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27 28 Luglio 2012 MI L A NO F I NA NZ A

di PierEmilio Gadda
A
dispetto di ci che dicono gli
euroscettici, quanto deciso dai
leader del Vecchio Continente
tra lultimo Consiglio dEuro-
pa e lEurogruppo del 9 luglio,
unite alle parole rassicuranti del presi-
dente della Bce Mario Draghi, dovrebbero
allontanare, almeno per un po, lo spet-
tro di una frattura delleuro. Vale a dire
il fattore di rischio sistemico forse pi
temuto e dibattuto, soprattutto nel mon-
do anglosassone, a cavallo delle elezioni
greche e fino al vertice di fine giugno. I
nodi da sciogliere restano per molti. Ma
soprattutto il pessimo stato di salute
delleconomia europea, aggravata dal ral-
lentamento in corso negli Stati Uniti e
nei Paesi emergenti, ci che sembra spin-
gere molti analisti a scommettere sulla
debolezza delleuro. Da qui, linvito a di-
versificare la composizione valutaria dei
portafogli. Nellambito degli strumenti a
disposizione dellinvestitore retail, i fondi
monetari in valuta estera possono rap-
presentare uno strumento efficace per
esigenze di copertura contro il rischio
cambio, o per una scommessa di breve
o medio termine sullindebolimento del-
la moneta unica rispetto alle principali
valute: dal dollaro americano alle divise
scandinave, fino alle commodity curren-
cy (vedere tabella). Con il vantaggio di
poter isolare il tema valutario da altri fat-
tori, come il rischio emittente o la futura
risalita dei tassi, deleteria per le obbli-
gazioni a pi lunga scadenza. Ma quali
sono le divise da tenere docchio, in que-
sta fase? Molti investitori continuano a
prediligere il dollaro americano, conside-
rato il bene rifugio per antonomasia. Le
aspettative sul ciclo dei tassi di interesse,
del resto, sembrano giocare a favore di un
apprezzamento del biglietto verde. Come
la Federal reserve, la Bce sta portando i
tassi a zero, o quasi, e l resteranno, pro-
babilmente, per un periodo pi lungo di
quanto ipotizzato dal mercato. Questo si
tradotto, gi dalla met dello scorso an-
no, in una riduzione pi marcata dei tassi
a breve tedeschi rispetto a quelli statuni-
tensi, ricorda Andrea Zappella, portfolio
manager valute di Anima sgr. Risultato:
da fine gennaio, leuro ha perso oltre un
decimo del suo valore rispetto al biglietto
verde, fino a quota 1,21. Non prevedia-
mo, nel breve periodo, un rialzo dei tassi
europei. Il trend di deprezzamento po-
trebbe continuare, conclude Zappella.
I movimenti delle valute sono sempre il
prodotto di un rapporto di forza relativa
tra due economie. vero che la ripresa
americana sta perdendo vigore, allonta-
nando il momento della risalita dei tassi
negli States, ma il Vecchio Continente
in recessione: soffre di pi. Ci aspet-
tiamo che la Bce continui a immettere
liquidit per sostenere leconomia euro-
pea. Ora che il tasso sui depositi a zero,
altre forme di allentamento monetario
probabilmente continueranno ad eserci-
tare pressione sulleuro, spiega Simon
Forster, gestore del fondo Ubs currency
diversifier. Moritz Rieper, gestore del fon-
do Dws invest income strategy currency
daccordo, ma avverte: Un elemento di ri-
schio rispetto a questo scenario lipotesi
di un terzo Easing quantitativo negli Usa
che avrebbe leffetto di indebolire tem-
poraneamente il dollaro. Allungando lo
sguardo, sincontra il Fiscal cliff, il siste-
ma di tagli automatici alla spesa pubblica
e riduzione degli incentivi fiscali che ri-
schia di prendere forma il 1 gennaio
2013 se il Congresso americano non do-
vesse trovare un nuovo accordo. un
