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Corrente elettrica e campi

magnetici

La corrente elettrica - circuiti


Cariche elettriche ferme
 La materia ordinaria è composta di molecole, che sono costituite
da un insieme di atomi tenuti assieme da forze elettromagnetiche.
 Ogni atomo è composto da un nucleo costituito da particelle
chiamate protoni e neutroni attorno al quale si muovono tanti
elettroni quanti sono i protoni.
 Neutroni e protoni hanno praticamente la stessa massa mentre la
massa degli elettroni è circa 1/2000 della massa dei protoni.
 un “sistema solare in miniatura”: forza di gravitazione universale tra i
pianeti e il sole – proporzionalità con le masse
 sistemi microscopici è valida la meccanica quantistica (per sistemi
macroscopici si riduce a quella classica)
 Nell’atomo ogni protone ed ogni elettrone si attraggono con una
forza che non dipende dalla massa (è molto più intensa a parità di
distanza) ma da un’altra caratteristica chiamata carica. Elettroni e
protoni si respingono tra loro.
 Esiste un solo tipo di massa che dà luogo a forze attrattive, ma
esistono due tipi di carica a cui si dà il nome di cariche negative e
cariche positive.
 Cariche di segno opposto si attraggono, cariche dello stesso segno
si respingono. Per convenzione il tipo di carica dell’elettrone si
chiama negativo, mentre quello del protone si chiama positivo.

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Cariche elettriche ferme
 Tutte le cariche elettriche sono multiple della carica dell’elettrone (la carica
del protone differisce solo per il segno): la carica è una grandezza quantizzata.
 Gli atomi normalmente hanno quindi tante cariche negative quante positive e si dice
perciò che sono neutri e così lo sono le molecole.
 Tra le molecole neutre esistono forze residue elettriche dovute al fatto che nelle
molecole le cariche non sono distribuite uniformemente.
 Diversamente da quanto avviene in un sistema solare l’energia degli elettroni non
può variare in maniera continua ma sono permessi solo certi valori dell’energia (livelli
energetici quantistici).
 Se due sostanze sono poste in contatto, anche strofinandole tra di loro, una delle due
sostanze perde più facilmente degli elettroni e divenire carica negativamente mentre
l’altra acquisterà una carica positiva.
 Isolanti:
 Le cariche resteranno confinate dove sono state prodotte
 Vetro, plastica, legno
 L’acqua purissima senza presenza di sali disciolti
 L’aria secca è un buon isolante
 Conduttori:
 Un notevole numero di particelle cariche (elettroni) sono libere di muoversi
 Sostanze soprattutto a struttura cristallina (rame, argento, ferro, etc.)
 L’acqua comune un buon conduttore
 L’aria umida conduce abbastanza bene
 Quando una carica si muove attraverso un materiale, si dice che c’è una corrente
elettrica nel materiale

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Elettrizzazione
 E' noto fin dall'antichità che un pezzo di ambra strofinato acquista
la proprietà di attirare corpi leggeri, sembra che la scoperta risalga
a Talete di Mileto (VII-VI sec. a.C).
 Oltre all'ambra, corpi di plexiglas, vetro, polietilene ecc. hanno la
stessa proprietà. Diciamo che questi corpi per strofinio si
elettrizzano.
 Il fenomeno di elettrizzazione è un'alterazione dell'equilibrio tra
cariche elettriche positive e cariche elettriche negative esistenti in
ogni corpo non elettrizzato
 L'elettrizzazione è il risultato dello spostamento di un certo
numero di elettroni, detti elettroni di conduzione, da un corpo a un
altro.
 Durante il processo di carica di un conduttore c'è un movimento di
cariche elettriche, tale movimento cessa nell'istante in cui ha
termine il processo di carica ed il conduttore raggiunge uno stato
di equilibrio detto equilibrio elettrostatico.
 Sperimentalmente si ricava che le cariche elettriche di un
conduttore in equilibrio elettrostatico si distribuiscono sulla
superficie esterna del conduttore stesso.

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Elettrizzazione
Elettrizzazione per strofinio
 Strofinando una bacchetta di vetro, con un panno di seta, si
elettrizza positivamente, ciò accade perché alcuni elettroni
vengono strappati al vetro dalla seta.
Strofinando una bacchetta di polietilene, con una pelle, si
elettrizza negativamente, ciò accade perché alcuni elettroni
vengono strappati alla pelle dal polietilene.
Elettrizzazione per contatto
 Nei conduttori alcuni elettroni (gli elettroni di conduzione) hanno
una certa libertà di movimento, cioè se soggetti a una forza
elettrica, si spostano da un atomo a un altro. Se facciamo toccare
una barretta di metallo con un corpo carico positivamente, gli
elettroni di conduzione della barretta sono attratti dal corpo carico,
il metallo perde, così, alcune cariche negative e risulta carico
positivamente.
Elettrizzazione per induzione
 Se avviciniamo a una barretta di metallo un corpo carico, ad
esempio positivamente, gli elettroni di conduzione vengono
richiamati verso la parte più vicina al corpo carico. Se il corpo
carico viene allontanato la barretta ritorna neutra.

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Legge di Coulomb
 L'intensità della forza di attrazione o repulsione tra cariche
fu determinata nel 1785 da Coulomb che determinò la legge
di Coulomb.

