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primo calcolatore della storia

INFORmazione autoMATICA

E' assai probabile che gli uomini abbiano imparato a contare prima che a scrivere. Si ritiene, anzi, che la nascita della scrittura sia avvenuta per la necessit di registrare, contare e inventariare oggetti, merci e animali. I primi mezzi utilizzati per questo scopo furono bastoncini, sassi (in latino "calculi" , da cui la parola calcolatore ) e tacche incise sulle pareti delle caverne. Il primo strumento di calcolo, che si diffuse molte migliaia di anni fa e rimase in uso fino alle soglie dell'et moderna, fu l'abaco, simile ad un pallottoliere. Nell'abaco romano a fianco si distinguevano due serie sovrapposte di otto bacchette: le bacchette inferiori portavano ognuna quattro palline, mentre le bacchette superiori (pi corte) ne portavano una. Da destra verso sinistra, le lettere 0,1, X, C, ecc., indicavano rispettivamente le once, le unit, le decine, le centinaia, ecc., fino al milione. Per ogni lettera, la quantit era definita cosi: le palline superiori rappresentavano il numero cinque, mentre quelle inferiori indicavano i numeri da uno a quattro, e, una volta segnato il numero cinque, da sei a nove.

Anche Leonardo Da vinci si ciment nella progettazione di una macchina calcolatrice meccanica basata sull'uso di ingranaggi che si trasmettevano il movimento. Questo a fianco uno schizzo originale del progetto

I bastoncini (virgulae) di Nepero


(detti anche virgulae numeratrices) sono uno strumento di calcolo inventato nel 1614, da un grande matematico scozzese, John Napier (1550 1617), italianizzato Nepero. Studi difficili argomenti di matematica, ma si divert anche a elaborare questo semplice sistema per moltiplicare numeri, visto che allepoca non esistevano certo le calcolatrici. Si pensa che in origine i bastoncini fossero costruiti in osso o avorio, perci erano chiamati ossi di Napier. I bastoncini di Nepero consentono anche altre operazioni meno semplici, quali la divisione e l'estrazione di radice.

Il regolo fisso" costituito dalla sequenza di cifre da 1 a 9.

Ci sono 10 moduli verticali nei quali vengono riportate le tabelline dei numeri da 0 a 9. Ogni risultato viene scritto in un quadrato diviso a met dalla diagonale, nella parte superiore le decine (sfondo giallo), in quella inferiore le unit (sfondo bianco) Questi sono i regoli mobili

regolo fisso Per fare 247 per 6 si prendono i regoli mobili del 2, del 4 e del 7. Si dispongono di fianco al regolo fisso e si prendono i numeri in corrispondenza del 6. Il primo 2 rappresenta le unit, i due 4 sono decine e vanno sommate, i due 2 sono le centinaia e vanno anchessi sommati, l1 rappresenta le migliaia. Quindi il risultato sar 1482. Bisogna ovviamente tenere conto di eventuali riporti!

regoli mobili

Infatti in questo esempio (859 x 7) esiste un riporto

Un passo decisivo verso le moderne macchine calcolatrici fu compiuto nel 1642 dal filosofo e matematico francese Blaise Pascal che, all'et di appena diciannove anni, costru una macchina calcolatrice ad ingranaggi, in grado di eseguire addizioni e sottrazioni, la famosa "pascalina" . Nella figura vediamo gli ingranaggi interni e lo schema di funzionamento della macchina; la rotazione completa di una ruota fa scattare di una posizione quella alla sua sinistra. In seguito furono realizzate altre macchine simili a questa, che erano in grado di compiere tutte e quattro le operazioni dell'aritmetica. In particolare, nel 1671, Gottfried Wilhelm Leibniz introdusse alcuni importanti miglioramenti alla pascalina, rendendola in grado di eseguire moltiplicazioni e divisioni sotto forma di addizioni e sottrazioni ripetute; la macchina per, pur frutto di un progetto ingegnoso e teoricamente corretto, non funzion mai con precisione e affidabilit. Tra gli studi di Leibniz ne spicca uno che avr grande rilievo nel futuro dellinformatica, ovvero il sistema binario.

