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6 IL FEMMINISMO O LA DONNA E IL MONDO VISTI DA QUEL PUNTO DI VISTA

TRATTO DA SOCIOLOGIA DEL RIMORCHIONE di ALAIN SORAL

La mascolinit storica della creazione culturale


La cultura la creazione di chi la crea. Se partiamo da questa verit lapalissiana, non possiamo non amettere che, sin dalla notte dei tempi e in ogni parte del mondo, la creazione culturale, poetica, musicale, losoca, pittorica o letteraria sempre stata appannaggio esclusivo degli uomini. Il fatto che di recente (dallinizio di questo secolo e soprattutto dopo la ne della Seconda Guerra Mondiale) ci sia stato un proliferare di opere femminili (Sopratutto in ambito letterario, mentre la produzione musicale e losoca delle donne quasi nulla) non ci consente di affermare che le qualit artistiche delle donne siano eterne, perch non c stato ancora alcun riscontro storico. Tramandare Flaubert alla posterit sembra ogni giorno pi giusto, ma chi pu dire cosa sar fra un secolo delle opere di Marguerite Duras? Per far rimanere nella Storia qualche opera di genio gli uomini hanno dovuto produrre una mole colossale di creazioni stupide e mediocri, ma questo non cambia di una virgola il fatto che, nello stesso lungo periodo, le donne non hanno prodotto niente sul piano culturale. Di fronte a questa verit innegabile epoco lusinghiera (per quelle che si vantano della loro creativit culturale), le femministe si difendono con unargomentazione inattaccabile: se le donne non hanno prodotto neanche unopera nel corso della storia perch glielo hanno impedito. La domanda sorge spontanea: chi glielo ha impedito.

La violenza maschile unargomentazione insufciente a giusticare linibizione intellettuale e creativa delle donne
Naturalmente, secondo le femministe, il responsabile di questa innegabile sterilit creativa delle donne luomo. Questa recriminazione giusticata solo in parte, perch si presta ad almeno due contestazioni di un certo rilievo. Anche molti degli ideatori di opere culturali importanti hanno dovuto fare i conti (in ogni campo: Filosoa, Scienze, Arte) con la feroce persecuzione delluomo; Lopera geniale, in quanto verit nuova, ha sempre minacciato lordine costituito (il dogma o lideologia dominante nella Filosoa e nella Scienza, il classicismo, la morale e il buon gusto nellarte) e, di conseguenza, gli interessi e le convinzioni del gruppo sociale che aveva imposto quellordine (la monarchia per il dogma cattolico, la borghesia per lideologia commericale). Nel corso della Storia, llite sociale costituita non ha mai perso loccasione di far pesare la propria disapprovazionenei confronti degli autori di opere visionarie e progressiste, ostacolandoli in tutti i modi possibili e immaginabili ( condanna di Socrate da parte dellaristocrazia ateniese, cospirazione del Sinedrio contro Ges Cristo, condanna di Galileo emanata dal tribunale dellInquisizione, prudenza losoca imposta a Pascal e Spinoza, processo ai danni di Flaubert per Madame Bovary, incomprensione, crollo e miseria per Mozart, Van Gogh e Rimbaud, persecuzione ed esilio per Marx, prigione per Gramsci, morte per Che Guevara, ecc. Giovanna dArco uneccezzione cos poco femminileche conferma la regola). Questi geni creativi erano uomini perseguitati dagli uomini che non hannno rinunciato a portare avanti le loro opere, n a nirle, andando spesso contro i propri interessi o pagando con la propria incolumit, e talvolta con la vita. Per di pi, in ogni luogo e in ogni tempo di questa nostra Storia occidentale, sono sempre state le donne ad avere modo e mezzi per dedicarsi alla creazione culturale. Eppure le donne delle classi sociali dominanti (I loro padri e mariti si occupano di politica, ossia del dominio della forza produttivatramite la repressionedelle opere progressiste precedentemente citate) infatuate della cultura non hanno prodotto altro che delle copie (di opere maschili) o del manierismo (cio una copia delle opere maschili femminilizzate - Come riconosce anche Simone de Beauvoir ne il Secondo Sesso, nella sezione Storia). In materia di cultura, la cosa migliore che queste donne di mondo abbiano fatto stata quella di mettere i loro privilegi al servizio dei geni in difcolt (ma che non si sarebbero mai accontentati, a prescindere dalla loro miseria affettiva e dai loro dispiaceri amorosi, di imputare la loro incapacit creativa alle donne): - attraverso la creazione di salotti (come quello di Madame de Stal, e pi di recente quello di Gertrude Stein) o, in mancanza dei fondi necessari, -attraverso il dono di se (nel caso ammirevole di Jenny Von Westphalen, moglie di Marx) o, in mancanza di una tale generosit, - attraverso il dono, pi narcisistico sebbene piacevole, del loro corpo (come per Lou AndreasSalom).