Dipendenza della forza dalla distanza


 Coulomb operò con delle sferette aventi una determinata
carica e le pose a varie distanze, dalle misure fatte ricavò
che se la distanza raddoppia la forza diviene quatto volte
più piccola, se la distanza triplica la forza diviene nove volte
più piccola, se la distanza si dimezza la forza diviene
quattro volte più grande ecc.
Quindi la forza di interazione tra due cariche puntiformi è
inversamente proporzionale al quadrato della distanza.

Dipendenza della forza dalle cariche


 Coulomb ricavò che non variando la distanza, la forza è
direttamente proporzionale a ciascuna delle due cariche,
quindi al loro prodotto.

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Legge di Coulomb
 La forza tra due cariche elettriche si chiama forza di Coulomb. Tra
due piccole sfere cariche (puntiformi) poste ad una certa distanza
r si esercita quindi una forza
F = k Q1Q2/r2
 La forza attrattiva o repulsiva fra due cariche elettriche è
direttamente proporzionale al prodotto delle cariche e
inversamente proporzionale al quadrato della distanza che le
separa.
 Per motivi storici e pratici l’unità di carica 1C (1Coulomb) nel SI è
definita a partire dall’unità di corrente elettrica (l’Ampère) ed è la
quantità di carica che passa in un secondo in un conduttore
percorso da una corrente di 1Ampère.
 Con tale definizione dell’unità di carica
k = 8.99x109 Nm2/C2
 Due corpi carichi di 1 Coulomb messi a 1 m di distanza si
respingono con una forza di 9x109N
 La carica dell’elettrone (e del protone) è q = -1.6x10-19C
 La carica elettrica si conserva: la carica netta (algebrica) di
qualsiasi sistema isolato non può cambiare.

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Attività sull’elettricità statica
 Gli esperimenti vanno eseguiti in
ambienti secchi, altrimenti le cariche si
disperdono. Può essere utile scaldare
(ad es. mediante una candela o un
asciugacapelli) i vari oggetti per
eliminare il velo di umidità superficiale.
 Strusciare con un panno di seta o di
lana un pettine od un righello di
plastica. Questi si caricano
positivamente e possono attirare
pezzetti di carta.
 Strusciare una lastra di plexiglas e
poggiarla su due libri non troppo spessi
come sostegni. Porre sotto la lastra
chicchi di riso (ben seccati in forno) o
riso soffiato. I chicchi di riso salteranno
a toccare la piastra, dopo poco saranno
respinti, poi di nuovo attratti ecc.
 Un perno verticale costituito da uno
spillo piantato in un cuscinetto di pezza
sostiene una cannuccia di plastica
girevole. Si strofina una parte della
cannuccia con un panno di lana e si
avvicinano ad essa altri corpi, anch’essi
strofinati. Si nota che la cannuccia
talvolta gira avvicinandosi al corpo e
talaltra gira in senso contrario

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Attività sull’elettricità statica
 Strusciare con un panno
una bacchetta per es. di
vetro o di plexiglas e
sospenderla per mezzo di
un filo di seta. Avvicinare
ad un estremo un’altra
bacchetta di vetro
elettrizzata (cariche dello
stesso segno) o una
bacchetta di gomma o
polietilene.
 Il corpo umano è un
isolante od un conduttore?
 Sperimentare con
palloncini strofinati.
 Avvicinare un corpo
elettrizzato ad una
bacchetta di conduttore
sostenuta da un isolante.

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Attività sull’elettricità statica
 Generatori elettrostatici: macchine elettriche che
producono elettricità
 L’elettrizzazione dei capelli
 In una stanza buia si possono vedere piccole
scintille scoccare da un oggetto elettrizzato (golf
di lana o di materiale sintetico: scintille e
scrocchio).
 Indossando indumenti di lana o materiale
sintetico si può vedere una scintilla e sentire una
scossa toccando la portiera dell’auto.
 Questi fenomeni portano a scaricare i corpi carichi
attraverso la ricombinazione delle cariche.
 Elettricità nell’atmosfera e dei fenomeni connessi.

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Attività sull’elettricità statica
 L’elettroscopio in mostra è
costituito da un barattolo
di marmellata (vuoto!), nel
cui coperchio, di materiale
non conduttore, è inserito
un perno di metallo a cui
sono agganciate due
lamine sottili di stagnola.
 Avvicinando alla palla o
toccandola con un oggetto
carico le foglioline
dell’elettroscopio si Asticella Fili di
divaricano. metallica paglia

 Elettroscopio con la paglia Base


 Base isolante, un’asticella isolante
di metallo. Facciamo
pendere ai due lati due fili
di paglia.

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Campo elettrico
 Il rapporto tra carica che si deposita su un conduttore e il
potenziale acquisito dal conduttore si chiama capacità del
conduttore.
 La capacità di una sfera carica è proporzionale al raggio della
sfera, la formazione della sfera serve ad aumentare la capacità
dell’elettroscopio. Quando un corpo carico viene portato a contatto
con l’elettroscopio la carica inizialmente presente sul corpo si
ripartisce tra il corpo stesso e l’elettroscopio in proporzione alle
capacità dei due conduttori; se la capacità dell’elettroscopio è più
alta questo riceverà una carica maggiore.
 L’elettroscopio può essere utile per introdurre il concetto di campo
elettrico.
 L’elettroscopio posto in vicinanza di una carica elettrica mostra per
induzione la presenza della medesima. Si può pensare che la
carica elettrica crei nello spazio una alterazione dello spazio
medesimo a cui si può dare il nome di campo elettrico.
 Così una astronave che navighi lontano da ogni tipo di materia
potrà avvertire la presenza di un corpo celeste dalla forza che
l’attrae verso una certa direzione dovuta al campo gravitazionale
creato dal corpo celeste.

