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Capitolo 12 Leggere e ascoltare occulto di Bellucci, Tiziano Curatore: == Non indicato ==

Studio sulla percezione fisica e spirituale di Tiziano Bellucci

Il mondo un libro che le Gerarchie hanno scritto per noi affinch noi vi leggiamo.

1 conferenza

Le verit antroposofiche, provengono dalla capacit del veggente del leggere e dellascoltare occulto.

LIMPOSSIBILITA DI FARE ESPERIMENTI SCIENTIFICI NEI CONFRONTI DELLA VEGGENZA

Molti uomini materialisti, vorrebbero poter effettuare degli esperimenti circa le capacit di percezione dellaura o dei pensieri degli altri, praticate dai veggenti. Essi vorrebbero che alcuni uomini fossero messi di fronte al veggente, dopodich si chiederebbe poi che tali persone formulino nella loro interiorit pensieri e sentimenti. Si vorrebbe poi chiedere al veggente che cosa quelle persone provano o pensano: dato che egli sostiene di vedere laura e le forme pensiero aleggianti intorno agli uomini, dovrebbe essere in grado di farlo; nel caso che le persone confermino quanto il veggente dice, allora si avrebbe una prova della veridicit delle sue facolt.

Ma in realt tutto ci non assolutamente lecito; non perch non possa accadere o perch non sia possibile, ma perch tali forme di esperimento si basano su scopiassolutamente non spirituali. Si originano da desideri e aspirazioni di curiosit, di individui che non credendo nello spirituale,

hanno bisogno di una conferma materiale per poter credere in un qualcosa di paranormale. Non vi nulla di elevato nel mettere in dubbio lesistenza dello Spirito. Lo Spirito esiste, e non ha bisogno della materia per esistere. E un po' come se uomini posti davanti ad un quadro dipinto da unartista, non vedendolo perch nascosto dietro la tela, mettessero in dubbio che labbia dipinto lui: solo quando egli si mostrasse ai loro occhi potrebbero credere che egli ne sia lautore. Non di meno il quadro esiste, ed esiste anche il suo creatore. Cosa cambierebbe se essi vedessero con gli occhi lartista? Forse esso confermerebbe che stato lui lautore? In realt essi non avrebbero nessuna conferma; avrebbero solo sanato la loro curiosit.

In realt, lesperimento scientifico che a molti piacerebbe, si basa su qualcosa che affinch sia possibile una percezione spirituale, deve venir abbandonato, superato. Il veggente deve credere nello Spirito, non chiedere una prova della sua esistenza, n nutrire desideri o aspirazioni cos curiose o futili quali la richiesta di una conferma fisica o intellettuale della sua veggenza. La sua veggenza si origina proprio in virt della fiducia che egli ha nello Spirito: la fiducia che dal mondo spirituale gli vengano inviati per grazia, delle rivelazioni.

Le rivelazioni o le conferme di fatti spirituali non possono mai venire richiesti o domandati dalluomo: solo il mondo spirituale che se vuole, e ritiene ci conforme ai suoi scopi, pu disporre che ci avvenga. Le conferme spirituali possono solo avvenire se lo Spirito le ritiene utili allevoluzione dellumanit; ogni rivelazione intuitiva, che va dalla scoperta della ruota alla teoria della relativit, alle varie forme religiose giunte allumanit tramite profeti, iniziati, pensatori o scienziati, sono state donate per grazia alluomo dal mondo spirituale. Non possono essere gli scopi di scienziati curiosi o increduli a rendere ripetibili o scientifici i fatti spirituali. Gli scopi e gli intenti dovrebbero venire fissati dal mondo spirituale; esso dovrebbe sciegliere un gruppo di uomini che per destino siano stati prescelti allesperimento: solo in tal modo i veggenti potrebbero, con il permesso dello spirituale, rivelare e confermare fatti occulti.

LESISTENZA TERRENA COME SCUOLA PREPARATORIA PER LO SPIRITO

Luomo si trova sulla Terra solo per prepararsi ad unesistenza spirituale futura; tutto ci che pensa, sente e vuole nella vita, gli serve solo come esercizio preparatorio per suscitare e rafforzare le sue forze animiche.

Luomo si addestra, diventa pi agile, pi abile; ogni attivit che svolge come una palestra nella quale applicandosi deve sviluppare le sue forze animiche. Egli si prepara ad adempiere un ruolo spirituale che diverr suo in un lontano futuro.

LO SPIRITO NON SI FA TROVARE DA NOI: E LUI CHE DECIDE QUANDO FARSI INCONTRARE

Solo se ci si prepara, si pu sperare di incontrare il mondo spirituale; esso non ci viene incontro come sulla Terra ci viene incontro una persona o un processo. Il venire incontro del mondo spirituale sempre un atto di grazia che Esso ci concede. Sulla Terra se vogliamo incontrare un tale, andiamo a casa sua; se vogliamo vedere Venezia intraprendiamo un viaggio; nel mondo spirituale, se vogliamo incontrare lAngelo non possiamo cercarlo in qualche luogo: deve essere Lui che si fa trovare da noi, non possiamo trovarlo da soli se egli non vuole. Lincontro con lo spirituale deve essere inscritto dapprima nel nostro karma; questo non deve essere un motivo per credere che il non incontrarlo n domani n fra 5 anni, significhi che siamo predestinati a non vederlo; se deve avvenire, accadr: occorre solo pazientare. Ma si badi bene: lincontro pu avvenire solo a patto che ognuno di coloro che hanno tale incontro scritto, facciano di tutto per giungere preparati allappuntamento. Se essi si perdessero danimo e smettessero di esercitarsi, potrebbero un giorno incontrare lAngelo e non accorgersene. Potrebbero averlo pure gi incontrato e non averne avuto coscienza, perch troppo poco sensibili alle tenui immagini dello Spirito.

Il mondo Spirituale non si lascia conquistare se non rendendosene degni e potendo sviluppare nella calma dellanima un atteggiamento di attesa. Tutto dipende dalla nostra capacit di fiducia e di attesa.

DOVE IL MONDO SPIRITUAL E I SUOI ESSERI?

Sono dappertutto intorno a noi; siamo solo noi che non riusciamo percepirli, non essendo provvisti di organi commisurati ad essi.

COME SI ATTUA E SI FORMA LA PERCEZIONE FISICA DEL MONDO FISICO

Solitamente si crede che gli oggetti da percepire siano fuori, e luomo, rinchiuso entro la sua pelle, sia il soggetto che li percepisce dal suo interno. Si dice che gli oggetti posti fuori della sua pelle esercitino unimpressione sui suoi sensi: dopodich i sensi inviino limpressione elettrica al cervello e questo poi ne formi limmagine. Ma non affatto cos. In realt luomo non segregato entro la sua pelle: nellattimo della percezione, parte della sua sostanza astrale e dellio vengono proiettati fuori dal corpo fisico-eterico, la quale va ad investire una parte del mondo che al momento entro la sua visuale percettiva. Se si volge lo sguardo verso un fiore, lastrale e lio lo compenetrano: essi sono nel fiore. Se si guarda la luna o una stella, essi sono lass nel cosmo; come un tentacolo, la sostanza astrale va fulmineamente a compenetrare quel punto del mondo. Ma sino a qua non si compiuta ancora la percezione fisica; in realt ci che avviene sinora stata vera percezione spirituale, per priva di autocoscienza. Affinch ci sia possibile vedere una forma del punto del mondo che abbiamo compenetrato, occorre che ci giriamo indietro, verso il corpo fisico e ci rispecchiamo in lui. Vedremo ora una forma, la forma dellessere che abbiamo compenetrato: esso appare cos, in una data forma solo perch unendoci a lui entro lo specchio del corpo fisico egli pu assumere una data figura. Con ci si pu dire che luomo non solo di fronte alle cose che vede, ma in realt anche di fronte a s stesso.

