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12.9.

1 Introduzione
In Nigeria, i principali elementi legislativi relativi alle-
splorazione e alla produzione di olio e di gas sono con-
tenuti nella legislazione del 20 secolo. Le leggi pi
importanti in materia e i loro principali effetti sono rias-
sumibili come segue:
la Legge sul petrolio (Petroleum Act, Laws of the Fed-
eration of Nigeria 1990, Cap. 350), entrata in vigore il
27 novembre 1969 e da allora ripetutamente emenda-
ta. Il suo scopo principale quello di conferire allo
Stato la propriet del petrolio presente per cause natu-
rali negli strati geologici del sottosuolo nigeriano. Inol-
tre, mira a fornire un quadro giuridico alle attivit di
ricerca e di produzione di tale sostanza. Essa com-
pletata dai seguenti regolamenti: Regolamento sugli oli
minerali (sicurezza), atto normativo n. 45/1963; Rego-
lamento sul petrolio (perforazione e produzione), atto
normativo n. 69/1969; Regolamento sul greggio (tra-
sporto e spedizione), atto normativo n. 1984/1984. I
citati regolamenti affrontano diverse questioni relati-
ve alla ricerca, alla produzione e alla vendita di petro-
lio, effettuate dai concessionari. In particolare, essi
contengono alcune clausole modello, che sono incor-
porate nelle licenze, tranne che nei casi specifici in
cui sia permesso modificarle o escluderle;
la L. n. 31/1956 sugli oleodotti (Laws of the Federa-
tion of Nigeria 1990, Cap. 338), entrata in vigore il 4
ottobre 1956, regola il rilascio dei permessi richiesti
per le attivit di rilevamento dei tracciati degli oleo-
dotti, nonch la concessione delle licenze per la rea-
lizzazione e la gestione di tali oleodotti, collegati e
subordinati ai campi petroliferi. Il Regolamento sugli
oleodotti e sui gasdotti, atto normativo n. 14/1995,
che fa parte della legislazione sussidiaria, appare con-
cepito allo scopo di estendere la portata della Legge
sugli oleodotti e di adeguarla alla realt attuale del-
lindustria petrolifera;
la L. n. 9/1969 sui dazi dei terminali petroliferi (Laws
of the Federation of Nigeria 1990, Cap. 339), entra-
ta in vigore il 1 gennaio del 1965, ha lo scopo di
regolare limposizione e il pagamento dei dazi di ter-
minale, applicabili a ogni nave che effettui operazioni
di scarico di petrolio in qualunque terminale di qual-
siasi porto della Nigeria. Ma la caratteristica pi
importante di questa legge quella di incorporare la
Convenzione sulla piattaforma continentale, firma-
ta a Ginevra il 29 aprile del 1958, che entrata cos
a far parte della legislazione nazionale nigeriana. La
legislazione sussidiaria, approvata in seguito alla legge
del 1969, si riferisce alla realizzazione dei termina-
li petroliferi attualmente operativi in Nigeria;
la L. n. 9/1999 sui contratti di partecipazione alla
produzione per i bacini interni e in acque profonde,
e successivi emendamenti, approvata il 23 marzo del
1999 con effetto retroattivo a partire dal 1 gennaio
1993, il primo atto della legislazione nigeriana che
riconosca la dicotomia dei regimi di esplorazione
sulla terraferma e in mare. Con essa viene inoltre
legalmente riconosciuto laccordo noto come con-
tratto di partecipazione della produzione (Produc-
tion Sharing Contract, PSC), che fino a quel momen-
to era regolato solo contrattualmente, sin dalla sua
introduzione nel 1973 e dalla sua sostanziale revi-
sione nel 1993. Questa legge ha anche modificato
le disposizioni esistenti (in particolare quelle relati-
ve alle royalty e alla durata delle concessioni) della
Legge sul petrolio e della Legge sulla tassazione dei
profitti petroliferi (Petroleum Profits Tax, PPT), in
relazione alle operazioni di esplorazione dei bacini
interni e in acque profonde, che risultino condotte
sulla base di un PSC;
la L. n. 15/1959 sulla PPT (Laws of the Federation
of Nigeria 1990, Cap. 354), entrata in vigore il 1
gennaio del 1958 e in seguito ripetutamente emen-
data, prevede laccertamento e limposizione di una
757 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
12.9
Nigeria
tassa sui profitti delle imprese operanti nel campo
della produzione petrolifera in Nigeria;
gli interventi legislativi relativi allo sviluppo e al tra-
sferimento di gas naturale sono stati finora pi irre-
golari. La L. n. 99/1979 sulla reiniezione del gas
associato (Laws of the Federation of Nigeria 1990,
Cap. 26), entrata in vigore il 28 settembre 1979, rap-
presenta finora, insieme al Regolamento sulla rei-
niezione del gas associato (smaltimento del gas tra-
mite combustione continua) del 1979 (e successivi
emendamenti), il solo atto di tutta la composita legi-
slazione nigeriana che riguardi direttamente lesplo-
razione e lo sviluppo del gas naturale. Altre disposi-
zioni sono contenute nella Legge sul petrolio e nella
Legge sulla tassazione dei profitti petroliferi.
Per comprendere il contenuto di tale legislazione,
necessario conoscere gli elementi da cui ha avuto origi-
ne e i fattori che hanno influito sulla sua formazione,
nonch quelli che hanno guidato in seguito lopera del
legislatore.
Il primo elemento la legislazione dellepoca che
precedette lindipendenza, fortemente influenzata dal
potere coloniale britannico e basata sulla vasta esperienza
nel campo dellesplorazione petrolifera accumulata dagli
Inglesi in altre zone del mondo, come gli Stati Uniti o il
Medio Oriente. In tal modo, fu sviluppato un sistema di
licenze derivato dai contratti di leasing statunitensi e dalle
concessioni statali del Medio Oriente.
Il secondo elemento rappresentato dal patrimonio
comune del diritto del mare e del diritto internazionale.
Il terzo elemento la conseguenza dellallineamen-
to, prima, e dellingresso poi della Nigeria nellorganiz-
zazione dei paesi esportatori di petrolio (Organization
of the Petroleum Exporting Countries, OPEC), negli anni
1960-70. Tale decisione nata dalla volont della Nige-
ria di stabilire un efficace sistema di regolamentazione
delle attivit di esplorazione e produzione di petrolio,
basato sulla partecipazione dello Stato in questo setto-
re, e di ottenere un adeguato profitto da tali attivit.
Il quarto elemento costituito dalladozione di leggi
e di politiche di deregolamentazione e di indigenizza-
zione, nate per superare i limiti intrinseci delle politiche
di partecipazione statale e ulteriormente sviluppate in
seguito alla scoperta del vasto potenziale delle attivit
di esplorazione e di produzione in mare. Tali politiche
stanno producendo un profondo impatto sul settore.
Il quinto elemento, favorito dalla crescita della con-
sapevolezza ecologica nel corso dellultimo trentennio,
stato lemergere di riforme legislative riguardanti le
conseguenze ambientali delle operazioni petrolifere, che
hanno portato, tra laltro, alladozione di misure volte a
incoraggiare la produzione e luso del gas.
I paragrafi successivi sono dedicati a una rapida descri-
zione della storia della legislazione petrolifera della Nige-
ria a partire dallinizio del 20 secolo, in cui si descrivono
gli effetti dei diversi elementi sulla definizione dellat-
tuale regime legislativo.
12.9.2 Lo sviluppo della
legislazione petrolifera
1900-50: la creazione di un regime di concessione
Bench si ritenga che le prime concessioni per lesplo-
razione e lo sfruttamento delle risorse di olio e di gas
siano state rilasciate gi prima della fine del 19 secolo,
lemanazione di una legislazione interna volta a regola-
re la materia ebbe luogo solo allinizio del 20 secolo,
con la promulgazione dellOrdinanza di regolamentazio-
ne mineraria (olio) n. 12/1907, seguita dallOrdinanza
n. 19/1909 (Laws of Southern Nigeria 1909, Cap. 130).
Nel 1914 fu approvata lOrdinanza n. 17, relativa agli oli
minerali (Laws of the Federation of Nigeria 1958, Cap.
120), che abrogava lOrdinanza n. 19/1909 e regolava in
modo pi adeguato le attivit di ricerca, produzione e
lavorazione degli oli minerali.
La strada dellesplorazione petrolifera attiva fu aper-
ta nel 1908 da una societ tedesca, la Nigerian Bitumen
Company, le cui attivit furono bruscamente interrotte
dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.
Nel 1921, due societ britanniche, la DArcy Explor-
ation Company e la Whitehall Petroleum Co. Ltd, otten-
nero concessioni per lesplorazione petrolifera nel Delta
del Niger, con risultati scarsi o nulli sul piano commer-
ciale. Nel 1937, la Shell DArcy Company, unassocia-
zione tra la Royal Dutch Shell Petroleum Company e la
DArcy Exploration Company, dopo aver ottenuto la con-
cessione dei diritti di esplorazione e produzione in esclu-
siva su tutto il territorio della Nigeria, diede inizio alla
sua attivit.
Lavvento della Seconda Guerra Mondiale interrup-
pe di nuovo le attivit di esplorazione, che ripresero solo
nel 1946, quando la Shell DArcy Company si associ
con la British Petroleum per dare vita alla Shell-BP, che
svolger un ruolo di battistrada nel campo dellesplora-
zione petrolifera in Nigeria.
Le attivit di esplorazione condotte dopo entrambe
le guerre mondiali seguivano quanto disposto dallOr-
dinanza sugli oli minerali del 1914, che stabiliva, allart.
6(1)(a), che gli affitti o le licenze potranno essere con-
cessi solo a cittadini britannici o a societ britanniche
costituite in Gran Bretagna o in una colonia britannica,
la cui principale sede di affari si trovi allinterno dei
domini di sua Maest, e in cui il Presidente, il Direttore
esecutivo (se presente) e la maggior parte dei dirigenti
siano tutti cittadini britannici.
Leffetto di questa disposizione fu di rafforzare la posi-
zione di predominio della Shell-BP nei territori per i quali
erano stati concessi i contratti di affitto e le licenze di
esplorazione petrolifera. Sebbene la ragione principale
758 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
delladozione di tale legislazione nel suo complesso
fosse il desiderio di consolidare ulteriormente linfluenza
britannica sulle nuove attivit economiche in Nigeria,
lecito supporre che una considerazione altrettanto
importante fosse la volont di evitare lo scatenarsi di
una corsa indiscriminata alla perforazione in quella che,
allepoca, era una sfera di attivit ancora sostanzial-
mente priva di regole.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il governo colo-
niale inglese, basandosi su quanto era avvenuto nel Re-
gno Unito negli anni Venti e Trenta, dove, a suo dire, la
ricerca del petrolio era stata eccessivamente rallentata
dalle incertezze riguardanti i diritti di propriet, e su ana-
loghe difficolt incontrate in passato in Nigeria, otten-
ne lapprovazione dellOrdinanza sui minerali del 1946
(Laws of the Federation of Nigeria 1958, Cap. 121). Lo
scopo e leffetto principali di tale legge furono il confe-
rimento alla Corona della propriet di tutto il petrolio
(gli oli minerali) in situ. Nella legge si stabiliva che la
propriet e il controllo di tutti i minerali e gli oli mine-
rali presenti in, sotto o sopra qualunque territorio della
Nigeria, e di tutti i fiumi, torrenti e corsi dacqua che
attraversano la Nigeria sono e saranno interamente con-
feriti alla Corona, fuorch nella misura in cui tali diritti
possano essere stati in qualunque circostanza limitati da
qualunque tipo di concessione espressamente effettuata
prima dellentrata in vigore di questa ordinanza.