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Campo elettrico
 Il campo elettrico è definito nel seguente modo:
in un punto dello spazio esiste un campo elettrico non nullo
quando una carica posta in quel punto risulta soggetta ad
una forza elettrica.
 Il modulo della forza F risentita da una carica q non troppo
grande è proporzionale alla carica stessa, vale la relazione:
F=qE
da cui:
E=F/q
 E si chiama intensità del campo elettrico.
 Possiamo dire che il campo elettrico in un punto dello
spazio è un vettore che ha
 la direzione della forza esercitata su una carica
sufficientemente piccola posta in quel punto,
 il verso concorde alla forza se la carica considerata è
positiva, verso opposto se è negativa,
 l’intensità uguale al rapporto tra l'intensità della forza e
la carica.

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Campo elettrico
 Le figure rappresentano il campo elettrico generato nello
spazio vuoto da una carica elettrica Q.
 Le linee disegnate si chiamano linee di forza.
 Una linea di forza è una linea dotata di verso tale che in
ogni suo punto la tangente orientata ha la direzione ed il
verso del campo elettrico.
 Dove il campo elettrico ha intensità maggiore le linee sono
più fitte.


+q E
+q
+Q –Q

E
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Schermo elettrostatico
 Per l’esistenza di cariche dei due segni è possibile costruire uno
schermo elettrico. Se si pone un elettroscopio è posto in una
gabbia metallica posta in contatto con la terra l’elettroscopio non
avvertirà la presenza di una carica avvicinata alla gabbia.
 Nel campo gravitazionale ciò non è possibile. Se si riuscisse a
realizzare uno schermo gravitazionale un corpo messo dentro uno
schermo gravitazionale non sarebbe più attratto alla terra e
potrebbe allontanarsene liberamente (e analogamente si potrebbe
sfuggire alla attrazione del sole!).
 Una macchina sotto un temporale funziona da schermo =>
all’interno della macchina non si risente dell’azione dei campi
elettrici e si è anche sicuri dai fulmini!
 Filmato
 Il campo elettrico è definito come il rapporto tra la forza agente su
una carica di prova (piccola per non alterare la distribuzione di
cariche esistente) e la carica stessa. L’intensità del campo elettrico
a distanza r da una carica Q è quindi per la legge di Coulomb:
E = k Q/r2
 Il campo gravitazionale prodotto da una massa M è analogamente:
GM/r2

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Energia potenziale elettrica
 Energia potenziale elettrica è l’energia di un oggetto carico sottoposto a un
campo elettrico.
 Il potenziale elettrico è una proprietà del campo stesso, esistente sia che
un oggetto carico si trovi o non si trovi in esso.
 Si definisce potenziale elettrico come V=Enpot/q (rapporto tra en. potenziale
e la carica di prova)
L'unità di misura del potenziale è il Volt=J/C
 Si dice che tra due punti A e B di una regione di spazio sede di un campo
elettrico c'è una differenza di potenziale (ddp) di 1 Volt se la forza elettrica
compie il lavoro di 1J per portare una carica di 1C da A a B.
Superfici equipotenziali
 Una superficie equipotenziale è il luogo dei punti che hanno lo stesso
potenziale.
 Le superfici equipotenziali sono perpendicolari alle linee di forza.
Condensatori
 Dispositivi per immagazzinare energia potenziale in un campo elettrico:
 Flash fotografico
 Defibrillatore
 L’informazione sulla presenza o assenza dei campi elettrici
 Sintonizzatori di ricevitori e trasmettitori radio e televisivi
 Elementi di memoria dei calcolatori

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Magneti permanenti
 Vari tipi di magneti:
 magneti da frigorifero
 magneti ad U dei sarti (per raccogliere spilli)
 piccole bussole
 magneti a barretta (ferramenta)
 magnetite sotto forma di minerale grezzo.
 Forze tra magneti a barretta.
 In un magnete ci sono due poli magnetici e che poli dello
stesso segno si respingono mentre poli di segno diverso si
attraggono.
 Spezzando un magnete non si ottengono cariche
magnetiche isolate ma sempre cariche dei due segni.
 Azione di calamite permanenti su materiali vari.
 Utilizzare la forza magnetica per estrarre un pezzetto di
ferro immerso in acqua, alcool, olio. La forza magnetica si
trasmette attraverso tutti i materiali che non risentono
dell’azione di calamite.

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Aghi magnetici
 La bussola si orienta nel campo magnetico
terrestre.
 La bussola si orienta vicino ad una calamita a
barretta.
 A causa dell’esistenza dei due poli ci sarà sempre
una forza sul polo positivo ed una sul polo
negativo che tenderanno a far ruotare l’ago.
 A differenza del campo elettrico che si manifesta
come una forza che agisce sulle cariche, il campo
magnetico (che si indica in genera con la lettera
B) si manifesta come una azione meccanica che
tende a fare ruotare gli aghi magnetici!
 L’ago tende a ruotare fino a che le forze agenti
sui due poli si disporranno lungo l’asse dell’ago in
versi opposti.

