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Insegnamento A033 – Tecnologia

Candidato Vincenzo Sepe

I POLIMERI
MATERIALE DIDATTICO

AREA TECNOLOGIA E SCIENZE DEI MATERIALI


Insegnamento A033 Tecnologia | Prof. Vincenzo Sepe Contenuti
Introduzione

Gli oggetti di plastica di uso comune


“Brainstorming”

•Quanti tipi di plastica esistono?


•Quali sono le differenze tra i vari tipi di plastica?
•Che succede se cambiamo il materiale con cui sono fatti questi oggetti?
•Quali sono le tecniche con cui vengono realizzati questi oggetti?
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Definizioni e cenni storici
I POLIMERI
NEL LINGUAGGIO COMUNE PLASTICA (dal greco plastikos “malleabile”)
Le materie plastiche sono state inventate quasi tutte nel periodo
1950‐1970.
La prima materia plastica sintetica prodotta ed utilizzata fu la
BACHELITE, sintetizzata per la prima volta nel 1907 da Leo Baekeland,
da cui prende il nome.

Oggi la PLASTICA ha sostituito i metalli, il legno, il cuoio, le fibre


naturali , nella produzione di buste, bottiglie, tessuti, casalinghi, parti di
auto, articoli sanitari, scarpe, imballaggi, ecc….

Questo perché rispetto ai materiali naturali hanno i seguenti vantaggi:


•leggerezza (bassa massa volumica);
•ottime capacità di isolamento termico ed elettrico;
•resistenza alla corrosione;
•ottima resistenza agli urti (alcuni materiali plastici sono addirittura infrangibili) e deformabilità;
•facilita di lavorazione.

Tra i loro svantaggi ricordiamo:


•I'attaccabilità da parte dei solventi (soprattutto le termoplastiche) e degli acidi (in particolare le
termoindurenti
•la scarsa resistenza a temperature elevate.
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Proprietà

I polimeri sono costituiti da macromolecole in cui un elevatissimo numero di unità


uguali tra loro, dette meri, sono legate da legami covalenti in una lunga catena e
si ripetono lungo di essa. L’unità ripetente di un polimero è quasi sempre una
molecola costituita di solo idrogeno e carbonio. La totalità delle molecole
polimeriche è formata da un ristrettissimo numero di elementi.
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Proprietà

La plastica é una sostanza organica, come il legno, la carta, la lana,ma NON esiste in natura,
è un prodotto ARTIFICIALE che viene prodotte dagli IMPIANTI CHIMICI a partire da una
frazione del PETROLIO (Virgin Nafta, ottenuta per distillazione del petrolio greggio).
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Proprietà

•Le molecole vengono prima SPEZZATE (cracking) in


molecole di piccole dimensioni, Monomeri, e poi
RICOSTRUITE in lunghe catene, molecole di grande
dimensioni, Polimeri.

•Le plastiche sono POLIMERI SINTETICI ottenuti con un


processo di POLIMERIZZAZIONE

•Per realizzare i prodotti finali pronti per il loro utilizzo,


alle materie plastiche si uniscono additivi, cioè sostanze
che ne esaltano o ne attenuano le proprietà.
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Classificazione e tipologie
Si possono CLASSIFICARE in base al loro
comportamento quando sono esposte al
CALORE:

1. TERMOPLASTICI
(polimeri in catene lineari)
Esposti al calore si rammolliscono e gli si può
dare una nuova forma che mantiene se
raffreddato, sono completamente RICICLABILI.

