende della Spagna, paese dove lanarchismo aveva una forte presenza, Machno scriveva che la conquista della terra, del pane e della libert doveva essere meno dolorosa563. Non era certo un apologeta della violenza. A suo avviso, la questione del mantenimento della pace andava risolta, come si era tentato nel 1917, facendo leva sulle grandi masse popolari. Machno notava inoltre come il fermento ri voluzionario che cera in Spagna fosse iniziato con la scheda elet torale, segnalando cos un interesse a rivedere parzialmente il rap porto degli anarchici con le elezioni564. Nel valutare i primi passi di quella che sarebbe diventata di l a poco la Rivoluzione spagnola (che al momento giudicava deludenti), Machno faceva un parallelo con lincapacit organizzativa che lui attribuiva agli anarchici russi e ucraini radicati nelle citt, sollecitando gli spagnoli a costruire forti organizzazioni di massa (strada che peraltro gli anarchici spa gnoli stavano gi seguendo con successo). Una questione che a suo avviso andava affrontata con urgenza nella Spagna rivoluzionaria era la politica delle alleanze. Era possi bile allearsi con i comunisti contro le forze reazionarie? Machno diede dei comunisti una valutazione assolutamente negativa: Essi hanno usato la rivoluzione come un mezzo... per ingannare senza alcuna remora il proletariato, ricorrendo alle pi disparate e false promesse, e per consolidare il proprio oscuro potere partitico met
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tendo la sua forza fisica al proprio s e r v i z i o 5 6 5 . Nella lettera agli anarchici spagnoli Machno cerc di dissuaderli in tutti i modi da unalleanza di questo tipo: I comunisti-bolscevichi spagnoli sa ranno i degni confratelli dei loro maestri russi. Andranno sulle tracce di Lenin e di Stalin, appropriandosi senza esitazioni delle conquiste della Rivoluzione e imponendo il potere del partito a tutto il paese... Tradiranno perci fatalmente i loro alleati e la causa stessa della Rivoluzione566. Machno incontr anche di persona gli anarchici spagnoli (tra cui Buenaventura Durruti)567, e il racconto della sua esperienza favor sicuramente la loro diffidenza nei con fronti dei comunisti. Ciononostante, gli anarchici catalani e spa gnoli si ritroveranno costretti dalla logica degli eventi a costruire anche loro un fronte comune delle forze rivoluzionarie, con esiti al trettanto drammatici. Machno trascorse il resto dei suoi giorni preso dal suo lavoro, immerso nella vita familiare e nei ricordi, e in rare occasioni ancora partecipe della vita sociale del movimento. Come ricorda Ida Mett: Machno era un uomo puro, casto... Amava follemente la figlia. Non so quale sia stato il loro rapporto alla fine della sua vita, ma quando era ancora una bambina, Machno passava molto tempo con lei, la coccolava, e se talvolta lirritazione lavrebbe magari spinto a darle uno scapaccione, in realt stava male al solo pen siero di alzare le mani su sua figlia568. La figlia di Machno, Yelena, era nata nel 1923 nel carcere di Varsavia e sarebbe vissuta fino al 1993, quando in Russia si ricominciato a parlare di suo padre senza definirlo pi un bandito. Nelle dure condizioni imposte dalla sua vita di esiliato, Machno si comport sempre con dignit: Lho incontrato spesso nel corso dei miei tre anni a Parigi e non lho mai visto ubriaco. Pi volte, come traduttrice, lho accompagnato ai pranzi organizzati in suo onore dagli anarchici occidentali. Nestor diventava alticcio gi con il primo bicchiere di vino, i suoi occhi cominciavano a brillare e di ventava eloquente, ma, ripeto, non lho mai visto davvero ubriaco. Mi hanno detto che negli ultimi anni faceva la fam e.. ,569.
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Alla fine della sua esistenza, Machno viveva in un monolocale nel sobborgo parigino di Vincennes. Era gravemente malato di tu bercolosi e sofferente per la ferita alla gamba. La moglie sfamava la famiglia lavorando come lavandaia in una pensione. Vivevano spesso separati, dal momento che le dure condizioni di vita rende vano le relazioni familiari molto irregolari. Machno rimaneva a lungo da solo. A volte vagava per le strade. Cosa rendeva inquieto questo rivoluzionario negli ultimi mesi di vita? Erano giorni burra scosi per la Francia. A febbraio i partiti di destra e i fascisti erano scesi in piazza per mettere alla prova la solidit della Repubblica. In risposta, le strade della capitale si erano riempite di sostenitori della sinistra. Socialisti e comunisti, pur detestandosi, avevano imparato ad agire insieme, e anche gli anarchici erano pronti a sostenere la Repubblica contro la minaccia fascista570. Furono cos gettate le basi di quel Fronte popolare dei lavoratori che Machno aveva so gnato per tutta la guerra civile. Data la sua personalit, possibile ipotizzare che abbia parteci pato alle manifestazioni di quellautunno, anche se era ormai gra vemente malato. In inverno cominci a peggiorare ricorda G a iina Kuzmenko, e con il sopraggiungere del mese di marzo dovemmo ricoverarlo in uno degli ospedali di Parigi. La domenica andavo spesso a trovarlo. L incontravo molti compagni, sia russi sia francesi, che erano venuti a tenergli compagnia571. Lo stato di salute peggior ulteriormente, e loperazione effettuata a giugno non fu di grande aiuto. Nelle sue memorie, la Kuzmenko descrive gli ultimi istanti di vita di Machno: Mio marito era a letto, pal lido, con gli occhi socchiusi, le mani gonfie, separato dagli altri da un grande paravento. C erano diversi compagni, i quali, nono stante lora tarda, restavano l ad assisterlo. Baciai la guancia di Nestor. Apr gli occhi e, rivolgendosi a sua figlia, disse con un filo di voce: Figlia mia, spero tu possa vivere sana e felice. Poi richiuse gli occhi e aggiunse: Scusate, amici miei, sono molto stanco, ho biso gno di dormire. Venne linfermiera di turno e gli chiese: Come si sente?, ed egli rispose: Portatemi la bombola di ossigeno. Linfer
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miera gliela port. A fatica, con le mani tremanti, mise il tubo del lossigeno in bocca. Linfermiera chiese a tutti noi di andare via e di tornare il mattino dopo. Il giorno seguente, quando entrammo nella stanza, vedemmo che il letto nel quale cera mio marito era vuoto e che il paravento era stato portato via. Uno dei suoi vicini disse che alle sei del mattino mio marito aveva smesso di respirare. Era entrata uninfermiera, aveva coperto il volto con il lenzuolo e laveva portato allobitorio572. Nel mese di luglio del 1934 le ceneri di Nestor Ivanovic Machno furono tumulate nel cimitero di Pere Lachaise accanto alle tombe dei comunardi parigini. I comunardi erano stati i primi che ave vano cercato di mettere in pratica le idee di Bakunin e Proudhon. Avevano potuto farlo solo per settantadue giorni e poi erano stati sconftti. Machno era stato pi fortunato, ma anche il suo tentativo di costruire una societ libera dalloppressione e dallautoritarismo era alla fine fallito. Per mettere in pratica questo esperimento so ciale, Machno aveva ricevuto dal destino tre occasioni, ognuna delle quali era per durata solo pochi mesi. Il resto del tempo era stato co stretto a condurre una vita nomade e una cruenta guerra partigiana. Eppure, sino a quel momento era stata la sua machnovscina ha rea lizzare un picco nella realizzazione dellanarchia che solo la Spagna rivoluzionaria, appena due anni dopo, sar in grado di superare. E la bandiera nera dellanarchia, strappata dalle mani di Machno, tor ner a sventolare nuovamente nella sua lotta contro ogni oppres sione e ogni sfruttamento.

