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tesina

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Percorso didattico: titolo letteratura italiana: Gabriele d’annunzio, il rapporto con la musica, la pioggia nel pineto.

Storia: Musica e politica dal fascismo alla seconda guerra mondiale Filosofia: La presenza musicale nella vita e nell'opera di Nietzsche, l’amicizia con Wagner, la nascita della tragedia, l’esaltazione della vita e della figura di Dionisio. Storia dell’arte: Kandinskij, il colore come la musica. Latino: Sant’Agostino, De Musica. English literature: Joyce, Ulysses Geografia Astronomica: L’armonia dell’universo, il moto dei pianeti nel sistema solare. Fisica: Impulsi e onde, i suoni.

La musica
Nell'antica Grecia con musica si intendeva una qualsiasi arte, medica, scientifica, letteraria, che aveva come ispiratrice una dea detta "Musa". Successivamente il termine musica è stato associato all'arte dei suoni; più specificatamente è basata sulla combinazione gradevole ed espressiva dei suoni. Gli elementi essenziali della musica sono due: il suono, che è un fenomeno acustico prodotto dalle vibrazioni periodiche ed armoniose dei corpi elastici; il ritmo concerne, invece, i rapporti di durata dei suoni in relazione agli accenti. La musica, come anche la matematica e la geometria, parla attraverso un linguaggio unico ed universale che permette di tradurre in segni i suoni prodotti dai vari strumenti e le diverse melodie. Le vibrazioni che la musica produce sono in grado di essere comprese da qualunque individuo indipendentemente dal ceto sociale o dall'etnia e di esprimere sensazioni ed emozioni talmente forti da scuotere le corde più intime dell'animo umano. Come il cibo costituisce l'alimento necessario alla sopravvivenza del nostro corpo, l'arte e la musica possono essere similmente paragonate al nutrimento emotivo del nostro spirito. Un corda che vibra produce un suono. Una corda di sessanta centimetri, produce un suono che convenzionalmente viene chiamato DO (UT per i latini), ed è il suono centrale di tutte le scale musicali. Do rappresenta il suono della Terra mentre RE (RA per gli egizi) è il suono prodotto dal Sole. Questo tipo di conoscenza risale alla scuola pitagorica. La scuola pitagorica, appartenente al periodo presocratico, fu fondata da Pitagora a Crotone intorno al 530 a.C. La scuola di Crotone ereditò dal suo fondatore la dimensione mistica dei suoi allievi-adepti attraverso la conoscenza (gnosi) della matematica, l'astrologia, la fisica e la medicina la musica e la filosofia. Andando a ritroso le prime testimonianze risalgono a Pitagora che secondo Giamblico era in grado di udire l'armonia degli astri come in stato di trance. Secondo la teoria pitagorica, la stoffa dell'Universo era composta di ritmi, numeri e proporzioni; e considerando che gli intervalli musicali quali l'ottava, la quinta, la terza si potevano ottenere facendo vibrare corde le cui lunghezze erano frazioni intere della lunghezza della nota fondamentale, lo stesso si poteva dire per il cosmo come sistema armonico, i cui sette "pianeti" conosciuti (Sole, Luna e i cinque pianeti visibili) potevano essere messi in corrispondenza con le sette note naturali. Benchè la musica sia un’arte la musica stessa concettualmente si regge assolutamente su rapporti matematici, quindi scientifici, che vengono rappresentati da frazioni. Ad esempio l’ottava, o la quarta sono rapporti 1:4 1: 1:2; 2:3 di una corda do è =Sol. Ogni pianeta corrisponde quindi ad una nota, Secondo il racconto dello storico Plinio, nel modello pitagorico abbiamo una precisa corrispondenza tra distanze astronomiche ed intervalli musicali, così che considerando per esempio che la Terra emetta un do, nota base della moderna scala musicale, si ascolterebbe la seguente successione di note: do, re, mib, mi, sol, la, sib, re. Ma questo avviene ovunque non solo nel sistema solare. A 250 milioni di anni luce il buco nero della galassia NGC 1275 emette un "sì" talmente basso da non poter essere udito da orecchio umano. In un'immaginaria tastiera di pianoforte lunga a piacere la nota si trova 57 ottave sotto il "do" centrale. Il suono emesso dal buco nero ha una lunghezza d'onda di 36 mila anni luce e con la sua possanza scalda la gigantesca nube di gas e polveri che circonda il buco nero. La nota celestiale è prodotta, secondo Andy Fabian di Cambridge, autore della "osservazione", dalla tremenda energia liberata dal buco nero che increspa i gas che gli fan corona. E' consolante che la scienza moderna torni a parlare di una sorta di musica delle sfere, che accompagna l'osservazione dei cieli da qualche millennio prima di Cristo. Già Dante nel

questi tendevano a sincronizzare il proprio movimento oscillatorio. durante il sonno. Parvemi tanto. "È il suono". che pioggia o fiume Lago non fece mai tanto disteso". Anche Keplero. allor. Studi che si sono serviti dell'elettroencefalogramma hanno mostrato una grande correlazione tra lo stimolo che proviene dal mondo esterno e le onde cerebrali. di toni gravi l'una. "che sull'accordo di intervalli regolari. vel lux vel sonus" (Harmonice Mundi.Paradiso raccoglieva un'eredità secolare quando cantava: "Quando la rota. La musica produce emozioni ed un Saturno contro può produrre determinati effetti che sono facilmente riscontrabili. movimenti così grandiosi non potrebbero svolgersi in silenzio e la natura richiede che le due estremità risuonino. Nel caso dei due pendoli. se si percuote un diapason. e che gli fa chiedere. sulla soglia ancora spuria della scienza meccanicistica moderna. del cielo acceso De la fiamma del sol. eppure distinti da una razionale proporzione. che a Scipione Aureliano fa ascoltare. Con l'armonia che temperi e discerni. che riempie le mie orecchie?". La risonanza può essere utilizzata anche nel caso delle onde cerebrali. Nel 1665 il fisico e matematico olandese Christiian Huygens. non è corretto chiamare l’astrologia scientifica secondo i canoni condivisi dalla comunità scientifica. Inizialmente. Anche se qualcuno la definisce “scientifica” od una scienza. a sé mi fece atteso. liber V caput IV) L’Astrologia è un’antichissima “arte” che studia le relazioni tra l’uomo e gli astri. disponendo a fianco e sulla stessa parete due pendoli. dopo poco anche questo incomincia a vibrare. stupito: (Somnium Scipionis. le ricerche in questo campo utilizzavano soprattutto la luce. che tu sempiterni Desiderato. si dice che uno fa risuonare l'altro alla propria frequenza. Dai suoi studi deriva quel fenomeno che oggi tutti chiamiamo 'risonanza'. ovvero la posizione esatta degli astri. rispose. Quando un astrologo eventualmente pronuncia un “Saturno contro” descrive delle energie reali che possono avere determinati effetti legati alla sensazione che da quella determinata frequenza produce opposta da un altra non compatibile. Per lo stesso principio. dà per scontata l'armonia del mondo: "Duo sunt. che produce onde alla frequenza fissa di 440 Hz. 18) "Ma che suono è questo. la medesima musica. equilibrando i toni acuti con i gravi. poi. così intenso e armonioso. risulta dalla spinta e dal movimento delle orbite stesse e. quae nobis harmonias in rebus naturibus patefaciunt. Il fatto che l’astrologo possa descrivere un tale evento non gli conferisce alcun potere se non quello della rappresentazione artistica e dell’interpretazione. acuti l'altra". uno strumento dialettico basato sull’analogia. Quindi il . e lo si pone vicino a un secondo diapason 'silenzioso'. crea accordi uniformemente variati. triste. 76-81) Questa mistica unione di armonia prodotta dalla "girazione"(modulazione) delle sfere celesti con la luce onnispandente si ritrova in Cicerone. Jung ha spesso parlato dell’effetto “sincronicità” che significa legami nascosti tra eventi non apparentemente consequenziali di causa ed effetto. (Par I. si e' passati ai suoni ed alle stimolazioni elettromagnetiche. e che si rifanno al metodo galileano. che ha basi profondamente scientifiche in quanto si basa su effemeridi. del resto. uno dei primi a postulare la teoria ondulatoria della luce. ed i rapporti tra di loro in senso musicale e di armonia. artescienza. infatti Saturno viene da sempre ritratto come malinconico. non è corretto definirla tale sempliecemente perché è un prodotto misto e mistico. osservò che.