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Magneti permanenti
 Far vedere la formazione di campo magnetico con
la limatura di ferro:
 si pone un cartoncino su un magnete, i singoli pezzettini
di limatura si disporranno paralleli alla direzione del
campo magnetico
 la limatura si dispone formando delle linee che partono
da un polo ed arrivano all’altro. Queste linee vengono
dette linee di forza. La limatura si disporrà in modo da
essere più densa in vicinanza dei poli dove la forza
magnetica è più intensa.
 Per discussioni ed approfondimenti:
 Chi ha inventato la bussola?
 Come si utilizza la bussola per orientarsi?
 I poli magnetici terrestri si sono mai spostati nel tempo?
 Cosa sono le tempeste magnetiche?
 Gli uccelli migratori hanno la bussola?

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La corrente elettrica
 Se si connettono mediante un sottile filo metallico i due corpi su
cui si sono accumulate le cariche, queste si muovono lungo il filo
conduttore e si ricombinano.
 La corrente elettrica che passa in un filo è definita come il rapporto
della carica che passa attraverso il filo e l’intervallo di tempo
durante il quale la carica è passata:
i = q/t
 Se la corrente è la stessa qualunque sia l’intervallo di tempo
considerato si dice che la corrente è continua (cc).
 Se si congiungono tra loro i poli di una batteria elettrica con un filo
sottile questa è in grado di mantenere una corrente continua per
un certo intervallo di tempo, fornendo con continuità carica
elettrica ai suoi due poli.
 I bambini hanno curiosità di comprendere l’uso dell’elettricità nelle
loro case e nei loro giocattoli ed hanno familiarità con le pile che
vengono utilizzate per molti giocattoli.
 Per far muovere giocattoli meccanici occorre una certa quantità di
lavoro, la pila può quindi produrre al suo interno (mediante una
reazione chimica) una certa quantità di energia elettrica e che può
essere convertita in energia meccanica.

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La corrente elettrica
 L’energia immagazzinata in una pila è data da
E = qV
 Dove V è la tensione in volt erogata dalla pila (la differenza di potenziale
tra i due poli della pila abbreviata come d.d.p.) e q la quantità i carica che
la pila può fornire.
 Si definisce l’unità di corrente Ampère (A) in modo tale che essa equivalga
al passaggio della carica di 1C in 1s.
 Le pile possono fornire per una certa durata di tempo correnti dell’ordine di
grandezza dei milliAmpère.
 Su una pila tipica di 9V è riportata la corrente che la pila può fornire alla
tensione di 9V.
Facendo scorrere ad es. una corrente di 0.12A per un’ora
Q = 120 mAh = 0.12Ax3600s = 432 C
 L’energia che la pila può fornire è allora:
E = 432x9J = circa 3900 J
 Una pila fornisce questa energia mantenendo tra i suoi poli una d.d.p.
dell’ordine di 10 V.
 Una batteria di un’auto piccola fornisce circa 45Ah.
 Quando si unisce il polo positivo di una pila al polo negativo con un
conduttore si costituisce un circuito elettrico chiuso.
 Se il conduttore è interrotto si ha un circuito aperto.

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La corrente elettrica
Materiale per attività sui circuiti in corrente continua:
 Pile elettriche,
 Lampadine da torce elettriche,
 Filo elettrico da campanelli, filo di rame smaltato sottile,
 Forbici, pinze, cacciaviti.
 Saldare dei fili ai due terminali (la parte a vite e il contatto
sulla parte inferiore o montando dei portalampade su
apposite basette).
 I fili possono essere congiunti usando morsetti a vite
(mammut), fili che terminano con pinze a molla
(coccodrilli).
 Costruire un circuito con una pila, una lampadina, un
portalampadina e del filo elettrico. Aprire il circuito
tagliando un pezzo di filo elettrico (circuito aperto) ed
inserire vari pezzi di materiale tra i due estremi.
 I materiali isolanti manterranno il circuito aperto, con
materiali conduttori il circuito è chiuso.

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Attività
 Provocare un corto circuito unendo tra loro (brevemente
per non esaurire la pila) mediante un pezzo di filo
conduttore i due fili che portano alla lampadina. Perché la
lampadina si spenge? (la locuzione “corto circuito” ed il
fenomeno saranno certamente noti anche ai bambini più
piccoli).
 Costruire un interruttore ed inserirlo nel circuito. Come
funziona? Striscia di rame
bloccata dalla vite

Filo
elettrico vite Tavoletta
bloccato di legno
dalla vite

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Circuiti in serie e in parallelo

Lampadine in serie Lampadine in parallelo

 Cosa avviene se si svita dal portalampade una lampadina


nel circuito in serie?
 Cosa avviene se si svita dal portalampade una lampadina
nel circuito in parallelo?
 Come sono montate le lampadine nel circuito elettrico di
casa?
 Come sono montate nella ghirlanda di lampade dell’albero
di Natale?
 Come cambia la luce delle lampadine se c’è una sola
lampadina o due in serie o tre in serie o due in parallelo o
tre in parallelo?

