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SETTIMANALE INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE, POLITICA, CULTURA, SPORT

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Direttore: LUCA MERCANTI
Benvenuti alla
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1013 Fiera di SantOrso
La Millenaria pi forte
della crisi economica
di Luca MERCANTI
S
e lo scorso anno la meteo avversa nel-
le regioni a noi vicine fece rinunciare
qualcuno, questanno il bel tempo ha fa-
vorito una massiccia affluenza di visitato-
ri gi nella prima giornata di Fiera.
La giornata primaverile (il termometro
ha toccato i 18 gradi) stata accolta fa-
vorevolmente soprattutto dagli esposi-
tori, seguiti a ruota da tutti coloro - mol-
ti i giovani - che da ieri sera sino a que-
sta mattina, hanno festeggiato nelle can-
tine per la tradizionale veill, un appun-
tamento sempre pi atteso da valdosta-
ni e turisti.
La 1013 edizione della Fiera di SantOr-
so va in archivio questa sera alle 18. Un
primo bilancio comunque positivo, se
si tiene conto che qualche timore alla vi-
gilia cera. Si sa, gli italiani arrivano da un
2012 nel quale il governo gli ha messo le
mani in tasca per evitare il tracollo, e la
propensione a spendere in picchiata.
Se poi ci mettiamo che la Valle dAosta
ha lautostrada che costa un occhio del-
la testa e una linea ferroviaria che grida
vendetta (ieri mattina parecchi disagi per
chi ha raggiunto Aosta in treno a causa
di un guasto sulla linea a Torino), aver
registrato solo ieri oltre 101 passaggi si-
gnifica che SantOrso pi forte di qual-
siasi evento negativo e non deve temere
nulla per il futuro, perch il suo fascino
scolpito nelle tavole del tempo.
Tra i banchi, per, la crisi si sente. Di affari
se ne fanno sempre meno. Tra gli esposi-
tori, c chi si adegua ai tempi prezzan-
do gli oggetti pi piccoli. Si pu tornare
a casa con un ricordo della Fiera spen-
dendo anche solo 1 euro (palettine per
la raclette), per passare a 3 euro per un
galletto o a una quindicina per una ma-
schera intagliata nella corteccia di abe-
te, senza dimenticare gli ormai tradizio-
nali fiori di legno colorati.
Niente crisi, invece, per lingegno degli
artisti-artigiani, i quali dimostrano anno
dopo anno di sapersi e volersi rinnovare
per lasciare a bocca aperta il visitatore.
Buona Fiera a tutti e arrivederci al pros-
simo anno.
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101 mila passaggi
nella prima giornata
1013 edizione
gioved 31 gennaio 2013
FI ERA DI SANT ORSO
gioved 31 gennaio 2013
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FI ERA DI SANT ORSO
H
anno arricchito la
gi suggestiva cor-
nice della piazzetta
di SantOrso i giochi di lu-
ci e trasparenze curati da
LOtzio di Andrea Carlot-
to che hanno intrattenuto
i visitatori ieri sera fino al
momento delle premiazio-
ni degli artigiani.
andato a Rosiano Giu-
seppe Ducly, classe 1927, di
Pollein il Prix Robert Ber-
ton per lespositore me-
no giovane (non premia-
to nei cinque anni prece-
denti).
Emozionato il decano della
fiera che questanno espo-
neva in piazza Chanoux vi-
sto che la sua fontana, ope-
ra con la quale si presen-
tava per la prima volta al-
la Millenaria, non sarebbe
mai stata lungo le strette
vie del centro storico. Ho
cominciato a lavorare il
legno quando sono anda-
to in pensione, 25 anni fa -
spiega - una bella emo-
zione essere premiato qui.
Faccio tanti auguri a tutti
i giovani che si avvicinano
allartigianato.
E tra questi giovani c Lu-
ca Follin, classe 1993, che
ha ricevuto il Prix Amde
Berthod che premia il pi
giovane e promettente
espositore.
Non me laspettavo pro-
prio - commenta emozio-
nato il giovane di Valtour-
nenche -. il secondo anno
che partecipo alla Fiera,
una passione tutta mia che
deriva dagli anni di scuo-
la al don Bosco, nessuno in
famiglia lavora il legno.
Luca ha portato in fiera il
suo tavolo con la losa per
la pierrade e il piatto ton-
do di legno girevole.
Il premio assegnato da-
gli Amici di Don Garino,
dedicato allopera a tema
religioso di Mauro Peti-
tjacques.
Elio Sucquet si aggiudi-
cato il Premio Pierre Vietti,
assegnato dal Comit des
Traditions Valdotaines al-
lartigiano che ha dimo-
strato particolare atten-
zione agli studi e alla ri-
cerca storica sul tema dei
vignerons.
Il premio per il primo anno
assegnato dal CSV e dalla
Fondazione Comunitaria
alla memoria dello scul-
tore Domenico Orsi sta-
to attribuito a Moreno Sa-
voie che ha ben interpreta-
to il tema del dono.
Per aver valorizzato le tec-
niche tradizionali, nella
realizzazione degli attrezzi
agricoli di uso quotidiano
ancora oggi, il premio spe-
ciale assegnato dallasses-
sorato regionale allAgri-
coltura stato assegnato
a Fabio Henriod.
La giuria ha anche propo-
sto menzioni, a voler sot-
tolineare la validit del la-
voro artigianale e della ri-
cerca storica per Michel
Rosset (per la qualit del-
lopera e leccellente di ri-
cerca), per Renato Vaquin
(per la precisione dellinta-
glio) e per Guglielmo Pra-
motton (per la qualit del-
la scultura).
Erika David
Rosiano Giuseppe Ducly ha ricevuto il premio Robert Bertoon A Luca Follin il premio Amde Berthod
A Paolo Henriod andato il premio dellassessorato allAgricoltura
Moreno Savoie riceve il premio alla memoria di Domenico Orsi
I PREMIATI / A Mauro Petitjacques il Don Garino; Elio Sucquet vince il premio Pierre Vietti
Luca Follin, Una passione tutta mia
Il Prix Robert Berton per lespositore plus g allottantacinquenne Rosiano Giuseppe Ducly
Il premio
Pierre Vietti
andato
a Elio
Sucquet
Mauro
Petitjacques
ha vinto
il premio alla
memoria
di Don
Garino per
i suoi re magi
Inebriante
il profumo del vin
brul preparato
dal Coro SantOrso
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VEILL / La musica e le danze dei gruppi folk hanno aperto la festa nelle crotte
Una lunga calda e dolce notte
U
na porta si apre, si sento-
no risa e canti, il vento tra-
sporta profumi di vin brul
e brodo caldo.
la Veill, la festa durata tutta la
notte e andata in scena nelle can-
tine dei privati, aperte al pubblico
per lunica volta dellanno.
La festa iniziata subito dopo la
premiazione degli artigiani con
lesibizione dei gruppi folklori-
stici dellassociazione Nos Raci-
nes, in piazza SantOrso, ma in
ogni angolo della citt era possi-
bile fermarsi ad ascoltare un po
di musica o lasciarsi andare con
le danze tradizionali.
Anche nella notte di festa pi lun-
ga dellanno c spazio per la soli-
dariet. il caso della dolce veill
di SantOrso, ospitata nella can-
tina di Wilma e Sergio Barathier,
in via de Tillier, dove ci si potuti
sbizzarrire negli assaggi di centi-
naia di torte e dolci annaffiate da
vin brul e vino moscato e dove
era possibile lasciare unofferta
che sar devoluta allassociazio-
ne italiana Sclerosi multipla e al
piccolo Lorenzo Bidese, il bambi-
no di Saint-Nicolas che deve sot-
toporsi a costose cure riabilitati-
ve per recuperare luso della ma-
no destra danneggiata in un in-
tervento sbagliato.
Altra veill dolce quella in via San-
tOrso curata dallOratorio e dagli
organizzatori della Dolce Solida-
riet, dove il ricavato delle offerte
sar devoluto a Viola, allAvlar e
sosterr due progetti dellIstituto
Europeo di Oncologia di Milano e
dellassociazione Diapsi.
r.g.
Alcuni dei gruppi folkloristici
che si sono esibiti nelle piazze
del centro dando il via alla
lunga notte di Veill con danze
e canti tradizionali
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FI ERA DI SANT ORSO
VEILLA DI PETCHOU / Lorto valdostano stuzzica linteresse e il palato dei bimbi
Un DOLCE cortile EDUCATIVO
Le mascherine Alessandra e Bianca Daya e pap Davide
I bimbi alle prese con il laboratorio di pasta profumata allinterno dellantico mulino
N
on millenaria, ma in
otto anni ha saputo ri-
tagliarsi uno spazio im-
portante allinterno della Fie-
ra. Anche nel 2013 la Veill di
Petchou (aperta dallesibizione
del coro Canto Leggero diretto
da Luigina Stevenin) ha riempi-
to la piazzetta di via Vevey, do-
v andato in scena qualcosa di
ben diverso dalla solita festa per
bambini. Il progetto nato otto
anni fa in collaborazione con le
maestre della scuola Gianni Ro-
dari - spiega Emiro Marcoz, or-
ganizzatore con la sua famiglia
dellevento patrocinato da Eu-
rope Direct -. Lidea quella di
far riscoprire ai bambini il cor-
tile e ogni anno proponiamo un
tema legato al territorio valdo-
stana: questanno toccato al-
lorto. Grazie alla collaborazio-
ne con lInstitut Agricole Rgio-
nal, gli alunni hanno potuto toc-
care con mano i diversi passag-
gi che portano la semente a di-
ventare il prodotto finito.
Il cortile nel cuore di Aosta
stato un brulicare di iniziative
e attivit. Mentre sulla piazzet-
ta nei diversi stand si potevano
gustare ghiottonerie rigorosa-
mente biologiche, allinterno del
vecchio mulino Secondino del
1700 il laboratorio di pasta pro-
fumata faceva il pieno di con-
sensi. Questo ambiente spe-
ciale - commenta Daniela Levi,
insegnante della Gianni Roda-
ri che assieme alla collega Con-
cetta Malaspina ha dato il la
alla manifestazione -; cerano tre
macine e lacqua veniva presa
dal ru che scorreva qui dietro.
E il posto ideale per un labora-
torio di pasta profumata, quin-
di serviamo ai bambini una me-
renda preparata con i prodot-
ti del mulino. Allesterno, tra
i girotondi colorati delle Lan-
dzettes di Etroubles, il tecnico
dellI.A.R. Alessandro Neyroz
ha presidiato il banchetto con
i diversi tipi di patata, rispon-
dendo alle domande di grandi
e piccini: Questanno abbiamo
puntato su tre ortaggi - pata-
te, barbabietole e zucche - che,
conservandosi bene, potevano
essere usati per lalimentazio-
ne invernale. La gente interes-
sata in modo particolare ai ti-
pi pi strani di patata: la globa-
lizzazione ha standardizzato il
mercato e questa unoccasio-
ne per far vedere che non ne esi-
stono solo due qualit.
La chiusura stata riservata al
ballo sul fieno sulle note di Dan-
sa pa dessu lo fen suonate dalla
Clicca. Quindi tutti a casa, con
in mano un sacchetto con lac-
qua delle Sorgenti Monte Bian-
co, le patate, le barbabietiole, il
latte e lo yogurt della Centra-
le Laitire.
