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Dei Lavori geodetici

fatti in questi ultimi tempi

nel Regno di Napoli


Lettera del colonnello Ferdinando Visconti al Conte Annibale Ranuzzi 3 marzo 1846

in Antologia italiana, giornale di scienze, lettere ed arti, Torino, II, 1847, vol. III, pp. 270-294

Visconti, Ferdinando, (1772-1847), n. a Palermo dal cap. nap. Domenico, cadetto del Regg. R. Napoli (1778), all. alla Nunziatella (1788), stn del Regg. art. Re (27.2.1791), condannato a 10 anni di reclusione nel castello di Pantelleria per opinioni politiche (1794), liberato nel 1801 a seguito del trattato di Firenze, ten. degli ingegneri topografi italiani (1.9.1802), aggiunto al capo del corpo per le osservazioni astronomiche e le operazioni trigonometriche (1805), addetto allo SM dellArmata di riserva a Bologna (1805), inviato a Vienna nel 1806 per ottenere la consegna delle carte e documenti topografici austr. relativi agli ex.Stati di Venezia ceduti col trattato di Presburgo, incaricato di rilievi topografici in Istria, Dalmazia e Albania per costruire la carta idrografica dellAdriatico (maggio 1808-genn. 1899), cap. in 2 del corpo (1809), membro della comm. mista per i confini del Tirolo sotto il gen. dAnthouard (1810). Promosso cap. in 1 nel 1810 e sotto dir. del dip. gen. di guerra italiano nel 1811, effettu la confinazione della frontiera orientale dallIsonzo a Villach ed esegu nel 1813 la ricognizione gen. delle frontiere illiriche da Villach alla Sava. Avendo ripetutamente rifiutato le offerte di tornare al servizio nap., fu ufficialmente richiesto da re Gioacchino al vicer dItalia, divenendo oggetto di contese diplomatiche. Congedato nel maggio 1814 per non servire lAustria, pass al servizio nap. come CB di SM e dir. del gabinetto topografico rimasto vacante per la morte di G. A. Rizzi Zannoni, col nuovo titolo di deposito gen. di guerra e marina. Nel 1815 divenne membro del consiglio dei ponti e strade, promosso col. e di SM e insignito dellODS. Rimasto al servizio borb., continu a dirigere il deposito, col nuovo titolo di ufficio topografico dello SMH (21.12.1815). Membro della giunta provvisoria di gov. (1820), fu deputato della prov. di Napoli come supplente dellassente Bausan. Studioso di fama europea, fu socio ordinario dellAccademia di scienze della Societ reale di Napoli e membro residente della Societ Pontaniana nella classe di matematiche. Ferdinando Visconti / Carteggio / (1818-1847) a cura di Vladimiro Valerio Firenze, Leo S. Olschki, 1995 ("Archivo della corrispondenza degli scienziati italiani", 12)

Gennaro Fergola 1793-1870


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http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_150ANNI/PIR_150ANNISITO/PIR_Schede/PIR_Vinti/PIR_LeBat taglie/PIR_BattagliadiMessina/PIR_Allegati/PIR_Fergola Gennaro Fergola (1793 1870) stato un militare italiano, generale dell'esercito del Regno delle Due Sicilie. Il generale Gennaro Fergola veniva da una famiglia di scienziati e artisti, tra cui ricordiamo i pittori Luigi Fergola e Salvatore Fergola ed il matematico Nicola Fergola. A prosecuzione della tradizione di famiglia, il figlio di Gennaro, Emanuele Fergola divenne un noto matematico ed astronomo. Gennaro Fergola fu allievo esterno del Collegio Militare della Nunziatella dove il 5 gennaio 1814 ottenne la nomina a secondo tenente dell'arma di artiglieria. Entrato in servizio attivo, partecip nel 1815 alla Campagna d'Italia e alla difesa della fortezza di Ancona al comando del generale De Montemayor. In seguito alla restaurazione di Ferdinando I di Borbone sul trono del Regno delle Due Sicilie, nel 1820 fu promosso primo tenente ed inviato in Sicilia con la spedizione comandata dal generale Florestano Pepe a ristabilire lordine. Negli anni successivi percorse una rapida carriera, ottenendo le promozioni a capitano (1827); maggiore comandante della fabbrica di armi e munizioni di Torre Annunziata e successivamente degli arsenali di Palermo e Messina (1845); tenente colonnello (1847), grado con il quale assunse il comando dellartiglieria del forte palermitano di Castellammare. Nel 1848 partecip al contrasto dell'insurrezione di Palermo ed ottenne la croce di diritto dellOrdine di San Giorgio. Nominato sottoispettore dell'arma di artiglieria, nel 1854 ottenne il grado di colonnello, con cui fu trasferito dalla Sicilia a Capua, dove assunse il comando del Reggimento di artiglieria Regina. Nello stesso periodo ottenne anche la direzione della Scuola di applicazione per gli alfieri d'artiglieria e del genio usciti dalla Nunziatella. Lasci questi incarichi il 13 giugno 1859, quando fu promosso generale di brigata e nominato ispettore di artiglieria in Sicilia. In seguito all'invasione delle truppe garibaldine, il 9 agosto 1860 le truppe napoletane abbandonarono la Sicilia e Fergola assunse il comando superiore delle fortezze di Messina, Augusta e Siracusa. Da questa posizione tent di condurre operazioni in soccorso di Reggio Calabria, la quale era stata nel frattempo attaccata dalle truppe garibaldine, ma senza successo. L8 ottobre 1860 Francesco II delle Due Sicilie lo promosse maresciallo di campo, plaudendo al comportamento della guarnigione. In seguito alla resa della fortezza di Gaeta (14 febbraio 1861) la piazzaforte di Messina comandata da Fergola fu posta sotto assedio dal generale piemontese Enrico Cialdini, che minacciando rappresaglie intim la resa. Sotto il comando di Gennaro Fergola, Messina resistette otto mesi fino al 13 marzo 1861. A seguito della resa, ed in ragione della lunga resistenza, non fu concesso l'onore delle armi alla guarnigione e gli ufficiali vennero tutti arrestati. In segno di riconoscenza per l'attaccamento al Regno delle Due Sicilie, Gennaro Fergola fu decorato da Francesco II delle Due Sicilie con la gran croce dellOrdine di San Giorgio. Bibliografia Roberto Maria Selvaggi (2001) - Nomi e volti di un esercito dimenticato. Gli ufficiali dell'esercito napoletano del 186061. Grimaldi & C. Editore, Napoli

