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Oscar Fiorucci ofioruc@tin.it 07.55.85.80.

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Corso per Operatore Socio Sanitario O.S.S.

MEDICINA
MEDICINA DEL LAVORO
TUTELA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
laurea.teramir@unipg.it acebook

Universit degli Studi di Perugia:

Teoria della soglia dellattenzione di un gruppo di uditori

Teoria della soglia dellattenzione del relatore

Attenzione
Eccitazione Euforia Attenzione
-

Vigilanza
Livelli minimi Noia Apatia Ira Killer

CONCLUDENDO

12 15 20 25 30 33 34 38 42 45 50 55 60 62 minuti

Cosa faremo in questo incontro:


Pre-test sui contenuti della lezione Lezione Pausa Lezione TEST FINALE DEL MODULO

PRE-TEST

Prendere conoscenza delle domande Ipotizzare delle risposte Seguire il contenuto della domanda nella lezione Confrontare la risposta data Rilassarsi nella pausa caffe Rispondere al test finale!

Di cosa parleremo in questo incontro:

SALUTE
Evoluzione della normativa Salute oggi

Definizione prevenzione e protezione :

SICUREZZA sul lavoro


Infortuni Responsabili della sicurezza Fattori di RISCHIO in Sanit

RADIOPROTEZIONE

Rischio Biologico: Rischio Chimico e rischi Speciali Rischio Chimico-Biologico e rifiuti sanitari Rischio da allergie Rischio Ergonomico Radioprotezione

Evoluzione delluomo

La Costituzione Italiana

Principi fondamentali - Art. 1 L'Italia una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranit appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

COSTITUZIONE REPUBBLICA ITALIANA

Principi fondamentali - Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit e la propria scelta, un'attivit o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ.

COSTITUZIONE REPUBBLICA ITALIANA

Salute come diritto individuale:


La condizione di benessere fisico e psicologico il presupposto dello sviluppo e della piena realizzazione della personalit umana e della possibilit dei cittadini di partecipare alla vita sociale, lavorativa e politica.

Salute come interesse della collettivit:


La salute fondamento delle capacit dei cittadini di lavorare e contribuire alla economia nazionale. La malattia comporta costi sociali sia in termini di assistenza, sia in termini di mancata produttivit.

Art. 32 della Costituzione italiana:

la salute un diritto fondamentale dellindividuo e interesse della

Introduzione

La Costituzione Italiana (art. 1, 2, 32, 35, 41) garantisce la tutela dellintegrit psicofisica dei lavoratori. Nel principio assoluto : la predisposizione

di condizioni ambientali sicure, non ammette sconti a fattori quali: lineluttabilit (inevitabile) , la fatalit, la fattibilit economica e produttivit.

Legislazione e sicurezza

La legislazione nazionale degli anni 50, fonda le basi per il futuro, rivolte a garantire la sicurezza:
degli

impianti dei macchinari, ligiene ambientale la tutela della salute dei lavoratori

Legislazione e sicurezza

Ruolo attivo dei lavoratori

D.Lvo 626/1994, assegna un ruolo attivo ai lavoratori e in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. ne stabilisce il diritto alla:

costante

informazione, formazione consultazione

Art. 41

Liniziativa economica privata LIBERA


ma non pu svolgersi in contrasto con lutilit sociale o in modo da recare danno alla: sicurezza, libert, dignit umana.

COSTITUZIONE REPUBBLICA ITALIANA

Art. 2050 - Codice Civile (1942)

Chiunque cagiona danno .

tenuto al risarcimento, se non

prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Art. 437 - Codice Penale (1930)

Depenalizzazione o ..

penalizzazione?

Art. 437 - Codice Penale (1930)

Chiunque di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul

omette

rimuove o li danneggia, punito con la reclusione da 6 mesi


lavoro, ovvero li a 5 anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena della reclusione da 3 a 10 anni.

