Sei sulla pagina 1di 204

Marzo 2014

N. 174

3,00 Euro

JOAQUIN

PHOENIX

«Recitare è uno sport estremo»

VIAGGI

La Val di Susa

SPECIALE

SPEED

Jorge Lorenzo Marc Márquez

«QUALUNQUE

COSA

T U

P O S S A

F A R E ,

QUALUNQUE

SOGNO

TU

POSSA

SOGNARE,

COMINCIA

ORA»

J.W.

G O E T H E

TONI SERVILLO, 54 ANNI, ATTORE STRAORDINARIO, PROTAGONISTA CON

LA GRANDE BELLEZZA

DEGLI OSCAR 2014

TONI SERVILLO

VISTO DA

MARIO

DONDERO

«Intelligenza, significato, senso e cuore: questo è l’importante»

WWW.D OR.COM - 02 38 59 59 59

Christian Oita. Illustrazione Hajime Sorayama.

Marzo 2

N. 174

1

EDITORIALE

PAG. 27

3 1

SUPER!

A pranzo con Angelo Gaja:

«Saper bere è saper vivere» PAG. 33

Il ritorno della Bowl

Chair (1951) è A PAG. 43

L’investimento Acquistare foto è un’idea vincente. Specie se l’autore è la star David Bailey PAG. 36

Videogame La crisi ha rinvigorito il settore. Ecco le novità dei prossimi mesi PAG. 38

Kasia Smutniak La protagonista dell’ultimo film di Özpetek consiglia: «Allacciate le cinture» PAG. 49

La tecnologia La banda del buco: i migliori trapani hi tech sul mercato PAG. 53

L’altro lato Taiye Selasi parla ancora di uomini. E questa volta prende le misure PAG. 54

L’intelligentone Cory Doctorow, il difensore della privacy PAG. 61

Gentlemen’s

S

uar

rly

ARIO

GIACCA E CAMICIA PORTS 1961, 1.950 E 230 EURO

«Ho l’anima dark. Il mio mito è Tim Burton». La nostra donna del mese è Eva Green

A PAG. 32

Foto di

CHRISTIAN OITA

PAG. 116

6I

9 7

DSQUARED2

OCCHIALI DA SOLE

EYEWEAR BY MARCOLIN

Still & Strokes, Alessandro Albert, Marc Hispard/Contour by Getty Images, Mirco Lazzari gp/Getty Images, James Gardiner.

Gentlemen’s

Q

O

rte

O

Val di Susa Il lavori della Tav finiranno nel 2025:

ecco come hanno già cambiato la valle PAG. 128

L’uomo drone Il soldato (pentito) che combatteva la guerra come in un videogame PAG. 132

Tipe da spiaggia Il mitico “Swimsuit Issue” di Sports Illustrated compie cinquant’anni PAG. 136

6 9

STORIE

Toni Servillo Il nostro attore più prezioso, da Caserta agli Oscar, si racconta davanti all’obiettivo di un gigante della fotografia, Mario Dondero PAG. 70

Matteo Messina Denaro Latitante dal ’93, potrebbe essere in rotta con Totò Riina e pronto a sfidare lo Stato PAG. 76

LA TOP MODEL STEPHANIE SEYMOUR SU SPORTS ILLUSTRATED (1989)

Città craccate Dalle fognature ai grattacieli, le sfide dei nuovi esploratori metropolitani PAG. 142

Peter Brant Una moglie come Stephanie Seymour (nella foto sopra) e una favolosa collezione di pop art che va in giro per il mondo PAG. 148

I CANTIERI DELLA TAV IN VAL SUSA, PRESIDIATI DAI BLINDATI DELLA POLIZIA

Joaquin Phoenix Intervista con l’interprete più temuto dai giornalisti: chi diavolo avrà deciso di essere questa volta? PAG. 80

Che fine hanno fatto i Kiss? I rocker dalla faccia bianca e nera ora portano i loro fan in crociera PAG. 88

7@

GQ Economy La nuova sezione dedicata alle eccellenze italiane. In questo numero: Zoppas e Herno PAG. 151

Speed Speciale motori: i protagonisti di F1 e MotoGP, le nuove auto del 2014 PAG. 161

Marzo 2014

N

74

JORGE LORENZO, 4 TITOLI MONDIALI, A PAG. 165

179

PURA

VIDA

Terre rosse su due ruote Sulle piste più ambite del Colorado con una leggenda della mountain bike PAG. 180

Vagabonda, ma di classe Hobo, la nuova bici dedicata a chi ogni tanto ha bisogno di scappare PAG. 184

Varenne Più che un cavallo, una leggenda. Anche nella sua nuova carriera di stallone PAG. 186

A Londra, in campagna La casa dello stilista Jeremy Hackett:

un incredibile cottage con giardino nel centralissimo quartiere di Stockwell PAG. 191

Food & Wine La bibbia delle cene tra amici e le nuove generazioni del vino italiano PAG. 194

IL SALOTTO DI CASA HACKETT

Gentlemen’s

Gentlemen’s

Q

Q

rte

rte

NUMERO

174

¹

MARZO

DIRETTORE RESPONSABILE

CARLO ANTONELLI

CREATIVE DIRECTOR Mike MEIRÉ (Meiré und Meiré)

VICEDIRETTORE Carlo ANNESE CAPOREDATTORE CENTRALE Massimiliano FERRAMONDO FASHION CONSULTANT Robert RABENSTEINER FASHION EDITOR Andrea PORRO PHOTO EDITOR Livia CORBÒ

2014

REDAZIONE Olga NOEL WINDERLING (caporedattore), Cristina D’ANTONIO (vice caporedattore), Laura PACELLI (caposervizio), Angelo PANNOFINO, Vittorio VITERBO, Raffaella ROSATI (photo producer) UFFICIO GRAFICO Barbara RINONAPOLI (caposervizio), Barbara VIGANÒ (caposervizio), Federigo GABELLIERI (iPad app), Maite RODRIGUEZ

SEGRETERIA DI REDAZIONE Valentina PEZZONI (produzione moda), Virginia RIZZO PARIGI Françoise GUITTARD (responsabile produzione), Francesca RAGAZZI (coordinamento moda) GQ.COM Alessandro SCARANO, Alberto DEL GIUDICE (caposervizio), Valentina CAIANI (vicecaposervizio), Paola MONTANARO COLLABORATORI Davide FORLEO (iPad app) HANNO COLLABORATO Meiré und Meiré (Agnes GRÜB, Hannes AECHTER), Dipal ACHARYA, Cesare ALEMANNI, Niccolò AMMANITI, Christian BENNA, Ilaria BERNARDINI, Matteo BORDONE, Camilla CONTI, Paolo COZZI, Costantino DELLA GHERARDESCA, Paolo DE VECCHI, Lorenzo DILENA, Fabrizio FEO, Dario FRECCERO, Chrystia FREELAND, Francesca GUERRINI, Christoph KOCH, Paolo LORENZI, Tobias MAURER, Jesús MERINO LÓPEZ, Francesco MERLO, Liana MESSINA, Malcom PAGANI, Maurizio RIDOLFO, Matteo SCARABELLI, Taiye SELASI, Brad SPURGEON, Tim SMALL, Laura TACCANI, Giorgio TERRUZZI FOTOGRAFI Roderick AICHINGER, Alex BUSCHOR, Gaia CAMBIAGGI, Kim DANNY, Mario DONDERO, Robbie FIMMANO, Edu GARCÍA, James GARDINER, Douglas KIRKLAND, Ethan LEVITAS, Michael MULLER, Christian OITA, Sergi PONS, Pietro SCORDO, Mark SELIGER, STILLS & STROKES ILLUSTRATORI CRAIG & KARL, Ricardo FUMANAL, Elisabeth MOCH, Hajime SORAYAMA TRADUZIONI Paola BERTANTE, Valeria GATTEI, Francesco GRAZIOSI, Gianni PANNOFINO, Michele PRIMI UFFICIO STAMPA Mara VITALI Comunicazione

EDITORIAL DIRECTOR

Franca SOZZANI

PUBLISHER

Stefania VISMARA

ADVERTISING MANAGER Nicolò Camillo VANNUCCINI

SENIOR VICE PRESIDENT ADVERTISING BRANDED SOLUTION Romano RUOSI

Beauty & Special Projects: CRISTINA PEZZINI Vice President. Agenzie e Centri Media: ROBERTO PASINI Direttore. Off Line: FRANCESCA GUICCIARDI, ALESSANDRA MANENTI, MARCO RAVASI, RAFFAELLA SPREAFICO. On Line: RUGGERO ROTTA Coordinatore, CHIARA BANFI, SILVIO CARTA, ALESSANDRA CELLINA, LETIZIA MORELLI, GIORGIO ROTA Grandi Mercati. Moda, Oggetti Personali: MATTIA MONDANI Direttore. MICOL DOLCI, GIORGIA GUAGLIUMI, PIERLUIGI PASTRES, MARINA TRANI. Beauty: LAURA GIOVANNOZZI, BARBARA CENTURELLI. Arredamento: CARLO CLERICI Direttore, ELENA FAVETTO, GIOVANNI LOMBARDI, MASSIMO PALMARIELLO. Turismo: LAURA CAPPELLETTI Direttore. Grandi Mercati: ROBERTO PASINI Direttore, PAOLO CAPROTTI, CHRISTIAN RANCATI, SILVIA VIETRI. Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta: CARLO CLERICI Area Manager, SABRINA BADALAMENTI, ELIANA MONTICONE. Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia: ALESSANDRO TACCHETTO Area Manager, LORENZO FUSETTI, LARA MORASSUTTI, SERGIO RUFFO. Emilia Romagna, Marche: ALESSANDRO VITALI Area Manager, DANIELA CALLEGARI, CATERINA CAVALLINI, DANILA ZOPPO MARTELLINI Cell. 3391020923. Toscana, Umbria: ANTONINO ACANFORA Area Manager, STELLA MUGHINI. Lazio e Sud Italia: ANTONELLA BASILE Area Manager, FEDERICO BERTINI On Line, MARILENA LOFFREDO, BARBARA VANNI, MARIA ROSARIA VECCHIONI (Na) Cell. 3356450505, ANNA CAVALLO (Ba) Cell. 3341699896. Condé Nast Factory: GABRIELE CARUSI Direttore, CRISTINA BACCELLI Direttore Creativo. Uffici Pubblicità Estero - Parigi/Londra: ANGELA NEUMANN. New York: ALESSANDRO CREMONA. Barcellona: SILVIA FAURÒ. Monaco: FILIPPO LAMI. Servizio Artistico: SAVINA ASTORI, MARIELLA UBERTI Grafica. LUISA CASIRAGHI Segreteria. Merchandising: ELENA CHIAPPONI. Traffico e Coordinamento Stampa: GIORGIO VIGANÒ Responsabile, SANTE BONFARNUZZO, ARTURO ZUCCHETTI Capiservizio. Responsabile Distribuzione Italia, Estero CLAUDIO ROMANO

EDIZIONI CONDÉ NAST S.P.A.

