PRODOTTO

ARTIGIANALE
DELLA VALLE
D’AOSTA
www. bieresdessalasses .com

sabato 31 gennaio 2015

Direttore: LUCA MERCANTI

ANNO XIV - N° 5
DISTRIBUTORE ESCLUSIVO IN VALLE D’AOSTA
www.chezdrink.com - info: 0165/40077

Poste italiane. Spedizione in A.P.D. L.353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1. DCB Aosta

SETTIMANALE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE, POLITICA, CULTURA, SPORT

Tel. 0165 231711 centralino
segreteria@gazzettamatin.com

EURO 1.50 (COPIA OMAGGIO)

"045"7*"#'&45";
5FM'BYBPTUB!FDPTUPSFFV

BENVENUTI

IN

FIERA

Sant’Orso cresce di
dimensioni e qualità
di Luca MERCANTI

S

ant’Orso cresce. E non
solo numericamente,
ma anche in qualità e appeal. Quella di quest’anno,
la numero 1015, è l’edizione che registra il record di
espositori: 1183. Qualcuno è rimasto a casa, forse
consigliato dal maltempo
di giovedì notte che ha dato un volto più invernale
alla città, o forse per l’influenza, che sta obbligando a letto mezza Italia. Nonostante tutto, sono davvero pochi i banchi vuoti
per le vie del centro storico, segno che la partecipazione alla Fiera di Sant’Orso è talmente attesa
da spingere gli artigiani
a far di tutto per non saltare l’appuntamento più
atteso dell’anno dai valdostani.
La Fiera di Sant’Orso è
una grande festa, l’appuntamento principe per far
conoscere e valorizzare
l’artigianato di tradizione e dare il benvenuto a
nuove forme espressive
che, soprattutto attraverso l’utilizzo del colore, trovano sempre più spazio e
consenso tra i visitatori.
Visitatori che nella due
giorni di fiera è ipotizzabile possano sfondare il
tetto delle 200 mila unità. Un numero imponente di persone, molte delle quali, soprattutto giovani, per le vie del centro e nelle cantine dove
come tradizione iera sera, in quella che i valdostani chiamano Veillà, si
è suonato, ballato e cantato sino all’alba.
(continua a pagina 54)

Sant’Orso
da record

PER LAPER
PUBBLICITÀ
LA PUBBLICITÀ
LG PRESSE
ADV -SRL
TEL:- 0165.1845110
TEL: 0165.230772
CELLCELL
: 366.6174591
: 366.6174591
- EMAIL
- EMAIL
: M:.HENRY
INFO@@
ADVSRL
LGPRESSE
.IT .COM

2

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

3

■ remise des prix / Assegnati a Zucco, Diémoz, Gallego Selles, Scandella, Balliana e Champrétavy

I premi speciali della Foire
C

erimonia di remise des
prix spéciaux nell’ambito della 1015ª Fiera di
Sant’Orso, quella andata in scena ieri sera - venerdì 30 gennaio - nella piazzetta antistante la Collegiata di Sant’Orso,
al termine della messa per gli
artigiani.
Seguendo l’ordine con il quale i premiati sono stati chiamati sul palco dalla giuria, il
riconoscimento ‘Fondazione
comunitaria della Valle d’Aosta e Coordinamento solidarietà Valle d’Aosta’ - in memoria
dello scultore Domenico Orsi è andato ad Alessandra Zucco
di Verrès grazie all’opera ‘Alice’
con la seguente motivazione: «Il
concetto del dono è illustrato in
modo evidente nell’amore che
traspare dalla rappresentazione di una madre e di sua figlia
che si abbracciano». Scesa dal
palco, la premiata ha spiegato:
«Non me l’aspettavo di ricevere
il premio, motivo per cui sono
molto felice, anche perché mia
figlia Alice per la prima volta ha
voluto salire sul palco con me.
D’altra parte quest’opera, in legno di acero, era ispirata proprio a noi due, visto che quando rientro la sera dal lavoro, lei
mi aspetta sempre in cima alle scale, pronta ad abbracciarmi forte. E l’abbraccio di una figlia è il regalo più grande che
si possa avere».
Secondo a essere chiamato sul
palco è stato Guido Diémoz di
Doues, insignito del premio
‘Don Garino’ dedicato a temi
religiosi e attribuito su proposta dell’associazione ‘Amici di
Don Garino’. La sua opera ha
rappresentato «uno spaccato realista della vita religiosa
d’antan nei nostri villaggi, illustrando il ruolo sociale della
religione, con la chiesa in primo piano, incarnata dalla comunità all’atto della festa del
santo patrono». Sempre nell’ambito del premio ‘Don Garino’ menzioni speciali sono
state attribuite a Flavio Thédy,
Peter Trojer, Florian Barmasse, Fernando Casetta e Alessandra Zucco.
Quindi è stata la volta del premio ‘Pierre Vietti’ attribuito - su
proposta del Comité des Traditions Valdôtaines - all’artigiano
Cristian Gallego Selles di Fénis, che ha dimostrato più di
ogni altro un’attenzione particolare per lo studio e la ricerca storica sul tema propo-

I sei premiati
dell’edizione
2015 della
Fiera
di Sant’Orso

Da sinistra
Renato
Champrétavy
con
l’assessore
Pierluigi
Marquis;
a fianco
Gabriella e
Italo Balliana

Accanto
Wally e
Wanner Orsi
premiano
Alessandra
Zucco con la
piccola Alice;
a destra
Alessandro
Celi premia
Cristian
Gallego
Selles

A sinistra
Marisella
Chevallard
premia Guido
Diémoz; qui
a fianco Livio
Vagneur
e Pierluigi
Marquis
premiano
il giovane
Thierry
Scandella

sto della fienagione. «Non mi
aspettavo certo di entrare nella cerchia ristretta dei premiati di quest’anno - ha confessato al termine della cerimonia
- anche se devo ammettere che
questo tema mi ha particolarmente ispirato, soprattutto dal
punto di vista dello studio della figura femminile nel mondo
rurale valdostano di una volta, senza la quale difficilmente
l’uomo avrebbe potuto mandare avanti da solo tutto il menage». Alle sue spalle, Guido Diémoz e Donato Casetta, con segnalazione per Christian e Romano Hugonin.
Il premio ‘Amédée Berthod’ all’artigiano più giovane è stato
conferito a Thierry Scandella
di St-Pierre, 18 anni il prossimo 22 luglio, iscritto al 3° anno di falegnameria all’ITPR di
Aosta, risultato vincitore grazie alla sua cassetta del cucito.
«Sono molto contento, dopo il
2° posto di Antey essere riuscito ad aggiudicarmi un premio
alla Foire mi riempie di gioia»,
racconta.
Un riconoscimento postumo è
stato quindi consegnato alla famiglia di Olivo Balliana, l’artigiano 85enne di Roisan scomparso il 15 novembre scorso a
seguito di un incidente stradale non lontano da casa, in frazione Closellinaz. Il premio,
più nel dettaglio, è stato consegnato al figlio Italo in quanto Balliana ebbe il merito di
preservare «le tecniche artigianali tradizionali nella fabbricazione degli attrezzi agricoli». «Io e mia sorella ringraziamo l’amministrazione per
quest’ultimo premio a mio papà, ne aveva già vinti altri ma
questo ci tocca di più. Da lassù
sono sicuro che ringrazia tutti», è il messaggio che ha voluto pronunciare al microfono il
figlio di Olivo Balliana.
Sesto e ultimo riconoscimento, infine, quello attribuito a Renato Champrétavy di St-Pierre,
87 anni lo scorso 10 ottobre, col
premio ‘Robert Berton’ consegnato all’artigiano più anziano
presente alla 1015ª Fiera di Sant’Orso tra quelli non premiati
negli ultimi cinque anni. «Il segreto per arrivare alla mia età
ancora più o meno attivo? Bere,
mangiare e lavorare, per quello
che si riesce alla mia età», ha
commentato Champrétavy una
volta sceso dal palco.
■ Patrick Barmasse

4

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

5

■ la veillà dei piccoli / Nella piazzetta di via Vevey, divertimento assicurato

Il cortile, REGNO dei bambini
S

ono ormai undici anni
che la Fiera di Sant’Orso
pensa anche i più piccoli. La veillà dei bambini è divenuto un evento molto apprezzato e partecipato. La
veillà di petchoù si è tenuta
ieri pomeriggio, venerdì 30
gennaio, nella piazzetta di via
Vevey. Un’ iniziativa ideata da
Daniela e Concetta, ex maestre della scuola San Francesco che da quando portavano i bimbi alla Fiera, hanno
pensato che, effettivamente,
per i più piccoli non era stato organizzato granché. Così nasce questo progetto che
ha uno scopo ben preciso: «il
messaggio che vogliamo trasmettere è quello di restituire
il cortile in città ai più piccoli
- i cortili che ormai sono occupati dalle macchine e che
non permettono più ai bambini di giocare liberamente in
un posto sicuro».
Ogni anno la veillà dei bambini si declina su un tema differente; quest’anno è stato ‘dal
grano al pane’: oltre a essere stati organizzati laboratori per la preparazione del pane, c’erano anche un mulino
funzionante e molte golosità
per soddisfare il palato per
la merenda. L’evento ha visto
la partecipazione della Clicca
de Saint Martin de Corléans
e anche di diverse associazioni come Slow Food mentre le
educatrici del CEA hanno aiutato, distribuendo la merenda.
Molta musica, molta allegria
e un’energia positiva nell’aria;
non sono mancati i joueurs, le
scorribande dell’orso e i sal-

Qui e più a destra, due momenti dell’apprezzata veillà di petchoù

Mamma Alessandra, José e la zia Nadia

Ian, papà Giampiero e Nicholas

Aurora e Sophie

ti sulle balle di fieno. Positivo
anche il commento di alcuni
partecipanti come nonna Lucia, «veramente una bellissima
iniziativa; i miei nipotini hanno già partecipato a questa iniziativa e sicuramente presenzieranno anche l’anno prossimo. Bella anche la tematica di
quest’anno; i piccoli si possono
rendere conto di quanto lavo-

ro c’è dietro a una semplice pagnotta. Forse è un’impressione, ma quest’anno ci sono più
attività e più bambini»; anche
mamma Nicole è soddisfatta,
«un evento bello e coinvolgente, soprattutto per i bambini
che si divertono positivamente e con un interessante risvolto educativo».
■ Carol Di Vito

Marisol e Antoine impastano il pane

Matteo e Matilde

CONCESSIONARIA

GIACHINO

ZIONI
SUPER PROMOZIONE DICEMBRE 2014
NUOVO PORTER
CON RIDOTTE
Diesel o benzina

Trazione integrale inseribile

Vi aspettiamo
alla fiera
di Sant’OGIANPIERO
rso
officina DALL’AUTO
in via Torino
DAL 1° DICEMBRE
NUOVO AFFILIATO ALLA NOSTRA
RETE DI VENDITA & ASSISTENZA PER
LA VALLE D’AOSTA:
di Dalle Davide
Donnas (AO)

AUTORIPARAZIONI GIACHINO Saint-Christophe (AO) - Loc. Grande Charrière, 7 - Tel. 0165 42207

6

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

7

■ padiglione enogastronomico / Le eccellenze, tra conferme e qualche novità

Una gustosa passeggiata
S

essantasei espositori nel
padiglione enogastronomico di piazza Plouves
per l’edizione 2015 della fiera di
Sant’Orso, per soddisfare tutti i
palati, anche quelli più esigenti
fino a domenica 1 febbraio. Dal
dolce al salato, dalla tradizione all’innovazione, dai succhi
di frutta ai liquori, dai formaggi freschi agli stagionati, e poi
biscotti, pane, composte, vino,
e tanto tanto altro ancora. Basta armarsi di voglia di conoscere, assaggiare e perché no
fare anche quattro chiacchiere con gli espositori per scoprire o riscoprire, per gli habitué, le specialità enogastronomiche del nostro territorio.
Per gli amanti del dolce non
c’è che l’imbarazzo della scelta, dai tradizionali Baci di Nus
della storica Pasticceria Buzzi, che propone anche i rustici ed i torcettini, al coloratissimo plumcake con frutta candita al rum cubano della Cioccolateria Robbiano di Arvier; «per
l’occasione presentiamo anche
delle sfiziose chips di mele ricoperte di cioccolato fondente»
- afferma il maestro cioccolatiere Ferruccio. Da otto anni
a questa parte è possibile trovare nello stand di Elena della pasticceria di Cogne ‘Il paradiso dei golosi’ anche dolci
e composte per chi ha intolleranze alimentari o per i vegani; «mi piace proporre una pasticceria alternativa con prodotti particolari come le farine o lo sciroppo d’agave, la ricerca delle materie prime è per
me la parte creativa della mia
pasticceria» - dice Elena. Tra

Un pezzo di lardo e i vasetti
di lardo spalmabile ‘Mifagola’
Amanda Buzzi della pasticceria Buzzi di Nus

Christian e Raffaele di Arnad Le Vieux

Claudio e Alessandro di Saveurs Valdôtains;
qui sotto il Bleu fatto macerare
nei frutti di bosco

Elena del Paradiso dei Golosi di Cogne

tradizione e innovazione troviamo i prodotti dell’azienda
agricola Genuinus, Elisa Dorrier propone per la prima volta
in fiera la confettura degli gnomi con lamponi della sua produzione, questa marmellata è
la prima di una linea dedicata
ai personaggi fantastici come
fate e folletti.
[continua a pagina 9]

Ferruccio della Cioccolateria Robbiano di Arvier con la moglie

Elisa Dorrier di Genuinus

Il plum cake al rum e le chips di mele

8

lunedì 31 gennaio 2015

Stufa a pellet murale

VIENI A SCOPRIRE LA NOVITÀ...
TI ASPETTIAMO IN FIERA
IN VIA TORINO
STACCHETTI
PIASTRELLART

Frazione Taxel, 22
11020 - Gressan (Aosta)
Tel 0165 250939

STACCHETTI
CASA

sabato 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso
Katy e Lisetta del Salumificio Gignod; qui sotto
il lungotto di suino, salamino da passeggio; più in
basso le beuro colò dell’azienda agricola ‘La Croix’

Emilia, Chul-Kyu, Daniela e Mirela con i prodotti del territorio del Parco Gran Paradiso

Ross,
Angelo e
Ornella della
distilleria
Saint Roch
di Quart

Il diffusore per
ambiente Ge e lo spray
A, con fragranza alpina
da génépy Artemisia
Glacialis della
distilleria Saint Roch

Valeria allo
stand della
azienda
agricola Mont
Blanc di
Courmayeur,
per la prima
volta alla
Fiera di
sant’Orso

Un’altra
new entry
alla Foire;
l’azienda
Vertosan
di Châtillon
di Mario
(in foto),
Massimiliano
e Alessandro
Bernardini

