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Massimiliano Vaira

Riscoprire limmaginazione

Oltre lindignazione

Novembre 2011

Riscoprire limmaginazione Oltre lindignazione


Dopo lubriacatura di trentanni di neoliberismo e individualismo, la crisi economica ha infranto lillusione in cui siamo fino ad oggi vissuti. Si sta aprendo unepoca nuova, ma abbiamo bisogno di nuove parole, idee, visioni, per costruirla. Dobbiamo tornare a immaginare un mondo diverso.

Copertina: Tratta da Il Fatto Quotidiano del 1/11/2011, pag. 21.

Tag: inquieti, immaginazione, utopia, indignados.

Riferimenti bibliografici J.M. Keynes Sono un liberale?, Adelphi, 2010. P. Ingrao Indignarsi non basta, Aliberti editore, 2011 T. Judt Guasto il mondo, Laterza, 2011.

Riscoprire limmaginazione

Indice Un mondo in deficit di immaginazione Quando abbiamo smesso di immaginare? Crisi 2008: un risveglio tardivo Oltre lindignazione Gli indignados: in nome della democrazia Tornare a immaginare Partiamo da unutopia Potere dellimmaginazione Immaginazione: una necessit, non una sfida 4 3 p.1

Note sullAutore

Riscoprire limmaginazione

ii

Un mondo in deficit di immaginazione


Nel 1925 Keynes scriveva: Dobbiamo inventare una saggezza nuova per una nuova ra. E nel frattempo, se vogliamo fare qualcosa di buono, dobbiamo apparire eterodossi, problematici, pericolosi, e disobbedienti1. Keynes ha immaginato un modo diverso di organizzare e governare leconomia capitalistica che ai suoi contemporanei sembrava, nei migliori dei casi, unutopia e nel peggiore il delirio di un visionario. Dopo la seconda guerra mondiale e fino agli anni 70, quellutopia stata il principale strumento di uno sviluppo economico, sociale e culturale delloccidente capitalistico mai riscontrato fino a quel momento.

J.M. Keynes Sono un liberale?, Adelphi, 2010, p. 171

Riscoprire limmaginazione

Quando abbiamo smesso di immaginare? Dagli anni 80 e per trentanni abbiamo smesso di immaginare. Lubriacatura neoliberista e lindividualismo (erede paradossale dei movimenti libertari del 68) hanno sostituito limmaginazione con il sogno illusorio di una crescita senza fine, in cui a ciascuno spettava il compito e la responsabilit individualizzati e privatizzati di cogliere le nuove opportunit per raggiungere il successo personale. I cantori della fine della storia, del postmodernismo e delliper-liberismo spopolavano e chi cantava fuori dal coro era uno che viveva fuori dal tempo, un nostalgico, un menagramo. Allinquietudine della capacit immaginativa si sostituita linquietante indolenza di un autocompiaciuto disimpegno.

Crisi 2008: un risveglio tardivo Gli scricchiolii del sistema economico, sociale e culturale venivano presentati come prodromi di un nuovo slancio verso Riscoprire limmaginazione 2

un futuro ancora pi luminoso. Nel 2008 ci siamo svegliati. La sbornia passata, lillusione svanita e ci siamo accorti che stavamo camminando non lungo unautostrada, ma sullorlo del baratro. Ma ci siamo anche accorti che non avevamo pi le parole che offrissero delle prospettive per uscire da questo stato di cose.

Oltre lindignazione
Il dibattito su come uscire dalla crisi intrappolato nelluso di parole, visioni e soluzioni appartenenti a quasi un secolo fa. La politica alle prese con la crisi oscilla autisticamente tra liberismo e keynesismo, incapace di produrre unalternativa a essi. Nella societ civile, nel frattempo, si formato un movimento di portata globale la cui parola dordine lindignazione. Gli indignados: in nome della democrazia. Indignazione non verso la democrazia, ma verso la politica egemonizzata dagli interessi economico-finanziari che dettano a essa le regole del (loro) gioco. Queste regole sono semplici: privatizzare i profitti per i pochi e socializzare i costi scaricandoli sui molti e sullo stato. Lindignazione rivolta verso la politica che ha sacrificato la democrazia, la giustizia sociale e lequit in favore di queste regole; in nome della democrazia che gli indignados si mobilitano, non contro essa.

