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Segreteria Generale

Esecutivo Nazionale Failp-Cisal


del 12 aprile 2012

La crisi economica in atto mette in gioco alcune conquiste che il movimento Sindacale (nella sua totalit) pensava di aver risolto per sempre. Ci riferiamo in particolare alla concertazione. Dopo gli ultimi avvenimenti legati alla riforma del mercato del lavoro si sono posti alcuni interrogativi in merito alla prassi Sindacale di Relazioni Industriali. E la fine della concertazione? La concertazione non superata, male interpretata? Una cosa certa: lattuale Governo non intende sostenere una scena negoziale che fa del Sindacato un interlocutore decisivo nella realizzazione di provvedimenti che impegnano il mondo del lavoro. Questo atteggiamento certamente condanna una prassi che ha strumentalizzato il processo concertativo. Se questa regola governativa dovesse continuare, il movimento Sindacale - nel suo insieme - dovr unitariamente reagire. Certamente il sistema concertativo ha presentato alcune debolezze strutturali sia di carattere istituzionale che economico, in particolare ad interessarsi di situazioni oltremodo sconfinanti in concertazioni di tipo politico, ponendo - in alcune circostanze - in atto, un potere non solo attraverso un criterio di rappresentanza ma esclusivamente di compensazioni ad influenza partitica. Alla luce di questa realt, il Sindacato, in questo momento storico di forti cambiamenti, dovr recuperare un ruolo personale, fortemente autonomo, di coesione sociale, ripartendo dallidea di una concertazione rappresentata da unattivit meramente autonoma soprattutto sul mercato del
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Federazione Autonoma Italiana Lavoratori Postelegrafonici Via dellAmba Aradam n 24 00184 Roma
0670454610 / 06-7002521 / 06-7005103 Fax 06-7005207 internet: www.failp.it e-mail: failp@failp.it

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lavoro, nelle fasi negoziali e contrattuali. Solo cos potremmo sconfiggere tutti assieme quel sistema, che tradotto in pratica, recita pi o meno cos: vi ricevo, vi ascolto, non contratto e decido poi a mio insindacabile giudizio! Qualcuno prima o dopo ci dovr spiegare come questo metodo potr garantire la coesione sociale! Questo modello se dovesse persistere - a nostro parere - coinvolger anche i Manager di tutte le Aziende (Pubbliche e Private ). In questa prospettiva occorrer che il Sindacato si faccia promotore di aprire a tutto campo una sinergia unitaria, in una fase come questa non solo le aggregazioni convincono, convincono soprattutto i comportamenti unitari e le proposte negoziali. Viceversa perderemmo tempo, dando sfogo alle culture liberiste, meramente ideologiche, opportuniste e pericolose. In Poste Italiane il Sindacato unitariamente dovr muoversi su progetti inglobanti. Non escludendo n lavoratori precari n quelli operanti a tempo indeterminato e chi in attesa di lavoro. Questo un obiettivo di fondo non dimenticando che in questo comparto gli iscritti alle OO.SS. stipulanti il contratto di lavoro, ammontano a circa l82% della forza lavoro in atto. Dovremo cimentarci e negoziare sullattuazione del processo di liberalizzazione, in rappresentanza dei lavoratori del settore postale privato che quello ex pubblico, formando forti sinergie; negoziare con tutte le Aziende del Gruppo per definire professionalit emerse, salari accessori legati alle tipologie innovative; incidere su processi dellattivit della Banca del Sud che non deve essere solo strumento di ricerca di liquidit aggiuntiva per Poste, ma soprattutto uno strumento di valore aggiunto per effettuare prestiti per le piccole e medie Imprese; definire un nuovo Piano Industriale che sia la sintesi di un sostanziale mix tra Privato e Pubblico; realizzare il Contratto di Settore; ripristinare le forme di Ammortizzatori Sociali allinterno di Poste Italiane.

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Sono solo alcune indicazioni di precisi impegni da assumerci in un momento economico molto delicato per il Paese e le Aziende. Con queste premesse dobbiamo avere la capacit ma soprattutto lumilt di riuscire ad esprimere un proprio strumento sia in temi di rappresentanza/rappresentativit per coinvolgere i lavoratori nelle scelte quotidiane di negoziazione. In queste ore sono in gioco il destino di migliaia di lavoratori che non possono vivere sulla loro pelle eventuali scontri che arricchirebbero esclusivamente le controparti: abbassare i toni. doveroso! La spaccatura sui modelli di rappresentanza ormai evidente. Noi preferiamo scegliere un unico modello e preferiamo insistere, su un terreno cos delicato per trovare una sintesi unitaria, possibile, ce la possiamo fare. Per noi sono necessari quattro punti: primo, che i lavoratori possano eleggere i loro rappresentanti; secondo, che possano votare i documenti negoziali; terzo, la certificazione della rappresentanza, quarto, processo decisionale unitario. Documento approvato allunanimit.

Roma, 12 aprile 2012

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