201

> Polonia, area di Poznan, 1922: Machno (seduto al centro di fianco alla moglie Galina Kuz'menko) ormai in esilio con i suoi pi stretti collaboratori. > Nestor Ivanovic Machno (Guljaj Pole, 26 ottobre 1888 - Parigi, 25 luglio 1934).

Note

1. Centralnyj Derzavnij Archiv Gromadskich obedanyj Ukraini (CDAGOU) [Archivio Centrale di Stato per le Associazioni Civili Ucraine]; Gosudarstvennyj Archiv Zaporozskoj Oblasti (GAZO) [Archivio di Stato della Regione di Zaporoie] ; Rossijskij Gosudarstvennyj Voennyj Arkhiv (RGVA) [Archivio di Stato Militare Russo] ; Rossijskij Centr Chranenija i Issledovanija Dokumentov Novyejshyej Istorii (RCCHIDNl); [Centro Russo per la Salvaguardia e la Ri cerca di Documenti della Storia Recente]; documenti deUlnternationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis di Amsterdam citati in Skirda A., Les

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sorti machnovisti], Guljaj Pole, 1919; Protokoly II sezda frontovikov, povstanieskich, raboich i krestjanskich Sovetov [Atti del II Congresso dei sol dati, degli insorti, degli operai e dei contadini dei Soviet], Guljaj Pole, 1919; i giornali Put k svobode [Il cammino verso la libert], Povstanec [Lin sorto], Guljaj-polskij Nabat [Lallarme di Guljaj Pole], 3. Machno N ., Rossijskaja Revoljucija na Ukraine [La rivoluzione russa in Ucraina], Parigi, 1929; Machno N ., Pod udarami kontrerrevoljucii [Sotto i colpi della controrivoluzione], Parigi, 1936; Machno N ., Ukrainskaja Re

voljucija [La rivoluzione ucraina], Parigi, 1937; Machno N ., Machnoviiina i ego byvsie sojuzniki boleviki [La machnovscina e i suoi ex alleati bolscevichi], Parigi, 1929; CDAGOU, F. 5, Op. 1; Arsinov P., Istorija machnovskogo dvizenija [Storia del movimento machnovista], Berlino, 1923; Volin, La Rvolution inconnue, Parigi, 1947. 4. Antonov-Ovseenko V.A., Zapiski o Grazdanskoj vojne [Scritti sulla guerra civile], Mosca-Leningrado, 1932; Kolos G. A., Zametkiopodpole i vooruzen203

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cho-sindikalizm i kommunizm [Anarco-sindacalismo e comunismo], Mosca, 1923; Rudnev V.V., Machnovscina, Charkov, 1928; Gorev B.I. Anarchizm v Rossii (ot Bakunina do Machno) [Lanarchismo in Russia (da Bakunin a M a chno)], Mosca, 1930; Zalezskij V., Anarhisty v Rossii [Anarchici in Russia], Mosca, 1930; Ravic-Cerkasskij M., Anarchisty [Anarchici], Charkov, 1930; Jaroslavskij Ye.M ., Anarchizm v Rossii [Lanarchismo in Russia], Mosca, 1939. 11. Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., Skacko A., op. cit., Kakurin M ., op. cit. 12. Ad esempio, Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., Skacko A., op. cit. 13. Kubanin M ., Machnovscina, Leningrado, 1927. 14. Kolesnikov B., Projsojuznoe dvizenie i kontrrevoljutsija [Il movimento sin
dacalista e la controrivoluzione], Charkov, 1923. 15. Rudneev V.V., op. cit.; Ravi-Cerkasskij M ., Anarchisty [Anarchici], Charkov, 1930; Jaroslavskij E.M ., op. cit.

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sciny (konets 1920-1921 gg.) [Il partito comunista (bolscevico) ucraino - or ganizzatore delle masse dei lavoratori nella sconfitta della machnovscina (fine 1920-1921)], Kiev, 1971; Kucher O .O ., Razgrom zbroijnoi vnutrisn oi kontrrevolyutsii na Ukraini v 1921-1923 [La sconfitta della controrivoluzione ar
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cratici contro lanarchismo (1840-1917)], Mosca, 1987. 19. Volkovinskij V.N., Machno i ego krah [Machno e il suo fallimento], Mosca, 1991. 20. Lesempio pi lampante di questo genere di opere , a nostro avviso, lo pera di Dmitri Volkogonov inclusa nella collana Leader. 21. Arsinov P., Istorija machnovskogo dvizenija [Storia del movimento machnovista], Berlino, 1923. 22. Vedi ad esempio Shubin A.V., Machnovskoe dvizenie [Il movimento machnovista], Obscina [Comunit], n. 34, 1989. 23. Vedi Literaturnaja Gazeta [Rivista letteraria], 8.2.1988; Semanov S.,

Machno kak on est' [Machno comera], Mosca, 1991. Semanov ammette aper
tamente che non era interessato a leggere le opere anarchiche (p. 45). 24. Verstjuk V., Kombrig Nestor Machno [Il comandante di brigata Nestor Machno], Charkov, 1990; NestorIvanovicMachno, Vospominanija, materialy

i dokumenty, op. cit. 25. Peters V., Nestor Makhno: The Life ofthe Anarchist, Winnipeg, 1970; Palij
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ventsii 1917-1921 gg [I distaccamenti negli anni della guerra civile e dellin


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20 6

39. Belas V., Machnovscina, Letopis revoljutsii [Cronaca della rivoluzione], n. 3 ,1 9 2 8 , p. 191. 40. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., pp. 132-133. 41. Volkovinskij V.N., op. cit., pp. 17-19. 42. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 134. 43. Ibidem, p. 135. 44. Cit. in Smertnaja kazri [Pena di morte: pr e contro], M osca,1989, p. 65. 45. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 24. 46. Ibidem, p. 26. 47. Arsinov P., op. cit., pp. 50, 215. 48. Bespecnyj T.A., BukryeevaT.T., Nestor Mahno: Pravda i legendy [Nestor Machno: verit e leggenda] ; Leva Zadov, Celovek iz kontrrazvedki [Un mem bro del servizio di spionaggio], Donetsk, 1996, p. 19. 49. Machno N ., Rossijskaja Revoljucija na Ukraine, op. cit., p. 11. 50. Ibidem, pp. 12-57. 51. Ibidem, p. 43. 52. Ibidem, pp. 70-71. 53. Narodne zittja [La vita del popolo], 17.09.1917. 54. Machno N ., op. cit., pp. 63-70. 55. Savcenko V., Avantjuristy grazdanskoj voijny [Avventurieri della guerra ci vile], Mosca, 2000, p. 71. 56. Belas V., op. cit., pp. 194-195. 57. g a z o , F. P. 1058, Op. 1, D . 1, L. 7. 58. g a z o , F. E 1058, O p. 1 ,D . 1 ,L . 120-121. 59. Ibidem, L. 127. 60. Ibidem, L. 123. 61. Ibidem, L. 126. 62. Ibidem, L. 137. 63. Ibidem, L. 139. 64. g a z o , F. P. 1058, Op. 1, D. 1, L. 131, 139. 65. Ibidem, L. 138.

