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Antonis Liakos

L'UNIFICAZIONE ITALIANA
E LA GRANDE IDEA

Ideologia e azione dei movimenti nazionali


in Italia e in Grecia, 1859·1871
Prefazione di Stuart Woolf

Aletheia
L'editrice della Grecia moderna
Firenze
, I ,dlllh I Ak l\II'I,1 f1 lliIU' ('011 Il P1 L'<. I.,O Inl l' nlO d i
ludl \ hlp,I'" 111'\ ",,,III OI\lhl rorml \1'Ipe nl, c (Ii
11111 1'11111 Il I., 111 11 \1'" 11(" lHtt'{. I, I>t:r I;oll trlhu lre ad ulla Biblioteca di cul tura neogreca
plll l'UIII\IoII(· lI 11l1pt c n .. lollc clelia GrLocl:\
l lllltt' rll por-.IIlt!a.
3
Iltlh ' I I'"o~"!ld ~ r o ...~ pubblico, que llo dell' ind u~l ri :1
1.11111I 1.lll, fjudl n dd!., cultura 51 3ppUnla no, q uasi
IIH. Il'' III'I\It.,, 0'1\111.1 H,.mdc tradizio ne classica o si espri-
,"(\1\0 ,'nrro te rmini meramente tu rislici.
NtllIlI"I.IIU,' le comuni nidi i di civ ihà e un dirruso
·,,,hll"1I1O di I\11llI'Xula, la Grecia moderna resla per noi
un mo ndo lo ma no e sco nosciuto.
1.1 ~ ult llt.1 li 'Ile l.nt lehe ro vine e q uella della spiaggia ne
o:l5<:ondo no a ncora il vero volto.

Conc<.' p!to, (hmque, per ro rni re nuovi stimoli e aprire


v ~ln: hl di conoscenza su una realtà specifica,
Il progettO ed ito riale Alethe ia si articola
In quattro distinte sezio ni:

JJlblloteca di cullura neogreca


mccoglle stud i, saggi e mo nograrie di storia generale, di
politica, di economia, di lingua e di letteratura,
d i musica, d i architeu ura e arti figurati ve.

Biblioteca di letteratura neogreca


pro pone opere di narrativa e di poesia, già note
ruo ri della G reda o tradotte per la prima volta,
con part ico lare rig uardo alla produzione
del secondo do poguerra.

1/ viaggio sentimentale in Grecia


da un lato inle nde recupera re la letteratura e
la memo rialistica di viaggio del passato, daU'altro
pro pone un genere nuovo di guida che o rie nti
il visitato re alla scoperta dell'identità dei luoghi e
del loro più intimo significato.

J Greci nostri contemporanei


ripro po ne testi teatrali che la rirl essio ne sul mito greco
ha ispirato alla d rammaturgia moderna e
cOnlemporanea internazionale.
Antonis liakos

L'UNIFICAZIONE ITALIANA
E lA GRANDE IDEA
Ideologia e azione dei movimenti nazionali
in Italia e in Grecia, 1859·1871

Prefazione di Stuart Woolf

Aletheia
L'editrice della Grecia moderna
Firenze
I" 'OfXJYlllIlI
Iilkovos IH7.os, Solrte AIMI/lol/m!, 1897. O lio NlI Icb, 167x lll çm, Pin:tcoIL-c:t
Na7.lomlle d i At ene n. 1108.

Ne/la tradizione storiografica occidentale esiste un forte contra-


sto tra l'abituale accostamento di Grecia e Italia nell'età classica e
l'attenzione privilegiata al processo di unificazione italiana rispetto
all'oblio quasi totale nel quale viene relegata la storia della Grecia
moderna È un contrasto che a prima vista può sembrare paradossa-
le, ma che ba radici storiche ben precise. Dalle civiltà greca prima e
romana poi discende direttamente quella tradizione europea su cui
si basava, e per molti ancora si basa, l'affermazione dell'unicità e
de/la superiorita dell'Europa: la eu/tura classica è stata parte inte-
grante dell'istruzione delle classi dirigenti dell'Occidentefino ai nostri
giorni, o a/meno fino alla prima guerra mondiale. Ne/la storiografia
dell'epoca moderna e contemporanea, al contrario, l'Italia dell'Otto-
Novecento occupa un posto di tullo rispetto nella storia europea,
Redazione e progetto grafico
Andreas Giacumacatos mentre la Grecia, -a partefugaci accenni al contributo alla lotta per
l'indipendenza greca di figure del romanticismo europeo come Lord
Titolodell'opera originale Byron, - viene ignorata.
H ITAAIKH ENOnOnU:H KAI H MEfAAH It.EA Una ragione sta forse nella diversa importanza dei due paesi nella
Copyright C 6q.tèÀlO, 1985 loro evoluzione. Indubbiamente, dall'angolo visuale della storia poli-
tica e diplomatica, se non altro per ragioni demografiche e di esten-
Prima edizione italiana ampliala ~ione territoriale, le ambizioni e le possibilità dei due paesi erano (e
sono) realmente di un ordine di grandezza diverso. Tuttavia, i giu-
Traduzione dal greco dizi dei contemporanei non sono imparziali e nascondono infondo
Andreas Giacumacatos un elemento di valore ideologico. Da un lato, l'Italia è considerata
Revisione senza dubbio parte dell'Europa, anche se il modello "mediterraneo»
Virgilio Gaddi
Copyright Cl Aletheia 1995 della sua configurazione sociale e della sua tradizione non corri-
Via Ùlmarmora, 51 - 50121 Firenze sponde esattamente al tipo ideale di stato-nazione euroJX.->o di chiara
Tel (055) 575825 - Fax (055) 575536 impronta nord-occidentale. Dall'altro, è più difficile definire con
certezza la posizione e il ruolo della Grecia, al tempo stesso frontiera.
ISBN 88-8536B-D5.Q dell'Europa ma parte dell'Oriente musulmano, minoranza cristiana
ma di culto ortodosso, potenziale erede dell'impero oUomano ma ele-
Nel!a trascrizione dei nomi greci di persone e luoghi meno noti, si è adottato un si- mento conflittuale nelle tolte balcaniche. Le diverse percezioni dei due
stema di traslitterJzione fonetica çonsiderato più vicino alla lingua italiana. Gli acc:en ' paesi e dei loro movimenti nazionali, jJur senza essere commentate
ti servono esclusivamente per la correua intonazione.
III IfllI lel'mlll l, fllfrttlI(JI~\lIII() U}t/ IO lIIl LchlllO!lv II/lfll /tI ,'Iwrca di forli/l! d('I/(I/J/x l mlo -""/Il/h', /X'l/.SlIIIfIllO d o /JOf(J/, m odellll re II [ I/tll ro,
AnfOlIls Utll.!os. 11011 s% dcllo /J1'O/J1"f11 lIaz /r)/li!, 1/t(J llllcba d i allri "opoli Ma, da ti Ila
Qlleslo è /II/ /ibro imporltllllc, e l /O li solo " cr /III p /l blJ/ico llalia- pa/'te, ci(lscu 110 {lIIte/JO l leIXI o/'I/wi l'interesse del proprio slato-nazio-
110, per pitì ragioni BastO/dosi S II IIna conoscenz a approfondita delle ne (II/ti solidarlelcl fntemaziOlwle degli anni precedenti e, d 'altra
[ onli e della storiogra[ia italial/e e grecile, esso ricostmisce le auivilcl parte, lo stato, pl./.r approfiuando delle conquiste dei c ittadin~ mani-
dei protagon isti dei movimenU nazionali dei d ue paesi e le loro re- festava una sempre Più chiara volontà di annettersi e gestire l'idea
laz ioui e interconnessioni in un momento di importanza centrale - nazionale.
gli anni cruciali 1859-1871- in cui l'ltalia si unificò e la classe poli- L'importanza metodo/ogica dell'approccio comparativo adottato
tica e militare greca depose il suo primo re, Ollone, e annetté le i'mle da Anlonis Liakos va sottolineata. La storiografia dell'idea di nazio-
dello Ionio. Liakos illustra non solo le relazioni e i contatti personali ne e delle esperienze dei movimenti nazional~ come pure Più in ge-
tra numerose figure italiane e greche -alcune note, altre meno, dal nerale del nazionaU'imo, tende, in sintonia con il tema stesso e come
Tommaseo al Mamiani, dal LomtJardos al Panàs- ma dipana con suo riflesso, a /imitarsi al/o studio di un solo paese o movimento
maestria le sovrappusiziuni e le interferenze tra le molte illiziative, nazionale Ciò accentua una gia forte tendenza ad interpretare ogni
sia rivoluzionan·e sia diplomatiche. Dal suo lihro emerge con grande movimento nazionale in modo teleologico come se lo slxxco in uno
chiarezza l'estremafluidità della politica di quegli ann~ in cui i due stato nazionale fosse predestina/o. Inoltre, a causa dell'assenza di
re, Vittorio Emanuele e Ottone, complottavano e aizzavano sommos- confronti sistematici con altri movimenti nazionali, èfacile che tali
se con la stessa disinvoltura con cui i democratici e rivoluziunari studi perdano o distorcano il senso delle varieforze in gioco a livello
cercavano di strumentalizzare la diplomazia e le interferenze delle internazionale
grandi potenze. Su tutto e tutti domina la figura di Caribald~ dive- L'Italia e la Grecia, come ci vengono illustrate in questo libro,
nuta, dopo la spedizione dei Mille, un mito, il taumnturgo supn.~o offrono casi esemplari La dinamica del movimento nazionale in
e sempre disponibile al servizio delle bauaglie per le liberazioni na- [talia esercitava una forte influenza in Gn'Cia, non solo per la vici-
zionali I rapporti tra politici e intellettuali italiani e grec~ pur pro- nanza geografica e gli echi culturali comun~ ma perché esso coinci-
fondamente e ininterrottamente condizionali dall'organizzazione se con una profonda crisi ideologica e istituzionale in Grecia. La
fXJlitica e dalle congiunture della politica interna dei due paes~ complessità stessa del processo risorgimentale italiano e il suo esilo
derivavano tuttavia dalla stessa ideaforza, la liberazione naziona- rapido e infondo sorprendente permettevano a tutti di trame lezio-
le. Nel caso dell'Italia, si trattava delle speranze e delle preoccupazio- ni e di avanzare molle proposte di azione, Più o meno fantasiose e
ni di completare l'unificazione, tra i Greci altrettanto incalzante era spesso contradditorie. Le osservazioni di Liakos sulle differenze tra i
la Grande Idea di liberare i loro compatrioti ancora sottoposti al movimenti nazionali nei due paesi sono molto acute. La coesione
dominio straniero. territoriale ed etnica del moviml."11.to nazionale italiano mancava al
Liakos non si /imita a ricostmire le relazioni tra i gruppi e gli mondu greco, disperso tra i &1lcan~ l'Asia Minore e le isole, e sotto-
individui dei due paes~ che costituiscono il tessuto dei rapfXJrti tra messo, in condizioni sociali e giuridiche estremamente different~ a
Italia e Grecia in quegli anni così importanti. In modo penetrante ed tre entità statali profondamente diverse: l'impero oUomano, il minu-
elegante, egli fa emergere dal linguaggio e dalle proposte dei protago- scolo regno greco e il protettorato inglese per le isole dello Ionio. Le
nisti stessi le inevitabili incomprensioni e i malintesi che risultalXlno debolezze inerenti a una tale distribuzione geopolitica, insieme alla
dal filtro dell'ideologia nazionale attralX..>rSo cui ciascuno interpre- natura stessa della lotta per l'indipendenza degli anni '20, aiutano
tava l'altro: ., Le storie dei due paesifurono mitizzate vicendevolmen- a spiegare l'assenza, in Grecia, di un movimento democratico come
te e l'azione politica si andò sviluppando, al tempo stesso, tra i sogget- quello mazziniano, capace di sostenere un'iniziativa pofXJlare come
ti reali e le loro proiezioni fantastiche». Che le speranze di sollevazioni quella garibaldina. D'altra parle, come nota Liakos, ciò che è specifi-
Più o meno spontanee, di guerre o di ingrandimento tern·toriate fi- co del caso italiano è il[atto che l'ostilità tra le forze contrastanti del
nissero nel nulla non dipese soltanto dalla cautela delle grandi movimento nazionale non degenerò, dopo l'unificazione, in guerra
potenze, ma anche dalle illusioni, Più o meno utopisticbe, che stava- civile, come avvenne in Grecia dopo la rivoluzione del 1821: si po-
no aLla base deUe aspettative e delle relazioni personali dei protago- trebbe perfino pensare che incoraJ.Niare una spedizione garibaldina
nisti Erano questi, come spiega giustamente Liakos, anni di transi- nei Balcani fosse I./.n modo di incanalare fuori del paese un poten-
zione, in cui si sovrapponevano un generosu sentimento di solidarie- ziale rivoluzionario eversivo.
tà tra i fXJfXJli e una rinnovata affermazione dello stato contro ie Vale forse la pena di aggiungere due elementi. Il primo è che lo
iniziative dei cittadini I cittadin4 difronte alla crisi delle vecchie stato greco, prima e dopo la sua creazione, era di fatto quasi un

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rmJ/l'1I0,."IO d ello J.!,rtlndIIXJfi'1/2e. con /JrtlJldl 1/(,/1" C"/I'lfI/{' Il Wl/sa PrelllC..'S!'o :l all'l.'dlzlon ' il:lli:ll1:t
di" ' 0m coll/wlgimelilo /I ella * (1//l!:1Ii(J/I(J ol'lellwll'. ( mod o d (.'CortJS{J
di descrillercJ le cllp/disfe l11/iversl,1I sl/lI'llI/pero (}llOlI/fII/O ~ I v'l'cc(
erano allo slesso lemlX) sospinti dalla G'rande Idea I",.edelltlsta c IX''''
ficolflrmenle imjXJrel/ti a N!alizzarla.. Dai rappresenltmli del/csm".
di JXJtenze (,.yJ è significativo che anche illIllOVOtllnbasciatore i/tllia-
no, 'l'erenno Mamiani, si comportò nel/o stes.<;Q modo), ; Greci veni-
vanQ tratlali come puPilli che non Ixmno ancora raggiunto, nella
gerarchia delle nazioni, un livello di maturità sufficiente per esere;-
lare liberamente la loro autonomia. Le conseguenze di una tale
suddilanza erano molteplici. Il ~rlamenlarismo greco si ridusse ad
un simulacro di Jiberalismo, Ira le intereferenze autorilarie del re e
Rli intriRbi e le lotte di fazione dei deputati, e questo a sua volta
accentuò la distanza Ira la classe politico e il popolo greca Per tali
ragioni la monarchia greca, sceLta dalle grandi potenze e quindi Questo Iihro ràCt.:onta la storia dei rapporti tra la Grecia e l'Italia
senza radici, non poleva mai aspirare ad un ruolo di guida autore- intorno alla metà del secolo scorso, nel periodo della loro formazione
vole come quello svolto dai Savoia. come stati nazionali. Il processo che in Italia assunse il nome di Risor-
IJ secmldo eleme,zlO riguarda il rapporto Ira le popolazioni resi- gimemo, in Grecia si chiamò Grande Idea Gli storici degli anni succes-
denti all'interno dello sta/o e fuori dei suoi confini Grazie a Gart- sivi attribuirono, naturalmente, ai due termini durala e valenze assai
bald~ il ,zuo/)() stalo già nel 1860 comprendeva la grande maggioran- diverse; tuuavia è significativo che essi fu rono coniati, adottati e di-
za degli Italiwzi e in dieci anni, dopo le sconfitte dell'Au.stria, ne vulgati dai contemporanei per collegare tra di loro, nello spazjo e nel
accolse la quasi totalità. AI contrario, /0 slato gl'e'Co incorporava solo tempo, una serie di idee, avvenimenti e processi che avrebocro con-
una piccola minoranza dei Grec~ ma per il solo falto di essere uno dono le popolazioni delle due vicine penisole a prender coscienza della
slato, rappresenta va necessariamente il centro nazionale propria identità nazionale e a darle un significato politico, a dar vita
dell'ellenismo. L'eterna spermlza dell'imminente crollo dell'impero a stati nazionali e a trasformarli in strumenti di autooeterminazione e
ol/omano teneva vivo l'irredentismogreco, ma ogni aperta partecipa- unifica7jone della nazione. li fattore determinante che portò all'affer-
zione alla polflica dell'impero OUomano era preclusa ai Greci (come mazione di questi due termini, in seguito consolidati e trasformati in
ad agrli altra etnfa~ e quindi l'attività politica si esauriva nel conti- principi regolator~ è che, a differenza dei paesi dove lo stato naziona-
IIUO rifonnarsi di selle, c/ubs e orw:mizzazioni segrew (caral/eristica le aveva C01>1.ituito la culla per la costruzione della nazione, in Italia e
questa comtme anche all'impero russo) Se in regioni eUlicamente in Grecia il movimento nazio nale poteva far riferimento ad una base
greche -come Crela- queslo fl,.'1'lomeno polevo portare a rapporti Ira istitU7jonaie unilaria, ma enl costi tuito da forL.e eterogenee, rappresen-
movimen ti sovversivi e rappresentanti dello stato analogbi a quelli tate da movimenti e organizzazioni politiche, minoranze locaLi elitarie,
del 1859-60 in Italia, altrove -come in Macedonia- dovevafataJmetl" intellettuali ecc Esso, quind~ ebbe le sue fo ndamenta, oltre che nelle
te elevare il livello di tensione e le possibilità di cmiflitlo non appena istituzioni statali, anche nell'altivazione autonoma delle masse. Lo sta-
altri gruppi etnici cominciavano ad organizzarsi in movimenti na- to, per una buona pafle de l periooo nel quale si verificarono questi
zionali In questo senso, la Grande Idea ba sempre continuato a gio- processi, fu solo uno dei promotori del movimento na7jonale, anche
care un ruolo di centralità in Grecia, in contrasto (a parte alcuni se da un certo momento in JXli ne monoJXllizzò la causa. l due proce,~
momenti), COn l'irred''1'ltismo nella storia italiana. si, in Italia e in Grecia, presentarono cert~lm ente differenze rilevanti,
Come si vede, la lelura dello studio, bello e inconsueto, di Anloniç da meuere in rapporto con le loro dimensioni, con le specifiche espe-
Liakos, sUJ§:,'erisce una quantità di riflessioni, a livello comparativo, rienze ed eredità storiche, con la composizione etnica e culturale del
sulla natura e sulle ambiguità dei movimenti nazionali La sua loro territorio ed anche coi tempi diversi di quelle trasfigurazioni eco-
pubblicazione in ilaliano aiulerà a stimolare il ripensanumto, già nomiche e sociali che furono alla base del movimento nazionale. Essi
in atto, del processo risorgimentale. però ebocro anche punti di riferimento <-"Omuni che consentirono la
comunicazione tra i protagonisti dei due movimenti Certo, nel dialo-
STUART WOOll' go JXllitico e cultunlle, non mancarono frequenti malintesi Essi sono,
tuttavia, da mp{Xlrtare al modo in cui ogni movimento nazionale si

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l ,II 1l~ ul ,IV;I 111110ndo c la pl'Oprb 1')(.).>;I" iOl IC :111'lnl crno d i C1t.~): I~ I 1:111 radlL,ll b lllo hor!-(IH':I'>C Op p u rl' Il' t'OI1 "'-'HlIL'n l.c dc:ll.• .'1 ua ,1S,',c lll_::t, In! inc
IO, no n furono meno rc:., i né g r~vl d i di (.1.) n~~ u c n Ì',c. il <.:ontt':ldd luo rio Ì!)scrl rnc nlO d l'lI'Europ:1 I1lL'(lil l'lI':1I1t:::l nel sistc m:l
II prcscnLC lavoro, n:ltu r::.lmcmc, no n pre nde in t..-.;,'Im e lo sviluppo intCl'Ilrl zion:lle dell'epoca,
crono logico dei f:.alti né l'insie me d ci fan o ri c delle manifestazio ni de l Se l'Eufo p..1 oc'çldc ntale costituiva non solo il ce nt.ro d i g mvit:l del
processo di e mancipazio ne naziOlll.lle ne lle due penisole. Mette, tuttl.l- sistema poli tiCO (.'(\ (.''(:ono mico inte rnazio nale ma anche il suo mcxlel-
via, :I fuoco gli aspetti de l pro blema, ad esse c:omune, de lla liberazione lo, ne i rapporti tra l'Italia e la Grecia, che ne occu pavano due aree
e dell'organinazione politica della nazio ne e, soprattutto, la reciproca periferiche, !'iniziativa e la spinta più fo rte venne ro, senza dubbio, dalla
influenza e interdipendenza dei due movimemi nazionali, negli anni prima, cioé dalla più vicina al centro. L'unificazione italiana -come
cruciali tra il 1859 e il 1871. sempre accade quando una rivoluzione si rifà a fondamenti teorici e
Aver limitato la ricerca ad un breve periooo d i tempo ha compor- a visioni di carattere universale- non poteva lasciare indifferenti così
tato, inevitabilmente, l'esclusione d i alcuni aspetti di fondo, come lo i vari popoli come i loro govern~ che, nelle imprese rivoluzionarie e
sviluppo della vita economica e sociale e la genesi delle idee, indispen- nelle innovazioni, vedevano rispettivamente incarnate le loro aspira-
sabili per lo studio del processo di liberazione nazionale. Q ha per- zioni o i loro timori L'unificazione italiana, inoltre, veniva a turbare
messo, tuttavia, d i cogliere il moto nazionale nell'atto della sua concre- l'equilibrio internazionale, costringendo i diversi paesi a tessere più
ta realizzazione, nel punto d'incontro tra il pensiero politico e le ilIu- st retti legami, per reagire o per trame vantaggio. Così, in quegli anni,
sion~ tra le aspirazioni nazionali e gli scontri politici e sociali della metà l'ltalia divenne un centro di diffusione di idee, di programmi e di tat-
del secolo scorso. Quell'epcx:a non fu chiamata a caso romantica La tica politica, come era accaduto in precedenza alla Francia nel 1789 e
cri..i dei vecchi imperi che dominavano l'Europa e la scarsa. solid ità come accadrà in seguito alla Russia, anche se in forma più limitata, nel
delle nuove formazioni nazionali provocò un vortice di idee, di ruoli 1917. L'innuenza dell'unificazione italiana fu particolarmente forte sulla
e di personaggi in un'area vastissima, che si estendeva dal Mediterra- Grecia, che non solo aveva stretti rapporti col paese che era diventato
neo al Baltico, dalle sorgenti del Po alle foci del D-dnuhio. il suo modello e caratteristiche storiche simil~ ma stava proprio allora
In Italia il periooo che va dal 1859 al 1871 è segnato dilla guerra attraversando una crisi che sottoponeva a dura prova i suoi indirizzi,
contro l'Austria, dalla spedizione di Garibaldi in Sicilia e dalla dissolu- sia all'interno che all'esterno, e, al tempo stesso, la rendeva più sensi-
zione del regno delle due Sicilie, dai referendum popolari che porta- bile ai nuovi messaggi.
rono alla fon(bzione del regno d'Italia nel 1861, dalla conseguente crisi Questo lavoro esamina, nella prima parte, l'immagine sotto cui si
che determinò lo scontro con Garibaldi e la sua sconfitta ad Aspro- presentò e la posizione che occupò la Grecia nell'ideologia e nella
monte da parte dell'esercito regio, alla nuova guerra {:ontro l'Austria prassi politica delle forze che furono le artefici del risorgimento italia-
nel 1866 e all'annessione d i Venezia e del suo territorio al regno d'ita- no; nonché i loro tentativi di stabil ire una collaborazione o di utilizza-
lia. Ne11871, infine, Roma divenne la capitale dell'Italia. Sull'altra spon- re il fattore greco, tanto nel quadro delle loro visioni universalbtiche
<1.1 dello Ionio, il 1859 segnò la erbi del regno di Ottone, il principe che al fine del completamento dell'unificazione nazionale. Nella se-
bavarese che le grandi potenze avevano voluto re della Grecia nel conda j)'d.rte, approfondisce i temi dell'assimi lazione da parte della
1832 Questa crisi si concluse con la destituzione del re e la nascita di Grecia dci messaggi dell'unificazione italiana, dell'assunzione del Ri-
nuove forze politiche. Nel 1864 le isole dello Ionio -un tempo sotto il sorgimento a modello e del suo collegamemo con i problemi politici
dominio veneziano e in seguito sotto il protettorato britannico- furo- greci, infine dci cambiamenti che il mutato equilibrio internazionale
no annesse alla Grecia, mentre Giorgio I, un principe danese, saliva provocò nella polilica greca, sia interna che estera. Affronta infine,
sul trono. Due anni dopo si sollevò Creta e si ebbero moti nazionali nella terza parte, il tentativo delle forze politiche greche di organizza-
nell'Epiro, mentre nel 1871 fece le sue prime apparizioni un movimen- re un movimento analogo, sotto l'innuenza del risorgimento italiano
to nazionale greco in Macedonia Tra il 1859 e il 1861 entrambi i p-desi e attraverso l'alleanza col paese assunto a modello, le reazioni che tale
si trovarono in una crisi perpetua riguardante sia la configurazione tentativo provocò sia all'inte rno e che aU'cstero, il suo fallimento e la
del territorio sia il carattere e la natura delle loro istituzioni in quegli nascita di n uovi rapporti di forza che finirono per richiedere diffe-
anni il legame fra il movimento italiano e quello greco app'J.re più renti soluzioni politiche. Questa parte si conclude con l'esame della
solido e, nello stesso tempo, si evidenziano le pecu liaritù storiche, le politica italiana relativamente alla rivolta cretese del 1866-1869, l'orga-
caratterbtiche comuni e il differente grado di ~vilu ppo dei due paesi ni7J..azione di un movimento di appoggio attivato dai democratici ita-
jJossiamo, così, paragonare fenomeni quali l'assorbimento da pane liani e la partecipazione dei garibaldini ai moti di Creta e dell'Epiro.
dello stato dell'ideologia nazionale e la sua gestione di essa, la compar- Il presente studio è articolato su tre livelli, che rispecchiano anche
sa delle prime forme di movimenti di massa, la trasformazione del le fasi della sua elaborazione: il primo riguarda i fatt i, cioè la ricostru-

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/Iork' dd cllI.ldro \.' dd l'ullh.'nul l dd I,' PIX)IIl ~IC(,.() h.lll.lI1l. n!.!1 Pt..'rlo" tlre de~ldel O l'~prl nll'r\.' 1.1 In1.1 ~r.llil udl l1\.':a Y:tn .ll~ Ch:I~.. jòtb. prorc~
do (,. he V;I d.1 1 1 ~9 :11 1ij7 1. T.lli r.lpponi, :I !Xln e qu.dehe .Ipprocclo di :-.(lrc prc,-,o l'l l lllvl'r~ I[ ,) dì &lionÌ<.'t;(), pc r .1 !)1I0 appogHio durante la
lipo giornalbti<.:o, Inos.<:o da e-igen ....c d i polit k'::l t.~l c ra , o gli span,l rife- gl:~1 :1 1..io ne di quesù>lx:ra che fu ini... b lme nlc b mi:llcsi d i donor:Jto.
rimCl1Ii conte nuti in alcuni swdi, no n son swti fino ad oggi oggetto di Il mio :lffcllllOSO ri(.'Ordo v:\ poi :I Emilia Mo relli e .. Gun nar He nng,
una sislcm:lIic l riccrci d'archiviol, La vcrific..! e l'utili""''':lzio ne dei d.lli cllI ra mbi rt..'CcnlcmelHe Sl.'OIllIXtnji. Alla prima, allo r-d docente a «La
att int i dalle fo nti, wttavia, no n sarebbe stata possibi le, ,scnl'..:t uno sfor" Sa pienza» di noma, devo l'iniziazione ai me'<ll1dri :t re hivis~ ici d~lIa stO-
zo per inquadr-J.rli ne l contesto de lla vita politic I dei due paes~ al fin e ria italiana, in pa rticolare quelli del Museo Centrale del RLSOrglmento.
della loro correua imerpretazione. Tale esigenza ha comportato l'ap- AI secondo, allora professore all'Università di Vienna, fui legato da uno
profondimento di un secondo livello: quello de lle reciproche in" Slretto soda lizio che prese l'avvio de lla preparazione di questo lavoro;
rllIenze tra politica interna ed estera, dei rapporti tra le vicende della in alcune delle sue pagine sono maturati temi che noi discutemmo
liberazio ne nazionale e l'organizzazione politica interna dei due paesi, durante memorabili passeggiate sulle rolline fio rentine. Alle peripe-
infine deUa presenza di elementi di trasformazione di breve o di lun" zie infine di quella ricerca devo la mia amicizia con Francesco Guida,
ga durata nel Risorgimento e nella Grande Ide-..!, A questo li vello le pr~fessor~ all'Università di Venezia, con la professore<;.<;.a Maria Pia De
idee ed i prog ramm~ i fatti e i comportamenti, hanno c:ominciato a Luca e con Carmen l3etti, docente all'Università di Firenze.
perdere, per lo slUdioso, la loro apparente autonomia. Infaui essi fu .. La pubbliatzione del libro in Italia la devo invece all'apertura cui"
rono .segnati da più duratu re tendenze, che corrosero silenziosamente turale dci Dr. Roberto Verrucchi delle edizioni Aletheia, oltre che al·
la coscienza dei contemporane i obbedendo alla logica della sottomis" l'iniziativa edito riale dell'archite tto Andrea.s Giacumacatos, che si è a:,"'-
sio ne delle ma'iSe e della loro integrazione nel nuovo stato, Nello stes" sunto anche l'onere della lraduzione dall'originale Ad enLrambi van"
so tempo, le idee e i programmi assunsero i caraueri dell'effimero e no i miei più sentiti ringraziamenti, oltre che al prof. Sruart Woolf che
del contingente, cioè dell'umore e dello stile dell'azione politica, di tuttO mi ha onorato curando la prefazione.
ciò attraverso cu i le astrazioni prendono una dimensione reale l . I)'al-
tra parte, sia l'interpretazione de lle testimonianze, quali ci sono conse-
gnate dalle fonti, sia la comprensione dei rapporti che imercorsero tra
la Grecia e l'Italia, tra la politica interna e quella estera, (1"'<1 le forze
governati ve e quelle rivoluzionarie, hanno comportalO un terzo Iivel .
lo di analisi, quella del mezzo che rese possibile la comunicazione e,
nello stesso tempo, provoco{) l'incomprensione tra le varie forze e gli Note
ambienti diversi. Tale mezzo fu il linguaggio mitico dell'ideologia I Cfr. C. KF.ROI'lt.AS., La Groc~ e l'lIa//ti nel RiMJrgimemo flallano, Firenze 1919, cd
nazionale, all'interno delJa quale ogni cosa acquistava vita e dimensio- de La Voce. Per alcuni riferimenti vedi i seguenti slUdi: A. MONTI, _L1tali:l c il risorgimCl1 tO
ni nuove. Le storie dei due paesi furono mitizzate vicendevolmente e cUenko». in IUI//ti e Gn'Cia, Firenze 1939, pp. 3<i3-36S; A . TAMOOR RA, G-wour e i Ha/ctm(
l'azione politica si andò sviluppando, al tempo stesso, lr<l i soggetti reali Torino 1958; ki., _Garibaldi e l'Eur0p3"', Ani del 39" CiRl, pp. 1\45-52'.>; w. M.... TU RL .Le
e le lo ro proiezioni fantastiche. Analogamente, all'interno dell'Italia e avventure b::llc:iniche di M.A. Canini nel 1862>, in AA. VV~ Studi slorici in onore di G.
Volpe, Fil"(!lIlC t958, vol Il, pp. 557~ , ..
ddla Grecia, l'immagine che ognuno dei due paesi si costruì di sé e ]. È qui doveroso citare tre lavori a ssunti ("Ome rnoddh ffiL'\odologlC1: F. CH.... lIOD,
delle forze osti li fini per influire sulla sua evoluzione politica non Storia della politica estera italfarlfl dtll 1870 al 1896, 2 voll .. Ro ma"Bari 1976 0951'},
meno dei faHi reali. A. MAYF.R, DynamlC$ oj COfHlterrcw/wion In Eumpe, 1870-/956, New York 1971;
Questo lavoro, quando fu pubblkato la prima volta in Grecia, si G. M06S1!, Tbe Nal/Ol/aJizatiun oj lbe Ma.t.W-§: Symbollsm a/ld Mass Muwm el/U In
limitava al periodo 1859-1862; ampliato per la presente edizione, si Germanyjrom lbe NapoJecmic Wars lbmugb lbe Tbird Re/cb, New York 1974.
estende ora fino 311871 Nel suo complesso è il risultato di una lunga
ricerca bibliogr-<lfica ed arch ivist ica svolta in Grecia e in Italia Nell'edi"
zione italiana il profilo storico del Risorgimento, na::essario per i let-
tori greci, è stato sostituito con una introduzione sulla concezione
ellenica della Grande Idea. Ino ltre sono slali aggiunti alcuni passi
chiarifi cllori su personaggi ed eventi della storia greca.
Mentre preparo quest'edizione, vado con la me nte agli amici di
Roma e di Atene, di Firenze e di Salo nicco. il libro. infatti, cela in sé la
magia di una mia person:de avventura negli anni 1979-81 lo partico-

12 13
o

Abbreviazioni (
-'?
ACI' Archivio Centrale dello Slato <
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AG
AG-FC
Archivio Garibaldino
Archi vio Garibaldi·Fondo Curatu[o I •~
AMAR Arçhivio dcI Ministero degli Affari &l:t.Ti \
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ARO Archivio RkasoI~ Brolio
ASG Archivio di Stato, Genova I '--..J'~

ASP Archivio di Stalo, P-d[errno I


A51' Arch ivio di Stato, Torino I
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b husta (plico di documenti)
BNf' Biblioteca Nazionale. t·i renze
Cl'RI
ODI
Congresso di Sturi" dd Risorgimento It,,!iano
Docunlfmll Diplomallclllalian( Minisll'l"o degli Affari Esteri 0~'_.... -~ I
liNSG F..dilJone Nazionale dt!gli Scritli di Giuseppe Garilxtkli -'

FO
MC1l
FOf"cign Ofrice (Public Records orfict:. Londra)
Archivio dci Museo Centrale del Risorgimento
~ §
<
MRM Archivk.l del Museo del Risorgimento, Milano
MRT Archivio dci MuSt."O del Risorgimento, Torino
P8 PrOlocoHo BdJazzi
RS Regno Sardo, C1tcgoria di buste presso l'A MAI!
RSOR Riv. Rassegna di SIOria del RisorgimenlO
SE} Scrilll f:dlli ed Inediti di G iuseppe Ma7.zini
s.n.d'a. Senza numL"1"azione d'archivio (C1wgo ria di buste
preS!iO l'Arch ivio dci Min i~tero degli Esteri grcco)

.,EE
AYE Archillio del Min istero degli &l:eri greco
Bo llellino dclla Societ:l Storica ed Etnologica dell:1 Grecia
~IP Quotidiano Voce dello Imli<J e Rlsas
rAK Archivio Ccnlr..ile tkllo Stato, Atene
IEEE Archi vio della Sodct:l Stork:. ed t:lnologica della G rc:cia
KEINE Centro d i RkcrCl della Storia dell'ElIt'flismo Moderno presso
l'Aa.:-ddt!lTlia di Atene
MM Archivio dc i Museo Bcn:lki:;. Atene
r,
Inl roduz iolll'

CA I<Al'TEHI DE LLA G I(A NDE I DEA

Guardando verso l'Oriente

Q uando, il 30 gennaio 1833, il principe ba varese Ottone, appena


dicbsseltcnte, sbarcò a Nauplia come primo re de lla Grccia, le chiavi
della città gli furono consegnate dal comandante francese del presi-
diai.
Dopo un decennio di drammatiche rivolte, di lotte cruente con-
(ro i Turchi e di guerre civ ili, la Grecia em divenuta uno stato indi-
rx=ndente soltO il controllo collegiale dell'I nghilterra, de lla Franc ia e
della Russia, senza tunavia che i Greci fossero in vilati, allora, a fi r-
mare gli accordi internazionali che li riguardavano, né fossero chia-
mati, in seguito, a ratific'Jr1i.
A differe n;.r..a degli stati nazionali dell'Europa occidentale, SC'd.turi-
ti da stati territoria li che già erano compresi nel sistema europeo dei
mpporti internazionali, quello greco fu l'esito di una rottura della
continuità statale, ossia della dissoluzione dell'impero ottomano in
una delle l'iue parti periferiche.
Quanti si trovarono impegnati ne lle sorti del nuovo stato, sia ne l
corso della rivoluzione sia dopo la sua conclusione, non appartene-
va no ad una classe domina nte omogenea né avevano partecipato in
precedenza, a livelli intermedi, alla gestione del potere, come le clas-
si borghel'ii del continente e uropeo. La legittimazione dci nuovo sta-
to, di consegucnza, scattlriva da due fonti: esso fu, innanzitutto, il
fruno di una frauura rivoluzionaria, che consentì la sperimemazione
precoce di forme di gest io ne democratichçl; però, fu anche il risul-
ta to degli accordi Tra le gra ndi potenze europee, che im posero a l
giovane stato la forma della monarchia assoluta e, insieme, forn iro-
no il ",personale. e i mezzi per la sua costi tuzione.
U nuovo mo narca, infatti, era accompagnato da Ire reggenti no·
minati c controlla ti da I.uigi l di Baviera, da truppe bavaresi e da
un gruppo di alti funzi o nari incariC'd.li di organi zz.1 re la macchina
dello stato. Ogni decisione veniva sottoposta agli a mbasciatori delle

17
ti C pOlcnz<: prol Cllrld. E. !'o lx·.'M I. dUl.lllh.' I pillil i .1.1111 d i vh, l d\..'1 dl'll.l l'i U,1 lln lfl l ,l/h me, Vt·lln\..· ('O."klt'I.II ,1d.1 Kle nlt' ns VOIl ML't(\...•nil Il
nuo vo slalo, i pro ble mi pil) delk~.tli furo nu alll om. 11 1 tr.1I11i1 (· con {"()Il Il..'un'l.." prl·,.. iolll' ~ ~lj.{ r,d h::I , I., C n.:d :1 non Ix>teva L's..'l'rl..' ddin i
Itlui dirett i con la corl e di Monaco. t.1 n ltli 1:>IL'I'o..,f I\..'rm inl. U n,I !:limlle (,lre n/..;1 pOIL'va L'~ rc <:olm:lI:1 solo
I Greci, dopo l'espc ricll i'':1 del le gue rre ci vili, a veva no .accolto il re dalla !'o lOna.
con sollievo, ma rivendicavano il dirillO all"autogoverno, in no me no n I Greci, :mraverso 1:1 lingua, la tradizione eçclcsi:lstiC"J. e la c ultura
solo del loro passatO rivoluzionario, ma ;mche del le loro :utese ri- Or.llt.'"'XlPO!:II·C, e rano i vcri e redi dell'ecumenismo biza ntino. Emno
guardo al nuovo stato. Male le diffe re nziazioni e tn iche e, di con$(..oguenza, culturali degli altri
I territori della Grecia lil>era, secondo i confini tracciati dal Patto po po li cristiani dell'impe ro o ltomano ad assicura re loro questo ruo-
di Londra del 1832, erano est remamente Iimitali 5 e includevano il lo. Qui ndi i confini della nazione e rano .segnat i da lla sua storia. La
Peloponneso, la Ste reà e le isole Cicladi. Il num ero degli abitami, che G r~lIld c Idea non era, però, la consegue r1i'"':1 naturale di tale storia. Essa
ammontava a 800.000 unità, non rappresentava che un quarto della ne presupponeva una nuova lettura nell'ott ica dei concetti di nazio-
popolazione greca I reswnti [re quarti vivevano sparsi in una vasta ne e di stato: una vera e propria riscoperta del passato. La rinascita
area geografica che si este ndeva dalle isole dello Ionio c dell'Egeo ai culturale del nuovo stato, avviala fin dalla metà del Seltecenlo, ave-
Balcani meridionali e orie mali. dall.Asia Minore ai grandi cemri com- V:l offerto questa possibilità.
merciali del Mar Nero e del Mediterraneo orientale. Solo poche tra Gli in tellettuali greci, formatisi nell'Europa occidentale, avevano
queste zone emno etnicamente omogenee. Nella maggior pane di introdotto nel loro paese una visione illuministica della storia. L'idC'.de
esse i Greci vivevano in mezzo ad un mosaico d i popolazioni cristia- che legittimava l'apparizione del fX'polo gret:.'O sulla scena internazio-
ne e musulmane. Di solito avevano la preminenza nelle città, alcune n:rle e costituiva la ragion d'essere del nuovo stato. era la Grecia clas-
delle quali, grazie alla loro attività economica e culturale, erano di- sica. In essa si incontravano mito e storia, tradizione culturale e ideale
ventate centri di rinascita della grecità e focobi delle e(erie segrete di libertà. Attr-.Iverso la Grecia c1assi<..<1 i Greci dell'Onocento potevano
che avevano contribuito alla preparazione della rivoluzione. Nono- rivendicare un ruolo nella loro eJX>C<L La definizione della Grande Idea
stante ciò nessuna di queste grandi città era stata inclusa nei confini da parte dci Kolenis, nel 1844, esprime questa prospettiva: «Per la sua
dello stato greco. U rivoluzione aveva liberato soltanto le regioni posizione gt."Ogmficl la Grecia è al centro dell'Europa Cosi, avendo a
dove l'elemento ellenico aveva una superiorità schiacciante. destra l'Oriente e a sinistra l'Occidente, è destinata a illuminare, con la
Queste regioni, pera ltro, furono in grado di rivendicare il loro sua caduta, l'Occidente, e con la sua rinascita l'O riente La prima mis-
primato culturale solo dopo la fondazione del nuovo stato, grazie ai sione è stata assolta dai nostri progenitori, della seconda siamo incari-
Fanarioti e agli intellettuali delle isole dello Io nio che si stabilirono cati noi. Nello spirito di questo giuramento c di questa grande idea gli
nella capitale, mentre i centri economici dell'ellenismo continuaro- uomini dello stato siano sempre uniti per decidere non più sulla sone
no ad essere, per quasi tutto l'Ottocento, le grandi ci llà dell'impero della Grecia, ma su quella della stirpe elleni<..-a ... 5.
ottomano.
Perciò, quando nel 1834 la reggenza cercò una soluzione al pro-
blema di una capitale stabile, non sembrò affalto strano che loannis Guardando verso l'Occidente
Ko lettis suggerisse di non definirla ufficialme nte. In tal modo, infat-
ti, si sarebbe sottolineato che soltanto Costantinopoli poteva assol- Nel rivolgere il suo sguardo verso l'Oriente, la Grande Idea obbe-
vere a tale alto ruolo e si sarebbe manifestata, al te mpo stesso, la diva ad un doppio ord ine di motivazioni: la rìcost ituzione di un
fede dei Greci nella sua prossima conquista. 11 miraggio di Costanti- impero greco con capitale ~1ant inopol i e insieme la diffu,'iione della
nopoli, inoltre, avrebbe costit uito per la classe politica un costante cultura e Llen i(.-a. Tale cultura altro non e ra che quella europea, a n-
richiamo al fatto che, fino alla sua conquista, ogni decisione riguar- che se le sue radici affondavano nella Grecia La Grande Idea pre-
do alle questioni di stato avrebbe avu to carattere di provvisorietà"'. sUPlxmeva, di conseguenza, un'articolazione di rapporti con ["Oc-
La proposta del Kolettis è interessante anche da un altro punto cidente e con l'Europa.
di vista: in fatti era proprio lui che nel 1844, in veste di ministro, aveva I contatti con l'Europa, soprattutto a p.mire dal Settecento, ave-
con iato l'espressione «Grande Idea,.: la Grande Idea dell 'ellenismo. vano provoca lO nel mondo ellenico una profonda frattura. AI di là
Per tuUo un periodo storico, fino allo scorcio del secolo XIX, la delle diverse esperienze e delle diffe renziazioni culturali riconduci-
Grande Idea non solo sintet izzò le rivendicazioni nazionali, ma co- bili a fattori ambientali e sociali, era possibile distinguere i Greci
stit ui anche l'obiettivo ultimo dello stato greco. Le coordinate terri- europei7J..3ti da i seguaci della tradizione orientale (ciò che fece, del
toriali della Gmnde Idea, wnavia, erano ambigue. Se l'Italia, prima resto, della Grecia un lerreno di studio privileghlto per l'antropolo-

18 19
gl:l ("uhur;t!c). Il tl'fll1 illl' tl .ldi /loUl· ... i qU:IIHiLI Ill',I.t,lti v, ll1tl'nu.· In Il fildli..'n ].,lllo l"I""11t ul Ull p,,,o:() o hllllg, ll o Ill.'ll\) -.v II uppo \..Id!,1 t ul
rappo rto a l concetto anrit cti<'o ( II progrl· ....·.O' TutLI Vt:! Il (·01111 ,. ... 10 t r:1 1LI1":1 l' lI rorx.~ 1 1,:1 (ì fl'(!;1 \..Id Iill'1k'll; l·r.' un luogo dov\.' ~ i ;ncont r-:,v,t
tradi zio ne e progrc 'i.'>O, e uro pe izz:! /.io nc c IIpirilo oricul ,lk' no n di - no la lx )!it i<.'a , k' k'11l'IV l' k' art i, illullI in b mo l' fOIll:lI1l kbll1o, con.-.cr-
stingue va solame nte le classi do minami da quelle ... ubal1 c rnc, ma va to ri, Ill()(!cra l; l! ri volu /iun:tn, Mlgn:ll o ri L' uo mim d·azio ne, ma rtiri c
attraversava tutte le classi, dividev:t le f:lmigli c e si riprolx lIlcva :11 - fn_'ddi c llco l:l,ori. Il filcl k'nblilo cOll1nhuì, in divcrsi modi, alI:! nascit:1
l'interno della s tessa persona_ La facciata neocb ssica de ll e col.se de l IlUOVO sl:t tO; lx: rrni~ la fo rrna 7io nc di un:l o pinione pubblica
ateniesi, conforme ai modelli europei, nascondeva al suo interno e urope.I che condizio nò, in ccrt:t misura, la Ix>litica de i vari governi.
l'..oda.. , la camem d i derivazione otlomanal'; i Greci che portavano la E....."'" tUltavin, impose un q uad ro di v:tlori nel cui :unbito i Greci dove-
redingolle st imo lavano la curiosità dei contadini, i qua li difridavano vano orienlare le lo ro .scelte. Il file llenismo fu anche un enorme equi-
della lo ro grecit,)1. Ottone steSSO, l"'dppresentame di un potere d i stam- vOCO;gli Europei gU:lrdavano agli antichi Elleni e dimOSlfarono un ben
po e di provenienza e uropea, vesti va la fustanella, il costume nazio- scarso interesse alla compre nsio ne dei Greci loro contemporanei Le
nale per eccellenza_ ct'perienze di quanti presero parte .. Ua rivoluzione e, a rivoluzione
Qucsta duplicità, o meglio questa amhivalem-..a, condizionava a sua conclusa, la sconfessio ne delle loro attese da parte dell'Ellade che essi
volta l'alteggiamento nei confront i dell'Europa, nei Greci europeiz:aui ave vano idoleggiata, pro vocarono un misto di sconcerto e di delusio-
e ~o,:. n'allrond~ la cont rapposizione Grecia-Europa su l piano lin- ne. L'atteggiamento di sufficienza degli Europei e le loro accuse spe;-
gUIStiCO, sopravvlssula fino ad oggi, ne costituiva un esempio e lo- so ingiuste ebbero in Grecia un effetto non trascurabile durante i prim i
quente. Ma di quale Europa si rrallava? anni della sua indipendenza~.
L'immagine tradizionale dell'Europa, determinata dalle differen- Inoltre ta le indipendenza era solo nomin...le. Le potenze straniere
ze di re ligione, non si era ancora spenta: in alcuni resti popobri re- si riservarono il diritto di una continua introm issione nelle questioni
ligiosi si riproponevu la tematica del l'Europa dei .. papisti:. e dei interne del nuovo stato. Gli stessi uomi ni jX)lit.ici greci avevano solle-
.. lurerano-calvinisti ... Ad essi si erano aggiunti i .. frammassoni )O e, citato l'ingcren7.a degli stranieri sia durante la rivoluzione che dojX). Il
dopo la Rivoluzione Francese, gli atei. Era, dunque, l'Europa che rap- motivo di fondo eJd l'imJX>ssibilit,l, su l piano militare ed economico,
presentava una minaccia per l'ortodossia e per la sl irpe stessa. di prosegui re la guerra contro i Turchi Se è vero che, anche dOj:ow) la
L'altra immagine era quella dell'Europa come modello: la sua ci- fine della rivoluzione, doveva <..'o ntinuare la lotta per la realizzazione
viltà do veva essere trasmessa alla Grecia attravcrso le lettere. La della Grdnde lde-.I, la Grecia non poteva fare a meno di inserirsi negli
legislazio ne, l'organizzazione dello stato, l'economia, tutto doveva anL'lgonismi delle grandi potenze sulla questione d'Oriente. La Grecia,
conformarsi agli esempi eu ropei. Poco imponava che essi presentas- in effetti, vi partecipò <..ume ..cliente,., ora dc1 l"1nghiltemI,ora della Fran-
~ro delle differenze: l'ideologia opera sempre general izzazioni. Essi cia e, occasionalmenle, della Russia Di oonscguen7..a il paese si tl"'..tSfor-
erano, comunque, indispensabili come termini d i confronto- Le in- mò in loro terreno d i scontro. Le potenze Slmnie re individuarono scma
cenezze riguarda va no i tcmpi dell'europei7..zazione, mentre veniva diffiaJhà dei punli di appoggio tra i politici greci, che a loro VOlL'l
da ta per S<.""Ontal.a la capacità di assimilazione del modello eurOJX!O. aspiravano ad accaparr.lfsene il sostegno nei loro giochi d i potere9.
L'Europa, tra l'a ltro, era anche poleme. I Greci del secolo scorso I paniti poLilio greci, che costituivano praticamente delle reti clien-
non guardavano, certo, alla potenza europea anraverso l'esiguità delle lelari, venivano giuslameme denominati inglese, francese e russo.
loro risorse materbli c la ristrettezza delle loro frontiere. D'a ltronde, Questi pan iti presentavano indubbiamente delle differenze ideologi-
la Gl"'ande Ide::I non avrehbe dovuto fare della Grecia un'interlocu- che, che non erano tuttavia riconducibili alla distinzione Ira conserva-
tricc a pari livello delle JX>tenze europee? L'Europ:t però aveva la lor~ liberali moderati e democratiò, propria deUe organ i7J.azioni poli-
[X)s,<;ibilità di inrluire sulle sorti dell'impero ollomano; j Greci, di <..un- tiche e dei partiti dell'Europa occidentale.
scguenza, erano sensibili ai suoi giudizi, ma nello Slesso tempo dif- Il primo ohiettivo della monarchia fu di neutrali7.7.are i partiti Essi,
ridemi. In ogni caso la fiducia o la malafede degli europd consenti- pe rò, si dimostrarono estremamente resistenti e la costrinsero a gra-
vano piccole cospirazioni che si proiettavano a ll'estero con un'im- d uali com promessi. Data l'inesistenza di un parlamento, fino al 1843, i
magine d iversa che all'interno. La politica internaziona le, inoltre partiti po litici strumentalizzarono le pOIenze stra niere, e al tempo stes-
veniva giudicata esclusivamente dal pumo di vista greco. Quest ioni so fu ro no da esse strumentalizzati, per condizionare le decisioni dci
secondarie, che riguard,lvano solo indirellamente la Grecia erano re. Gli ambasciatori stranieri diventarono, in q uesto m<xlo, parte inte-
spesso aSSUnLe a fatti di primaria importa nza cd interpretate i~ modo grante del si<;tema politico.
manichco. Gli Europei erano considerati o filellen i o ostili della Per la Grecia le possibilità di scelta di alleati e protellori non erano
Grecia. ampie. Nel 1839-11, quando il viceré dell'Egitto si scontrò aJn il Sul-

