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Universit degli Studi di Bari

Progetto ARIANNA Ore 04 Attivit Formative Trasversali


Moduli Problem Solving Decision Making Dott.ssa Raffaella Di Schiena

RISOLVERE PROBLEMI

PRENDERE DECISIONI

PSICOLOGIA COGNITIVA
La scienza che studia i processi di ragionamento, giudizio e decisione in soggetti normali

OBIETTIVO
di questo modulo

Imparare a riconoscere i meccanismi che imprigionano il pensiero, che influenzano e distorcono le scelte e i giudizi, i.e. le trappole cognitive, in modo da acquisire gli strumenti per aumentare la consapevolezza e la fondatezza delle decisioni proprie e altrui

PROBLEM SOLVING

In ogni problema si possono individuare i seguenti aspetti


Stato iniziale Come si presenta la situazione nel momento in cui il problema denunciato Stato finale Il risultato che desideriamo ottenere Operazioni Linsieme delle azioni che possono essere applicate allo spazio del problema al fine di condurlo dallo stato iniziale a quello finale Vincoli Gli ostacoli che rendono difficile la trasformazione dello stato iniziale in quello finale

Che cosa succede quando siamo di fronte ad una scelta universitaria?


Stato iniziale Come si presenta la situazione nel momento in cui il problema denunciato Stato finale Il risultato che desideriamo ottenere Operazioni Linsieme delle azioni che possono essere applicate allo spazio del problema al fine di condurlo dallo stato iniziale a quello finale Vincoli Gli ostacoli che rendono difficile la trasformazione dello stato iniziale in quello finale

Pensiero creativo

Guilford (1969) ha identificato il pensiero creativo con una dinamica tra due forme diverse di pensiero; solo lutilizzo delluna e dellaltra consente di raggiungere la soluzione ottimale PENSIERO DIVERGENTE Va al di l dei confini della situazione per creare ponti tra gli elementi interni alla situazione e quelli esterni. Esso inoltre associa in modo inusuale gli stessi elementi interni tra loro. PENSIERO CONVERGENTE Rappresenta la valutazione che si fa su un pensiero, unidea, una soluzione possibile, che altrimenti rimarrebbe bislacca e sconclusionata. Il pensiero convergente consente quindi al pensiero creativo di tramutare lidea nuova e originale in unazione praticabile.

Perch il pensiero creativo raggiunga una soluzione efficace e praticabile, la dinamica del pensiero divergente e convergente deve articolarsi come una successione di fasi:

Pensiero divergente

FASE 1.

FASE 2.

Pensiero convergente

Numero di idee prodotte

OSTACOLI AL PENSIERO DIVERGENTE


1. Fissit funzionale
Tendenza a impiegare gli elementi del problema secondo il loro uso comune, mentre la soluzione richiede che tali elementi vengano impiegati in modo insolito. Quando si supera una situazione di fissit funzionale avviene quello che viene definito il ricentramento: loggetto assume una nuova funzione.

1. Meccanizzazione del pensiero


Consiste nel ripetere la medesima strategia gi attuata con successo nel passato.

ESEMPI
Immagina di avere una scatola di punes, una candela ed una scatola di fiammiferi in cartone rigido. Prova a pensare a come puoi appendere la candela al muro, accesa, senza far colare la cera sul pavimento

PRENDITI ANCORA DEL TEMPO

Se ci hai messo un po prima di pensare alla scatola rigida come ad un porta-candele, che poteva essere fissato al muro con una punes, allora ti sei trovato in una condizione di fissit funzionale.

ESEMPI
Raggiungi il punto di arrivo

PRENDITI ANCORA DEL TEMPO

ESEMPI
Raggiungi il punto di arrivo

Ci che ti ha fatto dapprima scartare i percorsi allindietro la meccanizzazione del pensiero.