207

66. Ibidem, L. 127. 67. Ibidem, L. 136. 68. Machno N ., o/>. cit., p. 162. 69. Ibidem, p. 77. 70. Avrich P The Russian Anarchists, Princeton, 1967; Skirda A., LesAnar-

chistes dans la revolution russe, Parigi, 1973; Naum ov L., Piterskie anarchokommunisty [Anarco-comunisti pietroburghesi], Obscina [Comunit], n. 4 5 ,1 9 9 0 ; Suchanov N .N ., Zapiski o revoljucii [Scritti sulla rivoluzione], T. 2,
Mosca, 1991. 71. Grazdanskaja vojna i inostrannaja intervencija v CCCP [Guerra civile e in terventi stranieri in URSS], nciklopedija, Mosca, 1987, p. 34. 72. Volin V., The Unknow Revolution 1917-1921, Londra, 1974, p. 209. 73. Ibidem, pp. 215-216. 74. Ibidem, p. 219. 75. Ibidem, p. 235. 76. Machno N ., op. cit., p. 111. 77. Skirda A., op. cit., p. 378. 78. Machno N ., op. cit., p. 110. 79. Ibidem, pp. 112-134. 80. Ibidem, pp. 112-134. 81. Machno N ., op. cit., p. 155. 82. Teper I op. cit., p. 26. 83. Machno N ., op. cit., pp. 182-191. 84. Ibidem, p. 192. 85. Ibidem, pp. 148-149. 86. Goncarok M ., op. cit., p. 36. 87. Machno N ., op. cit., p. 206. 88. Ibidem, p. 149. 89. Machno N ., Pod udarami kontrerrevoljucii, op. cit., p. 11. 90. Opoliticeskompoloienii na Donskomfronte [Sulla situazione politica lungo il fronte del Don], KS-kontakt, n. 30, 1996, p. 7. 91. Ibidem, p. 35. 92. Ibidem, p. 109. 93. Ibidem, p. 110.

208

94. Machno N ., Podudarami..., op. cit., p. 125. 95. Ibidem, p. 127. 96. Ibidem, p. 131. 97. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 274, L. 4. 98. Ibidem, pp. 132-133. 99. NestorIvanovicMachno, Vospominanija, materialy i dokumenty, o/>. V., p. 47. 100. Machno N ., Ukrainskaja Revoljucija, o/>. c/V., p. 112. 101. Kniinik I. Vospominanija o PA. Kropotkine i ob odnoj emigrantskojgruppe [Memorie su P.A. Kropotkin e su un gruppo di emigrati], Krasnaja letopis [Cronaca Rossa], 1922, n. 4, p. 33. 102. Machno N ., op. cit., p. 106. 103. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 274, L. 12. 104. Ibidem, D. 153, L. 27. 105. Ibidem, p. 145. 106. Machno N ., op. cit., p. 150. 107. Pridneprovskij kraj [Al confine con il Dnepr], 10.12.1918. 108. Pjatajagodoviiina..., op. cit., p. 180. 109. Kubanin M op. cit., p. 41. 110. Machno N Machnovscina..., op. cit., p. 7. 111. Pjataja godoviiina..., op. cit.,p. 188. 112. Ibidem, p. 180. 113. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., pp. 8-9. 114. Ibidem, p. 11. 115. Pjataja godoviiina..., op. cit., p. 180. 116. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., p. 10. 117. Ibidem, p. 12. 118. Pjataja godoviiina..., op. cit., p. 170. 119. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 153, L. 91-90. 120. Archiv russkoj revoljutsii [Archivio della rivoluzione russa], T. 3, Berlino, 1922, p. 239. 121. Belas V., op. cit., p. 214. 122. Ibidem, L. 21. 123. Kolos G.A., op. cit., p. 43.

209

124. Golovanov V., op. cit., p. 85. 125. Belas V., op. cit., p. 214 126. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D . 274, L. 15 127. Ibidem, D . 351, L. 2. 128. CDAGOU, F. 5, O p. 1, D . 274, L. 27. 129. Ibidem, L. 93-94. 130. Protokoly..., op. cit., p. 25. 131. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D. 274, L. 28-29. 132. Ibidem, p. 29. 133. Ibidem. 134. Ibidem, D. 153, L. 137-138. 135. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 274, L. 93. 136. Ibidem. 137. Ibidem, L. 28. 138. Machno N ., Pod udarami kontrerrevoljucii, op. cit., p. 607. 139. Teper I., op. cit., p. 32. 140. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 246. 141. Ibidem. 142. Ad esempio, CDAGOU, F. 5, Op. 1, D. 274, L. 18. 143. Ibidem, L. 27. 144. Arsinov P., op. cit., p. 231. 145. Vedi Kanev S.N ., Oktyabr'skaja revolyutsija i krach anarchizma (Borba partii bolevikovprotiv anarchizma 1917-1922gg.) [La Rivoluzione dOttobre e il fallimento dellanarchismo, 1917-1922 (la lotta del partito dei bolscevichi contro lanarchismo)], Mosca, 1974, pp. 54-56. 146. Teper I., op. cit., p. 15. 147. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D. 330, L. 4. 148. Ibidem. 149. Ibidem, L. 8. 150. Ibidem, D. 274, L. 31. 151. Teper I., op. cit., p. 16. 152. Machno N ., Pod udarami kontrerrevoljucii, op. cit., p. 130. 153. Anarchiceskij vestnik [Bolletino anarchico], 1923, n. 1, p. 28. 154. Cego dobivajutsjapovstancy-machnovcy, op. cit., p. 10.
2IO

155. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 153, L. 29. 156. Cego dobivajutsja povstancy-machnovcy, op. cit., p. 10. 157. Put k svobode [Il cammino verso la libert], n. 2, 1919. 158. Protokol IIsezdafrontovikov..., op. cit., pp. 30-31. y 159. g a z o , F. P. 1058, O p. 1, D . 1, L. 133. 160. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 274, L. 32. 161. Ibidem, L. 32. 162. Ibidem, D . 351, L. 81. 163. Vedi anche Verstjuk V.M., op. cit., pp. 32-33. 164. r c c h i d n i , F. 5, Op. 1, D . 2905, L. 5. 165. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 274, L. 18. 166. Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., T. 3, T. 4, p. 268. 167. Oktjabr kaja revoljutsija -lepjatiletie, op. cit., pp. 520-521. s 168. Vedi Goncarok M., op. cit., pp. 53-54. 169. Machno N ., Pod udarami kontrerrevoljucii, op. cit., p. 87. 170. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 274, L. 12, 25-26. 171. Sulgin V., Dni [Giorni], Mosca, 1990, pp. 291, 292, 295-296. 172. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D. 274, L. 26. 173. Ibidem, L. 32. 174. Ibidem, D. 351, L. 36. 175. Ibidem. 176. Arsinov P., op. cit., p. 37. 177. Machno N ., Pod udarami kontrerrevoljucii, op. cit., p. 35. 178. Za vlast Sovetov. Sbornik dokumentov Partarchiva Zaporozskogo oblastnogo komitatet KP Ukrainy i Zaporoiskogo gosudarstvennogo archiva [Per il po tere dei Soviet. Raccolta di documenti dellArchivio di partito di Zaporoze del Comitato regionale del Partito comunista ucraino e dellArchivio di Stato di Zaporoze], Zaporoze, 1957, p. 77. 179. Ibidem, p. 40. 180. Anarchiceskij vestnik [Bollettino anarchico], 1923, n. 1, p. 25. 181. Verstjuk V., op. cit., p. 6. 182. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 274, L. 24. 183. RGVA, F. 199, Op. 3, D . 71, L. 33. 184. Izvestija [Notizie], 9.2.1919.
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185. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 10. 186. Ibidem, D . 153, L. 116-117. 187. Ibidem. 188. Ibidem, D. 262, L. 61. 189. Cit. in Skirda A., op. cit., p. 116. 190. Protokol llse zdafrontovikov.op. cit., pp. 24-25. y 191. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 153, L. 116. 192. r g v a , F. 199, O p. 3, D . 371, L. 16-17. 193. Jaruckij L., Machno i machnovcy [Machno e i machnovisti], Marjupol, 1995, p. 273. 194. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D. 351, L. 3-4. 195. Kubanin M ., op. cit., p. 46. 196. r g v a , F. 199, Op. 3, D . 144, L. 12-19. 197. Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., T. 4, p. 331. 198. Ibidem, p. 302. 199. Ibidem, p. 145. 200. Ibidem, p. 144. 201. RGASPI, F. 5, O p. 1, D. 2905, L. 61. 202. Volkovinskij V.N., op. cit., p. 80. 203. Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., p. 306. 204. Cit. in Ermakov V.D., Anarchistskoedviienie v Rossii: istorija isovremen-

nost [Il movimento anarchico in Russia: storia e attualit], San Pietroburgo,


1997, pp. 111-112. 205. Ibidem, p. 112. 206. Cit. in Jakovlev J., op. cit., pp. 23-24. 207. Cit. in Arsinov P., op. cit., p. 98. 208. Ibidem, p. 98. 209. Ibidem, p. 99. 210. Izvestija [Notizie], Charkov, 25.4.1919. 211. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 12. 212. Ibidem. 213. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D . 153, L. 137. 214. Antonov-Oveseenko V.A, op. cit., p. 112. 215. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D. 153, L. 137-138.
212

2 1 6 .Ibidem, D . 153, L. 137. 217. Ibidem, D . 351, L. 13. 218. Ibidem, D . 274, L. 33. 219. Nestor IvanovicMacbno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 62. 220. kspeditsija L.B. Kameneva v 1919g:poezdka na Ukrainu [La spedizione di Kamenev nel 1919], Proletarskaya Revolutsiya, n. 6, 1926, pp. 139-144. 221. Graziosi A., Bol eviki i krestane na Ukraine, 1918-1919gody [Bolsces j vichi e contadini in Ucraina negli anni 1918-1919], Mosca, 1997. D opo aver analizzato in profondit la realt prefascista in Ucraina, Graziosi fa poi un parallelo con il successivo regime fascista, soffermandosi in particolare sulla crudelt deHantisemitismo. A suo avviso, lantisemitismo non stret tamente riconducibile al nazi-fascismo, in quanto il nazionalismo radicale era altrettanto incline alla xenofobia e alla pulizia etnica. 222. Savcenko V., Avantjuristy grazdanskoj vojny [Avanguardie nella guerra civile], Mosca, 2000, p. 213. 223. Ibidem, p. 119. 224. Arsinov P., op. cit., p. 107. 225. Ibidem, p. 109. 226. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D. 274, L. 21. 227. Ibidem, D . 351, L. 31. 228. ArSinov P., op. cit., p. 113. 229. Ibidem, p. 114. 230. Nabat [Lallarme], n. 16, 26.05.1919. 231. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 351, L. 31; Nestor Ivanovic Machno, Vospomi

nanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 45.


232. r g v a , F. 199, Op. 2, D. 129, L. 105. 233. Ibidem, D. 175, L. 9, 133. 234. Volkovinskij V.N., op. cit., p. 100. 235. Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., p. 305. 236. r g v a , F. 199, Op. 3, D. 95, L. 278. 237. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D. 262, L. 154. 238. Antonov-Ovseenko V.A., op. cit., p. 307. 239. Kakurin M ., op. cit., p. 153. 240. r g v a , F. 199, Op. 3, D. 129, L. 150.

213

241. Ibidem, L. 171. 242. RGVA, F. 199, O p. 2, D . 129, L. 168. 243. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D . 351, L. 69. 244. Mallet M ., Nestor Makhno in Russian Civil War, Oxford, 1982, p. 38. 245. Volkovinskij V.N., op. cit., p. 106. 246. Ibidem. 247. Cit. in Kubanin M op. cit., p. 77. 248. Cit. in Jakovlev A., op. cit., p. 25. 249. RGVA, F. 199, O p. 3, D . 107, L. 1. 250. Skacko A., op. cit., p. 63. 251. RGASPI, F. 199, O p. 1, D . 26, L. 2. 252. Golovanov V., op. cit., p. 155. 253. Jaruckij L., op. cit., pp. 64-65. 254. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D . 351, L. 77. 255. Ibidem, L. 77. 256. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 81. 257. Ibidem, D . 351, L. 84. 258. RGVA, F. 199, Op. 3, D. 8, L. 16. 259. Ibidem, D. 182, L. 18. 260. CDAGOU, F. 5, O p. 1, D. 330, L. 14. 261. Denikin A.I., op. cit., p. 52. 262. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D. 274, L. 40. 263. Ibidem, L. 42-43. 264. Ibidem, L. 46-47. 265. Kubanin M ., op. cit., p. 83. 266. Cit. in Goncarok M ., op. cit., p. 59. 267. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit. pp. 154-155. 268. Machno N ., M achnovsiina.op. cit., p. 59. 269. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit. p. 68. 270. Golovanov V., op. cit., p. 175. 271. c d a g o u , F. 5, O p. 2, D. 51, L. 25. 272. Arsinov P., op. cit., p. 135.

214

273. Volkovinskij V.N., op. cit., p. 125. 274. Nestor lvanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit.,

p. 68.
275. Ibidem, p. 62. 276. tapy bologoputi [Tappe di un lungo cammino], Mosca, 1962, p. 89.

211. Ibidem, p. 177.


278. Nestor lvanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., pp. 72-76.
279. Cit. in Skirda A., op. cit., p. 177. 280. Denikin A.I., op. cit., p. 252. 281. Arsinov P., op. cit., p. 142. 282. Volin V., op. cit., pp. 621-623. 283. Ibidem, p. 620. 284. Cit. in Volkovinskij V.N., op. cit., p. 133. 285. Secondo Belai questo avvenimento risale al 28 ottobre. 286. Pjatajagodovscina..., op. cit., p. 227. 287. Nestor lvanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit.,

p. 68.
288. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 289. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D. 274, L. 67. 290. Ibidem, L. 75. 291. Golovanov V., op. cit., p. 215. 292. Pjatajagodoviina..., op. cit., p. 257. 293. Rudnev V.V., Macbnovscina, op. cit., p. 52. 294. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 155-156. 295. Cit. in Rudnev V.V., op. cit., p. 52. 296. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 79. 297. Ibidem, D. 330, L. 16. 298. Ibidem, L. 17. 299. c d a g o u , F. 1, Op. 2, D . 51, L. 21. 300. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 1 giornale segnala un numero di 1 delegati leggermente inferiore, pur mantenendo nel complesso le propor zioni. 301. c d a g o u , F. 1, Op. 2, D . 51, L. 21.

