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Gianluca Occhetta

Note di

TOPOLOGIA GENERALE
e primi elementi di topologia algebrica

Dipartimento di Matematica Universit` di Trento a Via Sommarive 14 38050 - Povo (TN)

Nota per la lettura


Queste note raccolgono gli argomenti (alcuni variabili negli anni) svolti nel corso di Geometria IV unit` didattica del Corso di Laurea in Matematica dellUniversit` a a di Trento dalla.a. 2002-2003 alla.a. 2008-2009. In appendice sono invece contenuti approfondimenti sulle nozioni di compattezza proposti agli studenti del percorso di eccellenza. Per alcune parti di queste note, nonch per suggerimenti e correzioni, sono debitore e a Davide Panizzolo, Elisa Tasso, Roberto Pignatelli, Riccardo Ghiloni e Valentina Paterno. Sono anche grato agli studenti che mi hanno via via segnalato imprecisioni e proposto modiche e mi assumo la responsabilit` di tutti gli errori che possono a essere rimasti. Gianluca Occhetta

iii

Indice

Nota per la lettura Indice

iii iv

I Topologia generale
1 Spazi topologici 1.1 Generalit` . . . . . . . a 1.2 Confronto tra topologie 1.3 Base di una topologia . 1.4 Applicazioni continue . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1
3 3 5 6 8 11 11 13 16 23 33 33 38 40 44 49 49 51 53 54 55

2 Costruire nuovi spazi topologici 2.1 Sottospazi e topologia indotta . 2.2 Prodotti e topologia prodotto . 2.3 Quozienti e topologia quoziente 2.4 Lo spazio proiettivo reale RPn . 3 Propriet` topologiche a 3.1 Spazi compatti . . . . . 3.2 Spazi di Hausdor . . . 3.3 Spazi connessi . . . . . . 3.4 Spazi connessi per archi . . . . . . . . . . . . . . . .

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4 Superci topologiche 4.1 Variet` topologiche . . . . . . . . . . . . . . . . . a 4.2 Somma connessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.3 Triangolazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.4 Orientabilit` . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . a 4.5 Teorema di classicazione delle superci compatte iv

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . - Prima parte

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Indice

II Topologia algebrica

63

5 Omotopia 65 5.1 Omotopia di applicazioni continue . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65 5.2 Tipo domotopia - Retratti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67 5.3 CW-complessi niti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70 6 Il gruppo fondamentale 6.1 Il gruppo fondamentale . . . . . . . 6.2 Omomorsmo indotto . . . . . . . 6.3 Teorema di invarianza per omotopia 6.4 Il gruppo fondamentale di S1 . . . 75 75 78 80 81

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7 Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni 85 7.1 Gruppi con presentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85 7.2 Il teorema di Seifert-Van Kampen . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87 7.3 Il teorema di classicazione delle superci compatte - Seconda parte 93 7.4 Gruppo fondamentale e retrazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95 A Varie nozioni di compattezza A.1 Compattezza per ricoprimenti: origine A.2 Varie denizioni di compattezza . . . . A.3 Compattezza in spazi metrici . . . . . A.4 Spazi localmente compatti . . . . . . . 99 . 99 . 100 . 103 . 104

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Parte I Topologia generale

Capitolo

Spazi topologici
` 1.1 GENERALITA Denizione 1.1. Sia X un insieme e P(X) una famiglia di sottoinsiemi di X con le seguenti propriet` : a 1. , X . ` 2. La famiglia e chiusa rispetto allunione: data una collezione {Uj }jJ tale che Uj j si ha che Uj . ` 3. La famiglia e chiusa rispetto alle intersezioni nite: se U1 , U2 allora U1 U2 . ` ` La coppia (X, ) e detta spazio topologico; la famiglia e detta topologia, mentre gli elementi di sono chiamati aperti della topologia. Esempi 1.2. a) (X, P(X)): Topologia discreta. b) (X, {, X}): Topologia grossolana (o banale). ` c) (X, c ), c = {} {X} {U | U c e un insieme nito}: Topologia conita. Se {Uj }jJ sono elementi non banali di allora per ogni j si ha |Ujc | < +. Allora ( Uj )c = Ujc , e quindi, per ogni j, ( Uj )c Ujc ; essendo |Ujc | < + allora anche |( Uj )c | < + e quindi Uj .
c c Se U1 , U2 sono elementi non banali di (e quindi |U1 | < +, |U2 | < +) c c ` allora (U1 U2 )c = U1 U2 e un insieme nito, in quanto unione nita di insiemi niti, e pertanto U1 U2 .

1. Spazi topologici

` ` d) (X = Rn , ), U se e solo se U e linsieme vuoto, Rn oppure e ununione di sottoinsiemi della forma Br (p) = {x Rn | d(x, p) < r}, con p Rn e r numero reale positivo : Topologia euclidea. ` ` Vericheremo piu avanti che questa e una topologia, utilizzando il concetto di base. e) X = Rn , d = {} {Rn } {Br (0)}: Topologia dei dischi. Bri (0) = BR (0) con R = sup ri e Br1 (0) Br2 (0) = Br (0) con r = min(r1 , r2 ). f) X = R, s = {} {R} {(, a) | a R}: Topologia delle semirette. (, ai ) = (, A) con A = sup ai e (, a1 ) (, a2 ) = (, a) con a = min(a1 , a2 ). g) X = [1, 1], = {} {[1, 1]} {U | 0 U } {V | (1, 1) V } Chiamiamo per comodit` insiemi del primo tipo i sottoinsiemi U a 0e insiemi del secondo tipo i sottoinsiemi V (1, 1). E immediato osservare che lunione (o lintersezione) di insiemi del primo ` tipo e ancora un insieme del primo tipo, mentre lunione (o lintersezione) ` di insiemi del secondo tipo e ancora un insieme del secondo tipo, quindi ` basta vericare che U V e U V se U e un insieme del primo ` tipo e V e un insieme del secondo tipo. Linsieme U V perch contiene (1, 1), e linsieme U V perch e e non contiene 0. ` h) X = R, = {} {R} {[a, a] | a R+ } non e una topologia, perch non e ` e chiusa rispetto allunione. Ad esempio 1 +
nN

1 1 ,1 = (1, 1) . n n

` Denizione 1.3. Un sottoinsieme C X si dice chiuso nella topologia se C c e un aperto di . Proposizione 1.4. Sia (X, ) uno spazio topologico. 1. , X sono chiusi. 2. Lintersezione di chiusi e un chiuso. ` 3. Lunione nita di chiusi e un chiuso. ` 4

1.2. Confronto tra topologie

Dimostrazione. Esercizio. ` Denizione 1.5. Sia x X; un intorno di x e un sottoinsieme W X che contiene un aperto U che contiene x: x U W . Normalmente dicendo intorno sottintenderemo intorno aperto. ` Denizione 1.6. Sia Y X; un punto y Y e interno a Y se esiste un intorno W di y tale che W Y . Linsieme di tutti i punti interni di Y si chiama interno di Y , e si denota con Y . ` ` Equivalentemente Y e il piu grande aperto di X contenuto in Y . ` Osservazione 1.7. Y e aperto Y = Y . ` Dimostrazione. ) Se Y e aperto costituisce un intorno di ogni suo punto, ` quindi ogni punto di Y e punto interno. ` ) Per ogni y Y esiste un aperto Uy tale che y Uy Y , quindi Y = Uy e aperto in quanto unione di aperti. ` Denizione 1.8. Sia Y X; un punto x X e di aderenza per Y se per ogni intorno Wx di x si ha Wx Y = . Linsieme di tutti i punti di aderenza di Y in X si chiama chiusura di Y in X, e si ` ` denota con Y . Equivalentemente Y e il piu piccolo chiuso di X che contiene Y . ` Osservazione 1.9. Y e chiuso Y = Y . Dimostrazione. Esercizio. ` Denizione 1.10. La frontiera di Y , denotata con Y , e linsieme Y \Y . Esempio 1.11. Se Y = [0, 1) in (R, ) allora Y = (0, 1), Y = [0, 1] e Y = {0, 1}; considerando lo stesso insieme come sottospazio di R con la topologia delle semirette si ha invece Y = , Y = [0, +) e Y = [0, +). Esempio 1.12. Sia X = [1, 1] con la topologia dellesempio 1.2 g) e sia Y = [1/4, 1]. Y non contiene aperti del secondo tipo, mentre qualsiasi sottoinsieme di Y che ` non contiene lo zero e aperto. Quindi Y = Y \ {0}. I chiusi non banali di X sono i sottoinsiemi che contengono lo zero e quelli che ` hanno intersezione vuota con (1, 1), quindi Y e chiuso e Y = Y . ` La frontiera di Y e quindi costituita dal punto 0, Y = {0}. 1.2 CONFRONTO TRA TOPOLOGIE Sia X un insieme e 1 e 2 due topologie su X. ` ` ` Denizione 1.13. Si dice che 1 e piu ne di 2 (1 2 ) se ogni aperto di 2 e un ` ` ` aperto di 1 . Si dice che 1 e strettamente piu ne di 2 (1 2 ) se 1 e piu ne di ` ` 2 ed esiste un aperto di 1 che non e aperto di 2 . 5

1. Spazi topologici

` Questa e una relazione dordine parziale: due topologie diverse possono non essere confrontabili. Esempio 1.14. Sia X = R e siano 1 la topologia discreta, 2 la topologia euclidea, 3 la topologia dei dischi, 4 la topologia delle semirette. Si verichi che 1 2 , 3 , 4 e che 2 3 , 4 , mentre 3 e 4 non sono confrontabili. 1.3 BASE DI UNA TOPOLOGIA ` Denizione 1.15. Sia (X, ) uno spazio topologico. Un sottoinsieme B e una ` base per se ogni aperto non vuoto di e unione di elementi di B. Proposizione 1.16. (Caratterizzazione delle basi) Se B e una base per una topologia ` su X, allora 1) x X B B t.c. x B. 2) B1 , B2 B t.c. B1 B2 = e x B1 B2 B3 B t.c. x B3 B1 B2 . Viceversa, dato un insieme X e una famiglia di sottoinsiemi B che ha le propriet` 1) e 2) a esiste ununica topologia su X che ha B come base. La condizione 2).
B1 B2 x B3

Dimostrazione. Supponiamo che B sia una base per una topologia. ` ` Poich X e un aperto, esso si puo scrivere come unione di elementi della base: e ` X = iI Bi , quindi ogni punto di X e contenuto in almeno uno dei Bi . Dati B1 e B2 appartenenti a B, tali insiemi appartengono anche a , quindi lin` ` sieme B1 B2 e un aperto e pertanto si puo scrivere come unione di elementi ` della base: B1 B2 = iI Bi ; ogni elemento dellintersezione e contenuto in almeno uno di questi Bi . Viceversa, supponiamo che una famiglia di sottoinsiemi B verichi 1) e 2) e costruiamo la topologia in questo modo: un sottoinsieme Y X appartiene a se ` e solo se si puo scrivere come unione degli elementi di B. Linsieme vuoto appartiene banalmente a , e X per la propriet` 1). Lua ` nione di elementi di e ununione di elementi della base, quindi per come 6

1.3. Base di una topologia

abbiamo denito ; siano inne U1 , U2 e verichiamo che U1 U2 . Scriviamo U1 = iI Bi , U2 = jJ Bj ; allora U1 U2 = (


iI

Bi ) (
jJ

Bj ) =
iI, jJ

(Bi Bj ).

` ` Per concludere e sufciente osservare che, per la propriet` 2), Bi Bj si puo a scrivere come unione di elementi di B. Lunicit` di segue immediatamente dalla denizione di base. a Esempi 1.17. a) In X = Rn i sottoinsiemi Br (x) = {y Rn | d(x, y) < r}, al variare di x Rn e di r R+ , costituiscono una base per una topologia, detta topologia euclidea di Rn . ` ` b) Analogamente, se (X, d) e uno spazio metrico, su di esso e possibile denire una topologia d che ha come base i sottoinsiemi della forma Br (x) = {y X | d(x, y) < r}. ` c) X = R, B = {[a, b) | a < b} e la base per una topologia su R. ` d) X = R, B = {[a, a]} e la base per una topologia su R. e) Sia X = N2 linsieme dei numeri interi maggiori o uguali a due, sia ` Un = {x X | x divide n} e sia B = {Un }nX . Allora B e la base per una topologia su X, detta Topologia dei divisori. ` Infatti ogni x X e contenuto in Ux e Ux1 Ux2 = UM CD(x1 ,x2 ) . Esercizio 1.18. Sia X un insieme e U = {Ui }iI una collezione di suoi sottoinsiemi; U si dice sottobase per una topologia se le intersezioni nite di elementi di U sono una base per la topologia . 1. Provare che U ` una sottobase se e solo se X e Ui .

2. Trovare una sottobase della topologia euclidea su R. Denizione 1.19. Due basi B1 e B2 si dicono equivalenti se generano la stessa topologia. Proposizione 1.20. (Criterio di equivalenza delle basi) Due basi B1 e B2 sono equivalenti se e solo se sono vericate le seguenti condizioni: 1. B1 B1 , x B1 B2 B2 t.c. x B2 B1 . 2. B2 B2 , x B2 B1 B1 t.c. x B1 B2 . 7

1. Spazi topologici

Dimostrazione. Esercizio. Esempio 1.21. In R2 i dischi senza bordo e i rettangoli senza bordo sono basi per la stessa topologia (quella euclidea).
B1 B2 x B
1

B2 x

1.4 APPLICAZIONI CONTINUE Denizione 1.22. Siano (X, ) e (Y, ) due spazi topologici. Unapplicazione f : X Y si dice continua se la controimmagine via f di ogni insieme aperto di ` Y e un aperto di X, cio` se U si ha che f 1 (U ) . e Osservazione 1.23. La continuit` di una applicazione dipende non solo dagli a insiemi X e Y , ma anche dalle topologie su di essi considerate. Esempi 1.24. ` a) f : R R denita da f (x) = x2 e continua con la topologia euclidea, non ` lo e con la topologia delle semirette. ` b) (X, 1 ) (X, 2 ); f = IdX e continua 1 2 . ` f e continua.

c) X ha la topologia discreta (Y, ), f : X (Y, ) ) Ovvio.

) Scegliamo Y = X, come la topologia discreta e f = IdX . d) Y ha la topologia banale (X, ), f : (X, ) Y ) Ovvio. ) Scegliamo X = Y , come la topologia banale e f = IdY . ` La denizione di continuit` si puo dare anche utilizzando i sottoinsiemi chiusi. a Proposizione 1.25. f : X Y e continua ` chiuso in Y . Dimostrazione. Esercizio. 8 f 1 (C) e chiuso in X per ogni C ` ` f e continua.

1.4. Applicazioni continue

Osservazione 1.26. Nel caso in cui (X, ) = (Y, ) = (R, ) la denizione (1.22) ` e equivalente allusuale denizione di continuit` dellanalisi. a Dimostrazione. Sia f : R R una funzione tale che, per ogni x0 R e per ogni > 0 esiste tale che se ||x x0 || < allora ||f (x) f (x0 )|| < . ` Vogliamo mostrare che questa funzione e continua nel senso della Denizione ` (1.22), cio` vogliamo mostrare che, se U e un aperto del codominio allora f 1 (U ) e ` ` e aperto. Sia x0 un punto di f 1 (U ); mostreremo che tale punto e punto interno. ` ` Sia y0 = f (x0 ); y0 e contenuto in U , che e aperto; pertanto esiste > 0 tale che (y0 , y0 + ) U . In corrispondenza di tale esiste tale che se ||x x0 || < allora ||f (x) f (x0 )|| < ; in particolare se ||x x0 || < allora f (x) U . ` Pertanto (x0 , x0 + ) e un intorno di x0 contenuto in f 1 (U ). Supponiamo ora che f soddis la Denizione (1.22), e sia x0 un punto del dominio. Sia > 0 e sia U = f 1 ((f (x0 ) , f (x0 ) + )); essendo controimmagine di ` ` un aperto, U e aperto. Il punto x0 e interno ad U , quindi esiste un intorno di x0 , che possiamo assumere del tipo (x0 , x0 + ), contenuto in U . Limmagine di ` ` tale intorno e contenuta in f (U ) (f (x0 ) , f (x0 ) + ) e lasserto e provato. ` Se si conosce una base per la topologia di Y e sufciente vericare la continuit` a sugli elementi della base: Proposizione 1.27. Sia f : (X, ) (Y, ) unapplicazione tra spazi topologici, e sia B una base per . Allora f e continua se e solo se f 1 (B) per ogni B B. ` ` Dimostrazione. Se f e unapplicazione continua allora f 1 (B) per ogni B B perch gli elementi di B sono particolari elementi di . e ` Viceversa, se f 1 (B) per ogni B B, poich ogni V si puo scrivere come e 1 1 1 V = Bi con Bi B, si ha f (V ) = f ( Bi ) = f (Bi ) e f 1 (Bi ) in quanto unione di elementi di . Esercizio 1.28. Sia (X, ) linsieme N2 con la topologia dei divisori. Si provi che le applicazioni fk : X X denite ponendo fk (n) = kn sono continue, mentre lapplicazione g : X X denita ponendo g(n) = n + 1 non lo `. e ` Denizione 1.29. Unapplicazione f : X Y si dice aperta se f (U ) e aperto in ` Y per ogni U aperto in X. Unapplicazione f : X Y si dice chiusa se f (C) e chiuso in Y per ogni C chiuso in X. ` Osservazione 1.30. f puo essere aperta, chiusa, aperta e chiusa senza essere continua. Vericare che ` 1. Se (X, ) = (Y, ) = (R, s ) e f : X Y e denita ponendo f (x) = x2 ` allora lapplicazione f e chiusa, non aperta e non continua. ` 2. Se (X, ) = (R2 , ) e (Y, ) = (R, ) e f : X Y e denita ponendo ` f (x, y) = x allora lapplicazione f e aperta, non chiusa e continua (Cf. sezione (2.2)). 9

1. Spazi topologici

` 3. f : (R, s ) (R, ) denita ponendo f (x) = 3x e aperta e chiusa, ma non continua. Proposizione 1.31. Siano (X, X ), (Y, Y ) e (Z, Z ) tre spazi topologici, f : X Y e g : Y Z due applicazioni continue. Allora lapplicazione composta h = g f : X Z e continua. ` Dimostrazione. Bisogna vericare che h1 (V ) X per ogni V Z . Linsieme g 1 (V ) Y poich g e continua, e linsieme f 1 (g 1 (V )) X poich e ` e ` f e continua, e quindi lasserto segue dal fatto che h1 (V ) = (g f )1 (V ) = f 1 (g 1 (V )).

Quando due spazi topologici sono uguali? Denizione 1.32. Due spazi topologici X e Y si dicono omeomor se esistono due applicazioni continue f : X Y e g : Y X tali che g f = IdX e f g = IdY . ` f e g prendono il nome di omeomorsmi; un omeomorsmo e cio` unapplie cazione continua, biunivoca e con inversa continua (biunivoca e bicontinua). Indicheremo lomeomorsmo tra due spazi topologici con questo simbolo: .

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Capitolo

Costruire nuovi spazi topologici


2.1 SOTTOSPAZI E TOPOLOGIA INDOTTA Sia (X, ) uno spazio topologico e S X un suo sottoinsieme non vuoto. ` Denizione 2.1. S = {U S | U } e una topologia su S, detta topologia indotta da su S. Osservazione 2.2. Consideriamo linclusione i : S X; per ogni sottoinsieme A X si ha i1 (A) = A S. Pertanto la topologia indotta rende continua ` linclusione, anzi e la topologia meno ne che rende continua tale applicazione. Osservazione 2.3. Gli aperti di S non sono necessariamente aperti di : ad ` esempio se (X, ) = (R, ) e S = [0, 1] allora [0, 1/2) e un aperto di S , ma ` non e un aperto di . Esempi 2.4. Alcuni esempi di sottospazi di (Rn , ) di importanza notevole: a) X = R, S = I := [0, 1], lintervallo unitario. b) X = Rn+1 , S = Sn := {x Rn+1 | x = 1}, la sfera di dimensione n. c) X = Rn , S = Dn := {x Rn | x 1}, il disco (chiuso) di dimensione n. Esempi 2.5. Vediamo ora alcuni esempi di omeomorsmi. a) Due intervalli di R che includono gli estremi, con la topologia indotta dalla topologia euclidea, sono tra loro omeomor. ` Infatti lintervallo [a, b] e omeomorfo allintervallo I mediante lapplicazione f : [a, b] [0, 1] denita da y = (x a)/(b a), che ha come inversa g : [0, 1] [a, b] denita da x = y(b a) + a. La tesi segue ora dal fatto che ` la composizione di omeomorsmi e un omeomorsmo. 11

2. Costruire nuovi spazi topologici

b) Allo stesso modo due intervalli di R che non includono gli estremi, con la topologia indotta dalla topologia euclidea, sono tra loro omeomor. c) Due semirette (, a) e (, b) con la topologia indotta da quella euclidea sono omeomorfe. ` Per mostrare questo fatto e sufciente considerare lomeomorsmo f : (, a) (, b) denito ponendo f (x) = x + (b a). d) Due semirette (, a) e (b, +) con la topologia indotta da quella euclidea sono omeomorfe. ` In questo caso un possibile omeomorsmo e dato da f : (, a) (b, +) denita ponendo f (x) = x + (b + a). e) Gli intervalli di R che non includono gli estremi, con la topologia indotta da quella euclidea, sono omeomor alle semirette prive dellestremo con la topologia indotta da quella euclidea. ` ` In virtu degli esempi precedenti basta mostrare che lintervallo (0, 1) e ` omeomorfo alla semiretta (1, +), e cio si ottiene considerando lomeomorsmo f : (0, 1) (1, +) denito da f (x) = 1/x. f) Gli intervalli di R che non includono gli estremi, con la topologia indotta da quella euclidea, sono omeomor a R con la topologia euclidea. ` ` Basta mostrare che lintervallo (/2, /2) e omeomorfo a R, e cio si ottiene considerando lomeomorsmo f : (/2, /2) R dato da f (x) = tan(x). g) Gli intervalli di R che non includono gli estremi, con la topologia indotta da quella euclidea, non sono omeomor agli intervalli di R che includono gli estremi, con la topologia indotta da quella euclidea. Lo dimostreremo ` piu avanti, utilizzando la nozione di connessione (Cf. Esempio (3.43)). h) La sfera n-dimensionale meno un punto con la topologia indotta da quella ` euclidea e omeomorfa a Rn con la topologia euclidea. Scegliamo come punto il polo nord N = (0, 0, . . . , 0, 1) e deniamo unapplicazione p : Sn \ {N } Rn , detta proiezione stereograca. Tale applicazione associa a un punto P di Sn \ {N } Rn+1 il punto delliperpiano di equazione xn+1 = 0 ottenuto intersecando la retta per N e P con tale iperpiano. Le equazioni di p sono le seguenti: p(x1 , . . . , xn+1 ) = 12 xn x1 ,..., 1 xn+1 1 xn+1 .