Sede: 20121 Milano, piazza Castello 27

telegr. NASTIT

Palazzo Zambeccari, tel. 0512750147

tel. 0285611

fax 028055716. Padova, via degli Zabarella 113, tel. 0498455777

fax 051222099

fax 0498455700. Bologna, via Carlo Farini 13,

Firenze, via Jacopo Nardi 6, tel. 0552638789 fax 0552009540.

Roma, via C. Monteverdi 20, tel. 0684046415 fax 068079249. Parigi/Londra, 4 place du Palais Bourbon 75007 Paris tel. 0033144117885

fax 0033145569213. New York, One Penn Plaza, 36th Floor

New York NY 10119

tel. 2123808236

fax 2127867572. Barcellona, Passeig de Gràcia 8/10, 4° 1a

08008 Barcelona

tel. 0034932160161

fax 0034933427041. Monaco di Baviera, Eierwiese 5b

82031 Grünwald

Deutschland

tel. 00498921578970 fax 00498921578973. Istanbul, Visnezade mah.

Kassambasi Sok. 15/6

Istanbul 34357 Turkey

tel. 00905322614343

SERVIZIO

ABBONAMENTI

Il Servizio Clienti è a vostra disposizione al n. 199.133.199*, o inviando un fax al n. 199.144.199 o scrivendo a: abbonati@condenast.it *Costo chiamata: da telefono fisso (Italia) 11,88 centesimi di euro al min. + IVA senza scatto alla risposta, da cellulare il costo è legato all’operatore utilizzato.

7B

Direttore Responsabile: Carlo Antonelli. Copyright © 2014 per le Edizioni Condé Nast. Registrazione del Tribunale di Milano n. 402 del 28 5 1999. La Edizioni Condé Nast S.p.A. è iscritta nel Registro degli

Operatori di Comunicazione con il numero 6571. Tutti i diritti riservati.Spedizione in abbonamento postale

D.L. 353/03 Art. 1, Cm. 1, DCB

MI. Distribuzione per l’Italia: SO.DI.P. «Angelo Patuzzi» S.p.A.

ACCERTAMENTI DIFFUSIONE STAMPA CERTIFICATO N. 7619 DEL 18-12-2013

VIA MONTENAPOLEONE, 4

MILANO

RALPHLAUREN COM

Giacomo Bretzel

7D

Gentlemen’s

uar

rly

LICI

M A T T H E W POWER

PAG. 132 E 142 3. Giornalista americano, vive

a Brooklyn. Ha scritto per GQ,

National Geographic Adventu- re, Outside, Wired, The New

York Times. I suoi reportage di viaggio sono stati riuniti per ben tre volte nell’antologia Best American Travel Writing (2007, 2009, 2010). Questo mese gli abbiamo fatto fare gli

straordinari

firma

sua due storie incredibili:

quella di un pilota di droni pentito e quella di un assurdo gruppo di esploratori urbani.

Sono

a

3

C R A I G

&

KARL

5

PAG. 76 5. Craig Redman vive a New York, Karl Maier a Londra, ma è un dettaglio: anche da lonta- no, collaborano quotidianamen- te alla loro agenzia di graphic

1

ILARIA

BERNARDINI

PAG. 148

1.

Milanese, 37 anni, laureata

Hot Chili Peppers (ve la ricorda-

in

Filosofia della scienza, Ilaria

te quella foto di loro vestiti solo

Bernardini ha firmato la regia

con uno “strategico” calzino?).

di spettacoli teatrali, del corto-

metraggio Che cosa vuol dire pensare ed è stata co-autrice del programma di Mtv Very Victoria, con Victoria Cabello. Oggi, principalmente, scrive (anche per il cinema e la tv). Tra i suoi libri: Non è niente (2005, Baldini & Castoldi), La fine dell’amore (2006, ISBN), I supereroi (2009, Bompiani), Corpo libero (2011, Feltrinel- li) e Domenica (2012, ancora Feltrinelli). Per la nostra serie Cosmopolis è andata a pranzo con l’industriale e collezionista d’arte Peter Brant.

M A R K SELIGER

PAG. 102

2. Fotografo texano, nato ad

Amarillo nel 1959. Vive a New York dal 1984. Tra i tanti da lui ritratti: David Byrne, Mick Jag- ger, Keith Richards, Michael Stipe (con lui nella foto), i Red

Insomma, mezza storia del rock è passata davanti al suo obietti- vo. Non a caso è stato per anni il fotografo ufficiale di Rolling Stone. Dal 2010, invece, lavora per Condé Nast (molte le cover realizzate per GQ e per Vanity Fair Usa). In questo numero di GQ ha immortalato in notturna dieci super modelli on the road.

2

H A N N O L A V O R A T O

PER

NOI

M A R I O D O N D E R O

PAG. 70 4. Avere 85 anni e non fer-

marsi (mai!): Mario Dondero

design per clienti del calibro di Google, Nike, Apple, Vogue e The New York Times. Per questo numero di GQ hanno realizzato l’illustrazione che accompagna il servizio su Matteo Messina Denaro. L’articolo porta la fir- ma di Fabrizio Feo: giornalista salernitano, classe 1957, invia- to Rai, si occupa da sempre di

è

il fotografo che ha ritratto

crimine organizzato. Suo il libro

il

nostro attore più celebrato

Matteo Messina Denaro. La ma-

del momento, Toni Servillo. Eccoli insieme, a destra: si

fia del camaleonte (2011, Rub- bettino Editore, euro 13,60).

sono incontrati a Perugia, una delle tappe di Le voci di dentro

di Eduardo De Filippo. Una

coppia di leoni: Dondero è tra

i pochi a poter vantare un’esi-

stenza ai confini del mito, tra

intellettuali francesi (celebre

il suo ritratto degli autori del

Nouveau Roman) e reportage

(moltissimi in Africa). Nel 1985

ha ricevuto il Premio Scanno

4

(il Nobel della fotografia).

s

G ntle

e

Quarterly

EDITORIALE

Ottimista? «Sì, la bellezza ci salverà»

che poi è un certo

GQ,

di questo numero di

proprio territorio.

che lega molti soggetti

nel

sta realizzando

rossa

si

C’è una sottile linea

di fare, di comunicare al mondo quello che

e un leggendario fotografo

un attore unico come Toni Servillo

modo di vivere,

pagine,

nelle prossime

modo che accomuna

ai produttori dei beni estetici che incontrerete

Lo stesso

“GQ Economy”

della nuova sezione

Dondero

106) a quelli

come Mario

e materialmente tutti a uno strano centro di energia che ha le

da quelli del Fatto a mano in Alfredo (pag.

Eataly, il quale, non a caso,

(pag. 151). E lega idealmente

Oscar Farinetti, quello coi baf, linventore di

sopraffino,

Essendo un commerciante

sembianze umane di

metà mese.

pure sulla storia dItalia.

newyorkese apre a Milano, a

gli abbiamo chiesto alcune cose, su quello che fa e, già che ceravamo,

dopo il trionfo

dal dopoguerra a Renzi.

fino a quello

partendo da suo padre partigiano

della situazione,

Per fare un punto

Nel senso che mio padre mi ha

un percorso,

Farinetti, proviamo a seguire

inizio.

che sta facendo. A che punto siamo? «Bello, bellissimo

insegnato a mettere un po di poesia vicino a quello che

roba, metterla sugli scaffali

faccio. Non ci stiamo a prendere la

a sceglierla bene e a narrarla al

siamo allenati

insegnato mio

e basta. Ci

due grandi valori che mi ha

cliente finale. Altri

la verità: dunque narrare senza

padre sono la semplicità e

semplice». Questo è anche il

contar balle e in maniera

passato partigiano? «Dal passato partigiano

quindi cerchiamo di

frutto del suo lui ha imparato

la giustizia e la libertà:

senza convenzioni né sconti,

uguali per tutti,

fare dei prezzi

propria vita

offriamo alla gente la libertà di migliorare la

Un’altra cosa che mi ha

e

alta qualità.

attraverso il cibo di

diceva:

contrasti apparenti. Lui mi

IN UNA RARA PAUSA

58 ANNI,

OSCAR FARINETTI,

e furbizia, la teoria dei

Non è assolutamente

mio padre è unire onestà

appaiono contrastanti.

ai più

insegnato

essere per forza un bandito,

valori positivi che

“Cerca di mettere insieme dei

uno furbo debba

uno onesto debba essere un pirla o che

il supermercato degli

lo aveva in testa anche quando faceva

detto che

nel ’68,

suo supermercato

lavorare nel

Tutto questo

Sono entrato a

no?».

metri quadrati per farlo diventare un

odiava.

«Mio padre li in cui lo aveva

elettrodomestici?

trasformato da 1.500 a 4.000

anche il non food, di cui

era necessario mettere

nel giorno

proprio

di elettrodomestici, venti metri quadrati con una lavatrice,

ipermercato. Perché si potesse chiamare così,

E io mi sono

niente. Creò un repartino

sopra ancora un ferro da stiro.

a lui non fregava

«Era il 68. C’era

stereo e

sopra la tv un impiantino

lì». Praticamente, una rivoluzione parallela

una televisione,

si cominciava a passare dal

innamorato di quella roba

in bianco e nero a quella a colori,

di

e il consumo

ragionamento analogico al ragionamento digitale. Ho capito che l’elettronica

passaggio dalla televisione

il

avrebbero cambiato la vita delle persone, come è avvenuto

per 25-30 anni

elettrodomestici

7G

Gentlemen’s

Quarterly

EDITORIALE

di questa roba aumentavo gli

che mi innamoravo

fare quello».