Una nuova prospettiva


I problemi non sono una propriet intrinseca dellambiente, che si presenta ad un certo punto come problematico, ma sono un prodotto della nostra mente. Non esiste alcuna situazione che in s e per s sia oggettivamente un problema (). Risolvere un problema corrisponde a disfare ci che stato fatto producendolo (Mosconi, 1997, p. 412)

Spesso smettere di pensarci aiuta!


IL FENOMENO DELLINCUBAZIONE

Perch?
Sollievo dallaffaticamento Laiuto di eventi esterni Favorisce loblio di soluzioni improduttive La mente continua a lavorare senza che ne siamo coscienti

Sapere tutto questo ci aiuta ad aumentare la nostra

COMPETENZA METACOGNITIVA
ovvero la capacit di riflettere su come pensiamo e su quale strategia cognitiva sia pi opportuno applicare in ogni situazione

Qual labilit che sta alla base del pensiero?

PRENDITI ANCORA DEL TEMPO

Che cos lintelligenza?


Qualsiasi risposta tu abbia dato a questa domanda giusta. Ogni persona e cultura definisce con questo termine le abilit che riconosce come pi apprezzabili. Vari autori hanno tentato di individuare queste TEORIE IMPLICITE SULLINTELLIGENZA (Sternberg, 1985; Sternberg et al., 1981)

TEORIE IMPLICITE SULLINTELLIGENZA


(Sternberg, 1985; Sternberg et al., 1981)
Si tratta di complessi di opinioni che gli individui possiedono sullintelligenza (Sternberg, 1985) E stato chiesto alla gente comune di elencare i comportamenti rappresentativi dellintelligenza. Risultati: i comportamenti citati pi frequentemente riguardavano la capacit di soluzione di problemi, labilit verbale e la competenza sociale. Quindi le indagini confermano che lintelligenza viene soprattutto collegata alla capacit di pensiero.

INTELLIGENZA E
Capacit i pensier l ico, pensiero logico,

In Europa e USA

di astrazione e abilit verbale i Essere cauti e prudenti nelle relazioni sociali ispetto delle tradizioni, leggi
e divieti

In Zimbawe

In Niger

isolutezza nelle scelte, buon profitto scolastico e calligrafia

In Giappone

Oggi lintelligenza diventa plurale


Gardner (1983) - Intelligenza interpersonale Quella del venditore - Intelligenza naturalistica Quella del coltivatore - Intelligenza emotiva Quella dello psicologo

Intelligenza logico-matematica Quella dello scienziato

- Intelligenza linguistica Quella del poeta

- Intelligenza spaziale Quella del pilota

- Intelligenza corporeo-chinestetica Quella del ballerino

Dov situata lintelligenza?


Lintelligenza situata nello spazio dellinterazione tra lindividuo e il suo ambiente, che fornisce opportunit, ostacoli e valori al suo estrinsecarsi.

DUE

E QUESTIONI

E una questione genetica?


Studi su gemelli omozigoti cresciuti in ambienti diversi: 50% e 50%  Controversie: Erano questi ambienti poi cos diversi?

Chi pi intelligente? Uomo o donna? Centra letnia?


Non vi sono studi che mostrano differenze di genere significative a vari testi di intelligenza. Gli americani di etnia bianca riportano livelli di Q.I. significativamente pi elevati a vari test.  Controversie: i primi, per, sono tendenzialmente anche pi istruiti dei secondi.

DECISION MAKING

LA PSICOLOGIA DELLE DECISIONI


APPROCCIO NORMATIVO E volto allindividuazione delle strategie di scelta pi efficaci per aiutare il decisore a selezionare lopzione che consente sempre la massimizzazione dellutile. Gli autori che adottano questapproccio considerano lindividuo come homo oeconomicus (= motivato solo dallutile)

VS
APPROCCIO DESCRITTIVO Si concentra sullo studio dei meccanismi cognitivi alla base di una scelta e mira a prevedere il comportamento di un decisore in determinate circostanze e i fattori che lo influenzano o lo condizionano. Gli autori che adottano questapproccio considerano lindividuo come un cognitive miser (= dotato di risorse cognitive limitate)