2.2. Prodotti e topologia prodotto

` Linversa di p, p1 : Rn Sn \ {N } e data da
2 2y1 2yn yi 1 ,..., , 2 2 2 1 + yi 1 + yi 1 + yi E semplice vericare che p e la sua inversa sono applicazioni continue che danno quindi lomeomorsmo cercato.

p1 (y1 , . . . , yn ) =

Esercizio 2.6. Sia X linsieme [0, 1] {2} con la topologia che ha come base gli aperti della topologia indotta da quella euclidea su [0, 1] e gli insiemi della forma (a, 1) {2} con a [0, 1). Si consideri lapplicazione f : [1, 1] X denita ponendo |x| x = 1 f (x) = 2 x=1 Si stabilisca se tale applicazione ` continua quando [1, 1] ha rispettivamente la e topologia grossolana, la topologia conita, la topologia euclidea o la topologia discreta. 2.2 PRODOTTI E TOPOLOGIA PRODOTTO Siano (X, X ) e (Y, Y ) due spazi topologici. ` Denizione 2.7. La topologia prodotto XY su X Y e la topologia su X Y che ha come base BXY = {UX VY | UX X , VY Y }. Un aperto della base viene detto aperto elementare della topologia prodotto. Esempio 2.8. Siano (X, X ) = (Y, Y ) = (R, ); allora per il criterio di equivalen` za delle basi, la topologia prodotto su R2 e la topologia euclidea. Dato uno spazio prodotto X Y , sono naturalmente denite due applicazioni, X : X Y X, tale che X (x, y) = x e Y : X Y Y , tale che Y (x, y) = y, dette proiezioni sui fattori.
w ww ww ww {ww
X

X Y Le proiezioni sui fattori sono applicazioni continue, anzi, la topologia prodotto ` e la topologia meno ne che rende continue le proiezioni. Osservazione 2.9. Le proiezioni sono applicazioni aperte. ` Dimostrazione. Sia A un aperto di X Y ; tale insieme si puo scrivere come unione di aperti elementari: A=
iI

X Y GG GG Y GG GG G#

(Ui Vi ), 13

2. Costruire nuovi spazi topologici

ove gli Ui sono aperti di X e i Vi sono aperti di Y ; si ha pertanto X (A) = iI Ui e Y (A) = iI Vi . Esempio 2.10. In generale le proiezioni non sono applicazioni chiuse: in R2 con la topologia euclidea si consideri linsieme C costituito dai punti delliperbole ` equilatera di equazione xy = 1; tale insieme e chiuso in quanto immagine inversa dellinsieme chiuso costituito dal punto 1 tramite lapplicazione continua f : R2 R cos` denita: f (x, y) = xy. Limmagine di C tramite la proiezione X ` ` e R \ {0}, che non e un insieme chiuso di (R, ). Proposizione 2.11. Siano (X, X ) e (Y, Y ) due spazi topologici e sia (X Y, XY ) lo spazio prodotto. Allora y Y lo spazio topologico X {y}, con la topologia indotta, e omeomorfo ad X. `
Y W y

Dimostrazione. Sia i : X {y} X Y linclusione, e sia f : X {y} X denita ` ponendo f (x, y) = x; e immediato verica` re che f = X i e che f e biunivoca. ` Inoltre f e continua perch composizione e di applicazioni continue; per provare ` quindi che f e un omeomorsmo resta da ` mostrare che f e aperta.
X

` Un aperto W di X {y} e intersezione di un aperto W di X Y con X {y} quindi, essendo un aperto del prodotto unione di aperti elementari, possiamo scrivere W = ( (Uj Vj )) (X {y});
jJ

quindi W = jJ (Uj {y}) dove J = {j J | y Vj }. Si ha pertanto che ` f (W ) = jJ Uj e quindi f e aperta. La seguente proposizione fornisce un criterio per stabilire se unapplicazione a ` valori in uno spazio prodotto e continua Proposizione 2.12. (Propriet` universale dei prodotti) Sia Z uno spazio topologico e a f : Z X, g : Z Y due applicazioni. Sia h : Z X Y lapplicazione denita da h(z) = (f (z), g(z)). Allora h e continua se e solo se f e g sono continue. ` Dimostrazione. ) Possiamo rappresentare la situazione col seguente diagramma commutativo: ? Y cHH Z
HH HHY HH H h /X @@ @@ vv vv @@ vvX @@ v f  {vv
g

~ ~~ ~~ ~ ~~

14

2.2. Prodotti e topologia prodotto

Dal fatto che f = X h e g = Y h segue la tesi, perch le proiezioni sono e applicazioni continue. ) Poich gli aperti elementari costituiscono una base per la topologia proe ` ` dotto e sufciente mostrare che limmagine inversa di un aperto elementare e un aperto di Z. h1 (U V ) = {z Z | h(z) = (f (z), g(z)) U V } = = {z Z | f (z) U, g(z) V } = f 1 (U ) g 1 (V ), ` e la tesi segue percio dalla continuit` di f e g. a Esercizio 2.13. Siano (X, X ) = (R, ) e (Y, Y ) = (R, c ) e sia X Y lo spazio prodotto. Si determinino linterno, la chiusura e la frontiera del sottoinsieme Q = [0, 1] [0, 1] X Y . Esercizio 2.14. Sia (X, X ) lo spazio topologico R con la topologia che ha per base i sottoinsiemi del tipo [a, b) con a < b R e sia Z lo spazio prodotto (X, X ) (X, X ). Qual ` la topologia indotta dalla topologia prodotto sui sottoinsiemi T1 = e {(x, x) | x R} e T2 = {(x, x) | x R}? ` Denizione 2.15. Sia f : X Y unapplicazione; il graco di f e linsieme f = {(x, y) X Y | f (x) = y} = {(x, f (x)) | x X}. Esercizio 2.16. Sia f : X Y unapplicazione continua. Dimostrare che il graco f ` omeomorfo a X. e

15

2. Costruire nuovi spazi topologici

2.3 QUOZIENTI E TOPOLOGIA QUOZIENTE Denizione 2.17. Sia f : X Y unapplicazione suriettiva da uno spazio to` ` pologico X su un insieme Y . La topologia piu ne su Y che rende f continua e detta topologia quoziente. E costituita dai sottoinsiemi ` f = {U Y | f 1 (U ) e aperto in X} ` Osservazione 2.18. Avere unapplicazione suriettiva tra insiemi f : X Y e equivalente ad avere una relazione di equivalenza f nellinsieme X cos` de ` nita: x f x se e solo se f (x) = f (x ). Linsieme Y e linsieme quoziente rispetto ` a tale relazione, e f e la proiezione sul quoziente. Denizione 2.19. Sia f : X Y unapplicazione suriettiva di insiemi. Linsieme ` f 1 (f (A)) e detto saturazione di A. Un sottoinsieme A X si dice saturo se coincide con la sua saturazione. ` Se X e uno spazio topologico e Y ha la topologia quoziente per trovare gli aperti ` di Y e sufciente trovare gli aperti saturi di X: Proposizione 2.20. Sia (X, X ) uno spazio topologico, f : X Y unapplicazione suriettiva e si doti Y della topologia quoziente f . Allora gli aperti di f sono tutte e sole le immagini degli aperti saturi di X. Dimostrazione. Sia S linsieme degli aperti saturi di X. Possiamo denire unapplicazione tra insiemi : S f che ad ogni aperto saturo A di X associa ` f (A); infatti f 1 (f (A)) = A e quindi f (A) e un aperto di Y . Viceversa possiamo denire unapplicazione : f S che associa ad un aper` to B di f la sua controimmagine f 1 (B). Tale sottoinsieme e aperto perch B lo e 1 1 1 1 ` ` e ed e saturo perch f (f (B)) = B e quindi f (f (f (B))) = f (B). e E immediato vericare che le due applicazioni sopra denite sono linversa luna dellaltra e quindi stabiliscono la corrispondenza biunivoca cercata. Corollario 2.21. Sia (X, X ) uno spazio topologico, f : X Y unapplicazione suriettiva e si doti Y della topologia quoziente f . Lapplicazione f e aperta (rispettivamente chiusa) se e solo se la saturazione di ogni ` sottoinsieme aperto (risp. chiuso) e un sottoinsieme aperto (risp. chiuso). ` ` Dimostrazione. ) Se f e aperta, allora per ogni U X si ha che f (U ) f , e 1 quindi f (f (U )) X per denizione di topologia quoziente. ) Per ipotesi per ogni U X si ha che f 1 (f (U )) X . Quindi f (U ) f per denizione di topologia quoziente. Esempi 2.22. Una particolare tipologia di spazi quoziente si ottiene mediante contrazione ad un punto di un sottoinsieme: dato un sottoinsieme A X si denisce la relazione di equivalenza A in questo modo: x A x 16 x=x x, x A

2.3. Quozienti e topologia quoziente

Denoteremo solitamente lo spazio quoziente X/A con X/A. ` In questo caso la saturazione di un sottoinsieme U X e di due tipi possibili: f 1 (f (U )) = U U A U A= U A=

` ` In particolare, per il corollario precedente, se A e un insieme aperto allora f e ` ` unapplicazione aperta, mentre, se A e un insieme chiuso allora f e unapplicazione chiusa. I sottoinsiemi saturi sono quelli che non tagliano il sottoinsieme A e quelli che lo contengono. Nei due esempi successivi vediamo la contrazione a un punto di un sottoinsieme chiuso e di un sottoinsieme aperto. Notiamo che nel primo caso il punto ` ` f (A) non e un aperto, mentre nel secondo caso lo e. a) X = R, A = [1, 1]. b) X = R, A = (1, 1). Notiamo anche, perch sar` utile in seguito, che, nel secondo caso, ogni apere a to del quoziente che contiene il punto f (1) - essendo immagine di un aperto saturo che contiene A perch ogni aperto che contiene 1 ha intersezione non e vuota con A - contiene anche f (A). Esempio 2.23. Sia X = R [0, 1] lo spazio prodotto tra R con la topologia euclidea e [0, 1] con la topologia euclidea. Si consideri su X la relazione di equivalenza cos` denita: (x, y) (x , y ) se e solo se (x, y) = (x , y ) oppure y = y = 0 e sia Y lo spazio quoziente X/.
X Y

Sia f : X Y la proiezione naturale, e sia A X un sottoinsieme. Per tener conto del diverso comportamento della relazione di equivalenza su R {0} e su R (0, 1] scriviamo f (A) = (f (A) f (R {0})) (f (A) f (R (0, 1])); pertanto f 1 (f (A)) = (A (R {0})) (R ((A) (0, 1])), ` dove : X [0, 1] e la proiezione sul secondo fattore. 17

2. Costruire nuovi spazi topologici

Y f (f(A)) f(A)
1

I sottoinsiemi saturi sono quindi quelli della forma A = A1 A2 dove A1 R {0} e A2 = R B2 con B2 (0, 1]. ` Se A e un insieme aperto, allora A1 devessere un aperto di R {0}. Se A1 = allora, poich e una mappa aperta, (A) = B2 devessere un aperto e ` di [0, 1]. Se invece A1 = , allora, (A) = {0} B2 devessere un aperto di [0, 1] e questo ` implica che B2 e un aperto di [0, 1] e che {0} B2 . ` ` La condizione e anche sufciente, poich , se A1 e un aperto non vuoto di R{0} e ` e {0} B2 e un aperto di [0, 1] allora A = A1 B2 R = (A1 ({0} B2 )) (R B2 ) ` e aperto perch unione di aperti. e Gli aperti di Y sono immagini degli aperti saturi di X, e quindi sono del tipo f (A1 ) f (R B2 ), con A1 aperto di R {0} e B2 aperto di [0, 1] tale che {0} B2 oppure del tipo f (R B2 ), con B2 aperto di (0, 1]. Proposizione 2.24. (Propriet` universale del quoziente) Sia f : X Y unapplicaa zione suriettiva di spazi topologici tale che Y abbia la topologia quoziente rispetto ad f ; sia poi g : Y Z unapplicazione tra spazi topologici. Allora g f e continua se e solo se g e continua. ` ` ` ` Dimostrazione. Se g e continua allora g f e continua perch composizione di e applicazioni continue. Viceversa supponiamo che g f sia continua. Sia V un aperto di Z; dobbiamo ` ` dimostrare che g 1 (V ) e aperto in Y ; sappiamo che f 1 (g 1 (V )) e aperto in X ` per la continuit` di g f ; ricordando che un sottoinsieme di Y e un aperto della a ` topologia quoziente se e solo se la sua controimmagine tramite f e un aperto otteniamo la tesi. Proposizione 2.25. (Omeomorsmi di quozienti) Sia f : X Y un omeomorsmo; siano X e Y relazioni di equivalenza in X e in Y . Se x, x X x X x f (x) Y f (x ) allora X/X Y /Y . 18

2.3. Quozienti e topologia quoziente

Dimostrazione. Consideriamo il seguente diagramma X


X f

/Y
Y

X/X

Y /Y

e deniamo F : X/X Y /Y in questo modo: F ([x]) = [f (x)]. ` Lapplicazione F e ben denita: se x X x si ha che f (x) Y f (x ) e quindi F ([x ]) = [f (x )] = [f (x)]. ` Lapplicazione F e continua per la propriet` universale del quoziente; infatti a ` ` F X e continua, essendo F X = Y f e questultima applicazione e continua in quanto composizione di applicazioni continue. ` Lapplicazione F e iniettiva; infatti F ([x]) = F ([x ]) [f (x)] = [f (x )] f (x) Y f (x ) x X x [x] = [x ]. ` ` Lapplicazione F e suriettiva perch f lo e: preso [y] Y /Y sappiamo che esiste e x X tale che f (x) = y per la suriettivit` di f , e abbiamo F ([x]) = [f (x)] = [y]. a ` Lapplicazione inversa F 1 e continua per la propriet` universale del quoziente a ` (F 1 Y = X f 1 e continua). Osservazione 2.26. Questa proposizione giustica il procedimento di taglia e ` incolla che vedremo piu avanti. Denizione 2.27. Sia X un insieme e una relazione dequivalenza su X. Sia poi f : X Y unapplicazione. Si dice che laplicazione f passa al quoziente se x, x X x X x f (x) Y f (x ). ` Denizione 2.28. Siano (X, x0 ) e (Y, y0 ) due spazi topologici in cui e stato scelto ` un punto, detto punto base; lunione a un punto di questi due spazi e lo spazio ` topologico (X, x0 ) (Y, y0 ) = (X Y )/ dove e la relazione dequivalenza che identica ogni punto con se stesso e x0 con y0 . Esempi 2.29. a) X = I, A = {0, 1}; allora I /A S1 ; per provarlo, consideriamo lapplicazione e : I S1 , che manda t in (cos 2t, sin 2t); tale applicazione passa al quoziente, e pertanto risulta denita unapplicazione g : I /A S1 che fa commutare il diagramma
/ S1 |= | g ||| f || ||  ||

I /A ` ` E immediato vericare che g e biunivoca; g e continua per la propriet` a universale del quoziente; la continuit` di g 1 seguir` dal Corollario (3.26). a a 19

2. Costruire nuovi spazi topologici

b) X = I, A = {0, 1/2, 1}; allora I /A S1 S1 . Sia Y R2 il sottospazio di R2 omeomorfo a S1 S1 costituito dalle circonferenze di raggio uno e centro (0, 1) e (0, 1): Y = {(x, y) R2 | x2 + (y 1)2 = 1 oppure x2 + (y + 1)2 = 1}. Consideriamo lapplicazione e : I Y cos` denita: e(t) = (sin(4t), cos(4t) + 1) (sin(4t), cos(4t) 1) t [0, 1/2] t [1/2, 1] .

` Tale applicazione e ben denita e passa al quoziente perch tutti i punti di e 2 A sono mandati nell origine di R e pertanto risulta denita unapplicazione g : I /A S1 S1 che fa commutare il diagramma I
f

/ S1 w; ww g www w ww ww w
e

S1

I /A ` ` E immediato vericare che g e biunivoca; g e continua per la propriet` a universale del quoziente; la continuit` di g 1 seguir` dal Corollario (3.26). a a

c) X = S1 I, A = S1 {1}; X/A D2 . Consideriamo lapplicazione p : S1 I D2 , che manda (x, t) in (1 t)x; tale applicazione passa al quoziente perch tutti i punti di A sono mane dati nello stesso punto di D2 e pertanto risulta denita unapplicazione 20

2.3. Quozienti e topologia quoziente

g : (S1 I)/A D2 che fa commutare il diagramma S1 I


f

(S1 I)/A

/ 2 :D uu u g uuu uu u uu uu

` ` E immediato vericare che g e biunivoca; g e continua per la propriet` a 1 universale del quoziente; la continuit` di g seguir` dal Corollario (3.26). a a

d) Sia X = S1 I e consideriamo la relazione di equivalenza tale che (x, 0) (x , 0) e (x, 1) (x , 1). Lo spazio quoziente X/ e omeomorfo a S2 . ` ` La mappa da considerare in questo caso e: p : S1 I S2 cos` denita t [0, 1/2] (2tx, 1 4t2 ) p(x, t) = . (2(1 t)x, 1 4(1 t)2 ) t [1/2, 1]

` Si noti che in questo esempio il passaggio al quoziente non e la contrazione a un punto di un sottoinsieme. Esempi 2.30. Relazioni dequivalenza in X = I I R2 a) Consideriamo la relazione di equivalenza in I I tale che (x, y) (x , y ) (x, y) = (x , y ) {x, x } = {0, 1} e y = y ;

` ` si puo dimostrare che lo spazio quoziente e omeomorfo a S1 I R3 con la topologia indotta da quella euclidea. Si tratta cio` di un cilindro. e 21

2. Costruire nuovi spazi topologici

b) Consideriamo la relazione di equivalenza in I I tale che (x, y) (x , y ) (x, y) = (x , y ) {x, x } = {0, 1} e y = 1 y ;

` lo spazio quoziente rispetto a tale relazione di equivalenza e detto Nastro di Moebius. c) Consideriamo la relazione di equivalenza in I I tale che (x, y) = (x , y ) (x, y) (x , y ) {x, x } = {0, 1} e y = y ; {y, y } = {0, 1} e x = x ` lo spazio quoziente rispetto a tale relazione di equivalenza e detto Toro; si ` ` puo dimostrare che tale spazio e omeomorfo al prodotto S1 S1 .
Q Q Q P P b P

P
CILINDRO

P
NASTRO DI MOEBIUS

b
TORO

d) Consideriamo la relazione di equivalenza in I I tale che (x, y) = (x , y ) (x, y) (x , y ) {x, x } = {0, 1} e y = 1 y ; {y, y } = {0, 1} e x = x ` lo spazio quoziente rispetto a tale relazione di equivalenza e detto Bottiglia di Klein. e) Consideriamo la relazione di equivalenza in I I tale che (x, y) = (x , y ) (x, y) (x , y ) {x, x } = {0, 1} e y = 1 y ; {y, y } = {0, 1} e x = 1 x ` vedremo che lo spazio quoziente rispetto a tale relazione di equivalenza e 2 omeomorfo al piano proiettivo reale RP . 22

2.4. Lo spazio proiettivo reale RPn

f) Consideriamo la relazione di equivalenza in I I tale che (x, y) (x , y ) (x, y) = (x , y ) (x, y) = (y , x ) e (x, y) (I I) ;

` ` si puo dimostrare che lo spazio quoziente e omeomorfo alla sfera S2 .