Man mano

spazi, di notte, senza farmi vedere da mio padre. Avevo deciso che da grande volevo

pag. 151).

la storia di Zoppas,

parallelepipedi di periferia? «Gli Anni

(vedi

macchine estremamente inquinanti dentro

l’ambiente sia perché non

cattivo rapporto con

Vendere 80 e 90

estreme, sia per un cominciamo a farlo

del nostro Paese,

immense potenzialità

sono stati anni di follie

le

negozio di New York? «La grande

solo adesso

Oggi quale Italia descrive il

abbiamo capito

al mondo così

non esiste altra nazione

del design

dell’agricoltura,

italiano, la sua biodiversità:

di tutta la Gran Bretagna.

Il solo Lazio ha più vegetali

bellezza dell’agroalimentare

Nel caso

biodiversa, grazie al microclima eccezionale.

dei valori, ma anche ad acquisirne.

sempre sicuri di tutto e iniziamo i

Eataly a New York, però, non serve solo a trasmettere

il forse, mentre noi italiani siamo

“dicevano che” lei avrebbe dovuto fare il ministro

degli Stati Uniti è il loro “maybe”,

che fa un mestiere non

che”». Appunto,

già troppa gente

con “dicono

nostri discorsi

deve fare il suo mestiere. C’è

2013, secondo

nel

mio lavoro: 1.169 posti di lavoro

«No, no. Ognuno

per Renzi.

italiano, favorendo le

sacco di politica con il

bellezza dellagroalimentare

suo. Poi io faccio già un

è politica». I maligni dicono che

nel mondo a portare la

andare

limmagine dellItalia,

me, è politica;

aziende di

molte. Abbiamo 19

esportazioni anche di altri e migliorando

«Non

le ha comprate.

«No. Lo abbiamo fatto anche

lei distribuisce

molte delle aziende che

di Eataly spesso è apparente.

sono nitriti,

proprietà». Quindi la biodiversità

salumi non ci

nei miei

dico che

meno del

non raccontare bugie. Perché se

19 aziende rappresentano

di

per essere sicuri

verità, avendoli fatti io. Ma queste

divisi in tutto il mondo. I miei figli e io

solfati, sono certo che è la

lo compriamo da 9.000 produttori

come sarà? «Non

delle vendite, l82%

la barriera del 20%. Milano

nasciamo, recuperiamo quelli

18%

non supereremo mai

la memoria storica del luogo in cui

abbiamo sancito che

a Firenze. A Milano,

immobili, valorizziamo

a Roma, a Torino o

costruiamo

smeraldo, dove

come è già successo

grande palcoscenico color

soprattutto dimenticati,

esistenti,

«Cambia di giorno in

ho fatto costruire

un

faremo musica dal vivo tutte le sere». Chi è oggi il consumatore italiano?

Teatro Smeraldo,

essendo nell’ex

meno i temi. Se

e imprecisi, approfondiscono

di oggi sono un po’ più egoisti

stesso

cultura sbrigativa. Allo

giorno. Gli italiani

definirei “l’era della

che

hanno capito che ciò

dovessi dare un nome a questo periodo, lo

persone che

più ampio di

abbiamo fuori, e stanno studiando il

uno zoccolo sempre

tempo si sta formando

più importante di quello che

sua volta in

importante ed è a

mettiamo dentro il nostro corpo è

che è altrettanto

«Sì, sì,

dei fornitori,

E si risolverà?

di più. Poi c’è il mondo

penso che tutto si possa risolvere».

mie quote ai miei quando Eataly sarà

cibo, sempre

molto ottimista,

«Mai, perché ho già venduto le

trasformazione. Io sono la bellezza ci salverà».

Quando venderà Eataly?

mai. Lobiettivo nale è andare in Borsa, forse nel 2017,

Fontanafredda, dove

andando in questo momento? «A

figli e loro non lo faranno

di casa

il cervello nell’armadietto

Lei invece dove sta

ancora più globale».

le persone a evitare di lasciare

permanente”. Invitiamo grandi

che aiuta

abbiamo una fondazione

lezioni di Resistenza

«Angelo

chi cè?

weekend organizza

Stasera

del lavoro e ogni

pensano sia in estinzione».

troverà anche a pagina 33 di questa rivista.

o

che loro

personalità a parlarci di un valore

qualità». Bene, lo

Gaja, che ci parlerà di

CARLO ANTONELLI

».

Frederic Auerbach/Contour by Getty Images

A pranzo con

UN “INEBRIANTE” ANGELO GAJA

PAG. 33

Videogame

UN ANNO TUTTO DA GIOCARE

PAG. 38

La nuova diva

KASIA SMUTNIAK:

«SEDURRE MI SPAVENTA»

PAG. 49

EVA GREEN, QUESTO MESE

AL CINEMA CON 300

DI UN IMPERO, A PAG. 32

L’ALBA

Gentlemen’s

uar

rly

SUPER!

Un viaggio nelle idee più fresche del mese

8A

Contour by Getty Images

LA

DONNA

E

A

GREEN

Gentlemen’s Gentlemen’s

Qu rter rte

S

S

E

«Sotto sotto, sono una finta (dark)»

32

Le piacciono i ruoli dannati. Si tinge da sempre i capelli di nero. E ha progetti molto gotici. Ma in fondo si scopre che

Testo di

CRISTINA D’ANTONIO

Foto di

FREDERIC AUERBACH

EVA GREEN, 33 ANNI. LA VEDREMO A PIÙ RIPRESE, COMINCIANDO DA 300

L’ALBA DI UN IMPERO

In questi anni non l’hanno distribuita a dovere da queste parti (Franklyn, Cracks e Womb: chi li ha visti?), ma da qui in poi aspettatevi di vederla spesso: in questo 2014 la “bellezza indecente” di Eva Gre- en (così la marchiò Bernardo Bertolucci) verrà servita senza alcuna moderazione. Si comincia con due mega produzioni, che nascono dalla stessa mano, quella for- tunata del graphic novelist Frank Miller. La prima: Eva è la feroce Artemisia di 300 - L’alba di un impero di Noam Murro(in sala in questi giorni), il sequel del 300 di Zack Snyder (riposi in pace Gerard Butler, adesso ci sono gli addominali di Sullivan Stapleton: «Questo film ha costretto anche me ad allenarmi», dice la Green. «Non era scontato: sono una molto pigra»). La secon-

da: Eva è la perfida Ava di Sin City - Una donna per cui uccidere, attesissimo e riman- datissimo seguito del primo Sin City, uscita prevista dopo l’estate.

E per continuare con

il filone delle belle che

è meglio perdere che

incontrarle, che cos’al- tro ha in programma

la nostra?

Una serie gotica prodotta, tra gli altri, da Sam Mendes per il

network Showtime: Penny Dreadful, come

le storie ottocentesche per ragazzi, che co-

stavano solo un penny ma mettevano una gran paura. Un film che Gregg Araki ha appena portato al Sundance Film Festival, White Bird in a Blizzard (Eva ha la parte di

una madre 40enne che scompare nel nul- la). E un western nordico, The Salvation, storia di corruzione, sangue e vendetta pro- dotta dalla Zentropa di Lars von Trier.

Bionda di nascosto (o almeno dove pochi possono andare a con- trollare: «Mi tingo da

sempre: sono mora nell’anima») e dark nelle scelte («Nina Hagen? Chi mi ha condi- zionato è stato Tim Burton»), Eva Green è come la vogliamo: attrice come sua madre, Marlène Jobert, e non dentista come il pa-

dre Walter. «Far aprire la bocca alla gente:

Sapete già come

troppo intimo. Anche se ha conosciuto mamma?».

« È

S T A T O

B U R T O N

M I

H A

T I M C H E

CONDIZIONATO»

L’ U OMO

A pranzo con Angelo Gaja

Gentlemen’s

uar

rly

R !

Un grandissimo enologo lo ha definito «il Mozart del vino, tutti gli altri sono Salieri». Nel Paese del capitalismo rovinato dai figli, la sua impresa è un gioiello da tre generazioni, eppure lui confessa che la produzione di massa non l’ha mai tentato:

«LESS IS MORE, MENO È MEGLIO»

Testo di

FRANCESCO MERLO

La crisi? «Hanno smesso di comprare anche quelli che non pagano». È fulminante l’afori- sma di Angelo Gaja, il più cele- brato produttore di vini italiani. Gli riferisco che il mitico Gia- como Tachis, l’enologo che ha inventato il Sassicaia, ha detto:

«Gaja è il Mozart del vino. Tutti gli altri sono Salieri». Mozart però era esibizionista, mentre Gaja non si fa mai intervistare né vorrebbe farsi fotografare. «Per anni ho resistito, come un iceberg, all’onda calda delle istantanee». L’ho visto combat- tere e vincere contro il suo ami- co Oliviero Toscani: «In Italia tutti si mettono in posa». Ma si può sfuggire all’immagine? «La sola maniera per non es- sere fotografato è fotografare». Dunque? «Quando rinasco, fac- cio il fotografo».