Questo conferimento di diritti era soggetto alla con-
dizione prevista dallart. 6(1)(b) dellOrdinanza sugli oli
minerali del 1914, secondo cui lassegnatario di un affit-
to o di una licenza aveva lobbligo di versare un inden-
nizzo a chiunque si trovasse a occupare legalmente il ter-
reno oggetto delle attivit di esplorazione, per compen-
sarlo della turbativa dei suoi diritti di superficie o nella
misura stabilita dal Governatore generale della Nigeria.
Tuttavia, non era previsto alcun compenso per leven-
tuale scoperta di depositi commercialmente rilevanti di
petrolio sotto un particolare terreno, sulla base del prin-
cipio che non fosse dovuto alcun compenso al proprie-
tario del terreno per la perdita di qualcosa che non aveva
mai posseduto. Questa idea rimane ancora oggi alla base
della legislazione nigeriana su olio e gas. La natura del
sistema di indennizzo vigente stata una delle cause pi
ricorrenti di conflitto tra le comunit produttrici di petro-
lio e le compagnie petrolifere.
1950-70: la scoperta del petrolio
La prima scoperta di un giacimento petrolifero di
rilevanza commerciale in Nigeria fu effettuata nel 1956
a Oloibiri, nello Stato del Delta (oggi di Bayelsa), dalla
Shell-BP, sin dal 1937 (come Shell DArcy Company)
lunica concessionaria per lesplorazione petrolifera sul-
lintero territorio nazionale. Nel gennaio del 1958 ebbe
inizio la produzione dal primo campo petrolifero, per un
totale di circa 5.100 barili al giorno e, nello stesso anno,
lart. 6(1)(a) dellOrdinanza sugli oli minerali del 1914
venne abrogato dallart. 2 dellordinanza di emenda-
mento sugli oli minerali n. 5/1958, che estendeva la con-
cessione dei diritti di esplorazione ad altre societ stra-
niere, cio non britanniche. La Shell-BP fu costretta a
rinunciare ai suoi diritti in alcune aree della sua conces-
sione a favore, la prima volta, della Mobil Oil, che fu la
prima societ non britannica a fare il suo ingresso nel
settore nel 1962; in seguito, larea di concessione della
Shell fu ridotta principalmente alle zone pi prometten-
ti, mentre altre compagnie iniziavano lattivit di esplo-
razione in Nigeria.
LOrdinanza PPT n. 15/1959, lultimo atto legislati-
vo importante adottato nel campo petrolifero nellepo-
ca precedente allindipendenza, entrata in vigore nel
1958, stabil lintroduzione di una tassa del 50% sui pro-
fitti imponibili delle attivit delle societ petrolifere, assi-
curando cos al governo, anche se indirettamente, una
quota dei proventi delle suddette attivit petrolifere.
Nel corso degli anni Sessanta, le multinazionali
cominciarono a intensificare le loro attivit di esplora-
zione e, a sua volta, il governo nigeriano manifest un
crescente interesse verso un maggiore coinvolgimento
in tali attivit. Esso partecipava, in veste di osservatore,
alle riunioni dellOPEC sin dal 1964 (cio quattro anni
dopo la sua formazione nel 1960). Inoltre, conforme-
mente alle risoluzioni delle Nazioni Unite, era ferma-
mente intenzionato ad accrescere la propria capacit di
controllo sulla produzione petrolifera. Tale tendenza fu
ulteriormente accelerata dal costante aumento delle atti-
vit di esplorazione e di produzione negli anni Sessan-
ta (interrotto solo negli anni della Guerra civile nigeria-
na, 1967-70). Non ci volle molto a capire che lordinanza
sugli oli minerali del 1914 (e successivi emendamenti)
non era pi in grado di regolare adeguatamente le atti-
vit petrolifere e si giunse cos alla promulgazione della
Legge sul petrolio del 1969, che abrogava lOrdinanza
sugli oli minerali del 1914, pur preservando la validit
delle licenze e degli affitti rilasciati in base alla suddet-
ta ordinanza.
La Legge sul petrolio del 1969 stabiliva anche, allart.
1(1), che la propriet e il controllo di tutto il petrolio
[] in, sotto e sopra qualunque territorio a cui questo
articolo si applica saranno conferiti (interamente) allo
Stato []. Questa disposizione, sommata allart. 2(2),
in cui si stabiliva che le licenze o gli affitti potevano
essere concessi solo ai cittadini della Nigeria o alle
societ costituite in Nigeria in base alla l. n. 1/1990
(Legge sulle societ), sottometteva completamente le
attivit di esplorazione e sviluppo, nonch le entit in
esse operanti, allautorit legislativa nigeriana. La Legge
sul petrolio (cap. 350) istituiva, per la prima volta nella
storia del settore petrolifero nigeriano, un regime giu-
ridico ben definito in merito alla concessione dei dirit-
ti di ricerca e di produzione del petrolio sul territorio
759 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA
nazionale e rimane alla base del sistema di regolamen-
tazione tuttora vigente.
1970-90: levoluzione della partecipazione
dello Stato
Nel 1971, la Nigeria divenne un membro dellOPEC
e, in linea con le risoluzioni approvate dallOPEC alla
fine degli anni Sessanta, avvi immediatamente una
ferma azione volta a incrementare, da un lato, il con-
trollo pubblico sul settore petrolifero e, dallaltro, il livel-
lo di concorrenza al suo interno. Lallineamento con
lOPEC e il successivo coinvolgimento diretto dello Stato
nelle attivit di esplorazione appaiono in netto contrasto
con la situazione precedente il 1970, quando in Nigeria
le compagnie petrolifere disponevano, attraverso le con-
cessioni rilasciate prima del 1969, della propriet vir-
tuale e del controllo del petrolio, dal momento delle-
strazione fino alla sua cessione. A quel tempo, gli inte-
ressi dello Stato nigeriano si limitavano alla propriet
nominale del petrolio in situ e alla riscossione di impo-
ste, royalty e canoni di affitto. Il compito di far valere
tali diritti era affidato al Dipartimento delle Risorse Petro-
lifere, che allepoca (e fino al 1970) faceva parte del
Ministero Federale delle Miniere e dellEnergia (respon-
sabile dellapplicazione dei regolamenti relativi alle atti-
vit nei campi petroliferi) e della Sezione petrolio del
Ministero delle Finanze, incaricata di far rispettare gli
obblighi fiscali spettanti agli operatori del settore petro-
lifero.
Negli anni Settanta (gli anni del boom petrolifero),
il rapido aumento dei ricavi legati alla produzione di
petrolio acceler la realizzazione delle politiche gover-
native volte allapplicazione delle risoluzioni OPEC, che
raccomandavano una partecipazione pi attiva nel set-
tore petrolifero da parte degli Stati membri. In questo
modo si giunse, con la l. n. 18/1971, alla creazione della
compagnia petrolifera nazionale, la Nigerian National
Oil Corporation (NNOC). La NNOC operava a fianco
del Ministero delle Risorse Petrolifere (MPR, Ministry
of Petroleum Resources), con funzioni distinte e separa-
te. Il MPR assunse le funzioni del Dipartimento delle
Risorse Petrolifere, cio la regolamentazione delle ope-
razioni petrolifere condotte dalle compagnie petrolifere,
mentre la NNOC avvi nel 1971, per conto del governo
nigeriano, il processo di acquisizione delle attivit e delle
passivit delle societ petrolifere straniere allora operanti
nel paese. Il 1 aprile del 1977 fu creata, in conformit
alla l. n. 33/1977, la Nigerian National Petroleum Cor-
poration (NNPC), nata dalla fusione tra la NNOC e il
MPR: oltre a subentrare completamente alla NNOC in
tutti i suoi aspetti, la NNPC assunse anche le funzioni di
regolamentazione svolte in precedenza dal MPR, attra-
verso listituzione di un Ispettorato del petrolio.
Nel 1979, la NNPC complet il processo di acquisizio-
ne delle quote di maggioranza delle operazioni costituite
dalle societ petrolifere operanti nel campo dellesplo-
razione e della produzione di petrolio in Nigeria, che
prima di allora erano appartenute interamente alle stes-
se societ. Va notato che la NNPC acquis una quota di
partecipazione nelle operazioni petrolifere e non del pac-
chetto azionario delle compagnie interessate. Tali acqui-
sizioni diedero origine agli accordi noti con il nome di
Traditional Joint Venture (TJV), tuttora largamente uti-
lizzati nel settore petrolifero. Lacquisizione di ogni quota
di partecipazione doveva essere formalizzata mediante
la firma simultanea dei documenti dintesa e degli accor-
di di partecipazione, e, in seguito, dellaccordo operati-
vo congiunto (Joint Operating Agreement, JOA).
Il processo di acquisizione sub tuttavia molti ritar-
di e attravers lunghi periodi di stallo, dovuti principal-
mente, se si escludono le complicazioni burocratiche,
alle profonde divergenze emerse tra le compagnie petro-
lifere e il governo in merito alla valutazione delle quote
di partecipazione. Questi ritardi portarono non solo alla
mancata esecuzione degli accordi di partecipazione fino
al 1984, ma impedirono anche a lungo la sottoscrizione
degli accordi operativi congiunti, dopo che il governo
federale aveva effettuato le sue acquisizioni. Si venne
cos a creare una situazione anomala, per cui nel perio-
do trascorso dallacquisizione delle partecipazioni alla
firma dei JOA nel luglio del 1991, a parte le fasi di avvio,
pianificazione ed estrazione del greggio, la conduzione
delle operazioni di joint venture avveniva sulla base di
una intesa informale.
Come stato accennato in precedenza, subentrando
alla NNOC nel corso di queste acquisizioni, la NNPC
assunse anche le funzioni del Ministero delle Risorse
Petrolifere, attraverso listituzione di un Ispettorato del
Petrolio allinterno della stessa NNPC. Nel 1986, tut-
tavia, lIspettorato del Petrolio, incaricato di regola-
mentare il settore e di formulare le politiche petrolife-
re, fu distaccato dalla NNPC e rifondato con il nome
di Dipartimento delle Risorse Petrolifere. La NNPC fu
cos lasciata libera di dedicarsi interamente agli aspet-
ti commerciali dellattivit petrolifera, attraverso un
servizio di gestione degli investimenti petroliferi na-
zionali (NAtional Petroleum Investment Management
Services, NAPIMS).
