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DIRITTO COSTITUZIONALE

Parte prima SOCIETA', DIRITTO, STATO

Capitolo primo - COMUNITA' E DIRITTO 1. I gruppi e gli interessi sociali ed il loro principio ordinatore. Fenomeno giuridico e fenomeno associativo.
a) I caratteri distintivi del gruppo sociale possono riassumersi indicativamente in due punti: 1.nel fatto razionale (materiale o spirituale) generatore del vincolo associativo; 2.nell' organizzazione ( predisposta e/o spontanea) che assicura al gruppo stabilit nel tempo. (Questi due elementi imprimono ad ogni consociazione umana il carattere della giuridicit per cui il fenomeno giuridico connaturato al fenomeno associativo per cui l' uno si esaurisce nell' altro; per regole istituzionali si intende un ordinamento dei valori di riferimento del gruppo.) b) Classificazione degli interessi in: 1.interessi individuali-egoistici; 2.interessi individuali-collettivi; 3.interesse generale - interessi diffusi. (Certi interessi e certe esigenze non possono, per loro natura, essere soddisfatti dall' individuo isolato bens soltanto colletivamente, certi fini non possono essere raggiunti dai singoli bens soltanto attraverso la cooperazione di pi uomini.) PRINCIPIO DI CONFLIGGENZA-COMPOSIZIONE DEGLI INTERESSI PRINCIPIO ORDINATORE

2. Le teorie del fenomeno giuridico e la tesi della socialit del diritto. a) Teoria istituzionale del diritto di Romano:
ogni ordinamento giuridico un' istituzione, intesa come corpo sociale organizzato, e viceversa ogni istituzione un ordinamento giuridico: tale teoria sottolinea il fatto che il fenomeno giuridico non si esaurisce nel fenomeno normativo, ovvero nel diritto formalizzato, ma in un certo senso da per scontato il fenomeno associativo che pur costituisce l' intima essenza dell' istituzione-organizzazione; b) Dottrina pura del diritto di Kelsen: il diritto concepito come un ordinamento normativo del comportamento umano, un sistema di norme, ovvero una costruzione per gradi dell' ordinamento giuridico, basato su una norma ultima e suprema, su un presupposto logico-trascendentale; c) Concezione istituzionale del diritto di Mortati: "istituzione" come sinonimo di "costituzione"; d) Il diritto si caratterizza come espressione della socialit degli individui nell' istituzione e nella costituzione di un gruppo sociale, per cui risulta impossibile isolare il fenomeno giuridico da altri fenomeni sociali che presuppongono l' esistenza stessa del gruppo sociale, e in primo luogo da quello prettamente associativo; e) Il diritto nelle sue due componenti, materiale e formale, pu essere definito come un fatto razionale che consiste in una composizione, in una riduzione dei pluralismi di interessi differenti e/o conflittuali (componente materiale) nella creazione del gruppo sociale, la cui stabilit e continuit nel tempo affidata a un sistema normativo (componente formale);
(Secondo il Mortati per costituzione materiale si deve intendere quel nucleo essenziale di fini e di forze che regge ogni singolo ordinamento positivo per costituzione formale quell' insieme di norme che ridimensionano, regolano e disciplinano i comportamenti umani. Il Mortati collega l 'ordine reale all' ordine giuridico identificando la fonte suprema dell' ordinamento nell' organizzazione delle forze sociali stabilmente ordinate intorno ad un sistema di interessi e di fini ad esse corrispondenti.)

3. La dottrina del diritto naturale. Pluralit degli ordinamenti giuridici. Socialit e storicit del diritto. Diritto pubblico e diritto privato.
a) Il fenomeno giuridico un fenomeno sociale nel senso che esso proprio delle societ umane; b) Se il fenomeno giuridico connaturato al fenomeno associativo, conseguentemente gli ordinamenti giuridici possibili sono tanti quanti sono i gruppi sociali o le istituzioni; c) Il diritto caratterizzato da una socialit e da una storicit. d) Il diritto va rappresentato come un fenomeno unitario il cui fine ultimo la conservazione del gruppo sociale e ogni norma predisposta per il raggiungimento di questo fine generale, che pu essere perseguito indirettamente tutelando in primo luogo uno o pi interessi individuali (diritto privato) o direttamente tutelando in prima istanza interessi propriamente pubblici (diritto pubblico).

Capitolo secondo - LE FONTI DEL DIRITTO


1

1.

Delimitazione dell' indagine.

Il fenomeno giuridico, strettamente connesso al fenomeno associativo, prende forma e concretezza in una serie di regole istituzionali ed organizzative che costituisce un sistema (vale a dire una entit omogenea e conclusa i cui elementi risultano fra loro intimamente coordinati: il sistema trova il suo fondamento nel principio ordinatore e nei valori ad esso collegati che hanno dato vita la vincolo associativo, ed disciplinato a sua volta da regole dirette a stabilire organi e procedure per la sua formazione ed i modi in cui le regole devonno essere coordinate). Abbiamo quindi: a) una serie di valori che assicurano la vigenza del sistema e lo legittimano nel suo complesso; b) una serie di regole in cui questi valori vengono fissati in una formulazione linguistica; c) una serie di regole che stabiliscono gli organi e le procedure per la produzione delle regole sub b); d) una serie di regole per il coordinamento del sistema nel suo interno. Le fonti dell' ordinamento, del diritto, saranno i valori e gli interessi per perseguire i quali il gruppo sociale si costituito.

2.

La norma giuridica.

Concetto di norma giuridica: "prescrizione generale ed astratta che identifica ed enuncia gli interessi vigenti in un gruppo sociale od appresta le procedure per la loro tutela ed il loro concreto soddisfacimento e della quale, pertanto, deve essere garantita l' osservanza".
(Le norme giuridiche si distinguono dalle altre norme sociali in quanto determinano e specificano gli interessi generali per cui il gruppo si costituito e le procedure per la loro composizione qualora la fonte sia scritta, sono enucleate in via interpretativa, da formulazioni linguistiche che: a) evidenziano gli interessi propri del gruppo; b) prescrivono i modi ed i limiti con i quali i soggetti possono o devono perseguire tali interessi; c) determinano gli organi e le procedure per accertare e dichiarare l' inosservanza delle prescrizioni; d) stabiliscono la sanzione da applicare nei confronti di chi non ha osservato la norma, al fine di ripristinare l 'ordinamento giuridico violato e di assicurare la certezza nei rapporti giuridici fra i consociati.)

a) b) c) d)
3.

la norma per essere giuridica deve essere positiva, vale a dire deve enunciare un interesse effettivamente vigente nella comunit o predisporre gli strumenti necessari per il suo soddisfacimento (la norma potr dirsi dotata del carattere della positivit-effettivit non quando essa puramente e semplicemente osservata e fatta osservare in base al principio della sua applicazione autoritaria ma quando riesce ad esprimere e tutelare gli interessi ed i valori del gruppo sociale); La norma giuridica coattiva, nel senso che, qualora l' interesse della comunit richieda la sua puntuale osservanza, l' ordinamento appresta gli strumenti affinch il precetto normativo sia esguito anche contro la volont o in assenza della volont del destinatario; La norma giuridica disciplina la vita di relazione e ne organizza i modi di svolgimento, quindi ha il carattere della esteriorit; La norma giuridica per essere tale deve possedere anche il carattere della generalit e dell' astrattezza.

Le fonti del diritto.

a) In presenza di una fonte del diritto, bisogna distinguere: 1. l' aspetto formale, l' atto in quanto posto in essere secondo una determinata procedura; 2. l' aspetto sostanziale, il contenuto dell' atto, ci che viene disposto con l' atto; 3. la norma giuridica desumibile in via interpretativa dall' atto, dalla statuizione. La fonte lo strumento tecnico predisposto o riconosciuto dall' ordinamento che serve a produrre il diritto oggettivo. Le fonti si distinguono in fonti di e sulla produzione; fonti-atti e fonti-fatti; fonti dirette e indirette. L' ordinamento giuridico italiano prevede una pluralit di fonti sulla produzione e, conseguentemente, di fonti di produzione, ma tale pluralit ricondotta ad unit dalla Costituzione: a questa fonte di produzione che necessario risalire per legittimare l' intero sistema normativo (vedi schema riassuntivo p.74).
(La complessit e la variet delle fonti, la difficolt di comporre le antinomie che fra di esse possono verificarsi, l' affermarsi di molteplici fonti extra ordinem, e, soprattutto, l' eccessiva produzione di leggi hanno posto inevitabilmente il problema di una delegificazione di alcune materie o settori per attribuirli alla competenza del potere esecutivo, trasferendo certe discipline in sede regolamentare.)

b) Il coordinamento di tali fonti in sistema si basa su tre criteri comunemente adottati: 1. gerarchico, che consiste nell' ordinare e coordinare le fonti secondo la diversa efficacia loro attribuita dall' ordinamento; 2. cronologico; 3. separazione delle competenze. Bisogna ovviamente considerare la preminenza della legge del Parlamento, e la presenza di fonti aventi un 'efficacia subordinata a quella della legge formale (i regolamenti governativi, degli organi costituzionali e degli organi a rilevanza costituzionale). c) La consuetudine, nel sistema gradualistico delle fonti del diritto, una fonte subordinata sia alle leggi sia ai regolamenti, una fonte non scritta e al tempo stesso una fonte-fatto, un fatto produttivo di norme di diritto.
(consuetudine costituzionale, convenzioni costituzionali, prassi, ovvero una serie di atti o fatti posti in essere da organi costituzionali ed indicativi del modo in cui questi intendono l' esercizio delle competenze loro affidate, e precedente, ovvero un atto o un fatto singolo cui si uniforma, in presenza delle medesime circostanze, l' attivit dell' organo che lo ha posto in essere o di un diverso organo).

d) L' interpretazione giudiziale assume una rilevanza fondamentale nel passaggio dall' astratto e dall' impersonale (la previsione normativa) al concreto (il caso particolare e specifico a cui la norma deve essere applicata), al punto che si pu affermare che l' ordinamento giuridico non quello che risulta dai codici e dalle varie leggi bens, almeno in parte, quello che risulta dalle sentenze della magistratura: si pu quindi riconoscere alla giurisprudenza valore di fonte del diritto.

e) Anche i contratti collettivi di lavoro sono fonti di diritto (non statali) sebbene non ancora effettivamente operanti ma potenzialmente riconosciute ed aventi efficacia obbligatoria per le parti contraenti. f) Tra le fonti poste in ordinamenti esterni a quello italiano si devono distinguere: 1. gli ordinamenti generali da cui derivano le norme di diritto internazionale della Comunit (adattamento automatico e ordine di esecuzione); 2. gli ordinamenti particolari da cui derivano norme di altri ordinamenti statali (presupposizione e rinvio); 3. gli ordinamenti intermedi da cui derivano norme comunitarie, i cui principali tipi di fonte sono i regolamenti (rispondenti ai criteri di portata generale, obbligatoriet, applicabilit diretta da cui deriva il primato del diritto comunitario sul diritto interno). g) Fonti atipiche e leggi rinforzate.

4.

L' interpretazione dei testi normativi e l' efficacia delle norme nello spazio e nel tempo.

Dovendo necessariamente distiguere la fonte, il testo scritto, dalla norma che di per se esterna all' atto che l' ha posto e non si identifica con la statuizione legislativa (detta anche formula normativa o disposizione) risultante da uno o pi articoli, l' interprete del testo normativo a dover enucleare la norma cogliendone la portata e il significato nei limiti e nel contesto dell' ordinamento giuridico, e in tal senso l' interpretazione in fase attuativa deve svolgersi secondo regole predeterminate o ricavabili dal sistema e saper sopperire ad eventuali lacune di tipo normativo o istituzionale: 1. interpretazione letterale (obiettivizzazione della mens o ratio legis); 2. interpretazione sistematica (estensiva o restrittiva); 3. interpretazione adeguatrice e interpretazione evolutiva; 4. interpretazione autentica (proposta su intervento del legislatore in caso di interpretazioni contrastanti, ambigue o inadeguate); 5. interpretazione analogica (che sopperisce una carenza normativa in un settore, disciplina un caso specifico in cui fosse richiesta l' applicazione di una norma, bansandosi su criteri e principi generali); Particolare rilievo assume l' interpretazione delle disposizioni costituzionali, considerata anche la molteplicit e la variet dei soggetti che sono direttamente o indirettamente interessati alla loro osservanza o alla loro attuazione, che senza dubbio risentono di un' elevata carica di politicit, e di una certa polivalenza e suscettibilit a seconda del contesto storico e quindi politico-economico. La Costituzione si indirizza necessariamente a tutto il corpo sociale, nelle sue varie articolazioni e strutture organizzative, e non pu non essere influenzata da fattori politici nel momento in cui l' interprete si trovi a dover raffrontare i fini e i valori che egli trae dalle disposizioni e la realt in cui opera. Senza alcun dubbio l' applicabilit e l' efficacia delle norme giuridiche hanno una loro dimensione temporale e spaziale stabilta anzitutto dal principio della irretroattivit, sancita costituzionalmente solo nel campo del diritto penale. Vi sono leggi a breve-medio termine, cos come si pu poi ricorrere all' abrogazione espressa o tacita, totale o parziale anche facendo ricorso al referendum popolare; ma vi sono anche casi in cui si ricorre alla disapplicazione delle leggi qualora ne venga riconosciuta l' illegittimit costituzionale. Da non tralasciare il problema della durata della Costituzione per quanto intangibile e durevole, e il principio della territorialit delle leggi.

Capitolo terzo - IL SOGGETTO DI DIRITTO E LE SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE


1. La soggettivit giuridica. Si definisce soggettivit giuridica l' insieme di situazioni giuridiche attive (tutela e realizzazione dei propri interessi) e passive (tutela e realizzazione degli interessi altrui) di cui e in cui un individuo pu essere protagonista: il titolare quale protagonista attivo o passivo della vita del diritto, diviene soggetto di diritto. La capacit delle persone fisiche-soggetti di diritto di essere potenzialmente destinatari delle norme che attribuiscono situazioni attive e passive viene definita capacit giuridica e si acquisisce dal momento della nascita, e dalla quale si deve distinguere la capacit di agire, ovvero la capacit del soggetto di porre in essere direttamente (quindi senza la mediazione di altri soggetti di diritto) atti produttivi effetti giuridici e che si acquisisce con il compimento della maggiore et. Oltre che alle persone fisiche l 'ordinamento attribuisce la soggettivit giuridica anche ad associazioni, corporazioni, fondazioni o istituzioni: tali entit vengono definite persone giuridiche (pubbliche o private). Destinatari delle norme giuridiche possono essere anche entit alle quali l' ordinamento non ricollega necessariamente la soggettivit giuridica pur attribuendogli situazioni giuridiche attive e passive (diritti senza soggetto). a) Le situazioni giuridiche attive possono essere ricondotte a tre casi: 1. il potere giuridico ovvero una situazione giuridica astratta (situazione soggettiva potenziale) riconosciuta dall' ordinamento a tutti i soggetti od a determinate categorie di soggetti in ordine al soddisfacimento di un interesse, proprio o altrui, giuridicamente rilevante; 2. il diritto soggettivo (situazione soggettiva attuale) che presuppone un rapporto giuridico; 3. l' interesse legittimo in quanto condiviso collettivamente. b) Le situazioni giuridiche passive sono due: 1. il dovere, una situazione giuridica imputabile non a soggetti determinati, bens a una generalit di soggetti; 2. l' obbligo, una situazione soggettiva per cui un determinato soggetto risulta tenuto ad osservare un determinato comportamento, attivo o passivo, commissivo o omissivo, nei confronti di un altro soggetto, cui l' ordinamento riconosce il diritto soggettivo di pretenderne l' osservanza.

Capitolo quarto - LO STATO


Sezione I - STATO ISTITUZIONE; STATO APPARATO; COMUNITA' STATALE 1. Lo Stato-istituzione: definizione ed evoluzione storica del concetto.

Lo Stato pu essere definito come un ordinamento giuridico originario (indipendenza dell' ordinamento dello Stato-istituzione) orientato a fini generali, organizzato su base territoriale, e dotato di un apparato autoritario posto in posizione di supremazia (preminenza dell' apparato autoritativo dello Stato). Nella classificazione delle varie forme di Stato si fa necessariamente riferimento al rapporto tra chi detiene il potere e coloro che ne rimangono assoggettati, e quindi a come si realizzi concretamente la connessione fra autorit e libert: la distinzione che possibile operare tra Stato feudale, assoluto (Stato di polizia), moderno (Stato di diritto), socialista, autoritario, sociale si fonda sulla diversa misura in cui, in ciascuna di esse, viene assicurata la partecipazione dei governati alla direzione politica dello Stato e, quindi, tutelato l' interesse generale.

2.

Altri criteri di classificazione.

Secondo un criterio secondario rispetto a quello di ordine storico, le forme di Stato si possono distingure anche in unitarie e composte: in uno Stato unitario il potere sovrano attribuito dall' ordinamento ad un unico ente, in uno Stato composto il potere viene ripartito tra lo Stato centrale e uno o pi enti che abbiano all' interno dell' ordinamento complessivo, la caratterisitca di Stati (ad esempio lo Stato federale). A sua volta lo Stato unitario pu trasformarsi da Stato rigidamente accentrato, in cui le tre funzioni fondamentali sono esercitate da organi dello Stato-soggetto, in Stato decentrato, in cui non solo vengono potenziate e garantite le preesistenti autonomie locali ma si attua anche una ulteriore e pi intensa forma di decentramento mediante la creazione di un ente al quale vengono conferite la potest di legiferare in determniate materie e la corrispondente potest amministrativa (Stato regionale). Vi sono poi diverse forme di decentramento, istituzionale o burocratico-amministrativo, che eventualmente possono sfociare in vere e proprie forme di autogoverno. Inoltre pi Stati possono unirsi fra loro, pur conservando la loro sovranit, per dar vita ad una unione di Stati, organizzazioni sovranazionali, caratterizzate da una parziale limitazione di sovranit degli Stati aderenti che si sostanzia nell' efficacia diretta di alcuni atti dei loro organi all' interno degli ordinamenti dei singoli Stati.

3.

Gli elementi costitutivi dello Stato-istituzione.


Gli elementi essenziali che caratterizzano questa forma di organizzazione umana rispetto a tutte le altre possono individuarsi: a) nell' originariet dell' ordinamento giuridico del gruppo sociale Stato; b) nella territorialit dell' ordinamento stesso, nel senso che il territorio costituisce l' ambito spaziale di riferimento degli interessi comunitari che l' ordinamento tutela;

(il territorio dello Stato costituito dalla terraferma e dalle acque interne comprese entro i confini ed, inoltre, dallo spazio aereo sovrastante, dal sottosuolo e dal mare territoriale: esso pu essere delimitato naturalmente o artificialmente; strettamente connessi al prinicipio della territorialit sono gli istituti dell' extraterritorialit e dell' immunit territoriale)

c) nella natura dei fini che lo Stato persegue, fini che sono generali perch propri dell' intera collettivit; d) nella preminenza dell' apparato autoritario dello Stato rispetto a quello delgi altri gruppi sociali in esso compresi.
(L' elmento umano acquista nello Stato-istituzione una determinata qualificazione giuridica e un suo nomen iuris, che quello di popolo e che sta a designare la comunit di tutti coloro ai quali l' ordinamento giuridico statale assegna lo status di cittadino; il popolo , almeno nel nostro ordinamento costituzionale, una figura giuridica soggettiva, vale a dire un soggetto privo di personalit giuridica ma titolare di situazioni giuridiche, anche se non di veri e propri diritti soggettivi; dal popolo inteso come l' insieme dei cittadini, va distinta la popolazione dello Stato e la nazione. L' attribuzione della sovranit, ovvero del massimo potere di governo, da esercitare nelle forme e nei limiti della Costituzione, allo Stato lo caratterizza sia come ordinamento originario ed indipendente, sia come ordinamento supremo, fermo restando che il principio della sovranit appartiene al popolo in un sistema democratico rappresentativo moderno.)

4.

Lo Stato-apparato e la sua organizzazione.

Il termine Stato nella sua accezione di apparato, governo, designa appunto quel complesso di autorit cui l' ordinamento attribuisce formalmente il potere di emanare ed applicare le norme e le disposizioni mediante le quali lo Stato fa valere la sua supremazia: ovviamente vanno distinti dallo Stato apparato, che costituisce l' insieme dei governanti, tutti gli altri soggetti, pubblici e privati, sottoposti alla sua supremazia, definiti complessivamente come governati, ovvero come Stato-comunit. Ma preferibile a tal proposito parlare di comunit statale intesa come realt sociale, societ civile, in altre parole un' entit non omogenea che pu ricondursi allo Stato-istituzione che la comprende ma non la esaurisce del tutto inoltre le due sfere dell' autorit e dell' autonomia non possono essere distinte cos nettamente. Possiamo a questo punto riassumere brevemente le funzioni dello Stato: legislativa, giurisdizionale, amministrativa, e di indirizzo politico. Per funzione si intende l' attivit complessiva diretta alla produzione degli atti dell' autorit, un 'attivit organizzata e preordinata al conseguimento di uno scopo. Per quanto riguarda le forme di governo ovvero il modo in cui le funzioni dello Stato sono distribuite ed organizzate fra i diversi organi costituzionali ed ai modi del suo svolgimento, quindi limitandoci a considerare lo Stato contemporaneo, abbiamo: la forma governo parlamentare, la forma di governo presidenziale, la forma di governo dittatoriale.

Sezione II - L'ORGANIZZAZIONE E GLI ATTI DEI PUBBLICI POTERI 1. Il principio di separazione dei poteri e le interferenze funzionali.

Ciascuna funzione affidata ad un organo o ad un gruppo di organi, per cui, secondo il principio della separazione dei poteri, alla distinzione delle funzioni corrisponder la distinzione degli organi in legislativi, amministrativi e giurisdizionali. Il potere dello Stato va inteso come figura organizzatoria composta da uno o pi organi fra loro collegati ai quali l' ordinamento attribuisce, in via istituzionale, l' esercizio di una funzione, di una porzione dell' autorit. Ci non esclude la presenza di interferenze funzionali che rispondono necessariamente all' esigenza di coordinazione fra i vari poteri. Un organo al pari di una persona giuridica una entit astratta creata dall' ordinamento giuridico che attribuisce la titolarit di situazioni giuridiche attive o passive ad alcune entit colettive che per l' appunto esistono solo nel mondo del diritto, e per volere ed agire devono avvalersi di persone fisiche. L' organo non si differenzia dalla persona giuridica, e in un' accezione pi ampia e complessa risulta costituito anche dalla sfera di competenza, dai mezzi e dalla struttura organizzativa. La presenza di organi deputati a determinate funzioni non esclude l' esercizio indiretto di funzioni statali e la delega di funzioni. Le persone fisiche titolari di un organo di un ente pubblico assumono il nome di funzionari e possono essere vincolate o meno da un rapporto di impiego (pubblici impiegati). Gli organi possono essere classificati e distinti in base a vari criteri. In riferimento alla loro struttura: a) organi individuali, costituiti da una sola persona, e colleggiali, costituiti da una pluralit di persone la cui volont viene unitariamente imputata all' organo nel suo complesso; b) organi semplici, che costituiscono un' unit indivisibile e organi complessi, che risultano composti da pi organi; In riferimento alle loro attribuzioni: a) organi esterni, che manifestano o formano la volont dell' ente, o stabiliscono rapporti giuridici con altri soggetti ed organi interni, la cui attivit si esaurisce entro la sfera giuridica dell' ente senza avere alcuna rilevanza al di fuori di esso; b) fra gli organi esterni si distinguono gli organi primari che hanno per legge una propria competenza e gli organi secondari, destinati a sostituire altri organi in caso di assenza o di impedimento del titolare di questi; c) organi centrali, se la loro competenza si estende a tutto il territorio dello Stato o locali se , invece, territorialmente delimitata; d) organi attivi, che formano o manifestano la volont dell' ente e la portano ad esecuzione; consultivi; di controllo, che accertano la conformit degli atti alle norme di legge o anche la loro convenienza ed opportunit; In riferimento alla loro formazione: a) organi rappresentativi o non-rappresentativi; Infine in riferimento alla loro posizione giuridica: a) organi direttivi, che esercitano funzioni di amministrazione attiva e non hanno, all' interno dell' ordinamento, superiori gerarchici ed organi dipendenti, che sono gerarchicamente subordinati ai primi; b) organi costituzionali, organi dello Stato che, posti al vertice dell' organizzazione statale, si trovano in una posizione di indipendenza e di parit giuridica fra loro; c) organi a rilevanza costituzionale per le funzioni esercitate e la posizione di indipendenza dei loro componenti.

2.

Gli atti giuridici e la loro classificazione.

La vita del diritto prende corpo e forma in fatti, attivit ed atti diretti alla produzione di effetti giuridici, vale a dire a modificare od estinguere una situazione giuridica preesistente ovvero a costituirla ex novo. Lo Stato e gli altri enti pubblici svolgono le loro funzioni prevalentemente mediante attivit ed atti di diritto pubblico, assumendo una forma tipica: la legge, il decreto, la sentenza, attraverso atti preparatori all' emanazione dell' atto definitivo. La loro classificazione si ricollega a quella proposta per gli organi: a) atti semplici (individuali o colleggiali); b) atti composti (reiterati o complessi); c) atti collettivi. La maggior parte degli atti giuridici seguono un procedimento che si articola generalmente in tre fasi: l' iniziativa, la costituzione e l' integrazione dell' efficacia. L' atto si dice perfetto quando completo di tutti i suoi elementi intrinseci, strutturali e funzionali per l' esistenza giuridica dell' atto stesso; valido quando tali elementi non presentano vizi di legittimit (incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge) o di merito (opportunit e convenienza dell' atto); efficace quando in grado di spiegare i suoi effetti.

Sezione III - LA COSTITUZIONE DELLO STATO 1. Concetto e tipi di Costituzione.

L' assetto fondamentale di uno Stato, la sua Costituzione anzitutto frutto dell' ideologia dominante in un dato momento storico e del modo in cui sono venuti a comporsi i rapporti e gli interessi fra le varie parti della societ: la sua traduzione in norme ha una funzione eminentemente garantista per quanto possa modificarsi in tutto od in parte al mutare sia dei rapporti di forza e degli interessi sia dell' ideologia dominante, cos come pu mutare il modo in cui ad essa viene data concreta attuazione. La Costituzione dello Stato, intesa come complesso di regole che esprimono in un sistema unitario ed armonico i principi e gli istituti fondamentali dell' assetto di uno Stato, pu essere scritta ( in alcuni casi formalmente e solennemente sancita) o non scritta (consuetudinaria), ottriata (concessa) o votata ( o di emanazione popolare), rigida o flessibile, poi si pu parlare di costituzioni-bilancio o di costituzioni-programma: in particolare la Costituzione italiana del 1947 scritta, rigida, votata e convenzionale. Sulla base della vigente Costituzione, lo Stato italiano pu infatti definirsi come repubblicano, democratico, fondato sul lavoro, parlamentare, decentrato, non confessionale, aperto alla comunit internazionale.

Parte seconda L' ORDINAMENTO DELLO STATO ITALIANO

Capitolo primo - IL POTERE LEGISLATIVO 1. Il bicameralismo e il Parlamento in seduta comune.

In Italia il potere legislativo attribuito al Parlamento, che si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, un organo complesso perch formato da due organi colleggiali. Le due Camere svolgono le medesime funzioni realizzando una forma di bicameralismo perfetto. Dal Parlamento come organo complesso va distinto il Parlamento in seduta comune dei membri delle due Camere, che un organo a se stante e, pi specificamente un organo colleggiale che non esercita funzioni legislative ma funzioni di diversa natura indicate nella Costituzione (vedi p.277).

Sezione I - LA FORMAZIONE DELLE CAMERE 1. Elezioni, elettorato, sistema elettorale e rappresentanza politica.

Nell' ordinamento italiano, fra gli organi che esercitano funzioni di governo, soltanto la Camera dei deputati e il Senato (nella sua massima parte), risultano composti mediante designazione diretta dei loro componenti da parte del corpo elettorale. Il voto, personale ed eguale, libero e segreto, espresso da ogni elettore adempie ad una duplice funzione: di designazione all' ufficio dei candidati e di approvazione del programma politico del partito. Per il Senato la Costituzione prevede la nomina da parte del Presidente della Repubblica, o la designazione secondo norma costituzionale ( vedi p.282). L' elezione un metodo democratico di designazione dei governanti, ma il rapporto rappresentativo che si instaura fra eletti ed elettori non ha nulla a che vedere con la natura giuridica del concetto di rappresentanza vero e proprio, n si pu parlare di rappresentanza politica, concetto vago ed evanescente.

2.

Il procedimento elettorale, l' assegnazione dei seggi e la verifica delle elezioni.

Il sistema elettorale prevede l' assegnazione dei seggi, per il Senato e per la Camera, su base maggioritaria, con un correttivo proporzionale. Il procedimento elettorale per le due Camere si apre con il decreto del Presidente della Republica, su deliberazione del Consiglio dei ministri, che indice le elezioni (elezioni per le nuove camere che devono aver luogo entro settanta giorni dalla fine della legislatura). La seconda fase del procedimento riguarda la designazione dei candidati e la presentazione delle candidature, cui segue la campagna elettorale che dura, nel rispetto della par condicio, fino a un giorno prima delle elezioni che si svolgono in un solo giorno. In particolare l' elezione del Senato avviene su base regionale e il sistema elettorale adottato maggioritario a turno unico con correttivo proporzionale: il seggio viene attribuito al candidato che otterr nel colleggio la maggioranza, anche relativa, dei voti. 238 seggi vengono attribuiti con tale sistema, mentre i restanti 77 sono attribuiti con il recupero proporzionale e cio assegnati ai gruppi di candidati collegati che hanno ottenuto la somma pi elevata di voti non utilizzati per ottenere i seggi nei colleggi uninominali (vedi dettagli pp.294-295). Il sistema elettorale per l' elezione della Camera sostanzialmente identico a quello del Senato ma presenta alcune differenze di rilievo: si possono presentare le candidature oltre che nel colleggio uninominale anche in tre liste di recupero proporzionale a livello circoscrizionale, quindi l' elettore dispone anche di un voto di lista. Qualora vi siano seggi vacanti, si procede ad elezioni suppletive o ad assegnazione su base proporzionale ( vedi pp.296-297). A questo punto possiamo riassumere le differenze fra le due Camere: a) richiesta un' et diversa per l' acquisizione dei diritti di elettorato attivo e passivo; b) la Camera dei deputati composta da 630 membri; il Senato da 315, pi i senatori di diritto e a vita; c) il rapporto rappresentativo pi elevato per il Senato rispetto alla Camera; d) i relativi sistemi elettorali sono parzialmente diversi; e) la Camera dei deputati interamente elettiva mentre del Senato fanno parte anche i senatori di diritto e a vita. Altri tratti distintivi relativi alla organizzazione interna ed al modo di esercizio delle funzioni sono poi contenuti nei regolamenti parlamentari. Alcune categorie di persone che ricoprono determinati uffici non possono candidarsi all' ufficio di deputato o senatore, mentre per i componenti di altre categorie stato stabilito che essi non possano ricoprire contemporaneamente l' ufficio di parlamentare e un altro ufficio e debbano pertanto, scegliere tra i due. Nel primo caso avremo l' ineleggibilit, nel secondo l' incompatibilit. Appena proclamato eletto, il parlamentare assume immediatamente la qualit di deputato o senatore ed il relativo status, e pu esercitare le funzioni inerenti al suo ufficio. La verifica delle elezioni si svolge in due fasi, il controllo di deliberazione e il giudizio di contestazione, ad opera di due giunte distinte (vedi pp.304-305).

Sezione II - LO "STATUS" DI MEMBRO DEL PARLAMENTO


Per status di parlamentare si intende la posizione complessiva in cui deputati e senatori vengono a trovarsi in ragione della loro appartenenza alle Camere. Le guarantigie previste dalla Costituzione sono strettamente connesse alle funzioni svolte dai parlamentari e

tendono ad assicurarne il libero esercizio tutelando in tal modo sia il parlamentare sia le assemblee elettive stesse contro indebite ingerenze volte a limitarne o comprimerne l' indipendenza.
(Tra le guarantigie si ricordano: l' irresponsabilit per le opinioni espresse ed i voti dati; la libert personale e domiciliare; la libert di comunicazione e corrispondenza; il divieto di mandato imperativo e conseguentemente l' irresponsabilit politica. Sono inoltre previste sanzioni disciplinari a carico dei parlamentari, ai quali garantita un' indennit.)

Sezione III - L' ORGANIZZAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DELLE CAMERE 1. I regolamenti parlamentari.

Le norme relative all' organizzazione interna e allo svolgimento delle funzioni delle Camere sono contenute nei regolamenti parlamentari, un complesso di disposizioni che ciascuna Camera vota nell' esercizio del suo potere di autonormazione onde disciplinare la procedura per lo svolgimento dei suoi lavori, la sua organizzazione ed i suoi rapporti con gli altri organi costituzionali ed, in primo luogo, con il Governo e con gli organi a rilevanza costituzionale, oltre che con ospiti e collaboratori. Tali regolamenti contengono norme costitutive dell' ordinamento giuridico, alcune delle quali esecutive di norme costituzionali: si tratta tuttavia di fonti normative separate, di una competenza costituzionalmente riservata a ciascuna Camera, subordinata soltanto alle norme costituzionali ma non soggetta al sindacato di legittimit costituzionale.

2.

Il Presidente e l' Ufficio di presidenza.

Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l' Ufficio di presidenza (per il Senato Consiglio di presidenza) composto da 4 vicepresidenti, 8 segretari e 3 questori. Il Presidente rappresenta la Camera: egli organo super partes ed a tale posizione di imparzialit deve ispirare l' esercizio delle sue funzioni. All' Ufficio ed al Consiglio di presidenza spetta di deliberare il progetto di bilancio preventivo ed il rendiconto consuntivo delle Camere, di nominare, su proposta del Presidente, il Segretario generale, inoltre fra gli organi interni delle Camere va menzionata la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, organo che ha il compito principale di deliberare il programma dei lavori dell' assemblea e di esaminarne e coordinarne periodicamente lo svolgimento.

3. a)

I gruppi parlamentari, le commissioni permanenti, le giunte; commissioni d' inchiesta e deputazioni.


I gruppi parlamentari sono sostanzialmente degli organi di collegamento fra le Camere e i partiti, ai quali si addice la natura giuridica di associazioni di diritto pubblico: ogni gruppo composto da almeno da 20 deputati e 10 senatori, generalmente appartenenti allo stesso partito, ha una sua organizzazione interna e procede alla nomina di un presidente, di uno o pi vice-presidenti, di un comitato direttivo alla Camera, di uno o pi segretari al Senato; Le commissioni permanenti sono organi interni delle Camere composte proporzionalmente ai vari gruppi parlamentari, compiti delle commissioni sono quelli di riunirsi in sede referente per l' esame delle questioni sulle quali devono riferire all' Assemblea; in sede consultiva per esprimere pareri; in sede legislativa per l' esame e l' approvazione dei progetti di legge; in sede redigente per la formulazione degli articoli di un progetto di legge; Le giunte, anch' esse organi permanenti delle Camere, sono alla Camera, la giunta per il regolamento, per le autorizzazioni, delle elezioni, al Senato per il regolamento, per gli affari delle Comunit europee, delle elezioni e delle immunit parlamentari.

b)

c) 4.

La legislatura, la decadenza dei progetti di legge, la prorogatio e la convocazione.

Col termine legislatura si indica il periodo che va dalla prima riunione delle assemblee al giorno del loro scioglimento normale o al giorno del loro scioglimento anticipato: con la fine della legislatura decadono tutti i progetti di legge non ancora approvati, mentre i poteri delle Camere vengono mantenuti fino all' elezione e alla riunione delle nuove assemblee.

5.

La pubblicit, il numero legale, la determinazione della maggioranza; l' ordine del giorno e la programmazione dei lavori.

Le sedute delle Camere sono pubbliche, ma ciascuna di esse pu disporre che la riunione sia segreta. Problematica rimane la definizione della maggioranza, ovvero il numero legale, a causa del computo e della rilevanza degli astenuti. Le votazioni possono essere palesi o segrete e quindi avvenire per alzata di mano, per divisione, o con procedimento elettronico e per schede o a scrutinio segreto. Le Camere non possono, normalmente, discutere o deliberare su materie che non siano all' ordine del giorno per cui le Camere sono tenute a organizzare i propri lavori secondo il metodo della programmazione.

Sezione IV - LA FUNZIONE LEGISLATIVA DELLE CAMERE 1. Il procedimento di formazione della legge ordinaria.

a)

L' iniziativa legislativa consiste nella presentazione ad una delle due Camere di un progetto di legge, attribuita al Governo, ai singoli membri delle Camere, al popolo, al Consiglio nazionale dell' Economia e del Lavoro e ai Consigli regionali (vedi pp.347-348). L' iniziativa governativa la pi rilevante per ragioni di indirizzo politico oltre che organizzative-strutturali: l' approvazione di un disegno di legge da parte del Consiglio dei ministri deve essere accompagnata da un decreto di autorizzazione del Presidente della Repubblica per l' effettiva presentazione alle Camere. L' iniziativa parlamentare esercitata dai membri delle Camere che presentano una proposta di legge alla Camera alla quale appartengono. L' iniziativa popolare esercitata mediante la proposta, da parte di almeno 50000 elettori, di un progetto redatto in articoli, da presentare al Presidente di una delle due Camere. L' iniziativa legislativa pu essere vincolata da particolari obblighi, o riservata e quindi facoltativa. b) L' approvazione del progetto di legge da parte di ciascuna Camera pu avvenire secondo tre distinti procedimenti (vedi anche pp.359360): 1. procedimento ordinario: il progetto di legge viene preliminarmente esaminato e discusso in sede referente da una commissione legislativa competente in materia che pu eventualmente proporre modifiche o redigere un testo unico, la commissione poi trasmette all' Assemblea il progetto di legge accompagnandolo con una o pi relazioni, e qui si procede alla discussione generale che in caso favorevole seguita da una discussione e una approvazione dello stesso articolo per articolo. Pe concludere si sottopone il progetto nel suo complesso a votazione finale (vedi pp.351-354). 2. Il procedimento decentrato prevede che le commissioni legislative non si limitino ad esaminare il progetto ma anche ad approvarlo: l' assegnazione del progetto alla commissione competente in sede deliberante proposta alle Camere dal Presidente e necessita dell' approvazione dell'Assemblea alla Camera dei deputati. Questa procedura snellisce l' iter legislativo. 3. Il procedimento misto coinvolge le commissioni legislative anche in sede redigente e consiste in una suddivisione del lavoro legislativo fra commissione ed Assemblea. c) La promulgazione della legge approvata deve avvenire entro un mese a mezzo decreto da parte del Presidente della Repubblica che pu anche rinviarla alle Camere. La pubblicazione della legge consiste nell' inserzione del testo nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana e nella pubblicazione vera e propria sulla Gazzetta Ufficiale rispetto alla quale decorsi 15 giorni la legge entra in vigore (vedi pp. 361-363).

