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Illuminazione Naturale

Architettura Tecnica e Tipologie Edilizie

INTRODUZIONE

La luce naturale presenta due caratteristiche principali:

· è estremamente gradevole per l'uomo;

· è un apporto energetico di tipo gratuito.

Lo studio di una corretta illuminazione naturale all'interno degli ambienti

deve essere affrontato già nelle prime fasi della progettazione edilizia, scegliendo opportunamente l'orientazione del fabbricato, le dimensioni e le forme delle superfici vetrate, i relativi materiali. Lo studio di una corretta illuminazione naturale all'interno degli ambienti

deve essere affrontato già nelle prime fasi della progettazione edilizia,

scegliendo opportunamente l'orientazione del fabbricato, le dimensioni e le forme delle superfici vetrate, i relativi materiali. Infatti la realizzazione di ambienti caratterizzati da un'adeguata illuminazione naturale assicura:

· condizioni di benessere visivo per gli occupanti; · una riduzione dei consumi di energia elettrica per l'illuminazione, almeno nelle ore diurne.

Illu minazione Nat urale

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ILLUM INAZI ONE N ATURA LE E P ROBLE MI ENERGETI CI

Il cons umo di l'illumin azione energia elettric a per degli am bienti rappres enta
Il cons umo di
l'illumin azione
energia
elettric a
per
degli
am bienti
rappres enta un a parte
rilevant e
dei
consumi energet ici totali di un edi ficio.
Esempio
di cons umo ene rgetico
medio
in edific i adibiti
ad ufficio .

Vi

consider are dal

nella pr ogettazio ne di un fabbrica to:

son o

due

aspett

punto

contr astanti

vista

da

energet ico

di

· l a presen za di am pie supe rfici vetr ate

fav vorisce

il

bene ssere

v isivo

e

il

ris parmio

di

energia

elettr ica

ne cessaria per l'illu minazion e artifici ale;

·

che

beness ere

ter moigrom etrico

volendo

garan tire

delle

il

p ersone

oc cupano

gli ambi enti, la

presenza

di

am pie sup erfici ve trate co mporta

un

il p ersone oc cupano g li ambi e nti, la presenza di am pie su

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elevato consumo di energia per la climatizzazione dei locali sia in inverno che d'estate (le superfici vetrate sono trasparenti alla radiazione solare e caratterizzate da un'elevata trasmittanza termica).

In sede di progetto è quindi opportuno prevedere un'ottimizzazione dei consumi energetici globali. Esempio di consumo energetico annuale previsto per un edificio in funzione del rapporto percentuale tra l'area della superficie vetrata e l'area della superficie perimetrale esterna nel caso di facciata orientata a sud (glazing ratio). I consumi energetici per il riscaldamento invernale (heat) e per il condizionamento estivo (cool) aumentano all'aumentare del glazing ratio, mentre i consumi energetici per l'illuminazione artificiale tendono a diminuire. La curva relativa al consumo energetico totale (total) presenta un minimo:

si può individuare un valore ottimale del rapporto percentuale tra l'area della superficie vetrata e l'area della superficie perimetrale esterna, in corrispondenza del quale si ha il minimo consumo di energia elettrica.

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Ill u minazione Nat u rale Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie 4

Illu minazione Nat urale

Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie

Nat u rale Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie Ai fini d ella rid u zione
Nat u rale Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie Ai fini d ella rid u zione

Ai fini

della rid uzione d ei consu mi ener getici, o ltre all'o ttimizzaz ione del

rapport o tra s uperfici

vetrate

e supe rfici op ache, as sume u n ruolo

importa nte l'imp iego di illumina zione art ificiale.

sistemi

automati ci di reg olazione

dell'im pianto di

Infatti, r egoland o opport unament te l'impi anto di i lluminaz ione arti ficiale, è

possibil e mante nere un

locali al variare

le diver se ore d el giorno

di illum inamen to all'int erno dei

adeguat o valore

dell'illum inazione naturale

durante

e in funz zione del le condiz ioni atm osferiche .