9
[segue da pagina 7]
Nuovo anche lo sciroppo di fiori di sambuco che
aggiunto a del buon vino bianco dà vita a un ottimo aperitivo.
Per chi invece predilige il salato potrà trovare innumerevoli stand di formaggio dove la Fontina ne è la
regina incontrastata, ma è possibile trovare anche ottimi Tome e Bleu. Tra questi ultimi spicca allo stand
di Saveurs Valdôtains di Quart, un Bleu fatto macerare nei frutti di bosco dal profumo meraviglioso. Per
chi invece ama i formaggi di capra e di pecora anche
misti, come i tomini, li trova allo stand dell’azienda
Mont Blanc di Courmayeur; «E’ la nostra prima volta in fiera - dice Valeria - e abbiamo portato anche
yogurth, tome, ricotte, latte e budini».
Da non dimenticare gli affettati, Arnad Le Vieux propone una versione alternativa del lardo di Arnad il
‘Mifagola’ un lardo spalmabile; «E’ ottimo con i crostini caldi ma anche per cuocere la carne, la rende
morbidissima» - spiega Raffaele. Per chi non ha voglia di aspettare può approfittare del salame da passeggio, un lungotto di suino, che il salumificio Gignod
ha creato quattro anni fa proprio per la fiera e che va
a ruba. Nel tour del padiglione non può mancare una
visita agli stand dei produttori dei tradizionali liquori come grappa o génépy. Dal 1998 la storica distilleria Saint-Roch di Quart, presenta la selezione fiera
con l’etichetta che riproduce il manifesto, quest’anno la grappa è un monovitigno di Cornalin. Originali il diffusore per ambiente Ge e lo spray per l’ambiente A, entrambi con fragranza alpina da pianta di
génépy Artemisia Glacialis. Novità in fiera sul fronte génépy, l’azienda Vertosan di Châtillon di Mario,
Alessandro e Massimiliano Bernardini.
■ Simonetta Padalino

10

lunedì 31 gennaio 2015

VIENI A VISITARE IL NUOVO QUOTIDIANO ONLINE WWW.NEWSVDA.IT

IL SETTIMANALE DEL LUNEDÌ

VI AUGURANO

BUON APPETITO!
punti rosso neri:

BRUNELLO
AOSTA

RIPRISTINO FARI
Rinnova
nova i fanali della tua auto!! Ridona la trasparenza
originale e rimuovi l’opacità e i segni del tempo

PRIMA

A
DIT
VEN ATICI
UM
PNE RVIZIO
E SE MME
GO

la buona cucina
della tradizione valdostana
alla Fiera di sant’orso

INFO essobrunello.ao@gmail.com

e

1015 FOIRE DE SAINT-OURS
AOSTE 30-31 JANVIER 2015

Punto di ritrovo
Point de rencontre
Meeting point

9J½GM*MIVE
Bureaux Foire
*EMVSJ½GIW

Foire Culture

L’Atelier
L’Atelier
L’Atelier

Parking periferici con
servizio navetta gratuita
Parking périphériques avec un
service de navette gratuit
Suburban parkings with
free shuttle service

Animazione musicale
Animation musicale
Musical entertainement

Padiglione enogastronomico
Pavillon œnogastronomique
Foodstuffs Pavilion

Parking per disabili
Parking pour handicapés
Parkings for disable people

Punto Veilla
Point Veilla
Veilla Point

Fermata navetta
Départ navette
Shuttle stop

Ballo tradizionale a cura dei
“Trouveur valdotèn”
Teatro Romano
30 gennaio ore 21.00

Servizi igienici
Toilettes
Toilets

Punti Rosso Neri
(Pro Loco valdostane)
Punti Rosso Neri (Syndicats d’initiative valdôtains)
Punti Rosso Neri
(Aosta Valley “Pro Loco”)

Esposizione mezzi agricoli
Exposition machines agricoles
Exhibition of agricultural
equipements
Garderie
Garderie
Child-minding service

Punto ristoro
U.I.L.D.M. e C.R.E.R.
Produits typiques
U.I.L.D.M. e C.R.E.R.
Typical produce
U.I.L.D.M. and C.R.E.R.

118 C.R.I. Pronto Soccorso
118 C.R.I. Premier Secours
118 C.R.I. First-Aid

Polizia di Stato

Stand Esercito Italiano
Pavillon Armée Italienne
Italian Army’s stand

Carabinieri

Fiera dell’Artigianato
Foire de l’Artisanat
Craft Fair

Guardia di Finanza
Fiera commerciale
Foire commerciale
Trade Fair

Corpo forestale

Vigili del fuoco
Comando Polizia Locale

T2

NARDO
G.S. BER

GIACHINO

TM.
V I A S.

La concessionaria per la Valle d’Aosta di

PERCORSO
FIERA
RL
D E CO

EANS

PLAN DU
PARCOURS
FC

FC

FC

FC

V

Navetta
stop

FAIR
MAP

A5

AOSTA
EST
Navetta
stop

A5

V

AOSTA OVEST
MONTE BIANCO

Saint-Christophe (AO) 0165.42207

Navetta
stop

BRUNELLO
AOSTA

RIPRISTINO FARI
Rinnova i fanali della tua auto!! Ridona la trasparenza
originale e rimuovi l’opacità e i segni del tempo

PRIMA

DOPO

AU

AG
LAV

GIO

TO

A
DIT
VEN ATICI
UM
PNE RVIZIO
E SE MME
GO

L

AUTORIPARAZIONI

GIACHINO

EG

GIO

EONO

AUTORIPARAZIONI

Tessera
gratuita

Navetta
stop

FC

VialeViale
Partigiani
23/25
T: 0165 41085
Partigiani 23/25
T: 0165 41085
INFO essobrunello.ao@gmail.com

Navetta
stop

Esposizione bozzetti
FRQFRUVRJUD¼FR
Fiera di Sant’Orso 2015

AOSTA
VIENI A VISITARE IL NUOVO QUOTIDIANO ONLINE WWW.NEWSVDA.IT

IL SETTIMANALE DEL LUNEDÌ

Padiglione Piazza Plouves
dal 29 gennaio al 1° febbraio

Tessera ita
gratu

VialeViale
Partigiani
23/25
T: 0165 41085
Partigiani 23/25
T: 0165 41085

VID

Saint-Christophe (AO) 0165.42207

DOPO

IO
GG
A
LAV
O
T
GIO
EG
AU
EO
V ID NOL

• pro loco aymavilles (piazza della repubblica)
• pro loco arvier (piazza della repubblica)
• pro loco quart (via vevey)
• pro loco brissogne (via vevey)
• pro loco emarese (via g.rey)
• ass. pro loco gRAND combin (piazza GIOVANNI XXIII)
AUTORIPARAZIONI GIACHINO
• pro loco SAINT-NICOLAS (piazza roncas)
ARAZIONI GIACHINO
La concessionaria per la Valle d’Aosta di
• pro loco SAINT-PIERRE (piazza roncas)

FIERA DI SANT’ORSO

sabato 31 gennaio 2015

11

■ PUNTI ROSSONERI / Due giorni di duro lavoro per centinaia di volontari delle pro loco

A tavola, la tradizione è servita
La pro loco di Emarèse, di casa in via Guido Rey

Le pro loco di Quart e Brissogne, di casa in via Vevey

C

PRO
LOCO GRAND COMBIN
___________________________

___________________________

Menù

Menù

Piatto freddo dei sapori valdostani € 6

Piatto freddo dei sapori valdostani € 6

Piatto caldo dei sapori valdostani

€6

Fonduta di fontina con patate

€6

Polenta concia e salsicce

€5

Cotechino con patate e fagioli

€5

Polenta concia

€4

Salsiccia valdostana alla piastra

€3

Polenta con fonduta Bleu d’Aoste

€4

Seuppa de Quart

€4

Crostata di marmellata

€2

Torta

€2

Piazza Giovanni XXIII

PRO LOCO QUART
Via Vevey

PRO
LOCO AYMAVILLES
___________________________

___________________________

Menù

Menù

Piazza della Repubblica

Piatto freddo dei sapori valdostani € 6

Peilò rossa

€2

Trifolette d’Arvi

€6

Pane nero di Ozein

€4

Crostata di marmellata

€2

Piatto freddo
(budini, salsicce,lardo e mocetta)

€6

Polenta e salsiccetta

€5

Polenta e salsiccia

€5

Polenta

€1

Piatto di formaggi

€3

Crostata di marmellata

€2

Via Guido Rey

Menù

Le pro loco di Saint-Nicolas e Saint-Pierre

Piatto freddo dei sapori valdostani € 6

Piatto freddo dei sapori valdostani € 6

Bollito salato con patate

€6

Cinghiale in umido con polenta

€6

Messata e salignon

€5

Carbonada con polenta

€6

Seuppa de pors (porri)

€4

Trippa alla valdostana con polenta € 5

Cotechino

€4

Pasta e fagioli con cotiche

€4

Patate bollite

€1

Polenta

€1

Polenta valdostana

€4

Fontina

€1

Toma valdostana stagionata

€1

Crostata di mele

Menù

PRO
LOCO EMARESE
___________________________

Piazza Roncas

Patatine fritte

Via Vevey

Piazza della Repubblica

€6

Menù

PRO
LOCO BRISSOGNE
___________________________

PRO LOCO ARVIER

Favò

PRO LOCO SAINT-NICOLAS
E PRO
LOCO SAINT-PIERRE
___________________________

hili e chili di alimenti per preparare sostanziosi vassoi con i piatti della tradizione; dall’immancabile polenta, ad affettati e salumi, fino ai piatti tipici come la favò, la seuppa de pors, la trifolette d’Arvì; ma
anche la possibilità di assaggiare pane fresco
doc fatto in loco e l’opportunità di portar via
pasti caldi stile take away. Le pro loco della
Valle si sono superate fornendo un ottimo servizio a residenti e turisti di passaggio in Fiera,
che hanno apprezzato l’offerta culinaria, riempiendo i punti ristoro rossoneri. Molta complicità all’interno dei gruppi volontari delle varie
pro loco, molta allegria e buona volontà per affrontare un lavoro duro ma soddisfacente. Oggi si replica, i collaudati staff delle pro loco vi
aspettano nei punti rossoneri in piazza Giovanni XXIII, via Vevey, piazza della Repubblica, piazza Roncas e via Guido Rey.
■ Carol Di Vito

€ 1,50
€2

Crostata con panna montata fresca € 2

La pro loco di Arvier ha preparato l’ottima trifolette d’Arvì

12

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

13

■ via s.anselmo-via porta prÆtoria / La ricerca sposa la tradizione

Il cuore della Fiera batte qui
É

il cuore della fiera, il
nucleo storico dal quale
tutto è partito. Il tratto
tra l’Arco d’Augusto e piazza Chanoux è quello che le
grandi firme dello scalpello
(o almeno coloro che hanno
scelto di stare nel borgo piuttosto che nell’Atelier) prediligono e arricchiscono da anni con le loro opere.
All’inizio del percorso attirano l’attenzione le figure di
ballerini, contadino e spazzacamino intagliate in lastre
di ferro di Luciano Cassola
di Charvensod. «Le facevo
già di legno, poi ho provato
a farle sul ferro per abbellire
una parete, vediamo se interessano qualcuno...» Interessano sempre i libri scolpiti da Davide Dalle di PontSaint-Martin, che ne espone
di ogni dimensione e fattura,
persino segnati dal tempo e
bucherellati dalle (finte) tarme, sempre di legno.
Tra i diversi banchi che propongono nodi di legno lavorati spicca quello di Luigi
Blanc di Sarre. I suoi gnomi dalla barba bianca e dai
colori delicati si fanno notare discretamente. «Avevo
iniziato con l’intaglio - spiega l’artigiano - ma dopo un
po’ lo trovavo troppo ripetitivo, ho cominciato a cercare nodi e a lavorarli con più
soddisfazione . Ogni pezzo
ha una forma di versa e mi
ispira una posizione o uno
gnomo diverso».
[continua a pagina 15]

In alto da
sinistra
Davide Dalle
e Luciano
Cassola; qui
a sinistra le
cornaille di
Dario Crétier
e a destra le
assi di botti
lavorate da
Manuela
Miozzi

A destra
gli gnomi
scolpiti nei
nodi da
Luigi Blanc

14

lunedì 31 gennaio 2015

w w w. p r a m o t t o n m o b i l i . i t

NUS • VALLE D’AOSTA
TEL +39 0165 76 76 92
FAX +39 0165 76 74 86

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

15

[segue da pagina 13]
Anche gli gnomi di Massimo Meggiolaro di Aosta attirano sempre l’attenzione, i lunghi cappelli rossi a punta, i
visi rotondi e sorridenti e le scene rappresentate attirano sorrisi e numerosi
flash di macchine fotografiche. «È dal
1983 che espongo in fiera, gli gnomi sono arrivati un po’ dopo, poi ho visto che
piacevano, io stesso mi diverto a scolpirli e allora ho continuato su questo filone. Quest’anno ho rappresentato la vessazione delle tasse. Nemmeno gli gnomi, poveretti, sono stati risparmiati da
Imu, Tasi, Tari...»
Sul banco di Dario Crétier di Valpelline
solo cornaille. Mucche, certamente, ma
anche capre, stambecchi, galli... Crétier
non è un veterano della Fiera di Sant’Orso, ha iniziato nel 2000, ma, in parte, la
ricomparsa delle tradizionali cornaille,
i musi di bovine intagliati in rami di legno usati per giocare alla Batailles de
Reines, sui banchi di alcuni espositori
la si deve anche a lui. «Quando ho iniziato io a esporre le cornaille erano quasi sparite dalla fiera - spiega -. Per me è
davvero una tradizione, le facevo già da
bambino, quando ero al pascolo».
Dalla tradizione dell’artigianato valdostano a quella della letteratura italiana. Tutti gli artigiani sono un po’ mastro
Geppetto, in fondo, e Berardo Zamboni lo ha voluto ricordare con un omaggio al burattino più famoso del mondo, Pinocchio. Accanto a lui, sul banco dello scultore di Quart, una massiccia scacchiera. «Ne ho già fatte tre, ora
basta! - esclama -. Dopo un po’ mi annoio: ho fatto i Salassi contro i Romani,
ora gli Egizi contro i Romani... Paradossalmente fare Pinocchio richiede quasi
più lavoro. Questo però non si vende, rimane a casa con me. Ha una sua sedia
e rimane lì».
Per non rischiare di annoiarsi o di ripetersi nei soggetti Ugo Corgnier di Aosta, ogni anno si concentra su un tema
diverso. «Lo scorso anno ho portato le
borse, riproduzioni in legno di sacche e
borse come le Louis Vuitton, quest’anno mi sono dato alla cultura» spiega in
posa accanto alla sua libreria verticale,
con i volumi in legno realizzati separatamente per comporre la scultura come meglio si preferisce.
[continua a pagina 17]

