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Andrea Saccocci

Tra est ed ovest : circolazione monetaria nelle regioni alpine fra VIII e XI secolo
In: Revue numismatique, 6e srie - Tome 161, anne 2005 pp. 103-121.

Riassunto Resum. I ritrovamenti monetali nelle regioni alpine, per il periodo fra l'VIII e 1 secolo, mostrano una circolazione pi ricca e varia che in altre regioni economicamente pi svilup- pate. Questo fatto non solo evidenzia il ruolo e l'importanza dei percorsi che attraversavano le Alpi per il movimento di lungo percorso di uomini e merci, ma sembra anche testimoniare l'importanza della monetazione nell'economia dell'area. Dal momento che moite dlie monet pro- vengono da rinvenimenti sporadici in piccoli villaggi e chiese, sembra possibile concludere che erano effettivamente utilizzate corne denaro, non corne bni di valore. Un possibile spiegazione di questo fatto potrebbe essere la pi sentita ncessita di un mezzo di scambio in aree montane, dove l'agricoltura non poteva fornire, durante tutto l'anno, il necessario alla sopravvivenza di una comunit. E cosi le monet portate dai mercanti, dai soldti o dai pellegrini potevano trova- re pi facilmente la loro destinazione finale nei piccoli villaggi dlie Alpi piuttosto che nei ben pi ricchi centri di pianura. Rsum Rsum. Les dcouvertes de monnaies dans les rgions alpines pour la priode VIIIe-XP sicle laissent deviner une circulation montaire plus riche et plus varie que celle d'autres rgions l'conomie plus dveloppe. Cela atteste la fois l'importance de la route des Alpes et la montarisation de la rgion. De nombreuses pices ont t trouves en effet dans des petits villages et des glises o il semble qu'elles taient utilises comme moyen d'change et non comme objet de valeur. Cela pourrait bien tre li au fait que l'agriculture ne pouvait pas subvenir pendant toute l'anne aux besoins de chaque communaut. Les monnaies achemines par des marchands, des soldats et des plerins trouvaient dans ces conditions plus facilement leur destination finale dans ces petits villages des Alpes que dans les centres bien plus riches de la plaine.

Citer ce document / Cite this document : Saccocci Andrea. Tra est ed ovest : circolazione monetaria nelle regioni alpine fra VIII e XI secolo. In: Revue numismatique, 6e srie - Tome 161, anne 2005 pp. 103-121. doi : 10.3406/numi.2005.2595 http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/numi_0484-8942_2005_num_6_161_2595

Andrea Saccocci* Tra est ed ovest: circolazione monetaria nelle regioni alpine fra VIII e XI secolo l Resum. I ritrovamenti monetali nelle regioni alpine, per il periodo fra l'VIII e 1 secol o, mostrano una circolazione pi ricca e varia che in altre regioni economicamente pi sviluppate. Questo fatto non solo evidenzia il ruolo e l'importanza dei percorsi che attraversavano le Alpi per il movimento di lungo percorso di uomini e merci, ma sembra anche testimoniare l'im portanza della monetazione nell'economia dell'area. Dal momento che moite dlie monet provengono da rinvenimenti sporadici in piccoli villaggi e chiese, sembra possibile concludere che erano effettivamente utilizzate corne denaro, non corne bni di valore. Un possibile spiegazione di questo fatto potrebbe essere la pi sentita ncessita di un mezzo di scambio in aree montane, dove l'agricoltura non poteva fornire, durante tutto l'anno, il necessario alla sopravvivenza di una comunit. E cosi le monet portate dai mercanti, dai soldti o dai pellegrini potevano trovare pi facilmente la loro destinazione finale nei piccoli villaggi dlie Alpi piuttosto che nei ben pi ricchi centri di pianura. Rsum. Les dcouvertes de monnaies dans les rgions alpines pour la priode VIIIe-XP sicle laissent deviner une circulation montaire plus riche et plus varie que celle d'autres rgions l'conomie plus dveloppe. Cela atteste la fois l'importance de la route des Alpes et la montarisation de la rgion. De nombreuses pices ont t trouves en effet dans des petits villages et des glises o il semble qu'elles taient utilises comme moyen d'change et non comme objet de valeur. Cela pourrait bien tre li au fait que l'agriculture ne pouvait pas sub venir pendant toute l'anne aux besoins de chaque communaut. Les monnaies achemines par des marchands, des soldats et des plerins trouvaient dans ces conditions plus facilement leur destination finale dans ces petits villages des Alpes que dans les centres bien plus riches de la plaine. * Universita degli Studi di Udine, Dipartimento di Storia e Tutela dei Bni Culturali, via Petracco, 8-1-33100 Udine. 1 Questo testo stato da noi presentato corne comunicazione libra al XXe Congrs Internazional des tudes Byzantines del 2001, in connessione con la tavola rotonda Les changes montaires dans les villages . Pochi mesi dopo uscito il volume di McCormick sulle origini dell'economia europea, nei quale lo stesso argomento stato trattato nei paragrafo dedicato a Money movements across the Alps ; v. Michael McCormick, Origins of the European Eco nomy. Communications and Commerce, Cambridge, 2001, p. 681-686. Anche se questo autore giunge a conclusioni simili aile nostre, sulla perdurante importanza del percorso alpino nella ci rcolazione monetaria di epoca carolingia, dobbiamo dire che il terna dell'economia monetaria all' interno delle regioni di montagna non stato da lui affrontato. Per questo abbiamo ritenuto utile ribadire le nostre conclusioni in questo saggio, tanto pi che le basi di dati utilizzate sono del tutto diverse (da McCormick i rinvenimenti di monet italiane a Nord della Alpi e di monete Settentrionali in Italia, da noi i rinvenimenti nelle valli alpine). Tra l'altro quasi nessuno dei rinvenimenti di monet arabe e bizantine registrate nei nostro intervento anche prsente nei capitolo dedicato da McCormick alia circolazione di monet orientali nell'Europa carolingia (Ibidem,?. 343-384, 815-851). RN2005.p. 103-121

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E' un'opinione abbastanza diffusa che la via del commercio internazionale che passava attraverso Italia del Nord abbia perso di importanza durante il periodo Carolingio, in favore di altri percorsi2. noi sembra che tale idea finisca col sottostimare il ruolo degli emporta bizantini presenti in Italia, perch sinceramente non ci sembra verosimile che Venezia, una citt bizantina che batteva moneta secondo lo standard carolingio, fosse soltanto un villaggio di pescatori senza importanti relazioni internazionali3. vero, tuttavia, che proprio le monet ed i ritrovamenti monetali sembrano confermare taie opinione: a confronto degli ingenti giacimenti di monet venuti alla luce in Europa settentrionale e Nord-orientale, ed anche a quelli discretamente numerosi di monet dell'VIII-XI secolo in Francia, Germania e Gran Bretagna, la penuria di dati riguardanti Italia sembra vidente4. Ma penuria non significa assenza e ci sono alcuni motivi che possono spiegarla, senza implicare lo spostamento in antico degli itineri del commercio internazional e. A parte alcuni fattori esterni che nulla hanno a che vedere con la situazione economica del tempo 5, la ragione pi importante di questo fenomeno riguarda probabilmente il ruolo svolto dalla monetazione carolingia e alto-imperiale in Italia, ruolo che a nostro parre pu esser ben illustrato proprio dalle caratteristiche dei rinvenimenti monetali nella regione montuosa dlia Alpi. Siamo stati spinti ad affrontare questo argomento dalla dissertazione di un

2 Cfr., ad esempio, Richard Hodges, Dark Age Economies. The origins of towns and trade AD 600-1000, Bristol, 19892, p. 31-46 e passim. Tutte le ipotesi che vedono un decadere del commercio nell'Europa mridionale ed in area mediterranea trovano ovviamente la loro origine nella celeberrima tesi di Pirenne, la cui pi organica formulazione in Henry Pirenne, Maho met Charlemagne, Bruxelles, 1937 (trad, italiana: Bari 1939-). et 3 Occorre dire, per, che recentemente la tesi di un decadimento dei traffici tra Italia e Nord Europa stata totalmente abbandonata, v. McCormick, Origins cit., p. 469-547, passim (tutta via Adriaan Verhulst, The Carolingian Economy, Cambridge, 2002, p. 97-1 13, per una parcfr. ziale riproposizione della stessa). 4 sufficiente dare un'occhiata aile liste dei ritrovamenti in Volckers, Haertle e, per i periodi pi tardi, Hatz, Hess Blackburn, per ricavarne l'impressione che la circolazione monetaria quasi si arrestasse prima di raggiungere le pendici settentrionali delle Alpi; cfr. Hans Her mann Volckers, Karolingische Miinzfunde der Friihzeit (751-800), Gttingen, 1965; Clemens Maria Haertle, Karolingische Miinzfunde aus dem 9. Jahrhundert, Kln- Weimar- Wien, 1997; Gert Hatz, Handel und Verkehr zwischen dem Deutschen Reich und Schweden in der spten Wikingerzeit, Stockholm, 1974; Wolfgang Hess, Pfennigwhrung und Geldumlaufim Reichsgebiet zur Zeit der Ottonen und Salier, Fernhandel und Geldwirtschaft. Beitrage zum deutschen Miinzwesen in schsischer Zeit. Ergebnisse des Dannenberg-Kolloquium 1990, a cura di Bernd Kluge, Sigmaringen, 1993 p. 17-35; Mark Blackburn, Coin circulation in Germany during the early middle ages : the evidence of single-finds, in Fernhandel cit., p. 37-54. 5 Ad esempio la usuale persistenza in Italia degli insediamenti, dall'epoca romana fino ai giorni nostri, che sicuramente ha favorito il recupero gi in antico delle monet andate perdute volutamente occultate; oppure la legislazione italiana molto protettiva in fatto di Beni Culturali, che ovviamente non facilita la segnalazione da parte dei privati dei ritrovamenti di monet di discreto valore commerciale, quali sono in gnre le monet di epoca altomedioevale. RN 2005, p. 103-121

