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Tutti i diritti sono riservati. Leditore del presente libro elettronico EvolutionBook S.r.l..

. Edizione elettronica a cura di Alessandra Carassiti.

LA RINASCITA
La strada illuminata dai potenti fari bianchi si svolgeva sotto gli occhi di Paolo, mentre la lancetta del contachilometri oscillava intorno ai 140. Le linee tratteggiate delle corsie centrali sparivano sotto il cofano dellauto prima ancora che locchio riuscisse a percepirle come segmenti separati, mentre i segnali fulgenti sfrecciavano ai lati della carreggiata, apparendo come scie variamente illuminate. Era una notte tranquilla, senza luna; le giornate si stavano facendo decisamente pi fresche, essendo novembre alle porte. Paolo sospir

impercettibilmente, sistemandosi meglio sul sedile, dopo aver dato unocchiata allorologio fosforescente. Gi le nove, pens. E dire che avevo promesso di essere di ritorno per le otto Maledetti collegi dei docenti!. Paolo amava la sua professione, insegnare matematica e fisica nelle scuole superiori, ma preferiva di gran lunga stare in classe che prendere parte a quelle interminabili riunioni, pomeridiane solo di nome perch puntualmente andavano ben oltre lorario di conclusione prefissato. Allung una mano per afferrare una scatoletta dal risvolto della giacca sul sedile accanto e, dopo averla aperta, si fece scivolare in bocca una pasticca azzurra, che gli caus una smorfia di disgusto per il suo terribile sapore. Paolo odiava quelle pasticche ma non poteva farne a meno; anche se finora non avevano dato grandissimi risultati, il suo medico gli aveva assicurato che avrebbero risolto il suo problema. Limpotenza di cui soffriva da alcuni anni gliene aveva gi causato un mucchio di altri e qualsiasi cosa avesse potuto guarirlo... Era stato sfortunato da quel punto di vista, anche se avere una moglie che laiutava e non glielo faceva pesare era per lui un grandissimo sollievo. Sulla retina degli occhi delluomo si form limmagine di due punti rossi in rapido avvicinamento, che interruppero i suoi viziosi pensieri. Eccone un altro che viaggia lento sulla corsia di sinistra Ma perch non si mantiene a destra dico io. Abbass la leva della freccia che prese a ticchettare, e diede unocchiata dietro, notando una sola macchina nella sua stessa corsia. Ruotando di pochi gradi il volante servoassistito, spost lauto in corsa sulla carreggiata di sorpasso, affiancando per poi superare la macchina pi lenta. Intanto laltra aveva eseguito la medesima manovra. Era ormai quasi oltre il cofano della macchina alla sua destra, quando Paolo stacc una mano dal volante per coprirsi la bocca da uno sbadiglio, osservando senza interesse le luci posteriori di un furgoncino che viaggiava poco pi avanti. La mano alzata sul viso cel per qualche attimo la macchina di destra alla sua visione periferica, ma questo bast per non farlo accorgere dellassurda manovra che il conducente di questultima si accingeva a

compiere. Vedendo il lento furgoncino avvicinarsi, gir il volante a sinistra per superarlo, senza pensare minimamente di guardare nello specchietto retrovisore. Paolo cos si vide stringere la strada da destra, con lauto pirata che tendeva a spingerlo verso il guard-rail, pericolosamente sempre pi vicino. Appena con la coda dellocchio si rese conto del rischio imminente, ag distinto afferrando con entrambe le mani e le braccia tese il volante e insieme spingendo a fondo il pedale del freno, con unespressione di profonda paura dipinta sul volto. Lauto reag immediatamente: le ruote non si bloccarono grazie allABS, ma la sua velocit si ridusse drasticamente in pochissimi secondi, permettendogli di evitare completamente lauto in rotta di collisione, che lo super. Purtroppo lautista che lo seguiva non ebbe i riflessi abbastanza pronti, oppure furono i freni dellauto a non funzionare a dovere, tant che sei, settecento chili di lamiere si abbatterono a piena velocit sulla coda della macchina di Paolo, entrandole letteralmente dentro. Lurto violentissimo e inatteso schiacci Paolo contro il sedile, mentre un terribile fragore di vetri infranti e metallo contorto gli riempiva le orecchie. La sua auto fu nuovamente proiettata in avanti e Paolo, inorridito e ormai paralizzato dal terrore, vide la macchina di fronte avvicinarglisi di colpo; un attimo prima dello spaventoso urto che trasform le tre auto in un ammasso di ferraglia contorta, una potente scarica elettrica gli attravers il cervello, annebbiandogli temporaneamente la vista e facendogli soffocare lurlo di orrore che gli stava salendo in gola.