Largomento delle caverne Per fugare ogni dubbio, bisognerebbe tornare a quando non poteva ancora esserci una tradizione culturale, alle origini lontane dei desideri e delle relazioni umane che abbiamo gi trattato nel precedente capitolo attraverso: - il corpo (e i suoi desideri biologico-organici) e - il complesso di Edipo (relazioni del neonato con i suoi primi altri, ossia la madre e il padre) e che noi ora proveremo a cogliere attraverso: - la Storia, proprio in virt della storicit del complesso di Edipo. Ritorniamo dunque agli albori dellUmanit per scoprire sulla parete di una grotta la prima opera darte: un bisonte con accanto la sagoma della mano che lo disegna. A chi appartiene questa mano? la domanda potrebbe sembrare assurda, visto che chiaro a tutti che si tratta della mano di un uomo (concordano anche le femministe a cui non mai passato per la testa di rivendicarla). Cerchiamo di capire perch Nella caverna cerano il fuoco, i bambini, la sicurezza, linizio della socializzazione, mentre fuori regnavano il pericolo, la Natura ostile e il cibo da cacciare. Dentro cera la donna-madre che sorvegliava la prole, fuori cera luomo-cacciatore, pi adatto al ruolo per due motivi: non doveva partorire ed era pi forte sicamente. Un giorno un uomo ritorna alla caverna da cui la donna esce solo di rado e disgna sulla parete lanimale vivo che ha cacciato allesterno. Perch? Per avere una forma di controllo su di lui? Semplicemente per rappresentarlo? Ma la domanda va posta in modo diverso: perch la donna che passava le sue giornate davanti alle pareti nude a un certo punto non ha avuto il desiderio e lidea di dipingerci le bellezze che la circondavano o che le stavano a cuore (il glio o lanimale trasformato in civo)? In ogni caso non sono stati trovati n bambini, ne piatti dipinti sulle pareti delle grotte preistoriche, ma degli animali ritratti dalla mano di uomini. Se, dunque, lintervento maschile non basta a spiegare la sterilit creativa delle donne (dato che, nelle stesse condizioni, gli uomini sono riusciti comunque a produrre arte), e se n dalle origini (in unepoca in cui non si pu giusticare tutto con la tradizione) le donne non hanno sentito la voglia e il bisogno di creare (nel corso della Storia, la loro scarsa voglia che si gradualmente tramutata in divertimento e seduzione indiretta), forse perch il primo nemico della creazione culturale femminile non luomo, come pretendono le femministe, ma la donna stessa.

Lorigine maschile della valorizzazione della donna


Per confutare denitivamente la convinzione femminista secondo la quale luomo sarebbe lincarnazione della mancanza di rispetto verso le donne e uno sfruttatore senza scrupoli, aggiungiamo che persino la valorizzazione della donna unopera esclusivamente maschile. Vediamo perch. Se i desideri del corpo e il complesso di Edipo ci spingono a valorizzare laltro (la donna e la madre nel caso delluomo, luomo e il padre nel caso della donna), il fatto che la madre sia laltro per luomo ma la stessa cosa per la donna (origine biologica dellasimmetria del complesso di Edipo) comporta che luno e laltra bbiano un tipo di rispetto diverso per la propria immagine. Il ragazzo, attraverso il parricidio, sviluppa un rispetto delluomo diverso da quello che ha per la donna (rispetto di ordine morale al di l del rispetto puramente affettivo). La ragazza, invece, per via della rivalit che ha con la madre e le sorelle nella conquista dellattenzione paterna (seduzione che la fa rimanere al di qua della categoria morale), tende ad avere unimmagine pi negativa di s e delle altre donne (non pu valorizzarla se non consacrandosi alle cure materne o imitando luomo nella creazione culturale). Questa differenza psicologica spiega con chiarezza perch pittori e poeti si preoccupino tanto di valorizzare la donna, mentre la moderna letteratura femminile sceglie di occuparsi di altri temi (il nodo centrale sta nellesposizione del proprio vuoto interiore). Tornano ai tempi antichi, questa valorizzazione tutta maschile della donna inizia quando luomo delle caverne constata che la donna quella che d la vita. In seguito, immedesimandosi nel ruolo di padre, luomo capisce di esistere grazie a questo miracolo, e quindi il suo rispetto per la donna diventa meno diretto e pi narcisistico, poich ora rivolto anche alla madre dei suoi gli. Ma la valorizzazione della donna raggiunge il suo apice con lidea di coppia (lunione esogamica e monogamica) la cui ufcializzazione denitiva si compie in Occidente con la santicazione religiosa della Vergine Maria (Concilio di Basilea, 1431). Attraverso la coppia la donna e luomo diventano davanti a dio due met dello stesso essere per tutta la vita: i loro gli, nati da questa unione, ne sono lincarnazione vivente. In ogni caso, che la sua visione della donna sia psicologica, magica, dinastica o spirituale, sempre luomo che eleva la donna (la prima opera darte scolpita da un uomo il corpo di una

Venere callipigia), perch obbligato a rispettare sua madre e la sua sposa per poter rispettare se stesso.