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giovane ricercatore dell'Universit di Udine6, attraverso la quale siamo venuti a conoscenza di numerosi ritrovamenti monetali provenienti dalla valle alpina del fiume Tagliamento (area indicata con A nella mappa). Si tratta di ritrova mentisporadici provenienti da iti diversi: su circa ottanta pezzi medioevali e moderni databili dal VI al XV secolo, ed un centinaio di esemplari romani e celtici, sono comprese anche alcune monet assai inconsuete nei rinvenimenti occidentali. Una una dracma del re sassanide Varahan V, databile alla prima met del quinto secolo d.C. \ Apparentemente tale moneta troppo antica per interessare la nostra indagine, ma monet di questo tipo in Italia non sono assolutamente attestate nei complessi monetali del V secolo, che pure sono assai numerosi. Si pu pertanto ritenere che essa abbia raggiunto la sua destinazione finale nei secoli VIII-X, insieme aile pi tarde monet bizantine ed islamiche, corne tutti gli esemplari sassanidi trovati nei Nord Europa. In una diversa localit dlia stessa area stato rinvenuto un fais anonimo dei califfi Ommayadi, databile all'inizio dell'VIII secolo, una moneta mai prima attestata nei Regnum Italicum 8, mentre rinvenimenti sporadici di folles bizantini dei secoli VIII-IX sono attestati in due diversi iti9; una moneta ante riforma di Carlo Magno, probabilmente dlia zecca di Maastricht 10, stata trovata nei corso di un survey di superficie in una localit del territorio di Venzone (Udine), molto isolata ma in grado di controllare l'accesso ad una valle che consente un facile passaggio Nord-Sud; dallo stesso sito provengono anche esemplari meno insoliti corne un denario di Ludovico il Pio ed un pezzo a nome di Ottone, entrambi veneziani; una decina di esemplari ottoniani di questo tipo, infine, provengono dalla Valle del Bt11. 6 Lorenzo Passera, Rinvenimenti monetali di et medievale dal territorio di Venzone, tesi di laurea discussa c/o l'Universit di Udine. a.a. 1999-2000; molti dei rinvenimenti registrati in questo lavoro sono poi stati segnalati in Id., La circolazione monetaria nei Friuli settentrionale in epoca altomedioevale (secc. VI-X), RIN 2002, p. 93-1 14. 7 Passera, La circolazione cit., p. 114, fig. 14; per il tipo v. Robert Gbl, Sasanian Numism atics, New York, 1990, tav. IX, n. 13. 8 Passera, La circolazione cit., p. 1 14, fig. 13; per il tipo v. S. Lane Poole, The coins of the Eastern Khaleefehs in the British Museum, London, 1875, p. 174, n. 4; sui rinvenimenti di monete islamiche in Italia v. ora Andrea Saccocci, Ritrovamenti di monet islamiche in Italia (sec. VIII-XV), in Assemani Simposium sulle monet islamiche. Atti del Secondo Congresso Internazionale di Numismatica e di Storia della Moneta, Padova 1 7 maggio 2003, a cura di Giovanni Gorini, Padova, es. e bibliografia ivi citata. 9 Si tratta di un follis di Costantino V della zecca di Siracusa (751-775), tipo DOC 19, da Montereale Valcellina e di un follis di Leone VI della zecca di Costantinopoli (886-912), tipo DOC 8, dalla valle del Bt; il primo rinvenimento inedito, per il secondo, v. Passera, La ci rcolazione cit., p. 98, nota 51. 10 La lettura della moneta non sicura, ma il tipo che pi si avvicina aile sue caratteristiche sembra essere il pezzo di Maastricht descritto in Hubert Frre, Le denier carolingien, Louvain la Neuve, 1977, . 59; cfr. Passera, La circolazione cit., p. 103, nota 91. 1 1 Sono pezzi della srie senza indicazione di zecca ma ora unanimemente attribuita a Venezia, sulla base di un'originaria ipotesi di Philip Grierson; cfr. Andrea Saccocci, II ripostiglio di RN2005,p. 103-121

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La varieta nella composizione di questi rinvenimenti ci sembrata sorprendente, sia per 1'alta percentuale di esemplari altomedioevali in un campione abbastanza ristretto sia, ancor di pi, per la presenza di monet del tutto inusuali in Italia. difficile capire il motivo di taie variet, se accettiamo idea che tale valle alpina, proprio in quel periodo cosi ben rappresentato dalle monet, avesse perso il suo ruolo tradizionale corne importante itinerario commerciale n. Al fine di verificare se taie situazione possa considerarsi un'anomalia, abbiamo volto lo sguardo a tutti i ritrovamenti monetali provenienti dai territori alpini, per giungere alla conclusione che una simile variet nella composi zione appare essere pi una regola che un'eccezione, almeno per quanto riguarda i dati relativi aile grandi valli che rappresentavano i pi facili passaggi attraverso questa regione montuosa. Incredibilmente varia appare la composizione dei rinvenimenti monetali di epoca altomedioevale nell'angolo opposto dlie Alpi, la valle d'Aosta e la corrispettiva valle svizzera di Entremont (B nella mappa). Qui sono stati portati alla luce, da una decina di iti archeologici diversi (principalmente ad Aosta ed al Passo del Gran San Bernardo) esemplari merovingi, sceatta e denari anglosassoni, monet papali, denari carolingi da Pipino il Brve a Ludovico II appartenenti a zecche corne Antrain?, Dorestaad, Verdun, Melle, Milano e Pavia, monet, in Giulio Ciampoltrini, Enrico Pieri, Archeologia a Pieve a Nievole dalla baselica sita loco Neure alla pieve romanica, Pisa, 2004 (Capitolo dlia Cattedrale di Pescia. Quaderni dlia Biblioteca Capitolare, 12), p. 69-83, a p. 73, nota 12 e bibliografia ivi citata. 12 Ruolo che, la cosa ci sembra degna di nota, taie valle aveva mantenuto fin dalF epoca protostorica (la famosa via dell' ambra passava di l) ed in seguito manterr fino ai giorni nostri, essendo oggi percorsa da une dlie grandi direttrici autostradali europee.

Rinvenimenti di monet nelle Alpi e negli Appennini settentrionali (VIII-XI secolo)* * Nella mappa sono indicati con dei cerchietti non i singoli esemplari rinvenuti, ma le singole localit o iti che hanno restituito materiali numismatici sporadici. Ogni localit pu essere contrassegnata da pi simboli nel caso abbia restituito monet bizantine (croci), islamiche orientali (cerchietti neri), italiche (cerchietti tratteggiati) transalpine (cerchietti bianchi). Con le piccole facce sono indicati i rinvenimenti sporadici di tremissi longobardi di VIII secolo, mentre con i quadrati i ripostigli. I quadrati sono stati suddivisi, in base al disegno, con gli stessi criteri dei cerchietti, salvo quando comprendano monet appartenenti a diverse classi: in questo caso ail' interno del quadrato sono stati inseriti i cerchietti corrispondenti aile varie srie. Le cornici rettangolari, contrassegnate da lettere, indicano le aree afferenti ai principali percorsi vallivi di attraversamento dlie catene montuose. RN2005,p. 103-121

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monet italiane e francesi di X-XI secolo, pezzi normami e perfino irlandesi 13. Quasi sicuramente sono da considerarsi di rinvenimento locale anche i sette folles bizantini dei secoli VIII-XI, cosi come due esemplari cufici in bronzo, conservati nella collezione dell'Accademia di SanAnselmo ad Aosta 14. In ogni caso le caratteristiche di questi rinvenimenti sono gi state discusse nel loro complesso da altri autoi, che hanno gi messo in rilievo 1'importanza commerciale del percorso stradale che attraversava la Valle Aosta, tradizionalmente il pi importante passaggio dalla Gallia e dalla Germania verso Ita lia l5. Cosi non ci sembra necessario approfondire ulteriormente questo argomento. Assai meno conosciuti e studiati sono invece i rinvenimenti monetali venuti alla luce lungo un altro importantissimo percorso che consentiva un facile attraversamento dlie Alpi, quello dlia Valle dell'Adige (C nella carta). Una moneta bizantina non meglio specificata di Giustiniano II stata rinvenuta a Flavon (Trento) I6, in una valle tributaria di quella dell'Adige. Monet carolinge, da Pipino il Brve a Ludovico II, sono state rinvenute singolarmente a Miis-

