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Unificazione di Scala - Legge di Scala universale per la materia organizzata Nassim Haramein, Michael Hyson, E.A.Rauscher Abstract. Dai dati osservativi e dalle nostre analisi teoriche, dimostriamo che si pu scrivere una legge di scala per tutta la materia organizzata, utilizzando la condizione di Schwarzchild, che descrive le strutture dalle dimensioni cosmologiche a quelle sub-atomiche. Sono interessanti le soluzioni che comprendono gli effetti di torsione e Coriolis nelle equazioni di campo. Osservazioni significative hanno portato ad avanzamenti teorici e sperimentali, che descrivono sistemi che passano nel collasso gravitazionale, incluse le interazioni del vuoto. L'universalit di questa legge di scala, suggerisce una sottostante struttura polarizzabile del vuoto di mini buchi bianchi/buchi neri. Discutiamo brevemente la maniera in cui questo vuoto strutturato pu essere descritto in termini di risoluzione di scala analoga allo scaling di tipo frattale, come mezzo di rinormalizzazione alla distanza di Planck. Infine, descriviamo un nuovo orizzonte che chiamiamo "orizzonte di spin", definito come risultato della torsione nello spaziotempo che produce condizioni di confine in una struttura magnetoidrodinamica. Introduzione In astrofisica, i buchi neri sono stati confermati come onnipresenti dai super-giganti di grande scala, tipo quasar e centri galattici, fino ai sistemi di dimensione stellare pi piccoli. Queste nuove scoperte rappresentano un progresso di lunga durata per confermare la soluzione del 1916 di Schwarzschild alle equazioni di campo di Einstein. Il buco nero osservato al centro della galassia Via Lattea venne prima scoperto grazie alla sua influenza gravitazionale sulle stelle vicine. Ad oggi, i buchi neri sembrano trovarsi al centro di tutte le galassie esaminate con cura (1). Ora, quasar e gruppi globulari, che risultano ospitare grandi buchi neri e buchi neri stellari, sono ben documentati (1). In questo documento sviluppiamo una legge di scala utilizzando la condizione di Scharzschild e discutiamo la carica e la rotazione in una metrica Kerr-Newman modificata (la soluzione Haramein-Rauscher che comprende gli effetti di torsione e Coriolis nelle equazioni di campo (2)) per buchi neri cosmologici, galattici, stellari e nella dimensione microscopica. E' importante notare che tutti gli oggetti osservati, dal macro al micro, sono emettitori di raggi-x in modo predominante, tipico degli orizzonti dei buchi neri. All'orizzonte la forza gravitazionale bilancia la radiazione elettromagnetica, uno stato che prima si credeva essere presente solo nella cosmogenesi, cosa che implica un modello di creazione continua. Questo basato sulla topologia delle "zone di Scwarzschild", che generano cellule che dipingono un universo dinamico in espansione e contrazione, prima descritto da Wheeler e Lindquist (3). I processi termodinamici e acustici occupano un ruolo importante nel trasferimento di energia tra l'attrazione gravitazionale, la magnetoidrodinamica (MHD) e la repulsione elettrodinamica (4). Risolvere il comportamento collettivo e coerente delle strutture MHD del plasma, le loro dinamiche termiche e acustiche, risulta in una buona descrizione dei processi che avvengono esternamente, in vicinanza e

all'orizzonte dei buchi neri (4). Viene utilizzato un modello toroidale in doppia brana di un gruppo U4 e il gruppo cubottaedrico (vedere Appendice A). Questo approccio porta ad un vuoto strutturato polarizzato e ad un modello unificato esteso. Questo modello una caratteristica centrale dell'immagine topologica di Haramein (4,5,6). A risoluzione cosmologica, le dinamiche del plasma circostanti all'orizzonte degli eventi ci danno una buona indicazione della struttura fondamentale sottostante allo stato dinamico di polarizzazione del vuoto, della sua relazione con l'orizzonte degli eventi (4,7) e della topologia della struttura dello spaziotempo. Alcune osservazioni recenti provenienti dalla Wide Field Planetary Camera 2 del Telescopio Spaziale Hubble della Supernova SN1987A e della Nebulosa MyCn18 (cosiddetta Hourglass Nebula) e delle grandi superstrutture galattiche, mostrano certe qualit che si relazionano allo stato del plasma e alla sua interazione con la struttura del vuoto, producendo dinamiche a doppio toroide (8,9,10). In questo documento, abbiamo sviluppato una legge di scala con frequenze contro raggio del sistema in scala universale, galattico, stellare-solare e atomico, considerando una risposta fondamentale di tali sistemi nella circostante polarizzazione del vuoto strutturato e discutiamo brevemente un nuovo approccio alla rinormalizzazione. In questo documento, toccheremo i dettagli della topologia di campo e della sua interazione con la struttura del vuoto e ci concentreremo principalmente nel descrivere la nostra legge di scala, dove confrontiamo la nostra rotazione di scala con il modello atomico standard in cui 1A~10^-8cm. Tramite il confronto, troviamo i parametri cosmogenici del Big Bang, R~10^-33 e ~2 x 10^43 Hz e l'universo corrente con R~10^28cm. Deriviamo una legge di scala e discutiamo possibili spiegazioni della massa mancante dell'Universo in termini di stato del vuoto, strutture polarizzabili e nonlineari, che includono una nuova descrizione delle dinamiche solari per generare la fisica di una visione unificata (2,4).
1. L'Equazione di scala dal macro al micro cosmo in termini di frequenza, Raggio, R

La primaria restrizione alle condizioni relative alla frequenza di un sistema rispetto al suo raggio, avviene tramite la condizione di Schwarzschild. La soluzione del 1916 di Scharzschild una soluzione estesa delle equazioni di campo gravitazionale di Einstein, che vennero pubblicate nel 1915. La soluzione di Scharzschild la pi semplice ed elegante soluzione alle equazioni di campo per un sistema sferico. (11) Questa soluzione rappresenta l'universalit della forza gravitazionale come rappresentata da un tensore di gravitazione spin 2, espresso come curvatura di un quadrispazio o spazio-tempo. La condizione di Schwarzschild viene data per il raggio di Scharzschild, Rs massa ms: (1) Rs (2Gms/c^2)

per la costante 2G/c^2 dove G la costante gravitazionale e c la velocit della luce. Questo termine : (2) 2G/c^2=1.48x10^-28cm/gm, che noi chiamiamo =2G/c^2, cos che Rs=ms . J.A. Wheeler ha usato la soluzione di Scharzschild come soluzione per un buco nero, un sistema in cui la gravit cos forte che la luce, una volta assorbita, non pu essere riemessa. Questo ha portato alla ricerca dei buchi neri in astrofisica. Egli ha tentato di applicare questa descrizione della struttura dello spazio-tempo per spiegare la generazione delle forze elettromagnetiche in termini di micro struttura quantistica tramite i mini buchi neri di Planck (12,13,14). Anche R.W.Lindquist e Wheeler hanno pubblicato del lavoro dipingendo un universo strutturato dinamico basato sulla topologia delle zone di Schwarzchild, disposte per generare cellule (3) (Vedi Fig.1a). Questo approccio topologico risulta in un universo che si espande e contrae dinamicamente, dove una particella si alza e cade contro l'attrazione gravitazionale. Questo autore esprime un teorema concentrico di tipo buco nero/buco bianco combinando una metrica Kerr-Newman di carica e rotazione dalla soluzione Haramein-Rauscher (2) col concetto di una cellula di Scharzschild che si espande e contrae. E.A.Rauscher (13) e pi recentemente Haramein e Rauscher (2,4,14), hanno sviluppato una legge di scala per le variabili fisiche come funzione del raggio dell'universo in espansione. Questo modello cosmogenico dipende dall'approssimazione che l'universo obbedisca alla condizione di Scharzschild data da Rs~10^-28 cm/gm x Mu, Ru=Rs~10^28 cm con il raggio attuale dell'universo di Ru~10^28 cm e massa Mu~10^56 gm. Le primitive condizioni del Big Bang, come concepite, portano a Rs~10^-28 cm/gm x mpldove mpl la massa del buco nero nella scala di Planck di mpl~10^-5 dato Rs~~10^-33 cm, la lunghezza di Planck.