Davide Pellegrino
Lo stand di Europe Direct Emilie sulle spalle di pap Beppe
La Clicca di
Sen Marteun
ha chiuso
la Veill di
Petchou con
il tradizionale
ballo
sul fieno
Danielle, 4 anni di Vetan, felice sul fieno
Alessandro Neyroz e le patate viola
Pap Stefano sfama il piccolo Jacopo
Lorenzina, Arianna, Chiara, Marisella e Vittoria addette ai dolci Franco, Alberto, Cristiana e Diego esperti di pur e rape rosse
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ATELIER DES METIERS / Loriginalit dei novantasei professionisti
Le MERAVIGLIE in piazza
Silvia Mattea realizza paralumi in Canapa e dentelles Ornella Crtaz lideatrice dei fiocchi per le nascite
Nadia CAMPOSARAGNA
inviata in piazza Chanoux
C
on oggi la 1013 Fiera di SantOrso chiude i battenti e
anche latelier dei 96 professionisti.
Tra mobilieri, fabbri, dentellires, scultori e ceramisti tra
molte altre espressioni artistiche spuntano tra le scatole,
pensili e cassiettiere colorate di Herv Cheillon anche dei
nuovi tat: Prevalentemente in larice, ho voluto personaliz-
zarli non solo nel colore, ma anche cercando linee eleganti
e dandogli una rifinitura particolare, oltre alla canapa usa-
ta per coda e criniera.
Piccole e singolari novit anche per la scultrice Ornel-
la Crtaz che ha ideato i fiocchi per le nascite Ho avuto
lidea dop averlo fatto per un neonato. Un oggetto che dura
per sempre e mi ha permesso di continuare la mia ricerca
degli ornati, importanti e femminili. Silvia Mattea ha crea-
to, invece, per le appliques e le lampade scolpite, dei para-
lumi in canapa di Champorcher e dentelles di Cogne. Pic-
coli preziose lavorazioni anche nei sabot in arolla del mae-
stro scultore Simone Allione e nelle scatole dello scultore
Stefano Arnodo.
Laffluenza apprezzata dagli artigiani nei primi giorni ha fat-
to s che il pubblico potesse intrattenersi di pi che nei due
giorni che coincidono con la Foire. Fermarsi a parlare coi mo-
bilieri per capire da dove partita lidea di un certo lavoro e
come il progetto si sviluppato sempre interessante.
[segue a pagina 10...]
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I
l bancone del bar com-
missionato da un risto-
rante a Fabrizio Varisel-
laz in varie essenze e sul
fornte ha un decoro da favo-
la proprio il caso di dirlo.
Ho voluto inserire tra le pe-
corelle e gli alberi anche un
piccolo cappuccetto rosso.
Belli e importanti i mobili di
Ezio Lombard di Verrayes.
Lavoro soprattutto il noce.
La soddisfazione pi grande
quando si arriva alla rea-
lizzazione di un opera sen-
za compromessi, quando
tutto fila liscio. Poi per me
importante la rifinitura
di ogni singola parte inter-
na ed esterna.
Vicino c lo stand solo espo-
sitivo di Ezio Thomasset di
Saint-Nicolas scomparso da
poco. Un omaggio doveroso
ad un grande artista.
Accanto ai grandi mobili gli
oggetti ben torniti di Franco
Bruno, i lavori in ferro battu-
to di Livio Mognol e i tat di-
vertenti di Ernesto Pison.
Nello spazio dedicato ai la-
vori Les Tisserands Luana e
Emy: Siamo riusciti ad otte-
nere il filato con la nuance
naturale marrone dalla lana
delle pecore Rosset
Un passo ancora dai cerami-
sti per godere dei tanti ani-
mali della tradizione monta-
na fatti da Derby legno e ce-
ramica di Villeneuve e dal-
le ceramiche artistiche di
Marina Torchio che accan-
to alle sue famose mucche
ha aggiunto varie figure di
Santi e le coppie danzan-
ti del gruppoo folkloristico
La Badoche.
Nadia Camposaragna
FI ERA DI SANT ORSO
Ezio Lombard di Verrayes e nel riquadro i mobili del compianto
Ezio Thomasset, lebenista di Saint-Nicolas Giuseppino Chamonin di Cogne Stefano Arnodo e Simone Allione
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Luana e Emy de Le Tisserands
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A destra Claudio
Trento posa
davanti alla
cucina di sua
produzione
Fabrizio Varisellaz Maurizio Savin
Da sinistra: les dentellires Brunetta e Teresina
di Cogne Da sinistra: Marina Torchio e Sebastiano Yon e Luciano Regazzoni
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PADIGLIONE-1 / Tra le chicche, lIdromele, la bevanda apprezzata dagli dei
Un sorso di nettare per scaldarsi
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na vetrina per le eccellenze del gu-
sto valdostane: da undici anni il pa-
diglione enogastronomico di Piaz-
za Plouves offre ai visitatori della Mille-
naria il fiore dei sapori locali. Inaugura-
to domenica 27 gennaio, oggi, gioved 31,
rester aperto dalle 8 sino alle 19.
Per ledizione 2013 sono 58 le aziende
produttrici presenti, a testimoniare la
vitalit del settore. Nel paniere della
Fiera di SantOrso ci sono infatti for-
maggi vaccini e caprini, latte, yoghurt,
salumi, confetture e salse, prodotti da
forno, miele, vini, aceti, olii di noce, li-
quori e distillati, birra e frutta. Un ricco
bouquet di preparazioni, tra cui spicca-
no la Fontina Dop, e che esprimono un
legame diretto con il territorio e ne va-
lorizzano le peculiarit.
Confermati gli acquisti per i prodoot-
ti pi classici, come il lardo della Mai-
son Bertolin di Arnad, la farina da po-
lenta e la micoula dellazienda La Bon-
ne Valle di Donnas, le tegole di Gior-
gi, o il Teteun dellazienda Bal di
Gignod e la fontina dellazienda
Vallet di Donnas.
Accanto ai veterani della Fie-
ra, si affacciano questanno per
la prima volta anche alcuni gio-
vani produttori. Mariadzo, Le pe-
tit prince, Clos de cartesan sono i
vini che propone lazienda vitivi-
nicola le Vieux Joseph.
Un nome nuovo della produzio-
ne locale, che offre due vini ros-
si e un bianco provenienti dai vi-
gneti di Quart. Le etichette sono
state disegnate da Demis Dandres
di Aymavilles spiega Ilaria Bava-
stro, che partecipa per la prima
volta al padiglione enogastrono-
mico, con lauspicio di un buon
richiamo e di farsi conoscere dal
grande pubblico.
[segue a pagina 15]
Paola Paroncini Birrifibiob63 di Aosta Mara Gallo Lassere e C osmo Biognali delle distillerie Saint-Roch
Fulvio di Hne, Alpe
Ilaria dei vini Le Vieux Joseph
Sebastien allo stand
Les bieres du Grand St. Bernard
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P
adiglione
enogastronomico
n 26/28
PADIGLIONE-2 / Dai biscotti ai pani dolci ogni palato trova soddisfazione
Le mille variet del pane
[segue da pagina 13]
A
nche Silvana Glarey
e Simone Lavy del-
lazienda Agrival di
Gressan espongono per la
prima volta i loro prodotti:
principalmente marmellate
e confetture. Come lo Tse-
nevrou, specialit a base
di bacche di ginepro, le cui
propriet balsamiche era-
no ben conosciute dai no-
stri nonni.
Fra Chtillon e La Magde-
leine si svolge lattivit del-
lazienda La Douce Valle di
Paola Vittaz, che con il ma-
rito Francesco Mauris e il fi-
glio Gianluca offrono ace-
ti di mele, lamponi, mirtil-
li e succhi di frutta. La no-
vit di questanno laceto
di pere martin sec di nostra
produzione spiega France-
sco Mauris -. Siamo presen-
ti in Piazza Plouves sin dal-
linizio: ritengo che questa
sia una buona vetrina pro-
mozionale, a cui per devo-
no fare il paio vendite suf-
ficienti.
La Foire coincide spesso con
il lancio di nuovi prodotti.
Al padiglione, si possono
trovare per la prima volta
gusti innovativi o antichi sa-
pori rivisitati. Come il Pic de
Vol della distilleria Saint-
Roch di Quart, presentato
da Cosmo Bognani e Mara
Gallo Lassere: un idro-
mele raccontano - fermo
oppure frizzante, fatto con
acqua e miele a fermenta-
zione naturale.
[segue a pagina 17]
In alto Clment Clusaz e Sara Milone
di Savasandir; a destra Lina DAlfonso della
panetteria Giorgi; nellovale Velia Longis
ed Ezio Chappoz dellazienda Chappoz di Donnas
Rosy Garino e Marcello
Garivot di Fnis
I panettieri del panificio Frassy di Arvier
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[segue da pagina 17]
D
i nuovo c anche
lerborinato di ca-
pra stagionato con
i frutti di bosco della Fro-
magerie du Grand Com-
bin di Alessandro Car-
rara, la birra nera San-
tOrzo del Birrificio B63
di Aosta o il gorgonzola
di capra dellazienda Lo
Copafen di Chambave di
Edy e Yves Peraillon.
Lapprezzamento am-
pio, anche dal punta di
vista dei produttori pre-
senti.
Il primo anno eravamo
in sette, otto espositori
spiega Ezio Chappoz
dellazienda agricola La
Bonne Valle di Donnas
ora molti di pi: sicu-
ramente un segno del va-
lore aggiunto offerto da
questa opportunit.
Francesca Jaccod
Raffaele Ferrari e Daniela Favre di Arnadlevieux
La capra regina dei formaggi
PADIGLIONE-3 / Tra le novit, un gorgonzola caprino
In alto
a destra
lazienda Lo
Copafen
di Chambave,
di Edy e Yves
Peraillon;
qui a fianco
Gabriella
Muratore
dellAzienda
Agricola
Arpisson
di Cogne e
pi a destra
Elisa
di Genuinus
Sopra Paolo
Persaldo
dellazienda
Nicoletta
di Donnas;
a destra
Catalina
Berno e
Isetta Bal
dellAzienda
Bal di Gignod
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FI ERA DI SANT ORSO
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SICUREZZA / Alla scoperta del coordinamento delle attivit di soccorso, gestione delle emergenze e informazione
Angeli custodi dei visitatori
U
nautentica cittadina
nella citt. Non potrem-
mo definire altrimenti
il centro operativo misto at-
tivo al numero civico 3 di via
de Tillier, vero e proprio cuore
pulsante di tutto il complesso
coordinamento delle attivit
di soccorso e sicurezza pub-
blica promosse in occasione
della due giorni della Fiera di
SantOrso. La struttura si di-
vide sostanzialmente in due
settori distinti - spiega la re-
sponsabile del centro, Vally
Lettry, alle prese al nostro ar-
rivo con la verifica degli ulti-
mi dettagli inerenti al piano di
deflusso del traffico -. Il primo
riguarda la sala radiocomu-
nicazioni interforze, in cui si
raccolgono e allo stesso tem-
po si diramano informazioni,
istruzioni e decisioni sul ter-
ritorio interessato dalla ma-
nifestazione; il secondo, inve-
ce, concerne il centro operati-
vo misto vero e proprio, ani-
mato da funzionari che han-
no quale unico compito quello
di adottare decisioni in tempo
reale. Una pianificazione cu-
rata sin nei minimi dettagli,
insomma, in cui riveste unim-
portanza non trascurabile il
costante monitoraggio dellaf-
flusso dei visitatori dalla peri-
feria al centro citt, monito-
raggio effettuato sia attraver-
so alcune telecamere piazza-
te nelle aree di sosta autoriz-
zate (a cura della ditta Si.Pro.
di Aosta), sia mediante i co-
stanti aggiornamenti prove-
nienti dai vari responsabili di
parcheggio. Grazie alle no-
tizie provenienti dalla perife-
ria riusciamo a conoscere in
tempo reale quali sono le zo-
ne pi sensibili allafflusso di
visitatori, cos da poter rimo-
dulare di volta in volta i tra-
gitti delle diverse navette in
circolazione sul territorio,
continua Vally Lettry.