Art. 9 - Statuto dei lavoratori - L. 360/70


(Tutela della salute e dellintegrit fisica)

I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare lapplicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni

Prende il via il 23 agosto 2010, sotto lAlto Patronato del Presidente della Repubblica, la Campagna di Comunicazione dedica alla

sicurezza sui luoghi di lavoro.

lavoro "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"

La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori rappresenta una assoluta priorit per lItalia che, secondo le indicazioni dellUE, ha lobiettivo di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012.

lavoro "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"


Ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012.
Un traguardo piuttosto ambizioso ma di grande importanza, non solo in relazione ai costi che il fenomeno infortunistico produce (oltre 45 miliardi di euro allanno nel 2005 secondo i dati INAIL, pari al 3,21% del PIL), ma principalmente per lattenzione dedicata alla dimensione sociale ed

Ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012.

promuovere un vero e proprio cambiamento culturale, un processo collettivo di

sensibilizzazione e responsabilizzazione, in cui ogni cittadino


assume un ruolo attivo.

lavoro "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"

Dalle statistiche, infatti, emerge che la maggior parte degli incidenti sul lavoro possono definirsi di natura

comportamentale

SICUREZZA LAVORO
La sicurezza sul lavoro continua ad essere uno dei temi drammatici che la cronaca non smette di porta in evidenza quasi ogni giorno. Partendo dal dato di fatto: Il 57% delle Aziende ispezionate in Italia, dal 12/08/2006 al 31/08/2007 irregolare!!

SICUREZZA LAVORO: alcuni numeri!

Si comprende come ogni anno mediamente il 6% (un milione di incidenti) dei lavoratori italiani subisce un incidente sul lavoro. Di questi oltre 27.000 determinano una invalidit! 1.300 causano morte (ogni giorno 3 morti)

SALUTE E PREVENZIONE
Lobiettivo di OGGI quello di fornire un quadro del fenomeno infortunistico. NUMERI In Sanit gli infortuni sul lavoro, hanno raggiunto nel 2005, quota 34.500 (4%). (nel 2002 = 13,9%).

QUALIFICA PROFESSIONALE Numero di infortuni INAIL (2005)


INFERMIERE 9.135

OPERATORE .. 2.979
PORTANTINO-COLLEGAMENTI 1.854 ASSISTENTE SANITARIO 1.064 MEDICO 897 IMPIEGATO 510 DIRIGENTE 390 CUOCO 232 TECNICO 207 ALTRO 1.502 TOTALE 18.765

La normativa sulla prevenzione


D. Lgs 626 1994
TESTO UNICO IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

D.Lgs n. 81/2008
(noto anche con lacronico TUSL, si intende, l'insieme di norme che ha riformato, riunito ed armonizzato, abrogandole le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

Composizione del Testo unico.


Il D.lgs 81/2008 formato da 306 articoli, suddivisi in 13 titoli

Titolo I - (art. 1-61) Principi comuni (Disposizioni generali, sistema istituzionale, gestione della previdenza nei luoghi di lavoro, disposizioni penali) Titolo II (art. 62-68) Luoghi di lavoro (Disposizioni generali, Sanzioni) Titolo III (art. 69-87) Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (Uso delle attrezzature di lavoro, uso dei dispositivi di protezione individuale, impianti e apparecchiature elettriche) Titolo IV (art. 88-160) Cantieri temporanei o mobili (Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota, sanzioni) Titolo V (art. 161-166) Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (Disposizioni generali, sanzioni)

Titolo VI (art. 167-171) Movimentazione manuale dei carichi (Disposizioni generali, sanzioni)
Titolo VII (art. 172-179) Attrezzature munite di videoterminali (Disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, sanzioni) Titolo VIII (art. 180-220) Agenti fisici (Disposizioni generali, protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche, sanzioni) Titolo IX (art. 221-265) Sostanze pericolose (protezione da agenti chimici, protezione da agenti cancerogeni e mutageni, protezione dai rischi connessi allesposizione allamianto, sanzioni)

Titolo X (art. 266-286) Esposizione ad agenti biologici (obblighi del datore di lavoro, sorveglianza sanitaria, sanzioni)
Titolo XI (art. 287-297) Protezione da atmosfere esplosive (disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, sanzioni) Titolo XII (art. 298 - 303) Disposizioni diverse in materia penale e di procedura penale Titolo XIII (art. 304 - 306) Disposizioni finali

TESTO UNICO IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

D.Lgs n. 81/2008

In Italia la sicurezza nei luoghi del lavoro :


un

dovere per l'Azienda e per il Datore di lavoro un diritto per il lavoratore una tutela per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro una garanzia per la massima tutela di tutti i lavoratori una vera emergenza nazionale

Composizione del Testo unico.


La struttura della legge impostata: - prima con la individuazione dei soggetti responsabili - e poi con la descrizione delle misure gestionali e degli adeguamenti tecnici necessari per ridurre i rischi lavorativi.