La conduzione di tali attivit avviene principalmen-
te sulla base degli accordi di TJV conclusi tra la NNPC
e le compagnie petrolifere multinazionali che operano
attualmente in Nigeria attraverso una serie di societ
controllate, costituite in loco e legate in genere a uno
specifico progetto o funzione operativa. Il NAPIMS,
operando per conto del governo, detiene una quota di
maggioranza nelle sei operazioni di TJV avviate con le
controllate nigeriane di Royal Dutch Shell Group, Exxon-
Mobil, ChevronTexaco, Eni/Agip e TotalFinaElf, che
assicurano gran parte della produzione complessiva di
petrolio del paese. La maggiore di queste operazioni di
760 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
TJV attualmente quella a cui partecipa la Shell. Le
societ petrolifere, anche dopo le importanti fusioni avve-
nute negli ultimi dieci anni a livello mondiale, conti-
nuano a svolgere le loro funzioni di partner della NNPC
e di operatori della joint venture attraverso le societ
costituite prima del verificarsi delle fusioni. Sono i loro
dirigenti che gestiscono lattivit ordinaria, mentre i costi
operativi di ogni joint venture sono interamente finan-
ziati dai suoi soci, in misura proporzionale alla loro quota
di partecipazione, e attraverso un sistema di richieste di
fondi (cash calls) mensili.
Le relazioni contrattuali tra la NNPC e i partner della
joint venture sono soggetti a un memorandum di intesa
(Memorandum Of Understanding, MOU), che ha lo
scopo di offrire una serie di interessanti incentivi fisca-
li alle societ petrolifere che partecipano alloperazio-
ne, in cambio di maggiori investimenti e di un miglio-
ramento dellefficienza operativa. In linea di principio,
il MOU viene periodicamente rivisto per adeguarlo alla
situazione corrente di costi, livelli di produzione e prez-
zi del petrolio. La base operativa della joint venture e
del MOU laccordo operativo congiunto, che affron-
ta, tra laltro, i seguenti aspetti: a) designa loperatore
della joint venture; b) specifica la quota dei costi delle
operazioni spettante a ciascun partner; c) indica gli obbli-
ghi relativi alla PPT e alle royalty; d) delinea diversi
principii di carattere commerciale. Il JOA riserva alla
NNPC il diritto di assumere la funzione di operatore in
qualunque progetto di joint venture. Tuttavia, leserci-
zio di tale diritto fortemente ostacolato dalla mancan-
za di competenze adeguate da parte del personale indi-
geno e, soprattutto, da difficolt di carattere finanzia-
rio. Con la maggior parte dei progetti petroliferi pi
importanti concentrati in operazioni di joint venture in
cui la NNPC controlla una quota di maggioranza, le que-
stioni relative al finanziamento della joint venture e alle
richieste di fondi continueranno a rivestire la massima
importanza per lo sviluppo della politica di partecipa-
zione dello Stato nel settore.
12.9.3 La struttura attuale
del settore petrolifero
nigeriano
Nei seguenti importanti bacini sedimentari della Nige-
ria, ossia Anambra, Bida, Sokoto, Ciad, Benin/Dahomey,
il bacino/fossa del Benue e il Delta del Niger, le indagi-
ni sismiche hanno fornito da tempo schiaccianti testi-
monianze della notevole entit delle riserve accertate,
soprattutto per quanto riguarda il Delta del Niger, in cui
si pertanto concentrata la maggior parte delle attivit
di esplorazione e di produzione. In effetti, tutto il petro-
lio prodotto finora stato estratto nel bacino del Delta
del Niger.
Sebbene la maggior parte del petrolio sia contenuto
in strutture geologiche sotterranee raggiungibili in modo
relativamente facile, le condizioni operative nel bacino
del Delta del Niger sono sempre state giudicate partico-
larmente impegnative. Le attivit di esplorazione si svol-
gono in aree difficili, dalle giungle di mangrovie, dalle
paludi e dagli acquitrini della terraferma, alle acque basse
della piattaforma continentale, e richiedono un notevo-
le impegno in termini di competenze tecniche e di risor-
se finanziarie, mentre i rischi logistici e ambientali con-
tribuiscono ad aumentare notevolmente i costi di esplo-
razione e di sviluppo delle risorse. Le importanti scoperte
gi realizzate e laccertamento di ingenti riserve di olio
e di gas giustificano i notevoli investimenti effettuati.
Tuttavia, alle difficolt causate dalle condizioni del ter-
reno si aggiungono i continui incidenti legati allinsta-
bilit politica della regione, gli attacchi alle installazio-
ni e il sabotaggio degli impianti petroliferi.
Nonostante tutto, lo sviluppo dellindustria petroli-
fera in Nigeria ha offerto una possibilit di intervento
altamente remunerativa a molte aziende fornitrici di ser-
vizi petroliferi, che coprono un ampio ventaglio di atti-
vit, dallesplorazione sismica, dalla costruzione degli
impianti di trivellazione, dalla perforazione, dalla rifi-
nitura e dal completamento dei pozzi, alla logistica del-
linstallazione degli oleodotti, agli aspetti pi comples-
si della gestione dei progetti. Sebbene i principali ope-
ratori mondiali del settore dei servizi petroliferi abbiano
concluso accordi di joint venture con imprese nigeriane
e siano attivamente impegnati a sviluppare le capacit
professionali e le competenze dei loro partner, il livello
di partecipazione locale rimane ancora basso. La politi-
ca di local content, che uno dei molti aspetti del pro-
cesso di indigenizzazione del settore petrolifero upstream,
tenta di bilanciare la necessit di attirare e mantenere la
tecnologia e i capitali stranieri con lo sviluppo della par-
tecipazione indigena nel settore dei servizi petroliferi.
Dagli anni Novanta a oggi: produzione in mare,
cambiamento della partecipazione statale
e politica di indigenizzazione
I progressi realizzati nel campo delle indagini sismi-
che tridimensionali (3D) e delle tecnologie di perfora-
zione in profondit hanno reso molto pi interessanti le
prospettive dellesplorazione petrolifera in acque profon-
de. Per rispondere a questa grandiosa opportunit, stato
varato il programma di esplorazione in mare e di pro-
duzione in acque profonde, a partire dalla tornata di con-
cessione delle licenze del 1990-91. Il governo, che aveva
gi cominciato a riconsiderare il proprio coinvolgimen-
to nei TJV, mise allasta un certo numero di nuove con-
cessioni nella piattaforma continentale profonda della-
rea del Delta del Niger. Nel 1993, furono concesse alle
principali compagnie straniere, tra cui Royal Dutch Shell,
ChevronTexaco, ExxonMobil, TotalFinaElf ed Eni/Agip,
761 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA
le licenze di esplorazione di una serie di blocchi situati
a profondit comprese tra i 200 e i 3.000 metri. Le societ
assegnatarie furono incaricate di costituire nuove socie-
t controllate in base a quanto disposto dal contratto di
partecipazione della produzione. Questo tipo di accordi
diventato da allora il veicolo contrattuale preferito dalla
NNPC e dalle compagnie petrolifere per le operazioni
di esplorazione e produzione in mare di olio e di gas. Nel
marzo del 2000, il governo ha messo allasta altri 22
blocchi petroliferi, compresi 11 blocchi in acque profon-
de e ultraprofonde al largo del Delta del Niger, a cui
hanno partecipato 46 compagnie petrolifere, e nel 2005
sono stati resi disponibili altri 43 blocchi petroliferi.
Linizio delle operazioni in mare coinciso con lin-
gresso di nuove compagnie petrolifere straniere sul mer-
cato nigeriano, tra cui Exxon (oggi ExxonMobil), Cono-
co (oggi ConocoPhillips), Canadian Occidental (oggi
Nexen Petroleum), Statoil/British Petroleum Alliance,
Jerez Energy, Marathon Oil, Trans Atlantic Petroleum Cor-
poration, Ocean Energy e BP Amoco, che ha partecipato
alle operazioni fino alla fine degli anni Novanta, ma in
seguito si completamente ritirata dal paese. Sebbene a
tuttoggi si registri una netta prevalenza delle operazioni
di esplorazione e produzione sulla terraferma e in acque
poco profonde (dove continuano a essere effettuate impor-
tanti scoperte), dallinizio della campagna di esplorazio-
ne e sviluppo in mare aperto nel 1995, sono stati indivi-
duati anche nelle aree offshore numerosi giacimenti di
notevoli dimensioni. Le scoperte commercialmente pi
rilevanti sono state effettuate nelle aree di Erha (Oil Pro-
specting Licence, OPL 209), Bonga (OPL 212), Agbami
(OPL 216) e Akpo (OPL 246). Nonostante tutto, per,
rimane ancora da dimostrare la competitivit dei proget-
ti nigeriani di produzione in acque profonde, rispetto a
quelli realizzati in altre aree del mondo, per esempio nel
Golfo del Messico, e questa incertezza avr sicuramente
degli effetti sugli accordi contrattuali e fiscali che rego-
leranno questo tipo di attivit nel breve e medio termine.
Gli anni Novanta sono stati anche il periodo in cui si
venuta articolando in Nigeria una politica indigena,
che ha portato allo sviluppo di aziende produttrici di
petrolio totalmente indigene, fino ad allora quasi del tutto
soffocate dal predominio degli investimenti esteri e dalla
mancanza dei requisiti finanziari e tecnologici necessa-
ri per partecipare alle operazioni di esplorazione petro-
lifera. A partire da questo periodo, i produttori indigeni
sono diventati una realt in forte crescita. In un contesto
caratterizzato da maggiori opportunit, la crescita del
loro ruolo nel settore, attraverso investimenti diretti e
rapporti di joint venture, stata promossa e favorita, a
partire dal 1989, da una serie di iniziative politiche dello
Stato, assunte tramite il Ministero delle Risorse Petroli-
fere, in particolare la L. n. 23/1996 di emendamento alla
Legge sul petrolio, che assicurava un sostegno legislati-
vo alle operazioni nei campi petroliferi marginali.
Il governo nigeriano ha organizzato una tornata di
concessione delle licenze interamente dedicata allof-
ferta di campi petroliferi marginali alle imprese locali e,
nel giugno del 2002, ha ammesso alla gara 71 societ,
delle 150 che avevano presentato unofferta. La tornata
di concessione delle licenze, svoltasi nel mese di novem-
bre 2002, aveva lo scopo di aumentare la partecipazio-
ne delle compagnie petrolifere indigene alle attivit di
esplorazione e produzione. Ventiquattro campi petroli-
feri marginali, rilasciati da Shell, ChevronTexaco e Total-
FinaElf, furono distribuiti a 31 imprese indigene, sulle
71 precedentemente giudicate idonee. Il governo ha indi-
viduato circa 116 campi nel Delta del Niger, che sono
stati classificati tra i campi marginali e collocati nel grup-
po dei terreni petroliferi in affitto (Oil Mining Leases,
OML) gi esistenti, che secondo il governo conterreb-
bero ancora riserve complessive di notevole entit, di
cui gli accordi di TJV tra le compagnie petrolifere mul-
tinazionali e la NNPC non prevedevano lo sfruttamen-
to. stata avanzata la proposta di assegnare tali terreni
nelle prossime tornate di concessione delle licenze per
i campi marginali.
