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Circolare della Chiesa Evangelica Valdese di

Catanzaro e Vincolise
Maggio 2011 Anno V Numero 7
Gelsomini e referendum
Guai ai pastori d'Israele che non hanno Indice
fatto altro che pascere se stessi! Non è for- Editoriale
se il gregge quello che i pastori debbono
Gelsomini e
pascere? Ezechiele 34:2
referendum
Esiste un piccolo villaggio, che non è se-
gnato neppure nelle carte geografiche della Versetto biblico
Tunisia, eppure è proprio da lì che tutto ha per maggio
avuto inizio.
La nostra
Sidi Bouzid, è questo il nome del paese
impronta
che è arrivato prepotentemente nella crona-
ca mondiale a causa di un incidente, che ecologica
sulle prime poteva apparire banale. Immigrazione
Possiamo cominciare a raccontare con c’e-
Il mondo della
ra una volta un giovane uomo in possesso
di un diploma, ma senza un lavoro che gli Bibbia - DVD
permetteva di mantenere il necessario per Novità Claudiana
vivere alla madre, ai fratelli e alle sorelle.
Lutto
Per vivere allora, come molti magrebini
sono soliti fare, si era procurato una banca- Calabria
rella per vendere frutta e verdura. Queste 1561-2011
sono persone povere, vivono alla giornata,
non hanno la possibilità di aprire un esercizio commerciale, ma
queste loro bancarelle molto spesso disturbano il traffico automo-
bilistico. Se si “compra” il favore del poliziotto del quartiere si
può esercitare il proprio commercio in tranquillità.
Quello che si guadagna con questo commercio basta giusto per nu-
trire la famiglia, ma un poliziotto per motivi vari (fare bella figura
con il Capo, avere un “pizzo” maggiore) può fare svanire l’incasso
della giornata.
Vuoi lavorare basta pagare, altrimenti la bancarella in qualsiasi
momento potrà essere confiscata.
Mohamed Buazizi faceva parte di questa popolazione che giornal-
mente lavora per cercare di fare vivere decentemente la sua fami-
glia. Buazizi non voleva mendicare, ma soprattutto non voleva
scendere a compromessi con i poliziotti, contestualmente vedeva il
suo presidente Ben Alì e tutto il suo entourage approfittare ed ar-
ricchirsi con i beni che il paese offriva.
Ben Alì nei suoi lunghi anni di presidenza non solo ha usato e ru-
bato i beni della Tunisia, ma ha fatto affari con tutti i paesi stranie-
ri accumulando una fortuna da capo giro.
Ma torniamo a Buazizi: era la mattina del 17 dicembre 2010,
quando con la sua bancarella incontra dei poliziotti particolarmen-
te cattivi, gli confiscano il carretto, il suo bene più prezioso, ma
non è finita uno dei due gli dà uno schiaffo e gli sputa addosso.
Grande umiliazione per il povero Buazizi, ma lui nonostante tutto
cerca disperatamente di recuperare il suo carretto, cerca di spiega-
re che deve sfamare sette bocche che non fa niente di male e di di-
verso da molti altri ambulanti.
L’aggressività dei poliziotti aumenta di ferocia e la collera di Mo-
hamed monta di pari passo decide allora di rivolgersi alle autorità
municipali, al governatorato, ma tutti lo ignorano, lui è invisibile.
LUI è POVERO.