Al di fuori del centro operati-
vo misto - ma in stretta siner-
gia con esso - operano tutta
una serie di servizi legati, in
particolar modo, alla gestio-
ne delle emergenze. Il fulcro
di tali servizi in piazza Nar-
bonne, dove - a una decina di
metri luno dallaltro - opera-
no il punto di riposo e soste-
gno psicologico e il cosiddetto
posto medico avanzato. Il pri-
mo servizio reso dalla sezio-
ne valdostana dellAssociazio-
ne Psicologi per i Popoli, al-
linterno di una tenda che ha
molteplici funzioni - fanno sa-
pere i responsabili del punto
-. Qui possono essere lasciati
i bimbi a mo di garderie, op-
pure vengono radunate le per-
sone che si sono perse lungo il
tragitto della Fiera, oppure an-
cora viene dato sostegno psi-
cologico a chi - a causa del-
laffollamento dei luoghi - po-
trebbe incorrere in crisi di pa-
nico o attacchi di claustrofo-
bia. Una decina di metri pi
avanti, come dicevamo, ope-
ra il posto medico avanzato.
Questa struttura ha lo scopo
di fungere da filtro, cos da po-
ter dare una risposta imme-
diata ed efficace alle diverse
situazioni di emergenza sani-
taria provenienti dalla Fiera
- precisa il coordinatore in-
fermieristico Romina Cam-
pagnol -. Lobiettivo, daltra
parte, quello di non andare a
influire sulla gestione ordina-
ria dellemergenza del Pronto
soccorso, motivo per cui sia-
mo attrezzati per trattare dal-
lepistassi a principi di infarto
piuttosto che malesseri legati
a patologie respiratorie.
In ultimo - assolutamente non
per importanza - i quattro in-
fo point dedicati allaccoglien-
za e allinformazione dei visi-
tatori, che potrete trovare ri-
spettivamente allimbocco est
di piazza Arco dAugusto, al-
limbocco ovest di piazza del-
la Repubblica, nella centralis-
sima piazza Chanoux e nel-
la suggestiva Tour des Sei-
gneurs de Quart.
Patrick Barmasse
Alcuni degli
addetti
deputati
alla risposta
sanitaria
allemergenza
impegnati al
posto medico
avanzato
di piazza
Narbonne
I volontari dellAssociazione Psicologi per i Popoli - Emergenza VdA che operano in piazza Narbonne
A sinistra la responsabile del COM, Vally Lettry; a destra Katia allinfo point di piazza della Repubblica
Quattro
volontarie
della CRI
impegnate
lungo il
percorso
della Fiera
Diana, Olimpia e Claudia allinfo point dellArco dAugusto Roberto, Luca e Giovanni della ditta di videosorveglianza Si.Pro.
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FI ERA DI SANT ORSO
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FI ERA DI SANT ORSO
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FI ERA DI SANT ORSO
Aldo Giovanni Ottobon con uno scaldaletto dantan Bonifacio Vuillermoz e le sue rivoluzionarie matriosche
Giuseppe Bertolin con la sua cassapanca minuziosamente intagliata Roberto Zavattaro con la figlia Josette e in secondo piano la culla Marino Boniface e gli orologi giramondo
Lo speciale leggio di Luigi Cozzi Alberto Zenti si specializzato nella produzione di cofanetti Enzo Donetti Dontin con i suoi piatti per la polenta
L
arte dellintaglio non
sembra proprio passare
di moda, almeno non al-
la millenaria Foire de Saint-
Ours. Una conferma? Avvia-
te la vostra visita dallimboc-
co est di piazza Arco dAugu-
sto e lo scoprirete con i vostri
stessi occhi. Il primo che in-
contriamo tra i banchi En-
zo Donetti Dontin di Sorreley,
un decano di questa particola-
re tecnica considerata lespe-
rienza ormai ultraventennale
sulle spalle. Mi diletto a pro-
durre piatti per la polenta, ta-
glieri e altri piccoli oggetti per
la casa - spiega -. Alla base di
questi lavori c il giusto bilan-
ciamento tra lutilizzo del tor-
nio e la successiva opera di in-
taglio vera e propria. Un po
pi avanti come non fermarsi
ad ammirare gli orologi gira-
mondo di Marino Boniface di
St-Denis. Orologi s, ma per-
ch giramondo? Perch que-
sta tipologia di orologi intaglia-
ti li ho venduti un po dapper-
tutto, dal Marocco al Cana-
da finanche in Giappone - af-
ferma orgoglioso -. Pensi che
quello finito a Casablanca lho
barattato con un tappeto. Ma
non tutto. Nel suo campio-
nario, lespositore della Me-
dia Valle ha bagnato lesor-
dio di una creazione nuova
di zecca: la grolla intagliata.
Per arrivare a questo risulta-
to si sono rese necessarie al-
lincirca 60 ore di lavoro, par-
tendo dalla selezione del tron-
co per arrivare allultima rifini-
tura, commenta ancora Boni-
face. Da St-Denis si sale ideal-
mente fin nella val di Cogne,
per incontrare il particolare
leggio prodotto da Luigi Coz-
zi, che tiene subito a precisa-
re che dal 1992 che espongo
ininterrottamente le mie crea-
zioni alla Foire de Saint-Our-
sa, prima in via Edouard Au-
bert e da qualche anno in via
Saint-Anselme. A proposito di
via SantAnselmo: dirigendoci
verso la Porta Praetoria, la no-
stra attenzione viene letteral-
mente catturata dalle rivolu-
zionarie matriosche realizza-
te da Bonifacio Vuillermoz di
Arnad. Perch rivoluzionarie?
Semplicemente perch nes-
suno finora mi sembra le ab-
bia esposte sui banchi, quindi
dovrei essere lunico ad averle
prodotte, racconta. Per Vuil-
lermoz questa novit costitui-
sce unautentica evoluzione
nel suo campionario artistico,
se vero che lartigiano del-
la Bassa Valle - con alle spal-
le ormai 40 anni di intaglio -
unanimemente conosciuto
per le sue zuccheriere e per i
suoi piatti, alcuni dei quali rag-
giungono addirittura il metro
di diametro. Diciamo che sa-
per lavorare pezzi di una cer-
ta grandezza da sempre la
mia specialit, ci tiene a pre-
cisare. A una manciata di me-
tri luno dallaltro si trovano Al-
berto Zenti di Porossan e Ro-
berto Zavattaro di Fnis. Zen-
ti si specializzato col tempo
nellintaglio di piccoli cofanet-
ti e portagioie, Zavattaro si
presentato questanno allap-
puntamento millenario con
una splendida culla per beb.
Questa opera stata realizza-
ta attraverso lassemblamen-
to di diversi pannelli in noce -
dichiara -. Per arrivare a que-
sto risultato ci sono stato die-
tro allincirca 300 ore, ma pre-
ciso gi che questo pezzo non
in vendita. Preferisco tener-
lo un domani per mia figlia.
Imboccata via Porta Praetoria,
immediatamente sulla sini-
stra, a spiccare la cassapan-
ca minuziosamente intagliata
da Giuseppe Bertolin di Isso-
gne, preludio allopera forse
pi particolare di questa pri-
ma carrellata di espositori: lo
scaldaletto dantan realizza-
to da Aldo Giovanni Ottobon
di Hne, con tanto di pentola
in rame per contenere la bra-
ce. Un accessorio di un tem-
po che meglio di qualsiasi al-
tro sembra significare lestre-
ma attualit della Foire.
[segue a pagina 25... ]
INTAGLIO-1 / Questa speciale tecnica non sembra proprio passare di moda
Maestri nelluso del coltellino
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FI ERA DI SANT ORSO
Luigi Pegoraro con sullo sfondo i macinacaff
Lintaglio decorativo di Elio Tomio
Genzianella Faccioli e il termometro-portachiavi
Battista Enrietti accanto a uno dei suoi orologi
Valeriano Lunardi con i suoi sabot in salice
Enrico Roscio con la sua scatola intagliata
INTAGLIO-2 / Tra scatole, cornici e oggetti vari, la passione senza tempo degli artigiani
Autentici ricamatori del legno
Guido Balagna con la sua testiera completamente in noce
Renato Daniele Vacquin accanto al suo suggestivo tappa bottiglie in noce
[ ...segue da pagina 23]
F
acendo un salto a ritroso, esattamente nel
cuore di rue Saint-Anselme, non pu pas-
sare inosservato lo speciale tappa bottiglie
proveniente dalla val dAyas, a cura di Renato
Daniele Vacquin di Brusson. Un pezzo unico
in noce, precisa non appena gettiamo locchio
sul suo banco. Ristabilito il regolare corso del-
la nostra visita, in piazza Chanoux ci imbattia-
mo in Genzianella Faccioli di Courmayeur, che
smessi i panni di podista, ormai da tempo si di-
letta nellintaglio di svariati oggetti per la casa,
compreso un particolare termometro che - al-
loccorrenza - pu trasformarsi anche in un uti-
le portachiavi. Grazioso anche il cestino porta-
gioie di Enrico Roscio di Aosta, che afferma co-
me il suo prodotto possa essere molto versati-
le, prestandosi per natura a molteplici funzioni,
anche se un tempo era utilizzato quasi esclusi-
vamente dalle donne come scatola portafili. Un
po pi avanti, in via de Tillier, giusto passato lin-
crocio con via Gramsci, in bella mostra troviamo
le opere a motivi gotici di Guido Balagna di Lil-
lianes. Guai, per, a parlare di intaglio. Olio di
gomito e scalpello - commenta -: questo il segre-
to delle mie produzioni, tra le quali mi piace sot-
tolineare la presenza di una bella testiera in no-
ce e di un paio di coperchi frontali delle botti, su
cui ho riprodotto il simbolo celtico del triskell.
Suggestive anche le specchiere di Attilio Ve-
stena di Charvensod, lavori che hanno richie-
sto cura certosina dei particolari e tanta, tanta
pazienza. Per giungere a questo risultato ho do-
vuto dapprima lavorare i singoli pezzi, dopodi-
ch assemblarli, assecondando successivamen-
te lo specchio alle diverse curvature del legno,
racconta. Procedendo spediti verso piazza del-
la Repubblica, ecco gli orologi da polso giganti a
cura di Battista Enrietti di Pont-St-Martin, oppu-
re i curiosi sabot in salice minuziosamente in-
tagliati da Valeriano Lunardi di Aosta (fortuna
che il salice un legno piuttosto morbido, con-
fessa), oppure ancora i piattoni in noce dal dia-
metro anche di mezzo metro realizzati da Ezio
Lumignon di St-Martin. A chiudere la carellata
effettuata sullasse cittadino est-ovest, un tem-
po Decumanus Maximus, da segnalare infine i
macinacaff di Luigi Pegoraro e lintaglio deco-
rativo di Elio Tomio, entrambi di Aosta.