Da sinistra
Massimo
Meggiolaro
e Sabina
Marquet;
qui sotto la
libreria di
Ugo Corgnier

Berardo
Zamboni
e il suo
Pinocchio;
sopra
Gianfranco
Anzola e
accanto Luigi
Brunodet con
i suoi galli

-PD(SBOEF$IBSSJÑSF 4BJOU$ISJTUPQIF "P

5FMXXXMJOUZBVUPDPN

-*/5:"650

16
lunedì 31 gennaio 2015

sabato 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

17

[segue da pagina 15]
Il lavoro di Manuela Miozzi, di Charvensod,
inizia da lontano, dalla ricerca del legno giusto da lavorare. Nel suo caso non si trova in
natura perché si tratta di vecchie assi di botti, rovinate dal tempo e dall’usura. «Chiedo
in giro, cerco... Poi le lavoro e ci applico le figure che realizzo. Quest’anno ho introdotto l’utilizzo dell’oro per colorarle e devo dire che ha un certo impatto, gli dà quel tocco di moderno...»
Solito capannello di gente attorno al banco
di Peter Trojer che da qualche anno si sta
facendo notare per le sue pecorelle a tutto
tondo scolpite sulla cima di cubi di legno,
qualcuno annerito -volutamente- dal fuoco. Quest’anno ad attirare l’attenzione sono
alcuni pannelli nel quale il giovane scultore
di Courmayeur unisce il legno, dove scolpisce i personaggi o le scene di vita, a lastre
di ferro. «Lascio arrugginire il ferro nell’acqua tanto quanto l’effetto che voglio dare e
poi lo abbino al legno» spiega.
Anche Cesare Bottan, di Bard, paese di cui è
sindaco, abbina il legno a un altro materiale,
in questo caso la pietra ollare. «Per vent’anni
ho lavorato il legno - spiega - poi, col fatto che
la mia mamma è originaria della frazione di
Champorcher dove c’è la cava, ho provato a
scolpire la pietra ollare. Devo dire che, a parte la fase di sgrossatura, è un materiale che
si lavora più velocemente del legno».
Sul banco di Paolo Cappelli di Quart solo
pezzi nuovi. «Lavoro tutto l’anno, quando ho
del tempo libero, ho iniziato con i tatà e lì sono rimasto perché continuano a chidermeli.
Dopo 15 anni mi diverto ancora, mentre ne
scolpisco uno penso già al prossimo».
Un numero, un pezzo di filo spinato rosso e una tavola grigia. Quando si chiedono
spiegazioni sul pannello Massimo Clos, recita «Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è
un uomo...». È un omaggio a Primo Levi, alla Giornata della Memoria e al papà, che in
un campo simile ci finì, il lavoro che lo scultore di Aosta ha portato, tra i vari pannelli, alla 1015ª Fiera. «Quello di Primo Levi è
senz’altro il numero, tristemente, più famoso: 174.517 - spiega -, poi c’è il colore grigio
fatto con la cenere e il reticolato... La tavola
è di legno di cirmolo che si trova in abbondanza in Val d’Ayas, dove Levi fu catturato.
L’arte dice sempre qualcosa - aggiunge - e in
questo caso qualcosa bisogna dire»
[continua a pagina 19]

In alto da sinistra Cesare
Bottan con le sue opere
di pietra ollare e legno,
afianco Massimo Clos
con il pannello dedicato
a Primo Levi; qui sopra
Peter Trojer; a sinistra
Ladislao Mastella accanto
alla riproduzione di Franco
Balan e accanto Paolo
Cappelli e i suoi tatà

UN SERVIZIO
COMPLETO
dal progetto realizziamo
i tuoi sogni...

Vieni a scoprire il

NUOVO
SHOWROOM

Loc. Grande Charriére 64 - 11020 Saint-Christophe (AO) 328 3244571 - 0165 231026 - dgarredi@gmail.com

18

lunedì 31 gennaio 2015

in esclusiva da

sabato 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

19

[segue da pagina 17]
Non passa inosservato l’omaggio che Ladislao Mastella fa al suo «maestro e amico» Franco Balan, una
riproduzione a grandezza naturale del grafico e artista scomparso nel 2013 intagliata nel legno di quercia, «perché lui era forte come una quercia», dipinto
dal ritrattista Paolo Gambalonga, con la riproduzione di otto dei manifesti della Fiera firmati dallo stesso Balan. Con quest’opera l’artigiano di Aosta parteciperà alla prima edizione del Premio Città di Aosta - Franco Balan.
Arrivati alla Porta Prætoria la solita ressa è la testimonianza che anche quest’anno Giangiuseppe Barmasse l’ha combinata grossa... A lasciare a bocca aperta
i visitatori e a scatenare i flash delle macchine fotografiche è la riproduzione della conquista del Cervino, in occasione del 150° anniversario. Una scultura monumentale, realizzata unendo tre piante di tiglio, che lo scultore di Valtournenche racconta con
orgoglio. «Ho voluto rappresentare il momento della
conquista, con Edward Whymper e la sua cordata di
sei alpinisti in vetta che si congratulano tra di loro e
festeggiano. Whymper urla e butta pietre in basso per
attirare l’attenzione dell’altra cordata valdostana, ferma poco più in basso, sul Pic Tyndall. Ho rappresentato Jean-Antoine Carrel in ginocchio, che batte i pugni
sulla roccia per il nervoso di essere stato battuto... Per
caratterizzare meglio l’impresa dei due paesi ai piedi
del Cervino ho scolpito da un lato la vecchia chiesetta
del Breuil e dall’altro quella di Zermatt». La conquista del Cervino è l’unica opera nuova sul banco dello
scultore di Valtournenche. «Realizzarla mi ha portato
via tanto tempo, molto di più del previsto e non sono
riuscito a preparare nient’altro. Sono molto contento perché sembra che piaccia e sono stupito del fatto
che tutti capiscano cosa rappresenti».
Passata la Porta Prætoria c’è un grande vuoto. Quello
lasciato da Olivo Balliana, l’artigiano di Roisan recentemente scomparso, specialista di rastrelli e attrezzi
agricoli. A presidiare il banco alla sua memoria i figli
e i nipoti Italo, Gabriella, Gabriele, Alice, Alessandro
e Tiziano. «Purtroppo tra tutti noi nessuno ha ereditato la passione del nonno - dice il nipote Gabriele - abbiamo fatto il banco con le cose che aveva preparato
lui per la Fiera ma dopo questi...» Accanto ai rastrelli
le scale di Fabrizio Badery di Arnad. «Avevo iniziato con un corso di tornitura, poi, siccome non c’è più
nessuno che fa scale, ci ho provato. È un attrezzo che
piace e che si vende ancora abbastanza bene, non più
per l’utilizzo tradizionale ma più come decoro».
Andar via dalla fiera senza almeno un ricordino non
è buona cosa, a ideare un oggetto benaugurale che
richiama la tradizione ci ha pensato Paola Cina di
Sarre con i suoi z-izì tzapotoù gli uccellini di Sant’Orso di legno colorati e intagliati che, pare, portano fortuna...
■ Erika David

Sopra da sinistra
Italo, Gabriella
e Gabriele
Balliana, qui
sopra Angelo
Bettoni;
a sinistra
le scale di
Fabrizio Badery e
le ceste
di nocciolo
di Angelo
Nicco; in basso
un dettaglio
dell’opera
di Giangiuseppe
Barmasse e a
destra Paola Cina

20

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

21

■ atelier / Passeggiata tra chicche, pezzi over size e l’estro dei maestri mobilieri

I capolavori dei professionisti
S

ono scene di vita quotidiana, spesso rurale, ad
accogliere i visitatori all’Atelier, la casa dei professionisti; a cominciare dalle scultura di pietra e legno di Sebastiano Yon, la mungitura,
la lavorazione della fontina...
Il certosino lavoro è ormai il
marchio di fabbrica di Franco e Matteo Crestani, padre e
figlio di Quart che hanno anche collaborato a un bel pannello, «un pezzo di noce curioso, un po’ secco, su pianta, del
quale abbiamo sfruttato i numerosi buchi – spiega Matteo.
Il paesaggio è autunnale, così come i colori, «colori tenui,
tempera, matita acquerellabile, acquerelli che ben si accompagnano alle tonalità del
legno, per un colore che non
è invadente».
Dario Berlier ha pensato alla libertà, nella sua scultura
dal quale un cagnone meticcio sbuca davanti a un soque;
voglia di evasione e di libertà gentile come la farfalla che
sta per spicare il volo.
«Ho usato un noce, con una
velatura di colore con mordente e con colori acrilici e
tempere – spiega – anche in
questa occasione ho fatto mio
il tema del riuso, una ‘cucitura’ con filo di ferro di una vecchia vigna, un pezzo di spago a reggere l’aquilone... materiali che possono essere rinobilitati». L’albero di pecore
e un grande lumacone sono
le novità nella grande famiglia dei bizzarri animali dello
scultore di Saint-Pierre Enrico Massetto; «c’è anche un

Qui sopra le opere di Luciano Regazzoni; più a destra le sculture di pietra e legno di Sebastiano Yon e i colorati tatà del maestro Roberto Chiurato

Matteo Crestani accanto ad alcune sue opere; più a destra Darius Berlier e una scultura di Ernesto Pison di Aymavilles

bouquetin con un sughero in
una zona del corpo non proprio nobile – scherza Massetto
– d’altronde c’era un buco... e
che dire, si può utilizzare come portagioie».
Oltre alla biancheria per la

casa, i tendaggi e le borse, la
cooperativa Lou Dzeut propone nuovi oggetti: cuscinetti
portafede, scarpine da bebè,
cappelli, vuotatasche... Allo
stand delle dentellières di
Cogne, Viola lavora al tombo-

lo, sotto lo sguardo ammirato dei visitatori. Sguardi ammirati anche per il lavoro dei
maestri mobilieri; particolari sono l’armadio e il tavolo
ottagonale di Jonatha Gerbore che hanno richiesto ol-

tre mille ore di lavoro,
con la collaborazione
del fratello Joyce. «Si
tratta di legno di larice, messo di testa o di
fasce invecchiate»
[continua a pagina 23]

22

lunedì 31 gennaio 2015 

646'36*4$*%&(-* 
4(3"7*'*4$"-*45"5"-* 

/607"5&$/0-0(*"&/("; 
4&33".&/5**/-&(/05&3.053"55"50 
$)&/0//&$&44*5"/0%*."/65&/;*0/&

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

Qui sopra Dario Coquillard di Gignod; a sinistra Enrico Massetto
di St-Pierre e, nel riquadro, una delle novità, l’albero delle pecore

Il tavolo ottagonale di Jonatha Gerbore di Pollein

Qui sopra, Manuel Caccamo di Issogne;
a sinistra, la dentellière Viola al tombolo

Romano Sarvadon dell’Officina Tour di Châtillon, ferro battuto

Qui a destra
i fratelli
Simone
e Stefano
Brazzale
e il loro
originale
allestimento;
più a destra
l’arcangelo
di Salvatore
Cazzato
di Gressan

23
[segue da pagina 21]
«(...) l’ispirazione è la rosa dei venti; il tavolo è
ottagonale, così come le sedie e le sedute e la
base del tavolo; ogni sedia è composta da 98
pezzi diversi». Cellulari e macchine fotografiche in azione anche per l’arcangelo di Salvatore Cazzato di Gressan, una scultura di 2,65
metri in legno di tiglio che abbellirà la scalinata di una casa privata; «non è ancora conclusa – spiega – ma sarà posizionata in modo da avere la luce naturale da un velux». Tavole vecchie di abete e travi recuperati per
la cameretta con soppalco per giocare che
farebbe la felicità di molti bambini dai mobilieri VR Epiney e Montanari di Pontey; grandi consensi anche per i mobili trasformisti di
Manuel Caccamo di Issogne; una panca che
diventa una robusta sedia, uno sgabello che
diventa sedia, una panca che diventa tavolo...
il giusto compromesso per chi, in casa, lotta
con lo spazio. Ammiratissimo l’allestimento
dei fratelli Stefano e Simone Brazzale di Aosta; un tavolo in noce, parete e base del tavolo in ferro arrugginito effetto cor ten, testa di
reina stilizzata e pouf imbottiti di fieno a completare un salotto davvero originale. La sarta
costumista Susy Robbin spiega con pazienza le differenze tra i costumi delle landzettes
di Doues (rigorosamente rosse, con cappello
portato alla Napoleone), quelle di Valpelline
(senza papillon ma con pettorina ricamata) e
quelle multicolore di Bionaz. Non rimarrà in
Valle la polena di Stefano Arnodo, la figura
di buon auspicio che
si è soliti porre a prua
delle imbarcazioni,
realizzata in quattro
mesi di lavoro in legno di tiglio dall’artigiano di Perloz. A
meno di essere venduti, troveranno posto nel museo a cielo aperto del rifugio
Fallère, le sculture di
Siro Viérin; un cervo
maestoso e un’aquila
che si è appropriata
di un tatà e che libra
nel cielo dell’Atelier.
Legno di abete per il
tatà XL di Ivo Graziano Chapel di Aymavilles che ha giocato su
colori ad acqua e legno di pioppo per il
galletto over size.
■ Cinzia Timpano

Qui sopra Piergiorgio Pianta al lavoro; a destra, tatà e galletto XL di Ivo Graziano Chapel di Aymavilles

Qui sopra i preziosi costumi di carnevale di Susy Robbin; più
a destra, la polena di Stefano Arnodo di Perloz, alle sue spalle

SEGUICI SU FACEBOOK

Adgallias

Siro Viérin di Saint-Oyen;
a sinistra l’ammiratissimo
cervo; qui sopra, l’aquila
che si è appropriata di un tatà

24

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

25

■ piazza chanoux-via xavier de maistre / Tanti lavori di fantasia tra fiori, mobili e sculture

Il potere della CREATIVITA’
F

orse non è il fulcro storico della Fiera di Sant’Orso, ma piazza Chanoux rimane pur sempre il salotto buono della città e, di conseguenza,
anche i banchi della zona, uniti a quelli di via Xavier de Maistre, mantengono un fascino
tutto particolare.
L’accoglienza, proveniendo da
via Porta Pretoria, è subito colorata e vivace, con i fiori in legno di Bianca Ghirello, aostana, «in fiera da almeno 20 anni
- spiega -. Amando il legno, la
passione è nata di conseguenza. Inoltre, sono molto creativa e mi piace sperimentare. E’
lunga realizzare i fiori, ma è un
hobby che dà continui stimoli». A
proposito di creatività, ne hanno da vendere Emanuela e Demis Dandres, con la prima che
si dedica agli accessori in pelle e cuoio, «con delle particolari
mucche mutuate dalla Camargue e riadattate alla realtà valdostana, nonché dei gioielli decorati con scarti di pelle. Io mi
sono fatta tutta la gavetta, è dal
‘96 che espongo, e ora ospito mio
fratello, che si è inventato delle simpatiche lampade a forma di volatile». Un parere sulla Foire? «E’ sempre bella, perché la gente si interessa a quello che facciamo».
Carlo e Nathanael Pallais sono
nonno e nipote di Introd ed Aymavilles e, manco a dirlo, raffigurano il più classico dei passaggi di testimone, fatto di galletti
e crocifissi. «La passione è nata
dal nonno - spiega Nathanael -;
fin da piccolo giocavo con i suoi
attrezzi. Ora lo seguo in Fiera,
a 22 anni dal suo esordio». Po-

