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Quando dalla meravigliosa penna . di uno scrittore fra i pi conosciuti ed amati dai ragazzi, esce un' opera letteraria, questa non pu, che essereun "capolavoro': Un altro classicodella narrativa per ragazzi dunqu~ magistralmente illustrato da un grande artista. Una splendida metafora sul delicato passaggio dall 'infanzia all'adolescenza, una tenera storia sul rapporto d'amicizia che lega un ragazzo e una ragazza ma, soprattutto, un libro d'amore dedicato ai giovani per aiutarli a comprendere l'importanza del sentimento nella vita di ogni persona, per mitigare il freddo rigore .del!' eccessiva razionalit.

L. 30.000

IVA inclusa Sistema Nord-Est Bresciano

ISBN 88-390-6291-2

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9 788839 062918
460188

Hans Christian Andersen

LA
illustrato da P.JLynch

LA

GIN
DELLE

Rans Christian Andersen

illustrato da PJLynch -------------

Adattamento di Caroline Peachey

castelli in aria

LA STORIA DELLO SPECCHIO E DELLE SUE SCHEGGE

era una volta un gigante cattivo, ma tanto cattivo come nessun altro essere al mondo. Un giorno era particolarmente di buon umore: aveva costruito uno specchio che faceva sparire tutto quanto di buono e bello rifletteva, mentre ingigantiva e rendeva dieci volte peggiore tutto ci che era orribile. In questo specchio i paesaggi pi belli sembravano spinaci bolliti e le persone pi belle sembravano odiose. I loro visi venivano talmente stravolti che i loro stessi amici non avrebbero potuto riconoscerli. Le lentiggini si spandevano ricoprendo completamente naso e bocca; un pensiero buono che passava per la mente si trasformava immediatamente in una ruga riflessa nello specchio. Il gigante trovava tutto questo molto divertente e ridacchiava fra s e s per il suo "capolavoro." I folletti che frequentavano la scuola di stregoneria del gigante sparsero la voce raccontando meraviglie sullo specchio magico e dicendo che finalmente, per la prima volta, il mondo e i suoi abitanti potevano essere visti com'erano veramente. Portarono lo specchio da un posto all'altro finch non ci

fu pi un luogo n una persona che non vi fosse stata riflessa e stravolta. Quindi volarono fino in cielo con lo specchio per vedere se potevano continuare a divertirsi anche lass. Ma pi salivano in alto, pi lo specchio si increspava, tanto che riuscivano a stento a tenerlo. Essi continuarono a salire sempre pi in alto finch lo specchio sfugg loro di mano e cadde a terra frantumandosi in mille pezzettini. Fu a quel punto che lo specchio caus sventure ancora peggiori: i suoi frammenti, poco pi grandi di un granello di sabbia, cominciarono a ondeggiare nell'aria infilandosi negli occhi della gente che in questo modo vedeva tutto distorto e aveva occhi solo per tutto ci che era perverso e corrotto. Ogni minuscolo frammento infatti conservava gli stessi poteri magici dello specchio intero. Qualcuno fu cos sfortunato che una piccola scheggia gli si conficc nel cuore, che immediatamente divenne freddo e duro come il ghiaccio. Fu un vero disastro. Il gigante cattivo si divert moltissimo a questo spettacolo e rise a crepapelle. Alcuni piccoli frammenti di questo specchio malefico continuarono a volteggiare nell'aria ed ecco cosa accadde ...

LA PRIMA STORIA
Un bambino e una bambina

n una grande citt con tante case e tanti abitanti e nella quale la poche

Ma con l'arrivo dell'inverno ci non fu pi possibile. Le finestre molto spesso erano ghiacciate. Allora i bambini scaldavano una monetina di rame sulla stufa e, tenendola contro il vetro gelato, creavano uno spioncino tondo tondo attraverso cui riuscivano a vedersi. Il bambino si chiamava Kay e il nome della bambina era Gerda. In estate essi potevano uscire dalla finestra e con un salto trovarsi a giocare. Ma in inverno bisognava salire e scendere molte scale e talvolta fuori tirava un forte vento e cadeva la neve. "Ecco le bianche api che sciamano l fuori", diceva la nonna di Gerda. "C' anche l'ape regina?" domandava il bambino, sapendo che le api vere ne hanno sempre una. "Certo", rispondeva la nonna. "Essa vola tutt'intorno l dove lo sciame appare pi fitto. la pi grande di tutte e non si posa mai sulla terra perch torna di nuovo in volo verso la nuvola nera. Talvolta, nelle notti d'inverno, essa
si

gente coltivava

piante in un vaso perch lo spazio non era sutficiente per avere un giardino tutto per s, vivevano due bambini poveri il cui giardino era appena pi grande di un vaso da fiori. Essi non erano fratelli, ma si volevano bene come se lo fossero stati, e i loro genitori vivevano in due soffitte esattamente di fronte una all'altra. Il tetto di una casa quasi toccava quello dell'altra, la grondaia correva lungo il cornicione fra le due case; ogni tetto aveva una finestrella e cos era possibile andare da una finestra all'altra scavalcando la grondaia. I genitori dei due bambini avevano ciascuno una cassetta di legno in cui coltivavano le erbe aromatiche per cucinare e tenevano queste cassette sulla grondaia, cos vicine che quasi si toccavano. In ogni cassetta c'era una pianta di rose rampicanti, i piselli intrecciavano i loro lunghi rami sopra le finestre formando un arco fiorito attraverso la strada. I bambini, seduti sulle loro seggioline sotto le piante di rose, trascorrevano molte ore liete.

aggira per le strade della citt e soffia con il suo fiato gelato sui vetri delle finestre ricoprendoli con strani, meravigliosi disegni di piante e fiori."