Se vedo un quadro, devo prima immergermi astralmente in esso e ora, dalla prospettiva del quadro devo volgermi verso il corpo fisico; mi specchio ora, unito al quadro, nel corpo fisico. E come se, per potermi vedere, non possedendo una lastra di specchio in cui rispecchiarmi, riuscissi a uscire da m stesso e ponendomi di fronte alla pupilla di un mio occhio potessi scorgere la mia figura riflessa entro la parte specchiante della mia pupilla.

Mentre ci immergiamo nellente osservato, bene comunque sapere che solo con una parte dellio e dellastrale siamo in esso: unaltra parte rimane anche dentro il corpo fisico e leterico, per presiedere levento. In sostanza il nostro io e lastrale si scindono in due parti: con una si ha oggetto, compenetrando un ente, con laltra, rimasta nel corpo fisico, diviene soggetto. Per tal motivo si dice che lio incontra s stesso. Due sue parti si contrappongono.

Ogni volta che vediamo una cosa dovremo essere consapevoli che dietro e dentro di essa, oltre alla sua forma ci siamo anche noi stessi: nella forma di un quadro, vi occultamente il nostro spirito che si specchia in noi. Dovremmo sapere che la parte del mondo che vediamo siamo noi stessi: unendoci

con quella parte essa viene separata dal resto del mondo, perch il nostro io ha la capacit di scinderla dallunit, rendendo la realt molteplice. Il nostro un io che proviene dagli spiriti della forma: possiede la capacit di conferire forma e nome al mondo. E capace di separare, di distinguere il tutto in singole parti. Per tal motivo ci appaiono forme, immagini alle quali diamo poi dei nomi delle cose del mondo. Affinch la vita divenga cosciente di s, sempre necessario un rispecchiamento. Tramite lattivit suddetta come se staccassimo un essere dal resto unitario del mondo, e lo ponessimo davanti al nostro corpo fisico; dopodich da dietro lessere, guardassimo verso il corpo fisico che funge da specchio, scorgendovi cos lessere che sinterpone fra il nostro corpo senziente e il nostro corpo fisico. Il nostro io non comparirebbe entro lo specchio, cos come non compare lio dellessere che compenetriamo, perch lo Spirito non ha forma, quindi invisibile; ma vi appare la sostanza eterica e astrale dellessere, la quale verr poi rivestita di sostanza fisica dalla nostra organizzazione animica presente dentro al corpo fisico. Limmagine di un ente si forma in virt dellincontro del nostro Io con lIo di quellente; nel momento dellincontro percettivo, lIo viene a conoscere la natura dellIo che ha compenetrato, quindi di tutte le sue qualit, della sua essenza. Ci provoca un effetto sul nostro Io, il quale a seconda dellimpressione suscitagli dalla natura dellessere incontrato, produce corrispondentemente unimmagine, la quale si esprime cromaticamente in colori, linee e contorni, ossia palesa in immagine ci che conforme allessenza propria di quellessere.

Ci di cui abbiamo parlato in merito a percezione, non si riferisce solo alla vista, ma vale per ogni altro senso: ognuno di essi ha a che fare con un rispecchiamento, con una conoscenza dellessere compenetrato, che si esprime in visione, udito, odore, gusto e consistenza.

Se ci si potesse fermare prima dellattimo in cui si attua il rispecchiamento verso il corpo fisico, se si potesse cogliere coscientemente ci che avviene in quellattimo prima di introdurre lattivit pensante rispecchiante, incontreremmo davvero lessere del fiore, della luna o della stella; faremmo conoscenza con lessere che compenetriamo: saremmo diventati lui. Ci in realt avviene solo tramite la facolt intuitiva. Ma ogni percezione intuizione. Nella percezione io sono nellessere e lui in me.

La conoscenza che ci formiamo intorno alle cose, i pensieri che ci nascono su di una cosa avviene in realt proprio perch nella percezione ci data anche lidea della cosa. Il pensiero che spiega la natura di quella cosa dentro la cosa, e noi, nellattimo in cui la compenetriamo, ne veniamo in possesso.

Nelladdormentarci come se togliessimo di fronte a noi uno specchio; non vedendoci pi, cadiamo nellincoscienza: non sappiamo pi di essere, perch non ci rispecchiamo in nulla.

IL RISPECCHIAMENTO NEL CORPO ETERICO: IMMAGINAZIONE o leggere il mondo eterico

Chi medita, affinch possa percepire esperienze spirituali, si esercita cercando di reprimere legoit; abbandonandosi completamente a contenuti rappresentativi, si arriva a tacitare legoit, eliminando momentaneamente brame, passioni, ossia togliendo tutto ci che pu essere connesso e suscitato dallo stato di coscienza diurno. Ci sforziamo a portare legoit in modo che non ci porti nulla delle esperienze fisiche: la obblighiamo quindi a porsi in una condizione anomala verso lusuale stato di coscienza. Reprimendo legoita riusciamo cos a vivere con essa, in modo come compresso, portandola entro il solo corpo astrale. Grazie agli esercizi occulti ci mettiamo in grado di comprimere la nostra egoit tanto da imparare a vivere coscientemente entro il solo nostro copro astrale. Una volta che la nostra egoit sconnessa dal corpo fisico e vive solo nel corpo astrale, non si pu pi rispecchiare nel corpo fisico. Legoit diviene molto pi tenue e sensibile, molto di pi che nello stato usuale; diviene capace di percepire le tenui e fluttuanti figure dello spirito. Ma per poterle percepire deve poter disporre di uno strumento su cui rispecchiarle, se vuole avere coscienza di esse, cos come nel mondo fisico dobbiamo specchiare le cose del mondo fisico nel corpo fisico. Ci fondamentale. Volendo percepire coscientemente nel mondo spirituale, si devono rispecchiare nel corpo eterico le proprie esperienze fatte nel corpo astrale. Il vedere nello spirituale molto diverso dal vedere nel mondo fisico. L non cos comodo come quando qua si guarda una rosa. Nel mondo spirituale tutto vive e pulsa; nulla fermo anche per un solo istante. Nel mondo fisico posso afferrare un fiore e portarlo a casa, quindi osservarlo e sapere che esso una rosa. Nel mondo spirituale non conta ci che mi appare rispecchiato nel corpo eterico; ossia non importante limmagine astrale che vedo riflessa nella mia etericit: essa solo un simbolo che rappresenta un qualcosa che vi si cela dietro. E una lettera occulta, che se la sapessi leggere mi svelerebbe lidentit, il contenuto che cela. E come se mi apparisse un velo che ricopre un essere: io vedo s qualcosa di colorato che aleggia, ma non ci che dietro quella veste. Non vedo il vero essere. Limmagine astrale che appare qualcosa che sta come al posto di qualcosaltro, che ne fa le sue