P b P Q b P Q b R

b
BOTTIGLIA DI KLEIN

b
PIANO PROIETTIVO REALE

a
SFERA

Osservazione 2.31. Gli ultimi due spazi (il piano proiettivo reale e la sfera) pos` sono essere visti anche come quozienti di D2 (anzi, questo e il modo con cui solitamente vengono rappresentati come quozienti):

2.4 LO SPAZIO PROIETTIVO REALE RPN Consideriamo lo spazio topologico dato da Rn+1 \ {0} con la topologia indotta da quella euclidea e in tale spazio consideriamo la relazione dequivalenza denita in questo modo: v, w Rn+1 \ {0}, v1 w1 v w2 v w v = w, R 2 = ... ... , R vn+1 wn+1 23

2. Costruire nuovi spazi topologici

Linsieme quoziente viene denotato con Rn+1 \ {0} ; denotiamo con la proiezione naturale RPn := : Rn+1 \ {0} RPn . Denizione 2.32. Linsieme RPn dotato della topologia quoziente rispetto alla ` proiezione naturale e detto spazio proiettivo reale n-dimensionale. Vediamo nel dettaglio alcuni casi particolari di spazio proiettivo reale: la retta proiettiva reale e il piano proiettivo reale. ` Consideriamo il caso n = 1; lo spazio vettoriale da quozientare e R2 ; in questo caso avremo la retta proiettiva reale. Vogliamo costruire un modello di RP1 , ossia uno spazio topologico che sia omeomorfo a RP1 ; in pratica costruiremo un insieme che sia in corrispondenza biunivoca con RP1 e lo doteremo della topologia indotta dalla biiezione (gli aperti del modello saranno i sottoinsiemi che corrispondono agli aperti di RP1 ) in modo che la biiezione sia lomeomorsmo cercato. Ad ogni punto di R2 diverso da 0 associamo la retta che passa per quel punto e per 0. Tutti i punti di una di queste rette appartengono a ununica classe di equivalenza della relazione e viceversa una classe di equivalenza individua ununica retta per lorigine di R2 .
r R2

C` una corrispondenza biunivoca tra e {punti di RP1 } {rette di R2 passanti per 0 }; inoltre la proiezione naturale associa ad ogni punto di R2 \ {0} la retta di R2 che passa per 0 e per quel punto. A cosa corrispondono gli aperti di RP1 ? Per denizione di topologia quoziente, ` un aperto di RP1 e un sottoinsieme di RP1 formato da classi di equivalenza di ` la cui controimmagine tramite e aperto in R2 rispetto alla topologia euclidea: ` ` U RP1 e aperto 1 (U ) R2 \ {0} e aperto. 24

2.4. Lo spazio proiettivo reale RPn

` Usando la biiezione sopra citata, abbiamo che un aperto di RP1 e un insieme di rette di R2 per 0 i cui punti formano un aperto di R2 con la topologia euclidea.

R2

Consideriamo ora la circonferenza S1 . Ogni retta di R2 per 0 taglia la circonferenza in due punti diametralmente opposti (antipodali) e viceversa, data una coppia di punti diametralmente opposti sulla circonferenza, essa individua ununica retta di R2 per 0.

R2

l A O

C` dunque una corrispondenza biunivoca e {punti di RP1 } {coppie di punti diametralmente opposti su S1 } e quindi abbiamo un altro modello di RP1 . A cosa corrispondono gli aperti di RP1 in questo modello? Essi sono intersezioni di aperti del modello di RP1 dato dal fascio di rette con S1 ; vediamo in gura un elemento della base degli aperti di questo modello di RP1 . 25

2. Costruire nuovi spazi topologici

R2

Consideriamo ora solo la semicirconferenza nel semipiano {y 0}; tutte le rette di R2 per 0 tranne la retta orizzontale tagliano la semicirconferenza in un solo punto, mentre la retta orizzontale la taglia nei due punti con ordinata nulla.
R2

O A A

` Un altro modello di RP1 e dunque dato dalla semicirconferenza con i due estremi A identicati. A cosa corrispondono gli aperti di RP1 in questo nuovo modello? Ci sono due tipi diversi di elementi della base della topologia: quelli che contengono il punto A e quelli che non lo contengono. Entrambi i tipi di aperti sono, come nel caso precedente, intersezioni di aperti di RP1 con la semicirconferenza; li vediamo rappresentati entrambi in gura.
R2

O A

` Questo modello di RP1 e dunque omeomorfo allo spazio quoziente dato da I ` con gli estremi identicati e quindi e omeomorfo a S1 . 26

2.4. Lo spazio proiettivo reale RPn

2 2

1 A

1 A

=
1 A

Torniamo al modello della retta proiettiva dato dal fascio di rette di R2 per 0 e consideriamo la retta y = 1 (omeomorfa a R1 )

R2

Ogni retta del fascio, tranne quella orizzontale, interseca la retta y = 1 in un punto; la retta orizzontale invece non ha intersezione con la retta y = 1. Dal punto di vista insiemistico, abbiamo che RP1 si ottiene da R aggiungendo ` un punto, che e detto punto allinnito: RP1 = R {}. ` Inoltre, dal punto di vista topologico RP1 \ {} e omeomorfo a R. ` Consideriamo ora il caso n = 2; lo spazio vettoriale da quozientare e dunque R3 ; in questo caso otterremo il piano proiettivo reale. Anche per RP2 vogliamo costruire un modello. Come nel caso della retta proiettiva, c` una biiezione e RP2 {rette di R3 passanti per 0}; inoltre la proiezione naturale associa ad ogni punto di R3 \ {0} la retta di R3 per 0 che passa per quel punto. 27

2. Costruire nuovi spazi topologici

R3

Gli aperti di RP2 sono gli insiemi di rette di R3 per 0 i cui punti formano un sottoinsieme aperto di R3 nella topologia euclidea.

R3

Scegliamo in R3 la sfera S2 di centro 0 e raggio 1 S2 : x2 + y 2 + z 2 = 1.

Ogni retta per 0 taglia la sfera in due punti antipodali e viceversa, data una coppia di punti antipodali sulla sfera, essa individua ununica retta di R3 per 0. 28

2.4. Lo spazio proiettivo reale RPn

R3

l A O A

` Quindi unaltro modello di RP2 e dato dalle coppie di punti antipodali su una supercie sferica. ` Una base per gli aperti in questo modello di RP2 e formata dalle coppie di calotte sferiche aperte antipodali, che sono intersezioni degli aperti nel modello precedente con la sfera S2 .

R3

Consideriamo ora solo lemisfero Nord, equatore compreso: le rette di R3 per 0, tranne quelle che passano per la circonferenza equatoriale, tagliano lemisfero in un solo punto, mentre quelle che passano per lequatore lo tagliano in una coppia di punti diametralmente opposti. 29

2. Costruire nuovi spazi topologici

R3

l B O A

Proiettando lemisfero sul piano z = 0, otteniamo il disco centrato nellorigine e di raggio uno. Assumendo che i punti diametralmente opposti della circonferenza che costituisce il bordo di tale disco individuino lo stesso punto, abbiamo un nuovo modello di RP2 , come disco con una opportuna identicazione sul bordo.
A

1 2 2

Gli aperti che non intersecano il bordo del disco sono gli stessi della topologia euclidea, mentre quelli che intersecano il bordo sono come in gura. Torniamo al modello di piano proiettivo come stella di rette di R3 per 0, e ` consideriamo il piano di equazione z = 1 (che e omeomorfo a R2 ).
R3

30

2.4. Lo spazio proiettivo reale RPn

Ogni retta della stella, che non giace sul piano z = 0, taglia in un punto, mentre le rette sul piano z = 0 non hanno intersezione con . ` Quindi RP2 meno un fascio di rette e in corrispondenza biunivoca con R2 (in ` realt` questa corrispondenza biunivoca e un omeomorsmo, se su R2 prendiaa mo la topologia euclidea). ` Dunque, insiemisticamente RP2 e un R2 a cui sono stati aggiunti dei punti che corrispondono alle rette di un fascio di rette, e cio` un RP1 . e

31

Capitolo

Propriet` topologiche a
` Denizione 3.1. Una propriet` P e invariante per omeomorsmi se ogniquala volta uno spazio topologico X ha la proprieta P, allora ogni spazio topologico omeomorfo a X ha la propriet` P. Una propriet` invariante per omeomorsmi a a ` e detta propriet` topologica. a 3.1 SPAZI COMPATTI ` Denizione 3.2. Sia X uno spazio topologico; un ricoprimento aperto di X e una famiglia di aperti U = {Ui }iI tale che X iI Ui . ` Denizione 3.3. Sia U = {Ui }iI un ricoprimento di X; V = {Uj }jJ con J I e ` un sottoricoprimento di U se V e ancora un ricoprimento di X. Denizione 3.4. Uno spazio topologico X si dice compatto se e solo se per ogni ` ricoprimento aperto U e possibile trovare un sottoricoprimento V costituito da un numero nito di elementi. Esempi 3.5. ` ` a) Uno spazio topologico in cui linsieme degli aperti e nito e compatto. ` Lasserto segue dal fatto che ogni ricoprimento aperto e nito. ` In particolare un insieme nito e compatto con qualsiasi topologia e un ` insieme qualsiasi con la topologia grossolana e compatto. ` b) Un insieme innito con la topologia discreta non e compatto. ` Per dimostrarlo e sufciente prendere come ricoprimento aperto di X quel` lo formato dai suoi punti. Per tale ricoprimento e evidentemente impossibile trovare un sottoricoprimento nito. 33

` 3. Proprieta topologiche

` c) X qualsiasi con la topologia conita e compatto. Sia U = {Ui }iI un ricoprimento di X, e sia U0 un aperto del ricoprimento. ` Il complementare di U0 e costituito da un numero nito di punti x1 , . . . , xn . Si scelgano ora n aperti del ricoprimento, U1 , . . . Un tali che xi Ui . ` Gli aperti U0 , U1 , . . . , Un cosituiscono un ricoprimento nito di X che e un sottoricoprimento nito di U. ` d) Rn con la topologia dei dischi non e compatto. Sia U = Bn (0)nN ; se tale ricoprimento possedesse un sottoricoprimento nito Bn1 (0), . . . Bnk (0), allora, denotato con M il massimo degli ni si dovrebbe avere Rn i Bni (0) = tBM (0), unevidente contraddizione. ` e) Lo spazio topologico X = [1, 1], con la topologia dellesempio (1.2) g) e compatto. Sia U un ricoprimento aperto di X. In tale ricoprimento deve esistere un aperto U0 che contiene il punto 0. Gli unici aperti che contengono il punto 0 contengono lintervallo (1, 1), quindi, denotati con U1 e U1 due aperti del ricoprimento che contengono il punto 1 e il punto 1 rispettivamente, gli aperti U0 , U1 e U1 costituiscono il sottoricoprimento nito cercato. Proposizione 3.6. Sia f : X Y unapplicazione continua, e sia X uno spazio compatto. Allora f (X) e uno spazio compatto. ` Dimostrazione. Sia V = {Vj }jJ un ricoprimento aperto di f (X); allora U = ` {Uj := f 1 (Vj )}jJ e un ricoprimento aperto di X, poich f e continua. e ` Essendo X compatto, esiste un sottoricoprimento nito {U1 = f 1 (V1 ), . . . , Un = f 1 (Vn )}; ` allora {V1 , . . . , Vn } e un sottoricoprimento nito di V; infatti, preso y f (X), esiste x tale che y = f (x) e x Uk per qualche k. Ne segue che y Vk , poich e 1 f (f (Vk )) Vk . Corollario 3.7. Siano e due topologie su X tali che . Se (X, ) e compatto allora (X, ) e compatto (equivalentemente se (X, ) non e com` ` ` patto allora (X, ) non e compatto). ` Dimostrazione. Basta considerare lapplicazione identica Id : (X, ) (X, ), ` che e continua in quanto . Corollario 3.8. 1. Il quoziente di uno spazio compatto e compatto. ` 34

3.1. Spazi compatti

2. La compattezza e una propriet` invariante per omeomorsmi. ` a Teorema 3.9. Lintervallo I = [0, 1] con la topologia indotta da quella euclidea e uno ` spazio topologico compatto. Dimostrazione. Sia U = {Uj }jJ un ricoprimento aperto di [0, 1]. Denotiamo con S linsieme dei k [0, 1] tali che esiste un sottoricoprimento nito di U che ` copre [0, k]. Tale insieme e non vuoto perch 0 S. e Sia M := sup S; sia UM un aperto del ricoprimento che contiene M . Tale aperto contiene un intervallo (M , M +), per un opportuno > 0. Poich M = sup S e si ha che esiste un elemento k di S contenuto in (M , M ). ` Lo spazio topologico [0, k ] e coperto da un numero nito di aperti di U. Aggiun gendo UM a tali aperti, si prova che anche min{1, M + 2 } S. Essendo M = sup S segue necessariamente che M = 1, quindi esiste un sottoricoprimento nito di U che copre [0, 1]. Corollario 3.10. 1. Gli intervalli chiusi [a, b] sono compatti in quanto omeomor ad I. 2. S1 e compatto in quanto quoziente di I. ` Teorema 3.11. X, Y sono spazi topologici compatti se e solo se X Y e uno spazio ` topologico compatto. Dimostrazione. ) Segue dal fatto che le proiezioni sui fattori sono applicazioni continue. ) Sia U = {Wj }jJ un ricoprimento aperto di X Y ; ricordando che ogni Wj ` e unione di aperti elementari Ujk Vjk ; otteniamo cos` un nuovo ricoprimento aperto di X Y , V = {Ujk Vjk }jJ,kK .

Vi

Ux

` Per ogni x X il sottospazio {x} Y Y e compatto, quindi esiste un sottoricoprimento nito di V che copre {x} Y ; denotiamo gli aperti di tale sottoricoprimento con {Uix Vix }i=1,...,n , ricordando che Uix , Vix sono particolari Ujk e Vjk . 35

` 3. Proprieta topologiche Sia Ux = n Uix ; al variare di x X gli Ux costituiscono un ricoprimento aperto i=1 ` di X, dal quale, per la compattezza di X e possibile estrarre un sottoricoprimento nito {Uxt }t=1,...,m .

U xt x V i x

xt

U jkx V jk

Wj

` La famiglia {Uxt Vixt }i=1,...,n t=1,...,m e un ricoprimento nito di X Y ; per unopportuna scelta di j e di k si ha che Uxt Vixt Ujk Vjk Wj , ` e quindi anche dal ricoprimento iniziale si puo estrarre un sottoricoprimento nito. Corollario 3.12. In e compatto, Rn non e compatto. ` ` Proposizione 3.13. (Chiuso di Compatto) Un sottoinsieme chiuso C di uno spazio compatto X e uno spazio compatto (con la topologia indotta). ` Dimostrazione. Sia U = {Ui }iI un ricoprimento aperto di C; poich C ha la e topologia indotta, Ui = Vi C, con Vi aperto di X. ` ` V = {{Vi }iI , C c } e un ricoprimento aperto di X; poich X e compatto e possibie ` ` le estrarre un sottoricoprimento nito {V1 , . . . , Vn , C c }; allora {U1 , . . . , Un } e un sottoricoprimento nito di U. Corollario 3.14. 1. Sia C chiuso e limitato in Rn con la topologia euclidea. Allora C e compatto. ` 2. Sn , Dn sono compatti. RPn e compatto. ` ` ` Dimostrazione. Se C e limitato, allora, per un a R opportuno C e contenuto ` ` in [a, a]n , che e compatto perch omeomorfo a In , e si puo dunque applicare la e Proposizione (3.13). Gli spazi Sn e Dn sono quindi compatti perch chiusi e limitati di Rn+1 e di Rn , e ` e RPn e compatto in quanto quoziente di Sn . 36

3.1. Spazi compatti

Esercizio 3.15. Sia R la retta reale con la topologia euclidea, e sia A = {a, b} un insieme formato da due elementi distinti con la topologia banale. Sia inne Y = R A lo spazio prodotto. Si considerino i seguenti sottoinsiemi di Y : Z = ((1, 1) {a}) ([2, 2] {b}), W = ((1, 1) {a}) ((2, 2) {b}), e si stabilisca se Z e W sono compatti. Esercizio 3.16. Sia I = [0, 1] lintervallo unitario e sia X = I {}; si consideri la topologia su X una cui base ` formata dai sottoinsiemi U I tali che U ` un e e aperto della topologia indotta su I dalla topologia euclidea e dai sottoinsiemi V del tipo (a, 1) {}. Si stabilisca se (X, ) ` uno spazio topologico compatto. e Esistono altre nozioni di compattezza, oltre a quella da noi considerata, detta ` anche compattezza per ricoprimenti; particolarmente importante e la compattezza per successioni. Denizione 3.17. Una successione {xn }nN si dice convergente al punto x X se per ogni intorno U di x esiste n0 N tale che xn U per ogni n n0 . Denizione 3.18. Uno spazio topologico X si dice compatto per successioni se ogni successione ammette una sottosuccessione convergente. Denizione 3.19. Uno spazio topologico X verica il Primo assioma di numerax bilit` se per ogni punto x X esiste una famiglia di intorni {Un }nN con la a x propriet` che per ogni intorno V di x esiste n N tale che Un V . Una tale a ` famiglia e detta sistema fondamentale di intorni per il punto x. Denizione 3.20. Uno spazio topologico X verica il Secondo assioma di numerabilit` se ammette una base numerabile per la topologia. a Esercizio 3.21. Mostrare che se uno spazio topologico verica il secondo assioma di numerabilit`, allora verica anche il primo. a ` Le due nozioni di compattezza non sono equivalenti: abbiamo che se X e com` patto per ricoprimenti e verica il primo assioma di numerabilit` allora X e a ` compatto per successioni, mentre il viceversa e vero se X verica il secondo assioma di numerabilit` . a ` Un esempio di spazio che verica i due assiomi e dato da Rn : preso x Rn un ` sistema fondamentale di intorni di x e dato dai dischi aperti centrati in x di rag` gio 1/n, mentre una base numerabile e data dai dischi aperti a centro razionale e raggio razionale. Per un approfondimento a riguardo delle diverse nozioni di compattezza si veda lAppendice. 37

` 3. Proprieta topologiche

3.2 SPAZI DI HAUSDORFF Denizione 3.22. Uno spazio topologico X si dice di Hausdorff (o T2 ) se per ogni coppia di punti diversi x, y X esistono intorni Ux x, Uy y t.c. Ux Uy = . Esempi 3.23. ` a) Uno spazio topologico con la topologia discreta e di Hausdorff. ` Dati x = y e sufciente prendere Ux = x e Uy = y. ` b) (Rn , ) e di Hausdorff. Dati x = y Rn , denotata con la distanza dei due punti = ||x y|| basta prendere Ux = B/3 (x) e Uy = B/3 (y). c) Analogamente ogni spazio metrico, con la topologia indotta dalla metrica, ` e uno spazio di Hausdorff. d) Uno spazio topologico con almeno due punti in cui non esistono due aperti ` disgiunti non e evidentemente di Hausdorff. Di conseguenza uno spazio topologico con almeno due punti e la topologia grossolana, uno spazio innito con la topologia conita, Rn con la topologia dei dischi e R con la topologia delle semirette non sono spazi di Hausdorff. ` e) Un sottospazio di uno spazio di Hausdorff e di Hausdorff. Sia A X il sottospazio; dati x = y in A esistono in X due intorni disgiunti Ux x e Uy y tali che Ux Uy = . Gli insiemi Ux A e Uy A sono due intorni aperti e disgiunti di x e y in A. Esercizio 3.24. Stabilire se sono o meno di Hausdor gli spazi topologici g) e h) degli esempi (1.2) e lo spazio topologico dellesempio (2.23). Proposizione 3.25. (Compatto di Hausdorff) Un sottoinsieme compatto K di uno spazio di Hausdorff X e un sottoinsieme chiuso. ` ` Dimostrazione. Dimostriamo che K c e aperto. Sia x un punto di K c ; per ogni punto y di K esistono un intorno Uy di x e un intorno Vy di y disgiunti. Al variare di y in K gli aperti Vy costituiscono un ricoprimento aperto di K, che ` e compatto, quindi esiste un sottoricoprimento nito Vy1 , . . . , Vyn . ` ` Sia U = i=1,...,n Uyi ; U e un aperto e U K = , quindi x e contenuto in un c c ` aperto contenuto in K , ed e quindi un punto interno a K . Corollario 3.26. Sia f : X Y unapplicazione continua e biunivoca. Se X e ` compatto e Y e di Hausdorff allora f e un omeomorsmo. ` ` 38

3.2. Spazi di Hausdor

` ` ` Dimostrazione. Dobbiamo dimostrare che f 1 e continua, e cio e equivalente ` a mostrare che f e unapplicazione chiusa. ` ` Sia dunque C un chiuso di X; C e chiuso in X compatto, e quindi C e compatto, per la proposizione (3.13). ` ` ` Lapplicazione f e continua, e quindi f (C) e compatto in Y . Poich Y e uno e ` spazio di Hausdorff, per la proposizione (3.25), f (C) e chiuso. Corollario 3.27. (Confronta esempi (2.29 ) a), b), c)). X I I S1 I A 0, 1 0, 1/2, 1 S1 {1} X/A S1 S1 S1 D2

Utilizzando la proposizione sui sottospazi compatti di spazi di Hausdorff siamo ora in grado di dare la caratterizzazione dei sottospazi compatti di Rn . Teorema 3.28. Un sottospazio K di Rn con la topologia euclidea e compatto se e solo se ` e chiuso e limitato. ` Dimostrazione. Abbiamo gi` visto che i sottoinsiemi chiusi e limitati di Rn a sono compatti (Corollario (3.14)). ` La proposizione (3.25) ci dice che un sottospazio compatto di Rn e chiuso, in ` quanto Rn e di Hausdorff. ` Resta dunque da mostrare che un sottospazio K, compatto di Rn e limitato. Consideriamo il ricoprimento U = {Un = B0 (n) K}nN di K costituito dai dischi aperti di centro lorigine e di raggio naturale. ` poich K e compatto, tale ricoprimento ammette un sottoricoprimento nito e {Ui1 , . . . , Uim }; sia M il massimo dei raggi di Ui1 , . . . , Uim . ` ` Il sottospazio K e quindi contenuto in B0 (M ), ed e pertanto limitato. Corollario 3.29. Sia f : X R una funzione continua denita su uno spazio compatto X; allora f ammette massimo e minimo. ` Dimostrazione. Poich f e continua, f (X) e compatto in R, e quindi chiuso e e ` limitato. Essendo f (X) limitato, esistono M = sup(f (X)) e m = inf(f (X)), ed essendo f (X) chiuso M ed m sono massimo e minimo. Osservazione 3.30. Sia f : X Y unapplicazione continua, con X spazio di ` Hausdorff; f (X) non e necessariamente uno spazio di Hausdorff. Ad esempio siano (X, A) = (R, , (1, 1)) (esempio (2.22) b)) e sia f : X X/A la proiezione sul quoziente. Abbiamo gi` osservato che ogni aperto del quoziente che contiene il punto a f (1), essendo immagine di un aperto che contiene A, contiene anche f (A). ` Quindi X/A non e uno spazio di Hausdorff. 39