2.

Il procedimento di formazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali.

Comunemente alle leggi ordinarie, anche nel caso di leggi di revisione costituzionale o di leggi costituzionali, la procedura di formazione pur essendo aggravata in fase d' approvazione rispetta la fase dell' iniziativa e, con alcune modifiche di formulazione, la fase della promulgazione e della pubblicazione, inoltre nel procedimento di formazione pu richiedersi con il referendum la manifestazione della volont del corpo elettorale. Tali progetti di legge devono essere deliberati due volte da ciascuna Camera (fra la prima e la seconda deliberazione deve intercorrere un periodo non inferiore a tre mesi), e nella seconda votazione devono essere approvate dalla maggioranza assoluta in entrambe le Camere. Successivamente, il progetto costituzionale viene pubblicato, ed entro tre mesi si pu richiedere una consultazione popolare. Il referendum facoltativo e non obbligatorio: il progetto infatti si intende tacitamente approvato al decorso dei tre mesi, e si trasforma comunque in legge attraverso la promulgazione e la pubblicazione vera e propria. Qualora per nella seconda deliberazione, il progetto venga approvato da entrambe le Camere a maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti esso si trasforma in legge, senza che sia prevista la possibilit di un ricorso al referendum. Ovviamente non tutte le disposizioni costituzionali possono essere modificate, pur ricorrendo alla procedura aggravata, ma la rigidit di una costituzione non si risolve assolutamente in una sua immodificabilit. Per sua stessa natura, la Costituzione soggetta a modificazioni, espresse o tacite, che dipendono anche dall' elasticit della Costituzione e da limiti assoluti espressi o taciti.

Sezione V - L' ATTIVITA' DI INDIRZZO POLITICO DELLE CAMERE 1. L' indirizzo politico.

L' attivit di indirizzo politico, svolta dal Parlamento e dal Governo in stretto coordinamento e sulla base di un rapporto fiduciario, non ha alcun carattere normativo ma in un certo senso vincolante e pu essere distinta in tre fasi: una prima fase (che pu definirsi teleologica) relativa alla determinazione dei fini dell' azione statale; una seconda (strumentale) nel corso della quale gli organi di indirizzo politico predispongono un apparato organizzativo ed i mezzi materiali necessari per tradurre sul piano giuridico la volont programmata e conseguirne i fini; una terza (effettuale) che consiste in una serie di atti che diano concreta attuazione ai fin programmati. Adesso passiamo ad esaminare gli atti mediante i quali le Camere svolgono l' attivit di indirizzo politico: a) la mozione di fiducia attinente la determinazione dell' indirizzo politico, con la quale il Parlamento accorda la sua fiducia al Governo in seguito alle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio; b) le leggi di indirizzo politico, ovvero: la legge di approvazione del bilancio preventivo e la legge finanziaria rispettivamente volte a predisporre normativamente la ripartizione dei mezzi finanziari fra i vari rami dell' amministrazione in stretta correlazione con i fini che si intendono conseguire e ad operare modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio dello stato e sui bilanci delle aziende del cosidetto settore pubblico allargato; le leggi di approvazione dei programmi economici volte ad identificare e rendere espliciti i fini sociali ai quali deve essere indirizzata e coordinata l' attivit economica pubblica e privata; le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali; le leggi di concessione dell' amnistia e dell' indulto; c) la deliberazione dello stato di guerra; d) le procedure di indirizzo, di controllo e di informazione ovvero: la mozione, per promuovere una deliberazione dell' Assemblea su un determinato argomento, e la risoluzione diretta a manifestare orientamenti o a definire indirizzi su specifici argomenti; l' interrogazione, una semplice domanda rivolta da un parlamentare al Governo, l' interpellanza, una domanda rivolta ad aspetti specifici

e)

della politica del Governo; le inchieste politiche o legislative, le indagini e le attivit conoscitive svolte dalle commissioni parlamentari; la mozione di sfiducia con la quale le Camere possono porre termine al rapporto fiduciario con il governo costringendolo alle dimissioni e aprendo una fase di crisi.

Sezione VI - FUNZIONI ELETTORALI, GIURISDIZIONALI, CONSULTIVE


Oltre che la funzione legislativa e l' attivit di indirizzo politico, le Camere svolgono nel nostro sistema costituzionale altre attivit, di diversa natura: in primo luogo, in seduta comune, l' elezione del Presidente della Repubblica, di cinque giudici ordinari della Corte costituzionale, di un terzo dei membri del Consiglio superiore della magistratura e dei diciotto membri dell' Assemblea consultiva del Consiglio d' Europa; in secondo luogo svolge funzioni materialmente giurisdizionali in caso di verifica di elezioni contestate, e in fase istruttoria per la messa in stato d' accusa del Presidente della Repubblica, oltre che nel caso in cui si debba esprimere un giudizio sulle leggi regionali; in terzo luogo funzioni consultive per quanto riguarda organi interni delle Camere.

Capitolo secondo - IL POTERE LEGISLATIVO DEL POPOLO 1. Il referendum abrogativo.

Oltre all' iniziativa legislativa e al referendum costituzionale, il popolo pu ricorrere al referendum abrogativo che viene indetto dal Presidente della Repubblica per deliberare l' abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano 500000 elettori o 5 Consigli regionali. Vi sono ovviamente limiti pi o meno impliciti e facilmente definibili al ricorso a questo istituto di democrazia diretta che deve sottostare a precise procedure burocratiche e soprattutto al giudizio di ammissibilit della Corte costituzionale.

Capitolo terzo - IL POTERE ESECUTIVO 1. Gli organi del potere esecutivo: il Governo e gli organi dipendenti.

Lo Stato apparato svolge un' attivit effettiva e concreta diretta a raggiungere i suoi fini immediati: questa complessa e multiforme attivit viene svolta dal Governo e dagli organi da esso dipendenti, oltre che dagli uffici dei minori enti pubblici territoriali e degli enti strumentali: essa pu essere definita "attivit amministrativa" e deve svolgersi secondo le direttive ed entro i limiti predisposti nella Costituzione e nelle leggi. Il potere esecutivo costituito da un complesso di organi (centrali e periferici) al vertice dei quali posto il Governo come organo costituzionale. Il Governo un organo complesso costituito da pi organi individuali, il Presidente del Consiglio, i ministri, cui fa capo un settore centrale specifico, i ministeri, e un organo colleggiale, il Consiglio dei ministri. Vi sono tuttavia settori dell' amministrazione centrale che non vengono organizzati in ministero e che fanno capo a dipartimenti istituiti presso la Presidenza del Consiglio: gli organi direttivi posti a capo di tali settori assumono il nome di ministri senza portafoglio se entrano a far parte del Consiglio, o di commissari straordinari qualora si limitino ad attivit amministrative senza entrare a far parte del Consiglio dei ministri. Accanto a tali organi vanno menzionati i sottosegretari di Stato, che non entrano a far parte del Governo in senso stretto ed esercitano funzioni ora meramente amministrative ora costituzionalmente rilevanti. Per pubblica amministrazione si intende l' insieme di tutti gli uffici pubblici che fanno parte dell' apparato amministrativo dello Stato e degli altri enti territoriali minori: tali uffici svolgono attivit amminstrativa attiva, consultiva, di controllo, e di indirizzo e coordinamento, e possono essere distinti a seconda del settore in cui operano, che a livello di amministrazione statale, corrisponde generalmente ad un ministero.

2. I principi costituzionali sulla pubblica amministrazione.


Nella Costituzione possibile individuare alcuni principi relativi alla pubblica amministrazione: l'organizzazione dei pubblici uffici deve essere determinata dalla legge formale, e tali disposizioni di legge devono assicurare alla pubblica amministrazione efficienza, efficacia ed imparzialit nella realizzazione dell' interesse collettivo e nel conseguimento dei fini preposti; l'amministrazione deve agire conformemente alla legge e nei suoi limiti (principio di legittimit), ispirandosi alle effettive esigenze della collettivit popolare (principio di democraticit), inoltre si deve garantire l' accesso al pubblico impiego mediante concorso, e la tutela giursdizionale nei confronti dei diritti e degli interessi dei cittadini in ordine alle responsabilit dei funzionari e dei dipendenti pubblici.

3. La formazione del Governo.


La formazione del Governo un procedimento, ovvero una serie di atti coordinati e diretti alla formazione di un atto finale: tale procedimento ha luogo ogni qualvolta un Governo presenti le dimissioni e queste vengano accolte dal Presidente della Repubblica per cui si rende necessario nominarne uno nuovo. Le norme che presiedono al procedimento di formazione del Governo sono in gran parte non scritte quindi rappresentano delle convenzioni costituzionali che disciplinano l' esercizio del potere discrezionale del Capo dello Stato nella nomina del Presidente del Consiglio e dei ministri, che tuttavia pu assumere un ruolo attivo e propositivo in caso di crisi del sistema. Il procedimento inizia con le consultazioni che, a discrezione del Capo dello Stato, possono essere pi o meno ampie, pi o meno

approfondite anche in funzione delle personalit coinvolte, delle cause che hanno portato alla crisi, delle particolari condizioni politiche che ne sono derivate e della sensibilit politica del Presidente stesso che pu svolgere un ruolo determinante nell' orientare l' indirizzo politico del futuro governo e nel caratterizzarne la composizione ministeriale, conferendo verbalmente il nuovo incarico. L' incaricato si riserva di accettare l' incarico prima di procedere ad ulteriori consultazioni per accertare le concrete possibilit di formare una maggioranza di governo in quel determinato momento politico, per definire le linee del programma ed eventualmente formare la lista dei futuri ministri. Nel caso in cui l' incaricato non riesca nel suo intento torner dal Presidente della Repubblica e, sciogliendo la riserva, dichiarer di rinunciare all' incarico che potr essere affidato ad altri. Qualora la rinuncia all' incarico sia dovuta all' impossibilit obiettiva di formare una maggioranza, il Presidente pu rinviare il Governo dimissionario (ma non in seguito a una crisi parlamentare) alle Camere, o sciogliere le Camere ed indire le elezioni anticipate. Qualora, invece, l' incaricato abbia concluso positivamente i suoi colloqui consultivo sottoporr al Presidente la lista dei ministri e si dichiarer pronto a presiedere il nuovo Governo. Successivamente alle consultazioni elettorali (anticipate o meno) il leader della coalizione vincente dispone gi di una lista di ministri, e il Presidente della Repubblica si trova difronte a una scelta obbligata, per cui non pu che procedere all' emanazione del decreto che sancisce la nomina della Presidenza del Consiglio. Prima di assumere le loro funzioni i membri del Governo dovranno prestare giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, ed entro dieci giorni presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia esponendo il suo programma a mezzo del Presidente del Consiglio. Uno dei primi atti del Consiglio dei ministri la designazione dei sottosegretari di Stato aventi funzioni coadiuvanti nei ministeri, e facolt di intervenire e partecipare alle sedute del Parlamento. Ai ministeri si affiancano poi i cosidetti comitati interministeriali e i comitati di ministri. Gli organi del potere esecutivo sono al tempo stesso organi burocratici e organi di governo veri e propri; nel campo della direzione politica del Governo la Costituzione attribuisce un ruolo preminente al Presidente del Consiglio.

4.

Le funzioni normative.

Il potere esecutivo svolge una funzione materialmente legislativa, per quanto non sempre possa essere chiara la distinzione tra leggi in senso formale e leggi in senso materiale, ma si definiscono quest' ultime come tutti gli atti che contengono norme giuridiche. Gli atti normativi del potere esecutivo si distinguono, infine, a seconda che abbiano o non abbiano la stessa efficacia formale della legge. Il Governo, in casi straordinari di necessit e di urgenza, pu adottare, sotto la sua responsabilt, provvedimenti provvisori con forza di legge, i decreti legge; ma deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. Ma il Governo pu adottare decreti aventi forza di legge, i decreti legislativi, anche senza che ricorrano casi straordinari di necessit e di urgenza: in tal caso l' esercizio della funzione legislativa viene espressamente delegato dalle Camere al Governo con una legge delega che pone limiti, principi e criteri direttivi. Infine abbiamo i cosidetti regolamenti che vengono deliberati dal Consiglio dei ministri, su parere del Consiglio di Stato, ed emanati con decreto del Presidente della Repubblica: regolamenti di esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; regolamenti di attuazione e di integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio; regolamenti autonomi o indipendenti; regolamenti di organizzazione, regolamenti autorizzati (vedi pp. 474-488). Ovviamente i regolamenti incontrano limiti specifici nelle riserve di legge espressamente previste nella Costituzione: la riserva di legge ha chiaramente una funzione garantista ma rimangono tuttora molte perplessit sull' effettiva estensione di tali riserve che possono essere assolute o relative, e rafforzate, semplici, implicite o costituzionali.

5.

Il Governo: cessazione, responsabilit dei ministri e organi ausiliari.

Il Governo non un organo a termine: esso rimane in carica sin quando le Camere non gli revochino la fiducia o non decida di dimettersi. La crisi di governo pu essere parlamentare nel caso in cui le Camere manifestino il loro voto di sfiducia ponendo il Governo in minoranza; extraparlamentare nel caso in cui uno o pi gruppi parlamentari ritirino il loro appoggio al Governo o il Governo stesso decida di dimettersi. Il Governo inoltre tenuto a dimettersi in caso di mancata costituzione iniziale. Ma possono esservi anche cause diverse: la morte del Presidente del Consiglio, la cessazione o la sospensione della carica per motivi inerenti la propria persona; l' elezione di un nuovo Presidente della repubblica; in seguito a elezioni generali. Non bisogna poi tralasciare la responsabilit giuridica (civile, penale e amminstrativa) e politica del Governo nella persona del Presidente del Consiglio e dei singoli ministri e, inoltre, il ruolo sovlto dai cosidetti organi ausiliari, il Consiglio nazionale dell' economia e del lavoro, Il Consiglio di Stato (organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo), la Corte dei Conti, l' Avvocatura dello Stato (vedi pp.507-510).

Capitolo quarto - IL POTERE GIUDIZIARIO 1. Il potere giudiziario.

La funzione giurisdizionale ripartita fra i vari organi del potere giudiziario, secondo le deroghe al principio della unicit della giurisdizione disposte dalla Costituzione. La giurisdizione civile regola le controversie sorte fra privati o fra i privati e la pubblica amministrazione, aventi per oggetto un diritto soggettivo. E' esercitata dai giudici di pace, dal pretore, dal tribunale, dalla Corte di appello e dalla Corte di Cassazione. La giurisdizione penale tutela determinati valori o istituti nell' interesse della collettivit e ne sancisce la violazione con una pena adeguata alla portata del reato commesso. esercitata dai giudici di pace, dal pretore, dal tribunale, dalla Corte di Assise di primo grado e di appello, dalla Corte di Cassazione, inoltre anche da altri organi giurisdizionali speciali come i tribunali militari, e le Camere e la Corte costituzionale in sede di accusa e di giudizio nei confronti del Presidente della Repubblica. Nelle giursdizioni civile e penale, presso gli

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organi giudiziari ordinari (giudici di pace, pretore, tribunale, Corte di appello, Corte di Cassazione, Corte di Assise), sono istituite delle sezioni specializzate con la partecipazione di cittadini idonei ed estranei alla magistratura, in altri casi (come per le Corti di assise) prevista la partecipazione diretta del popolo all' amministrazione della giustizia. La giurisdizione amministrativa tutela gli interessi legittimi, ed eccezionalmente i diritti soggettivi, dei cittadini che siano stati lesi da un atto della pubblica amministrazione. E' esercitata dal Consiglio di Stato, dalla Corte dei Conti, dai tribunali ammistrativi regionali, dal tribunale superiore delle acque pubbliche, dal Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana e dal tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione Trentino-Alto Adige. Ricordando il divieto assoluto di istituire giudici straordinari e nuovi giudici speciali non si pu tralasciare il problema dell' indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, quali il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, i tribunali militari, i tribunali amministrativi regionali, al quale si tantato di ovviare istituendo appositi Consigli di Presidenza, ed evidenziare quanto sia problematica la ripartizione delle competenze fra giudici ordinari e giudici amministrativi nei casi in cui si debbano distinguere i diritti soggettivi dagli interessi legittimi, senza tralasciare che le ultime tendenze giurisprudenziali riconoscono la possibilit di tutelare in giudizio i cosidetti interessi diffusi nei casi in cui essi si configurino per l' appunto pi che come interessi generali, come una pluralit di interessi individuali, vi sono poi le giurisdizioni esclusive e le giurisdizioni di merito. La tutela del cittadino nei confronti degli atti della pubblica amminstrazione assicurata, nel nostro ordinamento, oltre che dal ricorso agli organi giurisdizionali, anche dai cosidetti ricorsi amministrativi, l' opposizione ed il ricorso gerarchico anche improprio, che pur rientrando nell' ambito della giustizia amministrativa non hanno natura giurisdizionale e non possono essere proposti nel caso di atti definitivi. Bisogna poi considerare il potere di annullamento di cui il Governo dispone nei confornti di tutti gli atti amministrativi. In materia di controversie civili oltre che alla giurisdizione ordinaria i privati possono ricorrere al giudizio arbitrario, e la Costituzione riserva la giurisdizione in materia matrimoniale al diritto canonico, quindi alla Santa Sede attraverso i tribunali ecclesiastici. Rimangono poi delle perplessit sulla legittimit cosidetta giustizia sportiva. Occorre infine tener conto delle giurisdizioni internazionali come la Corte internazionale di Giustizia, la Corte di giustizia delle Comunit europee, la Commissione europea dei diritti dell' uomo e la Corte europea dei diritti dell' uomo.

2. L'autonomia e l' indipendenza della magistratura ordinaria: il Consiglio superiore della magistratura.
La Costituzione garantisce ai magistrati ordinari una posizione di autonomia e di indipendenza nei confronti degli altri poteri dello Stato sottraendo i giudici ad ogni forma di dipendenza dal ministro di grazia e giustizia. Il Consiglio superiore della magistratura (presieduto dal Presidente della Repubblica e composto da 33 membri, in carica per quattro anni e non immediatamente rieleggibili, 2 di diritto, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione, 2 eletti dai magistrati ordinari, 10 dal Parlamento in seduta comune) l' istituzione principale cui spetta tutelare i magistrati e deliberare tutti i provvedimenti relativi allo stato giuridco dei magistrati. E' un organo costituzionale che ha assunto la natura di organo posto al vertice organizzativo del potere giudiziario e di organo rappresentativo dei magistrati, ma l' indeterminatezza della posizione del Presidente della Repubblica pu portare ad una sovrapposizione di ruoli e attribuzioni. Vi sono ulteriori disposizioni costituzionali relative alla funzione giursdizionale che sanciscono la responsabilit civile, penale, disciplinare e politica dei magistrati non tralasciando le problematiche connesse alla politicit dei giudici, in qualit di operatori politici.

Capitolo quinto - IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1. Il presidente della Repubblica: elezione, durata del mandato, status giuridico e politico.

Il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento in seduta comune (integrato da tre delegati per ogni regione eletti dal Consiglio regionale) a maggioranza di due terzi dell' Assemblea. Per essere eletto Presidente della Repubblica sufficiente essere cittadino italiano, avere un' et non inferiore a cinquanta anni e godere dei diritti civli e politici. Il mandato ha una durata di sette anni che cominciano a decorrere dal giorno in cui viene prestato giuramento di fedelt alla Repubblica e di osservanza della Costituzione innanzi al Parlamento in seduta comune. Non vi sono limiti alla rieleggibilit del Presidente alla scadenza della carica, e tale ufficio incompatibile con qualsiasi altra carica. La cessazione dell' ufficio pu avvenire per impedimento permanente, per morte o dimissioni, per decadenza della carica: in caso di impedimento permanente o temporaneo le sue funzioni possono essere esercitate dal Presidente del Senato che acquista la sua carica automaticamente. Il Presidente della Repubblica politicamente irresponsabile in via istituzionale, poich la responsabilit politica degli atti presidenziali assunta dai ministri proponenti o competenti con la loro controfirma ministeriale; giuridicamente il Presidente della Repubblica non responsabile per gli atti compiuti nell' esercizio delle proprie funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione, mentre come privato cittadino egli pienamente responsabile ma, in materia penale, soltanto alla scadenza dell' ufficio.

2.

Le attribuzioni.

Il Presidente della Repubblica rappresenta un potere neutro non essendo direttamente partecipe delle attivit di indirizzo politico: egli rappresenta l' unit nazionale e ne il simbolo, esercita una concreta influenza sul corretto svolgimento delle attivit costituzionali, il garante della Costituzione e degli equilibri istituzionali fra i vari organi. Il Presidente della Repubblica in relazione al potere legislativo ed alla relativa funzione: a) indice le elezioni delle Camere e ne fissa la prima riunione; pu convocare ciascuna Camera in via straordinaria; b) pu inviare messaggi alle Camere; c) autorizza con suo decreto la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa governativa; d) pu ricorrere al rinvio; e) pu nominare cinque senatori a vita; f) pu sciogliere le Camere, sentiti i loro Presidenti, o solo una di esse;

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g)

promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti;

h) indice il referendum abrogativo e costituzionale.


In relazione al potere esecutivo ed alla funzione amministrativa: a) nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e su proposta di quest' ultimo i ministri; nomina altres, i commissari straordinari del governo ed i sottosegretari di Stato; b) nomina nei casi previsti dalla legge, i funzionari dello Stato; c) accredita e riceve i rappresentanti diplomatici; d) ratifica i trattati internazionali, previa autorizzazione delle Camere se occorre; e) ha il comando delle Forze armate e presiede il Consiglio supremo di difesa; f) dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere; g) conferisce le onorificenze della Repubblica; h) ha una serie di competenze in ordine alle funzioni amministrative svolte dal potere esecutivo. In relazione al potere giudiziario ed alla relativa funzione: a) presiede il Consiglio superiore della magistratura ed emana i decreti relativi allo stato giuridico dei magistrati; b) concede la grazia e commuta le pene; nomina cinque giudici della Corte Costituzionale. Oltre ai messaggi rivolti formalmente alle Camere in caso di rinvio o per segnalere agli organi legislativi stessi gravi necessit comuni o l' esigenza di provvedere a determinate situazioni, diverso il potere di esternazione cui il Presidente della Repubblica pu ricorrere in ragione dell' esercizio delle sue funzioni presidenziali. Per quanto riguarda il ricorso al potere di scioglimento delle Camere la questione appare ancor pi delicata poich influisce sul corso della politica del Paese e sugli equilibri istituzionali (scioglimento successivo o anticipato), inoltre egli non pu farvi ricorso negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano con gli ultimi sei mesi della legislatura (semestre bianco). Gli atti del Presidente della Repubblica si possono classificare in tre grandi categorie: I) atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi ( il cui contenuto predisposto e voluto dai membri del Governo); II) atti formalmente e sostanzialmente presidenziali; III) atti sostanzialmente complessi ( il cui contenuto predisposto e voluto sia dal Presidente della Repubblica sia dal Governo).

Capitolo sesto - LA CORTE COSTITUZIONALE 1. Composizione e funzionamento.

Alla Corte costituzionale affidato il giudizio sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello Stato e delle regioni, sui conflitti di attribuzione fra i poteri dello Stato, fra lo Stato e le regioni e fra le regioni ed infine il giudizio di ammissibilit del referendum abrogativo: in tal caso si compone di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune, e per un terzo dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative. Nei giudizi sulle accuse avanzate contro il Presidente della Repubblica la composizone ordinaria viene integrata da altri 16 membri. I giudici ordinari sono nominati per 9 anni, non possono essere nuovamente nominati, e prima di assumere le loro funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, alla presenza dei Presidenti delle due Camere. Le udienze sono pubbliche ma possono essere svolte a porte chiuse a discrezione del Presidente e il numero minimo di giudici presenti deve essere 11. Lo status di giudice costituzionale implica numerose norme di incompatibilt e garanzie di indipendenza. Il Presidente, eletto a maggioranza assoluta ogni tre anni, rappresenta la Corte, la convoca, ne presiede le sedute, sovraintende all' attivit delle commissioni, assumendo una posizione di preminenza non soltanto formale ma anche sostanziale.

Sezione I - I GIUDIZI SULLA LEGITTIMIT COSTITUZIONALE DELLE LEGGI E DEGLI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE 1. I vizi di legittimit costituzionale delle leggi e gli atti soggetti al sindacato di legittimit costituzionale.

I vizi di legittimit costituzionale delle leggi possono distinguersi in vizi formali e vizi materiali: si ha vizio formale quando la legge approvata dal Parlamento violando una delle norme procedurali di formazione contenute nella Costituzione, o secondo un procedimento diverso da quello prescritto; si ha vizio materiale quando la norma contenuta in una legge ordinaria o in un atto ad essa equiparato in contrasto con una norma costituzionale o con un principio costituzionale (violazione di legge), o quando l' organo che ha emanato la legge non era competente nella materia specifica secondo la ripartizione delle competenze legislative stabilita dalla Costituzione (incompetenza). Possono verificarsi casi in cui, vista l' assoluta illogicit, incoerenza o arbitrariet della motivazione della legge, considerata la sua palese contraddittoriet e irragionevolezza rispetto ai presupposti e ai fini, evidenziata l' incongruenza fra i mezzi e i fini, si configuri un vizio di eccesso di potere legislativo. Sono soggetti al sindacato di legittimit costituzionale le leggi ordinarie dello Stato e delle regioni, le leggi costituzionali , gli atti aventi forza di legge overro i decreti legge e le leggi delegate.

2.

Le procedure.

Secondo il procedimento in via incidentale (o d' eccezione) la questione di legittimit costituzionale pu essere sollevata, mediante apposita istanza, nel corso di un giudizio innanzi a un' autorit giurisdizionale, da una delle parti o d' ufficio: in tal caso, non essendo prevista la possibilit di un il ricorso diretto alla Corte costituzionale, la questione di illegittimit viene rivolta alla Corte tramite un' autorit giurisdizionale e in occasione e nel corso di un giudizio. L' apposita istanza deve indicare le disposizioni della legge, o dell' atto avente forza di legge, viziate da illegittimit costituzionale e le disposizioni della Costituzione o delle leggi costituzionali che si assumono violate

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(vi sono casi in cui il vizio di legittimit costituzionale determinato non dalla violazione diretta di una disposizione costituzionale bens dalla violazione di una norma interposta). Il giudice innanzi al quale sollevata la questione deve accertarsi della rilevanza della questione e della non manifesta infondatezza della questione e pronunciarsi su di essa, accogliendo l' istanza (e in tal caso si procede alla sospensione del giudizio in corso demandando la decisione alla Corte con un' ordinananza che dispone l' immediata trasmissione degli atti), o respingendola (ma pu essere riproposta all' inizio di ogni grado ulteriore del processo). Se il giudice accoglie l' istanza presentata, si proceder alla notifica dell' ordinananza alle parti in causa e al pubblico ministero, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta regionale, ordinanza che deve essere comunicata anche ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio regionale interessato. Se, invece, il giudice respinge l' eccezione, la relativa ordinanza deve essere anch' essa adeguatamente motivata. Tale procedura strettamente subordinata al sorgere di un giudizio innanzi a una autorit giurisdizionale. Entro venti giorni dall' avvenuta notificazione si deve disporre, in via del tutto facoltativa, la costituzione delle parti e l' intervento del Presidente del Consiglio e della Giunta regionale, il Presidente della Corte nomina un guidice per l' istruzione e la relazione e convoca la Corte entro i successivi venti giorni per la discussione: se non si costituita nessuna parte la Corte pu decidere in camera di consiglio. Con il procedimento in via d' azione ( o principale) lo Stato pu ricorrere in via diretta contro una legge regionale o provinciale promuovendo, successivamente a un rinvio, una questione di legittimit innanzi alla Corte costituzionale in via preventiva, analogamente la regione nei confronti di una legge od un atto avente forza di legge dello stato, o di una legge di un' altra regione, in via successiva.

3. Le decisioni della Corte costituzionale.


La Corte giudica in via definitiva con sentenza: tutti gli altri provvedimenti di sua competenza sono adottati con ordinanza. Le sentenze sono pronunciate in nome del popolo italiano e devono contenere oltre alle indicazioni dei motivi di fatto e di diritto, il dispositivo, la data della decisione e la sottoscrizione del Presdinte e del giudice che le ha redatte. La Corte non pu ampliare l' ambito del suo giudizio ma deve attenersi, nel pronunciare la sentenza, a ci che le stato chiesto e non allargare il thema decidendum oltre i limiti in cui stato formulato dalle parti e dal giudice. La Corte pu dichiarare l' illegittimit costituzionale della disposizione legislativa con una sentenza di accoglimento (i cui effetti retroattivi sono da considerare opportunamente limitati e da cui pu derivare un' illegittimit costituzionale conseguenziale), o dichiarare infondata la questione con una sentenza di rigetto che ha una efficacia limitata al caso specifico. Si parla di sentenze manipolative nei casi in cui la Corte ritenga di dover reinterpretare il testo legislativo, traendone una norma in tutto o in parte diversa da quella presa in considerazione dalle parti e dal giudice, con una sentenza interpretativa di rigetto dichiara che, rispetto a questa norma, non sussistono vizi di legittimit costituzionale, facendo salvo il testo legislativo; con le sentenze interpretative di accolgimento la Corte dichiara l' illegittimit costituzionale di un testo se ed in quanto se ne ricavi una determinata norma, anche se ad esse la Corte preferisce sentenze di accoglimento parziale. E inoltre, nei casi in cui la Corte dichiara la illegittimit di un testo nella parte in cui non contiene una previsione normativa, che deve necessariamente esserci, si ricorre a sentenze additive (di principio), nei casi di illegittimit di un testo nella parte in cui contiene una previsione normativa, che non deve esserci, a sentenze riduttive. Altri tipi di sentenze, le sentenze sostitutive, che si hanno quando la Corte sostituisce ad una parte del testo un' altra parte, che essa trae dal testo in via di interpretazione, e le sentenze-indirzzo o sentenze-monito, con cui la Corte rileva eventuali lacune normative e disposizionali ai legislatori competenti.

Sezione II - CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


Riassumendo, la Corte costituzionale il supremo giudice: a) della legittimit costituzionale delle leggi statali, regionali e provinciali oltre che degli atti equiparati alle leggi; b) dei conflitti fra i poteri dello Stato in ordine alla delimitazione costituzionale delle loro attribuzioni e al loro esercizio; c) dei conflitti fra Stato e regioni riguardanti anch' essi la delimitazione costituzionale delle rispettive attribuzioni; d) dei reati di alto tradimento e di attentato alla Costituzione commessi dal Presidente della Repubblica; e) dell' ammissibilit della richiesta del referendum abrogativo. Nel nostro attuale sistema politico, la Corte costituzionale, in qualit di soggetto politico attivo e passivo, ha assunto una posizione che gli conferisce sostanzialmente poteri di indirizzo politico.

Parte terza LE LIBERTA' E LE AUTONOMIE

Capitolo primo - LE LIBERTA'


Il concetto di libert, strettamente connesso al concetto di autonomia, si sicuramente evoluto nel corso dei secoli, attraverso un processo controverso e difficilmente ricostruibile in tutte le sue particolarit: entrambi sono concetti di relazione, la libert e l' autonomia di un soggetto non esistono in assoluto, si pu essere liberi o autonomi nei confronti di o rispetto a qualcosa o qualcuno. Dal punto di vista formale, le sfere di libert e di autonomia dei singoli individui e dei gruppi sociali sono delimitate e tutelate da norme giuridiche che riconoscono reciprocamente la libert e l' autonomia degli altri soggetti nel rispetto di un interesse generale; sul piano sostanziale libert e

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autonomia sono effettivamente vigenti nella misura e nei limiti in cui le condizioni economiche e sociali dei soggetti ai quali vengono attribuite le rendono, di fatto, operanti: risulta quindi essenziale il rapporto fra libert e autonomia formali ed eguaglianza sostanziale.

Sezione I - IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA 1. Eguaglianza formale e sostanziale.

Il principio di eguaglianza formale deve essere necessariamente integrato da quello di eguaglianza sostanziale: secondo il I comma dell' art. 3 Cost.,"Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali", e secondo il II comma "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e l' eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo delle persona umana e l' effettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese". Il principio di eguaglianza formale pone dei limiti evidenti alla discrezionalit del legislatore, oltre che degli amministratori e dei giudici, in sede di attuazione e di applicazione della legge, mentre il principio di eguaglianza sostanziale assume una valenza programmatica.

Sezione II - DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI 2. a) b) c) d) e) a) b) c) d) e) f) I diritti pubblici soggettivi e le libert.


Alcuni diritti soggettivi pubblici costituzionalmente riconosciuti e garantiti, non hanno come oggetto una libert: il diritto alla difesa, inviolabile in ogni stato e grado del procedimento giuridico e strettamente legato al diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi; il diritto di voto, ovvero il diritto di essere iscritto nelle liste elettorali; il diritto di petizione; il diritto all' accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive; il diritto per chi chiamato a svolgere funzioni pubbliche elettive, di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il proprio posto di lavoro; Vi sono poi alcuni doveri costituzionali: dovere di fedelt alla Repubblica e ai principi dello Stato; dovere di difendere la Patria, sacro dovere del cittadino; dovere di prestare servizio militare nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge; dovere del lavoro, dovere inderogabile di solidariet politica, economica e sociale; dovere di prestazioni patrimoniali, concorrendo alle spese pubbliche in ragione delle proprie capacit contributive; dovere di voto, civico.

Sezione III - LE LIBERT NEGATIVE 3. Le libert negative.

Le libert negative, ovvero le libert dallo Stato, che implicano un comportamento omissivo da parte dello Stato, rientrano fra quei diritti inviolabili che l art. 2 Cost., riconosce e garantisce all uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit. Le libert negative riconosciute dalla nostra Costituzione sono: a) la libert personale consiste nella libert della persona fisica da ogni coercizione: in essa si pu far rientrare la libert morale, la pretesa dei singoli all autodeterminazione e all integrit della propria coscienza, la libert di disposizione del proprio corpo; la libert personale non pu essere limitata se non nei soli casi e modi previsti dalla legge e per atto motivato dell autorit giudiziaria (detenzione, ispezione, perquisizione, custodia cautelare, arresto e fermo); b) la libert di domicilio, a tutela della riservatezza; c) la libert e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione; d) la libert di circolazione e di soggiorno; e) la libert di riunione per riunione deve intendersi un raggruppamento di pi persone non stabile e non occasionale in luogo privato, in luogo aperto al pubblico o in luogo pubblico; nella libert di riunione rientra la libert di corteo; f) la libert di associazione, riconosciuta come presupposto essenziale e fondamento di una societ e di una democrazia pluralista (le associazioni sono formazioni sociali stabilmente organizzate costituite al fine di soddisfare determinati interessi, non contingenti, comuni a tutti coloro che ne fanno parte); g) la libert di religione; h) la libert di manifestazione del pensiero attraverso la stampa, il cinema, il teatro, la radio e la televisione; i) la libert ovvero il diritto all informazione; j) la libert dell arte della scienza e del relativo insegnamento.

Sezione IV - LE LIBERT POSITIVE


4. Le libert positive.

Le libert positive, ovvero le libert nello Stato, presuppongono alcune situazioni giuridiche soggettive strumentali, ovvero un comportamento attivo da parte dello Stato. Tra i diritti sociali troviamo: il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, il diritto del lavoratore ad

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una retribuzione adeguata e proporzionata, al riposo settimanale ed a ferie annuali retribuite, la parit dei diritti e delle condizioni lavorative per la donna e per i minori, il diritto alla previdenza e all assicurazione, il diritto degli inabili e dei minorati all educazione ed all avviamento professionale. Particolare rilievo assumono anche le libert economiche ovvero la disciplina costituzionale del diritto di propriet, della libert d iniziativa economica privata e del diritto al lavoro, da non tralasciare poi l esigenza di tutelare e garantire attivamente i cos detti nuovi diritti.

Sezione V - LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELL UOMO E LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO
La Dichiarazione universale dei diritti dell uomo (approvata dallAssemblea generale dell ONU il 10 dicembre 1948) rappresenta un ideale comune da raggiungere per tutti i popoli e tutte le Nazioni ed ha assunto indubbiamente un altissimo valore programmatico. La Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libert fondamentali dispone in merito ad istituzioni deputate alla tutela delle libert fondamentali. La condizione giuridica dello straniero presuppone limiti e particolarit che non permettono di enunciare criteri di riconoscimento dei diritti condivisibili ed uniformemente applicabili, premesso che le libert fondamentali siano universalmente garantite nei limiti delle Costituzioni vigenti.

Sezione VI - DIRITTI INVIOLABILI DELL UOMO E FORMAZIONI SOCIALI


Non si pu tralasciare la problematicit del riconoscimento dei diritti inviolabili dell uomo nelle formazioni sociali: senza dubbio ogni formazione sociale deve essere libera di darsi un ordinamento interno che riconosca e garantisca o meno i diritti inviolabili ma ci non esclude la presenza di limiti costituzionali all autonomia delle formazioni sociali, nel rispetto del principio di democraticit, di eguaglianza e dell ordinamento giuridico statale. Ma bisogna tener conto della non omogeneit delle formazioni sociali a rilevanza costituzionale, dell eterogeneit dei fini, della diversa entit e qualit dei limiti esterni ad esse imposti, della diversa intensit e qualit del vincolo associativo, quindi opportuno considerare opportunamente l azionabilit di tali diritti in relazione ai poteri privati di cui esse sono espressione, e in relazione ai diritti dei terzi.

Capitolo secondo - LE AUTONOMIE DELLE FORMAZIONI SOCIALI


La Costituzione italiana, come peraltro molte Carte fondamentali contemporanee, attribuisce alle maggiori formazioni sociali in cui si svolge la personalit dell uomo, un ruolo d intermediazione tra l individuo e lo Stato: oltre che un valore della democraticit esse rappresentano un concreto trait d union tra autorit e libert, condizione necessaria affinch si realizzi l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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La famiglia e la scuola.