13 Per i rinvenimenti di monet altomedioevali in quest' area v. Clemens Maria Haertle, Karolingische Munzfunde aus dem 9. Jahrhundert, Koln-Weimar-Wien, 1997, n. 534-536; Louis Martinet, Numismatique, Feuille d'Annonces d'Aoste, 4 (29 febbraio 1844), p. 2-3; Mario Orlandoni, Monet antiche in Val Aosta, Aosta, 1983, passim e bibliografia ivi citata; Id., La via commerciale dlia Valle d'Aosta nella documentazione numismatica, RIN 1988, p. 433-448; Id., Valle d'Aosta. Un ponte con l'Europa del Nord. Ricerche sull'origine di un obolo medieval e imitazione inglese o scandinava rinvenuto negli scavi di Aosta, Panorama Numismatice, 38, marzo-aprile 1990, p. 15-16; Id., Vita dei medaglieri. Regione Autonoma della Valle d'Aosta: Museo Archeologico Rgionale. Immissioni 1984-87, Annali dell'lstituto Italiano di Numismati ca,1995, p. 173-195, passim. Molti di questi rinvenimenti sono ora registrati in Ermanno 42, A. Arslan, Ccile Morrisson, Monet e moneta a Roma nell'Alto Medioevo, in Roma fra Oriente e Occidente, Spoleto, 2002 (Settimane di Studio del Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, XLIX), p. 1255-1305, a p. 1275, nota 62; Ermanno Arslan, Saggio di repertorio dei ritrovamenti di moneta vandala, ostrogota, bizantina, longobarda in Italia peninsulare, Sardegna, Canton Ticino, Istria croata (con esclusione della Sicilia), Rassegna di Studi del Civico Museo Archeologico e del Civico Gabinetto Numismatico di Milano, LXIX, 2002, p. 59-122, a p. 106. 14 Cfr. Mario Orlandoni, Catalogo della raccolta numismatica dell'Accademia di SanAns elmo, Bulletin de la Socit Acadmique religieuse et scientifique de l'ancien Duch d'Aoste, XXXV (1970-1971), p. 153-420, aile p. 358-359. 15 Orlandoni, La via commerciale cit.; Alessia Rovelli, Some considerations on the coi nage of Lombard and Carolingian Italy, in The Long eighth century: production, distribution and exchange, a cura di Inge Lise Hansen, Chris Wickham, Leiden, 2000, p. 195-223, aile p. 216217; cfr. anche Arslan, Morrisson, Monet, cit., p. 1275, che per sembrano mettere in rapporto questi rinvenimenti soprattutto con il passaggio dei pellegrini diretti a Roma. 16 Giacomo Roberti, Edizione archeologica della carta d'Italia al 100.000 : Foglio 21 (Trento), Firenze, 1952, p. 99, n. 22b. RN2005,p. 103-121

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tair in Svizzera17, Levico18, Riva del Garda19, Pe Alta20 e Sanzeno21 inTrentino, Bressanone 22 e Bolzano 23 in Sud Tirolo, tutte localit poste lungo il fiume Adige o nelle valli tributarie24. Rinvenimenti sporadici di denari italiani ed europei dei secoli X-XI (zecche di Milano, Pavia, Verona, Passau, Regensburg e Bodenseegebiet ), nonch di un follis bronzeo bizantino dello stesso pe riodo, sono stati effettuati ad Ala 25, Trento 26, Bolzano 27 e Siebeneich (Sette17 Un denario di Pipino il Brve dlia zecca di Quentovic (752-768) ed uno di Ludovico II (855-875) dlia zecca di Milano; v. Jos Diaz Tabernero, Die Fundmunzen aus dem Kloster St. Johann in Miistair, in Mstair. Kloster St. Johann, 2, Munzen und Medaillen, Zurich, 2004, p. 9164, n. 5,432. 1 8 Moneta di Carlo Magno non meglio specif icata; v. Giovanni Rizzi, Chiese Trentine anteriori al 1000. Alcune rijlessioni sull'assenza di documentazione numismatica nelle stratificazioni altomedioevali, a cura di Gianni Ciurletti, Trento, 1999, p. 2, nota 11. 19 Moneta di Carlo Magno non meglio specificata da localit Sabbioni (Brione); v. Rizzi, loc. cit. 20 Dove stato rinvenuto un denario di papa Giovanni VIII (872-882) con gli imperatori Carlo il Calvo Carlo il Grosso (875-882); Richard Clark et al, Excavation at Pre Alta, Trentino, Northern Italy, Cambridge Archaeological Journal, II, 2, p. 254-261, a p. 261 (la moneta stata classif icata da Lucia Travaini). 21 Qui stato portato alla luce un denario di Pipino il Brve (752-768); v. Clorinda Amant e Simoni, Schede di archeologia longobarda in Italia: Trentino, Studi Medioevali, s. III, XXV, p. 901-955, a p. 918. 22 Due monet di Carlo Magno dlie zecche di Milano e Pavia, rinvenute presso i resti di miseri fondi di capanne in legno, in localit Rosslauf, nel corso di scavi dell'Ufficio Archeologico Provinciale di Bolzano; v. Rizzi, Chiese cit., p. 3, nota 12. 23 Una moneta di Ludovico il Pio (814-840), di zecca non indicata, rinvenuta negli scavi dell'Ufficio Archeologico Provinciale di Bolzano presso l'ex Convento dei Cappuccini, in un contesta di abitazioni; v. Helmut Rizzolli, Ein Gotteshaus an der Stelle des ehemaligen Wucherhaus, 400Jahre Kapuziner in Boen, Der Schlern, 74, n. 4/5 (April/Mai 2000), p. 255-272, a p. 269. 24 Un ulteriore esemplare di Carlo Magno (793/4-814) stato rinvenuto genericamente in Sud Tirolo; v. Andrea Saccocci, Ritrovamenti monetali e incastellamento nelle regioni adriatiche settentrionali (sec. IX-XII), in U incastellamento nel Nord-est italiano (IX-XII secolo). Stato dlia ricerca e prospettive d'indagine. II giornata di studi, Attimis, 3-4 dicembre 1999, a cura di Fabio Piuzzi, Udine, 2000, p. 61-68, a p. 63, nota 21. 25 Un denario di Passau non meglio specificato, ma databile al 1045-1065, dalla chiesa di S.Pietro in Bosco; v. Rizzi, Chiese cit., tabella Ala - S.Pietro in Bosco (pagine non numerate). 26 Un denario di Ottone II III (973-1002) dlia zecca di Milano dalle mura dlia citt; v. Benedikt Graf von Giovanelli, Alterthiimliche Entdeckungen in Sudtirol seit dem Jahre 1838, estratto da Zeitschrift des Ferdinandeums, X, 1844, p. 23; un pezzo semibratteato dell'XI seco lo coniato probabilmente nell'area del Lago di Costanza dal Teatro Sociale; v. Bruno Callegher, Trento - Teatro Sociale: scavi 1990-1992. Le monet repubblicane, imperiali e medioevali: analisi critica e catalogo del complesso numismatico, in Materiali per la storia urbana di Tridentum. II. Ritrovamenti monetali, a cura di Enrico Cavada, Giovanni Gorini, Trento, 1998 (Ar cheologia dlie Alpi, 4), p. 7-341 , n. 1508 (quando usci questo contributo la moneta pero non era stata ancora identif icata, n dalF autore n, essendo stati interpellati per un consiglio, da chi vi scrive; per il tipo comunque cfr. ora Hans-Ulrich Geiger, Heinrich der Lwe und die Munzprgung im Bodenseegebiet. Hypothesen zum Schatzfund von Steckborn, GNS, Mrz 1998, p. 915, a p. 13, n. 7). 27 Un denario di Regensburg dell'XI secolo dal Capitolo del Duomo; v. Tutela dei beni Culturali, in Alto Adige 2000, Bolzano, 2001, p. 205. RN2005,p. 103-121

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querce)28 lungo il corso dell'Adige, Fornace29, Miistair30 e Pinzolo31 in valli vicine e ben collegate al percorso atesino. Il dato pi intressante relativo a quest'area, tuttavia, appare il rinvenimento di monet islamiche, anche se purtroppo non pi documentato da esemplari sopravvissuti. Un pezzo islamico di Spagna, probabilmente dei secoli XI-XII, era prsente nel ripostiglio di Digoman (Belluno)32, mentre monet dei Califfi Fatimidi d'Egitto (X-XI secolo) furono rivenuti presso Ala, sul fiume Adige, secondo una notizia del Giovanelli. Assai significativo che questo autore ottocentesco, che pu essere conside rate studioso di assoluta affidabilit, completi questa informazione sostenendo che anche altrove monet cufiche, in tutti e tre i metalli , si rinvengono frequentemente inTirolo33. Un'affermazione del gnre, che fino a qualche tempo fa sarebbe apparsa quasi visionaria (soprattutto per quanto riguarda la presenza di monet islamiche in bronzo), sembra ora trovare una piccola conferma nel rinvenimenti di pezzi del gnre in Friuli e probabilmente in Val Aosta, corne abbiamo visto sopra. A questo proposito si pu anche ipotizzare che la presenza a Merano di un'antica moneta indina d'oro, databile al III secolo d.C. 34, possa essere facilmente spiegata proprio con la penetrazione nell'area di valu ta islamica nei secoli X-XI. Con la vicinanza dell' importante percorso rappresentato dalla Valle dell'Adige possono essere spiegati probabilmente anche i rinvenimenti sporadici di monet bizantine in bronzo dei secoli IX-XII, segnalati in alcune aree pi meno facilmente connesse con questa importante direttrice, corne la Valle