Haramein(5) e Rauscher(13) hanno sviluppato una legge di scala dettagliata per la caratteristica frequenza di un sistema e del suo raggio (4). Questa unica legge di scala tratta i sistemi cosmologici e microscopici in termini di fisica del buco nero, sotto la condizione di Scharzschild, per vari sistemi, che sono anche emettitori di raggi-x. Questo approccio sar espanso per includere la natura di una variet di condizioni del buco nero. Queste condizioni non descriveranno le dettagliate e pi complesse dinamiche di ogni specifico sistema di buco nero, ma in forma generale, obbediranno la condizione di Schwarzchild di primo ordine. Alcune delle dinamiche pi complesse includono le emissioni di raggi-x dovute allo scambio di energia dei buchi neri rotanti e rotanti-carichi (15,16). Descrizioni pi appropriate dell'origine dello spin e delle sue implicazioni nelle equazioni di Campo, porteranno a nuova fisica, come la soluzione Haramein-Rauscher con le forze di Coriolis e di torsione (2). Di particolare interesse la descrizione delle propriet locali del

plasma e della termodinamica descritte dalle soluzioni di Kerr e Kerr-Newman per i buchi neri e l'applicazione di questa comprensione alla micro-fisica (4).

Possiamo categorizzare i tipi di soluzioni del buco nero nel modo seguente. In generale, un sistema di buco nero collassante preserva la sua massa, la sua carica elettrica e il suo momento angolare o rotazione. Ci sono cinque categorie generali di soluzioni del buco nero. Sono: (1) un buco nero non carico e non-rotante descritto dalla soluzione delle equazioni di campo di Schwarzchild, (2) un buco nero carico e non-rotante descritto dalla soluzione Reisner-Nordstrom, (3) un buco nero non carico ma rotante, descritto dalla soluzione di Kerr, (4) un buco nero rotante e carico, descritto dalla soluzione di Kerr-Newman e (5) la soluzione Haramein-Rauscher che include le forze di torsione e di Coriolis per definire l'origine della rotazione. (2) Tornando alla nostra condizione di Schwarzchild, abbiamo calcolato le condizioni per i buchi neri dal livello micro a quello macro, cosmologico (16). Considerate l'usuale condizione di Schwarzchild suddetta. Haramein, (5,6) Rauscher (13,17) e altri, hanno notato che in scala universale con Ru=10^28cm e Mu=10^56gm e dove:

=(2G/c^2)=1.48x10^-28 cm/gm,

troviamo un set di condizioni per l'intero universo come buco nero, es., la massa del nostro universo supera la massa di un sistema, necessaria per superare la velocit di fuga della luce (12). Fig.1a Fig. 1b Fig. 1c

Fig.1. Lattice Universe, Topologie di Kerr-Newman e Haramein a) L'universo dinamico di Lindquist e Wheeler utilizzando un metodo cellula di Schwarzchild (3) (da Lindquist e Wheeler Fig.27.3). Molte zone di Schwarzschild sono connesse per creare un universo chiuso. Questo universo dinamico perch una particella di test nell'interfaccia tra due zone, si eleva contro l'attrazione gravitazionale di ognuna e ricade sotto l'attrazione gravitazionale di ognuna. Quindi i due stessi centri devono allontanarsi e riavvicinarsi ancora. Lo stesso vale per tutte le altre coppie di centri, consegue che l'universo strutturato stesso si espande e ricontrae anche se ogni Schwarzchild viene vista come individuale e statica. Questo diagramma preso da Lindquist e Wheeler (1957). b) Tipica rappresentazione di un buco nero Kerr-Newman (C.W.Misner, K.S.Thorne e J.A.Wheeler, Gravitation, Freeman and Co. (1973) p.880). c) Un modello schematico della membrana topologica di N.Haramein con una struttura doppia U11x1x1 la sua singolarit in un campo cubottaedrico (2) (Vedi Appendice A).
2. Una legge di scala con Frequenza contro Raggio per i buchi neri

Sembrano esserci dversi raggruppamenti di massa dei buchi neri. Queste categorie di buchi neri rientrano bene nel modello di scala di Haramein (5,6) e Rauscher (2,4,17). Le tre principali categorie che gli astrofisici hanno identificato sono, (1) buchi neri stellari, con una massa di alcune volte quella del Sole, (2) un buco nero di media dimensione da circa 200 a 500x10^4MA,(3) buchi neri supermassicci con masse che vanno da 10^6 a 10^9 MA, al centro delle galassie e includono quasar che correntemente sono considerate essere tali buchi neri. Comunque, il modo in cui questi sistemi, da buchi neri supermassicci a stellari, si relazionano tra loro e sicuramente, il modo in cui la micro fisica si relaziona, al momento non chiaro teoricamente. Pu essere che descrivendo tutta la materia organizzata come vari stadi di evoluzione delle dinamiche di un buco nero e che tramite la legge di scala di Haramein (5,6) e Rauscher (2,4,13,14), questi vari sistemi si possano relazionare e comprendere in modo da includere anche la microfisica. Questo sar discusso pi avanti nel documento. Ipotizziamo che la frequenza caratteristica dei buchi neri super giganti, sia dell'ordine della, o inferiore alla, frequenza caratteristica dei buchi neri di media dimensione o intermedi. Indichiamo i buchi neri di media dimensione con G1e i buchi neri supermassicci con G2nella nostra legge di scala (vedere Figura 2a). Notate che questi sistemi sono anche emettitori di raggi-x per l'involucro di plasma che li circonda. Abbiamo sviluppato una legge di scala per le frequenze universali, galattiche, stellari-solari e atomiche, considerando una forma fondamentale e dinamica di questi sistemi nel modello di Schwarzchild. Tracciamo frequenze fondamentali associate, , il raggio R di ogni sistema (vedere Tabella 1 e Figura 2a). Nella figura 2a, forniamo la frequenza e il raggio caratteristico di ogni sistema, derivato dalla condizione di Scwarzschild. Forniamo anche la massa di ogni sistema, cos come la velocit associata, per verifica del modello, che approssimativamente la velocit della luce. Nella figura mostriamo una traccia approssimata dei vari sistemi di buco nero. Una analisi pi dettagliata correntemente in progresso (14).

Troviamo che la legge di scala combacia con i dati su fattore di scala lineare-lineare, cosa significativa. Iniziamo con la forma =+b come approssimazione di primo ordine. Dato che R intercetta a R=10 allora ~8. Se ~0 che pu essere anche considerato come 10^-17Hz, allora per R=28, abbiamo b/a~-1. Quindi abbiamo intercetta come (0,8) e il R o X intercetta come (8,0) con buona approssimazione tale che =-R+8. Questa legge derivata dal nostro grafico utilizzando quantit prive di dimensioni per c=1 dalla relazione /t, c=R/t tale che R=c dando unit =c/R e R=c/. sono i fattori di conversione dimensionale. Quindi =+8. Nel nostro grafico stiamo usando potenze in base 10 o tracciando fattori con esponente in base 10. Quindi abbiamo 10^^-R+10^8 o 10^+10^R=10^8 in modo che 10^+=10^8. In questa forma possiamo prendere il log alla base 10 di entrambi i lati e tornare alla nostra equazione originale +=8 o =-R+8.