La famiglia la primigenia formazione sociale in cui si forma la personalit dell individuo:la Repubblica riconosce la famiglia come societ naturale. Fondamento della famiglia il matrimonio (accompagnato o meno da un riconoscimento religioso) inteso come ordine morale e materiale che a sua volta ordinato sulleguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell unit familiare. Spetta ad entrambi i genitori il diritto-dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio nei limiti della loro libert di scelta e di orientamento, un diritto-dovere sanzionabile penalmente e civilmente in caso di inadempienza. Strettamente connessa alla famiglia la funzione sociale della scuola: lo Stato deve garantire il diritto allo studio e alla formazione dei propri cittadini senza escludere la possibilit che enti e privati istituiscano scuole ed istituti per la formazione e l educazione parificati e senza oneri ulteriori per lo Stato stesso nel rispetto dell autonomia della formazione, della libert d insegnamento e del pluralismo scolastico.

2.

Le confessioni religiose.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere di fronte alla legge: i rapporti fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica sono stati regolamentati dai Patti lateranensi le cui norme non sono state costituzionalizzate riservandosi la Corte costituzionale di sindacare i Patti ed eventuali rettifiche, modifiche o revisioni, sotto il profilo del loro eventuale contrasto con i principi supremi dell ordinamento costituzionale, sempre sotto la tutela costituzionale dell art. 7, secondo il quale Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani. Un lentissimo processo di liberalizzazione ha caratterizzato l evoluzione dei rapporti fra lo Stato ed i culti acattolici: i rapporti delle confessioni religiose diverse da quella cattolica con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

3.

Le comunit del lavoro e i partiti.

Fra le varie comunit intermedie previste nella nostra Costituzione e sulle quali si fonda l ordinamento pluralista dello Stato, particolare rilievo assumono i sindacati, per le funzioni che la Costituzione e leggi successive hanno affidato loro, nellambito dei processi di contrattazione per le politiche sul lavoro e lo sviluppo economico, fino a poter incidere sullindirizzo di democrazia sostanziale al quale si informa il nostro ordinamento costituzionale. Il sindacato una libera organizzazione di lavoratori (subordinati o indipendenti) o di datori di lavoro avente per fine la tutela degli interessi collettivi degli associati, una manifestazione associativa rientrante nella sfera dell autonomia privata, che non si esaurisce nel principio del pluralismo sindacale, ma riconosce il diritto dei singoli di associarsi o di non

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associarsi sindacalmente, di associarsi ad una piuttosto che ad un altra organizzazione sindacale ed eventualmente di recedere, una volta iscritti. La Costituzione stessa prevede la possibilit che le organizzazioni sindacali assumano rilievo pubblicistico e che acquisiscano personalit giuridica, tramite la registrazione presso uffici competenti: in tal caso i sindacati potranno stipulare contratti di lavoro collettivi aventi efficacia vincolante nei confronti di tutti gli appartenenti alla categoria cui il contratto stesso si riferisce. Dalle associazioni sindacali semplici si devono distinguere le associazioni sindacali complesse, associazioni di associazioni, confederazioni o federazioni sindacali a diffusione nazionale, e i cosiddetti sindacati autonomi. Oltre al contratto collettivo, i sindacati possono ricorrere allo sciopero: si definisce sciopero ogni astensione collettiva dal lavoro promossa dai sindacati e posta in essere da lavoratori subordinati. Il diritto di sciopero si esercita nell ambito delle leggi che lo regolano, ma non si pu escludere la tesi secondo la quale sia un diritto soggettivo, nel senso che le leggi regolamentatrici dello sciopero potranno disciplinare esclusivamente le modalit di esercizio del diritto stesso. Rispetto ai sindacati, la cui azione ha avuto modo di esplicarsi ampiamente sia ricorrendo alla contrattazione collettiva e allo sciopero sia attraverso la tessitura di una complessa ed articolata rete di rapporti con i poteri dello Stato seguendo un fine istituzionale essenzialmente socio-economico, i partiti politici assumono una rilevanza costituzionale ed hanno finalit sociopolitiche. Il partito un' associazione di individui accomunati da una visione di parte degli interessi generali di una data comunit statale: la natura giurdicocostituzionale dei partiti varia in funzione del regime politico e del sistema partitico costituzionalmente adottato. Fra le formazioni sociali rientrano anche le minoranze linguistiche che la Repubblica tutela con apposite norme. Tale tutela ha trovato attuazione negli Statuti di alcune regioni in cui vivono gruppi di alloglotti ed, in paritcolare, negli Statuti del Trentino-Alto Adige, del Friuli-Venezia Giulia e della Valle d' Aosta, ed in alcune altre leggi.

Capitolo terzo - LE AUTONOMIE DEGLI ENTI TERRITORIALI 1. La formazione e la natura giuridica delle regioni.
Il problema delle autonomie regionali fu affrontato globalmente dall' Assemblea Costituente, per dare un nuovo assetto costituzionale allo Stato italiano: le regioni, quali enti intermedi fra lo Stato e gli enti locali minori, i comuni e le province, furono istituite con la Costituzione repubblicana del 27 dicembre 1947, che nel Titolo V disciplina le linee essenziali dell' ordinamento dei nuovi enti ed attribuisce alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia ed alla Valle d' Aosta forme e condizioni particolari di autonomia. L' autonomia delle regioni si specifica come autonomia normativa, organizzatoria e politica, caratterizzando una situazione giuridica attiva dell' ente regione nei confronti dello Stato. Le regioni assumono natura e rilevanza costituzionale, quali enti che caratterizzano la forma e la struttura dello Stato italiano come Stato regionale, ma una definizione pi esauriente considera la regione come un ente pubblico a rilevanza costituzionale e rappresentativo di una comunit, destinataria di norme e servizi, stanziata su un determinato territorio, inteso come centro di riferimento degli interessi comunitari, dotato di poteri e funzioni proprie e di un ordinamento autonomo nei limiti prefissati dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali. La regione infine un soggetto di diritto, come tale distinto dagli altri soggetti di diritto, con un proprio apparato di autoritario, un proprio governo e la relativa organizzazione, subordinata allo Stato-istituzione. L' ordinamento costituzionale italiano prevede due tipi di regioni, a Statuto ordinario ed a Stauto speciale, che si differenziano per il procedimento di formazione dello Statuto e per la sfera di competenza legislativa ed amministrativa. Lo Statuto delle regioni di diritto comune deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza dei suoi componenti ed approvato con legge ordinaria, mentre gli Statuti delle regioni ad autonomia differenziata sono invece adottati con legge costituzionale.

2. L' organizzazione delle regioni.


Organi direttivi della regione sono: Il Consiglio regionale, la Giunta regionale ed il Presidente della regione. Il Consiglio regionale il massimo organo deliberativo-rappresentativo: alla ripartizione dei seggi dei Consigli regionali concorrono sia criteri proporzionalistici sia criteri maggioritari, ma nelle regioni a Statuto speciale la competenza a emanare norme in materia elettorale attribuita alla regione stessa. La durata del Consiglio, il cui numero dei componenti pu essere variabile, fissata in cinque anni e, sempre per le regioni a Statuto speciale, prevista la prorogatio. Lo status di consigliere regionale disciplinato sia nella Costituzione sia nei singoli Statuti e non prevede forme di immunit penale. La Giunta regionale l' organo esecutivo della regione ed composto da un Presidente e da un un numero di assessori, fisso o variabile, assegnati ai rami dell' amministrazione in base a criteri diversi a seconda degli Statuti, ed eletti dal Consiglio regionale fra i suoi componenti. Nelle regioni a Statuto speciale gli assessori rappresentano degli organi esterni della regione aventi specifiche attribuzioni di competenza. Il Presidente della Giunta regionale , al tempo stesso, il capo dell' ente regione: nelle regioni a Statuto speciale partecipa per espresse disposizioni al Consiglio dei ministri, con voto consultivo, per questioni inerenti la loro regione.

3. I raccordi fra lo stato e le regioni.


Nonostante il regionalismo cooperativo sia un modello in cui le esigenze di garanzia delle sfere complessive di attribuzione emergono unitamente ad istanze di reciproca collaborazione, la cooperazione fra Stato e regioni non sempre stata ordinata e coerente e raramente la presenza di interessi regionali ha assunto una rilevanza significativa. Le regioni possono partecipare singolarmente o collettivamente ad attivit dello Stato, il cui coordinamento affidato alla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome: essa composta dai Presidenti delle regioni a Statuto speciale e ordinario e dai Presidenti delle province autonome ed presieduta dal Presidente del Consiglio. Lo Stato si riserva la funzione di indirizzo e

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coordinamento delle attivit delle regioni che attengono ad esigenze di carattere unitario. Dal punto di vista amministrativo il Commissario di Governo svolge una funzione di raccordo nell' ambito dei rapporti Stato-regioni. Il principio di leale cooperazione dovrebbe contribuire ad eliminare e superare alcune formalistiche separazioni di competenze fra i due enti affinch le rispettive funzioni si svolgano in modo coordinato ed efficiente, nel rispetto del principio costituzionale del "buon andamento" della pubblica amministrazione.

4. Lo Statuto e le leggi regionali.


Secondo l' art. 123 Cost. lo Statuto stabilisce le norme relative all' organizzazione interna della regione, regola l' esercizio del diritto d' iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. La legge regionale un atto semplice la cui iniziativa spetta alla Giunta, ai singoli consiglieri e agli elettori della regione: ogni progetto viene esaminato dalla commissione competente per materia, e successivamente discusso e votato dal Consiglio articolo per articolo. Prima di essere promulgate, le leggi regionali devono essere comunicate al Commissario del Governo che deve apporvi un visto entro trenta giorni: in caso di rinvio il Consiglio dovr riapprovarla a maggioranza assoluta. Il Presidente della Giunta promulga le leggi dopo dieci giorni dall' apposizione del visto o dalla scadenza del termine per il rinvio: una volta pubblicate nel Bollettino Ufficiale della regione entreranno in vigore dopo quindici giorni. L' esercizio della potest legislativa incontra dei limiti pi o meno specifici e difficilmente configurabili: l' integrazione tra ripartizione orizzontale e verticale di competenze permette di identificare tre tipi di competenza legislativa regionale: primaria o piena (attribuita unicamente alle regioni a Statuto speciale in determinate materie); ripartita o concorrente (per cui lo Stato stabilisce in determinate materie dei principi fondamentali ai quali la regione deve dare uno sviluppo concreto); integrativa-attuativa (con la quale lo Stato demanda alla regione la facolt di emanare norme per l' attuazione di leggi ordinarie; le regioni a Statuto speciale possono anche emanare norme di integrazione). Le materie attribuite ai tre tipi di potest legislativa delle regioni a Statuto speciale sono indicate nei singoli Statuti, ma la definizione e la conseguente individuazione delle materie di competenza regionale si prestano ad una interpretazione restrittiva o estensiva dei poteri delle regioni. Molto controversa risulta la determinazione della posizione della legge regionale nel sistema delle fonti che la vede subordinata, non sempre in modo gerarchico, alle leggi statali, che possono condizionarne la validit, oltre ai principi e ai limiti della Costituzione.

5.

Le funzioni amministrative.

Per quanto riguarda le funzioni amministrative regionali in base al criterio di corrispondenza alle regioni spettano funzioni amministrative nelle stesse materie in cui loro attribuita la funzione legislativa. Molto spesso le regioni possono ricorrere a ulteriori decentramenti amministrativi ad enti locali minori nei limiti delle competenze, delle esigenze e delle disponibilt degli enti stessi, oltre che dei principi costituzionali.

6. L' autonomia finanziaria.


Secondo quanto disposto dall' art. 119 della Costituzione per le regioni a Statuto ordinario, e dai rispettivi Statuti per le regioni ad ordinamento speciale, le regioni godono di autonomia finanziaria limitatamente ad alcune sfere di competenza, dispongono di entrate dirette, che alimentano le normali spese amministrative, e ricevono sovvenzioni statali vincolate, ovvero entrate derivate.

7. I controlli sugli atti e sugli organi direttivi della regione.


Lo Stato pu esercitare il suo controllo sulle leggi e sugli atti amministrativi delle regioni e sugli organi direttivi disponendo lo scioglimento del Consiglio, con decreto motivato del Presidente della Repubblica; su consultazione della Commissione per le questioni regionali, qualora si ravvedano atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge; in caso di dimissioni o in mancanza di una maggioranza; per ragioni di sicurezza nazionale o nel caso in cui non corrisponda alle richieste da parte del governo di rimuovere la Giunta o il Presidente.

8. Le province, i comuni e gli altri enti locali.


Il nuovo ordinamento delle autonomie locali ha notevolmente rivalutato il ruolo degli enti locali minori e in particolare delle province e dei comuni, attribuendo loro la potest statutaria e potenziando soprattutto le competenze delle province quali organi intermedi fra comuni e regioni che dispongono a loro volta decentramenti amministrativi e competenze particolari. Sono organi della provincia il Consiglio, la Giunta ed il Presidente; organi del comune, il Consiglio, la Giunta ed il Sindaco. L'elezione dei consigli comunali e provinciali, la loro durata in carica, il numero dei consiglieri e la loro posizione giuridica sono regolati dalla legge. Sono inoltre previste forme di decentramento infracomunale e mutamenti delle circoscrizioni provinciali e comunali. Infine un comitato regionale esercita il suo controllo sugli atti amminstrativi delle province, dei comuni e degli altri enti locali. Diritto costituzionale Parte II LORDINAMENTO DELLO STATO ITALIANO. I. IL POTERE LEGISLATIVO Il bicameralismo.

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Il potere legislativo attribuito , in Italia , al Parlamento,che, a norma dellart. 55 cost. si compone della camera dei deputati e del senato della repubblica; il parlamento un organo complesso, perch formato da due organi (collegiali). La cost. ha adottato il sistema bicamerale che il sistema pi diffuso degli stati di democrazie classiche. Alcuni soltanto hanno affidato il potere ad una sola camera(unicameralismo). Il bicameralismo proprio degli stati federali, nei quali accanto ad una camera che rappresenta il popolo, vi laltra che rappresenta i singoli stati membri. Alcuni stati hanno poi ( il caso della Francia, della gran Bretagna, Irlanda, ecc.), adottato un bicameralismo imperfetto o limitato. Tali forme si hanno quando una camera prevalente sullaltra. Le nostre camere sono a forma di bicameralismo perfetto.

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Il Parlamento in seduta comune.

Dal parlamento come organo, va distinto il parlamento in seduta comune. Esso organo a se stante, un organo collegiale, composto da deputati e senatori e integrato dai delegati delle regioni per la elezione del Presidente della Repubblica. I casi in cui il parlamento in seduta comune si riunisce sono: a)Elezione (art. 83) e giuramento (art. 91) del presidente della repubblica; b)messa in stato daccusa del presidente della repubblica (art. 90); c) elezioni dei componenti del CSM (art. 104); d) elezione di 5 giudici della corte costituzionale (art. 135) e compilazione ogni 9 anni di un elenco di persone dal quale sorteggiare, in caso di necessit i 16 giudici aggregati alla corte cost. per i giudizi in materia penale (art. 135). Quando il parlamento in seduta comune, lufficio di presidenza quello della camera dei deputati a norma dellart. 63 cost. . Secondo lart. 35 2^ comma del regolamento della camera dei deputati, il regolamento della camera applicato nelle riunioni del parlamento in seduta comune. Lart. 65 regolamento del senato specifica che sempre fatta salva la facolt di decidere norme diverse. E da pi parte auspicato che nel silenzio della cost. il parlamento in seduta comune si dia un proprio regolamento. Sezione I La forma delle camere. 3 Elezione ed ordinamenti democratici. In una societ democratica, i governanti devono essere espressi dai governati con governi di estrazione popolare. Ferrari dice che la democrazia, intesa come governo di estrazione popolare, esprime gi solo per questo il concetto di elettivit nella costituzione e si dato posto al sistema mediante elezione per la formazione degli organi costituzionali dello stato governo. Si distinguono due forme di governanti: Il modo democratico e quello non democratico. Il primo si esaurisce con lelezione nelle forme e nei vari sistemi ; il secondo nelleredit, nella cooptazione e nella conquista. Scopo dellelezione quella di scegliere i migliori sotto il riguardo della capacit politica. Nei moderni stati di partiti la scelta riguarda la scelta degli elettori viene influenzata non solo dalle persone, ma anche dallorientamento politico. Il voto dellelettore dunque ha due significati: di designazione allufficio dei candidati e di approvare il programma politico del partito. Eccezioni sono date per il senato della repubblica, ove accanto ai senatori eletti, vi si trovano anche quelli che di nomina da parte del presidente della repubblica per meriti alla patria nel campo letterario, sociale, scientifico, artistico. (art. 59 2 comma - n. 5 senatori a vita ) o designanti dalla costituzione stessa gli ex presidenti della repubblica (art. 59). La costituzione non menziona del sistema elettorale per lelezione delle camere; si evince per che non vi pu essere sistema maggioritario, e che deve essere adottato un sistema che garantisca le minoranze.

17. La rappresentanza politica.


Le elezioni conferiscono ai governanti la rappresentanza. La stessa cost. allart. 67 dispone che ogni membro del parlamento rappresenta la nazione. La rappresentanza figura chiara nellordinamento civile, e comunque il rapporto elettore eletto non ha nulla a che fare con essa. Mentre nella rappresentanza il rapporto produce effetti ai sensi dellart. 1387 codice civile, che si riconducono in capo al rappresentato, la rappresentanza politica si occupa : a) gli eletti non rappresentano gli elettori ma la nazione; b) non esiste alcun rapporto giuridico tra eletto ed elettore ed anzi ai sensi dellart. 67 cost. gli eletti sono senza vincolo di mandato; c) non si possono revocare gli eletti; d) il rapporto bilaterale e non trilaterale come nella rappresentanza ( rappresentante, rappresentato, terzo). La rappresentanza politica stata studiata come rappresentanza di interessi generali (Romano, Biscaretti); o collettiva visti nel loro insieme (Mortati) come rappresentanza di opinioni (Lavagna) o struttura organizzatoria intesa a collegare mediante elezioni un gruppo al suo ente esponenziale (M.S. Giannini). Da queste sommarie indicazioni si deduce che la rappresentanza vaga ed evanescente. Fondata sullelezione un modo di designazione ai pubblici uffici. Ed stato preferibile ad altri (eredit, nomina, ecc.).tutte le volte che i governanti sono in collegamento con i governati, anche perch gli organi dotati di rappresentanza politica non sono da ritenere, per ci solo anche rappresentativi. Rappresentanza e rappresentativit vanno distinti. La rappresentanza il momento dellautorit (lo stato rappresentativo, gli organi rappresentativi), la rappresentativit attiene al momento della libert e trova il suo fondamento nel consenso che viene stabilito tra governanti e governati. Questa rappresentativit connessa agli interessi generali, con la verifica ex post. La rappresentanza politica come qualit attribuita agli organi elettivi pu rivelarsi priva di un contenuto se essa non trovi conferma sul piano delleffettivit nella rappresentativit degli organi stessi. 18. Elettorato attivo ed elettorato passivo. Le camere sono elette dai cittadini che godono del diritto di elettorato attivo ; in particolare per la camera i cittadini che hanno i 18 anni (art. 48 c. 1) e per il senato dai cittadini che hanno 25 anni (art. 58 c. 1). Sono eleggibili quindi godono di elettorato passivo, tutti gli elettori

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che entro il giorno delle elezioni compiono 25 anni per la camera (art. 56 c. 2) e 40 anni per il senato (art. 58 c. 2). La legge cost. 1/2000 ha modificato lart. 48 cost. assicurando ai cittadini residenti allestero il diritto di voto. La legge cost. 1/2001 ha modificato gli artt. 56 e 57 con lattribuzione di 12 deputati alla circoscrizione estero della camera e di 6 senatori alla corrispondente circoscrizione al senato. Lart. 48 dispone che il diritto di voto non pu essere limitato se non per incapacit civile, o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnit morale disposta dalla legge. A norma dellart. 2 D.P.R. 233/67 non hanno diritto al voto: a) coloro che sono stati dichiarati falliti, per il periodo del fallimento e non oltre 5 anni dalla data della sentenza del fallimento; b) coloro che sono ritenute pericolose per la sicurezza e la pubblica moralit, siano stati sottoposti a misure di prevenzione; c) i sottoposti a misura di sicurezza o a libert vigilata o al divieto di soggiorno in un comune o in una provincia a norma dellart. 215 c. penale; d) i condannati a pena che importa linterdizione perpetua dai pubblici uffici o linterdizione temporanea, per il tempo della durata. Per acquistare il diritto di elettorato passivo si deve essere iscritti nelle liste elettorali di un comune le cause di esclusione di elettorato attivo sono esclusione dellelettorato passivo. Le cause di ineleggibilit impediscono soltanto lesercizio del diritto stesso. A norma della XIII disposizione transitoria e finale i membri e i discendenti di casa savoia non sono elettori e non possono avere cariche elettive o ricoprire uffici pubblici. 19. I sistemi elettorali. Sistemi elettorale sta ad indicare il complesso delle norme e dei regolamenti che disciplinano la ripartizione dei seggi per la rappresentanza di un determinato corpo. Essi si basano sul carattere maggioritario o non maggioritario. Con esso si designa quale sia la maggioranza dei votanti o a mantenere in conto la volont degli altri votanti rimasti in minoranza (Mortati). Con i sistemi maggioritari si assegnano ai candidati la maggioranza (relativa, assoluta, qualificata) dei seggi elettorali attribuiti al collegio. Questo sistema presenta alcuni vantaggi: Esso evita leccessivo frazionamento della presenza dei partiti; pi stabile; fa entrare al parlamento spiccate personalit. Gli svantaggi: Fa perdere allatto elettorale il significato di ideologie, e a determinare un travisamento della volont popolare sul piano nazionale favorendo la primazia di due partiti. Il sistema proporzionale si propone di assicurare alle diverse parti un numero di seggi proporzionale ai voti ottenuti dai partiti politici, con il loro frazionamento. Con la conseguenza che i risultati delle elezioni potrebbero creare problemi per la creazione e la stabilit dei governi. In sintesi potremmo dire che il sistema maggioritario crea stabilit di governi rispetto alla rappresentativit delle assemblee, mentre per il proporzionale accade il contrario.

20. I caratteri del voto.


Lart. 48 comma 2 dice che il voto personale, eguale libero e segreto. E personale perch nessuno pu recarsi a votare per altri, con esclusione di elettori fisicamente impediti, i ciechi, gli amputati per mani, e altre analoghe gravit votano con lausilio di elettore della famiglia o altro volontariamente scelto. Non ammesso voto per procura. E eguale: ciascun voto ha eguale valore di altro. E un p violato quando non si attribuisce la ripartizione dei seggi. Non ammesso il voto plurimo cio il capofamiglia che voti per tutta la famiglia. E libero perch sia la legge che lordinamento devono vietare che lelettore subisca forma alcuna di pressione. La legge per non pu vietare che lelettore sia condizionato da vari fattori. E segreto per assicurare la libert. La segretezza del voto viene assicurato dallo stato con la creazione delle schede; delle cabine; ecc. Il voto ai sensi dellart. 48 comma 2 un dovere civico. Non giuridicamente obbligatorio. Liscrizione nei certificati di buona condotta per 5 anni non pi applicata. 21. Il procedimento elettorale e lassegnazione dei seggi. Le elezioni del senato della repubblica e della camera dei deputati, sono disciplinati dal decreto legislativo 533/93 e dal d.p.r. 361/57, e con successive modifiche, oltre che dal regolamento di attuazione della legge 277/94. La nuova disciplina elettorale la conseguenza dell'esito positivo del referendum del '93 su alcune disposizioni vigenti per l'elezione senato. L'esito delle referendum ha trasformato il sistema elettorale del senato da misto quale era (sostanzialmente proporzionale) in un sistema prevalente maggioritario. Si uniformato anche la elezione della camera dei deputati con il sistema maggioritario e con il correttivo proporzionale. Il procedimento elettorale delle due camere si apre con il d.p.r. Presidente della repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri che indice le elezione (articolo 87 comma 3 costituzione). A norma dell'articolo 61 costituzione le elezioni delle camere devono aver luogo entro 60 giorni dalla fine della legislatura. La seconda fase del precedente riguarda la designazione dei candidati e la presentazione delle candidature. I partiti o i gruppi politici che intendono presentare candidature per la elezione del senato debbono presentare al ministero dell'interno il loro contrassegno o i contrassegni con i quali dichiarano di voler distinguere le candidature medesime. La presentazione delle candidature per i singoli collegi fatta per gruppi ai quali i candidati aderiscono con l'accettazione della candidatura . A pena della nullit dell'elezione nessun candidato pu accettare la candidatura in pi di un collegio uninominale o la candidatura contestuale al senato ed alla camera. Se invece le due elezione sono in contemporanea il membro della camera ancora in funzione che accetta la candidatura per l'altra camera decade dal mandato. La dichiarazione di presentazione del gruppo di candidati deve essere sottoscritta da un numero un di elettori variante da un minimo di 3500 e un massimo di 5000 , nella regione con un milione di abitanti. Regole analoghe valgono per la camera dei deputati. e norme particolari disciplinano la presentazione di liste concorrenti. Con la presentazione e la pubblicazione delle candidature si apre la campagna elettorale che dura fino al giorno precedente le elezioni , (tranne per la disciplina dell'affissione e degli stampati dettata dalla legge del 212/56) e disciplinata dalla legge 515/93 e della legge 28/2000. La par condicio prevede particolari regole per l'accesso ai mezzi di informazione, di propaganda elettorale, a mezzo stampa. La legge 515/93 vieta che la pubblica amministrazioni faccia propaganda elettorale di qualsiasi

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genere, mentre per quanto riguarda i sondaggi demoscopici sull'esito della elezioni e di sugli orientamenti degli elettori nei 15 giorni precedenti le elezioni. Norme sulla campagna elettorale sono previste dalla legge 81/93 (art. 28 - 30) , anche nelle elezioni comunali e provinciali. L'elezione si svolgono in due giorni (domenica e luned fino alle ore 15,00 ) legge 62/2002, presso le varie sezioni del collegio elettorale. In ciascuna sezione costituita da un seggio elettorale composto da un presidente quattro scrutatore, di cui 1 a scelta del presidente con funzioni di vicepresidente e un segretario. L'elezione del senato avviene su base regionale (articolo 53 costituzione ) Tale disposizione stata interpretata nel senso che le regioni costituiscono la maggiore circoscrizione nel cui ambito si svolgono le operazioni elettorali. Il sistema adottato per l'elezione del senato maggioritario ad unico turno con correttivo proporzionale In base al sistema il seggio attribuito al candidato che otterr la maggioranza anche relativa dei voti. Con questo sistema vengono assegnati 238 seggi. I rimanenti 77 seggi vengono assegnate al recupero proporzionale, e assegnati ai gruppi di candidati collegati che hanno ottenuto la somma pi elevata dei voti non utilizzati per ottenere i seggi nei collegi uninominali. A tal fine l'Ufficio elettorale regionale procedere a determinare la cifra elettorale di ogni gruppo sottratti i voti dei candidati gi proclamati eletti con il sistema maggioritario. La cifra elettorale di ogni gruppo divisa (secondo il metodo Hondt ) per 1 , 2 , 3 , fino a raggiungere il numero dei seggi da ricoprire. All'interno di ciascun gruppo i seggi vengono assegnate come segue:; si determina la cifra elettorale dei singoli candidati moltiplicando per 100 il numero dei voti validi ottenuti da ciascun candidato non risultato eletto con il sistema maggioritario e dividendo il prodotto per il totale dei voti validi espresse nel collegio ; ed il seggio viene assegnato ai candidati con maggiore preferenze. Il sistema elettorale della camera sostanzialmente identico a quello del senato, ( maggioritario con un correttivo proporzionale) ma presenta alcune differenze. Per le candidature per il senato possono essere presentati solo in un solo collegio, alla camera possono essere presentate oltre che nel collegio uninominale, anche in tre liste di recupero proporzionale a livello circoscrizionale. Alla camera vengono utilizzate due schede: con una l'elettore sceglie il candidato nel collegio uninominale, con l'altra vota una lista. E' importante notare che la nuova legge elettorale ha introdotto una clausola di sbarramento secondo lo quale soltanto le liste che regione 4% dei voti su scala nazionale sono ammesse al recupero proporzionale. In ciascun collegio il seggio assegnato al candidato che ha ottenuto il maggior numero dei voti. Ogni candidato deve di un collegio uninominale deve collegarsi ad una o pi liste, cui lo stesso aderisce con la presentazione della candidatura. Questo allo scopo dello scorporo proporzionale; vale a dire per l'assegnazione di un quarto dei seggi 155 con metodo proporzionale. Il meccanismo dello scorporo molto macchinoso, ed disciplinato dall'articolo 77 della legge 277/93, a norma del quale l'ufficio centrale circoscrizionale determina la cifra elettorale circoscrizionale di ogni lista, che data dalla somma dei voti conseguiti dalle liste stesse nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione, detratto per ciascun collegio in cui stato eletto il candidato collegato alla medesima lista un numero di voti pari a quello conseguito dal candidato immediatamente successivo per numero di voti , pi uno e comunque non inferiore al 25% dei voti validamente espressi nel collegio. Successivamente viene determinato a livello nazionale il numero dei seggi spettanti a ciascun partito secondo sistema il sistema proporzionale, prendendo a base la somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguire nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno. I seggi verranno poi assegnate ai candidati delle liste che hanno ottenuto pi alte cifre circoscrizionali. La proclamazione degli eletti avviene, nella camera dei deputati, ad opera dell'ufficio centrale circoscrizionale per quanto riguarda i candidati che nei collegi uninominale hanno ottenuto maggior voti; e dal presidente di detto ufficio per quel che riguarda i candidati compreso nelle liste. Nel senato il presidente dell'ufficio elettorale circoscrizionale proclama eletto per ciascun collegio il candidato che ha ottenuto il maggior numero dei voti e l'ufficio elettorale regionale proclama eletti , in corrispondenza ai seggi attribuiti ad ogni gruppo , i candidati del gruppo medesimo che abbiano ottenuto la pi alta cifra individuale esclusi i candidati eletti con il sistema maggioritario. I candidati eletti entrano nel pieno dell'esercizio delle loro funzioni dalla proclamazione, (art. 1 regolamento camera).Allo stesso modo, i senatori acquistano le prerogative della carica per il solo fatto di essere stati eletti o proclamati (art. 1 regolamento senato). Se al senato si rende libero un seggio si procede all'elezione suppletiva, se il seggio e nel collegio uninominale ed alla proclamazione dell'eletto del candidato del medesimo gruppo con la pi alta cifra individuale nel sistema proporzionale, sempre da parte dell'ufficio elettorale regionale. Stessa cosa succede per la camera dei deputati per il sistema uninominale, mentre nel sistema proporzionale il seggio attribuito nell'ambito della stessa circoscrizione al candidato che nella lista era l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo della lista.

22. Differenziazione fra le due camere.


La differenza tra le due camere pu essere cos descritta: 1) et diversa per lacquisto del diritto di elettorato attivo e passivo; 2) la camera composta da 630 membri; il senato da 315 pi i senatori di diritto a vita; Il numero stato stabilito con legge cost. 2/63; in precedenza gli artt. 56 e 57 cost. stabilivano un deputato ogni 80.000 abitanti o frazione superiore a 40.000 abitanti e un senatore ogni 250.000 abitanti o frazione superiore a 100.000; 3) il rapporto rappresentativo (n. abitanti/seggio) pi elevato al senato per il numero inferiore di eletti; 4) sono parzialmente diverse le elezioni; 5) la camera dei deputati elettiva, mentre nel senato ci sono anche i senatori di diritto a vita; le elezioni sono ogni 5 anni mentre nel passato si prevedeva in 5 anni per la camera e 6 per il senato; 6) i regolamenti delle camere dispongono in modo diverso per liter dei disegni di legge. 23. Ineleggibilit ed incapacit parlamentare. Ragioni di opportunit, hanno consigliato il legislatore di escludere alcune categorie di soggetti che ricoprono determinati uffici per lelezione di Deputato o Senatore; mentre per altre categorie stato stabilito che essi non possano ricoprire contemporaneamente lufficio di deputato o senatore e altre cariche pubbliche, e debbono scegliere tra le due. La prima ipotesi si chiama ineleggibilit: la seconda si chiama incompatibilit. Le cause di ineleggibilit sono previste nel T. U., n. 361/57. Con lineleggibilit il soggetto non perde il diritto di elettorato passivo: tale diritto non pu essere esercitato finch dura lineleggibilit. Se un candidato sia eletto nonostante la sua ineleggibilit lelezione nulla. Le persone colpite da ineleggibilit sono distinti in tre gruppo: 1) Persone che ricoprono determinati uffici, avvalendosi dei quali potrebbero esercitare a loro favore pressioni su elettori ( es. sindaci con popolazioni inferiori a 20.000 abitanti; prefetti; vice prefetti; capo e vice capo di polizia; funzionari di P.s.; generali, ammiragli ecc. limitatamente nella circoscrizione di comando territoriale); 2) Persone che abbiano impiego da governi esteri; per impedire possibili interferenze straniere nello svolgimento delle elezioni;

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Persone che sono legate allo stato per particolari rapporti economici, per evitare che i loro interessi possano interferire con lo svolgimento del mandato parlamentare. A questi vanno aggiunti i giudici della corte cost. che non possono essere candidati in elezioni amministrative o politiche; (art. 7 c. V legge 87/53) i magistrati (esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori), che allatto della candidatura si siano messi in aspettativa. Non sono eleggibili nelle circoscrizioni sottoposte al loro ufficio o nelle giurisdizioni che hanno esercitato nel periodi antecedenti a 6 mesi. Le incompatibilit alcune sono previste nella cost. (fra senatore e deputato art. 65; tra membro del parlamento e membro del CSM art. 104; o della corte cost. art. 135), altre sono previste dalla legge 60/53, che impedisce ai membri del parlamento di ricoprire cariche in enti controllati dallo stato. I parlamentari non possono essere funzionari amministratori, sindaci, liquidatori, ecc. in societ o enti che gestiscano servizi per conto dello stato; non possono ricoprire cariche o uffici in qualsiasi ente pubblico o privato per nomina del governo, o di organi dellamministrazione del governo; vi incompatibilit tra membro del parlamento e membro del CNEL; i professori universitari se eletti vengono dufficio messi in aspettativa; negli statuti dei sindacati vi una incompatibilit tra membro del parlamento e sindacalista. Chi viene eletto deve optare per una delle due cariche. 24. La verifica dellelezione. Appena eletto il parlamentare nellesercizio delle sue funzioni. Per assicurare la costituzione e le leggi, tale elezione viene sottoposta a controllo, sia per i requisiti di ammissione nellufficio ( elettorato passivo), che di regolarit delle operazioni. Tale elezione assicurata dalle camere con una commissione permanente che prende il nome di giunta delle elezioni nella camera, e di giunta delle elezioni e delle immunit parlamentari al senato, con due fasi: 1) una necessaria (controllo di deliberazione) ed una eventuale (giudizio di contestazione). La prima mira ad accertare la validit dellelezioni. Se la giunta delibera sulla validit n da comunicazione allaula che prende atto della convalida; se la giunta ritiene lelezione non regolare la contesta. Contro la validit possono essere presentati reclami e proteste. In seguito alla contestazione si inizia la seconda fase, che si svolge per una parte alla giunta (presente il parlamentare od i suoi difensori ) e che si conclude con una deliberazione della medesima a favore o contro lelezione; una parte dinanzi lassemblea che discute la deliberazione e vota a scrutinio segreto sulla validit dellelezione. Con tale atto si svolge per lautonomia del parlamento, la funzione giudiziaria che viene tolta allorgano giudiziario (art. 102 comma 1), e tale atto non presenta imparzialit perch lo stesso parlamento da dare un giudizio sulla validit dellelezione. Sezione II Lo status di membro del parlamento. Per status di parlamentare si intende la posizione complessiva di cui deputati e senatori vengono a trovarsi dal momento dellelezione o dalla nomina se senatori a vita. Le guarentigie dello status di parlamentare sono previste dallart. 68 cost. Esse sono strettamente connesse alla funzione di parlamentare. 25. Lirresponsabilit per le opinioni espresse ed i voti dati. Lart. 68 comma I cost. come modificato dalla legge cost. 3/93, i membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nellesercizio delle loro funzioni. Tale norma esenta i parlamentari da ogni giudizio, per una pi ampia libert di azione. La irresponsabilit permane anche alla scadenza della carica di parlamentare. Essa limitata quando: 1) ai voti e alle opinioni, per cui se viene commesso un fatto materiale il parlamentare perseguibile penalmente; 2) alle opinioni espresse nellesercizio della funzione parlamentare, e non in altra sede, (es. opinioni su giornali ecc. ). La camera tende ad estendere lirresponsabilit anche oltre i limiti della sede parlamentare, non concedendo lautorizzazione a procedere. La corte cost. con sent. 58/2000, ha dichiarato che ci debba essere il nesso tra la identificabilit della dichiarazione stessa e lattivit del parlamentare. La corte stessa con sentenze nn. 10, 11, 56 del 2000 e con la successiva 82/2000, e con la 509/2002 ha dato la possibilit di sindacare le opinioni espresse dal parlamentare anche allinterno del parlamento stesso, ove non sia riscontrabile lesercizio delle funzioni. (nesso tra opinioni e funzione). I regolamenti, nellart. 58 della camera e nellart. 88 del senato, statuiscono che il parlamentare che nel corso di discussione parlamentare sia accusato di fatti che ledono la sua onorabilit, pu chiedere al presidente dellassemblea di nominare una commissione ( giur donore) che accerti i fatti. La commissione riferir al presidente che prender atto, senza dibattito. Le guarentigie di insindacabilit sono state estese anche ai consiglieri regionali (art. 112, comma IV):

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26. Le guarentigie della libert personale e domiciliare e della libert di comunicazione e corrispondenza A norma dellart. 68 comma 2 e 3, come modificato dalla legge cost. n. 3/93, i parlamentari, senza autorizzazione della camera di appartenenza, non possono essere: 1) sottoposti a perquisizione personale o domiciliare; 2) arrestati o altrimenti privati della libert personale o mantenuti in detenzione, salvo che siano stati presi in flagranza di reato per i quali richiesto larresto obbligatorio; 3) sottoposti ad intercettazione in qualsiasi forma di conversazione o comunicazione ed a sequestro di corrispondenza. La riforma del 93 ha abolito lautorizzazione per sottoporre il parlamentare a processo penale, che sera prestato a notevoli abusi, (si pensi alla truffa; allemissione di assegni a vuoto; ecc.).Resta fermo lautorizzazione per la libert personale, salvo che siano in flagranza di reato. Questo per non far venire meno il numero della camera, e per evitare che la mancanza di parlamentari stravolgano le forze politiche.