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Multimetro
 Per ragazzi più grandi si può utilizzare uno strumento detto multimetro
digitale per rendere quantitative le osservazioni.
 Il multimetro è dotato di due cavi che vanno infilati nelle boccole
predisposte. Normalmente il cavo nero (COMune) si connette alla boccola
contrassegnata così e di colore nero.
 L’altro cavo si connette ad una delle altre boccole a seconda della funzione
che lo strumento universale deve svolgere. Nell’esempio in figura la
boccola V deve essere utilizzata per misure di tensione, mentre la boccola
A deve essere utilizzata per misure di corrente.
 Il commutatore al centro serve per selezionare varie funzioni o la scala
della lettura (ad es, per la corrente 100 mA al massimo, 1 A al massimo
etc.) Alcuni strumenti più sofisticati aggiustano automaticamente la loro
sensibilità.
Display di lettura con
1.2 V indicazione dell’unità di
Selettore di funzione e misura
di fondo scala

Boccole per la
V connessione di cavi

COM A

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Multimetro
 Per la lettura di tensioni (funzione di voltmetro) bisogna toccare
con i puntali dei cavi i due punti del circuito (parte conduttrice)
tra i quali si vuole leggere la differenza di potenziale(ddp) e cioè in
parallelo. Per esempio per leggere la ddp tra i due morsetti di una
pila occorre collegare i due cavi ai due morsetti, per leggere la ddp
ai capi di una lampadina accesa bisogna connettere i due cavi ai
due estremi della lampadina.
 Per la lettura delle correnti (funzione di amperometro) occorre
interrompere il circuito nel punto in cui si vuole misurare la
corrente e connettere il multimetro in serie con i due tronconi di
circuito.

Display di lettura con


1.2 V indicazione dell’unità di
Selettore di funzione e di misura
fondo scala

Boccole per la
V connessione di cavi

COM A

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Conduttività elettrica del corpo umano
 Una pila da 4,5 V è collegata a due elettrodi costituiti da
due placche di rame. In uno dei fili di collegamento è
inserito un tester. Se una persona tiene in ciascuna mano
un elettrodo, chiudendo così il circuito, il tester segnala
passaggio di corrente, indicando in tal modo che anche il
corpo umano conduce corrente. Si possono formare catene
di più persone che si tengono per mano e si ha passaggio di
corrente.

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Attività
Circuito in serie
 Utilizzare il voltmetro per misurare la ddp ai capi della pila nel
circuito serie ed ai capi delle lampadine.
 La ddp ai capi della pila sarà eguale alla somma delle ddp ai capi
delle lampadine (si dice anche caduta di potenziale ai capi della
lampadine).
Discutere questo risultato in base alla definizione data di ddp.
 Misurare la corrente in vari punti del circuito: la corrente sarà
uguale in tutti i punti del circuito.
Discutere questo risultato in base alla definizione di corrente.

Circuito in parallelo
 Utilizzare l’amperometro per misurare la corrente che esce dalla
pila (erogata dalla pila) e le correnti nelle varie lampadine in
parallelo.
 La corrente erogata dalla pila è uguale alla somma delle correnti
che passano nelle singole lampadine.
Discutere questo risultato in base alla definizione di corrente.
 Misurare la ddp ai capi delle lampadine. Tutte le ddp sono uguali
nel circuito parallelo.

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Resistenza, leggi di Ohm
 Nel circuito con le lampadine in serie di può verificare che la
luce emessa dalla lampadine (la corrente) è inversamente
proporzionale al numero di lampadine.
 Se si alimenta il circuito con una tensione doppia o tripla
(mettendo in serie delle pile) si verifica che la corrente è
proporzionale al numero di pile in serie. Ad esempio un
circuito con due lampadine e due pile in serie fa passare la
stessa corrente del circuito con una pila ed una lampadina.
 Questi fatti sono compatibili con l’idea che le lampadine
forniscono una “resistenza” al passaggio della corrente e
che la corrente è inversamente proporzionale alla resistenza
e direttamente proporzionale alla ddp agli estremi della
resistenza:
I = V/R o analogamente V = RI
(prima legge di Ohm)
 La resistenza si misura in Ohm (Ω), con 1Ω = 1 V/A.
 Si chiamano conduttori ohmici tutti i conduttori per i quali si
verifica la legge di Ohm.

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Resistenza, leggi di Ohm
 Sperimentalmente si ricava che la resistenza (R)
è direttamente proporzionale alla lunghezza l del
filo ed inversamente proporzionale alla superficie
S della sua sezione:
R = ρl/S
(seconda legge di Ohm)
 ρ è un parametro che caratterizza la sostanza
(resistività).
 Il multimetro può misurare la resistenze. Misurare
la resistenza tra due mani. Cambia la resistenza
se le mani sono ben asciutte o leggermente
sudate?
 Misurare la resistenza tra due terminali inseriti in
un liquido (acqua, alcool, olio…)

La corrente elettrica - circuiti 30


Gli schemi dei circuiti
 Si possono introdurre gli schemi dei circuiti
ed invitare i ragazzi a realizzarli.
+
-

pila resistenza interruttore interruttore


aperto chiuso

V A

ampèrometro due resistenze


voltmetro due resistenze
in serie in parallelo
La corrente elettrica - circuiti 31
Effetto Joule
 La lampadine scottano quando sono attraversate da
corrente. Un qualunque altro oggetto attraversato da
corrente produce calore.
 Questa è una forma di trasformazione dell’energia elettrica
in energia termica (effetto Joule).

 Sapendo che E=qV e q=it, ne consegue che E = iVt


 E quindi la potenza elettrica è W= E/t = iV = i2R = V2/R.

 Se tutta l’energia elettrica venisse convertita in calore la


potenza termica sarebbe data dalla stessa formula.
 In una lampadina a incandescenza una parte della energia
elettrica è convertita in energia luminosa.
 Le lampade a risparmio energetico una maggiore parte
dell’energia elettrica è convertita in energia luminosa
mentre è minore la frazione dell’energia elettrica convertita
in energia termica.

