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F.A.I.L.P. C.I.S.A.L. LE NOSTRE SCHEDE.

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LA RIFORMA DEL LAVORO DOPO IL JOBS ACT, IL CONTRATTO A


TUTELE CRESCENTI E LE NUOVE TIPOLOGIE CONTRATTUALI.
Se vogliamo che tutto rimanga come , bisogna che tutto cambi, la frase arcinota a chi
ha letto Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, ma la si pu cucire addosso (su misura) sia a chi
critica il Governo per avere messo le mani nel mondo del lavoro, (politici, sindacalisti schierati o
studiosi), sia a chi si industria per giustificare loperato del Governo che sta modernizzando una
materia vetusta, come antico il testo unico sul lavoro basato sulla legge 300/1970, che per ha
avuto il merito di assicurare per 45 anni diritti e tutele ai lavoratori.
Gli ultimi interventi sulla flessibilizzazione dei rapporti di lavoro avevano reso insoddisfatti tutti
(lavoratori e imprese), perch considerati troppo duri ed inattuali, o da altro punto di vista troppo
morbidi per consentire una reale ripresa delloccupazione; ma sono serviti ai pi furbetti per
ritagliarsi fette di guadagno a discapito del futuro dei giovani sottoposti ad una moltitudine di
contratti di lavoro, senza alcuna prospettiva di potere accendere ad un rapporto di lavoro stabile e
duraturo. Colpa di tutti gli attori senza ombra di dubbio ? Forse, ma prima si era solo favorito il
contezioso nel lavoro, assicurando parcelle e guadagni agli avvocati civilisti dedicatisi alle cause in
materia di lavoro, fonte infinita di guadagno.
Tutto ci cambier ? presto per dirlo ma il 20 febbraio 2015 il Governo ha rotto gli indugi e
presentato i primi atti (cfr. decreti delegati di cui alla legge 183/2014) che modificheranno il
Lavoro, sotto vari aspetti circoscritti nel termine inglese Jobs Act, dopo che il Consiglio dei
Ministri ha approvato i primi decreti attuativi della riforma del lavoro. Ne riportiamo i titoli insieme
al lancio del Presidente del Consiglio dei Ministri: Nessuno sar lasciato solo, pi tutele per
chi perde posto, a marcare la differenza con il passato dei precari che per anni ha messo nel
limbo intere categorie di giovani, lasciati in balia dei datori di lavoro, poich sottoposti ad infinite
forme di contratti di lavoro privi di tutele fondamentali.
La dichiarazione del segretario generale CISAL Francesco
I TITOLI DEL JOBS ACT
Cosa cambiato e che cosa cambier:
Cavallaro (Roma, 9 gennaio 2014) La Cisal valuta positivamente
- ridescrizione delle tipologie contrattuali
le prime indicazioni lanciate da Renzi con il suo jobs act,
(part-time, tempo determinato,
soprattutto per la preannunciata disponibilit ad accogliere
apprendistato, lavoro intermittente,
contributi sul tema e giungere cos alla definizione del vero e
ripartito o accessorio, ecc) affrontati
proprio jobs act. Secondo quanto affermato da Francesco
nel testo organico di riordino delle
Cavallaro, alcune delle indicazioni fornite da Renzi, sembrano
tipologie contrattuali
trovare riscontro nel documento a suo tempo elaborato dalla
- contratto a tutele crescenti e modifiche
CISAL e inviato a tutti i partiti in materia di welfare attivo. La
al contratto a tempo determinato
Confederazione, provveder a fornire il proprio contributo cos
- indennizzi per i licenziamenti
come ha sempre fatto, auspicando che il neo Segretario del PD
- demansionamento
- assicurazione contro la disoccupazione
non si lasci imbrigliare dalle solite resistenze, mascherate dalle
- riforma del congedo parentale
altrettanto solite liturgie procedurali. Il Paese e i suoi giovani, non
- tutela e conciliazione delle esigenze di
possono tollerare ulteriori delusioni, soprattutto dopo i pasticci fatti
cura di vita e di lavoro
dai governi che si sono succeduti, non escluso quello in carica.
CRONOLOGIA: a) Il 10 dicembre 2014 stata pubblicata in G.U. la Legge delega 183/2014 che contiene le
deleghe al Governo sulla riforma degli ammortizzatori, i servizi per il lavoro e le politiche attive (incentivi
alloccupazione), il riordino dei rapporti di lavoro, tutela della genitorialit, tutele e conciliazione dei tempi di vita/lavoro
(tempo per emanare i decreti attuativi 6 mesi + 3 di eventuale proroga); b) Il 20 febbraio 2015 il Governo ha
promulgato due decreti attuativi (NASPI/ASPI e disciplina licenziamenti) ed approvato altri due schemi di decreto
inviati alle Commissioni Parlamentari (riordino contratti / stabilizzazione rapporti / demansionamenti e misure per la
conciliazione tempi di vita e lavoro); c) il 4 Marzo la G.U. della Repubblica ha pubblicato il D. lgs. n. 22 (riordino degli
ammortizzatori sociali) ed il D. Lgs. n. 23 (disposizioni sui contratti di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti /
disciplina licenziamenti).