215

302. Ibidem, L. 22. 303. Kubanin M ., op. cit., p. 92. 304. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 305. Kubanin M ., op. cit., p. 94. 306. Volin V., op. cit., p. 637. 307. Ibidem, p. 633. 308. Ibidem, pp. 639-640. 309. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 310. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 79. 311. Volin V., op. cit., pp. 637-638. 312. Arsinov P op. cit., p. 147. 313. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 314. c d a g o u , F. 1, O p. 2, D . 51, L. 51. 315. Deio trucia [La questione del lavoro], n. 15, p. 14; CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 330, L. 14. 316. Teper I., op. cit., p. 14. 317. Ibidem. 318. Ibidem, p. 58. 319. Ibidem, pp. 58-59. 320. Kolesnikov B., op. cit., p. 407. 321. Kubanin M ., op. cit., p. 112. 322. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 323. Kubanin M., op. cit., p. 94. 324. Ibidem, p. 95. 325. Kolesnikov B., op. cit., p. 323. 326. Ibidem. 327. Arsinov P., op. cit., p. 147. 328. Volin V., op. cit., pp. 643-644. 329. Ibidem, p. 647. 330. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 157. 331. Ibidem, D. 51, L. 22, 24. 332. Ibidem, D . 274, L. 94. 333. Ibidem, D . 330, L. 18.

216

334. Ibidem. 335. Kolesnikov B., op. cit., pp. 319-320. 336. Ibidem. 337. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 274, L. 96. 338. Ibidem. 339. Ibidem. 340. Put k svobode [Il cammino verso la libert], 16.10.1919. 341. Arsinov P., op. cit., p. 145. 342. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 84. 343. Ibidem, D. 274, L. 104. 344. Ibidem, D. 351, L. 185-186. 345. Ibidem. 346. Zvezda [Stella], 15.1.1919. 347. Zvezda [Stella], 6.12.1919. 348. GAZO, F. P 1058, Op. 1, D. 1, L. 51. 349. Povstanec [Linsorto], 8.11.1919. 350. Put k svobode [Il cammino verso la libert], 25.11.1919. 351. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 274, L. 85. 352. Ibidem, L. 86. 353. Kolesnikov B., op. cit., p. 324. 354. Ibidem. 355. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 185. 356. Jakovlev J., op. cit., p. 27. 357. Kolesnikov B., op. cit., p. 324. 358. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 151. 359. Kubanin M ., op. cit., pp. 88-89. 360 Archiv russkoj revoljutsii [Archivio della rivoluzione russa], T. 12, Ber lino, 1923, pp. 91-94. 361. Kubanin M op. cit., p. 186. 362. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 274, L. 106. 363. Golovanov V., op. cit., p. 224. 364. Kubanin M ., op. cit., p. 186. 365. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 274, L. 88. 366. Kubanin M op. cit., p. 116.

217

367. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., p. 41. 368. Kubanin M ., op. cit., p. 116. 369. Ibidem. 370. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., pp. 44-45. 371. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 157. 372. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., p. 45.

373. Kolesnikov B., op. cit., p. 327.


374. Pridneprovskij kraj [Al confine con il Dnepr], 4 (17).12.1919. 375. Archiv russkoj revoljutsii [Archivio della rivoluzione russa], T. 12, pp. 80-90. 376. Mallet M ., op. cit., p. 104. 377. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 274, L. 88. 378. Ibidem, D . 351, L. 149. 379. Ibidem, D. 274, L. 89. 380. Ibidem, D . 351, L. 163-164. 381. Mallet M ., op. cit., p. 102. 382. Pjataja godovscina..., op. cit., p. 223. 383. Zvezda [Stella], 15.12.1919. 384. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 172. 385. Pjataja godovscina..., op. cit., p. 102. 386. Proletarskaja revoljucija [La rivoluzione proletaria], n. 9, 1922, S. 201. 387. c d a g o u , F. 1, Op. 2, D. 51, L. 22. 388. Golovanov V., op. cit., pp. 229, 249. 389. Konivec (GriSuta), 1919god v Ekaterinoslave i Aleksandrovske [Lanno 1919 a Ekaterinoslav e Aleksandrovsk], Letopis revoljucii [Cronaca della ri voluzione], n. 4, 1924, p. 86. 390. Rudnev V., op. cit., p. 55.

391. Ibidem.
392. Ibidem, p. 56. 393. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 190. 394. Ibidem, L. 191. 395. c d a g o u , F. 1, Op. 2, D. 52, L. 22-23. 396. Ibidem, F. 5, Op. 1, D . 274, L. 192-193. 397. Kubanin M ., op. cit., p. 174.

218

398. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 274, L. 91. 399. Ibidem, L. 104. 400. g a z o , F. P. 1058, O p. 1, D . 1, L. 80, 83. 401. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 274, L. 96-97. 402. Ibidem, D. 274, L. 85. 403. Jaruckij L., Machno i machnovcy, op. cit., pp. 315-316. 404. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 191; r g a s p i, F. 76, Op. 3, D . 106, L. 36. 405. c d a g o u , F. 1, Op. 2, D . 51, L. 23. 406. Archiv russkoj revoljutsii [Archivio della rivoluzione russa], T. 12, p. 98. 407. Cit. in Volkovinskij V.N., op. cit., p. 149.

408. Nestor Ivanovii Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., pp. 164-166.
409. Ibidem, pp. 92-94. 410. Ibidem, pp. 93-94. 411. Ibidem, p. 96. 412. Litopis revoljucii [Cronaca della rivoluzione], n. 4, 1924. p. 275. 413. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 330, L. 75. 414. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 99. 415. Ibidem, pp. 99-100. 416. Ibidem, p. 100. 417. Ibidem, pp. 110-101. 418. Ibidem, p. 101. 419. Kubanin M op. cit., p. 124. 420. Ibidem. 421. Cit. in Komin V.V., Nestor Machno. Mijy i real'nost [Nestor Machno. Miti e realt], Mosca, 1990, p. 53. 422. 4 0 dnej v Guljaj Pole..., op. cit., p. 1. 423. Ibidem, p. 5. 424. Ibidem, p. 6. 425. Ibidem, p. 10. 426. Ibidem.

219

427. CDAGOU, F. 5, O p. 1 D . 330, L. 171-172. , 428. Arsinov P., op. cit., p. 218; 4 0 dnej v GuljajPole..., op. cit., p. 7.
429. 4 0 dnej v Guljaj Pole..., op. cit., p. 11. 430. O bsiina [Comunit], n. 43, p. 7. 431. Teper I., op. cit., p. 19. 432. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 330, L. 154. 433. Ibidem, L. 148. 434. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., pp. 35-36. 435. Cit. in Komin V.V., op. cit., p. 55. 436. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D. 330, L. 59.