Alla fine di ciascun titolo sono indicate le sanzioni in caso di inadempienza.

Gli attori della prevenzione


La prevenzione diventa funzione essenziale di ogni Azienda alledificazione della quale sono chiamate, a diversi titolo, tutte le figure aziendali. DATORE DI LAVORO (Direttore Generale)

Gli attori della prevenzione


Datore di lavoro Medico competente Lavorato ri Dirigenti e preposti
PREVENZIO NE E SICUREZZA DEL LAVORO

DIRIGENTI (Dirigenti Responsabili di centri di Responsabilit)

Servizio SPP

Rappresenta nti RLS

DATORE DI LAVORO/DIRIGENTI (1/2)


Nominare il Medico competente Designare preventivamente i lavoratori incaricati delle misure di prevenzione incendi Fornire ai lavoratori idonei dispositivi di protezione individuale Limitare l'accesso alle aree a grave rischio Richiedere l'osservanza da parte dei lavoratori delle norme Adottare le misure per il controllo delle situazioni a rischio Richiedere la Medico comptente l'osservanza degli obblighi Informare i lavoratori esposti ai rischi del pericolo Adempiere agli obblighi di informazione e formazione Astenersi dal richiedere al lavoratore di riprendere l'attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave o

Gli attori della prevenzione


Datore di lavoro Medico competente Lavorato ri Dirigenti e preposti
PREVENZIO NE E SICUREZZA DEL LAVORO

PREPOSTI (Figure individuate e designate dal Dirigente)

Servizio SPP

Rappresenta nti RLS

Gli attori della prevenzione


Datore di lavoro Medico competente Lavorato ri Dirigenti e preposti
PREVENZIO NE E SICUREZZA DEL LAVORO

Servizio SPP

SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (SPP) (Verifica e promuove il miglioramento delle condizioni di lavoro e la tutela della salute dei lavoratori)

Rappresenta nti RLS

Gli attori della prevenzione


Datore di lavoro Medico competente Lavorato ri Dirigenti e preposti
PREVENZIO NE E SICUREZZA DEL LAVORO

RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) (Raccolgono le esigenze dei lavoratori e le promuovono nei confronti del datore di lavoro)

Servizio SPP

Rappresenta nti RLS

Gli attori della prevenzione


Datore di lavoro Medico competente Lavorato ri Dirigenti e preposti
PREVENZIO NE E SICUREZZA DEL LAVORO

MEDICO COMPETENTE (Collabora con il Datore di lavoro e con il SPP nella valutazione dei rischi)
Servizio SPP

Rappresenta nti RLS

Gli attori della prevenzione


Datore di lavoro Medico competente Lavorato ri Dirigenti e preposti
PREVENZIO NE E SICUREZZA DEL LAVORO

LAVORATORI (Operatori titolari di rapporto di lavoro)

Servizio SPP

Rappresenta nti RLS

OBBLIGHI LAVORATORI

Contribuire all'adempimento degli obblighi previsti Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite Utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanza e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, i disposizigti di sicurezza Segnalare al datore di lavoro/dirigente/preposto le deficienze dei mezzi/dispositivi Non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo Partecipare ai programmi di formazione

Sottoporsi ai controlli sanitari

FATTORI DI RISCHIO IN SANITA

FATTORI DI RISCHIO IN SANITA


RISCHIO Probabilit che si verifichi un determinato fenomeno (danno allintegrit fisica delloperatore durante lattivit lavorativa)

FATTORI DI RISCHIO IN SANITA


VALUTAZIONE DEL RISCHIO. Identifica e quantifica le situazioni che comportano presenza di rischi lavorativi. Linfortunio non che un anello di un catena Riducendo le situazioni pericolose, si ottiene la di eventi. riduzione delle probabilit di accadimento di incidenti infortunistici.

FATTORI DI RISCHIO
L'assistenza

sanitaria

unattivit complessa, nella quale gli operatori sono chiamati a svolgere una molteplicit di funzioni e ci li espone a svariati rischi professionali, legati allambiente, allorganizzazione del lavoro, allattivit svolta.