Quando si riprese, rimase nuovamente agghiacciato contemplando la terribile scena che gli si offriva davanti, percorso da un brivido freddo lungo la schiena. Tre carcasse di auto, se cos si potevano ancora chiamare, erano sparse sullintera larghezza dellautostrada: una ancora fumante, le altre spaccate in pi tronconi, mentre due pattuglie di polizia dirigevano le auto in arrivo sulla corsia di emergenza, lunica rimasta libera dai detriti. Lo scontro doveva essere stato tremendo, pensava Paolo, difficilmente qualcuno ne era uscito vivo; e intanto super il luogo del disastro seguendo le indicazioni degli agenti. Quello che successe dopo fu poi cos singolare che il pover uomo non seppe affrontarlo subito razionalmente, facendosi invece prendere per qualche secondo da un panico cos profondo e primordiale, quale non ne aveva mai provato nella sua vita. Con locchio della mente rivide per un istante le scene a cui lui, ne era convinto!, aveva partecipato poco prima, rievocando con un brivido la frenata, lurto terribile, il lamento straziante dei freni, lesplosione Per quanto si sforzasse non riusciva a ricordare nientaltro dopo lo scontro e la forte luce bianca che per un attimo laveva accecato. 3

Eppure lui aveva vissuto quei momenti, era stato coinvolto in quellincidente! Che fosse riuscito a salvarsi, si domand; ma come? E poi come aveva fatto a tornare indietro senza che se lo ricordasse? Unaltra possibilit gli si affacci alla mente: un sogno? Magari la stanchezza per la dura giornata gli aveva giocato un brutto scherzo, facendogli sognare tutto mentre guidava Ma le tre auto erano l, reali; lincidente era avvenuto sul serio, e lui che era pi indietro non avrebbe potuto saperlo E se fosse stata preveggenza? Magari la visione gli aveva mostrato cosa sarebbe accaduto, o, pi realisticamente, cosa stava accadendo poco pi avanti. Possibile? Paolo non capiva, era stanco, si sentiva tramortito e non riusciva a pensare con ordine; sembrava tutto cos assurdo Continu il suo viaggio di ritorno a casa in uno stato di non perfetta veglia: quasi come in un sogno la strada si snodava deserta e le luci si susseguivano ai suoi lati senza che lui ne sentisse realmente la presenza. Ogni tanto dava unocchiata fugace al cruscotto, ma dimenticava prima ancora di averle capite le informazioni che questo gli forniva; una strana sensazione lo disturbava, forse fu proprio la presenza di questultima ad evitare che si addormentasse sul volante. Gli sembrava che ci fosse qualcosa fuori posto, come qualcosa che non cera e avrebbe dovuto esserci, o viceversa, che per non riusciva a cogliere. Non era piacevole, come quando si ha una parola sulla punta della lingua: si sicuri di saperla, ma non la si riesce ad esprimere. Un disagio diffuso permeava il suo spirito e Paolo provava labilmente a scacciarlo, ma senza successo. In questo stato mentale altamente precario, riusc a percorrere tutta la distanza che lo separava da casa ed entrando nel vialetto, divenne un poco pi lucido. Spense il motore e rimase per un momento immobile, con gli occhi chiusi, per allontanare da s il sonno e riacquistare lucidit. Sospirando scese dalla macchina. Proprio mentre sbatteva la portiera la strana sensazione che aveva avvertito per tutto il viaggio spar, lasciando al proprio posto la risposta lampante. La sua incomprensibilit, per, colp Paolo con una forza inattesa, riempiendolo di orrore: quella che aveva guidato per tutto il tempo, non era la sua automobile! Rimase l, in piedi, immobile, a guardare quellauto sconosciuta, impallidendo alla luce spettrale dei lampioni; non aveva la forza neanche di pensare, quellassurda rivelazione lo aveva svuotato completamente, lasciandolo inebetito. Pass un intero minuto prima che riuscisse a riprendersi e quando finalmente si scosse, fu afferrato da un tremito cos violento che le gambe non lo ressero e il suo corpo cadde pesantemente sullerba umida del giardino. Aveva paura, un flusso incostante e frammentario di pensieri incoerenti lo attraversava, rendendolo profondamente confuso e incapace di reagire in qualsivoglia modo. Rimase cos, tremante, quasi in lacrime, rannicchiato con le mani sul petto. Finalmente il freddo pungente raggiunse la sua mente intorpidita e lo fece riemergere da quellabisso: si alz con difficolt e si avvi con passo incerto verso la porta dingresso; alla 4