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Con legge 140 del 2003, si regolato il rapporto tra autorit giudiziaria e parlamento nel caso di processi o indagini a parlamentari. La legge stessa allart. 1 ha stabilito che le alte cariche dello stato (Presidente della repubblica, salvo le disposizioni dellart. 90 cost.; presidenti del senato e della camera; presidente del consiglio dei ministri salvo quanto previsto dallart. 96 cost.; presidente della corte cost.; sono stati estromessi per i procedimenti riguardanti fatti antecedente le loro cariche. Tali procedimenti saranno ripresi dopo la conclusione delle loro funzioni. Vi da dire che una legge ordinaria dello stato e che tali guarentigie dovevano essere inserite in una legge costituzionale. Le immunit e linsindacabilit sono contenute nellart. 68 cost. 27. Sanzioni disciplinari. Esse possono essere prese dal presidente dellassemblea o dallufficio di presidenza alla camera o dal consiglio di presidenza al senato e consistono: 1) nel richiamo allordine, qualora il parlamentare turbi landamento dei lavori; 2) nellesclusione dallaula dopo il 2 richiamo allordine se ancora continua il parlamentare nel turbare i lavori o nellingiuriare altri ecc.; 3) nella censura con linterdizione dei lavori in aula per un determinato tempo ( da 2 a 15 giorni). 28. Divieto di mandato imperativo Lart. 67 cost. dice che Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Il parlamentare quando esplica la sua funzione lo fa nellinteresse della nazione e non del proprio collegio, anche se comprensibile che si faccia interprete degli interessi del suo collegio. Dal divieto di mandato imperativo discende lirresponsabilit politica dei parlamentari. Infatti il parlamentare eletto non pu essere revocato. Il divieto di mandato imperativo risulta di fatto in parlamento dalla presenza dei partiti dato che i parlamentari devono seguire le direttive dei partiti. Secondo Virga, ritiene che il parlamentare viene trasformato in mero portavoce di interessi del partito. Altri, Biscaretti, Mazziotti, Mortati, dicono che la sottoposizione dei parlamentari ai partiti non vale a far venire meno il divieto. Infatti nel Regolamento della camera art. 83 comma 1, e art. 116 comma 3, si dice che il parlamentare in contrasto con lopinione del partito hanno il diritto a prendere la parola sulle linee generali di un progetto di legge. Mentre al Senato, allart. 84 reg. senato, i senatori in dissenso del gruppo hanno facolt di iscriversi a parlare direttamente. Nella realt, la disciplina dei partiti ha il sopravvento sui parlamentari anche perch i parlamentari ribelli potrebbero essere espulsi dal partito o non candidati nelle liste. 29. Lindennit parlamentare. Lart. 69 cost. dispone che i membri del parlamento ricevano una indennit stabilita dalla legge. Lart. 1 della legge 1261/65 stabilisce che lindennit costituita da quote mensili compresi i rimborsi di spese di segreteria e di rappresentanza. Lammontare stabilito dallufficio di presidenza delle camere in misura non superiore ai dodicesimi del trattamento dei magistrati con funzione di presidente di sezione della corte di cassazione. A questa indennit si devono aggiungere le spese di soggiorno a Roma pagate in misura di 15 giorni al mese non superiore alle missioni dei magistrati di funzione di presidente di sezione della corte di cassazione. Ai parlamentari spetta la carta di libera circolazione sulle reti ferroviaria e sulle linee aeree ed un assistente pagato con fondi stanziati dalle camere. Ai deputati spetta un assegno vitalizio. Tale assegno spetta ai parlamentari che hanno 65 anni e che abbiano prestato versato contributi per 5 anni. 17. I parlamentari pubblici impiegati I parlamentari pubblici impiegati, vengono collocati in aspettativa per il mandato parlamentare. Non possono fare carriera se non per anzianit.

17. Le guarentigie della camera nel loro complesso.


Le guarentigie di cui godono le camere, per la protezione dellassemblea, si riflettono sui singoli componenti. (Romano). Innanzitutto speciali norme penali tutelano lesercizio delle funzioni delle camere (art. 289 cod. pen.) nonch il vilipendio di esse (art. 290 cod. pen.). Queste protezioni penali comune anche per il presidente della repubblica e al governo, va ricordata limmunit della sede. La polizia o altra forza dellordine o giudiziaria, non pu entrare nelle camere se non autorizzata dal presidente delle camere e solo dopo aver tolto la seduta. I poteri necessari per il mantenimento dellordine allinterno dellaula dipendono dal presidente che li esercita o li delega ai questori, e con lausilio della guardia di servizio. Va menzionata lautonomia contabile delle camere, che determinano da se stessi il loro fabbisogno finanziario e gestiscono direttamente apposito fondo somministrato dal Tesoro dello Stato senza essere sottoposti a controllo esterno. Sezione III Lorganizzazione e il funzionamento delle camere 18. I regolamenti parlamentari. Secondo quanto disposto dallart. 64 comma 1 cost. , ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. I regolamenti parlamentari possono definirsi come un complesso di disposizioni che ciascuna camere vota nellesercizio di autonormazione e che regolano lo svolgimento dei suoi lavori, la sua organizzazione, i suoi rapporti con il governo, con organi esterni ad essa stessa. I regolamenti contengono norme costitutive dellordinamento giuridico, alcuni delle quali provengono dalla cost. stessa (art. 72).Sono fonti del diritto che sfuggono alla gerarchia delle fonti. Essi avendo una particolare riserva di cost. non possono essere emanate dal norme ordinarie, per il fatto di organizzare organi cost. e dunque la sua potest regolamentaria ex art. 64 cost. Dal 1971 le camere

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pubblicano sulla gazzetta ufficiale le modifiche regolamentari quale natura di fonte normativa, ed hanno un periodo di vacatio, come per le altre fonti atto. E indubbio che posseggano lefficacia sostanziale propria delle fonti normative. Lefficacia formale non quella del regolamento perch si pongono come fonte di 1 grado solo sotto la costituzione. I regolamenti parlamentari non sono menzionati nellart. 134 cost. e sfuggono al sindacato della corte cost. Lo schema dei regolamenti della camera e del senato eguale. Una prima parte dedicata allorganizzazione delle camere; poi particolare rilievo assumono le norme relative alla formazione delle leggi, in quanto direttamente esecutivi della cost. I regolamenti disciplinano le procedure di indirizzo controllo e di informazione dei rapporti tra governo e camere. 19. Il presidente e lufficio di presidenza. Lart. 63 cost. dispone che ciascuna camera elegga tra i suoi componenti il presidente e lufficio di presidenza. Secondo i regolamenti composto 4 vicepresidenti, 8 segretari, 3 questori. Al senato prende il nome di consiglio di presidenza. Il presidente rappresenta le camere. E organo super partes.E imparziale. Egli acquista una posizione costituzionale che lo vede garante delle minoranze e del corretto svolgimento delle attivit parlamentari. E custode delle prerogative delle camere . E uomo della costituzione titolare non di astratti poteri ma di precisi interessi politico- costituzionali (Manzella). Spetta al presidente assicurare i lavori daula, di applicare il regolamento, da la parola la toglie, dirige e modera le discussioni, ecc. 20. I gruppi parlamentari; le commissioni permanenti; le giunte; le commissioni dinchiesta; le deputazioni. Lart. 14 R.C.D dispone che i deputati entro 2 giorni dalla prima riunione dicano a quale gruppo appartengono, mentre lart. 14 R.S.R. dispone che i senatori indichino entro 3 giorni a quale gruppo devono far parte. Avremo di regola tanti gruppi quanti sono i partiti politici rappresentati nelle camere. I partiti politici svolgono la loro azione attraverso i gruppi politici con rigida disciplina anche contraria al divieto imperativo. Ogni gruppo parlamentare composto da almeno 20 deputati. Al senato i gruppi sono di almeno 10 senatori o di 5 se hanno presentato in 15 regioni con lo stesso contrassegno e siano stati eletti in almeno 3. Al gruppo misto aderiscono gli indipendenti ed i parlamentari la cui forza numerica sia inferiore a formare un gruppo. Ogni gruppo si d una propria organizzazione interna con la nomina di 1 presidente di 1 o + vice presidente di un comitato direttivo alla camera e di segretari al senato. Ad essi assicurata la disponibilit di locali e mezzi e contributi. Le commissioni permanenti sono organi interni delle camere. Rispecchiano i gruppi parlamentari, per cui la maggioranza sar rispecchiata nella commissione e la minoranza avr ovviamente,la stessa composizione dellaula. Le commissioni sono organo importante delle camere, per questo motivo importante nella dialettica rispecchiare in piccolo laula. Compiti sono quelli di riunirsi in sede referente per lesame di questioni che riferiscono in aula. In sede consultiva per esprimere pareri. In sede legislativa per lesame e lapprovazione dei progetti di legge. Si riuniscono in sede politica per ascoltare le comunicazioni del governo, nonch per esercitare le funzioni di indirizzo controllo e di informazione e per presentare allassemblea di propria iniziativa, relazioni e proposte su materie di loro competenza. Le giunte sono organo permanente delle camere, nominati dal presidente in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi. Alla camera sono: La giunta per il regolamento ; la giunta delle elezioni; la giunta per le autorizzazione richieste ex art. 68 cost.. Al senato sono: La giunta per il regolamento ; la giunta delle elezioni e delle immunit parlamentari; la giunta degli affari della comunit europee. Le commissioni di inchieste (art. 82 cost.) e le deputazioni (non pi previste nel nuovo regolamento). Essi sono organi straordinari che vengono create in caso di necessit rispecchiando la composizione della camere stessa. 21. Gli organi bilaterali. Esistono organi bilaterali, cio composti pariteticamente da deputati e senatori,collegati strutturalmente e funzionalmente con laula. La cost. allart. 126 comma IV dispone solo la commissione per le questioni regionali e non ne istituisce altre. Non escluso che si possano fare inchieste parlamentari bicamerali, anzi lart. 26 R.S.R. prevede espressamente la formazione di organi bilaterali che per consuetudine sono stati creati anche alla camera.

22. La legislatura; la decadenza dei progetti di legge; la prorogatio; la convocazione.


Col termine legislatura si intende il periodo che va dalla 1 riunione dellassemblea al giorno del loro scioglimento normale 5 anni , o al giorno dello scioglimento anticipato art. 88 cost. ad opera del presidente della repubblica. Con la fine della legislatura decadono tutti i progetti di legge che non sono approvati dalle due camere. Possono essere ripresentati se vi convenienza politica. Finch non siano insediate le nuove camere sono prorogati i poteri delle precedenti (prorogatio art. 61 ). Il prolungamento senza termini previsto solo in caso di guerra, e deve essere deliberato con legge art. 60 cost. Nella prorogatio le camere non hanno la loro rappresentativit che pu essere stravolta con la volont del corpo elettorale. Le camere in prorogatio possono solo effettuare la normale amministrazione ed in caso di necessit ed urgenza o in casi indifferibili possono effettuare le loro funzioni ,(es. caso di guerra; conversioni decreti legge; leggi rimandate dal presidente della repubblica). Le camere sono convocate di diritto : 1) entro 20 giorni delle elezioni (art. 61) in una data fissata dal presidente della repubblica che indice le elezioni; 2)il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre (art. 62); quando una camera si riunisce in via straordinaria convocata di diritto anche laltra, ci per permettere il contemporaneo svolgimento dei lavori delle due camere (art. 62 comma 2), ciascuna camera pu essere convocata in via straordinaria dal suo presidente o dal presidente della repubblica, o da un terzo dei componenti (art. 62 c. 2) e su mozione di aggiornamento quando sospendendo i lavori si rinvia per la loro ripresa. Le camere cessano dal loro ufficio o per fine mandato o per scioglimento anticipato. Li scioglie il Presidente della repubblica (art. 88) sentiti i presidenti delle camere. Tale potere non lo pu esercitare negli ultimi 6 mesi del suo mandato. 23. Il funzionamento: la pubblicit delle sedute; il numero legale; la determinazione della maggioranza; i sistemi di votazione; lordine del giorno; la programmazione dei lavori.

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Le sedute delle camere sono pubbliche, ma norma dellart. 64 cost. esse possono essere segrete. La pubblicit delle sedute si applica sia ammettendo il pubblico nelle apposite tribune, sia con la pubblicazione degli atti parlamentare, sia con la pubblicazione dei resoconti stenografici ai sensi dellart. 72 comma 3 cost. Perch la seduta sia valida occorre che vi sia numero legale (art. 64 comma 3 cost.) , cio il numero dei parlamentari sia in maggioranza. Le camere hanno adottato la presunzione del numero legale, cio vi sempre il numero legale a meno che 20 deputati o 12 senatori ne richiedano la verifica. Le deliberazioni delle camere devono avvenire a maggioranza dei presenti (maggioranza semplice) salvo che la costituzione richieda la maggioranza assoluta (met + 1) o qualificata (2/3, 3/5 dei componenti) . Gli astenuti nella conta hanno creato un problema. Essi nella camera dei deputati a norma dellart. 48 R.C.D. i deputati devono votare con un si o un no, lastenuto dunque non conta; al senato a norma dellart. 107 R.S.R., essendo le decisioni prese a maggioranza dei presenti, lastenuto fa numero legale. C da dire che questo tipo di votazione no pu essere controllato da alcun organo costituzionale, infatti anche la Corte cost. con sent. 78/84 ha dichiarato lautonomia del parlamento e dunque la sottrazione ad ogni organo dello stato sulle procedure ( votazione, convocazione dellassemblea; ecc.) le quali avendo i regolamenti una riserva di legge assoluta, non possibile operare alcun controllo. Nemmeno nel caso dei pianisti, cio deputati che votano per se stessi ed altri possono essere perseguiti, se non allinterno dellorgano camerale stesso. Le votazioni sono palesi o segrete. Le prime avvengono per alzata di mano, per divisione (da una parte i favorevoli ) per procedimento elettronico, (con registrazione dei nomi),per ppello nominale (si, no, astenuto), per revocare o concedere la fiducia al governo ai sensi dellart. 94 c. 2 cost. e art. 116 c. 3 R. C.D. Le votazioni sono segrete per schede quando si elegge il presidente della repubblica, i membri della corte cost.; a scrutinio segreto (mediante il sistema della pallina, bianca nellurna bianca e nera nellurna nera , ecc. La votazione segreta ha luogo secondo il procedimento elettronico art. 117 R.S.R. che garantisca la segretezza del voto. Le camere non possono discutere o deliberare su materie che non siano allordine del giorno per evitare decisioni di sorpresa. Le camere programmano i lavori,con un calendario per 3 mesi alla camera e per 2 mesi al senato. A tale programma si arriva con la presenza dei capigruppo e la maggioranza deve essere allunanimit con i regolamenti del 71, rendendo partecipi le minoranze. Ma questa unanimit difficile da trovare per le diverse opinioni politiche, si risolta nel 97 con lintroduzione per la camera dei deputati della maggioranza dei 3/4. Se non si raggiunge neanche sar il presidente della camera secondo le indicazioni del governo a dare il programma dei lavori, ed inserendo anche le proposte di minoranza per 1/5 degli argomenti trattati. In caso di ulteriore scontro, il presidente fissa per i 2 giorni gli argomenti da trattare. Al senato vi lo schema settimanale di lavori. Il presidente sulla base delle indicazioni della conferenza dei presidenti dei capigruppo parlamentari. Lordine del giorno sar poi formulato sulla base di tale schema.

24. Gli interna corporis Con essi si intendono tutti gli atti e le attivit delle camere. La loro sindacabilit esclusa sulla base della speciale indipendenza che le camere hanno. La corte cost. ha affermato la sua competenza tutte le volte in cui si tratti di accertare losservanza delle norme costituzionali sul procedimento di formazione della legge . la corte ha deciso (sent. 9/59) che spetta ad essa accertare se il testo di legge che il presidente di una camera nel suo messaggio di invio del testo di legge approvato, sia effettivamente conforme a quello approvato dalla camera stessa. La corte ha affermato che lautonomia e lindipendenza delle camere copre tutte le attivit poste in essere riconducibili ai parlamentari stessi, ed impedisce che i comportamenti siano presi in considerazione anche alla luce di altre norme giuridiche. (sent. 379/96). 25. Ostruzionismo. Per ostruzionismo si intende luso esasperato degli strumenti procedurali a disposizione dei parlamentari, al fine di ostacolare od impedire la volont camerale. Esso di ordine tecnico ed entro certi limiti, lecito e da non confondere con quello fisico che sempre illecito. Dellostruzionismo tecnico si avvale lopposizione quando vuole impedire la formazione della volont dellaula. E il caso della conversione dei decreti legge entro 6 giorni od altri. Esso viene posto in essere con la presentazione di valanghe di emendamenti, con la richiesta di verifica del numero legale; intervenendo negli articoli per 20 minuti, ecc. Lostruzionismo legittimo quando si fa anche con laiuto dellopinione pubblica, di movimenti ecc. illegittimo quando si fa per avere in cambio dal governo dei favori di parte. Sezione IV La funzione legislativa delle camere. Per il principio della separazione alle camere (ed ai consigli regionali) spetta di legiferare. Le norme giuridiche poste in essere dalle camere sono dette leggi formali, dotate di una particolare efficacia consistenti nella idoneit di innovare lordinamento esistente integrandolo con nuove norme o modificandolo con labrogazione di leggi preesistenti. Lefficacia assume il nome di forza di legge che si distingue dal valore di legge che sarebbe il particolare regime giuridico della legge o degli atti ad essa equiparati consistente nella loro sottoposizione al sindacato della corte costituzionale. 26. Il procedimento di formazione della legge ordinaria: A) Liniziativa legislativa. La legge formale un atto complesso eguale alla cui formazione, cio partecipano in posizione di parit, le due camere mediante la manifestazione di volont che si concreta nellapprovazione del medesimo testo (art. 70 cost.). Il procedimento di formazione consta di 3 fasi: 1) iniziativa legislativa (fase introduttiva; 2) approvazione delle camere (fase costitutiva); 3) promulgazione e pubblicazione (fase integrativa dellefficacia). Liniziativa legislativa, che consiste nella presentazione del progetto di legge ad 1 delle camere,

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attribuita al Governo, ai singoli membri delle camere; al popolo; al CNEL; ai consigli regionali. Liniziativa governativa, la pi prevalente perch il governo pu contare sulla sua maggioranza per lapprovazione. E collegata allopportunit di indirizzo politico del governo , si pensi alla legge finanziaria; a rapporti di natura internazionali ecc. Liniziativa del governo , prende il nome di disegno di legge, che deve essere approvato da parte del consiglio dei ministri e per la presentazione alle camere necessita di un decreto del presidente della repubblica. Liniziativa parlamentare esercitata da ciascun parlamentare delle due camere. Liniziativa popolare esercitata mediante la proposta da parte di 50.000 elettori, di un progetto redatto in articoli. E assieme al referendum, alla petizione uno degli istituti di democrazia diretta regolamentato dalla legge 352/70 art. 48, 49, e va presentato con una relazione illustrativa al presidente di una delle camere. Liniziativa del CNEL, con la nuova organizzazione dellorgano, non trova particolari difficolt. Esso pu presentare iniziative di leggi solo nel campo economico- sociale. I consigli regionali singolarmente o riuniti, possono chiedere alle camere, per interessi regionali, iniziative in materia regionale , o leggi cornice. Ai sensi dellart. 133 cost. i comuni che vogliono chiedere il mutamento di circoscrizioni provinciali o di nuove province, possono attivarsi con iniziativa, nei modi di cui allart. 16 c. 2 legge 142/90. Si parla di iniziativa vincolata o di iniziativa riservata (Spagna Musso), la prima quando una proposta di legge non facoltativa,ma obbligatoria : es. legge di bilancio; la seconda si ha quando il potere esercitato da un solo soggetto es. i rapporti stato e le confessioni acattoliche (art. 8 cost.), il governo in grado di avviare e concludere le intese con le rappresentanze di queste confessioni che costituiscono la base della legge regolatrice. 28. Il procedimento di formazione della legge ordinaria: B) lapprovazione delle camere: a) il procedimento ordinario. Lapprovazione di progetto di legge avviene secondo 3 procedimenti: ordinario; decentrato (o per commissione); misto. 1) il procedimento ordinario, secondo quanto disposto dallart. 72 c. 1 cost. il progetto di legge viene preliminarmente esaminato e discusso in commissione nella materia alla quale il progetto si riferisce sede referente. La commissione istruisce, pu modificare, riunire pi progetti della stessa materia, in unico testo. Dopo lesame trasmette allassemblea il progetto di legge, con la relazione di maggioranza e di opposizione. Lassemblea discute le linee generali al fine di accertare se lassemblea favorevole o meno al progetto. La discussione si chiude con la presentazione o la votazione dellordine del giorno, e soltanto se lassemblea favorevole al progetto si passa alla discussione ed allapprovazione dello stesso articolo per articolo. Se si vota un ordine del giorno di non passaggio agli articoli il progetto si arresta. Approvati i suoi articoli si passa alla votazione finale a scrutinio palese. Essa necessaria perch i suoi articoli potrebbero essere stati cambiati, con emendamenti sostanziali. Questo procedimento ordinario deve essere sempre adottato a norma dellart. 72 comma 4 cost. per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale; per quelle di delegazione legislativa; di ratifica di trattati internazionali,di approvazione di leggi di bilancio e consuntivi; i disegni di legge di conversione dei decreti legge, e i disegni di legge rinviati dal presidente della repubblica per una nuova deliberazione. Il costituente con lart. 75 comma 2 volle privilegiare le assemblee per le leggi di bilancio e di ratifica di trattati internazionali, sottraendoli al referendum. La ratio che per questa sottrazione si voluto riservare lesame e lapprovazione allassemblea. Poich le suddette leggi non possono essere abrogate che con legge formale, si voluto riservare allassemblee con le sue maggioranze e minoranze politiche la procedura ordinaria, per la loro incidenza sullindirizzo politico. Lart. 72 c. 2 dispone che i regolamenti delle camere possono stabilire procedure abbreviate per i progetti di legge. Sulla richiesta di dichiarazione durgenza, (alla camera da parte del governo, di un presidente di gruppo, di 10 deputati; al senato da parte del proponente, del presidente della commissione competente, o di 8 senatori); lassemblea delibera per alzata di mano. Questa procedura comporta al senato la riduzione dei termini a met; alla camera dispone la riduzione di volta in volta. 29. segue b) il procedimento decentrato. Nel procedimento decentrato, la commissione legislativa non si limita ad esaminare il progetto, ma lo approva. Essa definita decentrata per il fatto che non si svolge dinanzi allassemblea, bens in commissione competente per materia che delibera. Lassegnazione alla commissione deliberante proposto alla camera dal presidente e deve essere approvato dallassemblea (art. 95 R. C.D.) ed al senato il presidente si limita a comunicarlo allassemblea (art. 35 R. S.). Tale procedimento non pu essere adottato a norma dellart. 72 comma 4 cost. per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale; di ratifica di trattati internazionali, di approvazione di leggi di bilancio e consuntivi. 30. segue: c) Il procedimento misto. Questo procedimento consiste in una suddivisione di lavori tra la commissione e lassemblea. Secondo lart. 96 R.C.D., lassemblea pu decidere di deferire alla commissione gli articoli e riservarsi per s medesima lapprovazione senza dichiarazione di voto dei singoli articoli, nonch sulla votazione finale. Al senato il presidente pu, dandone comunicazione al senato, assegnare in sede redigente alla commissione permanente, riservando allassemblea sulla votazione finale con sole dichiarazioni di voto. 31. Alcune considerazione sulla fase costitutiva. Le camere devono approvare il testo di legge in unico documento. Se una camera approvi il testo e laltra lo emenda, il testo dovr tornare allaltra camera che lo riesaminer e se la stessa apporter modifiche ulteriori dovr ripassare allaltra camera ( la c.d. navetta). I presidenti delle camere possono disporre che su un progetto di legge assegnato ad una commissione si pronunci unaltra commissione. Alla camera obbligatorio il parere della commissione bilancio tesoro e programmazione se un progetto di legge implichi nuove entrate o spese, mentre la commissione costituzionale su richiesta del presidente esprime pareri sulla legittimit costituzionale e sul pubblico impiego. (le commissioni filtro). I pareri delle commissioni sono vincolanti se si in sede deliberante. Al senato obbligatorio il parere della giunta per gli affari delle comunit europee, per i progetti di leggi concernenti lapplicazione di accordi relativi alla comunit europea, e affari costituzionali per i progetti di legge di rilevanza costituzionale.

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32. Il procedimento di formazione della legge ordinaria: c) la promulgazione. La legge approvata dalle due camere viene trasmessa da parte del presidente della camera che lha approvato per ultima, al presidente della repubblica per la promulgazione. La promulgazione costituisce lultima fase del procedimento di formazione della legge, quella integrativa dellefficacia. La promulgazione si distingue dalla sanzione che il re dava alla legge stessa. La sanzione, era una approvazione del re che oltre le due camere dava. La promulgazione invece attiene lintegrazione dellefficacia. La promulgazione delle leggi deve avvenire entro 30 giorni. Con essa il presidente della repubblica : 1) attesta che la legge stata approvata dalle 2 camere; 2) dichiara la sua volont di promulgare la legge; 3) ordina la pubblicazione della legge e vi appone la clausola esecutiva (E fatto obbligo a chiunque di osservarla). Il presidente della repubblica non tenuto a promulgare la legge se vi trova elementi di incostituzionalit formali o sostanziali (art. 74 cost.) Egli la pu mandare alle camere con messaggio motivato perch accolgano i motivi della non pubblicazione. Le camere possono riapprovare il medesimo testo ed il presidente della repubblica deve promulgare la legge per il fatto che tra la volont del presidente e delle camere sono queste ultime ad avere la meglio. Pu il presidente della repubblica (e questa ipotesi di scuola) non promulgare la legge se vi siano estremi di attentato alla costituzione. 33. La pubblicazione della legge. La pubblicazione della legge, avviene ad opera del Ministero di grazia (guardasigilli), che con il visto ne attesta la regolarit dellatto, nella raccolta ufficiale degli atti della repubblica e pubblicata sulla gazzetta ufficiale entro 30 giorni. Non vi pu essere ritardo se non per disposto della legge stessa. La legge ha 15 giorni di vacatio legis (a meno che la stessa legge ne disponga il posticipo o lanticipo). Dalla pubblicazione della legge, sorge la presunzione di conoscenza per tutti i cittadini di osservarla. Con sentenza della Corte cost. n. 364/88, si dichiarato lart. 5 cod. pen. nella parte in cui non si pu invocare in materia penale la scusa di non sapere. La corte nella sua complessa decisione del combinato disposto di cui agli artt. 27, 1 e 3 comma, 2,3, 73, comma 3, e 25,2 comma, ha osservato che lart. 5 cod. pen. Viola lo spirito della carta cost. senza dare alcun rilievo alla conoscenza od allignoranza della legge penale e dellilliceit del fatto, sottoporre il soggetto agente alla sanzione pi grave senza alcuna prova della sua colpevole ribellione allordinamento tutto equivale a scardinare fondamentali garanzie che lo stato democratico offre. La promulgazione attribuisce immediata efficacia allatto normativo. La data della legge quella del decreto di promulgazione, il numero quello della raccolta ufficiale. 34. Il procedimento di formazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali. La costituzione italiana rigida. Da ci si evidenzia che una legge ordinaria non pu modificarla. Infatti, lart. 138 cost. prevede una procedura aggravata, e prende il nome di legge costituzionale. Si differisce dalla legge ordinaria nella sostanza. Nel procedimento costituzionale si pu inserire la manifestazione della volont del corpo elettorale con il referendum. Lart. 138 cost. dice che le leggi di revisione costituzionale e le altre leggi costituzionali sono adottate con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di 3 mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera nella seconda votazione. Rispetto alla procedura ordinaria si possono evidenziare le seguenti differenze: 1) Doppia deliberazione dei componenti di ciascuna camera con un tempo di non meno di 3 mesi, per lesame pi approfondito del progetto di legge; 2) il progetto deve essere approvato nella seconda votazione dalla maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera. Si chiesto se le deliberazioni dovessero essere per ciascuna camera in successione, o in alternativa. I regolamenti del parlamento da sempre hanno disposto, nel silenzio costituzionale che le deliberazioni avvenissero alternativamente. Laggravio della procedura non si esaurisce con la doppia deliberazione per ciascuna camera. Il progetto approvato non si trasforma in legge costituzionale; esso viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale per essere conosciuto dai cittadini. E una pubblicazione anomala perch non inserito nella raccolta ufficiale degli atti della repubblica, ne promulgato dal presidente della repubblica. Entro 3 mesi dalla pubblicazione 500.000 elettori, 1/5 dei componenti di ciascuna camera, 5 consigli regionali possono richiedere il referendum popolare (art. 138 cost). Esso disciplinato dalla legge 352/70. Il referendum valido se la maggioranza dei voti validi con esclusione delle schede nulle e bianche si sia espresso, in modo in un modo positivo o negativo, e nel caso di esito positivo il presidente della repubblica promulgher nei modi di legge il progetto. In tal caso il progetto decade. Se nel frattempo i componenti della camera hanno approvato a maggioranza assoluta 2/3 dei componenti il progetto, il referendum non pu essere attuato, per il fatto di presunzione assoluta che il corpo elettorale si sia espresso con la manifestazione della volont dei componenti delle camere. La dizione legge di revisione cost. o altra legge cost. non facile da capire. Infatti lart. 72 c. 4 cost. parla di legge in materia cost. La legge di riserva cost. quella che disciplina la materia e che ne forma oggetto diverso da quello disciplinato. Le altre leggi cost. sono quelle che la cost. qualifica come tali es. lart. 71 c. 1 per il potere di iniziativa legislativa di altri organi; lart. 116 per lattuazione degli statuti speciali; ecc. Ma anche questa differenza appare non facile. E comunque demandato al parlamento tale differenza anche per opportunit politica. Diversa dalla revisione la rottura cost. Essa si ha quando il testo cost. in rottura con altro articolo o disposizione cost. Nella cost. italiana il caso delle disposizioni transitorie e finali che derogano ai principi costituzionali, es. la XII disp. in deroga allart. 49 vieta la riorganizzazione del partito fascista e demanda alla legge lapplicazione. Ecc. 35. I limiti alla revisione costituzionale. Limiti alla revisione costituzionali sono previsti sia in modo esplicito che implicito. La costituzione rigida non perch sia immodificabile, ma perch alcuni suoi principi sono non modificabili. Esistono nella costituzione i cosiddetti concetti valvola che per gli stessi spazi vuoti in essa rinvenibili che caratterizzano la duttilit ed elasticit della costituzione. Il problema non la immodificabilit della costituzione stessa, ma il suo grado e la sua misura. Esistono limiti assoluti, si pensi allart. 139 (la forma repubblicana non pu essere oggetto di revisione costituzionale) o altri principi art. 3 eguaglianza, art. 2 diritti inviolabili delluomo, art. 1 la democrazia, art. 4 il lavoro. Essi sono principi come dice Mortati assoluti alla revisione costituzionale. Il cambiamento di tali principi trasformano la costituzione in altro documento. La stessa corte cost. sent. 1146/88 ha ribadito alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati, in quanto principi che appartengono a valori supremi sui quali si fonda la costituzione italiana. Sezione V Lattivit di indirizzo politico delle camere.

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Le camere oltre allemanazione di leggi formali, collaborano con il governo, in rapporto della fiducia che questo deve avere, nellattivit di indirizzo politico. 36. Lindirizzo politico. Lindirizzo politico una attivit dello stato. Esso la condotta ed il governo di una comunit sociale, collegabile con lattivit di governo, in funzione di conseguire un fine. Lattivit consiste in 3 fasi. 1 teleologica relativa alla definizione dei fini da perseguire; la 2 strumentale per la predisposizione dellapparato organizzativo ed i mezzi necessari per tradurre la programmazione politica in realt; la 3 effettuale con la creazione di atti che concretizzano i fini. Gli organi preposti allindirizzo politico sono il parlamento ed il governo. Essendoci una fiducia reciproca essi lavorano congiuntamente sia nellapprovazione della fiducia al governo, che in tutti quegli atti (mozioni, risoluzioni ecc), sia nella sfiducia al governo. La fase strumentale viene definita con lapprovazione della legge di bilancio che d lindirizzo politico e trova le economie per gli obiettivi. Spetta agli organi dellamministrazione statale (centrali e periferici) lattuazione dellindirizzo politico. Allattivit di indirizzo politico viene esercitata attraverso controlli da parte delle camere sul governo per lattuazione dellindirizzo stesso, con mozioni ecc. Lindirizzo politico non attivit che svolge il presidente della repubblica, anche se pu influenzarla, o la corte costituzionale. N si pu ricondurre ab externo allattivit le forze di pressioni che si sviluppano nel territorio (movimenti politici, sindacati, gruppi di pressione) in quanto appunto non destinatari dellattivit di indirizzo politico. Essi per possono raccordarsi con il governo-gruppi parlamentari di maggioranza ed al rapporto fiduciario che lega il governo al parlamento quale espressione della volont popolare. Gli atti della camera sullindirizzo politico sono: A) La mozione di fiducia; B) le leggi di indirizzo politico; C) la deliberazione dello stato di guerra; D) le procedure di indirizzo, di controllo e di informazione; E) la mozione di sfiducia. 37. A) La mozione di fiducia. Essa attiene alla fase della determinazione dellindirizzo politico. Ai sensi dellart. 94 c. 3 cost. il governo entro 10 giorni dalla sua formazione si deve presentare alle camere per ottenere la fiducia. I 10 giorni decorrono dal giuramento prestato dal governo nelle mani del presidente della repubblica. Il governo a mezzo del suo presidente espone alle camere il programma( dichiarazione programmatica). Si procede alla discussione sulla dichiarazione ed alla votazione motivata per appello nominale dei parlamentari. La motivazione avviene per il consenso al programma ed impegnano il governo allo svolgimento dello stesso. Nominale perch i parlamentari possano assumersi la responsabilit politica. La fiducia avviene con la sola maggioranza dei presenti, art. 64 cost. che viene richiesta anche per le deliberazioni in generale. 38 B) Le leggi di indirizzo politico: 1) la legge di bilancio e la legge finanziaria. Si definiscono leggi di indirizzo politico quelle leggi medianti le quali il parlamento partecipa direttamente alla direzione politica dello stato. Esse sono: La legge di bilancio preventivo ; la legge finanziaria; la legge di approvazione dei programmi economici; la ratifica dei trattati internazionali; la legge di amnistia ed indulto. La legge di bilancio e quella finanziaria valgono a predisporre normativamente la ripartizione dei mezzi finanziari allo stato ed al settore pubblico allargato; la legge di programma ad identificare i fini sociali es. art. 41 c. 3; con la ratifica dei trattati internazionali si da una chiaro segno politico a far entrare nellordinamento italiano norme estranee allordinamento stesso es. art. 80 cost. che richiede la autorizzazione della rappresentanza dellassemblea; le leggi di amnistia ed indulto indicano la volont politica di provvedimenti di clemenza. A norma dellart. 81 c. 1 cost. le camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentato dal governo. E una legge vincolante (si approva ogni anno) e riservata (solo il governo legittimato ad esercitare il relativo potere). La legge 468/78 come modificata dalla legge 208/99, innovativa, dispone: 1)che la previsione delle entrate e delle spese dello stato sono ispirati alla programmazione finanziaria e che il governo deve presentare alle camere entro il: a) 30 giugno deve approvare il documento di programmazione economica finanziaria che viene approvato dalle camere e che viene trasmesso alle regioni; b) 30 settembre il disegno di legge di approvazione del bilancio annuale e pluriennale, il disegno di legge finanziaria, la relazione revisionale e programmatica, il bilancio pluriennale programmatico, i disegni di legge collegati alla manovra finanza pubblica con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio; 2) il bilancio annuale oltre ad indicare le entrate e le spese di cui si autorizza limpegno (bilancio di competenza) indichi gli ammontare delle entrate previste e le spese da autorizzare al pagamento (bilancio di cassa) ; 3) il ministro delleconomia e delle finanze presenti al parlamento entro settembre il disegno di legge finanziaria con il quadro finanziario per il bilancio pluriennale e prevede la regolarizzazione degli effetti finanziari agli obiettivi; 4) la conferenza permanente per i rapporti stato regione, esprima parere sulla legge finanziaria con la partecipazione diretta delle regioni alla programmazione economico finanziaria ed alla elaborazione dei bilanci. Queste procedure, presuppongono la programmazione economica di cui la legge di bilancio il necessario supporto finanziario. Entro il mese di giugno il ministro delleconomia e delle finanze deve presentare alle camere un disegno di legge che preveda il rendiconto generale dellesercizio scaduto il 31/12 Esso deve avere la parificazione della corte dei conti. Lesame della legge finanziaria si svolge secondo i regolamenti parlamentari. In particolare lesame ha la durata di 45 giorni. In tale periodo nelle camere viene sospesa ogni attivit delle commissioni per esperire tale esame. La natura di legge di indirizzo politico fa si che il parlamento vincoli la scelta fra le divisioni di entrate e spese i vari settori dellamministrazione dello stato. Lapprovazione delle camere della legge di bilancio autorizza il governo ad accertare le entrate e ad effettuare le spese autorizzate. Lesercizio finanziario ha durata annuale. Qualora le camere non approvassero la legge di bilancio il governo con una legge ai sensi dellart. 81 c. 3 autorizzato ad effettuare entrate e spese per 4 mesi in ragione di dodicesimi. Potrebbe in ipotesi la legge di bilancio non essere approvata in parlamento ed allora il governo dovrebbe avvalersi del bilancio invariato e dovrebbe essere autorizzato di volta in volta col leggi del parlamento. Qualora anche il bilancio tecnico non venisse approvato non resterebbe che ricorrere allespediente di fermare il tempo il 30 aprile per un accordo politico. A norma dellart. 81 c. 3 con la legge di approvazione di bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Il carattere normativo della legge di bilancio discende dallessere legge di indirizzo politico mediante la quale governo e parlamento concorrono a determinare le spese dellamministrazione dello stato. Ogni altra legge diversa da quella di bilancio prevede nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per far