21
IlIlrodllz io /l/: I {( Ilfl fll '''' deliri (, /'{/111/{' {(/('f /

t~IO O e Cre ta insorse, 0 110ne aveva polll tO alt ern:lre ncl l:tllo governo Il moviment O filcl le nK'o In lt:ll1a non lu c~l vasto come in altri
uo mini polit ici filo russi, rilofrancesi e fil oinglesi, allo scopo d i accat - paesi. Qua ndo I:i rivohli' ionc grCCI e bhe inizio, e rano stat i appena
tivarsi il fav ore della pOlenza che sembra va uscire vinci trice da lla rt!pressi i moti in Piemo nle e nell' It alia me ridio nale, provoca ndo
cris i_ Le stesse possibilità di ma no vra non si ve rificarono, invece, o nd ~lI c di profughi. D'~lhronde l'a mministrazione aust riaca nella pc-
durante la gue rra d i Crimea, quando OUone vo lle allea rsi con i Rus- nisol:t no n tolle rava manifestazion i filelle niche perché le considerd-
si. Truppe inglesi e francesi occuparono allora Atene, per imped ire v:t, -fin o ad un ce rto pun lO a ragione,- espressio ne di sentimenti
al re di a ppoggiare le sommosse nell'Epiro e in Tessaglia. La progres- libl::rali. Tullav ia la partecipazio ne di a\cuni volontari alla rivolu7.io-
siva crescita dell'influenza inglese nel Medite rraneo e la dipenden:r_a ne. provenienti sopratt utto da Na[Xl1i e dal Pie monte, il sacrificio del
della Grecia dai suo i creditori, imposero fin da al lo ra fo ni limiti alla S:mta rosa ed anche l'atti vità del ci rcolo de l Vie uS5eux a Firenze,
sua politica este ra e, sopraltUIIO, alla realizzazione del programma S4..."gl1arono delle punle avanzate del fil elle nismo, non solo italiano
d~lIa Grande Ide'.t. Nel 1869 il Gladstone scriveva: .. II mio punto di ma anche e uropeo.
vista personale sulla politica della Grecia si fonda in gran parte sul Occorre inohre sottolinea re che, se il fil elle nismo europeo si rico-
seguente ragioname nt o: fintant oché la garanzia delle tre pote nze nosceva preva le nte me nte nel milo dell 'antichità e nella spera n7..3
prote ttrici la tutela da un eventuale attacco, essa ha il dovere di non dell a sua rinascita, da quello italia no la Grecia era stata assunta come
mante ne re né un ese rcito né una flolla , ma solo un:1 poli zia. Se essa il modello di una nazione che slava per na'5Cere. Nella lotta dei Greci
no n può ripre ndersi adotlando questo principio, non si riprenderà /'ii inClrnava il riweglio delle nazionalitàu. Pertanto, mentre in Euro-
m<l i C ). Le microSt:opichc imitazioni di organi zzazioni militari sono p:l la delusione e la scontentezza nei confronti dei greci contempo-
una ChiaSSOS:1 parod ia e un focolaio di disordini; e la loro sconfessio- r.lnci posero fine al movimento fil elle ni co, in Italia le cose andarono
ne da p:lrt e della Grecia (finché essa non divent i in grado di cammi- diversa me nte.
na re sulle sue ga mbe) è l'uniC'.l solu zione perché essa sia costrella Il fil ellenismo, senza divenire certame nte dominante, costituì uno
nel futu ro ad osserva re un ~1 condol1a accettabile»lO. degli idC'.lIi del Risorgime nto. La Grecia fu assunta ad esempio mo-
Qual e m stala fin o ad allora la posi7.ione dell'Italia nei confronti !.llc, in panicolare nella sua tradi zione repubblicana; e la guerriglia
della Grecia? La gc:..-ografia e hl storia avevano tessuto una fitt a rete Ix 'r ba nde fu additata, sia da Ca rlo Bianco che da Giuseppe Mazzini,
di rapponi tra i due paesi. L'Italia che fin o al ]860 non si era costitu- ( ome la tatt ica più adalla alle lottc per l'indipendem..3 nazionaleU.
ila in uno stato unitario, non poteva ceno pesare sul destino delle I simboli e codici delle socie tà segrele e la lo ro logica operativa
ri vendk-azioni greche. Tutlavia la sua questione nazionale, tuttora ~1 ~Iit l1irono un fa tlore comune dei movime nti nazionali in Italia e
pende nte, crea va presso i Greci l'impressio ne che essa [Xltesse esse- In C r~'Cia. Tuttav ia le scelte diverse e le prio rità che si imposero ai
re più vicina alla loro posizio ne che all'Europa dei [Xltenti. D'altron- dm.' paes i. no n faci litaro no la colla borazio ne. Anzi durante la loro
de se la rivo luzio ne francese costituiva il punto di riferime nto obbli- t!vollizi ne i Greci, mirando ad otte ne re l'appoggio dei governi eu-
ga to per l'espressio ne di ogni volontà nazionale, i Greci no n e rano IllIX'i, IK'garonoqualsiasi lega me o affinità con i carbonari. Anche se
in grado di stabilire un dialogo con essa. In questo senso il Risorgi- o\lInc rosi j.tfeci fecero pa rte delle org:u1i7.-Zazioni rivoluzio narie ila-
mento ris ultava loro piiJ familiare: altro non e ra, infalli, che la tradu- Il , 111(;'. CN>i no n riuscirono a travasa re c a concretare in Grecia l'espc-

zione della «G rande Idea presso gli ltaliani,.lI. dl 'I\ /~ 1 acquisita. Comunque i profughi delle rivoluzioni del 1830 e
Cio nonostante tra i due paesi esistevano profonde diffe re nze. dd IH4A trovarono ~I sil o in Grecia e contribuirono aUa conoscenza
Mentre il territorio greco, pe r secoli, era stato tagliato fu o ri dag li 1\'d pI OC:1 dci due risorgimcnt P4.
sviluppi della [Xllitica europea, l'Ita lia vi era rimasta presenl e, a nzi Il m(mdo dci profughi e dei ri voluziona ri no n era, tuttavia, l'unica
aveva giocato per un pericxlo un ruolo di primo piano nella fo r- Vl. l d I l'ollllll1 i<..': lzionc. L'lInificazione italiana non fu il semplice fruno
mazione dell'Europa moderna. Malgrado la decadenza del Sei e Set- dd !,1 IOll ur:1 rl vollizion:l rb, ma :l nche del suo inquadramento nella
tecento, essa si e ra ben presto inserita, e in manie ra più o rga nica I Oill lnul! ;' M:II,.II.:. I polit ici clcl Pie munle ave vano la possibilità di eo-
il S\lO sellentrione, nel sistema economi co europeo. Pe r l'Ital ia III N . 1 'Il' 1,1 (: rl'{'la :lIt 1';1 \Il'fl'i() I:l rct c elci mpport i in lCrnazionali dell'cpc-

l'illuminismo, il giacobinismo e il liberalismo no n e rano conce ui 1.1. 1 ~onHll, ...... I. 1.1 frl'{ llll'nl uionc dd politici delle [Xltenze europee. I
cosi lontani e nebulosi come per la Grecia. Il ri so r~irn c nln ilali ano Il Y I · lll ll '. I / '()11~' (II( f...·r...·'"1.11 i I-> up.gcri rono a\1",-ggiamcnti e giudizi altret-
sen7..3 dubbio no n costò tant e vitt ime e no n richit.-M.· 1.11111 ....Il·ririd 1.1111 11 ~ ' I f Il'1l'n/ I.I,I I ~ I 1\)f (1 dl"'l l'i/ iOIll' ' 1',In:llil-> i delle loro convergenze

quanti quello gr<."Co, ma fu piiJ plllr:db la, piiJ riero di li k,', l' (' 0 11 l ' dl Y"' WIl /I' \ o... lIt ll l"'t· l'0H).t(·I!o <1('1 r,lplloli chc seguono.

trihuì in mod o s uo proprio allo I->v il uppo dd l'k'II "II'1I1 po lh ll ti ('11


ro pt.:O.
III/r(){IIIZ lofll!

Note

I ).A. l'ETlIOl'lllOS, (ti/II/es mul SlfllOC,.ajl in tbc Ilinglio", oj Gm.'(:e UH3' 18 4J, New
Jt:rscy 1968 (A tene 1965), p. 153-
2 N. KAt.TCIIAS, ',urodllclton tu lbe CQ7/SIil/Uional bistury oj Modern Gt'CW!'Ce. Ncw
York 1940.
3 J.A. I~TIIOPUlOS, op. cit. pp. 19--B.
<I Ibid. Il. 509.
50 l d:a K. DIMAIIAS, WIJVla.Uç Pt:dItavn01lo.; Alene 1982, p. 406.
6 aroM.IIElIz~uJ), _Disl..'flli:a .., in Semfvtics 19&1, New York 1982, pp. ~215; l(l_Ou~
o.lce More.. FQIe/ore, ~JeoIngy and lbe making oj modern Groece, Au~(in, Tex:lS 1982.
7 E. SKOI'IITF.A, To ~ npdtVlrO BaoU.e/O.o imi IJ M qd-.t" ISta, Salonk;~:o 1984, p. 100.
8 ~L EUlt,'iI!lI!R, .Hellcncn·Phi lhdlcnen: (:in hislOI'iches Mi....~verstandnis?~, ArchlvjO,.
Kul/u,. geKblcble, LXVII(l985 n. l ), pp. 137·159.
91t I>SOMIAD!lS, . The dlaracfer of Ihe Ncw Greck st;tte., in AA.VV, lIef/rm/sm and Prima parte
lbejl,..çt greek f/I(lr oj lihl! ro/w1I, 1821· 1(130: aJn/I"uity muJ cbangr!, Salonicco 1976, pp.
147·155.
IU CiL da Y. [)EllTluS, _.6.\E9vdç O\lWVOf1\l(tç crxém:.... l(oa fI.OÀItI..:t1 ~6.pTT](Jl'): l') L'ITALIA E LA SUA P O l.lTICA IN GRECIA
eUI')V(l(!\ Ifcph:tW(Jl') 1824- J872 ~, IOfopllm, 1(l9H3 n. I), pp. 16H65.
Il lo AS'iQI'IQS. ~ Il Me}QÀI') IUCt lI:ap'ltlXÀo{ç 13 10-1870,., Am.o:d Ifj.u:po).dyw, 1BB9,
pp. 1&J'2Jt
12 1'e r qu:mlO con <.'erne il fi lellenismo italiano, v. g li ~tudi di C. FRANCOvlCl~ S.
M ....q~U.ON1'. lo CtIJl'l'o \.f(1 "rr c L MA.<iCILLI MIGLIONINI in AA.VV, Illdtpe,ld(fflza e Imllà
IIf/z fOtmle fil 1/iI/lll U 1'1 Gf'"(!C/(I, A\li del convegno (Alene 1985), /'irCIl7.t! 1967.
IJ C Ih ... NCQ Dclla gm!rm PlfIz, iQt/a/e (j'/PlSI4,.,ezione per bande applicala (~If'IU1l1a,
voI. Il. 1t311:1 (slc) IleO.
I~ M.C. IIAIlJ!JOANNOH, l. 'e migmzfoPle lUI/la/m del "49 nelle Iso/e Jonie, tesi di pcrfe-
7.ioname llto, 110m:! 19tiO.

I
I
Il
I


Cc,VO U,. e ; liberali moderati

Il prezzo della Iibenà italiana in Oriente

mP.'nw l f. MEZZl La politica estera dei governi di Torino, prima e


f.lupo l'unificazione, si identificò con le idee e la tattica dei liberali
moderati. Nei confronti della Grecia, tale politica si definì in base al
kN'u modo di concepire i nessi fra il problema italiano e quello orien-
lIIlr, (.."(1 anche alle loro aspirazioni nei BaJcani, all'interno, natural-
m"nIC, dei rapporti dell'halia con le grandi potenzel • Facendosi por-
'.voce di tali aspirazioni, fors'anche con una certa dose di cinismo,
P.manllcle D'Azeglio scriveva al Cavour nel 1860: t<On voi! dans le
d~mcl1lbrement de l'Empire d'Orient la monnaie contante qui doit
fIIulder Ics comptes de \'Qçddent,.2.
1 perni di questa politica, definili nel 1848-49 dalla ricerca di alle-
IUW.c con i nuovi movimenti etnici balcanici e dalla partecipazione
d..l Piemonte alla guerra di Crimea, fu.rono tre
La mira dell'«ino rientamento», ossia dello sJX>Stamento de i con-
'lnl ulistrillci nei Balcani, lungo il Danubio o verso le coste dell'Adria-
Ik:(I, in Clmbio della cessione delle province italiane al Piemonte.
.. 1":1 pretesa del Piemonte di partecipare a tutte le decisioni ri-
Muardanti l'impero ottomano, sulla base del trattato di Parigi del 1856.
Il sostegno alle aspirazioni nazionali dei popoli balcanici, nella
rOSPC:!lIi\l:l di un'esplosio ne rivoluzionaria generali7J-3ta che avreb-
r,.' Indebolito l'Aust ria.
Questi Ire perni, ancorché appaiano contraddittori, rispondeva-
ni) li dlle p:lr:lmctri rondamentali del l'ideologia dei moderati, secon-
,141 I (IUaH il giudizio sulle azioni politiche doveva rispondere a cri-
Ie'rl non solo morali ma anche ulilitarislici, connessi con le radici di
IIlie f....o rn.:nl(....I.
Il primo parallletro erti la paura dell'espansio nismo russo. I mo-
"ICI.III lI aliani, :11 pari di tuni I li her:l li e uropei, considerav<lllO l'a u-
tOHlll la rU.'i."\:1 come un nC'mko dciI:! liberi:) e dci progresso. Sostene-
V,1110, di oo n SC~lI '111":1, <]lIulslasl soluzione apparisse :1tt:.1 :ld o,o;l:Icola-
Pr'ma parw I,'I/tllill (J Ili Miti IM}/l lIw 11/ ( ,'ri'C'o

re I;J sua l!spun,.. lo nc verso il M(.'(!iI l!rra ll(."O, compo rtasse l!s.s<1 l'avan- M.'or;I~l:I rc evc "! u:lli mov lm cn t l ri volu zio na rI ne ll 'Epi ro, , n,e ll a
z<unc nlO de lle fronti e re dd l'Austria lungo il 1):lIllibio, la conserva- Tcs.~lgll :t () in alt re provincie cristi:lIlc, 11 Kunlll rlolis lo Iranq.ullh,zzò
zio ne dell 'integri t;) o n olllana o la cre:lZio ne di una confede razio ne lIul1e Inte nzio ni paci fi che del Sti O ~ovcrno, anc he se, dalO Il d lln a
di nazioni liberate dal do minio austriaco O turco. Naturalmente tut- Inquie to de ll'O riente, le rassicurazio ni d iplo ma ti ~h ~ avevano r;=0
tO questo no n costituiva che un no bile auspicio, perc hé il Pie mome rx.~ di rronte alle spe ra nze e alle paure che ogl1l ~I v?ha ~l1evava.
non era certo in grado di determinare il futuro del l'Europa orie nta- 111 seguit o agli inconlri de l Dur:mdo, de l Kuntunot ls e di H~ nry
le; influenzava, però, le direttrici della sua politica estera", Hul wcr si creò !'impressione che il go ve rno Ca vour av~ c1ucsto
H secondo parametro e ra il sostegno alle ri ve ndicazioni nazionali 1I11'lnghilt e rra l'unio ne de lla Tessaglia, dell'Epiro, e ~eJle. Isole ~Ila
dei IX>poli balcanici, grazie al quale l'ltalia poteva guadagnarsi le loro (~ reci:l, o che add iri ttu ra il Durando sollecitasse gli abitanti delle tso-
12
simpatie e rafforzare la sua influenza. Inoltre il soddisfacimento delle Il' del lo Io nio a chiede re l'unio ne aUa Grecia ,
loro aspirazioni pote va creare un va ntaggioso precedente per quelle In rcaltà accadde il contrario. 11 Dumndo dis...e, infatti, al K,!nlU~
;taliane~, rlolis che gli abitanti del1 e isole dello Io nio do vevano approfittare
i.Jcllc pro poste de l Gladstone, senza chiedere l'aooli7jone del protet-
CAMILI.O BENSO CONTI !)I CA VQUR. Il Cavo ur guarda va fa vorevolmen- torato inglese. L'episodio, per le dimensioni che assu~sc~ pro~ocò .Ie
te alla eve ntuale creazione di un grande impero ellenico, che, insie- l"fOlesle di Londra e, di consegue nza, le rassic urazionl di Tonno Clr-
me all 'Italia e alla Spagna, avrebbe assicuralO ai popoli greco-latini il 1·,1 11 rico noscimento deU'egemonia inglese sul1'Eptaneso u, 9uesto
comroUo de l Med iterraneo, arginando l'avanzata delle popolazioni "mlinteso fu solo uno de i cas i, non infrequenti, di fraintendime nto
slave e germaniche6. Tuttavia, nellB60 considerava tale mira prema- n dI completo ribaltamento degli avvenimenti reali, che accesero la
tura e sproporzionata 'rispetto alla dime nsione e al grado di svilup- fltntasia popolare, sconvolgendo la vita politica dci tempo, Nell~
po del regno g rcco. Era sua conv inzio ne che i Greci dovt!S...ero ab- "I~ pcriooo, ne LL'aprile del 18S9, il Cavour no tava: . Temo che VI
bandonare i loro grandiosi progelti e dedicarsi allo sviluppo eco no- "I" :;ott o qualche intrigo del partito austriaco in Ate~e,., alludendo
mico del loro paese, per farlo divenire un polo di attrazione per le Ild un e ve ntuale improvviso attacCO contro la Sublime Porta, che
popolazio ni cristiane d'Oriente7, Dava, comunque, un peso limitato, !a vrebbe aperto la valvo la aIJe complicazioni orientali'~. ,Le paur.e del
ne lla sua prassi politicJ, al fall ore greco: «Quant aux Grecs, -egli C.lVOlir nascevano da una lettura incompleta e disconttnlla del rap·
sosteneva,- }e pense qu'il ne faut guerres sans occuper, soit parce Jl()t ll de l console del suo paese ad Ate ne, Giuseppe Malavasi. l~ qua~
qu'o n ne peut pas be-.lUCOUp compler sur eux, soit paree que les le., f:u:cndo sue le accuse dell'opposizio ne e llenica, info rma va ,I SUOI
Anglois sont très susceptibles a leur endroibll, IIUpcriOri che il governo greco riceveva ordini da.l1'a~lbasclat~r~
Alla vigilia della guerra del 1859, il Cavour perseguI un duplice Mu.... lri:ICO'~. Tali accuse erano, a loro vo lta, il frullO di un altra fa lslfl-
obiettivo ne i Balcani. Mirò, innanzilUuo, a convincere i paesi balca- t,,!lo ne: l'o pposizione e llenica interpre ta va il comporta.~ento di
nici a non approfittare della guerm per aprire le ostilità contro la Oll on<:, ligio aJ1 e indica zioni del Piemonte e della FranCia, come
Sublime Pona, in modo da assicurarsi la sua neUlralità ed anche l'at- '""'Il rcs::;io ne de lla sua simpatia verso l' Aust~i~ N~m im~rtano lantO
teggiamento favorevole de ll'lnghilterra. Della mediazione fu incari- 11'.1111 che le stanno alla base, quanto la ralslflcazlone di per sl!, come
cato l'ambasciatore del Piemonte a Costantinopoli, Giacomo Duran- "riti dd contrasti politici e del clima deU'~poc~. ,
do, il quale promise ai rappresentanti de i Greci, de i Serbi, dei Rume- Nell'impero ono mano, comunque, no n SI venflcò alcun ~rbamen­
ni e dei Montenegrini che, dopo la guerra, Napoleone 1Il avre bbe IO nel corso de lla guerra: il primo obiettivo del governo plemont~
pensato a nche a loro 9. Si adoperò, invece, per la preparazione di una rll quindi raggiunto, Lo stesso non accadde, però, al secon~o, la, ~I­
rivolta in Ungheria, che al momento giusto avrebbe inde bolito l'Au- vuha (\(.'gli Ung he resi, 1\ go verno Cavour ~vreblx: P?lU(O all..ltarli .. ~
strialO• due mod i: con l'ìn vio di armi in Unghena, e mediando la paClfl-
Ambedue gli o biettivi erano stati fissati in accordo con l'impera- l~~lone Ira Unghe resi, Transilvani e Serbi. Esso, tuttavia, ?ovev~
tore rrancese, che tuttavia praticava una politica ambig ua. lnfaui, pllmn Aa r:ml irsi il consenso e l~ c?llal:~)(a7jo~e ~eI[a Serb:a e del
me ntre si teneva in contallo, tramite Ge rolamo Bonaparte, con i capi Il rln 'Ip:lti danuhl:lIli, sia pe rché lumCI v~a pratlcabll~ ve~ I U~ghe­
dei movimenti nazionali offrendo loro aiuto, con il ministro degli tlu l '!';' \I Danuhlo, sia pe rché i due paesI pote va no mnUlre su~ loro
esteri Alexander Walewski concordava la conservazio ne dell'ordine IlIlIIpalrloli !'>(~ '\I I :l}(1l Asburgo. Aml x .'d ue, pe rò, avevano del pro-
inte rnazionale, soste ne ndo l'integrità de ll'Austria ll. 11Jt>lII t l'nll I:. Suhllmc 1·0":1, " . ,
Negli incontri che eblx: con l'ambasciat o re AndrC'J S Kunwriolis, MI! s ()h.. cmlv l~ prlndp~' (\t>l1,1 ~I hl:l , rito rnato sullro no agii ml,:1
il Durando chiese c.:he il go ve rno g reco usasse 1:1 SU:I inrllle n:r;1 ]x:r 11I 'I IfoW), 11111..'11 !t,vn n".. lt Ll l1 l1 l , 1I "" ItlO " l1n !lUl'(.'l'"stonl' :111:1 sua raml-
l'rim(/ /x l,./t ' I '11111111 l' lo \ 1111 /lidl/ IL(/ 11/ (,',. ~ lo

gli:l; (.'d Alc x:mdru Cu,.. ::!, cht' nel genn:lio-fel>hraio dl.:'llo sl(,'SSO anno .dOl):II:" :dl'Au!'ou·i:I , :11 finI.' di rL'ndl.'ft.' plll "k ufi i !'o liO! po!'>.~.!dimcnli
e ra divenut o principe insieme dciI:! Mo lda via e delI:. Va lacchia, c hie- Il''II 'Adrlalico I9, Q uc!'>!i disegn i ctL'i I{u!'>sell. lIla lura ti nell'Otlobrè del
deva il riconoscimento della sua elezione. lH(l l qU:lI1cto e ra lnlZ;:1I:1 la ri vo!t ,I dd l'Erzego vina ~ si .:Hlcll.<lcva UIlO
. Na l u ral~lClllc il Cavour :Ippoggiava le richieste dei due principa- ,,1),IrLO di G~lr;h~ll di nei Balc lni, ave v:lno come obleltl vo di rafforz..~­
l,I, I~~ ?on Inte nd:va assu mc re alcu n impegno per non provocare Il' 1.1 posi1..io ne dell'impero turco e d'indebolire, al lempo st.csso, II
losullta della Sublime Porta. Non riuscì, quindi, a convincerli a <..ul- tll(IVlmentO rivoluziomlrio ;t:II;:lno, ma in<..'Onlrarono le resistenze
labo rarc nonOS!<l nte gli accordi provvisori raggiunti alla vigilia della lll-II,I Sublime Porta e il rifiuto di Vienn:1.
gue rra tra l'crede al trono di Serbia Mi hailo, il Cuza, il coma ndo dei 'l'liti\.! queste trattati vc sull'«ino rie ntamento" dell' Austria non sor"
pro fugh i ungheresi e i d iplo matici inv iati dal Piel110nlcl6. ,llonu :ilcun risultat o pratico. Ciono nostant e la loro e<:o, come al sa-
Dopo la tregua d i Villafranc-à, e fino a lla spedizio ne di Ga ri baldi lito ingr:lndita e slravolta, fu sufficiente a disseminare paure in a!cu-
in S.icilia, i pro blemi più imponam i che occuparono il governo di tll,' :o-pcr:ul7..e infondate in altri. La preoccupazione che un qual ~osa
Tonno, furo no da un lato l'annessione dell 'Italia centrale e la neu- ,II Import ame si stesse segretamente pred i sp()O~ndo .nellc cc::'ru eu-
traliz7.azione dci progetto di Napoleone III di crearvi un regno sepa- 1111''''(.', cioè ulla convinzione puramente sogge\ll va, divenne In ~~Iel
rato, dall'altro la necessità d i respingere un evenluale attacco dell'Au- IK'tlodo un dalO oggetti vo ne lla vita jXlliti,ca dei popoli hal ~a mcl1D.
stria. Ambedue gli obiettiv i erano legat i a l problema di Venezia, ()U:1Il1 0 a llc altre questioni dei Ba lcani, Il Cavour per~ lII~a un~
Napoleone UI era disposlO a mediare tra la sua a nnessione al Pie- pulhk.1 estre ma me nt e ca uta. Consigliava a l Dura ndo di eVita re Il
monte ed il risarcimento dcll'Austria con territori balca nici. In com- Itllilvolgime nt o dell'Italia in qua lsiasi contrasto potesse sorgere ~
pe nso rivendicava la libert:) di iniziativa neH'ltalia centrale. Gli even- t 1\1('(II,:v:1 ai ca pi de lla Serbi:1 c dei Principati di mostrarsi mooeratl
ti~ ~~ò, avevano preso una via ineluttabile, che si concluse con i l'l e- "dlt' lo/'o trattat ive con la Sublime Portali.
b~SCIiI e l'annessione al Piemonte di quelle regioni. Na po leone, quin- ()ltrL' che per la queslione del Venelo, il governo di Torino era
di, dovette accontenl:usi dell'a nnessione di Niua e de lla Savoia17. pll ·un.lIpato :lIlche per quella ro ma na, che no n era ce.r~o collegata
D'a ltra parte, per la sicurezza delle frontiere orienta li ita liane ne i III tlll l<.lo diretto ai Dalca ni. 1 suo i due aspetti, quello polluco e quello
confronti di un'offensiva austriaca, che nc11859-1861 era considerata Il' IIMloso, rigu<lrd:lvano, infatti, la Francia cd i paesi cattolici, non
molto probabile, si rendeva ind ispens.lbile l'acquisto di Venezia. 11 l ol1~' llI c o rtodosso e musulmano. Anche in questo caso, comunque,
Cavo~r continuò, pertanto, ne lla sua doppia lattica: preparare la ri- "lll'l"l,IVa in o rient e la «mo nnaie conlantC" per saldare il conto. Il
volu:t.Jo ne ungherese, ma esplorare nello stesso tempo le possibilità i .1\ll1llr, crt.'Clcndo che l'obieltivo di Na jXlloone 1Il, dopo l'Ita lia, .f~
di ottenere Venczia, 1.llllIl ,..llone d'Oriente, ed avendo adottato come asse portante?1ogn~
Tali es~lorazioni ebbero ini zio immediatame nte dopo la guerra ~II,I Inl /.Ì:ili va polit ica l'allean1...1 con la Francia, propose la cessIone di
del 1859; e Il compenso per la compravendita fu cercato nei Balcani. 1111'"" 1I11'lt:ili:l in c llllbio di un'nione com une in Orie nte 21•
Napoleone W propose agli imperatori dell 'A ustria e della Russia lo L'Oriente avrebbe polUlO ripagare persino il Papa. La Francia e
smem bramento dell'impero Otlomano. Secondo i suoi piani, l'Aust ria, 111.111,1, Infaui. avevano bisogno di fare appello al cattolicesimo per
~r la perdita dclla Lombard ia e d i Venezia, avrebbe avuto le pro- 1HIIII ,I..I.lfe la pro paga nda russa, che faceva pernio sull'ortodossia
vmce onomane dell'Adriati<..'O e l'Egitto; la Russia avrebbe preso, in- I "It' ntllmdo il suo potere spirilllale nei Balca ni, il Papa sarebbe statO
vece, le zone allorno al Mar Nero e la Grecia si sarebbe a llargata fino qu llldi rìco llllx:n.s:llo della perdita di quell,O temporale ,a . Roma, I~
a Cos~an.tinopoli. Queste proposte furono, rUlIavia, respinte sia dagli tll"'" ,1 pr().',pettiva il C::lvour apprezzava l'a~lone di p.rose!ltlsmo ,d~l ~
Auslflaci che dai Russi18• 11111.111 In Bul~;lria e chie<lcva al DUl.lndo d i appoggiare I tentativI di
I pian i di Napoleone III furono ripresi da Vittorio Ema nuele e dal t Il'I\I~ ' I ~I()nc religiosa dci Uulga ri .
n .
Ric'dl)()li, succeduto a l Cavour. Secondo il nuovo progetto il re d'Itali<1 1),11 l,lIl1 <) MIO NafK)k"Onc 111 , conoscendo le mire dinastiche di
do veva p~opo~re al Sultano l'acquisto della Oosn ia e dell'Erzegovina, \! Il h )110 1': m:lIlllclc i n G recia, nella pri ma vera del 1862 propose ~ I
da scambiare, In seguito, con Venezia ed il suo e nlrOte rra, t'IIVl"ltl O lIal\:1I10 , Ii ahb:ulClon:lfC le S ll~ rivend!a.lzi~:mi su Roma 111
In Inghilterra il ministro degli esteri H.ussel1 considerò favorevo l- •. 1'1,11111 dl'I -.()!'>!Ll\1l0 rr:lnc(.":'j(! a ll'a!'Cl..."S1di uno dCI figI! dci re sul tcono
me nte queste proposte. Disse a l Palmerston che la Turchi::! avre bbe di I\ l i·lII ,l l
potuto vendere l'Erzegovina per 5 milio ni di lirc ed uscire quindi, in Ne ' ,OIi h l 'lIul, .. 11 pH~\,' tti furol\o coronali d.ll succ<.-'sso; va le, tulta-
tal mooo, anche da llc sue diffico lt;) econo miche. 1.'lta lia l'avrebbe poi ""I , l,t 1lt.'Il,1 di M' }t Il h l' Il' : 1I ~ollll' n1.lI loni su l'Ili !'>i fondava questo
ceduta all'Austria in c.ullhio di Vcnezia, mentre 1'lnghill1.'rr:1 1X)leva 1111'UI·lltl 11,lnltlll ,III.IIl() dll'''II,ltl 'lillll,: 111 ()I!t'III L' _Ora un popol.O
ccdere a lla G rt.'CkI le iso le dcllo Ionio, Ir:lnnL' C.o rfù, chI.' do v(;v;l L';'i..-.erl.' t lh I \I I , l,I UII,I II\"oll l/ h)l1(' 10 111111,11 ,1 non h,1 P ,IH' nl'i ' uo ......'no:-;c

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"r/llW lli ll/" I '1lI l fllI l , Ili \Im l/flll/hl j III ( ,' ,, 't III

non ~:) li" c:-il o:~ ~Iud :-over<.:hio d i ViI .I,:1quel Mlvl.: rchio d i passioni 1'1 111 1dl'II 'j.,ll ll/l(lnt.' rlt'1!-t()Vl'rlI O C,l ,,()lIr 11 110 .1l lH<l l, t.' pf(l nl O~M.' l (In
che SI sono I11 C:;."1 !Il molO per compire 1:1 ri volu zione Mes..;a. (_) Or:1 l,I "1 1,1 ,lIIl vi l:) :-tkn ti fl C:iJ t.' POlil 1c,1 lo :-V il llPIX) d t.'Hli Muti!, in p:u'l ko
pe~ no i, per la Francia s l e~sa che si agiI:! :1I1COf':"1 Ix:r le JX.Issioni rivo - 1.II l' (Ii qul'lll f llo..',of lO". En l tt') 111 d iploma/LI col profOI~d~l :III , lt,~";I
!uzlonane e ~1I0 gli sfo rzi del prolclariatO, l'Orieol e è il luogo sopra 111\'1110 ,n principi t.. con la ~i n ccr'1 1;' c il ri~()rt.' cht.' ~)IlO IIpl(:1d d llll
11 quale dobbiamo rovesciare questo sovcrchio d'anivi!;l , non dico h'IIt't!u:llc. Nel MIO lihro f)'1I1/ Cll,.i"" l.'/H·o/x'f), s<:t'llt O nd IH60, ." 0
con la conquista ma almeno con le grandi imraprese di ci vih:ì coi >.1t·lUlt' dll' le rel:11ion i inll.:rnnion:tli av rehhero dov ut O b:I.~,:H:-l ~u
commerci, con l'industria, co n la d ominazione mo rale.2S. ' lHl di l1l1 o nuovo che prom:lIla:.sc dal p rinci pio d i na 1.ionalit:)I·.I.
Sono argomentazioni, come si vede, che richiamano memori e Il Mamian i, chI.: :I~ un:-.c l'incarico il 6 lu)-\lio 186 1, f u ..,allll :ll o da
napoleoniche e la logica della futura espansione imperialista ancor nrll O 11 mondo po lit ico gre(.'O come un insigne uo mo d.i cUltur:I, t.'
prima che l'Italia avesse r'<lggiunto la propria unità naziona l~. '1II IIl' un fildleno. L::t S U~I .secli:! f u consider:tla come b dl mot>tra1Io -
III ' dd !'>C,.'n limcnli di :lInicizb dci n uovO r<.').-:no per 1:1 Gri...'d :I\j. I suoi
1.IJlporli d a Al ene, serilli con 1:1 sapienza ~1i un ~~'Oric(), sono di un
Libera/ismo e ragion di slato l''ollt'mO intcres.'>t..', IXliché presen l<t no la Vita IXllillca ~r<.'C1 :.c:.'Condo
1' llIk,1 di un tipico eSIXlnente dclliber:tlislIlo c u rolX.'O·
Bt:." "·JNQ RIC"'SOLl Dopo la mone del Cavour divenne primo mini- Jl1-Ili rit eneva che l'impero Otlo mano d ovesse lascj:~ re il POS,IO :,.d
stro e ministro degli esteri il poli tico fioremino Benino Ricasoli il UII,I l't'derazio ne avente come fonw princi pale la GrCO:l e cht: 111:dl:l
quale r imase in carica dal 12 giugno 186/ al 3 marzo 1862. Il nuo~o t1IIVt.'''~ ...aslenere l'egemo ni:1dell'elementO ellenico sulle POIX)!azio'
premier, abbando nando le audaci aperture del suo p redecessore, si III ..LIW, che considerava l'avam posto dt.:gli interessi russi jol. Il I:rt~
confermò come il rappresentante più emblematico della polit ica de! 1111 'rrI,1 principale era indubbi3men te la wande djspcrs~one e I:i IUllI-
nuovo stato e delle esigenze della classe borghese Iiberale26. Convin- 111,1 n ln.,i!)!enza della popolazione greo] , chc, tulla vl<t, avrebbero
10 che la liberazio ne d i Venezia potesse essere rimandata, diede as- l '' Il ulO cs...ere COlllrob ibnciate d:!II:1 sua fOO~1 ~Issil~iblrice e d al.su<,>
sol u~a pr~cedenla alla quest ion e romana ed al problema della ',1I1~' l lorl.: livello di ci vilizzazion eJs. 1..'1 solUZIo ne dIpendeva, qUI!l(h,
coesl ~ne mterna dello stato. Contrario ad ogni accelerazione degli d.IIIlI x.'ro s t ~HO greco, il quale, purt roppo, non era :Incora pronl o ad
~ventl che r<:>tesse mettere in pericolo la pace euro pea e l'un ità ila- , II 1111I,lr:-i i doveri c i compil i affid:Higli dal più vaslo mondo ellenico.
lIana, cercò d i (:ontenere l'attività del re e d ei democraticP"', In Orien- I • III\t1rd.mdo con «i Gn:.-'Ci p iù saggi ed iIlumin:lli Ichel ~nl~no ll'lolt~
te perseguì una politic<I tendente:1 smuss:lre i contrasti e le tensioni: III 'IW l,l propria debo lezz:1 e non f~lIlil o al cun propOSit O d i me.l l ersi
i Serbi e i Rumeni dovevano mostrarsi moderati nelle loro riven- 1'tU-t1 In guerra :Ipert:l con la Turchia., il Malllbni t:r:1 contraflO ad
di,ca~io~i, ~entre la Turchia dovev,:! fare concessioni ai JX>poli cri- IHI.I m,rnifest:tzio ne di fort"':l della G rande Idea"",
s~ lam, .1 italia, a sua volta, doveva appoggiare la qucstione d elle na- 1',lIl:In<lo del sislema politico grL"CO, ne sottolineav;1 il ca ratt ere
zlOn:.lhl~, m~ sen~"1 fomentare rivoluzioni. Per essa era indispensabi- IlIdl 'lInit o, a mezzo tra mo narchia as..;olul<l e IXlrl:1I11cnt :rre • Co nst :~ -
J7

le agire In slntonla con le grand i potenze, S()prauutto con l'Inghilter- 1.1\1,1 l'l'..... lgerat:i cenl ralizzazione hurocfell ic:t, abbinata ad un:1:Jlllml
ra, senla tultavia alienarsi la simpatia delle nazioni balcan iche:/H. Il lIh lLU lone pigr:1 e lelll:l, che da v:1 spa zio :dl'arbitrio dci. singol~~, II
Ricasoli, d'allro canto, non credeva che i popoli balcan ici date le loro WI\l'l Ili) non A<xlev:1di alcull:l aUl onomia: la sua forn ~:tzlon e ~ Il :.tJo
profonde differenze etn iche, avrebbero mai potuto tr~varc un ae- .. h~lilHent o di pendeva no (b Ali int r ighi ddl:t corte. I___~ c r:llll~)ltre
C?rdo per un'azione comune contro l'Austria e la Turchial9. 0:)11- ' I 11I11lI>:-IO d i personaggi 1ll<..'CIiocri. con un JXIS.~ltO P? hl'a:> :lIublgU?
slderava, infine, l'evoluzione politica della Grecia come inscindibile I d !tWlllll l)Clenti rispetl o :Igli inc:lrich i che er:'!Ilo dll :ll~latl a, rlCOI~rI
dalla crisi più generale d ell'Oriente, ch e gradua lmenre avrebbe por- ." " Il p,Irl:imen lo )-\ioGlv:I un ruol() pU f:l menl e d(.'(;o r:lli vo c l e~ rc~l~
(alo all'ema ncipazione nazionale dei suoi popoliJO_ il suo m~lIldato .P.'I'V,I 1',lhituclint', d(.'v:i~I : lnl l' pcr il r<..').-:imc IXlrl:lmen lare t-'CI i prlllcl]J1
coincise con l'insediamento, ad Arene, di Terenzio Mamiani, nomi- l ' '~l h u/i{ lIl, t1i, (Ii illl rOllH:.'t1l'r:.i ndb po li,ica, con il bent'starc sia del

nato dal Cavour primo ambascialore d'Italia. /.4I I\1l'1 no l ill' <Icll'oppos!ziolll.:, che lo lusin)-\:l va no COllle «!I. palla<lio c
Il 11I1I~ i() t:~I r '1110 dd l.l IIlx.'I I:) popol:lrc • .tO Nell:llolI:l po litiCI m:IIl<.'a-
, TER ~Z IO M....MI ....Nl Terenzio Mamiani della Rovere fu uno d ei più L IIiO prh l< 11" t.. ]11 (~l.:lIl pr,tl l( i, IlH.'nt rt' do mina v:t no i ('(?nt l':I ~li r~! rso-
brillanti esponCntl della cultura risorgimentale. Fedele in fil osofia 11.111 Il M,lIl1 l.ln l rill'lwV,1 <. 1It.,,:-r.' l'oppo:.iziont.' :l Vè .....;c (h~ I')O~t O di le:!
all'empirismo e :il l'ecleu ismo e in pol itica al libera lismo mod erato, di' t 1.11 1.1( I (' 1'0110 1,111, oV\'l'fO M' i '< uoi t, Ipl .I Vl· ....'o(..'1'O !l OV.ltO un :rn.:or
partecipò come ministro dell 'interno al governo ri voluz.io n:lrio d ella do, ](o ..,lt l·hl'll: ,,\',I l1 l.lt ill' hnpon l' ,II ftl\hnt.' 1Il0 ll,IH:hko Il.' "1It.' IX>:-I
Romagna nel uno, fu ministro degli esteri :1 l<om:1 nel 1849 {.' mini- /II UII Il,1I 1dlr ll tlll ,l ll)\l''o<,!.uhl ll

Il 1\
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l'rima I Nlf/t ' / 'lIl1l1" (I Ili \1m 1~)IIrIc.." /" ("n'dfl

Cornptcs,o,ivarnCJll C q,( li ritcllt:va che fo~sc d ove rL' pri mario della "}l1I Ideali de Jl :1 p.lce, dcll:l lihe rr :l (: dci pf",*~cs:<;(), e :,v.t:~e im?lt,re
po lit ic'l ilalÌ<lI1a in Grc.:cia diffondere i principi dcl libc l'alismo mode- (Ollle ohlellivo 1:1 radlC:llc riforma dci ra pporti <hplo matici lr.tdlZlo-
rato e, al tempo stesso, far IX'S;',I re la s ua influclw.a per l'a pplicaz.io ne n.lli. Ta le polìtiC:1 dovcv:. po rt:lre :lv:lTlti g li idC'.l li .del Ri~rgime~t<:"
delle norme costituziona li e per il consolidamento dc i rL'gime parla- /'<\.'n"'':-I lUu :lvi:i ripe te re «g li schemi d el pa55:lt o .., Cioè eV itando di (1 -
mentarc 42, L'halia, che egli giudicava d isinte ressata, {X)leva aiutare i I·Ol rerc a metodi ri volu zio nari e a soluzioni spcricolate'iO.
Greci in questa direzione più efficacemente di quanto non a vrebbe 1':1 .. Pe rseve ranza,. rite ne va c he i movime nti nazio nali ri voluzio-
potuto fare "Inghilterra. Il Mamiani considerava, d'altro nde, il domi- Il,lrl non dovessero essere ap~iati, neppure in vista di una loro
nio inglese nel Mediterraneo e in Grecia dannoso per gli interessi \lt llizl'':lzio ne contro l'Austria, per facilitare la liberazione di Venezia:
italiani<O. Pe r il raffoo.amento dell'influenza italiana egli proponeva _Noi siamo certo riconoscen ti, -si sotto linea va,- a tulli quei popoli
anche lo svil uppo degli scambi commerciali, il coll eg~lm c nt o ma rit- dI(' h:lIlno in viato qualcuno dei loro co~ballenti a spa r.ge re illor~
timo dei due paesi, l'assegnazione di borsc di studio a student i g reci "" I1)~lIC nell e battaglie italian e c.. ).Ma. CiÒ n?n ~uol ,dIre c~le nOI
e l'invio di borsisti italiani in Grecia". ,IC1\)1 )i:rmo senza un'ev identc opportullItà, arrischIare l avventre del-
T. Mamiani era convinto, per la sua storia personale e in quanto l,I Il(.).') tra 1;;lIria e i ris ultati ottenuti a prezzo di tanti dolo ri ~ d~ tanti
rappresentante di un paese liberale, di esser tenuto a rendere pub- /'l, Il l'ifici per servire a desideri ed interessi che nemmeno ,"dlrella'
bliche le proprie opinioni sulla vita politica grcc<l 4~. 11 suo compo rta- Im' rll C si possono chiamare italianj,.~l, Circa 1'~tiliz7..azion.e delle (.-o rn-
mento provocò, in vece, la reazione sia del governo greco che di ,II(.':I7.iOn i della quest io ne d 'Oriente per Il conseguimento d e!-
quello italiano. li Ricasoli gli raccomandò di astenersi da qualsiasi 1'unii;) d'lw lia, il giornale e ra molto titubante «L'Oriente è una te m-
intromissio ne nella realtà interna de l paese c di seguire una politica Ilile im:ognita che può contenere, come il mantell.o di Argan~e, la pace
pit) pragmat ica-i6. «Noi, -scriveva il Ricasoli,- non possiamo, né dob- \I 1.1 AlIc rr:! per le nazioni europee C-). Ad acquIStare una mfluenza
biamo certamente rinnegare i principi di libertà e di nazio nalità c he m: III..' contrade d 'Orie nte e a porvisi in una posizione tale da poter
sono il fondamento del nOStro essere presente e per (.unseguenza Il In van taAAio aspettare gli avvenime nti C-) abbiamo noi (_) qu~ ta
della nostra politica. Ma questa nostra politica (_) ha di mira uno rllplo m:lzia ca pace di trovare un terzo polo fra le due vecchlc e
scopo supremo, l'i ndipendcn7..a dell 'Ita lia, e d evierebbe da questo l'IIIIt.'mi influenze d 'Inghilterra e di Francia?,.5/: In politica es~era, ~
scopo quando si esponesse al pericolo d i suscilare difficoltà a lla sua \\)lIdo il giorna le, il ruolo d e ll'Ha lia avrebbe dovuto conflgur~rsl
azione, e di rendersi sospetta a Potenze la cui a micizia le è necessa- I III II C que llo di una potem.a mediterr.anea, il cUi,.futuro ~mmercI.a l~
ri~»47. Al RicasolL in .pa rtico lare, premeva di te nersi fu o ri dalla que- ,'l,I d,I indi vidua rc appunto nel Mt.'(ilterraneo. SI sollecitava, pcrta~
stIo ne d e lla successIone a l re Ottone. Egli temeva che il Mamiani, lu, l,I rivend icazio ne dell'eredità di Venezia, che, sempre ~nd? ~~
appoggiando uno dei rigli di Vittorio Emanuele, rischiasse di sacrifi- II\!Cltìdi:lno milanese, sembrava e...sere consegnata. ali Au.stn~, e l as.
ca re alle ambizioni dinastiche del re gli interes.si di lungo periodo .-un/lone di una posizione di grande potenz,1 agli occhi del nuovI
d ell'Italia e la sua amicizia con le grandi potenze, princip.a lmente con l'"I')!)" e n;lzioni'IJ. .. . . .. . .
l'lnghiherra. Dal momento c he la (."()ng iuntura imernazionale affida- I I «Perseveranz.a,. constatava che gh mteressl Italiani SI armOlllz-
va all'Inghilterra, alla Francia e alla Russia la protezione dello stato 1.I \I \;' nl ) con le aspirazioni e lleniche: Costantinopoli no n dovev~ fini-
ellenico, egli riteneva che l'Italia non avesse il diriuo di intromettersi li' In mano ai Hussi ed c ra indispensabile assicurare nel Medl(erra-
nelle vicende greche, dando così l'impressione di ambire alla crea- 111 '0 Il mantenime nto della libertà d i navigazi~ne e il predomi.nio
zione di una propria sfera di innuenza. l 'Ita lia doveva accontentarsi rldk foo·..c n:lvali d e lla rt.'gio ne. O'altronde il giornale non l."()nslde-
d el ruolo di attenta osservalrice""'. I ll V,1 1.1 Greci:. comc un te mibile con(."()ITcnle dell'Italia, pensava, anzi,
I In' (·'>S.I :I\l re blx: potuto inserirsi in un'allean.7.3 di paesi medit~r ra­
Il. QUOTIDIANO . LA PERSt::VF.RANZA~. Le istru zion i del Kicasoli al IId , Indudcnte la Spag na, in g rado di neutrahzzare la penetf""Jzlone
Mamiani non ri5pecc hiavano solamente la necessità di allinearsi col ,.c (l1I(llnll':l C poli1ico-milit a re dell 'Ing hilterra c della Francia nel
conservato rismo europeo, ma esprimevano, a ltresì, l'int e resse della MI'( Ih l 'l 1.11lt_"O\t.
borghesia italiana al consolidamento del nuovo statO, il suo d esi d(..~ Il {jtlolkh.lno mil:lnt..'SC :weva un suo punto d.i vista anche per ~~el
fio di evitare uheriori avventure e la sua tendenza a raffor7..a re la I III' I (lIIl('fIleV,1 le <llIcMionl Inte rne dclhl GrCCla. Fortemente cnllco
pace per favorire un più consistente sv iluppo econo m ico. Una de lle Il.-1 lIlnl rOllII dd fl' OIl OIlC, rl1 è nut o fC.... pons:lbile de l dirruso .. ma ra-
p~ù coer.enti ed autorevoli espressio ni d i questa volont:l fu il quoti- " 111 .1. IlH''(' IlI(' nd 1',11.: ....., 1'of~1(·nev,1 l'OPf)()... il'iollt:, :rPIX)J.Cgi,:lv:l I:a ri~
diano mll.anese «La Persevera n7..a,., ed ito da P;lcificu V:tllIssi-t9. Il Valus- \lI IIt ,1 di N,IUI,II,I (' fll ll l"Old. l vri IO" Il pnlHr;rmnl.l dd K:rmlns. AI pan
si nel 1862 SOSTeneva che la po lit ica <:s1Cra ir.lli,I II,' doveva 1:-(>;r.II·... i di' I 1( 1I.I',nll (1IIt ld ,lv,1 <Id M,lI lll.ml, lill . 1IU1l1t) d n lll ). cd «cf" udl tO",
1', 11//(/ /)(/"'t' I '11"1/,, tI /(1 \111/ /Illflt/u/ /" (:,. ,,/n