l’Universo è un unico grande sistema permeato da numerosissimi campi di energia interdipendenti tra loro. fanno scendere gli spiriti che stanno in alto e permettono di salire a quelli che stanno in basso". mentre la violenza emette frequenze superiori. il suo cervello tende a modificare la sua attività in direzione dello stimolo ricevuto e quindi si rilassa e raggiunge la pace e l’armonia. della gioia o del dolore. Indagando il fenomeno della risonanza sugli esseri viventi entriamo nel campo della "biorisonanza". ma anche della poesia. Altri menino vanto delle parole che hanno scritto: il mio orgoglio sta in quelle che ho letto" (J. Borges) . sottoposto a impulsi (visivi. Il suo strumento è la lira o cetra. Apollo è il dio della luce. nucleare. infatti possiamo avere una risonanza meccanica. che egli ottiene da Ermes in cambio della mandria che questi gli aveva inizialmente rubato. nel rifiuto dell’eccesso e della deformità. Ogni evento che accade in un dato istante ed in una determinata coordinata spaziale. Il fenomeno umano si chiama 'risposta in frequenza'. penetrano fino alle virtù delle intelligenze soprannaturali. ma anche secondo le concezioni più avanzate della fisica moderna. della profezia. ecco perchè é verosimile immaginare che il movimento degli astri e le attività umane si possano correlare. Armonia. la luce. la musica lega cielo e terra: "I riti e la musica manifestano la natura del cielo e della terra. storico cinese della fine del secondo secolo avanti Cristo. e dunque nel privilegio per gli aspetti più razionali della bellezza. quelle di Marte ed Urano. sia essa a tre o più dimensioni. Si tratta dunque di un’emanazione (estetica o di valore) del logos divino sulla Terra. cerca di sintonizzarsi sulla frequenza di detto impulso. delle varie particelle.L. ma anche una risonanza della malattia o della salute. Ma tutto questo parlare sulla RISONANZA va ben oltre il puro gioco. In che modo dunque la musica. Per esempio. della medicina e della guarigione. elettrica. nello stato di veglia) e il soggetto viene sottoposto per un certo periodo a uno stimolo di 8 Hz (onde alfa). figlio di Zeus e di Leto e fratello gemello di Artemide. Per Sun Tsien. Secondo le antiche filosofie mistico-esoteriche. la poesia entrano in relazione tra di loro? Nel gusto per la misura e l'equilibrio. si ripercuote su tutta il sistema. se l'attivita' cerebrale di un soggetto e' nella banda delle onde beta (quindi. Nell’Olimpo greco la “competenza” sulla musica viene assegnata ad Apollo. Astrologicamente queste sono frequenze piacevoli di Sole e Venere. Lo stato di malattia è uno squilibrio energetico con presenza di frequenze anomale da rapportare ai vari fattori che hanno determinato la rottura dell’equilibrio armonico delle frequenze dello stato di salute. ottica. Oltre che della musica. magnetica.cervello. sonori o elettrici) di una certa frequenza.

poi divisa in due parti L'Isottèo e La Chimera (1890). In breve tempo. distinguendosi sia per la sua condotta indisciplinata che per il suo accanimento nello studio unito ad una forte smania di primeggiare. La città morta ('98). conduce una vita sontuosa. Già negli anni di collegio. Nel '98 mette fine al suo legame con la Gravina.D’annunzio Gabriele D'Annunzio o d'Annunzio come usava firmarsi è stato uno scrittore. durerà solo fino al 1890. Compone i versi l'Intermezzo di rime ('83). Ricco di risvolti autobiografici è il suo primo romanzo Il piacere (1889). unione da cui nasceranno tre figli. ma nel 1900. Nel 1894 pubblica. il romanzo in cui si affaccia la teoria del superuomo e che dominerà tutta la sua produzione successiva. in seguito al quale inizia a collaborare ai giornali letterari dell'epoca. con la sua prima raccolta poetica Primo vere. Intanto escono Le novelle della Pescara (1902) e i primi tre libri delle Laudi: Maia. la cui «inverecondia» scatena un'accesa polemica. ottiene un precoce successo. nei pressi di Firenze. dove vive lussuosamente prima assieme alla Duse. . a causa dei suoi continui tradimenti. Inizia una relazione con l'attrice Eleonora Duse. il suo nuovo romanzo Il trionfo della morte. poi con il suo nuovo amore Alessandra di Rudinì. Soprannominato il Vate cioè "il profeta". Francesca da Rimini (1901). pubblicata a spese del padre. abbandona la destra e si unisce all'estrema sinistra (in seguito non verrà più rieletto). Nel 1891 assediato dai creditori si allontana da Roma e si trasferisce insieme all'amico pittore Francesco Paolo Michetti a Napoli. si trasferisce a Roma. poeta. I suoi testi inoltre cominciano a circolare anche fuori dall'Italia. descritta successivamente nel romanzo «veneziano» Il Fuoco (1900). a causa delle difficoltà economiche. anche Napoli. e avvia una fitta produzione teatrale: Sogno d'un mattino di primavera ('97). ma che. collaborando a diversi periodici. La Gioconda ('99). nel 1883 hanno grande risonanza la fuga e il matrimonio con la duchessina Maria Hardouin di Gallese. dal quale ha una figlia. in Abruzzo. ospite ancora del Michetti. Elettra. Compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato. dopo le raccolte poetiche Le elegie romane ('92) e Il poema paradisiaco ('93) e dopo i romanzi Giovanni Episcopo ('91) e L'innocente ('92). il giovane D'Annunzio diviene figura di primo piano della vita culturale e mondana romana. Egli nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da famiglia borghese. Dopo il successo di Canto novo e di Terra vergine (1882). da cui ha avuto un altro figlio. collaborando ai giornali locali trascorre due anni di «splendida miseria». sfruttando il mercato librario e giornalistico e orchestrando intorno alle sue opere spettacolari iniziative pubblicitarie. Nel '97 viene eletto deputato. Sia in letteratura che in politica lasciò il segno ed ebbe un influsso sugli eventi che gli sarebbero succeduti. Sogno d'un tramonto d'autunno. che vive grazie alla ricca eredità dello zio Antonio D'Annunzio. mentre nel 1886 esce la raccolta Isaotta Guttadàuro ed altre poesie. che si colloca al vertice di questa mondana ed estetizzante giovinezza romana. senza portare a termine gli studi universitari. militare e politico italiano. occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. Si stabilisce a Settignano. Alcyone (1903). Nel 1881. nella villa detta La Capponcina. Nel 1895 esce La vergine delle rocce. ricca di amori e avventure. opponendosi al ministero Pelloux. Ritorna. dove. La principessa Maria Gravina Cruyllas abbandona il marito e va a vivere con il poeta. dove. La figlia di Jorio (1903). iscrittosi alla facoltà di Lettere. con la Gravina e la figlioletta. simbolo del Decadentismo ed eroe di guerra. Alla fine del 1893 D'Annunzio è costretto a lasciare.