Lidealizzazione vantaggiosa (per lei) della donna magica


Il potere che la donna esercita sulluomo dipende dal rispetto che lui nutre per limmagine della madre (luomo in fondo, non ha un gran rispetto per la puttana, anche se la desidera e ne affascinato), e non dal riconoscimento di una qualsivoglia superiorit sica o intellettuale delle donne. Quindi, man mano che luomo fa esperienze e nonosce la ragazza (la troia: la schiava, stronza o pazza) che limmagine della madre gli nascondeva, pi il suo rispetto aprioristico della donna diminuisce. Alla ne raggiunger il livello delle donne reali, delle quali scopre lambivalenza e la doppiezza (passaggio doloroso dalla sua visione adolescenziale alla sua visione adulta delle donne). Insomma, il potere della donna quello che le concede luomo quando non lha ancora capita. E quello che la mia esperienza di rimorchione mi permette di affermare con certezza che, di norma, alle donne non conviene farsi conoscere pi a fondo. Le seduttrici e le altre donne scaltre (sono il contrario delle femministe, che manipolano con il pi sovrano disprezzo) hanno compreso talmente bene limportanza di restare magiche agli occhi delluomo che utilizzano un mare di astuzie (chiamate seduzione) per restare sospese fra linesplicabile e linesplicato. Ogni volta che le vuoi portare sul terreno scivoloso del concetto e della trasparenza, chiamano in causa il femminino eterno: preferiscono itrigare piuttosto che rivelare stupidamente la loro inettitudine e la loro troiaggine.

Lorigine maschile del femminismo


Il colmo e lironia che il femminismo nasce proprio in Occidente, dove la donna pi rispettata e ha pi potere. In Francia, il creatore di questo femminismo politico non nemmeno una donna, ma un certo Lon Richier, al quale le femministe devono la creazione, nel 1869, dellAssociazione dei diritti della donna e lorganizzazione, nel 1878, del loro primo congresso. Quanto al femminismo teorico di Simone de Beauvoir, si tratta (per sua stessa ammissione) della versione femminile dellesistenzialismo di Jean-Paul Sartre, di cui abbraccia fedelmente il preconcetto losoco (che per un eroina femminista non certo il massimo dellemancipazione).

Il femminismo viene spacciato per il punto di vista della donna


Dal momento che il punto di vista particolare di un individuo di plasma sullesperienza della nascita e su quelle successive, e dal momento che la consapevolezza di questo punto di vista particolare (identicazione che non ha niente di immediato, dal momento che esige circostanze favorevoli e un gran lavorosu se stessi) costituisce la premessa per la formulazione dei un pensiero oggettivo, perch le cose dovrebbero essere diverse quando si tratta di una donna? Per quale miracolo e con quale diritto due punti di vista femminili molto particolari (ad esempio quello di Simone de Beauvoir e quello di Elisabeth Baditender) dovrebbero diventare il punto di vista della donna e la coscienza delle donne quando entrambe le studiose sono ancora lontane dallaver raggiunto la coscienza di s? Il fatto che esista uno spirito femminile non signica che esiste un unico punto di vista della donna. Lo dimostra il fatto che il vocabolo femminismo, per Simone e per Elisabeth, corrisponde a due punti di vista contraddittori e addirittura poco rappresentativi degli interessi di gran parte delle donne.

Il femminismo mascolinizzante, o il punto di vista di simone di Beauvoir (la fuori di testa)


Durante tutta la sua infanzia la ragazzina stata vessata e mutilata [...]. Certo, la pubert trasforma il corpo della ragazza [...] (ma) gli organi femminili sono vulnerabili [...] insoliti e imbarazzanti, i seni sono un fardello. Negli esercizi violenti, ricordano la loro presenza, fremono, fanno male. Dora in poi la forza muscolare, la resistenza, lagilit della donna sono inferiori a quelle delluomo. Lo squilibrio delle secrezioni ormonali crea uninstabilit nervosa e vasomotrice. La

crisi mestruale dolorosa: mal di testa, dolori muscolari, crampi allo stomaco rendono faticoso o anche impossibili le attivit normali. A questi malesseri si aggiungono spesso dei problemi psichici [...] questi problemi [...] fanno del corpo uno schermo interposto fra la donna e il mondo, una caligine ardente che si posa su di lei e lasssia [...]. Oppressa, sommersa, diventa straniera a se stessa. (da Il secondo sesso, volume II. Lesperienza vissuta, prima parte: formazione, capitolo 2: la ragazza.) Questa descrizione apocalittica (che nel testo originale occupa decine di pagine e che qui stata abbreviata e che fa piegare in due dalle risate alcune delle prosperose Lolite di mia conoscenza) mette in evidenza il punto di vista di unadolescente vicina allanoressia mentale (e di conseguenza al safsmo). Simone promuove la sua visione patologica a presa di coscienza universale, che proietta in seguito su tutte le donne (per fortuna estranee a questa visione da fuori di testa). Il suo riuto della femminilit, vissuta come regressione, si accompagna allidealizzazione della mascolinit, concepita come norma e trascendenza, per dare vita al femminismo mascolinizzante: - in cui simone, avvertendo il proprio corpo come uno schermo interposto fra la donna e il mondo arriva a concepire il corpo femminile, il suo corpo sico, come ci che le impedisce di essere e a ipotizzare, al di l della donna reale biologica e storica), una donna essenziale dotata di tutte le qualit maschili idealizzate, - che una concettualizzazione patologica che estende anche alla Storia, nendo per vedere solo quella degli uomini che impediscono alle donne di darsi alla creazione culturale e cos di trascendersi verso lessere. Anche la sua idea di creazione culturale al di l di ogni realt e le permette di realizzare solo quellessere al di l della donna al quale aspira, malgrado il suo corpo, gli uomini e la Storia. In parole povere, corrisponde allo spirito maschile storicamente espresso. Il suo un punto di vista patologico elevato a teoria losoca, per di pi particolarmente debole, che sprime a sua insaputa la rivendicazione sociale di un privilegio recentemente acquisito da una ragazza della borghesia: quello di poter trascurare la maternit (le borghesi femministe come Simone de Beauvoirdi rado si circondano di bambini) per dedicarsi alla creazione culturale, ossia ai priaceri tradizionali delle ragazze e delle mogli del gruppo sociale dominante.