veci. Non importa ci che essa , ma cosa significa, cosa rappresenta. Essa solo un segno della verit di quellessere. Tutto quanto di astrale ci appare rispecchiato nel corpo eterico, costituisce come una scrittura occulta che dobbiamo imparare a leggere. Non possiamo risparmiarci tale apprendimento: se non lo facciamo assomiglieremmo ad individuo che vedendo dei geroglifici dicesse: qualcuno dice che qui espresso qualcosa, ma io non ci capisco niente. Io vedo solo una scrittura incomprensibile: secondo me non vi alcun senso e significato. Non vi alcun contenuto. Ma invece un egittologo comprenderebbe il significato, e scorgerebbe pure le intenzioni poetiche dellanima che li scrisse, solo perch ha imparato a leggere i geroglifici. E importante imparare a interpretare, a leggere ci che si percepisce.

LASCOLTARE OCCULTO: ISPIRAZIONE o lascolto del mondo spirituale

Per poter percepire nel mondo fisico, dobbiamo immergere il nostro io nel corpo fisico; per poter percepire il mondo spirituale occorre immergere il corpo astrale e lio entro il corpo eterico, senza penetrare nel corpo fisico. Limmergersi dellastrale e dellIo entro il corpo eterico viene chiamato in occultismo il gettarsi nellabisso. Limmergersi nel corpo eterico non altrettanto comodo quanto lo il farlo nel corpo fisico al risveglio; difatti nellimmersione avviene la cosiddetta scissione della personalit, in cui la nostra egoit viene scissa in tre parti: ci si sente divisi, disciolti, spezzettati in una parte pensante, una parte senziente e una parte volente. E impossibile evitare tale smembramento se si vuole penetrare in coscienza entro il corpo eterico. Ci troviamo ora in un sonno divenuto cosciente. Prima dellimmersione nel corpo eterico, potevamo solo vedere e imparare a leggere i simboli della scrittura occulta; ora, dentro al corpo eterico, ci accorgiamo che la nostra egoit spezzettata diviene come un triplice tentacolo che possiamo inviare entro il mondo spirituale: tali 3 parti, possono coscientemente sperimentare lascoltare occulto. Ora ci immergiamo davvero nelle cose spirituali, ci accorgiamo che quel che prima avevamo solo letto, pu adesso essere da noi sperimentato.

2 conferenza

IL MONDO E UNO CON IL MIO IO: DIVENTA MOLTEPLICE RISPECCHIANDOLO

Noi non accogliamo immagini proiettateci esternamente dalle cose del mondo, come soggetti percepenti oggetti esterni. In realt lio umano vive sempre effuso nellunit del mondo senza per averne coscienza: le cose non sono intorno a noi, ma siamo immersi in esse continuamente. Proprio perch ci troviamo sempre in una condizione di identificazione con esse, non possiamo avere tale coscienza della realt unitaria del mondo. Acquisiamo coscienza di noi stessi come ente distaccato dal mondo solo tramite unillusione, una parvenza, un artifizio progettato dalla saggezza del cosmo, che ci distacca dal mondo da cui siamo sempre connessi. Tale artifizio il corpo fisico. Se non lo avessimo, non potremmo avere unautocoscienza, e fluttueremo entro lamalgama omogenea del Divenire, come onda entro londa. Rispecchiando entro il nostro organismo fisico le esperienze fatte con le cose, si genera la usuale condizione di autocoscienza diurna: si genera un illusorio e momentaneo distacco fra noi e la cosa osservata, tanto da poterla percepire come distaccata dal resto del mondo. Anche se ci assolutamente falso dalla prospettiva spirituale, infinitamente necessario affinch, penetrando in una coscienza diseparazione, possiamo sviluppare particolari forze animiche, irrealizzabili altrove. Nella normale vita fisica tutte le cose con cui siamo congiunti, a secondo del momento in cui ci troviamo in esse, ci vengono separate tramite il rispecchiamento suscitatoci da tutto il sistema dei sensi, del pensare, del sentimento e della volont.

LA SFERA IO E IL PUNTO CORPO

E come se ci immaginassimo effusi entro una sfera; entro tale sfera vivono contemporaneamente a noi, in movimento fluttuante continuo, miliardi di altri esseri. Al centro della della sfera vi il nostro corpo fisico: se in un dato momento dalla periferia della sfera guardiamo verso il centro, vedremo noi stessi che compenetriamo un dato essere: sorger al centro, limmagine di quellessere, o meglio di ci che noi sperimentiamo dal contatto con quellessere.

Uno specchio non pu produrre unimmagine, come crede il materialismo, ma far apparire solo lente che in lui si riflette. Quando ci si specchia in uno specchio, la figura del nostro volto non prodotta dallo specchio, ma da noi stessi.

LIMMAGINAZIONE: IL LEGGERE

Rispecchiando le esperienze del nostro corpo astrale entro il nostro corpo eterico, vediamo fluttuanti immagini, le quali sono per solo un riflesso delle entit spirituali, una loro parvenza. La consistenza di quelle immagini e molto pi reale di ci che ci appare nei sogni; si sperimentano immagini mobili, eventi che sono in relazione con altri. Fra di esse vi possono essere anche immagini di ricordi che ci appartengono. E anche molto facile inserire immagini che noi stessi produciamo; appare un mondo che in qualche modo ci pu anche essere familiare; il mondo che noi stessi in quellattimo stiamo producendo: il mondo della nostra fantasia. Ma la cosa importante, che frammisto nella moltitudine fluttuante di immagini appare un punto, una zona la quale pare non avere nulla in comune con il resto: fra tutto ci che potrebbe essere stato creato dalla nostra fantasia, appare qualcosa attorno a cui tutto il resto si raggruppa. Di regola, quel qualcosa pu apparire anche paradossale, assurdo; nella serie di immagini belle, grandiose, poderose, compare qualcosa di molto strano. Mi chiaro che quel qualcosa che appare paradossale non lo avrei mai potuto far derivare dalle mie fantasie, dalle sorgenti del mio essere: si prodotto da s stesso. Spesso quel qualcosa scappa, sfugge e allora il veggente deve cercarlo, farlo riapparire. Accadr allora che il panorama cambier ancora, le immagini appariranno diverse, di altro tipo, ma nel mezzo si mostrer sempre quel qualcosa, uguale che aveva gi visto prima. Mentre le immagini di contorno cambiano, il panorama muta, vi un quid che si ripresenta sempre nella stessa forma. Quando si sta indagando su un essere o un defunto, la veridicit di una reale percezione, di un reale incontro con loggetto della ricerca viene confermata proprio da questo ripresentarsi nella stessa forma. Ovviamente non facile poter fermare quellimmagine: occorre essere esperti nel concentrare tutta la propria autocoscienza verso tutte le forme che la circondano, per poter afferrare quellimmagine. Ci si deve poter distinguere dallimmagine e non venire assorbiti da essa. Per poter raggiungere questo, occorre modificare arbitrariamente qualcosa di essa. Ci si deve sforzare a sviluppare una disposizione danimo benevola nei confronti di essa, tanto da poter agire su di essa simpaticamente, mutandola animicamente in un contesto di simpatia. Se si riesce a esprimere, ad effondere simpatia, limmagine sar pi disposta nei nostri confronti. La simpatia reciproca una forza attrattiva. Il prossimo passo ora quello di procedere nel cercare di identificarsi in tutte quelle immagini che appaiono, non solo verso quella che appare strana;si deve diventare uno con esse, penetrarle. E come se le si volesse inghiottire, accoglierle in s, immergervisi. Si deve per ben sapere: ora mi sono dapprima distinto da quelle immagini, ora voglio

volontariamente immergermi in esse, come tuffandomi in acqua per nuotarvi.