FATTORI DI RISCHIO
In questo incontro ci occuperemo dei rischi lavorativi prioritari fra i rischi esistenti: Rischi di tipo BIOLOGICO Rischi di tipo CHIMICO Rischi derivanti dai rifiuti sanitari (biologico-chimico) Rischi da ALLERGIE Rischi ERGONOMICI (movimentazione dei carichi) Rischi trasversali

RISCHIO BIOLOGICO
Esposizione

ad agenti infettanti pu causare infezione e malattia.

RISCHIO BIOLOGICO
Esposizione

ad agenti infettanti pu causare infezione e malattia.

AGENTE BIOLOGICO: qualsiasi microorganismo (entit in grado di riprodursi), che pu provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Gli operatori sanitari durante lattivit lavorativa corrono il rischio di acquisire infezioni da agenti biologici patogeni, venendo a contatto con i pazienti o con i loro liquidi biologici.

RISCHIO BIOLOGICO

PERICOLOSITA

Nella definizione del rischio biologico vanno prese in considerazione alcune caratteristiche principali specifiche dei microrganismi quali:

Infettivit

la capacit di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell'ospite


la possibilit di produrre malattia a seguito di infezione Caratteristica essere trasmesso da un soggetto infetto ad un altro disponibilit di efficaci misure profilattiche per la sua cura

Patogenicit

Trasmissibilit

Neutralizzabilit

RISCHIO BIOLOGICO

In ambiente ospedaliero:

Virus dellepatite B (HBC) Virus dellepatite C (HCV) Virus dellAIDS (HIV) Micobacterium tubercolosis (tubercolosi)

AGENTE BIOLOGICO
Classificazione del rischio individuale e collettivo: GRUPPO 1 - basso rischio individuale e collettivo GRUPPO 2 - moderato rischio individuale e collettivo GRUPPO 3 elevato individuale ma basso collettivo GRUPPO 4 elevato rischio individuale e

AGENTE BIOLOGICO
Lutilizzo di Dispositivi di Protezione individuale, non proteggono completamente loperatore sanitario, tuttavia abbassano notevolmente il rischio di contagio. Indispensabile utilizzare attenzione a strumentazione in vetro e oggetti acuminati, prevenendo qualsiasi escoriazione.

RISCHIO biologico

EFFETTIVO

in quelle attivit in cui avviene un uso deliberato e intenzionale di agenti biologici.

POTENZIALE in quelle attivit in cui la presenza


di agenti biologici unevenienza possibile.

SITUAZIONI A RISCHIO.
Tutte le attivit che comportano lutilizzo di oggetti appuntiti (iniezioni, prelievi, terapie infusionali) Smaltimento di aghi, taglienti, biancheria, rifiuti Detersione e disinfezione di materiale tagliente. Manipolazione e trasporto di materiale biologico Attivit chirurgiche e di laboratorio Manovre invasive sul paziente.

VIE DI CONTAGIO.
Gli operatori possono contrarre infezioni, in seguito a esposizione ad agenti biologici in ambito lavorativo, per via: PARENTERALE (contatto accidentale con liquidi biologici) AEREA ENTERALE (per ingestione) CUTANEA

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

Personale a rischio: Medici, biologi, infermieri, tecnici e personale ausiliario.

Contatto accidentale con liquidi biologici infetti: -Lesione della cute non protetta o non adeguatamente protetta -Contaminazione della mucosa degli occhi e/o bocca mediante schizzo di liquidi biologici contaminati.

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

Favorito da: -Manovre e procedure non corrette (reincappucciamento di aghi contaminati, ) -Mancano utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (Guanti, mascherine, occhiali).

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

Tubercolosi polmonare (meningite, polmonite, sepsi batterica, streptococco beta emolitico A, influenza, parotite, rosolia,.).
-

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

Protezione DPI: Mascherine Vaccini

Personale a rischio: Medici, infermieri e personale ausiliario operante in Malattie infettive e Pediatria.

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

(Ingestione) EPATIE A Protezione DPI: - Lavaggio accurato della mani e utilizzo di guanti. -Vaccinazione Epatite A

Personale a rischio: Medici, infermieri e personale ausiliario operante in degenza, smaltimento rifiuti, manutenzione impianti

VIE DI CONTAGIO.
PARENTERALE AEREA ENTERALE CUTANEA

Protezione DPI: - Lavaggio accurato della mani e utilizzo di guanti.

Misure di prevenzione e protezione


1. PRECAUZIONI UNIVERSALI
Emanate del 1989 obbligatorie dal 1990 per tutti gli operatori sanitari per prevenire lesposizione parenterale, cutanea e mucosa.