28 Un follis anonimo bizantino di classe A2 (971-1025) dall' Heilige Winkel; v. Bruno Callegher, Presenza di folles anonimi in Italia settentrionale: un'ipotesi interpretativa, NAC 1994, p. 293-312, a p. 294, n. 1/1 (indicato come Bolzano - San Maurizio); cfr. Arslan, Saggio cit., p. 104, testo corrispondente a nota 501; un denario di Ottone III (983-1002) dlia zecca di Pavia dal territorio dlia localit (Giovanelli, Alterthumliche cit., p. 28-29) ed un denario milanese di Enrico II dagli scavi dlia chiesa dei Sankt Cosmas und Damian (Hans Nothdurfter, Helmut Rizzolli, Die Munzfunde von St. Cosmas un Damian in Siebeneich, in Leo Andergassen et al, Sankt Cosmas und Damian, Bozen, p. 67-86, aile p. 71-72, n. 1) 29 Un denario dlia zecca di Verona databile al 1014-1027, dalla chiesa di S. Stefano; Rizzi, Chiese cit., tabella Fornace S. Stefano (pagine non numerate). 30 Due denari milanesi di Ottone II-III (973-1002) e di Enrico II (1014-1024), nonch un denario a nome di Ottone (962-1002) dlia zecca di Pavia negli scavi dlia Chiesa di St. Johann; v. Diaz Tabernero, Die Fundmnzen cit., p. 97, n. 574. 3 1 Un denario probabilmente di Ottone I (962-973) dlia zecca di Milano, dagli scavi nella chiesa di S. Vigilio; la moneta non descritta, ma inserita in una tabella sotto la voce Milano e la data 962, il che consente questa identificazione; v. Rizzi, Chiese cit., tabella Pinzolo S. Vigi lio (pagine non numerate). 32 Valentino Ostermann, Di un ritrovo di monet veneziane, veronesi e trentine dei primordi del secolo XIII, RIN 1896, p. 383-390. 33 Giovanelli, Alterthumliche cit., p. 16. 34 Giovanelli, Alterthumliche cit., p. 14-15; cfr. Saccocci, Ritrovamenti di monet isl amiche cit., n. 2. RN2005,p. 103-121

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Camonica35, la Valtellina36, il Feltrino37, le Prealpi vicentine38, nonch quelli di tremissi longobardi di Darfo (Brescia) 39 e di Boscochiesanuova (Verona) 40. Altre aree della regione alpina mostrano una simile varieta nella composizione dei rinvenimenti monetali altomedioevali, corne le valli del basso alessandrino e del cimeense, dove si conoscono rinvenimenti sporadici di monet bizantine in bronzo41, tremissi longobardi42, denari carolingi43 e monet nor35 Un follis anonimo di classe (1034-1041) ed un tetarteron di Andronico I (1 184-1 185) conservati al Museo di Breno; v. Eleonora Ferrari, / ritrovamenti monetali in Valle Camonica dalle origini all'et bizantina, tei di laurea dell' Universita di Padova, a.a. 1984-1985, p. 178179. Al passaggio attraverso le Alpi rappresentato dalla Valle Camonica pu forse essere asso ciate il poco chiaro nucleo di monet bronze bizantine da Tagliuno (Bergamo), a sud del Lago lseo, comprendente monet databili dal VII al X secolo (Arslan, Saggio cit., p. 89, tsto corrispondente alla nota 3 1 7 e bibliograf ia ivi citata) ed il pi tardo ripostiglio di monet lombarde derXI secolo da Ponte Nossa (Maila Chiaravalle, Ripostigli monetali in Italia. Schede Anagrafiche, Ponte Nossa (BG), Milano 1995). 36 Sette esemplari bronzei bizantini, databili dal VIII al X secolo, rinvenuti a Ponte e nel territorio di Sondrio; v. Giliana Muffatti Musselli, Ritrovamenti di et romana in Lombardia, X, Sondrio, Milano, 1997, n. 15/1/4, 25/1/3, 28/1 1/6-7, 34/400-401; cfr. Arslan, Saggio cit., p. 8889, tsto corrispondente aile note 305, 316. Nella stessa valle, a Serravalle, attestato anche un denario di Ottone III (983-1002) di zecca non specificata; v. Sauro Gelichi, Sergio Nepoti, Aggiornamento Schede 1971-1983, Archeologia Medievale, XII, 1985, p. 560-571, a p. 565. Dalla stessa localit segnalato anche un denario di Carlo Magno (768-814), ma senza indicazione sulle modalita del rinvenimento; v. Ermarmo A. Arslan, Le monet di via Moneta, in Milano tra l 'et repubblicana e et augustea. Atti del Convegno di Studi 26-27 marzo 1999, Milano, Milano, 2000, p. 141-179, a p. 151, nota 55. 37 Cinque folles conservati al Museo Civico di Feltre; Caterina Galifi, RMRVe, I, 2, Feltre, Padova, 1998, n. 12/278-282; cfr. Arslan, Saggio cit., p. 108-109, testo corrispondente alla nota 580. Riguardo ad un importante ripostiglio di denari ottoniani da Feltre v. infra, nota 78. 38 Un follis anonimo di classe A2 (976-1025) da Marana (e non da Cima Marana come talvolta indicate in bibliografia); un miliarense di Giovanni Zimisce (969-976) ed un follis anoni mo classe A2 da Rotzo; due folles anonimi di classe A2 e (1028-1034) dal Castello di Sandi torso; v. Armando Bernardelli, RMRVe, IV, 1, Vicenza, Padova, 1995, n. 15/2/1; IV, 2, Bassano, Padova, 1997, n. 23/l(6)/8-9, 25/3(l)/9-10; cfr. Arslan, Saggio cit., p. 107-111, testo corr ispondente aile note 562, 573, 608, 613. 39 Ermanno A. Arslan, Un tremisse di Vicenza per Desiderio (756-774) da Darfo (BS), in Contributi numismatici in ricordo di Franco Chiesa (1921-1998), parte II, Annotazioni Numismatiche, 30, giugno 1998, p. 675-684; cfr. Arslan, Saggio cit., p. 107-1 1 1, testo corrispondente alla nota 277. 40 Giangiacopo Dionisi, Dell'origine e dei progressi della zecca di Verona, in Giu Antonio Zanetti, Nuova raccolta delle monet e zecche d 'Italia, IV, Bologna 1786, p. 203-400, a p. 297. 41 Un follis di Leone III (717-741) da Alba; a suo tempo segnalatoci da Giorgio Fea, cfr. ora Arslan, Saggio cit., testo corrispondente alla nota 364; una moneta di Leone VI (886-912) da Acqui Terme; Arslan, Saggio cit., testo corrispondente a nota 363; un follis di Costantino V (75 1 775), zecca di Siracusa, da Corneliano (Cuneo); Federico Barello, Le monet antiche del Museo Federico Eusebio , Alba Pompeia, n.s., XVIII (1997), II, p. 35-86, a p. 39; cfr. Arslan, Saggio cit., testo corrispondente alla nota 376. 42 Un tremisse di Desiderio rinvenuto nel territorio Alba; v. Goffredo Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, I, Torino, 1833, p. 125; Arslan, Saggio cit., testo corrispondente a nota 365. 43 Un denario di Lotario II (755-775) della zecca di Pavia da San Lorenzo di Caraglio RM 2005, p. 103-121

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manne di secolo X-XI44. Occorre dire per che in questa zona i rinvenimenti sembrano collocarsi pi nel settore collinare di tali valli che non in quello propriamente alpino (lettera D nella mappa). Trovano per un preciso riscontro ad alta quota al Passo del Melogno, nel Savonese, che consente proprio il passaggio da queste valli al Mar Tirreno. Qui stato rinvenuto un denaro di Carlo Magno45. Ancora in Piemonte va segnalato il rinvenimento sporadico di un tremisse longobardo di Desiderio a Novalesa, ad alta quota nella valle della Doria Riparia46. Molto ricche appaiono le presenze monetali nelle regioni alpine a cavallo dei grandi laghi a Nord di Milano (lettera E nella mappa), ma queste presentano una composizione assai mno varia di quelle delle altre aree finora illustrat e.escludiamo il famoso ripostiglio di Hanz nel cantone svizzero dei GriSe gioni, databile all' ultimo decennio dell 'VIII secolo e contenente monet longobarde, carolinge, anglo-sassoni ed abbassidi in oro ed argento 47, nonch il rinvenimento sporadico di Introbio (Lecco) di un probabile follis bizantino anonimo48, tutti gli altri dti sembrano riferirsi a monet italiane. Cosi nei ripostigli italiani di Ornavasso 49 e di Pellio 50, nonch nel rinvenimento spora-