m ~ no n un dip/o ' " d ' · . I 1c..')(:lUIi dd "l'Olllm:tM.·o ('on b (: rl.'\.'b furono llIoltcplid, 1~ 1i fu
( _) in meu.o ' I q:lle"I'II~C,O "b.:11 W:mdl mezzi c d.d/c ~l llI.\" ì()Ili d ifficili
. , • c ur IIl OSC lIt lllosfere,. 'Yi ,(,IIc..'/ioni ... I.I, tradutlore L'C.I l.'ditore dd C::lm i popo l;lri }.:rl.'Cì c influcnzò
V lcme al/e posizioni de .. La p ~ , ' ..I~n ll iC:all v:lIm::nle lo :,v illippo delle lettere nl.'OClicniche e degli sllldi
nute da i quotidiani conservato ri ~~~~:lnza L'.O
" c,ra,no quelle SOSlL"-
narchi:l N .' I . , ,'" plmone,. e O( l.a Mo- '1\ /11., ('ullur:.1 IXJpo brL'''', 1):1esule, risìl.'(!cttc a Corf ù (bI settembre del
. Zlona
'I e,.. Essi ritenevano che l'Ital ia dove"··... " "eoe,s' d Ili 19 all'aprile del lHS4, quando, :t c:::tusa della sua Ix>sizione antirussa e
ogm compatto r·lvO I · . . ~ . ., I a
Perseve,ao-' h uZlonano nel Balcani; ma li differenza de "La I llo ÌtI1-llesc, fu costrett o da ll'oi:a ilil:l dell'opinione pubblkl.l isolana a
za,., c e propugna va u I· .
grandi potenze i due qu ·d' . na po Illea d i ~uidistanza dalle
. ,),11 1in.: per Firenz~, OJIl1C risulta dalla sua corrispondenza inedita, il
Oriente es ri" d ,0(1 I~~ I tenevano le parti della Francia in /'Ol1l m:,Sl.'O mantenne stretti r:IPIXlni, durante lulla la vita, "un AndreiS
Piemo " J'
n e ,
men o COSI lo Spirito tradi;donalment e filofraneese del i\lu ...,oxldi ..... Gheorghios Tertsctis, Emilios c lulios Tipaldos, Aristotèlis
V.d,loril is, Andreas Rigòpulos e Markos Renieri1'>.6/i. A qucsfultimo era
67
IMr\ )(.'o !:lrmenle legato da comunanza d'opinioni e da stretta amidzia .
I:idea di fondo dci Tommasco era che i Greci dovessero valorizza-
la POSizione di Niccolò Tommaseo Il ' k proprie c trauerist iSliche etniche, quali si evidenziavano nel po-
1"010, ('l'rc lIldo d i evitare c."OSi il richiamo troppo SI retto all'antichità
La politica dei moderati non f l ho • 1., ...... 1<::1 comc l'omologazione con l'occidente conlemporaneo. A I
dai giornalisti. Giocarono u ~ a rata sola mente dai politici e
i quali contribuirono in un r~Jo~o lm~rtanle andlC gli intellettuali, 1l'1I 'oClis scri veva: "la Grecia vera è nel popolo..1iII; e al Renieris, per il
valori e dei crileri che eo~, ~o.Jcra deCiSiva alla dClerminnione dei 'l\I ,lk nutriva grandi spemn .."c, raccomandava: «La tua JYJ.rola, o Mar-
I .), I ivolgi con rispeuo al popolo, povero di danari ma ricco di senti-
no italiano sia all'interno c~~'~~:;~~;~.le scelte politich e del gover-
IIWlltl, al popo lo ignoranle di li bri, ma educato nella scienza dell'amo-
Gr~~o r~ ~~ti liònl~r"ettuali, legalo
S7
da stretti vincoli ai Balcani e alla Il ' I V()~l ri padri liberarono la Grecia dall'asiatka barbarie, tu Marco
, leco ommaseo . Il Tommase _ I · .. IlIlI.'I.11:I dalla civiltà europe-J.,.6?
dalmata, assunse in It. 1" ', / ' o, per a sua ongme
em iche e parallelame~:~ I ru~ o di SOStenit<:,re d~lIe aspirazionj hal- Il poplilismo c l'avversio nc per le influenze occidentali non ri-
KtI.ltll:lvano solo la cultura, ma anche la politica. 11 Tommaseo era
conoscenza del mondo sla~on~ s~e ~~e ~11<:,loglche, comribuì aUa
, ....til~. ,11 movimenlO di opposi7,ione a re Ottone, perché, con la sua
ch ia di intellettuali che si ra r e _eru~ " F..gI~ apparteneva alla cer-
111 ·II()Il;U":lzione, la Grecia sa rebbe stata costreUa a rivolgersi alle IX"
d~ Gian Pietro Vieusseux e ~~~~o, i~:~~n~ alt~rno a~ gabineuo 1I ·/l/l' :o.tr:.lIliere, raffopando cosl la loro influenza ed intromissione
blcnte, caratteriZ7.ato da un moderat~r 1 ~1110 Cappom. Tale 3m-
111'1 ~lIoi :Iffari interni. Nello stesso temlXl, rivolgendosi al governo
sin,,"Cri sentimenti fil /I .. d " ?erahs.mo, aveva d llnostralo
Sec . ~ cnlCI uraOle la nvolU7:1onc gret:::tS'Y ~II'II), r:lccomandava l'apertura di un dialogo sin~ero col popolo, che
oodo la tradizIone di Giobeni Balbe: . , . l'IlIdl',...SC e scavalcasse la mediazione dci politici d i professione. Di-
aspirava alla conciliazione di ' )e M~nzoOl, ,, ~ommaseo
Iigiosi entro una ch· . e prhogresso, deUa libertà e dCI valori re- '•. lpproV:lVa, quindi, quasi tutt e le forze IXllitkhe: i Fanarioti, i poli-
lesa n sorta c e avrebbe f- tt d f d 11\ I .llIIo(;to ni, la nuova genera zione degli intelletluali liberali ostili
nuovo mondo e all'unità eu ' 6(1 E I" . a O a on amenlo al
,III ()I,o ne, i radicali delle isole dello 10nio70. Per quanto riguarda Ot-
dei problemi nazionali c l'ero~ . '-? 1 sosteneva che la soluzione
• . manelpazlone dei pol)()1' Ix l .. 1.. 111 ' lo considerava uomo di limitate çapacità intellettuali e di scar-
avrebbero potuto re-.tlizza rsi tt ' I . . , I I CIOICI non
,\ IIlIloril:'l, ma O nt...-'StO e palriot~171.
so dei valori morali, con la d~ff~~~:rso e nvoluzlOOl, ma wl pragres-
I 11I',IIIra !'o ua id(.~ er:.l che i Greci dovessero evitare le rivolte contro
Era convinto, Ira /'altro che i ne.de~la.c~ltura e con le riforme.
religiositil. e lo .. ' . J?Opoh stlVl a vrebbero associato la 1.1 Iludu.1 c le IOll c conl ro gli lngle;i nelle isole dello Ionio. Dove-
cidentc61 spmto comunllano dell'Oriente con la ci vilt<ì dell'Dc- \ ,11111, ., 1('( )!lIr:.lriO, :iCCfl.'SCCre il prestigio spiril uale e morale del regno
11111.'11', dl'(.lie tndf).'ji ;l lIa cO"..lnli'.ione pacifiC".l del loro futuro, in modo
Ritenendo che il pericolo ') d d,I dl'lIo~II . U'l' citI..' erano. effettivamente, in grado di sostil uire l'impe-
cidente civile provenisse dP;~ gran ,.e ~r i B.alcani, c per tullo l'cc-
prJ.ticabile, egÌi giuslific~'va Si~ l~n~USSla, I~ al~esa di un 'a lterna tiva
111111( 1)111.1110. AI r.I(/ic:, li clcl le isole dello ronio, in particolare, scriveva
.II !lllil I)lov( x:, en..' 1'I11).tItHI l:rm, po ich<: av rebbero finilO col danneggia-
sia il protettorato inglese sulle isole~r~ a~ u~~co e quello Ollom:lI1o
I! liti hlh·ll·....~llk l1.1 (~n.:d, l. Doveva 110. invece, rivolgere il loro imtx="
siderando la chie5:J ortodos " e ,~OOl • An~"ogaillente, con -
Milo 1,111,1 \Iii UI).t.lllOlll' l' .11I , l lIl·~ l t .1 ddla lin).tll:l dClllo tk'a. allo svilup-
IiriC'J. russa a " .' sa come I cava llo di Trai:! dciI:! po'
cazione d il p~la v.1 la propaga nda Cllto lk::1 Ill'l B. dl~lIl i l' l'unifi- , .11 11'11.1I IvUI,\ ~· J l'\I It . II , 1 \' .111., 1)f( )III(UI(J!le ddl:! kltb!a/,ÌOllC c dclI'agri-
ne- ecclesi~s~c~1 ~~\~~:~I~l~~O ad Ulla f lIllI!";\ flllll l)\ .11.1 .111;' 111111 ...1r.I/IO- 11111111 ,I, 11\ 111( 1( ,, ) , LI tlll lllll lllill' .11 ~t'n(' r:l k Illi~1io .... lmclll o dellc con-
,lI/hllll.ld p,I. "'"

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",.{moIXlf/ll

Ne l 1R6 1-62 il To rnrna.<;l.'O ru in COlllallO con ItIIli colo ro c he stava- Il


no pre parando una s pedizione d i Grlriba ldi ne i B.1 k':l nPI. D'altronde
il. Tensetis e il Re nie ris, con i quali mante neva rapporti epistolari, Giuseppe Maz z ;n; e i dem oc ratici
g l.ocavano un rll ol ~ aUi vo in quella vicenda, ment re C heorghios
Tlpaldo.<; lo teneva mformato sulle attività dei rad ia lii in lIalia'~. Il
Tommaseo era COntrario a tali progetti Scrisse a Garibald i per dis-
suaderlo, chied~ndogli di inte rro mpere i suoi rapport i con i radicali,
che accusava di essere agemi dei Russi. Gli raccomandò, se voleva
Il davvero aiutare i Greci, di avere contatti solamente con il re. Con lo
II[ stesso spirito scrisse anche a l Renieris75.
. In oc~J.sione del mOlO di simpatia manifestatosi in Ita lia per la
rivolta d i Nauplia, il To mmaseo pubblicò due articoli di fo ndo sul
quot idiano milanese «Alleanza"" sostenendo che le aspirazio ni italia-
ne ad un incendio rivo luzionario nei Balcani avrebbero finito per
Favorire soltanto l'Austria 7lS• Questi arlicoli provocarono reazioni nelle III Grc.'Cifi nell'Europa ideale
isole dello Ionio, dove g li Fu mossa l'accusa di essere un «n uovo
Fallmerayer",n. Lo storico ledeS<.:o Jakob Fallme rayer aveva contesta- 1,:1 po liticil balcanica dei democratici, l'altra importante (,'Om~?en­
to la. Fon~at~zz.a del.la tesi d ella diretta discendenza dei neogreci dai Il' del Risorgimento, si modellò essenzialmente s ull a lor? .v lslone
greCi antIchi, per CUI il suo no me in Grecia era divenuto sino nimo di Mrnl'r:J1c del mondo, cosi come era ::;tala elaborata e codificata da
a ntiellcnismo.
4,III-,cppe Mazzini, loro 1C'J.der e teorico. . . .
Sebbene il Tomma.seo non Fosse un politico, godeva, presso i suoi Nel la concezio ne dci Mazzini, la nazione COSlltUlV3 un anell~ ~n ­
comemporanei, di un g rand e prestigio, dovuto alla s ua rilevante t4'1 1I1(.' (lio tra !"individuo, l'umanità e Dio. Alle nazio ni, come agh 111-
personalit~ c~lturale.. Pertanto, le sue informazio ni e i suo i giudizi dl ... llIui, la p rovv idenza div ina aveva affidato un ~omp.ito 'pr~~T­
su lle queshonl baJatnlche contribuirono a formare il clima cuhurale Iii 1I1 ,HO a lb lo ro storia e alla loro posizione geografica. C IÒ slg mFlca-
all'interno del quale si venne sviluppando la politica italiana urficia- V,I ( hl' ogni nazione, avendo coscien7,.3 della prop:ri~ missi0n.e, dove-
le rig uardo ai 'Balcani
\',1 hnpt.:gnarsi per la realia.azione del progetto dIVIIlO, al pnmo gra~
dlno dci quale stavano la libertà e l'indi]X!ndem.a .. ,?a p~ rle loro, I
I hl ,ldini avevano il dove re re lig ioso di lottare per gli Ideali d ella loro
IJ.l/I()J)c?tl.
~'Co n do la provvidenza d iv ina esisteva un ord ine naturale nel
!\Iondo, vio lato dai tiranni e dai mo narchi. Tale ordine n alUra l ~ pr~
H,\ll·... ;c c he l'Euro pa dovesse appartenere ai tre grandi g rupPI e tm-
Il d\,t-!Ii Slavi, dei Tedeschi e dei «G recolat ini,.79. Inte rpreta ndo la
\'lIlo nl :\ divi na, il Mazzini d e terminò così la futura ca rta e uropea:
1111 MI"lIlde sta lO iberico con Portoga llo e Spagna, la Francia e 1'1'.'-
Mhlltt:rr.1 cost come si e rano sto rica.mente fo rma.te, una GermaOla
111111.1. lino S\:lIO scand inavo coslia llIo dalla Dall1ma rca, dalla Nor-
\lq,tl.1 e tblla Svezia , lilla confederazione delle Alpi che a vrebtx:
hH lu..,o S:lvOi:I, Sv izzcr:1 e Ti rolo cd un'Italia uni ricata. Al posto del
dm' Imperi, :Isburgico c ottOll1ano. il Mazzini poneva due confede-
1000Inni un :1 d :lnll bi:lIl:l e una ba \c:lnica. La ma ppa si completava,
IlIlIn(', r(ln un:1 Poloni:1 indipe ndente e con una Russia p rotesa ~ll~
I ivlll ll.llio!ll..· dt'II ·A..,i,l. TUili qllesli p:lesi av rebbe ro potuto UllIrSl,
111'11111111'11 In lIII.1 ("(mfl..'dl·I.I/IOIW e u ropea. All'int e rno di q uesta co-
"1111 /11111(' ;\'(lI'k.l , 1,1 11I1 .... lon\· dd l.l (~ r('('i:I c r:l di }(lIidare .1:t rede ra-
'1IIn\' h,lIt .lnll .1 (' di O " I,H01. I!l· I,1 IWn\'If.llionl· dcll.1 l{u .....,I:1 ne l Me-

\'1
Il
Prima IX" '/(! L '1/011(/ C' /0 ~ /iO /x>l II ICfI I" C,',....cm
dil e rranlo.'O, o lt rc che di pro muo vere la civil iz:t':l zio nc ddl 'Orie nte, neva che t:lIl1ino po li no n :lVrcbbc do vuto apparte ne re:1 n(.··ss u-
sulla scia della trad izione classicalWl.
na delle nazio ni fed e rat e"", , ' ' r rio alla mo nar-
G. Mazzini considerava la li bertà delle d i verse nazi o ni int er- Come è fa ci le immaginare, Il MaZZlIl1 era C?dnl a _ l' surp" lore
dipendente e le chiamava a collaborare alla distruzione dei nemici . d ' O n ~ c he consl erava u.
chia «ge rma nic.:o-ell en,ca,. l di,I? ~'., e di diffidenza nei confron-
<

comuni. Egli soste neva: ..Lo sl::Jvo e il magiaro, l'italiano e il greco deUa libertà g reca ed accusav~ l ~ne~zl~ , . '89 r li valu-
sono vostri fratelli. L'imperatore e lo Zar sono nemici ad essi e a voi. li dei movime m i rivoluzio nan del cnstlant oPPI,r~1 , ' PGe Òeceg" . ed era
Voi non avrete indipendenza, li bertà, né giustizia, se prima essi non . I r 'I ppi della po luca III r ..
lava in modo ullliatera e gl'I S~I ~ti collegali alla lo[(a di liberazione
cadono. Né la loro cadura può accadere se non per l'unione fraterna (X>rtalo a sopravvalutare g I aspe , 11862, che ogni
e sincera di lutti coloro che soffrono, pregano e <.:o mtr.J.tteranno la , 1 A . icava infatti, già nel 1843 e an<.-ofa ne , .
loro doppia oppressione ..H1. na7.Jona e, ~sp ,. d ' II' rivolta conl ro i TurchI. RIlc-
All 'inte rno di q uesto quadro, la politica del Mazzini e dei suoi iniziativa pohuca ~t.e~ ,c~~e~~~: :raapiantata nei Balcani avrebbe
neva anzI che una nvo a _ che a sua volta avrebbe crC'alO molte
seguaci nei confronti della Grecia e degli allri paesi balcanici aveva fomentato una guerra europea, ' " d ' '
come o bieuivo il coordinamenro dei loro movime nti nazionali e la occasio ni favorevoli per luttI, ,I m~:}V~
' enti
' 90 naZionali
'
e emocratlCI e,
loro coUaborazione con gli altri movimenti rivoluzionari dell'Euro- naturalmente, anche per quello Imitano ,
pa occidentale.
Per meglio comprendere l'immagine della Grecia nel suo pensie-
ro e la posizione che essa occupava nelle sue proposte politiche, va La /x:ma ricerca di alleati
ricordato come il Mazzini, dunmte la sua adolescenza, avesse eretto
la rivoluzione e lle niCI ad uno dei suoi tre ideali tl2, In seguito la pro- " 'I Ma7Jjni insieme ad altri esuli italiani, polac~hi
Quand o ne118;rt I , , . e che mlra-
pose, nei suoi scriui, come l'esempio di una nazione classica risusci- e tedeschi, fon~ò l~ ,«Giovi,ne EUro~.~~~~~%z:~~~ movimenti
tata nell'et} contemporanea, come un modello di spontan eo corag- va a c reare seZIOIll In og Ol paese , II_ G ','11 Scri veva,
gio, di sacrificio popolare e di tauica rivoluzionaria8J, rivoluzionari, rivolse la sua attenzl?ne ane,he al a, r~' dans une
Le conoscenze del Mazzini su l mondo ellenico derivavano prin-
allora: ...C esl e n Grèce qu'il f~~~r.~I~ ~r~l~àn~~s:a~~ople, qui si elle
cipalmente dalle opere di Dominique Praclt 84, Egli no n collega va, però, pensée de devc10ppement qUl ual J.usq , _ la Russie,.9z, Il progeno
n'appartienòt pal~ à la t~~~i~e~i~it~~~I~~~~ in Greda, Emilio Usigl~o,
l'estensione ed il ruolo dello stato ellenico alla sua composizione
etn ica: ...la Grèce, -auspica va,- do nt l'élément slave introduit au
rimase, per , su a caro ' . , , Iso su richiesta dell'ambasCla-
non trovò alc~~a, sol~danetabbeefu esp~~ gli appelli agli esuli italiani
moyen-age commence à porter ses fruits, poussant jusqu'à Con-
stantino ple, et recommençant tÒt ou tard sa mission de dvilisation l:1 auslriaca~, Sumlc sorte e ro anc .
sur l'Orient. lIS, Anche se pensava c he il mondo slavo si estendesse da che si trovavano nelle isole d~llo IonIO, l nio costituissero un pun-
Arcangelo fino alla Tessaglia, il Mazzini sosteneva che, nel futuro sta- Il Mazzini riteneva che le Isole dello , o . . l , I' ~ Ancla-
to e llenico, dovevano essere inclusi l'Epiro, l'Al bania, la Macedonia, , I )re ara7jone della nvoluZlone IO ta 13 '
Costantinopoli e l'Asia Minore fino alla Cilicia e a Cipror.l, Questo IO slrateglco per a 1 p I . to unitario soprattutto per non
v't però cauto di fronte a movlmen " , t nazio-
g rande stato e llenico si sarebbe poslO a lla guida di una confedera-
zione balcanica, la quale, insieme alla futura confederazione del
t)ffende~e gli Inglesi chedconSi~erav~~il~~~1 a~~h~~;I~~~ ~uli ita-
naie italiano, Questa pru . e Ola Lli c~ 7..0 Va le~io i quali soste nevano
Danubio. avrebbe impedito l'espansione del dispotismo russo, che U;lni come i frate lli Bandiera e orcn '_ . Ila nto do po il
l'impero oltomano era incapace di arrestare"7, Il Mazzini non dise- ' ,.' I G ec'a dove va a vve nue so
lhc l'uOIflcazlo ne con a . r 1 .11 '095 llicader dei de-
gnava le frontie re della confederazione balc..!nic..! e neppure ne de- rllffoo..1me nto e l'am~1ia~ent~ dello s~a~~~~~I~e 'informali i suoi
mocralici, aura ve rso, l glorn~h, ~~n~ta degli E~taneSi e pubblicava
finiva rutti i componenri Era sua inrenzione, d'a ltronde, dare delle
semplici direttive, senza invischiarsi in contese nazionali. Tuttavia, m nci wld ini e i le no rl euro pe I su a . ,'
col passare degli anni e col progressivo sviluppo de i movimenti 0<1 - ull appe lli all 'unific:l zio ne de l parlame~to "IOMIl1~·, · .te nne insie-
zionali tra le poJX)lazio ni slave, vedendo che in Grecb g li eventi no n " l ' ' d'O ' >"1 > , lei j° .( o-<tl I aZZIO I 50S ,
Dura nte a CriSI ne c O""t , ' r ski un'alle-
corrispondevano al suo sche ma ideale e alle sue :Ill ese, il Ma7.z.ini le ,.i colh bof:lIori del principe JX>b cco Ad:m,l <:lan o Y', ' _ r _
cominciò a dubitare che essa fo.sse in g rado di po rta re avrmli la SU:I
missione lihenttrice e civi li zzatrice, Cosi ne l 1806 l'~11 !lhh:Uldonò la
::lì/~~ dd Il;OVlnlcnIIIXIIcI': 1I11~~,',;, ~,,I :~ol~~I ~I;l~~~:~lsf :11,~ ~C~'~~,~~o~a
, ti u n Ct" \I, 1110 11\(' 11 0, ... . I Il' "
,
sua vecchi .. tesi, seçondo la qU:llc l:I confl.-clcm .. lnll(· " ,di. .,,11",111 vr 'b. ~' ,I " fI .. , )t' I ò si Ihll llò [I farL' c o llc ll t..! e :\ pU ) J IC,lfe
be dovuto essere pn:sie<lul :1 d:li Greci L', l'nlll li ) /'j ll/ ( 1,,... lvl ll ~ I,~ M)IU ~ ~"III~~:(\IIII I ~ :: .\'; ~)~~:" f)t 111~1; ~. W
t' ti: ( )fk 'li Ill 'l 1'v1l'{lll t'fflllI CO o ricll l:\le ,

.0
Prlmll fXlrI/J 1: IIt/UlI Il 'li l /W polllico III V' yt'(.ltI

Le ri voluzio ni ciel 1848 r:lpprcsemarono l'cl .l d'oro cld democra- mc nssolull~t:l, Conl cmpo mnc:lme nlc Ic ,a ml~scl:~!; dcll'AlI:';lri~1 e del·
lici. Lo slesso Ma;r..zin i e molti suoi seguaci assunsero la guida delle I.. Kussia chit.:scro c Otlcnncro I:t I<:>ro , :S?Ulsl~~le " , . ' . . inali
rivolte locali. L'Italia, insorta, cercò l'alleanza con i popoli slavi e con Il CCDE c le ahre o rg:.t nizZ<.lzIOOl nvo lu z, on,I~ ' ~ 1O,l e ~naz o ,
gli Ungheresi, per poter arrrontare l'esercito austriaco, I governi rj- I&lIchc tiC ra llirono nc i lo ro o~ielli~, progr~~~l~~II~.I; I~~:;~~~~ ~~
voluzionari di Roma e di Venezia, guidati dal Mazzini e da 1f.1Iliele
1110 10 importante nel~a rorm~~lone I ~p:!r~r orie~ta le e meridio-
Manin, mandarono loro rappresentanti ad Atene, chiedendo il rico-
noscimento diplomatico da parte del regno e lle nico98, lIuwimcllli cii liber.l'l.lo ne nat'~~aled~~ocrat:e, la tradizione della
Dopo la sconfitta della rivoluzione, un numero cospicuo di esuli lule, I:x:r quel che ~nc7rne n~i~r~ politico progressista delle società
politici democratici si rifugiò in Grecia e nelle isole delJo Ion io, Il rivolUZione fran cese e ,pe I R' ascendo l'importan7.a di que-
horghesi dell'Europa occldenta e, .Icon . Panàs osserverà, un de-
Ma72.mi e i suoi compagni 3nribuirono la sconfitta principalmente
alla mancanza di intesa tra i movimenti nazional-democratici e si IIhl f~nzione, il rad,~c::',l e ~pt~~~ ~~~~~~~~o de~ocratico in Grecia
posero l'obiettivo immediato della creazione di un'« Alleanza dei , ~;r.aG I ~ rana gli unici a non essere legati al
,'('!lIl IO dopo, che l asse
t'11I dovuta al ratto c le I reCi e
Popoli» capace di battere la «Santa AlIe-.d11za», Naturalmente in un'e po-
ca in cui erano mutate le vie, i mezzi e le forze motrici della poli tica, t " DAE"',: ,' nizi degli anni 'SO il Mazzin; sperava che la rebbre della
simili tentativi erano condannati, fin dall'inizio, a restare marginali 8I - , f ' , per provocare una
( ' tJndc Ide'J. che stava salendo in <?T~l~, 10Is.se 'T h' Cedeva,
ed infine a fallire, Fu questa la sorte della «Grande Frate llanza», I " d ' l' enstlaru contro I ure l. r
rivolta genera hzzata el popa I" nere esclusa dalla spartizione
un'organizzazione rivoluzionaria segreta fondata nel 1849, a Corrù,
Inultre, ehe la Russia, ~emendo di ~~~~ato anch'essa la Turchia, Ne
da alcuni esuli italiani e da Greci delle isole dello lonio9'J; ed anche
del tentativo del Mazzini, certamente di più. ampio respiro, di creare
d('1 Icrritori ottomam, avrebbe a t
he avrebbe diviso l'Europa in
.. rebbe seguita una ,guerra ~e,nera ,e caprendo nuove possibilità per
una coa Uzio ne dei rivoluzionari europei all'i nterno del Comi ti!
Centrai Democratique EuropéenlOO,
!
due c:ul1pi, progr~ls~a re'dZlonano,
Il eCDE nacque a Londra nell'estate del 1850, Alla sua fondazio- la "CohC~~~i~~ ~~I~~:~~, eventi non si sviluppaf(:'~o secondo ,l'or-
gli
ne, oltre al Mazzini, parteciparono il leader democratico fra ncese , b d'altro çanto le parti IO CJ.usa erano,
&hnc previsto dal Mazzint; n..., ., ' egt; pensava,
Alexandre Ledrun-Rollin, il rivoluzionario tedesco, e am ico di Marx, , 'd I ico cosi dirrerenzlate co me
Arnold Ruge, il polacco Alben Darasz, il rumeno Demetrio Bratianu .ul 1)13no I eo og , ' ,' ' lo 'ndussero a schierarsi, insieme ai
',I"nonostante, le sue prev1Slo~1 , I f. ore della ri volta ellenica in
ed altrpOl, Ad esso aded, per un certo tempo, anche il politico ed in-
.uHI sc..:guaci, sia ~ont~o la R~la ~L~ a r~v questa una vera eccezione
tellettuale greco Andreas Rigò pulos, che intervenne ad alcune sue Ma
riunioni a Londra lOl, li Comitato aveva come obiettivo la creazione P.plr , in l'essagha e, lO W1 o:~ e ro anche, ad Adriano Lem-
od (.":Impo de mocratico ',G, Ma~ '~st=e la rivolta finanziando-
mi, suo seguace ,a Costa~tlOopoh, ~~~'sia eon articoli sui quotidiani
di organizzazioni analoghe a livello nazionale, come sue sezio ni, in
tutti i paesi, e la divulgazione degli ideali di democrazia e di confe-
I.~·, me ntre egli stesso li appogg , . bblicato a Genova da
derazione eu ropea, Esso riusci a pubblicare alcuni quotidiani, ad e r- . ll.IlIa e PO(Xllo» e «La Starrena», -II pnmo pu , C' '_ sia con
fettuare delle raccohe pubbliche di denaro e a rondare dei nuclei in Mlwrll'.lo Quadrio, il secondo li ,rvt. alta da F:~:=a~~ n~i~~lo russo,
alcune capita li europee. Ma la sua attività si esaurl, insieme alla spe- IC'IIcrc :Id altri leader democratICI, che, a pevano i Greci
ranza dei suoi fondatori in un'imminente ri voluzio ne; e nel 1853 esso dll c ndcva no l'inlegrità dell'impero ottomano e ,~~usa il Ma7..zin~-
cessò di esistere. , d ' R " Per quanto posso -.scnveva .
,II cs,.'W!rc agenl! e l llSSI,,« . , : i io' ed è un arfare
Ad Atene c'era un piccolo nucloo del CeDE composto sopr-J.ttutto non dIserterò mai la Gre~ta: ~ un ,a frar,e dI, p~l,n~ dd essere i Greci
da t:Suli italiani e rumeni Uno d i QUesti ultim~ Alexandru Golescu, nel di 1>0 1111<.':"1 nazio nale, I prtml alleati dcII haha a
1852 progettò di pubblicare ad Atene un quotidiano che, rivolgendosi ' ' 109

a turti i pofX)li balcanici, sostenesse la loro alleanza con gli Italiani, gli llèr dice I r:18 10m » , ' I -francese di Atene co-
I,' :onsklcr:ll'.ioni sull'occupazIo ne a ndg ,o, ,',' di G Mazzini
Ungheresi e i Polacchi e diffondesse gli idC'J.li dell'indipendenza nazio- ' II ' ' le fondamenta e a (Xl I Ica '
nale, della democrazia e della rederazionellB, L'attività degli esuli -nello l'Ilhl liroll<>t d:~ O~:I ,'11, POI, , , eh
h qUeitione d'Oriente non avreI:>-
VC't~J la n:.'Cl:1. I'.gh SI OOllVl~se~ , e 'i' di lo maliche e che, di consc-
~1esso periodo si trovava ad Atene la legio ne polacca di Alexandre I.· I)OHII O c,.,scrc rlsolt:t allr,lvcr.so v e p l '' .' t né dane
Milbi7,., con analoghe intenzioni rivoluzionarie- provocò tuttav ia la Il ' d vu to :.tl!cn( erSI un alU o
"\ll'IWlI, la C rc 1:1 no n :-.vrc '»C ~ " Q est'lIltil1l:l illlcndeva avva-
re-J.zione degli ambienti politici conservatori e filo russi: il gcnenlle ~Iltlt' wandl l'X)II..'llZt.' n!' cI:llI:I Hw;,..I.I, u _ ' r Le ra ne oc-
Spiromì1ios la prese a pre testo per prep.a r:ue un colpo di :.1:110 milit:l- ' I . ) I I'Ct.'~-;:IM('S.~ 1 lanlmopo l,
re, mirante ad abolire la costilu zione c a riporl:1f ' 1I1'.IC,'1t' MI un rt-~i-
Il'llil tld (,Ili' I)('r uc.. UI ' ' d' l' cs~d t {l dI :lrrC:-:larc l't;s p:tn-
dtkfllllll, Il loro VOIt .I, rlcnIlO1t('l'l\ \I ,I Il ,-"

..
",.'IIIO/Nlrtt l , 'llII lIn Il In ,(/1(1 poli/lUI 11/ ( ,' r ,'( In

~ i oni .'i rn o russo, c con... lder;mdo i Gl'cci CO IllC un suo aV;lInpOstO, si Meoc.:lao, <;I uscppc O lillillo M:lttioli e 1:111ppo ' l 't u· n:ll.)u,?nl'l~, ai qua li il
opponevano:ld ogni tc ntati vo indipendentisl:!. Di consc..:gucIW.:I, solo M:I".7.ini in viI), il IO marzo lHSH, una cir('(lbre dov~ na~I Cn~l:l~:t le Sll~
una rivoluzione in Occidente a vre bbe posto fine .. 1I'isola me nto del- posizioni sul mov ime nto irr(.xlcntista dlc nÌ<.'O e nh.a(l! v:1 leslgenZ3 d ~
la Grecia c le avrebbe consentito di perseguire il suo programma. I un .'1 l10 colk.1 pmcnt o coi democratici t.! uropci, in p:lrtk'OI~lre c<?~ qucl ll
Greci, però, dovevano garantire ai popol i europei che :lv rebbero Itu llani. Contcmporanea me nte (.,&Ii r;lo.:o manda va loro d I stabilire rap-
crC"<lto un ostacolo potente e durevole all'espansionismo russo con Jl0rti uffici:lli con i partiti c le c tc ric palriottiche grechc'I9,
la costituzione di una confed erazione ba lcanica.
Qui ndi, spettava loro, secondo il Mazzini, di collega re la questio-
ne d'Oriente con la rivoluzione europea e, in part icolare, di aiutare ,;ti tlppelli per la rivoluz ione europea
il mov ime nlo rivoluzionario italiano, che costiruiva la . Ieva,. delle
altre rivoluzionjllO. Su lla base di queste convinzioni, il Mazzini cercò AII'a vvio della guerra del 1859, il Mazzini s i schierò contro. I'.a lle-
di stringere rapport i sia con gli irredentisti greci, tramile Antonio IIn,,':1 lra la Fra ncia e il Piemonte, in seguito, assunse una posl z lon~
Morandi, esule ad Alcnell l , sia con gli ambieOli (.'Omme rciali elle nici Illl~ possihilista, proponendo di sv incolarsi daU'a.lleanza f ra~ccse e d i
di Londra, ai quali chiese anche, senza successo, un ai uto economico pOl'tarc a compimento le iniziative indipendenuste nell'Italia centra-
per il movimen(Q italia no ll2. Egli rinnovò le sue proposte ai commer- I!' c meridionale.
cianti greci nel 1859, invitandoli a soltoscrivere un prestito nella Dopo iltranaIO di VilIafl"..lnca L'gli c bhe il sospetto che, lra la Fra n-
fo rma di un'iscrizione greca, su iniziativa privata, al prestito nazio- 11.1 C 1:1 Russia, fosse stato stretto un accordo segreto, con l'eventua le
nale italiano. L'accordo s:J rehbe stato firmato da lui stesso o da una p.ll'l l:cipazione anche dell'Austria, .in. vista della spartizione. dcl~'~m­
commissione di gara nti. L'Itali:J avrebbe restituito la somma a libera- ,')Cro otlOl11ano e del comune dominiO su ll'Euro~a. ln effe~tl ness u~
zio ne avven uta, e, in più, si assumeva il compito di fi nanziare a sua Il'COrdo di questo tipo fu r<lggillnto, nonostante I sondaggi .f ra ncesl ,
volta il mov imento ri voluzion;lrio elle nico. Come controproposta, i 11I1I:!via l.. segretezza che copriva simili quest ioni trasform<? Il S(~spet­
commercian ti greci si dichiararono d isposti .. concedere un prestilO Il) In cerleZI'. a· ed essa fu utilizzata per interpretare "\cUnI fatti che,
senza interessi di 2000 o 3.000 sterline.\ patto cbe intervenissero tre Il loro volla ~ennero conside rati come la prova dell'iniziale SOSpel-
garan ti inglesi. Non essendo sta to possibile trovarli, le trattative nau- 11I11l. CosT il 'Mazzini, come mo lti altri rivoluzionari della sua ercx:<l,
fragaronol13, I H..'<.k lle c he i movimenti che si ebbero nel 1860 in Montenegro, In
Non ebbero esito migliore i contatti presi dai rappresentanti del 144",nia, in Erzegovina e in Grecia fossero fomen tat i dalla Russia di
Mazzini ad Ate ne. Egli :scrisse a Nicola Fabrizi: • .1 Gred ci hanno trat- I tll\lune in tesa con la Francia .
ill

tato assai male finora (_). Si sono illusi m mc i nostri mooerali ad Pe r ostacolare i disegn i della reazione, che avrebbero provocato,
accaua re la p rOte7Jone delle Corti,.1l4. E ad Adriano l emmi: . 1 Greci ult rc tulIO, anche l'accerchiamento dell'fratia, il Mazzin i prn:<;peIlÒ la
non sono all'altezza della lo ro missione; non intendono che il loro ncccssit:l di promuovere una rivolta nel Veneto. F..ssa non SI s<uebbc
avvenire 5W neU'alleanza (,:o ll'ele mento democrat ico, e che questa al- limit ata a liberare la regione italiana, ma si sarebbe estesa anche alla
le::tn7.a non può farsi che col mezzo nostro,.II~. j)I.'nlsola IXI1canic:l, aiutando i suoi popoli. ad.affr~nca r~ i da lla d ipcn-
Nel 1857, dopo la fine della g uerra di Crimea, il Mazzini pubblicò Ikn1.!l russa e a rea lizza re le loro aspi razIo ni naZlonah col sostegno
una serie di a rL1coli, le . Lettere slave., che fu rono raccolti anche in Il.,11'1 rivoluzio ne ita liana 122• In particolare, durame la d inarura di Ga-
un opuscolo 1lli, In questi articoli, che e bhero lIna notevole risonanza, rlh ;ldi nel Me ridione, il M:t zzi ni pensò che, se i volontari stam~jati
sostenne la necessità di u n'alleanza del mo vime nto ind ipendentista IIc il'IWli :1 dci sud avessero ma rciato sul Ve ne to, sarebbero riusciti a
balcanico slavo con quello itaHano. L'obiettivo d i questi art imli e ra I~r insorgere i Ba lc:tni, Allora . l'Europa sa re bbe rifalla da capo a
d i contrapporre una solu zione rivo luzionaria alle aspirazioni del IOl1do,.':6.
Cavou r riguardo allo spostamento dell e front iere austriache nei Cert o in quel periodo c a nche dopo l'uni fi c<lzione del ~eridjone,
Balcani, e, nello stesso tempo, di rafforzare i legami tra i mo vimen ti Il M:lZl'ini fu mo lto più i11l lx :g nmo a riorga niZ7..are c ad ~)fIe~ta~e I~
di liberazione nelle due penisole, superando la diffidenza diffusasi forze democrat iche in It:lli:t che non :1 preparare COSplf<lZIOnl nel
nei popoli balcanici in seguito alla partecipazione del Piemonte ad Il,lka ni. Tu tt avl:1 lt..' pro:.pe tt ive ri vollizion:lric inl crml zionali appari-
una guerra a favore dell'integrità dell 'impero ott omano. Vl1110 IlIdl:.rx: n,'1:lhlli :dl\ :c1uc:1ziollc ldcolog1cn d c ~ !11 0v il~l e ~1I 0, ~JC r
In quel periodo il partit o d'azio ne disponeva di nuclei presso le c'v lt .lre 1\ rl'>\ hlo dI{' , ......;c). !li Il o pre:;c) dal prohlellli IIll c rlll, SI l :tsCl:ts~
comunità ita lia ne di Costantinopoli, Sm irnc. S:llu nicco. Siros e Cor- Iot' :Ir...c,chlrl' 11('1 ~h 'l('{) 1'):1I·1:1I1Il'0I :1 n .· . 1'rllll a di (~ ni :1 11 m cosa, nOI
fù ll7, C1pi dciI:! SC1.iOIlt: IOc"::llc di Corflì L'r :1I1Q I pmfu,,", hi POI,';qll:l lc ~ h ,hl ,I, ulllf t l' nd l·tll Il II rl 1I vol li /InnI! ,'1111 Ip"',1", l'M " :.tl'i Vl'V:1 :11 l k:rl:ln i,

,'
Pr(mll I)luta L '/lIlUII (I III :.lUI litJUlICII I" (,'re 1(,

aggiungendo che l'It:llia non poteva .. e manciparsi (uo rché emanci- l' mno to rn:ui in ltalia lM, Tro vò (.'Omunq uc, nel dicem bre del 1861, un
pando,.12oI. 1t1l!!:1I0 Inaspen:Ho in Miehail Bakunin. Il ri voluziOl1luio russo, fuggito
ln una leltera, passata finora inosservata, che il Mazzini spedì nel Il.llla Sibcrb e arrivato in Europ:. in ci rcosta nze avventurose, l i l'pena
1861 ad Aurelio SaJfi, capo d ei democratici a Napoli, si delinea con M'PI)C della progett ata spt,"<lizio ne di Ga ribaldi, mostrò intert.."SSC per
chiarezza la vision e del movime nto per l'indipendenza italiana che (u l'OrManizzazione di una ri voluzio ne d ei popo li slavi, incluso quello
alla base della sua azione di esule .. Le circostanze de l nostro paese sono I U~ (.'Ontro lo zar, l'imper:.llore d i Vienna e il sultano, A tal proposito
eccezionali e tale dev'essere la n c~;tr.:l. condotta. Il nostro è un popolo Il It lkunin lanciò un appello ..ai Russi, Polacchi ed altri amici slavi,.,
che nasce, ed è la cosa la più solenne, l'evemo il piO importante per lIul giornale .. Ko lokol,. che il suo compatriota Aleksandr Herzen pul>-
l'Europa Noi siamo in rivoluzione Dobbiamo ime nderlo, e intendere hllc!tva a LondraL2'), lo esso sosteneva che i popoli slavi, una volta Iibe-
che a ciascun di noi spetta una parte del dovere rivoluzionario. Ahbia. 'ltll, :Ivrebbe ro dato vita ad una grdnde confederazione di Slavi, Un'
ma avU[o una iniziativa straniero-indigena, impcriale-monarchica: non Mhcn:si, Rumeni e Greci, con Costantinopoli come capitale. L'impe-
po tevamo a meno e l'abbiamo subita. Dopo la pace di Villafranca, l'ini- MilO del Ilakunin al programma della liberazione nazionale degli Slavi
ziativa passò al popolo, alla rivoluzione. Poi l'abbiamo abdicata nuova- IMIIl fu , tuttavia, di lunga durata; egl~ infatti, si occupò principalmente
ment~ D'allora in poi la (ormazione della Nazione s'è fermata (_:x:>gg~ Lk'lmovimento anarchico russo e internaoonale, fino ad ave re nel 1864
pecchiamo, se no n siamo pratici. I Francesi dell'89, che noi ci conte n° uno SCOntro violentissimo col Mazzinioo.
tiam~ di ammirare, come non fossimo eguali ad essi, (acevano altri-
menti, e facendo altrimenti conquistavano unità nazionale e iniziativa
in Europa,.!~, I.N (111"0 voci della sinistra
In vista, dunque, del proseguimento della rivoluzione e della rottu-
":d con la legalità, il Mazzini sollecita va i suoi seguaci a prepar'dre una t-MU.o CATIANEO, La sinistra italiana era C:l ra tlerizzat'a da una p lu-
f1vol~ n.el Veneto, a trasformare i comitati in gruppi partitici d 'a zione, fllIl~ di posizioni Uno de i suoi capi erd Carlo Cattaneo ch e, pur tro-
capaCI di lot~re non solo per l'indipenden~ nazionale ma anche per ~lIll1osi in dissacordo con lui, divideva col Mazzini l'influenza sugli
la democrazia, a concentrare gli sforzi nella creazione di corpi di vo- InIIM!!nt! democratici dell'Italia settentrio nale, Il Cattaneo te ndeva ad
lontari a livello nazionale e a presentare un ultimatum al parlamento u,ll'ntarc tali ambienti verso la scelta d elle riforme interne, "L'unit<'l
e al governo, per indurii a sostenere (."Cn le armi la rivolta nel Veneto, "' " ~..I la libe rtà è un gran C'drcere,., egli sottolineava, sintetizzando la
In caso di rifiuto, i deputati democratici avrebbero d ovuto abbando- "IliI posizio ne politica... Non tocca a noi di sostenerla Noi dobbiamo
na re il parlamento e decidere la continuazione della gue rrd indipen- pt'f\1j;(( .' solame nte e puramente alla libertb LJ1 •
d entemente dal governo. Queste sollecitazioni che equivalevano alla AI p.l ri del Mazzini, il Cattaneo era contrario alla spedizione balca'
~r?Clamazione di una rivoluzione, (urano respime dai capi democra- nk.1I proposta da Gariba ldi. Vedeva però con favore l'eventualità di
tiCI, ~prdttu,UO da Francesco Crisp~ che aveva già intrapreso i primi unII rivoluzio ne nei Balcani, con gli Italian i in veste di consulenti
paSSI sulla vIa del compromesso con la monarchiaL26. mllll:lrl • con la pan ecipazione di quei compatrioti che già si trovas-
Contemporaneamente il Mazzjni si rivolse a Garibaldi, per dis- "'I! tillllX>Sto, Tale rivoluzione avrebbe dovuto portare alla nascita di
suaderlo dal preparare una spedizione nei Balcani, ch e egli riteneva uu'lrllln cnS:1 conredera zione dalle Alpi fino all'Egeo, mode llata su
non solo perico losa e destinata all'insuccesso, ma anche JX>fenzial- que'lI.1 l'IV iz7.em!J2, Dci resto, il Cattaneo si interessava sopranuno di
me nte vamaggiosa per le aspirazio nj di Napoleone lU, lo ro comune d() dlc S:lrcbbe accaduto dopo la rivoluzio ne. Secondo la sua visio-
nemico, in Ungheria e in Italia lo particolare il Mazzini considerava rw• •1,1 IIbert:) è b uo na an che ne l minimo spazio. Data la libertà di
pernicioso l'allontanamento di Garibaldi e dei suoi volontari dal ter- lUtti, III S::lIll-(uinosa questio ne delle rrontiere svanisce, perché i paesi
reno di lo tta italiano, e gravido di consegu enze che avrebbero potu- I1tnltf)v~nd si lasciano far CI:I sé,.w,
to pesare sull'integrità ste'iSa del Paese L27 ,
Ciò che egli più si augurava nel 1860-62, era che j Balcani si ribel- I .. . . N("II"CO t)()MRN ICO CUI!MM/l.ZZl. Sulla questione della ri voluzione
lassero senza che i democratici italiani vi avessero contribuito con le h"l. ,111 1(.1, opposta , sia :t quell:1 del Mazzini che 3 quella del Cattaneo,
loro forze, perahro scarse. Le rivolte li avrebbero aiutati a superare fii l,I Il',;1 di Francesco Do menico Guc rr:lzzi, C'dpo d ei democratici di
jJ ,ristagno ~ a ripre ndere l'iniziativa rivoluzionaria. Pe raltro egli no n "hl ' " /(', I~ r Il (Ilm lc la ri voluzio ne politic.I d o veva es;ere il preludio
dIsponeva IO quei paesi di un 'ad eguata inrJue m'.a , n(: POlCV:I avva- IlIlIudl,l "od rll . L ~, 11 dl'lllocnnko tOS(.::1I10 pro pl'g na va la libcmzio ne
le rsi di vecchi profughi, suo i sc.."guaci, per :lvvi:lrvi al !tuo modo un 1llo'lllll/lnnurl,1 ,II Vene/ In, rlle nt'v" ch!! 1'II :tll:I fosse cleslÌn:lla ~I porsi
nllovo ciclo di cosp ira :-.io ni, L:l 1l1:ll:lBio r IXlr", , Id pl'o f\l~h' , lnfnnl, 111111 lt'nlU dCih_ rlvoln:flfJl1t,' ('\lffll'l';Il' chi Icvrl a Gariba ldi di j.\lIid:l-
1'1'/1/111 IXI,.I .. 1,'Itfl1lti (j /ti S,lfl poilt/Cl i /11 G"l.'Citl

re lIna s)X.-'C lizio ne in G n..'ci:l. pc r caccbr via O no nc c a prire 1:1strada Con qUt.'Stc :lrgo mc l1la ~ion i il J..:io rnalc dcll3enani rispondc v:1agli
:1113 ri voluzio ne balca nicI, libe r::lndo ln da lle «intriganli " 1r'..Ippo le rran- Itmhlc nti moder:ui di Mi1:1Il0, in IXlrlicol:lre a l lo ro quo lidia no . La
co-russel.H. l'I 'rscvc r::tnl:IJ>, i quali SOSlc nc v:1Il0 che l'Italia a vre bbe dovuto cura-
li' In O rie nle solo i pro pri im e ressi (."Cono mici.
I.A SINIS'ffiA PARLAMENTAIH!. LI solidaric tà nei conrro nti dei popoli A, Be rl :lIli rite neva, an zi, che il prevalere dei mode rai i fosse di
oppressi e la visione di un'Europa rinnovata e democratica raceva 0"11111.':0 10 alla pen etra~i o n c po lilica e, di conseguenza, economica
parte del bagaglio ideologico del movimento democ ralico. Nella llc.·II'lt :llia. Egli scrive va che, se Garibaldi non avesse consegnato nel
politica quotidiana dominavano, tuttavia, i problemi pressanti della IHOO Il polere ai moderati, lutti j popoli allora sottomcssi avrebbero
società italiana. I quali non solo tendevano ad allontanare la sinistra lr~lIl t O Il suo esempio. Comunque non tutto era perduto. Avviando-
dalle sue visioni internazionaliste e dai suoi leader tradizionali, ma ,.111 libe rare Ro ma e Ve nezia, l'Italia poteva rappresentare di nuovo
la conducevano anche ad una dirrerenziazione inlerna IIn esempio da seguire e recuperare, per questa via, la sua influenza.
Francesco Crispi e i de mocratici del Sud. esprimendo sempre più Ci(" romJX>rta va, tuttavia, il cambiamento della poliLica dei moderati,
gli interessi della classe bo rghese siciliana c dell'Italia me ridionale, Ilvvc ro il lo ro allontaname nlo dal governo del paeseoo.
erano indotti con sempre maggio r frequenza a scendere a patti con Allo Slesso tempo, 1'«Unità Ilaliana .. giudicava severamente le
la mo narchia, tant'è vero che finirono co l divenire i tutori dell'ordi- IIIII.·'lloni elleniche: .. Le popolazioni greche oppresse dai Turchi fan-
ne e della legge. Al cont'rario Agostino Benani e i dc mocratid del liti de lle scorrerie, rubano armenti, incendiano case e uccidono di
Settentrione, per le loro iStanzc di caranere sociale, Costituirono l'ala hllllf'l In tanlo qualche musulmano, ma dal 1830 in poi non hanno
radicale della sinistra. Inl ,ll'nat o le loro aspirazioni nazionali in una opposizione sis(emati-
Il Crispi conosceva abbastanza bene le faccende greche. Aveva vi- "', In una serie non interrotta di tentativi insurre ziona li il di cui
sitato Atene, nell'ottobre del 1859, e vi aveva inco ntrato il suo vecchio "rido uniforme sia "Grecia" come "Italia" lo fu per i nostri,.'-40. E, com-
amko Andreas Rigòpulos e lo studente Dimo..'ìthènis Spanò pulos, che mt'nwndo le trattative di Otlone con la monarchia italiana, lo stesso
CHI stato seguace del Mazzini negli anni universitari a Pisa. Già noto .'uma le sotloli neava come i Greci fossero sempre alla ricerca del-
nella <:apitale, fu anche invitato a tenere un discorso in una riunione 1" JlIM~io straniero, anche se .. l'iniziativa stmniera è la negazione
straord inaria dci ...aul:> d i riforma politica,., dove ripetè le tesi mazzi- " ..II'lndipendenza nazionale...'~ I.
niane circa l'alleanza e l'azione comune dei popol~ per la creazione di Il Ik:rtlllli e ra dell'avviso c he Garibaldi dovesse orientare i suoi
uno stato greco-,dhanese e di una confcdel"dzionc balcanicaJJ6. aflllli alla liberazione di Ro ma, in mooo che l'Italia potesse sourarsi
Negli anni 1861-62, tuttavia, il Crispi si discostò dal suo vecchio _ III ~c)l11rolio della Francia. Era invece contrario ad analoghi tentativi
ca po. Infatti, ormai egli era soprattutto interessato al consolidamen- Il' I Veneto o nei Balcani, non solo perché essi avrebbero diviso le
to dello stato net Meridione, e si opponeva a qualsiasi tentativo rivo- IIN/C democratiche, ma anche perché avrebbero provocato nuovi
luzio nario nel Tirolo, a Venezia o a Roma tH. Riconosceva che i Bal- Il\I l'l ven ti di Napoleone 1II ne lle queslioni interne del Paese ,4l •
cani potevano offrire i mezzi c le occasioni per superare gli ostacoli Do po il 1866 il Bertani d ivenne uno dei principali organizzatori
che si opponevano aLl'unifiC'.dzione italiana, ma preferiva i vantaggi d('1 l1lov ime nto filellenico in Italia, che trovò ~1.egno nelle forze
ind ireui ad un diretto coinvolgimentoU8. ,1r1l,1 Nlnislra. Le sue posizio ni nel 1862, come quelle di altri capi del
In un quadro più vasto, nel quale racevano la loro prima compar- "I"vlrnc nlo de mocratico italiano, esprimono una fase di transizione
S<I, aCC'dnlO alla solidarie tà rivo luzionaria, le mire espansionistiche, il ""II~ tolori:1cleI!;1 solidarie tà interna7jona!is(a All'inizio, prima dell'uni-
quotidiano del Bertani, I«U nità Italiana,., ponendo la questione del- rk ,u ](",c. si giudicò la ri voluzione ilaliana come strettamente con-
l'aiuto all'Oriente, la collegò al destino degli Italiani a dominare su l'''~I n quella halcanic.l, cioè come parte di un unico processo.
tullo il bacino del Mediterraneo, così come era avvenul o ai loro V""''1tr1 pOsizione ru soprattutlo ciel Ma7..zini, ma anche di Garibaldi.
progenitori, nell'antichinl e ne l medioevo. Nel loro processo di eman- Ilhl tMdl, li uniric:l1.io ne avve nuta, la solidarietà divenne una forma
cipazione, i popoli dell'impero ottomano stxIgliavano continuando a III {Unll'sln lonc poliliC:l c socble, in cui si esprimevano gli ideali nei
cercare l'appoggio della Russia a Ulocratica o della fran cb monar- 11111111 CI',I ~ WI :I (...du<::tl:t lIr, 'int c r:1 generazione. Fu questo il caso di
chica. In realtà, l'unica forza liberale che avrebbe potut o aiutarli in I t ,!tU I' dtc p:II'teclpa ron come vo lontari alla rivo luzione cretese del
modo disinteressato, era l'Italia. Tale aiuto, prestnlo quale contribul O IHfMI (I?, ,111.1j.(tle rr:1 fr:lIloo-pl'usslan:1c ~tll:l Comune di Parigi del 1870-
a lla questio ne unive rsa le de lla li be rl ,l , .avre bl:x: 11':1 l'altro :lssicur:IlO I l, t ... 1 ~ill l h c .111,1 AlIcrrn /o(rl.'(.'O tu r .1 dci 1879. La trasform:t 1.ione, lul-
ad eSSiI l'egemonia polilic.:a ne ll'arca e, d i Ct)n"-}l lll'Il I.,I. l'l.',>!lxlll."io nc hlYIII. no n "I v(,,.lfkò In 1l ltlll lcr:t IIl\c:lr -; c il Ix'rif.Xlo di tran~ i z io n e,
n:lvale, colllmcrci:tle c n n:lIlzb ria nei me rc lli dI" p.I\''11 IIbcr:ll i. wl pllli li u,,"1 .(.... ), 111111 Il'/0(1 .. 111 1111 uniCO l"dl rl:l.1)), li lla I :IrI C de lla

