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Concetti vari di Fisiologia I

FISIOLOGIA: studio del funzionamento di una o più cellule.

Per sviluppare le conoscenze fisiologiche dobbiamo lavorare su una o più cellule ,quindi queste devono essere isolate per poter applicare correttamente gli apparati strumentali .

Dopo l’isolamento è necessario ricreare le condizioni della cellula in vivo , quindi prima di tutto il liquido del bagno dovrà mimare il più possibile il liquido interstiziale.

! Poco K

! Molto Na

! Molto Cl

Inoltre la cellula deve essere tutelata nei confronti di quei materiali provenienti dal catabolismo che la danneggerebbero , come per esempio la CO2 che ne modificherebbe il pH . La cellula deve mantenere quindi l’OMEOSTASI CELLULARE ovvero il mantenimento del suo equilibrio interno. L’equilibrio può essere turbato da diversi fattori.

Esperimento:

pu ò essere turbato da diversi fattori. Esperimento: 1 2

1

2

"""""""""""""!

La membrana è semipermeabile ovvero può passare solo il solvente. Le molecole di acqua dei due compartimenti hanno una E diversa: quelle del compartimento 1 hanno un lavoro pari a 0 in quanto si muovono in tutte le direzioni, quindi la sommatoria finale sarà ovviamente 0. L’energia del compartimento 1 sarà quindi G0 ovvero l’energia di 1M di H2O. Le molecole in 2 avranno una E diversa perché il loro movimento oltre ad essere ostacolato da altre molecole di acqua sarà ostacolato anche dal sale: le molecole in 1 hanno quindi più possibilità di urtare la membrana e di passare in 2 rispetto a quelle presenti in 2 di passare in 1.

Quindi E = G0 + RTln XH2O

Con G0 = E di H2O

R

= K dei gas = 8,315 J/ Mol*K

T

= temperatura K

XH2O = frazione molare ( sempre minore di uno )

Essendo quindi la frazione molare sempre minore di 1 l’energia in 2 sarà minore di quella in 1 , quindi le molecole in 1 passeranno in 2

di quella in 1 , quindi le molecole in 1 passeranno in 2 Conoscendo le propriet

Conoscendo le proprietà del logaritmo si avrà:

G0 > G0 + RTln XH2O

L’equilibrio si raggiunge quando i due termini della formula saranno uguali. Ciò spiega il flusso da 1 a 2. L’acqua che entra alza il livello in 2 e questo dà l’aumento della pressione idrostatica data dalla colonna di acqua in 2.

pressione idrostatica data dalla colonna di acqua in 2. Quindi al membro di destra dovr à

Quindi al membro di destra dovrà essere aggiunto # P2V , numero, questa volta, positivo. Se la pressione osmotica sarà minore della forza che si applica avremo il fenomeno dell’osmosi

inversa , come accade nel glomerulo renale.

Pressione osmotica: ! = C * RT

C non va inteso come concentrazione ma come attività

gli ioni interagiscono fra loro e possono avere la stessa attività anche con concentrazioni diverse.

,in quanto in soluzioni molto concentrate

Questo esperimento trattava una membrana semipermeabile, ovvero che si lascia passare solo dal solvente, la membrana cellulare è invece selettiva : alcuni soluti passano, altri meno , altri ancora no .

Esperimento: ( la cellula presa in esame è la cellula uovo di riccio di mare)

La membrana è impermeabile ad NaCl in quanto la cellula si trova in acqua salata con M = 0,5 . Se dimezziamo la concentrazione molare all’esterno (M 0,25) la pressione osmotica farà entrare acqua nella cellula espandendola ! Se la concentrazione esterna dimezza il volume interno raddoppia in quanto seguendo il comportamento osmotico perfetto si avrebbe: C = M / V

Quindi se dovessimo seguire questa regola, se la concentrazione esterna tendesse a infinito, il volume cellulare dovrebbe tendere a 0, ma ciò è impossibile in quanto ci sono anche entità solide (organuli) che non risentono della pressione osmotica.

Esperimento:

Cellula con V=1 e C = 0,5 M di NaCl , C,esterna=0,25 M

Se noi mettiamo nel bagno 1 M di glicerolo la pressione osmotica sarebbe la stessa sia dentro che fuori e quindi ci sarebbe l’equilibrio, ma il glicerolo non è presente nella cellula e quindi diffonde dentro di essa fintanto che la concentrazione esterna di glicerolo non sarà uguale a quella interna. Quando le concentrazioni saranno le stesse però non sarà più presente l’equilibrio osmotico e quindi l’acqua tenderà a entrare per riequilibrare la situazione ovvero facendo raddoppiare il volume cellulare.