(Cuneo); v. Giorgio Fea, II medagliere civico: un'occasione per un censimento numismatico del Cuneese (III sec. a.C.-IX sec. d.C), Bollettino della societa per gli stud storici, archeologici ed artistici della Provincia di Cuneo, 95, II semestre 1986, p. 109-129, a p. 120, n. 2; un denario del re Bosone di Provenza (869-887) da Alba; Casalis, Dizionario cit., p. 125; cfr. Arslan, Saggio cit., tsto corrispondente a nota 365. 44 Denari di Rouen (XI secolo) rinvenuti ad Alba; v. Federico Barello, Le monet, Una citt nel medioevo. Archeologia ad Alba dal VI al XV secolo, Alba, 1999, p. 285-288. 45 Appartenente alla zecca di Treviso e databile al 793/4-814; v. Giovanni Murialdo, Circolazione monetaria medievale nel Finale (Savona), in Atti del IIP Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, a cura di Rosa Fiorillo, Paolo Peduto, Firenze, 2003, p. 27-31, a p. 27. 46 Ermanno A. Arslan, Problemi di circolazione monetaria in Piemonte dal V all' VIII secol o, Archeologia in Piemonte dal V all 'VIII secolo, III, // Medioevo, a cura di Liliana Marin cando, Egle Micheletto, Torino, 1998, p. 289-307, a p. 299. 47 V Fritz Jecklin, Der langobardisch-karolingische Munzfund bei Hanz, Mitteilungen der Bayerischen Numismatischen Gesellschaft, XXV, 1906/1907, p. 28-79; Ernesto Bernareggi, I tremissi longobardi e carolingi del ripostiglio di Ilanz, nei Grigioni, NAC 1977, p. 341-364. 48 Arslan, Saggio cit., testo corrispondente alla nota 284. 49 Denari milanesi di Berengario I (898-915) e Rodolfo di Borgogna (922-926); Ebn Taher, Lettre critique Mons. F. Schweitzer touchant la premire Dcade, Notizie peregrine di Numismatica e Archeologia pubblicate per cura di F. Schweitzer, Decade II, Trieste, 1954, p. 81-95, aile p. 81-87. 50 Denari milanesi e pavesi di Ottone II (973-983); v. Ermanno A. Arslan, ripostiglio di Pellio, in Dai Celti ai castelli medievali. Ricerche archeologiche tra Benaco e Lario, a cura di Gian Pietro Brogiolo, Mantova, 2001, p. 146-149; Id., Gli scavi nel sito fortificato di Pellio Intelvi (CO). Notizie preliminari, ripostiglio di Pellio. Segnalazione, in // Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Brescia 28 sett.- 1 ott. 2000, a cura di Gian Pietro Brogiolo, Firenze, 2000, p. 150-153. RN2005,p. 103-121

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dico di Campione51, dove sono documentati solo esemplari milanesi e pavesi. Anche nella controparte svizzera i rinvenimenti monetali dei secoli VIII-X sembrano testimoniare la circolazione privilegiata di moneta italiana, delle zecche di Milano, Pavia ed in misura assai minore Verona. Per quanto riguarda VIII secolo, oltre al gi ricordato ripostiglio di Hanz, possiamo citae il ripostiglio di Balerna (Canton Ticino) 52 ed il rinvenimento sporadico di Disentis (Grigioni) 53, con tremissi del re longobardo Liutprando (712-744), nonch il rinvenimento a Grono in Val Mesolcina (Canton Ticino) di un denario (forse tremisse?) di Carlo Magno della zecca di Castelseprio (774-78 1)54. Per quanto riguarda i due secoli successivi, un recentissimo contributo offre un quadro assai approfondito dei rinvenimenti monetali della regione55, per cui non ci sembra il caso di ritornare puntualmente sull'argomento. Bati solo ricordare che su 11 ripostigli provenienti dali' area presa in esame, soltanto uno non contiene monet italiane, mentre ben cinque registrano solo monet italiane56. Per quanto riguarda i rinvenimenti sporadici, il 50% degli esemplari venuti alia luce appartengono aile zecche italiane di Milano o Pavia, il 25% a quell e Zurigo o Costanza ed il rimanente 25% ad altre zecche tedesche57. di La particolare ricchezza e varieta delle presenze monetarie nelle Alpi trova un'indiretta conferma anche a Sud, in un'area che pu considerarsi la contro partemridionale delle grandi valli Alpine: gli Appennini Settentrionali fra Emilia e Toscana (lettera F nella mappa). Ci siamo resi conto della particolarit monetaria di questa zona qualche anno fa, analizzando i rinvenimenti monetali di epoca medioevale dal territorio di Modena58. Normalmente le informazioni raccolte riguardavano soltanto esemplari prodotti dalle zecche dell'area monetaria cui apparteneva la stessa citt di Modena, ad eccezione del settore montano del suo territorio: qui erano documentati i rinvenimenti di una

51 Denario milanese di Ottone I-II (962-967); Donatella Caporusso, Campione ltalia (CO). Chiesa di S. Zenone, Notiziario 1995-1997. Soprintendenza Archeologica della Lombardia, Milano, 1998, p. 230-232. 52 Arslan, Saggio cit., tsto corrispondente alla nota 122. 53 Jos Diaz Tabernero, Langobardische Munzen in der Schweiz: Zwei Neufunde, GNS 2004, n. 211, p. 54-57. 54 Indici della Rivista Archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como. Fascicoli 1174 / 1872-1992. Indice Numismatico compilato e commentato da Leopoldo Pozzi, Como, 1993, p. 66, n. 64. 1 e bibliografia ivi citata. 55 Benedikt Zch, Jos Diaz Tabernero, Bemerkungen zu den Munzfunden des 9. und 10. Jahrhundert zwischen Bodensee und Bndner Alpen, RSN 2003, p. 61-82. 56 Ibidem, p. 71-76 51 Ibidem, p. 76-81. 58 Andrea Saccocci, La moneta a Modena dalle origini al 1598, in Le monet dello Stato estense due secoli di coniazione nella Zecca di Modena 1598-1796, catalogo della mostra a cura di Silvana Balbi De Caro, Marco Cattini, Elena Corradini, (Bollettino di Numismatica, 3031, 1998), p. 39-58. RN2005,p. 103-121

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moneta merovingia59, di un denaro feudale francese60 e perfino di un pezzo bulgaro del XII secolo61. Inoltre un penny anglo-sassone era stato rinvenuto a Baggiovara, localit di pianura ma posta lungo la direttrice che da Modena porta ai passi appenninici62. Difficile non mettere in relazione questa varieta di dti con i percorsi che, attraversando la montagna modenese, mettevano in connessione il Nord Italia con la Toscana e quindi il Lazio e Roma. La relazione fra percorsi strdali e la variet dei rinvenimenti monetali, nell'area appenninica, appare confermata anche dal rinvenimento di una moneta normanna dell' XI secolo a Filattiera in Lunigiana63, da quelli di esemplari bizantini in Garfagnana64 e nella montagna parmense 65, nonch dal famoso ripostiglio cosiddetto del Reno di monet islamiche, bizantine e beneventane 66, quasi sicuramente proveniente dalla valle appenninica a sud di Bologna67. Anche il ben noto ritrova59 Un tremisse della zecca di Graye del secolo VII dalle montagne del modenese ; Augusto Maestri, Scavi nel modenese dell'anno 1925 e precedenti, estratto da Atti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patriaper le Province Modenesi, s. VII, IV, 1927, Modena, 1927, p. 5-6. 60 Un denario della zecca di Chatoreaux nel Berry, databile ai secoli X-XI, sempe dalle montagne del modenese; Ibidem, p. 6. 61 Una moneta d'argento di Pietro II e Asan I (1 186-1 196), anch'esso dalle montagne; Ib idem, loc. cit. 62 Un penny del re Offa di Mercia (757-796); v. Christopher Evelyn Blunt, Anglo-Saxon coins found in Italy, in Anglo-saxon Monetary History. Essays in memory of Michael Dolley, a cura di Mark A.S. Blackburn, Leicester, 1986, p. 159-170, a p. 164; occorre dire che nel mode nese stato trovato un altro penny dello stesso re, a Cognento, ma in zona di pianura distante dai percorsi appenninici, v. Ibidem, loc. cit. 63 Un denario con pseudo-legende, di XI secolo; v. Andrea Saccocci, Le monet medioevali, in Filattiera-Sorano: le fasi altomedievali. Scavi 1996-2001, a cura di Enrico GianniCHEDDA, C.S. 64 Un follis di Leone V (813-820) della zecca di Siracusa rinvenuto a Castelnuovo Garfa gnana; v. Paolo Notini, Guido Rossi, Ritrovamenti ceramici del periodo estense in Castelnuovo di Garfagnana, in Garfagnana. Storia, cultura, arte. Atti del Convegno di Studi (Castelnuovo Garfagnana 1992), Modena, 1993, p. 189-21 1, a p. 206, n. 18; cfr. Guido Rossi, La circolazione monetaria in Garfagnana fra il XII e la prima meta del XV secolo: la documentazione archeologica, in La Garfagnana dall'epoca comunale all'awento degli Estensi. Atti del convegno tenuto a Castelnuovo Garfagnana, Rocca Ariostesca, 13-14 settembre 1997, Modena, 1998, p. 361-400, a p. 394. 65 Un follis di Leone V da Corneglio; v. Pier Luigi Dall'Aglio, U alto e medio bacino del Parma dalla preistoria ai Longobardi, Archivio Storicoper le Province Parmensi, s. IV, 28, 1977, p. 207-228, a p. 218; cfr. Arslan, Saggio cit., testo corrispondente alla nota 138. 66 Ripostiglio di un numero non sicuro di pezzi, probabilmente 54: solidi bizantini da Leone III (717-741) a Niceforo I (802-81 1), solidi e tremissi beneventani di Arichi II (774-787), dinar abbassidi da Al Mansur (754-775) a Al Main (809-813); v. per tutti Arslan, Saggio cit., testo corrispondente alla nota 129 e la vasta bibliografia ivi citata. 67 Infatti il primo editore di questo complesso attesta che esso venne portato alia luce nell'agosto del 1857 durante la costruzione di un ponte non meglio specificato sul fiume Reno della "strada ferrata"; v. Luigi Frati, Delle antiche monet d'oro ritrovate in Reno nell'agosto dell'anno 1857, Bologna, 1857, p. 7. Proprio in quell'anno era iniziata la costruzione della linea ferroviaria Pistoia-Bologna, il cui tracciato si sviluppava quasi completamente in zone montuose, dove pi volte attraversava il fiume Reno; v. Marzia Marchi, I percorsi ferroviari tra BoloRN2005,p. 103-121