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fronte. La legge di bilancio vincola il governo a fare le riscossioni e a effettuare le spese nei limiti fissati. Il R. D. 2440/23 art. 38 dice che il governo non pu trasportare da un capitolo allaltro fondi assegnati dalla legge. Esso pu spostare i fondi allinterno dello stesso capitolo. Il controllo sullosservanza della legge spetta alla corte dei conti art. 100 comma 2 cost. Soggetti al controllo preventivo di legittimit sono tutti gli atti non aventi forza di legge indicati nellart. 3 legge 20/94: i provvedimenti emanati a seguito di deliberazione del consiglio dei ministri, gli atti normativi a rilevanza esterni; i provvedimenti di disposizioni del demanio e del patrimonio dello stato, i decreti di variazione del bilancio, i decreti che approvano i contratti delle amministrazioni dello stato, se attivi di qualunque importo. La corte chiamata a dare il suo visto di legittimit dellatto in generale che nel particolare sulla legge di bilancio che costituisce lo specifico parametro di controllo. Il presidente della corte assegna latto ad un consigliere delegato al controllo. Se non vi sono problemi latto supera il controllo e viene vistato e registrato. Se ci sono problemi, il consigliere chiede le motivazioni allamministrazione che ha emanato latto e dopo rinvia al presidente per la motivazione del mancato visto di controllo. Viene inviato al ministero di appartenenza che lo fare deliberare dal consiglio dei ministri. Se nellatto sussistono problemi la corte registra latto con riserva ed invia ogni 15 giorni alle camere tutti gli atti registrati con riserva. Le camere prendono atto della problematica ed emettono un giudizio politico sullatto stesso. La corte esercita il controllo in via preventiva, vale a dire successivamente allemanazione dellatto e prima che questo spieghi la sua efficacia. Spetta alla corte il controllo successivo sulla gestione del bilancio e sul rendiconto generale dello stato per confrontare i risultati sia per le entrate che per le spese (parificazione): La corte accerta i risultati amministrativi e i fini raggiunti dalle amministrazioni (controllo di gestione). 39. Segue: 2 Le leggi di approvazione dei programmi economici. Che le leggi di programmazione economico sociale siano leggi di indirizzo politico risulta evidente per la serie di direttive per lo sviluppo del paese, attraverso la formazione di piani obiettivo. La legge 685/67 e il progetto 80 veniva inteso come quadro della politica del governo e degli investimenti pubblici nel tempo. Tale legge ha di bisogno di un finanziamento adeguato. In Italia, la programmazione economica risultata scoraggiante. Manca una legge organica di programmazione generale. Con Maastricht e lentrata dellitalia nelleuro, il controllo della politica monetaria passata alla banca centrale europea. 40. Segue: 3) le leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali. I trattati internazionali costituiscono una delle fonti di diritto internazionale. Essi costituiscono il diritto internazionale patrizio che deve essere distinto dal diritto internazionale generalmente riconosciuto ed accettato per consuetudine internazionale. Il trattato acquista efficacia nellordinamento interno solo dopo legge dello stato che da piena efficacia al trattato stesso con lordine di esecuzione adottato con decreto presidenziale o inserito nella legge di autorizzazione alla ratifica. Il procedimento inizia con la negoziazione dei plenipotenziari, continua con la conclusione che non fa alcun obbligo e con la ratifica del trattato da parte degli stati e con la consegna del trattato ad uno stato incaricato di raccoglierlo. Essi diventano obbligatori dopo le ratifiche degli stati. A norma dellart. 80 cost. la ratifica deve essere autorizzata con legge dalle camere. Lintervento delle camere si giustifica perch attinenti allindirizzo politico. Le camere esprimono assieme alla ratifica la volont di dare esecuzione al trattato nellordinamento interno. 41. Segue: 4) Le leggi di concessione dellamnistia e dellindulto. A norma dellart. 79 cost. comma 1, come modificato dalla legge cost. 1/92, lamnistia e lindulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei 2/3 dei componenti di ciascuna camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. Tale legge di indirizzo politico in quanto la discrezionalit del parlamento a volerla, e per questo motivo occorre la maggioranza dei 2/3. Lamnistia estingue il reato e se questo ha fatto scattare una condanna , anche lesecuzione della stessa e della pena accessoria. Lindulto, invece condona in tutto o in parte la pena senza cancellare il reato, o lo commuta in pena minore.Esso non si applica ai casi dopo il disegno di legge. 42. C) La deliberazione dello stato di guerra. A norma dellart. 78 cost. le camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al governo i poteri necessari. Spetta al presidente della repubblica dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle camere art. 87 cost. Si voluto affidare alle camere la dichiarazione di stato di guerra perch rappresentative della volont popolare. LItalia ripudiando la guerra come strumento di offesa alla libert degli altri popoli, e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali art. 11 cost. consentita soltanto la guerra difesa . Elia, sostiene che non occorre una legge basta una deliberazione delle camere, lart. 78 cost. non lo richiede una legge, altri Biscaretti, Lavagna, ritengono che la deliberazione debba avvenire con una legge. Che atto tipico del parlamento. Dovendo il parlamento conferire i poteri necessari al governo questo non pu non avvenire con legge. 43. D) Le procedure di indirizzo, di controllo e di informazione:1 Le procedure di indirizzo. Il rapporto tra governo e parlamento di natura dinamico. Si pensi al programma del governo che deve essere aggiornato e sottoposto al parlamento. Le camere esercitano la loro attivit con atti unicamerali. Di attivit di direzione politica. Essi sono: La mozione e la risoluzione. La mozione, diversa da quella di fiducia e di sfiducia, consiste nel promuovere una deliberazione dellassemblea su un determinato argomento. La risoluzione alla camera, diretta a manifestare orientamenti o a definire indirizzi su specifici argomenti. Alla discussione deve essere rappresentato il governo che pu a norma del regolamento camerale chiedere di fermare la votazione e di investire lassemblea per la decisione. Al senato la risoluzione un po pi cauta. A conclusione di esami di affari ad essa assegnata sui quali non deve riferire al senato, la commissione pu votare risoluzioni. La risoluzione quando lo richieda il governo, un terzo dei senatori della commissione, sono comunicate al presidente del senato affinch le sottoponga allassemblea. Quanto allefficacia delle mozioni e risoluzioni, va detto che ove il governo venisse a disattuarle, le camere dovrebbero valutare la responsabilit politica richiedendo le dimissioni del governo. 44. Segue: 2 Le procedure di controllo e di indirizzo. Nelle forme di governo parlamentari, il governo sottoposto a controllo da parte del parlamento, in quanto il governo impegnato ad attuare quel determinato indirizzo politico. Attivit conoscitiva e di controllo sono collegate perch le camere prima devono conoscere e poi

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controllare. Gli strumenti predisposti sono: Le interrogazioni; le interpellanze; le indagini e le attivit conoscitive in generale svolte dalle commissioni. - Linterrogazione consiste in una domanda rivolta dal parlamentare per iscritto al governo per conoscere se un fatto sia vero oppure no . La risposta pu essere scritta od orale. Il governo pu differire la risposta ad altro giorno determinato o pu dichiarare di non rispondere. I regolamenti delle camere hanno introdotto un tipo di interrogazione a risposta immediata ( question time ), ed il governo risponde per 3 minuti.Il parlamentare pu replicare per non pi di 2 minuti alla camera e 3 al senato. - Linterpellanza una domanda rivolta per iscritto al governo su motivi o intendimenti della condotta del governo in questioni che riguardino aspetti della sua politica. Linterpellanza qualcosa di pi sostanzioso che linterrogazione in quanto ove il parlamentare si dichiarasse insoddisfatto potrebbe trasformare linterpellanza in mozione ed investire lassemblea della questione. Questa , cos come la non risposta del governo o la differita della risposta non sono previsti al senato. - Le inchieste a norma dellart. 82 cost. possono essere disposte da ognuna delle due camere su materie di pubblico interesse. Se linchiesta di particolare portata possono essere creati con legge o atto bicamerale commissioni dinchiesta bicamerali. Ce da dire che essendo il governo con la sua maggioranza in fiducia tale inchieste potrebbero non approdare a nulla. E auspicabile che anche le minoranze facciano inchieste. Linchiesta come strumento di controllo quella c. d. politica, diretta ad accertare situazioni di ordine pubblico in una parte del paese. Vi poi linchiesta legislativa che mira ad acquisire dati e informazioni per un miglior svolgimento dellattivit legislativa. Le inchieste sono condotte dalle commissioni che rispecchiano il parlamento. Essa procede a esaminare ed indagare su fatti, hanno gli stessi poteri e limiti che ha il potere giudiziario. A meno che la legge istitutiva della commissione dinchiesta non abbia dato poteri ampi da poter ordinare ai testimoni di dichiarare su cose coperte dal segreto dufficio o dal segreto di Stato. Le commissioni di vigilanza sono organi permanenti con funzioni di controllo. E un organo non nuovo nel parlamento si pensi alla commissione per la cassa depositi e prestiti. Da ricordare la commissione per lindirizzo e la vigilanza sui servizi radiotelevisivi, il comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza. - Le indagini e le attivit conoscitive svolte dalla commissione parlamentare costituiscono una novit dei regolamenti del 71. Queste assumono rilievo al fine del recupero della rappresentanza del parlamento se si considera che sono strumenti di audizione diretta da parte della commissione oltre che dei soggetti dello stato apparato, anche di altri soggetti appartenenti alla comunit statale. 45. E) le mozioni di sfiducia. Le camere possono sfiduciare il governo che a norma dellart. 94 deve dimettersi. La sfiducia deve essere motivata e votata per appello nominale da 1/10 dei parlamentari e non pu essere discussa se non prima di 3 giorni per evitare lassalto alla diligenza. Vi differenza tra mancanza di fiducia iniziale e voto di sfiducia. Si ha il primo quando il governo nominato entro 10 giorni presentandosi alle camere non ottiene la fiducia, si ha il voto di sfiducia quando avendo gi la fiducia essa viene revocata dalle camere, con approvazione di mozione di sfiducia. In Germania vi listituto di sfiducia costruttiva. Essendo il cancelliere eletto dal Bundestag esso pu essere sfiduciato solo quando elegge a maggioranza dei suoi componenti un altro cancelliere. Con questo tipo di sfiducia si evitano le lunghe crisi di governo. In Italia ormai pacifico la sfiducia ad un solo ministro per gli atti gravi che compie. Lunico caso stato nel 95 con la sfiducia del ministro di giustizia Mancuso che sfiduciato ricorse alla corte costituzionale per il decreto del presidente della repubblica dellincarico ad interim al presidente del consiglio. La corte dichiar la pacifica sfiducia individuale che ormai nel nostro sistema. Il governo sfiduciato dalle camere ha lobbligo di presentare le dimissioni. Ove non lo facesse,il presidente della repubblica revoca lincarico al governo. Questo lunico caso in cui il presidente della repubblica pu revocare lincarico al governo per ripristinare la legalit. Dalla sfiducia si deve distinguere la questione di fiducia che il governo pone nei vari procedimenti in parlamento per aggirare lostruzionismo o gli emendamenti delle minoranze nei disegni di legge, o cerca di evitare colpi di mano della maggioranza stessa. Con essa il governo precisa che se non passa la questione dove stata posta la fiducia esso si dimetter. La costituzione non ha alcun articolo su tale questione di fiducia, e si regolata con prassi. E escluso che la questione di fiducia possa essere invocata su inchieste parlamentari modificazioni del regolamento delle camere, sul funzionamento delle camere, ecc. II Il potere legislativo del popolo. 1. Liniziativa legislativa popolare ed il referendum costituzionale Il popolo pu esercitare la funzione legislativa con i suoi rappresentanti o in modo diretto con i referendum, abrogativo e costituzionale , e liniziativa legislativa. Esso interviene nella fase introduttiva del procedimento, formazione della legge (con iniziativa) o in quella costitutiva (referendum costituzionale) o in via diretta ed esclusiva con labrogazione della legge. In tal modo la sovranit popolare si rende operante e concreta. 2. Il referendum abrogativo: a) la disciplina. Il referendum abrogativo disciplinato dallart. 75 cost. , dagli artt. 25-40 legge 352/70 ed promulgato dal presidente della repubblica. Il referendum richiesto da 500.000 o da 5 consigli regionali. Lart. 75 comma 2 cost. non ammette referendum per le leggi di bilancio, tributarie, amnistia indulto ratifica di trattati internazionali. Il costituente volle sottrarre tali leggi alla sovranit popolare per ragioni di opportunit politica. La proposta del referendum approvata se ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto al voto e se raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Sullammissibilit del referendum abrogativo chiamata a sindacare la corte costituzionale ai sensi dellart. 2 legge cost. 1/53, cui spetta di accertare se la legge da proporre a referendum rientri o meno nellart. 75 comma 2 cost. 3. Segue: b) I limiti e le sentenze della corte costituzionale sulla ammissibilit.

Ci si chiesto se lart. 75 comma 2 sia da interpretare in modo rigido o meno, (cio se le leggi non contenute in tale articolo siano da sottoporre a referendum). La corte con propria sentenza 10/72 in occasione del referendum sul divorzio si espresse in modo rigido. Ed il medesimo orientamento stato mantenuto dalla corte stessa nel tempo. Questo orientamento non da condividere. Infatti se tale decisione

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sia di interpretazione rigida, le leggi di revisione costituzionale o di altre leggi costituzionali, possano essere soggette a referendum perch non espressamente previste nellart. 75 comma 2. Anche i decreti legge pur avendo la loro brevit. Altri limiti dunque sono impliciti nel sistema, come anche la corte stessa ha sancito con sent. 16/78. In essa la corte ha dichiarato inammissibili le richieste che non riguardino atti legislativi dello stato aventi forza di leggi ordinarie ma tendono di abrogare leggi di revisione costituzionale o altre leggi costituzionali considerate nellart. 138 cost. 4. Segue: c) le modalit di attuazione.

Le modalit di attuazione sono disciplinate dalla legge 352/70 art. 25-40, e cio: La deliberazione di richiesta di referendum deve essere approvata dai consigli regionali con la maggioranza assoluta; Non possono essere presentati referendum nellanno prima della scadenza di una camera e nei 6 mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali per una camera; Le richieste di referendum devono essere presentate dal 1 gennaio al 30 settembre alla cancelleria della corte di cassazione con i fogli delle firme e i certificati elettorali rilasciati tre mesi prima. La loro legittimit controllata dallufficio centrale per i referendum della corte di cassazione .Lufficio dichiara se nel frattempo la legge stata abrogata la inammissibilit del referendum stesso, a meno che come disposto dalla sent. Della corte cost. n. 68/78, se la nuova legge sia solo formale ed ha i contenuti della precedente il referendum viene valicato: Lo stesso ufficio centrale del referendum della corte di cassazione a norma della legge 173/95 come modificativa della 352/70, stabilisce, sentiti i promotori la denominazione della richiesta di referendum da riprodurre nella scheda di votazione Il presidente della repubblica su deliberazione del consiglio dei ministri fissa la data del referendum in una domenica tra il 15 maggio ed il 15 giugno. Labrogazione totale o parziale dichiarata con decreto del presidente della repubblica e pubblicata sulla gazzetta ufficiale ed inserita nella raccolta degli atti della repubblica ecc. 5. un istituto atipico: il referendum di indirizzo.

La legge cost. 2/89 ha introdotto una nuova figura di referendum: quello di indirizzo. In esso si prevedeva la domanda per la trasformazione della comunit europea, con governo responsabile ecc. Tale tipo di referendum si rese necessario con legge cost. perch la nostra costituzione non lo prevedeva. Esso ha avuto durato breve, perch formulava un singolo referendum, e dunque la rottura con la costituzione si sanata. Resta da chiedersi quali effetti ha prodotto tale referendum sulla volont dei parlamentari italiani al parlamento. Infatti se lunione europea cambiasse assetto, i parlamentari sarebbero su una posizione indifferibile, perch vincolati al referendum. III IL POTERE ESECUTIVO. Con la funzione amministrativa lo stato svolge una attivit effettiva e concreta per raggiungere i propri fini. Essa viene svolta dal governo e dai suoi organi da esso dipendente oltre che dagli organi di uffici ed enti minori. Con essa si raggiunge oltre che lattivit in senso proprio anche la determinazione dellindirizzo politico-amministrativo. 1. Gli organi del potere esecutivo: Il governo e gli organi dipendenti.

Il potere esecutivo il complesso di organi centrali e periferici con al vertice il governo o i ministeri (apparato di stato di settore, organo costituzionale). Vi sono anche alcuni settori che pur dipendendo dal dipartimento della presidenza del consiglio, ( si pensi alle pari opportunit; alla protezione civile; alla funzione pubblica; ecc) svolgono lindirizzo politico in seno al consiglio dei ministri o possono svolgere semplicemente attivit amministrativa sono i ministeri senza portafoglio. A norma dellart 92 cost. il governo della repubblica composto dal presidente del consiglio e dai ministri. Esso dunque organo individuale il presidente, organo collegiale il consiglio dei ministri, organo complesso (insieme di pi organi). A norma dell'articolo 6 della legge 400/88 istituito il consiglio di gabinetto composto da alcuni ministeri chiavi che coordinano con il presidente del consiglio l'indirizzo politico. Esso sorto per la prima volta nel 1983, con deliberazione formale del Consiglio dei Ministri, oggi ha assunto un ruolo importante. Esso per potrebbe finire con la creazione di ministeri di tipo A e altri di tipo B. Negli ultimi governi il consiglio non stato attuato. I Sottosegretari di Stato, non entrano a far parte del governo in senso stretto. Esercitano ora funzioni di rilevanza costituzionale, ora funzioni meramente amministrative. L'organizzazione del presidente del consiglio prevista dalla legge 400/88 disciplina l'attribuzione del Consiglio dei Ministri, del presidente del consiglio, dei sottosegretari di Stato, i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province a ordinamento autonomo, la podest normativa del governo e l'organizzazione del presidente del consiglio. L'art. 95 comma 3 costituzione stato finalmente attuato con il decreto legislativo 300/99 in attuazione alla della delega della legge 59/97 (Bassanini) e del decreto 303/99. In base a queste disposizioni a partire dalla XIV legislatura il numero dei ministri fissato in 12. Essi sono:Affari estere; interno; giustizia; difesa; economia e finanze; attivit produttive; politiche agricole e forestali; ambiente e tutela del territorio; infrastrutture e trasporti; lavoro salute e politiche sociali; istruzione ,Universit e ricerca; beni e attivit culturali. Con decreto legge 217/2001 convertito con emendamenti nella legge 317/2001 sano stati aggiunti il mistero della comunicazione e il ministero della salute. Oggi sono 14 i dicasteri. Allo scopo di snellire il funzionamento dei pubblici apparati sono stati create le agenzie, definite strutture che svolgono attivit di carattere tecnico-operativo di interesse nazionale in atto esercitate da ministeri e da enti pubblici. Essi operano al servizio anche degli enti locali regione comune. La presidenza del consiglio si articola in un Segretariato generale e in dipartimenti i quali a loro volta si articolano in ufficio e servizi. La pubblica amministrazione svolge attivit amministrativa: attiva, consultiva e di controllo. Con l'attiva si realizzano i fini che essa chiamata per seguire; con l'attivit consultiva gli organi di essa forniscono consigli o parere. I parere si dividono in :

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facoltativi quando sono chieste dell'organo attivo; obbligatori quando l'organo attivo deve per legge richiederli; vincolante quando l'organo attivo ha l'obbligo di richiederli e nell'emanare l'atto si deve uniformare. L'attivit amministrativa di controllo diretta a sindacare, con controllo di legittimit e di merito, gli atti o l'operato degli organi di amministrazione attiva. Accanto a queste 3 funzioni ve ne una quarta che quella di indirizzo e coordinamento che rientrano nei compiti attribuiti dall'articolo 95 costituzione al presidente del consiglio nel confronto dei ministri. Oltre agli uffici centrali e periferici dello stato entrano a far parte della locuzione pubblica amministrazione gli uffici degli enti pubblici sia territoriali che non territoriali, ( parastato, camere di commercio ecc). Gli atti emanati da questi uffici posseggono la forza e la stessa efficacia nei confronti del cittadino degli atti statali in autodichia. 2. I principi costituzionali sulla pubblica amministrazione. Alcuni principi relativi alla pubblica amministrazione possono essere desunti nella costruzione quasi a voler sottolineare che essa costituisca una parte essenziale dell'intera organizzazione dello Stato. Un primo principio attiene alla organizzazione dei pubblici uffici . L'articolo 97, comma 1, costituzione al riguardo dice che l'organizzazione dei pubblici uffici deve essere determinata dalla legge formale. Con legge si deve provvedere all'ordinamento della presidenza del consiglio e dalla determinazione del numero dei ministeri , art. 95 comma 3 costituzione. Le disposizioni di legge devono assicurare il buon andamento e l'imparzialit della pubblica amministrazione. (Sentenza 86/92 corte cost.). La buona amministrazione tende a raggiungere la miglior efficienza ed efficacia. L'efficienza sta ad indicare che la pubblica amministrazione deve seguire i fini ad essa assegnati dalla legge. L'efficacia si valuta mettendo a raffronto i risultati ottenuti con gli obiettivi programmati. L'imparzialit dell'amministrazione ribadita dall'articolo 98 comma 1 cost.: i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione, ed al comma 3: che prevede la possibilit stabilita con legge limitazioni all'iscrizione a partiti politici dei magistrati, dei militari di carriera ecc. Il principio di imparzialit richiederebbe che l'attivit della P.A. si svolga in contraddittorio con gli interessati in modo che venga esercitata non nel mistero e nel segreto degli uffici, ma in modo palese cosicch le mura degli uffici diventino di vetro (Esposito). Altro principio quello della legalit che pu essere distinto in principio di legalit formale ( l'amministrazione deve agire nei limiti della legge, ma libera di compiere le sue scelte) e sostanziale (l' amministrazione deve agire conformamente alla legge). Si pensi all'art. 23 costituzione: nessuna prestazione personale o patrimoniale pu essere imposta se non in base alle leggi; l'art. 13 e seguente sulle libert fondamentali. Al principio di democraticit l'attivit amministrativa dovr ispirare alle effettive esigenze della collettivit popolare ed essere sottoposta al controllo da parte dei rappresentanti del popolo. Esempio: riconoscimento dei diritti generalizzato ai documenti amministrativi, al fine di assicurare libera circolazione dell'informazione, trasparente ecc. L'efficacia della pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 97 comma 3 cost.:agli impieghi nella pubblica amministrazione si accede mediante concorso, salvo i casi stabilite dalla legge. Il concorso lo strumento valido per garantire la selezione dei pi capaci. La costituzione infine prevede un'ampia tutela dei cittadini nei confronti degli atti della pubblica amministrazione stabilendo che i funzionari dipendenti dello Stato degli enti pubblici sono direttamente responsabile secondo le leggi penali, civile amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritto. In tali casi la responsabilit civile si estende allo Stato e agli enti pubblici, articolo 28 cost. o ancora contro gli atti della pubblica amministrazione sar sempre ammessa tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi innanzi alla giurisdizione ordinaria e amministrativa articolo 113. La responsabilit dello Stato solidale con quella del dipendente. Ulteriore garanzia dato dall'articolo 24 costituzione tutti possono agire in giudizio della tutela dei propri diritti interessi legittimi. A norma dell'articolo 31 regio decreto 1054/24 T. U. delle leggi sul Consiglio di Stato, che dispone: Il ricorso al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale non ammesso se si tratta di atti o provvedimenti emanati dal governo nell'esercizio di poteri politici. Essi nel passato costruivano una species rispettano al genius . Per la loro natura non possono essere lesive nei diritti soggettivi ne di interesse legittimi e dunque sono sottratti al controllo giurisdizionale non perch atti politici ma perch per s stessi inidonei a provocare lesioni di situazioni giuridiche soggettive in quanto manca invece la corrispondente compressione del momento della libert (Giannini -Piras). La legge 1034/71 istitutiva dei tribunali amministrativi regionali non contiene alcuna norma che esclude la tutela giurisdizionale avverso particolare categoria di atti; sintomo, questo che la nozione di atto pubblico va intesa nel senso ristretto di cui si detto. 3. La formazione del governo La formazione del governo costituisce un procedimento, cio si articola in una serie di atti coordinati e diretti alla formazione di un atto finale la nomina del governo. Questa procedura si inizia ogni volta che un governo presenti le dimissioni, e vengono accettate dal presidente della repubblica. Lart. 92 comma 2 dice Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e su proposta di questi i ministri. La costituzione laconica su ci che deve essere fatto. Le norme del procedimento sono non scritte, convenzioni costituzionali, ed il presidente della repubblica ha un margine di discrezionalit per la scelta del presidente dl consiglio. Con la nuova legge elettorale maggioritaria, tale discrezionalit venuta meno in quanto la nomina del presidente del consiglio affidata al leader che vince. Ruolo attivo e propositivo tuttavia viene assunto dal presidente della repubblica in caso di crisi del sistema e coinvolge il modo in cui lo stesso esercita tale funzione. Il procedimento si apre con la consultazione da parte del presidente della repubblica In essa si concentra lopinione di personalit (ex presidenti della repubblica; capigruppo parlamentari; ecc.) per la conclusione della crisi. A conclusione di tali consultazioni, il capo dello stato avr elementi tali da individuare il nuovo presidente del consiglio con maggiori probabilit di riuscita di ottenere la fiducia alle camere per il nuovo governo. In condizioni difficili il presidente della repubblica affidi incarico esplorativo ad una personalit (presidenti delle camere) per provvedere a svolgere delle consultazioni ristrette. Cosa diversa invece il preincarico. Con esso il presidente della repubblica affida ad una personalit politica che con ogni probabilit conferir lincarico, il compito di svolgere ulteriori consultazioni. Con esso la personalit assume lincarico ma con riserva di rifiutare lincarico. Questi inizier le consultazioni e chieder ai partiti di redigere insieme il programma e la lista dei ministri. Se anche questo incaricato non riesce, il presdiente della repubblica rinvia il governo dimissionario in parlamenti per chiarire le posizioni con i partiti. Se il governo dimissionario non riesce ad avere una maggioranza il presidente della repubblica scioglie con messaggio motivato le camere e rinvia al corpo elettorale il responso. Con il sistema maggioritario si reso pi celere la creazione del governo che viene affidato al leader della coalizione che vince nel paese. La nomina del presidente del consiglio e dei ministri avviene con

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il giuramento nelle mani del presidente della repubblica (art. 93 cost.) e con il decreto di nomina da parte del presidente della repubblica. Il governo entro 10 giorni dalla nomina deve presentarsi alle camere per avere la fiducia. La costituzione non prevede che il governo presenti alle camere il programma. Esso per implicito nel sistema. Le camere votano la fiducia al governo sulla base degli obiettivi da raggiungere. Dalla fiducia, il programma diviene una funzione che da astratto deve concretizzarsi, diviene lindirizzo politico del paese. Dal giuramento alla fiducia delle camere, il governo inizia ad esercitare le sue funzioni. Dallart. 93 cost. si deduce che il governo appena presta giuramento entra nelle sue funzioni. I 10 giorni servono al governo per predisporre e perfezionare il programma politico da presentare alle camere. Il governo ha dei limiti nellattivit di indirizzo politico. Uno dei primi atti che il governo compie la nomina dei sottosegretari di stato (non prevista nella costituzione) che vengono nominati con decreto del presidente della repubblica. Essi coadiuvano con i ministri nelle loro funzioni; non hanno attribuzioni proprie ma solo quelle delegate dal ministro. Tra i sottosegretari ha assunto una particolare rilevanza quello della presidenza del consiglio, sia perch svolge la funzione di segretario del consiglio dei ministri (partecipa senza diritto al voto) sia perch preposto al segretariato generale della presidenza del consiglio. Con legge 81/2001 stata introdotta la figura di vice ministro non contemplata nella costituzione. Possono essere nominati vice ministri fino a 10 sottosegretari cui vengono delegate intere aree o settori. La delega conferita dal ministro competente con deliberazione del consiglio dei ministri su proposta del presidente. Possono partecipare al consiglio dei ministri se invitati senza diritto di voto. 4. I comitati interministeriali e i comitati ministeriali. I comitati interministeriali sono costituiti da pi ministri e anche da funzionari ed esperti. Compito quello di preparare e coordinare lattivit del consiglio dei ministri in determinati settori. Dubbia costituzionalmente la loro attivit quando vengono affidati poteri decisionali di competenza del consiglio dei ministri perch le decisioni dovrebbero essere prese nellambito dellindirizzo politico e non riservato ad essi. A tal riguardo si pensi al CIPE (comitato interministeriale programmazione economica). Con decreto legislativo 430/97 al cipe sono stati tolti tutti i poteri che aveva (compiti di gestione tecnica, amministrativa e finanziaria, concessione di contributi ecc,.) e sono stati trasferiti alle amministrazione di settori di competenza. Altro comitato interministeriale il consiglio supremo di difesa previsto dallart. 87 cost. solo per attribuire la presidenza al presidente della repubblica, composto dal presidente del consiglio, dai ministri degli affari esteri, dellinterno, del tesoro, della difesa, dellindustria e del commercio, e dal capo di stato maggiore della difesa. Il comitato esamina problemi di ordine di sicurezza della difesa della nazione fissandone direttive ed indirizzi. Il comitato interministeriale per linformazione e la sicurezza, ha funzioni di consulenza e di proposta per il presidente del consiglio, su indirizzi generali e sugli obiettivi fondamentale dia perseguire nel quadro della politica di informazione e di sicurezza. La legge 537/93 ha soppresso 13 comitati interministeriali, le cui funzioni sono state assorbite dal cipe dalla presidenza del consiglio e da alcuni ministeri e dipartimenti. A norma dellart. 5 legge 400/88 il presidente del consiglio pu istituire comitati ministeriali con proprio decreto, col compito di esaminare e esprimere pareri su direttive dellattivit di governo. 5. la funzione amministrativa Per capire la funzione amministrativa si deve dire che i ministri e lo stesso presidente del governo assumono una duplice veste: Una di organo burocratico in quanto posti gerarchicamente al vertice del organo che dirigono, laltra di organo di governo in quanto collegialmente coordinano lindirizzo politico. Queste due figure sono ben unite tra loro, perch lindirizzo amministrativo si svolge nella politica generale predisposta dal consiglio dei ministri. La funzione amministrativa si espleta attraverso organi centrali (ministeri) e periferici con competenza su una provincia. Vi poi lalta amministrazione termine di difficile definizione. Esso viene in essere quando si conferiscono nomine dei pi alti uffici dello stato, o quando si deve motivare lo scioglimento di un consiglio regionale, gli atti tra stato e chiesa o con le confessioni non cattoliche, ecc. Tali atti sono deliberati dal consiglio dei ministri ed emanati dal presidente della repubblica (art. 2, comma 3, legge 400/88). 6. Lattivit di direzione politica

Lattivit di indirizzo politico si divide nelle seguenti fasi: determinazione, predisposizione dei mezzi e delle attuazione. Questa attivit affidata congiuntamente al governo ed alle camere. Al governo, espressione della maggioranza delle camere spetta di determinare collegialmente la politica generale ed amministrativa. La costituzione allart. 95 dispone la preminenza della posizione del presidente del consiglio sui ministri. Il presidente del consiglio dirige la politica generale del governo e ne responsabile. Mantiene lunit di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando lattivit dei ministri. Il presidente dirige la politica generale non la determina, che viene collegialmente determinata. Lart. 5 legge 400/88 ha stabilito che il presidente lorgano al quale spetta di assicurare che il programma enunciato dal governo innanzi le camere sia realizzato. A tal fine la costituzione gli da il compito unitario di indirizzo politico ed amministrativo. Promuove e coordina le attivit con i ministeri. E responsabile della politica generale del paese. 7. Separazione tra politica e amministrazione.

Il Decreto legislativo 80/98 definisce la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Con tale decreto si compiuto una svolta amministrativa, che scinde la responsabilit politica con quella amministrativa, la funzione programmatoria con quella di controllo spettante agli organi legittimati dalla volont popolare, da quella con compito di attuare tali programmi. I dirigenti hanno una nuova posizione: hanno poteri di autonomo di spesa, di organizzazione delle risorse umane strumentali e di controllo. Sono responsabili dellattivit amministrativa di gestione e dei relativi risultati. 8. Le funzioni normative: a) leggi in senso formali e leggi in senso materiali. Il potere esecutivo pone in essere norme costitutive dellordinamento dello stato. Tale funzione viene detta materialmente legislativa, con contenuto tipico della legge ma non la forma (che appartiene al parlamento). Si definiscono leggi in senso formale tutti gli atti

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deliberate dalle camere o da organi cui la costituzione attribuisce la funzione legislativa art. 70 e segg. della cost., negli statuti regionali e nei regolamenti delle camere. Non vanno annoverati tra le leggi formali gli atti bicamerali non legislativi (anche se a norma dellart. 78 , dubbia la posizione dello stato di guerra con il conferimento dei poteri necessari). Le leggi formale possono avere il contenuto tipico della legge quale fonte di diritto, cio porre una norma giuridica, o disporre in modo concreto e puntuale (leggi provvedimento). Se si definiscono leggi in senso materiale tutti gli atti che contengono norme giuridiche, ne consegue che nel 1 caso (fonte di diritto) sar legge formale e materiale, nel 2 caso (legge provvedimento) sar solo formale. Gli atti del potere esecutivo che contengono norme giuridiche sono leggi in senso soltanto materiale (Crisafulli). Il principio della separazione dei poteri vale a confermare che tale principio si sostituito con quello della distinzione delle funzioni. Possiamo identificare una funzione di predisposizione normativa diretta a porre in essere gli atti-fonte costitutivi dellordinamento giuridico, ed una funzione amministrativa diretta a porre in essere provvedimenti puntuali e concreti. La forma degli atti normativi del potere esecutivo quella tipica degli atti di tale potere: il decreto. Se sono atti aventi forza di legge o regolamenti governativi la loro veste sar quella del decreto del presidente della repubblica (art. 87 cost. ). Gli atti normativi del potere esecutivo si distinguono a seconda della stessa efficacia della legge in decreti legge e decreti legislativi, mentre i regolamenti hanno una efficacia inferiore alla legge. 9. Segue: b) i decreti legge

A norma dellart. 77 cost. il governo, in caso di necessit ed urgenza, pu adottare sotto la sua responsabilit, provvedimenti provvisori con forza di legge; ma deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle camere anche se sciolte sono appositamente convocate entro 5 giorni. Il decreto legge assume il carattere di necessit ed urgenza; la regola dunque che il provvedimento provvisorio di legge pu essere emanato solo in caso di necessit ed urgenza per essere convertito in legge. Esso pu essere emanato dal governo nel caso in cui la corte cost. abbia provocato un vuoto normativo, oppure in caso di eventi naturali (terremoto alluvione), o nel caso in cui si tema una speculazione e per opportunit si emana il decreto catenaccio. I decreti legge possono essere dichiarati dalla corte cost. incostituzionali. Con sentenza n. 360/96 la corte cost. ha lillegittimit dei decreti legge reiterati in violazione dellart. 77 cost. non essendoci pi la necessit e lurgenza. Il governo non pu emanare decreti legge : 1) per conferire deleghe legislative; 2) per provvedere alle materie indicate nellart. 72 comma 4 cost. ; 3) per rinnovare le disposizioni di decreti legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto contrario di una delle 2 camere; 4) per regolare i rapporti giuridici sorti sulle basi dei decreti non convertiti; 5) per ripristinare lefficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento. I decreti devono contenere misure di immediate applicazione ed il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. A norma dellart. 77 comma 2 il governo adotta i regolamenti sotto la sua responsabilit . Ci significa che se il decreto legge non convertito il governo deve rispondere innanzi alle camere. Le camere esercitano un controllo sulla esistenza dei presupposti di necessit ed urgenza. Infatti a norma dellart. 96 bis R.C.D. la commissione affari costituzionali chiamata ad esprimere proprio parere scritto e motivato sullesistenza di tale presupposto, entro 3 giorni e dalla presentazione. Se il parere contrario, lAssemblea non oltre 7 giorni dalla presentazione del disegno di legge delibera in via pregiudiziale con votazione a scrutinio segreto. Nel caso negativo il decreto respinto. Al senato, lart. 78 R.S.R., se la 1 commissione permanente esprime parere contrario sullesistenza dei requisiti di cui allart. 77 comma 2 cost., tale parere trasmesso al presidente che entro 5 giorni lo sottopone al voto dellaula. Se laula si pronuncia in modo contrario, il decreto respinto. La presentazione del decreto legge avviene alle camere il giorno della pubblicazione nella gazzetta ufficiale della repubblica, per la conversione in legge. Le camere possono non approvarlo; possono esaminarlo ma non esaurire il procedimento di formazione; possono emendarlo ed approvarlo ed in tal caso si riappropriano del loro ruolo; possono approvarlo come provvedimento. Se non approvato il decreto perde efficacia sin dallinizio. Le camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti nel periodo di efficacia del decreto legge. 10. Segue: c) i decreti legislativi Il governo per emanare atti legislativi , deve avere lesercizio della funzione legislativa che le camere delegano a mezzo di una legge delega. Le camere ricorrono alla legge delega nei casi in cui la materie molto complessa e richiede cognizione eccessivamente tecnica od un lungo procedimento di formazione delle leggi. Basti ricordare i codici. Essi, sia per i loro numerosi articoli che per specialit della materia sono stati emanati con decreto legislativo. Lo stesso dicasi per i testi unici. La legge delega al governo in questi casi necessaria perch ove le disposizioni debbano essere innovate o modificate o si devono omogeneizzare un corpo di norme emanate nel tempo il governo pu procedere ad uniformarli. A norma dellart. 76 la legge con le quali le camere delegano il governo deve contenere: 1) la determinazione dei principi e dei criteri direttivi ai quali il governo dovr attenersi nel predisporre il decreto legislativo; 2) lindicazione del limite di tempo entro il quale il governo dovr emanare i suddetti decreti; 3) loggetto definito sul quale il governo potr legiferare. Con la legge delega si possono porre al governo altri limiti ad esempio di sentire il parere di commissioni, o di riprodurre nel decreto legislativo alcuni principi della legge delega; ecc. La delega pu essere prevista in un articolo di legge che disciplina la materia. In questo caso la legge effettuer la sua efficacia e larticolo attuer il decreto legislativo. Il procedimento della delega ai sensi dellart. 72 comma 4 cost., deve essere quello ordinario. 11. Segue: d) i regolamenti La potest regolamentaria del governo prevista dalla legge 400/88 che disciplina lattivit del governo e lordinamento della presidenza del consiglio. La cost. non dice nulla sui regolamenti se non che devono essere emanati dal presidente della repubblica (art. 87). La formazione avviene con delibera del consiglio dei ministri, udito il consiglio di stato ed emanati dal presidente della repubblica. I regolamenti governativi si distinguono:

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Regolamenti di esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, emanati per rendere pi concreto il contenuto di una legge che sia astratto e generale o molto tecnica; 2) Regolamenti di attuazione e di integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio. Essi possono farsi valere nel dare attuazione ad una legge od ad un decreto legislativo o integrare le loro disposizioni; 3) Regolamenti autonomi o indipendenti, vengono emanate in materie non disciplinate da legge. Dove la costituzione non dispone lintervento del legislatore la materia pu essere disciplinata da regolamento; 4) Regolamenti di organizzazione ammissibili entro i limiti dellart. 95 comma 3 e 97 cost. che riservano alla legge lordinamento della presidenza del consiglio, la determinazione del numero, dellorganizzazione delle attribuzioni dei ministeri, e lorganizzazione dei pubblici uffici. 5) Regolamenti autorizzati Con decreto del presidente della repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri, sentito il consiglio di stato, possono essere emanati regolamenti per la disciplina non coperta da riserva assoluta di legge prevista dalla costituzione. In tale materie la legge della repubblica autorizzando lesercizio regolamentare del governo determinano norme regolatrici della materia e dispongono labrogazione della legge con effetto dallentrata in vigore delle norme regolamentarie. Con il comma 4 bis dellart. 17 della legge 400/88 aggiunto dalla legge 59/97, si regolamentato lorganizzazione e gli uffici dei ministeri. Il DPR 80/98 art. 5 ha fatto salve le disposizioni riguardante la presidenza del consiglio, gli Affari esteri, le amministrazioni in materia di difesa polizia e di giustizia. La legge 59/97 art. 20 ha disposto che il 31 gennaio di ogni anno il governo presenti alle camere un disegno di legge per i procedimenti amministrativi indicando i criteri della potest regolamentaria. La legge 128/98 prevede che le direttive comunitarie possono essere attuate con regolamenti del governo o anche con regolamenti ministeriali. A questi si aggiungono i regolamenti normati dallart. 4 legge 86/99 la quale prevede che il governo in materia comunitaria pu emanare regolamenti per le materie gi disciplinate dalla legge, ma non riservate alla legge. Oltre al governo altri possono emanare regolamenti: i ministri, le autorit portuali, i comitati interministeriali, ecc. 12. I limiti alla podest regolamentaria. La riserva di legge. Essendo i regolamenti subordinati alle leggi, essi incontrano un limite. Altro limite dato dalle riserve di legge espressamente previste dalla costituzione per garantire i diritti individuali e delle prerogative del parlamento. Si ha riserva di legge quando una norma costituzionale riserva alla legge la disciplina di una determinata materia, escludendo il potere regolamentario del governo. Con essa, si voluto riservare al legislatore scelte politiche assegnando il compito di programmare e di indirizzare scelte di attivit economiche pubbliche e private (art. 41 cost. comma 3) o il raggiungimento di obiettivi (art. 44 cost.) o di adottare provvedimenti concreti con atti amministrativi dalle camere e di sottoporli soltanto alla legittimit cost. (art. 43 cost.). Ma la costituzione quando adotta il termine legge vuole riservare al parlamento tale facolt di legiferare? La giurisprudenza della corte cost. sentt. 64/65 , 4/56 ha dichiarato che ove si accogliesse tale principio verrebbero meno i poteri di legiferare da parte delle regioni (art. 23 imposizione dei tributi, art. 119 cost. autonomia finanziaria), ed da intendere una pi ampia interpretazione. La dottrina e la giurisprudenza hanno fissato 2 criteri con riferimento alla riserva di legge: 1) Assoluta, quando la disciplina riservata al parlamento es. nel campo penale art. 25 cost. in quello dei diritti e delle libert fondamentali artt. 13, 14, 15, 16, 21, 25 comma 1. Anche gli atti governativi aventi forza di legge sono stati parificati (sent. Corte cost. 39/71) alla legge formale in quanto vi sempre o una successiva verifica del parlamento decreti legge o una delega del parlamento stesso. Nella riserva assoluta, escluso lesercizio del potere del regolamento. 2) Relativa, quando la materia pu essere disciplinata oltre che da legge formale anche da altra fonte, solo dopo che la legge ha determinato le linee essenziali. Quindi con i regolamenti autorizzati, e i regolamenti di attuazione. Si ha riserva di legge rafforzata quando la cost. non solo rinvia semplicemente alla legge (riserva di legge semplice) ma disciplina essa stessa la materia limitando la discrezionalit del legislatore. Es. art. 16 la legge pu stabilire limitazioni alla libert di circolazione e soggiorno, in via generale per motivi di sanit e di sicurezza; art. 97, la legge deve disciplinare lorganizzazione dei pubblici uffici in modo che siano assicurati il buon andamento e limparzialit della pubblica amministrazione, art. 10 la condizione giuridica dello straniero regolata dalla legge in conformit dei trattati internazionali e le leggi che disciplina lestradizione dello straniero non pu ammetterla per reati politici. Riserva di legge implicita nella cost. data dallart., 72 comma 4, escludendo i disegni di legge costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare i trattati di approvare bilanci e consuntivi possano essere adottate che con procedimento ordinario del parlamento per la discrezionalit dellindirizzo politico. Riserva di legge costituzionale quando la costituzione riserva in modo espresso che talune materie debbano essere regolate con iniziativa legislativa, es. art. 116 adozione di statuti regionali; 132 fusione di regioni; art. 137 le forme le condizioni e i termini di proponibilit dei giudizi di legittimit cost. e le garanzie ed indipendenze della corte cost. 13. Le cause di cessazione del governo. Il governo no organo a termine. Esso sorretto dalla costante fiducia del parlamento. Quando il governo presenti le dimissioni esse sono sempre da ricondurre alla fiducia del parlamento, o dei gruppi parlamentari. La cessazione del governo in seguito al venir meno della maggioranza (crisi di governo) si ha: 1) da un voto di sfiducia di una delle 2 camere, atto formale della crisi di governo, il governo deve dimettersi; 2) dal ritiro dellappoggio al governo di uno o pi gruppi parlamentari se non possa contare sulla maggioranza; 3) dalla decisione del governo di dimettersi quando riporti il convincimento di non godere pi della maggioranza in parlamento, o se il governo potrebbe contare su una maggioranza diversa da quella iniziale e non la vuole; Il voto contrario di una delle 2 camere a norma dellart. 94 su una proposta di governo impone lobbligo di dimissioni. Il governo tenuto a dimettersi quando presentandosi alle camere non ottiene la fiducia iniziale. Le crisi possono essere parlamentari ed extra parlamentari. Sono parlamentari quando in seguito a mozione di sfiducia il governo costretto a dimettersi. Sono extra parlamentari perch non trovano motivo nel parlamento ma dal mutato assetto politico della coalizione che regge il governo. Su questa seconda crisi si sono sollevati dubbi di costituzionalit in quanto i motivi restano oscuri e non vengono fatti conoscere al popolo. Il governo pu dimettersi: 1) per morte del presidente del consiglio o per la cessazione o sospensione dalla carica per motivi personali, o ragione della preminenza del presidente sui ministri;

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per elezione di un nuovo presidente della repubblica per correttezza costituzionale , che li respinge; in seguito ad elezioni generali. Una norma di correttezza costituzionale impone, anche se vede il governo vincente, di dimettersi ed il presidente della repubblica respinger tali dimissioni. Dalla crisi di governo deve va distinto il rimpasto che si ha quando il presidente del consiglio cambia uno o pi ministri che non condividono il suo indirizzo politico. Il governo dimissionario rimane in carica fino allinsediamento del nuovo governo. Egli fa solo lordinari amministrazione. Sia il vecchio che il nuovo governo sono nella stessa situazione . Il primo perch non gode di fiducia, il secondo perch deve ottenere fiducia. Il nuovo governo per pu esercitare alcuni poteri in pi che saranno sanati con la fiducia. Nelle due situazioni, le camere sospendono ogni riunione, perch il governo sempre presente con un suo delegato in parlamento,ad eccezione delle commissioni che esaminano progetti di legge che non interferiscono con la crisi di governo. 14. La responsabilit dei ministri Lart. 95 comma 2 dice che i ministri sono responsabili collegialmente degli atti del consiglio dei ministri , e individualmente degli atti dei loro dicasteri. Lart. 89 cost. dice che nessun atto del presidente della repubblica valido se non controfirmato dal ministro proponente, che ne assume la responsabilit. Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri atti indicati dalla legge sono controfirmati anche dal presidente del consiglio. Rilievo assume la responsabilit ministeriale dellistituto della controfirma, perch la maggior parte degli atti del presidente della repubblica sono imputabili ad esso solo formalmente mentre sostanzialmente sono imputabili ai ministri. Il presidente della repubblica pu esercitare controllo di legittimit ma deve emanarli, anche se non vengono accolti i rilievi. Ne consegue che la responsabilit quella degli atti propri. Se latto formalmente e sostanzialmente imputabile al presidente della repubblica la controfirma del ministro o del presidente del consiglio assume valore di controllo sulla validit formale e di responsabilit dellatto stesso. Se tale atto contrario alla costituzione il ministro o il presidente del consiglio pu rifiutarsi di controfirmare con leventuale contenzioso dinanzi alla corte cost. Gli atti ministeriali hanno la responsabilit giuridica e politica. La responsabilit giuridica si divide in civile , penale, amministrativa. 1) E civile in quanto i ministri come i funzionari di stato a norma dellart. 28 cost. rispondono per danni arrecati a terzi nellesercizio delle loro funzioni; 2) E penale nel caso di reati ministeriali vale a dire per i reati comuni (concussione, corruzione, ecc) commessi dai ministri nella loro funzione. A norma dellart. 96 cost. come modificata dalla legge cost. 1/89, il presidente del consiglio ed i ministri, anche se cessati, sono sottoposti per i reati commessi nella loro funzione, alla giurisdizione ordinaria, ( giudizio di un apposito collegio istituito presso il tribunale del capoluogo di distretto della corte di appello: tribunale dei ministri. Previa autorizzazione delle camere, se il soggetto non era parlamentare. Le camere possono a maggioranza assoluta negare lautorizzazione ove reputino che linquisito abbia agito per la tutela di interessi dello stato. 3) I ministri ed il presidente del consiglio sono responsabili dinanzi alla corte dei conti per i danni provocati dagli atti amministrativi. 4) La responsabilit politica ricade a norma dellart. 95 cost. sia ai ministri che al presidente del consiglio. Essa visibile con gli atti di controllo delle camere e la mozione di sfiducia. 15. Gli organi ausiliari. La costituzione alla sezione III , al titolo III parla di organi ausiliari relativo al governo. Alcuni come la corte dei conti di ausilio sia al governo che al parlamento. Diremo meglio che gli organi di cui si discute sono di ausilio sia la governo che al parlamento, e per il CNEL anche delle regioni. Gli organi ausiliari sono: Il CNEL; il consiglio di stato; la corte dei conti; e lavvocatura dello stato. Si dicono ausiliari perch coadiuvano con funzioni di iniziativa, di controllo o consultiva, con gli organi deliberanti.(Mortati). Il CNEL, previsto dallart. 99 cost. istituito con legge 33/57. Questo organo fu voluto perch annoverando i rappresentanti delle categorie produttive del paese, diveniva il raccordo tra questi e lo stato. Esso non ha prodotto i risultati che si desideravano, anche perch la creazione di comitati quali il cipe lo aveva sminuito. La riforma intervenuta con legge 936/86, ha di fatto rinvigorito il consiglio e, portando a 111 pi il presidente la composizione, interviene su richiesta del governo o delle camere in diversi campi delleconomia del sociale, nei contratti collettivi, ecc. Ha anche potere di iniziativa legislativa. Il consiglio di stato, organi di consulenza giuridico - amministrativo . La legge 127/97 ha fissato il parere tassativo su: emanazione di atti normativi del governo e dei ministri in merito allart. 17 legge 400/88, e per lemanazione di testi unici; lo decisione dei ricorsi straordinari al presidente della repubblica ; schemi dei contratti tipo accordi e convenzioni predisposte dai ministri. Il parere deve essere reso nei 45 giorni dal ricevimento dellatto. Decorso il termine lamministrazione pu procedere senza tale parere. Per lesame degli schemi di atto normativi del governo stata istituita dalla medesima legge una nuova sezione consultiva che si affianca alle 3 consultive preesistenti. La corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimit sugli atti previsti dallart. 3 legge 20/94, ed il suo visto requisito di efficacia per lesecutoriet dellatto. Tale visto stato abolito per i decreti legge ed i decreti legislativi. Esercita controllo sulla gestione contabile e sul patrimonio dello stato e riferisce annualmente al parlamento sullesito del controllo effettuato. Esercita controllo sulle pensioni civili e militari. Gli stata riconosciuta la qualit di potere dello stato perch esercita tale funzione in modo imparziale cio estraneo allamministrazione dello stato ed autonomo. Con il decentramento le sue funzioni si sono rivolte anche alle regioni, con una interpretazione molto estensiva . Con sentenza della corte cost. n. 29/65, si riconosciuto alla corte dei conti la garanzia dellimparzialit dellequilibrio economico finanziario del settore pubblico, della corretta gestione delle risorse collettive sotto il profilo dellefficacia, efficienza e delleconomicit. Lavvocatura dello stato assiste e difende lo stato e le amministrazioni pubbliche nei giudizi cui sono parte. Anche le regioni possono chiedere il patrocinio dellavvocatura (art. 107 DPR 606/77). Svolge anche funzioni consultive e possono chiedere pareri anche le amministrazioni non statali, e quelle sottoposte a tutela e vigilanza dello stato. Uno dei compiti quello di assistere e difendere lo stato nei giudizi innanzi alla corte cost. Lavvocatura articolata in una sede centrale a Roma ed nelle avvocature distrettuali nelle sedi di corte dappello.

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IV IL POTERE GIUDIZIARIO Con la funzione giurisdizionale lo stato garantisce losservanza e la conservazione delle norme ritenute essenziali ai fini dellordinato svolgimento della vita sociale. Al fine di dare giusta interpretazione a casi dubbi, e di accertare la volont normativa, o di applicare la sanzione in caso di disapplicazione di legge, lo stato ha posto 3 tipi diversi di giurisdizione. Civile, Penale, Amministrativa, ed se ne aggiunta una quarta quella costituzionale. La giurisdizione civile regola controversie sorte tra privati o tra privati e pubblica amministrazione ed aventi per oggetto diritti soggettivi; La giurisdizione penale mira a realizzare gli interessi della collettivit organizzata a stato a che determinati valori o istituti (la vita,la propriet) vengano salvaguardati ed a irrogare la pena a colori che violino tale valori od istituti; La giurisdizione amministrativa tutela gli interessi legittimi dei cittadini che siano stati lesi dalla pubblica amministrazione ed assicura la giustizia amministrativa; Sulla giurisdizione costituzionale competente della corte costituzionale per le quali si rinvia. A norma dellart. 1 dellordinamento giudiziario (R.D. 12/41) la giustizia, nelle materie civili e penali, amministrata: Dal giudice di pace; dal tribunale ordinario; dalla corte dappello; dalla corte di cassazione; dal tribunale per i minorenni; dal magistrato di sorveglianza. Sono i giudici ordinari (civili e penali) che esercitano le funzioni giurisdizionali art. 102 cost. , vale a dire quelli che istituzionalmente sono collegati al CSM (sent. Corte cost. n. 4/86). Tutti gli altri sono giurisdizione speciale: tribunali militari, TAR, Consiglio di stato, corte dei conti; ecc. 1. Il principio della unicit della giurisdizione .

Lart. 102 cost. dice che la funzione giurisdizionale esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolate dalle norme sullordinamento giudiziario, e organizza la magistratura ordinaria in un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (art. 104). Il principio di unicit della giurisdizione inquadrata in questi due articoli. Ma la costituzione stessa da delle deroghe , nellart. 103 cost. che la funzione giurisdizionale possa essere esercitata dal Consiglio di stato e dagli organi di giustizia amministrativa previsti in ogni regione art. 125; dalla corte dei conti nella materia contabile e in ogni altra materia prevista da legge; dai tribunali militari che in tempo di guerra trovano limite nella legge e in tempo di pace giudicano sui militari in servizio per i reati militari; dalla corte cost. ; dalle camere in sede di giudizio per la contestazione sulle elezioni o in seduta comune per le accuse nei confronti del presidente della repubblica. Tutte le altre giurisdizioni a norme della disp. Trans. VI della cost. entro 5 anni avrebbero dovuto essere revisionate. Ci significa che se ancora esistono o sono di altra natura i giudizi espressi o sono incostituzionali. Lart. 102 cost. ha fatto divieto di introdurre nuovi giudici straordinari e speciali, mentre ha previsto listituzione di sezione specializzate presso gli organi ordinari. 2. Giudici straordinari; giudici speciali; sezioni specializzate. Il divieto di istituire nuovi giudici di notevole portata di civilt giuridica, e discende dal principio secondo il quale ciascun individuo deve preventivamente quale sar il suo giudice naturale (art. 25 cost.). Caso a parte la norma dellart. 45 Cod. Proc. Pen. (sicurezza e incolumit pubblica, libert di determinazione della persona che partecipano al processo). Suscita qualche perplessit di legittimit cost. la legge 248/2002 legittimo sospetto, che con tale terminologia potrebbe autorizzare luso di larga discrezionalit in violazione dellart. 25 cost. Il divieto di istituire giudici speciali trova la sua 1 giustificazione nel principio secondo il quale tutta la funzione giurisdizionale deve essere esercitata dai magistrati ordinari. La costituzione, per, per la speciale competenza ha tenuto in vita il consiglio di stato, la corte dei conti, i tribunali militari. Il consiglio di stato costituito da 7 sezioni di cui 4 svolgono funzioni consultive e 3 svolgono funzioni giurisdizionali. Con la creazione delle sezioni staccate nelle regioni il consiglio di stato ha funzione di appello alle sentenze. La corte dei conti, composta da 10 sezioni di cui 1 di controllo e 9 di giurisdizione, pi una sezione giurisdizionale per ogni regione, e 2 nel trentino alto adige, giudica nella materia contabile e nelle altre materie specifiche della legge. Essa giudica sui conti tenuti dai soggetti dello stato, con esclusione dei tesorieri delle camere. (giudizio di responsabilit contabile). Sulla responsabilit dei danni allerario da pubblici funzionari, (giudizio di responsabilit civile), in materia di pensioni civili e militari e di pensioni di guerra, parifica i rendiconti generali consuntivi dello stato e delle amministrazioni autonome prima che siano presentati al parlamento. I tribunali militari distinti in tribunali militari e corte militare dappello, composta da militari hanno giurisdizione per i reati commessi da appartenenti alle forze armate. Avverso le sentenze si pu proporre appello in 2 grado ed in cassazione. In tema di tribunali militari in tempo di guerra nulla stato innovato. I TAR, non solo hanno assorbito le competenze delle giunte provinciali amministrative in sede giurisdizionale, ma funzionano come sezioni staccate del consiglio di stato come disposto dallart. 125 comma 2 cost. nelle regioni sono istituiti organi di giustizia amministrativa di 1 grado. Ad essi attribuita la competenza a giudicare sugli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello stato degli enti pubblici a carattere ultraregionale, degli enti pubblici territoriali e non territoriali, lesivi di interessi legittimi e viziati di incompetenza per eccesso di potere e di violazione di legge. Spetta ai TAR giudicare sui ricorsi elettorali regionali provinciali e comunali. La competenza dei Tar stata ampliata. In Sicilia a norma dellart. 23 1 comma statuto, (gli organi giurisdizionali centrali avranno in Sicilia le rispettive sezioni per gli affari concernenti la regione), il consiglio di giustizia amministrativa giudica in appello sui Tar siciliani. Questa appare ad alcuni come una sorta di sezione staccata del consiglio di stato, e sulla legittimit costituzionale sorgono seri dubbi. Lart. 90 statuto trentino alto adige ha istituito tribunale regionale di giustizia amministrativa con sezione autonoma per la provincia di Bolzano.

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Altra giurisdizione speciale sono i tribunali superiori delle acque pubbliche, (composto da magistrati consiglieri di stato e tecnici) che giudica in unico grado su controversie per lesioni di interessi legittimi e, in grado di appello, sui ricorsi in materie di acque pubbliche (es. alla demanialit delle acque). Le commissioni tributarie , provinciali e regionali, ordinate in virt del decreto legislativo 545/92, hanno competenza su controversie tra i contribuenti e le amministrazioni finanziarie. Fra i giudici speciali vi sono le camere, il presidente della repubblica; la corte costituzionale, con esercizio di giurisdizione domestica autodichia. Consistente nella potest di giudicare nei riguardi del personale interno ad essi dipendente Questa potest stata ritenuta in contrasto con lart. 102, comma 3; con lart. 108 comma 2; con lart. 24 ; con lart. 113 commi 1 e 2. Di parere contrario la cortte cost. che ha dichiarato inammissibile la problematica nei confronti degli organi immediatamente partecipi al potere sovrano dello stato. Le sezioni specializzate, istituite presso gli organi di giustizia ordinari con la partecipazione dei cittadini non togati (art. 102, comma 2 cost.) ci perch in alcune materie si rende necessario integrare il collegio con esperti. Sez. spec. Sono il tribunale dei minori, i tribunali regionali delle acque pubbliche; le sez. di sorveglianza delle corti dappello ecc. Le corti di assise, (di primo grado e di appello) rientrano nei casi di cui allart. 102 comma 2 cost. con la partecipazione diretta del popolo. Esse sono costituite da 2 magistrati ordinari e da 6 giudici popolari. Il numero pari fa s che in caso di parit di voto, prevale la posizione pi favorevole. 3. Il problema dellindipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali. Lindipendenza dei giudici ordinari prevista dalla costituzione, i giudici speciali a norma dellart. 108 comma 2, devono essere indipendenti con legge dello stato, ivi anche il pubblico ministero presso le giurisdizioni speciali. In attuazione della norma costituzionale, le leggi 186/82 e 205/2000, hanno istituito un consiglio di presidenza per le giurisdizioni speciali composto dal presidente del consiglio di stato, che lo preside, da 4 magistrati in servizio presso il consiglio di stato, da 6 magistrati in servizio presso i TAR, da 4 cittadini eletti 2 dalla camera e 2 dal senato scelti tra i professori universitari in materie giuridiche e tra avvocati con 20 anni di professione, cui spetta di deliberare sullo stato giuridico dei magistrati del consiglio di stato, e tar, ed in particolare sulle assunzioni, assegnazione di sede, funzioni trasferimenti, promozioni, sui provvedimenti disciplinari,ecc. Analogo organo stato istituito per la corte dei conti. Fanno parte di tale consiglio oltre i magistrati della corte stessa 4 cittadini scelti dai presidenti delle due camere tra i professori universitari in materie giuridiche e tra avvocati con 15 anni di professione. La magistratura militare ha un suo organo presieduto dal 1 presidente della corte di cassazione con le stesse attribuzioni del CSM. La legge ha disciplinato lautonomia dei giudici speciali. Lart. 100 comma 3 cost. prevede che la legge preveda espressamente lautonomia del consiglio di stato e della corte dei conti dei loro componenti di fronte al governo. Infatti la loro composizione negli organici riservata per met ai magistrati dei due organi e per i restanti posti si procede con nomina del governo tra i pi alti funzionari. Questo ha creato problemi sulla indipendenza dei magistrati. La corte cost. con sent. N. 1/67, ha dichiarato che tra i nominati ed il governo esiste solo il rapporto della nomina che una volta nominati essi sono solo tenuti ad obbedire alla legge. Gli organi di giustizia tributaria hanno un loro consiglio di presidenza con attribuzioni ridotte per la particolare composizione delle commissioni tributarie. 4. La ripartizione fra i vari organi delle funzioni giudiziarie.

Possiamo suddividere la funzione giurisdizionale a seconda degli organi che la esercitano: 1) la giurisdizione civile: esercitata dai giudici di pace, dal tribunale; dalla corte dappello; dalla corte di cassazione; (tutti organi di magistratura ordinaria). 2) la giurisdizione penale, esercitata dai giudici di pace, dal tribunale; dalle corti di assise di 1 grado e di appello; dalla corte di cassazione; ed inoltre dai tribunali militari, dalle camere in seduta comune in sede di promovimento delle accuse nei confronti del presidente della repubblica e della corte costituzionale nei giudizi sulle accuse promosse nei confronti del presidente della repubblica; 3) La giurisdizione amministrativa esercitata dal consiglio di stato; dalla corte dei conti (con anche giurisdizione contabile); dai TAR; dal tribunale superiore delle acque pubbliche ; da Consiglio di giustizia amministrativa in Sicilia; dal tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione Trentino alto adige,; 4) La giurisdizione costituzionale esercitata dalla corte costituzionale in sede di giudizio di legittimit costituzionale delle leggi o atti aventi forza di legge, sui conflitti di attribuzione e sulla ammissibilit dei referendum abrogativi. Vi sono le giurisdizioni in materia tributarie, delle acque pubbliche, e la giurisdizione delle camere per la convalida delle elezioni. Si rende necessaria la ripartizione delle giurisdizioni, al fine di evitare indebita ingerenza. Al giudice ordinario si ricorre per la tutela dei diritti soggettivi. Al giudice amministrativo si ricorre per la tutela degli interessi legittimi. Anche questa distinzione appare superata. Infatti, mentre si espande la competenza del consiglio di stato e dei TAR su materie anche di lesioni di diritti soggettivi, con la giurisdizione in materia di pubblici servizi, urbanistica e di edilizia, con la competenza del risarcimento del danno ingiusto. (d. lgv. 80/98). Al giudice ordinario si data competenza, ( d. Leg.vo 80/98, ) su controversie attinenti il rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici. Ai TAR ed al consiglio di stato si data competenza sulla giurisdizione di merito, cio sulla opportunit convenienza utilit ed equit degli atti pubblici. Per la giurisdizione della corte dei conti (una species della responsabilit contrattuale) ed il tribunale superiore delle acque pubbliche (controversie di interessi soggettivi) la giurisdizione per questi aspetti pu essere riconducibile a quella civile. In ultimo stata data la possibilit di tutelare gli interessi diffusi. 5. Le giurisdizioni non statali. A norma dellart. 806 cod. proc. civ. le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte mediante una sentenza (lodo arbitrale) che deve essere dichiarata esecutiva dal tribunale. Gli arbitri sono dei privati nominati dalle stesse parti. Si segnala la

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tendenza a tali arbitrati promossi soprattutto per ingenti somme patrimoniali per la speditezza della sentenza, segnalando la crisi del sistema giudiziario. Lart. 34 comma 4 concordato tra santa sede e stato italiano stabilisce che nel caso di nullit o di dispensa dal matrimonio competente il tribunale ecclesiastico. Con sentenza della cassazione n. 1824/93, si ritenuta superata la giurisdizione dei tribunali ecclesiastico in quanto il nuovo concordato dell 84 ha di fatto abrogato implicitamente tale articolo. Il nuovo accordo dell84 ha di fatto stabilito che le sentenze dei tribunali ecclesiastici devono essere dichiarate efficaci dalle corti di appello. Ad esse spetta di accertare: che il giudice ecclesiastico era il giudice competente a conoscere la causa in quanto ritrattava di matrimonio celebrato in conformit dello stesso; se le parti hanno avuto il diritto di agire e di resistere in giudizio; che ricorrano le altre condizioni richieste dalla legislazione italiana. Alle corti dappello precluso il riesame di merito della causa. Perplessit sorgono in contrasto agli artt. 24 e 25 cost. sulla giustizia sportiva. In essa tutti gli iscritti alle federazioni devono devolvere le controversie in ordine al carattere tecnico, disciplinare ed economico, e comunque attinenti alle discipline sportive con lespulsione dalla federazione sportiva se non osservi tale giurisdizione. Vi sono poi le giurisdizioni internazionali alla quale uno stato pu ricorrere quale membro della comunit internazionale o un cittadino (es. alla corte di giustizia europea dei diritti delluomo). La corte internazionale di giustizia, organo dellOnu con sede allAja giudica su controversie tra stati per : linterpretazione di un trattato; su fatti che costituirebbero la violino i diritti internazionali; ecc.La corte di giustizia della comunit europea con sede a Lussemburgo creata con i trattati cee giudica su inadempienze dei trattati degli stati membri. 6. Lautonomia e lindipendenza della magistratura ordinaria.

La costituzione ha assicurato ai magistrati lautonomia e lindipendenza da altri poteri dello stato, affinch esercitassero una effettiva garanzia per i cittadini. Lautonomia si realizza: Con listituzione del Consiglio Superiore della Magistratura cui spetta in via esclusiva di deliberare sullo stato giuridico del personale; sui trasferimenti; sui procedimenti disciplinari, sulle assunzioni sulle promozioni ecc. Con questo organo la magistratura si da un autogoverno. Forma di autogoverno che non piena (sentt. Corte cost. 168/63; 44/68; 4/86; 379/92): Altre attribuzioni del CSM sono: Nominare e revocare i giudici di pace, nonch i componenti estranei alla magistratura delle sezioni speciali ; designano la nomina a magistrato di cassazione, per meriti insigni, di professori ordinari universitari in materie giuridiche e di avvocati con 15 anni di professione ed iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori; nomina della commissione per i concorsi a magistrato. Il consiglio pu fare proposte al ministro di giustizia per modifiche circoscrizionali giudiziarie; sullorganizzazione e il funzionamento dei servizi della magistratura. Al ministro per la giustizia restano residue competenze: Pu chiedere i provvedimenti inerenti lo stato giuridico dei magistrati; pu chiedere informazioni sul funzionamento della giustizia; esercita le attribuzioni demandate dalla legge sullordinamento giudiziario; ha facolt di promuovere lazione disciplinare. Tale facolt data anche al procuratore generale della cassazione che la esercita entro 1 anno dalla conoscenza dei fatti; le proposte delle nomine agli uffici direttivi deve essere formulata di concerto tra il csm ed il ministro della giustizia. Il CSM a norma dellart. 104 cost. presieduto dal presidente della repubblica, e ne fanno parte di diritto il 1 presidente ed il procuratore generale della corte di cassazione . Il CSM composto ai sensi della legge 44/2002 da 27 membri di cui eletti in unico collegio nazionale 16 componenti la magistratura divisi tra 2 magistrati della suprema corte di cassazione; 4 magistrati che esercitano funzioni di Pubblico ministero; 10 magistrati giudicanti. Allelezione partecipano tutti i magistrati ,con voto personale, diretto e segreto, che non siano sospesi. Gli uditori sono esclusi se non hanno al momento del voto la funzione giudiziaria. Vengono eletti i magistrati che hanno riportato pi voti; se con pari voti, il pi anziano in ruolo, se pari il pi anziano in et. Lelezione dei componenti del parlamento degli 8 componenti avviene in seduta comune a scrutinio segreto, con la maggioranza dei 3/5 dellassemblea. Per gli scrutini successivi al secondo basta la maggioranza dei 3/5 dei votanti. La costituzione ha voluto che il vice presidente del csm sia eletto dalla componente del parlamento. Questo a significare il raccordo tra le forze del parlamento e quelle della magistratura. La carica di presidente del csm stata affidata anche nella nuova riforma al presidente della repubblica a conferma del prestigio e dellimparzialit della carica. I membri eletti nel csm sono incompatibili con la carica di parlamentare, di componente la corte costituzionale , ecc. I componenti del csm non sono punibili per le opinioni espresse. Questo anche per la garanzia della funzione (sent. 148/93 corte cost.). Sulla sua natura di organo costituzionale appaiono dubbi soprattutto sul fatto che i provvedimenti emanati possono essere impugnati alle sezioni unite della cassazione. Questo fa si che non possa essere organo costituzionale in quanto le decisioni degli organi costituzionali non possono essere appellate. La natura di organo costituzionale deriva dallart. 105 cost.. Esso un organo costituzionale in quanto organo indefettibile del nostro sistema, cio mancando esso le garanzie di indipendenza che la cost. ha voluto dare ai magistrati mancherebbero. Lautonomia della magistratura si evincono anche dallart. 101 cost; 107 comma 3 i magistrati non sono gerarchicamente subordinati. Disciplina particolare ha il pubblico ministero. A norma dellart. 107 comma 4 cost. Il PM esercita le sue funzioni non pi sotto la direzione del ministro ma sotto la sua vigilanza. Essendo rimasto il principio dellunit ed indivisibilit del PM, allinterno di ogni ufficio vi il capo dellufficio che esercita un potere gerarchico. Avoca a se le indagini, le conferisce a questo o quel pm, esercita le funzioni assegnate allufficio. Ci fa dubitare della natura giuridica fra gli organi giurisdizionali. Altra garanzia che i magistrati sono inamovibili, art. 107 , se non con il loro consenso e con quello del CSM. Tale consenso non richiesto se si deve procedere a rimozione per incompatibilit dufficio. In magistratura si entra per concorso. Questo per assicurare i migliori a sottraggono gli stessi magistrati ad influenze di terzi, soprattutto se eletti. La legge 374/91 ha stabilito che i giudici di pace siano nominati dal presidente della repubblica. A norma dellart. 109 cost. lautorit giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. Ci fa si che nelle la magistratura abbia alle proprie dipendenze la pubblica sicurezza adibita alla repressione dei reati. 7. Altre disposizioni costituzionali relative alla funzione giurisdizionale. Altre disposizioni sono contenute sia nel titolo I (rapporti civili), nella parte I (diritti e doveri dei cittadini), della costituzione. Lart. 111 dispone che tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati, e che contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libert personale, pronunciate dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali sempre ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge. Si pu derogare solo per le sentenze militari in tempo di guerra. Lart. 112 dice che il pubblico ministero ha lobbligo di esercitare lazione penale. Lart. 101 dice che la giustizia amministrata in nome del popolo. Le disposizioni del titolo I lart. 24 dice tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa diritto inviolabile in ogni stato e grado di processo. Sono assicurati ai

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non abbienti con apposito istituto i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. Lart. 25 nessuno pu essere distolto dal giudice naturale precostituito. Nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Lart. 26 lestradizione del cittadino pu essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali. Lart. 27 la responsabilit penale personale. Tra queste disposizioni meritano attenzione: 1) il ricorso in cassazione per violazione di legge contro le sentenze i provvedimenti sulle libert personali. E una ulteriore garanzia per limputato che ritenga i provvedimenti contra legem. Ecco il motivo dei provvedimenti motivati art. 111 comma 1 cost. 2) Lestradizione consiste nel consegnare un cittadino ad un altro paese. Questo avviene per trattato internazionale tra gli stati. Attualmente in vigore la convenzione di Parigi del 57 entrata in vigore in Italia nel 63 con ratifica. Essa chiarisce che non si pu consegnare un cittadino per reati politici. Il fatto di conoscere quali siano i reati politici mette in difficolt lordinamento. E comunque previsto anche nellart. 10 cost. che non si possano consegnare cittadini per reati politici o , con eccezione prevista dalla legge cost. n. 1/67 per reati di genocidio. In nessun caso si pu consegnare il cittadino ai paesi ove vige la pena capitale. 3) Al carattere personale della responsabilit penale, in base al quale nessuno pu essere ritenuto responsabile penalmente se non per un fatto commissivo od omissivo a lui direttamente imputabile. 4) La presunzione di non colpevolezza. Limputato non colpevole sino alla condanna definitiva. La norma costituzionale posta a tutela della persona umana , presenta aspetti pratici di notevole rilievo per la custodia cautelare alla quale sono fissati limiti la cui durata stata commisurata alla natura del delitto. 5) Alla funzione della pena che non possono esistere trattamenti contrari al senso di umanit e devono tendere alla rieducazione. Lart. 111 cost. stato modificato dalla legge cost. 2/99 che ha introdotto il giusto processo, consistente nella garanzia del contraddittorio tra le parti in parit davanti ad un giudice terzo. 8. LA responsabilit dei giudici.

La responsabilit penale dei giudici prevista dagli artt. 238 e 357 codice pen. Il primo punisce il giudice o il funzionario p.m. per omissioni, rifiuto o ritardo di un atto del suo ufficio quando concorrono le condizioni richieste per esercitare contro di essi lazione civile; il secondo ricomprende i giudici pubblici ufficiali. La responsabilit civile prevista dalla legge 117/88. stabilisce che chi ha subito danno ingiusto per effetto di un provvedimento posto in essere dal magistrato pu agire contro lo stato per ottenere il risarcimento del danno. Lo stato entro 1 anno effettua rivalsa nei confronti del magistrato, con una somma pari ad 1/3 dello stipendio annuale. Lazione disciplinare pu essere proposta dal ministro di grazia o dal procuratore generale della cassazione ed fatta valere dalla sezione disciplinare del csm quando manchino ai loro doveri o tengano comportamento da renderli immeritevoli della fiducia della funzione. Problemi sorgono per la responsabilit politica essendo il magistrato non condannabile politicamente in quanto non vi un organo che possa far valere tale atto. 9. Il problema della politicit del giudice.

La funzione giudiziale non entra a comporre alcune delle frasi in cui si articola lindirizzo politico. La produzione delleffetto della legge dipende dallinterpretazione che il giudice d, essendo lo stesso immerso nel sociale in cui vive ed opera, allora diventa il giudice stesso operatore politico. Non esiste dunque un indirizzo politico dei giudici ma esistono i giudici quali operatori politici perch chiamati ad incidere sulla realt sociale. Il giudice deve esser libero da ogni influenza e suggestione che opossa pervenire da altri organi in particolare dal potere esecutivo (sent. 128/74 corte cost.). Il giudice deve essere soggetto alla sola legge. V IL PRESIDENTE DELLA REPUBBBLICA. 1. Lelezione e la durata del mandato.

A norma dellart. 83 cost. il presidente della repubblica eletto dal parlamento in seduta comune, integrato da 3 componenti delle regioni ed 1 dalla valle daosta per assicurare la rappresentativit delle minoranze . Lelezione ha luogo a scrutinio segreto ed a maggioranza dei 2/3 dellassemblea. Solo dopo la 3 elezione si passa alla maggioranza assoluta. La nostra cost. ha adottato per lelezione del presidente della repubblica una forma di 2 grado. Il corpo elettorale elegge i parlamentari e questi eleggono il presidente. In america avviene la stessa cosa. In Francia un p diverso si parla di semio presidenzialismo perch il presidente eletto dal popolo. In svizzera si eleggono due organi lassemblea ei i membri del consiglio nazionale. In germania il bundestag elegge il cancelliere. E cos via Il presidente della repubblica italiano espressione dellintera assemblea per questo si dovuto avere la maggioranza dei 2/3 dellassemblea. Per essere eletti presidente della repubblica si deve essere cittadini italiani, aver compiuto 50 anni, e godere dei diritti civili e politici. Sono esclusi da questa carica i membri di casa savoia che non possono essere eletti ne ricoprire cariche pubbliche disp XIII trans. e finale. Dura In carica 7 anni ed il suo mandato inizia dal giorno in cui presta giuramento di fedelt alla repubblica alle camere. Da quel momento entra nellesercizio delle sue funzioni. Il lungo mandato trova spiegazione perch non essendo organo politico ma moderatore non si rende necessario il suo rinnovo prima. Anzi con tale periodo essendo eletto dalle camere in un determinato periodo e restando in carica anche con nuove camere fa si che non sia vincolato ad alcun partito politico. Il presidente della repubblica pu essere rieletto ma ci non avviene per evitare che un lungo mandato irrigidisca il suo potere. La convocazione per lelezione del presidente della repubblica viene indetta dal presidente della camera 30 giorni prima della scadenza del mandato e se le camere sono sciolte entro 15 giorni dalle elezione delle nuove camere. I poteri del presidente sono prorogati (art. 85 cost.). 2. Le incompatibilit; la cessazione dallufficio; la supplenza.