Se ripetiamo l’esperimento senza mettere il sale nel bagno ma solo il glicerolo la cellula si romperà perché il glicerolo diffonde nella cellula turbando l’equilibrio osmotico , quindi l’acqua entrerà per riequilibrare le concentrazioni esterna e interna , ma questo farà aumentare il volume cellulare e quindi diminuire la concentrazione interna di glicerolo, ricreando il gradiente di diffusione, il quale riporr à la situazione iniziale. Tirando le somme la cellula espanderà il volume fino alla lisi detta lisi osmotica .

$ IPOTONICA (aumenta V cellulare)

Soluzione $ ISOTONICA ( non altera V cellulare)

$ IPERTONICA ( diminuisce V cellulare)

è possibile che le variazioni del volume cellulare siano transitorie:

Esperimento:

Cellula con C interna = 0,5 M , C esterna = 0,5 ( soluzione isotonica)

Aggiungiamo glicerolo ( 1 M ) nel bagno e ciò porta la soluzione a diventare iper-osmotica quindi l’energia dell’acqua all’esterno si è abbassata mentre quella all’interno risulta invariata quindi l’acqua esce. Però contemporaneamente il glicerolo tende a diffondere e entrare nella cellula. Ciò implica che ci sono 2 flussi: ! l’acqua in uscita

! il glicerolo in entrata

Se i 2 flussi avessero le stesse velocità il volume non muterebbe ,ma l’acqua è molto più veloce ad uscire di quanto non lo sia il glicerolo ad entrare. L’acqua smette di uscire quando la concentrazione di soluti interna sarà raddoppiata ovvero il volume dimezzato. Però quando il glicerolo sarà all’interno della cellula turberà questo nuovo equilibrio e il volume tornerà ad essere quello di partenza.

L’equilibrio è riportato da due fattori:

! OSMOSI $ spostamento acqua

! DIFFUSIONE $ spostamento soluti

DIFFUSIONE $ regolata dalla legge di Fick:

soluti DIFFUSIONE $ regolata dalla legge di Fick: S = numero moli dS/dt = numero moli

S = numero moli dS/dt = numero moli per t$ 0

D = coefficiente di diffusione

A = superficie entro cui avviene la diffusione

dC/dX = variazione di C nello spazio

Se c’è differenza di concentrazione ho un movimento in quanto sussiste un gradiente di

concentrazione

:

in quanto sussiste un gradiente di concentrazione : La diffusione libera non è per ò possibile

La diffusione libera non è però possibile in una membrana plasmatica in quanto o il soluto passa attraverso canali di membrana oppure si scioglie su di essa . Quindi bisogna vedere se le sostanza è in grado o meno di sciogliersi sulla membrana. Le sostanze idrofiliche avranno una minor tendenza a sciogliersi e quindi la C interna di queste sarà minore. Al contrario le sostanze lipofiliche avranno una maggior tendenza a farlo e quindi la C interna sarà maggiore. Alla luce di queste nuove considerazioni l’equazione del gradiente di concentrazione dovrà essere cambiata e andrà ora tenuto conto anche della solubilità della sostanza con la membrana.

Per far questo si utilizza il COEFFICIENTE DI RIPARTIZIONE espresso con la lettera b . Le sostanze impermeabili avranno b uguale a 0 . Cambiando l’equazione di Fick avremmo alla fine la seguente espressione:

di Fick avremmo alla fine la seguente espressione: Le costanti vengono raccolte in quella che è

Le costanti vengono raccolte in quella che è detta la costante di permeabilità :

in quella che è detta la costante di permeabilit à : Il gradiente graficamente è la

Il gradiente graficamente è la pendenza della retta, quando il soluto entra la pendenza diminuisce fino ad arrivare a 0 ovvero flusso netto uguale a 0.

fino ad arrivare a 0 ovvero flusso netto uguale a 0. La legge di Fick ha

La legge di Fick ha il seguente grafico:

fino ad arrivare a 0 ovvero flusso netto uguale a 0. La legge di Fick ha

Ioni intracellulari :

Na

Cl

K

Ca

Concentrazione Cl Ci = 3,5 mM Ce = 120 mM

Se andiamo a vedere la variazione della concentrazione nel tempo scopriamo che non cambia e ciò sembrerebbe impossibile alla luce della grande differenza di concentrazione che c’è fra l’interno e l’esterno , ma ciò è possibile grazie a un altro fattore che influenza l’equilibrio ovvero le cariche

elettriche presenti negli ioni. Essendo l’interno della cellula negativo il Cl non può entrare in quanto le cariche negative si respingono $ questo fenomeno è dato dal gradiente elettrico .