E.A.Rauscher calcola l'evoluzione dei parametri fisici da un universo big bang, comprendendo una legge di scala, che consistente con l'evoluzione sotto le limitazioni di un universo di Schwarzchild (18). Sotto le condizioni iniziali del big bang (come descritto dalla teoria corrente), =10^-33 e t=10^-44s, arriviamo alla frequenza di rotazione di 10^43Hz. Sotto le costrizioni dell'auto-consistenza per la sua condizione di Schwarzchild, abbiamo una frequenza rotazionale di 10^17 Hz per il presente universo. Nella Figura 2a, dovremmo dire che la forma 10^+R=10^8 una approssimazione, per la

variazione negli specifici sistemi galattici e stellari. Inoltre, utilizziamo l'unit di conversione di R usando c=1. Mostriamo questo nella figura 2a. Possiamo anche scrivere 10^+R=10^8 usando l'analisi dimensionale in termini di una nuova quantit vettoriale ' e introducendo una velocit di vettore come c. Quindi possiamo scrivere 10^+(^t/)^-1 dove c=10^8 anche per preservare l'appropriata dimensionalit delle nostre variabili R. Osserviamo una relazione lineare approssimata tra Rs Mse anche R che deriva dal combaciare con i dati astrofisici correnti. Per questo si utilizza la condizione di primo ordine di Schwarzchild sui sistemi astrofisici e cosmologici, cos come per i sistemi atomici. In questo approccio analizzeremo nel dettaglio l'orizzonte degli eventi e le dinamiche ergosferiche che ci daranno un modello pi completo della formazione e della struttura galattica e stellare. Notate che l'espressione che qua deriviamo un buon primo ordine di approssimazione. Raffinamenti, che includono una formulazione pi dettagliata delle dinamiche dei buco nero e altri fattori cosmologici dalla relativit generale, includeranno effetti di ordine superiore nella nostra legge di scala.

Figura 2a. Una legge di scala per la materia organizzata con frequenza contro raggio. Il sistema buco nero presentato in questa figura. Indicati dall'alto a sinistra troviamo il mini buco nero nella distanza di Planck di 10^-33 cm, passiamo poi ai buchi neri di dimensione stellare, ai buchi neri pi grandi, ai buchi neri nei nuclei galattici e in basso a destra troviamo un buco nero dalla dimensione Universale. Notate che tra la dimensione stellare e la distanza di Planck del mini buco nero, abbiamo incluso un punto per la dimesione atomica, che calcoliamo in un nuovo valore di massa che include l'energia disponibile nello spazio vuoto di un nucleo e porta al corretto raggio per descrivere una risoluzione atomica come mini buco nero (vedere equazione (5) fino a (18)). E' interessante che i microtubuli delle cellule eucariote, con tipica lunghezza di 2x10^-8cm e una frequenza di vibrazione stimata tra 10^9 e 10^14 Hz si allineino quasi precisamente nella legge di scala e si trovino tra le scale stellari e atomiche (19).

Tabella 1. Elenchiamo i raggi associati, la frequenza, la massa e la velocit con vari sistemi rilevanti. Questi valori sono indicati in Fig.2a e 2b. Notate che la massa della risoluzione atomica data come valore standard (vedere il valore calcolato nell'equazione da (5) a (18)).

Figura 2b. Notiamo che le distanze tra i punti sul nostro grafico, quando divise fra loro, danno una vicina approssimazione al rapporto (phi) dato da (1+5)/2=~1.618 e il suo inverso (1-5)/ 2=~0.618. E' appropriato e significativo che il cosiddetto rapporto aureo sia riflesso nella nostra legge di scala (che descrive una mappa delle dinamiche energetiche in tutte le scale), dato che si trova ovunque in natura e ha segnato l'evoluzione delle meccaniche cosmologiche e della fisica moderna (18), dalla modellazione del sistema solare di Keplero (20) alla tassellatura aperiodica di Penrose (21), incluso il recente lavoro sulla transizione di fase termodinamica dei buchi neri, che mostra una modifica di stato da calore specifico negativo a calore specifico positivo a (1-5)/2=~0.618 (22). La progressione lineare di scala della materia organizzata nel nostro universo dal macro al micro e le loro apparenti relazioni coerenti, supporta l'ipotesi del vuoto strutturato e questo ci guida alla descrizione della sua interazione e costrizione sull'orizzonte degli eventi di una struttura topologica dello spaziotempo. Tramite le interazioni dei buchi neri col loro plasma circostante, avviene la polarizzazione dello stato del vuoto e produce manifestazioni osservabili come comportamenti collettivi auto-coerenti (4,7,16,23). Se consideriamo la risoluzione atomica nella nostra legge di scala, troviamo che l'unica che non obbedisce alla condizione di Schwarzchild. Comunque, nel contesto di un vuoto polarizzabile dove la densit dell'energia del vuoto quantistico tipicamente data come v=5.157x10^93gm/cm^3 possiamo calcolare il contributo dell'energia del vuoto necessaria per produrre una condizione di tipo Schwarzchild per il raggio del nucleone. Per un protone con un raggio di 1.321Fermi e un volume, Vpdi 9.665x10^-39cm^3, la quantit dell'energia del vuoto disponibile nel volume di un protone Rp , Rp=vp, quindi Rp=5.157x10^93gm/cm^3x9.665x10^-39cm^3=~4.984x10^55gm/volume protone.(4) Si pu calcolare un simile risultato utilizzando il volume del protone Vp e dividendolo per il volume di Planck ^uguale a 4.220x10^-99cm^3 estrappolato dalla lunghezza di Planck di 1.616x10^-33cm. Questo risulta in 2.290x10^60 ^3 volumi di Planck contenuti in un protone. Una massa di Planck 2.176x10^-5gm, ne consegue che l'energia del vuoto equivalente in un volume del protone Rp=2.176x10^-5gm x 2.290x10^60^3=~4.983x10^55gm/volume protone. (5) Quindi possiamo calcolare la proporzione di energia del vuoto disponibile nel volume del protone Rpper arrivare alla massa M necessaria perch un nucleone obbedisca alla condizione di Schwarzchild Rs=2GM/c^2 nel tipico raggio di un protone di 1.321Fermi, quindi 1.321x10^-13cm=(2x6.674x10^-8cm^3/(gm s^2)xM)/8.988x10^20cm^2/s^2 (6) dove M equivale alla massa richiesta, M=(8.988x10^20cm^2/s^2x1.321x10^-13cm)/(2x6.674x10^-8cm^3/(gm s^2))=~8.898x10^14gm (7) fornita dalla densit del vacuum. Ne consegue che solo una piccolissima porzione di massa/energia