FERGOLA, Emanuele 1830-1915


Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 46 (1996) di Giuseppe Monaco

FERGOLA, Emanuele. - Nacque a Napoli il 20 ott. 1830, da Gennaro e da Gabriella Carrillo, una famiglia di ceto elevato. A soli tredici anni inizi a frequentare l'osservatorio di Capodimonte, diretto allora da E. Capocci. Fu tale la propensione per le matematiche che, giovanissimo, ebbe pubblicati alcuni articoli nelle Memorie dell'Accademia dei XL e nelle Memorie dell'Accademia delle scienze di Napoli. A soli venticinque anni gli vennero affidate le lezioni di calcolo infinitesimale nel collegio militare della Nunziatella; a trent'anni ottenne la cattedra di calcolo presso l'universit di Napoli e dal 1863 quella di analisi superiore; nello stesso anno venne nominato assistente presso l'osservatorio astronomico. Il F. inizi cos una duplice, cospicua produzione scientifica sia nel campo dell'analisi sia della meccanica celeste. Le sue capacit matematiche si evidenziavano in complessi lavori di analisi, dei quali diamo alcuni titoli: Sulla risoluzione per serie delle equazioni trigonometriche di grado qualunque, in Rend. della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, I (1862), pp. 39-54; Osservazioni del pianeta Psiche e della Cometa scoperta il 5 luglio dal sig. Tempel a Marsiglia, ibid., III (1864), pp. 218 s.; Sopra una proposizione elementare di calcolo integrale, ibid., pp. 256259; Determinazione degli errori costanti dell'equatoriale di Merz esistente nella R. Specola di Napoli, ibid., IV (1865), pp. 119-124; Osservazioni ed elementi dell'orbita del pianeta Clio, ibid., pp. 315 s. In collaborazione con Angelo Secchi e con l'impiego del nuovo metodo telegrafico valut 7m 6'28" la differenza di longitudine tra gli osservatori del Collegio Romano e di Capodimonte. Da qui nacquero: Sulla differenza di longitudine fra Napoli e Roma determinata per mezzo della trasmissione telegrafica delle osservazioni dei passaggi, in Atti della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, V (1871-72), 7, pp. 1-52; Determinazione novella della latitudine del R. Osservatorio di Capodimonte, ibid., 23, pp. 1-92. Riscossero notevole apprezzamento i suoi lavori teorici di calcolo dell'angolo compreso fra l'asse di rotazione e quello di figura del geoide dopo aver fissato astronomicamente gli estremi di un gran numero di archi meridiani. Frutto di questi studi sono: Sulla posizione dell'asse di rotazione della Terra rispetto all'asse di figura, in Atti della R. Accad. delle scienze fisiche e matem. di Napoli, VI (1873-1874), 10, pp. 1-32; Dimensioni della Terra e ricerca della posizione del suo asse di figura rispetto a quello di rotazione, ibid., VII (1875-1876" 7, pp. 1-26. Il F. non cess di portare avanti la doppia attivit di matematico (tenne infatti fino al 1890 la cattedra di analisi matematica) e di astronomo con notevoli risultati in ambo i campi. L'opposizione di Marte del 1877 gli offr la possibilit di verificare le coordinate equatoriali dell'astro attraverso 34 posizioni. Da qui nacquero: Osservazioni di Marte fatte nel R. Osservatorio di Capodinionte, in Rend. della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, XIX (1880), pp. 90-93; Osservazioni della cometa 1881 111, ibid., XX (1881), pp. 161-166; Di alcune equazioni relative alla teoria delle funzioni ellittiche, ibid., XXI (1882), pp. 132 ss. Nel corso della conferenza geodetica internazionale di Roma del 1883 propose una collaborazione internazionale per lo studio delle