` 3. Proprieta topologiche

Diamo ora una condizione sufciente perch un quoziente di uno spazio di e Hausdorff sia uno spazio di Hausdorff: Proposizione 3.31. Sia X uno spazio topologico compatto e di Hausdorff, sia X/ un suo quoziente e p : X X/ la proiezione sul quoziente. Se p e unapplicazione ` chiusa, allora X/ e uno spazio (compatto) di Hausdorff. ` ` ` Osservazione 3.32. Se X e uno spazio di Hausdorff e f : X Y e un omeomor` smo allora Y e uno spazio di Hausdorff. Dimostrazione. Siano y1 e y2 due punti distinti di Y e siano x1 = f 1 (y1 ), x2 = ` f 1 (y2 ). Poich X e uno spazio di Hausdorff esistono intorni aperti disgiunti e U1 x1 e U2 x2 . Siano V1 = f (U1 ) e V2 = f (U2 ); V1 e V2 sono aperti e disgiunti perch f e un omeomorsmo, e sono gli intorni cercati di y1 e y2 . e ` Proposizione 3.33. X, Y sono spazi topologici di Hausdorff se e solo se X Y e uno ` spazio topologico di Hausdorff. ` Dimostrazione. ) Lo spazio X {y} e di Hausdorff perch sottospazio di uno e ` spazio di Hausdorff, e quindi X e di Hausdorff perch omeomorfo a X {y}. e ) Siano (x1 , y1 ) e (x2 , y2 ) due punti di X Y ; se x1 = x2 allora esistono in X intorni disgiunti U1 x1 e U2 x2 , quindi U1 Y e U2 Y sono intorni disgiunti di (x1 , y1 ) e (x2 , y2 ); se x1 = x2 si deve necessariamente avere y1 = y2 , e si ripete lo stesso ragionamento. 3.3 SPAZI CONNESSI ` Denizione 3.34. Uno spazio topologico X e connesso se e solo se non esistono due aperti disgiunti e non vuoti A, B X tali che A B = X. ` Osservazione 3.35. X e connesso i soli sottoinsiemi contemporaneamente aperti e chiusi di X sono , X. Dimostrazione. Esercizio. Esempi 3.36. ` a) Uno spazio topologico X con la topologia discreta e connesso ha un solo elemento. Sia x X; poich X ha la topologia discreta, {x} e {x}c sono aperti die ` ` sgiunti la cui unione e X, quindi X e connesso se e solo se {x}c = . Viceversa, se X ha un solo elemento x, allora gli unici aperti sono e X, e ` quindi X e connesso. 40

3.3. Spazi connessi

` b) Uno spazio topologico in cui non esistono due aperti disgiunti e evidentemente connesso. Di conseguenza uno spazio topologico con la topologia grossolana, uno spazio innito con la topologia conita, Rn con la topologia dei dischi e R con la topologia delle semirette sono spazi connessi. ` c) Q con la topologia indotta da (R, ) non e connesso. Infatti possiamo scrivere Q = (Q (, 2)) (Q ( 2, )). Esercizio 3.37. Stabilire se sono o meno connessi gli spazi topologici g) e h) degli esempi (1.2). Proposizione 3.38. Sia f : X Y unapplicazione continua, con X connesso. Allora f (X) e connesso. ` Dimostrazione.; Sia U f (X) un sottoinsieme di f (X) che sia aperto, chiuso e non vuoto; poich f (X) ha la topologia indotta da quella di Y possiamo scrivere e U = A f (X) e U = C f (X) per opportuni sottoinsiemi A aperto di Y e C chiuso di Y . Per tali insiemi si avr` f 1 (A) = f 1 (C) e quindi, essendo f unapplicazione a ` continua, W = f 1 (A) = f 1 (C) e aperto, chiuso e non vuoto in X, e quindi, essendo X connesso W = X e pertanto U = f (X). Corollario 3.39. 1. La connessione e una propriet` invariante per omeomorsmi. ` a 2. I quozienti di uno spazio topologico connesso sono spazi topologici connessi. Teorema 3.40. Lintervallo [0, 1] con la topologia indotta da quella euclidea e connesso. ` Dimostrazione. Per assurdo, siano A e B aperti non vuoti e disgiunti di I. Supponiamo, senza perdit` di generalit` , che 0 A e consideriamo a a m = sup {a A | a < b b B}. I sottoinsiemi A e B sono anche chiusi, quindi m A; ma, per ogni > 0, in (m , m + ) cadono punti di B, altrimenti m non potrebbe essere lestremo superiore. Segue che m B, e quindi m B, giungendo allassurdo m A B = . Corollario 3.41. Un sottospazio X di (R, ) e connesso se e solo se, comunque presi ` due punti a, b di X con a < b si ha che [a, b] X. 41

` 3. Proprieta topologiche

` Dimostrazione. La condizione e chiaramente necessaria: se esistessero a, b con a < b che non vericano la condizione, basterebbe prendere c [a, b] X c e considerare A = (, c) X e B = (c, +) X. Tali sottoinsiemi sarebbero aperti di X non vuoti e disgiunti. Supponiamo ora che X verichi la propriet` nellenunciato e supponiamo, per a assurdo, che non sia connesso. Siano A e B due aperti di X che lo sconnettono, e siano a A, b B. Allora A [a, b] e B [a, b] sono aperti, disgiunti e non vuoti ` in [a, b], ma [a, b] e connesso, in quanto omeomorfo a I. Corollario 3.42. Tutti e soli i connessi di (R, ) sono i punti, gli intervalli, le semirette e R stesso. Esempio 3.43. Possiamo ora mostrare che lintervallo [0, 1], con la topologia in` dotta da quella euclidea, non e omeomorfo allintervallo (0, 1), con la topologia indotta da quella euclidea. Per assurdo, supponiamo che f : [0, 1] (0, 1) sia un omeomorsmo; allora la restrizione di f a [0, 1] \ {0} sarebbe un omeomorsmo tra (0, 1] e (0, 1) \ {f (0)}, ` ` ma (0, 1] e connesso, mentre (0, 1) \ {f (0)} non lo e. ` Lunione di due insiemi connessi non e necessariamente connessa (si prendano due intervalli aperti e disgiunti in R con la topologia euclidea); la prossima proposizione fornisce delle condizioni sufcienti afnch lunione di connessi sia e connessa: Proposizione 3.44. Sia {Yi }iI una famiglia di sottoinsiemi di X, con la topologia indotta, tale che Yi e connesso per ogni i I. ` 1. Se
iI

Yi = allora Y =

iI

Yi e connesso. `
iI

2. Se esiste j I tale che Yi Yj = i I, allora

Yi e connesso. `

111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000

Dimostrazione. Mostriamo la parte 1). Sia U Y un sottoinsieme aperto, chiuso e non vuoto; tale sottoinsieme deve avere intersezione non vuota con Yk ` per qualche k I, e quindi U Yk e non vuoto, aperto e chiuso in Yk . Poich Yk e ` e connesso si ha U Yk = Yk . Essendo lintersezione degli Yi non vuota, si ha che U Yk = per ogni k I, e si ripete la dimostrazione precedente. Per provare la seconda parte dellasserto consideriamo i sottoinsiemi Zi = Yi 42

3.3. Spazi connessi

Yj , che sono connessi per il punto 1). Possiamo scrivere Y = iI Zi e, poich e parte 1) e ottenere la tesi.

` Zi Yj = e possibile applicare la

Corollario 3.45. Dn e connesso n 0; Sn e Rn+1 \{0} sono connessi per n 1. ` ` Dimostrazione. Il disco puo essere visto come unione dei suoi diametri, omeomor ad intervalli di R e quindi connessi, la sfera Sn come unione di due emisferi, omeomor a Dn e Rn+1 \{0} come unione di Sn e delle rette per lorigine. Si applica quindi la proposizione sullunione di connessi. Corollario 3.46. RPn e connesso. ` Proposizione 3.47. X, Y sono connessi X Y e connesso. ` Dimostrazione. ) Segue dal fatto che le proiezioni sono applicazioni continue. ) Sia Ax,y = (X {y}) ({x} Y ). I sottospazi X {y} e {x} Y sono connessi in quanto omeomor a X e Y rispettivamente e la loro intersezione ` ` non e vuota. Quindi Ax,y e connesso per la parte 1) della Proposizione (3.44). Possiamo vedere lo spazio prodotto come unione di sottospazi di questo tipo a intersezione non vuota: ssato y Y si ha X Y = xX Ax,; X Y y ` e dunque connesso, ancora per la parte 1) della proposizione precedente.

A x,y

(x,y)

Corollario 3.48. Rn e In sono spazi topologici connessi, i quozienti di I2 sono connessi. ` ` Un utile strumento per stabilire se un sottoinsieme e connesso e dato dalla seguente Proposizione 3.49. (Chiusura di connessi) Sia X uno spazio topologico, A X un ` sottoinsieme connesso e Y un sottoinsieme di X tale che A Y A. Allora Y e connesso. Dimostrazione. Sia U Y un sottoinsieme aperto, chiuso e non vuoto e sia ` y U un suo punto. Tale punto appartiene ad A ed U e un suo intorno, quindi U A = . ` Linsieme U A e dunque non vuoto, aperto e chiuso in A; quindi, essendo A connesso, U A = A, cio` A U . e ` Il complementare di U in Y e aperto e chiuso; se fosse non vuoto, con ragionamento analogo al precedente si potrebbe provare che A U c , unevidente contraddizione. Segue quindi che U c = e U = Y . 43

` 3. Proprieta topologiche

Denizione 3.50. Sia X uno spazio topologico e x, y X; diciamo che x e con` nesso ad y se esiste un sottospazio connesso D X che contiene x e y. Questa ` relazione e una relazione di equivalenza, e le classi di equivalenza sono dette componenti connesse di X. Esercizio 3.51. Nel piano R2 , dotato della topologia euclidea, si considerino i seguenti sottospazi: D1 = {(x, y)|(x+2)2 +y 2 1}, D2 = {(x, y)|(x2)2 +y 2 1}, 1 = D1 , 2 = D2 , A = (1, 0). Siano X = D1 D2 , Y = 1 2 e sia X = X/Y ; si denoti con : X X la proiezione sul quoziente. Si stabilisca se X e X \(A) sono spazi connessi. Esercizio 3.52. Sia X la retta reale con la topologia euclidea, sia Y la retta reale con la topologia dei dischi e sia Z = X Y con la topologia prodotto. In Z si considerino i seguenti sottospazi con la topologia indotta: D1 = {(x, y) Z | (x + 1)2 + y 2 < 1} D2 = {(x, y) Z | x2 + (y 2)2 < 1} D3 = {(x, y) Z | (x 1)2 + y 2 < 1} Si stabilisca se qualcuno dei sottospazi U1 = D1 D2 , U2 = D1 D3 , U3 = D2 D3 ` connesso. e 3.4 SPAZI CONNESSI PER ARCHI ` Denizione 3.53. Sia X uno spazio topologico. Un arco o cammino in X e unap` plicazione continua f : I X; x0 = f (0) e detto punto iniziale del cammino, ` ` x1 = f (1) e detto punto nale. Se x0 = x1 allora il cammino e detto cammino chiuso o cappio. ` Denizione 3.54. Il cammino costante di punto base x0 e lapplicazione costante ` x0 : I x0 X. Dato un cammino f : I X il cammino inverso f : I X e il (t) = f (1 t). cammino f ` Denizione 3.55. Dati due cammini f, g tali che f (1) = g(0), e possibile denire il cammino prodotto: (f g)(t) = f (2t) t [0, 1/2] g(2t 1) t [1/2, 1]

` lapplicazione f g e continua per il seguente Lemma 3.56. (Lemma dincollamento) Sia X uno spazio topologico e A, B due sottoinsiemi chiusi di X tali che X = A B; siano f : A Z e g : B Z due applicazioni continue tali che f (x) = g(x) se x A B; allora lapplicazione h : X Z denita ponendo f (x) x A h(x) = g(x) x B 44

3.4. Spazi connessi per archi

e continua. ` Dimostrazione. Esercizio. ` Denizione 3.57. Uno spazio topologico X e connesso per archi se x, y X esiste un cammino che ha x come punto iniziale e y come punto nale. Esempi 3.58. ` a) (Rn , ) e connesso per archi. Infatti, se x e y sono due punti di Rn , il cammino : I Rn denito ponendo (t) = (1 t)x + ty congiunge x e y. ` b) Un aperto convesso di Rn e connesso per archi. In particolare In e Dn sono connessi per archi. Esercizio 3.59. Stabilire se sono o meno connessi per archi gli spazi topologici g) e h) degli esempi (1.2). Proposizione 3.60. Sia A un aperto connesso di Rn ; allora A e connesso per archi. ` Dimostrazione. Sia x0 un punto di A, e consideriamo il sottoinsieme W = {x A | arco che congiunge x0 e x}. ` Vogliamo dimostrare che W e aperto; a tal ne mostreremo che ogni suo punto ` e punto interno. Sia x W e sia : I A un cammino che congiunge x0 a x; poich A e aperto e ` ` ` x e un punto interno di A, percio A contiene un disco aperto Br (x), centrato in x e di raggio opportuno. ` Ogni punto z in Br (x) e contenuto in ` W , perch puo essere congiunto a x dal e cammino : I A denito ponendo (t) = (1 t)z + tx, ` e quindi puo essere congiunto a x0 per mezzo del cammino prodotto . Allo stesso modo si mostra che il complementa` re di W in A e aperto.
x0

x z

Per concludere basta ora osservare che W = poich x0 W . e Corollario 3.61. Rn+1 \{0} e connesso per archi. ` Proposizione 3.62. Sia f : X Y unapplicazione continua, e X sia connesso per archi. Allora f (X) e connesso per archi. ` 45

` 3. Proprieta topologiche

Dimostrazione. Siano x, y due punti di f (X), e siano x, y due controimmagini di x e di y; poich X e connesso per archi esiste un arco : I X che congiunge e ` x e y. Larco : I Y denito ponendo (t) = f ((t)) congiunge x e y. Corollario 3.63. 1. I quozienti di connessi per archi sono connessi per archi. 2. La connessione per archi e una propriet` invariante per omeomorsmi. ` a Corollario 3.64. RPn e connesso per archi; i quozienti di I2 sono connessi per archi, Sn ` e connesso per archi in quanto immagine di Rn+1 \{0} tramite lapplicazione continua ` x f : Rn+1 \{0} Sn che manda x in ||x|| . Corollario 3.65. Siano e due topologie su X tali che . Se (X, ) e connesso ` (per archi) allora (X, ) e connesso (per archi). ` In particolare Rn con la topologia dei dischi e R con la topologia delle semirette sono connessi per archi. ` Dimostrazione. Basta osservare che Id : (X, ) (X, ) e continua. Proposizione 3.66. X, Y sono connessi per archi X Y e connesso per archi. ` Dimostrazione. ) Segue dal fatto che le proiezioni sono applicazioni continue e dalla Proposizione (3.62). ) Siano (x0 , y0 ) e (x1 , y1 ) due punti di X Y . ` Il sottospazio X {y0 } e connesso per archi perch omeomorfo a X; consideriae mo un cammino : I X {y0 } che unisce (x0 , y0 ) ad (x1 , y0 ). ` Il sottospazio {x1 } Y e connesso per archi perch omeomorfo a Y ; consideriae mo un cammino : I {x1 } Y che unisce (x1 , y0 ) ad (x1 , y1 ) Siano i : X {y0 } X Y e j : {x1 } Y X Y le inclusioni; lapplicazione ` : I X Y denita ponendo = (i ) (j ) e il cammino cercato che unisce (x0 , y0 ) e (x1 , y1 ). Proposizione 3.67. Se X e connesso per archi, allora e anche connesso. ` ` Dimostrazione. Sia x X un punto; per ogni y X esiste un arco y : I X che congiunge x a y; sia y = y ([0, 1]). ` Lo spazio X si puo scrivere come unione di connessi a intersezione non vuota ` X = yX y ; infatti y e connesso in quanto immagine del connesso I tramite lapplicazione continua y , e yY y = poich x yY y . e Si applica quindi la proposizione (3.44). Osservazione 3.68. Non vale il viceversa: in R2 consideriamo il sottoinsieme 1 A = {(0, 1)} (la pulce) e il sottoinsieme B = {(I {0}) nN { n } I} (il pettine). ` ` Si puo dimostare che il sottoinsieme A B e connesso (si usa la proposizione ` sulla chiusura di connessi), ma non e connesso per archi. 46

3.4. Spazi connessi per archi

Esercizio 3.69. Sia I lintervallo [0, 1] con la topologia euclidea, e sia J lintervallo [0, 1] con la topologia i cui aperti non banali sono gli intervalli [0, k) con 0 < k 1. Sia X = J I con la topologia prodotto. Dimostrare che Z = {0, 1} I ` connesso e per archi.

47

Capitolo

Superci topologiche
` 4.1 VARIETA TOPOLOGICHE Denizione 4.1. Uno spazio topologico X si dice localmente euclideo se ogni suo punto x ha un intorno aperto U omeomorfo a Dn (o, equivalentemente, a Rn ). ` ` Sia : U Dn lomeomorsmo; la coppia (U, ) e detta carta locale, U e detto dominio della carta locale. Diamo senza dimostrazione il seguente: Teorema 4.2. Se x appartiene ai domini di due diverse carte locali, n non cambia. (Teorema di invarianza della dimensione). Proposizione 4.3. Se X e connesso, allora n e lo stesso per tutti i punti, e viene detto ` ` dimensione di X. Dimostrazione. Sia p0 X un punto con un intorno aperto omeomorfo a Dn , e consideriamo il sottoinsieme W = {p X | p ha un intorno omeomorfo a Dn }. n ; ogni punto di U ha U come Sia q W e sia U un intorno di q omeomorfo a D ` intorno, e quindi U W e W e aperto. Analogamente, se q W , allora q possiede un intorno V omeomorfo ad un disco ` aperto Dm , con m = n, e lo stesso e vero per ogni punto di V , quindi V W c e c ` ` W e aperto. Poich W e non vuoto, aperto e chiuso nel connesso X segue che e W = X. Denizione 4.4. Uno spazio topologico connesso, di Hausdorff, localmente euclideo a base numerabile si dice variet` topologica. a ` Osservazione 4.5. Poich una variet` topologica e connessa, la sua dimensione e a ` e ben denita. Osservazione 4.6. E necessario richiedere che una variet` topologica sia uno a ` spazio di Hausdorff, in quanto tale condizione non e conseguenza dellessere 49

4. Superfici topologiche

localmente euclideo. Si consideri lo spazio X ottenuto come prodotto di R con la topologia euclidea e di uno spazio formato da due punti a, b con la topologia discreta, e sia Y il quoziente di X ottenuto identicando i punti (x, a) e (x, b) se x > 0. ` ` Si puo dimostrare (esercizio!) che Y e localmente euclideo, ma non di Hausdorff. Esempio 4.7. Alcuni esempi di variet` topologiche a a) Rn . b) Cn (` omeomorfo a R2n ). e ` c) Sn . La sfera di dimensione n e coperta da due aperti omeomor a Rn : n U = S \ {N = (0, 0, . . . , 0, 1)} e U = Sn \ {S = (0, 0, . . . , 0, 1)} e x e x sono cos` denite x : U Rn : (x1 , . . . , xn+1 ) x : U Rn : (x1 , . . . , xn+1 ) xn x1 ,..., 1 xn+1 1 xn+1 x1 xn ,..., 1 + xn+1 1 + xn+1

` d) Un aperto connesso di una variet` topologica e una variet` topologica. a a ` e) Il toro e una variet` topologica. a Sia L = {(m, n) R2 | m, n Z}, e consideriamo il gruppo quoziente R2 /L, con proiezione sul quoziente : R2 R2 /L. Due punti x e y di R2 hanno la stessa immagine se e solo se x y L. ` Dotiamo R2 /L della topologia quoziente; allora la proiezione e unapplicazione aperta. Infatti 1 ((U )) = ( + U ).
L

` Ogni punto di R2 e equivalente modulo L ad un punto contenuto nel quadrato Q := [0, 1] [0, 1]. Due punti di Q non appartenti al bordo individuano classi distinte, mentre i punti di Q sono equivalenti se hanno la stessa ascissa o la stessa ordinata. Ritroviamo cos` la rappresentazione del toro come quoziente del quadrato. 1 Sia ora < 2 , e, per ogni x in R2 sia Bx = {y R2 | |x y| < }. ` Per ogni x, in Bx non cadono due punti equivalenti, e percio la restrizione ` |Bx : Bx (Bx ) e un omeomorsmo. Consideriamo linsieme {(Ux , x )}, ove Ux = (Bx ) e x = (|Bx )1 . Tale insieme costituisce una famiglia di carte locali i cui domini coprono il toro. 50

4.2. Somma connessa

f) In modo analogo allesempio precedente si mostra che la bottiglia di Klein ` e una supercie topologica. ` g) RPn . Lo spazio proiettivo reale di dimensione n e coperto da n + 1 aperti Ui omeomor a Rn . Ui = {p RPn | xi (p) = 0} ` e xi : Ui Rn e denita ponendo xi (x0 : : xi : : xn ) = xi1 xi+1 xn x0 ,..., , ,..., xi xi xi xi .