A sinistra
i fiori di
Bianca
Ghirello;
a destra,
Emanuela
Dandres
e Carlo e
Nathanael
Pallais

I nodi di Angelo Toppo

chi passi e i nodi di Angelo Toppo di Aymavilles saltano all’occhio. «Sono appassionato di volti e cerco di rendere le espressioni con i nodi del castagno - racconta -. Dopo aver fatto per anni
(26 di Fiera) statue e pannelli mi
sono dedicato a oggetti più piccoli e coltelli: bisogna adeguarsi ai tempi mantenendo comunque la qualità. Purtroppo, però,
la Fiera sta diventando esagerata, con sempre meno attenzione

Le palle di Natale di Rudy Mehr

agli artigiani e più al contorno».
Forse un po’ fuori tempo massimo, ma a dir poco suggestive
sono le palle di Natale di Rudy
Mehr di Gressoney-St-Jean,
specialista degli oggetti torniti. «Raffigurano scene come la
natività e i re magi, ma non solo - illustra -; ad esempio ce n’è
una dedicata a Cogne». Rudy è
un veterano: «Ho iniziato praticamente cinquant’anni fa, con
mio nonno e mio papà. In Fiera

sono approdato negli anni ’60,
poi dopo una pausa, ho ripreso
25 anni fa: è sempre bella, ma
l’artigiano ha perso centralità,
non essendo più nemmeno considerato come parte fondamentale della veillà». Ancora qualche
passo verso via De Tillier ed ecco il bassorilievo di Michel Rosset di Villeneuve, che raffigura
la vita nei campi (con tanto di
realizzazione della marmellata) in mezzo a tanti tatà “incor-

Michel Rosset di Villeneuve

niciati”. «Il pannello ha comportato davvero tante ore di lavoro - sorride Michel -. Per il resto mi sono dedicato ai giochi
per bambini, portando qulche
novità. La Fiera? E’ cambiata
tanto, è più commerciale, ma è
anche l’occasione per rivedere
qualche amico che non si vede
mai». Pietro Carlomagno è uno
degli ultimi rappresentanti del
ferro battuto: «Lavoro da quando avevo 14 anni e da 20 anni,

dopo la pensione, sono approdato a Sant’Orso. La passione
è nata dopo che sono andato a
imparare il mestiere e da lì non
mi ha più abbandonato».
Un omaggio a un grande artista scomparso, Francesco Nex.
E’ il pensierdo di Erik Fisanotti di Aosta, che regala alla piazza un vero e proprio capolavoro
(bassorilievo colorato a tempera)
con personaggi medievali.
continua a pagina 27

AIUTA TUO FIGLIO
A VEDERCI CHIARO!

STUDIO ORTOTTICO ELIANA PORTÉ

ORTOTTISTA ASSISTENTE OFTALMOLOGIA
SCREENING VISIVO CON LE PIÙ MODERNE
TECNICHE DI AUTOREFREFRATTOMETRIA PEDIATRICA
ACUITÀ VISIVA, AUTOREFRATTOMETRIA PEDIATRICA, STUDIO MOTILITÀ OCULARE,
COVER TEST, ACUITÀ STEREOSCOPICA, TEST DEI COLORI.

Esame del campo visivo

Dai 3 anni in su!

TARIFFE SCREENING VISIVO
VISITA ORTOTTICA
ESAME DEL CAMPO VISIVO

Visita ortottica

Euro 50,00
Euro 50,00
Euro 50,00

AOSTA Viale Garibaldi, 34 tel. 331-7991550 / 0165-364359
Visite su appuntamento dal lunedì al venerdì (mattino-pomeriggio)

Al ristorante dello Chalet
Plan Gorret,
l’appuntamento quotidiano
è con la convivialità
dei sapori tradizionali
sapientemente interpretati
per offrire una cucina
naturale e moderna
dal Monte Bianco
alla Sardegna!
STRADA Plan Gorret, 45 - 11013 Courmayeur (Ao)
Tel. +39 0165 841988 - www.chaletplangorret.it - info@chaletplangorret.it

26

lunedì 31 gennaio 2015

7*"41&55"/0"--"'0*3&%&4"*/50634
1&36/130'&44*0/"-
$"'µ30:"-$PSTP997*'FCCSBJPBOHPMP7JBMFEFMMB1BDF
."."+"1"/&4&'64*0/3&45"63"/57JB1FUJHBU
3*4503"/5&(*6-*"/*7JB4U"OTFMNP
-"#055&("$$*"7JB4U"OTFMNP
-"7*/&3*"
-"7*/&3*"7JB4U"OTFMNP
045&3*"%&--0$"7JB&"VCFSU
1"45*$$&3*".03"/%*/7JB1PSUB1SBFUPSJB

7"-."5*$43--0$(3"/%&$)"33*&3& 45$)3*4501)& "0 
5&-7"-."5*$!7"-."5*$*5

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015
segue da pagina 25
«Per il resto mi sono dedicato
agli gnomi e a soggetti di fantasia - continua Fisanotti -. Sono
qui da 24 anni e in questo tempo l’ho vista migliorata, cresciuta: d’altronde è una fiera e deve
esserci spazio per tutti». L’istrionico Bobo Pernettaz di Brusson
accoglie tutti con la sua simpatia
e le curiose didascalie che “spiegano” ogni opera, dalle mucche
stilizzate «ottenute da scarti di
legno, cui cerco di ridare dignità», passando per la statua in acciaio corten realizzata con Piero Nigra. «La Fiera è un grande
avvenimento - continua Pernettaz - andrebbe istituzionalizzata come festa della Valle d’Aosta». «Le sculture devono dare l’idea del movimento e dello
sforzo» esclama Fernando Casetta di Aosta, che delizia con
la sua raffigurazione della fienagione che ripercorre tutte le
tappe, dal taglio alla posa in cascina. Va «dal sacro al profano»
l’opera di Tommaso Malaspina
di Sarre, che ha cominciato nel
‘92 dopo i corsi di intaglio e ora
si dedica alla scultura. «Quando
ho iniziato ero geloso delle mie
opere e non le vendevo - ironizza -, ora non le compra più nessuno. La soddisfazione, comunque, è essere parte di questa festa». Spostandoci in via Xavier
de Maistre ecco la sfilata dei
mobilieri, con il “tavolo con viso” e i giochi da tavolo di Patri-

27

I ragazzi e gli
assistenti dei
CEA regionali

Pietro Carlomagno uno degli ultimi alfieri del ferro battuto

Le opere d’arte di Bobo Pernettaz

zio Tomasoni di Valsavarenche.
Qualche passo e le belle opere
dei ragazzi di Centri educativo
assistenziali attirano lo sguardo: «Si va dalla bigiotteria alle

I bassorilievi di Erik Fisanotti

candele, passando per i biglietti
di auguri - spiega una delle assistenti -. E’ bello vedere come
il lavoro di questi ragazzi venga premiato e apprezzato dal

pubblico». I Lego giganti e i nodi di Alberto e Alessandro Fontana spiccano: «Siamo falegnami e adoriamo venire qui, perché è un momento da condivi-

dere con tutta la famiglia e gli
amici». Ylias Maschio e Martina
Tricca mettono in mostra le loro cornici e i decoupage de bois:
«E’ grazie alla spinta di Martina

se siamo approdati qui» scherza Ylias. Roberto Dublanc di
Pont-St-Martin e Lino Revil di
Verrès espongono degli scarponi giganti «frutto di una passione nata in comune da autodidatti - spiegano -. Abbiamo cominciato da cose per la casa e
ora siamo qui». Gasparino Scaletta di St-Vincent attrae tra caricature e un “pauroso” serpente, mentre Daniel Trimarchi ridà vita al legno vecchio, riservando un banchetto anche alla figlia Chloe e ai nipotini. La
chiusura tocca a Pier Giuseppe
Paoloni: «Ho iniziato per passione, poi ho iniziato a vincere premi e mi sono lanciato: è una bella cosa, anche se c’è tanta roba
di qualità, ma anche tante cose
non proprio bellissime».
■ Alessandro Bianchet

Tommaso Malaspina dal sacro al profano

Il mobiliere Patrizio Tomasoni

Le opere “vive” di Fernando Casetta

Alessandro Fontana con il papà

I complementi d’arredo di Ylias Maschio e Martina Tricca

Il mitico scarpone di Roberto Dublanc e Lino Revil

Le sculture di Gasparino Scaletta

Daniel Trimarchi con la figlia Chloe

Il tornitore Pier Giuseppe Paoloni

Fenêtres et portes ALPIFENSTER.
1972-2015: plus de 40 ans d’expérience
DESIGN E PERFORMANCE.
Excellent épargne énergétique,
plus de confort à la maison, plus de durée.
consulente tecnico commerciale: claudio Bruna
tel. 346-6245983

tel. 0041 79 7377856

claudio.bruna@alpifenster.it

28

lunedì 31 gennaio 2015

lunedì 31 gennaio 2015

29

fiera di sant’orso

30

sabato 31 gennaio 2015

■ le scuole / Sotto i portici di piazza Chanoux gli allievi dei corsi che aspirano a diventare “artisti”

Guidati da una grande PASSIONE
T

utti sorridenti, con
una gran voglia di
mettere in mostra
gli sforzi fatti durante
l’anno. Ci sono tutti, dai
più esperti, che sono ormai giunti alla quarta
edizione di Fiera, fino ai
debuttanti, che dopo la
prima tranche di lezioni
si ritrovano alla ribalta
sotto i portici di piazza
Chanoux. Stiamo parlando delle scuole e dei corsi di scultura, intaglio,
vannerie, ferro battuto
(e chi più ne ha più ne
metta) organizzati dalla Regione in diverse località del territorio, con
i maestri dell’artigianato ad allevare futuri fenomeni dello scalpello e
dell’arte del legno.
La nostra carrellata comincia dall’estremità di
piazza Chanoux che dà
verso via Xavier de Maistre; ad accoglierci c’è il
corso di scultura di Verrès: «Siamo sedici alunni -spiegano i corsisti guidati dal maestro di
Donnas Sebastiano Yon.
E’ molto utile, perché ci
permette di apprendere
l’approccio alla scultura, all’utilizzo degli attrezzi, alla conoscenza
del legno e ai metodi per
disegnare le produzioni
direttamente sul pezzo
da scolpire. A quel punto, poi, entra in campo
la creatività, dosata con
l’ascolto dei consigli».
continua a pagina 31

Il corso di
ferro battuto
di Verrès

Il corso di scultura di Verrès

La scuola di scultura di Châtillon

Il corso di scultura di Gressoney-St-Jean

Il corso di intaglio di Pré-St-Didier

Il corso di intaglio di Pont-St-Martin

Bellesolo & Passarin
...i mobili

3000 metri quadrati di esposizione e 49 anni di esperienza
dove trovare cucine, divani, camere, camerette
e mobili per ogni zona della vostra casa
Località Grand Chemin, 17 - Saint-Christophe (Aosta) Telefono: 0165 43219 - hwww.bellesoloepassarin.it

sabato 31 gennaio 2015
segue da pagina 30
Vicini di banco sono gli
altri verrezziesi del corso di ferro battuto tenuto
da Mauro Savin. Saltano
subito all’occhio due chitarre: «E’ stata una mia
idea - spiega Gabriele
Rosina -; suono il basso
e volevo provare a realizzzare questi strumenti. Sono partito foderandone uno, poi l’altro l’ho
realizzato da zero, facendo in modo che suonasse. Per il resto, facciamo
di tutto, dai coltelli alle
pinze, passando per gli
utensili e candelabri. La
Fiera è una bella soddisfazione» esclamano tutti
in coro. La scuola di scultura di Châtillon presenta un drappello di corsisti numeroso: «Siamo in
17 agli ordini del maestro Roberta Bechis - dicono -. Lavoriamo sulla
scultura in genere, prediligendo bassorilievo e
tuttotondo».
Sono 14, invece, i componenti del corso di intaglio di Pré-St-Didier,
con il maestro Augusto
Alleyson a impartire i
rudimenti del “mestiere”. Tocca a Giuseppe
Binel, invece, guidare il
corso di intaglio e di scultura di Donnas, che fa la
parte del leone, contando su oltre trenta iscritti:
«Non ci facciamo mancare niente - esclamano
-. Noi puntiamo su tutto». Due i gruppi di intaglio di Pont-St-Martin, con il maestro Ornella Cretaz a tirare le
fila dei futuri protagonisti della Foire.
E’ Simone Allione, invece, l’insegnante che si
occupa della scuola di
scultura di GressoneySt-Jean: «Dopo quattro
anni di intaglio è...
continua a pagina 33

fiera di sant’orso

La scuola di intaglio e scultura di Donnas

La scuola di scultura di Etroubles

La scuola di intaglio e vannerie dell’associazione L’Ascolto

31

Un alunno della scuola di scultura di Pollein

Il corso di intaglio di Saint-Pierre

La scuola di scultura di Issogne

32

lunedì 31 gennaio 2015

sabato 31 gennaio 2015
segue da pagina 31
... il primo anno di scultura - affermano i corsisti -. La cosa bella è che
Simone Allione ci lascia
parecchio spazio, dandoci la possibilità di seguire la nostra creatività: è un modo infallibile per far crescere l’entusiasmo».
Sono in dieci, invece, a seguire il corso di scultura
di Etroubles, tenuto da Siro Viérin. Anche per loro la ricetta non cambia:
«Ci dedichiamo a vari tipi di scultura, ma è positivo il fatto che il maestro
ci lasci molta libertà; noi
proponiamo, poi ci pensa
lui a dire se va bene o meno». Gli animali e la vita
del paese sono i soggetti
principali dei bassorilievi
presentati dalla scuola di
scultura di Pollein, guidata sempre da Siro Vierin,
che può contare su altri
undici “adepti”. E’ ben di
17 persone la classe della
scuola di scultura di Issogne del maestro Franco
Binel: «Noi cominciamo,
poi lui ci aiuta con le sue
idee» spiegano molto soddisfatti i corsisti.
Bruna Albiana Buat è l’insegnante, invece, della
scuola di intaglio e vannerie dell’associazione
“L’ascolto”, formata da
una quindicina di allievi. Stessi numeri per il
corso di intaglio di SaintPierre, seguito da Antonio Schiavon. Aldo Bollon si occupa invece dei
tredici “studenti” del corso di vannerie di Sarre:
«Venire in fiera è sempre
una grande emozione esclamano i presenti -.
E’ una grande festa e dà
la possibilità di conoscere gente e incontrare come ogni anno i “vicini di
banco”».
continua a pagina 35 