È sempre autoironico, persino nelle etichette

È

« S A P E R SAPER

B E R E VIVERE»

Quello di Gaja è molto raccon- tato, anche perché berlo può costare molto: «Del vino bi- sogna parlare e scrivere. Non

Illustrazione di

ELISABETH MOCH

presa familiare riuscita: tre generazioni. La sua filosofia è finita tra gli slogan di Matteo

Renzi grazie a Oscar Farinetti,

Come mai in Italia ci sono tanti produttori di vino? «Saper bere è saper vivere». Insisto: non è

come la coscia di pollo che,

scritta, non sa di niente». La risata di Gaja è bella so- nante, è autoironico persino

è

lavoro, come il Sorì Tildin che

anche lui di Alba: «Fare, saper fare, saper far fare, far sapere». Furto di idee? «Farinetti è abi- lissimo a vendere. È una frase

possibile che qui l’homo sa-

nelle famose etichette: come il

di

mia nonna». Gli dà il permes-

piens stia evolvendo nell’homo

Darmagi, che in piemontese è

so? «Io sì. Mia nonna no».

bibens. Qual è il trucco? «Ogni anno lo Stato dà sette miliardi all’agricoltura, troppi. In appa-

il «Che peccato!» pronunziato dal padre quando vide la terra del Nebbiolo transustanziata

Espone i suoi tesori nel castello di Barbaresco

renza aiutano l’artigiano, men- tre in realtà lo danneggiano». Ammette che sono troppi anche gli “intenditori” e ridia-

in Cabernet. C’è il vino capo-

vuole dire Sommità, e lo Sperss, Nostalgia; e c’è il vino-rischio

Sono stato in una cantina fran- cese dove fanno sentire la sin- fonia numero 41 di Mozart, la

mo di chi ha scritto che «al naso

come il bianco toscano, «che

Jupiter, all’uva e al mosto: “So-

si avvertono violetta, erbe di

è

un azzardo perché i bianchi

nor Wines”. Sornione, Angelo

campo, pepe, tabacco e confet- tura rossa». Dice: «Passeggia dentro le parole dimenando l’anca. Ma non è facile raccon- tare il gusto. Jorge Luis Borges,

in Toscana sono, diciamo, dif- ficili». Dunque «l’ho chiamato

“Vistamare”, ispirato a quelli che vendono case piccole e brutte dicendo: “Però è vista

Gaja mi porta a “vedere” la sua musica: «Qui ho piantato 360 cipressi, e gli oleandri… così gli uccelli nidificano e fanno musica. Qualcuno dice: “Come

che era cieco, diceva di “sen-

mare”». La moglie Lucia, che

è

bizzarro quel Gaja, che fa

tire” i colori e Beethoven, che

è

più Gaja di Gaja, teme che

vino con i cipressi”».

era sordo, “vedeva” la musica.

non tutti capiranno: «L’ironia è

 

A

Barbaresco ha ristruttura-

Forse con il vino si può andare

sempre rischiosa».

to

un piccolo castello dove met-

oltre l’olfatto e il gusto sino alla

Nel Paese del capitalismo

te

in

esposizione i suoi tesori

vista, al tatto e all’udito».

rovinato dai figli, Gaja è un’im-

e

sembra non esserci

8C

L U OMO

mentre dirige, smista, anche

evita. Spiega il vino a un grup- po di tedeschi, racconta che c’è

il suo Nebbiolo persino nell’In-

ferno di Dan Brown: «L’ho let- to, certo». Pubblicità? «Sponta- nea». È un lettore onnivoro che aspira alla velocità nel passo e nel pensiero: il vino come un quadro di Balla? «No».

Le colline, cellula liberale e Patrimonio dell’Umanità

Solo andare in automobile con Gaja è una pericolosa avventu- ra aeropittorica, «ma nell’agri-

coltura vale il principio inverso, quello della libertà relativa e dell’attesa faticata, il coraggio

e la prudenza: la terra è il po-

sto meno liberale del mondo, una babele dove ci si perde». Perché? «Perché il tetto della vigna è il cielo». Viaggiamo nel paese del- le meraviglie: «100 ettari, 28 appezzamenti, 20 chilometri. Questo è il letame di mucca da latte, 50 tonnellate; questi sono i vermi rossi»; e lì ci sono «due grandi vasche di zeolite, minerale che sperimento da tre anni: pulisce le acque nere, al

punto che le puoi bere». Parlia- mo del cambiamento del clima, dei nuovi terribili parassiti: «Le aziende chimiche inventano veleni sempre più potenti che sono peggio dei parassiti: non

li uso». Qui lavorano l’ento-

mologo, il botanico, il biologo:

«Non sono contro la chimica,

la voglio dominare».

Le cantine? «Sono 4.800 metri quadrati di

bellezza nascosta». Quel-

la di Bolgheri è magnifica:

«Mi affido all’architetto Bo che mura il vecchio dentro il nuovo. Guardi quelle putrelle che diven- tano garze sulle ferite». Gli piace anche «l’architettura vestita di vento». Mi mostra le case che dà ai dipenden- ti: «24 famiglie. Macedoni, polacchi, rumeni, indiani». Oltre le colline ci sono le montagne della lotta par-

8D

Gentlemen’s

Q

S

rte

E

tigiana di Pavese, Fenoglio, Giorgio Bocca. Ad Alba c’è la

Ferrero, c’è Miroglio, quello

dei tessuti, c’è Mondo, che è

il più importate produttore di

piste sportive del mondo, e

c’è Farinetti; vicino c’è Carlin Petrini con lo Slow Food. Il se- greto? «C’è una cellula liberale perché qui sono nati Cavour, Giolitti, Einaudi. E abbiamo trasformato in forza le debolez- ze. Qui si giocavano le mogli

a carte. Si ubriacavano anche

i bambini. Il gioco d’azzardo

è diventato impresa; e l’alcol vigne e cantine». In estate l’Unesco procla-

merà queste colline Patrimonio dell’Umanità, «sono le colline

del Barbaresco, del Barolo, del Moscato». Produce «meno di

un milione di bottiglie all’anno:

l’80 per cento va all’estero».

Mai tentato dalla produzione

di massa? «No. Less is more».

Suo padre nel ’48 abolì la mez-

zadria: «Anticipò di sedici anni

la riforma agraria, per costrin-

gere i contadini a produrre meno uva: il meno è meglio».

« I O

N O N

S O N O L A

C O N T R O

C H I M I C A ,

V O G L I O

DOMINARLA»

«Vorrei fare una legge per proteggere la passione»

È il primato della qualità sulla

quantità: mangiamo all’Antica Torre, è come uno stage di gastronomia: molti piatti, tre

vini. Gaja mangia poco di tut-

to, le misure della qualità sono

«una grattata di tartufo», «un

UNA VEDUTA AEREA DI BARBARESCO, PROVINCIA DI CUNEO,

QUARTIER GENERALE DELLA FAMIGLIA GAJA. IN BASSO, LA RICEVUTA DEL NOSTRO PRANZO ALLA TRATTORIA ANTICA TORRE

nonnulla di vitello tonnato», «un’ombra di carne cruda», il

coniglio al forno dura «il tempo

di un paternostro». Solo i taja-

rin al burro e salvia sono «più

di un soupçon», un sospetto: la

qualità si deve sospettare, è va- ghezza «e al ristorante bisogna poter parlare senza musica e frastuono, che è quantità, vo- lume. Si deve sentire il rumo-

re delle posate sui piatti, di cui

nessuno più si accorge». La qualità non vale solo nel bere e nel mangiare. «Compro

almeno sei quotidiani al giorno ma seleziono le firme che mi piacciono». I preferiti? «Gra- mellini, Cazzullo…». Neppu-

re sopporta il chiasso scritto.

Però ha votato Grillo: «Per pro- testa». Ora non sa, «ma vorrei

ancora protestare». Se fosse il governatore d’I- talia? «Farei una legge per pro-

teggere la passione, che non elimina la pioggia ma è il ter-

gicristallo che permette di an- dare avanti». Poi? «Imporrei il silenzio, con l’indice della mano destra sulle labbra: ssst!», per- ché l’homo bibens non parla ma sorseggia, centellina, succhia,

aspira, assorbe, tracanna, si disseta, gargarizza, liba, lappa, sorbisce, bevucchia, sbevic- chia, sbevazza, ingolla, alza il gomito, s’inebria, brinda, ingur- gita, si scola, vuota, si ubriaca, pinta, pompa e si imbiba. Po- vero Nietzsche! Morì pazzo perché non capì che «è l’homo bibens il ponte verso il Superuo- mo (liquido)».

Bailey’s Stardust, sponsored by HUGO BOSS, National Portrait Gallery www.npg.org.uk

L ’ INVESTIMENTO

Gentlemen’s

Q

S

rte

E

Obiettivo: le stelle

Testo di

OLGA NOEL WINDERLING

ALCUNE DELLE FOTO DI BAILEY IN MOSTRA: SOPRA, MICK JAGGER (1964); A DESTRA, UN AUTORITRATTO (SINGAPORE, 1957); IN BASSO, JERRY HALL ED HELMUT NEWTON (CANNES, 1983)

Rockstar & top model:

250 scatti di DAVID BAILEY in mostra a Londra

David Bailey celebra se stesso alla Na- tional Portrait Gallery di Londra, dove

è in corso (fino al primo giugno, info:

www.npg.org.uk) la mostra Bailey’s Stardust, sponsorizzata da Hugo Boss:

250 scatti selezionati direttamente dall’autore per raccontare 55 anni di carriera e di glamour.

Noto per le foto di moda e per i ritrat-

ti di celebrity, Bailey – 76 anni appena

compiuti – è stato fra i testimoni più acuti della Swinging London, che lui

stesso contribuì a creare negli Anni 60

e di cui divenne un’icona (Michelan-

I L

M E R C A T O

D E L L A

F O T O G R A F I A

È

gelo Antonioni si ispirò a lui per il protagonista di Blow-Up, nel ’66). Alla National Portrait Gallery è esposta una delle opere più signifi- cative di quel pe- riodo: Box of Pin- Ups (1964), una scatola con stam- pe di celebrità tra cui spiccano Mick Jagger, Rudolf Nureyev, Andy Warhol, i Beatles e Terence Stamp. Le opere di Bailey hanno quotazioni variabili: dai 500 euro per ritratti di sconosciuti agli oltre 19.000 per un Michael Caine del 1965 battuto all’asta lo scorso ottobre. «Il mercato della fotografia ha grandi potenzialità di svi- luppo», conferma Domenico Filipponi, responsabile Art Advisory di UniCredit. «Anche in questo settore, se voglia- mo che il nostro investimento tenga nel tempo dobbiamo sempre puntare sulla qualità. Certo, i nomi affermati come quello di David Bailey danno maggiori garanzie di solidità, specie se le opere raffigurano personaggi iconici che, di solito, riescono a spuntare prezzi più alti».