` h) Il prodotto di variet` topologiche e una variet` topologica. a a

Proposizione 4.8. Uno spazio topologico connesso e localmente euclideo e connesso per ` archi. Dimostrazione. Fissiamo un punto p X e consideriamo il sottoinsieme W = {q X | esiste un arco congiungente p a q}. Sia U un intorno di q omeomorfo a Dn e sia : U Dn lomeomorsmo; ` ogni punto r di U puo essere congiunto a q usando il cammino ottenuto come immagine inversa via del segmento che congiunge (r) a (q), quindi U W ` e W e aperto. Analogamente, se q W , allora nessun punto di un intorno V omeomorfo ad ` ` un disco aperto Dn puo essere congiunto a p; pertanto W c e aperto. ` Poich W e non vuoto, aperto e chiuso nel connesso X segue che W = X. e ` In dimensione 1 la classicazione delle variet` topologiche e molto semplice: a Teorema 4.9. Una variet` topologica di dimensione 1 e omeomorfa a S1 o a R. a ` ` ` ` La situazione e molto piu complessa gi` per n = 2, e questo e il caso che stua dieremo, aggiungendo lipotesi della compattezza. Da ora in poi ci occuperemo cio` solo di superci topologiche compatte, cio` di variet` topologiche compatte e e a di dimensione 2. 4.2 SOMMA CONNESSA Siano S1 e S2 due superci compatte; ssiamo due punti x S1 , y S2 e due intorni Ux e Uy omeomor a D2 , e sia h un un omeomorsmo h : Ux Uy . Sia Y = (S1 \Ux ) (S2 \Uy ) e sia la relazione dequivalenza le cui identicazioni non banali sono x y x Ux , y Uy e y = h(x ) 51

4. Superfici topologiche

` Lo spazio topologico quoziente S = Y / e uno spazio topologico connesso, di ` Hausdorff, localmente euclideo di dimensione 2 e compatto; S e una supercie compatta, detta somma connessa di S1 ed S2 : S = S1 #S2 .

` ` Osservazione 4.10. Si puo dimostrare che la somma connessa e denita a meno di classi di omeomorsmo, e che non dipende dal punto scelto. Denizione 4.11. Indichiamo con Tg la supercie che si ottiene facendo la somma connessa di g tori, e con T0 la sfera. Vediamo in gura come rappresentare la somma connessa di due tori come quoziente di un poligono.

a a d b b b b c c c

1111 0000 1111 0000 1111 0000 1111 0000

111 000 111 000 111 000 111 000


d b

a d

T2 = T1 # T 1
b c

aba1 b 1cdc1 d

52

4.3. Triangolazioni

Denizione 4.12. Indichiamo con Uh la supercie che si ottiene facendo la somma connessa di h piani proiettivi reali. Vediamo in gura come rappresentare la somma connessa di due piani proiettivi reali come quoziente di un poligono.

1111 0000 1111 0000 1111 0000 1111 0000


a

11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000


b a

U2 = U 1 # U 1
a b

aabb

4.3 TRIANGOLAZIONI ` Denizione 4.13. Un triangolo geometrico in X e unapplicazione : T X ` che sia un omeomorsmo sullimmagine, dove T e un triangolo (non dege2 nere) di R . Con abuso di linguaggio chiameremo triangolo geometrico anche limmagine di . ` Denizione 4.14. Una triangolazione di una supercie topologica X e una collezione di triangoli geometrici tale che ogni punto di X appartiene a un triangolo geometrico e nella quale le possibili intersezioni di due diversi triangoli geometrici sono Linsieme vuoto; Un punto, che sia vertice di entrambi; Limmagine omeomorfa di un segmento, che sia lato di entrambi. Le superci topologiche sono tutte triangolabili. La dimostrazione di questo ` fatto e al di l` della portata di queste note. a 53

4. Superfici topologiche

Teorema 4.15. (Teorema di Rad` ) Ogni supercie e triangolabile e ogni supercie como ` patta ammette una triangolazione nita. Osservazione 4.16. Per la validit` del teorema precedente la condizione che una a ` supercie sia uno spazio topologico a base numerabile e essenziale. Esempio 4.17. Consideriamo il toro. Le prime due suddivisioni in gura non sono triangolazioni (ci sono triangoli con due lati in comune o con due vertici in comune senza il lato corrispondente in comune), la terza s`.

` 4.4 ORIENTABILITA Una trattazione rigorosa del concetto di orientabilit` per variet` topologiche a a ` e al di fuori della portata di queste note; utilizzeremo una denizione intuitiva applicabile solo al caso delle superci, ed enunceremo diversi fatti senza dimostrarli. ` Denizione 4.18. Unorientazione di un triangolo geometrico e uno dei (due) versi di percorrenza dei suoi vertici. Unorientazione di induce unorientazione dei suoi spigoli. Due triangoli adiacenti di una triangolazione si dicono coerentemente orientati se le loro orientazioni inducono orientazioni opposte sullo spigolo comune.

Denizione 4.19. Una supercie compatta X si dice orientabile se ammette una triangolazione (nita) coerentemente orientata.

54

4.5. Teorema di classicazione delle superci compatte - Prima parte

Proposizione 4.20. Sia X una supercie triangolabile. Allora X e orientabile se e solo ` se X non contiene nastri di Moebius. ` Esempio 4.21. Il toro e orientabile. La gura mostra una triangolazione coerentemente orientata.

` Esempio 4.22. La bottiglia di Klein non e orientabile. infatti, come mostrato in gura, la bottiglia di Klein contiene un nastro di Moebius.

` Osservazione 4.23. Si puo vericare che la somma connessa S di due superci ` S1 e S2 e orientabile se e solo se S1 ed S2 sono orientabili. 4.5 TEOREMA DI CLASSIFICAZIONE DELLE SUPERFICI COMPATTE PRIMA PARTE Siamo ora in grado di enunciare il teorema di classicazione delle superci compatte: Teorema 4.24. (Teorema di classicazione) Sia S una supercie compatta. S orientabile S Tg S non orientabile S Uh Inoltre se g = g allora Tg Tg e se h = h allora Uh g 0. h 1. Uh . 55

4. Superfici topologiche

` Esempio 4.25. La bottiglia di Klein e omeomorfa alla somma connessa di due piani proiettivi. Per mostrarlo si utilizza il procedimento di taglia e incolla come in gura.
a 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 b 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 a a

11111111 00000000 a 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 b c 11111111 00000000 11111111 00000000 b 00000000 11111111 11111111 00000000 c 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 a
a

11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 b c 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000

11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 b 00000000 c 11111111 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000

111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000
c

11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000 11111111 00000000

Dimostrazione della prima parte. ` Passo 1: Ogni supercie compatta e quoziente di un poligono piano: Lemma 4.26. Sia S una supercie compatta. Allora S e omeomorfa a un poligono di R2 ` con i lati identicati a coppie. Dimostrazione. Una supercie compatta ammette una triangolazione nita. Siano T1 , . . . , Tn i triangoli di tale triangolazione, ordinati in modo che il triangolo Ti abbia uno spigolo in comune con uno dei triangoli precedenti T1 , T2 , . . . , Ti1 . Siano T1 , . . . , Tn i triangoli di R2 che vengono mappati su T1 , . . . , Tn ; senza perdita di generalit` supponiamo che T1 , . . . , Tn siano a coppie disgiunti, e denotiamo a con T = n Ti la loro unione. i=1
T3 T1

T2
T1 T2 T3

T5 T4

T6

T4

T5

T6

56

4.5. Teorema di classicazione delle superci compatte - Prima parte

Introduciamo ora una relazione di equivalenza in T in questo modo: T2 ha uno spigolo in comune con T1 , per cui incolliamo T1 e T2 lungo lo spigolo corrispondente; T3 ha uno spigolo in comune con T1 T2 , quindi incolliamo T3 a T1 T2 lungo lo spigolo corrispondente,e cos` via. otteniamo cos` un poligono i cui lati al bordo devono essere identicati a coppie.
T6

T5
T5 T6

T4
T3 T4

T3

T1

T2

T1

T2

Passo 2: Eliminazione delle coppie adiacenti del primo tipo. ` Abbiamo visto che una supercie compatta e omeomorfa ad un poligono di 2 ` R con i lati identicati a coppie. Diremo che una coppia e del primo tipo se i lati che la compongono compaiono con lorientazione opposta, del secondo tipo altrimenti.
Q a P a P P a Q a P P

a Q

In gura vediamo come sia possibile eliminare coppie adiacenti del primo tipo se il poligono ha almeno quattro lati. Se il poligono ha solamente due lati ci sono ` ` ` due possibilit` : o e del tipo aa1 e quindi la supercie e una sfera, o e del tipo a ` aa e quindi la supercie e un piano proiettivo reale. Passo 3: Riduzione dei vertici ad un unico nome. Supponiamo di aver ripetuto il secondo passo nch e stato possibile; i vertici e` del poligono non sono necessariamente tutti identicati tra di loro, ma possono appartenere a diverse classi di equivalenza. Mostriamo ora come, con una serie 57

4. Superfici topologiche

di operazioni successive, sia possibile arrivare ad un nuovo poligono in cui tutti i vertici appartengono ad ununica classe di equivalenza.
Q 11111111111 00000000000 11111111111 00000000000 a b 11111111111 00000000000 11111111111 00000000000P 11111111111 00000000000 c c P

1111111111111111 0000000000000000 1111111111111111 0000000000000000 c 1111111111111111 0000000000000000 b 1111111111111111 0000000000000000 P

Le operazioni mostrate in gura fanno diminuire i vertici nella classe di equivalenza di Q di ununit` e fanno aumentare i vertici nella classe di equivalenza di a P di ununit` . a Alternando il passo 2 ed il passo 3 (perch e necessario il passo 2?) arriviamo e` ad un poligono in cui tutti i vertici devono essere identicati e in cui non sono presenti coppie adiacenti del primo tipo. Passo 4: Rendere adiacenti le coppie del secondo tipo. ` Vogliamo mostrare che e possibile rendere adiacenti tutte le coppie del secondo ` tipo. Per far cio, per ogni coppia non adiacente del secondo tipo operiamo un taglio tra gli estremi nali della coppia scelta, come in gura, ed incolliamo in corrispondenza della coppia medesima.

b b

111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 1111111111 0000000000 111111111 000000000 1111111111 0000000000 111111111 000000000 1111111111 0000000000 1111111111 b 0000000000 a 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000

b a

11111111111 00000000000 1111111 0000000 11111111111 00000000000 1111111 0000000 11111111111 00000000000 1111111 0000000 11111111111 00000000000 1111111 0000000 11111111111 00000000000 1111111 0000000 b 0000000 11111111111 00000000000 1111111 11111111111 00000000000 1111111 0000000 1111111 0000000

Se nel poligono ci sono solo coppie del secondo tipo, dopo un numero nito ` di applicazioni del passo 4 otteniamo una supercie il cui poligono e del tipo a1 a1 . . . ah ah , cio` una supercie Uh , e abbiamo nito. Nel caso che ci siano e coppie del primo tipo continuiamo con il Passo 5: Raggruppare le coppie del primo tipo. Supponiamo quindi che ci sia almeno una coppia del primo tipo. In tal caso ne deve esistere unaltra tale che queste due coppie si separano a vicenda.

58

4.5. Teorema di classicazione delle superci compatte - Prima parte

Infatti, se cos` non fosse, ci troveremmo in una situazione come quella in gura, in cui tutti i lati nella parte rossa si identicano con lati nella parte rossa (in alto) e tutti i lati nella parte blu si identicano con lati nella parte blu (in basso).

` Questa situazione non e possibile, perch in tal caso i due estremi di a non vene gono identicati, in contraddizione con il passo 3. Pertanto esistono due coppie del primo tipo che si separano a vicenda come in gura, e tali coppie possono essere raggruppate tagliando due volte in corrispondenza degli estremi nali dei lati.

111 000 b 000 11111111111 00000000000 111 111 000 11111111111 00000000000 111 000 111 000 11111111111 00000000000 111 000 111 000 11111111111 00000000000 111 000 111 000 11111111111 00000000000 111 000
c a a

c a a a

11111111111 00000000000 111 000 111 000 11111111111 00000000000 111 000 111 000 11111111111 00000000000 111 000 111 000 11111111111 00000000000 111 000 111 000
c

11 00 11 00 11 00a 11 00 111 000 11 00 111 11 00 d 000 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00 111 000 11 00

d 11111111 00000000 1111 0000 11111111 00000000 1111 0000 11111111 00000000 1111 0000 11111111 00000000 1111 0000 a 11111111 00000000 1111 0000 11111111 00000000 1111 0000

Se nel poligono compaiono solo coppie del primo tipo, dopo un numero nito ` di applicazioni del passo 5 otteniamo una supercie il cui poligono e del tipo a1 b1 a1 b1 . . . ag bg a1 b1 , cio` una supercie Tg , e abbiamo nito. Resta aperto e 1 1 g g il caso in cui nel poligono compaiano coppie del primo e del secondo tipo, cio` e 1 1 che il poligono sia del tipo a1 b1 a1 b1 . . . c1 c1 . . . . Tale caso viene risolto dal seguente lemma Lemma 4.27. La somma connessa di un toro e di un piano proiettivo e omeomorfa alla ` somma connessa di tre piani proiettivi. ` Dimostrazione. Abbiamo gi` visto che la bottiglia di Klein e omeomorfa alla a somma di due piani proiettivi, quindi basta mostrare che la somma connessa ` di un toro e di un piano proiettivo e omeomorfa alla somma connessa di una bottiglia di Klein e di un piano proiettivo.

59

4. Superfici topologiche

Mostreremo che entrambe sono omeomorfe alla supercie quoziente del poligono dadbab1 .
b

La somma connessa di un toro e di un pia` no proiettivo e omeomorfa alla supercie quoziente del poligono in gura:

11 00 11 00 11 00 11 00 c 00 11 11 00 11 00 11 00

Attraverso un taglio e un incollamento otteniamo un nuovo poligono:


b
b

c
a

11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 d 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 c 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000
a

11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 d 11111111111111 00000000000000 c 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000
a d

b
b

111111 000000 111111 000000 111111 000000 d 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 a 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000

La somma connessa di di una bottiglia di ` Klein e di un piano proiettivo e omeomorfa alla supercie quoziente del poligono in gura:

11 00 11 00 11 00 11 00 00 11 11 00 11 00 11 00

Attraverso un taglio e un incollamento otteniamo il poligono cercato:



1111111111111111111 0000000000000000000 11 00 1111111111111111111 0000000000000000000 11 00 1111111111111111111 0000000000000000000 11 00 1111111111111111111 0000000000000000000 11 00 00 1111111111111111111 0000000000000000000 11 1111111111111111111 0000000000000000000 11 00 1111111111111111111 0000000000000000000 11 00 1111111111111111111 0000000000000000000 11 00

11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11111111111111111111 00000000000000000000 11 00 11 00 11 00 11 00 11 00 11 00 11 00 11 00

11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000

60

4.5. Teorema di classicazione delle superci compatte - Prima parte

Esempio 4.28. Concludiamo con un esempio di applicazione dei passi della dimostrazione del teorema: classicare la supercie il cui poligono rappresentati` vo e il seguente: abca1 cb.
P
c a

Q
c c

Q
b b

Q
b

111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 c 111111111111111 000000000000000 d 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 P 111111111111111 000000000000000
b

P
c d c

P
b

Q
b b

Q
b c

Q 11111111111111 00000000000000 P 00000000000000 Q 11111111111111 11111111111111 00000000000000 c 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 d 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 P 11111111111111 00000000000000

111111 000000 111111 000000 111111 000000 c 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 Q000000 111111 111111 000000 111111 000000 e 111111 000000 111111 000000 b 111111 000000 111111 000000 111111 000000 111111 000000 P
P

P
b

P
b

P
b

Q
c

11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 c 11111111111111 00000000000000 e 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000
P

P
e

11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 c 11111111111111 00000000000000 e 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000 11111111111111 00000000000000
P

111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 e 000000000 e 111111111 f 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000 111111111 000000000P d P

1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 f e 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 1111111111 0000000000 P d P

` La supercie in esame e omeomorfa alla supercie U2 . Esercizio 4.29. Classicare le superci ottenute come quozienti di poligoni nel modo seguente:
P
c a

Q P
a c c

P
b a

P P
c

Q
b

P P
b

P
c

P
d

Q
b b

P
d d

P P
a

Q
d b

Q P
a

61

Parte II Topologia algebrica

63

Capitolo

Omotopia
5.1 OMOTOPIA DI APPLICAZIONI CONTINUE ` Il toro e la sfera non sono omeomor. Come si puo dimostrare? Intuitivamente ` la sfera ha la propriet` che ogni cammino chiuso puo essere deformato con cona ` tinuit` al cammino costante, mentre nel toro questo non e vero. Vedremo ora a ` come si puo formalizzare questo concetto.
P

Problema: Date f0 , f1 : X Y applicazioni continue si vuole formalizzare lidea seguente: f0 si ottiene per deformazione continua da f1 .
f1

f0

Denizione 5.1. Due applicazioni continue f0 , f1 : X Y si dicono omotope se esiste unapplicazione continua F : X I Y , tale che x X si ha F (x, 0) = f0 (x) e 65 F (x, 1) = f1 (x).

5. Omotopia

In tal caso scriveremo f0 f1 ; poniamo poi ft (x) = F (x, t). Abbiamo cio` una e famiglia di funzioni continue che varia con continuit` . a Esempi 5.2. a) Sia X = Y = Dn ; lapplicazione identica f0 = IdDn e lapplicazione costante che manda ogni elemento di Dn in 0, f1 = 0 sono omotope. ` Unomotopia tra di esse e data da F (x, t) = (1 t)x. b) Sia X = Y = Rn \{0}; lapplicazione identica f0 = IdRn \{0} e lapplicazione x ` sono omotope. Unomotopia tra di esse e data da F (x, t) = f1 (x) = ||x|| x (1 t)x + t . ||x|| c) Sia X uno spazio topologico qualsiasi; ogni arco f : I X di pun` to iniziale x0 e omotopo allarco costante di base x0 tramite lomotopia F (s, t) = f ((1 t)s). ` Come mostra il terzo esempio lomotopia non e ancora la nozione adeguata per formalizzare lesempio dei cammini sulla sfera e sul toro. In quel caso, infatti, tutti i cammini intermedi devono avere lo stesso punto iniziale e lo stesso punto nale. Introduciamo quindi una nuova denizione: Denizione 5.3. Siano f0 , f1 : X Y applicazioni continue e A X un sottospazio. Le applicazioni f0 e f1 si dicono omotope relativamente ad A se esiste unomotopia F : X I Y tra f0 ed f1 tale che F (a, t) = f0 (a) = f1 (a) a A, t I . In particolare, nel caso dei cammini, avremo la seguente Denizione 5.4. Due cammini che abbiano lo stesso punto iniziale e lo stesso punto nale si dicono omotopi se sono omotopi relativamente a {0, 1}.

66

5.2. Tipo domotopia - Retratti

Quindi due cammini : I X e : I X sono omotopi se esiste unapplicazione F : I I X continua tale che F (s, 0) F (s, 1) F (0, t) F (1, t) = = = = (s); (s); (0) = (0) = x0 ; (1) = (1) = x1 .