fiera di sant’orso

Il corso di lavorazione della pelle e del cuoio di La Salle

Il corso di lavorazione della pelle e del cuoio di Cogne

Il corso di attrezzi agricoli di Nus

33

Il corso di vannerie di Antey-St-André

Il settore legno dell’ITPR di Aosta

Un allievo
del corso di
tornitura di
Pont-St-Martin

34

n
ge uov
st a
ion
e

lunedì 31 gennaio 2015

NEL A IR
EW

BAR, PIZZERIA

B
& ristorante
E
N
I
T
U
L
G
A
Z
N
E
S
A
Z
Z
PI

E
L
a
N
IA
IG
T
R
A
O
T
S
A
P
IM
N
CO

PIZZA
D’ASPORTO

76
14
1/
35
C.
0
13
51
/2
65
01
T.
O)
(A
n
sa
es
Gr
Fr az io ne Le s Il es , 5

74 8

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015
segue da pagina 33
Astucci e portafogli sono le
principali composizioni dei corsisti della lavorazione di pelle e cuoio di La Salle dell’insegnante Aldo Andres Villegas: «E’ sempre bello vedere così tanta gente» dicono all’unisono. Stesse sensazioni per i portabandiera del corso di vannerie di Antey-St-André, seguito
da 17 persone: «E’ sempre come la prima volta, ringraziamo
per questo il maestro Aldo Bollon». Il corso di lavorazione di
pelle e cuoio copre anche Cogne, con ben 10 alunni agli ordini, sempre, di Aldo Andres
Villegas che, per l’occasione,
ha estratto dal cilindro la novità degli arredi per l’ufficio. Non
mancano nemmeno le scuole vere e proprie come l’Institut Agricole Régional e l’ITPR
settore legno. «E’ bello vedere
che la gente apprezza gli sforzi fatti durante l’anno» sorridono gli allievi del maestro Mauro Bethaz. Siamo alla volata finale, composta dai sorridenti frequentanti del corso di attrezzi agricoli di Nus, orgogliosi della propria bellissima carriola (il maestro è Liliano Savoye). Dieci i componenti del
corso di tornitura di Pont-StMartin (maestro Bottan), al pari
di quelli del corso d’intaglio di
Gaby, curato da Dino Mognol:
«La Fiera è sempre un momento positivo, anche se siamo ormai veterani» ricordano. Florindo Padula si occupa invece
del corso di scultura di Sarre,
lanciando la volata all’associazione dei Tourneurs de la Basse
Vallée, al Don Bosco di Châtillon e ai dodici componenti del
corso di vannerie di Valpelline che raggruppa l’intera vallata (maestro Aldo Bollon). La
carrellata si chiude in bellezza con la scuola di scultura di
Perloz: «Siamo venti con Stefano Arnodo - chiosano -. Venire
in fiera è sempre interessante,
perché permette di raccoglierre idee e spunti».
■ Alessandro Bianchet

35

Il corso di intaglio di Gaby

La scuola di scultura di Sarre

Les Tourneurs de la Basse Vallée

Il Don Bosco di Châtillon

Il corso di vannerie di Valpelline

La scuola di scultura di Perloz

365 GIORNI DI QUALITÀ

EFISIO LEGNAMI

COMMERCIO ingrosso e minuto

CONSEGNA A DOMICILIO
IN TUTTA LA VALLE

PREZZI
ANTICR
ISI!

VENDITA
TAGLI DISPONIBILI
4 mt
2 mt
1mt
INGROSSO 6 mt
50 cm 40 cm 33 cm 25 cm
MINUTO

VENDITA LEGNA STAGIONALE
FAGGIO, CARPINO, FRASSINO E ROVERE
PROVENIENZA FRANCESE

VENDITA PELLET CERTIFICATO
DIN PLUS FRANCESE BIANCO
www.efisiolegnami.it
Via la Stazione n° 10 Saint-Marcel
PER INFO: 348 5199843 / 348 5199840

36

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

37

■ via de tillier e via aubert / Sculture, giocattoli, orologi, cornici e persino grattugie

La tradizione TRA colori e novità
U

n inno alla tradizione,
senza dimenticare i colori e le novità. E’ quanto si può trovare percorrendo
via de Tillier e via Aubert. Subito dopo piazza Chanoux, sulla destra, c’è il banco di Enrico
Melato, 50 anni, impiegato di
St-Vincent, alla sua 16ª Fiera.
«Preparo Sant’Orso in un mese - spiega -. Diciamo che devo
vedere la neve per avere voglia
e quest’anno ho dovuto aspettare Santo Stefano. Lavoro a casa mia, così non rompo le scatole a nessuno quando batto;
mi chiudo in garage, al freddo
come un topo, poi torno di sopra e mi scaldo davanti al camino. La Fiera è un po’ una droga: quando partecipi una volta,
poi non puoi più farne a meno.
Il primo anno ero in piazza della Cattedrale, ho anche vinto
un premio e mi hanno spostato in via Porta Pretoria; lì, però,

Enrico Melato

c’è troppa confusione, la gente fatica a fermarsi e ho chiesto di venire qui, che per me è
la posizione ideale, perché mi
permette di conoscere i visita-

tori, fattore che rende questo
evento speciale».
Poco più avanti ci sono i banchi di Giuseppe e Leo Letey
sui quali si trovano sculture,

Giuseppe e Leo Letey

Laura Giuffrè

oggetti di intaglio e vannerie
(a cura di Katia, sorella di Leo).
«Vengo in Fiera dal 1970 - spiega papà Giuseppe, 74 anni di
Arpuilles -. Fin da bambino ho

Franco Grobberio

la passione per il legno e dal ‘90,
quando sono andato in pensione, ho cominciato a coltivarla
nel tempo libero, preparando i
pezzi per Sant’Orso. Quest’an-

no ho portato anche una locomotiva, un ricordo di quando
lavoravo alla Cogne».
Di fronte spiccano i piccoli capolavori di Laura Giuffrè. «Sono orefice di professione - racconta la 54enne aosta - e per anni ho esposto all’atelier in piazza Chanoux. Poi hanno deciso
di spostare quelli del mio settore in piazza Plouves e lì non mi
sono mai trovata bene, quindi
ho deciso di esporre in via come
tornitrice. Prima di questa scelta usavo il legno come complemento a oro e argento, adesso
faccio semplicemente il contrario. Quest’anno le novità principali sono le grattugie da tavola, un’idea nata grazie a una
mia amica che me ne ha portata una da riparare. Le realizzo interamente io, compresa la
parte in acciaio inox».
Qualche metro oltre, sullo stesso lato della via, non si può non
rimanere colpiti e affascinati dai colori con i quali Franco
Grobberio, 69 anni di Aosta,
rende indimenticabili i suoi
giocattoli. «Quest’anno ho aggiunto il pannello (venduto poco dopo le nove, ndr) dell’artigiano che va verso la fiera - racconta il 69enne poliedrico artista, alla sua 15ª apparizione alla Millenaria -: il tema è simile
a quello del ciondolo dell’Avif,
sul quale, però, gli animali sono uno sopra l’altro, come nella
favola dei musicanti di Brema.
In più ho portato quattro birilli
e un personaggio magico. Alla Fiera mi dedico nei tre mesi precedenti, realizzando tra i
trenta e i quaranta pezzi.
[continua a pagina 39]

AUTOLAVAGGIO

A MANO

ALFONS
SPECIALIZZATO
IN PULIZIA E
IGIENIZZAZIONE
INTERNI

PER INFO: 340 6407931
Reg. Tzamberlet 12/A Aosta

ASSETTO RUOTE - GOMME DI OGNI MARCA
VENDITA E RIPARAZIONE CERCHI IN LEGA
TAGLIANDO MULTIMARCA - AMMORTIZZATORI, FRENI, MARMITTE

o
d
n
a
u
q
p
o
t
l
a
Sempre
!
à
t
i
l
a
u
q
i
d
si parla
SAINT-MARCEL (AO) ZONA INDUSTRIALE N. 9
TEL. 0165-768675 CELL. 349-0970793 - reangomme@libero.it

38

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

39

(segue da pagina 37)
Alla fine degli anni ‘90 ho deciso
che volevo venire a Sant’Orso
e mi sono inventato i giocattoli, cercando di creare un qualcosa di tradizionale, che però
si differenziasse e mi contraddistinguesse».
Pochi pezzi, ma interessanti,
sul banco di Vincenzo Chiaro, 50 anni di St-Vincent. «Ho
portato quattro pannelli che richiamano alle stagioni - spiega lo scultore termale, alla sua
Fiera numero 22, come gli anni della figlia Valentina -, una
scarpa con un “povero cristo”
al posto del tacco e due vecchi
utensili da cucina abbinati a
delle scenette tipiche. In totale ci ho messo una settimana
di lavoro: ho fatto una full immersion di quattro giorni, completando il tutto con tre mezze giornate. Ho iniziato vedendo Bettoni, gli ho chiesto dove
potevo comprare gli scalpelli e
ho provato. Personalmente sono facilitato, perché i disegni li
faccio io direttamente. Il livello si alza ogni anno: c’è gente
sempre più brava grazie ai corsi dei maestri».
Arrivando nei pressi dei capolavori di Italo Verthuy, 71enne
pensionato di Aosta, si entra nel
magico mondo dei nodi e della

Lea Berard

Valentina e Vincenzo Chiaro

radici. «Ho cominciato alla fine
degli anni ‘90 con l’intaglio - afferma -, poi ho fatto due anni di
scultura con Berlier. I nodi di castagno mi hanno attratto, perché sono tutti pezzi singoli e lo
stimolo è vederci qualcosa dentro, anche se magari non succede subito. A questa passione
ci lavoro tutto l’anno, la difficoltà più grande è reperirli. Ogni
pezzo è unico, qualcuno richiede un paio di ore di lavoro, altri
anche cinquanta».

Dall’altra parte della via spiccano gli oggetti di intaglio decorativo (tranne la bella culla,
che per ragioni meteo è al sicuro nel negozio di fronte) di Lea
Berard, 70 anni, una vita da parrucchiera a Cogne. «Per passare le serate, ho fatto un corso organizzato dalla regione quando ancora lavoravo - dice Lea,
alla 15ª presenza a Sant’Orso . Una volta in pensione ho iniziato con l’intaglio classico, ma
non mi piaceva e così ho inizia-

Sergio Charbonnier

Italo Verthuy

to a colorare i miei pezzi: quanto fatto mi è piaciuto ed è piaciuto, così ho proseguito. Abbino questa passione all’attività
di nonna e a quella di casalinga, che, però, è quella alla quale sono meno abituata».
All’angolo con via Gramsci, troviamo Sergio Charbonnier, scultore di 69 anni di St-Vincent, che
presenta una collezione decisamente eterogenea, tra cornici per icone sacre, animali, crocefissi, oggetti per la cucina e

tanto altro. «Già da ragazzino
avevo sempre l’opinel in mano spiega -; da adulto ho preso parte a un corso di intaglio, poi sono passato alla scultura. Ogni
volta che vado nei boschi, sia
a caccia che per semplici passeggiate, ho con me il seghetto e
quando vedo pezzi interessanti
li porto a casa e li lavoro. E’ dal
legno che trovo l’ispirazione per
questo bel passatempo».
Di fronte a lui c’è Diego Bethaz,
46 anni, magazziniere di Valgri-

Bruno Diemoz

Diego Bethaz

senche, al quarto anno in Fiera, che presenta uno gnomo di
grandi dimensioni e alcuni presepi degni di nota. «Ho studiato
da falegname - racconta -, ma
non avevo mai praticato, poi,
grazie ai corsi del comune, ho
provato, mi è piaciuto, il maestro era contento e mi ha proposto di fare bottega-scuola. Il
laboratorio non è vicinissimo
a casa mia e in media dedico
a questa mia passione una decina di ore al mese. Il difficile è trovare l’ispirazione, infatti mi aiuto partecipando alle
mostre-concorso, ma soprattutto interpretare quello che vuole la gente».
Un paio di banchi oltre, un appuntamento obbligato è quello
con gli animali di Bruno Diemoz.
«Utilizzo vecchi rami e tronchi
già lavorati dalla natura che trovo ai limiti del bosco, tra i 2000 e
i 2500 metri - spiega la guardia
forestale di 50 anni di La Salle
-. Cerco qualcosa che mi riporti agli animali, soprattutto agli
uccelli, che trovo molto espressivi. La ricerca dura dalla primavera (quando va via la neve) alla fine dell’estate, poi in autunno inizio a scolpire.
[continua a pagina 41]

SEGHERIA CHAPELLU
di Chapellu Donato e C. snc

40

lunedì 31 gennaio 2015

alcuni modelli selezionati della Gamma PeuGeot in esPosizione al caRReFouR
Vi asPettiamo entRo il 15 FebbRaio

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

41

(segue da pagina 39)
Questa passione me l’ha trasmessa mio papà Rino, che
adesso non c’è più; anche lui
aveva partecipato a diverse fiere,
vincendone anche una».
Folletti, quadretti, pannelli, ma
soprattutto tanti tatà per Eligio Seghesio, scultore 75enne di Charvensod, da 16 anni in Fiera. «Andando in pensione ho iniziato a fare i corsi
e mi sono appassionato - racconta -. Scolpisco per divertirmi, non certo per vendere; vado in laboratorio quando ho voglia. I miei preferiti sono i tatà e
i folleti; i pannelli li realizzo con
l’aiuto di mia moglie Rina, che
realizza le parti in lana, a volte
uso i disegni di mio figlio, che è
grafico. In passato ho insegnato sei anni ai detenuti del carcere di Brissogne, adesso tengo i
corsi per i bambini di Charvensod: i giovanissimi sono piccoli artisti, solo loro vedono quello che fanno».
Una passione viva, anche se
sbocciata tardi, è quella di Armando Blanc. «A 11 anni ho iniziato con un coltellino mentre
guardavo le mucche - spiega il
51enne operaio di Fénis, da dieci anni alla Millenaria -. Quanto sono diventato maggiorenne ho realizzato un bassorilievo con mio padre, poi più nulla fino ai 40 anni, quando ho ripreso ed è finalmente sbocciato il dono che avevo dentro da
sempre. Mentre scolpisco, spesso
chiudo gli occhi, perché la mano non fa quello che vede l’occhio. Mi piace realizzare cose
utili e reali, come le scarpe: sul
banco ne metto anche di vere
ed è bello quando la gente non
le distingue da quelle in legno.
Poi faccio tanti libri, perché a
mio papà Luigi piaceva tantissimo leggere. Adoro curare e rifinire i particolari; gli apprezzamenti dei visitatori sono il premio più bello».
Il ferro battuto spicca sul banco
di Paolo Vicquéry, fabbro 63enne di Brusson, alla partecipa-