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Nessuno immagina che questa umiliazione subita, il sequestro di
una semplice bancarella avrebbe provocato una rivolta e anche
una rivoluzione dalle conseguenze incommensurabili e che nel
volgere di pochi mesi avrebbe portato alla caduta non solo del re-
gime di Ben Alì in Tunisia, ma anche a quello di Mubarak in Egit-
to, della rivoluzione in Libia ancora in corso mentre scriviamo,
delle manifestazioni contro il regime di Assad in Siria e così via.
Mohamed Buazizi, davanti agli uffici che lo hanno respinto come
cittadino e come uomo, lui, povero fra i poveri del suo paese, non
ha neppure più dignità lo sputo, lo schiaffo hanno segnato la sua
anima l’hanno portato nel baratro della solitudine, là dove vivono i
poveri, gli ultimi, i senza voce, allora versa su di sé un po' di ben-
zina e si dà fuoco con un accendino. Il suo corpo ben presto divie-
ne una torcia umana, a nulla serviranno gli aiuti, portato in ospe-
dale morirà il 4 gennaio 2011.
Il 27 dicembre del 2010 i cittadini del piccolo centro dove viveva
Mohamed hanno manifestato ecco questo è l’inizio di quella che
passerà alla storia con il nome “rivoluzione dei gelsomini”.
Il 28 dicembre Ben Alì cerca di correre ai ripari va in ospedale a
trovare il povero corpo carbonizzato di Mohamed Buazizi, il Pre-
sidente così lontano dal popolo diviene paterno, cerca di recupera-
re una credibilità troppe volte persa all’interno del suo paese. Il 4
gennaio Mohamed Buazizi morirà, solo 10 giorni dopo morirà an-
che il regime di Ben Alì costretto dagli avvenimenti all’esilio.
In Italia invece è da anni che siamo in mano di una cricca che fa
tutt'altro che governare nell'interesse del popolo. Siamo testimoni
di censura, di sfruttamento e di altri e tutto ciò senza che le masse
si indignano, sembra che tutti stiano facendo un sonno profondo e
solo pochi levano le loro voci contro i pastori d'Italia che non han-
no fatto altro che pascere se stessi! Non è forse il gregge quello
che i pastori debbono pascere?

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Segno della gravità in cui versa il nostro paese è lo scandalo che il
referendum viene taciuto, il modo più eccellente di partecipazione
popolare alle decisioni politiche, lo strumento di democrazia di
base viene emarginato dai nostri governanti e dalle televisioni che
invece devono informare non viene nessuna informazione.
Sperano che nessuna ci vada.
Invece dobbiamo andare, dobbiamo andare per dire i nostri sì sui
quattro quesiti referendari, sono sì contro i pastori che si arricchi-
scono a spese nostre e dei nostri figli, un sì per un'energia pulita e
contro il nucleare, due sì per l'acqua pubblica contro bollette stel-
lari e il profitto a spese nostre, un sì per dire no ad un premier che
piega la legge a suo piacere invece di mostrare la sua tanta propa-
gandata innocenza nei tribunali stessi. Se è innocente non ha da
preoccuparsi.
Quindi, il 12 e 13 giugno andate a votare ai referendum.
Non dimentichiamo invece l'appuntamento delle elezioni ammini-
strative, votiamo con il versetto di Ezechiele nel cuore - Guai pa-
stori d'Israele che non hanno fatto altro che pascere se stessi! Non
è forse il gregge quello che i pastori debbono pascere?
Votiamo chi ha a cuore l'interesse di tutti e non il proprio.

Versetto biblico per maggio


il Dio Della speranza vi riempia
Di ogni gioia e Di ogni pace nella feDe,
affinché abbonDiate nella speranza,
per la potenza Dello spirito santo.
Romani 15:13

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La nostra impronta ecologica
"Il nucleare? Destinato a morire",
lo svela il Worldwatch Institute1
Dal 1980 è in calo il numero di reattori nucleari e
l'elettricità prodotta da questa fonte energetica, e
questo nonostante la spesa pubblica destinata alla ricerca atomi-
ca sia ben 5 volte superiore a quella destinata alle rinnovabili. A
rivelarlo è lo studio 'L'energia nucleare in un mondo post-Fuku-
shima' del Worldwatch Institute.
“Secondo il Worldwatch Institute – spiega Mariagrazia Midulla,
responsabile Clima ed Energia del WWF – l’energia atomica ha
iniziato la propria parabola discendente già dal 1980 e nel 1990
per la prima volta il numero di reattori arrestati ha superato il nu-
mero di avviamenti. Un trend confermato anche dai dati più recen-
ti: all’aprile 2011 risultano in funzione nel mondo un totale di 437
reattori nucleari per 30 Paesi, 8 in meno rispetto al massimo stori-
co di 444 reattori nel 2002.
A partire da quest’anno, quindi quasi 10 anni prima dell’incidente
della centrale Fukushima, i reattori avviati sono stati 25, mentre
quelli spenti 32, compresi i 6 dell’impianto giapponese ed esclusi i
7 chiusi 'provvisoriamente' in Germania dopo gli eventi del Giap-
pone e che secondo il report è improbabile che saranno
ripristinati”.
Per quanto riguarda la produzione mondiale di elettricità dall’ener-
gia nucleare, “nel 2009 – si legge nel documento – gli impianti
hanno prodotto 2558 TWh, registrando un calo di 103 TWh (circa
il 4%) dal 2006”.
A dispetto delle critiche rivolte in Italia nei confronti dei finanzia-
menti pubblici alle energie rinnovabili, lo studio citato dal WWF
evidenzia che invece in ambito mondiale, secondo i dati dell’A-