Misure di prevenzione e protezione


2. USO DI ABBIGLIAMENTO DI PROTEZIONE
DPI per protezione mani ed arti superiori, occhiali di protezione, sistemi di protezione dellapparato respiratorio e del viso: a. guanti di protezione b. abbigliamenti (camici, casacche,.)

Misure di prevenzione e protezione


3. PROTEZIONE PER OCCHI Mascherine con visiera, schermi facciali, occhiali, evitano le contaminazioni della congiuntiva

Misure di prevenzione e protezione


4. PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE E DEL VISO Mascherine chirurgiche monouso (scarsa efficacia per la tubercolosi) pi indicate mascherine filtranti.

Misure di prevenzione e protezione


5. VACCINAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO Anti Epatite B tra le pi efficaci. Antitubercolare non obbligatoria Anti influenzale Anti tetanica

RISCHIO CHIMICO

Probabilit che una sostanza (elemento Espolisivi chimico) presente durante Comburenti lattivit lavorativa, possa Infiammabili interagire con lorganismo, generando Tossici effetti e/o danni per la Nocivi salute. Corrosivi Irritanti Cancerogeni.

RISCHIO CHIMICO

R10 Infiammabile Le sostanze, R22 Nocivo per ingestione opportunamente R23 Tossico per inalazione etichettate, devono essere R36 Irritante per gli occhi conservate in contenitori eR45 Pu provocare il cancro R49 Pu provocare il cancro inalandolo locali idonei. S2 - Conservare fuori dalla portata bambini S15 Conservare lontano dal calore Limballaggio e S18 Manipolare ed aprire il recipiente con caut letichettatura sono S20 Non mangiare ne bere durante limpiego disciplinate da apposite S37 Usare guanti adatti S43 In caso di incendio usare norme S50 non mescolare con ..

VIE DI CONTAGIO.
INALAZIONE INGESTIONE CONTATTO

Le sostanze chimiche pericolose entrano nel corpo umano intossicandolo: ACUTA: breve durata ed effetti nocivi immediati CRONICA: lunga esposizione, gli effetti si protraggono nel tempo

DANNI LEGATI A : Caratteristiche dellagenti chimico Quantit assorbita Durata esposizione Condizioni di salute del soggetto.

RISCHIO.
Possiamo trovare gli agenti chimici nei disinfettanti. 1) Acidi e basi forti (acido cloridrici, idrossido di sodio) 2) Acidi organici (acido formico, acetico, picrico, ecc.) Contaminano lambiente sotto forma di gas, 3) Alcheidi e chetoni (formaldeide)

vapori!

Misure di prevenzione e protezione.


Rispetto delle norme di sicurezza e adozione di comportamenti adeguati riguardanti lambiente, sostanze impiegate, strumenti e macchinari, sistemi di prevenzione ambientale, Dispositivi di Protezione Individuale. alla sorgente (sostituzione sostanza) Interventi

Sistemi di protezione collettiva (ventilazione generale) Interventi sugli operatori (riduzione tempi di esposizione,
organizzazione del lavoro, DPI, sorveglianza sanitaria, informazione e formazione)

Rischi speciali.
Rischi da anestetici Rischi da antineoplastici Rischi da formaldeide

RISCHIO CHIMICO-BIOLOGICO derivato dai rifiuti sanitari.


Qualunque materiale solido, liquido e gassoso che sia scartato in quanto inutile per ogni ulteriore utilizzo e che sia in qualche modo collegato con le attivit di diagnosi, terapia e riabilitazione delle strutture sanitarie.

Rifiuto sanitario

RISCHIO CHIMICO-BIOLOGICO derivato dai rifiuti sanitari.

Rifiuto sanitario

Raccolta, stoccaggio, smaltimento da effettuare in condizioni di igiene e sicurezza.


Ogni paziente produce 0,5/1 Kg/die

RISCHIO CHIMICO-BIOLOGICO derivato dai rifiuti sanitari.