Esperimento:

fenomeno è dato dal gradiente elettrico . Esperimento: 1 2 La membrana in questo caso è

1

2

La membrana in questo caso è selettiva , si lascia Attraversare allo stesso modo sia da K che Cl e le concentrazioni dei due ioni sono uguali.

Ora in 2 continuo a mettere K e Cl e in1 invece metto K e A- ( che non è Cl ma un anione proteico), che non riesce ad attraversare la membrana perché troppo grande. Faccio in modo che K in 1 = K in 2 = Cl in 2 . Al momento c’è equilibrio, ma il sistema evolve: A- non è in equilibrio e non può diffondere in 2 , Cl non è in equilibrio perché in 1 è meno concentrato che in 2 , quindi si muove verso 1. Quando ciò avviene ho una carica negativa in più in 1 e una positiva in più in 2 in quanto il Cl che annullava l’azione di K non c’è più , man mano che il processo va avanti si genera una differenza di potenziale. Il Cl prima o poi si ferma in quanto le concentrazioni si uniformano e si forma il potenziale che in 1 è negativo e frena il passaggio di altre cariche negative. Come concentrazioni il K non si muoverebbe ma siccome si crea il campo elettrico segue il Cl negativo ( da 2 verso 1 ).

concentrazioni il K non si muoverebbe ma siccome si crea il campo elettrico segue il Cl

1

2

Quindi in 1 c’è più soluto, il sistema è all’equilibrio, abbiamo l’ EQUILIBRIO DI DONNAN. Gli ioni sono all’equilibrio ma l’acqua no , che quindi si muoverà per ricreare l’equilibrio osmotico.

Questo tipo di equilibrio è dato da due fattori : la carica elettrica e la concentrazione. Le cellule possono cambiare il potenziale ma per farlo devono cambiare le cariche – ,non le cariche + .

per farlo devono cambiare le cariche – ,non le cariche + . La membrana ha la

La membrana ha la stessa funzione di un condensatore ( anche se come composizione risulta essere una via di mezzo fra un isolante e un conduttore ) . Ciò implica la seguente formula:

e un conduttore ) . Ci ò implica la seguente formula: ( la capacit à di

( la capacità di una fibra nervosa è dell’ordine dei microfarad ) Prendendo come riferimento una superficie di 1 cm2 abbiamo 10 alla –6 F quindi un potenziale di membrana di 0,1 V o che si voglia 100 mV . Le cariche da separare per avere questo potenziale sono relativamente poche in quanto se avessimo 1 M di KCl e riuscissimo a separare le specie ioniche che compongono il sale avremmo 100000 C di carica ai capi della membrana! Però noi ai capi della membrana misuriamo una carica pari a 10 alla –7 C quindi:

membrana misuriamo una carica pari a 10 alla –7 C quindi: Allora quando la cellula vuol

Allora quando la cellula vuol cambiare potenziale deve far uscire solamente una quantità di ioni pari a 10 alla meno 12.

L’energia degli elettroliti è data da due fattori $ POTENZIALE CHIMICO $ POTENZIALE ELETTRICO

L’unione del potenziale elettrico con quello chimico dà origine al POTENZIALE ELETTROCHIMICO. $ Rappresenta l’energia totale del sistema. Se due ioni hanno lo stesso potenziale elettrochimico ci sono le condizioni di equilibrio.

elettrochimico ci sono le condizioni di equilibrio . Lo sviluppo di questa equazione dar à la

Lo sviluppo di questa equazione darà la legge di NERNST. La differenza fra E1 ed E2 è la differenza di potenziale fra l’esterno e l’interno.

Se assumo che E1 si riferisca al potenziale cellulare ed E2 al potenziale presente fuori dalla cellula devo collegare l’elettrodo nel bagno ed è come se lo collegassi a terra , quindi il potenziale misurato dall’elettrodo che misura E2 sarà pari a 0 . Quindi E1 diventa Em ovvero il potenziale di

membrana.

0 . Quindi E1 diventa Em ovvero il potenziale di membrana . Quando c’ è equilibrio

Quando c’è equilibrio il potenziale di tutti gli ioni è uguale.

Quindi andiamo a sostituire le concentrazioni degli ioni presi in esame nell’equazione presentata sopra e scopriamo che ,per esistere l’equilibrio, il prodotto delle concentrazioni ioniche intracellulari deve essere uguale al prodotto delle concentrazioni ioniche extracellulari.

Se Ce/Ci < 1 $ Em < 0

Se Ce/Ci >1 $ Em > 0

Questo è l’equilibrio di Donnan ma non tiene conto della pressione osmotica . La cellula deve ovviare a questo inconveniente altrimenti esplode, per farlo dovrebbe esercitare una pressione uguale e contraria a quella osmotica e infatti questo è il metodo usato dai batteri.