LASCOLTARE OCCULTO

Se vi si riesce, accade ora la parte pi importante: si sperimenta nella propria anima tutto quanto era espresso nelle immagini, il loro contenuto. Se l vi unanima che soffre o goisce, percepiremo il suo dolore o la sua gioia come se fosse il nostro. Poi il quadro diviene invisibile; di solito tutto scompare. Il fatto che sia sparito non un indizio scoraggiante della mal riuscita dellindagine: in realt in quel vuoto si sperimenta qualcosa di molto alto e significativo; in quel momento, in realt veniamo trasposti in un piano dei mondi molto pi elevato, nel quale la nostra coscienza non ci sostiene, non regge. Ci che avvenuto, nella maggior parte dei casi pu apparire anche molto tempo dopo, nelle esperienze della vita diurna o in sogno: il processo richiede un certo tempo. Quando non lo si aspetta, ci giunge la rivelazione di ci che avevamo indagato. Lascoltare occulto non pi legato alle immagini, ma viene accolto direttamente, per conoscenza diretta, tramite il pensiero. Si sa: mi sta giungendo un pensiero; so che non mi appartiene, so che mi inviato da quellentit o da quel defunto su cui stavo indagando. A tal punto escluso ogni errore: dentro di s si ha la certezza assoluta che in atto unesperienza verace, priva di autosuggestione. Si s di avere davanti un essere o di essere in contatto con lui, cos come sul piano fisico si incontra un uomo o ci si mette in contatto con lui. Non vi nulla di illusorio di equivocabile: nellanima si afferma un sentimento di certezza che avverte la presenza dellessere, il quale conferma che ci che avviene verace.

E fondamentale lacquisire la facolt di immergersi nelle immagini, per leggerle: questo il metodo rosicruciano; ci rende impossibili gli errori.

LA VEGGENZA SPONTANEA, MEDIANICA, E VERACE SOLO RIGUARDO A CORRISPONDENZE INCROCIATE CON LA FISICITA E LO SPIRITO

Lerrore riguardo le percezioni spirituali pu incorrere invece l dove non venga praticata la lettura con immersione nelle immagini: i veggenti naturali, i medium, si fermano alla percezione delle forme, cercando di interpretarle, senza diventare uno con esse. Tale metodo soggetto ad errore: ma pu invece essere molto utile se utilizzato per indagini spirituali legate al piano fisico. Se per esempio un tale muore senza comunicare ove ha nascosto il suo testamento, il medium pu contattare il defunto e vedere apparire limmagine del cassetto in cui riposto. Ma tale certezza

nelle indagini tramite la veggenza naturale si ottiene solo a fatti legati ancora alla fisicit. Non possibile stabilire chiare e sicure relazioni con il mondo spirituale in questo modo.

LIMMERSIONE COSCIENTE NELLE IMMAGINI

Non basta quindi percepire delle immagini: occorre immergersi, sprofondare in esse, entrarvi. E per fondamentale essere capaci di esercitare unautosservazione su se stessi durante limmersione. Occorre osservare con cura, immedesimarsi nel considerare la propria posizione prospettica distaccata rispetto la serie di immagine, sino a quando andiamo ad immergersi in essa. E bene sapere che mentre si medita, lidentificarsi con le immagini il compiere soltanto un processo di coscienza: si pratica un innalzamento di coscienza. Si avvertir che apparir nella coscienza un sentimento completamente diverso nel momento in cui siamo di fronte allimmagine, rispetto a quando vi siamo immersi. Si provano due sentimenti ben distinti. Quando si fuori dallimmagine si ha il sentimento della pienezza di s stessi, si avverte la propria coesione interiore; nellattimo in cui ci si immerge sorge il sentimento dellinsufficienza di s stessi, ossia ci si sente di essere solo una parte di ci che prima si era rispetto allattimo prima. Ci si sente come diminuiti, smorzati. E come se prima, si possedesse un peso di 70 chili: nellattimo dellimmersione ci si sente pesanti soltanto 10 kilogrammi.

LA TRASFORMAZIONE IN UOMO-ZODIACO

In realt ci si allargati enormemente, ci si effusi in forma sferica; ci si sente come disposti lungo una circonferenza, suddivisi in 12 punti: si pu contemplare il panorama non pi da una posizione, ma da ben 12 punti prospettici diversi. Ci si trasformati in uno Zodiaco. Abbiamo riversato il nostro essere nelluniverso. Il mondo che prima era fuori, ora dentro la circonferenza zodiacale, al suo centro. La prospettiva usuale si invertita. Guardiamo da fuori verso il dentro: nella vita usuale accade il contrario, si guarda da dentro verso il fuori. Deve essere per ben chiaro che ci possibile per contemplare la visione solo da un punto per volta dei 12 possibili; mentre guardiamo da un dodicesimo, gli altri undici pezzi di noi, non possono n percepire n immedesimarsi nelle immagini. Posso farlo solo da un punto: agisce una dodicesima parte di me.

In realt tramite tutto il procedimento di immersione, ho formato intorno allessere che intendo percepire, una sfera cosmica; lo ho racchiuso entro una sfera, in modo che con il mio involucro posso produrre consonanti e entro lo spazio della sfera lui pu emettere vocali. In tal modo possibile un dialogo. Ho formato un mondo a s, isolandolo dal mondo generale. Ogni volta che si ha una percezione spirituale si forma un simile cerchio. Lo stesso hanno fatto in grande le Gerarchie spirituali: hanno creato il Globo Zodiacale per renderci possibile la percezione fisica. Mentre in ogni atto chiaroveggente creiamo un qualcosa di transitorio, un mondo momentaneo, che poi scompare, tutto il nostro sistema cosmico un atto chiaroveggente consolidato dagli Di.

3 conferenza

Si pu dire che il leggere e lascoltare occulto consistono in esperienze dellanima umana.