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SORGENTI DI LUCE NATURALE

La sorgente primaria di illuminazione naturale è la volta celeste, che appare luminosa a seguito della diffusione della luce solare operata dall'atmosfera. Se lʼaria è secca la diffusione delle radiazioni luminose è dovuta prevalentemente alle molecole gassose di ossigeno e azoto (O2, N2):

nello spettro di emissione della volta celeste predominano le componenti visibili a bassa lunghezza dʼonda: cielo azzurro. In

presenza di nuvole la diffusione è determinata anche dalle goccioline dʼacqua.

sono diffuse anche le radiazioni luminose di maggiore lunghezza dʼonda: cielo bianco-grigio. Nello studio dell'illuminazione naturale all'interno degli ambienti si considera come sorgente luminosa primaria la volta celeste e non il sole. Nella maggior parte dei casi infatti l'ingresso della radiazione solare diretta negli ambienti è ritenuta causa di discomfort (abbagliamento). L'emissione luminosa della volta celeste può essere descritta in funzione della sua luminanza. La distribuzione della luminanza della volta celeste dipende da:

- posizione del sole : calcolabile in funzione delle coordinate

geografiche del sito, del giorno dell'anno e dell'ora - nuvolosità

- torbidità (dovuta alla presenza nell'atmosfera di particelle in

sospensione di diversa natura e dimensione): molto variabili nel tempo e da luogo a luogo

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Per calcolare la distribuzione della luminanza della volta celeste sono disponibili diversi modelli di cielo, tra cui i più semplici si riferiscono a condizioni di cielo coperto. CIELO COPERTO: situazione meteorologica in cui il cielo è coperto da uno strato di nubi tale da rendere invisibile il sole.

· Modello di cielo coperto a luminanza variabile:

Assunto dal CIE come cielo di riferimento.

L P = L z *(1+2senz)/3

L P = luminanza del generico punto P posto sulla volta celeste [cd/m2] L z = luminanza allo zenit [cd/m2] z = angolo zenitale [rad] Il cielo presenta luminanza massima allo zenit e decrescente verso l'orizzonte.

· Modello di cielo coperto a luminanza costante:

Lp = Lz

La distribuzione di luminanza è uniforme e pari alla luminanza zenitale (la volta celeste è una superficie lambertiana).

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FATTORE DI LUCE DIURNA

L'emissione luminosa della volta celeste è caratterizzata da una grande variabilità temporale. Lo studio dell'illuminazione naturale degli ambienti presenta elevata complessità. Tale complessità può essere bypassata valutando l'illuminazione naturale all'interno di un ambiente confinato non in termini assoluti, ad esempio calcolando l'illuminamento sulle superfici interne, ma sulla base di un criterio relativo. Si definisce fattore di luce diurna h il rapporto tra l'illuminamento E in un punto posto su una superficie interna all'ambiente e l'illuminamento Ee che si ha nello stesso istante in un punto posto su una superficie orizzontale esterna esposta in modo tale da ricevere la luce dall'intera volta celeste, valutati entrambi in condizioni di cielo coperto. h= E/Ee 0 <h< 1 Si può dimostrare che il fattore di luce diurna, calcolato mediante i modelli di cielo precedentemente analizzati, è indipendente dalla luminanza allo zenit Lz e quindi dal tempo. N.B. Il calcolo di h in diversi punti dell'ambiente può fornire un'indicazione della distribuzione dell'illuminamento da luce naturale all'interno dell'ambiente stesso.

Nella maggior parte degli ambienti destinati ad uso residenziale, scolastico ed ospedaliero la qualità dell'illuminazione naturale può essere valutata in prima approssimazione mediante il fattore MEDIO di luce diurna:

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h m = E m /E e dove E m rappresenta l'illuminamento medio sulle superfici interne dell'ambiente. Tale parametro è assunto dalla NORMATIVA ITALIANA come significativo per valutare se un ambiente è sufficientemente illuminato da luce naturale.

Circolare Min. Lavori Pubblici n. 3151, 22/5/67 "Norme per la definizione e la misura delle grandezze atte a rappresentare le proprietà termiche, igrometriche e di ventilazione delle costruzioni edilizie" Locali d'abitazione : Decreto Min. Sanità 5/7/75 Edilizia scolastica : Decreto Ministeriale 18/12/75 Edilizia ospedaliera : Circ. Min. Lavori Pubblici n. 13011, 22/11/74

 

h

m =0.01

h

m =0.02

h

m =0.03

Edilizia residenziale

 

tutti i locali di abitazione

 

Edilizia scolastica

uffici, spazi di distribuzione, scale, servizi igienici

palestre, refettori

Ambienti ad uso didattico, laboratori

Edilizia ospedaliera

edilizia scolastica

palestre, refettori

Ambienti di degenza, diagnostica, laboratori

La normativa fornisce per il calcolo del fattore medio di luce diurna di un locale la seguente relazione:

h m = ∑ iN A f,i *t*q i i / (S tot *(1-r m ) N = numero di finestre

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A f,i = are a della s uperficie vetrata d ella fine stra i-esi ma [m 2 ] t i = fatto re di tras mission e del vetr o della f nestra i- esima q i = fatto re finest ra della finestra i -esima ψi = fat tore di ri duzione del fattor e finestr a qi