Eligio Seghesio

zione numero 15. «Ho un’attività che mi appresto a passare a mio figlio Jean Paul, a cui
toccherà proseguire la tradizione di famiglia - afferma Paolo . Abbiamo portato oggetti utili
come cassette per la posta, set
per caminetti, coltelli, asce e
abat jour. Ma ci sono anche le
sculture, come la ballerina e il
fondista, lo sport “nazionale” di
Brusson. Questi pezzi prima li
disegnamo su carta, poi riproponiamo il bozzetto sul ferro e
passiamo alla lavorazione: in
totale ci vogliono almeno due

giorni di lavoro».
Non contiene giocattoli, ma il
banco di Stefano Stranges è
capace di attrarre l’attenzione
dei bimbi come pochi altri. Merito dei cartoni animati rappresentati nei divertenti e colorati bassorilievi. «Ho iniziato grazie a Erik Fisanotti che, oltre a
essere un grande scultore, è un
mio collega - afferma il poliziotto aostano di 38 anni, giunto alla quinta Fiera -. Mi ispiro o al
Medioevo, che è una mia grande passione, o ai cartoons, visto
che mio figlio Lorenzo di due an-

Paolo e Jean Paul Vicquéry

Armando Blanc

ni mi tempesta di cartoni animati; tra l’altro questo è un bel
modo per avvicinare i bambini
alla fiera. Alla scultura dedico
in media quattro o cinque ore
alla settimana e, per la “gioia”
di mia moglie, da settembre anche qualcosa di più».
Gli ultimi banchi di via de Tillier è quello di Battista e Piero Enrietti di Pont-St-Martin,
che presentano orologi in legno e miniature di immobili in
pietra. «Vengo in Fiera da quasi
vent’anni - dice Battista, 57 anni,
di professione bidello -. Mi sono

Battista Enrietti

Stefano Stranges

avvicinato all’artigianato quasi per caso: stavo attraversando
un periodo non tanto bello della
mia vita e mi hanno consigliato
di fare qualcosa per tenere più
impegnato il cervello. Sono entrato nella scuola di Binel e mi
è servito tanto. L’ispirazione per
gli orologi mi è venuta un giorno al bar: il titolare ha preso il
suo swatch che non funzionava
e l’ha buttato per terra, vedendolo ho avuto un flash e ho cominciato a scolpirli. I primi erano veramente inguardabili, poi
mi sono perfezionato: la gente

li apprezza e io continuo a farli. Vado in laboratorio nel fine
settimana, in Fiera ho portato
diciotto pezzi».
All’inizio di via Aubert, sulla sinistra, ci sono le sculture in pietra ollare di Andrea Blanc, 48
anni, artigiano edile di Nus, alla
18ª Fiera. «Vista la mia professione - racconta -, lavoro molto
la pietra e, considerato che una
pietra tira l’altra, vengo anche
a Sant’Orso. Per cominciare ho
frequentato la scuola di scultura su legno a Nus.
(continua a pagina 43)

Andrea Blanc

42

lunedì 31 gennaio 2015

i
n
n
a
50

i
r
o
i
l
g
i
m
i
o
m
a
i
n
o
i
z
e
l
e
s
e
ch
!
i
o
v
r
e
p
i
t
n
e
pavim
Made
in Italy

25 ANNI DI GARANZIA

Fabriqué
en Italie

CE
Chi sceglie CERLOGNE PAVIMENTI in legno
sceglie Esperienza, Professionalità e il miglior
parquet al giusto prezzo.
Da oltre 50 anni seguiamo con cura i nostri
clienti nella realizzazione della loro casa dei
sogni.
Nel 2008 CERLOGNE PAVIMENTI ha portato la
professionalità valdostana fino
a Pechino realizzando i campi
di basket delle Olimpiadi
e…non ci siamo fermati…
Ci
siamo
specializzati
nella
realizzazione
di
pacchetti sportivi creando

ADISPORTFLOOR e oggi vantiamo la qualifica
di partner tecnico ufficiale del Parma Calcio
e non è tutto…
Per completare l’offerta ai nostri clienti, nel
2013 è nata la divisione ARCO PIASTRELLE
che propone pavimenti e rivestimenti in
ceramica delle migliori marche.

CERLOGNE
PAVIMENTI

VENITE A TROVARCI
nei nostri SHOW ROOM
Via Mont Velan, (vicino
Gelateria “Il Pinguino”)
P.zza Vuillermin, 21
(vicino il Ponte Romano)

NEL 2013 DALLA NOSTRA ESPERIENZA NASCE LA NUOVA DIVISIONE
ARCO PIASTRELLE CON ESPOSIZIONE ACCANTO A CERLOGNE PAVIMENTI.

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

43

(segue da pagina 41)
Comincio a prepararmi a questo appuntamento dalle vacanze di Natale, quando i cantieri
si chiudono. L’ispirazione arriva
guardando le pietre, sono loro
che mi dicono quello che posso fare. Quando riesco abbino
anche il legno vecchio, perché
sono due materiali che si sposano al meglio».
Giannino Talon, pensionato di
70 anni di Fénis, dimostra una
grande passione per i giocattoli, abbinata alla notevole capacità di realizzarli. Merito dei
bambini. «Tutta questa storia è
cominciata una quindicina di
anni fa con i primi nipoti che
volevano giochi in legno, poi
hanno iniziato a chiederli anche i loro amici - spiga sotto lo
sguardo attento della moglie
Rosa -. Nella vita ho fatto il carpentiere, quindi il legno lo lavoravo, ho sfruttato la manualità
e, da autodidatta, ho provato.
Ho un piccolo laboratorio vicino a casa dove lavoro due o tre
ore al giorno. Con gli anni ho
aggiunto il motorino elettrico
e le luci, anche gli impianti li
faccio io, mentre a collaudare
le mie creature ci pensa Luca,
il nipotino più piccolo di quattro anni».
Le pipe sono la novità portata
da Pierluigi Sartore alla Millenaria numero 1015, la sua
diciottesima. «Ho iniziato per
caso - ammette -: lavoravo in
un negozio di articoli per animali e ho dovuto consegnare
un acquario a Ezio Lumignon,
che è diventato il mio maestro
di intagio. Poi sono passato alla
scultura con Chiurato e Toppo;
come se non bastasse, mia moglie è maestra d’arte e, di tanto in tanto, vedendomi lavorare, mi cazzia. La soddisfazione maggiore ce l’ho lavorando
il legno vecchio e i nodi. Quest’anno ho provato con le pipe:
ne avevo parlato con un amico,
ho voluto provare e mi sembrano siano venuto bene».
A metà della via c’è uno dei tre

Giannino Talon con la moglie Rosa

banchi della famiglia Padula,
quello di Marco, che può contare sulla collaborazione del
giovanissimo figlio Alex. «Mio
papà Florindo, che espone in
via Porta Pretoria - afferma il
47enne operaio di Charvensod -, ha trasmesso la passione a me e a mio fratello Stefano (presente in via Sant’Anselmo, ndr). Io sto facendo lo stesso con mio figlio Alex, che per
ora, oltre a darmi una mano
nelle operazioni meno pericolose, realizza animaletti con le
pigne. Cerco di ritagliarmi una
ventina di ore alla settimana,
puntando su scene di vita o su
fotografie».

Moreno Viot

Pierluigi Sartore

A fianco c’è Moreno Viot, che
con Marco Padula condivide
questa passione, sbocciata ai
corsi dal maestro Florindo.
«La scultura mi piace perché
ti fa stare con gli altri - spiega
il 47enne impiegato di St-Christophe -. Tra il lavoro, la famiglia e il calcio giovanile (è dirigente dell’Aosta 511, ndr), cerco di ritagliarmi due giorni alla settimana per andare un po’
in laboratorio. Amo le scene rurali, sono attratto dalla scultura di una volta, quella che rappresentava il mondo agricolo
e mi baso sui ricordi di infanzia. Non mi fisso su un tema,
se vedo un pezzo che mi ispira,

mi metto all’opera. Negli anni,
per migliorarmi, ho frequentato pure corsi di disegno».
Sulla destra, invece, spiccano
i colori dei fiori di Enrica Reboulaz, alla sua prima “da sola” a Sant’Orso. «Ho iniziato sul
banco di mio marito Roberto,
che mi ha “trascinato” in questo bellissimo mondo - racconta la 50enne di Nus, di professione insegnante elementare -.
Prima mi ha lasciato uno spazietto, poi mi ha relegato dietro al suo banco e quest’anno
mi ha invogliata a prenderne
uno da sola. Ho cominciato con
l’intaglio, poi ho fatto un corso
per i fiori in legno e mi sono ap-

Roberto Benvenuto, Enrica Reboulaz e il figlio Luca

Mikaela Benvenuto

passionata, perché posso sbizzarrirmi di più e usare la fantasia. Per i petali uso anche fotocopie di vecchi atti del 1800 o di
spartiti musicali, cosa che piace. I cuori in fiore, invece, sono
un’opera di famiglia: la base in
legno è di Roberto, la decorazione la faccio io».
All’angolo con via Torre del
Lebbroso c’è il banco multicolore di Mikaela Benvenuto,
sul quale trovano spazio tantissimi oggetti: dagli utensili
per la cucina, agli acchiappa
sogni, passando per le cravatte e i manici degli opinel. «Mi
diletto prevalentemente con
l’intaglio e la tornitura - affer-

ma la 38enne autista di autobus di Pollein, in Fiera dal nuovo millennio. -. La mia passione è nata nel 1999: a Sant’Orso
ho visto un collega che esponeva, mi sono detta “queste cose
così belle devo provarle a fare
anch’io” e gli ho chiesto di darmi lezioni. Mi piace inserire il
particolare in legno in oggetti già finiti, come ad esempio
il pianale della macchina per
cucire d’epoca che ho qui quest’anno. Lavoricchio un po’ tutto l’anno, dall’autunno in maniera intensiva, dedicando all’intaglio tutti i momenti liberi
a mia disposizione».
■ Davide Pellegrino

Alex e Marco Padula

44

lunedì 31 gennaio 2015

MATERASSI
M I R I E L L O

M A R C O

www.materassimiriello-aosta.it

P7000 Climatizzato
Si caratterizza per la fodera di rivestimento con l’innovativo pannello superiore Reverse rimovibile, disponibile climatizzato
con tessuto stretch Smartcel Clima.

INNOVATIVE HIGH COMFORT
I materassi della categoria Innovative High Comfort sono
frutto delle ultime ricerche in materia di comfort ed ergonomia. La soluzione ideale per chi cerca la massima accoglienza e un prodotto tecnologicamente avanzato.

Tempur Cloud 19, 22, 25
Più il materasso Tempur Cloud è alto, più
diventa soffice. La fodera è facilmente rimovibile e lavabile.

Consegna a domicilio GRATUITA - Ritiro usato GRATUITO
Loc. la Grenade 65 - 11010 Sarre (AO)
Tel./Fax 0165.554405 - Cell. 333.8309153 - Mail miriellomarcomaterassi@gmail.com

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

45

■ rues croix de ville-de sales / Alla ricerca dei pezzi tradizionali, ma anche più originali e curiosi

Il salotto buono... è anche qui
U

n miscuglio di stili e di
lavorazioni, capace di
proiettare il pubblico in
un vero e proprio museo a cielo aperto. Questo quanto proposto dalla 1015ª Fiera di Sant’Orso allestita nel tratto compreso tra rue Croix de Ville e
piazza Roncas, senza dimenticare l’appendice di rue Monseigneur de Sales e di piazza
Giovanni XXIII.
In un simile contesto, il peregrinare di banchetto in banchetto non può non iniziare
con i tradizionali ‘galletti’ alcuni addirittura a grandezza naturale - di Italo Yoccoz di
Aosta, ma originario di Allein.
«Espongo dal 2002 come autodidatta - spiega -. Inizialmente
mi ero dedicato alla produzione anche di altri piccoli oggetti, ultimamente diciamo che
mi sono specializzato in piccoli tatà e in galletti, che sono
solito preparare nel mio garage di Aosta, anche se per quelli un po’ più grandi preferisco
salire a Dayllon di Allein, dove posso contare su spazi più
ampi, anche all’aperto».
Dai ‘galletti’ di Yoccoz ai particolari socques di Livio Martignene di Issogne, ormai da
25 anni presente all’appuntamento con la Millenaria.
«L’idea di proporre uno speciale zoccolo rivestito con pelo di
mucca è nata tanto tempo fa,
quando ho pensato che il rivestimento con una tomaia fatta con pelo di mucca, che vado a prendere direttamente
in Veneto, poteva rendere la
calzatura più confortevole e
soprattutto calda - commen-

Livio
Martignene
di Issogne

Italo Yoccoz di Aosta

Sergio
Pattoni di
Aosta

Mario Bacherini di Nus

Andrea
Celestino di
St-Nicolas

Fabio Bortoletto di Châtillon

ta -. Effettivamente di questo
ho sempre avuto un buon riscontro».
Giusto accanto, in rue Croix
de Ville, come non notare la
‘manona’ che troneggia sul
banco di Sergio Pattoni di Aosta, che precisa: «L’opera è venuta fuori praticamente da sola, avevo un pezzo di legno di
cedro con dei rami che salivano, quindi è stato abbastanza
naturale per me approdare a
questa creazione. Poi, visto che
c’era la mano, ho pensato bene di proporre anche un piede»
a mo’ di portacenere.
Più avanti ecco il ‘Sogno in
luna crescente’ di Mario Bacherini, pisano di nascita, ma
valdostano d’adozione considerati ormai i suoi 32 anni di
residenza a Nus. Un bassorilievo, il suo, nato da una fotografia trovata sul web di una
donna accovacciata. «Prima
di tutto ho creato un modello
in plastilina della donna, così
da poterne calcolare le dovute
proporzioni sul legno - sostiene -. Dopodiché ho provveduto
a scolpire il tutto, ma mancava ancora qualcosa: il colore
è stato il tocco che mi ha permesso di dare il giusto risalto
alla figura femminile traslata
dalla fotografia, altrimenti si
sarebbe un po’ persa».
In rapida successione, quindi, ecco i «personaggi della
fantasia o comunque legati alla natura» di Fabio Bortoletto di Châtillon e l’aquila
reale e la marmotta del giovanissimo Andrea Celestino
di St-Nicolas.
[continua a pagina 47]

50
Dal 1964.

Storia di una passione antica.