Il femminismo femminilizzante, o lo spirito femminile come differenza (la troia)


A questo femminismo assertivo, professato dalle donne fuori di testa della nuova borghesia nel dopoguerra, succeder un secondo femminismo, prodotto questa volta dalle piccolo-borghesi della societ dei consumi (ossia il punto di vista di Elisabeth Baditer). La seconda ondata femminista ha avuto un ruolo sociale identico alla prima (quello di assicurare levoluzione degli strati medi femminilizzati attraverso i nuovi impieghi nel terziario), pur avendo fatto leva su una teoria radicalmente opposta. Al riuto elitario e intelletualizzante della femminilit sica delle pioniere succede lapologia della femminilit mentale di un femminismo di massa, ma non pi in nome del progetto fondamentale di ci che esiste per trascendersi verso lessere, bens di auel femminino eterno che Simone de Beauvoir considerava mito e alienazione. Il femminismo femminilizzante meno esigente del femminismo mascolinizzante che lo ha preceduto, ma anche pi efcace, dato che consente: - sul piano teorico, di presentare lo spirito femminile non pi come trascendenza da compiere (perch le donne emancipandosi dallaltro, raggiungono inne lo Spirito - progetto ancor pi insostenibile che esprime in modo contradditorio un riuto femminile della femminilit in nome di una pretesa altrettanto femminile di mascolinit), ma come una differenza. Differenza in nome della quale la riduzione psicologistica non pi un pensiero con dei grossi limiti, ma un altro modo di pensare, - sul piano sociale e politico, di affermare, attraverso questo gioco di prestigio losoco, che la differenza dello spirito femminile una forza progressista in s e persino unalternativa auspicabile (il che porta a valutare lincomprensione della sfera economico-sociale come un progresso sociale, e lincomprensione del politico come un diritto e un progetto politico), - e sul piano mondano (terreno reale del femminismo), di giusticare attraverso la causa delle donne il volgare arrivismo di qualunque troia (intriganti, cortigiane e altre eterne donne di facili costumiattirate dai nuovi mestieri della comunicazione). Questo secondo femminismo permette a Tina Kieffer (redattrice di famose riviste francesi come ad esempio Marie Claire) di spacciarsi per unintelletuale umanista e a Tabatha Cash (attrice porno di origine maghrebina) di apparire come uneroina della lotta per lemancipazione delle donne.

Dalla fuori di testa alla troia e ritorno


La fastidiosa ma toccante rivendicazione delle ragazze della nuova borghesia del dopoguerra, quella di poter esistere per altri scopi oltre al matrimonio e alla seduzione (come artiste e pensatrici), permette alle piccolo-borghesi della societ dei consumi di muoversi su due piani. Insomma di non essere: - n madri, in nome del diritto al lavoro (inizialmente confuso con il farsi assorbire a tempo pieno dai passatempi culturali, e poi con i falsi mestieri della comunicazione), - e nemmeno lavoratrici, in nome del diritto alla seduzione (ossia ritornare proprio nello stesso luogo da cui Simone aveva voluto farle uscire). La confusione, o malafede, di un femminismo di massa propagato dai media (e in particolare dalle riviste femminili) permette alle troie moderne di succedere alle fuori di testa di ieri, prima di di fare di queste troie le fuori di testa di domani: - la brava ragazza, fuorviata dalle presunte conquiste del femminismo, si ritrover costretta ad essere la lavoratrice, puttana (slariata e seducente) e madre, ossia ad avere un triplo lavoro, - lexecutive woman si ritrover a quarantanni (et in cui si messe da parte in quei mestieri in cui la competenza dipende soprattutto dallapparenza sica - ecco perch si ricorre sempre di pi alla chirurgia estetica) vecchia (secondo i suoi criteri), sola e senza gli, per scoprire che ha sacricato gli anni migliori della sua vita di donna per arricchire un gruppo nanziario maschilista.