Patrick Barmasse
Attilio Vestena intento a mostrare una delle sue speciali specchiere Ezio Lumignon con i suoi piattoni in noce
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SCUOLE E CORSI-1/ I portici del municipio sono la casa di corsisti e studenti
Principianti... dieci e lode
Pina e Paolo,
al banco
della scuola
di scultura
di Perloz
tenuta
dal maestro
Stefano
Arnodo
Marcello e Guido del corso di vannerie di Doues
Il corso di tornitura dellassociazione Les Tourneurs de la Basse Valle e la scuola di Pont-St-Martin
La scuola di lavorazione della pietra ollare di Pont-Saint-Martin Niccol, Paolo Peter e Loris del Don Bosco di Chtillon
La scuola di intaglio di Gaby; il corso tenuto da Dino Mognol Marcello, Carlo e Feliciano del corso di attrezzi agricoli di St-Christophe
I
portici del municipio so-
no da sempre la casa delle
scuole e dei corsi. Intaglio,
scultura, ma anche lavorazio-
ne della pietra ollare, cuoio e
vannerie. Fucine di apprendi-
sti, scuole per principianti che
rivelano talenti davvero straor-
dinari. Marcello e Guido presi-
diano il banco del corso di van-
nerie di Doues; di fronte c la
scuola di scultura di Perloz. Il
maestro Stefano Arnodo; al
banco ci sono Pina, continuo a
imparare - spiega, lodando le
capacit dei giovani che si so-
no avvicinati alla scuola; come
Paolo, sono al primo anno di
corso, ho provato con curiosit
e mi sono appassionato - spie-
ga mostrando la scultura di un
capitello, ancora non conclu-
so, arrivederci ad Antey dice
un bigliettino. Un po pi in l
ci sono Niccol, Paolo, Peter e
Loris; sono studenti del Don Bo-
sco di Chtillon, indirizzo pro-
duzioni artigianali, industriali
e legno; hanno portato in fiera
diversi pezzi, tra i quali spicca-
no cassettiere moderne e in sti-
le arte povera. Sono pochi ma
buoni gli iscritti alla scuola di
lavorazione della pietra ollare
di Pont-Saint-Martin tenuta da
Sebastiano Yon, lunica in tutta
la regione. Lassociazione Les
Tourneurs de la Basse Valle
e il corso di tornitura di Pont
Saint Martin hanno un unico
grande banco; il maestro Ste-
fanoBottan e i suoi collaborato-
ri hanno raccolto una cinquan-
tina di allievi, alcune dei qua-
li confluiscono dellassociazio-
ne presieduta da Ezio Caielli.
Anche Gaby ha la sua scuola
di intaglio da ormai cinque
anni; il maestro Dino Mo-
gnol, alle prese con una quin-
dicina di corsisti. Chi scrive
ne ignorava lesistenza, ma
esiste un attrezzo che viene
utilizzato per raccogliere le
mele o i cachi; una sorta di
rastrellino tondo che per-
mette al frutto di poggiar-
si, senza schiacciarsi o ro-
vinarsi. Lo hanno appena
venduto al banco del corso
degli attrezzi e oggetti per
lagricoltura di Saint-Chri-
stophe tenuto dal maestro
Liliano Savoye, lunico nel-
la nostra regione - precisa-
no i corsisti Marcello, Carlo
e Feliciano. Sono belli e mo-
derni gli appendiabiti stu-
diati dai ragazzi del setto-
re legno dellItpr Corrado
Gex di Aosta, rappresenta-
ti da Pietro, Daniele, Ema-
nuele e Axel e dagli inse-
gnanti Mauro Bethaz e An-
drea Bertone.
segue a pagina 33
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FI ERA DI SANT ORSO
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FI ERA DI SANT ORSO
SCUOLE E CORSI-2/ Espongono anche Institut Agricole, ITPR Gex e Don Bosco
Il legno si ama anche a scuola
(segue da pagina 31)
Di fronte, i colleghi dellIn-
stitut Agricole Rgional han-
no una mascotte con tanto
di cappottino per difender-
si dal freddo; Ciro, il segu-
gio delleducatore Domenico
Trevisan; gli studenti Matteo
e Jol presidiano il banco dei
laboratori di lavorazione del
cuoio e di scultura.
Simona, Valentina e Ivo
allievi del primo anno - so-
no al banco della scuola di
intaglio e di scultura di Lil-
lianes; per lintaglio si trat-
ta della prima partecipazio-
ne alla Millenaria; il corso
tenuto da Simone Allione
che tiene anche il corso di
intaglio a Gressoney Saint-
Jean, dove ci sono Gabriella,
Antonella e Ruggero. Forte
della quasi decennale pre-
senza alla foire il corso di
vannerie di Antey Saint-An-
dr tenuto da Aldo Bollon; al
banco ci sono Ester, Irma e
Rosanna. Sono numerosi gli
allievi di Antonio Schiavon
al corso di intaglio di Saint-
Pierre, suddivisi in due livel-
li di abilit. Manuela, Katia,
Monica e Livia presidiano il
banco dellEcole de vanne-
rie di Sarre tenuto da Aldo
Bollon; poco pi in l ci so-
no Giorgio, Rosa e Mara, al-
lievi al primo anno del cor-
so di vannerie dellassocia-
zione LAscolto. Franco Pi-
net tiene il corso di scultura
a Issogne; al banco c Do-
nato, allievo da ormai quat-
tro anni.
segue a pagina 35
LEcole
di vannerie
di Sarre con
le sorridenti
Livia,
Manuela,
Katia
e Monica
Gli insegnanti dellITPR Gex Mauro Bthaz e Andrea Bertone con Pietro, Daniele, Emanuele e Axel Leducatore dellInstitut Agricole Rgional Domenico Trevisan con Ciro e gli studenti Matteo e Jol
Simona, Valentina e Ivo, scuola di intaglio e scultura di Lillianes La scuola di intaglio di Gressoney Saint-Jean, Gabriella, Antonella e Ruggero
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FI ERA DI SANT ORSO
SCUOLE E CORSI-3/Prima era per i corsisti del cuoio e della pelle di La Salle
Talenti a caccia di consensi
(segue da pagina 33)
Veterani e allievi del primo corso di
alternano alla scuola di scultura di
Pollein del maestro Siro Virin; sotto
i portici della casa comunale ci sono
Marco, Diego e Alessia. La scuola di
scultura di Etroubles espone un per-
fetto Handy Manny, Manny Tuttofa-
re, il protagonista del cartoon Disney
che ha a che fare con attrezzi da la-
voro parlanti. Per il primo anno in
fiera il corso di lavorazione della pel-
le e del cuoio di La Salle, gemellato
al banco di Saint-Pierre dove ci sono
Elisa e Tania. Non mancano allap-
puntamento, i bambini della scuola
di Valgrisenche che tessono, ricama-
no e dipingono il tradizionale drap;
due ore alla settimana, un rappre-
sentante dellopificio viene a scuola
a insegnare ai bambini a tessere e
a ricamare il nostro tessuto tipico
spiega linsegnante.
segue a pagina 37
Donato, allievo al quarto anno alla scuola di scultura di Issogne Giorgio, Rosa e Mara, corso di vannerie dellassociazione LAscolto Tania ed Elisa, scuola di lavorazione pelle e cuoio di La Salle e St-Pierre
Alcuni corsisti della scuola di intaglio di Saint-Pierre del maestro Antonio Schiavon
Ester, Irma e Rosanna, corso di vannerie di Antey Saint-Andr
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SCUOLE E CORSI-4/ I bimbi di Valgrisenche tessono e ricamano il drap
Ollomont, intaglio rosa
Samantha e Paola, scuola di intaglio di Ollomont
(segue da pagina 35)
I bambini della scuola materna co-
lorano il tessuto mentre i pi gran-
di, oltre a tessere, si dedicano al ri-
camo, come Pierre, che ha riprodot-
to un pulcino giallo su una presina
da cucina. Com tradizione, par-
tecipano alla fiera anche la scuo-
la di scultura di Donnas tenuta dal
maestro Giuseppe Binel e quella
di intaglio di Pont-Saint-Martin; il
corso tenuto da Ornella Crtaz e
insieme a Loris, Anna, Carmen e
Piera, al banco c anche Emilia-
no, 9 anni appena e un grande ta-
lento. Sono circa 15 i partecipan-
ti al corso di lavorazione del ferro
battuto tenuto a Verrs da Mauro
Savin; pregevoli i lavori esposti. A
Ollomont, tutto in rosa il corso di
intaglio: Samantha, Paola e Cristi-
na sono le allieve del maestro Mi-
chel Rosset.
Cinzia Timpano
I bambini
della
scuola di
Valgrisenche
con i drap
ricamati
e colorati:
da sinistra
Vania, Pierre,
Yves e Nadi
Alcuni allievi della scuola di scultura di Donnas; i corsi sono tenuti dal maestro Binel
Loris, Anna, Carmen e Piera della scuola di intaglio di Pont-St-Martin;
in prima fila Emiliano, giovanissimo e promettente intagliatore
I corsisti che presidiano il banco dellas cuola di lavorazione del ferro battuto di Verrs
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MOBLI / Gli artigiani danno un tocco di originalit ai manufatti nostrani
Tra tradizione e creativit
Luca Follin seduto al tavolo da pierrade, Jonatha
Gerbore, un habitu, e Othmar Juglair
I
l tavolo a libro con tanto di marchio di fab-
brica, un rombo in pietra di losa, cattura
lattenzione dei visitatori sotto i portici
di via Xavier de Maistre. Allautore Davide
Carlino - terzo anno in Fiera alla postazio-
ne 1444 - la passione per i mobili nata ri-
strutturando la casa dei nonni a Torgnon.
Racconta lartigiano: Ho cominciato con il
rimettere a nuovo il pavimento e il risultato,
buono, mi ha incoraggiato a proseguire. I
pezzi esposti, in larice e abete antico, si ri-
fanno rigorosamente alla tradizione. Un
originale bancone bar in larice con inser-
ti in tessuto, che richiamano il manto della
pezzata bianca e rossa, raccoglie attorno a
s un gruppetto di amici di Daniel Trimar-
chi, il produttore. C aria di festa in taver-
na allaltezza del Csv di via Xavier de Mai-
stre con taglieri ricolmi di salumi, buon vi-
no e musica. Espongo da dieci anni - dice
Trimarchi - e ci tengo alloriginalit. I miei
sono pezzi unici eseguiti con legno di lari-
ce antico. E al suo debutto alla Millena-
ria Roberto Boita che con una punta di or-
goglio dice: Sono un artigiano autodidat-
ta. Ho incominciato con piccoli oggetti. Ho
commesso errori dai quali ho imparato. Ora
produce panche, bauli, armadietti e picco-
le librerie. Luca Follin - postazione 1449 sot-
to i portici del municipio - ha ideato un ta-
volo per la pierrade da gustare in compa-
gnia. Tondo, dodici posti, ha al centro una
pietra sulla quale cuocere le carni e un set-
tore girevole sul quale poggiare le salse. E
alla sua seconda esperienza in Fiera. Lar-
te lha imparata al Don Bosco di Chtillon
e ora ne ha fatto un hobby. E cresciuto nei
truccioli - secondo quanto racconta - Jo-
natha Gerbore. Nonno e pap erano fale-
gnami. Othmar Juglair presenta panche
e complementi di arredo ma anche coltel-
li intagliati. Per la creazione di un pezzo -
spiega - ci vuole anche unintera giornata;
bisogna mettere in moto i macchinari men-
tre per intagliare un coltello ogni momento
libero buono.