disponibile nel vuoto necessaria perch un nucleone raggiunga la condizione di Schwarzchild dato che questo rapporto (Rp/M)=(4.984x10^55gm)/(8.898x10^14gm)=~5.601x10^40 (8) E' interessante notare che questo rapporto approssimativamente il rapporto della forza gravitazionale con la forza forte stimata di 10^40 volte superiore alla gravit. Quindi consegue che solo 1.785x10^-39% della massa/energia del vuoto nel volume del protone, necessario per formare un protone di Schwarzchild. Questo contributo dal vuoto pu essere il risultato di una piccola quantit di energia del vuoto che diviene coerente e polarizzata in vicinanza e al confine del protone rotante. Un protone di tale massa produrrebbe una forza gravitazionale agendo su un altro protone situato alla distanza di F=(GM^2)/r^2)=(6.674x10^-8cm^3/(gm s^2)x(8.898x10^14gm)^2)/(2x1.321x10^-13cm)^2= 7.570x10^47dynes (9) Ora calcoliamo la velocit di due protoni di Schwarzchild che orbitano fra loro con i loro centri teorici separati da un diametro del protone nell'approccio semi-classico. Utilizziamo la forza dall'Equazione 9 per calcolare l'accelerazione associata, F=Ma (10) quindi a=F/M=(7.570x10^47dynes)/(8.898x10^14gm)=8.508x10^32cm/s^2 (11) Abbiamo utilizzato questa accelerazione per derivare la velocit relativistica come v=2ar=28.508x10^32cm/s^2x(2x1.321x10^-13cm)=2.998x10^10cm/s (12) Otteniamo v=c, quindi il periodo t=(2)/v=(2x3.142x(2x1.321x10^-13cm))/(2.998x10^10cm/s)=5.537x10^-23s (13) che la caratteristica del tempo di interazione della forza forte. L'interazione forte si manifesta nella sua abilit di reagire in un tempo molto breve. (Per esempio, per una particella che passa un nucleo atomico di circa 10^-13cm in diametro con una velocit approssimativa di 10^10cm/s, es. con una energia cinetica di ~50MeV per un protone di 0.03MeV per un elettrone, il tempo dell'interazione forte di circa 10^-23s). (24) La frequenza calcolata dall'equazione (13) quindi f =1/T=1/(5.537x10^-23s)=~1.806x10^22Hz (14) che entro le frequenze d'emissione dei raggi gamma del nucelo di un atomo. Questo un risultato notevole. In seguito confrontiamo queste forze gravitazionali calcolate tra due protoni di Schwarzchild e la forza forte, generalmente usata per spiegare la loro attrazione. La costante di accoppiamento della forza forte considerata essere 1 e su questa scala la relativa costante di accoppiamento elettromagnetica ~1/137. La forza forte pu essere approssimativamente quanto la forza di repulsione di Coulomb moltiplicata per l'inverso della costante di struttura fine, 137. Quindi la repulsione di due protoni che si toccano

Forza=(Kcq1 2)/r^2 (15) dove Kc=8.988x10^9Nm^2C^2 e q1 = q2 = 1.602x10^-19 che la carica del protone. Quindi F=((8.988x10^9Nm^2C^2)x(1.602x10^-19C)^2)/(2x1.321x10^-15m)^2=33N o 3.3x10^6 dynes (16) questo porta ad una forza forte tra essi, stimata in 3.3x10^6 dynes moltiplicato per 137 che risulta in 4.52x10^8 dynes nella separazione dove i due protoni sono contigui. E' chiaro da questi risultati che la forza forte pu essere giustificata dall'attrazione gravitazionale tra due protoni di Schwarzchild come calcolato nell'Equazione (9). Molto del componente gravitazionale, inclusa una porzione dell'energia del vuoto, pu essere utilizzato per il confinamento alla risoluzione del quark. Come visto sopra, la polarizzazione del vuoto pu avere un ruolo importante da giocare nei processi in scala micro e macro. Negli anni recenti la densit dell'energia del vuoto stata misurata da vari laboratori internazionali e di universit Americane (25,26,27,28,29). A livello universale, la necessit di riaffermare la costante cosmologica per spiegare l'espansione accelerata (30,31) evidenza che questo vuoto energetico ha propriet fisiche e agisce in tutti i livelli di scala e pu indicare una rotazione universale. Quindi, il vuoto pu essere descritto in termini di gradienti tra scale di densit di massa-energia (come nella nostra legge di scala), producendo varie frequenze rotazionali. Per esempio, la densit del vuoto intergalattico relativa alla densit galattica interna o ai cambiamenti di densit vicino alla superficie dell'orizzonte degli eventi del buco nero centrale di una galassia, dove le particelle accelerano verso la velocit della luce, genera vari gradienti differenziali che guidano il momento/spin angolare in tutte le scale. Queste diverse scale di densit interagiscono per generare confini topologici, dai quali possiamo derivare la legge di scala. I processi termodinamici ed elettroidrodinamici di tipo Coriolis sulla superficie di questi confini dell'orizzonte degli eventi, sono conseguenza di questo gradiente di densit del vuoto, non dissimile dal differenziale di alta pressione e bassa pressione nel plasma delle turbolenze atmosferiche che producono significativi eventi energetici come uragani, tempeste di fulmini e tornado. Inoltre, la prevalente struttura delle particelle subatomiche e la disposizione altamente ordinata dei superclusters (9,10) sono indicazione di un vuoto strutturato (4). Esaminiamo anche i buchi neri di livello cosmologico, galattico, stellare e atomico e discutiamo brevemente un nuovo approccio alle soluzioni del big bang nell'universo primordiale. 3. Buchi neri di dimensione stellare, una nuova legge di scala universale e il ruolo della struttura del vuoto Il nostro modello corrente di parametri cosmogenici e dell'evoluzione fisica cosmologica, vede l'universo come intero. Persino in queste approssimazioni relativamente semplici, osserviamo effetti cosmogenici in analogia ai modelli inflazionari e lo completiamo con una scala continua a livello microfisico con parte del lavoro preliminare presentato in questo documento (18). La costante cosmologica di Hubble ora diviene una approssimazione per regioni cosmologiche distanti di spazio dove si osservano grandi spostamenti sul rosso. I sistemi di buco nero nei centri galattici, la cui esistenza viene ipotizzata da oltre due decenni e per i quali esiste molta evidenza osservativa, devono occupare qualche ruolo nella natura e nella struttura dell'intero sistema galattico (1). Sono stati osservati come associati al centro di molti dischi galattici che sono stati analizzati ed appropriato assumere che questi buchi neri giganti