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mento di Travalle a Nord di Firenze, comprendente monet bizantine e denari occidentali di X secolo68, pu essere facilmente messo in relazione con l'attraversamento degli Appennini, anche se collocato in zona collinare. Si trova infatti ad una dlie estremit del percorso che univa Firenze a Bologna 69. Per concludere questa rapida analisi dei rinvenimenti monetali in area appenninica settentrionale, tra VIII e X secolo, bisogna anche segnalare il frquente rinvenimento nell'area di monet pavesi di X secolo70. La varieta nella composizione dei rinvenimenti nell'area dlie Alpi e degli Appennini Settentrionali, che abbiamo fin qui cercato di illustrare, fino ad oggi in gnre sfuggita agli studiosi. Soltanto nel caso di Aosta stata in qualche modo discussa, ma come abbiamo visto essa stata anche spiegata con il passaggio di pellegrini diretti verso Roma71. Effettivamente tale varieta appare una caratteristica dei rinvenimenti monetali nella stessa Roma72, ma con una gran de differenza: l'assenza di moneta islamica73. Per questo a noi sembra piu giustificato porre in relazione la particolare composizione dei rinvenimenti monegna e Firenze: dalla Porrettana all'Alta velocit, Storia Urbana. Rivista di studi sulle trasformazioni dlia citt e del territorio in et moderna, XXI, 1997/2, p. 99-126. In effetti anche se il gruzzolo fosse stato ritrovato sotto 1 'ultimo ponte sul Reno dlia ferrovia prima di Bologna, in zona gi pianeggiante, la sua giacitura (2,5 metri sotto il letto del fiume, in uno strato di ghiaia) lascia chiaramente intendere come esso non sia stato occultato li, ma vi sia finite perch trascinato dalle acque. Quindi potrebbe aver percorso anche un tratto molto lungo, prima dlia dispersione causata dalla probabile rottura del contenitore. 68 Un follis di Leone VI (886-9 1 2) ed uno di Costantino VII (9 1 3-959), trovati assieme a due denari di Pavia, uno di Ugo e Lotario (931-945), l'altro del solo Lotario (945-950); v. Luigi Tondo, Rinvenimento numismatico da Travalle, Firenze, Archeologia Medievale, V, 1978, p. 526-529. 69 Cfr. Angelica Degasperi, La moneta nel Medio Valdarno Inferiore: osservazioni sulla circolazione monetaria tra Lucca e Pistoia fra alto- e bassomedioevo, Archeologia Medievale, XXX, 2003, p. 557-568, a p. 560. 70 Per i quali rimandiamo a Degasperi, La moneta cit., p. 559-561 e Andrea Saccocci, II ripostiglio dell'area Galli Tassi di Lucca e la cronologia delle emissioni pavesi e lucchesi di X secolo, Bollettino di Numismatica, 36-37, 2001, p. 165-203, as., aile p. 168-169. 71 V sopra, nota 14. 72 I rinvenimenti monetali altomedioevali a Roma sono stati oggetto di due recenti studi, entrambi molto approfonditi, ai quali rimandiamo anche per la letteratura precedente, gi di per se piuttosto ricca; Alessia Rovelli, Emissione e uso della moneta: le testimonianze scritte e archeologiche, in Roma nell'alto medioevo, Spoleto, 2001 (Settimane di Studio del Centra Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, XLVIII), p. 821-856; Arslan, Morrisson, Monet, cit. 73 Riguardo alla presenza di moneta islamica in Italia, talvolta questa stata discussa non sulla base dei dati di rinvenimento, bensi delle presenza di registrazioni di mancusi nella documentazione contabile del tempo, considerate come prova dell'effettivo utilizzo in loco dei dinar arabi; v., da ultimo McCormick, Origins cit., p. 319-342. La nostra opinione invece che con tale espressione si intendesse indicare sempe il valore in denari d'argento di obbligazioni fissate in monet d'oro (sia bizantine che arabe) prima della conquista carolingia; in proposito v. Andrea Saccocci, Contributi di storia monetaria delle regioni adriatick settentrionali (secoli X-XV), Padova, 2004, p. 170-172, soprattutto nota 14; di conseguenza il suo utilizzo nei contratti non appare significativo per la conoscenza della circolazione monetaria effettiva. RN2005,p. 103-121

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tali nelle Alpi e negli Appennini Settentrionali fra VIII e X secolo con quella, forse ancora pi varia, di alcuni importanti iti nel Nord Italia dove sono ugualmente documentate monet islamiche, bizantine, anglo-sassoni e carolinge. Ci riferiamo ad alcuni porti ed empori di tradizione bizantina quali Venezia 74 e Grado/Aquileia75 nelle coste adriatiche, Luni76 e Finale Ligure77 in quelle tirreniche. Questo ci porta alla conclusione che la ricca circolazione monetaria attraverso le Alpi fu determinata soprattutto dagli scambi commerciali, e probabilmente da quegli scambi che sfruttavano un network commerciale di tradi zione bizantina che evidentemente non era mai venuto meno, neppure dopo la conquista longobarda di tutto il Nord Italia78. Altri due aspetti, infine, rimangono da analizzare per comprendere pienamente il significato dei rinvenimenti alpini che abbiamo sommariamente descritto. Il primo che nel periodo analizzato la varieta nella composizione riguarda soprattutto i ritrovamenti sporadici, mentre i ripostigli provenienti dalle stesse aree (quadrati nella mappa) appaiono molto pi omogenei e, soprattutto, contengono essenzialmente monet prodotte da zecche italiane 79; 74 Riguardo ai rinvenimenti veneziani di et altomedioevale v., per quanto concerne le monet bizantine ed arabe, Michle Asolati, Cristina Crisafulli, RMRVe, VI/2, Venezia/Altino II, Padova, 1994, passim; pi in generle cfr. Andrea Saccocci, II quartarolo: un nominale bizantino prodotto in Occidente (secc. XIII-XIV), in Inspecte Nummo. Scritti di Numismatica, Medaglistica e Sfragistica offerti dagli allievi a Giovanni Gorini, a cura di Andrea Saccocci, Padova, 2001, p. 147-164, aile p. 153-155; Id., Circolazione locale ed esportazione dlie monete di area veneta, in Circulation montaire rgionale et supra-rgionale. Actes du troisime col loque international du Groupe suisse pour l'tude des trouvailles montaires (Berne, 3-4 mars 2000), a cura di Harald Reiner Derschka, Isabela Liggi, Gilles Perret, Lausanne, 2002, p. 7994, aile p. 82-83. 75 Sui rinvenimenti dei secoli VIII-XI da Aquileia e dal Friuli in generle v. Passera, La ci rcolazione cit., passim; Andrea Saccocci, I presupposti dlia monetazione patriarcale di Aquileia (secc. VI-XII), in Aquileia e il suo Patriarcato. Atti del Convegno Internazionale di Studio (Udine, 21-23 ottobre 1999), a cura di Sergio Tavano, Giuseppe Bergamini, Silvano Cavazza, Udine, 2000, p. 221-236, aile p. 226-233. 76 Per quanto riguarda Luni, v. Antonio Bertino, Vita dei Medaglieri. Soprintendenza aile antichit dlia Liguria, Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica, 12-14, 1965-1967, p. 171207; Id., Monet attestate a Luni dal IV al IX secolo, Rivista di Studi Liguri, 42, 1983, p. 265300; Roberto Ricci, Saggio di una trattazione sulle tipologie e la circolazione monetaria nella aree lunense e massese dall'et carolingia alla fine del XIV secolo, Atti e Memorie dlia Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi, srie XI, XV, 1993, p. 103-115 e bibliografia ivi citata; cfr. Arslan, Saggio cit., testo corrispondente a nota 260. 77 Per le presenze monetarie successive ail' VIII secolo nell'area di Finale Ligure v. ora Murialdo, Circolazione cit. e bibliografia ivi citata. 78 In questo senso ci sembra che il quadro generle offerte da McCormick, Origins cit. sugli scambi commerciali in epoca altomedioevale venga confermato anche dalla pur modesta testimonianza offerta dai rinvenimenti monetali nei percorsi alpini. 79 Ai ripostigli sopra citati occorre anche aggiungere quello di Feltre, costituito da circa un migliaio di denari veronesi e veneziani di Ottone I-II (962-983); sulle caratteristiche di questo complesso, noto fin dal secolo scorso ma soltanto oggi ricostruito nella sua effettiva composiz ione, Lorenzo Dagostini, Carlo Kunz e il ripostiglio di Feltre (X sec), tesi di laurea discusv. RN2005tp. 103-121