Alla fine della guerra. convinto dalla nuova amante Nathalie de Goloubeff. presso Gardone. non usciranno mai). e per sfuggire ai creditori. a celebrazione della guerra in Libia. raccogliendo le reliquie della sua gloriosa vita. Compone opere in francese. Un'opera in prosa che potrebbe benissimo essere trasposta sul palcoscenico. il D'Annunzio si esercitò sulla tastiera del pianoforte paterno. Riacquista un ruolo di primo piano. traducendo nella realtà il mito letterario di una vita inimitabile. Già in tenera età. che in ogni caso non intaccò il primato delle lettere. instaurandovi una singolare repubblica. il quinto. non riuscì mai a superare le difficoltà tecniche per . come quella per il film Cabiria (1914). tuttavia. edito nel 1921. Nel 1912. Nonostante la perdita dell'occhio destro. alla testa di un gruppo di legionari nel 1919 marcia su Fiume e occupa la città. A Venezia. momenti di poeticità anche più alti rispetto addirittura alle sue liriche più famose. sotto la guida del maestro Odoardo Chiti. Nel 1910 pubblica il romanzo Forse che sì. si rifugia in Francia. esce il quarto libro delle Laudi (Merope. Gabriele. sebbene annunciati.Il 1906 è l'anno dell'amore per la contessa Giuseppina Mancini. attraverso un'opera come il Notturno (1918). conducendo una violenta battaglia per l'annessione all'Italia dell'Istria e della Dalmazia. nonostante gli onori tributatigli dal regime. che il governo Giolitti farà cadere nel 1920. ampiamente autocelebrate. Il rapporto tra Gabriele D'Annunzio e la musica fu caratterizzato da un legame intenso. celebrato come eroe nazionale. Il rapporto con la musica E’interessante scoprire un lato meno conosciuto di Gabriele D'Annunzio: il suo rapporto estetico-ritmico-sensuale con la musica. in particolare. dell'eroe sofferente che raggiunge. quali la beffa di Buccari e il volo nel cielo di Vienna. il vecchio esteta trascorre una malinconica vecchiaia sino alla morte avvenuta il primo marzo 1938. partecipando alla vita mondana della belle époque internazionale. scrive il Notturno. costretto alla cecità. scrive la tragedia lirica La Parisina. che i medici credevano senza ritorno. si ritira. nell'imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale. al «Corriere della Sera» fa pervenire le prose Le faville del maglio. partecipa a varie e ardite imprese belliche. superando le conoscenze e l'interesse per le arti figurative. ma forse si affiancò alla naturale propensione per la poesia. forse. tenendo accesi discorsi interventistici e. composta in prosa durante un particolare momento di sofferenza del poeta. Vive allora tra Parigi e una villa nelle Lande. la tragedia dell'uomo D'Annunzio. Asterope. Negli anni dell'avvento del Fascismo. nella villa di Cargnacco. Durante un incidente aereo viene ferito ad un occhio. costretto a una lunga convalescenza. e anche sceneggiature cinematografiche. sarà completato nel 1918 e i restanti due. sul lago di Garda. ad Arcachon. la Reggenza italiana del Carnaro. Ed è proprio il Notturno a poter essere considerato una grande composizione drammaturgica. nutrendo una certa diffidenza verso Mussolini e il suo partito. musicata da Mascagni. diviene eroe nazionale partecipando a celebri imprese. Qui. forse che no. infatti. trasformato poi nel museo-mausoleo del Vittoriale degli Italiani. pressoché in solitudine. Nel 1915. torna in Italia.

malinconia. assai probabilmente. Notturno e le Cento e cento e cento e cento pagine del libro segreto di Gabriele D'Annunzio tentato di morire). Scriveva Alfredo Gargiulo nel suo saggio uscito sulla "Ronda" nel 1922: "Così. sì. quindi. nel 1894. un uomo anche assalito da paura. con forme liricamente sciolte e risultati in prospettiva "moderni". rapidi o graduali. un animo fortemente sensibile alle forme musicali. e dove la poesia alta lascia il posto a una prosa musicale sincera e a una voglia di confessare le proprie emozioni. dove la "prosa notturna" raffigura un ridimensionato eroe.il D'Annunzio rimase un assiduo frequentatore di concerti. costituiscono una ricerca interiore raffigurata spesso con immagini e tagli impressionistici: "Ricercando me stesso. un seguito tutto legato di motivi". Al di là della collaborazione artistica con il melodramma del Novecento in veste di librettista . quando era solo. dolore. ma anche come una specie di composizione musicale. come racconto più o meno realistico di quelle vicende. la Francesca da Rimini di Domenico Zandonai del '14. ricordiamo La figlia di Iorio di Alberto Franchetti del 1904. musicato da Claude Debussy nel 1911. Sugli "Esperimenti" di acquisizione delle tecniche per eseguire musica.il che era parte della volontà auto promozionale di un D'Annunzio manager. che risale al 1954. Il D'Annunzio. dai momenti di pena a quelli di sollievo. gli scritti di Romain Rolland servono per chiarire lo stato d'animo del D'Annunzio e i suoi inutili tentativi: "… gli suonai al pianoforte musiche di ogni epoca…fu colpito da alcuni Canti Gregoriani…e l'Adagio dell'ultimo Quartetto di Beethoven lo portò alle lacrime…La sera. E appunto nel racconto dei suoi mesi di "clausura" e privazione della luce. nella sua intenzione il 'Notturno' dovette svolgersi. il Sogno d'un tramonto d'autunno di Malipiero del '14. di approfondire con eccezionale intuito il Tristan und Isolde nelle prime pagine del Trionfo della morte. sia nella composizione. non ritrovavo se non la mia musica". poiché tanto e non più la preoccupazione musicale del poeta mi pare riesce a ottenere". autore quest'ultimo anche dell'incompiuta Gigliola e de La figlia di Iorio. la Parisina di Pietro Mascagni del 1913.e qui. la Fedra di Ildebrando Pizzetti del '15. un amante della musica e in particolare di quella di Beethoven.essere considerato un vero "genio" musicale sia nell'esecuzione. del musicista al poeta . Il giudizio del Gargiulo si amplia poi in modo deteriore: "Fu illusione: anche se alla parola 'musica' si attribuisce il senso traslato. come è dimostrato nelle pagine del Notturno. e ancora di analizzare la struttura della sinfonia dell'opera Arianna di Benedetto Marcello. Le Martyre de Saint Sebastien. non ritrovavo se non la mia malinconia. provava a tentoni a improvvisare". più vicini al nostro sentire. si legge nel Notturno. . angoscia. Così i suoi scritti "diaristici" (Faville. a proposito. di difendere con sicurezza Wagner contro le tesi di Nietzsche nel 1893 sul giornale "la Tribuna" e poi. omaggio tardivo. agente di se stesso che si faceva pagare anticipi e sovvenzioni . nel suo diario "notturno" s'intravede un D'Annunzio poeticamente musicista. era soprattutto un appassionato. probabilmente con l'aiuto di un musicista di talento rimasto sinora ignoto. A meno che si vogliano chiamar 'musicali' soprattutto i passaggi. Così egli poteva ammirare nel 1882 l'amata Elda Zucconi dicendo che era in grado di suonare "…con un impeto di tenerezza il 'Notturno' sublime di Chopin". che solo le conviene allorché si tratta di poesia. Questa "impotenza" a realizzare personalmente il discorso musicale non gli impedì. Ricercando il mio silenzio.

stromenti diversi sotto innumerevoli dita. che ridona loro un senso di intensa vitalità. i corpi estranei (uno fra tutti: il pezzo sui violoncelli). come se fossero intimamente uniti agli alberi. che è appunto la divinità della natura. Ascolta. di un D'Annunzio che raggiunge lo stadio "uomo" e la poesia realmente eroica. Tuttavia gli eccessi impressionistici. e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre.Si osservi la prima parola della poesia "Taci" : con essa il poeta invia Ermione(la donna che è con lui) ad abbandonarsi completamente alla vita naturale. E Gargiulo sentenziò infine: "Qualcosa che qui si distingue. Le divagazioni. E immensi noi siam nello spirito silvestre. e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia. da una sorta di meravigliosa ebbrezza che afferra i due personaggi quando la pioggia si abbatte su di loro. d'arborea vita viventi. di tono artificioso. sono compensati dalla trasfigurazione. nella lotta contro la morte e contro le tenebre. i mirti.La poesia è pervasa da una grande sensualità. alla vegetazione grondante che circonda i loro corpi: i pini. E il pino ha un suono. e il ginepro altro ancora. hanno un'origine puramente musicale". fece in realtà tutt'uno con la musicalità. le ginestre e i ginepri. ad ascoltarne in silenzio il suono. che portano con sé inevitabilmente una costruzione ad effetto. dove l'eroe è un sé più umano.descrive una passeggiata in pineta durante la quale il poeta e la donna che è con lui vengono colti da un violento acquazzone. Tutti e due si sentono inaspettatamente parte viva del mondo naturale. e il mirto altro suono. o creatura terrestre che hai nome Ermione. La pioggia nel pineto "La pioggia nel pineto". Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura. pubblicata nell'Alcyone. poco dopo più avanti dirà "Ascolta". e cioè la tendenza impressionistica".Domina in tutto ciò un forte senso di panico:questo termine deriva da Pan . né il ciel cinerino.E continua: "Sarebbe da osservare. piuttosto dove la musica ha nuociuto senz'altro agli elementi e rapporti della figurazione poetica. … Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade. .immedesimati nella stessa natura. nei propositi strutturali. men rade.

ma rilevante è anche l'iterazione di "Ascolta".le piante. le rane. anche per via dei numerosi segni di interpunzione e delle parole . novella.Nel pineto si scatena una vera musica. le cicale. La prevalenza delle "i" nei nomi delle piante concorre a rendere più acuto il suono del testo che imita la pioggia. Alla musica naturale corrisponde la musica del testo che presenta un incalzante ritmo ternario costruito su versi brevissimi e brevi come il trisillabo.Numerose le figure retoriche che contribuiscono all'effetto musicale del testo : la brevità scandita richiede l'uso frequentissimo dell'enjambement. il senario e il novenario. che già nei primi sette versi è presente sei volte. . divini. i cui strumenti sono la pioggia.Il ritmo è veloce ma spezzato. silvani. leggieri.Vistosissima (anafora) è la ripetizione dei vocaboli:su tutti domina la parola "piove".le foglie.verso :lontane.