Le compagnie petrolifere indigene sono quasi sem-
pre operatori con rischio esclusivo, che di solito stabili-
scono unalleanza che pu assumere le caratteristiche
di un contratto di production sharing, oppure quelle di
un accordo di joint venture con una compagnia petro-
lifera straniera. Limposizione di un tetto di produzione
ai produttori indigeni, per evitare lo sforamento delle
quote OPEC, dimostra chiaramente come tali produtto-
ri siano esposti a maggiori rischi e siano pi vulnerabi-
li dalle politiche di produzione dello Stato, rispetto alle
compagnie petrolifere multinazionali.
12.9.4 La partecipazione
dello Stato
Struttura
Prima dellindipendenza, la partecipazione dello Stato
alle attivit petrolifere avveniva attraverso il sistema delle
concessioni. Nel periodo immediatamente successivo alla
conquista dellindipendenza, cio nei primi anni Sessanta,
quando le conoscenze e le capacit di produzione di olio
e di gas dellindustria nazionale erano praticamente ine-
sistenti, la soluzione pi logica sembr essere quella di
continuare con il vecchio sistema delle concessioni, per
richiamare il maggior numero di investimenti da parte
dellindustria petrolifera privata mondiale.
Negli anni Settanta e Ottanta, la partecipazione pub-
blica si svolse in un quadro diverso, che prevedeva lal-
leanza dello Stato e il suo coinvolgimento nelle iniziati-
ve delle imprese private. Fino a oggi, tale partecipazio-
ne si manifestata nei diversi modi attraverso cui lo Stato
controlla e contribuisce alle attivit di esplorazione e di
762 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
produzione delle compagnie petrolifere multinazionali.
Gli strumenti contrattuali utilizzati pi comunemente dal
governo nigeriano per realizzare la propria politica di
partecipazione diretta alle attivit di esplorazione e
di produzione del petrolio sono laccordo di TJV, il PSC
e il RSC (Risk Service Contract, contratto di servizio
con rischio minerario).
Nigerian National Petroleum Corporation
La politica volta a stabilire una partecipazione diret-
ta dello Stato ha trovato la sua massima espressione nel
mandato affidato a unimpresa totalmente posseduta dallo
Stato per raggiungere i seguenti obiettivi: controllare in
parte le operazioni degli assegnatari; gestire fisicamen-
te grandi quantit di petrolio; acquisire le informazioni
e il know how industriali necessari.
La nascita e lo sviluppo della NNPC appaiono quin-
di intrinsecamente collegati al conseguimento di tali
obiettivi politici. Lacquisizione da parte della NNPC di
una partecipazione di maggioranza nelle concessioni
gi esistenti stata rafforzata dalla decisione del gover-
no federale (Federal Government Notice n. 311/1972)
di conferire tutte le aree non assegnate e i blocchi petro-
liferi rilasciati dagli affittuari, sulla terraferma o sul
fondo marino della Nigeria, alla NNOC, divenuta in
seguito NNPC. Oltre alle sue tradizionali attivit nel
campo dellesplorazione e della produzione, la NNPC
ha anche acquisito capacit e quote operative nei setto-
ri della raffinazione, dei processi petrolchimici, del tra-
sporto e della commercializzazione degli idrocarburi.
Tra il 1978 e il 1989, la NNPC ha costruito impianti di
raffinazione a Warri, Kaduna e Port Harcourt e ha rile-
vato la raffineria realizzata a Port Harcourt dalla Shell
nel 1965.
La NNPC, che ha la sua sede centrale ad Abuja (Fed-
eral Capital Territory), in Nigeria, si presenta oggi come
unazienda monolitica, guidata dallAmministratore dele-
gato del gruppo, da cui dipendono sei divisioni. Le prime
cinque divisioni sono guidate da altrettanti Direttori ese-
cutivi, mentre la sesta affidata a un Direttore genera-
le. Le divisioni sono: a) ingegneria e tecnologia; b) raf-
finerie e petrolchimica; c) commercializzazione e inve-
stimenti; d) esplorazione e produzione; e) finanza e
contabilit; f ) servizi aziendali e legali. Esiste anche una
Divisione degli Affari Pubblici, guidata da un Direttore
generale.
La NNPC controlla dieci societ sussidiarie; due
joint ventures e circa dieci societ affiliate, operanti in
molteplici campi sia nel settore upstream, sia in quello
downstream. Il NAPIMS, che fa parte della Divisione
per lEsplorazione e la Produzione, svolge una funzio-
ne di controllo e di supervisione su tutti gli aspetti degli
investimenti pubblici nel settore upstream, effettuati in
seguito a qualunque tipo di accordo contrattuale (TJV,
PSC, RSC o altro).
Le societ controllate dalla NNPC sono le seguenti:
Nigerian Petroleum Development Company (NPDC)
Limited, un operatore esclusivo, controllato dalla
NNPC; svolge attivit di esplorazione e produzione
di greggio nelle aree appartenenti interamente alla
NNPC, a differenza di quanto avviene nelle opera-
zioni in joint venture, a cui la NNPC partecipa come
partner non operatore;
Pipelines and Products Marketing Company (PPMC),
che si occupa del trasporto del greggio della NNPC
alle raffinerie nigeriane. Inoltre importa, distribui-
sce e commercializza prodotti raffinati attraverso la
sua rete di oleodotti;
Kaduna Refinery and Petrochemicals Company
(KRPC) Limited;
Eleme Petrochemicals Company Limited (EPCL);
Port Harcourt Refinery Company Limited (PHRC);
Warri Refinery Petrochemicals Company (WRPC)
Limited;
Integrated Data Services Limited (IDSL), fornitrice
di servizi di acquisizione, elaborazione e interpreta-
zione di dati sismici a tutto il settore petrolifero in
generale;
National Engineering and Technical COmpany
(NETCO), fornitrice di servizi tecnici alle operazio-
ni di esplorazione condotte direttamente dalla NNPC,
grazie anche a unaffiliazione tecnica con la statuni-
tense Betchel Corporation;
Nigerian Gas Company (NGC) Limited, fondata nel
1988 sulle ceneri dellex divisione gas della sezione
petrolio e gas della NNPC, responsabile dello svi-
luppo di unindustria nazionale del gas in grado di
soddisfare la domanda energetica del mercato inter-
no e di fornire allindustria chimica la carica neces-
saria alle sue operazioni, attraverso una rete integra-
ta di gasdotti. La societ stata costituita anche allo
scopo di partecipare al commercio internazionale di
gas naturale, e in particolare nei paesi dellAfrica
occidentale, attraverso lesportazione di gas e dei suoi
derivati;
Duke Oil Services (UK) Limited, costituita nel Regno
Unito, si occupa del commercio internazionale del
greggio e dei prodotti petroliferi della NNPC.
La NNPC partecipa a due joint ventures nel settore
downstream:
Nigerian Liquefied Natural Gas (NLNG) Company,
una joint venture societaria formata da NNPC (49%),
Shell Gas B.V. (25,6%), Cleag una controllata di
Elf, oggi TotalFinaElf (15%), Agip International
B.V. (10,4%), con Shell in veste di partner tecnico.
La NLNG si occupa della liquefazione di gas asso-
ciato e non associato, destinato allesportazione;
HYdrocarbon Services Of Nigeria (HYSON), una
joint venture societaria costituita insieme a Calson
(Bermuda) allo scopo di fornire prodotti petroliferi
763 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA
dalle raffinerie nigeriane ai paesi dellAfrica sub-
sahariana.
Il Dipartimento delle Risorse Petrolifere
LIspettorato del Petrolio, lorgano interno della NNPC
responsabile della regolamentazione del settore, fu distac-
cato nel 1986 e rifondato con il nome di Dipartimento
delle Risorse Petrolifere (DPR). Il DPR guidato da un
Direttore generale, che ha il compito di stabilire gli stan-
dard di riferimento per un efficace controllo dellindu-
stria petrolifera. I compiti e gli obiettivi generali del DPR
sono di assicurare: il rispetto delle leggi e dei regola-
menti petroliferi, attraverso un costante monitoraggio
delle operazioni delle societ di esplorazione; il pieno
sviluppo delle risorse petrolifere della Nigeria; la prote-
zione di tutti gli investimenti nel settore dellolio e del
gas (stranieri, locali, pubblici e privati).
Il DPR ha ampliato i suoi obiettivi istituzionali, che
nel settore petrolifero upstream comprendono anche le
seguenti funzioni: a) la supervisione delle operazioni
petrolifere condotte sulla base della concessione di licen-
ze o di contratti di affitto; b) la collaborazione in questo
campo con altri organi dello Stato, come il Ministero
delle Finanze, la Banca Centrale Nigeriana e gli uffici
doganali; c) verificare che gli operatori petroliferi si ade-
guino ai regolamenti tecnici e di sicurezza e che le ope-
razioni siano condotte in conformit agli standard e alle
pratiche dellindustria nazionale; e, oltre a ci, d) con-
servare la documentazione relativa alle operazioni del-
lindustria petrolifera (quali livello delle risorse petroli-
fere, produzione, esportazione, licenze e affitti). inte-
ressante notare, a tale riguardo, che il ruolo del DPR
nellassicurare il rispetto degli standard tecnico-opera-
tivi converge in parte con le funzioni del NAPIMS, che
si occupa di assicurare lefficienza degli investimenti del
governo nel settore upstream.
Inoltre, il DPR esamina tutte le domande per il rila-
scio delle licenze presentate da qualunque entit ope-
rante nel settore dellolio e del gas. A tale scopo, esso
regola e certifica, in base a specifiche linee guida, i pre-
requisiti necessari per registrarsi e/o partecipare a una-
sta nel settore, per conto del Ministero delle Risorse
Petrolifere. Agisce anche da consulente del MPR in meri-
to a questioni tecniche o politiche, sulla base delle seguen-
ti leggi primarie e sussidiarie: a) la Legge sul petrolio;
b) il Regolamento sul petrolio (perforazione e produ-
zione); c) il Regolamento sulla sicurezza nel settore degli
oli minerali; d) la Legge sugli oleodotti; e) il Regola-
mento sugli oleodotti e i gasdotti.
Ministero delle Risorse Petrolifere
Il Ministero delle Risorse Petrolifere un organo
dello Stato incaricato della formulazione e dellappli-
cazione della politica governativa, nonch della direzio-
ne generale delle operazioni dellindustria petrolifera.
Il MPR si serve di una sottounit, il DPR, e svolge nume-
rose funzioni, inclusa quella di rappresentanza del gover-
no negli incontri a livello nazionale e internazionale.
Questi ultimi comprendono le riunioni dellOPEC
(soprattutto in occasione dei negoziati per la definizio-
ne delle quote).