evento ben noto, minimizza Forster. Ma
secondo alcune analisi, nel peggiore dei
casi, limpatto sul pil americano potrebbe
essere di 4 punti percentuali, trascinan-
do gli Usa in recessione. Anche se non fa
parte del nostro scenario principale, que-
sta tematica avr un effetto negativo sul
dollaro, sul finire del terzo trimestre,
ipotizza Zappella. Meglio allora, dice
qualche analista, puntare su un bene
Fondi monetari Questanno i comparti in valuta estera hanno reso
oltre il 7%. Ecco le monete che gareggiano per attirare gli euroscettici
Perf. % Rating Indice di
12 mesi rischio
(continua a pag. 30)
AL TOP
AzIonarI ln/rn(:l6n(/l
MS Glb Brands Class A EUR 20,91 A 9,03
BNPP L1 Eq. World Min Var C EUR 15,13 A 12,03
ING (L) Invest Glb High Dividend 9,84 B 12,13
Fidelity Fd-Global Focus A 9,46 A 12,49
ING (L) Invest Glb High Dividend 9,29 B 12,15
AzIonarI Lur6p(
Vontobel European Value Equity CL A2 13,73 A 9,43
Vontobel European Value Equity CL A1 12,64 A 9,48
Franklin Europ Growth I Acc EUR 10,69 A 10,67
Franklin Europ Growth N Acc EUR 8,95 A 10,66
Fidelity Fd-European Larger Cos E 7,42 B 14,92
AzIonarI ISJ
DWS Invest US Equities FC 20,87 B 16,41
DWS Invest US Equities LC 19,82 C 15,30
Pioneer Funds-US Research CL.I 19,26 B 13,03
DWS Invest US Equities NC 18,99 C 15,13
Pioneer Funds-US Research CL.E 18,18 B 12,96
AzIonarI spl(/l::(/l
Franklin Biotech Discovery I Acc USD 24,33 A 14,39
Franklin Biotech Discovery A Acc USD 23,15 A 14,44
Franklin Biotech Discovery N Acc USD 22,25 A 14,41
BGF World Healthscience CL A2 EUR 17,11 A 12,18
UBS (Lux) EF Biotech B (Usd) 16,91 B 17,58
BIancIaII
BGF Glb Allocation CL A2 EUR 10,15 B 6,88
BGF Glb Allocation CL E EUR 9,60 B 6,90
AMEX Gl Asset Alloc. AU 8,99 C 6,62
AXA WF Force 5 CL F Cap 8,60 B 6,23
AMEX Gl Asset Alloc. DU 8,51 C 6,67
ObbIgazIonarI
MS Emerg Mkts Debt A EUR 30,16 A 8,32
BGF Emerging Markets Bd CL A EUR 29,76 C 8,55
BGF Emerging Markets Bd CL E EUR 29,26 C 8,50
SPI Obiettivo Obblig. Sterline Cat R 28,93 B 7,34
MS Emerg Mkts Debt B EUR 28,83 B 8,33
MoneIarI
BGF USD Short Duration Bd CL E EUR 20,15 D 7,74
Pioneer Funds-US Dollar Short-Term CL.E 19,45 B 7,46
Pioneer Funds-US Dollar Short-Term CL.F 19,01 C 7,49
Invesco GT USD Reserve F. (E) 18,44 D 8,27
SPI Obiettivo Liquidita Dollari Cat R 17,50 E 7,74
FessIbII
Sisf Strategic Bond A Acc $ 0,08 E 3,09
SPI ABS Attivo -0,27 C 2,32
Sisf Strategic Bond B Acc $ -0,42 E 3,13
ING (L) Index Linked Contin. Click Euro P Cap -0,93 C 1,48
ING (L) Index Linked Protected Mix 90 P Cap -1,80 C 1,78
LOLIMPIADE
DELLE VALUTE
In Gestione
Fondi, Sicav, Fondi Pensione,
Gestioni Patrimoniali e Private Banking
Rischio Rendimento
I VOSTRI SOLDI
30 28 Luglio 2012 MI L A NO F I NA NZ A
rifugio estraneo a problemi di aggiu-
stamento dei conti pubblici. Come
il franco svizzero. Il 6 settembre
scorso, la Banca centrale svizzera
ha fissato un tetto massimo allap-
prezzamento della divisa elvetica
sulleuro. Riuscir Zurigo a difen-
dere la barriera di 1,20? Dipende
da cosa accadr in Europa, spiega
Forster. Ovviamente, se la situazio-
ne dovesse peggiorare, ci sarebbe
una irrefrenabile fuga verso le va-
lute considerate sicure. Tuttavia,
non ci aspettiamo che la situazio-
ne degeneri al punto da alimentare
un drastico rafforzamento del fran-
co. Lincognita prevalente rimane
linflazione. Secondo gli esperti, la
banca centrale svizzera potrebbe ri-
nunciare a difendere la soglia di 1,20
solo nel caso in cui i franchi immes-
si sul mercato iniziassero a filtrare
alleconomia reale, generando un
aumento dei prezzi al consumo.