luce del lampioncino sulluscio afferr subito la chiave giusta e, sforzandosi per contrastare il tremore delle mani, la inser nella toppa, girandola due volte. La porta si apr con un leggero fruscio. Agli occhi di Paolo si mostr latrio accogliente dellabitazione: a sinistra un corto corridoio dava su una scala, che evidentemente portava al piano di sopra, mentre a destra si intravedeva un salone piuttosto ampio, ben illuminato, in fondo al quale cera una cucina allamericana, di taglio moderno. Paolo tent inutilmente di capacitarsi, ma non riusc ad afferrare ulteriori particolari, perch il suo sguardo fu attirato dal movimento di unombra sul parquet del salone: una donna gir langolo che prima la nascondeva e sorridendo, con le braccia protese, gli si avvicin con un paio di ampie falcate, gettandosi tra le sue braccia. Ciao, amore, finalmente sei tornato!, esclam. Non vedevo lora che arrivassi Vieni, dai, che ti ho lasciato la cena in caldo Nellabbraccio della donna Paolo si irrigid visibilmente, sconcertato: non la conosceva, non aveva la pi pallida idea di chi fosse! E non conosceva neanche quella casa, se si escludeva un insistente dej-vu che lo aveva colpito appena la porta si era spalancata; ma in quel momento non certo gli serviva, aveva bisogno di risposte ma il sonno lo assaliva ad ondate e non gli permetteva di ragionare come avrebbe voluto. Che hai, amore, ti vedo proprio stanco. La donna interruppe il corso dei suoi pensieri. Vieni a sederti, manda gi un boccone che poi andiamo a dormire. Devi essere veramente distrutto, gli occhi quasi ti si chiudono su, vieni Lo guid in cucina dove lo fece sedere e rimase a guardarlo mangiare, senza dire nulla tranne ogni tanto qualche oziosa frase di commento. Paolo sbocconcell ci che aveva davanti, ma non aveva fame: la sua mente era ancora in subbuglio e la sonnolenza gli faceva percepire la realt a sprazzi, come se fosse lontano e la osservasse attraverso una nebbiolina bianca e ovattata. Dopotutto non era una sensazione spiacevole, quella visione distaccata gli permetteva di non preoccuparsi affatto della situazione ingarbugliata in cui suo malgrado era finito. Terminato di mangiare si accorse che la donna stava sparecchiando, poi si ritrov sulle scale appoggiato al suo braccio e quindi seduto sul letto, mentre le lenzuola frusciavano alle sue spalle. Pens che ai suoi occhi doveva apparirgli ubriaco, chiss come era sorpresa di questo fatto: tutti sapevano che detestava lalcol. Come in un sogno si spogli con movimenti automatici dettati dalla routine e si infil anche lui sotto le coltri tiepide, accanto a quel corpo caldo il cui respiro era gi lento e regolare. Per un ultimo attimo quella situazione gli si manifest in tutta la sua assurdit, poi il sonno lo sopraffece e sprofond definitivamente nello sconosciuto mondo onirico che ognuno di noi porta sempre con s, celato nei pi profondi recessi dellincoscienza. 5