occupino un ruolo importante nella formazione e nelle dinamiche galattiche. Ci riferiamo brevemente ai dettagli topologici di questi campi, che sono in relazione con la struttura del vuoto nelle prossime sezioni, ma la topologia a doppio toroide di N.Haramein visibile nella Figura 1b una rappresentazione della soluzione delle dinamiche di campo che stiamo usando per ogni scala (vedi riferimento 2). La topologia toroidale una caratteristica centrale del modello di Haramein (5,6) e Haramein-Rauscher (2,4,14) qui brevemente descritto e dettagliato nel riferimento (2). Inoltre, se consideriamo i mini buchi neri nella distanza di Planck a livello micro, possiamo contemplare la possibilit delle stesse dinamiche di campo nel dominio quantistico. Nelle prossime sezioni introduciamo alcune osservazioni astrofisiche e alcuni concetti teorici che, pensiamo, porteranno ad una migliore comprensione dell'universalit della struttura del buco nero e della sua relazione al fenomeno del vuoto. Per discutere appropriatamente le dinamiche di un oggetto stellare collassante, si deve prima affrontare il problema del collasso gravitazionale e delle sue conseguenze globali. Chiaramente, un'analisi dettagliata fuori dallo scopo di questo documento e verr data solo una breve visione generale in riferimento alla sfida della curvatura estrema, assieme ad altri dettagli in future pubblicazioni. Misner, Thorne e Wheeler hanno descritto l'evidenza del collasso gravitazionale fornita dalle stelle e dal big crunch universale come la pi grande crisi di tutti i tempi della fisica (32). Le soluzioni di Schwarzschild alle equazioni di campo di Einstein, che portano alla estrema curvatura della singolarit, erano le prime soluzioni trovate e vennero presentate da Einstein nel 1916. Come risultato della gravitazione, l'universo si espande ad una dimensione massima e quindi si ricontrae e collassa in singolarit e quindi nulla, non si fanno altre predizioni e le equazioni di campo di Einstein invariabilmente sviluppano la singolarit (12). Inoltre, alla risoluzione quantistica, le fluttuazioni del vuoto sono cos grandi (formalmente infinite) che vengono rinormalizzate usando la scala di Planck. La topologia fluttua inducendo strutture tipo wormhole alla distanza di Planck (schiuma quantistica), generando cos un collasso gravitazionale che viene formato continuamente per poi perdere forma, ovunque nello spazio. E' stato sottolineato che la fluttuazione quantistica nella distanza di Planck, potrebbe essere una guida al risultato del collasso a livello di una stella e al livello dell'universo (33). Negli anni '70 l'evidenza della possibilit di una dinamica di collasso ha generato una grande sfida concettuale o un paradosso dato che sotto la singolarit non ci pu essere fisica o stato descritto, la fisica sicuramente prosegue ancora (32). Correntemente abbiamo forte evidenza osservativa del collasso in scala stellare, galattica e del quasar. Inoltre, la densit di fluttuazione del vuoto alla risoluzione quantistica, che ha ottenuto grande supporto dalla teoria e dagli esperimenti (25-29), evidenza che il collasso pu avvenire al livello delle particelle subatomiche, producendo un vuoto strutturato polarizzato. Certamente, se la scala universale emersa dalla singolarit e torna alla singolarit e il collasso gravitazionale si trova alla risoluzione del centro stellare e galattico e infine, se scopriamo che il collasso come mini buco nero, sta avvenendo ovunque nello spazio in un vuoto dinamico, allora possiamo dedurre che il collasso non solo predetto dalla grande curvatura dello spazio metrico, ma che fondamentale alla struttura della topologia dello spaziotempo che interagisce con la materia/energia. Considerando l'universo dinamico di Lindquist e Wheeler (3) che collassa e si espande e che la singolarit pu avvenire in tutte le scale, ci aspetteremmo un buco bianco (espansione) centrato dalla singolarit di un buco nero (collasso). Da questo consegue che l'orizzonte della singolarit pu non essere liscio e che il buco nero non ha capelli pu non essere una giusta analogia. La condizione dell'invarianza di Lorentz si affronta utilizzando la bolla U4 modo che i capelli possano

essere resi uniformi lungo la topologia toroidale senza la necessit di una parte (2). Inoltre, questi capelli topologici dello spaziotempo passano in specifiche dinamiche giroscopiche di tipo Newtoniano e dinamiche di Coriolis, tipicamente osservate nel plasma e nelle loro strutture autoorganizzanti, che sono associate con forte radiazione elettromagnetica (la porzione del buco bianco in espansione) trovata nelle ergosfere e in molti corpi astrofisici. Si potrebbe persino pensare alle braccia di una galassia come ai capelli molto lunghi dell'ergosfera e del rigonfiamento del buco nero centrale. Nuovi dati dai buchi neri come quello del centro galattico di MCG-6-30, mostrano l'irradiazione di generose emissioni luminose, che non si possono attribuire dalla sola caduta libera di materia (34,35). Nella trasformazione di Laplace, lo spazio e il tempo non sono casi limitanti, ma orientamento dell'effetto. Nel mondo prodotto da un universo strutturato di buchi bianchi/buchi neri, l'unificazione data da uno scaling topologico che definisce orizzonti in tutte le scale dove la micro fisica si descrive come grande curvatura vicino alla distanza di Planck dei mini buchi bianchi/neri e la grande scala quantizzata da orizzonti con capelli. Possiamo scrivere una condizione d'equivalenza, risultante dal bilanciamento dinamico tra la radiazione elettromagnetica e la geometria collassante dello spazio e diamo una prima considerazione nel riferimento (4). Nella struttura duale buco nero/ buco bianco, la singolarit pu occupare un ruolo in un inverso speculare dove la massa-energia viene distrutta e ricreata dalla torsione fondamentale dello spaziotempo. Se consideriamo la topologia della curvatura infinita in una struttura dello spaziotempo (includendo la torsione, l'effetto Coriolis e la carica (2)) di un buco bianco che contiene una singolarit del buco nero collassante, la relazione tra il debole campo gravitazionale (la porzione buco bianco) e lo spazio altamente curvato della singolarit centrale, genera una topologia dello spaziotempo equivalente al toroide U11 la sua controparte polarizzata, che risulta in un doppio toroide U1111. ando, quando esaminiamo il raggio mentre si avvicina a zero nella singolarit, troviamo il vuoto dato che la topologia del toroide centrata da un buco. Le fluttuazioni del vuoto possono essere causate dall'estrema curvatura che pizzica la struttura del vuoto al centro dei buchi neri in tutte le scale dove la massa si avvicina all'infinito e dove il vuoto viene rinormalizzato come 5.157x10^93 gm/cm^3 alla risoluzione di Planck (2,4). Hawking confronta la fluttuazione della schiuma quantistica del vuoto alla produzione di coppie elettrone-positrone e afferma che che lo spaziotempo abbiamo una struttura in queste scale (schiuma quantistica) questione aperta. Si ipotizza che questa struttura possa essere frattale. Per le strutture sono ci con cui sappiamo come lavorare, mentre non abbiamo idea di come formulare leggi fisiche su un frattale (36). Alla scala di Planck, al centro del doppio toroide, il collasso deve assumere la minima quantit di simmetria dei vettori per l'equilibrio ideale di tutte le forze, in modo che possano sommarsi a 0 e apparire come il vuoto. Nel riferimento (2) e in alcuni dettagli nell'Appendice A, abbiamo espresso come il sottogruppo del gruppo U123 tenente il cubottaedro, venga utilizzato e messo in relazione al gruppo del doppio toroide U11. risoluzione del vuoto, la struttura del vuoto deve convergere ai minimi vettori per avere equilibrio i dodici vettori convergenti di un cubottaedro. Il problema frazionale generato alla singolarit e, quindi, a livello del vuoto, pu essere risolto dalla frattalizzazione dei dodici vettori collassanti necessaria per il minimo equilibrio della crescita cubottaedrica di un vuoto strutturato una curva di tipo Koch 3D, dalla quale possiamo trovare risoluzioni di strutture a discretezza infinita. Questo pu essere un metodo per applicare la geometria frattale alla struttura dello spaziotempo e per usare le risoluzioni frattali con la singolarit. Il gradiente di densit del vuoto, ^2 = 4 il gradiente rinormalizzato e suo potenziale cos

ottenuto, si relaziona alla nostra legge di scala, che si estende dalla lunghezza di Planck all'Universo come intero e la variazione in densit detta il livello energetico del vuoto in varie scale. Dal lavoro di Haramein e Rauscher (2), consideriamo per esempio, alla costante cosmologica 0dove la densitdi energia del vuoto E = ((c^5 )/G)^1/2=1.25x10^16 ergs (17) per una accelerazione universale di a = (c^7/(G))^1/2 = 5.73x10^53 cm/sec^2 (18) al limite inferiore di = G)/^3)^1/2 = 1.62x10^-33 (19) dove la densit di energia = c^5/(G^2) = 5.16x10^93 gm/cm^3 (13) (20) La costante cosmologica viene espressa nelle equazioni di campo di Einstein come (21) R - g R - g = (8GT)/c^4

