Sei sulla pagina 1di 2

Per innovare in tempi di spending review serve un maggior coordinamento

29 maggio 2012 - Essere di stimolo a una riflessione su come meglio indirizzare la spesa in information & communication technology (Ict) in Sanit in tempi di spending review, per evitare che vengano meno le risorse per fare innovazioni che abilitino un miglioramento dellefficacia e dellefficienza del Sistema sanitario nazionale (Ssn). uno dei principali obiettivi alla base della quinta edizione dellOsservatorio Ict in Sanit della School of Management del Politecnico di Milano, presentato al convegno dal titolo: Ict in sanit: costo od opportunit, svoltosi a Bologna il 17 maggio scorso nellambito della XVIII edizione del salone Exposanit. LOsservatorio Ict per la prima volta ha coinvolto anche 637 medici di medicina generale (Mmg) e 1001 cittadini, oltre al ministero della Salute, a sei Regioni e a 127 chief information officer (Cio) e a 223 direttori strategici (fra direttori generali, amministrativi e sanitari) di 215 strutture sanitarie (Asl, aziende ospedaliere pubbliche e private e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) di diverse dimensioni a attive in tuttItalia. E una volta fotografata la situazione attuale, quantificando la spesa Ict complessiva in Sanit: 1,3 miliardi di euro, pari all1,1% della spesa complessiva pari a 115 miliardi di euro, analizzandone la ripartizione fra i diversi attori del Ssn e sul territorio, ha individuato il trend di spesa Ict nei prossimi tre anni e ha valutato le potenzialit di miglioramento dellefficacia e dellefficienza del Ssn abilitate dagli investimenti in Ict tuttora in fase despansione.

Figura 1 - Composizione della spesa ICT in Sanit italiana In unottica di dare modelli interpretativi agli operatori del Ssn, perch questi possano pianificare i loro interventi, Mariano Corso, responsabile scientifico Osservatorio ICT Sanit della School of Management del Politecnico di Milano, ha evidenziato come la spesa Ict in sanit nel nostro paese, come anticipato pari all1,1% di quella complessiva, sia gi oggi alquanto sottodimensionata. In Gran Bretagna, ha detto Corso, la raccomandazione del sistema sanitario dinvestire in Ict oltre il 2,5%, in Danimarca la spesa supera addirittura il 3%. A proiettare ombre sulla sostenibilit futura dellattuale buon livello del Ssn nazionale due evidenze dellOsservatorio. Il fatto che la spesa italiana in Ict in sanit, oltre a essere pi bassa: 22 euro in media a cittadino, contro i 36 della Germania, i 40 della Francia e i 60 del Regno Unito, disomogenea sul territorio. Dai 34 euro pro capite nel Nord-ovest, si scende ai 28 euro del Nord-est, ai 14 euro del Centro e ai 12 euro del Sud e delle isole. Fatto che fa sorgere dubbi circa la validit delle scelte di regionalizzazione e di aziendalizzazione operate negli anni passati e che hanno favorito, da una parte, lemergere di modelli diversi ma, dallaltra, lacuirsi di una divaricazione in termini defficacia. Ma soprattutto il fatto che, dopo 4 anni di crescita costante della pur bassa spesa in Ict del Ssn italiano, si registri uninversione di tendenza. Fra le aziende sanitarie, constata Corso, prevalgono quelle che prevedono una contrazione degli investimenti su quelle che pensano daumentarla rispetto al 2011. Figura 2 - Andamento degli investimenti ICT nei prossimi 3 anni C anche un preoccupante 8% di strutture che prevede di tagliare la spesa in Ict di oltre il 40%. Ci rischia dinnescare un circolo vizioso, in cui la contrazione degli investimenti determina un peggioramento del funzionamento del sistema, che a sua volta si traduce in maggiori costi. Consci del fatto che, in tempi di spending review, suggerire daumentare il budget di spesa in Ict sarebbe velleitario, i ricercatori del Politecnico meneghino hanno focalizzato lattenzione su gli ambiti su cui utile puntare per spendere meglio le risorse disponibili e innescare un circolo virtuoso. E hanno individuato nel virtual health, ossia nellinsieme di tecnologie che permettono di portare il cittadino al centro del servizio sanitario, lambito in cui linvestimento in Ict pu fare la differenza e pu abilitare miglioramenti della qualit del servizio.

Figura 3 - Investimenti e maturit dei diversi ambiti Lasciando da parte le tecnologie con un maggior grado di maturit e che pure oggi continuano a richiamare risorse (in verde), gli estensori dellOsservatorio si sono focalizzati sulle tecnologie percepite come strategiche (in rosso) o emergenti (in giallo) dai chief information officer interpellati. Quello della cartella clinica elettronica, ha detto Corso, , per esempio, un ambito in consolidamento, che catalizza una parte importante del budget Ict: nel 2012 previsto un aumento di spesa per implementarla del 13%. A oggi linformatizzazione delle cartelle cliniche stata penalizzata dalla regionalizzazione e aziendalizzazione del Ssn, che ha portato a scelte molto disomogenee sul territorio, e dalla mancanza di linee guida. Tuttora registriamo una scarsa propensione delle Regioni pi indietro nella loro implementazione a imitare quelle lhanno gi fatto. Se timori circa la sicurezza e la tutela dei dati e la mancanza di una regia che porti allerogazione di servizi condivisi hanno finora ostacolato la diffusione del cloud computing, su cui pure i direttori informatici nutrono forti aspettative (+88% il budget destinato nel 2012), la difficolt delle strutture sanitarie nel riorganizzare il loro modus operandi o nel reingegnerizzare i processi legati alla prescrizione e somministrazione dei farmaci a rallentare ladozione di tecnologie che consentano nellordine la digitalizzazione e conservazione sostitutiva dei documenti (+89% il budget 2012) e la gestione informatizzata dei farmaci (+64% di spesa). ancora la mancanza di una cabina di regia, di un soggetto che si faccia carico di stimolarne limplementazione, a frenare la diffusione nella sanit italiana del fascicolo sanitario elettronico (Fse) e dei sistemi Ict per lassistenza domiciliare, che pure potrebbero generare risparmi rispettivamente per 2,2 e 3 miliardi di euro. Gli stessi dirigenti delle strutture sanitarie, interpellati dai ricercatori del Politecnico milanese, oltre che nelle limitate risorse economiche disponibili, individuano nella necessit di cambiamenti organizzativi, nella complessit realizzativa, nella resistenza al cambiamento e nella mancanza di linee guida i principali vincoli allo sviluppo del virtual health. Figura 4 - Barriere allo sviluppo del Virtual Health Proprio il ritorno a una cabina regia, che favorisca la diffusione delle best practice individuate tramite le diverse sperimentazioni portate avanti sul territorio, un maggior impegno di tutti i soggetti nellimplementazione delle innovazioni individuate come prioritarie e il coinvolgimento del cittadino, che deve diventare sempre pi protagonista della propria cura, sono i driver in grado, secondo i ricercatori dellOsservatorio, dinnescare un circolo virtuoso. Con unorganizzazione attenta, con un impegno verso linnovazione, ha concluso Corso, si possono promuovere piani dinnovazione a fronte di investimenti tutto sommato non elevati rispetto alle risorse in gioco. Si possono ottenere dei risultati importanti che in sanit si traducono non in un Ebitda migliore, ma, cosa di gran lunga pi importante, in una vita migliore. Non dimentichiamo poi che lSSn crea lavoro e un indotto importantissimo. Linvestimento in sanit un moltiplicatore dello sviluppo di servizi sul territorio.