Nel sogno appariva una bellissima donna, bruna con due occhi in cui perdersi per sempre, coperta solo da un ridottissimo vestito nero, in piedi davanti al suo corpo pieno di desiderio. Facendo ticchettare gli alti tacchi che slanciavano quelle gambe perfette, gli si avvicinava, carezzandolo con dolcezza, rasentando il solletico, e sfregava il suo viso da dea sul suo, immergendolo in fragranze profumate. La sua bocca rossa si schiudeva piano piano, lentamente si appressava allorecchio, al quale pronunciava parole dolci e sensuali miagolava Paolo riemerse dagli abissi onirici in cui si era cullato beato, non appena avvert quel suono cos estraneo al contesto del sogno. Con difficolt la coscienza riprese possesso del corpo, e torn ad essere bombardata dai soliti segnali che i sensi le inviano durante la veglia. Sentiva un peso sul petto e poi un senso di prurito sul naso; grattandosi, socchiuse gli occhi e si vide a pochi centimetri due grandi occhi verdi, circondati da sottili peli bianchi e lunghi baffi vibranti. Il cuore salt un paio di battiti, ma si riprese subito, riconoscendo la familiare figura del suo gatto che lo stava semplicemente salutando, come ogni mattina Il suo gatto? Tutte le oscure sensazioni, accompagnate dalle memorie e pensieri della sera prima, si riversarono nuovamente nella sua mente assonnata, sopraffacendola momentaneamente. Reag con unazione violenta e improvvisa: con un solo movimento si mise seduto sul letto, gli occhi fissi a terra, mentre il povero gatto, scacciato in malo modo, tornava per terra, annusando e sfregandosi sugli spigoli del comodino. Intanto il flusso di pensieri si stava di nuovo normalizzando e Paolo prov a ragionare razionalmente, cercando di far ordine nelle poche informazioni che aveva a disposizione. Si adagi sulla spalliera del letto e sfregandosi gli occhi si concentr. La sera prima, 28 ottobre, lui, Paolo Bandini, docente di matematica e fisica, era uscito dal collegio dei docenti nella sua scuola, aveva preso la sua auto e si era messo in viaggio per tornare a casa. E fin qui tutto normale, comment. Poi era stato coinvolto, o almeno cos ricordava, in un incidente stradale da cui era uscito miracolosamente incolume, ritrovandosi alla guida di unauto sconosciuta. Quindi semi addormentato era giunto in una casa non sua, dove era stato accolto da una donna, sua moglie?, che non aveva mai visto, con la quale aveva dormito quella notte. Questo era tutto ci che ricordava, ma si rendeva conto di quanto potesse apparire assurdo E poi quellamnesia temporanea: cosera successo tra il momento dellurto e quello in cui aveva visto dallesterno lincidente? E come era arrivato in quella casa, non avendola mai vista prima? E dove e di chi realmente era quellabitazione? Queste e molte altre domande si accavallavano nella testa di Paolo, che non riusciva a dare una risposta a nessuna di esse. Pi ci pensava pi si sentiva confuso, quella storia non aveva senso! Eppure cos era 6