La cellula eucariota per riequilibrare la situazione pone nello spazio extracellulare Na che è indiffusibile il quale bilancia la pressione osmotica e contribuisce inoltre a rafforzare la differenza

di

potenziale in quanto catione.

Si

crea quindi il cosiddetto DOPPIO EQUILIBRIO DONNAN.

Indagando sul potenziale di membrana al variare della concentrazione ionica vediamo che l’equazione di Nernst non è rispettata per valori di concentrazione fisiologici, ciò è dovuto al fatto che Na non è perfettamente indiffusibile . Inoltre si muove perché non è per niente in equilibrio in quanto sia la forza elettrica che di concentrazione lo spingono dentro la cellula. Infatti il suo potenziale di equilibrio sarebbe +60 mV mentre quello cellulare è all’incirca ( per esempio per una fibra muscolare) –100 mV . Stando a queste nuove evidenze il sodio dopo un po’ di tempo diffonderebbe all’interno, si perderebbe il potenziale di membrana e tornerebbe fuori il discorso della pressione osmotica. Questo però non avviene perché ci sono le pompe Na / K che mantengono le concentrazioni costanti. Al mantenimento dell’equilibrio cellulare intervengono 3 forze:

$ Quella dovuta alla distribuzione di K che genera Ek

$ Quella dovuta alla distribuzione di Cl che genera Ecl

$ Quella dovuta alla distribuzione di Na che genera Ena

Se la permeabilit à fosse uguale il potenziale di membrana sarebbe a met à strada

Se la permeabilità fosse uguale il potenziale di membrana sarebbe a metà strada fra i due valori ma ciò ,come mostra il grafico, non avviene. Infatti è proprio la variazione selettiva della permeabilità che fa variare il potenziale.

Alla luce delle nuove conoscenze l’equazione di Nernst non risulta più attendibile in quanto non tiene conto delle permeabilità, ci serviamo quindi dell’equazione di Goldman:

à , ci serviamo quindi dell’ equazione di Goldman : Con P = permeabilit à Guardando

Con P = permeabilità

Guardando il grafico vediamo che questa espressione si avvicina molto di più ai dati sperimentali di quanto non lo facesse l’equazione di Nernst.

Esperimento: si studia la variazione del potenziale al variare della concentrazione del Cl

Compiamo questo esperimento in quanto il Cl nel tempo non ha effetti sulla variazione di potenziale.

concentrazione del Cl Compiamo questo esperimento in quanto il Cl nel tempo non ha effetti sulla

Il primo tratto corrisponde alla situazione normale , poi porto la concentrazione esterna a 30 mM e abbiamo il primo picco in quanto il potenziale cambia. Ora però le concentrazioni non sono più in equilibrio in quanto all’esterno il prodotto è minore che all’interno , quindi la forza di concentrazione è minore di quella di carica e fa si che il Cl esca. Gli ioni si muovono perché la

nuova situazione creatasi non è di equilibrio. Il K dentro la cellula ha una concentrazione pari a 140

mM e fuori invece 2,5 mM , prima non usciva perché il potenziale non lo permetteva ,ma ora il

potenziale è notevolmente calato e quindi notiamo un movimento in uscita anche di K . Rispetto alla cellula l’ambiente extracellulare è infinito quindi gli ioni che escono non andranno a variare le concentrazioni extracellulari. Per quanto riguarda il K il rapporto Ce/Ci non varia molto in quanto anche se perde 1 mM alla sua concentrazione interna e diventa 139 mM il rapporto è variato molto meno dell’1%. Il rapporto Ce/Ci del Cl risente invece molto di più delle nuove condizioni perché basta che esca 1 mM di Cl che il potenziale aumenta del 30%. Il flusso si ferma quando Ecl = -100 mV ,ovvero quando si ricrea il potenziale di partenza. Quindi la concentrazione intracellulare di Cl si fermerà a 0,9 . Se riportiamo la concentrazione esterna a 120 mM (quella fisiologica) si avrà una iperpolarizzazione ( picco negativo) in quanto ora dentro la cellula abbiamo una concentrazione di 0,9 mM e non più di 3,5 mM. Allora il Cl rientra fino a quando non riporterà la concentrazione interna a 3,5.

DEPOLARIZZAZIONE: riduzione del potenziale di membrana.

IPERPOLARIZZAZIONE: aumento del potenziale di membrana.

La presenza del Na e la sua , seppur scarsa, diffusibilità fanno spostare il potenziale cellulare da

-100 mV a –90 mV , ciò implica il movimento ,seppur minimo , del K in quanto il suo potenziale di

equilibrio è –100 mV.

POMPA Na/K :

Questa pompa è di tipo elettrogenico anche se in situazioni normali è neutra. È sensibile alla concentrazione di K extracellulare e Na intracellulare.