La differenza nella densit del vuoto e quindi la differenza nella quantit del mare di Fermi-Dirac delle interazioni fra gli operatori di creazione e distruzione (7), guida la topologia continua e dinamica, collassante ed espandente, in tutte le scale. Questo analogo all'interazione delle pressioni ad alta e bassa densit dell'aria che genera e guida la topologia magnetoidrodinamica degli uragani e dei tornado, che in questo caso, guida la topologia toroidale delle strutture buco bianco/nero in tutte le scale. Il differenziale in densit tra il vuoto esterno e il vuoto interno del buco nero, pu essere la causa dei tipi di processo di polarizzazione del vuoto all'orizzonte degli eventi, responsabile per la produzione di coppie di mini buchi bianchi/buchi neri. Notate che i recenti dati sulla radiazione di fondo raccolti dalla Wilkinson Microwave Anisotropy Probe indicano un'immagine piuttosto diversa della topologia dell'universo rispetto a quanto prima creduto; una topologia che sembra di natura toroidale (37). I componenti ottopolari e quadripolari nella mappatura della CMB, esibiscono un particolare asse spaziale di polarizzazione con un equatore altamente strutturato e questo supporta la presenza della topologia a doppio toroide almeno 400.000 anni dopo il big bang, quando il plasma di idrogeno estremamente caldo era pienamente ionizzato. Confrontiamo queste scoperte alla mappatura delle strutture galattiche e alle dinamiche del plasma nelle supernove, dove sono necessarie grandi deviazioni dai tipici modelli sferici e abbiamo una coincidenza con la topologia del doppio toroide (38). Le stesse strutture sono state anche osservate alle risoluzioni delle stelle collassate, dei microquasar e dei quasar. Inoltre, sembra che la distribuzione nella grande scala dei superclusters, si auto-organizzi ai vertici degli ottaedri, generando una immensa struttura di cuboattaedri (9,10).

Figura 3. Strutture in grande scala (a) Immagine del Telescopio Spaziale Hubble che mostra la vista superiore degli enormi vortici della Nebulosa del Granchio. (b) Immagine del Telescopio Spaziale Hubble dalla camera nelle frequenze vicine all'infrarosso e dallo spettrometro multi-oggetto (NICMOS) che fornisce una visione ravvicinata del cuore della Nebulosa del Granchio e della sua stella di neutroni centrale che mostra strutture simili a lobi che delineano un ottaedro. (c) La mappa delle strutture in larga scala mostra un allineamento che passa attraverso il Dragone, l'Orsa Maggiore, il Leone, Ercole e il Grande Attrattore, includendo una lunga catena di gruppi pi piccoli che finiscono nel Tucano. (d) I dati recenti sulla distribuzione delle strutture in larga scala, come i superclusters, mostrano alti livelli di coerenza geometrica in giganteschi ottaedri organizzati in modo frattale (9,10) che generano i 12 vettori del gruppo cubottaedrico U2.

(Vedere anche Fig.3(d)). Questa una mappa nello spazio 3D dai dati della Figura 3(c) dove A1 l'estensione del supercluster Virgo-Coma, A2 ETJEA 127, A3 Idra-Centauro, A4 Orsa Maggiore, A5 ETJEA 154, A6 Sextans. Il vertice di A2-A3 la concentrazione Shapley, il vertice di A3-A4 equivale a Leone, il vertice A1-A2 ETJEA 126, il vertice A1-A4 equivale a Virgo-Coma, il vertice A3-A5 equivale a Ercole. B1 equivale a A3, B2 ETJEA 16 + Grus-Indus, B4 equivale a Pesci, B5 Aquarius-Cetus, B6 Horologium-Reticulum, il vertice B3-B4 equivale a Pesci-Cetus, il vertice B1- B6 equivale a Fenice, il vertice B4-B5 a Perseo-Pegaso, C1 equivale a B3, C5 ETJEA 207, C6 equivale a Formax, il vertice C1-C2 is Sculptor + ETJEA, D2 equivale al Tucano, D4 equivale a C2. (Da Battaner e Florido, 1998 [10]). (e) Grafica da Fractal Octahedron Network of the Large Scale Structure, Battaner, 1988 4. Orizzonte di Spin Stiamo definendo una nuova forma d'orizzonte che chiamiamo orizzonte di spin o condizione di confine SH, in base alla frequenza di rotazione e accelerazione di vari corpi mentre il raggio si avvicina a zero in una soluzione Haramein-Rauscher di spaziotempo con torsione. L'orizzonte definito dove la torsione si avvicina a zero, e la velocit circolare si avvicina all'infinito, vc. Mentre il raggio originale di Schwarzschild stato derivato in base ad un corpo stazionario, osserviamo che tutti i corpi ruotano. Studi recenti mostrano ora che i buchi neri ruotano e, in effetti, si scopre ora che i buchi neri galattici supermassicci possono ruotare quasi alla velocit della luce (39,40). Tradizionalmente si pensava che solo le stelle sopra le tre masse solari, potessero formare singolarit dopo la fase nova. Se un orizzonte di spin degli eventi venisse stabilito, si potrebbe dimostrare l'esistenza in tutta la materia organizzata, di singolarit o strutture simili a singolarit. In questa visione la dualit buco bianco/buco nero viene presentata dalla cosmogenesi, in un universo di continua creazione e disintegrazione, contrazione ed espansione. In quello che segue, esprimiamo le nostre dinamiche solari in tali termini e dimostriamo un'auto-similarit del Sole con la galassie che possiedono al centro dei buchi neri supermassicci dalla rapida rotazione. a) Galassie che ruotano troppo rapidamente Un enigma di lungo tempo la rapidit della rotazione delle galassie. Molte stime delle loro masse basate sulla materia luminosa visibile, concludono che le galassie stanno ruotando troppo rapidamente rispetto alla loro massa stimata e secondo la meccanica celeste Kepleriana, stanno ruotando oltre la velocit di fuga in tutte le regioni dai loro rigonfiamenti ai loro dischi. Secondo tali analisi dovrebbero tutte disgregarsi. Come fanno le galassie a rimanere sistemi organizzati, invece che dissiparsi con la fuga della loro massa? Inoltre le regioni dei dischi galattici ruotano approssimativamente alla stessa velocit dalla zona appena oltre il rigonfiamento fino ai loro estremi visibili, quindi come se fossero quasi corpi solidi. Ancora, secondo l'analisi Kepleriana, le frequenze di rotazione dovrebbero cadere con l'aumento della distanza di 1/r^2. Questa piattezza delle loro curve di rotazione e la massa extra usata per rispondere alla stabilit delle galassie, viene correntemente spiegata dalla presenza ipotizzata di anelli di materia oscura che sarebbero la cosiddetta massa mancante. (Vedi Figura 4) Dopo circa 70 anni di osservazione, non abbiamo ancora osservato la materia oscura. In effetti, stato riportato di recente che le galassie ellittiche mostrano poca o forse nessuna materia oscura

(41) e si suggerisce in un articolo (42) che questo significhi che parte della materia mancante, manchi.