andata, ora era ben sveglio, non stava sognando. Si stropicci gli occhi e si alz, dirigendosi verso il bagno, senza fare caso che si stava orientando bene per essere uno che non aveva mai visto quella casa Nel bagno, comunque, trov la risposta a tutte le domande appena formulate, ma la sua presa di coscienza non fu del tutto tranquilla e priva di conseguenze, anzi. Fu uno shock incredibile, cos grande e improvviso che neanche reag in modo particolarmente scomposto, tanto la sua mente era impreparata allimmagine che gli occhi le fornirono quando sincrociarono con quelli della figura apparsa allo specchio del lavandino. Un uomo, il cui volto lasciava trasparire una profonda sorpresa mista ad orrore, osservava Paolo; un uomo i cui lineamenti erano del tutto estranei al professore, che si ritrovava a fissare come inebetito un viso, un corpo, non suoi, nel bagno di una casa situata chiss dove. Ma che stava succedendo? Finalmente la fatidica domanda si affacci alla sua mente oscurata e, oppresso dal suo peso impietoso, Paolo si sedette sconsolato sul bordo della vasca, disperando di comprendere. La sua ragione si mise in moto e analizzando le fila della storia con coerenza logica come era abituata a fare dai tempi delluniversit, gli propose varie ipotesi risolutive che furono scartate una alla volta, fino a che non ne rimase una che, se anche non necessariamente vera, era quanto meno la pi probabile, in accordo con il detto preferito del pi famoso detective della letteratura. Lui era ancora Paolo Bandini, ne aveva tutti i ricordi, ma chiss come non si trovava pi nel suo corpo ma in quello di un altro, vero proprietario dellauto, della casa, della moglie Verosimilmente lo scambio dei corpi era avvenuto durante o subito dopo lincidente, in modalit che neanche osava immaginare. Il problema a questo punto era chi fosse luomo a cui apparteneva il corpo e dove fosse finito il suo; che ci fosse stato uno scambio bilaterale di menti? In questo caso laltro non se la doveva certo passare bene, dopo quel terribile incidente forse era anche morto. Rimase colpito da questa eventualit: se il suo corpo era deceduto durante lo scontro, tutti allora lo credevano tale, mentre lui era vivo e vegeto, solo nel cervello di un altro. Inizialmente gli parve una situazione molto buffa e rise, ma si ferm subito, pensando con melanconia alla moglie che stava certamente soffrendo in quel momento. Si alz deciso, questa volta con le idee chiare: non doveva abbandonarsi a pensieri tristi e inutili, a quel punto non poteva far altro che scoprire chi lo stava ospitando, capire pi cose possibili sul suo conto e sperare di trovare un modo per mettere le cose nuovamente a posto. Se effettivamente esisteva un modo Sicuramente non sarebbe stato facile, ma doveva almeno provarci: si diede una velocissima sciacquata al viso poi, in pigiama, fece un rapido giro della casa, constatando con sollievo che sua moglie non cera. Non poteva sperare di sostenere una conversazione non sapendo nulla di s stesso! Pass le successive due ore a rovistare dappertutto, leggendo ogni documento, guardando ogni foto, ascoltando la sua musica preferita Alla fine riusc a farsi unidea 7

piuttosto chiara della sua nuova vita che suo malgrado si vedeva costretto a recitare. In quel momento si muoveva nel corpo di un certo Giandomenico Santili, pilota daerei in una ditta privata, di 48 anni, sposato da due con Federica Pantiani, di 44 anni, infermiera in una clinica, anchessa privata. Amava la musica jazz, e qui Paolo storse il naso, per niente daccordo col suo alter ego, i film storici e davventura, lautomobilismo e labbigliamento sportivo, almeno a giudicare dal suo guardaroba. Al termine della minuziosa ricerca, Paolo si ripos sul divano, tornando di nuovo con il pensiero alla singolarit estrema del suo caso, probabilmente unico al mondo; gli era gi capitato di ragionarci in quelle ore, e ogni volta se ne stupiva allo stesso modo, incapace ad abituarvisi. La mia mente trapiantata nel corpo di un altro, sembra un film di fantascienza pensava, eppure era tutto vero, stava realmente accadendo. Lo sgradevole trillo del telefono lo strapp alle sue meditazioni e Paolo raggiunse lapparecchio con una certa trepidazione, consapevole della sua quasi totale ignoranza sulle amicizie e gli affari di Giandomenico. Pronto Ciao, Gian! Sono io dormito bene? Uh ehm, ciao cara. S, benissimo Eheh, stamattina dormivi come un sasso Senti, ti ho chiamato per dirti che oggi a pranzo non torno, c molto da fare qui allospedale, proprio ora ci hanno portato un caso di tentato suicidio, c anche la polizia Ci dovrebbe essere abbastanza roba in frigo, non dovresti avere problemi Paolo diede unocchiata allorologio appeso alla parete e leggendo mezzogiorno, si accorse in effetti che aveva fame. Non ti preoccupare, cara, sopravviver. Ehm, tu quando pensi di tornare? Ok beh, il pomeriggio sul tardi, anche se dovrei anche ritirare quelle analisi, oggi gioved senti, ci vediamo stasera, va bene? Tu che fai, esci? Dopo pranzo credo di s. A stasera allora A stasera e riattacc. Si era comportato bene, pens, si era limitato a rispondere alle sue domande e tutto era filato liscio. Si stava avviando verso la cucina per controllare cosa offriva la casa, che un pensiero lo colp, facendolo fermare di botto. Era una cosa che la donna aveva detto poco prima, a proposito di alcune analisi, gli sembrava. Oggi gioved ricord; aveva detto proprio cos. 8