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A norma dellart. 84 comma 2 cost. Lufficio di presidenza della repubblica incompatibile con qualsiasi altra carica. Ola cessazione dallufficio pu avvenire: per scadenza del settennio; per impedimento personale(nel caso sia impossibilitato ad esercitare la funzione) ; per morte o dimissioni;per decadenza dalla carica ( mancanza dello status di cittadino; mancanza dei godimenti politici). In caso di cessazione anticipata il presidente della camera indice nuove elezioni entro 15 giorni o nel tempo necessario se si sono sciolte le camere. Quando il presidente sia permanentemente o temporaneamente assente, il presidente del senato assume le funzioni di presidente della repubblica (supplenza), si pensi ad una malattia grave o alla visita allestero per lungo periodo. Quando il presidente della repubblica allestero, appositi corrieri con navi o aerei militari assicurano che gli atti siano firmati nelle ambasciate italiane allestero. La Dottrina ha elevato una serie di polemiche su tale caso in quanto il presidente deve essere a conoscenza dei fatti che producono gli atti restando in Roma. Il supplente del presidente acquista la carica senza dover fare alcun giuramento o di alcuna investitura I poteri del supplente sono quelli del capo dello stato. Correttezza costituzionale impone che il supplente si astenga da effettuare atti che turbino lequilibrio dei rapporti fra organi costituzionali es. sciogliere le camere. 3. Irresponsabilit del presidente della repubblica e suoi limiti. In particolare: la controfirma ministeriale.

Bisogna distinguere la responsabilit politica da quella giuridica (civile e penale). Il presidente della repubblica non responsabile politicamente. Gli atti prodotti non sono validi se non controfirmati dal ministro proponente e se sono atti legislativi anche dal presidente del consiglio (art. 89 cost. ). Ci fa si che la responsabilit politica decada sui ministri e sul presidente del consiglio. Diversamente per la responsabilit giuridica (civile e penale). Il presidente della repubblica per gli atti commessi dalla sua persona, come privato cittadino, responsabile per gli atti o i fatti commessi. Egli risponde come un qualunque cittadino, ed in materia penale solo dopo la scadenza del mandato. E affidata a lui la possibilit di dimettersi. Risponde invece ai sensi dellart. 90 cost. per alto tradimento ed attentato alla costituzione. Ora non essendoci nel codice penale alcun articolo su tali reati, non si applica lart. 25 cost. nel quale nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. E questa una rottura della costituzione. A norma dellart. 25 legge cost. 1/53, la corte cost. nel pronunciare sentenza di condanna determina la sanzione penale nei limiti del massimo della pena ancorch le sanzioni costituzionali civili ed amministrative. Spetta al parlamento in seduta comune mettere sotto accusa a maggioranza assoluta dei suoi membri il presidente della repubblica. 4. Lassegno e la dotazione.

La legge ha assegnato al presidente la rendita di 200 milioni annue da corrispondere in 12 mensilit, oltre che la dotazione patrimoniale dei beni indisponibili destinati alla residenze e agli uffici del presidente, palazzo quirinale, le tenute di castelporziano e capocotto ed altri immobili, oltre che 2.500 milioni per la lista civile di cui godeva il re, per le spese di rappresentanza. 5. Le attribuzioni

Il presidente della repubblica al di fuori dei 3 poteri fondamentali dello stato. La dottrina gli ha identificato un potere autonomo potere presidenziale. Molti dei poteri gli vengono dallart. 87 ma anche da altri articolo della cost. Egli , in relazione al: 1) potere legislativo ed alla relativa funzione, a) indice le elezioni delle camere e ne fissa la prima riunione (art.87) e pu convocare in via straordinaria ciascuna camera (art. 62); b) pu inviare messaggi alle camere (art. 87); c) autorizza con suo decreto la presentazione alle camere dei disegni di legge di iniziativa governativa (art. 87); d) pu, prima di promulgare una legge, chiedere con messaggio motivato alle camere una nuova deliberazione(art. 74); e) pu nominare 5 senatori a vita (art. 59); f) pu sciogliere le camere, sentiti i loro presidenti, o una sola di esse (art. 88); g) promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti (art. 87); h) indice referendum abrogativo ed il referendum costituzionale (art. 87); 2) in relazione al potere esecutivo ed alla funzione amministrativa: a) nomina il presidente del consiglio dei ministri e su proposta di questi i ministri (art.. 92), nomina altres i commissari straordinari del governo ed i sottosegretari ; b) nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello stato (di regola di grado pi elevato) (art. 87); c) accredita e riceve i rappresentanti diplomatici (art. 87); d) ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorre lautorizzazione delle camere (art. 87); e) ha il comando delle forze armate e preside il consiglio supremo di difesa (art. 87); f) dichiara lo stato di guerra deliberato dalla camere (art. 87); g) conferisce le onorificenze della repubblica (art. 87); h) ha una serie di competenze in ordine alle funzioni amministrative del potere esecutivo;: cos ad esempio decide (udito il parere del consiglio di stato) sui ricorsi straordinari a lui rivolti contro agli atti amministrativi illegittimi; rimuove i sindaci; scioglier i consigli regionali ecc. 3) In relazione al potere giudiziario ed alla relativa funzione: a) presiede il CSM,(art. 87) ed emana i decreti relativi allo stato giuridico dei magistrati; b) concede la grazia e commuta le pene (art. 87) Spetta al presidente della repubblica nominare 5 componenti della corte costituzionale (art. 139), e 5 senatori a vita (art. 59).

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6. I messaggi ed il potere di esternazione. I messaggi del presidente della repubblica sono normati dagli artt. 74 e 87, comma 2 cost. Il primo quando il presidente rinvia alle camere una legge e richiede una nuova deliberazione. Lart. 87 comma 2 cost. dispone che il presidente della repubblica pu inviare messaggi alle camere. E escluso che il capo dello stato porti il messaggio personalmente perch la presenza fisica come avveniva per la corona, potrebbe alterare gli equilibri istituzionali. (Rescigno). Con tale messaggio, controfirmato da un ministro o dal presidente del consiglio per la validit, il presidente della repubblica si fa portatore di interessi nazionali per ravvisare la grave necessit di taluni problemi. Essendo il messaggio di grande portata sarebbe auspicabile la mancata esternazione in altre forme che in quella del messaggio stesso. Per tale motivo sarebbe opportuno che incontrasse dei limiti allesternazioni. Si dovrebbe evitare che il presidente della repubblica esterni il proprio pensiero se non nel messaggio alle camere; secondo perch rappresenta lunit nazionale. Egli potrebbe intervenire con messaggi atipici con estrema prudenza al fine di evitare che tale messaggio abbia o possa avere riflessi politici. Non essendo il presidente uno spettatore muto, i suoi poteri gli attribuiscono ampie funzioni, mettendo al risalto la sua forza politica. Dunque il presidente pu e deve manifestare il suo pensiero nelle forme e nei limiti della costituzione. 6. Lo scioglimento delle camere. Lo scioglimento delle camere pu esser determinato dal contrasto fra parlamento e governo a seguito di mozione di sfiducia da parte delle camere (scioglimento successivo), per chiari ed inequivocabili segni che le camere non rispecchino la volont popolare (dopo una elezione a livello nazionale), dalla incapacit delle camere di esprimere una maggioranza di governo, da una crisi di governo che la maggiorparte dei partiti ritengano di risolvere con la consultazione elettorale (scioglimento anticipato o preventivo). Nel caso in cui il governo venga battuto da mozione di sfiducia delle camere, il presidente della repubblica pu o rinviare un nuovo governo alle camere; o lo stesso dimissionario, o scioglie le camere successivamente non avendo potuto trovare soluzione alla crisi (scioglimento successivo) ed affida al corpo elettorale la soluzione. Nel caso di scioglimento anticipato delle camere, il presidente deve motivare tale scioglimento, da ragioni obiettive e deve tendere a ristabilire il corretto funzionamento del meccanismo costituzionale inceppato dalla frattura che si determina tra le camere ed il corpo elettorale. Allinfuori di tale situazione lo scioglimento pu esserci solo dallopportunit di far risolvere problemi gravi a camere neo elette. Prima di sciogliere le camere il presidente della repubblica sente i presidenti delle camere(art. 88). Tale atto obbligatorio ma non vincolante in quanto per la posizione che occupano i presidenti delle camere, sanno quale la tendenza manifestata nelle camere. Il presidente della repubblica non pu sciogliere le camere nellultimo semestre a meno che sia anche lultimo semestre delle camere. (art. 88 comma 2 come modificato dalla legge cost. n. 1 /91). Si ritenuto che tale impedimento esista per il fatto che volendo essere rieletto il presidente adoperi il suo potere per sciogliere le camere e confidare nella possibilit di essere rieletto dalle nuove camere. Altri sostengono (Mortati, Reposo) che il presidente sia depotenziato di rappresentativit , nellultimo semestre, da apparire meno idoneo alle valutazioni di scioglimento. 7. Classificazione degli atti presidenziali.

Gli atti presidenziali si distinguono in 3 categorie: Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi; atti formalmente e sostanzialmente presidenziali; atti complessi (voluti dal presidente e dal governo). 1) Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi. Appartengono a questi atti le nomine di alti funzionari; i decreti legge, decreti legislativi; la nomina dei ministri; lautorizzazione a presentare un disegno di legge alle camere. In questi atti il presidente pu esercitare solo controllo di legittimit, ma se il governo insiste il presidente deve firmare. 2) atti formalmente e sostanzialmente presidenziali. Appartengono a questa categoria i 5 senatori a vita; i 5 componenti della corte cost.; la nomina di 8 esperti nel CNEL; il rinvio al parlamenti di una legge; la promulgazione di una legge; i messaggi. In tali atti la discrezionalit del presidente autonoma. Il governo esercita solo la funzione di controllo dio legittimit dellatto 3) atti complessi. Appartengono a tale categoria la nomina del presidente del consiglio<, lo scioglimento delle camere, la concessione di grazia che richiede laccordo tra presidente e ministro di giustizia. Per lo scioglimento delle camere anticipate il presidente non potrebbe di sua iniziativa rompere il rapporti di fiducia tra parlamento e governo,senza provocare gravi ripercussioni ad es. nella non controfirma del presidente del consiglio. 8. La posizione giuridica.

Il potere del presidente della repubblica potere neutro. Potere che non entra nel gioco politico, posto al di sopra. Egli nel ruolo che gli hanno dato i costituenti identifica lunit nazionale e en il simbolo. Tuttavia, egli non il maestro del cerimoniere (Riuni) ma esercita una concreta influenza sul corretto svolgimento delle attivit costituzionali. Il presidente della repubblica nellesercizio delle sue funzioni vigila sul funzionamento della costituzione ed interviene nel momento in cui le regole non vengono rispettate. Esposito dice che il capo dello stato un uomo che ha le sue idee, le sue passioni, le sue opinioni. Il potere del presidente della repubblica deve essere esercitato come uomo non di parte, ma garante della costituzione e dellunit nazionale. E bene dunque che al presidente della repubblica gli si diano poteri limitati che sono quelli della costituzione. I presidenti della repubblica ai sensi dellart. 59 diventano senatori a vita. Ed una convenzione costituzionale affida ad essi il ruolo di consigliertimper la scelta del presidente del consiglio.

VI LA CORTE COSTITUZIONALE. Le costituzioni rigide prevedono alcuni strumenti per controllare la legittimit costituzionali delle leggi al fine di togliere efficacia a quelle leggi in contrasto con essa. La nostra costituzione ha creato un organo che la corte costituzionale (art. 137). Essa giudica la

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legittimit delle leggi; i conflitti tra i poteri dello stato; sulla ammissibilit di referendum abrogativi, sulle accuse promosse al capo dello stato (integrata da 16 membri aggregati ). 1. la composizione ed il funzionamento. La corte cost. composta a seconda che si decida sulla incostituzionalit di leggi o atti avente forza di legge, sui conflitti di attribuzione dei poteri e sullammissibilit dei referendum abrogativi o sul giudizio di accusa mosso nei confronti del capo dello stato. Nei primi 3 casi, la corte costituita da 15 membri nominati per 1/3 dal parlamento in seduta comune; per 1/3 dal presidente della repubblica; per 1/3 dalle supreme corti ordinarie ed amministrative. La legge 87/53 e la legge cost. 2/67 hanno disposto: 1) che i giudici nominati dalle supreme corti siano cos suddivisi: 3 da magistrati della corte di cassazione; 1 dal consiglio di stato 1 dalla corte dei conti; 2) i giudici nominati dal parlamento devono essere votati a scrutinio segreto ed avere la maggioranza dei 2/3 del parlamento per il 1 e 2 scrutinio. Dal 3 basta la maggioranza 3/5. 3) I giudici nominati dal presidente della repubblica sono scelti da questi con decreto controfirmato dal presidente del consiglio. Tale decreto ha la forma e la sostanza dellatto del presidente della repubblica. I giudici sono scelti tra: a) i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinarie o amministrative; b)i professori ordinari universitari in materie giuridiche; c) gli avvocati con 20 anni di esercizio professionale. Nei giudizi di accusa del presidente della repubblica, al numero dei componenti la corte si aggiungono 16 membri sorteggiati dallelenco compilato mediante elezione, con le stesse procedure dei componenti la corte ed aggiornato ogni 9 anni (art. 135, comma 7 ). I giudici ordinari della corte sono nominati per 9 anni decorrenti dal giorno del giuramento (art. 135) nelle mani del presidente della repubblica dinanzi alla presenza dei presidenti delle camere , e non sono immediatamente rieleggibili. A norma della legge 20/62 i giudici ordinari ed aggregati che costituiscono il collegio giudicante continuano a farne parte sino allesaurimento del giudizio, anche se sia sopravvenuta la scadenza del nuovo incarico. Vi una sorta di proroga nei giudizi penali. Le udienze delle corti sono pubbliche a meno che il presidente per ragioni di stato o di moralit ecc. pu disporne la segretezza (art. 15 legge 87/53). La corte funziona con lintervento di 11 giudici. Le deliberazioni in camera di consiglio avviene dai giudici presenti a tutte le udienze, e vengono prese a maggioranza assoluta dei votanti. Nel caso di parit di voto prevale quello del presidente. Nei giudizi sulle accuse il collegio deve essere composto da 21 membri con la maggioranza dei membri aggregati. In caso di parit di voto prevale lopinione pi favorevole allaccusato. La corte pu chiedere, in deroga a leggi , laudizione di testimoni o il richiamo di atti e documenti. 2. Lo status di giudice costituzionale.

Lufficio di giudice costituzionale incompatibile con la carica di parlamentare, di consigliere regionale; con lesercizio della professione di avvocato, o con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge (art. 135 comma 5). Non possono assumere o conservare altri ufficio impieghi, non possono avere funzioni di amministratori in societ che abbiano fine di lucro; se sono magistrati in servizio o professori non possono continuare lesercizio delle loro funzioni; non possono fare attivit politica da quando assumono la carica di giudice cost., se iscritti mantengono liscrizione ma non possono partecipare attivamente. I giudici cost. hanno una serie di garanzie di indipendenza: 1) non possono essere rimossi dal loro ufficio se non per decisione della corte stessa per malattia o incapacit fisica, a maggioranza dei 2/3 dei componenti; 2) finch durano in carica godono delle guarentigie dellart. 68 comma 2 cost. per i membri delle camere ivi anche a giudizio penale, se non dopo autorizzazione della corte stessa; 3) non sono sindacabili per i giudizi ed i voti espressi nellesercizio delle funzioni; 4)spetta alla corte accertare la sussistenza dei requisiti dei propri componenti e dei giudici aggregati eletti dal parlamento (art 135 ult. Comma); 5) i giudici ordinari hanno una retribuzione mensile non inferiore a quello del pi alto magistrato della giurisdizione ordinaria ed determinata dalla legge. 3. Il presidente della corte costituzionale.

Una particolare posizione assume quella di presidente della corte. Egli eletto dalla corte a maggioranza assoluta. Se nessuno riporti maggioranza, si procede ad una nuova votazione e dopo questa si va al ballottaggio tra i due pi votati. Viene eletto chi ha riportato pi voti. In caso di parit eletto il pi anziano in carica ed in mancanza il pi anziano in et. A norma dellart. 135 comma 4 cost. il presidente eletto rimane in carica per 3 anni ed rieleggibile fermo restando la validit del mandato. Il presidente rappresenta la corte , la convoca , preside le sedute, sovrintende alle attivit delle commissioni ed esercita gli altri poteri che gli vengono dalla legge e dai regolamenti. Egli: Nomina nei giudizi di legittimit un giudice per listruzione e la relazione e convoca la corte entro 20 giorni per la discussione;pu con provvedimento motivato dimezzare i termini dei provvedimenti; fissa con decreto il giorno delle udienze pubbliche e convoca la corte se nessuno si costituisce, pu convocare la corte in consiglio; regola la discussione e pu determinare i punti sulla quale si deve svolgere; nelle deliberazioni vota per ultimo perch il suo voto prevalente. Nei giudizi di accusa in caso di voto in parit prevale quello pi favorevole allimputato. Il presidente si configura come una preminenza sulla corte stessa pur nella piena applicazione del principio di collegialit. Sezione I I GIUDIZI SULLA LEGITTIMITA COSTITUZIONALI DELLE LEGGI E DEGLI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE. 4. I vizi di legittimit costituzionale delle leggi. Si distinguono in vizi formali e vizi materiali.

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Sono vizi formali quelli inerente la procedura della legge. Ad es. lart. 72 comma 1 dispone che ogni disegno di legge, presentato ad una camera , secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla camera stessa, che lapprova articolo per articolo e con votazione finale. Qualora la camera approvasse la legge senza farla passare in commissione vi sarebbe un vizio formale. La corte con proprie sentenze ha stabilito che competente a giudicare sulla legittimit formale della legge che risulti viziata per violazione di norme costituzionali sul procedimento. Sono vizi materiali quando la legge ordinaria od un atto avente forza di legge sia in contrasto con la costituzione, o quando lorgano che ha emanato la legge non sia competente. Es. del 1 caso quando con legge ordinaria si autorizzi la limitazione della libert di corrispondenza senza richiedere lautorizzazione preventiva dellautorit giudiziaria , in contrasto con lart. 15 cost. es. del 2 caso si ha quando la regione emana leggi di competenza dello stato, con incompetenza a legiferare. Lo stato pu impugnare le leggi emanate dai consigli della provincia di trento e bolzano per violazione della costituzione, dello statuto regionale o del principio di parit fra gruppi linguistici. La giurisprudenza della corte ha individuato alcuni criteri che individuano leccesso di potere legislativo. Essi sono: 1) lassoluta illogicit incoerenza od arbitrariet della motivazione della legge o della palese contraddittoriet rispetto ai presupposti; 2) lirragionevolezza delle statuizioni legislative rispetto alla realizzazione concrete del fine; 3) lincongruenza fra mezzi e fini che la legge intende conseguire. I suddetti criteri possono ricondursi nei vizi di eccesso di potere quale vizio attinente alla legittimit dellatto. Si pu pertanto dire che i vizi formali sono riconducibili al procedimento della formazione della legge; i vizi materiali si riconducono: o al contenuto dellatto cio alle norme in quanto contrastanti con le norme costituzionali; o al soggetto che ha emanato latto legislativo al di fuori della sfera di competenza ad esso riservata dalla costituzione; o allesercizio del potere legislativo per un fine diverso da quello assegnatogli dalla costituzione o in modo non conducente al conseguimento del fine o non rispondente al criterio della ragionevolezza (eccesso di potere). Anche le leggi cost. possono essere sottoposte al controllo della corte per vizi formali o materiali. Lillegittimit della legge pu avvenire con 2 procedimenti: o per via deccezione ( o incidentale) o per via dazione (per impugnativa diretta) questo prerogativa dello stato per impugnare leggi delle regioni o provinciali. 5. gli atti soggetti al sindacato di legittimit costituzionale. Lart. 134 dispone che la corte giudica sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello stato e delle regioni. Secondo una interpretazione restrittiva la corte giudica sulle leggi; sugli atti avente forza di legge. Sono esclusi gli atti amministrativi, i regolamenti anche se riconducibili a fonte primaria. Questa scelta del costituente ha escluso il giudizio su altri atti. In altre democrazie ad es. in francia esiste il controllo preventivo dei regolamenti, in austria vi il sindacato di costituzionalit sui regolamenti regionali o federali, in germania per ogni atto dimperio anche le sentenze lesivo di un diritto del cittadino; ecc. Linterpretazione restrittiva prevalsa a quella estensiva (Mortati) che vedeva anche i regolamenti se derogando alla legge ne acquisissero la stessa efficacia. Lillegittimit di un regolamento pu essere fatta valere anche in via incidentale per violazione di costituzione o in via amministrativa dinanzi ai TAR. Sono esclusi dal giudizio della corte le leggi europee, ch sebbene siano atti aventi forza di legge essi non sono atti aventi forza di legge dello stato. La corte dunque giudica: sulle leggi ordinarie dello stato e delle regioni (art. 134 comm 1 cost.) e delle province autonome di trento e bolzano (art. 97 st. trentino alto adige); leggi costituzionale sotto il profilo formale e materiale se si accoglie la tesi dei limiti assoluti della revisione costituzionale (sent. 1146/88); atti aventi forza di legge dello stato decreti legge , decreti legislativi; dubbio sorgono sulla impugnabilit del decreto legge per la sua temporaneit (60 giorni per la conversione o la inefficacia ex tunc). Al riguardo vi al manifesta inammissibilit del decreto legge che pu essere fatto valere dalle regioni solo in via dazioni motivando il danno che si viene ad avere nella regione. Lillegittimit della reiterazione dei decreti legge appare a parere della corte come in contrasto con lart. 77 cost. (sent. 360/96). La sindacabilit dei decreti di attuazione degli statuti speciali, dei bandi militari quando le camere conferiscono i poteri necessari al governo in caso di guerra; E da escludere il sindacato della corte sui referendum abrogativi, la competenza dellufficio centrale per il referendum presso la corte di cassazione. 6. IL procedimento in via incidentale: a) la posizione della questione.

La cost. art. 137 ha rinviato ad una legge costituzionale per le modalit del giudizio di legittimit. Essa stessa per ha previsto art. 127 condizioni forme e termini di proponibilit di tali giudizi quando si tratti di leggi regionali. La legge cost. 1/48 ha escluso il ricorso diretto dei soggetti che lamentano violazioni di diritti. Lo ha ammesso soltanto tra controversie di legittimit costituzionale fra stato e regioni. La legge 87/53 e le norme integrative attuate dalla corte nella seduta del 15-16/3/56, disciplinano tali giudizi. La legge cost. 1/48 dispone che i giudizi di legittimit costituzionale di una legge dello stato siano rilevate dufficio o di parte e non siano manifestamente infondate rimessa alla corte. La legge 87/53 ha stabilito che nel corso del giudizio innanzi ad una autorit giurisdizionale : a) la parte con istanza, (ivi il P.M.) b) dufficio dallautorit giurisdizionale innanzi alla quale verte il giudizio. Alla corte si pu accedere tramite una autorit giurisdizionale e in occasione o nel corso di un giudizio. In altri paesi, come la spagna in austria ecc. il ricorso e diretto. La corte ha adottato una interpretazione estensiva sul significato di autorit giurisdizionale e giudizio. In esso si inserisce ogni autorit che eserciti una funzione qualificata come giurisdizionale, ammettendo la proponibilit della questione dinanzi alla Corte dei conti; al CSM; alla commissione di ricorsi in materia di brevetti; alle commissioni tributarie; alle sezioni di controllo della corte dei conti (che opera un controllo esterno rigorosamente neutrale e disinteressato); nel senso lato del termine giudizio: innanzi al giudice di sorveglianza per lesecuzione della pena; giudice istruttore in sede civile; al giudice per lesecuzione immobiliare; Anche innanzi a se stessa pu essere

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sollevata questione. Anche gli arbitri rituali, pur essendo estranei alla giurisdizione statale,possono sollevare questione. La questione di illegittimit costituzionale sollevata con istanza indicando: 1) le disposizioni della legge o dellatto avente forza di legge viziate da illegittimit costituzionale; 2) le disposizioni della costituzione o delle leggi costituzionali che si assumono violate (art. 23 commi 2 e 3 legge 87/53). Il vizio di legittimit si pu rinvenire non in una legge ma in una norma interposta per violazione della legge delega o in una legge emanata dalla regione in violazione dellart. 117 cost. ( la legge statale delinea i principi fondamentali). Listanza respinta pu essere riproposta in altri gradi di giudizio.

7.

Segue: b) i poteri del giudice a quo.

Stabilisce la legge cost. 1/48 che il giudice deve accertare che la questione non sia manifestamente infondata, e la legge 87/53 dispone che il giudizio non possa essere definito indipendentemente dalla risoluzione dalla risoluzione della questione. Listanza di questione di legittimit una eccezione pregiudiziale che si ha quando chi si oppone alla pretesa oggetto del giudizio fa valere un fatto diverso da quello che ne sta a fondamento giuridico e sulla quale il giudice tenuto a pronunciarsi. Il giudice innanzi alla quale sollevata la questione nel pronunciarsi deve accertare : 1) che il giudizio non possa essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione (rilevanza della questione). In altri termini il giudice dovr esaminare se la questione sia sollevata per una legge o atto avente forza di legge che incide sul procedimento o se sia una questione secondaria e non rilevante per il giudizio; 2) Ritenuta la rilevanza della questione il giudice dovr accertare che essa sia manifestamente infondata. Al giudice non spetta accertare se vi sia o no illegittimit costituzionale,(perch si sostituirebbe al giudice costituzionale), deve accertare che la questione non sia manifestamente infondata. Se al giudice appare un dubbio o se linfondatezza non appare manifesta, egli dovr con atto motivato sospendere il giudizio (art. 23 comma 4, legge 87/53 ) e trasmettere gli atti alla corte costituzionale. Il giudice dovr aver cura di notificare lordinanza con lindicazioni delle norme ritenute incostituzionali e delle norme costituzionali violate, alla corte cost. alle camere , al presidente del consiglio dei ministri al presidente della giunta regionale (se legge regionale) al presidente del consiglio regionale interessato. Tale notifica viene fatta per portare a conoscenza delle parti la violazione delle norme cost. e prima che intervenga la corte se volessero modificare o abrogare la legge stessa. Il presidente della corte pubblicher lordinanza nella gazzetta ufficiale o nel bollettino ufficiale della regione. Se il giudice a quo (introduttore del giudizio) respinge leccezione di illegittimit cost. deve motivare con ordinanza dar conto adeguatamente dei motivi che lo hanno portato a respingere listanza. 8. Segue: il giudizio innanzi alla corte costituzionale Entro 20 giorni dallavvenuta notifica dellordinanza emessa dal giudice a quo, le parti possono esaminare gli atti e depositare deduzioni. I termini che vanno dallultima notifica e la pubblicazione nella gazzetta ufficiale non sono computati nel conteggio. Entro lo stesso termine pu depositare deduzioni attraverso lavvocatura dello stato il presidente del consiglio. Lo stesso pu fare nel caso di legge regionale il presidente della giunta regionale con un avvocato libero professionista. Il presidente del consiglio e quello della giunta regionale non hanno interesse specifico, ma quello generale di mantenere lordinamento vigente. Essi possono presentare deduzioni , non sono obbligati ad intervenire. Anche le parti del giudizio a quo possono non presentarsi. In tal modo viene ad evidenziarsi il carattere della giurisdizione obiettiva del processo costituzionale e la funzione di garanzia costituzionale del processo stesso. E da notare che il processo va avanti anche se le parti hanno raggiunto transazione, o sia prescritto ecc. Trascorsi i 20 giorni il presidente della corte nomina un giudice istruttore per listruzione e la relazione e convoca entro 20 giorni la corte. Se non si costituito alcuno la corte decide in camera di consiglio. La corte funziona con 11 giudici e deliberano in camera tutti i giudici che sono stati presenti alle udienze con la maggioranza assoluta dei votanti. Lopinione dissenziente non pu essere resa pubblica. Nel caso di parit di voti il voto del presidente prevale. La corte giudica in via definitiva con sentenza. Tutti gli altri provvedimenti sono adottati con ordinanza. 9. Il procedimento in via dazione (o principale).

A norma dellart. 127 comma 1 cost. come modificato dalla legge cost. 3/2001 il governo della repubblica quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della regione pu promuovere la questione di legittimit cost. dinanzi alla corte entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge medesima. Secondo il vecchio testo cost., le leggi approvate dal consiglio regione dovevano essere trasmesse al commissario del governo le quali le inviava al governo per il visto. Il governo poteva rimandare la legge alle regioni se vi riscontrava vizi e qualora avesse la regione approvato nuovamente la legge il governo la impugnava dinanzi alla corte per invasione di competenza e per i vizi costituzionali. A norma dellart. 127 comma 2, cost. come modificato dalla legge cost. 3/2001, la regione quando ritenga che una legge o atto avente forza di legge dello stato o di altra regione leda i suoi interessi pu adire alla corte entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge. Prima della nuova legge cost. la regione poteva ricorrere in via principale, alla corte cost. entro 30 giorni per atti o leggi emanate dallo stato ed entro 60 giorni per quelle regionali, solo per invasione della sfera di competenza. Con la nuova norma cost. sia lo stato che la regione possono adire la corte in via dazione successivamente alla pubblicazione. Per quanto riguarda la disparit di trattamento tra stato e regione si pu pensare che in via dazione possano ricorrere simmetricamente solo per linvasione della sfera di competenza, mentre lambiguit del linguaggio (ecceda , leda, - art. 127) fa pensare che vi sia disparit tra stato e regione con la posizione di guardiano dello stato. Il nuovo sistema di via dazione dovrebbe applicarsi alle regioni a statuto speciali e alle province autonome di trento e bolzano, in forza dellart. 10 legge cost. 3/2001 sino alladeguamento degli statuti, si applicano le norme della legge cost. 10. Le decisioni della corte costituzionale.

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A norma dellart. 18 della legge 87/53, la corte giudica in via definitiva con sentenza. Le sentenze sono pronunciate in nome del popolo italiano e devono contenere oltre le indicazioni dei motivi di fatto e di diritto, anche il dispositivo, la data della decisione e la sottoscrizione del presidente e del giudice che le ha redatte. Essendo la corte chiamata a decidere sulla incostituzionalit della legge, essa la accerta con sentenza. La corte non pu decidere che su ci che viene chiesto. Nel caso in cui la corte accerti la incostituzionalit della legge, la dichiara illegittima. Nel caso in cui la corte non vede ragioni di illegittimit non pu dichiarare la legittimit della norma, precludendo per il futuro che altre ragioni possano spingere alla richiesta di incostituzionalit. Essa dunque pu decidere sulla infondata questione,o con la manifesta infondatezza. Vanno tenute nel debito conto le decisioni processuali, con le quali la corte non definisce la questione di legittimit costituzionale, bens il giudizio costituzionale cui la questione ha dato luogo. Fra le tante la improponibilit, la cessazione della materia del contendere; la manifesta inammissibilit; la restituzione degli atti al giudice a quo e le decisioni su questioni irritualmente poste e quelle su questioni di per se non scrutinabili nel merito. Nel giudizio in via incidentale la corte pu pronunciare ordinanze interlocutorie per disciplinare lo svolgimento del processo, o ordinanze istruttorie con la quale si richiamano atti in divieto di leggi. Lart. 137 comma 3 dice che contro le decisioni della corte cost. non ammessa alcuna impugnazione. In caso di omissioni od errori materiali la corte in camera di consiglio corregge tali errori. 11. I tipi di sentenze: a) le sentenze di accoglimento. La corte giudica con sentenza in via definitiva dichiarando: ) lillegittimit costituzionale; 2) linfondatezza della questione. Nel 1 caso avremo sentenza di accoglimento; nel 2 caso sentenza di rigetto. Dispone lart. 136 cost. quando la corte dichiara la illegittimit costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. Lefficacia di tale sentenza ha efficacia ex nunc e non riguarda i casi pregressi. La legge cost. 1/48 regolando i modi di accesso al giudizio della corte, ha dichiarato che lillegittimit costituzionale debba essere posta in un giudizio; la perdita dellefficacia si intende dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza non pu pi trovare applicazione. La disapplicazione della norma incostituzionale non deve essere recepita solo dal giudice a quo ma da tutti i giudici essa ha efficacia erga omnes, acquista sentenza di accertamento costitutivo con leffetto di dichiarare le norme illegittime. Le sentenze hanno un destinatario che il legislatore, al quale art. 136 comma 1 cost. impone di accettare limmediata cessazione dellefficacia giuridica della norma illegittima. La sentenza di illegittimit costituzionale si attua in tutte quelle controversie che vedono pendenti i giudizi, con esclusione delle sentenze passate in giudicato. Una eccezione si ha per le sentenze penali passate in giudicato per le quali lillegittimit costituzionale, ne cessa lesecuzione e tutti gli effetti penali. Limite agli effetti temporali sono stati poste dalla corte stessa al fine di determinare gravi inconvenienti. Nella stessa sentenza di accoglimento la corte pu dichiarare quali sono le altre norme la cui illegittimit deriva come conseguenza della decisione adottata (illegittimit costituzionale consequenziale). Tale dichiarazione costituisce una deroga al principio tra chiesto e pronunciato. Una ulteriore efficacia delle sentenze quella di far rivivere le norme abrogate dalla norma dichiarata illegittima. Spetta al controllo della corte controllare la loro efficacia. Il dispositivo viene inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblica in quando la sentenza incide sullordinamento. La sentenza viene notificata alle camere e ai consigli regionali per regolare il vuoto normativo creato. Sia alla camera che al senato apposite commissioni esprimono pareri sulla opportunit di interventi legislativi per il vuoto normativo creato dalla sentenza della corte. 12. Segue: b) le sentenze di rigetto. Sono le sentenze con la quale la corte dichiara infondata la questione. La sentenza di rigetto vale ad escludere la sussistenza di vizi di legittimit come denunciati nellordinanza di remissione o nel ricorso, non da escludere che gli stessi vizi od altri possano essere riproposti con altre motivazioni, in quanto la sentenza non ha lefficacia del giudicato. La corte pu giudicare la stessa norma con altri vizi, e se viene riproposta con le stesse motivazioni dichiara la manifesta infondatezza. La sentenza di rigetto ha efficacia solo per il giudice a quo che deve attuare la legge la quale aveva chiesto lillegittimit costituzionale. Se la richiesta era in via dazione allora la legge regionale sar promulgata ed avr i suoi effetti. 13. Segue: Le sentenze interpretative. La corte deve decidere se una norma sia incostituzionale o no . La corte ha ritenuto di dover reinterpretare il testo legislativo. E accaduto che la corte ha tratto dal testo legislativo un nuovo indirizzo per il giudice a quo. A conclusione del giudizio la corte ha dato una sentenza di interpretazione che a sua volta poteva essere accoglitiva o di rigetto. Il potere reinterpretare il testo si arresta per riconoscimento della stessa corte innanzi alla costante interpretazione giurisprudenziale che attribuisce al precetto legislativo un determinato significato (diritto vivente). Delle sentenze interpretative di rigetto sono state date diverse giustificazioni Una delle pi importante quella di Branca, che parla di opportunit, convenienza riflessi politici come motivo contingenti di tali decisioni al fine di evitare un buco nellordinamento, un buco che di per se stesso un male (lHorror vacui).La corte conserva la legge non la caduca, o se la caduca cerca di farlo in parte. Al fine di evitare vuoti normativi tali da pregiudicare i primari interessi protetti anchessi nella carta costituzionale (Conso). Tale sentenze interpretative non valgono a privare defficacia la norma, e non hanno efficacia erga omnes.Essa vincola il giudice a quo. LA dottrina in merito divisa Crisafulli dice che il giudice tenuto ad applicare la norma quale la corte lha individuata, nel suo proprio significato con vincolo positivo, Sandulli invece dice che il vincolo negativo giacch la sentenza vieterebbe al giudice di interpretare il testo nel senso disatteso dalla corte ma lo lascerebbe libero di dargli qualsiasi altra interpretazione. Le sentenze interpretative di accoglimento si hanno quando la corte dichiara lillegittimit costituzionale se e quando si ricavi da esso una determinata norma. In altre parole dichiarato illegittimo un certo significato del testo che viene espunto. Vi sono sentenze di accoglimento parziali quando si ha illegittimit di un frammento del testo legislativo, e quindi di una sentenza manipolativa che implicano la nascita di una norma pi ampia, pi ristretta, e in ogni caso diversa da quella che era prospettata come illegittima dal giudice a quo. La sentenza manipolativa comprende : 1) la sentenza additiva, con la quale la corte dichiara la illegittimit di un testo nella parte in cui non contiene una previsione normativa, che deve necessariamente esserci; Le sentenze additive sono di garanzia quando riconosce un diritto fondamentale negato dalla norma illegittima o di prestazione quando riconoscono una pretesa patrimoniale tutelata dalla costituzione e negata dalla norma illegittima. La corte pu immettere un principio alla quale il legislatore debba attenersi e si parla di sentenze additive di principio (Anzon). 2)Le sentenze riduttive con la quale la corte dichiara lillegittima costituzionale di un testo nella parte in cui contiene una previsione normativa che non deve esserci.

