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Dallo spazio abietto alla performance affettiva.

Un archivio per Gisberta


Marco Pustianaz Un gruppo di dodici adolescenti, di et compresa tra i 10 e i 16 anni, sospettato di aver percosso a morte un uomo, apparentemente di 35 anni, travestito, senzatetto e tossicodipendente. I minori hanno gettato successivamente il cadavere in un fosso profondo circa dieci metri nel sotterraneo di un autoparcheggio in Avenida Ferno Magalhes (Porto) (Jornal Pblico, 23.2.2006)

Aprire larchivio Produrre un archivio su Gisberta a un anno e mezzo dalla sua uccisione pu sembrare ozioso, addirittura inutile. Ho cominciato a raccogliere tutto il materiale che potevo attraverso la rete poco dopo la sua morte, avvenuta a Porto probabilmente nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2006. Il trauma prodotto da quellevento aveva investito anche me. Ho visto crescere larchivio, abnorme, attraverso articoli di giornale, comunicati stampa, blog e interventi di attivisti, forum, interviste, oggetti e performances pubbliche. Ho cambiato tavolo, sono circondato da pi di 500 pagine stampate, perlopi in portoghese1. Questo archivio prezioso, un riverbero di strane temporalit in cui stata incorporata anche la mia. Me ne posso sgravare soltanto producendo parole, che dallarchivio rimangono catturate. E un processo di interiorizzazione pubblica che mi appare necessario per prendere coscienza e valorizzare il sentimento di comunanza queer che pu sgorgare dal sangue versato, dalle parole spese, dai corpi cancellati, e riscritti. Archivi affettivi Immagino larchiviazione queer sulla scia delle riflessioni sulle culture del trauma proposte da Ann Cvetkovich (2003) e riprese da Judith Halberstam (2005) nel libro In a Queer Time and Place dove un capitolo intitolato The Brandon Archive, ovvero un archivio dedicato a Brandon Teena. Sebbene parlare di archiviazione nel caso di Brandon, o di Gisberta, possa far pensare a unoperazione processuale, quasi un mettere ordine nelle carte per (ri)stabilire una volta per tutte la verit di un caso criminoso e rendere giustizia a una vittima, non questo esattamente il senso del mio

La prima versione di questo intervento, intitolata Strani corpi, strane storie. Gisberta: un archivio aperto, stata presentata al seminario Rappresent/Azioni organizzato dal Centro Studi GLTQ a Villa Fiorelli, Prato, l11 e 12 marzo 2006. Per i dati relativi alle fonti dellarchivio si veda lappendice webliografica in fondo al saggio; per i riferimenti pi generali si veda la bibliografia in fondo al volume. 1 In italiano il materiale scarso e riprende perlopi quello pubblicato da Crisalide Azione Trans, il cui sito traduce i comunicati stampa resi noti dal sito dellEuropean Transgender Network, tgeu.net. Per la giornata di mobilitazione internazionale in memoria di Gisberta (8 giugno 2006) vi sono state anche in Italia manifestazioni dinanzi allambasciata e ai consolati portoghesi a Milano, Torino e Roma, mentre a Bologna Arcilesbica ha organizzato una serata intorno al tema dei crimini di odio. Altre tracce di riflessioni non ne ho trovate, ad eccezione del pezzo di Delia Vaccarello, Delitti e pregiudizi.

archivio. Lo scoprirmi investito dallonda di un trauma distante come quello di Gisberta una persona che non ho mai conosciuto, i cui luoghi non ho mai incrociato, e la cui esperienza sembra avere ben poca comunanza con la mia non mi porta a immaginare un ritorno sui luoghi del delitto nelle vesti di detective, ma a interrogarmi, attraverso loperazione di produzione dellarchivio, sul mio esserne interpellato. Davanti a me c una catena discorsiva prodotta dallonda di un evento traumatico che rifiuta la propria singolarit, un evento che recalcitra dinanzi ad essa, mentre proprio la singolarit dovrebbe costituirlo in quanto evento. Non c un trauma uguale a un altro. Rappresentarsi e riconoscersi attraverso e intorno al trauma una caratteristica delle culture queer che Ann Cvetkovich designa come trauma cultures. Cvetkovich invita a non focalizzarsi esclusivamente sullintensit visibile del trauma. Il trauma pu essere, e spesso lo , indicibile, apparire non rappresentabile, segnato dalla dimenticanza e dalla dissociazione nellesperienza della quotidianit queer (Cvetkovich 2003, p. 8). Se questultima ha un particolare legame con lesperienza e la rappresentazione del trauma, dovremmo essere pi attenti a considerare anche le forme pi sottili, effimere ed affettive dei documenti che verranno riconosciuti come degni di essere archiviati. Larchivio queer un archivio affettivo2 (archive of feelings) che attraversa pratiche eterogenee, dalle tracce spesso labili, deprecate come soggettive, che ci fanno dubitare della assolutezza di opposizioni quali pubblico e privato, o della distinzione tra tempi e spazi. Esso opera una reiterazione, un ritorno postumo sul confine del rimosso, o di ci che sarebbe condannato a rimozione obbligatoria. E una messa in movimento di tempi e di spazi. Cos, per Halberstam, larchivio Brandon una risorsa, una narrazione produttiva, una serie di rappresentazioni, una ricostruzione storica, un memoriale, e una capsula temporale. Una risorsa, perch un luogo di raccolta di narrazioni e rappresentazioni disseminate, che altrimenti resterebbero disperse e pi facilmente oggetto di oblio, di indifferenza. E un memoriale, non nel senso di monumento3, ma come atto di memorazione offerto pubblicamente e composto di una pluralit frammentata di precedenti memorie e testimonianze. Tali narrazioni difficilmente permettono di essere riconciliate, ricomposte ordinatamente in una storia. Capsula temporale, infine, perch tocca tutte quelle narrazioni e le presentizza in una sincronia affettiva, preservandone i vettori temporali ivi contenuti. Produrre archivi queer va esattamente nella direzione opposta del processo di archiviazione
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Uso qui i termini affetto e affettivo per indicare il residuo emotivo provocato in un corpo da unazione o un movimento di un altro corpo. La mia traduzione deleuziana di feelings enfatizza la corporeit dellessere toccati o emozionati da qualcosa. Brian Massumi suggerisce di definire affetto come ci che rimane [] dopo ogni cosa che un corpo dice o fa, una sorta di perenne residuo corporeo (Zournazi 2003). 3 In effetti in occasione dellanniversario della morte di Gisberta lassociazione Panteras Rosa ha proposto al Comune di Porto di erigere un monumento. Lo spirito della proposta, tuttavia, era quello di porre la questione di quale sia il miglior modo di ricordare. Di Gisberta ormai non si parlava quasi pi.

usuale. Archiviare significa comunemente chiudere un caso. Qui noi facciamo archivio con materia non pacificata, e se questo archivio affettivo ha un senso esso risiede nel suo rifiuto a chiudersi, affinch il trauma continui a essere produttivo, come una ferita che parla4. Strani corpi, strane storie. Corpi e storie dilaniati da due desideri opposti: il violento desiderio di alcuni/e di dichiararli estranei, espulsi dalla rappresentazione, stranieri a s e al mondo; lappassionato desiderio, pieno di rabbia, di altri/e di dichiararli invece propri, appropriabili5. Cos larchivio registra il conflitto, loperazione continua della differenza che neppure lattivismo pi inclusivo pu sopire. E dunque anche il mio archivio, come quello di Halberstam, si apre con un corpo gettato via, un corpo transessuale. Levento dellaggressione e uccisione di Gisberta il motore dellaffettivit dellarchivio e al tempo stesso lunico evento che ne costituisce il nucleo assente. Il suo buco. Lo spazio abietto

Tra le immagini che ho trovato in rete ce n una che mi colpisce. Si tratta della fossa dove gli aggressori hanno gettato il corpo di Gisberta, un buco profondo una decina di metri nel sotterraneo di un edificio incompiuto che fungeva da parcheggio. Nel fondo coperto dacqua Gisberta definitivamente morta per annegamento. Questa voragine nera, sul margine della quale gettano lo sguardo alcuni presenti, entra prepotentemente nello spazio simbolico delle rappresentazioni postume di Gisberta. Anche se gi virtualmente abitante del sottosuolo la transessuale senzatetto aveva eletto quel parcheggio quale suo riparo notturno la banda di giovani suoi aggressori (14 ragazzi di et variabile dai 10 ai 16 anni) ha voluto spingere il corpo di Gisberta ancora pi in basso, in un baratro, per cancellarlo definitivamente, per archiviarlo. Il buco nero di questa sparizione lo stesso dal quale il corpo, riemerso in seguito alla confessione di uno dei ragazzi, non ha smesso di parlare, o meglio di far parlare. Non Gisberta che parla ma il suo spettro, dallo spazio letterale della sua abiezione. Perch la marginalit non sufficiente, bisogna sparire dalla vista, bisogna anzi non essere mai esistiti.