,. "I
Prima parta

sinistra passò, in fa lti, dal nazio nalismo ec um e nico dc i M:lzzini 111


all'imperia lismo. Fu questo il caso del Crispi e de i s uo i colleghi nei
go verni della sinistra dopo il 1876.
" ciclo della collaoo raziolle ba/call ica

II mrallere della solidarietà internazionale

In .seguito alla sconfitta delle rivoluzio ni del 1848, con la ne utra-


lku.azio ne de ll'iniziativa popolare e la sua sostituzio ne con quella
" Iale, nei processi di liberazio ne nazio nale, anche i legami ime rna-
Iklnalll r.1 j movime nti rivoluzio nari persero man mano il caraue re
di un impegno comune per il sovvertimento dell'o rdine im posto
d "f.uro pa do po il 1815. Non solo i capi di governo, ma anche i leader
rtvuluzio nari, col consolidarsi de ll'indipendenza della lo ro nazio ne,
wmprc più lesero a inquadrare tali legami ne ll'oltica dell'interesse
...... le.
Il tric nnio 1859-1% 2, da questo punto di vista, rappresentò un
,."Iodo di passaggio. I legami internazionali e lo spirito di solidarie-
fA C"r:.no :ancora vivi, ma venivano utilizzati, più o me no cansape-
vohn 0'1IC, quali mezzi di pressione per il rafforzamento dei proc'eSSi
dt llber:lzio ne e di unificazio ne di ciascun paeseJe .
1'lI lc commistio ne di idealità e opportunismo no n fu , tutta via, il
. .no distintivo di colo ro che aveva no già realizzato un'entità na-
UOfUllc. ma Clratle rizzò anche tuni quei rivoluzio nari che, vagabdn-
. nclo per l'Europa in cond izio ni di miseria, perseguiva no il mirag-
pl "U una rivo luzio ne im possibile a ll'indo mani del 1848. Essi, col
~ rc: ck.S ' Ii :mni, cercarono disperatame nte di aggrapparsi o ra a
N_I)uleonc III om al Mazzini, usandoli non solo per rla(:cendere i
rOt:0131 spent i delle ri volte, ma anche per salvaguardare la loro in-
nu M .n he In pat ria Stava esa urendosi, per giustificare le loro scelte
• i loro ,0,;1 rlfi ei. o :lIlchc pe r recuperare un ruolo dig nitoso nel pa'
.., t hl' Il a veva accolti.
Ad:lln ,za rt o ryskt. L.1jos Kossuth , Mich:lil B:l kunin sono rorse i
piO no ti rra (Iuesil rivo llll.lo n:lri romantici: (Iietro lo ro ve ne e rano,
""lIntl.l, mo ll i nhrl me no no ti o \lddi ritlll r~1 ftno n imi, l::SSi da uno
IIInll \' 'Ml ment o dd l'l(uro pa no n llvr 'blx:ro pe rso he il luogo de l
"'tl l) e~ lI [ oH\
t'rl",,, pllrw

I 8 ru~pi, di. c.suli pil) orga~ i z7..ali ed all ivi e rano que ll i po lacchi e individuare un 'org:lIlb....azio nc 51:lt:lle adeguata, in grado di garanti re
ung heresi. Lo ngme slava dL"'gh uni e l'esigenza dt..'g li altri di collabora- t lnd lpc ndcm":l di tutt I, d i s:il vaguard:lrc cosi le singolc L'Sige nzc na-
re con l'ele mento slavo ne mico, li trasformò in medialo ri tra i movi- " ..n:11I comc la slcurezl.a comune. Il proble ma no n rig uardava sol-
menti rivoluzionari dell'Europa occidentale, orientale e meridionalel~~. limo I popo li di rctl<lme nte inte R'Ssati, ma tulla l'Euro pa e in pa rti-
. : ale colla~razione, che era iniziata all'indomani del cong resso n)lure le d ue gf'J.nd i potenze, l'Ing hilte rra e la Franaa, che appariva-
eli Vlenna e SI spegner~ a poco a p<x:o verso la fi ne del secolo fu no (:o me le pOle nziali alleate de i popoli oppressi. Poiché l'Austria e
animata da un g rande ideale, ne l quale conflui vano e si fondev~no la , 'urchi:1e mno considerate d ue barriere indispensabili nei confronti
aspirazioni e ve lleità nazionali, tradizio ni ecumenich e e slanci uma- dtlln Russia, occorreva garantire che le nazioni liberate avre bbero
ni~ri, r:na, ~prattuno. pre ndeva corpo la consapevolezza che i p0- npprescntato un ostacolo altretta nto valido alla sua espansio ne, a
poli o nentah do vessero determinare da soli il lo ro futuro e la lo ro dlrt'S:l della pace e della civi ltà e uropea.
sto ria. In altri te nnini, il miraggio era la creazio ne di una g rande I.u soluzio ne di tutti q uesti problemi ef".1 l'opzione federalista
confederazio ne di nazio ni libere.
«La confederazio ne, -scrive va il Kossuth,- ~ l'ideale della libertà e 1./\ (X)N f'f!])P.:RAZIONE Dm. DANUBIO. L'idea di un'organizzazio ne fede-
della nazionalità. Con qualsiasi a ltro indirizzo politico i piccoli e medi nlc dc i popoli dell'Euro pa centrorientale era a rcolata, ne lla le tte ra-
S[a~i. dell'Europa nordo rientale rimarre bbero continuamen te gioca[~ IUt'lI poliliC'.J, fin clall'epoca di Napoleone l, ma con limitata risonan-
[o h lO ma~o delle gra~di po~enze. Viceversa con i nostri ideali p0- . . Ne l 1848-49 fu avviato un dibanito più concreto. tra gli Unghere-
tre bbero diventare essi stessI una g ra nde potenza invinc ibile, e ne l Il e I Rumen i, sulla possibile creazio ne di una federa zio ne de lle
contempo ciascuno d i essi diventerebbe una potenza auto no ma li- M&k>ni dan u bianel~. Dopo la sconfitta deUa rivoluzione, tale prospet-
bera, indipende me e nazio nale:.1..s. Si trana va di un'idea la cui fo~za IIVI, a nche se priva di ogni possibilit~ di realizzazione immediata,
ha superato l'epoca delle nazionalità e l'a mbito specifico ne l quale 'tIIIdc luogo a lung he discussio ni tra gli esuli
nacque, per acquisire, nci primi decenni del nostro secolo un carato IIIe'Jde r ung herese Lajos Kossuth, esule in Turchia tra il 1850 e il
te re essenzia lmente antimperialista e socialista l47. ' propose eli porre la futura federazione sotto la sovranità no mi-
del sultano. Q uesta soluzione, che comportava la conservazione
t~:;;I~~~ o Uo mano e lo svincolamento tra le rivoluzio ni de i popoli
L'ldea jederalista I . e di que lli danubiani, provocò forti reazioni fra i suoi com-
fIIrtot l e gli a ltri leade r politia in esilio. Alla vigilia della gue rra di
. ~'espe~ienza de~ 1848 aveva creato la convinzione che i processi Qilneu, avendo il Kos..o;uth abbandonato le sue posizioni ftIoturche e
di hberazlo ne naZIo nale ne ll'Euro pa centro rien tale e meridionale rlftunaato all'idea ambiziosa eli una supremazia unghe rese, i leader
avrebbero potuto realizzarsi solo COn lo smantella me nto di tutti e INAiarl e rume ni conve nne ro su un progeuo di «Stati Confederali
t~e gli imperi: ~ustr~co, otto mano e russo. D'altra parte, il problema Danub':lOi•. La confederazione avre bbe incluso i territori dell'Voghe-
~I quale organismo SI sarebbe sostituito ad essi no n rig uardava esclu- fii Ilorl a, della Molda via, della Valacchia, della Bucovina e della Serbia
sivamente le p:~pettive pol~tiche de l futuro, ma anche la strategia . Ivrebbe compreso tre stati federali: l'ungherese, il serbo e il rumeno,
e le alleanze dI ctascun movimento nazio nale. La solidarietà che si &'Un HOverno comune, parlame nto unitario e capitale alternata. Tuua-
stabili tra l'Austria e la Russia per la repressio ne delle ri volte polacca "- l'l.osito della guerra di Crimea, l'unificazione di fatto dei principati
ed ung~er~ e la collaborazione tra l'Austria e la Turchia per la . nuhlani e la ma ncanza di prospetti ve rivoluzionarie in Unghe ria
ne utraltzzaZione de lle aspirazio ni serbe e rume ne, evide nziarono la lnIRBi;trono la prosecuzione delle trattative.
necessità di una collaborazio ne fra tutti i popoli che risiedevano La qucstio ne to rnò di attualità aUa vigilia de lla g uerra del 1859,
nell'area compresa tra il Baltico, i Da rdanelli, l'Adriatico e l'Egeo. ,., Inlzluliva del comando ung herese in esilio e con l'incoraggiame n-
In quell'area, però, i co nfini etnia rarame nte coincide va no con to Iklln l'nancia e de ll'lLalia. I)iù d i lutti, gli Ung he resi e rano inte res-
que lli storicl Accanto a g randi regioni a popolazione mista esisteva- . Il a ll'lIdeslo ne dci Serbi e dei Moldavo-Valacchi ad un progetto di
no nazioni in posizione di privilegio ed altre che no n a vev~no nean- C!On(('(lcrJ.z.io ne che f..<:esse superare ogni diffide nza e riserva ne i
c~e i r~uisiti minim i per aspirare ad un'esiste nza indi pendente. loro :onrro nti c re ndesse, pertant o, possibile un'alleanza a sostegno
Lespene nza d~1 ~S:4~ tx;>teva insegna re qualcosa anc he a questo p ro- dlllu rlvo lw ung he rese. I lo ro le ntativi prosegui rono anche dopo la
J>?Slto. S~ I dmttl d i un popolo e rano stati sacrificati a vantaggio .ucrm, 11m !m.'o ntnlro no l'i ndlffe re m'': l c il ri fi uto dei d ue pri nci pa [ ~
dI un altro e I contrdSli tra nazio nali tà dive rse avcv;lIlo dClc rmina to chtl vt. <le v!100 d hnl null , le POS51hil il :'l di un ooslegno franco-italia no
la sconfi tta de lle rispelli ve ri voluzio nI. Era IndllllX!uloIa bllc, q ui ndi, ~ iii un l!1I(', 'CN,'iO Iella rl v Iln unHhercsc.
Prl,,1fj /Xl rlO

Do po una serie di trattative prOtra ll esi per tre :lI1n l, Il coma ndo In Serbi:1 soste nito re dc ll:1 feclef:l zlo llC crJ M:lt l~1 Ilan, Il q uale
unghe rese in esilio, nella primavera del 1862, riusd a pubblicare un ncll860 fo ndò una socic t:l segreta rivoluzio naria :Ivc lll e come obiet·
progetto che sembrava appian are tutte le di vergenzel #. Secondo ta le II va una sp<.-'Ciizio ne contro i Tu rchi, s<.'condo i1l11odello gari baldino
progetto, la confederazione a vre bbe compreso l'Ungheria, la Croazia e con l'a ppoggio russo lSl. Secondo il suo proge lto, la futura confede-
la Ro ma nia, la Serbia ed evemualme nte la Transil vania. Ogni stat~ rtl7Jone balcanica do veva essere posta sotto la tutela russa.
a vre bbe av uto un'amministrazio ne, un parlamento e una legislazio- AI contra rio, il capo del pa rtito nazio na le de lla Vojvodina,
ne a uto no ma li parlame nto confederale e il governo avre bbero li· vet07..a r Mile Lit, rite neva che la confederazio ne de i popoli balcanici
mitaro le loro compete nze a Ua politica csrera, aUa difesa, ai proble mi I vrebbe dovuto svolgere il ruolo di baluardo ne i confro nti di quaJ-
commerciali e mo netari; sare bbero stati garantiti i dirirti delle mino- IlI8l Ingere nza stranie ra e, al tempo stesso, di garante no n allineato
ranze; la sede de lla confederazio ne si sarebbe alternata tra le tre o cieli:. sicurezza sia de lle potenze occide ntali sia de lla Russial'il.
quattro capitali e, fallO pii) importante, ogni stato si riservava il dirit- Ph) radicale era la posizio ne di Imbro Tkalat, secondo il quale
lO di uscire dalla <.:o nfederazione. l'Austria e la Turchia avre bbero dovuto essere sostituite da una
n progetto, tunavia, presentava alcune contraddizioni, in partico- c'u nfcderazione degli stati rumeno, u nghe rese e greco a cui si sareb-
lare q uella fra il regime monarchico-costituzio nale, che il Kossuth ri- bero uniti anche i Polacchi Essa a vre bbe fa tto parte, a sua volta, di
te neva inclispensabiJe per l'Ungheria, e l'organizzazio ne confederale. una confederazione europealSol. Analoghe idee federative furono for-
Le principali difficoltà, a parle lo scarso interesse dimostrato dalla mulate da Vladiroir jovano vit , dal bulgaro Ljuben Karavelov e da
Serbia e dai Principati, nacquero dalla freddezza con cui il progetto fu allrl gio rnalisti e politici~. Q ueste idee no n assunsero la fo rma di
accolto all'imerno de lla stessa Unghe ria Dopo le riforme del 1860 che pru8 rammi concreti e no n costituiro no oggetto di (rattative fino
pone vano di nuo vo il paese in una posizione di privilegio nell'a~bito I n'estate de l 1862, quando furono discusse nel quadro dell'alleanza
dell'Impero, i politici ungheresi si erano orientati verso Ona JX>Htica di lft'CO-serbaISli. In ogni caso, la loro diffusio ne, insie me all'esempio
compromessi e di graduale conquista dì diritti Di conseguenza, diffi- . U'unificazione italiana, contribui alla presa di coscienza de lla ne-
davano delle proposte federative, sia perché temevano un'eversione it;\ de ll'alleanza dci popoli balcanici contro la Turchia
cru e~ta, sia pe rch ~ rite ne vano che, all'interno di un o rganismo a
In Serbia il mo vimento de lla «Gio ventù Serba Unita_ che mante-
maggio ranza slava, la posizio ne del loro pae>e sarebbe risultata inde- leVI rap porti col Mazzini, soste ne va che la questio ne d'Oriente
bolita. Allo stesso te mpo, le altre popolazjoni slave dell'Austria chiede- Ivrebbe do vuto essere risolta con una sollevazio ne panbalcanica
vano gara07J e per la lo ro auto no mia nazio nale, che sembrava tute lata Oeorgi Ra ko vski ideò un . progeno per la liberazio ne della Bulga-
pill ne l quadro dell'equilibrio interno assicurato dagli Asburgo, che "., pre ndendo a modello la spedizio ne di Garibaldi in Sicilia; e i
ne ll'igno to futuro di una rivoluzione egemonizzata daU'Ung he ria lSO• IUOI compatriotti Ljuben Karave lov e Chrisro Botev, innue nzati dal-
IWempio delle società segre te mazziniane, diedero vita ad o rganiz-
I.ACONFEDERAZIONE BALCANICA. L'idea di una confederazio ne balca- IIdonl analoghe 1'57.
nica che si affermò into rno alla metà de l secolo, col concributo teo-
rico de i rivoluzionari italiani e polacchi, traeva o rigine dall'area sla-
va meridionale. G ià nel 1844 Uija Garasanin aveva soste nuto il prin· GlI Ungheresi e la preparazione della spedizione nei Balcani
cipio de . i Balcani ai popoli balcanici»15I.
. Nel 1860 un altro uo mo politico serbo, Mihajlo Polit·Desa nè i~, In Italia gli esuli ung he resi costituivano il gruppo stranie ro più
rtte nendo che Il vero nodo della questione balcanica fosse il contra- ftume roso e attivo. Dopo il 1859 sollecitarono con particolare insi-
sto tra l'aspirazio ne dei popoli all'indipendenza e il disegno delle IItnza sia il governo che Sii ambienti rivoluzionari, perché inte rve-
grandi potenze di appro fittare della dissoluzio ne de ll'impero o tto- n_m nelle questio ni orie ntali.
mano, fo rmulò un progetto di confederazione dei naturali eredi della I lo ro h:."ga mi co n l'Italia a ve vano avuto inizio nel 1848, quando
Turchia europea. Della confede razione avrebbero fatto pa n e i C re- Venezia Insorta, la Lombardia e il Pie mo nte avevano chiesto il loro
c~ i Rumeni e gli Slavi. I Serbi e i Bulgari avrebbero dato vita ad uno I IUIO ~ la lo ro collaborazio ne contro l'Austria. Dopo la sconfitta de lla
stalO federale con il Mo ntenegro, la Bosnia, l'Erzegovina, g ran parte rivo luzio ne, il co mando ri voluzio nario e una parte delle sue forze
dell'AI ~a n ia e la Macedonia fino al golfo di Salo nicco. Costantinopoli mllh llrl abb::llldo naro no il paese e si dispersero nell'Euro pa meridio-
e Salo mcco sare bbero sta te dichiar-.He città Hbere e la co nfederazio- nt le c occJdcnwl', con l'Inte nzio ne di prepamre una nuo va rivolta
ne, con capita le Prizren, sarebbe stata governata da un co nsiglio w n 1'"luto l'hl de l go verni sl:1 dci J)l"lftltl rivolu zio narP".
composlo dai rappresent ant i di Itill i /o!1i st:1t l me mbri. .
111'/1//0 !)llr/{, f '/I(l/ /Il Il /0 \"" IHl/llftll I" ( ,' /l'{/(I

. All 'ini zio 1:1 p:lrtC l'h) cO:-picU:1 di quesle for!.\.... con il loro c::lIX> IIIJlll"'itcnderc la ri voll :1 nl' ll'ilnpcr001 I01l1;IIlO. I)c1 no n provocare la
1":lfOS Kossuth, si spos tò in Tu rchia, dove mo lti :-i :lrIuo larono nel- Il .I,iune de ll 'lnghilterr;\Ito\ Gli Ung he r(.")i acccl\,LfOllO l,I pro~t;I c
l'esercito, auspicando una guerra russo-turca che :Ivrcbbe potuto ,1\'vL!rono, col Kbpk:l e il Ti.lrr. un nuovo cit!o di tr:lllative, :1 Bu-
cre'Me l'ocC'.tsione per la liberazione de ll'Ungheria lw. Qua ndo videro I ,lI l'')1 C a I3elgr.tdo. Anche; nuovi accordi, però. rimasero sulla carta.
va~ifica~e le l.oro spera nze, per la neulralirà austriaC'A nella g uerra di Il n.lvi che po rtavano le armi .. Galali fu rono sequestrate dalla flot-
Cnmea, I capi ungheresi si rivo lsero ai movimenti rivoluzionari eu- !.I Inglese e Oltemana, il Cuza ca mbiò atteggiame nto.nei confronti
ropei chiedendo la loro collaborazione ma ~ ne stacClrono nel 1858 dq.4 1i Ungheresi e il Mihailo venne meno al ~uo vecchiO ?ccordo col
quando capirono che sarebbe scoppi;ta una nUQv:1 guerra COnln; 1\1~'I:'! lIlh '64. La ragio ne principale di tale fallimento va ricercata nel
l'Austria, per avvicinarsi a Napoleone III e al Cavour. Nel marzo dci I.IHO che, sul finire del 1860, era venuto meno il pericolo di una
1859 il Klapka, dopo essersi accordalo col Cavour, si recò a Bucarest N\Wrr:l, cosicché l'Italia pensò bene di ritirare l'aiuto promesso, men-
per assicurarsi la collalx.>razione del Cuza; intanto il Kossuth incon- 11t' 1,1 Francia si riavvicinò all'Austria inducendo ad una mossa ana-
t~Jva a Londra il principe Mihailo di Serhia, che g li promise l'appog- 1,,!-t,1 I ca pi della Serbia e dei Principati. lnoltre furono introdo~te .in
g io del suo pacse l6O• Atl'ltrla alcune riforme istituzio nali, che, soddisfacendo talune nchle-
Ma le tratlative non si conclusero con un accordo. Il Cavour e ~h', finiro no per rafforza re Ferenc Dclk e il partito riforma to re
Napoleone III, infatti, vedevano negli Ungheresi in rivolta solo una IUlMherese J65• . .
forza di complemento rispetto alle loro azioni milit:lri. AI contrario Il rafforzamento della corrente riformista rischiava di neutrahz-
il Kossuth, che non intendeva rischiare un fallimento chiedeva un I.lll' l'influenza del coma ndo in esilio. La Commissione Nazionale
aiuto sostanziale ed effiC'Jce. Dopo la pace di Villafranc~, quindi, ogni 111IJ.4h crese, di conseguenza, si trovò a dover pr~n.der~ un'ini~jativa
trattativa venne inevitabilmente interrottat6l. lI\101uzionaria, non soltanto per sostenere lo SplfltO IOsurrezlo?ale
Il 5 giugno 1859, du rante la guerra, si era formata a Genova la ""I paese, ma anche per sopravvivere po1i(icament~\~. TuttaVia l~
Commissione Nazionale Ungherese, cioè un governo in esilio com- .ldl'i'.io ne dell'Italia provocò, all'interno della CommiSSione, una cn-
posto da tre membri: il Kossuth, capo e coordinatore, Gyorgy Klapka, _I (. Ile precipitò doIX> la morte del Teleki e la sua sosti[Uzione col
r~ponsabile milita re, e l1lsz16 Teleki, addetto ai rapporti (Hplomati- MI'I\t.'rale Turr, aiutante di ca mpo del re d'Italia e capo di stato mag-
CI. Questo governo in esi lio d isponeva in halia di una for7.a compo- MIIIIl' di Garibaldi nel 1860'67.
sta da un cospicuo numero di uomini polit ici ungheresi e di ex Infatti mentre il Kossuth insisteva sulla {esi che, senza l'aiuto
~ilita~i, i. quali ~amenevano stretti rapporti con tutte le forze poli- 1!c.Il.1 Fr:Jn~ia o quello ufficiale dell'Italia, nella forma di un corpo di
1 1 ~~e Italiane, di una scuola militare con 70 ufficiali e di un (.'Orpo ~ 1 1t'lll/lone in Ungheria, la rivolta non avrebbe dovut? nemmen~
militare armato. L'l Legione Ungherese, che osci llava tra i 700 e i 2200 4\-I'rc inizio, il Klapka sosteneva che avrebbero dovUlo IIlsorge.re ~h
uomini, e ra costitu ita da militari esuli e da d isertori del 1859. Fondata ' 1lI)oIhercsi stessi, per constringere i due paesi amici ad intervemre lO
nel maggio del 1859, combatté contro l'Austria e si sciolse alla fine 11I11l .liuto. Gariba ldi concordava con la posizione del Klapka e la
dell'anno. I suoi uomini seguirono Garibaldi nel 1860, formando la l'I ~11\..'V:L come condizione per il suo intervento, mentre il primo
15ma divisione al comando di Stefano Tiirr. Nel 1861-62 essa fu an- IIIIII I..lro Ricasoli raccoma ndava di attendere circostanze più favore-
che .ad?perata ~OIro il banditismo in Italia meridio nale. la legione \'{ 1]11'111. Nel te ntativo di modificare l'orientamento dell'opinione pub'
costnu lva, OVViamente, la base d'appoggio più (orte per la Commis- !tlh ,I iwli:lIla e del governo, il Kossuth fo ndò «L'AUea.n7.alO e sosten'
sione Nazionale Ungherese nelle sue trattative con il governo italia- III" in articoli a sua firma, che la sicurezza dello stato italiano sareh-
no e fungeva da leva per il conseguimento dci suoi obiettivi nei I" . 0\1,11:1 in pericolo fin ché perdurava l'occupazio ne austria~a di
Balcani e in Grecia l6l. VI'nc,i:I, che gli Ungheresi avrebbero finito col compro~ette~sl ~~
Nell'autu nno del 1860 la questione ungherese tornò d i attualità a MII /hburgo per il continuo rinvio della guerra, e che gli ltaham n-
causa dei timori del Cavour, il quale riteneva che l'annessio ne del- lo! IIl.l v:lno di perdere il lo ro :lppoggio .
l69 ..
l'Ita lia meridionale e l'avvicinamento Ira Austria, Prussia e Rus.sia, 1..1 cd ':)i d ci comando rispecchia va la fraltura apenasi m tutta la
avvenuto nel settembre dello stesso a n no a Varsavia, avrebbero I 1)lIIIlnll:'l ullgherct>C in esi lio. Con punti di vista fo ndame~talm~nte
~rovOC'Jto un attacco austriaco. Il primo ministro italiano, dunque, si IIjll)()'Itl .1 quelli (.Icl KO"..~ lIth, ~ i e ra formata una corrente flloganbal-
rivolse al comando ungherese chiedendogli di preparare una rivol- dln.l, , ~ V (' lH e tome po rt,l v{)("(,.' Fc rc nc-Aure lius Pulszki, il qua le affer-
ta, nell'eventualità di un'offensiva austriaca. Gli promi.'!C aiuti in a rmi 111.1 \l,I ( hl' It' orj.(.1I1111.I/ioll l <.Id prol\ l};hi, ;,e :lve....'iCro conlinualo ad
e l'in vio di un corpo di spedi1.io nc di 30-35.000 uomini , dl(" , muoven' .IIh 'II{I(,I"t· Il -.o"'ll'~ Il( ) <id ~()vt'l"I1l fr,Ul(' '\t,.' \..' it .lli:1no, ... i t>:"l rcbbero
do dalla J)alm~lzia , si S:lre bbc dire tt o in n J n~ ll l'II , I, 111,1 Hl! 1IIIP()~' di t 1unl,11 Hl,lIt' .tll ,1 dl"llt.'r... llllll' " .tl f,11I11lll'1I 1O Al <:ollll.t rio dovevano
I 'Iud lll (! III 11m IXI/IIlul //1 (,' rI/tlfl

aver fed e in Garibald i c negli clcmemi rivoluzionari, organizzare Unii Ill/"l!lll in un.1 j:l; llcrr.r <.:()l' l'All 'Mia, prlln n , Ile l,I rl volt a::.1 fo~. . ,w l
spedizio ne in D:llmazia con la loro legi o ne e con 1':lppo rt o dei Ih lr 'rHemen te e;v il uppala 1"1V. Infine per Garib:ddi c i suoi f(.'(lcll, che
garibaldini e muovere da li verso l'Ungheria l7\). Le proposte del Pulszki ,',1110 dhpm ti ad :tppoggbrc I:t ri VOIt :1 ungherese, una missione sul-
trovarono calorosa accoglienza soprattutto fra gli uomini della legio- I. UI'iI ~ dcll'Adri atico impl icava pericoli molt o più limitali che .una
ne, che non gradivano i compiti polizieschi loro affidati nel Meridio- _pnll/ionc, :lttra vc~S? il D:lI1L~bi?: in Tr:tnsi1 v:l~,ia, dove ,non eSI~t~
ne. fu cosi che, dal dibattito apertosi nella comunità degli esuli un- , ,1/\0 pm..,ibilit:\ di ntlrata né dr dlsllnpegno. L'l. nvolta nel.1Erzego~lOa
gheresi, vennero fuori piano piano l'idea e il programma di una spe- I l" .. !.HO di conflittualit:\ lra il Montenegro e la Turch.a garantlva-
dizione nei Balcani che avrebbe interessato anche la Grecia. tll l, Infine, cond izio ni favorevoli allo sbarco e alla penetrazione del
Tramite il generale Nino Bixio fu sottoposto a Garibaldi un pro- t III po di spedizio ne.

gena più preciso, formulato dall'esule democratico polacco generale Anche se tale progetto fu giudicato più tardi estremamente a~­
Ludwik MieroslawskiI71• Esso prevedeva la costituzione di una legio- , .ud.l! o e rischioso, la diffusione, sin dal 1848, delle idee democratt-
ne di Polacchi, Ungheresi e altri profughi, che sarebbe sbarcata a 1 h,' Intorno alla necessità di una rivoluzione parallela, volta a libera-

Spizza, sulle coste del Montenegro. Quindi con l'aiuto dei Montene- li. It' lx>polazioni dei due imperi, aveva creato il terreno propizio al
grini la legione si sarebbe introdotta nella Erzegovina, per congiun- _III I .accoglimento. Le d ifficoltà che il Turr intrav.edeva, erano.esse.n-
gersi coi rivoluzionari capitanati da Luka Vukalovit e passa re da lì ,I.llmente due: l'opposizione dell'Inghilterra 180, e .1 fattO che glr .Italla-
in Ungheria, attraverso l'Erzegovina e la Croazial72• 1111' KH Ungheresi temevano gli uni e gli altri, appoggiando le .f1vo](e
Col progetto del Mieroslawski si dichiarò d'accordo anche il !t•• 11 ,miche, di favo rire la Russia, a scapito dei propri i.nteressl. ~ ov-
Klapka, che propose la creazione di tre corpi di volontari: uno slavo \lll I t he alla prima difficoltà il TUrr non poteva trovare alcuna solu-
con a capo il Mieroslawski, uno ungherese col TUrr o il Vetter e uno ,111111' 1 suoi viaggi a Londra, con l'obiettivo di informa~e il pa~~er~
italiano con Garibaldi, che avrebbe avuto anche il comando genera- Il' 11\ t.' di ingraziarselo, non ebbero successo, e cosl i SUOI tentarivi. d..
le. Egli stesso sarebbe entrato segretamente in Ungheria, attraverso .uulIlorbidire le ]X)sizioni amibritanniche dei suoi alleari balcantCl,
i Principati, per prendere la direzione della rivoltaI?). III p,lnicolare dei radicali delle isole dello lonio l81. Quanto al timore
Garibaldi, aH'inizio, accettò l'idea. Affidò al Mieroslawski il com- llt'U'c~p:tnsionismo russo, il Turr era convinto che l'indipenden7? l,'
pito di formare una legione di stranieri e al Bixio e al Turr quello di I.. IIhc.'rt;l avrebbero sottrattO i Greci e gli Slavi all'influenza dello LI":
raccogliere informazioni, collega ndosi con i rivoluzionari delle zone l'I" <IUCSI O non esitò a suggerire l'utilizzo del clero ortodosso O d.
che la spedizione avrebbe dovuto attraversare l74 • Quando si trattò di 1M IUlld rltenuti filorussj161. . . '. .
passare ai preparativi, tuuavia, il Mieroslawski si ritirò. Da un lato fu (.)uando il generale ungherese comma? ~ preparare l~ ~pedlZ1o­
il Turr ad accusarlo di essere una spia di Napoleone III e a dissuade- III' halc:.tnica, teneva più fili nelle sue ma.m: .1 suo ruolo d •• spellore
re Garibaldi dall'affidargli il comando della spedizione, per non pro- tlr'II,1 k'gione ungherese e i legami con la co~te gli assi.cura~ano un
vocare fin dall'inizio l'opposizione dei RussP15; dall'alrro, però, lo stesso fili Il' -.egulto tra i militari, mentre i rapJXlrtl con Gartbaldl, che lo

democratico polacco fu preso dal timore che la rivolta degli Slavi .. ~. t' V,1 Incaricato dei contatti nei Balcani, gli davano, oltre ad un gran-
del sud avrebbe finito per accrescere il potere dei Russi sul suo l!t' \)re:,tigio, il monopolio delle informazioni L83• N~most~nte l'op~.si­
paese176. Illu\(,' dci democratici, egli poteva, infine, usufruire del rapporti ~n­
Per il Turr e per i capi ungheresi a lui vicini lo spostamento delle Il In "/lonali e della cassa dei comitati per finanziare i suoi viaggi e
azio nj rivoluzionarie dalla frontiera austro-ungarica verso sud pre- I. 11l1".,lo ni dei suoi inviati in OrienlellW.
sentava chiari vantaggi. Infatti, lo spirito rivoluzionario ungherese
avrebbe potuto riaccendersi e svilupparsi col tempo, aprendo la
possibilità di ulteriori azioni insurrezionali, mentre i corpi rivoluzio-
nari si avvicinavano al Danubio tn • Inoltre, dopo la rinuncia della
Serbia e dei Principati a sostenere gli Ungheresi, a questi non rima-
neva che anendere. per un periooo non ben definilO, oppure avvia-
re operazioni insurrezionali più a sud, sperando che la rivolta delle
popolazioni balcaniche costringesse i due Principati a prendere par-
te attiva alla rivoluzione l78• Quanto alla monarchia italiana, sul cui
sostegno il Turr continuava a contare, una spedizione nei Ba lca ni
non avre bbe comporlato il pericolo di un :,.uo imml.'(lialO coin volgi'
IV .vvlmo con l'invasio ne d cll'Epiro, :Ivrcbbc cim o luDjOto ad limi rivo lta
"'11 ~rali zZ:t t:l , con \'intervento d c i ,rcd degli Alba nesi. In appog'
Garibaldi e la sped,:zione nei Bellcc",i ,,1\) al rivo lu zio n:lfÌ. d~II 'Erzègovi na , ,il Mo~tl!~,cgr~ a~rebl~ a l lac~al,~
la. 'l'urchia; la Serbw l avrebbe segUIto e, tnftne, 1.1 TlVOIUZlone SI sa
Irllhe estes.'1 all'U nghe ria. &Irebbe 51:110 que llo il momentO più adat~
hl perché l'esercito rego lare italiano invadesse il Veneto, mentre corpI
l90
,U volo nlari avrebbero effettuala sbarchi sulle coste dalmate .
Tramite Urbano Rauazzi Vitto rio Emanuele Il comunicò le pro-
plie Intenzioni a Napoleone 'm , nell'ottobre del 1861, ch.iede~dogli di
1..,ItOSCfÌvere una comune dichiarazione di alleanza d,fenslva e of-
ft'ntll v3 conlro l'Austria. L'imperatore, però, gli fece sapere che un
_Imllc progetto non aveva speranze di successo e che egli stesso non
t1')\c va fare a meno ..d'ètre prudent,.. In quel periodo, d'altronde, la
Ifr.ancia non solo non aveva motivi per attaccare l'Austria, ma cerca-
I personaggi del dramma VII :,tIlzi un avvicinamento ad essa. Nonostante le illusioni italiane,
l'opposizio ne francese rimase, quindi, immutata. Nella. pr.imavera ~el
Nel 1860, sono la spinta dell'entusiasmo suscitato dalle sue vitto- llttJ2, in forma ancor più categorica, Napoleone III dlchllUò al pnn-
rie, G-.uibaldi credette che una ..terza ondata,. di guerre popolari, dopo Ipc Eugenio di Carignan? che era di est~ema n~essi~à pe~ l'I!a.ll~~
la prima del 1848 e la seconda del ]859-1860, avrebbe inflitto il colpo Impedire e reprimere efficacemente .ogm tent~uvo ?I Ganbaldl ..
definitivo ai governi assolutisti e atmalO la liberazione dei popoli Villorio Emanuele, tu ttavia, non era disposto a nnunCIare al propno
europei 185• «La grande battaglia delle nazioni oppresse è vicina, -scri- pn~CHO, molto più che intendeva utilizZ:tre la spedizione garibaldina
veva al Mieroslawski,- ma nessuno può predire con certezza quando aru.:he ai fini della sua politica interna. Infatti, volendo prend~re l~
com incerà. Dobbiamo essere sempre pronti,.. Nella p rospettiva d i tale dP,lo&llZe dal governo Ricasoli, che rivendicava la sua autonOmia n.el
conflagrazione generale, egli ribadiva al rivoluzionario polacco: t'Ol\fronti della corte, il re doveva avvicinarsi alla sinistra. TuttaVIa,
«L'unité de l'Italie ne peut ètre accomplie que par l'épée et assurée diffidando della corte e del suo favorito Rattazzi, questa si sarebbe
que par le concours fraterna ] de tous le peuples, qui à l'égal de la drtls.'1 ad appoggiare il re solo grazie alla mediazio,:e d~ ~aribaldi; il
~é~elie p:rémissem sous le ;oug de ]'Autriche,. lIl6. Analoghi messaggi ",I!l IC, :1sua volta, per deci~ersi in tal ~nS? e ~r glUsuflcar~ I~ ~u~
inViava al vecchi volontari e ai comitati garibaldini, ai quali racco- 1II"t'lto, doveva garantirsi l'aiuto del re !Il vista d~ una. nuo:,a !Il~Zlat l:
mandava di non sciogliersi e di tenersi all'cna, pronti alle im minenti ". rivo luzionaria. Infine, con l'allontanamento di Ganbaldl e del SUOI
lotte per la liberazione di Roma e di Venezia 187. M'1lLl:tci dall 'Italia, si sarebbe neutralizzata l'opposizione della sinistra
Le speranze d i Garibaldi in una «terza ondata,. di guerre rivoluzio- LiRa le questioni nazionalp92. . '
nari,e coincida vano con .Ie aspirazioni di Vittorio Emanuele, il quale, Quan to a Garibaldi, me ntre sosteneva la solUZione Ratt;.~.zzl, non
nell autunno del 1860, SI! confermò che ben presto avrebbe avuto bi· Iveva chiarito le sue intenzioni circa l'obienivo della prossima spe-
sogno dei servigi suoi e dei suoi volontari Il generale, che considera- di1lo ne nonOSlanle le numerose pressioni, gli appelli e le p romesse
va il re come il capo effettivo del movimento nazionale, g li promise che Hl! gi ungevano da quasi tutte le forze politiche. Mentr~ il re e la
che avrebbe appoggialO la soppressione del parlamento e l'instau- Commi ssio ne Nazionale Ungherese lo invitavano a gUidare una
razione di una dittatura, la quale avrebbe portato avanti la lotta arma- mll(,>llonc nei Balcani, il governo Ricasoli, sollecitato dalla diplomazia
ta di liherazionellll. Vittorio Emanuele riteneva, infatti, che la guerra 1I~lcse, cercava di dissuade rlo'~.
contro l'Austria dovesse essere l'esito di una lunga preparazione tesa ,iuseppe Mazzini e i leader democratici chi~eva~o .l'affossa-
a provocare, nei BaIC'"d.ni e in Ungheria, una rivolta capace di bloccare nlellt O del progetti ba lcanici, poiché intu ivano le IIlteI\Z100l d.el. re e
l'esercilo austriaco sul Danubio. Dello stesso avviso era certamente 'C'III 'va n l'allont:\ namcnto di Ga ribaldi e la spaccatura della SInistra.
anche il Cavour, il quale, luttavia, non desiderava che la rivolta si Il M ~ltZh,1 c lldegglava l'in vasio ne del Veneto, dove si dava da fare
estendesse ai Balcani e che l'Italia si compromettesse sostenendola L89. l...... r pl'cp:lr:lre una ri voll:l, Il Bellnzi riteneva che Garibaldi. dov~
li progetto fantasioso del re, che usava le pro poste e i mezzi d e l Mlt)(;,II'C un T\lo lo di primo pi:m n ,Ila I tla politìC<\, mentre Il Be~t~m
governo ungherese allo scopo di indeboli re l'Austri:l C di rafforz.'1re I hl{'dt'V'1 diI! Il l'arl:1I11 '111 0 1 nOlll lnn"lSc govern:l! o re d el Mendlo-
le posizio ni it.aliane, pre vedeva c he il lll() vll1l 'n HJ di Ilbcra ....Io nc, ,II', (·un P' IICri ~tl "'tII'dlnnt I, l,N {'()III!)ill tl'rvl il 1)''1nditisIllOI~.