Nel 1804 un altro francese, Joseph Marie Jacquard, perfezion il sistema, rendendolo adatto per alla produzione di tessuti. Il programma di lavoro del telaio di Jacquard era scritto su strisce di carta con una figura fatta di tanti fori e veniva letto automaticamente dall'organo di comando: quando si voleva cambiare il disegno del tessuto, bastava sostituire la striscia di carta perforata con quella corrispondente a un altro modello. Era, in forma embrionale, il principio della scheda perforata, che venne presto sfruttato per costruire due specie di macchine molto diverse fra loro: le pianole ed i calcolatori programmabili.

Il contributo di Leibniz alla storia del calcolo fondamentale in quanto a lui si deve la scoperta del sistema di numerazione binario su cui si basa il funzionamento di tutti i computer moderni. Per comprendere il funzionamento della macchina di Leibniz, ma anche di tutte le calcolatrici e computer moderni, necessario capire la rappresentazione dei numeri nel sistema binario (in base 2): Noi, naturalmente, usiamo il sistema decimale (base 10) nel quale ogni cifra di un numero assume un valore a seconda della posizione occupata all' interno del numero stesso (valore posizionale). Cos ad esempio nel numero 235 ci sono 2 centinaia 3 decine e 5 unit che come dire 2 x 100 + 3 x 10 + 5 x 1 ed anche

Nel sistema binario, invece di utilizzare le potenze del 10, si utilizzano quelle del 2. In questo modo nel numero 1011 ci sono 1 ottetto, 0 quartine, 1 doppietto e 1 unit che come si vede: 1 x 8 + 0 x 4 + 1 x 2 + 1 x 1 ed anche:

E' possibile costruire delle semplici macchine che permettono di trasformare numeri dalla base 10 alla base 2 e viceversa. Ecco la prima e pi semplice la MANO-CODIFICATRICE Sulle dita della mano, partendo dal mignolo, scriviamo i numeri corrispondenti alle potenze del 2. Cio; 1, 2, 4, 8, 16

Si voglia trasformare (codificare) il numero 17 in base 2 vediamo che il 17 si ottiene dalla somma del pollice (16) e del mignolo(1) avremo quindi partendo dal pollice: 10001 che il numero binario cercato

Se al contrario vogliamo sapere a che numero decimale corrisponde 10101 basta che sommiamo i numeri scritti sul pollice, sul medio e sul mignolo otterremo 21. Q Questa operazione si chiama decodifica.

Il primo computer usato dall'uomo stato senza dubbio la mano. Grazie alle mani gli egiziani riuscirono a rappresentare tutti i numeri sino a 9999 ed erano in grado di eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e anche calcoli pi complessi. Il termine inglese "digit" ("cifra"), oggi tanto usato, deriva proprio dalla parola latina digitus ("dito").

Il sistema binario o sistema di numerazione in base due un sistema di numerazione molto importante per il calcolatore. Usa solo le due cifre 0 e 1. Viene utilizzato dai circuiti del calcolatore che eseguono le operazioni aritmetiche. Infatti per realizzare una buona sicurezza di funzionamento, il calcolatore preferisce distinguere soltanto due tipi di segnali elettrici all'interno dei suoi circuiti elettronici: un segnale forte o "alto" corrispondente alla cifra 1 e un segnale debole o "basso" corrispondente a 0. In sostanza acceso 1 e spento 0 . Il calcolatore usa soltanto due "dita" e il sistema binario risulta quindi per lui il pi "naturale". Con i due simboli 0 e 1 possiamo rappresentare tutti i numeri. Ad esempio, il numero 11011 pu essere scritto cos: 1x24 + 1x23 + 0x22 + 1x21 + 1x20 corrisponde al numero decimale: 1x16 + 1x8 + 0x4 + 1x2 + 1x1 = 16 + 8 + 0 + 2 + 1 = 27 Nel computer queste informazioni arrivano con una sequenza di questo tipo

BIT e BYTE La parola deriva dall'inglese "binary unit, una cifra binaria (0 -1) ed considerata la pi piccola unit di informazione. Per consentire una rappresentazione semplificata delle informazioni nei moderni computer i bit sono raggruppati. Il raggruppamento pi noto il byte che comprende una serie di 8 bit. Ad esempio il byte 01010011 composto da otto simboli (bit). In conclusione, il bit l'alfabeto della macchina mentre il byte un raggruppamento di bit che permette di codificare l'informazione in modo alfanumerico rendendola pi facilmente comprensibile agli utenti e ai programmatori. Tutte le unit di misura della memoria di un computer sono multipli del byte. Il termine byte dalla parola inglese bite (boccone, morso), scelto per assonanza col termine "bit, ma rinominato per evitare confusioni accidentali di pronuncia con questo.