IL RISCHIO
Le nostre scelte sono sempre basate sulla stima dei rischi e delle probabilit di ottenere un determinato guadagno

Eppure

Stima del rischio e giudizio probabilistico sono tra le operazioni pi difficili per la mente umana perch la nostra capacit di ragionare su eventi incerti e inosservabili limitata (Gigerenzer & Todd, 1999)

Gli psicologi della decisione ad oggi sono pi orientati ad adottare un approccio di tipo descrittivo, poich si ormai riconosciuto che il decisore compie una serie di processi fallaci, sia nella fase in cui stima le probabilit e i rischi associati alle varie opzioni, che nelle fasi di valutazione e scelta

Le distorsioni del giudizio di probabilit e della stima di rischio


Immagina di volerti iscrivere al corso di laurea in Ingegneria. Notoriamente si tratta di un percorso difficile e quindi ti interroghi sul rischio che corri di non riuscire a portarlo a termine. Immagina,ora, che una persona a te molto vicina abbia concluso i suoi studi con successo in questa facolt. Qual la probabilit che ci riesca anche tu?  Effettua una stima da 0 a 100. Immagina, ora, che una persona a te molto vicina non sia riuscita a concludere i suoi studi in questa facolt. Qual la probabilit che neanche tu ci riesca?  Effettua una stima da 0 a 100. Molto probabilmente la tua percezione del rischio di insuccesso sarebbe influenzata dalla disponibilit in memoria di un esempio a te cos vicino. In questo caso avresti adottato una strategia di ragionamento che gli psicologi cognitivi definiscono EURISTICA DELLA DISPONIBILITA (Tversky & Kahneman, 1979)

Le distorsioni del giudizio di probabilit e della stima di rischio


Immagina di essere in procinto di scegliere il tuo corso di laurea e di aver raccolto vario materiale informativo sulle prospettive occupazionali di ogni facolt. In particolare ti stai interessando al corso di laurea in Farmacia. Alcuni opuscoli riferiscono che la probabilit di ottenere unoccupazione stabile dopo tre anni dalla laurea dell85%. Altri opuscoli riportano di cento laureati, 85 trova unoccupazione stabile entro tre anni dalla laurea Molto probabilmente la tua percezione del rischio di insuccesso lavorativo sarebbe influenzata dal modo in cui linformazione ti viene presentata. E stato infatti dimostrato che LA NOSTRA MENTE MANIPOLA E MEMORIZZA MEGLIO I DATI PRESENTATI IN TERMINI DI FREQUENZA PIUTTOSTO CHE DI PROBABILIT (Gigerenzer & Todd, 1999)

Le distorsioni del giudizio di probabilit e della stima di rischio


Immagina di volerti iscrivere al corso di laurea in Giurisprudenza. Hai per la convinzione che in questa facolt ci si possa facilmente disperdere perch lampia mole di iscritti fa s che non sia possibile alcun dialogo con i docenti e che si venga trattati come un numero. Alcuni amici, per incoraggiarti, ti raccontano di una persona che ha concluso con successo i suoi studi e che riuscita anche ad avviare interessanti collaborazioni di ricerca con alcuni docenti. Altri invece ti riportano la storia unaltra persona, che dopo qualche anno ha abbandonato perch completamente demotivata. Molto probabilmente tenderai a considerare pi credibile la seconda storia, poich la mente umana tende naturalmente a selezionare informazioni coerenti con le ipotesi gi formulate. Quelle discordanti sono infatti pi costose da elaborare, in virt di quello che gli psicologi cognitivi hanno definito LERRORE SISTEMATICO DELLECCESSO DI FIDUCIA (Lichtenstein, Fischhoff, & Phillips, 1982)