Tutte le volte che il mio sguardo torna a posarsi sul, come chiamarlo, pozzo, buco, fosso, quel cono di abisso mi mette a contatto con il trauma dellabiezione. Abiezione, dal latino ab-icere, gettar
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Sul legame tra violenza, tortura, potere e linguaggio cfr. il bellissimo libro di Elaine Scarry, The Body in Pain (1985). Si tratta naturalmente di una semplificazione. Il violento desiderio di espulsione non affatto immune dallattrazione, come dimostrano le deposizioni dei ragazzi: alcuni di loro avevano dapprima instaurato un legame di amicizia/assistenza, traumaticamente negato dalle aggressioni successive.

via lontano da s, il violento gesto di repulsione ed espulsione che traduce fisicamente latto di esclusione simbolica. I ragazzi che gettarono il corpo di Gisberta, ancora viva, per farla sparire hanno compiuto un gesto di abiezione che larchivio rifiuta di banalizzare, di ridurre a semplice atto pragmatico. Limmagine cos intensa del pozzo di Gisberta ci pone di fronte alla questione dello spazio/tempo abietto Secondo il classico testo di Julia Kristeva Poteri dellorrore (1981) labiezione permette lingresso nel simbolico patriarcale attraverso il ripudio e la separazione dalla sfera materna; una separazione che fonda contemporaneamente il soggetto e laltro-da-s, una negazione costitutiva. Essa, tuttavia, non ha mai la forza di scaraventare fuori dal simbolico ci che vi ha escluso, e dunque la localizzazione dellabietto non semplicemente esteriore, bens quella di un fuori incollato ai margini della cultura6. Lungi dal diventare inessenziale sino a svanire, quel fuori persiste sia spazialmente che temporalmente, sempre presente e contiguo al soggetto. Ripudiato come senza senso, labietto finisce al contrario per significare intensamente una fragile prossimit: simbolizzabile nonostante tutto, un residuo prodotto dalla negazione e impossibile da eliminare. Il corpo abietto di Gisberta, tuttavia, impone di pensare labiezione come performance sociale e come protocollo di discriminazione di corpi. La produzione del non simbolizzabile, dellindicibile, dellilleggibile anche sempre una strategia di abiezione sociale (Butler 1993, p. 190), cos come vero anche linverso. Tra evento abiettivo (la caduta di Gisberta), abiezione sociale e abiezione simbolica vi un ricircolo, un terreno di citazione comune che larchivio materializza dinanzi ai nostri occhi.7 Il discorso butleriano sullabiezione, essendo focalizzato sulla produzione della materialit sessuata dei corpi, rende bene conto della liminariet del corpo di Gisberta 8. Secondo tale lettura il soggetto si forma (acquista corpo) attraverso una matrice di esclusioni, ripudiando le identificazioni designate come non normative dallimperativo eterosessuale sotto minaccia di psicosi, abiezione, invivibilit psichica (ivi, p.15). Le norme invocate investono lassunzione di un corpo maschile o femminile, semiotizzato e appropriabile dal soggetto in virt della matrice selettiva operata dal gender. La minaccia di abiezione che accompagna tale assunzione ha in realt gi avuto

Sullabietto, la logica dellesclusione e lemergere della Legge sulla sottile linea divisoria tra dentro e fuori cfr. Chaplin (2005). 7 Questo terreno di citazione comune unisce pratiche diverse e di diversi attori sociali. Una critica allabiezione sociale intesa come catena di pratiche necessaria per non ridurre la mobilitazione attivista allindividuazione di un colpevole. Lavorare intorno allomofobia disegna un terreno in cui il concetto stesso di responsabilit oggettiva entra in crisi. Butler ha ragionato intorno a questo nesso parlando di hate speech, una delle pratiche caratterizzanti lomofobia: il linguaggio ingiurioso, infatti, non pu essere semplicemente attribuito a un soggetto o a un atto individuale. Il discorso giuridico, dunque, non basta a intercettarne la natura performativa, poich essa esula da un discorso liberale di soggettivit autonoma (Butler 1997). 8 Nonostante Butler pensi alla materialit sessuata come controllo normativo in primo luogo omofobico, le risonanze tra il suo approccio verso il gender e lo statuto dei corpi transessuali sono state evidenziate dalla stessa autrice (Soenser Breen, Blumenfeld 2001, p. 15).

effetto ( performativa), perch ha gi sempre gettato nella fossa del simbolico i corpi che non contano, quelli senza (un) nome. La loro unica possibilit di senso quella di figurare leffettiva esistenza di uno spazio abietto, una zona abitata spettralmente da soggetti il cui significato di rappresentare un monito vivente destinato a tutti, compresi loro stessi. E su questo orizzonte che si staglia lo spazio abietto: Labietto designa [] quelle zone non vivibili e inabitabili della vita sociale che a dispetto di ci sono densamente popolate da chi non gode dello status di soggetto, ma la cui esistenza sotto il segno del non vivibile necessaria per circoscrivere il terreno del soggetto (ivi, p.3), o meglio della sua possibilit. Lo spazio dellabiezione sociale, perci, carico di visibilit (abietta), anzi densamente popolato da corpi informi o deformi che rappresentano le esclusioni che devono essere rifiutate, le identificazioni che devono persistere come rifiuti, come ci che stato abietto. Eppure, come e pi di ogni altro spazio, necessario leggere anche lo spazio abietto con strumenti che non siano puramente visivi, e misurarlo con metafore che non siano semplicemente spaziali. Lo spazio abietto soprattutto un effetto di linguaggio/tempo, di un interdetto ripetibile creatore di una temporalit gravosa: in esso labiezione sia gi sempre accaduta, sia ripetutamente preclusa. Che ne dei corpi catturati in questi spazi/tempi non vivibili eppure obbligatoriamente gremiti? E possibile ritornare a questi spazi/tempi impossibili per politicizzare chi o cosa stato abietto dalla polis e costringere labiezione a una urgente risignificazione? (ivi, p.21)9. Oppure la persistenza sul limitare di questi luoghi ci condanna a persistere in essi, sicch la questione radicale da porsi piuttosto come lasciarsela dietro, labiezione? (Claiborne 1996, p.33). Larchivio affettivo sembra volermi imprimere una direzione. Perch se mi affollo anchio sul limitare di quella voragine per cercare una forma di parentela (Butler 1993, p.137)10. Senza (un) nome, con troppi nomi Le strane storie che si sono raccolte in questo archivio sono legate in modo inestricabile al corpo di Gisberta, come lo sono le storie dellarchivio Brandon, e di chiss quante altre/i corpi transessuali e transgender. Dal momento in cui Gisberta stata violata e silenziata a morte le parole su di lei si sono moltiplicate. E la sua morte che lha fatta entrare, a fatica, nello spazio di rappresentazione pubblica
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Sulla politicizzazione dellabiezione in Butler cfr.Wilson (2001). Il mio archivio su Gisberta mostra diversi percorsi attraverso cui lo spazio abietto pu essere strappato al silenzio e alla negazione, non tutti coincidenti. 10 Per unapertura critica del concetto eterocentrico di parentela e dei suoi tab costitutivi cfr. il capitolo Is Kinship Always Already Heterosexual? in Butler (2004). Da notare che il titolo originale del volume Undoing Gender tradotto in italiano in modo sconcertante come La disfatta del genere.