437. RGASPI, F. 5, O p. 2, D . 2900, L. 12.


438. Ibidem, L. 14. 439. Machno N ., Machnovscina..., op. cit., pp. 39-40. 440. Slasov-Krimskij J.A., Bel jKrim [Crimea Bianca], Mosca, 1990, p. 144. y 441. Teper I., op. cit., p. 17. 442. Ibidem, p. 81.

443. CDAGOU, F. 5, O p. 1, D . 351, L. 245-246.


444. Ibidem, L. 244. 445. Ibidem, L. 245. 446. Ibidem, L. 246.

447. Ibidem.
448. 40 dnej v Guljaj Pole..., op. cit., p. 11.

449. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 330, L. 171.


450. Ibidem, L. 35-37. 451. Sbornik trudov voenno-naucnogo obslestva pri Voennoj akademii [Rac colta degli atti della societ scientifico-militare presso lAccademia militare], Mosca, 1921, p. 220. 452. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 330, L. 147. 453. Kubanin M ., op. cit., p. 153. 454. Komin V.V., op. cit., p. 154. 455. Dzerzinskij F., Dnevnik zakljucennogo. Pis a [Diario di un prigioniero. m Lettere], Mosca, 1984, p. 266. 456. Bespeinyj T.A., BukryeevaT.T., op. cit., p. 125. 457. Ibidem, p. 140.
2 20

458. Ibidem, p. 143. 459. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 234. 460. Ibidem, D. 330, L. 47. 461. Teper I., op. cit., pp. 117-119. 462. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, material'y i dokumenty, op. cit.,

p. 177.
463. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 351, L. 290. 464. r g a s p i, F. 76, Op. 3, D . 109, L. 37. 465. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 268. 466. Ibidem, D . 330, L. 127. 467. Ibidem. 468. Ibidem, L. 246. 469. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 330, L. 49. 470. Golovanov V., op. cit., pp. 348-350. 471. c d a g o u , F. 1, Op. 2, D . 51, L. 32. 472. r g a s p i, F. 76, Op. 3, D . 109, L. 3. 473. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 291. 474. r g a s p i, F. 76, Op. 3, D. 109, L. 4. 475. Ibidem, L. 8-9. 476. Ibidem, F. 1, Op. 2, D . 51, L. 32. 477. Ibidem, Op. 20, D. 328, L. 45. 478. GAZO, F. P. 1058, Op. 1, D .l, L. 55. 479. Ibidem, L. 96. 480. Ibidem, L. 54-56, 59. 481. Ibidem, L. 53. 482. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 292. 483. Ibidem. 484. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 330, L. 39. 485. Ibidem, L. 67. 486. Ibidem, L. 69. 487. Arsinov P., op. cit., pp. 177-179. 488. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 330, L. 41. 489. Ibidem, L. 40. 490. Ibidem, L. 140.
221

491. Cit. in Golovanov V., op. cit., p. 351. 492. Ibidem, p. 63. 493. Frunze M.V., Voennaya ipoliticeskaja dejatel nost [Azioni militari e po litiche], Mosca, 1984, p. 110. 494. Frunze M.V., Vospominanija druzej i soratnikov [Memorie di amici e so stenitori], M osca,1985, p. 172. 495. Arsinov P., op. cit., p. 179. 496. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 330, L. 40. 497. Frunze M.V., Na fontachgrazdanskoj vojny [Alle origini della guerra ci vile], Mosca, 1941, p. 451. 498. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D . 351, L. 299. 499. r g a s p i, F. 76, Op. 3, D . 109, L. 6-7. 500. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 330, L. 142. 501. Ibidem, D. 351, L. 293. 502. Arsinov P., op. cit., p. 181. 503. r g a s p i, F. 76, Op. 3, D . 109, L. 18. 504. c d a g o u , F. 5, O p. 1, D. 330, L. 142. 505. Frunze M.V., op. cit., pp. 453-454. 506. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D. 351, L. 293. 507. Ibidem, D. 330, L. 141. 508. Golovanov V., op. cit., p. 369. 509. r g a s p i, F. 76, O p. 3, D . 109, L. 10. 510. Arsinov P, op. cit., p. 189. 511. Ibidem. 512. Ibidem, L. 10. 513. Sbornik trudov..., op. cit., p. 220. 514. Ibidem, p. 219. 515. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 346. 516. Golovanov V., op. cit., pp. 396-397. 517. Frunze M.V., op. cit., p. 458. 518. g a z o , F. P. 73, O p. 1, D . 49, L. 11. 519. Bespecnyj T.A., BukryeevaT.T., op. cit., p. 175. 520. r g a s p i, F. 76, O p. 3, D. 70, L. 58. 521. Kanev V., op. cit., pp. 66-67.
222

522. Polucenkov S.A., Krestianskij Brest..., p. 269. 523. Lenin V.I.,

PSS, [Opere complete], T. 42, p. 333.

524. Arsinov P., op. cit., p. 196. 525. CDAGOU, F. 5, Op. 1, D . 351, L. 331-332. 526. Ibidem. 527. Ibidem, L. 333. 528. Arsinov P., op. cit., p. 198. 529. Nestor IvanovicMachno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., p. 184. 530. Ibidem, pp. 122-123. 531. c d a g o u , F. 5, Op. 1, D . 351, L. 342. 532. Volkovinskij V.N., op. cit., p. 220. 533. Per un maggiore approfondimento vedi Shubin A.V., Anarcbiceskij so-

cialnnyj ksperiment [Esperimento sociale anarchico], Mosca, 1998, pp. 91-104.


534. Deio truda [La questione del lavoro], n. 15, p. 5. 535. Ibidem, p. 9. 536. Deio truda [La questione del lavoro], n. 13-14, p. 16. 537. Deio truda [La questione del lavoro], n. 15, p. 9. 538. Deio truda [La questione del lavoro], n. 28, p. 11. 539. Ibidem. 540. Otvet neskol'kich russkich anarchistov na organizacionnuju platformu [Ri sposta di alcuni anarchici russi alla piattaforma organizzativa], Parigi, 1927, p. 22. 541. Deio truda [La questione del lavoro], n. 16, p. 4. 542. Ibidem. 543. Deio truda [La questione del lavoro], n. 16, p. 5. 544. Ibidem. 545. Deio truda [La questione del lavoro], n. 16, p. 6. 546. Vedi Shubin A.V., Che Guevara. Vooruiennyj radicai nafine naroda [Che Guevara. Un estremista armato venuto dal popolo], in www.historyfutur. newnaiL. ru 547. Deio truda [La questione del lavoro], n. 16, p. 5. 548. Ibidem 549. Deio truda [La questione del lavoro], n. 18, pp. 5-6.