1 http://www.ilcambiamento.it/energie_alternative/wwf_nucleare_destinato_morire.html

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genzia Internazionale dell’Energia, dal 1986 il nucleare ha ricevu-
to finanziamenti pubblici 5 volte maggiori rispetto alle rinnovabili
per il settore Ricerca e Sviluppo.
“Il Worldwatch Institute – conclude Midulla - smentisce chi vuole
reintrodurre il nucleare in Italia a scapito delle energie rinnovabili
e all’insegna di un presunto 'rinascimento dell’atomo': una favola
che, sulla base delle cifre fornite dal prestigioso istituto di Wa-
shington DC, risulterebbe invece per il Paese un pessimo investi-
mento economico-finanziario, oltre che un attentato alla sicurezza
dei cittadini che ora rischiano di essere scippati persino della pos-
sibilità di esprimersi con il voto referendario del 12 e 13 giugno
sul ritorno del nucleare in Italia”.

Bocciata la reclusione
Franca Di Lecce2
La sentenza del 28 aprile della Corte di giu-
stizia dell’Unione Europea boccia l’Italia su una
norma che prevede la reclusione da uno a quattro anni dei migranti
irregolari che, dopo un decreto di espulsione, non lasciano il terri-
torio. La bocciatura è motivata dal fatto che tale norma nazionale
risulta in contrasto con la Direttiva Europea 115 sui rimpatri adot-
tata nel 2008. La funzione della corte, infatti, è quella di garantire
che la legislazione Ue sia applicata uniformemente in tutti i paesi
2 Direttora del Servizio Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese evangeli-
che in Italia

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dell’Unione e che, quindi, i tribunali nazionali non emettano sen-
tenze difformi in merito alle stesse questioni. Le decisioni della
Corte sono vincolanti per tutti gli Stati membro e hanno effetto
immediato e retroattivo.
La sentenza risponde al ricorso presentato da un cittadino algerino,
espulso dall’Italia nel 2004 e condannato nel 2010 a un anno di re-
clusione per non aver lasciato il territorio italiano entro cinque
giorni. La corte di Appello di Trento, a cui si era appellato il sig.
El Dridi, si era quindi rivolta alla corte EU per avere chiarimenti.
La sentenza, dunque, non boccia «il reato di clandestinità», come
viene impropriamente definito, e che è stato introdotto dal pac-
chetto sicurezza (Legge 94 del 2009), ma la norma sopra menzio-
nata, anche se gli effetti del reato penale risultano chiaramente
collegati.
È importante la motivazione: la norma italiana è in contrasto con
l’ordinamento comunitario. La pena detentiva, infatti, come si leg-
ge nella sentenza «rischia di compromettere la realizzazione del-
l’obiettivo perseguito dalla direttiva, ossia l’instaurazione di una
politica efficace di allontanamento e di rimpatrio dei cittadini dei
paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare nel rispetto dei loro diritti
fondamentali». In altre parole, una norma, quella italiana, spropor-
zionata, che lede la libertà personale e i diritti fondamentali della
persona. È importante anche ricordare che l’Italia, ma non è l’uni-
co paese membro, non ha ancora trasposto nel proprio ordinamen-
to giuridico la direttiva comunitaria, nonostante il termine fosse il
24 dicembre 2010.
Ma certo non è la prima volta, né sono solo le istituzioni europee a
bocciare l’Italia. A queste conclusioni, infatti, erano già giunti
molti giudici italiani che avevano considerato inapplicabili quelle
disposizioni e dunque assolto, con la stessa motivazione della Cor-
te, immigrati irregolari che non avevano ottemperato all’ordine
d’espulsione del questore. Questa sentenza conferma come l’Italia