LE 7 VOCALI SPIRITUALI: i sette pianeti

Le immagini che appaiono al veggente non esistono solo nel momento in cui si pratica una meditazione, esse sono presenti sempre durante la vita usuale, solo che normalmente non le si percepiscono. Quando si percepisce fisicamente una cosa con i sensi, non giusto dire che si solo dentro la cosa osservata dato che essa solo una parvenza generata dai sensi, ma pi giusto dire che si immersi nellessere di quella cosa. Quindi si pu asserire che si sempre immersi in quelle immagini che il veggente percepisce: la differenza sta nel fatto che mentre il veggente provoca coscientemente la percezione, nelluomo comune la visione fisica viene causata in modo automatico, senza che egli partecipi coscientemente alla sua formazione. Ma perch luomo comune non ne pu avere coscienza? Non pu farlo, perch il mondo disposto in modo che affinch si renda possibile una percezione cosciente della vita, essa deve venire riflessa, contemplata tramite un supporto rispecchiante. Nella percezione spirituale latto di rispecchiamento si compie nel momento in cui, unendosi con le immagini, si esce con il corpo astrale dal proprio corpo eterico, e dal di fuori ci si volge verso esso per contemplare il panorama rispecchiato. Si deve poi rimanere in paziente attesa che appaiono le viventi immagini, per poterle percepire.

La stessa cosa avviene, ma con la differenza che ci si rispecchia nel proprio corpo fisico, durante la percezione fisica.

LIMPOSSIBILITA DI IMMETTERE IMMAGINAZIONI ENTRO IL CORPO FISICO

Se invece che rimanere fuori dal corpo fisico e attendere che il corpo eterico rispecchi le esperienze percepite durante la meditazione, si rientrasse nel corpo fisico portandosi con s lintera somma di immagini con la quale ci si uniti, si distruggerebbe il corpo fisico fino alla morte. Si inoculerebbe in esso il germe della morte; non possibile inserire nel corpo ci con cui ci si identificati: lo si pu fare solo nellattimo della propria morte. In quel momento infatti lanima si identifica con il patrimonio delle sue immagini ricordo, ma per farlo deve abbandonare per sempre il suo corpo fisico. In realt in tutti quei momenti in cui si perviene ad una vera chiaroveggenza, si ha unesperienza che ci conduce alle porte della morte: si conosce cosa avviene ad ogni uomo nel momento in cui varca la soglia della morte. Ci si trova in bilico fra questa e quella soglia. Tale esperienza inevitabile per qualsiasi occultista, ogni qualvolta egli si accinga a volere unesperienza spirituale: ci si trova dinanzi alla porta della morte.

I PENSIERI OMBRA: RIFLESSI DELLE VERE IMMAGINAZIONI

Come uomini fisici noi siamo durante la vita usuale, contornati e avvolti da una moltitudine di immaginazioni, che per non possiamo assolutamente immettere entro il nostro corpo fisico: esso non le sopporterebbe. Non pu accogliere in s la potenza dello spirito che le compenetra. Mentre fuori di noi ci sono vere, reali e concrete immaginazioni, in noi non pu entrare nientaltaltro che la loro ombra: immagini rispecchiate, riflessi in forma di pensieri e rappresentazioni. Noi possiamo accogliere solo il loro riflesso, non la pienezza della loro luce. Con le nostre deboli forze entro il corpo fisico, possiamo percepire solo le immagini dombra.

LANGELO CUSTODE

In realt noi siamo protetti dallordinamento del mondo dallo sperimentare nella loro intierezza le entit e i processi spirituali che ci circondano.

Una grande somma di quelle stesse potenti immaginazioni ci appartengono pure: sono parte del nostro essere spirituale; fanno parte di una serie di forze che sono creativamente attive in noi: il nostro Io spirituale. Cos come costituito, luomo fisico impossibilitato ad accogliere in s pensieri viventi. Nella vita ordinaria vi qualcosa che ci protegge dallesperienza di quelle stesse forze che ci appartengono, ma che non possiamo percepire direttamente, che altrimenti ci causerebbero una folgorazione. Ciononostante dobbiamo usarle, farci compenetrare da esse per poter essere ci che siamo come umani; vi qualcosa sopra di noi che come un filtro, capace di accogliere nella loro titanica potenza le nostre stesse immaginazioni (i pensieri viventi del nostro Io) per poi trasmutarle in modo che possano giungere alla nostra interiorit in forma diminuita, ossia sotto forma di pensieri, rappresentazioni, sentimenti e volont. In realt in ogni momento in cui pensiamo, sentiamo o vogliamo, sopra di noi opera un essere che ci sottrae la potenza di ci che come una sorta di Luce spirituale viene promanato a noi dal nostro Io spirituale, la quale se giungesse a noi direttamente, ci ucciderebbe. Mentre pensiamo o osserviamo una cosa, ci occorre poter usufruire della potenza di Luce del nostro Io; anche in ogni cosa che ci appare presente nel mondo esterno insita una immaginazione spirituale: il pensiero vivente di un essere. Se essa entrasse in noi nella sua intierezza noi non potremmo sopportarla: cos come non ci possibile guardare il sole, senza proteggerci gli occhi. In ogni attimo della vita di percezione diurna, vi un essere che ci protegge, che modifica la prorompente sostanza di Vita che da ogni parte del mondo irraggia in noi e verso di noi. Tale essere il nostro Angelo. Esso protegge e controlla ci che non siamo in grado di eseguire: ci che a noi giunge come pensieri e rappresentazioni non altro che lombra, il riflesso di ci che in forma diminuita, corrisponde alla reale natura di un pensiero vivente. LAngelo fa rispecchiare entro il suo corpo eterico le immaginazioni, per inviarle poi verso il corpo fisico delluomo: a sua volta esso le rispecchia nuovamente. Limmaginazione passa cos attraverso due filtri: uno eterico e uno fisico. Riflesso di un riflesso.

LISPIRAZIONE: il Vuoto, il Buio Totale

Abbiamo detto che il veggente dapprima percepisce delle immagini, e poi si identifica in esse, le assorbe, diventando uno con esse; in tale condizione la prospettiva cambia, sinverte: il quadro dimmagini che prima si presentava davanti ora interiorizzato, non pu pi apparire fuori essendo divenuto mondo interno. Di conseguenza il panorama che prima si percepiva fuori, sparisce. Il processo non per qui concluso: si fa anzi ancora pi intenso ed intimo. Solitamente quando non si troppo evoluti nel meditare avviene qualcosa, come una sorta di responso, solo dopo qualche giorno, spesso durante il sonno. Ma se si progrediti, appena dopo che il panorama dimmagini che si era evocato sparito, si perviene ad uno stato in cui tutto oscuro; si avverte un passaggio, uno scatto: il buio completo.