Il MPR formula la politica industriale nazionale, non-
ch quella di gestione delle risorse di olio e di gas (sulla
base delle raccomandazioni del DPR), e, in particolare,
si occupa dellampliamento delle capacit produttive e
del rilascio delle licenze per lo svolgimento di una qua-
lunque attivit nel settore petrolifero. Tra i compiti acces-
sori del MPR vi quello di raccogliere i dati economi-
ci, commerciali e tecnici relativi allindustria dellolio e
del gas, e in generale di assicurare il rispetto della legi-
slazione e dei regolamenti esistenti da parte di tutte le
entit operanti sulla base di una licenza.
Dal maggio 1999 al luglio 2005, la carica di Mini-
stro delle Risorse Petrolifere rimasta vacante e le fun-
zioni che le competono in particolare, quella di rap-
presentare il governo negli incontri a livello naziona-
le e internazionale, di prendere parte alle delibere del-
lOPEC, nonch di formulare la politica industriale e
quella di gestione delle risorse su scala nazionale sono
state svolte congiuntamente dallUfficio del Consiglie-
re Speciale del Presidente per gli Affari Petroliferi e dal-
lAmministratore delegato della NNPC. Nel luglio del
2005, stato nominato un nuovo Ministro delle Risor-
se Petrolifere, che ha assunto di nuovo le funzioni spet-
tanti a tale carica.
12.9.5 Linfluenza del diritto
del mare sulla legislazione
petrolifera nigeriana
I rischi di inquinamento e di degrado ambientale
La Convenzione sul mare territoriale e la zona con-
tigua del 1958 e la Convenzione sulla piattaforma conti-
nentale del 1958, sostituite pi tardi dalla Convenzione
delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (United Nations
Convention on the Law Of the Sea, UNCLOS) del 1982,
sono alcune delle pi importanti fonti del diritto inter-
nazionale a cui la legislazione petrolifera nigeriana si
ispirata e continua tuttora a ispirarsi.
Il campo di applicazione della legislazione petroli-
fera nigeriana si progressivamente esteso fino a com-
prendere il mare territoriale, la piattaforma continen-
tale e la zona economica esclusiva della Nigeria, attra-
verso una serie di provvedimenti legislativi, basati prin-
cipalmente sugli sviluppi della legislazione internazio-
nale in materia e adottati in previsione dello spostamento
delle attivit di esplorazione dalla terraferma alle aree
in mare. Tuttavia, sebbene non potessero esservi dubbi
sul fatto che le operazioni in mare si sarebbero svolte in
764 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
condizioni molto diverse da quelle incontrate sulla ter-
raferma, dopo lapprovazione della Legge sul petrolio
del 1969 non si ritenne necessario prevedere un quadro
giuridico separato per le attivit di esplorazione off-
shore. Non stato fatto finora alcun tentativo per indi-
viduare un sistema di regolamentazione legale specifi-
co per le attivit offshore. Il regime in vigore per le ope-
razioni sulla terraferma stato semplicemente esteso a
tutte le aree al di fuori delle acque territoriali nigeriane,
per le quali le leggi internazionali riconoscono allo Stato
costiero i diritti di propriet sul fondo marino, sul suo
sottosuolo e sulle risorse naturali in essi contenute.
Le recenti scoperte effettuate in acque profonde hanno
confermato lenorme importanza dellesplorazione in
mare, sin dalle prime tornate di assegnazione delle licen-
ze negli anni 1990-91. Dopo gli accordi internazionali
per lesplorazione e lo sfruttamento delle riserve di petro-
lio e di gas nel Golfo di Guinea, conclusi dalla Nigeria
con altri paesi, il crescente interesse per lesplorazione
in acque profonde e i futuri sviluppi della legislazione
internazionale contribuiranno senza dubbio a determi-
nare la velocit e la direzione dellevoluzione della legi-
slazione petrolifera nigeriana.
Le disposizioni legislative correnti, riguardanti i limi-
ti della propriet dellolio e del gas, sono contenute nei
seguenti provvedimenti:
lart. 1 della Legge sul petrolio, il quale dispone: (1)
La propriet e il controllo di tutto il petrolio in, sotto
e sopra qualunque territorio a cui questo articolo si
applica saranno conferiti interamente allo Stato. (2)
Questo articolo si applica a qualunque territorio (com-
presi quelli coperti dallacqua) che a) si trovi in
Nigeria; o b) nelle acque territoriali della Nigeria; o
c) sia parte della piattaforma continentale o d) della
zona economica esclusiva del paese. (3) In questo
articolo, tutti i riferimenti alle acque territoriali assu-
mono questa espressione nel significato definito nella
Legge sulle acque territoriali;
la Costituzione del 1999 della Repubblica federale
della Nigeria ribadisce ulteriormente questa posi-
zione allart. 44(3) in cui si afferma che: Nonostante
le precedenti disposizioni di questo articolo, la pro-
priet e il controllo di tutti i minerali, gli oli minera-
li e il gas naturale in, sotto o sopra qualunque terri-
torio della Nigeria o in, sotto o sopra le acque ter-
ritoriali e la zona economica esclusiva della Nigeria
saranno conferiti al governo della Federazione e saran-
no gestiti in conformit a quanto sar stabilito dal-
lAssemblea nazionale.
Il diritto del mare d anche alla Nigeria la possibi-
lit di concludere trattati marittimi con altre nazioni per
lo sfruttamento della piattaforma continentale. Il princi-
pale esempio di un accordo di questo tipo il trattato
concluso il 21 febbraio 2001 tra la Nigeria e la Repub-
blica di So Tom e Principe, che stabiliva la creazione
di una zona di sviluppo congiunto (Joint Development
Zone, JDZ), corrispondente a unarea di sovrapposizio-
ne delle frontiere marittime rivendicate dai due paesi, e
di una autorit di sviluppo congiunto (Joint Develop-
ment Authority, JDA) come unico organismo autorizza-
to a promuovere e guidare le operazioni petrolifere e altre
attivit allinterno della JDZ. La JDA riferisce a una
Commissione ministeriale congiunta (Joint Ministerial
Council, JMC), responsabile a livello politico di tutte le
decisioni relative alla JDZ. Il Trattato delinea i principii
dello sviluppo congiunto e le linee generali che dovran-
no guidare tutte le attivit collegate alla ricerca del petro-
lio, attraverso la creazione di uno specifico regime nor-
mativo e fiscale nella JDZ. Tutte le attivit di sviluppo
petrolifero nella JDZ dovranno essere inserite allinter-
no di un piano darea, che sar periodicamente rivisto e
aggiornato.
La JDA incaricata di sovrintendere a tutte le attivi-
t collegate allesplorazione e alla produzione di risorse
petrolifere nella JDZ. Essa divisa in quattro Diparti-
menti: a) Monitoraggio e Ispezioni; b) Attivit Com-
merciali e Investimenti; c) Risorse Diverse dagli Idro-
carburi; d) Finanza e Amministrazione.
Il Dipartimento per il Monitoraggio e le Ispezioni
svolge un ruolo simile a quello del Ministero delle Risor-
se Petrolifere, mentre le funzioni del Dipartimento per
le Attivit Commerciali e gli Investimenti sono analo-
ghe a quelle della NNPC, poich entrambi rappresenta-
no gli Stati per tutte le questioni riguardanti lesplora-
zione e la produzione di petrolio e di gas nella JDZ. La
JDA investita, per conto degli Stati, dei diritti di pro-
priet su tutti i territori della JDZ, dove qualunque tipo
di attivit petrolifera deve essere condotta con il con-
senso della JDA e in conformit al regolamento sul petro-
lio del 2003. La JDA guidata da un comitato e diretta
da un Presidente. La sua sede centrale si trova ad Abuja,
in Nigeria.
La JMC composta da Ministri e da altri funziona-
ri pubblici a cui spetta, come si detto, la responsabilit
di tutte le decisioni politiche relative alla JDZ. La JMC
riceve i rapporti e i suggerimenti della JDA ed respon-
sabile dellapprovazione delle norme relative alla con-
duzione delle operazioni nella zona, come le Linee guida
per gli investitori, il Regolamento delle attivit petroli-
fere, il Regolamento fiscale e il Modello di PSC. La JMC
fa riferimento diretto ai governi degli Stati.
12.9.6 La concessione
delle licenze di esplorazione
e di produzione
di petrolio e di gas
La Legge sul petrolio, oltre a definire il quadro giuridi-
co entro il quale le persone interessate alla ricerca e alla
765 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA
produzione di petrolio possono ottenere il diritto di svol-
gere tali attivit, nonch lambito di applicazione di tali
diritti, ovvero tutte le aree situate sulla terraferma, sulla
piattaforma continentale e allinterno della zona econo-
mica esclusiva, conferisce anche al Ministro il potere di
rilasciare licenze e contratti di affitto per esplorare, effet-
tuare prospezioni, estrarre, trasportare e cedere lolio e
il gas a coloro che ne fanno richiesta, nei modi che ritie-
ne pi opportuni.
Lart. 2 della Legge sul petrolio stabilisce quanto
segue: (1) In base a questa legge, il ministro pu rila-
sciare: a) una licenza, denominata licenza di esplora-
zione, per esplorare le aree petrolifere; b) una licenza,
denominata licenza di prospezione, per effettuare pro-
spezioni nelle aree petrolifere; c) un contratto di affitto,
denominato affitto minerario petrolifero, per cercare,
estrarre, lavorare, trasportare e vendere petrolio. (2) In
base a questo articolo, una licenza o un affitto come quel-
li descritti potranno essere rilasciati solo a: a) un citta-
dino della Nigeria; o b) una societ costituita in Nigeria
in conformit alla Legge sulle societ e materie affini o
a qualunque altra legge pertinente. (3) Le disposizioni
della prima appendice a questa legge avranno effetto,
nella misura in cui sono applicabili, in rapporto alle licen-
ze e agli affitti rilasciati in base a questo articolo.
Il regime di concessione delle licenze nigeriano, for-
malizzato per la prima volta nel 1914 con lOrdinanza
sugli oli minerali e perfezionato con la Legge sul petro-
lio del 1969, basato sul principio del diritto di propriet
dello Stato. Le conseguenze di questo principio in rap-
porto alla natura dei diritti conferiti dalla licenza e di
quelli ottenuti in misura concomitante dallassegnatario
saranno esaminate pi avanti. Di conseguenza, lo Stato,
essendo stato investito di tutti i diritti di propriet e di
controllo su tutto il petrolio del paese, in conformit con
lart. 1 del cap. 350 della Legge sul petrolio, aveva e ha
il potere di decidere liberamente in che modo debbano
essere sfruttate le riserve petrolifere o perfino di non
sfruttarle affatto. Pu quindi decidere di effettuare le atti-
vit di esplorazione e di produzione per conto proprio,
attraverso unentit interamente posseduta dallo Stato,
o attraverso una joint venture (societaria o contrattuale),
o servendosi di compagnie straniere operanti come con-
tractors, sia in un contratto di partecipazione alla produ-
zione sia in un contratto di servizio (Service Contracts,
SC), ecc., per ottenere la disponibilit del greggio. Per-
tanto, chiunque tenti di effettuare unattivit di esplora-
zione petrolifera senza che gli sia stata concessa una spe-
cifica licenza o un contratto dallo Stato, lede i diritti di
propriet dello Stato.