Ma non poteva essere gioved! Il suo collegio dei docenti e il successivo incidente, causa di quella situazione, erano avvenuti di marted Ne era sicuro, come era certo che era passata una sola notte da quei fatti. Si avvicin al calendario e controll le date, facendo riferimento anche a quella segnata dal suo orologio da polso: non cerano dubbi, era proprio gioved, ma Paolo ricordava benissimo che lincidente era avvenuto la sera del marted precedente. Cosera successo il mercoled, che significato aveva quel buco di ventiquattro ore nella sua memoria? Non riusciva a capacitarsi, troppi eventi strani tutti insieme, non riusciva a seguirne tutte le fila. Scrollando la testa con rassegnazione, si diede da fare per preparare il pranzo, ma durante il pasto non fece altro che pensare a quel problema e alla fine, mentre addentava lultimo quarto di mela, ricapitol a voce alta le due ipotesi conclusive che aveva raggiunto. Le cose sono due: o in qualche modo questa notte ho perso la memoria e non ricordo nulla di mercoled, una specie di amnesia parziale, oppure il simpatico Giandomenico non affatto morto nel mio corpo, ma ancora qui, nel suo, e ieri ha preso il sopravvento sulla mia coscienza addormentata, impossessandosi nuovamente della sua carne. A questo punto, dopo tutto quello che mi successo, propendo decisamente per la seconda ipotesi Questo per complica notevolmente la situazione: come fanno a coesistere due personalit nello stesso corpo? Dio, quanto difficile Paolo era sullorlo della disperazione, decine di dubbi e interrogativi lo tormentavano e un pensiero fra tutti lo faceva soffrire: lo stare lontano dalla sua famiglia, non poter vedere sua moglie, che si trovava in chiss quale stato in quel momento. Aveva bisogno del suo aiuto, del suo appoggio morale e psicologico, ora che era circondato da una realt estranea e sconosciuta, immensamente distante da tutto ci che gli era familiare. Voleva tornare a casa, abbracciare sua moglie, smettere un attimo di pensare a quellassurdit che stava vivendo. Prese una decisione e si alz: almeno vederla unultima volta, farle capire che le era comunque vicino anche se lo avrebbe fatto con gli occhi di un altro. Vestitosi in fretta e impostata la segreteria, in caso la moglie di Giandomenico avesse nuovamente chiamato, sal in macchina e part.

Impieg poco meno di unora ad arrivare e quando si ritrov di fronte al portone, esit, ancora incapace di decidersi se farlo o no. Si era raffigurato la scena dellincontro pi e pi volte durante il viaggio, ma spesso si era dimenticato che lui non appariva pi come Paolo agli occhi della moglie, ma come un perfetto sconosciuto. Certo, aveva contemplato anche lidea di rivelarle tutto, di raccontarle interamente la sua incredibile avventura; forse lavrebbe anche accettata se e quando le avesse svelato informazioni strettamente inerenti la loro vita privata, ma era giunto alla conclusione che non sarebbe stato giusto. Far entrare anche lei in 9