Quando si attiva espelle 3 ioni Na fuori e ne porta uno di K dentro, ciò significa che ho un incremento netto di due cariche negative all’interno della cellula quindi una iperpolarizzazione.

Man mano che il processo continua il potenziale di membrana andrà oltre quello del K e quindi le

cariche negative immesse si ridurranno a una perché un K extracellulare entrerà secondo gradiente.

Questo processo andrà avanti fino a quando secondo gradiente entreranno non uno ma ben 2 ioni K rendendo l’azione della pompa nulla. A questo punto la pompa si blocca.

LEGGE DI OHM:

ioni K rendendo l’azione della pompa nulla. A questo punto la pompa si blocca. LEGGE DI

Rappresentazione membrana:

La membrana pu ò essere assimilata a un generatore di corrente la cui natura è

La membrana può essere assimilata a un generatore di corrente la cui natura è ionica. Come in tutti i circuiti è presente una resistenza che è data dalla permeabilità:

tanto più P è alta , tanto più R è bassa e viceversa. Ciò è spiegabile in quanto la corrente è data da particelle cariche in movimento , nel nostro caso gli ioni. Alla luce delle considerazioni precedenti la permeabilità è proporzionale a 1/R ovvero la conduttanza (G). Come precedentemente scritto la membrana può essere assimilata a un condensatore , avrà quindi la capacità di accumulare cariche dando quindi la capacità di membrana . Le “pile” del circuito sono invece date dai potenziali ionici.

del circuito sono invece date dai potenziali ionici. Se si ha il passaggio di corrente nel

Se si ha il passaggio di corrente nel circuito si genererà una differenza di potenziale ai capi della resistenza, ovvero una caduta di potenziale . Per la corrente totale devo applicare la seguente formula:

. Per la corrente totale devo applicare la seguente formula: Se l’espressione sopra è uguale a

Se l’espressione sopra è uguale a 0 il sistema è in equilibrio. Dobbiamo considerare ora la capacità di membrana ( Cm ) . Questo fattore non influenza il potenziale all’equilibrio, ma quando ci sono delle variazioni di potenziale queste sono precedute dall’attività della membrana, la quale ha infatti bisogno di un certo tempo per accumulare o espellere cariche dalla o alla corrente che scorre. Infatti la carica Q è uguale al prodotto di i per t:

Infatti la carica Q è uguale al prodotto di i per t: La corrente presente nella

La corrente presente nella formula dipende da questa formula:

corrente presente nella formula dipende da questa formula: Dalla quale si evince ci ò che è

Dalla quale si evince ciò che è scritto prima ovvero che quando V = K allora Ic = 0 (in quanto la derivata di una costante è uguale a 0). Quando il potenziale cambia la Ic non è più uguale a 0.

ECCITABILITA’$ risposta ATTIVA $ POTENZIALE D’AZIONE

Durante la risposta il potenziale varia. Esperimento:

Immetto un microelettrodo collegato a uno stimolatore di impulsi ad onda quadra nell’assone di calamaro e dall’altra parte un registratore di segnale.

Il voltaggio dello strumento inizialmente è 0, poi lo porto a un certo livello per t = 1 ms e lo faccio

tornare a 0. Se non passa corrente il potenziale è quello di membrana , al contrario se passa corrente si genererà una differenza di potenziale creata dal passaggio da Rm . Se i potenziali hanno la stessa direzione si ha una iperpolarizzazione :

hanno la stessa direzione si ha una iperpolarizzazione : Per ò , come si vede dal

Però , come si vede dal grafico , ciò non avviene subito in quanto si deve tener conto della capacità

di membrana.

in quanto si deve tener conto della capacit à di membrana. Quanto pi ù piccolo sar

Quanto più piccolo sarà tau tanto più veloce sarà il cambiamento di Em , in quanto Rm e Cm saranno piccole.

Se la corrente fatta passare è in uscita l’effetto sarà una depolarizzazione. In questo caso la risposta resta passiva fino a un certo punto quando cioè ho l’interno della cellula positivo e ottengo il POTENZIALE D’AZIONE. Il potenziale d’azione segue la legge del tutto o nulla: viene generato quando si supera il valore soglia, valori maggiori a quello di soglia non mutano l’ampiezza del potenziale stesso. La corrente che crea il potenziale d’azione è data dall’ingresso massivo di Na. Questo entra fortemente nella cellula in quanto all’interno è presente un potenziale di –100mV mentre il potenziale di equilibrio del sodio è pari a +60mV.

Il sodio penetra nella cellula grazie a canali specifici.

Gli esperimenti del sodio e del potassio marcati mostrano che il potenziale d’azione è dovuto a un aumento della permeabilità cellulare : dato da un significativo efflusso di K e afflusso di Na.

