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Signor Presidente, Signori Consiglieri, il recente risultato elettorale e lesito dei referendum dimostrano che i milanesi hanno deciso

di aprire, nella loro citt, una nuova stagione politica. un cambiamento che coincide con un sentimento di grande, entusiasmante impegno e con una rinnovata volont di partecipazione alla vita pubblica. Milano vuole ritrovarsi di nuovo unita intorno a un obiettivo comune. Milano vuole trasformare il sogno in realt. Milano vuole tornare ad essere la capitale morale ed economica del nostro Paese. E vuole farlo mettendo in gioco se stessa. Il nostro compito quello di cogliere e indirizzare questo risveglio civico e di trasformare la volont di contribuire a questo cambiamento in uno strumento di crescita collettiva. Questa prima seduta del Consiglio comunale pu essere gi linizio di un nuovo percorso, che restituisca a quest assemblea il compito di parlamento della citt; il Consiglio Comunale deve essere, ne sono convinto, un luogo aperto, partecipato dai cittadini, unistituzione da rispettare; la sede e il modello di un confronto civile, il cuore di un nuovo corso amministrativo, politico, sociale, culturale per Milano. Prima di intervenire sulle linee programmatiche che intendo realizzare nel corso del mandato, voglio ringraziare, a nome di Milano, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, garante della nostra Costituzione e sostenitore di un rapporto sempre pi stretto tra Istituzioni e cittadini. Un grazie allArcivescovo di Milano, il Cardinale Dionigi Tettamanzi, per la sua capacit di destare lattenzione della citt e dei suoi amministratori sui temi dellaccoglienza e della solidariet; per il suo monito morale e civile e per il suo impegno a favore dei pi deboli. Ringrazio Manfredi Palmeri, che, a detta di tutti, ha svolto bene il suo compito di Presidente del Consiglio comunale nella precedente consiliatura. Ringrazio anche Giuseppe Mele segretario generale del Comune di Milano. Mi congratulo con il nuovo Presidente del Consiglio Comunale, Basilio Rizzo, che per la sua lunga esperienza e per il rigore con cui ha svolto per anni il ruolo di consigliere comunale rappresenta per tutti, ne sono profondamente convinto, una garanzia di corretto e trasparente svolgimento dei lavori di questa Assemblea. Una grande responsabilit: Sento di avere una grande responsabilit. A Milano avvenuto qualcosa di inedito sulla scena politica: si aperta una nuova stagione che ha riportato al centro unItalia che sembrava offuscata, nascosta. QuestItalia questa Milano chiede a gran voce innanzitutto di essere protagonista della scelte della citt e, quindi, di partecipare attivamente alla vita collettiva; e chiede, a chi stato eletto, coraggio nellimmaginare, e nel costruire, un futuro migliore per tutti; il che significa anche saper rinunciare a quei piccoli privilegi che hanno contribuito a creare un fossato tra i cittadini e i loro rappresentanti.

Per esempio non vi saranno nel nostro comune, auto blu. Abbiamo delle piccole Punto bianche in condivisione e ne faremo uso con la dovuta sobriet. Si tratta, certo, di piccole cose che per possono essere indicative di un rapporto paritario tra cittadini e chi li rappresenta. Piccole cose che, per, si conciliano anche con lavere aspettative alte, col sentirci un po demiurghi, col credere che possibile immaginare una citt diversa e realizzarla davvero. Altri lhanno fatto. E noi lo faremo. 1) Detroit, schiacciata dalla crisi dell auto, era una citt che sembrava finita; diventata una Mecca per i giovani artisti; 2) Amburgo ha affrontato la crisi della presenza industriale inventandosi capitale dellecologia. Il destino di Milano nelle nostre mani: noi dobbiamo riconoscere e affrontare i problemi irrisolti. Da quelli piccoli a quelli grandi. Il progetto di futuro che vogliamo costruire dipende soprattutto da noi. Laria del cambiamento, per dare risultati concreti, non pu per restare circoscritta a Milano. Una citt non una monade, n un castello con i ponti levatoi alzati. Non sar possibile nessun cambiamento reale, n la soluzione di problemi globali laria, lacqua, il traffico - se non riusciremo a rendere concreto il concetto di una citt aperta che sviluppi rapporti costruttivi con la citt metropolitana e si apra, nei fatti e non a parole, allEuropa, al Mediterraneo e al mondo intero. Lobiettivo di costruire attrazione di risorse, una migliore convivenza e una maggiore coesione tra quelle parti di umanit dellintero pianeta che hanno scelto il nostro territorio per lavorare e per vivere. Il nostro successo stato costruito oltre che dal nostro lavoro, da quello di tantissime persone che hanno scelto di unirsi a noi, dimostrando che siamo in tanti a volere una citt nuova: 1)nuova fuori e quindi pi bella, pi verde, pi pulita, pi efficiente; 2) nuova dentro: pi solidale, pi accogliente, pi generosa, pi attenta, pi giusta, pi trasparente. Milano ci ha fatto un dono: Milano ci ha insegnato qualcosa. Milano ha insegnato a tutto il Paese che la buona politica un valore che d prestigio allimmagine di una citt e, nello stesso tempo, consente di offrire risposte efficaci ai bisogni delle persone. Moralit, rispetto dellaltro, correttezza nei comportamenti: i cittadini hanno detto chiaramente che vogliono che la politica riscopra una dimensione etica. Vogliono che i loro rappresentanti riconoscano la virt, cio il merito, le competenze, le capacit, lonest, lintegrit e la generosit verso la citt. Vogliono che listituzione cittadina sia il primo modello di equit e che, col suo esempio, promuova quel senso civico che una delle migliori tradizioni di Milano.