Le femministe sono poche (messa a punto)


Dal momento che la maggior parte delle donne non n borghese di sinistra e fuori di testa, n troia e arrivista, le femministe sono poche. Spesso la donna normale, che concepisce la maternit come un dono (piuttosto che come unalienazione) e il lavoro come un obbligo (piuttosto che come una liberazione), non ha altra scelta se non quella di accettare un lavoro per mantenere la famiglia. Soprattutto quando questa si riduce, a causa dei sempre pi frequenti divorzi, a una madre che cresce da sola i suoi bambini. Ovviamente le troie fuori di testa trovano n troppo spazio nei media (che da trentanni sono il tubo di scarico privilegiato di ogni parassitismo culturale), e cos, poco a poco, trasformano in teoria dominante la loro visione del mondo, che per rimane molto lontana dalla realt. Il loro punto di vista minoritario e questa teoria mediatica, per, non aiutano le femministe della comunicazione a formare una lobby, dal momento che non hanno: - n un potere reale (che rimane nelle mani degli azionisti maschi di maggiornaza del gruppo che le ha assunte) - n reale solidariet, visto che lunico sistema per ottenere una promozione interna rimane sempre quella di spargere calunnie, ordire intrighi e andare a letto con il capo.

Il femminismo e la cultura
LA LETTURA EDIFICANTE DI ELLE La rivista femminile costituisce il primo mezzo di diffusione della differenza femminile studiata nei minimi dettagli. Tentiamo di misurarne lapporto culturale attraverso la lettura del sommario di uno dei suoi esemplari (n 2590, 21-27 agosto 1995) - Notizie della settimana, Attualit: Presto una pillola per dimagrire? - Rivista: Pigrizia: 20 buone ragioni per lasciarsi andare. donne: la loro condizione nel mondo. Claudia Schiffer: e ora star della televisione. Test: scoprite la vostra personalit. Siete ambiziose? Combattive? Scoprite il vostro prolo psicologico. - Cultura: Rapiti! (una madre tenta di riavere i gli rapiti dal padre) - Moda: alta moda: un vortice di lusso. Fine dellestate: eleganza e fascino. Indirizzi: I nostri modelli nella vostra citt. - Bellezza: Belle e famose: Carol Bouquet. Vivere bene. - viaggi:da Monaco a Saint-Tropez: gli alberghi pi belli. - Artigianato: Luomo di vetro (decorazione dinterni). - Rubriche: Editoriale: Uffa, i bambini sono irrequieti! - Le scelte di Elle: Musica, Televisione, Arte, Cinema, Letture, Fumetti. - Vita privata: Bambini, ambiente, salute. - Schede di cucina.

Elle passione: Una divisa da marinaio in citt. Scheda di lavoro a maglia Cruciverba Numeroscopo. Oroscopo.

Questo riassume in un sommario tutto lo spirito femminile dellopera: - la diversit economico-sociale (quella che divide le lettrici di Elle in operaie, impiegate, amministratrici, padrone, possidenti, ecc.) si riduce al prolo psicologico e llo psicostile (siete ambiziose? Combattive? Scoprite il vostro prolo psicologico) - Il lavoro, di conseguenza, viene ridotto alla pigrizia (Pigrizia: 20 buone ragioni per lasciarsi andare) e ai viaggi (da Monaco a Saint-Tropez: gli alberghi pi belli). - Latualit si riduce alla dieta dimagrante (Attualit: Presto una pillola per dimagrire?) - Lo spirito si riduce alla numerologia e allastrologia (Numeroscopo, Oroscopo) - La cultura si riduce alla mondanit (Claudia Schiffer: e ora star della televisione), alla moda (alta moda: un vortice di lusso), alla bellezza (Carol Bouquet:il trucco per me cibo!) e alla decorazione di interni (Luomo di vetro), - la libert si riduce alla seduzione ( in nome della quale si consiglia vivamente alle lettrici di usare il loro potere di acquisto per comprare abiti e trucchi), - il femminismo (donne: la loro condizione nel mondo) permette alle lettrici di Elle di lamentarsi del fatto che ancora troppe donne al mondo non siano sottomesse allabbruttimento del consumo di massa, al quale la loro rivista fa pubblicit. Elogio de lEspresso, di Science, del calcio e del bricolage Se i giornali femminili ci rivelano che la donna ha come unica passione la passione per se stessa (ovvero la seduzione e i suoi corollari: mondanit, consigli psicologici, moda, trucco e decorazione di interni), lesistenza di riviste per uomo totalmente differenti come lEspresso; Science, Fai da te o La Gazzetta dello Sport (i cui lettori sono per la stragrande maggioranza uomini) ci dimostrano che luomo ha delle passioni un po meno limitate. - lEspresso e Science, testimoniano un certo desiderio di comprendere il mondo, in quanto societ umana e Natura. - La pratica del bricolage rivela che quello stesso desiderio di padronanza della realt concreta si pu manifestare anche al di l di ogni cultura libresca. - Lamore per il calcio aggiunge a questa sete universale di conoscenza e padronanza il desiderio di condividerle nellemozione di uno sforzo collettivo. Le passioni maschili, pur essendo disprezzate o derise dalle femministe, sono le portatrici della speranza di arrivare, un giorno, a creare una societ umana sovrana e pacicata, in cui tutte le rapresentazioni dementi nate dai problemi delle femministe vadano a farsi fottere. LA PSICANALISI DA MERCATO E I CONSIGLI PSICOLOGICI sul piano del pensiero, il femminismo culturale ha prodotto due fenomeni: il femminismo e una certa passione per la psicanalisi. Dal momento che spiega ogni cosa attraverso lamore limitato che in cerca del piacere e della seduzione, la psicanalisi (come la donna) non si libera mai dal complesso di Edipo: la donna e la psicanalisi, dunquen, sono state fatta luna per laltra. Tuttavia, il sistema freudiano esigeva lapprendimento e la padronanza di un sottile apparato concettuale: la passione delle donne per il pensiero magico e la sua divulgazione attraverso i media e le riviste femminili hanno ridotto, nel giro di poco tempo, la teoria psicanalitica a uno psicologismo da mercato, a un pretesto per tutti i consigli psicologici. Dopo aver espresso il diritto consumista la piacere nellepoca del boom (dalla pillola al primo shock petrolifero), il consiglio psicologico si poco a poco radicalizzato in un sordido rilancio del piacere per far fronte alla crisi dei consumi (e del desiderio). Sempre di pi in una guida pratica sul buon uso della sodomia e delle tecniche della fellatio, il consiglio psicologico oggi riette la disperazione delle troie vicine alla pensione, pronte a tutto pur di farsi abbordare. IL ROMANZO HARMONY da tempo che la letteratura si ridotta a roba da donne. Per salvare gli affari, il mondo editoriale ha dovuto mettersi in sintonia con la morticante riduzione psicologistica delle donne, visto che sono loro le principali acquirenti del romanzo, prima ancora di esserne le principali lettrici. Ecco il perch della proliferazione di romanzetti con personaggi che non hanno altro spessore se non quello dei loro piccoli problemi psicologico-affettivi, preferibilmente ambientati in un contesto borghese. questi romanzi effemminati, a uso e consumo esclusivo delle donne e dei nocchi, hanno co-