223

550. Ibidem, p. 6. 551. Ibidem. 552. Ibidem, p. 10. 553. Archives de la Prefecture de Police, BA /1899 350000-46, 21 Mars 1927. 554. Ibidem. 555. Ibidem, BA/1900 3 5 0 0 0 0 g l, 27 Decembre 1929. 556. Ibidem. 557. Deio truda [La questione del lavoro], n. 73, p. 13. 558. Skirda. A., op. cit., p. 184. 559. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit.,

p. 128.
560. Ibidem, pp. 124-125. 561. Archives de la Prefecture de Police, BA/1899 350000-50, 18 Novembre 1927. 562. Archives de la Prefecture de Police, BA/1900 3 5 0 0 0 0 g l, 27 Decembre 1929. 563. Probuzdenie [Il risveglio], n. 28-29, p. 19. 564. Probuzdenie [Il risveglio], n. 30-31, p. 21. 565. Probuzdenie [Il risveglio], n. 23-27, p. 78. 566. Probuidenie [Il risveglio], n. 32-34, p. 20. 567. Paz A., Durruti: Leben und Tode des Spanichen Anarchisten, Hamburg,

1994, pp. 140-143. 568. Nestor Ivanovic Machno, Vospominanija, materialy i dokumenty, op. cit., pp. 126-127.
569. Ibidem, p. 130. 570. Shubin A.V., M ir na kraju bezdny. Ot global'nogo krizisa k global'noj

voijne [Un mondo sullorlo dellabisso. Dalla crisi globale alla guerra globale],
Mosca, 2004. 571. Nabat [Lallarme], n.s., n. 5, 1990.

572. Ibidem.

224

Cronologia essenziale
a cura di M ichail Tsovm a

1606-07 / 1670-71 / 1774-75 - principali guerre contadine in Russia


guidate da Ivan Bolotnikov, da Stepan Razin, da Em eljan Pugacev

1825, 26 dicembre (14 dicembre secondo il calendario giuliano) rivolta


decabrista; a San Pietroburgo viene soffocata la prim a insurrezione apertam ente politica contro lo zar N icola I 1861, 3 marzo (19 febbraio) abolizione della servit della gleba

1888, 8 novembre (26 ottobre) - nascita di N estor M achno a G uljaj Pole 1900-1905 dopo la scom parsa dei gruppi populisti di ispirazione anar chica del trentennio 1860-1890, sorgono nuovi gruppi anarchici in
Russia e altri allestero fondati da em igrati politici russi

1905-1907 - prim a Rivoluzione russa 1906-1910 - il ministro degli Interni Petr Stolypin avvia una cam pagna
di repressione m assiccia durante la quale sono giustiziati pi di tre m ila rivoluzionari

1906, settem bre - un gru p po di contadini anarco-com unisti inizia a


G uljaj Pole unattivit basata su m etodi terroristici

1906, ottobre M achno si unisce al gruppo e partecipa ai prim i espropri 225

1908, agosto - M achno arrestato con gran parte del gruppo 1910, aprile - gli anarco-com unisti di G uljaj Pole com paiono davanti alla corte marziale e sono condannati allim piccagione 1910 - pena di m orte com m utata in lavori forzati a vita per M achno in quanto risulta m inorenne allepoca dellarresto (i suoi docum enti, falsificati dai genitori, riportano com e data di nascita il 1889) 1911, agosto - M achno tradotto nel carcere m oscovita di Butyrki 1911, 18 settembre (5 settembre) Stolypin ucciso da una bom ba dei socialisti rivoluzionari 1917, marzo (fine febbraio) - seconda Rivoluzione russa; lo zar N icola II rinuncia al trono; si costituisce il Governo provvisorio sotto la leader ship di Aleksander Karenskij 1917, marzo - i prigionieri politici vengono liberati; M achno ritorna a Guljaj Pole 1917, 17 marzo (4 marzo) - la Rada centrale, il prim o parlam ento nazio nale ucraino, si insedia a Kiev 1917, 2 3 giugno (10 giugno) la Rada dichiara lindipendenza dellUcraina dalla Russia e fonda la Repubblica popolare d Ucraina, che avr vita breve 1917, giugno-agosto i contadini della zona di G uljaj Pole com inciano a espropriare i grandi proprietari terrieri avviando una redistribuzione delle terre; vengono create com uni e cooperative agricole 1917, luglio - insurrezioni arm ate contro il Governo provvisorio di Pietrogrado 1917, agosto - tentativo di putsch contro il Governo provvisorio da parte del com andante in capo dellesercito russo, generale Lavr Kornilov 1917, settembre - a G uljaj Pole si form a il C om itato per la difesa della ri voluzione e si riunisce il prim o C ongresso regionale dei Soviet 1917, 7 novembre (25 ottobre) - una coalizione di bolscevichi, socialisti rivoluzionari di sinistra e anarchici organizza insurrezioni armate a Pietrogrado e M osca, rovesciando il G overno provvisorio; il potere tra sferito di fatto al Sovnarkom , o Soviet dei C om m issari del popolo, com posto da bolscevichi e socialisti rivoluzionari e istituito al C o n gresso panrusso dei Soviet; il nuovo governo russo dichiara la fine della

226

guerra e il passaggio delle fabbriche agli operai e della terra ai contadini 1917, novem bre-1918, febbraio i nuovi Soviet locali assum ono il potere nelle principali citt russe e ucraine; nel dicem bre 1917 a C h arkov viene istituito il governo sovietico dellUcraina 1917, 20 dicembre si costituisce in Russia la C om m issione straordina ria di lotta alla controrivoluzione (E K A ), che presto diventer la poli zia politica bolscevica 1918, 9 febbraio - il governo tedesco riconosce ufficialmente il governo autonom o ucraino (la Rada centrale) 1918, 3 marzo - il governo bolscevico russo firma il trattato di pace di Brest-Litovsk con le potenze centrali guidate dalla G erm ania e accetta di rinunciare a vari territori fra i quali lU craina 1918, primavera - truppe austro-tedesche occupano l Ucraina 1918, 29 aprile - un colpo di Stato sostenuto dallAsse rovescia la Re pubblica popolare d U craina; Pavlo Skoropadskij proclam ato hetm an dellU craina a Kiev 1918, aprile-luglio - per sfuggire alloccupazione austro-tedesca, M achno attraversa la Russia m eridionale e raggiunge M osca 1918, aprile - la CEKA e lesercito bolscevico attaccano i circoli anarchici nelle principali citt russe, com prese M osca e Pietrogrado, infliggendo un prim o grave colpo al movimento anarchico; i bolscevichi affermano di com battere il banditism o 1918, giugno - M achno incontra Lenin e Sverdlov a M osca 1 9 1 8 ,6 luglio - i socialisti rivoluzionari di sinistra com piono un attentato contro lambasciatore tedesco a M osca, per far saltare il trattato di pace di Brest-Litovsk, cui fa seguito uninsurrezione arm ata contro i bol scevichi che viene sconfitta; com incia la dittatura del partito unico 1918, luglio - M achno ritorna a Guljaj Pole ancora occupata dagli austro tedeschi; in settembre com incia la resistenza contadina; le bande guerrigliere di M achno crescono rapidam ente 1918, novembre - in Germ ania la rivoluzione rovescia il kaiser Guglielm o
II, lesercito austro-tedesco si ritira dallUcraina; a Kiev il governo di

Skoropadskij abbattuto da uninsurrezione guidata da Sim on Petljura; il potere trasferito al Direttorio