I N

F O R T E

C R E S C I T A

- AR

0

I

GIOCHI

E si continua a giocare

Gentlemen’s

Q

S

rte

E

E

C O N S O L E ,

M O B I L E STREAMING

La crisi economica ha fatto molto bene all’industria videoludica: tutte le grandi novità che incendieranno i prossimi mesi

Testo di

MATTEO BORDONE

Quando la crisi del ’29 colpì l’economia americana, Hol- lywood era sana. La gente an- dava al cinema varie volte alla settimana, si vendevano centi- naia di milioni di biglietti. Lo svago in celluloide, che costa- va poco e distraeva molto, fu anzi favorito dalla Depressio- ne. Che poi toccò pure il diver- timento: non è detto che acca- da anche stavolta. La nostra economia è più navigata, ma è vero: l’industria videoludica è un po’ nella stes- sa situazione del cinema nel 1930. Mentre la tempesta im- pazza, le cose vanno bene, si investe, si contano i soldi di una stagione niente male, ci si guarda intorno con inquietudi- ne. Cosa ci aspetta?

Nintendo, Microsoft e Sony che stanno facendo?

Cominciamo con Mario. Cioè Nintendo, che ha rivoluzionato tutto con Wii, la console diver- tente per tutti, dai bimbi agli anziani. Quella fase è finita: la Wii U, macchina per aficiona- dos, è andata appena benino e il grande boss Satoru Iwata si è ridotto lo stipendio. Fra le novità annunciate, una console che non avrà di- rettamente a che fare con i gio- chi ma approfondirà la linea di “qualità della vita” che negli anni scorsi ha fatto presa sul pubblico femminile di Wii e DS: programmi per tonificare il fisico, far yoga, esercitare la mente. Nintendo, l’unica azien- da del settore che in origine viene dalle carte da gioco, si

8H

SOPRA, UNO

SCREENSHOT

DI DESTINY.

QUI A DESTRA

E

IN BASSO,

IL

IDRAULICO

MARIO

MITICO

UN’IMMAGINE TRATTA DA THE DIVISION, GIOCO APOCALITTICO AMBIENTATO A NEW YORK, DEL GIGANTE FRANCESE UBISOFT

occupa soprattutto di intratte- nimento e, poi, di videogiochi:

potrebbe stupirci. Alla fine del 2013 Sony ha lanciato la PS4, e Microsoft la Xbox One. La seconda è tecno- logicamente indietro rispetto alla prima, ma il punto non è quello. A livello di struttura le macchine sono simili: saranno software e servizi a orientare gli acquisti. Per ora ci sono le

console, belle e scintillanti, ma di software che mostri le potenzialità della nuova generazione nemmeno l’ombra. Sony nel frattempo ha annunciato che i suoi televisori più nuovi, più belli e più cari, prima in Giappone, poi in Usa, infine in Europa, sfrutte- ranno il sistema “PlayStation

Now”, un nuovo ser- vizio di videogiochi in streaming. Senza com- prare una macchina, bastano la tv e la connessione veloce a

internet per giocare ai titoli di PlayStation 3: questa sì potreb- be essere una novità di peso. Un genere che continua a tirare facendo leva sulla preve- dibilità del maschio sul divano

è lo sportivo. Tutto il compar-

to EA Sports va che è una me- raviglia, a partire da FIFA e Madden NFL Football. Per for-

tuna: il resto è malmesso, for- se perché l’ex Electronic Arts

è vista come la “Microsoft dei

videogiochi”, prepotente e sco- stante. L’ultima reincarnazio- ne dello storico SimCity del genio Will Wright ha avuto tali problemi tecnici da diventare un boomerang, tra appassiona- ti offesi e clienti indispettiti. Si spera in Titanfall, titolo bellico in prima persona ad alta tecno- logia e spettacolarità Activision continua a maci- nare soldi con due prodotti di- versi: i pupazzetti Skylanders a 10 euro, che ben conoscono le mamme di mezzo mondo, e le mitragliate di Call of Duty. Ma l’editore di Santa Monica ha in cantiere il gioco che dovrebbe ibridare i mondi persistenti alla World of Warcraft con le guerre hi-tech di Call of Duty.

I

GIOCHI

Si chiama Destiny ed è firmato

Bungie (megastudio di Seattle che ha creato e gestito il ko- lossal Halo): esce a settembre.

Cosa sostituirà sui cellulari Candy Crush Saga?

Dopo aver fatto per anni la figu-

ra dei punk scorretti, quelli di

Rockstar sono ora l’Einaudi dei videogiochi: GTA V, con 32,5 milioni di copie vendute, è un

SOPRA, GRAND THEFT AUTO V, ULTIMO EPISODIO DELLA MITICA SAGA. IN ALTO, TITANFALL, LA SCOMMESSA DI ELECTRONIC ARTS

vero feuilleton contemporaneo,

un romanzone nazionalpopola-

re frequentato ormai da quattro

generazioni. Quest’anno usci- ranno le missioni aggiuntive da scaricare: la solita bomba. Sempre più solido il colos- so francese Ubisoft: pilastri come Assassin’s Creed, Far Cry

e Just Dance, novità quali

Watch Dogs (eroe rivoluziona- rio telematico in una Chicago del futuro) e l’apocalittico The Division ambientato a New York. Oltre ad altri giochi non male in digital delivery, oltre alla rinascita di Rayman.

Gentlemen’s

Q

S

rte

E

Arrivano nuovi concorren-

ti. Uno è Steam, costola distri- butiva degli studi Valve di Half-Life, unico a vendere da anni giochi per pc e Mac in download. Usciranno delle Steam Machine, pc economici

su

cui gireranno i loro titoli.

Le

spalle larghissime di Ama-

zon puntano a qualcosa di più

economico e virale: avendo comprato lo studio Double Helix, dovrebbe lanciare una

piattaforma videoludica su Android. Continua intanto il succes-

so di Wargaming.net, colosso

guidato dal bielorusso Victor

Kislyi: giovane, grasso, ricco

e imprevedibile. In milioni

combattono ogni giorno con

carri armati e aerei, gratis o pagando una piccola cifra mensile. Infine: innumerevoli azien-

de stanno tentando di spode-

stare la più diffusa droga degli ultimi anni, Candy Crush Saga. Il pubblico dei telefonini, il più gigantesco e spietato, cerca qualcosa che sostituisca le ca- ramelle: quando lo troverà, un altro sfigato con la felpa diven- terà un milionario.

Piaceri di mano

M A

N O N

DA

VILLANO

L’app Luxuria Superbia è una guida

all’iOrgasmo femminile: richiede tatto, impegno e tantissima fantasia

Le mie dita si muovono, apro-

no, toccano, danno dei colpet- ti… L’ho fatta venire. Sei volte. Ne vuole ancora, è un momen-

to glorioso. Tutto bene, a parte

che lei è alta meno di 30 centi- metri. È un iPad. Luxuria Superbia è un’app sviluppata da Tale of Tales, specializzata in videogame ar- tistici e “basati sull’esperienza” (in The Endless Forest, il gioca- tore vaga per un’infinita, affa- scinante foresta). Si autodefini- sce «viaggio dalla dimensione sensuale a quella spirituale, in cui la grafica esplode a secon- da dei tuoi gesti».

mogli. Ma descriverlo così è

riduttivo, richiede un’interazio- ne sensuale, una specie di rela- zione fisica. Ci vuole impegno,

fantasia: non farà male alle tue reali capacità amatorie. Ed è bellissimo. I fiori sono simili ai germogli a forma di vagina di Georgia O’Keeffe, il tunnel scorre tra archi, onde e astrolabi, esplode in un mare

di stelle se la situazione si scal-

da. I fuochi d’artificio dell’or-

gasmo danno appagamento ma non è un gioco per tutti. Deve stuzzicarti l’idea che la partner esprima l’eccitazione con un punteggio elettronico e

lanci esortazioni del tipo: «Fer- mati sullo stigma» e «Ammor- bidisci il mio stelo». Però è un’opera d’arte in confronto ad altre app del tipo “Come masturbare una don- na”. Tipo HappyPlayTime, che verrà lanciata in autunno: una specie di bambola tutta rossa d’imbarazzo ti annuncia di es- sere “eccitata”. D’altra parte,

un iPad che ti chiede un bacio non è stimolante e passare tut-

ta la serata libera a toccare uno

schermo sarebbe uno spreco

di talento per le tue dita. REBECCA NEWMAN

Un’escalation, dai germogli ai fuochi d’artificio

Inizia con una serie di eufemismi: «Stai per entrare dentro a un fiore a cui piacciono molto i colori». Ti muovi all’interno di un tunnel (il fiore) circondato da mura che salgono

verso l’alto (i petali). A seconda

di come strusci, strofini e tocchi

lo schermo, il fiore si eccita,

si riempie di colori e alla fine

rilascia cuori, stelle e uccellini.

I tuoi fiori possono anche

Se

formare un bel giardino vai troppo veloce o tocchi lo schermo

con foga eccessiva il gioco finisce.

Prenditi i tuoi tempi, sii delicato e raggiungerai una fra

le tante gradazioni

dell’orgasmo.

ALL’INTERNO DEL FIORE DI LUXURIA SUPERBIA

 

Luxuria Superbia

è

come uno spara-

tutto in cui, al posto dei nemici, nell’o- biettivo hai dei ger-

2. THE CLASSIC

DELLA

ALBUM

IL QUINTO

DUBBI IL COSÌ

INTITOLATO

È STRAORDINARIA SENZA JOANASPOLICEWOMAN.COM

WOMAN.

POLICE

AS

JOAN

MESE.

DEL

DISCO

NOSTRO

HANGARBICOCCA.ORG

BOWL CHAIR

ARPER

5. BO BARDI PER

l’iconica poltrona

Dal 6 marzo

disegnata nel 1951 da Lina Bo Bardi torna in una serie limitata di 500 pezzi. La si potrà

solo da Spotti,

trovare in esclusiva

Piave 27, a Milano. spotti.com

viale

WHAT ’S

UP?

Notizie dal nostro mondo

CONSIGLI PER UN MESE GQ:

cosa guardare, ascoltare, toccare, leggere per mettere il naso fuori di casa a marzo

3

A cura di MASSIMILIANO FERRAMONDO

5

Gentlemen’s

uar

rly

R !

1

2

Robot con il cuore

1. ALMOST HUMAN

Nella Los Angeles del 2048 poliziotti e droidi lavorano insieme. Ma quei robot sono davvero

troppo umani

Abrams su questa nuova serie tv (da questo mese su Premium Action). mediasetpremium.it

C’è lo zampino di mr. Lost J.J.