stretto luomo a rifugiarsi: - nei gialli e nel romanzo americano, o - nel saggio (storico, sociologico), una forma esplicativa che le donne apprezzano pco, preferendo lessere convolte dalla Storia, e preferibilmente da una storia damore, piuttosto che comprendere. LA SCRITTURA FEMMINILE O LA PSICOLOGIZZAZIONE DEL VOTO Dato che il romanzo contemporaneo espressione dei una visione sempre pi femminilizzata della coscienza e delle relazioni umane, era inevitabile che le donne si ritagliassero una porzione sempre pi grande nel mondo della scrittura. Pratica compensatoria, nata spesso da una patologia affettiva e dallozio, la scrittura femminile esprime in modo palesemente unitario il punto di vista della femminista fuori di testa, patetica e frivola: una borghese senza gli n lavoro ci porta a conoscenza del suo legittimo sentimento di inutilit e del suo vuoto interiore. uno psicologismo palpabile e tormentato, che il riuto di farsi riempire protrae in unattesa colmata dalle parole per dar vita a uno stile. si rivela un abuso considerevole dei non so, dei forse e dei perch? che vogliono dare limpressione concisa di una visione complessa del mondo, mentre di fatto non sono altro che le stigmate proprio della mancanza (ossia incapacit strutturale, patologica e sociale a farsene una rappresentazione) di una visione del mondo. La scrittura femminile una scrittura del vuoto, che raggiunge il culmine nei romanzi di Marguerite Duras, nel cui stile oltremodo spoglio si pu osservare al meglio ci che la donna scrittrice vede e comprende del mondo: non molto a dire il vero. IL CINEMA FEMMINILE quanto al cinema femminile possiamo far riferimento a due lm di successo: lezioni di piano (lm australiano di stampo classico) e Le persone normali non hanno niente di eccezionale lm francese in stile nouvelle vague). interessante notare che, al di l della diversit formale, i due lm raccontano la stessa storia: quella di un tradimento giusticato dal desiderio di essere sedotta. Inoltre, trattano anche la stessa problemantica: quella di una borghese fuori di testa (immatura e narcisista) che ha dei grossi problemi a diventare una troia. LARTE CONTEMPORANEA COME DECORAZIONE DINTERNI Come la scrittura,anche le arti plastiche per la donna sono, a seconda della gravit del suo malessere, rafgurazione del vuoto o decorazione di interni. Sul piano sociale, la galleria darte contemporanea offre alla donna mondana un nuovo incentivo per precipitarsi nei negozi, e persino un altro modo di fare commercio (si va dal negozio di abbigliamento a quello di antiquariato): non bisogna meravigliarsi che le opere esposte meritino sempre pi spesso di essere comprese nella rubrica moda e decorazione. LA MUSICA SI LIMITA ALLINTERPRETAZIONE Nel campo musicale la donna eccelle nellinterpretazione: va forte nel canto classico o di genere, nellesecuzione strumentale del repertorio classico, ma si ritrova molto meno a suo agio quando si arriva allimprovvisazione jazzistica (variazione su un tema) e alla composizione (invenzione melodica), ossia quando si tratta di vera creazione musicale. LA COMMEDIA E LA DANZA, LE SOLE ARTI DAVVERO FEMMINILI (moda e decorazioni sono tradizionalmente roba da nocchi) Lattrice si sente donna praticando la propria arte perch appaga in lei due desideri profondi: quello di essere presa e quello di esercitare la propria seduzione. Arricchita di un ruolo e di una parte da interpretare, la donna ha la sensazione di arredare artisticamente il proprio vuoto interiore. una sensazione di pienezza che aumenta quando si esibisce, in quanto i palcoscenici e lo schermo moltiplicano il suo corpo e i suoi partner. Ma se lattrice , sul piano mondano, quella che corre meno rischi, la ballerina senza dubbio la forma pi pura della femminilit. Inne, non dimentichiamo che, fra le due, quella che esprime la commedia della seduzione in modo diretto attraverso la sua nalit erotica lattrice porno, che rivendica con forza il proprio status di artista. LA FUORI DI TESTA O LA DONNA ATISTA, CONTRO LA TROIA O LARTE DI ESSERE DONNA (CONCLUSIONI) Dal salotto letterario ai media, passando per la libreriea-salotto da t dellepoca eroica, la cultura femminista riette un miscuglio di nevrosi, brama mondana e miseria affettiva: la borghese