Danila Chenal
Davide Carlino, che lavora solo abete e larice antico, Daniel Trimarchi al bancone bar, e Roberto Boita al suo debutto
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FERRO BATTUTO / Oggetti utili per la casa, ma anche armi antiche, sculture e rose
Passione SALDATA al genio
C
hiavi, attrezzi da camino, serrature, chio-
di e cerniere. Ma non solo. Anzi. Basta fer-
marsi al banco di Stefano Russo, 49 anni
di Fnis, per capire come il ferro possa sposarsi
con la storia. E una passione che ho da sempre
- afferma - e venire a SantOrso una festa. Ho
portato coltelli, croci celtiche, campanacci (rigo-
rosamente della forma di Fnis), ma la grande
novit del 2013 il pennato da lupo, unarma an-
tica della Valle del Lys realizzata per scommessa
con un gesuita che me lha fatta vedere su un li-
bro. Ne ho fatte due, una lho data a lui.
Larte abbinata al grave momento economico
nelle opere di Enrico Civico. Laostano che la-
vora come saldatore in Cogne una delle at-
trazioni principali alla fine di via Porta Preto-
ria con una scultura antropomorfa in scala rea-
le. E una sentinella notturna che durante il suo
turno di guardia vede qualcosa allorizzonte e lo
indica - spiega -. E un messaggio di speranza,
perch secondo me ha avvistato una nuova al-
ba che rappresenta luscita dalla crisi.
Per scambiare quattro chiacchiere con Ermis Vai-
ros, 73enne pensionato Olivetti di Pont-St-Mar-
tin, bisognerebbe prendere il numerino come al
banco del pesce alla vigilia di Capodanno. Tra
chi gli chiede un consiglio su un chiodo e chi si fa
consegnare la cerniera giusta per la cassapanca,
racconta: Il ferro mi sempre piaciuto, ma sono
dodici anni che ho iniziato davvero a lavorarlo.
Mi piace, perch la gente viene da me, mi spie-
ga cosa vuole e io mi metto allopera.
In Fiera dalledizione estiva del 97, Mario Plater,
ex manutentore elettrico, 62 anni di Nus, ha scel-
to il ferro perch mi ha sempre attratto e richie-
de meno attrezzature; poi di legno ce nera gi
troppo. Mi diletto con le decorazioni per la casa
o con i segnavento; ogni tanto mi piace abbina-
re anche il legno o verniciare il ferro. Questi due
giorni sono speciali, passa tanta gente e posso in-
contrare amici che non vedo da un pezzo.
Chi ha tradito il legno per il ferro Venturino
Bosc, 55 anni, commerciante di Issogne: Per tan-
to tempo sono venuto a SantOrso con oggetti in
legno, poi, quattro anni fa, ho avuto la possibi-
lit di fare un corso di ferro a Verrs con Mau-
ro Savin e ho cambiato, cosa che era un po che
volevo fare. Mi trovo bene e quando il negozio
chiuso vado in laboratorio a lavorare.
Non hanno la sede sociale, ma i talentuosi com-
ponenti della Cooperativa En-Fer di St-Pierre
con lincudine e il martello ci sanno fare. Siamo
nati tre anni fa dopo un corso tenuto dal mae-
stro Livio Mognol - spiegano Marco Pozzini, Pa-
trick Chatrian e Remo Bethaz, tre dei sette soci
-. Ci manca la sede operativa e ci troviamo a ro-
tazione nei nostri singoli laboratori. Il ferro, per la
manualit, meglio lavorarlo in due: a volte rea-
lizziamo opere insieme, come il batacchio terzo
classificato alla Mostra Concorso, altre ognuno
per conto proprio. I pezzi pi richiesti? Le croci e
i porta tende vanno forte, ma piacciono parec-
chio anche le rose. Alla faccia di chi pensa che
il ferro non possa voler dire dolcezza.
Davide Pellegrino
Patrick, Remo e Marco della Cooperativa En-Fer di St-Pierre Ermis Vairos di Pont-St-Martin
Stefano Russo di Fnis Venturino Bosc di Issogne Enrico Civico di Aosta Mario Plater di Nus
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fidarsi dei numeri, potrebbero venire sof-
focati dai cultori del legno. Ma, per una
volta, i numeri non hanno ragione. Sar
per la loro abilit, sar per il colore affascinante,
sar per delle creazioni sempre originali, fatto
sta che davanti ai banchi degli esperti della pie-
tra ollare c sempre una coda stile ufficio po-
stale lultimo del mese allora di punta. In mez-
zo a via Porta Pretoria c Gino Anselmo Da-
guin, 78 anni domenica, di Hne. La passione
ce lho da sempre - spiega -; lavoro la pietra da
oltre 50 anni, dal 70 sono presente in Fiera. Nel-
la vita ho fatto loperaio; ho iniziato con il legno,
poi con Lucio Duc ho assaggiato la pietra e non
lho pi mollata. Mi piace il suo colore, ma, so-
prattutto, mi piace quello che ha nel suo cuore:
la pietra fatta di neve, di vento, porta dentro di
s i segreti della terra.
A poca distanza da lui c Donato Savin, guardia
forestale, 53 anni di Cogne. Scolpisco da quan-
do avevo diciotto anni - racconta -; a Cogne non
cera legno pregiato e ho iniziato con il tufo. Do-
po anni il mio concittadino Dorino Ouvrier mi
ha spinto a partecipare, ma a iscrivermi sta-
ta mia moglie. Venire qui mi stimola; la singo-
la pietra che mi dice come deve essere lavorata.
Queste sculture nascono dal mio malumore in-
terno, sono un po pessimista e questo momen-
to di crisi non mi aiuta: queste maschere di an-
goscia rappresentano in modo particolare quello
che stanno passando i nostri giovani.
In via de Tillier Franco Bello, aostano di 73 an-
ni, propone, oltre ai tat e a diversi personaggi,
due calamai. Sono la novit di questanno - af-
ferma -. Anni fa sono stato trascinato da un ami-
co a Pont a un corso del maestro Sebastiano Yon
e mi piaciuto; una decina di anni che vengo in
Fiera, questa una festa, durante la quale pos-
so incontrare tanti amici e conoscenti. Non ho
molto tempo da dedicare a questa mia passio-
ne, la cosa pi difficile cominciare il pezzo, poi
il resto viene quasi da solo.
Lex piastrellista Renato Canepa, 71 anni di Ga-
by, aspetta in via Anfiteatro il passaggio dei visi-
tatori con grande pazienza, che la virt prin-
cipale da portare in Fiera. Sono tanti anni che
ho questa passione, ma solo da tre vengo a San-
tOrso, prima tenevo in casa quello che facevo.
Allinizio facevo statuette in legno per il presepe,
ma la pietra mi d maggiori soddisfazioni per-
ch pi compatta.
Tappa obbligata, in via SantAnselmo, da Cesare
Bottan, che, con limmancabile barba dordinan-
za (ormai un rito e mi protegge pure dal freddo,
in primavera poi la taglio) per due giorni smet-
te i panni del sindaco di Bard e viene nel capo-
luogo a riscuotere consensi. Un amico gli chie-
de dove trova il tempo e lui ribatte senza pen-
sarci: Per le cose che ami fare, il tempo lo trovi
sempre. Quando inizio a lavorare la pietra tolgo
lorologio, ma adesso oltre le undici di sera non
riesco ad andare. Mi piace andare in giro a cer-
care le pietre, sono loro a dirmi cosa devono di-
ventare. E intanto aspetta una signora di Frosi-
none che gli ha ordinato un presepe dopo aver-
ne visto uno alla mostra di Dalmine: Voleva che
glielo spedissi, ma non ho accettato. Le mie ope-
re sono particolari, tutte diverse luna dallaltra
e se non le piacer ci berremo un caff insieme
e me lo lascer qui.
Niente fonte battesimale, in questa edizione, per
Rino Coll, insegnante di Issogne. Questanno
presento delle sfere fatte con il tornio e poi lavo-
rate a mano con soggetti della nativit: unidea
un po particolare, che sta ottenendo successo.
Ogni tanto passa un suo alunno, che rimane fa-
vorevolmente sorpreso: In classe non pubbliciz-
zo questa mia passione, se no finisce che passo
per uno che se la tira.
Davide Pellegrino
Gino Anselmo Daguin di Hne Renato Canepa di Gaby Cesare Bottan di Bard Rino Coll di Issogne
Donato Savin di Cogne Franco Bello di Aosta
PIETRA OLLARE / Nelle emozioni degli artigiani, la maga di un materiale dal fascino speciale
Sorare i SEGRETI della terra
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I libri di Davide Dalle
Franco Patrocle e la fattoria
Gnomi e scarpe per Roberto Voyat
Fabio Verthuy amante dei cartoni animati
Luigi Blanc e i suoi amati nodi
Ugo Corgneur e la borsa da medico
SCULTURA-1 / Tra personaggi onirici, cartoni ed el, via SantAnselmo d subito il meglio
Benvenuti nel regno della fantasia
Manuela Consuelo Miozzi con soggetti bucolici Osvaldo Raso con opere di fantasia
L
Arco dAugusto da po-
co alle spalle, ma non c
neanche il tempo di am-
bientarsi, di prendere contatto
lentamente con la Fiera. La re-
gina scultura l, pronta a tra-
scinarvi dentro ai suoi mille si-
gnificati, alle sue ore di impe-
gno e testa chinata su un pez-
zo di legno, di preferenza no-
ce, che pian piano trasformano
i pensieri in forme. Poi, qualcu-
no si affeziona ai propri manu-
fatti e quasi dispiaciuto di ve-
derli andare via. Per informa-
zioni chiedere a Manuela Con-
suelo Miozzi di Charvensod, che
fa bella mostra di un riccio-cio-
tola. Realizzo solitamente ope-
re bucoliche, pezzi di vita e co-
se legate allinfanzia - spiega -.
Sono sei anni che lavoro e sono
alla seconda Fiera: sono conten-
ta, anche se molte volte quando
comprano qualcosa mi piange
il cuore. La fantasia il tema
portante di via SantAnselmo,
come conferma la presenza di
Osvaldo Raso di Fnis. Questo
il mio grande hobby e per ogni
opera scateno la fantasia - ri-
vela Osvaldo -. Ormai lo faccio
dall84 e ogni anno dedico circa
tre mesi per prepararmi al me-
glio. E sempre bello ritrovare gli
amici e avere momenti di con-
fronto. Fantasia fa rima anche
con libri, e qui Davide Dalle di
Donnas potrebbe insegnare a
molti. Si vede il mio amore per
i libri? - scherza -. Io ho inizia-
to sette anni fa da autodidatta
e ho iniziato subito con le Fie-
re. Quale miglior palestra del
giudizio del pubblico? Eluni-
co modo per capire se si porta-
ti: o ti tagliano le gambe o puoi
sperare di crescere. Potevano
mancare gli gnomi? Figurarsi,
visto il filo conduttore. E quel-
li di Roberto Voyat di Fnis so-
no tremendi e si infilano anche
nelle scarpe. Ho sempre avu-
to una passione per la scultura
e per questi soggetti - sorride -
. Ormai sono ventanni che mi
impegno e lo sbarco nella Fiera
ha significato tanto; un amo-
re che conservo da quando so-
no bambino. Limmaginazio-
ne per Luigi Blanc nasce dopo
unattenta ricerca dei nodi; una
settimana di ferie, anche in To-
scana. Seguo la forma del no-
do e gli adatto un personaggio
- spiega lo scultore sarrolein -.