ARTE 12

3. CILDO MEIRELES.

INSTALLATIONS Gli spazi dell’HangarBicocca

di Milano ospiteranno (dal 27

marzo) 12 delle più importanti installazioni realizzate dal 1970 a oggi dall’artista brasiliano

Cildo Meireles. È un vero evento questa prima personale italiana

di uno dei pionieri del movimento

internazionale dell’arte concettuale.

4

4. PINK WAVE HUNTER PER SCOPRIRE COSA SIGNIFICA IL TITOLO SCELTO PER LA MOSTRA DEL GENIALE ARTISTA GEORGIANO ANDRO WEKUA BISOGNA FARSI UN GIRO AL MUSEO BENAKI DI ATENE. È IL NOSTRO CONSIGLIO PER UN WEEKEND DI MARZO. DESTE.GR

7.

MIART

CONTINUA

A DELLARTE.

CRESCERE,

ANNO

DOPO

ANNO,

QUESTA

AUTOREVOLE

A FIERA

SI TIENE

MILANO,

DAL 28

AL 30 MARZO.

MIART.IT

EASY TRAVEL

BLAUER HI.TECH

DI

QUESTA FELPA IN NEOPRENE DOTATA

9.

MEMBRANA WINDSTOPPER

PROTEZIONI ANTI URTO,

GONFIABILE È

CUSCINO POGGIATESTA

COMPAGNA DI VIAGGIO. BLAUER.IT

E

UNA PERFETTA

HUNTER S. THOMPSON

Il signor Gonzo!

11. POLITICAMENTE SCORRETTO Arriva al cinema un solido documentario

sulla vita di

autore di Paura e disgusto

Hunter S. Thompson, geniale

a Las Vegas. huntersthompsonmovie.com

Kim Danny

WHAT ’S

9D

11

UP?

Gentlemen’s

Qu rte

6

S

E

ON THE ROAD

6. TIR Il documentarista Alberto Fasulo (Rumore bianco) convince l’attore Branko Završan (No Man’s Land) a cambiare vita e diventare autista di Tir. I due hanno trascorso tre mesi in simbiosi, nella cabina di un Tir, guidando in giro per l’Europa. E quello che ne è venuto fuori è questo bellissimo Tir, film premiato al Festival di Roma e in questi giorni nei cinema italiani. tuckerfilm.com

7

Konstantin Grcic

8. PANORAMA Il sempre perfetto Vitra Design Museum di Weil am Rhein (a

8

9 pochissimi chilometri da Basilea) dedica una grande personale al designer tedesco creatore – tra i tanti progetti – dei tavolini Diana (a destra), delle sedute Chair One e delle lampade Mayday. design-museum.de

Tutti i mostri in mostra

10. MOSTRI – CREATURE FANTASTICHE

DELLA PAURA E DEL MITO Grifi, Chimere, Gorgoni, Satiri, Arpie

10

e chi più ne ha

Sono più di cento

i “mostruosi” reperti archeologici esposti, fino al prossimo giugno,

a Roma, al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo. archeoroma.beniculturali.it

SOUTH PARK

12. IL BASTONE DELLA VERITÀ SI È FATTO MOLTO ATTENDERE QUESTO

GIOCO DI RUOLO DEDICATO A KYLE, STAN

& CO

DA QUESTO MESE SU

XBOX 360, PLAYSTATION 3 E WINDOWS. SOUTHPARK.UBI.COM

12

MICHAELKORS.COM

Quadrupla

coppia

17. ANTOLOGIA

MASTRELLA

REZZA

LA COPPIA

APRILE,

E PALCO

MARZO

TRA

ITALIANO

TEATRO

DEL

TERRIBILE

DI (QUELLO

SUL

RIPORTA

MILANO)

PUCCINI

DELLELFO

GENIALI SPETTACOLI:

QUATTRO SUOI

FOTOFINISH, BAHAMUTH,

ANTONIO REZZA

E FRATTO_X.

7 14 21 28

PER

UNICA

UN’OCCASIONE UN BEL RIPASSO.

ELFO.ORG

19. LIFT YOUR SPIRIT

ESCE A FINE MESE

IL

TERZO ALBUM DI ALOE

BLACC.

DA

I NEED A DOLLAR

(DEL 2010) A WAKE

ME UP

(2013, CON AVICII) QUESTO CANTANTE

POP SOUL DI ORIGINI PANAMENSI NON

HA MAI

SBAGLIATO UN COLPO. ALOEBLACC.COM

Kim Danny

WHAT ’S

UP?

RELAX SENZA RETE

Gentlemen’s

Qu rte

S

E

1

16

13. EREMITO Via dal rumore della città. Telefono staccato e niente email. Il posto perfetto per vacanze davvero detoxing si chiama Eremito e sta tra le colline umbre. Ma non pensate a fughe romantiche, questo “hotel per l’anima” è dotato solo di camere singole. eremito.com

9F

Oliver Stone

15. USA LA STORIA MAI RACCONTATA Dalla Seconda guerra mondiale alla presidenza Obama: la storia americana vista dal regista di Platoon. Un documentario da 500 minuti (in 4 dvd) dedicato agli amanti delle cospirazioni. cinehollywood.com

17

15

18

VIVA IL PESTO

18. PESTO WORLD CHAMPIONSHIP Il 29 marzo, a Genova (e dove, altrimenti?), 100 concorrenti provenienti da tutto il mondo si batteranno per la conquista del titolo di campione del mondo di pesto. Vuoi non esserci? pestochampionship.it

14

Lo stile ai piedi

14. VALENTINO GARAVANI BY HAVAIANAS

Questa imperdibile capsule collection di infradito la trovate solo nelle boutique Valentino. A cominciare da quella appena aperta a Parigi, al 273 di rue Saint-Honoré. valentino.com

GIUSEPPE PEVERI, IN ARTE DENTE

Toglietevi il Dente

16. ALMANACCO DEL GIORNO PRIMA TOUR Parte il 24 marzo, da Firenze, il nuovo tour di Dente. Il cantautore indiepop di Fidenza porterà in giro per l’Italia il suo quinto album:

Almanacco del giorno prima. amodente.com

19

L A

D I VA

K A S I A SMUTNIAK

Gentlemen’s

uar

rly

R !

La figlia di un soldato non piange mai

Le cose semplici («Quelle che contano») e quelle difficili («Le affronto ragionando»). Un papà militare, un uomo che non c’è più e una bambina a cui far scoprire il mondo. Incontro con la protagonista del nuovo film di Ferzan Özpetek, ALLACCIATE LE CINTURE:

non solo il titolo, ma anche un consiglio

Testo di

MALCOM PAGANI

Foto di

DOUGLAS KIRKLAND

KATARZYNA ANNA “KASIA” SMUTNIAK È NATA A PIŁA, IN POLONIA, IL 13 AGOSTO 1979

Kasia Smutniak ha vestito il suo pappagallo

di mitologia: «L’ho chiamato Yul Brynner,

come l’attore. Quando gli chiedevano della

sua vita, raccontava sempre una storia di- versa. A ogni intervista riscriveva la propria biografia. Un genio. Piacerebbe farlo anche a me. Se iniziassi dicendo che sono un uo- mo e tra un mese sostenessi che sono nata

in Montenegro, succederebbe qualcosa

secondo lei?». Sul limitare dell’assurdo, tra misteri, silenzi e porte chiuse a chiave, Ka- sia si sente in equilibrio. È partita da lontano: «Il primo spot, la pubblicità di un tè alla fragola, lo girai a 16 anni, di notte, in Repubblica Ceca. Un freddo cane e nessuna reale ambizione». Oggi, pro- teggendo e proteggendosi, cerca un posto

dove stare al riparo dalla curiosità morbosa, un copione che la emozioni, un ruolo di fin- zione più vero del reale. L’ha trovato in Al- lacciate le cinture.

«Ogni tanto papà andava in guerra per due giorni»

« I L

A

terpreta la razionalità: «Lascio l’istinto agli altri, ragiono, cerco di avere il coraggio di dire le cose e la forza necessaria per soste- nere anche i più debo- li». Tra le strade di

Lecce («Una meravi- glia, mi ci trasferirei

subito»), Kasia incede tra due amori, esorciz-

za l’abisso con la verità, si concede al destino

trovando una luce nel buio come faceva da ragazza, a Piła: «Passavo le notti sui libri, tra caffè e Red Bull, per recuperare il tempo perso sul palcoscenico. Oggi, invece, crollo prima di mezzanotte».

P R I M O

S E T:

UNO

16

F R E D D O

SPO T

ANNI,

U N

C A N E

Il nuovo film di Ferzan Özpetek è una parabo-

la verista in cui l’attrice polacca balla da prota- gonista sfrondando amore e sofferenza con misura: «Il soggetto mi aveva spaventato. Sembrava scritto su di me». Davanti a uo- mini dalla sensibilità femminile, Kasia in-

E N E S S U N A AMBIZIONE»

Luz Photo

L A

D I VA

Kasia Smutniak è cresciuta tra le divise. Il suo eroe, Zenon Smutniak, ancora oggi la sua coscienza, era generale dell’esercito polacco: «Ogni tanto papà andava in guerra per due giorni: il telefono squillava senza alcun preavviso e lui usciva per lanciarsi nelle sue esercitazioni. Per rintracciarlo chiamavamo la base: “Il generale è in batta- glia, dobbiamo lasciar detto qualcosa?”. Per noi figli di militari di carriera, cresciuti in città-caserme, esplorando i bunker abban- donati o giocando con i carrarmati nei prati, era ordinaria amministrazione». Quando Kasia ha sfiorato eventi straor- dinari, sì è comportata come un soldato. Era felice. Si è trovata a piangere. Con Pietro Taricone erano cavalli, spazi e cieli liberi. Poi è caduta troppa pioggia e non c’è stato tempo di aprire l’ombrello. Sul lutto e sulla risalita, sul lampo necessario a non lasciarsi andare e su tutti i tormenti e le irreversibili tenerezze per ciò che fu, Kasia non emette un singolo sibilo. Il futuro marcia al di là delle assenze e più in fretta delle parole. Anche in Allacciate le cinture. Un po’ «per- ché, come dice Özpetek, geneticamente le donne non possono permettersi di perdersi, un lusso che lasciano agli uomini», un po’, ammette, «perché non c’è difficoltà in cui non mi butti con entusiasmo».