Nella prima met dell'Ottocento il matematico inglese Charles Babbage diede importanti contributi allo sviluppo dei calcolatori. Egli costru una macchina (chiamata "macchina differenziale") che eseguiva automaticamente i calcoli e poi stampava i risultati. Nel 1834 progett un nuovo strumento, che chiam "macchina analitica", seguendo uno schema assai simile a quello degli attuali calcolatori. Questa macchina, che avrebbe dovuto funzionare automaticamente, mossa da un motore a vapore; comprendeva infatti un "magazzino" (la memoria), dove pile di ruote dentate potevano rappresentare fino a mille numeri diversi, e un "mulino" (l'unit di calcolo), che poteva eseguire sui dati le quattro operazioni. Il controllo dello svolgimento delle operazioni era affidato a un programma, rappresentato mediante fori su una scheda di cartoncino, la stessa tecnica usata da tempo nei telai Jacquard. La "macchina analitica", assai complicata, non fu mai costruita per mancanza di mezzi adeguati: per il suo funzionamento occorrevano infatti pezzi meccanici lavorati con precisione altissima, irraggiungibile a quel tempo.

Nel 1880 il Governo degli Stati Uniti decise di fare il primo censimento della popolazione americana, e decise anche che l'operazione sarebbe stata ripetuta ogni dieci anni. La lettura e la classificazione dei dati raccolti con il censimento richiesero ben sette anni di lavoro. A conti fatti, si scopri che il successivo censimento del 1890 avrebbe richiesto 20 anni per dare i risultati; un tempo inaccettabile, tale da vanificare la stessa funzione del censimento. Nel frattempo per il giovane Hollrith, che si era laureato in statistica alla Columbia University di New York, aveva preso servizio all'Ufficio dei brevetti e aveva gi pronta la soluzione del problema. Nel 1882 aveva sviluppato una scheda sulla quale tutte le informazioni relative a una persona potevano venire rappresentate da una combinazione di fori. La scheda poteva contenere un massimo di 240 fori, che venivano eseguiti con una macchina punzonatrice meccanica. Nel processo di lettura della scheda, invece, interveniva la corrente elettrica: una matrice di 240 aghi metallici veniva spinta contro la scheda, cosicch solo gli aghi che si trovavano in corrispondenza dei fori potevano chiudere un circuito elettrico andando a pescare in un bagno di mercurio e facendo cosi far scattare un contatore. L'invenzione di Hollerith ebbe innanzitutto il risultato di ridurre a un terzo la durata del tempo richiesto per completare i calcoli del censimento del 1890, ma soprattutto inaugur il sistema di registrazione di dati e istruzioni usato nella tecnologia dei computer fino a pochi anni fa. Nel 1894 cre una scheda standard da 80 colonne e fond unazienda che dopo diversi passaggi divent lIBM ovvero "International Business Machines Corporation".

Il principio di funzionamento della scheda perforata: lago passa solo quando trova il foro e chiude il circuito elettrico corrispondente come un interruttore.