La licenza serve a stabilire i diritti di propriet del-
lassegnatario sulle sostanze prodotte nellarea coperta
dalla licenza e a disciplinare i modi in cui vengono con-
dotte le operazioni autorizzate dalla licenza. Rappresen-
ta inoltre uno strumento di governance per dirigere le
ricerche petrolifere verso aree particolari e per control-
lare il tasso di sfruttamento delle risorse.
Le licenze sono soggette al Regolamento sul petro-
lio (perforazione e produzione), che il Ministro auto-
rizzato a emettere in base allart. 9 della Legge sul petro-
lio. Il regolamento stabilisce le condizioni per la pre-
sentazione delle domande per il rilascio delle licenze.
Linvito a partecipare a una particolare tornata di con-
cessione delle licenze o gara dappalto avviene median-
te la pubblicazione di apposite linee o note guida, in cui
sono elencati i blocchi posti in offerta e vengono indi-
cate le procedure di presentazione delle domande.
Tipi di licenze previsti dalla Legge sul petrolio
Una licenza, rilasciata in seguito a una concessione
discrezionale oppure allo svolgimento di una tornata di
concessione o di una gara dappalto, conferisce al suo
assegnatario poteri piuttosto ampi, circoscritti dalle dispo-
sizioni contenute nella prima appendice alla Legge sul
petrolio, che fanno parte della legislazione fondamenta-
le, e dalle disposizioni del Regolamento sul petrolio
(perforazione e produzione), che fanno invece parte della
legislazione secondaria e sono incorporati, in virt di
tale legislazione, nelle licenze e nei contratti di affitto
sotto forma di clausole modello, tranne che nel caso di
deroghe ministeriali. Queste disposizioni impongono
anche agli assegnatari delle licenze e agli affittuari los-
servanza di regolamenti di vario tipo, come il Regola-
mento sugli oli minerali (sicurezza), il Regolamento sugli
oleodotti e il Regolamento sul greggio (trasporto e sicu-
rezza), nonch di altre leggi ambientali, regolamenti e
linee guida.
Licenza di esplorazione
Una licenza di esplorazione (Oil Exploration Licence,
OEL) rilasciata in genere dal Ministro in rapporto a
unarea dal potenziale indefinito, su cui non sia stato sta-
bilito nessun premio dal Ministero. La licenza conferi-
sce allassegnatario diritti non esclusivi, limitati dai dirit-
ti di superficie dei proprietari o degli occupanti della-
rea in questione, di effettuare attivit di esplorazione
petrolifera con i consueti metodi geologici e geofisici.
La OEL autorizza il concessionario a realizzare le strut-
ture temporanee necessarie per lo svolgimento delle ope-
razioni, che verranno in seguito smantellate e rimosse,
e non preclude il rilascio di unaltra licenza di esplora-
zione o di prospezione o la concessione di una parte o
dellintera area in affitto minerario. Questo tipo di licen-
za caduto praticamente in disuso e non viene pi uti-
lizzato, sebbene sia ancora contemplato dalle leggi fede-
rali. Nel sistema attuale, lo Stato acquista i servizi di una
societ per lacquisizione di dati sismici e li rende dispo-
nibili presso il Dipartimento delle Risorse Petrolifere,
dove le compagnie possono consultarli dietro pagamen-
to di una tariffa prestabilita.
766 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
Licenza di prospezione
La licenza di prospezione (Oil Prospecting Licence,
OPL) conferisce allassegnatario il diritto esclusivo di
condurre attivit di esplorazione e prospezione petroli-
fere allinterno dellarea della licenza. La sua durata non
pu superare i cinque anni, rinnovi compresi, e il con-
cessionario autorizzato a trasportare e a cedere il petro-
lio estratto nel corso delle operazioni di prospezione, nel
rispetto degli obblighi specifici stabiliti dalla Legge sul
petrolio, dalla Legge PPT o da qualunque altra legge
fiscale applicabile alle attivit petrolifere.
Affitto petrolifero
Laffitto petrolifero (Oil Mining Lease, OML) rila-
sciato al titolare di una OPL che abbia soddisfatto le con-
dizioni imposte sia sulla licenza sia su di lui dalla legge
e che abbia inoltre scoperto petrolio in quantit com-
mercialmente apprezzabili. A tal fine, si ritiene che il
titolare della OPL abbia effettuato una scoperta com-
mercialmente apprezzabile quando il Ministro giudica
convincenti le prove, fornite dal titolare della licenza,
della possibilit di produrre almeno 10.000 barili di greg-
gio al giorno nellarea coperta della licenza. Un OML
conferisce al concessionario il diritto esclusivo di con-
durre operazioni di esplorazione e prospezione petroli-
fera nellarea presa in affitto, e di sviluppare, produrre,
lavorare, immagazzinare, trasportare petrolio in o sotto
larea presa in affitto. La durata di un OML non pu
superare i 20 anni, ma la legge prevede la possibilit di
un suo rinnovo.
12.9.7 Gli effetti delle leggi
di protezione dellambiente
I rischi di inquinamento e di degrado ambientale
I rischi di inquinamento e di degrado ambientale sono
i corollari quasi inevitabili delle attivit di esplorazione,
sviluppo e produzione di petrolio. La Nigeria non fa ecce-
zione a questa regola. In effetti, tra la met degli anni
Settanta e la fine degli anni Novanta, la mancanza di un
rigoroso quadro normativo che imponesse ai partner stra-
nieri delle joint ventures lapplicazione degli standard
internazionali relativi alla corretta conduzione delle atti-
vit petrolifere ha causato il verificarsi di molti casi di
fuoriuscita di greggio, in quantit variabili, durante le
operazioni di esplorazione e produzione condotte nel
paese. Gli effetti prodotti dalla pratica di bruciare il gas
naturale associato, che il governo sta tentando ora di
ridurre o di eliminare, hanno contribuito in misura signi-
ficativa al peggioramento delle condizioni ambientali, a
causa dellemissione di grandi quantit di gas responsa-
bili delleffetto serra e della deforestazione di vaste aree.
In particolare, lincuria e lassenza di controlli che
hanno caratterizzato la produzione di petrolio a terra,
unite alle peculiarit del territorio, che favoriscono il
rapido diffondersi dei danni ambientali e ne prolungano
nel tempo gli effetti negativi sulla fauna e sulla flora loca-
li, hanno prodotto gravi perdite per lagricoltura e la
pesca e compromesso la stabilit economica di nume-
rose comunit locali del Delta del Niger. La costruzio-
ne di nuovi oleodotti nelle zone agricole continua a cau-
sare la distruzione di vaste aree di terreno coltivabile,
delle falde acquifere, degli habitat e degli ecosistemi sel-
vatici. Tra tutte le cause di rilascio di greggio a terra iden-
tificate, la rottura degli oleodotti, dovuta alla presenza
di uninfrastruttura di trasporto obsoleta o inadeguata,
unita a uninsufficiente attivit di monitoraggio e ispe-
zione, si colloca al primo posto, con oltre il 70% degli
incidenti. Il restante 30% causato da errori di proget-
tazione, scarsa manutenzione e sabotaggio.
Per molti Nigeriani, che dipendono tradizionalmen-
te dal raccolto di poche variet di colture per il loro sosten-
tamento e per la produzione di molti medicinali indige-
ni, lagricoltura rappresenta una rete di sicurezza irri-
nunciabile. Le attivit di esplorazione petrolifera hanno
eroso i redditi e le possibilit di sopravvivenza di mol-
tissime famiglie che in precedenza potevano contare sui
prodotti di una terra un tempo fertile. Un ulteriore fat-
tore di disagio venuto dai massicci esodi della popo-
lazione rurale, causati dallespropriazione dei terreni
destinati alle attivit di esplorazione e produzione di
petrolio. Inoltre, la promulgazione della L. n. 6/1978 sul-
luso dei terreni, che ha conferito poteri di controllo diret-
to e di gestione del territorio al Governatore dello Stato,
ha significato per le comunit residenti nelle principali
zone petrolifere la perdita di molti terreni agricoli, espro-
priati per le operazioni di produzione e trasporto del greg-
gio senza un adeguato indennizzo. Linquinamento cau-
sato dai pozzi e dalle stazioni di flusso, sommandosi agli
effetti degli espropri, ha ulteriormente accentuato il feno-
meno dellesodo della popolazione rurale.
Fino alla fine degli anni Ottanta, le disposizioni pre-
viste dalla normativa petrolifera in vigore non hanno pro-
dotto nessun cambiamento degno di nota nel modo di
condurre le operazioni di esplorazione petrolifera. La
maggior parte dei casi di inquinamento si verificata in
seguito a operazioni condotte dalla Shell (che anche
titolare della maggior parte dei diritti di esplorazione).
Le clausole modello contenute nei provvedimenti
legislativi e nelle condizioni contrattuali dellaccordo di
joint venture, che richiedono operazioni condotte seguen-
do le regole della buona pratica industriale petrolife-
ra, lasciano ampi margini di incertezza riguardo a quel-
lo che pu essere giudicato praticabile o possibile nel
campo delle misure di protezione dellambiente. Secon-
do alcuni commentatori, la sostanziale accettazione da
parte dello Stato dei danni ambientali causati negli ulti-
mi trentanni dalle operazioni petrolifere a terra e in pros-
simit della costa, riflette una dimensione economica del
767 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA
problema dellinquinamento, ovvero il tentativo del gover-
no di attirare investimenti dallestero rinunciando a pre-
tendere lapplicazione degli standard ambientali.
Lo sviluppo di un quadro di regolamentazione
Precedenti
La Conferenza di Stoccolma sullAmbiente Umano
del 1972, a cui partecip anche la Nigeria, segnal al
Governo nigeriano la necessit di sviluppare un approc-
cio olistico e non settoriale al problema della protezio-
ne dellambiente. In seguito, il tema del controllo del
degrado ambientale fu affrontato da specifiche disposi-
zioni costituzionali e legislative, in linea con quanto veni-
va fatto a livello internazionale sotto gli auspici del Pro-
gramma Ambientale delle Nazioni Unite (United Nations
Environment Programme, UNEP) e dellInternational
Maritime Organisation (IMO).
Dalla fine degli anni Settanta e per tutto il decennio
successivo, furono creati diversi regolamenti ambienta-
li di carattere settoriale, che prevedevano diverse auto-
rit responsabili della protezione e del miglioramento
dellambiente. Vi erano inoltre commissioni dotate di
potere consultivo sulle questioni di carattere ambienta-
le e organizzazioni non governative che si occupavano
degli stessi problemi. Il Dipartimento delle Risorse Petro-
lifere tent, senza molto successo, di adottare misure
obbligatorie di riparazione, tra cui il monitoraggio di
conformit delle attivit petrolifere con quanto previsto
dalla Legge sul petrolio e dalle clausole modello inclu-
se nelle licenze, in base al Regolamento sul petrolio
(perforazione e produzione).