Le distorsioni del giudizio di probabilit e della stima di rischio


Immagina di volerti iscrivere al corso di laurea in Psicologia. Sei molto motivato, ma notoriamente non si tratta di un corso di laurea dagli ampi sbocchi occupazionali. Qual la probabilit che tu riesca ad ottenere un lavoro dopo la laurea?  Effettua una stima da 0 a 100. Immagina, ora, che una persona senza alcun interesse verso la psicologia debba effettuare la stessa stima. Molto probabilmente la tua percezione della probabilit di successo sarebbe superiore, poich tendiamo natuaralmente a considerare pi probabili le cose che desideriamo. Tale effetto coerente con quello che gli psicologi cognitivi definiscono IL PENSIERO DESIDERATIVO (Sigall, Kruglanski, & Fyock, 2000).

ancora sullirrazionalit del decisore

La teoria della prospettiva


3 punti fondamentali (Tversky e Kahneman, 1979) Il valore che diamo agli eventi possibili sempre soggettivo e dipendente dallo status quo Una variazione marginale negli esiti prospettati ha un effetto sulla scelta che diminuisce man mano che ci si allontana dal punto di riferimento Lentit di piacere provato per la vincita di una data somma non equivalente allentit di dispiacere provato per la perdita di una somma equivalente (limpatto emotivo dipende dal framing)

Che graficamente si traduce cos


Valore soggettivo (+)
+35 +25
Il valore che diamo agli eventi possibili sempre soggettivo e dipendente dallo status quo

Esito monetario (-) Perdite


-10
Lentit di piacere provato per la vincita di una data somma non equivalente allentit di dispiacere provato per la perdita di una somma equivalente (limpatto emotivo dipende dal framing)

+10 +20

Esito monetario (+) Guadagni


Una variazione marginale negli esiti prospettati ha un effetto sulla scelta che diminuisce man mano che ci si allontana dal punto di riferimento

- 45

Valore soggettivo (-)

Una delle principali implicazioni della teoria della prospettiva

leffetto di framing o incorniciamento

Di fronte ad uno stesso dilemma decisionale, se lenfasi viene spostata dalle vincite possibili alle perdite o vice versa, il comportamento di scelta del soggetto cambia

Es: il dilemma della malattia asiatica


Immaginate che gli USA si stiano preparando ad affrontare una malattia asiatica che, considerata leccezionale gravit, dovrebbe causare la morte di 600 persone. Per fronteggiare questo evento vengono proposti due programmi di intervento alternativi. Assumete che lesatta stima scientifica delle conseguenze dei due programmi sia la seguente

Al Gruppo A si diceva che:


 Se viene adottato il programma A verranno salvate 200 persone. Se viene adottato il programma B, c 1/3 di probabilit che 600 persone vengano salvate e 2/3 di probabilit che non si salvi nessuno.
Sceglievano generalmente il programma A (opzione dallesito sicuro) Frame di vincita

Al Gruppo B si diceva che:


 Se viene adottato il programma A 400 persone moriranno. Se viene adottato il programma B, c 1/3 di probabilit che nessuno muoia e 2/3 di probabilit che muoiano 600 persone.
Sceglievano generalmente il programma B (opzione dallesito incerto) Frame di perdita

Come si fa un REFRAMING?
TRE PASSI FONDAMENTALI

1.

Capire qual la cornice in cui il problema strutturato e che cosa ha determinato ladozione di quella particolare cornice. Generare frame alternativi a quello attuale. Individuare il frame vincente.

1. 1.

Anche le emozioni contano!


In qualsiasi processo decisionale lemozione entra a diversi livelli
Emozioni che ci aiutano a decidere Sono alla base delle nostre valutazioni e scelte. Emozioni incidentali Non hanno nulla a che vedere con la situazione decisionale, ma comunque influenzano il comportamento del decisore e le sue valutazioni. Emozioni anticipate Ci aspettiamo di provarle in seguito al realizzarsi degli esiti Emozioni anticipatorie Sono generate dalla prospettiva di subire perdite significative se gli esiti sperati non si realizzano.