La corrente elettrica - circuiti 32


Effetto Joule
 Se si tocca una pila che è stata in funzione per un certo
tempo si può notare che essa si riscalda, poiché la corrente
percorre un percorso chiuso e quindi passa anche all’interno
della pila e dissipa energia al suo interno per effetto
Joule.
 Il rendimento di una pila è sempre minore del 100% perché
una parte dell’energia fornita è dissipata internamente.
 Il processo si può schematizzare pensando che una pila
reale corrisponda al seguente circuito:
pila Morsetto
esterno

Resistenza
“interna” r

La corrente elettrica - circuiti 33


Trasformazioni di energia
 Un motorino elettrico,
alimentato, solleva un
peso che, ricadendo,
fa accendere un LED.
 L’energia elettrica
prodotta dalla pila che
alimenta il motorino si
trasforma in energia
meccanica e in
particolare in energia
potenziale del pesetto;
 l’energia potenziale si
ritrasforma in energia
elettrica e questa in
energia luminosa.

La corrente elettrica - circuiti 34


Pila
 Una pila può essere
costruita immergendo in
acqua acidulata (con un po’
di acido come anche aceto
o limone, anche acido
cloridrico [muriatico] da
diluire con grande
attenzione) e due strisce di
rame e zinco o altre coppie
di materiali come ferro e
alluminio (elettrodi).
 Provare anche con acqua in
cui è sciolto un po’ di sale
di cucina o dello zucchero. zinco
Lavare i recipienti quando si
cambia la soluzione!
 Con il multimetro digitale si Stoffa
può misurare la d.d.p. ai imbevuta di
agli elettrodi. acido solforico
 La pila di Volta. diluito

La corrente elettrica - circuiti rame 35


Pila
 Le pile moderne sfruttano processi elettrochimici più
complessi (soprattutto per evitare l’uso di materiali
inquinanti), pile molto simili in struttura a quella di Volta
erano in commercio fino a pochi anni da con un involucro
esterno di zinco un elettrodo centrale di carbone ed un
riempimento di soluzioni di acido.
(ai quali era dovuta il fenomeno di corrosione che dava
luogo al deposito di sali ed acidi che si trovava all’esterno di
pile lasciate troppo tempo all’interno di strumenti).
 Aprire una pila di vecchio tipo (da torcia)
Chiusura Morsetto
stagna terminale (+)

Involucro di zinco
ricoperto di isolante
Pasta acida

Elettrodo centrale
di carbone

La corrente elettrica - circuiti 36


Fonti
 Halliday, Resnick, Fondamenti di
Fisica, Masson, 1996
 www.fisica.uniud.it\GEI\GEIweb\gein
ew\circuiti\s_cir.htm

 www.liceo-vallisneri.lu.it\fisica3\fisica
3.htm

La corrente elettrica - circuiti 37


Magnetismo
 Il campo magnetico  Il campo magnetico
di due barrette
della Terra: magnetiche

La corrente elettrica - circuiti 38


Campi magnetici creati da correnti elettriche
Una corrente crea un
campo magnetico:
Campo magnetico creato
da un filo rettilineo:
 Sostenere un filo
rigido in cui passa una
corrente elevata e
disporre limatura di
ferro o piccole bussole
in un piano
perpendicolare al filo.
 Le linee di forza che si
evidenziano sono linee
circolari perpendicolari
al filo.

La corrente elettrica - circuiti 39


Campo m. di una spira
Campo m. creato da una spira o da una bobina:
 Creare una spira arrotolando un filo di rame smaltato
attorno ad un supporto circolare, rimuovere la spira dal
supporto, osservare le linee di forza del campo con la
bussola o limatura di ferro.
 Campo magnetico simile a quella di un magnete a barretta:
un ago magnetico perpendicolare al piano della spira. Si
noti in entrambi i casi che il campo magnetico tende ad
essere perpendicolare alla corrente.

La corrente elettrica - circuiti 40


Elettrocalamita
 L’inserimento di un nucleo di ferro dolce all’interno di una bobina
aumenta grandemente il campo elettrico prodotto.
 Avvolgere del filo isolato attorno ad un cilindro di ferro (anche un
grosso chiodo). Si crea così una calamita artificiale che funziona
come un magnete permanente finché circola corrente nel circuito.
 Il rovesciamento del segno della corrente rovescia la polarità della
magnetizzazione del cilindro.

La corrente elettrica - circuiti 41


Le forze su circuiti percorsi da corrente in un c. m.
 Su un conduttore percorso da una corrente, immerso in un campo
magnetico B, agisce una forza
 perpendicolare alla direzione della corrente e del campo B.
 il cui verso si determina secondo la regola della mano destra
 (Nella figura è perpendicolare al foglio ed uscente dal foglio.)
 Se l’angolo tra i e B è retto il suo modulo è F = ilB,
 dove l è la lunghezza del filo supposto rettilineo attraversato dalla
corrente i. i

B F
i

 Analogia tra: un anello percorso da corrente e un ago magnetico


 campo magnetico creato
 forze che si esercitano sul conduttore rettilineo immerso nel
campo magnetico

 Perciò si può definire il campo magnetico in termini della formula


precedente.
La corrente elettrica - circuiti 42
Galvanometro
 È uno strumento per misurare la corrente attraverso la
rotazione di un ago magnetico (o una bobina).
 Può essere realizzato sospendendo ad un filo un ago
magnetizzato e sospendendolo al centro di una bobina. Il
campo magnetico creato dalla bobina tenderà a far ruotare
l’ago magnetico in modo che si disponga lungo l’asse della
bobina. Il filo eserciterà una forza di richiamo e l’ago
ruoterà fino a raggiungere l’equilibrio tra la forza dovuta al
campo magnetico e la forza di richiamo esercitata dal filo.
 Il campo magnetico e quindi la deflessione dell’ago sono
proporzionali alla corrente che passa nella bobina.