La decadenza si riflette nel passaggio dalla monodia corale all'armonia e al contrappunto: artifici che. Al pessimismo tragico e inconsapevole con cui gli eroi esprimevano le forze vitali. Nell'impianto generale del discorso si avverte l'influsso di Schopenhauer. Ad un ulteriore livello si riconosce il carattere equivoco di molte riflessioni consegnate ai frammenti postumi. impiega esplicitamente il termine Musikdrama per designare l'antica tragedia e confrontarla con il grand'opéra. con il tempo hanno lasciato scorgere il loro valore antinomico. .Filosofia Escursus sulla filosofia della musica . idea che si accompagna ad una implicita stigmatizzazione dell'opera moderna. due esemplari scelte poetiche. Già nel collegio di Pforta. L'influsso si lascia avvertire chiaramente nelle conferenze lette a Basilea nel 1870. Nietzsche ha fatto costantemente ricorso a questi diversi piani argomentativi. considerato la sua moderna caricatura. L'esperienza che illumina il panorama degli anni universitari di Nietzsche è l'incontro con Wagner avvenuto l'8 novembre 1868 in casa dell'orientalista Hermann Brockhaus. Araldo della chiarezza apollinea. la fine del pessimismo tragico è interpretata come conseguenza di un atteggiamento razionalista che ha il suo campione nella dialettica di Socrate. Il contatto con l'uomo che gli sembrava raffigurare il più alto ideale di artista del suo tempo. Nietzsche aveva introdotto un parallelo fra la tragedia e il dramma musicale wagneriano. biografi. La polifonia dell'alto Medioevo sarebbe responsabile di aver inibito un adeguato sviluppo della tecnica musicale dei greci. filosofi. Socrate è il simbolo di un processo degenerativo interno alla cultura greca. finisce per rappresentare una chiave di volta nella formazione della personalità del giovane filologo. Espulso dalla tragedia. Nietzsche si serve di nozioni ambivalenti: apollineo e dionisiaco esprimono due modelli artistici. scritto nell'estate del 1870. l'elemento musicale prende il via di uno sviluppo autonomo. finendo per far apparire problematica la loro fusione. Ambiguità che riguarda il fatto che la musicografia nietzscheana sembra muoversi in un campo di forze dominato da due principali finalità: • • valutare l'opera nei suoi fondamenti stilistici e in riferimento ad alcune scelte poetiche illuminando il suo rapporto con una visione del mondo considerare la music alla luce di alcune reazioni di interesse psicologico indotte nell'ascoltatore. Nel delineare un tracciato dell'origine e della decadenza del Musikdrama. che sembra orientare anche la volontà di identificare nella musica una divisione interna fra l'elemento ritmico-spaziale e quello sonoro. L'attenzione che alla musica di Nietzsche hanno dedicato storici. Tali finalità. che aveva realizzato capolavori come il preludio del Tristano e l'ouverture dei Maestri cantori. adulando l'occhio invece di catturare l'orecchio. subentra l'ottimismo che ha di mira l'equazione di virtù e felicità. critici musicali e musicisti può essere ricondotta in parte alla volontà di ripercorrere le ragioni del conflitto con Wagner: un antagonismo che mette in campo una complessa serie di fattori difficilmente riducibili ad un denominatore comune. ora nella prima conferenza.Dionisio. Nella seconda conferenza. A polarizzare negativamente questo elemento è la nostalgia per l'unione originaria delle arti. è più evidente il proposito di riformulare questi temi alla luce della contrapposizione Apollo . riflettono una atrofia del gusto. Nell'inedito su La visione dionisiaca del mondo.

A Nietzsche non piace molto questa spiegazione. bisogna farla apparire come un nucleo capace di rappresentare la dinamica interna del sentimento. Al centro di questa filosofia si riconosce la tesi relativa all'impossibilità di conoscere la volontà al di fuori dell'apparenza. Qui traspare un sentimento di profonda devozione per il maestro capace di invertire il corso della storia. almeno in senso metafisico. quello di "corrompere lo sguardo del libero pensatore". Gli aforismi de Il viandante e la sua ombra approfondiscono la linea di demarcazione che separa lo stile tragico dallo stile romantico. In Opinioni e sentenze diverse (1879) e Il viandante e la sua ombra (1880). l'ascoltatore finisce per rendere i suoi sensi più ottusi. troppo umano (1878) affronta il problema dell'"anima degli artisti e degli scrittori" allargando il discorso alla cultura moderna.La Nascita della tragedia espone in modo ancora più chiaro l'influenza esercitata dagli scritti di Wagner. Ecco che allora titanico e barbarico finiscono per coincidere: vi sono passi che mettono sullo stesso piano la ritmica. La critica coinvolge la tendenza dei musicisti moderni a improvvisare. . l'alternativa a questo processo consiste nel riabilitare il carattere di parvenza dell'arte. Questo processo si può leggere anche nello sviluppo delle altre arti: impegnato a cogliere i significati e i simboli. Quest'ultima perde i connotati della secondarietà per configurarsi come un'emanazione necessaria della forza originaria. il sentimento un tempo coltivato dalla religione s' è riversato nella sfera secolarizzata dell'arte. In tale contesto la musica sembra correre un principale rischio. Wagner aveva individuato nelle sue sinfonie un passaggio dialettico caratterizzato dall'armonia assoluta della musica cristiana. Nella interpretazione dei drammi musicali wagneriani l'accento cade sui grandi quadri mitologici. La dicotomia fa da sfondo anche alla Quarta inattuale. subordinato alla necessità di un inveramento del dramma musicale.. la cui opera si oppone all'opprimente dilagare della cultura odierna. la poesia va considerata seconda. dal suo punto di vista. Costruiti espressamente per il popolo. Umano. così come in quello di Schopenhauer. Dopo aver annunciato il congedo dalla metafisica attraverso la delineazione di una storia dei sentimenti morali e una critica della vita religiosa. non basta separare la musica dalle altre forme di espressione artistica. la dinamica e ciò indica che dionisiaco e apollineo non sono poi così estranei l'uno all'altro. i drammi si prestano ad essere tradotti in concetti dall'"uomo teoretico". In altre parole.. talmente perfetti da funzionare come un sistema di pensiero. E' il musicista a farsi filosofo cercando di trasmettere le emozioni fondamentali che avvengono nell'intimo dei personaggi rappresentativi del dramma. l'armonia. ovvero a scartare quell'autentico lavoro della composizione su cui si erano fondati i capolavori del passato. Si delinea uno schizzo storico: con l'avvento dell'illuminismo. poi riuniti nel secondo volume di Umano troppo umano.