Ci di norma il segnale che conferma lavvenuta fuoriuscita del corpo astrale dal nostro corpo fisico: ci si trova desti entro la coscienza di sogno. Si avverte che si spenta la serie di immagini e non si avuto nulla al suo posto. Occorre per serbare la forza per non scoraggiarsi, per non arrivare a credere che come il quadro, anche noi stessi siamo condannati a dissolverci nel nulla. Si avverte che ci avvolge uno stato di abbandono, in cui la nostra coscienza tende a smorzarsi, a spegnersi, cos come si spento il quadro con cui ci siamo identificati. Pare che dobbiamo subire anche noi la stessa sorte: spegnerci insieme a lui. Ci si deve ciononostante abbandonare, con la vivissima speranza di non perdersi nel nulla, ma di ritrovarsi. Non si deve serbare nulla nella coscienza, n ricordi, n pensieri: solo fiducia che qualcuno ci protegga. Dopo qualche istante di tale totale abbandono, sorge dal sonno della speranza in cui stavamo calandoci precedentemente, un nuovo nostro risveglio, un particolare destarsi: nel momento in cui ci si risveglia si sa benissimo di aver attraversato, in quegli attimi di totale abbandono, non uno stato di incoscienza, di sonno, ma di aver sperimentato qualcosa entro la coscienza di sonno. Non era stato un sonno, un abbandono, ma si vissuto in una stato di coscienza pi elevato entro un mondo pi elevato. Nella coscienza non sorge alcun ricordo di esperienze sperimentate in quei momenti appena passati: si sa soltanto che trascorso un lasso di tempo, un intervallo; ciononostante si sa bene che si era esistenti, senza per avere la capacit di ricordare, ora. Ossia: si sa di aver sperimentato qualcosa di molto importante, al quale si attivamente partecipato con lanima, ma non si riesce a far emergere dal proprio essere nessun ricordo rappresentativo corrispondente. Subito dopo, accade che affiori nella nostra coscienza qualcosa che assomiglia a dei ricordi, un qualcosa che non simile allordinario pensare, ma ciononostante ha la sostanza di esso. Affiorano ora eventi che era impossibile sperimentare coscientemente prima, in quella condizione di Nulla, ma dei quali si sa di averli sperimentati. Pur evoluti che sia, non mai possibile sperimentare coscientemente, presiedere attivamente con la propria anima ci che si attraversato durante limmersone nel Nulla. (condizione ispirativa) Un uomo, iniziato che sia, non pu sperimentare gli eventi di quel mondo, in immagini, ossia pensandolo; difatti ci che avviene l lo si pu solo sentire, tramite la facolt ispirativa, non pensarlo con immagini. Vige in quel piano una coscienza altissima. L non vi sono immagini, quindi non vi neppure possibilit di farsi rappresentazioni. Di conseguenza, nel periodo fra limmergersi e il riaffiorare, entro il Nulla, vi deve essere stato un altro essere che sia stato capace di pensarle, ossia di decodificare quei sentimenti in immagini: noi non lo avremmo potuto fare. Veniamo a sapere che prima, il nostro Angelo ci ha sostituito nel nostro pensare: ha pensato per noi quelle esperienze, ha assunto per noi la funzione del pensare. A noi ora, riesce soltanto di poter ricordare ci che il nostro Angelo ha pensato in noi, in quei momenti. Langelo, negli attimi in cui la nostra coscienza era oscurata, ha pensato e rielaborato, riflettendole nel suo corpo eterico, quelle esperienze che ora ci riporta, sotto forma di immagini ricordi. Ci si presenta ci che lAngelo ha sperimentato per noi: ce lo consegna. Nellanima si avverte che gli eventi ricordo che in lei ora appaiono, ci sono tuttavia familiari, perch

in realt essi sono stati comunque veramente sperimentati anche dalla nostra anima, ma senza luso di immagini, in sentimenti ispirativi; sappiamo di essere stati presenti e di averli vissuti con il sentimento, ma non possiamo averli visti con il pensiero. Non ce ne potremmo ricordare da soli, perch in quella condizione non abbiamo un corpo eterico (corpo rappresentativo della memoria), ma solo un corpo astrale.

Tutte le conoscenze occulte si ottengono in questo modo: le si conquistano ponendosi in uno stato di fiducia e di abbandono totale, con linteriore certezza che una volta sopraggiunto il proprio annullamento, il nostro Angelo si identifichi con noi, in modo che Egli possa sperimentare per noi qualcosa a cui noi non potremmo accedere o partecipare coscientemente.

Non possibile per liniziato sperimentare subito nella loro realt entit o fatti spirituali, ma solo dopo nel ricordo donatogli dal suo Angelo. Quindi le esperienze spirituali che ci vengono concesse, vengono vissute in un determinato momento, ma diventano in noi coscienti solo dopo. Sempre, un Angelo deve porsi da intermediario fra luomo e il mondo spirituale, se si vogliono indagare e avere verit occulte.

A causa della nostra organizzazione ancora non evoluta, non ci possibile portare dentro al corpo fisico ci che un essere angelico ha sperimentato in noi, perch oltre che ad ucciderci, dissolveremmo in atomi lui stesso.

LIMPORTANZA DEL PROVARE DEVOZIONE QUALE VOCALE COSMICA

Impariamo cos che non possibile un reale ingresso nel mondo spirituale se non si portano con s sentimenti di devozione e di religiosit: devozione per laiuto, il soccorso continuo e lautentica protezione che ci fornisce il mondo spirituale. La devozione deve attuarsi nellanima come un atteggiamento di riposo e di fiducia nel grembo delle entit spirituali. Nulla si pu ottenere in merito a responsi spirituali se non si porge questo atteggiamento animico per poi attendere ci che le entit hanno da comunicarci. Tramite latteggiamento della devozione si esprime e ci si mette in contatto con la vocalit del cosmo. Nella devozione impressa la 1 vocale cosmica.

LA CONDIZIONE INTUITIVA

Si visto che per giungere allimmaginazione occorre riflettere le esperienze del corpo astrale entro il proprio corpo eterico: si vedranno immagini fluttuanti, simboliche, che esprimono una sorta di scrittura occulta. Ma si pu andare oltre. Ci si pu spingere ad identificarsi con le immagini che appaiono rispecchiate nel corpo eterico, sino a perdersi in esse: si giunge cos allispirazione, tramite la quale ci che in ispirazione abbiamo percepito ci viene riferito in immaginazioni tramite il nostro Angelo. Ma si pu superare anche questa fase, gi molto elevata. Oltre che ad identificarsi, si pu tendere a diventare unaltra entit, a trasformarsi, metamorfosarsi in unaltra entit sino a sperimentare la sua essenza pi vera. In quella condizione non si avverte pi il proprio io che sperimenta unio altrui, ma i due io coincidono sino a diventare uno. Si sperimenta s stessi provvisti di unio e di unanima di un altro. Non si dice pi io a ci che prima si era, ma lo si dice ad unaltra individualit, nella quale ci siamo inseriti. Lunica cosa che resta di ci che eravamo prima il sentimento che ci fu un tempo, poco prima di ora, in cui eravamo uomini. Nullaltro. Cos come un adulto sa di essere stato bambino, ma che tutto ci ora non pi, in quellattimo sappiamo che siamo stati qualcosa, ma che ora non lo siamo pi. Siamo diventati un essere nuovo, inedito, che impariamo ora a conoscere in modo diretto: lessere in cui siamo entrati.