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I/llfllIlI l' III Irlll 1101l/IUI III (,'1'1'( III

Gli 3mbieIH i dell:! sl nblr:1 I.:Urope;l, al <':OIl 1r ,lrlo,l n(;o r.lAAbvano noi 111I \Kl'ndo d:1 rlfu/olIO pl'r I Borbonl, . . 1 ..... Ir{!bbc r,lffo rz:ll o 11 b:lI1-
le a mbizioni rivoluzionarie di G:lriba ldi. [I U:.kuni n ~ I i chiL'(lcv:l d i dUI'llllO c. con c:"so, Il risch io di un dbtacco del Mt:ridione d:lllo ~ 1 :11 0
invadere i Balcani, cbndo così l'avv io al rovesciamento dell'impero IlIll1fl l lo. Gli stessi ambie nti SOMcnevano che un:1 spedi,done a Roma
OHomano e di quello russol%; il capo dei socialisti tedeschi, Ferdinand .1 whhc ~ lI ev:l1 o l'entusiasmo e le speranze delle masse contadine
Lassalle, gli consigliava, invece, di puntare direttamente sull 'Austria 1111111.111,1 meridionale e av re bbe :lVutO come conseg ue nza sia la libe-
la cui sconfina avrebbe agevolato l'unificazione della German ia196. ' 1.111111" deliri capitale sto rica sia la sconfitta del ban di t ism~.
Per molto tempo, fino alla primavera dci 1862, Garibaldi oscillò Il, qucsw prospettiva, Garibaldi non rispa rmiava procla mi sulla
tra due proge ui, senza che l'uno escludesse l'altro197. Il primo preve- hll<"l,IIlone di ogn i angolo del te rritorio italiano al grido della +:santa
deva un a({acco contro l'Austria, altra verso il Veneto, il Tirolo o il 1.11 .lhln,I.. A16. Dietro a lle dichiarazioni ufficiali e ai discorsi pubblici,
Trentino; il secondo consisteva nella sped izio ne ba lca nica. L'uno tlll UII O. si sviluppava un'a uivitc1 fe bbrile; e tutti i personaggi del
comportava risultati più immediati e poteva contare su vie di ritira- I h tl llHll ~1 agiva no diversa me me da come a ndavano proclamando in
t~ ?perte e relativamente più sicure, ma avrebbe incontrato l'o ppo- 1'lIl lhlloo. Mentre face vano ufficialmente credere di menersi d'accor-
SIZIone del re e del governo, che non intendevano rischiare una .l' I. dlt~ lro le quime rivaleggiavano con durezza; collaboravano e,
g.u.erra aperra 198• L'altro era molto più rischioso, lasciava possibilitc1 di 11111" ~ I CSSO tempo, si insidiavano; agivano illegalmente con la co-
ntlrat~.molto ridotte e comportava un ampio margine di impon- li I,ur.1 del sov ra no, ma complottavano in segreto sotto gli occhi dei
derab!lJtc1, poteva contare però sul sostegno e sull'aiuto del re. Vitto-
rio Emanuele Il aveva stanziato per questo progetto un milione di
l "'II ,unici e nem ici.
t .,lllb:.ldi, mentre ubbidiva al re, mirava ad obiettivi suoi propri.
lire e una nave, aveva organizzato un deposito di armi in Sicilia e I hall .Into SUO il re, mentre lo finanziava, rivolgendosi al sovrano fran-
aveva consent ito la formaz ione di due battaglioni di volontari a 'l'III' lo definiva +:f racassone»2lJ7. il governo Ratlazzi amministrava, per
Genova, i +:Carabinieri mobili», al comando di Menotti Garibaldi sott o 11111' 0 dci re, l'aiuto alla spedizione, ma al tempo stesso fingeva di
il pretesto di un loro impiego contro il banditism o meridion~lel99. 111111 ",'1x:rne niente e negava ogni sua responsabilità2Qj. Il generale
Una terza possibilitc1 che Garibaldi prese in considerazione fu la 11111 t.' l'a mbien1e ungherese, facendo da ponte tra il re e Garibaldi,
connessione tra i due progetti. Una rivolta nei Balcani avreb~ fa ci- lUI I Il,lAAlava no le tendenze antiparlamentari del primo e il legalismo
litato, infatti, l'in vasione del Veneto e ne avrebbe garantito, in una ,itol 'M:'condo; e, nello stesso tempo che chiedevano denaro ai comi-
certa misura, il successo. Inoltre, con la copertura della spedizione Ifll, lt'ndcvano loro insidie e agivano senza tene rne cont0 209, l comi-
oltre mare e coi mezzi che il re aveva me'iSO a disposizione, si sareb- '. 11, d,I' GilliO lo ro, pur trasformando in mOllo ogn i frase di Garibal·
be potUla preparare l'invasione delle province austriache senza su- ,II. ~I opponeva no ai suo i progeni di guerra, cercando di vanifica rli.
scitare, fin dall'inizio, l'opposizione di Vinorio Emanuele. Il M,II/ ini, dall 'esilio, supplicava tutti di attenersi al .. programma di
Questi di le mmi spiegano le incongruenze e le contraddizioni che Il •• lh.ddi .., intende ndo, in rea ltà, al suo. Infine, da l palazzo reale di
si colgo no nell'azione e ne lle dichiarazioni di Giuseppe Garibaldi. Col- h .ilii 1.1, Gerolamo Napoleone, che giocava il ruo lo di protettore dei
laborava col re, col Turr, con Angelo Brofferio, con Konsta ntinos Ihnhuionari dell'Europa orientale, prometteva aiuti al progetto di
Lomvardos ed. altri in vista della spedizione in Grecia, e, contempo- \,11111"0 Ema nuele, no nosta nte le dichia razio ni con trarie dell'impe-
raneamen te, discuteva col Crispi, il Bertani e il Saffi circa l'invasione '''''11 ('. <tuo :doM.
del ~rentin~ e .del Veneto2lXl. Ora si dichiara va disposto a passare in t'flil O queslo clima, verso l'autunno del 1860, ebbero inizio i con-
GreCIa, ma SI diceva OStaCOlato .,da una vicenda avvenuta tra lui e il I.U,I , Il C,:lribaldi con i Greci, intermediari i volontari Spyridon Sasselas
g.ove rno ,.lIl1, o ppure dalla «Ottusa diplomazia,.102; ora negava catego- ~ III_l'I ~tcklllis2n. Quando il generale si ritirò a Caprera, autorizzò il Tlirr
ncamen/e di nutrire tale intenzion&Q\. t' Il lk ll uzi, segrct:uio dei com itati, a procedere nei contatti e nelle
Oltre a l progeuo di una spedizione in Grecia, si prospettò anche 1r .. ll,lll vc, raccogliendo informazioni e seguendo i vari preparativi 2U•
una .q~larta possibilità, quella di un'in vasione dei territori papali dal It. Il pI C.')t ,però. SOp r~lttllll 0 per la sca rsa disponibilitc1 del Bellazzi, il
Mendlone, per la liberazione di Roma. A spianare il terre no ad una I 11II . 1 "~ lIn .':>C l'lnter.] responsabi lil:l dci preparativi, con l'aiulo dell'uf-
s~mile iniziat iv.a vennero le dichiarazioni del primo ministro inglese, III 1" lt, H.lrlb:lld ino Francesco Cucchi, dci finanziam enti del re e dei
c.lf?lla necess.lla .che l'esercit o francese si ritirasse dallo stato ponti , I t unh .il i \.' d i qllcll:l repUl:Izionc ingig:lI1tita che spesso :lCcompagna le
fIC IO, e le allUSIOni dell'ambasciat ore inglese a Torino,Jam es lludson, ,,,1, \'lId..: (:'(}Ildotle in S<.'gI"CIO e :Ivvolt e dal mistcrdll.
al fal1 ~ che.il suo governo non si sarebbe OPpoSIO ad lilla spedizio- Il ']",11' ,.. I ili O""" In dul.: dirt.'/loni. SI recò due volt e a Parigi e a
ne ganbald ma contro RomalO4. D'a lt ro nde molti (\(·mo( r.lIlc:i ri lene- I. ,litI! ,I. ili ,I Mt~ llIl . , I () "\(.'1 IR61 1.' nc l nlOlAAio dci 1862, e due vo lte nei
va no che, fino a quando Homa fosse rima"!. r fuori iI,l lIo "'.11 0 iLdb ' Il.111.1111,.1 UdHl,lllo ndl'a ttlUnno <Id a~60 c In (~I"\.'fl:l ndl'agosto de l
1"1,,,0 JNUI/' /'/(111111 t' III \/1/1 1/l11i//{1I I" /;/{~ III

J86!l", Insieme. a p.lrte i ~lIoi coll aboratori Cucc hi l' ~.I"",tl~ che si 1"K:cu pa7ioni, illcnt n.: NH ,litri .. 1.IAAIr,IV;lIlfl1>l.::n /AI u n I.l voro ;lIto rno ai
spostavano ininterro ttamente ne i due paesi, egli cooperò dire ttamen- l'omil:ui c ai gencr:11i s,:.lrib.ddini. ccrl"":: mdo I mezzi pc r la propria so-
te col Lomvardos, dal selle mbre dci 1861, e con l'inv i:ll o di Ottone, pravviven7":1, ed e r;lnO dl'tponibi ll pè r qualsiasi nuova avventura 218•
Gheorghios Tensctis, dal re bb rdio del 1862 Agli inizi del 1862. la rehb re e ra t:llme nte cresciuta da infl uenza-
A Parigi il Turr si recò come }X)rtavoce del re d 'Ita lia, per info rma- Il' persino il governo de lll icaMJli, che pure e ra portato a fronteggia-
re l'imperatore di quamo si stava progettando e per chiedere il suo IC con calcolo le situazioni. Per ra r fronte alla demagogia patriottica
~ppogg io; Napoleone III, però, non lo ricevette. A Londra, invece, chiese dci re e per strappare Ga ribald i alle lusinghe della corte, il Ricasoli
l ~v~no la neutralità del governo inglese. Il Palmerston gli raccomandò lo invitò in Italia setlentrionale, nominandolo vicepresidente della
di nspettare la pace d i ambedue gli imperi 1l s• In Grecia, il Turr, con rcte nnionale dei centri di tiro al bersaglio ed organizL'lndogH u na
Franghiskos Domeneghìnis come guida, incontrò d iversi personaggi viSita ufficiale in Piemonte e in Lombardia. Se il suo obiettivo di
d~sposti a col~~ra~e e raccolse informazioni sul luogo e sul tempo ro ndo era di guadagnarsi l'appoggio del popolare genera le e di con-
PiÙ opportunI allazlOne. Al suo ritorno, chiese a Garibaldi di avviare "iOlidare il suo governo, il Ricasoli fallì nei suoi intenti. Anch'egli,
la spedizione nell'autunno del 1861, con l'Epiro come luogo di sbarco ,..cn za volerlo, finì per portare acqua all'eccitazione patrio u ica e con-
e la Bosnia e I"Erzegovina come tappe successive216. tribuì all'infoltirsi della schiera dei fedeli di Garibaldi, in gran parte
giovani volontari.tl9, Quando il Ricasoli, il 3 marzo 1861, si dimise e
l'incarico passò al Rauazzi, Vittorio Emanuele convocò Garibaldi per
La cospirazione dei capi e le aspirazioni delle masse formalizzare il loro accordo. Contemporane-.Imente il primo ministro
trattava del finanziamento, dell'equipaggiamento e dei preparativi
Malgrado il prestigio e il potere di cui godevano, i personaggi del della spedizione con Pietro Ripari e Angelo Brofrerio, rappresentan-
dramma erano così ridotti di numero che una cospirazione limitata al Il del generale. Come egli stesso rivelò in segui w, tutti i documenti
loro raggio d'azione, forse, non avrebbe determinato le drammatiche relativi e gli atti delle trattative furono accuratamente w lti dagli
conseguenze dell'estate 1862, se non avessero pesato una serie di fa(- archivi, per il loro carattere cospirato ri~.
to~i indipendenti dalla volontà dei çx:x:hi protagonisti. Il più decisivo Il Rattazzi, tuttavia, diviso com'era tra gli impegni presi col re e
dCI quali era la perenne anualità c la forza della questione nazionale, (on la sinistra, riguardo all'a ppoggio da dare alle iniziat ive rivoluzio-
Us<Ha per coprire i contrasti politici c so:iali da essa stessa alimentati narie, e le pressio n i esercitate su di lui da i moderati e dalle potenze
Nel 1861-62 i democratici svilupparono, in Italia, un'atti vità rebbrile, 'Ma niere a che le impedisse, o ra portava avanti le trattative ora le
tesa ad accrescere il loro peso politico, fomentand o e diffondendo la interrompeva. Alla fine, dopo il 2 aprile 1862, quando il moderato
tensione rivoluzionaria al completamento dell'unità nazionale. In que- Giacomo Durando divenne ministro degli Esteri, fu chiaro che il
sto loro sforzo, subordinarono ogni altro problema a quello nazionale, ~overno non era più disposto a proseguirlel 21 .
coltivando la convinzione che, con il compimento dell'unità, tutte le
aspirazioni sociali ed economiche sarebbero stare soddisfatte.
Il risultato fu che, con la creazione di varie organizzazioni patriot- I. 'imprevedibile esito
tiche, di circoli, di com itati, di poligoni di tiro ecc., la mobilitazione
nazio nale assunse dime nsio ni esplosive, tali comu nque da rendere In questo clima di esaltazio ne patriottica da un la to, di tempo-
necessaria una va lvola di srogo: ne sa.rebbe risultata minata la c redi- rcggiamenti e di esitazioni del governo dall'altro, Garibaldi, nel giugno
bilità dei democratici, Ga ribaldi incluso. qualora essi non rossero stati 1862, optÒ per l'in vasione dei territo ri austriaci. Tale decisione contra-
in grado di offriria. Era questo che sosteneva Aurelio Saffi in una ..,t:IV:l con l'opinione di altri capi demOCf'dlici, come il Bertani, il Crispi
letter~ al Bcrtani, sottolineando che Garibaldi avrebbe perso la sua è il Sarn, che Gari1YJ.ldi aveva convocati a Trescorre, in Lombardia, per
autontà, se alle parole non avesse fatto seguire i ratti o almeno la definire gli orientamcnti del moviment0222. Contrastava, inoltre, con
loro preparazionell7• l'accorcio stipulato col re, il quale gli inviò i suoi aiutanti, il Negri di
Un altro fartore che pesò sui vari progetti di spedizione, furono i S:.lilltrrOllt e il Turr, per convincerlo a rispettarloW.
vOlontari del disciolto esercito garibaldino del Meridione, che era arri, Prende ndo a pret csto tale accordo, Garibaldi aveva messo insie-
vato a contare, alla vigilia del suo scioglimento, 60.000 uo mini. Il Cavour mc un piccolo corpo di spedizione, che, penetrando in territorio
ed i suoi s~ccessori si erano rifiutati di inserirli nell'esercito regolare, .Iu..,trbco, dovcvalla rl.' l'avvio a lla rivolta e aprire la st rada a ll'ing res-
salvo un nstreUo numero di umciali superio ri. Una parte di lo ro s0- .."., de.:g li :lItri volont.l riLj; Pt:rò, b concenlrazione di u n numero con-
prattutto dell'Italia scttentrio nale, tornò ne i propri paesi e alle pro;)rie ... idcrl'voll.' lh ~lI)V. l nl ('1 \1 Il .. i.I... ti ,.lle r ro nticrc con l'A ustria, la scoper-
l', fllII l tlrl/·ftl
t~ dci I~iani d'attacco conlro di ~I, e quella dì un:1 nave che il mag- In soddi .. r.I1\O l' lklu'iO tI:11 corso degli eventi, Garilxl1di parti da
giore Giacomo Callabene, su ordine di Garib.:lldi, aveva noleggiato per O IJ>rera per P;IIl"rmo con pOChi collaboratori, senza un pia no con-
lJ2
la spedizione in Grecia, preoccuparono il governo :11 punlo da costrin- l relo e in un:1 totale incerlezza circa le proprie intenzioni • Là prese
gerlo ad agire con decisione. Molti volontari furono arrestat i, mentre coscienza del deterioramento della situazione e dei pericoli rappre-
gli altri si dispersero a Sarni~. Questi fani provocarono una seria ';Cnlati per il J\lerid io ne dalla politica accentratrice del governo e dal
crisi nei rapporti fra governo e opposizione democraticaU'>; tunavia, b:lndilismo,
per la duplice preoccupazione, del governo da un IalO, dei democra- Nell'atmosfera di entusiasmo suscitata dalla presell7..a di Garibal-
tici dall'altro, di non coinvolgere il re e di non esporre troppo Garil)al- di e con la segreta speranza che si ripetesse il miracolo del 1860, il
di, la questione si risolse tacitam ente e senza gravi conseguenzeU', Lo malcontento sociale della Sicilia trovò espressione in u na nuova
stesso Garibaldi smentì la voce di aver avuto l'intenzio ne di attaccare -,ollevazione all'insegna di .. Roma o morte,., Accadde, quindi, che
l'Austria e si rit irò a Caprera con un gruppo di suoi fedelj228. Sotto e'53l- Garibaldi, senza averlo voluto, si trovò a capo di un movimento per
tate dichiarazioni pattriotiche, nascose a tutti i propri intenti reali, tran- Il quale era mancata qualsiasi preparazione, .. Le cose vanno bene, non
ne che al ristretto grupIX> dirigente dei ricostituiti comitat i. Quanto ai ~ però cosa faremo», scriveva 1'8 luglio al Cri~pi, il quale, c.o~~ t~
suoi seguaci, anche se non li teneva in format~ egli era convinto di poter maggior pa rte dei capi democrat ici, era contra ~ lo al ~ a nuova II1lZ1au-
contare su di loro in ogni momento, qualsiasi obienivo avesse indica- va2J.\, Il governo di Torino, sperando che Garibald i, fedele al patto
to come prioritario ai fin i della libertà italiana. Il suo fascino, ma an- 'Mella col re, avrebbe usato la Sicilia come base d'appoggio per la
che il culto della sua persona, fortemente alimentato dal suo streno Grecia, gli lasciò o rganizzare ind ist~rbato il suo esercito di vol o~la­
entourage, contribuiva alla loro devozione, consentendogli una gran- fi Ut, D'altronde il governo voleva evitare uno scontro armato sull lSO"
de libertà di manovra. «Eravamo dunque pront i, secondo gli ordini del t\, perché temeva una sollevazione separatista:m.
ge nerale Garibaldi, -scriveva il suo segretario,- tanto per paSSIre nel Fino all'ultimo momento, prima che Garibaldi atlraversasse lo
Tre ntino che per imba rcarci,.Z29, ~tretlo di Messi na Vittorio Emanuele lo sollecitò a condu rre u na
Nel periodo che trascorse in Italia sette ntr iona le, Gar iba ldi si ..pcdizione in Gr~ia, Il generale rispose con un telegramma laconi-
adoperò, Ira l'a ltro, per coordinare i moviment i rivoluzionari nei co: .. L'affare della Grecia è un affare rancido, ne parlerò poi con V,M.
Balcani. Riteneva, infatt i, che essi avrebbero potuto fungere da con- quando saremo a Roma,.B6, Ro ma, tuttavia, era ancora .lontana ~ov~
traccol po, seppur lontano, nel caso di una invasione dell'Austria' e ,mni, Quando Gariba ldi e i suoi volontari sbarcarono lO Calabna, SI
nello stesso tempo, usava tali rapport i come cortina fumoge na, ' , trovarono di fronte l'esercito regio. li 20 agoslo del ls62, il liberatore
Nell'apri le del 1862 egli indirizzò ai popoli IXllcanici un appello, del l'Italia meridionale e deJla Sici lia fu ferito e catturato dai suoi
nel quale sottolineava la necessità dell'un ità nazionale, del rispeno compatrioti, Si concludeva, cosI, sull'Aspromonte, que~l~ l?rima fas~
reciproco e dell'alleanza cont ro la Sublime Porta~. Suggeriva, inol- lIcl processa di unificazione dell'Ita lia che aveva avuto II1IZIO, tre anm
tre, che la definizione dei loro futuri confini non poteva essere di prima, sulle Alpi.
ostacolo alla loro collaborazione, la quale doveva scaturire da un'as- Una conclusione simile, cioè il contrasto violento tra le forze che
semblea generale elettiva, i?: una dichiarazione tipica del cosmopoli- ,\vevano realizzato la liberazione e l'unificazione di una nazione, non
I tismo garibaldino, carauerizzato da una concezione democratica delle ~ una peculiarità della storia italiana. Invece è specifico del ~ ital~a­
I relazioni tra gli stati e dalla fede nella supremazia deUa ragione Marco no il fatto che, essendo molto consistenti le forze tendenti ad appia-
Antonio Canini si incaricò della traduzione di questo appello nelle n:lre i contrasti, lo scontro non degenerò in una guerra civile, come
l' ,I venne in altre nazioni, compresa la Grecia dopo la rivoluzione del
I lingue balcaniche e della sua d iffusione. In esso, si alludeva tra le
righe alla rivalità esistente in Grecia tra i seguaci di Oltone e i loro
I IRZ I.
avversari, che aveva diviso i fautori della colIaborazione con Gari- Considerando le cose da questo puma d i vista, la prospettiva di
baldi in due campi opposti: quelli che chiedeva no l'effettuazione im- Ul1.l spedizione garibaldina nei Balcani, -a ll'i nterno ?i ta,l~ sforz?
mediata della spedizione e quelli che erano propensi a rinviarla a normalizzalore e indipendentemente dalla volontà del SUOI Ideaton ,
dopo il rovesciamento di Ottone, Il generale cercò di stendere un può e&.Cre interpretata come un tent~tivO di a,llegg~rire l~ tens~on,e,
JXlnte tra i due op posti sch ieramenti, inv itando il Tertsetis, il Lom- IlVVf:ro di dirollan:.' fu ori dal paese Il potenziale nvoluzlonan o !Il
var~os e il Domeneghinis a Trescorre, 1'8 Maggio 1862 I colloqui, t't'll'-':'tO, Ilt.'ulr.II!II ,lIldnnc 1:J spinta eversiva.
ovvtamente, non portarono a un'imeS:l concreta e si ("onclusero con l.l' h;l .. i dilUIlO q\I~'''1O ..ono da individuare all'interno della sini-
la raccomandazione di Ga riba ldi di indi vidu;l rc i pll1lIÌ d';I(('ordo t: ~II. I , dm' dd 1110\' 11114 '111 0 polltku ver'K> il qU:llc confluivano !UHe le
di verificare le intenzioni del governo gt'l'l'OI\I t t 111\' 'oli\' \11'1 .. 1\ /' " I II! 1111111 'l'' f t Inn.1 \In {l'no 1'111'10, te :1veva espres-
1'1/(1/1(1 " /(1 ill(l 11OI/tlc{1 I" (;rtX, ftl

17 W. MATlItI, hlll"""f'/il t /!",1 (/;./ RISO'/J1 m//tI tCì 2 voli .. TQfino 1962, .
se. Gli ideali di collabo razione tra i popoli si preswvano ad essere III C 1)1 NOLA, . 1..1 VClll'/l.1 (l(.'ll~ polhk~1 eu rope'~ (blb [):Ice di Zurigo li lla p:ltt d I
manipolati da un potere C'dI'ace di uSo:1 r1i come mezzi d i str umen- Vlcl1na~, Nlwm RII'fSfll Slfll'la~ 1961 nn. 1'2, p. 7; C. [)UItAN!:)O, bìJ{S<XU d/plOlllilllcl dd
talizzazione di altri popoli. HISO'H"l1elllo IW/iJ:w(J (1(1/ /856 ili/BlU Torino 1901, p. 127; 1/ C(l rl"l!810 OJI!OIIr-NI8rtl~
Com unque, alla fine, si evitarono sia il conflitt o oltremare che la fiI. vol lll, pp. 61. 7}-74, 24(}241. .
19 A. T ... MOOHRA. op. cit. pp. 198'2'05; N, BLAKISTON, «l:l politica estc~ mglese ne lla
guerra civile. La monarchia da un lato, i fautori della rivoluzione
tj\lCSlione venezia na, 1859' 1866.., in 11 problema ttmeto e l'Europa. Venezia 1966. pp.}33.
nazionale dall'altro, si dimoslrarono parimenti incapaci così di man-
lO V. più avanti. pp. 84·86-
tenere ,'ordine sociale come di sovvertirlo. Le principali forze di II B. aAlDf.A, op ci/., p .7; A. T AMIIORRA, op cit, p. 178.
norrnalizzazione stavano altrove, cioè nei nessi connettivi della clas- 22 /I carll!8810 Q4vour-Nlgra..., cl/., vol. III, pp. 142·14So 2.30-231.
se borghese che dominava entrambi i campi. Così ogni contrasto li A. TAMHORRA. op clL, pp, 307-329.
24 P.P P\JUl~ W questione romana 0856-1864), Roma 19S1, vo l. I, P. 475; cfr. inoltre
confluiva e si dissolveva aU'interno del sistema parlamentare.
I. THOllVEN EI. I.e $i!Crel de l'Empereur. Parigi ]889, val I, p. 211.
25 W questione rom(lna uegll anni 1861J-1861. Carteggio del conle di CaVOllr con D.
l'tlllltll/!Q"~ C Passaglla, o. Vfmerc(lt~ Bologna 1929, p. 2OS. Diomede ':'-n.ta~~i fu il

I , ~ppresentante del Cavour neUe trattative su Roma. Nella sua lettera egh SI nfensce ad
un suo colloquio col Thouvenel.
26 e
. '
BIAN CHI, Il barone Rlcaso/~ Mazzlu~ Garlbald~ f co mllatl di prowed1msntCì
Torino 1862; F. CUR ...To, . La politica estera dci primo ministro Ricasoli., CSlt:ltto dalla
Note NfUWRna Storica Toscana, 1963. pp. 1-41.
11 ARB, SO, 59, Ricasoli al Nigra, 11.8.1861 c 14.8.1861: Dm voI. I, pp. 229, 306. 110.
1 Per un quadro dei rapporti 1111 l'Italia e i Baloni nella storiografia italiana, v. A. 28 DD/, vol. l, pp. 345 e 523-528; tbid, val Il, pp. 103'106.
PITASSIo, .Problema slavomeridiOnale e crisi d'Oriente (1853-1878) nella storiograna ita- 19 ODI, voI. I, pp. 37·41.
liana., Archivio Storico ToscanCì 1978 vol.l36, pp. 165'194: c, soprattutto, A. TAMOORRA, )O AMA~ Gabinetto particolare, Miscellanea, 4, Ricasol i al Morocco Della Roca,
Cauour e I /3QICQn~ To rino 1958; li CI... WF..... , L'llalla nel concerto europeo 0861'1867), .!It9.l86l; n. 793, 15So Mamian! a l Iticasoli, 31.10.1861.

I Torino 1966, passlm. II Per un'estesa bibliografia v. mbliografla dell'ef('J del RisorgimentO In onorE' di
2 Cauour e nngbtlternt Cart*o del conte Gawur co n VE D'AzegliCì Bologna 1933, Il M Gbistllberti, Firenze 1971-1977, voL I, pp. 21G-2t3.
val Il, p. 104 (2271860). 32 T. MAMIANt, D'un dirittO europea, Livorno 1860.
3 Cfr. L SALVATOREUl, Il petuiero politico italiano dal 1700 al 1870, Torino 1975, .13 aro
nav&ilpa, 1862 n. 12, pp_ 49(}403; AM8I:la, 9 e 21.12.1861; DDI, volI, pp. 237-

I pp. 262-336; M ALBERTIN~ Il Risorgimento e l'Imitt} europea, Napoli 1979.


4 G. BERTI, Russia e stalt Iraltatlt nel Risorgimento, Tori no 1957, pp. 645-647; F.
.140.
J.4 DDI, voI. Il, pp, 354-356 e 525-526.
CHABoo, Storia de/la poIfttca estera Ila/{ana dal 1870 al 1896. 2 voi!., Roma'Bari 1976 35 AMAb: n. 793. ISSo M3rniani a l Ricasoli, 3OlIJ861.
(1951'). vol. l, pp. 533-534. )6 DDl, voI. Il, pp, 369-371.
5 V. ad esempio ODI, va!. I, p. 486. 37 ODI. val l, pp. 258-261-
6 Cfr. A. T ...MiJORJlA, op ciI., pp. 389-393; Il carteggio Gavour-Nigra dal 1858 al 1861, 38 AMAR, n. 793, 155, Mamiani al Ricasoli, 23.8.1861
!R /h/d, Mamiani al Durando, 126.1862.
I~ voI. III, Bologna 1929. pp. 73·74.
7 Colloquio lra il Cavour e il Tertsetis a Torino nel 1860: v. G. TERTSt."TtS, «AÒ'fOI; 'tT\ç 40 Ibld., Mami:mi al Ricasoli, 23-8.1861; DDI. vollI, pp. 232·236-

I 25 Mapnou 1870 t~VT\~(ç nç t1'\v M1'\1pOJtOMV Zaclv90u., in B. l AVAG~lNI, Greda


1859 nel diario di Francesco Crlsp~ Palermo 1967, Appt:ndiçc, pp. 67·77.
8 11 carteggio Cavour-Nfgr~ ciI., vaL III, pp. 142-143-
41 DDI, voI. l, pp. 258-261.
42 DD/, vol Il, pp. 3~·3S6.
43 ODI, va L Il, pp. m -m .

I 9 ASl; Lettere ministri, Porta Ottomana, Durando a l Cavour, 4 e Il.5.18S9; MRT, Ar-
cbivio Durando, 124, 2-1,« Traltatlve segrete per la sollevaZione de1l1)ngheria. F~trauo di
documenti segreti esistenti nel Ministero.,s.d.,ove i colloqui It:l il Durando c il KunluriQlis.
IO MRT. Archivio Dura'ld~ ci!
Il li C1ALDEA, op ciI., pp. 79-85; G. BERTI, op. cit, pp. 730'731.
404 DD/, vol. Il, pp. 350-351.
45 ODI. vol Il, pp. m ·m. .. ..
46 AMAI; 458, Greda. Melegari al Mamiani, 16.5.1861; {hld., Rl casoh al Mamlanl.
1:1 111861; DD/, voi. Il, p. 349.
47 ODI, voI. I, P. 486.
12 La prima versione fu adottata d:t P. CHIono;, lump(u rou fov(ov .orp6rovç;. 2' pane. ~ l/liti; AMM~ cito Kicasoli al Della Rocca, 28.9.1861. .
voi. V, Zan te 1m, pp. 49&499, e da K. KEROF1l.AS, La Grecia e l'Italia nel RisorgimentO 49 Cfr. V. CAsTRONOVo, L GI ... CHERI FOSSATI t: N. TRANFAGUA, lA stampa Ita/uma
Italiana, Firenze 1919, ed. de w Voce, p. 92; la seconda da James Hudson, ambascialOfe 'wll'ctJ libemle, RornwBari 1m.
inglese a Torino: v. AS7; Lenere miniStri, Porta Ottomana, 12, Dunmdo a l Dvour, 1l 5..1859. 'lO l' VAI.USSI./.(l HlIssln, /'Ellropa e filaI/a, To rino 1862.
13 ASL, cit, Durando 31 Cavo ur, 27.6.1860. ~, /.(j l't!rw:IWf!lI%(l, lJJ.l~2.
l ~ Cfr. Le Bo!.tEA, Una .sill()ge~ di lettere del Risorgimento. Torino 1919, p. 165- ~ I/J/il, " 7 nl6l
15 AST, Consolati cstai, Grecia 1854,1859, Ma1a vasi al Cavour. &<11859. ~, Il)1(1, l()(, IHl"
16 B. OALOEA, op ctt, pp. 74'78; A. TAMOORRA, op. ciI. pp, 117·1.330 l' W RII\f.It, 700 '" IlJid, l-l1l 1W.}
maklu8 oJ Roumaufa. A sllldy 01 ali Imerl/m{outl/ {Jrobll!m 1R5(/ IHfJ(~ Oxf'ml 19j 1, IlP ~ /lIId '1" l' l ' "th} 1111\111111" ,,1 j111'KlJtlllll.1 dd KlInMi s. v p,ù 2Vl1n1 i, pp. fl(}81.
265-268. 'II, / VI/,I,,/,"/I' " \ "l, , \lIIIII/II,J III \tullll nh/(1 Nfl7:lmltl//~ 26 10 1A62
Prima parli!

'7 Cfr M,L ASTALDI, 'f'oIllIl/USffl cQ III'(m~ FlrCnze 1%6; n CIMII'INI. 11I(l di N/cco/6 lIj .. /il, voi j , 1111 .ll~ II \ //01,1 ~" I 1\ 1111 'II. 17.ll l (~ 278, //)/tl. voi 25, P. 284. Ibld, \/0 1.
'l'om/lltUeO, Firenze 19<15: Id.. 5Wtl/ e rlcercoo SII Nlccof() 1'o "",1(~'Q, RumJ 11}i1. n. p. 'w.
';8 J l'IIIjI!"Et, NiccoJ(} Tom,,/(/St!O 1m flalfa Il Skl/lla, VeneZIa 1m. 84 I) 1)1! PRAIIl Il Im'/~' I~j( "'/lftcll'll1ltl CrOCe elill ,...forl1la/loll de la Turqule,
59 R. OAMPll"I, G.P. ViellSsell _l; f SlIoi r>f(l88I, i .fllo/giorl/ali, / suoi (m/lct To rino 1953; I~JrlKl 1826.
R. CIAMPI",I e P. CURP.ASlJ (a cura di), Cart1'g8/o iI/edito N. 1"ommawo,;'p' Viemsllllx, Ronu 1$5 SI!'I, Appcn dkl", lui l. p, .l07.
1956; J. O[L LUl"GO e P. PKUN"'S (a cura di). Carteggio i"edllo"~ 7'ommaseo<J. Ctippcml, 86 G. MAZZINI. VJ) (/1. p, 21, Slil, vol. 95, pp. 116-12L
4 volI., Bologna 191H932 87 SI;'I, Nuova ~rr e, \loL l, pp. 224-225 (Zlbaldone Glof.IQllile, 1828-1831); Ibld. Appen'
~ L SALVATOREUI, op. cft, pp. 26<}-272;J P\RJEVOC, op. ciI, pp. 8B, 95-96 e 150. dice, \'01. 5, pp. IG4·I05. 264·266-
B. RADlTSA •• Tommaseo's cultural understanding bctwet:n South Slavs and sa G. PtERAZZI, op. clt.: SEI, val. 82, pp, 254,257; /bld. voI. 85, pp. 100-101
Grt:eks_, in AA.VV. MeùnfJlcua (TOj Jlv$7/ rov Ba01k(ov Aao(lpoo. Salonicco 1975 89 SEI, vOL 24, P. 280.
pp. 487-493, , 90 51:"1, vol31, p. 12; ibid. vol. 26, p. 162; Ibid. \lol 27, PD- 30-31.
62 J PlRJEVF.é, op. ciI, pp. 30, 90-93 e 156-159. 91 l'. DEaA PERUTA, Mazzlni e t rluofuzio"arlltallan~ Milano 1974, pp. 161-219,
6.3 Ibld, pp. 9O-9L 92 SEI, Appendice, voI. 1, pp, 198-199.
,. 64 A. KVRIAKlDU'Nr$roRClS, H 6f:wpia 'fI'/ç W7/VIJOjç ),aO)p(l41(aç Atene 1978, pp. 7& 93 l'. 1)ElLA PERIJTA, op. ciI, P. 178, t. DRIAUL T e M . LHtRITlER, fIIs/ofre dlploma/lque
de la Gffl;e de 1821 () nos jouf'$, Parigi 19zs.26, pp. 2 e 127.
65 J PIRJEVEt, op. ciI, pp. 149-160; più diffusamente in M.C. HADJUOANNOU, L'emigra' 94 SP..I, voL 25, p. 303.
zione Italiana del '49 nelle Isole lonie, tesi di perfezionamento, Rom,l 1980. ?5 SF.J, voL 31. p. 26: ibid, val. 21, p, 359.
66 L'armivio Tommaseo si trova presso la Biblioteca Nazionale di Firenze; v, inoltre 96 5HI, vol 21, pp. 413-414.
R. cu.MPINt (a cura di), NiccoJò Tommaseq.leuere inwireu Emflfo de T/pofdo /834-1835, 97 SEi, vol2Q, pp. 241-246 e 23S-236.
8resda 1953- 96 Cfr H &1r(ç, 15.5..1849 e 3.4.1848.
67 Nell'archivio della BN"F sono conservate 28 lettere del Tomrnaseo al Renieri s (dal 99 L'organizzazione fu smantellata dagli inglesi e i suoi membri furono incarcerati
1833 al 1874) e 35 dd Renieris al Tommaseo (dal 1832 al 1874), come pure un manoscrit. Q espulsi: V. E. MJeI/El, _Esuli italiani nelle i~le /onie (1849)-, estratto dalla RSDR,

to della sua tesi di douorato, Armonie della s/oria dell'umullilà, pubblicata nci 1841 con XXX Vll(19501 pp. 323-352; C, KeROFIlAS, op Cf t.. pp. 51'55-
il titolo Filosofia della storia. Un3 lettura parallcila dci libro, della corrispondenza e dei 100 A. CoD1G"OV., op cit.. pp. 248,249,
saggi del Tommaseo rivela l'amnit:' di idee. Il Tommaoseo dedicò al Renit:ris il suo libro 101 !l, PAYI'E e Il. GROSSIlAI'S, .The exHed revolutionarics and the french political
Se/mille, ril'd Dnziano 1916. police in the 1850'so, American Historica/ Revtew, I.XVIII(1%3). pp.9S4-973.
68 BNF, Tomm. 133, 61, 1, Tommaseo al Terlsctis, 14.121862. Sul concxtto di "JXlPOlo. 102 Secondo una testimonianza del vispi, \'. B. LAVAGN1N~ op cit.. p. 38.
nel Tommaseo, v. A. ASOR ROSA, Scrittori e popolo.lf populismo nella lettera/14m Italia- 1(8 S. DEU"kEANU, .. Mazzini e la Romania. , estratto dagli ani del 45 G CSR I; N.
na, Roma 1966. DItAG UMlS, lumpl Ka{ o:vQ'IJ~ç, Atene 1874 (riSI_ 1973). voI. Il, p. 158.
69 BNF, Tomm. 183, 19, 3, Tommaseo al Renicris, lugli o IA4O. Il Tommaseo riteneva 1001 Cfr. COIlrier d'Athdnes, 27.,3.1852: A. LIAKos, . H EÀ.À.l1\1\JCt1 aÀ.À.nÀErrVrl utov
che la civiltà occidL'fltale fosse corrosa dal ra:donalismo e dall'individualismo; tali idee 110).(0)\1\1("0 À(lO~, II Avrr!, 10.11962-
erano sostenute anche dal Renieris. 105 Cfr. To ~ 9R.1s60.
lO Cfr. N,T...La Grecia_, AlIlYmza, 16.3.1862 106 G. PIERAZZI, ofJ elt:. SEi, vol 49, P. lO.
n BNF, Tomm.134, 21, 2, Tommasco a lulios Tipaklos, 193.1863: v. inoltre R. CrAMPINl 107 51;"1, val. 50, pp. 284-285: ibld., val. 52, pp. ,3I}31. 187.
(a cura di), N. Tomma5e(J, ero"icbentl dei S&$(mta se4 Torino 1939, pp. 174'176, di cui IOB SEI, vol 52, P. 222
una parte è pubbliCllt3 da G. ZORAS, "o ~Clta!oç ICCII n 09oov\l(1\ KO).\t\t.,\ JCCIla rov 109 SEi, vol56. pp. 167'168 e in numerose lettere del periodo.
IUlpEl.90~CI (llbJva.-., Ex'rav7jOla...a Mwnj,uara, vol/V, Alene 1969, pp. 163-1% 110 Slil, vol56. pp. 22, 32; Ibld, Appendice, vol 5, p. 107; ibld, voi. 56, pp. 158, 167-168,
72 N. TOMMASf.o, .La Grecia., Alleanza, 11,5.1862 lf19' I\Xl: ibid, voI. 62, p. 36: (b/d, Appendice, voI. 5, pp, 264,-267; tb/d. voI. 59, p. 284.
73 J. PtRJt:vEé, op. cU, pp. 2&21<1, III SEI, voI. 56 (9.4.1856).
74 G. ZORAS, op cit.. p. 166. 112 SEI, vol 52. pp. 199-200,
7~ MCR, 49, 14, lO, Tommaseo il Garibaldi, lU862: .Scrivo per altrui consiglio., forse 113 SI:-I, voI. 63, pp. 145-148.
del Tlpaldos,che aveva suiuo al Tommaseo il 2<1.12.1861, cfr. G. ZORAS, op clt, p.I66. Sui 114 V nota 1Il.
rapporti Tomrnasco-GH!baldi, v, R. Cr AMPIN1, .Garibaldi e Tommaseo_, Primato, 19<13, 115 SEi, Appendice, voI. 5, l'p. 104-105-
pp. 92·94. 116 G. MAZZIN~ d..eltere slave., Italia del Popolo. 15, 18, 20 e 22.6J857. Nella nota
76 aro Alleanza. 16.3. e 1151862. IntNxtuttiva l'A. si proponeva di analizzare in panicolare la questione g reca e orientale,
n aro Alleanza, 13.4.1862: si tnma di una lunga c documentat3 lettera ano nima in- \/ :'1iI. \'01. S9, p. 9.
viata da Corfù, nella quale vengono confu tate le tesi del TommaSeO. 117 C, KEROFlLAS, op. elt., pp. 65-67.
78 L SAlVATOREUt ofJ ciI, pp. 228-261; G. GALAsso. wll pensiero sociale di M:lZ7.ini~, 1111 Nd 18S3 il Manioli e il Tommaseo pubblicarono la dichiarazione AI popolo lo-
eslratto dagli atti del 46~ CSRl (Genova 1972), Roma 1974. 1111' Wl /!S I/II itullmlf l'' Corfù, Corfù 1853.
79 A. COI>JG1\'OLA. Mazzini, Torino 1946, p. 86. 119 \) l'>1'AI ){"'I. _l,a GrL'çi<l e l'Oriente in un carteggio inedito del Ma7.1:ini., Rivt$ta
110 G. MAUt"'I, LeI/ere ~Itlve, B.1ri 1939: G. l'rF.JlAZZI, . M:l7,zini c,l:li ~l:Ivi dcll'Anslri~ e dlMl/tI (mI ). I? I'\, ,lIlIII('. ]lp, (i21·6:zs.
de lla Turchia., Alti del <16° CSRI, Ro m:1 1974, Ili) \/.1, ~nl "l. l'P II'" II I(, 1/>/(1, volM. pp. i&77. V. inoltre più avanti, pp. 8&90.
"O·, • •
t. IO ~ OLTAV ASTNF.R, M(lzz/ni e KOSSIlfb, ldl/lr" l' d/Ii. "ml'I"I/If~ylll( H ren tlI tlr I" "I",.'/II"'/~ ,I .l./, I H(,l
1';: 1929, pp. &10. IU \f I \1,,1 I, I 111' 'I, ' t , l' II MA"', (01' cII.• pp. '\2·~.
82 SEI, voI. I, pp. 276. 359; Ib/tl, voi I{ IXtlll", l J\ ti ... (111.'" I ,I,'m," , ,",, / Il,I/rl/I/I dfl ';ufJr/ (I f\ ,rUc f>((~ NapoH 11)6':>. p. 63.

~) 7)
I 'fili l/H Il III " 111 l'',/I/Ii Il III (,'n't.lfl

124 Sli/. voL 7). pp. 140-143. Ih/IL \101 75. f.lJaini •• Ern~t II..u~ f 111M) I ~ "'UIl'JUI\' II.\ dqcU l "Wlu Il .1 111 It"II" Il,, Il ISUO c il 1862. \' L K ~HTll, :Wlll oenirs
125 SEI, vol. 72. pp, 8889 ,./1( ,fil (le I/Io' /I'xl', 1'.lI1M1 1~1, 1\ I AMItI ,~IIA, . Processo urut :.rio ,w hano e mOVlIllento
126 A. SCIROCCO, Op. CiI., pp. 155-IS7. ulI~ht'rt.'SC nel quadro \klll urt1l.1 "",lnn.,1 h bt."falea. Anmlh dellol Facoltil di liCienze
127 G. CURA1lJLO, ~1,.ilxlldi.VIIIOrlQ Emal/uele<:a/JO/lr nei jasfi (/('/f(/ PlIIrla. Bolo- l'"hti~he (:tI t."('()n omi:a t' ~..: ,m merdo. l'crug,a 1968. pp. 7-38; E. KOLTAy·KASTJ';'ER. " La
~~;. I909, pp. 309-311; Sf.~ voI. <11, pp. 311-315; ibid. voi. 42, pp.. 10-13. 131-134; IhM, voi. 44, IIlnluzlonc del Rl'gno d'11.Ih.1 l' l'Unght.' ri:1 nel 186I», RSDH. 11.(1%2). pp. 642.f)S2; Id..
.( .•u.l1t l"rc dcU 'opero:.l til d i Kosslt th nel Risorgimento italiano., Atli e memorie del rr
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:;: R. CAoDEo, op. clL. vollV, pp, 92-93. Il.I\ubian i 1859,ove brani della relaliva corrispondenza
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con il catalogo delle leltef'f! edile e I"edile, Firenze 1978. I Memoriale di G. Klapka).
135 Cfr, La nuom Europa. 9.11.1861 e 15.7.1862 t62 A. VIGEVANO, La legione ulIgberese Itl I/(Ilio (1859"1867). Roma 1924; G. FALlOSE,
136 B.LAVAGNI....I, op cit, pp. 7·50 .Memorie c tradizioni di garibaldlnismo ungherese in Sieilia~, Atti del 32" esRI, Roma
137 F. CRlSi'l, Carteggi polllfcll ,/edfl; 186<J.1900. Roma 1912, pp, 87-88. l'M. pp, 190·200.
138 Cfr. Jl Dirli/a, 216.1862. 163 MRT, Archivio Durando, 124, 2'3, Première note préscnU: par le comité hongrois
139 Cfr. L'Unità l/aikma, 23.1.l861. ,·tllpprouvée par le consci! des ministres, TQrino 8.9.1860; ACl; Carte Visconti Venosta.
140 Ibit/, 5.3J861 I, J.. Notes sur les affaires hongroiscs (1863). non firmalo, prob. del Klapka.
141 1bid, 7.2.1861 164 E. KOLTA Y·KAST:'IER. Il COI/tributo unsbe~ clL. pp. 11&119. Per Il testo dell'ac-
:~ A. SORocoo, op ciI., pp. 513"S14; L'Unità Italiana, 821861. I ,ordo CU7.:J·Klapka, v. MR1; ArchivlQ Durando, 124, 2"3 e 2·2, SpediziQni di armi nei
L SALVATORE\.U, Pensiero e azlolle del Riso'Kimenta, Torino 1977, pp. 118.119 IllinCl l~ti danubian~ 186CH86I.
121-122, 156~58;.F. VAL'iOCCH1, L'Ila/la del Rl.$orgfmento e l'Europu delle narlotlali/iJ. Lun': 1M A. T AMBORRA, .. Il compromesso austroungherese del 1867 e l'Italia., RSDR,
f1caa:"e Ila/rana tlella politica europea, Milano 1978; ~1 ALBERTI:-.ol, op cit.. pp. 45-58. IIV(IC)6n pp. 359--371; E. zou..ER, Hts/otre de l'Autrlcedes o rigins d I/osjours, Uone 1965;
EH CARR, Tbe romantlc exi/es, New York 1961 M . IIIstoire de la HOl/grU!, R.ouen·Budapest 1974, pp. 324-341.
, 145 r.1 KUKIJ'I., .CzarlOryskl (md tbe european utlily, 1770-1864, New Jersey 1955; S. 166 Questa preoccupazione traspare c h iaramente negli articoli del Kossulh sui quo-
KI:-.oII!WIcz, .La nauon polonaise et le Risorgimento», Ani del 40 0 CSRI. Roma 1963, pp. !l,U~nl la p(!rSf!I)f!f'anza (28.9.1861) e lA Nuora Europa (31.10.1861),
353:370, I. A:CUNO, .Momenti dcII:. collaborazione ilalo-polaa-a ncl Risorgimento (I861)., 167 Su Stefano (lstv~n) TOrr (182S-19OR) v. S. 1'011.11., L'opera dI S. T{jrr nel Risorgi'
Ati! del 74 <:SRI, ~?ma 1941, pp. 49-84; A. T"'MIlORRA, .Problema naziona le c corniò mI/II/Q I/fl//ano (1849-1870) dt~rit/(I dalla figlia, Firenze 1928; E. PECORlNI-MAN7.0NI,
sopranazlonali neU Europ;l centro' meridionale,., Rassegna Storica Toscal/a 1960 g . .f llcnne Turr en 1S60~, estr3110 dalI:! Nevue de la Hongrie, 1929, pp, 4·46; S. l'URR, Rispo·
giu'!if.7J.89. ' ,en, .1,1 dcllJimcmle Tiirr all'opr/scol o Bertan~ Milano 1874 (rist.).
I L. PASlTOR, La confederaztone danubiana nel pensiero d"Hfll/aJj(mi ed ungbfr IbA S, MARKU5,.11 barone Riaasoli e la questione ungherese_, Alli del 32" CSRI, Roma
resi nel Klwrglmenta, Modena 1949 • 20. 1~'i. pp. 26lr279.
147 '
148 LS. STAVRlA.\'OS, BaUmn FetJeratioli, Hamden 1964, pp. 196-2S8, 289-306. 1(19 Il :SCllimanalc L'Alletmza (186H867) fu pubblicatO a Milano da Ignazio Helfy;
. L PASl.TOR, op. clt.; A. TAMUORRA, _Progetti e idee per una confederazione "".. t~'lleva le iSlanze ungheresi e aggiornava sui falli balalnici. Riguardo alle queslioni
danub,oba.laanlca (l&i8'1862)a, La comunllà imernazionale, V(l9S0). pp. 593.f)13; Id, lull.nlC esso adollÒ una linea filogovernali va mentre per quelle internazionali segui le
Cauour e I Balam( cit, pp. 347"374. ti .11r:mcesl. Per altri anicoli del KOSI>uth v. inoltre La Perst!·wrallZQ, 30.9.1861 c la NUOl'U
]49 Cfr. L'AflemlZO, 23.2 e 18.S.l862; A. T AMBORRA, _Progeui e idcc... ciI., pp. 608.f)l() I ,m'IXI, 24.10 e 1.11.186L
L PASZTOR, op. cit. pp. 97-99. " I ~J Cfr. L LLKAc:s, op clt. pp. 26-33; li KOLTA y·KASTNER,.La formazione del regno ....,
:~
1. SUl., Donauk(mfUdemtK)I/ O<ler OrmaI/monarchie, Vienna 1979. • tI , P 651; Id • • Lettere inedile di Mazzini a Fr. Pulszky., Rassegrw Ita/l(/II(I, 1933, 1101. 186,
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"~l'l fini ~,~ II t'l' ,II~U II
'~1 ,1 HAI ll \. 1(1'1 "i, ,"i "'14""" ,,,n InI(11rri", KI Jpk:J 31 Clvour, I '1861.

