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Pavimentazioni flessibili: caratterizzazione dei materiali

Le pavimentazioni flessibili sono schematicamente composte da strati di materiali legati da asfalto


o bitume (Hot Mix Asphalt materials) seguiti da strati non legati. Le proprietà richieste per ogni
strato sono riassunte in tabella. In seguito approfondiremo le procedure descritte dal MEPDG per
ottenere le proprietà dei materiali a diversi livelli gerarchici di input.

Input aggiuntivi
per la definizione
Input richiesti per
Tipo di Input per la valutazione delle funzioni di
l'implementazione dei
materiale delle condizioni di crisi trasferimento
modelli climatici
tensione-
deformazione
• Resistenza • Capacità di
alla trazione assorbimento delle
• legge di onde corte (solo strato
Strato • Modulo complesso E*
deformazione di superficiale),
superficiale, in funzione di tempo e
a carichi conducibilità termica e
binder,base temperatura
costanti capacità degli HMA
sottobase • coefficiente di Poisson
• coefficiente • viscosità dell'asfalto
di dilatazione dello strato binder
termica (rigidezza)
• Correzioni stagionali • Indice di plasticità,
del modulo resiliente dimensione degli inerti,
Base e Mr peso specifico,
sottobase • coefficiente di Poisson conduttività in
non legati; • peso dell'unità di condizioni di
sottofondo volume saturazione, contenuto
• coefficiente di spinta a ottimo di umidità,
riposo curva di saturazione

• Modulo elastico
Letto • coefficiente di Poisson
roccioso • peso dell'unità di
volume

Materiali legati
Il software JULEA per analisi dei multistrati elastici richiede la viscosità dell'asfalto , il modulo
dinamico della miscela e il coefficiente di Poisson per calcolare la risposta strutturale sotto un
determinato carico. Il modulo di rigidezza (* G) è utilizzato per ottenere la relazione tra la viscosità
e la temperatura dell'asfalto. I modelli di deterioramento sono rivolti a valutare gli effetti sulla
viscosità della frequenza dei carichi e della profondità dello strato in esame. Il valore della viscosità
è utilizzato per calcolare i fattori di cambiamento e il modulo dinamico in ogni strato. Procediamo,
quindi, a descrivere queste proprietà e le procedure per determinarle.
Viscosità del legante h

Per i livelli di input 1 e 2 la viscosità del legante è calcolata in base ai dati desunti da prove con
Reometro a taglio dinamico (AASHTO T315). La relazione tra viscosità e temperatura è usata per
determinare i valori A e VTS (NCHRP 2004)

log logη = A +VTS * logTR

dove con Tr si intende la temperatura in gradi Rankine


Per il terzo livello di input A e VTS sono ricavati in base PG usato

Modulo dinamico E*

Modulo dinamico (E *) è la proprietà di rigidezza più importante per i materiali legati ad asfalto;
esso è una funzione della temperatura, della velocità di carico, dell'età,delle caratteristiche miscela
legante ( rigidezza, grado di aggregazione degli inerti, contenuto di legante, presenza di vuoti). Per
il livello di input 1, i valori del modulo dinamico per una determinata miscela vengono determinati
da prove effettuate a diverse temperature e frequenze.
Per i livelli di input 2 e 3 il modulo dinamico viene calcolato a partire dalle caratteristiche della
miscela, temperatura e frequenza dei carichi attraverso una equazione di previsione presentata
successivamente (3). I moduli dinamici così calcolati sono trasformati in una funzione sigmoide (la
cosiddetta “master curve”) ad una temperatura di riferimento (di solito 70 °F). Il modulo del
conglomerato bituminoso a tutti i livelli di analisi è determinato dalla “master curve ” utilizzando
fattori di cambiamento del caso, per tenere conto dell'effetto della temperatura, la velocità di carico,
e la profondità dello strato.
Stima del modulo dinamico per diverse frequenze dei carichi e temperature