2. TERMOINDURENTI
(polimeri tridimensionali)
Esposti al calore non si rammolliscono e
carbonizzano (non si deformano). Possono
essere riciclati solo come riempitivi.
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Classificazione e tipologie
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Classificazione e tipologie

Proprietà meccaniche dei polimeri


Il comportamento meccanico dei polimeri
differisce molto a seconda della tipologia del
polimero

Come per i metalli, i parametri meccanici più


importanti per i polimeri sono il modulo elastico e
la resistenza a trazione.
A seconda della loro struttura molecolare i
polimeri possono presentare comportamenti
meccanici differenti. Generalmente, i polimeri
termoindurenti presentano un comportamento
elastico con rottura fragile (A), mentre i
termoplastici presentano un comportamento
elasto-plastico (B).
Esiste una terza categoria di polimeri che
presenta invece un comportamento altamente
elastico. Questi polimeri vengono detti elastomeri
(C).
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Classificazione e tipologie

Le proprietà meccaniche dei polimeri


dipendono moltissimo dalla temperatura.
A temperature relativamente basse i
polimeri hanno, generalmente, un
comportamento meccanico da solido rigido
e si deformano elasticamente.
Aumentando la temperatura tendono invece
ad assumere il comportamento di un fluido
viscoso. La temperatura Tg alla quale
avviene la transizione dal comportamento
elastico al comportamento viscoso è detta
temperatura di transizione vetrosa. Per tali
motivi si parla in questi casi di proprietà
viscoelastiche dei polimeri.
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Lavorazione dei polimeri

I processi di lavorazione dei materiali polimerici sono differenti a seconda della


natura del materiale da lavorare e, in particolare, sono differenti per polimeri
termoplastici e polimeri termoindurenti.

Prima di essere avviato ai processi di produzione, il polimero subisce una


preparazione che lo riduce in polvere, scaglie, pellet o liquido viscoso, a seconda
dei processi tecnologici che dovrà subire e in base alla natura del polimero stesso.

In questa fase vengono generalmente aggiunti al polimero anche additivi che hanno
lo scopo di migliorarne la lavorabilità e le caratteristiche:

•Coloranti e pigmenti - svolgono fondamentalmente una funzione estetica


•Plastificanti - hanno lo scopo di diminuire le forze attrattive tra le catene polimeriche dei
polimeri termoplastici con l’effetto di migliorarne la flessibilità
•Rinforzanti - sono utilizzati allo scopo di migliorare la resistenza meccanica del polimero
•Antiossidanti o stabilizzanti - hanno lo scopo di migliorare la resistenza all’azione di degrado
provocata dall’ossigeno e favorita dal calore e dalla luce ultravioletta
•Ritardanti della propagazione della fiamma - hanno l’effetto di rendere ignifugo il manufatto
•Cariche o riempitivi - abbassano il costo del manufatto
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Lavorazione dei polimeri

•Il primo passo della lavorazione consiste nel fornire energia alla massa
polimerica sotto forma di calore e lavoro meccanico in modo da renderla
sufficientemente fluida da farle assumere la forma finale.

•Ottenuta la viscosità desiderata, si passa alla fase di formatura, che


impartisce la forma finale al manufatto.

•La forma del polimero viene poi stabilizzata tramite raffreddamento nel
caso dei polimeri termoplastici, o tramite ulteriore riscaldamento nel caso
dei polimeri termoindurenti e degli elastomeri.
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Tecniche di lavorazione dei polimeri

•ESTRUSIONE
•STAMPAGGIO A INIEZIONE
•CALANDRATURA
LAVORAZIONI DEI
POLIMERI •TERMOFORMATURA
TERMOPLASTICI •STAMPAGGIO ROTAZIONALE
•STAMPAGGIO PER SOFFIATURA
•STAMPAGGIO PER TRASFERIMENTO

•STAMPAGGIO A COMPRESSIONE
LAVORAZIONI DEI •STAMPAGGIO A INIEZIONE
POLIMERI
•POLTRUSIONE
TERMOINDURENTI
•STAMPAGGIO ROTAZIONALE
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Esempi di stampaggio (polimeri termoplastici)

Stampi Prodotti
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Stampaggio rotazionale (polimeri termoplastici)

Macchina per stampaggio rotazionale


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Conclusioni
PER SAPERNE DI PIU’

http://www.rotationaldesign.org
Sito dell’Associazione "Aziende Italiane
Stampaggio Rotazionale" (AISR)

http://www.corepla.it
Corepla: Consorzio Nazionale per la Raccolta,
il Riciclaggio ed il Recupero degli Imballaggi
in Plastica