S tot = are a totale delle sup erfici int erne che delimita no l'amb iente [m 2]

S tot = ∑ j

S

j

r m = fatt ore di rif lessione medio de lle supe rfici inter ne

rm =

j S j *r j

/ S tot

dove S j e r j rappr esentano rispettiv amente l'area e il fattore della j-e sima sup erficie ch e delimi ta l'ambi ente.

q = fatto re finest ra, che è il rappor to tra l'il luminam ento E f n el barice ntro

della fin estra e l' illumina mento E e che si ha

posto su una sup erficie o rizzontal e esterna esposta in modo tale da r icevere

la luce d all'intera volta ce leste, in condizio ni di ciel

di riflessi one

nello st esso ista nte in un punto

coperto .

q

= E f /E e

q

= 1 : s up. orizz ontali pri ve di

ostruzio ni

q = 0.5 : sup. ver ticali pri ve di

ostruzio ni

q < 0.5 : sup. ver ticali in

presenz a di ostru zioni

v e di ostruzio n i q < 0.5 : sup. ver t icali in presenz

dove: q = fattore finestra [%]

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H = alte zza del fa bbricato contrap posto h = altez za della finestra ( baricent ro) dal pi ano stra dale L a = larg hezza de lla strad a

ψ = fatt ore di rid uzione d el fattor e finestr

: tiene c onto della posizio ne della

superfic ie vetrat a rispetto

al

filo della fac ciata

e finestr : tiene c o nto dell a posizio ne della superfic ie vetrat a

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IL COMFORT VISIVO

Il comfort visivo è legato allʼattività di ricevere e codificare messaggi. Il comfort visivo deve quindi essere inteso come la condizione in cui la ricezione dei messaggi visivi è meno disturbata, in modo che il mondo esterno risulti più visibile e facilmente interpretabile. Il migliore ambiente visivo: quello in cui è ottimizzata la capacità dellʼosservatore di vedere bene gli oggetti che vi si trovano, potendo distinguere gli oggetti dallo sfondo in primo piano. Ambiente visivo povero : quello in cui lʼinformazione visiva non viene percepita correttamente dal soggetto, perché non vi è contrasto sufficiente per distinguere ciò che è importante che sia visto. Eʼ fondamentale nella progettazione di un ambiente visivo considerare che come le superfici sono illuminate eʼ spesso molto piuʼ importante di quanta luce esse ricevono. Una buona illuminazione naturale deve garantire ambienti in cui la ricezione dei messaggi visivi non venga disturbata, cioè spazi visivamente confortevoli. Inoltre deve far pervenire la luce del giorno anche nelle zone più interne dellʼedificio. Di conseguenza una buona illuminazione naturale deve:

1. Assicurare un buon rapporto tra luminanze evitando quindi forti contrasti tra la luminanza (brillanza luminosa) dellʼoggetto contemplato e quella delle superfici immediatamente vicine allʼoggetto che si trovino allʼinterno del campo visivo.

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2. Evitare il fenomeno di abbagliamento che si verifica quando nel

campo visivo sono presenti delle superfici o dei punti con luminanza molto superiore a quella a cui lʼocchio è abituato provocando situazioni

di discomfort e una situazione di forte riduzione della facoltà di vedere gli oggetti.

3. Evitare il passaggio di radiazione ultravioletta poiché provoca danni

agli oggetti posti allʼinterno dello spazio come lo sbiadimento dei colori.

4. Evitare delle ombre indesiderate che possano diminuire il contrasto

necessario ad una buona visibilità.

5. Evitare il surriscaldamento estivo e le dispersioni termiche invernali.

La luce naturale (daylight) è composta dalla luce diretta del sole (sunlight) e da quella riflessa dalla volta celeste (skylight). Nello studio dell'illuminazione naturale all'interno degli ambienti si considera come sorgente luminosa primaria la volta celeste e non il sole. Nella maggior parte dei casi infatti l'ingresso della radiazione solare diretta negli ambienti è ritenuta causa di discomfort (abbagliamento). Il daylight, ovvero la presenza di illuminazione naturale negli ambienti interni, consente:

Benessere visivo e percettivo dellʼutente

Resa al colore appropriata e dinamismo nella visione

Aumenta la produttivita degli individui

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Favorisce il time-orientation, ovvero i ritmi metabolici sincronizzati con lo scorrere del giorno