«Il Tibet non è Capalbio, da lì torni con una diversa percezione delle cose»

Al tavolino del bar dove ci incontriamo, i passati dolori della giovane Smutniak non arrivano. C’è una donna di 34 anni che tiene insieme sogno, rimpianto e pragmatismo. Viaggia molto, «in luoghi in cui si comunica soprattutto con gli occhi», perché dalle pie- tre che rotolano e dalle case di fango qual- cosa si impara sempre: «Mia figlia Sophie, una bambina più grande della sua età, viene sempre con me. E proprio perché il Tibet non è Capalbio, torna con una diversa per- cezione delle cose. Dà valore al denaro, sa

cosa significhi la povertà, capisce che non c’è niente di più bello di condividere. Nelle difficoltà c’è più amore, crollano le diffiden- ze verso chi non conosci, smetti di preoccu- parti di tutte le stronzate da cui siamo quo- tidianamente bombardati. Il parcheggio, la

Le angustie di Roma,

spesa, Equitalia

che non ama fino in fondo, «città bellissima, in deprimente stato di abbandono, piena di gente incazzata, di sbarre, di ostacoli», a cui Kasia contrappone la semplicità. Che per lei è quasi una filosofia: «È l’at- teggiamento che si avvicina di più alla veri- tà. L’esistenza ti mette di fronte a delle

».

:@

Gentlemen’s

Qu rte

S

E

scelte chiare, ti costringe a dire ì o no. Mangio, dormo, vivo, muoio. La vita do- vrebbe ridursi a questo e io cerco di non

dimenticarlo. Vivo tra gli impegni e la fuga. Quando esco dalla città, respiro». Oggi abita prevalentemente tra i clacson, sul lato scuro della Luna, «perché bisogna comunque abituarsi», ma non cambia. Arriva di

corsa, senza trucco, si scusa per un risibile ritar- do. Ogni tanto arrossisce

e guarda in basso, tortu- rando la manica del ma-

glione. Se le chiedi della timidezza, sovverte il quadro. E racconta di un’adolescenza «con

amici, birra e sigarette sulla mia prima auto, una cafonissima Punto blu comprata in Ger- mania di seconda mano». Ricorda un’età dell’innocenza «cercando i testacoda sul ghiaccio», venata da infatua- zioni rock – «la musica era sempre a palla»

– e da rapporti miracolosamente sopravvis-

suti a epoche, terremoti e ricostruzioni. «Sono figlia unica, ma con le mie “sorelle” acquisite sono in contatto: una fotografa matta in giro per l’Inghilterra e una madre

rimasta in Polonia con tre figli. Del mio la- voro non gliene frega niente. Per loro sono rimasta Kasia, la simpatica stupida del li- ceo». Tra affetti spariti quando Taricone emigrò altrove («Mezza rubrica telefonica:

il lutto ha la sua sanzione sociale») e calori ritrovati, «non sono mai stata sola, perché se mancavano i miei amici sopperivano i

suoi». Non sempre si può scegliere: «A vol- te ti trovi a frequentare, per comuni esigen- ze, persone di cui non ti importa proprio nulla. Accade e alla fine, inevitabilmente, non ti rimane niente. Non c’è succo». Per Kasia il frutto è altrove. In un me- stiere che si rifiuta di chiamare in altro modo che diver- timento: «Dicia- mocelo una volta per tutte, non è un lavoro, è un privilegio». Nel pudore: «Un at- tore dovrebbe rimanere il più a lungo possibile nell’anonimato. Per poter diven- tare qualcosa dovrei essere il nulla. Né madre né moglie né

amante».

Se sparire lasciando scivolare il solo talento

è difficile, Kasia nell’attesa sperimenta anti-

doti: «Ho imparato che è meglio dire le cose che aspettare che le distorcano gli altri». Lo

hanno fatto. L’hanno ferita. Lei, zitta, è an- data avanti senza voltarsi indietro. Quasi trenta film, da Peter Del Monte a John Tra- volta, da Nanni Moretti a Domenico Modugno. Nel

suo percorso ora la ac-

compagna un omonimo dell’interprete di Volare, pugliese come lui (Pro- cacci, l’inventore dell’uto-

pia Fandango), e sullo schermo resta un segno profondo. Inciso allargando l’orizzonte e giocando di magnetismo, onestà e fisicità sottratta: «Quando mi toccò essere femme

fatale per i fratelli Frazzi andai in crisi totale. Non c’è cosa che mi faccia più paura che usare la mia femminilità per sedurre». Kasia

«

M I

F A

P A U R A

L A

M I A

U

S A R E

F E M M I N I L I T À

P E R SEDURRE»

è bella perché ha un sole interiore.

«Niente social network. Li capisco ma c’è qualcosa che mi inquieta»

Per partecipare a In Treatment, la scom- messa psicanalitica di Saverio Costanzo, «una persona intelligente, prima ancora che un ottimo regista», Kasia ha imparato un monologo di 12 pagine. Poi si è vestita per il provino. Aveva i tacchi e la gonna. Prima di chiudersi l’uscio alle spalle le ha cambiate con jeans e ballerine: «Se ti vo- gliono non è mai per come appari». Quindi niente social network: «Capisco come fun- zionano, ma non perché tanta gente ci si condanni giorno e notte», e molta vita vera. «Mi inquieta persino la terminologia. Sei un follower? Mi segui? Ma segui tua sorel- la». Poi ride, saluta ed evade. Leggera. Li- bera. Com’era venuta.

CON FRANCESCO ARCA SUL SET DI ALLACCIATE LE CINTURE

Illustrazione Ricardo Fumanal

LA

TECNOLOGIA

Gentlemens

uar

rly

R !

La banda del buco

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Ecco i migliori trapani hi tech sul mercato

Testo di

MATTEO SCARABELLI

Il trapano è la prova

definitiva che, come vuole

un vecchio proverbio,

uomini e bambini hanno

gli stessi giocattoli, solo

con dimensioni diverse. I modelli di ultima generazione danno un taglio netto con il passato, che li voleva pesanti e rumorosi, e soprattutto al vecchio filo, scomodo e perfino pericoloso quando ci si deve arrampicare su una scala. Alimentati a batteria

(al litio) e tutti dotati di percussione, possono ridurre un muro portante

di cemento armato in un

gruviera. Senza neppure

troppa fatica. Sono potenti, sicuri, maneggevoli. Ma tra

le tante innovazioni che i

nuovi perforatori possono vantare, spicca il kit per la rimozione della polvere, così, dopo aver finito il lavoro, non ci sarà neppure bisogno di mettersi a pulire. Un gioco che proprio non

piace ai bambini, tanto meno quelli un po’ cresciuti.

SPIT 328 Una belva! La sua percussione gli consente di fare perfino delle piccole demolizioni. E la batteria impiega meno di 50 minuti per ricaricarsi. spit.it 1.720 Euro

HILTI TE 6-A36 AVR Potenza, doppia velocità e batteria al litio: non sfigurerebbe in un vero cantiere. I 4 kg di peso si fanno sentire, ma il suo plus è il sistema per la rimozione della polvere. hilti.it 509 Euro

BLACK&DECKER

EGBL188KB-QW

La forma compatta non inganni:

dentro questo piccoletto c’è una percussione in grado di sferrare più di 20 colpi al minuto. blackanddecker.it 160 Euro

BOSCH UNEO Dimensioni e peso (poco più di un chilo) lo rendono ideale per chi non ha bicipiti di ferro ma non vuole rinunciare a prestazioni top. bosch do it.com 159 Euro

C

’ È

P E R F I N O

Q

U E L L O

C H E

F A

L A

S P A R I R E

P O LV E R E

:C:C

L’A LT R O

L ATO

Gentlemen’s

Q

S

rte

E

Che sorpresa in quei pantaloni kaki!

:D

Testo di

La nostra americana a Roma alle prese con il solito vecchio tema:

LE DIMENSIONI CONTANO?

TAIYE SELASI

di telefonarti alle otto in punto, in modo che tu possa eventualmente far finta

di dover fuggire via per risolvere una

crisi sentimentale.

Adeguatamente preparata, arri-

vi nello stesso momento di Kaki. Di

persona, è molto più basso e molto più carino di quello che sembrava in foto. Ma anche questa volta indossa quegli orribili pantaloni. Lo saluti, preparandoti a sopravvivere a un’o- retta di chiacchiere vuote. Un’oretta più tardi, non hai anco-

ra smesso di ridere. Quando chiama la tua

amica, le dici semplicemente: «Crisi scon- giurata». Certo. Kaki è una rivelazione:

Qualcosa di simile a un pollice. Non sai se ridere o piangere. Non importa. Kaki

ha altre idee su cosa fare con la tua bocca. E, nonostante la sua misura, è il migliore sesso che hai fatto in anni. Usa tutto ciò

che è a sua disposizione – dita, manette, dildo – per farti venire. E vieni. E vieni. Sembra quasi che, anni fa, qualcuno gli abbia detto: «Senti, ragazzo, con un cazzo così, dovrai conoscere il corpo di una don- na meglio di quanto lei conosca se stessa». E che conoscenza. Ti fa tornare in men- te quella frase inglese: «It’s not the size of the boat, but the motion of the ocean», ciò che conta non è la misura della barca ma il movimento del mare. Kaki sa come muoversi. Non sono solo le sue posizioni creative (sulle quali po-

trebbe anche scrivere una guida), ma le cose che sussurra. In qual-

che modo, ha trovato il perfetto equilibrio tra l’esaltazione verbale e la degradazione verba- le. Tra carezze adoranti

e tocchi aggressivi. Il piacere è un’espe- rienza multidimensio- nale, composta dal tuo desiderio, dalle tue paure, dalla tua autostima, dalla tua vergogna. Lui ti sta adorando e profanan- do al tempo stesso, e questa combinazione ti procura una sensazione folle. Qualche giorno più tardi, il tuo amico newyorkese ti scrive: «Allora, com’era l’a- peritivo?». Gli rispondi ridendo: «Ti devo ringraziare». «Per cosa?» «Per i kaki».