` Osservazione 5.5. Lomotopia (relativa) e una relazione dequivalenza. 5.2 TIPO DOMOTOPIA - RETRATTI Sospendiamo momentaneamente il discorso sui cammini e utilizziamo le nozioni sullomotopia per introdurre un nuovo concetto di equivalenza per spazi topologici. Denizione 5.6. Si dice che due spazi topologici X e Y hanno lo stesso tipo domotopia (o che sono omotopicamente equivalenti) se esistono due applicazioni continue f : X Y e g : Y X tali che g f IdX e f g IdY . Scriveremo X Y per indicare che X e Y hanno lo stesso tipo di omotopia. ` Osservazione 5.7. Lequivalenza omotopica e una relazione dequivalenza tra spazi topologici (Esercizio!). Denizione 5.8. Uno spazio topologico si dice contraibile se ha lo stesso tipo di omotopia di un punto. Esempi 5.9. a) Due spazi omeomor hanno lo stesso tipo di omotopia. ` b) Dn e contraibile. Siano f : Dn {0} lapplicazione costante e g : {0} Dn linclusione. Dobbiamo vericare che g f IdDn e che f g Id0 . ` La prima affermazione segue dallesempio (5.2) a), mentre la seconda e immediata, essendo f g = Id0 . c) Rn \{0} Sn1 . Siano f : Rn \{0} Sn1 la funzione f (x) = x e g : Sn1 Rn \{0} ||x||

linclusione. Dobbiamo vericare che g f IdRn \{0} e che f g IdSn1 . ` La prima affermazione segue dallesempio (5.2) b), mentre la seconda e n1 . immediata, essendo f g = IdS 67

5. Omotopia

` Denizione 5.10. Una propriet` omotopica e una propriet` invariante per equivaa a lenze omotopiche. Denizione 5.11. Sia A X un sottospazio, e i : A X linclusione. 1. A si dice retratto di X se esiste unapplicazione continua r : X A tale che r i = IdA . 2. A si dice retratto di deformazione se esiste unapplicazione continua r : X A tale che r i = IdA e i r IdX . ` ` Intuitivamente un sottospazio A e un retratto di deformazione di X se X puo essere deformato con continuit` no a farlo coincidere con A. a ` Osservazione 5.12. Se A e retratto di deformazione di X, allora A ha lo stesso tipo di omotopia di X. Osservazione 5.13. Sia X un sottospazio di (Rn , ) e sia A un sottospazio di X. Se esiste una retrazione r : X A tale che per ogni x X il segmento che ` unisce il punto x al punto r(x) e tutto contenuto in X, allora lapplicazione F :X IX (x, t) (1 t)x + t(i r(x)) ` e unomotopia relativa ad A tra IdX e i r. ` Pertanto se esiste r siffatta, A e retratto di deformazione di X. Esempi 5.14. ` a) Un sottospazio stellato di Rn e contraibile. b) Sia T il toro ottenuto da I I come quoziente rispetto alla relazione di equivalenza tale che (x, y) (x , y ) {x, x } = {0, 1} e y = y oppure {y, y } = {0, 1} e x = x , e sia A la circonferenza quoziente del segmento ` {0} I rispetto alla relazione indotta da ; allora A e retratto di T , ma non ` e retratto di deformazione. ` Per mostrare che A e un retratto di T basta considerare lapplicazione R : T A indotta dallapplicazione r : I I {0} I che manda (x, y) in (0, y). ` ` Per mostrare che A non e un retratto di deformazione di X e necessario utilizzare il gruppo fondamentale (Cf. Proposizione (7.17)). c) R2 \{P1 , . . . , Pk } ha 1,...,k S1 come retratto di deformazione. La retrazio` ne e denita diversamente in regioni diverse di R2 \{P1 , . . . , Pk }, come in gura: 68

5.2. Tipo domotopia - Retratti

` d) R3 \r ha S1 come retratto forte di deformazione. La retrazione e data componendo la proiezione sul piano perpendicolare alla retta con la retrazione di R2 meno un punto su S1 . ` e) Se X e un poligono di R2 con 2k lati identicati a coppie, allora X\{P }, ` dove P e un punto interno al poligono, ha un bouquet di k circonferenze come retratto di deformazione. Infatti il poligono meno il punto ha il bordo come retratto di deformazione, e la retrazione e lomotopia i r A IdX passano al quoziente (esercizio!). In particolare RP2 \{P } S1 e T1 \{P } S1 S1 . Esercizio 5.15. Si consideri X (R2 , ) e A X come in gura:
A X

Si mostri che A ` un retratto di deformazione di X. e Esercizio 5.16. Si consideri il nastro di Moebius X e A X come in gura:

Si mostri che A ` un retratto di deformazione di X. e 69

5. Omotopia

5.3 CW-COMPLESSI FINITI ` Spesso nelle applicazioni e negli esercizi e utile trovare spazi omotopicamente ` equivalenti ad uno spazio dato che siamo piu semplici. Unoperazione che ` ` puo essere utile in tal senso e quella di sostituire uno spazio topogico X con il quoziente rispetto ad un sottospazio contraibile A X. ` ` Non e pero sempre vero che, dati uno spazio topologico X e un sottospazio contraibile A gli spazi X e X/A sono omotopicamente equivalenti. Vedremo ora un modo particolare di costruire spazi topologici, che ci dar` una a condizione sufciente per poter contrarre sottospazi contraibili senza alterare il tipo di omotopia dello spazio topologico. Consideriamo il diagramma seguente A
i f

X ` ` in cui A, X e Y sono spazi topologici, i : A X e linclusione e f e unapplicazione continua. Vogliamo costruire un nuovo spazio topologico incollando X e Y tramite f , identicando cio` i punti di A con le loro immagini. e ` Per far cio consideriamo lo spazio topologico X Y e in esso consideriamo la relazione di equivalenza generata dallidenticazione x f (x) per ogni x A. Si dice spazio di aggiunzione di (X, Y, A, f ) lo spazio topologico Z = (X Y )/. ` Denizione 5.17. Un CW-complesso nito X di dimensione N e uno spazio topologico costruito nel modo seguente: ` 1. X 0 e uno spazio nito e discreto; ` 2. Per 0 < n N lo spazio topologico X n e ottenuto da X n1 attaccando n1 un numero nito Jn di coppie (X, A) = (Dn , Si ) mediante applicazioni i continue n : Sn1 X n1 ; i i 3. X = X N .
n1 ` Il sottospazio X n X e detto n-scheletro di X. Ogni coppia (Dn , Si ) ha una i n ` mappa caratteristica i , che e la composizione

Dn X n1 i

Dn X n X. i

` ` Limmagine di n (Dn \ Sn1 ) e denotata con en ed e detta n-cella; si noti che i i i i n ` i |Dn \Sn1 e un omeomorsmo.
i i

` Denizione 5.18. Un sottocomplesso di un CW-complesso nito X e un sottoinsieme chiuso A costituito da ununione di celle di X. 70

5.3. CW-complessi niti

Esempi 5.19. a) La sfera Sn . ` Una sua possibile struttura di CW-complesso e data prendendo come X 0 un punto, e attaccando una coppia (Dn , Sn1 ) mediante lapplicazione costante f : Sn1 X 0 . ` Alternativamente e possibile prendere come X 0 un punto, costruire la sfen1 ra S mediante lattaccamento di una n 1 cella come sopra, ottenenn1 do X e quindi attaccare due n-celle (Dn , Sn1 ) mediante lapplicazione identica Sn1 X n1 . b) Il disco Dn . ` Una sua possibile struttura di CW-complesso e data prendendo come X 0 n1 n2 un punto, attaccando una coppia (D , S ) mediante lapplicazione co` stante f : Sn2 X 0 e ottenendo percio X n1 = Sn1 e attaccando quindi n n1 una coppia (D , S ) mediante lapplicazione identica f : Sn1 X n1 . c) Lunione a un punto di k circonferenze. Sia X 0 un punto, e ad esso si attacchino k coppie (D1 , S0 ) mediante le applicazioni costanti fi : S0 X 0 . d) Il toro. Sia X 0 un punto. Ad esso si attacchino due coppie (D1 , S0 ) mediante le applicazioni costanti fi : S0 X 0 , ottenendo cos` come X 1 lunione ad un punto di due circonferenze. Si attacchi ora una coppia (D2 , S1 ) mediante lapplicazione f : S1 S1 S1 denita ponendo (1 + cos( + 8t), sin(8t)) (1 + cos(8t), sin(8t)) f (t) = (1 + cos( + 8t), sin(8t)) (1 + cos(8t), sin(8t)) t [0, 1/4] t [1/4, 1/2] t [1/2, 3/4] t [1/4, 1/2]

` Analogamente si puo dare una struttura di CW-complesso nito a tutte le superci compatte. e) Lo spazio proiettivo reale di dimensione n. ` Lo spazio proiettivo di dimensione zero e un punto. Sia f : Sn1 RPn1 il quoziente rispetto allidenticazione dei punti 71

5. Omotopia

` antipodali; lo spazio proiettivo di dimensione n e ottenuto dallo spazio proiettivo di dimensione n 1 mediante attaccamento di una n-cella via f . Diamo senza dimostrazione il seguente importante risultato Teorema 5.20. Se X e un CW-complesso nito e A X e un sottocomplesso contrai` ` bile, allora X X/A. Vediamo ora alcune applicazioni Esempi 5.21. a) Sia X il sottospazio di R2 costituito dallunione di S1 e di [1, 1] {0}. Allora X ha lo stesso tipo di omotopia dellunione a un punto di due circonferenze. Possiamo considerare la struttura di CW-complesso di X ottenuta ponendo X 0 = (1, 0) (1, 0) e attaccando tre coppie (D1 , S0 ) mediante lapplicazione identica IdS0 : S0 X 0 . ` Il sottospazio A = [1, 1] {0} e un sottocomplesso contraibile, e quindi, ` in virtu della proposizione precedente X X/A S1 S1 .

` b) Sia X lunione di S2 R3 con il disco D2 {0}. Allora X e omotopicamente equivalente allunione a un punto di due sfere. Possiamo considerare la struttura di CW-complesso di X ottenuta ponendo X 0 = (1, 0, 0), attaccando una coppia (D1 , S0 ) mediante lapplicazione identica IdS0 : S0 X 0 e tre coppie (D2 , S1 ) come in gura. ` Il sottocomplesso costituito da X 1 e da una delle celle due dimensionali e un sottocomplesso contraibile.

1111111111111111 0000000000000000 1111111111111111 0000000000000000 1111111111111111 0000000000000000 1111111111111111 0000000000000000 1111111111111111 0000000000000000

111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000

111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000 111111111111111 000000000000000

72

5.3. CW-complessi niti

c) Lo spazio topologico costituito da tre circonferenze in (R2 , ) come in gu` ra e omotopicamente equivalente a un bouquet di 3 circonferenze. Vediamo in gura la struttura di CW-complesso e il sottocomplesso contraibile.

` d) Lo spazio topologico in gura (sottospazio di (R2 , )) e omotopicamente equivalente a un bouquet di 4 circonferenze.

Vediamo in gura la struttura di CW-complesso e il sottocomplesso contraibile.

Esercizio 5.22. Si considerino i seguenti sottospazi di (R3 , ): X = S 2 I/ dove ` cos` denita: N 0, S 1, con N, S rispettivamente polo nord e polo e sud della sfera; Y = S 2 S 1 .
X N Y

Si mostri che X e Y sono omotopicamente equivalenti. 73

Capitolo

Il gruppo fondamentale
6.1 IL GRUPPO FONDAMENTALE Sia X uno spazio topologico e x0 un suo punto. ` Denizione 6.1. Un cammino : I X tale che (0) = (1) = x0 e detto cappio di punto base x0 . Consideriamo il seguente insieme (X, x0 ) ={Classi di equivalenza di cappi omotopi con punto base x0 }. ` Per dimostrare che la sfera non e omeomorfa al toro dovremmo dimostrare che A spazi topologici omeomor corrisponde lo stesso insieme. (S2 , x0 ) e (T, y0 ) sono insiemi diversi. ` In realt` quello che faremo sar` di piu: mostreremo innanzitutto che linsieme a a (X, x0 ) possiede una struttura di gruppo, e dimostreremo quindi che A spazi topologici omeomor corrispondono gruppi isomor. (S2 , x0 ) e (T, y0 ) sono gruppi non isomor. Denizione 6.2. Sia X uno spazio topologico e x0 X un suo punto; sia (X, x0 ) = denito come sopra e siano [], [] (X, x0 ). Si denisce il prodotto di [] e [] nel seguente modo: [][] = [ ]. Il fatto che tale operazione sia ben denita segue dalla seguente Proposizione 6.3. Siano e due cammini in X tali che sia denito il prodotto , e siano e altri due cammini tali che e ; allora . 75

6. Il gruppo fondamentale

` Dimostrazione. Siano F e G le omotopie; allora lomotopia tra i prodotti e data da F (2s, t) s [0, 1/2] H(s, t) = . G(2s 1, t) s [1/2, 1]

Teorema 6.4. (X, x0 ) e un gruppo (in generale non abeliano) rispetto al prodotto di ` classi di equivalenza di cappi appena denito. Il risultato discende dai tre lemmi seguenti. Lemma 6.5. Siano , e cammini tali che siano deniti i prodotti e . Allora ( ) ( ). Dimostrazione. Dobbiamo mostrare che ( ) e ( ) sono omotopi; questi due cammini si scrivono in questo modo (4s) s 0, 1 4 1 (())(s) = (4s 1) s 1 , 2 4 (2s 1) s 1 , 1 2 1 (2s) s 0, 2 3 (())(s) = (4s 2) s 1 , 4 2 (4s 3) s 3 , 1 4

La gura mostra un modo di deformare i cammini uno nellaltro

1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000 1111111 11111111 0000000 00000000 1111111 0000000

I1

I2

I3

s = (t+1)/4

s = (t+2)/4

Per scrivere le equazioni consideriamo omeomorsmi fi : Ii I e componiamo con , e ; come omeomorsmi possiamo considerare quelli della forma fi (s) = quindi f1 (s) = 76 s
t+1 4

s ai ; b i ai

4s t+1

f2 (s) =

s t+1 4 = t+2 t+1 4 4

4st1 4 1 4

= 4s t 1

6.1. Il gruppo fondamentale

s f3 (s) = 1

t+2 4 t+2 4

4st2 4 4t2 4

4s t 2 . 2t

` Lomotopia cercata e dunque 4s t+1 F (s, t) = (4s t 1) 4s t 2 2t

s 0, t+1 4 s s
t+1 t+2 , 4 4 t+2 ,1 4

Lemma 6.6. Sia un cammino con punto iniziale x0 e punto nale x1 e siano x0 e x1 i cammini costanti x0 (s) = x0 e x1 (s) = x1 . Allora x0 x1 . Dimostrazione. Mostriamo che x0 e sono omotopi; La gura mostra un modo di deformare i cammini uno nellaltro (il primo inter` vallo e quello del cammino costante, il secondo quello di ):
t

11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 11111111 00000000 1111111111111 0000000000000 1 0 1 0 1 0 1 0

I1

I2

s=(t1)/2

` In modo analogo allesempio precedente (ma piu semplice) otteniamo la seguente omotopia: s 0, 1t x0 2 F (s, t) = 2s + t 1 1t s 2 ,1 t+1

Lemma 6.7. Sia un cammino con punto iniziale x0 e punto nale x1 ; siano x0 e x1 i cammini costanti x0 (s) = x0 e x1 (s) = x1 e sia il cammino inverso. Allora x0 x1 . 77

6. Il gruppo fondamentale

Dimostrazione. Per mostrare che e x0 sono omotopi utilizziamo la seguente applicazione: x 0 (2s t) F (s, t) = (2s + t 1) x0
t s 0, 2 t s 2, 1 2 1 s 2 , 2t 2 2t s 2 ,1

` ` Il procedimento con cui tale applicazione e ottenuta e lievemente differente da quello utilizzato nei lemmi precedenti. Non ne vediamo i dettagli. ` Denizione 6.8. Il gruppo (X, x0 ) e detto gruppo fondamentale o primo gruppo di omotopia di X con punto base x0 . Esempio 6.9. Se X = {}, allora (X, ) = {1}, in quanto esiste un unico cammino, quello costante. Proposizione 6.10. Siano x, y due punti di X; se esiste un arco f : I X che congiunge x a y allora (X, x) (X, y). Dimostrazione. modo: Deniamo lapplicazione uf : (X, x) (X, y) in questo uf ([]) = [f f ]. ` Lapplicazione e ben denita: poich ovviamente f f e f f , applicando due e volte la Proposizione (6.3), otteniamo che, se , allora f f f f . ` Mostriamo ora che uf e un omomorsmo di gruppi. uf ([][]) = uf ([ ]) = [f f ] = = [f f f f ] = [f f ][f f ] = uf ([])uf ([]). La biunivocit` di uf segue dal fatto che uf uf = Id(X,x) e uf uf = Id(X,y) . a Corollario 6.11. Se uno spazio X e connesso per archi, allora (X, x) ` x, y X. 6.2 OMOMORFISMO INDOTTO Sia : X Y unapplicazione continua, e sia un cappio di punto base x; ` lapplicazione ( ) : I Y e un cappio in Y con punto base (x). ` ` Si puo vericare che, se allora ; infatti, se F : I I X e ` unomotopia tra e , allora G = F e unomotopia tra e . Risulta quindi ben denita lapplicazione : (X, x) (Y, (x)) 78 (X, y)

6.2. Omomorsmo indotto

che associa ad una classe di equivalenza [] la classe di equivalenza [ ]; ` poich ( ) = ( ) ( ), e un omomorsmo di gruppi, infatti e ([ ]) = [ ( )]) = [( ) ( )] = [( )][( )] = ([]) ([]). ` Per come abbiamo denito e immediato vericare che, se abbiamo tre spazi topologici X, Y, Z e due applicazioni continue : X Y e : Y Z, allora ( ) = ; Inoltre, se consideriamo IdX : X X, si ha che IdX = Id(X,x) . Corollario 6.12. Un omeomorsmo induce un isomorsmo di gruppi. Dimostrazione. Esercizio. Possiamo riassumere quello che abbiamo detto dicendo che abbiamo costruito un funtore dalla categoria degli spazi topologici e applicazioni continue alla categoria dei gruppi e omomorsmi di gruppi. T op. (X, x) : (X, x) (Y, y) IdX (X, x) (Y, y) Gr (X, x) : (X, x) (Y, y) Id(X,x) (X, x) (Y, y)

` Di grande importanza nelle applicazioni e la seguente Proposizione 6.13. Condizione necessaria afnch un sottospazio A di X sia un retrate to e che, per ogni a A, denotati con i : (A, a) (X, a) e r : (X, a) (A, a) ` gli omomorsmi indotti dallinclusione i : A X e dalla retrazione r : X A si abbia r i = Id(A,a) ; in particolare i e iniettivo e r e suriettivo. ` ` Dimostrazione. Sia A X un retratto e a A, e consideriamo il diagramma A
i

e il diagramma indotto sui gruppi fondamentali (A, a0 ) Poich r i = IdA , si ha che e r i = Id(A,a0 ) . ` ` In particolare i e iniettivo e r e suriettivo. 79
i

(X, a0 )

(A, a0 )

6. Il gruppo fondamentale

6.3 TEOREMA DI INVARIANZA PER OMOTOPIA Vogliamo ora mostrare che spazi che hanno lo stesso tipo di omotopia hanno gruppi fondamentali isomor; useremo il seguente lemma, che diamo senza dimostrazione: Lemma 6.14. Siano , : X Y continue e omotope, sia F : X I Y unomotopia tra e e sia f (t) = F (x0 , t) (` un cammino che congiunge (x0 ) e (x0 )). Allora e il seguente diagramma (X, x0 ) N

NNN NNN N NNN '

nnn nn nu n nn f wnnn

(Y, (x0 ))

(Y, (x0 )) commuta, cio` = uf . e Teorema 6.15. (Teorema dinvarianza per omotopia) Siano X e Y spazi topologici, e sia : X Y unequivalenza omotopica. Allora : (X, x) (Y, (x)) e un ` isomorsmo. Dimostrazione. X e Y sono spazi topologici omotopicamente equivalenti, quindi esistono : X Y e : Y X tali che IdX e IdY . ` Sia F unomotopia tra e IdX , e sia f (t) = F (x, t); f e un arco che congiunge ((x)) a x. Applicando il Lemma (6.14) a e IdX otteniamo il seguente diagramma commutativo: (X, x) M

MMM MMM Id(X,x) MMM&

(Y, (x))

nnn nnn nnuf n vnnn

(X, ((x)))

(X, x) ` ` ` Poich uf e un isomorsmo, allora e un isomorsmo; in particolare cio e ` implica che e suriettiva. Applicando ora il Lemma (6.14) allomotopia G tra e IdY e otteniamo il seguente diagramma commutativo (Y, (x))

PPP PPP PPP Id(Y,(x)) PPP(

/ (X, ((x)))

kk kkk kkk kkk ug ukkk

(Y, (((x))))

(Y, (x)) Abbiamo indicato con lomomorsmo indotto da tra i gruppi (X, ((x))) e (Y, (((x)))), poich , essendo i punti base diversi, tale omomorsmo non e ` e quello precedentemente indicato con . ` ` ` Poich ug e un isomorsmo, allora e un isomorsmo; in particolare e e iniettiva. Quindi e sono isomorsmi. 80

6.4. Il gruppo fondamentale di S1

Corollario 6.16. Se X e contraibile, allora (X, x) `

{1} per ogni x X.

Corollario 6.17. Se A X e un retratto di deformazione e a A, allora lomomorsmo ` i : (A, a) (X, a) e un isomorsmo. ` 6.4 IL GRUPPO FONDAMENTALE DI S1 In questa sezione andremo a calcolare il gruppo fondamentale della circonferenza. Per far questo introdurremo alcune nozioni della teoria dei rivestimenti; per trovare i gruppi fondamentali di altri spazi topologici utilizzeremo successivamente un altro metodo, non applicabile in questo caso. Siano X e X spazi topologici connessi per archi. ` Denizione 6.18. Unapplicazione continua p : X X e un rivestimento se ogni punto x X ha un intorno aperto U uniformemente rivestito da p, cio` e se esistono aperti disgiunti {Uj }jJ in X tali che 1. p1 (U ) = Uj omeomorsmo j

2. p|Uj : Uj U

` Denizione 6.19. Lapplicazione p e detta applicazione di rivestimento mentre lin1 ` sieme p (x) X e detto bra di x. Osservazione 6.20. Per ogni x X la topologia indotta dalla topologia di X ` sulla bra p1 (x) e la topologia discreta. Esempi 6.21. ` a) Ogni omeomorsmo e un rivestimento. b) p : R S1 cos` denita: p(t) = (cos(2t), sin(2t))). c) Ponendo coordinate polari nel piano R2 possiamo denire pn : S1 S1 in questo modo: pn (1, ) = (1, n). d) Sia p : Sn RPn la proiezione sul quoziente rispetto allidenticazione ` dei punti antipodali di Sn . Allora p e un rivestimento. Denizione 6.22. Sia p : X X un rivestimento e f : Y X unapplicazione continua. Unapplicazione continua f : Y X che fa commutare il diagramma ` seguente, se esiste, e detta sollevamento di f .


e f

X ?
p

X 81

6. Il gruppo fondamentale

Vedremo ora alcuni risultati riguardo lesistenza e lunicit` di sollevamenti. a Lemma 6.23. Sia p : X X un rivestimento, Y uno spazio connesso, f : Y X unapplicazione continua e f1 , f2 : Y X sollevamenti di f . Allora, se esiste un punto y0 Y tale che f1 (x0 ) = f2 (x0 ) si ha f1 = f2 . Dimostrazione. Sia W Y linsieme dei punti su cui f1 e f2 coincidono. ` Mostreremo che tale insieme e aperto e chiuso in Y ; poich W = , in quanto e contiene y0 , si avr` W = Y . a Sia y Y , e sia U un intorno di f (y) uniformemente rivestito da p. La controim` magine di U si puo quindi scrivere come unione disgiunta di aperti Vj ; siano V1 e V2 i due aperti che contengono rispettivamente f1 (y) e f2 (y). Per continuit` esiste un intorno N di y tale che f1 (N ) V1 e f2 (N ) V2 . a ` ` Se y W , allora V1 V2 = e N e un intorno di y contenuto in W c , che e quindi aperto. Se y W , allora necessariamente V1 = V2 ; dal fatto che pf1 (y) = pf2 (y) e ` che p e un omeomorsmo su V1 , quindi iniettiva, deduciamo che f1 = f2 su N . ` Segue che W e aperto. Lemma 6.24. Sia p : X X un rivestimento e : I X un cammino di punto iniziale (0) = x0 . Allora, ssato x0 p1 (x0 ), esiste un unico sollevamento di , : I X tale che (0) = x0 . ` Dimostrazione. Poich X e coperto da aperti uniformemente rivestiti da p, e esiste una famiglia di aperti {Uj }jJ uniformemente rivestiti da p tali che la famiglia {1 (Uj )}jJ costituisce un ricoprimento di I. Esprimendo 1 (Uj ) come unione di intervalli: 1 (Uj ) = (aij , bij ) si ottiene un nuovo ricoprimento aperto di I. ` Poich I e compatto e possibile trovare un numero nito di tali intervalli lo coe ` prono, e quindi una successione di punti 0 = t0 < t1 < < tm = 1 con la ` propriet` che per ogni k esiste jk J tale che ([tk , tk+1 ]) e contenuto in Ujk . a Costruiamo ora il sollevamento induttivamente su [0, tk ]. Per k = 0 poniamo (0) = x0 ; supponiamo di aver denito k : [0, tk ] X con (0) = x0 e che tale sollevamento sia unico.
11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000

11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000 11111 00000

82

6.4. Il gruppo fondamentale di S1

` ` Per costruzione ([tk , tk+1 ]) e contenuto in Ujk , la cui controimmagine p1 (Ujk ) e costituita da ununione disgiunta di aperti Wj omeomor a Ujk mediante p. Sia W laperto tra i Wj che contiene k (tk ); possiamo denire k+1 nel seguente modo k (t) t [0, tk ] k+1 (t) = (p|W )1 (t) t [tk , tk+1 ] La continuit` di k+1 segue dal Lemma (3.56), e lunicit` dal Lemma (6.23). a a Diamo senza dimostrazione il seguente fondamentale Teorema 6.25. (Teorema di Monodromia) Siano e cammini omotopi in X, tali che (0) = (0) = x0 ; sia x0 p1 (x0 ), e siano e gli unici sollevamenti di e con punto iniziale x0 . Allora (1) = (1). Possiamo ora trovare il gruppo fondamentale della circonferenza Teorema 6.26. Sia S1 R2 la circonferenza unitaria, e sia x0 = (1, 0). Allora (S1 , x0 ) Z, e un generatore e dato dalla classe del cammino : I S1 cos` ` denito: (t) = (cos(2t), sin(2t)). Dimostrazione. Consideriamo lapplicazione p : R S1 denita ponendo p(t) = (cos(2t), sin(2t)). Scegliamo come punto base il punto x0 = (1, 0) e sia un cappio di punto base x0 ; per il Lemma (6.24) esiste un unico sollevamento tale che (0) = 0.

