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Fare Italia nel Mondo Numero 0

Newsletter Febbraio
2008

SpecialeNumero
missioni militari all’estero
Politica estera e
vista di una successiva compensazione gode di un sostegno politico unanime.
diplomatica. La partecipazione italiana alla

Forze armate missione afghana dell’Alleanza


Atlantica è ad esempio sgradita alla
"In un Italia in declino,
la residua credibilità sinistra radicale, che esprime

L a partecipazione
Forze Armate italiane alle
delle
internazionale è affidata
alle operazioni militari
perplessità crescenti anche
nostra presenza militare nel Kosovo.
sulla

operazioni militari internazionali è un all’estero”. Il Libano, invece, preoccupa coloro


elemento strutturale della politica
che non condivisero a suo tempo la
estera del nostro Paese da almeno Nella seconda ricadono invece tutti gli
scelta di varare un’operazione
vent’anni. Non è un caso. L’Italia è interventi promossi nell’ottica
militare dal sapore inizialmente
costretta ad impiegare i propri soldati dell’autotutela diretta della sicurezza
piuttosto antagonista. Ovunque
all’estero sia perché è aumentata nazionale. In tempi recenti, le missioni
corriamo dei rischi. Tuttavia,
l’instabilità in aree nelle quali di questo tipo hanno riguardato
dobbiamo proprio ai nostri soldati la
sussistono interessi nazionali da pressoché esclusivamente l’Albania,
residua credibilità internazionale che
tutelare, sia perché farlo si è dove negli anni novanta si sono svolte
l’Italia è riuscita a conservare in
dimostrato utile a promuovere lo le due Operazioni Pellicano ed Alba.
questi mesi difficilissimi, segnati da
status internazionale del Paese. Ma non va dimenticata la missione
una crisi interna senza precedenti.
Ciò spiega perché gli interventi navale decisa nel 1987 per proteggere
militari italiani siano riconducibili i mercantili italiani in transito nello
sostanzialmente a due ampie stretto di Hormuz dagli attacchi dei
categorie. La prima è rappresentata pasdaran iraniani.
dalle operazioni concepite per Attualmente, l’Italia è impegnata con
dimostrare solidarietà nei confronti circa ottomila uomini su tre teatri
dei nostri maggiori alleati, anche in principali: l’Afghanistan, i Balcani ed
il Libano. Nessuno di questi interventi
vista politico, dal momento che i
partiti
AFGHANISTAN:
SI COMBATTE, MA inserire il confronto sulla sua l’Unione si presentò alle elezioni del
IN SILENZIO prosecuzione tra gli argomenti che 2006, ma l’ostilità alla prosecuzione
avrebbero dovuto formare oggetto della nostra partecipazione all’ISAF,
a missione militare italiana

L in Afghanistan è certamente
la più controversa dal punto
della cosiddetta “verifica”. La sinistra
estrema, in realtà, non era riuscita ad
inserire il ritiro dall’Afghanistan nel
la missione Nato di sostegno alla
stabilizzazione di quel
costantemente aumentata sin dagli
Paese, è

