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Corso di laurea: BIOLOGIA Tutor: Floris Marta; Max Artizzu PRECORSI DI MATEMATICA

LOGARITMI
Luguaglianza: ax = b nella quale a e b rappresentano due numeri reali noti ed x unincognita, ` e unequazione di tipo esponenziale (si ricordi che unequazione prende il nome dalla posizione che occupa lincognita; per esempio, se lincognita compare in un denominatore lequazione si dice fratta; cos` se compare in un esponente si dice esponenziale).
9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 1 3 2 1 0 1 2 3 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 1 3 2 1 0 1 2 3

Figura 1

Figura 2

Dai graci riportati nelle gure 1 e 2, appare chiaramente che, sotto le condizioni a > 0, a = 1, b > 0 lequazione proposta ammette una ed una sola soluzione; esiste cio` uno ed un solo numero x che attribuito come e esponente ad a da b. Questo numero viene detto logaritmo in base a di b e viene simbolicamente cos` rappresentato: x = loga b 1

Riportiamo qui di seguito alcuni esempi di calcoli di logaritmi. 1. log2 32 = 5; 2. log2


1 8

log3 81 = 4; log5
1 5

log10 100 = 2; log 2 9 = 2. 4


3

8 log 2 27 = 3.
3

= 3;

= 1;

3. log5 5 = l;
1 4. log8 2 = 3 ;

log0,8 0, 8 = 1; log4 8 = 3 ; 2

log3 1 = 0; log9
1 3

log 3 1 = 0.
3

= 1. 2

Non ` invece possibile calcolare mentalmente quanto vale, ad esempio, il e log10 325. Si pu` solo dire che ` un numero compreso tra 2 e 3; per determio e narlo con una maggiore precisione sono necessari alcuni strumenti. LA FUNZIONE LOGARITMICA Se a ` un numero positivo diverso da 1 lespressione loga x (con x > 0) varia e al variare di x; posto y = loga x si ottiene una funzione che viene detta funzione logaritmica.

4 3 2 1 0 1

x
1 8 1 4 1 2

y = log2 x -3 -2 -1 0 1 2 3

2 3 4

1 2 4 8

Per individuare le caratteristiche della funzione logaritmica ci limitiamo a rappresentarla gracamente per punti nel piano cartesiano, distinguendo i due casi a > 1 e 0 < a < 1. Nella gura 3 ` rappresentata la funzione e y = log2 x e nella gura 4 la funzione y = log 1 x.
2

Tutte le funzioni logaritmiche y = loga x che hanno la base a maggiore di 1 hanno landamento della prima (sono crescenti, sono negative per 0 < x < l e positive per x > 1, tendono a per x tendente a 0 e a + per x tendente a +); tutte quelle che hanno la base a compresa tra 0 e 1 hanno landamento della seconda (sono decrescenti, sono positive per 0 < x < 1 e negative per x > 1, tendono a + per x tendente a 0 e a per x tendente a ).

4 3 2 1 0 1

x
1 8 1 4 1 2

y = log 1 x
2

2 3 4

3 2 1 0 -1 -2 -3

1 2 4 8

` LE PROPRIETA DEI LOGARITMI I logaritmi godono di alcune propriet`. Enunciamole. a 1. Il logaritmo di un prodotto di fattori positivi ` uguale alla somma dei e logaritmi dei singoli fattori ; cio`: e loga (b c d ...) = loga b + loga c + loga d + ... 2. Il logaritmo di un quoziente di due numeri positivi ` uguale alla dife ferenza tra il logaritmo del dividendo ed il logaritmo del divisore; loga b = loga b loga c c

3. II logaritmo della potenza di un numero positivo, ad esponente reale qualunque, ` uguale al prodotto dellesponente per il logaritmo della e base della potenza loga (bn ) = n loga b 4. Il logaritmo in base a di un numero b diverso da 1, ` uguale al reciproco e del logaritmo in base b del numero a. loga (b) = 1 = log 1 b a logb a

5. Il logaritmo in base a di un numero N ` uguale al prodotto tra il logarite mo dello stesso numero N in unaltra base b ed il reciproco del logaritmo di a in base b loga (x) = logb x 1 logb a

che si esprime anche come logb x = loga (x) logb a 6. loga 1 = 0; 7. loga a = 1; 8. aloga b = b;

Per semplicit` di calcolo, per dimostrare la prima delle propriet` elencate a a ci limitiamo al caso di due soli fattori; dimostriamo cio` che: e loga (b c) = loga b + loga c A tale scopo poniamo: loga b = x e loga c = y.