Sar il Sindaco di tutti: I cittadini ci hanno affidato un compito difficile: fornire una risposta credibile alla loro domanda di cambiamento. Da parte mia ci metter il massimo di impegno. Lavorer guardando al futuro, ma anche cercando negli esempi del passato una guida e, permettetemi di dirlo, il coraggio di superare le difficolt che non mancheranno. Milano stata la culla di un riformismo municipale che ha offerto esempi luminosi di sapienza e lungimiranza amministrativa. Quegli esempi illumineranno il mio cammino. Una legislatura costituente: Penso a questa legislatura come a una legislatura costituente. Costituente soprattutto nella ricostruzione di solide relazioni con la citt, che avevano fatto grande Milano, e che si sono come sfilacciate con il tempo. Occorre rafforzarle per ridare vigore alla citt in tutti i campi in cui ha sempre primeggiato: leconomia, il lavoro, limpresa, le professioni, il welfare, la cultura. Lo faremo grazie al contributo di personalit di primo piano della politica e della societ civile. Lo faremo attraverso una rete di delegati, di consulte, di agenzie presenti e attive sul territorio. Ma lo faremo soprattutto coinvolgendo coloro che sono stati ai margini della politica. Daremo voce a tutte le diverse componenti della societ milanese. E in questo avranno un ruolo rilevante i consigli di zona, che saranno vere e proprie municipalit con poteri reali, risorse sufficienti e una parte di bilancio partecipato in grado di svolgere un ruolo di mediazione nella partecipazione concreta dei cittadini sui problemi della citt e di proporre soluzioni concrete ai problemi delle singole zone. A proposito di bilancio, non posso esimermi dal dire e il mio un dovere di trasparenza fin da subito parole chiare: un primo esame conferma quanto gi i revisori del comune di milano avevano rilevato e cio che, dal controllo sugli equilibri di bilancio, emerge un andamento assai negativo delle entrate che compromette lequilibrio di bilancio sia di parte corrente che dei saldi utili ai fini del rispetto del patto di stabilita Sul bilancio del comune, e sulleffettiva situazione rispetto a quella che ci e stata comunicata, faccio fin dora ogni riserva e dar immediate comunicazioni non appena saranno terminate le doverose verifiche Un patto per la citt: Da parte nostra, intendiamo realizzare un Patto per la Citt che si traduca in sviluppo economico e aumento della competitivit, del benessere, della crescita sociale e culturale. Vogliamo altres dare inizio a una Legislatura che promuova uno stile nuovo fatto di educazione civica e di rispetto della dignit di tutti. Uno stile nuovo nel modo di rapportarci con il Consiglio comunale, con i gruppi consiliari, con i lavoratori e le lavoratrici dellamministrazione comunale. LAmministrazione deve essere unorganizzazione modello, al servizio del bene comune, un esempio di cultura gestionale positiva che contribuisce a promuovere il cambiamento.

Per questo intendiamo valorizzare il capitale umano e professionale dei dipendenti del Comune favorendo le pari opportunit; la conciliazione della famiglia e del lavoro; in modo che essere genitori non escluda laccesso alla carriera e alle relazioni sindacali o non costringa, come purtroppo accade, a lasciare il posto di lavoro. Chi lavora in Comune dovr ritrovare lorgoglio di dire io lavoro per il bene della citt, di chi ci vive e di chi ci lavora. Occorre costruire nuove soluzioni organizzative che valorizzino capacit, passione e competenza. E questo un interesse primario dei cittadini e in particolare di quelli che pi hanno bisogno dei servizi pubblici. un interesse del sistema economico poich migliora lefficienza della macchina comunale. un interesse per chi nel pubblico lavora oggi o vuole farlo domani. Lavoreremo con impegno: 1) Per ridare speranza a una Milano che vuole riprendere a crescere e alle famiglie che domandano nuove politiche sociali 2) Per dare risposta ai lavoratori e alle lavoratrici che chiedono unoccupazione dignitosa, che consenta di costruire un futuro per loro e per i loro figli. Il che vuol dire anche combattere la precariet. 3) Per restituire presente e futuro ai giovani che debbono essere protagonisti della loro vita e della vita della citt 4) Per garantire alle imprese che vogliono competere un contesto di concorrenza trasparente. Una Milano in grado di valorizzare la sua grande tradizione di solidariet e di citt aperta e accogliente. Una citt: 1) orgogliosa della sua storia di sviluppo civile e sociale, del suo ruolo di capitale del lavoro, del suo contributo alla democrazia e alla partecipazione. 2) in grado di generare futuro per le nuove generazioni; di dare opportunit, casa e lavoro ai giovani; 3) Una citt capitale dei saperi e della cultura, che punta a valorizzare listruzione pubblica, la ricerca, la produzione culturale di qualit non solo in centro ma anche nelle periferie. Vogliamo valorizzare uno dei simboli dello straordinario patrimonio culturale della citt: le Scuole civiche, che devono tornare a essere un fiore allocchiello di Milano. Vogliamo una Milano che riconosca e affermi i diritti fondamentali civili e sociali. Una Milano capitale di un welfare che non lasci ai margini le persone anziane e le persone in difficolt. Una citt che sappia dare risposte concrete - perch giusto, non perch buono - ai temi della disabilit e che renda visibili coloro che oggi sono spesso costretti a restare invisibili. Una citt che promuova lautonomia personale di chi ogni giorno si misura con ostacoli materiali e barriere architettoniche che dobbiamo rimuovere.