della sinistra radicale contavano di


voluminoso programma con il quale inizi della legislatura.
In questo momento, il contingente responsabilità
interforze italiano è composto da circa dall’autunno
2.600 uomini, pressoché equamente del 2005,
distribuiti tra la regione occidentale e mentre a
quella della capitale afghana . Kabul è
La prima fa capo ad Herat ed è fonte prevista una
di non pochi grattacapi, posto che vi rotazione
rientra anche la turbolenta Provincia di periodica.
Vale la pena
di sottolineare
Farah, etnicamente pashtun e come per nove
significativamente infiltrata dalla mesi, fino sufficienti a mettere al riparo il nostro
guerriglia neo-talebana, dove si sono all’aprile del 2006, sia stato sottoposto contingente dal rischio di partecipare
verificati i maggiori combattimenti ad un ufficiale italiano, il generale alle operazioni militari più
che abbiano finora interessato i nostri Mauro Del Vecchio, addirittura impegnative. Tutt’altro, come prova il
militari rischierati in Afghanistan. Non l’intero schieramento delle forze fatto che almeno la Task Force 45
a caso, i velivoli senza pilota Predator atlantiche in Afghanistan. abbia preso parte lo scorso anno
e gli elicotteri A 129 Mangusta inviati Il carattere politicamente controverso all’Operazione Achille.
in fretta e furia la scorsa primavera dal della missione militare in Afghanistan
Governo si trovano tutti in quella parte si connette sia alla polemica condotta
del Paese. Sono basate all’Ovest anche da parte significativa della sinistra "L’Italia la sua parte la
fa, ma le circostanze
la Task Force 45 composta dalle forze italiana nei confronti della Global War
politiche hanno sino ad
speciali italiane in teatro e la Quick on Terror promossa dagli Stati Uniti, oggi costretto il Governo
Reaction Force di settore, che è in cui rientra ovviamente anche la a nasconderlo al
multinazionale ma ampiamente missione ISAF, sia al rischio di un Parlamento e
partecipata dalle nostre unità. progressivo coinvolgimento dei
all’opinione pubblica
La seconda regione, ovviamente, militari del nostro Paese nei più aspri
Di qui, le sempre più numerose
s’identifica con Kabul ed i suoi combattimenti, che si verificano
iniziative intraprese da tutta l’area
dintorni, sui quali incombe soprattutto prevalentemente nelle Province
della Sinistra Arcobaleno per
una minaccia di natura terroristica, meridionali ed orientali afgane.
rimpatriare le nostre truppe ed, al
come testimoniato dall’attacco costato In verità, l’Italia ha escluso di inviare
tempo stesso, la prudente strategia
la vita a Daniele Paladini, anche se propri soldati in quelle zone fin dal
comunicativa scelta dal Ministero
occasionalmente si verificano scontri 2006, salvo in casi eccezionali di
della Difesa, che ha finora evitato di
di tipo convenzionale tra gruppi straordinario pericolo per le truppe
pubblicizzare ciò che fanno i soldati
organizzati di neo-talebani e militari delle altre nazioni presenti in teatro:
italiani dell’ISAF quando le
della Nato, afgani e dell’Operazione una limitazione geografica ottenuta dal
circostanze li obbligano ad usare la
Enduring Freedom, specialmente nella Governo Berlusconi in cambio del
forza di cui dispongono.
valle di Musahi. sostegno del nostro Paese al
In entrambe le aree, l’Italia detiene la progressivo allargamento dell’area di
A quanto è dato di capire, i nostri
responsabilità del comando su tutti i competenza della missione Nato
alleati atlantici comprendono le
soldati ISAF. Nel quadrante all’intero Afghanistan. Tuttavia, tali
preoccupazioni dell’esecutivo di
occidentale, esercitiamo questa caveats territoriali non sembrano più
centro-sinistra ed assecondano questa indubbiamente impressionante: dal italiane dal territorio iracheno. Salvo
esigenza di riservatezza, lato civile 800 progetti portati a poi finire per ricorrere, per la
esplicitamente manifestata il 30 termine nei settori della sanità, protezione dei civili italiani rimasti
ottobre scorso da Arturo Parisi a infrastrutture pubbliche, risorse ,alla protezione di una società di
Robert Gates e Stephan Hadley, nel idriche, reti fognarie, strade e ponti, contractors inglese la AEGIS Defence
corso di una visita ufficiale a per un importo vicino ai 20 milioni di Service, al costo di 3,5 milioni di euro.
Washington. Per quanto le acque euro. Dal punto di vista dell’impegno
vengano confuse con generici richiami militare 20.000 pattuglie effettuate, Mai il governo italiano aveva fatto

alla solidarietà alleata rivolti anche 3.000 veicoli impiegati, oltre 8.000 ricorso a soldati di professione per

all’Italia quando si critica la posizione ore di volo, 1.500 check point allestiti, gestire operazioni all’estero. Tanto più

dei Paesi che non si espongono in 2.500 persone controllate, oltre 1.000 per sostituire soldati italiani arruolati

prima linea, è un fatto che lo scorso veicoli controllati, circa 60 tonnellate e inquadrati nel nostro esercito

novembre il nostro Paese abbia di armi ed esplosivi sequestrati, oltre regolare. Tale scelta è passata in gran

ottenuto per il suo attuale Capo di 20.000 poliziotti iracheni addestrati e parte sotto silenzio e solleva una gran

Stato Maggiore della Difesa, oltre 6.000 militari iracheni addestrati. numero di questioni e perplessità.