"S, io li ho visti!" dissero i due bambini, riconoscendo che si trattava di una cosa vera. "Pu entrare anche qui la Regina delle Nevi?", domandava la bambina. "Che venga pure", diceva il bambino, "E io la metto sulla stufa cos si scioglie." E la nonna di Gerda gli arruffava i capelli e continuava a raccontare delle favole. Quella stessa sera il piccolo Kay, gi mezzo svestito, si arrampic sulla seggiolina sotto la finestra per spiare attraverso il piccolo buco. Alcuni fiocchi di neve stavano cadendo l fuori e uno, il pi grande di tutti, and a posarsi sul bordo della cassetta di fiori. Quel fiocco di neve divenne sempre pi grande fino a prendere le sembianze di una dama avvolta in uno splendido abito di seta ternpestato di granellini lucenti come stelle.

Era splendida e delicata, ma tutta di ghiaccio, di risplendente e scintillante ghiaccio. I Ammicc suoi occhi luccicavano come stelle, ma in

bino Ges. d'estate!

Com'erano

belli quei giorni non

Che meraviglia poter stare seduti

sotto le piante di rose che sembravano cessare mai di fiorire!

essi non v'era pace n serenit. il bambino, spaventato, per nascondersi,

dalla finestra e fece un cenno con la mano; salt gi dalla sedia ma subito dopo pens di

Un giorno Kay e Gerda erano seduti a sfogliare il loro libro illustrato pieno di uccelli ed altri animali, quando - all'improvviso - Kay esclam: "Ahi! Cos' stata quella fitta al cuore e, oh, mi entrato qualcosa nell'occhio!" La bambina si volt verso di lui per guardare, lui sbatteva le palpebre, ma non c'era niente nell' occhio. "Forse andato via", egli disse, ma non era cos. Si trattava proprio di uno di quei frammenti di vetro dello Specchio Magico, lo specchio malefico che trasformava ogni cosa grande e buona in piccola e odiosa e che ingigantiva tutto ci che era brutto e cattivo. Povero Kay, un frammento gli era entrato anche nel cuore e l'aveva trasformato in ghiaccio duro e freddo. Ora non sentiva pi dolore, ma la scheggia era ormai dentro di lui. "Perch piangi?" - domand brutta quando - "Sei cos piangi! Non mi successo

aver visto passare in volo un grande uccello davanti alla finestra. Il giorno seguente fu limpido e freddo e ben presto arriv la primavera: spuntarono il nido, le gemme sui rami degli alberi e sbocciarono i primi fiori, le rondini costruirono a sedersi nel loro giardinetto Quell' estate le finestre si aprirono e i bambini tornarono sulla grondaia in modo che correva lungo i tetti delle case. le rose fiorirono meraviglioso e la bambina impar una canzoncina che parlava di rose e che le ricordava le sue. Lei cantava e il bambino compagnava. l'ac-

~~k::~Le

rose sbocciano e appassiscono, il Bambino Ges sempre vivo. Che la vista del suo volto ci benedica e ci faccia restare sempre fanciulli!

. mente.

Ohi" . - esc l' amo ancora - "Q uesta

rosa ha un insetto. E guarda quest'altra! Sono delle rose orribili ed orribile anche il vaso in cui crescono!", e cos dicendo prese a calci la cassetta e strapp via le rose. "Oh, Kay, che stai facendo?" - grid la bambina. Ma quando egli la vide cos scon-

E i due bambini si tenevano baciavano

per mano e

volta, strapp un'altra rosa e salt gi rientrando dalla sua finestra, lontano dalla sua cara piccola Gerda.