Riscoprire limmaginazione

Questo movimento segna una rinascita della partecipazione e dellimpegno politico-civile e ci fa ben sperare. Ma non basta e non solo perch, come sostenuto recentemente da Pietro Ingrao2, uno dei principali esponenti dellex-PCI, serve lorganizzazione. Lindignazione intrinsecamente una critica negativa allesistente. Limitarsi a organizzare la critica non sufficiente. Senza idee-guida nuove che indichino una direzione, una prospettiva e modalit di azione nuove, cio una critica (pro)positiva, lindignazione per quanto organizzata non porter lontano. Senza idee essa cieca e si risolve in risentimento.

Tornare a immaginare
La crisi di legittimazione dellordine sociale ed economico offre finalmente lopportunit di tornare a immaginare, cio di produrre visioni utopiche.
2

P. Ingrao Indignarsi non basta, Aliberti editore, 2011.

Riscoprire limmaginazione

Partiamo da unutopia Utopia non significa che qualcosa non si realizzer mai; quella lucronia. Utopia significa che qualcosa non si ancora realizzato e pertanto guardare oltre i limite del contingente immaginando qualcosa di diverso. La storia umana progredita con lutopia e gli esempi non mancano: dalla tecnologia, alla politica, alla cultura. Limmaginazione il motore del cambiamento. Mette in discussione lesistente e offre nuove idee, nuove prospettive. Il modo di cambiare lesistente renderlo obsoleto e per farlo serve la capacit di immaginare un mondo diverso, cio un pensiero utopico. Limmaginazione e lutopia hanno un orientamento ottativo e normativo (in che mondo vorremmo vivere? Come dovrebbe essere e funzionare?) e pertanto spingono allazione.

Riscoprire limmaginazione

Potere dellimmaginazione Se la generazione del 68 propugnava limmaginazione al potere, quella attuale dovrebbe pensare in termini di potere dellimmaginazione3, che significa poter elaborare alternative innovative e poter agire per realizzarle. In altri termini, significa fare dellimmaginazione una prassi con cui affrontare lo stato di incertezza radicale e mobilitarsi collettivamente per un fine che cambi questo stato in qualcosa di migliore. In questa prospettiva, limmaginazione spinge alla partecipazione attiva, alla progettualit prospettica, allimpegno. Immaginazione: una necessit, non una sfida Oggi limmaginazione utopica non una sfida, ma una necessit. Come sostiene Tony Judt storico di origine britannica che ha esercitato una grande influenza culturale negli USA , oggi ci serve un linguaggio dei fini, non un linguaggio dei mezzi. Non indispensabile credere che i nostri obiettivi siano destinati a realizzarsi, ma necessario poter credere in essi4. Ma per far ci, dobbiamo innanzitutto tornare a credere che si pu immaginare un mondo diverso.

Devo questa formula a Elio Ferraris T. Judt Guasto il mondo, Laterza, 2011, p. 131

Riscoprire limmaginazione

Massimiliano Vaira insegna Sociologia dei Processi Culturali e Sociologia dellEducazione e Politiche dellIstruzione presso la Facolt di Scienze Politiche dellUniversit degli Studi di Pavia. membro del Centro Interdipartimentale di Ricerche e Studi sui Sistemi di Istruzione Superiore (CIRSIS) della stessa Universit, del Consortium of Higher Education Researchers (CHER), del della Sezione Educazione (di cui membro del comitato scientifico) e della Sezione Economia, Lavoro, Organizzazione dellAssociazione Italiana di Sociologia (AIS).

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