la crisi finale della malattia di Nietzsche. a Scrijabin. molto più che sul filosofo. Se forse è eccessivo considerare Nietzsche come uno degli anelli di quel processo di sviluppo e dissoluzione della musica tardoromantica che conduce all'atonalismo. alludevano a sviluppi dissolutorii dell'armonia classica prossimi a manifestarsi in tutta la loro potere rivoluzionario. che. fu preceduta da un lungo e forsennato suonare il piano. in musica Nietzsche è palesemente amatoriale. che si muove in un'aria estremamente rarefatta. e una sfera emotiva fondamentalmente. E tuttavia. sia pure molto circoscritta. In questo senso la presentazione. ma certo non in grado di eguagliare lo sforzo creativo dei musicisti della sua epoca che vede compositori di estremo valore e anche di notevole portata innovativa. Certo si tratta delle composizioni di un dilettante. . quasi a segnalare una discrasia forte tra una sfera intellettuale di lucidissimo e raffinato razionalismo e di straordinaria potenza. o quantomeno canonica per la sua epoca con una tradizionale dominio della linea tematica. Non la musica teorizzata dello "spirito della musica" e del dionisiaco. come nel caso di Nietzsche. tenera. ma anche suonarla e. può assumere il valore di una testimonianza incomparabile sull'uomo Nietzsche. per citare solo i nomi più ovvii. ma neppure così inascoltabili.La musica di Friedrich Nietzsche Stando alla testimonianza dell'albergatore presso cui alloggiava a Torino. basti pensare non solo alla coppia antipodica Wagner-Brahms. di effetto abbastanza duro e stridente. Un amatore raffinato. Viene allora il sospetto che ciò che urtasse il famoso direttore d'orchestra e pianista. di alcune pagine musicali composte da Nietzsche. piuttosto cantabile. su una base armonica per lo più non particolarmente originale. Vero è anche però che laddove nella filosofia emergono non solo la profondità e l'originalità. a Berlioz. ma anche a Debussy. perché no. Musica che diventa manifestazione di un'interiorità che non può esprimersi solo verbalmente. scriverla. Nietzsche dissolutore e innovatore anche in musica. ma anche la "professionalità" che hanno fatto di Nietzsche un maestro del pensiero contemporaneo. ma anche "avvelenato". ma anche quasi ingenuamente passionale e. non si può nemmeno trascurare la presenza di alcune interessanti intuizioni armoniche che forzano i limiti dell'ambientazione brahmsiana entro cui le pagine musicali di Nietzsche sembrano per lo più muoversi. ma sostanzialmente di forma alquanto classica. Il fatto apparentemente marginale può invece avere una certa rilevanza nel definire il rapporto intimo e continuo di Nietzsche con la musica. fossero proprio certe libertà armoniche. si potrebbe quasi dire che tra la filosofia e la musica di Nietzsche l'unico legame è quello di essere state concepite dalla stessa persona. Hans von Bulow a definire impietosamente alcune composizioni nietzscheane "il peggior stupro di Euterpe" che gli fosse capitato di sentire. pure nella approssimazione della tecnica compositiva del filosofo. ma quella vissuta di chi la musica sa non solo pensarla. Quelle stesse intuizioni che probabilmente portarono il classicissimo. anche dal punto di vista tecnico. la musica di Nietzsche non è mero sfogo sentimentale. A ben ascoltare infatti. allora? Probabilmente no. quella che lo gettò una volta per tutte nelle tenebre della follia.

ossia come il dispiegarsi del mito. sebbene trovi tracce e spunti in tutte le sue opere. la musica definisce con il suo simbolismo una forma di universalità. La musica supera questo livello: in quanto riflesso dell'essenza delle cose. Bari. De Lorenzo. § 52. Metafisica ed esistenza nella concezione della musica . anche minimi. Una capacità di ascoltare e di auscultare i più minimi fremiti di una cultura. intese come rappresentazioni che lasciano trasparire la propria essenza. (Il mondo come volontà e rappresentazione. Mito e musica hanno in comune la sospensione del tempo fenomenico e questo dà all'individuo eternità e grandezza. Lo schema metafisico mutuato da Schopenhauer definisce il dominio della musica su tutti gli elementi che compongono la nostra rappresentazione del mondo. ossi di presentare il mondo nella trasparenza delle idee platoniche che lo determinano. Anche se non oltrepassa il diaframma dell'apparenza. Vol II. egli non sa indicare nessuna somiglianza fra questi suoni e le cose che gli sono passate per la mente. 352) Questo rappresenta un elemento fondamentale per la comprensione dell'arte. ma che non toccano l'essenza della musica stessa. è come se si vedesse passare davanti tutti i possibili fatti della vita e del mondo e tuttavia quando ci riflette. . Savj-Lopez e G. E' su tale base che acquistano senso tutte le definizioni negli scritti di Nietzsche che consegnano la musica ad una dimensione eterna. Il potere dionisiaco esercitato alla musica sull'ascoltatore implica l'oblio di ogni esperienza ordinaria. 1979. è ciò che garantisce alla musica estrema comprensibilità.Forse solo un'ulteriore manifestazione di quella sensibilità estrema per i movimenti epocali. Non ponendo alcun oggetto reale tra noi e la musica. p. la cultura della décadence. I sentimenti non sono il soggetto della musica. che prolifera per disgregazione. La musica si esprime come forza generativa appunto perché si carica di immagini della stessa natura di quelle oniriche. La ricostruzione del pensiero di Nietzsche sulla musica. può realizzarsi compiutamente solo nella Nascita della tragedia. trad. La parentela con tutte le forme di volontà. quella europea. non comporta necessariamente un abbandono delle immagini. che costituisce il fondamento della raffinata analisi critica della modernità che Nietzsche pratica nelle sue opere filosofiche. essa precede ogni forma di oggettivazione. Laterza. L'arte ha il compito di produrre la conoscenza delle cose. ma costituiscono l'esemplificazione con la quale la musica prende forma nella nostra intuizione. di P. La musica viene definita da Nietzsche come stimolo della capacità immaginativa e in quanto tale fa sì che il mondo dell'apparenza torni a noi per altre vie: Chi si abbandona completamente all'impressione di una sinfonia.

e potrebbe in certo modo sussistere quand'anche il mondo non fosse:il che non può dirsi delle altre arti (Il mondo come volontà e rappresentazione. collettiva della musica. anche dal mondo fenomenico è del tutto indipendente. esiste nel teatro greco un mondo di spettatori. e lo ignora. parteI.La musica. sembra portare a compimento quel "talento filosofico" che rivela la reale visione del mondo. Comprendere la musica significa penetrare in un simile circolo e parlare di musica significa concepirla in un senso assoluto. Il superamento dell'elemento transitorio. Il contesto in cui Nietzsche colloca storicamente il nucleo originario della musica è il coro. Bari.279) Qui vi è il tentativo di riabilitare lo spettatore. in quanto esso è l'unico osservatore. svolgere noi stessi la funzione di meccanismi semantici. § 52. La caratterizzazione specifica del coro e della tragedia greca è una esperienza che consiste nella fusione di singoli individui. Abbandonando il terreno della metafisica. qui perde senso e si dissolve. Soltanto dal punto di vista del coro si spiega la scena e la sua azione. i satiri) costituisce la dimensione autentica della musica. di illusione e di morte della società ma. comprendere. di P. In tale ottica la musica vocale si pone sullo stesso livello di fruizione della musica strumentale. personale ed individuale costituisce anche il carattere essenziale del mito. trad. liberandolo dal ruolo di osservatore. Solo in quanto il coro non è che la rappresentazione della massa dionisiaca esaltata. (Frammento 9 [9]. De Lorenzo. Le articolazioni costitutive del coro riescono infatti a cogliere gli istinti naturali nel momento del loro dispiegarsi. contenuto e forma. Opere di Friedrich Nietzsche. Il coro (con i suoi componenti. si possono seguire le proiezioni della musica nell'ambito della società e della storia. nelle forme peculiari del prodotto artistico: è all'interno della struttura del coro che si crea quel vortice metafisico nel quale la natura diventa arte. Il luogo comune di collocare la musica nella dimensione della comprensibilità immediata. è lo spettatore restituito alla totalità del coro. configurandosi come veicolo del dionisiaco. Adelphi. Laterza. finalizzata alla costituzione di una entità sovrapersonale. che intende la musica strumentale come forma deficitaria e incompleta. di un unico immane individuo che rende possibile una visione epidemica. ereditata dalla tradizione operistica. solo in quanto ogni spettatore si identifica nel coro. Ciò che qui emerge è che il coro non svolge la funzione tipica dell'apollineo. Savj-Lopez e G. Vol II. secondo processi specifici. 1979. la quale va oltre le idee. essere nello stesso tempo rappresentanti e rappresentati. p. l'osservatore del mondo di visioni della scena. L'idea della musica assoluta capovolge la concezione. 1973. . L'espressione di Schlegel a proposito dello "spettatore ideale" deve ora dischiudersi a noi in un senso più profondo. in Frammenti postumi 1869-1874. introduce la prospettiva di una specie di religione naturale. Ascoltare. significa in tale ambito porsi nel flusso della musica. di una giustificazione del mondo derivante dalla contemplazione della natura. di velare illusoriamente il substrato crudele. Il coro è lo spettatore idealizzato. Milano. 346) Questa definizione non è altro che la dichiarazione de valore assoluto della musica. p.