Emozioni che ci aiutano a decidere


Vi sono emozioni che hanno un ruolo costruttivo nella scelta poich ci aiutano a semplificare il problema, eliminando tutte quelle alternative che ci procurano uno stato di malessere, e togliendoci, di conseguenza, dallimpasse della confusione

Tale prospettiva stata portata avanti da Antonio Damasio, neurologo Americano, il quale ha trovato che un danno ad una zona della corteccia pre-frontale respondabile dellintegrazione delle informazioni provenienti dal corpo con i processi di elaborazione superiore, comportava nei pazienti una evidente compromissione della loro capacit decisionale (Damasio, 1994). Sulla base di queste evidenze Damasio ha formulato

Lipotesi del marcatore somatico


Possiamo dare un valore positivo o negativo alle opzioni in ballo, perch ognuna suscita in noi reazioni, ovvero variazioni a livello somatico che il nostro cervello associa allinformazione in ingresso I nostri processi di valutazione non sono altro che lassociazione tra gli elementiopzioni e i loro marcatori somatici

Emozioni incidentali
Spesso siamo in preda ad emozioni che nulla hanno a che vedere con la situazione di scelta, ma che comunque influenzano le nostre valutazioni, la nostra stima dei rischi e di conseguenza le nostre scelte

Effetti dello stato danimo:


Lo stato danimo una condizione emotiva di sottofondo che si definisce solo in base alla sua valenza generale positiva o negativa siamo di buon umore o di cattivo umore.  In condizioni di stato danimo positivo:  tendiamo a sottovalutare i rischi (Johnson & Tversky, 1987)  tendiamo a effettuare scelte pi caute per timore di perdere lo stato danimo che ci siamo procurati (Isen, 1986)  In condizioni di stato danimo negativo:  tendiamo a sopravvalutare i rischi (Johnson & Tversky, 1987) tendiamo per anche ad effettuare scelte pi rischiose, per la voglia di cambiare lo stato nel quale ci troviamo, in virt della netta sensazione che non abbiamo nulla da perdere (Isen, 1986)

Emozioni incidentali
Effetti delle emozioni specifiche:
Al di l dello stato danimo generale, possiamo provare emozioni specifiche, anche della stessa valenza, ma che hanno una diversa natura perch diverse sono le valutazioni che ne stanno alla base. Al momento abbiamo dati sugli effetti delle emozioni specifiche di rabbia e paura (cf. Lerner & Keltner, 2001)  In condizioni di rabbia:  tendiamo a sottovalutare i rischi, perch abbiamo un pi forte senso di controllo sullambiente  tendiamo a effettuare scelte pi rischiose, in virt di una tendenza forte ad agire di impulso per alleviare lo stato di rabbia  In condizioni di paura:  tendiamo a sopravvalutare i rischi, perch tendiamo a considerare pi probabili gli scenari terrifici.  tendiamo ad essere pi cauti proprio perch aumenta la nostra percezione dei rischi

Emozioni anticipate
Effetti del rimpianto anticipato:
In ogni decisione il nostro obiettivo massimizzare lutile o minimizzare il rimpianto? Oggi, secondo molti psicologi cognitivi, la paura del rimpianto il principio in base a cui le scelte umane vengono compiute, e non la massimizzazione dellutile. Per quanto gli effetti delluno o dellaltro meccanismo possano coincidere, spesso la paura del rimpianto pu essere tanto pi forte da bloccare la scelta, producendo un fenomeno noto come INERZIA DI INIAZIONE (Tykocinski et al., 1995). Esso si produce quando lindividuo perde per un soffio unoccasione importante e non riesce a trovare nellambiente alternative che gli consentano di diminuire il rimpianto. Poich ogni tipo di scelta sarebbe per lui caratterizzata da questo malessere, decide di non scegliere, rimanendo in una condizione di immobilit