portoghese11, minacciando a sua volta un secondo trauma per una societ gi travagliata da scandali sulla sessualit come quello pedofilo di Casa Pia. Larchivio Gisberta mostra uno spazio denso di una pluralit di attori e soggetti sociali criticamente fuori posto, interrogati a forza dal riemergere di un corpo barbaramente abietto da minorenni affidati dallo Stato a unistituzione religiosa. Nello spazio delle rappresentazioni postume di Gisberta si aperto un campo di risignificazione tumultuosa, i cui principali attori GLBT in primo luogo aT, associazione per i diritti di genere, e Panteras Rosa, organizzazione queer radicale hanno cercato di affermare il proprio diritto alla cittadinanza, nonostante la costante marginalizzazione nel discorso pubblico e la loro esclusione dal dibattimento. E come se la risurrezione del corpo devastato e stuprato di Gisberta avesse aperto una finestra discorsiva urgente e rara per tutta la comunit. Avere un corpo e avere un nome sono assunzioni reciprocamente vincolanti perch un corpo possa contare. Da questo punto di vista le questioni intorno al nome non sono nominali, e le questioni intorno al corpo non sono materiali. Transessuale MtF non operata, per motivi prima economici e poi di salute, Gisberta faceva problema sia a causa del proprio corpo inafferrabile, sia nella sua nominazione. Gisberto Salce Junior, il nome registrato sui documenti, non corrispondeva infatti n al nome usato da lei e da chi la conosceva (Gis, o meglio Gi) n tanto meno allaspetto femminile e allidentit di genere che aveva cominciato a conquistare per s, gi da ragazzo in Brasile12. [] Gisberto, 45 anni, brasiliano giunto venti anni fa in Portogallo per trasformarsi in Gisberta e in artista drag, dicendosi transessuale anche se non aveva mai fatto unoperazione per cambiare sesso (Jornal de Notcias, 26.2.06). Delegittimata da parole come queste, Gisberto non avrebbe dovuto chiamarsi transessuale perch la sua transizione era stata interrotta 13, n aveva diritto a essere riconosciuta come Gisberta, viva o morta. Tutti i luoghi dellarchivio che inciampano imbarazzati nella nominazione di Gisberta presuppongono unanimi che il corpo si saldi al nome nella genitalit e che il nome/corpo genitale sia lunico ad avere diritto di parola. Labiezione di Gisberta, con i suoi effetti di ontologia sociale, deve ripetersi anche dopo la sua morte. Del resto, poi veramente morta? Nella cerimonia funebre celebrata allIstituto di Medicina Legale di Porto (2.3.2006) dallanziano
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Ben presto, tuttavia, linternazionalizzazione del caso parsa una scelta quasi obbligata. Come avvenuto recentemente per Matteo Maritano il Parlamento Europeo e le sue risoluzioni sembrano offrire un riconoscimento compensativo, per ora di scarsa efficacia locale. Nel caso di Gisberta mi sembra pi produttivo il tentativo di fare rete transnazionale tra associazioni, soprattutto TransX in Austria e naturalmente lo European Transgender Network. Per il testo italiano della risoluzione del Parlamento europeo che cita Gisberta cfr. Parlamento Europeo (2006). 12 Nella topografia transatlantica di Gis lEuropa non rappresentava solamente il capolinea di una migrazione geografica, ma il punto finale di una migrazione di genere. Doppia migrante, Gi aveva iniziato a cambiare il proprio aspetto in Brasile mediante lassunzione di ormoni e lesecuzione di impianto mammario. 13 I media portoghesi optarono quasi subito per il termine travesti. Le contro-rappresentazioni attiviste hanno condotto unaspra battaglia contro questo nome e contro la conseguente cancellazione di visibilit transessuale.

direttore delle Officine di San Giuseppe, padre Alberto Tavares si rifer alla salma parlando al maschile. E Gisberto ad essere stato onorato e sepolto, non Gisberta. Alcuni commenti dellarchivio percepiscono lo statuto impossibile di Gisberta come non viva/non morta, soprattutto dopo la sentenza del 1 agosto 2006 che neg la qualifica di omicidio alla sua uccisione14. A due giorni dal rinvenimento del cadavere la negazione del suo nome femminile appariva ad alcuni una morte nella morte (Anabela Rocha, O gnero che no diz o seu nome), come se quel nome/corpo venisse abbandonato a un terreno informe che non interessa a nessuno. A che pro tale reiterato e totale abbandono? Apparentemente solo per salvare il nome/corpo maschile di Gisberta, come se da tale salvataggio ne andasse della vita di tutti gli altri. I soggetti in transito come Gi, del resto, sono sottoposti a violente reiscrizioni sociali: non pi maschili n femminili essi vengono assunti come significanti impazziti, volatili, in difetto e in eccesso, ossessivamente voyeurizzati. Proprio per questo laffermazione dellidentit femminile e transessuale stata un punto cardinale della contro-rappresentazione GLBT di Gi, non solo per onorarne la memoria e creare le condizioni discorsive di uno spazio di lutto, ma perch intervenire sul potere di nominarla appariva come la strategia pi urgente per contrastare la catena performativa dellabiezione. La nominazione critica di Gi non riguarda solamente il suo nome proprio ma il complesso dei termini con cui si cercato di identificarla socialmente, vale a dire la sua autopsia sociale. Leccezionalit della morte di Gisberta non sta tanto nel suo essere MtF, bens nelladdensarsi di molteplici marginalit che hanno reso da subito il suo corpo interpretabile e politico. Larchivio mostra chiaramente tale ricostruzione zoppicante, sino a giungere alla rappresentazione di un soggetto iperbolico, una sorta di sublime negativo di ogni categoria di esclusione sociale15. In questo processo di ricostruzione discorsiva Gisberta sorge dal pozzo come un enigma, oggetto di discorsi, di saperi e di ignoranze di volta in volta mobili. Sul terreno instabile dei troppi nomi di Gisberta le associazioni Panteras Rosa e aT hanno rivendicato il diritto dei soggetti GLBT a intervenire nelle rappresentazioni della vittima. La loro strategia pu essere riassunta in tre punti chiave: la rivendicazione dellidentit di genere femminile,
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La conclusione a cui sono arrivata che Gisberta ancora viva. Perch? Di cause naturali non morta. Per le ferite causate dagli aggressori, nemmeno. Non nemmeno stata uccisa perch non c stato omicidio. Dunque, non ha avuto modo di morire. [] La forma con cui abbiamo fatto i conti con tutto ci stata una forma assurda. Con lei viva, e con lei morta (Anabela Rocha, Gisberta). Rocha pubblica anche un sito di critica queer: zonaqueer.no.sapo.pt e Branco no Lils, con numerosi materiali in portoghese. 15 Riguardo alla natura della vittima le narrazioni zoppicano (Cncio, Gis), leggo in data 25 febbraio. I primi resoconti giornalistici (del 23) iniziarono a descriverlo [Gisberto] come un senzatetto tossicodipendente, in seguito spunt il termine prostituto, poi ancora travestito e brasiliano. Solo negli ultimi giorni la rivelazione della sua sieropositivit e transessualit. Una moltiplicazione di fattori di esclusione che si direbbe quasi eccessiva e per molti confusa (ivi).

laffermazione del nome transessuale, il termine che ha subto i maggiori disconoscimenti; e la rappresentazione sociale di un soggetto Gisberta sovradeterminato, per salvaguardare linclusione di tutti i termini della sua marginalit. La retorica dellinesplicabilit, cos diffusa in tutto larchivio, sempre stata contestata dalle Panteras Rosa, che hanno insistito sulla logica dellassassinio di Gisberta come effetto congiunto di esclusioni e oppressioni. Da un lato hanno cercato di far entrare nel discorso pubblico linterpretante transfobico, dallaltro hanno difeso, anche in conflitto con altre posizioni attiviste, una lettura politica trasversale dei molteplici assi di esclusione, incarnati non solo da Gisberta ma dagli stessi aggressori. In altri termini, la politica della rappresentazione di Panteras Rosa stata, almeno finch fosse possibile, quella di costruire simultaneamente un soggetto MtF e un soggetto enfaticamente plurale e frammentato, tenuto insieme (ma anche schiacciato) da troppi nomi insostenibili: migrante, senzatetto, tossicodipendente, HIV+, transessuale. Laccento sullinclusivit fa balzare agli occhi le esclusioni costitutive operate attraverso il linguaggio e il problema di come tali esclusioni siano pubblicamente partecipate e naturalizzate16. Nella competizione tra le molte rappresentazioni di Gisberta la frequente marginalizzazione della sua transessualit ha avuto come effetto quello di universalizzare laggressione, giustificando la tesi dellin-differenza con la voce caritatevole dellumanesimo: Non importante chi o cosa fosse Gisberta, un crimine contro un essere umano e come tale va punito. Cancellando ogni differenza di Gisberta si vanifica ogni discorso intorno alla transfobia e viene resa pi opaca la motivazione del crimine, sino a negarne, con la sentenza, lintenzionalit17. Il mancato riconoscimento di intenzionalit ha impedito al discorso pubblico di affrontare concretamente la definizione di crimine sessuale motivato dallodio. Ma se vero che Gisberta stata vittima di un crimine sessuale e di odio, come lo qualificheremo? Perch sul terreno giuridico del crimine di odio (hate crime) torna a essere discriminante la questione del nome (del crimine).