Una citt a misura di bambino e, quindi, a misura di tutti. Una Milano che promuova processi di vera cittadinanza e partecipazione attiva. Una Milano in cui si possa vivere senza venire discriminati per le proprie idee o stili di vita, in cui nessuno si senta solo o straniero. I cittadini hanno espresso anche attraverso i Referendum la loro determinazione al cambiamento. Costruiremo una citt pi verde e pi vivibile; lambiente e la sostenibilit saranno tra le nostre priorit e colmeremo la distanza che, su questi temi, ci separa dai migliori modelli europei. Affronteremo i grandi temi dellinquinamento, del traffico, della valorizzazione della Darsena e dei Navigli, come temi dai quali dipendono la qualit della vita e la salute dei cittadini. Sar quindi nostro impegno tradurre in atti di governo gli indirizzi espressi dai cittadini durante la consultazione referendaria. Milano deve riprendere a costruire il proprio futuro, nel rispetto della volont dei cittadini: Anche per questo ci impegniamo fin dora ad esaminare e a valutare le osservazioni presentate da cittadini e da numerose associazioni al P.G.T. (Piano di governo del territorio): non solo per rispetto di quella democrazia partecipativa alla quale crediamo fermamente ma anche perch siamo profondamente convinti che, in quelle osservazioni, vi sia una grande ricchezza per il futuro della citt. Una citt in cui non vi siano pi abitanti senza casa e case senza abitanti. Vogliamo una Milano che colga la grande opportunit di Expo 2015 lasciando in eredit ai cittadini pi occupazione, pi sviluppo, pi relazioni internazionali; che offra soluzioni per combattere la fame, la sete e le malattie e che faccia dellExpo unoccasione di dialogo tra culture diverse, di diffusione di conoscenze, di apertura al mondo e di progetti di cooperazione internazionale che possano contribuire a contrastare la povert nellottica di quello che non pu rimanere una slogan nutrire il pianeta.-energie per la vita. Sono consapevole che nelle tracce di un programma non si pu comprimere unenciclopedia. Chi dunque volesse setacciare questo mio intervento per vedere cosa non c o cosa insufficientemente trattato avrebbe gioco facile. Il tema della sicurezza, ad esempio, un tema rilevante che non intendiamo sottovalutare. Ma, su questo tema e su altri che il tempo non mi permette di sviluppare. quello che mi preme sottolineare la vera priorit metodologica del nostro operare: noi opereremo avendo come faro la cultura della prevenzione. E dunque protocolli seri di sperimentazione per assicurare ai cittadini i risultati senza clamori, senza risse, senza le vesti stracciate del giorno dopo. Mi auguro - e auguro a tutti di potere inquadrare questo tema nella registro della normalit e non in quello della patologia dellemergenza perenne. Cari Consiglieri, Qualcuno penser che un discorso di insediamento serva solo per elencare le buone intenzioni.

Ma so che la memoria pu diventare un giudice micidiale: proprio per questo una buona intenzione direi programmatica la voglio ancora dire. Riguarda il rapporto con questa aula, attraverso cui si parla nel modo pi istituzionale anche alla citt, col proposito di dire la verit. Sapendo che Seneca ci ammoniva sul fatto che la verit bisogna dirla solo a chi disposto ad intenderla. Io considero i miei concittadini in grado di misurarsi anche con problemi gravi, comunque disposti a fare la loro parte, ove informati e coinvolti. Quasi tutta lEuropa funziona con questa etica. Abbiamo davanti a noi un grande lavoro da compiere, ognuno con la propria storia, con le proprie opinioni, con la propria funzione. una sfida entusiasmante. Ci accomuna, ne sono convinto, la volont di operare bene per Milano. Le differenze sono una ricchezza che possiamo mettere al servizio della citt. Il mio compito sar quello di guidare un progetto di cambiamento a cui ciascuno pu contribuire nel modo che riterr pi giusto e pi opportuno. Ho fiducia che daremo tutti il meglio di noi stessi. Ed con questo proposito, in qualche modo severo anche con me stesso, che vi auguro e mi auguro di lavorare tutti per il bene di Milano. Grazie.