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VENERD 4 GENNAIO 2013

ECONOMIA
RICORSO collettivo da record quello depositato ieri dal Codacons al Tar del Lazio contro l'Enac e il ministero dei Trasporti in merito alla vicenda della compagnia aerea Windjet. Sono 5.527 i cittadini, rivoltisi, attraverso il Codacons, al Tribunale amministrativo, chiedendo un risarcimento danni di mille euro ciascuno per i disagi patiti a causa dei guai finanziari della societ. Un conto salatissimo di oltre 5,5 milioni di euro. Ad agosto la compagnia aerea siciliana blocc i voli e lasci migliaia di passeggeri a terra. Circostanza che arrec disagi e spese economiche ingenti per la riprotezione su altri voli. "L'Enac - spiega il Codacons nel ricorso - come ente controllore per l'aviazione civile sapeva da marzo che la situazione di Windjet era drammatica. Il crac di ferragosto era tutt'altro che imprevisto".

il Fatto Quotidiano

Crac Windjet, parte il mega

BLITZ DI NATALE

ricorso collettivo

CATTIVA GESTIONE LA CROCE ROSSA FINISCE IN BARELLA


DOPO LINDAGINE DEL SENATO CHE PARLAVA DI OPACIT DEI FLUSSI FINANZIARI INTERVIENE LA CORTE DEI CONTI: 14 MILIONI DI BUCO. A UN PASSO DALLA PRIVATIZZAZIONE
di Marco Franchi

LInps revoca la pensione agli invalidi


IL LIMITE DI REDDITO BLOCCA ANCHE GLI ASSEGNI DA 275 EURO si tratta semplicemente di un n.b., un gli interessati Per lInpsnota bene. Perpropria vita con lo scombussolamento della

egli ultimi 34 anni la Croce Rossa Italiana stata commissariata per 24 e ora si avvia verso la privatizzazione decisa dal governo nellottobre scorso. Con un buco di 14 milioni. L'obiettivo quello di rendere l'ente un'associazione autonoma come negli altri paesi e soprattutto far risparmiare soldi allo Stato. Perch la gestione non sempre ha funzionato bene, anzi stata negli ultimi anni al centro di vari scandali. Parentopoli compresa.

provazione nei tempi dovuti dei rendiconti, opacit dei flussi finanziari, mancanza di criteri trasparenti e obiettivi sul reclutamento, assenza di pianta organica, attribuzione ai dipendenti di emolumenti non dovuti, eccesso di consulenti esterni. E poi: mancanza di controlli interni, carenza di una esatta rendicontazione di beni mobili, diseconomicit della gestione dei beni immobili. Le attivit svolte in convenzione per il Pronto soccorso? Anche queste antieconomiche, con casi limite oggetto di segnalazione nel Lazio e in Puglia. Ora ad accendere i riflettori sulla

NEL DICEMBRE 2010 Report dedica unintera puntata al lato oscuro dellorganizzazione: dal patrimonio immobiliare lasciato andare in rovina, ai pacchi di Natale per i terremotati dell'Abruzzo che sarebbero stati trasformati in gentile omaggio per i donatori di sangue. Con tanto di lettera firmata da Maria Teresa Letta, al tempo commissario della Cri in Abruzzo e sorella di Gianni, ex sottosegretario alla presidenza del consiglio: Accompagno questo piccolo dono con gli auguri fervidi e sinceri per una sana e serena.... Alle cannonate di Report seguono i rilievi sollevati a gennaio 2012 dalla commissione Sanit del Senato, al termine di un'indagine conoscitiva sulla Cri durata un anno. Dopo un migliaio di documenti cartacei depositati, una decina le audizioni, a partire dal commissario straordinario, Francesco Rocca, il verdetto impietoso: mancata ap-

PROFONDO ROSSO Per i giudici contabili le perdite pi consistenti, 10 milioni, derivano dal Lazio. E pende un contenzioso con la Sicilia da 50 milioni
Croce Rossa la Corte dei Conti che gi a gennaio 2011 aveva condannato in primo grado lex commissario straordinario Maurizio Scelli e altri due funzionari a versare 3 milioni di euro a beneficio dellente per compensare i danni causati dalla loro gestione. Fra le motivazioni di quella sentenza , il totale disprezzo di qualsiasi canone di sana ammi-