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Una parte delle notizie pubblicate si appena riferita a Gisberta con il termine senzatetto. Non spetta ai giornalisti, e a nessun altro, decidere se stata questa sua caratteristica di senzatetto piuttosto che unaltra a fare la differenza (aT Panteras Rosa, Assassinato de Gisberta). 17 La sentenza del Tribunale Minorile di Porto (1.8.2006) condann sei dei tredici minori a 13 mesi di affidamento a un centro rieducativo in regime di semi-libert, altri cinque a 11 mesi, gli ultimi due a un semplice accompagnamento per 12 mesi. Non furono nemmeno condannati per omicidio ma per offese allintegrit fisica aggravate dallesito. Il ragazzo sedicenne, unico imputabile penalmente, era gi stato scagionato dai compagni. Chi ha difeso la sentenza ha sottolineato che non si trattava di un processo penale bens di semplici misure tutelari volte a favorire il reinserimento socio-educativo dei minori. La lettura della sentenza, tuttavia, ha indignato parte dellopinione pubblica e le associazioni GLBT per il disconoscimento dellomicidio e la minimizzazione dellaccaduto, uno scherzo di cattivo gusto finito male che non avrebbe avuto alcuna motivazione sessuale. Data la grave fragilit della vittima le lesioni provocate dai ragazzi potevano non essere state determinanti. Lautopsia aveva gi dimostrato che Gisberta era morta comunque per affogamento.

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fobie

Larchivio dimostra che riconoscere Gisberta come transessuale e qualificare il crimine sulla base dellidentit della vittima non questione di un semplice accertamento fattuale. Il conflitto si aperto anche allinterno del movimento GLBT. La morte di Gisberta avvenuta in un contesto politico e giuridico delicato: da una parte il dibattito intorno al matrimonio omosessuale, innescato dalla causa intentata dalla coppia lesbica Teresa e Lena per il riconoscimento del proprio legame, dallaltra le proposte di modifica del Codice Penale per introdurre tra le aggravanti di fatti criminosi lodio omofobico18. Nei loro due anni di vita le Panteras Rosa (Fronte di lotta contro lomofobia) avevano insistito sulla mediatizzazione dellomofobia, anche se gli attivisti preoccupati ci dicevano che non era una buona strategia parlare di omofobia, perch nessuno la percepisce (Vitorino, Memria curta). Lemersione potente del corpo abietto di Gisberta prometteva di rendere finalmente visibile la realt elusiva dellomofobia, inverata qui al suo massimo potenziale abiettivo, insostenibile (si sperava) persino per la societ eterosessuale. I limiti di appropriabilit del corpo di Gi si sono dimostrati tuttavia anche in questo caso. Come possibile appropriare alla lotta anti-omofobica un soggetto transessuale? Come possibile farlo se non reiterando linvisibilit della differenza transessuale nel movimento GLBT? Cos, mentre una parte delle organizzazioni gay e lesbiche risolvevano la dissonanza usando il termine omofobia come termine onnicomprensivo, il Fronte anti-omofobico delle Panteras Rosa decideva di allearsi con aT e di separare analiticamente omofobia da transfobia, battendosi per aprire un nuovo fronte della differenza e creare uno spazio discorsivo pensato per la visibilit transessuale e transgender. Vitorino ha parlato di omissione transfobica da parte di gran parte degli attivisti portoghesi e degli effetti devastanti di questa rimozione allinterno del movimento19. Ma la questione omofobia vs transfobia, cos come lattribuzione di un significato al corpo di Gisberta lungi dallessere stabilizzata. Lo strano corpo di Gisberta divide ed esso stesso diviso, e il surplus di discorso liberato dal suo corpo si fa beffe della logica binaria del genere e della sessualit, della loro separabilit analitica20. Questultima del resto un prodotto di saperi della differenza che non sono patrimonio comune, anzi continuano a essere ignorati, confusi luno con laltro dalla cultura eterosessista che si erge quale unico arbitro delle differenze, pretendendo di stabilire quali siano
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Larticolo 13 della Costituzione portoghese, riveduto nel 2004, ha vietato ogni discriminazione in base allorientamento sessuale, senza menzionare tuttavia lidentit di genere nel suo dettato anti-discriminatorio. 19 Per opporsi allinvisibilit transessuale dentro e fuori il movimento stata lanciata la campagna in rete chiamata No Temos Vergonha. Ispirati dal viso di Gisberta, transessuali e transgender possono rendere pubblica una fotografia del proprio volto appropriandosi delle strategie di coming out del movimento omosessuale. 20 Sulla difficile tensione delle politiche transgender in relazione al binarismo di genere cfr. Roen (2002).

rilevanti e quali no, quando e come attivarle. Leffetto di questa in-differenza, accettata come male minore persino da una parte (la pi socialmente privilegiata) della comunit GLBT, che il valore della vita di una puttana brasiliana non merita il lusso di analisi, differenze e conoscenze.21 Leggendo gli interventi e i commenti dellarchivio non si pu fare a meno di cogliere la precariet epistemologica di questi saperi delle differenze meticolosamente coltivati. Essi possono essere resi invalidi da un odio che molto meno preciso di quanto immaginiamo che sia. Da cosa dipender allora la designazione dellatto criminoso come omofobico, transfobico, o altro ancora? Dallidentit di Gisberta, o dallidentit degli aggressori? Non dipender forse da tutti coloro che cercano di esercitare, in nome delle pi diverse soggettivit, una propria agentivit attraverso il controllo dei nomi e delle rappresentazioni? La legislazione contro i crimini di odio ha anchessa i suoi presupposti vincolanti; essa prevede che la qualit omofobica (o transfobica) vada dimostrata nella fattispecie di intenzionalit del crimine stesso. Non basta appurare la transessualit della vittima, necessario che la selettivit dellodio sia attribuibile agli autori dellatto criminoso. I confini diventano nuovamente porosi e ambigui. Per certi versi lomicidio di Gisberta qualificato nellarchivio sia come omofobico che come transfobico. La natura sessuale delle sevizie cui stata soggetta, compresa lintroduzione di un bastone nel suo ano, sembrerebbe dimostrare che Gi stata punita simbolicamente in modo omofobico. Del resto alcuni dei ragazzi da tempo la perseguitavano e la insultavano con il termine paneleiro (frocio). Infine, si pu ben desumere lomofobia dei ragazzi dal brodo di cultura dellistituzione cattolica che li ospitava, le Officine di San Giuseppe22. Tuttavia, come negare la natura transfobica del crimine? Gisberta era transessuale e i ragazzi confessarono in tribunale la curiosit di vedere i genitali di un uomo con le tette che sembra una donna. Nellarchivio si intravedono gi le tensioni derivanti da un eventuale obbligo di scegliere un termine a scapito dellaltro23. La separabilit analitica di omofobia e transfobia, di orientamento sessuale e identit di genere, verrebbero giocate le une contro le altre, come se non potessero essere salvate entrambe, e in un caso come quello di Gisberta si dovesse di nuovo scegliere o luna o laltra.