LA SCRITTRICE TAIYE SELASI, 34 ANNI, NATA A LONDRA E CRESCIUTA A BOSTON

Febbraio, piazza Trilussa. La situazione

intelligente, mondano,

non sembra promettente. Un amico ame-

spiritoso

Ma c’è anco-

ricano ti ha scritto da New York per dirti

ra

qualcosa in più. Siete

che devi conoscere un suo amico, un ita-

in

sincronia. Come te,

liano «atipico» (qualunque cosa significhi)

ama viaggiare, ha vis-

che vive a Trastevere. Naturalmente, vai subito su Facebook per cercare delle foto. Così vedi il primo brutto segnale: i pan- taloni kaki. Quegli orribili pantaloni beige che av- vocati e banchieri indossano nei fine set- timana, spesso insieme a una maglietta di marca e mocassini di pelle. L’uomo non è brutto; anzi, ha un sorriso avvenente. Ma

in quasi tutte le foto indossa quei male-

detti pantaloni. Tu hai solo due regole per quanto ri- guarda gli amanti: niente fidanzati di ami- che (“ex” inclusi) e niente kaki. Come un mini-abito con i tacchi a spillo può pub- blicizzare una scopata facile, così i panta- loni kaki promettono una scopata noiosa, indicando esattamente quel genere di mascolinità da classe media (soddisfatta

L E Z I O N E

C I Ò

N . 3 :

C H E

suto a Parigi, è un fan

di Fela Kuti. L’aperitivo

diventa cena, diventa digestivo, diventa baci. «Non scopo mai al primo appuntamento», dici. «Ma che fai doma-

ni sera?».

Passa un po’ di tem- po. Ti trovi nel suo appartamento. Lui prepara la cena (si rivela un incredibile

chef) e tu lavi i piatti. Almeno ci provi. Lo stai diligentemente facendo quando Kaki

si mette dietro di te. Silente, tira indie-

tro la tua testa. Non ti ricordi di avergli detto che ti piace essere dominata, ma il vostro sincronismo è assoluto: a lui piace dominare.

Una mano è intorno al collo, con l’altra

C O

È

L A

N T A

N O N

M I S U R A

I L

D E L L A

M A

B A R C A

M O V I M E N T O

DEL

MARE

di

sé, conformista) che è spesso sinonimo

si

toglie le mutande. «In ginocchio», dice.

di

“gatto morto”.

Così vedi il secondo brutto segno: il

È solo per fare una cortesia al tuo caro amico newyorkese che ti impegni a prendere un aperitivo con “Kaki”. Come misura precauzionale, chiedi a un’amica

suo pisellino.

Kaki ha uno dei cazzi più piccoli che

tu abbia visto nella tua vita. Non corto

e grasso né lungo e magro, ma piccolo.

3. continua

CLUB DER VISIONNAIRES

WWW.COLMARORIGINALS.IT

L’ I N T E L L I G E N TO N E

Gentlemen’s

uar

rly

R !

La guerra (aperta) di Cory Doctorow per salvare la nostra privacy

Proteggerla è possibile, con tecnologie

anti-intrusione e open source. Parola di un blogger (ma anche scrittore, saggista,

)

tra i più seguiti della Rete

attivista

Testo di

CESARE ALEMANNI

Leggi la sua pagina di Wikipedia

e ti viene subito il dubbio che

Cory Doctorow sia una macchi- na: in dieci anni ha pubblicato quasi trenta libri tra romanzi di fantascienza, raccolte e saggi, oltre a trovare il tempo di curare quotidianamente Boing Boing, uno dei blog più seguiti della

rete. Poi ci parli al telefono, lo ascolti snocciolare idee alla ve- locità di duemila vocaboli al mi- nuto, e ti levi ogni dubbio: Cory Doctorow (canadese trasferito-

si

a Londra, ospite di Spillover,

la

nuova start-up di Selene Biffi,

una delle più importanti innova-

trici sociali italiane, e dello Ied, alla fine di febbraio a Milano) è decisamente una macchina. Una macchina, però, di quelle che hanno a cuore il lato uma- no del nostro rapporto con la tecnologia, e che ogni giorno usano la loro intelligenza per difenderlo da chi della tecno- logia ha deciso di fare un uso detestabile. In particolare, Doctorow è stato in prima linea nel denun- ciare la gravità dello scandalo Nsa e qualche tempo fa ha scritto in un affilato pezzo per il Guardian che, da Snowden in poi, «il numero di persone inte-

Qual «Per esempio acquistando

e installando tecnologie an-

ti-intrusione e, in generale, utilizzando maggiormente tec-

« N O N

È U N A

S O L O

Q U E S T I O N E T E C N I C A ,

M A

A N C H E

POLITICA»

nologie prodotte in maniera più trasparente, come posso- no essere quelle open source.

MISTER “BOING BOING” CORY DOCTOROW, 42 ANNI

volte nello scandalo: smet- tere di usare i loro servizi

è una rappresaglia efficace? «Io ho smesso da tempo di usare Gmail e ho una mail ap- poggiata su server autonomi, ma questo non impedisce a Go-

ogle di avere comunque in ar- chivio l’80% delle mie mail, sem- plicemente perché l’80% delle persone con cui corrispondo usa Gmail. Ormai la diffusione

di questi servizi è così capillare

che è impossibile pensare che

tutti quanti tornino indietro. Per questo non è semplicemen-

te “punendo” quelle compagnie

che gli utenti possono fare va- lere i loro diritti, ma è ottenen- do maggiori regolamentazioni delle loro condotte». Come si esce dal para- dosso per cui chi dovrebbe scrivere le regole spesso è la stessa “entità” che ha tutto l’interesse a violarle? «Un buon modo per uscire da questo cortocircuito po- trebbe essere che chi scrive le regole relative a un’industria non deve avere avuto legami

di nessun tipo con quell’indu-

stria, e non può averne per i successivi tot anni da quando ha scritto quelle regole. Però c’è anche un altro paradosso: lo

ressate alla difesa della loro pri-

O

ancora: segnandosi i nomi

stesso strumento, internet, che

vacy non potrà che crescere».

di

quei politici che avallano o

può essere usato per gli scopi

Molti però non hanno le

hanno avallato procedure tese a

distorti di cui stiamo discuten-

competenze tecniche per difendersi. Come possono

invadere la privacy dei cittadini, per ricordarsi di non votarli più

do, è anche il più efficace per controllare che prassi del ge-

essere aiutati?

in

futuro. La difesa della nostra

nere vengano fatte rispettare».

«La cosa più interessante

privacy online non è solo una

In Italia abbiamo un po-

di

questo scandalo è che sem-

questione tecnica o tecnologi-

polare e controverso soste-

pre più persone “comuni” si stanno accorgendo di come la

ca, è anche una questione po- litica, economica e culturale e

nitore del potere di “control- lo” di internet sul Potere:

loro privacy venga sistematica-

per questo esistono centinaia

Beppe Grillo. Ne hai mai

mente calpestata e di come chi

di

modi, sedi e strumenti per

sentito parlare?

la

calpesta cerchi, altrettanto

difendersi. Bisogna aprire gli

«Non conosco molto le sue

sistematicamente, di metterle

occhi sul fatto che quando il

idee politiche per cui non posso

in

una posizione in cui è pres-

fondatore di Facebook, Mark

come “la privacy è morta”, in

dirti se le condivido o meno, ma

soché impossibile fare qualcosa per difendersi. Ma non è così, gli strumenti tecnologici per farlo esistono e d’ora in poi mi aspetto che questa preoccupa-

Zuckerberg, pronuncia frasi

realtà quello che sta davvero di- cendo è: “Vorrei che la privacy fosse morta, così farei un sacco

penso che le sue tattiche siano state incredibilmente brillanti ed efficaci, specie quando Sil- vio Berlusconi era al potere. Comportandosi da “pagliaccio”

zione inerte si trasformi in una

di

soldi in più”».

nelle piazze italiane, Grillo ha

sempre maggiore consapevo-

Facebook, Google

Ab-

dimostrato alla gente chi era il

lezza e quindi in una serie di contromisure attive».

biamo scoperto che molte di queste aziende erano coin-

vero pagliaccio dentro al Palaz- zo della politica».

;A

IL

DENARO

Gentlemen’s

Qu rte

S

E

È tutt’altro che oro quello che luccica

LE

5

TIGRI

Il metallo

più prezioso

perde valore. Chi è in cerca di alternative scommette sulle MATERIE PRIME INDUSTRIALI

e osa nei

nuovi Paesi emergenti

Testo di

CHRISTIAN BENNA

Illustrazioni di

MAITE RODRIGUEZ

Affari d’oro in vista per chi tro- va alternative al metallo giallo. Dopo una corsa a perdifiato per cinque lunghi anni, apprezzan- dosi tanto più si acuiva la crisi globale, il bene rifugio per ec- cellenza si prende un periodo di riposo. Nel 2013 ha perso circa

il 30% del suo valore, scivolando

da 1.600 a 1.220 dollari l’oncia, e gli analisti di Moody’s prevedo- no una caduta fino a 1.100 dol- lari. Oggi si comprano dollari e si vendono i lingotti puntando sulla crescita Usa, mentre fondi

e investitori sono alla ricerca di quelle commodity pronte a spic-

care il volo. La ripresa dell’eco- nomia mondiale (che a stento si vede in Italia) dovrebbe trainare

al rialzo il comparto delle mate-

rie prime industriali.

U N

P I E N O

D I

P E R

L’AU TO

P L A T I N O G R E E N

Tony Stark questa volta non c’entra. Almeno, non ancora. La notizia è che platino e palladio (il materiale che nei fumetti della Marvel alimenta il reattore di Iron Man)

valgono quanto o più dell’oro: il primo è sui 1.300 dollari,

il secondo intorno ai 750. A rimettere in pista i due

metalli, oltre al deficit di produzione nelle miniere,

è stata la ripresa dell’industria automobilistica: entrambi sono utilizzati nelle marmitte di nuova generazione, convertitori catalitici a basse emissioni. Per investire

ci sono diverse soluzioni. La più diffusa è l’acquisto

dei relativi Etc (Exchange traded commodities) su platino