Chiamiamo grado di il numero intero (1); osserviamo che, per il Teorema ` (6.25), il grado e ben denito sulle classi di omotopia di cammini. Abbiamo quindi unapplicazione (di insiemi) (S1 , (1, 0)) []
d

/ (1)

83

6. Il gruppo fondamentale

` Vogliamo mostrare che d e un isomorsmo di gruppi. ` Osserviamo innanzitutto che, se k (t) e lunico sollevamento di con punto ` iniziale k, allora, in virtu dellunicit` del sollevamento, k (t) = 0 (t) + k. a Possiamo ora osservare che, se e sono cappi in S1 con punto base (1, 0) allora ( )0 = 0 0 (1) . e ` Infatti il secondo membro e un sollevamento di con punto iniziale 0 e ` ` tale sollevamento e unico. Possiamo ora mostrare che d e un omomorsmo di gruppi: d([][]) = ( )0 (1) = 0 0 (1) = e = 0 (1) = 0 (1) + 0 (1) e = d([]) + d([]).

` Verichiamo che d e un omomorsmo suriettivo: sia n Z; allora il cammino ` (t) = (cos(2nt), sin(2nt)) e un cammino in S1 tale che (1) = n. ` Inne mostriamo che d e iniettivo: se d[] = 0, allora (0) = (1) = 0; poich R e ` e contraibile, allora 0 . Sia F unomotopia tra e 0 . La composizione p F ` e unomotopia tra e (1,0) . Corollario 6.27. Il disco chiuso D2 non e omeomorfo al disco aperto D2 . ` Dimostrazione. Supponiamo per assurdo che tra i due spazi esista un omeo morsmo f : D2 D2 . Sia x D2 un punto del bordo, e sia y = f (x). ` ` La restrizione di f darebbe un omeomorsmo tra D2 \ x e D2 \ y, ma cio e as2 ` surdo, in quanto D \ x e contraibile, e ha quindi gruppo fondamentale banale, 2 \ y ha una circonferenza come retratto di deformazione, e quindi il mentre D ` suo gruppo fondamentale e isomorfo a Z.

84

Capitolo

Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni


7.1 GRUPPI CON PRESENTAZIONE Gruppi liberi Sia S un insieme: S = {xi }iI . ` Denizione 7.1. Chiamiamo alfabeto linsieme {xi , x1 }iI dove x1 e inteso soi i lamente come unespressione formale. Denizione 7.2. Sia W linsieme delle espressioni del tipo xi1 1 xi2 2 . . . xin n
(i ) (i ) (i )

con xi S e (i) = 1. Tali espressioni sono dette parole. W comprende anche la parola vuota, che non contiene nessun simbolo. Introduciamo ora una relazione dequivalenza in W in questo modo. Diremo che due parole w1 e w2 sono equivalenti se si possono ottenere luna dallaltra introducendo o cancellando un numero nito di espressioni del tipo xi x1 o x1 xi . i i Linsieme quoziente G = W/ risulta essere un gruppo rispetto alla giustappo` sizione; e detto gruppo libero generato da S. ` Lelemento neutro e dato dalla classe della parola vuota, che indicheremo con (i ) (i ) (i ) ` il simbolo 1, mentre linverso della classe della parola xi1 1 xi2 2 . . . xin n e dato (in ) (i2 ) (i1 ) dalla classe della parola xin . . . xi2 xi 1 . Esempi 7.3. a) S = G = {1}. 85

7. Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni

b) S = {x}

G = {1, x, x1 , xx, x1 x1 , . . . }

Z.

c) S = {a, b} G = {1, a, b, a1 , b1 , ab, ba, . . . } =: Z Z (Prodotto libero). ` Non e abeliano. ` d) In generale, se card(S) = n, allora G = Z Z Z e detto gruppo libero a n generatori. La sua struttura dipende solo dalla cardinalit` di S, non a dalla natura degli elementi di S. Relazioni Nellinsieme W delle parole, oltre alla relazione , denita sopra, possiamo introdurre altre relazioni di equivalenza. Fissato un sottoinsieme R W , diciamo che due elementi di W sono Requivalenti w1 R w2 se si ottengono uno dallaltro mediante un numero nito di operazioni del tipo i) Inserire o cancellare xx1 o x1 x con x S. ii) Inserire o cancellare r o r1 con r R. ` Linsieme W/R e un gruppo rispetto alla giustapposizione [w1 ]R [w2 ]R = [w1 w2 ]R , ` detto gruppo con presentazione S | R ; linsieme S e chiamato insieme dei genera` tori, mentre linsieme R e linsieme dei relatori (o delle relazioni). ` Osservazione 7.4. Il gruppo S | R e il quoziente del gruppo libero S | rispetto al sottogruppo generato dalle classi di equivalenza degli elementi di R. Esempi 7.5. a) | = {1} Gruppo banale. Zn Classi di resti modulo n.

b) x | xn = {1, x, x2 , . . . , xn1 } c) x, y | xy = yx Z Z.

` ` d) Ogni gruppo (G, ) e un gruppo con presentazione. Una presentazione e 1 1 data da SG | RG , con SG = G e RG = {(x y)y x }. ` Osservazione 7.6. Lo stesso gruppo puo avere diverse presentazioni. 86

7.2. Il teorema di Seifert-Van Kampen

7.2 IL TEOREMA DI SEIFERT-VAN KAMPEN Sia X uno spazio topologico, U1 e U2 due suoi aperti non vuoti e connessi per archi tali che X = U1 U2 e U1 U2 sia non vuoto e connesso per archi; sia inne x0 un punto di U1 U2 . Le inclusioni danno luogo al seguente diagramma commutativo : U1 @ U1 U2 H
v vv vv vv vv
i1

@@ j @@ 1 @@ @

HH HH H i2 HHH $

U2

X ~> ~~ ~ ~~ ~~ j2

che induce un diagramma commutativo sui gruppi fondamentali


7 nnn nnn nnn nnn
i1

(U1 , x0 )

(U1 U2 , P 0 ) x

MMM MMj1 MMM MM& qq8 qqq qq qqq j2

PPP PPP PP i2 PPP'

(X, x0 )

(U2 , x0 ) Consideriamo delle presentazioni per (U1 , x0 ), (U2 , x0 ) e (U1 U2 , x0 ) (U1 , x0 ) = (U2 , x0 ) = (U1 U2 , x0 ) = S1 | R1 S2 | R2 S |R

Il Teorema di Seifert-Van Kampen ci permette di trovare il gruppo fondamentale di X conoscendo quello di U1 , quello di U2 e quello di U1 U2 . In particolare I generatori di (X, x0 ) sono lunione dei generatori di (U1 , x0 ) e dei generatori di (U2 , x0 ).

Le relazioni di (X, x0 ) sono lunione delle relazioni di (U1 , x0 ), delle relazioni di (U2 , x0 ) e di un insieme di relazioni RS costruito a partire dai generatori di (U1 U2 , x0 ). Vediamo ora come si costruisce linsieme RS . Preso un elemento s (U1 U2 , x0 ), possiamo considerare le sue immagini i1 s (U1 , x0 ) e i2 s (U2 , x0 ) e denotiamo con i1 s e i2 s le parole corrispondenti. 87

7. Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni

` ` Cio signica che i1 s e la parola che si ottiene scrivendo i1 s utilizzando gli ` elementi di S1 , cio` i generatori di (U1 , x0 ) e analogamente i2 s e la parola e che si ottiene scrivendo i2 s utilizzando gli elementi di S2 , cio` i generatori di e (U2 , x0 ). Siamo ora in grado di descrivere linsieme RS : RS = {i1 s(i2 s)1 | s S}. Riassumendo quanto detto nora: Teorema 7.7. (Seifert-Van Kampen) Sia X uno spazio topologico, U1 e U2 due suoi aperti non vuoti e connessi per archi tali che X = U1 U2 e U1 U2 sia non vuoto e connesso per archi e x0 U1 U2 . Siano (U1 , x0 ) = S1 | R1 , (U2 , x0 ) = S2 | R2 , (U1 U2 , x0 ) = S | R e sia RS = {i1 s(i2 s)1 | s S}. Allora (X, x0 ) Esempi 7.8. a) X = S2 R3 ; sia x0 un punto sullequatore, sia 0 < << 1 e siano U1 = {(x, y, z) S2 | z > }, U2 = {(x, y, z) S2 | z < }.
X

S1 S2 | R1 R2 RS .

U1

U2

U1

U2

` Gli insiemi Ui sono omeomor a dischi di dimensione due, e percio contraibili, quindi i loro gruppi fondamentali sono banali: (Ui , x0 ) = | . 88

7.2. Il teorema di Seifert-Van Kampen

Lintersezione U1 U2 ha lequatore come retratto di deformazione, quindi (U1 U2 , x0 ) = | , ` dove e un cammino che fa un giro sullequatore. Applicando il teorema di Seifert-Van Kampen otteniamo quindi (S2 , x0 ) = | Possiamo, piu in generale, osservare che, qualora i gruppi fondamentali (Ui , X0 ) ` siano banali, allora anche il gruppo fondamentale di X e banale. ` b) X = S1 S1 = {(x, y) | (x + 1)2 + y 2 = 1} {(x, y) | (x 1)2 + y 2 = 1} R2 ; sia x0 = (0, 0) e sia 0 < << 1. Siano U1 = {(x, y) X | x < }, U2 = {(x, y) X | x > }.

U1

U2

U1

U2

` Il gruppo fondamentale della circonferenza {(x, y) | (x+1)2 +y 2 = 1} e ciclico innito generato dalla classe del cammino (t) = (cos(2t)1, sin(2t)); laperto U1 ha tale circonferenza come retratto di deformazione, quindi abbiamo un isomorsmo (S1 , x0 )
i

(U1 , x0 )
/

[]

[i ] 89

7. Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni

Denotando con abuso di linguaggio ancora con il cammino i possiamo quindi concludere che (U1 , x0 ) = | . Analogamente, denotato con il cammino (t) = (cos(2t) + 1, sin(2t)) avremo che (U2 , x0 ) = | . ` Lintersezione U1 U2 e contraibile, quindi (U1 U2 , x0 ) = | . Applicando il teorema di Seifert-Van Kampen otteniamo (S1 S1 , x0 ) = , | Z Z.

Possiamo in generale osservare che, dati due spazi topologici (X, x0 ) e (Y, y0 ), con gruppi fondamentali (X, x0 ) = S1 | R1 e (Y, y0 ) = S2 | R2 e tali che x0 e y0 hanno un intorno contraibile in X e in Y rispettivamente, allora il gruppo fondamentale dello spazio topologico Z, unione a un punto di (X, x0 ) e (Y, y0 ) e ` dato da (Z, z0 ) = S1 S2 | R1 R2 .

c) X = K, la bottiglia di Klein; sia x0 un punto interno al poligono e sia un cammino che congiunge il punto P , vertice del poligono, con x0 . ` Sia U1 = K\D, ove D e un disco chiuso contenuto in K e che non contiene x0 , e sia U2 = K\{a, b}. Laperto U1 ha come retratto di deformazione il bordo di K, S1 S1 ; abbiamo dunque isomorsmi (S1 S1 , P )
i

(U1 , P )
/

(U1 , x0 )
/

[]

[i ]

[i ]

Ricordando che (K, P ) = a, b | , e detti = i a e = i b abbiamo che (U1 , x0 ) = , | . ` ` Laperto U2 e contraibile, e percio (U2 , x0 ) = | . Lintersezione U1 U2 ha una circonferenza passante per x0 come retratto ` di deformazione, e percio, confondendo con i possiamo scrivere (U1 U2 ) = | . 90

7.2. Il teorema di Seifert-Van Kampen

a
P P

x0

a
P P

a
a

a b b b a a
P P

x0

Vediamo ora di costruire linsieme RS = {i1 (i2 )1 }. Dobbiamo considerare la classe dellimmagine di in (U1 , x0 ) e scriverla utilizzando i generatori di tale gruppo. Osserviamo che la retrazione r : U1 S1 S1 manda il cammino i1 nel cammino ba1 ba, e quindi (S1 S1 , P )
i

(U1 , P )

(U1 , x0 )

[ba1 ba]

[i bi a1 i bi a]

[i bi a1 i bi a]

Pertanto i bi a1 i bi a = i b i a1 i b i a = 1 . Ripetiamo il procedimento con la classe dellimmagine di in (U2 , x0 ). ` poich tale gruppo e banale, avremo che anche i2 sar` banale: i2 = 1. e a Possiamo quindi concludere che (K, x0 ) = , | 1 = 1 . 91

7. Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni

Esercizio 7.9. Sia X lo spazio topologico quoziente di un cilindro rispetto alle identicazioni in gura:
a Q a Q

b P b P

Si calcoli il gruppo fondamentale di X. Esercizio 7.10. Sia D R2 il disco chiuso centrato nellorigine e di raggio 4 e siano D1 , D2 e D3 i dischi aperti di raggio uno centrati rispettivamente in (2, 0), (0, 2), (2, 0) di raggio 1. Siano Y = D \ (D1 D2 D3 ), Z il cilindro S1 [0, 4] e X lo spazio topologico ottenuto dallunione di Y e Z identicando il bordo inferiore del cilindro con il bordo di D1 e il bordo superiore con il bordo di D3 , come in gura.

Si calcoli il gruppo fondamentale di X. Esercizio 7.11. Nello spazio euclideo R3 si considerino il toro T ottenuto ruotando intorno allasse z la circonferenza del piano (x, z) di centro (2, 0) e raggio 1 e il piano di equazione y = 0. Sia X lunione di T e . Si calcoli il gruppo fondamentale di X. Esercizio 7.12. Sia T il toro ottenuto facendo ruotare la circonferenza di centro (2, 0) e raggio uno nel piano y = 0 attorno allasse z; sia D il disco chiuso di centro (3, 0) e raggio 2 nel piano y = 0, e sia Q il punto (4, 0) nel piano y = 0. Si calcoli il gruppo fondamentale di X = (T D) \ {Q}.

11111111111111111 00000000000000000 11111111111111111 00000000000000000 111111111 000000000 11111111111111111 00000000000000000 111111111 000000000 11111111111111111 00000000000000000 11111111111111111 00000000000000000

92

7.3. Il teorema di classicazione delle superci compatte - Seconda parte

7.3 IL TEOREMA DI CLASSIFICAZIONE DELLE SUPERFICI COMPATTE - SECONDA PARTE Denizione 7.13. Dato un gruppo con presentazione G = S | R , il suo abelia` nizzato, Ab(G) e il gruppo con presentazione Ab(G) = S | R {xyx1 y 1 | x, y S} Osservazione 7.14. Se G e G sono gruppi isomor, allora Ab(G) e Ab(G ) sono gruppi isomor. Esempi 7.15. a) G = S | , S = {x1 , . . . , xn }. Allora Ab(G) Z Z Z = Zn

` b) Nel caso GR = S | R con S = {x1 , . . . , xn }, allora Ab(GR ) e un quoziente n di Ab(GS ) = Z , ove GS = S | c) Sia G = a, b | aba1 b ; Ab(G) = a, b | b2 = 1 Z Z2 .

Teorema 7.16. (Teorema di classicazione) Sia S una supercie compatta. S orientabile S Tg S non orientabile S Uh Inoltre se g = g allora Tg Tg e se h = h allora Uh g 0. h 1. Uh .

Dimostrazione. (Seconda parte) Calcoliamo i gruppi fondamentali delle superici Tg e Uh . Gi` sappiamo che (S2 , x) a {1}; consideriamo dunque la supercie Tg con g 1.
b_2 11 00 11 00 a_2 a_2 b_2

b_1

11 00 11 00 11 00 a_1
b_1

1111 0000
a_1

Per applicare il teorema di Seifert-Van Kampen scegliamo un punto x0 interno al poligono e un cammino che congiunge il punto P , vertice del poligono, con x0 . Scegliamo poi come aperto U1 la supercie Tg privata di un disco, e come aperto U2 la supercie Tg meno il bordo del poligono. 93

7. Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni

11 00 11 00
b_2 a_2

a_2 b_2

b_1

a_1

11 00 11 00
b_1

1111 0000
a_1

b_1

a_2

a_1

b_2

` Laperto U1 ha il bordo del poligono, che e un bouquet di 2g circonferenze, come retratto di deformazione; detti i = ai e i = bi e procedendo come nel caso della bottiglia di Klein abbiamo che (U1 , x0 ) = 1 , 1 , . . . , g , g | . ` Laperto U2 e contraibile, quindi (U2 , x0 ) = | . Lintersezione U1 U2 si retrae su una circonferenza passante per x0 , quindi (U1 U2 , x0 ) = | . ` Vediamo ora di calcolare RS ; , in U1 , e omotopicamente equivalente a 1 1 1 1 a1 b1 a1 b1 . . . ag bg a1 b1 e quindi a 1 1 1 1 . . . g g g g . 1 1 g g ` Invece, in U2 , e omotopicamente equivalente al cammino banale, e quindi 1 1 1 1 RS = {1 1 1 1 . . . g g g g = 1};
b_2

11 00 11 00

a_2 b_2

a_2

b_1

11 00 11 00 11 00 a_1
b_1

1111 0000
a_1

94

7.4. Gruppo fondamentale e retrazioni

Pertanto si ha che
1 1 1 1 (Tg , x0 ) = 1 , 1 , . . . , g , g | 1 1 1 1 . . . g g g g = 1

` Del tutto analoga (e lasciata come esercizio) e la procedura per calcolare il gruppo fondamentale delle superci Uh , che porta alla seguente conclusione:
2 2 (Uh , x0 ) = 1 , . . . , h | 1 . . . h = 1 .

Per mostrare che i gruppi fondamentali che abbiamo calcolato non sono tra loro isomor, calcoliamo i loro abelianizzati; innanzitutto scriviamo il gruppo fondamentale di Uh con una presentazione diversa: ponendo = 1 . . . h scriviamo (Uh , x0 ) = 1 , . . . , h1 , | 2 = 1 Quindi si ha Ab((Tg , x0 )) = Z2g Ab((Uh , x0 )) = Zh1 Z2 Come prima cosa osserviamo che gli abelianizzati dei gruppi delle superci orientabili non hanno torsione, mentre in quelli delle superci non orientabili ` ` la torsione e presente. Tali gruppi non sono percio isomor. Inoltre Ab((Tg , x0 )) Ab((Tg , x0 )) se g = g , quindi avremo che (Tg , x0 ) e (Tg , x0 ) sono gruppi non isomor se g = g , e quindi Tg e Tg sono superci non omeomorfe se g = g . Analogamente si conclude che Uh e Uh sono superci non omeomorfe se h = h . 7.4 GRUPPO FONDAMENTALE E RETRAZIONI Sia X uno spazio topologico, A X un sottospazio e a A. Riassumiamo le condizioni necessarie sui gruppi fondamentali e sullomomorsmo indotto dallinclusione tra i gruppi fondamentali perch A possa essere un retratto o un e retratto di deformazione di X. Proposizione 7.17. Condizione necessaria afnch un sottospazio A di X sia un retrate to e che, per ogni a A, denotati con i : (A, a) (X, a) e r : (X, a) (A, a) ` gli omomorsmi indotti dallinclusione i : A X e dalla retrazione r : X A si abbia r i = Id(A,a) ; in particolare i e iniettivo e r e suriettivo. ` ` Condizione necessaria afnch un sottospazio A di X sia un retratto di deformazione e e ` che, per ogni a A si abbia (X, a) (A, a). ` Dimostrazione. La prima parte e il contenuto della Proposizione (6.13), mentre ` la seconda e una conseguenza del Teorema (6.15). 95

7. Teorema di Seifert-Van Kampen e applicazioni

Esempi 7.18.