quellimpossibile situazione, coinvolgerla in un problema in fondo soltanto suo, avrebbe voluto dire farla soffrire e lui non lo avrebbe mai permesso. Forse era meglio lasciare le cose cos come erano ed uscire silenziosamente dalla sua vita, risparmiandole altro, che avrebbe solo peggiorato le cose. S, non le avrebbe detto nulla, ma doveva vederla unultima volta Quando gli apr la porta, rimase affascinato: era stupenda, non si era mai reso conto di quanto fosse bella, di quanto il suo sorriso fosse caldo, di quanto fosse candida la sua voce. Smise di pensare mentre la guardava, rapito comera dalla sua immagine sublime, e solo dopo qualche secondo si accorse di quanto quella bellezza fosse in realt illusoria: nei lineamenti tirati del viso, nelle borse sotto gli occhi, nella pelle smunta, traspariva lo stress subito negli ultimi giorni, che dovevano essere stati veramente terribili per lei. Si sentiva tremendamente in colpa; avrebbe voluto abbracciarla, baciarla, dirle quanto lamava e che in realt dietro quella faccia sconosciuta si celava il suo Paolo, avrebbe voluto dire e fare un mucchio di cose e forse avrebbe anche ceduto alla tentazione, se nel suo campo visivo non fosse apparso in quel momento un uomo. Seduto su una sedia a rotelle, con le gambe nascoste da una spessa coperta, lo guardava con occhi severi, ma al contempo interrogativi, forse in attesa, come la donna, di un suo gesto. Ma tutto questo non pass nemmeno nel cervello di Paolo: perch stava guardando s stesso! Era l, il suo corpo che aveva creduto martoriato dallincidente, seduto su una sedia a rotelle, con sua moglie Qualcosa non va, tesoro? disse, e la voce era la sua, precisa come la ricordava! Non so, caro, non ha detto nulla Allora, signore, ha bisogno di qualcosa oppure Paolo si riprese dallincredibile sorpresa, scotendo la testa come per schiarirsi le idee, ma senza molto successo. Farfugli qualche falsa parola di scusa senza nemmeno ascoltarsi, si gir e se ne and, mestamente, con il cuore e lanimo ancora in subbuglio per quello che gli era stato appena rivelato: aveva appena visto s stesso sano e salvo! Non solo il suo corpo, ma tutta la sua persona Paolo Bandini, reduce da uno spaventoso incidente, in convalescenza, ma vivo, accanto alla moglie felice. Questi pensieri nacquero in un attimo, spontaneamente, e Paolo non riusc a far altro che accettare la loro terribile verit, condividendola nel profondo del suo subconscio. Una domanda per non tard a farsi strada nella mente in subbuglio: chi era lui? Risposta immediata e automatica: una copia. Nel momento dellurto, qualcosa aveva causato una duplicazione della sua mente, che era finita nel cervello del pilota daerei poco distante, mentre loriginale rimaneva tranquillamente nel proprio corpo. E ora? Ma niente a quel punto poteva aiutarlo.

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Vag tutto il pomeriggio per la citt, senza alcuna meta da raggiungere, immerso nei suoi dolorosi pensieri, dimentico della realt e della vita che lo circondavano. Pass la serata girando per i pub del centro, buttando gi un bicchiere dopo laltro, fino a che, stanco e disgustato, non torn a casa in un viaggio quasi miracoloso, visto a sprazzi tra le nebbie dellalcol che tentavano di soffocare la sua mente assopita. Sulla soglia pens che si sarebbe dovuto dare una parvenza pi decente, per non rischiare di far credere alla gente che Giandomenico fosse una specie di schizofrenico. Ma in fondo cosa gli importava, ora che aveva perso tutto? In confronto ai suoi problemi, il rischio di compromettere la reputazione di Giandomenico era certo quello minore Quando per una moglie preoccupata gli venne ad aprire, fece di tutto per apparire sobrio, borbottando qualcosa su uno spiacevole incidente di cui era stato protagonista. Si chiuse non appena possibile in bagno senza dare ulteriori spiegazioni e, dopo essersi fatto una bella doccia ristoratrice, si sent pronto a tornare in camera da letto. Per la seconda volta un sonno incredibile lo attanagliava e non vedeva lora di rifugiarsi sotto le coperte e lasciarsi scivolare nellincoscienza. Gi si stava abbandonando alle catene oniriche che lo stringevano sempre pi, quando avvert un movimento accanto a s: sent poi qualcosa che lo sfiorava, quindi un corpo sopra il suo. Senza neanche afferrare pienamente ci che stava accadendo, lasci che i suoi istinti operassero al posto della sua coscienza impotente. Tra unondata di sonno e laltra, Paolo piano piano si rese conto di ci che stava subendo; il piacere lo invadeva seguendo un ritmo incostante e lentamente la sua mente non abituata a quel genere di emozioni, resa insensibile dalla malattia del vecchio corpo, si avvicin allestasi finale. Quando venne, unincredibile forza gli pervase li cervello assonnato, ogni ganglio nervoso fu assalito da unirresistibile sensazione di potenza ed euforia, mentre la coscienza veniva proiettata verso sublimi piani di esistenza. Lorgasmo crebbe in lui travolgendo qualsiasi barriera mentale e quando lo abbandon, Paolo si sent libero. Un attimo dopo, per, quella straordinaria sensazione spar, era nuovamente rinchiuso in un corpo limitato, sia nel tempo che nello spazio. Il sonno ancora lo assediava, ma con minore intensit, ora, e cos riusc ad aprire gli occhi, curioso di vedere la realt esterna dopo quellindimenticabile esperienza a palpebre serrate. Limmagine che mise a fuoco lo colse di sorpresa, ma stranamente non lo stup pi di tanto: forse un angolo della sua mente aveva compreso e registrato a sua insaputa il processo avvenuto poco prima e cos era in un certo modo pronta alla rivelazione. Davanti ai suoi occhi, adagiato sul morbido cuscino, cera il viso di Giandomenico chiaramente addormentato, e inoltre solo ora si rese conto di una sorta di pressione allaltezza della pancia che non aveva mai avvertito in precedenza. La verit gli balz subito evidente ed allontanandosi con un moto spontaneo di disgusto da quel corpo abbandonato, fece un mezzo giro intorno a s stesso. E 11