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in altre parole, mentre i rinvenimenti singoli sembrano testimoniare qualcosa come un mercato monetario libero , i tesoretti appaiono documentare una semplice esportazione di monet dali 'Italia. Il secondo aspetto che la concentrazione di rinvenimenti nei piccoli centri dell'area montana sembra superiore a quella riscontrabile nelle citt e nei castelli della Pianura Padan, se escludiamo gli empori marittimi sopra citati 80. Questo fatto sembra veramente stra no, perch in alcun modo possiamo pensare che l'economia dlie regioni alpi ne fosse pi sviluppata di quella della pianura, dove l'agricoltura era sicuramente pi ricca e la civilt urbana era soprawissuta fin dai tempi di Roma antica81. Riguardo alla prima di queste due evidenti anomalie, Tunica spiegazione che siamo in grado di proporre, anche se molto ipotetica, che i ripostigli, che pi dei rinvenimenti sporadici possono essere statisticamente posti in connessione con il passaggio di eserciti e quindi con l'Amministrazione dello Stato82, testimonino il ruolo eminentemente fiscale dlie monet carolingie e postcarolingie prodotte in Italia. Essendo quindi utilizzate soprattutto nei pagamenti verso lo Stato, esse si sarebbero directe principalmente dalle regioni

sa c/o l'Universit di Trieste, a.a. 2003-2004. Desideriamo ringraziare Lorenzo Dagostini e Bruno Callegher, suo relatore, per averci consentito di leggere la tesi in anteprima. 80 Sui rinvenimenti monetali nei Regnum Italiae non esiste un contribute generle che comprenda il periodo dali 'VIII all'XI secolo. Per quanto riguarda la presenza di monet longobarde e bizantine si v. Arslan, Saggio cit., mentre per quelle arabe Saccocci, Ritrovamenti di monete islamiche cit.; riguardo ai denari d'argento di tipo occidentale v. Rovelli, Some considerations cit., che per ncessita di essere integrate per alcune aree, corne il Nord Est Italia; per questa regione si v. comunque Saccocci, Ritrovamenti monetali e incastellamento cit.; riguardo ai ritrovamenti di denari di epoca ottoniana, infine, v. le annotazioni presenti in Arslan, II ripostiglio cit., p. 149 e Saccocci, II ripostiglio [Galli Tassi] cit., passim; per quanto riguarda l'XI secolo possiamo contare solo su contributi settoriali, come ad esempio quello di Alessia Rovelli, II denaro di Pavia nelPAlto Medioevo (VIII-XI) secolo, Bollettino della Societa Pavese di Storia Patria, 1995, p. 71-90 sulla circolazione del denario pavese; per una bibliografia sui rinvenimenti monetali nei Nord Italia, infine, v. Andrea Saccocci, Billon and bullion: local and foreign coins in Northern Italy (1 lth- 15th centuries), in Local coins, foreign coins. Italy and Europe 10th to 15th centuries. The Second Cambridge Numismatic Symposium, Cambridge, 28 February-1 March 1997, a cura di Lucia Travaini, Milano, 1999 (Societa Numismatica Italiana, Collana di Numismatica e Scienze Affini, 2), p. 41-65, aile p. 53-54. 81 In proposito v. Chris Wickham, L'Italia nei primo Medioevo. Potere centrale e societa locale (400-1000), Milano, 19972 (trad, italiana dell 'originale Early Medieval Italy: central power and local society 400-1000, London, 1981), p. 69-96. 82 Per l'ovvio motivo che sicuramente pi di altre catgorie i soldti utilizzavano la moneta e si trovavano a rischio di morte improvvisa (senza essere circondati da amici e familiari di cui fidarsi), condizione ottimale per far si non tanto che un tesoro venga nascosto, quanto che non venga pi recuperato; in ogni caso abbiamo illustrate queste ed altre ragioni che ci hanno portato a ritenere statisticamente rilevante , anche in epoca medioevale, una connessione fra ripo stigli monetali ed eserciti in un nostro rcente saggio; v. Andrea Saccocci, Wage payments in Italy before the introduction of the moneta grossa , 1 lth -12th centuries, RBN 2003, p. 151164 all p. 162-164. RN2005,p. 103-121

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riferiche a quelle centrali delPAmministrazione, cio in quell'epoca dall'Italia alla Gallia Settentrionale ed alla Germania e non viceversa. Al contrario i rinvenimenti sporadici, testimonianza di scambio effettivo e molto piu vari nella composizione, illustrerebbero come il commercio fosse sopravvissuto nelle regioni alpine e come per le sue ncessita potessero essere utilizzate tutte le valut disponibili, occidental^ islamiche, bizantine. A questo proposito appare intressante il fatto che nelle zona a cavallo fra Svizzera e Lombardia ad una forte concentrazione di rinvenimenti monetali non corrisponda affatto quella varieta nella loro composizione tipica di altri percorsi alpini e che qui sia i ripostigli che i rinvenimenti singoli presentino le stesse caratteristiche83. Quest o potrebbe infatti costituire una sorta di controprova della nostra ipotesi: dato evidentemente il solo passaggio di uomini in un percorso alpino non era di per s in grado di giustificare una circolazione monetaria molto differenziata, se questo non era connesso ai traffici di lungo percorso. Per concludere, rimane aperta la questione della forte concentrazione di ri nvenimenti sporadici, spesso comprendenti esemplari di alto valore, in tutti i percorsi vallivi che abbiamo analizzato. Una possibile spiegazione appare quel la che l'economia delle regioni montuose fosse piuttosto povra, e quindi al notevole afflusso di moneta, dovuto al continuo passaggio di uomini, non facesse riscontro una pari disponibilita di beni nei mercati locali. Di conseguenza le monet li afrluite tendevano a svalutarsi per eccesso di offerta , al punto da essere poi utilizzate nei piccoli scambi e quindi perse con maggiore facilita che altrove. Al contrario, nelle floride pianure del Nord Italia sicuramente l'offerta di moneta non bilanciava la produzione di beni. Cosi la prima tendeva a rivalutarsi per eccesso di domanda, al punto da non essere utilizzata se non quando non se ne poteva fare a meno, cio essenzialmente nei pagamento di tributi e canoni fissati per legge o contratto in moneta. Questo fatto, se vero, potrebbe pienamente spiegare perch i rinvenimenti di monet altomedioevali appaiono cosi rari nell' Italia centro-settentrionale rispetto ail' Europa transalpina, quando molti altri indicatori (ad esempio la documentazione scritta soprawissuta) sembrano invece testimoniare che quest'area era tra le pi ricche e sviluppate d'Europa84.