Che la musica abbia avuto un ruolo insostituibile nello spirito della civiltà tedesca è cosa evidente. Friedrich Nietzsche. è del nonno materno la consuetudine di organizzare in casa propria. e per cui essa sarà più apprezzata. bensì anche pratico. ed il padre è ricordato dalla moglie come abile improvvisatore pianistico. Byron. w . Wagner.si è accentrata principalmente nei campi cameristici del Lied (su testi di Groth. tra cui una Messa . la sua produzione musicale . da alcuni suoi scritti del '58 sembra affiorare l'intenzione di dedicarsi esclusivamente alla musica.Il musicologo e il musicista . Petofi. la preferenza niciana accordata alle esperienze più classiche trapassa in un avvicinamento alla "nuova musica". infatti. tanto nella cantabilità melodica quanto nella preferenza accordata alla . esecuzioni private di musiche anche impegnative. Lou Andreas-Salomè.tralasciando numerosi frammenti ed abbozzi. senz'altro con una competenza più che dilettantistica. Non deve perciò stupire il fatto che un illustre esponente di questa civiltà. Eichendorff. A Naumburg. precedentemente detestata: Berlioz. L'improvvisazione pianistica costituisce infatti il pilastro su cui si appoggia la competenza musicale del filosofo tedesco. dove entra nel coro del Collegio Cistercense. Rückert. si sia occupato di musica non solo da un punto di vista filosofico. Il suo carattere risente nettamente dell'impronta schubert-schumanniana. L'esperienza musicale niciana si sviluppa nell'universo familiare. Nietzsche ha occasione di frequentare il salotto del Consigliere Krug. Chamisso. Gli studi proseguono poi a Pforta. dove soggiorna dal 1851 al 1858. punto d'incontro anche di famosi musicisti. oltre che propri) e della musica pianistica. Liszt. secondo un uso assai diffusi in Germania. Negli anni immediatamente successivi. se non certo al livello dei grandi compositori a lui contemporanei. Fino ad ora. in età precocissima.

L'accoglienza con cui essa viene accolta dai coniugi Wagner è piuttosto tiepida. Tuttavia a lui è data anche la possibilità di rifugiarsi in un mondo di fantasia. In questa complessa opera. oltre che di una consapevolezza immediata ed essenziale della musica quale solo un improvvisatore. anche d'età precedente. In effetti.forma degli Albumblätter. Nietzsche diviene critico musicale per la Deutsche Allgemeine. essere niente. ancor più che un compositore. nel Tristano e Isotta di Wagner. il prodotto di quest'identificazione è puro.schopenhaueriano). Nel 1871 elabora un'opera per pianoforte a quattro mani. Tuttavia altrove entra in contraddizione. Musica e parola. trova la sua espressione più compiuta nella musica. col suo dolore e la sua contraddizione". Viene qui infatti affermata la priorità espressiva della musica sul testo. non riducibile a concetti ed immagini. dedicatario dell'opera. Nietzsche identifica una rinascita tragica.morire presto". il dionisiaco. e di concetti. l'ottimismo del sapere al pessimismo dell'accettazione (in senso . nella tragedia di Euripide. o i "programmi" che nella seconda metà dell'Ottocento sembrano essere divenuti indispensabili per qualsiasi espressione di musica sinfonica. nelle cui umane vicende l'uomo può identificarsi. La scultura e la poesia epica sono espressioni dell'apollineo. ma le ombre lisztiane e wagneriane lo portano a complicarsi nelle opere seguenti. affiora un'estetica musicale del tutto incompatibile con la poetica wagneriana del Wort-Ton-Drama. composizioni brevi ed essenziali. A Lipsia dal 1865 al 1868. i Manfredklange. l'essenza della tragedia classica (in particolar modo eschilea e sofoclea) viene identificata in una diade di principi complementari: il dionisiaco e l'apollineo. il dramma: "Mettere la musica completamente al servizio di immagini. che sostituisce il piacere della conoscenza razionale a qualsiasi altro tipo di piacere. figlio del caso e della pena. modulazioni improvvise. elementi apollinei quali la parola e l'impianto scenico dell'opera. fatta di dolore e di contraddizione.ancora . i Sylvesterklange. può avere. al suo fianco. La musica nasce da un'identificazione totale dell'artista con "l'uno originario. E' evidente che anche sulla base di questi giudizi sfavorevoli Nietzsche si risolve a dedicare alla musica uno spazio solo più teorico nel percorso filosofico che proprio dalla musica. si è schiuso. sogni. da un altro scritto niciano coevo. definendola "manifestazione dionisiaca" (è dello stesso anno la pubblicazione della Nascita della Tragedia) e la dona a Cosima Wagner quale regalo di Natale. la cui massima espressione fantastica sono le perfette divinità dell'Olimpo. di belle forme: appunto l'apollineo. apprezzato conoscitore di musica. ritardi. fino al limite in cui il razionale brucia i suoi limiti e si autodistrugge. tra cui il poema sinfonico Ermanarich (1861). per contro. (1) L'ebbrezza parossistica dei riti dionisiaci è il modo attraverso cui l'uomo può accettare questa realtà. quale sintesi di apollineo e dionisiaco. convertendosi nel suo contrario. Il discorso armonico rivela qui l'inesperienza di uno studio prevalentemente autodidattico. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è . contrariamente al principio wagneriano secondo cui la musica deve essere solo il mezzo per conseguire il fine. E l'apollineo si identifica. in La nascita della Tragedia. in quanto afferma che la musica tollera solo con grande difficoltà. Il primo esprime la vera realtà dell'esistenza umana. Si propone infatti un percorso tonale più ampio e più fluttuante. espressa dalle amare parole di Sileno: "Stirpe miserabile ed effimera. con il socratico: con il mondo della logica e dell'evidenza. articolato in accordi dissonanti non risolti. appoggiature. col quale avvia un'amicizia destinata a sfociare più tardi in polemica insanabile. di sogno. utilizzarla come mezzo allo scopo di dar . esse creano immagini. Nel 1868 incontra personalmente Richard Wagner. nel 1872 Nietzsche riceve una dura critica da parte del direttore d'orchestra Hans von Bülov per una successiva elaborazione della stessa opera. Sono idee che risentono nettamente dell'estetica di Schopenhauer. perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato. non essere.

(3) E la musica. simbolo eclatante dell'essenza e delle contraddizioni dello spirito tedesco." (2) Prosegue affermando che i migliori operisti sono coloro che meno danno peso alle esigenze drammatiche del libretto. A Jena. alla quale Thomas Mann si ispirerà per informare le vicende biografiche del musicista Adrian Leverkühn. trascorre il tempo improvvisando furiosamente al pianoforte.. vegliato dalla madre. come rullo di tamburo. questa è la strana arroganza del concetto di "opera". ai suoi livelli più rozzi e più semplici essa supera ancora la poesia e la abbassa ad un proprio riflesso. come suono. ma in ogni caso supera il testo.loro forza e chiarezza. per gettare uno sguardo pieno d'ansia sulle parole e sui gesti delle sue marionette. a richiamo per la memoria (riferimento involontario ai Leitmotive wagneriani?) Alcuni studiosi hanno ravvisato in questa incompatibilità estetica di fondo la vera radice della rottura tra il musicista ed il filosofo. se la si vessa. così nella musica si conclude la peripezia esistenziale niciana.. diventa dunque sicuramente cattiva musica se il compositore spezza in se medesimo ogni forza dionisiaca che in lui prende corpo. realizzati a Torino ormai sotto l'ombra della follia.. Nata dalla musica. svilendosi a simbolo. Il caso Wagner w Nietzsche contra Wagner (1888). in stile wagneriano. (. e che la musica drammatica perde ogni significato dionisiaco.) Certamente la musica mai può diventare mezzo al servizio del testo. (. . l'orgasmo dionisiaco è tutto ciò che resta a Nietzsche negli ultimi anni della sua vita. se la si tormenta. si dirà..) Perché la musica non può mai diventare un mezzo anche se la si violenta. che avrà cospicui echi nelle corrispondenze e in due scritti posteriori.