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174 MO volo
174j 1:'I;N!J(,; ' ~4, 8. C;tnb.lldf
6" l'P 340'347'• i IICR, 221, J ' al Turr. 15 11861 }J."(1 R MOMI , ''l' (II, l'P '1'\'/'"
- R[W. op. CII. p. 76: MeR 42.2. 13-14 TO GI . JOII ODI. mi II. pp ~"i. l~'" .,I)n~)]
ven ne pubbliC:lt~ da G. CURATt.LO op ciI pp 414 ;~;'- ari X!kh. 23.2.1861 (pa rte dì essa
176 Cfr. To Mf.uov l'7Jç Avoro). , " . - h, DD~ voI. Il, pp. 2W-21L 100 A SCIII(x;ço. /II) tll, ]l 176
del r>ulszki. Jj; IDl863, ove è riportata la traduzione di articoli l]Q ODI. volo Il, P]) l70·nl, G;lritxlld! a G. Pepoli, 7.'1.1862
m v. più avanli, pp. 12·HlS.
In AMAI;; 215. ci ,. 3, I, Ietlera del Klapka (priva di Indiçazionc dci destinatario),
23.5.1861 III MCR, 221, 31, 8, GaritJaldi al Tu rr, 15.1.1861.
213 ODI, voI. Il, p. 2)3, TOrr a Vitto r io Emanuele, 28.3.1862; MCR, 254, 49, 5-6, TOrr al
:~ MeR, 927, '50, I, Klapka a Gariookli, lL2.186!. IId\;11.'o;i, 12 e 13.10.1861. Su F. Cucchi, \'. D. FORMA~T1/III, Francesco Cuccb~ Milano 1925; P.
S. Tellft, op. CIL, pp. 2 e 2J3, " .-\1'1"""1, ... Francesco Cucchi~, in Le 180 biografie dei Bergflmt/scbl del Mille, Dcrgamo
180 V. nota 177. 1'11111, pp. 151-170; Id, . Francesco Cucchi e !"insurrezio ne greca dc11862.0, 8ergomum, 1960
181 AMA.t.: ibid; MCR 46 25, 13, TG G' .
Ao; Carte RicasoH la, 2. J~rO~e Bona rr a anhaldl, s..d. ( 21.&1861); ODI, voL Il, p. 340; " I. pp. 63-92.
}1!2 s. TCR" .~',r . parte al Klapka (2U I.IMI) l' risposta (29.111861) li>! MRM (AC-FC.l,@, Tiirr a Garibald~ 7.8.1861.
' " Le ... o7lgrés Europ&m tl VienI P; " 1864 . 1I5 R. MOMI, op cii., pp. 74'75; MCR. 254, 49, 2, Turr al Be!lazzi, 4.1.1861; ibld., b. 42, 2,
TOrr a Garibaldi. s.d. (risposta alla lettera del :;hl;~)1 , p . IO; MRM (AG-FCJ, 669, n . Turr;l G:mbaldi, 11.21861; DD( volli, pp. 311'312, Ratlazzi al D'Azeglio, 22.4.1862 e p.
183 MCR 221 34 8 G 'bal
Garibaldi ' , , , arI d! al TOrr, 15.1.1861, ove l'esplicitO urdine d'incarico di 'IO, Corti al Durando, 5.5.1862
216 MCR, 930, 12, 3, TOrr a Garibaldi, 26.3.11:161; S, TORR, op clt. pp. IOH02
:~ MCR, 254, 49, 5. TUTr al Ucllaui, 12 e 13.10.1861. 2]7 MCR, 433, IO, 11, Saffi al Bertani, 263.1862; R. Co:>.tI'OSTO, .Da Firenze ad
D. VE.\'F.JI.Vso, «Garibaldi e l'Europa RSDD 198: 69 A'prOll\onte~, in G . DI STI!FAl'oO (a CUf"<l di), . 186~, Lo. prima erl$1 dello siato unl/ario,
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186 , la , p.~ 1rapan; 1966, pp. n-%..
ENSG, vol6, P. 97' ENSG. vol.f p .... 346-347 I llS La sone dell'cscrcito del Meridione fu motivo importa.nte di scontro U"" Garibal-
a creare una legione di ri~oluzio'n " " r. . . n quesl'ultima lettera lo sollecitava
187 ...~ a l s ramen .11 t' Il C:lvou r. cfr. J. WHITTA.\!, Siorio dell'esercito ImllarlQ Milano 1979, pp. 96-99; MCR
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",,-'Condo la tcstimonj'mza dI · ' . ,...,.... . .
198 S. TCIUI O" {' 'll.' ~ e suo segretario: c fr. F. BJDF..SçHIJ\'~ op ciI P 25 III, p. 129. Tuttavia, in un'altra k"1tcra al Crispi (9.6.1862), egli confessava l"in1ènziooe d i
, l'" C .. P. _ Turr a G-.driOOld~ s.d., d- ., . . .II.1CGlrc il Tirolo e spiegava i mOtivi della smenti ta . cfr. F. CRISf'I, Carteggi politlcL, cII,
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]9.1. 1R61. ' ,J. ~ • l 1(1,225. 97, 2. Garib:lld l al i\h1.7.ini.
'1" •• llllolll' v.!l h ,,\](h di I Hrancalo, l' Ca la lano e R. Mori in G. DI STEf" ...o(a cura di),
~ Ai DuCAM
205 . ps, SoIlve"lrs (1',111 (/eml sl~d(\ i'ari.lt' 19l'l pp. IIU ]9 J ''l' {II
206 R. CoJ>,IPOSTO, ()p. clt, pp. 118 1\9 lH Il l(IIHl,l \"1"""'1 .,II .lIIu.-lt· O( r!Vl'Y;! .• N;II)()lconc III che Garib::. ldi per suo
cfl, p41J W M"'\lO. C(lr{/Xlltli (' 111<01 1('''''1'~"\111 ." " ,_,,
n' ppI"'U17l;li 11111 11 1\1,('11 "I ,\1111' ~I,.v~ 1"'1 p,lI liti l"'! 1.. I ,II', I.. v('\h flOI, vul Il, l'P 393394; C l)uRM>mO, I-:piwd/
'/'1>1"""1//' / .Id In""H'"'' "", Il,,/1,111'' 1/,.1 I~, ,.1 /H(,t. Tor ino !901,]l Vl.
.\~ /1/11 v,,1 Il l'I' '1")~' 1 l'III,,,., In" "IH.IIIMIi \l 7 1H1,l
" 11(11 \'1,111 l' I~I' t~I'I''''''II''~ Il tllI,," 1i1J.tllq IlI(,ll

"
Seconda parte
LA GRECIA E I MESSAGGI DELL'ITALIA

,
v
Questiolle IIl1ZiOllOle e c risi politica

III linee siralegjcbe della Grande Idea

In Grecia i tempi dell'unificazione nazionale fu rono diversi da


qudli della penisola italiana. I motivi sono vari, ma possono essere
hlAAruppati in due categorie. La prima riguarda j modi e i ritmi
tJt,J]\Jrbanizzazione nel più Va5(Q territorio ottomano e balcanico; la
fIII'(()Ilda il particolare carattere dell'equilibrio internazionale neU'area
co 1.1 Mia articolazione in rappono alle singole situazioni nazionali.
Il mo ndo greco era, allora, disperso in due penisole, dei Balcani e
dc'll'Asia Minore, anziché compreso in un'area a forte coesio ne etni-
101 p:lmgonabile a quella italiana. Inoltre esso apparteneva a tre eo-
Ih.\ .;talali quanto mai disomogenee: l'impero alternano, dove si Iro-
\,.IV;1 la sua parte più consistente, il regno greco e le isole dello Ionio
!MIno giurisdizione inglese, All'interno dello stesso impero ouomano
l,I f'O.'iiz ione dell'elemento greco si differenziava da una zona all'al-
tr,I 1\ Creta, per esempio, dove non a caso si verificarono numerose
rh'ohc, i rapporti con il potere ouomano e coi Turchi erano compie-
I.Ulle nt e diversi rispetto alle grandi città dcll'impero, dove i Greci
I&Vt.'vano conquistato, sul piano economico e culturale, una posi zio-
IIt' di prem inenza rispetto alla popolazio ne musulmana. l 'aspirazio-
ni' ullima, cioè il raggiungimento dei confini storici, era oomune a
IIIUI, ma di versificata era l'individuazione delle tappe intermedie.
".Imc anche il diva rio fra l'obietti vo da conseguire e i mezzi di cui
"I & .. po neva, vennero formulate tre diverse ipotesi strategiche!.
"'cçondo la prima, si doveva procedere all'unificazione nazionale
In mod o att ivo, con som mosse ed insurrezioni nelle regioni sotto·
IIIt"i~' e attraverso lo scontro armato con la Turchia. I sostenitori di
qlll''1t,1 Une;1 pro poneva no, tutlavia, metodi fra loro diversi: secondo
NII lini l'miliali va '1 IX'[I,I V,1 .Ii Gr<.-'Ci, i qua li, mettendo le grandi {X),
h-Il /t' di frollll.: ,II f,lU O ("OIllI')luIO, 1-· ilvrchhcro costrette ad appag-
"1.11 H, "I.'t f)ndo Hl! ,Ihd, I ( ,I t't I ,I VI{'hh('ro do vut o attendere lIna guerra
"IIIIII'k'.! (I, ,il Umlll ', lfl "4 41111111 (tll lI~ , 1 W,llldL' pOtt.'n/,1 con 1:1 Tur-
~m/(Ia /Xu'f('

chi:l, e po rsi, in questo secondo caso, il pro bl e ma dell 'allealo pii} t .1('d,l, ~c lt e po lit iche ad c . . .'>C {.'o nfortlll. &·(.:o ndo la prima, il p:lesc
affidabile da cui ricerca re amicizia e appoggio. . I v r('hl~ dovul o ìmpcgn:lrc le M:': lr~ entl .He d i c ui disponeva nel
In base alla seconda ipotesi, che emerse per il fallimento dell,l Ik'h.'nzbment o dell'apparato milit :lre, rinviare pertanto ad altro temo
prima e per la sua comprovata impossibilità a realizzarsi, i Greci l'o ogni ambizione di sviluppo economico, che appariva peraltro
avrebbero dovuto attendere la dissoluzione dell'impero onomano ad qLl,lIlto mai proble matico e ntro i ristretti confin i del regno. Secondo
opera deUe potenze europee. I sostenitori di questa ipotesi, infatt i, I.lh r.L, le continue agitazioni e le çx::rsistenti tensioni con la Turchia,
erano convinti dell'inelunabilità di tale crollo, poiché ritenevano in ti' In solo non sarebbero approdate ad alcun risultato positivo, ma
conciliabile la permanenza dell'impero oltomano con la diffusion l' IVIl:bbe ro anzi peggiorato la silllazione dei Greci nell'impero e nuo-
della civiltà nei suoi domin i. Ln tale prospettiva il giovane regno , luto :1gli interessi dell'ellenismo. La Grecia doveva occuparsi $Oprat·
doveva tenersi pronto, sul piano militare, in modo da rappresentart.· I .. !l O del proprio sviluppo economico e culturale, e d iventare un
un alleato di tu tto rispetto, e su quello isliluzionale, nell'eventualit:l p.ll''IC 5.1ldo e ben governato. Solo cosl, avrebbe finito per rappre-
di dover subentrare all'amminist razione OUomana. Dal ca nto suo, 1.1 ""IlI,lre uno stato modello per gli irredentisti Greci e sarebbe stata in
popolazione ellen ica presente entro l'impero turco doveva svilupp.. )tl ,ido di guadagnarsi la fiducia e l'appoggio degli stati stranieri, per
re il commercio e promuovere l'istruzione, per trasformarsi nel l:i '1 l1llCnl r:1rc all'impero ottoman~.
classe dirigente del nuovo ~tato. Ne conseguiva che i governi greci Ogni ipotesi corrispondeva a concezioni e ad attese ~iver~ ~e~­
dovevano portare avanti u na politica di amicizia con l'autorit .) loplnione pubblica riguardo al ruo lo dello stato. In altn te rmllll, il
ouomana, favo rendo per il momento l'integrit:l dell'impero ed op ]I!,)hle ma era se lo stato dovesse limitarsi a promuovere iniziative
ponendosi ad una sua eventuale dissoluzione ad opera degli alt ri 1111111:11'10 dovesse anche favorire lo sviluppo economico e il benes-
movimenti nazionali balcan ici. ... ·H · -,ociale. E se, da parte sua, la nazione dovesse stringersi intorno
Secondo la terza ipotes~ infine, l'ellenismo si sarebbe imposto "I "ovrano o pretendere maggiore autonomia e la possibilità di un
pacificamente nell'impero, senza comportare necessariamente un'in Il, ,Ilnbio dei partiti al potere.
terruzione della sua continuità statale. Sarebbe stata la chiesa orto· Nc ......,una della due ipotesi, in realtà, fu in grado di tradursi in una
dossa c he, sposa ndo la grecità con l'ecumenismo, avrebbe fum o 11111"1politica stabile di lunga durata. Le interferenze straniere, i ripe-
ideologicamente da cemento per la coesione e il consenso degli alt ri t\lllln ~~L ccessi, le pretese dei partiti politici e la stessa congiuntura
popoli cristiani. L'egemonia greca si sarebbe imposta mediante l'istru- '''4 )Ilo miça fav orevole agirono in senso contrario al concretarsi del-
zione e le attività economiche urbane, nelle quali l'elemento ellenico I" pllma ipotesi. La trad izione ideologica della nazione in lotta, i
già premineva su quello turco e su quello slavo. Questa ipotesi,o\' ... ,plll ~ i pe rpetrati dall'amministrazione ottomana e da corpi irrego-
viamente, comportava la pacifica coesistenza dello stato greco e di I.ul .11danni delle popolazioni rurali, le effimere speranze fomentate
quello oltomano e la loro collaborazione COntro i movimenti nazio' d .. 1rk.'rloclico riproporsi della crisi oriemale o dalla prospettiva di un
nali separatisti. Sotto alcuni aspetti, tale visione coll imava con le {(.'- "'lillino europeo, tolsero alla seconda la possibil ità di un radica-
arie e i progetti di riforma dello stato ottomano promossi da alcu ni !11I'rl10 dure vole. Così i governi, i part iti e le singole personalità pc-
politici turchi. 11 referente primo dell'idea d i una possibile co l 11th be p:rsslvano, con grande disinvoltura, da un'ipotesi all'altra, con
laborazione greco-oltoma na era l'aristocrazia ellenica di Costanti I~ lOIl ~gu e ll1.,a che nessuna di esse potè assumere una fis ionomia
nopoli. In tempi di riforme e d i attese d i una trasformazione federa k I (ull lt.·t,1 e dar vita ad una corrente ben definita con li nee di politiC'J.

dell'impero, essa poteva tuttavia godere di un più ampio seguito l . hllnl1.1 cd cste r:1 organicamente elaborate e articolate, come accad-
La prima ipotesi, cioè quella più conforme alla tradizione nazio dr' In Il ,dia. D'altro nde, a parte il fatto che queste iporesi non richie-
naie, trovò i suoi sostenitori nella monarchia, nei militari e, in alcun i d,' \ .lIlO una mobilitazione di massa né un'injziativa dei cittadini, alla
momenti, nei partiti politici, soprattutto quello "russo" e quello .. fr:m fllt .l~r , ltld t:' maggioranza dei Greci presenti nell'impero oltomano
cese,,; e, dentro l'impero oltomano, ebbe spesso seguito nelle p ro 111.11\\ .IV;ltlO possibilità concrete di partecipare alla vita çK)litica e, di
vince confinanti con lo stato greco e a Creta. ,( ,t)"t')(ul'nza, di da r vi l:I:1 fo rmnioni di portata nazionale, sulla base
L'ipotesi della pacifica coesistenza con la Turchia nel regno lilx ' "",1
.Il vl~ io n e colllp l es~ i v;t dei prohlemi, A riprova di ciò, basti dire
ro fu sostenuta sopraltutto dai nloinglesi, ma, occasion:lllll c n1 (,!, :I n 4114 ', !loVl' l ,.. b tcV;1 l ln:1 vi!'1 po litiCI o r~anizzata, come nelle isole dello
che dagli altri partiti politici; nell'im]:x:ro ollo nuno l'blx: i :-.uoi LIlI I, 111 11 1. 1 p.llill i l'hht,'l'I) .IIH III' Lln .1 prl'c:i",1 visio ne della questione
tori più fervidi nei ce ti urb.1ni . c he, co n k' d flll lll(' polit k hc <.Id IIHhlll ,lh' III p.111 Ii lLl.Il I' I 1,ldll " lI th'lIo Ionio no n si limitarono a
pericxlo 1830-1856 (Ta nzim1t ), ;rVl'V;lI'() .Kqtl l.. 1t 4) dll ltt i 11\ UI (' n ot ~ · 1lIl'lhli'll' l)t l.. l/ hlllt' "'!Ili tl lIl, 1111 ' ,h· HI' I ..o h· Idi" C l t·, !;! l' :! M>stc nerl::r
vo li v:mtagg i ('co nom Ì('1 Fml ,llllll(' Il' Ipotl ~ I tlll jlth .IV,IIIO, l'k'r l.1 , " tl liMI Il P 111.4 "I ,. '1'" ·1 t .. .11 11 li. 111111.. Ilht'I,IIlnrtt' {le'lla nal lo nc
&"O/l(J/I parlO

ellenica nel suo complesso. In ogni caso la Grande Idc3, in lutte le 1'1;1 I"a hro l'occupn ione milharc della capila le da parte della Francia
sue varianli, elevando l'obienivo nazionale a principio dell 'azione t' dcll'lnghihera, cioè delle due polenze che, nel panorama ideologi-
politica, alimemando l'allesa di una liberazione immineme e crC'.m- n> dell'epoca, avevano assunto il ruolo di protettrici, di alleate e di
do gli st rumenti della sua diffusione, valse a consolidare la coscien- 1I1<xlelli, contribuì a lungo andare al venir meno della fiducia della
za nazionale presso le popolazioni elleniche. Il.llJo ne nei confronti del governo e delle sue scelte politiche. Con-
Nonostante le molteplici versioni della Grande Idea, lo stato gre- IlC:,.o;O con questo motivo fu il mutamento dei rapporti di forza nel
co costitui, in ogni caso, il cemro nazionale dell'ellenismo, all'inizio Mt-d iterraneo orientale a favore dell'I nghilterra. Infatti, da quel mo-
per motivi ideologici, per motivi concreti verso la fine del secolo. Da lIlento in poi, il governo greco non ebbe un gran margine di mano-
questo punto di vista, il confronto col ruolo che il Piemonte aveva \r;l, per mantenere un'equa distanza tra le grandi potenze e per
giocalO in Ilalia fu frequente nei contemporanei, Greci o meno che ("(luilibrare le loro influenze/>. Per tutti questi motivi, e anche per la
fossero, cosi come lo sarà in seguito. Di conseguenza, gli eventi in- l'tI,,:omparsa della maggior parte dei leader della generazione post-
terni del regno greco, sebbene non fossero determinanti per la p0- Ilvoluzionaria, si dissolsero le vecchie formazioni politiche che ave-
polazione ellenica nel suo insieme, si caricarono di significato, non V t 100 costituito, pur sempre, un fattore di equilibrio del sistema di
solo perch~ condizionarono la politica estera, ma anche perché ani- Koverno nel periodo mtoniano.
rarono ['attenzione dell'elemento ellenico e ne influenzarono, com- La crisi era riconosciuta da tutti, ma veniva diversamente inter-
plessivamente, le prese di posizione pr'ctata. Una piccola minoranza, composta soprattu((o da intellettua-
li, Ira cui figuravano Konstantinos Paparighòpulos e Stèfanos Kuma-
IIÙdis, la attribuiva all'inadeguatezza della classe politica. La maggio-
I motivi di fondo e la natura della crisi del 1859-1862 1,lIl za ne riteneva, tuttavia, responsabile la monarchia. La crisi assun-
M', cosI, un carattere spiccatamente antiottoniano, soprattutto per la
Dopo la guerra di Crimea, la vita politica della Grecia attraversò i tntralizzazione del potere, per il carattere autoritario e paterna1istico
una fase interlocutoria, che sfociò, nel triennio 1859-1862, in una crisi IIdl:\ politica del re e per le sue continue violazioni della costilUzio-
istituzionale e nella destituzione del re Ottone. Per spiegare tale crisi, ne, 1':1 persona di Ottone d ivenne il bersaglio di tutte le proteste e gli
che fino ad ora non è stata oggeno di un'analisi storica4, si possono ItIl;lcchi. Anche se non fu messa in discussione la natura del regime,
individuare due o rdini d i motivi, d i cui i primi riguardano le cause 1;1 mancanza di un erede mise in crisi il futuro della dinastia.
della crisi stessa, i secondi le ragioni per cui essa prese un carattere I>oiché la monarchia, in Grecia, non aveva radici, i sostenitori di
antidinastico. I )ltone erano occasionali, numericamente esigui ed instabili. Al con-
Tra le cause della crisi vi è, in primo luogo, la notevole trasfor- liMi per il carattere complessivo della crisi, nel campo opposto
mazione del quadro economico che si ebbe in Grecia sul finire degli lonfluivano di continuo forze nuove e le più disparate. Ad esse si
anni 'SO. Sebbene lo sviluppo dell'economia fosse irrilevame rispello ~AAiun sero anche i ceti borghesi dell'impero e della diaspora, che
a quello che si andava registrando nell'Europa occidentale, le sue u'(.:Ia mavano una convivenza pacifica con la Sublime Porta e rifor-
conseguenze furono tuttavia visibili, dato che si concemrarono nei !Ile di tipo liberale. Tali aspirazioni venivano incoraggiate dall'lnghil-
centri urbani. D'alt'ra parte, esso va rapportato allivello zero da cui lC'n ;1, la potenza aUora dominante nel Mediterraneo orientale, la quale
la società greca era partita una generazione prima. Ik'ra llro no n poteva non essere assecondata, rappresentando l'unico
Nelle città, l'incremento e l'assestamento della popolazione, lo pUlcnz-i:.le alleato7.
sviluppo del commercio, la crescita dell'app-.uato statale, l'attività delle Cast il nuovo rapporto di forze scatu rito dalla guerra di Crimea
scuole superiori fecero emergere bisogni nuovi, rafforzando il ruolo ~ I riflesse all'interno del paese. L'influenza inglese guadagnò largo
di alcuni gruppi sociali come i liberi professionisti, gli intellettuali, i ~'~Who negli ambienti politici ellenici, sia dentro che fuori del re-
commercianti e gli impiegati statali s. Nel periodo 1859-1862, SOltO l'in- ~ I'(), C si rafforzò il campo anliottoniano.
fluenza delliberalismo e uropeo che diede alimento alle inquietudi - La monarchia tentò di affrontare la crisi con i metodi consueti.
ni politico-istituzionali, si sviluppò una critica genera1izza t ~1 nei con- A~l dapprima con misure aUloritarie e in una logica repressi va, ma
fronti del regime, cosicché le città divennero il terreno propizio alla r""I l) t hi us.... in un circolo viz.ioso cii crescente lensione, che aggravò
maturazione della crisi politica Un altro motivo delerminante fu il I ~I (rhl Poi b;ll! " la :-.Irada dei l'imp:lsli governativi e della strumen-
fallimento, neI18S4, dell'ipotesi di una soluzione alliva della questio- 1,11I1I.17ionc di 1')Olltki ~ hl' ~I , kfll101 cv:mo nelle grandi potenze, ma
ne nazionale. Tale falliment o mise in crisi gli schemi ideologici che Iltll ht' In (llIC!'!1CI (, l ''>i) "("I II, ' Il .. ultatl p()~Ìlivi Inf:llli, i vecchi partiti,
avevano dominato nel primo Ircn le nnio d i ind il>cndcll/AI na 7ion:.t lc. 1 /11' Il f l'~I IIl (' "I t'l,I 111I1I1I,11I1"'I0I1I1 0 1l,lft', In r(',III:' non esistevano

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piÙ. Giocò [:>e.r ultima b Glrt a dcll'irred c:ntismo, la quale tuttavia, per ritardo di dil.'Ci :1I11l1, d,llk nv()IU/lor1i dci 1848 e dai loro tcorici, ma
Il. r~ente . falllln e~t o e per la mancanza dcll'indis[:>enS:lbile consenso, m:lncava no di cocrcnl;1 ideologica. Per la maggior parte furono fatti
fml per rllOrCerSI con tro il re. oggetto di per!>(.'cuzioni e furo no esiliati dal regime. Dopo la deposi-
. In verità: la crisi degli anni 1859-1862, superando le ragio ni speci- lione di Ouone, diedero vita all'associazione «Rigas Ferèos,., espres-
fIChe da cu~ ~veva.pr~ l'avvio, assunse le dimensioni di una più , ione delle istanze liberali in comrasto coi politici tradizionali che
generale CriSI degl! onentament i della politica greca. Ma lgrado le aveva no preso il potere. Però la coesione del gruppo non fu duratu-
grandi attese del sospirato mutamento, essa mostrò tutti i limiti dei r;t. I suoi membri, assorbiti da l quadro politico, persero qualsiasi con-
suoi obieu ivi, che restavano il re e il ..sistema», cioè il governo i notato ideologico autonomo. Tra i più rappreselllativi di loro furono
funzionari e il loro modo di gestire il potere. Poiché il «sistema,. n~n Ep:uninondas DeLighiorghis, Odisseas làlemos e Anaslàssios Gudas"'.
traeva la sua autorità da altri che dal re, la persona di Ottone diven ° Le richieste dell'opposizione sono in gran pane riassunte nella
ne l'inc-.unazione del .. male generale,., indipendentemente da qualsi- ]>elizione che il Kanaris sottopose a Ottone il 12 gennaio 1862 Essa
asi ragione obiettiva. o;Ollecitava il rispetto della costituzione, la fin e delle interferenze del
Il campo dei realisti, dei .. devoti,., era composto soprattutto da due l'e nell'attività del governo, la definizione, in base alla Costituzione,
gruppi. Il primo includeva Greci colti, rientrati in patria dalJ'estero che dei poteri del re e del primo ministro, l'abolizione de! gabinetto del
ricoprivano alte ca riche nella macchina dello stato, ma non dis~ne­ re, l'integrazione del senato con nuovi membri provenienti dall'op-
vano di un potere politico autonomo; l'altro comprendeva gli epigoni posizione, lo scioglimento del parlamento, la proclamazione di nuo-
della leadership militare della rivoluzione, i qual~ pur non essendo ve elezioni e la garanzia del loro regolare svolgimento. Ch iedeva,
dotati di particolari competenze, erano chiamati di preferenza a far inoltre, l'emanazione di una nuova legge, più liberale, sulla stampa e
parte dei governi poiché mettevano a disposizione del re la loro in- l'istituzione di una guardia nazionale sul modello belga o italiano, In
fluenza loca le, Nel primo gruppo rientravano uomini come Nikòlaos CU11po economico sosteneva il risanamemo della finanza pubblica,
Dragumis, Markos Renieris, Alèxandros Rizos Rangavìs; nel secondo, l'On la regolamemazione dei prestiti e il riordino degli impegni fi-
come Ghen nèos Kolokotrònis, Amonios Miaùlis e Spiros Mì:liru-8, n:mziari del paese. L'opposizione accusava Ottone di aver scoraggia-
L'opposizione era, invece, un insieme eterogeneo di forze senza tO le iniziative imprenditoriali, in particolare dei Greci della diaspora,
coesione, arricchito di continuo da quanti abbandonavano il campo l he intendevano investire i loro capitali nella costruzio ne di ferro-
opposto. Anche in eSSo1, però, è possibile distinguere due tendenze. vie e nel settore mariuimo lO,
La prima era rappresentata da gruppi e personalità uscite dalla dis- La lotta antidinastica prese l'avvio, tra il maggio e il giugno del
soluzione delle vecch ie aggregazioni partitiche. La sua linea di 1859, con manifestazioni popolari alle quali il governo rispose con la
demarcazione dal campo dei realisti era piuttosto fluida. Molti dei re pressione e col carcere. Nello stesso periodo, si sviluppò anche
suoi .Iea~er p~ov~~iv~no dai gra~di proprietari terrieri, dai magnati un'intensa campagna contro il regime sulla stampa e in assemblee
locah, dal capi militari del 1821, da l fanar iOli e da quanti si era no fatt i rommemorative od occasio naIi. Dalla fine del 18S9 alla fine del 1860
una posizione sociale nel periodo del Kapo:Hstrias e di Ottone. La ,i formò, all'interno del parlamento, un blocco antigovernativo, che,
loro forza economica derivava, insieme, da rendite agricole piutto- in seguito a ripetute defezioni dall'area politica filootloniana, con-
sto cospicue, da attività speculative di altro genere e dal ruolo rico- tjUbl Ò la maggioranza, tamo da poter ri vendicare, nel novembre del
perto nell'amministrazione stalale. Partecipavano alla vita politica, lH60, la presidenza dell'assemblea. Ciò che provocò l'intervento del
emergevano e mantenevano una rete clientelare. Tra loro non esi- 1\.' t! lo scioglimento del parlamento, Le elezioni che seguirono, in
steva alcuna convergenza di principi: alcuni si ispiravano al libera- oCC:lsione delle quali si mobilitarono l'intera macchina statale e l'eser-
lismo del vecchio partito filoinglese, altri, come Dimitrios VOlgaris r ho, per influenzarne il risultato, dimostrarono la deoolezza e l'inef-
Konstantinos Kanaris, Benizèlos Rufos, Dimitrios ChriSlidi s: ficacia di una lotta condotta all'interno delle istituzioni. Così, l'anno
Alèxandros Kumundùros, Thrassìvulos Zaìmis, avevano concezioni dopo, prese il via l'organizzazione di cospirazioni, con la partecipa-
politiche estremamente autoritarie. Ilone di militari e civili. Una vasia rete cospi ratoria fu scoperta nel
. La sec~)Ilda tendenz~, dotata di minor peso politico, ma d i mag- 1ll,IAAio del 1861; c, nel settembre dello stesso anno, si ebbe un atten-
gior coes ~ one e determmatezza, e nOta come ..giovcnt lh, compft:!n- 1.11 0 :dl:t vita della regina Amalia, Nel febbraio del 1862 le cospirazio-
deva tUltl coloro che si erano d istinti nelle m:lIlift" I:t:lioni :1I, tiotto- ni ..,Iodarono In l'1VO I!I.' milit ari,:1 Na uplia, a Sy ra, a Tripoli e in altre
niane, Erano soprattutto giovani intelk'lIuali, ut (ltl.l ll (Ii j.(1',ldo lnft... t HL' Andlt' '>l' Il rq(lt1H' 11\10.;{1 ,I ,offocarle, nel mese di ottobre la
riore e impiegali sl.uali, e mo lli di loro ,IPI),lIh'I1t'"" IIlf) ,111(, Hf;lIldi ,o!!t- v,l/ic1111' , I I-Wllt ' I ,dl lltl, lon 1.1 p,1I tl.'(' II>:I/;onc dell., gu.,rdia mili-
famigl ie dell 'c(XK';1, Tr:II;'V;1Il0 1 loro m odl' lI 1 I l.· 11114. hll'(', t (Hl un t,IH' di AIt'11e' l ' di t h III. l ' III dII 111.11 .1\ ,1 1,1 dl'cldl'nl,l ddl:l dina!>ti:!.

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St'Co"t/(/ /Xu'ftJ

In quel triennio, l'unificazione italiana ebbe un'influenza dirett:l VI


sugli eventi greci. l suoi assi portanti, la stralegia dci mov imento na-
zionale da un lato, quella della riorganizzazione politica dall'altro, eb- l/eco dell'u.ni/icclz;o ue italia.na in ambiente ellenico
bero vasta risonanza in Grecia, poiché rispondevano a problematiche
analoghe. Il suo spettacolare successo e il cara nere liberale del regi-
me che ne derivò le diedero un valore esemplare.
Ad agevolare il carattere diretto di tale influenza valsero la vici-
nanza dei due paesi, la fiua rete dei loro rapporti, la lunga tradizione
dei loro scambi culturali e, infine, le analogie del loro sviluppo sto-
rico cosi com'erano avvert ite dalla coscienza dei contemporanei. Il
principale sostenitore d i tale idea fu Andreas Rigòpulos, eccentrico
intelleuuale e politico di Patrasso. Egli sosteneva che la Grecia e l'ita-
lia, .le due sorelle.., avevano un destino storico comune e il compito
di diffondere la civiltà nel mondo lL• Concezioni analoghe erano dif-
fuse anche dai profughi politici italiani, i quali insistevano sul comu- I e ripercussioni del Risorgimento italiano nella Grecia libera
ne passato classico e sul p~rallelismo, nell'età moderna, delle lotte
per l'indipendenza delle due nazionjl2. Per trattare della risonanza che l'unificazione italiana ebbe nella
Per concludere, a creare un clima di obiettivi e di lotte comuni Grecia libera, occorre distinguere tre fasi. Nella prima si definl l'aspeno
e di particolare sensibilità nei confronti dei messaggi del Risorgimen- esterno dell'evento, nella seconda si passò alla comprensione dei suoi
to italiano contribuirono, oltre ai numerosi volontari dell'una e del- meccanismi interni e delle sue forze motrici, e il Risorgimento italiano
l'altra nazione che presero parte alle lotte dei due paesi, l'ispirazione ru :Issunto a modello, nell'ultima si tentò di proporre un'azione analo-
universalistica dei movimenti nazionali dell'epoca e la fede in un Ma in Grecia In questo capitolo ci occuperemo della prima fase.
generalizzarsi delle rivoluzioni per l'emancipazione dei popoli euro-
pei. Questi messaggi furono recepiti dalle forze politiche greche in IL DEFINIRSI DEll'IMMAGINE. L'immagine iniziale dell'unificazione ita-
stretto rapporto colle esigenze e con le caratteristiche ideologiche liana si formò sulla base delle informazioni che arrivavano dalla
di ciascuna di esse. Non si trattò tuttavia di un'accenazione pura- vicina penisola, rielaborate però dai loro vettori e tradotte in codici
mente passiva. Le prospettive che apriva il modello italiano, o c0- pII) familiari. Tale immagine, che esprimeva e al tempo stesso ali-
munque la sua trasfigurazione, indussero infatti gli imeressat i a ri- mentava l'attesa diffusa di grandi ca mbiamenti, fu efricacememe
cercare l'alleanza e la collaborazione con le forze poli tiche ad esse descritta da Andreas Rigòpulos nel 1859: .Noi ci troviamo alla vigilia
simili in Italia di grandi eventi. Il mondo del passato cade per sempre e la società
eu ropea si sta avviando verso un futuro migliore. Il moto morale e
m:lleriale del nostro secolo sta abbanendo, uno dopo l'altro, tutti gli
OI>lacoli frapposti. L'orieme e l'occidente sono scossi. 11 giudizio uni-
ver~de delle nazioni è in gestazione. Tra poco gli istmi di Suez e di
P.m:llna saranno tagliati per unire gli oceani, cosi come la libertà unirà
1m loro i popoli. Il commercio è destinato a svilupparsi, mentre la
(;recia e l'Italia, indipendenti e libere, porteranno attraverso le nuo-
ve vie la civiltà universale da un polo all'altro. In una cosi radiosa
vhlone, ill uminata dalla luce della divina sapienza, già sobbalza la
ml;t anima, nel suo dolore,.u.
Ir, questo clima che ca ricava gli eventi di incalcolabili prospetti-
ve, la guerra del 1859, che fu il primo atto dell'unificazione italiana,
venne interpret:lw come il scgno della nuova strategia con cui l'im-
per.ll ore fr;ITKcM', de.'MltO " lI cce~ re di Napoleone Bonaparte, si di-
,ilO:.I ";IV:1 e..lP,1I (' 1111,1111111 ,111: I.. ("'ionomb dell'Europa, cii rivedere i
11 1111 ,111 dd I H I ~ (' \ 11 H I ~ IItI(' Jco n,lIlonl M)1I0Illesse I4 •

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Tale impressione, che provocO l'esplosionI.: di lJlI ,Lnl'."O :-,pi rito n ~, il I3on:lp:llll' l' 1(1 '/, 11 , , L \l'~ ..e COll'l e obie ttivo di restaurare 13
filofran cese, naturalmente venne alimentata da ll:Lpoll! lt.::l de mago- l'cnione c di !'!oppll rllèn.: I:Lliberi :' dei popoli )). In Grecia. al COntra-
gica di Napoleone m, ma trovò in Grecia un fertile lerre no. Più. pre- rio, tale sospc!lQ :Lli Lllt!ntava le speranze di libertà: «Apriamo dun-
cisamente, per giustificare il suo attacco contro l'Austria, Na po leone que ambedue i nost ri occhi e puntiamo con il primo la Francia e
III diffondeva l'idea che, con esso, si inaugurava la guerra de d'Eu- ,on l'a ltro la Russia"lL.
ropa delle nazionalità,. contro «l'Europa dei trattati,.. Questo è il Ricerchiamo ora nei faui reali la genesi del mito. La Russia perse-
contenuto di un opuscolo uscito dall'ambiente di corte, che vide la guiva l'obiettivo della revisione dei trattati del 18:;6, a lei sfavorevoli,
luce anonimo a Parigi, nel gennaio del 1859, e fu immediatamente e, sebbene fosse ostacolata nelle sue iniziative da seri problemi inter-
tradotto e pubblicato in Grecia, nell'aprile dello stesso anno, susci- ni, ritenne opportuno, per raggiungere il suo scopo, di avvicinarsi alla
tando grande impressionel5• Francia e d'indebolire l'Austria. D,Il canto suo la Francia, per prepara-
La propaganda dell'imperatore trovò favorevole accoglienza in re la guerra contro l'AlIStria, doveva assicurarsi, tra l'altro, la neutralità
Grecia, poiché il mondo pol itico era orientato, nel suo complesso, della Russia, per scongiurare l'eventualità di un contrattacco prussiano.
verso le grandi potenze, dalle quali si attendeva il sostegno e l'aiuto Nel settembre del 1858, le proposte francesi furono trasmesse allo Zar
neccessari per conseguire gli obiettivi nazionali. Significative sono a da Gerolamo Bonaparte, a Varsavia. Napoleone III non s'impegnò alla
proposito le testimonianze di Alèxandros Kumundùros e di Epami- revisione dei trattati del 1856, mascherò tuttavia tale rifiuto sotto la
nondas Delighiorghis. Il primo proclamava: ~$e la Grecia sarà costret- proposta, allettante quanto vaga, di una più vasta alleanza, che avreb-
ta a difendersi contro un'ingiustizia, i suoi protettori non vorranno be portato alla creazione di due zone d'influenza, quella dei popoli
abbandonarla,.l~ il secondo sottolineava, a sua volta: «II regno elle- btini, spettante alla Francia, e quella dei popoli slavi, affidata alla
nico deve essere il satellite dell'Occidente e il sole dell 'Oriente.p. Nel I~Llssia. Da parte russa, però, la proposta fu respinta:a.
giornale «I1ios» di Panayotis Smsos, troviamo riassunte queste posi- Dopo la guerra, nell'aprile del 1860, iI primo ministro russo,
zioni: «La linea politica del paese deve identificarsi colla devozione Aleksandr Gorcakov, cercò di promuovere un accordo con altre for-
alle due Potenze. Se la Grecia vorrà fare questa scelta, diventerà ze europee, allo scopo di controllare l'altuazione delle riforme e la
indispensabile alle due Potenze, l'Inghilterra e la Francia, e diverrà il condizione dei cittadini cristiani in Turchia. Le sue proposte, però,
loro braccio destro,.18. furono sostanzialmente respinte e ridotte al livello di un'inchiesta
L'unica voce dissonante, ad Atene, proveniva da un ambieme del ;lmministrativa condolta da funzionari ottomani23.
tutto diverso, quello radicale delle isole dell'Ionio. Panayotis Panàs am- Nel settembre dellB60, Napoleone Ul rinnovò la sua proposta di
monì sul quotidiano «To Fos,.: «Siate diffidenti nei confronti dell'uo- lJn accordo globale, con l'intenzione di ostacolare l'avvicinamento
mo del 2 dicembre, del boia di Roma, di chi ha comlY,1ttuto a favore della Russia alla Prussia e all'Austria. Più esattamente il ministro degli
della Turchia,.. Tale posizione godeva, però, di un limitatissimo segui- esteri francese, Louis Thouvenel, promise al Gorcakov che la Fran-
to ed era per lo più circoscritta ad ambienti del mondo giovanile 19. cia, nell 'eventualità di una nuova crisi dell'impero ouomano, non si
~Lrebbe opposta al protettorato unilaterale della Russia sulla Bulga-
!L RUOLO DEL MITO. Le attese nei confronti delle grandi potenze ria; propose, inoltre, un'azione comune delle due potenze, nel caso
erano dovute non solo all'idea che la Grecia costituisse un prolun- di un suo crollo. Ma anche le nuove proposte francesi ebbero la sorte
gamento dell'occidente cristiano e civilizzato verso l'Oriente, ma an- di quelle precedenti24•
che al mito del crollo imminente dell'impero ottomano. Tale mito, Il comenuto delle trattative franco-russe rimase segreto. Però gli
che investiva i fatti di una dimensione fantastica e di una forza pro- incontri tra i rappresentanti delle due potenze furono una prova
bante, per restare attuale, doveva continuamente trasformarsi. Fu 'illfriciente per alimentare le voci che venivano diffuse, non solo da
cosl che, nel 1859, governo e opinione pubblica, ambienti informati ~iorr1alisti e da uomini politici, ma anche dagli informatori ufficiali
e disinformati, condivisero il sospetto che la guerra fosse il primo dci governo greco. Così Dimitrios Kallerghis, ambasciatore a Parigi,
passo di un accordo segreto tra la Francia e la Russia per disegnare nell'agosto del lB61 comunicava al suo governo: «La Turchia è fini-
nuove zone d'influenza in Europa. Tale sospetto, peraltro, era aS:5ai la .. ; e :lggi ungeva che l'esercito francese lasciava il Libano per non
diffuso anche in Italia e nel resto dell'Europa, poiché incarnava il - .l''slstere al cro llo delb Turchia25. Persino un osservatore attento come
lusioni ereditate dalla tradizione e le rendeva attuali. Esso prende- Spiridon Trikupis $cri vev:l (1:1 Londra : « ~ imminente una guerra
va, tuttavia, significati diversi nei vari comesti po litici c nazionali. I l'u r'ope:l»; c 10:1nnh S llt-.OS, in v i ~l11d o da Pielroburgo informazioni
democratici europei ne traevano motivo di rimol"", Pl'IC h ~ rit c;:ne- tkll0 "'lc,,-.o 1(;: n01l..', lon .. l»(Ii..v, I (LI j.tovcrno di appoggiarsi soprattut-
vano che la cospirazio ne dei due ne mici più 1tI,Lndl dvll :1 ri volmio- to :.11 ,1 l''r,II) ( L.1ft

H'/
SccomJfI IX,,'If) 11/ (./1'.1" l' I /1II '\\II}(1l1 del/'Uallll

, In un cJi~:t cosI favorevole all'accettazione del mit o, ('Hn i episo- Mavrokol"d:\\O., ",,:1 IH-;S'I. l ,I prov.l delle sue tendenze nlc.1.lIstrÌ3che
d.IO ~ondan? ve~iva fa cilmente deformato e usato come prova del f LI individu:HlI nel fano che egli no n approfittò della guerra contro
ri volgimento Immmente della mappa politica europea. A gioca re tale l'A uslria, verosimilmente segnale di una nuova riscossa dei popoli,
ruolo fu sopranutto l'opuscolo di Edmond Aoout La nuova carta per paS5.1.re a un'attiva politica antiturca.
~ell'E~ropa, dove si prevedeva un grande impero ellenico su tutto La pubblicazione, su un quotidiano francese, di un documento
li terntono occupato dagli Onomani, nel contesto di un'Europa ridi- falso e la diffusione di un'informazione inesatta furono assunte a
segnata. In Gr<.X:ia si ritenne che l'Aoout interpretasse la volontà di prova di tale politica e le accuse furon o en fatizzat e al punto da
Napoleone III, poiché nessuna pubblicazione poteva uscire senza la provoca re un vero terremoto. Il documento falso concerneva un
~ua ~p~rovazione, data la natura poliziesca del regime francesen, Tali ;lccordo segreto del governo di Vienna con la Sublime Porta, conte-
J!lazlo~l, ~r ~rbitrarie che fossero, in qualche modo si giustificava- nente la garanzia dell'Austria che la Grecia non avrebbe approfitta-
n? Le.llluslOIll erano alimentate, infatti, dalla politica fluida, contrad- lO della guerra per dare l'avvio ad iniziative rivoluzionar!e. Le assi:
dmo na e ~emagogica dell'imperatore francese. Il quale, ad esempio, curazioni di Vienna furono prese come prove del tradImento di
nel febbraio del 1860, aveva dichiarato a Costantino Nigra inviato Ottone. L'informazione inesatta, riguardava, invece, il permesso del
del Cavour a Parigi, che avrebbe posto Ottone sul trono d;' Costan' Roverno alle navi austriache di battere bandiera greca, In effetti molti
tinopolj28. .trmatori greci di Trieste avevano chiesto questa agevolazione, che
però fu negata dal governo greco. A parte l'uso strumentale che se
LA CONCRETEZZA DEI fATTI. Nel mito dell'intesa franco-russa ossia ne fece per dimostrare il tradimento di Ottone, l'accusa testimonia-
dell'i.niziativa francese per la liberazione dei popoli, con la sua iogica v~ anche la preoccupazione degli armatori greci di assicurarsi il
mamchea, prese forma l'immagine che le forze politiche greche si massimo profitto dalla guerra in un regime di non concorrenza~.
~rano fana delle contraddizioni presenti all'interno del paese e al- Naturalmente non fu difficile al governo dimostrare, non solo che
I estero. 11 mondo. appariva diviso in due campi opposti: in quello le accuse di voler favorire l'Austria erano infondate, ma anche che,
c~e tendeva alla ltbertà e al progresso, trovavano posto, con piccole ;Il contrario, erano state proprio la Francia, la Russia e il Piemonte a
differenze e a prescindere dalle loro reali intenzioni la Francia la (.'hiedere ad Ottone, con la minaccia di occupare la capitale, di non
Russia, l'Italia e l'Inghilterra; in quello soggetto al dis~tismo e pro- "l'profittare dalla guerra per insidiare la Turchia. Tali pressioni, ini-
teso alla repressione dei popoli, l'Austria e la Turchia, La Grecia ,I:tte giii prima della guerra, si manifestarono nelle relazioni dei tre
doveva appartenere al primo. La contraddizione internazionale si ,Imbasciarori greci al governo Miaùlis, in occasione della visita ad
riproponeva all'interno del paese secondo la stessa logica manichea. At ene del granduca di Russia, Costantino, il 15 aprile 1859, e nelle
CosI la monarchia, accusata di dispotismo e di ostilità alla nazione dichiarazioni verbali dei governi inglese. francese e piemontese agli
fu considerata un avamposto del campo avversario in Grecia, Secon~ .unbasciatori greci a Londra, Parigi e Torin0'3.
do quella logica, ciò spiegava la sua politica: od Greci -scriveva il Tuttavia, più forte di qualsiasi smentita era la schematizzazione
q~Q(idiano "Avghr,- attribuiscono all'influenza austria~a ogni avve- Imposta dal mito e la sua necessità ai fini della lotta politica. Cosi il
mmento che si registra in Grecia,.29. quotidiano di Emmanull Antoniàdis, .,Athin:h, normalmente lucido,
Cast la tipologi~ ~eU~ guerra di liberazione italiana venne trapian- In quell'occasio ne scrisse che, anche se il patto austro-turco era solo
tata nella lona pobtlca IIlterna della Grecia. Alle manifestazio ni stu- un bl uff, reale era la politica che l'Austria portava avanti in Grecia
dentesche (.,Skiadikà.. ), i partecipanti si autodefinirono «garibaldini»" per «paralizzare le forze naziona li,.~.
e le dimostrazioni di solidarietà nei confronti dei «Francosardi.. as~ Più chia ra è la lettura ideologica dei fatti reali che si trova sul
sunsero il carattere di una protesta COntro la politica della mo nar- tluotidiano "Eòn ..: come la Grecia non era il governo, ma la nazione
chia. ~ni loro vittoria rafforzava il morale dell'opposizione "Per- WCCl, cosi la Francia non era interpretabile attraverso le dichiarazio-
C~é sIamo cresciuti di un palmo dal giorno della guerra francese?,., ni diplomatiche, ma attraverso l'origine rivo luzionaria del regime di
SI domandava il quotidiano "l1iOS,.; e rispondeva: "Perché in Grecia Napok'One III. Essa rappresentava, pertanto, la rivoluzione; e la sua
ha soffiato lo zeffiro della libertà dei popoli,.JO. V('r:1 politica nei confronti della Grecia erano le dichiarazioni rila-
.Le basi dell'accusa rivolta ad Ottone, di essere un agente dell'Au- "d:1te d:lll'imper:II Ore in Italia".
st~l3, furono sopranuuo i suoi vincoli di parentela con 1:1 cort e di
Vlenna, la sua am icizia con l'a mbasciat ore austriaco ad Atene, Anlon CIII"1 1>1 (;()vntNo. MhNlJ1I'STh710NI I)t 1'1l.0TP.STA, COMlThTl D1SOLIDAll.rETÀ.
von Prokesch-Osten, e il suo tentat ivo di us..1 re l'in fluen~1 aU.'>lriaca PC,'I qU:lnt o il) VOt. .1''''(' un.1 '-i In ,I di RetlljJo /ltlk delle gra ndi potenze, la
per allontanare le truppe :tng!o-fr:tncc.,i {' L, r c:.ldcrc il J(ovcrno 1lI( 1II,lre; III.. dhllo"" n cIII I llldlvhkrc :lI1clù:ssa le illmioni dell'opposi-

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fil I . H·'I" l' I " ,{' ...vl~1 (I('/I'l/a{/(I

zio n1.:. Infatti. per dar p rova della sua disponibill l.\ ..1 p.lrt<.'d pare al Pe r qucsto moti vo I H.'(];Htori di .. EÒn .. presero. l'in i~iat.iv~ di un~
nuovo gioco, a fia nco d e ll~1 Fr.:lIlcia e della Russia, e ,x:r v~LIlificare, Kr;tnde collett:1 "rK'r l'inv io c l'equip:lggiame~to di Itaha m, Fra~.ces~,
nello stesso tempo, le proteste e le accuse alla sua persona, Qllone (ireci e di quanti altri inte ndessero portare aIUto alla lotta pe~ I mdl-
decise di far ricorso alla tattica, ormai consolidata, di formare governi pe nden 7..a jtaliana ..4L• Essa si qualificava politicameme come f1sposta
con politici vicini alle forze di cui voleva assicurarsi il favore ... La ,I\I'ailuo che j filelleni francesi e italiani avevano dato alla lotta del
situazione europea, -commentava il quotidiano "Ilios~,- e lo stato di 1821 e sulla base della «devozione al principio di nazionalità ..42 • Della
agitazione di Atene resero urgente, se non altro, la necessità del cam- r.lccolla dei fondi fu incaricata la «Commissione Centrale di ~t~n~ .. ,
biamento del ministero"j(j. t"Ol11posta da Andreas Metaxàs, Alèxandr~)s Ma~rocordàtos, D!mltno~
11 28 maggio 1859, Ottone decise, quindi, di affidare l'incarico della Vùlgaris, Dimitrios Christìdis, Gheorghlos Psillas, Stavr~ ~~~chos,
fo rmazione di un nuovo governo ad Andreas Metaxàs, veterano della loannis Th. Kolokotrònis, Christòforos Perrevòs e loanms Fllimon:
politica e capo del partito filo russo, il quale convocò Konstantinos Una parte della somma che si riuscì ~ metter.e .i nsieme,. fu dat.a ~I
Kanaris, leader dell'opposizione, Dimitrios Christidis, Dimitrios profughi italiani del 1848, per consentir loro di f1entr~re I~ patria, ~
Kallerghis e Thrassìvulos Zaimis, politici filofrances~ Efstàthios Simos, r~to fu consegnato al re d'Italia, per il soccorso del fenll e degli
amico dell'ambasciatore inglese, Markos Renieris e l'anziano politico orfani di guerra-o.
di Idra Ghikas Ghiònis. Tuttav ia le profonde divergenze che emer-
sero nelle posizioni e nelle valutazioni dei politici che Metaxàs ave- I: IN DI VIDUAZJONE DEL\.A DINAMICA DE\. RlSORGIME:s"TO lTALI~~O. Sia le
va interpellati, ed anche il fatto che l'opposizione non avesse ancora dimostrazioni popolari sia le manifestazioni di so\idari~tà stlllt.er.rup-
definito la sua linea, fecero fallire l'iniziativa. A quel punto, il re ri- p1.:ro dopo la tregua di Vil.lafranca, che, secondo Il ~u~ttdlar:.~
tenne che l'unica soluzione possibile fosse il rimpasto del governo .. Avghl .. , .. distrusse le dolCI spera.n,ze s~ll_futuro dellOnen~e .. ,
Miaù!is con uomini «che con la loro autorità e il loro peso politico Inge ne rando diffidenza verso la pohtlca di ì\~poleo?e III. ,.. LasC1~~o
potessero frenare i tentativi di sommossa..37• Nel nuovo governo, d.1 parte la speranza nello straniero e, come I nostri padri, confidia-
quindi, fu nominato ministro degli esteri AndrC""d.s Kunturiotis, fino mo soltanto nelle nostre forze e nelle nostre virtù,., intonò allora
ad allora ambasciatore a Costantinopoli e amico personale del mini· .. I!On ..~s.
Stro degli esteri francese Thouvenel. Inoltre entrarono a farne parte Queste dichiarazioni non significavano che si fosse ribalt~to ~'~t'
Rigas Palamldis, proveniente dalle file dell'opposizione, Thrassìvulos h.'AAiame nto nei confronti delle grandi potenze, er~no però I I~dlZIO
Zaìmis, che sarebbe passato all'opposizione un anno dopo, e Spiros del progressivo spegnersi delle attese di m~lIame~tl por~entOSI e de~
Mìlios. Il fano che a quest'ultimo venisse affidato il ministero della LUlo che l'opposizione cominciava a focahzzare ~I suo tnteresse SUi
guerra, fu visto come un .,piccolo riflesso, -perché piccola è anche probl emi interni. D'ora in poi, essa non avrebbe piÙ .acc~salO Otton7
la Grecia,- dei rapponi politici fra Russia e Francia",JII. Immediate fu - di ostacolare i movimenti irredentisti, ma, al contrano, di fomentarh,
rono le reazioni sia dell'amb--asciata inglese che dell'opposizione, tan- lX'r distrarre l'attenzione del popolo dalle questioni intern? L'em~­
to che, pochi giorni dopo il suo giuramento, egli fu sostituito da ...1;151110 nazionalista fu rinfocolato, naturalmente, da aJcullI avvelll-
Dimilrios Marku Bòtsaris.ll Miaùlis propose un portafoglio anche al lIIenti, come i massacri nel Libano nella primavera del lB60, ma i loro
Kallerghis, che era amico personale dell'imperatore fran cese, ma dfcui rimasero circoscritti a piccoli gruppi. Al lempo stesso mutò,
questi preferl l'incarico di ambascimore a Parigi}'}. wadualmente, anche il modo di guardare a!~'~n.ifi~azione italiana Un
Il rimpasto del governo non eboc, tuttavia, gli effetti auspicati né tempo, infaui, si sottolineava sopranuno I mizlatlva francese, ora al
all'estero né tanto meno all'interno. Tra il maggio e il giugno del 1859 t'(ml r.t rio si cominciò a tener d'occhio il dinamismo interno dell'espe-
Atene divenne teatro di quotidiane dimostrazion~ che si estesero anche I lenza italiana e a studiare le cause del suo successo.
a Patrasso e a Nauplia, dove si mosse anche il corpo di guardia 10Cl> L:I nuo va immagine si diversificò da quella precedente, pur man-
1&1. il governo reagì con arresti, vietando i comizi e pattugliando con Il'n ~ nd o intatti parecchi dei suoi caratteri, dopo la seconda .fa.se
milizie la Capitale e le altre grandi città; e anche i gruppi dell'opposi- tk'lI 'unificazione, cioè la liberazione della Sicilia e dell'Italia mendlo-
zione, pur denunciando le misure go vernative, presero le distanze da lla Il,lk d.l pa rt e di Ga ribaldi nel 1860. Inoltre essa assunse, nei co~fron:
mobilitazione popolare, che giudicarono non solo inutile ma anche Il ddJa po litiCI intl· rna W·CC:I, un duplice ruo~o: ser.vi da. ~ermille di
pericolos.1. Il loro fine era deviarla verso azioni non sovversive: ", F;It... IMI"'It>(onl' lx'j" ~l i .1\ \-l· nlnH.'nli ~rcci c. nella misura !Il CUll~ confr: m-
ciamo in modo che il sentime nto nazionale trov i il suo shocC(> natll lo 1 . ... ult ,lva ''''J.(,ltl\,1) IM'I OUtlI1l', Il.'~ ittimò la 10l\a contro .11 re, VISt?
1".Ile, per non provoca re un'cru:rJone, SOII O la cu i lav.l ',010 1) 10 ' I (llUml I nn\l' q"I ,Il·olo ,II _11.111 11 .111"_ IOI\{) ddlc cose verso la hlx:n à e ti
ed ifici s uebbc ro d{.~t i nali :1 :-<:o l11p:lri.-(.: i rrH lI~'( II , l hl1 l1lt·ntl·.~' IIl 0HIl''''''O . 1 Il 0,1· 11 11 LIII I l' 1.1 )111 ). ' 11I1l1101l1 0 tld b (, H.'d:1contcmpo-