Un altro esempio di scheda perforata: usando due tipi di foro si possono rappresentare le due cifre del codice binario e quindi tutte le combinazioni possibili, in questo caso con 5 unit di informazione.

taglio = 1 foro = 0

George Boole lasci una traccia indelebile nella storia della logica e della matematica. Port avanti una ricerca sulle leggi matematiche di logica e del calcolo probabilistico, dimostrando che era possibile utilizzare simboli e regole matematiche per elaborare concetti logici (la cosiddetta "algebra di Boole" ). Bastava dimostrare che era possibile riprodurre con strumenti elettromeccanici le operazioni sugli insiemi logici e numerici di Boole, aggiungere il tutto alle teorie di Babbage, e il primo computer completo, cio la prima macchina capace di eseguire operazioni logiche e matematiche su parole e numeri, avrebbe potuto vedere la luce. A questa impresa si accinse, nel 1937, un gruppo di scienziati della Harvard University guidati da Howard Aiken, e i ricercatori della IBM. Dopo sette anni, durante i quali prima l'Europa poi anche gli Stati Uniti furono coinvolti nella guerra, nel1944 la loro ricerca produsse il primo prototipo funzionante: Mark I in codice "Harvard Automatic Sequence Controlled Calculator" , nome datogli dai progettisti.

Basato sostanzialmente sulla stessa tecnologia della macchina tabulatrice di Hollerith , l'innovazione in Mark I risiedeva soprattutto in ci che oggi chiamiamo "architettura" e "sistema operativo". Il suo programma di lavoro era registrato su un nastro forato analogo a quello dei telai Jacquard. Settantadue accumulatori di Hollerith, basati su rel elettromeccanici, formavano l'unita di calcolo aritmetico, e sessanta interruttori comandati manualmente erano usati per impostare i valori delle costanti. Mark I era preciso fino alla ventitreesima cifra, faceva una somma o una sottrazione in 0,3 secondi, una moltiplicazione in 4 secondi e una divisione in un tempo massimo di 16 secondi, pesava quasi cinque tonnellate, era lungo pi di quindici metri e alto quasi due metri e mezzo. Durante i suoi 15 anni di onorato servizio, produsse una grande quantit di tabelle matematiche che vennero largamente utilizzate in campo scientifico e ingegneristico. Fu seguito da un secondo modello perfezionato, costruito nel 1948 (Mark II).

Nel 1936, il ventiseienne tedesco Konrad Zuse incominci a costruire, artigianalmente in casa dei genitori, un calcolatore elettromeccanico cui diede il nome di Z1, seguito da modelli perfezionati, lo Z2 e lo Z3, che impiegavano migliaia di rel e vennero in parte finanziati dal Governo tedesco. Zuse non sapeva niente di quanto si stava facendo nello stesso settore negli Stati Uniti. Malgrado ci, fu capace di introdurre nella sua macchina due principi fondamentali dei moderni elaboratori e precisamente: la rappresentazione binaria dei numeri e il controllo programmato mediante nastro perforato che, nel primo esemplare, era costituito da una pellicola cinematografica opportunamente perforata. Come accadde per negli stessi anni anche per gli studi sulla fissione nucleare, la Germania trascur le possibili applicazioni strategiche della macchina di Zuse, l'unica che sarebbe stata in grado di opporsi con successo agli sforzi che negli stessi anni stava compiendo un gruppo di matematici e scienziati chiusi in un vecchio maniero della campagna britannica, a Bletchley Park.

Alan Turing , matematico di Cambridge, aveva costruito una macchina in grado di risolvere problemi di logica; nel massimo segreto, i principi teorici della macchina di Turing vennero trasformati in un primo strumento reale, fatto di migliaia di rel elettromeccanici. Gli analisti tedeschi erano convinti che per decifrare uno dei 15.576 codici sarebbe occorso a un gruppo di matematici almeno un mese di tempo. Per questo motivo, Churchill incaric Turing di organizzare e dirigere il centro sulla comunicazione cifrata di Bletchley Park, vicino a Londra, formato da centinaia di menti brillanti e originali. L viene realizzata "Bombe", una macchina de-codificatrice per i codici di Enigma. Quando, pochi anni dopo, i tedeschi capirono che troppo spesso le loro intenzioni erano anticipate dagli uomini dello Stato Maggiore britannico decisero di rendere ancora pi complicato il sistema di codifica generato da Enigma. Turing e i suoi collaboratori furono indotti a rischiare il grande passo: sostituire ai componenti elettromeccanici, derivati principalmente dalla tecnologia del telefono, la nuova valvola termoionica inventata da Fleming. Il progetto doveva essere riformato e verificato integralmente e a Turing si affiancarono il suo professore Max Newman, matematico, e T.H. Flowers, ingegnere delle telecomunicazioni. L'incognita stava soprattutto nell'affidabilit delle valvole usate fino a quel momento come amplificatori, e che ora invece avrebbero dovuto svolgere la funzione di contatori a due posizioni: O e 1. Nel dicembre del 1943 il prototipo era pronto: si chiamava " Colossus" e conteneva 1500 valvole termoioniche ed era in grado di decifrare qualsiasi codice elaborato dai tedeschi. Era, in assoluto, il primo elaboratore elettronico della storia.