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continui a legiferare confusamente sull’immigrazione e a governa-
re il fenomeno attraverso leggi che, oltre a minare profondamente
lo stato di diritto e a ledere i diritti fondamentali, non solo dei mi-
granti, sono inefficaci, inapplicabili e gravano pesantemente sulla
spesa pubblica, senza ottenere risultati concreti sull’obiettivo di-
chiarato, e cioè il contrasto all’immigrazione irregolare.
Eclatante, poi è il fatto che l’Italia venga bocciata dall’Europa per-
ché una sua norma contrasta proprio con una direttiva che, prima
di essere approvata dal Parlamento Europeo, aveva suscitato un
acceso dibattito e numerose polemiche, mobilitazioni e prese di
posizioni contrarie da parte di associazioni, chiese ed enti di tutela
dei diritti dei migranti. Quella direttiva, di cui si chiede il rispetto,
era stata definita la «direttiva della vergogna»!
Novità delle Società Biblica
In seguito al successo ottenuto e alle molte richieste, CONTINUA
l'offerta lancio fino al 30 GIUGNO.
L'Alleanza Biblica Universale e la Elledici sono liete di presentare
“Il mondo della Bibbia”, una serie di 8 documentari che illustrano
il mondo della Bibbia nei suoi contesti: storico, culturale, sociopo-
litico e geografico. Questi documentari sono stati interamente gi-
rati nelle terre della Bibbia, anche nei siti di antiche città quali Ur,
Ninive e Babilonia, Susa e Persepolis.
Questa serie è uno strumento efficace per:
– l’insegnamento biblico nelle scuole domenicali, nei gruppi di
studio biblico delle chiese, nei corsi di catechismo;
– per l’insegnamento nelle scuole del contesto del mondo e del
testo biblico;
– per tutti coloro che, non avendo mai visitato i luoghi biblici,
sono interessati a conoscere più approfonditamente tale con-
testo.

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Novità Claudiana
Un centro valdese nell’entroterra siciliano
La vicinanza al mare, alla Valle dei Templi, a
Catania e Palermo
L'asilo, la scuola primaria, il centro agricolo, il
Centro studi e la casa per ferie.
Nato nel 1961 per iniziativa di un gruppo di cre-
denti guidati dal pastore Tullio Vinay, il Servizio
Cristiano di Riesi – piccolo centro dell'entroterra
siciliano sorto nel XVII secolo – è un'opera edu-
cativa e sociale della Chiesa valdese in Italia che
si propone di testimoniare concretamente l'amo-
re fraterno, "l'agape", nella prospettiva del regno
di Dio.
Il Servizio comprende una scuola materna e una
scuola primaria paritaria, un centro per l'agricol-
tura biologica, un centro socio-sanitario e una
casa per ferie.
I capitoli più noti di Matteo oltre le facili bana-
lizzazioni
Fondamentale punto di riferimento del cristiane-
simo, spesso i capitoli 5 - 7 del Vangelo di Mat-
teo – noti come Discorso della montagna – ven-
gono ridotti a luoghi comuni.
Attraverso analisi di grande chiarezza, illustra-
zione di termini ed espressioni tipiche, rimandi
ad altri testi del Nuovo Testamento, riflessioni e
interrogativi per la meditazione personale e co-
munitaria, il volume evidenzia così ambiguità e
limiti di certe interpretazioni.

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Lutto
Il primo aprile è venuta a mancare nostra sorella
Questa parte è oscurataElena Scorza
nella versione online per ragio-
Preghiamo per Violetta, ni diNino,
privacy
Giulia e Sergio e tutti
coloro che sono in lutto e circondiamo loro con il no-
stro affetto e la nostra simpatia fraterni.
Io so che il mio Redentore vive. Giobbe 19:25
Celebrazioni a Guardia Piemontese
Il 4 e 5 giugno si terranno le commemorazioni della strage dei val-
desi calabresi del 1561. Pubblico qui la bozza del programma:
4 giugno - ore 20: rappresentazione del Teatro di Angrogna.
5 giugno - culto in Piazza Porta del sangue presieduto dal past.
Jens Hansen con predicazione della moderatora past. Maria Bona-
fede. Seguirà inaugurazione del Centro Gian Luigi Pascale.
Nel pomeriggio alle ore 17 Convegno con presentazione dell’opu-
scolo della Società di studi valdesi interventi di Maria Bonafede,
Beatrice Grill, Paolo Ricca, Cesare Milaneschi, Renata Ciaccio,
Francesco Altimari, Marco Fratini
Alle ore 19 Commemorazione storica presso il monumento valde-
se; partecipano i sindaci dei Comuni di Guardia Piemontese, San
Vincenzo La Costa, Montalto Uffugo, Torre Pellice.
Potete prenotarvi dal pastore
La chiesa informa
Circolare della Chiesa Evangelica Valdese
di Catanzaro e Vincolise
Redazione: Jens Hansen, Via XX Settembre, 62 - Catanzaro
Tel - Cell
jhansen@chiesavaldese.org - www.valdesicatanzaro.it

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