Per la denizione di logaritmo varranno allora anche le due uguaglianze: ax = b e ay = c

che, moltiplicate membro a membro, danno: ax ay = b c e quindi ax+y = b c

Dallultima uguaglianza scritta si deduce che lesponente da dare ad a per ottenere b c ` x + y, il che equivale a dire (per la denizione di logaritmo) e che: loga (b c) = x + y e quindi, ricordando le posizioni fatte, che: loga (b c) = loga b + loga c Prima di passare ad esemplicare le propriet` dei logaritmi osserviamo che a valgono ovviamente anche le propriet` inverse (ad esempio: la somma di due a logaritmi in una stessa base ` uguale ...). e ESEMPI 1. loga 25 3 = loga 25 + loga 3. 2. loga
3

7 5

= loga
1 log8 2

7 5

1 3

= 1 (loga 7 loga 5) 3

3. log2 8 =

4. log6 25 = log10 25

1 log10 6
2

80 5. 2log2 10 + log2 80 3log2 5 = log2 (10)2 + log2 80 log2 53 = log2 1053 =

log2 64 = 6 5

I LOGARITMI DECIMALI. CENNO AI LOGARITMI NATURALI Linsieme dei logaritmi di tutti i numeri reali positivi in una data base a viene chiamato sistema di logaritmi in base a. Tra tutti gli inniti sistemi di logaritmi assumono grande importanza quello in base 10, che viene comunemente chiamato dei logaritmi decimali o di Briggs, e quello in base e (con la lettera e viene indicato un particolare numero irrazionale che ricorre assai spesso nelle matematiche superiori e nello studio teorico di molti fenomeni sici, statistici, ecc., e del quale riportiamo un valore approssimato: e = 2,718281828...), che viene comunemente detto dei logaritmi naturali o neperiani. Limportanza del primo di questi sistemi di logaritmi ` ovviamente legata e al fatto che, essendo il nostro sistema di rappresentazione numerica di tipo decimale, sono assai pi` facili la compilazione, e soprattutto luso, di tavole u numeriche che permettono di calcolare rapidamente logaritmo decimale di qualsiasi numero. Limportanza del secondo di questi sistemi ` dovuta al e fatto che in molte leggi naturali, siche, statistiche, ecc., le grandezze in gioco sono tra loro legate da funzioni di tipo esponenziale a base e o di tipo logaritmico a base e (funzioni che, tra laltro, godono di notevoli propriet` a matematiche). Le tavole logaritmiche che forniscono i logaritmi in base dieci sono comunque utilizzabili anche per il calcolo di logaritmi in base e (come del resto di logaritmi in qualsiasi base); infatti, per la propriet` relativa al cambia amento di base, il logaritmo in base e di un qualsiasi numero x positivo `: e loge x = log10 x 1 log10 e
1 log10 e

e quindi, una volta noto il valore del modulo di trasformazione

(che

vale circa 2,3026), ` numericamente noto tutto il sistema di logaritmi in base e e. Per quanto poi riguarda le calcolatrici tascabili osserviamo che tra queste quelle atte al calcolo di logaritmi sono in genere in grado di fornire diretta-

mente sia i logaritmi decimali che quelli naturali. Per semplicit` di scrittura, dora in poi indicheremo il logaritmo decimale a con il simbolo log, tralasciando lindicazione della base; indicheremo invece il logaritmo naturale con il simbolo ln, tralasciando anche in questo caso lindicazione della base. Avremo cos` : log x = log10 x e ln x = loge x