COME SVILUPPARE LA FACOLTA INTUITIVA: LAUTOGGETTIVAZIONE

La capacit intuitiva si sviluppa in noi solo se siamo capaci di esercitare unamorevole interesse per tutto quanto ci circonda nel mondo. Si riesce a sviluppare nella vita tale facolt, cercando di provare un interesse per ogni cosa, in virt di una ricerca che tenda a trascendere gli eventi, in modo da applicarvi sempre una connessione cosmica, spirituale. Occorre considerare anche ci che avviene nel proprio corpo, come se lo si osservasse fuori da esso, come se fosse un oggetto esterno. Se per esempio si ha una malattia, la si deve osservare come se essa non ci appartenesse, ma che agisse e vivesse in un punto del cosmo, distaccata da noi. Tutto ci difficile da realizzare, ma si sviluppa man mano nella stessa misura in cui diminuisce linteresse per s stessi, nel tempo in cui ci si comincia a liberare da brame e passioni, quando si perso linteresse per ci che effimero, attratti solo dalla ricerca di ci che eterno. Si deve divenire capaci di oggettivarsi, di guardare tutto, noi compresi, da una prospettiva periferica, non pi centrale. Si deve arrivare a considerare se stessi non pi come gli unici interessanti soggetti,

ma solo come un grande interessante oggetto. Deve divenire interessante occuparsi di se stessi in quanto oggetto. Quando si prova interesse per noi stessi come oggetti, contemporaneamente si acquisisce il desiderio di occuparsi di tutto quanto fuori nel mondo ci circonda. Tutto ci ci rende capaci di poter trasformarci nellaltro, nellaltro io, umano o angelico. Ovviamente per far tutto ci bisogna cercare molti sostegni: diamo un esempio.

LAVVERTIRE LAZIONE DEI MONDI SUPERIORI SUI 3 REGNI INFERIORI TERRESTRI

Si deve cercare di interpretare il mondo fisico come una sorta di scrittura occulta: dietro ogni forma, dietro ogni fisionomia degli enti e degli esseri della natura, si deve cogliere lespressione di un mondo spirituale.

Ad esempio, si deve considerare tutto il mondo animale come se esso fosse lespressione della fisionomia sottile delle entit del mondo astrale che si esprime nella natura fisica: brame e istinti consolidati in forme animali. Osservando il mondo vegetale invece, cogliamo che esso lespressione mimica, il movimento della pura vita delle entit del Devachan inferiore entro la natura fisica. Le forme del mondo minerale ci devono a tal punto apparire come i gesti delle entit del Devachan superiore che imprimono i loro segni nella natura fisica, attraverso i tagli delle pietre, nella trasparenza, nelle forme dei cristalli.

In tal modo si acquisisce un vivo interesse per ogni processo o ente del mondo esterno: si arriva a stimare ogni cosa esistente. Si sviluppa lumilt. Solo con essa possibile sviluppare capacit intuitiva di metamorfosarsi in altri esseri.

Lo sperimentare umilt nel trasformarsi negli altri udire la 2 vocale cosmica.

LE FORZE DEL MALE SONO FORZE INTUITIVE CAPOVOLTE

Ogni uomo ha in s capacit di immaginazioni, di ispirazioni e intuizioni, solo che per averle deve

imparare ad usarle coscientemente; solitamente la facolt immaginativa si usa per pensare pensieri morti, intelettuali; la dote ispirativa la si usa per suscitare il sognante mondo del sentimento; la facolt intuitiva la si usa per agire, per operare il male e la menzogna. In realt le forze intuitive, che sono in noi quelle capaci di trasformarci negli altri e di trasformare le nostre forze animiche evolvendoci, vengono usate in modo opposto al loro scopo; anzich usarle per il bene, vengono usate per il male. Le forze di trasformazione che operano ovunque nel mondo, sono le pi sante che esistano. Tutto il male nel mondo il risultato dellimpiego sbagliato delle forze di trasformazione. Il male in realt un bene capovolto. Le forze di trasformazione, tramite le quali si passa da unera allaltra, da unevoluzione allaltra, da unet allaltra, da un corpo allaltro, sono le pi alte che vi siano nel cosmo; esse vengono impiegate nel loro contrario: vengono dirette nel modo sbagliato producendo anzich progresso, involuzione. Se sulla terra non vi fossero tali forze propulsive di trasformazione, non vi sarebbe neppure il male: ma neppure un Divenire. Tutto sarebbe statico. Che queste forze, possano ledere, distruggere o costruire dipende solo dalluso cosciente che luomo ne sa e ne pu fare. Lavvertire ci in cui si cela il mistero del male il percepire la 3 vocale cosmica.

4 conferenza

Il leggere e lascoltare occulti sono in realt il cogliere dei processi viventi.

LA CONDIZIONE INTUITIVA: IL TRASFORMARSI IN ALTRI ESSERI

Nellattimo in cui si diventa unaltro essere, molto importante conservare la propria continuit di coscienza, conservare i fili del sentimento di s, o meglio ancora, ricordarsi di essere stati uomini. Chi non riuscisse a farlo, si perderebbe nellaltra entit, annullando s stesso: tutto il suo passato sparirebbe, per far posto al passato dellentit in cui si trasformato.

Noi dobbiamo la nostra coscienza di essere nel presente solo perch abbiamo un passato, perch guardando indietro alla nostra memoria, i nostri ricordi ci forniscono il sostegno per erigere lautocoscienza del presente. Solo perch siamo stati un tempo, possiamo dire di essere ora.

Nellattimo in cui si diventa unaltra entit si deve riuscire a conservare qualcosa; si deve acquisire la facolt di suddividersi, pur diventando uno: deve sorgere il sentimento di sentirsi laltro, ma contemporaneamente si deve anche sapere di essere un altro essere, quello che si era prima di allora. Ci non facile, perch nellattimo in cui si ripensa a s stessi si ridiventa ci che si era, e si cessa di essere laltro; ciononostante ci si deve sforzare ad annullare tutti i propri ricordi, eliminare tutte le normali connessioni che usualmente costituiscono la nostra egoit. Deve per rimanere qualcosa, un pallido ricordo: il sentimento, se pur recondito, di essere stati prima di allora, esistenti sotto unaltra modalit in unaltra individualit. Altrimenti si rischia lannullamento della coscienza, e allimpossibilit quindi di potersi ricordare delle esperienze vissute nel mondo spirituale: una volta tornati in se stessi ci che si ha sperimentato resterebbe in quellessere, non potrebbe seguirci. Sarebbe come se non avessimo partecipato a nulla, perch la nostra coscienza non era presente. Accadrebbe la stessa cosa che avviene durante il sonno senza sogni, nel quale sappiamo soltanto di aver attraversato nel sonno solo un intervallo di tempo, del quale per non abbiamo nel ricordo nessuna rappresentazione. Il sonno senza sogni difatti il penetrare nella condizione intuitiva e proprio per questo non ci dato di ricordarci nulla.

QUALI ENTITA RIESCE A PERCEPIRE LINIZIATO?

E possibile giungere a comunicare con defunti e con entit della sfera degli Angeli secondo il cammino descritto sinora, ma per mettersi in contatto con altri esseri superiori la cosa si complica, si deve procedere in altro modo. Se si vuole cercare in qualche punto del mondo spirituale e nello stesso nostro tempo attuale un defunto o un Angelo, ci possibile, ma se invece si va alla ricerca di un Arcangelo, per trovarlo occorre uscire dal tempo.