fuori di testa cerca di riempirsi la bocca di belle parole per arredare il proprio vuoto interiore, la troia di riempirsi le tasche e la schiava di non restare sola. Accanto a queste espressioni angosciate resistono delle forme pi allegre di femminilit tradizionale che esprimono il desiderio e la seduzione. Pertanto sotto il tetto dellespressione cultura femminile si affrontano in realt due scuole opposte: - quella delle scoppiate mal scopate (letteratura, giornalismo, arte contemporanea) e - quella delle graziose artiste (commedia, danza, variet). Le seconde, spesso prive di cultura, ngono di ammirare le prime, mentre le prime, spesso miserabili, invidiano segretamente le seconde.

Il feminismo e la politica
IL LAVORO IL CONTRARIO DELLA FEMMINILIT (APPROCCIO STORICO) Le innumerevoli confusioni ingenerate dal femminismo mediatico ci obbligano a ritornare sulla nozione stessa di femminilit. Dato che inizialmente il lavoro consisteva nellazione delluomo sulla Natura mediante luso della propria forza sica al servizio di un progetto (caccia, agricoltura, artigianato, ecc.), sul piano simbolico lavoro e mascolinit sono legati. Lemancipazione da questo lavoro sico primitivo, per, anche un mezzo di elevazione sociale e in genere si accompagna al desiderio di cancellare le stigmate di una mascolinit ormai svilente. cos laristocratico ostenta volutamente una certa femminilit per sottolineare la sua distanza dal mondo del lavoro. Il borghese, costretto a una maggiore discrezione dai suoi valori morali (valori dellimpegno e della comunit, in nome dei quali ha preso il posto dellaristocratico), per aggirare il divieto abbellisce la sua donna con gli ornamenti che non pu portare personalmente (cos nasce lalta moda). In opposizione a questa tendenza, la lavoratrice si ritrova in fondo alla scala sociale e, considerando che ogni lavoro sico rende chi lo compie pi maschio, simbolicamente e talvolta anche sicamente si rivela meno feminile del dandy. LA FEMMINILIT, CATEGORIA SOCIALE Simbolo di lusso e di ozio, nella Storia la femminilit diventata il simbolo sociale di appartenenza alllite. Unestetica della frivolezza (affezione, eleganza, ostentazione, ecc.) attraverso la quale il benestante misura la propria distanza dalla mascolinit austera del mondo del lavoro, allinterno del quale riuta sia loperaio che lingegnere. Condizione femminile e femminilit, tuttavia, vanno sempre di pari passo: alcuni animatori cultural-mondani incarnano la femminilit molto meglio di una poliziotta, di una madre corsa o di una campionessa di ciclismo. La conczione maschile del lavoro e la maternit Ma lassociazione lavoro-mascolinit della forza sica ha avuto come effetto collaterale quello di mettere nellombra laltro lavoro, altrettanto essenziale e rispettabile, quello della madre. Il lavoro femminile della procreazione e delleducazione dei bambini non viene riconosciuto dalla concezione maschile, ma neanche dalle femministe. Rivendicare il diritto al lavoro per le donne signica: - ignorare in nome di una concezione propriamete maschilista, il lavoro di madre compiuto dalle donne sin dalla notte dei tempi; - farsi sostenitrici della giornata doppia. Improvvisamente le donne che erano tradizionalmente comproprietarie e co-gestionarie della piccola impresa familiare (la famiglia), in cui compivano un lavoro graticante (lamore e leducazione dei gli) of si ritrovano, per lo meno nella maggior parte dei casi, impiegate in posizione subalterna. Salariate sottopagate di unimpresa che non gli appartiene (lazienda) a servire per otto ore al giorno la zuppa a un uomo che non hanno scelto (il padrone) prima di tornare a servirla a casa. E per tutto questo, bisogna ringraziare le conquiste del femminismo! LUGUAGLIANZA A LAVORO: RIVENDICAZIONE LEGITTIMA E ANTIFEMMINISTA DELLE LAVORATRICI Stesso lavoro, stesso salario equivale, per le donne come per gli altri (i lavoratori immigrati), alla rivendicazione di uno stipendio commisurato al lavoro svolto e non calcolato sulla base di caratteristiche estranee, come la razza, la religione o il sesso. Questa pi che legittima rivendicazione sociale in totale opposizione con la pretesa feminista di fare delle donne una categoria sociale a parte:

- il femminismo mascolinizzante ammette implicitamente uninferiorit femminile da compensare, - il femminismo della differenza autorizza, per lappunto, un trattamento differenziato. La rivendicazione delle donne nellambito del lavoro divenuta legittima soltanto quando la loro uguaglianza diventata reale. Il progresso tecnologico e lo sviluppo del settore terziario degli ultimi trenanni non richiedono pi la forza sica che faceva della mascolinit una qualit superiore, spesso necessaria e determinante. Quindi, quello che le femministe ostentano con orgoglio come una conquista politica non altro che la conseguenza dellevoluzione del lavoro, e quello che viene passato per linteresse delle donne in realt linteresse della produttivit. Inoltre, il lavoro femminile non si sostituisce a quello della maternit, ma va ad aggiungerglisi. questo, per la maggior parte di loro, signica tempi di lavoro raddoppiati, cio uninnegabile regressione sociale (dato che le femministe spesso non sono madri, n sono cresciute nel mondo del lavoro, normale che questa realt non le turbi). LA DONNA NON UNA CATEGORIA SOCIALE, PER LO MENO NON PI DELLUOMO se la femminilit il segno del raggiungimento di una posizione che consente agli individui di ritagliarsi degli spazi di ozio, la donna non una categoria sociale, per lo meno non pi delluomo. Lintersse della donna borghese (femmnista o meno) coincide di rado con quello della lavoratrice, che lei e le sue simili sfruttano senza neanche pensarci. Le donne, per, per via della riduzione psicologistica dovuta allasimmetria del complesso di Edipo, tendono a sminuire limportanza dei queste differenze sociali e a sentirsi di conseguenza pi donna di quanto gli uomini si sentano uomo (malgrado la difcolt sessuale degli uomini poveri dinanzi allarroganza delle borghesi emancipate, non esiste alcun movimento per la difesa della condizione maschile: gli uomini, per quanto miserabili siano, non sono ancora cos idioti da non capire che si tratta soprattutto di una questione di soldi). Il primato della seduzione, caratteristica dello spirito femminile, impedisce alla simpatizzante femminista di capire che il primo oppressore della donna non luomo in s, ma luomo o la donna pi ricchi, che niscono per considerare nemici dichiarati la donna pi bella e quella pi giovane. Le donne che sono pi in alto nella scala sociale o che sono pi dotate sul piano della seduzione ci riportano alle nostre famose femministe: - le borghesi fuori di testa (pi ricche), o - le troie arriviste (pi seducenti) che schiacciano senza vergogna le donne delle pulizie, le segretarie, le centraliniste, le cassiere, le sciampiste e tutte le altre donne meno fortunate di loro. IL FEMMINISMO: IMPOVERIMENTO CULTURALE POLITICAMENTE REAZIONARIO A seconda del suo grado di nevrosi, larte femminile pu essere riduzione psicologistica, rappresentazione del vuoto o decorazione di interni. In ogni caso, coincide con un innegabile impoverimento culturale. Sul piano politico, il femminismo, sostituendo la frivolezza della seduzione con la seriet delle determinazioni economiche, serve soprattutto a mascherare larroganza dei borghesi che rivendicano i loro privilegi e larrivismo delle troie altrettanto reazionarie (le femministe si appellano di rado ai regimi o ai Paesi in cui il diritto delle donne pi avanzato, come la cina o Cuba, e molto pi spesso agli USA dove la disparit sociali sono pi pronunciate). Sotto unapparenza progressista, il femminismo sia culturale sia politico si rivela dunque un fattore di abbruttimento, di oppressione e di divisione sociale particolarmente perverso: - la pretesa opposizione uomini/donne mina la solidariet salariale sul posto di lavoro, incentivando lo stacanovismo delle executive women impegnate a dimostrare di essere allaltezza, - il preteso dibattito sullapertura della politica alle donne (dal momento che non c niente nella Costituzione che vieti loro di candidarsi, considerato che le donne rappresentano pi della met degli elettori) serve a mascherare lassenza di un progetto politico, se non a sostituirsi ad esso. IL FEMMINISMO LA CONSEGUENZA DELLA FEMMINILIZZAZIONE SOCIALDEMOCRATICA Ma se il femminismo mediatico corrisponde chiaramente ai freddi interessi di un potere che divide et impera, il suo innegabile successo nello Zeitgeist ha due cause pi profonde: - Il numero sempre crescente di impiegati nel terziario nel mondo sociale, e di conseguenza: - lindebolimento dellimmagine del padre e del suo ruolo in seno alla famiglia (quando esiste ancora). Queste due cause, intimamente legate, ci conducono al nostro prossimo capitolo, quello relativo alla feminilizzazione strutturale e strategica delle nostre societ occidentali.