Per lapprofondimento si rinvia ai testi dei decreti legislativi e degli schemi: Contratto a tutele crescenti Riordino in materia di ammortizzatori sociali - Revisione delle discipline contrattuali e mansioni Conciliazione delle esigenze di cura e dei tempi di vita e di lavoro, ecc

CHE COSA CAMBIA


I nuovi contratti di lavoro - da marzo 2015 - possono essere stipulati nellambito del lavoro
dipendente privato (impiegati, operai e quadri) con le formalit in uso e con la modalit del:
CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI
le imprese che accenderanno rapporti di lavoro a tempo indeterminato, entro il 2015,
beneficeranno di incentivi economici derivanti dallesonero contributivo (8.060 euro per 3
anni) con deducibilit dellIRAP (non sar pi conveniente usare i contratti flessibili o a
tempo) e gi dopo 20 giorni dalla riforma si registrano oltre 76.000 domande di imprese
per gli incentivi alle assunzioni
i nuovi contratti si avvantaggeranno di una maggiore flessibilit delle funzioni (ancora in
fase di studio) e della possibilit di mutamento delle mansioni, nonch della facolt dei
controlli mediante le nuove tecnologie
nuovo sistema sanzionatorio dei licenziamenti illegittimi che esclude la reintegrazione
obbligatoria nel posto di lavoro (ex art. 18 Statuto dei lavoratori), sostituita da un sistema di
risarcimenti economici progressivamente crescenti (da 4 mensilit per ciascun anno di
servizio prestato fino a 24, effettuando parallelamente i versamenti delle contribuzioni
previdenziali/assistenziali, escluse le piccole imprese)
obbligo del reintegro conservato soltanto nei casi di licenziamento discriminatorio, nullo,
orale e disciplinare se il fatto materiale contestato non sussiste
il sistema dei risarcimenti si applicher anche ai licenziamenti collettivi nei casi di
illegittimit; nessun arbitrio inerente la sanzione del reintegro riconosciuto ai Giudici, fatte
salve la fattispecie di cui sopra
il tentativo di conciliazione in caso di licenziamento diventa facoltativo ed il datore di lavoro
nei sessanta giorni potr offrire una somma risarcitoria esente da qualsiasi tipo di
contribuzione (1 mensilit per ciascun anno di servizio, con il minimo di due) che, ove
accettata, legittimer lestinzione del rapporto
nuovo sistema di politiche attive del lavoro, con lobiettivo di favorire la rioccupazione del
lavoratore
ai rapporti di lavoro gi in essere, si applica il sistema precedentemente in vigore
(vale anche nei casi di licenziamenti collettivi) prima dellemanazione del nuovo
decreto che introduce le modifiche di cui sopra
persiste il dubbio, paventato da coloro che criticano il nuovo sistema, che il doppio regime
possa avere carattere di incostituzionalit, giacch potrebbe accadere che nellambito della
medesima procedura di licenziamento collettivo si vengano a trovare coinvolti lavoratori
vecchi assunti e nuovi assunti (doppio regime discriminatorio).
Tipologia del licenziamento
In caso di licenziamenti economici (giustificato motivo
oggettivo)

In caso di Giusta Causa (es. disciplinare)

In caso di trattamenti discriminatori (verbale, oppure per


sesso, religione, opinioni, ecc)
In caso di procedure collettive

Regime applicabile dopo il Jobs Act (+ 15 dipendenti)


Nessun obbligo di esperire procedura di conciliazione. In caso di
licenziamento illegittimo indennit risarcitoria non assoggettata a
contribuzione in proporzione allanzianit di lavoro prestata:
minimo 4 e max. 24 mensilit. Per i lavoratori nuovi assunti non
c lobbligo del tentativo di conciliazione.
Possibilit di obbligo della reintegrazione, con un risarcimento fino
a max. 12 mensilit dellultima retribuzione, in caso di provato
giudizio che il fatto non sussiste
Obbligo della reintegrazione e risarcimento minino di 5 mensilit a
carico del datore di lavoro, nelle disponibilit del Giudice arbitro
della controversia
Per inapplicazione della procedura si prevede il risarcimento da 4
a max 24 mensilit, in proporzione con gli anni di servizio prestato

CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, LAVORO A TERMINE. Per questa tipologia di contratto


disciplinata dal D.L. 34/2014 c la conferma del tetto massimo di 36 mesi, anche non continuativi,

oltre il quale a fronte di una procedura speciale di convalidazione in D.T.L. si potr stipulare un
ulteriore contratto a termine per un massimo di dodici mesi, mentre persiste il tetto per le imprese
del 20% dei lavoratori assunti a tempo indeterminato al 1 gennaio dellanno, o dellorganico
riferito alla data dellassunzione considerata (tetto modificabile attraverso i contratti collettivi
stipulati). In caso di superamento del limite viene applicata una sanzione amministrativa a carico
dellimpresa e non la conversione del rapporto di lavoro a termine, salvo i casi di violazione delle
regole di utilizzo del lavoro a termine. Vengono cancellati i regimi speciali (es. lavoro aeroportuale,
servizi postali, ecc).
NUOVA ASSICURAZIONE SOCIALE PER LIMPIEGO (NASPI). Il trattamento decoller dal
mese di maggio e riguarder tutti i lavoratori che, non per loro volont, perderanno
loccupazione, si tratter di una misura di sostegno al reddito che sostituisce la vecchia ASPI.
I destinatari della NASPI saranno tutti i lavoratori dipendenti, con esclusione degli assunti a tempo
indeterminato della P.A. ed operai agricoli, che conservano il precedente sistema.
Lo stato di sopraggiunta disoccupazione (perdita del lavoro), ove si raggiungano i requisiti di legge
(13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni e trenta giorni di lavoro prestato nei dodici mesi che
precedono la perdita dellimpiego) determinano il riconoscimento della NASPI e lobbligo di
partecipare alle iniziative collegate alle politiche attive del lavoro per la rioccupazione, disposte dai
servizi pubblici per limpiego e/o dagli altri soggetti accreditati..
La NASPI assicura per un massimo di due anni, mediamente, circa il 75% della retribuzione
mensile calcolata con il sistema previsto dalla nuova norma in vigore, un max di 1.300 euro
mensili con rivalutazione annua (il lasso di tempo volto a favorire la rioccupazione attraverso le
politiche attive del lavoro citate).
La NASPI dovr essere chiesta per via telematica (es. Patronati) allINPS entro 68 giorni dalla
perdita delloccupazione, a pena di decadenza (ulteriori modalit e requisiti sono previsti per
parziale rioccupazione, cumulabilit, ecc, per cui si rimanda alle norme in vigore).
DEMANSIONAMENTO. Con il nuovo schema di decreto approvato il 20 febbraio, prevista la
modifica dellart. 2103 del C.C. (demansionamento), cio la possibilit di assegnare il lavoratore
divenuto inidoneo alle proprie mansioni, a mansioni inferiori riconducibili al medesimo livello
inquadramentale per salvaguardarne loccupazione. In caso di modifiche organizzative degli
assetti aziendali, in alternativa alla necessit di attuare licenziamenti, le imprese potranno
assegnare il lavoratore a mansioni di livello immediatamente inferiore a quello ricoperto. La novit
che si allargher il ventaglio delle facolt datoriali, volte ad assegnare lavoratori a mansioni di
livello inferiore a quello dellinquadramento in caso di processi riorganizzatori aziendali, ferma
restando la retribuzione in godimento. Linquadramento e la retribuzione non potranno essere
oggetto di modifiche in pejus, salvo lespressione formale del consenso da parte dello stesso
lavoratore, nelle sedi di garanzia (es. D.P.L.). Tale possibilit prevista, tramite accordi collettivi,
anche nei casi di procedure negoziate di licenziamenti. Il limite di tre mesi di mansioni superiori
(salvo ragioni sostitutive) che d titolo al riconoscimento del livello superiore diventer di 6 mesi.
In caso di gravi patologie i lavoratori hanno diritto a trasformare il rapporto di lavoro indeterminato
dal tempo pieno al tempo parziale.
MODIFICHE AL SISTEMA DEI CONGEDI PARENTALI. Nello schema di decreto del 20 febbraio
che tratta la materia della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ci sar la possibilit (per lanno
2015) di usufruire del congedo parentale, esteso anche ai casi di adozioni, fruibile (durata
invariata) fino ai 12 anni del bambino (attualmente la previsione era di max. 8 anni) e tale congedo
sarebbe fruibile anche ad ore fino a met dellorario medio giornaliero (cfr. dettagli per il calcolo
della media giornaliera su base mensile). I termini di preavviso scenderebbero a 5 gg., nel caso di
richiesta di congedo giornaliero ed a 2 gg. nel caso di richiesta ad ore. Il principio che muove il
Jobs ACT che il rapporto di lavoro privilegiato dovr essere in futuro il contratto a tempo
indeterminato, anche se a tutele crescenti ed il riordino delle discipline contrattuali tende a
sopprimere le forme contrattuali pi estreme (contratti a progetto e co.co.pro.) che tante
polemiche avevano suscitato con il passare del tempo.
Stampato in proprio: l 20.03.2015. Segreteria Generale Via Barberini, 36. 00187 Roma. Telef. 06.7005103 Fax 06.7005207 Mail failp@failp.it