GLI ARCANGELI NON VIVONO NEL PRESENTE, MA NEL PASSATO

La sfera umana ed angelica permette di poter formarci della rappresentazione, traducendo le visioni in forme e colori che corrispondino alle loro qualit animiche; riguardo la sfera degli Arcangeli non vi pi tale possibilit di formarsi delle immagini. Non ci si pu attendere che essi appaiano in una forma, perch essendo sprovvisti di un corpo eterico, vivono solo intessuti in corpi daria astrale. Gli Arcangeli non vivono nello spazio, ma nel tempo. Se si vuole arrivare ad un Arcangelo non lo si deve cercare in uno spazio spirituale entro il tempo attuale, perch essi non concentrano la loro coscienza entro una spazio, ma bens entro un tempo che non il nostro.

Per incontrare un Arcangelo occorre uscire, superare lo stadio temporale della contemporaneit. Ad esempio, per ritrovare un dato Arcangelo, occorre risalire allanno 1400. Non si pu pensare di rimanere nel proprio tempo, ma bisogna ripercorrere animicamente il decorso storico del tempo al contrario, sino a giungere ad esempio allanno 1465. Altri Arcangeli vanno ricercati in altri periodi. Retrocedendo nel tempo, si arriva dunque ad incontrare un Arcangelo. Nel tempo attuale troviamo solo gli effetti di una data entit arcangelica; essa irraggia dal passato forze, che sono rintracciabili nel presente: ma le sue forze non sono la sua individualit. E come se osservando un sasso che vola, credessimo che sia lui che stia provocando e dirigendo il suo moto, mentre lautore del moto non lo si trova n nello spazio n nel tempo presente, ma qualche secondo e qualche metro pi indietro. Nel tempo presente noi possiamo osservare nel mondo spirituale solo gli effetti di un Arcangelo, non il suo essere. Chi lo vedesse, potrebbe vedere solo unimmagine riflessa registrata nellakasha, che corrisponde per a sue manifestazioni del passato. Potrebbe credere che lesperienza era cos vera da sembrare reale nel tempo presente, ma non sarebbe vero.

Il Nome Arcangeli significa: Angeli del principio; ossia sono entit che si pongono e permangono sempre al principio di dati periodi di tempo, quando si forma un dato popolo: quando un popolo nuovo penetra per la prima volta nella storia. Analizzando la storia, ogni nascita di un nuovo popolo coincide con la presenza immanente in quel tempo, di un particolare Arcangelo. Con lo scorrere del tempo, essi rimangono presenti nella storia solo con i loro effetti, mentre la loro individualit rimane ferma ad un precedente periodo di tempo. Sono gli effetti a scorrere nel tempo, non la loro individualit.

Non possibile incontrare un Arcangelo restando nella contemporaneit: chi lo volesse trovare dovrebbe essere capace di trasporsi animicamente in un tempo passato, uscire dal tempo presente per cercare linizio di un dato tempo, vivendo egli stesso in altre epoche. Una volta che si sia riusciti a retrocedere o trasferire in altre epoche, fondamentale ricordarsi interiormente come vi si giunti, non perdendo mai il filo del processo che si compiuto, allo stesso modo di come nel mondo fisico, per sapere chi siamo necessario ricordarsi del nostro passato. Per essere coscienti nel passato, occorre portarsi con s n il ricordo di un presente che retrocesso sino a quel momento. Una volta giunti l occorre avere il sentimento del futuro come di un qualcosa da cui noi siamo provenuti.

LE ARCHAI

Queste entit sono rintracciabili solo se si risale sino alla met dellepoca lemurica, allinizio del divenire fisico terrestre. quando la Terra era al principio della sua esistenza fisica si trovano le Archai nel loro essere.

LA DEDIZIONE: 4 VOCALE

Quando si divenuti capaci di accogliere lo spazio universale come se fosse divenuto il proprio corpo e il tempo come se diventato la propria anima, si percepisce interiormente la 4 vocale cosmica: appare il sentimento della dedizione.

LA PAROLA COSMICA: 5 VOCALE

Lascolto della parola spirituale laffermarsi in noi della facolt dellispirazione.

IL DISPORSI DI FRONTE AL CORPO ETERICO

Ogni vera esperienza spirituale si attua soltanto se si conseguita la capacit di fuoriuscire con il corpo astrale e lio, dal proprio corpo fisico ed eterico: un sonno cosciente. La condizione dellio non per cos soggiogata dal corpo astrale cos come avviene nel sonno, ma invertita: qui lio domina il corpo astrale. A seconda di come ci si dispone animicamente di fronte al corpo eterico, esso ci rispecchia a seconda della nostra devozione, dedizione, ecc, qualcosa di diverso, qualcosa che ci viene rimandato come espressione di una data parte del mondo spirituale. Nel corpo eterico gli esseri spirituali possono apparire a noi rispecchiati, in modo settemplice. Mentre nel corpo fisico si esprimono e si rispecchiano le attivit dei 12 segni zodiacali delle costellazioni nei 12 sensi, nel corpo eterico si rispecchia lattivit dei 7 pianeti nelle 7 funzioni vitali. Arriviamo quindi a dire: entro la vita fisica abbiamo ricevuto un corpo eterico e un corpo fisico grazie ai quali possiamo rispecchiare percezioni spirituali e percezioni fisiche; tutto ci ci fu dato al

fine di poterci plasmare organi di senso per il mondo spirituale.

COME PERCEPISCE IL DEFUNTO GLI ESSERI SPIRITUALI?

Fino a quando luomo possiede un corpo fisico e uno eterico, pu rispecchiare le percezioni soprasensibili in essi, e quindi averne coscienza: essi vengono utilizzati come organi di senso. Ma la cosa cambia quando dopo la morte, si provvisti solo del corpo astrale e dellio. Si percepisce in modo diverso. Da trapassati siamo per in grado di percepire avvalendoci della sostanza eterica che pervade il mondo spirituale: osserviamo noi stessi e gli altri entro la cronaca dellakasha. Essa ci ri riflettere le nostre esperienze: ci che prima era il nostro particolare corpo eterico stato ora sostituito dal corpo eterico universale, in cui vivono tutti gli altri esseri: per tal motivo ci si sente intessuti nei dolori, nelle gioie e nei pensieri altrui come se fossero nostri. Ogni nostro pensiero o sentimento sperimentato nel post mortem, va imprimersi per forza propria entro letere cosmico e si dissolve di nuovo quando non pi necessario.

I TRE CERVELLI FUTURI NELLUOMO

Quando pensiamo, noi muoviamo due lobi eterici del cervello eterico: muoviamo il cervello eterico. Come nella fronte abbiamo la scatola cranica che racchiude il cervello, dietro le scapole abbiamo una superficie che in avvenire racchiuder il futuro cervello. Le scapole faranno parte di una nuova scatola cranica. Nel corpo umano vi sono altre due parti che andranno a costituire un terzo cervello: le rotule. Nel pregare inginocchiati sulle rotule, si ha unimmagine di come sar luomo su Venere.

Sullo stadio di Venere, privi di corpo fisico, avremo un corpo costituita da tre cervelli.

Fine