Figura 4. Frequenze di rotazione contro distanza dal centro della galassia M31 Le varie curve denotano il supposto contributo alla rotazione totale del buco nero centrale, l'idrogeno, il rigonfiamento, l'anello di materia oscura e le masse del disco. Un approccio alternativo pu essere assumere che i nostri calcoli manchino invece di qualcosa. Questo problema pu essere risolto rispondendo appropriatamente all'origine della rotazione o spin (2), che ora si pensa nata dal big bang e conservata da quel momento in un qualche ambiente ideale privo di attrito. In uno spaziotempo che incorpora una fonte per il momento angolare nel tensore di stress, come una torsione che produce una dinamica di tipo Coriolis sullo spazio metrico e assumendo un mezzo viscoso, le strutture galattiche, le dinamiche del plasma nelle ergosfere e i comportamenti di tipo atmosferico nelle stelle, possono essere meglio descritti dalla magnetoidrodinamica (MHD) guidata dalla struttura dello spaziotempo stesso. In queste condizioni strati taglienti come gli strati di Hartmann e altri definiscono specifiche condizioni di orizzonte che possono chiarire appropriatamente il cosiddetto problema dell'appiattimento galattico. Inoltre, con la riduzione del raggio di un sistema, la torsione dello spaziotempo in una metrica Haramein-Rauscher produce un'accelerazione angolare crescente con velocit delle particelle che tende verso c in un raggio molto specifico l'orizzonte di spin. In questa sezione, dimostriamo la derivazione dell'orizzonte di spin per il nostro Sole usando le relazioni di scala galattica. b) Molti sistemi rotanti sono Auto-Similari I sistemi rotanti in varie scale mostrano caratteristiche simili, come un appiattimento delle loro curve di rotazione, incluse le galassie, il nostro Sole e gli uragani. (Vedi Figura 5). I tornado sono strutture vorticose similari con fenomeni luminosi, emissioni di raggi gamma e altri comportamenti che, stato suggerito, nascerebbero da un vuoto strutturato polarizzato (43, 44, 45, 46, 47). Qualitativamente, queste strutture sono simili nonostante la grande differenza di dimensione. Nella Figura 5, dimostriamo che la MHD del Sole, ad una densit media di 1.4 volte quella dell'acqua o persino gli uragani, con una densit media di 1.7x10^-5 volte quella dell'acqua, esibiscono le stesse caratteristiche come il cosiddetto appiattimento galattico, che si trova nelle

strutture galattiche con una densit media di 1 particella per metro. E' sconcertante scoprire anche che il nucleo del Sole e il rigonfiamento galattico rappresentino entrambi lo 0.2% dei loro raggi rispettivi. Questi risultati esprimono che meccanismi comuni possono riguardare le dinamiche di spin della MHD in tutte le scale.

Figura 5. Auto-similarit delle curve di rotazione del Sole, della galassia e degli uragani a) Profilo della frequenza di rotazione del Sole; met di sinistra (48), met di destra (49); b) Frequenza di rotazione della M31 (50); c) Raccolta di varie curve di rotazione galattiche;

d) Varie curve di rotazione degli uragani (50);

Evidenza che i buchi neri centrali stanno ruotando rapidamente, ci arriva da Yoshiaki e Rubin (51) e Y. Sofue et al.(52) che mostrano per osservazione delle linee di monossido di carbonio (CO), che il rigonfiamento interno delle galassie con la pi chiara evidenza di un buco nero supermassiccio centrale, quando tracciate su una lunga scala (vedi Fig.6), provano che la rotazione del rigonfiamento Kepleriana, nel caso della galassia Via Lattea, dal centro verso l'esterno per lo 0.001 del suo raggio totale. Oltre a questo, abbiamo un chiaro appiattimento della curva di rotazione. Figura 6. Grafico logaritmico delle Frequenze di Rotazione Galattiche. Notate che il rigonfiamento Kepleriano, solo le curve esterne sono appiattite.

Figura 7. Frequenza di Rotazione del Sole dalle Predizioni Eliosismologiche: modellazione genetica della rotazione in prossimit del nucleo del Sole. Usiamo il Caso III di sopra, come nostro modello della frequenza di rotazione del Sole (48).
c) Un Orizzonte di Spin degli Eventi per il Sole

Charbonneau et al., ha usato un approccio di modellazione per stimare le frequenze di rotazione interne al Sole in prossimit del suo nucleo. La loro conclusione che la frequenza di rotazione del Sole facilmente appiattita allo 0.1 del suo raggio. Comunque, nel loro Caso III, inseriscono i dati assumendo una frequenza di incremento monotona. Vedi Figura 7. Noi abbiamo usato questa stima per ottenere il raggio di un orizzonte di spin degli eventi del Sole. La Figura 8 mostra una stima della curva di rotazione del Sole dal centro, da 0 al 100% del suo raggio. Figura 8. Frequenze di rotazione del Sole. La frequenza di rotazione (in nano-Hz) contro il raggio (0.0 1.0) per il Sole (48,49). Notate la similarit con le curve di rotazione galattiche. Nella parte esterna, la frequenza di rotazione dipende dalla latitudine, mostrata dalla diffusione di curve che vediamo verso la destra. Il periodo di 24 giorni all'equatore e di circa 32 giorni vicino ai poli (approssimativamente 400 nHz). Figura 9. Velocit di rotazione contro Raggio fino alla velocit della luce, c. E' stata inserita una curva (48) secondo le frequenze di rotazione stimate per il nucleo interno del Sole ed estrappolata per stimare dove la frequenza di rotazione ha raggiunto c, il raggio di un orizzonte di spin del Sole di circa 220 Km. Abbiamo ottenuto un risultato di 220 km di raggio per un orizzonte di spin del Sole. Vedere Figura 9. Usando una simile curva verso gli estremi superiori e inferiori del Caso III, siamo arrivati ad una stima minima di 140 Km di raggio e massima di 350 km. In seguito abbiamo stimato la massa dell'ipotetico orizzonte di spin della singolarit del Sole, assumendo l'auto-similarit del Sole con la scala galattica. Abbiamo usato una legge di scala per le galassie e la dimensione dei loro buchi neri centrali, derivata da Ferrarese (53), da un campione di 16 galassie a spirale e 20 ellittiche, dove la velocit di dispersione del rigonfiamento c stata osservata in correlazione stretta con la velocit circolare galattica vc , l'ultima misurata dove la curva di rotazione piatta. La massa del buco nero centrale di una galassia data come.... (22) M = (1.66.32)x10^8 (c/200 Km s^-1)4.580.52

Dalle velocit di rotazione del Caso III, deriviamo una dispersione definita come deviazione standard delle velocit di rotazione del rigonfiamento della galassia (53). La dispersione del Sole viene quindi calcolata utilizzando le velocit di rotazione del suo nucleo (che analogo in percentuale di dimensione, al rigonfiamento galattico suddetto), per arrivare al risultato di c=0.375964779. Sostituendo questo valore nell'equazione (22), stimiamo che la struttura tipo buco nero centrale per il Sole, analoga al centro della nostra galassia, uguale a 5.439x10^-5 volte la massa del Sole o circa 1,082,474 Kg o 1.082474x10^9 gm e rappresenta circa il 5.439x10^-3% della massa del Sole, utilizzando una bassa stima della dispersione. Anche Ferrarese (33) fornisce una relazione tra la dispersione delle velocit del rigonfiamento e la velocit circolare del disco di una galassia: Log Vc = (0.84) Log (c)+0.55 (23)