ammiraglio Di Paola, l’ambita carica A tali numeri si aggiunge ovviamente


di Chairman del Comitato Militare quello dei caduti: 38 militari italiani.
della Nato.
Nel 2006, la decisione di portare a
L’Italia, quindi, la sua parte la fa. "L’etica del impiego dei
Peccato che le circostanze politiche termine la missione italiana italiana in militari all’estero non
obblighino il suo Governo a Iraq era ormai divenuta una scelta consiste solo nello
condivisa da entrambi gli schieramenti scegliere dove e perché
nasconderlo al Parlamento ed
politici, così come quella di mantenere
impengare i nostri
all’opinione pubblica. soldati né il come farlo,
nel tormentato Paese mediorientale un
ma anche nel come
importante attività di cooperazione dal ritirarli da un teatro.
carattere prevalentemente civile.
L’exit strategy italiana dall’Iraq
Naturalmente, la scelta di mantenere In primo luogo, i contractors di tutto il
attiva la componente civile imponeva
Quando partire è l’ovvia conseguenza di mantenere
mondo si muovono in un sostanziale
vuoto normativo internazionale che
un po’ restare anche una componente di sicurezza oramai sta stretto anche agli Stati
per assicurare la protezione diretta dei Uniti, il Paese che li ha utilizzati (e
Il caso iracheno dei contractors a cooperanti. Il governo allora in carica continua a utilizzarli) in misura
protezione dei cooperanti. aveva in mente di mantenere una maggiore, a seguito dei noti massacri
presenza militare ridotta di 800 uomini perpetrati dalla società Blackwater (e
Nonostante tutta la retorica e anche
a protezione del residuale impegno non solo essa). Essi del resto
volendolo profondamente non è
civile e degli impegni assunti nel rispondono solo limitatamente delle
possible chiudere un esperienza
corso dei tre anni di presenza tanto nel loro azioni ai governi che li
controversa ma significativa come
campo della sicurezza quanto in quello ingaggiano e ancor meno a quelli dei
quella della presenza dei nostri militari
della governance. Il governo di centro Paesi in cui operano.
in Iraq dal 2003 al 2006. Quando
sinistro tuttavia, vincente alle elezioni
l’impegno italiano in Iraq giunse a
politiche del 2006, optò per il ritiro In secondo luogo, la stessa AEGIS è
termine i numeri della missione
pressoché totale delle forze armate stata in passato coinvolta proprio in
parlavano di un triennio di sforzi
Iraq (e non solo, anche in Sierra gli alleati internazionali e locali, 1982-1984, che, pur non agendo sotto
Leone, o nelle Isole di Bouganville) in rendere giustizia alle potenzialità dei gli auspici del Consiglio di Sicurezza
roventi polemiche per alcune sue nostri soldati, non particolarmente dell’ONU, si muoveva con il consenso
azioni non proprio “ortodosse”. costoso e soprattutto non lasciare del governo del Libano.
attori di dubbia credibilità a tutelare
In terzo luogo, viene da chiedersi che l’immagine e l’operato dell’Italia nel L’attuale missione è invece originata
senso abbia la decisione radicale di mondo. Una cattiva exit strategy in dalla nota crisi determinatasi
azzerare la nostra presenza militare mano ad una cattiva compagnia nell’estate del 2006 a seguito delle
per poi doversi affidare a delle risorse militare privata potrebbe annullare pesanti provocazioni degli Hezbollah,
esterne così ambigue nel loro modo di sforzi enormi e rendere vano il ed ha visto il nostro Paese
essere e di operare, tanto che, a ben sacrificio di coloro che sono caduti protagonista sin dalle prime salienti
vedere poi, la legislazione italiana nella piena legalità e nell’attuazione fasi. Difatti, va ricordato che la
neanche consente che similari società
della volontà del parlamento italiano . risoluzione 1701 che ha costituito la
possano essere costituite nel territorio UNIFIL II (qualche mese orsono la
italiano. missione è stata prorogata di un altro
anno con la risoluzione 1773) non è
Difatti, è vero che le cosiddette Private
che il prodotto del clima instauratosi
Military Companies (PMC) possono
nell’ambito della conferenza di Roma
offrire l’indubbio vantaggio di “morire
svoltasi sotto la presidenza italiana e
al posto degli altri” senza troppo
statunitense, e alla quale
clamore. Ma è anche vero che a loro
parteciparono, con atteggiamento
possa interessare ben poco quali
possano essere i risultati delle loro
L’anomalia indubbiamente costruttivo, sia il