le rose e levavano i loro occhi al

cielo azzurro come per dialogare con il Bam-

Da allora, tutte le volte che lei arrivava con il libro illustrato lui diceva che era roba da lattanti e quando la nonna di Gerda raccontava le favole egli continuava a interromperla con i suoi "ma ..." e, certe volte, stando alle sue spalle, inforcava gli occhiali e si metteva a parlare come lei, rifacendole il verso. Riusciva ad imitarla cos bene che la gente si faceva delle gran risate. Ben presto Kay impar a scimmiottare tutta la gente della via, soprattutto i loro difetti e le loro stranezze, finch tutti si misero a dire: "Quel ragazzo deve avere davvero un gran cervello!". Ma era tutta colpa di quel frammento di specchio che gli era entrato nell'occhio e di quell'altra scheggia che gli aveva trafitto il cuore. Per questo non si preoccupava del male che faceva e arriv perfino a prendere in giro e a fare i dispetti alla piccola Gerda. Lui adesso faceva giochi completamente diversi da quelli di prima. Un giorno d'inverno che nevicava egli arriv con una grossa lente d'ingrandimento di neve. "Ora guarda attraverso la lente, Gerda" egli disse. Ogni fiocco di neve era ingigantito e appariva come uno splendido fiore o come una stella a dieci punte. "Guarda che meraviglia!" - disse Kay. " molto pi interessante di un vero fiore e il disegno assolutamente perfetto." Poco dopo egli arriv indossando un paio di guanti spessi e portando il suo slittino in tenendola contro il <;:appottodove si erano posati dei fiocchi

spalla. Chiam Gerda e le disse: "Ho avuto

stesse superando fossi e dossi. Il bambino era molto spaventato; avrebbe voluto recitare il Padre Nostro, ma la sola cosa che riusciva a ricordare erano le tabelline. I fiocchi di neve sembravano diventare sempre pi grandi fino ad assomigliare a grandi uccelli bianchi. All'improvviso la grande slitta si arrest e la persona che la guidava si alz in piedi. Kay vide che sia il cappuccio che il mantello erano fatti di neve e che la misteriosa figura era una dama alta e snella, di un candore abbagliante. Era la Regina delle Nevi! "Abbiamo fatto una bella corsa!", disse, "Ma a nessuno piace essere congelato. Vieni, riscaldati sotto la mia pelliccia d'orso." Lo fece sedere accanto a s sulla sua slitta e lo avvolse con il suo mantello. A Kay sembrava di essere sprofondato in un cumulo di neve. "Hai ancora freddo?" domand lei baciandolo sulla fronte. Oh! Quel bacio era pi freddo del ghiaccio. Gli arriv fino al cuore, sebbene il suo cuore fosse gi mezzo gelato, ed ebbe l'impressione di star per morire. Ma questa sensazione dur solo un attimo perch subito dopo si sent molto bene e non avvert nemmeno pi il freddo che c'era tutto intorno. "Il mio slittino! Non dimenticarti del mio slittino!" fu la prima cosa che gli pass per la mente. E lo slittino venne legato ad uno dei grandi uccelli bianchi che volteggiavano dietro la grande slitta. La Regina delle Nevi baci di nuovo Kay ed egli si dimentic completamente della piccola

il permesso di correre in slitta sulla piazza


grande dove giocano gli altri ragazzi", e se ne and. L sulla piazza i ragazzi pi intraprendenti trovavano particolarmente divertente attaccare le loro slitte ai carri dei contadini per farsi trainare. N el bel mezzo dei loro giochi arriv una grande slitta tutta bianca con a bordo una persona avvolta in una morbida pelliccia bianca, con in testa un morbido cappuccio bianco. Fece per due volte il giro della piazza e Kay vi attacc il suo slittino e venne trascinato via. Continuarono ad andare, sempre pi in fretta, imboccando la strada vicina. La persona alla guida della slitta si girava ammiccando gentilmente a Kay come se fossero stati vecchi amici e ogni volta che Kay cercava di slegare il suo slittino la persona si voltava ammiccando come per dirgli che doveva restare. Cos Kay rimase seduto e insieme corsero a tutta velocit uscendo dalla porta della citt. Poi la neve cominci a cadere talmente fitta che il bambino rton riusciva nemmeno a distinguere la sua mano e continu ad essere trascinato in quella folle corsa. Tent allora in tutta fretta di sciogliere le corde che tenevano legato il suo slittino alla grande slitta; ma fu tutto inutile: lo slittino rimaneva attaccato ed egli fu trascinato via veloce come il vento. Allora cominci a gridare con quanto fiato aveva, ma nessuno lo ud. La neve continuava a cadere e la slitta a scivolare via veloce. Di tanto in tanto faceva dei sobbalzi come se

Gerda, di sua nonna e di tutti gli altri di casa. "Ora basta con i baci" disse lei, "perch finirei per farti morire." Kay la guard: era davvero molto bella. Adesso non gli sembrava pi di ghiaccio come quando l'aveva vista dalla finestra. Ai suoi occhi ella era perfetta e non aveva pi paura. Le raccont di come fosse bravo nel calcolo mentale e perfino con le frazioni, per non dire che sapeva a memoria la superficie di tutte le nazioni e il numero di abitanti delle

diverse citt. Lei sorrideva e allora Kay aveva la sensazione di non sapere poi tante cose. Egli guard nel vuoto e volarono insieme verso la nuvola nera dove infuriava la tormenta. Sorvolarono boschi e laghi, distese d'acqua e di terra. Sotto di loro fischiava il vento gelido, ululavano i lupi, scricchiolava

il ghiaccio. Ma sopra di loro la luna splendeva fredda e chiara. Cos Kay trascorse il lunghissimo inverno dormendo notte e giorno ai piedi della Regina delle Nevi.