La corrente elettrica - circuiti 43


Motore elettrico
Il principio del motore elettrico:
 Come in figura, la bobina tende a ruotare in senso orario.
Se il verso della corrente si inverte, la bobina tende a
ruotare in senso antiorario.
Ago Questo lato
magnetico è tirato
equivalente verso l’alto
alla spira

Verso
della
N
corrente
N S

S Questo lato è
tirato verso il
Spira percorsa basso
da corrente

Vista laterale Vista dall’alto 44


Motore elettrico
 Realizzare un motore elettrico dimostrativo:
 costruire una bobina lasciando sporgere il filo della bobina ai due
estremi di un diametro
 l’estremo libero del filo deve essere privato del rivestimento isolante e
poi reso isolante sulla parte superiore ad esempio dipingendolo con
cura con un pennarello nero.
 La bobina ruoterà di mezzo giro. Quando avrà ruotato di mezzo giro la
parte isolante del filo della bobina toccherà il supporto conduttore e non ci
sarà passaggio di corrente e quindi nessuna forza.
 Il movimento rotatorio dovrebbe proseguire per inerzia per altro mezzo
giro ed a questo punto si ripristina il contatto elettrico che tenderà a fare
ruotare la spira di altro mezzo giro.

Sostegno
conduttore

S
Base isolante
(legno)
N

La corrente elettrica - circuiti 45


Motore elettrico
 Nei motori elettrici reali un sistema di contatti striscianti invertirà il
segno della corrente ogni mezzo giro in modo.
 Smontare un vecchio motore elettrico fuori uso di qualche
giocattolo e cercare di capire il funzionamento del sistema di
carboncini spinti da una molla (spazzole) che assicura un contatto
strisciante.

La corrente elettrica - circuiti 46


Correnti indotte
 Muovere una bobina, connessa ad un amperometro, nel campo
magnetico prodotto da un magnete permanente e osservare che
 nella bobina passa corrente durante il movimento
 il passaggio di corrente cessa al cessare del movimento
 Il segno della corrente cambia se ci si avvicina o ci si allontana dal
campo magnetico
 Lo stesso fenomeno avviene se si muove il magnete rispetto alla
bobina.
 La corrente così ottenuta si chiama corrente indotta
 Nel circuito chiuso costituito dalla bobina si genera una forza
elettromotrice (f.e.m.) indotta che fa circolare la corrente. (È come
se fosse inserita nel circuito una pila)

La corrente elettrica - circuiti 47


Generatori di corrente
 I generatori di corrente si basano su questo principio.
 Per ottenere una corrente per un tempo indeterminato occorre
utilizzare un moto rotatorio cioè fare ruotare una bobina in un
campo magnetico.
 Lo schema di un generatore di corrente è mostrato in figura:

Anello
spira Spazzola di metallo (o altro
collettore
tipo di contatto strisciante)

La corrente elettrica - circuiti 48


Generatori di corrente
 Questo tipo di generatore produce una corrente corrente alternata (ac)
 Questo tipo di corrente è quello usato per distribuire la corrente elettrica
per uso civile.
 Quando la spira è parallela al campo B, il flusso (numero di linee di forza
che attraversa al bobina) è nullo.
 Girandola per un quarto di giro il flusso aumenta (bobina perpendicolare al
campo)
 Nel secondo quarto di giro decresce fino ad annullarsi (bobina parallela al
campo)
 Nel quarto di giro successivo il flusso si inverte ed il segno della corrente
cambia per aumentare in valore assoluto e tornare ad annullarsi dopo un
periodo completo.

La corrente elettrica - circuiti 49


Attività
 Un generatore ottenuto con una corda per
saltare. Utilizzando una prolunga di cavo elettrico
di qualche metro e facendola ruotare come si fa
per il salto alla corda, è possibile vedere la
corrente indotta per il moto entro il campo
magnetico terrestre. Bisogna chiudere il circuito
con un conduttore lasciato a terra ed inserire
l’amperometro in serie.
 Il trasformatore basa il suo funzionamento sul
fenomeno dell'induzione elettromagnetica. Infatti
il circuito di ingresso (primario) e quello di uscita
a tensione più bassa (secondario) non sono in
contatto fisico, ma il primo agisce sul secondo
solo tramite il flusso magnetico che genera
quando è attraversato dalla corrente.

La corrente elettrica - circuiti 50


Il trasformatore
 I due circuiti sono avvolti in spire, di numero opportuno, su
uno stesso nucleo di materiale ferromagnetico. Questo
materiale ha la capacità di facilitare il passaggio del flusso
magnetico dal circuito primario a quello secondario (alta
permeabilità magnetica), incanalandolo al proprio interno.
 Si ha induzione elettromagnetica solo se il flusso magnetico
che investe il circuito secondario è variabile. Nell'uso
quotidiano ciò è soddisfatto perché i 230 volt che
applichiamo al circuito primario sono alternati e quindi
variabili. Di conseguenza anche il flusso magnetico generato
è variabile.