MELE - ARTIGINATO TIPICO - SALUMI - FORMAGGI - E ALTRO ANCORA

anni

di

sapore e arte

inValle d’Aosta
Saint-Pierre (AO) Loc. Cognein, 6 Tel 0165.903436 / 903282 - info@cofruits.it

www.cofruits.it

46

lunedì 31 gennaio 2015

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015
[segue da pagina 45]
Percorrendo per un attimo a
ritroso rue Croix de Ville, le
campane e i campanacci di
Piero Communod di St-Christophe fanno bella mostra di
sé accanto ai suoi tradizionali
coltellini col manico intarsiato. «Ho iniziato a esporre dopo aver frequentato un corso di intaglio organizzato da
Roberto Zavattaro - confessa
-, dopodiché mi sono per così dire specializzato nella lavorazione del cuoio, ed ecco
scoperto il perché quest’anno
abbia proposto dei collari per
capre metà in legno intarsiato
e metà in cuoio». Oltre a questo, Communod ci tiene a sottolineare la presenza sul suo
banco anche «dei miei tradizionali coltellini con manico
in legno di noce, che per questa occasione ho deciso però
di proporre con alcuni nomi
già intarsiati, visto che l’anno scorso più di una persona
me lo aveva richiesto».
Risalendo verso piazza Roncas, non lontano dall’incrocio
con via Monseigneur de Sales,
sulla destra, ecco allestito lo
spazio espositivo di Antonio
Delfino di Quart, presente alla Foire de Saint-Ours da una
decina di anni dopo aver perfezionato la sua tecnica frequentando le scuole di Quart
e di Nus. Un campanaccio per
mucche troneggia sul suo banco, minuziosamente scolpito
nel legno di noce. L’unico difetto? «Non suona», ammette
scherzosamente, aggiungendo: «Effettivamente sono già
diverse le persone che si sono
avvicinate e hanno provato a
scuoterlo. Mi hanno tutti detto: ‘sembra un campanaccio
vero!’. In realtà lo è, semplicemente è in legno, campana compresa».
Giusto oltrepassato il bivio per
via della Cattedrale, sulla destra il visitatore non può non
essere catturato dal colore e
dalla vivacità che sprizzano da
tutti i pori delle creazioni di

Piero Communod di St-Christophe

Antonio Delfino di Quart

Cristina
Cancellara di
St-Vincent

Alessandra
Zucco di
Verrès

Cristina Cancellara di St-Vincent, l’ideatrice nel 2008 dello stile bois collage. Da 25 anni in Valle d’Aosta, dopo essere passata per Valtournenche,
ora si è stabilita a St-Vincent,
continuando il suo percorso
di ricerca per trovare sempre
nuove soluzioni creative e originali nella valorizzazione del
legno vecchio e nell’accosta-

47

Vincenzo
Petrocco di
Gignod

Leo Gerbaz di Valpelline

mento di materiali diversi nel
medesimo pannello. «Prediligo le tavole vecchie, più brutte sono meglio è, perché queste devono diventare un tutt’uno con le sagome dipinte
a mano che sono solita posizionare sopra - racconta -. Ciò
premesso, quest’anno la novità è rappresentata dal cervo,
il mio nuovo animaletto che

ho voluto rappresentare con
una coroncina in quanto reputo sia il re del bosco». Nella nuova parentesi artistica
di Cristina Cancellara, nella
1015ª Fiera di Sant’Orso inizia a intravedersi la sua rinnovata attenzione per il recupero e la valorizzazione di
materiali all’apparenza fuori tempo, come vecchi colla-

ri per capre e rastrelli utilizzati per la fienagione.
Proseguendo verso piazza
Roncas, sulla sinistra, ecco
presentarsi agli occhi una costruzione in ferro assai bizzarra, l’unica per la verità proposta da Vincenzo Petrocco
di Gignod, che interrogato,
risponde: «Si tratta di un drago, me la sono pensata così.

Il tempo di realizzazione non
l’ho calcolato, l’ho fatto a tempo perso, recuperando i pezzi in ferro che mi servivano e
saldandoli uno a uno. Diciamo che ne è uscito un complemento d’arredo un po’ particolare, sicuramente sta suscitando la curiosità dei visitatori, che lo accostano a
un appendiabiti».
Completato il giro a salire
verso piazza Roncas, tornando indietro non ci si può non
fermare - a metà strada tra
gli incroci con rue Monseigneur de Sales e via De Tillier - al banco dell’artista Alessandra Zucco di Verrès, il cui
stile ha preso chiaramente
le movenze - dolci e sinuose
- dal maestro Franco Pinet
di Issogne. «A me piace molto il legno d’acero - confessa
- perché, una volta lavorato,
diventa puro, permettendomi
di rappresentare tramite forme stilizzate sia animali che
figure umane, in particolare
figure femminili». Animali che,
a onor del vero, vengono realizzati anche attraverso l’utilizzo di legno di noce, meglio
se secco, anche se quest’anno
l’attenzione è catturata dalla
speciale scultura-lampada a
led, opera che si è aggiudicata
il secondo premio al concorso dei presepi di Bard.
Finita la visita in rue Croix
de Ville, si imbocca rue Monseigneur de Sales, quando giungendo in piazza Giovanni XXIII, quella della Cattedrale - si approda al banco di
Leo Gerbaz di Valpelline, che
presenta alcuni degli utensili agricoli più importanti della tradizione valdostana. Nell’ordine, la zangola e l’arcolaio, tutti e due «regolarmente
funzionanti, se uno li volesse
mettere in funzione anziché
relegarli solo a complementi
d’arredo per ambienti rustici»,
precisa. Il primo serve per la
produzione del burro e il secondo per filare la lana.
[continua a pagina 48]

FIERA DI SANT’ORSO

48
[segue da pagina 47]
Giusto di fronte, sul banco allestito da Domenico Minniti del Pont Suaz, a Charvensod, tra bassorilievi ritraenti
la fauna alpina e altro ancora, non può non suscitare curiosità l’opera concepita «in
occasione del bicentenario
dell’Arma dei carabinieri»,
spiega Minniti, che aggiunge: «In questo bassorilievo il
Carabinieri protegge l’Italia,
la nostra Patria, e il tricolore è la bandiera che unisce
tutti gli italiani».
Qualche banco più in là, ecco
lo spazio espositivo di Altin
Gjeta, giovane albanese da
una decina di anni in Valle,
che per il terzo anno consecutivo espone alla Millenaria.
Tra i suoi pezzi più pregiati,
alcune vecchie cassapanche
restaurate e valorizzate. «E’
un lavoro che mi piace, dare
nuova vita a pezzi di legno
che altrimenti finirebbero
nell’immondizia o dimenticati da qualche parte chissà per quanto tempo, è una
soddisfazione grandissima»,
commenta, mostrandoci poi
uno speciale cavatappi posizionato su un pezzo di legno in cui è stato scolpito un
grappolo d’uva. Dulcis in fundo, non poteva mancare un
bassorilievo ritraente la doppia aquila, «simbolo dell’Albania, così come figura sulla bandiera».
Procedendo dietro le scuole San Francesco, uno dei
banchi nei pressi del quale la maggior parte dei visitatori si è fermato, scattando foto e rivolgendo complimenti allo scultore, è stato
senz’altro quello del diciottenne Matteo Colliard di Hône, tra i premiati della 1014ª
Fiera di Sant’Orso. Iscritto alla classe quinta dei geometri
a Châtillon, da tre anni si è
dedicato con anima e corpo
alla scultura, una passione
«che ho sempre sentito, sin
da quando ero bambino»,

Domenico Minniti di Charvensod

Altin Gjeta di Donnas

Matteo Colliard di Hône

Lisa Danielle Wharton di Aosta

Marco
Vairetto di
Perloz

Claudio Bancod di Chambave

spiega, aggiungendo: «Certo è che si tratta di un hobby che porta via un bel po’ di
tempo, ma alla fine va bene
così. Si tratta di una passione che mi porta a scolpire un
po’ tutti i tipi di legno, dal tiglio al noce, riproducendo soprattutto temi della tradizione valdostana, in particolare quella agricola».

sabato 31 gennaio 2015

Qualche banco prima, ecco i
simpatici bassorilievi colorati
della britannica - nata in Kenia - Lisa Danielle Wharton,
da otto anni in Valle d’Aosta e grande appassionata
dei disegni con il carboncino. «Anni fa ho iniziato col
disegno, dopodiché questo è
il terzo anno che mi presento
a questo appuntamento con

le mie sculture - afferma -. Il
disegno e la scultura io le intendo come complementari,
in quanto quello che ho disegnato cerco poi di trasferirlo sul legno».
Tra una mucca, un cane e altri animali ancora, tutti colorati per renderli maggiormente rispondenti alla realtà, come la mucca del pan-

nello ‘Lo Baou’, rappresentata talmente fedelmente da
sembrare vera, Lisa Danielle Wharton si lascia andare
a una constatazione: «Dopo
anni di disegno, posso tranquillamente affermare che
anche nell’arte ogni mucca
è un animale a sé, con una
propria identità, mai riproducibile in tutto e per tutto. Sarà

sempre diversa rispetto a un
‘altra, il bello dell’arte penso
sia proprio questo».
Rientrando verso piazza Giovanni XXIII, in via Monseigneur de Sales, un altro banco preso letteralmente d’assalto dal pubblico, soprattutto di una certa età, è stato quello di Claudio Bancod
di Chambave, presente con
i suoi ormai tradizionali bastoni alla Foire de Saint-Ours
dal 1999. «Si tratta di un hobby che mi sono coltivato negli anni - racconta - e che mi
ha portato a presentarmi alla Fiera ormai da una quindicina di anni. Per quanto
riguarda le mie creazioni,
queste dipendono più dalle forme del legno, sempre e
solo radici, che dalla sua tipologia».
Un oggetto, quello presentato da Claudio Bancod, che al
pari dei fiori di legno e dei
‘galletti’, ogni anno incontra
l’apprezzamento di un numero piuttosto ampio di visitatori. «Sarà perché la gente
vuole spendere sempre meno, effettivamente i miei bastoni sono piuttosto apprezzati», conferma.
Non lontano dalla Cattedrale, quindi, ecco imbatterci nella curiosa scultura
di Marco Vairetto di Perloz,
allievo della scuola bottega
tenuta da Giuseppe Binel. La
sua opera più significativa,
ricavata seguendo il tema
dell’equilibrio, «rappresenta le diverse tappe delle vita
di una persona, dal cavallo
a dondolo, segno dell’infanzia, ai libri di scuola, ossia
quando l’uomo si forma e si
prepara a diventare grande»,
spiega, proseguendo: «Dopodiché, attraverso altre tappe
della propria vita, ogni persona in età adulta cerca di
raggiungere un obiettivo, un
sogno, che in questa scultura
ho voluto rappresentare con
una stella».
■ Patrick Barmasse

a
l
i
P
a
i
r
e
z
z
o
r
r
Ca

o
i
n
o
t
n
A
a
l
l
e
r
a
c
c
u
di B

Reg. Tzamberlet, n° 5
11100 Charvensod (AO)
Tel. e Fax 0165.363393

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

49

■ via sant’orso e via guido Rey / Gli espositori del settore non tradizionale

Riuso, colore e creatività
A

ll’imbocco di via sant’Orso c’è Massimiliano Guglielmetti, ‘paladino’ della lavorazione del rame insieme al fratello Andrea
(di casa all’Atelier); tra pentoli, paioli, alambicchi, mestoli
e ciotole di ogni dimensione,
la novità è il set per fonduta o
bourguignonne, realizzato come se fosse un paiolo da fontina in miniatura.
Un po’ più avanti, spiccano
i fratelli Chiara e Fabio Guglielmo di Fénis che mescolano ceramica e legno; «si tratta di vecchie tavole sulle quali applichiamo bassorilievi o
piccoli tuttotondo in eramica
– spiega. I soggetti sono quelli della tradizione, come i tatà e quest’anno abbiamo anche gli angeli.
Per i colori, la tecnica mista
con acquerelli, patine, matite e foglia d’oro. Anche Chantal Godio di Tac Atelier ha rivisitato la ceramica, realizzando ad esempio, le ciotole
fiaba; così il piatto diventa la
balena della fiaba di Pinocchio, oppure il lupo di Cappuccetto Rosso, o il coniglio
di Alice nel Paese delle Meraviglie. E poi ci sono tatà di
ceramica cicciotti e simpatici su ruote, muscche, galli,
gallinelle, chiacchiere e pecore. Alla prima partecipazione alla Foire è Ulisse Balma di Cogne che recupera
legno vecchio di larice e abete e dipinge con colori acrilici mucche, reines, camosci,
ma che sa anche riprodurre alla perfezione foto di famiglia. Cristina Formento di

Massimiliano Guglielmetti, unico exposant per la lavorazione del rame

Chantal Godio di Tac Atelier; a sinistra, le ciotole fiabe, più a destra i tatà

Valtourenche è un’habituée;
bijoux e sciarpe collane fanno bella mostra sul suo banco; particolari, colorate e fantasiose sono le collane realizzate con lana e feltro.
Alla prima Foire è anche Marzia Grammatico; «il cucito
creativo, con un occhio di riguardo al riciclo dei materiali

è la mia passione» – spiega. Il
tema è goloso: torte, dolcetti,
cup cakes, cheese cake decorano le scatole di legno porta
gioie o porta tutto realizzate
da papà Domenico.
Qualcuno di voi ha mai pensato che ci si può lavare le mani
o il viso con una saponetta rivestita di feltro? Chiedetelo a

Qui a lato,
Ulisse Balma
di Cogne
accanto
ai dipinti
su vecchie
tavole di
larice e abete

Fabio e Chiara Guglielmo accanto alle loro particolari ceramiche

Camilla Iaconi, marchigiana
di La Salle che ha rivestito le
saponette profumate con il feltro, «così si ha un leggero effetto esfoliante e man mano
che il feltro si bagna, l’effetto
esfoliante sarà più energico».
Al suo banco, colpiscono sciarpe, panni, giacche, pullover
di lana trattati con la tecnica
dell’eco print, ottenuta con un
bagno di colore e l’impronta
delle foglie; foglie di rosa, di
castagno, di roverello, di eucalipto regalano mélange di
tinte autunnali davvero particolari; «ogni bagno di colore è una sorpresa, un’alchimia» - spiega.
Raffaella Gobbo di Doues porta in fiera la quilling art, ovvero la tecnica di lavorazione della filigrana di carta; striscioline sottilissime di carta
vengono verniciate e arrotolate, diventando orecchini, collane e bijoux speciali.
[continua a pagina 50]

fiera di sant’orso

50
[segue da pagina 49]
«A breve terrà un corso ai ragazzini delle scuole medie di
Villeneuve – spiega – d’altronde in questa arte c’è molta geometria».
Si tratta di un’antica tecnica che ha origine nel Medio
Oriente e già utilizzata dai
monaci nel 15º secolo che utilizzavano la filigrana di carta
per le figure sacre anziché
quella in oro.
Erica Peloso di Quart, ha coinvolto tutta la famiglia – il marito Vittorio e i figli Thomas e
Chloé – nella lavorazione della lana cardata; pecorelle, gufetti, tatà su radici o su ruote, ma anche pinguini (opera
di Chloé) e gufetti (opera di
Thomas), quadretti, ciotoline
e borsette colorate e originali. All’angolo tra via sant’Orso e via Guido Rey c’è Vittorio Principe di Aosta che porta
in fiera l’arte del traforo, quei
‘ricami’ su legno tanto precisi
da sembrare finti. Cuore granata con tanto di sciarpa del
Toro al coro, Vittorio ha pensato alla fiera per i più piccoli: mobili per le bambole, portamatite dei puffi, calamite di
Peppa Pig, ma anche oggetti
d’arredo e utensili per la casa come portatovaglioli, vasi
portafiori e cornici. Antonella Saggese e Andrea Avril sono alla prima partecipazione;
bijoux con materiali di recupero per lei – compresa plastica, feltro e addirittura la pasta
‘farfalle’ cruda – e costruzioni
in miniatura per lui, suggerite dalla fantasia o che traggono ispirazione dai castelli, dai
trulli, dalle baite montane. Impossibile non rimanere affascinati dai luminosi mosaici in
pietra di Davide Ireneo Tornago di Pontey; «sono realizzati
con pietre raccolte nei fiumi,
nei torrenti o in miniera, sbriciolate con un mortaietto e ricomposte sull’immagine disegnata a mano con una semplice pinzetta.
[continua a pagina 51]