Classificazion e dei rischi e modalit di raccolta.
Rifiuti sanitari, classificati in categorie:
Urbani e assimilabili agli urbani (provenienti da uffici, magazzini, cucine, servizi generali,) Speciali non pericolosi o pericolosi (provenienti dai reparti, sale operatorie, ambulatori, laboratori,)

PRESIDI SANITARI ACUMINATI O TAGLIENTI (rasoi, bisturi, altri oggetti da taglio)


Da raccogliere in contenitori rigidi in polipropene gialli, specifici per taglienti da lt. 3 o 6.

foto

Riempiti al massimo (3/4) chiusi ermeticamente, devono essere messi nei contenitori per rifiuti da lt. 60 utilizzati per gli altri rifiuti la cui raccolta e smaltimento richiede precauzioni

INFETTIVO
Quelli che provengono da ambienti di isolamento. Quelli contaminati da: -Sangue o altri liquidi biologici -Feci ed urine -Liquido seminale, secrezioni vaginali, liquido cerebro-spinale, liquido sinoviale, liquido pleurico, liquido peritoneale, liquido pericardico e liquido amniotico

Tutti quei rifiuti che possono essere potenziali veicoli nella trasmissione di malattie infettive.

INFETTIVO
Parti anatomiche ed organi, incluse le sacche di plasma, vengono raccolte in contenitori rigidi di polipropilene da lt. foto 25 o 60, gialli, riportanti la dicitura altri rifiuti la cui raccolta o smaltimento richiede precauzioni particolari in funzione della prevenzione d infezioni CER 18.01.03 Contenitori rigidi provvisti di sacco interno in polietilene di colore giallo con fibbia
per la chiusura e tappo rigido per la chiusura provvisoria e definitiva, dotato di apposita guarnizione e tenuta liquidi.

RISCHIO DA ALLERGIE
Apparati sedi di reazioni allergiche:
Pelle (dermatite) Occhi (congiuntivite aller.)
Vie respiratorie (riniti, asma, )

Sistema immunitario aiuta lorganismo a difendersi dagli attacchi da parte di agenti infettivi e da sostanza tossiche.

In alcuni soggetti, il sistema immunitario nei reagire contro agenti infettivi o tossici (detti allergeni) pu avere reazioni abnormi, immediate o violente, che vengono definite

RISCHIO DA ALLERGIE
FATTORI DI RISCHIO
Principali sono di origine animale (acari, larve,..) vegetale (latice, farine, pollini,) funghi e batteri e allergeni chimici.

Fra le sostanze di sintesi chimica i detergenti disinfettanti rappresentano il fattore di rischio pi rilevante per il personale esposto.

RISCHIO DA ALLERGIE
FATTORI DI RISCHIO
E potenzialmente esposto tutto il personale che usa regolarmente i guanti di latice. Prodotti che contengono il latice per uso medico:
Guanti chirurgici Cateteri vescicali Palloni (tipo Ambu) Maschere anestesiologiche Tubi endotracheali Cateteri per clisteri di bario Cannule per uso intravenosi Cerotti Apparecchi ortodontici in gomma

RISCHIO DA ALLERGIE
Misure di prevenzione protezione
Programmi di prevenzione del rischio allergico in ambiente sanitario, comprendono provvedimento di prevenzione primaria sullambiente di lavoro e misure di prevenzione secondaria sulluomo.
Uso di prodotti ipo-allergenici -Uso di detergenti-antisettici a pH fisiologico (non irritante)
-

La precoce identificazione e trattamento delle patologie cutanee molto importante per prevenire la cronicizzazione delle malattie. Diagnosi con test biologici o cutanei (RAST test, PRICK test).

RISCHIO ERGONOMICO
Movimentazione

manuale dei carichi, si intende linsieme di operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o pi lavoratori comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare o portare un carico

Aspetti fisiopatologici e rischi lavorativi

Nella movimentazione e nel mantenimento della postura la zona lombare larea con maggior sollecitazione biomeccanica.

Aspetti fisiopatologici e rischi lavorativi


Sdraiato=30Kg Eretto=70Kg Camminando=85Kg Inclinato di lato=95Kg Inclinato avanti=120Kg

Aspetti fisiopatologici e rischi lavorativi


Sdraiato=30Kg Eretto=70Kg Camminando=85Kg Inclinato di lato=95Kg Inclinato avanti=120Kg

Misure di prevenzione e protezione

La prevenzione in questo caso non facile: un paziente non un qualsiasi oggetto pesante ma ha caratteristiche ed esigente particolari di cui bisogna tener conto anche durante le operazioni di movimentazione per non fargli male.

Il datore di lavoro, adotta le misure organizzative necessarie o ricorre a mezzi appropriati, per evitare la necessit di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori (carrelli, sollevatori, ausili,.)