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Cfr. So Jos Almeida, Excluses. Le Oficinas de So Jos di Porto sono uno degli spazi omertosi dellarchivio. Rimaste chiuse allesterno per tre giorni dopo lincriminazione dei ragazzi che gli erano stati affidati, le Officine sono state al centro di inchieste (insabbiate) e di pesanti critiche da parte dellopinione pubblica per linadempienza e larretratezza pedagogica dimostrata. Si tratta di unistituzione che, seppure integrata nei servizi statali di Segurana Social, ha mantenuto una sostanziale autonomia impermeabile a ogni controllo. Sui deficit di OSJ cfr. Eduardo Dmaso, Gisberta; Miguel Vale de Almeida, A Gis foi morta; Francisco Teixeira da Mota, Estamos a dormir. Fernanda Cncio ha acutamente criticato il paternalismo protettivo dellistituzione cattolica nei confronti dei propri minori, rivendicando la necessit di una paternit collettiva degli uccisori: quei minori devono essere riconosciuti come nostri, esattamente al pari di Gisberta (Cncio, so nossos filhos, so, sr. padre, e seus). Il 31 agosto 2006 si suicid.uno dei responsabili delle Officine, Germano Costa. La sentenza del 1 agosto aveva lasciato aperta la possibilit di ulteriori procedimenti contro listituto. 23 Julio Pires, post (Panteras Rosa blog).

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Ma larchivio prezioso, forse, perch fa affiorare unaltra transfobia, non meno letale di quella originaria e presunta: la transfobia reiterata nei processi di autopsia sociale successivamente alla morte di Gi. La silenziosa continuit fra di loro il vero trauma non riconosciuto nel nostro archivio. Le performances del trauma

Martirio che pat Santa Gisberta nella citt di Porto per mano degli alunni delle Officine di San Giuseppe. Con questo titolo Arauxo ha postato il 1 marzo 2006 sul blog Unheimlich una animazione Flash che si conclude con la frantumazione che vedete. Sono due foto di Gisberta tenute in mano da un partecipante alla veglia di ripudio organizzata dinanzi allingresso del garage dove era stata uccisa. E un loop che disintegra e riproduce incessantemente la sua (doppia) immagine. La veglia di Porto fu la prima occasione per affermare che Gisberta aveva un volto 24. Eppure questo loop con il suo specchio in frantumi che riproduco, non le immagini di Gisberta sorridente scelte per contrastare la sua cancellazione come persona, la sua abiezione dal campo della rappresentazione. Lanimazione introduce un processo temporale che innesca due affetti contrastanti: la volont di riaffermare lintegrit di Gisberta attraverso la (ri)produzione pubblica della sua immagine, e il desiderio non meno urgente di testimoniare la distruzione di Gi. Perch anche quella testimonianza vitale. E stata una distruzione violenta che ci ha portati qui, dentro larchivio: vogliamo preservare anche quella. Vogliamo preservare Gisberta anche come unheimlich, non solo come persona. Vogliamo continuare a vedere noi stessi in quello specchio che ci si frantuma.

Larchivio aperto di Gisberta lungi dallessere univoco. Se insiste sul luogo originario dellabiezione perch sa che il trauma non un fatto concluso. Ecco il perch del moltiplicarsi dei ritorni affettivi a Gisberta, al tempo della sua uccisione e allo spazio della sua s/comparsa. Questi ritorni affettivi prendono molte forme. E importante accoglierle come documenti dellarchivio al pari delle parole pubbliche, delle voci pi ufficiali. E solo di recente che la critica queer ha iniziato a indagare larea della performance come forma di resistenza e risignificazione della quotidianit e dei suoi spazi/tempi25. Per quanto scarsamente riconosciuti, sono gesti affettivi di una politica (anchessa
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E qui che inizia il processo di riproduzione di Gisberta. Tra le diverse fotografie disponibili venne scelta per la veglia una foto in primo piano del suo volto. Da allora Gisberta stata quella fotografia. Come ricorda Fernanda Cncio (Apagar a Gis, 2) la cancellazione mediatica dellimmagine di Gi serviva a mantenere la finzione maschile della sua identit anagrafica. Far vedere quel volto avrebbe significato immediatamente negare la verit di quel nome. Sullinchiesta televisiva Jogo de Espelhos che per la prima volta fece vedere in TV il volto di Gisberta (1.12.2006) cfr. Fishspeakers blog, Gisberta, (Re)dux. 25 Uno dei migliori esempi rimane Muoz (1999).

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abietta) che riflette quella zona grigia di vita queer che sia personale che politica, che investe la soggettivit e la prolunga verso forme di sentire in comune, talvolta di agire in comune. Hanno visibilit assai varia e durata spesso effimera. Sta a noi prolungarla. Data la mia distanza geografica, anche la raccolta di queste testimonianze segue una casualit opinabile: tutto ci che ha lasciato traccia in rete. Delegittimare la rete come fonte documentaria facile: non vi filtro scientifico, dispersiva ed effimera, anonima e non autoriale, virale e deresponsabilizzata. Oggi i documenti ci sono, domani no. Adattissima, dico io, alla performativit mobile e non gerarchizzata che qui mi interessa. Analogamente allanimazione intitolata Martirio di Santa Gisberta, molte di queste performances si appropriano di un linguaggio religioso per figurare la possibilit di uno spazio di lutto in cui Gisberta possa essere riconosciuta come uno dei nostri defunti26. Non soltanto un riconoscimento postumo e nemmeno letteralmente un atto di memoria. Come potremmo ricordare chi non abbiamo mai conosciuto? Si tratta di una rimemorazione senza originale, di una commemorazione in cui il rituale incentrato su chi si raduna intorno al defunto. Scorrendo i 175 messaggi lasciati in rete sulla pagina del Condolence Book per Gisberta spesso si leggono espressioni come: Non ti ho mai conosciuta, eppure il tuo destino mi tocca. E una comunit di toccati quella che si produce temporaneamente, i quali nella generale anestesia dei sentimenti hanno seguito limpulso di connettersi con il server di tgeu.net e scrivere. Indirizzano preghiere, scrivono lettere a Gisberta, compongono o citano testi di poesie, salmi, canzoni (da John Lennon e gli U2 a Paul Celan e Albert Camus), esprimono la rabbia che servir a rinnovare la lotta comune contro la discriminazione. In alcuni casi le identificazioni con Gisberta sono pi esplicite: il 9 marzo 2006 yesim dalla Germania scrive una poesia che si interroga sulla propria identit transgender, sulla maschilit e femminilit obbligatoria, sulla appartenenza di s a se stessi e al mondo. Il messaggio di Eva dellassociazione austriaca Trans X (4.3.2006), invece, imprime allo spazio del lutto un duplice vettore spazio-temporale: la comunit riunita oggi per commemorare chi stato portato via nel nostro crudele continuo passato seme e promessa di comunit futura. Cos, il cerchio del lutto, dapprima introverso e rivolto al continuo passato, si rovescia subito dopo verso lesterno trasformandosi in un cerchio di accoglienza per chi arriver in futuro. Il Condolence Book una sorta di versione virtuale della veglia funebre. E di veglie per Gisberta ce ne sono state ben due. La prima ha avuto luogo il 24 febbraio dinanzi alledificio in Campo de 24 de
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La qualit disumana delle sevizie inferte a Gi ricorda a una transessuale tedesca che persino Ges mor in minor tempo (Condolence Book, 5.3.2006), mentre limmagine di Gisberta martirizzata ispira la dedica baudelairiana di SylviaTransgenre: la poesia, tratta dai Fleurs du Mal, Une martyre.