Ci nonostante, i problemi ambientali non ricevette-
ro la dovuta attenzione fino allarrivo, nel maggio del
1988, di un carico di rifiuti tossici di origine italiana nel
porto di Koko, nello Stato di Bendel (oggi Stato del Delta),
in base a un presunto accordo privato con gli abitanti di
Koko. Lepisodio serv da catalizzatore della coscienza
ambientalista e sollev ununanime condanna nellopi-
nione pubblica, seguita dalla rapida promulgazione della
L. n. 42/1988 sui rifiuti nocivi (disposizioni penali spe-
ciali, Laws of the Federation of Nigeria 1990, Cap. 165),
entrata il vigore il 25 novembre dello stesso anno.
La gestione dei problemi ambientali presenti e futu-
ri richiedeva tuttavia la creazione di un adeguato quadro
istituzionale: si giunse cos alla creazione della Federal
Environmental Protection Agency (FEPA), istituita con la
L. n. 58/1988 ed entrata in vigore il 30 dicembre dello
stesso anno. In seguito allemendamento contenuto nella
L. n. 59/1992, la FEPA fu incaricata dello svolgimento dei
controlli ambientali e dello sviluppo di processi e di poli-
tiche miranti al raggiungimento dei suoi obiettivi. Oltre
ai contributi alla definizione della National Policy on the
Environment (NPE), varata nel 1989, la FEPA ha pubbli-
cato altri regolamenti di settore, come il Regolamento
nazionale per la protezione ambientale (abbattimento
dellinquinamento nelle industrie e negli impianti che
producono rifiuti), atto normativo n. 9/1999.
La L. n. 86/1992 sulla valutazione di impatto ambien-
tale (Environmental Impact Assessment, EIA) assegn
alla FEPA lincarico di regolare la materia nel suo com-
plesso e stabil lobbligatoriet della valutazione di impat-
to per tutte le attivit di sviluppo (con alcune eccezioni).
La L. n. 86/1992 invitava inoltre gli Stati e le assemblee
legislative locali a istituire proprie agenzie di protezio-
ne dellambiente. Nel 1995, in base allautorit conferi-
tale dalla stessa legge, la FEPA pubblic le linee guida
procedurali in materia di EIA.
La regolamentazione attuale
Escludendo le disposizioni delle leggi petrolifere
vigenti, gli elementi principali dellattuale quadro nor-
mativo sono i seguenti.
La Legge sui rifiuti nocivi (Disposizioni penali spe-
ciali, ecc., cap. 165). Questa legge proibisce e punisce
il trasporto, lo scarico e limportazione di rifiuti nocivi
(senza le autorizzazioni prescritte) nel territorio, nelle
acque territoriali, nella zona contigua e nella zona eco-
nomica esclusiva della Nigeria. Per i trasgressori sono
previsti lobbligo al risarcimento dei danni e condanne
penali.
La Legge sulla FEPA (cap. 131). Questa legge ha isti-
tuito la FEPA e lha investita, in base allart. 4, della respon-
sabilit di formulare i criteri e gli standard di protezione
necessari per salvaguardare lambiente naturale della Nige-
ria. Lart. 23 prescrive che lAgenzia collabori con il Mini-
stero delle Risorse Petrolifere, tramite il DPR, alla rimo-
zione delle sostanze inquinanti di origine petrolifera pre-
senti nellambiente naturale. La legge stabilisce inoltre
che lAgenzia fornisca il suo appoggio al MPR (DPR),
ogni volta che ci le venga richiesto. Nellambito degli
sforzi governativi per integrare la protezione ambientale
nei piani di sviluppo economico, le linee guida e gli stan-
dard stabiliti nella Legge sulla FEPA, precedentemente
alla Conferenza delle Nazioni Unite sullAmbiente e lo
Sviluppo (United Nations Conference on Environment
and Development, UNCED), furono rivisti con lappro-
vazione della L. n. 59/1992 sulla FEPA (legge di emen-
damento), con la quale non solo si ampliava il mandato
della FEPA, tramite un emendamento allart. 4 della legge
precedente, ma lo si integrava tra i compiti della presi-
denza, pur lasciandone la direzione al Ministero del-
lAmbiente (in base alla legge principale). Lemendamento
conferiva inoltre al Direttore generale dellAgenzia un
potere di regolamentazione negli ambiti relativi allap-
plicazione della legge, incaricandolo della definizione
degli standard qualitativi dellaria e dellacqua e dei limi-
ti degli scarichi, della protezione dellatmosfera e dello
strato di ozono, del controllo dei rumori nonch del con-
trollo e della rimozione delle sostanze nocive.
768 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
La Legge sullEIA (l. n. 86/1992). Questa legge ha
lo scopo di inserire i principii della protezione dellam-
biente nella pianificazione e nellesecuzione dei progetti
di sviluppo economico, stabilendo lobbligo di uno stu-
dio EIA per ogni progetto suscettibile di produrre un
impatto significativo sullambiente. Lo studio deve esse-
re condotto nella fase preliminare del progetto, prima
dellinizio dei lavori, e deve essere sottomesso alla FEPA
per lapprovazione. La Legge sullEIA fornisce le linee
guida da seguire nello svolgimento degli studi sulla valu-
tazione di impatto ambientale, indica le aree e le dimen-
sioni dei progetti per i quali richiesto uno studio di que-
sto tipo in tutte le principali zone di sviluppo del paese,
nonch le misure restrittive previste per i progetti pub-
blici o privati intrapresi senza una valutazione preventi-
va del loro impatto ambientale.
Le legislazioni statali. In linea con la Legge sulla
FEPA, alcuni degli Stati che compongono la Federazio-
ne, compresi i tre principali produttori di petrolio, ossia
gli Stati di Rivers, del Delta e di Bayelsa, hanno adotta-
to i seguenti provvedimenti legislativi in materia ambien-
tale: lo Stato di Rivers, la Legge sullAgenzia per la Pro-
tezione Ambientale (1994) e la Legge sullimposta di
compensazione per i danni ambientali (1994); lo Stato
del Delta, la Legge sullAgenzia per la Protezione
Ambientale (l. n. 5/1997) e la Legge sulla compensa-
zione dei danni ambientali (1995); lo Stato di Bayelsa,
la legge sullAutorit di Pianificazione per lAmbiente
e lo Sviluppo (1996) e la Legge sullimposta di com-
pensazione per i danni ambientali (1998).
La legislazione sussidiaria e gli strumenti normati-
vi applicabili in materia ambientale. I seguenti strumenti
di intervento nellambito del controllo dellinquinamento
individuano una serie di specifici obblighi, reati e rela-
tive sanzioni: a) le Linee guida e gli standard per il con-
trollo dellinquinamento in Nigeria; b) il Regolamento
nazionale per la protezione dellambiente (limiti delle
emissioni), atto normativo n. 8/1991, che prevede tra lal-
tro lobbligo di adeguare gli impianti inquinanti, gi esi-
stenti o di nuova costruzione, mediante linstallazione
di dispositivi anti-inquinamento per la depurazione delle
emissioni e degli scarichi chimici. Il regolamento defi-
nisce anche le categorie industriali, i parametri cruciali
e i limiti degli scarichi e delle emissioni gassose e sta-
bilisce le sanzioni per i trasgressori; c) il Regolamento
nazionale per la protezione dellambiente (abbattimen-
to dellinquinamento nelle industrie e negli impianti che
producono rifiuti), atto normativo n. 9/1991, in cui si
indicano, inter alia, la riduzione del rilascio di sostanze
tossiche o nocive nellecosistema, gli obblighi di moni-
toraggio dellinquinamento per le industrie, le strategie
per la riduzione delle scorie, gli obblighi di verifiche
ambientali e le sanzioni per i trasgressori; d) il Regola-
mento per la gestione dei rifiuti solidi e nocivi, atto nor-
mativo n. 15/1991, che contiene un elenco completo dei
rifiuti tossici e pericolosi, i piani di contenimento del
danno e le procedure di emergenza. Il regolamento indi-
ca anche le linee guida per la protezione della falde acqui-
fere, un programma di mappatura dei rifiuti tossici e le
tecnologie di smaltimento dei rifiuti, compatibili con
lambiente.
Linee guida e standard ambientali per lindustria
petrolifera in Nigeria. La scarsit di dettagli e la man-
cata indicazione dei meccanismi di applicazione con cui
viene affrontato il problema dellinquinamento nelle
leggi sul petrolio, sommate a una preoccupazione cre-
scente per le conseguenze nocive e i danni ambientali
derivanti dalle attivit petrolifere, hanno prodotto lesi-
genza di aumentare i controlli sulla realizzazione di
installazioni e progetti potenzialmente dannosi per lam-
biente nel settore petrolifero. Tale situazione ha indot-
to il Dipartimento per le Risorse Petrolifere, in base ai po-
teri assegnati al Ministro dalla Legge sul petrolio, a emet-
tere nel 1991 Environmental Guidelines And Standards
for the Petroleum Industry in Nigeria (EGASPIN), rivi-
sti e aggiornati nel 2002 alla luce dei progressi nel campo
delle tecnologie di controllo dellinquinamento. Gli
EGASPIN rappresentano uno strumento di lavoro com-
pleto, che affronta il problema del controllo ambientale
in tutte e sei le fasi operative dellindustria petrolifera in
Nigeria, ovvero lesplorazione, la produzione, le opera-
zioni ai terminali, gli impianti di lavorazione degli idro-
carburi, il trasporto e la commercializzazione di olio e
gas. In particolare, le linee guida si occupano del moni-
toraggio, della gestione, del trattamento e dello smalti-
mento dei rifiuti industriali, e indicano i limiti consigliati
per lo scarico delle sostanze di scarto nei corsi dacqua
e nelle aree di operazione in mare gi individuate, oltre
a esaminare le caratteristiche dei rifiuti solidi, liquidi e
gassosi prodotti dallindustria petrolifera. Le linee guida
sono sottoposte a una revisione periodica.
12.9.8 Lo sviluppo del gas naturale
Le prospettive nella commercializzazione del gas natu-
rale, soprattutto attraverso la liquefazione del gas destina-
to allesportazione, e legate a un uso pi efficiente del
gas per la produzione di energia per il mercato interno,
sommate allimperativo di porre termine alla pratica del
flaring gas per impellenti ragioni ambientali, hanno pro-
dotto, a partire dagli anni Ottanta e per tutti gli anni
Novanta, un progressivo aumento dellinteresse per il
gas naturale, che si avvia a diventare la base della futu-
ra industria degli idrocarburi nigeriana.
La sottoscrizione nel 1992 degli Associated Gas Frame-
work Agreements (AGFA) forn una base per rimettere
in vigore una serie di incentivi e di facilitazioni, gi pre-
visti dalla Legge sul petrolio e dalla Legge sulla PPT, che
a loro volta favorirono la nascita di numerosi progetti per
769 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA
lutilizzo del gas, alcuni dei quali sono divenuti operati-
vi alla fine degli anni Novanta. Tali progetti, diretti a incen-
tivare luso del gas per aumentare la quantit e la dispo-
nibilit dellenergia prodotta nel paese, sono stati intra-
presi da una societ del gas naturale affiliata alla NNPC,
la Nigerian Gas Company, allo scopo di migliorare leffi-
cienza della National Electrical Power Authority (NEPA),
azienda interamente controllata dallo Stato.
