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Istituto Universitario di Architettura di Venezia - Corso

di Tecnica del Controllo Ambientale Prof. Ing. G. Rossi - A.A 02-03

ACUSTICA FISICA

Cos il suono? Una perturbazione di carattere oscillatorio che si propaga in un mezzo elastico

Elementi fondamentali del fenomeno sonoro sono: Sorgente (generatore di perturbazione, di vibrazioni ) Mezzo elastico (solido o fluido attraversato dalla perturbazione ma non da essa modificato) Ricevitore (elemento sensibile alla perturbazione)

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Sorgenti sonore: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Corpi solidi oscillanti: stumenti a corda Colonne daria oscillanti: strumenti a fiato, organi Corpi in rapido movimento: eliche, fruste Gas in rapida uscita da contenitori: razzi, reattori Rapidi incrementi di pressione: esplosioni, detonazioni Voce umana: meccanismo 1+2

Le sorgenti introducono nel mezzo con cui sono a contatto delle perturbazioni periodiche (vibrazione di una corda o di una superficie) o aperiodiche (eventi singoli come la caduta di un sasso). La perturbazione costituita dalle forze esercitate dalla superficie della sorgente sul mezzo che la circonda. Si tratta perci di una pressione localizzata che modifica lequilibrio elastico delle particelle del mezzo adiacenti alla sorgente. Tale squilibrio si trasmette alle particelle successive e cosi via, in tal modo la perturbazione introdotta dalla sorgente, cio lo squilibrio iniziale, si propaga in tutto il mezzo, Si noti che le singole particelle restano mediamente ferme, infatti oscillano elasticamente intorno alla loro posizione iniziale, senza che il valore medio delle loro coordxinate spaziali cambi. Mezzo: il suono si propaga solo in porzioni di spazio occupata da materia elastica; esempi di mezzi di propagazione sono laria, la roccia, lacqua, un muro, un corpo metallico. Il suono non si propaga nel vuoto (manca la massa) e nei mezzi non elastici come la sabbia. Ricevitore: un microfono, una membrana, ma quello a cui in genere si fa riferimanto lorecchio umano. I fenomeni sonori percepiti dall'orecchio hanno caratteristiche molto differenti tra loro; alcuni eventi sonori, come la musica, la parola, una sirena, un campanello, hanno anche la funzione di segnale che porta informazioni di varia natura.
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Oscillazioni di un sistema elastico.


Il fenomeno oscillatorio pi semplice quello che si instaura quando un corpo di massa m sospeso ad una molla di costante elastica K. All'equilibrio la forza peso (Fp=mg) bilanciata dalla forza elastica della molla (Fe= - Kx) Si dimostra che se si sposta il sistema dal suo punto di equilibrio nasce una oscillazione sinusouidale, descritta, in assenza di attriti, dalla seguente equazione:

x( t ) = Asen( t + )
sazione. Tra questultima, il periodo seguenti relazioni:

con =

A lampiezza dell'oscillazione, la fase delloscillazione ed la pul-

K m

T e la frequenza f, esistono le
2

f =

1 T

=2 f

T =

La velocit v(t) del corpo che oscilla si ottiene derivando lequazione temporale dello spostamento, cio la relazione precedente:

v ( t ) = A cos( t + )
Gli andamenti oscillatori di x(t) e v(t) sono dati dalle funzioni seno e coseno, ed essendo queste sfasate di mezzo periodo, si deduce che la velocit massima quando lo spostamento nullo. Di conseguenza lenergia cinetica massima quando quella elastica nulla e viceversa, mentre la loro somma, in base al Primo Principio, deve restare costante, in assenza di attrito, in tutti i punti della traiettoria, ovvero:

1 1 mv 2 max = m 2 A 2 E e ,max = Kx 2 max 2 2 1 1 E ( t ) = E c ( t ) + E e ( t ) = cos tan te = m 2 A 2 = mv 2 max = Kx 2 max 2 2 E c ,max =


Lenergia associata alloscillazione dipende dalla massa del sistema e dal quadrato sia dellampiezza che della frequenza.

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L'onda sonora una perturbazione di pressione.