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rane:. con l'Italia rende eviden le l'idea del pericolo rapp,.c:,cnWto da dei popoli", ~u l . dlduo dl n,l 'Jtko"" Epaminondas Dclighiorghis scris-
Ottone,., scriveva Anastàssios Gudas, uno degli avversari pill vivaci se: oo:l! diffici le ipo tlu.,Llt.: che la questione d'Oriente possa risolversi
del re 0i6• con principi divcr!)i d:1 quelli con i quali si sta risolvendo la questio-
Nat uralmente il confronto tra le vicende greche e quelle italiane ne italiana ..sz,
assumeva forme ~iv erse a seconda delle varie correnti politiche,
ognuna delle quali lo collegava alle proprie posizioni complessive. IL RICONOSCIMENTO DlPLOMA.TtCO DEL REGNO D1TALIA. L'approvazione
CosI, per quanti erano favorevoli all'aiulO st raniero, il va lore del di fatto dei principi emersi nell'unificazione italiana è rappresentata
~odello italiano anda va individuato nella capacitl che il governo dal tempestivo riconoscimento del regno d'halia da parte del gover-
piemontese aveva dimostrato di accaparrarsi la protezione della no greco, il 24 aprile 1861, nonostante le riserve della Francia e della
Francia e di sfruttare la favorevole congiuntura internazionale. A Russia e l'opposizione dell'Austria 2 , Fino ad allora la Grecia aveva
S?stenere tale tesi furono personalità sia del governo, come Konstan- man ten uto rapponi diplomatici, a livello di consolati, col regno di
tmos Levidis, sia deU'oPJX>Sizione, come Epaminondas Deligh i orgh~7, Sardegna, col regno delle due Sid lie, col granducato di Toscana e colla
AI contrario, quanti sottolineavano la necessità della lotta contro la Sa nta SedeS4. Dopo l'annessione della Toscana e dell'Italia meridiona-
monarch ia e l~ , Ii~ralizzazione delle istituzioni, insistevano soprat- le allo stato unitario, le competenze di questi consolati ad Atene pas-
tutto sulla politica mterna del Cavour, sul rispetto della costituzione ~aro n o a Giuseppe Malavasi, console generale del Piemonte, Il 6 lu-
da parte del re e sul "buon governo .. del paese. In altri termini rite- glio 1861 Terenzio Mamiani venne incaricato della rappresentanza
nevano che proprio queste caratteristiche avessero assicurato al Pie- del nuovo stato, elevata al rango di ambasciata. Dopo un mese fu
monte il sostegno delle potenze straniere e avessero determinato fir mato tra i due paesi un accordo postale" .
!'aC~ettazione, del suo ruolo di guida da parte delle altre popolazioni Gli affari politici tra Grecia e Italia, fin o al 1861, erano trattati dalla
l~altan~. A SViluppare queste tesi furono i gruppi d'opposizione che r.tppresentanza ellenica a Parigi. mentre le questioni commerciali
SI espnmevano, sopran utto, attraverso i quotidiani «Athinà.. e «To venivano sbrigate dai consolati di Genova, Livorno, Napoli e Messi-
Mèllon tis Patrldos",48. na, il 26 dicembre 1861 fu istituita l'ambasciata greca a Torino; e il
I con fini tra le diverse interpretazioni non erano netti; fu invece Kallergh is, nominato ambasciatore, presentò le sue credenziali al re
comune ai gruppi che dom inavano la scena politica una concezione d'Italia, H2 febbraio 1862. A Parigi, dove fino a quel momento aveva
unilaterale delle vicende italiane: la componente rivoluzionario-po- rappresentato la Grecia, venne sostituito da Foklon Rok, segretario
polare del Risorgimento italiano, infatti, restò quasi del tutto assente ~enera le dell'ambasciata~, Purtroppo sia i rapporti del Kallerghis sulle
dal loro orizzonte, Fu per questo motivo che, al contrario della guer- vicende politiche italiane, sia quelli del Rok, non si distinguevano
ra del 1859, la spedizione di Garibaldi e la liberazione della Sicilia e per la loro profondità di vedute. Il Kallerghis, inoltre, non godeva a
dell'Italia meridio nale, nell'immediato, e bbero risonanza assai limita- Torino di buona fama. Il Mamiani lo aveva denunciato, infatti, al suo
ta sulla slampa greca Molti la videro come un ulteriore effeuo del governo come un cortigiano dalla vita riprovevole", Da parte sua, H
fantomatico accordo tra la Francia e la Russia, teso a risolvere insie- governo greco non si fidava del Rok; per le questioni serie e delicate
me .la questione italiana e quella orientale, e l'abbinarono, del tutto Inviava, quindi, suoi rappresentanti diretti S8,
arbitrariamente, all'intervento delle potenze nella crisi del Libano
scoppiata nello stesso periodo49• Ottone anzi, ritenendo che l'invio i~
Libano di un corpo di spedizione francese costituisse la premessa di Gli avvenimenti italiani e le isole dello Ionio
una possibile guerra con la Turchia, propose ufficiosamente al go-
verno francese. tramite il Kallerghis, la partecipazione di un contin- Le vicende dell'unificazione italiana rinvigorirono la lotta per l'uni-
gente militare greco di mille uominj~. Altri, del caso italiano, SOtto- ficazione nelle isole dell'Ionio, La. vicinanza geografica, gli stretti lega-
linearono, soprattutto, l'assenso internazionale al fatto compiuto della mi storici e culturali, le analogie !Xllitiche e sociali, la formazione stes-
liberazione rivoluzionaria del Meridione e dell'unificazione del pae- lia degli intellettuali delle isole e la loro partecipazione alle Ione nazio-
se tramite i plebisciti. Scriveva, infaui, Spiridon Trikupis: «Due nuo- Il:tli nella penisola, la presenza, infine, di numerosi profughi politici
vi principi politici sono, da qualche tempo, risort i <_} l'ind ipendenza 1t,llìani, non solo resero gli abitanti delle isole particolarmente sensibi-
~ l'unificazione dei gruppi etnici omogenei e il passaggio del potere, li ai mess..1ggi che proven ivano dall'Ita lia, ma ne fecero i tramiti di tali
tn un luogo, da chi lo detiene ad altri, ossia la trasformazio ne dei IIl C ....s3AAl in lutto Il tl'lI Itorlo ci lenico. Diversamente da quanto accad-
rc:&imi attraverso l? strumento plcbisc itario",~I, Q uesti «nuovi princi- dc in Cr('(.:la, nl,;'II(' l~olt' l!t'llo [onlo l'immagine che si elaborò dell'uni-
Pi» furono S<1lutatl, sulb ~t:lmra grC<:;I, (ome t,I vill oria del oo:diritto fka7ionc.' it ,III,nl.1 , ti l'III t o nl onn{' (I~ 1i avvenime nti reali e contribuì
III I" •• I., l' I ttH'\\,,~1 ddU/nff(l

sia a chiarire i rapporti col protettorato inglese e col ).(0\ ( ' I no di Atene polit ico (ll'I!.. (')('ll,1 III M'I,I (, I I(.'O r};hi ~ Verìkios, in un articolo imito-
sia a definire le due linee presenti entro il partito nI<!lc:rk', che ~i era 1;HO ..·Ricor<! r;rrl\( XI ,lfIlOf.! una vol ta quanti preziosi esempi gli Italiani
assunto il ruolo di guida nelle lotte per l'unificazione. ci offrono,., !'J( rl,~~ .d~ 1 politica in Greci,l è in lUtto simile a quella dei
paesi decaduli, che hanno perso la fo rza giovanile..65. Quanto al
LI: CONTRADDIZIONI DELLA l'OUTICA I::"l GLESE. Gli abitanti delle isole si Lomvardos, accusò tutte le forze politiche greche di essere indifferen-
sforzarono di far emergere e di strumentalizzare le contraddizioni ti alle lotte delle isole e di aver ridotto la questione ellenica in un vicolo
della politica inglese, la quale, mentre sosteneva la necessità dell'tmi- cieco: ... La colpa non è soltanto di uno, ma sono colpevoli il re e i
ficazione nazionale in Italia, la negava nelle isole dello l onio~. L'oc- ministri e i deputati e i senatori e i giornalistL Nessuno può essere
casione più opportuna si presentò quando fu pubblicata una lettera assolto, a nessuno JX>Ssono essere perdonati gli errori passati quando
di John Russell all'ambasciatore del suo paese a Torino, J ames tutti, comunque colpevol~ tentano di scaricare le colpe di tutti su uno
Hudson, in cui il ministro degli esteri britannico esponeva i principi soltanto ..66.
della politica inglese a proposito della questio ne naziona le e ri ven- L'esponente radicale riteneva che la caU5.1. dell'inaridirsi della que-
dicava il diritto di un popolo a rovesciare il suo governo nel caso cii stione ellenica fosse soprattutto da ricercare nel venir meno del-
una cattiva amministrazione60_ Il deputato di Corfù Antonios Dàn- l'<<energia nazionale.., cioè di ogni progetto di lotta per la liberazione
dolos inviò al Russell una lettera aperta, sostenendo che anche gli di tutti i territo ri greci67. Egli sosteneva che ciò era accaduto perché,
Eptanesi avevano il diritto di rifiutare il prmettorato inglese e di dopo il 1821, nel paese si era i~taurato un sistema, per così dire, «di
riunirsi alla Grecia La leHera de l I>.ìndolos provocò un dibatt ito nel assorbimento... Infatti, quei Greci che, in precedenza, nei vari paesi
parlamento britannico e fu usata dai conservatori contro la politica europei, avevano sposato la causa nazionale e preparato la libera-
estera dei libera lj61. zione, una volta fatto ritorno in Grecia si erano ded icati solo alla co-
Coll'esempio dei plebisciti tenuti in Toscana e nelle altre zone st ruzione del nuovo sta lO. Inoltre, per opporsi alle tende nze
dell'Italia centrale, il deputato di Zante Dimitrios Dachomis, appel - disgregatrici e per consolidare l'ordine, «:10 spirito rivoluzionario era
landosi alla .. volontà popolare in nome della quale si è cost ruita l'ita- stato stigmatizzato come anarchico, e si era sviluppato un fasullo
lia .. , presentò in parlamemo una proposta di plebiscito, per far deci- spirito conservatore che soffocava ogni sforzo di liberazione...
dere ai cittadini stessi delle isole se essi voleva no l'unio ne con la 11 Lomvardos rinfacciava ai partiti greci la carenza di principi e
Grecia. La proposta però fu ritirata, d'intesa con altri deputati, per ammoniva che il deteriorarsi della situa7jone politica, e la delusione
essere rinviata ad altri tempi 62. AI suo posto fu presenta to da Kon- :Id essa conseguente degli irredentisti greci, avrebbe finito «per sol-
stanlinos Lomvardos, tino dei capi dei radicali, il testo di un appello lecitare, in molti, pensieri f.X>Co saggi (_), se è vero, com'è vero, che
indirizzato alle grandi potenze, che chiedeva non solo l'unione delle ormai ~i è sparsa dappertutto la voce della formazione di un altro
isole con la Grecia, ma anche la Iibemzione «:di tuua la stirpe ellenica,.. centro ellenico e che la disgregazione della nazione greca sta diven-
In tale appello il Lomvardos sottolineava come le grandi potenze lando un principio politico,.6fI. Per questo motivo riteneva che la
negassero alla Grecia quantO rico noscevano all'Italia e invitava l'In- politica greca, troppo concentrata sui problemi interni, dovesse orien'
ghilterra ad appl icare puntualmente i principi proclamati in Italia e tarsi verso gli obiettivi nazionali. A ta le scopo era necessaria un'ini-
indirizzat i a tutti i popoli che reclamavano la propria li berazione63. ziativa patriottica dei cittadini stessi, che avrebbero dovuto muover-
Il commissario inglese giudicò la proposta anticostituzionale e si a utono mamente dalla politica governativa.
sospese i lavori del parlamento, qua ndo il leader f'ddicale si rifiutò di ~ a questo punto che esaltava il valore esemplare dell'unificazio-
ritirarla. L'episodio sollevò grande scalpore nell'opinione pubblica ne italiana.
europea e provocò reazioni nel parlamento inglese. Le argomen-
tazioni sv iluppate in tale occasione non sono senza interesse. II GLI .t;NITARt _ E T .V ERI" ItAD1CAU. Le idee del Lomvardos e l'attività
Gladstone replicò con le sue noce posizioni sul rapporto tra il pro- , > ua e dei suoi collaboratOri, il Verìkios e il Bachomis, no n esprime-
blema delle isole e la questione d'Orienle, mentre il Palme rston col- vano le posizioni di tU1(i i radicali, ma solo di una loro frazione Il
legO il problema con la siruazione inlerna del regno ellenico. Q ueste p;lrlito mdica le, che non aveva un'articolazione unitaria, ma opera-
dichiara zion i provocarono, nelle isole de llo Ionio, una nuova ond:l- va ;\llorno :I quotidiani e circoli politi ci, nel 1859 e ra diviso in due
ta di proteste che si p rotrasse per molti mesibol, ( orre m i, <lm.'II,1 dl..')(1i "llllilari .. e que lla de i "verb. radicali. Questa
dhl in/iol1(' ('( li rl"pelndl..'V;i, del resto, a differenziazioni analoghe pre-
1.1: CRI TI CHE AL GQV FR l\Q GRI'CO. Nel fr;lIh.'ml')(), 1.1 IiVHl:H1/..1. (h:.'j{h ';('ml !ll ,tlllll1l1l\"1UU ' IUl tivolli/ionari curopej69.
avvenimenti italia ni :Itti vò anc hè 1<.' ni!i\ 111 ' dI'I 1,1(11\ ,.11 \II mondo

.7
Secmula l}fu'll!

Gli _unita ri., con a capo il Lomvardos, ricercava no l'unificazio' VII


ne con tuui i mezzi, inclusi quelli diplomat ici, e le attribuivano un'as'
soluta priorità rispetto alle iSlanze sociali Al contrario, i oc vcri. radi- La propagaziol/e del modello italiano
cali, sono la guida di lossif Momferàtos, mamenendosi fede li ai prin-
cipi ed agli ideali rivoluzionari del 1848, che avevano determinalO la
fisi o nomia del partito, asserivano che l'unificazione costituiva un
diritto ocimprescrittibile e naturale. dei popoli e condannavano gli
appelli rivolti ai sovrani europei, che essi consideravano
indiscriminatamente .. tiranni e oppressori dei popoli., Essi riteneva-
no che un'assemblea delle isole dell'lonio, eletta a suffragio univer-
sale, avrebbe potuto annullare de facto la costituzione del 1817, che
aveva fafto suoi e convalidava i trattati del 1815, e proclamare, in tal
modo, l'unione con la Grecia. Chiedevano, al tempo stesso, una p0-
litica di immediati .. miglioramenti sociali., ana a dar sollievo alle classi
popolariiO• , La strategia della campagna nazionale
Gli «unitari., puntando sul consenso delle forze moderate euro-
pee, proponevano un'immagine conservatrice della lotta unitaria, L'immagine dell'unificazione italiana che il Lomvardos proJXlse
staccandola dagli altri movimenti europei e soprarturto dalle teorie come esempio, per il superamento della crisi JXllitica in atto nel re-
del Mazzini. Contestavano le idee professate dai "veri. radicali e la gno greco, evidenziava l'unità che si era realizzata tra le forze oppo-
loro politica, che, per l'assurda identificazione del radicalismo col ste della società italiana e il convergere delle loro azioni antagonisti-
«comunismo democratico., perdevano la possibilità di alleanze in che verso un obiettivo comune, Nella sua visione, i due estremi del
Europa e condannavano la loro lotta nell'isolamento71_ movimento unitario erano rappresentati dal camJXl conservatore, di
Malgrado il carattere intimidatorio delle accuse di «comunismo., Viuorio Emanuele II e del Cavour, e da quello rivoluzionario, del
i! Momferàtos ammise non solo che «le idee professate dal Mazzini Mazzini e di Garibaldi. I primi, facendo del Piemonte un vero nucleo
(_) furono e sono tuttora condivise dai radicali puri e in generale dello stato nazionale con istituzioni liberali, erano riusciti a coagula-
dai cittadini delle isole., ma anche che «i radicali puri, non hanno re anorno a sé gli elementi conservatori della nazione, a dar loro un
mai distinto, nei principi e nella sostanza, il problema nazionale gre- Indirizzo nazionale e, al tempo stesso, ad assicurarsi l'aiuto dell'impe-
co C-) dalla questione generale delle nazionalit::h72_ Anche se non ratore francese e del suo potente esercito_ I secondi, anche se contra-
ebbe legami con le sue organizzazioni internazionali, il Monferàtos ri alla monarchia, avevano o rientato la loro attività fuori dal Piemon-
pubblicava, sul quotidiano "Anaghènissi.7~, articoli del Mazzini e cor- te, creando organizzazioni politiche in tutta Italia e stringendo alle-
rispondenze tratte dalla rivista _Pensiero e Azione., condividendo la ~nze coi movimenti di liberazione europei. L'effetto combinato di
sua lesi che quella del 1859 costituiva una «guerra di interessi un 'abile diplomazia tradizionale e di una politica rivoluzionaria in-
dinastici»7~. Al pari del Mazzini, egli rimase estraneo agli a vvenimen- dusse le potenze europee a dare il poro appoggio alle iniziative
ti che, in termini completamente diversi, JXlrtarono all'unificazione Indipendentisliche del Piemonte, a l fine di ostacola re una rivoluzio-
dell'Eptaneso con la G reda; e il suo discepolo e compagno, Panayòtis ne dei democratici in Italia, ritenUla indesiderabile e pericolosa per
Panàs, divenne in G recia il principale sostenitore delle idee ,'ordine internazionale.
mazziniane fin dal 1860, quando scriveva sul quotidiano "To Fos» Secondo il Lomvardos, un'analoga divisione di compiti doveva
come sostituto dell'editore, che era finito in carcere75, dete rminarsi anche in Grecia. Pertanto non era il caso di accusare
Onone solo perché non si assumeva l'iniziativa nazionale. "Non il
potere, -egli scriveva,- ma i patrioti ad esso estranei hanno preparato
l'<i organi7.zato in tutto il mondo le rivoluzioni nazionali 11 potere non
.IHl m:!i per pro pria inizi:ltiva, ma spesso assecondò gli eventi quando
qUt.~ti maturaro no .. , Il re e il governo greco, quindi, non dovevano
hllromcttcr!>i ndh: 1.ltivit:l rivoluzionarie; e ciò per due ordini di motivi
Inf.ltli IX1ICV;1 .Il( ,.{II'ft· t 11(' ')i Icnw.sse di svigorire il movimento rivo-
IUl"ionarlo, J">t: r Hmorl' • h" "I . Irrc,.· rm~ 'i'ie lIna nuova leadership oon-
\4:nml!(/ {lar/I!

correnzialc, come er:1 accadut o, secondo il Lom\\ lrdo,. nd IH5-i. Se, dd fI.!g no dknkn In tU tl tl II W1l!hlt' n!C euroJX.--o (_); si fondino, in
poi, la monarchia assumeva la guida del mo vimento 1I \'olu7Ionario. tllt.W Euro.p;l. tld H'1I11i d lt' t'\ Idem ino i rappo rti della stirpe ellenica
si s~reb.be esposta alle pressioni diplomatiche dell 'Europ:l, con il ri - COI popoli ClI I'OIX:I, lIo'tl'1 fratdli, c quest'opera sia il primo passo
schlo di trasmetterle al movimemo. Al contrario, se fin dall 'inizio la ~erso la l! bcrMiOIH: del la p:llrl:l agognata. Tale condotta può salvare
monarchia avesse mantenuto una posizione di neutrali,;), avrebbe ,>,a la nazio ne che la ~ ua unii :) e il suo centro, il qua le sta oggi Iraba l-
potuto, com'era accaduto per l'Italia meridionale, annettere i territo- lando. Ma ormai è tempo di fatti e non di parole..76_
ri li berati con l'approvazione, per di più, di quelle forze che temeva- I.'articolo del Lomvardos ebbe una grande risonanza ad Atene e fu
no l'espandersi incontrollato dell'esplosione rivoluzionaria. ripubblicato sul quotidiano «Elpis.... ti suo editore, Konstantinos Levidis,
L'esponente radicale sosteneva, inoltre, che l'opposizione delle po- era favorevole ad una soluzione conservatrice della crisi, soluzione che
te nze al movimento di liberazione ellenic.:o poteva essere superata comportava, all'interno, la limitazione del diritto elettorale, una costi-
se i suoi compatrioti si fossero decisi ad allacciare rapponi coi paesi luzione più autoritaria e il consolidamento del trono, all'estero, un'at-
europei. Però, essi non dovevano perdere tempo. Infatti, se non tiva poli tica irredemista e la creazione di un asse Grecia-Italia come
avessero preso l'iniziativa per risolvere a loro favore la questione base di una più estesa alle-.mza nell'Europa occidentale e nei Balcani.
d'Oriente, a prenderla sarebbero stati gli Slavi, ciò che avrebbe signi- Tra le sue proposte, che avevano come fonte d'ispirazione l'Italia, era
ficato la nascita di stati sottomessi alla Russia e la perdita dei territo- ir,cJuso anche l'acquisto della Tessagtia e dell'Epiro.
ri elle~ici. L'opposizione alla Russia e a l panslavismo non lo ponava, Il Levidis, rispondendo al Lomvardos, si dichiarò d'accordo con
(Uu2vla, a sopravvalutare i legami con l'Occidente: «la Grecia, nei lu.i s\,I fatto che in Grecia si era persa l'iniziativa popolare: . ll pa_
confronti della Russia, non deve essere intransigente come l'Occiden- tnotusmo è spento, prevale il materialismo... Però, secondo lui, acca-
te, perché ahri sono gli interessi di questo, ahri quelli ellen ici. (_)La deva lo stesso in tutt i gli strati sociali, anche nelle p rovince sotto-
Grecia deve offrire adeguate garanzie sia all'Occidente che alla Rus- messe. Egli scriveva che i propietari terrieri aveva no come unico
sia: al primo deve ga rantire di essere una forza puramente ellenica scopo l'arricchimento personale e dipingeva i vescovi come ... esatto-
e liberale; alla seconda, una nazione orientale ed ortodossa.... ri, senza alcuno scrupolo, dei fedeli ... Accusava i borghesi di essere
~e. argomentazioni del Lomvardos erano rivolte soprattutto all'op- ..indifferenti, o meglio, per il loro in teresse materiale, consenzienti
poSIZione greca, che vedeva nel rovesciamento di Ottone il presup- ,>ul perdurare della miserabile situazione del paese ..; dipingeva i
~~o del~ 'i niziat i va nazionale: ...Se prendiamo come esempio gli lla- contadini della Tessaglia come .. ormai completamente abbrutiti ..'
han,l~ v~ l amo che l 'eleme~to democratico nella penisola, il partito diceva, infi ne, dei Macedoni, che aspettavano ...da ll'esterno la lor~
dell mdlpendenza e dell'unltà, non accese la torcia della ribellione nel liberazione». Per l'anziano giornalista le uniche leve nazionali resta-
Piemonte, ma in quei territori dove dominavano la tirannide o lo vano il potere dello stato e i suoi cittadini conservatori, i quali, pre-
straniero (_). E se, nella Grecia libera, i gcvernanti sono ben lontani occupati del consolidamento del trono, si interessava no anche alla
dal comportarsi come quelli del Piemonte, neanche questi ultimi Grande Idea. Respingendo la tesi del Lomvardos che la lotta nazio-
hanno SC?uito e seguono in tutto e per tutto le aspirazioni del paese, nale dovesse svilupparsi indipendentemente da Atene, scriveva:
eppure CiÒ non fu considerato un ostacolo per l'unificazione: tanto ·L'iniziativa naziona le esige un centro, e il centro esige ubbidienza,
più questo è vero per noi, che non abbiamo un altro centro 'su cui perché senza ubbidienza non si ottiene nulla ... Per dar forza alla sua
appoggiarci ... ,Irgomentazione, si richiamava anch'egli al modello italiano: .Se vo-
. L'a.rtico.lo del Lomvar?os non voleva essere solo una proposta per ~Ii:llno, dunque, confrontare la lotta italiana con quella greca, basan-
sclogilere Il nodo complicato dell a questione greca, costituiva anche doci sulla verità storica, dobbiamo ammenere che la lotta italiana non
una premessa politica e, al tempo stesso, un appello per l'allean7...3. n ~lCque né fu organizzata da l governo o dal potere regio del Piemon-
co~ l'Italia e. per la creazione di com itati comuni, greco-italiani, che te. ma da ll'azione privata; senonché il governo e il potere regio, in
egli stesso SI proponeva di o rganizzare. Scriveva infatti: ... Da tutt o Wl secondo tempo, le hanno dato un metodo, l'hanno incoraggiata,
q?esto si ~ed u ce che i politici della regione libera del paese, invece ..() ~tenlHa e infine con le armi l'hanno guidata al trionfo ... Visti i suoi
dI lagna rSI della presente inoperosi t;}, devono rimboccarsi le mani- r,lppo rti con la corte e la sua successiva partecipazione alle intese
che, lasciando da parte i lamenti. La liberazione dell 'lta lia ha dato ,111:1 /otrcco-itatian<:. po...~Iamo dedurre che le tesi del tevidis esprimessero
Grecia quel potente alleato che, fino :id oggi. essa n o n aveV:i avuto k' i<k'L' dd l'cn HHII ;l~t' di OltOne riguardo al modello ita liano e influ-
Cl .Cominci, quindi, la palria ad agire, con l'i 'LllI r.lI'ioTle di r:Lppo rti I.. ~ro ' li Il _I ~ tI . 1 pollt l\.1 Il H'(,k'mi sta"'.
tra I due popo li, indipendent clll Cl11 è da qu.II , i.I ' ; In I/Lll iv;! ",uve]'n:1 Nd t h h.l! lll1l "l ll1 ll1ll li lll .III /, Ldd modell o itali ~ n o, tii in.'K: riro no
tiv:.; riprenda l'impe~ Tl () dell:, Rredl.), Int t'1I 0HII dnpfI 1.1 fUlld.lI'iont' ,lndll')o(1I OIH.u ll MI! ,"ul ht l. I dl 'II ,1 - ~J() vl' ntth . St'{'ondo il quotidi :mo

1111
,~ 't Ol/flfl /X" '(I'

«To Mellon tis An:Hons", l'indipe nde nz:l itallan:1 :L .\~ llm Cv;1 Il v,lIon.:: va rdos, ~ l M o nl r..;n\lo ~ rlll'n ev;1 c he il ce ntro n:llura le di ogni inizia'
di un «esempio illustre, il qua le oggi libera e popoli e go ve rni del- tlva nn Jon:rlc d OVl'-.se è~\CrL' 1a Grecia libe ra. Prioritari e rano cast il
l'one rosa e incerta rice rca dei mezzi e dei modi, con i quali i popo li rovesciame nto di Ollone come ..d'educazio ne morale e intelle ttuale
possono riconquistare la loro indipendenz.a,.7/!, Poiché il quotidia no della nuova gene razione e in generale l'infaticabile impegno per tutto
considerava Ottone come l'unico responsabile delle disgrazie elle ni ciò che può cOlllrib uire allo sviluppo della nazione e al suo raffor-
che, per analogia auribuiva il successo della loua italia n:l esclusiva- z;une nto ....8j. Tu tta via, per il Momreràtos, un tale p rogramma non
mente alla politica li berale e alla capacità del re d'Italia. dov~va significare sollomissione alle potenze occidentali, né tregua
In tal modo, l'antimonarchica «gioventù .., erigendo la monarchia con ti potere ottomano. D'altronde, non diversamente da altri nostal-
a fattore centrale dell'unificazione nazionale, concordava, nei princi- ~ici del 1848, egli vedeva .. piuuosto vicino e imminente lo scoppio
pi, con il co nservatore e monarchico Le vidis. Dissenti va, invece, sia In Europa della gra nde lotta dei popoli . . 31 •
da lui sia dal Lomvardos, sulla questione del rapporlO tra unità dell a Il dibattito dellB61 mostra quanto fosse fluida e varia l'immagine
nazione e campagna irredentista, e su l contenut o di quest'ultim:1 dell'unificazione italiana e quale relazione corresse tra tale immagi-
Riguardo al primo punto, essa sosteneva che l'unità della nazione ne e il modo in cui ogni gruppo impostava il rappono tra il proble-
era il presupposto per la realizzazione della Gra nde Idea, e non il ma nazionale e la politica interna,
contrario, come ,mostravano di crede re, nonostante le loro diffe ren In particolare meritano attenzione le posizioni del Lomvardos le
ze, sia il Lomvardos c he il Levidis. Essa inoltre considerava Ottone quali, oltre a rappresentare la base per la costituzione dei comitati
come il principale responsabile della discordia nazionale. Gli addebi · d'azione, posero, al meno sul piano teorico, il problema della centralità
tava la polit ica autoritaria all'interno del paese e il pressappochismo dello stato entro la Grande Idea. Il loro tallone d'Achille, purtroppo,
con cui egli promuoveva i moti irredentisti, alienandosi i Greci dcl - Mava nell'incapacità di indicare quali forze avrebbero potuto sosti·
l'estero, i quali ne subivano le conseguenze da parte delle amo ril:'! to ire o integrare l'azione deUo slalO. In Grecia mancava, infatti, un
oltomane. Riguardo al secondo, la «gioventù,. dava un contenUl O mo vimento democratico in grado di sostenere un'iniziativa popola-
di verso e più ampio alle espressioni «impegno nazionale .. e «senII re, come accadde in Italia dove le organizzazion i mazziniane costitu-
mento nazionale,.. Secondo il quotidiano .. To Mellon tis Ellàdos., Iro no l'ossatura, teorica e pratica, della spedizione di Garibaldi. Man-
l'idea della promozione nazio nale, quale si era diffusa in a mbi to Clvano, ino ltre, i profughi politici i quali, grazie alla loro esperienza
ellenico, includeva molteplici attività, come le iniziative commerci;l pratica e alla loro preparazione culturale, costituirono l'asse della
li nel quadro più vasto dell'Oriente, l'impegno dei Greci abbicnt i, seconda componente del movimento italiano, In territorio ellenico
all'estero, per incrementare l'istruzione, le lotte stesse per la costitu In fine, non esistevano aree caratterizzate da una vita politica aut;
zione in Greda79• Di conseguenza, gli obiettivi della campagna n;1 noma, come furono, in Italia, la Toscana e l'Emilia Romagna, tali da
zionale si definivano in queste direzioni: sviluppo dell'istruzione, pn.' pote r rivendicare un loro ruolo nell'unificazione nazio nale. Le isole
minenza economica dei Greci in Oriente e partecipazione della G l'C dello Ionio costituivano l'unica eccezione, come dimostra, appunto,
cia al suo controllo, insieme alle altre potenze europee. l'azio ne del Lomvardos e dei suoi compagni. Quanto alla prima ca-
Sintetizzando la visione politica dell'opposizione liberale, • To Md renza, già l'aveva individuata il Panàs, collaboratore del Mornferntos,
lon tis Anatolìs .. scriveva:.La soluzione della questione d'Oriente ~ 1.1 che aveva spiegato con essa il fallimento del tentativo di organizza-
nella Grecia Libera, ma essa non può prendere l'in iziativa se no n ..I re in Grecia un mo vimento simile a quello garibaldinol:l5.
arma della civiltà, della libertà e della scienza,.HO. Tali posizio ni col n D'a ltra pane, se le proposte del Lo rnvardos esprimevano uno
cidevano, del resto, con i suggerimenti inglesi: ,, !,! meg lio, pe r il l'n' l'i (o rzo d i trasposizione, sia pure meccanica, del modello italiano nel-
sente, che la Grecia libera si limiti ai fatt i interni piullosto che imlll i 1;1 s it uazione greca , le tesi di Levidis e della .gioventù» si limitava-
schiarsi in quelli degli altri popoli>.81, La coincidenz.a di vedu te \ ulk no ad 3Hua li zzare le loro scelte politiche, a ueggia ndole secondo il
priorità della politica ellenica e la comune ostBil., ad Oltone s p k'~ , r modello italiano, senza alcun approfondime nto, Le due posizioni,
no perchè 1'0pJXlSizione divenne tramit e d ell 'innll e n z~r inglese in ( ;I ~' no nost:lI1l e le loro differenze, esprimevano un comune modo di
eia, sia prima che do po il 10 Ollobre 1862 Scri veva Sofoklb K ;Hl ~ U .. po rsi delle fo rze politiche di rronte alla liberazione dell'intera na-
.La Grecia, divenuta oggi vittima di una catti va politica, deve ..,II V,II ,Ione: e ra vista esclusivame nte com e problema del cent ro naziona-
si col contatto del tride nl e inglese»8l, k' ~ ddlo stalo, Comunque, le pro poste della «gioventù,. obbedi-
Con le priorit:'! proposte cbll:1 _gio v 'nlll .. (OI1{"Ofd,lva, ..LI Pllft' 1M'1 vano ad una strategia più complessa, includendo non solo la dimen-
vie comple ta mente diverse, :u" hc l,I 10 11,1 ,11101,1 l'h) ,I .. lm.. lr,1 llt-l .. Io ne poli tiCI dci pro blc lll:1 nniona le, ma anche i suoi aspetti cultu·
1':1m b ie nt e greco: quel l:! dl'l .. v('d .. 1,lItlt ,dl In iOn lLI"I1U (.0 1 1,1 11 11 1.111 (,,([ L'( ollolllici

10.1 IO'
Gli sv iluppi elel elilxlltito tr:J i due gruppi di interloclilori, lino dcII:! ,Ikur,i, inf:lll1, \ l rnd udl'\, llltl .lndu.: I TurchI, mentre altri voleva no
Grecia, l'altro delle isole dello Io nio, e i consensi e i dissensi c he in 1.1 loro esc lu ~lon(.' d, dl 'I\ lrop;I"'. Mancò, infine, una più puntuale spc-
essi si colgono, sono sign ifi cativ i anche da un allro punto di vista. l'IOcazio ne dI qlll'1 prindpio, atlr;lverso l'elaborazione di concreti
Mostra no, infatti, qua li differenze corressero, d i tradizio ne e di pen- progetti federali per l'Oriente.
siero politico, tra le isole e la Grecia, e quali diverse valutazioni si L'idea dc "L'Oriente per mezzo dell'Oriente,. aveva una sua sto-
dessero delle istituzioni e dei problemi. ri:l; e la paternità di essa, naturalmente, era attribuita da tutti a Rigas
VelestinHs. 1>.. 11848 in poi fu diffusa dai radicali sotto la formula de
.1;1 rifondazio ne democratica dell'Oriente.... Essi seguivano anche, in
... L'Orien te per mezzo dell'Orfente" modo sistematico, gli sviluppi del dibattito e dei progetti riguardo
,dia confederazione del Danubio e la confederazione europea, dan-
L'altro aspetto dell'esperien7..a italiana che fu evidenziato, anche done not izia in articolill8.
se in modo più generico, e che era destinato ad esercitare un'influen- Nel 1860-61 il principio de " L'O riente per mezzo dell'Oriente...,
za più duratura, fu quello della sua autonomia e della sua dinamica grazie agli articoli usciti su giornali e riviste, "diventò familiare alla
interna. Esso si impose all'attenzione, in Grecia, solo dopo il 1860, generalità delle coscienze...89• l suoi sostenitori non appartenevano a
quando la liberaiione dell'Italia meridionale ad opera di Garibaldi llOO dei gruppi politici noti, ma le loro posizioni davano corpo ad
modificò, in una pa rte dell'opinio ne pubblica, l'impressio ne inizia le un indirizzo politico che incl udeva tesi comuni; dall'assunzione, da
che la lo tta ita liana fosse unicamente da collegare alla politica fran- parte della Grecia, dell'iniziativa per la soluzione della questione
cese. La nuo va immagine si riassumeva nella frase «l'Italia farà da d'Oriente all 'accantonamento delle divergenze dagli altri popoli bal-
sé..., che venne tradotta come «L'Italia per mezzo degli ltaliani ...!I6. a mici, al fine di una comune alleanza contro il sultano, dall'istaura-
L'idea che l'emancipazione d i un gruppo sociale o di una classe I.ione d i un regime liberale, che procedesse aJle riforme sociali e
non può trarre origine che da quest i stessi soggetti, ha radici più amministrative in funz ione degli obiett ivi nazionali, alla presa di
antiche dell'unificazione italiana ed esprime, di solito, una tendenza distanza delle grandi potenze e al rifiuto del loro intervento.
fo rtemente radicale, In Grecia essa assunse la forma dc «L'Oriente °
Gli articoli gli opuscoli più significativi, usciti a sostegno di
per mezzo dell'Oriente..., a significare che, la liberazione dei popoli queste posizioni, in ordine di apparizione, furono:
cristiani dell'impero oltomano non doveva né poteva scaturire dal- 1. Il nostro dovere nazionale ,zei confronti del cristianesimo
l'intervento delle grandi potenze, ma soltanto dall'azione dei popoli Orientale fn pericolo, Atene 1860, di Nikòlaos Timolèontos Vùlgaris.
che di esso face vano parte. Va le la pena di sottolineare che l'autore, in precedenza, aveva soste'
«L'Oriente per mezzo dell'Oriente,. era un principio politico dal nuto l'intervento deUe grandi potenze in Oriente.
q uale discendevano molteplici conseguenze: a) un atteggiamento cri- 2 Atene e Bisanzio, Atene 1861, di loann is Valassòpulos. L'auto-
tico ne i confronti d i tutte le grandi potenze, i cui interessi erano re, deputato nel 1861-62, propugnava tra "altro l'assegnazione delle
considerati incompatibili con quelli dei popoli dell'Oriente; b) la terre ai contadini.
possibilità di pervenire all'autodeterminazione politica e cultu rale 3. Ai popoli cristiani dell'impero ouomano, Londra 1861, anon i-
dell'Oriente; c) il rifiuto delle pre tese egemoniche di un popolo so- mo. Esso portava ad esempio non solo gli Italiani ma anche gli Un-
pra un altro e, quindi, il riconoscimento dei diritti nazionali di tutti gheresi, i Polacchi, i democratici russi e i Nordamerica ni.
i popoli balcanici; d) la prospettiva di un'organizzazione federale dei 4. L'Oriente per mezzo dell'Orieme, una serie di articoli di Theò-
Balcani e, di conseguenza, dell'alleanza dei popoli balcanici contro doros Afentùlis apparsi su ... Athinà ...')Q, L'Afentùlis, portando come
l'impero oltomano, oppure di una conservazio ne della struttura sta- esempio la Serbia, sosteneva che l'intesa coi popoli balcanici era
tale dell'impero stesso, ma in una ..;riedizione democratica .... indispensabile, non solo per sconfiggere la Turchia ma anche per
Tali implicazioni non apparivano, tuttavia, sempre evidenti a crea re un'organizzazione allernativa duratura, in grado di ostacolare
quanti sostenevano questo principio. Per molti, addirittura, esso non l'espansionismo russo e di assicurare il sostegno delle potenze occi'
ave va neppure un valore d i p rincipio, ma assumeva solo il significa- dentali.
to di una soluzione a lternativa all'alleanza con le grandi potenze, Altri 5. La diplomazia e la Grecia, anonimo. L'opuscolo fu scrino a
privilegiavano la conservazione dell'impero turco, poiché esso assi- Genova, nel m:tAAio del 1862, ma sta mpato probabilmente a Napoli ~.
curava loro una posizione di premin e nza tra le :dtrc etnìc. Altri 11 "lIO c:ontl'nut o i!- dllarilo immed iatament e dal sottotitolo: «Ciò che
a ncora era no restii a dar cred ito alle rivend ica7io ni tld !x)!)()li ~lavi. devono LUl' l (,ft'(J ]WI rronl eAAiare le mire aggressive della Russia,
Non tut ti, inali re, concordava no sui dc~tinat.tri <!\'II\'I('dlt,\ (lrll..·nt.tlc: pl'r !H.·ulr,dlll,ltI ' Hlt hlll ·r(·.... i lIdl'lng hilt e rra c J'ast llzi:1 della Fr::m-

""
cb ... La risposl:1 era: inn:lIlzilll ll0, un'assemble:r natiorulc pe r ristabi - VI II
lire la concordia della nazione, quindi un'allean7.a coi po poli ba lcanici.
QuestO opuscolo fece grande scalpore sulla stampa greca, sia al- " /lilla di Gariba ldi
"interno sia all'estero, che ne riprodusse ampi brani. Infatti le criti-
che in esso contenute alle potenze straniere e alla situazione politica
del paese erano audaci e insolite per la Gredan . Il suo auto re non è
noto. La città dove fu scritto era il centro dei democratici italiani fin
dall'ejX>C3 della Ri voluzione fran cese I giornali greci accennarono
ad un non meglio identificato «partito rivoluzionario greco fondat o
a Genova., che aveva stretto alleanza con quello democratico e che,
dopo i fatti di Nauplia, aveva invitaro i profughi politici della Grecia
a collaborare9:'. Questo gruppo, composto da marittimi e da Greci
reside nti a Genova, celebrò la festa nazionale del 1862 insieme a
rappresentanti dell'Associazione Unitaria Italiana (l'associazione di
Agostino Bertani, leader della sinistra radicale) e ad esponenti delle L'acclimatazione del mito
organizzazioni operaie della città 94. ~ probabile, dunque, che l'autore
dell'opuscolo fosse uno dei democratici greci di Genova, oppure un Se il dibattito sul modello italiano restò circoscritto tra i politici di
profugo innuenzato dal clima democratico della cittA. L'iniziativa sua, professione e gli intel1etlual~ agli occhi degli auivisti della politica il
o del gruppo al quale apparteneva, a quanto pare rimase senza se- risorgi mento italiano si identificò con la figura di Giuseppe Garibaldi.
guito. La sua personalità e le sue gesta furono amplificate e mitizzate all'in-
A queste pubblicazioni va aggiunta una biografia del Mazzini, che terno del paese e fuori.
d'altronde era il teorico delle soluzioni federaliste e del principio che Garibaldi incarnava per l'Italia l'aspirazione più viva del popolo
ogni nazione dovesse fondare la sua liberazione sulle proprie forze . :ld una patria libera, dove sarebbe prevalsa la «giust izia... La sua vita
La biografia fu pubblicata sul piccolo quotidiano «Angheliafòros.., che si prestava alla trasfigurazione del mito. 11 suo passato leggendario si
sosteneva il principio de «L'Oriente per mezzo dell'Oriente..9'S. perdeva nei paesi sconosciuti dell'America del Sud Come un angelo
Gli opuscoli e gli articoli ispirati a questa idea esprimevano un trionfatore egli appariva ogni volta che la patria era in pericolo, per
settore dell'opinione pubblica senza dubbio di non grande emità. Ve sva nire poi di nuovo nel mare. La sua persona riuniva le caratteristi-
ne erano altri che optavano per l'intervento delle grandi potenze in che fondamemali del contadino, del marinaio e del guerriero. Il suo
Oriente, ed altri ancora che, oltre a rifiutare l'alleanza con gli altri popoli modo di parlare era semplice e lapidario. Le sue idee si fondavano
balcanic~ sostenevano che i loro interessi erano inconciliabili con quelli .') u poche verità che tutti potevano far lora; anche se piuttosto equi-
greci, che essi dovevano semplicemente essere inclusi in uno stato voche quanto a linea politica, proprio per questo esse avevano la
ellenico e che era dovere della politica estera greca «contrastare la capacità di riunire persone della più diversa estrazione ideologica. li
tendenza dei popoli dell'Oriente a separarsi dall'Ellenismo... I;lIO stile di vita, il suo abbigliamento, i suoi modi non avevano nien-
L'opzione balcanica nel 1861-62 conquistò l'appoggio anche della te in comune con i modelli effimeri della sua epoca. A confromo
monarchia e maggior seguito ebbe negli anni 70, quando divenne con i politici, egli era il patriota «genuino..; in contrasto coi militari
una delle principali istanze delle o rganizzazioni democratiche, a di professione, guidava un esercito fondato sull'entusiasmo, sull'au-
panire da «Rigas..96. <.beia, sull'amore per la libertà Tutti gli altri vivevano nell'opulenza,
Gariba ldi come un semplice contadino. Ognuno lo poteva sentire
lontlrno, ma nello stesso tempo familiare, come le sue aspirazioni.
L'epoca aveva bisogno di un tale mito. La fede delle masse popo-
1.lri nel nuovo sta to e la loro ubbidie nza ad esso non potevano fon-
ll:lrsi sul principio di legittimità, che era stato abbattuto, né sulle
Il.:orie della volon tà generale sostenute dai democratici. D'aJtronde,
qucsli ultimi, più o meno consapevolmeme, si sforzavano di sostitu-
Irl' :rll 'lue(,)lo}(i:1 l' .11 ('l'rIIllOnlale Iradizi onale di sottomissione al
pOIl're lilla '>()I t.1 di r~'II/o( i tJnl' popo1:tre, imperniala sul culto della