Ho cominciato con lintaglio, poi
sono stato rapito da questa spe-
Cristian Gallego Selles con la moglie e il pannello dedicato al lupo
cialit: vedi il nodo e il sogget-
to nasce di conseguenza, cam-
biando il meno possibile e con-
servando questa forma cicciot-
ta. E le fiabe dove le vogliamo
lasciare? Il Pinocchio di Berar-
do Zamboni di Quart, seduto vi-
cino a un diavolo porta-vino ci
porta in unatmosfera onirica.
Non seguo solo la tradizione -
rivela -, mi piace spaziare; sono
in Fiera dal 1970 e anche se la
resa non eccezionale, la sod-
disfazione di prendervi parte
sempre enorme. Avanzi anco-
ra di qualche passo e sono i car-
toni animati a chiamarti: Ih-Oh
da una parte, Scrat dallaltra e
in mezzo il creatore Fabio Ver-
thuy: Al secondo anno di fiera
sono stato catapultato nel cuore
- esclama emozionato -. Qui la
gente entusiasta e latmosfe-
ra tutta unaltra cosa, c pi
interesse. Amo rappresentare i
cartoni, ma cerco di specializ-
zarmi nei visi. Visi, gi, come
quelli stupiti delle signore che
si vedono una borsa griffata sul
banco di Ugo Corgneur di Ao-
sta. Non voglio mai fare gli stes-
si soggetti - chiosa -, mi piace va-
riare, ma soprattutto trovare il
giusto legno per il giusto ogget-
to, odio gli utilizzi impropri del
materiale. Non un personag-
gio di fantasia, ma un animale
che sta tornando di grande at-
tualit, il lupo realizzato su un
mega-pannello da Cristian Gal-
lego Selles di Fnis. Se ne par-
la tanto e ho pensato di dedicar-
gli un pezzo - spiega, mentre ci
mostra la passione -. Amo Van
Gogh e lho omaggiato con un
bassorilievo. Mi ci dedico dal 93
- continua Cristian - e ogni an-
no la passione cresce. Passione
che Franco Patrocle ha vissuto
da piccolo: Ho seguito le orme
del babbo e ora, quando ho un
attimo di pausa dagli animali,
mi dedico al mio hobby.
[segue a pagina 44]
Ildo Borroz mostra il gufo; dietro un maialino curioso
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Nuova apertura
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Giuseppe Crestani e una suggestiva Medusa
I musici di Gianfranco Anzola
Peter Trojer tra libri, pecore e SantOrso
Il padrone di casa Giangiuseppe Barmasse
Guido Diemoz e le scene di vita di una volta
La vita agreste secondo Jean Betemps
SCULTURA-2 / Tra maialini curiosi e capolavori, il traguardo della Porta Pretoria si avvicina
La volata verso il cuore della Foire
Berardo Zamboni pap di Pinocchio Massimo Clos: tutta la fiera in una scatola
[segue da pagina 43]
Gi, un hobby, che a volte sforna cose particola-
re, come il maialino curioso di Ildo Borroz. Or-
mai lavoro il legno da 25 anni e la passione non
cala. Dopo vari riconoscimenti cerco sempre sti-
moli nuovi, per questo cambio molto. Devo riu-
scire a tirare fuori ci che ho dentro. Stessi pen-
sieri che passano per la testa anche dei vicini di
banco Vincenzo e Daniele Atzei di St-Vincent:
Realizzo oggetti fantasiosi dal 92 - spiega pap
Vincenzo - e amo sentire i commenti della gen-
te. Per questo ho provato a tirare dentro anche
mio figlio e credo di esserci riuscito. Variano dal-
lo sport alla tradizione, invece, le opere di Jean
Betemps, in Fiera dal 98. Per me sempre una
bella abitudine. Mi d un piacere diverso rispetto
alla mia attivit di mobiliere. Pi fresca lespe-
rienza di Peter Trojer di Courmayeur che, da 5
anni cerca di mettere in pratica le mie idee, le
ispirazioni del momento. E ora mi sono lanciato
anche nel tuttotondo. La pecora di Trojer, per,
deve fare attenzione allimponente aquila che
si staglia sul banco di Ermanno Cerquetti di St-
Christophe, che parla di una passione che na-
sce fin da quando ero bambino. Ormai espon-
go da una decina danni, ma rimane sempre
unemozione unica. E se invece fosse il maiali-
no imbronciato di Bruno Jaccod la vittima desi-
gnata del rapace? Sono in questo posto di via
SantAnselmo dal 1977 - spiega Bruno da bra-
vo decano della Millenaria -. Per le mie opere, e
soprattutto per i miei pagliacci, uso solamente
il noce: lunico legno che col passare degli an-
ni diventa ancora pi bello. Bella sar sicura-
mente anche lultima Fiera di Augusta Cateri-
na Francisco, la signora degli angeli. Sono qui
dall84 ed giunto il momento di dire basta - ri-
vela -. Anche se continuer a lavorare il legno:
mi ha dato la forza di riprendermi dalla conva-
lescenza e mi permette di tenermi attiva. Attiva
sicuramente la testa di Massimo Clos di Aosta,
che delizia con il suo studio delle scatole, dove
raggruppa in ununica opera tutti gli elementi
della Foire: Partecipo da 25 anni, anche se or-
mai mi chiedo se abbia senso; inizia a diventare
un problema per negozi e servizi, c un contor-
no troppo grosso, gli artigiani rischiano di pas-
sare in secondo piano. Tornando alla fantasia,
Giuseppe Crestani sceglie la declinazione della
mitologia, con la sua Medusa. Rigorosamente
in noce; dagli anni 90 che espongo e per i miei
soggetti mitologici il solo materiale adatto. La
Porta Pretoria si avvicina e la tensione per il
cuore della Foire si fa sentire. La stempera Gui-
do Diemoz di Doues che realizza solo soggetti
di una volta e rigorosamente in noce, il materia-
le pi bello che ci sia. Avevo fame di esprimer-
mi - esclama Gianfranco Anzola di Arnad con
splendidi musicisti -. Sono ormai 20 anni che la-
voro e ho scoperto che il noce antico mi permette
di far rivivere il legno, come dimostrano le mie
opere ricavate tutte da oggetti gi esistenti e re-
stituiti a differente splendore. Splendore, il ter-
mine giusto: siamo alla Porta, il regno di Gian-
giuseppe Barmasse. Inutile presentarlo, di lui si
sa ormai tutto, anche se ce lo rispiega volentie-
ri vicino al suo allevatore che abbraccia la rei-
na: Cerco sempre cose diverse - ci rivela -. Vo-
glio arrivare in fiera al meglio: sempre un mo-
mento emozionante che anche dopo tanti anni
mi regala sempre nuove sensazioni.
Alessandro Bianchet
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Augusta Caterina Francisco alla sua ultima fiera Lestro di Bruno Jaccod Le opere di Vincenzo e Daniele Atzei Ermanno Cerquetti con un imponente gallo
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Danilo Perron
Pittore da sempre... per il piacere di dipingere
Un valdostano che lasci la sua terra a ventanni per vedere e
conoscere il mondo. Si presenta per la prima volta nella sua cara Valle,
con una serie di dipinti a olio su tavole di quercia antica
Esposizione opere
dal 10/01/2013 al 31/01/2013
presso
Caf Deorsola, Aosta
SCULTURA-3 / Lungo il percorso ci si imbatte in vere favole scolpite
Storie e leggende di legno
C
chi si scervella per
unidea innovativa, un
soggetto particolare e chi
invece si fa aiutare... dal nipoti-
no! Franco Grobberio era alla
ricerca di unidea per un nuovo
animaletto pi o meno mitolo-
gico da riprodurre nei suoi ta-
t ed ecco che il piccolo Pietro
arriva in aiuto con il... maiale a
dondolo. Il mio nipotino ha inol-
tre stabilito che il ricavato dal-
la vendita dei maiali a dondo-
lo andr ai bimbi poveri spie-
ga lartista aostano che alle no-
ve del mattino aveva gi vendu-
to le novit 2013.
Laiuto per le sculture di Bruno
Dimoz di La Salle arriva diret-
tamente dalla natura. Dimoz
raccoglie vecchie radici e cor-
tecce modellate dal tempo e da-
gli agenti atmosferici e intervie-
ne pochissimo, solo con qualche
tocco di colore o lapplicazio-
ne di un dettaglio per eviden-
ziare lanimale nascosto nel le-
gno. Deffetto la sua aquila presa
dassalto dai flash di macchine
fotografiche e smartphone.
Chi invece interviene, e anche
tanto, sul legno Fernando (Ni-
no) Casetta, di Aosta, che per la
sua Inarpa della pecore nei pa-
scoli della Valtournenche, ai pie-
di della Grande Becca, un pez-
zo unico da oltre 70 kg estratto
da una radice di noce, ha impie-
gato circa tre mesi. Un lavoro
delicato e impegnativo - spie-
ga - una scultura sans-arrt
che richiede una gran pazien-
za e tanta precisione. La diffi-
colt sta nel creare i vuoti sot-
to la pancia delle pecore, tra le
zampe, realizzare ci che hai
in testa e che ancora non ve-
di. Poco pi in l, sempre in
piazza Chanoux, il banco del-
lartista artigiano Roberto (Bo-
bo) Pernettaz, il sarto dei legni
esausti propone le sue ormai
classiche figure, ritagli di vec-
chi legni assemblati a creare
figure di uomini, animali che
raccontano una storia.
Altre storie sono quelle che rac-
contano i libri (di legno) di Gian-
franco Schionati, di Aosta, per-
fette riproduzioni di antichi to-
mi rosicchiati dal tempo, dai tar-
li e, in qualche caso, dal fuoco.
Anche la colonnina di Fabrizio
Roscio racconta una storia un
omaggio alla Valle Orco, valla-
ta di origine di mio pap - spie-
ga lo scultore di Quart -, ha uno
sviluppo altimetrico, partendo
dallaquila che domina le mon-
tagne, allalpinista che le scala,
ai ciuffetti di stelle alpine e ge-
nepy, per proseguire scendendo
di quota con il braconniere che
caccia gli stambecchi, la pasto-
rella che pascola le mucche in
alpeggio i visi delle streghe e fi-
nire con alcuni dei mestieri tipi-
ci del posto: lo spazzacamino, il
contadino e lo stagnino.