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14. Segue: d) altri tipi di sentenze. Altri tipi di sentenze sono: 1) sentenze sostitutive quando la corte sostituisce ad una parte del testo unaltra parte, che essa stessa trae in via di interpretazione. Vedi esempio nel libro p. 336 2) Sentenze indirizzo o sentenze monito con la quale la corte si accorge che nella legislazione manca una determinata disposizione ritenuta essenziale al fine di assicurare il rispetto della costituzione ed indirizza al legislatore i criteri da seguire per il futuro. 3) Altre volte la corte suggerisce al legislatore il modo di disciplinare la materia. Ma tante volte il legislatore non raccoglie i suggerimenti e la corte costretta a far ricorso a sentenze monitorie. Sezione II I CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE 15. I conflitti di attribuzione :a) fra i poteri dello stato A norma dellart. 134 comma 3 la corte giudica sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato, e su quello tra lo stato e le regioni. Lart. 37 legge 87/53 dice che il conflitto tra i poteri dello stato risolto dalla corte se insorge tra organi competenti a dichiarare definitamene la volont del potere cui appartengono e per la delimitazione delle sfere di attribuzioni determinata per i vari poteri da norme costituzionali. Perch sorga conflitto deve esserci: 1) che sorga tra organi appartenenti a potere diverso; 2) sorga fra organi competenti a dichiarare definitivamente la volont del potere cui appartengono; 3) sorga per la delimitazione della sfera di competenza di attribuzione determinata per i vari poteri da norme costituzionali. Restano esclusi i conflitti giurisdizionali (TAR e tribunali ordinari) e tra organi di uno stesso potere conflitti di competenza (tra 2 ministeri). Per poteri dello stato va inteso la figura organizzatoria composta da pi organi fra loro funzionalmente collegati che va riferita una sfera di attribuzione costituzionalmente garantita. Oltre ai 3 poteri vi si aggiunge anche il presidente della repubblica e la corte cost. La corte ha riconosciuto con proprie sentenze che accanto ai poteri dello stato soggetto vi sono anche altre figure esterne rispetto allo stato apparato, lordinamento conferisce la titolarit e lesercizio di funzioni pubbliche costituzionalmente rilevanti e garantite, concorrenti con quelle attribuite a poteri ed organi statuali in senso proprio . La corte dei conti ad es. o i firmatari della richiesta di referendum. Lart. 37 legge 87/53 parla di organi competenti a dichiarare definitivamente la volont del potere. Essi sono certamente gli organi costituzionali, quelli posti al vertice di ciascun potere. Il problema sorge nella funzione giudiziaria. Essendo il CSM a vertice di struttura e organo previsto nella costituzione ed essendo anche la corte di cassazione a vertice di struttura quale ultimo grado di giudizio, ma non previsto nella costituzione, ma autonomi ed indipendenti. La corte cost. ha inteso con propria sentenza indicare alcuni principi: 1) lart. 37 legge 87/53 designa organi legittimati ad essere parti in conflitto ci che viene implicitamente dettato dallart. 134 cost. alludendo ad organi che configurano atti di ultima ed immodificabile espressione, cio allinterno di questi organi nessuno pu modificarli; 2) che la cerchia di chi competente a dichiarare definitivamente la volont del potere, sia pi larga del previsto. Nel conflitto di cui si discute possono anche essere parti sia poteri strutturati in un solo organo, (presidente della repubblica corte cost.) sia organi minori di un singolo potere in quanto competenti a dichiarare la volont del potere al quale appartengono. Perch sorga conflitto di attribuzioni la sfera di attribuzione degli organi deve essere delimitata dalle norme costituzionali. La corte giudica dichiarando il potere al quale spetta tale attribuzione, ed annulla gli atti posti in essere da altri dichiarando la non competenza. Vi possono essere ipotesi in cui un organo non richiede la competenza ma denuncia lomissione di altro organo (es. quando il presidente della repubblica ritarda la pubblicazione oltre il 30 giorno di una legge), conflitto di menomazione. Un conflitto fra poteri pu sorgere quando un atto o un comportamento, che si assume illegittimo, provochi un pregiudizio al ricorrente vuoi perch invade la sfera di competenza; vuoi perch gli impedisce di esercitare proprie attribuzioni od ostacola lefficacia dei suoi atti, vuoi perch ne turba in qualche modo l indipendenza sul piano strutturale come potere dello stato. La corte decide in camera di consiglio sullammissibilit con ordinanza. La corte con ordinanza in camera di consiglio sentito il giudice istruttore, pu dichiarare la manifesta infondatezza della questione. La corte risolve il conflitto dichiarando il potere al quale spetti lattribuzione in contestazione e ne annulla latto se emanato. 16. Segue: b) fra stato e regione e fra regioni. Lart. 39 della legge 87/53 dice che tale conflitto pu sorgere quando una regione invada con suo atto la sfera di competenza assegnata dalla costituzione allo stato o viceversa. Si tratta di una competenza delimitata dalla costituzione. Perch sorga conflitto si deve avere una invasione della sfera di competenza, in seguito allemanazione di un atto, che deve essere specificato nel ricorso. La corte ha allargato tale ipotesi riconoscendo che anche una circolare (atto ad efficacia interna) purch consista in una chiara manifestazione di volont in ordine allaffermazione di una competenza. Perch possa sorgere conflitto di attribuzione fra stato e regione la lesione non deve essere operata da una legge o da un atto avente forza di legge, perch rientrerebbe il conflitto di legittimit, ma da un atto che pu essere un qualunque atto formalmente e materialmente amministrativo (un regolamento). Il ricorso proposto per lo stato dal presidente del consiglio o da un ministro da lui delegato e per la regione dal presidente della giunta in seguito di deliberazione della giunta stessa. La sentenza dichiarer a quale dei due enti spetti la competenza e dichiara nulli gli atti creati dallorgano non competente. Le stesse osservazioni valgono per i conflitti tra regioni, e le province autonome. SEZIONE III I GIUDIZI SULLE ACCUSE 17.I reati presidenziali (rinvio).

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A norma dellart. 27 legge 20/62 la corte pu conoscere solo i reati compresi nellatto di accusa. La corte pu conoscere per connessione i reati di cui allart. 61 n. 21 cod. pen. Con riferimento ad un dei reati previsti nellart. 90 cost. Se per i suddetti reati vi sia procedimento da parte lautorit giudiziaria la corte richiede la trasmissione. La corte pu dichiarare un reato non nellatto di accusa e allora da comunicazione al presidente della camera per la definizione da parte del parlamento in seduta comune. La corte sospende il giudizio in attesa del nuovo atto da parte del parlamento. 17. Il procedimento. Lart. 3 legge cost. 1/89 dispone che la messa in stato daccusa del presidente della repubblica adottata dal parlamento in seduta comune su relazione di un comitato formato dai componenti della giunta del senato e da quelli della giunta della camera per le autorizzazioni a procedere. La deliberazione adottata a scrutinio segreto. Il parlamento in seduta comune elegge anche fra i suoi componenti 1 o pi commissari con il compito di P.M. dinanzi alla corte. Oltre i giudici ordinari della corte intervengono anche 16 giudici aggregati scelti a sorteggio dallelenco dei cittadini con requisiti per leleggibilit a senatore, che il parlamento ogni 9 anni compila mediante elezione con stesse caratteristiche dei giudici ordinari. Il collegio giudicante funzionante se vi siano 21 giudici dei quali i giudici aggregati devono essere la maggioranza. Il presidente della corte provvede direttamente o delega per il compimento degli atti di indagine ivi linterrogatorio dellimputato. Nella votazione della sentenza il presidente raccoglie le i voti cominciando dal giudice pi giovane e vota per ultimo. In caso di parit di voti vale lopinione pi favorevole allaccusato. Non ammessa astenzione dal voto. La corte decide in camera di consiglio senza interruzioni con la presenza dei giudici che hanno partecipato a tutte le udienze. I giudici del collegio continuano a farne parte anche se sono scaduti dalla nomina. La corte determina nella sentenza di condanna le sanzioni penali nei limiti del massimo di pena previsto dalla legge vigente al momento del fatto, nonch sanzioni costituzionali, amministrative e civili adeguate al fatto. La sentenza irrevocabile ma pu essere sottoposta a revisione se dopo la condanna sopravvengono o si scoprono fatti nuovi che rendano evidente che il fato non sussista o che il condannato non lo aveva fatto.

Sezione IV Considerazioni conclusive. 18. La forza politica della corte costituzionale. Spetta alla corte la decisione ultima dellinterpretazione della norma costituzionale. Ad essa sono stati conferiti una somma di funzioni notevolissima che attribuisce alla corte , organo tecnico non rappresentativo, non responsabile una forza politica derivante dal ruolo che essa svolge di organo posto a tutela della costituzione sia nel senso attivo (corretta attuazione) che passivo ( mancata attuazione). Essa garantisce e rende operante il principio di legalit che il nuovo ordinamento dello stato ha esteso a livello costituzionale, anche agli atti dei supremi poteri o tra lo stato e le regioni. Tale ruolo stato accentuato in seguito allinerzia del legislatore di rinnovare organi che erano incostituzionali, smantellandoli con proprie sentenze, o in altri casi sostituendosi al legislatore con sentenze di monito o additive. Tutto ci ha fatto si che la corte si assumesse un ruolo diverso da quello che il costituente aveva pensato. Alla corte oggi sono assegnati poteri sostanziali di indirizzo politico, pur nel quadro delle sue funzioni dirette ad assicurare il pieno rispetto della costituzione. I. LIBERTA

Il concetto di libert appare uno dei pi controversi e condizionati. Nella storia si passati al concetto di libert della polis greca intesa o nellet romana preclassica che consisteva nellesercitare collettivamente ma direttamente la sovranit, e lindividuo soggiaceva alla comunit che controllava e guidava le attivit private. Le libert dei moderni vedono riconosciute e garantite la sfera dellautonomia dei cittadini nei confronti dei pubblici poteri. Alle liberta negative (dallo stato) si aggiungono le libert positiva (nello stato) e le libert dellindividuo allinterno delle formazioni sociali delle quali entra a farne parte. Collegato alle libert il concetto di autonomia. Si liberi nei confronti di qualcosa. Si liberi o autonomi in quanto si possa esprimere e selezionare i propri interessi e predisporre i moduli e le procedure idonei a comporre e soddisfare gli interessi selezionati. Tale libert od autonomia viene predeterminata dallordinamento giuridico che detta regole di condotta. Le libert e le autonomie del soggetto non esistono in assoluto; esse trovano dei limiti nelle libert e nelle autonomie degli altri gruppi, nellinteresse generale. E questo laspetto formale, che vede le libert e le autonomie garantite da norme giuridiche. Vi poi laspetto sostanziale secondo le quali tali libert sono quelle effettivamente vigenti e di fatto operanti. Particolare rilievo assumono questi concetti soprattutto nel diritto pubblico. Sezione I IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA 1. Leguaglianza formale. A norma del comma 1 dellart. 3 cost. Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politiche, di condizione personale e sociale. E opinione comune che il termine tutti i cittadini, (viene integrato con lart. 2 cost. La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia come singolo che nella formazione sociale ove si svolge la sua personalit) sia da intendere anche, per talune situazioni, gli apolidi e gli stranieri. La pari dignit consacrata nella norma sta a significare che non esistono distinzioni in base al titolo, o al gradoni una classe sociale (la disposizione XIV trans. e finale dice i titoli nobiliari non sono riconosciuti), e che lunico titolo da riconoscere nello svolgere una attivit o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ (art. 4 cost. comma 2). Lassemblea costituente ritenne che fosse necessario prestabilire dei limiti ben precisi allattivit dei pubblici poteri, al fine di evitare incertezze interpretative, ed evitare discrezionalit al legislatore ordinario, con il principio di eguaglianza davanti alla legge. Il legislatore ordinario non pu operare discriminazioni fra i cittadini a seconda del sesso della religione della razza delle loro opinioni politiche. Alcune deroghe a tale principio sono contemplate nella

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costituzione stessa. Infatti lart. 29 nei quali leguaglianza morale e giuridica dei coniugi pu essere limitata dalla legge a garanzia dellunit familiare; nellart. 68 e 122 che sottraggono i parlamentari ed i consiglieri regionali alla responsabilit civile, penale ed amministrativa per le opinioni espresse ed i voti dati nellesercizio delle loro funzioni; lart. 38 che subordina allautorizzazione delle camere la limitazione della libert personale e domiciliare del parlamentare; art. 90, art. 98. Il principio di eguaglianza pu dirsi integralmente applicato in quanto la legge tratti in modo eguale situazioni eguali ed in modo diverso situazioni diverse. Lasciare alla discrezionalit del legislatore tale valutazione avrebbe potuto trasformarla in arbitrio. In regime di costituzioni rigide il legislatore vincolato alla costituzione. La corte cost. ha precisato nelle sue sentenze, che lart. 3 mira ad impedire che a danno dei cittadini siano delle leggi operate discriminazioni arbitrarie, senza che la disposizione obblighi il legislatore a fissare per tutti una identica disciplina. Un ordinamento che non distingua situazioni da situazioni e tutte le consideri allo stesso modo non nemmeno pensabile, finirebbe col non disporre regola alcuna (sent. 217/72). La discrezionalit legislativa trova sempre un limite nella ragionevolezza (sent. 200/72). La corte sulla ragionevolezza individua 3 esigenze: 1) la salvaguardia della discrezionalit del legislatore; 2)la tutela del principio di pari trattamento in situazioni uguali; 3) il bilanciamento dei valori costituzionali diversi e contrastanti, per un equilibrio. Pi difficile il controllo sulla razionalit in se e per se delle norme sottoposte al giudizio. Un tale controllo, senza riferirsi al giudizio di uguaglianza, rischierebbe di sovrapporre la corte al legislatore (non dato reperire criteri di ragioni universali). Destinatari della norma pare che sia il legislatore , gli amministratori ed i giudici che sono chiamati ad osservarlo in sede di attuazione ed applicazione della legge. La cost. contiene principi di eguaglianza formale si pensi allart. 8, eguale libert di confessione religiose, leguaglianza morale e giuridica dei coniugi art. 29, la parit di trattamento economica tra uomo e donna, art. 37 ecc. 2. Leguaglianza sostanziale.

Il passaggio dello stato di diritto a quello sociale segnato nellart. 3 cost. che enuncia uno dei principi fondamentali ed assume il valore di canone interpretativo allinterno del sistema. Il comma 2 dellart. 3 chiaro: E compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libert e leguaglianza dei cittadini, impedisce il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del paese. Il costituente ha di fatto assegnato alla repubblica il compito di rimuovere siffatti ostacoli affinch tutti i cittadini siano posti sullo stesso punto di partenza. Esso mira a promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i cittadini allorganizzazione politica,m economica e sociale del paese in un regime di libert e di eguaglianza affinch le discriminazioni si operino solo per le capacit naturali. Il principio di carattere programmatico, rivolto a tutti i soggetti dello stato affinch si attuino i fini da esso indicati. Con legge cost. 1/2003 al 1 comma dellart. 51 stato aggiunto il seguente periodo A tal fine la repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunit tra uomo e donna. Con questa norma si rendono possibili le azioni positive in favore della donna che prima la stessa corte cost. aveva dichiarato illegittime. Sezione II DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI 3. I diritti pubblici soggettivi e le libert

Il riconoscimento giuridico delle libert segna il passaggio dallo stato assoluto allo stato di diritto e la conquista della qualit di cittadino da parte di chi era considerato suddito. Il mero riconoscimento di libert non sufficiente se non si accompagnino tutte una serie di garanzia dirette a stabilire dei limiti invalicabili allattivit dello stato. Lesperienza statuaria fu illuminante per le libert. Nelle costituzioni contemporanee le norme nelle quali le libert sono enunciate, assumono un contenuto non generico ma dettano una disciplina puntuale delle materie riservate. Le libert costituzionalmente garantite diventano diritti inviolabili o diritti assoluti. Le libert riconosciute nella costituzione consistono in primo , luogo e originariamente, nella pretesa ad un comportamento omissivo dello stato, e costituiscono loggetto di una situazione giuridica attiva di un diritto soggettivo, vale a dire vanno configurate come un interesse protetto in via diretta ed immediata dallordinamento giuridico. Alcuni di questi principi non hanno ad oggetto la libert ed in particolare: a) il diritto alla difesa art. 24 cost. che inviolabile in ogni stato e grado del procedimento e che connesso al 1 comma dello stesso articolo tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa consiste nella possibilit di resistere in un giudizio. Come specificazione di tale diritto possiamo dire che limputato ha diritto di essere assistito da un avvocato nellinterrogatorio; il diritto di essere ascoltati prima dellemanazione di un provvedimento; il diritto di notifica degli atti. La cost. allart. 24 comma 3 si preoccupa di rendere effettivo il diritto in esame disponendo pere i non abbienti il diritto di difesa in ogni ordine e grado con mezzi idonei. Il patrocinio gratuito, sia per la difesa che per leventuale richiesta di risarcimento danni cagionato dalle funzioni giudiziarie. La legge cost. 2/99 modificando l0art. 111 cost. ha introdotto il giusto processo penale rendendo cos effettivo il diritto alla difesa dellimputato o dellindagato. In particolare stabilito che la persona sia informata in forma riservata dei motivi dellaccusa; disponga a suo carico del tempo per preparare la difesa; interrogare o fare interrogare le persone che lo accusano; ecc. La norma stabilisce che deve essere garantito nella sua pienezza il principio di contraddittorio nel processo. La colpevolezza dellimputato non pu essere provata se il dichiarante si sia volontariamente sottratto al contro interrogatorio. Il carattere di tale norma cost. stato criticato perch assomiglia pi ad un codice di rito che a norma costituzionale. b) Il diritto di voto art. 48 il diritto di essere iscritto nelle liste elettorali ed a partecipare alle elezioni ed ai referendum previsti nella cost.; c) Il diritto di petizione art. 50 cost. si tratta di istituto di democrazia diretta nel quale i cittadini chiedono con petizione alle camere provvedimenti legislativi o espongono comuni necessit; d) Il diritto allaccesso agli uffici pubblici ed alle cariche elettive art. 51 cost. che si specifica nel diritto a porre la propria candidatura nelle elezioni politiche od amministrative ed a partecipare a pubblici concorsi. Si distingue in ius ad officium (diritto ad essere investito della carica elettiva e dellufficio) e ius in officio (diritto di essere mantenuto nella carica elettiva e nellufficio e ad esercitare a relativa funzione);

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e)

Il diritto per chi chiamato a svolgere funzioni pubbliche elettive, di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il proprio posto di lavoro art. 51 comma 3.

4. I doveri costituzionali La costituzione prevede una serie prestazioni dai cittadini quali doveri: 1) dovere di essere fedele alla repubblica art. 54. questo dovere implica fedelt ai principi dello stato repubblicano. 2) Dovere di difendere la patria art. 52 quale sacro dovere, col prestare il servizio militare e col resistere contro le forze straniere che abbiano occupato il territorio italiano. 3) Dovere di prestare il servizio militare art. 52 comma 2. La legge 230/98, ha disciplinato lobiezione di coscienza al servizio militare. La legge 331/2000 attuata dal D. Lvo 215/2000 ha disposto nei 7 anni seguenti lentrata in vigore della legge la sostituzione del servizio obbligatorio con il servizio volontario in ferma prefissata. Il servizio militare obbligatorio pu essere imposto in 2 casi lo stato di deliberazione di guerra e la grave crisi internazionale che coinvolge litalia. 4) Dovere del lavoro art. 4 questo si manifesta non solo nellavere un lavoro ma anche nel dover svolgere una attivit od una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ. 5) Dovere di prestazioni patrimoniali art. 53 tutti hanno il dovere di concorrere alle spese pubbliche (pagamento dei tributi) in ragione delle loro capacit. Le prestazioni patrimoniali non possono essere imposte se non che da legge (art. 23) ed il sistema informato a criteri di progressivit (art. 53). La corte ha precisato che il principio di progressivit si riferisce al sistema tributario nel suo complesso e non ai singoli tributi (corte cost. 263/94). 6) Dovere di voto art. 48 comma 2, tale dovere affidato alla coscienza civica e non alla obbligatoriet del relativo comportamento non assistito da sanzione giuridica. Particolare attenzione va rivolta ai doveri sociali che trovano fondamento nellart. 2 cost. la repubblica richiede ladempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale, specificati in altri articoli costituzionali es. art. 4, 53, 54 negli articoli del titolo 3 cost. ecc. Sezione III Le libert negative. Le libert negative rientrano innanzitutto tra quei diritti inviolabili nellart. 2 cost. riconosce e garantisce. La costituzione ha preso atto che i diritti inviolabili delluomo possono avere ad oggetto non soltanto la libert dallo stato ma anche la pretesa ad un comportamento omissivo da parte di formazioni sociali diverse dallo stato nelle quali il singolo svolge la sua personalit. Le garanzie apprestate dalla costituzione alle libert negative consistono in ci che i pubblici poteri non possono limitarle a discrezione del potere politico, bens nei soli casi e modi consentiti dalla legge, e/o in seguito a provvedimento giuridico. Non questa una contraddizione perch limitare una libert negativa non significa violarla, a condizioni che la limitazione sia disposta per fini di cui la legge prevede (si pensi ad una epidemia e alla limitazione delle persone nellarea). Linviolabilit dei diritti di libert costituisce un limite sia alla revisione costituzionale che al legislatore ordinario la quale deve assicurare la massima espansione con la tutela dellinteresse generale e dei singoli soggetti dellordinamento. La costituzione prevede la libert personale art. 13, la libert di domicilio art. 14 , la libert della corrispondenza art. 15, libert di circolazione e soggiorno art. 16, libert di riunione art. 17, libert di associazione art. 18, libert di religione art. 19, libert di manifestazione del pensiero art. 21, libert dellarte e della scienza e la libert dellinsegnamento art. 33. Di queste alcune sono riconosciute ai cittadini e non cittadini, altre solo ai singoli cittadini (le libert di circolazione e soggiorno; di riunione , di associazione). 5. La libert personale. Consiste nella libert della persona fisica da qualunque coercizione che ne impedisca i limiti i movimenti e le azioni. In essa pu farsi rientrare la libert morale, cio la pretesa dei singoli allautodeterminazione ed alla integrit della propria coscienza, che non deve essere coartata, con minacce o intimidazioni, al fine di annientare la volont e renderla acquiescente al comando dei governanti (Mortati) e la libert del proprio corpo. La libert personale non pu essere limitata se non nei casi e modi previsti dalla legge e dallautorit giudiziaria, (la detenzione; lispezione; le perquisizioni). Il nuovo codice di procedura penale (DPR 447/88) ha maggiormente garantito le libert personali dellimputato, con la creazioni di istituti del sistema accusatorio. Il PM, risulta distinto dal giudice terzo che deve giudicare, il GIP convalida le accuse ecc. In casi eccezionali di necessit ed urgenza tassativamente indicati dalla legge, la polizia giudiziaria pu adottare provvedimenti provvisori restrittivi di limitazione di libert personale ma entro 48 deve essere convalidato dalle autorit giudiziarie restando privi di effetto se il giudice nelle 48 ore non convalida il fermo. Ulteriori garanzie sono previste per lintegrit fisico psichica nellart. 13 cost. sia in altri articoli costituzionali. E punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert (art. 13 comma 4); la legge stabilisce i limiti massimi di carcerazione preventiva, tali limiti sono fissati in relazione alla gravit del reato (art. 13 comma 4), nessuno pu essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge (art. 25 comma 3); art. 32 comma 2; art. 26 ecc.. Contro le sentenze e contro i provvedimenti di libert personale si pu ricorrere in cassazione per violazione di legge art. 111, Si pu chiedere il riesame delle ordinanze emesse a seguito di appello del PM, al tribunale della libert, nel capoluogo di provincia cui ha sede lufficio del giudice che ha emesso ordinanza stessa che dispone misura coercitiva (art. 309 cod proc. Pen.). 6. La libert di domicilio e il diritto alla riservatezza. Per domicilio nel senso dellart. 14 cost. si intende non soltanto il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi (art. 43 cod. civ.), ma anche qualunque luogo in cui la persona riesca ad isolarsi dal mondo esterno ed a mettersi al riparo da ogni invasione della sua sfera privata. Inoltre per domicilio ai sensi dellart. 14 deve intendersi anche la sede delle persone giuridiche o di enti di fatto (imprese ecc). la costituzione ha previsto per il domicilio la pi ampia riservatezza affinch luomo possa svolgere ogni attivit autodisciplinando il proprio modo di vivere. Il diritto alla riservatezza stata tutelata dallart. 615-bis cod. per. che punisce chiunque mediante luso di strumenti di ripresa visiva o sonora si procuri indebitamente immagini attinenti alla vita privata o chi rivela o diffonda le notizie sopra ottenute

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Il diritto alla riservatezza ha ottenuto una pi intensiva tutela con la legge 675/96 modificata dal D. Lvo. 123/97, sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. La suddetta legge prevede obblighi in capo a coloro che procedano al trattamento dei dati personali e diritti a favore degli interessati. Particolare disciplina hanno ricevuto i cosiddetti dati sensibili che sono quelli idonei a rilevare lorigine razziale ed etnica; le convinzioni religiose, le opinioni politiche, ladesione a partiti politici ecc. Essi possono essere soggetti al trattamento solo se vi sia il consenso scritto dellinteressato. E previa autorizzazione del garante, che una autorit autonoma e con indipendenza di giudizio e di valutazioni . E composta da 4 membri eletti 2 dalla camera e 2 dal senato e scelti tra esperti in materie di diritto o dellinformazione. I membri eleggono il presidente il cui voto in caso di parit prevale. Il presidente ha notevole funzioni e poteri per la tutela dei diritti e ladempimento di obblighi sulla tutela dei dati personali. Le garanzie del domicilio sono come quelle delle libert personali. Lart. 14 comma 3 dispone che gli accertamenti per motivi sanitari o di incolumit pubblica o ai fini sociali e fiscali sono regolati da leggi speciali. Ci perch si voluto tutelare linteresse generale ( si pensi allispezione degli ispettori del lavoro nei luoghi di lavoro, o alla ispezione della polizia tributaria queste ispezioni si fanno senza lautorizzazione dellautorizzazione giudiziaria sent. 10/71 corte cost.)Laccesso deve essere autorizzato dalla autorit giudiziaria quando deve essere eseguito presso luoghi destinati soltanto allesercizio di arti e professioni o presso labitazione del contribuente (art. 52 DPR 633/72). 7. La libert e la sicurezza della corrispondenza.

Per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafiche e telefoniche. Dispone lart. 15 cost. che deve essere assicurata sia la libert della circolazione sia la segretezza della stessa. Lo stesso articolo tutela la libert e la segretezza di ogni altra forma di comunicazione. Limiti alla libert e circolazione della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione possono avvenite con il sequestro e lintercettazione telefonica con provvedimento motivato dellautorit giudiziaria e nei casi stabiliti dalla legge. Non ammesso lintervento della polizia giudiziaria se non con decreto dellautorit giudiziaria. Il cod. proc. Pen. ha disciplinato in modo pi rigoroso i casi; solo nelle indagini di alcuni reati ammessa se assolutamente indispensabile lintercettazione. Tra i privati non ammesso alcun limite. La limitazione della libert e della segretezza della corrispondenza pu avvenire con sequestro negli uffici postali e telegrafici che il giudice abbia ragione di ritenere spediti dallimputato o a lui dirette o che possano avere relazione con il reato (art. 254 cod. pen.). La libert e la segretezza della corrispondenza possano essere limitati in caso di deliberazione dello stato di guerra e conferiscono i poteri necessari al governo. 8. La libert di circolazione e soggiorno. Consiste nella libert di ogni cittadino di fissare il proprio domicilio o la propria residenza o soltanto di dimorare e nella libert di circolazione in qualsiasi parte del territorio nazionale. A norma dellart. 16 cost. le limitazioni a tale libert possono essere disposte soltanto con legge, in via generale e per motivi di sanit pubblica e di sicurezza. Per la sanit motivi di limitazione alla circolazione possono essere presi, si pensi al cordone sanitario che limiti la circolazione in zone con epidemie. Per la sicurezza , il questore pu limitare il rientro in una zona con provvedimento motivato o con fogli di via per un periodo non oltre 3 anni (vagabondi, oziosi, ecc), O il soggiorno obbligato in un paese o fuori una regione (si pensi ai casi di tutela di sicurezza pubblica) o nel paese di residenza (obbligo di residenza) nei casi previsti dalla legge. Tali misure preventive sono disposte dal tribunale avente sede nel capoluogo di provincia. Il giudice pu prescrivere allimputato di non dimorare in un determinato luogo senza lautorizzazione dello stesso. A norma dellart. 16 comma 2 ogni cittadino libero di uscire dal territorio della repubblica e di rientrarvi salvo gli obblighi di legge. Questa libert di uscire subordinata alla concessione del passaporto. Questa libert riconducibile allart. 35 cost. (liberta di espatrio), salvi gli obblighi di legge. 9. La libert di riunione. Dispone lart 17 comma 1 che i cittadini hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi. I cittadini possono riunirsi se le riunioni avvengono in modo pacifico e senza armi. Per riunione si intende qualunque raggruppamento di pi persone non stabile (altrimenti associazione) e non occasionali (altrimenti assembramento). Si ha riunione quando pi persone convengono in un luogo previo accordo fra loro o su invito di un promotore. Nel diritto di riunione rientra il diritto di riunirsi in assemblea. La libert di riunione la condizione di ulteriori libert. Le riunioni possono avvenire in un luogo privato,(in casa) in un luogo aperto al pubblico (teatro cinema), in luogo pubblico (piazza via). A norma dellart. 17 commi 2 e 3 quando le riunioni sono in luogo pubblico si deve dare comunicazione 3 giorni prima alle autorit di P. S. . Lautorit pu impedire lo svolgimento in caso di ragioni di ordine pubblico, di moralit o di sanit pubblica. Nessuna autorizzazione n altra concessione deve essere rilasciata alla comunicazione della riunione dallautorit pubblica. Nella libert di riunione va inserito li corteo riunione in movimento. Nelle riunioni elettorali non impone lobbligo di preavviso , mentre chiunque con qualsiasi mezzo turbi o impedisca una riunione elettorale per le camera dei deputati punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da lire 600.000 a lire 3.000.000. 10. La libert di associazione. A norma dellart. 18 cost. i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazioni, per fini che non sono vietati ai singoli dalle leggi penali. Le associazioni sono formazione sociali stabilmente organizzate e costituite al fine di soddisfare determinati interessi comuni a tutti i consociati. Tale libert si specifica : 1) nella libert di costituire una associazione; 2) nella libert di aderire ad una associazione; 3) nella libert di recedere da una associazione e di non associarsi. In questultimo senso la corte cost. con proprie sentenze ha riconosciuto allo stato di creare enti a struttura associativa (Es gli ordini professionali)per il raggiungimento e la tutela dellinteresse pubblico, e lobbligo di iscrizione a tali enti si pone come limite alla libert di non associarsi, limite ammesso a tutela di altri interessi costituzionalmente garantiti. Linciso senza autorizzazioni, si riallaccia a quelle persona che costituendo associazioni perseguono fini non leciti, o vietati dalle leggi penali. La costituzione vieta le associazioni segrete o che perseguono scopi mediante organizzazione a carattere militari. Sono associazioni segrete quelle che allinterno dellassociazione stessa occultino gli scopi veri da perseguire o cercano di interferire con le funzioni dello stato e dei suoi apparato (legge 17/82). Il divieto di costituire associazioni militari appare semplice per il fatto che in regimi democratici i fini politici vanno perseguiti senza armi. Il divieto di costituire associazioni con finalit di incitamento razziale disposto dalla legge 205/93. Infine il fenomeno associativo trova attuazione nella costituzione agli artt. 29 famiglia; art. 33 la

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scuola; art. 49 i partiti politici; ed in molti altri articoli. Una regola disposta dalla XII disposizione tran. E finale quella che vieta la ricostituzione del partito fascista. 11. Le libert religiose. La libert di religione consiste nel diritto a tutti art. 19 di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma di farne propaganda e di esercitare in privato o pubblico il culto purch non contrario al buon costume. Si pu vantare nei confronti dello stato la pretesa di professare qualunque religione o in negativo di non professarne alcuna di essere ateo ecc. purch questo tipo di libert non sia contraria al buon costume. Parecchie sono state le sentenze della corte cost. per illegittimit cost. di articoli del codice penale che attribuivano alla religione di stato alcuni privilegi. Si pensi alla formula di rito nei procedimenti di giuramento ove prevedeva la formula davanti a Dio, o chi bestemmia contro la Divinit o i simboli della religione di stato ecc. 12. La libert di manifestazione del pensiero: a) la libert di stampa. Lampio riconoscimento della libert di manifestazione del proprio pensiero contenuto nel comma 1 dellart. 21 (tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione) lascia intendere quale fondamentale rilievo assuma tale libert in un regime democratico. A nulla valgono le altre libert se se allo stesso tempo non si desse ai cittadini il diritto di esprimere le loro opinioni, i loro giudizi, ecc. I mezzi mediante i quali si pu manifestare il pensiero sono la parola, lo scritto, la radio, la televisione, lo spettacolo. Che tutti abbiano il diritto di manifestare il proprio pensiero con ogni mezzo non pu significare che tutti debbano avere una materiale disponibilit di tutti i possibili mezzi di diffusione , ma vuol dire che a tutti la legge deve garantire la giuridica possibilit di usarne o di accedervi, con le modalit ed entro i limiti resi necessari dalle particolari caratteristiche dei singoli mezzi o dalla tutela di altri interessi costituzionalmente apprezzabili. Sent. Corte cost. 105/72. Sulla parola ognuno libero di manifestare il suo pensiero salvo poi di assumersi la responsabilit di ci che stato detto. Per la stampa il problema pi incisivo perch costituisce il mezzo pi incisivo per lopinione pubblica . Lart. 21 cost. detta una disciplina specifica sulla libert di stampa e sulle limitazioni. Il 2 comma dellart. 21 dice che la stampa non pu essere soggetta ad autorizzazione o censura. La libert di stampa sta in ci che chiunque voglia pubblicare un libro libero di farlo. La registrazione presso il tribunale dei giornali viene fatto solo per avere il recapito del direttore responsabile nel caso di reati a mezzo stampa. Il direttore deve essere cittadino italiano. Lunica limitazione della libert di stampa il sequestro. A norma dellart. 21 comma 3 si pu procedere a sequestro soltanto per atto motivato dalla autorit giudiziaria nel caso di delitti per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi o nel caso di violazioni delle norme che la legge stessa prescriva per lindicazione dei responsabili. I casi di sequestro sono disciplinati dal R.D.L. 561/46. Lo stesso art. 21 comma 4 cost. prescrive che qualora vi sia assoluta urgenza e vi sia possibile lintervento dellautorit giudiziaria, il sequestro della stampa periodica pu essere eseguito da polizia giudiziaria che deve denunciare immediatamente e non oltre le 24 ore allautorit giudiziaria. Se no la convalida, il sequestro privo di ogni effetto. Il comma 2 dellart. 21 la stampa non pu essere soggetto ad autorizzazioni o censura, si scontra con lultimo comma sono vietate le pubblicazioni a stampa contrarie al buon costume. Si deve capire che cosa voglia dire buon costume. Lart. 21 comma 5 dice che la legge pu stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica, ci per consentire una lettura critica e consapevole dei quotidiani e dei periodici in genere che resa possibile solo dalla conoscenza dei nomi e dei proprietari e dei finanziatori degli stessi. La legge ha disciplinato il divieto di detenere una posizione dominante nel mercato editoriale. Le competenze sono accentrate nellautorit di garanzia delle telecomunicazioni.La legge ha istituito un fondo per le agevolazioni di credito alle imprese del settore editoriale con sgravi per quelle pi dinamiche. Ha introdotto anche un fondo per la promozione del libro. 13. Segue: b) il cinema ed il teatro. Lo spettacolo un dei mezzi di diffusione del pensiero, ma a differenza della stampa esso pu essere sottoposto a censura. Lart. 21 ultimo comma si occupa di vietare gli spettacoli e di affidare alla legge provvedimenti adeguati. Lo spettacolo pertanto pur godendo di protezione costituzionale demandato alla legge ordinaria per disciplinarlo. Esistono due commissioni di 1 e 2 grado che censura gli spettacoli ed i film in generale, ponendo a seconda delle scene o delle rappresentazioni il divieto ai minori di anni 14 o 18 . Ad essa la legge ha attribuito tali funzioni. Contro i provvedimenti di censura ammesso ricorrere la TAR. 14. Segue: c) la radio e la televisione. Radio e televisione hanno inciso nella creazione dellopinione pubblica pi dei mezzi di stampa, per questo, la corte cost. li ha dichiarati quale servizio sociale in quanto diretto ad assicurare, agevolando la circolazione delle idee, lefficacia della libera manifestazione del pensiero e della libert di informazione,considerate come 2 aspetti essenziali ed inscindibili di un unico valore costituzionalmente protetto in via primaria con lart. 21 (sent. 194/87). Da tale sentenza in Italia dopo una transizione di anni, si arrivati alla creazione di una serie di leggi nel settore. In ultimo la legge 249/97 che affida le regolamentazione ad una autorit con un presidente ed 8 componenti scelti 4 dalla camera e 4 dal senato. Il presidente e gli 8 commissari costituiscono il consiglio mentre gli 8 componenti sono divisi in 2 commissioni 1 per la infrastrutture e le reti e laltra per i servizi e i prodotti, presiedute dal presidente. Lautorit ha assorbito i poteri del garante per la stampa e la radiodiffusione. Sono previsti un forum permanente per le comunicazioni composto da rappresentanti del ministero delle comunicazioni e da esperti, un consiglio nazionale degli utenti con compito di esprimere pareri e proposte sulla materia. La legge ha disciplinato in modo rigido che i proprietari non possono irradiare pi del 20% nel settore radiofonico e televisivo analogico. Lautorit pu stabilire pi del 20% nazionale radiofonico e televisivo purch si assicuri il pluralismo e la concorrenza. Mentre per la raccolta dei proventi del settore sia per il settore via etere terrestre e codificato, sia via cavo e satellitare possono avere una quota non pi del 30%. Con una raccolta di ricavi dei 2 settori non pi del 20%. Laccertamento disposto dallautorit con lanti trust. E stata istituita presso le camere la commissione parlamentare per lindirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi organo composto da 40 deputati e senatori designati dai presidenti e rappresentanti i gruppi parlamentari. AD essa spetta la regolamentazione del diritto di accesso al mezzo radiotelevisivo attribuito ai partiti ed ai gruppi parlamentari alle organizzazioni delle autonomie locali. Il

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presidente della repubblica Ciampi con messaggio alle camere ai sensi dellart. 87 comma 2 cost. ha stabilito criteri precisi in virt delle sentenze della corte cost., del parlamento europeo e del consiglio dellunione europea. Essi si possono riassumere: 1)Ruolo centrale del servizio pubblico secondo il trattato di Amsterdam; 2) attribuzione del titolo V parte II della cost. che ricomprende lordinamento della comunicazione nella legislazione regionale; 3) Estensione della vigilanza del parlamento in collaborazione col lautorit garante, allintero circuito mediatico pubblico e privato allo scopo di conformare ed omogeneizzare la par condicio, per il bilanciamento dei diritti di tutti.

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