La visione esterna riduce lʼaffaticamento visivo (specie da videoterminali) perchè modifica la distanza focale, ma aumenta la distrazione

Risparmio energetico, riduzione del carico termico

Livelli inadeguati di illuminazione negli ambienti interni provocano:

Affaticamento visivo

Lʼassenza di visione esterna provoca discomfort psicologico (ospedali, scuole)

Mal di testa, distrazione, nervosismo

Limita la sicurezza degli utenti

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PRESCRIZIONI NORMATIVE

UNI 10840 (maggio 2007): LUCE E ILLUMINAZIONE. Locali scolastici. Criteri generali per lʼilluminazione artificiale e naturale

Tipo di Locale

Dm (%)

Aule scolastiche

3

Sale di lettura

3

Lavagna

---

Aule per disegno tecnico

3

Laboratori di informatica

3

Laboratori linguistici

3

Ingressi

1

Aree di circolazione e corridoi

1

Scale

1

Aule comuni e aula magna

2

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LINEE GUIDA

La dispo nibilità d i luce na turale vi ene valu tata med iante :

va lutazione

la

in unʼar ea si de finisce il

m odello di

lu ogo, det erminan do la d istribuzi one dell a lumin anza de lla volta ce leste spe cifica del luogo;

di quel

de terminaz ione dei

del

m odello

di

cielo

copert

standa ard

CIE:

per

livelli d i illumin amento

cielo (v isto com e sorge nte di lu ce) cara tteristico

va lutazione

del mod ello di c ielo sere no in rife rimento alla posi zione del

appare nte del s ole viene

rso la c onoscen za dei d ue angol li, azimu tale e di

e longi tudine e

solare d iretto, la

so le per al cuni peri odi dellʼ anno: la

de terminat a attrav

alt ezza sol are, vari abili in

funzione

posizione

della l atitudine

co nsente d i valutar e la pre senza d ellʼirragg amento

su a dispon ibilità te mporale

nonchè

gli ang oli di inc cidenza

dei raggi

so lari sull a zona all ʼorizzont e).

di

ana lisi

(rag gi

solar i

bassi

o

alti

rispetto

so l ari sull a zona all ʼorizzont e). di ana lisi (ra g gi sola

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CARTA

SOLA RE

Per la d etermina zione de lla posiz ione del sole, in ogni per iodo dell ʼanno ad

solare i n cui, s ui cerchi

una dat a latitud ine, pos siamo u tilizzare

la carta

concent rici è rap presenta ta lʼaltez za solar e che var ia da 0°

a 90°

, mentre

sui ragg i è pos sibile leg gere lʼa ngolo az imutale dellʼora consider ata.

in funzi one del

giorno e

sui rag g i è pos s ibile le g gere lʼa ngolo az imutale dellʼora

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ORIENTAMENTO DELLʼ EDIFICIO RISPETTO AL SOLE

Lʼorientamento dellʼedificio rispetto al sole è un elemento particolarmente importante nella progettazione. In generale possiamo dire che lʼesposizione delle superfici vetrate in direzione nord permette di sfruttare una ottima luce diffusa. Eʼ però necessario utilizzare vetri ad alta resistenza termica. Anche lʼesposizione a sud garantisce ottimi vantaggi, tra cui il riscaldamento invernale. D'altronde è facilmente limitabile il problema di unʼilluminazione diretta troppo accentuata attraverso lʼutilizzo ci schermature: ad esempio aggetti orizzontali orientati per creare un prisma dʼombra. Ad est ed a ovest invece la gestione dellʼilluminazione naturale è più complessa. Il sole infatti modifica la propria posizione azimutale e la sua altezza in funzione del periodo dellʼanno e dellʼora del giorno, causando problemi di abbagliamento. Eʼ quindi necessario lʼutilizzo di frangisole verticali, meglio se orientabili.

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LʼABBAGLIAMENTO

Eʼ definito come una “condizione di visione in cui si crea disagio o riduzione nella capacità di percepire i dettagli di un oggetto in seguito allʼinadeguata distribuzione o direzione della luce o allʼeccessivo contrasto fra le sorgenti e/o gli oggetti o le superfici illuminate”.