gi successo negli anni tra il 1978 e
il 1982, quando la Banca Centrale
leg il franco al marco tedesco, ri-
corda Zappella. Tuttavia, a detta di
Rieper, le autorit sembrano giudi-
care ancora prematuro il pericolo
di una spirale dei prezzi e aggiun-
ge: Per ora il rapporto tra il livello
delle riserve estere e il pil ancora
ragionevole. In ottica di diversifica-
zione, il gestore di Dws suggerisce,
comunque, di prendere in esame
anche altre divise: le valute scandi-
nave da un lato; dollaro australiano
e canadese, dallaltro. I Paesi nordi-
ci vantano un rapporto debito/pil
rispettivamente al 49% (Norvegia)
e 37% (Svezia). Da fare invidia alla
stessa Germania, blasonata campio-
nessa del rigore. La Banca centrale
svedese recentemente si mostrata
un po pi ottimista in merito alle
prospettive di crescita e quindi la
divisa nazionale ha registrato una
buona performance rispetto a euro
e corona norvegese, ricorda Forster.
Questultima dovrebbe, invece, es-
sere supportata da tre fattori: il
prezzo del petrolio, sostenuto dalle
tensioni nel Golfo e dai rischi cre-
scenti per lapprovvigionamento di
greggio, un settore bancario sano e,
terzo, uneconomia che procede ver-
so la piena occupazione. Tuttavia,
essendo la Norges bank legger-
mente pi conservativa in tema di
differenziali dei tassi di interesse, la
corona norvegese stata penalizza-
ta rispetto a quella svedese. Leuro,
intanto, si trova ai minimi degli ulti-
mi nove anni rispetto alle due divise
nordiche, le cui valutazioni appa-
iono, quindi, sotto pressione. Ma
con le incertezze che avvolgono la
situazione europea, ci dovrebbe-
ro essere ancora opportunit di
performance per le valute scandi-
nave, conclude il gestore di Ubs.
Quanto ai dollari australiano e
canadese, strettamente legati al
tema delle materie prime, stupisce
che gli esperti le propongano pro-
prio in una fase di rallentamento
delleconomia globale. In effetti,
ci aspettiamo che le commodity
currency siano penalizzate da un
rallentamento cinese. Tuttavia,
precisa Rieper, offrono ancora un
buon rendimento e possono bene-
ficiare della diversificazione delle
riserve valutarie da parte delle
banche centrali.
Riteniamo che le notizie peggiori
sul ciclo globale siano gi state prez-
zate dai mercati, chiarisce Zappella.
Le economie australiana e cana-
dese sono solide. Inoltre, allinterno
del G10, le due divise appartengo-
no al club di valute con rating AAA.
Fattore molto apprezzato nei por-
tafogli globali e, secondo alcune
indiscrezioni, dalle stesse banche
centrali. Chiaramente, conclu-
de Zappella, se si acutizzassero
i segnali di allarme sul ciclo cine-
se, per il dollaro australiano, e su
quello americano, per il dollaro ca-
nadese, queste valute sarebbero le
prime a soffrirne. Ma il taglio dei
tassi in Cina e le misure espansive
della Fed mi lasciano pensare che il
trend di apprezzamento possa con-
tinuare. (riproduzione riservata)
I VOSTRI SOLDI I N GESTI ONE


I
l renminbi diventer la terza valuta pi importante al mon-
do, dopo il dollaro americano e la moneta unica. Andrea
Ciaccio, co-gestore del fondo Az fund renminbi opportunities
convinto che, nellarco di 10 anni, il processo di internazionaliz-
zazione della divisa cinese favorir un rapido sviluppo di asset in
renminbi, destinati ad appesantire portafogli di banche centrali
e investitori. Quindi, inevitabilmente, a rivalutarsi. La divi-
sa cinese gi una moneta forte a livello globale. Senza dubbio
lo rispetto alla maggior parte delle divise emergenti, spiega
Ciaccio. Dal 2005 ad oggi, lo yuan si apprezzato del 31% anche
sul dollaro americano. Ma secondo il Big Mac Index dellEconomi-
st, uno strumento intuitivo di comparazione del potere dacquisto
delle valute basato sul prezzo di un panino del Mc Donalds, il
renminbi sarebbe ancora sottovalutato del 44% rispetto al bi-
glietto verde. Non siamo pi conservativi e stimiamo un 30%.