Allo stesso tempo sono stati incoraggiati i piani di
investimento delle aziende elettriche private (Indepen-
dent Power Producers, IPP), compresi i progetti di cen-
trali elettriche finanziati da ExxonMobil, Agip, Siemens,
Asea Brown Boveri (ABB). Inoltre sono stati avviati
diversi progetti per la raccolta, la trasmissione e la con-
segna del gas, da parte di imprese appositamente for-
mate dalle maggiori compagnie petrolifere mondiali,
come la Shell e la Chevron Nigeria Limited, allo scopo
di realizzare programmi di utilizzazione del gas natura-
le. I pi importanti progetti di questo tipo, tra quelli fino-
ra realizzati, sono il progetto Nigeria Liquefied Natural
Gas (NLNG), concepito nel 1989, e il progetto multifa-
se Escravos della Chevron, ideato nel 1992. Questa ten-
denza a un maggiore utilizzo del gas naturale illustra-
ta anche da varie iniziative regionali, come il progetto
West African Gas Pipeline (WAGP), che giunto alla
fase finale di progettazione e punta alla realizzazione di
un gasdotto per rifornire gli Stati confinanti con il gas
naturale nigeriano, da utilizzare principalmente per la
produzione di energia elettrica. Unaltra importante ini-
ziativa rappresentata dal West African Power Pool
(WAPP), un piano a lungo termine (15-20 anni) per luso
integrato del gas ai fini della produzione di energia elet-
trica da parte dei paesi dellEconomic Community Of
West African States (ECOWAS).
12.9.9 La tassazione dellolio
e del gas
Al momento attuale, la quota della ricchezza prodotta
dal settore petrolifero prelevata dallo Stato nigeriano,
proviene da quattro fonti principali: a) limposizione
diretta, in base alla Legge sulla tassa sui profitti petro-
liferi e alla Legge sulla tassa sul reddito delle societ
(Companies Income Tax, CIT); b) i tributi legati alluso
dei campi petroliferi, come i canoni di affitto e le royalty;
c) i bonus o i premi di licenza e altre tasse; d) imposte
varie previste dalle leggi sul petrolio e da altri provve-
dimenti; e) limposizione indiretta.
Caratteristiche della PPT
La Legge sulla PPT (ordinanza n. 15/1959), entrata
in vigore il 23 aprile 1959, con effetto retroattivo a par-
tire dal 1 gennaio 1958, il principale strumento legi-
slativo inerente alla tassazione dei profitti petroliferi e
attualmente fa parte delle Laws of Nigeria 1990, Cap. 354.
Essa prescrive limposizione di una tassa e fornisce i cri-
teri per valutarla e riscuoterla dalle attivit di estrazio-
ne di petrolio in Nigeria e, a tale riguardo, ha la prece-
denza su ogni altra legge fiscale. formata da 11 parti
e 4 appendici e la sua applicazione affidata alla Dire-
zione Federale del Fisco (Federal Board of Inland Reve-
nue, FBIR), costituita in base allart. 1 della legge sulla
CIT. Inoltre, la Direzione si considera dotata di tutti i
poteri e gli obblighi costitutivi previsti dallart. 3 della
Legge sulla PPT.
Limposta sui profitti petroliferi si applica ai profit-
ti imponibili in un determinato periodo contabile o eser-
cizio, con unaliquota dell85% (in vigore dal 1 aprile
1975). Nei primi cinque anni di produzione, tuttavia,
prevista unaliquota ridotta del 65,75%, per consentire
il completo ammortamento di tutte le spese capitalizza-
te affrontate dalla societ prima dellinizio della produ-
zione. I profitti di qualunque societ impegnata nelle
operazioni petrolifere, in base alla descrizione fornita
nella sezione di definizione della Legge sulla PPT, sono
interamente soggetti alla Legge sulla PPT ma sono esen-
tati, in base allart. 19 (h) della Legge sulla CIT, dal-
limposta prevista dalla Legge sulla CIT. Allo stesso
modo, lart. 55 della Legge sulla PPT restringe ulterior-
mente il campo di applicazione della L. n. 81/1969 (Laws
of the Federation of Nigeria 1990, Cap. 173) sulla gestio-
ne dellimposta sul reddito, in seguito abrogata e sosti-
tuita dalla L. n. 104/1993 sul reddito delle persone, che
regola la tassazione del reddito delle persone diverse
dalle societ. Nello stesso articolo si stabilisce inoltre
che nessuna imposta potr essere richiesta in base alle
disposizioni della Legge sulla gestione dellimposta sul
reddito o di qualunque altra legge, in relazione a qua-
lunque reddito o dividendo proveniente da qualunque
profitto inserito, secondo le disposizioni della Legge
sulla PPT, nel calcolo dei profitti imponibili (sulla cui
base viene imposta, valutata e riscossa la PPT).
Applicazione della Legge sulla tassa
sul reddito delle societ
La specificit del campo di applicazione della Legge
sulla PPT implica il fatto che le sue disposizioni non si
estendono alle molte e diverse attivit svolte dalle azien-
de fornitrici di servizi petroliferi, che possono com-
prendere lesplorazione, la perforazione, la costruzione
dei pozzi, la realizzazione di gasdotti, la fornitura di mac-
chinari, i servizi di consulenza, le analisi di laboratorio,
il trasporto via mare, i test di pressione, la calibratura,
le operazioni di immersione e di dragaggio e altro anco-
ra. Ci si basa sul fatto che tali attivit non comportano,
da parte delle entit che le svolgono, lestrazione o la
produzione e il trasporto di idrocarburi o di petrolio tas-
sabile per conto proprio. Di conseguenza, tali attivit
saranno tassate in base alle disposizioni previste dalla
770 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
Legge sulla CIT. Cos, qualora le compagnie di esplora-
zione e di produzione si trovino a partecipare anche ad
attivit che non rientrano nellambito delle operazioni
petrolifere e che non possono neppure essere classifica-
te tra le attivit accessorie alle suddette operazioni petro-
lifere, saranno tassate in base alla Legge sulla CIT.
Laliquota prevista dalla Legge sulla CIT per ogni
periodo contabile del 30%. Tuttavia, dato che unese-
gesi completa della Legge sulla CIT esulerebbe dai limi-
ti di questo lavoro, diamo per scontata una certa cono-
scenza dei meccanismi fondamentali di questa imposta.
Vi sono per alcuni aspetti del regime della CIT che
possono essere attinenti o applicabili al regime della
PPT. I pi significativi sono lamministrazione e il prin-
cipio dellaccertamento dei profitti sulla base delle spese
affrontate interamente, esclusivamente, necessaria-
mente e ragionevolmente, in modo tale che le imposte
sono calcolate sui profitti risultanti dai libri contabili
della societ e in seguito modificate fino ad arrivare ai
profitti tassabili. A tale riguardo, gli aggiustamenti pi
significativi sono gli sgravi ottenuti attraverso gli ammor-
tamenti fiscali.
Periodo contabile
La tassazione di una societ operante nel campo della
produzione petrolifera applicata per ciascun periodo
contabile (o esercizio). Secondo la sezione di definizio-
ne della Legge sulla PPT, ci significa un periodo di
tempo che ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicem-
bre dello stesso anno, oppure (a) periodi pi brevi che
hanno inizio il giorno in cui la societ effettua la prima
vendita o vendita allingrosso di petrolio tassabile sulla
base di un programma di produzione e di vendita conti-
nue, e terminano il 31 dicembre dello stesso anno, oppu-
re (b) un periodo che ha inizio il 1 gennaio e termina
quando la societ cessa le sue operazioni nel settore petro-
lifero. La data di tale cessazione deve essere stabilita
dal Ministro del Petrolio.
PPT pagabile
Da quando la Legge sulla PPT entrata in vigore, le
aliquote di imposta sono state successivamente riviste
nel seguente modo: dal 50%, con effetto dal 1 gennaio
1958, si passati al 55% dal 20 marzo 1971; al 60,78%
dal 1 ottobre 1974; al 65,75% dal 1 dicembre 1974 e
all85% dal 1 aprile 1975. La legge stabilisce che lim-
posta che deve essere versata per ogni periodo contabi-
le sar pari all85% dei profitti imponibili realizzati nello
stesso periodo. Tuttavia, qualora la societ sia ancora in
attesa di iniziare la vendita o la vendita allingrosso di
petrolio tassabile in base a un programma di produzio-
ne e di vendita continue e non abbia ancora ammortiz-
zato tutte le spese capitalizzate, sar soggetta a unali-
quota pari al 65,75% dei profitti imponibili realizzati
nello stesso periodo.
Leggi applicabili al settore dellolio e del gas
Le leggi applicabili alle transazioni riguardanti lo-
lio o il gas sono determinate essenzialmente dalle norme
di common law che regolano il diritto privato interna-
zionale in Nigeria. Tali norme stabiliscono che la legge
regolatrice del contratto sar la legge del paese in cui
il contratto stato creato (lex loci contractus) ed ese-
guito (lex loci solutionis). Molto spesso, questo paese
la Nigeria. Tuttavia, i timori degli investitori stranieri
nascono principalmente dallincertezza riguardante i
limiti dei poteri dello Stato, nonch dalla possibilit di
ritardi e di comportamenti scorretti da parte del sistema
giudiziario nigeriano. Tali timori sono stati parzialmen-
te fugati dallinserimento nella licenza, negli accordi di
joint venture e nei contratti di production sharing, di
disposizioni che stabiliscono la possibilit del ricorso
allarbitrato, sulla base delle norme dellUnited Nations
Commission on International TRAde Law (UNCITRAL).
I diritti dellinvestitore straniero sono protetti in gene-
rale dallespropriazione tramite le disposizioni delle leggi
sullolio e sul gas. Tali norme non si estendono tuttavia
ai cambiamenti apportati dallo Stato alle leggi applica-
bili, che danneggino gli interessi economici dellinve-
stitore. I diritti dellinvestitore sono protetti inoltre dai
trattati di investimento bilaterali (Bilateral Investment
Treaties, BIT) e dai trattati di investimento multilaterali
(Multilateral Investment Treaties, MIT), come il Protocollo
sullenergia ECOWAS (basato sul modello del Trattato
sulla Carta dellenergia) e la Convenzione di Washington,
che ha creato lInternational Centre for Settlement of
Investment Disputes (ICSID). Tali strumenti di prote-
zione degli investimenti vengono utilizzati sempre pi
frequentemente in Nigeria nel settore dellolio e del gas,
per difendere i diritti degli investitori stranieri titolari di
licenze o di contratti di esplorazione e di produzione.
prevedibile che tale tendenza proseguir anche in futu-
ro, dato il ruolo crescente svolto dal finanziamento este-
ro nello sviluppo dellindustria petrolifera nigeriana.
Adedolapo Akinrele
Studio legale F.O. Akinrele & Co.
Lagos, Nigeria
771 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NIGERIA