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Agosto dove un paio di giorni prima era stata uccisa. Si trattava del primo ritorno sul luogo dellevento e venne pubblicizzato come una commemorazione organizzata da cittadini e cittadine di Porto in attesa che venisse completata lautopsia di Gisberta. Nei comunicati stampa delle associazioni GLBT questa veglia dichiarava tre obiettivi che aprivano il cordoglio privato di amiche e conoscenti a una dimensione pi ampia. Svoltasi allimbrunire e alla luce delle candele, con lesposizione silenziosa di cartelli, la veglia fu in realt la prima contro-manifestazione da cui inizi la mobilitazione attivista. Dalle testimonianze dellarchivio si coglie la fragilit di questo primo momento, tra il cordoglio privato di chi aveva conosciuto Gisberta e la performance di un possibile lutto comunitario, con la compresenza di amiche transessuali, operatori di Abrao (che aveva per un certo periodo accompagnato la vittima), attivisti (presenti in forma privata) e cittadini. Larchivio mostra come tale spazio sia tuttaltro che semplice, segnato com da differenze, diffidenze e scarse collaborazioni. Questa prima veglia venne definita veglia di ripudio del crimine. A essere ripudiate, forse, erano anche la singolarit e la privatezza del trauma, con lofferta del corpo di Gisberta, ancora sotto i bisturi dei medici legali, a una seconda e pi ampia comunit in lutto: la comunit GLBT27. Dalla cinquantina di persone intervenute fu intonato a un certo punto linno Amazing Grace, con le parole I once was lost but now I am found. Gisberta era stata perduta, ma solo per chi laveva incontrata, conosciuta, stimata. Una nuova Gisberta stava per nascere, ritrovata per unaltra, pi aspra battaglia: quella intorno alle sue rappresentazioni. Non un caso che una delle performances pi ripetute negli spazi pubblici sia stata la riproduzione dellimmagine fotografica del volto di Gisberta. Labbiamo gi vista frantumata e ricomposta nella animazione di Arauxo, che riprendeva per lappunto unimmagine dalla veglia di ripudio. Riprodotta a formare tante mascherine, la stessa immagine si moltiplicata sui volti dei manifestanti di fronte al Parlamento portoghese in occasione della giornata internazionale di mobilitazione per Gisberta (8 giugno 2006) e durante il minuto di silenzio inscenato durante la marcia del Pride di Lisbona (24 giugno 2006). Riprodurre Gisberta anche lazione con cui ha inizio il video della performance di jpaulo2k1: la fotografia di Gi viene stampata dal sito No Temos Vergonha, dove il volto di Gisberta presentato come il volto originatore di una catena di altri volti che hanno aderito alla campagna di visibilit. La tecnologia quotidiana di riproduzione tematizzata dallinquadratura frontale della stampante dalla cui bocca vediamo uscire i fogli con le molteplici riproduzioni del viso. La riproduzione domestica di Gisberta accompagnata da una colonna sonora assai emotiva, Mad World dei Tears for Fears. Lalienazione collettiva cantata nella canzone offre un possibile
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La seconda veglia si svolse dinanzi al Patriarcato di Lisbona (9.3.2006) e ampli la portata politica della morte di Gisberta: oltre a onorare la memoria della vittima, Panteras Rosa, aT e le altre associazioni chiedevano la riforma del sistema di protezione e assistenza dei minori a rischio e lapprovazione di leggi contro i crimini di odio in questione. La scelta di confrontare direttamente la Chiesa portoghese fu tuttavia materia di dissenso.

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collegamento tra i visi privi di espressione degli anonimi passanti per strada e il viso di Gisberta, reso parimenti familiare e quotidiano. La seconda parte del video, invece, documenta la liberazione di Gisberta usando semplici strumenti di ogni giorno: computer, stampante, forbici, taglierina, palloncini colorati, bomboletta e filo. I palloncini, con attaccate le striscie fotocopiate del volto di Gisberta, vengono liberati nel cielo notturno portando limmagine di Gi, riprodotta e moltiplicata, a svanire nel buio. La performance documentata da questo video affettivamente intensa perch ripara simbolicamente a unassenza cruciale, quella di un rito funebre di sepoltura e commiato. Se la cerimonia allIstituto Legale era stato un addio a Gisberto - officiato perdipi da uno dei principali responsabili morali della sua morte - anche la sepoltura del corpo era avvenuta oltre Atlantico, presso la famiglia della vittima in Brasile. La spettralit di Gi, non viva/non morta, produce cos una serie di gesti riparatori e di interventi di riscrittura da parte di una comunit che si stretta intorno a Gisberta soltanto dopo la sua morte, e che pu quindi stringersi solo intorno alla sua riproduzione. Tale riproduzione si estesa alluso della prima persona per far parlare Gisberta28. Vi sono almeno tre testi in cui Gisberta prende voce nellarchivio parlando negli intervalli tra le aggressioni, fra questi uno in particolare impressionante: riproduce la voce di Gisberta dal fondo del buco. Sono qui da un giorno. Ma gi non so pi che cosa sia un giorno. Sono qui in questo buco da sempre (Anbal, Gisberta). N rabbiosa n patetica, la voce di un soggetto messo a nudo che sente quel buco come casa sua, perch in quella casa ha in fondo sempre vissuto. Lanonimo autore stato spinto a una performance del trauma pi radicale di altre: incunearsi nel buio dello spazio abietto con una voce flebile, sola, ridotta a una sopravvivenza incapace di odiare, che vuole soltanto colare via: Adesso voglio lasciarmi colare in questo cemento. Voglio far passare il mio corpo attraverso questo cemento. Piano piano. E la performance del trauma pi vicina alla nudit del momento inaugurativo di questo archivio, sul flebile confine di voce e vita. Di tuttaltro tenore loperazione che ha visto mettere in scena in due versioni differenti il testo teatrale che Armando Silva Carvalho ha scritto prendendo lo spunto dalla vita e dalla morte di Gisberta, qui mescolata con la fiaba di Biancaneve. Laspetto politicamente pi significativo di questa esperienza di teatro-scuola consiste nellaver consegnato larena della rappresentazione a gruppi di giovani di et simile a quella dei ragazzi delle Officine di San Giuseppe (nella messinscena del Teatro
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Anche il testo della ballata di Gisberta incisa dal cantautore portoghese Pedro Abrunhosa adotta la prima persona. E Gisberta stessa che consegna se stessa e il proprio nome a chi la dovr ricordare: Mi sono smarrita di nome, oggi puoi chiamarmi tua (Abrunhosa, Balada de Gisberta).

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Viriato di Viseu i 23 studenti-attori avevano dai 13 ai 21 anni). In questa versione i personaggi, compresa la transgender Biancaneve, sono impersonati da pi di un attore con leffetto di distribuire tra pi ragazzi la possibile identificazione con la protagonista. In questo modo i temi dellidentit di genere (sviluppata nella prima scena in una sala degli specchi) e della violenza (laggressione nel bosco fiabesco della terza scena) sono ripresi e socializzati. Lo spazio della scena offre loccasione per una nuova performance dellincontro tra Gisberta e il suo gruppo di giovani con la possibilit di riscriverne le regole. Non solo, la rappresentazione mette in gioco anche il pubblico, che allinizio viene circondato sensualmente dagli attori in unatmosfera di bordello e accompagnato seduttivamente sul palcoscenico. La rinuncia alla frontalit risponde al tentativo di costruire uno spazio di condivisione corale, anzi di co-responsabilizzazione del pubblico, che nel finale didattico di questo allestimento dovr decidere della vita o della morte della protagonista. In questo modo anche lo spazio del tribunale, che nel caso di Gisberta aveva dibattuto il processo a porte chiuse, risignificato come foro pubblico aperto alla rappresentazione. La performance teatralizzata del trauma cerca di sanare labiezione simbolico-sociale di Gisberta riconoscendola come messa in scena e rigiocandola sul terreno della rappresentazione e della narrazione partecipata29. E un movimento che si contrappone al silenzio e alla delegazione, e reintegra una vita come quella di Gisberta al corpo sociale. Labiezione non pi produzione di residuo non simbolizzabile, ma accolta legittimamente allinterno dello spazio sociale. Una rappresentazione come quella diretta da Pulleyn d, inoltre, ai ragazzi la responsabilit di auto-rappresentarsi in relazione ai meccanismi di attrazione e repulsione, identificazione e ripudio, che hanno giocato un ruolo, osceno e non detto, nella morte di Gisberta. Crianas In effetti i 14 ragazzi accusati del crimine non sono affatto periferici allarchivio. Se sinora ho parlato meno di loro perch ho voluto spostare lago della bilancia su Gisberta e sugli spazi delle sue rappresentazioni. Sin dallinizio, infatti, stato chiaro che nellarena discorsiva Gisberta e i ragazzi erano in competizione per quanto riguardava la possibilit di suscitare preoccupazione sociale. Mentre per le Panteras Rosa e le associazioni GLBT la societ portoghese doveva fare i conti con Gisberta e con linsostenibilit etica e politica della sua abiezione - prima, durante e dopo la morte -, per la comunicazione sociale, per la maggioranza dei commentatori non GLBT, per le istituzioni religiose e politiche, e sicuramente per la giustizia, lo shock principale derivava dalla brutalit del crimine in rapporto allet dei ragazzi. Da questo punto di vista sono sostanzialmente convergenti sia le
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Una diversa strategia di teatralizzazione era stata anticipata dalla performance di strada delle Panteras Rosa intitolata Morrer invisivel. Gi il 24 febbraio le Panteras avevano suggerito interventi di guerriglia performativa, sulla scorta del guerrilla theatre adottato da organizzazioni queer come ActUp. La caratteristica principale di tali performances linterruzione dello spazio quotidiano urbano con azioni di disturbo artistico pubblico.