Nei prossimi 5/10 anni, la divisa cinese dovrebbe rafforzarsi del
3/4% lanno, mediamente, calcola Ciaccio. Da inizio maggio, tut-
tavia, il renminbi sembra aver bruscamente interrotto un lungo
percorso di apprezzamento nei confronti del dollaro americano.
Non dimentichiamo che lEurozona un importantissimo part-
ner commerciale di Pechino, aggiunge Ciaccio. I timori di un
rallentamento della locomotiva cinese, dunque, si sono fatti sen-
tire. Ma il gestore non sembra credere allipotesi che la Banca
popolare cinese possa ancorare nuovamente il renminbi al dolla-
ro, come accaduto nel 2008, nel tentativo di congelare il processo
di rivalutazione della divisa cinese e ridare fiato agli esportatori.
Almeno per i prossimi sei mesi, ipotizzo che il trend di rivaluta-
zione dello yuan possa ripartire, confermando il target del 2012,
+6,15% sul biglietto verde, grazie a unulteriore apprezzamento
del 3% da qui a fine anno. (riproduzione riservata)
PierEmilio Gadda
Il renminbi inarrestabile


S
i aperta una nuova fase per i fondi co-
muni italiani che, accanto alla nuova
fiscalit, sono alle prese con le norma-
tive europee che di fatto liberalizzano ancora
di pi il settore a beneficio di una maggiore
concorrenza. La rivoluzione normativa vo-
luta dallEuropa, a partire dalla Ucits IV,
ha creato il passaporto per le sgr. Dal luglio
dellanno scorso infatti diventato possibile
per le societ di gestione comunitarie lanciare
fondi armonizzati in altri Stati membri sen-
za avere la sgr nello stesso Stato stesso. Di
qui le possibili mosse delle sgr italiane che
in passato hanno costituito una presenza an-
che in Lussemburgo. Ma dal suo osservatorio
Mauro Dognini, direttore generale per lIta-
lia di Rbc Investor Services (dalla societ nei
giorni scorsi uscita Dexia), tra le principali
banche depositarie per sgr e istituzioni finan-
ziarie, non vede movimenti verso lestero da
parte delle sgr italiane. Le banche depositarie
tra laltro oggi sono anche pi vigilate dalla
Banca dItalia. Le nuove disposizioni di vigi-
lanza prudenziale sulle banche approvate lo
scorso maggio da via Nazionale, nellottica di
recepimento della Ucits IV, introducono infat-
ti anche una serie di misure volte a rafforzare
il processo di autorizzazione per lattivit di
banca depositaria in Italia per fondi, sicav
e fondi pensione.
Domanda. Con la Ucits IV sar possibile
promuovere fondi lussemburghesi con
una sgr italiana o viceversa. Secondo
lei le sgr italiane, e non sono po-
che, che hanno gi una struttura nel
Granducato concentreranno lattivit
in Lussemburgo o viceversa?
