Sei sulla pagina 1di 1

E la estensione piccolo-borghese della domenica popolare ; il luogo del ritorno all'infanzia o della crisi puberale o dell'amore; e, sopra-tutto, della

a ricerca di identit, sintomo di una latente frattura). E per di pi, Sereni, con la evocazione di un preciso luogo geografico, il confine geografico fra Toscana e Liguria - ossia un luogo che ha una storia, nelle vacanze letterarie di almeno un settantennio, da D'Annunzio in poi e, si pu dire, ininterrotto da oltre mezzo secolo - conferma la sua vigilanza alla ripetizione 5 dell'esistere . 2. L'inizio un preludio di otto versi: si parte (e si concluder) da un giorno fuori stagione, dal quale sia possibile intendere il senso delle vacanze: sul rovescio dell'estate la chiave dell'estate . Ed rilevante, se si vuole intendere il senso del poemetto, che fin dai primi versi venga posta una 'situazione' di deciframento (si cerca se c' la chiave dell'estate) e insieme la tipica condizione del personaggio-scrittore di fronte alla pagina bianca. C' insomma qualcosa da chiarire e da scrivere, una decifrazione autobiografica da compiere: quella dell'autore, reduce di guerra e prigionia, immesso nell'ottimismo di 'sinistra' del dopoguerra. Non senza un qualche giuoco sulla aggettivazione che riguarda le rive (`destra' e `sinistra'), l'autore figura il se stesso di allora come estraneo al verbalismo e al vitalismo entusiastico e ciarliero dei suoi amici di quel tempo. anche un giudizio su di un momento di storia italiana, colto ( confusione e scompiglio sulla riva sinistra ) nel momento di disgregazione della 'sinistra' post-resistenziale fra 1948 e 1951: tempo del mondo: la Corea. La preterizione - spesso sotto forma di diniego' - una
In Il piatto piange (Gli strumenti umani). " Con la disperazione che negando assevera (Il piatto piange, in Gli strumenti umani, cit. p. 74). Questo tipo di negazione molto frequente, soprattutto nella poesia pi recente di Sereni (Apparizione e incontri, ultima parte di Gli strumenti cit., datata 1961-65). Altra prova della autocoscienza dell'autore, l'allusione ad una negazione asseverativa (in una lirica dal titolo significativo, L'alibi e il beneficio, cit. p. 61: come questi sedicenti senza nei versi del giovane Erba e, poco oltre: globalit del possibile / che si nasconde ma per fiorire ecc. ). Tuttavia le frequenze e il contesto oli quelle 176
5

delle figure fondamentali della poesia di Sereni; essa gli consente l'introduzione indiretta dei temi e dei personaggi e quindi l'incertezza che , a un tempo, sua cifra stilistica, cautela morale e libert psicologica. anche una forma di attenuazione, di litote. Dicendo di non voler dire ( Non scriver questa storta ) si intronegazioni, ossia la ricca mimesi psicologica in cui sono immerse, non consentono di considerarle solo asserzioni rovesciate. Questa frequenza impressionante di no e di non (che viene a sostituire, talvolta ma anche a sommarsi con, il gi noto ma avversativo del primo Sereni; sul quale, anche La semantica del 'ma' nel primo S., di G. Zagarrio, in Il Ponte , 31 maggio 1974, p. 548) bisogna considerarla un segno o una serie di segni di diniego reale, anche se vogliono che si continui a vedere quanto denegato. Solo nelle sedici liriche di Apparizioni e incontri: Un sogno : `Non si passa... non ci fu modo d'intendersi... Non lo so... . Ancora sulla strada di Creva: D'amore pi non ti parlai amore mio ; Intervista a un suicida: ... e non ... Ma non svettarono... e nemmeno... non quaglia... non quagliano... ma non se ne curano... nulla nessuno in nessun luogo mai , Il piatto piange: e no / no... no non una bisca questo non un bordello... ; Al distributore: Non ci siamo mai visti ma... ; A un compagno d'infanzia: Non resta pi molto da dire... non rimane che... Non che sia questo... Non c' nessuno... ; Dall'Olanda: ...e non / questa la casa... non dev'essere, non ... Non una parola di pi. Non si tratta / di... ma... ; La piet ingiusta: bench non... bench non... Non si vede pi niente. Se non... ; Nel vero anno zero: Mai stato... Mai stato... Mai stato... No, non c'ero mai stato... non la stessa cosa? ; La speranza: Non era un sogno... e altri che non nomino per ragioni di misura... Vi dico che non era un sogno... non ancora... ; Metropoli: Non gi pi... non ci riguarda pi... ; Il muro: Non c' molto da opporgli... ; Pantomima terrestre: dimmi se non stupenda... un credente di non importa che fede... una pozza di luce non convinta di s... che cosa vogliono o non vogliono / ...che cosa negano... ; La spiaggia: Non torneranno pi... I morti non ... Non / dubitare... . In Un posto di vacanza questo tipo di preterizione o di contro-asseverazione ha una frequenza notevole: (I) Mai... o meno... tanto meno... non c'erano... Non scriver questa storia ; (II) Non li vedo... non scriver questa storia... non inventano... Pare non ci sia altro.... non so pi quando... Non passer... non passer... non chiamano me / n altri... non smette... ; (III) citt / che forse furono e non saranno mai... non li solleva... E quasi ninna... (IV) ma neppure mai... non di anni ma... Ma non si creda,.. non si badi... ; (V) o non ha smesso... niente di peggio... Non c' indizio... non resta, o non c'er a... non di sole parole... non mi risparmia... la non pi dolce stagione... , (VI) non sempre cosi, non sempre... Non sapevo, non so... e non per svago... non la cosa ma... e non vedono... non d pi segni... ; (VII) Mai cos fitto mai... non sempre... non sempre... non ... non una... non un amore... nemmeno... non sapere... se non fosse cosi tardi...

177