111(1 107
I" ("" I" f' j ""''''I~f dt'll'lw/lll

nazio ne'r, In Garibaldi 1:\11.: rc li~l o nc trovò Il suo '>()111I110 !'),I<::crdotc, ~i o nl.' dci l/il l, l ' f li l'Il"") ,I .. 11111 )tjlo dell:! 1iIX:T1:1 com l'O il dbpot i . . mo
Né Vitlorio Emanuele Il , inC:lfnaz.ionc (Id potere dello ~ t .ItO, né il del re. Sopr,ll1ul1o .,1 ,1~ 1')(·tt. l v a dII:. d.t un momento :III 'a hro, egli
Cavour, esponente della classe privilt.'giat:l, né il l\laulIli, modello :lVrebbe n pn:-.o 1.1 ~ lI,1 (llx'r" dì liberazione nei l3alcani, 1\<lolle sono
dell'élite rivoluzionaria, potevano rivestire tale ruol o, Garib:llcli lo II;: testimonia nze dell.1 dirrll~ione clcl milO, coi mezzi più diversi: rime
poteva, perché non rappresentava la patria com'era, m;1 come ogn u- pubblicate su quotidian i O in opuscol i, litografie appese come orna'
no desiderava che fosse. mento nei loggiati e nei balconi delle case ateniesi, in occasione delle
II culto della personalità di Garibaldi, però, non si diffuse in modo feste nazionali, canzoni intonate nelle manifestazioni antiononiane.
del tutto spontaneo, Il comando dei comitati lo alimentava sistema- Il suo cognome fu adottato come nome di battesimo e come cogno-
ticamente, con dichiarazioni come questa: ... Noi siamo credenti nella me e fu anche usato per denominare alberghi e navi 1os,
fede italiana, uomini di lIna religione nazionale, il cui sacro simbolo 11 mito era condiviso da tutte le correnti politiche elleniche. Sofo-
è Roma,.\I8, Nella nuova religione luno si faceva nel nome di Gari ' klìs Karidis, allora giovane dimostrante. scriveva: .. Non apparirà anche
baldi: la camicia rossa, la ...santa carabina,. e le litografie dell'.,eroe t1"3 di noi un Garibaldi in questa nostm epoca?,.106 L'anziano conserva-
dei due mondi» ne erano i simbolL L'anniversario del plebiscito or' torc Levidis reputava Garibaldi «u n messo di Dio,.l<77; e il vescovo di
ganizzato da Gariba ldi e il giorno di San Giuseppe erano le sue feste Atene gli scriveva: .,Noi abbiamo la speranza di vedere il vostro nome
comandale 99, Con l'autorevolezza della parola divina arrivavano le :t calX> di quanti credono ndla resurrezione della Grecia,. I08,
raccomandazioni laconiche del capo; e le sue circolari, stampate in Il mito andò acquistando, col tempo, un significato completamente
miglia ia di copie, venivano distribuite e appese nelle piazze anche diverso da quello iniziale: il Tommasco scrisse a proposito che, in
del paesi no più sperduto1OO, Grecia, tutti individuavano in Garibaldi un civilizzatore progressi-
11 mi[O di Garibaldi trovò terreno fertile anche fuori d'Italia, per- MalO'), Apò,Stolos Makrakis, uno dei predicatori dell'ortodossia, soste-
fino in paesi lontani, Nel clima ro mantico dell'epoca, dopo la scon- neva: .. l1 Garibaldi dell'Oriente non assomiglia minimamente al Gari-
fitta delle rivolte popolari del 1848-49, tale mito rafforzò la fiducia in baldi dell'Occidente, perché anche la grandezza dell'Oriente è del
sé stessi e la convinzione che la prodezza personale, l'audacia e la luttO differente dalla grandezL' dell'Occidente,,; e spiegava che .. il
dignità possono trionfare sui potenti. D'altra parte le imprese di Gari- Ga ribaldi dell'Oriente,. avrebbe avuto una missione sopranullo di
baldi nel Sudamerica e in Italia e le sue idee cosmopolite alimenta- civilizzazio ne lJO,
vano la fede che la sua forza liberatoria non si sarebbe limitata so- Però, per quanti credevano nella rivo luzione irredentista, la prin-
lamente al suo paese, ma si sarebbe estesa anche ad altri)()\, Del resto, cipale missione di Garibaldi era di mettersi a capo delle lotte rivolu'
luni i grandi sommovimenti, dalle spedizioni napoleoniche fino alle ,-ionarie. Nell'.,lnno a Garibaldi .. l'a nonimo paroliere cantava: .,Tutte
rivoluzioni dci 1848, non si erano diffuse e ripercosse nell'intero le nazioni ti stanno aspettando I intima l'ordine ed esse son pronte
continente europeo? I a sollevarsi come un sol corpo,..
Ln Grecia il mito di Garibaldi aveva fatto la sua comparsa già nel Nel 1861-62, su tutti i quotidiani, ma anche nei rdpponi diplomatici,
18;9, Nelle dimostrazioni «skiadikà» gli studenti acclamavano Gari' com parve di frequente la notizia del prossimo arrivo di Garibaldi nei
baldi e si consideravano dei garibaldini, in contrasto, naturalmente, Balcani Alcuni scrivevano che egli si sarebbe diretto in Ungheria, altri
col governo .. filoaustriaco,.. Nello stesso anno fu pubblicata una in Dalmazia, altri ancora nell'Epirom, Queste fantasiose notizie erano
fantasiosa biografia, dove, in un contesto esotico di amore, guerra e motivare dalle cause più diverse, che acquistavano significato entro la
morte, Garibaldi veniva dipinto con tonalità liriche, come un eroe magia della fede. Anche se esse venivano smentite, il loro numero e
vcrdiano. Questa biogr'J.fia, tradotta dal fran cese e con un taglio la loro frequen7..a contrihuirono, collempo, ad alimentare il mito che
fortemente filofrancese, fu dedicata dal traduttore al Kallerghis ' lJl. (;aribaldi sarebbe diventato il liberatore dell'Oriente, Nell86z France-
L'anno dopo fu pubblicata una nuova biografia di Garibaldi. L'auto- ~ Cucchi annotava; «Mi scrivono inohre dalla Grecia che tune le
re, .,D.p,,., si atteneva a modelli francesi; l'opera, scritta con un mar' ;hpirazioni e le speranze sono rivohe a Garibaldi come capo nalUrale
cato intento anriottoniano, proponeva come esempio l'Italia. Fu ri- di ogni rivoluzione che aspiri a libertà,. l1~.
stampata nel 1861 e nel 18661(lj, Nel 1861, inoltre, videro la luce, in Tale fede ebbe lunga vita, Nel 1867 il console italiano a Corfù
quatlfo volumetti, le ., Memorie di Giuseppe Garibaldi .. , Ne em auto- l'onMataV:l: ., 11 nome del generale Garibaldi gode fra i cristia ni
re AJexandre Dumas, che aveva seguito la spedizione in Sicilia lO4, d'Oriente uno .~t rao rdinario prestigio: essi quasi da lui solo si ripro'
LI mito di Garibaldi si acclimatò in Grecia e si carallerizzò secon- mett ono i:I loro liht:ra~ion('''1U,
do le tendenze prevalenti nell 'opinione pubbl ica, L'eroe it aliano L';l1tc.~,1 di (,.llIh,lldi IlIx' r~Horc, naturalmente, fu incentivata sia
venne paragonato, per audacia c V;T1 Ù, ai p ro ! ~t)-:(m i . . ti della rivolu- d.tlll' ~Ul' ~ !l""~{' dii hhu ,t/ lOrll ~I, I (Li qU:lnlO Ir:lpt:lava dalle Irattati ve

Il. II/I)
'it.'t ( It/(/(I/X/Y/f!

coi comit:u i e con Ot tone. Ga rib:.ldi ste:.so aveva dichiarala ad uno Di versa, 111:1 idl'()I('M1l,uncll tc .Ifflnc, c ra la base dc i volon t :lri~mo
dei garib-Jldini gre<:i, nel 1859: .. Prego Dio che scoppi una guerra a Int ern:lzio nale, quello ,.rruotllo per 1:1 libenà di un'altr" nazione. E&;o
favore della schiava Grecia e contro i suoi tira nni, in modo che anche "I fo ndava sull'idea dci cosmopolitismo rivo luziona rio, secondo il
noi italiani partiamo per aiutarla ,.. Questa dichiarazione fu immedia- quale, come i nemici della li ben:l appartenevano a un fronte unico
tamente diffusa in Grecia1\4. l'cl era no solidali tr:. di lo ro, così le battaglie per la li bert,) di ogni
Il mito di Garibaldi, però, era indipendente dai fatti reali che gli paese facevano parte di un unico processo teso all'emancipazione di
facevano da supporto. Esso servi, da un lato, a scaricare su a ltri il lutte le nazioni europee. la maggior parte dei volo ntari stranieri in
peso dell'iniziativa, -Garibaldi si sarebbe assunto il compito di attua- Grecia, Spagna, Belgio, Polo nia, Ungheria e Italia, dUf'.lnte il secolo
re ciò che no n si era in grado di realizzare,- o ffrI, dall'ahro, un'im ma- ~rso, avevano alle spalle un passalo politico. Alcuni era no proscrilli
gine completa, coerente e semplificata di una realtà complessa e ricca dal lOTO paese, altri lo abbandonavano perché non trovavano in esso
di contraddizioni. Staccato il mito dal suo ambiente d'origine e steso .Ilcuna possibilità di azione politica.
un velo sui contrasti che avevano diviso democratici e moderati, In Grecia i volontari furono presenti nella rivolta dell'Epiro e della
garibaldini e contadini, la realtà si caricava di alcuni valori propa- Tessaglia del 1854, nelle rivolte di Creta del 1866-69, del 1875-78 e del
gandati come naturali ed eterni, valori che rafforzavano l'adesio ne 1897, ne lle lotte in Macedonia de1 1875-78 e dell904-G8 e in fine nelle
deqe masse all'idea nazio nale e, nella situazione specifica della Gre- ij,uerre greco-turche del 1897 e del 1912 Il fenomeno non ebbe na'
cia del 1860-62, incentivavano la lotta contro la monarchia che, attra- turalmente le dimensioni né la marcata fisio nomia ideologica che lo
verso il mjto appunto, appariva come un ostacolo a l corso natural e caratterizzava in Italia. Esso, d'altra parte, acquistò una fision o mia
delle cose e al loro fatale punto di arrivo. peculiare per la partecipazione alle lotte di gruppi di partigiani-ban-
In ultima analisi, però, tale milo, nella sua forma di culto della diti.
persona, fu un segno di immaturità politica. Significò rinuncia ad Fuori del territorio ellenico, dei volontari g reci parteciparono alla
un'azione autonoma. ad una concezione democratica della nazio ne Huerra di Crimea a fianco dei Russi, alla guerra franco-prussiana del
e all'elaborazione di principi politici concreti. la soluzione dei pro- 1870-71, a fianco sopranuno dei Francesi, e alla rivoluzione dell'Erze-
blemi fu demandata alla forza taumaturgica del capo. ~o vina del 1875. Ad essi vanno aggiunti gli studenti che, in Italia,
presero parte alle rivolte del 1821, del 1830-31 e del 1848-49. I Greci
the parteciparono come volontari alle lotte italiane, appartenevano
I garibaldini greci ;I due categorie: da una parte i giovani intellettuali, dall'altra gli espo-
nenti tipici del tradizionale fronte ..armaro... L'attività di questi ulti-
In Grecia più di tutti furo no conquistati dal mito di Garibaldi, e mi, che non erano sorretti da precise o pzio ni ideologiche, fu sogget-
ne divennero gli apostoli, i gio vani che avevano combattuto insie- la a notevoli oscillazioni: dalla collaborazione coi democratici fino a i
me a lui nel 1859 e nel 1860. contatti con i Russi e con i controrivoluzionari borbonici.
L'esercito di Garibaldi, la sua taUic.l ma anche la sua filosofia della Nel 1859, quando ad Atene arrivò la notizia dello scoppio della
guerra, si basava soprattutto sul volontariato. Tale fenomeno si era Kllerra e della formazione di un gruppo di volontari facente capo a
diffuso in tutta l'Europa fin da! primo Ottocento e avrà, forse, il suo G:.ribaldi, i «Cacciatori delle Alpi», tra i 200 ed i 500 giovani si dichia-
ultimo bagliore nella guerra civile spagnola de! 1936-39. Ovviamente r.lrono pronti ad arruolarsi. Su iniziativa di Zissis Satirtu, di lambros
occorre distinguere i volontari impegnati nel loro paese da quelli che Zikos e di leonìdas Vùlgaris fu fondata la . legione Ellenica.. , che si
lottavano per la libertà anche di altri paesi la seconda categoria, però, \:.rebbe costituita in corpo o perativo a Livorno. Per sostenere le spese
non è indipendente dalla prima lu bandita una colletta, con Zissis Satiriu come cassiere. Della com-
In Italia il volontariato contava su una grande tradizione ed espri- missio ne responsabile facevano parte alcuni giovani liberali, scelti
meva una presa di posizione ideologica assai diffusa tra i giovani. I tr:1 quelli che si erano distinti nelle lotte contro gli oppressori. Nono-
volontari, sopratt utto nel nord, erano di estrazione borghese e pic- ~wnte le reazioni del governo, alcuni ministri, d'altronde come alcu-
colo-borghese e, per lo più, militavano nelle file rivoluzio narie e ni membri dell'opposizione, contribuirono con somme rilevanti' i6.
democratiche. la maggio r parte di loro, e soprattulto quelli che for- Le mOlivazion i e gli intenti dei .. legionisti>o, esposti in un o pusco-
marono i corpi dei volontari, avevano partecip.'l to a lle ri volte del lo, erano )'e!.prC".,iolle clelia g ratitudine per il filellenismo degli Ila-
1848, creando il preceden te di una vasta guerra popo b rcn~. Nello ::.tes- Itlni ne l 1821 l' LI .,oll{\, ... kl;) coll:llo ro lotta. Diversa era l'olt ica soste-
so tempo il volo ntariato si contrapponev:1 di fallO ,li ti p,. ~iv i! :l dei nut ,' d!!1 '<Ottl ltt' IU 'II'I ' ( Il ( ri"':'o()yt'rghi s: co me nel caso della paneci-
contad ini di fro nt e :1l1a rivoluzione r' :tzion, lI l' (( .r ,UII '>(I), I),I/Ion(' (kl Plt' tlUIIIIL ull.. "I)I'I II/ione: In Crime:l, un'a mpl:1 presenz::.

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\('t,m rlo/kll'/t' III t,',,!/1/ Il I "II'\\(/~( (II'/f'IIIIII(1

di Greci nelle KlIcl'rc ila li:lIlc avre bbe giova lo ali::! CllI.'):l ellenica. In I ,ICeV:lIlO p:lnc Dimhrl o~ V;I ,,<;lIlu d i Trle~le c A c hill ~:l s Papadopulos,
realt:'l , con il denaro raccolt o, l:I comm issione l'i usci appena ad inv i;1 'I I udent e :I Flrenzc 1u.
re due piccoli gruppi, di selle e dicci uomini. II governo greco non Nel gruppo dei volontari 'lffivati dalla Grecia va incluso anche
solo no n rispose all 'appello di finanziare la sped izione degli :l Il n !O:Lnnis Alèxandros St reit di Lipsia, che fin dai tempi della Rivolu-
volontar~ ma addiriuura mise il veto ad uherio ri partenze ll7, Ilone presta va servizio nell'esercito greco e aveva partecipato alle
La tregua d i Villafranc.:I., nat uralmente, interruppe queste iniziaI ' rivolte del 1854. I più furono arruolati nella 15ma divisione, che rac-
ve. Ciononostante Zissis Sotirìu, un vecchio combauentc del 1821 l' toglieva tutti i volomari stranieri e soprall utlo gli Ungheresi e i
un singolare apostolo della Gran de Idea, panì con lO suo i fed eli JX'I Polacchi, sotto la guida del Turi'. Quattro tra quelli che conosciamo,
arruolarsi sotto Gariba ldplB. l>:;si:1 lo Stekùlis, il Sotiriu, il Van<ldis e il Vassiltu, presero parte an-
Non sono nQ(i i no mi né i dati di tutri i volontari greci del 18SI ) thc alla spedizione del 1862 nell'Aspromome1u,
Oltre al Sotiriu, dalla Grecia partirono Alèxandros Dòssios, fig lio d, Durante l'estate del 1860, in concomitanza con la spedizione di
KonSlantinos Dòs::.ios, Gheorghios Lekkas, originario di Trikala nell,I G:lribaldi, ad Atene furono effenuati, da Tsamis Karatàssos e da
Corinzia, Aristìdis Tsatsos, direttore scolastico di Siros, Chrislos Po lill". "Ofoklìs Karidis, reclutamenti di volontari per la Sicilia, Il Karatàssos,
laureando in medicina, Aristotèlis Kutsoniàtis, nipote di Marko .. lln vecchio combattente, protagonista di numerosi moti rivoluzio-
Bòtsaris, e lIìas Slekulis. Lo StekuHs potrebbe essere definito un pro' nari e irredentisti, e convimo sostenitore di ogni sorta di banditi e di
fessionista del volontariato. Tra la guerra di Crimea del 1854 l' ribelli, nel maggio dello stesso anno aveva fatto ritorno dal Mome-
quella fran co-prussiana del 1870, egli partecipò a Lutti i conflitt i in ncgro, profondamente colpito dalla resistenza del piccolo paese e
Italia e in Grecia e dive nne uomo di fiducia di Garibaldi. Un all ro dL'Ciso a promuovere una nuova agitazione nei Balcani. Ad Atene
gruppo di vo lo ntari panI dalle isole ionie. Tra questi sono nOI I ('gli collaborò col Karidis, l'editore del quotidiano .. To Fos» che ali-
Kerkirèos Pavias. IpirOtis Vurghos e Antonios Palatianòs che studi:1 Ilientava un'accesa campagna a fav ore della Grande Idea e contro
va medicina a Pisa. Infine risulta che parteciparono come volont.m Ottone. Ambedue presero a pretesto la spedizione in Italia: .Che cosa
anche gli equipaggi di 13 navi greche che si trovavano a Genova lJ". ... Ignifica che si reclutino volontari per la Sicilia e non per la Grecia,
L'anno seguente, in occasione della spedizione di Garibaldi in , hc è sch iava?» I2~
Sicilia e nell'Italia meridionale, i volontari greci furono molti di pio Malgrado la scarsa chiarezza dei suoi obiettivi, l'appello del Kara-
Il loro calcolo, però, è difficile, sia per le dimensioni dell 'Esercito dl'l l.h,sos e del Karidis ebbe una notevole risonanza. Duemila persone
Meridione, che raggiunse i 50.000 uomin~ sia perché mo lti furon o di Atene e tremila della provincia si dichiararono disponibili Il
arruolati da commissioni loca li in diverse città d'Italia. Le inform ;l Karatàssos si dimise dalla sua carica e in vi tò i capi militari del 1854
zioni sul loro numero presentano notevoli discrepanze, oscillando .1 ~u irlo. Molti di loro, come i fra telli Zikos, Ioannis Tzi lalìs e Leonì-
tra i 1.000 e i ;O uo minjllO. Il più basso, sembra il numero più esatto. d,l$ Vùlgaris risposero all'appello e cominciarono a riunire i loro U0'
Del nucleo inizia le dei . mille,. che sbarcarono a Marsala, non mini. Però la preparazione della spedizione si risolse in una farsa. In
faceva parte nessun greco. lUas Stekul is, il Dòssios, il Palatianòs, il 'Sulto ad un bruciante articolo apparso su . To Fos», che invitava
Sotidu e il Pavlas erano volontari già nell'anno precedeme. Numi J'l"iCrcito a ribellarsi e a muoversi di sua iniziativa contro la Turchia,
erano, invece, Anastàssios Luìzos di Argo, il capitano Petros L1gh;h Il governo arrestò i protagonisti della spedizione e i loro collaboralori
di Idra, che con la sua nave fece attraversare a Garibaldi lo stretto dI Co~i i loro ambiziosi progetti andarono a vuoto. Il l'anàs, commentan-
Messina, Gheorghios Kallìgheros e Lambros Dimitrìu Skaltsàs. QUl' do questo fallimento, scriveva che le Ione dellS60 in Italia avevano
st'ultimo, come anche lo Zikos, proveniva da una nota famigli a di ,1VuIO successo perché erano state preparate dai democratici e dagli
capobanditi dell'Epiro. Nel 1861-62 egli girovagava ancora per 1'ltalL,1 nuli po litici, mentre in Grecia erano fallite per la mancanza di un
alla ricerca di un'occupazione militare. Nel 1862 fu al serviz io di mov imento democratico e di un vero spirito di sacrificio.
$everio Prala, l'agente itala -albanese dei Borboni l2l. II Karatàssos, dopo la sua scarcerazione, nell'ottobre del 1860, partì
Di un altro gruppo, che arrivO dalle isole ionie, fa ceva parte qlld d,I 1->010 per l'Italia, per incontrare Garibaldi. Quando arrivò a Napoli,
Spiros Sasselas che divenne, in seguito, il tramite tra Garibaldi l' Il It' OM ilit:l erano cessate e Garibaldi era partito. Egli cercò, allora, di
Turr e i suoi compatrioti radicali. Ad esso appartenevano, inoll H', (onvi ncere gli il:rliani cii lingua greca e albanese che avevano parte-
Andreas Miniònias, Stam ati s Tipaldos, Di o nìss ios Mavrò pul o.." (l p:lI O ali:. :,peclLdone a '>Cguirlo e a promuovere lIna rivolta in Epiro
Andrea s Tsa las, il Minotos e il Sufis. Dall'ambienlt' dcll'eIlcnhmo .' in Albani:!. Gli Itall:.nl di lingu:l greca si ribellarono prima dello
irredentista provenivano Ana st:lssio ... V:lfi;ld i.. dI Mo nhliri nel LI .,h,Lr("o , li ,:u lh,ild ll' lonll ,lrnno il corpo dci Mon tanari ciel Vesuvio
Maced on ia e il He... lènh di I.c .. bo. Infll1(' dc ' I (," 'C I H" llknti ir, 11,lli .• !fllI ,I '-'l'X) Tlwc')( IIJIU 1'.111 '1,1.,11'1 C.()nli.'mr)() r~ln(.': lInc nl c egli fonclò,

111
"'
Insieme n Marco Anl 0nio C:lnini e ~l $everio flral :1 c con dcn:lri del
principe Alhandros Ghikas, ~ I1 Diritto delle N3zioni .., un comitato
avenle come obieu ivo la spedizione nei Balcani U6• I JA P1;nlflt'()l·II.,." l\ll/I/Cj (/1U1 $lil/(!(; m/r III tlw klllgdom 01 Grecce 1833'1813 New
Jl'f1>CY 1%8 (Alene 191i"i), pp. 346-347, 505-508-
Il Canini era un politico fa ntasioso, sempre in movimento, che 2 AJ PA I'oA'o'OTO!'Ot.l105, .The -Great Idea" :md lhe vision of Eastern Fedcratlon; ~
aspirava a fondare una ~ I eg i o n e ispa no·rume na .. (sic). L'altro socio, propos of Ihe views o f I. Dragollmis a nd A. SoUliOlLs·Nicolaid is., Bolkan Swdies,
Severio Prata, che si autodefiniva principe Sca nderbeg, voleva orga- XX I(l980 n. 2), pp. 331·365-
nizzare una «Armata d'Oriente_, guidare una spedizio ne in Albania 3 JA. PI!TROPUL05, op. clt, pp. 346-347.
e diventarne re. Contemporaneamente egli collaborava con la de- -4 A.. SKA"'OAMIS, H rplaK"OVfcrctia t7jç fJamlEl~ Wl.> '09ruvoç /831- J862, Atene 1951;
F. KYRIAKtOlS, /cnopfa rov I o,xpollOV E.U IJVIOJlOt1, vol Il, Atene 1892-9-4 (rist. 1972); F.
caduta dinastia di Napoli ll7• Lp-NORMAKO, lA reuolulfon de Grke, ses causes et St'S COII.S&pWIICes, Parigi 1862.
Nel clima di confusione che regnava in quel periodo a Napoli, S K. TsUKAlAS, ~6pf7J0Tj /('(lI avwrapQ')ll1yfj. Atene 1977, pp. 16-4· 180; Id, KOlVCtlvlJoj
con le migliaia di militari disoccupati, licenziati dall'Esercito del aVWr~1J imi I("pdroç. Atene 1981, pp. 263-282
Meridione, molti avventurieri tessevano piani diversi con obienivi 6 D. DaNTA, H e.u.a.ç imi al dov6pél' mfU rov Kpll1aìll'6 v ~6Aepov, Salonioco 1973-
poco chiari. Due di questi, Alessandro Salvati e Luigi De Negri, ave· 7 E. PRJ!VELAKIS, Britisb pollcy towa rds Greece 1862-<i3, Atene 1953, pp. 13·46.
8 JA. PETltoPULOS, op. dr. pp. 287·288,
vano creato, con la partecipazione di un generale garibaldino, l'un· 9 Sulla nsionomia dell'opposizione, v. A.lIAK.05,.O\ ,t~Ot OtTIv E1!UVOOtCtm1
gherese Sandor Ga~ il ~Comitato per la spada d'onore di Garibaldi .. , tOI.> 1862_, Mv1jI1Wv, voL vm, 1980, pp. 9-46.
,che arruolava anch'esso volontari per i Balcanp28. Queste iniziative lO K. KANARiS. To 1CpOç tOV Ba01Àta 1110; E.U6~ 1rEpf tT/o; a~mfOtì/JtVIJç ~OÀIfI,,*
provocarono la reazione del comando dei democratici e del gover- I1Cfat}oÀ!'jç v1f611V7/l1a fOV npovcnaOTOv Kwv. Kavapll . Ev w irpOCfax9rf imi npdÀO}Uç
1.>~6 A. neratUl"j, Atene 1862, pubbl. da E. KYRIAKtOIS, op cfl., voll I, pp. 9tHIQ
no, che sciolse il comitato e imprigio nO i suoi capi m.
11 V. KALUONTZlS, A vOpéa P7j}01l"OI.>Àov ?ll.oAo1'lK"d mi ItOl.lnm ép-,a. l'-.ttrnsso 1897;
Il Karatàssos non limitO la sua attività all'Italia Egli inviO anche K. DlMARAs., .A. Pfjy6/touì..oç., To Blj,ua, 3O.3J979. Sui suoi r.tpporti con personalità italia'
suo fratello, insieme a un suo uomo di fiducia, dal console di Russia ne, V. R LAVAGX1l\l, Greda 1859 nel diario di FrtUlcesro Crlspi, Palermo 1967; BNF, Fon-
a Salonicco, per comunicargli i suoi piani e per creare nella città un do Tommaseo, o ve 1:1 corrispondenza dei due Llomini; Biblfo/eca Provinciale Torlnq
centro di preparazione della rivolta. L'ostilità dei democratici, perO, Carie Valerio, l3, 2, 5, Mallioli al Valerio, 13.9.1850; ACS; Fondo Crispi (ASP), 3. 29, 19, Crispl
lo costrinse ad abbandonare Napoli; e, senza essere riuscito ad in- al Rigopulos, Malta, 5.IU859.
12 I. SOOAN05, XropenoJ.uSç €tç f7Jv OJJI1-fPII'1jV E.U.aro, Atene 1860. L'A.. era un pro-
contrare Garibaldi, parlì per la Francia e per l'Inghilterra. Passò, fugo italiano del 184&
quindi, a Odessa e, in seguito, a Galati, e si recO infine a Belgrado, 13 Aldiv, 6.4J859, ove A. Rigopulos recensisce il libro di G.A. NAITIS, rtvlmf apxafrov
dove credeva di trovare un terreno più fa vorevole per i suoi pro' fI11COp(OV K"Cl1 larop(a a1lfOv Kapd: Wlç aplOOOlç imi fOlo; ,6v,avnvolo; vol. I, Atene 1859.
getti in Macedonia. La morte, però, lo precedette. Dopo la sua par- l'Cr tcstimonianze analoghe, cfr. A lruV, 6 e 2-4.6.1859, e To M t.Uov fl")ç narpf~ 17B.ls60,
tenza da Napoli, anche il comitato che egli aveva fondato andò in v. lnoltre A. GUPAs, 1I CT7!11"PIV~ K"CltaCTtat;nç fl")ç Avaro),~ç un IÒ(ro<; tT/ç E.Uti6oç la me
1861, p. 1-
fumo oo. I~ 'H),IDç, 15.6.1859; Etdç, 28.4.1859; Av)'If, 4.6.1859.
I volontari degli anni 1859-1860, quando tornarono nel loro paese, 15 v. To Irw..llI'6v çrlf7Jl1a Iral o AvroK"paf~ NaltOUQJV r', l1eta'PtlO1ç tK" rol.>
diventarono i principali porlavoce dello spirito garibaldino e i soste- )«u'urov v.tr6 KQJv. LratknrooÀolI, Atene 1859. Per l'originale, Napolron III et f'lIalle, Pa·
nitori di un'iniziativa simile in Grecia Molti di loro, come lo Stekulis. ri!!1 1859, cfr. F. VALSECCHT, Europa 1859, Atti del 380 CSRl, Roma 1960, pp. 23-7-4.
16 npaK"TI.m f ilI\' LVve:Opla!1f:QJv fl")o; Bow.rliOj 1859, voI. Il, p. 1075-
il Sasselas, il Vafiàdis, il Luìzos e il Tsalas, sì occuparo no dell'organiz'
17 E. DI!UGHIORGHIS, nO).[fIK"a 1JJ.UP0À61'1a, Atene 1896, p. 112
zazione dei comitati nelle province oppresse. 18 'fi),ux;. 4.7JB59.
In particolare lo Stekulis, che aveva seguito Garibaldi in tune le 19 To tt>w.;. 3,6.1860.
spedizion~ era il suo tramite stabile con la Grecia. Fu usato da lui, 20 G. l'lI!RAZZI, ~ Mazzini e gli slavi dell'Austria e della Turchia., Alti del 460 CSRI
nel 1866 e nel 1870, per l'arruolamento dei volontari greci, e dagli (Genova 1972), ROlna 1974.
ambienti rivoluzionari ellenici per chiedere l'aiuto e la solidarietà del 21 fi),u>ç. 20.6.1859.
22 G. BeRTI, Russia e slalf i/aUanf nel RlsvrgtmetUo, Torino 1957, pp. 73<)-731; A.J.P.
generale nel 1867 e nel 18n. Altri volontari, come il Dòssios e il l'A 'o' LOR, Tbe stru~le lor mastery (II Europe 1818'1918, Oxford 1965, pp. 104·106.
Tsatsos, presero pane ani va mente alle lotte di liberazione, altri an° 23 A Y.E 1S60. Il l Ambasciata di Vienna, Udorikis al KunturiOlis, 1 2/2-4.5-1~ ibiti,
cara, come il Vafiàdis c il Kalligheros, parteciparono anche ad altre \ lnas a l KunturiOl:is. 245-1860 (nuovo calendario); ibid 18. I, Ambasciata di Lond ra,
T

rivolte"'l. Trlkupis al KunturiOIIs. 215/2.6.1860.


li AJ]l TAYlOM, tlp di, I>P. 122' 12,",; MS ANoeRSON, Tbe Great Powers ami/be Near
I~m, 1774 II).;:.t l.ondl~ LinO
~ A yn 1tt()1, 'Il d'", III. AlLLh~",I.II{' t· (".oIIS()tali di Grecia, Kal1crghis al Kunturiotis,
14tltl,H 11i61 In \111("111' .,"'1 t' ~I' ''I I hl' t'~.1 f>C ne andnrollo dOIX) b firma del protocollo
(idI) 1l11l~n" L ~,I Iln ~(.,hIH~~ I" I1lr~I .. lh~ dlllU\(\M'lVCrnll dci Libano c I,:oncl udeva
IlIrl"V ..... 'I I~I1l<·nll· 111 .. 1~.I,' ... II. , .. Uhll \ l'h l """1111, no!.1-49

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'1/ (,II!! (II l' I IIIf'WIJ.,'Il1 dl'Wl/lllfll

26 AYE; 1860. 18. I. AI11I>aS('lal~ di Londr.... Trikupis al KUI1l\llloll, 1(}'11,l1B6C}, t Sj li A "'CUH MI, .11 , 1\\>1\<* Imi' 1110 <Id ~CKno d'h.III.I., Alli dd 20" CS ~I . koma 1962.
DRIAt;LT e M. l,HtJ!nlEIt, II/sto/re dlplomatlque de la Groce tle 1821 t1 I/(>.)pllr.~ 5 volJ~ 1>1>' 17-55-
p~r~ 1925-26, pp. 458,459. S4 AMAli (NJ~ l5O, I, M.I I'I\·a~I ~l c..vour. 7.21860: AYE; 1861. 40, 4, Agenzie straniere
E. AlIOUT, La noU/;elle carie d·Europe. Parigi 1860, nad. ncllo Sl ~ a nno in gn.~ In Grecia, dt"Cl"elO reale dell'I 4 186]
00. 55 AMAI:; 793. P. ISS. M~miani al ~iCl.sol L 9.8.186 L
28 Il Carteggio CaoourNfgra dal 1858 al 1861. voi. 111. Bologna 1929, P. 61, Nigra al 56 A YE; 1861, 18, 4, Ambascl:lla greca a Torino.
Cavour, l3.2.1860. 57 ODi, voi. Il, p. 300. Mamian i al Durando, 17.4.1862
29 Aum, 45.1859. 58 v. più avant~ p. 152.
30 'HÀI~ 6.5.1859. 59 V. le denunce del depulato radicale Gheorghios Verlkios in 1P1p' 9.10.1859.
31 J.A. PETROPl.lL06, op. ciI., pp. 2'5&2S9;j. KOfAS, Internarional 6nd domesrlc polli/es 60 Sul lesto del la lenera, cfr. H. l"DIPElU.fY e L PE,"'SON, l'oundatiOtlS of Brilisb
in Greece durlng lbe Crimean lrur, New York 1960, pp.los.l13. fore{g11 poIicy, Cambridge 1938, pp. 222· 225; v. inoltre c.c.
EWR1OOE, «The m yl h 01 mid·
32 npornlai UtIY IUVf:~lIi«1lIV tTJi" Bou),l'jç. 1858-59. voI. l, pp. 1314'1317, 104().1045 victorian 'separatìsm": the c=sion of me Bay islands and the lonian islands in lhe early
e 10'7().1079. 1860's., ViCIOT"Ùm Studies, 196B{,9 n. 12. pp. 336'346.
33 A YE; 1859, 18, 2, Ambasciala di Parigi, Rok al Rangavis, 2"i5n.6.1859; (bM. s.n.d'a. 61 V. il quotidiano di Corfù Nta ..EIroK'l, 19.1L1~ P. OnoTlS, lcnopla rov l ov(ov
X. Classificali vari, Rok al Kunturiotis, 18/ 30.6.1859 e 2/14.6.1859; ibid, Trikupis al Kptirouç. 2' parte, voI. V, bOle 1877, pp. 469-472.
Kumuriotis, J.ondra 25n.7.l859, cfr. A/hjva. 198.1859 e &lriç 275.1859. 62 G. VER1KIOS, A1f0.'lVl1l1ovrvllaTa 1f€pi t'f/i" 1tpt/JrJv fov(ov lfO),m"'~ Cefalonia 1870.
}4 A917v6; 305.1859. p. 185; P. OnoTls, op ciI., pp. 475"476.
35 A1(6v, 25.5.1859. 63 P. CHIOTlS, op ciI., pp. 476-478.
36 '1Iì..UH;' 6.6.1859. 64 Ibitl., pp. 486-198.
37 A YE; 1859. s.nd·a, X, Classificati vari, Bo7.1.3 di lettera classifiC'"dta del primo mini ' 65 1P1p, 3110.11:159; Per un'altra sua critica nel 1860, v. P. CHIOT1S, op. cii, p. 449.
stro ag li ambasciatori del paese, 1l/2,3.6.1859. 66 lP/P, 25.111860.
313 &Jr{i". 3.6.1859. 67 Cfr. «EUa.ç 1OCt~ ItaÀ!a_ in IPIP, Il.8.11:l61, ove le dtazion i che seguono.
39 PRO (FO), 32, 268, 276, Wyse al Ru.<;SeI~ 16.6.1859; A y../i; 1859, .s.n.d'a.. I. Classificati .68 Si riferi.scc alle vod drca la fondazione di un principato ~ngloionio con la pro-
vari. Rok al KumuriOlis, 24.616.7.1859. babile anneSSIone dell'Epiro e della Tessaglia: v. P. CIllOTtS, op ctl, p. 504 e 518; E.
.j() AltW. 6.61859. l'REvELAK!S, " To HlItlpollEO"ow..lIc6". çr\tTll1a I«Xt a. fa ttTl 1862- 1863_, Afhlva, 1950 IL 54,
.(1 Ib/tI., 2;.5.1859. pp. 94-IQS. Tracçe di questo sospetto si riscontravano anche sulla stampa italiana, vedi
42 AST, Consolati Nazionali, Atene, m. 2, FiUman al Malavas~ 14.7.1859. L'Un/Id italiana, 4.11861.
43 Au1w, 24.6.1859. I profughi italiani rientrati a spe;e della Commissione furono f:IJ Cfr. P. PA NAS, f'lComrlioTal Km /Jcll1WcJE1i" €V &tavrjalll, Cefalonia 1880.
Aristide Azzaello, Francesco Baremo, Giacinto l3ocrave<Xhia, Giuseppe CaS3Jin~ Reginalo 70 G. VERIKIOS, 'EnfJafa ava«pO/lEva El!; rov f'I,OOltaatH'~IOV, lame 1889, pp. 8 ·13.
CoI!~ Vincenzo (;orradi n i, AntoniO Desl:ef.mi. Gioacchino Garda, Giuseppe Giaino, Be· 7l fPlp' 2.5. e 5,6.1859.
nedetto Gianella, LorcnzoGuid~ Giovanni Pel lisal~ Pietro Polit~ Pasqualis Romano, Enrico n aro il quotidiano di Cefalonia Ava)tvl'l'Jatç. 25..(.1859.
Rossignoli, accompagnati da due Ungheresi, Demetrio e Jean Antonovick, e due Pobc- 73 «AvU)tVVllau;- puhhlicò, dal 18.4. a l 235.1859, l'anicolo di G. Mazzini «Dci doveri
chi ex militari, André Zaskevich c:Ja;eph Conto, che avevano cornbauuto come volon· dell'uomo. Ai lavor:atori d1talia .., tradotto da P. Panllis.
tari: AST, Consolati Nazional~ Atene, m. 2, Malavasi al Cavour, 15.71859. 7.( aro AvO)tvV7jmç. 9.5.1859.
44 AV)1j, 6.7.1859. 7~ aro To l1>wç 3 giugno, 9. 11 e 13 agosto, 6 e 13 sellembre 1860. Pan;,\s pubblicò a
4} AltW, 20.7.1859. PUntate, nel 1874, sul suo quOlidiano _~ç., l'oper:a dd Mal.zini «Dci Doveri •.
046 A. GUDAS, YlfOIlVlJlla 1fEpl E.U.ti~ l.:ante 1862. 76 Per le precedenti citazion i V. n e ll 'ordine 1P1p, llA I861, 25.9.1862, 29.7.1860, 29.9.1861
.(7 E. DEUGHIORGHIS, op. cft, pp. 122'123; Elmç. 7n. e 12.7.1860. e 11.8.1861.
48 To MlUov TI'I!; narpl&ç, 18 e 2SJ1.l859 e 16.1.1860; A917va, 30.5.1859. n Cfr. E.1.1riç. 7.6., 12.7. 7.21860 e 22.8.1861.
49 Aum, 3(16. e 2.7.1860; 'mu::Jç, 28.6. e 30.7.1860. La crisi del Libano fu il risultato dci 78 V. To Mt..U.ov t'f/i" AvatoÀJf~ 26.7.1862
rantagonismo tra i cristiani maroniti e i musulmani drusi. sostenuti rispettivamente dal 79 v. To Mt..u.ov T7]q &U.a6oç. 27 e 31.1:1.1861.
Francesi e dagli [nglesl. [n seguitO ad una sollevazione delle popol:uioni agricole fIO V. To Mé,uov t'f/i" AvtxtoÀI'jç. HJl.l862.
maronite, le due comunhà si SCOntrarono ed ebbero entrambe migliaia di vittime. NalX>- 81 Dichiarazioni del Gladstone nel 1861, cfr. P. CH10TlS, op. ciI., p. 448.
leone TIl inviò, il 17.7.1860, una squadra navale per proteggere i cristiani. Il PalmerSlOn 82 V. To lPtoç, 7.4.1862.
perÒ rt:""dgl. Alla fine, con una decisione della conrerenza di Parigi, fu inviato un corpo 83 V. A),l18Jf!; PtçOC11faOTTli"o 15/27.9.1862
di spedizione francese, protetto dalla flotta ing lese, che vi stazionò fino all 'a nno SUOC('s' 84 G. VF.RlKtOS. 'Enpa/f1a ..., ciI., p. 12, Momferàtos al Verikios, 14/26.4. 1862.
s ivo: v. S. e E. SHAW, H/5tory of lbe Oltornan Empire and Modern Turkey. voI. Il , 115 V. Ta fPwt;, 9.8.1860.
Camhrldge 1977. pp. 156'159: MS. ANDt:KSON, Tbe Sreal power:;; and tbe Noor Easl, 1774 86 V. &trl!;, 17.5.1860.
1923. Londra 1970, pp, 142-144. 87 Cfr. il qu o tidiano ~ M~ÀÀOv», serie di articoli di D. Papathanassìu d~l 18.9. al
50 A YE: 1860, s.nd·a. Xlii, Classificati vari, Kal1erghis ad ()(tone. 15/27.10.1860 II f(o' 11 10. 1870.
verno inviò Inoltre a Beirut I~ nave da guerm «Arilldne. per t~l1cJJre i propri ~ uddlli t' 118 Sopral1ullo su l qUOt id ia n o _Avcr..,tvVTja\ç. di lossif Momfcr;,\tos, tra il 1818 c il
per prC'itare le c ure medic he, e iSlitulad Alene un .Efomlo. I)('r 1'~~~i~I{·IW.;l al pr(')fof(hl l!i.(9
v. Ao1'l, 13.6.1860. :: T .... lNn·ll' 1/ A,·tJf(J),~ 6,« "'~ AI'oro.1.tfç. Ah:nC 1861, 1>. 1.
51 A YE; 1860. 18. I, Ambasciata di Grecia ~ I.orn.lm. Tll k\l pl, III Ku ,uIIII"I1, 1./ 1410 1 ~""1 1 AQ'II'4 ,t 1/•. Il l' /(,"1"-'1 1' In volullI(' nclln ~tc,'IO flnno.
52 P. DI:I.lClIIOIIGII"" op cft. p 19\ ~1 lo' Ilh,,..!!.!.,, · .'fI ' l'''.J

Il'
92 Cfr. To MlU.ov rll~ Avaro.l.~ " Uil862 To ~ 27.7.1862; E61'~d)'a.:. op cii. 121 AMA"; jHl.\ ("1;\ ',1, M~llll.1nllll l>tlrando, 18.9 1862, AMAI':;~, 219, Capello al
93 Secondo l'E9I·~Ii).a? op. cii. ~ ('".1(>0 del Gr...o di Genova cr~ t~le l.ò!s ko ros. NC!!h VenÙl>ta. 14.1Z,1f1(;,6; A Yll lH('ll, '.16, l, l'oh/la·Slcurezza. Ro k al Kunlurlolis, 9/2104.1862, let·
archivi cittadini non abbiamo riscomrato info rmazioni più preci$C. Sappi:uno perO Chl' tCTlI allC!!lll dci 1'01ll.ln.1 .Ii Nok. !'/ff$(!l'i!r(I/lZ(1, 22 11861; M.A. CAMN~ Bn'ciole di storiu,
nel febbraio del 1862 Dimltrios Saràvas, uno dei capi della .gioventù~, si trovava in dtt;\ 1"orlno 1882, p. 97.
(rAK, K2c, Sar:1vas allo Stekulis, Genova 24.21862). 122 Su Sasselas, Minotas e SkuCis v, p, CllIOTIS, op. cit, pp. 439 e 660; su Tipaldos e
94 V. L'Unirà !taillma, 9.4.1862.l.a sala ern decor.l.ta con i riU'aui di Garibald~ Ma:uirll, ,\llvrOpulos, v. PrmeI.oeran:w, 22.1.1861: su Minionias, v, S. MALAKIS, AIfOlJVlJpovWpura
Kanaris e Markas Bòfsaris, etrf fl]ç Ol/1,lp6vov unopf~ Atene 1895. p. 376; su Tsalas e Vam.dis, v. A, YE; 1860, s.n.d'a.,
95 O IwmI, Mar,llnl~ Jro:I ro Pq.!(JùaSv Kp6roç ~rol oravao-raO'lç fl]ç ~lJç rora XII I, Rapporto I. Papakostakis, s.d (ott. 1861). Vam.dis, d i nuovo volo ntario a Creta nel
ro /848 (EIn,v,ulç fl]ç C'IJPcpllioç o Andlafldpoç) ca: rov ra.U!L'OV, Atene 1860. 1866, morI nella oottaglia di V a f~ cfr. inoltre P. TSAlLIS, To ooçaO]ltvo Movacmjpl.
96 l...S. STAVRJANos, Balkan Federariorl, Hamden 1964.. ~Ionicco 1932 P. 48. Su vas.<;i1iu, v. D. De BAsI\JO, Rtcordl, TriC51e 1860; su Papadopulos,
97 Su questo tema, v. G. MOSSe. w naz/ona/izzaziDne delle nume, Bologna 1974. v "'RM, Cane Benani, 38. 156, 112, G. GheTllrdi al Bertan~ 3.8.1860. Papadopulas ern pa"
98 T. PP.DtO. _L'attività del movimento garibaldino nel biennio 1861 -62~, Atti del 32° rente di Fr.l.ncesco Guerrazzi.
CSRI, Roma 1954, p. 356, Comitato centr.l.le agli lIaliani, 15.10186l 123 C Pa::oltL'oIl MA:"ZON~ Storia della {S'ma dlfJtslone Tùrr nella campagna dellB60
99 MCR, Prot 8ellaui, 528, SeIJazzi al benemerito comitato, 16.3.1861. t'l Slcflja e Napol~ Firenze 1876; S. MALAKIS, op. etl., p. 494; M.A. CANINI, Vtn8t an.\" d'ext~
100 T. PlODIO, op. cll., p. 345. Bellaui aU'onorevole comitato, 7.101860. Parigi 1869. p. 184; D. DE BASlUo, op. cn I volontari del 1862 furono imprigionati dopo
10\ A. T AMOORRA, .Garibaldi e I·Europa .... Ani del 39° CSRI, Roma 1961, pp. 445'530-. la 5tOIlfiua della spedizione e liberati gr.l.l.ie all'intervento dci Mamian~ v. AMA/:.; 793,
D. VE.'\U USO, .GaribaldI e l'Europa .., RSDR. LX IX(l982). pp. 161'1'173- 1S5, Mamiani al DUr.l.ndo, 2.10.1862.
102 rapl!M).60u /Ho,- VlJ1Il6f1]ç, ~91) m'I OTpamtlnm avOpayaOrllJara. El( ro u 124 To lPoJ.;. 13S., 3.6. e 6.6.1860. 11 Kar:l.lbsos intendeva recarsi dal Montenegro in
)oQMlroV 1111'6 ..., Atene 1859. Cfr. Garibaldi. Sa vie, son en/ance, ses moeurs, ses explolts Serbia via Trieste, ma qui fu espulso dagli Austriaci. v. A, YE; 1859. s.nd'a., X. Classificat~
militaire$, su/fJts de dlXumenlS b/slorlques sur la guerre, Parigi 1859. Kumurimis al Sinas, 28.4-1105_ c 1-4/ 26.7.1860.
]1)3 1Ctl!11j, raplfJd)'OIJ" IOlomroç imi lfoÀlnroç j3{o; aUTolI, vlr6 tJ..n.. Atene 1860 125 To lPoJ.;. passtm., giugnO'Oltobre 1860. AMAE ( RSÀ 250. 1, Malavasl al Cavour.
cfr. C. Pio Y A, H/srolre de la guerre d1ta!ie: JO!ieph Gan'bald~ Parigi 1860. 9.11.1860. Sulla partecipazione degli Italoalbancsi, v. S. GROPPA, GI'llaloalbanesl nelle 101-
104 AlfOIJVlJIJOvcVIJara rov IwmI; raplj3fi.l.oov. tJ.lJlJomev8évra IIIr6 AÀtç, t!.ovpli K'(I'I to dcll'l1ldtpelUlcnza, Bari 1912; C CESARI, op cU
lJera~paa6tvra vlf6 MIl'wl). Z'refdvov MaÀalo:, Atene 1861 Cfr. Mémoir! de Gan'/xIldi, 126 .11 diritto delle Nazioni •• v. M.A. CANINI. Vinsi tHlS..., ctt, pp. 18.}187; W. MATURI.
Tradulls sllr le manuscrll orlsl'lal fKJr Al Dumas, Parigi 1860, .I.c avventure balcaniche di M.A. Canini nel 1862... , AA.VV, Smdl ston'cl in onore di G.
105 Cfr. 'HÀIDç. 25.7.1860; To o1IoJç. 13.5.1860 e 273.1861; To MtMov fI]' narpl8oç, Volpe, Firenze 1958, voI. li. pp. 557~ l', GUIDA .• M.A, Canini in Grecia~, Ba/kan Studies,
27.7.1860; A,91)va, 273.1861; Dm voI. Il, P. 55. 71, 101; MCR. 49, 14. 6, Resdis a Garibaldi, 31 XX(l979). pp. 343'392
15.10.1861; A.P. "YIJ\IOç tlç wv raplfJ(ù.OIJV, Corfù 1861. 127 .Armata d'Oriente>o, ACS Minisiero Interno. f. 4, 1052/624, fascicolo personale di
106 To otIruo;. l3.5.186o. S, Prata della pubblica sicurezza.
107 MRM ( AG·FQ 476, Levidis a Garibald~ 31U862. 128 .Comitato per la spada d'onore di Garibaldi_, v. A. SORocco, .Associazioni p0-
la! MCR, 268, 43, 3, Missali Metropolita di Atene, Antoni~dis, Papadopulos, lit iche e società operaie nel Mczzosiorno da l 1860 ad As promonte», Arcblvro storico
AnghelopulOll, Laskarklis a Garibaldi, 15/27.5.1862. per le province napoletane, 1967, pp. 422--425; MRM, 688, areolare Bellaui, 10.6.186l
109 G. ZORAS,.O ~Q~cdoc; ICIll Jl 06IDVl..:q lIol.m~ Ktlla tOV ltupù.66vta alIDvQjo. 129 Or. Il popolo d 'Iralla, 2l3. c 25.5.I86L
&r(lVljO'laro Mclmjpara, vollV, Atene 1969. p. 16l 130 Non è esatta l'informazione fornil2 dal Canini e adOllal2 dalla Sloriografia senza
110 A. MJAKRAKJSl A6,.oç C1Ilnifloç wv tapl rot.o.; rfpeua; AcarrcraK'Ov. Mc.tpoonlnl v. ulteriori verifiche, secondo la quale il comitato di Napoli avrebbe costituito il primo
Lmp{JtJ.lJv. t!.voPoVVlo,fI]V lf€o6vrCtlv a~v. E~Inl6d~ fl]v 25 Mapnov 1862 cv fI] nucleo dei comitali fondati in seguilo nelle bole dello Ionio.
vrfaru fC!)V npiyyllffJN (sic), s.L e d (862). I3t L STEKuus, op. c/l., pp. 21-26; E.tlJiJcpl" 2O.1I.l876.
III To ~ 25.1. 15.3. e 3.4.1861; A6Ijva, 233.186L
112 MCR, 273, 70. 3, Cucchi al Bella'U~ &4.1862
UJ AMA'; 1342, Grecia, Viviani al Di Campello, 2l5.l867.
114 '11Àloç, 22.8.1859.
115 C CEsAIt!, Per uno smdlo Slll corpi volontan' dal 1848 011867, Roma 1917.
116 A,um. 25,6.1859 e 27.5.1859; AMAE ( RS). 250. I, Mabvasi al Cavour, 24,6.1859; Il
Corriere Italiano 111 Grecia, 30.1.1862; A v1'rf, lO e 22.6.1859; 'mlQç, 15,6.1859.
117 Z. SOTlR!U, _EUJlVIa:t1 "e~IDv HilV E8vtrotl'jtmv. np~ tO navfÀ.Àl'ivlOV. Ev
Aal'jvm" t1'\v 8 10\JV{0\J 1859. (À Af~{U\I\crta(~; AIIUV, 18.6.1859; 'H).w~ 15.6., 25.7. e 228.185'),
AvYll. 25.6.1859, AST, Consolati nazional~ Atene m. 2. Malavasi al Cavour, 15.7.11:159.
\18 AvYll. 6 e 21.7.1859; EO"rla. 1882 n. J3. p. 301.
119 MeR. 575, 15, lO (Archivio dei Cacciatori delle Alpi), KUlsoniatis, Stekulis e 1'0lil ;~
a Garibaldi. s.d. (1859); AMAI:; 847, 2,36, Consolato Corfù, Viviani al Lamarmora. 8.5.1866;
'HÀIOç. 22.8.1859; To ~ 2<),7.1860; Persevem'lza, 2ll1861; IWrf" 721861: A v1'rf. 27.5.18')9.
l. STEKUUS. IPpOInlPa, Atene 1882
120 ti quotidiano _lo <lIwr;~ oscilla tra i \.000 volomari (22 t' 1117 1860) l'! I 2'iO
(9.11.1860), PersevertmUI (22.1.1861) e Ebfç (7.2.1861) parlano dI c,o

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