Il tempo di carico varia lungo la profondità del pavimentazione come mostrato nella Figura . Poiché
la frequenza di carico (inverso del tempo d'impulso) diminuisce con la profondità, il modulo
dinamico si riduce con la profondità. Il modello globale d' invecchiamento considera la variazione
della frequenza con la profondità e l'invecchiamento che avviene nell'asfalto in sito e calcola il
fattore di spostamento. Il fattore di spostamento, calcolato per ogni stagione nel corso del periodo di
progettazione, viene utilizzato per ottenere il modulo dinamico dalla curva master. La procedura è
la seguente:

Fase 1: Sviluppo della Master Curve e dei fattori di spostamento a 70 °F per la condizione di
partenza. Le master curve sono costruite con il principio di sovrapposizione tempo-temperatura. In
primo luogo, è stata fissata una temperatura di riferimento (nella maggior parte dei casi, 70 ° F). I
dati a varie temperature sono spostati rispetto al tempo ( frequenza di carico ) fino a quando le curve
si fondono in una funzione regolare. La master curve ricavata in questo modo descrive la
dipendenza del materiale dal tempo di carico. La quantità di spostamento ad ogni temperatura
necessaria per formare la master curve descrive la dipendenza del materiale dalla temperatura .
Così, sia la master curve che i fattori di spostamento sono necessari per una completa descrizione
degli effetti del tasso di carico e della temperatura.
La master curve può essere descritta come una funzione sigmoidale con la seguente espressione
(NCHRP 2004)
(1)
E* = Modulo dinamico (psi)
tr = Time di carico alla temperatura di riferimento (fattore di spostamento)
δ = Minimo di E*
δ + α = Massimo di E*
β, γ = parametri che descrivono la forma della funzione sigmoidale

Il parametro d dipende dal grado di aggregazione e dall'effettivo contenuto di


aria e legante dei vuoti. Il parametro a dipende esclusivamente dal grado di
aggregazione, mentre il massimo e il minimo del modulo complesso sono
indipendenti dalla rigidezza del legante. Quanto detto è ragionevole perchè i
leganti tendono ad assumere rigidezze elevate per temperature molto basse,
mentre per temperature alte il meccanismo dominante è quello dell'attrito
interno e la rigidezza è molto ridotta. Il rapporto rispetto a cui il modulo cambia
da massimo a minimo dipende dalle caratteristiche del legante.
Il fattore di spostamento per la temperatura di riferimento può essere ottenuto
log(tr ) log(t ) - c (log( η ) log(ηTr )) (2)
dove
t = tempo di carico alla temperatura data
c – proprietà del materiale
η = viscosità del materiale invecchiato alla profondità e temperatura data
ηTr = viscosità alla temperatura di riferimento (usata per generare la master
curve)

Livello 1 Le master curve e i corrispondenti fattori di spostamento sono


sviluppati sperimentalmente interpolando risultati di prove sia per la
determinazione del modulo dinamico NCHRP 1-28A, sia prove di taglio, AASHTO
T320. I parametri δ, α, β, γ sono ottenuti per ottimizzazione non lineare della
master curve sviluppata a partire dai dati di laboratorio.
Livello 2 e 3 Le master curve sono sviluppate direttamente a partire
dall'equazione predittiva del modulo dinamico (Witczak e Fonseca per
NCHRP2004)

(3)
dove
E*= modulo dinamico [ psi]
η = viscosità del bitume, 106Poise.
f = frequenza del carico, Hz.
Va = contenuto di umidità dell'aria, %.
Vbeff = contenuto di bitume effettivo, % by volume.
ρ34 = percentuale cumulata trattenuta dallo staccio ¾
ρ38 = percentuale cumulata trattenuta dallo staccio 3/8
ρ4 = percentuale cumulata trattenuta dallo staccio 4
ρ200 = percentuale passante dallo staccio 200