azioni sul sistema-Paese che li ha libanese Segretario Generale dell’ONU che il


Primo Ministro libanese.
ingaggiati.
L’attuale presenza militare italiana in
Libano s’inquadra nell’ambito della Il contributo militare italiano svolge
Dal caso iracheno, un importante
cosiddetta missione delle Nazioni un ruolo imprescindibile per l’intera
dibattito dovrebbe nascere in Italia,
Unite UNIFIL II. Essa segue alla UNIFIL: basi pensare che la Forza,
non solo sul dove e perché è giusto
missione UNIFIL, partita nel 1978 con che ammonta a circa 15.000 militari,
mandare in nostri soldati all’estero in
la risoluzione 478 del Consiglio di vede il contingente italiano come
teatri di guerra ma anche sulla
Sicurezza con il compito di monitorare quello più numeroso su una
opportunità, modalità e moralità delle
il ritiro israeliano dal tormentato Paese partecipazione totale di 27 Stati.
exit strategies che i nostri governi
mediorientale. Tuttavia, l’UNIFIL, Inoltre, gli Ufficiali italiani hanno più
sono tenuti ad applicare nel momento
alla quale anche l’Italia aveva fornito volte svolto ruoli di comando
in cui i militari italiani vanno a
un importante contributo, non si dell’intera Forza e/o di componenti
lasciare un vuoto in un determinato
mostrò all’altezza di impedire la fondamentali di essa.
teatro. Non esiste solo una moralità
guerra civile, e men che meno di
nello scegliere di impegnare i nostri
prevenire i successivi interventi di La missione finora si è svolta
soldati all’estero e una moralità del
Israele e della Siria. Né vi riuscirono indubbiamente senza grandi problemi
loro impiego, ma anche una moralità
le operazioni multinazionali (alle quali (anche se va menzionato qualche
del nostro disimpegno. Un disimpegno
presero parte la Francia, gli USA, la cruento attacco terroristico), e
che deve necessariamente essere
Gran Bretagna e l’Italia) degli anni godendo del sostanziale consenso (pur
onorevole, graduale, concordato con
con alcuni momenti di criticità) di alti rappresentanti delle Nazioni Unite, all’estero è spesso influenzata da
tutte le parti coinvolte. che interagiscono con i rispettivi uffici un’interpretazione irrealistica dell’art.
alla sede delle Nazioni Unite, a New 11 della Costituzione”. A nostro
Tuttavia, non possono essere York, a scapito di una visione unitaria. avviso l’acuta osservazione dovrebbe
sottaciute alcune problematiche È da aggiungere che le risoluzioni del contribuire a rendere improcrastinabile
intrinseche, soprattutto perché comuni Cds non sono sempre chiare o un serio dibattito sia interno che
a tante altre missioni ONU che nel comunque si prestano ad internazionale su come (e per cosa)
passato sono sfociate in sostanziali interpretazioni non univoche. Per certi debbano essere intese ed organizzate
fallimenti. aspetti anche le risoluzioni 1701 le missioni internazionali all’estero (i
(2006) e 1773 (2007) non sfuggono a concetti di Peace Support Operations,
In primo luogo, sin dall’inizio della questa considerazione. Tutto questo si Crisis Response Operations, Compiti
missione, si è posta l’annosa questione ripercuote sulle regole d’ingaggio che, di Petersberg, etc. convincono sempre
del rapporto fra Paesi contributori e pur essendo dettate dalle Nazioni meno alla luce delle più recenti
Segretariato Generale dell’ONU per Unite, non possono non tener conto esperienze operative). Va comunque
ciò che concerne gli aspetti del dei caveat che ciascun contingente detto che il Comandate di UNIFIL (al
comando e controllo. Per la prima nazionale deve osservare. Una delle momento il “nostro” Generale Claudio
volta, proprio per questa missione è principali fonti di controversia Graziano) svolge anche il ruolo di
stata creata una Cellula Strategico- riguarda la definizione delle legittima rappresentante di Segretario Generale
Militare posta fra la stessa Forza e il difesa, se deve essere intesa in senso dell’ONU, e, a differenza del Ronzitti,
Dipartimento per le Operazioni di restrittivo oppure in senso più ampio e non riteniamo che questa sia di per sé
Peacekeeping (DPKO) dell’ONU. La comportante una reazione anche in una cosa negativa.
Cellula, dai compiti grossomodo caso di semplice intento ostile, prima
comparabili a quello di una stato che il nemico faccia uso delle armi. In terzo luogo, rimane il fatto che la