Si distinguono due tipi di abbagliamento:

Abbagliamento molesto

Abbagliamento perturbatore

Negli ambienti interni si ritrova soprattutto il primo e per la sua determinazioni si ricorre al metodo dellʼindice della luce naturale:

DGI = 10Log∑G i

UNI 10840 (maggio 2007): LUCE E ILLUMINAZIONE. Locali scolastici. Criteri generali per lʼilluminazione artificiale e naturale:

Attività

DGI (%)

Laboratori

21

Sale di lettura

21

Aule

21

Sale per lavoro con attrezzature munite di videoterminale

21

Aule per disegno

21

Aule di pratica per la musica

23

Biblioteche

21

Palestre

23

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SOLUZ IONI A RCHIT ETTON NICHE

Le tipol ogie di el ementi a rchitetto nici che permett ono lʼutil izzo e la gestione della luc e natura le sono l e seguen ti:

la gestione della lu c e natura le sono l e seguen t i:  Copertu

Copertu re

Vetri

Lucerna ri

Scherma ture

Sistemi i nnovativ i

COPERT URE L'illumin azione

nel cam po dellʼe dilizia in dustriale

naturale

attravers o le cop erture v ene solit tamente preferita

data da lle fines trature i n quanto

a quella

permett e di fo rnire ill uminazi one anc he allʼ

interno

del ca pannone

industri ale, sen za veni r blocc ata dal lʼombra

prodott a

da

eventuali

macchin ari. Lʼill uminazi one nat urale, ch e deve

essere

opportu namente

scherma ta per e vitare fe nomeni

anche o re di luce diminue ndo lʼus o di siste mi artific iali.

di abbag liamento , permet te di gu adagnare

Alcuni ti pi di sist emi di ill uminazio ne:

-

Co pertura

a

Shed

: perme tte di

re alizzare

edifici co n grand i spazi

att rezzati.

L'i

lluminaz

ione

na turale,

diffusa

da gli amp i lucern ai super iori e

att rezzati. L'i lluminaz i one na t urale, d iffusa da gli amp i lucern

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da lle aper ture ot tenibili

sulle

pa reti

est erne,

in sieme

all'ottima

ae razione,

ne fann o un co ntenitor e funzio nale per

le più

svariate

att ività co mmercial i ed ind ustriali.L a parte

della tr ave che

forma il

ca nale di g ronda, vi ene imp ermeabil izzata co n guaine e coibe ntata con

po liuretano . La pa rte in f alda vie ne coibe ntata co n lana pr otetta da allumini o, oppur e da last re in fibr ocement o.

di vetro

- co pertura a capriat e sfasate

e

: utilizza ta in

ca pannoni

de terminat i lavo ri, de ve es sere

op portuna mente sc hermata.

per

infrastru tture

s sere op portuna m ente sc h ermata. per infrastru tture - c o p

- co pertura a due liv

elli: solu zione ch e fornisc e livelli d di illumin azione e

sud dev e essere

ve ntilazion e molto

pr otetta a s oleggiam ento.

buoni.

La supe rficie es posta a

- co pertura

suborizz ontale

a

la

forme e

o meta crilato, h a però al lcuni lati negativi

la manu tenzione

piastr a

con

c upolette

o

luce rnari:

se mplicità

di mensioni in polic arbonato

qu ale la d ifficile

pe riodica e il rumor e prodot to dalla

di ques ta soluzi one, dat a da lu cernari

eliminazi one dell ʼabbaglia mento,

pioggia b attente.

di varie

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VETRI

Lʼutilizz o del vet ro perm ette lo s fruttame nto

della

p erò

dallʼeste rno

dellʼedif icio.

problem i di

dispersio ni term iche n ella

icio. proble m i di dispersio ni term iche n ella che de v e esser

che dev e essere

luce

proveni ente

stesso

All o

tempo

crea

stagione

invern ale men tre, nel la stagi one

estiva,

lʼeccess ivo ap porto

di cal ore

dallʼeste rno. Per

abbatt ere la t trasmitta nza

termica

delle su perfici v etrate (v etro sing olo

U= 5-6

) si utili zzano v etri cam era dopp i o

tripli ( d imension i camera ) che pe rmetton o di

giunger e a valori di U anc he di 0,7

Questo

dellʼarea

però co n il calc olo

0,8.

va in c ontrasto

finestra ta in fu nzione d el fattor e di luc e diurna

garantit o. Infatti

il coeffi ciente d i trasmis sione lu minosa

per vetro

singolo

t=0,9 de cresce r apidame nte allʼa umentar e del nu mero de gli strat

fino ad

una valo re di 0,4 . Per ris pettare i limiti im posti al raddopp io dellʼar ea finest rata. Le vetra te comp oste per diminuir e il coef ficiente

occorre racchiud ere fra d ue vetri una lam a d'aria i mmobile e disidr atata per evitare f enomeni di appa nnament o.