Risposta. Nonostante questo la maggioran-
za dei fund managers italiani che hanno una
sgr italiana e una management company in
Lussemburgo o anche a Dublino, non stanno
pensando di avvalersi di questa opportunit
per risparmiare costi. Il costo di una mana-
gement company in Lussemburgo si aggira
tra i 400 mila e 600 mila euro allanno. Esiste
anche lopportunit di avere una struttura
pi leggera, quale il cosiddetto self mana-
ged fund. Queste ultime per sono sempre
di pi viste come uneccezione, rispetto alla
classica management company. In paralle-
lo con lintroduzione della Ucits IV la Cssf
(Commissione di sorveglianza dei servizi
bancari in Lussemburgo, ndr) sta pensando
di introdurre una serie di novit per raffor-
zare il ruolo della management company e
per dargli maggiori contenuti, al fine di evi-
tare le cosiddette scatole vuote. Queste misure
dovrebbero limitare i casi di management
company che delegano tutta lattivit al di
fuori del Lussemburgo. In particolare il testo,
che sar parte di una nuova circolare della
Cssf, introdurr tra altri, i seguenti cambia-
menti: la presenza di almeno due conducting
officers residenti in Lussemburgo, lobbligo
per la management company di avere il suo
centro decisionale in Lussemburgo e propri
dipendenti per gestire lamministrazione,
limiti nel numero dei mandati di ogni mana-
ger con diverse management company. Infine
la management company dovr dimostrare
competenza e supervisione delle attivit de-
legate a terzi o alla casa madre.
D. E la piazza di Dublino come ha rea-
gito alla crisi dellIrlanda?
R. Dublino sta ripartendo perch la meta
preferita di una nuova ondata di gestori di
nicchia americani che dagli Usa stanno ar-
rivando in Europa.
D. Con la nuova normativa di Banca
dItalia cosa cambia per una banca de-
positaria in Italia?
R. Il nuovo processo autorizzativo per svolge-
re attivit di banca depositaria, deve essere
da oggi fatto per tipologia di fondo: fondi
aperti/sicav, fondi chiusi, fondi immobilia-
ri e fondi speculativi. Inoltre ora prevista
una specifica autorizzazione per assumere
lincarico di calcolare il valore delle quote
dei fondi. La Banca dItalia ha anche predi-
sposto un Elenco delle banche autorizzate a
svolgere la funzione di banca depositaria, ov-
vero il calcolo del Nav, per categoria di fondo,
che sar pubblicato sul suo sito Internet. La
banca chiamata anche a predisporre unau-
to-valutazione per dimostrare ladeguatezza
della struttura dedicata ai compiti di banca
depositaria. Inoltre per il calcolo del valore
della quota, sono necessarie strutture di cal-
colo e controlli separate, autonome e dotate di
risorse adeguate. (riproduzione riservata)
Paola Valentini
Dognini (Rbc Inv. Ser.), ora in Italia le banche depositarie sono pi vigilate
I FONDI MONETARI PER SCOMETTERE SULLE VALUTE ESTERE
Fonte Morningstar Direct. Dati aggiornati all11 luglio 2012 * Annualizzato ** Total expense ratio, costi totali a carico del fondo
GRAFICA MF-MILANO FINANZA

Ubs (Lux) Money Market Fund Aud


Aberdeen Liquidity Fund (Lux) Cad
Vontobel Swiss Money
Nordea -1 Danish Kroner Reserve
Ubs (Lux) Money Market
Nordea -1 Norwegian Kroner Reserve
Nordea -1 Swedish Kroner Reserve
Ubs (Lux) Money Market Usd
Ubs Fund Man. (Luxembourg)
Aberdeen Asset Man. Limited (Lux)
Vontobel Management
Nordea Investment Funds
Ubs Fund Man. (Luxembourg)
Nordea Investment Funds
Nordea Investment Funds
Ubs Fund Man. (Luxembourg)
Liquidit dollaro australiano
Liquidit dollaro canadese
Liquidit franco svizzero
Liquidit corona danese
Liquidit sterlina
Liquidit corona norvegese
Liquidit corona svedese
Liquidit dollaro Usa
7,18%
5,08%
0,28%
0,22%
4,56%
2,35%
5,02%
6,85%
18,82%
9,80%
8,55%
1,40%
3,34%
9,97%
10,74%
4,64%
7,63%
6,15%
1,62%
0,58%
5,93%
5,50%
6,06%
6,21%
4
4
5
n.d.
3
n.d.
n.d.
3
0,74%
0,32%
0,32%
0,42%
0,74%
0,43%
0,43%
0,55%
a 3 mesi Nome della societ Categoria Morningstar Nome del fondo a 3 anni* da inizio anno
Rendimento Rating
Morningstar
Ter**
Fondi monetari in valuta estera, collocati in Italia e accessibili allinvestitore retail, che hanno ottenuto le migliori performance da inizio anno allinterno delle rispettive categorie
Valute
(segue da pag. 27)