Quilling art, la filigrana di carta
Marzia Grammatico e il suo... dolce cucito creativo

Camilla Iaconi e i suoi tessuti eco print

I bijoux creativi di Cristina Formento di Valtournenche

BAR
di Battaglia Michela

SPECIALE
SANT’ORSO

A DUE PASSI
DALLA FIERA!
VIA ST. MARTIN DE CORLEANS
P.ZZA
RONCAS
P.ZZA
CATTEDRALE

P.ZZA
CHANOUX
VIA E. AUBERT

sabato 31 gennaio 2015

APERTURA
E SERVIZIO
NON STOP!
DALLE 6.30
ALLE 21.00

PIATTI CALDI,
TAGLIERI DI SALU
MI
E PRODOTTI TIPIC
I
VALDOSTANI,
MERENDE SPECIA
LI,
PANINI E SNACK
VIA P. PRETORIANE

VIA SANT’ANSELMO

VIA ST. MARTIN DE CORLEANS 5/A

Raffaella Gobbo

Le saponette profumate ‘rivestite’
di feltro per un effetto esfoliante

Il cuore granata e virtuoso del traforo Vittorio Principe

Lana cardata, passione di famiglia per Erica Peloso, qui con Vittorio e Chloé

sabato 31 gennaio 2015
[segue da pagina 50]
La parte più lunga è la ricerca delle pietre, dei colori e dei
‘pezzi’ giusti».
Se Davide raccoglie pietre nei
fiumi, un altro intervento di
‘pulizia’ degli alvei è quello di
Andrea Triolo di Valpelline in fiera con il figlio Federico che raccoglie nei torrenti e nei
laghi radici e le incastra fino a
creare basi e supporti per abat
jour o applique di grande effetto. Ettore Bonelli di Courmayeur è un maestro della
vannerie; frassino, nocciolo
e salice sono le sue essenze
predilette per cesti e gerle di
ogni dimensione. Claudio Anastasi di Donnas, già premiato
per la categoria giocattoli alla Petite Foire, porta ad Aosta
la sua passione... su due ruote: una sfilza di Vespa, lignee
naturalmente e riprodotte con
certosina precisione.
Sono ammiratissime les boules de neige di Elda Cerise di
Châtillon; «non conto il tempo
che impiego per realizzare ciascun fiore - spiega - tra trovare le pigne, pulirle, bucarle, pulire il nocciolo, pelarlo e iniziare e intagliare tutti i fiorellini»;
la novità di quest’anno è l’allium, il fiore dell’aglio.
Laura Orlando dell’Atelier
Ederaluna porta in fiera il
colore con i suoi gnomi arcobaleno; «lavoro legno, cirmolo, tiglio, noce e completo
con colori acrilici; in atelier,
oltre alla scultura, mi occupo
di pittura, decorazione e corsi di disegno; arrivo dal mondo dei pennelli e ho frequentato la scuola bottega del maestro Chiurato».
Accanto all’ingresso della
scuola dell’infanzia Monsignor
Jourdain, ci sono le ragazze
della comunità Petit Foyer e
La Ruche; parlano con entusiasmo del corso di intaglio
che frequentano ogni giovedì e mostrano orgogliose scatoline, galletti, ricci, finestrelle decorate e tatà.
■ Cinzia Timpano

fiera di sant’orso

51

Ettore Bonelli di Courmayeur
I mosaici in pietra di Davide Ireneo Tornago

Andrea Avril e Antonella Saggese hanno utilizzato materiali di recupero
Qui sopra, a destra,
Elsa Cerise di
Châtillon accanto agli
allium; nel riquadro le
ammiratissime boules
de neige; qui a lato
Laura Orlando

Claudio Anastasi di Donnas con le ‘Vespa’ lignee

Il banco delle
ragazze delle
Comunità Petit
Foyer e La Ruche

Andrea Triolo con il figlio Federico

4QFDJBMJ[[BUJJOSFTUBVSJDPOTFSWBUJWJ
3JTUSVUUVSB[JPOJFDPTUSV[JPOJUFUUJ 
BOOJEJFTQFSJFO[BOFMTFUUPSF

13&7&/5*7*(3"56*5*

'SB[5PGGP.POUKPWFU "P

.BJMJNQSFTBHSPT!HNBJMDPN
$FMM"ESJBOP 
$FMM&O[P

fiera di sant’orso

52

sabato 31 gennaio 2015

■ aziende / Passeggiata tra gli stand di macchine

La FOIRE, una vetr
L

Le macchine agricole de L’Arca

Borney Legnami

a Fiera di Sant’Orso
non è unicamente imperniata sull’artigianato della tradizione locale,
ma rivolge il proprio sguardo, da molto tempo ormai,
anche alla promozione di
tutto ciò che ruota attorno
all’ambito dei mezzi agricoli e delle macchine da lavoro in generale.
Passeggiando nella zona
compresa tra l’Arco d’Augusto e Piazza della Repubblica, passando per via Torino, infatti, il coro degli
espositori è pressoché unanime nell’affermare che
la Millenaria risulta essere al contempo un’ottima
vetrina per la promozione
della loro quotidiana attività commerciale e per le
novità del momento, oltre
ad essere un’irrinunciabile occasione di ringrazia-

Allo stand di Alpigas si passa il tempo tra formaggi e salumi

Titolari,
dipendenti
e amici tutti
in fiera da
Giachino

mento e di coinvolgimento nei confronti della clientela più consolidata.
L’aspetto economico di per
sé considerato, invece, pare

essere passato in secondo
piano, a causa anche della nota flessione dei consumi. Il trend appena descritto, infatti, ci viene mirabil-

I mezzi di Orecchia, Iveco e Fassi

Allo stand della Mafer

CRAMAROSSA
STEFANO
ImpIantI elettrIcI cIvIlI e IndustrIalI
ImpIantI IdrotermosanItarI

Montjovet (Ao)
Loc.Lillaz, 51
Cell 348 / 2898147
s.cramarossa@gmail.com

0

ATTESTAZIONE SOA OS 30 CLASS.

mente spiegato dal titolare
di Agritecnica Valdostana il
quale afferma che «in fiera
non si vende più come una
volta, noi esponiamo ormai

fiera di sant’orso

sabato 31 gennaio 2015

53

agricole, da lavoro, impianti e stufe

rina immensa
Le macchine da lavoro di Manitou

da molti anni ma, ciò nonostante, questa risulta essere
sempre un’ottima occasione per ricordare alla clientela la nostra presenza del

mercato, regalando a clienti
nuovi e vecchi un punto di
incontro, una stretta di mano e un buon bicchiere di vino». Ciò che, infatti, ha ca-

L’Agritecnica Valdostana

ratterizzato la nostra camminata mattutina tra i vari stand sono stati sorrisi e
calore, poco importa poi se
affiancati alla promozione
di stufe, macchine agricole o legname. In chiusura
della nostra passeggiata ci
imbattiamo nei concessionari Iveco, Orecchia e Fassi i quali, quasi a chiusura
di un cerchio, espongono
in occasione della millenaria da quasi trent’anni e ci
ricordano lo stretto legame con la tradizione della
loro presenza in loco perché, per loro «l’occasione di
dire grazie ai nostri clienti è per noi, ad oggi, un appuntamento irrinunciabile
oltre che una fondamentale risorsa che ha, col tempo, assunto i contorni della tradizione».
■ Marta Bonarelli

Allo stand
di Edildueci Valmachines

In fiera anche l’Autocenter

Al calduccio nello stand di Brianese Marmi

Gli impianti di Jerusel in esposizione alla fiera

54

lunedì 31 gennaio 2015

(segue dalla prima pagina)
Sicurezza e salute
Numeri tanto imponenti
necessitano di una macchina organizzativa quasi perfetta. Su questo
fronte, la Regione Autonoma Valle d’Aosta mette in pratica un’esperienza di lunghissimo
corso, con persone qualificate e attente in special modo alla sicurezza. In particolare, all’interno della sala operativa, allestita dal Dipartimento sistemi tecnologici della Regione e dall’assessorato delle Attività produttive, sono
presenti operatori della
protezione civile regionale, dei vigili del fuoco,
del 118, del corpo forestale, della questura, dei
carabinieri, della guardia di finanza e della polizia locale, oltre al personale regionale.
Per quanto riguarda
l’assistenza sanitaria,
la Struttura complessa
118 dell’USL Valle d’Aosta ha allestito in Piazza
Narbonne un posto medico avanzato (PMA) in
grado di gestire il primo
intervento in caso di malori o incidenti. Accanto al PMA, sono state installate dagli operatori
della componente Volontariato della Protezione
civile due tende pneumatiche dotate di riscaldamento per accogliere
i visitatori che, pur non
presentando problemi
sanitari, necessitino di
assistenza, persone che
si sono smarrite, persone con problemi di agorafobia, claustrofobia,
ipotermia e simili.
■ Luca Mercanti

Sant’Orso cresce in grandezza e qualità
LG presse srl
Regione Borgnalle, 12 - 11100 Aosta
P.IVA E C.F.: 01141020071
CAP. SOCIALE € 100.000 - Iscr. REA: AO70736
REDAZIONE
Centro Direzionale “I Prismi” Regione Borgnalle, 12
Tel. 0165 231711 (centralino)
E-mail: segreteria@gazzettamatin.com
Iscrizione al Tribunale di Aosta n. 9/02 del 20/05/02
Luca Mercanti

Direttore responsabile:
l.mercanti@gazzettamatin.com

Patrick Barmasse
Alessandro Bianchet
Danila Chenal
Erika David
Davide Pellegrino
Cinzia Timpano

Redazione:
p.barmasse@gazzettamatin.com
a.bianchet@gazzettamatin.com
d.chenal@gazzettamatin.com
e.david@gazzettamatin.com
d.pellegrino@gazzettamatin.com
c.timpano@gazzettamatin.com

Roberta Prodoti

Segretaria:
segreteria@gazzettamatin.com

Il Posto medico avanzato di piazza Narbonne della Struttura complessa 118 dell’Usl Valle d’Aosta

COLLABORATORI:
Massimo Altini, Miriam Begliuomini, Michelle Berard, Davide Boggia,
Marta Bonarelli, Michela Borgis, Riccardo Bortolotti, Alessandra
Borre, Elisa Bosc, Federica Boscardin, Nadia Camposaragna, Paolo
Ciambi, Davide Gens, Ilaria Cavalet Giorsa, Cristina Compagnoni,
Silvia Costa, Alexis Courthoud, Mathieu Courthoud, Cosimo Crea,
Elettra Crocetti, Carola Diotri, Julien D’Herin, Camilla Di Tommaso,
Carol Di Vito, Renato Ducly, Christian Evaspasiano, Giuseppe
Farinella, Daniele Fassin, Ursula Ferrari, Enrico Formento, Bruno
Fracasso, Giulio Gasperini, Davide Gens, Michael Ghignone, Ruben
Guzzom, Francesca Jaccod, Valeria Luberto, Elaine Lunghini, Stefania
Manenti, Andrea Manfrin, Giacomo Mangano, Carlotta Maquignaz,
Teresa Marchese, Angela Marrelli, Federico Mecca, Miriam Nex, Alex
Muratori, Danilo Nicod, Claudia Olivotto, Franco Ormea, Simonetta
Padalino, Matteo Paolini, Margherita Pellegrino, Gabriele Peloso, Luigi
Perosino, Antonella Perriello, Maurizio Pitti, Loris Ponsetto, Martina
Praz, Nicola Rolland, Raffaele Romano, Luca Rosati, Alessandro Rossi,
Erica Rudda, Luca Sanseverino, Riccardo Savoye, Rossella Scalise,
Piera Squillia, Albert Tamietto, Andrea Trovato, Laura Vinaj, Caterina
Venchi, Salim Znaidi.
Abbonamento: 70 euro all’anno (+ online 85 euro)
- bonifico bancario: Banca Sella, Succursale 56
IBAN: IT 48 I 03268 01200 052886541821
(intestato a: LG Presse S.r.l.
Regione Borgnalle, 12 - 11100 Aosta)
Concessionaria di pubblicità
ADV srl
Regione Borgnalle, 12 - 11100 AOSTA
Tel.: 0165 230772 Cell.: 366 6174591
Email: info@advsrl.it

lunedì 2 febbraio
in edicola

Un numero
speciale con
12 pagine
interviste
approfondimenti
curiosità
e fotografie
sulla Fiera

Prezzi per pubblicità a modulo (IVA esclusa):
Commerciali euro 28,00 - Occasionali euro 30,00
Finanziari, Legali, Concorsi, Aste euro 30,00
Economici euro 20,00, max 20 parole
(modulo 38x38 mm)
Necrologie: euro 37,00 (senza foto), 50 (con foto)
Posizione di rigore: +20%
Il giornale si riserva di rifiutare qualsiasi inserzione
Stampa: I.T.S. Sarnub SpA
Cavaglià (Bi)
Via Abate Bertone, 14 - 13881
Tel. 0161/996411 - Fax 0161/996400
P.Iva 01805240023
Distribuzione:
Altrimedia e Taramino
E’ vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale,
di tutto quanto pubblicato su questo giornale.
Ogni violazione è perseguibile per legge.

Concessionaria
per la vostra

PUBBLICITÀ

Regione Borgnalle, 12 AOSTA
PER INFORMAZIONI:
0165/230772 (Segreteria)
366/6174591 (Cellulare)
info@advsrl.it

lunedì 31 gennaio 2015

55

56

lunedì 31 gennaio 2015