Dm è qui ndi nece ssario un

di trasmi ttanza te rmica K:

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LE FACC IATE CO NTINUE

I

Curtai n wall co stituisco no una

categoria

particol are di p areti est erne non

portanti

costitui ti da el ementi

modulari

ripetuti , realizz ati in o fficina e

montati

sul cant iere; a q ueste ve ngono a ffidate fu nzioni d i separa zione tra

l'interno e l'ester no e spe cialment e quelle di isolam ento ter mico, ac ustico, di

difesa d agli agen ti atmos ferici, di della luc e e dell'a ria. FACCIA TE STRU TTURALI

e di reg olazione

concess ione dell e vedute

Il sistem a di vet rate stru tturali c onsiste n ell'incoll aggio de lle vetra te ad un

telaio p ortante

elevate proprietà adesive, specific amente p rogettat o per qu esto impi ego.

FACCIA TE VETR ATE VEN TILATE La pare te vetrat a è cost ituita da general mente in vetro rif lettente

di ventila zione ed

esterna

resiste nza e di

mediant e un sig illante s iliconico

ad alta

due sis temi dist inti, una

con oppo rtune bo cchette

facciata

e super fici circ ola l'aria

esterna, favorita da un " effetto c amino" i nnescato dal calo re irradi ato dalla

vetrata i nterna.

una int erna isol ante: ne ll'interca pedine

fra

le

d

COPERT URE ORI ZZONTA LI CON

I lucern ari, o co perture

sono elementi

CUPOLET TE E LU CERNAR I

traspare nti,

che

elementi C UPOLE T TE E LU CERNAR I traspar e nti, che costr u ttivi

costr uttivi

garantis cono un' adeguata

protezi one

agli age nti atm osferici,

e

al tem po

stesso sfrutta no

l'il luminazi one

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naturale e le pos sibilità d i un cont ributo en ergetico solare.

I materi ali princi palment

utilizza ti sono:

Le

lastre

monolit iche di v etro son o in gen ere temp erate o m

meglio, p er motivi

di

sicur ezza, de l tipo an tisfonda mento o

in vetr o armat o, per r durre la

possibili tà di cad uta di fr

I panne lli di m ateriale

monoliti che e in lastre al veolari c on una o più cam ere men tre per c ontenere

in lastre

mmenti in caso d i rottura .

plastico

sono u tilizzati

principa lmente

il fattore

solare s i deve ri correre a prodotti colorati

Copertu ra a

piastra

con

cupolett e o l ucernari:

la

semplici tà d i qu esta

soluzion e, data

da lucer nari

di

varie

forme

e dimen sioni

in

policarb onato

o

metacril ato, ha

però

al cuni

onato o metacril ato, ha però al cuni la lati ne gativi manute n zione p

la

lati ne gativi

manute nzione p eriodica

copertu ra a capr iate sfasa te:

e

quale

diffici le

elim inazione

il

r umore

prodotto

dellʼab bagliam ento,

dalla

pioggia

la

battente

a te: e quale diffici le elim inazione il r umore p rodotto dellʼa b bagliam
a te: e quale diffici le elim inazione il r umore p rodotto dellʼa b bagliam

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SISTEMI INNOV ATIVI

Fra i sist emi inno vati trov iamo:

co mponent i a lamel le riflette nti:

- fisse

- este rne o int erne;

o orient abili,

br ise soleil

ve tri attivi

co mponent i a vetri prismati ci eblocc hi tipo ve tro ceme nto

sis temi a fi bre ottic he per il trasporto

lig ht pipes

fil ms ologr afici

della

lu ce natura ale

fo tovoltaic o semitra sparente Si può a nche agg iungere che i pri mi sistem i si basa no sulla riflession e

luminos a con l'ec cezione dei vetri attivi ch e in realt à modific cano per lo più la

quantità di luce t rasmess a, mentre rifrazion e.

i secon di si basa no preva lenteme nte sulla

COMPO NENTI A LAMELL E RIFLE TTENTI ( LIGHT S HELVES)

Il princ ipio bas e è qu ello di

soffitto

come su perfici d iffonden ti della l luce rifle ssa

utilizzare

il

d iffonden ti della l luce rifle ssa utilizzare il o le p a reti lat

o

le

pa reti

late rali deg li

ambi enti

dalle la melle,

in

mod o

da

r endere

più

uniform e l'illu minamen to dell 'interno

e

ridurre

i proble mi di sur riscaldam ento es ivo

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e di ab bagliam ento, qu est'ultim o creat o dall'ec cessiva luminos ità delle
e di ab bagliam ento, qu est'ultim o creat o dall'ec cessiva
luminos ità
delle
superfic i
in vestite
dire ttament e
d ai
raggi
solari.
SISTEMI A LAME LLE ORI ZZONTA LI (rivolt e a Sud )
Rifletton o la luce del sole quando questo si trova al to sull'or izzonte
mentre

sono sca rsament e efficac

per picc oli ango li di altit

dine del sole.