Emozioni anticipatorie
Effetti dellansia generata dalla prospettiva di subire ingenti perdite:
Lansia in questi casi si acutizza nelle situazioni di: Pressione temporale Conflitto decisionale (se le alternative sono tra loro troppo simili) Difficolt a rovesciare una decisione gi presa (Janis & Mann, 1977)

Effetti negativi

Decisioni degradate perch la condizione di ansia diminuisce le risorse attentive e di elaborazione del soggetto, che quindi non riesce a valutare bene tutte le informazioni

Comportamenti di evitamento difensivo che sono dannosi nelle situazioni in cui invece una decisione deve essere assolutamente presa

Possibili soluzioni: Consapevolizzare il soggetto rispetto alla situazione


in cui si trova, aiutarlo ad aumentare il livello di vigilanza e a diminuire il livello di attivazione ansiosa

Qualche regola di supporto alla decisione per lasciare da parte le emozioni e provare a massimizzare lutile

Posto che ogni scenario decisionale definibile in base a


Opzioni a disposizione Dimensioni (i.e. le qualit che sono diversamente presenti nelle diverse opzioni) Pesi (i.e. limportanza che attribuiamo alle varie dimensioni) Esiti (cui ladozione delluna o dellaltra opzione pu dare luogo)
Gli studiosi hanno proposto una serie di regole decisionali che si differenziano in base al modo in cui combinano le informazioni riferite a tutti questi aspetti e allordine con cui esse vengono prese in considerazione Le regole decisionali si distinguono in: Algoritmiche: consentono al decisore di scegliere lalternativa che massimizza lutile, attraverso lelaborazione di tutta linformazione disponibile Semplificatrici: consentono al decisore di risolvere il dilemma di scelta senza garantire la scelta ottimale, ma assicurando un risparmio di risorse cognitive e tempo.

2 REGOLE SEMPLIFICATRICI
Regola lessicografica: Ordina gli attributi secondo una scala decrescente di importanza. Sceglie lalternativa che presenta la valutazione migliore rispetto agli attributi presi in ordine di importanza Regola delleliminazione per aspetti: Fissa i livelli minimi per ogni attributo e considera il grado di importanza relativa dei vari attributi. Partendo dallattributo pi importante elimina le alternative che non raggiungono il livello minimo stabilito Passa al secondo criterio, proseguendo nelleliminazione fino a che non rimane che una sola alternativa.

1 REGOLA ALGORITMICA
La regola delladdizione multiattributiva
Ogni dimensione ha un livello di importanza-peso nella scelta della soggetto (es. da 1 a 5) Di tutte le opzioni si stabilisce il punteggio che ottengono rispetto alle varie dimensioni considerate Lutilit di ciascuna opzione la somma dei punteggi stabiliti, moltiplicati per il peso Seguendo lesempio riportato nella colonna corrispondente a psicologia, prova a calcolare lutilit delle altre opzioni, attribuendo sulle varie dimensioni un punteggio tuo (es. da uno a 5, fisioterapia a me interessa, 1), e a prendere una decisione fittizia confrontando le utilit
Alternative Psicologia Fisioterapia Lingue Peso

Attributi Brevit Interesse Spendibilit Facilit UTILITA 2 (2) = 4 5 (4) = 20 3 (3) = 9 2 (1) = 2 35 (2) (4) (3) (1)

Lalbero decisionale
Esso aiuta a ben definire le opzioni in ballo e i possibili esiti cui possono dar luogo, spingendo il decisore ad individuare anche i momenti di incertezza che potrebbero crearsi in futuro e le decisioni che potrebbe essere chiamato a prendere. Tale strumento ha anche il vantaggio di far perdere la percezione della scelta come momento che d la direzione in assoluto, in quanto prospetta futuri sempre ritrattabili.

Xa Fattore di incertezza Ya Punto di scelta Xb Fattore di incertezza

Punto di scelta

Punto di scelta Punto di scelta

Yb Punto di scelta

FINE