` a) S1 non e un retratto di D2 .

Se S1 fosse un retratto di D2 la mappa i : (S1 , a) (D2 , a) ` ` ` sarebbe iniettiva, ma cio e impossibile, in quanto il secondo gruppo e ` banale, mentre il primo e isomorfo a Z. ` b) S1 non e un retratto di R2 \{(1, 1)}. Dobbiamo studiare lomomorsmo i : (S1 , a) (R2 \{(1, 1)}, a) Entrambi i gruppi sono isomor a Z, ma un generatore del gruppo (S1 , a) ` e la classe del cammino (t) = (cos(2t), sin(2t)), mentre un generatore ` del gruppo (R2 \{(1, 1)}, a) e la classe del cammino (t) = (1+cos(2t), 1+ sin(2t)). ` Limmagine della classe [] in (R2 \{(1, 1)}, a) e la classe di un cammi` no che non gira attorno al punto (1, 1), ed e quindi omotopo al cammino ` ` banale. Pertanto i non e iniettiva e S1 non e un retratto di R2 \{(1, 1)}. c) Sia X la bottiglia di Klein, ottenuta come quoziente del quadrato, come in gura:
P a P

` e sia A la circonferenza b. Mostriamo che A non e un retratto di X. Consideriamo il diagramma (A, P )


i i

(X, P )

(A, P )
/

b|

a, b | aba1 b

b|

Poich i (b) = b e r i = Id si ha r (b) = b. e Sia r (a) = bk ; poich in (X, P ) si ha aba1 b = 1 allora r (aba1 b) = 1. e ` Da cio segue 1 = r (a)r (b)r (a1 )r (b) = bk bbk b = b2 , raggiungendo la contraddizione che in (A, P ) = b | si dovrebbe avere b2 = 1. 96

7.4. Gruppo fondamentale e retrazioni

Esercizio 7.19. Siano S la sfera unitaria di R3 , lequatore di S e A, B e C punti di S come in gura. Si stabilisca se ` un retratto e/o un retratto di deformazione e di S\A, S\{A, B}, S\{A, C}.
A A C A

Esercizio 7.20. Sia RP2 il disco unitario con i punti antipodali del bordo identicati, e sia limmagine in RP2 di un diametro del disco. ` un retratto e/o un e 2 retratto di deformazione di RP ?
a

P P

Esercizio 7.21. Sia T il toro pieno S1 D2 , e cammini come in gura e D il disco piano chiuso il cui bordo ` . e

Si stabilisca se i seguenti sottospazi sono retratti e/o retratti di deformazione di T a) La circonferenza . b) La circonferenza . c) Il disco D.

97

Appendice

Varie nozioni di compattezza


A.1 COMPATTEZZA PER RICOPRIMENTI: ORIGINE La denizione di compattezza per ricoprimenti nasce dal seguente Problema: Determinare una classe di spazi topologici H tale che ogni f : X R con f continua e X H ammetta massimo e minimo. ` Osservazione A.1. Una funzione continua f : X R e localmente limitata, cio` e ` per ogni punto x0 X esiste un intorno Ux0 tale che f |Ux0 e limitata. Dimostrazione. Dalla denizione di continuit` , dato > 0 esiste un intorno U a di x0 tale che, se x U allora |f (x) f (x0 )| < , cio` e f (x0 ) < f (x) < f (x0 ) + .

` Denizione A.2. X si dice pseudocompatto se ogni f : X R continua e globalmente limitata. ` Osservazione A.3. Se X e pseudocompatto allora ogni f : X R continua ammette massimo e minimo. Dimostrazione. Lipotesi sulla limitatezza globale di f implica lesistenza di un ` m R tale che x X si ha f (x) m. In particolare linsieme {f (x)} e limitato superiormente; sia M = sup{f (x)}. Vogliamo mostrare che esiste x X tale che f () = M . x ` Supponiamo per assurdo che cio non accada, cio` che f (x) < M per ogni x X. e Consideriamo la funzione continua g(x) = 1 . f (x) M 99

A. Varie nozioni di compattezza

` Per le nostre ipotesi su X g e una funzione globalmente limitata, quindi esiste k R tale che g(x) k per ogni x X, cio` e 1 M f (x), k
1 che porta a f (x) M k , contro lipotesi che M fosse il sup di f .

` Presa f continua nasce un ricoprimento di X fatto da intorni su cui f e limitata. Perch f sia globalmente limitata un numero nito di tali intorni deve essere e sufciente per coprire X. Questo deve valere per ogni funzione continua. Nasce cos` la denizione di compattezza per ricoprimenti. A.2 VARIE DEFINIZIONI DI COMPATTEZZA ` Denizione A.4. Sia S X. Un punto di accumulazione per S e un punto x X tale che in ogni suo intorno esistono inniti punti di S. Consideriamo le seguenti propriet` di un sottospazio X di Rn ; a ` (A) X e chiuso e limitato. (B) Ogni successione di punti di X ammette una sottosuccessione convergente a un punto di X. (C) Un sottoinsieme innito S X ammette un punto di accumulazione in X. ` (D) Da ogni ricoprimento aperto di X si puo estrarre un sottoricoprimento nito. Sappiamo gi` che la propriet` (A) e la propriet` (D) sono equivalenti. Vedremo a a a ` piu avanti che anche le altre propriet` sono ad esse equivalenti. a ` ` Se X e uno spazio topologico qualsiasi la propriet` (A) e priva di senso. Le altre a propriet` hanno senso, ma non sono, in generale, equivalenti. a ` Osservazione A.5. La propriet` (C) e equivalente alla seguente: a (C1) Ogni ricoprimento numerabile di X ammette un sottoricoprimento nito. Dimostrazione. Dimostriamo che (C) (C1). Sia per assurdo {Un }nN un ricoprimento numerabile di X che non ammette un sottoricoprimento nito. Sia x1 un punto di X \ U1 , x2 = x1 un punto di X \ (U1 U2 ), e, per ogni n sia xn X \ (U1 Un ) e xn diverso dai punti precedenti. I punti {xn } costituiscono un sottoinsieme innito S di X, che ha quindi un punto di accumulazione x. Tale punto appartiene ad uno degli aperti del ricoprimento numerabile: sia UN tale aperto. Per costruzione, i punti xn con n > N ` non appartengono ad UN . Pertanto UN e un intorno di x che non contiene inniti ` punti di S, e questo e assurdo. 100

A.2. Varie denizioni di compattezza

Dimostriamo ora che (C1) (C). Supponiamo per assurdo che S X sia un sottoinsieme innito che non ammette punti di accumulazione in X. Senza perdit` di generalit` possiamo assumere che S sia numerabile. a a Le ipotesi su S implicano che, per ogni x X esiste un intorno Ux x tale che U S contiene un numero nito di punti di S. Per ogni sottoinsieme nito F S sia UF lunione degli intorni Ux tali che Ux S = F ; gli aperti UF costituiscono un ricoprimento aperto numerabile (vedi Osservazione (A.6)) di X, che quindi ammette un sottoricoprimento nito. ` Ma ogni aperto del sottoricoprimento contiene al piu un numero nito di punti ` di S, e giungiamo percio ad una contraddizione. Osservazione A.6. I sottoinsiemi di N di cardinalit` nita ssata sono numeraa bili, in quanto possono essere visti come sottoinsiemi del prodotto cartesiano di un numero nito di copie di N. Quindi i sottoinsiemi di cardinalit` nit` sono unione numerabile dei sottoina a siemi di cardinalit` nita ssata. a ` Denizione A.7. Diciamo che X e compatto per ricoprimenti se vale (D), compatto per successioni se vale (B), numerabilmente compatto se vale (C). Proposizione A.8. X compatto per ricoprimenti X numerabilmente compatto. Dimostrazione. Immediata. Proposizione A.9. X compatto per successioni X numerabilmente compatto. Dimostrazione. Sia S un sottoinsieme innito di X; da S estraiamo un sottoinsieme numerabile S : scegliamo un punto x1 S, un punto x2 S \ x1 , e cos` via. Per ipotesi esiste una sottosuccessione {xnj } convergente a x X. ` Il punto x e un punto di accumulazione per S; infatti ogni suo intorno contiene denitivamente la sottosuccessione, e quindi inniti punti di S. Proposizione A.10. X numerabilmente compatto X pseudocompatto. Dimostrazione. Sia f : X R continua e sia Un X il sottoinsieme cos` de nito: Un = {x X | |f (x)| n}. I sottoinsiemi Un costituiscono un ricoprimen` to numerabile di X, dal quale e quindi possibile estrarre un sottoricoprimento nito. Esempio A.11. Sia X lintervallo [0, 1] con la topologia i cui aperti non vuoti ` sono i sottoinsiemi il cui complementare e numerabile. ` Tale spazio non e numerabilmente compatto: per mostrarlo si consideri il rico1 primento costruito nel seguente modo: sia xn = n , sia U = X \ {xn }nN e siano ` Un = U {x1 , . . . , xn }. Da tale ricoprimento aperto (numerabile) non e possibile estrarre un sotto ricoprimento nito. ` X e pseudocompatto perch e iperconnesso (cio` non esistono due aperti a ine` e tersezione vuota). Infatti ogni funzione continua su uno spazio iperconnesso 101

A. Varie nozioni di compattezza

` e costante (infatti se limmagine di f contenesse due punti a, b con a = b sarebbe possibile prendere aperti disgiunti in R che contengono a e b, e le loro controimmagini darebbero aperti disgiunti in X, contro lipotesi). Riassumiamo quanto visto no ad ora col seguente diagramma Compatto per ricoprimenti G

Compatto per successioni

GGG G GGG G GGG G GGG G GGG G G ' v 7? vv v vvv v vvv v vvv v vvv v vvv v

Numerabilmente compatto
+3

Pseudocompatto

Denizione A.12. Uno spazio topologico si dice di Lindelof se ogni ricoprimento aperto ammette un sottoricoprimento numerabile. Proposizione A.13. Se X e di Lindel f e numerabilmente compatto X compatto per ` o ricoprimenti. Dimostrazione. Immediata. Denizione A.14. Si dice che X verica il Secondo assioma di numerabilit` se la a sua topologia ammette una base numerabile. Teorema A.15. (Lindel f) Se (X, ) ammette una base numerabile allora (X, ) e di o ` Lindel f. o Dimostrazione. Sia {U }A un ricoprimento aperto di X. Ogni elemento U del ricoprimento si scrive come unione di elementi della base. ` E possibile percio costruire un nuovo ricoprimento costituito da elementi della base (e quindi numerabile). Per ogni aperto di questo nuovo ricoprimento si scelga un aperto del ricoprimento iniziale che lo contiene; si trova cos` un sottoricoprimento numerabile. Esempio A.16. Sia X un insieme non numerabile, p un suo punto e la topologia ` i cui aperti non banali sono i sottoinsiemi che non contengono p. Allora X e di Lindelof, ma non ammette una base numerabile. ` Denizione A.17. Un sistema fondamentale di intorni per un punto x X e x una famiglia di intorni {Ui }iI con la propriet` che per ogni intorno V di x a esiste i I tale che Uix V . Denizione A.18. Uno spazio topologico X verica il Primo assioma di numerabilit` se ogni punto x X possiede un sistema fondamentale di intorni numeraa bile. 102

A.3. Compattezza in spazi metrici

Proposizione A.19. Se X verica il primo assioma di numerabilit` e X e numerabila ` mente compatto X compatto per successioni. Dimostrazione. Sia S = {xn }nN una successione di punti di X. Se linsieme ` S e costituito da un numero nito di punti, allora almeno uno si ripete innite volte e troviamo la sottosuccessione convergente. Possiamo dunque assumere S sia un insieme innito. Tale insieme ammette quindi un punto di accumulazione x S. x Sia {Un } un sistema fondamentale numerabile di intorni di x; per ogni m si conx sideri m Uix e si prenda un punto della successione appartenente a Um . 1 x Ogni intorno V di x contiene Un per qualche n, e quindi contiene denitivamente la sottosuccessione cos` costruita. A.3 COMPATTEZZA IN SPAZI METRICI Denizione A.20. Uno spazio topologico X si dice separabile se contiene un sottoinsieme Y denso e numerabile. ` Osservazione A.21. Uno spazio metrico e separabile se e solo se verica il secondo assioma di numerabilit` . a ` Dimostrazione. Se Y e denso e numerabile possiamo considerare le bolle di centro nei punti di Y e raggio razionale. Tali aperti costituiscono una base numerabile per la topologia indotta dalla metrica. Viceversa, denotata con B = {Bi }iN la base numerabile, per ogni elemento Bn ` della base si scelga un punto xn Bn , e sia Y = xn . Tale insieme e chiaramente ` numerabile; mostriamo ora che e denso. Sia x X qualsiasi, e sia U un suo intorno aperto. Laperto U contiene almeno ` un elemento della base, e quindi U Y = ; pertanto Y e denso in X. Corollario A.22. Per uno spazio metrico separabile la compattezza per ricoprimenti, la compattezza per successioni e la numerabile compattezza sono propriet` equivalenti. a Osservazione A.23. Uno spazio topologico che verica il secondo assioma di numerabilit` e separabile. Infatti la seconda parte della dimostrazione precea ` dente non fa uso della metrica. Esempio A.24. Sia X un insieme non numerabile con la topologia i cui aperti non vuoti sono i sottoinsiemi che contengono un punto p ssato. Con tale to` ` pologia X e separabile, in quanto il sottoinsieme {p} e denso, ma non verica il secondo assioma di numerabilit` . a Quindi, per spazi topologici non metrici la separabilit` e il II assioma di numea rabilit` non sono equivalenti. a ` Il risultato principale di questa sezione e mostrare che, per spazi metrici, varie nozioni di compattezza sono equivalenti: 103

A. Varie nozioni di compattezza

Teorema A.25. Se X e uno spazio metrico sono equivalenti ` X e compatto per ricoprimenti; ` X e compatto per successioni; ` X e numerabilmente compatto. ` Dimostrazione. Il Teorema segue dal Corollario (A.22), una volta provato che ` uno spazio metrico (X, d) numerabilmente compatto e separabile. ` Osserviamo innanzitutto che in uno spazio metrico ogni sottoinsieme chiuso e ` intersezione numerabile di aperti. Infatti, se C e chiuso sia Un = Bc (1/n) al ` variare di c C; allora C = Un . Dualmente ogni insieme aperto e unione numerabile di chiusi. ` ` Se X e numerabilmente compatto, allora ogni suo chiuso discreto C e nito; infatti se fosse innito avrebbe un punto di accumulazione, che sarebbe anche punto limite, e quindi contenuto in C. Sia ora A un sottoinsieme discreto qual` e` siasi. Tale sottoinsieme e aperto nella sua chiusura A (perch e discreto), e quindi ` unione numerabile di chiusi (discreti) di A che sono anche chiusi (discreti) di e ` X. Essendo i chiusi dicreti di X insieme niti segue che A e numerabile. ` ` ` Da cio segue che ogni famiglia di aperti disgiunti di X e al piu numerabile (altrimenti, scegliendo un punto per ogni aperto costruiremmo un sottoinsieme ` discreto piu che numerabile). Ora consideriamo, per ogni n N, linsieme Dn come un insieme massimale tale 1 ` che ogni coppia di suoi punti abbia distanza n . Linsieme Dn e numerabile, 1 perch le bolle di raggio 2n centrate nei suo punti sono disgiunte. e ` ` Sia D lunione dei Dn . D e numerabile. Mostriamo che e anche denso. Se cos` non fosse, esiterebbe un m tale che un punto x non contenuto nella 1 chiusura di D avrebbe distanza > m da tutti i punti di D, contraddicendo la massimalit` di Dm . a A.4 SPAZI LOCALMENTE COMPATTI Denizione A.26. Uno spazio topologico (X, ) si dice localmente compatto se ogni suo punto ha un intorno compatto. Esempio A.27. ` a) Uno spazio topologico compatto e localmente compatto. ` b) Uno spazio topologico con la topologia discreta e localmente compatto. ` c) Q non e localmente compatto. Sia x Q, sia U Q un suo intorno, con U aperto di R e sia r U un irrazionale. Dal ricoprimento aperto di U costituito dagli aperti ((, r 104

A.4. Spazi localmente compatti

` 1/n) (r + 1/n, +)) U non e possibile estrarre un sottoricoprimento nito. ` d) In uno spazio localmente compatto non e vero che ogni punto ha un intorno a chiusura compatta. Per mostrarlo consideriamo un insieme innito X e p X un suo punto; poniamo su X la topologia p , i cui aperti non banali sono i sottoinsiemi che contengono p. ` Sia x un punto di X; il sottoinsieme Ux = {x, p} e un aperto che contiene x ` ed e compatto, quindi ogni punto di X ha un intorno compatto. ` Lunico chiuso di X che contiene p e tutto lo spazio, pertanto la chiusura di ` ` qualsiasi intorno di x e X, che non e compatto: per mostrarlo si consideri come ricoprimento quello formato dagli aperti Ux = {x, p}. ` Osservazione A.28. Se X e uno spazio topologico di Hausdorff localmente compatto allora ogni punto ha un intorno a chiusura compatta. Infatti un sottoinsie` me compatto di uno spazio di Hausdorff e chiuso. Proposizione A.29. Sia f : X Y unapplicazione continua e aperta, e sia X uno spazio localmente compatto. Allora f (X) e uno spazio localmente compatto. ` Dimostrazione. Sia y f (X) e sia x tale che f (x) = y; sia x A K, con A ` aperto e K compatto. Allora y f (A) f (K), dove f (A) e aperto perch f e e ` ` aperta e f (K) e compatto perch f e continua. e ` Esempio A.30. Limmagine per unapplicazione continua di uno spazio local` mente compatto non e localmente compatta: sia (X, ) uno spazio non localmente compatto, e sia (X, d ) lo stesso spazio con la topologia discreta. Lappli` cazione identica Id : (X, d ) (X, ) e continua. Proposizione A.31. Un sottospazio chiuso C di uno spazio localmente compatto X e ` localmente compatto. Dimostrazione. Sia x C, sia Ux un intorno compatto di x in X e sia Vx = ` ` C Ux . Linsieme Vx e chiuso nel compatto Ux ; e quindi e compatto. Denizione A.32. Sia X uno spazio topologico e sia X linsieme ottenuto aggiungendo a X un punto ; su tale insieme deniamo una topologia in questo ` modo: U e un aperto non banale di se e solo se i) U ii) U e U . ` e U c e chiuso e compatto in .

Lo spazio X si dice compatticazione ad un punto di X. Proposizione A.33. (X , ) e uno spazio topologico compatto; la topologia indotta su ` X da e la topologia . ` 105

A. Varie nozioni di compattezza

Dimostrazione. Poich e una topologia, unioni e intersezioni nite di insiemi e ` del primo tipo sono ancora insiemi del primo tipo. Sia {Ui }iI una collezione di insiemi del secondo tipo. Il complementare del` ` lunione (Ui )c e un chiuso in quanto intersezione di chiusi, ed e compatto in quanto c (Ui )c U1 X
c ` e U1 e compatto. Il complementare dellintersezione nita di insiemi del secondo tipo (Ui )c = ` ` (Ui )c e unione nita di chiusi e compatti di , e quindi e chiuso e compatto. ` Siano ora V un insieme di tipo i) e U un insieme di tipo ii). Linsieme V U e ` un insieme del primo tipo, in quanto V U = V (U \ ), mentre V U e un ` insieme del secondo tipo, in quanto (V U )c = V c U c = (V c \ ) U c e chiuso di come intersezione nita di elementi di e compatto perch contenuto in U c e ` che e compatto.

Ogni aperto di si ottiene evidentemente come un aperto di intersecato con ` X; inoltre ogni aperto di intersecato con X e un aperto di X (per gli aperti di ` tipo ii) prendere il complementare in X o in X e lo stesso). Sia U = {Ui }iI un ricoprimento aperto di X ; uno degli aperti del ricoprimento, ` sia esso U0 , contiene , quindi il suo complementare e compatto in X. c Linsieme U \ U0 costituisce un ricoprimento aperto del compatto U0 , pertanto c esistono U1 , . . . , Un aperti di U che coprono U0 ; gli aperti U0 , U1 , . . . , Un costituiscono il sottoricoprimento cercato. Proposizione A.34. X e uno spazio di Hausdorff e localmente compatto X e uno ` ` spazio di Hausdorff. Dimostrazione. ) Siano x, y due punti diversi di X ; se x, y X esistono Ux e Uy disgiunti in ; sono intorni aperti anche in . Sia ora x X e y = ; poich e ` ` ` X e localmente compatto, esiste Ux tale che U x e compatto; percio Uy = X \ U x ` ` e aperto in , ed e disgiunto da Ux . ` ) X e di Hausdorff perch sottospazio di X ; sia x X; siano Ux e U intorni e ` ` disgiunti di x e in X ; la chiusura di Ux e contenuta nel compatto (U )c , ed e quindi compatta. Esempio A.35. (R2 ) S2 .

Sappiamo che esiste un omeomorsmo f : R2 S2 \ N , dato dallinverso della proiezione stereograca. Estendiamolo a f : (R2 ) S2 denendo f () = N , e f = f su S2 \ N . ` Lapplicazione f e chiaramente biunivoca; essendo (R2 ) compatto e S2 di Hau` ` sdorff, per mostrare che f e un omeomorsmo, in virtu del Corollario (3.26) ` basta mostrare che f e continua. ` Sia U S2 un aperto; se U N allora f 1 (U ) = f 1 (U ) e aperto di R2 ; sia 106

A.4. Spazi localmente compatti

` ora U N ; U c e compatto in S2 , e quindi anche in S2 \ N , pertanto f 1 (U c ) = 1 c ` ` (f (U )) e compatto in R2 , quindi f 1 (U ) e aperto.

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Ultima revisione: marzo 2010