SISTEMI A LAME LLE VER TICALI ( rivolte a Sud-Ove st e Sud- Est ) Intercet tano i ra ggi solari che giun gono in clinati ris petto al piano ve rticale perpend icolare a lla vetrat a e li ind irizzano verso le pareti lat terali del la stanza.

SISTEMI A LAME LLE INC ROCIATE Somman o i vanta ggi degl i altri sis temi, ma riducon

della ve duta vers o l'ester no e il liv ello med io di illu minamen to.

forteme ente la li

ertà

VETRI A TTIVI

La sche rmatura delle fac ciate pu ò essere

aggetti

realizza no i cor pi vetrat i. Il clas ssico vet ro in q uesto ca so non

realizzat a ricorre ndo non

solo ad

si

è lʼunica

e scher mi

solar i

ma an che otti mizzand o i mat eriali co n cui

Illu minazione Nat urale

Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie

sul

mercato

che co nsentono

importa nti cara tteristich e di in erzia termica e diffusi vità ottim ale del f lusso

luminos o.

allo s tesso t empo

materia li traspa arenti

soluzion e poss ibile,

esistono

alcuni

li traspa a renti soluzio n e poss ibile, e sistono alcuni T.I.M. T ranspare nt

T.I.M. T ranspare nt Insul ation M aterial

La carat teristica principa le di tale materia le è quel la di ave re delle

proprietà

termich e equipa rabili a q uelle dei

compon enti opa chi, ma

allo stess o tempo

Per qu esto fine

di

mant enere u n alto v alore di

trasmit tanza lu minosa.

si

adop erano de lle strutt ure geo metriche che han no la fu nzione di

limitare

le dispe rsioni te rmiche d ovute a

interne

e ridurr e la tras missione della ra diazione solare; o ppure p erpendic olari alla superfic ie vetrat a, concep ite per d irezionar e le radi azioni ve rso lʼinte rno.

convezio ne ed ir raggiame ento. Le strutture

possono essere m ultiple p arallele, per ampl ificare la capacità isolante

Vetri fo tocroma tici

I vetri fo tocroma tici hann o il preg io

di po ter m odificare , graz ie

allʼazion e degli a logenuri di argen to

in ess i conte nuti,

il lo ro

coefficie nte

di

tr asmission ne

luminos a in bas e all'inte nsità del la

nuti, il lo r o coeffici e nte di tr a smissio n n e luminos

Illu minazione Nat urale

Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie

alla luce

filtro s oprattutt o per le

re rever sibile ed il vetro t orna alla

sua con figurazio ne origi naria qu ando ces sa la sit uazione

solare.

ancora i n via spe rimental e.

appare sensibile

rigide e

praticam ente nul lo con te mperatu re più el evate co me in est ate, ne d eriva che il loro u tilizzo ris ulta assa i scarso in edilizi a.

Dato ch e nei vet ri fotocr omatici i l proces so di col orazione

alla tem peratur a ambie nte, esse ndo più

hanno p erlopiù u n camp o di app licazione

radiazio ni infrar osse. Il p

luce ch e li colp isce. Cos icché, n el mome nto in c ui sono

solare d iventano

esposti

di colo re grigio

agendo

così da

ocesso h a caratt

di irrag giamento

Questo t ipo di m ateriali

intenso

a

temp erature

Vetri fo tosensib ili

I vetri f otosensib ili hann o la cara tteristica di avvia re

irreversi bile a co ntatto co n luce so lare o ul traviolet ta.

Questa

principa lmente

ottenere

dettaglia te (co me i c ircuiti

altrimen ti otteni bili medi ante altri processi .

un p rocesso

di natura

peculia rità

ha

perm esso

lʼu tilizzo

dei

ve tri

fot osensibili

possono

nel cam po della

microe lettronic a in qu anto si

nel vetr o figure comples se e fine mente

stampati)

non

vet r o figure comple s se e fine mente s tampati ) non Si sta

Si sta

studiand o

lʼappl icazione

ad infi sso in

edilizia,

ovviame nte allo

stato a ttuale i

prezzi

sarebbe ro proibi tivi.

Illu minazione Nat urale

Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie

Vetri el ettrochi mici

I vetri e lettrochi mici risu ltano pi ù prome ttenti tra

trasmiss ione var iabile in quanto

l'effetto elettrocr omico de l biossid o di tita nio.