83 V sopra, testo corrispondente aile note 47-57. 84 Questo particolare aspetto stato da noi approfondito in un contributo di prossima pubblicazione; v. Andrea Saccocci, La monetazione del Regnum Italiae e l'evoluzione complessiva del sistema monetario Europeo tra VIII e XII secolo, in Proceedings of the XIII International Numismatic Congress, Madrid, 15-19 September 2003, c.s. RN2005,p. 103-121

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Elenco dei iti di rinvenimento citati nel tsto e riportati sulla mappa Friuli Venezia Giulia (per le informazioni specifiche e la bibliografia v. sopra, note 5-10 e tsto corrispondente) 1 . Valle del Bt (Udine), ritrovamento occasionale (moneta bizantina secc. IX-X) 2. Valle del Bt (Udine), diversa localit, ritrovamento occasionale (denari italiani di X secolo) 3. Canale del Ferro (Udine), ritrovamento occasionale (moneta sassanide sec. V) 4. Venzone (Udine), ritrovamento occasionale (monet carolinge italiane e nord-europee secc. VIII-X; moneta islamica sec. VIII) 5. Montereale Valcellina (Pordenone), ritrovamento occasionale (moneta bizantina sec. VIII) Veneto (v. sopra, note 31, 36-37, 39, 78 e tsto corrispondente) 6. Agordo (Belluno), ripostiglio da ritrovamento occasionale (denari italiani XII secolo, moneta fatimide X-XI sec.) 7. Feltre (Belluno), ripostiglio da ritrovamento occasionale (denari italiani X secolo) 8. Feltre (Belluno), in collezione, da sicuro rinvenimento occasionale (folles bizantini anonimi, secc. X-XI) 9. Castello di Santorso, ricerche di superficie (folles bizantini anonimi, secc. X-XI) 10. Rotzo (Vicenza), ricerche di superficie (monet bizantine di X secolo) 11. Marana (Vicenza), ritrovamento occasionale (follis bizantino anonimo, secc. X-XI) 12. Boscochiesanuova (Verona), rinvenimento occasionale (tremisse longobardo sec. VII-VIII) Trentino Alto Adige (v. sopra, note 15, 17-30, 32 e tsto corrispondente) 13. Merano (Bolzano), ritrovamento occasionale (antica moneta indina in oro, sec. III d.C.) 14. Bressanone (Bolzano), scavi organizzati (monet carolinge) 15. Siebeneich (Bolzano), scavi organizzati e ritrovamento occasionale (follis bizantino ano nimo, denario sec. X) 16. Siebeneich, chiesa di St. Cosmas und Damian, scavi organizzati (denario sec. XI) 17. Bolzano, Convento dei Cappuccini, scavi organizzati (denario carolingio, se. IX) 18. Bolzano, Capitolo del Duomo, scavi organizzati (denario tedesco sec. XI) 19. Sanzeno (Trento), ritrovamento occasionale (moneta carolingia sec. VIII) 20. Flavon (Trento), rinvenimento occasionale (moneta bizantina in bronzo sec. VIII) 21. Pinzolo (Trento), scavi organizzati (denario italiano di X secolo) 22. Fornace (Trento), chiesa di Santo Stefano (Trento), scavi organizzati (denario italiano sec. XI) 23. Pre Alta (Trento), scavi organizzati (moneta papale sec. IX) 24. Trento, Mura dlia citt, ritrovamento occasionale (denario italiano sec. X) 25. Trento, Teatro Sociale, scavi organizzati (denario tedesco sec. XI) 26. Levico (Trento), scavi organizzati (moneta carolingia sec. IX) 27. Riva del Garda (Trento), localit Sabbioni, scavi organizzati (moneta carolingia secc. VIII-IX) 28. Ala, ritrovamenti occasionali, (denario tedesco di XI secolo; monet fatimidi secc. X-XI) 29. Tirolo, ritrovamenti occasionali, denaro carolingio sec. IX; monet islamiche nei tre metalli) Lombardia (v. sopra, note 34-35, 38, 47, 49-50 e tsto corrispondente) 30. Ponte e territorio (Sondrio), collezione da probabile rinvenimento occasionale (monet bizantine in bronzo, secc. VIII-X) 31. Serravalle (Sondrio), rinvenimento occasionale e scavi organizzati (denario carolingio sec. VIII-IX; denario di X secolo) RN2005,p. 103-121

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32. Breno (Brescia), collezione da sicuro rinvenimento occasionale (monte bizantine secc. XI-XII) 33. Darfo (Brescia), rinvenimento occasionale (tremisse longobardo sec. VIII) 34. Tagliuno (Bergamo), rinvenimenti occasionali (monet bizantine secc. VII-X) 35. Ponte Nossa (Bergamo), ripostiglio da rinvenimento occasionale (monet lombarde di XI secolo) 36. Introbio (Lecco), rinvenimento occasionale (follis bizantino anonimo, secc. IX-XI) 37. Pellio (Como), ripostiglio da scavo organizzati (denari italiani sec. X) 38. Campione ltalia (Como), scavi organizzati (denario italiano sec. X) Svizzera (v. sopra, note 12, 16, 46, 51-56 e tsto corrispondente) 39. Miistair (Grigioni), scavi organizzati (monet carolinge secc. VIII-IX) 40. Chur (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari svizzeri sec. X) 41. Chur (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani sec. X) 42. Chur (Grigioni) ex chiostro di St. Nicolai, ripostiglio da scavi organizzati (denari italia nitedeschi sec. X) e 43. Reichenau (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (dernari italiani sec. X) 44. Vaz/Obervaz (Grigioni), Chiesa di St. Donatus, scavi organizzati (denario italiano sec. X) 45. Zillis (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani sec. X) 46. Zillis (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani, svizzeri ed inglesi) 47. Im Schams (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani sec. X) 48. Bei Cunter-Burvagn (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani e svizzeri sec. X) 49. Sagogn (Grigioni), Borgo di Schiedberg, scavi organizzati (denario italiano sec. X) 50. Sagogn (Grigioni), rinvenimento occasionale (denario italiano sec. X) 5 1 . Hanz (Grigioni), ripostiglio da rinvenimento occasionale (tremissi longobardi e carolingi, denari anglo-sassoni, dinar arabi, sec. VIII) 52. Hanz (Grigioni), Castello di Griineck, ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari ita liani e tedeschi IX-X secolo) 53. Hanz (Grigioni), St. Margarethen, rinvenimento occasionale (denaro tedesco sec. X) 54. Trn (Grigioni), Darvela, scavi organizzati (denario tedesco sec. IX) 55. Disentis (Grigioni), rinvenimento occasionale (tremisse longobardo sec. VIII) 56. Disentis (Grigioni), Klosterkirche, scavi organizzati (obolo tedesco sec. XI) 57. Grono in Val Mesolcina (Canton Ticino), rinvenimento occasionale (tremisse carolingio sec. VIII) 58. Balerna (Canton Ticino), ripostiglio da rinvenimento occasionale (tremissi longobardi sec. VIII) 59. Bourg St. Pierre (Vallese), rinvenimento occasionale (denari carolingi sec. IX) Val d'Aosta (v. sopra, note 12-14 e tsto corrispondente) 60. Valle d'Aosta, rinvenimento occasionale (moneta carolingia sec. VIII) 61. Valle d'Aosta, collezione da probabile rinvenimento occasionale, folles bizantini anonimi secc. X-XI, monet islamiche in bronzo) 62. Hone, ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari irlandesi ed inglesi secc. XI-XII) 63. Nus, ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani e normanni sec. XI-XII) 64-69. Aosta, vari iti, scavi organizzati (sceatta anglo-sassoni sec. VIII, monet carolinge italiane e nord-europee, denario papale, monet feudali francesi) 70. Saint Pierre, rinvenimento occasionale (denario anglo-sassone sec. VIII) 71. Gran San Bernardo, scavi organizzati (monet carolinge italiane e nord-europee, secc. VIII-IX) RN2005,p. 103-121

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Piemonte (v. sopra, note 40-43, 45, 48 e tsto corrispondente) 72. Ornavasso (Verbania), ripostiglio da rinvenimento occasionale (denari italiani sec. IX-X) 73. Novalesa (Torino), rinvenimento occasionale (tremisse longobardo sec. VIII) 74. Acqui Terme (Alessandria), rinvenimento occasionale (moneta bizantina sec. X) 75. Alba (Cuneo), rinvenimenti occasionali, follis bizantino sec. VIII, tremisse longobardo sec. VIII, moneta feudale francese sec. IX) 76. Alba (Cuneo), Piazza Risorgimento, scavi organizzati (denari normanni sec. XI) 77. Corneliano (Cuneo), rinvenimento occasionale (follis bizantino sec. VIII) 78. San Lorenzo di Caraglio (Cuneo), rinvenimento occasionale (moneta carolingia italiana sec. IX) Liguria (v. sopra, nota 44 e tsto corrispondente) 79. Passo del Melogno (Savona), rinvenimento occasionale (moneta carolingia italiana sec.

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Emilia (v. sopra, note 57-61, 64-66 e tsto corrispondente) 80. Corneglio (Parma), rinvenimento occasionale (follis bizantino sec. IX) 81. Baggiovara (Modena), rinvenimento occasionale (denaro anglo-sassone sec. VIII) 82. Montagna modenese, rinvenimenti occasionali (tremisse merovingio sec. VII, denaro feudale francese sec. XI, moneta bulgara argento sec. XII) 83. Fiume Reno (Bologna), ripostiglio da rinvenimento occasionale (dinar arabi, solidi bizantini, solidi e tremissi beneventani, sec. VIII-IX) Toscana (v. sopra, note 62-63, 67 e tsto corrispondente) 84. Filattiera (Massa-Carrara), scavi organizzati (denaro normanno sec. XI) 85. Castelnuovo Garfagnana (Lucca), scavi organizzati (follis bizantino sec. IX) 86. Travalle (Firenze), scavi organizzati (folles bizantini e denari italiani, sec. X)

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