nistrazione, in totale noncuranza degli equilibri finanziari della Croce Rossa Italiana. Il giudizio della Corte cambiato? Non proprio. Certo, lattivit ha dato segnali di ripresa e qualche passo avanti c stato. Ad esempio, si legge nella relazione Un operatore della Croce rossa LaPresse sullesercizio 2011, il consuntivo 2011 stato approvato nei termini di legge. di rosso nel 2011. A zavorrare il biUneccezione, non la regole per la lancio sono soprattutto i Comitati Cri che nemmeno nel 2011 riuscita provinciali di Roma, Latina (che soa determinare la dotazione organica no incrementati, rispetto al 2010 di del personale militare. Problema 10.109.057 euro) e Perugia. Colpa di che per verr presto risolto, grazie convenzioni in perdita, di ritardi al decreto legislativo del settembre con cui vengono pagati i servizi da 2012 secondo cui il Corpo militare, parte delle Aziende sanitarie locali e costituito esclusivamente dal perso- delle spese di gestione di alcune nale volontario, transiter in un strutture socio sanitarie. Ma non si ruolo ad esaurimento nellambito possono dimenticare i recenti fatti del personale civile della Croce Ros- di cronaca come la bufera scoppiata sa. Restano comunque da sciogliere a novembre sul caso dellaffidameni nodi relativi alla notevole com- to della gestione delle ambulanze in plessit organizzativa e gestionale subappalto a gruppi privati. conseguente allesistenza di circa 600 comitati con propria autonomia NON SOLO. Persistono ancora di bilancio che determina ancora scrive la Corte dei Conti - alcune alcune discrasie gestionali derivan- convenzioni in perdita, in particoti, principalmente, dalla mancanza lare per i servizi di pronto soccorso e trasporto infermi, a causa dellalto di figure professionali adeguate. Il tallone dachille di quella che fra costo del personale rispetto a quello qualche anno diventer una vera e delle strutture privatistiche. Cos propria azienda privata restano i come non risulta concluso il comconti: le Unit territoriali registrano plesso contenzioso con la societ un disavanzo complessivo di SI.S.E , incaricata di gestire le con6.554.770 euro cui si aggiungo altri venzioni in Sicilia, che rischia di co7,4 milioni del Comitato centrale stare 50 milioni di euro alle sempre (7.431.074). Totale: quasi 14 milioni pi pallide casse della Croce Rossa.

conseguenze micidiali. La modifica dei limiti di reddito necessari a percepire lassegno pensionistico per gli invalidi civili totali con sola pensione e per gli invalidi civili totali con pensione e indennit di accompagnamento la si pu leggere a pagina 27 della circolare numero 149, emanata dallInps il 28 dicembre scorso. In pieno periodo natalizio, nel mezzo delle vacanze. Ma i suoi effetti sono stabili a partire dal 2013. In quel nota bene si specifica che il limite di 16.127,20 euro che da questanno non deve essere superato per poter percepire limporto mensile di 275,87 euro (avete letto bene, duecentosettantacinque euro) non sar pi personale ma diventa coniugale. I soggetti interessati sono invalidi totali, con altri redditi o con sola pensione per i quali fino allanno scorso il tetto da non oltrepassare era di 15.627,22 euro annui ma solo a titolo personale. Di colpo, in una sola notte, con un tratto di penna, anzi di n.b. su una circolare dellIstituto di previdenza, quel limite viene esteso al coniuge con la probabile cancellazione dellassegno. Lo stesso previsto per gli invalidi civili totali con pensione e indennit di accompagnamento. Questi ultimi oltre a ricevere lassegno mensile di 275,87 euro beneficiano di una indennit di accompagnamento pari a 499,27 euro indipendentemente dai redditi. Per gli invalidi parziali, per i sordi e i ciechi, invece, il limite reddituale considerato continua ad essere quello personale.

UN ATTO gravissimo: lInps si sostituisce

al Parlamento, assume decisioni politiche, incidendo sulla vita delle persone revocando pensioni di 270 euro al mese, commenta il presidente della Federazione Italiana per il Superamento dellHandicap (Fish). Questa decisione amministrativa - continua Barbieri - non si basa su alcun dettato normativo, ma su una sentenza della Corte di Cassazione, nemmeno pronunciata a Sezioni unite, del 2011 peraltro di segno contrario ad altri pronunciamenti della stessa Corte. Chiediamo ai partiti in campagna elettorale - conclude il presidente della Fish - di dare un segno immediato esigendo limmediata sospensione di questo atto contrario ad ogni regola democratica e morale.

sa.can.