[segue a pagina 47]
Le maschere
di corteccia
di Urbano
Frassy
Lartista
artigiano
Bobo
Pernettaz,
a destra Nino
Casetta
e la sua
Inarpa;
in basso
a destra
radici
e cortecce
di Bruno
Diemoz
I bastoni di Claudio Bancod Claudio e Roberto Meggiolaro Gli animaletti di Gabriele Ronc
Gianfranco Schionati
Fabrizio Roscio
Il maiale a dondolo di Franco Grobberio
FI ERA DI SANT ORSO
gioved 31 gennaio 2013
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FI ERA DI SANT ORSO
gioved 31 gennaio 2013
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SCULTURA-4 / Tra le curiosit sculture richiudibili, infradito di legno e comignoli fumanti
TAHU, il tat dahu e altre chicche
Sopra da sinistra
Silvano Ferretti,
Katia Capuzzo
con rinoceronte
e toro in formato
tat e Michele
Turco; a sinistra
le infradito di
Armando Blanc
[segue da pagina 47]
L
idea, tutto. Serve a
distinguersi, cattura
lattenzione e fa par-
lare di s. Come le scultu-
re richiudibili di Roberto
Lunardi, di Aosta: un gros-
so tronco sezionato, tenuto
insieme da cinture di cuoio
con una chiusura sempre
in cuoio borchiato, o in me-
tallo. Da chiuse sono una
sorta di massiccio cofanet-
to con maniglia, da aperte
rivelano scene di vita del-
la tradizione: la veill, le
mucche al pascolo, la vita
nei campi.
Un capanello di
persone attor-
no al suo banco
la dimostrazio-
ne che Armando
Blanc, di Fnis,
ha fatto centro
con le sue ripro-
duzioni di libri,
ma soprattutto
scarpe, scarpo-
ni, ciabatte e in-
fradito, tutte ri-
gorosamente di
legno.
Curiosi sono an-
che i comignoli fumanti
di Liliana Eula, di Aosta,
esperta di miniature, che
scava grossi rami, deco-
rati come piccole casette
di folletti, da usare come
brucia incensi.
Colpiscono i grossi pezzi
di Giorgio Perin Riz, di Ay-
mavilles. Da un lato i Tin-
tamaro, un grosso pezzo
che si apre a ventaglio ri-
produce le donne in co-
stume intente a cantare e
gli uomini con i tamburi,
dallaltro una scena di vi-
ta rurale, con i contadini
che raccolgono le mele.
una grossa radice di noce
- spiega lo scultore - ci ho
messo circa 4/5 mesi per
completarlo, lavorandoci
occasionalmente nel fine
settimana. Uno scolpisce
per rilassarsi, ma dopo un
po fare tutte quelle foglio-
line... altro che relax!.
Passeggiando lungo via De
Tillier non passa inosser-
vato lo stand di Michele
Turco, di Gressan; un pit-
tore, del resto, non pu
che distinguersi per il co-
lore. Uso forme e sogget-
ti della tradizione - spie-
ga - contemporaneizzan-
doli con il colore. In espo-
sizone nel suo stand anche
lopera Il precario equili-
brio della coppia, scultu-
ra finalista al Premio Arte
2012 di Mondadori.
Sta facendo buoni affa-
ri Roberto Benvenuto, di
Nus specializzato in gno-
mi. Mi sono sempre pia-
ciuti gli gnomi - racconta
- e quando una decina di
anni fa ho dovuto inter-
rompere lattivit sporti-
va per alcuni problemi di
salute e mi sono dedicato
alla scultura ho provato
a realizzarli: una palestra
per la mente. La novit di
questanno sono i volti ap-
pena accennati che sbuca-
no da pezzi di rami grez-
zi, occhi vivi con capelli e
barbe bianchi che cattura-
no lattenzione. Poco pi in
l, allinizio di via Aubert,
il banco di tat di Camil-
lo Brunet. Tra le curiosi-
t di questanno il Tahu
- spiega -, un tat dahu.
Sono scarti di legno, no-
ce, che mi spiaceva get-
tare via, non erano abba-
stanza grossi per realizza-
re un tat compelto, allo-
ra ecco il Tahu!
Erika David
Francesca Peloso mostra la scultura
richiudibile del suocero, Roberto Lunardi
A sinistra
Camillo
Brunet con
il Tahu, qui
a fianco
Giorgio Perin
Riz accanto
allopera
dedicata ai
Tintamaro
Liliana Eula con i comignoli fumanti
Gli gnomi di Roberto Benvenuto
FI ERA DI SANT ORSO
gioved 31 gennaio 2013
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ATTREZZI AGRICOLI E VANNERIE / Immancabili n dallanno Mille
Per loro nata la FOIRE
Olivo Balliana maestro nella produzione di scale e rastrelli, Paolo e Fabio Henriod, specialisti in zangole, e Luca Roncari
Marino Desaymonet bottaio dal 1971, Rosetta Bacchin confeziona cesti e gerle da un ventennio e Giuseppe Lustrissy
A
ttrezzi agricoli e vannerie, due elemen-
ti imprescindibili della tradizione arti-
gianale valdostana, sono concentrati
alle Porte Pretoriane. Le scale di Olivo Bal-
liana da 44 anni si stagliano contro le antiche
mura romane. Scale e rastrelli di tutte le mi-
sure attirano anche i collezionisti. Ogni an-
no mi porto via un piccolo rastrello per ricor-
do, dice una signora in arrivo dal Piemon-
te. Per stessa ammissione dellartigiano di
Roisan, i miei sono articoli che non cono-
scono la crisi. Da 28 anni occupa lo stesso
posto Luca Roncari di Charvensod che inva-
de con gerle e ceste di ogni dimensione qua-
si tutto lo spazio tra le due porte. Un setto-
re questo che non conosce flessioni: i cesti-
ni sono in ogni casa. Servono per la raccol-
ta della frutta e delle verdura, per andare a
funghi. Producono articoli per la cantina e
per la latteria Paolo e Fabio Henriod di Nus.
Siamo tra gli ultimi professionisti sul mer-
cato, dicono di due. Lazienda da 40 anni
sul mercato e sulla piazza di SantOrso. Sul
banco fanno bella mostra di s beurryie (la
zangola) ovvero il recipiente in legno utiliz-
zato nel contesto lattiero-caseario di uneco-
nomia agro-pastorale per montare la panna
o trasformarla in burro. In molti si fermano
per chiedere spiegazioni. Non a tutti chia-
ro il suo utilizzo. La curiosit non va di pa-
ri passo con gli acquisti. Loro la crisi lhan-
no risentita. Confeziona botti dal 1971 Mari-
no Desaymonet di Aosta. Non lo fa per soldi
ma per passione, sottolinea. Ha frequentato
la scuola di vannerie per un triennio Giusep-
pe Lustrissy di Morgex al suo decimo anno in
Fiera. Alla televisione - confessa - preferisce
intrecciare oggetti in vimini nel suo garage.
Mi rilassa, dice mostrando i piccoli oggetti
- vassoi, cestini da pane - che ha creato con
fantasia, sottolinea. Reduce dalla scuola di
vannerie anche Rosetta Bacchin, che espone
in via Xavier de Maistre, ma ormai una ve-
terana della Millenaria. Sono oltre ventan-
ni di frequentazione. Certo che per la van-
nerie la concorrenza si fa sentire.
Danila Chenal
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degli anni li aveva conservati per
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locale di ritrovo. La cucina oggi
orgogliosamente proposta dal
fglio Davide che, con la sorella
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attaccamento alla cultura
gastronomica valdostana
conservandone intatti
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FI ERA DI SANT ORSO
gioved 31 gennaio 2013
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NON TRADIZIONALE 1 / La produzione in mostra tra via santOrso e piazza Roncas
Colore, fantasia e pazienza
P
azienza, manualit, un
pizzico dingegno e di
fantasia. Sono gli ingre-
dienti di casa in piazza Ron-
cas, via santOrso e via Guido
Rey dove alloggiano gli espo-
sitori del settore non tradi-
zionale.
Nicoletta Brignolli e Rosa Ba-
rone sono amiche; sul loro
banco, in piazza Roncas, sono
esposte rose colorate, usia-
mo pasta di mais e colori -
spiegano; accanto alberelli
fatti con perline, paillettes, fili
di rame; ci sono poi originali
brucia incensi ricavati da mi-
ni barbecue e qualche compo-
sizione di fiori secchi. Marili-
sa e Sophie sono le sentinel-
le al profumatissimo banco di
Denis Brdy di Oyace, apicol-
tore che ha ricavato candele
a forma di animaletti e le ha
abbellite con colori ad acqua;
si spazia dalle coccinelle por-
tafortuna, a gnomi, ranocchie,
cagnolini e galletti. Tra i tri-
cots di Giuseppina De Cello
sono arrivati i colori fluo, must
dei modaioli di questa stagio-
ne, con cappelli, scaldacollo e
sciarpe che si rinnovano nei
colori pi accesi.
Al banco di Barbara Lunardi
ci sono lavagnette, termome-
tri, spille, mollette, fascine de-
corative, la tradizione del le-
gno ampiamente rivisitata,
ma lamore per la tradizione,
quello merito del pap che
artigiano del settore tradizio-
nale da quarantanni.
Sul banco anche le calamite
della piccola Alice e le spille
di Alessandro, fratello di Bar-
bara che ha disegnato e crea-
to simpaticissime pins tonde
a tema foire, da I love veill,
Al al le vin brul, Credo nel
dahu, La Millenaria ce lab-
biamo noi e Poudzo. In fiera
c anche linconfondibile bois
collage di Cristina Cancellara,
legno vissuto che si sposa a fi-
gure e animali essenziali, co-
loratissimi e con dettagli fluo;
ho anche cercato di riprende-
re la tradizione di Champor-
cher con le cassapanche, na-
turalmente alla mia manie-
ra spiega. Cristina Henriet
porta in fiera le sue fantasiose
composizioni con legno e fio-
ri secchi; qua e l sbucano fol-
letti, gnomi e fatine. C tanto
azzurro nelle creazioni di Ce-
sare Barmasse; ne avevo un
barattolo in casa da fare fuo-
ri scherza.
segue a pagina 49
Laura
al banco
della sorella
Crstina
Henriet che
porta in fiera
composizioni
di fiori
secchi, legno,
e resine
Giuseppina
De Cello; tra
i suoi tricots
sono arrivati
i gettonati
colori fluo
Nicoletta
Brignolli e
Rosa Barone;
rose
realizzate
con pasta
di mais e
alberelli
con perline,
pailettes e
filo di rame
Barbara Lunardi al suo banco; le calamite della figlia Alice e pi a destra, le divertenti pins sul tema foire del fratello Alessandro
A sinistra
il bois collage
di Cristina
Cancellara;
a destra,
le evocazioni
di Cesare
Barmasse
dove il blu
e lazzurro
esaltano
alcune
sculture
FI ERA DI SANT ORSO
gioved 31 gennaio 2013
49
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NON TRADIZIONALE 2 / Si dipinge anche su legno o su vetro; grucce, rastrelli e taglieri diventano utili appenditutto
Calamite, candele e tricots, di tutto un po
(segue da pagina 49)
Vede ho abbinato un colore caldo e
uno freddo; questo un bel sistema
per uscire da una fase psichica de-
licata continua altro che soldi al-
lo strizzacervelli. Qui mi pagano pu-
re... Pezzi di legno recuperati, chio-
di, assi, composizioni, pi che altro
evocazioni - spiega Barmasse dal-
tronde larte espressione di libert,
non mica codificata. Marina Pit-
tet autodidatta, dipinge su vetro;
mattonelle ma anche specchi deco-
rati; figure infantili, orsetti, lettere...