Fase2:valutazione dell'invecchiamento del legante


Gli effetti dell'invecchiamento sono incorporati nel modulo dinamico usando il sistema di
invecchiamento globale codificato dal NCHRP 2004. Questo sistema fornisce i modelli che
descrivono la variazione di viscosità che si verifica durante la miscelazione e la compattazione, così
come a lungo termine in sito. Il Global Aging System comprende quattro modelli:
• modello originale miscelazione-compattazione
• modello di invecchiamento della superficie
• correzione per aria contenuta nei pori
• modello viscosità-profondità
Il modello originale tiene conto degli effetti a breve termine che avvengono durante le fasi di
miscelazione e compattazione. Il modello di invecchiamento della superficie predice la viscosità del
legante dopo qualsiasi periodo a partire dalla viscosità iniziale. Se necessario la viscosità fornita dal
precedente modello può essere corretta in ragione dell'aria presente nei vuoti. Infine viene
determinata la viscosità in funzione della profondità considerata. In definitiva come output abbiamo
la viscosità del legante in qualsiasi istante e a qualsiasi profondità.
Fase3:calcolo dei fattori dei fattori di spostamento usando la viscosità appropriata
I fattori di spostamento tr sono ricavati ad ogni profondità per ogni stagione, agiscono in maniera da
includere gli effetti dell’invecchiamento e della temperatura ed è dato dall’equazione (2) in cui la
viscosità h è quella ottenuta in uscita dal modello di invecchiamento globale.
Fase4: calcolo del modulo dinamico
I fattori di spostamento sono usati per calcolare il modulo dinamico stagionale di ciascuno strato
usando l’equazione (2) .I parametri a,b,g,d e c sono costanti per un dato legante

Materiali non legati e sottofondo

La guida alla progettazione fa riferimento alla classificazione delle terre dell’AASHTO e unificata, i
parametri necessari alla classificazione di tali materiali sono stati riassunti in precedenza.
Particolare attenzione va concessa al modulo resiliente Mr e al coefficiente di Poisson n che, legati
alla rigidezza di questi materiali, sono necessari al calcolo delle tensioni. Approfondiamo il discorso
su questi due parametri.

Modulo resiliente

La guida suggerisce dei metodi per calcolare tale modulo in funzione del livello di input desiderato:

Livello 1:prove di laboratorio


Il modulo resiliente è ricavato dai risultati di una prova AASHTO T307 (prova di compressione
triassiale ciclica). I valori ricavati in laboratorio possono essere approssimati dalla seguente
equazione

dove
Mr è il modulo resiliente in psi
Q è la traccia del tensore di sforzo
s1 la massima tensione principale
s2 la tensione principale intermedia
s3 la minima tensione principale
toct la tensione tangenziale ottaedrale
pa è la pressione atmosferica
k1 k2 k3 sono costanti di regressione

Le tre costanti di regressione richieste al livello 1 di input dovrebbero essere ricercate al di fuori
della procedura proposta dalla guida alla progettazione; va sottolineato come questo livello di input
non è raccomandato in quanto la guida fa ricorso ad una computazione agli elementi finiti tramite il
codice DSC2D che non è stata ancora valicata

Livello 2: correlazione con altre proprietà dei materiali


Per stimare il modulo resiliente possono essere utilizzate correlazioni dirette o indirette con dati
provenienti dalla caratterizzazione dei materiali e con la loro resistenza. Viene quindi applicato il
modello climatico per valutare le variazioni del modulo resiliente in relazione alle condizioni
climatiche (temperatura e umidità).

Livello 3: valori tipici


A questo livello di input la guida suggerisce di usare valori del modulo resiliente corrispondenti al
contenuto ottimo di umidità, ciò non preclude l’applicazione di modelli climatici per valutare le
variazioni stagionali di tale parametro.

Coefficiente di Poisson

Analogamente agli altri parametri descritti il coefficiente di Poisson può essere ricavato con 3 livelli
di approfondimento:

livello 1 test di laboratorio


il coefficiente di Poisson viene determinato sulla base dei dati delle prove per determinare il modulo
resiliente

livello 2 correlazione con altre proprietà


in base all’esperienza sulle condizioni locali può essere correlato ad altre proprietà dei materiali

livello 3 valori tipici


la guida suggerisce di assumere valori del coefficiente di Poisson in funzione del particolare tipo di
terreno in esame

Tuttavia si è osservato che le variazione del coefficiente di Poisson non hanno grossa influenza nel
calcolo delle pavimentazioni, può essere opportuno assumere, in fase di progettazione, n= 0, 35