Il pistone che vibra una sorgente sonora elementare. Esso trasmette il moto alle particelle di aria a suo diretto contatto; il moto vibratorio di queste particelle attorno alla propria posizione di equilibrio si trasmette ad altre adiacenti e la perturbazione prodotta si propaga nel mezzo a distanze sempre pi grandi.
Nella figura sottostante rappresentata la propagazione dellonda generata da un pistone vibrante in un fluido (tipicamente laria) contenuto in un tubo. La rappresentazione riguarda lo spostamento delle particelle dalla loro posizione iniziale, di equilibrio. Si nota che gli addensamenti e le rarefazioni delle particelle si ripetono periodicamente lungo lasse x; tale risultato dovuto sia al moto periodico del pistone che alla combinazione degli effetti di inerzia e di elasticit del fluido. La propagazione delle onde monodimensionale perch la rigidit la superficie cilindrica di confine rende possibili solo i movimenti oscillatori lungo lasse x.

Alla propagazione della perturbazione corrisponde una propagazione di energia (E=1/2 mA22) ma non una propagazione di materia! In definitiva nel caso di propagazione di onde acustiche in aria, la perturbazione che si propaga una perturbazione di pressione dovuta alladdensamento (compressione) e rarefazione (depressione) delle particelle del mezzo.

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PRESSIONE ACUSTICA
Si denomina pressione acustica la differenza tra la pressione in un punto nel mezzo attraversato dallonda acustica e la pressione nello stesso punto in assenza di suono.

Pressione [Pa] 100 000 Pascal

p0 pressione atmosferica statica (valore nominale 101325 Pa)

Tempo

p = p p o
E una grandezza espressa in Pascal [Pa] che assume un valore molto piccolo rispetto alla pressione statica p0 = 101335 Pa. In conseguenza delle variazioni di pressione si hanno variazioni di densit per le quali si ha:

= o
p << 1 p0

<< 1

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PRESSIONE ACUSTICA EFFICACE Per caratterizzare una perturbazione di pressione variabile nel tempo con andamento qualsiasi si ricorre al valore efficace della pressione, peff:

peff

1T 2 = [p(t )] dt T 0

per un onda sinusoidale si ricava

peff =

pmax 2

PARAMETRI CARATTERISTICI DELLE ONDE Lequazione dellonda per una generica grandezza s(t,x) :

t x s( t , x ) = A sen( 2 2 ) T
in essa compaiono i seguenti parametri caratteristici. AMPIEZZA DELLONDA Con ampiezza si indica lentit dello spostamento delle particelle che osillano intorno al proprio punto di euilibbrio.

LUNGHEZZA D'ONDA e FREQUENZA


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La lunghezza donda [m] la lunghezza che intercorre tra due punti omologhi dellonda, ossia delloscillazione periodica della grandezza considerata.

c = [m] f

= c T [m]

con: c : velocit di propagazione dellonda [m /s], f : frequenza [Hz], La frequenza f il numero di oscillazioni complete che la grandezza considerata compie nell'unit di tempo. Unit di misura: cicli per secondo ovvero Hertz [Hz] Il tempo impiegato per una oscillazione completa viene detto periodo T:

T=

1 T

[s ]

Esso legato alla frequenza di oscillazione:

f =

[Hz ]

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Altro parametro importante la pulsazione

[rad/s].

=2 f
Infine si ha il numero d'onda angolare

[rad/s]
rad m

n=

2 f = c c

ONDE SONORE Se in un punto di un mezzo elastico omogeneo e isotropo una sorgente genera una variazione di pressione questa si propaga in tutte le direzioni dando origine a onde sferiche con centro nella sorgente di perturbazione. Per un elemento infinitesimo di volume dV=dx dy dz del mezzo considerato possibile scrivere il bilancio di massa, il bilancio di quantit di moto. Si ricavano in tal modo le equazioni differenziali dellonda per la pressione e la velocit delle particelle.

2p 2p 2p 1 p = + + 2 2 2 c t 2 z y x 2v x 2v x 2v x 1 v x + + 2 = 2 2 z x y c t 2
(e cos per le altre componenti della velocit)

Tenendo conto della legge che descrive la trasformazione termodinamica del mezzo durante la perturbazione (di solito un adiabatica) nel caso di onde piane la soluzione di tali equazioni porge:
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v ( t , x ) = v max sen( t

x)

p( t , x ) = pmax sen( t

x)

dove lampiezza dellonda di velocit dipende dallampiezza A di spostamento massimo delle particelle intorno al loro punto di equilibrio:

vmax = A
e lampiezza dellonda di pressione dipende dallampiezza dellonda della velocit:

pmax = 0 c vmax

Lultima relazione detta legge di Ohm acustica e il prodotto 0c viene indicato come resistenza acustica del mezzo; per laria in condizioni normali vale 400 kg/m2s.