Enigma

vs

Colossus

A guardar bene, le macchine di Zuse ed il Colossus dovrebbero a buon diritto precedere Mark I come primi calcolatori della storia, ma, nella storia della tecnica, oltre alla priorit cronologica contano anche e soprattutto gli sviluppi e la discendenza che un certo prodotto ha generato. E le macchine di Zuse e di Turing, nate e sviluppate in epoca di guerra e con prevalente missione militare, rimasero chiuse nei loro laboratori per troppo tempo per poter dare quelle ricadute che invece vennero prodotte, e presto, dalla collaborazione fra le universit americane e le grandi industrie come IBM e Bell. Infatti, nei mesi successivi, a Colossus fu affiancato un altro esemplare, dotato di 2500 valvole, ma, fino al 1975, l'esistenza di queste macchine, e dei successivi modelli che via via le perfezionarono, rimase circoscritta ad un gruppo molto ristretto di persone ; le loro prestazioni erano ancora tanto efficaci nella decrittazione dei cifrari da consigliare il servizio segreto britannico a non divulgarne l'esistenza. Il primo calcolatore elettronico della storia cos considerato ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Calculator) che entr in funzione nel 1946 all'Universit di Pennsylvania, in USA; aveva 19.000 valvole, pesava 30 tonnellate, occupava l'area di un grosso appartamento (180 mq) e richiedeva per il suo funzionamento la potenza di 140.000 watt. L'ENIAC ( nella foto sotto) aveva una velocit 1000 volte superiore a quella di Mark I, poteva eseguire in un secondo trecento moltiplicazioni, mentre le macchine precedenti non arrivavano nemmeno ad effettuare una moltiplicazione al secondo. ENIAC la prima realizzazione della macchina universale inventata da Alan Turing nel 1936.

J.W. Mauchly e John Eckert pensavano che un calcolatore digitale avrebbe potuto calcolare molto pi rapidamente le tabelle balistiche, rispetto ai computer elettromeccanici. Le tabelle balistiche, indispensabili per ogni tipo di cannone e proiettile, erano necessarie ai soldati statunitensi poich, dopo la campagna di guerra del Nord Africa nel 1942, gli Alleati avevano capito che, a causa delle differenti caratteristiche e peculiarit del terreno, cos diverso rispetto a quello americano, i tiri dell'artiglieria risultavano assai imprecisi. Allo stesso tempo, per, ricalcolare a mano tutte le precedenti tabelle era un'impresa a dir poco impossibile. Tanto per fare un esempio, per stilare una semplice tabella balistica occorreva calcolare dalle duemila alle quattromila traiettorie, ognuna delle quali richiedeva all'incirca 750 moltiplicazioni. Ecco perch il contributo di "Eniac" si dimostr importantissimo, in quanto fu capace di calcolare una determinata traiettoria in appena 30 secondi contro le quasi venti ore necessarie ad un matematico con l'ausilio di una calcolatrice elettromeccanica. Cos, nell'aprile del '43, tramite la Moore School of Engineering della Pennsylvania, Mauchly e Eckert presentano un "memo" che descrive un analizzatore elettronico che potrebbe calcolare le traiettorie e completare una tabella in soli due giorni. L'esercito degli Stati Uniti acquista la macchina che verr costruita con l'impiego di circa 200.000 ore. La macchina si chiama ENIAC ( Electronic Numerical Integrator and Calculator) e impiega valvole elettroniche. Non contiene parti in movimento, ad esclusione degli ingranaggi di input/output. Ha 500.000 connessioni saldate, 19.000 valvole, 6.000 interruttori e 500 terminali. ENIAC circa 1.000 volte pi veloce della precedente generazione di computer a rel. La macchina sar completata nel 1945.