Sulcis, carta igienica contro i politici


PROTESTA DEI FIGLI DEGLI OPERAI. E DOPO LE PROMESSE DI PASSERA LALCOA SI SVUOTA
di Cinzia Simbula

I giovani del Sulcis che hanno protestato sotto la Regione

Cagliari

er esprimere il loro punto di vista sulla politica, quella sarda in particolare, i Figli della crisi usano un sistema inusuale e di sicura efficacia: rotoli di carta igienica lanciati sul palazzo del Consiglio regionale. Sono le 10 di ieri e il cielo di Cagliari limpido e illuminato dal sole quando inizia una pioggia candida e morbida che, tuttavia, per il suo messaggio dovrebbe fare pi male di una sassaiola. Perch i giovani del Sulcis Iglesiente, molti figli di operai, accampati dal 23 dicembre sotto il palazzo della massima istituzione sarda, dei politici che li rappresentano hanno davvero una concezione poco lusinghiera. E lo scrivono anche a chiare lettere negli striscioni: Questa politica fa cagare. Una provocazione che ha lintento di suonare la sveglia a chi sta nella stanza dei bottoni: Vogliamo rimarcare la grave crisi che colpisce tutto il Sulcis nel quale noi giovani vogliamo studiare e lavorare e dal quale non vorremmo andar via. Intanto, nella terra classificata come pi povera

dItalia, la fine del mondo annunciata (e scampata) per il 21 dicembre arrivata a Capodanno. Dal 1 gennaio lAlcoa, fabbrica di alluminio i cui impianti sono spenti da novembre, praticamente vuota: tutti a casa i circa 500 lavoratori diretti e gli altrettanti degli appalti, fatta eccezione per una sessantina che rimane a presidiare lo stabilimento.
E MENTRE sul futuro della fabbrica (di cui la

multinazionale americana ha deciso di disfarsi a causa principalmente degli alti costi energetici) non c alcuna certezza, n si hanno notizie in merito alla possibilit di acquisto da parte di altri soggetti, una cosa indubbia: per i lavoratori diretti scattata la cassa integrazione, per gli altri neanche quella. Eppure sulla positiva conclusione della vertenza Alcoa (che a fine estate ha visto tre operai costretti ad appendersi in cima ad un silo di settanta metri daltezza per richiamare attenzione) si era fatto garante (riscuotendo ben poca fiducia, a dire il vero) il Governo-Monti con in primis il ministro uscente Corrado Passera il quale a settembre, quando la

multinazionale Glencore uscita di scena, disse testualmente: Le trattative non sono fallite, ci sono fortunatamente altri, continueremo a cercarli. Gli altri di cui parlava il ministro si attendono ancora, nessuna notizia trapela dalla (presunta?) trattativa con la societ di commodities Klesch. Dalle parole di Manolo Mureddu, lavoratore degli appalti di cui anche rappresentante sindacale (Cisl), 37 anni, padre di un bimbo di 4, si capiscono rabbia e angoscia figlie di questa situazione: Non abbiamo alcuna garanzia, neppure di un ammortizzatore sociale che ci possa consentire di sopravvivere. Il germe del pessimismo, a questo punto, si insinuato in noi e tutto ci sta causando uninfinit di problemi che si ripercuotono anche sulla nostra vita familiare. Parole che, nella loro drammatica realt, hanno leffetto di un pugno nello stomaco. Sotto accusa la classe politica incapace di sciogliere i nodi chiave per risolvere la vertenza: i costi energetici e i problemi infrastrutturali in primo luogo, ostacoli per chiunque fosse interessato ad acquisire lo stabilimento. La rabbia degli operai data anche dalla caduta del go-

verno, prima di avere trovato una soluzione (e, forse, neppure di aver tentato) per risolvere la vertenza e garantire un futuro a quasi un migliaio di lavoratori e altrettante famiglie. Sullassenza di interlocutori politici in questa fase cos delicata si sofferma Bruno Usai, delegato Cgil, lavoratore diretto dello stabilimento. Il 2013 iniziato davvero male e il fatto di non avere un interlocutore istituzionale complica le cose. La cassa integrazione non certo quello che un lavoratore vorrebbe, ma c persino chi non ha neppure la possibilit di usufruire di questo strumento: in mano non ha nulla. I rappresentanti sindacali si accingono a organizzare nuove forme di protesta, finalizzate ad avere risposte su due punti principali: a che punto la vertenza sullacquisizione dello stabilimento e sul cosiddetto piano per laccordo quadro sugli ammortizzatori sociali.