Ancora, usando una dispersione di velocit di c=0.375964779 per il Sole, possiamo ottenere la velocit circolare del Sole basata sull'equazione (23). Troviamo che questo valore ~1.887 Km/sec p 1.887x10^3 cm/sec. La vera velocit circolare del Sole pu essere calcolata dal suo periodo stimato di 26 giorni all'equatore, con un raggio di ~675.000 Km o ~6.75x10^8 cm, la circonferenza del Sole ~4,239,000 Km o ~4.239x10^9 Km. Ventisei giorni sono ~2,246,400 secondi. Quindi la velocit circolare ~1.5599 Km/sec o ~1.5599x10^3 cm/sec. Il vero valore + ~1.88 Km/secondo o ~1.88x10^3 cm/sec ed una notevole congruenza con il valore ottenuto. Questo significativo considerando che il Sole di circa 11 o 12 gradi di magnitudine pi piccolo della Via Lattea. Potremmo ottenere un risultato migliore. Dato che il periodo stimato del Sole varia da 23 giorni a 28 giorni, ripetendo i calcoli con il periodo di 28 giorni arriviamo a 1.7522 cm/sec che rappresenta solo un errore del 12% su circa 11 ordini di magnitudine. Questo calcolo supporta la nostra legge di scala presentata nella Sezione 2. che caratterizza la materia in tutte le scale come fenomeno auto-similare. Inoltre, come nella scala galattica dove si trova un buco nero e dove i dati ora mostrano velocit che approcciano c, il nostro Sole pu ospitare una simile struttura tiposingolarit nel suo centro, con una curva di rotazione piatta simile alle galassie a spirale e una velocit circolare ben predetta dalla sua dispersione. Il nostro oggetto stellare locale, il Sole, un complesso oscillatore acustico, da cui possiamo derivare l'analogia di una campana che suona. Le dinamiche del plasma del Sole sono consistenti con le modalit di eccitazione del plasma galattico e stellare osservabili e con i loro campi di topologia toroidale. Alcune di queste modalit delle oscillazioni dinamiche del plasma, sono plasmon-acustiche e possono spiegare la turbolenza dinamica solare, cos come le dinamiche del plasma osservate, circostanti ai buchi neri conosciuti, come i centri galattici e i buchi neri di dimensione media e stellare (4). Quindi, l'ergosfera del nostro Sole esibisce alcune dinamiche che ci aspetteremmo nelle vicinanze dell'orizzonte di un buco nero, includendo il fatto che un emettitore di raggi-x significativo. Le similarit in queste dinamiche del plasma e topologie di campo, che si trovano in tutte le scale, possono essere una forte indicazione della validit dell'approccio suddetto alle dinamiche energetiche nella struttura interna della nostra stella locale e al risultante momento angolare del nostro sistema solare. Quando esaminiamo queste modalit d'oscillazione eccitativa, troviamo che possono essere descritte da un nucleo cavo circoscritto dal semi-permeabile orizzonte di spin di una struttura di tipo buco nero, che genera una eccitazione plasmone acustica dell'ergosfera, quando la materia si immerge attraverso l'orizzonte dove una cavit di risonanza consistente con le modalit di oscillazione acustica, similmente ad una campana vuota che risuona meglio di una piena. L'attivit di tipo macchia solare, pu essere trovata con una curata esaminazione delle ergosfere stellari, galattiche e dei buchi neri in scala quasar. Una delle caratteristiche predominanti del Sole sono le strutture periodiche delle macchie solari che appaiono sulla sua superficie, la cui fonte non ancora ben compresa ad oggi. Usando il suddetto concetto buco bianco/buco nero, Haramein ha ipotizzato un decennio fa che queste fratture nelle dinamiche del plasma non fossero solo eventi di superfici, ma fossero causate da una struttura interna gravitazionale e collassante, che assorbe materiale e genera immense dinamiche vorticose di tipo Coriolis nel plasma verso il centro solare. Nelle recenti scoperte della SOHO, i dati in estremo UV indicano che le macchie solari sono come enormi uragani che avvengono sotto la superficie in tempesta e assorbono materiale verso il centro del Sole (54), mentre prima si

pensava che fossero eventi di superficie e che espellessero materiale. E' importante notare che le regioni delle macchie solari sono aree di estrema emissione di raggi-x, cosa che ci attenderemmo in regioni dove la materia si dirige a spirale verso il centro. L'osservazione della formazione di macchie solari agli antipodi, suggerisce sempre una struttura del plasma altamente organizzata. Le dinamiche del plasma del nostro ambiente atmosferico sono simili a quelle osservate nelle dimaniche del plasma dell'ergosfera del nostro Sole. Conclusione Dai dati recenti e da alcune correnti considerazioni teoriche, abbiamo sviluppato una legge di scala dai buchi neri universali macroscopici, a quelli galattici, stellari e mini, che obbediscono alla condizione di Schwarzschild e alla metrica Kerr-Newman, estendendo la topologia di scala alla microfisica della distanza di Planck. Negli anni recenti, la fisica osservativa dei buchi neri, divenuta una caratteristica dominante delle considerazioni astrofisiche. Dopo pi di cinquant'anni di modelli teorici, ora abbiamo una variet di osservazioni dei buchi neri in vari livelli di scala, da quella stellare, ai fenomeni galattici e cosmologici e osserviamo che tutte le risoluzioni hanno dinamiche del plasma molto simili, (tutte emettitrici di raggi-x) e simili caratteristiche di topologia di campo. Queste osservazioni emozionanti hanno portato ad avanzamenti teorici e sperimentali per meglio descrivere lo stato di un buco nero, che si estende allo stato delle interazioni virtuali nel vuoto. Inoltre, dimostriamo che una struttura del vuoto polarizzata, pu essere intimamente coinvolta nelle dinamiche della formazione dei buchi neri dalla risoluzione atomica alla dimensione universale, definendo simili meccaniche in tutte le scale. Queste strutture di polarizzazione sembrano consistenti anche con la metrica Haramein-Rauscher, producendo un doppio toroide U4 dalla dinamica di un buco bianco/buco nero concentrici e con la sua singolarit cuboattaedrica e viene ripetutamente osservata in vari dati astrofisici. Discutiamo brevemente un vuoto strutturato energetico nella distanza di Planck, utilizzando un frattale di Koch cuboattaedrico nella singolarit. La condizione di base della relazione tra i buchi neri e il vuoto nel livello di scala subatomica, dove mettiamo in relazione la forza nucleare forte con la forza gravitazionale nel buco nero di Planck. La forma dei mini buchi neri e di quelli cosmologici accoppiata allo stato di polarizzazione del vuoto, viene ipotizzata come fonte delle recenti osservazioni della dimensione di scala e la forma dei buchi neri e delle altre caratteristiche astrofisiche. Nelle ultime sezioni possiamo mettere in scala la dispersione della velocit del rigonfiamento, derivata dalle strutture galattiche e applicarlo al nostro Sole con notevole accuratezza, considerando le magnitudini di scala. Questo punta ancora alle dinamiche di simili meccaniche che coinvolgono le strutture di tipo buco nero in tutte le scale. Lo sviluppo della legge di scala permetter una migliore comprensione della materia organizzata nell'universo e ci dar una immagine uniforme e unificata delle dinamiche delle leggi fisiche che agiscono in vari sistemi e scale e quindi, un modello unificato. Riconoscimenti Gli autori desiderano esprimere la loro gratitudine per il supporto e l'amicizia dei nostri colleghi presso la The Resonance Project Foundation. Esprimiamo anche un particolare apprezzamento per S.P. Sirag e le discussioni fruttuose. Appendice A La fondamentale topologia del vuoto viene presentata assieme all'analisi della specificit dell'esistenza di specifiche propriet delle particelle elementari che sono generate e osservate.

Applichiamo anche questa struttura topologica all'analisi delle strutture cosmologiche macroscopiche. In questa Appendice elaboriamo sulla topologia presentata nella sezione precedente. Prima presentiamo qualche base di teoria di gruppo e quindi il modello.