variazioni a corto periodo delle latitudini, che sfoci nella creazione di un servizio internazionale apposito. Citiamo i lavori di questo periodo: Sulla latitudine del R. Osservatorio di Capodimonte, in Atti della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, s. 2, I (1883-1884), 6, pp. 1-6; Nuova determinazione della differenza di longitudine tra Napoli e Roma, in Rend. della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, XXV (1886), pp. 278-280; Posizioni apparenti di alcune stelle dell'Eridano osservate al circolo meridiano di Repsold, ibid., s. 2, I (1887), pp. 251-257; Sull'errore di collimazione negli strumenti meridiani, ibid., III (1889), pp. 122-125. Nel 1889 il F. assunse la direzione dell'osservatorio e si dedic coompletamente agli studi astronomici, dove apport contributi nei pi svariati campi. Da quest'anno pubblic, insieme con A. De Gasparis, una rubrica mensile di osservazioni meteoriche sui Rendiconti d. R. Accademia delle scienze fisiche e matem. di Napoli. A questo periodo appartengono: Osservazioni del pianeta Vittoria e di 41stelle di paragone nella opposizione del 1889, in Atti della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, s. 2, VI (1893-94), 6, pp. 143; Stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, in Rend. della R. Acc. delle scienze fisiche e matematiche di Napoli, s. 3, V (1899), p. 224; Sulla variazione del medio annuo della declinazione magnetica, ibid., VI (1900), pp. 49 s. Negli anni 18931894, in collaborazione con l'osservatorio della Columbia University, che si trova sul medesimo parallelo di Capodimonte, ridetermin la latitudine di Napoli, ricavando per la costante di aberrazione il valore 20",53: Novella determinazione della costante dell'aberrazione e della latitudine di Napoli da osservazioni fatte nel R. Osservatorio di Capodimonte negli anni1893-1894, ibid., s. 3, III (1897), pp. 168-178. Fu socio di varie accademie, tra cui quella dei XL, dal 1878, e l'Accademia dei Lincei, dal 1884, e membro della Commissione geodetica italiana. Nel 1905 venne nominato senatore del Regno. Dopo la sua morte, avvenuta a Napoli il 5 apr. 1915, l'universit di Napoli istitu il premio Fergola per l'astronomia. Fonti e Bibl.: Necr. in Rend. dell'Acc. dei Lincei, s. 5, XXIV (1915), pp. 411-47; e in Rend. dell'Acc. delle scienze di Napoli, s. 3, XXI (1915), pp. 120-126; G. Rayet, L'astronomie pratique et les observatoires, Paris 1878, pp. V, 175 ss.; Osservatori astrofisici, astron. e vulcanologici italiani, a cura del ministero della Pubblica Istruzione, Roma 1956, pp. 119 ss.; F. G. Tricomi, Matematici ital. del primo secolo dello Stato unitario, in Atti d. Acc. delle scienze di Torino, s. 4, I (1962), p. 52.

Emanuele Fergola
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Luogo nascita Napoli 20 ottobre 1830 Luogo morte Napoli 5 aprile 1915 Professione Docente universitario Legislatura XXII Emanuele Fergola (Napoli, 20 ottobre 1830 Napoli, 5 aprile 1915) stato un matematico italiano. Figlio del generale borbonico Gennaro Fergola, proveniva da una famiglia di artisti e scienziati, tra cui ricordiamo il pittore Salvatore Fergola ed il matematico Nicola Fergola. Ammesso a soli 13 anni all'Osservatorio astronomico di Capodimonte, vi pass tutta la sua vita scientifica. Prima dell'unificazione italiana, insegn matematica alla Scuola Militare Nunziatella. Nel 1860, fu nominato da Garibaldi professore d'introduzione al calcolo sublime all'universit di Napoli (vi insegn a partire dal 1863 anche analisi superiore). Tra i vari incarichi di prestigio ricoperti, si ricordano quello di Professore di Astronomia all'Universit di Napoli (1890-1910); di Rettore dell'Universit di Napoli (1889-1891); Direttore dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte (Specola di Napoli) (1890-1910); e Presidente dell'Accademia Pontaniana di Napoli (1900-1903) (1906-1909). Socio dell'Accademia dei Lincei, nel 1905 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Attivit scientifica Fino al 1863, Fergola produsse numerosi lavori di Matematica pura (inviluppi, numeri di Bernoulli, serie). Successivamente a tale data, la sua produzione scientifica diventa pi marcatamente legata allo studio dell'Astronomia. Questi ultimi lavori, cui legata la sua fama di studioso, concernono principalmente argomenti quali calcoli d'orbite di asteroidi, calcolo di differenze di longitudini, la posizione dell'asse di rotazione della Terra ed il connesso problema della variazione delle latitudini. Onorificenze Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia Collegamenti esterni Biografia PRISTEM