viene potenziata dalla ripetizione strofica. Die Lieder. che hanno poi vivificato tutta l'esperienza del Lied romantico. Per Beschworung. quanto l'inserimento di questi Lieder nel flusso continuo del Lied romantico. Erster Band. Qui viene coniugato il ritorno del motivo iniziale con aperture declamatorie. Balza all'occhio come la musica amplifichi e arricchisca di risonanze profonde un testo all'apparenza assai povero di suggestione. ma la trattazione più dettagliata di questi brani si legge in Luisa Moradei. preceduto da quattro prove significative che si collocano fra il 1861 e il 1863 e seguito dall'unico Lieder su testo proprio nel 1865. si presenta come un aggregato che denuncia la sua derivazione Schubertiana. Sono quindi brani scritti fra i diciassette e i ventun anni che testimoniano un precoce talento musicale. su testo di Puskin. Nietzsche. Padova. capace di sintetizzare in pochi versi una riflessione o di cogliere in . ma anche dal rimando a modelli differenti di Lied. pp. I Lieder composti da Nietzsche si presentano come un blocco compatto all'interno della sua produzione musicale: un nucleo di nove Lieder scritti nel breve periodo novembre . Essi rimasero tutti inediti (ad eccezione di Gebet an das Leben e sono stati raccolti e pubblicati per la prima volta da Georg Gohler. I quattro Lieder su testo di Sandor Petofi meritano una breve presentazione del poeta.dicembre 1864. La musica di Nietzsche. Già il primo Lied. giustificata non solo dal diverso contenuto dei testi. Colpisce inoltre la varietà di situazioni espressive dei nove Lieder del 1864. Leipzig. Da Geht ein Bach nasce come pezzo pianistico in coppia con So lach doch mal. Si pensa che questa produzione abbia una sua ragion d'essere anche senza essere necessariamente riportata ad un vissuto dell'autore. Musikalische weke von F. faccia parte dello statuto stesso del Lied romantico. 1983. egli sceglie una struttura strofica: l'invocazione all'amata morta. Nietzsche infatti dimostra infatti di conoscere e saper padroneggiare la koinè liederistica forgiata da Schubert e da Schumann e di essere in grado di piegarla alle esigenze espressive sollecitate dai testi. Petofi fu un poeta originale. 1924. funzionali alla drammatizzazione. che per altro sono del tutto convenzionali. Ora compaiono in diverse raccolte. Non è la concentrazione nel tempo che giustifica l'immagine di un blocco compatto.I Lieder . Zanibon. 19-66. Questo perchè il Lieder esprime già di per sé uno stato d'animo che è un mascheramento del significato del testo nella musica. Proposte di analisi. Mein Platz vor der Tur. memore di una scena centrale del Manfred di Byron. Ma dobbiamo considerare come questa funzione amplificatoria. che si trasforma in un rito d'evocazione del suo spirito.

L'esperienza liederistica si esaurisce tutta nella produzione giovanile. Nelle sue poesie si sente l'influenza della poesia popolare magiara. I tre Lieder su testo di Camisso.un'immagine naturalistica una metafora dell'esistenza umana. ma le quattro poesie che ha scelto esplorano una ampia varietà di situazioni. trasforma un brano concepito per pianoforte a quattro mani. Il giovane Nietzsche non si sottrae a questa tendenza. completano la gamma di situazioni espressive: troviamo infatti il tono epico-arcaico della ballata in Ungewitter. l'Hymnus an die Freundschaft. Le sue liriche si diffusero in Europa sull'onda dell'entusiasmo risorgimentale per il poeta soldato morto in battaglia. Anni dopo. In Junge Fischerin l'unico elemento veramente nuovo è la fluidità della scrittura pianistica arricchita da ardite sperimentazioni armoniche. in un Lied col testo di Lou Salomé. il tono elevato. Gebet an das Leben. Sonne des Schlaflosen. L'amico Peter Gast ne appronterà una versione per coro e orchestra nel 1887. Storia . Da uno sguardo genrale ai Lieder composti alla fine del 1864 emerge una sicura padronanza dei mezzi tecnici e la consapevolezza di inserirsi in una tradizione che aveva nell'ultimo Schubert il suo nume tutelare. mosso nel canto e scandito da incalzanti terzine in Ger und gerner. nell'agosto del 1882. Nel dicembre del 1865 Nietzsche abbozza un Lied si testo di Byron. e quello raccolto in Das Kind an die erloschene Kerze. tratto da Melodie ebraiche.

con una maggiore proposta di musica strumentale. si era occupato di questo argomento. pur volendo essere considerato un modernista. che pur essendo di ideologia fascista non esitò ad assumere intellettuali contrari alla politica di governo. fu presto abbandonato per preferire una sempre maggiore educazione dei giovani nella fede del fascismo. da cui dipendevano anche i conservatori musicali. posta sotto la giurisdizione del Ministro delle corporazioni. anno in cui Mussolini salì al potere. Nessuno. Egli. fino ad allora. era stato posto inizialmente (dal 1922 al 1924) il filosofo Giovanni Gentile. se non Fiamma Nicolodi. dalle scuole ai conservatori. A capo del Ministero della pubblica istruzione. attraverso l’Ispettorato per il teatro. Queste erano le principali strutture che governavano la vita musicale italiana. ed infine nacque la Corporazione dello spettacolo. con ampie competenze a livello nazionale. ai festival ed ai concorsi. dei rapporti che legarono musica e politica dall’inizio del regime fascista alla seconda guerra mondiale.Musica e politica dal fascismo alla seconda guerra mondiale Sono molte le domande da porsi sul tema. Furono istituiti il Sindacato nazionale fascista dei musicisti. ai teatri. nel 1931. per la propaganda di regime. la memoria di quel periodo era ancora troppo viva e i tempi non sembravano ancora maturi per affrontare queste problematiche. da cui dipendeva il Fondo nazionale di assistenza. allontanandolo da ogni forma di inutile sentimentalismo. che sia. nel suo libro “Musica e regime”. nell’autunno del 1938. inviò direttive perché fossero favorite più che le esibizioni di solisti. in particolare era maggiormente responsabile della politica musicale. credendo profondamente nel proprio genio di statista. Questo dimostra anche quanto fosse considerata importante la musica. divenuto poi Direzione generale dei teatri e della musica. quelle di “orchestre sinfoniche la cui esecuzione dà un’idea anche della disciplina collettiva della massa. significativa della più schietta virtù della stirpe”. allora Ministro dell’Educazione nazionale. è Harvey Sachs. in tutte le sue espressioni. sostenne che “l’Italia dell’Impero attende dai compositori italiani un’arte che sia all’altezza del presente momento storico. cioè. era ritenuto ignorante e privo di interesse per ogni forma di arte che non contribuisse all’esaltazione del regime. Egli tentò di varare un programma di riforma della scuola che però. ma poi. Così anche la musica fu sfruttata per trarne ogni possibile vantaggio politico. sono le principali questioni affrontate da questo autore. a grandi linee. Il fascismo giunse a governare le attività di tutte le istituzioni musicali. si tenne a Venezia un convegno per definire le necessità della scuola italiana in campo musicale. Quanto il governo fascista si sia interessato alla vita musicale italiana e chi. nacquero nuove tendenze compositive. Sembra indubbio il grande amore di Mussolini per la musica (egli stesso suonava il violino): a volte esternava la sua grande passione per Beethoven. Bottai. come e quanto cambiò la politica nei confronti di musica e compositori stranieri e quanta influenza ebbero il razzismo e l’alleanza con la Germania sul mondo musicale. Fu il Ministero della cultura popolare (Minculpop) ad esercitare l’influenza più profonda sulla vita musicale italiana. La politica fascista non modificò sostanzialmente i . Forse la maggiore innovazione si fondò sull’introduzione del canto corale fra gli insegnamenti delle scuole elementari.” Anche la musica doveva servire a trasformare gli italiani in un popolo rude e militaresco. e così anche in ambito musicale. pubblicato in Italia nel 1995. vasto e complesso. forse perché. Allo scoppio della prima guerra mondiale. Questo era. Ma come e da chi era governata la vita culturale italiana? Il segretario del PNF. prima di Sachs. il quadro che si presentava in Italia nel 1922. Quasi contemporaneamente al varo delle leggi razziali. ritenuto dai suoi successori troppo elitario. in opposizione al genere del melodramma dell’ottocento. Achille Storace.1 nel 1984. tentò di assumere il controllo di ogni aspetto della vita sociale e culturale italiana. Lo studioso che ha analizzato in maniera più esauriente queste problematiche.