e qualche pezzo decorato al decou-
page. In via santOrso, Romina Sa-
voye espone i suoi bijoux realizza-
ti con vetro, ceramica, feltro; que-
stanno ho pensato anche a dei cion-
dolini per i bambini e, sempre deco-
rati con pietruzze e perline, ci sono
dei portamonete o portadocumen-
ti in feltro. Tra pasta di mais, di por-
cellana e paste sintetiche, Antonel-
la Berlier e Mirko Milliery riman-
gono fedeli alla pasta di sale; pro-
poniamo i costumi tradizionali e le
maschere tipiche del carnevale; in
pole position ci sono les landzettes
e Lou Tintamaro di Cogne. Un po
pi avanti, al banco di Anna Millet,
ci sono il marito Vincenzo e le figlie
Simona e Roberta.
segue a pagina 51
Marina Pittet, pittura su vetro
Marilisa e Sophie, al banco dello zio Denis Brdy di Oyace
Feltro, pietre, ceramica e vetro per i bijoux di Romina Savoye
Landzettes e costumi di Lou Tintamaro di Cogne tra le bamboline di pasta di sale di Antonella e Mirko
Dipinti a olio su piatti di legno di Paola Bordet
FI ERA DI SANT ORSO
luned 31 gennaio 2013
50
(segue da pagina 50)
C di tutto un po, frutto del
lavoro di tutta la famiglia: dai
tappi allegri per le bottiglie, ai
centrotavola con gnomi, bru-
cia incensi, bracciali, collanine,
calamite decorate con i perso-
naggi dei cartoons dai Puffi,
passando per Topolino e lApe
Maia, stoffe dipinte, cappellini,
astucci. Ci sono anche le bac-
chette magiche, funzioneran-
no? Se uno ci crede funziona-
no davvero spiega Vincenzo.
Paola Bordet trae ispirazio-
ne dai paesaggi della nostra
regione e dipinge a olio piatti
di legno e tele; sul suo banco
c anche qualche gufo colora-
to. Naturalmente dipinto. Rita
Vial porta in fiera i suoi certo-
sini lavori alluncinetto mentre
Giorgio Bessone decora funghi
che crescono sui larici ma an-
che una infinit di scatole e sca-
toline sui quali sono applicati
gufi e stelle alpine di legno, ma
ci sono anche calamite, spille
e decori per la casa sui quali
ritornano stelle alpine, cuori e
gufetti. Cristina Aimar espone
i suoi tricots, cappelli, a anche
fasce per i capelli, scaldacollo
e guanti con un dito solo. Non
sono neanche le 11 ma Anna
Bosonetto Giorgio molto sod-
disfatta di questa fiera 2013; ho
venduto parecchi rastrelli-ap-
pendini, grucce rivisitate che
diventano porta canovacci o
porta chiavi. Tra i suoi deco-
ri, i must rimangono i cuori, le
finestrelle, anche nella versio-
ne con i galletti.
segue a pagina 53
NON TRADIZIONALE 2 / Si dipinge anche su legno o su vetro; grucce, rastrelli e taglieri diventano utili appenditutto
Calamite, candele e tricots, di tutto un po
Anna Bosonetto Giorgio e pi a destra Lorella, al banco del marito Giorgio Bessone
Vincenzo, con le figlie Simona e Roberta al banco della moglie Anna Millet
I lavori
alluncinetto
di Rita Vial
I tricots di Cristina Aimar
FI ERA DI SANT ORSO
luned 31 gennaio 2013
51
IL SETTIMANALE DEL LUNED
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(segue da pagina 51)
Paola Pol ha vestito i suoi or-
si di lana da nonni artigia-
ni, con la gerla per parteci-
pare alla Foire, un nonno de-
dito alla vannerie e una non-
na con la sua corbeille piena
di gomitoli.
Naturalmente c un orso fon-
dista con i colori della Nazio-
nale e gli orsi maestri di sci
hanno rivisitato il loro abbiglia-
mento firmato Emporio Arma-
ni. Sempre sulla via santOrso,
Debora Del Degan ha portato
un grande mulino, ingentilito
da ricami di uncinetto e rose
stabilizzate, poi ci sono le sue
tradizionale abat jour ricavate
dalle radici di melo o di vite e
le finestrelle con le inferriate.
Nei pressi della scuola di san-
tOrso c la giovane Coralie
Gaspard, stilista con il mar-
chio Wrong Look; tanto nero,
borse, accessori, tutto cucito
a mano, tanti sono pezzi unici,
realizzati con materiali nuovi e
anche materiali di recupero -
spiega mostrando borse in tes-
suto e pelle, ma anche astuc-
ci, portafogli, spille... La sciar-
pa del Toro e neanche a dir-
lo, una miniatura della Mole
Antonelliana accanto a unal-
tra della Tour Eiffel e un gal-
lo coloratissimo; Vittorio Prin-
cipe si presenta con un paio
di barzellette al fulmicotone,
non manca di commentare
la sconfitta della odiata Juve
nella semifinale di Coppa Ita-
lia di marted sera, tra il gol
di Vidal e la seconda rete del-
la Lazio ho rischiato linfarto
dice ma oggi sono qui feli-
NON TRADIZIONALE 3 / In via santOrso, anche la tecnica del traforo su legno
Tra la Mole e la Tour Eiffel
ce per la Lazio e per la Fiera.
Stamattina alle 7 ho gi ven-
duto la Mole, ora la tengo qui
fino a sera, poi il signore di To-
rino che lha acquistata viene
a ritirarla. Principe un arti-
sta del traforo, una particola-
rissima tecnica di ricamo del
legno, ah non trova mica nes-
suno che fa il traforo, ci sono
solo io e sono alla mia prima
fiera. Giuseppe Raso mostra
uninfinit di galletti di tutte le
misure; qualcuno diventato
un tappo da bottiglia origina-
le, ricavato dal legno di eri-
ca spiega non si deforma e
dura nel tempo. Paolo Riane
di Doues porta in fiera le sue
sculture, sagome di animali,
scoiattoli, leoni, gatti, lupi, ma
anche Bimba, Merlitta e Mar-
motta. Durante il combat, na-
turalmente.
Cinzia Timpano
Wrong Look, il marchio di Coralie Gaspard
Vittorio Principe, artista del traforo
FI ERA DI SANT ORSO
luned 31 gennaio 2013
53
EDITRICE GAZZETTA MATIN S.R.L. - A SOCIO UNICO
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di tutto quanto pubblicato su questo giornale.
Ogni violazione perseguibile per legge.
ALTRO ARTIGIANATO / Alla scoperta di artigiani che fanno vivere ceramica, vetro e rame
Legno s, ma da comprimario
La tradizione ben presente, anche se spesso lascia spazio alla fantasia
Mario Malaspina con i due soggetti preferiti I prodotti in rame di Massimiliano Guglielmetti
Lorenzo Aymonod e le opere con vetri tiffany Il decano della ceramica: Michelino Fazzari
Elena Gal e Alessandro Damarco con la ceramica raku
I fischietti di Marita Helena Tevinin Marina Falletti e la sua Magnetika Kreatura
F
ra tradizione e opere vi-
sionarie, con un pizzico
di fantasia in pi rispetto
al canovaccio che caratterizza
molti dei pezzi esposti. Qui non
c legno, o almeno c solo in
parte. Qui sono altri elemen-
ti a prendere vita, raggruppa-
ti in via SantOrso, dopo aver
trascolato da via Antica Zecca.
Ma sono sempre tutti vicini, a
farsi ormai compagnia da an-
ni. Ceramica, con i pi vari me-
todi di lavorazione, rame, ve-
tro. Sono loro i protagonisti di
questo scorcio di Fiera di San-
tOrso, e portano con s richia-
mi non strettamente legati al-
le nostre montagne.
Come dimostrano Elena Gal
e Alessandro Damarco di Ao-
sta, con i loro elementi in ce-
ramica lavorati con la tecnica
giapponese del raku. Ci di-
cono tutti che sembrano fat-
ti di pietra - sorride Elena che
racconta di una passione nata
per caso -. Ho seguito qualche
corso, ma poi la passione cre-
sciuta. E ora mi ritrovo a esor-
dire alla Fiera, dopo la prima
esperienza alla rassegna esti-
va. Sar una bella esperienza
ne sono sicura. Stessa tecni-
ca, ma esperienza ben diversa
quella di Marita Helena Tevi-
lin di Valtournenche, che pre-
senta dei curiosi fischietti; al-
cuni che imitano alla perfezio-
ne il canto dei gufi. Ho iniziato
nel 94 - spiega -. E torno sempre
molto volentieri in fiera. Certo,
una fatica, ma bello vedere
quelli che ormai sono amici e
confrontarsi: d sempre nuo-
vi stimoli. Ha scelto la strada
dellinnovazione per le sue ce-
ramiche raku Marina Falletti
di Pollein. Arriviamo attratti
dalla Magnetica Kreatura. Ho
iniziato una decina di anni fa
e sono subito sbarcata in Fie-
ra - ricorda -. Mi piace realiz-
zare forme moderne e un po
stilizzate; diciamo che a vol-
te riprendo anche la tradizio-
ne, ma la rivisito a modo mio.
SantOrso? Per me sempre
stupendo venire: si incontra-
no un sacco di persone e, per-
ch no, ogni tanto si fa anche
qualche affare.
Tanto colore, con due opere im-
ponenti che non possono pas-
sare inosservate. E specializza-
to nelle vetrate tiffany Loren-
zo Aymonod di Verrayes. So-
no vetri colorati che io taglio
e saldo per creare delle com-
posizioni - illustra Lorenzo -
. E un metodo molto diffuso
nellEuropa del nord, di solito
utilizzato per le lampade, ma
io ho voluto pensare a qualco-
sa di nuovo. Ormai sono dieci
anni che mi dedico a questo e
partecipo alla Fiera e, freddo
a parte, fa sempre piacere. Ci
avviamo verso via SantAnsel-
mo e ci imbattiamo in Micheli-
no Fazzari di Aymavilles, de-
cano della ceramica valligia-
na. Ho chiuso lattivit e so-
no cos tornato nel cuore della
Fiera - esclama -. Realizzo sog-
getti della tradizione con con
una tecnica che prevede tem-
perature di cottura fino a 1200
gradi. Dopo ventanni posso di-
re che sempre bello tornare in
Fiera, ma se si parla di vendi-
te, beh anni fa era tutta unal-
tra storia. Suo compagno di
banco Mario Malaspina di
Sarre, con i suoi oggetti in ar-
gilla. Seguo molto lispirazio-
ne - chiosa Mario mostrando
un particolare porta-incenso
- e spazio dalla tradizione alla
fantasia. E gi lottava presen-
za, dopo che ho iniziato con un
corso nel 2000; proprio un di-
vertimento e sentire i commenti
della gente aiuta. Pochi passi
ancora e il banco di Massimi-
liano Guglielmetti di Verrayes
letteralmente preso dassal-
to, tra piaoli, pentole e oggetti
vari per la cucina, il tutto fatto
in rame. Sono qui dal 92 an-
che se economicamente non ab-
biamo un gran ritorno - conclu-
de -. Per, come si fa a rinun-
ciare alla Fiera? E una vetri-
na troppo importante e troppo
bella per mancarla.
Alessandro Bianchet
FI ERA DI SANT ORSO
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