LE EQUAZIONI LOGARITMICHE Unequazione nella quale compare il logaritmo dellincognita, o di espressioni contenenti lincognita, viene detta equazione logaritmica. In genere, per risolvere unequazione logaritmica si cerca di portarla, applicando le propriet` a dei logaritmi, nella forma (a) loga A(x) = loga B(x)

dove A(x) e B(x) sono due espressioni contenenti lincognita x, che vengono denominate argomenti dei logaritmi. Anch` siano uguali i due membri della (a) ` necessario che siano uguali le e e due espressioni A(x) e B(x); ` possibile quindi passare dalla (a) allequazione e (b) A(x) = B(x)

Si tenga per` presente che lequazione data, la (a) (alla quale si giunge meo diante lapplicazione delle propriet` dei logaritmi) e la (b) non sono, in gena erale, equivalenti tra loro. Infatti, mentre le soluzioni della (a) sono certamente tutte soluzioni anche dalla (b), non ` vero il viceversa: la (b) potrebbe e avere delle soluzioni che rendono uguali, ma negative, le due espressioni A(x) e B(x), e che pertanto non possono essere soluzioni anche dalla (a). Per esempio, lequazione: loga (2 x) = loga (x 4) 7

e lequazione 2x=x4 (che si ottiene dalla prima passando dalluguaglianza tra i due logaritmi a quella tra gli argomenti), non sono equivalenti; infatti, mentre x = 3 ` e soluzione della seconda, non lo ` della prima, poich rende uguali, ma nege e ative, le due espressioni 2 - xex - 4. Analogamente, la (a) potrebbe avere soluzioni che rendono uguali e positive le due espressioni A(x) e B(x), ma che non rendono positive tutte le espressioni che compaiono sotto segno di logaritmo nellequazione data. Cos` per esempio, lequazione , loga (x + 1) + loga x = loga (4 + x) e lequazione loga (x2 + x) = loga (4 + x) (che si ottiene dalla prima applicando nel suo membro di sinistra una propriet` dei logaritmi), non sono equivalenti; infatti, mentre x = - 2 ` a e soluzione della seconda perch rende uguali e positive le due espressioni x2 +x e e 4 + x, non pu` essere soluzione anche della prima, poich rende negative le o e espressioni x + 1 e x che compaiono sotto segno di logaritmo nel membro di sinistra. Concludiamo quindi che, per risolvere unequazione logaritmica si cerca, in genere, di portarla prima nella forma (a) e poi nella forma (b); quindi, risolta questultima, si sostituiscono le soluzioni trovate allincognita nellequazione data per vedere se tutti gli argomenti dei logaritmi assumono valori positivi; solo se tale condizione ` vericata le soluzioni della (b) saranno e soluzioni anche dellequazione proposta. Invece di eseguire questa verica ` possibile stabilire n dallinizio, mee diante la risoluzione di opportune disequazioni, a quali condizioni devono soddisfare le soluzioni dellequazione proposta anch` possano essere ace cettabili. Illustreremo questo procedimento mediante alcuni esempi.

Esempi 1. Risolvere lequazione: 2log(x 2) = log(x + 5) + log x I logaritmi contenuti in questa equazione hanno signicato solo se alla x vengono attribuiti valori che soddisfano a tutte le condizioni del sistema:
x 2>0

x + 5>0 x >0

e quindi valori maggiori di 2. La condizione x > 2 ` perci` la condizione e o a cui debbono soddisfare le soluzioni dellequazione data. Applicando ai due membri delluguaglianza le propriet` dei logaritmi si ottiene a lequazione di tipo (a): log(x 2)2 = log[(x + 5)x] e quindi quella di tipo (b): (x 2)2 = (x + 5)x Risolvendo questultima si ha x = 4 ; poich questo valore non soddisfa e 9 alla condizione x > 2 non ` accettabile come soluzione dellequazione e proposta, che risulta pertanto essere impossibile. 2. Risolvere lequazione: log2 (x2 + x + 1) + 3 = log2 (8 x2 ) Sono accettabili solo soluzioni soddisfacenti ad entrambe le disequazioni del sistema:
x2 + x + 1>0 8 x2 >0