nella cui Direzione Generale Propaganda era inquadrato l’Ispettorato per la radiodiffusione. la trasmissione radiofonica dedicata alle forze armate diventò. Ma fu proprio con la seconda guerra mondiale che le trasmissioni radiofoniche vennero utilizzate ampiamente per la propaganda. riscosse scarso successo fra i militari.R. alla vigilia della guerra. andavano in onda particolari programmi diffusi dalle stazioni locali. per le notizie da casa e trasmissioni dedicate ai congiunti dei militari. In Italia. Le truppe erano dotate di apparecchi ricetrasmittenti. L’attenzione delle autorità politiche e di quelle militari. Le trasmissioni radio non sempre raggiunsero i fini propagandistici desiderati: alcuni programmi. sola a combattere contro le potenze dell’Asse. sembrava non avere alcuna possibilità di successo quando le truppe italiane attaccarono la Francia sulle Alpi Occidentali e l’Inghilterra in Africa. La radio assunse un ruolo fondamentale nella propaganda di guerra. I testi delle canzoni furono via via sempre più retorici per mascherare o minimizzare gli insuccessi e le sconfitte militari.programmi di istruzione scolastica e professionale dei musicisti.000. da settimanale. Queste ci permettono di ricostruire un itinerario psicologico e sociologico attraverso le trasformazioni dei sentimenti sia pubblici che privati durante gli anni di guerra. canzonette che inneggiavano all’eroismo. in dubbio e incertezza. Il regime cercò con ogni mezzo di sostenere il morale delle truppe al fronte e per assicurarsi l’appoggio della popolazione nella produzione bellica. con il progredire del conflitto lo spazio dedicato alla guerra e ai combattenti aumentò ulteriormente. (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) dipendeva direttamente dal Ministero per la Cultura Popolare. sia per battere la contropropaganda del nemico.I. in particolare americana. le trasmissioni speciali di guerra raggiunsero il loro numero massimo con un programma dedicato a tutti i combattenti. con il protrarsi del conflitto. La canzone popolare Il genere musicale della canzone diventò un fenomeno di massa dall’inizio del novecento grazie al diffondersi del più importante e innovativo mezzo di comunicazione dell’epoca: la radio.200. quotidiana e. ma l’autarchia e l’antisemitismo influenzarono certamente tutto il sistema. Alla fine del 1942.A. Inizialmente le canzoni alimentarono euforia e false speranze che si trasformarono. L’idea della morte era sempre rappresentata o . L’Inghilterra.000. ma anche per mezzo delle canzoni. Immediatamente la censura iniziò una vera e propria campagna di epurazione della canzone da qualunque genere melodico di provenienza straniera. ma raramente sono state prese in esame le canzoni. ai reparti militari e alle fortunate famiglie che possedevano un apparecchio. La propaganda di regime svolse un enorme lavoro per guadagnare l’appoggio entusiastico delle masse e la radio ebbe un ruolo determinante anche attraverso l’uso della canzone. Con l’entrata dell’Italia in guerra. I canti del fronte interno L’entrata in guerra venne vista tutto sommato con ottimismo e la convinzione generale era che si trattasse di un conflitto breve e vittorioso: nessuno si rendeva ancora conto ancora che era appena iniziata una nuova guerra mondiale. annunciando alla folla radunata nelle piazze. ogni sera alle venti si trasmettevano insieme ai bollettini di guerra. i possessori di apparecchi radiofonici erano circa 1. sia per vigilarne l’operato ai fini della sicurezza militare. mentre in Germania addirittura 12. le principali tappe politico-militari del conflitto.000. per questo strumento di comunicazione fu sempre molto alta. Inoltre. nei vari teatri operativi e nei territori occupati. oltre a programmi per i feriti di guerra. sia ricorrendo ad immagini patriottiche sia diffondendo canzonette di svago. L’E. La storiografia ha studiato l’evolversi del conflitto attraverso ogni genere di documento scritto e anche attraverso i documentari ed i filmati di guerra. come il Commento ai fatti del giorno di Appelius. alla lotta e alla vittoria. non solo attraverso i notiziari ed i bollettini ufficiali. sia per promuovere programmi dedicati ai militari.

Londra fu seriamente colpita dai bombardamenti e Coventry completamente distrutta. I temi sono sempre i medesimi: colpire il nemico con i bombardamenti. Il discorso iniziava con: Combattenti di terra. In ogni caso. che non doveva lasciare spazio alla riflessione. Non solo gli Inglesi si trovavano in competizione per il controllo del Mediterraneo. quest’ultima ascoltata clandestinamente da tutti gli oppositori del regime e da coloro che “volevano saperne di più” sull’andamento del conflitto. in modo da sottolineare l’invincibilità del soldato italiano. Nel testo si trovavano richiami alla Roma imperiale. Vincere!). tutti avevano compreso che non si sarebbe trattato di una “guerra lampo” ed i nemici erano ben identificati. troppo antiquati. o come l’estremo e glorioso sacrificio per il trionfo della Patria. glorie future e onore ristabilito. Le trasmissioni di Radio Londra venivano studiate a tavolino da esperti della comunicazione e preparate secondo un codice del dire e del non dire. per questo diedero molto filo da torcere alla propaganda di regime. Si voleva far credere che le nostre forze aeree fossero in grado di seminare morte e distruzione sul nemico più acerrimo del regime. Mussolini non voleva perdere questa occasione ed inviò al più presto un corpo di spedizione aereo. rimaneva un imperativo. ma la figura di Mussolini iniziava a perdere lo stampo divino. La canzone più nota di questo periodo era Vincere (datata proprio 10 giugno 1940). di mare e dell’aria! E la canzone riecheggiava così: E vinceremo in cielo. Gli apparecchi. ma la politica fascista doveva tenere nascoste alla popolazione le reali condizioni delle forze armate. terra e mare! Così veniva poi ripresa la parte finale del proclama: Vincere! Vincere! Vincere! …. i tedeschi puntarono tutto sull’aeronautica: iniziò così la terribile “battaglia di Inghilterra”. I compositori italiani. avanzate inarrestabili. La caratteristica principale delle canzoni di questo periodo era proprio ubriacare le menti con la continua iterazione di frasi e parole con un ritmo quasi ossessivo. posti sotto strettissimo controllo dal regime. Per questo il ruolo della propaganda si rivelava primario. non potevano reggere il confronto ne’ con quelli nemici. simboli di riscossa e di rivincita dell’Italia in campo internazionale. proponendo sempre motivi spavaldi. fra la RAF e la Luftwaffe. Non solo la parola Vincere era ripetuta tre volte nel ritornello. Si scatenò anche una guerra fra le emittenti radiofoniche: l’EIAR e Radio Londra. senza però cedere mai alla menzogna. Lo scopo di questo motivo era evidente: esaltare l’animo del popolo e la figura di Mussolini. Dopo dodici mesi. ma anche nella propaganda e nell’informazione. ne’ con quelli alleati. chiaro esempio dell’esaltazione generale dei primi mesi di guerra.come un evento remoto difficilmente realizzabile. È la parola d’ordine d’una suprema volontà (La parola d’ordine è una sola…. la fiducia era totale nei confronti della potenza dell’alleato tedesco. Ma lo scopo finale: Vincere. facevano a gara nel comporre brani per eccitare l’animo sia dei civili sia dei militari al fronte. ritornando ad essere “colui che comanda”. cui veniva attribuito un alone divino. ma venivano riproposte anche alcune frasi significative del Duce in occasione della dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940. l’unico che rifiutava ostinatamente di arrendersi: l’Inghilterra. formato da 75 bombardieri e da 100 aerei da caccia. . Consapevoli della superiorità inglese in campo navale.

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