maggiore generale della missione, Per quanto riguarda l’Italia, si tratta di missione è organizzata secondo
finora non ha fornito i risultati sperati, caveat che sono dettati dall’articolo 11 un’ottica giuridica più che politica,
soprattutto per incomprensioni della Costituzione, talvolta come è nella generale natura senza una
sviluppatesi con il DPKO. Ciò non interpretato in senso troppo restrittivo, particolare attenzione o prospettiva per
toglie che anche per missioni future dimenticando che la disposizione la ricostituzione del tessuto politico,
l’esperienza andrà ripetuta e magari costituzionale proibisce economico e istituzionale libanese
pienamente isituzionalizzata, perché esclusivamente la guerra di (aspetti che comunque non dovrebbero
potenzialmente suscettibili di divenire aggressione. Anche perché la essere rivestiti dai militari quanto dalle
l’anello di congiunzione tecnico- distinzione tra peace-keeping, componenti civili di una missione).
politico fra le forze sul campo e le disciplinato da un’applicazione Può dunque apparire ancora una volta
autorità delle Nazioni Unite. consuetudinaria del Capitolo VI dello ingenuo pensare che la sola presenza
Statuto delle Nazioni Unite, e peace- militare (con quei compiti davvero
In secondo luogo, come indicato enforcing, regolato dal Capitolo VII, è “soft” prima mostrati) possa condurre
dall’autorevole parere di Natalino diventata opaca e sempre più spesso si alla stabilizzazione interna libanese,
Ronzitti, “altra prassi (negativa) sente parlare di “peace-keeping senza una progettualità politica che
nell’esperienza libanese è stata ed è robusto” La polemica non si è riusciti a pianificare e a porre
l’assenza di un rappresentante del sull’applicazione del Codice penale soddisfacentemente in essere. Ed è su
Segretario Generale sul terreno. In militare di pace o del Codice penale questo punto che trovano la loro
Libano sono stanziati una pluralità di militare di guerra alle nostre missioni ragion d’essere gli interrogativi sulla
missione che di tanto in tanto fanno
capolino da parte di qualche l’attivazione del Centro di
osservatore più acuto: sarà l’ennesima Europea sia come attore internazionale informazione e monitoraggio del
missione interminabile? Cosa si potrà unitario che come moltiplicatore della Meccanismo di protezione civile). Una
fare se gli Hezbollah attaccheranno gli politica estera nazionale; ed anche per forte presenza Ue avrebbe potuto
israeliani all’ombra della missione? questo aspetto ci viene in aiuto essere un esperimento per saggiare i
Perchè non si è fatto nulla mentre gli l’autorevole penna di Natalino rapporti Ue-UN, specialmente se l’Ue
Hezbollah si stavano riarmando? Cosa Ronzitti: “la crisi libanese è stata fosse stata inserita nella Cellula
fare in caso di interventi di ulteriori un’occasione persa per l’Unione strategico-militare”. Si tratta di un
attori esterni? Etc. Si tratta di Europea (Ue). Gli europei sono aspetto sul quale poter impostare
1
interrogativi tutt’altro che peregrini , presenti in forze, con i loro ulteriori riflessioni, alla luce della
se non altro perché poggianti anche contingenti, ma hanno perso oramai non più recentissima
sull’esperienza risultata dalla storia l’opportunità di inviare sul terreno una costituzione dei battlegroup europei e
dell’UNIFIL. missione a guida europea, con un dei continui ritardi accumulati dalla
Quartier Generale Ue. L’Ue è presente Forza Europea di reazione Rapida.
In quarto ed ultimo luogo, non è nel senso che i paesi europei sono i
possibile ancora una volta non maggior Stati fornitori. Ma l’Ue, come
rimarcare l’inidoneità dell’Unione istituzione, è assente (a parte

1
La risoluzione 1773 è un chiaro tentativo
di ovviare almeno in parte alle
problematiche di ordine più generale
richiamate da tali interrogativi, dato che:
viene richiamata all’attenzione delle parti
la garanzia di completa libertà di azione a
UNIFIL; vengono inviate le parti a
garantire l’assoluta sicurezza del
personale; vengono i Paesi contributori
invitati a garantire che UNIFIL sia dotata
di tutti i mezzi e sistemi di
equipaggiamento necessari, senza
limitazione, per svolgere la missione;
viene richiesto di dotare Unifil di capacità
investigative specifiche autonome per
partecipare ad indagini in seguito a fatti
terroristici.