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posizioni severe di chi ha denunciato lo scandalo della non imputabilit dei 13 minori e auspicato labbassamento dellet passibile di responsabilit penale, sia le posizioni concilianti che sostenevano la non intenzionalit del crimine e il background di disagio giovanile che laveva prodotto. In entrambi i casi guardando dentro lo specchio locchio sgomento della societ portoghese ha visto principalmente delle giovani creature macchiate di sangue, e non Gisberta, cancellata dalla loro presenza in primo piano30. Non si tratta necessariamente di una consapevole identificazione con gli assassini, eppure il fatto di focalizzarsi principalmente sullimpianto legislativo e istituzionale della protezione dei minori non pu che significare che la societ ha gi scelto chi salvare. La bilancia di cui parlavo truccata in partenza. Per una curiosa coincidenza temporale con la morte di Gisberta un articolo del Jornal Pblico del 5 marzo 2006 dava la notizia di unimminente revisione del Codice penale portoghese: le misure proposte intendevano estendere la definizione di crimine di natura sessuale allambito della prostituzione e della pornografia minorile (dai 14 ai 18 anni) ed equiparare i casi etero e omosessuali in tutta la materia delle relazioni sessuali con minori. Larticolo sottolinea come il rafforzamento della protezione dei minori risponda alle nuove disposizioni del Parlamento europeo. Ma pi di un dettaglio fa pensare che anche il caso Gisberta abbia perversamente alimentato questo allarme legislativo. La suddetta proposta di legge accenna infatti a un caso particolare di violenza sessuale, la penetrazione con oggetti, stabilendone uguale gravit rispetto alla penetrazione sessuale normale. Ora, a chi era strettamente associato il 5 marzo 2006 (tre giorni dopo il compimento dellautopsia) il tema non esattamente quotidiano della penetrazione anale con oggetti da parte della stampa portoghese? E come se la violenza sessuale su Gisberta, minimizzata con imbarazzo per rispetto agli autori minorenni, fosse stata rielaborata e ritradotta come violenza sui minori, alimentando cos proposte di legge che tendono a proteggere questi ultimi (che per in questo caso sono perpetratori di stupro, non vittime). Paradossalmente, la morte di Gisberta entra in gioco non per proteggere lei, bens per la salvaguardia di chi effettivamente conta per la societ eterocentrica: le sue crianas. Usato varie volte per designare i ragazzi aggressori, il termine crianas (bambini) significa letteralmente creature. Allontanandoli dal terreno ambiguo della pubert e delladolescenza il linguaggio infantilizzante li vorrebbe depurare da ogni contaminazione sessuale. La desessualizzazione dellomicidio di Gi possibile soltanto a partire dalla desessualizzazione di quelle creature. Un medesimo linguaggio serve a legittimare labiezione simbolico-sociale di tutte le
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Lo spazio abietto stato letto a pi riprese come analogo a uno specchio: cfr. Panteras Rosa, Hoje, Portugal v-se ao espelho; Portugal Indymedia, V-te ao espelho, Portugal; per finire con il reportage televisivo Jogo de espelhos (RTP1, 1.12.2006).

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Gisberte, poich nel momento in cui i ragazzi vengono rivendicati come creature proprie, le Gisberte inappropriate perdono istantaneamente peso diventando le creature di nessuno, le non creature. Ecco perch una parola innocente e cristiana, criana, raffigura per Gisberta la morte, a tutti gli effetti un esempio di hate speech. Come ha scritto in modo fulminante Lee Edelman nel suo libro No Future (Edelman 2004), quando leterocentrismo allunga la propria ombra di morte, di riproduzione garantita dellesistente, si erge totalitaria la figura terroristica del Bambino. La retorica della sua protezione contribuisce nellarchivio a mascherare lannichilimento di ogni (altro) corpo queer.

Il mio nome era Gisberta. Fui torturata, stuprata, assassinata. Per la giustizia sono morta affogata. E la colpa stata dellacqua

Per Matteo Maritano, suicida a sedici anni

Fonti webliografiche dellarchivio


Una selezione degli interventi pi significativi e un elenco delle performances e degli oggetti affettivi scaturiti dal trauma.

Interventi critici Abrunho, O absurdo letal em portugus, Contemplamento blog, 25.7.2006 a T, Comunicato stampa, 24.2.2006 (trad. it. di Mirella Izzo sul sito di Crisalide Azione Trans: http://www.crisalideazionetrans.it/assassinio_gisberta.html) a T Panteras Rosa, Comunicato stampa 25.2.2006, Assassinato de Gisberta: do crime, do dio, do branqueamento em curso, da nossa clera! (trad. it. di Mirella Izzo sul sito di Crisalide Azione Trans: http://www.crisalideazionetrans.it/assassinio_gisberta.html) a T Panteras Rosa, Comunicato stampa e appello urgente allazione internazionale, 2.3.2006 (trad. it. di Mirella Izzo sul sito di Crisalide Azione Trans: http://www.crisalide-azionetrans.it/assassinio_gisberta.html) Miguel Vale de Almeida, A Gis foi morta, Os Tempos Que Correm blog, 25.2.2006 So Jos Almeida, Excluses, Jornal Pblico, 5.3.2006 Anon., 1 ano depois de quantas fobias se morre em Portugal?, Lils com Gengibre blog, 22.2.2006, ripreso da rivista gay Korpus Cacaoccino blog, Algo est podre no reino da Dinamarca Banana, 2.8.2006 Causas Com Causa blog, Eu fui!, 16.7.2007, con foto dalla prima marcia dellorgoglio a Porto Joana Vicente Amaral Dias, A idade do saber, Bicho Carpinteiro blog, 2.3.2006 Eduardo Dmaso, Gisberta, Dirio de Notcias, 3.8.2006 Fernanda Cncio, Gis, Glria Fcil blog, 25.2.2006 Fernanda Cncio, So nossos filhos, so, sr. padre, e seus, Glria Fcil blog, 10.7.2006 Fernanda Cncio, Maldita gi, Glria Fcil blog, 25.7.2006 Fernanda Cncio, Apagar a Gis, 2, Glria Fcil blog, 1.8.2006 Fernanda Cncio, Sentena pblica para jovens julgados en segreto, Dirio de Notcias, 1.8.2006 Fernanda Cncio, Juntos pelo gang, Glria Fcil blog, 8.8.2006 Lara Crespo, Eduarda Santos, Stephan Jacob, J Bernardo, Quanto vale uma vida Transexual em Portugal?, 1.8.2006