La

material e una ci rcolazion e di corr ente che causa l' oscuram ento del biossido.

vetro in

invernal e con un

visibile

fotovolt aica con

i mater iali tras parenti a

combina no la tec nologia

luce

solare,

in virt ù dellʼef fetto fo ovoltaic o, induc e allʼint erno del

Attivan do un ci rcuito e lettrico

si può e vitare lʼ oscuram ento del

stagione

modo d a manten ere la f inestra t rasparen te nella

vantaggi o rispetto

al vetro fotocro matico tr adizional e.

Lʼapertu ra del ci rcuito p otrebbe

lasciata

a

sensori

che

derivare

da azion e manua le oppu re essere

allʼinten sità l uminosa.

reagis cano

Vetri te rmocrom ici

Sono q uei vet ri trasp arenti c he mod ificano

le

propriet à ottich e in fu nzione tempera tura amb ientale.

della

va riazione

di

Raggiun ta una

certa te mperatu ra (in r elazione

ai

compost ti organ ici utiliz zati nel

vetro)

nasce

el

material e una

magg iore

ca pacità

rifletten te

rendend olo p iù se nsibile dellʼinfr arosso.

alla

radiazio ne

iù se n sibile dellʼinfr a rosso. alla radiazio ne te nitid a tuttavi a questa

te nitid a tuttavi a questa

caratter istica ren de i term ocromic i partico larmente adatti p er applic azioni in

La visio ne che

si

gener a non è

mai est remame

cui non è richies ta la visib ilità ed è è invece

desidera bile la pri ivacy.

Illu minazione Nat urale

Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie

Vetroca mera bi oclimatic i Interpon endo t ra due

opportu namente progett ati si ries ce ad ot tomizzar e la qua ntità di l uce negli

elementi

vetri

d egli

sp eciali

c lindri

o

altri

ambient i interni. Vediamo

alcuni e sempi p ratici.

ambient i interni. Vediamo alcuni e sempi p r atici. p erché l a radiazio n

perché la

radiazio ne solare sia rifle ssa nella stagion e estiva, quando i l sole è p iù alto, e

può inv ece pene trare ne lla stagi one inve rnale, qu ando il sullʼoriz zonte e i suoi rag gi più inc linati.

Con que sta tipol ogia di v etrate le lamelle interpos e sono s tudiate

sole è p iù basso

lamelle interpos e sono s tudiate sole è p iù basso FILM OL OGRAFI CI Costitui

FILM OL OGRAFI CI

Costituit o da

diffrang e la rad iazione

dʼonda

immissi one solar e in mod o

selettivo

e ultrav iolette.

inserita

scherma nte che

in bas e alla lu nghezza

della luc e inciden te. Il ma teriale fi ltra lo s pettro di

una

pel licola

p lastica

luminosa

bloccan do la pe netrazio ne delle

La pellic ola e sta bilizzata

in

una

doppia

lastra

di

vetr o

radiazion i visibili chimica mente e

g arantire

per

Illu minazione Nat urale

Architettura Tecnica e Tipo logie Edilizie

lʼinalter abilità m eccanic a e la

atmosfe rici. Il fi lm ologr afico fu nziona b ene in p resenza

solare

all'orizz ontale, ci oè nelle

pertanto

condizio ni di ciel o sereno e dove v i sono p roblemi degli am bienti.

e dagl i agenti

di irrag giamento

rispetto

ore cen trali dell a giorna ta. Ques to comp onente e

dove pr evalgono

di surrisc aldamen to estivo

protezio ne

di

dall ʼumidita

diretto

e

per

e levati

a ngoli

inclina zione

de i

raggi

destina to ad es sere imp iegato in

zone cli matiche

LIGHT P IPES - C ONDOTT I DI LUC E Si tratta di siste mi che se rvono a trasport are la lu ce diurn a in amb ienti che

non han no altre

basano

rende l a tecnol ogia pi ù sempl ice, anc he se n on nece ssariam ente più

fficiente

quantità , infatti,

disposti secondo traiettor ie rettilin ee, orizz ontali o verticali.

di note voli dime nsioni c he siano

econom ica, ma c omporta

della lu ce, piutt osto che

natural mente, m a che si sulla r ifrazione . Questo

opportu nità di

essere il luminati

sulla rif lessione

alcuni

richiede

limiti: pe r essere trasport ata in s

condotti

la luce

essere il l uminati sulla rif l essione alcuni r ichiede l imiti: p e r
essere il l uminati sulla rif l essione alcuni r ichiede l imiti: p e r