intanto pensava, con difficolt a causa del sonno che era tornato allattacco: Federica, sono nel corpo di mia, anzi, sua moglie!! Non possibile, nel corpo di una donna?! E ora La domanda aleggi per qualche istante, vaga, sullorlo dellabisso dellincoscienza, finch questi suoi pensieri non si dissolsero in miriadi di frammenti dispersi tra i meandri della nuova realt onirica che andava formandosi. Le tenebre del sonno si chiusero su di lui.

Spalanc gli occhi e unacuta sensazione lo colp. Dolore! Una zona intorno allinguine gli trasmetteva dolore. Subito dopo una grande quantit di segnali diversi assalirono la sua coscienza, ma era sempre il dolore che svettava su tutti. Odore pungente di disinfettante, freddo metallico sotto la schiena, rumore raspante di un pesante respiro ritmico: era questo che avvertiva dalla realt esterna, ma non riusciva a collegarlo a nessun dato che gli permettesse di capire. Dove si trovava? Come, quando, perch? Istintivamente riapr gli occhi abbacinati da una luce bianca, ma li serr nuovamente mentre gli veniva strappato un grido di sofferenza da una fitta di estremo dolore. Gli sembrava ora di sentire anche delle voci parlare, ma non riusciva a discernere le parole, a comprenderne il significato: si stava nuovamente distaccando dalla realt, lo sentiva e qualcosa gli toccava le gambe Poi fu un caleidoscopio di sensazioni, troppo forti e numerose perch la mente potesse filtrarle: sensazioni di bagnato, di durezza, di dilatazione, di lacerazione, di tensione e di dolore, di incontenibili ondate di dolore. Eppure non lo colpivano particolarmente in quanto avvertiva chiaramente di essere in procinto di staccarsi dal corpo. Sebbene questa possa sembrare una sensazione assurda, impossibile da provare per un comune essere umano, era proprio quello che gli sembrava di stare vivendo. Cerc di pensare con raziocinio e analizzare ci che provava con calma, ma era proprio questultima che mancava: stava lasciando il posto ad una profonda paura, immotivata forse, ma cos radicata che ogni cellula del proprio corpo ne era permeata. Un terrore ancestrale lo bloccava totalmente e intanto una spiacevole oppressione al petto si faceva strada verso la sua mente sovraccarica: il panico fu inspiegabilmente spazzato via da questa nuova sensazione che esplose nel suo sistema nervoso scotendolo in ogni sua minima parte. Pianse, con una forza e una spontaneit tale da svuotarlo completamente e lasciarlo libero e leggero. Dischiuse lentamente le palpebre pesanti e macchie confuse di colore presero a danzargli davanti; una nuova consapevolezza gli riemp la mente vuota: fuori da quel corpo cera il mondo. Dentro cera lui. Il miracolo della vita era nuovamente avvenuto, lumanit laveva accolto tra le sue braccia per la seconda volta.

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