L’esperimento degli isotopi ha però il limite di prendere in esame tempi troppo lunghi, nell’ordine delle ore. Per capire cosa succede in un ms dobbiamo usare la tecnica del blocco del voltaggio ,ovvero andare a misurare le correnti mantenendo il potenziale “bloccato” a un certo valore. (Il funzionamento e il disegno dell’apparato strumentale non sono presenti.)

Il sistema permette di misurare le correnti ma non ci dice niente sulla natura dello ione coinvolto,

quindi si misura solamente la corrente totale. Quindi portando il potenziale a 0 con il blocco del voltaggio possiamo misurare tutte le variazioni di corrente:

totale. Quindi portando il potenziale a 0 con il blocco del voltaggio possiamo misurare tutte le

La corrente generata ha due fasi:

- corrente in ENTRATA

- corrente in USCITA

Si può notare che la prima corrente , quella in entrata, risulta transitoria mentre la seconda ,quella in uscita, permane nel tempo. Per dimostrare da quale ione vengono date le correnti lavoriamo sul sodio. Poniamo che il sodio entri, quindi , se la nostra ipotesi è corretta, la corrente in entrata è data proprio da questo ione. Per dimostrarlo blocco il voltaggio a +60 mV e infatti la corrente in entrata sparisce. Se blocco a +80 mV il sodio dovrebbe uscire ,infatti la corrente subisce una leggera modificazione.

,infatti la corrente subisce una leggera modificazione. Dopo aver appurato che il sodio causa la corrente

Dopo aver appurato che il sodio causa la corrente in entrata studio la corrente in uscita. Però non possiamo bloccare il potenziale d’azione a –65 mV per vedere il comportamento di K ,perché a questi valori la corrente non sussisterebbe in quanto non scatterebbe il potenziale d’azione. Però possiamo sfruttare il fatto che la corrente in uscita non è transitoria. Sfruttando questo fatto faccio durare l’esperimento un ora. Misuro la corrente e la moltiplico per il tempo trovando la carica:

la corrente e la moltiplico per il tempo trovando la carica: Facendo il rapporto fra Coulomb

Facendo il rapporto fra Coulomb e Faraday conto le moli uscite. Ora l’assone viene ricaricato di K ,però in questo caso radioattivo, e ridepolarizzo per un’altra ora. Conto le moli radioattive uscite e confronto il valore con quello ottenuto in precedenza. Scopro che le quantità sono uguali e quindi la corrente in uscita è data proprio dal potassio.

Andando a vedere le conduttanze del sodio e del potassio si scopre che aumentano in modo sfasato nel tempo, in quanto quando l’aumento della conduttanza di Na cessa ,la conduttanza del K deve ancora arrivare ai valori massimi.

in quanto quando l’aumento della conduttanza di Na cessa ,la conduttanza del K deve ancora arrivare

L’intensit à di corrente del sodio è data da 2 parametri:

- La CONDUTTANZA $ tanto più è alta, tanto più lo sarà la corrente di Na

- GRADIENTE che spinge il sodio all’interno

Il modulo della corrente sarà dato dalla formula :

Il modulo della corrente sar à dato dalla formula : o meglio: Quindi la corrente pu

o meglio:

modulo della corrente sar à dato dalla formula : o meglio: Quindi la corrente pu ò

Quindi la corrente può essere 0 se il potenziale del sodio è uguale a quello di membrana, o se la conduttanza è pari a 0.

Quando si ha una depolarizzazione la differenza di potenziale è meno ingente rispetto alle condizioni di riposo, ma la conduttanza aumenta molto permettendo così al sodio di fluire dentro la cellula creando la corrente in entrata.

La conduttanza varia perché i canali di K e Na sono voltaggio dipendenti e hanno vari gradi di apertura a seconda del potenziale. Lo stato di apertura dei canali dipendono da 2 fattori:

- Potenziale di membrana

- Tempo per cui perdura il potenziale di membrana

Guardando le conduttanze, però , si nota che i canali del sodio hanno una apertura transitoria, a differenza di quelli del potassio.

Questo perché i canali del potassio sono costituiti solo da una porta che si apre quando avviene la depolarizzazione.

I canali del sodio sono più complessi in quanto hanno due porte: una è chiusa quando la cellula è a

riposo, mentre l’altra è aperta. Quando avviene la depolarizzazione quella che era chiusa si apre,

quella che era aperta si chiude impiegando un tempo di chiusura maggiore rispetto al tempo di apertura dell’altra. Questo genera la corrente transitoria del sodio . La porta che si chiude ( la porta b ) attua il meccanismo chiamato INATTIVAZIONE DEL Na . Inoltre la porta b per riaprirsi ha bisogno di un paio di ms in cui la membrana si ridepolarizza. Questo è un periodo refrattario allo stimolo.