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European Transgender Network, Gisberta: Murder of Transsexual in Portugal and the Ongoing Attempt to Silence It. Urgent Appeal to International Action, 3.3.2006 European Transgender Network, Appello allazione internazionale dell8 giugno, 22.5.2006 Fishspeakers blog, Gisberta, (Re)dux, 2.12.2006 Fishspeakers blog, A Incidncia Da Prostituico Entre a Populao Transexual- I, 10.12.2006 Fishspeakers blog, Um ano, 23.2.2007 Joo Gonalves, Os fazedores de fogo, Portugal dos Pequeninos blog, 1.8.2006 ILGA Portugal, Comunicato stampa, 24.2.2006 ILGA Portugal, Comunicato stampa, Para o Estado portugus, Gisberta nunca existiu, 1.8.2006 J.P., post in Terraviva blog, 3.3.2006 Ana S Lopes, Un assassinado que seja seu, Dirio de Notcias, 27.7.2006 David Mandim - Fernanda Cncio, Cnsul do Brasil considera sentena ambgua e branda, Dirio de Notcias, 3.8.2006 Francisco Teixeira da Mota, Estamos a dormir?, Coisas e Loisas, blog, 3.9.2006, ripreso da Jornal Pblico No Temos Vergonha!, Campagna online di visibilit e orgoglio transgender e transessuale Panteras Rosa, Comunicato stampa, Hoje, Portugal v-se ao espelho, 23.2.2006 Panteras Rosa, Alerta. Manipulao grosseira da autpsia?, 28.2.2006 Panteras Rosa, Comunicato stampa, Gisberta: notcia sobre autpsia em curso gera dvidas relevantes, 1.3.2006 Panteras Rosa, Vgilia por Gisberta em Lisboa, 6.3.2006 Panteras Rosa, Comunicato stampa per la veglia di Lisbona, A violncia tem sempre razes, 9.3.2006 Panteras Rosa, Comunicato stampa, Da da Memria Trans, 20.11.2006 Panteras Rosa, Comunicato stampa, Um ano depois do assassinato da transsexual Gisberta. Tudo na mesma, 21.2.2007 Portugal Indymedia, editoriale V-te ao espelho, Portugal, 25.2.2006 Pride Lisboa 2006, Manifesto, Prioridade igualdade na lei e na sociedade, 24.6.2006 Jlio Pires, post in Panteras Rosa blog, 25.2.2006 Anabela Rocha, Uso pblico da liberdade de expresso I e II, Damn Queer! blog, 24.2.2006 Anabela Rocha, O gnero que no diz o seu nome, Damn Queer! blog, 24.2.2006 Anabela Rocha, Gisberta, Damn Queer! blog, 1.7.2006 Antonio Serzedelo, Das dificuldades dos transsexuais, ao oportunismo pessoal, Opus Gay blog, 14.3.2006 Joo Miguel Tavares, Paulinho e Gisberta, Dirio de Notcias, 14.8.2006 Trans en Tout Genres blog, Une reine est morte!, 28.2.2006 Transfofa, post a un anno dalla morte di Gisberta, 24.2.2007 Srgio Vitorino, Memria curta, 27.2.2006 Srgio Vitorino, O conflito sexual no seu auge e o medo de ousar, Combate Info, 285, primavera 2006, online: combate.info Srgio Vitorino, Homossexualidade tem hoje maior afirmao, estratto da intervento al convegno Procurando uma Cdadania Sexual e de Gnero: Aco Poltica e Reflexes, Universit di Porto, 1 marzo 2006, Portugal Dirio, 2.3.2006 Performances e oggetti affettivi AA.VV, Condolence Book, online: http://tgeu.net/PubAr/Campaigns/0603_P_Gisberta/CondolenceBook/support.cgi Messaggi (175) in memoria di Gisberta: dediche di poesie, preghiere, messaggi di lotta e di rabbia (prevalentemente da Austria, Germania e Portogallo) Pedro Abrunhosa, Balada de Gisberta, canzone sul CD Luz (2006) Testo online: http://o-rei-leao.letras.terra.com.br/letras/1025663/ Vicente Andreu, Gisberta, olio dipinto durante un intervento pubblico a un anno dalla morte Riproduzione in Panteras Rosa blog, 10.3.2006 Anbal, Gisberta, Cavaco Silva blog, 1.3.2006 Gis parla in prima persona dal buco Anon., I dont wanna die with sticks in my ass, Poetic Journalism blog, 2.3.2006 Poesia in memoria di Gisberta Anon., Para a Gisberta, cit. in Causas Com Causa blog, 12.4.2007 Una lettera immaginaria di Gis alla madre nei tre ultimi giorni di vita Arauxo, Martirio que sofreu Sta. Gisberta na cidade do Porto s mos dos alunos das Oficinas de S. Jos, animazione Flash su fotografie di Gisberta durante la veglia di Porto, Unheimlich blog, 1.3.2006 Primo piano su due mani che tengono due foto di Gisberta; un lampo a cui seguono interferenze nellimmagine sino alla frantumazione come di specchio. In loop: disintegrazione e ricomposizione dellimmagine Online: http://unheimlich-pt.blogspot.com/ J Bernardo Jo Schedlbauer, Gisberta/Libertade, video documentario

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Video su Gisberta e la condizione transessuale in Portogallo. Prima visione a Porto, Coimbra e Faro (8.6.2006); in seguito a Braga, Lisbona, Vienna, Graz, Berlino, Marsiglia. Breve estratto online: http://youtube.com/watch?v=6dG1JhiUxcE Video con immagini della presentazione del documentario a Porto, con interventi (1315): http://www.toky.it/video_dailymotion_amatoriali_player.asp?video=x6ewg_gisberta-porto-8-juin2006&v=LBG Fernanda Cncio, Querida gi, Glria Fcil blog , 24.2.2007 Un atto di amore nei confronti di Gisberta Armando Silva de Carvalho, Auto do Branco de Neve, testo teatrale. Messo in scena in due versioni allinterno del progetto PANOS (Nuova drammaturgia per teatro studentesco): la prima, Auto do Branco de Neve e os seus Maches, diretta da Graeme Pulleyn e prodotta dal Teatro Viriato di Viseu, con 23 ragazzi dai 14 ai 20 anni (prima rappresentazione: 5.4.2007), la seconda, Auto do Branco de Neve: Gino/Ginette, diretta da Gil Rodriguez con ragazzi della Escola Secundria di Tondela - Gruppo Na Xina Lua (prima rappresentazione: 27.4.2007) Fishspeakers blog, Gisberta, The Norwegian Blue, 1.12.2006 Riscrittura e adattamento di Dead Parrot Sketch dei Monty Python, con Gisberta al posto del pappagallino morto riportato al negozio da un cliente insoddisfatto jpaulo2k1, Por Gisberta, video 458 Video performance in memoria di Gisberta a un anno dalla morte: scorrono immagini riprese dal sito No Temos Vergonha!; una stampante riproduce strisce di testo con il volto di Gisberta; legate a dei palloncini vengono liberate nella notte. Musica: Mad World dei Tears for Fears Online: http://youtube.com/watch?v=wHMCkyP8FnQ Panteras Rosa et al., Veglia di ripudio dellassassinio di Gisberta, Campo de 24 de Agosto (Porto), 24.2.2006 I partecipanti tengono in mano candele e riproduzioni di foto di Gisberta. Alcuni cantano linno Amazing Grace, alcuni gay sono in drag. La veglia ufficialmente organizzata da amici della vittima e singoli cittadini. E il primo ritorno sul luogo della morte Panteras Rosa et al., Veglia di fronte alla sede del Patriarcato di Lisbona, Campo de S.Clara, 9.3.2006 I partecipanti tengono in mano candele e sostano in silenzio mostrando cartelloni. Aderiscono Panteras Rosa, a T, No Te Prives (associazione per la difesa dei diritti sessuali), SOS Racismo, Abrao e Casa do Brasil Panteras Rosa, Esposizione di fotografie e di un dipinto in onore di Gisberta: Espao 555, Rua do Almada (Porto), 2.3.2006 Panteras Rosa, Manifestazione di fronte al Parlamento (Lisbona), 8.6.2006 Presentazione del manifesto dei movimenti GLBT europei: uso di maschere con il volto di Gisberta Panteras Rosa, Morrer invisivel, performance in strada, Rua de Santa Catarina, Porto, 22.2.2007 Messinscena di aggressione a una drag: performance per drag queen (Fernando Mariano), aggressori e pubblico inerte. In appoggio alla richiesta fatta al Comune di Porto di erigere un memoriale a Gisberta Pride Lisboa 2006, Un minuto di silenzio per Gisberta, 24.6.2006 Durante il minuto di silenzio i partecipanti mettono dinanzi al viso delle maschere con limmagine riprodotta di Gisberta Pride Porto 2006, Prima marcia dellorgoglio GLBT, 8.7.2006 La partenza ha luogo dal Campo 24 de Agosto, dinanzi alledificio dove fu uccisa Gisberta Due foto online: http://portugalgay.pt/news/porto2006/marcha%20%2850%29.jpg http://portugalgay.pt/news/porto2006/marcha%20%2829%29.jpg transftmgay, Gisberta remember, video 352 Testo tratto dalla sentenza del processo minorile: su musica dellAve Maria di Schubert, immagini di Gisberta e lento zoom sul dito levato da uno dei giovani prima di entrare in tribunale Online: http://youtube.com/watch?v=ZJ3NXxjGPh4 Delia Vaccarello, Delitti e pregiudizi. La trans uccisa dai ragazzi, rubrica Un, due, tre liberi tutti, LUnit, 14.3.2006 Gisberta racconta in prima persona la propria storia negli intervalli delle ripetute aggressioni. In coda commento giornalistico che presenta la parte precedente come viaggio nella vita di Gisberta

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Bibliografia
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