DENSITA DI ENERGIA SONORA E INTENSITA ACUSTICA Alla propagazione della perturbazione di pressione corrisponde una propagazione di energia. E possibile quantificare una densit di energia sonora D=dE/dV [J/m3] corrispondente alla energia localizzata nellunit di volume circostante un punto assegnato nel mezzo di propagazione. Ricordando che per loscillatore elementare massa-molla si ha:

1 E = m 2 A 2 2
pensando che nel volume considerato tutte le molecole vibrino in fase si ottiene:
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D=

dE 1 2 2 1 2 = A = v max 2 dV 2

Si definisce, inoltre, la intensit acustica I=dW/dS [W/m2] come il flusso di potenza sonora che attraversa la superficie unitaria perpendicolare alla direzione di propagazione del suono. Lintensit acustica e la densit di energia sonora sono collegate tramite la seguente relazione:

P2

P2 1 P r1 r2

I = dW / dS = ( dE / dt ) /( dV / dx ) = ( dE / dV )( dx / dt ) = Dc
da cui si ottiene:

I=
Ricordando che:

1 2 c v max 2

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p = cv max

peff =

pmax 2

si ottiene la seguente relazione tra intensit e pressione sonora:

peff I= c

Nel caso di campo sonoro diffuso si ricava:

p I = eff 4 c
AMPIEZZA DELLE ONDE IN FUNZIONE DI ALTRE GRANDEZZE - suono puro (sinusoide)

A=

pmax c

[m]

con c : velocit [m/s]; : pulsazione [rad/s] ; 3 : densit del mezzo indisturbato [kg/m ] - propagazione monodirezionale (onde piane):

A=
dove

2I c

I : intensit sonora [W/m ]

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VELOCITA' DEL SUONO NEI FLUIDI Nel caso di un gas perfetto

c=

po k

m s

con c: velocit del suono [m/s] po: pressione atmosferica, k: cp / cv; : densit del mezzo. Per esempio, nel caso dell'aria in condizioni atmosferiche standard :
3 k = 1.4 x 105 [Pa], = 1.21 [kg / m ]

Per un gas perfetto:

pv = RT
ed essendo risulta:

v = 1 / ; R = R0 / M

RoT = M p
da cui:

c=

kRoT M

con Ro : costante universale dei gas; m : massa; M : massa molare; T: temperatura termodinamica
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Nel caso dell'aria a 0C, assumendo M=29:

1.4 8314 273.15 co = 29


e infine:

c = co

t 331,4 + 0,6 t 1+ 273,15

m s

con t = temperatura [C].

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VELOCITA' DEL SUONO NEI SOLIDI I Caso :

Il solido un corpo continuo, con sezione trasversale ampia rispetto alla sezione longitudinale.

c=

Y (1 ) (1 + )(1 2 )

m s

con Y : Modulo di Young [ N / m2 ], : densit [ kg / m3 ], : Rapporto di Poisson. II Caso : Il solido una barra, cio la dimensione della sua sezione trasversale piccola rispetto alla sezione longitudinale e alla lunghezza d'onda. Si pu allora trascurare l'effetto laterale rappresentato dal rapporto di Poisson

c=
MATERIALE

m s
RISPETTO ALLARIA

VELOCIT DEL SUONO m/s

ARIA PIOMBO ACQUA METACRILATO MATTONI LEGNO CEMENTO ARMATO VETRO ALLUMINIO ACCIAIO CARTONGESSO

344 1220 1410 1800 3000 3400 3400 5200 5200 5200 6800

0 3.5 4.1 5.2 8.7 9.9 9.9 15.1 15.1 15.1 19.8
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Campi sonori
Per campo sonoro si intende una regione dello spazio in cui presente avviene una propagazione di onde sonore. Se in un punto di un mezzo elastico omogeneo e isotropo si determina una variazione di pressione questa si propaga in tutte le direzioni dando origine a onde sferiche con centro nella sorgente di perturbazione. Se la sorgente lineare il campo cilindrico. In alcuni casi si possono formare onde piane ossia onde il cui fronte di propagazione corrisponda a una superficie piana. Le onde sferiche sufficientemente lontano dalla sorgente si possono approssimare ad onde piane.

La figura mostra il caso delle onde sferiche generate da una sorgente puntiforme in uno spazio libero ed isotropo, il caso delle onde semicilindriche generato da una sorgente lineare in un semispazio libero ed isoptropo ed infine il caso delle onde piane generato da un pistone oscillante all'interno di un cilindro.
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Quando le sole onde presenti sono quelle direttamente irradiate dalla sorgente si parla di campo sonoro libero; esso comunque un astrazione, anche allaperto infatti si hanno fenomeni di riflessione legati se non altro alla presenza del suolo.

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