ENIAC era per poco flessibile: infatti per cambiarne il programma che stabiliva quale calcolo la macchina dovesse eseguire, occorreva modificarne i circuiti, un'operazione che richiedeva diversi giorni di lavoro. Assai pi flessibili, invece, furono le macchine successive, costruite attorno al 1950, perch basate sul concetto di "programma memorizzato", introdotto dal fisico matematico Johann von Neumann. In queste macchine, cio, il programma (scritto in codice binario e non pi decimale) veniva scritto nella "memoria centrale ", e poteva quindi essere modificato assai facilmente. Questo concetto, ancora oggi, alla base del funzionamento di tutti i calcolatori, da quelli pi potenti ai pi economici. "I progettisti dell'ENIAC John Mauchly e J. Presper Eckert proposero la costruzione dell'EDVAC nell'agosto del 1944, prima ancora che l'ENIAC fosse pienamente operativo. Come l'ENIAC anche l'EDVAC fu realizzato per il Ballistic Research Laboratory. Eckert, Mauchly e gli altri progettisti dell'EDVAC vennero aiutati nello sviluppo da John Von Neumann che si aggiunse al team come consulente. Von Neumann descrisse l'architettura dell'EDVAC nel documento del 1945 intitolato First draft of a report on the EDVAC, il documento che fece conoscere l'architettura di Von Neumann in tutto il mondo stimolando la costruzioni di computer basati su tale architettura.

Con EDVAC furono apportati due importanti cambiamenti concettuali. Il primo riguardava l'adozione della matematica binaria al posto di quella decimale, in modo da rendere il sistema pi efficiente. Inoltre, al posto di ri-cablare tutta la macchina per cambiare il programma, l'EDVAC introdusse l'idea di immagazzinamento dei programmi nella memoria, proprio come se fossero dei dati, come accade con gli elaboratori attuali. La memoria non era pi composta da valvole tubolari, ma le informazioni venivano immagazzinate come impulso elettrico nel mercurio. Il mercurio era 100 volte pi efficiente in termini di elettronica necessaria per immagazzinare i dati, poteva memorizzare pi dati ed era pi flessibile e affidabile. Era pi piccolo, pesava meno di nove tonnellate e consumava "solo" 56 kilowatt.

L'architettura di Von Neumann formata da quattro elementi: CPU (Central Processing Unit): unit di calcolo I/O peripherals (periferiche di input - output): entrata e uscita dei dati RAM memory (Random Access Memory): la memoria centrale BUS di sistema: mette in comunicazione le informazioni Nell'architettura di Von Neumann il "Bus di sistema" mette in comunicazione tutte le altre entit; le periferiche di input permettono l'inserimento dei dati; le periferiche di output fanno s che i dati elaborati possano esserci restituiti; la memoria, di tipo RAM (memoria ad accesso casuale) il luogo dove i dati vengono caricati prima, durante e dopo l'elaborazione.

Un'altra rivoluzione si ebbe nel 1970, quando l'americano Marcian Hoff e l'italiano Federico Faggin realizzarono il primo "microprocessore", un circuito integrato che contiene tutte le parti essenziali dell'unit centrale di un calcolatore. Questi dispositivi vengono perfezionati e, grazie all'utilizzo dei semiconduttori e delle tecnologie di incisione laser sempre pi precise, diventa possibile realizzare calcolatori molto economici e di dimensioni ridotte, con prestazioni simili a quelle delle grandi macchine degli anni precedenti. Potevano nascere cosi i "microcalcolatori" o Personal Computers (PC) cos come li conosciamo noi. Nel 1977 nasce l'Apple II, il primo computer per il quale fu usata l'espressione personal computer ed il primo modello di successo di tale categoria prodotto su scala industriale. Nel 198l anche il maggior produttore mondiale di calcolatori, la societ IBM, entr nel settore dei microcalcolatori o PC.

Apple I Veniva venduto senza lalloggiamento, al quale doveva poi provvedere il proprietario (anche con il legno!). Il video non era previsto, ma si collegava alla TV.