Il potenziale d’azione è un meccanismo a FEEDBACK POSITIVO:

“Un evento produce una variazione nel sistema, la quale produce altre variazioni che rinforzano il

disturbo prodotto dall’esterno”

I canali per gli ioni sono sensibili al voltaggio , questo implica che devono avere una struttura con una carica che risente delle forze generate dal potenziale.

Esperimento: evidenziare le correnti di porta Blocco i canali del Na e del K eliminando anche le cariche negative accumulate dalla capacità di membrana, quindi faccio iniziare le variazioni di conduttanza che il sistema compensa con le correnti che però sono cancellate in quanto i canali sono bloccati. La corrente necessaria alla scarica della membrana si chiama CORRENTE CAPACITIVA in quanto elimina il potenziale generato da queste. Però la corrente capacitiva potrebbe disturbare la corrente di porta.

Però , facendo misurazioni iperpolarizzando la membrana, non esiste più la corrente di porta ma persiste sempre la corrente capacitiva. Comparo i due grafici e trovo la corrente di porta.

FIBRE NERVOSE $ MIELINICHE $ AMIELINICHE

Nelle fibre nervose la depolarizzazione non comprende tutta la fibra nello stesso momento, ma una porzione per volta. Quindi ci saranno zone positive con accanto zone negative. Questo fatto creerà delle correnti fra le zone positive e le negative grazie al citoplasma che conduce. Si formeranno i cosiddetti ANELLI DI CORRENTE di cui il più piccolo è anche il più intenso in quanto dovrà attraversare meno citoplasma e quindi una minor resistenza.

attraversare meno citoplasma e quindi una minor resistenza. Le correnti generate dalla depolarizzazione provocano un

Le correnti generate dalla depolarizzazione provocano un potenziale che ,a seconda dell’intensità degli anelli ,può o meno promuovere il potenziale d’azione. Comunque tutti gli anelli depolarizzano la cellula in quanto il potenziale generato è contrario a quello esistente. Le correnti ad anello permettono al potenziale di propagarsi nelle zone adiacenti a quelle depolarizzante. La depolarizzazione avviene sempre in senso ORTODROMICO , ovvero dal soma alle sinapsi, e mai in senso ANTIDROMICO ,ovvero il contrario, perché le zone già stimolate constano di un periodo refrattario allo stimolo. Questo modello di funzionamento prende il nome di MECCANISMO DEI CIRCUITI LOCALI.

La velocità con cui si propaga l’impulso varia in funzione della fibra:

la fibra oppone delle resistenze alla propagazione che fisicamente si possono indicare come Ri e Re, ovvero la resistenza interna ed esterna della fibra. Re rappresenta la resistenza esterna che insieme a Ri rappresentano la resistenza che oppone l’assoplasma alla conduzione ,quindi, secondo la prima legge di Ohm ,più alto sarà questo valore peggiore sarà la propagazione , ovvero il modulo di I. Al contrario Rm rappresenta la resistenza della membrana al passaggio della corrente, ovvero la resistenza che oppone la fibra alla “fuga” della corrente dalla fibra stessa , quindi più alto sarà il valore di Rm più difficile sarà per la corrente uscire dalla fibra e quindi risulterà migliore la propagazione dell’impulso. Il fattore % raggruppa tutte queste resistenze secondo la formula:

Con questa formula si pu ò calcolare il potenziale a una certa distanza x ,grazie

Con questa formula si può calcolare il potenziale a una certa distanza x ,grazie alla seguente formula:

a una certa distanza x ,grazie alla seguente formula: Quindi se % è grande aumento la

Quindi se % è grande aumento la velocità di propagazione ,ovvero il numero di correnti circolari con l’intensità necessaria a depolarizzare tratti di membrana. Questo significa che riesco a depolarizzare tratti di fibra maggiori riducendo il numero di potenziali d’azione necessari per depolarizzarla tutta.