Misure di prevenzione e protezione

Nella movimentazione, con lausilio di attrezzature meccaniche o minori (telini, tavole, cinghie, ecc..) quando possibile, deve sempre essere attuata.

Misure di prevenzione e protezione


SE IL PAZIENTE COLLABORA. Movimentazione effettuata da un operatore.

Attenzione pazienti alti, obesi!!

Misure di prevenzione e protezione


SE IL PAZIENTE NON COLLABORA. Movimentazione effettuata da due o pi operatori, secondo le linee guida acquisite con corso di formazione.

Misure di prevenzione e protezione


SPOSTAMENTO VERSO IL CUSCINO. Movimentazione effettuata da due operatori.

Misure di prevenzione e protezione


TRASLAZIONE DAL LETTO ALLA CARROZZINA. Movimentazione effettuata da 2 a 4 operatori in relazione al peso del paziente.

Misure di prevenzione e protezione


TRASLAZIONE DAL LETTO ALLA BARELLA. Movimentazione effettuata da 2 operatori.

Misure di prevenzione e protezione


SOLLEVAMENTO DA TERRA. Manovra di emergenza. Utilizzare il sollevatore.

RADIOPROTEZIO NE

In Sanit, vengono usate radiazioni

scopi diagnostici (immagini)

scopi terapeutici

I principi della Radioprotezione

Il Principio di Giustificazione:
nessuna attivit umana comportante esposizione alle Rx deve essere accolto a meno che la sua introduzione produca un beneficio netto e dimostrabile agli esposti e alla societ.

Il Principio di Ottimizzazione: ogni


esposizione alle rx deve essere tenuta tanto bassa quanto ragionevolmente ottenibile, tenuto conto dei fattori economici e sociali. DOSE-QUALITA

RADIOPROTEZIO NE Particolare attenzione al personale che per fini professionali risulta essere

professionalmente esposto alle

PERICOLO RADIAZIONI IONIZZANTI


D.Lgs 26 maggio 2000, n. 187

D.Lgs 26 maggio 2000, n. 187


Attuativa della direttiva 97/43/Euratom in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizione mediche

RADIAZIONI IONIZZANTI Radiazioni che attraversando la materia, sono capaci di dare origine a ioni.

Zona CLASSIFICATA
Segnala la presenza di un locale dove possibile esporsi alle radiazioni ionizzanti: CLASSIFICAZIONE DELLE RADIAZIONI: ZONE CONTROLLATA -ZONA -ZONA SORVEGLIATA

Zona CONTROLLATA
Locale (area) dove presente una sorgente di radiazioni e il personale professionalmente esposto puDELLE RADIAZIONI: CLASSIFICAZIONE ZONE superare la dose di 6 mSv/anno.

Zona SORVEGLIATA
Locale dove possibile ricevere una dose di radiazioni abbastanza contenuta. CLASSIFICAZIONE DELLE RADIAZIONI:
ZONE

PERSONALE
Il rischio di ricevere una quantit di radiazioni determina la classificazione del personale
PROFESSIONALMENTE ESPOSTO A (>6 <20 mSv/anno)

PROFESSIONALMENTE ESPOSTO B (<6 >1 mSv/anno)


PROFESSIONALMENTE NON ESPOSTO

RADIAZIONI: CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE


ESPERTO QUALIFICATO: classifica il personale e le zone!

Radiazioni dove?

Radiologia per immagini APPARECCHIATURE RADIOLOGICHE (tradizionale, TC, Angiografia, etc.) Medicina nucleare PREPARATI RADIOATTIVI NON SIGILLATI (camera calda, gamma camera, PET, etc.) Radioterapia PREPARATI RADIOATTIVI SIGILLATI (Acceleratori lineari, Telecesio, Roentgent e Plesio, Brachi e Curieterapia)

La radiazione dal Paziente

Precauzioni generali.
DISTANZA maggiore la distanza minore la quantit di radiazione TEMPO minore il tempo minore la quantit di radiazione
SCHERMI maggiore lo schermo minore la quantit di radiazione.

Precauzioni generali.
La dose di radiazioni ad un individuo direttamente proporzionale alla durata dellesposizione: ESPOSIZIONE=INTENSITA*TEMPO Ci significa che per ridurre lesposizione occorre rimanere il minor tempo possibile in presenza della sorgente di radiazioni.