La corrente elettrica - circuiti 51


Il trasformatore
 Se applicassimo al circuito primario una tensione continua
(cioè non variabile) non otterremmo alcuna tensione in
uscita dal trasformatore.
 Se non ci fosse il nucleo magnetico, il flusso sarebbe
minore (l'aria ha una minore permeabilità magnetica) e solo
una parte raggiungerebbe il circuito secondario, poiché
disperso in più direzioni.
 La corrente distribuita nelle case a 220V può essere
pericolosa in caso di contatto con un corpo bagnato => i
campanelli nei bagni funzionano ad una tensione inferiore
(tipicamente 12V) => c’è un trasformatore in mezzo
 Si possono costruire due bobine con n1 ed n2 spire
rispettivamente avvolte sovrapposte su un tubo di cartone.
Si misurano le tensioni ai capi degli avvolgimenti:
V2/V1= n2/n1.

La corrente elettrica - circuiti 52


Campi magnetici indotti
Abbiamo visto che:
 La variazione del campo magnetico in una certa
regione dello spazio crea un campo elettrico.

È vero anche il viceversa:


 La variazione del campo elettrico in una certa zona
dello spazio induce un campo magnetico.

 Ciò avviene anche nello spazio vuoto e dà luogo alla


propagazione di quelle che si chiamano onde
elettromagnetiche.
 Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate dalla
lunghezza d’onda e coprono tutto quello che si chiama lo
spettro elettromagnetico con lunghezze d’onda comprese
tra i 108 m delle onde lunghe delle trasmissioni radio e i
10-16m dei raggi X.

La corrente elettrica - circuiti 53


Le onde elettromagnetiche
 La luce è costituita da onde elettromagnetiche: si tratta di
onde trasversali in cui i campi elettrici e magnetici oscillano
in piani perpendicolari alla direzione di propagazione
dell’onda.

 La lunghezza d’onda della luce visibile è compresa tra circa


4x10-7 m (400 nm, nanometri) e circa 7x10-7 m (700 nm).
Luce di lunghezza d’onda diversa appare all’occhio di diverso
colore, due estremi citati si riferiscono al rosso ed al violetto.
La radiazione elettromagnetica comprende lunghezze d’onda
dal metro delle trasmissioni MF e televisive ai 10-9 m dei
raggi X.
La corrente elettrica - circuiti 54
Spettro Elettromagnetico
(fermi) (m)
 (m) (Å) (nm) (mm) (cm)
 (m)
10–14 10–12 10–10 10–8 10–6 10–4 10–2 1 102
ONDE
RAGGI RAGGI INFRA- MICRO
GAMMA X ULTRA- -ROSSO ONDE RADIO
 -VIOLETTO

1022 1020 1018 1016 1014 1012 1010 108 106
(Hz) VISIBILE (Hz)
3 108 Hz

400 500 600 700

 (nm)
La corrente elettrica - circuiti 55
Onde radio
 La lunghezza d’onda delle trasmissioni in modulazione di frequenza e
televisive è attorno al metro con una frequenza dell’ordine di 10 8 Hertz
 La modulazione può avvenire con due diversi criteri, in frequenza o in
ampiezza.

 
 Le prime, le cosiddette onde FM, ottenute facendo variare la frequenza
dell'onda, sono quelle che meno risentono dei campi magnetici interferenti,
i "rumori di fondo", hanno una portata di ricezione limitata e vengono
trasmesse su bande che vanno dagli 88Hz ai 100Hz.
 Le onde AM sono invece ottenute facendo variare l'ampiezza dell'onda
portante, la loro qualità è molto inferiore rispetto alle FM ma hanno il
vantaggio di avere una maggiore portata di ricezione.
                                                                 

La corrente elettrica - circuiti 56


Onde radio
 Nell'antenna, per effetto del movimento delle cariche di conduzione in essa
presenti, si generano due campi variabili, uno elettrico ed uno magnetico,
con la stessa frequenza dell'onda radio modulata che può così propagarsi
nello spazio come una normale onda elettromagnetica.
 Lo strumento radio ha l'unica funzione di ricevere i segnali trasmessi e
riprodurli.
 Esso è quindi formato da un'antenna che si fa investire dalle onde radio
propagatesi grazie alla ionosfera e le raccoglie; le onde ricevute mettono in
moto gli elettroni di conduzione dell'antenna ricevente con le stesse
caratteristiche di quelli dell'antenna emittente.
 Per poter però recuperare il segnale trasmesso in origine si deve procedere
ad una demodulazione.
 Per ricercare una determinata onda radio ci serviamo di una manopola
collegata ad un condensatore variabile con un'armatura a semicerchi che
agisce sulla ricerca della frequenza facendo variare la capacità.
Onda
elettromagnetica

Generatore alta Antenna Antenna


frequenza emittente ricevente
ricevitore 57
Fonti
 Halliday, Resnick, Fondamenti di Fisica, Masson, 1996
 http://www.feiradeciencias.com.br/sala20/PIRA_Eletromag
netismo.asp

 http://www.liceofoscarini.it/fisica94/elma.html
 http://www.wfu.edu/physics/pira/PhysicsDrawings.htm
 http://geocities.yahoo.com.br/saladefisica6/
 http://www.gridclub.com/fact_gadget/1001/science_and_te
chnology/electricity_and_magnetism/885.html

 http://www.altanet.it/elettro/compo/trasform.htm
 http://web.tiscali.it/Acquiesce/Pages/laradio1.htm
 http://electronics.howstuffworks.com/radio.htm

La corrente elettrica - circuiti 58