227

1918, dicem bre - il C ongresso regionale di Ekaterinoslav, a forte in fluenza m achnovista, dichiara la propria opposizione al nuovo Diret torio; le forze di M achno e i bolscevichi sconfiggono lesercito di Petljura, occupano Ekaterinoslav per un breve periodo e poi si ritirano; M achno difende validam ente la regione di G uljaj Pole, dove prosegue le riforme anarco-socialiste 1919, febbraio - a Kiev Petljura si mette a capo del D irettorio e diventa di fatto un dittatore; il suo governo e il suo esercito com battono per dieci mesi contro i Bianchi, i bolscevichi, i rum eni e i machnovisti; sotto il suo governo (1919-1920) in U craina si com piono innum ere voli pogrom (si stim a che in quel periodo siano stati uccisi tra i 3 5.000 e i 5 0 .0 0 0 ebrei) 1919, 23 gennaio, 8-12 febbraio, 19-20 aprile - C ongressi dei soldati, degli insorti, dei contadini e degli operai dei Soviet di G uljaj Pole 1919, gennaio - prim o accordo militare tra machnovisti e bolscevichi; i machnovisti lanciano nellU craina meridionale unoffensiva militare contro i Bianchi 1919, aprile-maggio i bolscevichi attaccano M achno, mentre i m achno visti continuano a com battere contro i Bianchi 1919, giugno - M achno rom pe con i bolscevichi, m a evita di combattere contro di loro; alcuni com andanti machnovisti sono arrestati dai bol scevichi a C harkov e fucilati; M achno continua la guerriglia nel terri torio occupato dai Bianchi 1919, settembre - anarchici clandestini fanno saltare la sede del C o m itato cittadino di M osca del partito com unista per rappresaglia con tro la fucilazione dei com andanti machnovisti arrestati; una nuova on data di terrore bolscevico colpisce gli anarchici 1919, secondo semestre - i machnovisti com piono attacchi in varie zone dellU craina, portando avanti una guerra anti-feudale contro i ricchi 1919, settem bre - i machnovisti costituiscono lesercito insurrezionale ucraino; nella battaglia di Peregonovka infliggono ai Bianchi una pe sante sconfitta 1919, ottobre i machnovisti prendono Aleksandrovsk ed Ekaterinoslav; ad Aleksandrovsk si tiene il Congresso regionale dei Soviet che prende

228

una posizione netta contro i bolscevichi (in particolare contro le requi sizioni alimentari, la repressione politica, la comm issariocrazia) 1920, prim o semestre M achno continua la guerriglia contro i Bianchi e i Rossi 1920, 2 ottobre - terza tregua tra machnovisti e bolscevichi in seguito alla vittoriosa offensiva dei Bianchi in U craina nellestate-autunno; machnovisti e bolscevichi sottoscrivono un accordo politico-militare 1920, novembre - le truppe machnoviste, insieme allArm ata rossa, attac cano la Crim ea; i Bianchi guidati dal generale Vrangel vengono defini tivamente sconfitti; si apre la via alla fine della guerra civile in Russia 1920, novembre le truppe machnoviste in C rim ea sono accerchiate dallA rm ata rossa; sotto il fuoco delle mitragliatrici piccoli gruppi di ca valleria rom pono laccerchiam ento 1920-1921 - fase finale e pi violenta del m ovim ento m achnovista in Ucraina; M achno attraversa il paese da est a ovest sconfggendo i bol scevichi e la CEKA 1918-1921 - politica bolscevica del com unism o di guerra; requisizioni alimentari e repressione politica provocano numerose rivolte di conta dini e operai in tutta la Russia; le principali insurrezioni avvengono nella Siberia occidentale (1 9 19-1920) e a Tam bov ( 1920-1921 ) 1921, febbraio-marzo - la rivolta dei marinai e degli operai della base na vale di Kronstadt ha vita breve e viene soffocata nel sangue dai bolsce vichi; fanno seguito repressioni di m assa contro anarchici e altri op po sitori di sinistra in tutta la Russia 1921, marzo - il partito bolscevico annuncia la nuova politica econo m ica (NEP); fine delle requisizioni alim entari e del com un ism o di guerra; in tutto il paese si spengono i movim enti contadini; fine della guerra civile 1921, agosto gli ultim i reparti fedeli a M achno sono sconfitti dalle truppe bolsceviche; M achno abbandona con pochi seguaci lU craina e ripara in Rom ania attraverso il fium e D nestr 1922, aprile - M achno e i suoi com pagni si spostano in Polonia, dove sono arrestati, processati e infine rilasciati (settembre 1923) 1923 - Arsinov pubblica la sua Storia del movimento machnovista

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1924 - M achno raggiunge la Francia (passando dalla Germ ania), dove re ster fino alla morte 1926, 25 m aggio - lex dittatore ucraino Petljura assassinato a Parigi dallebreo anarchico Sholom Schwarzbard per i massacri di ebrei com piuti in U craina nel 1918-1920; si ritiene che Schwartzbard avesse in contrato M achno e gli avesse parlato del proprio piano 1926, ottobre - Arsinov, M achno e altri pubblicano la Piattaform a orga nizzativa, che oggetto di vivaci discussioni sia allinterno dellemigra zione anarchica russa sia allinterno del m ovim ento anarchico interna zionale 1929-1934 M achno scrive le sue m emorie sulla rivoluzione in Ucraina, la cui pubblicazione prosegue fino al 1937 1931, ottobre - Arsinov dichiara di aderire alle idee bolsceviche e tre anni dopo (nel 1934) rientra in Russia, dove (nel 1937-1938) verr arre stato e poi fucilato 1934, 25 luglio - M achno m uore a Parigi e viene sepolto nel cimitero di Pre-Lachaise 1935-1938 praticam ente tutti gli anarchici, gli ex anarchici e i machnovisti rimasti in Russia sono giustiziati durante le purghe staliniane, in sieme agli esponenti degli altri partiti di opposizione 1945 - alla fine della seconda guerra m ondiale, la m oglie e la figlia di M achno (che erano state arrestate in Francia dai nazisti e deportate in Germ ania), cadono nelle mani dellA rm ata rossa che le deporta nellU R SS;

qui sono d ap prim a incarcerate e poi (nel 1954) esiliate a

D zham bul, nel Kazakistan 1945, 18 settembre - m uore a Parigi Volin, attivo per tutta la seconda guerra m ondiale nella resistenza anti-nazista; il suo libro La rivolu

zione sconosciuta pubblicato postum o


1978 - m uore in Kazakistan la moglie di M achno, G aiina Kuzmenko; la figlia di M achno, Yelena, morir sempre in Kazakistan nel 1993 1920-1980 il regime sovietico continua per tutti i decenni del suo p o tere la propaganda denigratoria contro m achnovisti e anarchici con saggi storici, film e testi narrativi che diffam ano la figura di M achno

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1988-1989 - riem ergono in Russia i gruppi anarchici e com inciano le prim e celebrazioni dellepopea machnovista 1990-2000 - vengono pubblicati in Russia i prim i saggi storici non co m unisti sul movim ento machnovista 1996 Hlne Chtelain, regista belga di origine ucraina, gira a Guljaj Pole il prim o docum entario su M achno dopo la caduta del regime so vietico (edizione italiana: Nestor Machno e la rivoluzione anarchica in

Ucraina)
1990-2010 in Russia e in U craina si realizzano numerosi docum entari di varia qualit su M achno; ogni anno a Guljaj Pole si svolgono cele brazioni ufficiali e in citt viene aperto un m useo in suo onore 2 0 0 7 - la televisione russa produce uno sceneggiato in dodici puntate su M achno e il m ovim ento m achnovista che si rif sia alla docum enta zione storica sia alle leggende che circolano sulluom o e il m ovim ento; nel com plesso lo sceneggiato sim patizza con M achno.

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