Col crescere di diametro la fibra diminuisce la sua resistenza interna, quindi % aumenta:

questo espediente è usato per far crescere la velocità di propagazione in fibre amieliniche di animali che occupano un basso gradino nella scala evolutiva, animali come il famoso calamaro (n.b. l’assone di calamaro è gigante perchè derivato dalla fusione di più cellule , non il calamaro!). Un altro modo per aumentare la velocità di conduzione è far aumentare Rm: questo è possibile grazie alla fasciatura mielinica che, oltre a far aumentare il diametro della fibra, conferisce un’altissima resistenza alla membrana incrementandone di circa 1000 il valore normale. Per studiare la propagazione nella membrana si usano dei potenziali sottosoglia, incapaci di rigenerarsi $ POTENZIALI ELETTRONICI Conducendo esperimenti si nota che ,nella fibra mielinica, il cambio di conduttanza avviene solo a livello dei nodi $ CONDUZIONE SALTATORIA Inoltre le pompe sodio/potassio sono anche loro presenti solo ai nodi: questo implica un notevole risparmio energetico. Se misuro le correnti a livello dell’internodo ottengo questo grafico:

correnti a livello dell’internodo ottengo questo grafico: Il primo picco registra la corrente in uscita ,

Il primo picco registra la corrente in uscita , il secondo quella in entrata. Queste correnti non sono

date dal flusso ionico ma sono le correnti circolari che escono e rientrano dall’internodo.

A livello del nodo questo è il grafico della corrente:

A livello del nodo questo è il grafico della corrente: Nel grafico si nota un picco

Nel grafico si nota un picco positivo, la corrente in uscita ,e uno negativo, la corrente in entrata:

la corrente in uscita è data dalle correnti circolari che sono prodotte dal nodo precedente e vanno a

depolarizzare la fibra nel traato nodale, ciò rende possibile l’ingresso di Na che produce il picco negativo, ovvero la corrente in entrata.

Le fibre mieliniche hanno una propagazione quasi sempre migliore delle fibre amieliniche:

AMIELINICHE MIELINICHE Inizialmente la fibra amielinica ha una migliore conduzione perch é il diametro di

AMIELINICHE

MIELINICHE

Inizialmente la fibra amielinica ha una migliore conduzione perché il diametro di queste fibre comprende anche il rivestimento mielinico, quindi se l’intera fibra è di meno di un micrometro l’assone all’interno sarà veramente piccolo facendo alzare di moltissimo la resistenza intracellulare .

Il contatto fra due cellule eccitabili avviene grazie alle SINAPSI:

SINAPSI $ ELETTRICHE $ CHIMICHE

grazie alle SINAPSI: SINAPSI $ ELETTRICHE $ CHIMICHE Sinapsi elettriche $ potenzialmente BIDIREZIONALI ovvero

Sinapsi elettriche $ potenzialmente BIDIREZIONALI ovvero SIMMETRICHE Sinapsi chimiche $ UNIDIREZIONALI ovvero ASIMMETRICHE

SINAPSI CHIMICHE

L’impulso arriva alla zona presinaptica ,libera il neurotrasmettitore che diffonde nella zona intersinaptica e viene recepito da recettori specifici del neurotrasmettitore nella zona postsinaptica. Questo processo causa un ritardo nella trasmissione dovuto alla diffusione del neurotrasmettitore nella fessura sinaptica .$ RITARDO SINAPTICO (0,5 ms)

Per studiare le sinapsi chimiche si prende a modello la giunzione neuromuscolare. Le sinapsi chimiche possono essere LENTE o VELOCI.

VELOCI:

Le sinapsi chimiche possono essere LENTE o VELOCI. VELOCI: Nelle sinapsi di tipo veloce il neurotrasmettitore

Nelle sinapsi di tipo veloce il neurotrasmettitore diffonde nella fessura in risposta alla depolarizzazione, viene poi recepito dal recettore post sinaptico che è anche un canale che in risposta al legame si apre.

LENTE:

anche un canale che in risposta al legame si apre. LENTE: Nelle sinapsi lente il mediatore

Nelle sinapsi lente il mediatore chimico si lega a un recettore il quale produrrà un secondo messaggero che promuoverà l’apertura del canale.

SINAPSI ELETTRICHE

Nelle sinapsi di tipo elettrico l’impulso passa su connessioni cellulari ,passando cos ì da una

Nelle sinapsi di tipo elettrico l’impulso passa su connessioni cellulari ,passando così da una cellula all’altra.

Tecnica di MICROIONOFORESI:

Sistema mediante il quale si possono liberare sostanze ionizzate all’interno di un microelettrodo. Instaurando un potenziale sulla fibra muscolare si formerà una corrente in quanto l’acetilcolina verrà attratta nella zona dove è presente il potenziale.

Si lega l’acetilcolina $ la membrana si depolarizza $ si ha la contrazione.

Per una contrazione prolungata il mediatore chimico deve legarsi a più riprese sul recettore in quanto l’azione del neurotrasmettitore dura 3 o 4 ms. Questo perché l’acetilcolina dopo brevissimo tempo viene degradata dall’enzima ACETILCOLINAESTERASI che rompe il legame fra mediatore e canale ,rendendo il sito nuovamente disponibile per una nuova molecola. Questo accade perché una esposizione prolungata alla stessa molecola di mediatore causa una desensibilizzazione del recettore per lo stesso.