e quindi soddisfacenti alla condizione 2 2 < x < 2 2. Sostituendo al 3 il log2 8; S e procedendo poi come descritto nel precedente esempio si ottiene: log2 (x2 + x + 1) + log2 8 = log2 (8 x2 ) log2 [8(x2 + x + 1)] = log2 (8 x2 ) 8(x2 + x + 1)] = 8 x2
8 Le soluzioni di questultima, che sono x = 0 e x = 9 , sono entrambe

accettabili come soluzioni dellequazione data. Non in tutti i casi ` possibile ricondurre una equazione logaritmica ale luguaglianza tra due logaritmi nella stessa base. Illustriamo con un esempio un altro tipo di situazione ed il relativo procedimento di risoluzione. Esempio Risolvere lequazione: log3 x 2 = 3 log3 x

Lequazione ` logaritmica e fratta; sono pertanto accettabili solo soluzioni e soddisfacenti alle condizioni x > 0 e log3 x = 0, e quindi positive ma diverse da 1. Riducendo tutti i termini allo stesso m.c.d. = log3 x e liberando poi lequazione dai denominatori si ha:
2 log3 x 2log3 x 3 = 0.

Risolvendo questultima come unequazione di secondo grado nellincognita log3 x si ottiene: log3 x = 3 e quindi x = 27 e x =
1 3

log3 x = 1

(soluzioni entrambe accettabili).

10

ESERCIZI 1. Calcolare i valori dei seguenti logaritmi, procedendo come in (a): (a) log2 (b) log2 (c) log 1
2

1 4 1 32 1 4

= log2 41 = log2 22 = 2 log2 2 = 1 = 2

(d) log2 (e) (f) (g) (h) (i)

2 3 log3 32 log2 43 log3 27 logx 4 x loga a


4

(j) log 5
a

(k) log 1 a a
1 3 3 SOLUZIONI: b)5; c) 2; d) 2 ; e) 2 ; f ) 3; g) 4 ; h) 1 ; i) 1 ; j) 4; k) 2 . 3 4 2

256 625

2. Trovare largomento del logaritmo (a) lg3 x = 1 Facciamo il passaggio inverso delle equazioni esponenziali, trasformiamo la nostra equazione in un altra dove i membri della (a) compaiono come esponenti di una stessa base, che ` la base del logare itmo. Cio` diventa: e 3lg3 x = 31 Per le propriet` dei logaritmi si sa che aloga b = b. Rimane: x = 3. a

11

(b) log 1 x = 2
3

(c) (e) (f) (g)

log3 x = log4 x = log4 x =

1 2 2 3 5 4

[x = 1 ] 9 [x = 3] [x = 9] [x = 32] [x = 4] [x = 2] [x =
1 ] a2

(d) log27 x =

log0,25 x = 1
1 4

(h) loga x = 2 3. Trovare la base del logaritmo (a) logx 27 = 3

Procediamo come nellesercizio precedente, eleviamo entrambi i membri prendendo come base x: xlogx 27 = x3 Per la propriet` aloga b = b rimane: x = 3 a (b) logx (c) (d) (e) (f) (g)
1 5 1 logx 8 logx 1 8

= 1 =3

[x = 5] [x = 1 ] 2 [x = 2] [x = a]
1 [x = 2 ]

= 3 3 logx a3 = 2 logx 2 3 2 = 4 3

logx 0, 008 = 3

[x = 0, 2]

4. Risolvere le seguenti equazioni logaritmiche. Le soluzioni fra parentesi tonde non sono accettabili (a) (c) (e) (f) (g) (g) log2 (3x) log2 9 = 1 logb (x + 2) = 2logb x
loga (x+3) =1 loga (2x) 1 2 = 1log x 1+log x 2log x + 3log x 1+log x 1log x

[x = 6] [x =
38 ] 5

(b) log5 (8 x) + 2 = log5 10 (d) log 2 + log 5 log x = log(x + 3)

[x = 2, (x = 1)] [x = 2, (x = 5)] [x = 1 ] 2 [x = 103 ] [x = 102 , x = 105 ] [x = 0]

log3

+1=0 3x + 4 = log3 2x + 1 + log3 2 12